Texas, il ballottaggio che potrebbe decidere il futuro del Senato
Ken Paxton, procuratore generale del Texas, affronta il 26 maggio il senatore John Cornyn nel ballottaggio delle primarie repubblicane per il Senato degli Stati Uniti. La posta in gioco è alta e per capire cosa potrebbe succedere vale la pena guardare ai precedenti. Paxton ha già affrontato due ballottaggi nelle primarie repubblicane, nel 2014 e nel 2022, vincendoli entrambi con margini larghi. In un'analisi pubblicata sulla newsletter The Bellwether di Decision Desk HQ, il giornalista politico Patrick Svitek, veterano della politica texana, ripercorre quei precedenti per capire cosa possano dirci sulla sfida attuale.
Il 3 marzo scorso, alla chiusura delle primarie, nessuno dei due candidati ha ottenuto la maggioranza necessaria per vincere al primo turno. Paxton, arrivato secondo per un margine ridotto, ha subito evocato i suoi successi passati. "Non ho mai vinto con meno di 30 punti di scarto e non ho intenzione di cominciare adesso", ha detto nel suo discorso la sera delle primarie. Si è paragonato al senatore Ted Cruz, che nel 2012 arrivò secondo nelle primarie per il Senato prima di ribaltare il risultato nel ballottaggio contro il favorito dell'establishment, il vicegovernatore David Dewhurst.
Nel 2014 Paxton si candidò per la prima volta a procuratore generale, una carica rimasta vacante dopo che il titolare Greg Abbott aveva deciso di correre per la carica di governatore. Paxton, all'epoca senatore statale e figura di punta del movimento tea party, sconfisse il deputato statale Dan Branch con 26 punti di scarto, il 63% contro il 37%. Vinse nonostante uno svantaggio finanziario significativo: Branch aveva raccolto 2,8 milioni di dollari contro gli 1,9 milioni di Paxton. Elemento decisivo fu il quasi-endorsement di Ted Cruz, che in un discorso pubblico elogiò Paxton senza definirlo formalmente un endorsement. Quelle parole finirono comunque in diversi spot elettorali. Durante la campagna emerse anche un primo problema legale: il Texas State Securities Board sanzionò Paxton con una multa da mille dollari per aver sollecitato clienti per investimenti senza essere registrato. Branch provò a sfruttare l'episodio con uno spot dedicato, ma senza successo. L'affluenza, già bassa nelle primarie con il 9,4% degli elettori registrati, scese ulteriormente al 5,4% nel ballottaggio.
Otto anni dopo, nel 2022, Paxton cercava il terzo mandato da procuratore generale. Questa volta i suoi guai legali erano più gravi: era sotto accusa per frode sui titoli finanziari e l'FBI stava indagando su presunte irregolarità legate a un donatore. Ciononostante, poteva contare sull'endorsement di Donald Trump, arrivato già nel luglio 2021. L'avversario nel ballottaggio fu George P. Bush, commissario per le terre demaniali e ultimo membro della famiglia Bush ancora in carica. Lo scontro si rivelò impari: Paxton vinse il 68% contro il 32%, un margine di 36 punti. Ancora una volta l'affluenza calò drasticamente dal primo turno, passando dall'11,2% al 5,4%. E ancora una volta Paxton vinse nonostante avesse raccolto meno fondi dell'avversario. Bush faticò a capitalizzare sugli scandali di Paxton perché era lui stesso impopolare: secondo un sondaggio dell'Università del Texas dell'aprile 2022, un repubblicano su quattro aveva un'opinione negativa di Bush, contro appena il 7% che la pensava così di Paxton.
Svitek individua alcuni elementi ricorrenti nei successi di Paxton. Il primo è la capacità di ottenere endorsement di alto profilo che aiutano gli elettori a guardare oltre i suoi problemi legali: Cruz nel 2014, Trump nel 2022. Il secondo è l'abilità nel trovarsi di fronte avversari che offrono un contrasto netto. Nel 2022 il suo team lavorò attivamente per assicurarsi che fosse Bush, e non la giudice della Corte Suprema statale Eva Guzman, ad arrivare al ballottaggio. In queste primarie Paxton ha adottato la stessa strategia, lanciando un'ondata di spot negativi contro il deputato Wesley Hunt quando sembrava poter raggiungere il ballottaggio. Hunt, che aveva credenziali pro-Trump più solide di Cornyn, sarebbe stato un avversario più insidioso.
Ma la sfida del 2026 presenta differenze importanti. Per la prima volta Paxton arriva al ballottaggio da secondo classificato e da sfidante, non da titolare uscente della carica per cui compete. Cornyn scommette su due fattori. Il primo è che l'elettorato repubblicano texano non ha ancora visto una campagna pubblicitaria ben finanziata che metta in fila tutti gli scandali di Paxton. "Il giorno del giudizio sta arrivando", ha detto Cornyn la sera delle primarie. Il secondo è un'affluenza più alta del solito, trainata dalla presenza di numerosi altri ballottaggi, nove solo sul lato repubblicano per seggi al Congresso. "C'è troppo in gioco perché gli elettori texani restino a casa, e non mi aspetto che restino a casa", ha dichiarato.
La variabile più importante resta però Donald Trump. Il presidente ha detto il giorno dopo le primarie che avrebbe annunciato il suo endorsement "presto", ma a distanza di settimane non si è ancora pronunciato. La prospettiva di un endorsement sembra essersi allontanata dopo che i repubblicani hanno iniziato ad attaccare il candidato democratico, James Talarico, descrivendolo come troppo liberal per il Texas. Questo indebolisce l'argomento principale di Cornyn, cioè di essere il candidato con le migliori possibilità di battere Talarico alle elezioni generali. Il 22 marzo Trump ha scritto sui social media di ritenere che "qualsiasi essere umano" candidato contro Talarico vincerebbe.
Cornyn ha già speso decine di milioni di dollari in spot contro Paxton, in particolare sulla presunta infedeltà coniugale, costringendo Paxton a rispondere con spot positivi in cui compariva sua figlia. Eppure la popolarità di Paxton tra gli elettori repubblicani è rimasta stabile. Secondo i sondaggi dell'Università del Texas, la percentuale di elettori repubblicani con un'opinione negativa di Paxton è scesa dal 22% di dicembre 2025 al 18% di febbraio 2026. Un dato che suggerisce come gli attacchi di Cornyn non abbiano ancora prodotto l'effetto sperato.
⭐ 🤠 Can Ken Paxton win another runoff in Texas?
Political reporter Patrick Svitek looks back at Paxton's electoral history and what it says about Texas's 2026 GOP runoff for U.S. SenateGeoffrey Skelley (Decision Desk HQ)
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oradecima by Martino Wong
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lgsp
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Ma con 3bmeteo qui iniziano ad arrivare i VIPs sul fediverso!
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in reply to lgsp • •@lgsp i cosiddetti VIP che decideranno di aprirsi alla federazione saranno benvenuti e starà a loro portare con sé un progetto comunicativo compatibile con le dinamiche del fediverso libero. In questo senso gli strumenti federati di Wordpress e Ghost sono perfetti per gli account professionali che vogliono affacciarsi alla federazione
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Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
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Giovanni Bertagna - Blog personale di Fotografia
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Morning Tech
in reply to Ghost: blog e newsletter italiane • • •Noi! 😀) adesso non c'è più il counter sulla explore section ma fino a qualche mese fa eravamo primi per revenue e secondi per subs in Italia.
Sarebbe fantastico vedere la community italiana di Ghost crescere, se posso fare qualcosa dimmelo!
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Salvatore Noschese 🇮🇹
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Zone di Transizione
in reply to Salvatore Noschese 🇮🇹 • • •E' più semplice a farsi che a dirsi.
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Salvatore Noschese 🇮🇹
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Culture Wars. La newsletter
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