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Trump Mobile presenta in pre order lo smartphone T1 aggiornato


Era sparito da mesi.
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In breve:


Il progetto telefonico legato alla famiglia Trump continua a mostrare segnali di incertezza. Trump Mobile, società collegata a Donald Trump Jr. ed Eric Trump, ha diffuso nuove immagini del telefono T1 da 499 dollari con un modulo fotografico ridisegnato, ma ha rimosso dal sito qualsiasi data di arrivo, sostituendola con una lista d’attesa. Intanto sono state rimosse anche le indicazioni sulla produzione negli Stati Uniti, messaggio che è stato centrale durante la campagna pubblicitaria, e che ha portato 11 parlamentari democratici a chiedere alla Federal Trade Commission di verificare possibili pratiche commerciali ingannevoli.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Trump Mobile previews updated gold-heavy ‘T1’ smartphone
There still isn’t a clear release date for the new-look smartphone
The IndependentErin Keller

Riassunto completo:


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La Commissione europea ha lanciato l'app per la verifica dell’età online


È open source e trasmette solo la conferma dell'età ai siti web.
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In breve:


La Commissione europea ha presentato un app open source per dimostrare di avere l’età minima online richiesta senza consegnare i propri dati personali ai siti web. L’utente attiva l’app con un sistema di identità elettronica oppure con passaporto o carta d’identità, protetto anche da verifica biometrica. In seguito, quando accede a piattaforme riservate ai maggiori di 13 o 18 anni, trasmette solo la conferma dell’età e non nome, data di nascita o numero del documento.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Finalmente abbiamo l’app per la verifica dell’età online, a chiudere il ping pong di responsabilità ci ha pensato la Commissione europea
Per le grandi piattaforme digitali “non ci sono più scuse”. Parola di Ursula von der Leyen, che annuncia il nuovo sistema europeo per la verifica dell’età degli utenti online
Wired ItaliaValentina Neri

Riassunto completo:


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Anthropic riceve offerte di investitori per una valutazione di 800 miliardi di dollari


Ma l'azienda di Amodei non ha ancora accettato.
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In breve:


Anthropic ha ricevuto proposte preliminari da investitori per un nuovo finanziamento che attribuirebbe all’azienda una valutazione intorno a 800 miliardi di dollari o più. Per ora la società non ha ancora accettato. A febbraio aveva raccolto 30 miliardi con una valutazione pre-money di 350 miliardi. L’interesse nasce dalla crescita dei ricavi, arrivati a un ritmo annuo di 30 miliardi, e dal confronto diretto con OpenAI, che ha appena chiuso un’operazione che l'ha portata a una valutazione di 852 miliardi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic Attracts Investor Offers at an $800 Billion Valuation
Anthropic PBC has received several offers from investors for a new round of funding that could value the artificial intelligence startup at about $800 billion or higher — overtures that the Claude maker has so far resisted, according to people familiar with the matter.
BloombergNatasha Mascarenhas and Rebecca Torrence and Bailey Lipschultz and Edward Ludlow and Shirin Ghaffary

Riassunto completo:


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Robert Kennedy Jr. tagliò i genitali a un procione morto in autostrada per studiarli


Un volume in uscita firmato da Isabel Vincent ricostruisce episodi insoliti del segretario alla Salute, tra diari privati e ricordi familiari riportati dalla stampa americana.

Un nuovo libro su Robert Francis Kennedy Jr., attuale segretario del Department of Health and Human Services, riporta un episodio in cui l'attuale responsabile della sanità statunitense si fermò a bordo della strada per asportare gli organi genitali di un procione investito, con l'intenzione di studiarli in seguito. La ricostruzione è contenuta nel volume RFK Jr.: The Fall and Rise, firmato da Isabel Vincent, giornalista del New York Post, che ha consultato una serie di fonti tra cui i diari privati scritti da Kennedy quando viveva a New York, tra il 1999 e il 2001.

Secondo quanto riportato dal New York Post, in uno dei passaggi dei diari Kennedy descrive sé stesso mentre, fermo sull'autostrada I-684 davanti alla propria auto, taglia il pene di un procione morto sull'asfalto. Nello stesso brano, il settantaduenne responsabile della sanità rifletteva sui rapporti difficili con il fratello Douglas Kennedy e il cugino Bobby Shriver, mentre i figli attendevano in macchina. A People, Kennedy avrebbe poi spiegato di aver raccolto i genitali dell'animale per poterli studiare in un secondo momento.

L'episodio si aggiunge a una lunga serie di aneddoti sul rapporto del segretario con carcasse e parti di animali. In un'intervista rilasciata nel 2012 a Town & Country, la figlia Kick Kennedy raccontò che durante una vacanza di famiglia a Hyannis Port, nel Massachusetts, il padre, saputo che una carcassa di balena era stata trascinata sulla spiaggia di Squaw Island, si recò sul posto e decapitò l'animale con una motosega. Legò poi la testa sul tetto del minivan familiare con una corda elastica, con l'idea di portarla a casa per studiarla. Nel suo racconto alla rivista, la figlia descrisse il viaggio di ritorno come un'esperienza sgradevole, con i liquidi della balena che filtravano nei finestrini a ogni accelerazione, costringendo i passeggeri a coprirsi il volto con sacchetti di plastica.

Nel 2024, durante la breve campagna per la presidenza, Kennedy ammise al New Yorker di aver abbandonato, circa dieci anni prima, la carcassa di un cucciolo di orso a Central Park, dopo un tentativo fallito di scuoiarlo. In un video diffuso sui social media, apparentemente per anticipare l'uscita dell'articolo, il futuro segretario raccontò che lui e alcuni amici avevano bevuto e avevano poi deciso di disfarsi del corpo dell'animale facendo credere che fosse stato investito da una bicicletta. Kennedy sostenne di aver trovato l'orso già morto durante una gita di falconeria a Goshen, nello stato di New York.

Lo scorso anno, dopo la nomina a capo del Department of Health and Human Services da parte del presidente Donald Trump, la cugina Caroline Kennedy inviò una lettera ai parlamentari in cui riferiva che durante gli anni universitari Robert Kennedy Jr. avrebbe frullato pulcini e topi per nutrire i suoi falchi, descrivendo la stanza del dormitorio come una scena di violenza e degrado. Il contenuto della lettera è stato riportato dal Telegraph.

L'autrice del libro, Isabel Vincent, è una giornalista del New York Post. Il volume ricostruisce la parabola personale e politica di Kennedy attingendo anche a materiali inediti, in particolare ai diari privati del periodo newyorkese. Gli episodi citati si inseriscono in una ricostruzione più ampia della figura del segretario, noto per un interesse di lunga data verso il mondo animale e per una serie di vicende già emerse sulla stampa negli ultimi anni. Stando al New York Post, gli esiti degli studi annunciati da Kennedy sui resti della balena e sugli organi del procione non sono mai stati resi pubblici.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Gli americani credono di pagare troppe tasse


Il 59% ritiene di pagare troppo e solo il 47% considera eque le proprie imposte: i livelli più negativi degli ultimi vent'anni, secondo un sondaggio Gallup

Il presidente Donald Trump ha firmato a luglio 2025 il One Big Beautiful Bill Act, una legge che ha reso permanenti gran parte dei tagli fiscali del 2017 e ha introdotto nuove esenzioni su mance e straordinari. Eppure gli americani non sembrano essersene accorti. Secondo un sondaggio Gallup condotto tra il 2 e il 18 marzo 2026, il 59% degli intervistati ritiene di pagare troppe tasse, una percentuale stabile dal 2023. Solo il 37% considera il proprio carico fiscale "più o meno giusto" e appena il 3% lo reputa troppo basso.

Il malcontento fiscale si conferma ai livelli più alti degli ultimi vent'anni. Il dato attuale è superiore alla media del 50% circa registrata nei primi anni Duemila, dopo i tagli fiscali varati da George W. Bush nel 2001, ma resta inferiore ai picchi degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, quando la percentuale di chi si lamentava superava regolarmente il 60%.

Anche la percezione di equità delle imposte è vicina ai minimi storici. Solo il 47% degli americani giudica eque le tasse che dovrà pagare quest'anno, un dato compreso nella forchetta 46-49% osservata dal 2023 e vicino al record negativo del 45% toccato nel 1999. Il 49% che considera le proprie tasse ingiuste sfiora invece il massimo storico del 51%, raggiunto nel 2023.
Come gli americani giudicano le tasse federali

Fiscalità · Stati Uniti
Il 59% degli americani pensa di pagare troppe tasse
Sondaggio Gallup 1956–2026 · "Le tasse federali sul reddito sono troppo alte, giuste o troppo basse?"

% Troppo alte 59

% Giuste 37

59%
Troppo alte (2026)

37%
Giuste (2026)

+22 pp
Divario nel 2026

Elaborazione su dati Gallup · Sondaggio "Tasse e giorno del contribuente" · Trend 1956–2026 · Aprile 2026

Il sondaggio Gallup evidenzia un contrasto netto con gli effetti che i grandi tagli fiscali del passato hanno avuto sull'opinione pubblica. Tra il 2001 e il 2003, dopo il primo taglio di Bush, la quota di chi riteneva le tasse troppo alte scese dal 65% al 47%, mentre la percezione di equità salì dal 51% al 64%. Un andamento simile si verificò dopo il Tax Cuts and Jobs Act del 2017, approvato durante il primo mandato di Trump: la percentuale di chi si lamentava del carico fiscale toccò il minimo storico del 45% nel 2018 e nel 2019, e la percezione di equità si mantenne intorno al 60%.

L'effetto positivo di quella legge si esaurì nel 2021, quando i repubblicani tornarono a lamentarsi delle tasse dopo l'insediamento di Joe Biden. L'inflazione elevata del 2022 e 2023 peggiorò ulteriormente il quadro, con l'aumento cumulativo dei prezzi che erose il potere d'acquisto dei consumatori. Da allora il giudizio degli americani non è più migliorato, nemmeno dopo le nuove misure fiscali del 2025.

Le differenze per reddito sono minime. Circa sei adulti su dieci in tutte le fasce, che si tratti di redditi bassi (63%), medi (58%) o alti (59%), ritengono di pagare troppe tasse. Allo stesso modo, circa la metà di ciascun gruppo giudica eque le proprie imposte.

Le differenze tra elettorati politici sono più interessanti. Come accade di solito durante le presidenze repubblicane, il divario tra i partiti si riduce. Il 64% degli indipendenti, il 60% dei repubblicani e il 49% dei democratici ritiene di pagare troppo. Rispetto al 2023, la percentuale dei repubblicani insoddisfatti è scesa dal 71% al 60%, mentre quella dei democratici è salita dal 41% al 49%. I due movimenti si sono compensati, lasciando il dato complessivo sostanzialmente invariato.

Sulla questione dell'equità il quadro si ribalta rispetto all'era Biden. Il 57% dei repubblicani considera eque le proprie tasse, un dato vicino al 52% dei democratici. Gli indipendenti sono i più scontenti, con solo il 39% che esprime un giudizio positivo. Tra il 2023 e il 2025, quando le politiche fiscali erano associate a Biden, appena un terzo dei repubblicani giudicava eque le tasse, contro oltre il 60% dei democratici.

Gallup osserva che alcune misure contenute nella legge del 2025, come l'esenzione fiscale sulle mance e le deduzioni maggiorate per gli anziani, potrebbero influenzare l'opinione pubblica man mano che più contribuenti presenteranno le dichiarazioni dei redditi in aprile. Tuttavia la guerra in Iran sta spingendo al rialzo i prezzi della benzina e di altri beni di consumo, e l'erosione del potere d'acquisto potrebbe pesare sulle percezioni degli americani più di qualsiasi sgravio fiscale.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Trump annuncia un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano


Il presidente americano ha comunicato l'intesa su Truth Social. La tregua scatta alle 17 ora di Washington e segue l'incontro tra gli ambasciatori a Washington mediato da Marco Rubio.
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Israele e Libano hanno accettato un cessate il fuoco di dieci giorni che entrerà in vigore alle 17 ora della costa orientale degli Stati Uniti. L'annuncio è arrivato dal presidente Donald Trump con un messaggio pubblicato su Truth Social, in cui ha riferito di aver parlato al telefono sia con il presidente libanese Joseph Aoun sia con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Trump ha incaricato il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo degli Stati Maggiori Riuniti Dan Caine di lavorare con i due Paesi per raggiungere una pace duratura.

L'intesa arriva due giorni dopo lo storico incontro di Washington tra le delegazioni dei due Paesi, il primo contatto diretto ad alto livello da oltre tre decenni. Israele e Libano restano formalmente in stato di guerra dal 1948 e il Libano, come la maggioranza dei Paesi arabi, non ha relazioni diplomatiche ufficiali con Israele. Una legge libanese del 1955 vieta inoltre ai cittadini ogni contatto con israeliani, anche se viene applicata in modo selettivo.

Il negoziato di martedì si è svolto al Dipartimento di Stato a Washington, con gli ambasciatori dei due Paesi seduti uno di fronte all'altro mentre Rubio e altri funzionari americani occupavano i posti centrali. L'incontro era preliminare e dedicato agli aspetti logistici più che ai contenuti, e si era concluso senza alcun cessate il fuoco. "Questo è un processo, non un evento", aveva dichiarato Rubio. "Servirà tempo". L'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter aveva parlato di una convergenza di vedute sulla rimozione dell'influenza di Hezbollah dal Libano, mentre l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad aveva definito l'incontro "costruttivo".

Il conflitto era ricominciato il 2 marzo, quando Hezbollah, gruppo libanese sostenuto dall'Iran, aveva aperto il fuoco contro Israele in appoggio a Teheran, due giorni dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Israele aveva risposto con un'intensa campagna di bombardamenti e un'invasione di terra. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno provocato oltre 2.124 morti, tra cui 254 donne e 168 bambini, e costretto più di un milione di persone ad abbandonare le proprie case. Israele riferisce che dodici suoi soldati e due civili sono stati uccisi dagli attacchi di Hezbollah nello stesso periodo.

Particolarmente gravi erano stati gli attacchi israeliani dell'8 aprile, quando oltre cento raid avevano colpito anche aree affollate nel cuore di Beirut. Il ministero della Salute libanese ha riferito che quegli attacchi hanno ucciso 357 persone, tra cui 71 donne e 30 bambini. Israele ha sostenuto invece che le incursioni hanno colpito oltre 250 miliziani di Hezbollah. Da quel giorno, su richiesta di Washington, l'aviazione israeliana non ha più bombardato l'area di Beirut, pur continuando a colpire il sud e l'est del Paese.

L'attuale governo libanese, salito al potere all'inizio del 2025 con un programma riformista che includeva il disarmo dei gruppi armati non statali, aveva reagito con durezza alla scelta di Hezbollah di entrare nel conflitto. Le autorità avevano criminalizzato le attività militari del gruppo, dichiarato persona non grata l'ambasciatore iraniano e messo al bando le Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il presidente Aoun aveva offerto a Israele negoziati diretti, i primi da decenni, in cambio della fine delle ostilità, ma l'iniziativa, sostenuta anche dal presidente francese Emmanuel Macron, era inizialmente caduta nel vuoto.

La svolta è arrivata con la tregua tra Iran e Stati Uniti mediata dal Pakistan. Teheran aveva chiesto come condizione che il cessate il fuoco includesse anche il Libano, ma Israele e Washington avevano respinto questo collegamento. L'8 aprile, dopo i pesanti raid su Beirut, Netanyahu ha annunciato di aver accettato i colloqui diretti con il Libano. Mercoledì il gabinetto di sicurezza israeliano si è riunito per discutere una possibile tregua, mentre il governo Netanyahu si trovava sotto forte pressione da parte di Washington, secondo quanto riferito a Reuters da un alto funzionario israeliano.

Le posizioni dei due Paesi sui colloqui restano lontane. Il Libano vuole un cessate il fuoco preventivo, il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese, il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti in Israele, il ritorno degli sfollati e la ricostruzione. Beirut chiede inoltre maggiori finanziamenti internazionali per le forze armate, in modo da poter dispiegare l'esercito su tutto il territorio nazionale. Israele invece ha presentato i colloqui come negoziati di pace incentrati soprattutto sul disarmo di Hezbollah e ha annunciato la creazione di una zona cuscinetto di otto-dieci chilometri all'interno del territorio libanese. Il capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir ha dichiarato, durante una visita nel sud del Libano, di aver ordinato che tutta l'area fino al fiume Litani diventi una "zona vietata" agli operatori di Hezbollah.

L'apertura del governo libanese ha provocato profonde divisioni interne. Hezbollah ha respinto con forza i negoziati. Il deputato del gruppo Hassan Fadlallah, in una conferenza stampa televisiva, ha accusato il governo di aver intrapreso "una strada sbagliata che porta solo ad aumentare la frattura" tra i libanesi, sostenendo che l'esecutivo stia offrendo "concessioni gratuite" a uno Stato nemico.

I precedenti tentativi diplomatici tra i due Paesi si sono spesso conclusi con accordi mai pienamente attuati. Nel 1949 i negoziati indiretti portarono a un patto di non aggressione rimasto in vigore fino al 1967. Nel 1983, durante la guerra civile libanese, fu firmato un accordo poi annullato dal governo di Beirut un anno dopo. Nel 1993 il Libano partecipò ai negoziati che portarono agli accordi di Oslo, ma il binario libanese non ebbe seguito. Nel 2022 i due Paesi raggiunsero un'intesa sui confini marittimi grazie alla mediazione americana. L'ultimo cessate il fuoco, firmato nel novembre 2024 dopo oltre un anno di scontri, non è mai stato pienamente rispettato.

Trump ha rivendicato l'intesa come un successo personale, scrivendo su Truth Social di aver "risolto nove guerre nel mondo" e che questa sarà la decima.

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Il Pentagono chiama le case automobilistiche per produrre armi


Funzionari della Difesa hanno avviato colloqui con i vertici di General Motors, Ford, GE Aerospace e Oshkosh per riconvertire stabilimenti civili alla produzione militare di fronte alla scarsità di munizioni.

L'amministrazione Trump vuole coinvolgere le case automobilistiche e altri grandi produttori industriali americani nella fabbricazione di armi, richiamando una pratica adottata durante la Seconda guerra mondiale. Lo rivela uno scoop del Wall Street Journal firmato da Sharon Terlep e Marcus Weisgerber, secondo cui alti funzionari del Pentagono hanno già avviato colloqui preliminari con i vertici di diverse aziende.

Tra i dirigenti contattati ci sono Mary Barra, amministratrice delegata di General Motors, e Jim Farley, numero uno di Ford Motor. Le discussioni hanno coinvolto anche GE Aerospace e Oshkosh, produttore di veicoli e macchinari industriali. L'obiettivo del dipartimento della Difesa è utilizzare il personale e la capacità produttiva di queste aziende per aumentare rapidamente la fabbricazione di munizioni e altre dotazioni militari, in un momento in cui le guerre in Ucraina e in Iran stanno esaurendo le scorte americane.

I colloqui, descritti come preliminari e ad ampio raggio, hanno riguardato la possibilità che i produttori americani facciano da sostegno alle tradizionali aziende della difesa. I funzionari hanno chiesto se le imprese contattate siano in grado di riconvertire velocemente parte della propria attività al settore militare e hanno sollecitato gli stessi dirigenti a indicare gli ostacoli, dai requisiti contrattuali alle difficoltà nelle procedure di gara.

Un portavoce del Pentagono ha dichiarato al Wall Street Journal che il dipartimento della Difesa è impegnato ad ampliare rapidamente la base industriale militare sfruttando tutte le soluzioni e le tecnologie commerciali disponibili per garantire un vantaggio decisivo alle forze armate. Le trattative rappresentano l'ultimo passo di una strategia dell'amministrazione per mettere la produzione militare su quello che il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito un assetto da tempo di guerra.

Secondo le fonti del quotidiano, i contatti sono iniziati prima del conflitto con l'Iran. La guerra ha però aggravato la pressione sulle scorte di munizioni statunitensi, rendendo ancora più urgente la ricerca di partner commerciali capaci di aumentare rapidamente la fornitura di missili, tecnologie anti-drone e altro materiale tattico.

Oshkosh, azienda con sede in Wisconsin, ha avviato un dialogo con il Pentagono a novembre, dopo l'appello di Hegseth ai produttori industriali. Logan Jones, chief growth officer della divisione trasporti del gruppo, ha spiegato al Wall Street Journal che le discussioni si sono concentrate sulle aree in cui l'azienda può mettere a disposizione capacità produttiva coerente con le proprie competenze di base. Oshkosh costruisce veicoli tattici per il trasporto truppe destinati all'esercito americano e ad alleati degli Stati Uniti, ma la maggior parte dei suoi 10,5 miliardi di dollari di ricavi proviene dal settore non militare. Jones ha aggiunto di aver ricevuto un messaggio chiaro sull'importanza di questo impegno.

Le preoccupazioni dei parlamentari e del Pentagono sulla capacità produttiva bellica statunitense sono cresciute dopo l'avvio dei trasferimenti di grandi quantità di armi all'Ucraina, iniziati da Washington e dagli alleati della North Atlantic Treaty Organization in seguito all'invasione russa su vasta scala del 2022. La recente richiesta di bilancio del Pentagono da 1.500 miliardi di dollari, che sarebbe la più alta dell'era moderna per il dipartimento, prevede investimenti rilevanti nella produzione di munizioni e droni.

L'amministrazione Trump ha già fatto ricorso all'industria automobilistica americana in passato. General Motors e Ford collaborarono con produttori di dispositivi medici per fabbricare decine di migliaia di ventilatori polmonari nelle prime fasi della pandemia. Il precedente più rilevante risale però alla Seconda guerra mondiale, quando le case automobilistiche di Detroit sospesero la produzione di vetture per costruire bombardieri, motori aeronautici e camion, trasformando gli Stati Uniti in quello che venne definito l'arsenale della democrazia.

Oggi la produzione militare americana è concentrata in un numero limitato di appaltatori. Molti grandi gruppi industriali al di fuori del settore tradizionale della difesa hanno già contratti con il Pentagono, ma di portata limitata, spesso confinati a ricerche di nicchia o a prodotti specifici. General Motors, per esempio, ha una controllata della difesa che costruisce un veicolo da fanteria leggero basato sul pick-up Chevrolet Colorado. Il programma rappresenta una fonte di ricavi in crescita, ma corrisponde solo a una piccola parte del fatturato e della capacità produttiva complessiva del gruppo. L'azienda è considerata tra i principali candidati a costruire un nuovo veicolo da fanteria più grande per l'esercito americano, destinato a sostituire l'Humvee e a servire anche come base mobile di comando e alimentazione energetica.

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Mamdani ottiene una tassa sulle seconde case di lusso per tappare il buco di bilancio


La governatrice Hochul vuole colpire gli immobili da 5 milioni di dollari in su di chi non risiede in città, raccogliendo 500 milioni l'anno. Il sindaco Mamdani ha subito sostenuto il piano.

La governatrice dello stato di New York Kathy Hochul ha proposto una tassa sulle seconde case di lusso in città, offrendo al sindaco Zohran Mamdani una via d'uscita politica sul suo piano di aumentare le imposte ai più ricchi. Lo scrive il Wall Street Journal.

Il progetto, presentato questa settimana, prevede un prelievo aggiuntivo sulle abitazioni secondarie nella città di New York con un valore di almeno 5 milioni di dollari. La misura si applicherebbe solo ai proprietari che hanno la residenza principale al di fuori della città. Secondo le stime dell'ufficio bilancio della governatrice, la nuova imposta potrebbe generare 500 milioni di dollari l'anno, risorse destinate a coprire parte del disavanzo cittadino.

Mamdani, socialista democratico, durante la campagna elettorale aveva promesso di aumentare le tasse ai milionari e alle grandi aziende della città. Solo la governatrice e il parlamento statale hanno però il potere di modificare l'imposizione fiscale. Hochul, che quest'anno si gioca la rielezione, aveva respinto il piano del sindaco ma ha probabilmente ritenuto politicamente più sostenibile colpire i super ricchi che non vivono stabilmente a New York. Mamdani ha subito aderito alla proposta con un messaggio sui social in cui ha scritto che saranno tassati gli ultraricchi e le élite globali.

I dettagli sono ancora in fase di definizione. Secondo una fonte vicina al dossier citata dal Wall Street Journal, il meccanismo prevederà aliquote differenziate in base al valore dell'immobile. La misura dovrebbe essere inserita nel bilancio statale in discussione fra la governatrice, il Senato e l'Assemblea, entrambi a guida democratica. La leader della maggioranza al Senato Andrea Stewart-Cousins, in una conferenza stampa, ha ricordato che la sua camera è sempre stata favorevole a un'imposta di questo tipo. Un portavoce del presidente dell'Assemblea Carl Heastie ha detto mercoledì che l'Assemblea è soddisfatta che la governatrice stia cercando nuove entrate per la città.

Il mondo immobiliare è stato colto di sorpresa. Il Real Estate Board of New York, la principale associazione di categoria cittadina, ha ricevuto solo poche ore di preavviso dall'ufficio della governatrice prima che la proposta venisse diffusa dai media. Il broker Jason Haber, che guida l'associazione American Real Estate Association, ha dichiarato al Wall Street Journal che la misura non era fra gli scenari previsti. Da allora il settore si sta mobilitando contro il progetto. REBNY ha avviato colloqui con il team di Hochul e con vari parlamentari ad Albany per fare pressione.

La lobby immobiliare appare però isolata. Gran parte della comunità d'affari tira un sospiro di sollievo perché la discussione si è spostata dalle imposte che l'avrebbero colpita direttamente. Il venture capitalist Bradley Tusk ha detto al quotidiano che non si impegnerà in alcuno sforzo per contrastare la misura, aggiungendo che i leader del settore immobiliare possono provare a bloccarla ma non crede che ci riusciranno.

In passato la lobby era riuscita a fermare tentativi simili, nel 2014 e nel 2019. L'industria sostiene che una tassa di questo tipo sia costosa da attuare e finisca per rendere meno del previsto. Il presidente di REBNY Jim Whelan ha detto che non raccoglierà le entrate attese. Gli agenti immobiliari avvertono inoltre che la misura farà crollare i valori residenziali e ridurrà la base imponibile cittadina. Alcuni prevedono che i clienti in cerca di una seconda casa cominceranno a cercare immobili appena sotto la soglia dei 5 milioni, vanificando in parte l'obiettivo di gettito.

Il peso politico del settore immobiliare è però diminuito rispetto all'era precedente Mamdani, mentre il disavanzo cittadino è più grave che in passato. Kathy Wylde, ex guida della Partnership for New York City, coinvolta nelle trattative sulle precedenti proposte, ha osservato che all'epoca non c'era lo stesso bisogno di risorse.

Il sindaco ha intensificato le richieste di un aumento delle tasse sui ricchi da quando si è insediato, sostenendo che servono nuove entrate per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari previsto per il prossimo anno fiscale. La sua proposta iniziale, che puntava ad almeno 5,4 miliardi di nuove entrate fiscali, ha incontrato forti resistenze ad Albany. La governatrice, che ha il peso maggiore nelle trattative di bilancio, l'aveva respinta sostenendo che avrebbe spaventato i contribuenti ad alto reddito e le imprese. Senato e Assemblea hanno di recente proposto aumenti per alcuni redditi alti e per alcune aziende, ma di entità inferiore a quella chiesta dal sindaco.

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Il candidato Dem in Maine Graham Platner elogiò Hamas nel 2014


I commenti, rivelati da Jewish Insider, furono pubblicati sotto lo pseudonimo "P-Hustle" e definivano l'attacco "ben eseguito". Platner è in corsa per il seggio del Maine nelle primarie democratiche.
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Graham Platner, candidato democratico al Senato per il Maine, elogiò ripetutamente le tattiche usate dai terroristi di Hamas in un raid del 2014 durante il quale furono uccisi almeno cinque soldati israeliani. È quanto emerge da uno scoop pubblicato da Jewish Insider basato su post archiviati del suo profilo Reddit ora cancellato.

I commenti furono scritti sotto lo pseudonimo "P-Hustle" in risposta a un video intitolato "Helmet Footage from Hamas cross-border raid", che mostrava l'assalto a diversi militari israeliani. Il filmato originale, anch'esso ora rimosso ma ancora archiviato, fu caricato il 29 luglio 2014 da un canale YouTube chiamato Sabah, con una didascalia che descriveva l'irruzione in un insediamento da parte delle Brigate Qassam e l'uccisione di dieci soldati. Secondo Jewish Insider, la descrizione e i commenti nel thread di Reddit coincidono con un raid delle Brigate Al-Qassam di Hamas contro una base militare vicino al kibbutz Nahal Oz avvenuto il giorno precedente.

Le immagini, in base a una descrizione testuale condivisa online, contenevano le riprese delle sparatorie contro vari militari israeliani, almeno uno dei quali urlava mentre i terroristi tentavano di rapirlo.

Platner intervenne sul forum r/CombatFootage, dedicato a video e fotografie di conflitti armati passati e in corso. "Mi sembra un raid di piccola unità ben eseguito e riuscito sotto ogni aspetto", scrisse nel 2014. Rispondendo a un altro utente che aveva criticato l'"esecuzione" dei soldati israeliani e sottolineato le probabili rappresaglie a Gaza, Platner disse di non essere interessato a discutere le implicazioni geopolitiche o strategiche, ma lasciò intendere che le tattiche e le azioni di Hamas fossero ragionevoli.

"Quanto alla tua avversione per l'esecuzione, un raid di piccola unità tende a essere usato per infliggere perdite e fare prigionieri in un breve lasso di tempo", scrisse. "Da un punto di vista pragmatico, ho pochi problemi con l'uccisione di un combattente nemico che provi a catturare ma che, per qualunque motivo, non puoi catturare. Da un punto di vista strettamente professionale, questo è stato un raid di bell'aspetto e riuscito contro un avversario superiore, mi piace".

In un altro scambio, Platner riconobbe che le azioni dei terroristi erano state brutali e che avrebbero dovuto sparare a uno dei soldati invece di picchiarlo a morte. A un utente che contestava la definizione di "raid" usata per l'attacco, sostenendo che non si trattasse di resistenza ma solo di spargimento di sangue per segnare punti immaginari nella guerra, Platner rispose paragonando i terroristi di Hamas a chi attaccò le forze statunitensi in Iraq, considerando i primi preferibili.

"Era l'Iraq, e quei tizi erano in abiti civili con armi silenziate. Questo video mostra un'unità di uomini in uniforme completa che assalta personale militare in uniforme di un nemico con cui la loro organizzazione è attualmente impegnata in operazioni militari. Non c'è paragone tra i due casi", scrisse. "In genere cerchi di cogliere il nemico alla sprovvista e ucciderlo con la minima resistenza. Questo sembra un piano piuttosto audace che ha funzionato, e darò credito a chi lo merita, a prescindere da chi stiano combattendo".

Secondo Jewish Insider, Platner è già finito nel mirino della governatrice Janet Mills, sua principale avversaria nelle primarie democratiche, e dei repubblicani per altri post pubblicati in passato con lo stesso pseudonimo "P-Hustle", nei quali aveva screditato una vasta gamma di gruppi e lasciato commenti offensivi. Il candidato è stato inoltre oggetto di critiche per le sue posizioni contro Israele e per un tatuaggio sul petto raffigurante quello che appare come un simbolo nazista.

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Attività didattiche Fipsas


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La commissione nazionale didattica e formazione della Fipsas, per l’anno 2026, ha deciso di promuovere attività didattiche in alcune regioni, al fine di sviluppare ulteriormente l’attività all’interno degli istituti scolastici e favorire la pratica sportiva attraverso corsi di pesca rivolti ai giovani, organizzati dalle società dotate di istruttori ambientali di pesca. La prima regione coinvolta è stata la Sardegna e, nello specifico, Cagliari. In collaborazione con il comitato regionale e la Lega navale, nei giorni 20, 21 e 22 febbraio, presso la sede della Lni e il lago Cixerri, sono stati coinvolti ragazzi provenienti dall’istituto scolastico UP School e dalla polisportiva Olimpia Onlus, realtà che si occupa di giovani con diverse tipologie di disabilità. Erano presenti Luciano Mereu, responsabile nazionale della didattica Fipsas e Antioco Loi responsabile provinciale Fipsas anche per la didattica. Durante le giornate sono state svolte alcune attività formative, tra cui il laboratorio ambientale Fipsas “Ecologicamente… Pescando”, con giochi scientifici di ecologia marina, divertenti esperimenti e attività dedicate alla biologia ed ecologia. Le tematiche affrontate hanno riguardato gli ecosistemi e la biodiversità acquatica, l’inquinamento marino di origine antropica, l’acidificazione degli oceani e il cambiamento climatico. Per quanto riguarda la pratica sportiva, sono state realizzate attività di pesca indoor con tecnica roubaisienne abbinate al tiro al bersaglio, oltre a attività outdoor di pesca sportiva con tecnica method feeder e momenti dedicati alla spiegazione e all’utilizzo dei kayak. Le prossime iniziative si svolgeranno nelle regioni Sicilia e Lazio.



fipsas.it

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La Virginia aderisce al patto per eleggere il presidente con il voto popolare


Il National Popular Vote Compact raggiunge 222 voti elettorali sui 270 necessari per entrare in vigore, ma restano ostacoli politici e legali

La governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha firmato lunedì la legge che inserisce il suo Stato nel National Popular Vote Interstate Compact, l'accordo tra Stati che punta a rendere decisivo il voto popolare nelle elezioni presidenziali americane. Con questa adesione, gli Stati firmatari salgono a 18, più il Distretto di Columbia, per un totale di 222 voti elettorali. Ne servono 270 perché il patto diventi operativo.

Il meccanismo è semplice: ogni Stato aderente si impegna ad assegnare i propri grandi elettori non al candidato che vince nel proprio territorio, ma a quello che ottiene più voti a livello nazionale. In questo modo il Collegio elettorale resterebbe formalmente in piedi, ma il suo esito sarebbe determinato dal voto popolare complessivo. L'accordo però si attiverebbe solo quando gli Stati firmatari raggiungessero insieme la soglia dei 270 voti elettorali, cioè la maggioranza necessaria per eleggere un presidente.

La firma della Virginia arriva dopo le elezioni statali del 2025, che hanno consegnato ai democratici il controllo completo del governo della Virginia: governatrice, Camera dei delegati e Senato. Il deputato statale democratico Dan Helmer ha dichiarato a NPR che l'adesione è il risultato di un percorso durato almeno dieci anni. Tutti gli Stati che nel 2024 hanno votato per Kamala Harris, tranne il New Hampshire, fanno ora parte del patto. Nessuno Stato che ha votato per il presidente Trump vi ha aderito.

L'iniziativa nasce vent'anni fa da un'idea accademica. Nel 2001 il giurista Robert W. Bennett della Northwestern University e i fratelli Akhil e Vikram Amar, professori rispettivamente a Yale e alla University of California, proposero di usare la legislazione statale per aggirare il Collegio elettorale senza dover modificare la Costituzione. Nel 2006 John Koza, informatico e ex grande elettore, trasformò l'idea in un patto formale tra Stati e fondò l'organizzazione National Popular Vote Inc. per promuoverlo. Il Maryland fu il primo Stato ad aderire nel 2007. Da allora il processo è stato lento ma costante: la California, con i suoi 54 voti elettorali, è il peso massimo del gruppo.
National Popular Vote Interstate Compact

Elezioni · USA
National Popular Vote Interstate Compact: gli stati aderenti
18 stati + District of Columbia · 222 voti elettorali su 270 necessari · Aggiornamento aprile 2026

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Aderenti al Compact 222 voti elettorali

Non aderenti 316 voti elettorali

Voti raggiunti 222
Soglia attivazione 270

0 voti elettorali 538 voti elettorali

270

222
Voti elettorali aderenti

48
Voti elettorali mancanti

82,2%
Della soglia raggiunta

Elaborazione su dati di National Popular Vote Inc. e Ballotpedia · Aggiornato al 15 aprile 2026

Il tema tocca un nervo scoperto della democrazia americana. In cinque occasioni nella storia degli Stati Uniti il vincitore della presidenza ha perso il voto popolare. Le ultime due volte è successo con candidati repubblicani: George W. Bush nel 2000 e Trump nel 2016. Questo spiega in parte la netta divisione partitica sulla questione. Secondo il Pew Research Center, il 63% degli americani preferirebbe che il presidente fosse eletto con il voto popolare, ma la differenza tra i due schieramenti è enorme: 8 democratici su 10 sono favorevoli, contro il 46% dei repubblicani. Il sondaggio è stato condotto prima delle elezioni del 2024, nelle quali il presidente Trump vinse sia il voto popolare sia il Collegio elettorale.

Patrick Rosenstiel, consulente del National Popular Vote e repubblicano dichiarato, ha respinto l'idea che il Collegio elettorale favorisca il suo partito. Il sistema attuale, ha sostenuto a NPR, costringe i candidati di entrambi i partiti a concentrarsi solo sugli Stati in bilico, ignorando la maggior parte degli elettori. Alyssa Cass, strategist democratica della stessa organizzazione, ha fatto un'osservazione simile: le elezioni presidenziali sono decise dagli elettori di pochi Stati contesi, mentre i voti di quattro americani su cinque, che vivono in Stati sicuramente democratici o repubblicani, risultano irrilevanti.

I sostenitori del patto ritengono che la Costituzione dia agli Stati piena libertà di decidere come assegnare i propri grandi elettori. L'Articolo II, Sezione 1, affida alle legislature statali il potere esclusivo di scegliere il metodo di nomina degli elettori. Il sistema attuale, in cui quasi tutti gli Stati assegnano tutti i loro voti elettorali al candidato che vince nello Stato (il cosiddetto winner-take-all), non è previsto dalla Costituzione: è una scelta legislativa dei singoli Stati, che potrebbe essere cambiata.

Non tutti i giuristi concordano. Il professor Norman R. Williams ha scritto che i padri fondatori respinsero esplicitamente l'idea di un'elezione popolare diretta del presidente, e che nessuno Stato ha mai assegnato i propri grandi elettori sulla base di voti espressi fuori dai propri confini. Patrick Valencia, attuale vice procuratore generale dello Iowa, ha sostenuto che il patto rappresenta un tentativo di sovvertire le procedure elettorali previste dalla Costituzione. Altri studiosi sottolineano che i cambiamenti alle regole elettorali, come il suffragio universale o l'abbassamento dell'età di voto, hanno storicamente richiesto emendamenti costituzionali.

Un rapporto del Congressional Research Service del 2019 ha concluso che il patto genererebbe probabilmente un ampio contenzioso legale e che la Corte Suprema finirebbe per essere coinvolta. I promotori stessi hanno dichiarato che intendono cercare l'approvazione del Congresso se un numero sufficiente di Stati aderisse. Rosenstiel ha ammesso a NPR che le cause legali sarebbero probabili al raggiungimento dei 270 voti elettorali, ma si è detto fiducioso che i tribunali confermerebbero la legittimità dell'accordo.

Il percorso verso i 270 voti elettorali resta comunque incerto. Mancano ancora 48 voti e non è chiaro quali Stati potrebbero essere i prossimi ad aderire. Proposte di legge sono in discussione in Arizona, Kansas, Pennsylvania e South Carolina, ma nessuna ha ancora superato la fase di commissione. In Wisconsin un tentativo è già fallito. Nessun governatore repubblicano ha mai firmato l'adesione al patto, e finché questa divisione partitica persiste, raggiungere la soglia resterà difficile.

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ASUS UGen300: la prima USB con motore IA che porta l’intelligenza artificiale su qualsiasi PC


ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
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ASUS ha presentato UGen300, il primo dispositivo USB al mondo progettato per dotare PC con Windows e Linux e dispositivi Android di un vero e proprio “motore” dedicato all’IA.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'intelligenza artificiale diventa personale, privata e offline


Per superare il vincolo della connettività a Internet e la problematica del trasferimento dei propri dati sul cloud, ASUS UGen300 porta la potenza di calcolo necessaria direttamente nelle mani dell’utente. Una volta inserita nella porta USB-C, infatti, il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate, come l'elaborazione di testi complessi, il riassunto automatico di video o il riconoscimento vocale in tempo reale, garantendo la massima sicurezza ed evitando di dover sottoscrivere abbonamenti mensili.
Il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzateIl dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate

Un concentrato di potenza ed efficienza


Nonostante le dimensioni tascabili (105 x 50 x 18 mm), ASUS UGen300 racchiude il processore Hailo-10H, capace di offrire 40 TOPS di potenza di calcolo ed è ottimizzata per l'IA generativa, consentendo di gestire sia l'elaborazione di modelli linguistici (LLM) sia le attività di analisi visiva (VLM), come il riconoscimento di oggetti o la descrizione automatica di immagini. ASUS UGen300 vanta, inoltre, 8GB di memoria LPDDR4 dedicata, che assicura l’esecuzione anche di carichi di lavoro impegnativi senza pesare sulle risorse del computer. Un altro aspetto da non trascurare è quello dell’efficienza, visto che il dispositivo consuma appena 2,5 Watt durante le operazioni più comuni.
ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-playASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play

Semplicità plug-and-play


Nata per essere universale, ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play dotata di interfaccia USB 3.1 Gen 2 Type-C, compatibile con Windows, Linux e Android. Sebbene l'estrema facilità d'uso la rende perfetta per il mercato consumer e per il mondo della scuola e dell’università, questa soluzione rappresenta uno strumento che può essere utilizzato anche dai professionisti. Per accelerare ulteriormente i tempi di sviluppo, sarà presto disponibile l'utility UGen, che permetterà una validazione rapida dei progetti grazie a oltre 100 modelli pre-addestrati, mentre per scenari di integrazione industriale e professionale, è prevista anche una versione del dispositivo in formato M.2.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


La disponibilità è prevista entro l’estate, mentre i prezzi al pubblico non sono ancora stati resi noti da ASUS.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


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Il Pentagono prepara piani militari per una possibile operazione a Cuba


Secondo fonti riservate citate da USA Today, il dipartimento della Difesa starebbe intensificando i preparativi in vista di un eventuale ordine di intervento da parte del presidente Donald Trump sull'isola caraibica.

Il Pentagono sta accelerando la pianificazione di una possibile operazione militare a Cuba, nel caso il presidente Donald Trump decida di ordinare un intervento sull'isola. Lo scoop è stato pubblicato da USA Today, che ha raccolto la testimonianza di due fonti a conoscenza della direttiva, rimaste anonime perché non autorizzate a parlare con i media.

Le direttive rappresentano un'accelerazione delle tensioni tra Stati Uniti e Cuba, iniziate a gennaio quando l'amministrazione Trump ha ridotto le forniture di petrolio verso l'isola. La misura fa parte di una campagna più ampia volta a imporre cambiamenti politici al governo comunista dell'Avana. In una dichiarazione a USA Today, il Pentagono ha fatto sapere di pianificare una vasta gamma di scenari possibili e di restare pronto a eseguire gli ordini del presidente.

Nonostante la crescente attenzione dell'amministrazione statunitense sul conflitto con l'Iran, i rapporti con l'Avana si sono deteriorati rapidamente nelle ultime settimane. Trump ha dichiarato di attendersi presto l'onore di "prendere Cuba, in qualche forma", aggiungendo di poter fare "qualsiasi cosa" voglia con l'isola, che si tratti di liberarla o di conquistarla. Il 13 aprile, parlando alla Casa Bianca con USA Today, il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti potrebbero occuparsi di Cuba una volta terminate le operazioni contro Teheran.

Dall'altra parte, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha promesso resistenza in caso di attacco militare americano. In un'intervista a Newsweek, Díaz-Canel ha dichiarato che il paese combatterà e si difenderà, aggiungendo che "morire per la patria è vivere".

Il contesto regionale è già profondamente mutato dopo l'operazione statunitense che il 3 gennaio ha estratto l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro dal suo complesso a Caracas. Nel blitz all'alba sono rimasti uccisi 32 militari cubani che facevano parte della scorta di Maduro. L'operazione ha avuto un forte impatto sulle comunità in esilio di venezuelani e cubani nel sud della Florida, alimentando le speculazioni su Cuba come prossimo obiettivo.

A differenza di quanto accaduto prima degli interventi in Venezuela e in Iran, però, i funzionari americani non stanno costruendo un argomento pubblico su una presunta "minaccia imminente" rappresentata dall'Avana per gli Stati Uniti. Lo ha osservato Brian Fonseca, direttore del Jack D. Gordon Institute for Public Policy della Florida International University, che ha studiato a lungo le forze armate cubane. Fonseca ha dichiarato a USA Today che i preparativi potrebbero configurarsi più come una minaccia militare che come una strategia operativa vera e propria, parlando di una fase in cui prevale la "segnalazione" politica.

USA Today aveva già rivelato a marzo che i due paesi erano in trattative per un possibile accordo economico storico in grado di riavviare le relazioni bilaterali. Entrambe le parti hanno ammesso di trovarsi nelle fasi iniziali del tentativo di uscire dalla crisi, ma non è chiaro quanto ciascuna sia disposta a cedere.

L'ipotesi di un intervento militare a Cuba ricorre nel dibattito statunitense da decenni, fin da quando Fidel Castro e le sue forze ribelli entrarono all'Avana nel 1959, per poi dichiarare fedeltà all'Unione Sovietica e al comunismo. Secondo Fonseca, le condizioni attuali renderebbero un'operazione americana rapida e di successo quasi certo, vista la situazione deteriorata dell'equipaggiamento militare cubano e la scarsa propensione degli ufficiali a sostenere un regime impopolare. L'esperto ha però precisato a USA Today che la fase successiva, quella dell'instaurazione dello stato di diritto e del sostegno ai leader dell'opposizione, risulterebbe ben più complessa. "Sarà una vittoria militare molto facile", ha affermato Fonseca, "ma una vittoria politica molto più difficile".

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La guerra ha reso l'Iran più radicale. E ora Riyadh chiede a Trump di fermarsi


L'eliminazione della vecchia guardia di Teheran non ha prodotto leader moderati: ha consegnato il potere a una rete di ideologi ultraconservatori legati ai Pasdaran. Intanto Riyadh teme ora che l'Iran blocchi il Mar Rosso e metta in ginocchio la sua economia.

A un mese dall'inizio della guerra, il presidente Trump aveva definito la nuova leadership iraniana "più ragionevole". I fatti raccontano il contrario. Il 13 marzo, in piazza Enqelab, a Teheran, è apparso un enorme cartellone: ritrae Mojtaba Khamenei, nuovo Leader Supremo dell'Iran, in trincea mentre ordina ai comandanti dei Pasdaran di aprire il fuoco. Il testo lo paragona all'Imam Ali, figura venerata dell'islam sciita.

Mojtaba Khamenei è sopravvissuto al raid aereo che ha ucciso suo padre Ali e altri membri della famiglia. Da quando è stato nominato non è mai apparso in pubblico e c'è chi ipotizza che sia rimasto gravemente ferito. La sua assenza, però, non ha aperto un vuoto di potere. Ha piuttosto accelerato l'ascesa di una rete di uomini che condividono la sua stessa visione del mondo. Per gli oppositori del regime è la rappresentazione visiva del loro peggior incubo: un Iran militarizzato, guidato da una leadership ancora più intransigente di quella precedente.

L'offensiva americana e israeliana si basava su una premessa precisa: eliminare i vertici del regime avrebbe aperto la strada a una sua trasformazione, o almeno all'emergere di interlocutori più flessibili. Non è andata così. "La guerra ha cambiato il regime, e non in senso positivo", ha dichiarato al Wall Street Journal Danny Citrinowicz, ex responsabile del desk Iran nell'intelligence militare israeliana. "Abbiamo creato una realtà peggiore di quella che gli iraniani vivevano prima della guerra."

Il vuoto lasciato dalla vecchia guardia è stato, infatti, colmato da figure che non mostrano alcun interesse per la mediazione, né sul piano interno né su quello internazionale. Sono uomini formati nella guerra con l'Iraq, cresciuti nei Pasdaran, convinti che il conflitto in corso anticipi la venuta del Mahdi, il messia dell'islam sciita.

Chi comanda davvero ora


Il nuovo capo della sicurezza nazionale è Mohammad Bagher Zolghadr, ex comandante dei Pasdaran. Prima della Rivoluzione Islamica del 1979 guidava un gruppo paramilitare responsabile dell'uccisione di un ingegnere petrolifero americano. Secondo un memoriale pubblicato da lui stesso su una rivista storica iraniana, ha partecipato personalmente anche all'assassinio di due agenti di polizia. Ha co-fondato la Forza Quds, specializzata nell'addestramento di milizie straniere, così come una separata unità dedicata alla repressione violenta degli oppositori politici.

Le sue posizioni erano così estreme che uno dei suoi subordinati, il generale Qassem Soleimani, si dimise temporaneamente per protesta, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da Vali Nasr, professore alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies di Washington. Neppure il suo predecessore, Ali Larijani, ucciso il mese scorso, non era un pacifista. Era però un politico capace di negoziare, con una reputazione costruita nei colloqui sul nucleare. Zolghadr, al contrario, ha fatto della sconfitta di Israele e della conquista del suo territorio il cuore dei suoi scritti.

Il nuovo comandante in capo dei Pasdaran è invece Ahmad Vahidi, accusato di aver partecipato all'attentato del 1994 contro il centro della comunità ebraica di Buenos Aires, in cui morirono 85 persone. Ha fondato a Teheran una scuola di formazione per funzionari pubblici supervisionata dai Pasdaran, che oggi sta plasmando una nuova generazione di dirigenti politici ultraconservatori iraniani.

Anche il consigliere militare di Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaie, è accusato di coinvolgimento nell'attentato di Buenos Aires. In una recente dichiarazione televisiva ha escluso qualsiasi compromesso: "Lo scontro continuerà finché non saranno soddisfatte diverse condizioni", tra cui la revoca delle sanzioni e un risarcimento per i danni di guerra. "La risposta iraniana non sarà più occhio per occhio. Sarà testa per occhio, mano e piede per occhio."
La guerra ha reso l'Iran più radicale

Scenari di guerra
La guerra ha reso l'Iran più radicale
L'eliminazione della vecchia guardia non ha prodotto leader moderati: ha consegnato il potere a una rete di ideologi ultraconservatori. E ora Riyadh chiede a Trump di fermarsi.

I.
Il paradosso strategico

Premessa della guerra
Una leadership iraniana più flessibile, aperta al dialogo

Risultato reale
Pasdaran al potere, dottrina mahdista, zero mediazione

«La guerra ha cambiato il regime, e non in senso positivo. Abbiamo creato una realtà peggiore di quella che gli iraniani vivevano prima della guerra.» Danny Citrinowicz — ex intelligence militare israeliana

II.
I quattro uomini che comandano

01

Mojtaba Khamenei
Leader Supremo · Formato a Qom sotto i fondatori del mahdismo

Il profeta
Sopravvissuto al raid che ha ucciso il padre Ali. Non è più apparso in pubblico. Un ex compagno di studi riferisce che si identifica con il Khorasani, figura che nell'ideologia religiosa sciita precede il Mahdi.

02

Mohammad Bagher Zolghadr
Capo della sicurezza nazionale · Ex comandante Pasdaran

Il veterano
Prima della rivoluzione guidò un gruppo paramilitare responsabile dell'omicidio di un ingegnere americano. Co-fondò la Forza Quds. Le sue posizioni erano così estreme che Qassem Soleimani si dimise temporaneamente per protesta.

03

Ahmad Vahidi
Comandante in capo dei Pasdaran

L'accusato
Accusato di coinvolgimento nell'attentato di Buenos Aires del 1994 (85 morti). Ha fondato una scuola di formazione per funzionari pubblici supervisionata dai Pasdaran, che sta plasmando la prossima generazione politica iraniana.

04

Mohsen Rezaie
Consigliere militare di Mojtaba Khamenei

L'inflessibile
Anch'egli accusato per Buenos Aires. In TV ha escluso ogni compromesso: «La risposta iraniana non sarà più occhio per occhio. Sarà testa per occhio, mano e piede per occhio.»

III.
Perché Riyadh si tira indietro

Giugno 2025 — bin Salman sostiene l'offensiva Usa-Israele Marzo 2026 — bin Salman chiede a Trump di fermarsi
Due stretti, due scenari

Gestibile
Stretto di Hormuz
1.200 km L'oleodotto interno saudita ha deviato i flussi verso il Mar Rosso, assorbendo il blocco

Rischio rosso
Bab al-Mandab
+29 giorni Navigazione aggiuntiva via Suez se gli Houthi chiudono il Mar Rosso

Houthi nel Mar Rosso, 2023–2024

190
Attacchi a navi commerciali

2+1
Navi affondate e una sequestrata

−60%
Crollo del traffico marittimo

Contrazione economica prevista 2026

Arabia Saudita

−3%

Qatar e Kuwait

−14%

L'Arabia Saudita ha dimostrato di poter reggere la chiusura di Hormuz. Non vuole scoprire se può reggere anche la chiusura del Mar Rosso.
Elaborazione FocusAmerica · Fonti: Wall Street Journal, The Telegraph · Aprile 2026

L'ideologia che guida le decisioni


Dietro le scelte della nuova leadership c'è un sistema ideologico coerente, non semplice retorica bellicosa. Mojtaba Khamenei si è formato a Qom sotto la guida dell'ayatollah Mohammad Taghi Mesbah Yazdi, considerato il padre spirituale degli ultraconservatori iraniani. La dottrina che lui ha assorbito si chiama mahdismo: l'idea che costruire una società islamica autentica e distruggere i nemici dell'Iran, Israele in primo luogo, acceleri il ritorno dell'Imam Mahdi.

Questa ideologia viene insegnata nei seminari religiosi e durante l'addestramento paramilitare. Metà dei sei mesi di orientamento obbligatorio per le nuove reclute dei Pasdaran è dedicata alla formazione ideologica. "La dottrina apocalittica del mahdismo ha guidato il comportamento del regime in tempo di guerra", ha detto al Wall Street Journal Kasra Aarabi, esperto dei Pasdaran presso l'associazione United Against Nuclear Iran, "e ha fornito una giustificazione per azioni che altrimenti potrebbero sembrare irrazionali", come l'espansione del conflitto agli Stati del Golfo.

Jaber Rajabi, ex membro dei Pasdaran che aveva studiato con Khamenei a Qom prima di disertare nel 2016, ha aggiunto un dettaglio rivelatore: Khamenei gli avrebbe confidato di aver fatto sogni in cui si identifica con il Khorasani, figura profetica che nell'ideologia sciita precede la venuta del Mahdi. "Se qualcuno chiede qual è la cosa più pericolosa che potrebbe accadere all'Iran e alla regione", ha detto Rajabi in un'intervista televisiva in arabo, "la risposta è: Mojtaba Khamenei."

Riyadh si tira indietro


Mentre in Iran si consolida la nuova leadership ultraconservatrice, uno degli attori regionali che avevano sostenuto in privato l'offensiva americana ed israeliana sta lentamente riconsiderando la propria posizione. L'Arabia Saudita, riferiscono diplomatici del Golfo al Telegraph, sta, infatti, facendo pressione sugli Stati Uniti perché riducano l'intensità della guerra: il principe ereditario Mohammed bin Salman vuole che Trump revochi il blocco navale dei porti iraniani nel Golfo Persico e torni al tavolo dei negoziati.

La svolta è significativa. Dopo i raid aerei americani sulle strutture nucleari iraniane dello scorso giugno, Riyadh aveva abbandonato la sua tradizionale cautela. Il principe ereditario si era allineato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, leggendo quel momento come un'opportunità storica per ridisegnare il Medio Oriente. Gli altri Stati del Golfo, però, non condividevano il suo ottimismo, ed a buon ragione visto come si sono evolute le cose.

Ora Riyadh teme le conseguenze di questa scelta. La preoccupazione principale riguarda Bab al-Mandab, lo Stretto che controlla l'accesso al Mar Rosso. Se l'Iran ordinasse agli Houthi yemeniti di bloccarlo, le esportazioni saudite di greggio verso l'Asia verrebbero completamente paralizzate. Quei flussi passano ora dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha costretto Riyadh a riconvertire il traffico attraverso il suo oleodotto interno di circa 1.200 km. Reindirizzarli verso nord, attraverso il Canale di Suez, è in gran parte impraticabile: le superpetroliere non possono transitare a pieno carico e ogni rotta alternativa aggiungerebbe fino a 29 giorni di navigazione.

L'Arabia Saudita ha già dimostrato di poter assorbire il blocco di Hormuz. Le sue esportazioni sono tornate vicine ai 7 milioni di barili al giorno e la contrazione economica prevista per quest'anno, intorno al 3%, è molto più contenuta rispetto al 14% stimato per Qatar e Kuwait. Ma Bab al-Mandab è un'altra storia.

Gli Houthi hanno già dimostrato di poter colpire: tra il 2023 e lo scorso anno hanno condotto 190 attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso, affondandone 2 e sequestrandone una terza, provocando un crollo del traffico marittimo superiore al 60%. I raid americani, britannici e israeliani ne hanno ridotto la capacità offensiva, ma secondo alcuni analisti il gruppo filo iraniano conserva ancora i mezzi per condurre una campagna di disturbo.

Il prezzo di una strategia che vacilla


Molti Stati del Golfo avevano scommesso sul ritorno di Trump alla presidenza: avevano aumentato la produzione di petrolio e promesso investimenti miliardari negli Stati Uniti, puntando così a comprare, in cambio, protezione e stabilità. Invece, osservano sempre di più alcuni funzionari regionali, il Medio Oriente oggi è più instabile di prima.

Riyadh, ovviamente, non romperà con Washington. Il principe ereditario non ammetterà mai in pubblico di aver sbagliato. Ma sta di fatto che la sua politica verso l'Iran si sta spostando di nuovo verso la cautela. L'Arabia Saudita ha dimostrato di poter reggere la chiusura dello Stretto di Hormuz. Non vuole scoprire se è in grado di reggere anche quella potenziale del Mar Rosso.

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La rassegna stampa di giovedì 16 aprile 2026


L'Amministrazione Trump minaccia di licenziare Powell dalla Fed, i Democratici avviano l'impeachment di Hegseth per la guerra in Iran mentre crescono le tensioni con il Papa e la Cina

Questa è la rassegna stampa di giovedì 16 aprile 2026

I Democratici presentano sei articoli di impeachment contro il Segretario alla Difesa Hegseth


I Democratici della Camera hanno presentato sei articoli di impeachment contro Pete Hegseth, accusandolo di "crimini e misfatti gravi" per l'attacco all'Iran senza autorizzazione del Congresso e per gli attacchi mortali contro presunte imbarcazioni di contrabbando di droga. La mossa arriva mentre l'Amministrazione Trump affronta crescenti critiche per le recenti azioni militari, in particolare la guerra con l'Iran.

Fonti: The Guardian

Trump minaccia di licenziare il Presidente della Fed Powell se non si dimette


Il Presidente Trump ha rinnovato le sue minacce di licenziare Jerome Powell se non lascerà l'incarico di Presidente della Federal Reserve entro la scadenza del mandato a maggio. Trump ha anche intensificato l'indagine penale sui lavori di ristrutturazione della sede della Fed, mentre spinge per la conferma del suo candidato Kevin Warsh come successore.

Fonti: BBC, Semafor, The Guardian

La guerra in Iran complica i rapporti con la Cina prima della visita di Trump


La guerra in Iran e le tattiche mutevoli di Trump stanno complicando le relazioni con la Cina, settimane prima del viaggio ad alto rischio del Presidente a Pechino. La Cina ha numerosi legami economici e strategici con l'Iran, ma non ha interesse in un'escalation del conflitto che potrebbe destabilizzare l'economia globale.

Fonti: The Hill

L'avvocato John Eastman radiato dall'albo per i tentativi di ribaltare le elezioni del 2020


La Corte Suprema della California ha confermato la decisione di un tribunale inferiore di radiare John Eastman dall'albo degli avvocati per aver violato le norme di etica professionale nei suoi sforzi per ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020. Eastman aveva guidato gli sforzi legali a favore di Trump dopo la sconfitta elettorale.

Fonti: NYT, The Hill

Il Vicepresidente Vance e i funzionari Trump attaccano Papa Leo XIV


Il Vicepresidente Vance ha avvertito Papa Leo XIV di "stare attento" quando parla di teologia, mentre il responsabile del controllo delle frontiere Tom Homan gli ha detto di "lasciare stare la politica". Le critiche sono scaturite dall'opposizione del Papa al conflitto con l'Iran, intensificando le tensioni tra l'Amministrazione e il Vaticano.

Fonti: The Hill, NYT

La Giudice Sotomayor si scusa pubblicamente con Kavanaugh per le critiche sull'immigrazione


La Giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor ha emesso rare scuse pubbliche per le critiche rivolte al collega Brett Kavanaugh durante un evento in Kansas la scorsa settimana. Le critiche riguardavano un'opinione di Kavanaugh che sosteneva le operazioni di controllo immigrazione itineranti in California, evidenziando le divisioni interne alla Corte.

Fonti: The Guardian, WSJ, NYT

Gli Stati Uniti lanciano il quinto attacco navale in una settimana uccidendo tre persone


L'esercito americano ha condotto il quinto attacco mortale contro presunte imbarcazioni per il traffico di droga nel Pacifico orientale in una settimana, uccidendo tre persone. Il totale delle vittime negli attacchi americani contro queste imbarcazioni è salito ad almeno 177 persone, aumentando le preoccupazioni sulla strategia militare dell'Amministrazione.

Fonti: The Guardian

Live Nation dichiarata colpevole di monopolio illegale nei concerti


Una giuria ha stabilito che Live Nation, la società madre di Ticketmaster, ha illegalmente monopolizzato i mercati dei concerti e della biglietteria. Il verdetto apre la strada a oltre 30 stati per cercare misure che limiterebbero il potere dell'azienda, inclusa una possibile divisione della compagnia.

Fonti: WSJ, BBC

Il Rappresentante Eric Swalwell sospende la campagna per governatore della California


L'ex Rappresentante Eric Swalwell ha sospeso la sua campagna per governatore della California dopo che sono emerse accuse di cattiva condotta sessuale. Il suo avvocato ha definito le accuse un "colpo politico" mirato a minare la sua candidatura, creando una crisi per i Democratici che lo avevano inizialmente sostenuto.

Fonti: WSJ, The Hill

La crescita economica della Cina supera le aspettative nonostante la guerra in Iran


La Cina ha riportato una crescita economica del 5% nel primo trimestre, superando le previsioni nonostante l'impatto iniziale della guerra in Iran. La crescita è stata trainata dalla spesa in infrastrutture governative, anche se un forte calo dei prezzi immobiliari ha lasciato i consumatori meno prosperi e meno disposti a spendere. Questo dato ha rilevanza per gli USA poiché dimostra la resilienza dell'economia cinese prima dei negoziati commerciali previsti con Trump.

Fonti: NYT, ABC News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Alexa+ in Italia, GPT-5.4-Cyber, l'app Gemini per Mac


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Ps. sto ancora finendo di sistemare alcune cose, soprattutto i testi

Buon giovedì,
dopo almeno un anno e mezzo in cui abbiamo assistito al viaggio di Alexa verso Alexa+, la tecnologia arriva in Italia. Poi parleremo del nuovo modello "Cyber" di OpenAI; vedremo l'app Gemini per Mac, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 304 - Giovedì 16 Aprile
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Notizie dal mondo


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Alexa+ arriva oggi in Italia


Intelligenza Artificiale
Chi acquista ora un dispositivo Echo in Italia, cioè gli speaker di Amazon con assistente vocale integrato, trova già disponibile una versione aggiornata di Alexa capace di capire richieste formulate in modo naturale, tenere conto del contesto della conversazione ed eseguire alcune azioni. Chi possiede già un Echo può chiedere l’accesso anticipato sul sito di Amazon e attendere l’attivazione, che avverrà in modo progressivo. Il servizio è gratis nella fase iniziale; in seguito resterà incluso per gli utenti Prime, l’abbonamento Amazon, mentre per gli altri costerà 23 euro al mese.
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Fonte: Il Sole 24 Ore

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


Big Tech
OpenAI distribuirà GPT-5.4-Cyber prima a poche centinaia di organizzazioni e poi ad altre migliaia di partner selezionati. Il modello serve a trovare vulnerabilità nei software e proprio per questo l’accesso sarà limitato: la stessa tecnologia può aiutare anche chi vuole attaccare i sistemi. OpenAI userà il programma Trusted Access for Cyber per darlo a professionisti verificati della sicurezza informatica, con l’obiettivo di favorire chi protegge infrastrutture critiche e servizi pubblici. La scelta segue una mossa simile di Anthropic con Claude Mythos Preview.
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Fonte: The New York Times
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La stessa mossa di Anthropic

Entrambe le aziende, nel giro di due settimane...
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Google lancia l'app Gemini nativa per Mac


Intelligenza Artificiale
Google ha esteso Gemini ai computer Apple che hanno macOS 15 o successivi. L’interfaccia consente di scrivere richieste in linguaggio naturale, usare la voce, scegliere il modello e aprire strumenti per creare immagini, video, musica, fare ricerche approfondite o attività di studio. È inoltre possibile condividere una finestra dello schermo o file locali, così da far analizzare a Gemini contenuti visibili sul Mac e ricevere risposte senza uscire dal lavoro in corso. L’accesso rapido avviene tramite la scorciatoia Option + Space o dalla barra dei menu.
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Fonte: 9to5Google
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Amazon compra Globalstar


Spazio
Apple usa dal 2022 la rete satellitare di Globalstar per funzioni come chiamate di emergenza, assistenza stradale, Messaggi e Dov’è quando non c’è copertura mobile. Adesso però prende il controllo Amazon che ha comprato Globalstar per 11,57 miliardi di dollari e integrerà l’azienda nella propria rete satellitare in orbita bassa Amazon Leo, cioè una costellazione di satelliti vicini alla Terra pensata anche per collegare direttamente telefoni e orologi — e primo competitor di Starlink.
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Fonte: 9to5Mac
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Science Corp si appresta a posizionare il suo primo sensore in un cervello umano


Startup
Science Corporation, startup fondata da Max Hodak, ex cofondatore di Neuralink, si prepara a testare il suo primo sensore in un cervello umano. L’azienda sta lavorando a un’interfaccia cervello-computer, cioè un sistema che collega l’attività cerebrale a dispositivi elettronici. A differenza di Neuralink, il primo sensore non entrerà nel tessuto del cervello ma sarà appoggiato sulla sua superficie, dentro il cranio, in pazienti già sottoposti a interventi neurochirurgici. In questa fase servirà a verificarne sicurezza e capacità di registrare segnali cerebrali. L’obiettivo finale è un dispositivo che unisca elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Matt Mullenweg afferma che "le ruote sono cadute" in un'ampia critica a WordPress


therepository.email (eng)

Com'è vivere con un impianto cerebrale sperimentale


ieee.org (eng)

Dentro il business delle false stelle di GitHub


awesomeagents.ai (eng)

Anthropic passa dalla fatturazione aziendale a un sistema di prezzi a token. L'era delle tariffe fisse è finita.


implicator.ai (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Netflix si concentrerà nuovamente su pubblicità e contenuti dopo il fallimento dell'offerta di Warner Bros.


reuters.com (eng)

Il report AI di Stanford evidenzia la crescente distanza tra gli esperti AI e tutti gli altri


techcrunch.com (eng)

Anthropic aggiunge le Routine al nuovo Claude Code: ecco come funziona


9to5mac.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/3w0KeFOB698?…

Quindi... qual'è il punto di Artemis II?


Il noto canale ColdFusion ha pubblicato un ottimo servizio che spiega in maniera chiara e semplice il nostro momento storico (tornare sulla Luna dopo più di cinquant'anni) e il significato della missione Artemis II appena compiuta.

Vedi video su youtube.com (eng - 19:41)

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


In breve:


OpenAI distribuirà GPT-5.4-Cyber prima a poche centinaia di organizzazioni e poi ad altre migliaia di partner selezionati. Il modello serve a trovare vulnerabilità nei software e proprio per questo l’accesso sarà limitato: la stessa tecnologia può aiutare anche chi vuole attaccare i sistemi. OpenAI userà il programma Trusted Access for Cyber per darlo a professionisti verificati della sicurezza informatica, con l’obiettivo di favorire chi protegge infrastrutture critiche e servizi pubblici. La scelta segue una mossa simile di Anthropic con Claude Mythos Preview.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Like Anthropic, OpenAI Will Share Latest Technology Only With Trusted Companies

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Alexa+ arriva oggi in Italia


Se hai già un Echo devi fare richiesta di accesso dal sito web.
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Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Alexa+ arriva oggi in Italia. Come funziona la nuova Ai vocale generativa
L’azienda di Seattle porta nel nostro Paese la versione generativa dell’assistente vocale che vuole diventare agente. Ecco come provarlo e le funzioni principali
Il Sole 24 ORELuca Salvioli

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OpenAI sta distribuendo GPT-5.4-Cyber solo ad aziende fidate


Per motivi di sicurezza.

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Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Like Anthropic, OpenAI Will Share Latest Technology Only With Trusted Companies

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Google lancia l'app Gemini nativa per Mac


Può anche guardare e comprendere ciò che appare sullo schermo.
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In breve:


Google ha esteso Gemini ai computer Apple che hanno macOS 15 o successivi. L’interfaccia consente di scrivere richieste in linguaggio naturale, usare la voce, scegliere il modello e aprire strumenti per creare immagini, video, musica, fare ricerche approfondite o attività di studio. È inoltre possibile condividere una finestra dello schermo o file locali, così da far analizzare a Gemini contenuti visibili sul Mac e ricevere risposte senza uscire dal lavoro in corso. L’accesso rapido avviene tramite la scorciatoia Option + Space o dalla barra dei menu.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google launches native Gemini app for Mac
Gemini now has a native Mac app in the first expansion beyond Android and iOS. This “native desktop experience” is launched…
9to5GoogleAbner Li

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Amazon compra Globalstar


La grande rete satellitare a cui si appoggia Apple.
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Apple usa dal 2022 la rete satellitare di Globalstar per funzioni come chiamate di emergenza, assistenza stradale, Messaggi e Dov’è quando non c’è copertura mobile. Adesso però prende il controllo Amazon che ha comprato Globalstar per 11,57 miliardi di dollari e integrerà l’azienda nella propria rete satellitare in orbita bassa Amazon Leo, cioè una costellazione di satelliti vicini alla Terra pensata anche per collegare direttamente telefoni e orologi — e primo competitor di Starlink.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon buying Globalstar; Apple satellite services to use Amazon Leo - 9to5Mac
Amazon has today announced that it’s buying satellite giant GlobalStar to allow its Amazon Leo service to offer direct connectivity…
9to5MacBen Lovejoy

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Science Corp si appresta a posizionare il suo primo sensore in un cervello umano


L'obiettivo è unire elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.
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Science Corporation, startup fondata da Max Hodak, ex cofondatore di Neuralink, si prepara a testare il suo primo sensore in un cervello umano. L’azienda sta lavorando a un’interfaccia cervello-computer, cioè un sistema che collega l’attività cerebrale a dispositivi elettronici. A differenza di Neuralink, il primo sensore non entrerà nel tessuto del cervello ma sarà appoggiato sulla sua superficie, dentro il cranio, in pazienti già sottoposti a interventi neurochirurgici. In questa fase servirà a verificarne sicurezza e capacità di registrare segnali cerebrali. L’obiettivo finale è un dispositivo che unisca elettronica e neuroni coltivati in laboratorio.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Max Hodak’s Science Corp. is preparing to place its first sensor in a human brain | TechCrunch
The device could help address multiple neurological conditions if it proves successful. One early use could be delivering gentle electrical stimulation to damaged brain or spinal cord cells to encourage healing.
TechCrunchTim Fernholz

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Trump vede la religione come strumento di potere


Il presidente attacca il pontefice sui social media, poi pubblica un'immagine di sé stesso come figura cristologica. Un episodio che rivela, secondo l'Atlantic, come Trump concepisca la fede: utile quando serve, priva di obblighi quando limita

Lo scontro tra Donald Trump e papa Leone XIV si è consumato domenica sera su Truth Social. Il presidente ha definito il pontefice "debole sul crimine e terribile in politica estera", irritato dalle critiche papali all'attacco contro il Venezuela e alla guerra in Iran. Ha poi rivendicato di fare esattamente ciò per cui è stato eletto e ha accusato Leone XIV di assecondare la "sinistra radicale". Quarantasei minuti dopo, Trump ha pubblicato un'illustrazione che lo ritraeva come una figura simile a Gesù Cristo nell'atto di guarire un uomo malato, circondato da bandiere americane, aquile e aerei militari. L'immagine, che circolava da mesi, ha provocato accuse di blasfemia anche da parte di alcuni alleati abituali del presidente. Trump l'ha poi cancellata, spiegando ai giornalisti di aver creduto che lo raffigurasse come un medico.

Ma al di là della cronaca dell'ennesimo scontro, è l'analisi proposta da David A. Graham sull'Atlantic a meritare attenzione. Secondo Graham, l'episodio è rivelatore di come Trump concepisca la religione: uno strumento che può servirlo, ma che non gli impone alcun obbligo. Il presidente pretende che il papa rinunci alla politica, ma allo stesso tempo lo attacca sulle sue posizioni politiche in materia di criminalità. Rifiuta l'intromissione della Chiesa negli affari di governo, ma non ha alcun problema a mescolare religione e politica quando gli conviene, come dimostra l'immagine cristologica e la retorica aggressivamente religiosa usata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth a proposito della guerra.

La risposta di Leone XIV è arrivata in volo verso l'Algeria, parlando con i giornalisti. Il papa ha detto di non avere paura "né dell'amministrazione Trump né di parlare ad alta voce del messaggio del Vangelo". E ha aggiunto, a proposito di Truth Social, una battuta: "È ironico, il nome stesso del sito. Non aggiungo altro". Leone XIV ha difeso il diritto della Chiesa di intervenire sulle questioni sociali citando le parole di Gesù sui "costruttori di pace", separando però con chiarezza il proprio ruolo da qualsiasi coinvolgimento nella politica elettorale nel senso inteso da Trump.

Graham ricostruisce le radici della visione religiosa del presidente, individuandole nel pensiero di Norman Vincent Peale, un popolare pastore protestante della metà del Novecento. Peale, autore del libro The Power of Positive Thinking, attrasse tra i suoi fedeli la famiglia Trump con una versione del cristianesimo che enfatizzava la felicità e la ricchezza materiale, chiedendo forse meno ai propri seguaci rispetto a quanto i Vangeli effettivamente richiedano.

Da adulto, scrive Graham, Trump ha mostrato pochi segni di religiosità o di familiarità con le Scritture, anche mentre corteggiava l'elettorato cristiano nella campagna del 2016. Dopo essere sopravvissuto a un tentativo di assassinio nel 2024, il presidente ha adottato toni più apertamente religiosi e ha parlato pubblicamente delle proprie possibilità di entrare in paradiso. Ma questa retorica, osserva l'editorialista dell'Atlantic, non è stata accompagnata da alcun cambiamento visibile nel comportamento, da una ricerca di perdono per i peccati passati o da una maggiore frequentazione delle chiese.

L'episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione tra una parte della destra legata al movimento MAGA e la Chiesa cattolica. Nell'amministrazione Trump ci sono cattolici devoti come il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente J.D. Vance, anche se alcuni di loro hanno talvolta espresso disaccordo con la Santa Sede. Il Free Press ha riportato la settimana scorsa che il Pentagono aveva convocato un funzionario vaticano, un incontro senza precedenti noti. L'incontro non sarebbe andato bene: i funzionari dell'amministrazione avrebbero evocato il papato di Avignone, il periodo nel quattordicesimo secolo in cui la corona francese dominò il ruolo pontificio. Entrambe le parti hanno ridimensionato la notizia, ma gli attacchi di Trump rendono difficile ignorare l'attrito.

Il punto centrale dell'analisi di Graham è che le questioni di pace, povertà e privilegio sono al cuore del cristianesimo, e qualsiasi leader politico che professa questa fede deve confrontarsi con esse. Trump, secondo l'editorialista, comprende bene il potere iconografico e organizzativo del cristianesimo, ma sembra rifiutare l'idea che la fede possa creare vincoli al proprio operato. Dopo essersi brevemente presentato come costruttore di pace in cerca del premio Nobel, il presidente ha abbracciato l'avventura militare, ha ignorato le turbolenze economiche e ha respinto le preoccupazioni dei leader religiosi sulla sua politica di immigrazione.

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Trump è perplesso dal funzionario della FEMA che dice di essersi teletrasportato


Gregg Phillips, numero tre dell'agenzia per le emergenze, racconta da anni episodi soprannaturali. Trump, informato dalla CNN, ha chiesto spiegazioni

Gregg Phillips è il terzo funzionario più importante della FEMA, l'agenzia federale che gestisce le emergenze negli Stati Uniti. Da anni racconta in vari podcast di destra di essersi teletrasportato in un ristorante Waffle House in Georgia, di aver parlato con Satana durante un'escursione in Spagna e di aver ricevuto la visita di una fidanzata morta che avrebbe sollevato la sua auto per evitare un incidente. Queste affermazioni stanno ora creando scompiglio all'interno del governo federale.

Il presidente Trump, raggiunto al telefono dalla CNN giovedì mattina, ha reagito con perplessità. "Che vuol dire teletrasportarsi? Stava scherzando?", ha chiesto. Quando i giornalisti gli hanno spiegato che Phillips non stava scherzando, Trump ha risposto: "Non so nulla del teletrasporto. Sembra un po' strano, ma non ne so niente, né di lui. Però lo scoprirò subito".

Dopo che la CNN ha pubblicato per la prima volta a marzo la notizia sulle affermazioni di teletrasporto di Phillips, la Casa Bianca ha contattato il Dipartimento per la Sicurezza Interna, l'ente da cui dipende la FEMA, chiedendo di rimuovere Phillips o almeno di tenerlo lontano dalla visibilità pubblica. "Il pensiero di tutti era: 'Ma che diavolo è questa storia? Questo deve andarsene'", ha detto un funzionario della Casa Bianca alla CNN.

Phillips non se n'è andato, e nel frattempo ha continuato a insistere pubblicamente di essersi teletrasportato. Nel giro di pochi giorni dal primo articolo della CNN, è stato però escluso da un'audizione programmata al Congresso. Da allora è stato progressivamente emarginato da alcune operazioni della FEMA, secondo diverse fonti interne all'agenzia. Gli è stato anche ordinato di smettere di pubblicare post sul teletrasporto su Truth Social.

Phillips, secondo le fonti della CNN, ha reagito con rabbia. È convinto che i funzionari dell'amministrazione Trump alla FEMA e al Dipartimento per la Sicurezza Interna stiano manovrando contro di lui, e nelle ultime settimane è diventato sempre più agitato e sospettoso. La settimana scorsa, quando il neo-confermato segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin si è recato nel North Carolina occidentale, dove le comunità stanno ancora cercando di riprendersi dai danni dell'uragano Helene del 2024, Phillips non è stato incluso nella delegazione, nonostante il suo ruolo di supervisore delle operazioni di risposta ai disastri e nonostante si fosse recato nella regione dopo la tempesta. Mullin ha portato con sé la direttrice ad interim della FEMA Karen Evans e un'altra funzionaria politica dell'agenzia, lodando Evans durante una tavola rotonda. Phillips non è stato nemmeno menzionato.

Le affermazioni soprannaturali di Phillips emergono da una revisione dei suoi interventi in podcast, dirette streaming e interviste degli ultimi cinque anni condotta dalla CNN. Phillips ha detto di aver vissuto queste esperienze così spesso che un amico lo chiamava scherzosamente "lo zombie di Dio", convinto che fosse "mezzo dentro e mezzo fuori" dal paradiso. "In realtà sono morto", ha dichiarato Phillips nell'aprile 2025. "Ma sono qui a fare le cose di Dio". Phillips ha raccontato che molte di queste esperienze sono avvenute mentre era in cura per un cancro osseo metastatico, per il quale ha scelto di non sottoporsi a chemioterapia, preferendo un trattamento autonomo a base di ivermectina e fenbendazolo, farmaci antiparassitari usati normalmente per la sverminazione degli animali.

Gli episodi di teletrasporto della CNN hanno messo in evidenza anche i podcast "Onward" co-condotti da Catherine Engelbrecht, un'attivista conservatrice che collabora con Phillips nella promozione di affermazioni false e non provate su frodi elettorali diffuse. Gli episodi in cui Phillips parlava di teletrasporto sembrano essere stati rimossi dalle piattaforme pubbliche dopo le inchieste della CNN.

Il caso Phillips ha creato una situazione paradossale all'interno della FEMA. Nonostante il suo passato controverso e le dichiarazioni bizzarre, diversi funzionari di carriera dell'agenzia lo considerano il nominato politico più ragionevole e affidabile all'interno dell'ente. Phillips, secondo queste fonti, è stato uno dei pochi disposti a opporsi ai tagli imposti dall'ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dal suo vice Corey Lewandowski, avvertendo che quelle misure mettevano a rischio gli americani. "È kafkiano", ha detto un alto funzionario della FEMA alla CNN. "È difficile fidarsi del giudizio di qualcuno che dice di essersi teletrasportato e poi insiste", ha aggiunto un altro, "ma sembra davvero preoccuparsi delle persone e della preparazione alla stagione degli uragani".

La direttrice ad interim Evans, al contrario, è vista come strettamente allineata alla linea di Noem e Lewandowski. Ha avuto un ruolo chiave nei tagli radicali e nei rigidi processi di approvazione che hanno bloccato le funzioni dell'agenzia, lasciando miliardi di dollari in sussidi e aiuti per i disastri arretrati alla FEMA, con la frustrazione di parlamentari, funzionari statali e personale dell'agenzia.

La FEMA, secondo i funzionari interni, non è più l'agenzia che Trump ha ereditato quindici mesi fa. Le riduzioni di personale, l'esodo dei dirigenti e l'incertezza sul futuro dell'ente hanno lasciato molti a temere che l'amministrazione non sia preparata per un grande disastro che coinvolga più Stati.

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L'Europa prepara un piano di emergenza per una NATO senza gli Stati Uniti


La svolta della Germania, da sempre contraria a un approccio autonomo, accelera i piani per una difesa europea. Il presidente finlandese Stubb tra i protagonisti dell'iniziativa

L'Europa sta lavorando a un piano di emergenza per garantire la propria difesa attraverso le strutture militari della NATO nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di ritirarsi dall'alleanza. A rivelare i dettagli dell'iniziativa è il Wall Street Journal, che descrive un progetto in fase avanzata sostenuto da un gruppo crescente di Paesi europei e accelerato da una svolta storica della Germania.

Il piano, che alcuni funzionari chiamano informalmente "NATO europea", prevede che gli europei assumano ruoli di comando e controllo oggi occupati da ufficiali americani e che sostituiscano con mezzi propri gli asset militari statunitensi. L'obiettivo non è creare un'alleanza rivale, ma preservare la capacità di deterrenza contro la Russia, la continuità operativa e la credibilità nucleare anche nel caso in cui Washington ritiri le proprie forze dal continente o rifiuti di intervenire in sua difesa.

L'idea è nata l'anno scorso, ma ha ricevuto un impulso decisivo dopo che il presidente Trump ha minacciato di annettere la Groenlandia, territorio della Danimarca, Paese membro della NATO. Una nuova urgenza è arrivata nelle ultime settimane con lo scontro tra Europa e Stati Uniti sulla guerra in Iran, che gli alleati europei si rifiutano di sostenere. Trump ha definito gli alleati europei "codardi" e ha chiamato la NATO una "tigre di carta", aggiungendo, in riferimento a Vladimir Putin: "Putin lo sa anche lui". All'inizio di aprile il presidente ha minacciato di lasciare la NATO, dichiarando che la decisione era ormai "oltre ogni riconsiderazione". Un ritiro formale richiederebbe l'approvazione del Congresso, ma Trump potrebbe comunque spostare truppe e mezzi fuori dall'Europa o negare il proprio sostegno in qualità di comandante in capo delle forze armate.

L'elemento politico più rilevante è il cambio di posizione di Berlino. Per decenni la Germania ha resistito alle pressioni della Francia per una maggiore autonomia europea nella difesa, preferendo mantenere gli Stati Uniti come garante ultimo della sicurezza del continente. Questa posizione sta cambiando sotto la guida del cancelliere Friedrich Merz, secondo fonti vicine al suo entourage citate dal Wall Street Journal. Merz ha iniziato a riconsiderare l'approccio tradizionale tedesco dopo aver concluso che Trump era pronto ad abbandonare l'Ucraina, confondendo vittima e aggressore nel conflitto, e che non esistevano più valori chiari a guidare la politica americana all'interno della NATO. Il cancelliere non voleva mettere pubblicamente in discussione l'alleanza, ma ha ritenuto necessario che gli europei assumessero un ruolo maggiore, lasciando idealmente gli Stati Uniti nell'alleanza ma con il grosso della difesa sulle spalle europee.

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato al Wall Street Journal che le discussioni interne alla NATO "non sono sempre facili", ma che eventuali decisioni concrete rappresenterebbero un'opportunità per l'Europa. "La NATO deve diventare più europea per restare transatlantica", ha affermato.

La svolta tedesca ha sbloccato un consenso più ampio che ora include Regno Unito, Francia, Polonia, i Paesi nordici e il Canada, configurando il piano come una coalizione dei volenterosi all'interno della NATO. Tra i protagonisti dell'iniziativa c'è il presidente finlandese Alexander Stubb, uno dei pochi leader europei ad aver mantenuto un rapporto stretto con Trump. "Il messaggio ai nostri amici americani è che dopo tutti questi decenni è ora che l'Europa si assuma più responsabilità per la propria sicurezza e difesa", ha dichiarato Stubb al Wall Street Journal. Subito dopo la minaccia di Trump di abbandonare la NATO, Stubb ha chiamato il presidente per informarlo dei piani europei di rafforzamento della difesa. La Finlandia ha l'esercito più forte del continente e il confine più lungo con la Russia.

Solo dopo il cambio di rotta di Berlino la pianificazione è passata dalle discussioni politiche alle questioni militari pratiche: chi gestirà le difese antimissile della NATO, i corridoi di rinforzo verso la Polonia e gli Stati baltici, le reti logistiche e le grandi esercitazioni regionali se gli ufficiali americani dovessero ritirarsi. I funzionari coinvolti vogliono anche accelerare la produzione europea di equipaggiamenti in settori dove il continente è in ritardo rispetto agli Stati Uniti, dalla guerra antisommergibile alle capacità spaziali e di ricognizione, dal rifornimento in volo alla mobilità aerea. La Germania e il Regno Unito hanno annunciato il mese scorso un progetto congiunto per lo sviluppo di missili da crociera stealth e armi ipersoniche, citato come esempio della nuova iniziativa.

Le sfide restano enormi. L'intera struttura della NATO è costruita attorno alla leadership americana a quasi ogni livello, dalla logistica all'intelligence fino al comando militare supremo, che è sempre stato affidato a un americano. Nessun Paese europeo ha oggi la statura sufficiente per sostituire gli Stati Uniti come leader militare dell'alleanza, anche perché solo Washington può fornire l'ombrello nucleare su scala continentale che sostiene il principio fondante della deterrenza reciproca. L'ammiraglio americano in pensione James Foggo, che ha ricoperto incarichi di alto livello nella NATO, ha dichiarato al Wall Street Journal che gli europei "hanno la capacità" e "parte dell'hardware necessario", ma devono investire e sviluppare le proprie capacità più rapidamente.

Il nodo più delicato resta proprio la deterrenza nucleare. Nessun riassetto delle truppe può sostituire rapidamente i sistemi satellitari, di sorveglianza e di allerta missilistica americani che costituiscono la spina dorsale della credibilità della NATO. Per questo Francia e Regno Unito sono sotto pressione affinché espandano il proprio ruolo nucleare e di intelligence strategica. Dopo la minaccia di Trump sulla Groenlandia, Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno avviato discussioni sulla possibilità di estendere la deterrenza nucleare francese ad altri Paesi europei, inclusa la Germania. Lo stesso Trump ha riconosciuto il ruolo della questione groenlandese: "Tutto è cominciato con la Groenlandia, se volete sapere la verità", ha detto a proposito della sua minaccia di lasciare la NATO. "Noi vogliamo la Groenlandia. Loro non ce la vogliono dare e io ho detto: ok, arrivederci".

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Gli Stati Uniti inviano altre migliaia di soldati in Medio Oriente


In arrivo portaerei e Marines nella regione. Il blocco navale imposto da Trump intercetta le prime navi. Teheran minaccia di bloccare il commercio nel Golfo Persico

Il Pentagono sta inviando migliaia di soldati aggiuntivi in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre l'amministrazione Trump cerca di spingere l'Iran verso un accordo che ponga fine al conflitto in corso da settimane. Come riporta il Washington Post, i vertici militari americani stanno anche valutando la possibilità di ulteriori attacchi o operazioni di terra nel caso in cui il fragile cessate il fuoco non regga.

Le forze in movimento verso la regione comprendono circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e delle navi da guerra che la scortano. Altri 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group e dell'11th Marine Expeditionary Unit dovrebbero arrivare verso fine mese. L'afflusso di forze andrà a sommarsi ai circa 50.000 militari già impegnati nelle operazioni contro l'Iran, secondo quanto dichiarato dal Pentagono. Con questi rinforzi, i comandanti americani disporranno di tre portaerei nella regione, ciascuna dotata di decine di caccia.

Il dispiegamento coinciderà con la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, fissata per il 22 aprile. Il presidente Trump ha annunciato domenica un blocco navale del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani, con l'obiettivo di strangolare economicamente Teheran e spingerla a riaprire lo Stretto di Hormuz, un passaggio fondamentale per il trasporto del petrolio mediorientale attraverso il Golfo Persico. L'altro obiettivo è ottenere la fine del programma nucleare iraniano attraverso i negoziati guidati dal vicepresidente JD Vance. I colloqui si sono arenati nel fine settimana, ma Trump ha detto che potrebbero riprendere nel corso della settimana.

Mercoledì il presidente ha dichiarato a Fox Business di ritenere che la guerra in Iran potrebbe finire "molto presto" e che si aspetta un calo dei prezzi della benzina ai livelli precedenti al conflitto entro le elezioni di metà mandato, "a condizione" che gli Stati Uniti riescano a impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare.

La risposta di Teheran è stata dura. Il comandante militare, il generale Ali Abdollahi, ha dichiarato che l'Iran bloccherà importazioni ed esportazioni dal Golfo Persico, dal Golfo di Oman e dal Mar Rosso come ritorsione per il blocco americano. "L'Iran intraprenderà azioni potenti per difendere la propria sovranità nazionale e i propri interessi", ha affermato in dichiarazioni riportate dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Nelle prime 24 ore di operazioni, sei navi mercantili sono state intercettate dalle forze americane e tutte sono rientrate nei porti iraniani senza incidenti. Più di dodici navi da guerra della Marina statunitense sono posizionate nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico per far rispettare il blocco, fermando le imbarcazioni all'uscita dallo Stretto di Hormuz. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che Trump "ha saggiamente mantenuto tutte le opzioni sul tavolo nel caso in cui gli iraniani non rinuncino alle loro ambizioni nucleari".

L'ammiraglio in pensione James Foggo, responsabile del Center for Maritime Strategy in Virginia, ha spiegato al Washington Post che l'arrivo di ulteriori navi da guerra darà ai comandanti più opzioni in caso di fallimento dei negoziati. "Più strumenti hai a disposizione, maggiore è la varietà di opzioni", ha detto, definendo i rinforzi "una capacità di riserva, nel caso in cui le cose vadano male". Foggo vede delle possibilità nel blocco navale, data l'importanza delle esportazioni petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz per l'economia iraniana, ma ha anche ammesso che "i prezzi della benzina continueranno a salire, e questo è un problema per i nostri decisori politici".

L'operazione comporta rischi concreti per i militari americani. Un ex alto funzionario della difesa ha spiegato che le squadre di abbordaggio dei Navy SEALs, dei Marines o della Guardia Costiera sono addestrate a sequestrare navi, con o senza la cooperazione degli equipaggi, ma che i marinai a bordo potrebbero reagire e le forze iraniane potrebbero prendere di mira le squadre con droni o motovedette. Trump stesso ha riconosciuto questi rischi, avvertendo in un post sui social media che qualsiasi nave che si avvicini al blocco sarà "immediatamente eliminata".

Oltre al blocco navale, i funzionari militari stanno pianificando una possibile ulteriore escalation: operazioni di terra americane sul suolo iraniano. Secondo il Washington Post, i funzionari dell'amministrazione hanno discusso diverse opzioni, da una complessa missione delle forze speciali per estrarre materiale nucleare iraniano, allo sbarco di Marines su aree costiere e isole per proteggere lo stretto, fino alla conquista dell'isola di Kharg, un impianto di esportazione petrolifera iraniano nel Golfo Persico.

Mick Mulroy, ex Marine e ufficiale della CIA che ha lavorato al Pentagono durante la prima amministrazione Trump, ha dichiarato al Washington Post che mantenere un blocco prolungato sarà già molto difficile per le forze americane, ma qualsiasi operazione di terra sarebbe significativamente più rischiosa. Mulroy ha espresso la speranza che le due parti trovino un accordo, avvertendo però che una missione sul suolo iraniano "non sarà senza conseguenze. Ci saranno probabilmente vittime".

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Il blocco navale di Trump sull'Iran isola gli Stati Uniti: gli alleati si tirano indietro


A una settimana dal cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz resta paralizzato. Il blocco voluto dal presidente colpisce fertilizzanti, elio e petrolio, con ripercussioni su cibo, sanità e semiconduttori

Il blocco navale imposto dal presidente Trump ai porti iraniani sta producendo effetti a catena che vanno ben oltre il petrolio. Lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del greggio mondiale e il 20% del gas naturale liquefatto, resta di fatto chiuso al traffico commerciale nonostante il cessate il fuoco annunciato due settimane fa. E gli alleati europei, che Washington vorrebbe coinvolgere in una missione navale, non hanno alcuna intenzione di partecipare.

Secondo i dati della società di analisi Kpler, riportati dal Washington Post, dal cessate il fuoco transitano in media solo 9 navi al giorno nello stretto, contro le oltre 130 del periodo precedente al conflitto. "Di fatto, il cessate il fuoco non ha cambiato assolutamente nulla nella situazione dello stretto", ha dichiarato al Washington Post Lars Jensen di Vespucci Maritime, società di consulenza danese specializzata nel trasporto marittimo via container. Oltre 800 navi risultavano ancora bloccate nel Golfo Persico alla data di martedì scorso, secondo i dati di Windward.

La geografia dello stretto gioca a favore dell'Iran. Le acque poco profonde costringono le navi a transitare in due corsie larghe circa tre chilometri ciascuna, rendendole vulnerabili ad attacchi missilistici e con piccole imbarcazioni. L'Iran ha dichiarato di aver posizionato mine nel tratto e ha imposto alle navi di deviare attorno all'isola di Larak, lungo la costa iraniana, dove le forze militari controllano il passaggio e riscuotono un pedaggio. Trump ha definito queste richieste "un'estorsione". "La geografia dello stretto amplifica la capacità dell'Iran di negare l'accesso a costi contenuti", ha spiegato al Washington Post Basil Germond, professore di sicurezza internazionale alla Lancaster University.

Il rischio, più che qualsiasi chiusura formale, è ciò che tiene lontane le compagnie di navigazione. Un portavoce di Hapag-Lloyd, il colosso tedesco del trasporto marittimo, ha confermato al Washington Post che le sue navi continuano a non transitare nello stretto in attesa di garanzie sulla sicurezza e chiarimenti sui possibili pedaggi. Il sistema di pedaggio introdotto dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane aggiunge un ulteriore deterrente: le navi che pagano rischiano di violare le sanzioni statunitensi o europee contro l'Iran.

Le conseguenze economiche si estendono all'agricoltura americana. Circa un terzo delle forniture globali di fertilizzanti transita dallo stretto. Con la stagione della semina già in corso, la carenza di materie prime come urea, ammoniaca, fosfati e zolfo colpisce direttamente gli agricoltori statunitensi. Anche nella migliore delle ipotesi, secondo Veronica Nigh, economista senior del Fertilizer Institute, i fertilizzanti impiegherebbero circa un mese per raggiungere gli Stati Uniti dopo la riapertura dello stretto. Altri esperti del settore stimano che il recupero completo della catena di approvvigionamento potrebbe richiedere anni.

L'amministrazione Trump ha sostenuto che l'80% degli agricoltori ha già acquistato il fertilizzante necessario per quest'anno. "La buona notizia è che circa l'80% dei nostri agricoltori ha bloccato i prezzi dei fertilizzanti lo scorso autunno", ha dichiarato la segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins ai giornalisti alla Casa Bianca. Due lobbisti del settore agricolo, che hanno chiesto l'anonimato a Politico per poter criticare apertamente i messaggi dell'amministrazione, hanno però osservato che quel 20% di agricoltori rimasto scoperto include soprattutto i più giovani, quelli che non hanno le risorse per pagare i fertilizzanti con mesi di anticipo.

La National Corn Growers Association ha lanciato l'allarme: molti agricoltori stanno abbandonando il mais a favore della soia, che richiede meno fertilizzanti. Un sondaggio condotto da Farm Journal su mille coltivatori di mais ha rivelato che oltre il 30% è preoccupato per il prezzo e la disponibilità di fertilizzanti quest'anno, e quasi il 60% lo è ancora di più per il 2027. La riduzione della produzione di mais avrebbe ripercussioni a catena, dato che il mais è il mangime principale per bovini, pollame e mucche da latte, con possibili aumenti dei prezzi di carne e latticini. Con il prezzo della benzina già a 4,13 dollari al gallone, l'aumento dei costi alimentari rappresenta un problema politico per i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato.

Non solo fertilizzanti. Anche le forniture globali di elio sono in crisi. Il Qatar, secondo produttore mondiale con il 35% della produzione globale, ha subito danni ad alcune strutture produttive durante il conflitto, e il ripristino potrebbe richiedere anni. I prezzi spot dell'elio sono più che raddoppiati dall'inizio della guerra. L'elio è essenziale per il raffreddamento dei macchinari per la risonanza magnetica e per la produzione di semiconduttori. "Anche se lo stretto riaprisse domani, servirebbero un paio di mesi per avvicinarsi alla normalità", ha dichiarato a Politico Anish Kapadia, amministratore delegato di AKAP Energy. Jeffrey Hoch, direttore di un centro di ricerca sulla biologia strutturale all'Università del Connecticut, ha raccontato a Politico che il suo laboratorio ha già perso un contratto con un fornitore qatariota e ha dovuto sostituire le forniture con un fornitore texano al doppio del costo. Un nuovo apparecchio appena arrivato dalla Germania resta inutilizzato perché i costi per metterlo in funzione sono raddoppiati.

Sul fronte diplomatico, gli alleati degli Stati Uniti mantengono le distanze. Secondo Bloomberg, Regno Unito e Francia non hanno fatto progressi significativi sulla formazione di una missione navale e non intendono schierare mezzi finché non ci sarà un cessate il fuoco permanente. I due Paesi non sono neppure d'accordo tra loro sulle modalità: Londra valuta l'impiego di sistemi autonomi per la bonifica delle mine, Parigi parla di un "sistema di scorta" per le navi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che qualsiasi missione dovrebbe essere "strettamente difensiva" e coordinata con l'Iran, escludendo di fatto la partecipazione americana, che secondo diversi alleati renderebbe Teheran più ostile. Francia e Regno Unito concordano sulla necessità di un mandato delle Nazioni Unite, ma riconoscono che sarebbe difficile ottenerlo dato che Stati Uniti, Cina e Russia dovrebbero tutti approvarlo. Venerdì Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer ospiteranno una videoconferenza da Parigi con la coalizione più ampia per discutere gli sviluppi. "Questa è una guerra voluta", ha osservato il presidente finlandese Alexander Stubb. "L'Iran ha molte carte in mano in questo momento".

La restrizione dello stretto resta uno degli ultimi strumenti di pressione di Teheran nel conflitto. Come ha sintetizzato Germond al Washington Post, finché l'Iran manterrà la capacità di minacciare il traffico commerciale, le compagnie di navigazione continueranno a evitare il passaggio, a prescindere dagli accordi sulla carta.

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L'Iran ha usato un satellite spia cinese per colpire le basi americane in Medio Oriente


Un'inchiesta del Financial Times rivela che i Guardiani della rivoluzione hanno acquisito segretamente un satellite costruito in Cina e lo hanno impiegato per guidare attacchi con droni e missili contro installazioni militari statunitensi durante la guerra di marzo

L'Iran ha acquisito segretamente un satellite spia costruito in Cina e lo ha utilizzato per individuare e colpire basi militari americane in tutto il Medio Oriente durante il recente conflitto. Lo rivela un'inchiesta del Financial Times basata su documenti militari iraniani trapelati, dati orbitali e immagini satellitari.

Il satellite, denominato TEE-01B, è stato acquistato dalla Forza Aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione islamica alla fine del 2024, dopo il lancio in orbita dalla Cina. I documenti mostrano che i comandanti militari iraniani lo hanno impiegato per sorvegliare installazioni militari americane chiave, scattando immagini prima e dopo gli attacchi con droni e missili condotti nel marzo scorso. Il satellite è stato costruito e lanciato da Earth Eye Co, un'azienda cinese che offre un modello di esportazione poco conosciuto chiamato "consegna in orbita", con cui i satelliti lanciati dalla Cina vengono trasferiti a clienti stranieri una volta raggiunto lo spazio.

I registri analizzati dal Financial Times mostrano che il satellite ha catturato immagini della base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita il 13, 14 e 15 marzo. Il 14 marzo il presidente Trump ha confermato che aerei americani nella base erano stati colpiti: cinque aerei da rifornimento dell'aviazione militare statunitense sono stati danneggiati. Il satellite ha condotto operazioni di sorveglianza anche sulla base aerea Muwaffaq Salti in Giordania, su posizioni vicine alla base navale della Quinta Flotta americana a Manama, in Bahrain, e sull'aeroporto di Erbil, in Iraq, in concomitanza con attacchi rivendicati dai Guardiani della rivoluzione in quelle aree. Tra gli altri obiettivi sorvegliati risultano basi militari in Kuwait, la base americana Camp Lemonnier a Gibuti e l'aeroporto internazionale di Duqm in Oman. Il satellite ha monitorato anche infrastrutture civili del Golfo, tra cui un'area portuale e un impianto di dissalazione negli Emirati Arabi Uniti e uno dei più grandi stabilimenti di alluminio al mondo in Bahrain.

Il TEE-01B è in grado di catturare immagini con una risoluzione di circa mezzo metro, paragonabile a quella dei migliori satelliti commerciali occidentali. Si tratta di un salto tecnologico enorme rispetto alle capacità domestiche iraniane: il più avanzato satellite militare dei Guardiani della rivoluzione, il Noor-3, aveva una risoluzione stimata di circa 5 metri, insufficiente per identificare singoli aerei o monitorare l'attività nelle basi militari. Nicole Grajewski, esperta di Iran all'università Sciences Po, ha dichiarato al Financial Times che il satellite è chiaramente utilizzato per scopi militari, essendo gestito dalla Forza Aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione e non dal programma spaziale civile iraniano, e che questa capacità fornita dall'estero permette ai Guardiani di identificare obiettivi in anticipo e verificare l'efficacia dei propri attacchi.

Secondo i documenti, nel settembre 2024 la Forza Aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione ha firmato un accordo del valore di circa 250 milioni di renminbi (36,6 milioni di dollari) per acquisire il controllo del sistema satellitare. L'accordo, denominato in valuta cinese e firmato da un generale di brigata dei Guardiani, include i costi del satellite, del lanciatore, del supporto tecnico e dell'infrastruttura dati. Come parte dell'intesa, i Guardiani hanno ottenuto l'accesso alle stazioni di terra commerciali gestite da Emposat, un'azienda con sede a Pechino che fornisce servizi di controllo satellitare e trasmissione dati attraverso una rete globale che copre Asia, America Latina e altre regioni. Emposat fornisce ai Guardiani il software e la rete di terra per gestire il satellite, inviare comandi, ricevere telemetria e immagini, e dirigere le operazioni del satellite da qualsiasi parte del mondo.

Jim Lamson, ex analista della Central Intelligence Agency specializzato sull'Iran e ricercatore presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies, ha spiegato al Financial Times che questa configurazione rappresenta una strategia di dispersione per gli asset spaziali iraniani. Le stazioni di terra iraniane, già colpite nel 2025 e nel 2026, possono essere facilmente distrutte con missili a lunga gittata, ma non è possibile colpire una stazione di terra cinese situata in un altro Paese. Lamson ha aggiunto che l'Iran dispone di risorse di intelligence umana nella regione che sorvegliano le basi americane, e combinare queste informazioni con quelle di un satellite come il TEE-01B e con le immagini satellitari russe rappresenta uno strumento molto potente per i pianificatori militari iraniani.

Il caso solleva questioni delicate per la Cina. Pechino è il principale partner commerciale dei Paesi del Golfo e il maggiore acquirente del loro petrolio. Emposat è stata identificata in un rapporto della commissione sulla Cina della Camera dei deputati americana come un'azienda con legami stretti con la Forza Aerospaziale dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese. L'azienda è stata fondata da Richard Zhao, che ha lavorato per 15 anni presso l'Accademia cinese di tecnologia spaziale, un'organizzazione governativa. Diversi dirigenti e ingegneri di Earth Eye hanno a loro volta legami con università cinesi note come le "sette figlie della difesa nazionale" per la loro stretta collaborazione con l'esercito. Aidan Powers-Riggs, esperto del centro studi CSIS, ha dichiarato al Financial Times che Emposat è una stella nascente del settore spaziale commerciale cinese, ma resta un prodotto dell'establishment statale e militare, fondata da veterani del programma spaziale statale e finanziata da fondi legati alla fusione militare-civile nazionale.

La rivelazione si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione americana per il sostegno cinese all'Iran. Dennis Wilder, ex responsabile dell'analisi sulla Cina alla CIA, ha dichiarato al Financial Times che Pechino ha una storia di forniture di armi a Teheran come parte di una strategia pragmatica per influenzare la repubblica islamica su altre questioni. Secondo una fonte a conoscenza della situazione, gli Stati Uniti avrebbero rilevato segnali che la Cina starebbe considerando di fornire all'Iran missili portatili del tipo recentemente usato per abbattere un caccia americano F-15. L'ambasciata cinese a Washington ha respinto le accuse, definendole disinformazione speculativa, e ha ribadito che Pechino mantiene una posizione imparziale e si adopera per promuovere i negoziati di pace. La Casa Bianca non ha commentato specificamente il legame tra Emposat e i Guardiani della rivoluzione, ma ha fatto riferimento all'avvertimento del presidente Trump secondo cui la Cina avrebbe avuto "grossi problemi" se avesse fornito all'Iran sistemi di difesa aerea.

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Trump pensa che le bibite dietetiche uccidano il cancro


La bizzarra teoria del presidente rivelata dal suo stesso responsabile della sanità pubblica, Mehmet Oz, durante un podcast

Donald Trump è convinto che le bibite dietetiche facciano bene alla salute perché, versate sull'erba, la uccidono, e dunque dovrebbero uccidere anche le cellule tumorali nel corpo umano. A rivelare questa singolare teoria medica del presidente è stato Mehmet Oz, il medico e personaggio televisivo che guida i Centers for Medicare & Medicaid Services, l'agenzia federale che amministra i programmi sanitari pubblici americani.

Oz ha raccontato l'episodio durante il podcast "Triggered" di Donald Trump Jr., il figlio del presidente. Secondo la sua ricostruzione, Trump ha l'abitudine di mostrare le sue scorte di caramelle e premere il pulsante rosso sulla scrivania dello Studio Ovale per farsi portare una bibita dietetica durante le riunioni con Oz e con Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute. "Bobby e io di solito andiamo insieme alle riunioni", ha raccontato Oz al podcast. "Poi arrivano le bibite dietetiche, e vostro padre sostiene che la bibita dietetica gli faccia bene perché uccide l'erba quando viene versata sull'erba, e quindi deve uccidere anche le cellule tumorali nel corpo".

La comunità medica considera le bevande dietetiche poco salutari. Alcune ricerche le associano all'aumento di peso e alla resistenza insulinica, che può portare al diabete di tipo 2. Kennedy e Oz sono i principali promotori del movimento Make America Healthy Again, che punta a convincere gli americani a evitare i cibi processati e migliorare le abitudini alimentari. I loro tentativi di cambiare la dieta del presidente, però, non hanno avuto successo.

Oz ha raccontato un altro episodio avvenuto sull'Air Force One, l'aereo presidenziale. "Entro perché vuole parlarmi di qualcosa e ha un'aranciata sulla scrivania", ha detto Oz, riferendosi a una Fanta. "Gli ho detto: ma stai scherzando". Secondo Oz, Trump ha risposto con un sorriso imbarazzato, ripetendo la sua teoria sulle cellule tumorali e aggiungendo che la bevanda era "spremuta fresca, quindi quanto può fare male?".

Donald Trump Jr. ha riso della teoria del padre, ma gli ha riconosciuto il merito di avere molta energia per un uomo quasi ottantenne. "Penso che anche se non segue una dieta perfetta, vuole che le persone abbiano almeno le informazioni", ha detto il figlio del presidente. Oz ha sostenuto che Trump è in buona salute, ricordando la visita medica che gli fece durante la campagna elettorale del 2016. "Era in perfetta salute. Il suo testosterone, francamente, era altissimo senza prendere alcun integratore", ha detto.

Il presidente è noto per le sue convinzioni mediche eccentriche. Secondo quanto riportato in passato, Trump riterrebbe che l'esercizio fisico possa essere dannoso perché le persone nascono con una quantità limitata di energia, una teoria nota come la sua teoria della "batteria". È anche un grande appassionato di fast food: lunedì ha ordinato McDonald's alla Casa Bianca tramite DoorDash, il servizio di consegna a domicilio. Poco dopo la vittoria elettorale del 2024, Trump posò sorridente accanto a un Kennedy dall'aria sconsolata con dei pasti di McDonald's a bordo del suo aereo privato. "Ha la costituzione di una divinità. Non so come sia ancora vivo", ha detto Kennedy al podcast "The Katie Miller Podcast" a proposito della dieta "folle" del presidente.

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E-commerce italiano 2026: come cambiano gli acquisti online secondo il report Idealo


Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
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L’e-commerce è diventato una vera e propria abitudine di consumo. A confermarlo non sono solo i dati dell’Osservatorio Ecommerce B2C del Politecnico di Milano e Netcomm, secondo cui gli acquisti online in Italia nel 2025 hanno raggiunto i 62 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto al 2024, ma anche idealo, portale internazionale leader europeo nella comparazione prezzi. Quest'ultimo, dopo aver analizzato le intenzioni di acquisto per ogni categoria presente sul proprio portale italiano, ha individuato una crescita complessiva del +36%.

Le ultime tendenze dell'e-commerce


Secondo i dati di idealo, l’85% degli utenti effettua acquisti online almeno una volta al mese, mentre un quarto dei consumatori dichiara di comprare online addirittura ogni settimana. Ma quali sono nel dettaglio le ultime tendenze dello shopping digitale e cosa guida le scelte dei consumatori consapevoli? Il nuovo “Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026” offre uno spaccato delle abitudini di acquisto online dei nostri connazionali, evidenziando analogie e differenze con i principali mercati europei. In questo scenario, il prezzo si conferma l’elemento più determinante nel processo di acquisto. Sempre più consumatori confrontano attivamente le offerte prima di acquistare: il 44% utilizza strumenti di comparazione per trovare sconti e promozioni, mentre un altro 44% lo fa per ottenere informazioni sulle condizioni di spedizione e consegna. Anche le informazioni dettagliate sui prodotti (43%) e le recensioni degli altri utenti (39%) giocano un ruolo chiave nel processo decisionale.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Consumatori strategici e consapevoli


La crescente attenzione al risparmio si riflette anche nella disponibilità degli utenti a esplorare nuovi negozi online. Il 67% degli italiani dichiara infatti di essere disposto ad acquistare da rivenditori meno conosciuti pur di ottenere un prezzo più conveniente. Un comportamento che evidenzia come i consumatori siano sempre più strategici e consapevoli, pronti a valutare diverse opzioni prima di completare un acquisto. Nel 2025 l’analisi di idealo sulle principali categorie dell’e-commerce evidenzia variazioni di prezzo significative tra diversi settori. Gli aumenti più marcati in percentuale riguardano soprattutto prodotti legati alla casa e all’arredamento, con in testa le vasche idromassaggio, seguite da scrivanie, cappe aspiranti, tende da sole e tavoli. Sul fronte opposto, le riduzioni di prezzo più significative interessano principalmente il settore fotografia ed elettronica, con le fotocamere reflex in testa, seguite da autoradio 2 DIN e software per ufficio. Nel complesso emerge una tendenza chiara: mentre alcuni prodotti per la casa e l’intrattenimento domestico registrano rincari importanti, diverse categorie tecnologiche e alcuni articoli per l’abitare mostrano una progressiva riduzione dei prezzi.

L'idealo price index


All’inizio del 2026, idealo ha introdotto un’analisi ancora più dettagliata dei prezzi con l'idealo Price Index, uno strumento che mostra in modo semplice e trasparente come evolvono i prezzi online di settimana in settimana. L'indice non si limita a indicare se i prezzi di una categoria salgono o scendono, ma combina l'intensità della variazione con la sua diffusione sul mercato, offrendo una lettura immediata dell'andamento generale dei prezzi. In concreto, l'idealo Price Index tiene conto sia della variazione settimanale media dei prezzi, espressa in percentuale o in euro, sia del numero di prodotti coinvolti negli aumenti o nei ribassi. In questo modo è possibile capire non solo quanto cambiano i prezzi, ma anche quanto sia esteso il fenomeno. Qui sotto alcuni esempi.

Abitudini consolidate e categorie popolari


Se l’attenzione al prezzo rimane sempre più alta e gli italiani si specializzano nel cercare le offerte più convenienti è perché lo shopping online è diventato una routine consolidata. Il 60% degli italiani acquista sul web con una frequenza compresa tra una e quattro settimane, segno che l’e-commerce è ormai parte integrante della gestione quotidiana degli acquisti. Tra le categorie più popolari continuano a dominare Elettronica e Moda & Accessori, seguite da Cosmetici & Profumi e Scarpe & Sneakers. Accanto a queste categorie, ormai consolidate, emergono però nuovi trend che raccontano come il carrello online degli italiani stia diventando sempre più variegato: tra le categorie con la crescita più marcata si distingue il mondo food, con la categoria Mangiare & Bere, che registra un deciso incremento del 95%. Seguono Arredamento & Giardino (+72%) e Prodotti per animali domestici (+58%). Una trasformazione che dimostra non solo come l’e-commerce stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, includendo sempre più prodotti legati alla vita quotidiana, ma anche come la comparazione prezzi sia sempre più estesa. Non si compara solo per le grandi spese, ma anche per quelle ricorrenti, per le quali una pianificazione può permettere di ottenere un prezzo decisamente migliore.

“L’e-commerce in Italia non è più una promessa, ma una realtà che nel 2025 ha raggiunto numeri che, anche solo cinque anni fa, sarebbero sembrati ambiziosi - riporta Pablo Marin, di idealo per l’Italia, nella sua prefazione al White Paper - dietro questa crescita apparentemente lineare, si nasconde una trasformazione ben più profonda: non cambia solo quanto compriamo online, ma soprattutto come lo facciamo. In un contesto in cui l’inflazione ha lasciato un segno duraturo sulle abitudini di spesa, comprare bene non è più un’opzione, è diventata una competenza.”


È interessante analizzare anche l’approccio generazionale alle ricerche. La Gen X è la più appassionata di tecnologia, con il 47% di utenti che effettuano ricerche nella categoria elettronica tra i 45 e i 54 anni. La Gen Z è attenta alla moda, il 44% delle ricerche in questa categoria viene effettuato da utenti tra i 16 e i 24 anni. I Millennials si dividono tra gaming e figli, due mondi forse difficilmente conciliabili: il 30% delle ricerche nel gaming e il 16% nella categoria Bambini & Neonati sono riconducibili a utenti tra i 35 e i 44 anni. I Boomer si dedicano agli animali e al giardino: infatti, le persone tra i 55 e i 64 anni cercano maggiormente nella categoria Prodotti per animali (27%) e in quella Arredamento & Giardino (21%).

Il boom dell’e-commerce in Italia e in Europa


Alcune categorie sono state protagoniste di un vero e proprio boom, con un aumento di interesse superiore al +200% su base annua, con interessanti differenze tra i vari Paesi. In Italia, emergono soprattutto prodotti legati alla tecnologia e alla mobilità, come RAM, lubrificanti e additivi per motore e batterie auto, segno di una forte attenzione sia all’aggiornamento dei dispositivi informatici sia alla manutenzione dei veicoli. Accanto a questi comparti si distinguono anche categorie più legate alla stagionalità, come i calendari dell’Avvento, che registrano un forte aumento di interesse durante il periodo natalizio e non solo, e i mobili da bagno, indicativi di una crescente attenzione verso la casa e il miglioramento degli spazi domestici. Una ricerca sempre più diversificata, in cui convivono esigenze tecnologiche, quotidiane e legate al vivere la casa al meglio.

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E-commerce sinonimo di mobile e pianificazione


Un altro elemento centrale di questa analisi riguarda il ruolo dei dispositivi mobili. Lo smartphone si conferma infatti lo strumento principale per confrontare prezzi e offerte: il 59% degli utenti utilizza app dedicate su smartphone o tablet per informarsi prima di acquistare, mentre il 38% preferisce il computer o il notebook e il 31% utilizza lo smartphone tramite browser. Il confronto emerge così come elemento chiave per gli acquisti, con l’attenzione al prezzo che si traduce nella ricerca del momento più conveniente per acquistare. Da una parte, attraverso l'analisi dei dati storici, idealo è in grado di valutare l'influenza della stagionalità sulle diverse categorie di prodotto presenti sul portale. Si tratta di un’analisi particolarmente rilevante per gli operatori dell'e-commerce e per i negozi, che possono utilizzare queste informazioni per pianificare le attività promozionali in modo più mirato e coerente con i cicli di domanda. Dall’altra idealo – esaminando le intenzioni di acquisto e i prezzi medi durante l’anno – riesce a delineare un vero e proprio Calendario del risparmio, mostrando in quale periodo determinati prodotti hanno un costo inferiore. Per i prodotti più costosi, come gli elettrodomestici, questo calendario diventa fondamentale: dall’analisi, infatti, emerge che giugno è il mese migliore per cambiare il frigorifero, mentre luglio per lavatrici e lavastoviglie. In alcune categorie, come notebook, televisori o console da gioco, il risparmio potenziale può arrivare rispettivamente fino al 24%, al 23% e al 21%. Le differenze significative dei prezzi tra i diversi periodi dell’anno confermano ancora una volta l'importanza della comparazione prezzi come supporto alle decisioni di acquisto consapevoli.

Shopping online consapevole e strategico


Nel complesso, il nuovo Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026 delinea un quadro chiaro: lo shopping online è ormai una pratica consolidata tra gli italiani, sempre più attenti a confrontare prezzi, valutare offerte e pianificare i propri acquisti. Si tratta di consumatori digitali sempre più informati, consapevoli e strategici nelle proprie scelte.

“Lo shopping digitale sta passando dalla “caccia all’affare” alla qualità della decisione. Il comparatore di prezzi è diventato, per molti, uno strumento di pianificazione della spesa, quasi alla pari di un consulente finanziario domestico. E questo è un cambiamento culturale che va ben oltre la tecnologia,” conclude Pablo Marin.



Un giovane su 3 sogna di lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro


Mentre nuove dinamiche digitali, come ad esempio i prediction markets, stanno ridefinendo il rapporto tra sport, tecnologia e finanza, il settore sportivo europeo continua a dimostrarsi un motore economico e occupazionale in forte espansione. Secondo The Careers & Enterprise Company, l'ente indipendente per l'orientamento professionale del Regno Unito, gli studenti che iniziano la scuola secondaria a 11 anni, hanno tra le loro principali ambizioni di carriera il settore sportivo (per il 29%), seguiti dalle professioni legate al mondo dell'arte e musica (19%) e la cura degli animali (15%).

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L'occupazione nel settore sportivo: i numeri


Sempre secondo i più recenti dati di Eurostat, nel 2023 erano circa 1,55 milioni le persone che, nell’Unione Europea, erano impiegate nel settore sportivo, pari allo 0,76% dell’occupazione totale. Nel 2024 il numero ha raggiunto circa 1,6 milioni di occupati, con una crescita del +6,5% su base annua, confermando un trend positivo dopo la fase pandemica che nei prossimi anni dovrebbe crescere ulteriormente. Le analisi evidenziano come lo sport sia un comparto particolarmente rilevante per l’occupazione giovanile: oltre un terzo dei lavoratori (36,8% secondoEurostat) ha tra i 15 e i 29 anni, una quota significativamente superiore alla media degli altri settori.

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Allo stesso tempo, il settore presenta caratteristiche peculiari: una maggiore diffusione dei contratti part-time, un’incidenza più elevata di lavoro autonomo e un livello di qualificazione professionale in costante crescita. Si tratta di dati particolarmente rilevanti in occasione della Giornata internazionale dello sport (World Sport Day), che si celebra ogni anno il 6 aprile. Proprio in questo ambito, da sempre capace di affascinare i più giovani, si inseriscono alcune delle professioni più richieste e ambite: dallo sport trader, il professionista che opera sugli eventi sportivi con un approccio strutturato e orientato ai processi, fino all’eSports manager, figura responsabile della gestione organizzativa, strategica e operativa di un team di videogiochi competitivi.

L'arrivo della digitalizzazione


Dal punto di vista economico complessivo, lo sport rappresenta un comparto strategico anche in termini di impatto sul sistema produttivo: si stima che esso contribuisca a circa il 3,4% del PIL dell’UE, generando milioni di posti di lavoro diretti e indiretti lungo la filiera. Parallelamente alla crescita occupazionale, il settore sportivo sta vivendo una trasformazione profonda guidata dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica. In particolare, secondo lo Sports Business Journal, il settore non è più limitato agli atleti, ma replica la struttura di un’azienda complessa, con funzioni che spaziano da marketing a finanza, fino a data, media e operations. Secondo analisi recenti, le attività legate allo sport rappresentano oggi la componente dominante di queste piattaforme, arrivando a costituire la gran parte dei volumi e dei ricavi.

“Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari” ha sottolineato Davide Renna, tra i principali sport trader professionisti a livello europeo.


Il settore sportivo europeo si trova oggi in una fase di forte evoluzione: da un lato continua a crescere come bacino occupazionale e leva economica, dall’altro si intreccia sempre più con innovazione tecnologica e nuovi modelli di business digitali. La sfida per i prossimi anni, secondo gli analisti, sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dei lavoratori e regolazione di strumenti emergenti, in un ecosistema in cui sport, dati e finanza sono sempre più interconnessi.

“Lo sport trading è ancora poco conosciuto in Italia, ma rappresenta un ambito in forte evoluzione. Non è una questione di intuizione, ma di metodo: analisi dei dati, gestione del rischio e capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza. È proprio questa combinazione che lo rende una delle professioni più interessanti per chi vuole sviluppare competenze trasferibili anche ad altri contesti” ha concluso Davide Renna.



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Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
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Il futuro del settore: quali le professionalità più richieste


Tornando ai dati, sempre secondo Eurostat, anche l’occupazione femminile nel mondo sportivo è in costante crescita. Il numero di donne occupate nel settore ha visto un continuo aumento portando il numero di persone a 623.900 nel 2019, per poi diminuire nel 2020 (-50mila, -8,0%). Dal 2021 il numero di donne occupate nello sport è in crescita, raggiungendo nel 2024 il livello più alto a 721.100 (+29.100, +4,2 % rispetto al 2023). Ecco, nel dettaglio, quali sono le figure professionali che gli esperti ritengono in più rapida ascesa che uniscono passione per lo sport e innovazione tecnologica:

  • Digital sport producer: si occupa della produzione, gestione e distribuzione dei contenuti per l'editoria sportiva digitale;
  • Sports data analyst: è lo specialista che identifica e raccoglie tutti i dati relativi alle diverse discipline sportive (statistiche, dati e analisi);
  • Sport trader: professionista che opera sulla compravendita di quote nei mercati sportivi;
  • Club media manager: si occupa della comunicazione social delle società sportive e delle federazioni agonistiche;
  • eSports manager: gestisce l'organizzazione complessiva, la strategia e le operazioni di un team di videogiochi competitivi;
  • Sport-tech specialist: lavora su innovazioni come realtà aumentata per tifosi e/o allenamento immersivo;
  • Sustainability sport manager: si occupa di impatto ambientale di eventi, stadi e club;
  • Fan engagement manager: crea contenuti e strategie per coinvolgere i tifosi di club e squadre;
  • Performance sport scientist: combina fisiologia, biomeccanica e tecnologia per migliorare le performance;
  • Event & sport experience manager: organizza eventi sportivi (live, digitali, ibridi) puntando sull’esperienza del pubblico.


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L'Europa prepara una missione navale per riaprire Hormuz, senza gli Stati Uniti


Francia, Regno Unito e Germania lavorano a un piano per sminare lo stretto e scortare le navi commerciali dopo la fine del conflitto con l'Iran. Washington non è invitata

L'Europa sta pianificando una missione militare per riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale una volta terminata la guerra tra Stati Uniti e Iran, e lo fa escludendo proprio Washington. Il piano, rivelato dal Wall Street Journal, prevede operazioni di sminamento, scorte navali e sorveglianza per restituire fiducia alle compagnie di navigazione che attraversano il passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato martedì che la missione internazionale non includerà le parti "belligeranti", cioè Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo diplomatici europei citati dal Wall Street Journal, le navi europee non opererebbero sotto comando americano. Venerdì Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer terranno una riunione online con diverse decine di Paesi per discutere come garantire la sicurezza dello stretto alla fine delle ostilità. Starmer sarà presente di persona a Parigi, mentre gli altri parteciperanno in videoconferenza. Gli Stati Uniti non parteciperanno. Cina e India sono state invitate, ma non è chiaro se accetteranno.

La novità più rilevante è la probabile partecipazione della Germania, che finora si era mostrata riluttante a qualsiasi coinvolgimento militare. Secondo un alto funzionario tedesco, Berlino potrebbe annunciare il proprio impegno già giovedì. La partecipazione tedesca renderebbe la missione più consistente del previsto: la Germania dispone di maggiori risorse finanziarie rispetto a Francia e Regno Unito e possiede mezzi militari specifici per questo tipo di operazione, tra cui uno squadrone di circa dodici navi dragamine e unità di sommozzatori nella base di Kiel, sul Mar Baltico. La Germania potrebbe anche contribuire con la sorveglianza aerea, avendo almeno un velivolo già operativo a Gibuti nell'ambito della missione nel Mar Rosso. Tuttavia, Berlino dovrà superare ostacoli costituzionali importanti: qualsiasi dispiegamento all'estero richiede l'autorizzazione del parlamento e un mandato internazionale solido, che potrebbe essere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ai sensi del Capitolo IV, oppure un ampliamento del mandato della missione europea EUNAVFOR Aspides nel Mar Rosso.

Il piano si articola in tre fasi. La prima prevede la creazione della logistica necessaria per consentire l'uscita delle centinaia di navi attualmente bloccate nello stretto. La seconda è un'operazione di sminamento su larga scala: l'Iran ha minato parti della via d'acqua nei primi giorni del conflitto e la rimozione degli ordigni è indispensabile per riaprire il passaggio a un traffico più ampio. Su questo fronte l'Europa dispone di un vantaggio significativo rispetto agli Stati Uniti, che hanno in gran parte dismesso la propria flotta di dragamine, mentre le potenze europee contano oltre 150 unità. La terza fase prevede scorte militari regolari con fregate e cacciatorpediniere, oltre a operazioni di sorveglianza, per garantire alle compagnie di navigazione che il transito è sicuro.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha precisato martedì che la missione potrà essere dispiegata solo "una volta ristabilita la calma e cessate le ostilità", aggiungendo che la coalizione si coordinerà con i Paesi rivieraschi, inclusi Iran e Oman. Questo lascia intendere che nessuna operazione procederà senza il consenso di Teheran.

Tra gli europei restano divergenze da risolvere. I diplomatici francesi ritengono che qualsiasi coinvolgimento americano renderebbe la missione meno accettabile per l'Iran, mentre i funzionari britannici temono che escludere Washington possa irritare il presidente Trump e limitare la portata dell'operazione. Il dibattito riflette tensioni transatlantiche che si sono aggravate nell'ultimo anno: Trump ha imposto dazi sulle esportazioni europee, ha ritirato il sostegno all'Ucraina e ha minacciato di usare la forza militare per prendere la Groenlandia alla Danimarca, un alleato Nato. La guerra con l'Iran ha ulteriormente inasprito i rapporti, dato che la maggior parte dei leader europei la considera illegale e uno shock economico.

Trump ha chiesto per settimane agli alleati europei di inviare navi da guerra nel Golfo per riaprire lo stretto con la forza, ma gli europei hanno rifiutato. Macron ha definito questa opzione "irrealistica", sostenendo che richiederebbe tempi infiniti e esporrebbe le navi a minacce costiere e missili balistici. Il presidente americano ha poi chiesto all'Europa di partecipare al blocco navale dei porti iraniani, con l'obiettivo di infliggere danni economici sufficienti a costringere Teheran a riaprire lo stretto. Anche questa richiesta è stata respinta: Starmer e altri leader hanno detto che la priorità europea è liberare il traffico, non restringerlo ulteriormente. Trump ha criticato gli europei per la scarsa collaborazione, arrivando a mettere in discussione l'appartenenza degli Stati Uniti alla Nato.

Il modello di riferimento per la missione è l'operazione Aspides, lanciata dall'Unione Europea nel 2024 per scortare le navi commerciali nel Mar Rosso e proteggerle dagli attacchi degli Houthi. In quella missione, Francia, Italia, Germania e Grecia hanno fornito a rotazione fregate ed elicotteri, con circa tre navi operative in ogni momento. L'operazione era indipendente dalla missione americana Operation Prosperity Guardian, attiva nel Mar Rosso tra il 2023 e il 2025 e di scala molto maggiore, con portaerei e diversi cacciatorpediniere. Secondo Mujtaba Rahman, responsabile per l'Europa della società di analisi del rischio Eurasia Group, anche dopo un cessate il fuoco duraturo una presenza militare occidentale sarà indispensabile: le compagnie assicurative e gli armatori chiederanno un sistema di scorta o di convoglio per proteggere le navi.

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Le Regine dell'Appennino


L’autore ci propone una sorta di racconto che esprime la pesca nella sua accezione più profonda. Una memoria “poetica” che vede in natura una lotta tra due figure ma dove nessuno soccombe all’altro.
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foto in alto: l'autore con una trota fario "guerriera" con una cicatrice sulla schiena inflitta da una beccata.

Pescare nel cuore verde dell’Italia centrale significa immergersi tra boschi, vallate e prati sconfinati, dove borghi arroccati sui torrenti custodiscono ancora le tradizioni di un tempo. È proprio in queste acque che si nascondono le trote di montagna, creature selvagge dipinte dalla natura e straordinariamente combattive.

Primavera - Quando la primavera inizia a respirare tra le vette, dentro di me si accende un fuoco antico. È un desiderio di avventura che mi spinge a seguire la scia del disgelo, lì dove l’Appennino tra Umbria e Marche si mostra ancora nudo e selvaggio. Sono nato tra queste montagne; per me, veder riaprire la pesca a fine febbraio non è solo un appuntamento sul calendario, è un ritorno a casa. È il momento di impugnare la canna ultralight e tornare a cercare la trota fario nel cristallo liquido delle acque di categoria A.
La quiete e la natura selvaggia dei torrenti montani sono un modo per ritrovarsi.
La sfida è un rito fatto di silenzio: cosciali alti, una canna che vibra al minimo tocco e un mulinello che gira fluido. Ci si muove come ombre, spesso in ginocchio nell'acqua gelida, con il fiato sospeso per non incrinare l’armonia del fiume. Uso un nylon sottile, uno 0,20 millimetri, che deve fare da anima e ammortizzatore per queste trote, cresciute tra mille predatori, le quali non conoscono la pietà. Quando sentono l’inganno, lottano con una foga tale da scuotere le braccia e far battere il cuore in gola.

Un ecosistema che respira - In questi angoli dimenticati dal tempo, non sei mai davvero solo. Può capitarti di incrociare lo sguardo di un lupo, di scorgere un cinghiale nel folto o un airone immobile come una statua. Guardando da vicino le trote, ne trovo alcune che portano sul dorso i segni di vecchie battaglie contro becchi affilati e le cicatrici sono la testimonianza di una vita che scorre inesorabile tra le rocce. Sono loro le mie "frecce dorate", capolavori dipinti dalla natura che inseguo sempre con lo stupore di un tempo.
Una scena di pesca tipica del "trout fishing" appenninico, accovacciati in acqua!
Il fiume - Ogni volta che m’immergo nel fiume, i ricordi affiorano come bolle d'aria. Rivedo me stesso bambino, con le prime canne telescopiche e le dita sporche di terra, a caccia di sogni nelle buche più nascoste. Oggi, nonostante gli anni passati, il profumo dei fiori appena sbocciati e il rumore dello scorrere dell'acqua mi regalano una pace che non ha eguali. Tutto sembra incastrarsi in un puzzle perfetto, un’armonia che mi spinge a posare la canna per fotografare un dettaglio o osservare il momento di schiusa dei tricotteri, quando il fiume sembra letteralmente esplodere di vita.
Il setup minimale e impermeabile è di fondamentale importanza per gli spostamenti agili e per guadare qualche pozza senza bagnarsi.
Setup - Una volta preparata l’attrezzatura, scelgo con cura i miei piccoli alleati optando per cucchiaini di varie dimensioni, rigorosamente armati di amo singolo senza ardiglione. In queste acque così limpide, il segreto sta tutto nei primi due o tre lanci. Devo riuscire infatti a creare vibrazioni e bagliori immediati per scuotere l’istinto del predatore prima che la sua naturale diffidenza vanifichi l’azione di pesca. Nell’astuccio degli artificiali, prediligo le misure 0 e 1, variando i colori a seconda della luce. Passo dal nero classico a quello arricchito da piume, fino all’argento e a qualche tonalità fluo perfetta per le ore del crepuscolo quando l’acqua inizia a farsi scura. L’uso dell’amo senza ardiglione non è solo un obbligo del regolamento, ma una scelta etica profonda, dato che queste trote mangiano con voracità e spetta a noi evitare loro inutili danni. È di fondamentale importanza, portare con sé un guadino con rete gommata, capiente e con un manico di cm 40 circa con clip da attaccare a eventuali zaini. L’amo senza ardiglione può indurci in qualche slamata e bisogna essere bravi a non perdere contatto con il pesce. Quando i cucchiaini o gli spoon non danno risultati, un'alternativa molto efficace consiste nell'utilizzare un piombo a oliva scorrevole montato su girella, con un amo senza ardiglione innescato a verme siliconico. Facendo strisciare l'esca sul fondo, si simula un verme caduto da una pianta che rotola trasportato dalla corrente. In questo modo, l'olivetta solleva una sottile scia di sedimento che incuriosisce la trota, spingendola all'attacco. È una strategia ideale per le prede più grandi, spesso così sospettose da richiedere un pizzico d’ingegno in più per essere ingannate.
Sopra e sotto: due fario (Salmo trutta) sospettose degne di nota catturate in dei piccoli gorghi.
Personalmente, scelgo di praticare esclusivamente il catch & release. I nostri fiumi hanno bisogno di cure e di rispetto; restituire la libertà a una cattura, dopo aver scattato una foto per ricordo, è un gesto che dà un senso più profondo alla giornata. È una sfida faticosa, che richiede indumenti comodi e lunghe camminate per scovare gli spot migliori, ma la soddisfazione di veder ripartire il pesce ripaga ogni sforzo.

L'incontro - Recentemente, il destino mi ha regalato un momento magico. Ero immerso fino alle ginocchia sotto la vecchia arcata di un borgo montano, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Ho visto una sagoma in corrente e ho lanciato, facendo nuotare l'esca contro il flusso. L'attacco è stato fulmineo! Dopo un combattimento serrato, fatto di balzi dorati e testate furiose, l'ho portata finalmente nel guadino. Era maestosa, segnata da una vecchia ferita di airone sulla schiena. Ma è stato guardandole il capo che il respiro mi si è fermato: quella disposizione di puntini... era lei! L’avevo tenuta tra le mani anni prima, quando era solo una picco-la trota ingenua. Ritrovarla cresciuta, saggia e in splendida forma è stata un'emozione immensa, un regalo del fiume. L'ho rilasciata con un sorriso, grato che quella scintilla che chiamiamo passione resti accesa, più forte che mai, nonostante il tempo che passa.

Prudenza e rispetto - Tanta bellezza, però, esige rispetto e attenzione. Questi territori sanno essere spettacolari, ma anche severi. Lungo le sponde la vita è densa soprattutto in primavera quando le scrofe di cinghiale proteggono i loro piccoli con una ferocia ancestrale e il lupo, pur restando un fantasma, ci osserva dal buio del bosco con i suoi occhi d’ambra. La regola è una sola ovvero muoversi con calma, senza fretta, rispettando i confini di chi abita questi luoghi da sempre. Il pericolo più insidioso, però, è quello che non fa rumore. Con i primi caldi, le vipere si godono il sole sulle rocce o tra le scarpate; bisogna imparare a leggere il terreno, saggiare l'erba alta con il guadino e non dare mai nulla per scontato. E poi ci sono i rovi, estremamente pungenti che cre-ano un muro verde quasi impenetrabile. Ma è proprio questo il bello, venire a contatto con una natura così cruda e ravvicinata ti scuote nel profondo. Ti fa sentire vulnerabile, ma incredibilmente vivo.

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La rassegna stampa di mercoledì 15 aprile 2026


L'Amministrazione Trump sotto pressione: i procuratori di Pirro fanno irruzione alla Fed, il Dipartimento di Giustizia chiede l'annullamento delle condanne del 6 gennaio, mentre Swalwell e Gonzales si dimettono dal Congresso

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 15 aprile 2026

I procuratori di Pirro fanno visita a sorpresa alla Fed tra le indagini sulla banca centrale


Due procuratori dell'ufficio di Jeanine Pirro si sono presentati senza preavviso martedì al cantiere per la ristrutturazione della sede della Federal Reserve, ma sono stati respinti. La visita rappresenta una nuova provocazione nell'indagine penale del Dipartimento di Giustizia sulla banca centrale, che minaccia di ritardare la conferma del prossimo presidente della Fed.

Fonti: Wall Street Journal, New York Times, Bloomberg

Il Dipartimento di Giustizia chiede l'annullamento delle condanne per cospirazione sediziosa del 6 gennaio


Il Dipartimento di Giustizia ha chiesto a una corte d'appello federale di annullare le condanne per cospirazione sediziosa dei leader dei Proud Boys e degli Oath Keepers per il loro ruolo nell'attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio. La mossa includerebbe Stewart Rhodes, fondatore degli Oath Keepers, ed Ethan Nordean e Joseph Biggs dei Proud Boys.

Fonti: New York Times, The Hill, BBC News

Eric Swalwell e Tony Gonzales si dimettono dal Congresso per accuse di violenza sessuale


Il democratico Eric Swalwell e il repubblicano Tony Gonzales hanno rassegnato le dimissioni dalla Camera dei Rappresentanti martedì, ponendo fine bruscamente alle loro carriere politiche sotto la minaccia di espulsione per accuse di violenza sessuale. Una nuova accusatrice ha affermato che Swalwell l'ha aggredita sessualmente nel 2018 in un hotel di West Hollywood.

Fonti: The Guardian, New York Times, BBC News

Trump accenna a nuovi colloqui di pace con l'Iran nei prossimi giorni


Il presidente Trump ha suggerito che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere a Islamabad nei prossimi due giorni, elogiando il lavoro del capo dell'esercito pakistano come mediatore. I colloqui del weekend sono falliti, portando Trump a imporre un blocco sui porti iraniani.

Fonti: The Guardian, Financial Times

Il Maine diventa il primo stato a vietare la costruzione di grandi data center


I legislatori del Maine hanno approvato un divieto sulla costruzione di data center di grandi dimensioni, diventando il primo stato a emanare tale misura mentre le comunità americane affrontano le conseguenze del boom dell'intelligenza artificiale. Il disegno di legge blocca i centri che consumano oltre 20 megawatt di energia fino alla fine del 2027.

Fonti: Financial Times, Wall Street Journal

L'Amministrazione Trump prevede di scegliere Erica Schwartz per guidare i CDC


L'Amministrazione Trump dovrebbe selezionare Erica Schwartz per guidare i Centers for Disease Control and Prevention, in attesa dell'approvazione del presidente Trump. L'agenzia sanitaria sta affrontando turbolenze nella leadership e controversie sulle linee guida sui vaccini.

Fonti: Wall Street Journal

Il vice presidente Vance dice che Papa Leo dovrebbe essere "attento" con le parole sull'Iran


Il vice presidente JD Vance, cattolico, ha respinto le critiche di Papa Leo XIV sulla guerra in Iran, affermando che i commenti del pontefice non erano basati sulla verità teologica e che dovrebbe essere "attento" con le sue parole sulla questione. Vance è stato anche contestato durante un evento di Turning Point USA da manifestanti contro la guerra.

Fonti: Bloomberg, New York Times

La governatrice Hochul propone una tassa sulle seconde case di New York da 5 milioni di dollari


La governatrice di New York Kathy Hochul sta sostenendo una nuova tassa sulle seconde case a New York City del valore di almeno 5 milioni di dollari come modo per raccogliere fondi per il bilancio in difficoltà della città. La misura genererebbe 500 milioni di dollari all'anno tassando i pied-à-terre e aiuterebbe a colmare un deficit di bilancio di 12 miliardi di dollari.

Fonti: Wall Street Journal, Bloomberg, New York Times

Amazon entra nella corsa spaziale con l'acquisizione di Globalstar per 11,6 miliardi


Il gigante dell'e-commerce Amazon ha concordato un accordo da 11,6 miliardi di dollari per acquisire il gruppo satellitare Globalstar, segnando il suo ingresso nella corsa spaziale commerciale. L'acquisizione rappresenta un significativo investimento di Amazon nel settore delle comunicazioni satellitari.

Fonti: Financial Times

Il FMI avverte di un rallentamento della crescita economica e dell'aumento dell'inflazione per la guerra in Iran


Il Fondo Monetario Internazionale ha emesso prospettive economiche cupe per aprile, citando preoccupazioni sull'aumento dell'inflazione a causa della guerra in Iran. Gli economisti avvertono che anche se il conflitto rimane limitato in durata e portata, la crescita globale dovrebbe rallentare al 3,1% quest'anno e al 3,2% nel 2027.

Fonti: The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Il report AI di Stanford, Gli attacchi alla casa di Altman, L'app Google per Windows


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon mercoledì,
ogni anno esce il report più completo e autorevole sull'IA da parte di Stanford, e oggi vedremo un articolo che riassume i punti principali (avete anche il report ufficiale in fondo alla rassegna). Poi parleremo degli attacchi alla casa di Sam Altman; vedremo l'app Google per Windows, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Pubblicato il report sull'IA di Stanford: ecco i punti più importanti


Intelligenza Artificiale
Il rapporto AI Index 2026 dell’Università di Stanford, usato come riferimento da governi, imprese e media, ha mostrato che la distanza tra Stati Uniti e Cina nei modelli AI si è quasi annullata, mentre il vantaggio americano resta netto sul piano data center e investimenti privati. Il documento segnala anche costi energetici e idrici elevati, una crescita delle proteste locali contro i data center e risultati economici ancora non soddisfacenti: su alcuni compiti la produttività sale, ma nell’economia nel suo complesso l’effetto dell’IA appare ancora limitato.
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Fonte: QZ
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La casa di Sam Altman è stata presa di mira in un secondo attacco


Cronaca
Nella notte di domenica, davanti alla casa di San Francisco di Sam Altman, un’auto si è fermata e una persona a bordo ha sparato un colpo verso la proprietà. Due persone, Amanda Tom e Muhamad Tarik Hussein, sono state arrestate con l’accusa di esplosione negligente di arma da fuoco. È il secondo episodio in due giorni: venerdì un uomo di 20 anni avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria contro il cancello. In nessuno dei due casi risultano feriti. Sam Altman ha espresso preoccupazione per il suo figlio di un anno.
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Fonte: SF Standard
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Colpa del New Yorker?

Beh, il New Yorker ha scritto un'inchiesta...
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L'app Google per desktop arriva su Windows


Tecnologia
Google ha reso disponibile, per chi usa Windows 10 o versioni successive e in lingua inglese (ma in tutto il mondo), un software che presenta una barra di ricerca richiamabile con la scorciatoia Alt + Spazio, molto simile allo Spotlight di Apple. Dalla barra si possono cercare pagine web, file salvati su Google Drive, documenti presenti nel PC e applicazioni installate. Il servizio integra anche Google Lens, cioè lo strumento di Google che analizza immagini e testo, funzioni di traduzione, supporto per lo studio e domande basate su ciò che appare sullo schermo, con risultati mostrati in una finestra separata.
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Fonte: 9to5Google
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Amazon Leo presenta l'antenna Wi‑Fi per aerei che sfiderà Starlink


Big Tech
Amazon ha presentato un’antenna satellitare per aerei di linea pensata per portare internet ai passeggeri tramite satelliti in orbita terrestre bassa, cioè più vicini alla Terra rispetto ai satelliti tradizionali e quindi adatti a ridurre i ritardi di connessione. Il gruppo sostiene che l’apparato possa essere installato in un giorno e che raggiunga fino a 1 gigabit al secondo in download. L’obiettivo è entrare in un mercato dove Starlink, il servizio di SpaceX, è già presente.
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Fonte: PCMag
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OpenAI punta su Amazon più di Microsoft


Business
In una nota interna ai dipendenti, la responsabile dei ricavi di OpenAI, Denise Dresser, ha indicato che la collaborazione con Amazon è uno snodo fondamentale per crescere tra le aziende. Il punto è che molte imprese usano Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon, e acquistano modelli AI tramite Bedrock, la sua piattaforma software. Dresser ha spiegato che il legame con Microsoft resta importante, ma ha anche limitato la capacità di OpenAI di raggiungere clienti che lavorano su altre infrastrutture. Nel testo, la manager accusa Anthropic di presentare un dato di ricavi annualizzati gonfiato di circa 8 miliardi, per via del modo in cui contabilizza le vendite tramite Amazon e Google.
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Fonte: CNBC
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Deve crescere tra le aziende

In vista di questa IPO un fatto è...
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Oltre il cielo


colossus.com (eng)

Come l'app di premi Freecash ha truffato tutti arrivando in cima alle classifiche degli app store


techcrunch.com (eng)

L'economia dei team di sviluppo: ecco perché la maggior parte delle organizzazioni naviga a vista


viktorcessan.com (eng)

La rivoluzione IA nella matematica è arrivata


quantamagazine.org (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Google sta per penalizzare i siti web che usano quel fastidioso trucco del pulsante indietro del browser


cnet.it (eng)

L'app Gemini inizia a implementare Personal Intelligence a livello globale (ma non in Europa)


9to5google.com (eng)

Video: robot umanoide cinese raggiunge i 10 m/s in uno sprint, avvicinandosi al record di Usain Bolt


interestinengineering.com (eng)

Sito del giorno

Report AI annuale di Stanford


Da pochi giorni è stato pubblicato quello che oramai è un appuntamento fisso, cioè il report annuale sull'IA di Stanford University, una delle analisi più complete e accurate del settore.

Link: stanford.edu

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La casa di Sam Altman è stata presa di mira in un secondo attacco


In breve:


Nella notte di domenica, davanti alla casa di San Francisco di Sam Altman, un’auto si è fermata e una persona a bordo ha sparato un colpo verso la proprietà. Due persone, Amanda Tom e Muhamad Tarik Hussein, sono state arrestate con l’accusa di esplosione negligente di arma da fuoco. È il secondo episodio in due giorni: venerdì un uomo di 20 anni avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria contro il cancello. In nessuno dei due casi risultano feriti. Sam Altman ha espresso preoccupazione per il suo figlio di un anno.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Sam Altman’s house targeted in second attack; two suspects arrested
Early Sunday morning, a car stopped and its occupant appears to have fired a gun at the Russian Hill home of OpenAI’s CEO, according to police.
The San Francisco StandardJonah Owen Lamb

Riassunto completo:


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Pubblicato il report sull'IA di Stanford: ecco i punti più importanti


L'appuntamento annuale con il report più completo del settore.

In breve:


Il rapporto AI Index 2026 dell’Università di Stanford, usato come riferimento da governi, imprese e media, ha mostrato che la distanza tra Stati Uniti e Cina nei modelli AI si è quasi annullata, mentre il vantaggio americano resta netto sul piano data center e investimenti privati. Il documento segnala anche costi energetici e idrici elevati, una crescita delle proteste locali contro i data center e risultati economici ancora non soddisfacenti: su alcuni compiti la produttività sale, ma nell’economia nel suo complesso l’effetto dell’IA appare ancora limitato.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

QZ - Stanford's big AI report is out. Here are the most important takeaways

Riassunto completo:


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La casa di Sam Altman è stata presa di mira in un secondo attacco


Una molotov e uno sparo in due giorni.
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In breve:


Nella notte di domenica, davanti alla casa di San Francisco di Sam Altman, un’auto si è fermata e una persona a bordo ha sparato un colpo verso la proprietà. Due persone, Amanda Tom e Muhamad Tarik Hussein, sono state arrestate con l’accusa di esplosione negligente di arma da fuoco. È il secondo episodio in due giorni: venerdì un uomo di 20 anni avrebbe lanciato una bottiglia incendiaria contro il cancello. In nessuno dei due casi risultano feriti. Sam Altman ha espresso preoccupazione per il suo figlio di un anno.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Sam Altman’s house targeted in second attack; two suspects arrested
Early Sunday morning, a car stopped and its occupant appears to have fired a gun at the Russian Hill home of OpenAI’s CEO, according to police.
The San Francisco StandardJonah Owen Lamb

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L'app Google per desktop arriva su Windows


È simile allo Spotlight di Apple ma con Gemini.
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In breve:


Google ha reso disponibile, per chi usa Windows 10 o versioni successive e in lingua inglese (ma in tutto il mondo), un software che presenta una barra di ricerca richiamabile con la scorciatoia Alt + Spazio, molto simile allo Spotlight di Apple. Dalla barra si possono cercare pagine web, file salvati su Google Drive, documenti presenti nel PC e applicazioni installate. Il servizio integra anche Google Lens, cioè lo strumento di Google che analizza immagini e testo, funzioni di traduzione, supporto per lo studio e domande basate su ciò che appare sullo schermo, con risultati mostrati in una finestra separata.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

‘Google app for desktop’ launches on Windows
After testing got underway in September, the “Google app for desktop” is now launching for “Windows users globally in English.”
9to5GoogleAbner Li

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Amazon Leo presenta l'antenna Wi‑Fi per aerei che sfiderà Starlink


Arriverebbe fino a 1 gigabit al secondo.

In breve:


Amazon ha presentato un’antenna satellitare per aerei di linea pensata per portare internet ai passeggeri tramite satelliti in orbita terrestre bassa, cioè più vicini alla Terra rispetto ai satelliti tradizionali e quindi adatti a ridurre i ritardi di connessione. Il gruppo sostiene che l’apparato possa essere installato in un giorno e che raggiunga fino a 1 gigabit al secondo in download. L’obiettivo è entrare in un mercato dove Starlink, il servizio di SpaceX, è già presente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

PC Mag - Amazon Leo Shows Off In-Flight Wi-Fi Antenna That Will Take on Starlink

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OpenAI punta su Amazon più di Microsoft


Vuole crescere con le enterprise.
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In breve:


In una nota interna ai dipendenti, la responsabile dei ricavi di OpenAI, Denise Dresser, ha indicato che la collaborazione con Amazon è uno snodo fondamentale per crescere tra le aziende. Il punto è che molte imprese usano Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon, e acquistano modelli AI tramite Bedrock, la sua piattaforma software. Dresser ha spiegato che il legame con Microsoft resta importante, ma ha anche limitato la capacità di OpenAI di raggiungere clienti che lavorano su altre infrastrutture. Nel testo, la manager accusa Anthropic di presentare un dato di ricavi annualizzati gonfiato di circa 8 miliardi, per via del modo in cui contabilizza le vendite tramite Amazon e Google.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI touts Amazon alliance in memo, says Microsoft has ‘limited our ability’ to reach clients
In an internal memo, OpenAI’s new revenue chief pointed to the artificial intelligence company’s ongoing effort to reduce its reliance on Microsoft.
CNBCAshley Capoot

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Texas, il ballottaggio che potrebbe decidere il futuro del Senato


Il procuratore generale del Texas ha vinto i suoi ultimi due ballottaggi con margini superiori ai 25 punti. Ora sfida il senatore Cornyn per la nomination repubblicana al Senato, ma questa volta le condizioni sono diverse

Ken Paxton, procuratore generale del Texas, affronta il 26 maggio il senatore John Cornyn nel ballottaggio delle primarie repubblicane per il Senato degli Stati Uniti. La posta in gioco è alta e per capire cosa potrebbe succedere vale la pena guardare ai precedenti. Paxton ha già affrontato due ballottaggi nelle primarie repubblicane, nel 2014 e nel 2022, vincendoli entrambi con margini larghi. In un'analisi pubblicata sulla newsletter The Bellwether di Decision Desk HQ, il giornalista politico Patrick Svitek, veterano della politica texana, ripercorre quei precedenti per capire cosa possano dirci sulla sfida attuale.

Il 3 marzo scorso, alla chiusura delle primarie, nessuno dei due candidati ha ottenuto la maggioranza necessaria per vincere al primo turno. Paxton, arrivato secondo per un margine ridotto, ha subito evocato i suoi successi passati. "Non ho mai vinto con meno di 30 punti di scarto e non ho intenzione di cominciare adesso", ha detto nel suo discorso la sera delle primarie. Si è paragonato al senatore Ted Cruz, che nel 2012 arrivò secondo nelle primarie per il Senato prima di ribaltare il risultato nel ballottaggio contro il favorito dell'establishment, il vicegovernatore David Dewhurst.

Nel 2014 Paxton si candidò per la prima volta a procuratore generale, una carica rimasta vacante dopo che il titolare Greg Abbott aveva deciso di correre per la carica di governatore. Paxton, all'epoca senatore statale e figura di punta del movimento tea party, sconfisse il deputato statale Dan Branch con 26 punti di scarto, il 63% contro il 37%. Vinse nonostante uno svantaggio finanziario significativo: Branch aveva raccolto 2,8 milioni di dollari contro gli 1,9 milioni di Paxton. Elemento decisivo fu il quasi-endorsement di Ted Cruz, che in un discorso pubblico elogiò Paxton senza definirlo formalmente un endorsement. Quelle parole finirono comunque in diversi spot elettorali. Durante la campagna emerse anche un primo problema legale: il Texas State Securities Board sanzionò Paxton con una multa da mille dollari per aver sollecitato clienti per investimenti senza essere registrato. Branch provò a sfruttare l'episodio con uno spot dedicato, ma senza successo. L'affluenza, già bassa nelle primarie con il 9,4% degli elettori registrati, scese ulteriormente al 5,4% nel ballottaggio.

Otto anni dopo, nel 2022, Paxton cercava il terzo mandato da procuratore generale. Questa volta i suoi guai legali erano più gravi: era sotto accusa per frode sui titoli finanziari e l'FBI stava indagando su presunte irregolarità legate a un donatore. Ciononostante, poteva contare sull'endorsement di Donald Trump, arrivato già nel luglio 2021. L'avversario nel ballottaggio fu George P. Bush, commissario per le terre demaniali e ultimo membro della famiglia Bush ancora in carica. Lo scontro si rivelò impari: Paxton vinse il 68% contro il 32%, un margine di 36 punti. Ancora una volta l'affluenza calò drasticamente dal primo turno, passando dall'11,2% al 5,4%. E ancora una volta Paxton vinse nonostante avesse raccolto meno fondi dell'avversario. Bush faticò a capitalizzare sugli scandali di Paxton perché era lui stesso impopolare: secondo un sondaggio dell'Università del Texas dell'aprile 2022, un repubblicano su quattro aveva un'opinione negativa di Bush, contro appena il 7% che la pensava così di Paxton.

Svitek individua alcuni elementi ricorrenti nei successi di Paxton. Il primo è la capacità di ottenere endorsement di alto profilo che aiutano gli elettori a guardare oltre i suoi problemi legali: Cruz nel 2014, Trump nel 2022. Il secondo è l'abilità nel trovarsi di fronte avversari che offrono un contrasto netto. Nel 2022 il suo team lavorò attivamente per assicurarsi che fosse Bush, e non la giudice della Corte Suprema statale Eva Guzman, ad arrivare al ballottaggio. In queste primarie Paxton ha adottato la stessa strategia, lanciando un'ondata di spot negativi contro il deputato Wesley Hunt quando sembrava poter raggiungere il ballottaggio. Hunt, che aveva credenziali pro-Trump più solide di Cornyn, sarebbe stato un avversario più insidioso.

Ma la sfida del 2026 presenta differenze importanti. Per la prima volta Paxton arriva al ballottaggio da secondo classificato e da sfidante, non da titolare uscente della carica per cui compete. Cornyn scommette su due fattori. Il primo è che l'elettorato repubblicano texano non ha ancora visto una campagna pubblicitaria ben finanziata che metta in fila tutti gli scandali di Paxton. "Il giorno del giudizio sta arrivando", ha detto Cornyn la sera delle primarie. Il secondo è un'affluenza più alta del solito, trainata dalla presenza di numerosi altri ballottaggi, nove solo sul lato repubblicano per seggi al Congresso. "C'è troppo in gioco perché gli elettori texani restino a casa, e non mi aspetto che restino a casa", ha dichiarato.

La variabile più importante resta però Donald Trump. Il presidente ha detto il giorno dopo le primarie che avrebbe annunciato il suo endorsement "presto", ma a distanza di settimane non si è ancora pronunciato. La prospettiva di un endorsement sembra essersi allontanata dopo che i repubblicani hanno iniziato ad attaccare il candidato democratico, James Talarico, descrivendolo come troppo liberal per il Texas. Questo indebolisce l'argomento principale di Cornyn, cioè di essere il candidato con le migliori possibilità di battere Talarico alle elezioni generali. Il 22 marzo Trump ha scritto sui social media di ritenere che "qualsiasi essere umano" candidato contro Talarico vincerebbe.

Cornyn ha già speso decine di milioni di dollari in spot contro Paxton, in particolare sulla presunta infedeltà coniugale, costringendo Paxton a rispondere con spot positivi in cui compariva sua figlia. Eppure la popolarità di Paxton tra gli elettori repubblicani è rimasta stabile. Secondo i sondaggi dell'Università del Texas, la percentuale di elettori repubblicani con un'opinione negativa di Paxton è scesa dal 22% di dicembre 2025 al 18% di febbraio 2026. Un dato che suggerisce come gli attacchi di Cornyn non abbiano ancora prodotto l'effetto sperato.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Mediterraneo in Rosa


L'ammiraglia della Nuova Jolly Marine, l'NJ 850 XL, equipaggiata con un fuoribordo Honda BF350, accompagnerà il Mediterraneo in Rosa in tutte le tappe del tour 2026
Roma, 14 aprile 2026: Lo scorso dicembre, nel corso del Salone Nautico Internazionale di Roma, è stato presentato il nuovo Raid Mediterraneo in Rosa 2026, il viaggio solidale in gommone che unisce mare, prevenzione e impegno sociale a sostegno dell’Associazione Lorenzo Perrone ETS, realtà da anni attiva nel supporto gratuito ai pazienti oncologici e alle loro famiglie e nella prevenzione e tutela della salute.

Il Raid, organizzato da Nuova Jolly Marine, è un progetto biennale che ha come obiettivo principale la raccolta fondi a sostegno delle attività gratuite dell'Associazione e la sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione, portando il messaggio della salute e della solidarietà lungo le coste italiane, coinvolgendo territori, istituzioni e comunità locali.

Il calendario del Raid Mediterraneo in Rosa 2026
L’edizione 2026 prenderà ufficialmente il via il 12 giugno - dopo la partecipazione di uno degli equipaggi al femminile alla celebre gara Pavia-Venezia - con la conferenza stampa di presentazione nel centro storico di Chioggia, alla presenza di istituzioni, promotori e partner del progetto.

Il 13 giugno è previsto il taglio del nastro e la partenza ufficiale da Chioggia, da cui il gommone inizierà il suo viaggio lungo le coste italiane. Al momento inaugurale sarà presente Ludovica Robaudo, surfista, modella e influencer, che ricoprirà il ruolo di Madrina del Raid al taglio del nastro, portando la propria testimonianza personale e un messaggio di forza, consapevolezza e resilienza, pienamente coerente con i valori del progetto.

La prevenzione al centro del progetto
In questa edizione l'impegno per la prevenzione si concretizza: a Potenza Picena il weekend del 20 e 21 giugno sarà interamente dedicato alla prevenzione senologica, con l'organizzazione di visite gratuite accessibili alla cittadinanza promosse grazie al supporto di Hertz Marine.

Un secondo momento chiave dedicato alla prevenzione è in programma a metà settembre, con due appuntamenti distinti a Latina e a Roma – Ostia, presso il porto turistico.
In entrambe le sedi saranno organizzate visite gratuite per la prevenzione dei tumori della pelle e visite senologiche gratuite, rese possibili grazie alla collaborazione rispettivamente di IDI Istituto Dermatopatico dell’Immacolata e de "La Sapienza" Università di Roma.

Questi appuntamenti rafforzano la natura sociale del Raid, che non è soltanto navigazione, ma un vero e proprio percorso di sensibilizzazione, incontro e supporto concreto alle persone.

L’arrivo al Salone Nautico di Genova
Il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 si concluderà, come ormai da tradizione, simbolicamente con l’arrivo al Salone Nautico di Genova, l’evento più iconico e rappresentativo della nautica italiana, palcoscenico ideale per dare massima visibilità al progetto, ai suoi valori e alla missione solidale che lo anima. All’arrivo a Genova sarà presente anche Maurizio Bulleri, campione di motonautica, giornalista e influencer, figura di riferimento nel panorama della nautica italiana e divulgatore apprezzato per la sua capacità di raccontare il mare e la passione per le barche a motore.

Il gommone e i partner tecnici
Per l’edizione 2026, Nuova Jolly Marine ha scelto il battello maggiore della gamma NJ, un NJ 850 XL motorizzato con il BF350, il top di gamma di Honda Marine, che accompagnerà il progetto lungo tutte le tappe del tour, garantendo affidabilità, sicurezza ed efficienza all'altezza dell'imbarcazione che spinge.

La partecipazione dei partner tecnici rappresenta un supporto fondamentale alla realizzazione del Raid, consentendo di concentrare l’attenzione e le risorse sugli obiettivi principali: prevenzione, raccolta fondi e sostegno all’Associazione Lorenzo Perrone ETS.

Un viaggio che unisce mare, persone e solidarietà
Il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 si conferma così molto più di un evento nautico: è un’iniziativa itinerante di valore sociale, capace di unire il mondo del mare, le istituzioni e il tessuto sanitario in un progetto condiviso che mette al centro la salute delle persone e il supporto concreto ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Presentazione del Tour 2026 alla Fiera Internazionale di Roma

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)