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#SoftwareProprietario, poteri privati o privatizzati e contratti segreti. Non solo per scuola e università, ma anche per l'amministrazione della giustizia.

Il software è ECM/SCCM, un prodotto #Microsoft per la gestione centralizzata dei dispositivi: aggiornamenti software, configurazioni, manutenzione da remoto. Dal 2019 è installato su 40mila computer in procure e tribunali. Il Ministero della Giustizia sostiene che il controllo remoto è disattivato come impostazione predefinita e che se attivato chiederebbe il consenso. Ma gli esperti sentiti da Report spiegheranno invece che è uno strumento pensato per i totem delle metropolitane o i registratori di cassa dei supermercati: completamente inadatto per computer che trattano fascicoli sensibili dello Stato e informazioni coperte da segreto istruttorio.


ilfattoquotidiano.it/2026/01/2…

in reply to Maria Chiara Pievatolo

Software proprietario ad amministrazione centralizzata in amministrazioni in cui la protezione della privacy delle persone e il segreto istruttorio sono critici. Che cosa mai potrebbe andare storto?

fanpage.it/politica/software-p…

Non che si scopra oggi, naturalmente.

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in reply to Maria Chiara Pievatolo

un avvocato che lavora in tribunale un giorno mi confidò: "io sono obbligato ad usare un pc windows lenovo, fornitomi, e per modificare i file che mi arrivano devo avere sia una licenza per office 365 e soprattutto per i pdf, ad esempio per annerire i nomi, avere un abbonamento con adobe".
Se tutto è vero ci vuole un nuovo formato digitale simil pdf disconnesso da adobe e passare a libreoffice.
in reply to Ciriaco Niside

@cniside Non ci vorrebbe nulla a farlo e rispetterebbe perfino l'articolo 68 del codice della PA digitale: brocardi.it/codice-dell-ammini…
in reply to Maria Chiara Pievatolo

un autorità indipendente per la digitalizzazione dello stato esiste? è li il problema, gli strumenti ce ne sono a migliaia, anche italiani, ma farli applicare è il problema.
in reply to Maria Chiara Pievatolo

eh.... Garante è una parola bella grossa. Ci vuole un autorità indipendente per la strategia tecnologica e informatica che bussa alla porta della PA e gli dice: "perchè hai acquistato i servizi di microsoft per la email istruzione.it togliendo il vecchio sistema che era in house?"
in reply to Ciriaco Niside

@cniside valentinomannara.it/lanalfabet…

Lo spreco di denaro pubblico connesso alla violazione del codice dovrebbe essere sotto la giurisdizione della corte dei conti, i cui poteri sono stati di recente diminuiti: laleggepertutti.it/768329_appr…

Trattandosi di un regolamento, sarebbe anche possibile fare ricorso al TAR - ma dimostrando di avere un interesse legittimo a farlo altrimenti il ricorso viene rigettato come inammissibile.

La tutela più sicura, però, sarebbe quella del giudice ordinario, a cui ci si potrebbe rivolgere se si dimostrasse la violazione effettiva di un diritto soggettivo.

Infine, si potrebbe far ricorso all'Antitrust.

Del Garante Privacy non parlo per motivi di cui tacere è bello. In generale, però, le "autorità indipendenti" nominate dal governo non possono essere indipendenti.

Non sono un'amministrativista e quindi quanto sopra va preso con beneficio di inventario: a me pare, però, che in generale non manchino gli strumenti, bensì le persone che abbiano la cultura e la forza economica per affrontare lunghi procedimenti giudiziari. Perché? Perché lo stato italiano e l'Unione europea hanno scelto di sottomettersi ai GAFAM, facendo un deserto che adesso non possono più neppure chiamare pace.

in reply to Maria Chiara Pievatolo

aggiungo lo stesso stato che affida a Microsoft la gestione della mail istruzione.it dove passa tutta la posta del Ministero dell'Istruzione. Posta che dovrebbe essere privata e interna ma che invece consente dello spam con mail di phishing mirate (tipo false email di NoiPA o ultimamente anche del SIDI). Email del genere non dovrebbero passare e nessuno fa niente, perchè quella mail non l'hanno solo i lavoratori che hanno una base di informatica.

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in reply to Ciriaco Niside

@cniside Ne avevamo parlato durante la pandemia e quasi tutti hanno fatto finta di nulla: commentbfp.sp.unipi.it/sulle-s…
in reply to Maria Chiara Pievatolo

io cerco un alternativa al pdf in generale. poi in epoca pandemia, presi dal panico, sono andati su teams e meet e li è andato tutto a scatafascio. Non manca competenza ma mancano le persone competenti nei posti giusti. Ultimamente c'è un "poltronissima" con persone che non hanno nulla a che fare con il posto in cui ci si trova. e questi sono i risultati.
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to Ciriaco Niside

@cniside Io faccio l'edit dei pdf con Libreoffice Draw e poi esporto nel medesimo formato.
in reply to Maria Chiara Pievatolo

eh lo so, lo faccio anche io, ma spiegalo a chi preferisce acrobat perchè è molto più comodo, che è vero. molti non conoscono neanche l'esistenza di libreoffice perchè la patente europea è basata su windows, office e chrome ed hanno imparato da li.
a scuola dovrebbero iniziare ad usare libreoffice al posto di 365 ed alla fine ci sono poche differenze ma facilmente superabili. e invece si comprano licenze su licenze. la certficazione digicomp 2.2 su quali programmi è basata? non open sicuro.
in reply to Maria Chiara Pievatolo

Ci si sta concentrando sul punto sbagliato, è molto più scandaloso che sia un prodotto Microsoft.

🚨 Se, quando vedremo l’inchiesta, si dovesse verificare che tutta la storia ruota attorno a SCCM di Microsoft, si può liberamente affermare che stavolta la trasmissione e chi ne ha curato i contenuti, ha preso un granchio clamoroso.
Il software è perfettamente lecito, per quanto sia un prodotto Microsoft e non lo stimi chissà quanto, ma di certo non è un clamoroso software di spionaggio.

Quindi immagino che nessuno abbia fatto verifiche prima di rincorrere questa chimera. Oppure sono state fatte male.