🌱 Server “green”, IA e Fediverso: facciamo un po’ di chiarezza


Negli ultimi tempi si parla molto, giustamente, di consumi energetici, data center, intelligenza artificiale e impatto ambientale.

È un tema serio.
Proprio per questo andrebbe trattato con precisione, non con slogan.

“Server green” non significa “impatto zero”


Usare un provider con data center efficienti, alimentazione ottimizzata, buone metriche energetiche e una gestione seria dell’infrastruttura è sicuramente una scelta positiva.

Ma non significa che il servizio sia magicamente a impatto nullo.

Anche una piccola istanza del Fediverso consuma risorse:

  • CPU
  • RAM
  • storage
  • database
  • media cache
  • backup
  • federazione
  • email
  • CDN
  • traduzioni
  • traffico di rete

Tutto questo ha un costo energetico.

Magari piccolo, magari ben gestito, magari molto più contenuto di tante piattaforme centralizzate enormi, ma comunque reale.

La compensazione non cancella automaticamente il consumo


Anche la formula “compensiamo piantando alberi” va maneggiata con cautela.

Piantare alberi può essere una buona cosa, ma una compensazione ambientale ha senso solo se è:

  • documentata
  • verificabile
  • addizionale
  • permanente
  • proporzionata al consumo reale

Altrimenti rischia di diventare più comunicazione che reale neutralizzazione dell’impatto.

Il punto non è fingere di non consumare


Il punto serio dovrebbe essere un altro:

dimensionare bene i servizi.

Non fare il passo più lungo della gamba.
Non gonfiare artificialmente l’infrastruttura.
Non inseguire numeri inutili.
Non centralizzare tutto in poche istanze gigantesche.
Non trasformare il Fediverso in una copia “alternativa” dei social commerciali.

Il Fediverso dà il meglio quando è fatto da tante istanze piccole, medie, locali, tematiche, ben amministrate e sostenibili.

Non serve raccontarsi favole.

Serve amministrare con criterio.

Anche le piccole istanze hanno senso


Una piccola istanza ben dimensionata, con iscrizioni controllate, costi bassi e risorse adeguate, può avere un impatto molto contenuto.

Non perché “non consuma”.

Ma perché consuma il giusto per quello che deve fare.

Questa è la vera sostenibilità tecnica:
sobrietà, misura, manutenzione e responsabilità.

In sintesi


Dire “siamo green” è facile.

Più corretto sarebbe dire:

cerchiamo di ridurre l’impatto, scegliamo infrastrutture efficienti, dimensioniamo con criterio e non sprechiamo risorse.


Questo è un discorso serio.

Il resto, spesso, è solo marketing ambientale con una foglia verde sopra.

#Fediverso

in reply to Osservatorio Fediverso

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@Osservatorio Fediverso finalmente un discorso serio. Ho letto cose raccapriccianti negli ultimi giorni 🙈

Istanze che dicono:

Volete vedere quanto siamo verdi? Mandateci i soldi e noi devolveremo una parte a questi ambientialisti verdissimi!!!

Adesso apro un account per fare solidarietà a chi fa assistenza sanitaria in zone di guerra e dico anch'io:

Guarda quanto sono buono! Mandami i soldi e io ne devolvo una parte a Emergency!!!

Poi uno non deve bestemmiare... 😡

Al Kath reshared this.

in reply to Lorenzo

Esatto.

Il problema non è sostenere cause ambientali o sociali: quello è legittimo, se fatto con trasparenza.

Il problema nasce quando si usa la causa come argomento promozionale:

“Siamo più buoni, più verdi, più etici: quindi dateci soldi.”


Una donazione dovrebbe essere chiara:

  • quanto entra
  • quanto viene usato per l’infrastruttura
  • quanto viene eventualmente devoluto
  • a chi viene devoluto
  • con quali prove
  • con quale periodicità

Altrimenti non è sostenibilità: è marketing morale.

Nel Fediverso, secondo me, la vera sostenibilità resta molto più semplice:

istanze ben dimensionate, costi bassi, iscrizioni controllate, niente gigantismo, niente culto dell’istanza enorme.

Se poi qualcuno vuole donare a progetti ambientali, sanitari o umanitari, benissimo: lo faccia direttamente, scegliendo realtà serie e verificabili.

Ma usare “il verde” come leva per finanziare una piattaforma sociale è una cosa che va detta per quello che è:
comunicazione, non automaticamente virtù.

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in reply to Osservatorio Fediverso

Abitualmente pianto una decina di alberi l'anno ma ci son state annate in cui son arrivato vicino ai 50.
Se qualcuno volesse contribuire... 😉

Anche se non saprei che cifre chiedere: piantare da talee o da seme richiede una mezz'ora (per decina di alberi) in primavera, poi vanno irrigate e messe a terra in autunno... diciamo 10-15 minuti a pianta, facendo tutto alla "vecchia maniera"? (vanga e carriola)
Sarebbero 8-12€ a pianta, però con tariffa da informatico e tempi da bradipo 😊

Il vero costo (o fatica) è mantenerle negli anni, curandole e potandole.
Poi andranno tagliate, c'è chi lo fa dopo 7-8 anni per far legna da ardere (ovvero la CO² torna in atmosfera), oppure mantenerle per decenni usando le ramaglie per far cippato da usare per compostaggio (ma ci credo poco).

Mah... mi sembra che il greenwashing vada sempre più di moda ☹️

@enzoesco

in reply to Osservatorio Fediverso

@Osservatorio Fediverso

Però mi torna poco che tante istanze piccole siano più efficienti (in termini di energia consumata) di un'istanza grande.

Con tante piccole istanze hai una duplicazione di servizi che su un'istanza grande non hai.

Pensa a quanto costa, in termini di consumo di energia per la CPU, avere 10 web server che gestiscono 100 connessioni l'uno e quanto costa avere un solo web server che ne gestisce 1000.

Non lo so... secondo me l'utilità dell'avere tante istanze piccole sta altrove, non nell'efficienza energetica.

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in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

Hai ragione su un punto: in termini puramente energetici, dieci piccoli server possono consumare più di un server grande ben ottimizzato.

Questo è vero.

Se ragioniamo solo come data center, CPU, RAM, processi duplicati, database duplicati, web server duplicati, allora la centralizzazione può essere più efficiente.

Ma il Fediverso non nasce per massimizzare solo l’efficienza energetica grezza.

Nasce anche per evitare:

  • centralizzazione
  • single point of failure
  • concentrazione del potere
  • dipendenza da pochi amministratori
  • istanze enormi difficili da moderare
  • costi crescenti
  • necessità continua di donazioni
  • effetto “piattaforma”

Quindi sì: una grande istanza può essere più efficiente sul piano tecnico-energetico.

Ma può essere meno sostenibile sul piano sociale, amministrativo, economico e comunitario.

Il punto non è dire che mille istanze piccole consumino meno di una grande.
Sarebbe probabilmente falso.

Il punto è dire che tante istanze ben dimensionate, senza gigantismo e senza fare il passo più lungo della gamba, rendono il Fediverso più sano, più distribuito e meno dipendente da pochi centri enormi.

La sostenibilità non è solo watt consumati.

È anche:

  • chi controlla l’infrastruttura
  • quanto costa mantenerla
  • quanto è gestibile
  • quanto è moderabile
  • quanto è resiliente
  • quanto è trasparente
  • quanto evita concentrazioni di potere

Quindi la tua osservazione sull’efficienza energetica è corretta.

Ma secondo me l’utilità delle tante piccole istanze non sta nel battere una grande istanza sul consumo per utente.

Sta nel costruire un Fediverso distribuito, sobrio, governabile e non centralizzato.

in reply to Osservatorio Fediverso

@Osservatorio Fediverso

Ma infatti ho scritto che l'utilità nell'avere tante piccole istanze c'è, solo che probabilmente non è nell'efficienza energetica che va cercata. Siamo d'accordo.

Ci sono comunque molti altri motivi per cui sarebbe utile avere tante piccole istanze, infatti sto pensando sempre più spesso di farmene una mia (ma non nego che più di tutto per me conterebbe l'aspetto tecnico-ludico del gestirmi una piattaforma in solitaria, dalla A alla Z 😁).

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