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Essere onesti con se stessi


La maggior parte delle persone pensa che l’onestà significhi non mentire agli altri.
In realtà la sfida vera è non mentire a se stessi, perché mentire agli altri richiede energia.
Devi inventare storie, ricordarti cosa hai detto, mantenere la facciata.
Mentire a te stesso invece è facilissimo, lo fai tutti i giorni.
Ti dici che non ti importa, che non è un problema, che non è il momento giusto, che non è colpa tua.
E piano piano costruisci una narrativa che ti fa sentire meglio, ma che ti tiene fermo.
La verità è che il cervello ama le giustificazioni, perchè sono più comode della responsabilità.
È più facile dire “non potevo farci niente”
che ammettere “non ho avuto il coraggio”.
È più facile dire “non era la persona giusta”
che ammettere “ho ignorato segnali evidenti”.
È più facile dire “sono fatto così” che ammettere “potrei cambiare ma mi spaventa”.
L’autoinganno è elegante, sembra ragionevole, a volte persino logico.
Ma ha un prezzo enorme.
Perché finché continui a mentire a te stesso, non stai vivendo nella realtà.
Stai vivendo nella versione che ti fa sentire meno a disagio. E da una realtà falsata non puoi costruire nulla di solido.
La crescita personale non inizia con una tecnica, un libro o una strategia.
Inizia con un momento scomodo di onestà brutale.
Quel momento in cui smetti di difendere la tua versione dei fatti e dici:
“Ok. Questa è la verità.”
Magari non ti piace, sicuramente ti fa sentire vulnerabile e smonta l’immagine che avevi di te, ma almeno è reale.
E solo da ciò che è reale puoi partire per cambiare qualcosa.
L’onestà verso se stessi non è un atto di durezza, è un atto di rispetto.
Perché smettere di mentirti significa finalmente trattarti come una persona abbastanza forte da reggere la verità.
E da lì, finalmente, puoi fare qualcosa di diverso.
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