DICHIARAZIONE DEL COLLETTIVO A/I SULLE SANZIONI DISPOSTE DAL GOVERNO USA NEI SUOI CONFRONTI – A STATEMENT BY A/I COLLECTIVE ABOUT US SANCTIONS
[ENGLISH VERSION BELOW]

Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell'elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipart
cavallette.noblogs.org/2026/08…

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Il passo successivo sarebbero le sanzioni secondarie a #BancaEtica, con disconnessione da SWIFT e dalle borse internazionali. Però anche con Francesca Albanese si sono arresi senza nemmeno provare.
bancaetica.it/banca-etica-chie…
altreconomia.it/le-sanzioni-co…

Il conto corrente al momento funziona ancora, o almeno non mi ha ancora rimbalzato un bonifico, ma probabilmente non durerà molto. Immagino che anche Liberapay/Stripe e Gandi non facciano nessuna resistenza. Donazioni in contanti ad HM?

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Ed eccoci, i bonifici istantanei ad A/I vengono ora respinti. (Ma l'IBAN viene ancora riconosciuto e mi viene suggerito il nome ufficiale del titolare da usare nelle coordinate.) keepitfree.ai/announcements/ba…
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@nemobis
E sinceramente non mi sento di biasimare più che tanto una realtà commerciale, interconnessa con reti centralizzate bancarie che non si cambiano dall'oggi al domani.

Non ho idea di che tipo di spese e debiti presso i fornitori abbia una realtà di questo tipo, gestita da volontari , che da servizi di hosting che e' costretta a cessare.

Conto in Bitcoin e socio dell' associazione che converte in fiat money.

Il caso di uso del contante elettronico è esattamente questo

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Quando il potere non arriva all'uva, dice che è terrorista

Come per tutti i servizi commerciali di mail e messaggistica e come per le telefonate fatte dai nostri provider telefonici, il fatto che criminali possano poi utilizzare questi servizi, non fa del servizio stesso una organizzazione terroristica come invece la amministrazione USA dichiara.

Ci hanno provato anche con aziende americane, ma non possono:
blog.cloudflare.com/it-it/stan…

theguardian.com/technology/201…

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«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.»

it.wikipedia.org/wiki/Prima_ve…...

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I have been using email service from A/I for 2-3 years now. I'm going to donate more now, given that they might be facing some attacks.

Under capitalism even basic anti-capitalist protest and civil disobedience is seen as terrorism. Only to justify the absolute terrorism the United States conducts in Palestine, and has done so for decades in many other parts of the world.

We need more free software hackers to unite in solidarity against capitalism!

#AntiCapitalism #HackersUnite

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Condeno com veemência o atropelo do imperialismo ianqui ao rotular a @autistici como organização "𝘵𝘦𝘳𝘳𝘰𝘳𝘪𝘴𝘵𝘢". Coletivos como este são 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬á𝐫𝐢𝐨𝐬: oferecem infraestrutura autónoma, livre de vigilância estatal e de interesses capitalistas, para que movimentos sociais, ativistas e projetos comunitários possam comunicar e organizar-se sem medo de repressão. Têm não só o direito, mas também a 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐢𝐦𝐢𝐝𝐚𝐝𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥 de existir e operar livremente, sem a intromissão de quaisquer Estados.
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Un abbraccio a tutte le persone nonviolente e antifasciste in Autistici/Inventati, cioè il 100% di voi. @cavallette

Immagino il dipartimento del tesoro USA abbia i suoi problemi (che sinceramente non ho compreso) e auguro che riesca a risolvere questi problemi, possibilmente senza criminalizzare la privacy, senza criminalizzare il software libero, e soprattutto senza criminalizzare l'antifascismo.

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Cari Autistici/Inventati un bel dramma, certo. Però c’è una domanda che nella dichiarazione mi sembra rimanga un po’ sullo sfondo.

Voi non siete un normale provider che offre un servizio indistintamente a chiunque. Selezionate persone, collettivi e progetti sulla base della compatibilità con i vostri valori e le vostre idee.

Benissimo: è una scelta politica legittima.

Ma allora quella scelta comporta anche una responsabilità politica su chi decidete consapevolmente di ospitare e sostenere con la vostra infrastruttura.

Il Tesoro americano sostiene che tra questi soggetti ci sia stato anche il PKK, organizzazione classificata come terroristica non soltanto dagli Stati Uniti, ma anche dall’Unione europea e dal Regno Unito.

Si può certamente discutere se la risposta americana sia proporzionata. Si può criticare una definizione troppo larga di “supporto materiale”. Si può anche sostenere che fornire email, hosting o strumenti crittografici non equivalga affatto a condividere le azioni di chi li utilizza.

Ma qui arriva la domanda:

se scegliete i vostri utenti proprio perché ne condividete valori e battaglie, potete poi presentarvi come un semplice fornitore neutrale quando quella stessa scelta produce conseguenze che non vi piacciono?

Perché le due cose insieme stanno un po’ male.

Prima:

«Non diamo i nostri servizi a chiunque: scegliamo noi le realtà che vogliamo sostenere.»

Poi:

«Come sarebbe a dire che ci considerate sostenitori delle realtà alle quali abbiamo scelto di fornire i nostri servizi?»

Un bel dramma.

Ma, forse, sceglierseli un po’ meglio gli amici la prossima volta, no?

cavallette.noblogs.org/2026/08…

#AutisticiInventati #PKK #Sanzioni #Terrorismo #Internet #LibertàDiEspressione #DirittiDigitali
@cavallette

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in reply to Etere Dietilico

@dietilico si ma mica gli facciamo l'esame di stato eh; quando diamo una mail chiediamo solo "ehi sei d'accordo con i nostri principi" e fine lì; quando diamo un blog basta avere una mail su server che consideriamo amici. Poi se qualcuno ci avvisa che chi ha i nostri account è un nazista lo seghiamo. Forse non hai bene idea di come funzioniamo e stai un attimo stereotipando (pessima abitudine).
in reply to cavallette

Touché sul fatto che avevo descritto il vostro filtro come più strutturato di quanto sia. 🙂

Però allora la domanda resta, forse formulata meglio:

se chiedete comunque adesione ai vostri principi, considerate alcuni server “amici” e rimuovete chi ritenete incompatibile con quei principi, fino a che punto vi considerate davvero un intermediario neutrale?

Non sto dicendo che questo giustifichi automaticamente le sanzioni USA. Anzi, il salto da “fornisce servizi” a “supporta un’organizzazione terroristica” è proprio il punto che andrebbe dimostrato.

Ma mi pare che nemmeno la descrizione opposta, “siamo solo un provider e gli usi dei terzi non ci riguardano”, racconti completamente il vostro modello.

Non voglio aizzare un flame, solo riflettere e magari confrontarmi con un punto di vista diverso. Se mi fate vedere che la sto guardando male, sono prontissimo a cambiare idea.

@cavallette

in reply to Etere Dietilico

@dietilico
Per me il dubbio è lecito, e la comprensione della risposta richiede un po' di visione globale.

Una spiegazione comprensibile può includere un parallelo con il Tor Project.

torproject.org/

È uno strumento a tutela della privacy, anonimato, contro la censura e che ha il suo funzionamento.
Chiaramente da solo non basta, va anche usato coscientenmente seguendo alcune procedure per ricavarne una protezione.
Con tutti i problemi del caso per dirne uno i 'Rogue nodes' tantissimi relays con buone prestazioni e tanta banda
tirati su da grosse corporations per spiare lo stesso chi usa TOR.

TOR viene usato anche da criminali informatici da tutto il mondo, per esempio Russi o Statunitensi per sfasciarci i sistemi,
banche, ospedali ecc.

in reply to mastodon_account

Ora questi soggetti si trovano uno strumento ben fatto e lo utilizzano perché gli funziona, ma avrebbero le risorse
per svilupparsene degli altri, il giornalista o l'attivista invece no.

Se esistesse fosse una leva di controllo, un filtro a priori di chi lo utilizza sarebbe semplicemente rotto.

Se tu pensi che la posta elettronica dovrebbe essere simile a quella fisica, che posteitaliane non dovrebbe aprire, controllare e reimpacchettare le buste
Quindi no posta elettronica su Google, Microsoft, Apple.
Non puoi utilizzare un sistema che lo fa anche lui, puoi solo fare una postmoderazione basata su segnalazioni.

in reply to mastodon_account

@mastodon_account questo parallelo mi convince molto più degli altri, soprattutto sul fatto che un controllo preventivo serio rischierebbe di distruggere proprio l’utilità del servizio per chi ne ha davvero bisogno.

Dove continuo a vedere una differenza è tra uno strumento come Tor e un provider che assegna account, stabilisce principi e può anche revocarli.

Forse allora la domanda giusta non è “perché non avete controllato prima?”, ma: quando emerge dopo che un servizio è utilizzato da qualcuno incompatibile con quei principi, quale deve essere la governance?

Su questo, sì, mi hai fatto rivedere almeno in parte la questione.

in reply to cavallette

Spanish version / Traduccion al castellano:

blogs.sindominio.net/blog/decl…

And after a longer translation // Y después de traducción de otro artículo:

ana.aktivix.org/declaracion-de…

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