Proposta


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Nei giorni scorsi, abbiamo mandato la nostra proposta per un Tavolo Permanente per l’Unità dei Comunisti.
Un primo passo per mettersi TUTTI intorno ad un tavolo e cominciare a parlare per superare le divisioni e i problemi che in questi anni ci hanno condannato alla parcellizzazione e all’ininfluenza, siamo consapevoli delle difficoltà, ma è l’unica strada per poter tornare a contare, chiediamo a tutti un bagno di umiltà e un passo indietro, in primis a noi, per poi poterne fare due insieme avanti domani, come già detto noi siamo pronti a sciogliere il nostro partito per una organizzazione unitaria.
Un tavolo che discuta anche ovviamente di momenti di lotta unitari e non solo.
Abbiamo invitato anche compagni che sembrano molto distanti come posizioni politiche, ne siamo consapevoli, ma il momento del confronto franco è giunto.
Ci dispiace se non abbiamo invitato qualcuno, ma l’invito è ESTESO ANCHE A CHI NON E’ ARRIVATA L’EMAIL. Anche ad organizzazioni locali, di alcune non abbiamo trovato un contatto valido.
Tutte le organizzazioni interessate al progetto possono scriverci alla nostra email
Nei prossimi giorni diremo chi ha accettato di sedersi attorno ad un tavolo.
di seguito il link con la proposta👇🏻
movimentorinascitacomunista.co…

GIORNO DELLA VITTORIA L’ARMATA ROSSA VINCE IL MOSTRO NAZISTA


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Nelle prime ore del 9 maggio 1945, a Berlino, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel, firmò la resa di tutte le truppe tedesche di terra, mare ed aria nelle mani del Maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov, comandante del 1° Fronte Bielorusso. Finiva così quella spaventosa carneficina, iniziata dai nazisti con l’invasione della Polonia nel settembre 1939, che aveva causato più di 60 milioni di morti e ridotto l’Europa un cumulo di macerie. Di quei morti quasi 27 milioni erano cittadini sovietici.
Ora dopo 81 anni i discendenti degli sconfitti del 1945, fatti fuggire in America dagli Alleati Occidentali, hanno rialzato la testa e sono giunti a governare diversi Paesi dell’Occidente collettivo. Il tentativo di riscrivere la storia è ormai smaccato. Il tentativo di sminuire il ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del Nazifascismo cerca di esplicitarsi nell’immaginario collettivo non potendo però poggiare su elementi storici concreti.
Cominciò Benigni con i carri armati statunitensi che liberavano il lager di Auschwitz. Per finire con l’Unione Europea che ha parificato il comunismo al nazismo.
Ma noi non dimentichiamo. Siamo consapevoli che è stata principalmente l’Armata Rossa a distruggere la macchina bellica nazista. Siamo consapevoli che la nostra libertà è dovuta il larghissima parte al sacrificio dei popoli sovietici.
Per questa ragione saremo presenti alle celebrazioni della Vittoria che ci sarannno in molte località italiane, anche in memoria di soldati sovietici che combatterono a fianco del nostri partigiani.
Le nostre bandiere saranno assieme a quelle sovietiche, quelle partigiane e le Bandiere della Vittoria.
Con gratitudine e per la conservazione della memoria perché tutto questo non accada nuovamente.

AMERICA LATINA NEL MIRINO DELL’IMPERIALISMO USA-ISR4ELIANO


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Le rivelazioni emerse dai file audio pubblicati da Canal RED e Hondurasgate confermano ciò che i popoli dell’America Latina conoscono da decenni: l’imperialismo statunitense non ha mai smesso di considerare il continente come il proprio “cortile di casa”.
Dietro la retorica della “democrazia” e della “sicurezza” si nasconde il progetto di una nuova colonizzazione fondata sul saccheggio delle risorse strategiche, sulla repressione militare, sul lawfare contro i governi progressisti e sull’asservimento degli Stati nazionali agli interessi delle multinazionali occidentali, in funzione anticinese.
Trump, Netanyahu, Milei e le oligarchie locali agiscono come strumenti di un capitalismo in crisi che tenta di fermare con la violenza il processo multipolare e l’avanzata dei Paesi emergenti. Le terre rare, le infrastrutture, le rotte commerciali e perfino il sistema carcerario diventano terreno di conquista per il grande capitale finanziario internazionale.
Ancora una volta, mentre l’Occidente parla di “diritti umani”, sostiene golpe, destabilizzazioni, corruzione e repressione contro chiunque metta in discussione il dominio dell'imperialismo statunitense.
Il PCUP esprime solidarietà ai popoli latinoamericani che resistono all’aggressione imperialista e ribadisce che solo la sovranità popolare, il controllo pubblico delle risorse strategiche e la cooperazione internazionalista tra i popoli possono spezzare le nuove catene del totalitarismo "liberale".

SCUOLA SOTTO ASSEDIO - LA RISCRITTURA DEL SAPERE TRA STORIA E IDEOLOGIA


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Le nuove linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito per l’insegnamento della storia e della filosofia non sono un semplice aggiornamento didattico: sono un’operazione culturale. Dietro il richiamo alla “centralità della tradizione occidentale” si intravede un restringimento del campo critico e pluralista. La storia rischia di essere ricondotta a una narrazione lineare, nazionale e depoliticizzata, che oscura i conflitti sociali. Si riduce lo spazio per interpretazioni alternative e per l’analisi delle dinamiche materiali che muovono i processi storici.
In filosofia, l’impostazione privilegia un approccio selettivo che marginalizza le correnti più radicali e critiche. Autori fondamentali come Karl Marx rischiano di essere trattati come opzionali, nonostante il loro peso storico. Si afferma così una visione che tende a neutralizzare il pensiero critico trasformandolo in sapere innocuo. La scuola viene progressivamente orientata verso una funzione di integrazione ideologica, più che di emancipazione. Si parla di competenze, ma si evita il nodo dei rapporti di potere e delle disuguaglianze. Si invoca il pluralismo, ma si delimita il perimetro del dicibile.
In questo quadro, la formazione degli studenti rischia di diventare più povera e meno autonoma. Una scuola democratica dovrebbe invece favorire il confronto tra visioni diverse e anche conflittuali. Ridurre la complessità della storia e della filosofia significa indebolire gli strumenti di comprensione del presente. Per questo è necessario aprire un dibattito pubblico serio su queste scelte. La formazione non può essere piegata a esigenze politiche contingenti, ma deve restare terreno di libertà e pensiero critico.
Liberiamo la scuola pubblica e l'istruzione dei nostri ragazzi dalle grinfie del totalitarismo "liberale"!
#scuola Mostra meno

Cara Meloni, benzina a due euro....Che facciamo?


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Il prezzo della benzina in Italia si avvicina ai due euro al litro, con pesanti conseguenze per i bilanci familiari degli italiani. I media di regime puntano il dito contro il “regime” degli ayatollah rei di voler strangolare gli stati occidentali. Ma è veramente così? Nel febbraio di quest’anno, prima dell’aggressione di USA e Israele all’Iran, il prezzo del greggio si aggirava sui 71 dollari al barile e la navigazione nello stretto di Hormuz era libera. Dopo l’aggressione l’Iran ha dichiarato di vietare il passaggio attraverso quello stretto alle navi dei paesi complici dell’attacco. Le navi dei paesi amici o neutrali potevano passare anche se a volte era richiesto un pedaggio. Alcune navi che hanno ignorato il divieto sono state attaccate e danneggiate. Le quotazione del greggio sono salite alle stelle raggiungendo anche i 124 dollari al barile.
Giusto per buttare benzina sul fuoco gli USA hanno vietata la navigazione nel golfo Persico anche a quelle navi che gli iraniani lasciavano passare.
L’avventura bellica degli USA in Medio Oriente ha destabilizzato il mercato energetico mondiale, in particolare quello europeo.
Dopo l’imposizione di sanzioni alla Russia a seguito della guerra in Ucraina e la distruzione del gasdotto North Stream 2, l’Europa contava molto sulle importazioni dal Medio Oriente. Ora con lo stretto di Hormuz chiuso e parte degli impianti energetici distrutti dalle operazioni belliche le forniture dal Medio Oriente diventano sempre più aleatorie.
L’unico fornitore di energia rimangono gli USA. Ma con il fracking hanno costi di produzione molto più elevati, è quindi vitale per loro che il prezzo del prodotto rimanga alto, diversamente sarebbero fuori mercato. Si comprende così una delle ragioni all’origine dell’attacco all’Iran.
Per uscire dalla trappola l’unica via sarebbe riprendere a comprare prodotti energetici dalla Russia.
Ma lo può fare un governo che ha a cuore le condizioni di vita del propri cittadini, non quei servi che ci governano.