Se Bonacini avesse torto la "destra" avrebbe capito che il riferimento non è tanto al fatto di votare destra o sinistra, ma alla campagna elettorale delle destra che inequivocabilmente in italia campa di odio e sta su creando cattivi che non esistono. un vannacci ad esempio è di destra e vediamo quello che dice. non è un programma politico. solo la creazione di ideologia e cattivi. e temo che questo sia innegabile tanto per chi è di destra ma onesto e non stupido e di chi è di sinistra (e magari anche stupido).

certo poi questa frase non è diplomatica. ma chi accusa la sinistra di essere sempre political correct, è comunque servito.

in reply to simona

ma alla campagna elettorale delle destra che inequivocabilmente in italia campa di odio

Non credo proprio che la retorica dell’odio sia un monopolio della destra.

Il M5S costruì una parte importante della propria ascesa sul V-Day, che significava letteralmente “Vaffanculo-Day”, e sulla rappresentazione della politica come una “casta” da spazzare via.

Il PD usa un linguaggio diverso, ma non sempre meno demonizzante: Schlein ha accusato la destra di non aver reciso le proprie radici con il passato missino; esponenti di primo piano del PD hanno definito questa destra “autoritaria” e accusato Meloni di volere “pieni poteri”.

E andando più a sinistra i toni diventano ancora più netti: il Partito Comunista parla apertamente di “genocidio criminale” a Gaza, di “sionismo” come responsabile e di
complicità di chi non condivide quella lettura.

Si può essere d’accordo o meno con ciascuna di queste accuse. Ma dire che “la destra campa inequivocabilmente di odio” mentre gli altri farebbero semplicemente normale critica politica mi sembra più uno slogan che un’analisi.

La politica italiana, purtroppo, usa da parecchio tempo la delegittimazione morale dell’avversario da entrambe le parti.