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"i soldi che abbiamo e tutto il nostro impegno devono essere destinati alla riduzione delle emissioni di gas serra, non alle armi. È il cambiamento climatico il solo, vero, comune nemico da combattere. E invece il nostro governo sta facendo di tutto per ostacolare la transizione energetica, combattendo le auto elettriche, investendo, oltre che nelle armi, nel nucleare e nel gas, sottraendo così risorse alle rinnovabili e agli accumuli."
#clima @ambiente

ilmanifesto.it/bisogna-pensare…

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in reply to Linda Sartini

per ridurre le emissioni di gas serra occorre urgentemente costruire centrali nucleari. Tutto il resto è inutile e a volte dannoso.
La difesa della nostra libertà è un altro paio di maniche, se non vuoi essere libera puoi evitare di difenderti. Io no.
in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti

Ho la stessa domanda..
Usare energia nucleare non produce CO2. Anzi, usare l'energia nucleare invece di produrre elettricità bruciando gas abbatte una cifra la produzione di CO2.
Inoltre è energia a basso costo (denaro che le aziende potranno reinvestire in miglioramenti e magari stipendi) e diminuisce la dipendenza dalle forniture estere (bilancia dei pagamenti).
Cosa non ho capito?

@lindasartini @ambiente

in reply to Katy B. 📚 🥛

il nucleare del governo Meloni è come il ponte sullo stretto, grandi proclami, soldi e poca concretezza. Mentre le rinnovabili corrono perché convenienti in sé, i progetti di nucleare 3*gen tanto sbandierati languono in attesa di mostruosi fondi pubblici. @gubi ci ha scritto un libello, sul nucleare all'italiana e può spiegare meglio di me.
Comunque l'articolo è sulla crisi climatica, almeno su quella siamo d'accordo che esiste XD
Cerchiamo ciò che ci unisce
Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)

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in reply to Linda Sartini

l'unico vero problema è che siamo in italia e le cose vengono fatte all'italiana.
Un progetto del genere diventerebbe un pozzo senza fondo, e se fai le cose come vuoi tu (all'italiana, appunto) poi l'IAEA non ti dà la licenza per operare. E l'IAEA ha diritto di veto.
@katttivizzima @ambiente @gubi
in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti @katttivizzima @gubi senza contare che, proprio perché siamo in Italia, le scorie potrebbero finire sepolte sotto qualche campo dove poi coltivano quello che noi mangiamo. È la parte che mi preoccupa di più, perché non mi fido di come la gestirebbero
in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima sul "energia a basso costo" se ne può discutere.
Una centrale richiede enormi investimenti iniziali, poi è tutta in discesa.
Una centrale che costa 30 MLD e che dura 30 anni deve guadagnare di 1 MLD all'anno per ripagarsi.
Un reattore da 1000MW/h (taglia "media") deve vendere l'energia a 11¢/KWh per raggiungere la soglia, che non è male ma non è proprio poco.
Poi la vita reale di una centrale è di 50 anni (estendibile a 80), che porta la cifra a 7¢ e 4¢.

@lindasartini @ambiente

in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti
mi rifacevo ai dati europei: in Francia, dove ci sono diverse centrali nucleari, l'energia costa molto meno proprio per la presenza del nucleare.
Magari una centrale a gas costa meno in quanto a costruzione, ma poi ogni singolo KW prodotto dipende dal gas, che deve essere pagato, mentre il materiale fissile è a bassissimo costo e dura molto tempo.
Quindi sì, proprio facendo un'analisi dei costi l'energia nucleare è a basso costo.

@lindasartini @ambiente

in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima @gmarcosanti che il nucleare non produca C02 lo si può sostenere soltanto affermando che l'uranio piova dal cielo come la manna e non richieda una industria mineraria. Se invece seguiamo la scienza e usciamo dal #populismo nucleare i rapporti IPCC dicono altro.

archive.ipcc.ch/publications_a…

in reply to Carlo Gubitosa

@gubi Me l'apettavo.

L'IAEA, considerando tutto il ciclo operativo (centrale + combustibile), attribuisce al nucleare dai 6 ai 26 g/kWh di anidride carbonica, dai 5,5 ai 48 per l'eolico, dai 53 ai 280 per il fotovoltaico, dai 4 ai 236 per l'energia idroelettrica, dai 439 ai 680 per centrali termiche a ciclo combinato a gas e dai 860 ai 1200 g per le centrali a carbone.

E' pure scritto (per il solo nucleare) in calce all'articolo che hai linkato.

@katttivizzima @lindasartini @ambiente

in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti @katttivizzima
Torniamo sul punto. La frase contestata è "Usare energia nucleare non produce CO2". Bufala smentita dai dati IPCC.

Smentita questa menzogna possiamo parlare di quello che vuoi, e dire ad esempio che la produzione di CO2 del nucleare è paragonabile a quella dell'eolico, con la differenza che per il nucleare IPCC indica rischi che non ci sono per le rinnovabili e che agevolo in figura.

Fonte: ipcc.ch/site/assets/uploads/20…

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in reply to Carlo Gubitosa

@gubi @gmarcosanti @katttivizzima
Non sono un esperto e sono ovviamente pro rinnovabili, ma credo il vantaggio del nucleare sulle rinnovabili sia la sua stabilità in output.

Del genere, se produci 100% con eolico e solare, in una giornata grigia senza vento non hai produzione, ed usare batterie non basta a compensare.

L'alternativa che vedo al nucleare è avere grosse riserve d'acqua con impianti idroelettrici, ma l'impatto ambientale penso sia comparabile al nucleare

in reply to Lorenzo Quintavalle

Che il nucleare sia costante e stabile è un mito propagandato dal #populismonucleare. Nella realtà fattuale abbiamo:

1) Nazioni che sono già al 100% di rinnovabili e altre oltre il 90%.

app.electricitymaps.com/map

2) La letteratura scientifica che conferma la fattibilità di soluzioni 100% FER

ieeexplore.ieee.org/document/9…

3) Il nucleare francese con le centrali attive in media UN GIORNO SU DUE.

worldnuclearreport.org/IMG/pdf…

#Nonuke

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to Carlo Gubitosa

interessante. Sottolinerei che però questo 100% di rinnovabili sembra richiedere un contributo maggioritario di idroelettrico, che da quel che so assieme al geotermico è l'unico ad essere sufficientemente stabile.

Sembra quindi questo il trade-off da considerare: più impianti idroelettrici vs più centrali nucleari.

Ah, per precisare: in data odierna Georgia ed Austria risultano avere solo il 50% di produzione rinnovabile

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to Carlo Gubitosa

@gubi @lorenzoquintavalle @katttivizzima
Possiamo stare qui a chiaccherare amichevolmente tutto il giorno, ma questo non cambia il fatto che agli italiani è stato chiesto non una, ma ben due volte, se volevano produrre energia nucleare.
Entrambe le volte la risposta è stata un chiaro ed inequivocabile "NO".

Quindi bisogna mettersi il cuore in pace: in italia il nucleare non si fa.

Ed è per questo motivo che ci attende un futuro miserabile.

in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima il futuro miserabile attende l’Italia se si farà ancora incantare da venditori di fumo che propongono soluzioni magiche e velleitarie, voltando le spalle alla scienza perché è roba da comunisti e all’ambiente perché è roba da fricchettoni. Nel frattempo Germania e Cina cavalcano il business delle rinnovabili e prendono un vantaggio tecnologico ed energetico.
in reply to Carlo Gubitosa

@gubi quindi come spieghi che la Cina ha più di 280 centrali nucleari in costruzione (altrettante a gas e altrettante a carbone) di cui 14 ultimate ed in via di accensione, e che la Germania ha speso 500 MLD (un MLD e mezzo al giorno!) nel 2022 in infrastruttura solare e che ancora oggi importa vari GigaWatt dalla Francia (v. imm. allegata)?
@lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente
in reply to Gabriele Marcosanti

@gubi Ti sei già qualificato usando il tag nonuke. Non sei interessato alla discussione, ma alla prevalicazione dell'opinione degli altri.
Ogni discussione sull'argomento non ha valore alcuno.
@lorenzoquintavalle @katttivizzima @lindasartini @ambiente
in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima le opinioni sono tutte rispettabili in quanto scelte individuali, perfino quelle degli omeopati, perfino quelle espresse coi tag, ma quando si tratta di impegnare le politiche sanitarie o energetiche di una nazione per decenni con spese pari a miliardi le uniche opinioni degne di considerazione sono solo quelle basate sui fatti e consenso scientifico.
in reply to Gabriele Marcosanti

@gmarcosanti @lorenzoquintavalle @katttivizzima lo spiego con un cherrypicking di dati selezionati con un confirmation bias e l’incapacità di cogliere nei trend globali di produzione energetica la differenza tra una curva logaritmica che si appiattisce e una esponenziale che si impenna. Ma si fa sempre in tempo a farsi interrogare dai dati anziché scuoterli per spremere ciò che ci conviene di più.
in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima @gmarcosanti c'è uno studio di Legambiente di qualche anno fa che spiega bene che il nucleare non è conveniente
in reply to AV

@L_Alberto
Magari sono malfidata, ma Legambiente non mi sembra una voce neutrale su questo specifico argomento.
Anche perché ho visto altri studi che dicono il contrario, e la Francia (quindi ciò che succede nella realtà) dimostra che il nucleare conviene eccome rispetto al gas, soprattutto dopo i primi anni.

In ogni caso ricordo che la mia opinione non è in grado di cambiare nulla.

@gmarcosanti @lindasartini @ambiente

in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima purtroppo ho difficoltà a trovare lo studio. Ricordo che l'avevo rintracciato nel periodo delle ultime elezioni politiche. Riportava dati non suoi e documentati.
Comunque basta pensare a quanto tempo serve per mettere in attività una centrale, per quanto piccola possa essere, a quanto costa ed al costo dello smaltimento dei residui. Nello stesso tempo ed allo stesso costo quanti impianti di energia rinnovabile riusciamo a fare?

@gmarcosanti @lindasartini @ambiente

Linda Sartini reshared this.

in reply to AV

@L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti (visto che di tempo ce ne resta poco, aggiungo io?)
La corsa alle energie pulite è come la corsa ai vaccini in tempi di covid, è una corsa, il tempo è una variabile fondamentale, con tutti 'sti soldi al nucleare siamo ancora al palo qui da noi, mentre i privati ricoprono tutto di pannelli solari (anche in maniera scriteriata, ne convengo) perché conviene, rende subito... perfino se il governo e Trump odiano il fotovoltaico, quello corre da sé.
in reply to Linda Sartini

@L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti In sé io non sono contro il nucleare, pur riconoscendo che non è affatto esente da problemi, ma il problema più grosso sta nei tempi di realizzazione, oltre che nei costi: se a mio parere ha senso tenere in vita le centrali esistenti quando la sicurezza lo consente, investire in progetti di nuovi impianti non è la soluzione vista l'urgenza soprattutto quando esistono fonti energetiche alternative rapidamente implementabili.

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in reply to RFanciola

@RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti condivido in pieno. La dismissione anticipata delle centrali tedesche, ad esempio, secondo me è stata una scemenza. Le avevano, funzionavano bene, usatele ancora un po', no? Qui dove si parte da zero, ma de che stamo a parlà? Non ci sono i tempi e i presupposti.

RFanciola reshared this.

in reply to RFanciola

Condivido il pensiero che laddove il nucleare giá esiste, e la sicurezza é ragionevolmente sotto controllo, allora conviene mantenerlo per ora. Mentre da noi, visti i tempi di realizzazione ed i costi mostruosi non ha molto senso.

Vi é tuttavia anche un altro aspetto da tener presente.
I pannelli solari lavorano quando c'é sole. Le turbine quando c'é vento ecc.

In Germania ad esempio hanno investito pesantemente per delle reti di trasporto elettrico connesse con la Norvegia perché:

- in estate i pannelli solari tedeschi mandano il surplus in Norvegia, dove viene usato per pompare acqua in alto nei bacini per le idroelettriche norvegesi.
- d'inverno si fanno funzionare suddette centrali in Norvegia e il surplus viene mandato in Germania.

Un modo non semplicissimo di stoccare il surplus energetico estivo dei pannelli, usando la sinergia fra solare e idroelettrico.

Una centrale invece la "attivi" e questa produce sempre.

Da lí l''appeal per il nucleare, che viene visto (falsamente visti i tempi/costi di realizzazione) come una scorciatoia per risolvere problemi legati alla stagionalitá.

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to Andre123 🐧

@RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti
Io magari avró una visione pessimista, ma se vogliamo provare a salvarci dalla crisi climatica serviranno per forza delle rinunce. Determinate produzioni molto energivore andranno concentrate nel periodo in cui le rinnovabili funzionano bene. Se si insiste a voler produrre sempre tutto, in quantitá determinate solo dal "libero mercato" e chissenefrega di ogni altra conseguenza.... non credo riusciremo a salvare il pianeta.

Salvo miracoli della tecnologia, ovvio, che per ora tuttavia non ci sono.

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in reply to Andre123 🐧

@andre123 @RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti lo penso anche io ma di solito me lo tengo dentro, perché sono abituata a sentirmi offendere ma non è che sono di ferro, e a un certo punto taccio.
Già che sei sulla stessa linea di pensiero, ti ringrazio per averlo detto.
Abbiamo perso decenni che gli scienziati si sono sgolati a spiegare, proporre... Ora, abbiamo poco tempo. E dobbiamo decrescere in maniera gestita, o lo farà il clima per noi, senza tanti complimenti.

Andre123 🐧 reshared this.

in reply to Linda Sartini

Discorso complesso e premetto che di fondo sono pessimista. Almeno per quanto vedo accadere nel mondo, dubito riusciremo a salvarci. Servirebbero molteplici inversioni a U che potranno accadere solo per "strizza" e quando ormai sará troppo tardi. Vedi Niscemi...

Detto ció se non si razionalizza nel discorso politico che é naturale dover ridurre se vogliamo salvare il pianeta (e quale politico lo farebbe mai....) o ogni discorso rimane molto teorico. Certo si fa il possibile, vedi i tentativi tedeschi, le idee di molto validi scienziati, ricercatori ecc. Ma rimane che o impariamo a limitarci un poco o non se ne esce !

Tra l'altro decrescere in maniera progettata, studiata ecc. é un conto, farlo caoticamente spinti dalla paura ben altro conto...

Nel primo caso andrebbe a intaccare soprattutto eccessi , sprechi, esagerazioni, quindi principalmente l'1% piú pernicioso....ehm ricco....nel secondo caso sarebbe una mannaia per la gente comune....

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to RFanciola

@RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti
Ahimé temo anche io, purtroppo perché é la via piú stupida in assoluto fra quelle possibili... Ma l'aviditá e Nietzsche dominano....purtroppo.
in reply to RFanciola

@RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti
Che tra láltro, probabilmente , non é mai stata detta da Einstein😉
wired.it/play/cultura/2020/03/…

Preferisco la frase citata nell'articolo , di Dumas: il genio ha dei limiti, la stupiditá no...😂

RFanciola reshared this.

in reply to Andre123 🐧

@andre123 conservare l'energia in eccesso quando le rinnovabili producono poco è un problema allo studio. Ci sono varie proposte. Se però ognuno nel suo piccolo cerca di produrre l'energia che gli serve, o almeno parte, non dobbiamo per forza tutti rifornirci dalla rete. Per gli usi privati al momento stanno perfezionando le batterie. In Alto Adige il surplus va in idrogeno e poi riconvertito in elettricità, per esempio

@RFancio @lindasartini @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente

in reply to AV

@L_Alberto @RFancio @katttivizzima @gmarcosanti
Leggo ogni tanto articoli o libri che parlano di questi argomenti, almeno quando scritti per divulgare e non per addetti ai lavori.
E penso che sí, le tecnologie daranno un grosso aiuto. Ma sempre se impariamo a gestirci e a limitare gli eccessi. Perché ogni tecnologia porta con sé qualche "rovescio della medaglia". Detto ció saluto con grande interesse ogni miglioria, innovazione, ecc. e spero che la scienza possa "liberarci" in qualche misura.
in reply to AV

@L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti anche questo è interessante; soprattutto il capitolo sull'annosa questione dei depositi delle scorie... In Italia non ci sono, non si fanno, non si sa dove buttarli, nessuno li vuole, tra un po' proporranno di sotterrarli sotto il fango di Niscemi.
in reply to AV

@L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti grazie, i numeri sono numeri! I finanziamenti: amici pro-nuke, il nucleare in Italia si è bevuto milioni su milioni di finanziamenti pubblici e siamo ancora qui, per cui non è colpa degli ambientalisti se il nucleare non si fa. I governi promettono, spendono e poi boh. Noi ambientalisti contiamo come il due di picche (ma siamo buoni per beccarci tutte le colpe, come i pacifisti! per lo più, siamo sempre gli stessi quattro gatti... miao).
in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima @gmarcosanti@mastodon.uno @lindasartini @ambiente ci vuole tempo per costruire centrali nucleari, anni, come già detto da altri
Le centrali nucleari francesi hanno avuto problemi non trascurabili con la siccità degli anni scorsi, anche senza parlare di disastri come Fukushima, quindi non sono quel gioiello, possono avere i loro problemi
in reply to Walter Tross

@waltertross @katttivizzima e della vulnerabilità in genere (vedi la guerra in Ucraina, certo, si spera non succeda mai da noi, però va tenuto in conto pure quello)
Più che altro sembra che non abbiano bisogno di niente, le costruisci e poi vanno da sole, e invece hanno aspetti di delicatezza e costi "eterni" di cui molti non tengono conto
in reply to Linda Sartini

@Linda Sartini

Si può essere favorevoli o contrari alla spesa in armi (di questi tempi non vedo come si possa essere tanto contrari ma sono opinioni personali e ognuno ha le sue) quello che non capisco è perché si debbano considerare i soldi spesi in armi come soldi sottratti a scuola, sanità, transizione ecologica, ecc.

Perché dare per scontato che più risorse si possano ottenere solo tagliando il welfare o gli investimenti per il futuro? E' una forma di terrorismo, per cui si spera di spaventare la gente per spingerla a dire "no" alle armi, o davvero siamo arrivati al punto di pensare che debba essere tutto una partita a somma zero?

Perché non diciamo che i soldi che servono per fare qualcosa in più (armi, scuola, sanità, transizione energetica) si possono prendere dalla lotta all'evasione e/o da una patrimoniale invece di infliggerci sempre questa scelta tra quali beni essenziali salvare e quali affossare?

in reply to Linda Sartini

il cambiamento climatico con quello che è successo a Niscemi c'entra poco o nulla.
in reply to Ramoc Al Nasip

non ci sono ancora gli studi di attribuzione, e fatto salvo questo, a buon senso non me la sentirei di escludere a priori che i rovesci di acqua immensi dovuti a Harry non abbiamo contribuito a far andare giù un terreno già dissestato. E Harry urla "climate change"... ma aspettiamo gli studi di attribuzione, se sei d'accordo, il resto sono opinioni.
Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)
in reply to Linda Sartini

le piogge sono state solo un catalizzatore di una caratteristica geologica di cui si è a conoscenza da 230 anni.

«Lo ricorda un libro del 1792 […] scritto dall’archeologo e naturalista Saverio Landolina Nava e intitolato "Relazione Della Rivoluzione Accaduta in Marzo 1790 Nelle Terre Vicine A S. Maria Di Niscemi Nel Val Di Noto".»

in reply to Ramoc Al Nasip

@ramocalnasip che è poi quel che è scritto nell'articolo:
"Niscemi, la cui frana è stata innescata dalle intense piogge dovute all’uragano, e dai disastri costieri. "
"il cambiamento climatico, con le piogge torrenziali, rende più critico il dissesto idrogeologico del nostro paese"
quindi gli studi di attribuzione potranno dire: senza climate change, quanto sarebbero state probabili le stesse piogge che hanno fatto da catalizzatore per la caratteristica geologica nota da 230 anni?
in reply to Linda Sartini

se la pioggia accelera un processo non significa che ne sia la causa, secondo me. Il processo era preesistente rispetto alla pioggia e lì, probabilmente, non si sarebbe dovuto costruire a prescindere dal cambiamento climatico.
in reply to Ramoc Al Nasip

@ramocalnasip ma nell'articolo davvero non lo dice proprio che Niscemi è tutto e solo cambiamento climatico, fa proprio tutto il discorso su come il cambiamento climatico e la fragilità del territorio interagiscono.
In altre parole, sto disperatamente provando a spiegarti che hai ragione, e che l'articolo dice le stesse cose! 😁
in reply to Linda Sartini

La fissione nucleare è stata demonizzata (forse per il nome in comune con la bomba), però è una tecnologia energetica moderna che al momento permette di produrre energia senza bruciare combustibili fossili.
Il fotovoltaico insieme all'eolico è il futuro (servono però batterie per stabilizzare l'erogazione di energia). C'è da dire che il nucleare dà una stabilità alla produzione di energia e ad ora dovremmo abbracciare ogni soluzione che aiuti a produrne senza fossili.