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7 marzo: saremo in piazza a Prato contro la manifestazione di CasaPound sulla “remigrazione”


Il 7 marzo a Prato si ricordano gli scioperi del 1944 e la deportazione di 133 lavoratori pratesi nei campi di concentramento nazisti, con la collaborazione dei fascisti locali. Uomini arrestati per aver scioperato, caricati sui treni e scomparsi dalle loro case e dalle loro fabbriche.

Organizzare proprio in quella data una manifestazione nazionale sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa da CasaPound e dalla Rete dei Patrioti, con il coinvolgimento di esponenti politici locali, non è una scelta neutra. È una decisione politica che ignora deliberatamente il significato storico di quella giornata per la città.

La “remigrazione” non è un semplice slogan sull’immigrazione: è un concetto elaborato dall’estrema destra europea che propone rimpatri forzati e criteri di esclusione basati su origine e identità. Un’impostazione incompatibile con i principi costituzionali e con la storia democratica di Prato.

Si può discutere di lavoro, sicurezza e legalità. Ma scegliere il 7 marzo significa collocare quel dibattito nel giorno in cui questa città ricorda persone portate via in nome dell’ordine e dell’autorità.

Il silenzio, di fronte a una scelta del genere, non è neutralità.

La memoria non è un dettaglio formale. È un limite politico e morale.

PER QUESTO SABATO 7 MARZO ALLE ORE 16:00 POSSIBILE SARÀ IN PIAZZA DELLE CARCERI, A PRATO, ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LE DEPORTAZIONI “MAI PIÙ FASCISMI. MAI PIÙ DEPORTAZIONI.”

Possibile Prato-Pistoia

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