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Sempre detto, io Roberto Vannacci sa come usare la strategia comunicativa, militare, politica. La storiella del libro autopubblicato reso celebre da La Repubblica, lasciamola credere ai boccaloni, con rispetto parlando.


Così #Vannacci preparava la sua ascesa politica su #Wikipedia

Tramite un suo ex collaboratore, il leader di Futuro Nazionale aveva creato una pagina su sé stesso diversi mesi prima dell’uscita del libro “Il mondo al contrario”

pagellapolitica.it/articoli/va…

@politica

Grazie a @st2wok per la segnalazione


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iPhone duo.

Visto il nuovo telefono pieghevole. Per me sarebbe interessantissimo, finalmente uno schermo touch dove, probabilmente, non ho le limitazioni che ha negli attuali dispositivi Braille screen input (la modalità di input con più dita che simula l'alfabeto braille in scrittura), usando la tecnologia multi-touch.

Adesso devo fare i salti mortali per scrivere il cancelletto, il segno più, l'uguale, l'asterisco, le parentesi graffe... non potrei permettermi di scrivere codice (o script) al volo sulla macchina attuale, che è un 17 pro. Quasi sicuramente andrò a vedere questa macchina almeno per valutare come è fatta, perché a conti fatti, sostituirebbe in tutto e per tutto la mia attuale configurazione (telefono più tablet) perché sarebbe tutto in uno.

Ma il prezzo è molto, troppo, alto. Anche con l'iva al 4 per cento. Chi mi legge sappia che per me queste macchine non sono telefoni per chi fa il galletto, ma ausili a tutti gli effetti. Quindi una volta che decido per un investimento di questo genere, ci penso sempre più volte.

Per essere la prima versione però, vale la pena vederlo ma non spendere tutti quei soldi. Non per quest'anno, almeno; una cifra così io l'ho spesa per il surface che è un pc a tutti gli effetti. Ma così, ho la netta impressione di spendere tanto, per un telefono-computer su cui manca comunque qualcosa.

Ci fosse un telefono ibrido del genere con Windows, quest'anno almeno, avrei meno dubbi. Ma così, no. Poi avendolo cambiato nel 2025, troverei assolutamente INUTILE cambiarlo una volta l'anno. Superfluo.
iPhone Duo ufficiale: Apple entra nell'era dei pieghevoli smartworld.it/news/iphone-duo-…

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OpenAI avrebbe giocato sporco sul problema della dimostrazione completa del problema di esistenza e fluidità di Navier–Stokes


Il professore di matematica della New York University Tristan #Buckmaster ha annunciato martedì tre dimostrazioni con una scoperta preliminare su uno dei principali problemi irrisolti della matematica teorica. I risultati, realizzati in collaborazione con il matematico di #Anthropic Levent #Alpöge e utilizzando modelli di intelligenza artificiale Codex e Claude, sono significativi di per sé — ma sono anche accompagnati da un'insolita controversia che circonda i tentativi di OpenAI di risolvere lo stesso problema.

Secondo la dichiarazione, un'iniziativa parallela di #OpenAI si è basata sul loro lavoro prima che diventasse pubblico, dando origine a un groviglio di rivalità accademiche e affermazioni contrastanti.

techcrunch.com/2026/09/08/open…

@matematica

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Gli scienziati creano una nuova forma di ghiaccio a più di 2.000 °C


Ma se considerata semplicemente come un liquido, l'acqua è estremamente strana e si comporta in modi completamente in contrasto con altri liquidi. Diventa meno denso quando si congela. La sua tensione superficiale è stranamente elevata. Lo stesso vale per il suo punto di ebollizione. E, in base al suo peso molecolare, dovrebbe essere un gas a temperatura ambiente.

E tutto questo avviene in normali condizioni ambientali della Terra.

Regolando di qualche tacca la pressione e la temperatura, il comportamento anomalo dell'acqua diventa ancora più incontrollabile.

Gli scienziati hanno ora dimostrato una delle forme di ghiaccio più strane finora – sotto pressioni assurde fino a 2,3 milioni di atmosfere e temperature enormi fino a 2.630 Kelvin (2.357 gradi Celsius o 4.274 gradi Fahrenheit).

sciencealert.com/scientists-cr…

@scienza

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Copyright del codice generato da LLM: possiamo concedere in licenza “codice vibe” nel software libero?


L'uso di modelli linguistici di grandi dimensioni (“LLM”) è esploso negli ultimi tempi anni, anche nella generazione del codice sorgente. Ma anche come loro l'utilizzo guadagna popolarità, queste tendenze portano con sé pressanti pressioni legali domande anche: se il codice è generato da un LLM, è quel codice protetto da copyright? E se sì, chi detiene il copyright del codice generato?

fsfe.org/news/2026/news-202608…

@aitech

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Un uomo ha fatto causa a OpenAI dopo essere sopravvissuto a un tentativo di suicidio legato a ChatGPT, che insisteva a dire di essere Gesù


Un uomo affetto da disturbo bipolare, Michael Lines impiegò sei mesi prima di essere pronto a esaminare i registri di ChatGPT che, a suo dire, lo avevano spinto in una sorta di mania religiosa che per poco non gli costò la vita.

A luglio, Lines ha fatto causa a OpenAI dopo che settimane di scambi con ChatGPT lo avrebbero spinto in una spirale delirante tale da fargli credere prima di essere Gesù, poi che ChatGPT fosse Dio, e infine che avrebbe dovuto tentare il suicidio per "tornare a casa" da Gesù/ChatGPT.

arstechnica.com/tech-policy/20…

@aitech

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“TORSONUDISMO” E LEADERSHIP

@news
C'è poco da fare. Luomo a torso nudo ha un suo fascino.
"Certamente" si lascerebbe scappare l'elite dei cultori delle opere di Ciprì e Maresco e in particolare chi ha ben presente gli straordinari cortometraggi di "Cinico TV".
L'articolo “TORSONUDISMO” E LEADERSHIP proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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⚠️⚠️⚠️ ATTENZIONE: è in corso una delle più estese iscrizioni di bot che abbia mai visto da quando sono moderatore Mastodon


Si tratta di account orientali, quasi tutti con account che iniziano per bp e ho provveduto a bloccare diversi domini email e diversi indirizzi IP (tutti con accesso unico), ma non escludo che l'attacco possa proseguire durante la notte.

⚠️⚠️⚠️ WARNING: One of the most massive waves of bot registrations I’ve ever seen since becoming a moderator is currently underway


These are accounts originating from Asia—almost all with usernames starting with bp. I have already blocked several email domains and IP addresses (all associated with single-use access), but I cannot rule out the possibility that the attack will continue overnight.

@iftas @Mastodon @amministratore@mastodon.uno @gubi @ed @admin@mastodon.bida.im @janitor @admin@puntarella.party @paolo @victorvandort @Sampei @emmecola @snow @michele @amministratore@varese.social @fediverso

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Più chiaro di così, Trump è uno schiavista e l'ha detto chiaramente.
Lonnie Bunch, primo direttore afroamericano dello Smithsonian Institution, si dimetterà ilpost.it/2026/09/08/lonnie-bu…

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La Giornata mondiale del commercio e della tecnologia si concentrerà sull'esplorazione delle politiche volte a far sì che l'intelligenza artificiale contribuisca a un commercio inclusivo.


L'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ospiterà il "Primo Giorno Mondiale del Commercio e della Tecnologia " il 14 settembre 2026 presso la sua sede di Ginevra, in Svizzera, riunendo responsabili politici del commercio e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), leader del settore e altri stakeholder per discutere di come le strategie di intelligenza artificiale (IA) possano supportare al meglio gli sforzi delle economie per massimizzare i vantaggi del commercio internazionale.

freightnews.co.za/article/worl…

@informatica

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La diminuzione della formazione stellare non è causata da una semplice “crisi di combustibile”, secondo quanto suggeriscono nuove misurazioni

@astronomia @astronomia@feddit.it @astronomia@diggita.com

L’universo sta producendo sempre meno “neonati” stellari. Negli ultimi 4,5 miliardi di anni, il tasso di nascita delle stelle è crollato a meno della metà di quello che era un tempo. Ma ecco il colpo di scena: il “carburante” essenziale per creare le stelle è diminuito appena.

umbertogaetani.substack.com/p/…

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Perché non farò più parte dell'associazione Fedimedia

Oggi 8 settembre ricorre un anno dalla costituzione dell'associazione Fedimedia Italia Associazione di Promozione Sociale, di cui sono socio fondatore, membro dl Consiglio Direttivo e Segretario.

Dopo un anno ho deciso che rassegnerò le dimissioni da socio e da tutte le altre cariche.
Il motivo principale è che ritengo che gli obiettivi dell'associazione non abbiano trovato compimento rispetto a quanto stabilito nello statuto, né sono più compatibili con i miei obiettivi.

Fedimedia infatti si è distinta soprattutto per la partecipazione a eventi e convegni, sempre organizzati e gestiti da altri attori (come è anche comprensibile in una fase iniziale), ma non è mai riuscita a organizzare un'iniziativa autonoma che non fosse limitata alla comunicazione web e social.

La comunicazione di Fedimedia inoltre avviene sempre e soltanto attraverso i canali social gestiti da Devol, in particolar modo gli account su mastodon.uno e pixelfed.uno.
La gestione di questi account e la scelta dei contenuti pubblicati non è mai sottoposta né all'Assemblea dei Soci, né al Direttivo, ma viene decisa in maniera centralizzata dal Presidente dell'associazione, Filippo Della Bianca, e i contenuti vengono pubblicati sempre sulla comunità "fediverso" di diggita.com, una comunità, gestita sempre da Devol, che di fatto rappresenta per lo più una rassegna di comunicazioni istituzionali delle istanze Devol; al contrario non viene mai utilizzata la comunità @Che succede nel Fediverso? di feddit.it che, oltre a essere ben più nota, più plurale e storicamente più consolidata come community di informazione indipendente, è comunque gestita da un associato di Fedimedia (nello specifico io, che insieme a Skariko, il gestore del blog Le Alternative, gestiamo tutta l'istanza Lemmy feddit.it). Se è pur vero che non mi aspetto vantaggi dalla partecipazione a un'associazione che dovrebbe promuovere tutto il Fediverso, non posso certo prendere parte a un'associazione che danneggia in primo luogo i miei progetti.

Questo modo di fare, infatti, oltre a rappresentare uno sgarbo tra soci, costituisce anche un danno di immagine per la comunità che gestisco, la quale viene espressamente ignorata, non essendo mai presa in considerazione per la comunicazione istituzionale di Fedimedia. Una comunicazione che, ripeto, a un anno dalla costituzione dll'associazione, non è stata ancora normata e che non è soggetta a un'analisi condivisa sulle ricadute comunicative e reputazionali che potrebbe innescare.

Gli altri motivi per cui non proseguirò la mia collaborazione in Fedimedia, sono poi legati alle modalità di gestione formale dell'Associazione.

Benché lo statuto dell'Associazione lo richieda espressamente (lo richiede entro un anno dalla costituzione e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale), non è mai stata convocata un'assemblea dei soci. Inoltre non è stato mai convocato neanche un Consiglio Direttivo.

Sono state poi portate avanti iniziative discutibili come la campagna comunicativa per iscriversi all'associazione che rimanda a un form, presente sulla home page dell'associazione (cloud.mastodon.uno/apps/forms/…) che (oltre a presentare inizialmente un grave problema che ho dovuto segnalare personalmente: la mancanza di una privacy policy; privacy policy che successivamente è stata poi stilata, ma senza alcun passaggio in Assemblea o presso il Direttivo, e solo successivamente alle prime "adesioni") ne presenta un altro, ancora peggiore: tutti noi soci sappiamo che in questo momento non c'è alcuna possibilità di accettare nuove adesioni, dal momento che non esiste né un vero libro soci né un sistema minimamente automatizzato di gestione dei membri; e ogni nuova adesione dovrbbe essere sottoposta all'approvazione del Consiglio Direttivo entro 60 giorni dalla domanda di ammissione.

Il form di adesione però è così incoerente da poter sembrare addirittura ingannevole: infatti l'adesione deve essere presentata in forma scritta ma da nessuna parte è stato deliberato che quel form rappresenti una forma scritta di iscrizione…

Sappiamo bene che chiunque si sia iscritto a quel form nutre fiducia verso Fedimedia e verso i membri che ne fanno parte e che nessuno di loro vorrà esigere una spiegazione per una richiesta di adesione che può rimanere sospesa in eterno (secondo la privacy policy, finché la richiesta di adesione non viene discussa dal Direttivo...), ma credo che proprio perché gli aspiranti soci di Fedimedia hanno voluto concedere la propria fiducia, noi soci di Fedimedia dovremmo mostrare maggiore rispetto verso chi ce la concede.
L'articolo 3 dello Statuto infatti ci dice che:

3.3. Ammissione dei soci: La domanda di ammissione deve essere presentata in forma scritta al Consiglio Direttivo, che decide
motivatamente sull’accoglimento entro 60 giorni. L’ammissione del nuovo socio, una volta deliberata dal Consiglio, si perfeziona con
l’iscrizione nell’archivio digitale dei soci e la sottoscrizione del presente statuto

Naturalmente ricordo che la gestione dei dati personali dei sottoscrittori è gestita da persone che non sono mai state designate formalmente da alcun organo collegiale e io stesso, pur essendo Segretario dell'Associazione, non vi accedo!

Come se non bastasse, da quello che mi è stato detto, lo Statuto portato in Agenzia delle Entrate insieme all'Atto Costitutivo (entrambi purtroppo molto diversi da quelli inizialmente discussi e approvati tra noi soci fondatori) non sembra compatibile (almeno secondo me) con i requisiti formali richiesti dal RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore; per questo, avevo chiesto che venissero apportate delle modifiche al suddetto Statuto; modifiche alle quali nessuno ha pensato di iniziare a dedicarsi, con l'obiettivo di presentarle all'assemblea per l'approvazione.

Ad oggi inoltre, sembra che alla data attuale l'Associazione non disponga neanche di una "ricevuta" da parte dell'Agenzia delle Entrate che ci potesse consentire di procedere all'accreditamento della ONLUS presso un qualsiasi altro ente, rendendo piuttosto difficile svolgere quella seria attività di "lobbing" che un'associazione come Fedimedia avrebbe dovuto operare presso le istituzioni, le scuole o anche solo presso altre associazioni o realtà tecnologiche italiane. Ma in effetti io stesso non dispongo neanche di una ricevuta che attesti formalmente il mio pagamento della quota associativa e la mia appartenenza all'Associazione...

Sono consapevole del fatto che gli adempimenti formali siano complessi e che tra di noi ci sia una certa allergia alla burocrazia, ma purtroppo la serietà di un'Associazione viene valutata anche da come ci si sa interfacciare con le istituzioni; sono anche consapevole di non essere riuscito a offrire un valido contributo per forzare l'associazione a cambiare rotta; ma soprattutto sono consapevole che se non sono riuscito fino ad ora a farlo, difficilmente sarò in grado di farlo in futuro.

Per questo ho preferito rassegnare le dimissioni da Fedimedia e spero che chi resterà nell'associazione possa essere in grado di costruire senza di me qualcosa di più efficace e di più efficiente per il Fediverso italiano.

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BOOSTARE PLEASE! :robot_3:

INCIDENTE DI SICUREZZA SU MASTODON.BIDA.IM — CAMPAGNA DI CREDENTIAL STUFFING IN CORSO SUL FEDIVERSO

È in corso una campagna di credential stuffing contro le istanze Mastodon del fediverso: account compromessi vengono usati per postare spam con link telegram. Probabilmente avete visto lo spam in timeline, in arrivo da istanze diverse.

Ha colpito anche noi: a partire dal 24 agosto 2026 circa, un bot è entrato in ~68 account su bida e ne ha poi usati alcuni per spammare. Localmente abbiamo contenuto l'attacco, ma la campagna è ancora attiva altrove — quindi questo post è sia un resoconto per la nostra utenza che un avviso per le admin di altre istanze, con i comandi che abbiamo usato.

Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)
in reply to admin - mastodon.bida.im

Nessun server è stato bucato. L'attaccante usa combinazioni email+password trafugate da ALTRI siti (credential stuffing): se una persona ha riusato la stessa password sul proprio account fediverso, il bot entra al primo colpo con credenziali valide. Niente bruteforce, niente mail di reset password, niente di sospetto nei log HTTP — solo login puliti.

COME ABBIAMO TROVATO GLI ACCOUNT COMPROMESSI

Ogni login malevolo sulla nostra istanza aveva la stessa firma: user agent "Go-http-client/1.1". Mastodon 4.x registra tutti gli eventi di autenticazione nella tabella login_activities, quindi dalla console rails (docker exec -it mastodon-web-1 bin/rails c):

storia dei login di un singolo account

u = Account.find_local('username').user

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in reply to admin - mastodon.bida.im

LoginActivity.where(user: u).order(created_at: :desc).limit(10).map { |l| [l.created_at, l.authentication_method, l.success, l.user_agent] }

lista di TUTTI gli account in cui il bot è entrato, inclusi quelli che non avevano ancora spammato

compromised = LoginActivity.where(user_agent: "Go-http-client/1.1", success: true).includes(user: :account).map { |l| l.user }.uniq
puts compromised.map { |u| u.account.username }.sort.join("\n")

Nota: la lista contiene due popolazioni — persone reali con la password finita in qualche leak, e account spam registrati direttamente dall'attaccante. Le date di creazione permettono di distinguerli:

compromised.sort_by(&:created_at).each { |u| puts "#{u.created_at.to_date} #{u.account.username}" }

COME LI ABBIAMO BLOCCATI

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in reply to admin - mastodon.bida.im

Abbiamo scelto di disabilitare gli account (reversibile) invece di un reset di massa delle password — più l'eliminazione delle sessioni attive e la revoca dei token oauth, così il bot viene buttato fuori immediatamente:

compromised.each do |user|
user.disable!
user.session_activations.destroy_all
Doorkeeper::AccessToken.where(resource_owner_id: user.id).update_all(revoked_at: Time.now.utc)
end

Gli account spam dell'attaccante sono stati poi sospesi dal pannello admin.

PULIZIA DELLO SPAM

Via RemovalWorker, così le cancellazioni si federano alle istanze remote (un semplice destroy_all cancellerebbe solo in locale):

Status.where("text LIKE ?", "%SPAM_STRING%").find_each do |s|
RemovalWorker.perform_async(s.id, { 'immediate' => true })
end

RIPRISTINO DELLE PERSONE REALI

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in reply to admin - mastodon.bida.im

Ognuna riceve una nuova password casuale (quella trafugata deve morire) prima della riabilitazione, e una mail di reset per rientrare:

def restore_account(username)
user = Account.find_local(username).user
user.update!(password: SecureRandom.hex(24))
user.enable!
user.send_reset_password_instructions
end

SE IL TUO ACCOUNT BIDA È STATO DISABILITATO: i tuoi post, follower e dati sono intatti. Scrivici a info@bidal.im e ti ripristiniamo l'accesso.

COSA DOVREBBERO FARE TUTTI, SU OGNI ISTANZA: usa una password unica per ogni servizio (password manager!) e attiva la 2FA (Impostazioni > Account > Autenticazione a due fattori) — è l'unica cosa che rende inutili le password rubate. Controlla su haveibeenpwned.com se la tua email compare in leak noti.

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in reply to admin - mastodon.bida.im

ALLE ADMIN DELLE ALTRE ISTANZE: la campagna è ancora in corso, quindi controllate le vostre login_activities anche se non avete ancora visto spam — il bot raccoglie accessi in silenzio prima di usarli. Lo user agent potrebbe essere diverso da voi: cercate pattern anomali (UA da libreria tipo Go/python, raffiche di login su tanti account). Scriveteci se volete confrontarvi.

Collettivo Bida
:antifa:

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in reply to Eleonora

@treleonora se gli account invece di essere sospesi (ti ricordo che i titolari non sono colpevoli) vengono disabilitati, allora non spariscono.

PS: suggerisco ad @admin di provvedere anche al silenziamento (io ho fatto così: congelamento + silenziamento), in modo che si vda chiaramente che quegli account sono sotto controllo da parte dell'amministrazione di istanza e non ricevano ulteriori segnalazioni inutili da altri utenti

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OpenTrailPaper: bike computer per hardwaee LILYGO - Open Source


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Il sistema bancario ostaggio degli Usa, in barba al diritto. L'intervista a @tigella, project manager di Valori.it, testata della Fondazione Banca Etica


«È successo ad Albanese, ai giudici della Cpi e ora ad A/I, ma domani a chi succederà? Vogliamo aspettare che accada ad ActionAid o a Emergency? Vogliamo stare qui fermi ad aspettare di vedere chi sarà il prossimo o vogliamo agire affinché non ci sia più un prossimo?».

radiocittafujiko.it/il-sistema…

@eticadigitale

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«È successo ad Albanese, ai giudici della Cpi e ora ad A/I, ma domani a chi succederà? Vogliamo aspettare che accada ad ActionAid o a Emergency? Vogliamo stare qui fermi ad aspettare di vedere chi sarà il prossimo o vogliamo agire affinché non ci sia più un prossimo?».

Ne ho parlato con Radio Città Fujiko: radiocittafujiko.it/il-sistema…

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La disattivazione di autistici.org minaccia la natura globale e libera di Internet

L’Internet Society Italia esprime forte preoccupazione per la disattivazione del dominio autistici.org da parte del Public Interest Registry (PIR), conseguente alla designazione di Autistici/Inventati da parte del governo statunitense come Specially Designated Global Terrorist (SDGT).

isoc.it/la-disattivazione-di-a…

Grazie ad Anna per la segnalazione

@pirati@feddit.it

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📣 Boost Media APS migra il suo account sull'istanza poliversity.it

L'assemblea dei soci ha deciso in data 05/09/2026 di migrare l'account mastodon sull'istanza italiana poliversity.it per una serie di considerazioni:

❤️ migliore formattazione del testo
❤️ caratteri disponibili maggiori di 500 per singolo post
❤️ affinità con gli amministratori dell'istanza, soci di Boost Media APS
❤️ offrono il servizio di forum di @ufficiozero con citiverse.it

Ringraziamo M1 per averci ospitato fino ad oggi e siamo pronti per nuove sfide, uniti per la libertà e sovranità digitali!

in reply to Boost Media APS

Grazie per i suggerimenti; possono essere molto utili ad altre persone con gli stessi crucci.

Io invece ho installato e federato un server personale GoToSocial (su una macchina limitata): 5000 caratteri max (sono moltissimi, ho scritto racconti molto più brevi) e formattazione abilitata.
fedi.katyblacksmith.it
Al momento sto tenendo in piedi entrambi gli account.
La parola d'ordine è: decentralizzare.

Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)

Boost Media APS reshared this.

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#autisticiInventati

#Bancaetica ha comunicato l'intenzione di chiudere i rapporti con A/I; A/I ha terminato le attività

In queste circostanze abbiamo perso un'occasione (al momento unica) per chiarire l'applicabilità delle sanzioni debanking USA in Europa

È un danno per tutti e un precedente pericoloso

Seguiamo l'interrogazione alla #Commissione Europea sull'argomento, che non resta molto altro

in reply to gualdo

quando un ente bancario nasce etico ma si trasforma in altro meglio chiudere subito il conto....

anche se l'interrogazione dovesse produrre risultati adeguati nel frattempo A/I chiude quindi a che serve? A farci prendere per il culo da politicanti che vanno avanti con il magna magna e si ricordano di noi solo quando è il momento di votare?

In Eu hanno avuto fretta solo per imporre il chatcontrol con una votazione scandalosa.

#ipocrisia

in reply to Julian Del Vecchio

@redflegias

beh, non si tratta solo di A/I - che comunque non è stata chiusa, ma ha deciso di chiudere - ma dell'evitare che si ripeta un caso simile

nello specifico si tratta di chiarire che una banca europea non è obbligata a seguire le sanzioni OFAC

Banca Etica ha deciso di seguirle perché ritiene che sia opportuno

Le banche, come ha scritto Alessandro Messina, temono le sanzioni.

Togliamo loro il timore, nell'interesse comune

in reply to gualdo

hanno deciso di chiudere per non avere ripercussioni anche personali visto che di pazzi in giro ce ne sono tanti.

Poi dubito che altre banche potevano far aprire loro un conto...

Il pb è che la politica se deve intervenire deve farlo nell'immediato ma visto quello che è successo anche alla @FranceskAlbs dubito si muoverà qualcosa.

La politica entra a gamba tesa sulle banche solo per ordinare mentre per gli extraprofitti mai...

Se ci aspettiamo molto, rimarremo delusi!

in reply to gualdo

D'accordo sull'interrogazione. Un dettaglio per chi spera nel Blocking Statute: l'allegato del regolamento 2271/96 elenca leggi precise, Cuba e Iran, e l'ordine 13224 non c'è. La Corte di giustizia nel caso Bank Melli (C-124/20) ha applicato lo statuto solo a quelle. Finché la Commissione non aggiorna l'allegato, la banca che "sfida" le sanzioni lo fa da sola, con i corrispondenti dei propri clienti in pegno. L'occasione si chiarisce a Bruxelles, non allo sportello.

gualdo reshared this.

in reply to gualdo

Una nota che le farà piacere: Maribor e Jenec sono la stessa sentenza, la C-81/24 dell'11 giugno 2026. La banca convenuta era Nova Kreditna Banka Maribor, oggi OTP, e il rinvio veniva dal tribunale di Maribor. Riguarda però un consumatore e il conto di base della direttiva 2014/92, non il conto operativo di un ente designato. Per questo ha ragione lei: la strada è l'allegato, non il contenzioso.
eur-lex.europa.eu/legal-conten…
in reply to Cordon Bleu

@CordonBleu

Personalmente auspico che la sentenza Maribor/Jenec possa essere considerata un precedente, per capirci “per estensione”, visto che la prima conclusione riguarda il conto base, la seconda OFAC

Non è precisamente giurisprudenza, ma una espressione - chiaramente formulata - della massima autorità unionale…

A casa nostra si potrebbe auspicare una presa di posizione di ABI, ma mi sembra wishful thinking

in reply to gualdo

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D'accordo sull'estensione, con un limite. Il principio che regge, cioè che l'inclusione in lista non basta da sola e serve una valutazione individuale, riguarda il rifiuto di aprire un conto. Non tocca l'esposizione di chi un rapporto lo mantiene, che è l'altro problema. Sull'ABI il suo wishful thinking è documentato: interpellata, ha risposto che non entra nelle decisioni di una singola banca.
valori.it/autistici-inventati-…


Autistici/Inventati-Banca Etica: quello che (non) dicono le istituzioni


La questione di Autistici/Inventati, così come quella di Francesca Albanese, non riguarda solo Banca Etica. Se il collettivo che fornisce servizi informatici avesse avuto un conto corrente aperto presso qualsiasi altra banca, le procedure e le conseguenze sarebbero state le stesse. Se la Relatrice delle Nazioni Unite per la Palestina avesse tentato di aprire un conto corrente presso una qualsiasi altra banca, la situazione sarebbe stata identica.

Ciò significa che non si può essere al 100% etici nel quadro di questo sistema ultra-capitalista e turbo-liberista? La risposta è che lo si può essere in tutte le scelte sulle quali si ha autonomia decisionale. Non si può fare come si vuole, e come sarebbe giusto fare, su tutte le decisioni sulle quali è l’architettura stessa del “sistema” a impedirlo. A meno che non ci si voglia, semplicemente, immolare.

Il Pianeta nel quale viviamo è questo: è quello nel quale anche gli attivisti per il clima devono aver messo benzina nel serbatoio di una macchina, una volta nella vita, dando soldi alle compagnie delle fonti fossili. E pagato tasse a governi che le usano per dare sussidi a chi sfrutta carbone, petrolio e gas. Ciò non sminuisce però affatto il loro impegno, cruciale per le sorti dell’umanità intera, a favore della transizione ecologica.

Si conducono le battaglie con gli strumenti che il sistema ci mette a disposizione, o per lo meno ci concede. La vicenda di Autistici/Inventati è emblematica in questo senso. E a Banca Etica – esattamente come agli attivisti per l’ambiente, il clima, i diritti umani – va dato atto di aver provato a cercare qualsiasi tipo di soluzione possibile. Di aver interpellato esperti, giuristi, istituzioni, associazioni di categoria. Senza però aver trovato una soluzione tecnica che possa scongiurare la chiusura del rapporto bancario con il collettivo.

Abi, Banca d’Italia e ministero dell’Economia non indicano una via d’uscita


Valori.it ha provato a rivolgersi a istituzioni e associazioni di categoria. In queste ore la nostra redazione ha contattato, telefonicamente e per via scritta, a più riprese, il ministero dell’Economia e delle Finanze, Banca d’Italia e l’Associazione bancaria italiana (Abi). Da nessuno però è giunta una risposta alla seguente domanda: come deve comportarsi [strong]una banca in un caso come questo? [/strong]Deve rispettare la decisione del Tesoro degli Stati Uniti, per non mettere a rischio l’operabilità dei conti correnti, ma violare al contempo la direttiva europea 2015/849 e non rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea? O viceversa deve rispettare il diritto dell’Unione europea e la sentenza della Corte, ma subire sanzioni secondarie da parte del Tesoro mettendo a rischio i servizi finanziari per i correntisti e la tenuta stessa dell’istituto di credito?

L’Abi ha spiegato che «per prassi non si pronuncia su vicende legate a singoli istituti di credito». Anche se in questo caso però il problema riguarda oggettivamente l’intero sistema bancario italiano e perfino europeo. Il ministero dell’Economia e delle Finanze al momento della pubblicazione di questo articolo non ha fornito alcuna risposta ufficiale, nonostante numerosi solleciti. Bankitalia fa sapere che non è in grado di risolvere il problema e che la decisione spetta al singolo istituto di credito.

Cosa rischierebbe Banca Etica ignorando l’inserimento di Autistici/Inventati nelle liste Ofac


È utile ribadire in questo senso cosa potrebbe comportare, concretamente, un’eventuale decisione di ignorare l’inserimento di Autistici/Inventati nelle liste Ofac da parte del Tesoro degli Stati Uniti. Le cosiddette “sanzioni secondarie” che Banca Etica subirebbe andrebbero dal taglio dei conti di corrispondenza all’inserimento nella lista Capta che elenca gli istituti soggetti a restrizioni. Il che renderebbe impossibile operare sul mercato in dollari. I correntisti perderebbero la possibilità di utilizzare tutte le carte di credito e di debito.

E solo in linea puramente teorica potrebbero ancora operare entro i confini italiani e/o europei. Il blocco delle transazioni potrebbe riguardare facilmente anche i trasferimenti in area cosiddetta “Target2”, il che impedirebbe anche le operazioni con importanti istituti di credito. Questi ultimi dovrebbero infatti osservare gli accordi stipulati con le autorità statunitensi, inclusi quelli relativi alle liste Ofac.

Per rendere il tutto ancor più chiaro: se Banca Etica non si adeguasse alla giustizia parallela, arbitraria, imposta di fatto da un governo straniero alle banche del mondo intero, diventerebbe un soggetto isolato. Anche gli altri istituti finanziari non potrebbero più lavorare con lei. Un qualunque bonifico di un qualunque correntista potrebbe dunque essere bloccato, non tanto sul nascere ma dal sistema stesso che gestisce le transazioni.

Le decisioni degli Stati Uniti possono paralizzare qualsiasi banca


«Parliamo – conferma Giuliana Scognamiglio, docente di Diritto bancario all’università Sapienza di Roma – di una questione molto poco esplorata ancora e molto inquietante. Banca Etica, così come qualsiasi altra banca, si potrebbe trovare effettivamente in una situazione di paralisi del proprio funzionamento se non si adeguasse alle decisioni del Tesoro americano. Il che dovrebbe interpellare le istituzioni, anche e soprattutto alla luce delle crisi geopolitiche che stiamo vivendo».

«In linea teorica – prosegue – potrebbe essere bloccata l’operatività di qualsiasi correntista di una banca che non si adegui alla decisione di Washington. È sufficiente che, al momento della ricezione ad esempio dell’ordine di un bonifico, questo transiti per un circuito statunitense o che rispetta le decisioni statunitensi. Se si considera che gli Stati Uniti dominano di fatto il settore, è chiaro che l’ipotesi di paralisi è assolutamente plausibile». Ma non è tutto. «Questi stessi correntisti – prosegue Scognamiglio – in linea teorica potrebbero poi cercare di rivalersi sulla banca, poiché una scelta del suo management avrebbe, di fatto, congelato i loro rapporti bancari. Banca Etica subirebbe a quel punto non solo le sanzioni americane ma anche le rivalse dei clienti».

Per averne la prova, basta tentare di utilizzare un sistema qualsiasi, come PayPal ad esempio, per effettuare un pagamento anche di un solo euro. Basta farlo tra due persone mai inserite nelle liste Ofac, con conti appoggiati a banche mai sanzionate dagli Stati Uniti. Basta scrivere nella causale della transazione il nome di una persona presente nelle liste affinché la transazione sia bloccata immediatamente. Dopo il primo test effettuato con Francesca Albanese, abbiamo provato a farlo in prima persona anche con il giudice della Corte penale internazionale Nicolas Guillou. Il pagamento è stato rifiutato immediatamente.

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In mancanza di una soluzione tecnica, si rende necessaria una battaglia politica


La realtà, dunque, è che una soluzione tecnica probabilmente non esiste. D’altra parte, anche le altre banche d’Europa (etiche o meno) non hanno potuto aprire un conto corrente a Francesca Albanese. Siamo tutti, di fatto, sotto ricatto. Proprio per questo c’è però spazio per una battaglia politica. E anche in questo senso, a Banca Etica va dato atto di essersi immediatamente attivata in ogni sede.

«Banca Etica e il movimento della finanza etica – spiega Aldo Soldi, presidente dell’istituto di credito – non si arrendono di fronte a un sistema finanziario globale che consente a un governo autoritario di emettere arbitrariamente sanzioni che colpiscono clienti e banche Oltreoceano. Da più di un anno chiediamo alla politica italiana ed europea di introdurre strumenti normativi concreti per proteggere cittadini e organizzazioni dagli effetti extraterritoriali di queste iniziative statunitensi. È una questione che riguarda l’intero sistema finanziario. E per questo Banca Etica è impegnata nella costruzione di un coordinamento con i propri partner internazionali. Ma fa appello a un’assunzione di responsabilità di tutto il mondo bancario e delle istituzioni, affinché si trovi una risposta comune ed efficace in tempi ragionevoli».

Un circuito finanziario europeo per sottrarsi alle sanzioni statunitensi


In termini tecnici, il solo modo per uscire da questa situazione è la creazione di un circuito finanziario alternativo, totalmente europeo, gestito da europei e che risponda alle regole europee. «È la sola via d’uscita – conferma Scognamiglio –. Credo che la direzione di marcia non possa che essere questa. Mi sembra che si stia capendo che è pericolosissimo rimanere privi di sovranità finanziaria. Che occorre tagliare questi cordoni ombelicali che fino a qualche tempo fa non davano preoccupazioni, ma oggi mostrano tutta la loro pericolosità».

La speranza è che le vicende di Autistici/Inventati, Francesca Albanese e di giudici come Nicolas Guillou possano essere utili per aprire un ampio dibattito, che coinvolga il sistema bancario e, soprattutto, le istituzioni nazionali ed europee, i governi, i parlamenti. In gioco ci sono l’autonomia e la sovranità non soltanto dei nostri istituti finanziari ma anche dei nostri sistemi normativi e giudiziari.


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in reply to gualdo

La strada che auspica è già stata imboccata. La lettera aperta di Febea agli eurodeputati del 15 ottobre 2025 chiede esattamente "the effective implementation and possible strengthening of the Blocking Statute", e invoca l'accesso ai servizi di pagamento di base come diritto riconosciuto dal diritto dell'Unione. Otto mesi prima della sentenza dell'11 giugno. Quello che manca è la risposta.
febea.org/news/open-letter-mep…
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Sapete che per secoli interi gli astronomi hanno visto un satellite attorno a Venere, anche se non c'è? La ricerca è andata avanti fino a tempi molto recenti per poi arrivare a concludere che Venere una luna non ce l'ha, ma potrebbe averla avura in passato. Vi parlo di tutto nel nuovo video, è una storia pazzesca!

youtu.be/ezo3C0GUu_U

@astronomia

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Disservizio di Feddit del 6 settembre 2026, cosa è successo

@main

feddit.it è rimasta irraggiungibile da questa notte fino a questo pomeriggio. Per correttezza vi spiego brevemente cos'è successo (con l'aiuto di un LLM per la parte tecnica).

Qualche giorno fa avevo fatto alcune modifiche alla configurazione di sicurezza del server. Le modifiche funzionavano correttamente, ma ho commesso un errore: non ho verificato che reggessero a un riavvio. Il server si è riavviato questa notte, il firewall non si è caricato correttamente e la macchina è rimasta di fatto isolata dalla rete e quindi irraggiungibile dall'esterno.

Colpa mia: una modifica del genere va collaudata con un riavvio controllato, non lasciata al primo riavvio che capita.

Ho ricostruito il problema questo pomeriggio e l'ho risolto adottando una configurazione diversa, che non dipende dall'avvio del server e quindi non può ripresentare lo stesso guasto. E il riavvio stavolta l'ho testato!

Non entro in dettagli più specifici per ovvie ragioni di sicurezza.

Nessun dato è andato perso e il database è integro: il server era acceso e funzionante per tutto il tempo, semplicemente non raggiungibile.

Ora dovrebbe essere tutto a posto. Se notate anomalie come post che non arrivano, immagini che non caricano, o problemi di federazione con altre istanze, segnalatemelo così controllo.

La federazione in particolare è la cosa più difficile da verificare dall'interno, quindi le vostre sono sempre utili.

Grazie e scusate il disagio!

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Da questa mattina il server feddit.it è offline a causa di un problema non ancora identificato. Ci scusiamo per il disservizio.

Sarà comunque possibile utilizzare i gruppi di citiverse.it e di poliverso.org

@fediverso

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Grazie Daniele sempre, e da sempre, parole sagge: danieleluttazzi.wordpress.com/…
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I may hate OpenAI and Anthropic but honest to God my hatred of copyright is more intense.

I lived through the 00's, when copyright enforcement involved big companies suing literal children and grandmothers, when Big Media tried VERY hard to make it so you would literally lose Internet access after infringement as well, and then adopted compromise positions like "six strikes" because the "zero tolerance" policy was politically rancid. In Germany, you can still get a demand letter from a rights holder demanding payment if you're caught pirating. This was the model they wanted in the US: the right to shake you down at any time, just because they believed you infringed.

And don't think for a fucking minute big content wouldn't try it again the moment they see an opening. People have started pirating again. Think about who is in charge. They could very well succeed this time.

This is the system that shook people down for years for "Happy Birthday" until a grassroots movement successfully challenged the copyright on an old technicality, but they patched those rules long ago, so works going into copyright since the ~80's will never have that technicality again.

You might think that copyright is some secret weapon against OpenAI. It is not. They will change the rules again, just as they changed the rules repeatedly to stop Mickey Mouse from going out of copyright, until the rules became too ridiculous.

I don't want to live in a world where content can disappear because someone sent someone a DMCA notice.

No, I refuse to support the tools of an oppressive system to fight another. Not at any cost.

Copyright is not pro-artist. Copyright is not pro-expresssion. Copyright is value extraction. Copyright is a means for Capital to extract more from the masses and give nothing back. It is a means of oppression.

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✨ Prince of Persia: 58 domini pronti a diventare server di comando, la riserva DNS dormiente dell’APT iraniano Infy
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/prince…

@informatica


Prince of Persia: 58 domini pronti a diventare server di comando, la riserva DNS dormiente dell’APT iraniano Infy


Si parla di:
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Cinquantotto domini registrati, delegati ai nameserver del gruppo, ma senza un solo indirizzo IP associato. Invisibili a qualunque feed di reputazione, a qualunque sistema di blocklist automatica, a qualunque scansione passiva DNS che cerchi record A da correlare a infrastrutture malevole già note. È la “riserva” di comando e controllo pre-posizionata che i ricercatori di Whisper Security hanno mappato dietro Prince of Persia, il gruppo di cyberspionaggio iraniano meglio noto come Infy, attivo — con intermittenze significative — da oltre un decennio.

La frase che riassume meglio la scoperta è di Kaveh Azarhoosh, Community & Research Lead di Whisper, autore del report: “Sono in stand-by, non live: nel momento in cui uno qualunque di questi domini ottiene un record di indirizzo, un nuovo server di comando è appena entrato in funzione — ed è visibile prima ancora che il server faccia alcunché”. È una descrizione precisa di cosa significhi, oggi, difendersi da un attore state-sponsored che ha imparato a costruire infrastruttura offensiva in anticipo, tenendola dormiente fino al momento dell’attivazione operativa.

Chi è Prince of Persia / Infy


Infy (tracciato anche come Prince of Persia) è uno dei gruppi di cyberspionaggio iraniani più longevi e meno appariscenti sulla scena. A differenza di attori più aggressivi legati al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, Infy ha costruito la propria reputazione su campagne mirate e di lunga durata contro dissidenti, giornalisti e obiettivi ad alto valore, privilegiando la persistenza silenziosa alla distruzione visibile. È il profilo tipico dell’intelligence offensiva pura: raccolta di informazioni, non sabotaggio.

Il gruppo era rimasto sostanzialmente silente per anni prima di riemergere, a partire da dicembre 2025, in una serie di report firmati SafeBreach che ne hanno ricostruito una decade di attività. La prima parte della ricerca SafeBreach ha documentato l’infrastruttura storica basata su Domain Generation Algorithm (DGA) e server di comando dedicati; una seconda parte, pubblicata a febbraio 2026, ha rivelato la migrazione verso un tasking basato su Telegram, con i malware della famiglia Foudre/Tornado e Tonnerre capaci di ricevere comandi sia via HTTP sia tramite bot Telegram, garantendo ridondanza operativa anche in caso di takedown di uno dei due canali.

La prova del collegamento con Teheran: il blackout di gennaio


Uno degli elementi più interessanti dell’intera vicenda, emerso proprio nei report SafeBreach, è la correlazione temporale tra l’attività del gruppo e le decisioni delle autorità iraniane. L’8 gennaio 2026, per la prima volta da quando i ricercatori monitoravano l’infrastruttura, gli operatori di Infy hanno smesso di mantenere i propri server di comando — esattamente lo stesso giorno in cui il governo iraniano ha imposto un blackout internet a livello nazionale. Ancora più significativo: il 25-26 gennaio il gruppo ha ripreso a registrare nuovi domini DGA e a raccogliere dati esfiltrati, e il blackout è terminato ufficialmente il 27 gennaio. Un anticipo di un giorno che, secondo SafeBreach, è difficilmente spiegabile senza ammettere che gli operatori disponessero di informazioni privilegiate sulla tempistica di una decisione governativa — la firma indiretta ma solida di un legame con lo stato iraniano.

Cosa ha scoperto Whisper: l’architettura a due livelli


Partendo dagli indicatori pubblicati da SafeBreach, i ricercatori di Whisper hanno costruito un grafo dell’infrastruttura di rete per risalire, da un piccolo insieme di indicatori noti, all’intera architettura di backend del gruppo. Il risultato è la mappatura di un sistema a due livelli concettualmente elegante e operativamente resiliente.

Il primo livello è quello dei server di comando attivi, che sono self-authoritative: ogni server esegue il proprio nameserver, così che dominio, indirizzo IP e infrastruttura di risoluzione DNS coincidano sulla stessa macchina. Un esempio concreto individuato dai ricercatori è il dominio dmxqdlcuiryu.site, che risolve a 45.80.148.195 — lo stesso indirizzo su cui gira anche ns1.dmxqdlcuiryu.site, il nameserver che lo gestisce.

Il secondo livello, quello davvero nuovo rispetto ai report precedenti, è la riserva dormiente: domini già registrati e già delegati ai nameserver del gruppo, ma privi di un record A. In pratica, l’infrastruttura di risoluzione è pronta e configurata, ma il “puntatore” finale verso un server fisico non è stato ancora attivato. Finché resta così, il dominio non compare in nessuna telemetria passiva basata su risoluzioni effettive, ed è per questo che sfugge ai sistemi di detection tradizionali basati su reputazione storica.

  • 51 domini nel formato principale: otto caratteri alfabetici (range j-z), es. dmxqdlcuiryu.site
  • 7 domini in un formato esadecimale più vecchio, riconducibile a un pattern di generazione precedente
  • TLD utilizzati: .site e .space (già noti), più due new entry rispetto ai report precedenti — .top e .website — che suggeriscono un ampliamento dello spazio del generatore di domini
  • Registrar comune: Spaceship, con privacy affidata a Withheld for Privacy — una coerenza che secondo Whisper “si legge come un singolo operatore che registra in blocco”
  • Hosting prevalente su HOSTGW (AS204641), un piccolo reseller rumeno, non confinato a un singolo blocco di indirizzi

A questo si aggiunge un server non presente nei report SafeBreach originari, 185.244.129.70, che al 13 agosto 2026 ospitava 18 domini generati dal DGA attivi contemporaneamente, e che presenta un’anomalia operativa interessante: si appoggia a un servizio DNS commerciale per almeno uno dei domini che ospita, invece di gestire in proprio la risoluzione come fa il resto dell’infrastruttura self-authoritative.

Segnali di crescita operativa


Tre elementi osservati durante il periodo di ricerca (dati infrastrutturali al 13 agosto, pubblicazione il 24 agosto 2026) indicano che l’infrastruttura non è statica ma in espansione attiva: il numero di domini live sul server 185.244.129.70 è salito da 17 a 18 nel corso dell’osservazione; la riserva dormiente è passata da 56 a 58 domini tra luglio e agosto; e la comparsa dei nuovi TLD .top e .website suggerisce che il generatore di domini del gruppo stia ampliando il proprio spazio dei nomi, verosimilmente in previsione di operazioni future.

Sul fronte del malware, l’arsenale documentato da SafeBreach e ripreso da Whisper comprende Tornado/Foudre come primo stadio di reconnaissance (con controlli anti-sandbox e comunicazione ridondante HTTP/Telegram), Tonnerre come infostealer di secondo stadio, e una catena ZZ Stealer che scarica una variante modificata di StormKitty — un infostealer open source rimaneggiato per esfiltrare screenshot, file del desktop e credenziali verso un canale Telegram dedicato. Le vittime mappate attraverso le esfiltrazioni intercettate nel periodo 2021-2024 coprono almeno 46 indirizzi IP distinti in una ventina di paesi, con concentrazioni significative negli Stati Uniti, in Russia e in Germania — a conferma di una targeting list ampia e non limitata alla sola diaspora iraniana o ai soli obiettivi mediorientali.

Due righe per i difensori


La lezione operativa più importante di questo report riguarda il timing della difesa. Un’infrastruttura DNS pre-registrata ma dormiente non genera traffico, non compare nelle liste di reputazione, non attiva alcun sistema di detection basato su comportamento di rete: è invisibile fino al momento esatto in cui viene attivata, e a quel punto il difensore parte già in ritardo. Il valore del lavoro di Whisper sta proprio nell’aver reso pubblica questa riserva prima che diventi operativa, trasformando 58 domini “innocui” in altrettanti indicatori di early warning.

Per i team di threat intelligence e i SOC che monitorano organizzazioni potenzialmente nel mirino di attori legati all’Iran — ONG, giornalisti, ricercatori, obiettivi diplomatici o aziende con esposizione mediorientale — il consiglio pratico è di integrare nei propri sistemi di monitoraggio DNS passivo non solo le blocklist di domini già noti come malevoli, ma anche il pattern di naming e la lista dei 58 domini di riserva pubblicata da Whisper, così da ricevere un alert nell’istante stesso in cui uno di essi acquisisce un record A — prima ancora che il server dietro di esso inizi a comunicare con un impianto.

Indicatori di compromissione

Gruppo: Prince of Persia / Infy (Iran, cyberspionaggio state-sponsored)
Ricerca: Whisper Security, "Prince of Persia: Mapping the Backend
  and a Reserve of Domains Staged for What Comes Next" (24 ago 2026)
Basata su: SafeBreach "Prince of Persia" Part I (dic 2025) e Part II (feb 2026)

Server C2 pubblicati (self-authoritative):
  45.80.148.195   (domini .site)
  45.80.149.3     (domini .space)
  185.244.129.70  (non riportato in precedenza; 18 domini DGA
                   attivi al 13/08/2026; usa DNS commerciale per
                   almeno un dominio, anomalia rispetto al resto)

Esempio dominio self-authoritative:
  dmxqdlcuiryu.site -> 45.80.148.195
  ns1.dmxqdlcuiryu.site -> 45.80.148.195

Riserva dormiente (nessun record A, delegati ai NS del gruppo):
  58 domini totali
  - 51 nel formato 8 caratteri alfabetici (range j-z)
  - 7 nel formato esadecimale legacy
  TLD: .site, .space, .top (nuovo), .website (nuovo)

Registrar: Spaceship (privacy: Withheld for Privacy)
Hosting: HOSTGW, AS204641 (reseller rumeno)

Malware associato: Tornado/Foudre (recon, HTTP+Telegram C2),
  Tonnerre (infostealer), ZZ Stealer -> StormKitty modificato
  (canale Telegram di esfiltrazione dedicato)

Hash noti (SHA-256):
  Tornado v51 SFX: 5db4ed7d07ab028ab6ceba8efec5f667d86a419020d2a8c86e90a3125aa31bb9
  ZZ Stealer 3.81: f9b963235b954c521096256a10d8e8dce0092c9ca054e78dce3cac63756d0976
  StormKitty var.: 4398063cd50c77b8d28f15c35b5948165b356f33dd7c4504eeac0c328fe97487

Raccomandazione: integrare la lista dei 58 domini di riserva nel
  monitoraggio DNS passivo per rilevare l'attivazione di un nuovo
  record A prima dell'inizio delle comunicazioni C2.

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Forza Italia vuole premiare solo gli studenti di elitè


È più meritevole lo studente che studia la notte, si cucina e si lava i panni da fuori sede e non ha nessun laureato in famiglia, conseguendo la media del 26, oppure il figlio di papà titolato che ha tutti trenta e potrà assommare alla paghetta mensile quella del governo?

roars.it/forza-italia-vuole-pr…

@universitaly

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CENSURA WEB, DISINFORMAZIONE E PENETRAZIONE SOCIALE: VIAGGIO NELL’ARSENALE DI PUTIN

@news
Putin una guerra la sta vincendo. Purtroppo è quella che vede bersaglio un’Europa disorientata e impreparata a questa tipologia di conflitto.
L'articolo CENSURA WEB, DISINFORMAZIONE E PENETRAZIONE SOCIALE: VIAGGIO NELL’ARSENALE DI PUTIN proviene da GIANO NEWS.

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#techNOlogy - Il corso accelerato che nessuno ha chiesto

È nato un nuovo comportamento sociale: come capire se quello davanti a te ti sta riprendendo.
Cerca la lucina bianca sulla stanghetta destra, ascolta il clic e guarda se il portatore si tocca l'occhiale.
Possiamo chiamarlo un corso accelerato di lettura per chi gli occhiali non li ha comprati.

Chi li ha comprati ha scelto.
Chi entra nell'inquadratura no, e infatti i compiti a casa toccano a lui: la spia c'è, è piccola, di giorno si
1/3

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Un appello civile: sottoscriviamo una petizione per misure di assistenza a persone non autosufficienti, con il potenziamento del servizio sanitario nazionale, il supporto ai caregiver.

Introduzione e petizione si trovano qui:
labottegadelbarbieri.org/la-cu…

(Grazie per le condivisioni)

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Ed io che pensavo che quello fuori di testa fosse #Trump.

#JDVance: «Sono concentrato a fare la volontà di Dio, e se questo porta alla fine del mondo, va bene».

#USA

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Cari amici, volevo dirvi che da qualche giorno è partito un esperimento di “pilloline astronomiche” sul canale Telegram "Qui Universo" (t.me/quiuniverso).

Ogni mattina un breve articolo, facile e leggibile in pochi minuti (a me piace pensare, in metropolitana mentre si va al lavoro o a scuola o all'università, ma è una cosa mia), che informa su un oggetto astronomico, un progetto, un nuovo telescopio, una antica sonda spaziale. Per riguadagnare la conoscenza del cielo e dell'impresa umana del conoscerlo, un poco alla volta.

Se siete interessati iscrivetevi a Qui Universo e li ricevete automaticamente ogni mattina (l'esperimento dura almeno per questo mese, valuteremo poi i risultati in termini di letture e di nuovi iscritti).

Vi aspetto!

#astropills #telegram #astronomia

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Disenshittificare il nostro paese: come difendersi da Trump, guadagnare miliardi di dollari e costruire una nuova, globale, buona rete Internet. L'intervento di Cory Doctorow al Digital Government Leaders Summit del 2026 di Ottawa

Non abbiamo alcuna speranza di controllare ciò che fanno le Big Tech, ma c'è una cosa su cui abbiamo il controllo totale e assoluto: ciò che facciamo. Non dobbiamo permettere alle aziende americane di ricorrere ai nostri tribunali per chiudere le nostre aziende quando screditano i loro prodotti difettosi. Le nostre leggi sono sotto il controllo totale e definitivo del nostro paese. Se abroghiamo il recepimento del DMCA statunitense e legalizzeremo il jailbreak, libereremo i nostri tecnologi e imprenditori, e faremo a meno di quei prodotti americani scadenti.

doctorow.medium.com/https-plur…

@Pirati Europei

in reply to Andre123

@Andre123 come dice lo stesso @Cory Doctorow

Everyone in the world is waking up to this. In the EU, they’ve just created a new “Tech Sovereignty, Security and Democracy” czar, and they’re busily funding the “Eurostack,” a set of open, auditable replacements for US tech silos that can run on EU-based data-centres.

But they’re about to hit a wall. Because it doesn’t matter how great those Eurostack services are. If you can’t scrape, virtualize and jailbreak US Big Tech apps, so that you can exfiltrate your data, logs, file histories and permissions, no government ministry or large company can do that work by hand. It will challenge many households, who have entrusted US tech’s walled gardens with their financial data, family photos, groupchats, family calendars, and other structures that are not easily ported without cooperation from the tech giants. They are not going to cooperate with a mass exodus from their services. They will do everything they can to impede it.

Building the Eurostack without legalizing circumvention is like building housing for East Germans in West Berlin. It doesn’t matter how cool those apartments are, they’re gonna sit empty until you tear down the wall.

in reply to Informa Pirata

@pluralistic @andre123

I closed my MS and Google accounts this year, after having signed up with a new account on German mailbox.org. It was not difficult to get my data out and move it. Of course I agree that US tech will try to lock in their users - they have about 50 years experience of doing just that - but if alternatives are provided, then people will start diffusing out.

in reply to Jesper Frickmann

I believe that the biggest hurdles right now are:

1. Buying new hardware w/o US tech giants baked in. It is still hard to buy a laptop with Linux preloaded or a phone w/o Apple or Google preloaded.

2. Ease of integration and setup. With Google, Apple or MS, you normally login once, and then everything (mostly) "just works". With my mailbox.org account, I had to setup email, CalDAV, CardDAV, and WebDAV for the cloud drive, separately.

3. The network effect. I have ordered a Jolla 2026 phone, but only because I have a work issued iPhone that I can use to Facetime my parents. They are in their mid 80s, my mother has dementia, but they know how to use an iPad or iPhone to Facetime and iMessage. I would never drag them through a search for alternative communication apps! Also, none of my real-life friends and relatives have left Facebook yet, even though I have encouraged them to try Friendica.

Franc Mac ha ricondiviso questo.

I datori di lavoro cristiani ora possono discriminare le persone trans


Un accordo con la Christian Employers Alliance impedisce all'EEOC di indagare sui membri del gruppo per discriminazione basata sull'identità di genere.

“È come se stessero vendendo una polizza assicurativa contro le indagini dell'EEOC"; è preoccupante "l'incentivo che ciò crea per i datori di lavoro, soprattutto quando l'organizzazione si pubblicizza esplicitamente in quel modo.”

theintercept.com/2026/09/01/ch…

@lavoro

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Questa storia mi ha incuriosito per un motivo diverso dalla singola offesa.

Sul fatto che certe frasi siano discriminatorie e meritino una moderazione non ho molti dubbi. Ma, tolto l’insulto, rimane una domanda più scomoda.

Che cosa succede quando una misura pensata per compensare uno svantaggio viene percepita dagli altri come un vantaggio?

Università e ricerca sono ambienti estremamente competitivi. Carriere precarie, pochi posti, valutazioni continue. In un contesto simile è possibile che accomodamenti e misure compensative destinati alle persone con disabilità vengano vissuti da qualcuno come una forma di concorrenza "asimmetrica".

Non significa che questa percezione sia corretta. Una misura compensativa dovrebbe servire proprio a riportare persone con condizioni diverse verso una possibilità comparabile di partecipazione, non a regalare un risultato.

Ma dire semplicemente "questa opinione è abilista, quindi fuori" risolve il problema della moderazione e lascia intatto quello sociale.

La discussione seria, secondo me, dovrebbe essere un'altra: le misure sono proporzionate? Sono trasparenti? Mantengono gli stessi obiettivi formativi? E siamo capaci di spiegare perché esistono anche a chi non ne beneficia?

Qui entra anche la libertà di parola. Bisogna poter criticare una politica di inclusione senza trasformare quella critica in un attacco alle persone che ne usufruiscono.

È un confine difficile, ma proprio per questo vale la pena discuterne.

#Università #Disabilità #Inclusione #LibertàDiParola @macfranc


aggiungo che è giusto rendere merito ai moderatori di mastodon.social che hanno provveduto non solo a sospendere l'account, ma ha ripristinarlo dopo una richiesta di appello e, successivamente, hanno verificato la tossicità di quell'utente e hanno deciso la sospensione definitiva.

Lo sforzo di mastodon. Social è particolarmente apprezzabile anche considerando il fatto che l'utente in questione non era un utente anglofono o tedescofono e che quindi i moderatori di quel server hanno dovuto effettuare una valutazione piuttosto impegnativa prima di prendere la loro decisione.

È anche da queste cose che si vede se un sistema di moderazione funziona e se i moderatori di un server svolgono bene il loro lavoro


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in reply to Etere Dietilico

E' legato a tutto i discorso su 'ma il woke è una follia!'.
Il fondamento di questa 'follia' è proprio la domanda 'quanto alto debbo fare lo sgabello per coloro che partono svantaggiati'?
La domanda è perfettamente legittima, discuterne apertamente fa parte dei fondamentali della democrazia.
Il problema sorge quando una narrazione malevola mescola le carte e, anzichè discutere dello sgabello, mette in dubbio il diritto stesso delle minoranze ad esistere o a parlare.

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in reply to deny

@sposadelvento

Risposta breve: sono d'accordo
Risposta lunga: questo post 😅

@dietilico


la questione dell'inclusione è sempre stata spiegata male.

L'inclusione non deve essere vista come una compensazione passiva come fosse una "pensione di invalidità a scapito delle persone normali", ma come un sistema che porta diversificazione nelle società.

Non si tratta solo di una diversificazione che aiuta a crare una società migliore e meno stronza in cui la mutua solidarietà viene (giustamente) considerata come un valore e la stronzaggine viene (giustamente) considerata come un elemento antisociale; ma si tratta di una diversificazione che aiuta a rendere le società più resistenti, più complete e più forti.

Tutto questo ovviamente può portare a una sensazione di """ingiusto svantaggio per noi normali""", che è un concetto così impalpabile da non poter essere definito chiaramente (quanto svantaggio? quanto "siamo" normali noi normali?), ma che si presta benissimo alla nuova politica estrattiva della rabbia: perché se è vero che non posso definire cos'è questo svantaggio, è anche vero che quando ne parlo, il mio interlocutore riesce a immaginare immediatamente che quello svantaggio è facilmente rappresentabile dal fatto di essere uscito dalla graduatoria del concorso o del bando per "mancanza di disabilità". E questo fa incazzare facilmente la gente, anche quella che a quel concorso non avrebbe e non ha mai partecipato, ma che vive il disagio per solidarietà verso "le altre person normali come lei".

Perché i pezzi di merda possono essere anche empatici, ma di solito lo sono con i pezzi di merda come loro...

Aggiungo che questo sentimento vale anche per l'insofferenza verso lo straniero (ovviamente vale soprattutto quando lo straniero ha un fenotipo diverso)... Le persone non capiscono che lo straniero viene sovvenzionato perché riesce oggettivamente a sommare caratteristiche che caratterizzano i profili sociali da aiutare (disoccupazione, reddito basso, elevato numero di figli, maggiore incidenza di disabilità) ma anche aspetti intangibili che mediamnte migliorano la qualità della vita rispetto alle famiglie italiane (livello di benessere percepito, solidarietà famigliare o di clan, lavoro nero).
Negli USA, dove la "razza" è legalmente formalizzata proprio al fine di compensare le discriminazioni del passato, questa compensazione si trasforma in quello ch viene percepito come razzismo al contrario


in reply to deny

appunto, che se ne discuta , anche con posizioni differenti (ma sempre con reciproco rispetto, senza estremismi nè da una parte nè dall'altra ) è il sale di una democrazia . Metter il bavaglio a qualcuno significa scivolare in un autoritarismo. Puoi avere idee differenti, ma tutti possono discuterne liberamente e ognuno logicamente difenderà il proprio punto di vista. E vale per tutti gli argomenti, non solo per woke ecc.
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in reply to Andre123

Sì, ni, be', ... tutti tutti no.

Una linea rossa c'è.
Ovvero la narrazione malevola di cui sopra.

La linea rossa è la violenza, la prepotenza, la sopraffazione.
Esempio:
' Perché non creiamo classi speciali per i bambini con disabilità ? '

Questo oltrepassa la linea rossa, tanto per fare un esempio, perché è violenza, prepotenza, segregazione.
' Il 35% di questi posti riservati alle donne secondo me è un po' troppo' invece è una posizione.

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

macfranc reshared this.

in reply to Etere Dietilico

la questione dell'inclusione è sempre stata spiegata male.

L'inclusione non deve essere vista come una compensazione passiva come fosse una "pensione di invalidità a scapito delle persone normali", ma come un sistema che porta diversificazione nelle società.

Non si tratta solo di una diversificazione che aiuta a crare una società migliore e meno stronza in cui la mutua solidarietà viene (giustamente) considerata come un valore e la stronzaggine viene (giustamente) considerata come un elemento antisociale; ma si tratta di una diversificazione che aiuta a rendere le società più resistenti, più complete e più forti.

Tutto questo ovviamente può portare a una sensazione di """ingiusto svantaggio per noi normali""", che è un concetto così impalpabile da non poter essere definito chiaramente (quanto svantaggio? quanto "siamo" normali noi normali?), ma che si presta benissimo alla nuova politica estrattiva della rabbia: perché se è vero che non posso definire cos'è questo svantaggio, è anche vero che quando ne parlo, il mio interlocutore riesce a immaginare immediatamente che quello svantaggio è facilmente rappresentabile dal fatto di essere uscito dalla graduatoria del concorso o del bando per "mancanza di disabilità". E questo fa incazzare facilmente la gente, anche quella che a quel concorso non avrebbe e non ha mai partecipato, ma che vive il disagio per solidarietà verso "le altre person normali come lei".

Perché i pezzi di merda possono essere anche empatici, ma di solito lo sono con i pezzi di merda come loro...

Aggiungo che questo sentimento vale anche per l'insofferenza verso lo straniero (ovviamente vale soprattutto quando lo straniero ha un fenotipo diverso)... Le persone non capiscono che lo straniero viene sovvenzionato perché riesce oggettivamente a sommare caratteristiche che caratterizzano i profili sociali da aiutare (disoccupazione, reddito basso, elevato numero di figli, maggiore incidenza di disabilità) ma anche aspetti intangibili che mediamnte migliorano la qualità della vita rispetto alle famiglie italiane (livello di benessere percepito, solidarietà famigliare o di clan, lavoro nero).
Negli USA, dove la "razza" è legalmente formalizzata proprio al fine di compensare le discriminazioni del passato, questa compensazione si trasforma in quello ch viene percepito come razzismo al contrario

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TI SPIEGO COS’È IL “CASH TRAPPING” E COME NON FARSI FREGARE

@news
Ci sono cose che ogni tanto tornano di moda.
L'articolo TI SPIEGO COS’È IL “CASH TRAPPING” E COME NON FARSI FREGARE proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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Wero è un portafoglio digitale europeo per trasferire denaro e pagare direttamente dal conto corrente, senza carta e senza inserire l'IBAN del destinatario. Nato dalla European Payments Initiative, alternativo ai circuiti internazionali dominanti.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@Elena ``of Valhalla'' sì, per Wero oggi questo è effettivamente un limite da considerare e dipende anche da come la singola banca implementa il servizio.

Sull'euro digitale invece farei una distinzione: la BCE prevede anche una carta fisica e pagamenti offline, quindi in teoria non dovrebbe essere necessario avere uno smartphone iOS o Android.

Staremo a guardare...

@Μᾶρκος

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Dipende: se Wero è integrato dentro l'app della tua banca (come già succede per 4 banche su 5 in Belgio), il vincolo non è di EPI/Wero in sé, ma di quanto è restrittiva la singola banca con le Play Integrity API di Google. Alcune bloccano GrapheneOS (vedi Revolut), altre no.
Solo l'app standalone di Wero (l'alternativa scelta da alcune banche come Bank Van Breda) avrebbe un proprio check di attestazione indipendente e testabile a sé.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Per ora è più una cosa da verificare caso per caso che una certezza: se qualcuno in Belgio o in un altro paese dove Wero è già attivo ha esperienza diretta su GrapheneOS o Sailfish/Jolla, mi interesserebbe sapere come si comporta in pratica. Nel mio caso specifico il problema è comunque relativo, perché uso GrapheneOS come telefono principale ma ho anche un tablet Android per lavoro, quindi in caso di incompatibilità ho comunque un dispositivo di riserva.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Uso Debian 13 con GNOME sul PC, mentre come cellulare ho un Pixel con GrapheneOS, senza servizi Google installati. Anche per questo utilizzo lo SPID tramite SMS (SPID2) per la banca Intesa Sanpaolo, e allo stesso modo ricevo SMS per confermare le operazioni o per l'accesso tramite browser. Il servizio mi costa 10€ all'anno, e in più gli SMS che ricevo sono a pagamento.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Perché non provi a dare un'occhiata al Jolla Phone con Sailfish OS? È comunque basato su Linux, nello specifico deriva dal progetto Mer, erede del vecchio MeeGo di Nokia, quindi non è imparentato con Debian ma ha comunque un'anima Linux vera, non Android. Supporta anche alcune app Android tramite un layer di compatibilità.
in reply to Μᾶρκος

@Μᾶρκος SailfishOS è basato sul modello open core, in cui parte del sistema è libero, ma poi ci sono delle componenti proprietarie, che secondo me non è una cosa che promette bene come futuro su cui investire.

Se non ci fossero alternative migliori, sarebbe indubbiamente meglio di niente, ma phosh e plasma mobile (e sxmo 😀 ) esistono, credo che siano una via molto migliore da seguire per il futuro a medio termine, e fino a che posso permettermelo preferisco usare quelle anziché passare a qualcosa di meno libero.

(tieni conto che non ho mai avuto uno smartphone android: arrivo da OpenMoko (non mio) e FirefoxOS)

e quanto all'hardware, batteria sostituibile e interruttori fisici ci sono anche sul pinofono, e onestamente adesso non è proprio il momento migliore per comprare hardware se non se ne ha disperatamente bisogno

in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Sto valutando anch'io l'acquisto, e quello che mi intriga particolarmente è che è un telefono dove puoi sostituire tranquillamente da solo alcuni pezzi, come per esempio la batteria, invece di essere costretto a portarlo in assistenza o buttarlo quando si esaurisce.
Sulla privacy poi, per un utente comune è ottima, nessun tracciamento, nessuna telemetria nascosta, e c'è anche un interruttore fisico per disattivare microfono, Bluetooth o le app Android quando non servono.
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla Rispetto a GrapheneOS però va detto che resta più strutturato e maturo a livello di sicurezza, anche perché Sailfish è un progetto decisamente più di nicchia, con una community più piccola.
Se ti interessa dai un'occhiata al sito e valuta il preordine, vendono a lotti con consegne scaglionate nei prossimi mesi. I prezzi comunque te li vai a vedere direttamente sul sito.
in reply to Otttoz

@Otttoz Credo ci sia un po' di confusione qui: stiamo parlando di due argomenti completamente diversi, che non c'entrano nulla l'uno con l'altro. Il thread riguardava i sistemi di pagamento alternativi a Visa e Mastercard, cioè Wero, EuroPA e BANCOMAT Pay non libretti di risparmio, conti deposito o strumenti simili. Sono due mondi distinti: da una parte come paghi (metodi di pagamento istantaneo account-to-account), dall'altra dove parcheggi i tuoi risparmi (depositi, libretti, conti).
in reply to Otttoz

@Otttoz Non hanno alcun collegamento tecnico o normativo tra loro.
Detto questo, visto che è stato tirato in ballo il libretto Coop, vale la pena comunque una precisazione: il libretto Coop non è un deposito bancario, ma tecnicamente un prestito sociale. Significa che presti i tuoi soldi alla cooperativa stessa, non a una banca, e quindi non gode della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 €.
in reply to Otttoz

@Otttoz Nella migliore delle ipotesi c'è un tetto normativo per cui la raccolta complessiva non può superare il triplo del patrimonio netto della cooperativa, ma questo non è un'assicurazione sul singolo deposito. È già successo che cooperative italiane siano entrate in crisi, con soci che hanno rischiato di perdere parte dei risparmi. Un discorso interessante, ma completamente separato da quello dei sistemi di pagamento di cui parlavamo.
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GREAT! The hater has been kicked out from MastodonSocial. "you are not authorized to see this page" when clicking on the link associated to her profile. Ableism doesn't pay. She's out! If she wants she can create an instance on her own, pay the service, and scream how much she wants. The moon is still intact, despite many howl at it since thousands of years.
Facebook? If I were on Facebook, X, or whatever commercial network, I think she would be still growling at me. And let me compare her to a growling and howling beast, because the sound those people make, otherwise, is usually too similar to hens, ducks and geese.

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in reply to Elena Brescacin

aggiungo che è giusto rendere merito ai moderatori di mastodon.social che hanno provveduto non solo a sospendere l'account, ma ha ripristinarlo dopo una richiesta di appello e, successivamente, hanno verificato la tossicità di quell'utente e hanno deciso la sospensione definitiva.

Lo sforzo di mastodon. Social è particolarmente apprezzabile anche considerando il fatto che l'utente in questione non era un utente anglofono o tedescofono e che quindi i moderatori di quel server hanno dovuto effettuare una valutazione piuttosto impegnativa prima di prendere la loro decisione.

È anche da queste cose che si vede se un sistema di moderazione funziona e se i moderatori di un server svolgono bene il loro lavoro

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I download di MapQuest aumentano vertiginosamente dopo che l'azienda si è rifiutata di cedere alle pressioni di Trump sulla questione del lago Ontario, e ne siamo felicissimi


Dopo che MapQuest ha sfidato il presidente Trump rifiutandosi di cambiare il nome del Lago Ontario in "Lago America" ​​nel contesto della guerra commerciale di Trump con il Canada, l'app della società di navigazione, attiva da 30 anni, è ora in cima alle classifiche di download dopo che Google Maps ha modificato il nome del lago.

comicsands.com/mapquest-downlo…

@informatica