In New Mexico prosegue il sostegno alle terapie psichedeliche


Testo preparato con Peppe Brescia


Dopo la legge che nel 2025 ha aperto agli utilizzi medici della psilocibina, il New Mexico sembra sempre più intenzionato a investire nella ricerca riguardo le molecole psichedeliche.

Approvando il bilancio statale per il prossimo anno fiscale, la governatrice Michelle Lujan Grisham ha autorizzato uno stanziamento pubblico destinato ad agevolare l’accesso alle terapie assistite con psilocibina per le fasce di popolazione con redditi bassi. La misura prevede un finanziamento di circa 630mila dollari destinato al Psilocybin Treatment Equity Fund, un fondo creato nell’ambito del Medical Psilocybin Act allo scopo di evitare che i costi, spesso molto elevati, rendano di fatto le terapie un privilegio per pochi.

Il fondo verrà suddiviso in due tranche: uno stanziamento da 150mila dollari andrà a confluire direttamente nel Psilocybin Treatment Equity Fund, mentre i rimanenti 480mila dollari copriranno ulteriori spese per l’accesso equo. Parallelamente, è stata deliberata anche una dilazione fino al termine dell’anno fiscale 2027 in merito all’attuazione del finanziamento di un milione di dollari pianificato al fine di supportare il programma di ricerca sulla psilocibina affidato al Dipartimento della Salute.

Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi, i legislatori del New Mexico hanno privilegiato un approccio molto rigoroso: le terapie saranno somministrate esclusivamente in contesti clinici controllati, con la supervisione di professionisti qualificati.

Secondo uno schema canonico in questo tipo di studi, il modello di trattamento verrà strutturato attorno a una sessione preparatoria, una sessione di somministrazione e una successiva sessione di integrazione.

Al Dipartimento della Salute spetterà invece la responsabilità di definire le linee guida per la formazione di medici e produttori, nonché la supervisione riguardo dosaggi, luoghi di somministrazione approvati e protocolli di produzione e conservazione. I funzionari statali rilasceranno inoltre le licenze ai produttori per la coltivazione di funghi e la lavorazione della psilocibina.

La psilocibina sintetica continuerà invece a essere considerata una sostanza illecita.

La decisione, oltre che a segnare l’ennesima apertura in merito alle terapie psichedeliche, pone al centro del dibattito il tema dell’equità in ambito sanitario, aspetto che costituisce uno degli elementi di innovazione del programma. Il fondo che servirà a coprire i costi delle terapie per i pazienti non sarà dunque strutturato in base alle possibilità economiche, ma a determinati requisiti circa il reddito, garantendo un ampliamento della possibile platea di persone candidabili ai trattamenti.

Come sottolineato dal senatore democratico Jeff Steinborn, tra i principali sostenitori della proposta, “una parte importante della nostra legge statale è stata la creazione di un fondo di equità, per garantire che tutti i cittadini del Nuovo Messico che soddisfano i requisiti per il programma possano accedervi, non solo coloro che dispongono di risorse finanziarie.

Da sottolineare come l’inserimento del Psilocybin Treatment Equity Fund all’interno del bilancio statale non si è rivelato un processo automatico. Inizialmente, infatti, non era previsto che il finanziamento rientrasse nel provvedimento generale: a rivelarsi decisive sono state le pressioni e le manifestazioni pubbliche portate avanti da parte di associazioni, operatori sanitari e attivisti, evidenziando il ruolo di primo piano svolto da società civile e professionisti del settore.

Oltre ad attivare un fondo per i pazienti, il New Mexico ha inoltre previsto ulteriori risorse, da destinare alla ricerca scientifica: una parte del budget dello Stato, pari a 150mila dollari, sarà così finalizzata a finanziare alcuni studi sull’efficacia della psilocibina nel trattamento dell’ansia nei pazienti terminali, condotti dall’Università del New Mexico.

Come annunciato dalle autorità sanitarie statali nel Dicembre del 2025, l’intenzione è quella di dare avvio al programma entro la fine del 2026, giocando dunque d’anticipo rispetto alle scadenze previste dal piano di bilancio.

L’obiettivo conclusivo è quello di istituire un modello sanitario che, facendo base su una facilitazione nell’accesso alle cure e sull’investimento nella ricerca, si proponga come sostenibile e basato sulle evidenze scientifiche, approfondendo rischi, benefici, e metodologie di utilizzo nel sistema sanitario.

Stando a Denali Wilson, direttore del supporto strategico dell’associazione Healing Advocacy Fund, “il fatto che l’Università del New Mexico, con i suoi esperti locali, esamini così attentamente come dovrebbe essere questo modello di assistenza, fornirà informazioni davvero significative alle decisioni che prenderemo in merito alla struttura del programma statale”.

La decisione del New Mexico riflette un cambiamento più ampio, relativo alla crescente apertura verso la medicina psichedelica, all’interno di un contesto globale sempre più colpito e sensibile riguardo le questioni relative alla salute mentale e a fronte di una crescente inefficacia delle terapie tradizionali dichiarata dai pazienti.Del resto, l’interesse verso le terapie psichedeliche sembrerebbe confermato dall’avanzamento di ulteriori azioni legislative in realtà come lo Stato del Massachusetts e la King County di Washington. Nel primo caso, il Parlamento statale ha approvato due proposte di legge finalizzate all’istituzione di programmi piloti per il trattamento con psilocibina, nel secondo il Consiglio Metropolitano della King County ha votato una mozione che inserisce le azioni di contrasto al consumo personale di psilocibina tra le priorità amministrative più basse, con l’obiettivo di limitare la criminalizzazione e, allo stesso tempo, investire nella ricerca.

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