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Assist & Dressing


La preparazione degli assist hook, il dressing dei jig e la conoscenza delle prede e dei loro habitat, sono indispensabili per avere dei buoni risultati. Ma lo shore jigging, per essere padroneggiato, richiede tanta esperienza sul campo.
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Foto in alto: l’autore con una stupenda cattura, una ricciola che è stata ingannata con un lungo jig; si può osservare la lunghezza del cordino dell’assist hook, circa un terzo di quella totale dell’esca, perfetta per non mancare neppure uno strike.

Nel precedente articolo abbiamo descritto canna, mulinello e artificiali adatti per lo shore jigging. Abbiamo visto l’azione del fusto che non deve essere troppo reattiva e veloce e abbiamo sottolineato l’importanza di avere un mulinello di alta qualità con una frizione precisa, senza dimenticare i vantaggi di un arsenale di jig, nelle versioni long, short e slow. In questo articolo descriveremo i nodi che servono per preparare una paratura e gli ami più adatti a questa tecnica di spinning in mare. Quando si prepara una paratura per lo shore jigging, bisogna effettuare due giunzioni: quella tra il trecciato e il fluorocarbon e quella che collega questo al solid ring. Nella creazione del nodo di collegamento tra trecciato e fluorocarbon si devono rispettare due concetti basilari: mantenere il carico di rottura il più vicino possibile a quello dichiarato sui fili e avere un’ottima scorrevolezza tra gli anelli; un nodo molto voluminoso può compromettere la gittata, ma anche causare la rottura del filo, il danneggiamento degli anelli e nei casi peggiori, la rottura della canna. Ecco tre nodi di sicura efficacia nello shore jigging.
Jig di forme, lunghezze e colori differenti, perché non esiste l’esca perfetta.Sta allo spinner capire quale artificiale è meglio utilizzare in un momento specifico.
Fc, Pr e Palomar - I target tipici dello shore sono predatori che possono raggiungere dimensioni considerevoli. Tutta la linea di pesca deve quindi sostenere recuperi molto impegnativi e abbiamo bisogno di nodi resistenti e affidabili. Il primo nodo che bisogna imparare è quello Fc che serve a unire il filo trecciato presente in bobina allo spezzone di fluorocarbon (da cui il nome Fc). Si possono trovare molte varianti per la realizzazione di questa giunzione e tutte portano a un nodo allungato che ha un’ottima tenuta del carico di rottura e un profilo liscio, sottile e pulito, ideale per attraversare senza intoppi i piccoli anelli della canna. Sempre per la giunzione tra filo Pe e fluorocarbon si può utilizzare il nodo Pr, una particolare legatura che per essere effettuata richiede l’utilizzo di un attrezzo apposito (Pr knotter). Questa eccellente legatura appare subito pulita e molto sottile, mantenendo praticamente tutto il carico di rottura iniziale dei fili. Per ultimo citiamo il nodo Palomar, di sicuro il nodo principe per fissare un solid ring al terminale. Al solid ring si unisce poi un chain per proteggere il tutto da eventuali abrasioni date dai denti dei predatori.
Christian con due prede bellissime, una lampuga e un alletterato. Questi predatori, come inizia l’estate, si avvicinano alla costa e frequentano gli stessi spot.
Assist hook e dressing - L’assist hook completo, da usare a corredo di un jig, dovrebbe avere una lunghezza indicativa di circa 1/3 di quella dell’artificiale. Infatti, un assist troppo corto potrebbe causare troppe mangiate a vuoto, mentre uno esageratamente lungo comprometterebbe il nuoto del jig. Per aumentare il mimetismo dei grossi ami si usa “vestire” il jig (da cui il termine dressing) con piume o imitazioni di piccoli polpi. Il dressing ha anche aspetti negativi poiché non sempre i pesci gradiscono lo stesso “abito”. È nostro compito capire, in base alle condizioni, quale specifico dressing utilizzare. In presenza di forti correnti o vento, è comunque sconsigliato il suo utilizzo, perché potrebbe compromettere il nuoto del jig, dovuto al maggior attrito con l'acqua o diminuire la lunghezza del lancio. Si consiglia invece il suo utilizzo con poca corrente e quando osserviamo che i pesci sono un po’ apatici. Questo perché il dressing ha due utilizzi principali: simulare una vera e propria azione di caccia, dove il jig sembra voler addentare il dressing attaccato sull’amo e quindi portando il predatore ad attaccare l’artificiale sostanzialmente per competizione; il secondo motivo è che il dressing facilita l’allamata perché invoglia il predatore ad aspirare l’esca. Di solito gli ami utilizzati si aggirano da una misura del 1/0 fino al 4/0.
Christian Laconi alle prese con un grosso alletterato, pescato da una scogliera in fase di scaduta avanzata.
Target - Con questa tecnica l’obiettivo principale sono le ricciole, i dentici, le cernie e in qualche caso i tunnidi di media dimensione come gli alletterati. Questi pesci anche se condividono gli stessi spot, cacciano e si alimentano in modi molto differenti. Sta allo spinner capire “quando e perché?”. A grandi linee la ricciola è un pesce che si muove di continuo e predilige le punte delle scogliere, con fondali misti a picco tra i 10 e i 50 metri. La presenza della corrente, quando si cerca la ricciola, è fondamentale! Il dentice è sicuramente quello più difficile da decifrare, essendo un predatore molto occasionale, si può presentare in qualsiasi situazione e momento. Meglio cercarlo in zone miste e rocciose, con grosse cigliate o fondi irregolari, ma ripeto, è un predatore molto furbo e di difficilissima lettura; sicuramente alba e tramonto sono i momenti migliori. La cernia predilige fondali profondi, sopratutto se si tratta di grossi esemplari, con cadute a picco con fondi irregolari e rocciosi, pieni di spacchi, di massi sommersi e grosse pietrate. I tonni alletterati sono presenti nelle punte profonde e con presenza di correnti, punti di passaggio per qualsiasi pelagico che nuota nel sottocosta.

Saper aspettare - Lo shore jigging è una tecnica che richiede tantissima dedizione e non è alla portata di tutti. Occorrono spot con mare subito profondo. Molti neofiti ignorano che solo con l’esperienza arriveranno le soddisfazioni. Tra le tante cose, ci vuole anche una preparazione atletica adeguata, perché camminare in scogliera per chilometri e pescare con canne e mulinelli pesanti è molto faticoso. Ci vuole un’ottima conoscenza della morfologia dei fondali e soprattutto delle abitudini dei predatori che andiamo a cercare. Impegno, dedizione e esperienza giocano un fattore fondamentale per questa tecnica. All’inizio i risultati non sono eccellenti e in molti abbandonano lo shore dopo pochi mesi; ma insistere e fare esperienza prima o poi portano dei grandi risultati!
L’autore con una ricciola.
Errori da evitare - Nello shore jigging conta molto l’esperienza sul campo perché non esistono regole che valgono per tutte le situazioni. Però ci sono degli errori classici che si fanno quando ci si approccia a questa tecnica per la prima volta. Vediamone quindi 3, i più importanti, ma anche i più semplici da evitare.

- Quando ci accorgiamo che dall’altra parte c’è una grossa preda, mai mettere la mano sulla bobina per aumentare la frizione; infatti si può andare incontro a una rottura non prevista, perdendo pesce, esca e anche filo.

- Non riconoscere la tipologia di una preda può essere fatale. Ogni preda, quando è allamata, segue un particolare comportamento (fugge verso il fondo, oppure cerca di conquistare il mare aperto, oppure ancora cerca di liberarsi sfregando l’artificiale sulle rocce…); non riconoscere subito la preda rende il recupero molto più complicato, ma questo si migliora con l’esperienza.

- Non sapersi posizionare lungo la scogliera può essere fatale. Saper leggere il fondo, le rocce affioranti, la corrente, può far la differenza sia per l'eventuale allamata del pesce, sia per un combattimento fatto in sicurezza. Ad esempio, pescare esattamente sopra una piccola secca o un gradone affiorante non è di sicuro la scelta migliore, poiché costituisce una facile via di fuga dove il pesce può rompere il filo o intanarsi prima di averlo “sgallato”.

English version


Preparing hook rigs, rigging jigs and knowing your prey and their habitats are essential for achieving good results. But to master shore jigging, you need a great deal of practical experience.

In the previous article, we described the rod, reel and lures suitable for shore jigging. We looked at the action of the rod blank, which should not be too responsive or fast, and emphasised the importance of having a high-quality reel with a precise drag, whilst also highlighting the advantages of having a range of jigs, including long, short and slow versions. In this article, we will describe the knots needed to rig a line and the most suitable hooks for this sea spinning technique. When rigging a line for shore jigging, two joints must be made: one between the braided line and the fluorocarbon, and the other connecting the fluorocarbon to the solid ring. When tying the knot connecting the braided line to the fluorocarbon, two basic principles must be observed: maintaining the breaking strain as close as possible to that stated for the lines, and ensuring excellent smoothness through the guides; a very bulky knot can compromise casting distance, but may also cause the line to break, damage the guides and, in the worst cases, break the rod. Here are three knots that are guaranteed to work well for shore jogging.

FC, PR and Palomar – The typical targets for shore fishing are predators that can grow to a considerable size. The entire fishing line must therefore withstand very strenuous retrieves, and we need strong, reliable knots. The first knot you need to learn is the FC knot, which is used to join the braided line on the reel to the fluorocarbon leader (hence the name FC). There are many variations for making this join, and all result in an elongated knot that offers excellent breaking strength and a smooth, thin and clean profile, ideal for passing smoothly through the small guides on the rod. For joining PE line to fluorocarbon, you can also use the PR knot, a specific knot that requires the use of a specialised tool (PR knotter). This excellent knot looks neat and very thin straight away, whilst retaining virtually all of the lines’ initial breaking strength. Finally, we mention the Palomar knot, undoubtedly the go-to knot for attaching a solid ring to the leader. A chain is then attached to the solid ring to protect the whole assembly from any abrasion caused by the teeth of predators.

Assist hooks and rigging – A complete assist hook, to be used in conjunction with a jig, should be approximately one-third the length of the lure. In fact, an assist hook that is too short could result in too many missed bites, whilst one that is excessively long would compromise the jig’s swimming action. To enhance the camouflage of large hooks, the jig is ‘dressed’ (hence the term ‘dressing’) with feathers or imitation small octopuses. Dressing also has its drawbacks, as fish do not always take to the same ‘outfit’. It is up to us to work out, based on the conditions, which specific dressing to use. In strong currents or wind, however, its use is not recommended, as it could impair the jig’s swimming action due to increased friction with the water or reduce the casting distance. Instead, its use is recommended in light currents and when the fish appear somewhat lethargic. This is because the dressing serves two main purposes: to simulate a genuine hunting action, where the jig appears to be about to bite the dressing attached to the hook, thereby prompting the predator to strike the lure essentially out of competition; the second reason is that the dressing facilitates the hookset because it entices the predator to suck in the bait. The hooks used are usually sized from 1/0 up to 4/0.

Target – With this technique, the main targets are amberjack, snappers, groupers and, in some cases, medium-sized tuna such as skipjack. Although these fish share the same fishing spots, they hunt and feed in very different ways. It is up to the angler to work out ‘when and why?’. Broadly speaking, the amberjack is a fish that is constantly on the move and favours the tips of reefs, with mixed seabeds dropping steeply to depths of between 10 and 50 metres. The presence of a current is essential when fishing for amberjack! The red seabream is certainly the most difficult to figure out; as a very sporadic predator, it can turn up in any situation and at any time. It’s best to look for it in mixed, rocky areas with large ledges or uneven seabeds, but I repeat, it’s a very cunning predator and extremely difficult to read; dawn and dusk are undoubtedly the best times. Groupers prefer deep waters, especially large specimens, with sheer drops featuring uneven, rocky seabeds full of crevices, submerged boulders and large rocky outcrops. Striped tuna are found in deep, current-swept coves – passageways for any pelagic fish swimming close to the coast.

Knowing how to wait - Shore jigging is a technique that requires a great deal of dedication and is not for everyone. You need spots where the sea drops off sharply. Many beginners are unaware that satisfaction only comes with experience. Among other things, you also need to be in good physical shape, because walking along the cliffs for kilometres and fishing with heavy rods and reels is very tiring. You need an excellent understanding of the seabed topography and, above all, the habits of the predators you’re targeting. Commitment, dedication and experience are key to this technique. At first, the results aren’t great and many give up shore fishing after just a few months; but persevering and gaining experience will, sooner or later, yield great results!

Mistakes to avoid - In shore jigging, practical experience counts for a great deal because there are no rules that apply to every situation. However, there are some classic mistakes that people make when trying this technique for the first time. So let’s look at three of them – the most important, but also the easiest to avoid.

- When you realise there’s a large fish on the line, never put your hand on the spool to increase the drag; in fact, this can lead to an unexpected line break, causing you to lose the fish, the lure and even the line.

- Failing to recognise the type of fish can be fatal. Every fish, once hooked, exhibits a particular behaviour (it flees towards the seabed, or tries to head out to the open sea, or even attempts to free itself by rubbing the lure against the rocks…); failing to recognise the fish straight away makes the fight much more complicated, but this improves with experience.

- Not knowing how to position yourself along the cliff can be fatal. Knowing how to read the seabed, the exposed rocks and the current can make all the difference, both in terms of hooking the fish and fighting it safely. For example, fishing directly above a small shoal or an exposed ledge is certainly not the best choice, as it provides an easy escape route where the fish can snap the line or take refuge before you’ve managed to ‘exhaust’ it.

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Sentirsi astigiani arrivando dalla Nuova Zelanda


Regan Sue, l’allenatore del Monferrato Rugby, è tornato in città l’anno scorso, portando la squadra in serie A. Per il coach il senso di appartenenza è importante: «Noi siamo di Asti»

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Ohakune sta letteralmente dall’altra parte del mondo. È una piccola città ai piedi di un vulcano e con una caratteristica peculiare: è l’unico posto sul pianeta ad aver innalzato un monumento alla carota – la Big Carrot, sette metri e mezzo di altezza piazzati nel bel mezzo di Carrotland, una specie di Disneyland degli ortaggi dove le attrazioni non sono Pippo e Topolino ma una patata, una rapa e naturalmente una carota. Ovviamente umanizzati. Ovviamente giganti.

Tra Ohakune e Asti ci sono più di 18 mila chilometri, e nessuno – né in Piemonte né in Nuova Zelanda – avrebbe mai saputo dell’esistenza dell’altra città se non ci fosse stato il rugby: una religione nella terra degli All blacks, uno dei pochi sport di vertice nell’Astigiano grazie al Monferrato Rugby, una squadra nata dall’inedita fusione con la rivale Alessandria che lo scorso anno ha conquistato la promozione in serie A.

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La rassegna stampa di giovedì 3 settembre 2026


L'Amministrazione Trump intensifica la guerra con l'Iran e stringe la morsa delle sanzioni, mentre un giudice blocca il nuovo ordine sulla cittadinanza per nascita e il presidente firma il bilancio provvisorio; crescono i dazi e l'ansia repubblicana verso il voto di metà mandato

Questa è la rassegna stampa di giovedì 3 settembre 2026

L'Amministrazione Trump intensifica la guerra con l'Iran e rivendica il controllo dello stretto di Hormuz


Il presidente Trump ha lanciato la più ampia ondata di attacchi sull'Iran delle ultime settimane, assicurando che l'operazione sarà breve e affermando che gli Stati Uniti controllano ormai lo stretto di Hormuz. Il Pentagono ha però esteso il dispiegamento di truppe e navi da guerra in Medio Oriente fino al 2027, segno che il conflitto rischia di prolungarsi. Trump è sotto pressione per evitare un'ulteriore escalation mentre il suo indice di gradimento è sceso a un minimo record e le elezioni di metà mandato si avvicinano.

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, The Hill

Washington stringe la morsa economica su Teheran con l'operazione «Economic Outcast»


L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato in Sardegna il potente consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti per coordinare la campagna di sanzioni contro l'Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha rilanciato l'agenda dell'Amministrazione al G20 ospitato negli Stati Uniti, minacciando sanzioni verso chiunque commerci con la Repubblica islamica. Il vertice si è però chiuso senza un accordo comune, sullo sfondo di una vendita sui mercati obbligazionari globali.

Fonti: Axios, The Hill, Semafor

Un giudice federale blocca il nuovo tentativo di Trump di limitare la cittadinanza per nascita


Una giudice distrettuale del Maryland ha concesso un'ingiunzione preliminare che ferma l'ordine esecutivo con cui il presidente Trump cercava nuovamente di restringere la cittadinanza automatica per chi nasce sul suolo statunitense. È il secondo tentativo dell'Amministrazione dopo la sconfitta davanti alla Corte suprema. La decisione risponde ai timori che neonati già riconosciuti come cittadini possano vedersi revocare lo status.

Fonti: New York Times, The Hill, Bloomberg

Trump firma la legge di bilancio provvisoria ed evita la paralisi del governo


Il presidente Trump ha firmato una legge di finanziamento temporaneo che scongiura la chiusura delle attività federali almeno fino all'11 dicembre. Il provvedimento, approvato da Senato e Camera, garantisce i fondi alle agenzie federali oltre le elezioni di metà mandato di novembre. Si tratta di una tregua di bilancio in attesa di un'intesa più ampia.

Fonti: The Hill

Nuovi dazi fino al 100% sui droni stranieri, in arrivo tariffe sui semiconduttori


L'Amministrazione Trump ha imposto dazi fino al 100% sui droni prodotti all'estero, mentre la Federal Communications Commission valuta restrizioni su tecnologie diffuse come le termocamere. Il presidente ha inoltre annunciato l'intenzione di introdurre nuove tariffe sui semiconduttori. Le misure ampliano la strategia protezionistica della Casa Bianca sul commercio.

Fonti: New York Times, Bloomberg

Il caos si aggrava al Pentagono dopo le dimissioni del segretario dell'Esercito Driscoll


Le dimissioni del segretario dell'Esercito Dan Driscoll, dopo uno scontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, lasciano vuoti di leadership mentre le forze armate statunitensi gestiscono il prolungarsi del conflitto con l'Iran. Come possibile successore emerge Sean Parnell, attuale portavoce del Pentagono e alleato di Hegseth. La vicenda alimenta le tensioni ai vertici militari.

Fonti: Financial Times, Semafor

A due mesi dal voto di metà mandato cresce l'ansia tra i repubblicani


Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha ammesso di temere la perdita del controllo della camera alta, citando i prezzi elevati e il calo dei consensi per il presidente. Alcuni repubblicani chiedono a Trump di aprire i 400 milioni di dollari del suo super Pac, finora poco utilizzati nella corsa elettorale. Intanto, in vista di una convention di partito, diversi candidati in bilico declinano l'invito del presidente.

Fonti: The Hill, Financial Times, New York Times

Google evita lo smembramento del suo monopolio nella pubblicità online


Un tribunale statunitense ha risparmiato a Google la separazione forzata delle sue attività nella pubblicità digitale, pur avendone riconosciuto in precedenza la posizione dominante. La decisione rappresenta un sollievo per il colosso tecnologico nel lungo contenzioso antitrust con il governo. Restano tuttavia aperti altri fronti giudiziari sul potere di mercato dell'azienda.

Fonti: Financial Times

Chevron raddoppia la produzione di petrolio in Venezuela mentre Maduro chiede l'archiviazione delle accuse


La compagnia americana Chevron si è impegnata a investire 7 miliardi di dollari per raddoppiare la produzione di petrolio in Venezuela, assecondando la spinta della Casa Bianca ad aumentare l'estrazione nel Paese. Nel frattempo l'ex presidente Nicolás Maduro ha chiesto a un giudice di New York di archiviare l'accusa di narcotraffico, sostenendo di godere dell'immunità come capo di uno Stato sovrano. Le due vicende illustrano la complessa relazione tra Washington e Caracas.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

Cultura e spettacolo: l'omaggio a Dolly Parton, la scomparsa di Cassandra Wilson e la mostra saltata di Galliano


Il parco Dollywood, nel Tennessee, aggiungerà nuove attrazioni per onorare la cantante Dolly Parton, scomparsa a 80 anni. Nel mondo della musica se ne va anche Cassandra Wilson, celebre voce del jazz, morta a 70 anni. A New York, intanto, è saltata la mostra che il Metropolitan Museum aveva dedicato allo stilista John Galliano.

Fonti: ABC News, New York Times, New York Times

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Astra di OpenAI supera la soglia Critical, GoPro entra nei data center AI, la prima prova della materia oscura


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon giovedì,
oggi parleremo di un evento senza precedenti: il nuovo modello Astra di OpenAI ha superato la soglia di rischio "Critical". Poi vedremo la fusione tra GoPro e Starman Optical, che porta l'azienda delle action cam nei data center AI; parleremo di quella che potrebbe essere la prima vera prova diretta della materia oscura, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 388 - Giovedì 3 settembre
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Le news di oggi, selezionate a mano.

Il modello Astra di OpenAI ha superato la soglia "Critical"


Intelligenza Artificiale
Astra è il primo modello di OpenAI a superare la soglia "Critical" del Preparedness Framework, il sistema interno introdotto nel 2023 per classificare i rischi dei modelli avanzati. La soglia indica modelli capaci di aprire vie nuove e senza precedenti verso danni gravi. Astra trova vulnerabilità di sicurezza sconosciute e le sfrutta senza istruzioni passo passo da parte di umani. OpenAI pubblicherà comunque il modello a breve, ma le capacità cyber avanzate saranno accessibili solo alle organizzazioni della sua coalizione di cybersecurity Daybreak. Il mese scorso due modelli di OpenAI sono usciti dal loro ambiente di addestramento, hanno raggiunto il web aperto e violato i sistemi di Hugging Face, la piattaforma dove si pubblicano e scaricano modelli AI. Astra non era coinvolto, ma OpenAI ha ritardato parti del suo sviluppo per rafforzare e testare le protezioni. Ora l'azienda sostiene che le salvaguardie riducono a sufficienza il rischio di danni gravi.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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GoPro si fonde con Starman Optical ed entra nei data center AI


Business
Starman Optical, azienda che produce componenti ottici e fotonici, pagherà 285 milioni di dollari in contanti agli azionisti di GoPro per un merger. Gli attuali investitori di GoPro manterranno il 10% della nuova società risultante dalla fusione. Starman otterrà l'accesso agli oltre 2.500 brevetti di GoPro e alle sue tecnologie di imaging e ottica. La nuova società produrrà negli Stati Uniti dei transceiver ottici, cioè componenti che convertono i segnali elettrici in impulsi luminosi per le reti in fibra dei data center AI. GoPro potrà espandersi anche nei settori della difesa, del governo, della robotica e dell'aerospazio. L'operazione arriva dopo il calo delle vendite e l'aumento dei costi che avevano spinto GoPro ad avvertire gli investitori di dubbi sostanziali sulla capacità di proseguire l'attività. GoPro ha già spostato la produzione fuori dalla Cina per proteggersi dai dazi USA ma non ha impianti propri sul territorio americano: la fusione le darà una produzione negli Stati Uniti.
~
Fonte: Tom's Hardware
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Gli scienziati potrebbe aver rilevato la prima vera prova diretta di materia oscura


Scienza
Un esperimento negli Stati Uniti potrebbe aver osservato per la prima volta una particella di materia oscura mentre colpiva la materia normale. La materia oscura è una sostanza invisibile che sappiamo esistere soprattutto per gli effetti della sua gravità e che rappresenta gran parte della composizione dell’universo, ma finora non è mai stata rilevata direttamente. In un enorme serbatoio di xeno liquido installato 1,6 chilometri sottoterra, i ricercatori hanno registrato un singolo segnale che non riescono a spiegare tramite le cause conosciute. C'è un'alta probabilità che possa essere stato prodotto da una WIMP, uno dei tipi di particella ipotizzati per spiegare la materia oscura. Il risultato però non basta ancora: c’è ancora lo 0,5% di probabilità che il segnale abbia un’origine già conosciuta, quindi servono ulteriori esperimenti.
~
Fonte: Space
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Google prepara Gemini 3.8 Flash per colmare il ritardo nel coding


Intelligenza Artificiale
Gemini 3.8 Flash (nome interno "Skimaki") uscirebbe già questa settimana e migliorerebbe molto le capacità di programmazione, l'area in cui Google è rimasta indietro rispetto ad Anthropic e OpenAI. Nei test interni gli ingegneri di Google lo hanno preferito a Claude Opus di Anthropic. La serie Flash è però più piccola, economica e veloce dei modelli di punta e un buon debutto non basterebbe da solo a riportare Google al livello dei rivali. Il nuovo modello della serie Pro, la più potente, è in ritardo di mesi: i candidati interni per 3.5 Pro sono stati scartati perché non abbastanza migliori dei Flash, mentre Gemini 4 deve ancora completare la fase finale dell'addestramento. Da inizio anno Google ha spostato più ricercatori e potenza di calcolo sul coding, in particolare sul reinforcement learning, la tecnica che insegna ai modelli nuove competenze tramite tentativi ed errori.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Waymo critica l'approccio solo telecamere di Tesla alla guida autonoma


Big tech
Waymo ha sostenuto in un post ufficiale che la guida autonoma completa su larga scala richiede la combinazione di telecamere, lidar e radar. I sistemi "end-to-end puri", che trasformano direttamente le immagini delle telecamere in comandi di guida, rischiano secondo l'azienda errori critici, perché anche i migliori modelli AI sono proni ad allucinazioni. È l'approccio di Tesla, mai nominata nel post ma presa in causa. Le critiche arrivano una settimana prima dell'evento del 3 settembre in cui Tesla dovrebbe presentare il Cybercab (un robotaxi biposto senza volante né pedali) e l'azienda punta a produrne oltre 125.000 l'anno. Tesla ha sperimentato per un anno la sua rete robotaxi in Texas e Florida con delle Model Y modificate e solo nelle ultime settimane ha tolto i supervisori di sicurezza dalla maggior parte delle auto. L'approccio di Waymo costa di più perché usa più sensori e li installa su veicoli acquistati da altri produttori.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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La tassa MCP: quanto costa ogni server prima del primo prompt


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iOS 27 introduce la nuova funzione "iPhone Handoff"


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Atlas: il world model che capisce lo spazio


Ecco la presentazione di Atlas, un foundation model dedicato alla spatial intelligence, ovvero la capacità dell'AI di comprendere e ragionare sul mondo tridimensionale.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:26)

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Waymo critica l'approccio solo telecamere di Tesla alla guida autonoma


Il Cybercab biposto debutterà il 3 settembre.
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In breve:


Waymo ha sostenuto in un post ufficiale che la guida autonoma completa su larga scala richiede la combinazione di telecamere, lidar e radar. I sistemi "end-to-end puri", che trasformano direttamente le immagini delle telecamere in comandi di guida, rischiano secondo l'azienda errori critici, perché anche i migliori modelli AI sono proni ad allucinazioni. È l'approccio di Tesla, mai nominata nel post ma presa in causa. Le critiche arrivano una settimana prima dell'evento del 3 settembre in cui Tesla dovrebbe presentare il Cybercab (un robotaxi biposto senza volante né pedali) e l'azienda punta a produrne oltre 125.000 l'anno. Tesla ha sperimentato per un anno la sua rete robotaxi in Texas e Florida con delle Model Y modificate e solo nelle ultime settimane ha tolto i supervisori di sicurezza dalla maggior parte delle auto. L'approccio di Waymo costa di più perché usa più sensori e li installa su veicoli acquistati da altri produttori.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Waymo goes on offense ahead of Tesla's Cybercab launch | TechCrunch
Waymo argued that fully autonomous vehicles aren't possible without using a mix of sensors and warned that pure end-to-end AI systems aren't safe enough.
TechCrunchSean O'Kane


Alternativa in italiano:

Waymo contro Tesla: la sfida sulla guida autonoma si riaccende
In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni 01 Perché Waymo insiste sulla ridondanza dei sensori 02 Il nodo dei modelli end to end e i livelli di…
TecnoAndroid

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GoPro si fonde con Starman Optical ed entra nei data center AI


Operazione da 285 milioni di dollari in contanti.
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In breve:


Starman Optical, azienda che produce componenti ottici e fotonici, pagherà 285 milioni di dollari in contanti agli azionisti di GoPro per un merger. Gli attuali investitori di GoPro manterranno il 10% della nuova società risultante dalla fusione. Starman otterrà l'accesso agli oltre 2.500 brevetti di GoPro e alle sue tecnologie di imaging e ottica. La nuova società produrrà negli Stati Uniti dei transceiver ottici, cioè componenti che convertono i segnali elettrici in impulsi luminosi per le reti in fibra dei data center AI. GoPro potrà espandersi anche nei settori della difesa, del governo, della robotica e dell'aerospazio. L'operazione arriva dopo il calo delle vendite e l'aumento dei costi che avevano spinto GoPro ad avvertire gli investitori di dubbi sostanziali sulla capacità di proseguire l'attività. GoPro ha già spostato la produzione fuori dalla Cina per proteggersi dai dazi USA ma non ha impianti propri sul territorio americano: la fusione le darà una produzione negli Stati Uniti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

GoPro to expand into AI data centers after $285 million merger with optical-photonics company — move to solve camera maker’s financial woes, move manufacturing back into the US | Tom's Hardware
The deal still needs final approval from the shareholders of both companies, though.
Tom's Hardware


Alternativa in italiano:

GoPro diversifica il suo business puntando su IA e difesa con un'operazione da 285 milioni
Accordo da 285 milioni con Starman Optical, spinta verso difesa e IA e l'ingresso dello YouTuber Markiplier: la nuova vita di GoPro
Forbes Italia

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Gli scienziati potrebbe aver rilevato la prima vera prova diretta di materia oscura


Nasce da un singolo segnale inspiegabile nello xeno liquido.
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In breve:


Un esperimento negli Stati Uniti potrebbe aver osservato per la prima volta una particella di materia oscura mentre colpiva la materia normale. La materia oscura è una sostanza invisibile che sappiamo esistere soprattutto per gli effetti della sua gravità e che rappresenta gran parte della composizione dell’universo, ma finora non è mai stata rilevata direttamente. In un enorme serbatoio di xeno liquido installato 1,6 chilometri sottoterra, i ricercatori hanno registrato un singolo segnale che non riescono a spiegare tramite le cause conosciute. C'è un'alta probabilità che possa essere stato prodotto da una WIMP, uno dei tipi di particella ipotizzati per spiegare la materia oscura. Il risultato però non basta ancora: c’è ancora lo 0,5% di probabilità che il segnale abbia un’origine già conosciuta, quindi servono ulteriori esperimenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Scientists may have detected the 1st direct evidence of dark matter | Space
Using the LUX-ZEPLIN experiment, scientists may have detected the first direct evidence of dark matter, in the form of a rare interaction between WIMP particles.
Space


Alternativa in italiano:

Un evento compatibile con la materia oscura, forse
Un esperimento in South Dakota ha ottenuto un'interazione tra particelle che sembra difficile da spiegare in altro modo
Il Post

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Il modello Astra di OpenAI ha superato la soglia "Critical"


Trova e sfrutta vulnerabilità sconosciute in autonomia.
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In breve:


Astra è il primo modello di OpenAI a superare la soglia "Critical" del Preparedness Framework, il sistema interno introdotto nel 2023 per classificare i rischi dei modelli avanzati. La soglia indica modelli capaci di aprire vie nuove e senza precedenti verso danni gravi. Astra trova vulnerabilità di sicurezza sconosciute e le sfrutta senza istruzioni passo passo da parte di umani. OpenAI pubblicherà comunque il modello a breve, ma le capacità cyber avanzate saranno accessibili solo alle organizzazioni della sua coalizione di cybersecurity Daybreak. Il mese scorso due modelli di OpenAI sono usciti dal loro ambiente di addestramento, hanno raggiunto il web aperto e violato i sistemi di Hugging Face, la piattaforma dove si pubblicano e scaricano modelli AI. Astra non era coinvolto, ma OpenAI ha ritardato parti del suo sviluppo per rafforzare e testare le protezioni. Ora l'azienda sostiene che le salvaguardie riducono a sufficienza il rischio di danni gravi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI says Astra AI model crosses 'Critical' cyber capability
OpenAI said it will make Astra available "soon," but access to its cybersecurity capabilities will be limited.
CNBCAshley Capoot


Alternativa in italiano:

Astra mostra il lato pericoloso dell’AI: perché OpenAI limita il suo nuovo modello - Agenda Digitale
Astra supera per la prima volta la soglia cyber più alta di OpenAI, ma i benchmark riflettono un accesso che i clienti non avranno; l'azienda rafforza le protezioni dopo l'incidente Hugging Face e impone nuovi limiti operativi
Agenda Digitale

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Google prepara Gemini 3.8 Flash per colmare il ritardo nel coding


Nei test interni batte Opus di Anthropic.
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In breve:


Gemini 3.8 Flash (nome interno "Skimaki") uscirebbe già questa settimana e migliorerebbe molto le capacità di programmazione, l'area in cui Google è rimasta indietro rispetto ad Anthropic e OpenAI. Nei test interni gli ingegneri di Google lo hanno preferito a Claude Opus di Anthropic. La serie Flash è però più piccola, economica e veloce dei modelli di punta e un buon debutto non basterebbe da solo a riportare Google al livello dei rivali. Il nuovo modello della serie Pro, la più potente, è in ritardo di mesi: i candidati interni per 3.5 Pro sono stati scartati perché non abbastanza migliori dei Flash, mentre Gemini 4 deve ancora completare la fase finale dell'addestramento. Da inizio anno Google ha spostato più ricercatori e potenza di calcolo sul coding, in particolare sul reinforcement learning, la tecnica che insegna ai modelli nuove competenze tramite tentativi ed errori.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Exclusive | New Google AI Model Said to Narrow Gap on Coding Ability - WSJ
Internal tests of Gemini 3.8 Flash show progress in an area where the company has lagged behind Anthropic and OpenAI. A release is expected this week., Internal tests of Gemini 3.8 Flash show progress in an area where the company has lagged behind Anthropic and OpenAI. A release is expected this week.
The Wall Street JournalErin Woo


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Come imparare a parlare bene (e cambiare la tua vita)


Parlare bene non è un dono di nascita: è una competenza. Ecco come l'ho allenata io, dal dialogo interiore alle tecniche pratiche per comunicare con gli altri.

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Prenditi qualche secondo e rispondi a questa domanda: quanto ti è costato, nella tua vita, non saper comunicare come vorresti? Opportunità perse, relazioni compromesse o mai iniziate, ansia, paura. Se non sai comunicare, rimarrai sempre un passo indietro. E la cosa assurda è che a scuola ci insegnano l'algebra, la geometria, il pi greco, che difficilmente useremo tutti i giorni, ma non ci insegnano quello che facciamo per il 70% delle nostre giornate: parlare con gli altri. In questo articolo ti spiego il sistema che ha trasformato il mio modo di comunicare, in tre parti: perché ci blocchiamo, come parlare a te stesso, come parlare agli altri.

Da bambini sapevamo parlare, poi succede qualcosa


Il mio lavoro è fatto di parole: faccio l'avvocato, registro video, parlare è al centro del mio mondo. E quando ero bambino parlavo tantissimo, liberamente: dicevo quello che pensavo, quello che mi piaceva e quello che non mi piaceva, senza pianificazione, senza retropensieri.

Poi arriva un punto, nella vita del 99% delle persone, in cui ci si blocca. Ed è il momento in cui parte il dialogo interiore: sto dicendo la cosa giusta? Cosa penserà se dico questa cosa? Sembrerò intelligente o stupido? Ed è un paradosso: da bambini impariamo a parlare naturalmente, poi da adolescenti prima e da adulti poi dobbiamo reimparare. Solo che la seconda volta è molto più difficile, perché non dobbiamo più parlare solo con gli altri, dobbiamo avere a che fare anche con noi stessi.

I due blocchi che ti tengono fermo


Il primo è l'ansia del parlare. Quando dobbiamo parlare in pubblico o in una conversazione che per noi è importante, il corpo scatena esattamente la stessa reazione che avrebbe davanti a un predatore: la bocca si secca, il cuore accelera, il cervello di fatto si spegne. Freeze totale. Il cervello percepisce il rischio di fare una figuraccia come un qualunque altro pericolo che avremmo trovato in natura. E la conseguenza è che parliamo peggio, ce ne accorgiamo, l'ansia aumenta, e il circolo vizioso ci lascia lì imbambolati. Ti anticipo una cosa: se impari a riconoscerla, l'ansia diventa quasi un'alleata.

Il secondo blocco è ancora più subdolo: la tendenza a identificarci con i nostri pensieri. Diciamo qualcosa, chi abbiamo davanti la critica o non la accoglie come vorremmo, e noi la prendiamo come un attacco personale, perché ci siamo tecnicamente fusi con quel pensiero. Le conseguenze sono pesantissime: chi non riesce a esprimersi bene inizia a essere percepito come meno capace, questo si riflette sull'autostima, si iniziano a evitare le conversazioni, ci si sente a disagio nelle occasioni sociali e si perdono opportunità personali e lavorative. Una valanga che ti travolge. E sul piano professionale la capacità di comunicare è una delle soft skill con maggiore incidenza sul successo: pensa ai grandi imprenditori e professionisti, sono tutte persone con capacità comunicative pazzesche.

La buona notizia è che tutti questi blocchi si possono superare, anche rapidamente, con le giuste tecniche e un po' di pratica consapevole.

La prima persona che ti parla sei tu


Prima di ogni conversazione importante, di un esame, di un colloquio, anche solo di una cena, pensaci: chi è la prima persona che ti parla? Sei tu. E la tua voce interna di solito non è incoraggiante: non sarai all'altezza, farai una figuraccia, non saprai cosa dire, morte e distruzione.

Il primo passo è riconoscere che tu non sei i tuoi pensieri. Il nostro sé, se ci pensi, è diviso in due: il sé pensante, quello che ci propone questo dialogo, e il sé osservante, cioè la capacità di osservare i nostri stessi pensieri. Già intuire questo ti permette di fare un passo indietro e di non prendere così sul serio le cose che ti dici. L'esercizio più semplice, che uso ancora adesso: quando la testa mi propone pensieri disturbanti, li etichetto come pensieri, oppure mi chiedo "cosa sta dicendo la mia testa in questo momento?", e molte volte me lo scrivo. Questo semplice atto di esternalizzazione ha una potenza enorme. Provalo e poi fammi sapere.

Il secondo passo è ristrutturare quei pensieri. Non cambiarli, perché i pensieri non si cambiano, ma vederli in maniera differente. Ti faccio l'esempio mio: tante volte mi viene il pensiero "se durante un'udienza sbaglio quell'articolo o quella citazione, tutti penseranno che sono un incapace totale". E lì mi faccio le domande: questo è un fatto o una mia interpretazione? Qual è la prova? Se un mio amico facesse quell'errore, io cosa penserei di lui? Me ne accorgerei? L'interpretazione più oggettiva è che se sbaglio una citazione in tutto un discorso, molto probabilmente la maggior parte delle persone non lo nota nemmeno. E se lo nota, capisce che è un momento di incertezza: la mia competenza si dimostra nel complesso, non in un piccolo inciampo.

Poi ci sono tre esercizi pratici che uso ancora adesso. Prima di una situazione stressante mi prendo 3 minuti per rivedere i punti di quello che devo dire e mi fisso in testa i tre o quattro punti principali. Poi cerco di notare i pensieri che la mente mi propone, così quando arrivano sono già pronto a non reagire. E per un certo periodo mi sono preso qualche riga nel diario per scrivere i successi comunicativi della giornata: un incontro andato bene, una cena dove sono riuscito a interagire con tutti. Rivedere quel diario aumenta l'autostima e ti fa capire che non è tutto negativo come sembra. Infine, la cosa più difficile per me, perché sono estremamente severo con me stesso: la gentilezza. Darsi una pacca sulla spalla e dire "va bene, la prossima volta andrà meglio".

Parti dal dialogo interiore, ti prego, perché è fondamentale per tutto il resto. Ora le tecniche pratiche.

Rallenta del 30% e impara a stare zitto


Uno degli errori più comuni è parlare troppo velocemente. È una reazione naturale: quando hai ansia tutto accelera, compreso il modo di parlare. Ma le conseguenze sono tre: perdi autorevolezza, diminuisce la comprensibilità e, paradossalmente, aumenta l'ansia, perché diminuisce l'ossigeno e il battito sale.

La tecnica è semplicissima: quando ti senti nervoso, rallenta del 30%. Fine. All'inizio ti sembrerà di parlare lentamente, è la sensazione che ho io molte volte quando registro, ma ti garantisco che quello che tu percepisci lento verrà percepito dagli altri come sicuro e autorevole.

Ancora più importante della velocità è il ritmo, cioè le pause. Quando fai una pausa dopo aver detto qualcosa, dai il tempo al cervello di chi ti ascolta di interiorizzare. Esercizio: in qualunque conversazione di 5 minuti, imponiti almeno tre pause deliberate di 2 secondi. All'inizio ti sembrerà un'eternità, poi diventa naturale.

"Ci sta, ci sta, ci sta": il mio primo appuntamento con Arianna


Il primo ostacolo alla chiarezza sono gli intercalari: i vari "eh", "cioè", "diciamo", "praticamente", "tipo". Sembrano innocui ma fanno calare drasticamente l'attenzione di chi ascolta. E qui ti racconto una delle cose che ricordo con più affetto: il primo appuntamento con Arianna, mia moglie, in un giapponese ad Alessandria. Lei mi raccontava chi era, da dove veniva, le classiche cose da primo appuntamento, e io ogni cinque parole dicevo "ci sta". Ci sta, ci sta, ci sta. Anni dopo lei mi ha detto che non se n'era nemmeno accorta, perché la maggior parte delle volte le persone non notano i nostri piccoli errori: stanno pensando ai propri.

Non li azzeri da un giorno all'altro, ma una tecnica utile è registrare qualche tua conversazione o telefonata e contare gli intercalari. Il semplice riascoltarti li ridurrà drasticamente: i miei si sono praticamente azzerati da quando registro video.

Secondo principio: frasi concise e dirette. Non c'è correlazione tra la lunghezza di una frase e la profondità del pensiero, anzi. Un trucco: immagina di esprimere il tuo pensiero in 200-300 caratteri, come un tweet. Se ti serve di più, puoi semplificare. Ed evita i paroloni e il gergo tecnico, te lo dice uno che fa un mestiere dove i latinismi sono all'ordine del giorno: usare una terminologia complessa non ti fa apparire più intelligente, mette solo chi hai davanti nella situazione di dire "ma questo che cacchio sta dicendo?". Come diceva Einstein, se non puoi spiegarlo semplicemente, probabilmente non l'hai capito così bene.

Terzo: elimina condizionali e parole incerte quando vuoi convincere. Confronta "potremmo vederci martedì prossimo alle 18:00" con "ci vediamo martedì alle 18:00 per prendere un caffè". Quale delle due porta più probabilmente a un incontro vero? La certezza nelle parole genera certezza in chi ascolta.

Il corpo parla anche quando tu stai zitto


Moltissimi studi hanno dimostrato che oltre la metà dell'impatto comunicativo deriva dai segnali non verbali. Parlare bene non è un dono ricevuto dal cielo alla nascita: è una competenza, e come tutte le competenze si allena, corpo compreso. I pilastri sono quattro.

Contatto visivo: mantienilo per il 60-70% del tempo, non fissare la gente negli occhi come un inquietante. La tecnica del triangolo funziona bene: sposti lo sguardo da un occhio all'altro alla fronte, poi lo distogli qualche istante.

Postura: schiena dritta, spalle aperte, piedi ben piantati a terra, naturale. Dà sicurezza a chi ascolta e, lo dimostrano diversi studi, abbassa anche il cortisolo: è la power posing studiata a Harvard.

Gestualità: i gesti sono il grassetto delle parole. Muovi le mani, senza gesticolare come un pazzo, e tienile in una box immaginaria che va più o meno dal collo alla vita. Non sotto, davanti alle gambe, e non sopra la testa, che sembra ti stiano per fare un TSO.

Abbigliamento e comfort: non serve vestirsi in maniera costosa, serve sentirsi a proprio agio. Io tendenzialmente vado di maglietta bianca o nera, jeans e sneaker, e quando ho un'udienza o un incontro importante mi vesto leggermente più formale della media, senza sfociare nel ridicolo. E occhio al comfort: se hai delle scarpe fighissime che ti fanno un male pazzesco, passerai il tempo a pensare a quanto ti fanno male le scarpe, non a quello che stai dicendo.

Ora tocca a te: nella prossima conversazione di 5 minuti, prova le tre pause da 2 secondi e dimmi com'è andata. E se vuoi partire da una cosa sola, parti dal dialogo interiore: quali sono le frasi che la tua testa ti ripete prima di parlare?

Se ti è servito, ti lascio gratis il protocollo di 7 giorni per parlare meglio.

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I giovani elettori neri sfidano la vecchia guardia democratica


La vittoria di Abdul El-Sayed in Michigan evidenzia una frattura generazionale: meno peso agli endorsement storici, più attenzione a casa, sanità e sicurezza economica.

La vecchia guardia della leadership politica nera resta una forza decisiva per i democratici, ma le primarie di quest'anno hanno messo in luce il peso crescente degli elettori neri della generazione Z, meno inclini a lasciarsi orientare dall'anzianità, dalle credenziali legate alle battaglie per i diritti civili o dagli endorsement delle generazioni precedenti. Lo scrive Axios, che indica nella primaria democratica per il Senato in Michigan uno degli esempi più evidenti di un divario generazionale sempre più marcato anche tra gli elettori afroamericani.

Jim Clyburn, 86 anni, deputato della South Carolina e figura storica del movimento per i diritti civili, aveva fatto campagna per Haley Stevens, candidata sostenuta dall'establishment democratico. Abdul El-Sayed, 41 anni, ha invece vinto per meno di un punto percentuale, nonostante oltre 60 milioni di dollari di spesa esterna a favore della rivale, guidata dall'AIPAC e da altri gruppi filo israeliani. Un'analisi del Washington Post ha rilevato che Stevens ha ottenuto un vantaggio di 8 punti nelle contee con la maggiore presenza di popolazione nera, un margine più ridotto di quanto molti si aspettassero, mentre El-Sayed ha dominato nelle contee con il maggior numero di giovani adulti.

Primarie democratiche

La linea dei cinquant'anni


Nelle ultime primarie democratiche il voto degli elettori neri si divide sullo stesso punto: la soglia dei cinquant'anni. Sotto quella linea gli endorsement della vecchia guardia pesano molto meno.

Grafica di FocusAmerica

Sotto i 50 anni Dai 50 anni in su

1 — L'asse dell'età

Due generazioni, due schieramenti


Nella primaria per il Senato in Michigan i protagonisti si dispongono lungo una linea che va dai 29 agli 86 anni. Tocca un nome per sapere da che parte si è schierato.


  • 29 anni — Maxwell Frost, deputato della Florida. Con El-Sayed.
  • 41 anni — Abdul El-Sayed, candidato al Senato. Ha vinto la primaria.
  • 52 anni — Ayanna Pressley, deputata del Massachusetts. Con El-Sayed.
  • 71 anni — Al Sharpton, attivista. Difende il ruolo degli anziani.
  • 86 anni — Jim Clyburn, deputato della South Carolina. Con Haley Stevens.

Età e schieramenti come riportati da Axios, 27 agosto 2026.

2 — Michigan

Oltre 60 milioni di dollari non sono bastati


Haley Stevens aveva l'establishment, i soldi e l'endorsement di Jim Clyburn. Ha perso lo stesso.

Oltre 0

Meno di 1
milioni di dollari Spesa esterna a favore di Stevens, guidata dall'AIPAC e da altri gruppi filoisraeliani.
punto percentuale Il margine con cui Abdul El-Sayed, 41 anni, ha vinto la primaria.

Contee con la maggiore presenza di popolazione nera Stevens +8 Un vantaggio di otto punti, più stretto di quanto molti si aspettassero.
Contee con il maggior numero di giovani adulti El-Sayed Qui il candidato di 41 anni ha dominato. Margine non pubblicato

Fonte: analisi del Washington Post sui risultati della primaria; dati sulla spesa esterna riportati da Axios.

3 — New York, 2025

La stessa frattura, un anno prima


Alla primaria per il sindaco di New York gli elettori neri nel complesso scelsero Andrew Cuomo. I più giovani no.

Andrew CuomoZohran Mamdani

62%
38%

Preferenze degli elettori neri nel complesso

2 a 1 Tra gli elettori sotto i 50 anni il rapporto si rovescia: Mamdani era preferito a Cuomo di circa due a uno.

Cuomo ha comunque vinto in 25 dei 33 quartieri a maggioranza nera della città.

Cuomo ha vinto in 25 dei 33 quartieri a maggioranza nera.

Fonti: sondaggio Emerson College, giugno 2025; calcolo Associated Press sui risultati per quartiere.

4 — Partito e priorità

Sotto i 50 anni cambia anche il legame con i democratici


I giovani elettori neri restano in larghissima maggioranza democratici, ma una quota più ampia guarda ai repubblicani.

Elettori neri sotto i 50 anni 0%

Elettori neri dai 50 anni in su 0%

Quota che si identifica con il Partito repubblicano o tende verso il GOP. Fonte: Pew Research Center, 2024.

Cosa chiedono i più giovani

  • Casa
  • Sanità
  • Istruzione
  • Sicurezza economica

Cosa resta centrale per i più anziani

  • Le battaglie storiche per i diritti civili


Lettura di Theodore Johnson, ricercatore del think tank New America, ad Axios.

In Michigan il porta a porta di una generazione ha pesato più dell'endorsement di un'icona dei diritti civili.

Fonti: Axios, Washington Post, Pew Research Center, Emerson College, Associated Press. agosto 2026

Il porta a porta contro gli endorsement


Kaya Jones di Voters of Tomorrow, organizzazione che rappresenta i giovani elettori, ha spiegato ad Axios che gli elettori neri della generazione Z sono particolarmente propensi a sostenere i progressisti e a respingere i candidati dell'establishment. Parte della frustrazione, secondo Jones, nasce dalla percezione che i leader più anziani restino aggrappati al potere invece di lasciare spazio a una nuova generazione: "Non vogliamo qualcosa che sia uguale. Vogliamo il cambiamento. Vogliamo qualcosa di nuovo e fresco". In Michigan i giovani elettori neri non si sono limitati a votare per El-Sayed: molti hanno fatto porta a porta per lui e hanno partecipato al suo evento nella notte elettorale.

Il candidato era inoltre sostenuto da una generazione più giovane di parlamentari neri, come Ayanna Pressley, 52 anni, e Maxwell Frost, 29, mentre Stevens aveva dalla sua Clyburn. Due mondi diversi, secondo Jones. I dati delle elezioni del 2024 analizzati da Axios mostrano anche che i giovani elettori neri restano in larghissima maggioranza democratici e sono sempre più progressisti, ma una quota significativa è disposta a prendere in considerazione il voto repubblicano. Secondo Pew Research Center, il 17% degli elettori neri sotto i 50 anni si identifica con il Partito Repubblicano o tende verso il GOP, contro il 7% di quelli dai 50 anni in su.

Anche la primaria democratica per il sindaco di New York del 2025 aveva mostrato dinamiche simili. Un sondaggio Emerson College Polling ha rilevato che gli elettori sotto i 50 anni hanno preferito Zohran Mamdani ad Andrew Cuomo con un rapporto di circa due a uno, mentre tra gli elettori afroamericani nel complesso Cuomo è prevalso con il 62% contro il 38%. Associated Press ha calcolato poi che Cuomo aveva vinto in 25 dei 33 quartieri a maggioranza nera della città, mentre Mamdani è risultato più forte tra i giovani neri progressisti.

"Non è una questione di investiture"


Dietro l'allontanamento dai candidati dell'establishment c'è anche l'impazienza verso una leadership nera invecchiata e la consapevolezza che oggi esistano forme di partecipazione e di influenza politica diverse dal percorso che ha portato ai vertici tanti leader religiosi e del movimento per i diritti civili. "C'è una ragione se oggi non esiste un Al Sharpton di 40 anni", ha osservato Theodore Johnson, ricercatore del think tank progressista New America, riferendosi al vechcio attivista di 71 anni. Secondo Johnson, i giovani elettori neri sono più concentrati su casa, sanità, istruzione e sicurezza economica che sulle tradizionali battaglie per i diritti civili, ancora particolarmente importanti per le generazioni più anziane.

Sharpton, intervistato da Axios, ha respinto l'idea che gli anziani debbano semplicemente farsi da parte: "Se qualcuno deve spostarsi per farti passare, allora non sei tu il prossimo. Non è una questione di investiture. Conta il lavoro che fai". Ha riconosciuto che "serve sangue giovane", ma ha difeso anche il valore dell'organizzazione tradizionale, radicata nelle priorità storiche della comunità: "Servono entrambi".


El-Sayed paragona la sharia al diritto canonico nell'intervista con Fox News


Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan, ha risposto alle accuse di volere la sharia negli Stati Uniti paragonandola al diritto canonico. "Non ti nego il diritto di praticare la tua fede come vuoi. Non capisco perché sia un problema che io possa praticare la mia come voglio. Nessuno sta cercando di imporre la sharia a nessun altro, così come spero che nessuno stia cercando di imporre il diritto canonico, perché viviamo in un'America in cui devi avere la libertà della tua religione", ha detto lunedì sera al conduttore di Fox News Jesse Watters.

L'intervista è durata circa mezz'ora nel programma serale "Jesse Watters Primetime" ed è stata quasi tutta un accavallarsi di voci. Watters ha rilanciato vecchi spezzoni delle dichiarazioni di El-Sayed, passando bruscamente da un tema all'altro: la sharia, i prezzi della benzina, il bilancio federale, la NFL, le terapie di affermazione di genere per i minori e gli atleti transgender.

Il vicepresidente JD Vance aveva criticato nei giorni scorsi El-Sayed, che è musulmano, per la sua adesione dichiarata alla sharia, la legge religiosa seguita dai musulmani. A pesare è anche una vecchia dichiarazione in cui il candidato aveva collegato i tentativi di vietarla al suprematismo bianco: chi cerca di metterla al bando, aveva detto, appartiene alle "stesse identiche forze che due secoli fa hanno cacciato i popoli nativi dalle loro terre, un secolo fa hanno distrutto Black Wall Street, il quartiere nero di Tulsa, decenni fa hanno fatto saltare in aria un edificio e meno di dieci anni fa hanno provato a vietare la sharia. Quelle forze sono ancora vive e vegete oggi".

Davanti a Watters, El-Sayed ha ripreso quell'argomento prendendosela con il senatore Tommy Tuberville. "L'idea che uno come Tommy Tuberville, che a stento era bravo ad allenare a football, se ne vada in giro a cercare di vietare la sharia quando la comunità musulmana in America è meno dell'1%, come se i musulmani stessero cercando di imporre la sharia, mi sembra un modo per prendere di mira deliberatamente la comunità musulmana perché è diversa", ha detto. "Quando si passano preventivamente leggi per vietare una cosa che non sta accadendo, quello che si sta cercando di fare è colpire una comunità molto piccola perché è diversa."

Watters ha replicato che la sharia in Michigan è "un po' inquietante" e che gli elettori non la vorrebbero. "Non penso sia una buona posizione", ha detto il conduttore. El-Sayed ha ripetuto che nessuno la sta proponendo e ha spostato il discorso sul costo della vita, dicendo che i cittadini del Michigan "sono preoccupati di come faranno a permettersi la benzina".

Sulla benzina El-Sayed ha accusato il conduttore di non sembrare "arrabbiato" per l'aumento dei prezzi provocato dalla guerra con l'Iran. Ha poi deriso il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che prima di entrare nell'amministrazione conduceva "Fox & Friends Weekend" sulla stessa rete. "Il tizio che lavorava sul vostro canale, credo fosse tipo il sesto conduttore di The Five", ha detto, riferendosi al programma di Fox News che di conduttori ne ha cinque. "Voleva alzare il nostro bilancio militare a 1.500 miliardi di dollari e tu non sembri arrabbiato per questo. Cosa, così possiamo combattere una guerra da cui non sappiamo come uscire, per far salire i prezzi della benzina a 5 dollari al gallone (circa 3,8 litri)?" Il presidente e Hegseth hanno chiesto per il Pentagono proprio quella cifra.

Il conflitto con l'Iran è cominciato a febbraio e il candidato ha ricordato le parole del presidente sulla sua fine rapida. "Ops, vai in guerra e ci dici che sarà un'operazione militare speciale. Era febbraio. Adesso siamo quasi a settembre e stiamo ancora combattendo l'operazione militare speciale. Non sta funzionando per noi", ha detto. "Non la stiamo davvero combattendo, è un blocco", ha risposto Watters, che ha tenuto lo stesso sorriso per tutta l'intervista.

Watters ha detto di non volere che i democratici "facciano saltare in aria il paese" con il Medicare for All e ha chiesto all'ospite se sapesse quanto spende ogni anno il governo americano. El-Sayed ha provato a cambiare argomento e alla fine non ha risposto. "Sono 7.000 miliardi di dollari l'anno e il vostro piano per prendere il controllo del sistema sanitario ne costa 4.000", ha ribattuto il conduttore, riferendosi al sistema sanitario pubblico universale che El-Sayed propone in campagna elettorale.

Watters gli ha contestato anche vecchie dichiarazioni in cui aveva definito razzista la NFL, il campionato professionistico di football americano, e aveva parlato bene di Colin Kaepernick, l'ex quarterback dei San Francisco 49ers diventato un attivista. El-Sayed ha detto che Kaepernick era "un quarterback dannatamente bravo" che "avrebbe dovuto avere molti altri anni nella NFL", per poi tornare sui costi: "Il problema più grande che abbiamo adesso con il football è che ho guardato i prezzi dei biglietti per andare a vedere una partita con la mia famiglia. Sono astronomici, alle stelle."

Sulle terapie di affermazione di genere per i minori El-Sayed, che è medico, ha detto che la decisione spetta al medico del bambino e ai genitori, non al governo federale. Watters ha chiesto se fosse accettabile che un genitore facesse asportare i genitali del figlio ed El-Sayed ha risposto chiedendogli se fosse circonciso. "Sì, ma insomma, è una domanda personale, dottore", ha detto il conduttore. "Una circoncisione è diversa da una castrazione." Il candidato ha replicato che "è un problema che tu pensi di poter decidere cosa succede tra un genitore, un medico e un paziente" e ha accusato la rete di essere "molto selettiva" su questi temi.

Alla domanda sugli atleti transgender El-Sayed ha rifiutato di rispondere nel merito. Watters ha insistito dicendo che è "una cosa piuttosto grossa, se hai seguito le notizie di recente". "Per favore, siamo seri", ha replicato El-Sayed. "Sono qui con te, voglio parlare dei temi che contano. Parliamo delle cose di cui la gente parla davvero. So che voi ne parlate, ma la maggior parte del paese no."

In un altro passaggio El-Sayed ha definito "beta" il suo avversario Mike Rogers, un termine gergale che indica una persona debole, e ha sostenuto che Watters fosse d'accordo dopo che il conduttore si era messo a ridere. "Ho un solo obiettivo adesso: vincere il Michigan. E visto che Mike Rogers, che tu concordi essere un beta, è il mio avversario, probabilmente non dovrebbe essere molto difficile", ha detto. Watters ha chiuso l'intervista dicendogli che le sue idee sono "completamente strampalate" e che sembra "un po' ingenuo".

El-Sayed ha vinto di misura le primarie democratiche di inizio agosto contro la deputata Haley Stevens, in una delle affermazioni più importanti dell'ala socialista del partito, e a novembre sfiderà l'ex deputato repubblicano Mike Rogers. Quella del Michigan è considerata una delle corse più incerte e influenti delle elezioni di metà mandato del 2026 e sarà un banco di prova per la capacità dei candidati della sinistra radicale di vincere negli Stati in bilico.


Questa voce è stata modificata (10 ore fa)

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Trump, gli insulti e il pessimo rapporto con le croniste della Casa Bianca


Axios ha contato almeno tredici attacchi da novembre 2025, spesso rivolti non solo al lavoro delle croniste ma anche al loro carattere e aspetto fisico. Per la Freedom of the Press Foundation è un attacco contro il Primo Emendamento.

Donald Trump e il suo staff presentano spesso il presidente come uno dei più accessibili ai media nella storia americana. Ma il rapporto con le giornaliste che lo seguono è stato spesso segnato da pesanti insulti e attacchi personali. Un'analisi di Axios sulle dichiarazioni del presidente ha contato almeno tredici attacchi contro le croniste a partire da novembre 2025, quando Trump suscitò polemiche chiamando "maialina" la corrispondente Catherine Lucey di Bloomberg, che gli aveva rivolto una domanda sul caso Jeffrey Epstein.

Gli ultimi bersagli in termini temporali sono stati Maggie Haberman del New York Times e Kristen Welker, conduttrice di "Meet the Press" sulla NBC. Trump ha definito Haberman su Truth Social "una persona sgradevole dentro e fuori" e una "truffatrice", reagendo a un articolo sui suoi piani per il venticinquesimo anniversario dell'11 settembre. La giornalista è da tempo uno dei suoi bersagli ricorrenti, anche per il libro che ha scritto sulla sua presidenza.

Domenica Trump ha poi annunciato che Welker sarà segnalata alla Federal Communications Commission (FCC), l'autorità federale che regolamenta le comunicazioni, affinché riceva una "reprimenda o punizione". Il presidente ha reagito in questo modo a un'osservazione della conduttrice, secondo cui il suo sostegno ai candidati avrebbe oggi un peso minore rispetto al passato, arrivando a definire il lavoro di Welker "una minaccia per il nostro Paese". Anna Gomez, unica commissaria democratica della FCC, ha replicato che l'agenzia "non ha alcuna autorità per punire i giornalisti sgraditi a questa amministrazione".

Un registro diverso con le donne


Trump attacca frequentemente anche i giornalisti uomini, ma in quei casi gli insulti tendono a concentrarsi meno sull'aspetto personale. In passato, ha messo in dubbio l'intelligenza di Don Lemon e nel 2018 definì l'allora corrispondente della CNN Jim Acosta come "una persona maleducata e terribile".

Con le donne, invece, gli attacchi riguardano spesso anche le capacità professionali, il carattere o l'aspetto fisico. Trump ha definito Rachel Scott di ABC News "una delle peggiori reporter" e "uno spettacolo dell'orrore"; ha ripetutamente detto a Kaitlan Collins della CNN di sorridere e ha descritto Kristen Holmes, sempre della CNN, come "una persona rumorosa e chiassosa", intimandole di stare zitta mentre gli rivolgeva domande su Natalie Harp, la collaboratrice che affianca spesso il presidente.

Trump ha inoltre definito più volte giornaliste afroamericane "di seconda categoria" e ne ha messo in dubbio l'intelligenza, suscitando ripetute condanne della National Association of Black Journalists, l'associazione che rappresenta i giornalisti afroamericani.

Secondo Lauren Harper, titolare della cattedra Daniel Ellsberg sulla segretezza di governo alla Freedom of the Press Foundation, questi episodi rappresentano una pericolosa escalation sul terreno del Primo Emendamento. "È la continuazione dei suoi attacchi alla stampa libera e del tentativo di intimidirla e punirla per una copertura che non gli piace, ed è anche la continuazione di un attacco rivolto in particolare alle donne: per lui è un tema ricorrente".


Trump non andrà al sito delle Torri Gemelle per l'11 settembre perché non potrà parlare


Il presidente Donald Trump non parteciperà alla cerimonia di New York per i venticinque anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, anche perché voleva pronunciare un discorso e il memoriale non lo permette a nessun politico. Lo ha rivelato il New York Times. L'anniversario segna un quarto di secolo dall'attacco più grave subito dagli Stati Uniti dopo quello di Pearl Harbor.

La Casa Bianca aveva già avviato i preparativi per la visita. I collaboratori del presidente avevano fatto i sopralluoghi sul posto e avevano fatto sapere alle autorità di New York e di Washington che Trump intendeva andare a Ground Zero, lo spazio del memoriale dove sorgevano le Torri Gemelle. Nelle ultime settimane agli organizzatori era arrivata anche la richiesta di far parlare il presidente.

Dal 2012 ai politici è vietato pronunciare discorsi durante la commemorazione. Il National September 11 Memorial and Museum, la fondazione che gestisce il sito, ha lavorato per tenere quel luogo fuori dalla politica di parte e concentrato sulla solennità della giornata. Nel primo decennio dopo gli attentati gli eletti leggevano poesie e documenti storici americani come il discorso di Gettysburg. Adesso i politici dei due schieramenti stanno semplicemente uno accanto all'altro mentre i familiari delle vittime salgono sul palco e leggono per ore i nomi dei morti.

Trump commemorerà invece l'anniversario al Pentagono, il quartier generale della Difesa americana, colpito anch'esso negli attacchi dell'11 settembre 2001. Lì il presidente potrà pronunciare un discorso, come aveva già fatto alla cerimonia di Arlington, in Virginia, l'anno scorso e nel 2017. A rappresentare la Casa Bianca a New York sarà il vicepresidente JD Vance.

La convention repubblicana di metà mandato si terrà a Dallas, in Texas, il 9 e il 10 settembre. Trump è atteso sul palco alle 21 di giovedì 10, ora della costa est (le 3 del mattino dell'11 settembre in Italia). Gli organizzatori hanno discusso di inserire nel programma anche un omaggio alle vittime degli attentati. Dal Texas il presidente andrà poi a Washington.

Il giorno successivo alla commemorazione Trump partirà per l'Irlanda, dove il suo campo da golf di Doonbeg ospita l'Irish Open. Partire dall'aeroporto John F. Kennedy di New York o da quello di Newark, in New Jersey, avrebbe bloccato il traffico aereo e stradale molto più di una partenza dalla base militare di Joint Base Andrews, in Maryland.

Anna Kelly, portavoce della Casa Bianca, non ha risposto alle domande sui programmi del presidente per l'anniversario. "Nel venticinquesimo anniversario di questo giorno tragico il presidente ricorderà chi è stato ucciso per mano di terroristi malvagi, onorerà i loro cari e renderà omaggio ai coraggiosi soccorritori che hanno messo a rischio la propria vita per salvare i concittadini", ha dichiarato.

Il discorso dell'anno scorso al Pentagono era arrivato meno di ventiquattro ore dopo l'omicidio di Charlie Kirk, l'attivista conservatore ucciso a colpi di arma da fuoco mentre parlava in un campus universitario dello Utah. La cerimonia venne spostata in un altro punto per motivi di sicurezza. "Ricordiamo la luce dei migliori e dei più coraggiosi d'America e l'amore che hanno mostrato nei loro ultimi istanti", disse allora Trump. "In loro memoria facciamo una promessa solenne e nobile. Onoreremo sempre i nostri grandi eroi e voi siete i nostri eroi".

Il presidente ha subito due tentativi di assassinio e altri piani per ucciderlo attribuiti a presunti agenti iraniani. Le minacce nei suoi confronti sono aumentate da quando, il 28 febbraio, ha dato il via alla guerra contro l'Iran.

Alla cerimonia di Manhattan sono attesi l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, l'ex presidente Bill Clinton con la moglie Hillary, l'ex presidente George W. Bush con la moglie Laura e l'ex presidente Barack Obama. Trump aveva partecipato l'ultima volta nel 2024, insieme a Vance, all'ex sindaco Michael Bloomberg, all'allora presidente Joe Biden e all'allora vicepresidente Kamala Harris. Nessuno di loro prese la parola e il presidente andò poi a visitare una caserma dei vigili del fuoco.

I collaboratori di Trump hanno discusso della possibilità di portare il memoriale sotto il controllo federale, anche nel corso dell'anno scorso. Le famiglie delle vittime negli ultimi anni hanno criticato la gestione e i conti della fondazione.

Il presidente si trovava a New York il giorno degli attacchi e in quelle ore disse a una televisione del New Jersey che il grattacielo di sua proprietà al 40 di Wall Street, fino ad allora il secondo più alto di Lower Manhattan, "ora è il più alto". L'affermazione era sbagliata, perché poco distante il palazzo di 70 Pine Street superava in altezza quello di Trump.


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Bond in caduta libera da Berlino a Tokyo: rendimenti ai massimi da decenni


Il Bund tedesco tocca il livello più alto dal 2011, il decennale giapponese supera il 3% per la prima volta in trent'anni e il Treasury sfiora i massimi dal 2023. Inflazione, petrolio e debiti pubblici spingono le Banche Centrali verso nuovi rialzi.

I titoli di Stato hanno continuato a perdere terreno oggi sui principali mercati, prolungando una fase di vendite che ha riportato il costo del debito pubblico ai livelli più alti da decenni. Il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, riferimento per l'intera area euro, è salito di 4 punti base al 3,378%, un livello che non si vedeva dal 2011. Il titolo decennale giapponese si è attestato al 3,016%, dopo aver superato martedì la soglia del 3% per la prima volta dal 1996. Negli Stati Uniti il Treasury decennale ha toccato il 4,814%, il massimo dal novembre 2023, mentre il Gilt britannico ha raggiunto il 5,25%, il livello più alto dal 2008, prima di un lieve arretramento di entrambi.

Poiché prezzi e rendimenti dei titoli obbligazionari si muovono in direzioni opposte, l'aumento dei rendimenti riflette la pressione delle vendite sul mercato. Alla base della nuova ondata di vendite c'è il ritorno delle pressioni inflazionistiche, alimentate dagli scontri tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, che stanno spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. Il rincaro dell'energia si somma alle preoccupazioni, ben più radicate, per i conti pubblici e l'elevato livello del debito nelle principali economie, dagli Stati Uniti al Giappone fino alla Francia.

La giornata dei rendimenti

I titoli di Stato tornano ai rendimenti di un'altra epoca


Il Bund tedesco, il decennale giapponese, il Treasury americano e il Gilt britannico hanno toccato oggi livelli che non si vedevano da anni, in un caso da trent'anni. Il grafico mostra a quale anno riporta ogni mercato.

Grafica di FocusAmerica

Tocca o passa il mouse su un Paese per il dettaglio. La barra parte da oggi e torna indietro fino all'ultimo anno in cui il rendimento era altrettanto alto.

Il calendario della stretta
Tre banche centrali, tre riunioni in un mese
I mercati si preparano a una serie di rialzi dei tassi a settembre, una prospettiva che penalizza i titoli obbligazionari.

Il carburante delle vendite
L'inflazione dell'eurozona riparte, spinta dall'energia
Variazione annua dei prezzi ad agosto 2026. Gli scontri tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz stanno facendo salire il prezzo del petrolio.

Le Banche Centrali tornano verso la stretta


I mercati si preparano intanto alla possibilità di una serie di rialzi dei tassi nel corso del mese, una prospettiva che tende a penalizzare i titoli obbligazionari. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha adottato toni restrittivi nel discorso di Jackson Hole della scorsa settimana. I contratti future attribuiscono ora a un rialzo dei tassi americani a settembre una probabilità compresa tra il 60% e il 70%.

La Banca del Giappone, che si riunirà il 17 e 18 settembre, potrebbe a sua volta aumentare i tassi per sostenere uno yen in forte calo. Nell'eurozona l'inflazione di agosto è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi dell'energia sono aumentati del 14,3%. Dopo i dati pubblicati martedì, i mercati considerano ormai scontato un rialzo di un quarto di punto da parte della Banca Centrale Europea, che dovrebbe portare il tasso al 2,5% nella riunione del 10 settembre.

La tensione si è trasferita anche sui mercati azionari. I principali indici americani hanno chiuso in calo per tre sedute consecutive, mentre le Borse europee e asiatiche hanno perso terreno. Le vendite arrivano dopo un anno di forti rialzi, che aveva spinto numerosi listini sui massimi storici sull'onda dell'entusiasmo per l'intelligenza artificiale, nonostante un quadro geopolitico sempre più instabile.

Il peso del debito


"I fondamentali dei mercati sono un po' più fragili di quanto siano stati finora", ha dichiarato a "Squawk Box Europe" della CNBC George Maris, direttore degli investimenti e responsabile globale dell'azionario di Principal Asset Management. "E se il costo del denaro, il costo del rischio, aumenta, è proprio quello che stiamo vedendo con il rialzo generalizzato dei rendimenti".

Maris ha indicato nel debito pubblico uno dei principali fattori di vulnerabilità. "Guardate i livelli del debito nel mondo: sono stratosferici e continuano a salire. Le soluzioni per affrontare il problema non sembrano a portata di mano. Non vedo da nessuna parte la volontà politica di intervenire e penso che questo sia un bel problema".

"Il fatto che tutto questo stia accadendo in una fase di solida crescita economica globale, mentre i livelli del debito continuano ad aumentare, significa che ci troviamo in una posizione più precaria nel caso di uno shock macro economico", ha aggiunto Maris.


Rendimenti ai massimi da decenni, torna l’allarme sul debito globale


Le vendite di titoli di Stato si sono intensificate oggi sui principali mercati, spingendo il costo del debito di alcune delle maggiori economie mondiali ai livelli più alti da decenni. Il rendimento di un indice Bloomberg sul debito pubblico globale ha raggiunto il 3,72%, il livello più alto dalla metà del 2008.

Il rendimento del Treasury decennale americano, il principale riferimento per il mercato obbligazionario mondiale, è arrivato fino al 4,798%, il massimo dal gennaio 2025, mentre quello del trentennale si è portato intorno al 5,27%. In Giappone il decennale ha raggiunto il 3% per la prima volta dal 1996, mentre il quinquennale è salito al record del 2,26% e il biennale all'1,81%, il livello più alto da trentuno anni. Nel Regno Unito il rendimento del Gilt decennale ha toccato circa il 5,25%, il massimo dal 2008, mentre quello del trentennale è salito ai livelli più alti dal 1998. Il Bund tedesco decennale è arrivato intorno al 3,35%, il massimo da quindici anni.

A spingere i rendimenti sono stati sia i timori per la tenuta dei conti pubblici sia la ripresa degli scontri diretti tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz, che ha fatto risalire i prezzi dell'energia e riportato l'inflazione al centro delle preoccupazioni degli investitori. Il Brent si è portato così intorno ai 92 dollari al barile e il West Texas Intermediate intorno agli 88 dollari, mentre il gas naturale europeo ha raggiunto i livelli più alti da circa 3 anni e mezzo. Rispetto ai livelli precedenti al conflitto, il Brent resta quasi il 30% più caro e l'aumento dei prezzi di alcuni carburanti raffinati è stato ancora maggiore.

Mercati obbligazionari

Il debito costa come non accadeva dal 2008

Una nuova ondata di vendite ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato ai livelli più alti da decenni. A spingerli sono i timori sui conti pubblici delle grandi economie e lo shock energetico dello Stretto di Hormuz.

Grafica di FocusAmerica

Rendimento del debito pubblico globale
3,72%

Lo dice l'indice Bloomberg sul debito pubblico mondiale: è il livello più alto dalla metà del 2008, quando la crisi finanziaria stava per travolgere i mercati.

IIl costo del debitoTitoli IILo shock di HormuzHormuz IIIInflazione e tassiPrezzi IVDebito e precedentiDebito

Per ritrovare rendimenti così alti bisogna tornare molto indietro


Ogni barra parte da oggi e torna indietro fino all'ultima volta in cui quel titolo ha reso così tanto: più la barra è lunga, più il record è storico.

Nella stessa giornata il trentennale britannico è salito ai livelli più alti dal 1998, il quinquennale giapponese ha toccato il record del 2,26% e il trentennale americano si è portato intorno al 5,27%.

Dallo Stretto di Hormuz passa meno di un quarto del petrolio di prima


Prima del conflitto da qui passava circa un quinto del petrolio consumato nel mondo. Il traffico non si è fermato del tutto, ma le spedizioni restano fortemente limitate.

IRAN ARABIA SAUDITA EMIRATI OMAN IRAQ Golfo Persico Golfo di Oman Stretto di Hormuz

La rotta delle petroliere attraversa un passaggio largo una quarantina di chilometri nel punto più stretto, tra Iran e Oman. Le alternative via terra hanno capacità limitata e costi più alti.

−77%
Il crollo dei transiti tra l'ultimo trimestre del 2025 e il secondo trimestre del 2026, secondo le stime dell'agenzia americana per l'energia.

Brent
92 $
al barile, il riferimento per il greggio europeo

West Texas
88 $
al barile, il riferimento per il greggio americano

Rincaro
+30%
quasi il 30% in più rispetto ai prezzi precedenti al conflitto

Il gas naturale europeo ha raggiunto i prezzi più alti da circa tre anni e mezzo e per alcuni carburanti raffinati il rincaro è stato ancora maggiore.

L'inflazione non scende e i mercati si aspettano tassi più alti


L'indice PCE di fondo, che esclude energia e alimentari ed è la misura seguita con maggiore attenzione dalla Federal Reserve, resta da mesi ben sopra l'obiettivo del 2%.

In rosso la parte d'inflazione che supera l'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve.

Area euro, agosto
3,3%▲
Era al 2,9% a luglio. A spingerla è stata soprattutto l'energia.

Area euro, inflazione di fondo
2,4%▼
Esclude alimentari ed energia ed è invece scesa.

La probabilità che i mercati assegnano a un rialzo dei tassi della Fed a settembre

Le scommesse sono cambiate dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh. Nell'area euro i mercati considerano ormai quasi certo un altro aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.

Dietro i rendimenti c'è un debito che nessuno riesce a ridurre


Nelle grandi economie avanzate il debito pubblico vale ormai più di quanto il Paese produce in un anno.

La linea tratteggiata segna il 100% del prodotto interno lordo: in rosso la quota di debito che lo supera. Il debito giapponese prosegue oltre la scala.

Che cosa è successo ai mercati dopo gli shock del passato


Variazione dell'indice S&P 500 nei dodici mesi successivi all'evento. Su oltre trenta shock dal 1940 l'indice ha chiuso in rialzo nel 65% dei casi: le eccezioni sono state le grandi interruzioni delle forniture energetiche.

Fonti: Bloomberg, Energy Information Administration (Short-Term Energy Outlook, agosto 2026), Bureau of Economic Analysis, Eurostat, CME FedWatch, Carson Group. Mappa: Natural Earth. Dati aggiornati al 1° settembre 2026.

La scommessa sui tassi e il problema del debito


I mercati hanno cominciato a scommettere su una risposta più aggressiva delle Banche Centrali. Dopo le dichiarazioni della scorsa settimana del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, gli operatori attribuiscono una probabilità di circa il 65% a un rialzo dei tassi già a settembre, contro circa il 40% una settimana prima. Nell'area euro, intanto, i mercati considerano ormai pressoché acquisito un altro aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.

A rafforzare queste aspettative sono arrivati martedì i nuovi dati sull'inflazione dell'area euro: ad agosto il tasso annuo è salito al 3,3%, dal 2,9% di luglio, soprattutto per effetto dell'energia. L'inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, è invece scesa al 2,4%.

Rendimenti obbligazionari più elevati si traducono in mutui e prestiti alle imprese più costosi e aumentano gli oneri sostenuti dai governi per rifinanziare il debito. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha però minimizzato il problema. A margine della riunione dei Ministri delle Finanze del G20 ad Asheville, in North Carolina, ha detto alla CNBC che quello americano rimane il mercato obbligazionario con la performance migliore al mondo, ricordando che il mese scorso Fitch Ratings ha confermato il rating AA+ sul debito federale.

Steve Englander, responsabile della ricerca sui cambi del G10 di Standard Chartered, ha osservato invece che essere il migliore non significa necessariamente andare bene e che il problema dei deficit riguarda ormai molti Paesi. Secondo Englander, la pressione al rialzo sui rendimenti potrebbe proseguire lungo tutta la curva, alimentata dai sei mesi di conflitto e dalla sentenza con cui il 20 febbraio la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi imposti in base ai poteri di emergenza economica. La decisione, secondo la sua stima, ha eliminato circa il 40% delle entrate aggiuntive che Washington prevedeva di ottenere attraverso quelle tariffe.

Le stesse forze che spingono verso l'alto i tassi americani agiscono anche altrove. In molte economie avanzate, deficit crescenti, debito elevato e un'inflazione ancora persistente hanno rafforzato il timore che i governi non siano più in grado, o non abbiano intenzione, di rimettere in ordine i conti pubblici. Il debito federale lordo degli Stati Uniti ha superato ad agosto i 40.000 miliardi di dollari, oltre il 120% del prodotto interno lordo. In Francia il debito pubblico supera i 3.500 miliardi di euro e si colloca intorno al 117% del PIL, mentre quello giapponese rimane superiore al doppio delle dimensioni dell'economia.

A questo si aggiunge l'ondata di obbligazioni emesse dalle aziende tecnologiche per finanziare infrastrutture e sistemi di intelligenza artificiale, che aumenta la concorrenza per i capitali degli investitori. È "una questione globale", ha spiegato al New York Times Peter Schaffrik, strategist di RBC Capital Markets a Londra: secondo lui serve un fattore capace di imporre disciplina ai governi e quel ruolo sarà probabilmente svolto dallo stesso mercato obbligazionario.

In Europa la Francia è tra i Paesi osservati con maggiore attenzione dagli investitori, in vista delle elezioni presidenziali della primavera 2027. I mercati restano scettici sulla capacità dei principali candidati alla presidenza di presentare programmi credibili per ridurre il debito, mentre la tradizionale reputazione dei titoli francesi come porto relativamente sicuro si è deteriorata al punto che durante l'estate i loro rendimenti hanno superato quelli degli equivalenti titoli italiani.

Nel Regno Unito i rendimenti riflettono anche le preoccupazioni per i conti pubblici e l'attesa per le scelte del premier Andy Burnham, alla guida del governo dal luglio scorso. Secondo il Guardian, Burnham starebbe valutando una legge destinata a facilitare il ritorno sotto controllo pubblico delle società di servizi in difficoltà. Le tensioni si sono fatte sentire anche sull'azionario. Wall Street ha aperto in calo martedì e i principali indici sono rimasti in territorio negativo nelle prime ore di contrattazione, penalizzati dall'aumento dei rendimenti e del petrolio.

Hormuz, inflazione e precedenti storici


Quanto possa durare l'effetto di uno shock di questo tipo resta materia di dibattito. In un'analisi pubblicata da The Motley Fool su Yahoo Finance, Sean Williams riprende i dati raccolti da Ryan Detrick del Carson Group su oltre trenta shock di mercato dal 1940. In media, lo S&P 500 guadagna il 3% nell'anno successivo all'evento e chiude in rialzo nel 65% dei casi. Le eccezioni, osserva Williams, riguardano però soprattutto le grandi interruzioni delle forniture energetiche. Nei dodici mesi successivi alla crisi di Suez del 1956 e alla chiusura del canale, l'indice perse quasi il 12%, mentre dopo l'embargo petrolifero arabo del 1973, il calo fu del 35%.

È proprio il precedente energetico a rendere particolarmente delicata la situazione nello Stretto di Hormuz. Prima del conflitto attraverso questo passaggio transitavano più di 20 milioni di barili al giorno di petrolio greggio e altri liquidi, pari a circa un quinto del consumo mondiale. Il traffico è però già diminuito drasticamente: secondo la Energy Information Administration statunitense, nel secondo trimestre del 2026 i flussi sono scesi in media a 4,9 milioni di barili al giorno, rispetto ai 21,6 milioni dell'ultimo trimestre del 2025. Lo Stretto non è quindi completamente privo di traffico, ma le spedizioni restano fortemente limitate.

Anche negli Stati Uniti le pressioni sui prezzi non riguardano più soltanto l'energia. L'indice PCE di fondo che esclude le componenti più volatili come proprio l'energia ed il cibo e rappresenta la misura dell'inflazione seguita con maggiore attenzione dalla Federal Reserve, è aumentato a luglio del 3,3% rispetto a un anno prima. Era al 3,3% anche a giugno, dopo il 3,5% di maggio e il 3,3% di aprile: livelli ancora nettamente superiori all'obiettivo del 2% della banca centrale.


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Huawei WATCH GT 7, nuovi smartwatch per sport e vita quotidiana: fino a 21 giorni di autonomia


Il nuovo smartwatch Huawei punta su monitoraggio avanzato dell’attività fisica, funzioni dedicate agli sport outdoor e un design premium pensato per accompagnare gli utenti anche nella vita di tutti i giorni
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Huawei amplia la propria gamma di smartwatch con la nuova serie Watch GT 7, pensata per accompagnare gli utenti sia durante le attività sportive e outdoor sia nella vita di tutti i giorni. Accanto alle funzioni dedicate al monitoraggio dell'attività fisica, alla salute e agli sport all'aperto, la nuova generazione punta su un'estetica raffinata e versatile, che permette di utilizzare lo smartwatch anche come accessorio quotidiano, senza rinunciare alle funzionalità più avanzate.

Un design pensato anche per la quotidianità


La nuova serie Huawei Watch GT 7 affianca alle funzioni dedicate alle attività outdoor un design pensato per adattarsi anche all'utilizzo quotidiano. La gamma è disponibile in due dimensioni, da 46 e 41 millimetri, con diverse combinazioni di colori, materiali e cinturini. Il GT 7 è proposto in otto varianti cromatiche, tra cui giallo, blu e rosa, mentre il GT 7 Pro è disponibile nelle colorazioni giallo, verde e nero.

Particolare attenzione è stata riservata alla versione Pro da 46 mm, che presenta una ghiera in ceramica nano-tech con finitura antigraffio e un telaio centrale in lega di titanio. Una configurazione che coniuga resistenza e cura estetica, rendendo lo smartwatch adatto a contesti differenti. Il cinturino in fluoroelastomero, caratterizzato dal design EasyCross, completa la dotazione con una soluzione pensata per garantire stabilità e comfort sia nell'uso quotidiano sia durante le attività sportive e all'aperto.

Nuove funzioni per gli sport invernali e il ciclismo


Sul fronte dell'attività sportiva, la serie Watch GT 7 amplia le modalità di allenamento disponibili e introduce nuove funzioni dedicate soprattutto agli sport invernali e al ciclismo. Tra le novità ci sono anche strumenti per l'analisi delle prestazioni e funzioni pensate per aumentare la sicurezza durante gli allenamenti e le attività outdoor.

In particolare, per gli sport invernali indoor lo smartwatch può rilevare automaticamente le sessioni di sci e snowboard attraverso il sistema di sensori integrato, anche in assenza del segnale GPS. Il dispositivo registra il tempo effettivo di allenamento e i principali dati dell'attività, tra cui distanza, velocità e dislivello complessivo in discesa. Il sistema distingue inoltre le fasi di discesa dai momenti di pausa e dagli spostamenti sugli impianti di risalita o sui tapis roulant utilizzati nei comprensori indoor.
Il Watch GT 7 ntroduce la funzione Turn Detection, che rileva le curve brevi e medio-lunghe e ne calcola il raggio, e il rilevamento della forza G, che misura la forza centrifuga esercitata durante le curve più stretteIl Watch GT 7 ntroduce la funzione Turn Detection, che rileva le curve brevi e medio-lunghe e ne calcola il raggio, e il rilevamento della forza G, che misura la forza centrifuga esercitata durante le curve più strette
Per chi pratica sci alpino, tramite l'app Huawei Health è possibile scaricare e sincronizzare sullo smartwatch le mappe di oltre 3.000 comprensori sciistici nel mondo. Le mappe riportano anche il livello di difficoltà delle piste e consentono di consultare gli itinerari direttamente dal polso. Durante la discesa, il Watch GT 7 registra i dati relativi al percorso e introduce la funzione Turn Detection, che rileva le curve brevi e medio-lunghe e ne calcola il raggio. A questa si aggiunge il rilevamento della forza G, che misura la forza centrifuga esercitata durante le curve più strette.

Tra le funzioni dedicate alle uscite di gruppo c'è inoltre Team-Up, che permette di condividere e visualizzare in tempo reale la posizione e alcuni dati relativi alle prestazioni dei compagni di squadra sulle piste. Una soluzione pensata soprattutto per mantenere il contatto tra i membri del gruppo durante le attività sulla neve.
Huawei Watch GT7 da 47 mm. La gamma dei colori
Anche il ciclismo outdoor beneficia di nuove funzioni. Tra queste ci sono Climb Planning, che prepara un profilo delle salite presenti lungo il percorso, e Climb Broadcast, che fornisce durante la salita informazioni aggiornate sulla pendenza e sulla distanza ancora da percorrere. Gli Sharp Turn Alerts segnalano invece l'avvicinamento a curve particolarmente strette quando la velocità può rappresentare un fattore di rischio, attraverso avvisi tattili e vocali.

Al termine dell'allenamento, la funzione AI Workout Analysis analizza i dati raccolti durante la sessione e restituisce informazioni sulle prestazioni e sul carico di allenamento. L'obiettivo è fornire all'utente elementi utili per valutare i progressi e gestire più consapevolmente le successive sessioni.

Monitoraggio della salute e analisi del recupero


La serie Watch GT 7 amplia anche le funzioni dedicate al monitoraggio della salute, con strumenti pensati per offrire una lettura più completa dei dati raccolti durante la giornata e durante il sonno. Tra le novità c'è un aggiornamento della funzione Health Insights, che integra un briefing mattutino, un punteggio personalizzato relativo alla condizione fisica e un'analisi dei principali parametri monitorati dallo smartwatch.

Un ruolo centrale è affidato all'Indice di forma fisica, che riunisce informazioni relative alla qualità del sonno, alla variabilità della frequenza cardiaca (HRV), allo stato emotivo e alle calorie attive consumate. I dati vengono elaborati per restituire ogni mattina una valutazione del livello di recupero, articolata su cinque diversi livelli.

L'obiettivo è fornire all'utente una sintesi immediata delle condizioni rilevate dallo smartwatch, così da avere un quadro più chiaro del proprio stato di recupero e dell'attività svolta. Le informazioni possono essere utilizzate come supporto per organizzare l'allenamento e le attività quotidiane in base ai dati raccolti dal dispositivo.

Autonomia, pagamenti contactless e compatibilità


La serie Watch GT 7 punta anche sull'autonomia, grazie all'impiego di batterie ad alta densità con tecnologia high-silicon stacked. Secondo i dati dichiarati da Huawei, i modelli GT 7 Pro e GT 7 da 46 mm possono raggiungere fino a 21 giorni di utilizzo con una singola carica nelle condizioni di utilizzo leggero indicate dal produttore. Con un utilizzo regolare tra routine quotidiana e attività sportive, durante la fase di test il GT 7 Pro ha coperto ben due settimane senza dover ricorrere alla ricarica,

Tra le funzioni pensate per l'utilizzo quotidiano, inoltre, Huawei ha introdotto il tanto atteso supporto ai pagamenti contactless tramite NFC con Curve Pay, che permette di effettuare transazioni direttamente dallo smartwatch senza dover utilizzare lo smartphone. La funzione si aggiunge agli strumenti destinati a rendere il dispositivo più indipendente dal telefono nelle attività di tutti i giorni. Sul fronte della compatibilità, l'intera serie dei nuovi smartwatch può essere utilizzata sia con smartphone Android sia con dispositivi iOS, ampliando così la platea di utenti che possono sfruttarne le funzionalità.

Prezzi, disponibilità e Care Pass


La nuova serie arriva sul mercato italiano oggi, con prezzi a partire da 299 euro per Watch GT 7 e da 429 euro per watch GT 7 Pro. Gli smartwatch saranno acquistabili attraverso lo store online proprietario e i principali punti vendita di elettronica di consumo. Per gli acquisti su Huawei Store, inserendo il codice dedicato ACSGT7 si ottengono fino a 70 euro di sconto (fibo al 18 ottobre). Per il Watch GT 7 Giallo Fluoroelastomero 46mm (esclusivo online), è anche disponibile in omaggio un cinturino aggiuntivo e HUAWEI FreeBuds SE 4.

Indipendentemente dal canale utilizzato, Huawei include inoltre il servizio Care Pass, che consente di usufruire entro due anni dall'acquisto, per una sola volta ciascuno, di alcuni interventi di assistenza. Il servizio comprende una riparazione dello schermo in caso di rottura o incrinatura provocata accidentalmente da urti, cadute o pressione durante il normale utilizzo. È prevista inoltre la sostituzione della batteria qualora la sua capacità massima scenda al di sotto dell'85%, valore che verrà verificato da un Centro di assistenza autorizzato Huawei. Care Pass copre, alle condizioni previste dal servizio, anche la riparazione o sostituzione della cover posteriore in caso di danni provocati accidentalmente da urti, cadute o pressione e un intervento sulla corona girevole qualora venga danneggiata nelle medesime circostanze.

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Texas, Talarico cresce nei sondaggi mentre i soldi di Trump tardano ad arrivare


Il democratico domina la campagna pubblicitaria contro Ken Paxton, mentre il contributo di MAGA Inc. resta fermo. Intanto Mark Cuban affianca il candidato democratico su un piano contro i monopoli sanitari.

Prima delle primarie di maggio, i vertici repubblicani del Senato avevano già avvertito Donald Trump: se avesse appoggiato il procuratore generale del Texas Ken Paxton contro il senatore uscente John Cornyn e Paxton avesse vinto, sarebbe spettato alla macchina politica del presidente finanziare la costosa campagna elettorale necessaria a rendere competitivo un candidato così controverso. Paxton ha vinto, ma più di tre mesi dopo MAGA Inc., il super PAC di Trump con oltre 400 milioni di dollari in cassa, non ha ancora aperto i cordoni della borsa. "Continuano a dire che spenderanno, ma non l'hanno fatto", ha detto alla CNN una fonte repubblicana coinvolta nelle discussioni.

Il candidato democratico James Talarico, deputato statale alla sua prima candidatura per una carica elettiva a livello statale, ha così avuto gli spazi pubblicitari quasi tutti per sé. Dall'inizio di giugno i democratici hanno speso circa 31,5 milioni di dollari in pubblicità, contro i 4,7 milioni dei repubblicani, secondo AdImpact. Quasi tutta la spesa democratica proviene dalla campagna di Talarico, che grazie a una robusta raccolta fondi ha trasmesso migliaia di spot per farsi conoscere dagli elettori, insistendo soprattutto sul costo della vita. Sabato ha diffuso anche il primo spot negativo contro Paxton, incentrato sulle accuse di corruzione che hanno segnato la sua carriera politica.

La campagna del repubblicano, con le casse quasi svuotate dal ballottaggio delle primarie, ha speso poco più di 150mila dollari. "Siamo un po' indietro in TV", ha ammesso lo stesso Paxton a Newsmax. Paxton si porta dietro una lunga serie di scandali, tra cui l'impeachment approvato dalla Camera del Texas nel 2023 per accuse di corruzione e abuso d'ufficio, dalle quali il Senato statale lo ha poi assolto.

I sondaggi mostrano una corsa serrata, potenzialmente decisiva per il controllo del Senato: nell'ultima rilevazione del Texas Politics Project, condotta tra il 5 e il 13 agosto, Talarico è al 42% e Paxton al 39%. Uno stratega repubblicano ha spiegato alla CNN che il principale problema di Paxton è la scarsa presa sui "repubblicani non MAGA", che difficilmente voteranno Talarico ma potrebbero decidere di restare a casa. Un altro operatore del partito ha definito la situazione "frustrante da guardare", perché molti sapevano fin dall'inizio che Paxton sarebbe stato un candidato più debole di Cornyn. Lo stesso Cornyn, interpellato sulla possibilità di fare campagna per Paxton, ha risposto con un secco "no".

I primi soldi e gli attacchi contro Talarico


Negli ultimi giorni, però, qualcosa ha iniziato a muoversi. Giovedì Trump ha partecipato a Houston a una raccolta fondi per il Comitato Nazionale Repubblicano, che dopo una sentenza della Corte Suprema del 30 giugno può coordinare in misura più ampia le proprie spese con le campagne elettorali dei candidati. “Aiuterò Ken Paxton e passerò molto tempo in Texas”, ha promesso il presidente ai giornalisti prima della partenza. Venerdì, intanto, un gruppo esterno che sostiene Paxton ha lanciato una campagna pubblicitaria da 800 mila dollari, mentre il presidente del comitato senatoriale repubblicano, Tim Scott, ha assicurato che la corsa al Senato in Texas sarà “molto ben finanziata”.

Cominciano ad arrivare anche gli spot d'attacco. Almeno quattro organizzazioni, tra cui un super PAC vicino al senatore Ted Cruz, stanno prendendo di mira Talarico per il suo voto contrario a una legge del 2025 che vieta la vendita di terreni in Texas a cittadini di Paesi considerati una minaccia per la sicurezza, a partire dalla Cina. "La Cina comunista si sta comprando il Texas perché Talarico ci ha svenduto", recita uno degli spot. Lo staff elettorale democratico ha replicato ricordando un viaggio di Paxton in Cina nel 2019. "C'è una ragione se i repubblicani lo chiamano 'Commie Ken'", ha dichiarato il portavoce di Talarico, JT Ennis.

Talarico, Cuban e il piano contro i monopoli sanitari


Talarico, intanto, cerca di allargare il terreno dello scontro. Sabato, a Fort Worth, durante un'intervista dal vivo condotta dalla giornalista di Fox News Jessica Tarlov, ha presentato insieme al miliardario Mark Cuban, ex proprietario dei Dallas Mavericks e fondatore di Cost Plus Drugs, un piano in tre punti contro i grandi gruppi della sanità: smembrare le società accusate di far salire i prezzi, consentire ai pazienti di cercare i farmaci meno costosi e dedurne il costo, e lasciare ai medici, anziché alle compagnie assicurative, la scelta delle cure.

L'esempio indicato da Talarico è CVS, che secondo il candidato democratico "controlla l'ospedale dove paghi per le cure, la farmacia dove paghi i farmaci e l'assicurazione che decide quanto paghi". Talarico ha spiegato di essere guidato anche dalla propria fede cristiana, osservando che nel Nuovo Testamento Gesù trascorre gran parte del suo tempo non soltanto a predicare, ma anche a guarire. L'alleanza con Cuban è significativa anche perché appena una settimana prima l'imprenditore aveva elogiato l'iniziativa di Trump per abbassare i prezzi dei farmaci.

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Aborto, i democratici attaccano Susan Collins sul voto per Kavanaugh


Reproductive Freedom for All investe 250.000 dollari in Maine per ricordare la conferma del giudice che contribuì a cancellare la sentenza Roe vs Wade. La senatrice repubblicana cerca la rielezione in una delle sfide più difficili per il Senato.

L'organizzazione pro aborto Reproductive Freedom for All ha lanciato una campagna da 250.000 dollari contro la riconferma della senatrice repubblicana Susan Collins, incentrata sul voto con cui nel 2018 contribuì alla conferma di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Il giudice avrebbe poi fatto parte della maggioranza che nel 2022, con la sentenza Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, ha cancellato il diritto federale all'aborto precedentemente sancito da Roe v. Wade.

L'organizzazione promuove l'iniziativa insieme al Senate Majority PAC, il comitato elettorale vicino ai vertici democratici del Senato. A partire da martedì, oltre 100.000 famiglie del Maine riceveranno per posta materiale rivolto soprattutto alle elettrici favorevoli al diritto all'aborto, nel quale Collins viene accusata di avere tradito la promessa di difendere la libertà riproduttiva votando per la conferma di Kavanaugh. Le lettere ricordano inoltre i voti con cui la senatrice ha contribuito a confermare più di cento giudici nominati dal presidente. La campagna fa parte di un programma nazionale da 23,5 milioni di dollari intitolato "My Body. My Ballot".

Per Collins sarà la prima prova davanti agli elettori del Maine dalla fine di Roe v. Wade, in una delle competizioni per il Senato più contese del Paese. Presidente della Commissione Stanziamenti del Senato, la senatrice si è sempre definita favorevole al diritto all'aborto, anche se a giugno ha ribadito ai giornalisti di non essersi pentita del voto per Kavanaugh. All'epoca aveva spiegato di ritenere che il giudice considerasse Roe come un precedente consolidato. La stessa accusa le era stata rivolta nella campagna del 2020, quando riuscì comunque a ottenere la rielezione. Collins è considerata tra i senatori repubblicani più vulnerabili di questa tornata elettorale, in uno Stato che nel 2024 ha votato per Kamala Harris.

La sua portavoce, Blake Kernen, ha replicato sostenendo che i gruppi che finanziano la campagna non sanno come affrontare la corsa in Maine: prima, ha affermato, sono stati costretti a giustificare il proprio sostegno a Graham Platner e ora si ritrovano con Troy Jackson. Kernen ha inoltre ribadito che Collins è sempre stata favorevole al diritto all'aborto e si è battuta per le donne dello Stato.

Il fronte democratico all'attacco


L'iniziativa arriva mentre i democratici cercano di ricompattarsi dopo mesi difficili. La governatrice Janet Mills si è ritirata prima delle primarie, e poco dopo, la campagna del vincitore delle primarie, il progressista Graham Platner, è collassata per un'accusa di stupro, che lui respinge. Troy Jackson, ex presidente del Senato statale, è così diventato il candidato del partito il 25 luglio, durante una Convention straordinaria.

I repubblicani cercano ora di mantenere al centro della campagna il precedente di Platner. Il super PAC Pine Tree Results ha assunto la guida degli attacchi, cercando di collegare Jackson al precedente candidato e ricordando le segnalazioni di contrasti avuti da Jackson con alcune colleghe durante gli anni trascorsi nel parlamento statale. Il peso dell'elettorato femminile potrebbe essere decisivo a novembre. Nel 2020 le donne rappresentarono quasi il 60% degli elettori del Maine e scelsero Joe Biden con un vantaggio di 23 punti, mentre Collins riuscì comunque a prevalere di misura, nello stesso gruppo, sulla democratica Sara Gideon, secondo gli exit poll della CNN.

Mini Timmaraju, presidente e amministratrice delegata di Reproductive Freedom for All, ha riconosciuto ad Axios che il caso Platner è stato una distrazione e ha ritardato la convergenza su un unico candidato. L'organizzazione aveva sostenuto Mills alle primarie e non aveva mai appoggiato Platner dopo la sua vittoria. La settimana scorsa Timmaraju si è recata nel Maine per annunciare l'endorsement a Jackson e ha raccontato che, durante la visita, nessuno le aveva nominato Platner neppure una volta. A suo giudizio, le attiviste hanno attraversato mesi difficili e ora si sono raccolte attorno a Jackson perché lo considerano un interlocutore affidabile.

Il passato di Jackson


Resta però il problema delle posizioni assunte da Jackson all'inizio della sua carriera politica. Il candidato era inizialmente contrario al diritto all'aborto e sosteneva alcune restrizioni, prima di cambiare posizione. Ha dichiarato di essersi sbagliato e da circa dieci anni difende quel diritto, fino ad aver contribuito a firmare nel 2023 una proposta di legge che ha ampliato l'accesso all'aborto nel Maine.

Per Timmaraju, quel percorso rappresenta un punto di forza: Jackson, sostiene, ha riconosciuto il proprio errore e ha cambiato posizione, mentre Collins avrebbe compiuto il percorso opposto. L'organizzazione ricorda inoltre di avere già sostenuto candidati che nel tempo hanno modificato le proprie posizioni sull'aborto, a partire da Joe Biden.

Timmaraju riconosce però che la lunga identificazione di Collins con le posizioni favorevoli al diritto all'aborto rende più complesso questo tipo di attacco. Sostiene comunque che la questione continui a essere quella più efficace tra gli elettori del Maine, compresi indipendenti e repubblicani. Per l'organizzazione, ha spiegato, conta soprattutto come Collins ha votato nei fatti, non il modo in cui definisce o ha definito in passato la propria posizione.

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Vance rassicura gli ebrei repubblicani su Israele


Il vicepresidente ha parlato a porte chiuse alla Republican Jewish Coalition: ha difeso l'alleanza con Israele e condannato l'antisemitismo, ma non ha preso le distanze dall'amico Tucker Carlson

Il vicepresidente JD Vance ha parlato lunedì 31 agosto a porte chiuse alla Republican Jewish Coalition, l'organizzazione che riunisce donatori e attivisti ebrei del Partito Repubblicano, nel tentativo di rassicurare una delle fette del partito più scettiche sulla sua probabile candidatura alla presidenza nel 2028. Ha difeso l'alleanza con Israele, ha condannato l'antisemitismo e ha preso le distanze dal nazionalista bianco Nick Fuentes. Non ha però detto una parola contro Tucker Carlson, l'ex conduttore di Fox News che è suo amico di lunga data e che negli ultimi anni ha ospitato negazionisti dell'Olocausto e attaccato ripetutamente Israele. Ed è proprio quel silenzio che molti nella sala aspettavano di sentire rompere.

L'incontro si è tenuto al Venetian di Las Vegas, il casinò che fino a poco tempo fa apparteneva a Miriam Adelson, la vedova del magnate Sheldon Adelson e tra i principali finanziatori della campagna del presidente nel 2024 con oltre 100 milioni di dollari. I giornalisti sono stati tenuti un piano sotto la sala. Il New York Times e altre testate hanno però ottenuto audio e video dei circa 40 minuti di conversazione tra Vance e Norm Coleman, ex senatore del Minnesota e presidente dell'organizzazione. Vance non ha risposto a domande dal pubblico, circa mille persone secondo chi era presente.

Prima di accettare l'invito, alcuni intermediari vicini a Vance avevano sondato diversi grandi donatori ebrei per capire che accoglienza avrebbe ricevuto. I dubbi su di lui sono cresciuti negli ultimi mesi, da quando è diventato il volto pubblico dell'accordo di pace con l'Iran firmato a giugno e poi saltato. All'epoca, rispondendo alle critiche arrivate dal governo israeliano, aveva avvertito di non attaccare "l'unico alleato potente che mi è rimasto in tutto il mondo". Pochi giorni dopo, in un'intervista con Joe Rogan, aveva accusato alcuni membri del governo israeliano di manipolare l'opinione pubblica americana per far saltare l'intesa. Sempre a Rogan si era descritto come "il moderato ragionevole" tra il campo pro-Israele e quello anti-Israele, una definizione che per il pubblico della coalizione suona come una presa di distanza.

Davanti alla platea di Las Vegas Vance ha definito il rapporto con Israele "una delle nostre alleanze più importanti nel mondo e certamente la più importante a livello regionale". Ha però anche nominato "gli elefanti nella stanza", cioè il crescente sospetto verso Israele tra gli americani sotto i 40 anni, compresi i giovani conservatori. La sua ricetta è cambiare il modo in cui i repubblicani difendono l'alleanza: non più con gli argomenti "che avevano senso dal punto di vista retorico 30 o 40 anni fa", ma spiegando "l'allineamento concreto di interessi" tra i due paesi. Come esempio ha citato la collaborazione su una tecnologia "estremamente segreta" per lo scudo antimissile nordamericano e la necessità di cambiare l'equazione economica della difesa, perché non ha senso lanciare un intercettore da 5 milioni di dollari contro un razzo da 10.000. Ha anche ammesso che "a volte abbiamo opinioni diverse su certe cose".

Sull'antisemitismo Vance ha spostato la responsabilità sulla sinistra e sull'immigrazione. Ha detto che il fenomeno ha "una connessione molto profonda" con "le politiche woke" e con "un'ossessione per l'identità di gruppo". L'antisemitismo peggiore, ha aggiunto, cresce "quando si permette l'importazione di grandi gruppi di persone che portano le loro rivalità etniche negli Stati Uniti". Ha riconosciuto che esiste anche tra alcuni podcaster, citando "il personaggio Fuentes, che odia davvero gli ebrei e tra l'altro odia davvero anche me e la mia famiglia, quindi siete in buona compagnia", ma ha aggiunto che non è comune tra la maggioranza dei cittadini.

Il passaggio più atteso è arrivato quando Coleman gli ha chiesto come sceglie i podcast a cui partecipare, facendo i nomi di Carlson, Megyn Kelly, Joe Rogan e Nick Fuentes, che a suo dire "hanno dato spazio ad antisemiti". Vance ha riconosciuto che "molte persone in questa sala potrebbero non essere d'accordo con cose che Tucker Carlson, Megyn Kelly o Joe Rogan hanno detto", poi ha spostato il discorso su Rogan e Fuentes, definendoli "due categorie di persone molto, molto diverse". Su Rogan ha detto che scrivere via qualcuno perché ha detto una cosa sgradita è un errore e che "l'approccio migliore è andare lì, parlargli e fare l'argomentazione meglio che si può". Su Fuentes è stato netto: "Ovviamente non vado a parlare con un tipo che ha attaccato mia moglie o che ha detto che Hitler era un brav'uomo". Di Carlson non ha più parlato.

Il legame tra i due è profondo. Carlson ha ospitato regolarmente Vance nel suo programma su Fox News, lo ha sostenuto nella campagna per il Senato in Ohio nel 2022 e nel 2024 ha spinto perché il presidente lo scegliesse come vice. L'ufficio di Vance ha impiegato per un periodo il figlio di Carlson. Negli ultimi mesi Carlson ha rotto con il presidente per la guerra in Iran, ha chiesto la sua rimozione dall'incarico e ha detto che non sosterrà più il Partito Repubblicano. Vance non lo ha mai sconfessato. A dicembre lo aveva definito "un amico" con cui ha "disaccordi" e aveva giudicato "francamente assurda" l'idea che uno con milioni di ascoltatori non abbia posto nel movimento conservatore.

Le reazioni nella sala sono state divise. Ari Fleischer, ex portavoce della Casa Bianca e membro del consiglio della coalizione, ha detto ai giornalisti che Vance "si è davvero aiutato stasera" rispondendo alle domande su "dove sta il suo cuore". Il portavoce dell'organizzazione ha ricordato che Vance ha ricevuto diverse standing ovation. Eric Levine, un altro membro del consiglio e grande donatore, ha invece detto che avrebbe voluto che il vicepresidente "si fosse separato in modo inequivocabile e avesse condannato Tucker per nome", parlando di un'occasione mancata. Il conduttore radiofonico Sid Rosenberg, che la mattina aveva chiesto alla platea di dare una possibilità a Vance, ha scritto su X che il vicepresidente "ha avuto la possibilità di martellare" Carlson e Kelly e ha invece passato il tempo a difendere Rogan, concludendo che è comunque meglio di qualsiasi candidato democratico ma che non ha impressionato "gli ebrei FORTI nella sala". Fuentes, contattato dal New York Times, ha detto che Vance "corteggia l'estrema destra ma non vuole il fardello di esserle associato" e che dovrebbe cominciare "sconfessando il suo migliore amico Tucker Carlson". Carlson ha risposto a Politico con un messaggio in cui accusa l'organizzazione di promuovere e difendere un genocidio.

Il pubblico della coalizione preferisce apertamente altri candidati. Ogni volta che un oratore ha nominato il segretario di Stato Marco Rubio la sala è scoppiata in un applauso e lo stesso è successo per il senatore del Texas Ted Cruz, che non era presente ma che da mesi attacca Carlson chiamandolo "il demagogo più pericoloso" del paese. Un gruppo vicino a Cruz, Front Line Action, è nato ad agosto per combattere l'antisemitismo a destra e ha contribuito a far perdere due candidati alle primarie in Florida. Secondo Levine, in una sfida tra Cruz e Vance quella platea starebbe al 90 per cento con Cruz. Rubio ha però già detto che non si candiderà se lo farà Vance. L'organizzazione aveva invitato anche Rubio e Cruz, che non hanno potuto partecipare. Era la prima volta dal 2019 che un presidente o un vicepresidente in carica interveniva alla conferenza e la prima volta che Vance vi parlava: nel 2022 aveva partecipato da candidato al Senato senza prendere la parola.

Poche ore prima di volare a Las Vegas, Vance era stato in Michigan a fare campagna per Mike Rogers, il candidato repubblicano al Senato che per la coalizione rappresenta la sfida più importante delle midterm. Il suo avversario democratico Abdul El-Sayed, che è musulmano e ha accusato Israele di genocidio a Gaza, è finito nel mirino per la sua prima reazione all'attacco di marzo contro una sinagoga di Detroit, quando disse che "le persone ferite feriscono le persone". Nel mirino è finito anche il suo legame con lo streamer Hasan Piker. Vance lo ha definito "molto, molto malvagio" e davanti alla coalizione ha detto che è uno che giudica le persone buone o cattive in base all'etnia. El-Sayed nei giorni scorsi si è scusato con i democratici ebrei dello Stato per quella frase. Vance ha anche difeso la politica estera del presidente, elogiando l'operazione che ha rovesciato Nicolás Maduro in Venezuela e ha detto che l'amministrazione si aspettava un aumento dei prezzi dell'energia per la guerra in Iran maggiore di quello che c'è stato.

Ron Dermer, ex ambasciatore israeliano a Washington e consigliere di lungo corso di Benjamin Netanyahu, ha elogiato Vance dal palco della conferenza per il ruolo avuto nella guerra dei dodici giorni contro l'Iran del giugno 2025. Ha però anche raccontato un pranzo a Gerusalemme nel 2022 in cui Vance gli aveva fatto "molte domande sul perché questo serva gli interessi americani", una curiosità che a suo dire non lo aveva preoccupato. Gabe Groisman, stratega repubblicano della Florida ed ex membro del consiglio, ha riassunto così lo stato d'animo di molti: c'è la speranza che le posizioni di Vance, anche se più sfumate di quelle del presidente, siano alla fine quelle con cui la comunità ebraica americana si sente a suo agio, ma "non è automatico per lui né per nessun altro". Fleischer ha usato un paragone elettorale: presentarsi davanti alla coalizione è come andare in campagna in New Hampshire, "dopo la terza o la quarta volta ti facciamo sapere come stai andando".


Hasan Piker divide i democratici dopo le frasi sugli ebrei americani


Numerosi parlamentari democratici hanno condannato Hasan Piker, lo streamer di Twitch diventato una presenza ricorrente nelle campagne della sinistra del partito, dopo che ha affermato che gli ebrei americani potrebbero subire violenze se continueranno a essere percepiti come sostenitori incondizionati di Israele. Secondo la lista compilata da Newsweek, tra gli esponenti che hanno preso posizione figurano il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries, i senatori Cory Booker, Elissa Slotkin, Jacky Rosen e Jon Ossoff e i deputati Josh Gottheimer, Ritchie Torres, Jared Moskowitz, Brad Schneider, Greg Stanton, Hillary Scholten, Haley Stevens e Jake Auchincloss.

Il caso nasce dalla diretta del 20 agosto in cui Piker ha mostrato la fotografia di Jeremy Moss, senatore statale del Michigan, ebreo e candidato democratico nell'11° distretto congressuale dello Stato, mentre online circolava un audio falso nel quale Moss avrebbe affermato di essersi candidato soltanto per preservare il sostegno americano a Israele. Da lì lo streamer ha allargato il discorso:

"Se gli ebrei in America continuano a diffondere l'idea di avere un interesse particolare per Israele, alla fine qualcuno arriverà e agirà, non contro lo Stato di Israele, badate bene, ma contro gli ebrei americani".


Slotkin ha subito ricordato l'attacco antisemita avvenuto vicino a una sinagoga del Michigan all'inizio dell'anno. "Non dovrebbe essere difficile: nessuna comunità deve subire la minaccia della violenza per le proprie opinioni politiche", ha scritto. "Dare la colpa alle vittime della violenza per averla provocata non fa che metterle ulteriormente in pericolo". Rosen ha invece parlato di "un nuovo minimo" per uno streamer che "da tempo diffonde stereotipi antisemiti".

Jeffries, che inizialmente aveva definito l'affermazione "pericolosa e antisemita" senza fare nomi, il giorno successivo ha confermato alla CNN di riferirsi a Piker, aggiungendo che quelle parole sono "pericolose, malevole e antisemite e non dovrebbero essere tollerate da nessuno nello spazio pubblico". Ossoff, l'ultimo a intervenire e, come Booker, considerato tra i possibili candidati democratici alla presidenza nel 2028, ha fatto sapere di "respingere senza riserve la retorica sconsiderata e pericolosa secondo cui l'attività politica giustificherebbe la violenza contro la comunità ebraica o qualsiasi altra comunità".

Piker attacca l'AIPAC e non arretra


Piker però non ha fatto passi indietro. Su X ha attribuito le condanne a una telefonata dell'AIPAC, la lobby filo-israeliana che ha definito "una lobby di un governo straniero finanziata da miliardari MAGA". "Sono unanimi nel loro odio verso di me e accolgo volentieri il loro odio. Se difendete il genocidio di Israele, la sua occupazione, la sua strage di bambini, i vostri attacchi non significano nulla per me", ha scritto. Ha poi chiesto ai suoi follower di calcolare quanto denaro ciascuno dei democratici che lo aveva condannato avesse ricevuto dall'AIPAC e ha accusato la lobby filo israeliana di sfruttare la polemica per distogliere l'attenzione dall'amministrazione Trump in vista delle elezioni di metà mandato.

Piker ha inoltre respinto come "puro razzismo" e "volgare tribalismo etnoreligioso" l'argomento secondo cui il suo background lo renderebbe inadatto a parlare della sicurezza degli ebrei e ha attaccato Ted Deutch, amministratore delegato dell'American Jewish Committee, che aveva scritto che "gli ebrei vengono ora incolpati per l'aumento dell'odio violento contro di loro". Ha criticato anche la nomina di Moskowitz a capogruppo della minoranza nella Sottocommissione Esteri sul Medio Oriente, definendo il gruppo "una formazione folle di democratici sostenuti dall'AIPAC" e sostenendo che la scelta vada nella direzione opposta alle richieste della base sulla politica estera del partito.

Il volto della sinistra DSA, ma con una presa limitata


Lo scontro arriva dopo settimane in cui Piker aveva chiesto ai vertici democratici di difenderlo pubblicamente dagli attacchi arrivati dai repubblicani. "A un certo punto dovrete letteralmente difendermi", aveva detto, sostenendo che il partito dovesse riconoscere che lui non è "una forza radicale, pericolosa e tossica".

Piker è diventato un volto ricorrente nelle campagne dei candidati vicini ai Democratic Socialists of America. È salito sul palco con Abdul El-Sayed in Michigan, tanto che i repubblicani lo hanno definito il suo "compagno di corsa", anche se dopo le ultime dichiarazioni lo stesso El-Sayed ha preso le distanze. Ha partecipato inoltre a eventi con Francesca Hong in Wisconsin, così come alla festa elettorale del sindaco eletto di New York Zohran Mamdani e ha ospitato più volte il deputato Ro Khanna. La sua presa sull'elettorato democratico resta però limitata: un sondaggio nazionale tra elettori democratici e simpatizzanti ha rilevato che sei su dieci non avevano mai sentito parlare di lui.

In passato Piker aveva fatto altre affermazioni controverse, come quando ha detto che gli Stati Uniti "si meritavano" l'11 settembre, ha descritto Hamas come "mille volte migliore dello Stato fascista, coloniale e di apartheid" di Israele e ha fatto commenti che, secondo i suoi critici, minimizzavano le violenze sessuali del 7 ottobre 2023. Ad aprile Gottheimer e il repubblicano Mike Lawler hanno presentato una risoluzione bipartisan contro la retorica antisemita di Piker e della commentatrice conservatrice Candace Owens. Twitch lo aveva inoltre sospeso nel maggio 2025 per "gestione impropria di propaganda terroristica", dopo che aveva letto in diretta il manifesto dell'uomo accusato di aver ucciso due dipendenti dell'ambasciata israeliana a Washington.


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LEGO Harry Potter Collection arriva su Nintendo Switch 2 a ottobre


LEGO Harry Potter Collection arriverà su Nintendo Switch 2 il 16 ottobre 2026. Warner Bros. Games, TT Games e il Gruppo LEGO hanno annunciato l’apertura dei preordini della raccolta, presentata in occasione del Back to Hogwarts 2026.

La nuova edizione riunisce in un unico titolo LEGO Harry Potter: Anni 1-4 e LEGO Harry Potter: Anni 5-7, affiancandoli a tutti i contenuti scaricabili pubblicati in precedenza. La collezione permette così di ripercorrere l’intera storia cinematografica di Harry Potter attraverso gli otto film della saga, reinterpretati con lo stile e l’umorismo tipici dei videogiochi LEGO.

Sviluppata da TT Games e pubblicata da Warner Bros. Games, la versione di LEGO Harry Potter Collection per Nintendo Switch 2 è stata adattata per la nuova console da Double Eleven e Cast Iron Games.

LEGO Harry Potter Collection su Switch 2: uscita il 16 ottobre


La data di uscita di LEGO Harry Potter Collection per Nintendo Switch 2 è fissata per il 16 ottobre 2026. Il gioco sarà proposto sia in formato digitale sia in versione fisica.

Per quanto riguarda quest’ultima, Warner Bros. Games specifica che entrambi i giochi saranno inclusi in una sola scheda con chiave di gioco.

La raccolta porterà i giocatori attraverso gli eventi dell’intera saga cinematografica, permettendo di esplorare il mondo di Harry Potter, risolvere misteri, imparare incantesimi, preparare pozioni e affrontare Lord Voldemort fino allo scontro conclusivo.

LEGO Harry Potter: Anni 1-4 racconta i primi anni a Hogwarts


La prima parte della raccolta è rappresentata da LEGO Harry Potter: Anni 1-4, titolo dedicato ai primi quattro film della saga.

Il gioco ripercorre gli avvenimenti di Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e Harry Potter e il calice di fuoco.

Questa sezione permette di seguire i primi anni di Harry alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, trasformando personaggi, ambientazioni e momenti della saga nell’universo costruito con i mattoncini LEGO.

LEGO Harry Potter: Anni 5-7 completa la storia


La seconda parte della compilation è invece LEGO Harry Potter: Anni 5-7, che prosegue la storia attraverso gli ultimi quattro film.

Il gioco comprende gli eventi di Harry Potter e l’Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Parte 2.

La storia accompagna quindi i giocatori negli ultimi anni di Harry a Hogwarts e negli eventi che conducono allo scontro definitivo con Voldemort, completando il percorso narrativo iniziato nel primo titolo.

Inclusi anche i DLC con personaggi e nuovi incantesimi


LEGO Harry Potter Collection comprende inoltre tutti i pacchetti DLC già pubblicati per i giochi originali.

Tra questi è presente il Pacchetto Personaggi, che aggiunge Godric Grifondoro, Harry nella versione Ballo del Ceppo, Tosca Tassorosso, Allock con camicia di forza, Luna con Testa di Leone, Pix, Hermione con vestito rosa, Ron Weasley nella variante Demone, Cosetta Corvonero e Salazar Serpeverde.

La raccolta comprende anche il Pacchetto Incantesimi, che introduce Cantis, Densaugeo, Ducklifors, Melofors e Tentaclifors.

La versione destinata a Nintendo Switch 2 raccoglie quindi in un’unica edizione i due capitoli dedicati alla saga di Harry Potter e i contenuti aggiuntivi distribuiti nel corso del tempo.

Con l’apertura dei preordini, LEGO Harry Potter Collection per Nintendo Switch 2 si prepara al debutto previsto per il 16 ottobre 2026, sia in formato fisico sia digitale.

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iRobot Roomba Max 875 Combo: 35.000 Pa e lavaggio a caldo


iRobot amplia la propria gamma dedicata alla pulizia automatizzata con il nuovo Roomba Max 875 Combo + base AutoWash, il modello più evoluto realizzato finora dall’azienda. Il robot aspirapolvere e lavapavimenti introduce diverse tecnologie dedicate alla pulizia di pavimenti, tappeti e moquette, tra cui il sistema di aspirazione SealForce, la nebulizzazione calda ThermaMist e il nuovo rullo lavapavimenti PowerSpin Max.

Il nuovo top di gamma sarà disponibile nelle colorazioni bianca e nera a partire da dicembre, con un prezzo suggerito al pubblico di 1.190 euro. Il sistema punta ad automatizzare non soltanto aspirazione e lavaggio, ma anche diverse operazioni di manutenzione grazie alla base AutoWash, che si occupa della pulizia e dell’asciugatura del rullo, del dosaggio del detergente e dello svuotamento del contenitore.

SealForce concentra i 35.000 Pa sui tappeti


Una delle principali novità di iRobot Roomba Max 875 Combo riguarda il sistema proprietario SealForce, sviluppato per modificare il modo in cui la potenza aspirante viene applicata durante la pulizia dei tappeti.

Il sistema non utilizza soltanto l’aspirazione: quando necessario, il telaio abbassa una guarnizione che aderisce alle fibre del tappeto, in modo da concentrare il flusso d’aria nell’area interessata e limitarne la dispersione lungo i bordi.

SealForce lavora insieme a un flusso d’aria effetto tornado da 20 L/s e a una potenza di aspirazione di 35.000 Pa. Secondo i dati comunicati da iRobot, questa combinazione permette di ottenere una pulizia dei tappeti tre volte più profonda rispetto all’aspirazione effettuata senza SealForce.

ThermaMist utilizza una nebulizzazione calda contro lo sporco


Il sistema di lavaggio introduce la tecnologia a ultrasuoni ThermaMist. Durante il ciclo, Roomba Max 875 Combo eroga continuamente una nebulizzazione calda progettata per ammorbidire e sciogliere lo sporco secco e incrostato prima dell’azione del rullo.

Secondo i dati dichiarati dall’azienda, ThermaMist permette di rimuovere le macchie con un’efficacia due volte superiore rispetto al lavaggio effettuato senza questa tecnologia.

Alla nebulizzazione si affianca il nuovo rullo lavapavimenti PowerSpin Max, indicato da iRobot come il più grande del settore. Rispetto al rullo PowerSpin standard presenta dimensioni superiori del 44%, mentre rispetto a quello utilizzato sul Roomba Max 775 ruota 2,5 volte più velocemente.

PowerSpin Max raggiunge infatti 300 giri al minuto ed esercita sul pavimento una pressione verso il basso di 18 newton. La combinazione consente, secondo i dati forniti dal produttore, un’azione di lavaggio 3,75 volte più profonda rispetto al Roomba Max 775 e una copertura 1,2 volte maggiore a ogni passaggio rispetto al rullo PowerSpin standard.

Il rullo viene inoltre pulito continuamente durante il funzionamento, automatizzando ulteriormente il processo di lavaggio.

DriLift protegge tappeti e moquette durante il lavaggio


La presenza contemporanea di pavimenti duri e superfici tessili viene gestita attraverso la tecnologia brevettata DriLift, che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere automaticamente tappeti e moquette.

Quando il robot identifica una superficie tessile, il sistema solleva il rullo lavapavimenti e contemporaneamente abbassa una barriera protettiva. In questo modo tappeti e moquette vengono mantenuti asciutti durante l’intero ciclo di pulizia.

Per raggiungere le aree vicine a pareti e battiscopa è invece presente PerfectEdge, che permette di estendere il rullo fino a 45 mm. Negli angoli entra in funzione la spazzola laterale Edge-Sweeping, capace di espandersi verso l’esterno.

Roomba Max 875 Combo dispone inoltre di un doppio sistema anti-groviglio formato dalla spazzola laterale a spirale Edge-Sweeping e da una spazzola principale progettata per spezzare peli e capelli, una configurazione pensata anche per gli ambienti in cui sono presenti animali domestici o persone con capelli lunghi.

La base AutoWash lava il rullo con acqua a 80 °C


Una parte importante dell’automazione è affidata alla base AutoWash inclusa con Roomba Max 875 Combo. Una volta terminato il ciclo, la stazione può occuparsi autonomamente di diverse operazioni di manutenzione.

Il rullo viene lavato utilizzando acqua calda a 80 °C e successivamente asciugato con un flusso di aria calda a 55 °C. La base dosa inoltre automaticamente il detergente concentrato StayClean.

AutoWash gestisce anche lo svuotamento del contenitore del robot, trasferendo lo sporco in un sacchetto AllergenLock ai carboni attivi. Secondo iRobot, il sistema permette di raggiungere fino a 90 giorni di pulizia senza interventi manuali.

ClearView Pro e PrecisionVision per navigazione e ostacoli


La navigazione del nuovo robot aspirapolvere e lavapavimenti iRobot utilizza il sistema LiDAR a doppia linea ClearView Pro, che permette al dispositivo di orientarsi e spostarsi tra le diverse stanze dell’abitazione.

A questo si aggiunge PrecisionVision, tecnologia basata sull’intelligenza artificiale in grado di riconoscere ed evitare oltre 300 oggetti comuni presenti all’interno della casa.

Il corpo del robot presenta un design ultrasottile con un’altezza di 9,98 cm, pensato per consentire la pulizia sotto i mobili più bassi. Roomba Max 875 Combo è inoltre in grado di superare soglie con un’altezza fino a 3,5 cm.

Gestione tramite app Roomba Home e comandi vocali


Il controllo del dispositivo passa anche dall’app Roomba Home, attraverso la quale è possibile personalizzare i programmi di pulizia e scegliere le stanze da trattare.

L’app permette inoltre di assegnare una priorità alle zone maggiormente frequentate dagli animali domestici e di gestire le diverse attività del robot in funzione delle esigenze dell’abitazione.

Sono supportati anche i comandi vocali attraverso dispositivi compatibili con Alexa, Siri e Assistente Google.

iRobot Roomba Max 875 Combo: prezzo e disponibilità


Il nuovo iRobot Roomba Max 875 Combo + base AutoWash sarà commercializzato nelle colorazioni bianca e nera.

La disponibilità è prevista a partire da dicembre attraverso il sito iRobot e presso rivenditori selezionati. Il prezzo suggerito al pubblico è di 1.190 euro.

Roomba Max 875 Combo riunisce nel nuovo modello di punta aspirazione da 35.000 Pa, SealForce per la pulizia dei tappeti, lavaggio con nebulizzazione calda ThermaMist, rullo PowerSpin Max da 300 giri/min, protezione DriLift per le superfici tessili e una base AutoWash progettata per automatizzare le principali operazioni di manutenzione.

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Talarico, riemergono le frasi contro il capitalismo: la destra texana passa all’attacco


Il candidato democratico al Senato definì nel 2020 il capitalismo un "sistema oppressivo". Oggi rivendica il sostegno all’industria energetica e prova a respingere l’etichetta di socialista democratico. La sua campagna: Talarico è un "orgoglioso capitalista" e sostiene il settore energetico.

Sei anni prima di diventare il candidato democratico al Senato per il Texas, James Talarico definì il capitalismo un "sistema oppressivo", accostandolo al suprematismo bianco e al cambiamento climatico e sostenendo che solo spezzando il modo in cui i tre "lavorano insieme" sarebbe stato possibile "cominciare a smantellarli". Le dichiarazioni, finora inedite, sono state riportate per prime dalla CNNe risalgono a un forum virtuale sul clima organizzato nel settembre 2020 dalla sezione di Austin del Sierra Club, una delle principali associazioni ambientaliste degli Stati Uniti.

Nello stesso incontro Talarico paragonò il primato del Texas nella produzione di petrolio e gas "all'essere leader nelle musicassette negli anni Ottanta", aggiungendo che "quell'industria non durerà". All'epoca aveva 31 anni ed era un deputato statale in corsa per un secondo mandato. Alla domanda su cosa potessero fare i legislatori per contrastare gli effetti sproporzionati del cambiamento climatico sulle minoranze, Talarico rispose ringraziando i giovani attivisti per aver "tracciato il legame tra cambiamento climatico, suprematismo bianco e capitalismo nel nostro Paese".

72 milioni di dollari e un testa a testa


Oggi Talarico ha raccolto 72 milioni di dollari contro i 16,8 milioni dell'avversario repubblicano Ken Paxton, procuratore generale del Texas coinvolto negli anni in diverse controversie e vicende giudiziarie, ed è considerato uno dei più efficaci raccoglitori di fondi democratici di questo ciclo elettorale. I sondaggi oscillano però tra la parità e un lieve vantaggio del democratico: Emerson, a metà agosto, dava Paxton avanti di un punto, 47% a 46%, mentre l'Università del Texas, a fine mese, ha rilevato Talarico al 42% contro il 39%, con il 14% di indecisi. Il mercato delle previsioni Kalshi assegna a entrambi circa il 50% di probabilità di vittoria, mentre i repubblicani cercano di dipingere Talarico come troppo progressista per vincere in Texas. La sua campagna punta invece sul costo della vita, sulla fede e sulla lotta al potere economico dei più ricchi.

Sul suo sito elettorale Talarico scrive oggi che il Texas è "il leader energetico del mondo" e promette, se eletto al Senato, di lavorare "senza sosta" perché lo Stato "non solo mantenga, ma estenda quella leadership innovativa per le generazioni a venire". Il portavoce JT Ennis ha detto alla CNN che Talarico ha già riconosciuto come alcune sue dichiarazioni del passato "abbiano mancato il bersaglio". "James è un orgoglioso capitalista e concorda con la maggioranza dei texani sul fatto che razzismo, disastri naturali e un'economia controllata dai miliardari siano tutti problemi da affrontare", ha affermato Ennis, aggiungendo che il candidato "sostiene l'industria del petrolio e del gas" e ha votato molte volte a suo favore.

La campagna di Paxton ha replicato attraverso la portavoce Madison Cercy, secondo cui la rivelazione della CNN "ha solo confermato quello che già sapevamo: James Talarico è un socialista democratico che vuole distruggere le opportunità economiche, vietare petrolio e gas e alzare le tasse per pagare la sua agenda radicale".

Midterm 2026 · Senato

In Texas la corsa al Senato è diventata una gara vera


Da metà luglio sette istituti hanno misurato la sfida per il seggio al Senato tra il repubblicano Ken Paxton e il democratico James Talarico. Sei di questi danno avanti Talarico, con margini stretti ma costanti: in Texas, dove un democratico non vince una corsa statale dal 1994, basta a riaprire la partita.

Grafica di FocusAmerica

La media dei sondaggi

Sondaggio per sondaggio

Sei rilevazioni su sette danno avanti Talarico, ma in quattro il vantaggio non supera il margine di errore

Il punto indica il margine tra i due candidati, la barra chiara il margine di errore dichiarato dall’istituto. Quando la barra attraversa la linea dello zero, il sondaggio non individua un vincitore.

Il metro di paragone

Nelle ultime due elezioni per il Senato i repubblicani avevano vinto con margini vicini ai dieci punti

"Tofu Talarico" e "Six-Gender Jimmy"


Quando è riemersa in precedenza una clip del 2022 in cui suggeriva agli americani di mangiare meno carne per contrastare il cambiamento climatico, Paxton lo ha soprannominato "Tofu Talarico" e lo ha definito, falsamente, vegano. Talarico ha risposto che, da "texano di ottava generazione", mangia barbecue "da prima della prima incriminazione di Ken Paxton", con un riferimento all'accusa di frode finanziaria del 2015.

Nel 2021, durante un intervento in aula, Talarico aveva sostenuto che la scienza moderna riconoscesse sei sessi biologici, guadagnandosi il soprannome di "Six-Gender Jimmy". In seguito ha definito quelle parole "imbarazzanti" e ha affermato di sapere che i sessi sono due, uomini e donne, oltre a "una piccolissima percentuale di persone con anomalie cromosomiche" che, ha aggiunto, meritano rispetto.

Dopo il collasso della rete elettrica texana del 2021, che provocò centinaia di morti, Talarico presentò una proposta di legge per ridurre entro il 2050 le emissioni dello Stato di almeno il 90% rispetto ai livelli del 1990, con un obiettivo intermedio del 50% entro il 2030. La proposta non superò l'esame della Commissione, ma i repubblicani continuano a paragonarla al Green New Deal, un accostamento respinto dalla campagna del candidato democratico.

Già nel 2009, quando era studente all'Università del Texas ad Austin, Talarico aveva guidato una campagna studentesca per spingere la città a disinvestire da una centrale a carbone, celebrando il risultato come "un grande successo per gli ambientalisti del campus". L'industria del petrolio e del gas che Talarico nel 2020 dava per destinata al declino ha nel frattempo aumentato la propria produzione fino a raggiungere o superare i livelli precedenti alla pandemia.

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Philips 34B2U5900C: monitor ultrawide Dual Mode fino a 240 Hz


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Philips Monitors amplia la propria gamma professionale con il nuovo Philips 34B2U5900C, un monitor business ultrawide da 34 pollici progettato per adattarsi a differenti flussi di lavoro. Tra le caratteristiche principali spicca la tecnologia Dual Mode, che permette di scegliere tra una risoluzione WUHD ad alta definizione e una modalità WFHD capace di raggiungere un refresh rate di 240 Hz.

Il nuovo modello combina inoltre un pannello VA curvo, connettività USB-C con Power Delivery fino a 140 W, docking station integrata, porta Ethernet e diverse tecnologie dedicate alla gestione di più dispositivi, alla calibrazione dei colori e al comfort durante le sessioni di lavoro prolungate.

Dual Mode: WUHD a 120 Hz oppure WFHD a 240 Hz


Una delle caratteristiche distintive del Philips 34B2U5900C è la modalità Dual Mode, sviluppata per consentire al monitor di adattarsi a esigenze professionali differenti senza richiedere la sostituzione del display.

Attraverso l'apposito controllo OSD è possibile utilizzare il monitor in WUHD 5120 x 2160 pixel con refresh rate di 120 Hz, configurazione pensata per attività nelle quali sono importanti spazio di lavoro e livello di dettaglio. Questa modalità può essere utilizzata, ad esempio, per gestire fogli di calcolo di grandi dimensioni, lavorare contemporaneamente con più applicazioni oppure effettuare attività di revisione dei contenuti.

Quando diventa prioritaria la fluidità, è invece possibile passare alla modalità WFHD 2560 x 1080 pixel a 240 Hz. Il refresh rate più elevato permette di ottenere una maggiore reattività nella visualizzazione dei movimenti e può risultare adatto a dashboard in tempo reale, sistemi di monitoraggio, simulazioni di addestramento e anche al gaming occasionale.

Display VA curvo da 34 pollici e DisplayHDR 400


Il monitor Philips 34B2U5900C utilizza un pannello VA curvo da 34 pollici con angoli di visione dichiarati di 178 gradi. L'ampio formato ultrawide permette di distribuire più finestre sullo schermo e di gestire applicazioni affiancate, una caratteristica pensata soprattutto per gli ambienti professionali orientati al multitasking.

Il display dispone inoltre della certificazione DisplayHDR 400 e integra diverse tecnologie dedicate al comfort visivo. Sono presenti le certificazioni TÜV Rheinland Low Blue Light, basata su una soluzione hardware per la riduzione della luce blu, ed eyesafe CERTIFIED 2.0.

L'obiettivo è ridurre l'affaticamento visivo durante le sessioni prolungate davanti al monitor, mantenendo allo stesso tempo le caratteristiche cromatiche richieste dai differenti contesti di utilizzo professionale.

USB-C fino a 140 W e docking station integrata


Un altro elemento centrale del Philips 34B2U5900C riguarda la connettività. Il monitor può essere utilizzato come una vera e propria docking station USB-C, riducendo il numero di collegamenti necessari sulla scrivania.

La porta USB-C upstream permette infatti di gestire contemporaneamente segnale video, trasferimento dati e alimentazione fino a 140 W attraverso un singolo cavo. Un notebook compatibile può quindi essere collegato al display e alimentato direttamente dal monitor.

L'hub integrato mette inoltre a disposizione porte USB 3.2 per il trasferimento dei dati e ulteriori connessioni USB-C downstream per le periferiche. Una delle porte USB-C downstream può fornire fino a 15 W per la ricarica dei dispositivi compatibili.

È presente anche una porta Ethernet RJ45, utile negli ambienti aziendali nei quali viene preferita una connessione di rete cablata. Il sistema supporta inoltre MAPT, PXE e WOL.

Calman Ready per la calibrazione automatica dei colori


Il Philips 34B2U5900C guarda anche ai professionisti che lavorano con immagini e contenuti digitali grazie al supporto Calman Ready.

La tecnologia permette al monitor di comunicare direttamente con il software di calibrazione di Portrait Displays, consentendo di automatizzare il processo di calibrazione. Questa funzione è stata sviluppata per ottenere una riproduzione cromatica accurata e mantenere prestazioni dei colori costanti nel tempo, un aspetto importante per attività creative e flussi di lavoro nei quali la precisione cromatica rappresenta un requisito.

SmartKVM per controllare più dispositivi


Per facilitare l'utilizzo di più computer dalla stessa postazione, il Philips 34B2U5900C integra anche la funzione SmartKVM. La tecnologia permette di passare rapidamente da una sorgente collegata all'altra utilizzando la stessa tastiera.

Il cambio della sorgente può essere effettuato premendo tre volte il tasto Ctrl, semplificando la gestione di configurazioni professionali nelle quali vengono utilizzati contemporaneamente più sistemi.

Sono presenti anche PowerSensor e LightSensor, due tecnologie dedicate alla gestione dei consumi. PowerSensor rileva la presenza dell'utente davanti allo schermo, mentre LightSensor permette al monitor di adattarsi alle condizioni di illuminazione dell'ambiente.

Supporto ergonomico regolabile e gancio per le cuffie


Philips ha previsto diverse possibilità di regolazione anche per il supporto del monitor. Il display può essere regolato in altezza, inclinato e ruotato, permettendo di modificare la posizione dello schermo in funzione della postazione di lavoro e delle preferenze dell'utente.

Nel telaio è stato inoltre integrato un gancio per le cuffie, soluzione che permette di riporle direttamente sul monitor quando non vengono utilizzate.

Philips 34B2U5900C: prezzo e disponibilità


Il nuovo Philips 34B2U5900C sarà disponibile per l'acquisto a partire da ottobre 2026 con un prezzo consigliato di 524,90 euro.

Con Dual Mode WUHD 120 Hz e WFHD 240 Hz, docking USB-C con alimentazione fino a 140 W, Ethernet RJ45, SmartKVM, Calman Ready e le tecnologie dedicate alla gestione energetica e al comfort visivo, il nuovo monitor amplia la Serie B di Philips con una soluzione sviluppata per postazioni professionali e flussi di lavoro che richiedono configurazioni differenti.

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Sony rinnova ULT POWER SOUND con tre nuovi speaker


Sony amplia la gamma ULT POWER SOUND con tre nuovi speaker progettati per offrire bassi più profondi, un’elevata pressione sonora e diverse funzioni dedicate all’intrattenimento. I modelli ULT TOWER MAX, ULT TOWER 7 e ULT TOWER 5 arriveranno sul mercato a settembre 2026 e si rivolgono a chi cerca un sistema audio versatile per feste, DJ set, karaoke e ascolto quotidiano.

La nuova generazione della linea ULT TOWER introduce woofer circolari di grandi dimensioni, cabinet più capienti e la tecnologia proprietaria ULT DUCT. La combinazione di questi elementi consente agli speaker di riprodurre le frequenze più basse con maggiore intensità, mantenendo allo stesso tempo voci chiare e una diffusione sonora adatta anche agli ambienti ampi.

Una gamma sviluppata con artisti e produttori hip hop


Per definire il profilo sonoro dei nuovi speaker Sony ULT TOWER, l’azienda ha collaborato con diversi professionisti del panorama hip hop. Tra questi figurano il produttore candidato ai Grammy Dot Da Genius, il batterista e direttore musicale Daru Jones, il produttore e DJ Dready e l’ingegnere del suono Dennis “ROC.am” Jones.

I feedback raccolti durante lo sviluppo sono stati utilizzati per migliorare la profondità dei bassi, la pressione sonora e la riproduzione delle voci. L’obiettivo della nuova gamma è restituire l’impatto della musica mantenendo una resa definita anche quando il volume aumenta.

Ogni modello dispone del pulsante ULT, attraverso il quale è possibile richiamare rapidamente diversi profili audio. La modalità ULT1 mette in evidenza le frequenze più profonde, mentre ULT2 aumenta ulteriormente l’intensità dei bassi e la pressione sonora. Il profilo FLAT propone una riproduzione più neutra, mentre LIVE amplia la scena sonora per ricreare la spazialità tipica di un’esibizione dal vivo.

Le impostazioni possono essere ulteriormente modificate attraverso l’equalizzatore personalizzato disponibile nell’app Sony Sound Connect.

ULT TOWER MAX raggiunge una potenza di 2.150 watt


Sony ULT TOWER MAX rappresenta il modello più potente della nuova serie. Integra tre woofer, due orientati frontalmente e uno rivolto verso la parte posteriore, abbinati a un amplificatore capace di erogare fino a 2.150 watt.

La configurazione comprende anche quattro tweeter e altoparlanti dedicati alle frequenze medie. I diversi componenti lavorano insieme alla tecnologia 360° Party Sound, sviluppata per distribuire il suono nell’intero ambiente e rendere bassi e voci percepibili anche da posizioni differenti rispetto allo speaker.

ULT TOWER MAX è destinato soprattutto agli spazi ampi e alle situazioni in cui sono richiesti livelli elevati di pressione sonora. La presenza di ingressi dedicati e funzioni per DJ e karaoke permette inoltre di utilizzare lo speaker come centro di un sistema di intrattenimento più articolato.

ULT TOWER 7 combina potenza e autonomia


Sony ULT TOWER 7 offre una potenza in uscita fino a 420 watt e condivide con il modello MAX la tecnologia 360° Party Sound. Anche in questo caso la struttura è progettata per distribuire l’audio in più direzioni, così da ottenere una copertura uniforme durante feste, eventi e sessioni di ascolto in ambienti di medie o grandi dimensioni.

La batteria integrata garantisce un’autonomia dichiarata fino a 30 ore. La certificazione IPX4, valida quando lo speaker viene utilizzato in posizione verticale, assicura protezione dagli spruzzi d’acqua e ne permette l’impiego anche all’aperto, adottando le normali precauzioni.

Per agevolare il trasporto, ULT TOWER 7 dispone di una maniglia e di ruote con battistrada più largo, progettate per facilitare gli spostamenti su superfici differenti.

ULT TOWER 5 è il modello più compatto


Sony ULT TOWER 5 porta le principali funzioni della nuova gamma in un formato più compatto. La potenza raggiunge i 300 watt, mentre la batteria offre fino a 20 ore di riproduzione secondo i dati dichiarati da Sony.

Anche questo modello è certificato IPX4 quando viene collocato verticalmente. Il peso e le dimensioni più contenuti, insieme alla maniglia integrata, ne facilitano il trasporto tra stanze diverse o verso piccoli eventi all’aperto.

ULT TOWER 5 mantiene inoltre l’ingresso DJ e le funzioni karaoke presenti sugli altri modelli. Rappresenta quindi la proposta della serie pensata per feste in spazi più piccoli e per chi ha bisogno di spostare frequentemente lo speaker.

Ottimizzazione automatica e posizionamento flessibile


Tutti e tre i nuovi speaker supportano la funzione Enhanced Sound Field Optimization. Il sistema analizza il posizionamento del diffusore e il livello di rumore presente nell’ambiente, intervenendo sul bilanciamento dell’intera gamma di frequenze.

La regolazione non riguarda soltanto i bassi, ma anche le frequenze medie e alte. Lo scopo è mantenere un suono equilibrato in condizioni differenti, ad esempio quando lo speaker viene spostato da una stanza chiusa a uno spazio esterno.

I nuovi modelli possono essere posizionati sia verticalmente sia orizzontalmente. Questa caratteristica amplia le possibilità di installazione e permette di adattare la configurazione allo spazio disponibile.

Collegamenti per DJ, karaoke e sistemi con più speaker


La linea Sony ULT POWER SOUND 2026 offre connessioni XLR, RCA e USB-C, utili per collegare sorgenti audio, microfoni e altre apparecchiature. Gli speaker compatibili possono essere associati anche in configurazione stereo, ottenendo una separazione più netta tra il canale destro e quello sinistro.

Per il karaoke è possibile utilizzare il microfono wireless opzionale Sony ULTMIC1. La funzione Party Chain sfrutta invece la trasmissione Auracast per collegare più speaker Sony compatibili e sincronizzare sia la riproduzione musicale sia gli effetti luminosi.

L’illuminazione integrata comprende tre modalità. BEAT segue il ritmo della musica con effetti più energici, WAVE genera sequenze luminose dinamiche, mentre MELLOW utilizza transizioni più lente per accompagnare l’ascolto in contesti rilassati.

Materiali riciclati e partnership con Red Bull


Sony ha impiegato plastica riciclata in diverse parti della struttura dei nuovi diffusori. Nel modello ULT TOWER MAX rappresenta circa il 35% della plastica totale utilizzata, mentre su ULT TOWER 7 e ULT TOWER 5 la percentuale dichiarata è pari a circa il 20%.

L’azienda ha inoltre annunciato una collaborazione con Red Bull legata al circuito Red Bull Dance Your Style 2026. Sony parteciperà come partner ufficiale per gli speaker wireless, supportando alcuni degli appuntamenti previsti durante l’anno, tra cui la finale nazionale statunitense di settembre e la finale mondiale in programma in Svizzera a ottobre.

I tre nuovi speaker Sony ULT TOWER saranno disponibili a partire da settembre 2026. Le informazioni diffuse non indicano ancora i prezzi destinati al mercato italiano.

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Google Pixel 11 ufficiale: nuovo Tensor G6, fotocamere migliorate e Gemini più intelligente


Google Pixel 11 è ufficiale con il nuovo chip Tensor G6, fotocamere migliorate e un Gemini più proattivo. La nuova generazione punta su prestazioni, fotografia e intelligenza artificiale
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Google ha presentato ufficialmente la nuova generazione di smartphone Pixel, composta da Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. I nuovi modelli introducono importanti aggiornamenti al comparto fotografico, una maggiore attenzione alla resistenza e il nuovo Google Tensor G6, il chip più potente e veloce mai sviluppato dall'azienda per i suoi smartphone, progettato per eseguire l'ultima generazione di Gemini Nano.

La nuova serie punta inoltre su un'integrazione più avanzata dell'intelligenza artificiale attraverso Gemini Intelligence, pensata per offrire funzionalità più personalizzate e contribuire a semplificare le attività quotidiane. Sul fronte fotografico, Google introduce anche nuove funzionalità che puntano a migliorare la qualità degli scatti e offrire agli utenti maggiore libertà nel catturare i propri momenti, mantenendo un approccio più naturale e personale alla fotografia.

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Un design più sottile e resistente


La nuova serie Pixel 11 conferma il caratteristico design di Google, con una struttura che integra il vetro edge-to-edge nella barra della fotocamera. Una delle principali novità estetiche riguarda proprio quest'ultima: a partire da Pixel 11, il suo spessore è stato ridotto del 40%, rendendo il profilo dello smartphone più compatto e limitando la sporgenza quando il dispositivo viene appoggiato su una superficie piana.

Il Pixel 11 combina una struttura in metallo satinato con un retro in vetro lucido e integra un display Actua pensato per offrire una visione luminosa e immersiva. Google ha inoltre lavorato sulla resistenza del dispositivo, progettato per affrontare schizzi, graffi e le cadute che possono verificarsi durante l'utilizzo quotidiano. Per quanto riguarda le colorazioni, Pixel 11 è disponibile nelle tonalità verde pistacchio, rosa ibisco, viola glicine e nero ossidiana, con un mix tra colori più vivaci e finiture più sobrie.
La gamma Pixel 11 Pro XLLa gamma Pixel 11 Pro XL
La gamma Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL mantiene invece un'impostazione più premium e viene proposta in due formati. I due modelli integrano il nuovo display Super Actua, che raggiunge una luminosità massima di 3.600 nit (dati Google), insieme a un nuovo rivestimento antigraffio che, secondo Google, offre una resistenza ai graffi più che doppia rispetto alla generazione precedente. A questo si aggiunge la struttura progettata per resistere alle cadute, introdotta con la serie Pixel 9. Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL sono disponibili nelle colorazioni grigio nebbia, verde oliva, rosa opaco e nero ossidiana, quest'ultima caratterizzata da una finitura completamente opaca.

Tutti i modelli della nuova famiglia Pixel 11 partono da 256 GB di spazio di archiviazione e supportano la ricarica più veloce mai proposta da Google sulla serie. La gamma introduce inoltre l'integrazione con Pixelsnap e la compatibilità con lo standard Qi2.2 a 25 W. Pixel 11 Pro XL può inoltre raggiungere fino a 15 ore di autonomia con soli 15 minuti di ricarica via cavo, secondo i dati dichiarati da Google.

Un comparto fotografico rinnovato con più attenzione allo zoom


La fotografia rappresenta uno dei principali ambiti di evoluzione della nuova famiglia Pixel 11. Google ha infatti aggiornato i sistemi di fotocamere di tutti e tre i modelli, intervenendo sia sull'hardware sia sull'elaborazione delle immagini affidata al nuovo Tensor G6. Sul Pixel 11 debutta un nuovo sensore principale da 48 megapixel, più grande rispetto alla generazione precedente e capace, secondo Google, di garantire una sensibilità alla luce superiore del 56%. L'obiettivo è migliorare la resa di foto e video soprattutto negli scenari caratterizzati da condizioni di illuminazione difficili.

Novità anche per il teleobiettivo con zoom ottico 5x, che grazie all'elaborazione del Tensor G6 arriva a supportare lo Super Zoom fino a 30x. Una soluzione pensata per permettere di avvicinarsi maggiormente ai soggetti mantenendo un livello di dettaglio elevato anche alle lunghe distanze.
Google Pixel 11 ProGoogle Pixel 11 Pro
Ancora più importanti sono gli aggiornamenti dedicati a Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. La fotocamera principale utilizza un sensore completamente nuovo, mentre il teleobiettivo da 48 megapixel è stato riprogettato con un sensore di dimensioni maggiori e una sensibilità alla luce superiore del 30%. I due modelli Pro introducono inoltre la possibilità di utilizzare la modalità Ritratto con zoom 5x, offrendo una maggiore flessibilità nella composizione degli scatti. Il sistema fotografico sfrutta inoltre il Tensor G6 e i nuovi modelli di elaborazione delle immagini di Google per raggiungere con lo Zoom Pro fino a 120x.

Il nuovo processore di immagini integrato nel Tensor G6 interviene anche nella fotografia in condizioni di scarsa illuminazione. Insieme ai nuovi sensori e a un software di elaborazione rinnovato, permette di accelerare sensibilmente la modalità Foto Notturna, che secondo Google può completare gli scatti fino a 4,5 volte più velocemente, mantenendo invariato il livello qualitativo delle immagini.

Google Tensor G6: più prestazioni e AI direttamente sul dispositivo


Il cuore della nuova generazione Pixel 11 è il Google Tensor G6, il nuovo processore proprietario sviluppato da Google per migliorare prestazioni, gestione dell'intelligenza artificiale ed elaborazione fotografica. Sul fronte delle prestazioni, Tensor G6 integra una CPU aggiornata che, secondo i dati forniti da Google, consente di ottenere una navigazione web fino al 25% più veloce e un avvio delle applicazioni fino al 15% più rapido rispetto alla generazione precedente.

Il comparto dedicato all'intelligenza artificiale beneficia invece di un incremento del 50% della potenza di calcolo della TPU. In combinazione con l'ultima versione di Gemini Nano, il chip permette di elaborare le attività di AI direttamente sul dispositivo fino a 3,5 volte più velocemente, riducendo al tempo stesso il consumo energetico fino a 3,5 volte, secondo le stime di Google.

L'elaborazione on-device rappresenta inoltre un elemento centrale della strategia di Google per Pixel 11, permettendo di eseguire alcune funzioni di intelligenza artificiale direttamente sullo smartphone senza dover necessariamente ricorrere al cloud.

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Sicurezza al centro con Titan M3


Google ha lavorato anche sul fronte della sicurezza introducendo il nuovo Titan M3, chip dedicato alla protezione dei dati e delle informazioni presenti sul dispositivo. Il componente opera insieme al Tensor G6 per rafforzare le funzionalità di sicurezza hardware e software della nuova generazione Pixel.

Tra le novità viene indicato anche il supporto alla crittografia post-quantistica nell'ambito dell'avvio sicuro, una tecnologia pensata per aumentare la protezione dei dispositivi anche rispetto alle minacce che potrebbero emergere con l'evoluzione dei computer quantistici.

Disponibilità e prezzi della nuova serie Pixel 11


Google garantisce per tutta la nuova famiglia Pixel 11 ben sette anni di aggiornamenti del sistema operativo, della sicurezza e dei Pixel Drop. I modelli Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL includono inoltre sei mesi di Google AI Pro, con accesso ampliato alle funzionalità di Gemini, 5 TB di spazio di archiviazione cloud e Google Health Premium.

La nuova gamma è disponibile attraverso il Google Store e i principali canali di vendita italiani, tra cui Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics. Google ha inoltre introdotto nuove custodie e accessori Pixelsnap, tra cui una cover trasparente e nuove colorazioni per il supporto ad anello.

Pixel 11 viene proposto nelle configurazioni da 256 e 512 GB, mentre i modelli Pro sono disponibili anche con 1 TB di memoria. I prezzi partono da 999 euro per Pixel 11, 1.199 euro per Pixel 11 Pro e 1.399 euro per Pixel 11 Pro XL, tutti nella configurazione da 256 GB.

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Samsung porta Galaxy negli smart glasses: l’ecosistema arriva negli occhiali di tutti i giorni


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In occasione di Galaxy Unpacked a Londra, Samsung ha presentato i suoi occhiali intelligenti. Basati sui concept annunciati durante l’ultimo Google I/O, i nuovi modelli sono stati sviluppati in collaborazione con i brand globali dell’eyewear Gentle Monster e Warby Parker. Gli occhiali intelligenti mostrano come l’ecosistema Galaxy possa andare oltre lo smartphone ed entrare nel mondo dell’eyewear, supportando le attività quotidiane, il lavoro, i viaggi e i momenti in cui è utile avere le mani libere.
Progettati per l’uso quotidiano, gli occhiali combinano una montatura leggera e un profilo sottile con la resistenza e il comfort necessari per essere indossati ogni giornoProgettati per l’uso quotidiano, gli occhiali combinano una montatura leggera e un profilo sottile con la resistenza e il comfort necessari per essere indossati ogni giorno
Sviluppati in collaborazione con Gentle Monster e Warby Parker, gli occhiali riflettono l’esperienza di ciascun brand nel design, offrendo un’ampia gamma di stili di montatura, colori e opzioni di lenti adatti a esigenze e stili di vita diversi.

Perché è importante


Con l’ingresso dell’AI in un’era agentica, la questione non riguarda più soltanto quanto diventi intelligente, ma dove e come questa intelligenza incontri le persone. Gli smartphone restano al centro delle esperienze connesse, mentre i dispositivi dell’ecosistema Galaxy aggiungono contesto ai diversi momenti della vita quotidiana. Gli occhiali intelligenti rappresentano il passo successivo, avvicinando l’AI alle persone mentre si muovono, lavorano, comunicano ed esplorano, senza che ogni interazione debba necessariamente iniziare da uno schermo.

HONOR Pad X9 Max: display 13″ e batteria da 10.100 mAh
HONOR Pad X9 Max inaugura una nuova esperienza di intrattenimento portatile con un ampio display da 13 pollici e una batteria da 10.100 mAh. Ecco caratteristiche e novità del nuovo tablet HONOR
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Pensati per questi momenti, gli occhiali intelligenti portano l’intelligenza artificiale direttamente nel campo visivo dell’utente, offrendo informazioni e assistenza tempestive e consentendo al tempo stesso di restare concentrati sulle persone, sui luoghi e sulle attività che li circondano. Controlli intuitivi e misure di sicurezza dedicate garantiscono un utilizzo responsabile e protetto, mentre l'accesso hands-free permette di ricevere assistenza in modo naturale, senza interrompere ciò che si sta facendo o dover ricorrere a un altro schermo.

Una nuova esperienza


Progettati per essere indossati ogni giorno, gli occhiali combinano una montatura leggera, un profilo sottile e prestazioni della batteria pensate per l’uso quotidiano, offrendo fino a 9 ore di utilizzo con una singola carica e fino a 7 ricariche complete aggiuntive grazie alla custodia di ricarica. La fotocamera integrata porta il contesto visivo nell’esperienza AI, mentre la piattaforma Snapdragon AR1 Gen1 supporta le prestazioni AI pensate per l’assistenza in tempo reale, con interazione touch, connettività, efficienza energetica e gestione termica ottimizzate all’interno della montatura compatta.
Sviluppati in partnership con Google, gli smartglasses portano Gemini in un formato indossabile, rendendo l’interazione più naturale, immediata e intuitivaSviluppati in partnership con Google, gli smartglasses portano Gemini in un formato indossabile, rendendo l’interazione più naturale, immediata e intuitiva
Come estensione a mani libere dell’esperienza Galaxy, il dispositivo consente agli utenti di restare concentrati sul momento.

Tra le esperienze principali:


  • restare concentrati sul momento: il dispositivo può riassumere messaggi lunghi, leggere ad alta voce le informazioni principali, offrire traduzioni in tempo reale e consentire il controllo dell’esperienza tramite semplici interazioni vocali o gestuali attraverso dispositivi connessi;
  • acquisire il contesto: quando richiesto, gli occhiali possono acquisire ciò che l’utente sta vedendo, come una lavagna o una discussione durante una riunione, organizzare le informazioni principali in Note e facilitarne la consultazione, la condivisione e le attività di follow-up successive;
  • interazione in tempo reale: gli utenti possono chiedere indicazioni in base alla propria posizione, ad esempio per trovare un percorso, impostare una destinazione o comprendere ciò che li circonda, mentre la traduzione simultanea può supportare la comunicazione in un’altra lingua;
  • assistenza consapevole del contesto: comprendendo il contesto attuale dell’utente e collegando le informazioni rilevanti tra attività diverse, il dispositivo può supportare interazioni successive più utili, aiutando gli utenti a riprendere da dove avevano interrotto con meno ripetizioni;
  • condivisione visiva live: gli utenti possono condividere ciò che stanno vedendo durante una chiamata o registrare il proprio punto di vista, rendendo la comunicazione più immediata e mantenendo le mani libere.



Samsung Galaxy Z: quale pieghevole scegliere
Galaxy Z Fold o Galaxy Z Flip? Una guida per capire quale nuovo pieghevole Samsung scegliere in base alle proprie esigenze, dall’uso quotidiano alla produttività
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un approccio più personale all’eyewear


Gli occhiali sono al tempo stesso un accessorio funzionale e un elemento distintivo dello stile personale. Durante Galaxy Unpacked, Samsung ha presentato due design distinti firmati Gentle Monster e Warby Parker, unendo la progettazione hardware con l'identità stilistica dei due marchi. In particolare, l’edizione Gentle Monster presenta una montatura sottile nera, caratterizzata da una linea superiore dritta e bordi inferiori delicatamente arrotondati, per una silhouette raffinata e fashion-forward. Lo stile Warby Parker presenta una linea superiore leggermente rialzata in una ricca tonalità marrone, creando una forma raffinata e versatile, perfetta per l’uso quotidiano.

Consigliato da Techpertutti

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La legge sulle sanzioni a Russia e Iran si arena alla Camera


Dopo il via libera bipartisan del Senato, il provvedimento intitolato a Lindsey Graham incontra le resistenze di democratici e repubblicani sui nuovi poteri tariffari del presidente.

La legge che punta a sanzionare Russia e Iran e i loro partner commerciali rischia di fermarsi alla Camera dei Rappresentanti, meno di un mese dopo il voto con cui il Senato l'ha approvata in maniera nettamente bipartisan con 86 sì e 11 no. I leader repubblicani della Camera hanno infatti escluso il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act dall'elenco dei provvedimenti in calendario questa settimana. Al rientro dopo cinque settimane di pausa estiva, nessuno dei principali esponenti repubblicani alla Camera lo ha indicato come una priorità.

Virginia Foxx, presidente della Commissione Regolamento, ha raccontato di essere appena uscita dalla riunione dei presidenti di commissione senza che nessuno avesse nominato il provvedimento e ha detto di non sapere se il testo passerà dalla sua commissione prima di arrivare in aula. Lo Speaker della Camera Mike Johnson ha ammesso che la strada è in salita e non si è impegnato a portare la legge al voto. Si è limitato solo a dire che si vedrà, attribuendo l'incertezza all'opposizione democratica dopo aver rivendicato la linea dura dei repubblicani nei confronti di Mosca.

Che cosa prevede la proposta di legge


Il provvedimento porta il nome del senatore repubblicano della South Carolina Lindsey Graham, morto improvvisamente l'11 luglio a 71 anni. Graham aveva presentato la prima versione nell'aprile 2025 insieme al democratico Richard Blumenthal e l'aveva sostenuta per oltre un anno. Il testo approvato dal Senato autorizza il presidente a imporre dazi fino al 100% sulle importazioni provenienti dai maggiori acquirenti di petrolio e gas russi, tra cui Cina e India, e dai Paesi che favoriscono l'elusione delle sanzioni.

Colpisce inoltre oligarchi, banche e la cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni esistenti, ed estende per altri 5 anni le autorità previste dall'Iran Sanctions Act, che riguardano tra l'altro i settori energetico e militare iraniani. Il presidente può concedere deroghe solo se certifica al Congresso che sono nell'interesse nazionale. Per mesi i vertici repubblicani del Senato non avevano portato il provvedimento al voto, anche perché il presidente voleva mantenere alla Casa Bianca un ampio margine di manovra sulle sanzioni. Graham aveva continuato fino alla fine a negoziare il testo con l'Amministrazione. Dopo la sua morte, il Senato ne ha ripreso l'esame e lo ha approvato il 7 agosto.

I sostenitori della proposta di legge alla Camera ritengono che fornirebbe alla Casa Bianca un'ulteriore leva per spingere Mosca a porre fine alla guerra in Ucraina. Ma è proprio la nuova autorità sui dazi a creare le maggiori difficoltà, in quanto molti democratici non vogliono attribuire al presidente ulteriori poteri in materia tariffaria.

Le resistenze alla Camera


Il leader della minoranza democratica Hakeem Jeffries ha espresso "serie preoccupazioni", spiegando che i vertici democratici temono un possibile abuso da parte dell'Amministrazione dei nuovi poteri in materia di dazi e sanzioni. Altri deputati democratici ritengono che il presidente disponga già di poteri sufficienti per colpire aziende, individui e navi che alimentano la macchina bellica russa e il Congresso non ha quindi bisogno di concedergliene di nuovi.

Contrario è anche Brad Schneider, che guida i centristi della New Democrat Coalition e sostiene che la Casa Bianca non debba ricevere prerogative spettanti al potere legislativo. La numero due dei democratici alla Camera, Katherine Clark, ha detto che il partito valuterà il testo della proposta di legge quando e se arriverà in aula, ribadendo però la sua preoccupazione per un presidente che, attraverso i dazi, contribuisce a far salire i prezzi dei beni di prima necessità.

Ma anche tra i repubblicani i numeri restano incerti. Diversi esponenti conservatori che in passato hanno votato contro gli aiuti a Kyiv affermano di non avere ancora esaminato il provvedimento. Thomas Massie ha detto di non averlo visto né sentito nominare e di non avere mai votato, nei suoi 14 anni al Congresso, a favore di sanzioni contro uno Stato sovrano. I leader repubblicani potrebbero aggirare parte dell'opposizione interna ricorrendo alla procedura accelerata che però richiede il voto favorevole dei due terzi dell'aula, ma non è chiaro se vi siano abbastanza esponenti democratici disposti a sostenerla.

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Che bella sorpresa, ho seguito Daniele per diversi anni!

E, dopo una lunga pausa, ha ricominciato a pubblicare i suoi favolosi podcast!
Ben tornato 👋
#microstock #fotografia

youtu.be/bjtJNBKt1X8?si=7llne8…

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DxO PhotoLab 10: A new dimension of creative control

DxO aggiorna PhotoLab e su Youtube proliferano i video "Addio Adobe" o simili 😁
Trovare una recensione onesta è dura... se si è interessati meglio installarlo e provare in prima persona!
#dxo #adobe #photolab #lightroom

dxo.com/en/news/introducing-ph…

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La scuola che riapre non è uguale per tutti


Nei quartieri a più forte disagio sociale la percentuale di chi abbandona le lezioni o viene bocciato è doppia rispetto alla media della città

L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Alessandria, Asti, Cuneo e Genova.

Per riceverla, clicca qui

F. ha smesso di frequentare la scuola a ottobre 2025. Da allora vede i suoi amici sempre meno. Alle superiori seguiva un corso di avviamento professionale e subiva spesso episodi di bullismo, senza che i docenti riuscissero a gestire le aggressioni nei suoi confronti. Durante le vacanze estive la sua quotidianità non è cambiata molto rispetto a quella degli ultimi mesi, trascorsi soprattutto a casa, dove per alcune settimane sono mancati luce e gas per via di bollette non pagate.

F. non è il solo. Insieme a Roma, Milano, Napoli e Palermo, Torino è tra le città italiane in cui vivono più minori che affrontano situazioni di disagio socioeconomico urbano. Alle porte della città, il 15,4 per cento degli studenti delle scuole medie e delle superiori ha abbandonato o ripetuto l’anno scolastico, circa il doppio rispetto alla media cittadina. Anche nell’istituto che frequentava F. sospensioni e bocciature sono comuni tra gli studenti, prevalentemente maschi, e il rapporto con gli insegnanti in molti casi è conflittuale.

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ChatGPT Ads arriva in Italia, Anthropic lancia Fable 5.1 e Mythos 5.1, Ternus nuovo CEO di Apple


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon mercoledì,
dopo il debutto negli Stati Uniti, ChatGPT Ads arriva anche per gli inserzionisti in Europa, Italia compresa. Poi parleremo dei due nuovi modelli di Anthropic, Fable 5.1 e Mythos 5.1; vedremo il passaggio di consegne storico in Apple, con Tim Cook che lascia la guida a John Ternus dopo quindici anni, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 387 - Mercoledì 2 settembre
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Le news di oggi, selezionate a mano.

OpenAI apre ChatGPT Ads in Europa, Italia compresa


Business
OpenAI ha reso disponibile in Italia e negli altri 30 mercati europei la versione beta "self-service" di Ads Manager, lo strumento che permette di creare e gestire campagne pubblicitarie su ChatGPT. Gli annunci erano finora acquistabili solo tramite agenzie partner selezionate; con l'accesso diretto anche startup, piccole e medie imprese e grandi aziende possono gestire le campagne da sole, mentre l'acquisto tramite agenzie e partner tecnologici resta possibile. In questa fase iniziale gli annunci sono limitati a settori rivolti ai consumatori: lifestyle, articoli per la casa, servizi locali, viaggi, prodotti digitali e formazione. Le richieste di inserzionisti di servizi finanziari, sanità e servizi legali vengono esaminate manualmente caso per caso, mentre tutte le altre categorie sono vietate, inclusi gioco d'azzardo, alcol, siti di incontri e contenuti politici.
~
Fonte: Engage
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Anthropic lancia Fable 5.1 e Mythos 5.1


Intelligenza Artificiale
Fable 5.1 è già disponibile da oggi su piattaforme cloud e API. Il nuovo aggiornamento riduce il costo dei token e abbatte i casi in cui si blocca fraintendendo i motivi di sicurezza. Per Mythos 5.1 la novità principale è la ritenzione dati zero: i clienti potranno eseguire i modelli sulla propria infrastruttura senza che i dati escano verso Anthropic (il servizio si chiama Enterprise Frontier Safeguards). Il monitoraggio contro gli abusi resterà attivo, ma sarà il cliente a controllare come avviene. I modelli hanno stabilito nuovi record in vari benchmark (coding e reasoning). Anthropic ha pubblicato anche tre scoperte scientifiche generate dai modelli prima del rilascio, tra cui un'ottimizzazione per GPU e una mappa ad alta risoluzione di Venere ricostruita da foto esistenti. La scheda tecnica finale valuta Mythos a basso rischio per lo sviluppo ricorsivo dell'AI (il caso rischioso in cui il modello migliora se stesso in continuazione) e leggermente più incline a comportamenti scorretti rispetto a Opus 5, ma migliore di Mythos 5 e Claude Sonnet 5.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Tim Cook passa la guida di Apple a John Ternus


Big tech
Tim Cook ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Apple dopo 15 anni passando la guida al capo dell'hardware John Ternus. Cook diventerà presidente esecutivo e curerà i rapporti con i governi, mentre restano tese le relazioni tra Stati Uniti e Cina, dove Apple produce gran parte dei suoi dispositivi. Durante la sua gestione il valore di Apple è passato da 350 miliardi a oltre 4.500 miliardi di dollari, i ricavi annuali sono cresciuti da 108 a 416 miliardi e i profitti sono più che quadruplicati a 112 miliardi. Il titolo è salito del 2.234% contro il 555% dell'indice S&P 500. Secondo gli investitori la sfida principale di Ternus è l'intelligenza artificiale: Apple ha accumulato ritardi nel rinnovo di Siri e il visore Vision Pro, lanciato nel 2023 a 3.499 dollari, ha venduto poco. L'altra sfida è ridurre la produzione in Cina senza comprimere i margini; entro fine 2026 la maggior parte degli iPhone destinati agli Stati Uniti sarà prodotta in India, mentre AirPods e alcuni iPad vengono già assemblati in Vietnam.
~
Fonte: Reuters
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Apple presenta prove schiaccianti contro OpenAI ottenute dal MacBook di un ex dipendente


Legge
Le prove che Apple definisce "scioccanti" arrivano dall'analisi forense iniziale del MacBook di Chang Liu, l'ex ingegnere elettrico che ha lasciato Apple per OpenAI a gennaio. Apple ha fatto causa a OpenAI a luglio accusando ex dipendenti di furto di segreti industriali. Secondo il nuovo documento, Liu avrebbe scaricato uno schema circuitale riservato di Apple e lo avrebbe eseguito all'interno di una simulazione mentre lavorava per OpenAI. Sempre secondo Apple, Liu e altri a OpenAI erano consapevoli dell'accesso non autorizzato al cloud aziendale e, saputo dell'indagine interna, Liu avrebbe inviato a una collega di OpenAI istruzioni per distruggere le prove. Apple ha scoperto l'uso dello schema perché il file era su un Mac mini sincronizzato via iCloud con il MacBook, e ora chiede accesso anche a quel dispositivo.
~
Fonte: 9to5Mac
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Gli incidenti di AI che va fuori controllo sono quasi raddoppiati a luglio


Intelligenza Artificiale
Il Loss of Control Observatory, finanziato dall'istituto governativo britannico per la sicurezza AI, ha registrato a luglio oltre 300 incidenti in cui modelli AI sono sfuggiti al controllo degli utenti, quasi il doppio rispetto a giugno. L'osservatorio raccoglie da novembre le segnalazioni pubblicate dagli utenti su X, quindi il conteggio è parziale e probabilmente sottostimato. Un incidente viene classificato tale quando ci sono prove chiare di comportamenti ingannevoli: i casi registrati includono AI che si fingono il proprio controllore umano imitandone lo stile di scrittura per auto-approvarsi le azioni e AI che aggirano le regole che richiedono l'approvazione umana. Nel 2026 gli incidenti totali superano i 1.600, segnalati per lo più da sviluppatori software. La maggior parte non ha causato danni significativi, ma una quota crescente è classificata come più grave per grado di inganno e disallineamento rispetto alle intenzioni dell'utente.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: non pervenuta

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In lingua inglese.

Aziende invisibili: perché le imprese trascurate vincono


colossus.com (eng)

Come Matic ha portato i robot in 10.000 case


tanayj.com (eng)

Non tutti hanno bisogno della superintelligenza


allen.hutchison.org (eng)

AI e occupazione: finora tutto bene


marginalrevolution.com (eng)

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Notizie veloci


In lingua inglese.

Google rende gli AI Overviews più grandi su alcune ricerche


9to5google.com (eng)

Il down di Microsoft 365 si prolunga, ma la situazione sta migliorando


techcrunch.com (eng)

Roku diventa premium con i nuovi TV OLED


gizmodo.com (eng)

Video del giorno

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iPhone 18 Pro Max e Fold: leak dal vivo


Apple non l'ha ancora annunciato, ma il famoso youtuber Unbox Therapy li ha già in mano, almeno i prototipi. Questo video è un hands-on su iPhone 18 Pro Max e Fold.

Vedi video su youtube.com (eng - 11:15)

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Tim Cook passa la guida di Apple a John Ternus


Il cambio al vertice è scattato il 1° settembre.
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In breve:


Tim Cook ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Apple dopo 15 anni passando la guida al capo dell'hardware John Ternus. Cook diventerà presidente esecutivo e curerà i rapporti con i governi, mentre restano tese le relazioni tra Stati Uniti e Cina, dove Apple produce gran parte dei suoi dispositivi. Durante la sua gestione il valore di Apple è passato da 350 miliardi a oltre 4.500 miliardi di dollari, i ricavi annuali sono cresciuti da 108 a 416 miliardi e i profitti sono più che quadruplicati a 112 miliardi. Il titolo è salito del 2.234% contro il 555% dell'indice S&P 500. Secondo gli investitori la sfida principale di Ternus è l'intelligenza artificiale: Apple ha accumulato ritardi nel rinnovo di Siri e il visore Vision Pro, lanciato nel 2023 a 3.499 dollari, ha venduto poco. L'altra sfida è ridurre la produzione in Cina senza comprimere i margini; entro fine 2026 la maggior parte degli iPhone destinati agli Stati Uniti sarà prodotta in India, mentre AirPods e alcuni iPad vengono già assemblati in Vietnam.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Cook hands Apple to Ternus: bigger and richer, but catching up in AI race | Reuters
When Tim Cook took over as Apple's CEO, he ​did not try to fill the big shoes of its legendary founder and product visionary Steve Jobs. Instead, he took Jobs' advice: "Never ask ‌what I would do, just do the right thing.", Shares of iPhone maker trounced S&P 500 during Cook's tenure, Apple revenue and profit grew rapidly during Tim Cook's tenure
Reuters


Alternativa in italiano:

Apple: Tim Cook lascia il 1° settembre, al capo dell'hardware John Ternus il timone nell'era dell'AI
Dal 1° settembre 2026 John Ternus guiderà Apple come ottavo CEO della storia dell'azienda, mentre Tim Cook diventa executive chairman e lascia un'azienda con un capitale enorme ma anche con almeno tre urgenze da affrontare.
DigitalWorld Italia

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Anthropic lancia Fable 5.1 e Mythos 5.1


Ritenzione dati zero e nuovi record nei benchmark.
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In breve:


Fable 5.1 è già disponibile da oggi su piattaforme cloud e API. Il nuovo aggiornamento riduce il costo dei token e abbatte i casi in cui si blocca fraintendendo i motivi di sicurezza. Per Mythos 5.1 la novità principale è la ritenzione dati zero: i clienti potranno eseguire i modelli sulla propria infrastruttura senza che i dati escano verso Anthropic (il servizio si chiama Enterprise Frontier Safeguards). Il monitoraggio contro gli abusi resterà attivo, ma sarà il cliente a controllare come avviene. I modelli hanno stabilito nuovi record in vari benchmark (coding e reasoning). Anthropic ha pubblicato anche tre scoperte scientifiche generate dai modelli prima del rilascio, tra cui un'ottimizzazione per GPU e una mappa ad alta risoluzione di Venere ricostruita da foto esistenti. La scheda tecnica finale valuta Mythos a basso rischio per lo sviluppo ricorsivo dell'AI (il caso rischioso in cui il modello migliora sé stesso in continuazione) e leggermente più incline a comportamenti scorretti rispetto a Opus 5, ma migliore di Mythos 5 e Claude Sonnet 5.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic's new Fable release is cheaper, less restrictive | TechCrunch
Fable 5.1 includes changes meant to reduce token cost and false-positive restrictions from the model's safeguards.
TechCrunchRussell Brandom


Alternativa in italiano:

Anthropic lancia Claude Fable 5.1 e Mythos 5.1: più efficienza e meno blocchi
Anthropic aggiorna i suoi modelli di frontiera con cache più economica, controlli enterprise rivisti e classificatori di sicurezza più precisi.
Tom's Hardware

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OpenAI apre ChatGPT Ads in Europa, Italia compresa


È in beta per 31 mercati europei.
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In breve:


OpenAI ha reso disponibile in Italia e negli altri 30 mercati europei la versione beta "self-service" di Ads Manager, lo strumento che permette di creare e gestire campagne pubblicitarie su ChatGPT. Gli annunci erano finora acquistabili solo tramite agenzie partner selezionate; con l'accesso diretto anche startup, piccole e medie imprese e grandi aziende possono gestire le campagne da sole, mentre l'acquisto tramite agenzie e partner tecnologici resta possibile. In questa fase iniziale gli annunci sono limitati a settori rivolti ai consumatori: lifestyle, articoli per la casa, servizi locali, viaggi, prodotti digitali e formazione. Le richieste di inserzionisti di servizi finanziari, sanità e servizi legali vengono esaminate manualmente caso per caso, mentre tutte le altre categorie sono vietate, inclusi gioco d'azzardo, alcol, siti di incontri e contenuti politici.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

ChatGPT Ads, arriva la piattaforma per le PMI
OpenAI lancia la piattaforma self-service per gli annunci anche in Italia. ChatGPT Ads anche per le PMI
Engage


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Gli incidenti di AI che va fuori controllo sono quasi raddoppiati a luglio


Oltre 300 casi segnalati dagli utenti su X.
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In breve:


Il Loss of Control Observatory, finanziato dall'istituto governativo britannico per la sicurezza AI, ha registrato a luglio oltre 300 incidenti in cui modelli AI sono sfuggiti al controllo degli utenti, quasi il doppio rispetto a giugno. L'osservatorio raccoglie da novembre le segnalazioni pubblicate dagli utenti su X, quindi il conteggio è parziale e probabilmente sottostimato. Un incidente viene classificato tale quando ci sono prove chiare di comportamenti ingannevoli: i casi registrati includono AI che si fingono il proprio controllore umano imitandone lo stile di scrittura per auto-approvarsi le azioni e AI che aggirano le regole che richiedono l'approvazione umana. Nel 2026 gli incidenti totali superano i 1.600, segnalati per lo più da sviluppatori software. La maggior parte non ha causato danni significativi, ma una quota crescente è classificata come più grave per grado di inganno e disallineamento rispetto alle intenzioni dell'utente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Sharp rise in incidents of AI escaping users’ control, research finds | AI (artificial intelligence) | The Guardian
Exclusive: Number of times AI lies, ignores instructions and pursues goals in harmful ways almost doubles in July, Seven-day rolling average of unique AI loss-of-control incidents
The Guardian


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Apple presenta prove schiaccianti contro OpenAI ottenute dal MacBook di un ex dipendente


L'ingegnere avrebbe usato uno schema circuitale riservato.
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In breve:


Le prove che Apple definisce "scioccanti" arrivano dall'analisi forense iniziale del MacBook di Chang Liu, l'ex ingegnere elettrico che ha lasciato Apple per OpenAI a gennaio. Apple ha fatto causa a OpenAI a luglio accusando ex dipendenti di furto di segreti industriali. Secondo il nuovo documento, Liu avrebbe scaricato uno schema circuitale riservato di Apple e lo avrebbe eseguito all'interno di una simulazione mentre lavorava per OpenAI. Sempre secondo Apple, Liu e altri a OpenAI erano consapevoli dell'accesso non autorizzato al cloud aziendale e, saputo dell'indagine interna, Liu avrebbe inviato a una collega di OpenAI istruzioni per distruggere le prove. Apple ha scoperto l'uso dello schema perché il file era su un Mac mini sincronizzato via iCloud con il MacBook, e ora chiede accesso anche a quel dispositivo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple reveals 'shocking evidence' from ex-employee's MacBook in OpenAI suit - 9to5Mac
Apple has filed a new document in its ongoing lawsuit against OpenAI as it continues to push for expedited discovery....
9to5MacChance Miller


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Perchè è Importante DAVVERO Sembrare Povero


Per anni ho speso tutto per impressionare gente che non si ricorda che esisto. Sei motivi per cui la mossa più intelligente è restare in silenzio e sembrare povero, senza esserlo.

youtube.com/embed/sS0gGjNbzs0?…
Per un sacco di anni ho speso tutto quello che guadagnavo soltanto per far vedere agli altri che ero arrivato da qualche parte. La macchina molto più bella di quella che potevo permettermi, l'orologio figo, le cene nei posti super top dove alla fine pagavo sempre io. E dietro le quinte di tutto quell'apparire c'erano i soldi che sparivano dalla carta di credito, zero risparmi e l'ansia costante di non farcela. Poi un giorno ho chiuso il sipario, ho smesso di fare tutte quelle scene, e in quel momento ho iniziato davvero a costruire la ricchezza che ho oggi. Queste sono le sei cose che avrei voluto sentirmi dire 10 anni fa, quando buttavo via un sacco di soldi per impressionare gente che non si ricorda nemmeno che io esista.

Prima però mettiamo in chiaro una cosa: nel nostro paese, e nella nostra testa, sembrare arrivati equivale a essere arrivati. Qua non facciamo filosofia su cosa significhi "arrivare": stiamo parlando semplicemente di soldi e apparenza.

L'inflazione del successo: €100 in più, €120 di stile di vita


Hai presente quel collega che ha avuto l'aumento o una promozione? Al 99% inizi a vedere macchina nuova, weekend più costosi (che ovviamente mette su Instagram per fartelo vedere) e orologio fighissimo. Da fuori sembra che stia svoltando. Ti assicuro che al 99% è molto più vicino al rosso sul conto di quanto lo fosse prima dell'aumento.

Sembra un paradosso, ma ha una spiegazione tecnica: si chiama inflazione del successo. Ogni volta che sale lo stipendio o il fatturato, automaticamente sale lo stile di vita. E il problema è che la maggior parte delle volte lo stile di vita aumenta più dell'aumento stesso: in media, per ogni €100 in più guadagnati, lo stile di vita sale di €120. Fai un ragionamento sugli ultimi anni della tua vita e sono sicuro al 100% che è successo anche a te.

Ed è per questo che una montagna di persone che guadagna benissimo vive nella maniera peggiore possibile: stipendio dopo stipendio, fattura dopo fattura. Quella che a te sembra una persona che ce l'ha fatta magari di notte vive malissimo. I miei primi guadagni seri sono spariti dentro una vita che avevo gonfiato senza nemmeno accorgermene, perché dovevo in qualche maniera sembrare all'altezza. Quindi molte volte non è lo stipendio troppo basso a tenerti bloccato: è l'abitudine di far salire lo stile di vita ogni volta che salgono i soldi.

E se stai pensando "vabbè, se poi me ne accorgo ridimensiono", no. Non funziona così.

Salire è facilissimo, scendere fa un male pazzesco


Abituarti agli hotel più belli, alle auto di lusso, agli orologi, ai vestiti firmati è molto facile. Scendere è una delle cose più brutte che ci siano, te lo dico per esperienza. E non per motivi economici: per motivi emotivi. Se ti sei abituato a vivere da solo o in un quartiere più bello, tornare in una casa condivisa, dai tuoi genitori o in un quartiere meno centrale fa male a livello psicologico.

Ed è per questo che molte volte prendiamo le decisioni sui soldi su base emotiva, o su quello che penseranno gli altri, e non su quello che è logico. Quindi meglio non salire troppo in fretta, perché poi scendere di colpo fa un male pazzesco.

E c'è un meccanismo preciso, con un nome scientifico, che ti spinge a far salire il tuo tenore di vita un pezzo alla volta.

L'effetto Diderot: una cosa chiama l'altra


Ti è mai capitato di comprare una cosa bella e sentire di colpo che tutto il resto stona? Le scarpe nuove che pretendono la giacca nuova, che a sua volta pretende la cintura nuova. E vuoi non metterci l'orologio nuovo? Prima che tu te ne accorga hai rifatto mezzo guardaroba per una sola cosa. Oppure compri casa nuova, e vuoi non comprarti il divano nuovo, perché quello vecchio non ci sta bene? Poi il mobile per la televisione, poi la televisione perché è troppo piccola per quel mobile. Ah cazzo, ma la cucina è di un colore diverso. E in un attimo ti sei rifatto tutta la casa e la roba vecchia l'hai buttata.

Questa cosa si chiama effetto Diderot ed è una storia vecchia di 300 anni. Diderot era un filosofo che viveva povero e felice, stava da Dio. Un giorno un amico gli regala una vestaglia nuova, elegante, magnifica. Lui se la mette, inizia a guardare casa sua e tutto gli sembra terribile. Cambia la poltrona, la scrivania, i quadri, i tappeti, e di colpo si trova pieno di cose bellissime ma completamente al verde. Un solo acquisto — nel suo caso un regalo — aveva innescato una catena, perché il resto stonava oggettivamente col primo pezzo.

Ecco l'effetto che ti fa lo status: ti mette in una spirale dove una cosa chiama necessariamente l'altra. Come ti difendi? Smettendo di comprare più cose e comprando solo le cose giuste: cose che usi davvero e a cui tieni davvero. E se proprio vuoi fare un upgrade, ragiona in modo strategico: cerca qualcosa che si incastri con quello che hai già, perché se prendi una cosa troppo diversa, ti assicuro che finirai a comprarne altre.

Il vantaggio nascosto: la semplicità sui soldi vale oro


Quando smetti di rincorrere, di aggiornare, di stare al passo con quello che vedi sui social, succede una cosa strana: la tua vita si semplifica. E la semplicità sui soldi vale oro, perché troppi oggetti non costano soltanto il prezzo del cartellino: ti costano tempo, energia, manutenzione. Ogni oggetto che possiedi, in qualche maniera, possiede un pezzettino di te.

Ed è qui il vero salto: quando smetti di usare i soldi come metro per paragonarti agli altri, puoi usarli per quello che sono davvero, cioè un mezzo. Con i soldi puoi delegare a persone o strumenti quello che tu odi fare e riprenderti il tuo tempo. Comprano tranquillità, perché avere soldi da parte ti protegge dallo stress dell'imprevisto. Comprano opzioni: puoi decidere se fare una cosa o non farla, perché non sei costretto.

Un modo di spendere i soldi ti costa del tempo, l'altro te lo ricompra. E il tempo, a differenza di un orologio nuovo, non torna più indietro.

I soldi la felicità la comprano, e come. Ma nel posto giusto


Domanda scomoda: comprare cose per stare bene funziona? La verità è che fino a un certo livello sì, funziona. Ma è un livello molto più basso di quello che pensiamo, perché dopo un po' ostentare smette semplicemente di funzionare. La macchina nuova ti emoziona, sei super felice per due settimane, e poi niente. Il meccanismo si chiama tapis roulant edonistico: ogni upgrade diventa semplicemente la tua nuova normalità. Quando spendi per lo status stai spendendo verso il nulla, perché una volta ottenuto quell'aumento di status l'effetto svanisce e ne vuoi ancora di più. Come una droga.

E attenzione: non ti sto dicendo la solita frase da Baci Perugina, "i soldi non comprano la felicità". Col cazzo. I soldi la felicità la comprano, e come, a badilate. Anche questo te lo dico per esperienza. Il punto è che la comprano se li spendi nel posto giusto: la sicurezza economica ti compra la serenità, la salute, le esperienze, le persone giuste intorno. Quindi quando smetti di comprare per farti vedere — e anche se sembri povero, chi se ne frega — ti restano soldi da mettere dove la felicità ci sta veramente.

Il fuck you fund non si vede


E arriviamo al motivo più importante, quello che vale tutto questo discorso. Alla fine i soldi ti comprano solo due cose che contano davvero. La prima è la libertà: scegliere per chi lavori, come lavori, quando lavori. Lavorare part-time, prenderti il rischio di fare qualcosa di tuo — un canale YouTube, come nel mio caso. La seconda è la sicurezza: tirarti fuori da una situazione che non vuoi più, magari rischiosa, perfino da una relazione tossica.

Gli americani questa cosa la chiamano fuck you fund: i soldi che ti danno il potere di mandare a quel paese la gente o le situazioni. In maniera super educata, eh. Ed è qui tutto il senso del sembrare poveri: il fuck you fund non si vede. La gente non ti fa i complimenti per quello, te li fa per la Porsche nuova. Ma è la vera differenza tra scegliere la vita che vuoi e subire la vita che ti capita.

E poi c'è un momento — io spero di esserci veramente vicino, e conosco un sacco di gente che c'è arrivata — in cui smetti di volere sempre di più. Ti parlo di persone ricche che conosco molto bene: non è che non hanno belle cose, ma le belle cose non occupano più tutti i loro pensieri. C'è una frase di Housel, l'autore de La psicologia dei soldi, un libro bellissimo, che dice che la ricchezza non è sempre quello che vuoi: a volte è quello che hai già.

Quando ci arrivi è il ribaltamento finale: smetti di spendere per far vedere agli altri e inizi a spendere perché quella cosa la vuoi veramente tu. E all'improvviso l'hobby, la vacanza, la cena nel posto bello con tua moglie non ti danno più sensi di colpa, perché sono allineati ai tuoi valori. Quando senti "si vive una volta sola, spendi": verissimo. Ma proprio per questo non puoi usare quei soldi per vivere la vita di qualcun altro. Sembrare povero serve esattamente a questo: smetti di pagare per la vita degli altri e quei soldi li usi per comprarti una vita che è veramente tua.

Ora fai un conto onesto: delle cose che hai comprato nell'ultimo anno, quante le hai volute tu e quante servivano a far vedere qualcosa a qualcuno che, ti assicuro, non se lo ricorda già più?

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Gli Stati Uniti attaccano nuovamente postazioni iraniane nello Stretto di Hormuz


Il Centcom annuncia di aver attaccato postazioni dei Guardiani della Rivoluzione lungo la costa meridionale dell’Iran. Teheran annuncia una dura risposta. I bilanci delle vittime restano provvisori.

Le forze americane hanno ripreso a colpire obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato questa sera il Comando Centrale degli Stati Uniti (Central Command, Centcom), responsabile delle operazioni militari americane in Medio Oriente. I raid sono cominciati a mezzogiorno, ora di Washington, ovvero le 18 in Italia, e hanno preso di mira postazioni dei Guardiani della Rivoluzione (IRCG), il corpo militare d’élite della Repubblica islamica.

Secondo il Centcom, gli attacchi odierni sono una risposta ai recenti tentativi dei Guardiani di colpire navi commerciali nello Stretto e basi militari americane presenti nella regione. Lo scambio di attacchi era già ripreso domenica, dopo circa un mese di pausa.

Gli Stati Uniti avevano distrutto due lanciatori sull’isola di Larak, che secondo Washington erano pronti a disseminare mine marine nello Stretto. Il giorno dopo l’Iran aveva risposto lanciando missili contro due basi americane in Giordania, otto dei quali erano stati intercettati.

L’operazione di questa sera rientra in un piano che il presidente e i suoi principali consiglieri valutavano da giorni e che Axios aveva già anticipato: una serie di attacchi limitati nell’area dello Stretto per impedire all’Iran di ricostruire radar e capacità missilistiche necessarie ad attaccare le navi. Un funzionario americano ha spiegato ad Axios che l’obiettivo è ridurre il rischio di attacchi iraniani contro petroliere, unità della Marina e aerei dell’Aeronautica statunitensi. Si tratta, nelle sue parole, di “tagliare l’erba”.

Stretto di Hormuz

Dieci località colpite in un giorno: la mappa dei raid americani sull’Iran


A mezzogiorno, ora di Washington, il Centcom ha iniziato a colpire le postazioni delle Guardie della rivoluzione lungo la costa meridionale iraniana. È il terzo giorno consecutivo di colpi e risposte tra i due Paesi.

Grafica di FocusAmerica 1º settembre 2026

54°E56°E58°E60°E23°N24°N25°N26°N27°N28°N29°N30°N Iran Emirati Arabi Uniti Oman Pakistan Golfo Persico Golfo di OmanGolfo di Oman Stretto di Hormuz Bandar AbbasJaskChabaharKonarakMinabSirikIsola di QeshmIsola di LavanAsaluyehAeroporto di JiroftLarak (domenica)
Inizio dei raidOre 12:00 Washington
Ore 18:00 Italia
Fuori mappa, a ovestGiordania: due basi americane bersaglio lunedì dei missili iraniani
100 km
×

Tocca o passa il cursore su un punto per i dettagli di ogni località.

Prima ondata (martedì) Ore successive Attacco USA di domenica

Prima ondataBandar Abbas, Jask, Chabahar, Konarak, Minab, Sirik, isola di Qeshm
Ore successiveIsola di Lavan, polo del gas di Asaluyeh, aeroporto di Jiroft (Kerman)
DomenicaIsola di Larak: gli Stati Uniti distruggono due lanciatori delle Guardie pronti a disseminare mine

La sequenza

Da domenica a martedì: tre giorni di colpi e risposte


Lo scambio di fuoco è ripreso dopo circa un mese di pausa.

Domenica 30 agosto
Stati Uniti
2lanciatori delle Guardie distrutti sull’isola di Larak

Erano pronti a disseminare mine marine nello Stretto di Hormuz.

Lunedì 31 agosto
Iran
2basi americane in Giordania attaccate dai missili iraniani
8missili intercettati

Martedì 1º settembre
Stati Uniti
10località colpite nel sud dell’Iran

I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver dato inizio alla risposta.

La logica dell’operazione
«Tagliare l'erba»

Così un funzionario americano ha descritto ad Axios il piano del Pentagono: attacchi limitati e ripetuti nell’area dello Stretto.

L’obiettivo dichiarato

Impedire all’Iran di ricostruire radar e capacità missilistiche con cui attaccare petroliere, navi e aerei americani.

La minaccia di Trump

Se l’Iran reagisce, sarà colpito di nuovo «a un livello molto più duro». E l’attacco più grande resta in attesa.

Il bilancio

Le vittime a Sirik: due fonti iraniane, due conteggi


Un attacco avrebbe centrato un’abitazione dove era in corso un matrimonio. I bilanci restano provvisori.

Mezzaluna Rossasezione provinciale, citata da Fars
almeno 4mortitra cui un bambino
oltre 50feritisoccorsi ancora in corso

Vicegovernatoreprovincia di Hormozgan, alla tv di Stato
2mortibilancio provvisorio

I Guardiani della Rivoluzione promettono una «punizione severa»; l’agenzia Tasnim parla di una risposta «molte volte più grande».

Fonte Elaborazione FocusAmerica su comunicati del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), Axios, agenzie Fars e Tasnim, tv di Stato iraniana. Cartografia: Natural Earth. Dati aggiornati al 1º settembre 2026, bilanci provvisori.

Colpita la costa meridionale dell’Iran


Secondo i media iraniani, i raid di questa sera hanno colpito diverse località della costa meridionale del Paese, tra cui Bandar Abbas, Jask, Chabahar, Konarak, Minab e Sirik, oltre all’isola di Qeshm. Nelle ore successive gli attacchi avrebbero raggiunto anche l’isola di Lavan, il polo del gas di Asaluyeh e l’aeroporto di Jiroft, nella provincia iraniana di Kerman.

Uno dei colpi avrebbe centrato un’abitazione nei pressi di Sirik, città costiera dell’Iran dove era in corso un matrimonio. La sezione provinciale della Mezzaluna Rossa iraniana, citata dall’agenzia stampa iraniana Fars, ha riferito di almeno 4 morti, tra cui un bambino, e di oltre 50 feriti, mentre i soccorsi erano ancora in corso. Il vicegovernatore della provincia di Hormozgan ha invece parlato alla televisione di Stato di due vittime.

Le minacce reciproche di Washington e Teheran


Poco dopo la notizia dei raid, il presidente statunitense Donald Trump ha scritto su Truth Social che l’attacco è stato “pienamente giustificato” e che, se l’Iran, da lui definito una “nazione fallita”, dovesse reagire, verrebbe attaccato di nuovo a un livello “molto più duro e più alto”. Anche questo di stasera, ha aggiunto, non è l’attacco più grande: quello resta “pronto in attesa” e, quando dovesse essere concluso, della Repubblica Islamica dell’Iran “resterebbe molto poco”.

“Una punizione severa attende gli aggressori”, ha risposto su X il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione Hossein Mohebi, aggiungendo che gli Stati Uniti “si pentiranno dei loro ultimi attacchi”. L’agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, ha citato una fonte militare iraniana secondo cui la risposta sarà “molte volte più grande” degli attacchi americani e gli interessi e le basi statunitensi nella regione finiranno rapidamente sotto il fuoco iraniano.

Questa voce è stata modificata (23 ore fa)

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Trump punta a restringere il voto per posta prima delle midterm


La nuova regola del servizio postale federale imporrebbe agli Stati di condividere le liste elettorali con il governo federale. Un giudice l'ha sospesa, ma la battaglia potrebbe tornare presto alla Corte Suprema.

Votare per posta diventerebbe molto più difficile, se non impossibile, per decine di milioni di americani se il servizio postale dovesse applicare le nuove regole restrittive volute dal presidente Donald Trump. Le misure, ricostruite dal New York Times, prevede che gli Stati carichino le liste degli elettori su un portale federale non ancora operativo e che tutte le schede elettorali passino attraverso i grandi centri di smistamento, gli unici in grado di leggere i nuovi codici a barre. Soprattutto, impedirebbe la consegna delle schede elettori negli Stati che non intendo trasmettere al governo federale i dati dei propri elettori, che l'Amministrazione afferma apertamente di voler utilizzare per individuare eventuali non cittadini iscritti nelle liste.

Giovedì la giudice federale Indira Talwani, a Boston, ha sospeso la regola per 14 giorni e la Casa Bianca ha presentato ricorso. Oltre venti Stati a guida democratica e il District of Columbia hanno fatto causa e annunciato che non intendono adeguarsi. Ma lunedì 24 agosto la Corte Suprema, con una maggioranza di 6 a 3, aveva già respinto un primo ricorso perché la regola non era ancora definitiva. Ora che lo è diventato, è probabile che i giudici siano chiamati a pronunciarsi nuovamente nelle prossime settimane sulla sua costituzionalità. A meno di dieci settimane dal voto, e con il North Carolina che inizierà a spedire le schede per il voto il 4 settembre, non è affatto certo che ci sia il tempo materiale per applicarla.

L'impatto politico: il Michigan è il caso più delicato


Le conseguenze ricadrebbero soprattutto sui democratici, che ricorrono al voto per posta più dei repubblicani: nel 2024 lo ha fatto più di un elettore democratico su tre contro uno su quattro tra i repubblicani, secondo le stime dello States United Democracy Center relative a 32 Stati.

Il Michigan è il caso più significativo. Nel 2022 il 37% dei voti è stato espresso per posta. Quest'anno nello Stato si decidono uno dei seggi al Senato più contesi del Paese, il governatore e quattro collegi in bilico alla Camera. Nel 2024, secondo il MIT Election Data and Science Lab, aveva votato per posta il 60% degli elettori di Kamala Harris contro il 34% di quelli di Trump. Quasi due milioni di elettori del Michigan ricevono inoltre automaticamente la scheda per il voto a ogni elezione. "Non è complicato", ha detto al New York Times Marc Elias, avvocato elettorale vicino ai democratici: "L'Amministrazione sa che i democratici votano per posta più dei repubblicani".

Ma anche gli amministratori elettorali di entrambi i partiti temono il caos. Alan Hays, supervisore repubblicano delle elezioni nella contea di Lake, in Florida, dove Trump ha ottenuto il 62% dei voti, ha paragonato il cambiamento a "cambiare rotta a una portaerei": "Affidare una responsabilità così grande al servizio postale, con i suoi precedenti e con così poco preavviso, è nel migliore dei casi imprudente".

In Arizona, dove alle ultime elezioni di metà mandato circa l'80% degli elettori aveva ricevuto la scheda per votare via posta, il Segretario di Stato democratico Adrian Fontes prevede invece una rivolta soprattutto tra i pensionati repubblicani: "Il voto per posta è stato creato dai repubblicani, promosso dai repubblicani ed è così che gli elettori repubblicani amano votare".

Un'offensiva che va ben oltre il voto per posta


La nuova regolamentazione è il risultato più concreto di un'offensiva molto più ampia, passata in rassegna dalla CNN. Nasce dall'ordine esecutivo di marzo con cui Trump – che non ironicamente il 18 agosto ha votato per posta alle primarie della Florida – ha chiesto al Dipartimento della Sicurezza interna di compilare liste sulla cittadinanza degli elettori Stato per Stato. L'ordine è oggetto di diverse cause e difficilmente potrà essere applicato integralmente entro novembre.

Il Dipartimento, guidato da Markwayne Mullin, ha chiesto agli Stati di consegnare le proprie liste elettorali e ha annunciato di aver individuato migliaia di presunti non cittadini registrati. In Nevada, però, ne ha poi "confermati" soltanto 185 sui 15.903 inizialmente indicati. Nel frattempo, la campagna va avanti con la ridefinizione dei collegi avviata da Trump in Texas e poi estesa ad altri Stati potrebbe fruttare ai repubblicani fino a dieci seggi alla Camera. A questo si aggiungono la sentenza Louisiana v. Callais, con cui la Corte Suprema ha fortemente ridimensionato alcune tutele del Voting Rights Act, e il ridimensionamento dell'agenzia federale per la cybersicurezza che coordina la risposta alle interferenze straniere.

Gli alleati del presidente continuano inoltre ad avanzare ipotesi ancora più estreme: la dichiarazione di un'emergenza nazionale sulle elezioni, il sequestro delle urne o l'invio di agenti dell'ICE ai seggi. Trump non le ha promesse, ma non le ha nemmeno escluse. Alla proposta di dichiarare l'emergenza nazionale, avanzata l'11 agosto dal commentatore Wayne Root, ha risposto: "Sono successe cose più strane, lasciamola così". A gennaio aveva detto al New York Times che nel 2020 "avrebbe dovuto" far sequestrare le urne. Mullin ha invece dichiarato che gli agenti dell'ICE non si recherebbero ai seggi "di propria iniziativa", ma soltanto su richiesta delle autorità locali e comunque "non per motivi di immigrazione". La legge federale vieta a chiunque, comprese le forze dell'ordine, di intimidire gli elettori e proibisce la presenza di "truppe o uomini armati" ai seggi.

"Trump butta lì delle cose. La gente abbocca e questo rende il Paese più nervoso, in un ciclo che si autoalimenta", ha detto alla CNN Ben Ginsberg, avvocato elettorale repubblicano di lunga data, secondo cui "la creazione di un clima di paura è forse un obiettivo in sé". Tammy Patrick, ex funzionaria elettorale della contea di Maricopa e oggi al Bipartisan Policy Center, ricorda invece che "finora i pesi e contrappesi del sistema hanno retto".


Voto per posta, va avanti la battaglia legale


Una giudice federale del Massachusetts ha stabilito ieri che l'Amministrazione Trump ha violato un'ingiunzione valida in tutto il Paese, portando a termine l'iter di una norma destinata a modificare profondamente il voto per corrispondenza. Il provvedimento consente la pubblicazione del testo mercoledì, ma impedisce allo United States Postal Service (USPS), il servizio postale federale, di applicarlo.

"Le parti convenute non possono sostenere di avere frainteso la portata dell'ordinanza della Corte", ha scritto la giudice distrettuale Indira Talwani in un provvedimento di 5 pagine. Talwani ha concluso che l'ingiunzione preliminare è stata violata, nonostante il governo avesse assicurato che gli Stati Uniti prendono molto sul serio l'obbligo di rispettare le decisioni giudiziarie.

La decisione accoglie in parte un'istanza d'urgenza della sezione del Massachusetts della League of Women Voters, secondo cui il servizio postale avrebbe ignorato l'ordine della giudice predisponendo la pubblicazione di una norma definitiva con effetto immediato. L'ingiunzione, estesa da Talwani a tutto il Paese l'11 agosto, vieta all'Amministrazione di imporre all'USPS di respingere le buste elettorali che non rispettano i nuovi requisiti grafici fino alla conclusione delle elezioni di medio termine. Proibisce inoltre di "avviare o completare" l'iter normativo necessario a introdurre quei criteri. La giudice ha tuttavia respinto la richiesta dell'associazione di imporre sanzioni.

Dietro la grafica delle buste, l'elenco federale degli elettori


L'ordine esecutivo da cui nasce la controversia va ben oltre l'aspetto delle buste. Impone, infatti, al Dipartimento per la Sicurezza interna di trasmettere agli Stati gli elenchi dei cittadini maggiorenni, obbliga gli Stati che ricorrono al voto per posta a comunicare al governo federale i nomi di chi riceve una scheda e prevede che il servizio postale rifiuti la consegna agli Stati che non rispettano questi obblighi. È questo il meccanismo che i ricorrenti considerano il vero obiettivo del provvedimento, perché trasformerebbe la consegna delle schede in una verifica preventiva del diritto di voto.

In un documento depositato il 25 agosto, l'Amministrazione Trump ha sostenuto che la pubblicazione della norma non violerebbe l'ingiunzione. Il testo precisa infatti che il servizio postale non la applicherà finché resterà in vigore il provvedimento della giudice: secondo il governo, dunque, pubblicare la norma non equivale ad attuarla. L'Amministrazione ha inoltre affermato che era necessario fissarne l'entrata in vigore prima delle elezioni, così da concedere agli Stati il tempo di adeguarsi qualora l'ingiunzione fosse revocata.

La Corte Suprema apre un varco all'amministrazione


Intanto, lunedì la Corte Suprema ha sospeso un'altra ingiunzione emessa da Talwani, vale a dire quella adottata a giugno a tutela dei 23 Stati e del Distretto di Columbia che avevano impugnato l'ordine esecutivo. Tra questi figurano Stati in bilico come Arizona, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin.

La Corte ha preso questa decisione con 6 voti contro 3, seguendo le consuete divisioni ideologiche, e ha giudicato prematuro il provvedimento perché adottato prima che le agenzie federali definissero i piani di attuazione. La maggioranza ha però precisato che la decisione "non significa che qualunque misura adottata dal governo per attuare l'ordine sarà necessariamente legittima". Nella loro opinione dissenziente, Ketanji Brown Jackson, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan hanno invece avvertito che alle elezioni di novembre "ne deriverà il caos".

Secondo la Casa Bianca, lo stesso ragionamento comporterebbe l'illegittimità anche dell'ingiunzione nazionale dell'11 agosto, che Talwani dovrebbe quindi revocare. La giudice non ha affrontato la questione e non ha ancora deciso se annullare il provvedimento. Intanto, il gruppo di Stati che si era rivolto alla Corte Suprema dovrebbe presentare un nuovo ricorso non appena la norma definitiva sarà pubblicata, riaprendo il contenzioso sul terreno indicato dagli stessi giudici. Resta però da capire se, nel frattempo, l'ingiunzione dell'11 agosto rimarrà in vigore.


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Samsung Galaxy Book6: notebook da 14 pollici con Galaxy AI a 849 euro


Samsung amplia la famiglia Galaxy Book6 con un modello da 14 pollici più accessibile. Il nuovo notebook arriverà in Italia a settembre con processori Intel Core Series 3, autonomia dichiarata fino a 25 ore e funzioni pensate per l’ecosistema Galaxy.

Samsung amplia la propria gamma di notebook annunciando il nuovo Samsung Galaxy Book6 da 14 pollici, un modello progettato per rendere più accessibile l’esperienza offerta dalla famiglia Galaxy Book. Il dispositivo sarà disponibile in Italia da settembre, con un prezzo consigliato a partire da 849 euro.

Il nuovo portatile punta sulle caratteristiche maggiormente richieste nell’utilizzo quotidiano: dimensioni compatte, autonomia prolungata, processori Intel di ultima generazione e strumenti basati su Galaxy AI. A questi elementi si aggiungono diverse funzioni che facilitano la condivisione dei contenuti e il lavoro tra PC, smartphone e tablet Samsung compatibili.

Processori Intel Core Series 3 e NPU fino a 15 TOPS


Il nuovo Galaxy Book6 può essere configurato con processori Intel Core 3 o Intel Core 5 Series 3, affiancati dalla grafica Intel integrata. Si tratta di una dotazione pensata per gestire navigazione web, programmi da ufficio, videochiamate, streaming e multitasking.

Il processore integra anche una NPU Intel capace di raggiungere fino a 15 TOPS, destinata all’elaborazione delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Le prestazioni effettive della NPU possono variare in base al processore scelto.

La memoria RAM LPDDR5X è disponibile nei tagli da 8 o 16 GB, mentre per l’archiviazione Samsung propone unità PCIe da 256 GB, 512 GB oppure 1 TB. Configurazioni e disponibilità potranno cambiare in base al mercato e al modello.

Il sistema operativo previsto è Windows 11 nelle versioni Home o Pro a 64 bit. Nella scheda tecnica viene indicata anche una configurazione Linux utilizzabile tramite console.

Autonomia fino a 25 ore e ricarica rapida da 45 W


Uno dei principali elementi del nuovo Samsung Galaxy Book6 è l’autonomia. Secondo i dati comunicati dall’azienda, la batteria da 61,2 Wh può offrire fino a 25 ore di utilizzo con una singola ricarica.

Il risultato effettivo dipenderà naturalmente dalle applicazioni utilizzate, dalla luminosità dello schermo, dalla connessione di rete e dalle altre impostazioni del sistema.

Il notebook supporta la ricarica USB Type-C da 45 W. Collegando il dispositivo all’alimentatore incluso nella confezione è possibile raggiungere circa il 33% della capacità della batteria in 30 minuti.

Questa combinazione è pensata per accompagnare una giornata di lavoro, studio o intrattenimento, riducendo la necessità di tenere costantemente a disposizione una presa elettrica.

Display WUXGA da 14 pollici in formato 16:10


Il Samsung Galaxy Book6 utilizza un display LCD WUXGA da 14 pollici, con una risoluzione di 1.920 × 1.200 pixel e una luminosità dichiarata di 350 nit.

Il rapporto di forma 16:10 mette a disposizione più spazio verticale rispetto ai tradizionali schermi 16:9. Questa impostazione può risultare utile durante la consultazione di documenti, la navigazione nelle pagine web e l’utilizzo contemporaneo di più finestre.

Samsung ha inoltre applicato un trattamento antiriflesso, pensato per limitare i riflessi ambientali e migliorare la leggibilità dello schermo nelle diverse condizioni di utilizzo.

Nella cornice del display trova posto una fotocamera da 2 megapixel con risoluzione Full HD 1080p, accompagnata da due microfoni digitali integrati. Il comparto audio comprende invece due altoparlanti stereo da 2 W con supporto Dolby Atmos.

Design sottile e nuova colorazione Violet Silver


Il nuovo modello mantiene il linguaggio estetico della famiglia Galaxy Book6, caratterizzato da linee pulite, forme simmetriche e logo Samsung collocato al centro della scocca.

Il notebook misura 313 × 221 × 15,7 millimetri e pesa 1,35 kg. Dimensioni e peso lo rendono adatto al trasporto quotidiano tra casa, ufficio, scuola e altri luoghi di lavoro.

Samsung introduce inoltre per la prima volta su un Galaxy Book la colorazione Violet Silver, che affianca la più tradizionale versione Gray. Il peso effettivo e la disponibilità delle colorazioni potrebbero variare in base al mercato.

La tastiera Pro non è retroilluminata, mentre per il controllo del puntatore è presente un tradizionale clickpad.

Porte USB-C, HDMI e Wi-Fi 6E


La connettività comprende Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4 e supporto allo standard 802.11ax 2×2. Per utilizzare la banda aggiuntiva offerta dal Wi-Fi 6E è necessario disporre di un router compatibile.

Sul telaio sono presenti due porte USB Type-C con le stesse funzionalità, una porta USB Type-A, un’uscita HDMI 1.4 compatibile con segnali 4K a 30 Hz e un connettore da 3,5 millimetri per cuffie e microfono.

Questa dotazione permette di collegare monitor, periferiche e accessori senza dover ricorrere necessariamente a hub o adattatori esterni.

Galaxy AI e collegamento con smartphone e tablet Samsung


Il nuovo Samsung Galaxy Book6 con Galaxy AI mette a disposizione diverse funzioni dedicate alla ricerca, alla modifica dei contenuti e alla produttività.

Selezione AI permette di selezionare un elemento visualizzato sullo schermo per ottenere rapidamente informazioni contestuali. La funzione AI Cut Out consente invece di rimuovere lo sfondo dalle immagini, facilitando la preparazione di fotografie e grafiche per presentazioni, inserzioni e materiali destinati al marketing.

Assistente note può riassumere gli appunti e mettere in evidenza le informazioni principali, velocizzando la consultazione di documenti e note più articolate.

L’integrazione con l’ecosistema Galaxy comprende anche Quick Share, utilizzabile per inviare rapidamente file tra dispositivi compatibili. Condivisione archiviazione permette di accedere dal notebook a fotografie, video e documenti conservati su uno smartphone Galaxy supportato, senza doverli prima trasferire manualmente.

Controllo multiplo consente di utilizzare la stessa tastiera e lo stesso mouse con più dispositivi Galaxy, mentre Secondo schermo permette di trasformare un tablet Galaxy Tab compatibile in un monitor aggiuntivo. Completano l’esperienza Dispositivi vicini e Collegamento al telefono, attraverso il quale alcune funzioni dello smartphone possono essere utilizzate direttamente dal PC.

Samsung Galaxy Book6: prezzo e disponibilità in Italia


Il nuovo Samsung Galaxy Book6 da 14 pollici sarà disponibile in Italia a partire da settembre. Il prezzo consigliato partirà da 849 euro, con possibili variazioni legate alla configurazione scelta in termini di processore, memoria RAM e capacità di archiviazione.

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Dyson CameraJet: spazzolino con videocamera e idropulsore


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Dyson entra nel settore dell’igiene orale con CameraJet, un sistema che combina spazzolamento sonico, videocamera, machine learning e un getto mirato di collutorio per pulire gli spazi tra i denti.

Dyson amplia il proprio raggio d’azione e presenta Dyson CameraJet, uno spazzolino elettrico progettato per riunire in un unico dispositivo diverse fasi della cura orale. Il nuovo prodotto integra infatti una microcamera, un sistema di riconoscimento degli spazi interdentali, un idropulsore con getto conico e una testina dotata di oscillazione sonica variabile.

L’obiettivo è intervenire soprattutto nelle aree che vengono trascurate più frequentemente durante il normale spazzolamento. Secondo i dati riportati dall’azienda, nove persone su dieci non utilizzano il filo interdentale con la regolarità consigliata, mentre il tempo medio dedicato al lavaggio dei denti sarebbe di circa 45 secondi, rispetto ai due minuti generalmente raccomandati.

Il progetto ha richiesto sei anni di sviluppo, coinvolgendo 661 ingegneri, 30 professionisti del settore dentale e portando alla presentazione di 38 brevetti. Il funzionamento complessivo di CameraJet si basa inoltre su circa 16 milioni di righe di codice.

Una videocamera individua gli spazi tra i denti


La caratteristica principale di Dyson CameraJet è la videocamera integrata da 100.000 pixel con lente macro. Questa componente utilizza la tecnologia Gap Optical Targeting, un algoritmo di machine learning sviluppato per identificare, seguire e prevedere in tempo reale la posizione degli spazi tra i denti.

La videocamera analizza 28 immagini al secondo e, entro 100 millisecondi dal rilevamento di uno spazio interdentale, può attivare automaticamente un getto mirato di collutorio. In questo modo la pulizia interdentale viene eseguita contemporaneamente allo spazzolamento, senza richiedere un passaggio separato.

Per addestrare il sistema di riconoscimento, Dyson ha raccolto più di 470.000 immagini di denti durante lo sviluppo. La microcamera dispone inoltre di un’illuminazione dedicata con effetto stroboscopico a 257 Hz, non sincronizzato con il movimento della testina, così da permettere al sistema di analizzare correttamente le immagini anche durante lo spazzolamento.

Il getto conico sostituisce il tradizionale flusso ad ago


Accanto alla videocamera trova spazio un sistema di erogazione sviluppato dagli specialisti Dyson nella dinamica dei fluidi. A differenza dei comuni idropulsori, spesso basati su un flusso sottile e concentrato, il getto conico di Dyson CameraJet copre una superficie più ampia.

Secondo i test condotti dall’azienda, un getto molto stretto può creare un foro nella placca senza riuscire a rimuoverla completamente. La forma conica scelta da Dyson è invece studiata per agire sull’intera area in un solo passaggio, lavorando a una pressione contenuta per mantenere un’azione delicata su gengive e smalto.

Per analizzare l’efficacia del sistema, Dyson ha collaborato per cinque anni con la Facoltà di Odontoiatria dell’Università Nazionale di Singapore, sviluppando una sostanza capace di riprodurre il comportamento della placca. Questo materiale ha permesso di effettuare prove di laboratorio e di modificare progressivamente la forma del getto.

Serbatoio anti-gravità da 12,5 ml


Il collutorio viene conservato all’interno di un serbatoio da 12,5 ml, dimensionato per erogare la quantità necessaria alla pulizia degli spazi interdentali durante una sessione.

Il serbatoio utilizza una pompa a membrana e una camera pressurizzata che si adattano all’orientamento dello spazzolino. Il sistema è stato progettato per evitare la formazione di bolle d’aria e mantenere il getto regolare quando CameraJet viene utilizzato in verticale, inclinato oppure in posizione orizzontale per raggiungere i denti posteriori.

Il riempimento avviene attraverso la docking station inclusa nella confezione e richiede, secondo Dyson, circa tre secondi. La stessa base mantiene lo spazzolino in posizione verticale e provvede alla ricarica tra un utilizzo e l’altro.

Testina a doppia setola e oscillazione sonica variabile


La testina di Dyson CameraJet presenta una superficie sagomata per adattarsi alla forma dei denti e raggiungere sia la superficie dentale sia la linea gengivale. Le setole interne, leggermente più rigide, sono dedicate alla rimozione delle macchie superficiali, mentre quelle esterne sono più morbide e lavorano vicino alle gengive.

Il movimento della testina avviene circa 1.000 volte al secondo ed è gestito attraverso un’oscillazione sonica variabile. Il sistema modifica l’angolo di oscillazione durante il lavaggio per ridurre il rischio che alcune setole rimangano bloccate contro i denti, soprattutto nelle zone più difficili da raggiungere.

Dyson dichiara che, nei test di laboratorio effettuati in modalità di solo spazzolamento, questa tecnologia ha rimosso fino al 69% di placca in più nelle aree difficili rispetto ad alcuni spazzolini elettrici premium leader di mercato.

Ogni testina integra anche un tag RFID, attraverso il quale il dispositivo riconosce l’accessorio installato, registra il numero di utilizzi e avvisa quando è arrivato il momento di sostituirlo. Oltre alla versione standard sarà disponibile una testina specifica per denti e gengive sensibili.

Dentifricio e collutorio progettati per CameraJet


Dyson ha sviluppato anche un dentifricio e un collutorio dedicati. Il dentifricio Dyson è privo di SLS e non produce schiuma, una scelta necessaria per consentire alla videocamera di mantenere una visione chiara durante il lavaggio.

Anche il collutorio presenta una formulazione a basso potere schiumogeno, studiata per essere utilizzata con il getto di precisione. Entrambi i prodotti contengono fluoruro di sodio, fosfati e xilitolo. La formulazione include inoltre glicerina, impiegata per contrastare la sensazione di secchezza della bocca.

Dentifricio e collutorio saranno proposti nelle varianti Zenzero e Menta e Menta Verde. Per chi ha denti sensibili è prevista anche una versione Menta Piperita Sensitive del dentifricio.

Connessione con l’app MyDyson e immagini in tempo reale


Dyson CameraJet dispone di connettività Wi-Fi a 2,4 GHz e Bluetooth. Attraverso l’app MyDyson è possibile visualizzare in tempo reale le immagini riprese dalla videocamera, controllare la copertura dello spazzolamento e ricevere indicazioni sulle aree che potrebbero essere state trascurate.

L’app mette a disposizione guide, filmati dimostrativi, informazioni sulla pulizia interdentale e suggerimenti personalizzati per migliorare la tecnica. L’utente può inoltre scegliere tra l’attivazione automatica del getto e il controllo manuale, regolando l’intensità della pulizia in base alle proprie preferenze.

Sul fronte della privacy, Dyson precisa che la videocamera si attiva esclusivamente durante la visualizzazione in tempo reale o quando è in funzione il getto automatico. Le immagini non vengono registrate né conservate sul dispositivo o nel cloud.

Prezzo e disponibilità di Dyson CameraJet


Il Dyson Dental System sarà disponibile dal 1° settembre 2026 nei Dyson Demo Store e presso rivenditori selezionati al prezzo di 479 euro.

La confezione comprende lo spazzolino Dyson CameraJet, la base di ricarica e riempimento, una custodia da viaggio, il dentifricio e il collutorio Dyson. Il dispositivo sarà commercializzato nelle colorazioni Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.

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Samsung Touch: piano a induzione con cappa integrata e AirSense


Samsung presenta il nuovo piano a induzione Touch con cappa integrata, una soluzione progettata per riunire la zona di cottura e il sistema di aspirazione in un unico elettrodomestico. Questa configurazione elimina la necessità di installare una tradizionale cappa a parete o sospesa, offrendo maggiore libertà nella progettazione della cucina.

Il nuovo modello si adatta in particolare alle cucine con isola, agli ambienti open space e agli spazi contemporanei nei quali la continuità visiva assume un ruolo centrale. Il piano può essere installato a filo con il top, creando una superficie più uniforme e lasciando libera la parte superiore della cucina.

Finitura Matte Black e vetro antigraffio


Uno degli elementi caratterizzanti del nuovo piano a induzione Samsung Touch è la finitura Matte Black. La superficie presenta un aspetto materico ed è stata sviluppata per offrire una sensazione tattile piacevole durante l’utilizzo.

Il vetro antigraffio raggiunge un grado di durezza pari a 8 sulla scala Mohs. Secondo il test Intertek citato da Samsung, condotto in base alla norma ASTM C1895, questo valore risulta superiore a quello attribuito al vetroceramico generico, indicato con un grado di durezza pari a 5.

La superficie dispone inoltre di un rivestimento idrorepellente, pensato per semplificare la pulizia e aiutare a preservare nel tempo l’aspetto del piano cottura. Una caratteristica utile in un’area quotidianamente esposta a liquidi, grassi e residui della preparazione degli alimenti.

Cappa integrata con aspirazione fino a 720 m³/h


Il sistema di aspirazione è collocato direttamente al centro della superficie di cottura. Questa disposizione permette di intercettare vapori, fumi e odori vicino al punto in cui vengono prodotti, senza ricorrere a una cappa posizionata sopra il piano.

Il piano a induzione Touch con cappa integrata può essere configurato sia in modalità filtrante sia in modalità aspirante. I modelli Samsung nascono con configurazione filtrante e vengono forniti con i relativi filtri. Per convertirli alla modalità aspirante è necessario acquistare un kit di installazione, collegare il sistema a un’uscita dell’aria e rimuovere i filtri presenti all’interno del piano.

La tecnologia AirSense monitora la qualità dell’aria e regola automaticamente la potenza di aspirazione in base alle condizioni rilevate. In modalità Boost il sistema può raggiungere una capacità massima di 720 m³/h. Samsung specifica che questa funzione è disponibile esclusivamente sul modello CC90H84JADUR.

Il sistema utilizza complessivamente quattro filtri. Due filtri ai carboni attivi si occupano di assorbire odori e gas residui dopo la separazione dei grassi, mentre i due filtri antigrasso sono realizzati in acciaio inox e possono essere lavati in lavastoviglie.

Flex Zone Plus riconosce posizione e dimensioni delle pentole


Per rendere più flessibile la gestione della zona di cottura, Samsung ha integrato la tecnologia Flex Zone Plus. Il sistema riconosce automaticamente la posizione e le dimensioni delle pentole, distribuendo il calore nelle aree effettivamente occupate.

L’ampia superficie consente di utilizzare contemporaneamente recipienti di forme e dimensioni differenti, incluse pentole particolarmente grandi o allungate. In questo modo il piano può adattarsi a diverse preparazioni senza vincolare l’utente a zone di cottura dalle dimensioni rigidamente predefinite.

La gestione delle funzioni avviene attraverso il controllo Slide Touch, un’interfaccia che permette di regolare sia la potenza delle zone a induzione sia quella del sistema di aspirazione.

AI Pro Cooking, SmartThings e Samsung Food


Il nuovo piano a induzione Samsung introduce anche diverse funzioni connesse attraverso AI Pro Cooking e l’ecosistema SmartThings.

L’integrazione con l’app Samsung Food consente di ricevere suggerimenti per la preparazione delle ricette e di trasferire direttamente al piano le relative impostazioni di cottura. Tramite smartphone è inoltre possibile monitorare il funzionamento dell’elettrodomestico e modificarne le regolazioni.

L’integrazione con SmartThings inserisce il piano cottura all’interno dell’ecosistema domestico connesso di Samsung, affiancando ai controlli presenti sull’elettrodomestico alcune opzioni per la gestione a distanza.

Un piano pensato per cucine con isola e ambienti open space


Il Samsung Touch con cappa integrata combina piano a induzione, sistema di aspirazione e funzioni smart in una struttura progettata per ridurre gli elementi visibili all’interno della cucina.

La possibilità di installazione a filo, la finitura Matte Black, la superficie con rivestimento idrorepellente e la cappa centrale lo rendono adatto soprattutto ai progetti nei quali il piano cottura occupa una posizione in evidenza. Flex Zone Plus amplia la libertà nella disposizione delle pentole, mentre AirSense automatizza la gestione dell’aspirazione sul modello compatibile.

Samsung non ha indicato nel documento il prezzo, la data di disponibilità, le dimensioni o ulteriori dettagli sulle varianti previste per il mercato italiano.

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Dan Driscoll si dimette da Segretario dell’Esercito dopo uno scontro con Hegseth


Alla base della rottura i licenziamenti degli alti ufficiali e le scelte sulla modernizzazione delle Forze Armate. L’uscita di Driscoll lascia diversi incarichi di vertice affidati ad interim.

Dan Driscoll ha rassegnato ieri le dimissioni da Segretario dell'Esercito, dopo mesi di contrasti con il Segretario alla Difesa Pete Hegseth sui licenziamenti degli alti ufficiali e sulle priorità delle Forze Armate. La Casa Bianca ha confermato la sua uscita, che dovrebbe diventare effettiva nei prossimi giorni. La notizia è stata data per prima dal Wall Street Journal.

Pochi giorni prima Driscoll aveva portato le sue preoccupazioni direttamente al presidente Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca. Secondo la ricostruzione dell'Atlantic, che ha parlato con quattro persone informate della conversazione, Trump si è mostrato sorpreso dal numero di generali e altri alti ufficiali licenziati, spinti al ritiro o scavalcati nelle promozioni sotto Hegseth. Driscoll gli ha spiegato che quelle uscite stavano ostacolando la trasformazione dell'Esercito e gli ha poi comunicato l'intenzione di lasciare anche lui l'incarico nonostante nelle settimane precedenti avesse dichiarato pubblicamente di non avere alcun piano di dimissioni.

Con la sua uscita l'Esercito, la branca più numerosa delle Forze Armate degli Stati Uniti, resterà senza un Segretario confermato dal Senato e senza un capo di Stato Maggiore titolare. Anche altri incarichi di vertice, compreso il comando delle forze terrestri americane in Europa e Africa, sono al momento affidati ad interim o in attesa di una conferma definitiva. L'Esercito conta circa 450.000 militari in servizio attivo e, secondo l'Atlantic, il numero dei generali è sceso ai minimi della storia recente. La riduzione dei vertici risponde anche a una linea dichiarata: nel maggio 2025 Hegseth ha ordinato un taglio di almeno il 20% dei posti da generale a quattro stelle nella componente attiva, del 20% degli ufficiali generali della Guardia Nazionale e un'ulteriore riduzione di almeno il 10% dei generali e ammiragli nell'ambito della riorganizzazione dei comandi unificati.

La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha definito Driscoll “molto efficace” nel portare avanti l'agenda del presidente al Dipartimento dell'Esercito e gli ha riconosciuto la guida durante importanti operazioni militari, il ritorno dell'attenzione su prontezza e capacità combattiva e il contributo ai negoziati tra Russia e Ucraina. L'Esercito è più potente che mai grazie al suo lavoro accanto al comandante in capo e al Segretario alla Difesa, ha aggiunto Kelly.

Lo scontro sulle nomine


Le nomine sono state il principale terreno di scontro. Il 2 aprile Hegseth ha rimosso il capo di Stato Maggiore dell'Esercito statunitense Randy George, generale pluridecorato che il Senato aveva confermato nel 2023, chiedendogli di ritirarsi con oltre un anno di anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Driscoll si era speso in sua difesa e, durante un'audizione al Congresso, ha detto di non conoscere le ragioni della decisione. Secondo l'Atlantic, due mesi prima Hegseth gli aveva ordinato di rimuovere anche il colonnello Dave Butler, responsabile delle relazioni pubbliche dell'Esercito e consigliere di Driscoll, mentre quest'ultimo si trovava a Ginevra nella squadra impegnata nei negoziati sull'Ucraina.

Il 2 luglio ha abbandonato il comando anche Christopher Donahue, generale a quattro stelle alla guida delle forze dell'Esercito in Europa e Africa e figura centrale nel sostegno all'Ucraina, dopo appena diciotto mesi. La sua uscita è arrivata dopo che Hegseth aveva bloccato i tentativi di prolungarne la permanenza in servizio. E' stato sostituito ad interim dal maggior generale Christopher Norrie. In precedenza aveva lasciato il suo incarico anche il vice capo di Stato Maggiore James Mingus.

A Mingus è subentrato Christopher LaNeve. Nell'aprile 2025 aveva lasciato il comando dell'Ottava Armata in Corea del Sud per diventare consigliere militare di Hegseth e nel febbraio 2026 il Senato lo ha confermato all'unanimità vice capo di Stato Maggiore e due mesi dopo ha assunto anche le funzioni di capo di Stato Maggiore dopo l'uscita di George.

Il Pentagono non ha però ancora trasmesso formalmente al Senato la nomina di LaNeve a capo di Stato Maggiore, una scelta che incontra resistenze anche tra i repubblicani. Il presidente della Commissione Forze Armate del Senato, il repubblicano Roger Wicker, ha riconosciuto l'esistenza di opposizioni nel partito, dopo che la senatrice repubblicana Joni Ernst ha sollevato dubbi sulla rapidità della sua ascesa al grado di generale a quattro stelle. Secondo Politico, LaNeve ha inoltre interrotto di recente un programma di addestramento congiunto tra militari americani e ucraini sulla guerra con i droni.

Il canale con Vance e la missione a Kyiv


Driscoll, veterano della guerra in Iraq e proveniente da una famiglia con tre generazioni di servizio militare, era arrivato al Pentagono nel febbraio 2025. È un amico stretto del vicepresidente JD Vance, con cui ha studiato alla facoltà di legge di Yale, e secondo l'Atlantic era considerato una figura destinata ad avere un ruolo nell'eventuale campagna presidenziale di Vance nel 2028.

Driscoll aveva coltivato rapporti con la stampa e con parlamentari di entrambi i partiti, ottenendo nel corso del mandato anche incarichi ulteriori: la direzione ad interim dell'ATF, l'agenzia federale che si occupa di alcol, tabacco, armi da fuoco ed esplosivi, e poi un ruolo diplomatico nei negoziati sulla guerra in Ucraina. Nel novembre 2025 era volato a Kyiv per presentare il piano di pace americano, diventando il più alto funzionario del Pentagono noto per aver visitato l'Ucraina dall'inizio del secondo mandato di Trump. Dopo l'incontro Volodymyr Zelensky si era detto disposto a negoziare sulla proposta americana.

È atteso ora alle dimissioni anche Dave Fitzgerald, vice Sottosegretario dell'Esercito e tra i promotori dell'ingresso di capitali privati e piccole aziende tecnologiche nei programmi di modernizzazione delle Forze Armate. Un ex funzionario della Difesa ha detto a Politico che il progetto di trasformazione promosso da Driscoll e George, se non era già nato morto, adesso può considerarsi finito.

Con l'uscita effettiva di Driscoll, il Sottosegretario Michael Obadal, ex colonnello e pilota dell'aviazione dell'Esercito con esperienza nelle forze speciali, diventerà il più alto dirigente civile del Dipartimento dell'Esercito e potrebbe assumere le funzioni di Segretario ad interim. Secondo l'Atlantic, tra i possibili successori viene indicato anche Sean Parnell, portavoce del Pentagono e veterano dell'Esercito, politicamente vicino a Hegseth e senza precedenti esperienze alla guida di un'organizzazione delle dimensioni dell'Esercito.

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Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

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in reply to Zone di Transizione

sinceramente avrò poco più di 100 utenti al giorno e WordPress lo conosco abbastanza bene ormai (ci ho sviluppato anche qualche plugin). Ricominciare da zero, passare ad una vps, vuol dire spendere di più e dover re-imparare tutto da zero 😅
Questa voce è stata modificata (10 mesi fa)