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Vorrei mettere alla prova alcuni di questi sistemi progettati per conservare dati digitali su carta: https://www.monperrus.net/martin/store-data-paper

Consigli su che dati provare a codificare sono graditi, quindi se si va leggete le capacità di memorizzazione dei sistemi che vi ispirano tra quelli nella lista (considerando che ho una stampante a inchiostro a colori e fogli A4), e ditemi cosa stampare

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il tuo database delle password
bella idea, averne un backup fisico su carta potrebbe servire in alcune situazioni
Ho provato oggi Optar: http://ronja.twibright.com/optar
Usa vari metodi per correggere gli errori, ed è quindi robusto, e promette di poter far archiviare fino a 200KB di dati su un foglio A4 stampato con una buona stampante laser.

Con la mia inkjet (EPSON WF-2510) ho raggiunto ~30KB. L'immagine che ho poi digitalizzato dal foglio stampato è stata decodificata senza errori incorreggibili, quindi il file mi è tornato intatto!
Il file che ho conservato è un archivio 7z contenente un video di 6 secondi.
Una foto ad una piccola zona del foglio stampato, si vedono i singoli quadratini che codificano i dati
Una foto al foglio A4 intero che contiene i dati

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wow! Però c’è da fare i conti con la degradazione del nero col tempo, quindi non ci farei affidamento nel lungo termine e probabilmente è fuori discussione piegare il foglio, vero?
Non diventerebbe forse difficile da digitalizzare? Plastificare la carta le da quell'aspetto riflettente..
Certo, per conservare, mettere il foglio nelle bustine di plastica e in un raccoglitore rigido sarebbe una buona scelta.
Mmh, non saprei ma se funziona da uno schermo perché non dovrebbe funzionare da un plastificato.
In realtà sul sito dell'autore del programma c'è scritto che sembra mostrare buoni risultati anche dopo che il foglio viene piegato. Anche perché:
- Se non lo pieghi ad un punto tale in cui si rovina, è facile risistemarlo
- I dati sono sostanzialmente "sparsi" per il foglio, il formato è pensato per resistere a problemi come una linea rovinata o una piccola macchia, almeno in teoria

Sulla degradazione, boh. Dipende tutto dalla carta, stampante, e inchiostro/toner.
comunque metti qualche hashtag altrimenti il thread diventa irrecuperabile in quanto la ricerca è basata sugli hashtag: #archivio #carta #archiviosucarta
Mi ricordo sempre di mettere le descrizioni ai media, ma gli hashtag mai oh, è incredibile!
Un bot come quello che ti ricorda di mettere le descrizioni ai media, ma per gli hashtag, esiste?
Più che altro ci vorrebbe la possibilità di modificare i toot una volta pubblicati, personalmente il "cancella e riscrivi" è una delle (per fortuna poche) cose di Mastodon che non riesco proprio a digerire 😅
@devol
questo è un problema perchè potrebbe portare a degli abusie il creatore di mastodon si è sempre dichiarato contrario. Comunque il "riscrivi" è più che sufficiente per le modifiche al volo se ti accorgi quasi subito dell'errore.
@Devol :activitypub: :debian: si possono aggiungere tutte le funzionalità ma bisogna sempre fare i conti con il fatto che si è all'interno di una piattaforma federata. Per esempio, con friendica è possibile modificare un post ma solo se sei dentro friendica riesci a vedere le modifiche, altrimenti puoi vedere soltanto la prima versione del post.
A quel punto, gli equivoci che potrebbero nascere mi fanno pensare che forse la soluzione "Cancella e riscrivi" sia quella filologicamente migliore

@Andrea :linuxmint:@Edo Secco :android: :lubuntu:
Di solito l'inchiostro nero delle stampanti non degrada nel tempo, neanche esposto alla luce, o almeno lo fa molto meno di quelli colorati.

La carta stampata tenuta in un cassetto è indubbiamente propensa a subire danni in caso di eventi traumatici (tipo incendio, alluvione), ma per il resto è molto più resistente della maggior parte dei supporti digitali.

E di solito queste cose hanno dei buoni algoritmi di correzione dell'errore, che sanno che il danno tipico è localizzato.
Per il massimo della garanzia e della durata prendi una lastra di metallo non ferroso (alluminio, titanio, …oro) e ci incidi i quadretti con una fresatrice.
Anche una lastra di basalto andrebbe bene, ma ha meno definizione.
anche un mosaico a terra e sei apposto per 2000 anni almeno. C’è da capire se hai un giardino sufficientemente grande per tessere 1x1 cm
molto interessante questo approccio all'archiviazione, non sapevo neanche che esistesse :D
Un ottima idea per una memoria fisica a basso costo e con un minimo grado di riservatezza
@devol per archiviare file di testo compressi potrebbe essere interessante... In 200kB c'è ne sta di testo compressi con qualcosa tipo lzma o bzip o Lzip o brotli
giusto, senza contare che il plaintext viene utilizzato anche per il markup di documenti strutturati come Markdown o Latex
@octo@devol
È passato tanto tempo da quando avevo parlato qui dei miei esperimenti con # di #, software che permette di archiviare dati digitali su # con una buona efficienza.

Nei mesi, il mio database password di # ha raggiunto i ~30KB, quindi oggi ho pensato bene di stamparne e conservarne uno snapshot proprio con questo software.

HDD, CD, chiavette, belli fino a un certo punto, ma se si corrompono? Almeno per file piccoli ma importanti, la conservazione su carta è d'obbligo.
Il foglio stampato di Optar (un ammasso di quadratini bianchi e neri che simboleggiano dei bit) contenente il mio database di KeePass.
Si leggono le specifiche di codifica: 0-26-35-24-3-1-2-24. Per la mia stampante inkjet EPSON WF-2510, oltre 26x35 di macrorisoluzione (circa ~29KB di capacità su un foglio A4) non si può stampare.
Il foglio è in gran parte coperto da un altro bianco, per sicurezza, nonostante il database sia cifrato e con vari livelli di sicurezza.

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devo essere onesto... sono concetti che vanno in direzione opposta a tutte gli sforzi per la dematerializzazione e mi sfugge l'utilità della cosa. Il problema della corruzione dei backup si risolve con i backup multipli, io ho 2 dischi hdd, 2 sdd e 2 cloud storage su cui tengo tutto sincronizzato (rsync + rclone).
Io tecnicamente questo database lo ho sulla memoria interna del mio telefono, HDD del PC, HDD del server (che è in casa), una chiavetta, e poi sui server di altra gente (cifrato ulteriormente). Non lo so che deve succedere per farmi perdere contemporaneamente l'accesso a tutti i media digitali fisici che ho nominato, ma prevenire è meglio di non fare nulla. Per accedere ai backup sui server di altra gente invece, solo su 1 server ho per accedere una password che ricordo a mente.
Tralaltro, ho messo degli indizi per decifrare il database sul foglio, indizi, servono al massimo a me per poter ricordare se per qualsiasi motivo dimentico. Non dirò altro altrimenti la sicurezza scende 🙂
Affascinante
non ho capito però se per decodificare questi dati serve lo stesso software o meno.
Per quanto riguarda l'utilità, più che per gli archivi personali penso che possa servire per storicizzare i dati, nel senso di fargli passare i secoli. Abbiamo papiri egizi ancora leggibili e floppy disk di trent'anni fa che sono pressoché inutili, perché manca hw e sw adeguato. Ma...se il software di lettura non è sufficientemente semplice e condiviso, questo scopo decade.
Si, serve il software chiaramente. Non richiede oscure dipendenze quindi si compila senza problemi anche sul più scarno dei sistemi Linux, però per fare le cose per bene andrebbero stampati i sorgenti del programma su carta come testo, in modo da poter poi passare il programma su un computer anche dalla carta (se scegli giusti font e dimensione per stampare, puoi usare un OCR, non per forza ricopiare a mano).
Certamente il problema di qualcuno che modifica un post in modo malevolo esiste ma.. se si mantenessero disponibili le revisioni precedenti di ogni post? Magari come un file diff, come git
@edosecco@devol