DK 10x36 - SpaceX e la chat dei tramvieri laidi


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SpaceX, Ovvero tutti a correre verso il baratro sventolando soldi. Poi, il caso della chat dei tramvieri e le improvvide dichiarazioni di Agostino Ghiglia, membro del collegio del Garante. Infine, il punto sulla situazione Weizenbaum: adelante Pedro, con juicio


dk.dataknightmare.eu/spacex-ma…


DK 10x36 - SpaceX, ma anche i tramvieri laidi


Ascolta l'episodio su Spreaker.com

Giugno si è aperto molto male, ma come si dice, la morte risolve.

Spiego, perché mi dicono che taluni hanno a volte bisogno di un aiutino per apprezzare il mio finissimo umorismo.

In Germania hanno questa cosa che la maggioranza di SPA e saune vietano qualsiasi indumento. Ti porti dietro giusto l'asciugamano, perché sedersi su un asse rovente non è divertente nemmeno per i tedeschi, ma in generale tutti vanno in giro nudi, con momenti ampiamente surreali come a Erding, dove il bar della piscina è fisicamente dentro l'acqua, e tutti ciondolano in giro per la piscina nudi ma con un boccale di birra in mano.

Ora, il dilemma fondamentale del nudismo, è che la gente che vedi non è quella che vorresti vedere.

Questa premessa è per dire che ho scoperto che lo stesso dilemma si applica alla morte, non muoiono mai quelli che vorresti, e viceversa.

In quello che probabilmente è il non sequitur dell'anno, oggi parliamo di SpaceX e della chat dei tramvieri laidi.

E alla fine, come sempre, cronache dell'Odissea con il punto sulla situazione Weizenbaum.

Sigla.

SpaceX


Come avrete letto, venerdì scorso c'è stata la quotazione alla Borsa americana di SpaceX, ed è stata un successo.

Questa frase, seppur vera, è, diciamo così, largamente imprecisa.

  1. In Borsa è stato offerto solo il 5% della proprietà di SpaceX, rispetto al tradizionale 20%. Questo significa che SpaceX è a tutti gli effetti ancora un'azienda privata, in cui il cosiddetto "mercato" non ha alcuna voce
  2. le azioni vendute si chiamato di classe A e valgono un voto l'una. Le azioni detenute da Elon Musk sono di classe B, e valgono dieci voti l'una
  3. SpaceX è incorporata in Texas, e il suo statuto richiede il possesso di almeno il 3% del capitale per poter presentare una mozione per gli azionisti
  4. sempre lo statuto proibisce ogni class action e impone invece un arbitrato, e l'arbitro è scelto e pagato da SpaceX

Questo è il famoso libero mercato per cui la gente si spella le mani: tu investi dei soldi e in cambio non hai né controllo, né voce in capitolo né possibilità di rivalerti quando, o se per i fan, Musk dimostrerà ancora una volta di non avere idea di quel che sta facendo, ma di essere molto convinto di avere ragione.

Per la quotazione di SpaceX, in effetti, sono state ignorate tutte le regole e le consuetudini che fino ad oggi hanno accompagnato una quotazione in Borsa.

Fino ad oggi, prima di quotarsi un'azienda doveva avere realizzato profitti per almeno gli ultimi 3 trimestri. SpaceX non ha mai avuto un profitto.

Fino ad oggi, la quotazione iniziale era decisa dal partner bancario dopo un lungo processo di discovery. Ma per SpaceX Musk ha unilateralmente imposto una quotazione iniziale di 135$ per azione, sulla base esclusiva della sua convinzione di avere ragione.

Fino ad oggi, doveva passare almeno un anno dalla quotazione prima che un'azienda potesse essere inclusa nei principali indici. Ma SpaceX verrà inclusa nel NASDAQ 100 e nello S&P 1000 dopo solo quindici giorni dalla quotazione. Questo significa che fra due settimane i Venture Capital che hanno finanziato SpaceX fin qui potranno rivendere parte delle proprie quote con profitti enormi, mentre gli investitori dovranno aspettare che SpaceX generi utili.

Non è finita. Fino ad oggi, un'azienda si quotava in Borsa per raccogliere capitali da investire. Ma per SpaceX, 20 dei 75 miliardi collocati andranno a ripagare un prestito ponte, e il resto servirà a finanziare le operazioni in perdita di X, xAI e della stessa SpaceX. Perché va ripetuto perché si sappia: il conglomerato SpaceX è in perdita per miliardi di dollari.

Musk è riuscito a quotarsi perché sta sul palco come nessuno, ma anche i fanboi più sfegatati cominceranno a farsi domande quando scopriranno di avere investito in un'azienda di cartone.

Ovviamente quello che è valso per SpaceX non potrà essere negato a OpenAI o Anthropic, perché non ci facciamo mancare niente.

A latere della quotazione, adesso Musk è valutato personalmente oltre mille miliardi di dollari. Non riesco a dare un significato operativo a questa frase, a parte il fatto che Musk ha un valore personale superiore al PIL della Svizzera, il che ne fa a tutti gli effetti uno state actor, peraltro ostile all'Unione, che l'Unione dovrebbe cominciare a trattare come tale.

Io vedo questi problemi, fra i tanti:

  1. quella degli investitori è una corsa verso il baratro: l'oligopolio della cosiddetta Intelligenza Artificiale al momento in cui scrivo ha debiti per 613 miliardi di dollari e nessuna prospettiva di andare in attivo;
  2. i modelli linguistici sono una soluzione in cerca di un problema; dopo cinque anni, i casi d'uso si basano sul "per me funziona" e su prezzi al pubblico pesantemente sovvenzionati degli investitori
  3. le valutazioni di openAI, spaceX, e Anthropic sono puramente immaginarie; sono basate su alchimie contabili che tengono conto degli introiti e di previsioni di incasso autocertificate, da fare invidia all'oste che deve dire se il vino è buono
  4. i soldi per fornire i servizi in perdita come è stato fin qui sono già finiti, il breve periodo in cui si spingeva per consumare più token possibile è già concluso, Microsoft stessa sta limitando Claude e spingendo Copilot per contenere i costi.

I modelli linguistici sono la più stupida implementazione possibile nel campo dell''Intelligenza Artificiale: praticamente un attacco brute-force contro qualsiasi cosa; sono un fallimento, un disastro completo in termini di risultati, in termini economici, in termini ambientali, in termini sociali.

Non è un caso che tutti questi giganti di carta siano in ginocchio da Trump a spiegare che sono "troppo grossi per fallire" e a cercare di fare in modo che il pubblico paghi per le loro imprese in perdita perenne.

Questi cialtroni devono sparire nel baratro economico che hanno aperto con le loro mani, e passare i prossimi trent'anni a ripagare i debiti con cui si sono fatti miliardari.

La chat dei tranvieri laidi


Io cerco di non seguire la cronaca italiana, anche se è molto difficile perché ormai i quotidiani si occupano solo di quella. Se da una prima pagina togli: Garlasco, le ultime boutade della compagnia di giro del Parlamento, l'inchiesta per questa o quella corruzione, le puttanate della destra, le convulsioni della sinistra, la maturità, i Mondiali e l'imperdibile opinione di un prelato o del Papa su qualcosa che strettamente non è un articolo di fede, rimane poco.

Ragion per cui ho letto il titolo sulla chat dei tramvieri laidi.
E sarebbe finita lì, se non fosse che uno di voi, che chiameremo con lo pseudonimo BruttaPersona perché possa anonimamente vergognarsi, mi ha mandato il link a una dichiarazione di un membro del del Collegio del Garante, Agostino Ghiglia.

Che ha detto due cose giuste modo sbagliato, o riportate nel modo sbagliato ma questa gente dovrebbe anche sapere che se vuoi dire una cosa la devi dire precisa, oppure la stai dicendo male apposta, e poi finisce in caciara come con quello che veniva sempre frainteso.

Cosa ha detto Ghiglia:

  • anche la ragazza che ha fotografato il cellulare del tramviere ha commesso un illecito, e
  • in fin dei conti una chat di sette persone è come il gruppo del calcetto, siamo un Paese di 60 milioni di abitanti.

Ho già pre-invocato per voi il necessario numero di divinità colpevolmente dimenticate dalla storia, per cui possiamo procedere.

Allora. Alla lettera Ghiglia non ha torto. Ma presentate così le cose non è che aiutino a diffondere una maggiore consapevolezza, fanno solo qualunquismo.

Allora, con ordine. Sì, fotografare qualcuno, o il cellulare di qualcuno, senza il suo permesso è in linea di principio illecito. Ciò non toglie che la passeggera del tram ha fotografato un illecito, non è che una cosa cancella l'altra.

Chiariamo, se io fotografo Piazza San Marco, e la gente passa e va come parte del paesaggio, va bene. Ma non posso fare il primo piano delle natiche della bionda atomica che passa.

Il problema è che se assisto a un illecito, riportarlo alla polizia è doveroso. In questo caso specifico il problema è stato che la prova dell'illecito, cioè la chat, non è stata passata alla polizia, ma ai giornali. E questo non va bene, Prima la polizia, poi, nel caso, i giornali.

Seconda cosa. È vero che una chat di poche persone è meno peggio di una chat con migliaia. Ma una chat di poche persone non è un'attenuante, l'illecito c'è tale e quale, è la chat di migliaia che è un'aggravante.

Anche nel GDPR ci sono molti punti in cui occorre valutare l'entità del rischio, per decidere per esempio se un data breach va notificato al Garante, o perfino ai media. Questo non toglie che il data breach ci sia a prescindere.

Come in questo caso, l'illecita raccolta di fotogrammi dai video di sicurezza, l'illecito c'è a prescindere.

Detto questo, facciamo un altro passo: non è che siccome c'è la videosorveglianza il primo pirla che passa se la guarda e raccoglie le figurine. Esiste un elenco di persone, ed è molto ristretto, che hanno la possibilità, in casi molto particolari, di accedere ai video di sorveglianza.

E nei posti governati da gente con un cervello, la procedura richiede sempre almeno due persone: tipicamente, un tecnico e un manager, per riesaminare i video. Quindi OK i tramvieri laidi, ma chi gli ha dato accesso ai video ha fatto ancora di peggio, perché gli incaricati della gestione dei video di sicurezza hanno gli stessi obblighi di riservatezza e confidenzialità degli amministratori di sistema, e infatti sono spesso le stesse persone.

Io direi che, oltre ai laidi, deve saltare pure la testa di qualcuno nell'area tecnica e qualche manager.

Certo, in Italia perfino gli amministratori di sistema delle banche si mettono a ficcare il naso nei conti correnti della gente, figuriamoci in un'azienda di trasporti pubblici.

Ma non è un problema. Le leggi esistono, si prende questa gente, si predono i loro superiori che hanno l'obbligo di sorveglianza, si prende la gente che ha fatto gli audit e garantito la compliance, si prendono quelli che hanno approvato un sistema di videosorveglianza dove gli accessi ai video non vengono loggati, o se vengono loggati non vengono auditati e li si accompagna tutti, gentilmente, alla porta.

A calci in culo.

Perché mi sono anche rotto il cazzo di questa privacy di carta dove per fare una foto della festa di Natale ufficio ci sono moduli in triplo originale, e poi il primo coglione con la password di amministratore fa il cazzo che gli pare.

Odissea Weizenbaum, a che punto siamo


E veniamo al Weizenbaum.

La CEO di Zanichelli mi ha gentilmente risposto che non sono interessati perché il loro target è l'editoria scolastica. Non condivido, ma accetto.

Rizzoli, che ho saputo per interposta persona essere potenzialmente interessata, deve trovare il modo di farsi viva e alla svelta, perché non sto seduto ad aspettarli. Quindi se avete dei link, per favore, attivateli.

Due gentili professoresse di Pisa mi hanno scritto di avere tentato un'operazione simile due anni fa, ma di non essere riuscite a contattare gli eredi detentori dei diritti, quindi non se ne è fatto niente.

Ci sarebbe una procedura per i titoli fuori catalogo da oltre dieci anni, ma richiede l'intervento di una biblioteca e almeno otto mesi di tempo.

A questo punto, chiedo di nuovo l'aiuto da casa: riusciamo a raggiungere la figlia di Weizenbaum? In alternativa, conosciamo qualcuno al Weizenbaum Institut di Berlino che magari possa metterci in contatto con chi detiene i diritti? Perché gli ho scritto due volte e devono ancora rispondermi.

Alla peggio, sto anche provando a contattare Penguin, che aveva i diritti dell'edizione inglese da cui è stata fatta la traduzione. Chiedere qualsiasi cosa a degli inglesi mi dà fastidio, ma è per una buona causa e mi turo il naso.

Resta il fatto che se non si riesce a trovare una maniera cristiana per resuscitare un libro fuori catalogo da 35 anni, ce lo rimettiamo a forza, in stampa.

Sarà un'estate di lotta.