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Trump pensa a un piano per cancellare i due impeachment del primo mandato


Una risoluzione repubblicana punta ad annullare gli impeachment del 2019 e del 2021, ma non avrebbe valore legale: la Costituzione non prevede come cancellarli.

Il presidente Donald Trump e i suoi alleati stanno discutendo un piano per spingere il Congresso ad approvare una risoluzione che annulli i due impeachment subiti durante il suo primo mandato. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, a cui lo stesso presidente ha confermato di volerlo fare. "Andrebbe fatto perché non ho fatto nulla di sbagliato", ha detto in una telefonata al giornale. "Era un imbroglio, tutta una situazione truccata".

La risoluzione avrebbe però un valore soltanto simbolico, perché la Costituzione americana non prevede alcuna procedura per annullare un impeachment già votato, come spiegano i giuristi. Per Trump sarebbe comunque una vittoria d'immagine e un tassello di un'operazione più ampia per ripulire la propria eredità presidenziale. Difficilmente la misura arriverà in aula prima delle elezioni di metà mandato di novembre, le consultazioni che a metà del mandato presidenziale rinnovano il Congresso, e anche in seguito raccogliere i voti necessari resterebbe complicato.

L'impeachment è la procedura con cui la Camera dei rappresentanti, una delle due aule del Congresso, mette in stato d'accusa il presidente, mentre il Senato fa da giudice. Trump è l'unico presidente nella storia americana a esserne stato colpito due volte. Nel dicembre 2019 la Camera, allora a maggioranza democratica, lo accusò per le pressioni esercitate sull'Ucraina affinché aprisse un'indagine su Joe Biden, all'epoca tra i suoi possibili rivali alle presidenziali. Nel gennaio 2021, pochi giorni prima della fine del mandato, approvò un secondo capo d'accusa per "istigazione all'insurrezione", in relazione all'assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori. In entrambi i casi il Senato lo assolse.

Sul fatto che un impeachment possa davvero essere cancellato gli esperti non concordano. Michael Gerhardt, docente di diritto all'università del North Carolina a Chapel Hill, ha definito l'ipotesi "un'idea assurda" e ha spiegato al giornale che storicamente nessuno ha mai pensato che il Congresso avesse questo potere, perché non ce l'ha. I processi di impeachment, ha aggiunto, sono atti ormai chiusi e definitivi.

Più possibilista è Alan Dershowitz, professore emerito di diritto a Harvard e tra i consiglieri legali del presidente. In un processo ordinario, ha spiegato al giornale, un'accusa può cadere se la pubblica accusa non fornisce informazioni decisive. Secondo Dershowitz si starebbe tentando qualcosa di simile per gli impeachment di Trump, anche se lui stesso ha ammesso di non sapere se uno di essi possa essere annullato: "Nessuno conosce la risposta".

Il tentativo di cancellare gli impeachment rientra in una campagna più ampia del presidente per eliminare le macchie dal suo passato giudiziario. I suoi avvocati cercano di ribaltare la condanna penale per aver falsificato documenti contabili allo scopo di nascondere una somma pagata per il silenzio di un'attrice di film per adulti e puntano a rovesciare alcune sentenze civili a lui sfavorevoli.

Il presidente della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha detto di aver discusso la risoluzione direttamente con Trump e di aver avuto colloqui più dettagliati con alcuni suoi consiglieri legali, tra cui lo stesso Dershowitz e Jay Sekulow, l'avvocato conservatore che difese Trump nel primo processo di impeachment. Le conversazioni si sono intensificate circa un mese fa. "Penso abbia molto senso: più emergono le prove, più sappiamo che furono davvero degli impeachment farsa", ha dichiarato Johnson, parlando di "un attacco iperpartitico". La questione, ha precisato, non è la sua priorità assoluta, ma resta nella sua agenda: "È una priorità e qualcosa a cui il Congresso dovrebbe porre rimedio".

L'idea di cancellare gli impeachment circola a Washington da alcuni anni. Nel 2023 l'allora deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene e la deputata Elise Stefanik, dello Stato di New York, avevano spinto per annullarli con un atto del Congresso, ma il tentativo si arenò. La proposta ha ripreso forza ad aprile, dopo che l'amministrazione Trump ha tolto il segreto su alcuni materiali relativi all'indagine sul primo impeachment, che secondo i sostenitori del presidente metterebbero in dubbio la credibilità di testimoni importanti. Su quei documenti ha scritto il giornalista conservatore John Solomon e a metà aprile Trump ne ha rilanciato il lavoro su Truth Social, il social network di sua proprietà.

Ad aprile il deputato della California Darrell Issa ha presentato una proposta per cancellare i due impeachment, raccogliendo 23 firme di sostegno, tutte di repubblicani. Il testo chiede che entrambi vengano "cancellati, come se quegli articoli non fossero mai stati approvati dalla Camera". La parte sul primo impeachment si fonda sul lavoro di Solomon contro l'attendibilità dei testimoni, mentre quella sul secondo, legato all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, sostiene che la procedura fu troppo affrettata.

Il presidente ha intanto ridimensionato il proprio ruolo nell'operazione. "Se vogliono farlo, ne sono onorato", ha detto. Trump non sta spingendo il Congresso a votare prima delle elezioni di metà mandato. Pur sotto la pressione dei consiglieri che lo vorrebbero concentrato sull'economia, dedica attenzione ad altri temi per lasciare un segno prima della fine del mandato. Alla Casa Bianca è in costruzione una sala da ballo e il presidente ha annunciato il progetto di un arco di trionfo alto circa 76 metri.

Trump ha un indice di gradimento debole e il suo partito si prepara a perdere consensi alle elezioni di metà mandato, soprattutto alla Camera. Gli elettori sono preoccupati per il prezzo elevato della benzina e per l'impopolare guerra in Iran, due fronti di cui ritengono responsabile il partito del presidente. Dopo una lunga fase di compattezza attorno a Trump, tra i repubblicani sono emersi nelle ultime settimane segnali di malumore.

Don Bacon, deputato centrista del Nebraska che non si ricandiderà, ha criticato l'iniziativa. "È una sciocchezza. Quel che è successo è storia", ha detto al giornale, chiedendosi se i repubblicani non abbiano ormai rinunciato a difendere la maggioranza.

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Colpo di scena nell’IA: Trump blocca l’accesso al modello più avanzato di Claude


Gli Stati Uniti impongono lo stop per presunti rischi alla sicurezza nazionale. L’azienda accusa la Casa Bianca di aver preso una decisione sproporzionata e priva di basi tecniche sufficienti ed afferma di star lavorando per ripristinare l’accesso.

Il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere immediatamente l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri, sia all’interno sia all’esterno degli Stati Uniti, compresi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic. Per rispettare la direttiva, in assenza di strumenti in grado di discriminare la nazionalità dei clienti, l’azienda ha deciso di disattivare completamente i due modelli per tutti i suoi clienti. Gli altri modelli Anthropic continueranno invece a funzionare normalmente.

Secondo Anthropic, l’ordine è arrivato alle 17:21 (ora della costa orientale americana) e non contiene dettagli specifici sulle preoccupazioni di sicurezza nazionale che hanno motivato il provvedimento. L’azienda ritiene che il governo sia venuto a conoscenza di una tecnica di “jailbreak”, cioè un metodo per aggirare le protezioni di sicurezza del modello. Dopo aver esaminato una dimostrazione di questa tecnica, Anthropic sostiene che essa permetta soltanto di individuare alcune vulnerabilità minori già note e che risultati simili possano essere ottenuti anche con altri modelli disponibili pubblicamente.

Anthropic difende il sistema di sicurezza implementato su Fable 5, ricordando di aver sottoposto il modello a migliaia di ore di test insieme al governo statunitense, all’istituto britannico per la sicurezza dell’intelligenza artificiale, a organizzazioni private e a team interni. Secondo questi test, le protezioni di Fable sarebbero significativamente più efficaci rispetto a quelle dei modelli precedenti e nessuno sarebbe ancora riuscito a trovare un “jailbreak universale”, cioè una tecnica capace di aggirare in modo ampio e sistematico tutte le difese del modello.

L’azienda riconosce che una resistenza perfetta ai jailbreak probabilmente non è possibile per nessun produttore di IA. Per questo ha adottato una strategia di “difesa in profondità”: rendere i jailbreak limitati o molto costosi da sviluppare, monitorare costantemente gli utilizzi e intervenire rapidamente in caso di abuso. In quest’ottica Anthropic ha anche introdotto una conservazione dei dati degli utenti per 30 giorni, proprio per facilitare l’individuazione e la mitigazione di eventuali tentativi di aggiramento delle protezioni.

Anthropic afferma inoltre di non aver ricevuto alcuna segnalazione di un jailbreak che abbia causato danni concreti. L’unica prova mostrata verbalmente dal governo riguarderebbe un metodo molto specifico che consiste nel chiedere al modello di analizzare un codice sorgente e correggerne eventuali vulnerabilità software. Secondo l’azienda, il livello di capacità dimostrato da questo test è ampiamente disponibile anche in altri modelli avanzati, compreso GPT-5.5 della rivale OpenAI, ed è utilizzato quotidianamente da professionisti della cybersicurezza per difendere i sistemi informatici.

Pur dichiarando di rispettare l’ordine governativo, Anthropic contesta la decisione. A suo avviso, la scoperta di un possibile jailbreak limitato non giustifica il ritiro di un modello commerciale utilizzato da centinaia di milioni di persone. Se questo criterio fosse applicato a tutta l’industria, sostiene l’azienda, finirebbe per bloccare di fatto il lancio di nuovi modelli di frontiera da parte di tutti i principali sviluppatori di intelligenza artificiale.

Anthropic conclude affermando di essere favorevole a un sistema in cui il governo possa bloccare modelli ritenuti realmente pericolosi, ma solo attraverso procedure trasparenti, chiare, basate su fatti tecnici verificabili e previste dalla legge. Secondo l’azienda, l’azione intrapresa in questo caso non rispetta tali principi. Per questo ritiene che si tratti di un malinteso e dichiara di stare lavorando per ripristinare l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 il prima possibile.

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MOVA Z70 Ultra Roller Complete ufficiale: il robot aspirapolvere che garantisce una pulizia costante nel tempo


Grazie a tecnologie avanzate, manutenzione semplificata e prestazioni elevate, il nuovo Z70 Ultra Roller Complete di Mova punta a migliorare l'esperienza di pulizia automatica in casa
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Mova ha presentato Z70 Ultra Roller Complete, il nuovo prodotto di punta della sua gamma di robot aspirapolvere a rullo. Il cuore smart robot è la rinnovata filosofia “Deep Cleaning Endurance”: l’idea che la vera pulizia non consista nel pulire più velocemente, ma nel mantenere costanti le prestazioni dal primo minuto fino all’ultimo metro quadrato. Questo, si traduce in tre vantaggi fondamentali per gli utenti: pulizia con acqua corrente, copertura completa della casa e minore necessità di manutenzione.

Anker Soundcore Liberty 5 Pro e Pro Max con chip AI Anker Thus
Le nuove soluzioni audio promettono un’esperienza d’ascolto più intelligente grazie a funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, miglioramenti nella cancellazione del rumore e una qualità sonora di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Infatti, progettato a partire dalla tecnologia consolidata di Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce miglioramenti significativi a livello di efficienza nella pulizia, superamento degli ostacoli e automazione della manutenzione. Inoltre, il prodotto è disponibile in due finiture distintive: Natural Stone Design, che presenta un resistente pannello con texture in pietra ispirata all’erosione naturale, e Brushed Metallic Design, caratterizzato da una raffinata finitura metallica dall’estetica pulita e minimalista.
Z70 Ultra Roller Complete nella versione Brushed Metallic DesignZ70 Ultra Roller Complete nella versione Brushed Metallic Design

Freschezza continua ad ogni passaggio


Uno dei principali limiti dei tradizionali robot con rullo o con mocio rotante è il calo delle prestazioni man mano che il panno si sporca durante il funzionamento. Per risolvere questo problema, Z70 Ultra Roller Complete potenzia il sistema a rullo HydroForce di MOVA con un ciclo di pulizia continuo in quattro fasi: spruzzo, lavaggio, raschiatura e recupero. L’acqua pulita viene erogata in modo costante sul rullo, mentre l’acqua sporca e i detriti vengono rimossi in tempo reale, contribuendo a prevenire la contaminazione incrociata tra le stanze. Anche la pressione verso il basso è potenziata per migliorare la rimozione di macchie secche, impronte e schizzi ostinati.

Inoltre, un sistema di sollevamento delle fibre del rullo ad alta velocità, che raggiunge gli 800 giri al minuto, contribuisce a mantenere le fibre del mocio sollevate e attive, riducendo l’aggrovigliamento e garantendo un contatto costante con la superficie del pavimento per tutta la durata del ciclo di lavaggio. Il risultato è una pulizia stabile dall’inizio alla fine, senza alcun calo delle prestazioni nel tempo.

Copertura estesa e capillare


Z70 Ultra Roller Complete amplia la copertura combinando aggiornamenti hardware e di navigazione. La pulizia adattiva dei bordi basata sull’intelligenza artificiale migliora le prestazioni lungo le pareti e i battiscopa, mentre una spazzola laterale estensibile raggiunge gli angoli più remoti e gli spazi più ristretti. In presenza di spazi ristretti, il sistema di navigazione FlexScope ritrae il modulo LiDAR, consentendo la pulizia sotto letti, divani e mobili con uno spazio libero pari o superiore a 10 cm. Il robot è inoltre in grado di superare ostacoli alti fino a 9 cm, e di attivare una copertura protettiva per il mocio, permettendo di passare dalla pulizia a umido a quella a secco senza trasferire umidità.
Quando vengono rilevati dei tappeti, il rullo e la spazzola laterale si sollevano automaticamenteQuando vengono rilevati dei tappeti, il rullo e la spazzola laterale si sollevano automaticamente
Questi sistemi, promette Mova, permettono a Z70 di mantenere una pulizia ininterrotta anche in case con disposizioni complesse.

Viaggi 2026: 1 italiano su 2 rinuncia o cambia vacanza | TechPerTutti
Dall’inizio del 2026, un italiano su due ha rinunciato o modificato almeno un viaggio a causa dell’aumento dei costi, dell’incertezza economica e di nuove esigenze personali. Un dato che evidenzia una trasformazione significativa nelle abitudini di vacanza e negli spostamenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Manutenzione a lungo termine


Oltre al miglioramento delle prestazioni, Z70 Ultra Roller Complete è progettato per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione nel lungo periodo. La nuova versione della stazione base si collega all’impianto idraulico, introducendo un sistema idrico modulare che semplifica l’installazione, consente il riempimento e lo scarico automatici dell’acqua, per un costo e un utilizzo più accessibile. Per ridurre ulteriormente i costi di gestione, Z70 ha in dotazione un pacchetto omaggio di accessori della durata di un anno (dal valore di circa 140 €), che include componenti di ricambio essenziali quali filtri, spazzole laterali, spazzole a rullo e soluzione detergente. Il prodotto è inoltre coperto da una garanzia di tre anni, che offre un’ulteriore sicurezza a lungo termine.

Disponibilità


Z70 Ultra Roller Complete è disponibile al prezzo consigliato di 1.399 euro, sul sito ufficiale di MOVA, Amazon, Mediaworld e Unieuro. Inoltre, dal 16 al 26 giugno 2026, MOVA offre uno sconto promozionale di 200 euro.


Anker presenta Soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max: le prime cuffie con chip AI Anker Thus


Soundcore ha annunciato oggi il lancio di Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max, i primi due prodotti a utilizzare il chip AI THUS sviluppato congiuntamente da Anker, che offre chiamate cristalline. Grazie a una matrice di 10 sensori che combina otto microfoni per catturare il rumore ambientale e due sensori a conduzione ossea per rilevare le vibrazioni del cranio, insieme al chip AI THUS, i nuovi auricolari garantiscono una chiara acquisizione della voce anche in ambienti rumorosi.
I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente
I nuovi Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max migliorano inoltre le prestazioni ANC rispetto alle generazioni precedenti, offrendo una cancellazione del rumore fino a 2 volte più profonda rispetto ai Liberty 4 Pro.

Chiamate nitide in ambienti molto rumorosi


Alimentati dal chip AI THUS, Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max utilizzano un modello AI basato su rete neurale insieme alla matrice di 10 sensori per separare la voce dell’utente dal rumore circostante, assicurando che l’interlocutore possa sentire chiaramente anche in ambienti complessi e dinamici.

Chiamate chiarissime anche parlando a bassa voce


I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente, consentendo al sistema di acquisire e trasmettere chiaramente la voce anche a volumi più bassi in ambienti moderatamente silenziosi. In questo modo anche frasi bisbigliate vengono percepite chiaramente dall’interlocutore, garantendo la massima privacy.

Huawei Watch Fit 5 Recensione: vale la pena acquistarlo?
Il dispositivo si presenta come uno degli smartwatch più interessanti della sua fascia di prezzo, grazie a un design curato, un display AMOLED luminoso, funzioni avanzate per il monitoraggio della salute e un’autonomia superiore alla media
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Adaptive ANC 4.0 in ambienti in continuo cambiamento


La tecnologia Adaptive ANC 4.0 di Soundcore utilizza una matrice di otto microfoni, elaborando dati audio fino a 384.000 volte al secondo, per monitorare continuamente sia il rumore esterno sia quello residuo all’interno dell’orecchio e regolare in tempo reale la curva di cancellazione del rumore al variare delle condizioni.
L’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidianiL’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani
L’algoritmo gestisce un’ampia gamma di rumori, inclusi il rombo a bassa frequenza dei motori, le conversazioni da ufficio a frequenze medio-alte e le voci ambientali, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani.

HearID 5.0 per un suono personalizzato


Per un ascolto personalizzato, entrambi gli auricolari includono HearID 5.0, che crea un profilo EQ personale tramite un test dell’udito e lo applica a ogni brano riprodotto. Un sistema integrato AI Sound Enhancement utilizza inoltre una rete neurale AI per ricostruire i dettagli audio persi nella compressione Bluetooth, ripristinando fino al 65% della qualità generalmente ridotta nell’audio wireless.
Anker Liberty 5 Pro BluAnker Liberty 5 Pro Blu

Controllo vocale senza ritardi


Grazie al chip AI THUS, l’interazione vocale supporta 20 comandi integrati con un tempo di risposta di 0,91 secondi, consentendo agli utenti di regolare il volume, cambiare traccia, rispondere o terminare una chiamata e modificare la modalità ANC. - Funzionalità disponibile solo per lingue Inglese, Cinese, Giapponese e Tedesco. La modalità Trasparenza consente di non isolarsi del tutto dall’ambiente circostante, insieme alla funzione Easy Chat che permette di interagire con chi ti circonda pur mantenendo gli auricolari indossati.

Smart Case con Display Touch


Gli auricolari Liberty 5 Pro includono una custodia di ricarica con mini touchscreen TFT da 0,96 pollici. I Liberty 5 Pro Max, invece, sono i primi auricolari al mondo con smart display e trascrittore AI controllati tramite un display AMOLED da 1,78 pollici.

Basta premere due volte il pulsante sul retro della custodia di ricarica; al termine della sessione, l’app Soundcore genera trascrizioni, identifica gli interlocutori e riassume automaticamente le attività da svolgere. La traduzione AI è disponibile su entrambi i modelli: tramite gli auricolari su Liberty 5 Pro e tramite custodia o auricolari su Liberty 5 Pro Max.
I Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefonoI Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefono

Funzionalità aggiuntive e riconoscimenti


Entrambi i modelli offrono fino a 6,5 ore di riproduzione con ANC attivo e fino a 28 ore complessive utilizzando la custodia di ricarica. Tra le altre funzionalità figurano la connettività Multipoint, che consente di collegare simultaneamente fino a tre dispositivi, il supporto per Apple Find My, Google Fast Pair, certificazione IP55 contro polvere e acqua su entrambi i modelli e Bluetooth 6.1 per una connessione ancora più stabile. Infine, i Liberty 5 Pro hanno stabilito un Guinness World Record per la chiarezza delle chiamate. I Liberty 5 Pro Max utilizzano le stesse unità auricolari e offrono prestazioni di chiamata identiche, dimostrando di essere gli auricolari TWS con le chiamate più nitide al mondo (dati Anker).

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Apple ha annunciato i vincitori degli Apple Design Awards 2026, il riconoscimento che premia le migliori app e i migliori giochi dell’ecosistema Apple
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Prezzi e disponibilità


Gli auricolari Liberty 5 Pro sono disponibili in quattro colori: azzurro , bianco, nero e rosa al prezzo di 179,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com. I Liberty 5 Pro Max sono anch'essi disponibili, in due colorazioni: Oro Titanio e Nero, al prezzo di 249,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com


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Gli Stati Uniti riducono aerei e navi a disposizione della NATO in Europa


Washington ha comunicato ai Paesi alleati il taglio di caccia, aerei da ricognizione, bombardieri e di una portaerei a disposizione della NATO. La decisione, rivelata dal New York Times, limiterà la capacità di deterrenza europea contro la Russia.

Gli Stati Uniti ridurranno in modo significativo gli aerei e le navi da guerra messi a disposizione delle operazioni della NATO in Europa. Lo riporta il New York Times, citando due alti funzionari europei informati sulla decisione. La decisione accelera il disimpegno degli Stati Uniti dal sistema di protezione garantito agli alleati per quasi ottant’anni e rischia di ridurre la capacità della NATO di condurre attacchi a lungo raggio e operazioni di sorveglianza.

I tagli sono rilevanti. I caccia F-16 e F-15E passeranno da circa 150 a 100, gli aerei da ricognizione marittima da 26 a 15, mentre saranno ritirati tutti gli 8 aerei cisterna per il rifornimento in volo finora destinati all’Europa. Lasceranno il continente europeo anche un sottomarino lanciamissili, una portaerei con le navi del suo gruppo d’attacco e le decine di jet imbarcati, oltre a uno dei due gruppi di bombardieri assegnati alla difesa europea.

NATO · La svolta americana

Il grande disimpegno: quanti mezzi americani lasceranno l'Europa


Un caccia su tre, quasi metà degli aerei da ricognizione, tutti gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, una portaerei e un sottomarino lanciamissili. Il piano rivelato dal New York Times rivela per la prima volta in modo ampio e strutturale la riduzione del sostegno militare di Washington all'Alleanza Atlantica.

Fonte: New York Times 12 giugno 2026

Caccia F-16 e F-15E per le operazioni NATO

Oggi
150

Dopo i tagli
100

Velivoli assegnati alla difesa europea prima del piano
Un caccia su tre lascerà il continente europeo

E con loro partiranno tutti gli 8 aerei cisterna, una portaerei con il suo gruppo d'attacco e un sottomarino lanciamissili

Esplora il piano
1 I tagli 2 Le partenze 3 I rischi 4 Il contesto

Flotta per flotta

Quanti aerei restano e quanti se ne vanno


Ogni punto rappresenta i velivoli americani messi a disposizione delle operazioni NATO in Europa. I cerchi vuoti sono quelli che lasceranno il continente.

Restano in Europa
Partono con il ritiro

Il Pentagono non commenta le cifre, ma secondo i funzionari americani il ritiro scatterà molto presto — ben prima di quanto gli europei si aspettassero.

Oltre i caccia

I mezzi militari che gli Stati Uniti ritireranno dall’Europa


Tocca ogni voce per capire che cosa significa la loro partenza per la difesa europea.

Una portaerei con il suo gruppo d'attacco
Navi di scorta e decine di jet imbarcati

La portaerei è la piattaforma più visibile della presenza militare americana: con la sua partenza l'Europa perde in un colpo solo decine di velivoli da combattimento e la capacità di proiettare potenza aerea dal mare.

Un sottomarino lanciamissili
Piattaforma per attacchi in profondità

Senza il sottomarino si riduce la capacità di lanciare missili Tomahawk in profondità nel territorio russo. Gli europei hanno missili simili, ma secondo molti esperti la deterrenza è più credibile per Mosca quando le armi sono in mano americana.

Un gruppo di bombardieri su due
Resta una sola unità assegnata alla difesa europea

I bombardieri sono lo strumento principale per gli attacchi a lungo raggio. Dimezzare i gruppi assegnati all'Europa riduce la capacità dell'Alleanza di colpire obiettivi lontani in caso di conflitto.

Tutti gli 8 aerei cisterna
Il rifornimento in volo non sarà più garantito

Le cisterne moltiplicano il raggio d'azione di caccia e bombardieri. È l'unico taglio totale del piano: senza rifornimento in volo da parte americana, le missioni a lunga distanza dipenderanno dalle limitate capacità europee.

Le capacità a rischio

Che cosa perde la deterrenza europea

Sebbene ciascuno di questi tagli possa essere gestito singolarmente, nel loro insieme rappresentano un cambiamento significativo della postura militare americana e pongono nuove sfide alla prontezza della deterrenza europea in tutti gli ambiti.
Giuseppe Spatafora · Istituto dell'Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza

1

Sorvegliare i sottomarini russi
Con 11 aerei da ricognizione marittima in meno, la Nato avrà una capacità ridotta di monitorare ciò che si muove sotto la superficie degli oceani.
Ricognizione −42%

2

Colpire in profondità il territorio russo
I missili Tomahawk americani hanno un peso deterrente maggiore di quelli europei: dal punto di vista russo, gli alleati europei potrebbero essere più cauti nel ricorrere a un loro impiego.
Deterrenza più debole

3

Far volare lontano caccia e bombardieri
Il ritiro di tutte le cisterne americane toglie all'Alleanza Atlantica capacità chiave di rifornimento in volo che estendono il raggio delle missioni aeree.
Aerei cisterna −100%

4

Contare davvero su Washington
"Finché Trump è presidente, non c'è più alcuna certezza che gli Stati Uniti verrebbero in aiuto degli europei in caso di emergenza", afferma il parlamentare tedesco Anton Hofreiter.
La garanzia politica

Una settimana difficile

Il ritiro arriva mentre l'Europa fatica a riarmarsi


Tocca un evento per i dettagli.

Fine maggio
Un drone russo colpisce un condominio in Romania

È il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana in territorio NATO. Insieme ad altre intrusioni di droni russi, alimenta i timori che l'aggressione di Mosca possa estendersi oltre l'Ucraina.

Questa settimana
Germania e Francia abbandonano il progetto di costruzione di un caccia di sesta generazione

Il progetto, che coinvolgeva anche la Spagna, doveva essere il simbolo dell'autonomia industriale europea nella difesa. Il suo fallimento mostra quanto sia difficile per gli europei sostituire le capacità americane.

Giovedì 11 giugno
Si dimette il Ministro della Difesa britannico

Lascia accusando il governo Starmer di spendere troppo poco per le Forze Armate: un segnale delle tensioni che attraversano il riarmo europeo, avviato proprio per dipendere meno da Washington.

12 giugno
Il New York Times rivela il nuovo piano dei tagli americani alla NATO

Per la prima volta un documento ufficiale descrive una riduzione ampia e strutturale del sostegno americano alla NATO, non più annunci isolati riferiti a singoli Paesi. Secondo i funzionari americani, il ritiro scatterà molto presto.

Le truppe americane resteranno comunque tra le più grandi forze NATO in Europa. Ma dopo quasi ottant'anni, la protezione di Washington non è più una certezza.

Fonte New York Times, sulla base di due alti funzionari europei informati sulla decisione. Il Pentagono non ha commentato le cifre. Dati al 12 giugno 2026.

Il Pentagono non ha voluto commentare ufficialmente le cifre e ha rinviato a una dichiarazione del suo Comando europeo, che la settimana scorsa aveva parlato in termini generali di una riduzione degli impegni in Europa. I tempi non sono stati resi pubblici, ma secondo funzionari americani il ritiro scatterà molto presto, ben prima di quanto gli europei si aspettassero.

Il taglio improvviso peserà, per esempio, sulla capacità della NATO di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk in profondità nel territorio russo. Gli europei dispongono di capacità missilistiche simili, ma secondo gli esperti questi missili scoraggiano di più la Russia quando sono in mano americana, perché gli europei potrebbero essere più cauti nell'usarli.

"Sebbene ciascuno di questi tagli possa essere gestito singolarmente, nel loro insieme rappresentano un cambiamento significativo della postura militare americana e pongono nuove sfide alla prontezza della deterrenza europea in tutti gli ambiti", ha dichiarato al New York Times Giuseppe Spatafora, dell'Istituto dell'Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza, centro di ricerca con sede a Parigi.

Il presidente statunitense Donald Trump critica da anni il peso sostenuto dagli Stati Uniti all'interno della NATO. Ha più volte chiesto all’Europa di provvedere da sola alla propria difesa e ha minacciato persino di far uscire gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica. Finora, però, la sua Amministrazione si era limitata ad annunci isolati su ritiri relativamente contenuti da singoli Paesi. Il documento in questione descrive invece, per la prima volta, una riduzione ampia e strutturale del sostegno americano alla NATO nel suo complesso.

Le truppe americane in Europa resteranno comunque una delle più grandi forze NATO sul continente e i leader europei, consapevoli di dover dipendere sempre meno in futuro da Washington, avevano già avviato il riarmo dei loro Paesi. Il riarmo procede però tra le difficoltà: giovedì il Ministro della Difesa britannico si è dimesso accusando il governo di spendere troppo poco per le proprie Forze Armate, mentre questa settimana Germania e Francia hanno deciso di abbandonare il progetto comune per la costruzione di un nuovo caccia di sesta generazione, che coinvolgeva anche la Spagna.

Per alcuni Paesi europei, il punto non è solo quanti mezzi americani resteranno sul continente, ma se Trump sia davvero disposto a impiegarli in combattimento. "Il problema principale della NATO è che, finché Trump è presidente, non c'è più alcuna certezza che gli Stati Uniti verrebbero in aiuto degli europei in caso di emergenza", ha detto il parlamentare tedesco Anton Hofreiter.

Il ridimensionamento arriva ad ogni modo in un momento di forte tensione. A fine maggio un drone russo ha colpito un condominio in Romania, il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana in territorio NATO. Insieme ad altre intrusioni di droni russi nello spazio aereo dell'Alleanza Atlantica, l'episodio ha alimentato i timori che la Russia possa estendere la sua aggressione oltre l'Ucraina.

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La torta svizzera


Dire che l'immigrazione fa bene non è di moda, ma va detto perché è la verità

Durante l'ultimo banchetto di sabato 30 maggio, mi sono sentito dire da molta gente che aveva già votato per l'iniziativa caos dell'UDC. Andare a fare i banchetti a Bellinzona fa bene all'anima perché ti rendi conto che la gente non è come i commentatori degli articoli. C'è gente normale là fuori, gente con la quale puoi parlare, anche se si è in disaccordo.

Gli ultimi sondaggi dicono che il no è in vantaggio, anche se di poco. Comunque vada, penso che sia comunque una sconfitta che più o meno metà degli svizzeri ritenga che non ci sia niente di male nel mettere un tetto alla popolazione residente. Questa forma mentis è il risultato di decenni di propaganda anti-stranieri, non nasce dal nulla. Domani sapremo il risultato ma, comunque vada, non sarà una vittoria per la società svizzera. La xenofobia mascherata da sostenibilità fa presa anche a sinistra, mentre a destra si parla apertamente di perdità di identità. Comunque vada, c'è un enorme lavoro da fare per mantenere aperta la Svizzera. L'apertura è quello che ha reso ricco questo paese, non la paura dell'altro.

Mio articolo pubblicato nell'edizione del 2 giugno de La Regione:

A volte leggo i commenti agli articoli dei portali web (errore mio, lo so) e mi colpisce sempre molto negativamente l’astio e la violenza contro i rifugiati. Il tema ricorrente è sempre quello: a “loro” danno tutto, noi svizzeri invece siamo abbandonati. Se tu, svizzero, sussidiato, con un tetto sopra la testa e cittadino di uno dei paesi più ricchi al mondo, arrivi a invidiare un rifugiato, cioè uno che è lontano da casa sua, sradicato e che ha perso tutto, vuol dire che la propaganda anti-stranieri che alimenta paura e isterismo ha avuto successo.
La propaganda xenofoba riesce a mettere tutti nello stesso calderone, che siano rifugiati o semplici immigrati, e additarli sempre e comunque come quelli che ci rubano le risorse. Tutti quelli che vengono qui, per definizione, ci rubano una fettina di torta: è un gioco a somma zero, la ricchezza (torta) è immutabile, mors tua vita mea. È una visione che non corrisponde alla realtà ma che, ripetendola allo sfinimento, fa presa. L’iniziativa caos dell’Udc per mettere un tetto massimo alla popolazione (il solo scriverlo mi crea ancora incredulità per la follia della proposta) fa leva anche su questa paura: non facciamo entrare altre persone perché altrimenti le fette di torta per noi diventano più piccole. Una visione estremamente semplicistica, falsa e, soprattutto, controproducente. L’immigrazione infatti è fondamentale per un Paese come la Svizzera, l’immigrato dottore in ospedale o muratore in cantiere o impiegato in ufficio aiutano a far crescere la torta che poi può essere distribuita anche agli svizzeri in difficoltà.
L’iniziativa caos dell’Udc è l’ennesimo tentativo di provare a far diventare la Svizzera un’isola povera, di risorse e di prospettive per il futuro. Decenni di propaganda contro chi viene da fuori ci hanno portato a questo: a votare per mettere un tetto massimo alla popolazione (eccola ancora, quell’incredulità). Nel frattempo, in questi decenni le persone da fuori sono arrivate, hanno contribuito alla società, sono diventate svizzere, e la Svizzera è rimasta la Svizzera.
Non è lo Zeitgeist corrente ma è la verità: l’immigrazione fa bene alla Svizzera. Misure puntuali per migliorare la sostenibilità si devono prendere, isolare la Svizzera invece sarebbe un danno enorme.



L'ingegneria sociale della destra


L'UDC è il partito di maggioranza relativa in Svizzera (circa 30%), la sua sigla vuol dire Unione Democratica di Centro ma del centro non ha niente: è un partito di destra, spesso populista, spesso con un retrogusto xenofobo, spesso che sbraita di neutralità quando, guarda caso, questa avvantaggia i regimi autoritari. Nel governo federale, seguendo la nuova formula magica, ha due ministri su sette e si diverte a raccogliere firme per iniziative e referendum che hanno lo scopo di isolare la Svizzera dal resto del mondo, soprattutto dalla UE; i regimi autoritari di cui sopra invece vanno bene. E così, periodicamente, dobbiamo contrastare i tentativi dell'UDC di alzare muri attorno alla Svizzera e di compromettere quindi la sua società e il suo benessere; un lavoraccio.

L'ultima trovata dell'UDC è quella di farci votare per la sostenibilità, che secondo l'agenda UDC vuol dire semplicemente no stranieri. È il loro marchio di fabbrica declinato in mille modi diversi, ma alla fine il succo è sempre quello: no stranieri. Con la scusa della sostenibilità, vogliono mettere un limite massimo al numero di residenti. Sì, avete letto bene, vogliono fare il numero chiuso alla Svizzera. Sarebbe una prima mondiale e farebbe decadere gli accordi bilaterali con la UE, che per noi in Svizzera sono fondamentali. La libera circolazione, il mercato estero più importante, le tonnellate di collaborazioni scientifiche, i cervelli che vengono qui; niente, non importa: no stranieri. Per l'UDC la sostenibilità non è incentivare il trasporto pubblico ed elettrico, ripensare le soluzioni abitative e la pianificazione del territorio, etc etc, no, la sostenibilità insostenibile e asfittica dell'UDC è no stranieri.

A poco più di un mese dalla votazione, i sondaggi dicono che il SÌ è in lieve vantaggio. Di norma, le iniziative tendono a perdere favorevoli più ci si avvicina al voto, e comunque si dovrebbe avere la doppia maggioranza (popolo e cantoni), dato che si modifica la Costituzione. Questo non vuol dire che si debba prendere la faccenda sotto gamba, il risultato è aperto ma sono ottimista sulla capacità degli svizzeri di capire le conseguenze nefaste in caso di approvazione.

Mio articolo pubblicato il 27 su La Regione:

Il 14 giugno saremo chiamati a votare sull’iniziativa caos che vuole porre un limite massimo di abitanti alla Svizzera. Ossia, l’ennesima iniziativa dell’UDC che cerca di minare la prosperità della Svizzera. Francamente, la cocciutaggine di questo partito nel cercare di sabotare il futuro degli svizzeri sta iniziando a essere una scocciatura.

In caso di approvazione, oltre a distruggere la credibilità internazionale della Svizzera e i suoi rapporti vitali con l’UE, farebbe cadere il nostro Paese in un incubo burocratico-statalista simile alla fu politica del figlio unico della Repubblica Popolare Cinese. Quando lo stato cerca di regolare dall’alto la popolazione, la catastrofe è dietro l’angolo. Per un partito che si vanta di essere dalla parte della deregolamentazione, proporre di regolamentare addirittura il numero permesso degli abitanti…farebbe ridere, se non mettesse in pericolo la società svizzera.
Particolarmente odiosa poi è la patina di ecologismo che si vuole dare. L’iniziativa si chiama “per la sostenibilità” perché, a detta degli iniziativisti, vuole proteggere l’ambiente e la conservazione delle risorse naturali. La si vuole far passare per un’iniziativa ambientalista ma noi sappiamo bene che le attenzioni degli appartenenti all’UDC non sono per l’ambiente ma per la presenza a loro indigesta di persone di origine straniera. Noi del PVL, come dice il nome, siamo liberali e abbiamo una coscienza ambientale. Non neghiamo che ci siano delle criticità ma la risposta non è un salto nel buio con un’iniziativa spropositata ma con soluzioni puntuali, fattibili e concrete, come sfruttare il potenziale della manodopera locale (per esempio migliorando la conciliazione tra vita familiare e professionale) per dipendere meno dall’immigrazione o utilizzare in modo più efficiente lo spazio abitativo e creare alloggi per la classe media e per le persone a basso reddito o migliorare l’uso intelligente e sostenibile delle infrastrutture. Tutte proposte che sono concrete e non pericolose iniziative di ingegneria sociale sulla pelle degli svizzeri.

Infine, c’è da tenere anche in considerazione che, in caso di approvazione, qui nel nostro Ticino potrebbe esserci il paradossale risultato di avere più frontalieri. Se non ammettiamo più residenti stranieri, è ragionevole pensare che aumenteranno le persone che vivono in Italia e lavorano in Ticino, dato che il numero di nuovi residenti è stato portato a zero.
Dobbiamo dire no a questa iniziativa caos, l’ennesimo salto nel buio proposto dall’UDC, e invece impegnarci con soluzioni fattibili per migliorare davvero e in concreto la nostra società.



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Tante IPO, il WWDC26, Fable 5, il meglio della settimana


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon sabato,
questa settimana sono successe tante cose: l'IPO di OpenAI e Bending Spoons, il nuovo Claude Fable 5, tutto ciò che è stato annunciato al WWDC26 di Apple e che ha ispirato l'editoriale di oggi, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Perché Siri AI non arriva in Europa?


C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

WWDC 2026: tutto ciò che è stato annunciato


Big Tech
La novità più attesa è stata il nuovo Siri AI: dialoghi più naturali, possibilità di comprendere informazioni visive, un'app stand alone dedicata, e integrazione con Gemini di Google. Apple Intelligence è distribuito orizzontalmente in Safari, Messaggi, Telefono, Foto, Mail, Spotlight e Shortcuts. La dettatura diventa disponibile a livello di sistema e può correggersi da sola mentre parli. L'app Foto riceve strumenti AI per estendere immagini, cambiare prospettiva e rimuovere elementi indesiderati; Image Playground viene aggiornato e Apple ribadisce che le immagini degli utenti non vengono usate per addestrare i modelli. Arrivano anche controlli più rigidi per i minori, novità sull’app Salute e miglioramenti di velocità. È stata l’ultima WWDC di Tim Cook da CEO: dal 1° settembre il ruolo passerà a John Ternus.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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OpenAI ha presentato in modo confidenziale la domanda di IPO


Intelligenza Artificiale
OpenAI ha presentato in via confidenziale i documenti preliminari per un'IPO negli Stati Uniti, ma non sta rendendo pubblici i dati finanziari. La società, valutata 852 miliardi di dollari, non ha ancora deciso i tempi e sta preparando anche una tender offer per permettere ai dipendenti di vendere parte delle azioni. Il dossier sarebbe seguito da Goldman Sachs e Morgan Stanley. OpenAI dichiara oltre 900 milioni di utenti attivi settimanali, ma continua a bruciare molta cassa per comprare capacità di calcolo e costruire infrastrutture AI. Il deposito arriva mentre anche Anthropic prepara la quotazione e SpaceX ha già avviato gli incontri con gli investitori.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Forbes Italia

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Il trio è pronto

Adesso OpenAI, Anthropic e SpaceX hanno depositato la domanda: la Borsa non ha mai visto una combo di ingressi così imponente. Ricordiamo che quella di SpaceX, ad una valutazione di 1.720 miliardi di dollari, sarà la più grande della storia.

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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

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Anthropic rilascia Claude Fable 5


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha rilasciato Claude Fable 5, primo modello pubblico derivato da Mythos, finora limitato a pochi partner per ragioni di sicurezza. Il modello è pensato per sviluppo software, analisi di immagini e lavoro tecnico, ma nelle aree considerate più rischiose, come cybersicurezza, biologia e chimica, blocca la risposta e rimanda a Claude Opus 4.8. L’accesso passa da Claude API e piani Enterprise a consumo: fino al 22 giugno sarà incluso in alcuni abbonamenti, poi serviranno crediti. Anthropic dice di aver testato i guardrails per oltre 1.000 ore contro tentativi di aggiramento. Il prezzo è di 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, circa il doppio di Opus 4.8.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Wired Italia

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Bending Spoons ha presentato la documentazione per l’IPO


Business
Bending Spoons ha presentato alla SEC la documentazione per quotarsi al Nasdaq. Il gruppo italiano, fondato nel 2013, è cresciuto comprando piattaforme digitali già esistenti come Evernote, Meetup, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite e AOL, per riorganizzarle e aumentarne ricavi e redditività. Nel primo trimestre 2026 ha registrato 601 milioni di dollari di ricavi e 27,5 milioni di utile netto, contro 259 milioni di ricavi e una perdita di 112,2 milioni nello stesso periodo del 2025. Una parte rilevante delle entrate arriva da abbonamenti ricorrenti, elemento che rende più prevedibili gli incassi futuri agli occhi degli investitori.
~
Fonte: Wired Italia

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Il primo data center sottomarino alimentato a vento è entrato in funzione in Cina


Tecnologia
In Cina è entrato in funzione il primo data center sottomarino alimentato da energia eolica marina. L’impianto si trova a oltre 10 chilometri dalla costa di Shanghai, 10 metri sotto il mare, e ha una capacità di 24 megawatt. Usa l’elettricità di un parco eolico offshore vicino a Lingang e sfrutta l’acqua di mare per raffreddare i server, riducendo di oltre un quinto i consumi rispetto a un centro dati tradizionale e limitando l’uso di acqua dolce. Il progetto vale 236 milioni di dollari.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: QualEnergia

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WWDC 2026: tutto ciò che è stato annunciato


Big Tech
La novità più attesa è stata il nuovo Siri AI: dialoghi più naturali, possibilità di comprendere informazioni visive, un'app stand alone dedicata, e integrazione con Gemini di Google. Apple Intelligence è distribuito orizzontalmente in Safari, Messaggi, Telefono, Foto, Mail, Spotlight e Shortcuts. La dettatura diventa disponibile a livello di sistema e può correggersi da sola mentre parli. L'app Foto riceve strumenti AI per estendere immagini, cambiare prospettiva e rimuovere elementi indesiderati; Image Playground viene aggiornato e Apple ribadisce che le immagini degli utenti non vengono usate per addestrare i modelli. Arrivano anche controlli più rigidi per i minori, novità sull’app Salute e miglioramenti di velocità. È stata l’ultima WWDC di Tim Cook da CEO: dal 1° settembre il ruolo passerà a John Ternus.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Lovable raggiunge un fatturato annuo di 500 milioni di dollari


Startup
Lovable dichiara di aver superato i 500 milioni di dollari di ricavo annuale ricorrente, secondo i dati comunicati a TechCrunch. La startup europea, fondata alla fine del 2023, permette di creare applicazioni partendo da istruzioni scritte in linguaggio naturale e dice di aver generato oltre 50 milioni di progetti, con circa un milione di nuovi progetti alla settimana. La crescita mostra quanto il vibe coding stia entrando anche tra utenti non tecnici, come founder, designer e team commerciali, che usano questi strumenti per siti, e-commerce e software interni. Il limite resta la durata reale dei progetti: creare un’app è più semplice, mantenerla funzionante nel tempo dipende da servizi esterni, infrastrutture e componenti che cambiano continuamente.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Spazioitech

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Gli ordini per le azioni di SpaceX sono già quattro volte oltre la disponibilità


Finanza
L'IPO di SpaceX ha già raccolto ordini per oltre quattro volte le azioni disponibili, secondo fonti vicine all'operazione. La raccolta ordini per gli investitori istituzionali si chiude mercoledì dopo la chiusura di Wall Street; il prezzo è fissato a 135 dollari per azione, per un totale di 555,6 milioni di azioni e una raccolta attesa di circa 75 miliardi di dollari. La valutazione implicita è di 1.800 miliardi di dollari. Il pricing è previsto per l'11 giugno, con le negoziazioni che partono il giorno successivo su Nasdaq e Nasdaq Texas con il simbolo SPCX. Se confermata, si tratterebbe della più grande IPO della storia, superando quella di Saudi Aramco del 2019 da 29,4 miliardi di dollari.
~
Fonte: bloomberg.com
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Dentro il meeting segreto di Apple che l'ha portata a prendere seriamente l'IA


bloomberg.com (eng)

Apple vince l'IA lato consumer di default


spyglass.org (eng)

Quando l'AI non avrà più bisogno di noi?


asteriskmag.substack.com (eng)

In azienda tutto viene registrato


www.a16z.news (eng)

(eng)

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Notizie veloci


In lingua inglese.

Il MacBook Neo è così popolare che, secondo alcune fonti, Apple ne ha raddoppiato la produzione


macrumors.com (eng)

Blue Origin promette di riprendere i voli per New Glenn entro la fine dell'anno


spaceflightnow.com (eng)

Apple approva Poke come primo agente AI sulla sua piattaforma "Messages for Business"


techcrunch.com (eng)

Sam Bankman-Fried, fondatore di FTX e condannato, ha presentato una richiesta formale di grazia a Trump


cnbc.com (eng)

Le azioni Apple crollano dopo la presentazione di Siri AI


cnbc.com (eng)

La Cina approva il primo impianto cerebrale commerciale al mondo, battendo Neuralink


thenextweb.com (eng)

Stack Overflow lancia Stack Overflow for Agents per la condivisione tra AI


stackoverflow.blog (eng)

SpaceX punta a testare data center orbitali con AI entro il 2027


www.reuters.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/QONgJurkigk?…

Artemis III


Ecco il video di presentazione della missione Artemis III: il terzo astronauta a partire da sinistra è il nostro connazionale Luca Parmitano.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:26)

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Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.


Perché Siri AI non arriva in Europa?


C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

Per anni ho pensato che quella differenza fosse magia. Ingegneria superiore. Il famoso "ecosistema".

Non era magia. Era una porta chiusa a chiave, e la chiave ce l'aveva solo Apple. Ma da dicembre 2025, con iOS 26.3, il "proximity pairing" — quell'esperienza istantanea da AirPods — è stato aperto anche agli auricolari di terze parti. Non per generosità di Cupertino: per obbligo di Bruxelles, che ad Apple aveva imposto esattamente questo con due decisioni del 19 marzo 2025, il primo grande noto caso di "imposizione" sotto il Digital Markets Act. Notifiche complete sugli smartwatch non-Apple, Wi-Fi peer-to-peer per trasferire dati, associazione semplificata dei dispositivi: tutto ciò che l'iPhone faceva solo con i prodotti di famiglia, ora deve farlo con tutti, gratuitamente e con la stessa efficacia.

Ed eccoci alla settimana appena passata, dove la stessa identica logica si è giocata su una posta molto più alta: Siri AI.

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Perché Siri AI non arriva in Europa?


Perché tutto arriva dopo?

C'è un gesto che chi ha un iPhone e degli AirPods conosce a memoria: apri la custodia, e sullo schermo compare quella card animata che ti chiede se vuoi connetterli. Due secondi, un tap, fatto. Poi c'è l'altro gesto, quello di quando hai un paio di cuffie non-Apple comprate a un terzo del prezzo: Impostazioni, Bluetooth, tieni premuto il tasto sulla cuffia finché non lampeggia, cerchi il nome nella lista, aspetti, incroci le dita.

Per anni ho pensato che quella differenza fosse magia. Ingegneria superiore. Il famoso "ecosistema".

Non era magia. Era una porta chiusa a chiave, e la chiave ce l'aveva solo Apple. Ma da dicembre 2025, con iOS 26.3, il "proximity pairing" — quell'esperienza istantanea da AirPods — è stato aperto anche agli auricolari di terze parti. Non per generosità di Cupertino: per obbligo di Bruxelles, che ad Apple aveva imposto esattamente questo con due decisioni del 19 marzo 2025, il primo grande noto caso di "imposizione" sotto il Digital Markets Act. Notifiche complete sugli smartwatch non-Apple, Wi-Fi peer-to-peer per trasferire dati, associazione semplificata dei dispositivi: tutto ciò che l'iPhone faceva solo con i prodotti di famiglia, ora deve farlo con tutti, gratuitamente e con la stessa efficacia.

Ed eccoci alla settimana appena passata, dove la stessa identica logica si è giocata su una posta molto più alta: Siri AI.

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Strike e Dennis Friel


Dennis Friel è un artista originario della Florida, autore di molti lavori commissionati dall’Igfa. E Strike, oltre a condividere con la più grande associazione di pesca sportiva i principi di massima ecologia e sostenibilità, ha in comune anche le opere di questo formidabile artista. Con Friel, Strike ha creato un packaging per le scarpe, unico nel suo genere. Le confezioni sono avvolte da alcuni spettacolari disegni di mare, tutti stampati direttamente su cartone. Nella sezione Journal del sito Strike è stata pubblicata un’interessante intervista all’artista americano dove Friel, rispondendo a 7 domande a bruciapelo, espone in modo chiaro la sua arte e filosofia.

strike-footwear.com

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SpaceX debutta con il botto a Wall Street e Musk diventa il primo trilionario della storia


L'Ipo più grande di sempre ha raccolto 75 miliardi di dollari, superando il record di Saudi Aramco. Il patrimonio di Musk sale a 1.100 miliardi, ma per Morningstar il titolo è sopravvalutato.

SpaceX ha debuttato a Wall Street chiudendo la prima seduta in rialzo di oltre il 19%, al termine della più grande offerta pubblica iniziale della storia. Il rally del titolo ha fatto di Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della società, il primo trilionario di sempre: secondo Forbes il suo patrimonio ha raggiunto 1.100 miliardi di dollari.

Le azioni del produttore di razzi, quotate al Nasdaq con il simbolo SPCX, hanno aperto a 150 dollari e sono salite fino a un massimo di 176,52 dollari, per poi chiudere a 161,11 dollari, il 19,34% sopra il prezzo di collocamento. A questo valore la società capitalizza oltre 2.000 miliardi di dollari ed è già la sesta quotata americana per dimensioni. Investitori istituzionali e piccoli risparmiatori si sono contesi i 555,6 milioni di titoli offerti a 135 dollari l'uno. L'operazione ha raccolto 75 miliardi di dollari e ha battuto con ampio margine il record precedente, stabilito nel 2019 dal colosso petrolifero Saudi Aramco.

Mercati · L'Ipo dei record

SpaceX conquista Wall Street e incorona Musk come il primo trilionario della storia


Il debutto al Nasdaq permette alla società di raccogliere 75 miliardi di dollari di capitale, più del doppio del record di Saudi Aramco. Il titolo chiude la prima seduta in rialzo del 19,3% e porta il patrimonio di Elon Musk a quota 1.100 miliardi.

Nasdaq · Simbolo SPCX Prezzo di collocamento: 135 dollari

Capitali raccolti
0mld $

vs

Prima seduta
+0%

La più grande offerta pubblica iniziale della storia
Rialzo alla chiusura rispetto al prezzo di collocamento

Il rally porta il patrimonio di Musk a 1.100 miliardi di dollari: diventa così il primo trilionario di sempre

Esplora il debutto
1La seduta 2Il record 3Musk 4I dubbi

L'andamento del titolo

Dal collocamento a 135 dollari alla chiusura a 161,11 dollari


Il titolo apre subito a 150 dollari, tocca un massimo di 176,52 a metà giornata e chiude poi a quota 161,11 dollari, il 19,3% sopra il prezzo di collocamento.

Tocca il grafico o passa il cursore per esplorare i prezzi

135 $
Collocamento

150 $
Apertura

176,52 $
Massimo

161,11 $
Chiusura
+19,34%

Ai prezzi di chiusura SpaceX capitalizza oltre 2.000 miliardi di dollari: è già la sesta società quotata americana per dimensioni.

Il confronto storico

Più del doppio di Saudi Aramco: nessuna Ipo aveva mai raccolto tanto


Investitori istituzionali e piccoli risparmiatori si sono contesi 555,6 milioni di azioni offerte a 135 dollari l'una. Capitali raccolti dalle maggiori offerte pubbliche iniziali, in miliardi di dollari.

SpaceX
Nasdaq · 2026

75,0

Saudi Aramco
Tadawul · 2019

29,4

Alibaba
NYSE · 2014

25,0

SoftBank Corp
Tokyo · 2018

23,5

AIA Group
Hong Kong · 2010

20,5

Valori comprensivi dell'opzione di sovrallocazione, dove esercitata. Dopo SpaceX sono attese quest'anno anche le quotazioni dei giganti dell'intelligenza artificiale: Anthropic e OpenAI.

Il Nasdaq ha modificato le proprie regole per far entrare il titolo di SpaceX nei fondi legati ai suoi indici entro soli 15 giorni dal debutto.

Il primo trilionario della storia

Da 200 milioni a 1.100 miliardi: la traiettoria del patrimonio personale di Musk

Patrimonio stimato da Forbes
0 mld $
Nessuno aveva mai superato fino ad ora la soglia dei mille miliardi di dollari

2002

Il capitale iniziale
Dalla vendita di Zip2 (1999) e PayPal (2002) ricava circa 200 milioni di dollari, poi reinvestiti in SpaceX e Tesla.

~200 mln $

2010

Tesla debutta in Borsa
Da allora il titolo ha reso il 20.000% agli azionisti, oltre 1.200 miliardi di dollari di valore creato.

+20.000%

2026

L'Ipo di SpaceX lo rende il primo trilionario della storia
Il rally del primo giorno porta il suo patrimonio a 1.100 miliardi di dollari, secondo Forbes.

1.100 mld $

Stando all'offerta, i capitali raccolti serviranno a mettere nell'orbita terrestre data center grandi come campi da calcio, sfidare Anthropic e OpenAI nel campo dell'intelligenza artificiale e persino a fondare una colonia da un milione di persone su Marte.

L'altra faccia del rally

Per Morningstar SpaceX vale meno della metà del suo attuale prezzo di mercato


Gli analisti della società di ricerca, che non guadagna commissioni dai collocamenti, giudicano l'Ipo «significativamente sopravvalutata» per le tecnologie non ancora collaudate e gli enormi fabbisogni di capitale.

2.000+ mld $
Capitalizzazione di mercato alla chiusura

780 mld $
Valore stimato dagli analisti di Morningstar

−8,7 mld $
Perdite tra inizio 2025 e il 31 marzo 2026

−61%
Divario tra la stima di Morningstar e il valore di mercato

Le clausole contestate dai fondi pensione

Azioni a voto multiplo — il controllo resta concentrato nelle mani di Musk anche dopo la quotazione.
Arbitrato obbligatorio — gli azionisti rinunciano alla possibilità di fare causa alla società in tribunale.
Poteri straordinari — i fondi pensione di California e New York contestano l'ampiezza dei poteri che manterrà Musk anche dopo la quotazione.

Fonti Associated Press, Forbes, Morningstar, Nasdaq. Dati di chiusura della prima seduta di contrattazioni, giugno 2026.
Nota L'andamento intraday è una ricostruzione indicativa basata sui valori certi della seduta: apertura, massimo e chiusura.

Musk ha celebrato l'avvio delle contrattazioni partecipando alla cerimonia della campanella in collegamento da Starbase, la base della società nel sud del Texas, e ha ribadito il suo obiettivo di "rendere la vita multiplanetaria". "Non solo qualche astronauta, intendo letteralmente voi", ha detto. "Chiunque voi siate, SpaceX vuole potervi portare sulla Luna, su Marte e oltre".

La quotazione serve proprio a finanziare questi progetti. Musk ha spiegato che la società ha bisogno di capitali per mettere in orbita satelliti e data center grandi come campi da calcio, per superare Anthropic e OpenAI nella corsa ai profitti dell'intelligenza artificiale e, in prospettiva, per fondare una colonia di un milione di persone su Marte. I ricavi di missili e satelliti non bastano a coprire ambizioni simili: tra l'inizio del 2025 e il 31 marzo 2026 SpaceX ha perso 8,7 miliardi di dollari.

Non tutti però ritengono giustificato il prezzo del titolo. Gli analisti di Morningstar, società di ricerca che non guadagna commissioni dai collocamenti, hanno scritto che l'Ipo è "significativamente sopravvalutata" per le tecnologie non ancora collaudate e gli enormi fabbisogni di capitale. La loro stima si ferma a 780 miliardi di dollari, meno della metà del valore espresso dal mercato.

Sta di fatto che Musk ha già in passato realizzato imprese che sembravano impossibili. Ha costruito la sua fortuna con Zip2 e PayPal, ricavandone circa 200 milioni di dollari, poi reinvestiti in SpaceX e Tesla. Dal debutto in Borsa nel 2010, Tesla ha reso il 20.000% agli azionisti, oltre 1.200 miliardi di dollari di valore creato.

SpaceX è la prima di tre quotazioni gigantesche attese quest'anno: seguiranno ben presto i due giganti dell'intelligenza artificiale, Anthropic e OpenAI. Il Nasdaq ha anche modificato le sue regole per far entrare il titolo nei fondi legati ai suoi indici entro 15 giorni. Una prospettiva che però non entusiasma tutti: il mese scorso i fondi pensione di vigili del fuoco, insegnanti e altri lavoratori di California e New York hanno inviato una lettera alla società per contestare alcune clausole dell'Ipo, tra cui le azioni a voto multiplo, l'arbitrato obbligatorio al posto delle cause legali e l'ampiezza dei poteri che Musk manterrà sulla società dopo la quotazione.

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Ocasio-Cortez cerca consensi oltre la sinistra per il 2028


La deputata di New York, 36 anni, non ha ancora deciso se puntare alla Casa Bianca, al Senato o alla Camera, ma lavora per allargare il consenso e non restare soltanto una voce di protesta.

Alexandria Ocasio-Cortez, 36 anni, sta preparando il terreno per una possibile candidatura alla presidenza nel 2028, ma resta indecisa sul da farsi. A riportarlo è la CNN. La deputata di New York potrebbe puntare alla Casa Bianca, correre per il seggio al Senato oggi occupato da Chuck Schumer, il leader dei democratici al Senato, oppure semplicemente ricandidarsi alla Camera in un collegio dove la sua rielezione è scontata. Qualunque strada scelga, ha fatto capire in privato di non voler essere soltanto una candidata di protesta e di puntare a vincere.

Il suo obiettivo è allargare il consenso oltre le aree più solidamente democratiche e parlare anche agli indipendenti e a una parte degli elettori repubblicani. Secondo le persone a lei vicine si sta aprendo uno spazio tra gli elettori in bilico e perfino tra alcuni repubblicani, che non condividono tutto ciò che dice ma la considerano onesta. I suoi collaboratori stanno preparando un calendario di appuntamenti per l'autunno pensato per mettere alla prova la sua capacità di attrarre voti fuori dalla base che già la adora e in gran parte al di fuori dell'organizzazione del senatore Bernie Sanders, con cui ha condiviso diverse tappe della sua campagna itinerante contro l'oligarchia, chiamata Fighting Oligarchy. Quel giro servirà anche a capire se lei stessa ha voglia di affrontare ciò che una corsa presidenziale comporterebbe.

Negli ultimi mesi Ocasio-Cortez ha costruito un solido elenco di appoggi nelle primarie: tre candidati da lei sostenuti hanno vinto o sono avanzati in New Jersey, California e Montana solo la settimana scorsa. È anche attenta a non esporsi ovunque. Non ha appoggiato Graham Platner nella corsa al Senato in Maine, anche se per lui si erano spesi sia Sanders sia la senatrice Elizabeth Warren. Ha preso le distanze da Saikat Chakrabarti, un suo ex capo di gabinetto arrivato terzo nel collegio di San Francisco di Nancy Pelosi. Ha mantenuto le proprie posizioni anche a costo di attirarsi attacchi da sinistra, continuando a criticare l'ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene e una candidata democratica del Texas che aveva invocato "una prigione per i sionisti americani".

Il momento a cui lei stessa continua a tornare è la Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso febbraio, quello che doveva essere il suo debutto sulla scena internazionale. Invece di parlare di come i ricchi manipolano la classe lavoratrice nel mondo, si trovò spiazzata da una domanda sull'eventualità che gli Stati Uniti inviino le proprie truppe a difendere Taiwan in caso di una futura invasione da parte della Cina. È un nodo centrale dei rapporti tra Washington e Pechino, che i presidenti americani di entrambi i partiti hanno sempre gestito con la cosiddetta "ambiguità strategica", cioè rifiutando di dire in anticipo se interverrebbero. Ocasio-Cortez rispose in modo confuso e si limitò a definire la questione "una politica di lunghissima data degli Stati Uniti", aggiungendo di sperare che a quel punto non si arrivi mai.

Vedere i video rilanciati sui social e i commenti accumularsi è stato un brutto momento, hanno raccontato alla CNN persone vicine a lei. Diversi critici, pur non ostili nei suoi confronti, hanno detto alla rete di vedere un problema più profondo: non solo non si era preparata abbastanza, ma non sapeva come farlo. Questo l'ha lasciata impreparata davanti ai riflettori in un momento non costruito a tavolino, lontano dalle dirette su Instagram. Dopo giorni passati a limitare i danni, ha confidato ai più vicini di essersi convinta che non esiste un modello politico per la posizione in cui si trova e che tanto vale dire ciò che pensa e continuare a modo suo.

Anche tra i suoi sostenitori c'è chi si chiede se abbia la struttura per reggere una campagna nazionale. Dopo essersi appoggiata a lungo alla macchina di Sanders, Ocasio-Cortez si ritrova a ripartire quasi da sola pochi mesi prima dell'inizio ufficiale delle manovre per il 2028, con uno staff più piccolo di quello di molti altri possibili candidati. Resta comunque la favorita a sinistra: ogni volta che il gruppo Our Revolution, nato dall'esperienza di Sanders, chiede ai propri iscritti i nomi preferiti per il 2028, lei è in cima alla lista.

Sanders compirà 87 anni poche settimane prima del voto del 2028 e ha ammesso che non si candiderà di nuovo alla presidenza, pur volendo continuare a pesare. Ocasio-Cortez, con cui parla più volte alla settimana, è la sua erede naturale. Non a caso, quando Sanders ha cercato qualcuno che portasse alla Camera la sua proposta di legge per regolare i nuovi centri dati, convinto che l'intelligenza artificiale sia una minaccia, si è rivolto a lei. Il suo ex responsabile della campagna Faiz Shakir è entrato nella cerchia ristretta dei suoi consiglieri e il suo ex responsabile della comunicazione Mike Casca è oggi il suo capo di gabinetto. Nello stesso spazio politico l'unica vera concorrenza, per ora, è il deputato Ro Khanna, copresidente della campagna di Sanders nel 2020, molto meno noto ma più attivo nel coltivare le proprie ambizioni presidenziali.

Gli strateghi dei suoi potenziali avversari calcolano che in una corsa presidenziale Ocasio-Cortez bloccherebbe per sé il 25-30% dell'elettorato di sinistra. La sua maggiore notorietà le porta anche un giudizio negativo più diffuso rispetto a molti altri possibili candidati. Ma in un campo che si annuncia frammentato, con una decina o più di contendenti competitivi, quella quota la metterebbe comunque in una buona posizione per conquistare la candidatura del partito, soprattutto se sarà una delle poche donne e una delle poche persone non bianche in corsa.

Il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries ha appena nominato Ocasio-Cortez co-responsabile del gruppo di lavoro sulla sanità per l'agenda del partito in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Poche settimane prima il gruppo dei deputati progressisti aveva messo al centro del proprio programma la sua proposta di legge per mettere un tetto ai costi dell'assistenza all'infanzia, su cui collabora con Warren dopo averla ereditata da Mikie Sherrill, deputata più moderata che si è dimessa per diventare governatrice del New Jersey. È il segno che a Washington la deputata sta costruendo consenso anche oltre l'ala sinistra. Un modo per capire quali colleghi le hanno davvero parlato, nota la CNN, è vedere chi la chiama "Alex" e chi "AOC".

A chi le chiede se nel 2028 correrà per la presidenza o per il Senato, lo scorso maggio Ocasio-Cortez ha risposto che molti "danno per scontato che la mia ambizione sia un titolo o un seggio". "La mia ambizione è cambiare questo Paese", ha detto, indicando come obiettivi un sistema sanitario pubblico a pagatore unico, in cui lo Stato copre le spese mediche di tutti, e un salario dignitoso. "I presidenti vanno e vengono. Il Senato, i seggi alla Camera, le cariche elettive vanno e vengono."

Durante un intenso giro di tre giorni in Georgia, Ocasio-Cortez ha mostrato la stessa strategia di rivolgersi anche a chi vive lontano dalle roccaforti democratiche. Saputo che si sarebbe trovata lì nei giorni successivi alla decisione con cui la Corte Suprema aveva svuotato il Voting Rights Act, la legge che dal 1965 protegge il diritto di voto delle minoranze, ha voluto aggiungere una tappa domenicale alla Ebenezer Baptist Church di Atlanta, la chiesa un tempo guidata da Martin Luther King e oggi dal senatore Raphael Warnock. Presentata da Warnock come "voce di coscienza nazionale", ha tenuto una breve predica di quattro minuti, microfono in mano, richiamando l'eredità di King e invitando i presenti a restare uniti.

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Netanyahu: "Con Trump piena intesa per impedire a Teheran di ottenere armi nucleari"


Sul tavolo un'intesa in fase di definizione: focus su nucleare, missili e influenza iraniana nel Medio Oriente

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lui e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump condividono una posizione comune volta a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Le affermazioni sono state diffuse venerdì attraverso un comunicato ufficiale dell'ufficio del premier israeliano.

Secondo quanto riportato da Xinhua News Agency, Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a considerare la questione nucleare iraniana una priorità strategica. "Finché sarò il Primo Ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari", ha affermato il leader israeliano nella nota diffusa alla stampa.

L'ufficio di Netanyahu ha inoltre reso noto che il giorno precedente il premier israeliano e il presidente statunitense Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico nel corso del quale avrebbero discusso del memorandum d'intesa (MoU) attualmente in fase di elaborazione tra Washington e Teheran per l'avvio di nuovi negoziati.

Pur non essendo parte dell'intesa in discussione, Israele ha espresso interesse per i contenuti dell'eventuale accordo finale. Nel comunicato, Netanyahu ha ringraziato Trump per il suo impegno affinché qualsiasi intesa conclusiva preveda la rimozione del materiale nucleare arricchito detenuto dall'Iran, lo smantellamento delle infrastrutture per l'arricchimento dell'uranio, restrizioni al programma missilistico iraniano e la cessazione del sostegno ai gruppi armati alleati di Teheran nella regione.

Sul fronte iraniano, il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato in un'intervista trasmessa giovedì dall'emittente statale Press TV che le principali sezioni del possibile memorandum d'intesa sarebbero ormai prossime al completamento.

Nelle ultime settimane, secondo diverse ricostruzioni circolate sui media internazionali, Stati Uniti e Iran avrebbero scambiato una serie di proposte volte a definire le condizioni per una de-escalation delle tensioni. I contatti diplomatici, che vedrebbero il coinvolgimento di mediatori regionali, sarebbero orientati alla finalizzazione di un memorandum d'intesa destinato a creare le basi per un futuro accordo più ampio tra le parti.

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Usa e Iran vicini alla firma dell'accordo di pace, ma sui dettagli è ancora scontro


Il testo del memorandum è sostanzialmente stato concordato e la firma potrebbe arrivare a Ginevra nel fine settimana. Restano da risolvere dettagli su uranio arricchito, fondi congelati e Stretto di Hormuz, mentre Teheran e Washington si accusano a vicenda di mentire sul contenuto dell'accordo.

Stati Uniti e Iran hanno sostanzialmente concordato il testo di un memorandum per estendere il cessate il fuoco e aprire la strada a nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce Axios, citando un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e un funzionario americano. Allo stesso tempo, anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato su X che "è stato raggiunto un testo finale e concordato dell'accordo di pace". L'intesa, mediata da Qatar e Pakistan, dovrebbe essere intitolata "Memorandum di Islamabad", come riconoscimento per il ruolo chiave del Paese asiatico nel processo negoziale.

Amid ongoing intense mediation efforts by Pakistan, we are fully aware of incessant misinformation campaign being waged by those who want to sabotage the peace deal. Setting aside the noise, we can confirm that a final, agreed upon text of the peace deal has been reached and…
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) June 12, 2026


Il presidente statunitense Donald Trump punta ora a una cerimonia di firma già nel fine settimana. Intanto, 4 aerei C-17 dell'aeronautica americana sono partiti verso l'Europa per preparare un possibile viaggio del vicepresidente JD Vance a Ginevra, dove la firma potrebbe avvenire nei prossimi giorni.

Teheran, però, frena ancora: il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che l'Iran "non ha ancora preso una decisione definitiva". Secondo due fonti citate da Axios, il testo sarebbe stato approvato ad alti livelli, ma probabilmente non avrebbe ancora ricevuto il via libera definitivo della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo una fonte americana citata sempre da Axios, sarebbe stato colto totalmente di sorpresa dall'annuncio di Trump di un accordo imminente e nei giorni scorsi avrebbe contattato alleati vicini alla Casa Bianca per raccogliere maggiori informazioni sul suo contenuto.

Cosa prevede il memorandum?


Secondo Axios, il memorandum prevede di estendere di 60 giorni il cessate il fuoco annunciato a inizio aprile, estendendolo anche al Libano, dove è in corso una guerra tra Israele ed Hebzollah. In questa finestra di tempo si dovranno tenere i negoziati sul futuro del programma nucleare, mentre lo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall'Iran dall'inizio della guerra, dovrebbe riaprire subito e senza pedaggi, con un ritorno ai volumi di traffico precedenti al conflitto entro 30 giorni. In cambio, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale imposto ai porti iraniani.

Per quanto riguarda il nucleare, l'Iran dovrebbe nuovamente impegnarsi per iscritto a non acquisire mai un'arma atomica e ad affrontare la questione dell'uranio arricchito attualmente in suo possesso nel corso dei negoziati. Un alto funzionario americano ha spiegato che una delle opzioni sul tavolo è la diluizione dell'uranio altamente arricchito all'interno del Paese, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite. Ogni passo concreto dipenderà però dall'accordo, più dettagliato, che dovrà essere trovato sul programma nucleare.

Il Memorandum prevede anche che le sanzioni imposte contro l'Iran vengano alleggerite gradualmente: Teheran dovrebbe ricevere anche esenzioni temporanee per vendere petrolio per 60 giorni, con benefici crescenti legati al rispetto degli impegni previsti dal Memorandum. "Non c'è una data fissata per l'allentamento delle sanzioni, sarà tutto legato all'attuazione dell'accordo", ha detto una fonte diplomatica ad Axios.

Il nodo più delicato riguarda però i miliardi di dollari iraniani congelati all'estero. Teheran insiste per ricevere subito alla firma dell'accordo una parte dei fondi in oggetto, mentre Washington vuole sbloccarli a tranche, man mano che l'Iran rispetterà i patti. Secondo Axios, Stati Uniti, Iran e Qatar hanno già discusso un meccanismo che consentirebbe a Teheran di accedere subito a una parte dei fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari.

Ma il vicepresidente Vance è intervenuto su X per smentire le voci circolate tra i repubblicani: "Gli iraniani non riceveranno alcun contante e nessun fondo sarà sbloccato solo per aver firmato un accordo o partecipato a una riunione". L'Amministrazione Trump vuole, infatti, evitare ogni paragone con l'accordo nucleare dell'era Obama, duramente criticato dai repubblicani a suo tempo anche per il rilascio di miliardi di asset congelati a Teheran.

Guerra Usa-Iran · La svolta diplomatica?

Il Memorandum di Islamabad: l'intesa che può fermare la guerra in Iran
Stati Uniti e Iran hanno concordato il testo di un memorandum che estende il cessate il fuoco di 60 giorni e permetterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Trump punta alla firma a Ginevra già nel fine settimana, ma Teheran frena e fa circolare una versione diversa dell'accordo.
Mediazione di Qatar e Pakistan Ricostruzione basata su Axios e IRNA

Cessate il fuoco
0giorni

e

Riapertura di Hormuz
0giorni

La tregua viene estesa di due mesi e allargata anche al Libano
Tempo previsto per tornare ai volumi di traffico precedenti alla guerra

In questa finestra si negozierà il futuro del programma nucleare iraniano

Esplora la possibile intesa
1 I termini 2 Le tappe 3 Le versioni 4 I nodi

I termini del Memorandum
Che cosa dà Teheran e che cosa offre Washington
Secondo la versione riportata da Axios, l'intesa si regge su uno scambio di impegni paralleli tra i due Paesi.

L'Iran si impegna a

Riaprire subito lo Stretto di Hormuz, senza pedaggi, chiuso dall'inizio della guerra

Rinunciare per iscritto all'arma atomica, rinnovando l'impegno a non acquisirla mai

Negoziare sull'uranio arricchito in suo possesso: tra le opzioni, la diluizione sotto la supervisione degli ispettori Onu

Gli Stati Uniti si impegnano a

Revocare il blocco navale imposto ai porti iraniani

Alleggerire gradualmente le sanzioni, con benefici crescenti legati al rispetto da parte iraniana dei patti

Concedere esenzioni di 60 giorni per la vendita di petrolio iraniano

Nessuna data fissata per l'allentamento delle sanzioni: ogni passo concreto, spiega una fonte diplomatica, sarà legato all'attuazione concreta dell'accordo.

Il calendario dell'intesa
Dalla firma a Ginevra ai negoziati sul nucleare: le scadenze previste
I giorni si contano a partire dall'entrata in vigore del Memorandum.

Giorno
0

Firma, riapertura di Hormuz e revoca del blocco navale
Trump punta a una cerimonia a Ginevra già nel fine settimana: 4 aerei C-17 sono partiti verso l'Europa per un possibile viaggio del vicepresidente Vance a questo scopo. Lo Stretto riaprirebbe subito e senza pedaggi.

Entro il giorno
30

Il traffico nello Stretto dovrà tornare ai livelli precedenti alla guerra
Da Hormuz transitava circa un quinto del greggio mondiale: il ritorno ai volumi pre-conflitto è la condizione chiave per far tornare alla normalità i mercati energetici mondiali.

Entro il giorno
60

Si chiude la finestra negoziale sul programma nucleare
Nei due mesi di tregua — estesa anche al Libano — si dovrà trovare l'accordo di dettaglio sul futuro del programma nucleare iraniano. Per lo stesso periodo l'Iran riceverà esenzioni temporanee per vendere il proprio petrolio.

L'accordo conteso
La bozza fatta circolare da Teheran racconta un accordo diverso
L'agenzia di Stato iraniana IRNA ha diffuso una versione con termini alquanto distanti da quelli riportati da Axios. Trump l'ha respinta: "Non hanno nulla a che vedere con quelli concordati per iscritto".

Versione Axios — fonti Usa e dei mediatori
Bozza IRNA — media di Stato iraniani

Stretto di Hormuz

Versione Axios
Riapertura immediata e senza pedaggi, con ritorno ai volumi pre-guerra entro 30 giorni

Bozza IRNA
Nessun impegno: resta "una questione regionale" da gestire con un'intesa tra Iran e Oman

Programma missilistico e proxy

Versione Axios
Il Memorandum non li menziona: il negoziato dei 60 giorni riguarda solo il programma nucleare

Bozza IRNA
Missili e sostegno a Hezbollah e Houthi esplicitamente esclusi da ogni futuro negoziato

Fondi iraniani congelati

Versione Axios
Sblocco a tranche, legato al rispetto dei patti. Allo studio un accesso limitato ai fondi in Qatar per beni umanitari

Bozza IRNA
Rilascio immediato di una parte dei fondi subito dopo la firma dell'accordo

Gli ostacoli alla firma
Quattro incognite che pesano ancora sul destino dell'accordo
Tocca ogni voce per leggere i dettagli.

1

Il via libera della Guida Suprema
Teheran: "Nessuna decisione definitiva"

Il testo sarebbe stato approvato ad alti livelli, ma secondo le fonti di Axios mancherebbe ancora il via libera definitivo della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il Ministero degli Esteri conferma che la decisione finale non è stata presa, anche se il ministro Araghchi assicura che l'accordo "non è mai stato così vicino".

2

I miliardi congelati all'estero
Subito alla firma o a tranche?

È il punto più delicato dell'intesa: Teheran vuole una parte dei fondi sbloccata immediatamente alla firma, Washington intende invece sbloccarli man mano che l'Iran rispetterà i patti. L'Amministrazione Trump vuole evitare ogni paragone con l'accordo dell'era Obama, criticato dai repubblicani anche per il rilascio di fondi congelati iraniani.
"Gli iraniani non riceveranno alcun soldo e nessun fondo sarà sbloccato solo per aver firmato un accordo"JD Vance, vicepresidente Usa

3

La sorpresa di Netanyahu
Israele non era informata dell'accordo

Secondo una fonte americana citata da Axios, il premier israeliano sarebbe stato colto totalmente di sorpresa dall'annuncio di Trump e avrebbe contattato alleati vicini alla Casa Bianca per raccogliere informazioni sul contenuto dell'intesa — che estende la tregua anche al Libano, dove Israele combatte contro Hezbollah.

4

Le tensioni nello Stretto
Droni contro navi indiane e prove di forza

Trump ha definito "totalmente inaccettabile" un attacco con droni iraniani, respinto, contro navi indiane in uscita dallo Stretto. Da Teheran, intanto, i vertici militari rivendicano il controllo dell'area.
"Oggi la nostra potenza è dominante nella regione di Hormuz, nessuna nave può più entrare nel Golfo senza il nostro permesso"Habibollah Sayyari, capo di Stato Maggiore iraniano

Fonti Axios, IRNA, dichiarazioni ufficiali su X e Truth Social. I termini dell'accordo non sono ancora stati pubblicati ufficialmente: la ricostruzione riflette le versioni circolate al 12 giugno 2026.

Le due versioni divergenti e la reazione di Trump


Sul contenuto dell'accordo sono circolate oggi diverse versioni. L'agenzia di Stato iraniana IRNA ha, infatti, diffuso quella che descrive come una bozza dell'accordo, con termini alquanto diversi da quelli riportati da Axios: nella versione iraniana non sarebbe previsto nessun impegno da parte di Teheran sullo sblocco dello Stretto di Hormuz, che resterebbe "una questione regionale" da gestire con un accordo tra Iran e Oman. Inoltre il programma missilistico iraniano sarebbe escluso dai negoziati, così come il supporto iraniano ai proxy regionali (come Hezbollah e gli Houthi) e sarebbe previsto anche il rilascio immediato di una parte dei fondi iraniani attualmente congelati subito dopo la firma.

Trump ha reagito duramente su Truth Social alle indiscrezioni lasciate trapelare dai media statali iraniani: "I termini che l'Iran ha fatto trapelare alle Fake News non hanno NULLA a che vedere con quelli concordati per iscritto", ha detto, prima di accusare l'Iran di essere sleale e di non star negoziando in buona fede. Il presidente ha anche definito "totalmente inaccettabile" quello che descrive come un attacco con droni iraniani, respinto, contro navi indiane in uscita dallo Stretto.

Da Teheran, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto alle polemiche confermando che l'accordo "non è mai stato così vicino", ed invitando i media a non speculare sui contenuti. Allo stesso tempo l'ammiraglio Habibollah Sayyari, capo di Stato Maggiore dell'esercito iraniano, ha rivendicato il controllo militare iraniano sullo Stretto: "Oggi la nostra potenza è dominante nella regione di Hormuz, nessuna nave può più entrare nel Golfo senza il nostro permesso".

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Papa Leone XIV alle Canarie: “Siamo tutti migranti”. Appello per integrazione e accoglienza


Dal centro di accoglienza di Tenerife il Pontefice richiama migranti e società ospitanti a un percorso condiviso di inclusione

Papa Leone XIV ha rinnovato il proprio sostegno ai migranti durante l'ultima giornata della sua visita pastorale in Spagna, scegliendo le Isole Canarie come luogo simbolico per un nuovo appello all'accoglienza e all'integrazione. La notizia è stata riportata da France24, che ha seguito le tappe del viaggio del Pontefice nell'arcipelago spagnolo, uno dei principali punti di approdo in Europa per i flussi migratori provenienti dall'Africa.

Nel corso di un incontro con migranti ospitati in un centro di accoglienza a Tenerife, Leone XIV ha affermato che "siamo tutti, in un certo senso, migranti", sottolineando come il fenomeno della mobilità umana rappresenti una realtà che accomuna popoli e generazioni.

Il Pontefice ha evidenziato l'importanza di un percorso di integrazione fondato sulla reciprocità. Rivolgendosi ai migranti, ha invitato a conservare la propria identità culturale senza rinunciare all'impegno di inserirsi nella società di accoglienza attraverso l'apprendimento della lingua, il rispetto delle leggi e la conoscenza delle tradizioni locali. Parallelamente, ha ricordato alle comunità ospitanti la responsabilità di favorire processi di inclusione che consentano ai nuovi arrivati di sentirsi parte integrante del tessuto sociale.

Secondo Leone XIV, tale approccio è essenziale per evitare la nascita di "mondi paralleli", nei quali gruppi diversi convivono nello stesso territorio senza sviluppare relazioni autentiche o un reale senso di appartenenza reciproca. L'obiettivo, ha spiegato, è costruire comunità capaci di trasformare la convivenza in partecipazione e dialogo.

Uno dei passaggi più significativi dell'intervento è stato dedicato alle tragedie che continuano a verificarsi lungo le rotte migratorie. "Integrare significa prevenire un secondo naufragio", ha dichiarato il Papa, riferendosi non solo ai rischi affrontati durante il viaggio verso l'Europa, ma anche alla possibilità che isolamento ed esclusione compromettano il futuro di chi riesce a raggiungere il continente.

Leone XIV ha inoltre espresso cordoglio per le vite perdute nel tentativo di raggiungere le Canarie attraverso l'Atlantico, definendo ogni morte lungo le rotte migratorie "un fallimento per la famiglia umana". Le sue parole hanno richiamato l'attenzione sulle difficoltà che continuano a caratterizzare uno dei principali corridoi migratori verso l'Europa.

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Retroscena: panico della Casa Bianca sui file Epstein, riunioni e duri scontri nel team di Trump


Un nuovo libro in uscita, il cui estratto è stato pubblicato in esclusiva dal New York Times svela mesi di crisi interna, finora nascosta al grande pubblico, alla Casa Bianca sui file Epstein: lo scontro Bongino-Bondi, i timori di Vance e i tentativi di Trump di fermare le rivelazioni.

Lo scandalo dei file Epstein ha paralizzato la Casa Bianca molto più di quanto finora si sapesse. Lo rivela in esclusiva un estratto pubblicato del New York Times firmato da Maggie Haberman e Jonathan Swan, tratto dal loro libro in uscita Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump. Nell'estate del 2025 i più stretti consiglieri di Donald Trump si riunirono più volte nella Situation Room, il bunker riservato alle crisi di sicurezza nazionale, per contenere lo scandalo che rischiava di minacciare il presidente in persona.

La riunione nel bunker


La prima riunione raccontata nell'estratto del nuovo esplosivo libro dei due giornalisti americani risale al 17 luglio 2025. Dieci giorni prima, il Dipartimento di Giustizia e l'Fbi avevano pubblicato un memo in cui affermavano che non esisteva alcuna "lista di clienti" di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per crimini sessuali e morto in carcere nel 2019. Il documento doveva chiudere il caso, ma ottenne invece l'effetto opposto: scatenò infatti la rivolta di una parte della base MAGA, convinta da anni che quella lista nascondesse una cospirazione ai vertici del potere. A peggiorare le cose, il video di sorveglianza del carcere dove era rinchiuso Epstein diffuso insieme al memo presentava un minuto mancante, un salto nel contatore orario che per molti sostenitori di Trump divenne la prova di un insabbiamento.

Al tavolo, senza la presenza di Trump, sedevano tra gli altri il vicepresidente JD Vance, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e l'allora vice Procuratore Generale, ed oggi Procuratore Generale ad interim, Todd Blanche. Vance, apparso ai presenti in preda al panico per le divisioni nella coalizione MAGA, spingeva per pubblicare tutti i file, comprese le accuse non verificate contro il presidente: il Congresso, sosteneva il vicepresidente, avrebbe comunque forzato la mano alla Casa Bianca. Per questo punto proponeva anche di far intervistare in carcere (da Tucker Carlson) Ghislaine Maxwell, la ex compagna e complice di Epstein, nella speranza che potesse scagionare Trump. Alla fine è prevalsa però l'opzione di Blanche: chiedere ai tribunali di desecretare le testimonianze del gran giurì. Una richiesta destinata quasi certamente a essere respinta, così che fossero i giudici, e non la Casa Bianca, a prendersi la responsabilità di negare i documenti.

Ironicamente, a fine luglio è stato lo stesso Blanche a interrogare Maxwell per due giorni, per alcuni interrogatori nel corso dei quali la donna gli ha detto di non aver mai assistito a comportamenti scorretti da parte di Trump. Poco dopo Maxwell è stata trasferita senza spiegazioni in un carcere federale di minima sicurezza in Texas, una mossa che ha alimentato ulteriormente l'indignazione pubblica. In una riunione successiva, tenutasi ad agosto, Vance ha proposto di andare di persona a farsi intervistare da Joe Rogan per difendere la linea dell'Amministrazione, dopo che Rogan aveva rifiutato di ospitare Blanche. Quell'intervista, però, non si è fatta mai.

Proprio durante la riunione del 17 luglio il Wall Street Journal aveva pubblicato l'articolo esplosivo sul biglietto di auguri attribuito a Trump per il compleanno di Epstein nel 2003, con il disegno di una donna nuda e un dialogo immaginario su un "meraviglioso segreto" tra i due uomini. Nei giorni precedenti il presidente aveva telefonato a Rupert Murdoch e alla direttrice del giornale Emma Tucker per bloccare il pezzo, arrivando a dirle che così facendo dimostrava di "odiare l'America", ma senza alcun successo.

Esclusiva NYT · Estratto di "Regime Change"

File Epstein, la crisi che la Casa Bianca ha gestito dal bunker
Nell'estate del 2025 i più stretti consiglieri di Trump si riunirono più volte nella Situation Room per cercare di contenere lo scandalo. Le rivelazioni del nuovo esplosivo libro di Maggie Haberman e Jonathan Swan.
"Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump" In uscita il 23 giugno 2026

Lo scandalo in un numero
0+
Le volte in cui Trump, la sua famiglia e i luoghi che frequenta compaiono nei file pubblicati, secondo un'analisi del New York Times

8 voli
Di Trump sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996

1 minuto
Mancante nel video del carcere diffuso con il memo

2+ riunioni
Nella Situation Room per contenere lo scandalo, estate 2025

Esplora la ricostruzione
1 Il bunker 2 I protagonisti 3 I numeri 4 Le tappe

La riunione decisiva
Le tre opzioni discusse nella Situation Room, senza il presidente
Dieci giorni dopo il memo che negava l'esistenza di una "lista di clienti" di Epstein, i vertici dell'Amministrazione Trump si chiusero nel bunker della Situation Room per decidere come placare la rivolta della base MAGA.

17
Luglio 2025

Situation Room, Casa Bianca
Al tavolo, tra gli altri: il vicepresidente JD Vance, il capo dello staff Susie Wiles e il vice Procuratore Generale Todd Blanche. Trump è assente.

Le opzioni discusse

Proposta di Vance Scartata
Pubblicare tutti i file
Comprese le accuse non verificate contro il presidente. Il Congresso, sostiene il vicepresidente, forzerà comunque la mano alla Casa Bianca.

Proposta di Vance Scartata
Far intervistare Maxwell in carcere da Tucker Carlson
Nella speranza che la ex complice di Epstein scagioni Trump davanti al pubblico conservatore.

Proposta di Blanche La linea scelta
Chiedere ai tribunali di desecretare gli atti dei grand jury
Una richiesta destinata quasi certamente al rifiuto: così sarebbero stati i giudici, e non la Casa Bianca, a prendersi la responsabilità di negare i documenti.

Intanto
Lo stesso giorno il Wall Street Journal ha pubblicato l'articolo sul biglietto di auguri attribuito a Trump per il compleanno di Epstein nel 2003. Nei giorni precedenti il presidente aveva telefonato a Rupert Murdoch e alla direttrice Emma Tucker per bloccare il pezzo, senza successo.

Dentro la Casa Bianca
Chi ha gestito la crisi, e come: tocca un nome per i dettagli

JD

JD Vance
Vicepresidente

Appare ai presenti in preda al panico per le divisioni nella coalizione MAGA. Spinge per pubblicare tutto e propone le interviste a Maxwell (con Carlson) e a sé stesso (con Joe Rogan, che aveva rifiutato di ospitare Blanche). Nessuna delle due si farà mai.

TB

Todd Blanche
Allora vice Procuratore Generale, oggi Procuratore Generale ad interim

La sua linea prevale: chiedere ai giudici un desecretamento destinato al rifiuto. A fine luglio è lui a interrogare Maxwell per 2 giorni: la donna gli dice di non aver mai assistito a comportamenti scorretti di Trump. Poco dopo viene trasferita senza spiegazioni in un carcere di minima sicurezza in Texas.

DB

Dan Bongino
Ex vicedirettore dell'Fbi

Esplode contro Bondi il giorno del memo: "Hai rovinato tutto fin dall'inizio". Accusato da Wiles di una fuga di notizie ad ABC News, offre 100mila dollari in contanti a chi dimostri che è stato lui, poi abbandona la riunione. Predice che il caso diventerà "lo scandalo Iran-Contra di Trump".

PB

Pam Bondi
Ex Procuratrice Generale

Aveva promesso in tv la pubblicazione della lista ("è sulla mia scrivania") e distribuito agli influencer di destra raccoglitori presentati come "i file Epstein", rivelatisi in realtà pieni di materiale già noto. Bongino e il direttore dell'Fbi Kash Patel ne hanno chiesto ripetutamente le dimissioni.

DT

Donald Trump
Presidente — assente dal bunker

Non vuole alcuna trasparenza sui file. Telefona a Murdoch per bloccare l'articolo del WSJ, rimprovera Charlie Kirk dopo un evento ostile a Bondi e definisce "deboli" ed "ex sostenitori MAGA" chi chiede la pubblicazione. A novembre 2025 sarà però costretto a firmare la legge che la impone.

Il bilancio dello scandalo
Quanto pesa il caso Epstein sulla presidenza, in sei dati

38.000+
Riferimenti a Trump, famiglia e luoghi nei file (analisi NYT)

8+
Voli di Trump sul jet di Epstein nel 1993-96, sempre negati

1 min
Il salto nel video del carcere che riaccende i sospetti

2 giorni
L'interrogatorio di Maxwell condotto da Blanche a fine luglio

100mila $
Offerti in contanti da Bongino a chi provi che la talpa è stata lui


Tema più citato dagli elettori indecisi nei focus group (memo Fabrizio, marzo 2026)

Hai rovinato tutto fin dall'inizio.

Dan Bongino a Pam Bondi, il giorno della pubblicazione del memo, secondo la ricostruzione di Haberman e Swan

Un anno di crisi
Dal memo che doveva chiudere il caso alla legge che lo ha riaperto
Tocca un evento per i dettagli.

7 luglio 2025
Il memo Dip. Giustizia-Fbi: "Non esiste una lista di clienti"

Il documento doveva chiudere il caso, ma scatena la rivolta di una parte della base MAGA. Il video di sorveglianza del carcere, diffuso insieme al memo, presenta un minuto mancante.

17 luglio 2025
Prima riunione di emergenza nella Situation Room, assente Trump

Prevale la linea Blanche: chiedere ai tribunali il desecretamento degli atti dei grand jury, richiesta destinata al rifiuto. Lo stesso giorno, però, il WSJ pubblica l'articolo sul biglietto di auguri di Trump ad Epstein del 2003.

Fine luglio 2025
Blanche interroga Maxwell per 2 giorni

La donna dice di non aver mai assistito a comportamenti scorretti di Trump. Poco dopo viene trasferita senza spiegazioni in un carcere federale di minima sicurezza in Texas.

Agosto 2025
Seconda riunione: Vance si propone per il podcast di Rogan

Rogan aveva rifiutato di ospitare Blanche. L'intervista del vicepresidente in difesa dell'Amministrazione Trump non si terrà mai.

Novembre 2025
Trump costretto a firmare l'Epstein Files Transparency Act

La pressione bipartisan al Congresso diventa inarrestabile. La legge approvata a larga maggioranza impone all'Amministrazione Trump la pubblicazione di migliaia di pagine fino ad allora riservate.

Dic 2025 — Feb 2026
I file escono: oltre 38mila riferimenti a Trump

Secondo una analisi del New York Times. Tra i documenti, i registri di volo con almeno 8 viaggi del presidente sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996, fino a quel momento sempre negati.

Marzo 2026
Il memo di Tony Fabrizio: lo scandalo pesa ancora sugli indecisi

Il sondaggista preferito del presidente indica i file Epstein come sesto tema più citato nei focus group con gli elettori indecisi: "un reale elemento negativo" per il presidente.

Fonte M. Haberman, J. Swan, "Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump" (Simon & Schuster, 23 giugno 2026), estratto pubblicato dal New York Times · Analisi NYT sui file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia · Giugno 2026

La furia di Bongino


L'estratto del libro documenta anche la rabbia di Dan Bongino, allora vicedirettore dell'Fbi. Il giorno della pubblicazione del memo Bongino ha urlato davanti ai colleghi prendendosela con l'allora Procuratrice Generale Pam Bondi: "Hai rovinato tutto fin dall'inizio", le ha detto, accusandola per le promesse fatte in tv sulla pubblicazione della lista che si trova "sulla mia scrivania". Mesi prima, Bondi aveva anche distribuito a un gruppo di influencer di destra dei raccoglitori presentati come "i file Epstein", che si rivelarono invece pieni di materiale già noto: un fiasco che aveva trasformato persino i sostenitori più fedeli dell'Amministrazione in feroci critici.

Due giorni dopo lo scontro sul memo, accusato da Wiles di aver passato notizie riservate ad ABC News, Bongino aveva offerto centomila dollari in contanti a chiunque fosse in grado di dimostrare che fosse stato lui responsabile della fuga di notizie e poi aveva abbandonato la riunione. Proprio in quel periodo aveva predetto che il caso Epstein sarebbe diventato "lo scandalo Iran-Contra di Trump" e sia lui sia il direttore dell'Fbi Kash Patel avevano chiesto le dimissioni di Bondi.

Da parte sua, il presidente Trump non voleva alcuna trasparenza sui file di Epstein. Aveva persino rimproverato al telefono Charlie Kirk dopo un evento di Turning Point USA trasformatosi in un processo pubblico a Bondi per la mancata pubblicazione dei file di Epstein e ha definito più volte "deboli" ed "ex sostenitori MAGA" coloro che chiedevano la pubblicazione di questi documenti.

La legge che Trump non voleva firmare


Con l'andare del tempo, però, la pressione bipartisan al Congresso è diventata inarrestabile. A novembre 2025 il presidente è stato così costretto a firmare l'Epstein Files Transparency Act, la legge che ha imposto la pubblicazione di migliaia di pagine dei file Epstein fino a quel momento riservati. Secondo un'analisi del New York Times, Trump, la sua famiglia e luoghi da lui frequentati spesso come il suo club a Mar-a-Lago vi compaiono più di 38mila volte. Tra i documenti ci sono i registri di volo che mostrano almeno otto viaggi dell'attuale presidente sul jet privato di Epstein tra il 1993 e il 1996, nonostante Trump avesse più volte dichiarato di non esserci mai salito.

Lo scandalo pesa ancora oggi. In un memo interno risalente a marzo 2026, il sondaggista preferito del presidente Tony Fabrizio ha indicato i file Epstein come sesto tema più citato nei focus group con gli elettori indecisi, definendoli "un reale elemento negativo". La Casa Bianca, interpellata dal New York Times, ha replicato che Trump "ha fatto per le vittime di Epstein più di chiunque altro prima di lui".

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Estate 2026: il vademecum Roborock per accogliere ospiti all’ultimo minuto con una casa sempre perfetta


L’estate è sinonimo di visite improvvise e momenti da condividere. Con il vademecum Roborock scopri come mantenere la casa sempre pulita e accogliente grazie alle più moderne tecnologie per la pulizia domestica
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Con l'arrivo della bella stagione, quando le giornate si allungano e le temperature diventano gradevoli, si riscopre il piacere della convivialità che si traduce in inviti last-minute agli amici. Un aperitivo improvvisato dopo il lavoro, una cena sul terrazzo organizzata all'ultimo minuto o un caffè con i vicini che si prolunga fino a sera: ogni occasione, seppur piacevole, porta con sé anche la necessità di una casa sempre pulita. Per non rinunciare alla bellezza di questi momenti, Roborock ha raccolto una serie di suggerimenti per organizzare l'accoglienza in modo semplice e rilassato, affidando parte della gestione della casa alla tecnologia.

Anker Soundcore Liberty 5 Pro e Pro Max con chip AI Anker Thus
Le nuove soluzioni audio promettono un’esperienza d’ascolto più intelligente grazie a funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, miglioramenti nella cancellazione del rumore e una qualità sonora di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il vademecum di Roborock per l’arte dell’accoglienza estiva


1. Piedi scalzi e atmosfera rilassata: il segreto di un’accoglienza informale: in estate l’ospitalità è spesso sinonimo di semplicità. Una playlist di sottofondo, qualche punto luce soffuso e ambienti ordinati contribuiscono a mettere gli ospiti a proprio agio fin dal loro arrivo. Anche la libertà di togliersi le scarpe e camminare a piedi scalzi può contribuire a creare un’atmosfera più informale e accogliente, facendo sentire tutti immediatamente a casa. Per arrivare a casa trovando già i pavimenti in ordine, può essere utile programmare in anticipo le attività di pulizia.
Roborock QR598: tramite app è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remotoRoborock QR598: tramite app è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remoto
In questo contesto, il robot aspirapolvere QR598 può intervenire in autonomia durante l’assenza dei proprietari, evitando gli ostacoli presenti sul percorso e completando le operazioni di pulizia prima dell’arrivo degli ospiti. Tramite app, infatti, è possibile avviare una sessione di pulizia anche da remoto o personalizzare temporaneamente le aree da trattare in base alle esigenze del momento; in questo modo, mentre ci si dedica agli ultimi preparativi o semplicemente al rientro a casa, i pavimenti possono essere già pronti ad accogliere amici e familiari, lasciando più spazio al piacere della convivialità.

2. Cibo da condividere e zero stress: la ricetta della convivialità: addio ai menù elaborati che costringono a trascorrere ore ai fornelli. L'estate celebra la semplicità e invita a privilegiare preparazioni fresche, facili da condividere e capaci di favorire la convivialità. Tra i protagonisti delle serate estive non possono mancare bevande rinfrescanti e cocktail da servire in bicchieri colorati, piatti leggeri a base di frutta e verdura di stagione e taglieri da portare al centro della tavola, pensati per essere gustati insieme, in un'atmosfera informale e rilassata. Anche la disposizione degli spazi può contribuire al successo della serata: organizzare cibo e bevande in modalità buffet incoraggia il movimento, facilita gli incontri tra gli ospiti e rende la conversazione più spontanea. Una soluzione pratica che permette ai padroni di casa di vivere il momento con maggiore leggerezza, dedicando meno tempo alla gestione della tavola e più tempo alla compagnia.

3. Gestire gli imprevisti senza interrompere la serata: durante un aperitivo o una cena in piedi, l'imprevisto è parte del divertimento: un brindisi troppo caloroso che fa cadere un goccio di vino, qualche patatina che scivola sotto il divano o le impronte bagnate di chi fa avanti e indietro dal terrazzo o dal giardino. Il segreto dell'ospite perfetto? Non scomporsi e non interrompere la conversazione. Avere a disposizione uno strumento rapido da utilizzare può aiutare a risolvere il problema in pochi istanti:
Lavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2: il design reclinabile gli raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassiLavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2: il design reclinabile gli raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassi
la lavapavimenti wet&dry F25 RT GEN 2 di Roborock aspira e lava contemporaneamente sporco secco e liquidi, consentendo di intervenire rapidamente sulle piccole emergenze domestiche. Grazie al design reclinabile, raggiunge gli spazi anche sotto i mobili bassi risolvendo tutto in pochi secondi e senza spezzare il ritmo della serata. Una volta collocato nella stazione di ricarica, grazie all'asciugatura rapida del rullo, tutto torna in ordine in pochi secondi e i padroni di casa non si preoccupano nemmeno della manutenzione del dispositivo.

4. Rimandare il riordino al giorno dopo: quando la serata termina, non sempre si ha voglia di dedicarsi immediatamente alle pulizie. L’estate invita a godersi il momento fino all’ultimo, senza la necessità di riordinare tutto prima di andare a dormire. Per questo può essere utile programmare una nuova sessione di pulizia automatica una volta concluso l’evento.
Roborock QR598 consente di programmare le sessioni di puliziaRoborock QR598 consente di programmare le sessioni di pulizia
Roborock QR598 può occuparsi dei pavimenti e dei tappeti in autonomia, mentre la stazione multifunzione gestisce operazioni come svuotamento della polvere, lavaggio e asciugatura dei mop, contribuendo a mantenere il sistema pronto per gli utilizzi successivi.

Ricerche online: l’AI cambia le abitudini degli italiani
Sempre più utenti utilizzano chatbot e assistenti AI per trovare negozi, ristoranti e servizi attraverso domande naturali e conversazioni, segnando il passaggio dalle tradizionali keyword a un’esperienza di ricerca più intuitiva e personalizzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con qualche accorgimento organizzativo e il supporto della tecnologia, preparare la casa per un invito improvvisato può diventare più semplice, lasciando più spazio al relax e alla convivialità che caratterizzano la stagione estiva.


Anker presenta Soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max: le prime cuffie con chip AI Anker Thus


Soundcore ha annunciato oggi il lancio di Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max, i primi due prodotti a utilizzare il chip AI THUS sviluppato congiuntamente da Anker, che offre chiamate cristalline. Grazie a una matrice di 10 sensori che combina otto microfoni per catturare il rumore ambientale e due sensori a conduzione ossea per rilevare le vibrazioni del cranio, insieme al chip AI THUS, i nuovi auricolari garantiscono una chiara acquisizione della voce anche in ambienti rumorosi.
I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente
I nuovi Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max migliorano inoltre le prestazioni ANC rispetto alle generazioni precedenti, offrendo una cancellazione del rumore fino a 2 volte più profonda rispetto ai Liberty 4 Pro.

Chiamate nitide in ambienti molto rumorosi


Alimentati dal chip AI THUS, Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max utilizzano un modello AI basato su rete neurale insieme alla matrice di 10 sensori per separare la voce dell’utente dal rumore circostante, assicurando che l’interlocutore possa sentire chiaramente anche in ambienti complessi e dinamici.

Chiamate chiarissime anche parlando a bassa voce


I sensori a conduzione ossea presenti nella matrice rilevano le vibrazioni fisiche della voce dell’utente, consentendo al sistema di acquisire e trasmettere chiaramente la voce anche a volumi più bassi in ambienti moderatamente silenziosi. In questo modo anche frasi bisbigliate vengono percepite chiaramente dall’interlocutore, garantendo la massima privacy.

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Il dispositivo si presenta come uno degli smartwatch più interessanti della sua fascia di prezzo, grazie a un design curato, un display AMOLED luminoso, funzioni avanzate per il monitoraggio della salute e un’autonomia superiore alla media
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Adaptive ANC 4.0 in ambienti in continuo cambiamento


La tecnologia Adaptive ANC 4.0 di Soundcore utilizza una matrice di otto microfoni, elaborando dati audio fino a 384.000 volte al secondo, per monitorare continuamente sia il rumore esterno sia quello residuo all’interno dell’orecchio e regolare in tempo reale la curva di cancellazione del rumore al variare delle condizioni.
L’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidianiL’algoritmo per la cancellazione del rumore (ANC) gestisce un’ampia gamma di rumori, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani
L’algoritmo gestisce un’ampia gamma di rumori, inclusi il rombo a bassa frequenza dei motori, le conversazioni da ufficio a frequenze medio-alte e le voci ambientali, garantendo una riduzione del rumore costante negli scenari di ascolto quotidiani.

HearID 5.0 per un suono personalizzato


Per un ascolto personalizzato, entrambi gli auricolari includono HearID 5.0, che crea un profilo EQ personale tramite un test dell’udito e lo applica a ogni brano riprodotto. Un sistema integrato AI Sound Enhancement utilizza inoltre una rete neurale AI per ricostruire i dettagli audio persi nella compressione Bluetooth, ripristinando fino al 65% della qualità generalmente ridotta nell’audio wireless.
Anker Liberty 5 Pro BluAnker Liberty 5 Pro Blu

Controllo vocale senza ritardi


Grazie al chip AI THUS, l’interazione vocale supporta 20 comandi integrati con un tempo di risposta di 0,91 secondi, consentendo agli utenti di regolare il volume, cambiare traccia, rispondere o terminare una chiamata e modificare la modalità ANC. - Funzionalità disponibile solo per lingue Inglese, Cinese, Giapponese e Tedesco. La modalità Trasparenza consente di non isolarsi del tutto dall’ambiente circostante, insieme alla funzione Easy Chat che permette di interagire con chi ti circonda pur mantenendo gli auricolari indossati.

Smart Case con Display Touch


Gli auricolari Liberty 5 Pro includono una custodia di ricarica con mini touchscreen TFT da 0,96 pollici. I Liberty 5 Pro Max, invece, sono i primi auricolari al mondo con smart display e trascrittore AI controllati tramite un display AMOLED da 1,78 pollici.

Basta premere due volte il pulsante sul retro della custodia di ricarica; al termine della sessione, l’app Soundcore genera trascrizioni, identifica gli interlocutori e riassume automaticamente le attività da svolgere. La traduzione AI è disponibile su entrambi i modelli: tramite gli auricolari su Liberty 5 Pro e tramite custodia o auricolari su Liberty 5 Pro Max.
I Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefonoI Liberty 5 Pro Max introducono inoltre AI Note-Taker, che consente di registrare riunioni direttamente dalla custodia senza dover utilizzare il telefono

Funzionalità aggiuntive e riconoscimenti


Entrambi i modelli offrono fino a 6,5 ore di riproduzione con ANC attivo e fino a 28 ore complessive utilizzando la custodia di ricarica. Tra le altre funzionalità figurano la connettività Multipoint, che consente di collegare simultaneamente fino a tre dispositivi, il supporto per Apple Find My, Google Fast Pair, certificazione IP55 contro polvere e acqua su entrambi i modelli e Bluetooth 6.1 per una connessione ancora più stabile. Infine, i Liberty 5 Pro hanno stabilito un Guinness World Record per la chiarezza delle chiamate. I Liberty 5 Pro Max utilizzano le stesse unità auricolari e offrono prestazioni di chiamata identiche, dimostrando di essere gli auricolari TWS con le chiamate più nitide al mondo (dati Anker).

Apple Design Awards 2026: tutti i vincitori delle migliori app e giochi | TechPerTutti
Apple ha annunciato i vincitori degli Apple Design Awards 2026, il riconoscimento che premia le migliori app e i migliori giochi dell’ecosistema Apple
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzi e disponibilità


Gli auricolari Liberty 5 Pro sono disponibili in quattro colori: azzurro , bianco, nero e rosa al prezzo di 179,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com. I Liberty 5 Pro Max sono anch'essi disponibili, in due colorazioni: Oro Titanio e Nero, al prezzo di 249,99 euro su amazon e sul Sito ankeritaly.com


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Ucraina, preoccupazione per le nuove quote UE sull'acciaio: a rischio uno dei principali settori export


Timori nel settore siderurgico ucraino: le nuove regole europee potrebbero ridurre drasticamente l’accesso al mercato UE e i ricavi export

Le nuove restrizioni dell'Unione Europea sulle importazioni di acciaio potrebbero avere un impatto significativo sull'industria siderurgica ucraina, uno dei comparti chiave dell'economia nazionale e una delle principali fonti di entrate in valuta estera per il Paese impegnato nella guerra contro la Russia.

A rilanciare l'allarme è stato il canale informativo Insider UA, che ha riportato le preoccupazioni espresse dai rappresentanti del settore in merito alle misure che Bruxelles intende introdurre a partire dal prossimo 1° luglio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, l'Unione Europea ridurrà le quote di importazione di acciaio esenti da dazi e aumenterà fino al 50% le tariffe applicate alle forniture che superano i limiti assegnati ai singoli Paesi esportatori. Le misure rientrano nella strategia europea volta a proteggere il mercato interno dalla persistente sovraccapacità produttiva globale nel settore siderurgico.

Per l'Ucraina, tuttavia, la questione assume una rilevanza particolare. Dopo l'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, molte delle tradizionali destinazioni commerciali dell'acciaio ucraino sono diventate difficilmente accessibili, spingendo le aziende del comparto a orientarsi sempre più verso il mercato europeo.

Secondo i dati citati da Insider UA, nel 2024 il settore metallurgico ha contribuito per il 7,2% al prodotto interno lordo dell'Ucraina, generando esportazioni per circa 6,4 miliardi di dollari, pari al 15,4% delle esportazioni complessive del Paese. Il comparto avrebbe inoltre assicurato circa un miliardo di dollari di entrate fiscali.

Alle nuove quote si aggiunge inoltre il progressivo impatto del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere che mira a ridurre le emissioni associate ai prodotti importati e che potrebbe comportare ulteriori costi per i produttori che utilizzano processi industriali ad alta intensità energetica.

Tra le voci più critiche figura quella di Yuriy Ryzhenkov, amministratore delegato di Metinvest Group, il maggiore produttore siderurgico ucraino. In dichiarazioni riportate dal Guardian, il manager ha sostenuto che l'industria nazionale non rappresenta una minaccia significativa per i produttori europei.

"L'Ucraina non rappresenta una minaccia significativa per l'industria metallurgica dell'UE. I nostri volumi non sono sufficientemente elevati. Distruggere una delle poche industrie che continua a operare durante la guerra non può essere considerata una decisione saggia", ha affermato Ryzhenkov.

Le autorità europee non hanno finora annunciato eventuali deroghe specifiche per l'Ucraina. La questione resta al centro del confronto tra Bruxelles e Kyiv, in un contesto in cui l'Unione Europea continua a rappresentare il principale partner economico e politico del Paese.

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Gli Stati Uniti hanno già rimborsato quasi 22 miliardi di dollari di dazi


Il Tesoro americano ha restituito agli importatori una cifra pari ai dazi incassati a maggio: le entrate doganali nette sono risultate negative per la prima volta almeno dal 2015.

Il Tesoro degli Stati Uniti ha rimborsato a maggio quasi 22 miliardi di dollari di dazi alle aziende importatrici. Sono le prime restituzioni da quando la Corte Suprema ha bocciato una parte centrale della politica commerciale del presidente Donald Trump. Secondo i dati mensili pubblicati mercoledì dal dipartimento del Tesoro, la cifra equivale più o meno ai dazi incassati nello stesso mese e i rimborsi hanno quindi di fatto azzerato le entrate doganali del governo federale.

Le entrate nette dai dazi sono anzi risultate leggermente negative, per circa 42 milioni di dollari: il governo ha cioè restituito agli importatori più di quanto ha incassato alle dogane. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, che partono dal 2015, non era mai successo prima.

Effetto dei dazi sui conti pubblici Usa

Il mese in cui i dazi rimborsati sono stati più alti di quelli incassati
Dopo la bocciatura della Corte Suprema, nel maggio 2026 il Dipartimento del Tesoro americano ha restituito agli importatori quasi 22 miliardi di dollari di dazi già versati: poco più di quanto incassato nello stesso mese. Per la prima volta dall’inizio della serie, il saldo netto è finito sotto zero.
Dipartimento del Tesoro Usa · Rapporto mensile Maggio 2026

Dazi incassati
0,00mld $

vs

Dazi rimborsati
0,00mld $

Entrate doganali lorde di maggio
Restituiti alle aziende importatrici nello stesso mese

Il saldo netto dell'Agenzia delle Dogane è −42 milioni di dollari. Non era mai accaduto prima nei dati raccolti da Bloomberg, che partono dal 2015

Esplora i dati
1 Il saldo 2 I rimborsi 3 I conti 4 Le stime

Maggio 2026
I rimborsi hanno superato le entrate doganali
I rimborsi elaborati a maggio hanno superato di poco gli incassi del mese: il governo ha restituito agli importatori più di quanto ha riscosso di dazi.

Dazi incassati a maggio
21,93 mld $

Dazi rimborsati a maggio
21,97 mld $

−42 mln $
È il saldo netto a maggio: per la prima volta in almeno un decennio, una voce di entrata del bilancio federale è diventata una voce di spesa.

31,3 mld $
Picco mensile delle entrate dai dazi, toccato a ottobre 2025

32,1 mld $
Rimborsi di dazi complessivi dall'inizio dell'anno fiscale 2026

La posta in gioco
Restituiti finora 22 dei 166 miliardi incassati con i poteri d'emergenza
Un tribunale federale ha ordinato di rimborsare tutti gli importatori che hanno pagato dazi imposti con l'International Emergency Economic Powers Act. L'Amministrazione Trump ha presentato appello.

~22 mld $ già rimborsati entro maggio
144 mld $ rimborsi ìancora in attesa dell'appello

L'iter giudiziario

La sentenza
La Corte Suprema ha stabilito che Trump non aveva l'autorità di imporre dazi ricorrendo alla legge sui poteri economici d'emergenza (Ieepa).

Aprile 2026
Il governo inizia a elaborare i rimborsi alle aziende importatrici.

In sospeso
L'Amministrazione Trump fa appello contro l'ordine di rimborsare tutti i 166 miliardi di dazi incassati tramite Ieepa: l'entità finale dei imborsi resta, al momento, incerta.

Interrogato al Congresso, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha assicurato che i soldi torneranno alle aziende che hanno importato i beni colpiti dai dazi. Audizione al Congresso, giugno 2026

Il bilancio federale
Senza le entrate dei dazi, i conti di maggio si reggono solo su tasse sui redditi delle persone fisiche e contributi
Le altre voci del dato mensile del Tesoro: il costo del debito vola, il gettito delle imprese crolla.

133 mld $
+44% in un anno
Interessi pagati sul debito pubblico a maggio: mai così alti in un solo mese

−67%
Crollo del gettito fiscale
Calo delle imposte sulle società rispetto a maggio 2025

286 mld $
Da 247 mld un anno fa
Ritenute sui redditi individuali più contributi per Social Security e Medicare

1.250 mld $
−9% sull'anno scorso
Deficit federale nei primi otto mesi dell'anno fiscale 2026

La traiettoria del deficit
Il disavanzo è destinato comunque ad allargarsi
Dopo il deficit più basso degli ultimi tre anni nel 2025, le previsioni del Congressional Budget Office indicano una nuova crescita del disavanzo. Valori in miliardi di dollari previsti per anno fiscale.

1.700

1.850

1.890

2025
Consuntivo

2026
Stima Cbo

2027
Stima Cbo

Consuntivo — dato chiuso del Dip. del Tesoro
Previsione — stime Cbo di febbraio 2026

Il punto
Bessent assicura che i dazi imposti con altre basi giuridiche porteranno nel 2026 entrate dello stesso ammontare, ma alcune di quelle misure non sono ancora pienamente in vigore. Nel frattempo il bilancio federale ha perso, almeno per un mese, una delle sue fonti di entrata più citate dall'Amministrazione Trump.

Fonti Dipartimento del Tesoro Usa, dato mensile di maggio 2026 · Bloomberg · Reuters · Congressional Budget Office, stime di febbraio 2026 · Stima sulla base dei dati disponibili al 10 giugno 2026.

La Corte Suprema ha stabilito che Trump non aveva l'autorità di imporre dazi ricorrendo all'International Emergency Economic Powers Act, la legge che concede al presidente poteri economici straordinari nelle emergenze e su cui l'amministrazione aveva basato gran parte dei suoi dazi. Dopo la sentenza il governo ha iniziato ad aprile a elaborare i rimborsi. L'entità finale delle restituzioni resta però incerta: l'amministrazione ha presentato appello contro l'ordine di un tribunale che impone di rimborsare tutti gli importatori che hanno pagato dazi sotto quella legge, per un totale di 166 miliardi di dollari, una cifra molto superiore a quella restituita finora.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent, interrogato sulla vicenda in un'audizione al Congresso la settimana scorsa, ha detto che i soldi torneranno alle aziende che hanno importato i beni colpiti dai dazi.

Nei primi otto mesi dell'anno fiscale, che negli Stati Uniti inizia il 1° ottobre, il deficit si è ridotto a 1.250 miliardi di dollari, il 9% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le entrate dai dazi, che avevano toccato il picco a ottobre, avevano dato un contributo significativo ai conti pubblici nell'anno fiscale 2025, chiuso con un deficit di 1.700 miliardi di dollari, il più basso degli ultimi tre anni. Bessent ha detto che i dazi imposti con altre basi giuridiche porteranno nel 2026 entrate dello stesso ammontare, ma alcune di quelle misure non sono ancora pienamente in vigore.

A maggio gli Stati Uniti hanno pagato 133 miliardi di dollari di interessi sul debito pubblico, il 44% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Le ritenute sui redditi individuali, insieme ai contributi per Social Security e Medicare, i programmi pubblici di previdenza e di assistenza sanitaria, sono salite a 286 miliardi di dollari dai 247 dell'anno precedente, mentre il gettito delle imposte sulle società è calato del 67%.

Per l'intero anno fiscale il deficit è comunque destinato ad allargarsi. Il Congressional Budget Office, l'ufficio indipendente del Congresso che fa le stime sui conti pubblici, ha previsto a febbraio che il disavanzo raggiungerà i 1.850 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2026 per poi salire a 1.890 miliardi nel 2027.

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Preparatevi all'impatto


Più IA, ma anche più iniziativa indipendente, Amazon vuole James Bond tutto per sé e forse vedremo Steam Machine prima della fine dell'anno
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I licenziamenti alla Ubisoft di questa settimana sono solo l'antipasto (470 posti persi), a luglio arriverà un bel taglio a Xbox che si prepara a un anno difficilissimo per colpa dei prezzi di ram e memoria. Doppia recensione anche questa settimana (anche se uno dei due titoli è in early access) e raccomandazioni tendenti al cozy, con un'importante eccezione.


News index


+ Xbox si prepara a grossi tagli
- Comprate un pc asap o ve ne pentirete
+ Ubisoft chiude due studi e licenzia 380 persone
- I dati di Pokémon GO al Pentagono
+ Roblox continua a scappare dalla legge
- Chi ha vinto gli Italian videogame awards?

Xbox si prepara a grossi tagli - Xbox ha reso pubblico un memo per i suoi dipendenti in cui la neo nominata amministratrice delegata Asha Sharma elenca i problemi dell'azienda e dice ai suoi di prepararsi a un "Reset di Xbox". Fonti di Bloomberg affermano che "importanti tagli al personale" faranno parte di questo piano, che sarà attuato a partire dal prossimo anno fiscale che inizierà il 1° luglio 2026. Il memo cita come ragioni dei tagli margini di profitto al di sotto del 3%, un ecosistema di fornitori hardware in crisi (vedi la prossima news) e un'infrastruttura aziendale "eccessivamente complessa".

Comprate un pc asap o ve ne pentirete - “Quando sono arrivata a Xbox a febbraio pagavamo per la memoria delle console il doppio rispetto all’anno prima. Entro la fine dell’anno pagheremo il triplo e l’autunno 2027 vedrà prezzi per spazio di archiviazione e RAM cinque volte superiori rispetto a quelli dell’autunno 2025”. Queste parole di Asha Sharma dovrebbero convincere i più scettici a mobilitarsi il più presto possibile: se avete in programma di farvi un pc o di acquistare una console o qualunque altro dispositivo per videogiocare, fatelo ora perché i prezzi non faranno che salire.

Ubisoft chiude due studi e licenzia 470 persone - Ubisoft chiuderà i suoi studi di Winnipeg, in Canada, e Belgrado, in Serbia, licenziando 380 persone. Anche lo studio di Ubisoft a Barcellona, ​​in Spagna, verrà ristrutturato (con una riduzione dell'organico) per concentrare i propri sforzi su Rainbow Six. Ubisoft San Francisco, invece, avrà 93 licenzimenti entro agosto. Queste misure rappresentano solo l'ultimo tassello di una riorganizzazione aziendale che ha già comportato la chiusura di diversi sotto-studi di Ubisoft e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

I dati di Pokémon GO al Pentagono - Un modello di navigazione visiva (quindi non GPS ma basato sulle foto) sviluppato da Niantic Spatial (sussidiaria della Niantic che ha sviluppato Pokémon GO) viene ora utilizzato da un'azienda di intelligence attivamente sotto contratto da parte dei servizi segreti statunitensi. Niantic ha utilizzato le scansioni effettuate in Pokémon Go per sviluppare un modello di posizionamento visivo a supporto della navigazione in aree con scarsa copertura GPS. A dicembre l'azienda ha annunciato una partnership con Vantor, un fornitore di intelligence, che ha recentemente ricevuto un contratto dal governo degli Stati Uniti per supportare "missioni critiche di sicurezza nazionale".

Roblox continua a scappare dalla legge - Secondo alcune indiscrezioni, Roblox starebbe cercando di trasferire i casi di abuso sessuale su minori che lo riguardano negli Stati Uniti al di fuori dei tribunali. I genitori degli utenti minorenni vittime di abusi sulla piattaforma chiedono 40 miliardi di dollari di risarcimenti, accusando l'azienda di non aver applicato adeguatamente le misure di sicurezza. Le battaglie legali, però, si stanno protraendo a lungo, con alcuni casi che di fatto rimangono in sospeso. A febbraio, circa 800 genitori hanno firmato una lettera indirizzata a Roblox chiedendo all'azienda di interrompere i tentativi di tenere i casi fuori dai tribunali e lontano dagli occhi del pubblico attraverso l'utilizzo della clausola arbitrale. Questo stratagemma legale, incluso nei termini di servizio, consente all' azienda di risolvere le controversie legali con gli utenti tramite arbitrato privato anziché in tribunale. L'arbitrato è un processo legale privato che sostituisce i tradizionali procedimenti giudiziari. È vincolante per gli utenti residenti negli Stati Uniti e prevede che le controversie vengano esaminate da un arbitro terzo neutrale, il quale emette una decisione legalmente vincolante al di fuori di un'aula di tribunale pubblica. Il processo manca notoriamente di trasparenza e non ha le garanzie procedurali del sistema giudiziario, cosa che tutela Roblox e non protegge le vittime.

Chi ha vinto gli Italian videogame awards?

Best Italian Game


The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
Dino Path Trail - Void Pointer
HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione
Simon the Sorcerer Origins - Smallthing Studios

Best Italian debut Game


Dino Path Trail - Void Pointer (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
Loan Shark - Studio Ortica
Necrologium - Bob's Cult Studio
The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles - Fix-a-Bug

Outstanding Art


Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine (Vincitore)
Steel Seed - Storm in a Teacup
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Outstanding Experience


HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione (Vincitore)
The Bench - Voxel Studios
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Outstanding Audio


Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine (Vincitore)
Steel Seed - Storm in a Teacup
The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios

Community Spotlight Award


The Lonesome Guild - Tiny Bull Studios (Vincitore)
Bye Sweet Carole - Little Sewing Machine
HORSES - Andrea Lucco Borlera / Santa Ragione
Simon the Sorcerer Origins - Smallthing Studios
Star Overdrive - Caracal Games


Cosa giocare questo weekend


Demo e titoli da provare per scoprire qualcosa di nuovo

Siete alla ricerca di cose nuove? Emozioni forti? Storie strappalacrime? Questa lista di raccomandazioni ha qualcosa per tutti i palati tra nuove uscite, titoli in early access e demo di videogiochi ancora lontani.

Crashout Crew - Gli sviluppatori di Peak, Aggro Crab, hanno fatto uscire un nuovo titolo cooperativo per gruppi di amici, questa volta ambientato in un magazzino. L’obiettivo è mettere le scatole al posto giusto, sbagliare fa salire lo stress e quando questo è al massimo il giocatore perde il controllo del personaggio che inizia a sbandare per tutto il magazzino. É per divertirsi con gli amici e ha uno spessore sorprendente, provatelo se volete una serata alternativa.

Map Map: A Game About Maps - Questo è per i nerd veri: avete mai sognato di essere voi a realizzare le mappe del tesoro che useranno i pirati del futuro? Map Map è la cosa che più ci si avvicina. Tramite enigmi e puzzle ambientali da risolvere dovrete realizzare mappe e carte dei luoghi che visitate. I controlli sono fatti bene, il gioco è profondo e c’è veramente tanto da fare.

Gothic 1 Remake - CD Projekt Red ha ammesso più volte che senza Gothic non ci sarebbe stato The Witcher e il remake di questo classico assoluto del 2001 (uno dei pochi fatti in Europa al tempo) è appena uscito e ha recensioni stellari. Open World, GDR puro e gameplay action. Tornare alle radici della cultura dei videogiochi di ruolo europei non è mai stato così semplice.

Starseeker: Astroneer Expedition - La cooperazione spaziale è dolcissima. Se avete letto l'anteprima saprete quanto questo gioco sia davvero squisito e quanto incarni tutto ciò che dà speranza per quanto riguarda l’esplorazione spaziale: cooperazione, avventura e una sana dose di stranezza. Nei fatti è un cooperativo PvE in cui riplasmare gli ambienti (il focus di Astroneer) è ancora la chiave. Divertimento assicurato per chi cerca un’avventura cooperativa da giocare con gli amici o online.


Crushed in Time è il meta puzzle game dell’estate


Se lo immaginate come la Settimana Enigmistica in versione difficile, avrete un compagno eccellente per passare il tempo

Crushed in Time è un videogioco punta e clicca con due twist: il primo è che non si clicca, si allunga, (ovvero tutte le interazioni sono basate sul fatto che ogni oggetto nel gioco è elastico e può essere manipolato usando il mouse); il secondo è il suo approccio meta narrativo al mondo dei videogiochi.

Come vi raccontavamo nell’anteprima, i due protagonisti sono Sherlock e Watson, in missione per trovare un personaggio scomparso all’interno del loro stesso videogioco. Crushed in Time, infatti, è un viaggio nel tempo attraverso le fasi di sviluppo di sé stesso, e un modo creativo e arguto di raccontare, anche attraverso gli enigmi, come nasce un videogioco.

La storia raccontata (e completamente doppiata in inglese) è interessante e spinge ad andare avanti, nonostante alcuni picchi di complessità negli enigmi che potrebbero far sopraggiungere un po’ di frustrazione. Fortunatamente, a schermo è sempre presente un sistema di aiuti opzionali che chi gioca può attivare quando non riesce a procedere. In un paio di casi è capitato che questi ultimi non fossero molto d’aiuto, ma in generale fanno bene il loro lavoro.

Il gameplay allungabile è il maggior fattore di attrattiva del gioco perché rimescola completamente le carte del genere punta e clicca per offrire un motore per enigmi complesso e che dà soddisfazione quando funziona. Solo nel primo livello bisogna attaccare del miele a una lettera per farla scendere dal soffitto e dare uno schiaffo a Holmes per convincerlo a schiodarsi dalla sua poltrona.

Il gioco dura tra le 6 e le 7 ore, il giusto secondo noi perché le meccaniche di base sono sette, e sul finale iniziano a vedersi strutture degli enigmi già viste. É scontato che il genere punta e clicca deve piacere a chi si avvicina al gioco, altrimenti il disagio è garantito. Crushed in Time sa benissimo cos’è e dove vuole andare in termini di direzione artistica e narrativa, cercare di farvelo piacere non vi aiuterà.

I personaggi, le situazioni, le svolte narrative e persino la struttura di alcuni enigmi sono sapientemente sempre a un passo dallo scatenare la rabbia di chi gioca. Draw Me a Pixel ha immaginato un titolo capace di soddisfare il bisogno di logica dei suoi utenti e ha calibrato (con giusto un paio di eccezioni) con precisione i suoi puzzle proprio per far scattare in chi gioca prima la curiosità, poi la determinazione, e infine la soddisfazione.

Se avete la pazienza di aspettare l’uscita su iOS e Android, vi consiglio queste piattaforme per godervelo al meglio. Il motivo è che durante le nostre sessioni su PC, stimoli esterni in abbondanza tolgono la mente dalle stato di concentrazione richiesto per decifrare un enigma. In viaggio (lo abbiamo testato in treno) o in momenti di tempo che si vuole riempire, invece, Crushed in Time è stato un balsamo perché il livello di concentrazione richiesto ci ha permesso di isolarci a sufficienza dall’ambiente circostante.

É complesso, è spassoso (le discussioni tra Sherlock e Watson sono sempre pungenti), è bello da vedere (ma non così incredibile che andrebbe sprecato su uno schermo più piccolo), e dà soddisfazione. Se siete alla ricerca di enigmi interessanti, una storia intrigante e un piacevole passatempo, Crushed in Time è il gioco che fa per voi, soprattutto se i dietro le quinte del game development vi incuriosiscono.


Witchspire: il survival con la stregoneria per i fan di Witch Hat Atelier


Se vi siete recentemente ossessionati con la serie anime di Coco e Qifrey, questo Survival crafting potrebbe riempire bene le pause tra un episodio e l’altro

Le streghe vanno di moda quest’anno e, come sempre, ci sono prodotti più o meno di qualità che cavalcano il trend, o lo intercettano essendo in lavorazione da diversi anni. Witchspire appartiene alla seconda categoria: ha appena fatto il suo debutto in early access ed è in cantiere da diverso tempo.

É esattamente il punto di incontro tra l’estetica pop delle streghe (cappelli a punta, magie colorate, scope volanti e famigli) e il genere immortale e instancabile dei Survival crafting, in cui bisogna migliorare personaggio ed equipaggiamento prendendo dal mondo circostante le risorse necessarie. Se vi siete recentemente ossessionati con la serie anime con protagonisti Coco e Qifrey, Witch Hat Atelier, questo Survival crafting potrebbe riempire bene le pause tra un episodio e l’altro

Witchspire inizia con una protagonista lontana dal suo gruppo di amici che, in una sorta di tutorial distribuito, deve imparare a sopravvivere nei pressi della Witchspire, una struttura magica antica che si è risvegliata ed è entrata in contatto con chi gioca tramite un sogno mistico.

I primi passi, dopo aver creato il personaggio e aver scelto a che fazione magica appartenere (noi abbiamo scelto gli storici-bibliotecari ovviamente), iniziano con l’esplorazione. La prima ricompensa è il famiglio che non fa solo da animale da compagnia ma è la fonte di abilità speciali e ultimate. Il combattimento è semplice, è a oggetti singolo e c'è una discreta mobilità tra doppi salti e schivate con immunità.

Il sistema di progressione è tutto a tema magico e traduce in chiave “stregoneria” gli elementi classici del genere, dallo strumento per tagliare gli alberi al roster di armi, fino alle classiche stazioni per la base. All’andare avanti della storia si sbloccano nuove magie e nuove abilità per il famiglio e la cosa più interessante del gioco è che è possibile collezionare una miriade di famigli. Sconfiggendo le creature sparse per il gioco c’è una possibilità che si attivi l’opzione di domarle per farle entrare nel vostro parco-famigli.

Il sistema, come il comparto grafico, è ancora un po’ grezzo visto che il gioco è in early access, ma ci sono davvero tante creature (draghi, criceti infuocati ecc…) di cui innamorarsi. Envar Games ha capito il suo pubblico e ha progettato un esperienza per farlo contento anche grazie a una conversione efficace di meccaniche consolidate in un’atmosfera con cui avrebbero relativamente poco a che fare.

Witchspire è un gioco accessibile, cooperativo e molto personalizzabile una volta sbloccata la scopa (su cui volare) e abbastanza elementi per costruire una bella base rifornita. Se vi piacciono le atmosfere magiche e il flusso di gioco di un survival crafting, troverete in Witchspire un ottimo compagno di giochi.

Una sola raccomandazione: se siete incuriositi solo dall’aspetto di creature-collecting, invece, vi raccomando di guardare un bel po’ di gameplay prima di acquistarlo. Bisogna interagire molto con il motore di gioco survival per avere le risorse necessarie a catturare e collezionare. Il sistema dei famigli è ben fatto ma non è il fulcro del gioco, è quell’aggiunta che distingue il titolo dal resto del panorama survival, oltre alla sua ambientazione.


Non dimenticare di dare un ascolto alla nuova puntata di [REDACTED] Podcast, lo show settimanale in cui io, Francesco Lombardo e Cecilia Ciocchetti analizziamo le notizie più importanti della settimana in fatto di gaming e esport.
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Ci vediamo alla prossima lettera,
Riccardo "Tropic" Lichene


Starseeker: Astroneer Expedition è un gioco dolcissimo - la prova


Prima di iniziare a raccontarvi di Starseeker: Astroneer Expedition devo togliermi dai piedi alcuni di voi: se vi è piaciuto Astroneer (il survival di culto uscito nel 2016) abbandonate queste pagine e correte a provare la beta di Starseeker che è appena partita. É aperta a tutti, è su tutte le piattaforme e ha a disposizione una fetta importante delle prime ore di gioco che vi farà innamorare di nuovo dell'universo creato da System Era Softworks ed edito da quei malandrini di Devolver Digital.

Ora che il principale target di pubblico è stato avvisato, ed è rimasto solo chi di Astroneer non ha mai sentito parlare, permettetemi di presentarvi uno dei giochi più dolci che abbia provato negli ultimi cinque anni.

Starseeker (lo chiamerò così d'ora in poi) è un titolo fantascientifico, cooperativo ed esplorativo in cui i membri di una stazione spaziale devono portare a termine degli importanti incarichi di ricerca scientifica. Questi consistono nel raccogliere materiali, esplorare biomi, realizzare ricette di crafting e tutta una serie di altri incarichi piccoli e grandi.

Per rendere le cose un tantino emozionanti, System Era ha introdotto delle meccaniche ad estrazione: niente pvp o robe simili, se non riuscirete a tornare alla vostra astronave prima che vi finisca l'ossigeno, perderete le risorse accumulate. L'obiettivo? Guadagnare reputazione con i vari vendor della stazione spaziale per sbloccare nuovi strumenti e personalizzazioni. In più ci sarà un sistema di obiettivi di server (ciascuno dei quali ospiterà fino a 60 giocatori tutti sulla stessa stazione spaziale) a cui tutti contribuiranno con le loro missioni.

La beta è limitata e io l'ho potuta provare solo per due giorni, ma è evidente che lo spirito tanto buffo quanto determinato di Astroneer va a comporre la maggior parte delle fondamenta del titolo. Starseeker è un gioco dolce sia perché le sfide che mette davanti a chi gioca non sembrano mai insormontabili, sia perché non ci sono veri e propri nemici. La fauna dei pianeti che andrete a esplorare non va sottovalutata, ma non c'è un cattivo, un piano per distruggere l'universo o chissà quale rischio: c'è una missione spaziale, con i suoi pericoli, che i suoi astronauti vogliono superare tutti insieme.

La condivisione e la cooperazione sono ubique: le risorse raccolte dalla squadra sono condivise, le informazioni scoperte sulla mappa sono condivise e "lo spirito è sempre e comunque quello della collaborazione" ha detto Adam Bromell, co-fondatore e creative director di System Era Softworks. "La nostra priorità è sempre stata quella di creare un'esperienza avvicinabile, senza stress e tranquilla", un ideale che riflette non solo le origini di Astroneer, ma anche l'ethos di tutta System Era.

Meccanicamente, ad essere protagonista è di nuovo la tecnologia di manipolazione del terreno che ha fatto di Astroneer un classico. Potrete riplasmare caverne e interi paesaggi alla ricerca di risorse o esplorando per completare le vostre missioni. Non c'è il comparto di basebuilding di Astroneer, al contrario c'è una fortissima enfasi sul raggiungere obiettivi comuni e riuscire in una grande impresa.

Essendo una beta devo aspettare ad esprimere un giudizio sul prodotto finito (che dovrebbe arrivare entro l'anno); quello che posso dire è che, con la sua dolcezza, Starseeker mi ha fatto divertire e stare bene in un mondo, quello dei live service, dominato da competizioni, paragoni, punteggi e pessimismo. Se anche voi siete alla ricerca di una piccola oasi dove fare amicizia, vi raccomando di provare la beta gratuita e su tutte le piattaforme appena partita.


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File Epstein, con Nancy Mace hanno perso la rielezione tre dei quattro repubblicani ribelli


La deputata è arrivata solo quinta alle primarie per il governatore della South Carolina. Prima di lei anche Marjorie Taylor Greene si è dimessa, mentre Thomas Massie ha perso le sue primarie contro un candidato voluto da Trump. Resiste solo Boebert.

La deputata repubblicana Nancy Mace è arrivata quinta alle primarie del suo partito per la carica di governatore della South Carolina. Con la sua sconfitta, tre dei quattro repubblicani della Camera che avevano forzato la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein sono ormai fuori, o quasi, dalla politica elettiva.

Mace aveva firmato, insieme ad altri tre colleghi, la petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti relativi al finanziere morto in carcere. Quella firma ha messo i quattro in rotta di collisione con il presidente Donald Trump, il cui nome compare più volte nei file e che si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione. Trump ha sempre negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ogni accusa di condotta sessuale impropria.

La fine dei quattro firmatari


Gli altri firmatari sono già usciti di scena, o sono vicini a farlo. Marjorie Taylor Greene, deputata della Georgia, si è dimessa dal Congresso all'inizio dell'anno dopo ripetuti scontri con Trump su Epstein e su altri dossier. Thomas Massie, deputato del Kentucky e tra i promotori della petizione, ha perso il mese scorso le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto dall'attuale presidente.

Resiste solo Lauren Boebert, deputata repubblicana del Colorado. Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse candidarsi contro di lei. Boebert corre, dunque, senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita per la rielezione a novembre in un distretto solidamente repubblicano.

La caduta dei tre è stata persino più rapida di quella dei repubblicani che votarono per l'impeachment di Trump dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Quei parlamentari erano 17, tra Camera e Senato. Dopo la sconfitta alle primarie del senatore della Louisiana Bill Cassidy il mese scorso, al massimo 3 resteranno ancora al Congresso il prossimo anno.

Ridurre tutto ai file Epstein, però, sarebbe semplicistico. Greene e Massie si erano scontrati con Trump anche su molti altri fronti e il comportamento spesso eccentrico di Mace potrebbe aver pesato sugli elettori almeno quanto la vicenda Epstein. La deputata ha raccolto appena il 12% ed è arrivata terza persino nella sua zona, la contea di Charleston.

File Epstein · Conseguenze su Primarie 2026

Il prezzo di una firma: che fine hanno fatto i repubblicani che hanno votato per i file Epstein


4 deputati repubblicani hanno costretto la Camera a votare sulla pubblicazione dei documenti su Jeffrey Epstein, sfidando il presidente Donald Trump. Dopo la sconfitta di Nancy Mace alle primarie per il prossimo governatore della South Carolina, 3 di loro sono fuori — o quasi — dalla politica elettiva.

Firmatari
4

vs

Ancora in corsa
1

Deputati che hanno forzato il voto sulla pubblicazione dei file

Solo Lauren Boebert resta favorita per la rielezione a novembre

Greene
Georgia

Massie
Kentucky

Mace
South Carolina

Boebert
Colorado

Esplora in dettaglio
1 I quattro 2 La primaria 3 Il confronto 4 Il paradosso

Uno per uno

4 firme contro Trump, 3 carriere politiche finite o sospese


La petizione che ha obbligato la Camera a votare sulla pubblicazione dei file ha messo i firmatari in rotta di collisione con il presidente, il cui nome compare più volte nei documenti. Tocca ogni scheda per i dettagli.

MG

Marjorie Taylor Greene
Georgia · Camera

Dimessasi

Si è dimessa dal Congresso a gennaio 2026, dopo ripetuti scontri con Trump sui file Epstein e su molti altri dossier. Era stata per anni uno dei volti più riconoscibili del movimento MAGA.

TM

Thomas Massie
Kentucky · Camera

Sconfitto

Tra i promotori della petizione, ha perso a maggio le primarie contro uno sfidante fortemente sostenuto da Trump, che aveva organizzato contro di lui una campagna durissima.

NM

Nancy Mace
South Carolina · candidata governatrice

Sconfitta

Ha lasciato il seggio alla Camera per correre da governatrice ed è arrivata quinta e ultima con il 12,1% il 9 giugno. E' finita al terzo posto persino nella sua contea, quella di Charleston. Trump le ha negato l'endorsement, andato invece alla vicegovernatrice Pamela Evette.

LB

Lauren Boebert
Colorado · Camera

In corsa

Trump l'ha presa di mira, ma troppo tardi perché uno sfidante potesse registrarsi contro di lei. Corre senza avversari alle primarie ed è nettamente favorita a novembre in un distretto solidamente repubblicano.

South Carolina · 9 giugno

Quinta e ultima: il risultato di Mace alle primarie per governatore


Nessun candidato ha superato il 50%: la vicegovernatrice Pamela Evette, sostenuta da Trump, e il procuratore generale Alan Wilson si giocheranno la nomination al ballottaggio del 23 giugno.

Pamela EvetteEndorsement Trump · al ballottaggio

28,9%

Alan WilsonAl ballottaggio

26,2%

Ralph Norman

17,1%

Rom Reddy

14,2%

Nancy MaceQuinta su cinque

12,1%

Al ballottaggio del 23 giugno
Nancy Mace
Altri candidati

Mace attribuisce la disfatta alla battaglia sui file Epstein: "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo". Ma anche il suo stile spesso eccentrico potrebbe aver pesato sugli elettori.

Il precedente

Una caduta persino più rapida di quella dei repubblicani che hanno votato a favore dell'impeachment


Dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, 17 parlamentari repubblicani votarono per l'impeachment o la condanna di Trump. La loro uscita di scena ha richiesto 5 anni. Per i firmatari della petizione Epstein sono bastati pochi mesi.

Repubblicani a favore dell'impeachment
2021 → 2026 · 5 anni

Dopo la sconfitta del senatore Bill Cassidy alle primarie in Louisiana, al massimo 3 su 17 resteranno al Congresso il prossimo anno.

Firmatari della petizione Epstein
2025 → 2026 · pochi mesi

1 su 4 resta ancora in corsa: Lauren Boebert, salvata solo dai tempi tecnici delle candidature in Colorado.

Ancora in carica o in corsa
Fuori dalla politica elettiva, o quasi

La battaglia nata in casa MAGA

Puniti per una battaglia che la base trumpiana aveva invocato per anni

Da sopravvissuta, ho scelto di difendere i miei principi e di oppormi all'insabbiamento. E a quanto pare ho scelto male, se l'obiettivo era vincere un'elezione.
Nancy Mace, riconoscendo la sconfitta · 9 giugno 2026

Come si è ribaltata la situazione

1

Per anni

Figure di primo piano del mondo MAGA — l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino, il vicepresidente JD Vance — hanno alimentato l'idea di uno scandalo Epstein da svelare, capace di far crollare un intero sistema.

2

2025

4 deputati repubblicani hanno firmato la petizione che ha obbligato la Camera a votare la legge sulla pubblicazione dei documenti. Trump, il cui nome compare più volte nei file, si è opposto a lungo alla trasparenza promessa dalla sua stessa Amministrazione.

3

2026

Molti elettori MAGA si allineano alla linea minimizzatrice del presidente e nei sondaggi si dicono sempre più soddisfatti della sua gestione del caso. Di converso, i firmatari della petizione pagano alle urne la battaglia che la base stessa aveva chiesto loro di intraprendere in passato.

Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia invocata in passato dalla sua stessa base.

Fonti Risultati ufficiali primarie South Carolina (9 giugno 2026) · CNN, AP, NBC News, PBS · Trump ha sempre negato qualsiasi illecito legato a Epstein. Aggiornato all'11 giugno 2026.

"Ho scelto male, se l'obiettivo era vincere"


Mace, tuttavia, è convinta che la battaglia sui file Epstein le sia costata cara, anche perché avrebbe spinto Trump a sostenere la vicegovernatrice Pamela Evette, che si è invece qualificata per il ballottaggio. "Ho votato per pubblicare i file Epstein e ho perso consensi per questo", ha detto la deputata riconoscendo la sconfitta. "Da sopravvissuta, ho scelto di difendere i miei principi e di oppormi all'insabbiamento. Ho scelto di schierarmi contro gli stupratori di bambini". Poi ha aggiunto: "E a quanto pare ho scelto male, se l'obiettivo era quello di vincere un'elezione".

Il paradosso è che la richiesta di pubblicare i file era nata proprio nel mondo trumpiano. Figure come l'attuale direttore dell'FBI Kash Patel, il suo ex vice Dan Bongino e il vicepresidente JD Vance avevano alimentato per anni l'idea di uno scandalo da svelare che avrebbe fatto crollare un intero sistema. Dopo la fine del 2025, però, molti elettori MAGA si sono allineati alla linea minimizzatrice di Trump e nei sondaggi si sono detti sempre più soddisfatti della gestione del caso. Il messaggio per il Partito Repubblicano è netto: chi sfida Trump mette a rischio la propria carriera, anche quando porta avanti una battaglia che la base stessa aveva invocato in passato.

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Congresso Usa: appello a Israele per rimuovere le restrizioni ai pazienti oncologici di Gaza


Nella lettera a Rubio la richiesta di facilitare il trasferimento dei malati verso centri specializzati

Secondo quanto riportato da Quds News Network (QNN), oltre sessanta membri del Congresso degli Stati Uniti hanno rivolto un appello all'amministrazione americana affinché solleciti Israele a rimuovere le restrizioni che limitano l'uscita dalla Striscia di Gaza dei pazienti oncologici palestinesi, consentendo loro di accedere a cure specialistiche e salvavita presso strutture ospedaliere situate al di fuori dell'enclave.

L'iniziativa è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata al Segretario di Stato statunitense Marco Rubio e sottoscritta da 62 parlamentari, tra cui 51 membri della Camera dei Rappresentanti e 11 senatori. Tra i firmatari figurano i senatori Bernie Sanders e Chris Van Hollen, oltre ai rappresentanti Madeleine Dean e Greg Casar.

Nel documento, i legislatori chiedono all'amministrazione del presidente Donald Trump di favorire l'evacuazione medica dei bambini malati di cancro e dei loro accompagnatori, garantendo al tempo stesso il loro diritto a fare ritorno nella Striscia di Gaza una volta concluse le cure. I firmatari sostengono che l'accesso alle prestazioni sanitarie non dovrebbe essere ostacolato da procedure autorizzative che, secondo la loro valutazione, stanno impedendo a numerosi pazienti di ricevere trattamenti essenziali.

La richiesta arriva in un contesto di forte deterioramento del sistema sanitario di Gaza. Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 11.000 pazienti oncologici vivono attualmente nell'enclave palestinese. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inoltre segnalato che una larga parte delle infrastrutture sanitarie della Striscia ha subito danni o distruzioni nel corso del conflitto iniziato nell'ottobre 2023, compromettendo gravemente la capacità del territorio di fornire assistenza specialistica.

Nella lettera si evidenzia come le evacuazioni mediche autorizzate finora siano risultate inferiori alle necessità effettive della popolazione. I parlamentari citano dati delle Nazioni Unite secondo cui numerosi pazienti avrebbero atteso per lunghi periodi l'autorizzazione al trasferimento sanitario, con conseguenze potenzialmente fatali in diversi casi.

Tra le proposte avanzate dai firmatari vi è la creazione di un corridoio medico dedicato che consenta ai pazienti di spostarsi da Gaza verso altre aree dei Territori palestinesi per ricevere cure specialistiche. La lettera sottolinea inoltre che diverse strutture sanitarie della Cisgiordania e di Gerusalemme Est sarebbero disponibili ad accogliere i malati provenienti dalla Striscia, offrendo servizi non attualmente disponibili all'interno dell'enclave.

I parlamentari chiedono anche garanzie per la futura ricostruzione delle infrastrutture sanitarie di Gaza e ribadiscono l'urgenza di assicurare cure immediate ai pazienti oncologici. Secondo quanto riportato nel documento, l'approvazione delle richieste di evacuazione da parte delle autorità israeliane rappresenterebbe il principale elemento necessario per consentire ai malati di raggiungere i centri di trattamento.

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Mondiale 2026, debutto ad alta tensione: tre espulsioni nella gara inaugurale tra Messico e Sudafrica


Cartellini rossi e numerosi interventi del Var segnano l'esordio con le decisioni arbitrali al centro del dibattito

Non soltanto il risultato e i primi verdetti del campo. La partita inaugurale del Mondiale 2026 tra Messico e Sudafrica è stata caratterizzata soprattutto da una serie di episodi arbitrali che hanno acceso il dibattito dell'incontro. A fare notizia sono infatti le tre espulsioni complessive comminate dall'arbitro brasiliano Wilton Sampaio, un dato che rappresenta un record per una gara d'esordio nella storia della Coppa del Mondo.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos, il match si è trasformato in una sfida particolarmente nervosa nella ripresa, con le decisioni del direttore di gara e gli interventi del Var che hanno avuto un impatto determinante sullo sviluppo dell'incontro. Il Sudafrica ha concluso la partita con nove uomini, mentre il Messico ha terminato in dieci, in una serata che ha visto il tema disciplinare diventare protagonista assoluto.

Il primo episodio chiave arriva al 50'. Con il Messico avanti nel punteggio, Gutierrez viene lanciato in profondità e viene fermato fallosamente da Sithole al limite dell'area di rigore. Sampaio, valutando l'intervento come chiara occasione da rete interrotta irregolarmente, estrae il cartellino rosso diretto nei confronti del difensore sudafricano, lasciando i Bafana Bafana in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo.

La situazione per la formazione africana si complica ulteriormente negli ultimi minuti di gara. All'83', dopo una revisione al monitor su segnalazione del Var, l'arbitro decide di espellere Zwane per una manata giudicata come condotta violenta durante un contrasto con un avversario. Una decisione che riduce il Sudafrica a nove uomini e che contribuisce ad alimentare le discussioni sulle valutazioni arbitrali della serata.

Nel recupero arriva anche il terzo cartellino rosso della partita. Al 92', il difensore messicano Montes interviene su un avversario lanciato verso la porta e viene sanzionato con l'espulsione diretta per aver negato una potenziale occasione da gol. Una decisione che porta anche il Messico a chiudere l'incontro in inferiorità numerica.

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Trump non sa come uscire dal pantano iraniano


Il presidente ha annunciato la presa dell'isola di Kharg e poco dopo ha frenato, citando presunti progressi verso un accordo. Per la CNN una linea che avvantaggia Teheran.

Il presidente Donald Trump ha rinviato ancora una volta, giovedì, gli attacchi che aveva minacciato contro l'Iran, poche ore dopo aver annunciato che l'esercito americano avrebbe preso l'isola iraniana di Kharg. Come in altre occasioni, ha spiegato il dietrofront con i presunti progressi verso un accordo.

Come spiega un'analisi della CNN è lo stesso copione che si ripete da due mesi e mezzo. Trump ha descritto l'Iran come un Paese disperato e pronto a chiudere un'intesa sempre presentata come imminente, ha concesso a Teheran il beneficio del dubbio, ha allentato le proprie scadenze, ha ritirato le minacce e ha minimizzato le provocazioni iraniane e le apparenti violazioni della tregua.

Il risultato è che Trump ha reso evidente di non avere la volontà di tornare alla guerra e di preferire semplicemente chiudere la partita, mentre l'Iran gioca proprio sulla sua riluttanza. Sperando contro ogni evidenza in un accordo, il presidente ha soltanto rimandato un ritorno alle ostilità che questa settimana sono comunque riprese.

Quella linea ha prolungato la guerra e le sue conseguenze economiche e ha avvicinato lo scontro alle elezioni di metà mandato del 2026, quelle che a metà del mandato presidenziale rinnovano il Congresso e che per la CNN si annunciano come una delle principali leve nelle mani di Teheran. Uno dei maggiori vantaggi dell'Iran è proprio il passare del tempo.

Le ostilità si sono intensificate nelle ultime ore dopo che l'Iran ha abbattuto un elicottero Apache dell'esercito americano, i cui piloti hanno dovuto essere tratti in salvo. Di fronte a quell'episodio Trump è apparso quasi riluttante a farsi coinvolgere di nuovo.

In un messaggio sui social pubblicato martedì ha minimizzato la gravità dell'abbattimento, pur scrivendo che "gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco". Lo stesso giorno ha detto al Wall Street Journal che l'attacco iraniano "non era una cosa grave" e mercoledì, parlando di una possibile rappresaglia, ha aggiunto: "Immagino che ne abbiamo il diritto".

Il presidente ha alternato anche toni molto duri. Giovedì sui social ha scritto che l'esercito americano presto avrebbe "preso l'isola di Kharg", dove si trova un importante impianto petrolifero, un'operazione che richiederebbe truppe di terra e rischierebbe perdite consistenti. Pochi minuti dopo, su Fox News, ha ridimensionato quella stessa possibilità ripetendo che gli americani non hanno "voglia" di un'azione militare del genere.

"Non sono sicuro che il Paese abbia voglia di farlo", ha detto Trump, ripetendo poco dopo la stessa frase e aggiungendo: "E va bene così, lo capisco". Ha poi spiegato: "Non voglio truppe di terra, ma se volessi potremmo mandare un piccolo gruppo di soldati e prendere il controllo dell'intero posto". E ancora: "Non so se l'America abbia voglia di fare ciò che io preferirei davvero fare".

All'inizio della guerra Trump aveva fissato più volte scadenze entro cui l'Iran avrebbe dovuto capitolare, salvo poi spostarle anche quando Teheran non rispettava le sue richieste.

Il 7 aprile aveva annunciato una tregua i cui termini nessuno sembrava condividere. La sua amministrazione ha provato a tenere in piedi l'apparenza del cessate il fuoco anche se l'Iran non aveva fatto la cosa principale che il presidente aveva preteso. Trump aveva detto che la tregua era "subordinata alla completa, immediata e sicura riapertura" dello strategico Stretto di Hormuz, una riapertura che non è mai avvenuta.

Quando l'Iran è sembrato violare la tregua in altri modi, Trump e la sua amministrazione hanno ripetutamente cercato di minimizzare.

Più volte il presidente ha mandato segnali di voler evitare un ritorno alla guerra. La settimana scorsa ha citato due volte il precedente dell'ex presidente Jimmy Carter e della crisi degli ostaggi americani in Iran. "Non voglio mettere degli uomini in quel tipo di pericolo", ha detto il 3 giugno. "Ricordo che Jimmy Carter ebbe brutti problemi in Iran con gli ostaggi. Non voglio mai mettere la nostra gente in quel tipo di pericolo." Il giorno dopo, minimizzando l'ipotesi di inviare soldati per recuperare l'uranio altamente arricchito, ha aggiunto: "Non volevo essere Jimmy Carter, sai, non avevo voglia di essere Jimmy Carter".

Per i suoi alleati quella di Trump potrebbe sembrare una posa o una mossa strategica. In realtà ha solo incoraggiato l'Iran a resistere per ottenere condizioni migliori in un eventuale accordo di pace. Annunciare in anticipo ciò che si vuole fare e concedere di continuo sconti all'avversario finisce per dare a Teheran un vantaggio negoziale.

Non è detto che alla fine Trump non decida di colpire duro per far ripartire la guerra. Resta però la domanda sul perché l'amministrazione non abbia reagito con più forza quando è apparso chiaro che l'Iran non avrebbe riaperto lo stretto come il presidente aveva preteso. Sembrava una violazione piuttosto grave, ma è stata di fatto ignorata.

Provare ad assecondare l'Iran per due mesi ha avuto un costo. Trump può anche considerare il blocco americano dello stretto come un modo per dissanguare l'economia iraniana, ma anche per lui il tempo stringe. Con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato i repubblicani spingeranno il presidente a chiudere quello che, complice un'inflazione ancora in forte crescita, rischia di diventare un peso politico per il partito. La scelta, sempre più difficile da rinviare, sarà tra tornare alla guerra e accettare un accordo meno vantaggioso pur di voltare pagina.

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I side project della domenica


Due strumenti nati per risolvere problemi concreti sui miei siti Ghost, raccolti in un progetto comune. E una piccola commedia informatica: costruire IndexNow proprio mentre sta per diventare una funzione nativa di Ghost CMS.

La domenica dovrebbe avere una sua disciplina: il pranzo che si allunga, le persiane abbassate contro il pomeriggio, un libro lasciato aperto sul tavolo, la lenta amministrazione del nulla. Dovrebbe essere il giorno nel quale le cose smettono per qualche ora di reclamare attenzione. Poi ci sono quelli che accendono il computer soltanto per controllare una cosa. Una cosa piccola, un dettaglio, un webhook. Appartengo a questa confraternita senza statuto, composta da persone che alle quattro del pomeriggio dicono «ci vorranno dieci minuti» e alle nove di sera scoprono che qualcuno, senza consultarli, ha spento il sole.

GPulse è nato così. Non da un piano industriale, né da una ricerca di mercato. Nessun gruppo di consulenti ha studiato il quadrante competitivo degli strumenti per Ghost CMS. Non ci sono state quarantasette slide, tre grafici privi di unità di misura e una freccia verde rivolta verso il paradiso dei ricavi ricorrenti. C’erano soltanto alcuni miei siti costruiti con Ghost e alcune funzioni che mi servivano. Le avevo realizzate nel tempo per uso personale, come si costruisce uno scaffale perché i libri continuano a cadere. Poi erano rimaste sparse tra repository, script, configurazioni e appunti. Cose vive, ma senza una casa comune. A un certo punto ho deciso di raccoglierle in un solo luogo. Quel luogo è diventato GPulse.

Tradurre senza travestire


La prima funzione è GPulse Translate. L’esigenza era semplice da formulare e meno semplice da soddisfare: pubblicare contenuti in più lingue senza trasformare il sito in un teatrino di traduzioni applicate in superficie. Molti servizi traducono una pagina mentre il visitatore la guarda. È una soluzione legittima, ma spesso la traduzione resta una specie di pellicola trasparente appoggiata sopra il contenuto originale. Il lettore vede una lingua diversa, mentre sotto il cofano continua a esistere una sola pagina.

GPulse Translate segue un’altra strada. Quando un articolo o una pagina vengono pubblicati o aggiornati, il sistema crea in Ghost un contenuto tradotto reale. La nuova versione possiede il proprio indirizzo, il proprio slug, il tag della lingua, i riferimenti hreflang e la propria presenza nella sitemap. Non è una maschera, è un contenuto. Può essere modificato dal pannello di amministrazione, corretto, integrato e gestito come qualsiasi altro post. Le traduzioni possono vivere nello stesso sito oppure essere distribuite tra installazioni Ghost differenti.

Per chi amministra più pubblicazioni internazionali significa evitare una delle liturgie più antiche dell’informatica editoriale: copiare, incollare, cambiare finestra, perdere un paragrafo, correggere il sito sbagliato e infine domandarsi perché la versione spagnola contenga ancora una frase in tedesco. Non elimina il lavoro editoriale. Elimina una parte considerevole del lavoro stupido. Ed è spesso questa la funzione migliore del software.

Avvertire i motori di ricerca


La seconda funzione è GPulse IndexNow. Quando un contenuto viene pubblicato o modificato, Ghost invia un segnale. GPulse lo riceve e comunica ai motori di ricerca compatibili che quell’indirizzo è cambiato. Non promette di conquistare la prima posizione entro il prossimo solstizio, non interpreta i fondi del caffè della SEO e non sacrifica keyword alla divinità dell’algoritmo. Fa una cosa più modesta e, proprio per questo, utile: automatizza un tratto della tubatura digitale. Invece di aspettare che un motore di ricerca torni a visitare casualmente una pagina, gli viene comunicato che qualcosa è successo.

Era una funzione che desideravo per i miei siti. L’ho progettata, sviluppata, collegata a Ghost, provata e infine trasformata in un servizio. A quel punto è intervenuta la commedia.

La puntualità del ponte


Poco dopo aver costruito GPulse IndexNow, ho scoperto che IndexNow stava per diventare una funzione nativa di Ghost CMS. È uno dei grandi classici dell’informatica indipendente. Costruisci una barca, la progetti, scegli il legno, sistemi la vela. La dipingi, le dai un nome, prepari una bottiglia da rompere sulla prua. Inviti parenti, amici e due gabbiani interessati al buffet. Poi, mentre stai per salpare, il Comune inaugura un ponte gratuito. Il ponte ha quattro corsie, la pista ciclabile, l’illuminazione notturna e probabilmente anche un distributore di granite. La tua barca resta lì, elegante e leggermente perplessa.

Quindi sì: è possibile che abbia realizzato GPulse IndexNow quasi per niente. Il progetto è nato con la dignità malinconica di un pensionato che riceve la comunicazione il primo giorno di lavoro. Ma quel “quasi” è importante. Gestendo più siti Ghost, continuerò a trovare utile una sola dashboard dalla quale controllare connessioni, invii, errori e statistiche. Una funzione nativa risolve il problema all’interno di un sito. GPulse permette invece di osservare diversi siti insieme.

Soprattutto, IndexNow mi ha costretto a costruire l’infrastruttura sulla quale oggi vive Translate. Autenticazione, collegamenti con Ghost, webhook, gestione dei siti, code di elaborazione, controlli e pannelli di amministrazione: tutto ciò che sembrava servire a un piccolo prodotto destinato a essere superato è diventato il terreno sul quale ha potuto crescere quello successivo. La barca forse non attraverserà il fiume, ma il legno è servito per costruire una casa.

Il valore delle cose laterali


I side project funzionano spesso in questo modo. Nascono da un fastidio minuscolo: una procedura ripetitiva, un collegamento mancante, un’informazione che bisogna ricopiare ogni volta. All’inizio non sembrano progetti, ma piccole insubordinazioni contro il tempo sprecato. Poi diventano codice. Il codice diventa uno strumento. Lo strumento, qualche volta, diventa un prodotto. Altre volte viene superato da una funzione nativa, da una nuova piattaforma o da qualcuno che ha avuto la stessa idea con sei mesi di anticipo e un reparto marketing con le scarpe lucide.

Non significa necessariamente che il lavoro sia stato inutile. Un progetto produce almeno due cose: ciò che fa e ciò che insegna a fare. La prima può diventare obsoleta. La seconda rimane nelle mani.

GPulse è nato per risolvere problemi che avevo sui miei siti. Oggi raccoglie quegli strumenti e li rende disponibili a chi usa Ghost CMS e incontra le stesse necessità. Forse crescerà. Forse alcune funzioni verranno assorbite da Ghost. Forse ne arriveranno altre, nate durante una domenica nella quale avevo promesso a me stesso di non accendere il computer. È il rischio delle cose costruite davvero. Non esistono soltanto nelle presentazioni. Incontrano il mondo, e il mondo qualche volta risponde copiandole, superandole, ignorandole oppure trovando loro un’utilità che non avevamo previsto.

Per questo i side project della domenica non sono tempo perduto. Sono ricerca fatta con le mani.

GhostPulse Translate
gpulse.it/translate/

GhostPulse IndexNow
gpulse.it/indexnow/

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Napoli, maxi blitz contro il mercato del falso: sequestrati oltre 385mila articoli di moda e sport


GdF scopre depositi a Ponticelli: merce illegale da 7 milioni di euro. Denunciati sei italiani

Oltre 385mila capi di abbigliamento e accessori contraffatti sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel quartiere Ponticelli di Napoli nel corso di un'operazione finalizzata al contrasto del commercio illegale di prodotti falsificati. Secondo le stime degli investigatori, la merce, se immessa sul mercato, avrebbe potuto generare introiti per circa 7 milioni di euro.

La notizia è stata resa nota dall'ANSA, che riferisce come il sequestro abbia riguardato principalmente articoli recanti marchi contraffatti di note case della moda e dell'abbigliamento sportivo. Tra i brand riprodotti illegalmente figurano Nike, Adidas, Calvin Klein, Dsquared2, Bikkembergs e Fendi.

L'operazione è stata condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo, che hanno individuato e monitorato un furgone sospettato di rifornire la rete di distribuzione del falso. Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di alcuni container situati nell'area industriale cittadina, utilizzati come deposito della merce.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti circa 371mila articoli con marchi contraffatti, oltre a circa 14mila magliette sportive riproducenti divise di club calcistici di primo piano, tra cui Napoli, Real Madrid, Barcellona e Boca Juniors, personalizzate con i nomi dei calciatori più rappresentativi delle rispettive squadre.

I finanzieri hanno inoltre sequestrato 70 componenti per autovetture destinati, secondo gli investigatori, al mercato illecito dei ricambi. Nell'ambito dell'indagine sono state denunciate sei persone di nazionalità italiana. Nei loro confronti sono stati contestati, a vario titolo, i reati di contraffazione e ricettazione.

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Come ottenere un lavaggio perfetto in lavastoviglie: la guida Miele per risparmiare energia


Ottenere stoviglie brillanti e allo stesso tempo ridurre i consumi è possibile. Miele condivide una serie di consigli pratici per utilizzare al meglio la lavastoviglie, ottimizzare energia e acqua e migliorare l’efficacia del lavaggio senza sprechi
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Il momento in cui si apre la lavastoviglie è un test decisivo: ci si aspetta calici brillanti e piatti impeccabili, ma, a volte, il risultato delude le aspettative. La ragione spesso non è legata all'elettrodomestico, ma a piccoli errori o a falsi miti da sfatare per superare abitudini e modalità d’uso sbagliate. Per aiutare le persone a utilizzare al meglio la propria lavastoviglie, Miele ha presentato la guida essenziale al lavaggio perfetto: cinque regole d'oro per garantire la massima efficienza dell'apparecchio e smentire false credenze.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


1. Falso mito numero 1: Più detersivo = più pulito. Molti credono che quando i piatti sono molto sporchi sia meglio abbondare con il detergente. La regola d’oro di Miele: l'eccesso di detersivo non solo non pulisce meglio, ma può lasciare residui opachi sui bicchieri e inquinare inutilmente. La soluzione è il dosaggio intelligente: la tecnologia AutoDos brevettata dal brand garantisce il dosaggio automatico del detersivo, in base al programma selezionato e allo sporco effettivo.

2. Falso mito numero 2: il lavaggio eco dura troppo e consuma di più. Chi crede che i programmi che durano oltre tre ore consumino più elettricità di quelli rapidi, si sbaglia. La verità di Miele: come un'auto che consuma meno andando a velocità costante, il programma eco lava più lentamente, riscaldando l'acqua a temperature inferiori (solitamente 50°C) e sfruttando l'ammollo prolungato, riducendo così i consumi. Le lavastoviglie di Classe A Miele, tramite il programma ECO, riducono l’utilizzo d'acqua a 8,9 litri, mentre la tecnologia EcoFeedback permette di tenere sotto controllo i consumi idrici ed elettrici, scegliendo la modalità più ecologica e congeniale. 

3. Falso mito numero 3: più spazio si occupa, meglio è. Quante volte si realizzano composizioni creative pur di far rientrare tutte le stoviglie in un unico carico, convinti di risparmiare? In realtà, il sovraffollamento è il nemico numero uno delle performance di lavaggio. La regola d'oro di Miele: porre tazze e ciotole a testa in giù e piatti piani al centro, inclinati verso l’esterno così da permettere ai bracci irroratori di funzionare regolarmente. Un piccolo consiglio per il vassoio portaposate: creare sezioni separate per coltelli, forchette e cucchiai così da risparmiare tempo quando si svuota la lavastoviglie.

4. A ogni piano la sua logica: per un lavaggio ottimale, basta rispettare la “gerarchia” dei cestelli”. Miele ricorda che: il cestello superiore è il regno delle stoviglie piccole, leggere e delicate, mentre oggetti lunghi come mestoli e cucchiai vanno disposti orizzontalmente nella parte anteriore. Attenzione ai calici alti: Miele raccomanda di non porli mai negli angoli, ma sempre al centro dei cestelli, dove vengono raggiunti più facilmente dai getti d'acqua. Per facilitare il lavaggio dei calici e di pentole ingombranti, le lavastoviglie Miele sono dotate di cestelli regolabili in altezza, anche su un singolo lato, garantendo maggiore capienza. Inoltre, il ripiano FlexCarediventa utile per tazzine e piccole stoviglie così come supporto per bicchieri. Infine programmi specifici, come il Delicato, sono ideali per il lavaggio di bicchieri fragili: regolando la durezza dell'acqua, la lavastoviglie diventa più sicura del lavaggio a mano, riducendo il rischio di rotture accidentali.

5. Il brillantante è opzionale? La risposta è no. Miele ricorda quanto il brillantante sia fondamentale per la fase di asciugatura. Abbassando la tensione superficiale dell’acqua, fa sì che questa scivoli via dalle stoviglie invece di evaporare lasciando macchie di calcare. Inoltre, accelera l'asciugatura stessa.

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Pensata per una Generazione Z che riscopre il valore dei momenti autentici, la Polaroid Go Generation 3 combina design portatile, semplicità d’uso e il fascino senza tempo della fotografia analogica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'utilizzo corretto delle lavastoviglie: una scelta intelligente per consumi e prestazioni


La tecnologia Miele aiuta a gestire il lavaggio in lavastoviglie anche da remoto, in modo connesso: tramite l’app Miele, infatti, è possibile far partire la lavastoviglie e pianificare i lavaggi, anche quando si è fuori casa. Non solo, ma la modalità AutoOpen, prevede che lo sportello si apra automaticamente al termine del programma, permettendo all’aria calda e umida di fuoriuscire e favorendo l’asciugatura. In un periodo in cui il risparmio energetico è sempre più importante, utilizzare correttamente la lavastoviglie rappresenta una scelta intelligente per ottimizzare consumi e prestazioni. Dalla disposizione delle stoviglie alla selezione del programma più adatto, ogni dettaglio può contribuire a migliorare l'efficacia del lavaggio e a ridurre gli sprechi. Le indicazioni degli esperti Miele offrono una guida pratica per sfruttare al meglio uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle case degli italiani, con benefici concreti per il portafoglio e per l'ambiente.


Viaggi 2026, 1 italiano su 2 ha rinunciato o cambiato almeno una vacanza: costi e incertezze frenano la mobilità


Il settore travel si trova ad affrontare una fase di profonda trasformazione: inflazione, aumento dei costi e instabilità internazionale stanno ridisegnando le abitudini di viaggio degli italiani, che si muovono con crescente prudenza nella pianificazione delle proprie vacanze. È quanto emerge dalla nuova ricerca condotta da Trustpilot, piattaforma indipendente di feedback che restituisce una fotografia aggiornata dei comportamenti e delle aspettative dei consumatori nel settore viaggi e trasporti.

Meno budget, più prudenza


Il quadro che emerge dalla ricerca è quello di un consumatore più selettivo e cauto. Infatti 7 italiani su 10 stanno modificando il proprio approccio ai viaggi: il 46% dichiara di preferire mete italiane, il 26% ha ridotto il budget disponibile e il 23% considera destinazioni estere più vicine. Una prudenza che si traduce anche in scelte già operate: la metà degli italiani ha rinunciato o modificato almeno un viaggio dall'inizio del 2026 a causa dell'aumento dei costi o dell'incertezza, e il 49% prevede di ridurre di almeno il 10% il budget destinato ai viaggi nel corso dell'anno.

Intelligenza artificiale: quasi metà degli italiani non usa ancora l’AI
Un’analisi che evidenzia il gap tra disponibilità della tecnologia, percezione pubblica e integrazione concreta nella vita quotidiana
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Cresce anche l’interesse per le alternative al volo, più di 1 italiano su 2 sta valutando vacanze raggiungibili senza aereo, tra chi ne fa la scelta principale (35%) e chi la considera come opzione alternativa (29%), a conferma della crescita del turismo di prossimità e delle alternative al volo.

I fondamentali del processo di prenotazione


Sul fronte delle prenotazioni, le piattaforme digitali si confermano il canale privilegiato con il 35% degli italiani si affida a comparatori e piattaforme online e il 20% ai siti ufficiali di strutture e compagnie di viaggio. In questo ecosistema digitale, le recensioni online svolgono un ruolo centrale: infatti, il 67% degli italiani le consulta sempre o spesso prima di prenotare un viaggio e per 1 su 2, esse influenzano in modo significativo la scelta finale del fornitore con il 16% che le considera determinanti.

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Tra gli aspetti più ricercati nelle recensioni, il rapporto qualità/prezzo si afferma come priorità assoluta per il 28% degli intervistati, seguito dai dettagli concreti sull’esperienza vissuta (19%), dalle valutazioni su affidabilità e puntualità (14%) e dalla qualità del servizio clienti (13%). Significativa anche l’attenzione ai racconti su gestione di problemi, cancellazioni e rimborsi (12%), che testimonia quanto la gestione dell’imprevisto conti, in un momento in cui la flessibilità è diventata una variabile determinante nella scelta di viaggio.

"I dati della ricerca restituiscono l'immagine di un viaggiatore italiano più consapevole e selettivo, che affronta le proprie scelte con maggiore attenzione al rischio - ha commentato Nicoletta Besi di Trustpilot - la pressione sui costi e l'instabilità internazionale stanno ridisegnando le priorità degli italiani in vacanza, spingendoli verso destinazioni più vicine e scelte più ponderate. In questo scenario, le recensioni online diventano uno strumento essenziale per ridurre il rischio prima della partenza, e i numeri lo confermano”.



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Belfast, il Labour accusa Musk di alimentare le violenze anti immigrati: "E' in malafede"


Roghi e proteste anti-immigrazione dopo l'accoltellamento che ha ferito gravemente un uomo. Il partito al governo nel Regno Unito accusa il proprietario di X di aver rilanciato gli appelli alle proteste di piazza da parte dell'estrema destra.

Il Labour Party, il partito al governo nel Regno Unito, accusa Elon Musk di aver alimentato le tensioni dopo le violenze esplose a Belfast in seguito a un accoltellamento che ha ridotto un uomo in gravi condizioni. Per tutta la notte delle proteste il miliardario ha rilanciato sulla sua piattaforma X messaggi e appelli a scendere in piazza in risposta all'aggressione.

Le autorità hanno incriminato per tentato omicidio un uomo di origine sudanese di 30 anni, titolare di un permesso di soggiorno nel Regno Unito valido fino al 2028. L'uomo è comparso ieri davanti al Belfast Magistrates' Court, che ne ha disposto la custodia cautelare. La sera di martedì i disordini hanno travolto la città: manifestanti anti-immigrazione hanno dato fuoco a veicoli e proprietà, costringendo alcune persone a fuggire dalle proprie case.

Le accuse del Labour a Musk


La presidente del Labour, Anna Turley, ha dichiarato a Times Radio che le piattaforme online stanno "giocando un ruolo nell'alimentare" i disordini e ha indicato Musk come uno degli "attori in malafede" che stanno fomentando apertamente le tensioni. "Spesso si trovano a molte, molte miglia di distanza. Per loro è facile fomentare queste situazioni", ha detto.

"Ma lui non vive nelle comunità dove vediamo questo tipo di attività. Non è lui a rischiare. A rischiare sono le madri, le famiglie e le persone che vivono in quelle case a Belfast e nelle strade della Gran Bretagna".


Musk ha condiviso su X elenchi di luoghi dove si stavano svolgendo le proteste violente, pubblicati anche dall'attivista di estrema destra Tommy Robinson, e ha rilanciato un post del leader di Restore Britain, Rupert Lowe, che recitava: "Milioni di persone devono andarsene", accompagnato da un fotogramma del video dell'accoltellamento. Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha pubblicato ripetutamente messaggi sui disordini: "Le attività straniere vengono distrutte a Belfast", ha scritto, mentre le case sospettate di ospitare richiedenti asilo "vengono devastate dai residenti arrabbiati".

"Staccatevi dalle tastiere"


La ministra della Giustizia dell'Irlanda del Nord, Naomi Long, ha invitato gli agitatori presenti sui social a "staccarsi dalle tastiere". Parlando al programma Today di BBC Radio 4, Long ha puntato il dito su quelle persone che "fino a ieri avrebbero faticato a trovare Belfast su una mappa geografica" accusandole di "strumentalizzare la paura autentica" provocata dall'accoltellamento.

"Se cacci le persone dalle loro case solo per il colore della loro pelle, non puoi chiamarlo in nessun altro modo che razzismo".


A destare allarme è stata anche la circolazione di messaggi minacciosi su WhatsApp. Uno di questi, diffuso durante la notte, invitava gli uomini maggiorenni a "vestirsi di scuro ed essere pronti a combattere o a farsi arrestare". Turley ha condannato tutto questo senza esitazioni: "Quel tipo di messaggio è più che irresponsabile, è pericoloso".

A seguito delle devastazioni seguite alle proteste, anche il leader dei liberaldemocratici all'opposizione, Ed Davey, ha denunciato su X gli algoritmi che amplificano i contenuti estremisti:

"Troppo spesso vediamo estremisti sfruttare la rabbia e il dolore delle persone per diffondere odio e violenza, con l'aiuto di algoritmi divisivi sui social media. Tutto questo deve finire".

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Il corpo del reato: l'eterna ossessione del peso che soffoca l'arte


Dalle passerelle anni '90 all'era Ozempic: perché il pregiudizio estetico vince ancora sulla musica, tra body shaming e falsi miti.
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Quando arriva giugno le giornate si riempiono di momenti vuoti, si cercano quindi libri da leggere nelle lunghe giornate estive, si va a cercare a volte nelle cantine, a volte nelle soffitte delle madri. E’ capitato così che per caso è uscito fuori A letto con Maggie di Jennifer Weiner, un romanzo rosa pubblicato nel 2002, la trama, nonostante i vent’anni sulle spalle, è attuale, in particolare, le due protagoniste si distinguono per un tratto netto, quello del peso; Maggie una extra-small e Rose una extra-large.

Quello del peso, è un tema arrivato dirompente sulle pagine del gossip anche negli ultimi giorni, parlando di Ariana Grande, Emma Marrone e Tate Mc Rae.
Sembra che gli anni siano passati ma la politica del ‘magro è bello’, che ha avuto il suo picco massimo con Kate Moss e l’heroin chic, non sia svanita ma si sia solo trasformata subdolamente, tanto da portare a chiedersi ad un certo punto, se veramente si era riusciti a far vincere la body positivity contro la magrezza assoluta.

E’ invece apparso, come per magia, l’Ozempic (farmaco usato per curare il diabete, trasformatosi in una scorciatoia per perdere peso) ed un nuovo mondo di magrezza tossica che ha portato ad una nuova ondata di dismorfia, che nonostante anni di educazione alimentare e lotte alla consapevolezza ancora una volta porta la massa a giudicare gli artisti in base al corpo e non alla propria arte, è il caso di Tate Mc Rae ed Emma etichettate come grasse come succedeva ad Ambra Angiolini nel ’94 e a Britney Spears nei primi Anni duemila e poi c’è Ariana Grande dal lato opposto etichettata come pelle ed ossa.

C’è chi si chiede dall’inizio del nuovo tour della cantante italo-americana, se non sia caduta vittima di un disturbo alimentare, chi invece esprime solo opinioni e giudizi, leoni da tastiera che si ergono e si incoronano giudici unici di fronte al mondo, in particolare giudicando il valore e le capacità di una donna in base all’aspetto fisico.

Su Emma pagine e pagine di riviste e post sui social network che si sprecano parlando del suo essere troppo in carne, quando il suo corpo ha affrontato interventi e malattie e nonostante questo è riuscita a rialzarsi e continuare a fare il lavoro che le piace e che modestamente, le riesce anche egregiamente; non serve certo un’articolo per difenderla perché da sempre la cantante pugliese risponde alle critiche in prima persona.
Abbiamo poi nel ventaglio di donne nel mirino dell’ultima settimana Tate Mc Rae, anche lei etichettata come grassa, non capendo che il corpo che la fa ballare durante i concerti è quello di una ballerina, un corpo allenato, che deve sostenere ore di coreografie e performance, forgiato dalla fatica.

Questo è il panorama di donne che da anni si vedono sui giornali, corpi sani, corpi veri, malgrado questo però l’unico metro di riferimento rimangono le supermodelle da passerella, anche loro con corpi allenati ma a volte al limite del sano, che però non sono la normalità ma l’eccezione.
E’ qui che di nuovo il quadro della società che si presenta al mondo è sporco, pieno d’imperfezioni e giudizi non richiesti tanto da chiedersi non più di chi sia la colpa ma quale sia il miglior modo per restaurarlo.

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Trump nomina Jay Clayton a capo dell'intelligence dopo le critiche su Pulte


Il procuratore federale di Manhattan ed ex presidente della SEC sostituirà Tulsi Gabbard, ma la nomina non sblocca il rinnovo di un programma di sorveglianza in scadenza venerdì.

Il presidente Donald Trump ha annunciato giovedì 11 giugno che nominerà Jay Clayton come nuovo direttore dell'intelligence nazionale, la carica che coordina i diciotto servizi segreti degli Stati Uniti, tra cui la CIA e la NSA, l'agenzia che si occupa di sorveglianza elettronica. La scelta arriva dopo oltre una settimana di polemiche sulla decisione di affidare lo stesso incarico, in via temporanea, a Bill Pulte, un alto funzionario federale del settore immobiliare senza alcuna esperienza nei servizi segreti.

Clayton è il procuratore federale per il distretto sud di New York, l'ufficio che comprende Manhattan ed è considerato uno dei più potenti del sistema giudiziario americano. Durante il primo mandato di Trump è stato presidente della Securities and Exchange Commission, l'autorità che vigila sui mercati finanziari, dove si era costruito una reputazione di moderato vicino al mondo delle imprese. Ha 59 anni e prima di entrare nell'amministrazione era socio dello studio legale Sullivan & Cromwell, specializzato in fusioni societarie. La sua biografia ufficiale non registra alcun trascorso nell'intelligence né una particolare esperienza di sicurezza nazionale, un requisito previsto dalla legge che ha istituito la carica di direttore dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Per assumere l'incarico Clayton dovrà essere confermato dal Senato. La commissione per l'intelligence ha già fissato l'audizione di conferma per il 17 giugno, un calendario rapido che potrebbe portarlo presto al via libera. Sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha invitato i senatori a confermarlo il prima possibile, scrivendo che poche persone nel mondo legale sono rispettate quanto Clayton.

Trump ha scelto di affidare la guida provvisoria dell'agenzia proprio a Pulte, che dal 19 giugno prenderà il posto di Tulsi Gabbard, in uscita dall'incarico. Pulte mantiene la direzione della Federal Housing Finance Agency, l'ente federale che vigila sul credito immobiliare, e la presidenza dei gruppi che garantiscono i mutui Fannie Mae e Freddie Mac. Non ha esperienza nei servizi segreti e nell'ultimo anno si è fatto conoscere come un fedelissimo schierato contro gli avversari del presidente. Le critiche al suo nome sono arrivate sia dai democratici sia dai repubblicani, che lo giudicano inadatto a coordinare l'intelligence del paese.

L'appuntamento più urgente che la vicenda ha bloccato è il rinnovo della sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, una delle norme di sorveglianza più potenti a disposizione del governo, che scade venerdì. La sezione 702 permette ai servizi americani di chiedere alle compagnie di telecomunicazioni, senza un'autorizzazione del giudice, i messaggi, le email e i dati dei cellulari di stranieri che si ritiene si trovino all'estero, per poi conservarli in un enorme archivio. Giovedì la Camera dei rappresentanti ha respinto con 198 voti contro 218 una proroga di tre settimane e i suoi membri hanno lasciato Washington fino al 23 giugno.

I democratici hanno rifiutato di fornire i voti necessari al rinnovo finché Trump non ritirerà Pulte dall'incarico temporaneo. Al Senato i repubblicani hanno una maggioranza di 53 seggi contro 47 e per superare la soglia dei 60 voti richiesti dalla legge servono almeno sette democratici. "Pulte deve andarsene. Non può ricoprire il ruolo di direttore dell'intelligence. La nostra sicurezza nazionale è troppo importante", ha detto il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer.

Mark Warner, il principale esponente democratico nella commissione per l'intelligence del Senato, ha definito Clayton "un servitore pubblico capace", ma ha chiesto una garanzia esplicita che Pulte non sia a capo dell'agenzia nemmeno nella fase di passaggio. In alternativa, ha detto, dovrebbe restare al suo posto Gabbard oppure assumere l'interim il vice direttore principale già confermato dal Senato. Warner ha anche contestato i tempi della scelta, fatta solo dopo che la Camera aveva lasciato la capitale, e ha definito Pulte "una minaccia per la sicurezza nazionale".

Pulte ha già usato il suo attuale incarico per colpire avversari politici del presidente: si è servito di dati riservati sui mutui per avviare indagini per frode contro la procuratrice generale di New York Letitia James, il senatore Adam Schiff e altri, accuse che non hanno mai portato a incriminazioni. I democratici temono che possa fare lo stesso con le informazioni dei servizi segreti e usare il nuovo ruolo per alimentare la tesi, mai dimostrata, secondo cui Trump avrebbe perso le elezioni del 2020 a causa di brogli. Il presidente ha intanto chiesto a Pulte di avviare subito un taglio del personale dell'ufficio: quando si è insediato per il secondo mandato, nel gennaio 2025, l'agenzia contava circa 1.800 dipendenti, poi ridotti di quasi il 30 per cento da Gabbard.

A raccomandare Clayton è stato il direttore della CIA John Ratcliffe, come riferito da Reuters, dopo che il presidente gli aveva chiesto chi dovesse sostituire Gabbard. Sempre Reuters aveva rivelato nel novembre 2024 che Clayton, nei colloqui per entrare nell'amministrazione, aveva manifestato l'interesse a dirigere proprio la CIA. La sua nomina a procuratore di Manhattan non era mai stata confermata dal Senato: nell'aprile 2025 Schumer ne aveva bloccato il via libera sfruttando una prerogativa riservata ai senatori dello stato interessato. Trump lo aveva allora nominato in via provvisoria.

Come procuratore di Manhattan, Clayton ha seguito alcuni dei processi penali più importanti del paese: dal caso contro l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, catturato a gennaio dai militari americani e accusato di traffico di droga, alle accuse contro il comandante di una milizia sostenuta dall'Iran per aver pianificato attacchi contro obiettivi ebraici negli Stati Uniti, tra cui una sinagoga di New York. La sua procura ha anche gestito gran parte della revisione dei documenti sul caso del finanziere Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali.

Da quando ha assunto l'incarico, nell'aprile 2025, Clayton ha tenuto un profilo basso ma ha più volte giocato a golf e frequentato il presidente, anche nella residenza di Mar-a-Lago in Florida, come ricostruito dal New York Times. Nelle ultime settimane ha preso pubblicamente le parti di Trump sui presunti brogli elettorali: in un'intervista alla CNBC ha detto che gli Stati Uniti stanno facendo un pessimo lavoro sull'integrità del voto e che gli americani "hanno ragione a porsi domande", pur precisando di non sostenere che ci siano stati brogli. Era già stato criticato negli ambienti giudiziari per non aver protestato contro il licenziamento di Maurene Comey, una stimata magistrata del suo ufficio e figlia dell'ex direttore dell'FBI James Comey.

Tra i repubblicani la nomina è stata accolta con favore. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha detto che Clayton ha "un'ottima reputazione" e proverà a farlo confermare il più rapidamente possibile, pur ammettendo di non essere stato avvertito in anticipo dalla Casa Bianca. Anche diversi democratici potrebbero sostenere una conferma veloce, se servisse a togliere Pulte dall'incarico temporaneo. Ma con i parlamentari ormai fuori dalla capitale, il rinnovo del programma di sorveglianza resta in stallo.

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Diavoli in Costiera


I grossi totani della Costiera Amalfitana da sempre pescati di notte, vicino alla costa, anche con piccoli barchini, adesso sono ricercati a tutte le ore e con grande successo.
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foto sopra: l'imbarco del totano è una fase cruciale, se di grandi dimensioni portarlo a bordo senza l'uso di un guadino o del raffio, potrebbe causare la rottura di un braccio e un altro tipo di rottura per noi.

La pesca al totano notturna con la classsica lenza a mano è una delle tecniche più praticate da sempre in Costiera Amalfitana a causa della particolare batimetria, tipica delle coste a picco con profondità fino a m 700 a meno di un miglio dalla costa. E ancora oggi, come nel dopoguerra, si possono trovare molti barchini a remi, con o senza richiami luminosi, che dopo il tramonto si cimentano in questa pesca, con una semplice totanara d’acciaio ricoperta di alici salate legate o di lardo di maiale.

Di notte - È un tipo pesca che nello scenario incantevole e irripetibile della Costiera illuminata, ho praticato saltuariamente in qualche notte d’estate, su un fondale di m 300-400, ma a una quota massima di 100 metri dalla superficie, con la speranza di pescare totani che però non superavano mai il chilo, e a dire il vero, nonostante le difficoltà di gestire in notturna una scivolosa lenza a mano di nylon, con l’ansia di perdere sempre “una bracciata” (e molto spesso il totano) e l’enigmatica inquietudine del mare di notte, ha sempre avuto il suo fascino.
L’autore con un super totano che finirà la sua esistenza prima in freezer e poi a tavola.
Di giorno - Poi un giorno, circa vent’anni fa, tramite passaparola, scoprii che si poteva provare di giorno su un fondale di 700 metri… E così, senza tanta convinzione, utilizzando i mulinelli elettrici che da tanti anni usavamo per il bolentino di profondità, provammo a calare un paio di totanare di quelle che si usavano nella pesca notturna tradizionale a mano, aggiungendo peso alla zavorra in modo da arrivare a un chilogrammo. Nonostante l’artigianalità del terminale pescante, le catture si susseguirono anche a coppie, anzi più volte ci capitò di subire dei grossi attacchi e non potemmo fare altro che recuperare qualche braccio di totano o la sua testa. La taglia media era 3-4 chili, praticamente un altro tipo di pesca!

La tecnica - Poi con il tempo abbiamo affinato la tecnica, utilizzando enormi totanare a 2-3 corone fino a cm 10 di diametro e fino a 1,5 chili, montante su un trave con un altro paio di totanare classiche non piombate, riuscendo così a catturare anche i mostri che prima si limitavano a strappare i loro consanguinei (eh sì, sono cannibali) dalla totanara. Abbiamo imparato a recuperare a 60-70 metri al minuto prima di constatare l’attacco e accelerare dopo in modo da ridurre tempi e rischi di slamata. Non è sicuramente una pesca molto tecnica, e manca un po’ il fattore sorpresa, anche se, a parte il gigantesco calamaro diamante (Thysanoteuthis rhombus) che raggiunge i 15 chili, può capitare anche di intercettare altre specie. A me è capitato di prendere un pesce sciabola che ha letteralmente ingoiato la totanara, e di aver avuto un attacco da uno spada che ha causato un taglio di netto del terminale. Alla luce di ciò per aumentare la probabilità, la possibilità, anzi… la speranza, consiglio sempre di aggiungere al terminale pescante un paio di generosi ami innescati, non dimenticando che ci sono altre specie batipelagiche apprezzate come i pesci castagna per esempio, che potremo insediare in questo modo.


Per gli esemplari di grossa taglia sono fondamentali le doppie o triple corone sulla totanara. L'epidermide del totano è formata da migliaia di cromatofori che ne modificano in tempo reale la colorazione, dal bianco al marrone scuro.

Bolentino - Viceversa, se stiamo pescando a bolentino di profondità su fondali poco accidentati e oltre i 400 metri possiamo fare l’opposto, cioè sostituire il nostro classico piombo con una totanara. È un opzione che consiglio quando provia-mo a calare in zone poco conosciute, quando siamo alla ricerca di nuovi spot. In questo modo potremo in caso di tentativo a vuoto, rendere meno noiosa la lunga risalita. Mi è capitato in questo modo di sentire l’attacco con la totanara poggiata sul fondo e con il totano che “pompava” in una direzione come se fosse un pesce di fondo. Infine un ultimo consiglio: attenti alla discesa! Infatti, il totano, specialmente se di grosse dimensioni, è in grado di fermare la totanara all’improvviso nella sua corsa verso il fondo; questo è il momento di ferrare e iniziare il recupero con regolarità e una certa dose di rapidità.
Spesso gli esemplari presenti in uno spot hanno taglie molto diverse.


Qualche informazione in più…

Negli oceani ci sono numerosissime specie di totano, tra le quali segnaliamo il (Dosidicus gigas) che raggiunge i 50 chili, ma nel Mediterraneo la nicchia ecologica è occupata dal Todarodes sagittatus, detto anche totano rosso o totano viola, specie che in particolar modo nel Tirreno centrale e meridionale può arrivare ai massimi assoluti, ossia cm 75 del mantello (braccia e testa escluse) e fino a kg 10. È un famelico predatore con tassi di accrescimento rapidissimi, infatti non vive più di 2-3 anni. Nella maggior parte dei casi gli esemplari extra large vengono pescati a profondità superiori ai 600 metri o anche su rilievi sommersi che si elevano da profondità abissali. È una specie a sessi separati e le femmine possiedono braccia proporzionalmente più lunghe dei maschi e sono in media più grandi. La riproduzione da noi avviene in autunno; inoltre, al pari di altre specie pelagiche, il totano ha l’abitudine di muoversi lungo la colonna d’acqua tra il giorno e la notte sia per predare che per difendersi. Si differenzia con facilità dal calamaro (Loligo vulgaris) per forma e dimensione delle pinne che, nel caso di quest’ultimo occupano buona parte del corpo, mentre nel caso del totano solo la parte apicale del mantello a formare una sorta di freccia (sagitta). Inoltre, la colorazione del calamaro va dal trasparente al rossiccio, mentre quella del totano dal rosso ruggine al viola scuro.


Fresco è buono, congelato è meglio!

Leggo spesso sui social che i totani di grosse dimensioni siano immangiabili, che sappiano di urina, e che siano durissimi e che sia un grosso danno ecologico la loro uccisione. Pur avendo notato negli anni nella mia zona abituale di pesca un certo calo di catture, devo sfatare alcuni luoghi comuni: un esemplare di 10 chili è alla fine del suo ciclo di vita, non c’è alcuna differenza di odore in base alle dimensioni, e anche gli esemplari più grandi, se frollati un paio di settimane nel congelatore domestico e trattati a dovere, sono assolutamente buoni.

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Regno Unito, indagine sulle tariffe per posti familiari: nel mirino il sistema Ryanair


La Cma valuta la correttezza dei costi per sedere accanto ai minori: verifiche su possibili pratiche scorrette

Secondo quanto riportato da Sky TG24, le autorità britanniche hanno avviato un’indagine sul sistema tariffario applicato da Ryanair in relazione ai cosiddetti “posti famiglia obbligatori”, cioè i costi richiesti ai genitori per sedersi accanto ai figli minori durante il volo.

Al centro del procedimento figura la Competition and Markets Authority (Cma), che intende verificare se l’applicazione di un supplemento, generalmente pari a circa 8 sterline a tratta, sia compatibile con la normativa a tutela dei consumatori nel Regno Unito.

Secondo quanto emerso, la pratica consisterebbe nell’obbligo per almeno un genitore di acquistare un posto riservato per poter essere seduto accanto ai bambini di età compresa tra 2 e 11 anni. Per gli altri passeggeri, invece, la scelta del posto rimane opzionale, elemento che ha sollevato interrogativi sulla possibile disparità di trattamento tariffario.

La Cma ha evidenziato inoltre come, in base alle verifiche preliminari, Ryanair sarebbe l’unica grande compagnia operante sulle rotte dal Regno Unito ad applicare tale modello in modo sistematico, pur precisando che in alcuni casi i minori possono essere seduti accanto ai genitori senza costi aggiuntivi.

Dal canto suo, la compagnia irlandese ha respinto le contestazioni, definendo l’indagine “pretestuosa” e affermando di operare nel pieno rispetto delle normative vigenti. Ryanair sostiene inoltre di non applicare costi aggiuntivi fino a un massimo di quattro posti destinati ai bambini all’interno della stessa prenotazione e che, in ogni caso, viene richiesto il pagamento di un solo posto riservato per adulto.

L’autorità britannica ha comunicato che l’indagine è ancora in fase preliminare e che non sono state tratte conclusioni su eventuali violazioni. Un aggiornamento ufficiale è atteso entro sei mesi.

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I rifiuti non basta raccoglierli, bisogna pesarli


Le sei edizioni di Spazzamondo hanno recuperato 140 tonnellate di spazzatura. I dati crescono anni dopo anno: si trova di tutto, dai paraurti ai cartelli stradali

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«Spazzamondo continua ad avere successo perché è diventato un appuntamento che appartiene davvero a tutti (...) È un progetto che negli anni è riuscito a trasformare un gesto semplice e concreto in un’esperienza collettiva e condivisa, rafforzando il senso di responsabilità verso l’ambiente e promuovendo la presa in carico collettiva dei luoghi in cui viviamo». Queste parole, pronunciate dal presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, riassumono bene il significato più profondo di Spazzamondo, l’evento di raccolta rifiuti che ha coinvolto quasi tutta la provincia di Cuneo grazie ad amministratori, associazioni, imprese, scuole e singoli cittadini volenterosi di fare qualcosa per l’ambiente che li circonda.

In un sabato di fine maggio un’onda arancione di oltre 22 mila persone si è sparsa in ogni angolo della provincia. Dalle città più popolose – quelle che qui chiamano le “sette sorelle” – ai piccoli centri rurali di poche centinaia di abitanti, masse più o meno grandi di volontari si sono ritrovate per raccogliere con pinze e sacchi tutta quell’immondizia che ricopre strade, parchi, boschi e colline ma agli occhi dei più è spesso invisibile. Non è certo una novità, visto che siamo giunti ormai alla sesta edizione di Spazzamondo e che la spazzatura, come nella Leonia delle “Le città invisibili” di Italo Calvino, ogni giorno sembra rinnovarsi sui marciapiedi dei luoghi in cui viviamo. Ciò che invece colpisce è un altro dato: 176 Comuni, pari a tre quarti dell’intera provincia, hanno partecipato ancora una volta, raccogliendo 9.800 sacchi di rifiuti e risparmiando 44 tonnellate di anidride carbonica all’ambiente. Un risultato che merita di essere approfondito.
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Il debutto nel 2021

Dalla sua nascita nel 2021, Spazzamondo ha saputo trasformarsi rapidamente in uno degli appuntamenti ecologici più partecipati del Piemonte. In cinque edizioni ha coinvolto oltre 90 mila partecipanti e 190 Comuni diversi, permettendo di raccogliere circa 140 tonnellate di rifiuti e di evitare l’emissione stimata di 170 tonnellate di CO₂, consolidando negli anni un efficace modello di partecipazione civica.

La prima edizione, che si svolse il 5 giugno 2021 in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, vide l’adesione di 165 Comuni della provincia di Cuneo e il coinvolgimento di circa 15 mila cittadini: un ottimo inizio che portò alla raccolta di 30 tonnellate di rifiuti abbandonati (oltre 8 mila sacchi) con un risparmio stimato di circa 40 tonnellate di CO₂.

Fin dall’inizio la Fondazione CRC ha trovato nella Cooperativa Erica di Alba un partner tecnico capace di organizzare e innovare un evento unico in Italia. Nata nel 1996 in seguito all’alluvione che colpì il Sud Piemonte, la cooperativa è specializzata nella gestione dei rifiuti, nella prevenzione dei rischi e nella sostenibilità ambientale.

«La Fondazione CRC ci aveva affidato la progettazione dell’iniziativa», ha raccontato a L’Unica Roberto Cavallo, anima del sodalizio albese. «Abbiamo fatto un primo lavoro di brainstorming: la Fondazione aveva già le idee abbastanza chiare sulla volontà di coinvolgere il maggior numero possibile di enti territoriali e cittadini. Noi abbiamo presentato alcune esperienze già esistenti in Italia e nel mondo. La prima diffusa, Clean up the world, risale addirittura alla metà degli anni Ottanta, mentre negli anni sono nate altre iniziative analoghe, come Let’s clean up Europe».

Tutte esperienze accomunate da tre caratteristiche: il passaggio da iniziative promosse da attivisti già sensibili ai temi ambientali all’apertura verso il grande pubblico, la concentrazione in un preciso momento dell’anno e la presenza di momenti di aggregazione e restituzione dei risultati. «Partendo da questo benchmark, insieme alla Fondazione abbiamo declinato questi elementi sul territorio», ha detto ancora Cavallo. «Da qui sono nati i kit distribuiti ai partecipanti, con magliette, cappellini o scaldacollo a seconda delle edizioni. Negli anni abbiamo ridotto il numero di pinze distribuite: sono gadget costosi e, se si rompono, diventano a loro volta un rifiuto».

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La crescita anno dopo anno

Dopo i 15 mila partecipanti della prima stagione, l’anno successivo la partecipazione si mantenne stabile, con una crescita da 165 a 184 dei Comuni aderenti. Un netto balzo in avanti arrivò con la terza edizione del 2023, grazie al superamento per la prima volta dei 20 mila partecipanti con 200 Comuni coinvolti e circa 31 tonnellate di rifiuti raccolti; nel 2024 l’iniziativa confermò il suo appeal con altri 20 mila cittadini e 170 Comuni: vennero raccolte 31,2 tonnellate di rifiuti per un risparmio di 36,1 tonnellate di CO₂. Per la prima volta, Spazzamondo coinvolse anche il mondo imprenditoriale, con 18 aziende partecipanti.

E arriviamo alla storia recente, in cui il successo del progetto si arricchisce di adesioni. Nel 2025 si sono registrati 175 Comuni aderenti, oltre 20 mila cittadini partecipanti, 33 tonnellate di rifiuti raccolti e 80 istituti scolastici coinvolti.

Un evento unico in Italia

Fin da subito, Spazzamondo si è caratterizzato per una particolarità: «Uno degli elementi più originali della manifestazione è la misurazione puntuale dei rifiuti raccolti, che vengono poi tradotti in termini di CO₂ equivalente», ha continuato Cavallo. «Questo permette di restituire ai partecipanti una stima concreta dell’impatto ambientale positivo generato dall’iniziativa. Inoltre, fin dall’inizio abbiamo proposto di raccogliere i rifiuti in modo differenziato. Vetro, carta, plastica e metalli vengono tenuti separati quando possibile, così da poter essere avviati al riciclo grazie alla collaborazione con i consorzi locali e i Comuni».

Il dialogo con la comunità cuneese ha portato anche ad apportare modifiche e miglioramenti alla manifestazione. «Negli ultimi due anni abbiamo concentrato maggiormente l’attività sul littering, cioè sui piccoli rifiuti abbandonati nelle città, evitando di focalizzarci sulle grandi discariche abusive. Il cittadino non può rimuovere pneumatici o materiali ingombranti, ma può intervenire concretamente su bottiglie, lattine e piccoli rifiuti. Questo approccio dà anche una soddisfazione immediata, perché consente di vedere subito il risultato del proprio impegno».

Come è andata la sesta edizione

Il 23 maggio scorso Spazzamondo ha trasformato nuovamente la provincia di Cuneo in un grande cantiere collettivo di civiltà. Migliaia di cittadini, vestiti con l’ormai iconica maglietta arancione, hanno risposto con entusiasmo all’appello della Fondazione CRC. A Cuneo più di 500 volontari si sono ritrovati al Parco Parri e da lì si sono divisi tra le zone verdi urbane e le rive dello Stura e del torrente Gesso. «È Un momento ormai storico, conosciuto e apprezzato dai cittadini che in genere sono molto presenti», ha detto la sindaca Patrizia Manassero. «È un impegno civico a tenere pulite le aree pubbliche. Lo deve fare l’amministrazione: ma così ognuno, per un pezzetto può contribuire».
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A Bra – dove la manifestazione è stata dedicata a Carlin Petrini, morto due giorni prima – oltre 400 persone si sono ritrovate in piazza Arpino fin dalla mattina per ritirare guanti, sacchi e kit di raccolta, poi si sono disperse tra strade e aree circostanti. Alla fine della mattinata sono stati raccolti circa 150 chilogrammi di rifiuti, ripartiti in 50 sacchi di rifiuti indifferenziati, 40 di plastica, 10 di carta e altri 10 di vetro. «Cose strane ne abbiamo trovate», ha raccontato l’assessora Francesca Amato. «È saltato fuori perfino il paraurti di un’auto e poi ci sono sempre gli oggetti più strampalati: occhiali, borse, indumenti intimi di ogni genere. I bambini, soprattutto, arrivano con l’entusiasmo di chi vuole trovare il rifiuto più curioso».

A Savigliano l’adesione è stata ancora più imponente: 962 partecipanti tra venerdì e sabato hanno setacciato piazzali di supermercati, siepi, parchi e piste ciclabili, raccogliendo oltre 150 sacchi e più di mezza tonnellata di rifiuti, in gran parte mozziconi, cartacce e bottiglie. Le scuole, dalle materne alle superiori, sono state le vere protagoniste, affiancate da aziende, dalla pro loco, dal personale dell’aeroporto di Levaldigi e da gruppi sportivi come l’Amatori basket.

Ad Alba 450 volontari hanno ripulito la città in poche ore. Il bilancio è stato di 175 chili di rifiuti raccolti, con un dato significativo: circa il 50 per cento del materiale è stato differenziato e destinato al riciclo (37 chili di vetro, 36 di plastica, 8 di metalli, 6 di carta e 88 di indifferenziato), mentre a Mondovì si è registrato un record assoluto per la città: quasi 800 iscritti, il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente, per un totale di oltre 300 chili di spazzatura raccolta (250 di rifiuti solidi urbani e 60 di vetro). Una partecipazione intergenerazionale e inclusiva, con bambini degli asili, studenti dei licei, associazioni sportive, progetti di accoglienza e richiedenti asilo che hanno lavorato insieme per una città più pulita. «Sono stati trovati rifiuti di ogni genere, soprattutto nelle aree vicino al fiume Ellero o nei giardinetti», ha raccontato il vicesindaco Gabriele Campora. «C’è chi getta i rifiuti sulla riva del fiume, quindi si trovano sempre lattine e bottiglie. Poi ci sono stati anche casi particolari come un lettore DVD e un cartello stradale».

Le iniziative future

Oltre alla giornata di raccolta, l’edizione 2026 ha consolidato un percorso più ampio. La Fondazione CRC ha distribuito nuovi kit didattici a circa cento scuole della provincia per approfondire i temi del littering e del cambiamento climatico. Il bando “Spazzamondo - Sport per il Pianeta” ha coinvolto 29 realtà sportive, mentre gli appuntamenti di “Aspettando Spazzamondo” con lo spettacolo “Benvenuti nel MagiRegno” hanno avvicinato oltre trecento bambini e famiglie al tema ambientale nelle città di Cuneo, Alba e Mondovì. E non è finita qui perché l’iniziativa continuerà con i premi destinati ai Comuni, alle scuole e alle aziende più virtuose, la cui data sarà presto annunciata. Appuntamenti che potranno, e dovranno, consolidare la sensibilità ecologica della provincia in un momento in cui l’emergenza in cui si trova il nostro pianeta sembra essere dimenticata dalla politica. Ma non dai cittadini.

Questa puntata di L’Unica Cuneo termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

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L’ospedale che “ricovera” il paziente a casa è il sogno di tutti. A Torino c’è, e da più di quarant’anni. Si chiama OAD, Ospedalizzazione a domicilio, ed è un progetto “ad alta intensità assistenziale”, offre cioè un’assistenza molto simile a quella che si riceve in un ricovero convenzionale. Per ora purtroppo è una realtà circoscritta all’ospedale Molinette della Città della salute e della scienza, ma potrebbe essere estesa se l’amministrazione della sanità decidesse di investire su una intuizione medica all’avanguardia i cui effetti, sia clinici sia economici, sono tutti positivi. Nonostante da anni sia universalmente riconosciuto come un’eccellenza della sanità piemontese e il gradimento di pazienti e familiari sia altissimo, nessun direttore generale o assessore di nessun colore politico negli anni ha voluto garantire questa opportunità a tutti i torinesi, e ancora oggi è un privilegio dei soli cittadini che abitano nell’area Sud della città, il centro e la zona ospedali della Città della salute fino a Moncalieri.

Il servizio è nato nel 1984 da una lungimirante intuizione dei geriatri torinesi Fabrizio Fabris e Luigi Pernigotti e si è progressivamente sviluppato. Diversi studi – condotti su pazienti colpiti da eventi ischemici cerebrali, insufficienza cardiaca, patologie croniche riacutizzate ai bronchi o ai polmoni, malattie infettive e onco-ematologiche – ne hanno dimostrato efficacia e sicurezza. Il superamento della fase sperimentale è arrivato nel 2010, con una delibera di giunta (proposta da Eleonora Artesio, allora assessora alla Sanità nella giunta di centrosinistra presieduta da Mercedes Bresso), con cui si sono normate l’organizzazione e la remunerazione dell’attività di assistenza specialistica di ospedalizzazione domiciliare. Dopo, più nulla: quello che c’era è rimasto, e come spesso accade, non solo nella sanità, Torino è rimasta al palo. A realizzare il sogno sono stati altri.

Come funziona

L’accesso all’OAD può avvenire direttamente dal pronto soccorso delle Molinette, o su segnalazione dei medici dei reparti di degenza o del medico di famiglia. Condizioni imprescindibili la presenza in casa di almeno un caregiver (familiare convivente o badante a cui si affida un ruolo centrale nella gestione della cura) e l’assenza di condizioni di severa instabilità clinica. Il paziente ritenuto idoneo viene “ricoverato” a casa sua e la gestione clinica è in carico al personale medico e infermieristico delle Molinette, in grado di eseguire esami ematochimici, la diagnostica radiologica “trasportabile” (raggi RX, ecografie, ecocardio), telemonitoraggio, somministrazioni di farmaci ospedalieri e procedure strumentali e infusionali di base. Nulla è improvvisato: anche i familiari sono supportati e formati.

Responsabile dell’OAD torinese, operativa dalle 8 alle 20, è Renata Marinello e il servizio dipende dalla Geriatria universitaria dell’ospedale, diretta dal professor Mario Bo. La squadra dei sanitari a domicilio comprende quattro medici, undici infermieri e un coordinatore infermieristico. Con loro collabora un assistente sociale. Non è certo un servizio a costo zero, ma un ricovero ospedaliero convenzionale costa più del doppio. Una giornata di degenza ospedaliera in area medica alle Molinette costa in media 400-600 euro; per una giornata in OAD la Regione ha previsto una somma di 165 euro, quando il costo giornaliero stimato per l’ospedale è di 220 euro.

Il bilancio del 2025 è di 600 ricoveri in dodici mesi. «I pazienti seguiti sono in prevalenza anziani, con età media superiore agli ottant’anni, fragili, polipatologici e politrattati», ha raccontato a L’Unica Renata Marinello. «Ma non mancano malati di ogni età affetti da patologie ematologiche e oncologiche, insufficienze cardiache, epatiche o respiratorie, patologie neurodegenerative o ancora malattie congenite per cui sono necessari frequenti ricoveri ospedalieri, spesso di lunga durata».

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Perché al Servizio sanitario nazionale serve l’OAD

«Gli anziani in Piemonte rappresentano il 25 per cento circa della popolazione, ma contribuiscono alla maggior parte dei ricoveri in area medica», ha detto a L’Unica Mario Bo. «Il ricovero ospedaliero, per quanto spesso efficace nel risolvere l’evento acuto, è gravato da un consistente rischio di eventi avversi durante la degenza: allettamento e decondizionamento fisico, stato confusionale acuto (delirium), infezioni nosocomiali, cadute. Tutte condizioni che, soprattutto nei pazienti più fragili, possono peggiorare significativamente qualità e quantità della vita».

Nei pazienti ricoverati in OAD, al contrario, «queste complicanze, in particolare delirium e infezioni, sono molto ridotte, consentendo una miglior qualità di vita e meno ricoveri in Rsa o strutture di riabilitazione. Il risparmio dei costi sanitari è evidente». C’è poi un secondo motivo reso sempre più urgente dall’invecchiamento della popolazione, ha aggiunto il direttore della Geriatria universitaria della Città della salute: «Una sanità ospedalo-centrica non è più sostenibile per molti “grandi anziani” che spesso hanno severe limitazioni funzionali. Oltre alle difficoltà nelle prenotazioni di esami e visite in tempi utili, molti pazienti non sono in grado di andare alle visite ambulatoriali in ospedale. In questo contesto l’OAD potrebbe svolgere un controllo domiciliare periodico per prevenire recidive, riacutizzazioni e ridurre il numero di riospedalizzazioni». In un futuro prossimo, ha concluso il professore, «molte condizioni che oggi prevedono l’ospedalizzazione o il ricovero in Rsa o strutture per la riabilitazione potrebbero essere trattate al domicilio con vantaggio clinico ed economico».

Il modello catalano

Nato nel 1947 al Montefiore hospital di New York, il modello dell’Hospital at home si è diffuso negli Stati Uniti e in Canada, in Francia, in Australia e in Spagna. E proprio in Spagna, a Barcellona, è arrivato a gennaio dalle Molinette il geriatra e dottorando Roberto Presta, 34 anni, nel ruolo di “osservatore speciale” presso l’ospedale Parc sanitari pere Virgili, un centro pubblico catalano specializzato in cure intermedie e integrazione tra ospedale, territorio e domicilio. In Catalogna, ha spiegato, «vent’anni fa si è voluto investire sull’assistenza agli anziani e da allora l’ospedalizzazione a domicilio ha avuto una spinta fortissima».

Il modello – molto simile a quello che Torino aveva sperimentato già vent’anni prima – è stato messo a sistema: ora è routine in 27 ospedali in tutta la Catalogna e a diversi livelli di cura, ovvero non solo nel trattamento di casi acuti ma anche in fase di recupero o stabilizzazione. Nell’ospedale dove lavora Presta, la media è di settanta pazienti seguiti ogni giorno a domicilio e i medici che si spostano per visitarli in casa sono quattro.

In ospedali più grandi come l’Hospital clinic, con cui la Città della salute sta realizzando uno studio dedicato per valutare efficacia e sicurezza del modello, i medici sono nove, gli infermieri trenta. «Qui in Catalogna il paziente viene accompagnato in un percorso continuo che tiene conto dei diversi bisogni assistenziali – ha detto Presta a L’Unica –. Ciò è possibile anche grazie ad équipe interdisciplinari e cartelle cliniche elettroniche consultabili a tutti i livelli dell’assistenza». La sfida per Torino, se la si volesse cogliere, «è quella di rafforzare la dimensione di rete, rendendo più strutturati i collegamenti tra i livelli di cura dentro un sistema più ampio e accessibile. In questo senso la multidisciplinarietà rappresenta un punto di forza che dovrebbe diventare strutturale: accanto a medici e infermieri, servono competenze riabilitative, sociali, farmacologiche, nutrizionali e psicologiche». Se i software di ospedali e territorio non dialogano – è la sintesi – è facile immaginare quanti ostacoli si possono trovare sulla strada della cura.

I pazienti

A sostenere la promozione dell’OAD è attiva da tempo l’associazione “Promozione dell’Ospedale a casa”. La presiede da otto anni Laura Scarzello, un volto noto a Torino perché per anni è stata l’efficientissima segretaria di Rolando Picchioni, a lungo presidente del Salone del libro. «Ho avuto una mamma che è mancata a cento anni e che non ha passato un solo giorno in ospedale», ha raccontato a L’Unica. «Negli ultimi mesi è stata seguita a casa: un’esperienza fantastica. Anni fa è stato il mio turno, una brutta polmonite dopo un infarto. Non penso che possa esserci soluzione migliore per una famiglia che riesce a tenere a casa i familiari malati, soprattutto se anziani».

Dalla vita vissuta è partita la sua battaglia: «Anche Picchioni ci ha aiutati in questa causa e ci dava uno stand al Salone per pubblicizzare la nostra attività e il servizio». Un mese fa, la presidente Scarzello ha chiesto un incontro all’assessore regionale Federico Riboldi: «Ci ha ascoltato e con lui c’era anche il direttore regionale della sanità Antonino Sottile. Ci hanno parlato della possibilità di avviare un tavolo di lavoro su questo tema. Incrocio le dita, negli anni siamo andati a bussare a tutti, ma dopo le parole non sono mai seguiti i fatti». È anche una questione di principio: «Solo se abiti in centro o vicino alle Molinette hai diritto a questo servizio. Gli altri sono pazienti di serie B?».

La lezione del Covid

La necessità di superare l’organizzazione tradizionale a favore di modelli più flessibili e facilmente riorganizzabili in caso di necessità si è resa più evidente durante la pandemia, quando si è riscontrato con chiarezzache l’ospedale non è in grado di affrontare da solo la gestione sanitaria di una popolazione anziana in progressivo aumento.

In quegli anni anche l’OAD ha dovuto affrontare molte difficoltà logistiche e di sicurezza, superate in parte dal ricorso a strumenti di telemonitoraggio. È stato così possibile trattare al domicilio i pazienti che non necessitavano di procedure invasive evitando il ricovero nei reparti Covid, soprattutto per le persone ad alto rischio di eventi avversi, principalmente pazienti immunodepressi e più fragili, e riducendo i devastanti effetti negativi legati al ricovero ospedaliero in area Covid: senso di abbandono e isolamento sociale, depressione e depersonalizzazione.

Prospettive future

Quale potrebbe essere il ruolo dell’ospedalizzazione a domicilio all’interno del futuro Parco della salute, annunciato con ottimismo, al netto di inchieste e ritardi, per la fine del 2031? Da maggio 2018 ad aprile 2021, l’OAD ha preso parte al progetto “La casa nel parco”. «L’obiettivo era proporre soluzioni per l’e-health, la sanità digitale: applicazione di tecnologie ICT nella gestione dei processi sanitari, telemedicina e telemonitoraggio», ha spiegato a L’Unica Marinello. «Il perno del progetto è proprio la riflessione sullo sviluppo di tecnologie di avanguardia anche per le cure agli anziani nei due futuri grandi ospedali, Torino e Novara. Fondamentale, tuttavia, che il modello sia ripensato già in fase di progettazione con il suo inserimento all’interno della rete territoriale».

“La casa nel parco” è un lavoro da 11 milioni di budget finanziati da fondi FESR (Fondi europei per lo sviluppo regionale) 2014-2020, che ha coinvolto imprese, Università e Politecnico con otto diversi dipartimenti, dall’informatica all’ingegneria edile, da diritto e filosofia alla medicina e farmacia, e due enti di ricerca privati, il Collegio Carlo Alberto e la Fondazione ISI. Oltre a tre ospedali: la Città della salute e della scienza di Torino, l’Ospedale maggiore della carità di Novara, la Fondazione don Gnocchi a Torino.

Di recente, l’assessore alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi ha voluto segnalare l’esperienza dell’OAD nelle sue Good news, la newsletter settimanale sulle buone notizie della sanità: una scelta che fa sperare nella volontà di potenziare il progetto. «La Regione guarda con grande interesse a queste esperienze innovative, che contribuiscono a rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e a utilizzare in modo sempre più appropriato le risorse disponibili», ha detto l’assessore a L’Unica. «Il nostro compito è continuare a monitorarne i risultati, valorizzare le buone pratiche e verificare come possano essere ulteriormente sviluppate all’interno della rete sanitaria piemontese, sempre mantenendo al centro la sicurezza e i bisogni dei pazienti».

Nei prossimi giorni Riboldi ha convocato un incontro per avviare una riflessione: «L’ospedalizzazione a domicilio è uno degli esempi più interessanti di come la sanità possa evolvere per rispondere ai cambiamenti demografici e ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e fragile», ha aggiunto. «L’esperienza della Città della salute, che da quarant’anni rappresenta un punto di riferimento nazionale in questo ambito, dimostra che in determinate condizioni è possibile garantire cure di livello ospedaliero direttamente a casa del paziente. La sfida dei prossimi anni sarà proprio portare sempre più cure vicino alle persone, soprattutto utilizzando al meglio le opportunità offerte dall’innovazione organizzativa e tecnologica».

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Regalare un’ora per gli anziani del quartiere


Nel Municipio III, dove vivono oltre 16 mila persone con più di settant’anni, un progetto per favorire la socializzazione degli anziani
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Nel quartiere più anziano della città più anziana d’Italia e d’Europa le persone conoscono il valore del bene più prezioso in assoluto: il tempo. Qui, le ore hanno deciso di regalarle, come cura contro la solitudine. Un’ora di burraco. Un’ora di ginnastica dolce. Un’ora di ballo di gruppo. Tutte finiscono su una lista, che poi viene distribuita nelle farmacie e negli studi dei medici di base. Come una prescrizione. «Una psicologa ha donato un’ora al mese di terapia, perché nel quartiere ci sono varie persone rimaste vedove», ha raccontato a L’Unica Ica Arkel, assessora municipale ai Servizi alla persona. «Il senso è creare una rete sempre più fitta di solidarietà territoriale. Perché le iniziative ci sono, ma spesso non si conoscono, o non erano in relazione tra loro. L’obiettivo è creare degli hub di comunità: spazi dove le persone possono recarsi per fruire di questi servizi gratuiti».

Siamo nel Municipio III, Bassa Val Bisagno: un territorio in cui 16.320 persone hanno tra i settanta e i cento anni. Un po’ come se una città della grandezza di Narni, in provincia di Terni, fosse composta esclusivamente da anziani. «Siamo anche il territorio più densamente popolato», ha aggiunto Arkel. «E questo rende più difficile la nostra ricerca di spazi».

Il progetto, che si chiama “BVB in rete” (la sigla sta per Bassa Val Bisagno) nasce in un certo senso dai numeri. «Tutto è cominciato con le rilevazioni realizzate dagli operatori dei servizi civici che vanno a domicilio ad aiutare le persone anziane o disabili a fare le pratiche per la CIE, la carta di identità elettronica», ha ricordato l’assessora. «Spesso si trovano di fronte a grosse fragilità. Così, si è messo in moto tutto». Ovvero, una rete sempre più capillare: ma non chiamatela “banca del tempo”: perché qui non c’è uno scambio di ore (io offro il tempo di una lezione di cucina in cambio di una di inglese, per fare un esempio). Qui c’è soltanto offerta: e le persone fragili scelgono. «Cerchiamo di sanare un buco», ha spiegato a L’Unica il presidente del municipio Fabrizio Ivaldi. «Perché ci siamo resi conto che spesso non vengono intercettate fragilità che non sono necessariamente economiche e che un domani potrebbero diventare più impattanti: perché la mancanza di socializzazione, da un punto di vista cognitivo, può portare a demenze precoci».

La rilevazione della necessità, dunque, è partita dalle segnalazioni dei servizi civici che hanno innescato una serie di tavoli con ATS46 (sigla che sta per Ambiti territoriali sociali), Servizio educativo adulti (SEA), Educativa di strada. Consultazioni che hanno reso evidente un’emergenza spesso sottovalutata: la solitudine. Da qui, l’idea di attivare reti in sinergia con le associazioni del territorio e gli enti del terzo settore. Chiedendo la collaborazione di chi, per professione, riesce a intercettare la gran parte dei cittadini della zona: i farmacisti e i medici di medicina generale.

«Abbiamo chiesto alle associazioni del nostro territorio la possibilità di donare un’ora gratuita al mese del loro tempo alla comunità», ha sottolineato Arkel. «Questo ci sta concedendo la possibilità di costituire delle liste di offerta gratuita per la cittadinanza. Per la prima volta nella storia del nostro municipio attiveremo dei patti di collaborazione su beni immateriali. È stato sorprendente che tutti gli attori di questo progetto abbiano risposto alla chiamata con entusiasmo e partecipazione».

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Il nodo degli spazi

All’ARCI Pinetti, a Quezzi, tutti i martedì dalle 17 si gioca a burraco. Ma anche tombola. Chi preferisce fare movimento può dedicarsi al ballo. I meno timidi, al karaoke. Tutte attività promosse dal centro servizi della famiglia e operatore di comunità della Bassa Val Bisagno. In via Manunzio, a San Fruttuoso, l’ACLI di Santa Sabina si è aggiudicata un bando e porta avanti un progetto di ginnastica per adulti e terza età, preventiva e riattivante.

Le idee sono molte. «Una signora che fa le carte astrali ci ha chiesto uno spazio per mettere a disposizione questo servizio», ha raccontato ancora Arkel. Ed ecco uno dei nodi da sciogliere: il “dove”. «Stiamo lavorando in sinergia con il Comune per trovare spazi che possano costituire la casa di quartiere», ha detto il presidente del municipio Fabrizio Ivaldi. «Stiamo cercando soluzioni strutturali: in attesa che si concretizzino proveremo a gestire spazi più piccoli che possano essere a disposizione della comunità e di questo progetto».

L’elenco completo dei servizi sarà pronto a ottobre: in questi mesi, come tanti tasselli, si provano a far combaciare attività e luoghi. «Il fatto di non avere un centro civico o una casa di quartiere, con una densità abitativa così alta, non è facile», ha aggiunto l’assessora. «Uno dei passi che stiamo portando avanti è provare a tessere la rete di luoghi chiedendo che le associazioni diventino un hub territoriale. In pratica, chiediamo che mettano a sistema non solo la prestazione ma lo spazio. E poi vorremmo affiancare luoghi anche nostri, delle istituzioni».

La filosofia del chilometro zero

Il punto non è soltanto offrire servizi gratuiti nel municipio. Ma vicinissimi, zona per zona. E dunque, le liste di offerta territoriale che saranno distribuite in ogni farmacia indirizzeranno alle attività che si svolgono negli immediati dintorni.

«Pensiamo alla casa di comunità che ha aperto in via Archimede: la popolazione ancora fatica ad arrivare a questi servizi perché banalmente non li conosce, o non si spinge fino a lì», ha spiegato Arkel. «Per questo cerchiamo di mettere in comunicazione la rete. Pochi, per esempio, sanno che esiste il SEA, Servizio educativo adulti del Comune: aiuta a realizzare un curriculum e offre accompagnamento nelle pratiche burocratiche. Basta saperlo».

Un progetto pionieristico

«Il lavoro di rete nei territori non è un’opzione, ma una condizione indispensabile per costruire politiche sociali realmente efficaci, vicine alle persone e capaci di offrire risposte tempestive ai bisogni che emergono ogni giorno nelle nostre comunità», ha detto a L’Unica l’assessora al Welfare del Comune Cristina Lodi. E dunque, il progetto della Bassa Val Bisagno potrebbe diventare un modello da estendere.

«I municipi rappresentano il primo presidio di prossimità», ha sottolineato Lodi. «Conoscono i quartieri, intercettano i segnali di fragilità, dialogano quotidianamente con cittadini, associazioni, realtà del terzo settore, medici di famiglia, farmacie e con tutti quei soggetti che compongono il tessuto vivo della città. Per questo consideriamo fondamentale rafforzare il loro ruolo, valorizzarne le competenze e accompagnarli nella costruzione di reti territoriali solide e durature. È lì, nel rapporto diretto e quotidiano con le persone, che nasce un welfare capace di prevenire, includere e generare comunità. La costruzione di percorsi condivisi, come la nascita delle Reti di solidarietà territoriale, dimostra che quando istituzioni e comunità lavorano insieme la città diventa più forte, più attenta e più giusta per tutti».

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🌈 A Torino è tornato il Pride, ma i problemi sono rimasti (da L’Unica Torino)

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Torna il Pride, ma i problemi restano


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Quando l’estate scorsa il sindaco di Budapest Gergely Karácsony ha promosso il Pride nella capitale ungherese nonostante il divieto del governo Orbán, decine di delegazioni e rappresentanze istituzionali internazionali lo hanno raggiunto per manifestare il proprio sostegno all’iniziativa. Anche la Città di Torino e l’associazione Torino Pride per i diritti LGBTQIA+ hanno partecipato all’evento con le proprie delegazioni ufficiali, insieme a 400 mila cittadini ungheresi.

La Procura generale di Budapest ha poi accusato Karácsony, gli organizzatori del Pride di Budapest e del Pride della città Pécs di aver violato il divieto imposto dalla polizia sulle leggi ungheresi per la protezione dei minori. Un anno dopo, Viktor Orbán non è più il presidente dell’Ungheria, le accuse sono state sospese e Karácsony si prepara a un altro Pride ricordando l’importanza del supporto ricevuto dalle rappresentanze europee.

«La posta in gioco era altissima nel giugno 2025», ha spiegato Karácsony a L’Unica. «Era necessario dimostrare che in Ungheria ci sono politici che non scendono a compromessi e proteggono i diritti dei cittadini del nostro Paese. Il governo ungherese aveva sicuramente oltrepassato un limite con la sua legge volta a vietare il Pride. Ma vorrei sottolineare che è stata la forza e il coraggio di migliaia di normali cittadini, che hanno deciso di manifestare nonostante il divieto, ad avere l’impatto maggiore».

Quell’esperienza di resistenza collettiva continua a ispirare gli attivisti torinesi che – dopo il Pride 2026 del prossimo 6 giugno – si stanno preparando a ospitare l’Europride nel 2027. «Un anno fa, unendoci, siamo riusciti a raggiungere una grande partecipazione a Budapest», ha detto a L’Unica Chiara Tarantello, co-coordinatrice di Torino Pride. «Allo stesso modo, portare l’Europride a Torino è un risultato nazionale che nasce anche grazie all’impegno dei coordinamenti degli altri Pride. Per questo motivo, è in corso una staffetta che coinvolgerà tutto il Paese da Nord a Sud».
Manifesto del Pride del 6 giugno
Dieci anni dalla prima unione civile

Quest’anno, il principale evento internazionale dedicato ai diritti, alla visibilità e all’inclusione della comunità LGBTQIA+ si terrà ad Amsterdam ed è dedicato ai 25 anni dal primo matrimonio egualitario al mondo, celebrato proprio nei Paesi Bassi. In Italia, invece, si celebrano i dieci anni delle unioni civili. A maggio, le coppie che nel 2016 hanno scelto per la prima volta di unirsi civilmente a Torino sono state invitate a Palazzo civico. In quell’occasione il sindaco Stefano Lo Russo ha detto: «Le unioni civili sono state la tappa importante di un percorso, ma certamente non il traguardo. Dobbiamo guardare al matrimonio egualitario come un ulteriore punto che consente di incarnare pienamente i valori di cittadinanza e di eguaglianza che sono patrimonio dell’Unione europea».

Nel 2016 l’Italia ha introdotto il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso ponendo alcune limitazioni ai diritti delle coppie omogenitoriali, tra cui l’accesso alle adozioni ealla stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio naturale o adottivo del partner da parte del genitore non biologico. Negli ultimi dieci anni sono state 855 le unioni civili in città, a fronte di 14 scioglimenti. Secondo l’amministrazione comunale si tratta di un numero stabile nel tempo che mostra un radicamento territoriale. Questo perché, a differenza di altre città, a Torino la possibilità di unirsi civilmente è sicura, ha spiegato Tarantello. «Quello che non è sicuro – o meglio che dovrebbe essere sicuro, ma siamo in fase di monitoraggio – è la trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie omogenitoriali», ha aggiunto.

La legge italiana non prevede la possibilità che in una coppia dello stesso sesso entrambe le persone vengano riconosciute come genitori dei propri figli al momento della registrazione del loro atto di nascita. Il genitore biologico viene registrato, ma il genitore intenzionale (che cioè condivide un progetto genitoriale con il partner, pur non essendo biologicamente legato al figlio) raramente viene riconosciuto come tale negli atti anagrafici. Anche se il 22 maggio 2025 la Corte Costituzionale ha riconosciuto per la prima volta il diritto per le coppie di donne di vedere registrati entrambi i genitori alla nascita del proprio figlio o figlia, le coppie di uomini restano attualmente escluse da questo diritto. «In generale, le coppie di uomini, sono escluse da qualunque possibilità di diventare genitori», ha detto Tarantello.

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A seguito della storica sentenza della Corte, Torino, Cuneo e altre città del Piemonte hanno ripreso a registrare i figli nati tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) da due madri, ma nella regione non esiste ancora una mappatura che permetta di comprendere quanto sono diffuse queste trascrizioni anagrafiche. Le informazioni al riguardo sono poche e testimoniano problematiche che in Piemonte si manifestano a macchia di leopardo. Secondo Tarantello, «anche se le madri intenzionali dovrebbero essere riconosciute in automatico, qualora siano presenti dei documenti che attestano l’intenzionalità della creazione del nucleo familiare, non è detto che tutti i Comuni adottino effettivamente questa misura».

Il percorso a ostacoli delle persone trans*

I problemi di riconoscimento riguardano anche le persone che vogliono affrontare un percorso di affermazione di genere. Mentre al Tribunale di Torino il coordinamento del Pride cittadino porta avanti l’interlocuzione per rendere i percorsi di rettifica anagrafica più accessibili, al Cidigem, il Centro interdipartimentale per la disforia di genere con sede alle Molinette, c’è un’attesa media di due anni e mezzo per fissare una prima visita. «Ho mandato la richiesta più di un anno fa! Non mi hanno ancora chiamato, ho provato a mandare un’altra mail dove spiego che sto male e non mi hanno neanche risposto», ha scritto un utente sulla pagina Instagram di Free(K) Pride, la manifestazione torinese nata come alternativa non istituzionale al Pride ufficiale.

«La comunità trans* in questo momento è quella maggiormente sotto attacco, sia per il clima politico nazionale che internazionale», ha detto Tarantello. «A livello locale i lunghi tempi di attesa sono un’altra parte del problema che fa della comunità trans* una di quelle più marginalizzate sul territorio». Secondo Torino Pride, «il Cidigem deve essere potenziato, con risorse economiche adeguate e personale sufficiente, affinché possa rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni delle persone trans* che scelgono un percorso medicalizzato». L’accesso ai percorsi di affermazione di genere in tempi sostenibili è fondamentale per chi non ha la disponibilità economica per pagare un percorso privato.

Al contempo, le persone trans* e non binarie continuano a subire alti tassi di discriminazione sul lavoro, nella sanità e nella vita quotidiana. Se il 60 per cento delle persone trans* in Italia ha sperimentato discriminazione nell’accesso al lavoro, si stima che il 43 per cento di chi ha tra i 12 e i 18 anni abbandoni la scuola prima di aver terminato gli studi. Per portare l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza, il 31 maggio in occasione del Trans day of visibility a Torino è stata organizzata una settimana di eventi culturali incentrata sulle storie delle persone e il superamento degli stereotipi.

In città, negli ultimi anni alcuni passi avanti ci sono stati. Dal 2024 è possibile richiedere la tessera alias per il servizio dei trasporti pubblici, comunicando il proprio nome di elezione a GTT, anche se differente da quello anagrafico. L’Università e il Politecnico di Torino avevano già adottato misure simili, così come diverse scuole superiori in Piemonte, che permettono a studenti trans* e non binari di utilizzare il proprio nome d’elezione all’interno degli istituti scolastici. Quest’anno, poi, per la prima volta a livello nazionale, le code per votare ai seggi elettorali non sono state due, ma una unica, non più divisa in base al genere: «È un’ottima cosa, che purtroppo però non risolve del tutto il problema, perché anche in questo caso, come in tutti i casi in cui ci dobbiamo confrontare con delle istituzioni, il personale non è preparato a parlare con persone trans*», ha commentato Tarantello. «Un altro problema è che se una persona trans* fa la rettifica anagrafica, ed è una persona assegnata femmina alla nascita, nel momento in cui viene rettificato il suo documento non ha più la possibilità di avvalersi del programma regionale Prevenzione serena [per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, ndr], perché non risulta più una femmina. Lo stesso accade, per esempio, per la prevenzione dei tumori alla prostata nel caso di persone trans* assegnate maschi alla nascita».

L’Italia perde terreno

Il 6 giugno di quest’anno il Pride di Torino raggiunge la sua ventesima edizione portando in città, ancora una volta, la protesta per i diritti mancanti e la memoria delle lotte condotte dal movimento. Nel 2025 circa 150 mila persone hanno sfilato per le vie della città durante la manifestazione arcobaleno. I numeri dei partecipanti, secondo il coordinamento del Torino Pride, sono in crescita. Intanto l’Italia scivola dal 35° al 36º posto nella Rainbow Map 2026, lo studio che classifica i 49 Paesi europei misurando il livello di tutela dei diritti umani e l’uguaglianza giuridica delle persone LGBTQIA+.
Raimbow Map 2026
Nel report, pubblicato da Ilga-Europe (International Lesbo Gay Association), l’Italia viene subito prima di Lituania e Ungheria, con un punteggio complessivo di 24 su un massimo di 100.

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“Una bella idea per raccontare una comunità ormai fuori dal cono dell’attenzione delle testate nazionali. Il racconto di storie vicine, che si muovono in luoghi noti, che raccontano problemi di molti creano vicinanza, partecipazione, appartenenza e voglia di cambiamento”.

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Apple potrebbe rimuovere dallo Store le app che non attirano utenti


Nuove linee guida annunciate al WWDC 2026.
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In breve:


Apple ha aggiornato le sue App Review Guidelines al WWDC 2026 introducendo una novità sostanziale: le app già presenti nello store potranno essere rimosse se considerate obsolete, di scarsa qualità o incapaci di attrarre utenti. In precedenza, le linee guida si limitavano a rifiutare nuove app clone in categorie già sature. Ora la lista si allarga a sfondi, timer semplici ed effetti sonori, e la minaccia riguarda anche chi è già dentro lo store. Apple precisa che lo App Store Improvements process avvisa già gli sviluppatori quando un'app è ferma o non viene scaricata, offrendo tempo per migliorarla prima della rimozione. Chi continua a pubblicare app di bassa qualità rischia di perdere l'accesso all'intero Apple Developer Program.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple says it may remove some apps from the App Store if they don’t attract users | TechCrunch
Apple may begin removing existing apps that it considers stale, low-value, or unable to attract users., Coinbase's agent can use x402 protocol to get access to data and APIs., -
TechCrunchSarah Perez


Il lato oscuro del vibe coding

Questa mossa arriva quando ci troviamo proprio all'apice del vibe coding di app e software. Esistono interi canali YouTube di non-sviluppatori che costruiscono app che mettono sugli store senza conoscenza tecnica riuscendo anche a monetizzare. Si prevedono sempre più controlli e restrizioni di questo tipo perché il vibe coding si diffonderà sempre di più tra i non sviluppatori.

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OpenAI valuta tagli drastici ai prezzi per battere Anthropic


La mossa anticipa una guerra sui token AI.
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In breve:


OpenAI starebbe valutando tagli drastici al prezzo dei token in previsione di una mossa analoga da parte di Anthropic, secondo il Wall Street Journal. La pressione arriva dai clienti aziendali, con manager sempre più insofferenti ai costi dell'AI — una criticità che lo stesso Sam Altman ha definito "un problema enorme". Lo scenario si complica perché entrambe le società perdono già miliardi a causa dei costi computazionali, e tagliare i prezzi comprimerebbe ulteriormente i margini. La settimana in cui escono queste indiscrezioni, OpenAI ha depositato in modo riservato la documentazione per la quotazione in borsa; Anthropic lo aveva fatto in precedenza. Nel frattempo, Anthropic ha superato OpenAI in valutazione per la prima volta, spinta dall'adozione di Claude Code tra gli sviluppatori.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Exclusive | OpenAI Considers Drastic Price Cuts, Anticipating War for Users With Anthropic - WSJ
The company might lower prices for tokens, the central unit for gauging AI costs, though the discussions are still in flux, The company might lower prices for tokens, the central unit for gauging AI costs, though the discussions are still in flux
The Wall Street JournalKeach Hagey and Berber Jin


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Trump vuole che gli americani guadagnino una parte del fatturato delle aziende AI


Sta per incontrare 12-15 top executive del settore.
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In breve:


Per la seconda volta in una settimana, Trump ha dichiarato di voler convocare i principali CEO del settore AI per discutere come le aziende possano cedere quote agli americani. L'idea — ancora senza un meccanismo definito — prevede che il governo riceva azioni gratuitamente, da distribuire ai cittadini, eventualmente tramite i cosiddetti Trump accounts. OpenAI aveva già proposto qualcosa di simile: Sam Altman aveva suggerito a Trump, nel gennaio 2025, di donare azioni per finanziare un fondo pubblico sull'AI, proposta che l'amministrazione aveva però respinto vedendola come una mossa per raccogliere capitali. Anche Anthropic ha pubblicato un documento da 14 pagine sull'argomento, senza però sostenere politiche specifiche.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

For a Second Time, Trump Muses About Americans Sharing in A.I. Wealth

nytimes.com


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Gli ordini per le azioni di SpaceX sono già quattro volte oltre la disponibilità


La più grande quotazione della storia.
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In breve:


L'IPO di SpaceX ha già raccolto ordini per oltre quattro volte le azioni disponibili, secondo fonti vicine all'operazione. La raccolta ordini per gli investitori istituzionali si chiude mercoledì dopo la chiusura di Wall Street; il prezzo è fissato a 135 dollari per azione, per un totale di 555,6 milioni di azioni e una raccolta attesa di circa 75 miliardi di dollari. La valutazione implicita è di 1.800 miliardi di dollari. Il pricing è previsto per l'11 giugno, con le negoziazioni che partono il giorno successivo su Nasdaq e Nasdaq Texas con il simbolo SPCX. Se confermata, si tratterebbe della più grande IPO della storia, superando quella di Saudi Aramco del 2019 da 29,4 miliardi di dollari.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX IPO Is Said to Be More Than Four Times Oversubscribed

bloomberg.com


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Primo paziente trattato con la terapia per ringiovanire le cellule dell'occhio


Trial di fase 1 su perdita della vista irreversibile.
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In breve:


Life Biosciences ha somministrato per la prima volta "ER-100" a un paziente, una terapia genica sperimentale progettata per invertire l'invecchiamento delle cellule retiniche e ripristinare la vista persa per glaucoma o danni al nervo ottico. La terapia — sviluppata dal genetista di Harvard David Sinclair e approvata dalla FDA a gennaio 2026 — inietta un virus modificato nelle cellule gangliari della retina per attivare tre geni che riportano le cellule a uno stato più giovane, controllati da un interruttore genetico legato all'assunzione di un antibiotico. Il trial di fase 1 coinvolgerà fino a 18 partecipanti, con follow-up di almeno cinque anni, e si concentra soprattutto sulla sicurezza. Diversi scienziati definiscono la sperimentazione "straordinariamente ad alto rischio": tra i pericoli noti, la possibilità che la riprogrammazione genica trasformi alcune cellule in cellule cancerose.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

World First: Patient Receives High-Risk Therapy to Make Cells Young Again : ScienceAlert
An eagerly awaited and controversial clinical trial to 'wind back the clock' on aging cells in the eye and restore them to a more youthful state has officially begun.
ScienceAlertCarly Cassella


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Mondiali 2026, inizia l’era delle 48 squadre: il calcio cambia volto


Al via la prima Coppa del Mondo allargata. Più nazionali, più partite e nuove opportunità per il calcio globale, tra entusiasmo e interrogativi sul futuro del torneo

Il conto alla rovescia è terminato. I Mondiali 2026 segnano l’inizio di una nuova epoca per il calcio internazionale, con una formula che rivoluziona la competizione più prestigiosa del pianeta. Per la prima volta nella storia saranno infatti 48 le nazionali partecipanti, sedici in più rispetto alle ultime edizioni.

Organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, la manifestazione si presenta come la più grande di sempre. Un torneo destinato a battere ogni record per numero di squadre, partite disputate e pubblico coinvolto, confermando la volontà della FIFA di ampliare ulteriormente i confini del calcio mondiale.

L’allargamento della competizione rappresenta una svolta significativa soprattutto per molte federazioni che, fino a oggi, avevano poche possibilità di qualificarsi. Il nuovo format offre spazio a Paesi emergenti e realtà calcistiche in crescita, garantendo una rappresentanza geografica più ampia e una maggiore inclusione delle diverse aree del mondo.

La riforma voluta dal presidente della FIFA Gianni Infantino nasce proprio con questo obiettivo: rendere il Mondiale un evento sempre più globale. Un cambiamento che permetterà a milioni di tifosi di vedere la propria nazionale protagonista sul palcoscenico più importante del calcio internazionale.

Accanto all’entusiasmo, però, non mancano i dubbi. Molti osservatori si interrogano sulla qualità complessiva della competizione e sull’impatto che un numero così elevato di partecipanti potrebbe avere sull’equilibrio tecnico del torneo. Il rischio, secondo alcuni analisti, è quello di assistere a partite molto sbilanciate nella fase iniziale o a un calendario eccessivamente lungo per squadre e giocatori.

Anche il numero delle gare subirà un incremento significativo, trasformando il Mondiale in un evento ancora più esteso sotto il profilo sportivo e mediatico. Una scelta che porterà inevitabilmente benefici economici grazie all’aumento dei diritti televisivi, delle sponsorizzazioni e dell’interesse commerciale generato dalla competizione.

Al di là delle valutazioni, una cosa appare certa: il Mondiale 2026 rappresenta un punto di svolta. Il calcio internazionale entra in una nuova dimensione, più ampia e inclusiva, ma anche più complessa da gestire.

Sarà il campo, come sempre, a dare le risposte definitive. Perché al di là dei numeri e delle strategie, saranno le emozioni, le sorprese e le storie che nasceranno durante il torneo a stabilire se questa rivoluzione avrà davvero arricchito la manifestazione più amata dagli appassionati di tutto il mondo.

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L'influenza culturale di Trump sta cedendo


Dai fischi al Madison Square Garden agli artisti che si ritirano dai concerti per il 250esimo, passando per podcasters delusi e atleti imbarazzati: l'influenza culturale di Trump si sta indebolendo

I tifosi dei New York Knicks hanno sommerso di fischi il presidente Trump quando è apparso sul maxischermo del Madison Square Garden durante Gara Tre delle finali NBA. "È ridicolo che sia venuto a questa partita", ha detto l'analista ESPN Stephen A. Smith, lamentando i controlli di sicurezza rafforzati e le lunghe code che la presenza presidenziale ha creato attorno allo stadio. New York è una roccaforte democratica e un'accoglienza ostile era prevedibile, ma l'episodio è il sintomo di un fenomeno più ampio: secondo il Wall Street Journal, l'influenza culturale del presidente mostra segni di cedimento su più fronti.

Il momento di massimo splendore culturale di Trump era arrivato attorno al suo secondo insediamento. La star country Carrie Underwood aveva cantato alla cerimonia, dopo che il rapper Snoop Dogg si era esibito a una delle feste inaugurali. Podcaster e influencer che lo avevano spinto verso la Casa Bianca lo osannavano senza riserve, mentre atleti professionisti festeggiavano le giocate con la "Trump shuffle", un balletto mimico diventato virale.

Ora diversi artisti si sono ritirati da una serie di concerti per il 250esimo anniversario degli Stati Uniti organizzata da Freedom 250, un gruppo vicino al presidente, per preoccupazioni legate ai suoi legami politici. La presa di Trump sul John F. Kennedy Center for the Performing Arts ha incontrato un ostacolo: il mese scorso un giudice ha ordinato di rimuovere il suo nome dal centro e ha bloccato il piano di chiuderlo per ristrutturazione. Il presidente ha fatto un passo indietro, dicendo che avrebbe lasciato il centro al Congresso.

Dopo la defezione degli artisti, Trump ha deciso di fare da headliner all'evento di apertura, cancellando il resto della lineup. Su Truth Social ha scritto di essere "l'uomo che attira un pubblico molto più grande di Elvis ai suoi tempi d'oro e lo fa senza una chitarra".

I sondaggi registrano un calo di popolarità del presidente e crescono le preoccupazioni per la sua gestione dell'economia. Diversi podcaster di peso che lo avevano sostenuto con entusiasmo hanno preso le distanze per la guerra in Iran e per il modo in cui l'amministrazione ha gestito i documenti su Epstein, tra le altre questioni.

"Non riesco a immaginare di andare là fuori a cantare 'Easy like Sunday morning' praticamente a un raduno MAGA quando vedo quello che sta succedendo", ha detto al Wall Street Journal Brent Carter, co-cantante principale del gruppo funk e soul Commodores. La band aveva firmato per esibirsi alla serie di concerti di Freedom 250 e si è ritirata dopo aver visto le reazioni negative online.

Secondo alcuni osservatori, il problema per Trump è che l'appeal controculturale che il movimento MAGA offriva un tempo è più difficile da sfruttare dalla Casa Bianca, dove il presidente è al centro del sistema contro cui aveva promesso di ribellarsi. "La cultura è anti-establishment e lui si sta comportando come se facesse parte dell'establishment", ha detto al Wall Street Journal Rachel Janfaza, fondatrice di The Up and Up, un'azienda di ricerca apartitica focalizzata sulla Generazione Z.

La Casa Bianca ha respinto l'idea che il presidente abbia perso forza culturale. È il marchio democratico, ha detto il portavoce Davis Ingle, a essere "nella toilette perché sono deboli, woke e mettono sempre gli americani per ultimi". Una portavoce di Freedom 250, Danielle Alvarez, ha liquidato le critiche secondo cui la fiera sarebbe diventata troppo politica, insistendo sul fatto che si tratta di una celebrazione dell'eccezionalismo americano: "Non si è mai trattato di artisti o celebrità".

Altri indicano nelle fratture della coalizione trumpiana la causa del raffreddamento dell'aria di festa, specie sugli interventi militari all'estero. Raquel Debono è diventata famosa negli ambienti repubblicani per i suoi cocktail party per single di destra nell'East Village di Manhattan. Aveva coniato lo slogan "Make America Hot Again" per un gruppo di conservatori giovani, attraenti e alla moda. La lista delle cose che Debono voleva dal secondo mandato di Trump includeva più espulsioni di immigrati clandestini e "essere al sicuro nella metropolitana". Quello che sente di avere ottenuto è una nuova guerra in Medio Oriente: "Mi chiedo solo, che diavolo, perché siamo in guerra?".

Una chat di gruppo che tiene con altre giovani conservatrici si è animata di recente. "Una delle ragazze scrive: 'Voi pensate di essere America First o MAGA?'", ha detto, "e ci sto pensando molto". Tra le domande che si pone: "Posso ancora ascoltare Megyn Kelly?". La popolare podcaster aveva fatto campagna per Trump per poi rompere con lui sulla guerra in Iran. Debono, che continua a sostenere il presidente, dice che il movimento MAGA non è più divertente come una volta: "Sono tutti impazziti".

Sui campi da football, le dimostrazioni di orgoglio MAGA non ricevono più la stessa accoglienza di un tempo. La scorsa stagione almeno sei giocatori della NFL avevano eseguito la "Trump dance" dopo un touchdown, spingendo la lega a dichiarare di non avere "nessun problema" con quella danza politica. Ma quei balletti, dice l'analista sportiva del conservatore Daily Wire Lynden Blake, sono arrivati quando il presidente "non aveva ancora dovuto prendere grandi decisioni che dessero fastidio alla gente". Blake non crede che Trump abbia perso la cultura sportiva, ma nella NFL l'abbraccio del presidente sta generando nuove resistenze.

Il quarterback dei New York Giants Jaxson Dart si è trovato al centro di una bufera culturale dopo essere apparso sul palco con Trump nel nord dello stato di New York il mese scorso. Un compagno di squadra lo ha attaccato online e lo spogliatoio dei Giants avrebbe discusso la questione internamente per calmare le tensioni.

Il commissioner della NBA Adam Silver ha difeso la presenza presidenziale alla partita dei Knicks durante la trasmissione prepartita di ESPN, ricordando che prima della politica Trump era "un genuino tifoso dei Knicks" che si vedeva spesso a bordo campo negli anni passati. Silver ha riconosciuto il "disagio" delle misure di sicurezza aggiuntive per i tifosi, ma ha notato che lo stadio era pieno ben prima della palla a due. "È il benvenuto qui", ha detto Silver riferendosi a Trump, invitato dal proprietario dei Knicks e donatore repubblicano James Dolan. "Ciò che rende lo sport così speciale, specie quando ci sono così tante cose che dividono le persone, è che è qualcosa che abbiamo in comune e dovremmo cercare quelle cose che abbiamo in comune e costruire su quelle".

Trump ha ancora diversi eventi nel suo calendario estivo, a partire da un incontro di Ultimate Fighting Championship sul prato sud della Casa Bianca per il suo ottantesimo compleanno, domenica. Ha anche organizzato una gara di IndyCar del Freedom 250 Grand Prix per le strade del centro di Washington. E nonostante i fischi, a Madison Square Garden il presidente ha raggiunto un primato storico: secondo la lega è il primo presidente in carica ad assistere alle finali NBA.

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Salta la riforma dei medici di famiglia: stop al decreto sulle Case di comunità


Il provvedimento avrebbe previsto il passaggio di parte dei medici al rapporto di dipendenza con il SSN. Bertolaso pronto alle dimissioni

Si ferma la riforma della medicina territoriale voluta dal governo. Salta il decreto che avrebbe ridisegnato il ruolo dei medici di famiglia, prevedendone una maggiore integrazione nelle Case di comunità, uno dei pilastri della riforma dell'assistenza territoriale prevista dal PNRR. Per una parte dei medici era previsto anche il passaggio al rapporto di dipendenza con il Servizio sanitario nazionale. Lo stop era stato anticipato da RaiNews.

La decisione, comunicata agli assessori regionali alla Sanità, segna una battuta d'arresto per un progetto che aveva acceso il confronto tra governo, Regioni e rappresentanze dei medici. Il ministero della Salute assicura però che il percorso di riforma non si interrompe e che resta confermato l'obiettivo di rafforzare l'assistenza sul territorio, portando i medici di medicina generale sempre più al centro delle Case di comunità.

Il testo, illustrato nei mesi scorsi dal ministro Orazio Schillaci e successivamente rielaborato dalle Regioni, non era mai approdato formalmente in Consiglio dei ministri. Aveva però incontrato la forte opposizione dei sindacati di categoria, che contestavano il metodo e chiedevano di essere coinvolti nella definizione delle nuove regole. Alle resistenze dei medici si sono aggiunte tensioni all'interno della maggioranza, con una parte del centrodestra favorevole a un ripensamento del progetto.

L'ipotesi ora è quella di sostituire il decreto con un accordo condiviso con le organizzazioni di categoria, da tradurre successivamente in un provvedimento normativo o nella nuova convenzione della medicina generale.

Lo stop ha provocato reazioni opposte: soddisfazione tra i sindacati dei medici di famiglia, che chiedono l'apertura immediata di un tavolo di confronto, e critiche dalle opposizioni, che parlano di una maggioranza divisa e denunciano l'esclusione del Parlamento dal dibattito. Tra i più contrari alla frenata l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, che, secondo quanto si apprende, avrebbe annunciato le dimissioni da vicecoordinatore della Commissione Salute delle Regioni.

Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

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in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (7 mesi fa)