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Tails 7.6.2 disponibile: patch urgente per Flatpak e Tor Browser


Tails 7.6.2 è disponibile come aggiornamento urgente: corregge una vulnerabilità critica in Flatpak che permetteva, in determinate condizioni, di accedere ai file dell'utente aggirando il confinamento del Tor Browser.
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Rilasciato oggi, Tails 7.6.2 è un aggiornamento fuori ciclo dedicato a correggere una vulnerabilità di sicurezza significativa nel sistema di confinamento del Tor Browser.

Il problema riguarda Flatpak, il sistema di pacchettizzazione e sandboxing usato da Tails per isolare le applicazioni. La versione precedente era affetta da CVE-2026-34078, una falla critica (CVSS 9.3) scoperta da Codean Labs e già corretta nella versione 1.16.4 di Flatpak circa una settimana fa. Tails 7.6.2 aggiorna Flatpak alla 1.16.6, che include anche ulteriori correzioni di regressioni introdotte dalla patch originale.

Come funziona la falla


Il portale Flatpak accettava percorsi nelle opzioni sandbox-expose che potevano essere symlink controllati dall’applicazione, puntanti a posizioni arbitrarie sul filesystem reale. Flatpak montava poi il percorso risolto all’interno del sandbox, dando di fatto all’applicazione accesso completo ai file dell’host.

Nel contesto di Tails, questo significa che un attaccante avrebbe potuto aggirare il confinamento di Tor Browser e leggere tutti i file accessibili senza password di amministrazione, inclusi quelli nell’archiviazione persistente. C’è però una condizione necessaria: per sfruttare questa falla, l’attaccante doveva aver già compromesso Tor Browser tramite un’altra vulnerabilità.

Come aggiornare


Gli aggiornamenti automatici sono disponibili per chi usa Tails 7.0 o versioni successive. Chi non riesce ad aggiornare automaticamente, o riscontra problemi all’avvio dopo l’aggiornamento, può seguire la procedura di aggiornamento manuale.

Per nuove installazioni è disponibile sia l’immagine USB che l’immagine ISO per DVD e macchine virtuali, scaricabili dal sito ufficiale di Tails.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// github.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

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Trisquel 12.0 “Ecne”: niente firmware proprietari, nessuna eccezione


Trisquel 12.0 "Ecne" è disponibile: distribuzione GNU/Linux approvata dalla Free Software Foundation, basata su Ubuntu 24.04 LTS, con kernel Linux-libre, APT 3.0 e tre browser liberi.
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Trisquel non è una distribuzione per tutti. È una delle poche, pochissime distribuzioni GNU/Linux approvate dalla Free Software Foundation perché esclude qualsiasi componente non libero: niente driver proprietari, niente firmware closed-source, niente eccezioni per comodità. Quella scelta ha un costo in termini di compatibilità hardware, ed è una scelta deliberata.

La versione 12.0, nome in codice “Ecne” dalla mitologia irlandese, porta a compimento il passaggio a Ubuntu 24.04 LTS come base, con supporto garantito fino al 2029. Il kernel è Linux-libre 6.8.x, la variante priva di tutti i blob binari presenti nel kernel vanilla.

Cosa cambia con Ecne


La novità tecnica più rilevante riguarda la gestione dei pacchetti: Trisquel 12.0 adotta APT 3.0 con pieno supporto al formato deb822 per i repository, aggiornato su tutti i percorsi di installazione, dall’installer grafico Ubiquity all’installazione testuale via rete. Per quanto riguarda il kernel, il team ha lavorato a rendere le modifiche più modulari, riducendo i problemi nei componenti udeb usati durante l’installazione, da sempre uno dei passaggi più delicati per una distribuzione che tocca in profondità il kernel upstream.

Per i browser, Ecne aggiunge GNU IceCat e ungoogled-chromium all’offerta già esistente di Abrowser: tre opzioni che rispettano i requisiti di software libero del progetto. I repository backports tengono aggiornate applicazioni come LibreOffice, Inkscape, Nextcloud Desktop, Kdenlive e yt-dlp.

Un dettaglio curioso: Ubuntu ha abbandonato LXDE da tutte le sue versioni, e Trisquel Mini, che usa proprio LXDE, è diventata di fatto uno dei pochi ambienti in cui quel desktop riceve manutenzione attiva. Accade per caso, ma non è irrilevante per chi usa hardware datato.

Le edizioni disponibili


Trisquel 12.0 arriva in cinque varianti: la principale con MATE 1.26, Triskel con KDE Plasma 5.27, Trisquel Mini con LXDE, una versione Sugar per contesti educativi e un’immagine netinstall per installazioni personalizzate. Le architetture supportate sono amd64, ppc64el, arm64 e armhf.

SOURCE:// trisquel.info
SOURCE:// linuxiac.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

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Linux 7.0 è ufficiale: più spazio a Rust, novità per XFS e regole per gli strumenti AI


Linux 7.0 è stato rilasciato ufficialmente con Rust stabile, filesystem XFS auto-riparante e nuovo supporto hardware. Tutte le novità del kernel di aprile 2026.
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Il kernel Linux ha raggiunto un nuovo traguardo con il rilascio della versione 7.0, annunciato ufficialmente da Linus Torvalds il 12 aprile 2026. Non si tratta di una release LTS, ruolo che resta alla 6.18 con supporto previsto fino a dicembre 2028, ma è comunque un passaggio importante per l’evoluzione del sistema operativo open source più diffuso al mondo. E come spesso accade nel mondo Linux, il cambio di numero non indica una rivoluzione improvvisa, quanto piuttosto l’ingresso in una nuova fase del ciclo di sviluppo.

La novità più osservata riguarda Rust, che continua a consolidare la propria presenza nel kernel. Più che parlare di “stabilità completa”, oggi è più corretto dire che il supporto al linguaggio è entrato in una fase molto più matura e concreta: il kernel lo supporta ufficialmente sotto CONFIG_RUST, ma la documentazione chiarisce anche che vengono ancora utilizzate alcune feature instabili. Il segnale, però, è chiaro: Rust non è più una curiosità sperimentale, ma una parte sempre più seria del futuro sviluppo del kernel, soprattutto per driver e componenti dove la sicurezza della memoria conta davvero.

Il filesystem che punta a curarsi da solo


Sul fronte storage, una delle aree più interessanti è XFS. Qui il lavoro sull’online fsck continua a prendere forma e l’idea del self-healing non è più solo teorica: esistono già strumenti come xfs_healer, pensati per reagire a errori e corruzioni mentre il filesystem resta montato e operativo. Detto questo, è importante non forzare troppo il concetto: la riparazione online e autonoma è reale, ma resta ancora indicata come sperimentale. Per gli ambienti enterprise, però, la direzione è molto chiara e va verso una gestione sempre più continua, meno invasiva e con meno downtime.

L’AI entra nella documentazione ufficiale


Un altro segnale interessante arriva dal modo in cui il kernel guarda agli strumenti di sviluppo assistito. Nel messaggio di rilascio di Linux 7.0, Torvalds osserva che gli strumenti AI potrebbero già contribuire a far emergere più bug e casi limite del previsto. Non solo: la documentazione ufficiale del kernel include ora una pagina dedicata agli AI Coding Assistants, con regole precise su responsabilità, attribution e uso corretto nei contributi. È un passaggio simbolico ma importante, perché mostra come questi strumenti stiano entrando nel processo di sviluppo non come eccezione, ma come realtà da disciplinare apertamente.

Cosa aspettarsi dalle distribuzioni


Linux 7.0 è destinato ad arrivare rapidamente dove il ciclo di aggiornamento è più aggressivo, mentre per gli ambienti più conservativi continuerà a pesare la scelta della stabilità a lungo termine. Ubuntu 26.04 LTS, nelle note ufficiali, indica già il passaggio al kernel 7.0. Per chi lavora in produzione, però, la scelta più prudente resta la serie LTS 6.18; chi invece vuole provare subito le novità del nuovo ramo principale potrà farlo prima nelle distribuzioni più rapide ad assorbire i kernel recenti.

SOURCE:// lkml.org
SOURCE:// theregister.com
SOURCE:// 9to5linux.com
SOURCE:// phoronix.com

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Servo 0.1.0 arriva su crates.io, il motore browser in Rust diventa una libreria utilizzabile


Servo pubblica la versione 0.1.0 su crates.io, permettendo per la prima volta di integrare il motore browser Rust come libreria nelle proprie applicazioni.
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Il motore browser Servo compie un passo importante. Dopo anni di sviluppo, la versione 0.1.0 è disponibile su crates.io, il registry ufficiale dei pacchetti Rust. Per la prima volta gli sviluppatori possono aggiungere Servo ai propri progetti con un semplice cargo add servo e utilizzarlo come libreria incorporabile.

Da Mozilla alla Linux Foundation Europe


Servo nasce nel 2012 presso Mozilla Research con un obiettivo ambizioso: riscrivere da zero un motore browser moderno sfruttando Rust. Il progetto è passato sotto la Linux Foundation Europe nel 2021, mantenendosi indipendente dal controllo delle grandi aziende. Oggi rappresenta una delle poche alternative al duopolio Chromium-WebKit che domina il rendering web da oltre un decennio.

La novità principale di questa release è che Servo può finalmente essere usato come componente all’interno di altre applicazioni. In pratica, chi sviluppa un programma può inserirci dentro un motore browser completo senza doversi appoggiare a software esterno. Il tutto funziona su macOS, Linux, Windows, OpenHarmony e Android a 64 bit.

Sicurezza della memoria, un vantaggio concreto


La sicurezza della memoria è uno dei punti di forza di Servo. Per capirne l’importanza basta un dato: secondo gli sviluppatori di Chromium, circa il 70 percento dei bug di sicurezza gravi nei browser deriva da problemi di gestione della memoria. Essendo scritto in Rust, un linguaggio che per natura previene gran parte di questo tipo di errori, Servo riduce drasticamente una delle principali superfici d’attacco tipiche dei browser tradizionali.

Una versione LTS per chi cerca stabilità


Il team ha anche annunciato una versione LTS, cioè con supporto a lungo termine. Le release mensili normali possono introdurre cambiamenti non compatibili con le versioni precedenti, mentre la versione LTS permette aggiornamenti importanti ogni sei mesi con patch di sicurezza continue nel frattempo. Una scelta pensata per chi ha bisogno di stabilità senza rinunciare alle correzioni critiche.

Nonostante il salto a 0.1.0, Servo non è ancora pronto per la versione 1.0. Gli sviluppatori stessi ammettono di non aver ancora definito cosa significhi 1.0 per il progetto. Il nuovo numero di versione riflette comunque una maggiore fiducia nella possibilità di usare Servo come libreria e nella sua capacità di soddisfare esigenze reali.

Il browser dimostrativo servoshell non sarà pubblicato su crates.io. Il focus resta sulla libreria incorporabile, non su un prodotto browser finito.

Un ruolo di nicchia nel panorama dei browser engine


Attualmente Servo non punta a competere con Chrome o Firefox. Il suo spazio è un altro: offrire a chi sviluppa in Rust un motore di rendering web sicuro e controllabile, per tutti quei casi in cui serve visualizzare contenuti web dentro un’applicazione senza dipendere dai colossi del settore.

SOURCE:// servo.org
SOURCE:// byteiota.com
SOURCE:// crates.io

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Session, novanta giorni per sopravvivere


L'app di messaggistica cifrata Session rischia la chiusura il prossimo 8 luglio. Dietro la crisi, un modello di finanziamento costruito su una criptovaluta che non ha retto.
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Session, l’applicazione di messaggistica cifrata che non richiede numero di telefono e non conserva metadati, ha annunciato di essere entrata negli ultimi novanta giorni di attività. Se la Session Technology Foundation (STF) non riuscirà a garantirsi i fondi necessari entro l’8 luglio 2026, il servizio chiuderà.

Il fabbisogno annuale della fondazione è di circa un milione di dollari, tra stipendi degli sviluppatori, infrastrutture e costi operativi. A oggi la STF ha ricevuto circa 65.000 dollari in donazioni, sufficienti a mantenere attive le infrastrutture critiche per i prossimi tre mesi, ma non a trattenere personale retribuito. Il 9 aprile 2026 tutti i dipendenti hanno già lasciato il proprio incarico; alcuni continueranno su base volontaria fino alla data limite.

Come si è arrivati qui


Session è nata nel 2018-2019 per iniziativa di un gruppo di sviluppatori australiani, sotto la Oxen Privacy Tech Foundation (OPTF). Il modello di rete era costruito attorno alla criptovaluta OXEN: gli operatori dei nodi distribuiti che formano l’infrastruttura dovevano mettere in staking token OXEN come garanzia, ricevendo ricompense in cambio. Un meccanismo che, in teoria, avrebbe dovuto rendere la rete autosufficiente senza fare affidamento su server centralizzati.

OXEN come criptovaluta ha però sostanzialmente smesso di esistere: secondo CoinGecko, il token ha perso oltre il 99% del proprio valore rispetto al picco storico ed è stato rimosso da quasi tutti gli exchange. Il fondamento economico della rete era evaporato.

Nel 2024, mentre OPTF trasferiva la gestione del progetto alla neonata STF svizzera, citando un ambiente normativo australiano sempre più ostile alla crittografia, il team ha annunciato la migrazione verso un nuovo token chiamato SENT, basato su Ethereum. Un secondo tentativo di costruire sostenibilità su basi crypto. Nel frattempo il piano “Session Pro”, ovvero un livello a pagamento che avrebbe dovuto garantire entrate stabili, non era ancora pronto.

Una nota sul modello crypto


Non tutte le applicazioni che integrano una criptovaluta nella propria infrastruttura sono uguali, e un incentivo economico per gli operatori dei nodi può essere, in linea di principio, una soluzione legittima al problema della decentralizzazione. Il caso Session dimostra però che affidarsi a un token crypto come meccanismo di finanziamento principale espone il progetto alla volatilità del mercato in modo strutturale. Quando si valuta uno strumento per la privacy, la dipendenza da una criptovaluta per la sopravvivenza del servizio va considerata un elemento di rischio concreto, da pesare accanto alle caratteristiche tecniche.

La situazione attuale


Con 1,7 milioni di utenti attivi mensili, Session rimane un progetto con una base reale. La STF ha comunicato che, in caso di chiusura definitiva, i fondi non utilizzabili secondo il proprio statuto saranno donati all’Electronic Frontier Foundation. Per chi volesse contribuire, la raccolta è aperta sul sito ufficiale.

SOURCE:// getsession.org
SOURCE:// optf.ngo
SOURCE:// cyberinsider.com
SOURCE:// coingecko.com

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17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre


il colore delle menzogne_ mostra di hogre @ porterosse, roma
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Venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

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PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

«COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.
#75Grados #art #arte #Awer #CittàDelMessico #collaborazioni #Colombia #COLORMENTIRA #DilettaDeLeonardis #EleonoraGhezzi #ErikaBraun #exposición #grabados #Hogre #impresiónArtística #impresiones #impresionesConTiposMóviles #inaugurazione #incisioni #lenguajePublicitario #linguaggioControPubblicitario #mensajesAnticapitalistas #mostraPersonale #PorteRosse #risografías #risografie #SanLorenzo #serigrafías #serigrafie #stampaDArte #stampatoriDArteColombiani #stampe #stampeACaratteriMobili #streetArt #subvertising #Tropidelia #viaDeiSabelli

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Zotero 9 arriva con la sintesi vocale e un avvio più veloce: ecco cosa cambia


Scopri Zotero 9, il nuovo aggiornamento del gestore bibliografico open source. Sintesi vocale per ascoltare PDF, avvio più veloce e nuove funzioni per la scrittura accademica.
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Immaginate di dover gestire centinaia di articoli, PDF e link per un progetto di ricerca, una tesi o semplicemente per tenere ordine nelle vostre letture personali. Zotero è proprio la soluzione a questo problema: un software gratuito e open source che funziona come un archivio intelligente, salvando non solo il link di un sito ma anche il documento completo, le note e le citazioni, organizzandole automaticamente. Dopo due soli mesi dalla versione precedente, arriva la versione 9, un aggiornamento che porta funzionalità pensate per rendere la lettura e la gestione dei documenti molto più fluida.

Ascolta i tuoi documenti invece di leggerli


La novità più attesa è senz’altro la funzione “Read Aloud”. Fino ad oggi, per consultare un PDF o un articolo salvato bisognava leggerlo a schermo, con il rischio di affaticare la vista. Con l’aggiornamento di marzo 2026, Zotero permette di ascoltare i documenti con voci naturali e di alta qualità. Non si tratta del classico sintetizzatore vocale robotico, ma di una lettura che rispetta la punteggiatura e il ritmo del testo. L’utente può saltare paragrafi, fermarsi per annotare una frase specifica e riprendere esattamente da dove si era interrotti, con la posizione salvata e sincronizzata tra i dispositivi. Al momento questa funzione è disponibile solo sulle versioni desktop per Windows, macOS e Linux, mentre l’arrivo sui dispositivi mobili è previsto per il futuro.

Scrivere e collaborare diventa più semplice


Oltre all’ascolto, l’esperienza di scrittura e organizzazione è stata rifinita. Chi scrive saggi o articoli accademici troverà utile il nuovo pulsante “Aggiungi annotazione” nei plugin per Word e Google Docs. Questo permette di inserire direttamente nel testo le note prese dai PDF, generando automaticamente la bibliografia corretta senza dover copiare e incollare manualmente. Anche la gestione delle librerie condivise è diventata più trasparente: ora è possibile vedere chi ha aggiunto o modificato un documento, utile per chi lavora in gruppo o in team di ricerca.

Prestazioni ottimizzate e accesso semplificato


Le prestazioni sono state ottimizzate in modo significativo. Il software si avvia consumando il meno memoria e la sincronizzazione dei file pesa meno sulla connessione e sul disco rigido. Su Mac, il sistema di copia dei file sfrutta le funzionalità native del sistema operativo per evitare di occupare spazio doppio durante le operazioni. Anche il processo di accesso è stato semplificato, affidandosi al browser predefinito per gestire le credenziali, una scelta che facilita l’uso con i gestori di password esterni.

Questi aggiornamenti confermano che Zotero non è solo un archivio statico, ma uno strumento vivo che evolve rapidamente per adattarsi alle nuove abitudini di lettura e studio. Per chi non lo conoscesse, rappresenta un’alternativa solida e gratuita ai servizi a pagamento per la gestione delle fonti, garantendo che i propri dati rimangano sotto il totale controllo dell’utente.

SOURCE:// zotero.org
SOURCE:// theverge.com
SOURCE:// news.ycombinator.com

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9 maggio, roma: “identikit” = lamberto pignotti e hogre @ bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…

evento fb:
facebook.com/events/1307674164…

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage

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In the Tarot the “Fool” is the only card of the 22 Major Arcana that is not numbered, on rare occasions it has been attributed the number zero. Its value is usually the lowest in the deck except in games that are based on the “Trump cards” in which it assumes the highest value ever.

Ancora alla fine del secolo scorso esisteva nel Codice Penale italiano un articolo (art. 297) che puniva […]
pepsy.noblogs.org/2026/04/15/i…

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E-commerce italiano 2026: come cambiano gli acquisti online secondo il report Idealo


Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
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L’e-commerce è diventato una vera e propria abitudine di consumo. A confermarlo non sono solo i dati dell’Osservatorio Ecommerce B2C del Politecnico di Milano e Netcomm, secondo cui gli acquisti online in Italia nel 2025 hanno raggiunto i 62 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto al 2024, ma anche idealo, portale internazionale leader europeo nella comparazione prezzi. Quest'ultimo, dopo aver analizzato le intenzioni di acquisto per ogni categoria presente sul proprio portale italiano, ha individuato una crescita complessiva del +36%.

Le ultime tendenze dell'e-commerce


Secondo i dati di idealo, l’85% degli utenti effettua acquisti online almeno una volta al mese, mentre un quarto dei consumatori dichiara di comprare online addirittura ogni settimana. Ma quali sono nel dettaglio le ultime tendenze dello shopping digitale e cosa guida le scelte dei consumatori consapevoli? Il nuovo “Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026” offre uno spaccato delle abitudini di acquisto online dei nostri connazionali, evidenziando analogie e differenze con i principali mercati europei. In questo scenario, il prezzo si conferma l’elemento più determinante nel processo di acquisto. Sempre più consumatori confrontano attivamente le offerte prima di acquistare: il 44% utilizza strumenti di comparazione per trovare sconti e promozioni, mentre un altro 44% lo fa per ottenere informazioni sulle condizioni di spedizione e consegna. Anche le informazioni dettagliate sui prodotti (43%) e le recensioni degli altri utenti (39%) giocano un ruolo chiave nel processo decisionale.

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Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
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Consumatori strategici e consapevoli


La crescente attenzione al risparmio si riflette anche nella disponibilità degli utenti a esplorare nuovi negozi online. Il 67% degli italiani dichiara infatti di essere disposto ad acquistare da rivenditori meno conosciuti pur di ottenere un prezzo più conveniente. Un comportamento che evidenzia come i consumatori siano sempre più strategici e consapevoli, pronti a valutare diverse opzioni prima di completare un acquisto. Nel 2025 l’analisi di idealo sulle principali categorie dell’e-commerce evidenzia variazioni di prezzo significative tra diversi settori. Gli aumenti più marcati in percentuale riguardano soprattutto prodotti legati alla casa e all’arredamento, con in testa le vasche idromassaggio, seguite da scrivanie, cappe aspiranti, tende da sole e tavoli. Sul fronte opposto, le riduzioni di prezzo più significative interessano principalmente il settore fotografia ed elettronica, con le fotocamere reflex in testa, seguite da autoradio 2 DIN e software per ufficio. Nel complesso emerge una tendenza chiara: mentre alcuni prodotti per la casa e l’intrattenimento domestico registrano rincari importanti, diverse categorie tecnologiche e alcuni articoli per l’abitare mostrano una progressiva riduzione dei prezzi.

L'idealo price index


All’inizio del 2026, idealo ha introdotto un’analisi ancora più dettagliata dei prezzi con l'idealo Price Index, uno strumento che mostra in modo semplice e trasparente come evolvono i prezzi online di settimana in settimana. L'indice non si limita a indicare se i prezzi di una categoria salgono o scendono, ma combina l'intensità della variazione con la sua diffusione sul mercato, offrendo una lettura immediata dell'andamento generale dei prezzi. In concreto, l'idealo Price Index tiene conto sia della variazione settimanale media dei prezzi, espressa in percentuale o in euro, sia del numero di prodotti coinvolti negli aumenti o nei ribassi. In questo modo è possibile capire non solo quanto cambiano i prezzi, ma anche quanto sia esteso il fenomeno. Qui sotto alcuni esempi.

Abitudini consolidate e categorie popolari


Se l’attenzione al prezzo rimane sempre più alta e gli italiani si specializzano nel cercare le offerte più convenienti è perché lo shopping online è diventato una routine consolidata. Il 60% degli italiani acquista sul web con una frequenza compresa tra una e quattro settimane, segno che l’e-commerce è ormai parte integrante della gestione quotidiana degli acquisti. Tra le categorie più popolari continuano a dominare Elettronica e Moda & Accessori, seguite da Cosmetici & Profumi e Scarpe & Sneakers. Accanto a queste categorie, ormai consolidate, emergono però nuovi trend che raccontano come il carrello online degli italiani stia diventando sempre più variegato: tra le categorie con la crescita più marcata si distingue il mondo food, con la categoria Mangiare & Bere, che registra un deciso incremento del 95%. Seguono Arredamento & Giardino (+72%) e Prodotti per animali domestici (+58%). Una trasformazione che dimostra non solo come l’e-commerce stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, includendo sempre più prodotti legati alla vita quotidiana, ma anche come la comparazione prezzi sia sempre più estesa. Non si compara solo per le grandi spese, ma anche per quelle ricorrenti, per le quali una pianificazione può permettere di ottenere un prezzo decisamente migliore.

“L’e-commerce in Italia non è più una promessa, ma una realtà che nel 2025 ha raggiunto numeri che, anche solo cinque anni fa, sarebbero sembrati ambiziosi - riporta Pablo Marin, di idealo per l’Italia, nella sua prefazione al White Paper - dietro questa crescita apparentemente lineare, si nasconde una trasformazione ben più profonda: non cambia solo quanto compriamo online, ma soprattutto come lo facciamo. In un contesto in cui l’inflazione ha lasciato un segno duraturo sulle abitudini di spesa, comprare bene non è più un’opzione, è diventata una competenza.”


È interessante analizzare anche l’approccio generazionale alle ricerche. La Gen X è la più appassionata di tecnologia, con il 47% di utenti che effettuano ricerche nella categoria elettronica tra i 45 e i 54 anni. La Gen Z è attenta alla moda, il 44% delle ricerche in questa categoria viene effettuato da utenti tra i 16 e i 24 anni. I Millennials si dividono tra gaming e figli, due mondi forse difficilmente conciliabili: il 30% delle ricerche nel gaming e il 16% nella categoria Bambini & Neonati sono riconducibili a utenti tra i 35 e i 44 anni. I Boomer si dedicano agli animali e al giardino: infatti, le persone tra i 55 e i 64 anni cercano maggiormente nella categoria Prodotti per animali (27%) e in quella Arredamento & Giardino (21%).

Il boom dell’e-commerce in Italia e in Europa


Alcune categorie sono state protagoniste di un vero e proprio boom, con un aumento di interesse superiore al +200% su base annua, con interessanti differenze tra i vari Paesi. In Italia, emergono soprattutto prodotti legati alla tecnologia e alla mobilità, come RAM, lubrificanti e additivi per motore e batterie auto, segno di una forte attenzione sia all’aggiornamento dei dispositivi informatici sia alla manutenzione dei veicoli. Accanto a questi comparti si distinguono anche categorie più legate alla stagionalità, come i calendari dell’Avvento, che registrano un forte aumento di interesse durante il periodo natalizio e non solo, e i mobili da bagno, indicativi di una crescente attenzione verso la casa e il miglioramento degli spazi domestici. Una ricerca sempre più diversificata, in cui convivono esigenze tecnologiche, quotidiane e legate al vivere la casa al meglio.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

E-commerce sinonimo di mobile e pianificazione


Un altro elemento centrale di questa analisi riguarda il ruolo dei dispositivi mobili. Lo smartphone si conferma infatti lo strumento principale per confrontare prezzi e offerte: il 59% degli utenti utilizza app dedicate su smartphone o tablet per informarsi prima di acquistare, mentre il 38% preferisce il computer o il notebook e il 31% utilizza lo smartphone tramite browser. Il confronto emerge così come elemento chiave per gli acquisti, con l’attenzione al prezzo che si traduce nella ricerca del momento più conveniente per acquistare. Da una parte, attraverso l'analisi dei dati storici, idealo è in grado di valutare l'influenza della stagionalità sulle diverse categorie di prodotto presenti sul portale. Si tratta di un’analisi particolarmente rilevante per gli operatori dell'e-commerce e per i negozi, che possono utilizzare queste informazioni per pianificare le attività promozionali in modo più mirato e coerente con i cicli di domanda. Dall’altra idealo – esaminando le intenzioni di acquisto e i prezzi medi durante l’anno – riesce a delineare un vero e proprio Calendario del risparmio, mostrando in quale periodo determinati prodotti hanno un costo inferiore. Per i prodotti più costosi, come gli elettrodomestici, questo calendario diventa fondamentale: dall’analisi, infatti, emerge che giugno è il mese migliore per cambiare il frigorifero, mentre luglio per lavatrici e lavastoviglie. In alcune categorie, come notebook, televisori o console da gioco, il risparmio potenziale può arrivare rispettivamente fino al 24%, al 23% e al 21%. Le differenze significative dei prezzi tra i diversi periodi dell’anno confermano ancora una volta l'importanza della comparazione prezzi come supporto alle decisioni di acquisto consapevoli.

Shopping online consapevole e strategico


Nel complesso, il nuovo Report di idealo sull’e-commerce italiano 2026 delinea un quadro chiaro: lo shopping online è ormai una pratica consolidata tra gli italiani, sempre più attenti a confrontare prezzi, valutare offerte e pianificare i propri acquisti. Si tratta di consumatori digitali sempre più informati, consapevoli e strategici nelle proprie scelte.

“Lo shopping digitale sta passando dalla “caccia all’affare” alla qualità della decisione. Il comparatore di prezzi è diventato, per molti, uno strumento di pianificazione della spesa, quasi alla pari di un consulente finanziario domestico. E questo è un cambiamento culturale che va ben oltre la tecnologia,” conclude Pablo Marin.



Un giovane su 3 sogna di lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro


Mentre nuove dinamiche digitali, come ad esempio i prediction markets, stanno ridefinendo il rapporto tra sport, tecnologia e finanza, il settore sportivo europeo continua a dimostrarsi un motore economico e occupazionale in forte espansione. Secondo The Careers & Enterprise Company, l'ente indipendente per l'orientamento professionale del Regno Unito, gli studenti che iniziano la scuola secondaria a 11 anni, hanno tra le loro principali ambizioni di carriera il settore sportivo (per il 29%), seguiti dalle professioni legate al mondo dell'arte e musica (19%) e la cura degli animali (15%).

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'occupazione nel settore sportivo: i numeri


Sempre secondo i più recenti dati di Eurostat, nel 2023 erano circa 1,55 milioni le persone che, nell’Unione Europea, erano impiegate nel settore sportivo, pari allo 0,76% dell’occupazione totale. Nel 2024 il numero ha raggiunto circa 1,6 milioni di occupati, con una crescita del +6,5% su base annua, confermando un trend positivo dopo la fase pandemica che nei prossimi anni dovrebbe crescere ulteriormente. Le analisi evidenziano come lo sport sia un comparto particolarmente rilevante per l’occupazione giovanile: oltre un terzo dei lavoratori (36,8% secondoEurostat) ha tra i 15 e i 29 anni, una quota significativamente superiore alla media degli altri settori.

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Allo stesso tempo, il settore presenta caratteristiche peculiari: una maggiore diffusione dei contratti part-time, un’incidenza più elevata di lavoro autonomo e un livello di qualificazione professionale in costante crescita. Si tratta di dati particolarmente rilevanti in occasione della Giornata internazionale dello sport (World Sport Day), che si celebra ogni anno il 6 aprile. Proprio in questo ambito, da sempre capace di affascinare i più giovani, si inseriscono alcune delle professioni più richieste e ambite: dallo sport trader, il professionista che opera sugli eventi sportivi con un approccio strutturato e orientato ai processi, fino all’eSports manager, figura responsabile della gestione organizzativa, strategica e operativa di un team di videogiochi competitivi.

L'arrivo della digitalizzazione


Dal punto di vista economico complessivo, lo sport rappresenta un comparto strategico anche in termini di impatto sul sistema produttivo: si stima che esso contribuisca a circa il 3,4% del PIL dell’UE, generando milioni di posti di lavoro diretti e indiretti lungo la filiera. Parallelamente alla crescita occupazionale, il settore sportivo sta vivendo una trasformazione profonda guidata dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica. In particolare, secondo lo Sports Business Journal, il settore non è più limitato agli atleti, ma replica la struttura di un’azienda complessa, con funzioni che spaziano da marketing a finanza, fino a data, media e operations. Secondo analisi recenti, le attività legate allo sport rappresentano oggi la componente dominante di queste piattaforme, arrivando a costituire la gran parte dei volumi e dei ricavi.

“Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari” ha sottolineato Davide Renna, tra i principali sport trader professionisti a livello europeo.


Il settore sportivo europeo si trova oggi in una fase di forte evoluzione: da un lato continua a crescere come bacino occupazionale e leva economica, dall’altro si intreccia sempre più con innovazione tecnologica e nuovi modelli di business digitali. La sfida per i prossimi anni, secondo gli analisti, sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dei lavoratori e regolazione di strumenti emergenti, in un ecosistema in cui sport, dati e finanza sono sempre più interconnessi.

“Lo sport trading è ancora poco conosciuto in Italia, ma rappresenta un ambito in forte evoluzione. Non è una questione di intuizione, ma di metodo: analisi dei dati, gestione del rischio e capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza. È proprio questa combinazione che lo rende una delle professioni più interessanti per chi vuole sviluppare competenze trasferibili anche ad altri contesti” ha concluso Davide Renna.



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Il futuro del settore: quali le professionalità più richieste


Tornando ai dati, sempre secondo Eurostat, anche l’occupazione femminile nel mondo sportivo è in costante crescita. Il numero di donne occupate nel settore ha visto un continuo aumento portando il numero di persone a 623.900 nel 2019, per poi diminuire nel 2020 (-50mila, -8,0%). Dal 2021 il numero di donne occupate nello sport è in crescita, raggiungendo nel 2024 il livello più alto a 721.100 (+29.100, +4,2 % rispetto al 2023). Ecco, nel dettaglio, quali sono le figure professionali che gli esperti ritengono in più rapida ascesa che uniscono passione per lo sport e innovazione tecnologica:

  • Digital sport producer: si occupa della produzione, gestione e distribuzione dei contenuti per l'editoria sportiva digitale;
  • Sports data analyst: è lo specialista che identifica e raccoglie tutti i dati relativi alle diverse discipline sportive (statistiche, dati e analisi);
  • Sport trader: professionista che opera sulla compravendita di quote nei mercati sportivi;
  • Club media manager: si occupa della comunicazione social delle società sportive e delle federazioni agonistiche;
  • eSports manager: gestisce l'organizzazione complessiva, la strategia e le operazioni di un team di videogiochi competitivi;
  • Sport-tech specialist: lavora su innovazioni come realtà aumentata per tifosi e/o allenamento immersivo;
  • Sustainability sport manager: si occupa di impatto ambientale di eventi, stadi e club;
  • Fan engagement manager: crea contenuti e strategie per coinvolgere i tifosi di club e squadre;
  • Performance sport scientist: combina fisiologia, biomeccanica e tecnologia per migliorare le performance;
  • Event & sport experience manager: organizza eventi sportivi (live, digitali, ibridi) puntando sull’esperienza del pubblico.


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Anthropic porta Claude in Word (in beta)


Claude per Word è ora in beta per Team ed Enterprise. Editing AI con modifiche tracciabili, contesto condiviso e focus su revisione legale.
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Anthropic ha lanciato la versione beta di Claude per Word, un’estensione che integra l’assistente AI direttamente nella barra laterale di Microsoft Word. La funzionalità è disponibile per gli abbonati ai piani Team ed Enterprise e permette di redigere, modificare e revisionare documenti senza uscire dall’applicazione.

Claude per Word opera a livello di modello del documento, preservando la formattazione originale e mostrando le modifiche come “tracciati” nativi. Questo approccio consente agli utenti di rivedere ogni intervento prima di accettarlo.

L’integrazione supporta il contesto condiviso tra Word, Excel e PowerPoint, permettendo di mantenere una conversazione unica mentre si lavorano file diversi. L’AI risponde anche ai commenti inseriti nel documento, suggerendo revisioni mirate per specifiche sezioni. Secondo Anthropic, l’uso principale previsto è nel settore legale, per la revisione contrattuale e la stesura di memorie finanziarie.

L’azienda mette anche in guardia contro l’uso di Claude per documenti finali destinati a clienti o per casi di audit critici senza una verifica umana approfondita.

Questa mossa completa l’espansione di Claude nell’ecosistema Microsoft Office, dopo i precedenti lanci per Excel e PowerPoint. L’arrivo diretto in Word rappresenta una sfida diretta alle funzionalità di Copilot di Microsoft, puntando sulla qualità delle risposte e sulla trasparenza delle modifiche apportate.

SOURCE:// zenvanriel.com
SOURCE:// claude.com

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29 avr., enfantillages et bizarries: la vertige d’une collection


enfantillages et bizarries_ vertige d'une collection

dalla Collezione Giuseppe Garrera
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#AndreaBellini #art #arte #bizarries #collection #collezione #CollezioneGiuseppeGarrera #enfantillages #GiuseppeGarrera #LArcade

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21 aprile, roma, fondazione baruchello: crit #54 con fadl fakhouri e paul hutzli


Fondazione Baruchello presenta:

CRIT #54
Con Fadl Fakhouri e Paul Hutzli
Moderato da Fabiola Fiocco
In collaborazione con CASTRO

Martedì 21.04.2026
18:30–20:30
Via del Vascello 35, Roma


La Fondazione Baruchello, in collaborazione con CASTRO, ospita il prossimo appuntamento del programma CRIT, con Fadl Fakhouri (partecipante dello Studio Program #09 di CASTRO) e Paul Hutzli (in residenza presso l’Istituto Svizzero).

I CRITs sono occasioni d’incontro dove le artiste e gli artisti presentano il proprio lavoro, “offrendolo” alla critica collettiva. Durante l’evento, l’artista introduce brevemente l’opera o il progetto che ha scelto, lasciando guidare la discussione dai commenti, le prospettive, le domande dei partecipanti.

I CRITs si basano sull’idea che la riflessione con un gruppo di “pari” possa migliorare la pratica dell’artista, apportando un grado di obiettività alla dinamica perlopiù soggettiva e autoreferenziale del processo creativo privato.

CASTRO è un progetto educativo sperimentale ideato nel 2018 dall’artista Gaia Di Lorenzo. Si articola attorno a tre programmi principali: lo Studio Program, ospita ogni anno un gruppo di artisti e ricercatori; il Public Program, che consiste in una serie di eventi gratuiti e aperti al pubblico, come CRIT, conferenze e incontri con gli artisti e l’Academia Program, offre una serie di attività pensate per sostenere lo sviluppo di percorsi di apprendimento individuali, tra cui revisioni di portfolio, workshop, mentoring.

Dal 2023, CASTRO ha anche avviato una biblioteca incentrata sull’educazione alternativa e la pedagogia radicale, costruita collettivamente attraverso i contributi continui di artisti, ricercatori ed educatori, sia italiani che internazionali.
#art #arte #Castro #crit #FabiolaFiocco #FadlFakhouri #FondazioneBaruchello #GaiaDiLorenzo #PaulHutzli #StudioProgram

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Fedora sceglie Forgejo, la piattaforma open source che sfida GitHub


Fedora completa la migrazione a Forgejo, la piattaforma Git open source. Ecco perché la distribuzione Linux ha scelto questa soluzione e cosa cambia per gli sviluppatori.
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Fedora ha completato i preparativi per la migrazione verso Forgejo, la piattaforma di hosting Git open source nata come fork di Gitea. Dopo mesi di pianificazione annunciata alla fine del 2024, il progetto Linux ora utilizza la propria istanza dedicata come nuova casa per i repository di codice.

La transizione rappresenta un segnale importante nel panorama dello sviluppo software. Fedora, distribuzione Linux sostenuta da Red Hat con oltre 20 anni di storia, abbandona gradualmente soluzioni proprietarie o gestite da terzi per adottare un’infrastruttura completamente controllata dalla comunità. Il nuovo indirizzo forge.fedoraproject.org ospiterà progressivamente tutti i progetti che prima risiedevano su Pagure e in parte su GitLab.

Durante FOSDEM 2026, il principale convegno europeo per sviluppatori open source, il team di Fedora ha presentato i dettagli della roadmap migratoria. La scelta di Forgejo risponde a esigenze di autonomia e trasparenza, principi cardine della filosofia Fedora. La piattaforma offre funzionalità simili a GitHub ma con licenza MIT, permettendo alle organizzazioni di gestire istanze private senza dipendere da grandi corporation tecnologiche.

Una posizione chiara sull’intelligenza artificiale

Mentre Fedora compie questo passo, Forgejo sta definendo le proprie linee guida sul codice generato da AI. Il progetto ha deciso di vietare completamente contributi derivanti da strumenti di intelligenza artificiale. La decisione nasce da preoccupazioni legate alla compatibilità con la licenza open source e alla tracciabilità degli autori reali del codice.

Questa posizione pone Forgejo in contrasto con molti altri progetti che accettano codice AI con determinate condizioni.

Versione 15 in arrivo

Il 16 aprile sarà rilasciato Forgejo v15.0.0, con nuove funzionalità tra cui token di accesso specifici per singolo repository. Questa feature migliora la sicurezza consentendo permessi granulari invece di chiavi SSH con accesso completo.

Per chi cercasse un’istanza italiana, forgejo.it offre hosting Git basato sulla piattaforma.

SOURCE:// communityblog.fedoraproject.org
SOURCE:// forgejo.org
SOURCE:// discussion.fedoraproject.org
SOURCE:// pretalx.fosdem.org

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L’ex giudice Iolanda Apostolico aveva ragione


Il Consiglio giudiziario di Catania (organo territoriale del Consiglio Superiore della Magistratura) ha espresso un parere favorevole sulla giudice, elogiandone la capacità organizzativa, la dedizione e la laboriosità. Stiamo parlando di Iolanda Apostolico, a suo tempo attaccata in modo scomposto, per non usare altri termini, dal governo italiano per la sua decisione di disapplicare il […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/15/lex-…

#consiglioSuperioreDellaMagistratura #CPR #DecretoCutro #GiorgiaMeloni #MatteoSalvini

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Leggi, scarica e diffondi il Dossier di approfondimento e denuncia sul Decreto legge n. 23 del 2026


Uno strumento di analisi e d' azione
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Il Dossier “L’ESCALATION AUTORITARIA – Analisi dei profili di illegittimità costituzionale del Decreto legge n. 23/2026” è uno strumento di analisi ma soprattutto d’ azione contro l’ultimo Decreto – Legge 23 del 2026 che si inserisce nell’insieme dei provvedimenti sulla “sicurezza” fatti dal governo Meloni.

Curato da Giuristi Democratici è stato presentato il 12 marzo 2026 a Roma.

Abbiamo chiesto a Antonello Ciervo, Unitelma – Sapienza Università di Roma che ha curato il Dossier di illustrare lo scopo di questa iniziativa.

INTERVISTA AD ANTONELLO CIERVO

* Qual è stata la motivazione di fondo che ha portato alla stesura del Dossier?

Focalizzare l’attenzione su un provvedimento, l’ennesimo sulla sicurezza, che in maniera a dir poco “tattica” è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nel bel mezzo della campagna elettorale referendaria, in un momento politico cioè in cui il dibattito pubblico era tutto incentrato sul referendum costituzionale. In questo contesto, inevitabilmente il contenuto del Decreto legge n. 23 è passato in secondo piano, ma si tratta di un provvedimento importante e pericoloso che di fatto introduce nel nostro ordinamento giuridico una serie di istituti che vanno ad esautorare la libertà di riunione e che rendono più difficile e “pericoloso” manifestare in piazza, introducendo tra l’altro nuove misure di prevenzione.

* Per prima cosa un’informazione: il Decreto è già stato convertito in legge?

I decreti legge devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Decreto legge 23 del 2026 che va a svuotare la possibilità di riunirsi in luogo pubblico deve essere convertito entro il 25 aprile. Si tratta di una coincidenza che fa riflettere e fa sorridere amaramente.

* Torniamo al dossier. Possiamo dire che sistematizza l’analisi sul Decreto?

Con il dossier abbiamo provato ad evidenziare in che modo viene ulteriormente compressa la libertà di manifestazione, di riunione, di circolazione e personale nel nostro ordinamento giuridico. Il primo grande appuntamento di piazza in cui il Decreto ha trovato applicazione è stata la manifestazione No Kings del 28 marzo 2026 .

* Puoi spiegare meglio quale clima ha creato il Decreto attorno alla manifestazione del 28 marzo a Roma?

Come Giuristi Democratici in quella giornata siamo stati impegnati nel servizio legale in piazza proprio per prevenire atteggiamenti repressivi che avrebbero potuto essere messi in atto grazie alle nuove norme contenute nel Decreto. Ci riferiamo alle sanzioni di natura pecuniaria e amministrativa nell’ipotesi in cui i promotori della manifestazione non si fossero attenuti agli ordini della polizia nel corso del corteo. La manifestazione No Kings del 28 marzo è stata una grandissima manifestazione pacifica, tutto è andato bene però è stata una sorte di “battesimo del fuoco” di queste nuove regole che all’apparenza sembrano meno repressive, ma che in realtà sono molto più invasive in termini sanzionatori. Del resto, già il giorno dopo, in tutt’altro contesto, sono stati applicati i primi fermi preventivi identificativi.

* Il Decreto di cui si occupa il Dossier c’entra con il grave episodio dell’impossibilità per delle persone di ricordare dei morti?

Dopo quello che è successo con i fatti del Parco degli acquedotti a Roma e la morte accidentale di due anarchici, abbiamo visto per la prima volta l’applicazione dei fermi preventivi di identificazione nei confronti di chi ha comunque deciso di partecipare ad una riunione vietata dalla Questura semplicemente per commemorare due compagni anarchici morti. Molte delle persone fermate, identificate e portate in questura si sono poi rivolte ad alcuni nostri soci e stiamo cercando di capire in che modo impugnare una misura difficilmente impugnabile in sede penale, perché di fatto non c’è nessun procedimento penale in corso. L’applicazione di questa misura comporterà molto probabilmente la notifica di un Daspo e su questo stiamo riflettendo anche su come sollevare una questione di legittimità costituzionale. Non è facile perché la misura è pensata in modo tale da non poter essere portata in giudizio.

* Che utilità ha leggere e scaricare il Dossier?

Si tratta di un dossier molto sintetico, per punti. Spiega sostanzialmente anche a chi è digiuno di diritto qual è la posta in gioco sia politica che soprattutto democratica di questo Decreto legge.

Faccio un esempio. Il Decreto sicurezza introduce la perquisizione da parte della Polizia nel corso non solo di riunioni in luogo pubblico ma anche di riunioni in luogo aperto al pubblico. Le perquisizioni possono essere fatte sulla base dell’alto afflusso di persone in un luogo aperto al pubblico e perché all’interno di queste riunioni sono state individuate dalla Polizia persone sospette o che hanno delle segnalazioni di Polizia. Quando parliamo di riunioni in luogo aperto al pubblico intendiamo le riunioni di associazioni, di partiti politici, di sindacati, nelle sedi sindacali o pubbliche o di partito o delle associazioni, nei cinema, nei teatri, nelle librerie, nelle biblioteche. La Polizia con il Decreto può entrare in luoghi aperti al pubblico dove si stanno riunendo delle persone a discutere, parlare, giustificando tale ingresso e le perquisizioni che potranno essere eseguite sulla base del fatto che alcune delle persone presenti hanno delle segnalazioni di Polizia.

Sottolineo: segnalazioni, cioè non sono persone indagate, sotto processo o condannate. Non si tratta di uno scenario distopico: recentemente, durante la campagna elettorale referendaria, mi è capitato di fare un dibattito pubblico in un centro sociale a Roma. Arrivati al luogo del dibattito io e un mio collega professore universitario abbiamo visto all’ingresso degli agenti della Questura in borghese. Ci siamo avvicinati e abbiamo chiesto loro un chiarimento sul motivo per cui si trovassero in un luogo dove si stava svolgendo semplicemente un dibattito politico elettorale. Ci hanno risposto che loro sapevano che all’interno c’era qualcuno segnalato alle forze dell’ordine e che, adesso, con il Decreto legge sicurezza erano pienamente legittimati ad essere lì in borghese e vedere quello che si stava facendo.

SCARICA E DIFFONDI IL DOSSIER L’ESCALATION AUTORITARIA – Analisi dei profili di illegittimità costituzionale del Decreto legge n. 23/2026

Dossier attacco alla costituzione – A cura Giuristi DemocraticiDownload


Dl Sicurezza = Assalto alla Costituzione. Presentazione del dossier approfondimento dei Giuristi Democratici


I Decreti sicurezza varati nel corso di questa legislatura dal Governo Meloni sono la realizzazione legislativa della svolta politico-autoritaria e repressiva in atto nel Paese.

La costruzione della paura a livello mediatico e la creazione di un nemico interno sul piano sociale sono soltanto i pretesti immaginari per giustificare un attacco reale alla Costituzione e per realizzare una società diseguale, con meno diritti per tutti e con più privilegi per pochi.

Giovedì 12 marzo alle ore 12.00 presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica in Piazza Madama 11 a Roma si svolgerà la Conferenza stampa di presentazione del dossier di approfondimento e denuncia sul Decreto legge n. 23 del 2026, decreto Sicurezza, dei Giuristi Democratici.

Alla conferenza stampa partecipano:

  • Antonello Ciervo, Giuristi Democratici;
  • Marica di Pierri, In difesa di;
  • Luca Blasi, Rete No Kings;
  • Gianluca Peciola, attivista per i diritti umani.

Saranno presenti Ilaria Cucchi e Peppe De Cristofaro di AVS.

Assalto alla Costituzione 1Download


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Aggiornamento 3.0.2 di Animal Crossing: New Horizons e il regalino per il 25° Anniversario della serie Animal Crossing


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Aggiornamento 3.0.2 di Animal Crossing: New Horizons e il regalino per il 25° Anniversario della serie Animal Crossing
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Booking.com sotto attacco: rubati dati personali di milioni di clienti


Booking.com conferma data breach: rubati dati personali di clienti. Nomi, email, telefoni e dettagli prenotazioni esposti. Le carte di credito dovrebbero essere al sicuro.
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Un nuovo data breach colpisce uno dei giganti del travel online. Booking.com ha confermato che terzi non autorizzati hanno avuto accesso a informazioni riservate dei propri utenti, esponendo nomi, indirizzi email, numeri telefonici e dettagli delle prenotazioni.

La società olandese ha inviato avvisi diretti agli utenti interessati, precisando che le informazioni finanziarie come i numeri delle carte di credito non sono state compromesse. Tuttavia, i dati personali associati alle prenotazioni potrebbero essere stati esposti, inclusi eventuali messaggi scambiati con le strutture ricettive.

Attenzione al phishing


Booking.com ha lanciato un allarme specifico contro tentativi di frode. Gli hacker potrebbero utilizzare i dati rubati per impersonare l’azienda o le strutture alberghiere, contattando gli utenti tramite email, telefono, SMS o WhatsApp per richiedere ulteriori informazioni di pagamento.

L’azienda raccomanda di non condividere mai dati finanziari attraverso questi canali. Qualsiasi comunicazione sospetta dovrebbe essere verificata direttamente con il servizio clienti ufficiale.

Un problema ricorrente


Questa non è la prima volta che Booking.com affronta problemi di sicurezza. Nel 2018 criminali informatici avevano già sfruttato tecniche di phishing per rubare credenziali di dipendenti hotel negli Emirati Arabi Uniti, ottenendo accesso ai dati di oltre 4.000 clienti della piattaforma.

Booking.com non ha reso pubblico il numero esatto di persone colpite dal recente incidente. L’indagine è ancora in corso e l’azienda sta collaborando con le autorità competenti.

Cosa fare se sei stato colpito


Gli utenti che ricevono comunicazioni sospette dovrebbero segnalarle immediatamente al supporto di Booking.com. È consigliabile cambiare le password dei propri account e attivare l’autenticazione a due fattori dove disponibile.

Per chi ha prenotato attraverso la piattaforma, la vigilanza rimane la migliore difesa contro tentativi di social engineering che potrebbero sfruttare le informazioni trapelate.

SOURCE:// ilsole24ore.com
SOURCE:// theguardian.com
SOURCE:// abc.net.au

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Peergos v1.23.0, gli upload di grandi file finalmente funzionano come dovrebbero


Peergos v1.23.0 accelera gli upload di grandi file con hashing parallelo 8x più veloce e streaming CLI. Tutte le novità della piattaforma di storage cifrato P2P.
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La versione 1.23.0 di Peergos porta una serie di miglioramenti che riguardano soprattutto la gestione di file e cartelle voluminosi. Gli upload su browser risultano ora otto volte più veloci nel calcolo delle firme crittografiche, mentre la CLI adotta lo streaming per i caricamenti, evitando di caricare tutto in memoria prima di inviare. Si tratta di correzioni che rendono finalmente praticabile l’uso della piattaforma con file pesanti, un ambito dove le versioni precedenti incontrava timeout e limiti di velocità.

Cos’è Peergos


Peergos è una piattaforma di archiviazione peer-to-peer con cifratura end-to-end eseguita localmente sul dispositivo. Le chiavi crittografiche non lasciano mai il client e l’architettura utilizza algoritmi resistenti ai computer quantistici. La comunicazione tra nodi avviene in modo decentralizzato e il controllo degli accessi funziona tramite un sistema di permessi granulari, che permette di condividere file tramite link segreti o direttamente con altri utenti senza che il server possa leggere contenuti o metadati.

Un aspetto particolare è la portabilità dell’identità: cambiando server si mantengono tutti i contatti e i permessi, perché l’identità è indipendente dal nodo ospitante. Il progetto è interamente open source e il codice è disponibile per audit indipendenti.

Cosa cambia nella pratica


La nuova release introduce anche il riavvio automatico degli upload falliti per file identici e la possibilità di riprendere caricamenti interrotti dalla CLI. Per gli operatori server arriva l’obbligo di Java 25, necessario per sfruttare i virtual thread. Su Linux, Flatpak diventa il metodo di installazione consigliato. Tra le ottimizzazioni interne, il caching del metadb con PostgreSQL e la riduzione delle richieste durante il flush dei buffer verso S3.

Peergos resta una proposta di nicchia per chi cerca storage decentralizzato con privacy effettiva, ma questa release dimostra che lo sviluppo procede con miglioramenti concreti.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// peergos.org
SOURCE:// fosdem.org

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Cloud gaming in crisi: Amazon Luna elimina acquisti e integrazioni terze


Amazon Luna elimina acquisti singoli, negozi di terze parti e funzione Bring Your Own Library. I giochi comprati spariranno il 10 giugno senza rimborsi.
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Amazon continua a smantellare pezzo dopo pezzo il suo servizio di cloud gaming. Da venerdì 10 aprile, Luna non offre più negozi di terze parti, acquisti di singoli titoli né abbonamenti a piattaforme esterne come Ubisoft+, EA e GOG. Chi aveva comprato giochi direttamente su Luna potrà continuarci a giocare solo fino al 10 giugno, dopodiché pare che i titoli spariranno dalle librerie. Ad oggi non sembra che sia previsto alcun rimborso.

Anche la funzione Bring Your Own Library, che permetteva di trasmettere in streaming i titoli posseduti su EA, Ubisoft e GOG, cessa il 3 giugno. I giochi restano di proprietà degli utenti sulle piattaforme originali, ma non saranno più giocabili via Luna. I salvataggi resteranno scaricabili per 90 giorni a partire dal 10 giugno, compatibilità permettendo.

Gli abbonamenti Ubisoft+ e Jackbox Games vengono cancellati alla fine del prossimo ciclo di fatturazione o comunque entro il 10 giugno. Amazon consiglia di disdire manualmente per evitare un ultimo rinnovo.

Di fatto, Luna passa da hub flessibile per i giochi che si possiedono già a servizio chiuso ancorato al catalogo Prime. Un restringimento che rende il parallelo con Google Stadia difficile da ignorare: anche lì promesse di libertà e flessibilità erano finite con una chiusura annunciata e utenti lasciati a mani vuote. La differenza è che Stadia è morta del tutto, mentre Luna sopravvive in forma ridotta, inclusa nell’abbonamento Prime senza costi aggiuntivi. Per gli utenti italiani, già abituati a un catalogo più limitato rispetto al mercato statunitense, il messaggio è lo stesso: nel cloud gaming, quello che compri oggi potrebbe non essere tuo domani.

SOURCE:// amazon.com
SOURCE:// pcmag.com
SOURCE:// everyeye.it

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MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
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MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


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Shopify apre agli agenti AI: nasce il toolkit per sviluppatori


Shopify lancia l'AI Toolkit per sviluppatori, permettendo integrazione con agenti IA come Cursor e Claude. Scopri cosa cambia per e-commerce e app.
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Shopify ha lanciato il suo AI Toolkit, uno strumento pensato per chi sviluppa applicazioni sulla piattaforma di e-commerce. L’obiettivo è chiaro: permettere agli sviluppatori di collegare i propri agenti di intelligenza artificiale direttamente all’ecosistema Shopify, usando modelli generativi scelti autonomamente.

Il toolkit supporta strumenti già noti nel panorama dello sviluppo come Codex CLI, Cursor, VS Code e Gemini CLI. Chi costruisce app può accedere alla documentazione ufficiale, alle API schema e a sistemi di validazione del codice integrati. Anche la gestione dello store diventa più fluida grazie a comandi CLI dedicati che permettono azioni dirette sulla piattaforma.

L’installazione avviene tramite un plugin che si aggiorna automaticamente, oppure manualmente configurando skills o utilizzando il protocollo MCP (Model Context Protocol). Questa flessibilità risponde alla necessità di adattarsi a flussi di lavoro diversi senza imporre un’unica modalità operativa.

Oltre lo sviluppo: agenti per lo shopping


La novità va oltre gli strumenti per programmatori. Shopify ha reso disponibile in accesso anticipato il Shopify Catalog, pensato per costruire agenti di shopping intelligenti. Questi assistenti possono scoprire prodotti, fare raccomandazioni personalizzate, rispondere a domande dei clienti e guidare fino al checkout usando interfacce conversazionali.

Il tutto si appoggia allo Storefront MCP, alimentato dal protocollo di Anthropic. Un approccio che mira a rendere l’esperienza d’acquisto simile a una conversazione naturale, mantenendo al tempo stesso controllo e trasparenza sui dati del brand.

Perché conta per il mercato italiano


Restano da chiarire aspetti pratici come costi, limiti di utilizzo e conformità al GDPR, informazioni che Shopify dovrà fornire nei prossimi mesi.

La presentazione ufficiale è avvenuta durante la conferenza Editions.dev 2025, evento dedicato agli sviluppatori dove Shopify ha mostrato la sua spinta verso un commercio nativamente integrato con l’intelligenza artificiale.

SOURCE:// shopify.dev
SOURCE:// shopify.com
SOURCE:// retailbrew.com

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Treno Regionale Veloce 4124 con ETR521.072 in transito a Castagneto Carducci (30/01/2024)


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Insta360 Snap: i nuovi schermi per selfie perfetti con la fotocamera posteriore


Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
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Insta360 ha annunciato Insta360 Snap, un monitor magnetico compatto per realizzare selfie e vlog di qualità superiore. La linea di prodotti include Snap Schermo per selfie e Snap Schermo per selfie con luce, che fornisce un'illuminazione regolabile per valorizzare le tonalità della pelle in qualsiasi scena.

Insta360 Snap: cos’è e come funziona


Gli smartphone sono dotati di fotocamere posteriori ottime, ma quasi tutti creano selfie con la fotocamera anteriore (nonostante la qualità inferiore) poiché con la posteriore è impossibile vedersi durante le riprese. Insta360 Snap è la soluzione: creato per i nano influencer, i vlogger e chi ama raccontare la vita di ogni giorno, trasforma il modo di riprendersi utilizzando la fotocamera posteriore dello smartphone per apparire sempre al meglio senza rinunciare alla praticità.
Il dispositivo si fissa magneticamente al retro dello smartphone e fornisce un'anteprima in tempo reale dei selfie
Invece di inquadrare alla cieca o ripetere riprese e scatti, con Insta360 Snap le persone possono vedersi in modo chiaro mentre utilizzano la migliore fotocamera del proprio smartphone.

• selfie migliorati: anteprima in tempo reale per selfie e vlog grandangolari con zoom da 0,5x con la fotocamera posteriore, sfruttando appieno la migliore risoluzione della fotocamera principale;

• illuminazione perfetta, ovunque: Insta360 Snap Schermo per selfie con luce è stato progettato in collaborazione con AMIRO, leader nel settore delle ottiche per il make-up professionale, e permette di regolare colore e luminosità per ottenere una luce uniforme in qualsiasi situazione, dai ristoranti poco illuminati alle finestre in controluce. Dalle clip GRWM (get ready with me) al volo ai vlog delle vacanze o i selfie di tutti i giorni, Insta360 Snap aiuta a ottenere la migliore qualità possibile dal proprio smartphone senza rinunciare al controllo.

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le principali caratteristiche della nuova serie Insta360 Snap


Insta360 Snap è stato creato per adattarsi alla perfezione alle abitudini di ripresa delle persone, senza obbligarli a perdere tempo con configurazioni complesse o tutorial infiniti. Tra i punti di forza di Insta360 Snap spicca la semplicità d’uso in stile plug and play: grazie alla connessione USB-C via cavo non è richiesta alcuna associazione preliminare, il ritardo resta estremamente ridotto (circa 30 ms) e non bisogna preoccuparsi di batteria o ricarica. Basta collegarlo allo smartphone, agganciarlo e iniziare subito a registrare. Il touchscreen integrato replica lo schermo del telefono e consente di regolare impostazioni, controllare le funzioni principali e perfezionare l’inquadratura con rapidità. Presente anche una pratica modalità specchio, che ribalta l’anteprima per offrire una visuale più naturale durante i selfie, utile per sistemare capelli, make-up o espressione prima dello scatto. A completare il pacchetto c’è una compatibilità estesa: Insta360 Snap lavora sia con le app fotocamera native degli smartphone sia con molte app di terze parti dedicate a foto, video ed editing.



Design intelligente e ultraportatile


Pensato per chi è sempre in movimento, Insta360 Snap è compatto e veloce da montare. Dal punto di vista del design, Insta360 Snap punta su portabilità e praticità quotidiana. Il corpo ultra sottile e compatto, pensato per l’utilizzo con una sola mano, permette di riporlo facilmente in tasca o in una piccola borsa, rendendolo ideale per viaggi, vlogging e contenuti on-the-go. Interessante anche la cover protettiva 2 in 1, che protegge il display quando il dispositivo non viene utilizzato e può essere ribaltata durante le riprese per evitare tocchi accidentali sullo schermo dello smartphone. Completa l’esperienza l’attacco magnetico istantaneo: grazie ai magneti integrati, l’installazione è rapida e stabile, così basta agganciarlo, aprire l’app fotocamera e iniziare subito a creare contenuti.
Il corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsaIl corpo ultra sottile e compatto, permette di riporre il dispositivo facilmente in tasca o in una piccola borsa

Disponibilità e prezzi


Insta360 Snap è disponibile su Amazon, su store.insta360.com e presso rivenditori selezionati in due edizioni:

• Insta360 Snap Schermo per selfie con luce - 95,99 euro;

• Insta360 Snap Schermo per selfie - 85,99 euro.

Apple iPhone 17e: prezzo, 256GB, MagSafe e novità
Apple presenta iPhone 17e con 256GB di base, MagSafe, fotocamere avanzate e prestazioni migliorate: ecco prezzo, novità e caratteristiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Nell’era dell’AI tutti creano contenuti: perché i brand memorabili fanno la differenza


C’è stato un momento in cui uno spot non si limitava a solo occupare uno spazio tra un contenuto e l’altro, ma riusciva davvero a fermare lo sguardo. Esso ti bloccava a tavola mentre cenavi o ti faceva smettere di fare zapping; le immagini, il ritmo e la narrazione si combinavano in modo così preciso da lasciare una traccia che continuava a esistere nella nostra testa anche ore dopo, portandosi dietro curiosità, interesse e qualcosa su cui riflettere.

Aumentano i volumi, non l'efficacia


Oggi quel momento sembra lontano, osservano da NNZN Studios, casa di produzione che integra linguaggio cinematografico e intelligenza artificiale. Eppure il video non è mai stato così dominante: in Italia, il solo formato video digitale ha superato i 2,4 miliardi di euro, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell’intera raccolta pubblicitaria online. In parallelo, cresce anche la pressione a produrre contenuti in quantità sempre maggiori. Non sempre, però, l’aumento dei volumi coincide con un aumento dell’efficacia; infatti, diverse analisi di settore mostrano che una quota rilevante della spesa digitale finisce in campagne che non raggiungono il pubblico desiderato o non generano un impatto memorabile.

ASUS ExpertBook Ultra: laptop AI per professionisti
ASUS presenta il nuovo ASUS ExpertBook Ultra, un laptop pensato per i professionisti che combina prestazioni basate sull’intelligenza artificiale, design ultraleggero e sicurezza avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


In tutto questo c’è poi l’intelligenza artificiale che ha reso la produzione di contenuti sempre più accessibile, veloce e scalabile. Costruire ambientazioni complesse, generare immagini e montare sequenze è oggi possibile anche con risorse ridotte e tempi impensabili fino a pochi anni fa. Quindi, i contenuti aumentano ma il problema rimane lo stesso e, anzi, diventa ancora più impellente: in un flusso che non si ferma mai, cosa rimane davvero e riesce a suscitare emozioni?

Tre campagne iconiche che raccontano tre modi di costruire memoria


Per capire cosa significa davvero “restare nella memoria”, gli esperti di NNZN Studios hanno fatto un salto nel passato ripercorrendo alcune delle campagne pubblicitarie più iconiche della storia recente della comunicazione, che ancora oggi vengono citate, riconosciute e studiate:

  • Apple lancia il Macintosh con uno spot, andato in onda durante il Super Bowl del 1984, che rompe completamente le regole del periodo. Il regista Ridley Scott costruisce un racconto visivo ispirato a un immaginario distopico, un sistema uniforme e controllato spezzato da un gesto di rottura, senza quasi mai mostrare il prodotto. Il messaggio è totalmente culturale perché Apple non sta introducendo un computer, sta proponendo un'idea di libertà. Uno dei primi casi in cui la pubblicità smette di spiegare e diventa narrazione pura;
  • Nike fa qualcosa di simile, ma su un arco di tempo molto più lungo. Con "Just Do It" trasforma uno slogan in un sistema narrativo coerente, fino ad arrivare, per il trentesimo anniversario dello slogan, a scegliere come volto della campagna del 2018 Colin Kaepernick, il quarterback che si è inginocchiato durante l'inno americano per protestare contro la violenza della polizia. Le reazioni sono immediate e violente, ma il brand non fa un passo indietro, rimane coerente oltre la polemica e la campagna Dream Crazy diventa così uno dei casi migliori di “Brand activism”;
  • Chanel nel2004 investe circa 33 milioni di dollari per produrre No. 5 The Film, all'epoca lo spot più costoso della storia. Tre minuti diretti da Baz Luhrmann con Nicole Kidman come protagonista, costumi di Karl Lagerfeld, riprese ai Fox Studios di Sydney. Uno spot visivamente spettacolare che funziona proprio perché abbandona ogni logica pubblicitaria tradizionale: nessuna bottiglia in primo piano, nessuno slogan esplicito, solo una storia d'amore fugace a New York in cui il brand compare solo in chiusura.


“Guardando campagne come quella di Apple del 1984 o il film di Chanel, si capisce che il problema non era mai la produzione ma la visione - osserva Luca Macaluso di NNZN Studios - l'AI oggi rende possibile molte cose a livello tecnico, ma non sempre risponde alla domanda fondamentale: cosa un brand vuole dire e perché vale la pena dirlo”.


Il problema che l’IA non risolve da sola


Queste tre campagne appartengono a epoche e contesti diversi, eppure, tutte e tre condividono qualcosa che non dipende tanto dalla tecnologia usata per produrle, ma dal fatto che nessuna insegue l'attenzione nel breve periodo, la costruisce nel tempo, nessuna si adatta a un formato, lo definisce. La differenza, in tutti e tre i casi quindi sta a monte: nell'idea, nella direzione narrativa, nella chiarezza di cosa il brand voleva rappresentare. Oggi quell'approccio è più rilevante che mai, proprio perché il contesto si è complicato: l'Intelligenza Artificiale ha abbassato le barriere tecniche della produzione, ma questa stessa accessibilità ha livellato il risultato medio, perché, quando tutti possono produrre contenuti visivamente sofisticati, distinguersi sul piano tecnico diventa sempre più difficile.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione, quindi, non è usare o meno l'AI, ma capire come inserirla, evidenziano gli esperti. Le realtà creative che stanno ottenendo i risultati più interessanti non usano l'IA per moltiplicare i contenuti, ma per ampliare le possibilità espressive, rendendo accessibili soluzioni narrative che prima richiedevano strutture produttive ben più pesanti.

“Non utilizziamo l'AI per produrre più velocemente, ma per rendere raccontabili storie che prima erano fuori portata soprattutto per brand o aziende più piccole e con budget minori - aggiunge Macaluso - i brand che resteranno nella memoria nei prossimi anni non saranno quelli che hanno usato l'AI per primi, ma quelli che l'hanno usata per dire qualcosa di vero”.



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Little Snitch arriva su Linux: gratuito e in parte open source


Il celebre firewall per macOS di Objective Development sbarca su Linux con interfaccia web, componente kernel eBPF e codice parzialmente aperto. Gratuito, pensato per la trasparenza di rete.
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Little Snitch, il firewall applicativo che su macOS tiene d’occhio le connessioni in uscita da oltre vent’anni, è disponibile anche per Linux. La versione, completamente gratuita, è stata sviluppata da Christian Starkjohann di Objective Development, azienda austriaca. La motivazione, come racconta lo stesso sviluppatore, è personale: dopo aver installato Linux su dei vecchi computer, ha cercato uno strumento che gli desse la stessa esperienza di Little Snitch su macOS. Alternative come OpenSnitch o Portmaster esistevano già, ma secondo Starkjohann nessuna offriva esattamente ciò che cercava: visualizzare quale processo comunica con quale server e poterlo bloccare con un clic.

Come funziona


La versione Linux si basa su eBPF (extended Berkeley Packet Filter) per intercettare il traffico a livello kernel, senza dover modificare il kernel stesso. Il codice applicativo è scritto in Rust, mentre l’interfaccia è una web app accessibile da browser all’indirizzo localhost:3031. Una scelta che può sembrare insolita per uno strumento di questo tipo, ma che consente di monitorare da remoto le connessioni di un server Linux, ad esempio per controllare cosa combinano Nextcloud o Home Assistant.

Cosa è aperto e cosa no


Il componente kernel eBPF e l’interfaccia web sono rilasciati come open source sotto licenza GPLv2, con il codice disponibile su GitHub. Il backend, invece, resta proprietario: gestisce regole, liste di blocco e la vista gerarchica delle connessioni, ed è il frutto di oltre due decenni di esperienza accumulata con la versione macOS. Objective Development lo mette a disposizione gratuitamente ma preferisce per ora non aprirne il codice.

Trasparenza, non sicurezza


Un punto importante: Little Snitch per Linux non è uno strumento di sicurezza. Su macOS il filtraggio avviene a livello di sistema con garanzie più forti, mentre eBPF impone limiti rigidi sulla complessità dei programmi e sulla quantità di dati che può gestire. Con traffico molto intenso, le tabelle di filtraggio possono andare in overflow, rendendo possibile aggirare le regole. Lo scopo, chiarisce lo sviluppatore, è offrire visibilità sulle connessioni e bloccare quelle di software legittimo che non tenta attivamente di eludere il controllo.

Requisiti e disponibilità


Little Snitch per Linux richiede un kernel 6.12 o superiore con supporto BTF (Ubuntu 25.04 o più recente). Sono disponibili pacchetti .deb per architetture Intel/AMD a 64 bit, ARM64 e RISC-V. Il progetto è alla versione 1.0.0 e presenta ancora qualche limite: al momento non funziona con il filesystem Btrfs, usato di default da Fedora, ma una correzione è già in lavorazione.

Chi vuole tenere sotto controllo il traffico di rete sul proprio server o anche solo sul proprio portatile Linux ha adesso un’opzione in più, con un nome che nel mondo macOS è già una garanzia.

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al musée d’art moderne de paris, personale di brion gysin, fino al 12 luglio


brion gysin al musée d'art moderne de paris

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#art #arte #asemic #asemicWriting #BrionGysin #MuséeDArtModerneDeParis

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Un tracker su dieci: nel 2025 oltre il 10% del traffico internet è sorveglianza pubblicitaria


Il rapporto annuale di AdGuard sui tracker pubblicitari rivela che nel 2025, per la prima volta, oltre il 10% del traffico internet globale è generato da sistemi di tracciamento e pubblicità.
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Ogni volta che carichi una pagina web, il tuo browser non scarica solo quello che hai chiesto. In parallelo parte una serie di richieste verso reti pubblicitarie, sistemi di tracciamento e infrastrutture di profilazione che non hai scelto e che nella maggior parte dei casi non sai nemmeno di star finanziando con la tua banda. Nel 2025, secondo il rapporto annuale di AdGuard, queste richieste hanno superato per la prima volta la soglia del 10% del traffico internet globale, attestandosi al 10,22%. L’anno scorso erano al 7,84%.

Il dato grezzo racconta già qualcosa, ma quello che colpisce di più è la stima sulle richieste nascoste: ogni richiesta primaria bloccata ne previene in media altre quattro, generate a cascata da server collegati. Se nessuno bloccasse nulla, secondo AdGuard, i tracker potrebbero arrivare a coprire fino al 40% del traffico totale.

La mappa geografica


La crescita non è uniforme. Le zone con gli aumenti più marcati sono Africa subsahariana, Caraibi e Europa orientale, dove l’espansione dell’infrastruttura pubblicitaria segue quella dell’accesso a internet. Il Sudafrica è passato dal 7,80% al 13,69%, Trinidad e Tobago dal 6,33% al 12,94%. La Bielorussia ha raggiunto il 13,20%.

L’Europa occidentale cresce più lentamente ma cresce. La Spagna è salita al 10,36%, la Francia al 9,35%, il Regno Unito al 9,61%. L’Italia ha raggiunto il 9,81%, contro il 7,75% del 2024. La Germania si mantiene sotto la media europea, all’8,89%.

In coda alla classifica globale rimane la Cina, al 3,63%, insieme all’Iran e ad alcuni paesi del Nord Europa come Danimarca e Norvegia. La distribuzione completa paese per paese è consultabile nella mappa interattiva pubblicata da AdGuard.

Più tracciamento, meno banner


AdGuard sottolinea un’apparente contraddizione: l’esperienza pubblicitaria visibile è meno invadente di qualche anno fa, con i grandi banner invadenti ormai in ritirata. Ma questo non significa meno pubblicità, significa pubblicità più silenziosa. Più banda consumata in background, più dati raccolti, meno evidenza per l’utente.

SOURCE:// adguard.com
SOURCE:// infogram.com

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Instagram permette ora di correggere i commenti entro 15 minuti


Instagram introduce la modifica dei commenti entro 15 minuti. Come funziona la nuova funzione e quali sono i limiti dell'aggiornamento.
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Instagram ha attivato una funzione che molti utenti chiedevano da tempo: la possibilità di modificare i propri commenti dopo la pubblicazione. La finestra temporale concessa è di 15 minuti dal momento in cui si invia il messaggio.

Entro questo lasso di tempo è possibile apportare tutte le correzioni necessarie, anche più volte. Una volta modificato, il commento mostra un’indicazione che segnala la presenza di una revisione, ma le versioni precedenti restano invisibili agli altri utenti. La funzione si applica esclusivamente ai commenti testuali; se il messaggio include foto o altri elementi multimediali, resta disponibile solo la modifica del testo associato.

L’annuncio è arrivato direttamente dai canali ufficiali di Instagram, confermando l’implementazione della novità. Si tratta di un cambiamento che risponde a una richiesta frequente della community, soprattutto per chi commette errori di battitura o vuole affinare il proprio intervento dopo averlo pubblicato.

Non tutti i social offrono questa opzione. Alcune piattaforme permettono correzioni illimitate, altre non lo consentono affatto. Instagram ha scelto un approccio intermedio, limitando la modifica a un breve periodo per bilanciare flessibilità e trasparenza nelle conversazioni.

L’aggiornamento è già attivo per gli utenti che hanno ricevuto il rollout. Come spesso accade con le nuove funzioni, la disponibilità potrebbe variare in base alla regione o alla versione dell’app. Chi non vede ancora l’opzione può controllare gli aggiornamenti dell’app o attendere il completamento della distribuzione.

SOURCE:// x.com
SOURCE:// deccanchronicle.com
SOURCE:// forums.macrumors.com

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Mastodon presenta le Collections, nuovi strumenti per organizzare i contenuti


Mastodon annuncia le Collections, nuova funzionalità per organizzare post e raccomandare account.
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Mastodon ha annunciato una nuova funzionalità chiamata Collections, pensata per aiutare gli utenti a raggruppare post e raccomandare account correlati in bundle curati. L’aggiornamento farà parte del prossimo rilascio della versione 4.6 della piattaforma decentralizzata.

La funzione arriva in un momento in cui Mastodon sta cercando di rendere il proprio ecosistema più accessibile ai nuovi utenti. Come riportano TechCrunch e Dataconomy, la piattaforma ha ampliato il proprio team di sviluppo negli ultimi 18 mesi, assumendo figure specializzate nello sviluppo web, mobile e backend, oltre a un designer dedicato.

Le Collections permetteranno agli utenti di creare raccolte tematiche di contenuti, facilitando la scoperta di account pertinenti e migliorando l’organizzazione dei propri post. Questa innovazione risponde a una delle critiche più frequenti mosse a Mastodon: la difficoltà di orientarsi nella rete federata per chi arriva da piattaforme centralizzate come X o Threads.

Oltre alle Collections, Mastodon ha introdotto recentemente altre modifiche per semplificare l’esperienza utente. I post fissati ora ne mostrano uno in evidenza, mentre gli altri diventano accessibili tramite un pulsante “Visualizza tutti i post fissati”. Sono stati inoltre migliorati i controlli sui Quote Posts e la gestione delle modifiche al profilo è stata centralizzata nelle impostazioni dell’account.

L’aggiornamento 4.6 è previsto per le prossime settimane e sarà disponibile su tutti i server Mastodon aggiornati. Gli utenti potranno attivare le Collections manualmente dalle impostazioni del profilo.

SOURCE:// blog.joinmastodon.org
SOURCE:// techcrunch.com

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Urik v0.21.0 beta: nuova lingua, simboli curiosi e correzioni per un’esperienza più fluida


Urik v0.21.0 beta aggiunge supporto slovacco, nuovi simboli come l'interrobang e corregge bug sul feedback aptico e sullo swipe. Scopri le novità della tastiera open source per Android.
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La tastiera open source Urik continua il suo percorso di affinamento con l’arrivo della versione 0.21.0 beta. Dopo aver già esplorato in passato le sue fondamenta basate sulla privacy e l’assenza di tracciamento, questo aggiornamento porta con sé una serie di modifiche mirate a migliorare l’usabilità quotidiana e ad ampliare il supporto linguistico.

Il cambiamento più immediato riguarda l’espansione linguistica. La comunità ha ottenuto il supporto completo per la lingua slovacca, un passo importante per rendere lo strumento realmente internazionale e accessibile a un pubblico più ampio.

Simboli e numeri a portata di mano


Oltre alle lingue, l’attenzione si è spostata sulla precisione e sulla personalizzazione dell’interfaccia. Una delle novità più apprezzate è la possibilità di gestire i suggerimenti numerici sopra la riga delle lettere. Sebbene la visualizzazione fosse già presente, ora è disattivabile dalle impostazioni, offrendo a chi preferisce un layout più pulito la libertà di nasconderli. Chi invece li utilizza per velocità può mantenerli attivi per accedere ai caratteri numerici senza cambiare layout, velocizzando la digitazione di indirizzi o codici. A completare il pacchetto dei simboli, sono stati aggiunti il segno numero (№) e l’interrobang (‽), quest’ultimo un carattere di punteggiatura che fonde punto interrogativo ed esclamativo, spesso cercato da chi scrive testi creativi o tecnici.

Gli sviluppatori hanno lavorato per risolvere il problema del doppio attivamento dei feedback aptici, un difetto che poteva risultare fastidioso durante la digitazione veloce. Anche lo scorrimento per lo swipe è risultato più affidabile, specialmente quando si passa da una tastiera all’altra, riducendo gli errori di riconoscimento. Un altro fix importante riguarda la barra dei suggerimenti, dove il testo veniva talvolta tagliato, rendendo difficile leggere le parole proposte dall’autocorrettore.

Più controllo sulle preferenze


Ulteriori opzioni di configurazione permettono ora di disattivare completamente il feedback visivo al tocco dei tasti per chi preferisce un’interfaccia più pulita e meno invadente. È stata inoltre introdotta la possibilità di impostare un reset automatico alla vista lettere quando si passa a un nuovo campo di input, evitando di dover manualmente tornare indietro dopo aver inserito numeri o simboli. Questi dettagli dimostrano come Urik non si limiti a essere una semplice alternativa alle tastiere proprietarie, ma cerchi attivamente di competere sull’esperienza utente attraverso un ascolto costante delle esigenze della comunità.

La versione 0.21.0 è disponibile come pre-rilascio su GitHub. Essendo una beta, è consigliabile installarla solo su dispositivi di test o se si è disposti a segnalare eventuali bug per aiutare gli sviluppatori a perfezionare il prodotto finale.

SOURCE:// github.com

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Dopo vent’anni l’EFF se ne va da X (ex Twitter)


L'Electronic Frontier Foundation abbandona X dopo 20 anni. I dati mostrano un crollo del 97% delle impressioni e la fine delle speranze di riforma della piattaforma.
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Dopo quasi due decenni di attività, l’Electronic Frontier Foundation ha deciso di chiudere i battitori su X. Non si tratta di una mossa impulsiva, ma della conclusione logica di un processo che la storica organizzazione per i diritti digitali ha monitorato con attenzione negli ultimi anni. La decisione arriva in un momento in cui la piattaforma, un tempo fulcro del dibattito pubblico online, mostra segni evidenti di erosione della propria capacità di diffusione.

Il motivo principale è puramente matematico. Nel 2018, i post quotidiani dell’EFF generavano tra i 50 e i 100 milioni di impressioni mensili. Nel 2024, nonostante 2.500 pubblicazioni, il totale mensile si è attestato sui 2 milioni. L’anno scorso, 1.500 post hanno raccolto appena 13 milioni di visualizzazioni in dodici mesi. In sintesi, un singolo post su X oggi riceve meno del 3% delle visualizzazioni che un tweet garantiva sette anni fa. Per un’organizzazione che basa la propria missione sulla diffusione di informazioni critiche, questa riduzione di portata rende la piattaforma inefficace.

Le promesse non mantenute


Quando Elon Musk ha acquisito Twitter nell’ottobre 2022, l’EFF aveva delineato chiaramente le condizioni necessarie per mantenere la fiducia: moderazione dei contenuti trasparente, sicurezza reale con crittografia end-to-end per i messaggi diretti e maggiore controllo per gli utenti e gli sviluppatori terzi. La direzione intrapresa è stata opposta. Il licenziamento dell’intero team per i diritti umani e i tagli al personale in paesi dove l’azienda resisteva alla censura hanno segnato un punto di non ritorno. Oggi l’EFF si unisce alla massa di utenti che hanno abbandonato la piattaforma.

Perché restare altrove


Una domanda ricorrente riguarda la coerenza: perché l’EFF rimane presente su Facebook, TikTok e Instagram se critica aspramente questi ecosistemi? La risposta risiede nella missione di proteggere i diritti digitali di tutti, non solo di chi ha già scelto piattaforme alternative. Le persone che necessitano maggiormente di queste informazioni sono spesso quelle più radicate nei grandi giardini recintati, soggette alla sorveglianza corporativa.

Giovani, minoranze, attivisti e comunità LGBTQ+ utilizzano quotidianamente queste reti per organizzare mutuo aiuto, esprimere cultura e coordinarsi politicamente. Rimuovere semplicemente le app non è sempre un’opzione accessibile. La presenza dell’EFF su queste piattaforme non è un endorsement, ma un tentativo di colmare il divario informativo. Molti dei loro post più letti sono proprio quelli che criticano le policy delle piattaforme stesse.

Il futuro della battaglia digitale


L’EFF conclude che X non è più il luogo dove si combattono le battaglie decisive. La piattaforma è diventata ridotta e marginale rispetto al suo passato imperfetto ma impattante. L’organizzazione sposterà le proprie risorse verso Bluesky, Mastodon, LinkedIn e le altre reti dove la battaglia per i diritti digitali è ancora viva. Per chi vuole seguire il loro lavoro, il messaggio è chiaro: la lotta continua, ma non più su X.

SOURCE:// eff.org

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Storybook 10.3 porta gli agenti AI dentro i componenti esistenti con il protocollo MCP


Storybook 10.3 integra il Model Context Protocol per React, permettendo agli agenti AI di lavorare con componenti esistenti, eseguire test e correggersi autonomamente. Arrivano anche miglioramenti all'accessibilità e CSF Factories per Vue, Angular e Web Components.
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Storybook 10.3 integra il Model Context Protocol per React, lo standard aperto nato da Anthropic per far comunicare i modelli di intelligenza artificiale con strumenti e dati esterni. In pratica, un agente AI collegato a Storybook può consultare i componenti esistenti, riutilizzarli, generare anteprime live e persino eseguire test di accessibilità e interazione per correggere autonomamente gli errori. Il risultato è uno sviluppo di interfacce meno affidato alla generazione generica e più ancorato a codice reale e verificabile.

La funzionalità si articola in tre gruppi di strumenti: il set di sviluppo permette agli agenti di mostrare il proprio lavoro negli stati rilevanti dell’interfaccia, il set di documentazione consente di scoprire e riutilizzare i componenti del design system, mentre il set di test offre argini e correzioni automatiche attraverso test mirati. Il server MCP può inoltre essere pubblicato e condiviso con il team, anche da chi non esegue Storybook in locale, e supporta la composizione di più Storybook in un unico contesto per l’agente.

Meno violazioni di accessibilità, più tipizzazione


La versione 10.3 raccoglie anche un consistente lavoro sull’accessibilità dell’interfaccia di Storybook stessa: semantica ARIA migliorata, navigazione da tastiera e gestione del focus più robuste, contrasto cromatico e supporto alto contrasto rafforzati, riduzione del movimento, navigazione tra landmark e correzioni ai documenti in ottica WCAG.

Le CSF Factories, introdotte con Storybook 10 per ridurre il boilerplate e migliorare l’autocompletamento nella scrittura di storie, si estendono ora a Vue, Angular e Web Components, dopo il lancio iniziale limitato a React. Sono disponibili codemod per la migrazione automatica, ma le versioni precedenti di CSF restano supportate. Lo stato attuale è Preview, con rilascio stabile previsto in Storybook 11.

Ecosistema aggiornato

Completano il rilascio il supporto a Vite 8, Next.js 16.2, ESLint 10 e Angular 21, l’inizializzazione da CLI per Rsbuild e il supporto Preact per l’addon Vitest. Dalla comunità arrivano un’integrazione con Vike e un framework Astro in fase sperimentale.

L’aggiornamento si esegue con npx storybook@latest upgrade.

SOURCE:// storybook.js.org
SOURCE:// storybook.js.org

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Quanto accaduto a Peteano rimarrà alla memoria più come un’azione dimostrativa


Nonostante quella di Piazza Fontana non sia stata, come si potrà osservare, la più sanguinosa delle azioni eversive avvenute, viene comunque definita come la “madre di tutte le stragi” in quanto probabile terreno di prova e apertura del sipario per tutta la cosiddetta stagione delle stragi. Da quel momento fino ai primi anni ’80 vi saranno numerosi eventi attribuibili o meno alla strategia della tensione e numerose furono le vittime, sia per la destra che per la sinistra extraparlamentare ma anche per i servitori e gli esponenti dello Stato. Circa a metà del 1970 venne pubblicato un libro che permise di coniare l’espressione da allora usata in seguito “Strage di Stato” dall’omonimo titolo, edito da alcuni esponenti di Lotta Continua <76. Costoro intenzionati ad attuare una contro-inchiesta, puntarono da un lato il dito contro i neofascisti in chiave di esecutori ma dall’altro riconobbero lo Stato stesso come mandante, arrivando in alcuni casi a riconoscere il coinvolgimento di alcune delle forze atlantiche, per quanto spesso suddette indicazioni siano spesso tese a generalizzare in un unico grande insieme gli antagonisti <77.
Nell’arco dei tumulti non vi furono solo attentati o attacchi diretti a una fazione più che ad un altra e per comprendere appieno gli equilibri di quel momento storico è necessario parlare anche di quanto accadde durante la notte tra 7 e 8 dicembre 1970: circa ventimila persone tra militari dai più alti ranghi fino alla fanteria, esponenti di varie fronde della destra così come gruppi di industriali e politici, tentarono un colpo di stato che sarà poi conosciuto come Golpe Borghese prendendo il nome dal suo organizzatore Junio Valerio Borghese, conosciuto anche come il principe nero, fondatore del Fronte Nazionale <78, legato in amicizia ad Avanguardia Nazionale di Delle Chiaie. L’obiettivo di questa azione era prendere il controllo della nazione istituendo un governo militare: procedendo con l’arresto di Saragat allora presidente della Repubblica, l’uccisione di Vicari al comando della Polizia e l’occupazione da parte di una reparto dei forestali degli studi Rai dai quali Borghese avrebbe condotto il suo discorso di insediamento per l’attivazione della Giunta Nazionale <79. Senza dimenticare una presunta occupazione del Ministero dell’Interno ad opera dei militanti di AN <80. Il putsch non ebbe esito in quanto Borghese, allertato da una telefonata, comunicò a tutti i partecipanti di abortire il piano, nonostante fosse già in attuazione. Probabilmente era stato avvisato da qualcuno di un’eventuale trappola tesa a sventare il tutto: nonostante ancora oggi non sia stata fatta chiarezza riguardo le motivazioni del dietro front, si suppone che gli americani, a conoscenza di tutto, abbiano ritirato il loro appoggio. L’intera faccenda fu sottoposta ad un’indagine segreta, nascosta all’opinione pubblica per mesi fino al 17 marzo 1971 momento in cui Paese Sera con uno scoop titolò “Complotto Neofascista” in prima pagina svelando in parte quanto accaduto. La risposta delle sinistre fu quella di manifestare e chiarire, seppur in maniera non violenta, che il risultato di un’insurrezione fascista sarebbe stato quello di portare ad una guerra civile <81. Ad oggi si suppone un coinvolgimento atlantico molto più forte in questa vicenda, riconoscendo la possibilità che Borghese sia stato coadiuvato da potenti politici italiani come Tanassi e Andreotti, supponendo che quest’ultimo fosse la figura chiave e il demiurgo dell’attentato alla Nazione <82. L’idea di rischiare un eventuale governo, simile a quello “dei colonnelli” greco, non portò ad altro se non ad una maggiore preoccupazione da parte delle sinistre a volte sfociata in violenza. Dall’altro lato per i movimenti di destra extra-parlamentare si iniziava a scegliere spesso la lotta di strada basata su raid e contrasto agli attacchi rivolti ai propri membri.
Invece il comportamento di Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo prima e Nero poi si inasprirà sempre più minando all’ordine pubblico e alle vite civili, come d’altronde in previsione si sarebbe dovuto sviluppare l’inizio di un’ipotetica strategia della tensione.
Una delle più controverse stragi avviene il 31 marzo del 1972 durante la notte, a Peteano parte del comune di Sagrado in Gorizia. Alle ore 22:35 le forze dell’ordine vengono allertate anonimamente della scoperta di una 500 con evidenti segni di una sparatoria sul parabrezza <83, all’arrivo dei carabinieri vengono appurati dei fori di proiettile di calibro 22, pistola che in seguito si sarebbe scoperta appartenere ad uno degli autori dell’attentato: Cicuttini e detenuta dal complice Ivano Boccaccio <84. Durante l’ispezione della vettura, gli inquirenti aprirono il cofano scatenando l’esplosione di una bomba ad innesco collegata alla vettura. Saranno tre i morti e due i feriti. Quanto accadde nelle indagini è un esempio del meccanismo di protezione costruito da fronde deviate: in quanto vennero attivati numerosi tentativi di depistaggio da parte degli stessi carabinieri e polizia: infatti la colpevolezza di una cellula extra-parlamentare nera avrebbe causato numerosi danni sia alla destra sia alle forze dell’ordine, principalmente perché si rischiava uno spostamento politico dei moderati sia contro la destra sia contro i militari nell’opinione pubblica <85.
Ad alzare il velo di nebbia sull’avvenimento vi fu anche la natura dell’esplosivo: a partire dalla perizia di Marco Morin, spesso al servizio dei giudici di Venezia, il quale dichiarò l’utilizzo nell’attentato del Semtex-H <86, esplosivo al plastico di approvvigionamento militare di origine cecoslovacca, spesso utilizzato in quegli anni per attacchi terroristici. Venne poi appurato sotto sospetto del giudice istruttore Casson la falsità delle perizie, in quanto il suddetto reperto aveva la funzione di depistare le indagini sulla sinistra, sospetto in seguito il coinvolgimento di Morin all’interno di Gladio, per non parlare del suo rapporto di amicizia con Carlo Maria Maggi, una delle figure di riferimento di Ordine Nuovo a livello nazionale <87. Scoperta la falsificazione delle prove da parte del giudice venne messa in campo l’ipotesi che la componente deflagrante utilizzata fosse stata presa da un “Nasco” di Gladio presso Aurisina depredato di cinque kg di esplosivo C4. Essendo numerosi sul territorio i depositi di questo tipo che iniziavano a venire alla luce senza l’apparente controllo degli originari proprietari <88.
La reale paternità dell’ordigno si è ottenuta con la finale analisi del giudice Guido Salvini, che negò la provenienza dell’esplosivo da Aurisina, anzi ritenne le affermazioni di Casson infondate. In quanto convinto dell’utilizzo di materiale esplosivo civile utilizzato nelle cave, probabilmente sottratto dall’altopiano di Piancavallo intorno al 1970, come si evince nella sentenza del 1998: «Per quanto concerne l’esplosivo, infatti, la perizia ha evidenzia che quello utilizzato per l’ordigno era esplosivo civile da cava (e non l’esplosivo militare del tipo “C4” presente nei Nasco) e perdipiù Vinciguerra ha spiegato con abbondanza di particolari e dettagli come egli se lo sia procurato, nell’estate del 1970, insieme ad alcuni camerati anche originari della zona, sull’altipiano del Piancavallo, rubandolo da una baracchetta del tutto incustodita di una ditta che stava effettuando lavori di sbancamento». <89
La dichiarazione di Vinciguerra tagliò i ponti con la teoria di una possibile collaborazione con Gladio, almeno per questo evento, nonostante fosse più cara all’opinione pubblica. I colpevoli vennero riconosciuti dopo tempo e numerosi depistaggi, in Cicuttini, Boccaccio e Vinciguerra. Il loro obiettivo era quello di causare una frattura nei buoni rapporti tra Ordine Nuovo e i carabinieri, in quanto visti come un semplice prolungamento della NATO e più in generale dell’ordine <90.
Quanto accaduto a Peteano rimarrà alla memoria più come un’azione dimostrativa, in quanto per i poteri in gioco e per ciò che avvenne in seguito, non era possibile, per una piccola cellula rivoluzionaria, portare un cambiamento nelle alleanze al di sotto di un movimento esteso come quello di Ordine Nuovo. L’organizzazione a seguito di questi eventi venne messa a processo essendo considerata un pericolo che rischiava di prendere forza. Nel 1973 erano quarantadue membri di Ordine Nuovo <91 ad essere sotto l’accusa di aver violato la legge Scelba e dunque di essere intenzionati a ricostruire il disciolto partito fascista. Il 21 novembre dello stesso anno vennero tra questi, sentenziate trenta condanne per i dirigenti a seguito della violazione degli articoli 1, 2, 3 e 7 della suddetta norma <92.

[NOTE]76 Gruppo di sinistra extra-parlamentare attivo tra gli anni ’60 e ’70 con ideali rivoluzionari di stampo marxista
77 M.Liggini, E. Di Giovanni, “La Strage di Stato”, Samonà e Savelli, Roma, 1970
78 Gruppo politico di estrema destra con all’interno numerosi veterani di Salò
79 Per completezza riportato di seguito “Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale ha cessato di esistere. Nelle prossime ore, con successivi bollettini, vi saranno indicati i provvedimenti più importanti ed idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione. Le forze armate, le forze dell’ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi; mentre, d’altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli che per intendersi, volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo stato che creeremo sarà un’Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola bandiera. Il nostro glorioso tricolore! Soldati di terra, di mare e dell’aria, Forze dell’Ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria e il ristabilimento dell’ordine interno. Non saranno promulgate leggi speciali né verranno istituiti tribunali speciali, vi chiediamo solo di far rispettare le leggi vigenti. Da questo momento nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso tricolore, vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno all’amore: Italia, Italia, viva l’Italia!” Disponibile in L. Telese, “Cuori Neri”, Sperling Paperback, Milano, 2010, pp. 151-152
80 A. Giannuli, “Bombe a inchiostro”, BUR, Milano, 2008, p.142
81 M. Dondi, “L’eco del boato”, Laterza, Roma, 2015, pp.210-217
82 G. M. Bellu, “E la Cia disse: sì al golpe Borghese ma soltanto con Andreotti premier”, Repubblica, 5 dicembre 2005
83 Nel dettaglio la trascrizione: “Vorrei dirle che gh’è, che la xè una una machina che ga due buchi, eh sul parabressa, no? Fra la strada da Poggio Terza Armata a Savogna la xè una cinquecento da Poggio Terza Armata per venire giù a Savogna una cinquecento bianca e la ga due busi, due, due busi, sembra de palotola”, presente in G. Salvi, “La strategia delle stragi: dalla sentenza della Corte d’Assise di Venezia per la strage di Peteano”, Editori Riuniti, Roma, 1989, p. 34
84 “Doc. XXIII n.64 Volume Primo Tomo I”, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Decisioni adottate dalla Commissione, Seduta 22 marzo 2001, in merito alla pubblicazione degli atti e dei documenti prodotti e acquisiti, p.145
85 A. Giannuli, “La strategia della tensione”, Ponte delle Grazie, Milano, 2018, p. 416-417
86 “Doc. XXIII n.64 Volume Primo Tomo I”, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, “Doc. XXIII n.64 Volume Primo Tomo I”, Decisioni adottate dalla Commissione, Seduta del 22 marzo 2001 in merito alla pubblicazione degli atti e dei documenti prodotti e acquisiti, p.35
87 A. Silj, “Malpaese”, Donzelli, Roma,1994, p.178 e “Mentirono sulla strage”, Repubblica, 29 ottobre 1993
88 R. Bianchin, G. Cecchetti, “Il grande sospetto di Casson: quanti utilizzarono l’arsenale?”, Repubblica, 20 Dicembre 1990 e dagli stessi autori “Gladio: non tornano i conti sui Nasco”, Repubblica, 20 Gennaio 1991 e M. Griner, “Anime
Nere”, Sperling Kupfer, Milano, 2014
89 Sentenza Ordinanza N. 9/92 A.R.G.P.M., N. 2/92 F.R.G.G.I:, 3 febbraio 1998
90 V. Vinciguerra, “Ergastolo per la libertà”, Arnaud, Firenze, 1989, pp. 198-200
91 “I cento giorni di Ordine Nuovo”, Paese Sera, 30 gennaio 1972
92 Sentenza N. 5863/73, Tribunale di Roma, 21 Novembre 1973
Enrico Forlino, L’eversione nera negli anni di piombo: lo spontaneismo armato, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno accademico 2019-2020
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Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
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Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

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Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


Oltre la metà degli italiani spia gli smartphone altrui in pubblico: il dato sorprendente sulla privacy


Una nuova ricerca di Samsung rivela che gli spazi pubblici in Europa sono diventati una sorta di “schermo condiviso”: il 59% degli italiani afferma di aver guardato accidentalmente il telefono di uno sconosciuto, indicando i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo altrui (56%). Quasi un italiano su quattro (24%) ammette di aver osservato il telefono di qualcun altro per curiosità, esponendosi così a contenuti privati che spaziano dalle foto personali ai dati bancari

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Samsung ha intervistato 11.000 europei a supporto del lancio di Galaxy S26 Ultra, che introduce un Privacy Display integrato. Questa nuova tecnologia hardware rende i contenuti dello schermo visibili solo frontalmente, proteggendo la privacy dagli sguardi laterali senza compromettere l’esperienza visiva. Lo studio evidenzia, inoltre, un divario tra la percezione della privacy e la realtà anche in Italia: se il 59% ritiene che l’uso del proprio telefono sia privato anche in luoghi affollati, il 56% afferma che in pubblico è facile vedere lo schermo degli altri. Nonostante oltre un quarto delle persone ignori la situazione (26%) o distolga subito lo sguardo (30%), il 7% ammette di continuare a guardare con discrezione.

Dai messaggi al denaro: cosa c’è in gioco


Quasi la metà (48%) afferma di aver avuto la sensazione che qualcuno stesse guardando lo schermo del proprio telefono in pubblico. Solo il 25% considera l’uso dello smartphone in pubblico un’attività privata e sebbene i consumatori possano essere già consapevoli di questo rischio, i nuovi dati indicano che le informazioni visibili sono spesso inaspettatamente personali. Circa un terzo degli italiani (39%) dichiara di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico, e il 28% afferma di aver visto qualcosa che riteneva non avrebbe dovuto vedere. I contenuti osservati più frequentemente includono:

  • Foto personali / galleria – 40%;
  • Volto o voce durante una videochiamata – 31%;
  • Messaggi personali (ad esempio del partner/coniuge) – 30%;
  • Notifiche o profili social – 24%;
  • Shopping online – 15%;
  • Notifiche o profili di app di dating – 9%;
  • Saldo bancario o dettagli del conto – 8%,

Queste situazioni sono generalmente involontarie e si verificano nella vita quotidiana. È proprio questo che crea un “pubblico accidentale”: persone che vedono ciò che compare sullo schermo di qualcun altro semplicemente perché è nel loro campo visivo, spesso senza avere altro da fare se non guardarsi intorno. Il 56% indica i mezzi pubblici come il contesto più frequente, seguiti dal 39% durante l’attesa in fila (ad esempio al supermercato o nei negozi) e dal 16% in bar, ristoranti o caffè.

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Una crescente attenzione alla protezione delle informazioni personali


Con l’aumentare della consapevolezza che gli altri possano vedere i contenuti dei loro schermi in pubblico, molte persone stanno cambiando il modo in cui utilizzano lo smartphone. Se solo il 7% dichiara di non fare nulla quando percepisce che qualcuno sta guardando il proprio schermo, il 40% afferma di smettere completamente di usare il telefono, e solo l’8% arriverebbe ad affrontare direttamente la persona. Per il timore che uno sconosciuto possa vedere ciò che appare sullo schermo, gli italiani dichiarano di aver evitato o rimandato attività come operazioni bancarie (54%), l’inserimento di codici di accesso o PIN (42%) e la lettura di messaggi privati del partner (42%). Questi comportamenti riflettono un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepita la privacy: non più soltanto come qualcosa da gestire tramite le impostazioni del dispositivo, ma anche come un aspetto influenzato dall’ambiente circostante.

Una priorità di Samsung


Con il Privacy Display di Samsung Galaxy S26 Ultra, gli utenti dispongono di un nuovo strumento per proteggere le proprie informazioni, affiancando queste buone pratiche quotidiane. La privacy è da tempo una priorità per Samsung e il Privacy Display rappresenta l’ultimo passo dell’azienda nel supportare le persone a mantenere riservati i propri dati nei momenti che contano davvero – con il supporto di sette anni di aggiornamenti di sicurezza per garantire una protezione duratura nel tempo. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 44% degli intervistati evita di svolgere determinate attività negli spazi pubblici, segnalando una chiara esigenza di maggiore controllo da parte degli utenti sulla visibilità dei propri contenuti digitali.

Benjamin Braun di Samsung Europe, ha dichiarato: “il telefono è uno degli oggetti più personali che possediamo: custodisce foto, dati bancari, messaggi e molto altro. Utilizzo i mezzi pubblici quasi ogni giorno e l’ultima cosa che desidero è che la persona accanto a me veda cosa c’è sul mio schermo”


In un’epoca in cui lo smartphone è diventato un’estensione della nostra vita personale, episodi apparentemente innocui come uno sguardo fugace allo schermo altrui assumono un peso ben diverso. Essere consapevoli dei rischi e adottare semplici accorgimenti — come ridurre la visibilità dello schermo o utilizzare filtri privacy — può fare la differenza nel proteggere i propri dati. Perché, oggi più che mai, la sicurezza digitale passa anche dai piccoli gesti quotidiani.


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“tregua”? a gaza si continua a morire


youtube.com/shorts/ykwPMAHoYtI

“tregua”? a Gaza si continua a morire / src: instagram.com/reel/DU8Fq_TFdcq…

19 feb. 2026

video-billboard realizzato da Greenpeace e Amnesty international
#AmnestyInternational #bambini #children #colonialism #falsaTregua #Gaza #genocide #genocidio #Greenpeace #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #video #warcrimes #zionism

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Substack raffina gli strumenti di pubblicazione: template, scheduling e nuove opzioni visive


Substack aggiorna template, scheduling e strumenti video per i creator. Una panoramica sulle nuove funzionalità della piattaforma.
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Substack ha annunciato una serie di aggiornamenti alle proprie funzionalità di pubblicazione. Si tratta di miglioramenti operativi pensati per chi gestisce newsletter e contenuti sulla piattaforma.

Template e programmazione


La novità principale riguarda i template per post lunghi. Gli utenti possono ora salvare strutture predefinite direttamente nell’editor e riutilizzarle nei nuovi abbozzi. Questa opzione interessa elementi ricorrenti come disclaimer, chiamate all’azione o blocchi di codice. Il risparmio di tempo è evidente per chi pubblica regolarmente con formati simili.

Anche la programmazione dei contenuti riceve attenzione. Le Notes, brevi post simili ai social, possono essere schedulate in anticipo su web, iOS e Android. I contenuti programmati rimangono modificabili fino al momento della pubblicazione.

Video e personalizzazione


Per i video in diretta, Substack Live permette di gestire meglio gli eventi: è possibile modificare titolo, orario e host dopo aver fissato lo streaming, oltre a scegliere quale pubblicazione utilizzare per trasmettere. L’accesso alle chiavi di streaming è stato semplificato per contributori, amministratori e host.

La piattaforma introduce i drop cap, ovvero la lettera iniziale ingrandita che apre i testi. Un dettaglio tipografico che conferisce un aspetto più editoriale. I blocchi di richiamo permettono invece di evidenziare passaggi specifici all’interno degli articoli. Anche il blocco di iscrizione alla homepage può essere personalizzato con colori, loghi e messaggi differenziati in base al tipo di abbonamento.

Questi aggiornamenti migliorano l’esperienza operativa ma non cambiano la natura della piattaforma. Substack rimane un servizio statunitense con diversi problemi etici. Per chi utilizza già il servizio, gli strumenti aggiuntivi offrono maggiore flessibilità. Per chi valuta alternative, la questione rimane aperta: piattaforme europee come Steady o open source esistono come Ghost esistono, ma con ecosistemi più ridotti.

SOURCE:// on.substack.com
SOURCE:// alternativeto.net

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online ora l’audio dedicato a “i sassi” e “spin-off”, di giulio marzaioli @ ‘la finestra di antonio syxty’

link: open.spotify.com/episode/1H5sn…

pagina del podcast: open.spotify.com/show/7onZatZD…

i libri: ticedizioni.com/products/i-sas… e ticedizioni.com/products/spin-…

con Marilina Ciaco, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli – e il coordinamento di Antonio Syxty
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oggi, 13 aprile, a milano, al ferrobedò: schede “autobiografiche” di elsa morante. proclamazioni di vita — a cura di giuseppe garrera


SCHEDE “AUTOBIOGRAFICHE” DI ELSA MORANTE. PROCLAMAZIONI DI VITA,
a cura di Giuseppe Garrera

Ferrobedò, via della Moscova, 40 – Milano

Inaugurazione della mostra lunedì, 13 aprile 2026 – ore 18:30

Sarà presente il curatore con Giacomo Agosti e Silvia De Laude.

elsa morante_ ferrobedo_ proclamazioni_ giuseppe garrera
cliccare per ingrandire

Sono risaputi lo scrupolo degli interventi e il controllo di Elsa Morante sui paratesti dei suoi libri e sulle scelte editoriali e tipografiche per ogni uscita e ristampa.
In questo apparato propagandistico oculato e mai lasciato al caso e alle decisioni redazionali o ai consigli amministrativi delle case editrici un ruolo centrale assume la Nota biografica che deve o può accompagnare … → continua qui


IG: instagram.com/p/DW6CHRTDLGv/
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