[2026-02-06] Call x poets - Voci libere poetry slam @ Pianeta Milk


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Call x poets - Voci libere poetry slam

Pianeta Milk - Via Scuderlando, 137 - Verona
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
Call x poets - Voci libere poetry slam
Call x poets - Voci libere poetry slam

Questa è una chiamata alle ARTI

Per lə amichə di penna

Per chi ha parole che portano luce, che portano fiamme.

Per chi ha scelto di prendersi tutto lo spazio.

Perché il 6 febbraio 2026, dopo un lungo attendere, a Verona torna la poesia che in tantissimə stavate aspettando.

Grazie all’unione di Catarsi poetry, Amnesty Verona e Arcigay Verona nasce “Voci Libere” poetry slam, signorə.

E c’è bisogno di te.

Se nel cassetto hai versi tema diritti, identità e inclusione, che aspettano solo uno spazio sicuro in cui poter librarsi e brillare, questo è il tuo momento.

Pianeta Milk, Verona

Ore 21.00

Vuoi essere dellə nostrə?

Scrivi a: verona@arcigay.it


rebaltela.org/event/call-x-poe…

[2026-03-04] Proiezione del docufilm "Portuali" e dibattito @ Sobilla


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Proiezione del docufilm "Portuali" e dibattito

Sobilla - Salita Santo Sepolcro 6B
(mercoledì, 4 marzo 20:30)
Proiezione del docufilm "Portuali"
La proiezione del docufilm “Portuali” di Perla Sardella sarà la seconda anteprima della sesta edizione del Festival del Giornalismo di Verona.

Un gruppo di lavoratori del porto di Genova raccolti sotto la sigla autonoma C.A.L.P. (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) si riunisce in assemblea per discutere sulle difficoltà nel rapportarsi con il sindacato, per denunciare il passaggio delle navi che trasportano armamenti ed esplosivi destinati ai teatri di guerra, per ragionare sulla necessità di fare rete e includere un approccio intersezionale nel loro agire politico. Portuali è un film che racconta il lavoro e il mondo sindacale dall’interno, così come le diverse declinazioni della militanza, ponendo le basi per una nuova narrazione della lotta di classe. La regista Perla Sardella costruisce il film intorno alla dimensione collettiva, utilizzando il linguaggio cinematografico al servizio dell’ascolto: i primi piani delle sequenze girate nelle assemblee, che rievocano certi momenti del cinema di Ken Loach, e l’utilizzo dell’archivio rimettono al centro il lavoro e il conflitto come primo motore di cambiamento nella Storia.

📆 Mercoledì 4 marzo dalle 20.30 (apertura alle 19.30)
📍 La Sobilla (Salita San Sepolcro 6)
🎬 Proiezione del docufilm “Portuali” (2024)

Al termine della proiezione:
🎙 Incontro con la regista Perla Sardella (collegamento streaming) e il giornalista e sindacalista Emiliano Galati
Modera la giornalista Jessica Cugini

Evento in collaborazione con l’associazione Veronetta129


rebaltela.org/event/proiezione…

[2026-02-06] Serata-cinema al Teatro Comunale di Graglia @ Graglia - Teatro Comunale


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Serata-cinema al Teatro Comunale di Graglia

Graglia - Teatro Comunale - piazza Astrua - Graglia
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
Serata-cinema al Teatro Comunale di Graglia
Il marchese del Grillo (1981) con Alberto Sordi regia di Mario Monicelli. Ingresso gratuito.


caosbi.eu/event/serata-cinema-…

[2026-02-11] Hacklabkelo espazioa @ La Kelo Gaztetxea


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Hacklabkelo espazioa

La Kelo Gaztetxea - Mahastiak / Las Viñas 63, 48980 Santurtzi
(miércoles, 11 febrero 20:00)
Hacklabkelo espazioa
Hacklabkelo espazioa teknologiarekin, softwarearekin, hardware librearekin, sistema eragileekin, sareekin, birtualizazioarekin, DIY, etab. erlazionatutako guztiarekin esperimentatzeko

Espacio Hacklabkelo para experimentar con todo lo relacionado con la tecnologia, software y hardware libre, sistemas operativos, redes, virtualización, DIY, etc.


hacker.convoca.la/event/hackla…

[2026-02-10] Senza consenso è stupro! Blocchiamo il DDL Bongiorno - Assemblea plenaria tematica @ aula break-campus luigi enaudi


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Senza consenso è stupro! Blocchiamo il DDL Bongiorno - Assemblea plenaria tematica

aula break-campus luigi enaudi - Lungo Dora Siena 100
(martedì, 10 febbraio 18:30)
Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale - Assemblea plenaria tematica

Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale

Martedì 27 gennaio è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato la nuova versione del DDL sulla violenza sessuale, proposto dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno.

Questo DDL costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone trans e non binarie e a tuttə coloro che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale.

Questo DDL fa a pezzi il valore del consenso — inteso come manifestazione libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale — e pretende che la persona offesa sia in grado di dimostrare in un aula di tribunale che quella che ha subito era violenza. Con le parole del decreto, pretende che ogni persona denunciante sia capace di dimostrare il dissenso manifestato al momento dell'atto.

Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza, urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente profonde.

Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa, pesantemente peggiorativa dell'attuale legge contro la violenza di genere e sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni impianto normativo sulla violenza.

Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale significa decidere anche che cos'è violenza, chi detiene il diritto sui corpi, chi può essere credutə, chi invece viene sistematicamente protetto.

Significa aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie, sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società.

Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e transcidi ogni anno.

Come transfemministə non possiamo permettere che questa legge venga approvata. Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale.

Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme allə nostrə amichə, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei "no" detti e non rispettati, ma anche di quelli che da solə non siamo riuscitə a dire.

Senza consenso è stupro.

Organizziamoci insieme.


gancio.cisti.org/event/senza-c…

[2026-02-21] Laboratorio di Radio Dramma @ Porta Palazzo


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Laboratorio di Radio Dramma

Porta Palazzo - Zona mercato centrale
(sabato, 21 febbraio 10:00)
Laboratorio di Radio Dramma
🥁Banda Mutanda🩲è lieta di invitarvi ad una giornata di laboratorio in cui potete sfogare tutta la vostra drammaromantica creatività💄💌
A partire da testi e letture🕯️📖registreremo le nostre voci 👄💬e giocheremo con l'effettistica ed il mixaggio🎚️🎛️ per creare il radio-dramma più coinvolgente dell'etere📻
Una piccola introduzione alla 🎙️microfonazione, una ✨spolverata di filtri sonori🧪 e qualche 💦goccia di rumori di scena 💢🎭 saranno i nostri ingredienti segreti, tutti all'insegna del low budget🤏 ma alta fedeltà 💎

Laboratorio a cura di Soff 💨e DJ Vorrej🍑, special guest Vitto🐦 from Las Bertas!

Dalla mattina alle 10 fino alle 18. Posti limitati, iscriviti mandando una mail a banda_mutanda(at)canaglie(punto)net

Ulteriori info e location alla conferma della prenotazione.

Vi aspettiamo!❤️‍🔥


gancio.cisti.org/event/laborat…

[2026-02-13] Come Una Quercia, Vita e Battaglie di Carlo Tresca @ Circolo Anarchico Berneri


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Come Una Quercia, Vita e Battaglie di Carlo Tresca

Circolo Anarchico Berneri - Piazza di Porta Santo Stefano 1
(venerdì, 13 febbraio 18:00)
Come Una Quercia, Vita e Battaglie di Carlo Tresca
Nato a Sulmona nel 1879, Carlo Tresca conobbe nel corso della sua vita parecchi tiranni e li affrontò con la sua penna tagliente. Anarchico e sindacalista, giornalista e oratore di incredibile carisma, fu tra i protagonisti delle lotte politiche e sociali degli Stati Uniti del suo tempo. Questo libro, attraverso un ampio specchio di fonti originali unite a una ricca bibliografia, ripercorre la vita e le battaglie del direttore del settimanale Il Martello.

Ci vediamo venerdì 13 febbraio ore 18, a seguire cena di autofinanziamento della Biblioteca


balotta.org/event/come-una-que…

[2026-02-13] Chiacchierata contro i CPR con Mederì e Sportello Il-legale CSOA Gabrio @ Circolo Arci Guernelli


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Chiacchierata contro i CPR con Mederì e Sportello Il-legale CSOA Gabrio

Circolo Arci Guernelli - Via Antonio Gandusio 6
(venerdì, 13 febbraio 18:30)
Chiacchierata contro i CPR con Mederì e Sportello Il-legale CSOA Gabrio
Da tempo circolano voci sulla volontà del Governo di aprire un CPR in Emilia-Romagna. Con l'entrata in vigore del nuovo patto UE asilo e immigrazione, questa ipotesi sembra avvicinarsi sempre più: è possibile che il territorio di Bologna sarà trasformato in zona di frontiera, con la conseguente possibilità di trattenimento delle persone richiedenti asilo per il tempo di analisi della propria domanda di protezione interazionale.

Come sportello legale rigettiamo l'idea sottesa al nuovo patto, che mira a svuotare il diritto di asilo, rendendo sempre più difficile la regolarizzazione delle persone migranti e sempre più frequenti i trattenimenti e le espulsioni. Ci opponiamo fermamente a qualsiasi forma di privazione della libertà e pensiamo sia fondamentale comprendere il funzionamento e le illegittimità di questi luoghi di detenzione. Insieme ax compagnx dello Sportello Illegale e del Collettivo mai più cpr mai più lager del CSOA Gabrio, già attivx nelle lotte che hanno portato alla chiusura del CPR di Torino nel marzo 2023, parleremo del funzionamento dei CPR, delle modalità di resistenza delle persone che vi si trovano rinchiuse, e delle possibilità pratiche di lotta che si possono sviluppare in un contesto cittadino.

Il ricavato della serata andrà a sostenere le spese per l'accesso ai documenti di alcune persone che si sono rivolte allo sportello Mederì

18:30 - Chiacchiere

20:30 - Cena vegan di autofinanziamento

A seguire dj set e balotte al Guernelli


balotta.org/event/chiacchierat…

[2026-02-07] BI-SCUSSIONI - Cerchi di discussione su bisessualità, bifobia e misoginia @ Ex 51


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BI-SCUSSIONI - Cerchi di discussione su bisessualità, bifobia e misoginia

Ex 51 - Via Aurelio Bacciarini 12, Valle Aurelia
(sabato, 7 febbraio 15:30)
BI-SCUSSIONI - Cerchi di discussione su bisessualità, bifobia e misoginia
CERCHIO SU BISESSUALITÀ, BIFOBIA E BIMISOGINIA

Un cerchio di discussione per esplorare e riflettere sulla bisessualità, e su come la bifobia si interseziona con la misoginia.

📅 sabato 7 febbraio 2026
🕒 inizio discussione 15:30

📌 Spazio Sociale Ex 51
🗺️ Via Bacciarini 12 (MA Valle Aurelia)

L'incontro fa parte di una serie di cerchi di discussione organizzati in avvicinamento all'8 marzo. La partecipazione è libera e aperta: non è necessario prendere parte tutti gli incontri.

Ti aspettiamo!


roma.convoca.la/event/bi-scuss…

[2026-02-11] DISUNITED NATION @ Cinema Mariani


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DISUNITED NATION

Cinema Mariani - Via Ponte Marino, 19, 48121 Ravenna RA
(mercoledì, 11 febbraio 21:00)
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Nel marzo 2024, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha denunciato un genocidio a Gaza. Seguendo i suoi passi tra missioni, incontri istituzionali e pressioni politiche, questo documentario ci porta nel cuore della crisi delle Nazioni Unite, messa di fronte alla propria incapacità di impedire il massacro dei civili...

  • ore 22.30 diretta streaming con: Francesca Albanese (Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati) e Cecilia Strada (Europarlamentare e Membro della delegazione per i rapporti con la Palestina"

fuorinellanebbia.it/event/disu…

[2026-02-11] Gruppo di lettura Bucefalo | La spirale (Cosmicomiche, Calvino) @ Associazione Allons Enfants


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Gruppo di lettura Bucefalo | La spirale (Cosmicomiche, Calvino)

Associazione Allons Enfants - piazzale Martini 11, 20137
(mercoledì, 11 febbraio 18:30)
Gruppo di lettura Bucefalo | La spirale (Cosmicomiche, Calvino)

ciao! anche a febbraio proseguiamo con la narrativa, e leggiamo La spirale (dalle Cosmicomiche di Calvino). ci vediamo, per chi può e per chi vuole, nella sede di Allons Anfants, piazzale Martini 11, alle ore 18.30. come sempre: ci si può collegare da remoto, si possono condividere merende e bevute, cercheremo di stampare le dispense (che trovi scrivendoci qui, sul gruppo telegram e sul nostro drive). se hai domande scrivici. baci


puntello.org/event/gruppo-di-l…

[2026-02-11] Parole, corpi e libertà di pensiero: donne tra filosofia e letteratura @ centro milano donna 5


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Parole, corpi e libertà di pensiero: donne tra filosofia e letteratura

centro milano donna 5 - Via Giorgio Savoia 1
(mercoledì, 11 febbraio 19:00)
Parole, corpi e libertà di pensiero: donne tra filosofia e letteratura
Una serata per interrogarci insieme su domande cruciali: Che cosa ha ostacolato le donne nella libertà di espressione, di pensiero e di scrittura? Perché per così lungo tempo filosofe, scrittrici e artiste sono state taciute o dimenticate?

Due libri ci accompagneranno in questa riflessione collettiva.

Ne parleremo insieme a enciclopediadelledonne.it, un prezioso spazio di memoria e sapere al femminile.

Vi aspettiamo per un incontro di pensiero, confronto e cultura condivisa.

Iniziativa a cura di Zero5 - Laboratorio di utopie metropolitane.


puntello.org/event/parole-corp…

[2026-02-06] Assemblea operativa in serigrafia! @ De Lollis Underground


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Assemblea operativa in serigrafia!

De Lollis Underground - Via Cesare De Lollis, 20
(venerdì, 6 febbraio 15:00)
Lavoretti in serigrafia!
Venerdì 6 febbraio ci vedremo tutt* nel laboratorio di serigrafia per un pomeriggio di lavoretti e condivisione!
Vieni a conoscerci e ad aiutarci a rimettere in funzione tutte e 4 le braccia della nostra magnifica giostra, come sempre accompagnati da birrette e chiacchierine!


roma.convoca.la/event/assemble…


Assemblea operativa in serigrafia!
Inizia: Venerdì Febbraio 06, 2026 @ 3:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Finisce: Venerdì Febbraio 06, 2026 @ 8:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Venerdì 6 febbraio ci vedremo tutt* nel laboratorio di serigrafia per un pomeriggio di lavoretti e condivisione!
Vieni a conoscerci e ad aiutarci a rimettere in funzione tutte e 4 le braccia della nostra magnifica giostra, come sempre accompagnati da birrette e chiacchierine!

[2026-02-06] Carcere e periferie @ Casa di Quartiere Quarticciolo


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Carcere e periferie

Casa di Quartiere Quarticciolo - Via Trani, 1, 00171 Roma RM
(venerdì, 6 febbraio 18:30)
Carcere e periferie
Il carcere è abitato dalla città di serie B.
In particolare dagli abitanti delle periferie, a Roma dette borgate.
C’è un legame quasi viscerale fra questi luoghi, troppo spesso dimenticati dal resto della società.
Lo stigma di essere una persona detenuta, come lo stigma di essere nato in borgata.
In carcere si vive male, si muore e ci si suicida molto di più rispetto al “fuori”, ci si ammala di più.
La funzione del carcere non è rieducare e reinserire, in Italia c’è un tasso di recidiva vicino al 70%, usciti dal carcere si è bollati, è ancora più difficile trovare un lavoro.
Allora cos’è il carcere oggi?
Che rapporto ha con quartieri come il Quarticciolo, Rebibbia, Tar Sapienza, San Basilio e Laurentino38?
Ne parliamo con chi il carcere l’ha vissuto e ha cercato di alzare la voce al suo interno, come i Detenuti Liberi di Regina Coeli, con chi dentro al penitenziario femminile di Rebibbia costruisce un progetto sportivo di calcio a 5, l’Atletico Diritti, e con Radio Ondarossa che dal 1977 da voce alle persone detenute e approfondisce il ruolo del carcere nella società.


roma.convoca.la/event/carcere-…

[2026-02-06] BIJI ROJAVA @ Spin Time Labs


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BIJI ROJAVA

Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55
(venerdì, 6 febbraio 18:00)
BIJI ROJAVA
BIJI ROJAVA - Cosa succede in Rojava?

6 FEB ORE 18 in osteria

Con @academyofdemocraticmodernity parleremo di cosa sta succedendo in Rojava e come sostenere la resistenza curda, conoscendola più da vicino.

A seguire ci ritroveremo in una cena a sostegno della Mezzaluna Rossa.


roma.convoca.la/event/biji-roj…

[2026-02-07] Serata Rap Antifa @ Centro Sociale Anomalia


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Serata Rap Antifa

Centro Sociale Anomalia - Via Archimede 1 - Palermo
(sabato, 7 febbraio 22:00)
Serata Rap Antifa
Sabato 07 Febbraio, dopo il cineforum delle 18, all'Anomalia (via Archimede 1) passeremo insieme una serata all'insegna della socialità, dell'antifascismo e della buona musica! Sostieni chi lotta, sostieni l'arte!

GIUSÈ - ROBSON DE ALMEIDA - 4RAROSOUND

START H 22


scruscio.org/event/serata-rap-…

Eventi Italiani Gancio e Mobilizon ha ricondiviso questo.

Oggi ho pubblicato una puntata della Settimana Sovversiva in cui parlo di anziani, informatica e mutuo aiuto digitale.

settimana.kenobit.it/archive/8…

A proposito, STASERA dalle 19 sarò al Forte Prenestino, a Roma, per presentare Assalto alle piattaforme, suonare il Game Boy e fare proprio un momento di mutuo aiuto digitale. Chi viene?

in reply to Kenobit

Quello che racconti è in realtà un granello sulla superficie di un mondo (neanche tanto) sommerso dove schiavitù ed estrattivismo trovano la loro massima espressione contemporanea. Il problema è proprio la totale mancanza di narrazione sociale positiva e consapevole sul digitale, le sue risorse e le sue infrastrutture.

Non sappiamo a cosa, come, dove e perché accedere; eppure siamo tutti connessi.

L'e-government è di per sé una grande cosa. La modalità di deployment è deplorevole.

[2026-02-11] Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti @ Via Web (Whatsapp, Skype)


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Sportello Psicologico sui Traumi dei Migranti

Via Web (Whatsapp, Skype) - Sardegna, Alghero
(mercoledì, 11 febbraio 08:00)
Sportello Psicologico sui Traumi
La guerra in Ucraina ha messo in risalto quanti migranti fuggono da tutti i teatri di guerra in giro per il mondo. Il Centro Culturale ResPublica, di Alghero, col sostegno del Centro Culturale Sa Domo De Totus, di Sassari, ha arricchito lo Sportello di Ascolto Psicologico via web con le tecniche psicologiche mirate all'elaborazione dei traumi. Gratuitamente, con lo psicoterapeuta Gian Luigi Pirovano 3804123225


sapratza.in//event/sportello-p…

Angela reshared this.

[2026-02-05] THE COST OF THE GROWTH @ Sala Ragazzini


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THE COST OF THE GROWTH

Sala Ragazzini - Largo Firenze, Ravenna
(giovedì, 5 febbraio 20:30)
THE COST OF THE GROWTH

A CHI APPARTIENE L' ECONOMIA?


  • Ore 20:30 - Introduzione a supporto del Collettivo di Fabbrica ex GKN
  • Ore 21:00 - Inizio proiezione documentario

fuorinellanebbia.it/event/the-…

[2026-02-06] HC punk benefit @ CSA Brigata Prociona- Imola


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HC punk benefit

CSA Brigata Prociona- Imola - 4, Via Riccione, Villaggio, Zona Industriale, Imola, Nuovo Circondario Imolese, Bologna, Emilia-Romagna, 40026, Italia
(venerdì, 6 febbraio 21:00)
HC punk benefit
Dalle 21.00 al Brigata Prociona, via Riccione 4, Imola.
Ritrito
Lyon Estates
Mortaio
M.A.I.
- distro
- presente anche il Vascello Vegano con panozzi e piatto unico 🤟🏾


fuorinellanebbia.it/event/hc-p…

[2026-02-20] Free all Antifas @ Spazio libertario Sole e Baleno


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Free all Antifas

Spazio libertario Sole e Baleno - 27, Sobborgo Valzania, Quartiere Fiorenzuola, Ponte Abbadesse, Cesena, Unione dei comuni Valle del Savio, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, 47521, Italia
(venerdì, 20 febbraio 19:30)
Free all Antifas
* ORE 19.30 PROIEZIONE DI "THE TRIALS" (2025, 26 min, regia di M. Massa)
Documentario su Maja T, attivista non binary detenut* in isolamento a Budapest, che rischia fino a 24 anni di carcere perché accusat* dalle istituzioni ungheresi di aver partecipato alle mobilitazioni contro i neonazisti a Budapest nel febbraio 2023.
Estradata illegittimamente in Ungheria dalle autorità tedesche, nel processo sono emerse grosse incongruenze e pregiudizi da parte del giudice. Il 4 febbraio 2026 è prevista la sentenza del processo.
* CI SARANNO AGGIORNAMENTI SUL PROCESSO
* A SEGUIRE CENA VEGAN BENEFIT ANTIFAS
Per aggiornamenti:
freeallantifas.noblogs.org/fee…


fuorinellanebbia.it/event/free…

[2026-02-07] Sabotiamo la Guerra e la Repressione @ Via Cattaneo, Viterbo


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Sabotiamo la Guerra e la Repressione

Via Cattaneo, Viterbo - Via Carlo Cattaneo, 01100 Viterbo VT, Italia
(sabato, 7 febbraio 15:00)
Sabotiamo la Guerra e la Repressione
Sabotiamo la guerra e la repressione Manifestazione e convegno a Viterbo il 7 e 8 febbraio 2026 Da almeno quattro anni la guerra è prepotentemente il marchio del nostro tempo. Non che essa se ne fosse mai andata, anzi si può dire che il secolo nato sotto il segno della cosiddetta “Guerra infinita” – a partire dall’11 settembre 2001 – sta mantenendo tutte le sue promesse. Una strategia, quella lanciata all’epoca dall’amministrazione Bush, che si è manifestata in un quarto di secolo di aggressioni imperialiste da parte del blocco NATO-sionista, in Afganistan, in Iraq, in Palestina. Il genocidio tuttora in corso a Gaza ne è l’ultima e più drammatica espressione. Con l’esplosione del conflitto su larga scala tra NATO e Federazione Russia in Ucraina a partire dal febbraio del 2022, la dinamica si allarga e cambia natura, diventando in quella regione un confronto diretto fra blocchi di Paesi capitalisti e altamente industrializzati, di dimensioni continentali e dotati di migliaia di armi nucleari. Il tutto avviene sullo sfondo dell’attrito tra gli USA e il loro principale concorrente, la Cina. In questo senso la guerra da allora è diventata non solo un fatto esotico, relegato nell’immaginario alle popolazioni che l’Occidente in questi anni ha massacrato e provato a sottomettere, ma una lugubre incombenza anche a quelle latitudini, come le nostre, dove non la si credeva immaginabile. Centrale come sempre nella guerra è il ruolo della propaganda. Sfacciata, inqualificabile l’operazione mediatica di chi, dopo aver per un quarto di secolo mostrificato chi si oppone alle truppe occidentali come un terrorista, dopo aver giustificato Guantanamo, i rapimenti extragiudiziali, le torture e le esecuzioni, dopo aver incensato le invasioni statunitensi ed europee come campagne di liberazione, ora, nel conflitto ucraino, dove si combatte effettivamente una guerra simmetrica, una guerra altamente tecnologica con droni, missili e satelliti e al contempo una guerra di carri armati e di trincee, lì ci si inventa l’operazione della “resistenza” ucraina e si cantano le ballate della legittima lotta contro l’invasore. Il tema della propaganda di guerra è evidentemente connesso con quello della censura. Ce lo testimonia da ultimo una serie di misure liberticide che anche in Italia uniscono destra e sinistra del campo borghese; dal ddl Gasparri (Forza Italia) a quello Del Rio (PD) parliamo di progetti di legge tesi all’equiparazione, dalle scuole alle aule di tribunale, dell’antisionismo con l’antisemitismo. Il Pacchetto-Sicurezza (ex ddl 1660) già approvato introduce il cosiddetto “terrorismo della parola”, insieme a un vasto pacchetto di norme dal sapore esplicitamente classista tese a schiacciare con anni di galera le rivolte nelle carceri, le manifestazioni di piazza, i picchetti operai e i blocchi stradali che da sempre sono espressione della lotta di classe, persino in un ambito sindacalistico e contrattualistico. Quindi, più in generale, è il tema della guerra a essere connesso con quello della repressione. Innanzitutto in termini generali, come repressione sociale. Quando lo Stato si prepara alla guerra, quella che prepara è soprattutto la guerra della borghesia contro il proletariato. La guerra permette al capitalismo internazionale di travasare immense ricchezze dal welfare al warfare nel fronte interno, avviando una gigantesca corsa al riamo finanziata attraverso politiche di macelleria sociale e manovre economiche di “lacrime e sangue”, tese esclusivamente a ingrassare le oligarchie padronali, moltiplicandone i profitti. E l’ex ddl 1660 mira esattamente a questo ambito del fronte interno: nel momento in cui si profila un’enorme espropriazione delle ricchezze dai salariati alla macchina militare (sintetizzabili nell’obiettivo del 5% del PIL da investire in armamenti), bisogna preventivare la necessità di reprimere le possibili opposizioni sociali a questo salasso, tappare la bocca a chi potrebbe sobillarne la dinamica in termini di radicalità, quindi preventivare di dover schiacciare sommosse in prigioni che ovviamente saranno sempre più piene. Contemporaneamente alla repressione sociale che riguarda tutta la classe sfruttata, si delinea una repressione specifica contro i rivoluzionari affinando degli appositi strumenti di annientamento. In particolare contro il movimento anarchico gli ultimi quattro anni sono stati caratterizzati da uno stillicidio di operazioni repressive, spesso incentrate proprio sul tema della censura: dall’operazione Sibilla contro il giornale anarchico “Vetriolo” all’operazione Scripta Scelera contro il giornale anarchico internazionalista “Bezmotivny”, passando per l’operazione “Diana”, incentrata in larga parte su iniziative editoriali (il giornale anarchico “Beznachalie”, la rivista “i giorni e le notti”, l’opuscolo “Nel vortice della guerra”, il sito ilrovescio.info), che vedrà l’udienza preliminare a Trento il prossimo 26 gennaio. L’apice di questo tipo di attacchi al movimento anarchico è stato raggiunto con la decisione sciagurata di trasferire l’anarchico Alfredo Cospito in 41 bis, dopo 10 anni di prigione in alta sicurezza, espressamente motivata con l’esigenza di impedire al compagno di continuare a leggere e a scrivere contributi dal carcere. Se l’obiettivo dichiarato del trasferimento del compagno in 41 bis risiede nella necessità per lo Stato di tappargli la bocca, ci sembra un bel gesto quello di rilanciare alcune sue parole, tratte dall’ultima occasione nella quale ha potuto parlare (durante l’udienza preliminare dell’operazione Sibilla, il 15 gennaio 2024 collegato in videoconferenza dal lager di Sassari al tribunale di Perugia): «Se la guerra imperialista dell’Occidente tracimerà per reazione dai confini dell’Ucraina irrompendo nelle nostre case, se i conflitti sociali supereranno il limite sostenibile di un meccanismo traballante, o anche solo se la transizione morbida e graduale in regime non sarà praticabile, il 41-bis grazie proprio alla sua patina di legalità sarà lo strumento repressivo ideale per un’anestetizzazione sociale forzata, una sorta di olio di ricino per rimettere in riga i recalcitranti, un golpe graduale e a norma di legge». Parole che in qualche modo delineano i contorni di quello che stiamo trattando, dalla geografia dei vari fronti alla dinamica guerra repressione sul fronte interno. D’altro canto non possiamo e non vogliamo dimenticare come in 41 bis resistono da quasi vent’anni tre prigionieri comunisti della BR-PCC, e una quarta si è suicidata dopo anni di tortura in questo terribile regime di annientamento. Il 41 bis si delinea quindi come un moderno lager controinsurrezionale, espressione topica di quello che è un carcere di guerra. Un’altra vicenda giudiziaria, fra le innumerevoli che potremmo citare, ci parla in particolar modo del legame tra gli apparati repressivi dello Stato italiano e Israele: si tratta del processo in corso all’Aquila contro Anan, Alì, Mansour. Un vero e proprio processo alla resistenza palestinese, laddove, in particolare contro Anan, si tenta di criminalizzare il suo contributo alla lotta per la liberazione della propria terra. Un processo nel quale non sono sotto accusa eventuali crimini commessi in Italia, ma episodi che sarebbero stati programmati nella Palestina occupata. Se pensiamo che persino per l’odioso diritto internazionale la resistenza armata palestinese è da considerarsi legittima, ci rendiamo conto del grado di collaborazione degli apparati dello Stato italiano col regime sionista. Un processo che è a tutti gli effetti un’espressione della complicità italiana nel genocidio dei palestinesi. E non lo diciamo in senso retorico e figurato: letteralmente il materiale acquisito dalla Digos dell’Aquila nel corso dell’indagine è stato utilizzato in Israele per sterminare tutti i contatti sospetti individuati. Viceversa, da Israele sono giunti elementi di indagine a supporto dell’inchiesta italiana, prove ottenute il più delle volte attraverso l’uso della tortura e in assenza di avvocati. Come se questo non bastasse, in Italia si moltiplicano le detenzioni o i tentativi d’espulsione di palestinesi o, più in generale, di immigrati che non si piegano. Per “reati d’opinione” (come nei casi di Mohamed Shahin e Ahmed Salem) o per la loro partecipazione a moti di piazza (come nella vicenda di Tarek Dridi, condannato a 4 anni e 8 mesi per la manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma). Il messaggio è chiaro: l’unica libertà che lo Stato concede ai rifugiati è tacere, sotto la perenne minaccia di essere riconsegnati ai vari torturatori che infestano i loro Paesi, al soldo o in combutta con l’imperialismo occidentale. Indagini e procedimenti diversi, quelli di cui abbiamo fatto cenno e i molti che per ragioni di spazio siamo costretti a tralasciare, tutti coordinati da quel dispositivo repressivo strategico che è la DNAA (Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo), in barba alla favola tanto cara a quel mondo della sinistra giustizialista cresciuto per reazione al berlusconismo, che da trent’anni ci propina il ruolo della magistratura come forza di bilanciamento rispetto al potere politico delle destre e che vede in particolare nell’Antimafia l’impero del bene. Un merito della mobilitazione a fianco di Alfredo Cospito di cui si è fatto cenno, è stato proprio di aver incrinato il mito dell’Antimafia e il suo principale strumento inquisitoriale (il 41 bis) a un livello di decibel che non era stato mai osato in precedenza. Va quindi ribadito che è lo Stato borghese come sistema nella sua interezza – al di là delle beghe tra le sue fazioni – che è mobilitato in una riconfigurazione bellica generale, tanto verso l’esterno quanto verso il nemico interno. Sabato 7 febbraio saremo in piazza a Viterbo contro la guerra e la repressione, siamo compagne e compagni che si uniscono in corteo a partire da una chiara posizione internazionalista: - A quattro anni dall’esplosione su vasta scala della guerra in Ucraina, torniamo in piazza a sostegno del disfattismo rivoluzionario, della fraternizzazione fra i proletari coscritti e mandati al fronte con la forza, all’insubordinazione nei confronti dei superiori. Supportiamo tutti i disertori delle guerre dei padroni. Denunciamo la natura anti-proletaria dei governi europei che nel sostenere questa guerra impoveriscono la nostra classe drenando risorse dalle tasche dei salariati a quelle degli industriali. Mettiamo i bastoni tra le ruote al “nostro” imperialismo occidentale e alle sue manovre guerrafondaie, alle “nostre” classi dirigenti e sfruttatrici, al “nostro” Stato! - A sostegno della resistenza palestinese contro il colonialismo di insediamento sionista. Riaffermiamo contro ogni tentativo di ammutolirci la natura rivoluzionaria degli eventi del 7 ottobre 2023. Quando gli Stati si combattono o si accordano fra loro, siamo contro la loro guerra e contro la loro pace. Quando un’entità coloniale artificiale stermina un popolo senza Stato e senza amici fra le grandi potenze, noi stiamo dalla parte della resistenza di quel popolo contro i piani genocidari dell’imperialismo. Il 7 ottobre non solo rappresenta una legittima risposta al piano secolare di insediamento coloniale sionista, ma anche una variabile sovversiva nella pace fra borghesie mediorientali sintetizzabile nella fase degli “Accordi di Abramo”. - Siamo contro la menzogna insanguinata dei “due popoli, due Stati”; non solo perché il sionismo non ha lasciato alcuno spazio realistico di istituzione di uno Stato palestinese, ma perché uno Stato di colonizzati al fianco di uno Stato di colonizzatori sarebbe soltanto un amministratore delegato dell’oppressione, con l’elezione dei collaborazionisti a nuova classe dirigente. La parabola dell’ANP ne è davvero una triste e infame dimostrazione. - Contro la repressione, quale manifestazione della guerra sul fronte interno. Contro le politiche economiche di macelleria sociale e il loro legame con la guerra. Contro le leggi liberticide, anti-sociali e finanche tese alla soppressione delle opinioni rivoluzionarie, necessarie a supportare quelle politiche. Contro le operazioni repressive anti-anarchiche e contro la repressione dei movimenti sociali. - Ricordando che nel maggio del 2026 scadranno i primi quattro anni di 41 bis nei confronti del compagno anarchico Alfredo Cospito, a seguito dei quali il ministro della “giustizia” dovrà decidere sul rinnovo o meno della misura, torniamo in piazza con uno spezzone che gridi “Fuori Alfredo dal 41 bis”, inserendoci anche con questa manifestazione nella mobilitazione a sostegno del compagno. Domenica 8 febbraio terremo sempre a Viterbo un convegno internazionalista, nel quale tenteremo di dare la parola alla resistenza palestinese e ai disertori ucraini, ma anche ai protagonisti delle lotte qui in Italia sul posto di lavoro, approfondiremo alcune vicende giudiziarie come quella del processo all’Aquila contro la resistenza palestinese, delineeremo la dimensione del 41 bis come carcere di guerra e altri argomenti inerenti il connubio guerra-repressione. Un convegno che vogliamo sia a carattere militante, non intellettuale o professorale, dove a parlare saranno innanzitutto i protagonisti delle lotte. Assemblea “sabotiamo la guerra” Rete dei Comitati e Collettivi di Lotta


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[2026-02-07] Lab Serigrafia @ ExGarage


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Lab Serigrafia

ExGarage - Via Prenestina, 704, 00155 Roma RM, Italia
(sabato, 7 febbraio 16:00)
Lab Serigrafia
Fuori Registro Serigrafia riparte!

Stampa live su carta e tessuto

Sabato 7 febbraio dalle 16 alle 20

In Via Prenestina 704

Brindiamo insieme al nuovo laboratorio.

Porta una maglietta o una shopper di colore chiaro (stamperemo col nero).

Evento a sostegno delle spese per il laboratorio


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[2026-02-08] Sabotiamo la Guerra e la Repressione @ Auditorium Spazio Eventi, Viterbo


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Sabotiamo la Guerra e la Repressione

Auditorium Spazio Eventi, Viterbo - Via Treviso, 44/50, 01100 Viterbo VT, Italia
(domenica, 8 febbraio 10:30)
Sabotiamo la Guerra e la Repressione
Sabotiamo la guerra e la repressione Manifestazione e convegno a Viterbo il 7 e 8 febbraio 2026 Da almeno quattro anni la guerra è prepotentemente il marchio del nostro tempo. Non che essa se ne fosse mai andata, anzi si può dire che il secolo nato sotto il segno della cosiddetta “Guerra infinita” – a partire dall’11 settembre 2001 – sta mantenendo tutte le sue promesse. Una strategia, quella lanciata all’epoca dall’amministrazione Bush, che si è manifestata in un quarto di secolo di aggressioni imperialiste da parte del blocco NATO-sionista, in Afganistan, in Iraq, in Palestina. Il genocidio tuttora in corso a Gaza ne è l’ultima e più drammatica espressione. Con l’esplosione del conflitto su larga scala tra NATO e Federazione Russia in Ucraina a partire dal febbraio del 2022, la dinamica si allarga e cambia natura, diventando in quella regione un confronto diretto fra blocchi di Paesi capitalisti e altamente industrializzati, di dimensioni continentali e dotati di migliaia di armi nucleari. Il tutto avviene sullo sfondo dell’attrito tra gli USA e il loro principale concorrente, la Cina. In questo senso la guerra da allora è diventata non solo un fatto esotico, relegato nell’immaginario alle popolazioni che l’Occidente in questi anni ha massacrato e provato a sottomettere, ma una lugubre incombenza anche a quelle latitudini, come le nostre, dove non la si credeva immaginabile. Centrale come sempre nella guerra è il ruolo della propaganda. Sfacciata, inqualificabile l’operazione mediatica di chi, dopo aver per un quarto di secolo mostrificato chi si oppone alle truppe occidentali come un terrorista, dopo aver giustificato Guantanamo, i rapimenti extragiudiziali, le torture e le esecuzioni, dopo aver incensato le invasioni statunitensi ed europee come campagne di liberazione, ora, nel conflitto ucraino, dove si combatte effettivamente una guerra simmetrica, una guerra altamente tecnologica con droni, missili e satelliti e al contempo una guerra di carri armati e di trincee, lì ci si inventa l’operazione della “resistenza” ucraina e si cantano le ballate della legittima lotta contro l’invasore. Il tema della propaganda di guerra è evidentemente connesso con quello della censura. Ce lo testimonia da ultimo una serie di misure liberticide che anche in Italia uniscono destra e sinistra del campo borghese; dal ddl Gasparri (Forza Italia) a quello Del Rio (PD) parliamo di progetti di legge tesi all’equiparazione, dalle scuole alle aule di tribunale, dell’antisionismo con l’antisemitismo. Il Pacchetto-Sicurezza (ex ddl 1660) già approvato introduce il cosiddetto “terrorismo della parola”, insieme a un vasto pacchetto di norme dal sapore esplicitamente classista tese a schiacciare con anni di galera le rivolte nelle carceri, le manifestazioni di piazza, i picchetti operai e i blocchi stradali che da sempre sono espressione della lotta di classe, persino in un ambito sindacalistico e contrattualistico. Quindi, più in generale, è il tema della guerra a essere connesso con quello della repressione. Innanzitutto in termini generali, come repressione sociale. Quando lo Stato si prepara alla guerra, quella che prepara è soprattutto la guerra della borghesia contro il proletariato. La guerra permette al capitalismo internazionale di travasare immense ricchezze dal welfare al warfare nel fronte interno, avviando una gigantesca corsa al riamo finanziata attraverso politiche di macelleria sociale e manovre economiche di “lacrime e sangue”, tese esclusivamente a ingrassare le oligarchie padronali, moltiplicandone i profitti. E l’ex ddl 1660 mira esattamente a questo ambito del fronte interno: nel momento in cui si profila un’enorme espropriazione delle ricchezze dai salariati alla macchina militare (sintetizzabili nell’obiettivo del 5% del PIL da investire in armamenti), bisogna preventivare la necessità di reprimere le possibili opposizioni sociali a questo salasso, tappare la bocca a chi potrebbe sobillarne la dinamica in termini di radicalità, quindi preventivare di dover schiacciare sommosse in prigioni che ovviamente saranno sempre più piene. Contemporaneamente alla repressione sociale che riguarda tutta la classe sfruttata, si delinea una repressione specifica contro i rivoluzionari affinando degli appositi strumenti di annientamento. In particolare contro il movimento anarchico gli ultimi quattro anni sono stati caratterizzati da uno stillicidio di operazioni repressive, spesso incentrate proprio sul tema della censura: dall’operazione Sibilla contro il giornale anarchico “Vetriolo” all’operazione Scripta Scelera contro il giornale anarchico internazionalista “Bezmotivny”, passando per l’operazione “Diana”, incentrata in larga parte su iniziative editoriali (il giornale anarchico “Beznachalie”, la rivista “i giorni e le notti”, l’opuscolo “Nel vortice della guerra”, il sito ilrovescio.info), che vedrà l’udienza preliminare a Trento il prossimo 26 gennaio. L’apice di questo tipo di attacchi al movimento anarchico è stato raggiunto con la decisione sciagurata di trasferire l’anarchico Alfredo Cospito in 41 bis, dopo 10 anni di prigione in alta sicurezza, espressamente motivata con l’esigenza di impedire al compagno di continuare a leggere e a scrivere contributi dal carcere. Se l’obiettivo dichiarato del trasferimento del compagno in 41 bis risiede nella necessità per lo Stato di tappargli la bocca, ci sembra un bel gesto quello di rilanciare alcune sue parole, tratte dall’ultima occasione nella quale ha potuto parlare (durante l’udienza preliminare dell’operazione Sibilla, il 15 gennaio 2024 collegato in videoconferenza dal lager di Sassari al tribunale di Perugia): «Se la guerra imperialista dell’Occidente tracimerà per reazione dai confini dell’Ucraina irrompendo nelle nostre case, se i conflitti sociali supereranno il limite sostenibile di un meccanismo traballante, o anche solo se la transizione morbida e graduale in regime non sarà praticabile, il 41-bis grazie proprio alla sua patina di legalità sarà lo strumento repressivo ideale per un’anestetizzazione sociale forzata, una sorta di olio di ricino per rimettere in riga i recalcitranti, un golpe graduale e a norma di legge». Parole che in qualche modo delineano i contorni di quello che stiamo trattando, dalla geografia dei vari fronti alla dinamica guerra repressione sul fronte interno. D’altro canto non possiamo e non vogliamo dimenticare come in 41 bis resistono da quasi vent’anni tre prigionieri comunisti della BR-PCC, e una quarta si è suicidata dopo anni di tortura in questo terribile regime di annientamento. Il 41 bis si delinea quindi come un moderno lager controinsurrezionale, espressione topica di quello che è un carcere di guerra. Un’altra vicenda giudiziaria, fra le innumerevoli che potremmo citare, ci parla in particolar modo del legame tra gli apparati repressivi dello Stato italiano e Israele: si tratta del processo in corso all’Aquila contro Anan, Alì, Mansour. Un vero e proprio processo alla resistenza palestinese, laddove, in particolare contro Anan, si tenta di criminalizzare il suo contributo alla lotta per la liberazione della propria terra. Un processo nel quale non sono sotto accusa eventuali crimini commessi in Italia, ma episodi che sarebbero stati programmati nella Palestina occupata. Se pensiamo che persino per l’odioso diritto internazionale la resistenza armata palestinese è da considerarsi legittima, ci rendiamo conto del grado di collaborazione degli apparati dello Stato italiano col regime sionista. Un processo che è a tutti gli effetti un’espressione della complicità italiana nel genocidio dei palestinesi. E non lo diciamo in senso retorico e figurato: letteralmente il materiale acquisito dalla Digos dell’Aquila nel corso dell’indagine è stato utilizzato in Israele per sterminare tutti i contatti sospetti individuati. Viceversa, da Israele sono giunti elementi di indagine a supporto dell’inchiesta italiana, prove ottenute il più delle volte attraverso l’uso della tortura e in assenza di avvocati. Come se questo non bastasse, in Italia si moltiplicano le detenzioni o i tentativi d’espulsione di palestinesi o, più in generale, di immigrati che non si piegano. Per “reati d’opinione” (come nei casi di Mohamed Shahin e Ahmed Salem) o per la loro partecipazione a moti di piazza (come nella vicenda di Tarek Dridi, condannato a 4 anni e 8 mesi per la manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma). Il messaggio è chiaro: l’unica libertà che lo Stato concede ai rifugiati è tacere, sotto la perenne minaccia di essere riconsegnati ai vari torturatori che infestano i loro Paesi, al soldo o in combutta con l’imperialismo occidentale. Indagini e procedimenti diversi, quelli di cui abbiamo fatto cenno e i molti che per ragioni di spazio siamo costretti a tralasciare, tutti coordinati da quel dispositivo repressivo strategico che è la DNAA (Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo), in barba alla favola tanto cara a quel mondo della sinistra giustizialista cresciuto per reazione al berlusconismo, che da trent’anni ci propina il ruolo della magistratura come forza di bilanciamento rispetto al potere politico delle destre e che vede in particolare nell’Antimafia l’impero del bene. Un merito della mobilitazione a fianco di Alfredo Cospito di cui si è fatto cenno, è stato proprio di aver incrinato il mito dell’Antimafia e il suo principale strumento inquisitoriale (il 41 bis) a un livello di decibel che non era stato mai osato in precedenza. Va quindi ribadito che è lo Stato borghese come sistema nella sua interezza – al di là delle beghe tra le sue fazioni – che è mobilitato in una riconfigurazione bellica generale, tanto verso l’esterno quanto verso il nemico interno. Sabato 7 febbraio saremo in piazza a Viterbo contro la guerra e la repressione, siamo compagne e compagni che si uniscono in corteo a partire da una chiara posizione internazionalista: - A quattro anni dall’esplosione su vasta scala della guerra in Ucraina, torniamo in piazza a sostegno del disfattismo rivoluzionario, della fraternizzazione fra i proletari coscritti e mandati al fronte con la forza, all’insubordinazione nei confronti dei superiori. Supportiamo tutti i disertori delle guerre dei padroni. Denunciamo la natura anti-proletaria dei governi europei che nel sostenere questa guerra impoveriscono la nostra classe drenando risorse dalle tasche dei salariati a quelle degli industriali. Mettiamo i bastoni tra le ruote al “nostro” imperialismo occidentale e alle sue manovre guerrafondaie, alle “nostre” classi dirigenti e sfruttatrici, al “nostro” Stato! - A sostegno della resistenza palestinese contro il colonialismo di insediamento sionista. Riaffermiamo contro ogni tentativo di ammutolirci la natura rivoluzionaria degli eventi del 7 ottobre 2023. Quando gli Stati si combattono o si accordano fra loro, siamo contro la loro guerra e contro la loro pace. Quando un’entità coloniale artificiale stermina un popolo senza Stato e senza amici fra le grandi potenze, noi stiamo dalla parte della resistenza di quel popolo contro i piani genocidari dell’imperialismo. Il 7 ottobre non solo rappresenta una legittima risposta al piano secolare di insediamento coloniale sionista, ma anche una variabile sovversiva nella pace fra borghesie mediorientali sintetizzabile nella fase degli “Accordi di Abramo”. - Siamo contro la menzogna insanguinata dei “due popoli, due Stati”; non solo perché il sionismo non ha lasciato alcuno spazio realistico di istituzione di uno Stato palestinese, ma perché uno Stato di colonizzati al fianco di uno Stato di colonizzatori sarebbe soltanto un amministratore delegato dell’oppressione, con l’elezione dei collaborazionisti a nuova classe dirigente. La parabola dell’ANP ne è davvero una triste e infame dimostrazione. - Contro la repressione, quale manifestazione della guerra sul fronte interno. Contro le politiche economiche di macelleria sociale e il loro legame con la guerra. Contro le leggi liberticide, anti-sociali e finanche tese alla soppressione delle opinioni rivoluzionarie, necessarie a supportare quelle politiche. Contro le operazioni repressive anti-anarchiche e contro la repressione dei movimenti sociali. - Ricordando che nel maggio del 2026 scadranno i primi quattro anni di 41 bis nei confronti del compagno anarchico Alfredo Cospito, a seguito dei quali il ministro della “giustizia” dovrà decidere sul rinnovo o meno della misura, torniamo in piazza con uno spezzone che gridi “Fuori Alfredo dal 41 bis”, inserendoci anche con questa manifestazione nella mobilitazione a sostegno del compagno. Domenica 8 febbraio terremo sempre a Viterbo un convegno internazionalista, nel quale tenteremo di dare la parola alla resistenza palestinese e ai disertori ucraini, ma anche ai protagonisti delle lotte qui in Italia sul posto di lavoro, approfondiremo alcune vicende giudiziarie come quella del processo all’Aquila contro la resistenza palestinese, delineeremo la dimensione del 41 bis come carcere di guerra e altri argomenti inerenti il connubio guerra-repressione. Un convegno che vogliamo sia a carattere militante, non intellettuale o professorale, dove a parlare saranno innanzitutto i protagonisti delle lotte. Assemblea “sabotiamo la guerra” Rete dei Comitati e Collettivi di Lotta


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[2026-02-20] Guerra alle popolazioni interne - sulla "guerra al narcotraffico" in Messico @ Radio Blackout 105.250


Guerra alle popolazioni interne - sulla "guerra al narcotraffico" in Messico

Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino
(venerdì, 20 febbraio 18:00)

Primo incontro internazionalista contro la guerra/2026

Guerra alle popolazioni interne - sul nesso Stato-criminalità organizzata nella "guerra al narcotraffico" in Messico

Ore 18 @Radio Blackout


Intervengono

Claudio Albertani - autore di "In che momento si è fottuto il Messico?" per Collegamenti per l'organizzazione diretta di classe

Diego e Sante del Nodo Solidale sulla guerra di frammentazione territoriale e alle autonomie

Discussione aperta


gancio.cisti.org/event/guerra-…

[2026-02-10] Corso di duo acrobatico @ Cascina Torchiera


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Corso di duo acrobatico

Cascina Torchiera - Piazzale Cimitero Maggio 18, Milano
(martedì, 10 febbraio 19:00)
Corso di duo acrobatico
GallinƏ!
Da questo mese partono ben tre nuovi corsi, per cui correte in cascina, vi aspettiamo con gioia e voglia espressiva!

Da martedì 8 ottobre!


puntello.org/event/corso-di-du…

[2026-02-15] To kill a war machine (aperitivo e proiezione | benefit 100x100 Gaza) @ Piano Terra


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To kill a war machine (aperitivo e proiezione | benefit 100x100 Gaza)

Piano Terra - via Federico Confalonieri 3, Milano
(domenica, 15 febbraio 19:00)
To kill a war machine (aperitivo e proiezione, benefit 100x100 Gaza)
Vi aspettiamo a Piano Terra per una serata a sostegno di 100x100 Gaza, una mobilitazione straordinaria di solidarietà nata nel 2025 per rispondere collettivamente alla catastrofe provocata dal genocidio inflitto da Israele sulla popolazione di Gaza [100x100gaza.it]

A partire dalle 19 ci sarà un aperitivo a offerta libera per sostenere concretamente la campagna. A seguire, proietteremo “To Kill a War Machine” (2025), un documentario che racconta le azioni del collettivo Palestine Action e il loro impegno nel denunciare il ruolo dell’industria bellica nel Regno Unito.


puntello.org/event/to-kill-a-w…

[2026-02-10] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte


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Laboratorio Aperto

Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(martedì, 10 febbraio 15:00)
Laboratorio Aperto
Tutti i Martedì e i Giovedì dalle 15:00 alle 22:00 apriamo il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo sbevazzare!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali (cianotipia, gum print, monotipia, stampa bianca a rilievo).
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio di lavoro. Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 15.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birrette, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!


lasitua.org/event/laboratorio-…

[2026-02-07] Laboratori in campo: innesto-siepe-mista potatura @ Burzanella


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Laboratori in campo: innesto-siepe-mista potatura

Burzanella - Burzanella, Bottega con Cucina, Piazza della Chiesa 25,40032, Burzanella (BO)
(sabato, 7 febbraio 10:00)
Laboratori in campo: innesto-siepe-mista potatura


agenda.reteappenninica.it/even…

[2026-02-28] Laboratori in campo: innesto-siepe mista-potatura @ Burzanella


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Laboratori in campo: innesto-siepe mista-potatura

Burzanella - Burzanella, Bottega con Cucina, Piazza della Chiesa 25,40032, Burzanella (BO)
(sabato, 28 febbraio 10:00)
Laboratori in campo: innesto-siepe mista-potatura


agenda.reteappenninica.it/even…

[2026-02-07] St. Pangolin X Desperate Housewaifus @ Teatro Coppola - il teatro dei cittadini


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St. Pangolin X Desperate Housewaifus

Teatro Coppola - il teatro dei cittadini - Via del vecchio bastione 9, Catania
(sabato, 7 febbraio 21:00)
St. Pangolin X Desperate Housewaifus
SABATO 7 FEBBRAIO | ORE 21:00

St. Pangolin X Desperate Housewaifus

(noise, avantgarde / Catania)

LIVE

+

screening by Catania Hauntology

ST. PANGOLIN

Claudio Palumbo - chitarra, feedback

Simona Strano - chitarra, feedback

Davide Iannitti - Synth autocostruiti

St.Pangolin è suono, terapia, preghiera, forse musica. Un lunghissimo monologo in una lingua sconosciuta anche a chi parla. Un'invocazione all'ignoto. St.Pangolin è al di là delle parole e dei significati. Esiste, per qualche strano motivo. St.Pangolin fa paura e può dar fastidio, ma poi se ne sente il bisogno.

Nascono a Catania nell’ottobre del 2014, immaginati e catalizzati dalle visioni di Claudio Palumbo. Presi a bordo Simona Strano e Davide Iannitti, i tre si ritrovano in sala/studio un pomeriggio di ottobre senza particolari idee sul da farsi, ma con un solo microfono aperto ed il computer che registra.

DESPERATE HOUSEWAIFUS

Edoardo Monteforte - microfoni, pedali

Vittorio Auteri - laptop, trasmettitori radio, sensori elettromagnetici

Concepito nel 2019 come duo di teatro-canzone, DESPERATE HOUSEWAIFUS evolve in un collettivo che unisce performance, teatro contemporaneo e musica elettronica sperimentale. I comuni processi di scrittura scenica e composizione musicale vengono accantonati in favore di sperimentazioni elettroacustiche, live electronics, cut-up e scrittura automatica, per decostruire i classici e creare testi inediti. La prima opera, La Macchina Amleto, debutta nel 2023 al Teatro Coppola di Catania ed è presentata nel 2024 a Umana Festival (Patti, Messina), viaraffineria (Catania), L’Asilo (Napoli), Fanfulla (Roma) e Tempio del Futuro Perduto (Milano).


attoppa.it/event/st-pangolin-x…

[2026-02-06] Noise Pills @ Strike s.p.a.


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Noise Pills

Strike s.p.a. - via Umberto Partini 21
(venerdì, 6 febbraio 16:00)
Noise Pills
666 invitatx ad un appuntamento audiofilo kamikaze

🛠️Dalle ore 16:
Laboratorio a offerta libera / costruzione di un subwoofer kamikaze per contrastare la macchina repressiva: assemblaggio cabinet, saldatura connettori e taratura impianto

🔊: Questo laboratorio nasce dalla necessità di escogitare nuove strategie per resistere
alla morsa repressiva che dalla legge “anti rave” all’ultimo ddl 1660 colpisce
anche chi cerca di creare spazi e momenti di autogestione. Spesso infatti la
difesa dell'impianto sonoro o il suo possesso diventano elementi determinanti per
isolare e colpire presunt* “organizzator*” con pene fino a sei anni e il
sequestro del sound.
Da qui l’utilizzo alternativo di strumenti sacrificabili, riciclati o a basso
costo, che possano essere abbandonati o distrutti prima che consegnati agli
sbirri

🌶️ Cena vegana
Red hot chili per tuttx!

🛠️Banchetti informativi /
Distro e riduzione del rischio

🤖 Spettacoli e giochi ad alto voltaggio!

Benefit per Progetto Noise Pills / Tetto Strike & spese legali BFP

Lascia il mezzo a casa
E non parcheggiare ammerda

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