Il marketing della paura


La paura è una delle risposte più antiche del cervello umano: serve a riconoscere un pericolo e a reagire in fretta. Il problema comincia quando smette di essere una reazione a un rischio concreto e diventa uno strumento per orientare comportamenti, consumi e consenso politico. Un titolo allarmistico spinge a cliccare, un discorso politico che giustifica misure eccezionali, un’azienda che presenta il proprio prodotto come l’unico argine a una minaccia imminente, una piattaforma che premia i contenuti che generano più reazioni. Nessuno di questi passaggi richiede una regia occulta: basta che il sistema, nel suo complesso, impari che la paura funziona.

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