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Triste giorno della memoria
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/triste-…
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, per commemorare le vittime dell’Olocausto, ricordando la Shoah e le leggi raziali. Quel giorno del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa liberarono il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Quante volte è stato detto che tutto ciò non dovrà
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Non pensa ma agisce
Ore 02:47, Tokyo.
Un sistema di intelligenza artificiale intercetta un pattern anomalo nelle comunicazioni digitali. In meno di mezzo secondo valuta il rischio, attiva le contromisure, sventa un attacco informatico su larga scala. Nessun analista ha ancora letto il report. Nessun umano ha deciso. È successo davvero. Ed è il presente.
Nel 2025 l’Intelligenza Artificiale non è più un semplice strumento. È diventata un attore cognitivo che partecipa ai processi decisionali più delicati: sicurezza nazionale, medicina predittiva, giustizia, finanza, creatività. Non ha emozioni. Non ha coscienza. Ma agisce. Il cuore di questa rivoluzione si chiama Transformer. Un’architettura matematica che non ragiona come un essere umano, ma che sa prevedere con precisione sorprendente cosa viene dopo: una parola, una decisione, una strategia. Modelli come GPT analizzano enormi quantità di dati, individuano pattern invisibili all’occhio umano e restituiscono risposte coerenti, fluide, spesso convincenti. Ma attenzione: l’IA non capisce. Simula la comprensione. E lo fa così bene da ingannarci. Ogni risposta che leggiamo non nasce da intenzione o consapevolezza, ma da probabilità statistiche. L’IA non sa cosa sia il dolore, l’etica, la giustizia. Sa solo come parliamo di queste cose. E questo la rende potente… e fragile allo stesso tempo. Il vero problema non è tecnico. È culturale. L’IA apprende dai dati. E i dati siamo noi: le nostre parole, i nostri pregiudizi, le nostre distorsioni. Se il mondo è sbilanciato, l’algoritmo lo sarà ancora di più. I bias non sono errori di sistema: sono specchi. Nel frattempo, le macchine stanno diventando multimodali. Leggono testi, analizzano immagini, interpretano suoni, scrivono codici. Un medico può caricare una TAC e ricevere un’analisi istantanea. Un programmatore può descrivere un’idea e vederla trasformarsi in software funzionante. Un artista può generare mondi visivi partendo da una frase. Siamo entrati nell’era della simbiosi uomo-macchina. Non più utenti e strumenti, ma collaboratori cognitivi. L’IA accelera il pensiero, amplia le possibilità, riduce il rumore. Ma non sostituisce il giudizio umano. O almeno, non dovrebbe. Perché l’IA non sa quando sta sbagliando. Può inventare fatti, citare fonti inesistenti, sostenere errori con assoluta sicurezza. E se le affidiamo decisioni critiche senza supervisione, il rischio non è l’errore. È la fiducia cieca. La domanda allora non è: le macchine diventeranno intelligenti? La vera domanda è: noi resteremo vigili? Capire come funziona l’intelligenza artificiale oggi non è più un lusso per tecnici o ingegneri. È una competenza culturale di base. Perché ogni algoritmo che decide al posto nostro ridefinisce, un po’, anche ciò che significa essere umani. Il futuro non è scritto nel codice. Ma nel modo in cui sceglieremo di usarlo.
Un sistema di intelligenza artificiale intercetta un pattern anomalo nelle comunicazioni digitali. In meno di mezzo secondo valuta il rischio, attiva le contromisure, sventa un attacco informatico su larga scala. Nessun analista ha ancora letto il report. Nessun umano ha deciso. È successo davvero. Ed è il presente.
Nel 2025 l’Intelligenza Artificiale non è più un semplice strumento. È diventata un attore cognitivo che partecipa ai processi decisionali più delicati: sicurezza nazionale, medicina predittiva, giustizia, finanza, creatività. Non ha emozioni. Non ha coscienza. Ma agisce. Il cuore di questa rivoluzione si chiama Transformer. Un’architettura matematica che non ragiona come un essere umano, ma che sa prevedere con precisione sorprendente cosa viene dopo: una parola, una decisione, una strategia. Modelli come GPT analizzano enormi quantità di dati, individuano pattern invisibili all’occhio umano e restituiscono risposte coerenti, fluide, spesso convincenti. Ma attenzione: l’IA non capisce. Simula la comprensione. E lo fa così bene da ingannarci. Ogni risposta che leggiamo non nasce da intenzione o consapevolezza, ma da probabilità statistiche. L’IA non sa cosa sia il dolore, l’etica, la giustizia. Sa solo come parliamo di queste cose. E questo la rende potente… e fragile allo stesso tempo. Il vero problema non è tecnico. È culturale. L’IA apprende dai dati. E i dati siamo noi: le nostre parole, i nostri pregiudizi, le nostre distorsioni. Se il mondo è sbilanciato, l’algoritmo lo sarà ancora di più. I bias non sono errori di sistema: sono specchi. Nel frattempo, le macchine stanno diventando multimodali. Leggono testi, analizzano immagini, interpretano suoni, scrivono codici. Un medico può caricare una TAC e ricevere un’analisi istantanea. Un programmatore può descrivere un’idea e vederla trasformarsi in software funzionante. Un artista può generare mondi visivi partendo da una frase. Siamo entrati nell’era della simbiosi uomo-macchina. Non più utenti e strumenti, ma collaboratori cognitivi. L’IA accelera il pensiero, amplia le possibilità, riduce il rumore. Ma non sostituisce il giudizio umano. O almeno, non dovrebbe. Perché l’IA non sa quando sta sbagliando. Può inventare fatti, citare fonti inesistenti, sostenere errori con assoluta sicurezza. E se le affidiamo decisioni critiche senza supervisione, il rischio non è l’errore. È la fiducia cieca. La domanda allora non è: le macchine diventeranno intelligenti? La vera domanda è: noi resteremo vigili? Capire come funziona l’intelligenza artificiale oggi non è più un lusso per tecnici o ingegneri. È una competenza culturale di base. Perché ogni algoritmo che decide al posto nostro ridefinisce, un po’, anche ciò che significa essere umani. Il futuro non è scritto nel codice. Ma nel modo in cui sceglieremo di usarlo.
Altbot
in reply to ⁂ Fediverso e Social Network ⁂ • • •Il disegno presenta una comparazione intitolata "Il Web Socialmente Anti-Social" sopra e "Il Web Sociale Aperto" sotto, separati da un cerchio "VS". La parte superiore mostra sei icone dei social media: X (logo dell'X), Instagram (icona con un gradiente viola/rosa), Reddit (cerchio arancione con volto alieno), Facebook (cerchio blu con "f" bianco), un simbolo "[@]" (icona circolare nera), e TikTok (nota musicale con colori nero, rosso e cyan). La parte inferiore mostra sei icone: Mastodon (logo m viola), un cerchio giallo con un pulsante play, un cerchio multicolore, un cerchio blu con linee simili a orologi, un pulsante play con triangoli arancioni e grigi, e "Mi" (testo verde). Tutto il testo è in forma verbatim e il layout utilizza uno sfondo bianco per la parte superiore e nero per la parte inferiore.
Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Qwen3-Vl:30b
🌱 Energia utilizzata: 0.127 Wh
Andrea PCX
in reply to ⁂ Fediverso e Social Network ⁂ • • •Di base, anche se usassimo il fediverso, android in qualche modo diffonde i nostri dati a terzi poco raccomandati con cattive intenzioni 🫣.
Però intanto facciamo quello che possiamo. L'alternativa c'è.
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in reply to Andrea PCX • • •Per rendere android meno spione ci sono varie soluzioni che trovi nella guida alla degooglizzazione dei @devol: newsletter.devol.it/degooglizz…
Degooglizzazione
devol - fediverso (devol, la newsletter del fediverso e dei servizi liberi online)Fediverso - social federati indipendenti reshared this.
Andrea PCX
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Tullio Fiore
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Ceccoelettrico
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Ceccoelettrico
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Tiziano
in reply to Ceccoelettrico • •Ciao @Ceccoelettrico e benvenuto nel Fediverso!
La cosa più simile a Facebook per funzionalità e aspetto è Friendica (istanza italiana: poliverso.org).
Per certi versi non è la cosa più immediata del mondo ma è molto potente una volta che ti ci orienti un po'. Provalo 😉
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Ceccoelettrico
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Tiziano
in reply to Ceccoelettrico • •Non ti preoccupare, siamo qui per aiutare.
L'istanza italiana, come ti scrivevo, è poliverso.org (è quella da cui ti sto scrivendo).
Vai semplicemente a quella pagina per iscriverti.
Comunque, anche da istanze non italiane, potresti comunque vedere i post delle istanze italiane (ma ovviamente è più consigliabile scegliere un'istanza italofona se c'è).
Friendica ti ricorderà un po' il Facebook di una volta come grafica, ma ha molte potenzialità.
Le più evidenti sono il non avere praticamente limiti di lunghezza per i post e il permettere di scrivere veri e propri articoli con formattazione, titoli, link ecc., ma anche per esempio l'avere una galleria delle tue foto/immagini.
Sarebbe bello che ammodernassero un po' l'interfaccia e facilitassero la gestione di alcune funzionalità avanzate... spero che ci si arriverà 😉💪
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Ceccoelettrico
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Francesco Capaldini
in reply to Tiziano • • •Francesco Capaldini
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in reply to Francesco Capaldini • •Ok, non ho mai caricato un video direttamente su Friendica, meglio chiedere consiglio a un amministratore (e comunque servirebbe sapere se è un video pesante e in che formato è) @Signor Amministratore ⁂
(P.S.: io di solito se devo caricare video uso il mio account PeerTube. Nel Fediverso i server sono piccoli e spesso hanno limitazioni sulle dimensioni dei media allegati, proprio perché altrimenti rischierebbero di occupare tantissimo spazio di archiviazione. PeerTube invece è dedicato ai video, perciò lì si possono caricare video anche grandi senza problemi)
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Francesco Capaldini
in reply to Tiziano • • •Tiziano
in reply to Francesco Capaldini • •In che senso intendi "che piattaforma seguire"?
Nel Fediverso puoi seguire qualsiasi utente, al di là delle singole piattaforme.
Forse vuoi capire come trovare utenti da seguire?
(Hai dato un'occhiata alla colonna di sinistra in Friendica? Nei primi tempi dopo l'iscrizione compare lì una guida a Friendica con una serie di consigli per i nuovi iscritti)
Signor Amministratore ⁂
in reply to Francesco Capaldini • •@Francesco Capaldini @Tiziano :friendica: @⁂ Fediverso e Social Network ⁂
- peertube.uno/
- garr.tv/
- videoteca.kenobit.it/videos/lo…
- video.simoneviaggiatore.com/
Francesco Capaldini
in reply to Signor Amministratore ⁂ • • •Signor Amministratore ⁂
in reply to Francesco Capaldini • •@Francesco Capaldini l'unico motivo per cui puoi avere bisogno di registrarti su un server è quello di caricare i video. Per cercarli e visualizzarli puoi fare tutto anche senza allungarti. Nel momento in cui trovi un canale interessante, puoi copiare il link e incollarlo nella casella di ricerca di mastodon, in modo che vedrai quel canale dal tuo account mastodon e potrai seguirlo per non farti sfuggire i prossimi aggiornamenti
@Tiziano :friendica: @⁂ Fediverso e Social Network ⁂
Tiziano
in reply to Signor Amministratore ⁂ • •Ha aperto la discussione proprio perché cercava un modo per caricare video...
@⁂ Fediverso e Social Network ⁂ @Francesco Capaldini
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Francesco Capaldini
in reply to Signor Amministratore ⁂ • • •Tiziano
in reply to Francesco Capaldini • •Devi farti un account specifico per peeertube.uno, non è lo stesso di Mastodon. Ma non dovrebbe essere così difficile, come mai hai problemi?
@Signor Amministratore ⁂ @⁂ Fediverso e Social Network ⁂
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Tiziano
in reply to Signor Amministratore ⁂ • •Grazie, intendevo istanze con registrazione aperta. Non conoscevo quella del GARR, c'è scritto di contattarli, non so quali siano i loro requisiti per avere un account lì.
@⁂ Fediverso e Social Network ⁂ @Francesco Capaldini
Francesco Capaldini
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Francesco Capaldini
in reply to Tiziano • • •perry77@tutamail.com
Unknown parent • •@Tiziano :friendica:
ahem, ci sarebbe anche la mia (ospita 2 canali):
video.simoneviaggiatore.com/a/…
E' doveroso riferire, però, che non consento iscrizioni. E' un'istanza che può solo essere seguita da mastodon (o qualsiasi altro social del fediverso) come dicevi tu, oppure dall'account creato su peertube.uno.
@⁂ Fediverso e Social Network ⁂ @Francesco Capaldini
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Tiziano
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in reply to Tiziano • •@Tiziano
OK, allora ho capito bene 🙂
Meno male che mi è venuto il dubbio.
@Francesco Capaldini
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Francesco Capaldini
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Tiziano
in reply to ⁂ Fediverso e Social Network ⁂ • •Evviva!! 🎉🎉
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in reply to Francesco Capaldini • •@Francesco Capaldini
Grande! Ora che hai un account non ti rimane che seguire @Simone Viaggiatore TV 😉
Ti sarà più facile (e soddisfacente) da Peertube che non da Mastodon o Pixelfed.
@Tiziano