Cresce il consenso della politica USA per gli psichedelici. Il caso Minnesota
Testo preparato con Peppe Brescia
Nelle ultime settimane il Parlamento del Minnesota ha mosso un importante passo verso la creazione di un programma pilota di terapia assistita con psilocibina.
La misura è stata presentata sotto forma di emendamento a un pacchetto più ampio di riforme sotto il profilo sanitario, approvato dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 8 Maggio, con 114 voti favorevoli e 15 contrari.
In base al progetto, si prevede lo sviluppo di un programma sperimentale destinato fino a 1000 persone adulte affette da condizioni patologiche come depressione resistente ai trattamenti, disturbo post-traumatico da stress (PTSD), dolore cronico e utilizzo problematico di sostanze. La somministrazione del trattamento potrà avere luogo presso residenze private autorizzate o strutture di trattamento abilitate, rigorosamente sotto la supervisione di facilitatori professionisti. Stando al testo dell’emendamento, in un primo momento le licenze in concessione dovrebbero limitarsi a un numero totale compreso tra le 20 e le 50.
Secondo uno schema divenuto ormai canonico per questo tipo di sperimentazioni, le sedute verranno suddivise in tre fasi: preparazione tramite colloquio tra paziente e figura medica abilitata, somministrazione vera e propria, infine una fase di integrazione.
Per quanto riguarda la gestione del processo e definizione dei regolamenti, esse saranno affidate all’Office of Cannabis Management dello Stato (OCM), l’agenzia con funzioni di controllo sulle vendite statali di Cannabis.
Un aspetto che resta da rimarcare, in linea con una tendenza recentemente osservata nel contesto statunitense, è costituito dal carattere bipartisan del sostegno politico all’iniziativa: in Minnesota il disegno di legge ha infatti raccolto consensi sia tra i democratici che tra la maggioranza degli esponenti repubblicani, all’insegna di un progressivo indebolimento delle polarizzazioni ideologiche guidato dall’emersione di evidenze scientifiche sempre più autorevoli.
Allo stesso modo, anche l’amministrazione federale sembra mostrare un atteggiamento di maggiore apertura. Emblematico, da questo punto di vista, il recente stanziamento alla ricerca da 50 milioni di dollari concesso dall’amministrazione Trump. Secondo quanto sottolineato nel corso del dibattito parlamentare del Minnesota, la possibilità di intercettare parte di queste risorse per sostenere il programma pilota rappresenta un’opzione fortemente caldeggiata dai legislatori dello Stato.
Come affermato dal deputato repubblicano Nolan West, tale disponibilità di fondi rappresenterebbe di fatto “uno dei motivi principali” per implementare il programma statale di terapie assistite da psilocibina, al fine di portare alla creazione di “un programma che aiuterà molte persone con gravi patologie, e che sarà finanziato dal governo federale”.
Parallelamente, anche la Commissione Finanze del Senato del Minnesota ha incaricato l’OCM di sondare la possibilità di sfruttamento statale degli stanziamenti federali. Per l’entrata in vigore della riforma si resta in attesa del passaggio in Senato. Nel frattempo, il dibattito pubblico si conferma piuttosto vivace.
Secondo il promotore della proposta, il deputato Andy Smith, “la psilocibina ha dimostrato, attraverso numerose e preziose ricerche, una straordinaria capacità di aiutare coloro che lottano con una vasta gamma di problemi di salute mentale, dalla depressione al recupero dalle dipendenze, nonché al disturbo da stress post-traumatico, in particolare nei veterani, negli agenti delle forze dell’ordine e in coloro che hanno vissuto un evento traumatico, così come nelle vittime di aggressioni”.
Sul fronte opposto, gli esponenti più critici hanno definito l’azione legislativa come eccessivamente prematura, invocando un atteggiamento di maggior prudenza e riportando la questione sotto il profilo penale più che in ambito sanitario.
“Stiamo semplicemente depenalizzando il reato. È un passo davvero enorme”, ha infatti affermato con una punta di sarcasmo il senatore repubblicano Michael Kreun.
Rimanendo in attesa della discussione in Senato, il Minnesota potrebbe quindi unirsi a New Mexico, New Jersey, Oregon e Colorado, divenendo il prossimo stato USA a consentire l’utilizzo medico di una molecola psichedelica. Obiettivo che potrebbe essere presto condiviso con un altro Stato. Anche la Louisiana ha infatti avviato un iter affine, con l’intenzione di istituire un programma terapeutico assistito da sostanze psichedeliche da svolgere sotto la supervisione del Dipartimento della Salute statale.
La peculiarità della riforma consiste nelle modalità di reperimento degli stanziamenti alla ricerca, che verranno infatti prelevati da fondi derivanti da accordi extragiudiziali legati ai processi sulla cosiddetta crisi degli oppioidi.
Nel corso del dibattito parlamentare, la proposta ha raggiunto l’unanimità assoluta sia alla Camera che al Senato.
In virtù di un emendamento, che oltre a psilocibina e ibogaina ha incluso l’MDMA nel novero delle molecole su cui condurre le ricerche, si renderà tuttavia necessaria una nuova approvazione della proposta da parte del Senato.
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