I hope not to have someone following me, who thinks that all smart glasses users should be listed into sex offenders register.
Reasoning this way, I could wish that every man claiming himself as heterosexual, should be into sex offender list if his body includes hands, voice, tongue, eyes, penis.
How would it sound? Exaggerated, right? Extreme? Yes, it is.
But if the smart glasses users would be registered as sex offenders, even for us blind people could be a disaster. Even without having sexually harassed anyone.
If someone with that kind of reasoning is among my followers, well, you'd better disappear immediately from my contact list, I don't want anything to do with those dick head thinkers. Sorry.
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Etere Dietilico
in reply to Elena Brescacin • •@Elena Brescacin
@Franc Mac
Vorrei fare una riflessione che non è una critica alla persona, ma un invito alla coerenza nel modo in cui discutiamo.
Qualche giorno fa abbiamo parlato, giustamente, della necessità di rispettare le persone con disabilità e neurodivergenze, soprattutto quando certe parole possono ferire o trasformare una discussione in un attacco personale.
Credo però che questo criterio debba restare valido anche quando ci confrontiamo con paure o sensibilità che non condividiamo.
Quando si parla di smart glasses, privacy, molestie o timori legati all'essere osservati, possiamo trovarci davanti a sensibilità molto diverse. Qualcuno può avere paure che a noi sembrano eccessive. Qualcun altro potrebbe aver vissuto situazioni spiacevoli e leggere certe tecnologie con molta più preoccupazione.
Questo non significa che tutte le opinioni abbiano lo stesso fondamento, né che disabilità e paura delle molestie siano situazioni equivalenti.
Significa semplicemente che se chiediamo inclusione e rispetto, dovremmo provare ad applicare lo stesso metodo anche a chi esprime una paura o un'opinione che non condividiamo.
Espressioni come “dick head thinkers”, così come paragoni con animali che ringhiano o starnazzano, secondo me non aiutano. Spostano facilmente la discussione dalle idee alle persone.
Possiamo contestare con forza una posizione senza disprezzare chi la sostiene.
Forse è proprio questo il difficile esercizio di una comunità inclusiva: proteggere chi è vulnerabile senza creare nuove categorie di persone verso le quali diventa accettabile usare un linguaggio umiliante.
Miglioriamo tutti un po' i toni. Io per primo.
Elena Brescacin
in reply to Etere Dietilico • • •Uno che dà dei perversi agli utenti smart glasses senza esclusione di colpi, sta implicitamente accusando di molestie sessuali anche me il che, è una cosa gravissima. E dirgli che starnazza, è il minimo sindacabile. Vorrà dire che la prossima volta userò altri verbi: cigola, o ronza. Dire "ragionare in bianco e nero" è un cliché sentito e stra-sentito che ormai, impresso, non resta più. E in decenni che vivo il mondo senza vederlo, ho notato che l'impatto della comunicazione con dati olfattivi e uditivi, rispetto a quelli visivi, è per chi legge/ascolta, molto più forte. Quindi lo sfrutto. E spoiler: basta sentire i dibattiti in tv con gli occhi chiusi per sentire starnazzare, non essere ipocrita.
Elena Brescacin
in reply to Etere Dietilico • • •Zvonimir Stanecic
in reply to Elena Brescacin • • •Elena Brescacin
in reply to Zvonimir Stanecic • • •