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KiCad 10 è disponibile: tante novità per il principale software open source per la progettazione elettronica


KiCad 10 è disponibile con un anno di sviluppo alle spalle: ottimizzazione delle tracce nel dominio del tempo, modelli 3D solo in STEP, importatori per Allegro e PADS, varianti di progetto e molto altro.
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KiCad, la suite open source per la progettazione elettronica, arriva alla versione 10 dopo oltre un anno di sviluppo. Un rilascio corposo, che tocca praticamente ogni angolo del programma.

La novità più rilevante sul fronte della progettazione dei circuiti stampati è il rifacimento del sistema di ottimizzazione delle tracce: il router si allinea finalmente al verificatore delle regole di progetto, aggiunge il supporto ai vincoli nel dominio del tempo, utile soprattutto per chi lavora con segnali ad alta velocità, e permette di definire profili di ottimizzazione per singolo layer. Una funzione che i professionisti si aspettavano da tempo.

Cambia anche la gestione dei modelli 3D: da questa versione vengono distribuiti esclusivamente in formato STEP, abbandonando il vecchio VRML. Il risultato è un’installazione più leggera e una maggiore fedeltà geometrica tra la visualizzazione e l’esportazione.

KiCad 10 aggiunge anche importatori per Allegro, PADS e gEDA/Lepton PCB, tre strumenti molto diffusi, soprattutto in ambito professionale. Chi vuole migrare i propri progetti verso una soluzione libera trova ora un percorso decisamente più agevole.

Nell’editor degli schemi arrivano le varianti di progetto, per gestire più versioni di uno stesso schema con distinte base differenti, e la visualizzazione degli incroci di fili come archi, una piccola cosa ma che rende i disegni molto più leggibili. L’editor grafico per le regole DRC semplifica la definizione di vincoli personalizzati senza dover scrivere codice a mano.

Tra le migliorie all’interfaccia: supporto automatico alla modalità scura su Windows, barre degli strumenti personalizzabili, selezione con lazo in entrambi gli editor, e la possibilità di annullare le modifiche nelle finestre di dialogo prima di chiuderle.

KiCad 10 è scaricabile dal sito ufficiale.


FONTE kicad.org


FONTE cnx-software.com


FONTE techexplorations.com

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Floorp 12.11.0: le estensioni di Chrome arrivano nella release standard


Con la versione 12.11.0, Floorp arriva il supporto alle estensioni del Chrome Web Store fuori dalla fase sperimentale. Aggiornamento leggero ma significativo per questo browser Firefox-based.
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Floorp, il browser open source giapponese basato su Firefox, si aggiorna alla versione 12.11.0 con una novità che vale la pena segnalare: il supporto alle estensioni del Chrome Web Store esce dalla fase sperimentale ed è ora disponibile a tutti nella release standard.

La funzione era comparsa per la prima volta con la 12.8.0, limitata a un numero ridotto di utenti e accessibile solo attivando esplicitamente la partecipazione al programma di anteprima Flasco. Da allora il progetto ha ampliato progressivamente le API compatibili, aumentato la percentuale di rollout, e con questa versione ha deciso di togliere il cartello “sperimentale”.

Nella pratica, aprendo il Chrome Web Store con Floorp compare un pulsante “Aggiungi a Floorp”. Non tutto funzionerà: Firefox e Chrome usano API diverse, e alcune estensioni potrebbero non installarsi o non funzionare correttamente. Vale la pena tenerlo a mente. Comparirà anche un avviso che segnala l’estensione come “non verificata”, dato che il processo di revisione è quello di Google, non di Mozilla.

Questa versione risolve anche un problema che impediva l’installazione di alcune estensioni Chrome, e rinnova la finestra “Informazioni su Floorp”. Corretti poi diversi bug minori: la modifica delle note, la visibilità del percorso dei gesti del mouse, il comportamento della barra laterale e la visualizzazione delle informazioni dell’account.

Per chi vuole un browser basato su Firefox con un livello di personalizzazione difficilmente eguagliabile, e non vuole rinunciare a qualche estensione disponibile solo su Chrome, Floorp vale un’occhiata. Disponibile gratuitamente per Windows, macOS e Linux.


FONTE blog.floorp.app


FONTE github.com

#hot
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Waterfox 6.6.10: pace fatta con Discord (a modo suo)


Waterfox 6.6.10 risolve i problemi con Discord tramite un backport e un override dello user agent che fa credere al sito di usare Firefox 149. Più fix di sicurezza.
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Waterfox 6.6.10 è uscito in questi giorni con un paio di correzioni che interessano soprattutto chi usa il browser per accedere a Discord via web.

Il problema era un deadlock ricorsivo in RTCRtpScriptTransform, un componente legato alla gestione audio e video in tempo reale, che bloccava voce e videochat su Discord. Il fix, portato da Firefox tramite backport della community, risolve il blocco tecnico, ma non era sufficiente.

Discord, infatti controlla che il browser dichiari di essere una versione recente di Firefox, e se non lo riconosce, nega le funzionalità audio e video senza troppi complimenti. La soluzione adottata da Waterfox è un override specifico per Discord, che fa credere al sito di avere a che fare con Firefox 149. Non è una novità come approccio, ma è la prima volta che viene integrato direttamente nel browser anziché lasciato all’utente.

Oltre a questo, la versione include correzioni per varie vulnerabilità di sicurezza segnalate da Mozilla.

Il fatto che un browser alternativo debba fingersi qualcos’altro per funzionare su una piattaforma popolare racconta qualcosa di preciso su come Discord tratta il web aperto: meglio di Safari, forse, ma la direzione non è proprio quella dell’interoperabilità.


FONTE waterfox.com

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FediSuite debutta in versione 1.0: pianificazione, analisi e tredici piattaforme del Fediverso in un’unica app


FediSuite è uno strumento open source per gestire account su Mastodon, Pixelfed, PeerTube e altre piattaforme del Fediverso. Self-hosting con Docker già disponibile.
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Se avete più di un account sparsi tra Mastodon, Pixelfed, PeerTube e qualche fork di Misskey, probabilmente sapete quanto sia scomodo saltare da un’istanza all’altra per pubblicare, controllare le statistiche o rispondere ai commenti. FediSuite nasce proprio per risolvere questo problema, e con la versione 1.0 è ufficialmente fuori dalla fase sperimentale.

Lo strumento aggrega in un’unica interfaccia tredici piattaforme del Fediverso: Mastodon, Pleroma, Akkoma, Friendica, Pixelfed, Misskey (e vari fork come Sharkey, Calckey, Firefish, Iceshrimp), PeerTube, Loops e GNU Social. Per ciascuna, FediSuite recupera automaticamente i limiti di caratteri, le regole sui media e le impostazioni specifiche dell’istanza, senza configurazioni manuali.

Il composer adatta il comportamento alla piattaforma scelta: lunghezza massima del testo, content warning, visibilità del post, alt-text per immagini e video. Si può pubblicare immediatamente oppure pianificare al minuto nel proprio fuso orario. C’è anche un’importazione automatica dei contenuti storici: collegando un account, FediSuite scarica in background i post precedenti per costruire subito una base dati utile all’analisi.


Post by @prealpinux@mastodon.uno
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Proprio le statistiche sono uno degli aspetti più interessanti. Il pannello mostra metriche di coinvolgimento, i post con più interazioni, le fasce orarie più attive e l’andamento nel tempo. Niente di rivoluzionario rispetto ai tool commerciali per i social centralizzati, ma applicato al Fediverso è una novità concreta.

Docker pronto, bug compresi (per ora)


FediSuite è open source e pensato esplicitamente per chi vuole ospitarlo in proprio. L’immagine Docker è già disponibile su Docker Hub, con un repository GitHub dedicato al setup. Gli sviluppatori avvisano onestamente che questa parte è ancora in rodaggio e che le segnalazioni di problemi sono benvenute. Per chi cerca un VPS su cui far girare il proprio stack, Hetzner offre macchine a prezzi competitivi con data center in Europa.

Per chi non vuole gestire nulla, c’è anche la versione ospitata su app.fedisuite.com.

Il progetto è sviluppato da Christin Löhner, raggiungibile su Mastodon.


FONTE fedisuite.com


Nasce Fedisuite: un tool per gestire i social media del fediverso

FediSuite è una piattaforma di gestione dei social media per il Fediverso. Consente di gestire centralmente più account, pianificare i post, pubblicare contenuti, analizzare le statistiche e utilizzare diverse piattaforme del Fediverso all'interno di un unico flusso di lavoro.

fedisuite.com/

@fediverso


#hot

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Funkwhale 2.0: un nuovo inizio per la piattaforma audio del fediverso


Funkwhale 2.0 è finalmente disponibile: nuova API, interfaccia ridisegnata, supporto multi-artista, integrazione con ListenBrainz e molto altro. Ma attenzione: i pod aggiornati alla v2 non federano più con quelli ancora fermi alla v1.
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Dopo anni di sviluppo, Funkwhale 2.0 è disponibile. Si tratta di una release che in larga parte riscrive la piattaforma da zero, e che molti aspettavano da tempo, tanto che diversi pod avevano scelto di congelare i propri aggiornamenti proprio nell’attesa di questo rilascio.

La novità più rilevante, e anche quella più delicata, riguarda l’API. La versione 2 introduce un’interfaccia di programmazione completamente nuova, incompatibile con quella precedente: i pod già aggiornati alla 2.0 non potranno federarsi con quelli ancora fermi alla 1.x. Una frattura temporanea inevitabile, ma da tenere a mente per chi gestisce o usa un’istanza propria.

Sul versante dell’esperienza utente, l’interfaccia è stata interamente riprogettata. Responsive e disponibile in tema chiaro e scuro, l’aspetto dell’applicazione cambia in modo sostanziale rispetto a quello cui erano abituati gli utenti precedenti.

Tra le novità funzionali più interessanti c’è il supporto per più artisti su uno stesso brano, utile finalmente per gestire compilation e tracce in collaborazione. Arriva anche la possibilità di seguire altri utenti e tenere traccia della propria attività di ascolto, con accesso a preferiti e playlist. L’integrazione con ListenBrainz permette di sincronizzare la cronologia degli ascolti con il proprio profilo sul servizio aperto di MusicBrainz.

Per gli amministratori, Funkwhale 2.0 aggiunge un filtro sulla qualità dei contenuti caricati e la possibilità di richiedere che i file siano corredati di metadati provenienti da MusicBrainz, così da mantenere un catalogo ordinato e consistente. Spariscono invece le “librerie” nel senso tradizionale del termine: il loro ruolo viene assorbito e semplificato dalle playlist.

In Italia esiste funkwhale.it, l’istanza gestita dai devol, ma non so se è già in progetto un aggiornamento alla versione 2.0. Considerando il cambiamento radicale dell’architettura, è probabile che i tempi non siano brevi.

Per chi volesse approfondire o valutare di aprire un pod aggiornato, tutta la documentazione è disponibile sul sito ufficiale.


FONTE blog.funkwhale.audio


FONTE alternativeto.net

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A partire dai fatti di Genova l’antifascismo è diventato il sale della democrazia


Nei giorni successivi [primi di luglio 1960] divenne chiaro che Genova, anziché essere il culmine della violenza, era solo l’inizio. I disordini e gli scioperi toccarono diverse città in tutta Italia. Il governo inasprì il suo comportamento. E le ragioni dei dimostranti si declinarono con diverse modalità a seconda dei contesti. Palermo e Licata, dove il ritardo e il disagio economico avevano raggiunto livelli insopportabili, versavano in condizioni particolarmente gravi. In situazioni del genere bastava poco per scatenare la rabbia popolare. In Sicilia, quindi, si saldavano elementi della politica nazionale e locale. Secondo Tambroni, il Pci era pronto a sfruttare queste dimostrazioni di natura sindacale per screditare ulteriormente il governo e la Dc. C’è da dire, poi, che la polizia, dopo la “sconfitta” di Genova, intendeva rifarsi. In quell’occasione, come ha notato Accame, «non si poteva sparare per difendere i fascisti» <138. Ma di fronte agli eventi successivi, il Viminale avrebbe dimostrato di essere pronto ad usare la forza. Per il 6 luglio, il Consiglio federativo della Resistenza – creato a Genova – promosse un raduno a Porta San Paolo a Roma. Nonostante fosse stato proibito il giorno stesso dalla prefettura, il comizio ebbe luogo. Il segretario d’ambasciata [degli Stati Uniti] Lister si trovò casualmente nel bel mezzo degli scontri, e il suo racconto quasi in presa diretta ci restituisce il clima dell’epoca. Stando al suo resoconto, la situazione apparve subito estremamente caotica: manifestanti che si impadronivano dei filobus, raffiche di pietre, urla, cariche della polizia. Poi l’arrivo della cavalleria e la fuga. I tanti ragazzi presenti venivano liquidati come «giovani gangster forse assunti per l’occasione». Tuttavia, uno degli aspetti che più aveva colpito l’ufficiale dell’ambasciata era la scomparsa «dell’apatia della base di dieci anni prima». Chi aveva preso parte alla rivolta «sentiva l’entusiasmo di “avere fatto qualcosa” contro il governo» <139.
Dopo i fatti di Porta San Paolo vennero indetti numerosi scioperi dalle Camere del Lavoro. Tra le varie città, Napoli, Parma, Bologna, Ravenna e Reggio Emilia si fermarono il 7 luglio 1960. Proprio Reggio avrebbe drammaticamente legato il suo nome a quella data. La questura aveva concesso l’autorizzazione a svolgere un comizio, a patto che si tenesse all’interno, precisamente nella sala Verdi (600 posti) del teatro Ariosto. Com’era prevedibile, la folla si stava accalcando già diverse ore prima dell’inizio, ed era immensamente superiore alla capienza della sala: circa seimila persone. Nella centrale piazza della Libertà, in attesa del comizio, la tensione tra forze dell’ordine e manifestanti era cresciuta. Le cronache dell’epoca non lasciano dubbi sulle reazioni spropositate degli agenti. Il fuoco aperto sui dimostranti durò venti minuti. Afro Tondelli, poco prima di morire, disse alla moglie di aver visto l’uomo che gli aveva sparato: «prendeva la mira come se fosse a caccia». La drammatica sequenza fotografica apparve su «Paese Sera» <140. Difficilmente i cinque morti lasciati sul campo – manifestanti tra i 19 e i 41 anni – possono trovare una qualche giustificazione. La spiegazione più convincente e scevra da ideologie è, a nostro avviso, quella di Radi, che ha posto l’accento sull’adunata antifascista del 4 luglio, davanti alla sede del Msi reggiano. Quel giorno, molti agenti erano rimasti contusi, e si era creato nei reparti «il proposito di rifarsi, di dare una lezione» <141. Il tenente colonnello dei carabinieri Giudici, il questore e il prefetto dichiararono che il 7 luglio nessuno aveva dato l’ordine di sparare. Il questore Greco ricordava la presenza di fitte sassaiole e insulti contro gli agenti. Con ogni probabilità, a Reggio, la situazione locale era già molto tesa e qualcuno perse il controllo. La città emiliana era «un contesto politico e sociale quasi unico nel Paese» <142, dove le contrapposizioni trovarono un terreno fertile. Più che ipotizzare disordini organizzati da Mosca o degenerazioni squadriste, ci sembra ragionevole pensare a poliziotti in cerca di rivincita.
Dopo il tragico bilancio di sangue di Reggio Emilia, fu ancora la Sicilia ad essere tristemente protagonista: il giorno seguente, durante manifestazioni legate allo sciopero generale, ci furono tre vittime a Palermo e una a Catania <143. Il numero dei morti saliva a dieci. Anche in questo frangente, non è privo di significato sottolineare la vicinanza tra il punto di vista delle forze dell’ordine e dei funzionari americani, tanto dell’ambasciata quanto del Dipartimento di Stato. Lanciando pietre e altri oggetti, i dimostranti – si legge in un commento – avevano «costretto la polizia ad usare le mitragliatrici». Di fronte alle «dure provocazioni», la polizia si stava addirittura comportando con «grande moderazione [considerable restraint]». Il governo e il suo braccio armato, secondo queste analisi, sarebbero riusciti senza problemi a «domare la tempesta politica in atto», almeno per il momento <144.
Restano da capire le intenzioni e i margini di manovra dei due “contendenti”: il fronte antifascista e Tambroni. Nella storiografia non sono mancate le interpretazioni anche molto distanti tra loro, e grazie ai documenti americani è possibile aggiungere un ulteriore tassello alla ricostruzione degli eventi. Gli antifascisti più attivi erano, com’è noto, socialisti e comunisti. I rapporti tra i due partiti, da tempo non idilliaci, si raffreddarono ulteriormente al momento di “capitalizzare” le proteste di piazza. Basta guardare quanto scrisse Nenni sul suo diario, il 3 luglio ’60: la vittoria di Genova era usata dai comunisti «in termini di frontismo, di ginnastica rivoluzionaria, di vittoria di piazza, tutto il bagaglio estremista che pagammo caro nel 1919» <145. Secondo il leader socialista i fatti di quei giorni erano da intendersi come stimoli per la svolta a sinistra, non certo per una contrapposizione violenta. Nei dispacci dell’ambasciata si riconosceva il grande appeal dell’antifascismo ma l’attenzione era perlopiù concentrata sull’abilità del Pci nello sfruttare la situazione. I comunisti – citiamo da un documento inedito americano – erano riusciti a creare un «nuovo mito, un vero e proprio articolo di fede: le forze armate clerico-fasciste avevano attaccato una manifestazione pacifica di operai e altri elementi democratici». La speranza degli Usa, comunque, era l’isolamento di comunisti e neofascisti per coinvolgere tutti i partiti anti-totalitari e arrivare ad un governo di elementi moderati <146. Si capisce, in questo senso, il disorientamento generato da un governo col sostegno dei neofascisti e duramente osteggiato, in primis, da socialisti e comunisti. Alla tesi del complotto sovietico, denunciato da Tambroni, non venne mai dato molto credito <147. Inoltre, sembrava «altamente improbabile» che il Pci volesse minacciare un’insurrezione. L’unico risultato che poteva ottenere, visti i livelli di tensione raggiunti, era la soppressione del partito per attività illegali <148. La dirigenza era ben lontana dal minacciare un’insurrezione, ma questo non significava l’assenza di pulsioni violente o l’estraneità all’organizzazione delle rivolte, come è stato scritto <149. Recentemente, grazie alla testimonianza di un ex dirigente di alto livello come Luciano Barca, è stata sottolineata l’attenta regia comunista delle manifestazioni <150. Il principale problema dei vertici di partito era «frenare un movimento che vuol procedere oltre la mobilitazione di piazza» <151. Lo stesso Togliatti prese le distanze dai compagni più estremisti intenzionati a portare fino in fondo lo scontro. In questo senso può essere letta l’accettazione della tregua – proposta dal presidente del Senato Merzagora – da parte del segretario del partito comunista <152. Del resto, furono proprio i dirigenti di Pci e Cgil a dichiarare che il movimento, fin da Genova, era sfuggito loro di mano.
L’insoddisfazione dell’avanguardia leninista risiedeva nel fatto che, malgrado gli sforzi profusi, Tambroni era ancora al suo posto. Armando Cossutta confessò la fatica a sedare gli animi di chi intendeva continuare lo scontro nelle piazze, senza curarsi dell’opinione dei vertici o addirittura senza conoscere gli stessi dirigenti <153. Secondo questa lettura, la Dc era una forma mascherata di fascismo. Di più. Era il vero fascismo, il referente dei ceti dominanti in grado di mobilitare un apparato repressivo e autoritario. Quindi la Resistenza doveva continuare ad ogni costo la sua lotta antifascista <154.
Il movimento del 30 giugno si proponeva di combattere la confusione tra potere fittizio, cioè «l’ombra del potere rappresentato dal seggio parlamentare» e potere reale, costituito dal «controllo operaio delle fabbriche». Contro il «cretinismo parlamentare» e il «rivendicazionismo spicciolo». Chi aveva creduto di utilizzare la protesta a scopi dimostrativi rimase deluso. L’anonimo operaio redattore del documento scrive: «non si poteva più comandarci a bacchetta, valutando che la nostra collera potesse sfogarsi nel corteo approvato dalla prefettura». Gli stati maggiori della sinistra, che tuonavano contro il revisionismo, erano in realtà «peggiori dei revisionisti». In questo scollamento tra partito comunista legalitario e classe operaia rivoluzionaria, Baget Bozzo ha individuato l’inizio del movimentismo extra-parlamentare <155. Le pur legittime richieste di cambiamento venivano inghiottite dai movimenti estremisti.
A partire dai fatti di Genova l’antifascismo è diventato il sale della democrazia. E se all’inizio era stato il partito socialista a trarre i maggiori vantaggi, intanto il Pci «usciva dall’angolo» e conquistava il ruolo di componente irrinunciabile della politica nazionale. Da quel momento si insinuava il dubbio che anticomunismo e democrazia non potessero convivere pacificamente. Chi si esprimeva diversamente attirava sospetti di fascismo <156. Si tratta di un passaggio decisivo per la cultura politica del nostro Paese. Alla luce di queste considerazioni, il mito dei ragazzi con le “magliette a strisce”, su cui ha prosperato la prima storiografia sui fatti di Genova (ma anche tante opere successive), va in buona parte ridimensionato. Certamente, a quindici anni dalla guerra, l’Italia nuova dei giovani, alla ricerca di un «momento positivo», si faceva sentire. Ma il luglio ’60, nel bene e nel male, andò al di là di qualsiasi previsione <157.

[NOTE]138 G. Formigoni, A. Guiso (a cura di), Tambroni e la crisi del 1960, cit., p. 379. Accame ipotizza addirittura che il ministero degli Interni, a Genova, lasciò «mano libera ai comunisti». Sul sentimento di «rivincita» della polizia si veda G. Baget Bozzo, Il partito cristiano e l’apertura a sinistra, cit., p. 294.
139 The Porta San Paolo riot, G. Lister (First Secretary of Embassy) to the Department of State, July 21, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917, 765.00/7-2160. Sulla guida comunista delle manifestazioni di Roma si veda G. Mammarella, L’Italia contemporanea, cit., p. 260.
140 V. Notarnicola, Venti minuti di fuoco fra la polizia e i dimostranti in piazza della Libertà, «Corriere della Sera», 8 luglio 1960. Per le reazioni di parte comunista si vedano le foto pubblicate su «Paese Sera», 12 luglio 1960 e il commento alla registrazione degli scontri (27 minuti): Abbiamo ascoltato la registrazione di Reggio Emilia, «Paese Sera», 14 luglio 1960.
141 L. Radi, Tambroni trent’anni dopo, cit., pp. 111-113. Sul proposito di rivincita dei poliziotti reggiani, si veda l’interessante testimonianza di Italo Bonezzi (autista del servizio pubblico) al processo, riportata in P.G. Murgia, Il
luglio 1960, cit., p. 126.
142 P. Cooke, Luglio 1960, cit., p. 105.
143 Sui fatti di Catania si veda A. Miccichè, Catania, luglio ’60, Ediesse, Roma, 2010.
144 Italian situation, H. McBride to F. Kohler, July 8, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917.
145 P. Nenni, Gli anni del centro sinistra. Diari 1957-1966, Sugarco, Milano, 1982, p. 129.
146 Communist-led rioters succeed, cit.; The present disorders in Italy, H. Cumming (Department of State, Director of Intelligence and Research) to the Secretary of State, July 8, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917. Sui timori per una deriva autoritaria di destra si veda U.S. Policy toward Italy, July 13, 1960, DDEL, WHO, Office of the Special Assistant for National Security Affairs, Records 1952-1961, NSC Series, Briefing notes Subseries, Box 11, f. Italian political situation and U.S. Policy toward Italy, 1953-60.
147 Central Intelligence Bulletin, CIA, July 8, 1960, CIA-RDP79T00975A005200070001-6, NARA, CIA Records Search Tool ( d’ora in poi CREST); L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra, cit., p. 295.
148 Severe Communist-led rioting in Italy threatens life of Tambroni government, F. Kohler to the Secretary of State, July 8, 1960, NARA, RG 59, CDF, Box 1917. Tambroni avrebbe poi esposto nella seduta del 14 luglio alla Camera la sua versione più critica nei confronti del complotto comunista, si veda AP, CdD, III Legislatura, Discussioni, Seduta pomeridiana del 14 luglio 1960, pp. 15963-15970.
149 Pur cogliendo l’ambivalenza del Pci, Cooke non convince quando liquida la strategia togliattiana in poche righe e senza argomentazioni. Tale strategia, scrive, «non permette l’identificazione del suo partito con la violenza e l’insurrezione», si veda P. Cooke, Luglio 1960, cit., p. 43. Se il giudizio sulle tendenze rivoluzionarie è consolidato, altrettanto non può dirsi per l’uso della violenza. Utile in proposito la lettura del quotidiano comunista e le frequenti dispute con i socialisti nei mesi di giugno-luglio ’60.
150 L. Barca, Cronache dall’interno del vertice del Pci, vol. I, Con Togliatti e Longo, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2005, pp. 235-238.
151 P. Di Loreto, La difficile transizione, cit., p. 387; N. Minuzzo, L’aria del ’48, «L’Europeo», 17 luglio 1960.
152 G. Baget Bozzo, Il partito cristiano e l’apertura a sinistra, cit., p. 294; Anche i funzionari americani notarono questo aspetto: «l’accettazione comunista della proposta di tregua di Merzagora è una prova forte del fatto che il Pci starà attento a non andare oltre i limiti della violenza che ha già raggiunto», si veda Severe Communist-led rioting, cit.
153 P. Di Loreto, La difficile transizione, cit., pp. 387-388.
154 Si veda L. Radi, Tambroni trent’anni dopo, cit., pp. 126-127; G. Baget Bozzo, recensione a P. Cooke, Luglio 1960, cit., 25 maggio 2001, ragionpolitica.it/testo.92.htm…. La necessità di portare a termine la nuova Resistenza e la continuità tra fascismo, Dc e Chiesa cattolica sono elementi ricorrenti nel lavoro di Murgia, secondo il quale Tambroni «è un frutto maturato nel giardino clericale», P.G. Murgia, Il luglio 1960, cit., p. 170.
155 Citazioni tratte da Movimento 30 giugno, Genova, 1960, in P. Cooke, Luglio 1960, cit., pp. 132-143. Le osservazioni di Baget Bozzo sono su ragionpolitica.it/testo.92.htm…
156 Un esempio eclatante di questo clima è il libro di Murgia, apparso nel 1968, si veda P.G. Murgia, Il luglio 1960, cit., pp. 111-112. Osservazioni pregevoli su questo in E. Galli della Loggia, La perpetuazione del fascismo e della sua minaccia come elemento strutturale della lotta politica nell’Italia repubblicana, in E. Galli della Loggia, L. Di Nucci (a cura di), Due nazioni. Legittimazione e delegittimazione nella storia dell’Italia contemporanea, Il Mulino, Bologna, 2003, pp. 248-252. Si veda anche R. Pertici, Il vario anticomunismo italiano (1936-1960): lineamenti di una storia, in E. Galli della Loggia, L. Di Nucci (a cura di), Due nazioni, cit., pp. 331-332.
157 Sui grandi cambiamenti legati al boom economico e sull’attesa di qualcosa di nuovo si vedano G. Crainz, Storia del miracolo italiano, cit., pp. 173-174; G. Tamburrano, Storia e cronaca del centro-sinistra, Rizzoli, Milano, 1990, pp. 91-92. Secondo il giornalista comunista Falaschi nel luglio ’60 si possono individuare i prodromi del ’68 e dell’autunno caldo, si veda G. Formigoni, A. Guiso (a cura di), Tambroni e la crisi del 1960, cit., p. 383.
Federico Robbe, Gli Stati Uniti e la Destra italiana negli anni Cinquanta, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2009-2010
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WD My Passport Ultra 6TB: tanta capacità ad un prezzo accessibile. Ma vale ancora un HDD portatile nel 2025?


Con il My Passport Ultra da 6TB, Western Digital porta sul mercato una capacità da storage professionale in formato tascabile ad un prezzo competitivo lo rendono interessante — ma le velocità tipiche da HDD restano il nodo da sciogliere in un mercato sempre più dominato dagli SSD.
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Con My Passport Ultra 6TB Western Digital è tra le poche aziende ad aver superato il limite dei 5TB per gli hard disk portatili da 2,5 pollici. Un limite tecnico imposto dalle dimensioni compatte di questi device, in grado di collegarsi al PC tramite USB e che non necessitano di alimentazione esterna. Il drive esterno di WD, compatibile con Windows e Mac, risulta quindi una delle poche opzioni disponibili sul mercato ed offre un ottimo rapporto tra capacità, portabilità e prezzo. I principali concorrenti, basati su tecnologia SSD sono superiori in velocità e robustezza ma il costo da sostenere è significativamente più alto. In questo articolo Techpertutti analizza nel dettaglio il WD My Passport Ultra 6TB, e tra design, software, sicurezza dei dati e confronto di prestazioni cercheremo di capire se vale davvero la pena sceglierlo.

WD My Passport Ultra 6TB – Scheda Tecnica | Techpertutti.com

WD My Passport Ultra 6TB

Scheda tecnica completa

Capacità
6 TB

Interfaccia
USB-C / USB 3.2 Gen 1

Velocità max
5 Gbps

Rotazione disco
5.400 rpm

Crittografia
AES 256-bit

Dimensioni
110 × 82 × 22 mm

Peso
237 g

Garanzia
3 anni

Alimentazione
Bus powered (USB)

Compatibilità
PC, Mac, PS4/5, Xbox

Design e costruzione


Il WD My Passport Ultra 6TB si presenta con un form factor da 2,5 pollici, un'estetica sobria con una finitura lucida sulla parte superiore e una base in plastica opaca. Le colorazioni disponibili variano a seconda della capacità: in particolare, nella versione da 2TB troviamo anche il color oro, in aggiunta all'argento e al blu. La versione Ultra da 6TB in prova è disponibile solo in blu, ha sullo stesso lato un connettore USB-C con accanto l'indicatore LED di attività. Il cavo in dotazione misura circa 46 cm, sufficiente per l'uso quotidiano.
Sul lato superiore troviamo la porta USB-C ed accanto il led di statoSul lato superiore troviamo la porta USB-C ed accanto il led di stato
Il punto debole estetico è lo spessore: infatti, con i suoi 22 mm risulta decisamente più spesso rispetto a qualsiasi SSD portatile comparabile. Tuttavia, le sue dimensioni non costituiscono un problema di portabilità perchè il My Passport Ultra entra comodamente in una borsa da laptop o in uno zaino tecnico.
WD My Passport Ultra entra comodamente nelle tasche ed il suo utilizzo è molto versatile
Il WD My Passport Ultra integra una porta USB-C e include nella confezione un adattatore USB-C / USB-A, pensato per chi utilizza ancora dispositivi con connettori di vecchia generazione — una scelta pratica che amplia la compatibilità senza dover acquistare accessori aggiuntivi. Il drive, inoltre, è dotato di software integrato per la gestione dei file e il backup automatico, con protezione tramite password e supporto alla crittografia hardware AES a 256 bit. Un livello di sicurezza di livello professionale che rende i dati illeggibili a chiunque non sia autorizzato, anche in caso di smarrimento o furto del dispositivo.

Confronto Velocità HD Portatili | Techpertutti.com

Confronto Velocità – HD Portatili

Lettura e scrittura sequenziale (MB/s)

Lettura sequenziale

Scrittura sequenziale

★ WD My Passport Ultra 6TB
In prova HDD · 5.400 rpm

Lettura

~130 MB/s

Scrittura

~109 MB/s

Seagate One Touch 5TB
HDD · 5.400 rpm

Lettura

~145 MB/s

Scrittura

~136 MB/s

LaCie Rugged Mini USB-C 5TB
HDD · 5.400 rpm

Lettura

~132 MB/s

Scrittura

~130 MB/s

Toshiba Canvio Advance 4TB
HDD · 5.400 rpm

Lettura

~138 MB/s

Scrittura

~129 MB/s

I valori indicati sono orientativi e possono variare in base alla configurazione del sistema, al tipo di file trasferito e alle condizioni d'uso.

Prestazioni


Dopo la configurazione iniziale, ho utilizzato l'HD per verificarne la velocità di lettura dati: il processo di trasferimento ha raggiunto i 110 MB/s costanti, senza cali, in media con gli hard disk portatili 2,5" di questa generazione. Un aspetto apprezzabile è il funzionamento silenzioso del drive: il rumore di rotazione è estremamente basso, appena percettibile in ambienti anche in ambienti silenziosi. L'alimentazione avviene interamente via USB, senza cavi di rete o adattatori aggiuntivi. Le prestazioni potrebbero sembrare modeste rispetto agli standard odierni ma è importante capire il contesto tecnologico in cui si inserisce questo drive.

HDD vs SSD: qual è la differenza


Se stiamo valutando di acquistare il WD My Passport Ultra, potremmo chiederci perché non comprare direttamente un SSD portatile? La risposta dipende tutto da cosa ci serve davvero: un Hard Disk Drive come questo di WD funziona tramite una testina meccanica che si sposta fisicamente sopra dei piatti magnetici rotanti per leggere e scrivere i dati.

È una tecnologia collaudata, affidabile e soprattutto economica per grandi capacità. Uno svantaggio rispetto ai drive a stato solido è la velocità, espressa in giri al minuto (rpm) e dalla posizione fisica dei dati sul disco. Un SSD (Solid State Drive), al contrario, non ha parti mobili: i dati vengono archiviati su chip di memoria flash NAND, garantendo accessi praticamente istantanei, consumi ridotti e maggiore resistenza agli urti.
Screenshot del software di gestione del My Passport Ultra 6TBScreenshot del software di gestione del My Passport Ultra 6TB

Conclusioni


In un'epoca in cui gli SSD dominano sempre di più il mercato dello storage portatile il WD My Passport Ultra da 6TB conserva una sua nicchia di mercato. In particolare, il suo costo per terabyte rimane imbattibile rispetto a qualsiasi SSD equivalente, e la sua capacità di offrire ben 6 TB tascabili offre un formato adatto a tenere al sicuro intere librerie multimediali, backup periodici e persino i giochi. A completare il quadro, Western Digital ha integrato materiali riciclati nella costruzione, un segnale concreto di attenzione alla sostenibilità che si aggiunge a un design tutto sommato solido, sviluppato per resistere all'uso quotidiano. Infine, ma non meno importante, la garanzia di ben 3 anni offerta dal produttore. Dunque, se avete bisogno di archiviare enormi librerie di filmati, foto RAW, o semplicemente "alleggerire" l'enorme quantità di file conservati nel Cloud, questo disco è un'unità di storage molto affidabile e difficile da battere in rapporto qualità-prezzo.

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Wine 11.5: meno crash, più giochi che girano su Linux


Wine 11.5 è disponibile con correzioni importanti per giochi come Red Dead Redemption 2 e Detroit: Become Human, librerie Unicode integrate e miglioramenti al sistema di compilazione.
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Nuovo aggiornamento per Wine, il software che permette di eseguire programmi Windows su Linux, macOS e BSD senza avere Windows installato. La versione 11.5 non è una release maggiore, ma porta con sé alcune novità concrete.

La più rilevante riguarda il supporto a Syscall User Dispatch su Linux. In parole povere: certi giochi e applicazioni Windows comunicano direttamente con il sistema operativo usando chiamate di sistema “grezze”, bypassando i canali standard. Wine faticava a intercettarle correttamente, il che causava crash. Con questa versione, quella gestione migliora, e lo si vede dai fix inclusi: Red Dead Redemption 2 e Detroit: Become Human smettono di crashare per questa ragione.

Wine 11.5 include ora anche le librerie ICU direttamente nel pacchetto. ICU è una raccolta di componenti per gestire testo internazionale, codifiche e Unicode. Averle integrate significa meno dipendenze da risolvere manualmente e comportamento più coerente tra sistemi diversi, utile soprattutto per applicazioni che lavorano con lingue non latine o set di caratteri particolari.

Il sistema di compilazione accetta ora codice C++, il che apre la porta a contributi più moderni e facilita l’integrazione di librerie esterne.

Completano il quadro diverse correzioni alla compatibilità con VBScript, il vecchio linguaggio di scripting di Microsoft ancora presente in molte applicazioni aziendali, e una ventina di fix su programmi specifici tra cui Evernote, Clip Studio Paint e vari strumenti .NET.


FONTE winehq.org


FONTE linuxiac.com


FONTE phoronix.com

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today, 26 mar., in rome: andrea colamedici @ the jcu – abt his book “prompt thinking”


Book presentation.
Andrea Colamedici talks to
Brunella Antomarini, Donatella della Ratta, Valentina Tanni

Colamedici _ presentazione alla JCU - John Cabot University
cliccare per ingrandire

https://neocyberneticcrew.org
#AndreaColamedici #bookPresentation #BrunellaAntomarini #DonatellaDellaRatta #JCU #JianweuXun #JohnCabotUniversity #NeocyberneticCrew #neocyberneticcrewOrg #nero #ValentinaTanni

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NodeBB 4.10: il forum open source che parla sempre meglio col Fediverso


NodeBB 4.10.0 migliora la pagina /world, aggiunge il testo alternativo federato e pubblica gli outbox utente. Un aggiornamento importante per chi gestisce forum federati.
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NodeBB, la piattaforma forum open source basata su Node.js, raggiunge la versione 4.10.0 con un aggiornamento che rafforza ulteriormente l’integrazione con ActivityPub, il protocollo alla base del Fediverso.

La pagina /world cresce ancora


La novità più visibile riguarda la pagina /world, il feed che raccoglie contenuti locali e federati. Da questa versione può essere impostata come pagina iniziale dell’istanza, e il compositore rapido in cima alla pagina consente di scegliere la categoria in cui pubblicare, senza passare dal compositore completo. È stato aggiunto anche un filtro per visualizzare i soli contenuti locali, utile per chi preferisce concentrarsi sulle discussioni della propria comunità.

Testo alternativo e accessibilità in federazione


NodeBB supportava già il testo alternativo per le immagini, ma fino ad ora questa informazione non veniva trasmessa alle altre istanze del Fediverso. Con la 4.10, il testo alt viene incluso nei dati ActivityPub sia per le immagini caricate sia per quelle collegate esternamente, un passo avanti concreto per l’accessibilità dei contenuti federati.

Outbox e interoperabilità


L’altra novità tecnica significativa è la pubblicazione degli outbox degli utenti e delle categorie. Si tratta di un elemento fondamentale del protocollo ActivityPub: permette ad altre piattaforme federate di consultare l’elenco dei contenuti pubblicati da un utente o da un gruppo, migliorando la compatibilità con Mastodon, Lemmy, Friendica e gli altri software del Fediverso. Sempre in ambito federazione, i visitatori non registrati che accedono a un contenuto remoto vengono ora reindirizzati alla fonte originale, riducendo la confusione legata alla cache locale dei contenuti federati.

Correzioni e miglioramenti


La versione 4.10 sistema diversi problemi della federazione: i blog WordPress si importano correttamente, il conteggio dei follower si sincronizza a dovere, e la compatibilità con BridgyFed è stata ripristinata. Tra le altre novità, il pannello di amministrazione mostra ora i cronjob attivi, le notifiche sono state migliorate nell’esperienza d’uso, e l’installazione come app progressiva (PWA) offre un’interfaccia più curata.

L’aggiornamento è già attivo su Citiverse, il forum federato italiano basato su NodeBB. Chi volesse provare l’hosting per un proprio progetto, può dare un’occhiata a Webdock, che ospita anche Citiverse.


FONTE github.com


FONTE community.nodebb.org

#hot
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Randazzo tra ‘800 e ‘900, il paese dei cavalieri


Marina Mangiameli, storica e docente, ha letto per noi “Il Paese dei Cavalieri. Potere e società in Sicilia tra ‘800 e ‘900. Il paradigma Randazzo” (Carthago, 2025) di Domenico Palermo.

Nessuno di noi potrebbe vivere senza memoria, senza ricordare il proprio passato cioè quell’insieme di esperienze che ci rendono ciò che siamo. Sembrerà strano ma la stessa cosa vale per le terre, le […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/26/rand…

#emigrazione #Mafia #Randazzo #sbarcoAlleato #secondaGuerraMondiale #storiaLocale

Questa voce è stata modificata (14 ore fa)
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🔴 In diretta ora! Si gioca a Tomodachi Life: Una vita da Toscano – versione di benvenuto! 📺 Guarda ora su https://www…


🔴 In diretta ora!Si gioca a Tomodachi Life: Una vita da Toscano - versione di benvenuto!📺 Guarda ora su https://www.youtube.com/watch?v=YP8PmsBdDbA#live #livestream Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/03/in-diretta-ora-si-gioca-tomodachi-life.html
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🔴 In diretta ora![/b]
Si gioca a Tomodachi Life: Una vita da Toscano – versione di benvenuto!

📺 Guarda ora su https://www.youtube.com/watch?v=YP8PmsBdDbA

#live #livestream

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news.creeperiano99.it/2026/03/…

Questa voce è stata modificata (22 ore fa)
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Lemmy 0.19.17 risolve un’altra vulnerabilità SSRF: aggiornare subito


Lemmy 0.19.17 corregge una seconda vulnerabilità di tipo SSRF legata all'accesso agli host interni. Gli amministratori di istanze pubbliche devono aggiornare immediatamente. Feddit.it è già aggiornato.
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È il secondo giro in poche settimane sullo stesso tipo di problema. Lemmy 0.19.17, rilasciato di recente, tappa un’altra falla di sicurezza legata all’accesso agli host interni, variante di quella già corretta con la 0.19.16.

La versione precedente aveva risolto CVE-2026-29178, una vulnerabilità SSRF (Server-Side Request Forgery) senza autenticazione richiesta, classificata con severità alta. In sostanza, un attaccante esterno poteva sfruttare un’istanza Lemmy pubblica come trampolino per raggiungere risorse sulla rete interna del server host. La 0.19.17 chiude un ulteriore vettore dello stesso tipo, individuato dopo il primo fix.

Non risulta esecuzione di codice remoto, ma il profilo di rischio resta significativo per qualsiasi istanza esposta su internet. Chi gestisce un’istanza Lemmy dovrebbe aggiornare senza aspettare.

Feddit.it è già aggiornato alla versione 0.19.17.

Le istruzioni ufficiali per l’aggiornamento sono disponibili per ansible e docker, senza modifiche alla configurazione esistente.


FONTE join-lemmy.org


FONTE advisories.gitlab.com

#hot
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new report on israeli genocidal behavior: “torture and genocide”


Francesca Albanese published a new report on the Palestinian situation: Torture and Genocide.

The report finds that the use of physical and psychological torture against Palestinians has been a defining feature of Israels ongoing settler-colonial genocide, both in custodial and non-custodial settings, creating a “torturous environment” aimed at tormenting Palestinians into annihilation, and expel them off of their land.

The testimonies of Palestinian survivors are harrowing, carrying a pain that shall stain our collective conscience forever.

The findings raise urgent legal and political responsibilities for Israel and other Member States. Silence and inaction are complicity.

Read the full report via these links: https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/ahrc6171-torture-and-genocide-report-special-rapporteur-situation-human

https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session61/advance-version/a-hrc-61-71-aev.pdf
#annihilation #bambini #children #colonialism #FrancescaAlbanese #Gaza #genocide #genocidio #IDF #inactionIsComplicity #invasion #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #Palestinians #politicalResponsibilities #prison #report #settlerColonialGenocide #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #survivors #torture #TortureAndGenocide #torturousEnvironment #warcrimes #zionism

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Ora siamo ricchi anche su Tomodachi Life: Una vita da sogno! #TomodachiLife #NintendoSwitch


Ora siamo ricchi anche su Tomodachi Life: Una vita da sogno!#TomodachiLife #NintendoSwitch Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/03/ora-siamo-ricchi-anche-su-tomodachi.html
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Ora siamo ricchi anche su Tomodachi Life: Una vita da sogno!

#TomodachiLife #NintendoSwitch

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news.creeperiano99.it/2026/03/…

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CoMaps esce con una nuova release stabile: dati aggiornati, migliorie pratiche e AppImage su Linux


La nuova versione di CoMaps, navigatore offline open source basato su OpenStreetMap, aggiorna i dati cartografici e migliora l'esperienza su Android, iOS e desktop Linux.
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CoMaps è un navigatore offline basato su OpenStreetMap: niente pubblicità, niente raccolta dati, codice aperto e gestione no-profit. È nato a maggio 2025 come fork di Organic Maps, dopo che alcuni contributori avevano sollevato preoccupazioni sulla governance e la trasparenza finanziaria del progetto originale. Da allora si sviluppa in modo comunitario su Codeberg.

La release v2026.03.23-5, uscita oggi, non rivoluziona nulla: è un aggiornamento regolare con una manciata di miglioramenti concreti.

I dati cartografici sono aggiornati al 21 marzo. Si affiancano nuovi articoli Wikipedia in ceco, tailandese, turco e ucraino per i punti di interesse, una gestione migliorata dei limiti di velocità per alcune categorie di strade e scudi autostradali capaci di mostrare anche nomi più lunghi.

Su Android, la navigazione in orizzontale mostra meglio il tracciato del percorso, le animazioni degli indicatori di avanzamento sono più fluide e gli orari con più turni giornalieri si leggono meglio. Su iOS si aggiornano le icone nelle schede informative dei punti di interesse.

La novità probabilmente più interessante per gli utenti desktop è il supporto alle build in formato AppImage. CoMaps era già disponibile su Flathub dall’inizio dell’anno, ma con AppImage la distribuzione su Linux si allarga ulteriormente.


FONTE codeberg.org


FONTE wiki.openstreetmap.org

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Urik 0.20: finalmente si può rinnegare l’autocorrezione


Urik 0.20.0-beta porta una miglioria all'autocorrezione, la gestione biometrica delle parole apprese e qualche ritocco alle prestazioni.
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La tastiera Android open source Urik arriva alla versione 0.20.0-beta con qualche novità che vale la pena segnalare, soprattutto per chi convive a fatica con l’autocorrezione automatica.

La modifica più utile riguarda proprio questo: quando Urik corregge una parola, quella che avevi scritto tu resta visibile nella barra dei suggerimenti. Basta toccarla per tornare alla versione originale, senza dover cancellare e riscrivere tutto.

Altra novità interessante: nella sezione Privacy & Dati compare ora una schermata dedicata alla gestione delle parole apprese dalla tastiera. Si possono visualizzare ed eliminare, e l’accesso è protetto da autenticazione biometrica.

Sul resto: prestazioni migliorate per digitazione e scorrimento, layout adattivo più reattivo quando si cambia la dimensione della tastiera, aggiornamento del layout Hcesar con le impostazioni portoghesi corrette, e un tasto chiudi aggiunto agli appunti.

Urik è disponibile su Google Play, F-Droid e GitHub.


FONTE github.com

#hot

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Next.js 16.2, sviluppare è diventato molto più rapido


Next.js 16.2 porta miglioramenti sensibili ai tempi di avvio in sviluppo, al rendering lato server e agli strumenti di debug. Le novità principali.
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Vercel ha rilasciato Next.js 16.2, un aggiornamento concentrato sulle prestazioni quotidiane e sulla qualità degli strumenti di debug.

La differenza più percepibile arriva all’avvio: rispetto alla versione precedente, il server locale è pronto in una frazione del tempo precedente. Contribuisce a questo anche Turbopack, il compilatore integrato, che con il nuovo Server Fast Refresh ricarica solo il modulo effettivamente modificato invece di svuotare l’intera catena di dipendenze. In applicazioni reali si traduce in aggiornamenti quasi istantanei durante lo sviluppo. Anche il rendering in produzione ne beneficia: un contributo diretto a React ha reso la gestione dei Server Components nettamente più efficiente, con riduzioni concrete dei tempi di risposta nelle applicazioni reali.

Debug meno a tentoni


La 16.2 ridisegna alcune parti del flusso di debug. Le pagine di errore in produzione hanno un aspetto nuovo e più leggibile; nell’overlay di sviluppo vengono mostrate le catene di errori annidati fino a cinque livelli di profondità, così da risalire all’origine senza dover scavare manualmente. Le discrepanze di idratazione tra server e client sono ora etichettate esplicitamente.

Nel terminale di sviluppo compaiono i log di ciascuna Server Function: nome, argomenti, tempo di esecuzione e file sorgente. Con next start --inspect è possibile collegare il debugger Node.js anche in produzione, non solo in locale.

Altro degno di nota


ImageResponse è sensibilmente più veloce, soprattutto per le immagini complesse; l’API Adapters, che consente alle piattaforme di personalizzare il processo di compilazione, è ora stabile. Il rilascio include anche oltre duecento correzioni e miglioramenti a Turbopack.


FONTE nextjs.org


FONTE nextjs.org


FONTE nextjs.org

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StrongPhrase aggiunge un punteggio per la facilità di battitura per le passphrase


StrongPhrase.net si aggiorna con un punteggio di difficoltà di digitazione e una pagina avanzata personalizzabile via parametri URL. Strumento open source, tutto in locale nel browser.
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strongphrase.net è un generatore di passphrase open source che gira interamente nel browser, senza inviare nulla a server remoti. Si basa su un algoritmo di Ryan Foster, poi ripreso e modernizzato da Jeremy Blanchard, e produce frasi casuali più facili da memorizzare rispetto al classico diceware.

L’aggiornamento recente introduce due novità. La prima è un punteggio per la facilità di battitura, che in realtà misura la difficoltà a digitare: penalizza le sequenze di lettere che richiedono lo stesso dito in successione, o le serie di tre o più caratteri che costringono a usare la stessa mano. In pratica, aiuta a scartare le passphrase belle da vedere ma scomode da scrivere, utile soprattutto per chi, disabilitati i dati biometrici, si ritrova a digitarla decine di volte al giorno.

L’autore è onesto sul rischio: se un avversario sa che hai usato questo filtro, può dare priorità alle combinazioni più “facili da scrivere” nel tentativo di indovinare la tua passphrase. Non è sicurezza aggiuntiva, è un compromesso consapevole tra praticità e superficie d’attacco.

La seconda novità riguarda la pagina /more, che raccoglie diversi formati di passphrase (liste EFF diceware, Orchard Street e altri). Adesso è configurabile via parametri URL: si può fissare l’entropia, nascondere il cursore, scegliere quante passphrase mostrare per tipo, limitare l’output a un solo formato. Comodo per chi vuole condividere un link già preimpostato, per esempio in un contesto aziendale o in una guida.

Per chi gestisce credenziali sensibili, abbinare un generatore del genere a un gestore di password serio rimane la strada giusta. Proton Pass supporta le passphrase direttamente, ma strumenti come StrongPhrase restano utili per i casi in cui serve qualcosa di digitato a mano, come la password principale del gestore stesso.


FONTE discuss.privacyguides.net


FONTE strongphrase.net

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La battaglia su chatcontrol: ecco come i governi dell’UE e la lobby tecnologica stanno cercando di ribaltare il voto del Parlamento. L’analisi approfondita di Patrick Breyer

Con una manovra senza precedenti, il gruppo conservatore del PPE sta tentando di forzare una nuova votazione giovedì (26 marzo) per ribaltare la decisione di principio del Parlamento e mantenere in vigore la scansione indiscriminata delle chat. Una votazione preliminare di oggi determinerà se questa nuova votazione avrà luogo o verrà cancellata dall’ordine del giorno.
informapirata.it/2026/03/25/la…

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Invece di goderci la demo di Tomodachi Life: Una vita da sogno, si fa…


Invece di goderci la demo di Tomodachi Life: Una vita da sogno, si fa... #TomodachiLife #NintendoSwitch Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mostra/Nascondi il widget Telegram https://news.creeperiano99.it/2026/03/invece-di-goderci-la-demo-di-tomodachi.html
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Invece di goderci la demo di Tomodachi Life: Una vita da sogno, si fa…
#TomodachiLife #NintendoSwitch

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TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali: i nuovi tablet presentati al MWC 2026


Al Mobile World Congress 2026 TCL ha presentato due tablet con filosofie opposte: il Note A1 NXTPAPER con display paper-like e stilo incluso, e il TAB A1 Plus da 12,2 pollici con schermo 2.4K e Snapdragon 4 Gen 2.
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TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali

In occasione della recente edizione del MWC 2026, TCL ha ampliato il proprio portafoglio tablet. L' azienda ha, infatti, presentato una nuova gamma di dispositivi progettati per accompagnare le diverse esigenze della quotidianità digitale, combinando produttività, creatività e intrattenimento.
TCL Note A1 NXTPAPERTCL Note A1 NXTPAPER

Produttività e scrittura digitale evoluta


Protagonista della categoria dedicata alla produttività è TCL Note A1 NXTPAPER, dopo il debutto premiato al CES. Si tratta del primo e-note TCL dotato di tecnologia NXTPAPER, sviluppato per offrire un’esperienza visiva simile alla carta grazie al display NXTPAPER Pure con 3A Crystal Shield Glass. Abbinato alla T-Pen Pro, che garantisce latenza ultra-ridotta e 8.192 livelli di pressione, il dispositivo riproduce in modo naturale la sensazione della scrittura manuale, risultando ideale per appunti, annotazioni e attività creative. Le funzionalità integrate basate su intelligenza artificiale supportano l’organizzazione dei contenuti e la gestione delle note, contribuendo a creare uno spazio di lavoro digitale focalizzato ed efficiente, pensato per professionisti, studenti e content creator.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intrattenimento immersivo in mobilità


TCL TAB A1 Plus è progettato per offrire un’esperienza di intrattenimento coinvolgente anche in movimento. Il dispositivo integra un ampio display da 12,2 pollici con risoluzione 2.4K, basato su tecnologia TCL CSOT, capace di restituire colori vividi, contrasti definiti e immagini ricche di dettagli. La frequenza di aggiornamento a 120Hz garantisce scorrimento fluido, transizioni più naturali e maggiore reattività nei contenuti dinamici e nel gaming, rendendo l’esperienza visiva più confortevole anche durante la fruizione prolungata.

Dyson PencilWash: il lavapavimenti ultrasottile a 349 euro
Dyson lancia PencilWash, il lavapavimenti più sottile e leggero mai realizzato: impugnatura da 38 mm, peso percepito di soli 380 grammi e un sistema senza filtro che elimina batteri e cattivi odori. Disponibile in Italia dal 19 febbraio 2026 a 349 euro
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il sistema audio a quattro speaker completa l’esperienza multimediale con un suono più ampio e dinamico, assicurando un equilibrio armonioso tra immagini e audio. Streaming, eventi sportivi in diretta e contenuti brevi risultano così più coinvolgenti e realistici. Dal punto di vista del design, TCL TAB A1 Plus presenta una struttura unibody in metallo, che coniuga solidità e leggerezza in un’estetica essenziale e raffinata, pensata per la portabilità quotidiana.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intelligenza artificiale integrata nell’esperienza d’uso


Il TAB A1 Plus integra funzionalità intelligenti per semplificare le attività quotidiane. Google Gemini è disponibile come assistente personale AI per il supporto in tempo reale, mentre la funzione Circle to Search consente di ottenere informazioni immediate semplicemente cerchiando un elemento sullo schermo. Strumenti come Writing Assist e Text Assist facilitano la scrittura e l’elaborazione dei testi, contribuendo a rendere le interazioni più rapide ed efficienti.

Nuovo iPad Air M4: prezzo, scheda tecnica e novità | TechPerTutti
Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’interfaccia di sistema è stata ottimizzata per offrire maggiore fluidità e reattività. La nuova funzione Magic Hub consente di salvare e richiamare contenuti in un unico spazio, mentre le Large Folders migliorano l’organizzazione delle applicazioni. L’attivazione più rapida dello schermo diviso e delle finestre fluttuanti semplifica il multitasking, favorendo un’esperienza d’uso più intuitiva e continua. Con questa nuova gamma, TCL rafforza il proprio impegno nello sviluppo di un portafoglio tablet completo e versatile, in grado di supportare concentrazione, intrattenimento immersivo e produttività intelligente nella vita di tutti i giorni.


Dyson PencilWash: il lavapavimenti sottile come una matita che cambia il modo di pulire casa


Dyson ha presenta PencilWash, una soluzione più leggera, sottile e compatta per il lavaggio dei pavimenti. PencilWash unisce l’esperienza Dyson nel lavaggio dei pavimenti e l’attenzione all’igiene con un form factor ultra sottile, progettato internamente da Dyson, offrendo manovrabilità senza sforzo e prestazioni di pulizia igienica pensate per le case moderne.

MacBook Air M5 di Apple: leggero, potente e innovativo
Scopri il nuovo MacBook Air M5 di Apple: design sottile, prestazioni elevate e autonomia migliorata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Sottile e leggero


La nuova impugnatura ultrasottile, con un diametro di soli 38 mm, rende il lavaggio dei pavimenti semplice e intuitivo, senza compromettere igiene e prestazioni. PencilWash pesa 2,2 kg, con appena 380g percepiti in mano, ed è estremamente maneggevole: segue i movimenti in modo naturale con una semplice rotazione del polso, si inclina fino a 170° per pulire sotto i mobili bassi e raggiungere gli spazi più stretti, mantenendo prestazioni costanti.
La nuova impugnatura ha un diametro di soli 38 mmLa nuova impugnatura ha un diametro di soli 38 mm

Nessun filtro sporco


A differenza dei dispositivi del medesimo segmento, Dyson PencilWash non utilizza filtri che trattengono lo sporco, favoriscono la proliferazione batterica, emettono odori e risultano difficili e sgradevoli da pulire. Il design senza filtro elimina il rischio di accumulo di residui, ostruzioni o cali di prestazione, garantendo una pulizia potente e affidabile a ogni utilizzo.
Dyson PencilWash non utilizza filtri che trattengono lo sporcoDyson PencilWash non utilizza filtri che trattengono lo sporco

Rullo in microfibra ad alta densità


PencilWash è progettato per rimuovere ogni tipo di sporco in un’unica passata, inclusi residui liquidi e macchie ostinate. Il dispositivo è dotato di un rullo in microfibra ad alta densità, con 64.000 filamenti per cm², che ruota a 650 giri/min rimuovendo simultaneamente detriti liquidi e secchi in modo che l’acqua sporca e i residui vengano estratti continuamente dal rullo a ogni rotazione. In combinazione con un sistema di idratazione di precisione a 8 punti, che fornisce un flusso costante di acqua pulita al rullo, è possibile utilizzare sempre acqua fresca per la pulizia dei pavimenti, con un livello di igiene costante, pulizia dopo pulizia.
PencilWash è dotato di un rullo in microfibra ad alta densitàPencilWash è dotato di un rullo in microfibra ad alta densità

Fino a 100 m² di superficie


Il nuovo dispositivo di Dyson offre due modalità di idratazione, consentendo un controllo preciso del livello di umidità del pavimento. Dalle macchie leggere allo sporco più ostinato, è possibile regolare il flusso d’acqua in base alla superficie e alle esigenze di pulizia, ottenendo risultati ottimali con una finitura ad asciugatura rapida. Il serbatoio dell’acqua pulita da 300 ml consente di pulire fino a 100 m² di pavimento, circa la dimensione di un appartamento medio-grande. Con 30 minuti di autonomia e una batteria intercambiabile per un utilizzo prolungato, è possibile pulire una maggiore superficie in un’unica sessione, mantenendo sempre un’asciugatura rapida.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con PencilWash, Dyson interviene su una categoria di prodotto ridefinendone alcuni parametri chiave. Un peso percepito di soli 380 grammi, un'impugnatura da 38 mm e un sistema senza filtro che mantiene l'acqua pulita durante tutto il lavaggio sono le caratteristiche che distinguono questo modello dalla concorrenza. Per chi è alla ricerca di un lavapavimenti compatto, leggero e con un approccio igienico più rigoroso, PencilWash è una delle opzioni più interessanti disponibili nel 2026, ad un prezzo di 349,00 euro.


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Ostaggi dei tedeschi a Sacile


Sacile (PN). Foto: Stefano Travasci.Fonte: Wikipedia

[n.d.r.: quelle che seguono sono alcune pagine del diario di fra Benvenuto Grava, arrestato durante un rastrellamento tedesco a Motta di Livenza (TV) nel settembre 1944]
Ad un tratto il convoglio si ferma e l’autocarro che conduceva me caracolla per una frenata robustissima. Al fianco nostro passa una piccola macchina mimetizzata, sulla quale, fra gli altri, siede l’ufficiale che aveva prelevato me a Motta. L’ufficiale scende e con due soldati entra verso il recinto della predetta chiesa, mentre gli altri si disperdono per i vigneti, riempiendo i loro elmetti di uva e di mele. Qualche vecchietta compare sul limite dell’orto con un piatto di uva che viene ricevuto senza tanti ringraziamenti. Dopo cinque minuti ecco comparire un prete di statura più che media, bello, liscio, rotondo, roseo, a fianco del mio autocarro. Lo saluto ed egli, inconscio della sorte che stava per toccargli, domandava, rispondeva, parlava con alcuni preti della macchina più vicina. Furono brevissime parole perché l’ufficiale lo interruppe e gli intimò di salire. Senza salutare alcuno, anch’egli si vide portare via senza sapere il perché e per quale destinazione. La macchina riprese la corsa verso S. Vito al Tagliamento.
In queste ore di angoscia, i due signori che erano con me, Tonussi e Bertacco, dal loro parlare non dimostravano eccessiva apprensione e si facevano coraggio. Non nascondo che io ascoltavo volentieri le loro ottimistiche congetture e per qualche breve attimo mi sentivo un altro, ma poi ripiombavo in tristissime e sconvolgenti previsioni. Corri e corri, l’autocarro si fermò in piazza a S. Vito al Tagliamento e sostò per circa mezz’ora. Fui riconosciuto da qualche persona che non ardì avvicinarsi. La popolazione attonita ci guardava, ci compassionava, ma passava al largo. I soldati, almeno in parte, scesero ed entrarono presso i fruttivendoli dove pagando si portarono via ogni ben di Dio. I trenta minuti passarono. Nel frattempo mi ricordai del caro Santuario di Madonna di Rosa, del superiore e dei religiosi che colà si trovavano. Mi preoccupò fortemente il timore che, passando di là, non succedesse ciò che era successo a me a Motta.
Costruivo la scena prima che avvenisse. Ripartimmo.
Appena fuori porta Udine, l’autocarro, invece di proseguire dritto, girò immediatamente a sinistra, infilando la strada per Casarsa. Un nuovo e immenso polverone ci coperse del tutto, e il mio abito, da qualche giorno lavato e stirato, non ebbe più colore. Giunti a Casarsa, un po’ lentamente attraversammo il passaggio a livello, ripiegammo a sinistra sulla strada nazionale Pontebbana e via per Pordenone. Ebbi un momento di sollievo (se una circostanza simile poteva sollevare), ed allora dissi a me stesso: non a Udine, ma a Sacile. Se sulle altre strade l’autocarro correva molto, qui era diventato addirittura un bolide. Via via raggiungemmo e sorpassammo Pordenone, ed ecco Sacile. Lungo il percorso di circa 60 km la colonna dei cinque autocarri si era un po’ spezzata di modo che a un certo momento ci fecero fermare aspettando che il complesso di macchine si ricomponesse. A colonna riunita, tutti i civili e sacerdoti (e in quel momento ne scoprii più di quanti immaginassi) fummo fatti scendere per essere riuniti in due soli autocarri, sui quali ripigliammo la corsa per un paio di minuti. Quindi a destinazione… Dietro ordine preciso tutti scendemmo, ci sistemarono per quattro e ci fecero entrare per il portone di una caserma che, da quanto seppi dopo, era la sede del distretto militare di Sacile. Nel primo cortile fummo disposti a due a due, in due complessi, l’uno di fronte all’altro. Eravamo un misto di civili e preti in attesa. Dinnanzi a noi alcune guardie di finanza italiane, che ci guardavano ma non battevano ciglio: un tenente, un maresciallo e parecchi soldati tedeschi, armatissimi.
Da ricordare che i nostri rastrellatori erano scomparsi ancor sulla strada. Quell’ambiente, quelle facce nuove, quelle disposizioni, la chiusura fragorosa del portone d’ingresso, produssero in ciascuno di noi un nuovo momento di terrore. Furono scelti quattro individui da Oderzo e portati verso il muro di fronte a noi. Siccome pareva fossero indiziati per partigiani, una manovra simile provocò nelle nostre menti le più nere previsioni: fucilazione immediata? come esempio per tutti? I quattro scoppiarono in pianto e si adattarono. Dopo qualche minuto furono accompagnati in una stanza da soli.
Tutti noi poi fummo divisi in due gruppi di uguale numero. Il primo composto di 20 individui qualificati per sacerdoti, religiosi, medici, farmacisti, avvocati e grandi commercianti. Il secondo di gente non altrettanto qualificata. Alla prima compagnia appartenni anch’io. I primi furono avviati immediatamente ad una camerata a trenta metri dal corpo di guardia. I secondi in una camerata poco distante da noi, ma completamente separata. Entrammo accompagnati da un maresciallo e da alcune sentinelle. L’ambiente avrà avuto lo spazio di circa sette metri per quattro, altezza tre e cinquanta. Tre finestre grandi, alle quali non si arrivava se non salendo su un tavolone. Pavimento di cemento. Una tavola appoggiata alla parete. Un po’ di paglia per terra, due sgabelli tipo corpo di guardia. Era tutto. Ci guardammo in faccia. Ognuno lentamente, nella strettezza del luogo, in una specie di tranquillità, giacché eravamo completamente soli, incominciò la strana storia della propria cattura. In tutti c’era la medesima persuasione che si trattasse di qualche giorno e non di più. Dai primi contatti verbali con Mons. Visintin, abate di Oderzo, si comincia a capire qualche cosa della nostra posizione in questa circostanza: ostaggi! Possibile! Che centriamo?! Quel vocabolo “ostaggi” divenne fortemente indicativo, tanto che per qualche giorno occupò la mente di ognuno e divenne l’unico oggetto dei discorsi.
Ostaggi! Intanto, con un certo impegno, ognuno dispose la propria paglia abbozzando la propria cuccia. Di fronte a me il Comm. Levada, avvocato di Oderzo <158. Assestati alla meno peggio, ci accorgemmo di essere tutti bianchi per la polvere; ci sedemmo sulla paglia a commentare la situazione. Mancavano spazzole, non c’erano pettini. E i servizi? E per lavarsi? Avevamo estremo bisogno di lavarci ma… e il sapone? E più che tutto i servizi? Rilievi che affioravano subito, tanto più che si trattava di persone distinte.
Dopo mezz’ora la porta si aprì e la sentinella con voce un po’ bonaria disse: – – Gabinetto? Volere gabinetto? Tutti rispondemmo in coro un sì interessato e prolungato. – Avanti gabinetto, riprese il soldato. Questo luogo tanto importante era vicinissimo alla nostra stanza; aveva un rubinetto di acqua potabile, due water chiusi da porte che sotto lasciavano uno spazio libero di almeno 20 centimetri per facilitare il lavaggio dell’ambiente. Alle due pareti d’entrata due orinatoi per parte. Tutto questo rose e fiori. Ma l’interessante ero lo stato in cui si presentavano questi angoli così necessari. Erano tanto sudici che non si sapeva dove posare i piedi. Un orrore! Un odore pestifero!
Lo si fece capire e il giorno dopo venne sufficientemente rimediato. Intanto, con la scusa del gabinetto e della pulizia, abbiamo avuto una parvenza di libertà per circa tre quarti d’ora; però sempre nel corridoio.
Nel frattempo si avvicinarono qualche soldato italiano di finanza, qualche maresciallo di detta caserma, i quali, per l’assenza del comandante tedesco, in presenza delle guardie si sono intrattenuti con noi, si fecero conoscere, ci promisero qualche favore e ci imbottirono di buone parole: un giorno, due giorni, poi tutti a casa. Interrogatorio semplice, visita dei documenti, poi… libertà. – Hanno sempre fatto così, altrettanto faranno con voi, non dubitate, non preoccupatevi -. Di costoro che si avvicinavano furtivamente tengo a mente un maresciallo piccolo che aveva tanta cordialità ma, per una certa frequenza con noi, per il suo continuo rovescio di buone parole, passò sulla bocca di tutti per un chiacchierone e non più. A me però diede una coperta e un po’ di pane bianco, dato che mi feci conoscere per malato. Per questo gli serbai e gli serbo tanta gratitudine. Un altro brigadiere di finanza mi fece un’ottima impressione, e così un soldato di Mogliano Veneto che mi comprò un po’ di uva. Terminata l’operazione pulizia, fummo pregati di rientrare nella nostra stanza.
Che senso vedere tante persone distinte, tanti sacerdoti guardati e seguiti dalle guardie armate! Che senso sentir chiudere il catenaccio della porta, veder scendere la luce dall’alto! Dio mio! Erano le ore 20 circa e… la cena? Non si mangia? Nessuno aveva portato con sé qualche cosa che avesse potuto supplire almeno per la prima sera; anzi, qualcuno non aveva assaggiato nulla tutto il giorno. L’affare si faceva serio. Dopo un po’ si chiamò la guardia che venne subito e gli si chiese se avessero pensato qualche cosa per noi in quella sera. La sua risposta fu: “Langsam, aine moment.” Richiuse… e tutti: “Speriamo!” Tra il difficile convincersi della nuova situazione drammatica, tra i ragionamenti che ancora parevano insulsi, quindi senza costrutto, tra un sospiro e l’altro, si fece buio. Venne accesa la lampada di mezzo ma… la fame batteva. Anche la stanchezza era enorme, però non accasciante, almeno per quella sera, giacché la novità del fatto aveva caricato ognuno di un tale nervosismo che non permetteva neppure agli organi materiali di ricercare un po’ di riposo. Ad un tratto Mons. Visintin, dal suo angolo particolare, alzò la voce e chiese per cortesia un po’ di silenzio. Tutti tacquero e si volsero automaticamente verso di lui. L’ho ancora presente. Un omone grande e grosso, sebbene non grossissimo, reso voluminoso dalla veste talare, dalle braccia alzate e tese in avanti in atto di ottenere attenzione. – Sentite, sentite, – disse, – noi qui, ringraziando Iddio, ci conosciamo tutti o quasi tutti. Certamente siamo tutti cristiani e spero anche praticanti. A quest’ora circa, ogni sera, noi eravamo nelle nostre case accanto ai nostri cari e, giova crederlo, nella maggioranza delle nostre famiglie si recitava il S. Rosario. Per questo voglio dirvi la mia proposta. Sentite, sentite! Vi dispiacerebbe che noi per quel po’ di sere che ci tengono qui in prigione, lontano dai nostri cari, recitassimo a quest’ora il Rosario in onore della Madonna perché nella sua materna bontà si degni di venirci in aiuto in un momento tanto difficile? – Tutti risposero un sì interessato ma spontaneo e caloroso. – Ed allora, riprese Mons. Visintin, non perdiamo il tempo e, fin da questa sera, accaparriamoci il materno aiuto della Madonna con la recita del Rosario. – Deus in auditorium meum intende. – Domine…
Chi aveva la corona in tasca la estrasse, chi non l’aveva pregò lo stesso. Tutti in quel quartino d’ora mantennero un comportamento edificante e non solo in quella sera ma anche nelle altre. La maggioranza in piedi, qualche sacerdote in ginocchio, tutti rispondevano con accorata fiducia. Da tenere presente che Monsignore da uomo pratico com’era, per non stancare troppo i detenuti, diceva 7 o 8 Ave Maria per ogni decina. Terminato il Rosario, un De Profundis per le anime purganti e una Salve Regina per i nostri cari e per quelli che si interessavano di noi. La recita di quella preghiera serale in quell’oscurità, sotto l’incubo dei pensieri più tristi, al termine di una giornata tra le più strane e penose della vita di ognuno, sembrava l’espressione di una fede illuminata che tutti avevano ma che non tutti, fino ad allora, sentivano ugualmente. Occhi fissi, visi preoccupati, sospiri prolungati!
Per tutti, mai come in quella sera e durante quel Santo Rosario, le relazioni con i propri congiunti lontani sono state più affettuose e più strette. Mai nella fantasia di ognuno era apparsa tanto bella e adorabile la propria casa, mai tanto preziosi i propri figlioli, tanto bella e buona la propria moglie! Terminata la preghiera tornò alla ribalta il pensiero del mangiare e più che il pensiero del mangiare, la fame. Tutti si chiedevano se per la prima sera i nostri nuovi padroni non avessero voluto farci assaggiare la loro bontà e generosità.
Ore 21. Poi le 21 e 30! Insomma si pensava che non ci fosse altro da fare che adagiarsi sulla paglia, calmi e più o meno placidi. Era caldo, zanzare in numero infinito, che i tedeschi chiamavano sthucas o moschitos. Alle 22 il catenaccio della stanza ruppe stranamente il silenzio; si aprì la porta, entrarono due soldati portando una marmitta: era la cena. Il cuoco era austriaco, sui quarant’anni, tipo assai buffo, il quale sapeva qualche cosa di italiano. Gli piaceva molto il vino e le sigarette, ma più il vino. Era grasso, con un faccione da scena, con due occhietti piccoli ma vivi. Piatti, scodelle, cucchiai?… In tutto quattro o cinque coperchi di gavette con neanche altrettanti cucchiai. Ci apprestammo a servirci per turno, si capisce, senza possibilità di lavare l’un per l’altro queste lussuose posate e stoviglie. Così si vide sorseggiare un po’ di brodo Mons. Visintin e tutti gli altri. Però per la prima sera e forse per ripagarci degli spaventi avuti e dell’ora tarda ci diedero anche una buona porzione di carne, un po’ dura, ma carne. Alla distribuzione erano presenti le sentinelle. Grazie a Dio per quella sera nessuno sarebbe più morto di fame.
Fatta una fumata – chi aveva sigari, chi sigarette – si affievolì la conversazione che momentaneamente si era riaccesa. Uno dei più alti fra gli ostaggi abbrunò la luce e definitivamente ci coricammo sulla paglia preziosa. Ogni tanto affiorava qualche lamento, qualche ricordo, qualche espressione di timore dalle labbra di qualcuno. Vennero le 23, le 24, l’una , le due, … ma di oltre venti persone, una sola riuscì a dormire veramente sodo, il Dott. Sordoni di Oderzo, il quale ad un certo momento cominciò a russare e non la smise, con l’invidia di tutti, fino al mattino. Il Cav. Segati di Ponte di Piave iniziò la serie delle sue notti disteso sul tavolone di mezzo con la valigia per cuscino.
16 settembre
[1944]Due novità inattese ci scombussolarono buonora. In Sacile era stato arrestato un capo partigiano, già maresciallo della medesima caserma. L’indomani in piazza, davanti a tutta la popolazione, doveva venire impiccato. Lascio immaginare l’impressione che fece in tutti noi, detenuti come ostaggi, tale notizia antelucana! I tristi presentimenti della sera precedente furono confermati. E qui in quest’occasione bisognerebbe che io descrivessi il pessimismo ad oltranza e contagioso dimostrato dai dottori Pellegrini e Sordoni. Qualche cosa di inaudito, di indicibile, di disastroso addirittura… La seconda novità, amara, specie per noi sacerdoti: la privazione della S. Messa e della Comunione. Mons. Visintin aveva chiesto al Comandante di poter celebrare ma aveva avuto per risposta che Dio è dappertutto perciò non era necessario. Nove sacerdoti e un chierico, Don Matteo Visintin, nipote del Monsignore, e tanta buona gente priva di messa e di comunione! Quanto dolore in tutti! Che delusione! – Tenteremo di nuovo, disse Mons. Visintin. Chiese rapporto col comandante una volta, più volte, ma nonostante le buone parole di un maresciallo e di alcuni subalterni, Mons. Visintin non venne mai ricevuto. Pazienza! Sabato 16 settembre, prima giornata di prigione. Con questa novità eravamo tutti storditi ed amareggiati all’estremo! Si pensava per lo meno che da un momento all’altro ci avessero chiamati per presentare i documenti e per venire interrogati… chissà su che cosa… ma nulla. Qualche soldato vedendo la nostra pena ci diceva: “oggi, domani, casa tutti”. Qualche altro: “fra due, tre giorni vi libereremo tutti”. Qualche altro ancora: “forse vi condurranno a Vittorio Veneto per essere interrogati”. – A piedi? – “Eh sì, a piedi!” Ogni tanto, oltre che nella mente di ognuno, affiorava anche nei discorsi l’argomento del disgraziato partigiano che all’indomani doveva venire impiccato. Qualcuno ripeteva: “che bella domenica domani! Forse faranno assistere anche noi a tale operazione. Mio Dio, che spavento!”. Inaspettatamente ci capitò in prigione Mons. Sandro, Arciprete di Motta di Livenza, con P. Paolino Visentin, mio Vicario nel Convento di Motta di Livenza. Entrarono di nascosto o in che forma non lo so. So solo che con loro non scambiai neppure dieci parole ed erano già usciti. Perché? Persuasione di tutti: temevano di subire la nostra medesima sorte. All’una ci viene portato un po’ di brodo con un bel pezzo di formaggio grana. Alcuni chiesero, e fu permesso, che venisse loro portato del pane e del vino. In mattinata furono iniziate le visite dei famigliari dei detenuti. Si incominciò a parlare con loro da quella finestra che, come dissi, per raggiungerla era necessario salire sul tavolone di mezzo e ancora su una seggiola. Più di uno però lo fece con profitto. Per quel mezzo si ebbero le prime impressioni di ciò che potessero pensare le nostre famiglie e i nostri paesi della nostra situazione.

[NOTA]158 L’avvocato Aurelio Girardini, nell’annuario del martirio del patriota Giovanni, incaricò proprio l’avvocato opitergino Antonio Levada di tenere il discorso durante l’inaugurazione della lapide in memoria del figlio, che è tutt’oggi affissa sulla parete della villa in viale Madonna. Il discorso è stato poi stampato in un libretto a cura della famiglia. Alcune copie sono conservate nell’Archivio Aurelio Girardini a Motta di Livenza (Tv).
Davide Drusian, Il diario di fra Benvenuto Grava e altre testimonianze inedite sull’occupazione nazifascista a Motta di Livenza (TV), Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2021-2022
#16 #1944 #arresti #BenvenutoGrava #civili #DavideDrusian #fascisti #fra #MottaDiLivenzaTV #ostaggi #partigiani #Pordenone #rastrellamenti #religiosi #sacerdoti #SacilePN #settembre #tedeschi #Udine

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Bear 2.7 ridisegna le TagCon e le porta fin dentro l’editor


L'aggiornamento 2.7 dell'app di note per Apple rinnova tutte le 260 icone associate ai tag e le rende visibili anche nel testo delle note.
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Bear, l’app di note in Markdown sviluppata da Shiny Frog, si aggiorna alla versione 2.7 su macOS e iOS con un intervento tutto incentrato sulle TagCon, le piccole icone che Bear abbina automaticamente ai tag nella barra laterale. Scrivi #casa e compare una casetta, digiti #musica e spunta una nota musicale: il meccanismo funziona in 11 lingue e la collezione conta 260 icone, tutte personalizzabili.

Con la 2.7 l’intera raccolta è stata ridisegnata da zero, con forme più morbide e tratti uniformi pensati per integrarsi meglio con Bear Sans, il carattere tipografico dell’app. Il risultato è una resa visiva più coerente su tutti i dispositivi Apple.

TagCon anche nell’editor


La novità più interessante, però, è un’altra: le TagCon ora compaiono anche direttamente nell’editor, accanto a ogni #tag nel corpo delle note. Fino alla versione precedente erano confinate alla barra laterale, adesso diventano parte integrante della scrittura, rendendo le note più leggibili a colpo d’occhio.

Su macOS è stato inoltre riprogettato il pannello di modifica dei tag, che semplifica l’accesso alla libreria di icone. Altra aggiunta: quando si trascina una nota su un tag nella barra laterale, ora si può scegliere dove posizionare il tag all’interno della nota.

Bear è gratuita con funzionalità di base, mentre l’abbonamento Pro (2,99 $/mese o 29,99 $/anno) sblocca sincronizzazione iCloud, esportazione avanzata e ricerca OCR. Disponibile solo per l’ecosistema Apple.


FONTE blog.bear.app

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27 marzo, roma, camera verde: silvio parrello cantastorie


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#CameraVerde #film #FrancescaVitale #Pasolini #proiezione #SilvioParrello

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Vivaldi 7.9 nasconde l’interfaccia e ti lascia solo con il web


Vivaldi 7.9 introduce l'auto-scomparsa dell'interfaccia per navigare senza distrazioni, i tab follower per esplorare i link senza perdere il filo, e diverse migliorie al client di posta integrato.
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Vivaldi 7.9 arriva con una funzione che, una volta provata, viene da chiedersi perché nessun browser l’abbia mai proposta così: l’interfaccia del browser può sparire del tutto, lasciando sullo schermo soltanto la pagina web.

Interfaccia invisibile, ma presente


La novità principale si chiama UI Auto-hide e non va confusa con il classico schermo intero attivabile con F11, che esiste da sempre in qualsiasi browser. La differenza è concreta: F11 porta tutto a schermo intero, coprendo anche la barra delle applicazioni del sistema operativo e impedendo di affiancare altre finestre. UI Auto-hide invece lavora dentro la finestra normale. La finestra resta ridimensionabile, affiancabile ad altre app, visibile nella taskbar, ma al suo interno spariscono barre delle schede, degli indirizzi, pannello laterale, preferiti e barra di stato. Rimane solo il contenuto del sito.

Si attiva con Ctrl+F11 (Cmd+F10 su Mac) o dall’icona nella barra di stato. Per riavere l’interfaccia basta spostare il cursore verso un bordo qualsiasi dello schermo: tutto ricompare istantaneamente e si ritira di nuovo appena ci si allontana. C’è anche un livello di granularità che il fullscreen tradizionale non offre: da Impostazioni → Aspetto → UI Auto-hide si può scegliere quali elementi nascondere e quali tenere visibili, per esempio togliendo solo la barra delle schede ma conservando quella degli indirizzi. Per chi preferisce comunque il vero schermo intero, un’opzione dedicata rende accessibili pannelli e barre anche in modalità fullscreen.

Tab follower: esplorare senza perdere il filo


L’altra aggiunta interessante è il tab follower. Facendo clic destro su un link e scegliendo “Apri come tab follower affiancato”, la pagina collegata si apre in una vista affiancata accanto a quella originale. Il bello è che i successivi link aperti dalla scheda di partenza continuano a caricarsi nel tab follower, lasciando intatta la pagina principale. Utile per scorrere un indice aprendo le varie sezioni di fianco, per confrontare prodotti in un elenco, o per seguire un classico labirinto di link su Wikipedia senza smarrire il punto di partenza.

Novità per Vivaldi Mail


Anche il client di posta integrato riceve attenzione. Il compositore dei messaggi può ora aprirsi in una finestra separata, comoda per chi lavora con più monitor o vuole scrivere mentre consulta la casella. Il passaggio tra testo formattato e testo semplice si riduce a un singolo pulsante, il consumo di memoria nella lista messaggi è stato ottimizzato per chi gestisce caselle voluminose, e la gestione delle risposte alle mailing list è stata migliorata. Arriva infine la possibilità di salvare i messaggi selezionati come file su disco.

Vivaldi 7.9 è disponibile per Windows, macOS e Linux dal sito ufficiale. Come sempre, il browser include blocco integrato di pubblicità e traccianti, sincronizzazione crittografata e supporto alle estensioni di Chrome. Per chi cerca un’alternativa di posta elettronica indipendente e attenta alla riservatezza, vale la pena dare un’occhiata anche a Fastmail, che offre 30 giorni di prova gratuita.


FONTE vivaldi.com

#hot
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the photographer / elena zanini. 2026


Elena Zanini_ The Photographer_ 2026_
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#ElenaZanini #foto #fotografia #photo #photograph

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Inoreader aggiorna la collaborazione di team: dashboard condivisi, archivi e report automatici


Inoreader introduce dashboard condivisi, archivi di file, filtri di team e report intelligenti per i piani aziendali. Un aggiornamento sostanzioso per chi usa il lettore RSS in gruppo.
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Inoreader ha rilasciato un pacchetto di novità rivolte ai team, con funzioni pensate per chi usa il lettore di feed RSS in contesti professionali e collaborativi.

La novità più attesa è quella dei dashboard condivisi: gli amministratori possono ora creare bacheche personalizzabili, visibili a tutti i membri del team, configurabili con nome, modello di layout e vari widget. Una funzione che mancava e che molti chiedevano da tempo.

A questo si affianca la possibilità di costruire archivi condivisi caricando file direttamente dentro Inoreader. Ogni file viene convertito automaticamente in un articolo, rendendolo ricercabile e navigabile insieme ai normali flussi di contenuto.

Sul piano dell’interfaccia, l’impostazione a schede è stata sostituita da una barra laterale che raccoglie in un unico punto tutti i collegamenti relativi al lavoro di gruppo, semplificando la navigazione tra gli strumenti collaborativi.

Filtri e report per i piani Intelligence


Chi sottoscrive il piano Team Intelligence ha accesso a due ulteriori funzioni. I report intelligenti permettono agli amministratori di generare sintesi per il team, sia manualmente sia con cadenza automatica programmata. I filtri di team, invece, consentono di impostare regole condivise sulle cartelle del gruppo per eliminare i duplicati o filtrare contenuti specifici, in modo che tutti i membri vedano solo ciò che è davvero rilevante.

Inoreader rimane una delle opzioni più solide per chi vuole gestire flussi RSS in modo avanzato, e questi aggiornamenti lo rendono più interessante anche per redazioni e team di ricerca. Non è software libero, ma per chi cerca uno strumento professionale di monitoraggio dei contenuti vale la pena tenerlo d’occhio. Se invece si preferisce restare su soluzioni autogestite, l’alternativa più vicina resta FreshRSS.


FONTE inoreader.com


FONTE alternativeto.net

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Thunderbird scopre le carte: roadmap pubblica per desktop, Android e iOS


Il progetto Thunderbird rende pubblici i piani di sviluppo per il 2026: supporto Exchange completo, riscrittura del codice mobile e client iOS in arrivo.
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Thunderbird ha pubblicato le roadmap ufficiali per il 2026, consultabili da chiunque su roadmaps.thunderbird.net. I piani coprono quattro aree: il client desktop per Windows, macOS e Linux, l’app Android, il futuro client iOS e i servizi Thunderbird Pro.

Ogni voce della roadmap è scritta volutamente in linguaggio non tecnico, perché anche chi non mastica codice possa capire dove sta andando il progetto. A fine di ogni trimestre il team terrà una revisione interna e comunicherà eventuali cambiamenti di priorità.

Cosa bolle in pentola


Il fronte desktop è ricco. Il lavoro più atteso è probabilmente il completamento del supporto al protocollo Exchange, che dovrà funzionare con tutte le versioni di Exchange e Microsoft 365, calendario e rubrica inclusi. Con Microsoft che disabiliterà Exchange Web Services su Exchange Online a ottobre 2026, la corsa all’implementazione delle API Graph è già in corso. In cantiere anche il database globale “Panorama”, il rifacimento dell’interfaccia del calendario e miglioramenti alla crittografia.

Per quanto riguarda il mobile, il team sta riscrivendo buona parte del codice ereditato da K-9 Mail. L’obiettivo è rendere l’app più stabile e preparare il terreno per novità come le firme HTML sincronizzate col desktop, il supporto ai protocolli JMAP ed Exchange e l’integrazione del calendario. Sull’interfaccia si abbandona Material UI in favore di Bolt UI, un sistema di design interno.

Il client iOS è ancora nelle fasi iniziali, con IMAP come primo protocollo supportato, ma la sua presenza nella roadmap pubblica conferma che lo sviluppo procede concretamente.

Infine, i servizi Thunderbird Pro proseguono con il completamento dell’interfaccia di Send (invio crittografato), il supporto all’autenticazione a più fattori e un prototipo di webmail.

Per chi vuole proporre funzionalità, Thunderbird ha messo a disposizione due canali: connect.mozilla.org per desktop e mobile, ideas.tb.pro per i servizi Pro.

Chi cerca un’alternativa rispettosa della privacy anche per la posta elettronica, può valutare Fastmail, che offre 30 giorni di prova gratuita, oppure la suite Proton, spesso in sconto.


FONTE blog.thunderbird.net


FONTE roadmaps.thunderbird.net


FONTE phoronix.com


FONTE blog.thunderbird.net

#hot
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GitLab 18.10: accesso senza password e IA contro i falsi allarmi di sicurezza


La nuova versione della piattaforma DevOps introduce le passkey per tutti gli utenti, il riconoscimento automatico dei falsi positivi nelle scansioni di sicurezza e i crediti AI anche per il piano gratuito.
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Con oltre 60 novità e 212 contributi dalla comunità, GitLab 18.10 porta miglioramenti concreti su sicurezza e accessibilità delle funzioni IA.

Accesso con passkey per tutti


Tutti gli utenti GitLab, indipendentemente dal piano, possono ora accedere alla piattaforma usando le passkey, lo standard di autenticazione senza password basato su crittografia a chiave pubblica. In pratica, al posto della classica combinazione nome utente e password si usa il riconoscimento biometrico del dispositivo (impronta, riconoscimento facciale) oppure un PIN.

La chiave privata resta sul dispositivo e non viene mai condivisa con il server, rendendo questo metodo resistente al phishing: anche se qualcuno intercettasse la comunicazione, non avrebbe nulla di utile. Per chi ha già attivato l’autenticazione a due fattori, le passkey diventano il metodo predefinito.

L’IA individua i falsi positivi nelle scansioni di sicurezza


Chiunque lavori con strumenti di analisi statica del codice (i cosiddetti SAST, che cercano vulnerabilità nel sorgente prima ancora che il software venga eseguito) sa quanto tempo si perde a verificare segnalazioni che poi si rivelano innocue. Con la versione 18.10, la funzione di rilevamento dei falsi positivi tramite GitLab Duo, la piattaforma IA di GitLab, esce dalla fase beta e diventa disponibile per i clienti Ultimate.

Dopo ogni scansione, il sistema analizza automaticamente le vulnerabilità critiche e ad alta gravità, assegnando un punteggio di attendibilità e una spiegazione del ragionamento. Non sostituisce la verifica umana, ma aiuta a stabilire le priorità. In questa release arriva anche, in versione beta, lo stesso approccio applicato al rilevamento di segreti esposti (credenziali, token e simili nel codice sorgente).

Crediti AI per il piano gratuito


Chi amministra un gruppo su GitLab.com con il piano gratuito può ora acquistare mensilmente i GitLab Credits, i crediti che sbloccano le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale della piattaforma Duo. Finora serviva un abbonamento a pagamento per accedere a queste funzioni: con la 18.10, basta un acquisto mensile di crediti senza vincoli di sottoscrizione.


FONTE about.gitlab.com


FONTE docs.gitlab.com


FONTE docs.gitlab.com

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Immich 2.6: connessioni native su mobile e nuovo strumento per gli amministratori


La versione 2.6 di Immich introduce il supporto HTTP nativo su Android e iOS, un pannello timeline nella mappa web, il comando schema-check e tanti miglioramenti al visualizzatore.
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Immich 2.6 raccoglie oltre 350 commit in sei settimane di lavoro. Non una release rivoluzionaria, ma un aggiornamento denso di migliorie concrete, soprattutto per chi gestisce la propria istanza in autonomia.

Connessioni native su mobile


La novità più rilevante è l’adozione di client HTTP nativi su Android e iOS. In pratica l’app abbandona le librerie di terze parti per affidarsi direttamente allo stack di rete del sistema operativo, con supporto per mTLS, certificati autofirmati, autenticazione di base e intestazioni personalizzate. Per chi ospita Immich su un proprio server con configurazioni di rete non standard, è un passo avanti importante. Come effetto collaterale, le prestazioni di rete migliorano grazie al supporto HTTP/2 e HTTP/3, con multiplexing e cache.

Mappa e visualizzatore


La vista mappa nella versione web ora apre un pannello laterale con mini-timeline quando si seleziona un gruppo di contenuti, rendendo più comodo sfogliarli al volo e aggiungere elementi ai preferiti o agli album. Il visualizzatore su mobile, invece, è stato riscritto internamente: riproduce le GIF animate, consente lo zoom sui video e presenta i dettagli degli elementi in un layout più reattivo.

schema-check e autenticazione OAuth


Gli amministratori troveranno un nuovo comando in immich-admin: schema-check analizza il database alla ricerca di indici, vincoli, tabelle o colonne mancanti, e si attiva automaticamente all’avvio del server. Sul versante autenticazione, Immich ora legge i dati del profilo utente direttamente dall’ID token OAuth, garantendo compatibilità con provider come Microsoft ADFS che non supportano l’endpoint userinfo.

Da tenere a mente


Gli sviluppatori avvisano che la vecchia timeline verrà rimossa nella prossima release. Chi non è ancora passato alla nuova è bene che lo faccia prima di aggiornare.

Immich resta una delle alternative più solide a Google Foto per chi vuole mantenere il controllo sulle proprie immagini e video senza affidarsi al cloud di terzi. Il progetto, con oltre 95.000 stelle su GitHub, continua a crescere a un ritmo sostenuto. Per chi cerca un VPS affidabile su cui ospitarlo, vale la pena dare un’occhiata a Hetzner, che offre server a prezzi competitivi in Europa.


FONTE github.com

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Session chiede aiuto: senza donazioni il messenger rischia di fermarsi


Il cofondatore di Session lancia un appello pubblico: la fondazione che sviluppa il messenger non ha più i fondi per andare avanti. Ma mancano i numeri concreti.
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Il cofondatore di Session, Chris McCabe, ha pubblicato un appello sul sito del progetto per chiedere donazioni alla comunità. Il messaggio è chiaro: la Session Technology Foundation, l’organizzazione svizzera che si occupa dello sviluppo del messenger, non ha le risorse per portare avanti il lavoro.

Session è un’app di messaggistica open source che punta tutto sulla privacy: niente numero di telefono per registrarsi, crittografia end-to-end e un sistema di instradamento a cipolla (simile a Tor) per proteggere i metadati degli utenti. Secondo McCabe, il servizio conta oltre 1,5 milioni di utenti attivi al mese.

Il problema, spiega l’appello, è che ci sono aggiornamenti critici ancora in cantiere, in particolare il supporto alla perfect forward secrecy e alla crittografia post-quantistica, previsti nel nuovo Session Protocol V2. Senza fondi, questi lavori rischiano di restare incompiuti.

Il piano c’è, i soldi no


La strategia a lungo termine prevede un abbonamento Session Pro che dovrebbe garantire la sostenibilità economica del progetto. La beta è in sviluppo da mesi, ma il team dice di aver bisogno di più tempo per arrivarci, e quel tempo costa.

Va detto che nell’appello manca qualsiasi cifra: non si sa quanto serva, quanto manchi, né quanto duri la pista attuale. Il tono ricorda molto le campagne annuali di Wikimedia, con l’urgenza ben calibrata ma pochi dettagli finanziari. Difficile capire se Session sia davvero a un passo dalla chiusura o se si tratti di una spinta strategica per mobilitare la base.

Per chi usa Session o ci sta pensando, il codice resta disponibile su GitHub e le donazioni si possono fare dalla pagina dedicata.


FONTE getsession.org


FONTE cyberinsider.com

#hot
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Treno Intercity 684 con E414.106 + E414.115 in transito a Bolgheri – 04/07/2024


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👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
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Un chiaro NO


A Catania alle 19,00 di lunedì 23 marzo in piazza Stesicoro (la stessa delle grandi mobilitazioni per Gaza) centinaia di persone hanno festeggiato i risultati referendari.

A Catania, i NO sono stati 63.245, i SI 36.395. In tutto il paese 14 milioni e mezzo di voti a favore del NO, 12 milioni e mezzo a favore del Sì. Quasi due milioni di differenza. Non era scontato. Stiamo parlando del […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/24/un-c…

#CostituzioneItaliana #referendumCostituzionale

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(mentre di là Christophe canta accompagnandosi con un organetto)


Ho fatto prove, concerti, registrazione, il disco di danze della Reverdie sarà bellobello! Ora si ritorna un poco nei ranghi, e riprende, per esempio, Fortuitus, che è un poco che langue! Siamo a sei canzoni, bisogna un poco ripassarle :-) - venerdì che arriva. Poi arriva fine settimana e ci son due concerti con LaReverdie, ancora, programma nuovo, Cantantibus organis, in cui Christophe Deslignes suonerà un organo romanico a pistoni ricostruito, sarà una bella impresa: domenica a […]
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Ho fatto prove, concerti, registrazione, il disco di danze della Reverdie sarà bellobello!

Ora si ritorna un poco nei ranghi, e riprende, per esempio, Fortuitus, che è un poco che langue! Siamo a sei canzoni, bisogna un poco ripassarle 🙂 – venerdì che arriva.

Poi arriva fine settimana e ci son due concerti con LaReverdie, ancora, programma nuovo, Cantantibus organis, in cui Christophe Deslignes suonerà un organo romanico a pistoni ricostruito, sarà una bella impresa: domenica a Milano, lunedì a Vicenza (se ne parla qui, nella pagina di concerti del gruppo).

Insomma, si procede tra varie ed eventuali cose. Vado di corsa, ci vediamo da qualche parte?

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AirPods Max 2 ufficiali: chip H2, ANC 1,5x più potente e Live Translation. Tutto quello che c'è da sapere


Apple ha lanciato a sorpresa le AirPods Max 2, le cuffie over-ear top di gamma aggiornate dopo cinque anni. Chip H2, ANC notevolmente migliorato, traduzione live e un design affinato: ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo modello
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Apple ha presentato le AirPods Max 2, con cancellazione attiva del rumore ancora più efficace, qualità audio superiore e funzioni intelligenti nell’inconfondibile design over-ear. Il potente chip H2 porta per la prima volta funzioni come l’audio adattivo, “Rilevamento conversazione”, “Isolamento vocale” e “Traduzione in tempo reale”. Inoltre le nuove AirPods Max offrono più possibilità a chi crea podcast, musica e contenuti grazie a funzioni utili come il controllo da remoto della fotocamera. Sarà possibile ordinare le AirPods Max 2 nei colori mezzanotte, galassia, arancione, viola e blu a partire dal 25 marzo, con disponibilità all’inizio del mese prossimo. Prezzo 579 euro.
Apple AirPods Max 2: la gamma di colori disponibiliApple AirPods Max 2: la gamma di colori disponibili

Cancellazione del rumore: fino a 1,5x più efficace


Grazie al chip H2 e ai nuovi algoritmi audio computazionali, le AirPods Max 2 offrono una cancellazione attiva del rumore fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedente. In questo modo, esse possono cancellare ancora più rumori esterni, come quelli degli aerei o dei treni, permettendo all persone che le indossano di immergersi completamente nella musica, nel lavoro o nelle telefonate. Parimenti, la modalità Trasparenza ha un effetto ancora più naturale, così si può rimanere in contatto con il mondo circostante e le persone nelle vicinanze.
La cancellazione attiva del rumore delle nuove Apple AirPods max 2 è fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedenteLa cancellazione attiva del rumore delle nuove Apple AirPods max 2 è fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedente

Qualità audio: lossless, audio spaziale e nuovo amplificatore


Le nuove cuffie Apple hanno un nuovo amplificatore ad ampia gamma dinamica che regala un audio ancora più cristallino. I contenuti in audio spaziale hanno una resa migliore, con un posizionamento più preciso degli strumenti, una risposta dei bassi più accurata e omogenea, oltre a medi e acuti più naturali. Per garantire la massima qualità audio per musica, film e giochi, le nuove AirPods Max supportano l’audio lossless a 24 bit e 48kHz quando collegate con il cavo USB‑C in dotazione. L’audio lossless e l’audio a bassissima latenza permettono a chi fa musica di sfruttare al meglio le cuffie nell’intero flusso di lavoro professionale con Logic Pro e altre app per la creazione musicale. La latenza ridotta dell’audio wireless, inoltre, rende le cuffie perfette anche per il gaming.

Le funzioni smart: Apple Intelligence a bordo


Il chip H2 apre le porte a un ecosistema di funzionalità smart che rendono le AirPods Max 2 molto più di un semplice paio di cuffie. L'audio adattivo regola in automatico i livelli di cancellazione del rumore e modalità Trasparenza in base all'ambiente circostante, mentre il Rilevamento conversazione abbassa il volume non appena l'utente inizia a parlare con qualcuno nelle vicinanze. Tra le novità più interessanti spicca la Traduzione in tempo reale, alimentata da Apple Intelligence, che consente di comunicare faccia a faccia con persone che parlano una lingua diversa senza estrarre il telefono. L'Isolamento vocale, invece, sfrutta l'audio computazionale dell'H2 per isolare la voce durante le chiamate, eliminando i rumori di fondo in modo preciso ed efficace.

Nothing Phone (4a) e (4a) Pro: prezzo e specifiche
Nothing ufficializza Phone (4a) e (4a) Pro: due smartphone di fascia media con display AMOLED, Snapdragon 7 Gen 4 e sistema Glyph evoluto. Prezzi a partire da 409€ in Italia
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Non mancano funzioni pensate per la salute uditiva e la personalizzazione: la Riduzione suoni intensi limita l'esposizione ai rumori ambientali più forti senza alterare la qualità audio, mentre il Volume personalizzato impara nel tempo le preferenze d'ascolto dell'utente e si adatta di conseguenza. Con il Controllo da remoto della fotocamera è possibile scattare foto o avviare video sull'iPhone semplicemente premendo la Digital Crown, comodo per chi si riprende a distanza. Infine, le interazioni con Siri raggiungono un nuovo livello di naturalezza: basta annuire o scuotere la testa per rispondere sì o no, senza dire una parola.

Huawei Watch GT Runner 2 recensione: lo sportwatch che sfida i Big
Il Huawei Watch GT Runner 2 è un orologio sportivo solido, preciso e intuitivo, che sfida i big del settore con un design premium, un’autonomia eccezionale e un prezzo competitivo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Conclusioni


Le AirPods Max 2 rappresentano un aggiornamento atteso e sostanziale rispetto alla prima generazione, con il chip H2. Il miglioramento della cancellazione del rumore, l'introduzione di Apple Intelligence e il supporto all'audio lossless via USB-C colmano alcune lacune di queste cuffie, mentre il design rimane invariato. A 579 euro si posizionano nella fascia alta del mercato delle cuffie over-ear, un prezzo giustificato per chi è già nell'ecosistema Apple e cerca un'esperienza audio completa.


Nothing Phone (4a) e (4a) Pro ufficiali: scheda tecnica, prezzi Italia e tutto quello che c'è da sapere


Nothing ha presentato la nuova serie Phone (4a), un importante passo avanti per la propria gamma di smartphone. La nuova serie Phone punta a ridefinire il segmento di fascia media, combinando un design premium raffinato, nuove e audaci opzioni di colore, fotocamere di livello flagship con avanzato obiettivo periscopico e prestazioni potenti grazie alla piattaforma Snapdragon.

Il design iconico di Nothing


La serie Phone (4a) evolve il linguaggio estetico distintivo di Nothing, fondendo calore umano e ingegneria d’eccellenza. Phone (4a) Pro sfoggia una scocca unibody in metallo realizzata con precisione, superfici piatte e uno spessore di soli 7,95 mm, il più sottile mai realizzato da Nothing. La finitura metallica offre un’esperienza tattile premium, un raffreddamento migliorato grazie a un sistema VC da 5300 mm² e una grande resistenza grazie alla certificazione IP65 contro polvere e acqua, con protezione fino a 25 cm di immersione per 20 minuti.

Il caratteristico design trasparente integra la fotocamera e la Glyph Matrix, fondendosi perfettamente con la scocca in metallo per creare una finitura continua e senza interruzioni che rifrange elegantemente la luce. Le varianti silver e black richiamano l’eredità della serie, mentre il metallic pink introduce un’espressione più calda e contemporanea della filosofia di design del brand.

La parte superiore del design trasparente di Phone (4a) mette in evidenza una fotocamera centrale, una spia di registrazione rossa e la nuovissima Glyph Bar, sottolineando la funzionalità, mentre la sezione inferiore rivela le strutture interne sotto il vetro trasparente. Pulsanti in metallo migliorati, un bump fotocamera rinforzato e una cornice più robusta garantiscono maggiore durata, con protezione IP64 e supporto di immersione personalizzato fino a 25 cm per 20 minuti. Anche i colori raggiungono nuovi livelli: il blu trasparente e un rosa soft introducono calore, delicatezza e individualità senza compromettere la raffinatezza.

Fotografia


Phone (4a) Pro è dotato di un Sony LYT700c large-size OIS e un obiettivo teleperiscope 50MP 3.5x OIS cheoffre fino a 140x di zoom - il più potente mai visto su uno smartphone Nothing. Insieme a un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP, esso consente di catturare paesaggi ampi, ritratti realistici, palcoscenici lontani e fiere affollate con un'altissima nitidezza.

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Nothing Phone (4a) , invece, offre un sistema fotografico dotato di un obiettivo 50MP 3.5x OIS periscope, un sensore principale 50MP OIS main, un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP per catturare ogni dettaglio dallo zoom 0.6x to 70x. Alimentato dal flagship TrueLens Engine 4, Phone (4a) porta la fotografia computazionale avanzata con AI, incluse le foto Ultra XDR co-sviluppate con Google, che migliorano luci e ombre per un contrasto naturale, ora supportate anche nelle foto in movimento e condivisibili direttamente su Instagram. Un’esperienza fotografica completamente rinnovata include preset progettati da esperti, impostazioni professionali finemente regolabili, AI Photo Eraser per rimuovere oggetti indesiderati e sette nuovi watermark Nothing per l’espressione creativa.

L’evoluzione della Glyph Interface


L’interfaccia Glyph di Nothing è molto di più di un sistema di luci; è un linguaggio visivo funzionale e giocoso progettato per ridurre le distrazioni ed evitare di dover girare il telefono.

Phone (4a) introduce una Glyph Bar with 63 mini-LEDs in 7 zone di luce quadrate, ogni quadrato controllato con precisione per un'illuminazione pura e uniforme fino a 3500 nits, 40% più luminoso dellaGlyph Interface del Phone (3a). La Glyph Bar può anche fungere da luce di riempimento delicata per foto o video. Notifiche più intelligenti prendono vita con segnali basati sul progresso per chiamate, messaggi, ricarica, timer e altro ancora. Sequenze luminose personalizzate per contatti e notifiche, abbinate ai suoni caratteristici di Nothing, trasformano gli avvisi essenziali in pattern espressivi e giocosi, riducendo al contempo le distrazioni sullo schermo. Phone (4a) Pro alza l’asticella con una Glyph Matrix di livello flagship composta da 137 mini-LED. Pur utilizzando meno luci di prima, essa copre un’area 57% più grande ed è 100% più luminosa a circa 3000 nits, offrendo notifiche più nitide e dettagliate. Anche senza un pulsante Glyph dedicato, i Glyph Toys più popolari (come Batteria, Timer, Orologio Digitale, Solar Path e Glyph Mirror) sono completamente supportati, inclusa l’integrazione nell’esperienza AOD della Glyph Matrix. La Glyph Matrix aggiornata riduce le distrazioni sullo schermo, mantiene l’attenzione dove conta e trasforma le notifiche in pattern luminosi funzionali o giocosi, garantendo che nulla di importante venga perso.

Nothing OS


Nothing OS è progettato per essere essenziale, intuitivo e realmente utile: Nothing OS 4.1, basato su Android 16, offre un’interfaccia più pulita e intuitiva con icone ridisegnate, una schermata di blocco rinnovata e una modalità scura più profonda. L’AI Dashboard permette un controllo preciso delle funzionalità AI, le ottimizzazioni interne rendono il sistema più fluido e veloce e le app fotocamera e galleria sono migliorate. NOS 4.1 introduce una schermata di blocco più vivace e personalizzabile, due widget orientati al relax, Live Notifications aggiornate su schermi e interfaccia Glyph. Il sistema garantirà 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza.

Display di livello flagship


Phone (4a) Pro dispone di un display 6.83" AMOLED, risoluzione 1.5K, 450 PPI e frequenza di aggiornamento a 144 Hz. La luminosità di picco raggiunge 5000 nit (HDR), rendendolo lo schermo più luminoso di Nothing. I gamer beneficiano di un campionamento touch da 2500 Hz per una reattività istantanea, e il dimming PWM da 2160 Hz garantisce una visione confortevole in condizioni di scarsa illuminazione. La protezione del Corning Gorilla Glass 7i garantisce durabilità, combinando prestazioni flagship con la praticità quotidiana. Nothing Phone (4a) presenta un display 6.78" AMOLED con risoluzione 1.5K (1224×2720) e 440 PPI. Con una luminosità di picco di 4500 nit (HDR) e 1600 nit (HMB), i contenuti rimangono nitidi anche sotto la luce solare diretta, mentre una frequenza di aggiornamento adattiva da 120 Hz e un campionamento touch da 2500 Hz garantiscono interazioni fluide e reattività istantanea. Lo schermo è protetto dal Corning Gorilla Glass 7i, resistente ai graffi il doppio rispetto al vetro di copertura della generazione precedente e resiste a una caduta da 1 metro.

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Prestazioni e batteria


Phone (4a) Pro è alimentato dal Snapdragon 7 Gen 4, che offre CPU più veloce del 27%, una grafica migliorata del 30% e capacità AI potenziate del 65%. Abbinato a memoria LPDDR5X di livello flagship e storage UFS 3.1, esso garantisce un passaggio tra app ultra-fluido e avvii rapidi, con operazioni di memoria fino al 100% più veloci e letture dello storage il 147% più rapide. Alimentato dal più recente Snapdragon 7s Gen 4, Phone (4a) offre CPU e grafica il 7% più veloci e un'efficienza energetica migliorata del 10% rispetto al predecessore. Abbinato a LPDDR4x e UFS 3.1, garantisce velocità di trasferimento dati significativamente superiori. La serie Nothing Phone (4a) è alimentata da una batteria da 5080 mAh, con un utilizzo fino a 17 ore di utilizzo misto per musica, video, gaming e messaggi (dati Nothing). La ricarica rapida da 50W porta la batteria al 60% in soli 30 minuti, quasi il 10% più veloce rispetto alla precedente serie Phone (2a). Il sistema avanzato di gestione della salute della batteria garantisce oltre 90% della capacità dopo 1200 cicli di ricarica, equivalenti a più di tre anni di ricarica quotidiana.

Prezzi e disponibilità


Phone (4a) sarà disponibile in black, white, blue e pink con prezzi che oscillando da 349 a 429 euro. La versione (4a) Pro sarà disponibile in black, silver e pink con prezzi che vanno da 479 a 549 euro.


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oggi, 24 marzo, a milano, fondazione mudima: “nanni balestrini, un uomo gentile”, di umberto lucarelli (bietti edizioni)


umberto lucarelli su nanni balestrini_ presentazione alla fondazione mudima
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Milano, Fondazione Mudima, martedì 24 marzo 2026, ore 18:00
presentazione del libro di

UMBERTO LUCARELLI Nanni Balestrini. Un uomo gentile, Bietti edizioni.

Interverranno con l’autore del libro, Elisa Carnelli, attrice e Fabrizio Fogliato, storico del cinema.

Per chi non l’avesse ancora vista, è possibile visitare in Fondazione la mostra di Anzai Tsuyoshi, Anima, a cura di Gianluca Ranzi.


FONDAZIONE MUDIMA
Via Tadino 26 – 20124 Milano
t. 02.29409633
info@mudima.net
mudima.net

#Bietti #BiettiEdizioni #ElisaCarnelli #FabrizioFogliato #FondazioneMudima #Mudima #NanniBalestrini #NanniBalestriniUnUomoGentile #presentazione #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #UmbertoLucarelli

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Bitwarden Authenticator per Android: finalmente il blocco automatico


Bitwarden Authenticator 2026.3.0 per Android introduce il blocco automatico con timeout configurabile, già presente su iOS da tempo. Sblocco con PIN o biometria.
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Bitwarden Authenticator per Android si aggiorna alla versione 2026.3.0 e colma una lacuna che gli utenti segnalano da almeno un paio d’anni: il blocco automatico con timeout configurabile.

La funzione era già disponibile sull’app iOS, ma su Android mancava. Da oggi è possibile impostare un intervallo di tempo dopo il quale l’app si blocca automaticamente, richiedendo lo sblocco tramite PIN o metodo biometrico scelto sul dispositivo. Una piccola cosa, in apparenza, ma abbastanza fastidiosa da dover aspettare tanto per averla.

Il resto del changelog è roba interna: navigazione riscritta per usare un sistema basato sugli stati, diversi fix all’accessibilità e aggiornamenti delle dipendenze.


FONTE github.com


FONTE bitwarden.com

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tutto il blog flarf.it (sett. 2009 – apr. 2012) in un unico pdf, comodamente a casa vostra


per quasi tre rivoluzioni terrestri mi sono impegnato a frollare flarf autarchico e movimentare merci pacchiane autoctone (proprio .it) a fini letterari e in vero italiano indigeno: sul blog flarfit.blogspot.com…
finché – a forza di ripostare screenshot dei quadratini di Repubblica – mi sono accorto che il vero flarf, in vera pelle, in Italia, lo facevano già (e tutt’ora valentemente lo fanno) i giornali e i media generalisti. così ho gettato la pugna, perdendo miseramente il confronto con la realtà ontologicamente flarf del neurone italiano.

TUTTAVIA, per la gloria della storia e la gioia del mezzo paio di sinapsi a noi autoctoni rimaste, ho adobato un pdf con ciò che fu del blog, e qui lo getto in pasto al vostro (spero) godere:

logo pdf
flarf.it__set2009-apr2012

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parte dell’opera era & sarebbe legata ai tag visibili in calce a ciascuna uscita
e agli invece purtroppo non cliccabili link, che spesso aggiungevano
kitsch a kitsch. (es.: un post sul papa Giampaolo 2 rinviava
all’imago d’un culturista che ne era sosia. etc.)

#archivi #archivio #flarf #flarfItaliano #flarfIt #flarfit #flarfitBlogspotCom #flarfitalia #googlism #neurone #pdf #ricostruzioni #testiDiMgInRete

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28 marzo, roma: “san stomak”, performance ‘collettiva’ di antoni miralda



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#AccademiaDiSpagna #art #arte #Miralda