Una settimana dopo
C’è un momento in cui l’energia di giocAosta scorre più forte. Controintuitivamente, è un istante dopo la chiusura. Alle 18 del lunedì, duecentocinquanta persone lavorano insieme: hanno tre ore frenetiche per smontare la festa che hanno animato fino a poco prima. Perché alle 21 si cena, tutti insieme, festeggiando anche per gli altri duecentocinquanta. E quest’anno c’è tanto da festeggiare.
Una settimana fa chiudevamo giocAosta con un entusiasmo che non era quello dei numeri. I numeri c’erano (tutti un po’ più alti del 2025, senza strafare), ma c’era la sensazione che tutto fosse andato “naturalmente” bene. Li avevamo sentiti tutti, quei sorrisi e quegli incontri, e ci erano rimasti addosso. Quando organizzi qualcosa di così grande ci sono cento cosine che non avevi previsto e mille sfumature che non avevi immaginato. Ma il colore finale era un impasto che non lasciava dubbi. L’incanto di giocAosta si era ripetuto: noi avevamo preparato gli ingredienti, ma poi è chi ci ha raggiunto che ha portato la formula. Ed ecco, ancora una volta, questa magia gialla ha preso forma ed è diventata realtà.
Le tante novità di quest’anno hanno funzionato. Quelle giganti, come il labirinto o il cruciverba e quelle piccole, come il Gino Pilotino accecato o le barchette, capaci di superare anche un’improvvisa penuria d’acqua. E l’acqua: con che affettuoso orgoglio abbiamo guardato le quattro fontane portate da Bim e Sev, che migliaia di volte ci hanno ricordato quanto è bella e preziosa l’acqua di tutti, che scende dalle nostre montagne. Ma ci piace anche che giocAosta sia fatta di cose sempre uguali, che si ritrovano anno dopo anno e che ci fanno riconoscere: le piazze e i puzzle, le cacce al tesoro e l’enigmistica, l’escape room originalissima e i soliti ristoranti, le salite in montagna e i tornitori, i giochi di ruolo e il gioco preso in prestito dopo mezzanotte. Cose che ci fanno riconoscere tra noi, certo, ma anche fra chi non si era mai incontrato prima e invece trova facilmente quella che con una parola preziosa ci permettiamo di chiamare una comunità.
Non ve la raccontiamo noi, giocAosta, perché ci hanno pensato in tanti. Trovate parole e immagini qui, qui, qui, qui, qui. E altrove: ma ancora una volta la nostra è una festa da vivere, più che da raccontare. Quindi, che ci siate stati o meno, segnatevi le date: da venerdì 13 a lunedì 16 agosto 2027. Il meccanismo è sempre quello: cercate il secondo sabato di agosto, e lì intorno ci trovate. Anche nel 2028, quando il calendario è provocatorio.
Bon: non la tiriamo ancora più per le lunghe, ma chiudiamo con un consiglio e un invito. Il consiglio: se vi siete portati a casa delle belle energie da giocAosta, coltivatele. Giocate, incontratevi, create occasioni di gioco: sono più fertili di quanto si possa immaginare (fidatevi di noi, che continuiamo a scoprirlo). L’invito: inoltrate questa mail a chi ancora non si è deciso a venire a giocAosta, facendovi garanti per noi. Dite che vale la pena di programmare un viaggio fino ad Aosta in mezzo all’estate: noi faremo in modo di farvi fare bella figura. Ci stiamo già lavorando, davvero: il file delle idee in questo momento ha centoventi righe. Però, di nuovo: non numeri, ma qualità della festa. È stato un successo. Sarà un successo.
L'articolo Una settimana dopo proviene da GiocAosta.
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