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È stato scoperto come "leggere" le immagini del cervello


Grazie a un MRI e dei modelli AI.
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In breve:


Un team giapponese ha sviluppato il "mind captioning", un metodo che genera descrizioni testuali di immagini "percepite" o immaginate dal cervello, basandosi sull'attività cerebrale rilevata tramite MRI e successivamente elaborata tramite IA. Il sistema traduce quindi l'attività neurale in linguaggio, funzionando anche per i ricordi visivi.

Riassunto completo:


  • Ricercatori giapponesi del NTT Communication Science Laboratories, guidati da Tomoyasu Horikawa, hanno sviluppato il "mind captioning", un metodo per generare testo descrittivo dall'attività cerebrale umana.
  • Il sistema rileva l'attività cerebrale tramite scanner MRI mentre i volontari guardano video e la traduce in descrizioni testuali utilizzando l'intelligenza artificiale.
  • Un'intelligenza artificiale è stata addestrata per collegare i dati cerebrali a "firme semantiche", ovvero rappresentazioni numeriche di significato, create da sottotitoli video elaborati da modelli linguistici.
  • Successivamente, un altro modello linguistico genera frasi complete a partire da queste firme semantiche, affinando la descrizione attraverso un processo iterativo di sostituzione delle parole.
  • Il "mind captioning" si è dimostrato efficace anche quando i volontari immaginavano i video, suggerendo che il cervello usa rappresentazioni simili per vedere e ricordare visivamente.
  • La capacità del sistema di generare testo persiste anche escludendo le aree cerebrali tradizionalmente associate all'elaborazione del linguaggio, indicando che il significato è distribuito ampiamente nel cervello.
  • Questa tecnologia offre potenziali applicazioni per la comunicazione in persone affette da afasia o malattie neurodegenerative che compromettono la parola, fungendo da "interfaccia interpretativa".

Leggere la mente

Anche questo è un trend seguitissimo in Morning Tech. Tempo fa abbiamo scritto un editoriale su un esperimento di Meta che concludeva con successo la trascrizione dei pensieri di utenti a cui era stato chiesto di scrivere un testo tramite una tastiera da computer. Inoltre seguiamo i lavori di Neuralink, Synchron e poche altre startup che sono concentrate sul controllo di device (come cursori o bracci robotici) tramite il pensiero. Siamo ancora lontani da poter dire di essere in grado di leggere la mente di un essere umano ma l'obiettivo è tutt'altro che poco realistico e tante sono anche le questioni che si sollevano attorno alla privacy.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

AI Turns Brain Scans Into Full Sentences and It’s Eerie To Say The Least
AI can now turn brain scans into text. It’s not mind reading but it’s pretty close.
ZME ScienceTibi Puiu


Alternativa in italiano:

Mind Captioning: l’intelligenza artificiale che descrive ciò che vediamo attraverso il cervello
Mind captioning: la tecnica che decodifica i pensieri dalle scansioni cerebrali. Un balzo avanti per la comunicazione medica, ma un rischio per la privacy mentale
PantareiNewsGianni Fiore

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Legge californiana permetterà agli utenti di fare opt-out dalla condivisione dei dati personali


Tutti i browser dovranno permetterlo.
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In breve:


Una nuova legge in California impone ai browser web di offrire un segnale automatico di opt-out per impedire ai siti di vendere o condividere i dati personali degli utenti. Questa misura, che diventerà operativa entro il 2027, è destinata a influenzare l'intero paese, diventando uno standard nazionale per la gestione della privacy online.

Riassunto completo:


  • Una nuova legge californiana, l’Assembly Bill 566, richiede ai produttori di browser web di implementare un segnale automatico di opt-out.
  • Questo segnale comunicherà ai siti che l'utente non desidera che i propri dati personali vengano venduti o condivisi durante la navigazione.
  • La legislazione, unica nel suo genere negli Stati Uniti, è stata firmata dal governatore Gavin Newsom e sostenuta da enti come la California Privacy Protection Agency.
  • Gli esperti prevedono che la legge avrà un impatto a livello nazionale, poiché le aziende troveranno più semplice estendere la funzionalità a tutti gli utenti piuttosto che limitarla alla California.
  • Browser come Google Chrome e Microsoft Edge avranno tempo fino all'inizio del 2027 per integrare questa opzione per i consumatori.
  • L'obiettivo è automatizzare il processo di protezione della privacy, che attualmente richiede agli utenti di disattivare manualmente la condivisione dei dati su ogni singolo sito web.
  • Nonostante non si sia opposta pubblicamente, Google, tramite un gruppo da essa finanziato, ha organizzato un'opposizione alla legislazione dietro le quinte.

Perché è importante?

Perché è un tema cruciale se si pensa a come stiamo gestendo i dati personali in Europa. La nostra soluzione è stata quella di mettere un banner che oramai non legge più nessuno e che è diventato solo un pop-up fastidioso. Da alcuni studi è anche risultato che sono tantissimi i siti web che notificano erroneamente come collezionano i dati. Di recente ci abbiamo scritto un editoriale e tra le soluzioni c'è proprio quella di una tecnologia "a monte", cioè a livello di browser, che permetterebbe l'opt-out, proprio come sta decidendo di fare la California.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Why a new California law could change the way all Americans browse the internet – The Markup
Legislation recently enacted in California will make it easier for consumers nationwide to protect their data
The MarkupColin Lecher


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Le nuove TPU di Google stanno raggiungendo i livelli di Nvidia


Il dominio di Nvidia non è più incontrastato.
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In breve:


Questi chip offrono una potenza fino a dieci volte superiore rispetto alla generazione precedente e possono essere combinati in enormi cluster composti da migliaia di unità. Inoltre, eguagliano i famosi Blackwell di Nvidia in prestazione di calcolo e capacità di memoria. Tra i primi clienti ci sarà Anthropic, che userà fino a un milione di TPU Google per i futuri modelli Claude.

Riassunto completo:


  • Google sta rendendo disponibili gli acceleratori Ironwood (TPU v7), la sua ultima generazione di Tensor Processing Units, che offrono un salto significativo nelle prestazioni rispetto alle generazioni precedenti.
  • Questi nuovi TPU vantano prestazioni di calcolo e capacità di memoria comparabili alle GPU Blackwell di Nvidia, come le B200 e GB200/300, eguagliandone le specifiche chiave come i petaFLOPS e la larghezza di banda della memoria HBM3e.
  • Storicamente, i TPU di Google compensavano una minore potenza bruta con la capacità di scalare in "pod" contenenti centinaia o migliaia di chip; Ironwood è ora il TPU più potente di Google, superando di 10 volte il TPU v5p e di 4 volte il TPU v6e.
  • La scalabilità è il punto di forza principale di Google, che offre i chip Ironwood in pod da 256 a 9.216 unità, con la possibilità di collegare più pod per creare cluster che potrebbero raggiungere centinaia di migliaia di acceleratori, superando le configurazioni Nvidia come le NVL72.
  • Google implementa una topologia a toro 3D per la comunicazione chip-to-chip all'interno dei pod, che elimina la necessità di costosi switch a pacchetto e riduce la latenza, permettendo connessioni dirette tra i chip.
  • Per la gestione delle connessioni, Google utilizza switch ottici a circuito (OCS), che consentono di riconfigurare dinamicamente le connessioni tra i TPU, garantendo flessibilità e una maggiore tolleranza ai guasti senza introdurre latenza aggiuntiva.
  • Grandi sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale, come Anthropic, hanno già annunciato l'intenzione di utilizzare fino a un milione di TPU di Google per addestrare e servire i loro modelli Claude di prossima generazione, evidenziando la crescente competitività di questi acceleratori rispetto alle soluzioni Nvidia.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

TPU v7, Google’s answer to Nvidia’s Blackwell is nearly here
: Chocolate Factory’s homegrown silicon boasts Blackwell-level perf at massive scale
The RegisterTobias Mann


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Il mito tossico dell’influencer politico


Cosa possiamo imparare sul rapporto tra spettacolo e politica dalla pubblicazione delle chat di Vagnoli, Fonte e Sabene?

Ti rassicuro; se un giorno qualcuno frugasse nelle mie chat private, difficilmente ne caverebbe “salsa” alla Lucarelli. Mi premuro di far questa premessa, perché il mood degli ultimi giorni è stato un continuo “se leggono le mie chat private, finisco torturato dalla Wagner”.

Non vorrei dirtelo io, ma se hai superato i 35 e ti vergogni di quello che mandi o scrivi in chat, forse un paio di domande dovresti fartele.

In ogni caso, se non ti comporti da stronzo dovresti poter dormire sonni tranquilli. I rischi che le tue chat finiscano nel fascicolo di un’indagine sono, per la stragrande maggioranza delle persone, virtualmente nulli.

E, ultimo viene il corvo, indignarti perché una giornalista ha fonti dentro le procure è ingenuo: la carte girano, a meno che tu non viva nel paese dei Teletubbies. Ne sono arrivate perfino a me, che sono solo un povero stronzo e nemmeno mi occupo di cronaca.

Dopo aver messo da parte il chiacchiericcio, se sei arrivato fino a qui e ti sei chiesto “Flavio, ma di che cazzo stai parlando?”, è il tempo di un breve riassunto.

La notizia che ha scosso la mia bolla la scorsa settimana è che Selvaggia Lucarelli ha pubblicato estratti da alcune chat private tra Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Benedetta Sabene, influencer femministe con riconoscibili profili pubblici.

Le chat fanno parte di un’inchiesta in cui le tre sono indagate di stalking, in seguito a due denunce: la prima sporta dalla social media strategist Serena Mazzini e la seconda da un uomo, che denuncia comportamenti vessatori dopo la fine della sua relazione con Sabene.

Questi i fatti, di cui però non mi interessa parlare oltre.

Quello che mi interessa mettere sotto ai riflettori qui è un problema che mi sta a cuore: il modo in cui l’attivismo degli influencer danneggia la politica, in particolare quella di sinistra.

Per mostrarlo bisogna analizzare la merce che un influencer produce e scambia per ottenere in cambio visibilità e denaro: il contenuto.

Secondo Kate Eichorn, che al contenuto ha dedicato un libro tanto agile quanto utile, il contenuto è un elemento digitale che circola in rete. Esso è onnipresente, scalabile all’infinito e non richiede una relazione diretta con l’informazione.

Anche se non ne contiene alcuna, e dunque non trasmette alcuna conoscenza, un contenuto può funzionare lo stesso, perché la sua funzione principale è la sua circolazione.

A prescindere dal fatto che venga fruito, il senso di un contenuto può esaurirsi nella sua trasmissione. È questa capacità trasmettere contenuti che crea il valore di un influencer.

Più i contenuti che produce si diffondono, più l’influencer accumula capitale in tutte le sue forme: culturale, sociale, simbolico ed economico.

Negli ultimi dieci anni, infatti, le aziende tecnologiche hanno compreso che la creator economy è la chiave per fidelizzare gli utenti e tenerli il più a lungo all’interno delle loro piattaforme.

Sottoposta a queste spinte, la rete, nata come spazio di relazioni orizzontali, si sta trasformando in un luogo caratterizzato da relazioni sempre più verticali.

Uno scenario dominato da nodi di grandi dimensioni, attorno a cui si aggregano ampie platee di seguaci che, spesso, si limitano a fruire di contenuti senza produrne a sua volta.

Non credo sia la fine del prosuming, ma è evidente che quella che vent’anni fa era una funzione chiave della rete stia subendo una profonda ristrutturazione, in cui l’equilibrio tra consumo e produzione tende a sfavorire di quest’ultima.

Perché questo meccanismo è problematico da una prospettiva politica di sinistra?

Prima di tutto perché un politica di sinistra dovrebbe puntare a costruire una dimensione di massa in cui i singoli individui possano esprimere la loro comune coscienza di classe.

Per quanto possa essere orientata a un orizzonte politico, la produzione di contenuto non equivale a fare politica.

In essa, la massa non esiste in quanto espressione della coscienza di classe degli individui; esiste in forma di pubblico - seguito o community a seconda del tasso di coinvolgimento - nei cui confronti l’influencer agisce insieme da magnete e da principio di selezione statistica in grado di far emergere segmenti target.

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Da questo lavorio, l’influencer trae legittimazione come profilo pubblico e, attraverso tale legittimazione, può rappresentarsi - o essere rappresentato - come portavoce di un soggetto collettivo che non è solo costituito dal suo seguito ma anche dall’intero segmento di persone derivabile dall’analisi di quest’ultimo.

È per questo motivo che Lucarelli può prendere la vicenda che racconta nel suo articolo, generalizzarla e usarla per attaccare il femminismo radicale nel suo insieme, usando ambiguità, contraddizioni e idiosincrasie individuali come metonimia per un soggetto collettivo.

Il problema di questa rappresentazione è che ha una natura illusoria. In realtà, a parte se stesso in quanto proprietario di un’infrastruttura di produzione di contenuti, l’influencer non rappresenta nessun’altro.

I numeri con cui rivendica la sua influenza, infatti, misurano più che altro l’estensione della sua rete, non la capacità di attivarla.

Il magro risultato che la Lega ha ottenuto alle elezioni regionali in Toscana non racconta solo di una debolezza strutturale del partito. Racconta anche di quanto sia limitata la capacità d’influenza di un personaggio ipermediatico come Vannacci e di come la natura degli influencer non sia facile da comprendere.

Più che guardar loro come dei ripetitori in grado di amplificare un messaggio, bisognerebbe intenderli come rilevatori d’opinione che funzionano a ciclo continuo.

A pensarci bene è quanto ha fatto Trump e il suo apparato con gli influencer dell’alt right.

Invece che provare a cooptarli come megafono per la macchina del partito, li ha usati come cartina al tornasole di un sentire e ha adattato per loro i suoi messaggi, lasciando che fossero gli influencer stessi a farli propri, a rielaborarli e a diffonderli presso i loro seguaci.

In un certo senso, Trump li ha lasciati liberi di occupare una scena di cui lui poteva permettersi di non essere la star, o di esserlo per interposta persona.

Per poter funzionare, infatti, gli influencer hanno bisogno di attenzione costante e di utenti tanto fedeli quanto fidelizzati, a cui fare da specchio.

Questa dipendenza dall’attenzione impone loro di bilanciare il culto della propria personalità, cercando attenzione da chi è percepito come più influente di loro, ma pronti a rivoltarglisi contro se e quando smette di considerarli.

È questa loro volatilità che li rende una presenza ingombrante dal punto di vista politico.

Senza un’infrastruttura organizzata che possa gestirla, il rischio è che gli influencer crescano al punto da mettere a repentaglio l’efficacia dell’azione politica più che costituire una risorsa da usare a vantaggio di un soggetto collettivo.

Chef Rubio è il primo esempio che mi viene in mente per descrivere questa dinamica. Il conduttore di Unti e Bisunti ha avuto agibilità nei centri sociali in virtù delle sue posizioni a sostegno della causa palestinese.

Col tempo, però, le sue prese di posizione estreme sono diventate imbarazzanti, difficili da gestire e, soprattutto, traslate e generalizzate su soggetti collettivi alla cui attività politica l’influencer non prendeva parte in alcun modo.

Una dinamica simile accade con personaggi come Orsini o Barbero.

Influencer apprezzati a sinistra per il modo in cui hanno rappresentato posizioni percepite come alternative a un mainstream a cui pure appartengono, ma che sul piano politico non rispondono ad altri se non a se stessi.

Ognuna di queste figure agisce infatti all’interno di una dimensione spettacolare. Il loro orizzonte non è l’azione politica collettiva, ma la riproduzione incessante della propria immagine nel ciclo di produzione del contenuto.

Occorre tenerlo a mente, se non si vogliono prendere dolorosi abbagli.

La prossima volta che un profilo “di riferimento” esplode nel feed, proviamo a chiederici se parla per sé o per un soggetto organizzato? Se attiva o è coinvolto in situazioni al di fuori dallo schermo o del palco su cui si esibisce? Se accetta vincoli e responsabilità condivise?

Se la risposta è no, sta facendo spettacolo. Non politica.

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Italia a caccia di sconti: nel 2025 le ricerche di coupon online volano a +28%


Superata quota 2,6 milioni di ricerche in nove mesi. Salute e Benessere scalza l’Elettronica e diventa la nuova regina dello shopping online
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Gli italiani non smettono di cercare occasioni online, ma oggi lo fanno con più metodo e consapevolezza. Nei primi nove mesi del 2025, le ricerche nella sezione dedicata ai codici sconto su Trovaprezzi.it hanno superato 2,64 milioni, con una crescita di quasi il 28% rispetto ai 2,07 milioni dello stesso periodo del 2024. Un segnale che conferma quanto la “cultura del risparmio digitale” stia diventando parte integrante delle abitudini d’acquisto, soprattutto in vista dei grandi eventi stagionali come Black Friday e Natale.
person holding black samsung android smartphonePhoto by CardMapr.nl / Unsplash

“Il consumatore digitale italiano si conferma sempre più informato e attento - ha affermato Dario Rigamonti, di Trovaprezzi.it - non cerca solo l’offerta più veloce, ma valuta con cura, pianifica l'acquisto e sfrutta i codici sconto come strumenti strategici per ottimizzare la spesa senza rinunciare alla qualità.”


Nel 2025 le ricerche mensili medie di coupon sul portale comparatore di prezzi hanno superato quota 293.000, in aumento rispetto alle 230.000 del 2024 e alle 194.000 del 2023. Un trend in costante crescita che evidenzia un’adozione sempre più diffusa dei codici sconto come parte del processo d’acquisto.

La novità di quest’anno riguarda però le 5 categorie più cercate:

  • salute e benessere conquista la leadership con il 26,3% delle ricerche (era seconda nel 2024), segno di un’attenzione crescente verso la cura personale e uno stile di vita equilibrato;
  • elettronica e informatica segue con il 25,3%, confermandosi una delle aree più dinamiche dell’e-commerce pur perdendo il primato dello scorso anno;
  • casa e giardino guadagna terreno con il 13,1%, seguita da Beauty (5,7%) e Moda (5,4%), che mostrano una lieve contrazione rispetto allo scorso anno.

Il risparmio, dunque, si sposta sempre più verso categorie legate al benessere e alla quotidianità domestica, registrando un segnale di maturità del mercato: gli utenti non cercano solo offerte, ma soluzioni per migliorare la qualità della vita.
photo of woman holding white and black paper bagsPhoto by freestocks / Unsplash
Sconti diretti al top, omaggi sempre meno rilevanti

L’analisi di Trovaprezzi.it mostra anche che nel 2025 gli italiani prediligono le promozioni più semplici e trasparenti: in media ogni mese l’82,3% delle ricerche riguarda sconti percentuali sul prezzo finale, seguite dalle offerte con spedizione gratuita e, a grande distanza, dalle promozioni con omaggi. Questo conferma la preferenza per offerte chiare, immediate e di facile utilizzo.

“L'aumento dell’uso dei coupon evidenzia un’evoluzione significativa nelle modalità di acquisto digitale: l’e-commerce si configura sempre più come un ambiente integrato dove tecnologia avanzata e consapevolezza del consumatore convergono. Il coupon non è più solo uno strumento promozionale, ma un elemento chiave di una strategia d’acquisto ponderata, che racconta un consumatore informato, selettivo e attento al valore reale. Ottimizzare la spesa è una scelta intelligente e digitale - ha affermato ancora Dario Rigamonti - ogni ricerca si traduce in una decisione consapevole: non si tratta semplicemente di spendere meno, ma di spendere in modo più efficace e mirato.”
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Biden ha scaricato la responsabilità del futuro di Gaza sull’amministrazione Trump


Continuano i retroscena sulle responsabilità dell’amministrazione Biden, che per mesi ha supervisionato il genocidio. Tra le altre notizie: Meloni parla di nuovo di patrimoniale, la visita a Washington di al-Sharaa, e cosa succederebbe a livello geopoliti

Continuano i retroscena sulle discussioni interne all’amministrazione Biden durante il primo anno di genocidio nella Striscia di Gaza, sull’onda del report di Reutersne abbiamo parlato ieri — secondo cui l’intelligence statunitense era in possesso di documenti che attestavano che anche i legali delle IDF temevano che le azioni militari condotte nel contesto dell’aggressione di Gaza costituissero crimini di guerra. Un altro retroscena, di Akbar Shahid Ahmed, per HuffPost, rivela che il segretario di Stato Blinken a porte chiuse avrebbe sollevato la possibilità che quella condotta da Israele fosse esplicitamente pulizia etnica. Pubblicamente Blinken e gli altri funzionari dell’amministrazione Trump hanno negato per mesi che gli attacchi di Israele potessero essere in infrazione delle leggi internazionali. A difendere questa posizione rigida — e che ignorava quanto fin da subito le organizzazioni indipendenti e i giornalisti denunciavano — sarebbe stato Brett McGurk, il diplomatico statunitense spesso al centro di controversie, che consigliava Biden sulle politiche da adottare nella regione, e che negli anni ha lavorato per amministrazioni di entrambi i colori, passando senza problemi da Obama a Trump. Una fonte dell’HuffPost descrive il ruolo di McGurk nell’amministrazione come “l’avvocato di Israele” mentre altri funzionari statunitensi mettevano in dubbio l’operato di Tel Aviv. A fargli eco c’era Jacob Lew, l’allora ambasciatore statunitense in Israele, che in quei mesi ha più volte pubblicamente difeso l’aggressione di Gaza. In quei mesi i funzionari statunitensi hanno emesso 3 volte (!) raccomandazioni per attivare la sezione 620i del Foreign Assistance Act, che vieta di fornire aiuti militari a paesi che impediscono il fluire di aiuti umanitari statunitensi. A Biden è stato fatto presente che il riconoscimento da parte di Biden sarebbe stato un esempio importante, ma la loro opinione non è stata ascoltata. Lo scorso agosto Lew è stato intervistato sul New Yorker da Isaac Chotiner, e ha difeso la propria posizione sul genocidio, spiegando che ad esempio i bambini uccisi a Gaza “in molti casi, erano figli di combattenti di Hamas, non bambini che si erano rifugiati” nei luoghi colpiti dalle IDF, e per questo gli obiettivi colpiti erano legittimi — perché “che si tratti o meno di un obiettivo militare legittimo dipende dalla popolazione che vi risiede.” (Reuters / HuffPost / the New Yorker)

La segretaria agli Affari esteri britannica Yvette Cooper ha denunciato che in Giordania ci sono interi magazzini pieni di aiuti umanitari britannici che sono fermi, e non riescono a entrare a Gaza. The New Arab e Al–Araby Al-Jadeed hanno parlato con alcuni residenti nella Striscia che descrivono come, nonostante il cessate il fuoco, continui a non entrare cibo sufficiente. Il portavoce del governo di Gaza Ismail al-Thawabta, ha dichiarato che Israele “continua a eludere i propri impegni relativi all'ingresso di aiuti e merci nonostante l'accordo di cessate il fuoco.” Dal 10 ottobre al 5 novembre sono entrati a Gaza in media 145 camion di aiuti umanitari al giorno, solo il 24% di quanto stabilito negli accordi di Sharm. Se le cose non cambieranno con l’inizio della settimana prossima, gli Stati Uniti saranno direttamente complici anche di tenere affamata la popolazione di Gaza: venerdì il controllo dell’ingresso degli aiuti umanitari è passato sotto il controllo del Centro di coordinazione civile-militare, il nuovo meccanismo stabilito nel contesto del cessate il fuoco e attualmente sotto il pieno controllo dell’esercito statunitense. L’obiettivo del Centro dovrebbe essere quello di aumentare la distribuzione di aiuti e farlo in modo più trasparente — finora la struttura non è riuscita ad avere un impatto, principalmente per difficoltà organizzative. (X / the New Arab / the Washington Post)

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Quelli delle IDF sono crimini di guerra anche secondo Stati Uniti e Israele


La Turchia ha emesso mandati d’arresto per 37 funzionari israeliani, tra cui Netanyahu, Katz, e Ben-Gvir, accusandoli di “genocidio” e “crimini contro l’umanità,” che sono stati “eseguiti sistematicamente” nell’aggressione di Gaza iniziata nell’ottobre 2023. Le autorità turche segnano una data precisa per l’inizio delle atrocità, citando l’attacco contro ospedale battista al-Ahli, il 17 ottobre — se ricordate, si trattò del primo attacco delle IDF contro un ospedale, e Israele e tutti i suoi alleati cercarono in tutti i modi di negare la responsabilità dell’esplosione, che nei mesi divenne chiaro fosse stata causata da un attacco israeliano. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha respinto le accuse, sminuendo i mandati di arresto come una “trovata pubblicitaria.” Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Gallant sono entrambi ricercati internazionali per “crimini di guerra” da quasi un anno. (Al Jazeera / CBS News / the New Arab / X)

Un retroscena di Erin Banco, Jonathan Landay e Humeyra Pamuk rivela che già lo scorso anno gli Stati Uniti avevano raccolto intelligence che mostrava che già allora gli avvocati militari israeliani avevano avvertito che ci fossero prove che potevano essere usate per dimostrare accuse di crimini di guerra compiuti durante l’aggressione di Gaza. I documenti in mano alle autorità statunitensi mostravano dubbi all’interno dell’esercito israeliano sulla legalità delle azioni compiute fin dalle prime settimane dell’aggressione di Gaza. Quando Washington entrò in possesso di queste informazioni, gli avvocati del dipartimento di Stato statunitense avevano già avvisato da tempo — da quasi un anno — l’allora segretario Blinken che le azioni delle IDF erano in violazione delle leggi umanitarie, e potenzialmente crimini di guerra. La preoccupazione, messa a tacere dai funzionari di rango più alto, era che i militari israeliani stessero attaccando intenzionalmente. civili e operatori umanitari. (Reuters)

Anche se formalmente il cessate il fuoco sta tenendo, la situazione nella Striscia di Gaza è durissima: l’aviazione israeliana ancora venerdì è tornata a condurre attacchi drone su Gaza città e Khan Yunis, mentre l’esercito continua la propria campagna di demolizioni a est della città di Gaza. L’ingresso di aiuti umanitari continua a essere estremamente limitato: nonostante le ostilità siano concluse le autorità israeliane stanno continuano a impedire l’ingresso di tende nella Striscia. Con l’arrivo del maltempo e del freddo la mancanza di strutture anche temporanee dove trovare rifugio si fa sempre più grave. Parlando con Mohammed al-Hajjar, un uomo descrive, in modo duro: “È come se le persone dormissero in un fiume di acqua piovana.” Secondo gli accordi di Sharm, Israele dovrebbe permettere l’ingresso di centinaia di migliaia di tende e strutture temporanee, ma finora non è arrivato niente. (WAFA / Middle East Eye)

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Vivo: la serie X300 arriva anche in Italia


La serie X300 porta non solo la fotografia mobile a livelli di eccellenza, ma anche nuovi canali di vendita e nuove soluzioni ideate da vivo appositamente per il mercato italiano
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Dopo il debutto europeo a Vienna, vivo presenta ufficialmente anche in Italia la nuova serie flagship X300, composta da X300 e X300 Pro, con due workshop dedicati in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF). L'iniziativa, che vede coinvolto il panorama media e professionisti del settore in due Masterclass dedicate all’imaging mobile, offre un’esperienza immersiva tra formazione teorica, test fotografici in diretta e innovazione tecnologica.
La nuova serie X300 di vivo arriva in ItaliaLa nuova serie X300 di vivo arriva in Italia

La tecnologia APO ZEISS disponibile per la prima volta su un dispositivo mobile


Protagonista dell’evento il comparto fotografico di vivo X300 Pro, in cui, per la prima volta nel mondo mobile, è stata integrata la fotocamera Teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP, un traguardo che segna l’ingresso delle ottiche professionali nella fotografia da Smartphone. INfatti, grazie a un’avanzata opera di ingegneria ottica e alla stretta collaborazione con ZEISS, vivo è riuscita a miniaturizzare l’eccellenza APO in un modulo compatto, mantenendo i rigorosi standard della certificazione. Il risultato è un’esperienza fotografica che coniuga precisione ottica e accessibilità, offrendo a ogni utente la possibilità di scattare immagini di livello professionale direttamente dal proprio Smartphone.

La tecnologia APO


La tecnologia APO (apocromatico), tradizionalmente riservata a lenti di fascia altissima utilizzate in ambiti come la fotografia naturalistica o astronomica, è rinomata per la sua capacità di eliminare le aberrazioni cromatiche, garantendo scatti definiti, nitidi e fedeli nei colori anche in condizioni di luce difficile o su soggetti a forte contrasto.
L'Imaging Grip Kit di vivo X300 ProL'Imaging Grip Kit di vivo X300 Pro
Inoltre, X300 Pro presenta due Kit esclusivi per la fotografia che trasformano l’esperienza fotografica mobile: un nuovo Imaging Grip Kit e un Kit Teleobiettivo ZEISS esterno da 2,35X. La sua avanzata capacità Teleobiettivo offre prestazioni leader di settore, con una nitidezza maggiore, dettagli più ricchi e un effetto bokeh morbido e naturale.
Kit Teleobiettivo Zeiss di vivo X300 ProKit Teleobiettivo Zeiss di vivo X300 Pro
La creatività non ha più limiti grazie alla partnership con ZEISS

La serie X300 porta innovazioni nell'imaging che abbracciano qualsiasi tipo di scenario, offrendo un'esperienza completa. La serie, infatti, presenta un aggiornamento completo della fotocamera frontale, la Ultra Wide-Angle ZEISS da 50 MP dotata di Auto Focus, che combinata con l'algoritmo proprietario di vivo per ritratti ad alta risoluzione, garantisce foto sempre nitide da diverse distanze. Per l'uso quotidiano, la serie X300 garantisce ritratti ultra-nitidi quando si utilizza lo zoom e introduce miglioramenti significativi anche alla fotografia di ritratto, tra cui ZEISS Natural Portrait, la modalità Night Portrait, che ottimizza automaticamente gli scatti notturni, e la funzione Portrait Snapshot, che migliora tutte le lunghezze focali.

Per i momenti di intrattenimento, la modalità Palco 2.0 cattura i momenti più preziosi da ogni prospettiva. La modalità 4K Palco All-in-One, invece, consente di scattare foto in HD durante la registrazione di video, mentre la funzione Registrazione Video Dual View consente l'uso simultaneo di due fotocamere diverse, catturando noi stessi e gli artisti nello stesso fotogramma durante gli eventi dal vivo.

La videografia d’eccellenza incontra la tecnologia mobile

La serie porta ulteriori miglioramenti anche nella registrazione video professionali: entrambi i modelli supportano il video Pro 4K a 120 fps, mentre X300 Pro compie un ulteriore passo avanti con la fotocamera principale e il teleobiettivo che supporta il video Dolby Vision 4K a 120 fps e la registrazione video Log 4K a 120 fps a 10 bit, conferendo una qualità cinematografica a ogni video e una maggiore flessibilità in post-produzione.

OriginOS arriva anche in Italia


Insieme alla serie X300, anche OriginOS fa il suo debutto sul mercato italiano. Il nuovissimo OriginOS 6 offre un'esperienza Smartphone completamente rinnovata, che fa della fluidità di utilizzo la sua caratteristica principale, con un look moderno e tante nuove funzionalità pensate per facilitare i task quotidiani degli utenti. Origin Design crea uno spazio visivamente ricco e dinamico, mentre Origin Island migliora l'interazione dell'utente con suggerimenti intelligenti e soluzioni ancora più intuitive. Inoltre, OriginOS 6 include una potente suite di strumenti AI come AI Creation per la riscrittura, la traduzione e la sintesi, mentre l'integrazione con Google Gemini migliora la creatività, la produttività e la collaborazione tra i dispositivi. vivo introduce vivo Security, che consolida le funzionalità di privacy e protezione in un framework unificato.

Disponibilità


La nuova serie X300 è già acquistabile in Italia, una disponibilità immediata che conferma la volontà di vivo di offrire ai consumatori italiani un accesso diretto e tempestivo alle sue innovazioni. vivo X300 è disponibile nella versione da 16 GB + 512 GB, al prezzo di 1099 euro, mentre vivo X300 Pro nella versione da 16 GB + 512 GB, è acquistabile al prezzo di 1399 euro. Il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno da 2,35x è disponibile a 349 euro mentre l’Imaging Grip Kit ha un prezzo suggerito di 179 euro.

In concomitanza con il lancio, vivo ha annunciato l’apertura del nuovo vivo Store, dove è possibile acquistare i nuovi modelli della serie X300 in versione bundle, con caricabatterie da 90W e cuffie wireless TWS 3e. Inoltre, è possibile usufruire di 50 euro di sconto per il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno e di 30 euro di sconto per l’Imaging Grip Kit (entrambi solo per X300 Pro, salvo esaurimento scorte). Infine, vivo rinnova il proprio impegno verso la qualità e l’affidabilità dei suoi prodotti offrendo un anno di garanzia estesa, cinque anni di garanzia sulla batteria, e un anno di riparazione gratuita del display (promozione valida solo per X300 Pro acquistati tramite i canali ufficiali entro il 04/01/2026).

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Quelli delle IDF sono crimini di guerra anche secondo Stati Uniti e Israele


Un retroscena rivela che legali sia israeliani che statunitensi hanno espresso allarme per le azioni delle IDF. Tra le altre notizie: secondo Trump Orbán merita “rispetto,” il 12 dicembre ci sarà lo sciopero della Cgil, e come riconoscere subito i bot sui

La Turchia ha emesso mandati d’arresto per 37 funzionari israeliani, tra cui Netanyahu, Katz, e Ben-Gvir, accusandoli di “genocidio” e “crimini contro l’umanità,” che sono stati “eseguiti sistematicamente” nell’aggressione di Gaza iniziata nell’ottobre 2023. Le autorità turche segnano una data precisa per l’inizio delle atrocità, citando l’attacco contro ospedale battista al-Ahli, il 17 ottobre — se ricordate, si trattò del primo attacco delle IDF contro un ospedale, e Israele e tutti i suoi alleati cercarono in tutti i modi di negare la responsabilità dell’esplosione, che nei mesi divenne chiaro fosse stata causata da un attacco israeliano. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha respinto le accuse, sminuendo i mandati di arresto come una “trovata pubblicitaria.” Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Gallant sono entrambi ricercati internazionali per “crimini di guerra” da quasi un anno. (Al Jazeera / CBS News / the New Arab / X)

Un retroscena di Erin Banco, Jonathan Landay e Humeyra Pamuk rivela che già lo scorso anno gli Stati Uniti avevano raccolto intelligence che mostrava che già allora gli avvocati militari israeliani avevano avvertito che ci fossero prove che potevano essere usate per dimostrare accuse di crimini di guerra compiuti durante l’aggressione di Gaza. I documenti in mano alle autorità statunitensi mostravano dubbi all’interno dell’esercito israeliano sulla legalità delle azioni compiute fin dalle prime settimane dell’aggressione di Gaza. Quando Washington entrò in possesso di queste informazioni, gli avvocati del dipartimento di Stato statunitense avevano già avvisato da tempo — da quasi un anno — l’allora segretario Blinken che le azioni delle IDF erano in violazione delle leggi umanitarie, e potenzialmente crimini di guerra. La preoccupazione, messa a tacere dai funzionari di rango più alto, era che i militari israeliani stessero attaccando intenzionalmente. civili e operatori umanitari. (Reuters)

Anche se formalmente il cessate il fuoco sta tenendo, la situazione nella Striscia di Gaza è durissima: l’aviazione israeliana ancora venerdì è tornata a condurre attacchi drone su Gaza città e Khan Yunis, mentre l’esercito continua la propria campagna di demolizioni a est della città di Gaza. L’ingresso di aiuti umanitari continua a essere estremamente limitato: nonostante le ostilità siano concluse le autorità israeliane stanno continuano a impedire l’ingresso di tende nella Striscia. Con l’arrivo del maltempo e del freddo la mancanza di strutture anche temporanee dove trovare rifugio si fa sempre più grave. Parlando con Mohammed al-Hajjar, un uomo descrive, in modo duro: “È come se le persone dormissero in un fiume di acqua piovana.” Secondo gli accordi di Sharm, Israele dovrebbe permettere l’ingresso di centinaia di migliaia di tende e strutture temporanee, ma finora non è arrivato niente. (WAFA / Middle East Eye)

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Siri con Gemini, nuovo computer quantistico, MacBook economici, il meglio della settimana


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Buon sabato,
questa settimana abbiamo visto in prima linea l'accordo tra Apple e Google: quest'ultima verrà pagata un miliardo di dollari l'anno per rendere intelligente Siri tramite Gemini. Poi vedremo un nuovo importantissimo computer quantistico, i MacBook economici (sotto i mille dollari), e tanto altro ancora. Buona lettura!

Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.
multicolored abstract painting

Come uso l'IA per Morning Tech e per la vita privata


Aggiornato a ottobre 2025.

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Apple pagherà 1 miliardo di dollari per avere Gemini in Siri


Business
Apple sta finalizzando un accordo da circa 1 miliardo di dollari all'anno con Google per integrare il modello da 1.2 trilioni di parametri di Gemini nel rinnovato assistente vocale Siri. Questa sarebbe una soluzione "temporanea", prevista per la prossima primavera. I dati utente rimangono protetti sui server Apple e quest'ultima si impegna a sviluppare la propria tecnologia.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Startup Italia

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La toppa di Gemini

Sarà davvero temporaneo Gemini su Siri? Perché non l'hanno fatto prima e si sono tirati addosso l'odio—e una class action—di tutti coloro ai quali era stato promesso un Apple Intelligence molto più intelligente? È stato un mix di cose ma il problema principale è stato manageriale e legato ai dipartimenti: come spiegato in un editoriale di Morning Tech, i lavori su Siri si dividono in tre dipartimenti che rispondono tutti al macro cappello "Apple AI/ML", e questi hanno sempre lavorato a compartimenti stagni, isolandosi anche dal resto dei team che si occupano di altro ma che sviluppano ampiamente per iOS, MacOS e iPadOS. Tutto a un tratto, questi dipartimenti estranei e sconosciuti fra loro, si sono ritrovati a dover armonizzarsi sotto un'IA che nessuno ancora aveva sviluppato. E questo è l'altro problema: Apple ha perso totalmente il treno, mentre tutti gli altri iniziavano a mettere le basi dei loro LLM, in tempi in cui l'addestramento era più anarchico e quindi più facile.

Presentato un nuovo computer quantistico che batte tutti gli altri


Tecnologia
Quantinuum, valutata 10 miliardi di dollari, ha presentato Helios, computer quantistico già in fase di test con clienti come JPMorgan Chase. La macchina si distingue perché riesce a mantenere stabile e affidabile una parte molto più ampia dei suoi “bit quantistici” rispetto ai modelli concorrenti, rendendo la tecnologia piuttosto unica e più vicina all’impiego commerciale. Quantinuum prevede di lanciare entro il 2029 una versione ancora più potente, chiamata Apollo, mentre ha già introdotto un nuovo linguaggio di programmazione, Guppy, per facilitare agli sviluppatori la scrittura di software quantistici.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: Il Software

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Helios è un grande passo

Helios è importante perché segna un passo concreto verso computer quantistici davvero utilizzabili nella vita reale. A differenza dei modelli di Google o IBM, che ancora commettono molti errori, Helios riesce a mantenere stabili quasi la metà dei suoi “qubit”, cioè le unità che usano per calcolare, grazie a un sistema che corregge automaticamente gli sbagli. In pratica è molto più preciso e affidabile, e questo lo rende uno dei primi computer quantistici che inizia ad avere senso anche per applicazioni pratiche, non solo per la ricerca.

SpaceX costruirà data center in orbita bassa


Spazio
I satelliti attuali già gestiscono dati, ma la prossima fase vedrà l'uso di satelliti più grandi. I satelliti Starlink V3 di SpaceX avranno una capacità di 1 Tbps, dieci volte superiore ai V2 mini, quindi adatti a ospitare data center. SpaceX prevede di lanciare circa 60 di questi satelliti per ogni Starship entro il 2026.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Non solo Musk

Diverse startup, come Starcloud, hanno iniziato ad investire in questo settore e l'idea ha attirato anche l'interesse dei magnati della tecnologia. A maggio, è emerso che l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha acquisito Relativity Space grazie al suo interesse per i data center spaziali. Poi, all'inizio di questo mese, il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha previsto che data center su scala gigawatt saranno costruiti nello spazio entro i prossimi 10-20 anni.

Che vantaggi hanno?

I data center in orbita sono veri e propri server installati su satelliti, progettati per elaborare e archiviare dati direttamente nello spazio anziché sulla Terra. Funzionano grazie a sistemi di raffreddamento passivi (sfruttando il freddo dello spazio), pannelli solari per l’alimentazione e collegamenti ottici o radio per trasmettere i dati alle stazioni terrestri. Sono considerati convenienti perché riducono i costi energetici legati al raffreddamento, offrono latenza più bassa per le comunicazioni globali, e garantiscono maggiore sicurezza fisica (difficili da attaccare o danneggiare). Inoltre, potrebbero ridurre il consumo di acqua e l’impatto ambientale rispetto ai data center tradizionali.

I Robotaxi Baidu raggiungono 250.000 corse settimanali


Tecnologia
L'unità Apollo Go di Baidu, gigante tecnologico cinese, ha superato le 250.000 corse settimanali completamente senza conducente al 31 ottobre, un dato paragonabile a quello riportato da Waymo, l'operatore di robotaxi di Alphabet (Google), lo scorso aprile.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Cryptopolitan

Leggi tutto

Chi sta vincendo?

Al momento la Cina è in vantaggio nella corsa ai robotaxi completamente autonomi grazie a una diffusione commerciale già in corso in diverse città e a una filiera tecnologica nazionale che integra veicoli elettrici, sensori e chip a costi più bassi. Aziende come Baidu Apollo, WeRide e AutoX gestiscono centinaia di migliaia di corse settimanali senza conducente di sicurezza, mentre negli Stati Uniti Waymo e Cruise hanno ridotto le proprie operazioni dopo incidenti e problemi regolatori. La Cina beneficia anche di regole più permissive e di un forte supporto statale, mentre l’Occidente resta leader in software e intelligenza artificiale ma procede più lentamente per vincoli legali e assicurativi. In sintesi, oggi il dominio dei robotaxi pende verso la Cina, anche se la redditività del settore resta ancora tutta da dimostrare.

Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un ricevitore 6G


Tecnologia
Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un nuovo ricevitore 6G che utilizza l’intelligenza artificiale per superare uno dei principali limiti delle future reti: la scarsa portata delle onde ad altissima frequenza come quelle del 6g. La tecnologia permette di “ripulire” e amplificare i segnali, estendendo la distanza di trasmissione fino al 25% in più rispetto agli standard attuali. Questo risultato potrebbe consentire di implementare il 6G sfruttando le infrastrutture 5G già esistenti, riducendo così costi e tempi di diffusione, oltre a migliorare velocità ed efficienza energetica.
~
Fonte: ComputerWeekly
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

A che punto siamo con il 6G?

La tecnologia è in sviluppo da parte di colossi come Nokia, Ericsson, Samsung, Huawei e ZTE e in prima linea ci sono Stati Uniti, Europa, Cina e Corea del Sud. L'obiettivo è offrire velocità fino a 100 volte superiori al 5G e connessioni quasi istantanee per realtà mista, veicoli autonomi e intelligenza artificiale distribuita. I primi standard sono attesi intorno al 2028, con un lancio commerciale previsto tra il 2029 e il 2030.

Apple entra nel mercato dei laptop economici


Big Tech
Apple sta sviluppando un nuovo Mac economico, nome in codice J700, previsto per il lancio nella prima metà del prossimo anno. Mirando a competere con Chromebook e PC Windows entry-level, il dispositivo sarà destinato a studenti e utenti che ne fanno un impiego limitato, con un prezzo inferiore a 1000 dollari. Utilizzerà componenti meno avanzati, incluso un processore iPhone (prima volta in un Mac) e un display LCD più piccolo.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Macitynet

Leggi tutto

Google apre agli store di terzi, dopo la disputa legale con Epic Games


Big tech
Google implementerà in Android un sistema globale per registrare store di app di terze parti. Gli store potranno essere installati facilmente e potranno offrire installazioni e aggiornamenti senza impedimenti di interfaccia. Google potrà certificare e addebitare tariffe fisse per questi store ma non proporzionate ai ricavi. L'accordo con Epic Games, in attesa di approvazione, segna l'apertura del mercato delle app.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: DDay

Leggi tutto

Cosa è successo prima?

La disputa tra Google ed Epic Games nasce nel 2020, quando Epic inserì un sistema di pagamento diretto nel gioco Fortnite per evitare le commissioni del 30% imposte dal Play Store. Google reagì rimuovendo il gioco, e Epic la denunciò accusandola di monopolio. Dopo anni di cause, nel 2023 un tribunale americano ha dato ragione a Epic, stabilendo che Google aveva gestito in modo anticoncorrenziale il suo store di app. L’accordo attuale rappresenta quindi una svolta: Google accetta di aprire Android a store alternativi, segnando la fine di un controllo esclusivo sul mercato delle app.

Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

Palantir pensa che l'università sia uno spreco. Ecco perché assume diplomati.


wsj.com (eng)

Come Bruxelles ha interrotto l'esperienza Apple


cupertinolens.com (eng)

Le battaglie legali di Internet Archive sono finite, ma il suo fondatore piange ciò che è andato perduto


arstechnica.com (eng)

L'inverno delle startup sta sempre arrivando


brajeshwar.com (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Dov'è il Trump Phone?


theverge.com (eng)

I video di YouTube su come aggirare le restrizioni hardware di Windows 11 sono ora "illegali"


techspot.com (eng)

È trapelata la data di lancio del Samsung Galaxy S26, e non è una bella notizia


androidpolice.com (eng)

La società di difesa statunitense Anduril fa volare per la prima volta il suo drone jet senza equipaggio


reuters.com (eng)

Microrobot ispirati ai ragni potrebbero sostituire la diagnostica intestinale invasiva


ieee.org (eng)

Arriva un altro concorrente dell'iPhone Air: lo Huawei Mate 70 Air


9to5mac.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/P_6RhqaMUts?…

Bill Gates per CNBC


In questa breve intervista di CNBC, Bill Gates illumina in maniera chiara sui temi della "bolla IA", l'impatto sulle posizioni lavorative e il consumo di energia.

Vedi video su youtube.com (eng - 5:02)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

Che vuol dire essere indipendenti?

Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio della cultura e dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto.


Come uso l'IA per Morning Tech e per la vita privata


Prendo spunto da un articolo di Ben Stolovitz per fare un resoconto di come utilizzo l'intelligenza artificiale ogni giorno.

Le aree principali per Morning Tech sono:

  • Vibe coding
  • Riassunti delle notizie
  • Deep research per gli editoriali
  • Podcast
  • Campagne di marketing (Meta)
  • Consulenza strategica

Per Spreaker, la piattaforma di podcasting per la quale lavoro part-time come UX Designer, sono:

  • User Research
  • Pulire l'inglese

Per la vita privata invece:

  • Qualsiasi cosa


Ho ChatGPT Pro


Quello da 200 dollari al mese... penso sia una premessa doverosa da fare, perché ho a disposizione molti più strumenti. Sono stato molto fortunato perché una mia ex ragazza lavora per OpenAI e quest'estate ci siamo scambiati due messaggi casualmente, quindi mi ha chiesto «Ma tu lo usi ChatGPT?» e io «Beh, costantemente?» così mi dice: «Allora aggiorna il tuo account» e vedo una nuova targhetta "Pro": mi ha regalato 6 mesi di ChatGPT Pro ma, ahimè, finiranno tra pochissimi giorni.

Morning Tech


Beh Codex di OpenAI, il suo tool di vibe coding, è integrato con VS Code (un editor per scrivere codice) che già utilizzavo per lavorare, laddove serviva, sul codice di Morning Tech. Codex, come detto, è un tool di vibe coding quindi fai le tue richieste via prompt — anche allegando grafiche che hai disegnato — e, dopo qualche giretto, te le trovi pronte. Personalmente metto parecchio mano anche al codice perché mi diverto a vedere che tutto sia pixel perfect o a disegnare direttamente sul browser. Non so quanto una persona completamente estranea alla programmazione possa trovarsi a suo agio.

Ultimamente ho rifatto la pagina degli abbonamenti di Morning Tech (che pubblicherò presto):
Dark modeLight mode
Devo ammettere che per questo specifico task ho offeso tanto Codex, perché non mi funzionava lo switch tra mensile e annuale, ma la verità è che stavo sbagliando io a mettere il Javascript nell'header invece che nel footer, mentre Codex è stato efficace alla prima.

Oggi ho iniziato a "vibe codare" questa pagina che avevo già disegnato su Sketch, che sarà la landing page di Morning Tech:
Landing page di MT
Insomma, sono molto contento di Codex e appena mi finirà l'abbonamento a Pro penso che passerò a Cursor perché 200 dollari al mese, almeno adesso, non glieli darò.

Parlando invece dei contenuti di Morning Tech, con il tempo ho dovuto cercare soluzioni per cercare di abbattere i tempi di creazione di una rassegna, quindi ho usato Zapier — che è un sistema per automatizzare una serie di azioni — e tanto Google Gemini.

Inizialmente usavo ChatGPT per fare i riassunti delle notizie di Morning Tech ma Gemini scrive semplicemente meglio ed è anche più veloce (parlo di Gemini Flash 2.5).

Adesso, una volta individuato l'articolo che mi interessa, mi limito a premere un bottone da un estensione di Zapier per Chrome, e tutta una serie di magie AI si attivano per creare il riassunto della notizia che poi viene caricato direttamente su Ghost (cioè il sistema che sta dietro a Morning Tech) in lingua italiana, con la categoria, ecc.:
Zapier
Il prompt di cui sopra, per la generazione del riassunto, l'ho ottimizzato milioni di volte e ancora non sono contento.

Rimanendo sui contenuti, se devo scrivere un editoriale che include dati oppure tanta ricerca online utilizzo Deep Research di ChatGPT. Ci impiega anche 15 minuti ma ti tira fuori una miniera di dati — è importante controllare sempre le fonti oppure specificare in sede di prompt che vuoi dati soltanto da siti istituzionali, accademici o da certi giornali selezionati.

Tuttavia una cosa che non faccio mai è far scrivere un mio testo originale a un LLM — è proprio una cosa che evito a tutti i costi, perché debilita completamente il mio modo di scrivere e anche la creatività. Quando devo scrivere parto leggendo i dati raccolti tramite IA ma poi ho bisogno della pagina vuota e di iniziare a scrivere da solo.

Parlando del podcast giornaliero, ultimamente ho iniziato a utilizzare Descript e sono molto contento di pagare quei 24 dollari al mese. Ha tantissime feature — molte le userò in futuro — ma quelle che mi fanno risparmiare un sacco di lavoro sono la rimozione automatica dei silenzi e delle "filler words" ("um", "ehm", ecc.)

Last but not least, le campagne marketing di Meta, che molti di voi hanno visto su Instagram o Facebook, le ho completamente progettate con ChatGPT e ho passato mesi a incollare gli screenshot dell'andamento di ogni campagna, con tutti i dati al millimetro, per farmi suggerire le migliori mosse da fare. Posso dire che ha funzionato sorprendentemente bene.

ChatGPT poi l'ho usato tanto anche per farmi da consulente su idee di business, partnership, modelli di revenue, ecc. ed è sempre stato molto utile.

Spreaker


Come vi dicevo, Spreaker è la piattaforma per la quale lavoro part-time. Le mie mansioni sono principalmente quelle di fare User Research, aiutare l'organizzazione con il decision making sulle funzionalità da sviluppare e disegnare flussi e interfacce.

Spreaker ha milioni di utenti ed è la seconda piattaforma al mondo (dopo Spotify) per numero di podcast hostati.

Di recente ho condotto delle interviste 1-to-1 a creator medio-grandi. In quel caso ho generato il questionario su ChatGPT chiarendo le mie intenzioni e anche caricando un documento strategico (con OKR e KPI) che avevo stilato mesi prima. Il risultato è stato quasi perfetto, sebbene ci abbia lavorato molto dopo.

Ogni intervista è stata registrata con una trascrizione in automatico delle nostre voci. A fine del ciclo di interviste — erano 9 partecipanti — ho dato in pasto tutti i transcript a ChatGPT Pro e devo dire che ha fatto un ottimo lavoro di rielaborazione ma ha anche aggiunto tante osservazioni superflue e sicuramente ha omesso un paio di punti importanti. Se tornassi indietro utilizzerei un'IA addestrata a posta per UX designer che vogliono condurre interviste invece che ChatGPT perché in questo caso ho dovuto mettere tantissimo mano al risultato.

Dopodiché abbiamo fatto girare un sondaggio su 7.000 creator e sia la generazione del sondaggio che l'elaborazione dei risultati l'ho data in pasto a ChatGPT. Anche qui, la generazione delle domande è stata ottima ma l'elaborazione dei risultati ha richiesto tantissimo intervento personale.

In generale poi, visto che siamo centinaia di dipendenti sparsi in tutto il mondo, ogni volta che scrivo in inglese faccio un doppio check della correttezza grammaticale con ChatGPT o con gli strumenti AI integrati in Confluence (il tool che usiamo per scrivere documenti).

Vita privata


Beh, voi come lo usate? Io per qualsiasi cosa: dal dolorino alla milza, al piano dietetico per dimagrire, la scheda in palestra, il viaggio da organizzare, i soldi da gestire... potrei andare avanti all'infinito.

Fatemi sapere nei commenti come utilizzate voi l'IA e cosa ne pensate del mio approccio. Sono curioso!


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Come uso l'IA per Morning Tech e per la vita privata


Aggiornato a novembre 2025.
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Prendo spunto da un articolo di Ben Stolovitz per fare un resoconto di come utilizzo l'intelligenza artificiale ogni giorno.

Le aree principali per Morning Tech sono:

  • Vibe coding
  • Riassunti delle notizie
  • Deep research per gli editoriali
  • Podcast
  • Campagne di marketing (Meta)
  • Consulenza strategica

Per Spreaker, la piattaforma di podcasting per la quale lavoro part-time come UX Designer, sono:

  • User Research
  • Pulire l'inglese

Per la vita privata invece:

  • Qualsiasi cosa


Ho ChatGPT Pro


Quello da 200 dollari al mese... penso sia una premessa doverosa da fare, perché ho a disposizione molti più strumenti. Sono stato molto fortunato perché una mia ex ragazza lavora per OpenAI e quest'estate ci siamo scambiati due messaggi casualmente, quindi mi ha chiesto «Ma tu lo usi ChatGPT?» e io «Beh, costantemente?» così mi dice: «Allora aggiorna il tuo account» e vedo una nuova targhetta "Pro": mi ha regalato 6 mesi di ChatGPT Pro ma, ahimè, finiranno tra pochissimi giorni.

Morning Tech


Beh Codex di OpenAI, il suo tool di vibe coding, è integrato con VS Code (un editor per scrivere codice) che già utilizzavo per lavorare, laddove serviva, sul codice di Morning Tech. Codex, come detto, è un tool di vibe coding quindi fai le tue richieste via prompt — anche allegando grafiche che hai disegnato — e, dopo qualche giretto, te le trovi pronte. Personalmente metto parecchio mano anche al codice perché mi diverto a vedere che tutto sia pixel perfect o a disegnare direttamente sul browser. Non so quanto una persona completamente estranea alla programmazione possa trovarsi a suo agio.

Ultimamente ho rifatto la pagina degli abbonamenti di Morning Tech (che pubblicherò presto):
Dark modeLight mode
Devo ammettere che per questo specifico task ho offeso tanto Codex, perché non mi funzionava lo switch tra mensile e annuale, ma la verità è che stavo sbagliando io a mettere il Javascript nell'header invece che nel footer, mentre Codex è stato efficace alla prima.

Oggi ho iniziato a "vibe codare" questa pagina che avevo già disegnato su Sketch, che sarà la landing page di Morning Tech:
Landing page di MT
Insomma, sono molto contento di Codex e appena mi finirà l'abbonamento a Pro penso che passerò a Cursor perché 200 dollari al mese, almeno adesso, non glieli darò.

Parlando invece dei contenuti di Morning Tech, con il tempo ho dovuto cercare soluzioni per cercare di abbattere i tempi di creazione di una rassegna, quindi ho usato Zapier — che è un sistema per automatizzare una serie di azioni — e tanto Google Gemini.

Inizialmente usavo ChatGPT per fare i riassunti delle notizie di Morning Tech ma Gemini scrive semplicemente meglio ed è anche più veloce (parlo di Gemini Flash 2.5).

Adesso, una volta individuato l'articolo che mi interessa, mi limito a premere un bottone da un estensione di Zapier per Chrome, e tutta una serie di magie AI si attivano per creare il riassunto della notizia che poi viene caricato direttamente su Ghost (cioè il sistema che sta dietro a Morning Tech) in lingua italiana, con la categoria, ecc.:
Zapier
Il prompt di cui sopra, per la generazione del riassunto, l'ho ottimizzato milioni di volte e ancora non sono contento.

Rimanendo sui contenuti, se devo scrivere un editoriale che include dati oppure tanta ricerca online utilizzo Deep Research di ChatGPT. Ci impiega anche 15 minuti ma ti tira fuori una miniera di dati — è importante controllare sempre le fonti oppure specificare in sede di prompt che vuoi dati soltanto da siti istituzionali, accademici o da certi giornali selezionati.

Tuttavia una cosa che non faccio mai è far scrivere un mio testo originale a un LLM — è proprio una cosa che evito a tutti i costi, perché debilita completamente il mio modo di scrivere e anche la creatività. Quando devo scrivere parto leggendo i dati raccolti tramite IA ma poi ho bisogno della pagina vuota e di iniziare a scrivere da solo.

Parlando del podcast giornaliero, ultimamente ho iniziato a utilizzare Descript e sono molto contento di pagare quei 24 dollari al mese. Ha tantissime feature — molte le userò in futuro — ma quelle che mi fanno risparmiare un sacco di lavoro sono la rimozione automatica dei silenzi e delle "filler words" ("um", "ehm", ecc.)

Last but not least, le campagne marketing di Meta, che molti di voi hanno visto su Instagram o Facebook, le ho completamente progettate con ChatGPT e ho passato mesi a incollare gli screenshot dell'andamento di ogni campagna, con tutti i dati al millimetro, per farmi suggerire le migliori mosse da fare. Posso dire che ha funzionato sorprendentemente bene.

ChatGPT poi l'ho usato tanto anche per farmi da consulente su idee di business, partnership, modelli di revenue, ecc. ed è sempre stato molto utile.

Spreaker


Come vi dicevo, Spreaker è la piattaforma per la quale lavoro part-time. Le mie mansioni sono principalmente quelle di fare User Research, aiutare l'organizzazione con il decision making sulle funzionalità da sviluppare e disegnare flussi e interfacce.

Spreaker ha milioni di utenti ed è la seconda piattaforma al mondo (dopo Spotify) per numero di podcast hostati.

Di recente ho condotto delle interviste 1-to-1 a creator medio-grandi. In quel caso ho generato il questionario su ChatGPT chiarendo le mie intenzioni e anche caricando un documento strategico (con OKR e KPI) che avevo stilato mesi prima. Il risultato è stato quasi perfetto, sebbene ci abbia lavorato molto dopo.

Ogni intervista è stata registrata con una trascrizione in automatico delle nostre voci. A fine del ciclo di interviste — erano 9 partecipanti — ho dato in pasto tutti i transcript a ChatGPT Pro e devo dire che ha fatto un ottimo lavoro di rielaborazione ma ha anche aggiunto tante osservazioni superflue e sicuramente ha omesso un paio di punti importanti. Se tornassi indietro utilizzerei un'IA addestrata a posta per UX designer che vogliono condurre interviste invece che ChatGPT perché in questo caso ho dovuto mettere tantissimo mano al risultato.

Dopodiché abbiamo fatto girare un sondaggio su 7.000 creator e sia la generazione del sondaggio che l'elaborazione dei risultati l'ho data in pasto a ChatGPT. Anche qui, la generazione delle domande è stata ottima ma l'elaborazione dei risultati ha richiesto tantissimo intervento personale.

In generale poi, visto che siamo centinaia di dipendenti sparsi in tutto il mondo, ogni volta che scrivo in inglese faccio un doppio check della correttezza grammaticale con ChatGPT o con gli strumenti AI integrati in Confluence (il tool che usiamo per scrivere documenti).

Vita privata


Beh, voi come lo usate? Io per qualsiasi cosa: dal dolorino alla milza, al piano dietetico per dimagrire, la scheda in palestra, il viaggio da organizzare, i soldi da gestire... potrei andare avanti all'infinito.

Fatemi sapere nei commenti come utilizzate voi l'IA e cosa ne pensate del mio approccio. Sono curioso!

Questa voce è stata modificata (10 mesi fa)
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Archivio Digitale: i consigli di Kingston Technology per organizzarlo al meglio


Dalla selezione dei file più importanti all’uso dei metadati, passando per backup multipli e protezione dei contenuti di tutta la famiglia, Kingston mostra come rendere il tuo archivio digitale sempre ordinato, accessibile e protetto
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Grazie alle capacità e velocità raggiunte dai dispositivi di archiviazione digitale, creare e gestire il proprio archivio di film, musica, documenti, videogiochi ed e-Book è oggi incredibilmente semplice, anche per chi non si considera un esperto di tecnologia. Gli esperti di Kingston Technology propongono alcuni consigli pratici per organizzare i contenuti digitali in modo efficiente e sicuro. Gli archivi digitali, infatti, offrono numerosi vantaggi in quanto consentono l’accesso ai contenuti da qualsiasi luogo con una connessione internet, semplificano la ricerca grazie agli strumenti e ai metadati e proteggono i file dal deterioramento nel tempo. A differenza di altri supporti fisici tradizionali, che si usurano o si danneggiano facilmente, i file digitali possono essere duplicati e archiviati in più copie, garantendo la conservazione dei file anche in caso di guasti hardware o eventi imprevisti. Inoltre, lo spazio fisico non rappresenta più un limite, permettendo di archiviare migliaia di file senza sacrificare organizzazione e praticità
a shelf with a bunch of movies on itPhoto by Bruno Guerrero / Unsplash

Priorità ai file importanti


Il primo passo per creare un archivio digitale funzionale è la selezione dei contenuti, scegliendo con attenzione cosa conservare. In questa fase è utile dare priorità ai documenti più importanti e ai file che mostrano segni di deterioramento. I materiali analogici, come videocassette o cassette audio, possono essere digitalizzati con schede di acquisizione video o capture card collegate a un lettore VHS e a un PC. Con l’ausilio di software di registrazione dedicati è possibile integrare facilmente i contenuti analogici nell’archivio. Anche la scelta dei formati è molto importante: optare per standard ampiamente supportati e duraturi, come MP4 per i video o TIFF per le immagini, garantisce la possibilità di accedervi in futuro, anche in caso di evoluzioni tecnologiche.
Two people sitting across from each other in an office working on a Surface laptopPhoto by Microsoft Edge / Unsplash

Archiviazione intelligente con metadati


Un archivio digitale ordinato richiede attenzione costante e non si basa solo sulle cartelle: i metadati sono fondamentali. Titolo, autore, descrizione, dimensione del file, formato, data di creazione e persino informazioni tecniche come la risoluzione o lo strumento utilizzato per digitalizzare il contenuto permettono di cercare rapidamente qualsiasi elemento e di avere sempre sotto controllo lo stato dell’archivio, semplificando al contempo anche il suo aggiornamento. Curare i metadati significa trasformare un semplice insieme di file in un archivio facilmente navigabile, perfetto anche per chi desidera condividere i contenuti con altre persone. Per archivi molto ampi, può essere utile ricorrere a software di catalogazione dedicati, che consentono di creare un inventario centralizzato di tutti i file e di sapere subito su quale dispositivo si trova ogni contenuto, anche se conservato su unità esterne o NAS.
Person holding memory card near laptop and notebook.Photo by Julio Lopez / Unsplash

Backup sicuri e multipli


Assicurarsi che i file siano protetti è essenziale; in caso contrario, basta un guasto hardware o un evento imprevisto per rischiare di perdere anni di ricordi e dati importanti. Per questo motivo, Kingston consiglia di adottare backup multipli: copie locali, unità NAS sincronizzate e soluzioni cloud garantiscono una sicurezza completa. Avere più copie in posizioni diverse garantisce che l’archivio rimanga intatto anche in caso di danni accidentali. Una buona regola da seguire è la strategia di backup 3-2-1: mantenere almeno tre copie dei propri dati, archiviate su due diversi tipi di supporto, con una copia conservata fuori sede o nel cloud. Questo metodo semplice ma efficace riduce al minimo i rischi e assicura una protezione a lungo termine.
a broken cell phone sitting on top of a wooden tablePhoto by Aaron Boucicault / Unsplash

Manutenzione costante


Un archivio digitale richiede cura e aggiornamenti costanti. Aggiornare l’inventario dei file, utilizzare software di catalogazione per sapere sempre dove si trova ogni contenuto, controllare periodicamente lo stato dell’hardware, magari impostando un promemoria, e rimuovere duplicati o file datati sono pratiche fondamentali per mantenere l’archivio sempre efficiente. Trasferire i file su dispositivi più moderni di volta in volta assicura inoltre che la qualità e l’integrità dei dati siano preservate nel tempo.

Archivio digitale sicuro per tutta la famiglia


Se l’archivio è condiviso tra più membri della famiglia, è importante organizzare i contenuti secondo le esigenze di ciascuno. Musica, foto e video possono essere ordinati per genere, artista o data; i documenti sensibili, contratti, dati bancari o cartelle cliniche, dovrebbero essere conservati in cartelle criptate o su chiavette protette come le Kingston IronKey D500S e le Kingston IronKey Locker+ 50; i contenuti non adatti ai bambini possono essere protetti con password o collocati in cartelle dedicate. Per l’uso quotidiano e i trasferimenti rapidi di file, gli SSD portatili come Kingston XS2000 e Kingston XS1000 offrono una soluzione compatta e ad alte prestazioni, che rende ancora più pratico archiviare e condividere i propri contenuti. In questo modo, sicurezza e accessibilità vanno di pari passo senza compromettere l’esperienza d’uso.

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GTA VI e Marvel 1943, nuovi posticipi: meglio un uovo rotto oggi o un cult domani?


Skydance Games posticipa Marvel 1943, seguendo il rinvio di GTA VI a novembre 2026. Per entrambi i titoli la causa è la ricerca della perfezione.

Il settore dei videogiochi vive una giornata segnata da importanti annunci di rinvii, che coinvolgono due dei titoli più attesi dai fan. In una coincidenza temporale che non passa inosservata, sia Skydance Games che Rockstar Games, gli sviluppatori di Grand Theft Auto VI, hanno comunicato un posticipo per le rispettive date di uscita, facendo slittare una buona parte del calendario uscite del 2026.

La notizia ha immediatamente catturato l'attenzione della community, alimentando discussioni sulle sfide dello sviluppo videoludico ad alto budget e sulle crescenti aspettative di qualità da parte del pubblico.
Nel dettaglio, Skydance Games ha ufficializzato il rinvio del suo ambizioso gioco d'azione dedicato ai supereroi, Marvel 1943: Rise of Hydra, inizialmente previsto per la prima parte del 2026 e ora posticipato a data da destinarsi, superando la finestra temporale originale.
La motivazione addotta dallo studio di sviluppo è la necessità di dedicare più tempo alla fase di rifinitura e ottimizzazione del prodotto finale. Questo slittamento rappresenta il secondo rinvio per il titolo Marvel, un segnale di come il team guidato da Amy Hennig punti a un livello di perfezione assoluta, preferendo posticipare l'uscita piuttosto che compromettere la qualità dell'esperienza di gioco.

La decisione di Skydance Games riecheggia quella annunciata quasi simultaneamente per Grand Theft Auto VI, la cui uscita era stata fissata per maggio 2026, e poi posticipato a novembre dello stesso anno.
Anche in questo caso, si tratta del secondo rinvio per il gioco, e la giustificazione è la medesima: la necessità di un'ulteriore fase di perfezionamento.

Questa sincronia nelle motivazioni suggerisce una tendenza che accogliamo con favore, ovvero quella di non voler lasciare nulla al caso, anche a costo di dilatare i tempi di produzione e consegna.
La richiesta di maggior tempo per la rifinitura evidenzia quanto sia diventato cruciale, per i titoli di primissimo piano, di presentarsi sul mercato in una condizione impeccabile.

La fase di rifinitura è fondamentale per eliminare bug, ottimizzare le prestazioni su tutte le piattaforme e garantire che ogni aspetto del gioco, dalla grafica al gameplay, sia curato nei minimi dettagli, cercando di scongiurare scivoloni ormai sempre più frequenti nell'industria videoludica. Per i giocatori, sebbene il ritardo possa generare delusione, la promessa di un'esperienza più solida e curata rappresenta una valida contropartita, trasformando l'attesa in un investimento sulla qualità finale del videogioco.

Fonte: The Verge


GTA VI, nuovo rinvio: la data d'uscita slitta a novembre 2026


L'attesa per il ritorno a Vice City si allunga ulteriormente: Rockstar Games ha ufficializzato un nuovo rinvio per l'attesissimo Grand Theft Auto VI, fissando la nuova data di uscita al 19 novembre 2026.

Questa decisione posticipa il lancio di altri sei mesi rispetto alla precedente finestra, prevista per il 26 maggio 2026. Inizialmente, il titolo era stato annunciato per il 2025, rendendo questo il secondo slittamento nel suo percorso di sviluppo. Attraverso il proprio account ufficiale X, lo studio di sviluppo ha espresso il proprio rammarico per l'attesa prolungata:

Questi mesi extra ci permetteranno di completare il gioco con il livello di rifinitura che vi aspettate e che meritate


Rockstar ha spiegato la sua decisione sottolineando l'impegno a garantire un prodotto di altissima qualità. Nonostante la delusione dei fan, il publisher Take-Two non sembra minimamente preoccupato dal ritardo.

In un'intervista con The Game Business, l'amministratore delegato Strauss Zelnick ha espresso pieno supporto alla decisione di Rockstar:

Abbiamo detto, quando abbiamo fissato l'ultima data, che se un gioco richiede più rifiniture per essere la migliore versione possibile di sé stesso, allora gli daremo più tempo


Ha poi aggiunto di sentirsi "molto ottimista" riguardo alla nuova data di lancio, specificando che rientra nello stesso anno fiscale e rappresenta una finestra di rilascio eccellente.
Queste parole dimostrano la totale fiducia del publisher nella capacità di Rockstar di consegnare un capolavoro, mettendo la qualità al di sopra di ogni scadenza.

La tranquillità di Take-Two si fonda sul successo monumentale e duraturo del capitolo precedente, Grand Theft Auto V: rilasciato originariamente nel 2013, il gioco ha continuato a dominare le classifiche di vendita, superando i 220 milioni di copie vendute e venendo ripubblicato su due generazioni di console. A questo si aggiunge il fenomeno di Grand Theft Auto Online, la modalità multiplayer che, disponibile anche come titolo standalone, continua a generare enormi profitti e a coinvolgere milioni di giocatori.

Zelnick ha evidenziato come i contenuti per GTA Online continuino a ottenere "risultati formidabili" e come l'abbonamento GTA+ abbia registrato una crescita del 20% su base annua, consolidando un ecosistema economico solido che può sostenere senza problemi l'attesa per il nuovo capitolo.
youtube.com/embed/QdBZY2fkU-0?…
Il lungo e travagliato sviluppo di GTA VI non è stato esente da controversie: nel 2022, il gioco è stato oggetto di un massiccio leak che ha svelato in anticipo numerosi dettagli, tra cui la presenza di una protagonista femminile, informazione poi confermata nel primo trailer ufficiale. Inoltre, sebbene Rockstar Games abbia dichiarato di aver lavorato per migliorare la propria cultura aziendale dopo l'uscita di GTA V, lo sviluppatore è attualmente al centro di accuse di pratiche antisindacali nel Regno Unito, gettando un'ombra sul percorso che porterà al tanto atteso lancio del 2026.

Fonte: Engadget


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Leggende Pokémon: Z-A, svelato il DLC a pagamento Mega Dimension


In arrivo il 10 dicembre a 30$, l'espansione introduce una storia post-game, viaggi dimensionali con Hoopa e nuovi Pokémon da catturare.

A sole sette settimane dal debutto di Leggende Pokémon: Z-A, Game Freak ha annunciato il primo DLC a pagamento per il titolo, intitolato "Mega Dimension". L'espansione sarà disponibile a partire dal 10 dicembre per Nintendo Switch e Switch 2 al prezzo di 30 dollari, una cifra che potrebbe alimentare il dibattito sui costi dei contenuti aggiuntivi di Nintendo.

Il pacchetto promette di arricchire notevolmente l'esperienza di gioco con una serie di novità sostanziose, pensate per dare ai giocatori un valido motivo per tornare a esplorare la futuristica città di Luminopoli. Il cuore di "Mega Dimension" è una nuova e corposa storia post-game, che colma una delle lacune del gioco base.
L'avventura ruoterà attorno al Pokémon leggendario Hoopa, capace di manipolare lo spazio e le dimensioni. Grazie ai suoi poteri, i giocatori potranno viaggiare in una versione alternativa di Luminopoli, un mondo parallelo ricco di misteri e sfide inedite.

Questo viaggio dimensionale non solo offrirà nuovi scenari da esplorare, ma segnerà anche il ritorno di alcuni iconici personaggi di Pokémon X e Y, assenti nella versione originale di Z-A, pronti a ricongiungersi con i fan della serie. L'esplorazione della Luminopoli alternativa sarà l'occasione perfetta per ampliare il proprio Pokédex.
Il DLC introdurrà infatti creature non originarie della regione, tra cui spiccano Pokémon amati come Baxcalibur e Corviknight, offrendo così nuove strategie di combattimento e dinamiche di cattura.

Oltre all'aggiunta di nuovi mostriciattoli, l'espansione alzerà il livello massimo raggiungibile, permettendo ai giocatori di potenziare i propri Pokémon oltre il limite del livello 100. Questa novità rappresenta un incentivo significativo per tutti coloro che amano il grinding e la caccia ai Pokémon cromatici, aggiungendo ulteriore longevità al titolo.

Questo contenuto a pagamento si affianca a un piccolo aggiornamento gratuito già rilasciato da Game Freak, che include una nuova missione secondaria accessibile tramite la funzione Dono Segreto.

Nonostante le critiche ricevute per alcuni difetti tecnici, come bug occasionali e una grafica non sempre all'altezza degli standard odierni, Leggende Pokémon: Z-A è stato apprezzato per il suo gameplay fresco divertente. Con il nuovo DLC, l'obiettivo è dunque quello di espandere l'universo di gioco, offrendo ai fan contenuti inediti e una nuova, avvincente avventura da vivere nel mondo dei Pokémon.

Fonte: Engadget

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GTA VI, nuovo rinvio: la data d'uscita slitta a novembre 2026


L'atteso ritorno a Vice City si fa attendere ancora. Rockstar Games annuncia un nuovo ritardo per perfezionare il gioco, con il supporto del publisher.

L'attesa per il ritorno a Vice City si allunga ulteriormente: Rockstar Games ha ufficializzato un nuovo rinvio per l'attesissimo Grand Theft Auto VI, fissando la nuova data di uscita al 19 novembre 2026.

Questa decisione posticipa il lancio di altri sei mesi rispetto alla precedente finestra, prevista per il 26 maggio 2026. Inizialmente, il titolo era stato annunciato per il 2025, rendendo questo il secondo slittamento nel suo percorso di sviluppo. Attraverso il proprio account ufficiale X, lo studio di sviluppo ha espresso il proprio rammarico per l'attesa prolungata:

Questi mesi extra ci permetteranno di completare il gioco con il livello di rifinitura che vi aspettate e che meritate


Rockstar ha spiegato la sua decisione sottolineando l'impegno a garantire un prodotto di altissima qualità. Nonostante la delusione dei fan, il publisher Take-Two non sembra minimamente preoccupato dal ritardo.

In un'intervista con The Game Business, l'amministratore delegato Strauss Zelnick ha espresso pieno supporto alla decisione di Rockstar:

Abbiamo detto, quando abbiamo fissato l'ultima data, che se un gioco richiede più rifiniture per essere la migliore versione possibile di sé stesso, allora gli daremo più tempo


Ha poi aggiunto di sentirsi "molto ottimista" riguardo alla nuova data di lancio, specificando che rientra nello stesso anno fiscale e rappresenta una finestra di rilascio eccellente.
Queste parole dimostrano la totale fiducia del publisher nella capacità di Rockstar di consegnare un capolavoro, mettendo la qualità al di sopra di ogni scadenza.

La tranquillità di Take-Two si fonda sul successo monumentale e duraturo del capitolo precedente, Grand Theft Auto V: rilasciato originariamente nel 2013, il gioco ha continuato a dominare le classifiche di vendita, superando i 220 milioni di copie vendute e venendo ripubblicato su due generazioni di console. A questo si aggiunge il fenomeno di Grand Theft Auto Online, la modalità multiplayer che, disponibile anche come titolo standalone, continua a generare enormi profitti e a coinvolgere milioni di giocatori.

Zelnick ha evidenziato come i contenuti per GTA Online continuino a ottenere "risultati formidabili" e come l'abbonamento GTA+ abbia registrato una crescita del 20% su base annua, consolidando un ecosistema economico solido che può sostenere senza problemi l'attesa per il nuovo capitolo.
youtube.com/embed/QdBZY2fkU-0?…
Il lungo e travagliato sviluppo di GTA VI non è stato esente da controversie: nel 2022, il gioco è stato oggetto di un massiccio leak che ha svelato in anticipo numerosi dettagli, tra cui la presenza di una protagonista femminile, informazione poi confermata nel primo trailer ufficiale. Inoltre, sebbene Rockstar Games abbia dichiarato di aver lavorato per migliorare la propria cultura aziendale dopo l'uscita di GTA V, lo sviluppatore è attualmente al centro di accuse di pratiche antisindacali nel Regno Unito, gettando un'ombra sul percorso che porterà al tanto atteso lancio del 2026.

Fonte: Engadget

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NVIDIA, Jensen Huang: "La Cina vincerà la corsa all'IA"


Il CEO di Nvidia critica i controlli sulle esportazioni e l'alto costo dell'energia negli USA, indicandoli come vantaggi competitivi per Pechino.

In una dichiarazione destinata a scuotere il settore tecnologico, Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha affermato che la Cina è destinata a vincere la corsa globale all'intelligenza artificiale.

Parlando a margine del Future of AI Summit, Huang ha identificato due fattori cruciali che minano la leadership degli Stati Uniti: il cinismo occidentale e, soprattutto, le favorevoli condizioni energetiche cinesi, in netto contrasto con gli alti costi dell'elettricità negli USA.
Secondo il capo dell'azienda, le politiche di Washington, in particolare i controlli sulle esportazioni di chip avanzati, si stanno rivelando controproducenti.

Da tempo Huang sostiene che il divieto di esportazione dei semiconduttori più avanzati, come i chip della serie Blackwell, non frena la Cina, ma al contrario la rafforza. Questa politica, nata dalla guerra commerciale tra le due superpotenze, sta spingendo le aziende tecnologiche cinesi a investire massicciamente nello sviluppo di alternative locali.
Di conseguenza, Pechino non solo sta costruendo una propria industria di semiconduttori sempre più competitiva, ma sta anche riducendo la sua dipendenza dall'ecosistema software di NVIDIA. Per l'azienda statunitense, l'impatto è già tangibile, con una quota di mercato in Cina crollata quasi a zero, come ammesso dallo stesso Huang.

L'altro punto riguarda l'energia, considerata il prossimo grande collo di bottiglia per lo sviluppo dell'IA, tanto che Google sta valutando di mandare in orbita i suoi datacenter. Mentre in Cina le aziende beneficiano di sussidi statali e di un accesso facilitato all'energia per alimentare i loro data center ad alta intensità di calcolo, negli Stati Uniti la situazione è molto più complessa: le aziende americane devono affrontare un mosaico di normative statali e una carenza strutturale di energia.
Un esempio emblematico è quello di Microsoft, che, come recentemente rivelato, possiede un inventario di GPU per l'IA che non può installare per mancanza di elettricità sufficiente.

A statement from NVIDIA CEO Jensen Huang. pic.twitter.com/Exwx54OYJV
— NVIDIA Newsroom (@nvidianewsroom) November 5, 2025


Nonostante il tono allarmistico, Huang ha successivamente precisato la sua posizione su X (ex Twitter), ribadendo che la Cina si trova a "nanosecondi" di distanza dagli USA e che è vitale per l'America "correre più veloce" per mantenere il primato. La contesa tra le due nazioni è tutt'altro che decisa, offuscata da dinamiche politiche e protezionistiche. Tuttavia, emerge chiaramente la strategia di NVIDIA: posizionarsi come fornitore indispensabile di hardware per l'intelligenza artificiale, indipendentemente da quale delle due superpotenze taglierà per prima il traguardo.

Fonte: Tom's Hardware


Project Suncatcher: Google progetta data center AI in orbita


Google sta esplorando una nuova frontiera per l'intelligenza artificiale, un'idea che sembra tratta da un film di fantascienza ma che poggia su solide basi di ricerca. Con il suo nuovo "Project Suncatcher", l'azienda di Mountain View sta seriamente valutando la possibilità di spostare i suoi data center, assetati di energia, nell'orbita bassa terrestre.

L'idea è quella di poter alimentare le complesse infrastrutture AI, come le Tensor Processing Units (TPU), sfruttando l'energia solare illimitata e costante disponibile nello spazio per risolvere uno dei problemi più pressanti legati all'intelligenza artificiale: il suo enorme impatto ambientale, causato dall'elevato consumo energetico dei centri di calcolo terrestri che spesso dipendono da centrali a combustibili fossili.

Il progetto, definito da Google stessa una "moonshot", si basa sull'installazione dei chip TPU a bordo di satelliti dotati di pannelli solari. Secondo Travis Beals, senior director di Google, un pannello solare posizionato nell'orbita giusta può essere fino a otto volte più produttivo rispetto a uno sulla Terra, generando energia quasi ininterrottamente e riducendo la necessità di batterie.

Tuttavia, le sfide tecniche sono notevoli. La prima riguarda l'esposizione dei componenti elettronici a elevate dosi di radiazioni solari, che potrebbero degradarli rapidamente.
Google ha già condotto test sui suoi chip, concludendo che potrebbero resistere per una missione di cinque anni senza subire guasti permanenti.

Un altro ostacolo critico è la comunicazione tra i satelliti. Per funzionare come un unico data center distribuito, i satelliti necessitano di collegamenti dati ad altissima velocità, nell'ordine di decine di terabit al secondo, e a bassissima latenza. Raggiungere tali prestazioni nello spazio è complesso e richiede un'enorme quantità di energia per la trasmissione a lunga distanza. La soluzione proposta da Google prevede di manovrare i satelliti in formazioni molto strette, mantenendoli a una distanza di pochi chilometri o meno l'uno dall'altro.

Sebbene i costi di lancio possano sembrare proibitivi, un'analisi preliminare di Google suggerisce che l'efficienza energetica di un data center spaziale potrebbe diventare paragonabile a quella di uno terrestre entro la metà degli anni 2030. L'azienda ha già pianificato i primi test pratici e ha stretto una partnership con la società Planet per una "missione di apprendimento": l'obiettivo è lanciare in orbita una coppia di satelliti prototipo entro il 2027 per testare il comportamento dei modelli di machine learning e dell'hardware TPU in ambiente spaziale, oltre a validare l'efficacia dei collegamenti ottici inter-satellitari per compiti di calcolo distribuito.

Fonte: Engadget


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Meta: profitti miliardari dagli annunci truffa su Facebook e Instagram


Un report svela che l'azienda guadagnerebbe fino al 10% dei ricavi da frodi, con policy interne che tutelano gli inserzionisti più facoltosi.

Meta starebbe generando miliardi di dollari ogni anno grazie ad annunci pubblicitari che promuovono truffe e prodotti illegali sulle sue piattaforme, tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp.

Secondo un nuovo e dettagliato report di Reuters, la questione solleva seri interrogativi sulla capacità e la volontà dell'azienda di arginare un fenomeno così redditizio. Documenti interni rivelano una stima sorprendente: nel 2024, le entrate derivanti da annunci fraudolenti potrebbero rappresentare fino al 10% del fatturato totale di Meta, una cifra che si tradurrebbe in circa 16 miliardi di dollari. Questo flusso di denaro proverrebbe da pubblicità ingannevoli legate a e-commerce fraudolento, schemi di investimento illeciti, casinò online illegali e vendita di prodotti medici vietati.

L'impatto di queste attività, però, va ben oltre i bilanci aziendali: la pervasività del problema è tale che i ricercatori di Meta hanno stimato come le app del gruppo siano coinvolte in circa un terzo di tutte le truffe andate a buon fine negli Stati Uniti. Questo dato allarmante dipinge un quadro in cui le piattaforme social, utilizzate quotidianamente da miliardi di persone, diventano un veicolo primario per attività criminali che danneggiano direttamente gli utenti.

Il report mette in luce una dinamica preoccupante, evidenziando come le procedure di controllo appaiano sorprendentemente permissive, soprattutto nei confronti dei clienti più importanti. Mentre un piccolo inserzionista sorpreso a promuovere una frode finanziaria verrebbe bloccato solo dopo essere stato segnalato almeno otto volte, gli inserzionisti più grandi godrebbero di una tolleranza molto maggiore, potendo accumulare oltre 500 violazioni prima di essere rimossi.

Internamente, i dirigenti avrebbero faticato a trovare un equilibrio, ricevendo persino l'indicazione di non intraprendere azioni correttive che potessero costare all'azienda più dello 0,15% del fatturato totale. A conferma di ciò, la rimozione di sole quattro campagne pubblicitarie fraudolente nel corso di quest'anno ha comportato per Meta una perdita di 67 milioni di dollari.

Di fronte a queste accuse, un portavoce di Meta ha replicato a Reuters, definendo la stima del 10% dei ricavi come "approssimativa ed eccessivamente inclusiva", senza però fornire una cifra alternativa. L'azienda ha inoltre sottolineato i propri sforzi per combattere il fenomeno, affermando di aver ridotto le segnalazioni di annunci truffa del 58% a livello globale negli ultimi 18 mesi e di aver rimosso oltre 134 milioni di contenuti pubblicitari fraudolenti nel corso del 2025. Nonostante le rassicurazioni, tuttavia, il report solleva un velo su un dilemma fondamentale per il colosso di Zuckerberg, combattuto tra la responsabilità verso la propria utenza e la dipendenza da un'imponente fonte di guadagno.

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Qualcomm: ricavi Android alle stelle, mentre Apple si defila coi modem proprietari


Il colosso dei chip riduce la dipendenza da Apple, spinto dalla domanda di smartphone Android premium e dalla partnership strategica con Samsung.

Qualcomm sta ridisegnando le sue strategie di mercato, riducendo progressivamente la dipendenza da Apple e puntando con decisione sul fiorente settore degli smartphone Android di fascia alta.

Secondo un recente rapporto di DigiTimes, questa transizione è diventata il motore principale del business dei chip dell'azienda. La divisione semiconduttori di Qualcomm, nota come QCT (Qualcomm CDMA Technologies), ha registrato una notevole crescita su base annua nel quarto trimestre fiscale del 2025.
Il Presidente e CEO Cristiano Amon ha sottolineato come i ricavi della divisione non legati ad Apple siano aumentati del 18%, un segnale inequivocabile del successo di questo nuovo orientamento strategico.

Il cambiamento è sostenuto da una trasformazione strutturale del mercato globale degli smartphone: gli utenti, sia nei mercati maturi che in quelli emergenti, mostrano una crescente preferenza per modelli più avanzati e ricchi di funzionalità. Questa tendenza ha innescato un aumento dei prezzi medi di vendita, alimentando la domanda per i processori di punta Snapdragon di Qualcomm, ora potenziati con capacità avanzate di intelligenza artificiale, fotocamera e connettività.

L'obiettivo di Qualcomm è integrare sempre più valore all'interno dei dispositivi, una mossa che si sta rivelando centrale per la sua crescita a lungo termine e che le consente di affrancarsi gradualmente da Cupertino.
Un pilastro fondamentale di questa nuova fase è l'intensificazione della collaborazione con Samsung: Amon ha rivelato che Qualcomm fornisce attualmente i modem per circa il 75% degli smartphone Galaxy di Samsung, un aumento significativo rispetto alla metà degli anni precedenti.

Modelli di punta, come quelli della serie Galaxy S25, utilizzano esclusivamente modem Snapdragon, mentre Apple prosegue spedita verso l'adozione di modem proprietari. Dal 2019, anno dell'acquisizione della divisione modem di Intel, Apple ha lavorato allo sviluppo di una propria tecnologia 5G e i frutti di questo lavoro sono già visibili in dispositivi come l'iPhone 16e, l'iPhone Air e l'iPad Pro, che integrano i modem custom della serie C1.

Sebbene Qualcomm abbia un accordo di fornitura con Apple fino al 2026, è opinione diffusa che la partnership si ridurrà drasticamente una volta che i modem di Apple saranno implementati su tutta la sua gamma di prodotti.

Fonte: MacRumors

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TSMC alza i prezzi dei chip: futuri iPhone Apple più costosi?


Il colosso TSMC ha informato i clienti, inclusa Apple, di rincari per i chip sotto i 5nm. Il costo dei nuovi processori a 2nm potrebbe esplodere.

Nuove sirene d'allarme per gli iPhone di prossima generazione: come già anticipato da precedenti rumor, TSMC si prepara ad aumentare i prezzi sui 2nm, una mossa che avrà ripercussioni dirette su colossi tecnologici che fanno affidamento sulle linee produttive del colosso taiwanese.

Secondo recenti indiscrezioni, il gigante dei semiconduttori avrebbe già iniziato a comunicare ai suoi principali clienti un imminente rincaro, stimato tra l'8% e il 10%, che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno. L'aumento riguarderà i processi di fabbricazione più avanzati, ovvero quelli al di sotto dei 5 nanometri, coinvolgendo l'intera gamma di chip Apple di ultima generazione, dalle serie A16, A17, A18 e A19 fino ai processori M3, M4 e M5.

La vera sfida economica si profila all'orizzonte con l'introduzione della tecnologia a 2 nanometri: il chip A20, destinato a equipaggiare la futura gamma di iPhone 18, sarà probabilmente il primo processore a 2nm a raggiungere il mercato di massa, segnando un salto generazionale dopo tre generazioni di chip A-series basati sul nodo a 3nm. Questo avanzamento, pur promettendo notevoli miglioramenti in termini di prestazioni ed efficienza energetica, comporterà costi di produzione senza precedenti. Fonti interne a TSMC suggeriscono che il prezzo dei processori a 2nm potrebbe essere superiore di almeno il 50% rispetto a quelli a 3nm, a causa degli eccezionali investimenti richiesti per il nuovo processo produttivo e dell'assenza di sconti iniziali.

Le stime dei fornitori indicano che un singolo chip per smartphone di punta realizzato con il processo a 2nm potrebbe costare circa 280 dollari, diventando di gran lunga il componente più costoso di un iPhone. Per fare un confronto, il costo del chip A18 è stato stimato intorno ai 45 dollari. Un simile aumento inciderebbe pesantemente sui margini di profitto di Apple, costringendo l'azienda a una scelta difficile: assorbire i costi o trasferirli sui consumatori finali attraverso un aumento del prezzo degli iPhone. Per mitigare questo impatto, Apple potrebbe adottare una strategia di differenziazione. Come anticipato dall'analista Ming-Chi Kuo, non è escluso che nel 2026 i nuovi processori a 2nm vengano riservati esclusivamente ai modelli di punta, come iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, lasciando i modelli base con una tecnologia meno costosa.

Fonte: MacRumors

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Bang & Olufsen presenta Beosound Premiere: lusso e design per la nuova soundbar


Realizzata in alluminio, integra dieci driver, Dolby Atmos e una nuova tecnologia per un audio spaziale immersivo. Un'esperienza d'ascolto curata.
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Bang & Olufsen, marchio iconico nel settore dell'audio di alta gamma, ha presentato il suo ultimo capolavoro, la Beosound Premiere, una soundbar di lusso che parte da 5.800 dollari e che promette di ridefinire l'esperienza d'ascolto domestica.
Come suo solito, l'azienda danese definisce anche questo suo nuovo prodotto di lusso come un'esperienza che va al di là del semplice ascolto, sottolineando la fusione tra prestazioni acustiche d'eccellenza e un design scultoreo.



Questo dispositivo si posiziona al vertice del mercato, rivolgendosi a un pubblico che cerca non solo una qualità sonora impeccabile, ma anche un oggetto d'arredo unico nel suo genere, confermando la tradizione del brand nel coniugare tecnologia ed estetica.

Il design della Beosound Premiere è una dichiarazione di intenti: descritta dalla stessa Bang & Olufsen come "opera d'arte", la soundbar è costruita con un telaio in alluminio dall'aspetto monolitico e senza giunzioni, impreziosito da una sofisticata finitura satinata opaca. Ogni dettaglio è studiato per catturare lo sguardo, a partire dal tweeter a emissione superiore posizionato centralmente, che diventa il fulcro visivo del dispositivo.
Un tocco di classe è rappresentato dalle 1.925 perforazioni realizzate su misura, un omaggio all'anno di fondazione dell'azienda, che testimoniano una meticolosa attenzione al dettaglio e alla storia del marchio.

Questa soundbar è progettata per integrarsi perfettamente in qualsiasi ambiente, sia montata a parete che posizionata su un mobile grazie al supporto incluso. Dal punto di vista sonoro, al suo interno operano dieci driver progettati su misura, molti dei quali orientati verso l'alto per creare un campo sonoro tridimensionale e avvolgente. Questa configurazione consente all'audio di "svilupparsi attorno all'ascoltatore da tutte le angolazioni", migliorando la chiarezza dei dialoghi e offrendo bassi profondi e potenti.


La compatibilità con il formato Dolby Atmos 7.1.4 e la tecnologia proprietaria Beolink Surround, che permette di collegare altri diffusori Bang & Olufsen, garantiscono un'esperienza audio spaziale di livello cinematografico.
A questo si aggiunge la nuova tecnologia brevettata Wide Stage, un algoritmo che espande virtualmente il palcoscenico sonoro, creando l'illusione di un numero maggiore di altoparlanti per un'immersione totale.

La Beosound Premiere è stata pensata per una compatibilità universale con qualsiasi televisore o sorgente audio, sebbene Bang & Olufsen abbia menzionato una speciale integrazione con i TV LG OLED delle serie C e G, senza però fornire ulteriori dettagli.
La disponibilità avverrà in tre diverse colorazioni, con un lancio scaglionato: il modello in alluminio naturale arriverà a dicembre, seguito dalla versione in oro a febbraio e da quella nera a marzo. Il prezzo di partenza di 5.800 dollari si inserisce perfettamente nella strategia di Bang & Olufsen, che continua a proporre prodotti esclusivi come i recenti diffusori, talmente prestigiosi da non avere un prezzo di listino pubblico.

Fonte: Engadget

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Huawei: occhiali AR/VR con un anello di controllo staccabile


Un nuovo brevetto svela un'idea innovativa per l'interazione con la realtà aumentata, eliminando la necessità di controller esterni.

Huawei potrebbe essere al lavoro su una soluzione rivoluzionaria per il mercato della realtà aumentata e virtuale. Una recente domanda di brevetto, infatti, ha svelato l'intenzione dell'azienda di sviluppare un paio di occhiali AR/VR dotati di una caratteristica unica e potenzialmente rivoluzionaria: una cinghia rimovibile che si trasforma in un anello intelligente.

Questo dispositivo indossabile sarebbe il principale strumento di interazione con l'interfaccia utente, segnando un netto passo avanti rispetto ai tradizionali controller esterni che caratterizzano la maggior parte dei visori attualmente in commercio.
Una volta staccato dalla montatura degli occhiali, l'anello può essere indossato al dito, consentendo all'utente di controllare l'ambiente virtuale con naturalezza ed eliminando la necessità di impugnare costantemente un dispositivo separato, lasciando le mani libere e rendendo l'interazione più diretta. Anche quando l'anello è agganciato agli occhiali, manterrebbe una funzionalità di base, permettendo di eseguire comandi semplici come tocchi e scorrimenti rapidi, utili per operazioni veloci.

Uno degli aspetti più interessanti di questa soluzione riguarda la sua praticità e autonomia. L'anello smart si ricarica automaticamente ogni volta che viene riposto nel suo alloggiamento sugli occhiali, garantendo che sia sempre pronto all'uso. Questo design integrato non solo semplifica la gestione dei dispositivi, ma risolve anche il problema di dover ricaricare e trasportare un controller aggiuntivo.

L'efficacia di un simile sistema, naturalmente, dipenderà in gran parte dalla sua reattività e precisione nell'uso pratico. È fondamentale sottolineare, tuttavia, che al momento si tratta esclusivamente di una domanda di brevetto.
Sebbene questo documento dimostri l'impegno di Huawei nell'esplorare soluzioni innovative e nel differenziarsi in un settore altamente competitivo, non vi è alcuna garanzia che questi occhiali AR/VR vedranno mai la luce come prodotto commerciale.

Fonte: GSMArena

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MacBook Pro M5: benchmark record, ma vale la pena sostituire l'M4?


Il nuovo chip Apple M5 mostra numeri impressionanti nei test, ma l'uso pratico rivela che l'aggiornamento dal modello M4 offre guadagni marginali.

Con il lancio del nuovo MacBook Pro M5, Apple ha nuovamente sottolineato i progressi strabilianti del suo processore Apple Silicon, suggerendo che anche i modelli dell'anno precedente siano ormai superati.

L'azienda ha presentato il chip M5 come un enorme balzo in avanti, specialmente nelle prestazioni AI, con una GPU fino a 4 volte più potente, grafica migliorata del 45% e una CPU multi-thread più veloce del 15% rispetto al predecessore M4.

I test di benchmark indipendenti confermano, in effetti, i dati spettacolari diffusi da Apple e un'analisi comparativa ha rivelato differenze notevoli tra il MacBook Pro M4 e il nuovo M5, anche al di là del processore.
Ad esempio, la velocità dell'SSD del modello M5 è risultata quasi doppia, con una capacità di scrittura del 97% più veloce e una di lettura del 131% superiore. Anche i test sulla GPU, come Geekbench AI, hanno mostrato punteggi doppi per il chip M5, mentre nelle prove di gaming con 3DMark Solar Bay Extreme, il frame rate è risultato circa il 50% più elevato.

Questi numeri, presi singolarmente, sembrano giustificare pienamente il passaggio alla nuova generazione, suggerendo un'esperienza utente trasformata. Tuttavia, il divario si assottiglia drasticamente quando si passa dai test sintetici all'utilizzo pratico e quotidiano, anche in scenari professionali esigenti.
La stessa analisi ha misurato i tempi di esecuzione per compiti complessi come l'esportazione di 562 foto da Lightroom, l'esportazione di un progetto musicale di grandi dimensioni da Garageband e un render complesso su Blender. Sorprendentemente, in questi contesti reali, il "potentissimo" MacBook Pro M5 ha battuto il modello M4 per una manciata di secondi: appena 10 secondi in meno per Lightroom, 9 per Garageband e solo 10 per Blender, un guadagno di tempo quasi impercettibile.

Sebbene i progressi ingegneristici di Apple siano innegabili e misurabili, il loro impatto sull'efficienza lavorativa di chi possiede già un modello della generazione precedente è minimo. Per la stragrande maggioranza degli utenti, anche per i professionisti della creatività, l'aggiornamento da un MacBook Pro M4 a un M5 non rappresenta una scelta vantaggiosa in termini di produttività. I benchmark possono impressionare sulla carta, ma è l'esperienza d'uso concreta a determinare il reale valore di un upgrade, che in questo caso appare decisamente poco significativo.

Fonte: 9to5mac

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Big of TuNapoli ancora RINVIATA. La nuova data è fissata al 23 novembre


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La quinta edizione del "BIG of TUNAPOLI", trofeo open "Partenope", gara di pesca in drifting (catch and release), prevista e promossa per il 19 ottobre dall'Asd Lenza Stabiese e dall'Asd Circolo Nautico Il Faro è stata rimandata, per condizioni avverse, al 9 novembre 2025.

Il regolamento è lo stesso, da tempo adottato e riproposto dall'organizzazione anche per quest'evento .





Dall'archivio, immagini della scorsa edizione.

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Apple paga Gemini 1 miliardo, Nuovo mega computer quantistico, Google apre agli store


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon venerdì,
di recente abbiamo segnalato il fatto che Gemini farà da intelligenza a Siri e adesso abbiamo nuove informazioni fra cui un contratto da 1 miliardo di dollari l'anno. Poi vedremo un nuovo computer quantistico che si distingue ampiamente dagli altri player del settore; vedremo anche i risultati della disputa legale tra Google ed Epic, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

Il podcast quotidiano è disponibile solo per i supporter.

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple pagherà 1 miliardo di dollari per avere Gemini in Siri


Business
Apple sta finalizzando un accordo da circa 1 miliardo di dollari all'anno con Google per integrare il modello da 1.2 trilioni di parametri di Gemini nel rinnovato assistente vocale Siri. Questa sarebbe una soluzione "temporanea", prevista per la prossima primavera. I dati utente rimangono protetti sui server Apple e quest'ultima si impegna a sviluppare la propria tecnologia.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Startup Italia

Leggi tutto

La toppa di Gemini

Sarà davvero temporaneo Gemini su Siri? Perché non l'hanno fatto prima e si sono tirati addosso l'odio—e una class action—di tutti coloro ai quali era stato promesso un Apple Intelligence molto più intelligente? È stato un mix di cose ma il problema principale è stato manageriale e legato ai dipartimenti: come spiegato in un editoriale di Morning Tech, i lavori su Siri si dividono in tre dipartimenti che rispondono tutti al macro cappello "Apple AI/ML", e questi hanno sempre lavorato a compartimenti stagni, isolandosi anche dal resto dei team che si occupano di altro ma che sviluppano ampiamente per iOS, MacOS e iPadOS. Tutto a un tratto, questi dipartimenti estranei e sconosciuti fra loro, si sono ritrovati a dover armonizzarsi sotto un'IA che nessuno ancora aveva sviluppato. E questo è l'altro problema: Apple ha perso totalmente il treno, mentre tutti gli altri iniziavano a mettere le basi dei loro LLM, in tempi in cui l'addestramento era più anarchico e quindi più facile.

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Presentato un nuovo computer quantistico che batte tutti gli altri


Tecnologia
Quantinuum, valutata 10 miliardi di dollari, ha presentato Helios, computer quantistico già in fase di test con clienti come JPMorgan Chase. La macchina si distingue perché riesce a mantenere stabile e affidabile una parte molto più ampia dei suoi “bit quantistici” rispetto ai modelli concorrenti, rendendo la tecnologia piuttosto unica e più vicina all’impiego commerciale. Quantinuum prevede di lanciare entro il 2029 una versione ancora più potente, chiamata Apollo, mentre ha già introdotto un nuovo linguaggio di programmazione, Guppy, per facilitare agli sviluppatori la scrittura di software quantistici.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: Il Software

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Helios è un grande passo

Helios è importante perché segna un passo concreto verso computer quantistici davvero utilizzabili nella vita reale. A differenza dei modelli di Google o IBM, che ancora commettono molti errori, Helios riesce a mantenere stabili quasi la metà dei suoi “qubit”, cioè le unità che usano per calcolare, grazie a un sistema che corregge automaticamente gli sbagli. In pratica è molto più preciso e affidabile, e questo lo rende uno dei primi computer quantistici che inizia ad avere senso anche per applicazioni pratiche, non solo per la ricerca.


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Google apre agli store di terzi, dopo la disputa legale con Epic Games


Big tech
Google implementerà in Android un sistema globale per registrare store di app di terze parti. Gli store potranno essere installati facilmente e potranno offrire installazioni e aggiornamenti senza impedimenti di interfaccia. Google potrà certificare e addebitare tariffe fisse per questi store ma non proporzionate ai ricavi. L'accordo con Epic Games, in attesa di approvazione, segna l'apertura del mercato delle app.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: DDay

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Cosa è successo prima?

La disputa tra Google ed Epic Games nasce nel 2020, quando Epic inserì un sistema di pagamento diretto nel gioco Fortnite per evitare le commissioni del 30% imposte dal Play Store. Google reagì rimuovendo il gioco, e Epic la denunciò accusandola di monopolio. Dopo anni di cause, nel 2023 un tribunale americano ha dato ragione a Epic, stabilendo che Google aveva gestito in modo anticoncorrenziale il suo store di app. L’accordo attuale rappresenta quindi una svolta: Google accetta di aprire Android a store alternativi, segnando la fine di un controllo esclusivo sul mercato delle app.

WhatsApp arriva finalmente su Apple Watch


Big Tech
WhatsApp ha lanciato la sua app per Apple Watch. Gli utenti possono ora ricevere notifiche di chiamata, leggere e rispondere ai messaggi completi, inviare vocali e reagire direttamente dall'orologio, mantenendo la crittografia end-to-end. L'app richiede watchOS 10 e Apple Watch Series 4 o successivi.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Multiplayer

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Sviluppata una macchina per tenere in vita neonati fuori dall'utero


Scienza
Più ricercatori in tutto il mondo stanno sviluppando prototipi di utero artificiale per aumentare la sopravvivenza di neonati estremamente prematuri (22-24 settimane). I prototipi sono stati testati con successo sugli animali. La FDA sta valutando studi clinici sull'uomo, ma la cosa solleva importanti questioni etiche: molti vedono un impatto negativo sulla genitorialità e altri pensano invece che possa salvare molte vite.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Il grande successo di Blue Origin è tornato: 3 cose da sapere sul secondo lancio del nuovo Glenn


gizmodo.com (eng)

Come Bruxelles ha interrotto l'esperienza Apple


cupertinolens.com (eng)

Amazon: con il morale a pezzi, Jassy cerca la prossima grande mossa dopo i licenziamenti di massa


cnbc.com (eng)

Le battaglie legali di Internet Archive sono finite, ma il suo fondatore piange ciò che è andato perduto


arstechnica.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Netflix punterà molto sui video podcast nel 2026


engadget.com (eng)

Arriva un altro concorrente dell'iPhone Air: lo Huawei Mate 70 Air


9to5mac.com (eng)

YouTube fa partire una nuova ondata di notifiche per la verifica dell'età


9to5google.com (eng)

IKEA annuncia nuovi prodotti smart per la casa compatibili con Matter


engadget.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/24h4FTH7plY?…

Teleoperatività full-body


Unitree Robotics è una delle aziende più blasonate nel mondo della robotica umanoide e una delle sfide più grandi per tutti è la dinamica dei movimenti: i robot sono ancora sbadati, esili, poco precisi. In questa dimostrazione però è possibile vedere grossi avanzamenti con un comando remoto — da qui a replicarlo in maniera autonoma c'è di mezzo solo l'addestramento, tanto addestramento.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:48)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

Che vuol dire essere indipendenti?

Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto. Fatti sentire.


Apple pagherà 1 miliardo di dollari per avere Gemini in Siri


In breve:


Apple sta finalizzando un accordo da circa 1 miliardo di dollari all'anno con Google per integrare il modello da 1.2 trilioni di parametri di Gemini nel rinnovato assistente vocale Siri. Questa sarebbe una soluzione "temporanea", prevista per la prossima primavera. I dati utente rimangono protetti sui server Apple e quest'ultima si impegna a sviluppare la propria tecnologia.

Riassunto completo:


  • Apple intende pagare circa 1 miliardo di dollari all'anno a Google per utilizzare il suo modello di intelligenza artificiale, chiamato Gemini, con 1.2 trilioni di parametri.
  • Questo modello verrà impiegato per potenziare e rinnovare l'assistente vocale Siri di Apple, che attualmente utilizza un modello da 150 miliardi di parametri per la versione cloud di Apple Intelligence.
  • L'accordo è in fase di finalizzazione dopo che Apple ha valutato i modelli Gemini di Google, ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic, scegliendo la tecnologia di Google come soluzione temporanea.
  • La nuova versione di Siri, nome in codice Linwood e prevista per la prossima primavera con iOS 26.4, sfrutterà Gemini per funzioni di riepilogo e pianificazione, mentre altre funzionalità continueranno a usare modelli Apple interni.
  • Il modello di Google opererà sui server Private Cloud Compute di Apple, garantendo la privacy dei dati degli utenti e mantenendoli separati dall'infrastruttura di Google.
  • L'iniziativa segna un riconoscimento da parte di Apple del proprio ritardo nell'intelligenza artificiale, pur mantenendo l'obiettivo di sviluppare un proprio modello da 1 trilione di parametri per sostituire Gemini in futuro.
  • In Cina, la versione di Siri non utilizzerà Gemini a causa del divieto di Google nel paese e si affiderà a modelli interni e a una soluzione di filtraggio locale sviluppata da Alibaba o Baidu.
La toppa di Gemini

Sarà davvero temporaneo Gemini su Siri? Perché non l'hanno fatto prima e si sono tirati addosso l'odio—e una class action—di tutti coloro ai quali era stato promesso un Apple Intelligence molto più intelligente? È stato un mix di cose ma il problema principale è stato manageriale e legato ai dipartimenti: come spiegato in un editoriale di Morning Tech, i lavori su Siri si dividono in tre dipartimenti che rispondono tutti al macro cappello "Apple AI/ML", e questi hanno sempre lavorato a compartimenti stagni, isolandosi anche dal resto dei team che si occupano di altro ma che sviluppano ampiamente per iOS, MacOS e iPadOS. Tutto a un tratto, questi dipartimenti estranei e sconosciuti fra loro, si sono ritrovati a dover armonizzarsi sotto un'IA che nessuno ancora aveva sviluppato. E questo è l'altro problema: Apple ha perso totalmente il treno, mentre tutti gli altri iniziavano a mettere le basi dei loro LLM, in tempi in cui l'addestramento era più anarchico e quindi più facile.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple Nears $1 Billion-a Year Deal to Use Google AI for Siri
Apple Inc. is planning to pay about $1 billion a year for an ultrapowerful 1.2 trillion parameter artificial intelligence model developed by Alphabet Inc.’s Google that would help run its long-promised overhaul of the Siri voice assistant, according to people with knowledge of the matter.
BloombergMark Gurman


Alternativa in italiano:

Apple pronta a sborsare 1 miliardo l’anno pur di animare la sua Siri con Gemini di Google. Cosa sappiamo sull’accordo tra le Big - StartupItalia
Dopo aver perso la corsa all’AI Apple ha deciso di affidarsi a una Big Tech di certo più attrezzata. Ecco cosa sappiamo sull’accordo da 1 miliardo di dollari l’anno per il futuro di Siri
StartupItaliaAlessandro Di Stefano


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Apple pagherà 1 miliardo di dollari per avere Gemini in Siri


Teoricamente sarebbe una soluzione temporanea.
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In breve:


Apple sta finalizzando un accordo da circa 1 miliardo di dollari all'anno con Google per integrare il modello da 1.2 trilioni di parametri di Gemini nel rinnovato assistente vocale Siri. Questa sarebbe una soluzione "temporanea", prevista per la prossima primavera. I dati utente rimangono protetti sui server Apple e quest'ultima si impegna a sviluppare la propria tecnologia.

Riassunto completo:


  • Apple intende pagare circa 1 miliardo di dollari all'anno a Google per utilizzare il suo modello di intelligenza artificiale, chiamato Gemini, con 1.2 trilioni di parametri.
  • Questo modello verrà impiegato per potenziare e rinnovare l'assistente vocale Siri di Apple, che attualmente utilizza un modello da 150 miliardi di parametri per la versione cloud di Apple Intelligence.
  • L'accordo è in fase di finalizzazione dopo che Apple ha valutato i modelli Gemini di Google, ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic, scegliendo la tecnologia di Google come soluzione temporanea.
  • La nuova versione di Siri, nome in codice Linwood e prevista per la prossima primavera con iOS 26.4, sfrutterà Gemini per funzioni di riepilogo e pianificazione, mentre altre funzionalità continueranno a usare modelli Apple interni.
  • Il modello di Google opererà sui server Private Cloud Compute di Apple, garantendo la privacy dei dati degli utenti e mantenendoli separati dall'infrastruttura di Google.
  • L'iniziativa segna un riconoscimento da parte di Apple del proprio ritardo nell'intelligenza artificiale, pur mantenendo l'obiettivo di sviluppare un proprio modello da 1 trilione di parametri per sostituire Gemini in futuro.
  • In Cina, la versione di Siri non utilizzerà Gemini a causa del divieto di Google nel paese e si affiderà a modelli interni e a una soluzione di filtraggio locale sviluppata da Alibaba o Baidu.

La toppa di Gemini

Sarà davvero temporaneo Gemini su Siri? Perché non l'hanno fatto prima e si sono tirati addosso l'odio—e una class action—di tutti coloro ai quali era stato promesso un Apple Intelligence molto più intelligente? È stato un mix di cose ma il problema principale è stato manageriale e legato ai dipartimenti: come spiegato in un editoriale di Morning Tech, i lavori su Siri si dividono in tre dipartimenti che rispondono tutti al macro cappello "Apple AI/ML", e questi hanno sempre lavorato a compartimenti stagni, isolandosi anche dal resto dei team che si occupano di altro ma che sviluppano ampiamente per iOS, MacOS e iPadOS. Tutto a un tratto, questi dipartimenti estranei e sconosciuti fra loro, si sono ritrovati a dover armonizzarsi sotto un'IA che nessuno ancora aveva sviluppato. E questo è l'altro problema: Apple ha perso totalmente il treno, mentre tutti gli altri iniziavano a mettere le basi dei loro LLM, in tempi in cui l'addestramento era più anarchico e quindi più facile.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple Nears $1 Billion-a Year Deal to Use Google AI for Siri
Apple Inc. is planning to pay about $1 billion a year for an ultrapowerful 1.2 trillion parameter artificial intelligence model developed by Alphabet Inc.’s Google that would help run its long-promised overhaul of the Siri voice assistant, according to people with knowledge of the matter.
BloombergMark Gurman


Alternativa in italiano:

Apple pronta a sborsare 1 miliardo l’anno pur di animare la sua Siri con Gemini di Google. Cosa sappiamo sull’accordo tra le Big - StartupItalia
Dopo aver perso la corsa all’AI Apple ha deciso di affidarsi a una Big Tech di certo più attrezzata. Ecco cosa sappiamo sull’accordo da 1 miliardo di dollari l’anno per il futuro di Siri
StartupItaliaAlessandro Di Stefano

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WhatsApp arriva finalmente su Apple Watch


È disponibile da Apple Watch Series 4 in sù.
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In breve:


WhatsApp ha lanciato la sua app per Apple Watch. Gli utenti possono ora ricevere notifiche di chiamata, leggere e rispondere ai messaggi completi, inviare vocali e reagire direttamente dall'orologio, mantenendo la crittografia end-to-end. L'app richiede watchOS 10 e Apple Watch Series 4 o successivi.

Riassunto completo:


  • WhatsApp ha lanciato un'applicazione companion per Apple Watch, consentendo agli utenti di accedere al servizio direttamente dal proprio orologio smart.
  • Per la prima volta, gli utenti possono ricevere notifiche di chiamata, leggere integralmente i messaggi, registrare e inviare messaggi vocali tramite l'Apple Watch.
  • Altre funzionalità supportate includono la possibilità di reagire ai messaggi, visualizzare più cronologia delle chat e vedere immagini e sticker con maggiore chiarezza.
  • Tutte le comunicazioni personali e le chiamate effettuate tramite l'app per Apple Watch rimangono protette con crittografia end-to-end.
  • L'applicazione richiede un Apple Watch Series 4 o successivo, con sistema operativo watchOS 10 o versioni più recenti.
  • Questo lancio si inserisce nella strategia di WhatsApp di rendere il servizio più accessibile oltre i dispositivi mobili e desktop, seguendo il debutto dell'app per iPad a maggio, che supporta chiamate video/audio e condivisione dello schermo.
  • L'introduzione dell'app per Apple Watch da parte di WhatsApp arriva pochi mesi dopo che anche Snapchat ha rilasciato la propria applicazione per la piattaforma, con un focus sulle risposte rapide ai messaggi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

WhatsApp launches long-awaited Apple Watch app | TechCrunch
For the first time, WhatsApp users will be able to use their Apple Watch to get call notifications, read full messages, record and send voice messages, and view media content more clearly.
TechCrunchAisha Malik


Alternativa in italiano:

WhatsApp è ufficialmente disponibile su Apple Watch: come funziona e quali sono i requisiti
La versione stabile e ufficiale di WhatsApp debutta sui dispositivi Apple Watch con diverse funzionalità. Vediamo tutti i dettagli.
Multiplayer.itStefania Netti

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Google apre agli store di terzi, dopo la disputa legale con Epic Games


Diamo inizio a una nuova era.
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In breve:


Google implementerà in Android un sistema globale per registrare store di app di terze parti. Gli store potranno essere installati facilmente e potranno offrire installazioni e aggiornamenti senza impedimenti di interfaccia. Google potrà certificare e addebitare tariffe fisse per questi store ma non proporzionate ai ricavi. L'accordo con Epic Games, in attesa di approvazione, segna l'apertura del mercato delle app.

Riassunto completo:


  • Google introdurrà nella prossima versione di Android un sistema che consentirà agli store di app di terze parti di essere registrati ufficialmente.
  • Questi "Registered App Stores" potranno essere installati da siti web con un solo click e senza gli avvisi di sicurezza che accompagnano il tradizionale sideloading.
  • Il supporto per gli store registrati sarà globale, estendendo la portata oltre quanto richiesto da un precedente ordine limitato agli Stati Uniti.
  • Le installazioni gestite da questi store di terze parti potrebbero essere a basso "attrito", permettendo l'installazione delle app senza avvisi e l'aggiornamento automatico, in modo simile al Google Play Store.
  • Google potrà stabilire requisiti ragionevoli per la certificazione di questi store e addebitare commissioni per il processo, ma tali tariffe non potranno essere dipendenti dai ricavi.
  • L'accordo tra Google ed Epic Games, in attesa di approvazione dal giudice Donato, mira a rafforzare l'intento della corte verso una maggiore apertura del mercato delle app.
  • Le modifiche relative alle commissioni potrebbero essere implementate entro la fine di quest'anno, mentre quelle sugli app store di terze parti sono previste intorno a giugno 2026, con il lancio di Android 17.

Cosa è successo prima?

La disputa tra Google ed Epic Games nasce nel 2020, quando Epic inserì un sistema di pagamento diretto nel gioco Fortnite per evitare le commissioni del 30% imposte dal Play Store. Google reagì rimuovendo il gioco, e Epic la denunciò accusandola di monopolio. Dopo anni di cause, nel 2023 un tribunale americano ha dato ragione a Epic, stabilendo che Google aveva gestito in modo anticoncorrenziale il suo store di app. L’accordo attuale rappresenta quindi una svolta: Google accetta di aprire Android a store alternativi, segnando la fine di un controllo esclusivo sul mercato delle app.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google settlement with Epic caps Play Store fees, boosts other Android app stores
Google will make several changes to Android app support globally, supported through at least 2032.
Ars TechnicaRyan Whitwam


Alternativa in italiano:

L’accordo che cambierà il Play Store in tutto il mondo, anche in Italia. Epic festeggia, Google si salva
Colpo di scena nel processo tra Epic Games e Google: le due aziende hanno raggiunto un accordo provvisorio nel loro contenzioso che fa segnare un potenziale cambiamento nel modo in cui l’ecosistema Android opera a livello globale, quindi anche in Italia. Se il giudice accetterà Epic può festeggiare, Google può tirare un sospiro di sollievo.
DDay.itRoberto Pezzali

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Presentato un nuovo computer quantistico che batte tutti gli altri


Insieme anche a un nuovo linguaggio di programmazione per software quantistici.
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In breve:


Quantinuum, valutata 10 miliardi di dollari, ha presentato Helios, computer quantistico già in fase di test con clienti come JPMorgan Chase. La macchina si distingue perché riesce a mantenere stabile e affidabile una parte molto più ampia dei suoi “bit quantistici” rispetto ai modelli concorrenti, rendendo la tecnologia piuttosto unica e più vicina all’impiego commerciale. Quantinuum prevede di lanciare entro il 2029 una versione ancora più potente, chiamata Apollo, mentre ha già introdotto un nuovo linguaggio di programmazione, Guppy, per facilitare agli sviluppatori la scrittura di software quantistici.

Riassunto completo:


  • Quantinuum, un'azienda da 10 miliardi di dollari e protagonista nel quantum computing, ha svelato il suo nuovo computer, Helios, che rappresenta un avanzamento in termini di scala e capacità.
  • Helios è progettato per aiutare i clienti, come JPMorgan Chase, a esplorare i problemi aziendali che la tecnologia quantistica potrebbe risolvere, segnando una fase di adozione commerciale.
  • Il computer quantistico Helios contiene 98 qubit fisici e ne genera 48 logici con correzione degli errori.
  • Questo rapporto di 2:1 tra qubit fisici e logici è notevole nel settore, dove altre aziende necessitano di decine o centinaia di qubit fisici per ottenerne uno logico affidabile.
  • Quantinuum è stata fondata nel 2021 dalla fusione di Cambridge Quantum Computing e Honeywell Quantum Solutions e ha recentemente raccolto 600 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 10 miliardi di dollari.
  • L'azienda mira a realizzare una macchina quantistica fault-tolerant su larga scala e prevede di lanciare il modello Apollo nel 2029, dotato di migliaia di qubit fisici e centinaia di logici.
  • Helios include un nuovo linguaggio di programmazione, Guppy, pensato per semplificare agli ingegneri la creazione degli algoritmi da eseguire sul sistema.

Helios è un grande passo

Helios è importante perché segna un passo concreto verso computer quantistici davvero utilizzabili nella vita reale. A differenza dei modelli di Google o IBM, che ancora commettono molti errori, Helios riesce a mantenere stabili quasi la metà dei suoi “qubit”, cioè le unità che usano per calcolare, grazie a un sistema che corregge automaticamente gli sbagli. In pratica è molto più preciso e affidabile, e questo lo rende uno dei primi computer quantistici che inizia ad avere senso anche per applicazioni pratiche, non solo per la ricerca.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng): The Wall Street Journal

Alternativa in italiano:

Quantinuum Helios: come funziona il primo computer quantistico ‘pratico’
Quantinuum inaugura una nuova era del calcolo quantistico con Helios: 98 qubit a ioni intrappolati, precisione record e architettura QCCD.
ilsoftware.itMichele Nasi

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Sviluppata una macchina per tenere in vita neonati fuori dall'utero


Ma la cosa solleva non poche questioni etiche.
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In breve:


Più ricercatori in tutto il mondo stanno sviluppando prototipi di utero artificiale per aumentare la sopravvivenza di neonati estremamente prematuri (22-24 settimane). I prototipi sono stati testati con successo sugli animali. La FDA sta valutando studi clinici sull'uomo, ma la cosa solleva importanti questioni etiche: molti vedono un impatto negativo sulla genitorialità e altri pensano invece che possa salvare molte vite.

Riassunto completo:


  • Ricercatori in tutto il mondo stanno sviluppando prototipi di utero artificiale per supportare la sopravvivenza di neonati estremamente prematuri, nati tra le 22 e le 24 settimane di gestazione.
  • Il Children's Hospital of Philadelphia (CHOP) ha sviluppato un "biobag" testato con successo su agnelli fetali, mantenendoli in vita per 28 giorni.
  • Startup come AquaWomb, con sede nei Paesi Bassi, stanno lavorando su sistemi che replicano l'ambiente uterino con fluido amniotico sintetico e una placenta artificiale per fornire ossigeno e nutrienti.
  • A settembre 2023, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha riunito un comitato per valutare l'approvazione dei primi studi clinici sull'uomo per questa tecnologia.
  • L'introduzione di tali dispositivi solleva questioni etiche e legali complesse, inclusa la definizione di una nuova fase dello sviluppo umano e l'impatto sulla genitorialità.
  • I genitori che hanno perso figli prematuri mostrano reazioni diverse alla tecnologia: alcuni la vedono come una speranza per salvare vite, altri temono decisioni difficili e implicazioni sulla relazione genitore-figlio.
  • Alcuni progetti, come quello di AquaWomb, mirano a includere funzionalità che permettano l'interazione tra genitori e bambino nell'utero artificiale, per favorire il legame e il benessere.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

This machine could keep a baby alive outside the womb. How will the world decide to use it?
For parents who have buried infants born too soon, a device like the AquaWomb is a miracle in waiting – and an impossible choice
The GuardianLucy Tu


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Intel Xe3P, un leak svela il futuro: GPU discrete in arrivo?


Un file di log trapelato mostra due varianti dell'architettura Xe3P, LPM e HPM, suggerendo il suo impiego non solo in CPU ma anche in schede video.

La futura architettura grafica Intel Xe3P potrebbe avere un campo di applicazione molto più vasto del previsto. Sebbene inizialmente associata alle GPU per data center Crescent Island e alle grafiche integrate dei futuri processori Nova Lake, un recente leak indica che la tecnologia Xe3P potrebbe arrivare anche nel mercato delle schede video discrete, aprendo scenari inediti per le famiglie di prodotti Intel Arc.

La rivelazione proviene da un file di log hardware o firmware, individuato e condiviso dall'utente @GawroskiT, che mostra l'esistenza di due distinte varianti dell'architettura Xe3P: una siglata LPM (Low Power Media) e l'altra HPM (High Power Media).
Questa differenziazione, basata sui livelli di prestazione del media engine, è un indizio cruciale: sebbene non si tratti di una ramificazione completa dell'architettura, come le già note LPG e HPG, la presenza di una variante "High Power" suggerisce fortemente l'intenzione di Intel di impiegare questa tecnologia in componenti che richiedono una maggiore potenza di calcolo, come appunto le GPU dedicate per gaming o workstation professionali.

Al momento, l'impiego più probabile e quasi certo per l'architettura Xe3P rimane quello all'interno delle CPU Nova Lake, dove dovrebbe costituire il cuore della GPU integrata per la gestione della grafica principale, affiancata dall'architettura Xe4 (Druid) per il display e i media. Tuttavia, l'ipotesi di una versione HPM destinata a schede video discrete sta prendendo sempre più piede.
Se questa speculazione si rivelasse corretta, le nuove GPU potrebbero essere classificate all'interno della famiglia Arc C, nome in codice "Celestial", un segmento per il quale Intel non ha ancora fornito dettagli ufficiali ma dal quale ha già escluso la tecnologia Xe3P per la famiglia Arc B.

È fondamentale sottolineare che, al momento, Intel non ha rilasciato alcuna conferma ufficiale riguardo l'esistenza delle varianti LPM e HPM, né sui suoi piani per l'utilizzo dell'architettura Xe3P nel settore delle schede video dedicate. Le informazioni attuali si basano esclusivamente su interpretazioni di dati non ufficiali e, come tali, devono essere considerate con la dovuta cautela. Se confermate, però, queste novità potrebbero segnare un passo importante nell'evoluzione della strategia di Intel nel competitivo mercato delle GPU.

Fonte: WCCFTech

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Apple: il chip M5 Ultra debutterà sul Mac Studio nel 2026


Dopo aver saltato la generazione M4, la Mela si prepara a lanciare il suo processore più potente per i Mac professionali, puntando tutto sulle prestazioni.

Apple si prepara a reintrodurre la sua nomenclatura di punta nel mondo dei processori con il lancio del chip M5 Ultra, previsto per il 2026.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il processore top di gamma di nuova generazione segnerà un ritorno alla variante "Ultra" dopo aver saltato la serie M4, e sarà destinato a equipaggiare la futura generazione di Mac Studio, ma anche il Mac Pro che potrebbe beneficiare di questo atteso aggiornamento hardware.

La roadmap dei nuovi chip Apple Silicon sembra delinearsi con maggiore chiarezza. Mentre il processore M5 base ha già fatto il suo debutto nei MacBook Pro, l'attesa è ora per le versioni potenziate M5 Pro e M5 Max, il cui arrivo è previsto per l'inizio del 2026.

Seguendo la tradizionale gerarchia di lancio, il chip M5 Ultra arriverà successivamente, con una finestra temporale che potrebbe collocarsi tra giugno e settembre dello stesso anno. Questa pianificazione posiziona l'M5 Ultra come il vertice della famiglia M5, progettato per offrire un livello di performance senza precedenti per i carichi di lavoro più esigenti.

La scelta di non produrre un M4 Ultra non è stata casuale: Apple aveva già chiarito la sua intenzione di non rilasciare una variante Ultra per ogni generazione di chip della serie M. La spiegazione tecnica risiede nella tecnologia "UltraFusion", che consiste nell'unire due chip Max per creare un processore singolo e il chip M4 Max era privo del connettore UltraFusion necessario per questo tipo di integrazione.

Al momento, le indiscrezioni sul prossimo Mac Studio si concentrano quasi esclusivamente sull'aggiornamento del processore. Non sembrano esserci altre novità hardware di rilievo per il design o le funzionalità del dispositivo, suggerendo che l'incremento prestazionale garantito dal chip M5 Ultra sarà il vero protagonista del lancio. Parallelamente, si vocifera che Apple stia lavorando allo sviluppo di nuovi display. È quindi plausibile che almeno uno di questi nuovi monitor possa essere presentato nel 2026 proprio in concomitanza con il rinnovato Mac Studio, creando un ecosistema desktop ancora più potente e integrato per i professionisti.

Fonte: MacRumors

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Intel Panther Lake: svelate le CPU Core Ultra Series 3, fino a 5.1 GHz


Un leak rivela l'intera gamma di 14 SKU, con dettagli su core, frequenze e sulla potente iGPU Xe3. Lancio previsto per il CES 2026.

Una fuga di notizie di grande portata ha svelato in anticipo le specifiche finali e le velocità di clock dell'intera famiglia di processori Intel Panther Lake, che prenderà il nome commerciale di "Core Ultra Series 3".
Secondo le informazioni emerse in rete, il modello di punta della nuova gamma sarà in grado di raggiungere una frequenza massima di 5.1 GHz, segnando un passo importante per le prestazioni dei futuri dispositivi.

La lineup completa sarà composta da ben 14 diversi modelli (SKU), progettati per coprire ogni segmento di mercato, dai notebook ad alte prestazioni ai dispositivi a basso consumo energetico. Al vertice della gamma si posizionerà il Core Ultra X9 388H, un processore ad alte prestazioni che integrerà un'architettura ibrida avanzata. Questo chip sarà dotato di 4 P-Core basati sulla nuova architettura Cougar Cove, 8 E-Core Darkmont e 4 LP-E Core aggiuntivi, per un totale di 16 core. La componente grafica sarà gestita da una potente iGPU con 12 core Xe3, che potrebbe essere commercializzata come Arc B390, con frequenze stimate tra 2.5 e 3.0 GHz.
Altri modelli di fascia alta, come il 386H e il 368H, condivideranno la stessa configurazione di base ma con velocità di clock leggermente inferiori e diverse configurazioni per la GPU integrata.

La nuova serie Panther Lake si estenderà anche al mercato mainstream ed entry-level con diverse configurazioni. I modelli Core Ultra 5, come il 338H e il 336H, offriranno una configurazione a 12 core totali (4+4+4) e una GPU integrata con 10 core Xe3, raggiungendo frequenze fino a 4.7 GHz.
Per i dispositivi più comuni, Intel ha previsto una serie di SKU non-H con 8 core (4+0+4) e velocità fino a 4.8 GHz.
Infine, per il segmento a basso consumo, la gamma U-Series includerà due modelli con configurazione a 6 core (2+0+4) e una frequenza di 4.4 GHz, ottimizzati per un TDP di 15-28W, garantendo efficienza energetica senza sacrificare la reattività.

Secondo quanto emerso, la presentazione ufficiale dei processori Intel Panther Lake è fissata per il CES 2026, con disponibilità sul mercato prevista per il mese di gennaio dello stesso anno. Tuttavia, Intel potrebbe decidere di lanciare un primo modello destinato a dispositivi premium già verso la fine di quest'anno, anticipando di fatto l'arrivo della nuova generazione di CPU.

Fonte: WCCFTech

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AMD, un leak svela il nuovo Ryzen 7 9700X3D: performance da top di gamma


I benchmark trapelati mostrano un processore con 8 core e un sorprendente boost a 5.8 GHz, capace di rivaleggiare con l'attuale Ryzen 7 9800X3D.

Il mercato dei processori per il gaming è dominato dalle prestazioni eccezionali del Ryzen 7 9800X3D, considerato attualmente la migliore CPU per videogiocatori. Tuttavia, un nuovo leak emerso dal database del noto software di benchmark PassMark suggerisce l'arrivo di un'alternativa potenzialmente più accessibile ma altrettanto potente, il Ryzen 7 9700X3D.

Questa indiscrezione ha immediatamente catturato l'attenzione degli appassionati, anticipando una nuova opzione basata sulla tecnologia 3D V-Cache e sulla piattaforma AM5, che potrebbe offrire un rapporto prezzo/prestazioni ancora più vantaggioso.
Secondo i dati trapelati, il 9700X3D sarebbe un processore a 8 core e 16 thread con frequenza boost di 5.8 GHz, un valore significativamente superiore ai 5.2 GHz del 9800X3D. Questo dato potrebbe essere il risultato di un errore di inserimento, di un test su un chip overclockato o indicare un'evoluzione tecnica che consente velocità maggiori.

Nei test di PassMark, il processore ha ottenuto punteggi quasi identici a quelli del fratello maggiore, con 40.438 punti in multi-thread e 4.687 in single-thread, dimostrando un potenziale che potrebbe ridefinire la fascia medio-alta del mercato gaming.

La stessa fuga di notizie ha portato alla luce un altro chip inedito, questa volta della famiglia Strix Halo, il Ryzen AI MAX+ 388, anch'esso con 8 core e 16 thread, 32 MB di cache L3 e 8 MB di cache L2, che si posizionerebbe tra i modelli AI MAX+ 390 e 385.
Le sue prestazioni nei benchmark e la sua configurazione suggeriscono che potrebbe trattarsi di una SKU destinata a mercati specifici, come quello cinese, ampliando ulteriormente l'offerta di APU ad alte prestazioni di AMD, pensate per combinare potenza di calcolo e capacità grafiche avanzate.

L'aspetto più interessante del Ryzen AI MAX+ 388 è la sua GPU integrata, la Radeon 8060S, dotata di 40 unità di calcolo RDNA 3.5 (dunque al sicuro dalle recenti polemiche sugli aggiornamenti driver AMD per RDNA 2), la stessa configurazione del modello di punta Ryzen AI MAX+ 395.
Questa iGPU si preannuncia come una delle soluzioni grafiche integrate più potenti mai realizzate, con performance paragonabili a quelle di una scheda video dedicata.

Sebbene l'arrivo di un nuovo processore X3D a un prezzo competitivo sia una notizia entusiasmante per chi assembla PC da gioco, è fondamentale ricordare che si tratta di informazioni non ufficiali. Un annuncio da parte di AMD potrebbe arrivare al CES di gennaio 2026.

Fonte: Tom's Hardware


AMD conferma il supporto per GPU RDNA 1 e 2 dopo le polemiche


AMD ha fatto retromarcia rispetto alle recenti decisioni che avevano suscitato grande preoccupazione nella comunità dei gamer e degli appassionati di hardware. In una dichiarazione di chiarimento, il produttore ha confermato che le GPU basate su architettura RDNA 1 e RDNA 2 continueranno a ricevere nuove funzionalità, correzioni di bug e ottimizzazioni per i giochi, contrariamente a quanto suggerito dall'annuncio iniziale di passare queste schede in modalità manutenzione.

La precedente decisione di AMD aveva generato una significativa ondata di critiche, poiché rappresentava un abbandono precoce di hardware ancora relativamente recente. Le schede RDNA 2, appartenenti alla serie RX 6000, hanno meno di quattro anni e furono incredibilmente popolari per il loro rapporto qualità-prezzo rispetto alle concorrenti (NVIDIA RTX 3000 in primis). Rimuovere queste schede dalla lista prioritaria per gli aggiornamenti mensili di ottimizzazione dei giochi rappresentava una scelta sorprendente, considerando l'importanza di questa generazione nel consolidare la posizione di AMD come alternativa economica ai prodotti NVIDIA nel segmento consumer.

This also potentially affects the Asus ROG Xbox Ally handheld, which launched 2 weeks ago using an RDNA 2 GPU running Windows.

Unless AMD specifically provides optimizations for APUs, this brand new gaming system will not receive ongoing game optimizations from AMD t.co/zeppQkAM6O
— Hardware Unboxed (@HardwareUnboxed) October 31, 2025


Particolarmente critica sarebbe stata la situazione dei dispositivi gaming portatili, come il neonato ASUS ROG XBOX Ally, alimentato dal chipset Ryzen Z2A basato su architettura RDNA 2. Un device da 600 dollari che avrebbe potuto diventare obsoleto a livello di driver entro un mese dal lancio rappresenterebbe effettivamente un precedente negativo nel settore dei dispositivi gaming. I dispositivi mobili dipendono dalle ottimizzazioni driver molto più pesantemente rispetto ai componenti desktop e, senza il supporto attivo di AMD, i giochi di nuova generazione avrebbero riscontrato significativi problemi di compatibilità e prestazioni.

AMD ha inoltre corretto un'informazione errata contenuta nelle note di rilascio del driver Adrenalin Edition 25.10.2, dove era stato erroneamente dichiarato che la funzionalità USB-C delle schede RX 7900 series sarebbe stata disabilitata. L'azienda ha successivamente confermato che non è stata apportata alcuna modifica al supporto USB-C, che continua a fornire DisplayPort Alt Mode e capacità di ricarica come precedentemente implementato. Questo chiarimento risolve le ulteriori preoccupazioni sollevate dagli utenti riguardo alle modifiche delle funzionalità hardware.

La ritrattazione di AMD su questo fronte rappresenta una risposta importante al feedback della comunità e dimostra come la comunicazione trasparente e le decisioni orientate al cliente rimangono cruciali nel settore del gaming hardware, specialmente considerando il supporto a lungo termine che concorrenti come NVIDIA hanno storicamente offerto per generazioni precedenti di GPU. Ci teniamo a ricordare, infatti, che le architetture Maxwell e Pascal hanno ricevuto supporto per quasi un decennio: addirittura le GPU appartenenti alla serie GTX 10 hanno ricevuto aggiornamenti prioritari fino a Settembre scorso, a distanza di ben 8 anni dalla data di lancio.

Fonte: Tom's Hardware


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Samsung Galaxy XR: espansione globale in arrivo nel 2026


Dopo il debutto in USA e Corea, il visore per la realtà estesa si prepara a sbarcare in Germania, Francia, Canada e Regno Unito il prossimo anno.

L'attesa per il Samsung Galaxy XR è stata lunga, alimentata per mesi da un susseguirsi di indiscrezioni, teaser e speculazioni che hanno acceso l'interesse degli appassionati di tecnologia. Finalmente, lo scorso ottobre, Samsung ha alzato il sipario sul suo attesissimo visore per la realtà estesa, rendendolo ufficialmente disponibile per l'acquisto.

Tuttavia, l'entusiasmo iniziale è stato parzialmente mitigato da una strategia di lancio molto selettiva: il dispositivo XR, infatti, è stato commercializzato esclusivamente negli Stati Uniti e in Corea del Sud, lasciando a bocca asciutta il resto del mercato globale.
Questa fase di distribuzione limitata, però, sembra destinata a concludersi presto, aprendo le porte a una platea di consumatori molto più ampia.

Secondo un recente report, Samsung ha in programma di espandere significativamente la disponibilità del suo visore Galaxy XRnel corso del 2026.
Le prime nazioni che dovrebbero accogliere il visore sono Germania, Francia, Canada e Regno Unito, mirando a consolidare la propria presenza in regioni ad alto potenziale tecnologico come l'Europa e il Nord America. Tuttavia, la fonte della notizia specifica che l'elenco dei Paesi menzionati potrebbe non essere definitivo, lasciando intendere che potrebbero esserci cambiamenti o aggiunte future.
Inoltre, al momento non è stata comunicata una data di uscita precisa per nessuno di questi mercati. L'unica indicazione temporale fornita è un generico "il prossimo anno", una finestra piuttosto ampia che non permette di fare previsioni accurate.

Per gli utenti europei e canadesi, l'attesa potrebbe rivelarsi vantaggiosa. Il Galaxy XR non è un dispositivo qualsiasi, ma il primo visore di alto profilo basato sulla piattaforma Android XR, sistema operativo sviluppato per unificare l'ecosistema della realtà virtuale e mista: questo periodo di latenza permetterà probabilmente di avere un ecosistema software più maturo e una maggiore disponibilità di contenuti al momento del lancio locale.

Fonte: GSMArena


Samsung lancia Galaxy XR: il visore AI con Android XR sfida Apple Vision Pro


Samsung ha alzato il sipario su Galaxy XR, segnando il suo ingresso in una nuova categoria di dispositivi mobili incentrati sull'intelligenza artificiale multimodale.
Il visore Galaxy XR è stato rumoreggato a lungo ed era molto atteso, dato che è anche il primo prodotto basato sulla piattaforma Android XR, nata dalla partnership strategica con Google e Qualcomm, Galaxy XR si propone come un ecosistema completamente nuovo, progettato per trasformare il concetto di XR da teoria a realtà pratica.

L'integrazione nativa di Gemini, il modello AI di Google, a livello di sistema operativo è il cuore dell'esperienza: il visore non si limita a rispondere ai comandi, ma agisce come un compagno "intelligente", capace di comprendere ciò che l'utente vede e sente, assistendolo nelle attività quotidiane tramite interazioni naturali basate su voce, vista e gesti.

Sameer Samat di Google ha definito Android XR come "la prima piattaforma Android costruita interamente per l’era Gemini", mentre Alex Katouzian di Qualcomm ha sottolineato come la "sinergia tra AI e XR trasforma le possibilità del computing personale".

L'hardware è all'altezza delle ambizioni: Galaxy XR monta due display Micro-OLED da 3.552 x 3.840 pixel (quasi 4K per occhio, 27 milioni di pixel totali) con refresh rate fino a 90Hz e copertura DCI-P3 del 95%, alimentati dal potente chip Snapdragon XR2+ Gen 2 con NPU Hexagon dedicata all'IA. Il sistema di tracciamento è avanzato, con 6 telecamere esterne, 4 interne per gli occhi, sensori inerziali e di profondità.
Notevole il peso, contenuto in 545 grammi (esclusa la batteria esterna da 302g), sensibilmente inferiore ai concorrenti diretti.
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Il design è definito "umano-centrico", con una distribuzione del peso ottimizzata e una visiera rimovibile per passare da una modalità aperta a una totalmente immersiva. L'autonomia si attesta sulle 2-2.5 ore, in linea con altri visori di fascia alta.
Sul fronte software, tutte le app Android sono compatibili e vengono presentate in modo immersivo. Esperienze ottimizzate includono Google Maps in 3D con Gemini come guida, YouTube con approfondimenti AI, Cerchia e Cerca attivabile con un gesto della mano in modalità pass-through e la conversione automatica di foto e video 2D in 3D.
Il supporto a OpenXR faciliterà l'arrivo di contenuti da sviluppatori terzi.

Samsung punta anche al mercato enterprise, con applicazioni per la formazione virtuale (già in partnership con Samsung Heavy Industries) e la collaborazione remota, supportate dalla piattaforma Snapdragon Spaces di Qualcomm. L'azienda ha infine confermato lo sviluppo futuro di occhiali AI in collaborazione con Warby Parker e Gentle Monster, sempre all'interno dell'ecosistema Android XR.


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Dragon Quest VII Reimagined: un finale inedito attende i giocatori


Il producer Takeshi Ichikawa svela che le scelte dei giocatori influenzeranno la conclusione del remake, offrendo un'esperienza narrativa inedita.

Grandi novità per gli appassionati della saga JRPG di Square Enix: Dragon Quest VII Reimagined non sarà un semplice remaster grafico, ma introdurrà un elemento narrativo di grande impatto.
Il producer del gioco ha confermato ufficialmente che questa nuova versione includerà un finale completamente inedito, mai visto prima né nell'originale per PlayStation né nel remake per Nintendo 3DS.

In un'intervista rilasciata a Game Informer durante una visita agli uffici di Square Enix a Tokyo, Takeshi Ichikawa ha spiegato che la narrazione di Reimagined seguirà fedelmente la storia originale, ma con una svolta significativa. A seconda di alcune scelte compiute dal giocatore durante l'avventura, sarà possibile sbloccare una conclusione alternativa:

Anche i giocatori che hanno provato le versioni precedenti di Dragon Quest VII potranno vivere un'esperienza narrativa rinnovata


Questa meccanica basata sulle scelte del giocatore suggerisce una maggiore interattività e rigiocabilità, incentivando a esplorare percorsi differenti per scoprire tutti i segreti che il team di sviluppo ha inserito in questo atteso remake.

Oltre alle novità sulla trama, Dragon Quest VII Reimagined presenterà significative modifiche al gameplay, pensate per modernizzare e migliorare l'esperienza complessiva.
Il sistema di combattimento è stato rinnovato per rendere gli incontri con i nemici più dinamici e strategici, con set di mosse e comportamenti evoluti sia per i membri del party che per gli avversari.
È stata introdotta la possibilità di evitare i combattimenti contro i nemici più deboli attaccandoli direttamente sulla mappa di gioco, snellendo l'esplorazione.
Anche l'interfaccia utente è stata ridisegnata, con un nuovo sistema di menu a schede per una navigazione più intuitiva e immediata, rendendo la gestione dell'inventario e delle abilità molto più fluida.

Dragon Quest VII Reimagined è solo l'ultimo di una lunga serie di titoli che Square Enix ha deciso di rivitalizzare nel recente passato, seguendo le orme di progetti come Dragon Quest III HD-2D Remake e il recente Dragon Quest I & II HD-2D Remake, che ha già aggiornato i primi due capitoli per PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch (inclusa la Switch 2), mantenendo intatto il fascino dell'originale.

L'appuntamento per tutti i fan con Dragon Quest VII Reimagined è fissato per il 5 febbraio 2026, quando il gioco debutterà su PC e console, pronto a offrire la versione definitiva di una delle avventure più amate del genere.

Fonte: WCCTech

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Cross-buy tra PS5 e PC: Sony prepara la svolta per i gamer


Recenti scoperte nel codice del PlayStation Store suggeriscono l'arrivo di una funzione per unire le librerie di gioco tra console e computer.

Dopo le novità sul cloud gaming per PlayStation Portal, il mondo PlayStation potrebbe presto cambiare volto per sempre: secondo recenti indiscrezioni, infatti, Sony starebbe lavorando a una funzionalità di cross-buy per PlayStation 5, simile al sistema "Play Anywhere" di Xbox, che permetterebbe ai giocatori di acquistare un titolo una sola volta sul PlayStation Store e di riceverne gratuitamente una copia per altre piattaforme, in particolare per PC.

Stiamo parlando di una novità di portata rivoluzionaria per l'ecosistema PlayStation, creando un ponte sempre più solido tra il mondo console e quello dei PC, offrendo una flessibilità senza precedenti agli utenti e allineando l'offerta di Sony a quella del suo principale concorrente.

Tutto è partito dalla segnalazione dell'utente Amethxst, che ha scoperto l'aggiunta di nuove icone all'interno dello store digitale di Sony, allusive proprio a una funzione di acquisto incrociato. La notizia ha guadagnato ulteriore credibilità grazie al noto leaker billbil-kun, che non solo ha confermato la presenza di tali icone, ma ha svelato dettagli tecnici ancora più significativi: analizzando i file CSS del sito PlayStation, è stata individuata una proprietà denominata "crossbuy-tag", la cui introduzione risalirebbe addirittura a giugno 2025.

Questo dettaglio temporale indica che il progetto non è una novità recente, ma un'iniziativa in sviluppo da diversi mesi. È importante sottolineare che non si tratta di un semplice ritorno al passato, come ai tempi della cross-compatibilità tra PlayStation Vita e le console domestiche.

La presenza esplicita di un'icona che unisce PS5 e PC lascia pochi dubbi sulla direzione che Sony intende intraprendere: l'obiettivo sembra essere quello di creare un ecosistema unificato dove l'acquisto di un videogioco garantisce l'accesso su più dispositivi, premiando la fedeltà dei giocatori e incentivando l'acquisto di titoli first-party, sapendo di poterli giocare sia sul televisore di casa con la PS5, sia sulla propria postazione da gaming su PC.

Fonte: WCCFTech


PlayStation Portal, finalmente ci siamo: ufficiale lo streaming cloud dei giochi PS5


Sony sta trasformando PlayStation Portal in un handheld sempre più valido per i possessori di PS5. Inizialmente concepito come un dispositivo limitato al remote play, con l'ultimo aggiornamento consentirà di giocare in streaming via cloud a una selezione di giochi digitali per PS5 che si possiedono direttamente sulla propria libreria, portando questa feature definitivamente fuori dalla fase iniziale di prova.

Questa novità rende il dispositivo molto più indipendente e versatile, sebbene il suo funzionamento ottimale resti vincolato a una connessione internet stabile e performante. Per accedere a questa nuova funzionalità è necessario essere abbonati a PlayStation Plus Premium, il livello più alto del servizio di sottoscrizione di Sony. Una volta attivato l'abbonamento, gli utenti potranno avviare in streaming migliaia di titoli supportati, tra cui successi come Astro Bot, Borderlands 4, Final Fantasy VII Rebirth e Ghost of Yotei.
Sebbene questi giochi fossero già accessibili sul Portal tramite la riproduzione remota dalla propria PS5, la nuova opzione di cloud streaming svincola finalmente l'handheld dalla console domestica, avvicinandolo all'esperienza di un dispositivo portatile autonomo che molti utenti desideravano.

L'aggiornamento non si limita però al solo cloud gaming. La schermata principale di Portal è stata rinnovata con una nuova scheda di ricerca, progettata per trovare rapidamente i titoli disponibili per lo streaming. È stato inoltre implementato il supporto all'audio 3D per i giochi compatibili, sia in remote play sia in streaming, quando si utilizzano cuffie con cavo o uno degli headset proprietari con tecnologia PlayStation Link.

Per una maggiore sicurezza, è ora possibile impostare un codice di blocco sul dispositivo, mentre un'inedita schermata sullo stato della rete, accessibile dal menu rapido, permette di monitorare la connessione in tempo reale. Tra le altre novità, Sony ha reso possibile effettuare acquisti in-game durante una sessione di streaming senza doverla interrompere e ha migliorato l'interazione sociale: se un amico sta giocando allo stesso titolo, si potranno ricevere inviti e unirsi alla sua partita direttamente dal menu rapido. Con questi upgrade, pur non essendo formalmente l'erede di PS Vita, il valore di Portal è oggi indiscutibilmente superiore a quello del lancio.

Fonte: PlayStation


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Huawei: presentata la nuova Pura 80 Series, un nuovo concetto di fotografia mobile


La serie Huawei Pura 80 sfoggia un design iconico "Forward Symbol" ispirato al lusso, con dettagli raffinati e un anello dorato distintivo sul modello Ultra
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Huawei ha annunciato il lancio globale di Pura 80 Series, i nuovi smartphone destinato a ridefinire i confini della fotografia mobile grazie alla tecnologia all'avanguardia e alle innovative funzionalità.
Pura 80 Pro e 80 Ultra sono alimentati da una batteria da 5170 mAh, supportata da SuperCharge da 100W e Wireless da 80WPura 80 Pro e 80 Ultra sono alimentati da una batteria da 5170 mAh, supportata da SuperCharge da 100W e Wireless da 80W

Un design iconico che incanta


Pura 80 Ultra e Pura 80 Pro nella finitura Glazed Red presentano un design esclusivo “Forward Symbol”, ispirato ai classici motivi a raggiera delle gioiellerie più raffinate e degli orologi di lusso. Il motivo a raggiera si distingue per la sua ricchezza di dettagli e un sofisticato gioco di luci e ombre. La lente del Pura 80 Ultra è impreziosita da un elegante anello dorato, che crea l'iconico “Forward Symbol” e mette in risalto l'emblema del brand, trasformandolo in un punto focale distintivo.

L'eccellenza fotografica


L'Ultra Lighting Camera da 1 pollice di Pura 80 Pro garantisce una luminosità elevatissima, con dettagli eccellenti anche in condizioni di scarsa luminosità. L'Ultra Chroma Camera invece, assicura una fedeltà di colori impeccabile per paesaggi notturni vividi, realistici e di eccezionale chiarezza. Pura 80 Ultra introduce un inedito doppio teleobiettivo a doppia modalità che integra una superficie fotosensibile di grandi dimensioni con ingrandimenti versatili da 3.7x e 10x di elevata nitidezza e con una notevole intensità spaziale. La tecnologia XMAGE sfrutta il sensore teleobiettivo più grande del settore e algoritmi avanzati per produrre immagini di assolutamente nitide anche con elevati ingrandimenti e in condizioni di scarsa luce. Dai dettagli architettonici più complessi agli ampi skyline cittadini, essa eccelle nel catturare vivide atmosfere notturne con tonalità e saturazione precise.
Huawei Pura 80 Ultra: sensori fotografici posterioriHuawei Pura 80 Ultra: sensori fotografici posteriori

Funzionalità intelligenti


Oltre alle capacità fotografiche, Pura 80 Pro e Ultra integrano funzionalità intelligenti per un'esperienza utente ottimizzata. Il pulsante Smart Controls personalizzabile offre accesso rapido a funzioni come fotocamera, torcia o AI Lens. La sicurezza è rafforzata dal riconoscimento delle impronte digitali, mentre la cancellazione avanzata del rumore AI garantisce chiamate cristalline.

Potenza e prestazioni


Pura 80 Pro e Pura 80 Ultra sono alimentati da una batteria da 5170 mAh, supportata da SuperCharge da 100W per una ricarica ultra-rapida e da SuperCharge Wireless da 80W per ricariche comode e senza fili. Questa combinazione di elevata capacità e ricarica rapida assicura un'operatività costante, mantenendo le persone connesse e attive per tutta la giornata.
Il 2nd-Gen Crystal Armor Kunlun Glass aumenta la resistenza ai graffi di 16 volte e quella alle cadute di 25 volteIl 2nd-Gen Crystal Armor Kunlun Glass aumenta la resistenza ai graffi di 16 volte e quella alle cadute di 25 volte

Un ecosistema di app completo e sicuro


La serie Pura 80 assicura un'esperienza utente fluida e completa, grazie a un ricco ecosistema di applicazioni. Tramite AppGallery, lo store ufficiale di Huawei, è possibile scaricare Aurora Store, che garantisce un accesso facile e sicuro alle app preferite con compatibilità quasi totale.

Durabilità estrema


Il 2nd-Gen Crystal Armor Kunlun Glass migliora la resistenza di Pura 80 Ultra e garantisce una protezione estrema, che aumenta la resistenza ai graffi di 16 volte e quella alle cadute di 25 volte. Questa protezione di ultima generazione assicura una resistenza elevatissima, proteggendo efficacemente il dispositivo dall'usura quotidiana per un'esperienza d'uso affidabile e senza pensieri.

Prezzi e Disponibilità


Pura 80 Pro è disponibile al prezzo di 1,099 euro, mentre la versione Ultra è disponibile al prezzo di 1,499 euro. In occasione del lancio, valido fino al 25 novembre, utilizzando il coupon AMKTCSPURA80, è previsto uno sconto di 100,00 euro. Inoltre, per i modelli disponibili all’acquisto solo su Huawei Store, in omaggio un modello WATCH GT 5 46mm nero oppure un WATCH GT 5 41mm bianco.

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Marvel e Insomniac: la collaborazione continuerà per molti anni


Il GM di Marvel Games, Haluk Mentes, conferma la solida alleanza con lo studio di Spider-Man e Wolverine, basata su valori condivisi e creatività.

La fruttuosa partnership tra Marvel Games e Insomniac Games, lo studio di sviluppo di proprietà di PlayStation, è destinata a proseguire a lungo. Questa solida alleanza, che ha già dato vita a tre acclamati titoli della serie Marvel's Spider-Man e all'attesissimo Marvel's Wolverine, si basa su una profonda sintonia creativa e su valori condivisi, come confermato in una recente intervista concessa da Haluk Mentes, General Manager di Marvel Games, a Game Informer.

La collaborazione tra le due aziende si è rivelata un modello di successo, capace di portare sul mercato esperienze videoludiche di altissima qualità che onorano i personaggi iconici della casa.
Secondo Mentes, il segreto di questo successo risiede in un approccio all'autenticità che va oltre la semplice aderenza al materiale originale: l'obiettivo non è mai stato quello di creare una copia carbone di fumetti o film, ma permettere a team talentuosi come Insomniac di reinterpretare i personaggi, infondendo il proprio DNA creativo per dare vita a incarnazioni "familiari ma originali".

Questa libertà creativa è fondamentale per evitare di essere derivativi e per sfruttare appieno il potenziale dei migliori studi di sviluppo. La sfida, spiega Mentes, è complessa ma gratificante, e consiste nel bilanciare fedeltà e innovazione per creare qualcosa di nuovo e significativo per i fan.

Con quasi novant'anni di storia, Marvel è riuscita a rimanere sempre attuale proprio perché ogni nuova generazione di creatori ha potuto lasciare il proprio segno, passando poi il testimone a quella successiva. Marvel Games cerca attivamente collaboratori che desiderino assumersi questa stessa responsabilità. Una volta completato un progetto insieme, spiega Mentes, anche i partner diventano a tutti gli effetti "parte di Marvel", contribuendo a far evolvere un universo narrativo in continua espansione.

Il rapporto con Insomniac Games viene descritto da Mentes come l'"epitome di questa filosofia": dopo oltre un decennio di lavoro congiunto e lo sviluppo di un'intesa quasi simbiotica durante la creazione dei giochi di Spider-Man, la scelta di affidare a loro il ritorno di un personaggio complesso come Logan in Marvel's Wolverine è stata una decisione naturale per l'intero team. È stata la cultura e i valori condivisi a unire le due compagnie, e Marvel Games è orgogliosa di confermare che la collaborazione continuerà "per molti anni a venire", promettendo un futuro radioso per i videogiochi a tema Marvel.

Fonte: WCCFTech

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Nintendo sbarca su iOS e Android: giochi Switch e Switch 2 a portata di smartphone


L'applicazione permette di acquistare prodotti e visualizzare il tempo di gioco accumulato su tutte le console, incluse 3DS e Wii U.

Nintendo ha lanciato ufficialmente il suo Store su mobile, che è ora disponibile per il download su dispositivi iOS e Android. Questa nuova piattaforma rappresenta un'evoluzione della precedente app My Nintendo, lanciata in Giappone nel 2020, e si propone come un hub centralizzato per tutti gli appassionati, per offrire un'esperienza integrata che unisca shopping, notizie e funzionalità uniche direttamente sullo smartphone, creando un punto di contatto costante con l'universo del brand.

Attraverso la nuova app, gli utenti possono navigare con facilità l'intero catalogo di prodotti Nintendo, che include console, giochi fisici e digitali, accessori e merchandise esclusivo. Sebbene l'esplorazione dei prodotti sia fluida e intuitiva all'interno dell'app, per finalizzare un acquisto si viene reindirizzati a una pagina specifica tramite un browser integrato.
Una delle funzionalità più apprezzate è la possibilità di creare una lista dei desideri e ricevere notifiche istantanee non appena uno degli articoli inseriti viene scontato.

Oltre alla sua funzione di e-commerce, l'app Nintendo Store funge da canale informativo per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità riguardanti giochi, eventi speciali e promozioni.

Ma ciò che distingue veramente questa applicazione è una caratteristica pensata per i giocatori di lunga data: la possibilità di consultare la cronologia completa del proprio tempo di gioco. Questa funzione permette di visualizzare le ore trascorse su ogni singolo titolo attraverso le ultime generazioni di console Nintendo, includendo persino le statistiche relative a Nintendo 3DS e Wii U.
Per accedere a questo archivio storico completo, è necessario collegare il proprio Nintendo Network ID all'Account Nintendo attuale.

È importante sottolineare che i dati di gioco per 3DS e Wii U non vengono aggiornati per le attività successive a febbraio 2020, ma offrono comunque un affascinante spaccato della propria storia videoludica.

L'applicazione non si limita all'esperienza digitale, ma crea un ponte con il mondo fisico: gli utenti che si recano presso i negozi Nintendo ufficiali o partecipano a eventi speciali possono utilizzare l'app per effettuare il check-in e ottenere ricompense esclusive.

Fonte: Engadget

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Project Suncatcher: Google progetta data center AI in orbita


Il colosso tecnologico esplora la possibilità di alimentare i suoi chip TPU con l'energia solare illimitata dello spazio per un'AI più sostenibile.

Google sta esplorando una nuova frontiera per l'intelligenza artificiale, un'idea che sembra tratta da un film di fantascienza ma che poggia su solide basi di ricerca. Con il suo nuovo "Project Suncatcher", l'azienda di Mountain View sta seriamente valutando la possibilità di spostare i suoi data center, assetati di energia, nell'orbita bassa terrestre.

L'idea è quella di poter alimentare le complesse infrastrutture AI, come le Tensor Processing Units (TPU), sfruttando l'energia solare illimitata e costante disponibile nello spazio per risolvere uno dei problemi più pressanti legati all'intelligenza artificiale: il suo enorme impatto ambientale, causato dall'elevato consumo energetico dei centri di calcolo terrestri che spesso dipendono da centrali a combustibili fossili.

Il progetto, definito da Google stessa una "moonshot", si basa sull'installazione dei chip TPU a bordo di satelliti dotati di pannelli solari. Secondo Travis Beals, senior director di Google, un pannello solare posizionato nell'orbita giusta può essere fino a otto volte più produttivo rispetto a uno sulla Terra, generando energia quasi ininterrottamente e riducendo la necessità di batterie.

Tuttavia, le sfide tecniche sono notevoli. La prima riguarda l'esposizione dei componenti elettronici a elevate dosi di radiazioni solari, che potrebbero degradarli rapidamente.
Google ha già condotto test sui suoi chip, concludendo che potrebbero resistere per una missione di cinque anni senza subire guasti permanenti.

Un altro ostacolo critico è la comunicazione tra i satelliti. Per funzionare come un unico data center distribuito, i satelliti necessitano di collegamenti dati ad altissima velocità, nell'ordine di decine di terabit al secondo, e a bassissima latenza. Raggiungere tali prestazioni nello spazio è complesso e richiede un'enorme quantità di energia per la trasmissione a lunga distanza. La soluzione proposta da Google prevede di manovrare i satelliti in formazioni molto strette, mantenendoli a una distanza di pochi chilometri o meno l'uno dall'altro.

Sebbene i costi di lancio possano sembrare proibitivi, un'analisi preliminare di Google suggerisce che l'efficienza energetica di un data center spaziale potrebbe diventare paragonabile a quella di uno terrestre entro la metà degli anni 2030. L'azienda ha già pianificato i primi test pratici e ha stretto una partnership con la società Planet per una "missione di apprendimento": l'obiettivo è lanciare in orbita una coppia di satelliti prototipo entro il 2027 per testare il comportamento dei modelli di machine learning e dell'hardware TPU in ambiente spaziale, oltre a validare l'efficacia dei collegamenti ottici inter-satellitari per compiti di calcolo distribuito.

Fonte: Engadget

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Neuralink e webcam AI: un padre con SLA ritrova lo sguardo sulla famiglia


La storia di Brad Smith: grazie alla sinergia tra Neuralink e una webcam AI, un padre affetto da SLA riconquista la sua vita familiare e il suo ruolo.

La tecnologia può restituire frammenti di vita che una malattia crudele ha sottratto. È la storia di Brad Smith, un padre affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una patologia neurodegenerativa progressiva che da sette anni lo costringe su una sedia a rotelle, privandolo della capacità di muoversi e parlare.

Già noto per essere il terzo paziente a ricevere un impianto cerebrale Neuralink, Smith aveva precedentemente dimostrato come questa interfaccia cervello-computer (BCI) gli permettesse di editare video, utilizzando persino una voce sintetica basata sulla sua per la narrazione.
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Oggi, l'uomo ha compiuto un passo ulteriore, riconquistando una connessione visiva con il mondo che lo circonda. Il limite più doloroso per Smith era l'impossibilità di girare la testa per seguire i suoi figli, sentendosi intrappolato in un "mondo statico, mentre la vita continuava dinamicamente" intorno a lui. Questa condizione lo faceva sentire un padre assente, anche se fisicamente presente.

Determinato a trovare una soluzione, ha scoperto nella webcam motorizzata con intelligenza artificiale Insta360 Link 2 la chiave per superare questa barriera. In collaborazione con gli ingegneri di Insta360, ha integrato questo dispositivo con il suo sistema, che include un MacBook e un software di tracciamento oculare Eyegaze, il tutto controllato tramite l'impianto Neuralink.

Il risultato è stato rivoluzionario. La webcam, montata strategicamente, è diventata per Smith un "secondo paio di occhi". Ora può orientare l'obiettivo della telecamera per guardarsi intorno, seguire i giochi dei figli, scattare foto e girare video, partecipando attivamente ai momenti familiari che prima poteva solo percepire passivamente.
Come documentato in un breve filmato, questa soluzione tecnologica ha prodotto un "cambiamento drastico" nelle sue interazioni quotidiane, restituendogli un senso di mobilità nello sguardo e una presenza più autentica all'interno della sua famiglia.

Fonte: Tom's Hardware