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Warframe su Nintendo Switch 2: lancio nel 2026 con grafica al top


Lo sviluppatore Digital Extremes conferma la finestra di lancio e mostra un'anteprima promettente con tecnologia NVIDIA DLSS in modalità portatile.

L'attesa per i possessori della futura console Nintendo si allunga, ma le promesse sono di altissimo livello. Digital Extremes ha annunciato ufficialmente, durante un recente livestream, che la versione nativa di Warframe arriverà su Nintendo Switch 2 nel corso del 2026.

La notizia ha parzialmente deluso la community di giocatori, che sperava in un debutto sulla piattaforma di nuova generazione entro la fine del 2025. Tuttavia, lo studio di sviluppo ha rassicurato i fan, specificando di voler rilasciare il gioco il prima possibile nel corso del nuovo anno, promettendo un'esperienza che giustificherà l'attesa.
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La pazienza dei giocatori, infatti, sarà ripagata con una versione del gioco che si preannuncia tecnicamente impressionante. A riprova di ciò, Digital Extremes ha mostrato un breve filmato di Warframe in esecuzione su un hardware rappresentativo di Nintendo Switch 2. Le immagini, catturate in modalità portatile, hanno evidenziato una qualità visiva notevole, resa possibile dal supporto alla tecnologia NVIDIA DLSS: l'upscaling IA permetterà al gioco di raggiungere un livello di dettaglio e fluidità finora impensabile su una console portatile Nintendo, promettendo di sfruttare appieno la potenza del nuovo hardware.

Nonostante l'anteprima promettente, molti dettagli tecnici rimangono ancora avvolti nel mistero. Lo sviluppatore non ha fornito informazioni specifiche su risoluzione e frame rate, lasciando aperte diverse domande sulle prestazioni finali del titolo.
Per i giocatori più impazienti, che desiderano giocare a Warframe sulla nuova console fin dal lancio, resterà disponibile l'opzione della retrocompatibilità: sarà possibile avviare la versione originale per Nintendo Switch, ma Digital Extremes ha sottolineato come questa soluzione offra un'esperienza visiva e prestazionale decisamente inferiore.
Per godere del gioco al massimo del suo potenziale, l'attesa per la versione nativa del 2026 sarà quindi una scelta obbligata.

Fonte: WCCFTech

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Sam Altman: l'IA eliminerà i lavori che non sono 'vero lavoro'


Le nuove dichiarazioni di Sam Altman sul lavoro: l'IA eliminerà quelli noiosi e ripetitivi, ma ne verranno creati di nuovi e più stimolanti.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha recentemente condiviso una visione audace e controversa sul futuro del lavoro, destinata a far discutere. Intervenendo nel podcast "What Now?" di Trevor Noah, Altman ha affermato che l'Intelligenza Artificiale potrebbe eliminare molte occupazioni, ma con una precisazione fondamentale: si tratterebbe di quei lavori che le persone, in fondo, non sono entusiaste di svolgere.

Secondo Altman, questi non rappresentano il "vero lavoro", ovvero quell'attività che dà un senso e uno scopo alla vita delle persone. La sua tesi distingue nettamente tra "impiego" e "lavoro". Mentre molti impieghi odierni sono caratterizzati da compiti ripetitivi e poco stimolanti, il vero lavoro è quello che ci appassiona e ci definisce. In questo scenario, l'IA non sarebbe una minaccia, ma un'opportunità per liberare il potenziale umano: l'automazione si farebbe carico delle mansioni più meccaniche e noiose, permettendo alle persone di dedicarsi ad attività più creative, innovative e gratificanti.

Altman immagina un futuro in cui verremo pagati per svolgere "un lavoro interessante, creativo e nuovo", qualcosa che oggi sembra un lusso per pochi. Per sostenere la sua visione, il CEO di OpenAI traccia un parallelo con le grandi rivoluzioni tecnologiche del passato, come l'invenzione della stampa. Sebbene inizialmente accolte con scetticismo e paura per la perdita di posti di lavoro, queste innovazioni hanno sempre portato alla creazione di nuove e migliori opportunità professionali, spesso inimmaginabili prima della loro comparsa.

Allo stesso modo, l'IA non solo sostituirà vecchi ruoli, ma ne genererà di nuovi, più in linea con le aspirazioni umane. Altman non nasconde le difficoltà di questa transizione, che definisce "lunga e difficile". È consapevole che il cambiamento susciterà timori e richiederà un profondo adattamento sociale e un massiccio sforzo di riqualificazione professionale. Tuttavia, la sua prospettiva rimane ottimista: l'Intelligenza Artificiale, concepita come uno strumento di "cognizione sovrumana" accessibile a tutti, ha il potenziale per inaugurare un'era di maggiore appagamento professionale, dove il lavoro smette di essere una semplice necessità per diventare una vera fonte di realizzazione personale.

Fonte: Tom's Hardware

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Ryzen 5 7500X3D: AMD prepara la CPU da gaming che tutti aspettavano?


Nuova ondata di rumor per AMD: avvistato il Ryzen 5 7500X3D, CPU che potrebbe rompere gli equilibri nella fascia media.

L'ultima indiscrezione sui processori AMD sta già infiammando la community dei videogiocatori: stiamo parlando del possibile arrivo del nuovo Ryzen 5 7500X3D, che promette di rendere la tecnologia da gaming di fascia alta più accessibile che mai.

L'avvistamento è avvenuto sul sito del noto rivenditore britannico Overclockers UK, dove per un breve lasso di tempo è comparsa una pagina prodotto dedicata a questa CPU non ancora annunciata, poi prontamente rimossa.
Sebbene si tratti di informazioni non ufficiali, i dettagli emersi sono estremamente interessanti. Il Ryzen 5 7500X3D si presenterebbe come un processore basato su architettura Zen 4, dotato di 6 core e 12 thread. Il vero punto di forza, però, sarebbe l'integrazione della tecnologia 3D V-Cache, una soluzione che ha già dimostrato di poter incrementare drasticamente le prestazioni nei videogiochi su modelli più costosi come il Ryzen 7 7800X3D.

Le specifiche trapelate indicano una frequenza di base di 3,7 GHz e un boost clock di 4,9 GHz, valori leggermente inferiori rispetto al Ryzen 5 7600X, suggerendo una strategia focalizzata sull'efficienza e sulle pure performance di gioco piuttosto che sulla potenza bruta.

Ma la vera notizia è il prezzo. La pagina del rivenditore indicava un costo di 239,99 sterline (circa 305 dollari), una cifra che, se confermata, posizionerebbe il 7500X3D in una fascia di mercato estremamente competitiva, tra il più economico Ryzen 5 7600X e il più performante (e costoso) Ryzen 7 7800X3D, diventando di fatto il processore con tecnologia 3D V-Cache più economico della sua generazione. Questo aprirebbe le porte a configurazioni da gaming di fascia media capaci di offrire un'esperienza di gioco di altissimo livello.

La data di disponibilità indicata dal rivenditore, il 12 aprile, rimane un'ipotesi da prendere con le pinze, visto che la pagina è stata oscurata. Tuttavia, se queste indiscrezioni dovessero rivelarsi fondate, il Ryzen 5 7500X3D potrebbe presto diventare il nuovo processore di riferimento per chiunque desideri assemblare un PC da gaming potente e bilanciato senza dover svuotare il portafoglio.

Fonte: Tom's Hardware

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Ritorno al futuro: il nuovo case Cooler Master con vano per CD


Cooler Master ha presentato il nuovo MasterBox CM695, case che guarda al passato con slot per lettori ottici.
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In un'epoca dominata dallo streaming e dal download digitale, la notizia di un nuovo case per PC con un alloggiamento da 5,25 pollici per lettori ottici può suonare anacronistica. Eppure, Cooler Master ha colto un'esigenza di mercato specifica, lanciando in Giappone il suo nuovo MasterBox CM695. Questo prodotto non è un semplice omaggio al passato, ma una risposta diretta e intelligente alla persistente passione del mercato nipponico per i supporti fisici come CD, DVD e Blu-ray.

Il CM695 si presenta come un ponte tra due mondi, offrendo le più moderne soluzioni per l'assemblaggio PC senza rinunciare alla compatibilità con formati che ormai appartengono alla storia dell'informatica.

La scelta del Giappone come mercato di lancio non è casuale: a differenza di molte altre nazioni, il Paese del Sol Levante mostra una notevole riluttanza ad abbandonare i media fisici. Gli appassionati di musica, anime e videogiochi continuano a preferire l'acquisto di edizioni fisiche, attratti non solo dal valore collezionistico dell'oggetto, ma anche dai contenuti extra che spesso accompagnano queste versioni.
L'industria musicale giapponese, in particolare, alimenta questa tendenza includendo bonus esclusivi nei CD.

Cooler Master ha quindi progettato il MasterBox CM695 pensando proprio a questi utenti, che desiderano costruire un nuovo PC senza dover accantonare le proprie preziose collezioni.
Sebbene il suo punto di forza sia il vano per lettori ottici, il MasterBox CM695 è tutt'altro che un case obsoleto: erede della celebre serie CM 690, questo imponente mid-tower è progettato per ospitare componenti di ultima generazione. Offre un supporto esteso per schede madri fino al formato E-ATX, garantendo ampio spazio per configurazioni complesse. Anche il sistema di raffreddamento è stato curato nei minimi dettagli, con la possibilità di installare radiatori fino a 360 mm sia sulla parte superiore che frontale.

C'è spazio per diverse unità SSD e hard disk tradizionali, a cui si aggiunge il già citato vano da 5,25 pollici. Il design del Cooler Master CM695 unisce estetica e funzionalità, con un pannello frontale interamente in mesh che assicura un flusso d'aria ottimale per mantenere basse le temperature dei componenti interni.

In sostanza, questo case non costringe a scegliere tra passato e futuro, ma li integra armoniosamente. Si rivolge a una nicchia di mercato ben precisa ma ancora molto attiva, dimostrando come un'attenta analisi delle esigenze dei consumatori possa portare a prodotti unici. Disponibile sul mercato giapponese al prezzo di circa 19.980 yen, il CM695 è la soluzione ideale per chi vuole il meglio della tecnologia attuale senza dimenticare il valore dei propri media fisici.

Fonte: Tom's Hardware

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Per una New York per tutt*


La vittoria di Mamdani segna la via per il Partito democratico statunitense: la battaglia è quella per il costo della vita. Tra le altre notizie: la morte di Dick Cheney, il referendum sulla riforma della Giustizia si farà, e la rinascita di Gaza Sky Geek

Il socialista democratico Zohran Mamdani ha vinto le elezioni a New York e sarà sindaco della città: il primo musulmano, e il più giovane da più di un secolo. Nel proprio discorso per celebrare la vittoria, Mamdani ha dichiarato che “il futuro” della città “è nelle nostre mani,” perché “abbiamo rovesciato una dinastia politica,” che da anni controllava la città. Come in campagna elettorale, Mamdani durante il proprio discorso è stato esplicito nella propria contrapposizione al razzismo, pietra angolare del supporto di Trump: “New York rimarrà una città di migranti: una città costruita da immigrati, fatta funzionare da immigrati, e, da stasera, governata da un immigrato.” Nato in Uganda, Mamdani ha sconfitto l’ex governatore Cuomo, che da democratico si era candidato da indipendente per raccogliere il consenso di molti repubblicani — al terzo posto si è fermato il politico caratterista Curtis Sliwa, candidato dai repubblicani. In un ultimo tentativo disperato di fermare Mamdani, l’altroieri Trump aveva dato il proprio endorsement a Cuomo, invece che a Sliwa. La corsa al successo di Mamdani, forte di una piattaforma popolare, in una città diventata troppo cara per i propri residenti, lo ha reso nel giro di pochi mesi uno dei politici più famosi e famigerati al mondo. Mentre scriviamo, con il 97% delle sezioni scrutinate, Mamdani ha il 50,39% delle preferenze. (NPR / Commissione elettorale della città di New York)

È stata una buona giornata per i democratici anche fuori da New York città, e una forte sberla per Donald Trump, che esce seccamente sconfitto insieme al proprio partito alla prima prova elettorale dal suo ritorno alla Casa bianca. Oltre a Mamdani, sono state elette Mikie Sherrill, che sarà governatrice in New Jersey, e Abigail Spanberger, che sarà governatrice in Virginia, dove i democratici hanno conquistato anche 13 seggi, per formare la maggioranza più solida che abbiano avuto nello stato da quasi 40 anni. Quelle di Sherrill e Spanberger non erano candidature di rottura come quella di Mamdani, ma la loro vittoria ha più in comune con quella del candidato democratico socialista di quanto possa sembrare. I democratici hanno vinto non grazie a candidature di compromesso con le proposte razziste e libertariane dei repubblicani di Trump, ma su piattaforme più o meno progressiste — ma tutte calate nelle strette necessità degli elettori, concentrandosi in particolare sul costo della vita, diventato per tantissime persone statunitensi insostenibile. Parlare di cose vere — e di cose che i repubblicani non possono parlare, per ideologia — paga: secondo gli exit poll, Mamdani ha convertito un 9% dell’elettorato che nel 2024 aveva votato per Trump; Spanberger il 7%. Nel proprio discorso di vittoria, Mamdani ha riassunto la necessità di cambiamento: “Voltiamo pagina dalle politiche che hanno abbandonato i molti, e che rispondono solo ai pochi.” (the Guardian / POLITICO / Reuters / X)

Trump sembra aver preso sconfitta come potete immaginare. Su Truth Social il presidente statunitense prima ha cercato di razionalizzare, scrivendo: ‘TRUMP NON ERA SULLA SCHEDA ELETTORALE E LO SHUTDOWN SONO STATI I DUE MOTIVI PER CUI I REPUBBLICANI HANNO PERSO LE ELEZIONI STASERA,’ secondo i sondaggisti.” E poi suggerendo che avrebbe dato seguito alle proprie minacce contro i cittadini newyorkesi, nel caso avessero eletto Mamdani, scrivendo solo: “...E COSÌ COMINCIAMO!” In realtà, già scrivere che lo shutdown sia stato uno dei motivi della sconfitta è una grossa ammissione: i repubblicani e in realtà l’amministrazione stessa, su tutti i canali ufficiali, hanno cercato di addossare le responsabilità dello shutdown ai democratici — il fatto che gli elettori abbiano votato per quel partito ammette implicitamente che una percentuale consistente dell’elettorato sappia che in questi settimane si è cercato di ingannarli. (Truth Social)

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Come si fotografa oggi la fede? - con Barbara di Maio, Debora Valentini e Raffella Canfarini


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In questa nuova puntata del Podcast parliamo di cosa vuol dire fotografare la fede in un momento storico e sociale come il nostro in cui, il credere e lo scattare un’immagine, hanno più cose in comune di quelle che ci si potrebbe aspettare.

Attraverso le parole del comitato dietro la direzione artistica del Doebbing Photo Happening, manifestazione sul territorio italiano in collaborazione con il Museo di Palazzo Doebbing di Sutri, e le riflessioni di Barbara Di Maio, fotografa che, con la fede e i riti religiosi, ha stretto un legame artistico intenso, abbiamo imbastito una piacevolissima chiacchierata a quattro, un dialogo fatto di risvolti totalmente fotografici e di momenti dedicati alla riflessione del racconto della fede e delle sue implicazioni umane.

Il Doebbing Photo Happening inaugurerà il 15 Novembre a Sutri e proseguirà fino al 18 Gennaio 2026; faranno da cornice al grande tema di “Pistis. Suggestioni di fede” 10 mostre di fotografi internazionali, talk dedicate ai lavori in esposizione e due workshop tenuti da Alessandra Baldoni e Paolo Marchetti. Si prospetta essere un appuntamento imperdibile!

Trovi la puntata anche su Spotify, Apple Podcast ed affini. La versione sottotitolata su Youtube. Non dimenticarti di lasciare una recensione sulla tua piattaforma preferita di ascolto audio e di aggiungere il Podcast tra i preferiti (premendo sul tasto "Segui") - è gratis!

Se avessi dubbi o riflessioni, l'area commenti è a tua disposizione.

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➡️ Barbara di Maio
➡️ Debora Valentini
➡️ Raffaella Canfarini

📿 Il Doebbing Photo Happening 2025
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OpenAI con AWS, Supercomputer a Bologna, Nokia testa il 6G


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Buon mercoledì,
un altro accordo, altre decine di miliardi versati in data center per OpenAI, che con questa partnership con Amazon arriva a toccare i 600 miliardi di dollari in contratti di data center. Poi vedremo un nuovo supercomputer inaugurato a Bologna, i test per il 6G di Nokia, e tanto altro ancora. Buona lettura!
Ps ringraziamo Guillaume Slowik che oggi mi ha aiutato segnalandomi ben tre delle cinque notizie principali della rassegna.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

Il podcast quotidiano è disponibile solo per i supporter.

Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Accordo cloud da 38 miliardi tra OpenAI e Amazon


Business
OpenAI ha siglato un accordo pluriennale da 38 miliardi di dollari con Amazon per l'uso dei servizi cloud AWS. Oltre che la potenza di calcolo, OpenAI otterrà chip Nvidia. Amazon subisce la pressione degli investitori e questo contratto è cruciale. OpenAI ha accordi cloud anche con Oracle (300 miliardi di dollari) e Microsoft (250 miliardi).
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: Il Sole 24 Ore

Leggi tutto

"Basta con le domande sulla revenue"

Di recente, in un podcast in cui presenziava anche Satya Nadella, CEO di Microsoft, Sam Altman ha risposto in maniera severa all'host dicendosi stanco delle continue domande sui profitti di OpenAI. I numeri dei suoi accordi però parlano chiaro: solo come potenza di calcolo si parla di 600 milioni di dollari, ma seguono tante altre spese. Da un altro lato non ci sono grosse altre strade per ora e la sfida sarà ridurre nel tempo gli immensi costi che si porta dietro l'intelligenza artificiale.

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Nuovo supercomputer a Bologna chiamato Pitagora


Scienza
A Bologna è stato inaugurato Pitagora, un supercomputer targato Lenovo da 50 milioni di euro dedicato alla fusione nucleare. La macchina, capace di 43 milioni di miliardi di operazioni al secondo, mira ad accelerare lo sviluppo di reattori per la produzione di energia elettrica, tramite il controllo delle turbolenze del plasma che, se distribuito male, tende a danneggiare le pareti del reattore.
~
Fonte: Fortune Italia

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Il supercomputer più grande d'Italia

Si chiama Leonardo ed è il supercomputer italiano ospitato dal CINECA a Bologna. Entrato in funzione nel 2022, è usato per simulazioni scientifiche e climatiche, modelli di intelligenza artificiale, ricerca medica e studi su energia e materiali, permettendo di elaborare dati che richiederebbero anni con computer normali. Al debutto fu il quarto supercomputer più potente al mondo, nel 2024 era sesto e oggi è decimo nella classifica TOP500, con una potenza di oltre 240 petaflop, restando il più potente in Italia e tra i primi in Europa.


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Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un ricevitore 6G


Tecnologia
Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un nuovo ricevitore 6G che utilizza l’intelligenza artificiale per superare uno dei principali limiti delle future reti: la scarsa portata delle onde ad altissima frequenza come quelle del 6g. La tecnologia permette di “ripulire” e amplificare i segnali, estendendo la distanza di trasmissione fino al 25% in più rispetto agli standard attuali. Questo risultato potrebbe consentire di implementare il 6G sfruttando le infrastrutture 5G già esistenti, riducendo così costi e tempi di diffusione, oltre a migliorare velocità ed efficienza energetica.
~
Fonte: ComputerWeekly
Alternativa in italiano: non pervenuta

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A che punto siamo con il 6G?

La tecnologia è in sviluppo da parte di colossi come Nokia, Ericsson, Samsung, Huawei e ZTE e in prima linea ci sono Stati Uniti, Europa, Cina e Corea del Sud. L'obiettivo è offrire velocità fino a 100 volte superiori al 5G e connessioni quasi istantanee per realtà mista, veicoli autonomi e intelligenza artificiale distribuita. I primi standard sono attesi intorno al 2028, con un lancio commerciale previsto tra il 2029 e il 2030.

Presentati in Germania occhiali AR per mansioni cliniche


Scienza
La tedesca Snke OS GmbH ha introdotto SnkeXR, occhiali di alta precisione che integrano l'AR in ambienti medici come neurochirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, e supportano anche la formazione clinica e la collaborazione da remoto. SnkeXR è una piattaforma aperta che consente alle aziende mediche di sviluppare soluzioni AR personalizzate, con lancio previsto per metà 2027.
~
Fonte: Digital Health News
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Il successo di Facebook Dating


Business
Facebook Dating, lanciato nel 2019, è diventato un successo inatteso, superando i 21 milioni di utenti giornalieri e crescendo in contrapposizione al settore che sta invece vivendo una crisi. Il successo è attribuito alla vasta base utenti di Facebook, all'utilizzo gratuito e la possibilità di vedere gli amici in comune. La Gen Z utilizza Facebook principalmente per Dating, Messenger e Marketplace, spostando il business del social network verso i servizi.
~
Fonte: The New York Times
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Sam Altman risponde "basta" alle domande sui ricavi di OpenAI


techcrunch.com (eng)

Il grande divorzio tra lavoro e capitale


mbi-deepdives.com (eng)

L'inverno delle startup sta sempre arrivando


brajeshwar.com (eng)

Un individuo può cambiare un organizzazione


eatonphil.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Alphabet lancia sempre più progetti "moonshot" come società indipendenti: ecco perché


techcrunch.com (eng)

Chrome ora può compilare automaticamente la patente di guida, le informazioni sul veicolo e altro ancora


9to5google.com (eng)

iOS 26.1 consente di ridurre la trasparenza di Liquid Glass


techcrunch.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/e1Hf-o1SzL4?…

Geoffrey Hinton per Bloomberg


Questa recente intervista di Bloomberg è utile a comprendere brevemente il pensiero di Geoffrey Hinton, anche detto il "Padrino dell'IA" e vincitore del Premio Nobel per i suoi contributi al machine learning.

Vedi video su youtube.com (eng - 11:36)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

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Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un ricevitore 6G


In breve:


Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un nuovo ricevitore 6G che utilizza l’intelligenza artificiale per superare uno dei principali limiti delle future reti: la scarsa portata delle onde ad altissima frequenza come quelle del 6g. La tecnologia permette di “ripulire” e amplificare i segnali, estendendo la distanza di trasmissione fino al 25% in più rispetto agli standard attuali. Questo risultato potrebbe consentire di implementare il 6G sfruttando le infrastrutture 5G già esistenti, riducendo così costi e tempi di diffusione, oltre a migliorare velocità ed efficienza energetica.

Riassunto completo:


  • Le future reti 6G affronteranno limiti di copertura a causa dello spettro ad alta frequenza, che richiederebbe una maggiore densità di celle.
  • Nokia e Rohde & Schwarz hanno sviluppato e testato un ricevitore radio 6G che utilizza l'intelligenza artificiale per superare queste potenziali limitazioni.
  • La tecnologia impiega l'apprendimento automatico per identificare e compensare la distorsione nei segnali wireless, migliorando significativamente la copertura uplink del 6G.
  • I test in condizioni reali hanno dimostrato un aumento della distanza dell'uplink dal 10% al 25% rispetto ai ricevitori attuali.
  • Questo permetterà agli operatori di implementare il 6G sulle infrastrutture 5G esistenti, riducendo i costi di distribuzione e accelerando il tempo di commercializzazione.
  • Oltre a migliorare la copertura, la tecnologia basata su intelligenza artificiale ha anche dimostrato un incremento del throughput e dell'efficienza energetica.
  • Nokia Bell Labs ha sviluppato il ricevitore, validandolo con le apparecchiature e le metodologie di test 6G fornite da Rohde & Schwarz.
A che punto siamo con il 6G?

La tecnologia è in sviluppo da parte di colossi come Nokia, Ericsson, Samsung, Huawei e ZTE e in prima linea ci sono Stati Uniti, Europa, Cina e Corea del Sud. L'obiettivo è offrire velocità fino a 100 volte superiori al 5G e connessioni quasi istantanee per realtà mista, veicoli autonomi e intelligenza artificiale distribuita. I primi standard sono attesi intorno al 2028, con un lancio commerciale previsto tra il 2029 e il 2030.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Nokia, Rohde & Schwarz collaborate on AI-powered 6G receiver | Computer Weekly
As development of technology to support the next generation of mobile accelerates, global comms tech provider and test and measurement company look to deploy AI and machine learning to take mobile to next level.
ComputerWeekly.comJoe O’Halloran,


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Accordo cloud da 38 miliardi tra OpenAI e Amazon


OpenAI sale a 600 miliardi di dollari in accordi cloud.
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In breve:


OpenAI ha siglato un accordo pluriennale da 38 miliardi di dollari con Amazon per l'uso dei servizi cloud AWS. Oltre che la potenza di calcolo, OpenAI otterrà chip Nvidia. Amazon subisce la pressione degli investitori e questo contratto è cruciale. OpenAI ha accordi cloud anche con Oracle (300 miliardi di dollari) e Microsoft (250 miliardi).

Riassunto completo:


  • OpenAI, l'azienda che ha creato ChatGPT, ha raggiunto un accordo pluriennale con Amazon per un valore di 38 miliardi di dollari per la fornitura di potenza di calcolo tramite i servizi cloud Amazon Web Services (AWS).
  • Questa è la prima collaborazione tra OpenAI e Amazon e mira a soddisfare le crescenti esigenze di calcolo di OpenAI, garantendole l'accesso a chip Nvidia all'interno dei data center di Amazon entro la fine del prossimo anno.
  • L'accordo consentirà a OpenAI di addestrare nuovi modelli di intelligenza artificiale, elaborare le richieste di ChatGPT e potenzialmente utilizzare le CPU di Amazon per l'intelligenza artificiale agentica, capace di completare compiti autonomamente.
  • Per Amazon, l'intesa è cruciale per la sua attività cloud AWS, che sta subendo la pressione degli investitori per accelerare la crescita, in particolare nel settore dell'intelligenza artificiale dove rivali come Microsoft e Google hanno registrato una crescita più rapida.
  • OpenAI ha recentemente terminato un accordo esclusivo di cloud computing con Microsoft e ha intrapreso una serie di accordi per soddisfare le sue vaste necessità computazionali.
  • Le nuove intese di OpenAI, tra cui quelle con Oracle (300 miliardi di dollari), Microsoft (250 miliardi di dollari) e Amazon, ammontano a quasi 600 miliardi di dollari in impegni cloud.
  • Nonostante un fatturato previsto di 13 miliardi di dollari quest'anno, OpenAI necessita di una crescita esponenziale per coprire i costi di calcolo, dato che il suo CEO, Sam Altman, ha segnalato gravi carenze di capacità.

"Basta con le domande sulla revenue"

Di recente, in un podcast in cui presenziava anche Satya Nadella, CEO di Microsoft, Sam Altman ha risposto in maniera severa all'host dicendosi stanco delle continue domande sui profitti di OpenAI. I numeri dei suoi accordi però parlano chiaro: solo come potenza di calcolo si parla di 600 milioni di dollari, ma seguono tante altre spese. Da un altro lato non ci sono grosse altre strade per ora e la sfida sarà ridurre nel tempo gli immensi costi che si porta dietro l'intelligenza artificiale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng): The Wall Street Journal

Alternativa in italiano:

OpenAI sigla un accordo da 38 miliardi con Amazon
Un’intesa settennale che garantirà all’azienda di Sam Altman l’accesso a centinaia di migliaia di unità grafiche Nvidia
Il Sole 24 OREBiagio Simonetta

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Nuovo supercomputer a Bologna chiamato Pitagora


Capace di 43 milioni di miliardi di operazioni al secondo.
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In breve:


A Bologna è stato inaugurato Pitagora, un supercomputer targato Lenovo da 50 milioni di euro dedicato alla fusione nucleare. La macchina, capace di 43 milioni di miliardi di operazioni al secondo, mira ad accelerare lo sviluppo di reattori per la produzione di energia elettrica, tramite il controllo delle turbolenze del plasma che, se distribuito male, tende a danneggiare le pareti del reattore.

Riassunto completo:


  • Un supercomputer chiamato Pitagora è stato inaugurato nel data center Cineca di Casalecchio di Reno, Bologna, con un costo di 50 milioni di euro finanziato dal consorzio Eurofusion.
  • Pitagora è dedicato esclusivamente alla ricerca sulla fusione nucleare e mira ad accelerare lo sviluppo di reattori per la produzione di energia elettrica, nell'ambito dei progetti Iter e Demo.
  • La macchina effettua circa 43 milioni di miliardi di operazioni al secondo ed è usata per la simulazione numerica della fisica del plasma e l'analisi strutturale di materiali avanzati per la fusione.
  • La sua potenza di calcolo è indispensabile per validare i risultati sperimentali e per la progettazione della futura centrale elettrica a fusione DEMO, in particolare simulando la turbolenza del plasma.
  • Pitagora si distingue per un sistema di raffreddamento a liquido Lenovo Neptune che riduce il consumo di elettricità fino al 40% rispetto agli standard, con un'efficienza operativa (PUE) di circa 1,1.
  • Il supercomputer sostituisce il precedente Marconi e posiziona Bologna come un centro importante per la fusione nucleare in Europa, grazie al supporto di Eurofusion, un consorzio di quasi 30 paesi membri.
  • All'inaugurazione hanno partecipato i ministri italiani dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando la leadership italiana nel settore.

Il supercomputer più grande d'Italia

Si chiama Leonardo ed è il supercomputer italiano ospitato dal CINECA a Bologna. Entrato in funzione nel 2022, è usato per simulazioni scientifiche e climatiche, modelli di intelligenza artificiale, ricerca medica e studi su energia e materiali, permettendo di elaborare dati che richiederebbero anni con computer normali. Al debutto fu il quarto supercomputer più potente al mondo, nel 2024 era sesto e oggi è decimo nella classifica TOP500, con una potenza di oltre 240 petaflop, restando il più potente in Italia e tra i primi in Europa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Pitagora, il supercomputer di Bologna che spinge l’Europa verso la fusione nucleare - Fortune Italia
Inaugurato al Cineca Pitagora, il supercomputer di Bologna (targato Lenovo) che spinge l’Europa verso la fusione nucleare
Fortune ItaliaAlessandro Pulcini

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Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un ricevitore 6G


Grazie all'IA stanno risolvendo problemi noti.
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In breve:


Nokia e Rohde & Schwarz hanno testato un nuovo ricevitore 6G che utilizza l’intelligenza artificiale per superare uno dei principali limiti delle future reti: la scarsa portata delle onde ad altissima frequenza come quelle del 6g. La tecnologia permette di “ripulire” e amplificare i segnali, estendendo la distanza di trasmissione fino al 25% in più rispetto agli standard attuali. Questo risultato potrebbe consentire di implementare il 6G sfruttando le infrastrutture 5G già esistenti, riducendo così costi e tempi di diffusione, oltre a migliorare velocità ed efficienza energetica.

Riassunto completo:


  • Le future reti 6G affronteranno limiti di copertura a causa dello spettro ad alta frequenza, che richiederebbe una maggiore densità di celle.
  • Nokia e Rohde & Schwarz hanno sviluppato e testato un ricevitore radio 6G che utilizza l'intelligenza artificiale per superare queste potenziali limitazioni.
  • La tecnologia impiega l'apprendimento automatico per identificare e compensare la distorsione nei segnali wireless, migliorando significativamente la copertura uplink del 6G.
  • I test in condizioni reali hanno dimostrato un aumento della distanza dell'uplink dal 10% al 25% rispetto ai ricevitori attuali.
  • Questo permetterà agli operatori di implementare il 6G sulle infrastrutture 5G esistenti, riducendo i costi di distribuzione e accelerando il tempo di commercializzazione.
  • Oltre a migliorare la copertura, la tecnologia basata su intelligenza artificiale ha anche dimostrato un incremento del throughput e dell'efficienza energetica.
  • Nokia Bell Labs ha sviluppato il ricevitore, validandolo con le apparecchiature e le metodologie di test 6G fornite da Rohde & Schwarz.

A che punto siamo con il 6G?

La tecnologia è in sviluppo da parte di colossi come Nokia, Ericsson, Samsung, Huawei e ZTE e in prima linea ci sono Stati Uniti, Europa, Cina e Corea del Sud. L'obiettivo è offrire velocità fino a 100 volte superiori al 5G e connessioni quasi istantanee per realtà mista, veicoli autonomi e intelligenza artificiale distribuita. I primi standard sono attesi intorno al 2028, con un lancio commerciale previsto tra il 2029 e il 2030.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Nokia, Rohde & Schwarz collaborate on AI-powered 6G receiver | Computer Weekly
As development of technology to support the next generation of mobile accelerates, global comms tech provider and test and measurement company look to deploy AI and machine learning to take mobile to next level.
ComputerWeekly.comJoe O’Halloran,


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Presentati in Germania occhiali AR per mansioni cliniche


Sono di altissima precisione e open source.
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In breve:


La tedesca Snke OS GmbH ha introdotto SnkeXR, occhiali di alta precisione che integrano l'AR in ambienti medici come neurochirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, e supportano anche la formazione clinica e la collaborazione da remoto. SnkeXR è una piattaforma aperta che consente alle aziende mediche di sviluppare soluzioni AR personalizzate, con lancio previsto per metà 2027.

Riassunto completo:


  • Snke OS GmbH, una società tedesca, ha lanciato SnkeXR, un sistema di occhiali per realtà aumentata (AR) di grado medicale, progettato per l'integrazione nei flussi di lavoro clinici.
  • Gli occhiali sono destinati a diversi ambienti medici, inclusi neurochirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, e supportano anche la formazione clinica e la collaborazione remota.
  • SnkeXR offre caratteristiche di alta precisione, tra cui un tracker chirurgico con accuratezza di 0.3mm, una telecamera di profondità e ingrandimento stereoscopico fino a 3.5x.
  • La piattaforma è aperta, consentendo alle aziende di dispositivi medici di sviluppare soluzioni AR personalizzate basate sull'hardware SnkeXR, mirando ad accelerare l'innovazione in ambito sanitario.
  • Nissan Elimelech, General Manager di Snke XR, ha dichiarato che SnkeXR colma una lacuna, essendo stato progettato specificamente per l'uso medico, a differenza degli occhiali AR di consumo.
  • L'obiettivo è che SnkeXR diventi una piattaforma AR universale per l'assistenza sanitaria, con un'ambizione simile a dispositivi come Magic Leap o Microsoft HoloLens, ma focalizzata sull'ambiente medico.
  • Il primo prototipo è completo e il lancio commerciale del sistema SnkeXR è previsto per metà del 2027.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Snke Unveils Medical-Grade AR Glasses to Transform Clinical Workflows
Snke OS GmbH has launched SnkeXR, a new generation of medical-grade augmented reality glasses built to bring precision and innovation to clinical workflows. Designed for real-world use in surgery, research, and medical training, the device aims to redefine how clinicians interact with digital tools.
Digital Health NewsNikita Saha


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Il successo di Facebook Dating


Tutte le app di dating sono in crisi tranne questa.

In breve:


Facebook Dating, lanciato nel 2019, è diventato un successo inatteso, superando i 21 milioni di utenti giornalieri e crescendo in contrapposizione al settore che sta invece vivendo una crisi. Il successo è attribuito alla vasta base utenti di Facebook, all'utilizzo gratuito e la possibilità di vedere gli amici in comune. La Gen Z utilizza Facebook principalmente per Dating, Messenger e Marketplace, spostando il business del social network verso i servizi.

Riassunto completo:


  • Facebook Dating, lanciato nel 2019, è un servizio di incontri gratuito integrato nell'app di Facebook, che ha raggiunto oltre 21 milioni di utenti giornalieri.
  • Il servizio ha superato in popolarità app di incontri leader, come Hinge, che conta circa 15 milioni di utenti, distinguendosi per la sua crescita mentre il settore generale mostra segni di flessione.
  • Il successo del servizio è attribuito alla vasta base di utenti esistente su Facebook e alla possibilità di vedere connessioni e interessi comuni tramite amici in comune.
  • Il servizio contribuisce a mantenere Facebook, proprietà di Meta, rilevante, specialmente tra la Generazione Z che lo utilizza principalmente per funzionalità come Marketplace, Messenger e Dating, piuttosto che per il feed principale.
  • A differenza di altre app che si basano su abbonamenti, Facebook Dating è gratuito; Meta monetizza tramite la pubblicità generale quando gli utenti trascorrono tempo sull'app di Facebook.
  • Sono state introdotte funzionalità innovative che includono l'intelligenza artificiale, come un assistente per le preferenze di coppia e un matchmaker settimanale chiamato "Meet Cute" per ridurre la stanchezza da "swipe".
  • Gli utenti possono anche invitare amici su Facebook a fungere da matchmaker, delegando loro il compito di selezionare potenziali partner in base alla loro conoscenza.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng): The New York Times

Alternativa in italiano: non pervenuta

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Amazfit T-Rex 3 Pro in una nuova edizione: progettato per tutti gli appassionati di sport


La nuova versione da 44 mm del T-Rex 3 Pro offre tutte le caratteristiche innovative già note nel modello da 48 mm, ma è più leggero e presenta un design elegante che piace a tutti
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Amazfit ha presentato il nuovo T-Rex 3 Pro con cassa da 44 mm e display AMOLED da 1,32 pollici. Realizzato in titanio di grado 5, questo orologio sportivo è più resistente e leggero rispetto ai modelli in acciaio inossidabile, con un peso inferiore a 47 grammi.
Amazfit T-Rex 3 Pro con cassa da 44 mmAmazfit T-Rex 3 Pro con cassa da 44 mm

Costruito per ogni percorso e ogni condizione


L'Amazfit T-Rex 3 Pro (44 mm) è stato progettato per gli allenamenti sia in palestra sia all'aperto, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dall'ora del giorno. Il vetro zaffiro protegge il display da graffi e urti durante le sessioni di allenamento intense, e la torcia LED integrata (con modalità SOS) è particolarmente utile per gli allenamenti autunnali e invernali, quando le giornate sono più corte. Il display raggiunge una luminosità massima di 3000 nit e si regola automaticamente in base alle condizioni di luce ambientale; supporta anche la modalità notturna (visualizzazione a infrarossi dei dati chiave) e la modalità guanti, che consente il pieno funzionamento anche indossando i guanti. Un altro vantaggio del T-Rex 3 Pro da 44 mm è l'altoparlante e il microfono integrati: lo smartwatch supporta le chiamate Bluetooth e il controllo vocale tramite Zepp Flow, e l'altoparlante può anche emettere avvisi audio durante gli allenamenti o le competizioni. Il dispositivo è progettato per funzionare a temperature comprese tra -30 °C e +70 °C.
L'orologio aggiorna continuamente il BioCharge Energy Score, che rappresenta la “batteria” interna, mostrando i livelli di affaticamento e recuperoL'orologio aggiorna continuamente il BioCharge Energy Score, che rappresenta la “batteria” interna, mostrando i livelli di affaticamento e recupero

Monitoraggio accurato dei dati relativi all'allenamento e al recupero


Lo smartwatch supporta sei sistemi satellitari, tra cui GPS e Galileo, utilizzando una doppia antenna a polarizzazione circolare per una ricezione del segnale più stabile e un monitoraggio preciso della distanza, dell'andatura e della velocità. Esso, inoltre, garantisce un monitoraggio altamente accurato dell'allenamento, del recupero e della salute grazie al sensore BioTracker 6.0 PPG di nuova generazione, misura la frequenza cardiaca, il VO₂ max, il carico di allenamento a breve e lungo termine, il tempo di recupero, la variabilità della frequenza cardiaca e la qualità del sonno. L'orologio aggiorna continuamente il BioCharge Energy Score, che rappresenta la “batteria” interna, mostrando i livelli di affaticamento e recupero. Durante le sessioni di resistenza, può anche confrontare le prestazioni attuali con gli allenamenti precedenti.





Alcune delle funzioni di monitoraggio del nuovo T-Rex 3 Pro

Visualizzazioni di formazione personalizzate e un ecosistema aperto


Il T-Rex 3 Pro (44 mm) supporta oltre 180 modalità sportive, tra cui corsa, corsa su tapis roulant, trail running e altro ancora. Gli appassionati di HYROX troveranno anche tre modalità esclusive: HYROX Training, HYROX PFT e HYROX Race. Queste modalità sono state create nell'ambito di una partnership strategica: Amazfit, infatti, è il partner ufficiale di HYROX per la tecnologia indossabile e l'unico marchio al mondo che offre questo tipo di funzionalità. Lo smartwatch fornisce anche avvisi relativi alle condizioni meteorologiche (ad esempio, per le condizioni in montagna), visualizza i parametri chiave della salute (compresi i dati per immersioni fino a 45 metri) e offre visualizzazioni personalizzabili degli allenamenti. Queste possono essere ampliate con mini-app gratuite disponibili tramite l'app Zepp. Lo smartwatch si integra anche con Amazfit Helio Ring e Helio Strap, nonché con cinturini HR, misuratori di potenza, sensori di cadenza e computer da bicicletta di altre marche.
L'App Amazfit

Ancora di più con le mappe al nostro polso


Il T-Rex 3 Pro include l'accesso a decine di migliaia di mappe offline gratuite: mappe cittadine, topografiche e delle piste da sci. Queste mappe sono dettagliate, intuitive e interattive e consentono agli utenti di cercare luoghi, creare e generare nuovi percorsi direttamente sull'orologio. L'allenamento può essere più divertente grazie all'app Podcast, che offre accesso gratuito a oltre 4 milioni di episodi. Dopo averli scaricati sull'orologio, non è necessaria alcuna connessione Internet per la riproduzione. Con una singola ricarica, lo smartwatch dura fino a 17 giorni o fino a 13 ore in modalità allenamento con GPS e display sempre attivo abilitati (dati forniti da Amazfit).

Disponibilità e prezzi


L'Amazfit T-Rex 3 Pro 44 mm sarà disponibile in due varianti di colore: black-gold e artic-gold. La versione nero-oro è già in vendita dal 25 ottobre, mentre quella artico-oro seguirà nella prima metà di novembre sui siti europei di Amazfit e presso partner ufficiali Amazfit selezionati. Unieuro, Euronics, Expert, Trony e Mediaworld inizieranno la vendita della versione black-gold nella prima metà novembre, e della versione artic-gold nella seconda metà di novembre. Il prezzo è di 399,90 euro.

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NVIDIA RTX 5090: il peggior GPU design di sempre? L'allarme degli esperti


NorthridgeFix ha definito il design della NVIDIA GeForce RTX 5090 Founders Edition "uno dei peggiori mai visti nella storia delle GPU".

Mentre la domanda per l'ultima generazione di schede video NVIDIA cresce, una recente opinione sulla GeForce RTX 5090 Founders Edition sta già facendo discutere.

A lanciare l'allarme è il noto centro di riparazioni NorthridgeFix, che ha definito il design della GPU un disastro in seguito a un recente teardown pubblicato sul loro canale YouTube. La controversia ruota attorno a una scelta progettuale radicale: abbandonare la tradizionale scheda a circuito stampato (PCB) unica in favore di una soluzione a due moduli.

Il tecnico, noto per aver criticato in passato il celebre connettore 12-VHPWR, ha definito il design della GPU come "uno dei peggiori mai visti nella storia", puntando il dito contro un connettore interno fragile e non sostituibile.
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La costruzione della RTX 5090 FE, caratterizzata da una struttura modulare a due sezioni (una scheda principale per il processore grafico e la memoria e una seconda scheda per l'interfaccia PCIe, collegate tra loro da un connettore FPC), è stata descritta come un punto debole. "Ogni giunzione aggiuntiva aumenta la possibilità di guasti", ha spiegato il tecnico.

A complicare ulteriormente la situazione, il tecnico ha sottolineato un altro aspetto critico: la mancanza di ricambi. Il connettore FPC impiegato da NVIDIA non è disponibile per l’acquisto, nemmeno per i professionisti del settore, rendendo impossibile riparare la scheda se non in caso di danni minori. Di conseguenza, un danno a questo componente specifico rende la GPU inutilizzabile.

Nel video, il tecnico consiglia ai possessori di RTX 5090 Founders Edition di non intervenire sulla scheda se non strettamente necessario. "Se funziona, non toccatela. Se dovete acquistarla, evitate la Founders Edition", è stato l’avvertimento esplicito condiviso con gli utenti.

In conclusione, sebbene NVIDIA possa essere in grado di riparare il problema, i possessori di questa scheda dovrebbero essere preparati a inviare la GPU direttamente ai laboratori dell’azienda. Tuttavia, questo intervento potrebbe comportare costi elevati, soprattutto se la garanzia è scaduta.

Fonte: Tom's Hardware

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L'IA è una bolla? Le Big Tech investono miliardi spinte dalla FOMO


Google, Microsoft e Meta investono cifre record in data center e GPU. Una corsa guidata dalla paura di restare esclusi dalla rivoluzione dell'IA.

L'industria dell'intelligenza artificiale sta vivendo un momento di euforia senza precedenti, con le principali aziende Big Tech che investono somme colossali in una corsa che molti analisti iniziano a definire una potenziale "bolla speculativa".

Giganti come Google, Microsoft, Meta e Amazon stanno riversando decine di miliardi di dollari in infrastrutture, spinti non tanto da ritorni economici immediati, quanto da un potente motore psicologico: la FOMO, ovvero "Fear Of Missing Out" (la "paura di essere tagliati fuori", ndr). Questa ansia competitiva li costringe a scommettere sul futuro, investendo cifre astronomiche per non perdere il treno della più grande rivoluzione tecnologica dai tempi di internet. La portata di questi investimenti è sbalorditiva e si concentra principalmente sull'hardware necessario per alimentare i modelli di IA.

Nel primo trimestre del 2024, Google ha speso 12 miliardi di dollari in infrastrutture tecniche, con una crescita del 91% su base annua. Microsoft ha seguito a ruota con 14 miliardi nello stesso periodo, mentre Meta ha rivisto al rialzo le sue previsioni di spesa per l'anno in corso, portandole fino a 40 miliardi di dollari. Questi capitali non finanziano solo ricerca e sviluppo, ma soprattutto la costruzione di enormi data center e l'acquisto di un componente fondamentale: le GPU (unità di elaborazione grafica comunemente dette "schede video"), un mercato dominato da un unico, grande vincitore. Il principale beneficiario di questa corsa all'oro è infatti senza dubbio NVIDIA: l'azienda ha registrato entrate per 22,6 miliardi di dollari dalla sola divisione data center nell'ultimo trimestre, con un aumento del 427% rispetto all'anno precedente.

Nonostante i timori di una bolla, alcuni analisti, come Dan Ives di Wedbush Securities, paragonano il momento attuale al "1995 dell'era di internet", suggerendo che non siamo di fronte a una speculazione fine a se stessa, ma alla costruzione delle fondamenta per la prossima economia digitale. Secondo questa visione, gli investimenti odierni sono necessari per creare l'infrastruttura su cui si baseranno le innovazioni dei prossimi decenni. Resta però l'incognita cruciale del ritorno sull'investimento (ROI). Attualmente, i ricavi generati dai prodotti basati sull'IA, come GitHub Copilot di Microsoft, sono ancora una frazione infinitesimale rispetto alle spese sostenute. Lo stesso Mark Zuckerberg ha ammesso che Meta dovrà investire in modo significativo per anni prima di poter monetizzare efficacemente le sue nuove soluzioni di intelligenza artificiale. La strategia sembra essere quella di pagare una sorta di "tassa sull'IA" per rimanere competitivi, assicurandosi un posto al tavolo del futuro.

Mentre la spesa continua a crescere, la ricerca della "killer app" in grado di giustificare questi investimenti miliardari prosegue, lasciando il mercato in un limbo tra un'incredibile opportunità e il rischio di una bolla pronta a scoppiare.

Fonte: The Verge

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AI sì, ma etica: cosa insegna l’approccio Responsible AI di Microsoft


Scopri come Microsoft trasforma l’intelligenza artificiale in uno strumento etico, trasparente e responsabile con il programma Responsible AI.
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C’è un momento, quando si parla di intelligenza artificiale, in cui la tecnologia smette di essere solo un insieme di algoritmi e diventa qualcosa di profondamente umano. È quel momento in cui ci chiediamo: “possiamo farlo?”, ma anche “dobbiamo farlo?”.

Negli ultimi anni Microsoft ha fatto di questa domanda un principio guida, costruendo intorno all’AI una struttura di valori e regole che non parlano di codice, ma di responsabilità. Si chiama Responsible AI e non è uno slogan: è un modo di progettare, testare e usare l’intelligenza artificiale che mette al centro le persone.

L’inizio: l’AI che guarda oltre il risultato


Nel 2016, quando l’AI stava diventando la nuova corsa all’oro del tech, Microsoft fondò un piccolo gruppo interno chiamato Aether (AI, Ethics and Effects in Engineering and Research).

L’obiettivo era semplice e ambizioso: garantire che ogni progetto di intelligenza artificiale venisse valutato non solo in termini di efficacia, ma anche di impatto etico e sociale.

Era un cambio di prospettiva: non più “cosa può fare l’AI”, ma “quali conseguenze può avere sulle persone”. Da lì nacque un framework che oggi guida ogni team dell’azienda: i sei principi della Responsible AI.

Figura 1: I sei principi della Responsible AI

I sei principi della Responsible AI


  1. Fairness (Equità)
    L’AI deve trattare tutti in modo equo. Sembra ovvio, ma non lo è: un sistema di riconoscimento facciale, ad esempio, può identificare correttamente un volto maschile caucasico il 99% delle volte, ma sbagliare più spesso con persone di etnie diverse. Per questo Microsoft ha creato strumenti di audit per rilevare e correggere i bias nei dataset, e ha limitato l’uso del riconoscimento facciale in ambiti pubblici.
  2. Reliability and Safety (Affidabilità e Sicurezza)
    Un’AI deve funzionare in modo sicuro, soprattutto quando prende decisioni che toccano la vita reale. Nei progetti di AI per la sanità, ad esempio, Microsoft ha introdotto protocolli simili a quelli dell’ingegneria aerospaziale: ogni algoritmo viene “stressato” in simulazioni estreme prima di essere usato sul campo.
  3. Privacy and Security (Riservatezza e Sicurezza dei dati)
    Il rispetto della privacy è un pilastro: l’AI non deve sapere più del necessario. Strumenti come Microsoft Purview e Azure Confidential Computing garantiscono che i dati sensibili restino cifrati anche durante l’elaborazione, una frontiera che fino a pochi anni fa sembrava impossibile.
  4. Inclusiveness (Inclusione)
    L’AI deve essere accessibile e utile per tutti. Da qui nascono strumenti come Seeing AI, un’app gratuita che descrive il mondo a chi non può vederlo, o Immersive Reader, che aiuta studenti con dislessia a leggere testi più facilmente. Non si tratta solo di tecnologia, ma di empatia digitale.
  5. Transparency (Trasparenza)
    Gli utenti devono capire come e perché una macchina prende una decisione. Microsoft incoraggia la creazione di “model cards”: schede tecniche che spiegano in linguaggio chiaro come un modello è stato addestrato, con quali dati e quali limiti ha. È un po’ come leggere l’etichetta di un alimento: sapere cosa c’è dentro cambia il modo in cui lo consumi. No?
  6. Accountability (Responsabilità)
    Nessuna macchina è “autonoma” al punto da essere irresponsabile. Ogni decisione dell’AI deve avere un responsabile umano identificabile. In Microsoft, ogni team che sviluppa o integra AI deve seguire un processo di revisione chiamato RAI Review (Responsible AI Review), dove esperti di etica, legali e ingegneri discutono rischi e mitigazioni prima del rilascio.


Dalla teoria alla pratica: esempi concreti


Figura 2: Il Responsible AI Toolbox di Microsoft: un insieme di strumenti open source che aiuta data scientist e sviluppatori a identificare, diagnosticare e mitigare bias e problemi di equità nei modelli di intelligenza artificiale, migliorandone la trasparenza e l’affidabilità.

Uno degli esempi più emblematici arriva da Copilot, l’assistente di Microsoft 365. Copilot propone bozze e suggerimenti all’interno di Word, Excel, Outlook e Teams, ma è progettato per collaborare con l’utente umano, che ha sempre il compito di rivedere, integrare e approvare i contenuti.

Come spiega Microsoft nella Nota sulla trasparenza per Microsoft 365 Copilot, le risposte sono generate da modelli linguistici e si basano sui dati aziendali accessibili tramite Microsoft Graph.

Per questo, Microsoft raccomanda di verificare sempre le informazioni, citare le fonti quando disponibili e mantenere il controllo umano sul risultato finale.

L’obiettivo non è sostituire il giudizio, ma amplificarlo in modo responsabile, chiarendo capacità, limiti e buone pratiche d’uso.

Figura 3: Utilizzo di Microsoft 365 Copilot in Word

Altro caso: il progetto AI for Earth utilizza l’intelligenza artificiale per affrontare le grandi sfide ambientali. Grazie alla piattaforma Azure e agli strumenti di AI messi a disposizione da Microsoft, scienziati e startup possono analizzare dati ambientali su scala globale, esplorare modelli complessi e ottenere insight prima impensabili. Il programma supporta in particolare le aree agricoltura, acqua, biodiversità e cambiamento climatico.

Tra i vantaggi offerti ci sono l’accesso a risorse cloud avanzate, la capacità di processare enormi quantità di immagini e dati satellitari in tempi ridotti, e la messa a disposizione di strumenti open-source e API per ridurre la barriera all’ingresso.

In questo modo il progetto non solo aiuta a individuare problemi ambientali prima che diventino emergenze, ma consente anche di scalare le soluzioni in modo rapido e collaborativo, riducendo costi, tempo e complessità.

Figura 4: Analisi del rischio di deforestazione

Infine, in ambito pubblico, Microsoft ha scelto di non vendere tecnologie di riconoscimento facciale a forze dell’ordine finché non esisteranno leggi chiare sull’uso etico di questi strumenti.
Una decisione che, all’epoca, ha fatto discutere, ma che oggi viene vista come un segno di coerenza.

Perché l’etica non è un limite, ma un acceleratore


C’è chi pensa che mettere troppi vincoli all’intelligenza artificiale rallenti l’innovazione.

In realtà, succede il contrario: l’etica crea fiducia, e la fiducia accelera l’adozione. Le aziende, i cittadini, le scuole sono più inclini a usare strumenti AI quando sentono che dietro c’è un pensiero, non solo una tecnologia.

Un’AI “responsabile” è quella che sa dire anche no. Che rinuncia a una funzione rischiosa, che spiega un errore, che chiede conferma prima di agire. E in questo senso, forse, l’etica non è solo una bussola per chi progetta le macchine, ma una lezione per chi le usa.

Figura 5: Grafica illustrativa del framework di Microsoft per costruire sistemi AI responsabili: principi, requisiti, pratiche; un’etica progettata non come freno ma come guida all’innovazione

Uno sguardo al futuro


Il futuro dell’intelligenza artificiale non sarà fatto solo di modelli più grandi e veloci, ma di modelli più giusti.

Microsoft continua a investire in questo equilibrio, collaborando con università, governi e organizzazioni per definire standard globali di AI responsabile.

L’obiettivo è ambizioso: far sì che ogni algoritmo, in ogni contesto, rifletta i valori della società che lo usa.

Come ha scritto Satya Nadella, CEO di Microsoft:

“L’intelligenza artificiale più potente non è quella che imita l’uomo, ma quella che amplifica il suo potenziale — in modo etico, inclusivo e sicuro.”




Figura 6: Responsible AI Transparency Report

Conclusione


Parlare di etica nell’intelligenza artificiale non significa frenare il progresso. Significa guidarlo, perché la tecnologia più avanzata non è quella che fa tutto da sola, ma quella che ci aiuta a fare meglio, insieme.

E forse, tra tutte le forme d’intelligenza, questa è la più umana.


Risorse e letture consigliate


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Soffocare il cessate il fuoco nel cemento


Le IDF vogliono uccidere quasi 200 miliziani di Hamas intrappolati in un tunnel sotto Rafah. Tra le altre notizie: il giorno della verità per New York, gli “extra-costi” del villaggio olimpico di Porta Romana, e anche quest'anno Coca-Cola ha fatto la pubb

La Turchia ha ospitato un summit con Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Pakistan e Indonesia, per discutere la formazione di una forza di stabilizzazione internazionale per la Striscia di Gaza, come previsto nel piano di Sharm el-Sheikh. La formazione di questa forza è uno degli argomenti più contenziosi dell’accordo — in particolare proprio per la partecipazione della Turchia, a cui il governo Netanyahu VI è espressamente opposto. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha detto espressamente che serve “sostenere” la “pressione su Israele da parte della società internazionale,” sottolineando come le IDF abbiano ucciso quasi 250 persone dall’inizio del cessate il fuoco il 10 ottobre. I partecipanti al summit hanno preso una posizione di “principio,” ovvero che l’impegno internazionale deve portare a una Striscia di Gaza governata dai palestinesi stessi. “Nessuno vuole vedere emergere un nuovo sistema di tutela,” ha spiegato Fidan. (Al Jazeera / the Times of Israel)

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno inviato a diversi membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione per la formazione di questa forza internazionale. Il documento darebbe agli Stati Uniti e agli altri paesi partecipanti un mandato per governare su Gaza — e occuparsi della sicurezza del territorio della Striscia – fino alla fine del 2027, con la possibilità di estendere ulteriormente questo periodo. Gli Stati Uniti insistono che i militari presenti comporranno “una forza di intervento,” e non una forza di peacekeeping, anche se dovrebbe essere presente un “Consiglio di Pace,” a cui Trump dice di voler prendere parte. La Forza di sicurezza internazionale avrebbe un ampio mandato per disarmare Gaza, con l’obiettivo di “stabilizzare la situazione della sicurezza a Gaza garantendo il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza,” “compresa la distruzione e la prevenzione della ricostruzione di infrastrutture militari, terroristiche e offensive, nonché la dismissione permanente delle armi dei gruppi armati non statali.” (Ynet / Axios)

In realtà, il cessate il fuoco non è mai stato così a rischio: Hamas ha chiesto l’immunità temporanea per un numero di propri militanti — tra i 100 e i 200 — che sono intrappolati in un tunnel sotterraneo nei pressi di Rafah, dove attualmente stanno operando le IDF. Il gruppo chiede che Israele permetta di far uscire i miliziani e farli tornare nei territori non occupati, ma la linea delle IDF e dell’estrema destra del governo Netanyahu VI è quella di ucciderli tutti, e di offrire al massimo di scambiarne i corpi esanimi in cambio di quelli dei prigionieri israeliani ancora non rinvenuti nei territori della Striscia. Inizialmente sembrava che Netanyahu avesse accettato di permettere l’evacuazione dei miliziani — in accordo al testo del cessate il fuoco — ma le autorità hanno frettolosamente cambiato posizione dopo la risposta molto negativa di politica e società civile al retroscena. Ora secondo i media israeliani le IDF starebbero pompando cemento per sigillare il tunnel e uccidere tutte le ancora al suo interno. La notizia non ha ancora raggiunto i media internazionali e non ha conferme — ma Hamas ovviamente sottolinea che l’uccisione di centinaia dei propri uomini, soffocati sotto terra, sarebbe una grave infrazione dell’accordo di “pace.” (the Jerusalem Post / X / the Times of Israel / Sunna Files / X)

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Tenya d'Autore


Arrivata dal Giappone, la tecnica del Tenya ha saputo conquistare anche i pescatori italiani. Il motivo è semplice: unisce efficacia, semplicità e versatilità, permettendo di insidiare una grande varietà di prede durante tutto l’anno.
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Il bello del Tenya è che non richiede attrezzature complesse, ma precisione nell’abbinamento dei componenti. Serve una canna dedicata, lunga circa 2 metri, con un’azione regular-fast e una potenza di lancio compresa tra 100 e 300 grammi. L’azione deve garantire sensibilità sulla punta e buona riserva di potenza sul fusto per gestire ferrate e combattimenti in profondità o con pesci di taglia. Il mulinello ideale è di taglia 5000-6000, fluido e bilanciato, con una frizione massima di 8-10 chili, anteriore, ma si può optare per un rotante low profile con recupero medio. In bobina si carica una treccia 8 capi multicolor, con un diametro di mm 0,17-0,21, collegata tramite nodo PR o FG a un finale in fluorocarbon lungo 8-10 metri, di sezione variabile da mm 0,33 a 0,45, in base alla limpidezza dell’acqua e alla taglia delle prede. Il peso del tenya dipende da profondità, corrente e deriva della barca: più è forte la corrente, maggiore è il peso necessario per mantenere il contatto con il fondo. Il cuore del tenya è nella gestione naturale dell’esca. Una volta raggiunto il fondo, l’apparato va fatto saltellare dolcemente con piccoli movimenti della punta della canna, alternando pause e leggere trazioni. L’obiettivo è simulare un piccolo cefalopode o crostaceo in difficoltà, muovendosi tra sabbia, fango o rocce. Il contatto con il fondo deve essere costante e controllato: troppa tensione irrigidisce il movimento, mentre un eccessivo lasco riduce la sensibilità e aumenta il rischio di incaglio. Le tocche sono spesso impercettibili: una vibrazione o un alleggerimento del peso. La ferrata va data con decisione ma senza esagerare.
Un innesco perfetto col la testa di una seppia.
Colori e imitazioni - La scelta cromatica del tenya incide fortemente sulle catture. In acque torbide o con poca luce funzionano bene i colori glow (bianco, rosso, giallo, arancio), mentre in acque limpide o con sole alto è meglio optare per toni naturali come rosa, chartreuse, silver o green. Per le esche, vince la semplicità: strisce di seppia, calamaro o polpo, oppure gambero intero o a tocchetti, fissati saldamente con qualche giro di elastico da innesco. In alternativa, piccoli pezzi di sardina o cannolicchio possono fare la differenza su prede apatiche. È fondamentale che l’amo ferrante resti nella parte terminale dell’esca, lasciandola fluttuare liberamente per un movimento più realistico.
L'autore con un magnifico sanpietro
Dove, quando e come - Gli spot ideali coincidono con quelli del bolentino medio-leggero: secche, cigli, canaloni e fondali misti di sabbia e roccia tra 40 e 100 metri. Ottimi risultati si ottengono anche in prossimità delle zone di traina con il vivo, dove la presenza di pesce foraggio attira predatori di fondo. L’uso del motore elettrico di prua con gps anchor è prezioso per mantenere la posizione su pesci marcati, mentre la funzione deriva consente di scarrocciare lentamente e coprire più area possibile in modo controllato. Il Tenya rende tutto l’anno, ma i momenti migliori restano le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio, quando i pesci sono più attivi.
Ancora capponi per la soddisfazione di un incontenibile Michele Prezioso.
Prede e consigli finali - Le catture più frequenti includono scorfani, pagelli, paraghi, musdee, saraghi, orate e, occasionalmente, dentici e piccole cernie. Come in ogni tecnica, la differenza la fanno i dettagli: una treccia di qualità; un terminale ben calibrato; nodi affidabili e una canna sensibile. Usate Tenya leggeri (g 60-100) con corrente debole per un movimento più naturale; preferite fluorocarbon morbidi per aumentare la sensibilità e ridurre la rigidità del terminale; su fondali fangosi, alternate pause statiche e piccoli sollevamenti per stimolare la curiosità delle prede; i colori chiari o glow rendono meglio con acque torbide o in scarsa luminosità; mantenete contatto costante col fondo: è lì che avvengono il 90% delle mangiate; quando l’esca viene attaccata, non ferrate subito: attendete mezzo secondo, poi ferrate con decisione.
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Lightroom Classic v.15


Adobe, con la versione 15.0 di Lightroom Classic, ha introdotto ulteriori funzionalità basate sull’Intelligenza Artificiale
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Non installo mai un nuovo aggiornamento al primo giorno di rilascio, per prevenire eventuali bug non ancora scoperti, soprattutto quado prevede, come in questo caso, l’aggiornamento del catalogo di Lightroom Classic.
La schermata Informazioni di Lightroom Classic Versione 15.0La schermata Informazioni di Lightroom Classic Versione 15.0
Ma non ho saputo resistere, viste le novità introdotte da Adobe, e ho subito installato l’aggiornamento alla versione 15.

Premetto che questo articolo è una mia riflessione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale pertanto non andrò ad elencare le funzionalità introdotte con la versione 15 di Lightroom Classic.


Personalmente non sono particolarmente interessato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa cioè le funzionalità per stravolgere una foto togliendo elementi, cambiando sfondi o modificando lo sfocato.

Ma in questo aggiornamento, alcune delle funzionalità introdotte, mi hanno spinto a provarle perché sono di supporto all’utilizzo del software da parte del fotografo.

Mi spiego meglio.
Funzionalità come Culling assistito, Assisted Clulling, (in accesso anticipato), oppure Impilamento automatico, Auto Stacking, aiutano il fotografo nella catalogazione delle foto, andando a ridurre i tempi necessari a svolgere questo compito.

Così come è stato con l’introduzione delle maschere Selezione Cielo, Soggetto, Persone, ecc..
Il nuovo tab Clulling assistito di Lightroom Classic ver. 15.0Il nuovo tab Clulling assistito di Lightroom Classic ver. 15.0
Personalmente trovo molto interessante l’utilizzo di supporto dell’intelligenza artificiale per lo svolgimento di operazioni ripetitive e/o per velocizzare l’utilizzo del software.

E trovo molto meno interessante l’utilizzo generativo dell’intelligenza artificiale come, ad esempio, per generare parti mancanti di una foto, eliminare soggetti, introdurre uno sfocato che non c’è o la sostituzione di uno sfondo.

Premetto che, da malato di tecnologia quale sono, ho un approccio entusiasta alle innovazioni che l’informatica ci propone. Per poi andare a approfondire il tipo di utilizzo e le ricadute che può comportare.

Ovviamente questo è il mio parere di utilizzatore del software Lightroom Classic e ci terrei che, questo breve articolo, sia l’occasione di scambio di opinioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.





Tutte le novità introdotte da Adobe con la Versione 15 di Lightroom Classic

Se sei curioso di sapere come è andato l’aggiornamento ti dico che fino ad oggi 🤞non ho riscontrato problemi 😉

Per approfondire gli aggiornamenti introdotti ti consiglio la pagina Adobe con le novità di Lightroom Classic.

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In alternativa, se preferisci la visione di un video, non perdere quanto pubblicato da Julieanne Kost sul suo catalogo YouTube:

Entrambi disponibili su YouTube anche con la traccia audio tradotta in italiano.

Altro video molto dettagliato, e in italiano, è l'ultimo video pubblicato dal canale Scatta e Impara.
youtube.com/embed/xTYyWZskCM4?…
Scatta e Impara

👋 A presto,
Giovanni


Cosa ne pensi delle ultime novità introdotte da Adobe in Lightroom Classic?
Lascia un commento, per esporre la tua opinione.


📌Mi trovi anche su Bluesky o Threads e qualche volta su Instagram.

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Mestizia privata


Il bubbone dell’influencing italiano non può essere una questione personale.
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Lo so, lo so: non ne puoi più – e, credimi, io con te – di sentir parlare della storia delle chat di alcuni influencer/attivisti italiani, intercettati nell’ottica di un’indagine della Procura di Monza nei confronti di Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte, due nomi molto noti su Instagram nel contesto dell’attivismo femminista, accusate di stalking.

Forse però qualcosa rimane ancora da dire, e mi perdonerai se provo a farlo con questo intervento.

È stato sottolineato – da me per primo – che quelle chat non avremmo dovuto poterle leggere. Selvaggia Lucarelli, l’autrice dell’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano che ha dato la stura al caso, ha scelto di farsi giustizia da sola mettendo in fila una serie impressionante di ripicche: verso le influ-attiviste in questione, con cui ha conti aperti e che in questo famigerato gruppo la prendevano di mira; verso la sua ultra-nemica e collega Guia Soncini, che compare nel sunto della storia per motivi imprecisati; verso le altre persone presenti nelle intercettazioni, anche se non risultano indagate.

I motivi per guardare con sospetto e cautela questo tipo di giornalismo dovrebbero essere di semplice intuizione, ma ripetiamo il principale: quello che privati cittadini, anche con un profilo pubblico, si dicono stravaccati sul divano la sera su WhatsApp non dovrebbe interessarci, a meno che non abbia a che fare direttamente col loro ruolo in società.

In questo secondo senso, ci sono alcuni passaggi rilevanti (a cui curiosamente Lucarelli non ha dato particolare rilievo, preferendo concentrarsi sugli insulti a Mattarella, a Liliana Segre e a Cecilia Sala). Uno di questi, in cui a parlare è Vagnoli, recita:

Dobbiamo radicalizzare, attaccare, accusare. La cancel culture è l’arma più potente che il femminismo abbia avuto negli ultimi dieci anni.


Non solo: si discuteva, nel suddetto gruppo, dell’idea di aprire un profilo Instagram anonimo all’estero per potersi dedicare impunemente a call-out diretti a persone definite arbitrariamente abuser, in modo da causar loro – per citare la definizione brutale usata nei confronti di A. S., la vittima del trattamento di terra bruciata che ha denunciato le influencer – «una morte sociale, politica che non immagini».

In realtà, un grande non detto della vicenda è che, per le figure oggetto di indagine, il privato coincide largamente col pubblico. Ovvero: non soltanto andare a spulciare ciò che scrivevano in privato di persone che non stimano è eticamente ambiguo (dal mio punto di vista, almeno) e costituisce un livello di condanna morale a cui nessuno potrebbe sottrarsi, ma risulta anche inutile. Tutto ciò a cui bisognava prestare attenzione su quel versante avveniva alla luce del sole, e così è stato per anni.

Fonte incoraggiava delazioni e la costruzione di liste di proscrizione di presunti abuser da mettere all’indice in pubblico; Vagnoli mandava nei campi di rieducazione dei suoi numerosi follower redattrici che non avevano inserito un asterisco in un libro in pubblico. Il nocciolo della questione è stato pubblico dal giorno uno; da quando il sistema culturale ha cooptato, coccolato e provato ad assorbire – con libri, ospitate in tv, inviti a festival, collaborazioni e quant’altro – attiviste il cui registro e la cui agenda sono sempre stati questi.

Con tutta la buona volontà, non riesco a capire come da questa storia si possa trarre una lezione per cui in Italia – ora lo sappiamo! – ci sono femministe che predicano bene e razzolano male, dato che augurano cose turpi a personaggi famosi, politici, giornalisti e colleghe: se questo fosse il metro da applicare, magari tanti non arriverebbero a livelli di astio così estremizzati, ma nessuno sarebbe moralmente titolato a prendere posizione su niente.

Ma qui la questione è diversa. Perché negli ultimi anni qualcuno ha iniziato a porre il dubbio che quel piano inclinato di resa al consenso algoritmico, alla polarizzazione facile e all’engagement para-pubblicitario delle cause avrebbe prodotto ircocervi temibili e dai piedi d’argilla. È un gruppo in cui mi inserisco volentieri, dato che il mio libro uscito nel 2023 verte largamente su questi argomenti.

Solo che per anni ci è stato prontamente risposto da schiere di pretini corporativisti che si trattava di timori eccessivi, che non stava succedendo niente di rilevante, che avevamo anzi pregiudizi anti-tecnologici... quando non, direttamente, che sotto sotto ce l’avevamo con la sinistra perché eravamo, insomma, diciamocelo, dai, di destra (la mia preferita, benché per fortuna molto rara nel mio caso).

Avvolgiamo veloce fino ad oggi: effettivamente le star dell’influ-attivismo italiano, in assoluta coerenza con ciò che suggerivano le loro Storie e i loro Reel, hanno sostituito alla politica una performance egoriferita poggiante su dissidi personali, ex amicizie, storie di tradimenti o di antipatie, eccetera; effettivamente la più celebre e influente fra di loro rivendicava in senso politico la «cancel culture» come «l’arma più potente che il femminismo abbia avuto negli ultimi dieci anni», mentre nel resto del tempo ne negava spazientita l’esistenza più remota (e i pretini in coro: bravissima! Vieni a parlarne al mio festival!). Effettivamente, in altre parole, questa saldatura tra social media e politica presentava lati oscuri, conflitti irrisolti e aporie, ben esemplificati da una propaganda dichiaratamente – ripetiamolo – volta a dividere e radicalizzare.

Beninteso: a me non interessa nulla sentirmi dire che ho avuto ragione – qualsiasi cosa significhi averla in uno scenario complesso, multiforme e reso una pantomima di ripicche come questo – o che qualcuno mi dia una coccardina-premio per aver sottolineato questo o quell’aspetto rilevante in questa querelle. Ci mancherebbe altro.

Vorrei però che qualche nome, tra quelli dei progressisti artefici della cultura mainstream che hanno dato spazio, legittimità e nuovo pubblico a questo modo di intendere la politica e l’attivismo, oggi si fermasse un secondo e si facesse il proverbiale esame di coscienza. E non certo perché c’è chi ha augurato la morte al presidente della Repubblica e schernito una giovane prigionera politica in Iran o Selvaggia Lucarelli: quelle sono antipatie personali, espresse in un contesto informale fra amici.

Quest’epoca ci ha abituato a ficcare il naso in ogni aspetto della vita delle persone, sfumando i confini tra pubblico e privato, e in un certo senso gli influencer assaggiano il gusto amaro di una medicina di cui hanno contribuito a perfezionare la ricetta. Ma oltre alla dimensione individuale che il capitalismo libertario della Silicon Valley ha elevato a ordine dominante c'è ancora una dimensione collettiva: è a quella che dobbiamo guardare.

Quando il saggio indica le avvisaglie di deriva sociale, viene da dire, lo stolto guarda il contenuto di una chat: ma quest’ultimo farebbe bene a farsi gli affari suoi e tornare al piano del pubblico; è quello in cui un’incarnazione ultra-liberista della tecnologia comunicativa di quest’epoca ci sta rendendo tutti più appiattiti, assuefatti alle logiche del marketing e, in definitiva, manipolabili.

  • Com’è guardare uno spettacolo – quello spettacolo – di stand-up comedy in Arabia Saudita;



🫰
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Questa voce è stata modificata (7 mesi fa)
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Data center su Starlink, Voli supersonici commerciali, I robotaxi di Baidu


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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Buon martedì,
la corsa ai data center in orbita bassa è un altro trend in fortissima crescita, perché i vantaggi sono tanti e li vedremo insieme. L'azienda che domina indiscutibilmente l'orbita bassa, SpaceX, ha dichiarato per la prima volta il suo interesse. Poi vedremo il successo dell'ultimo test di lancio di un jet supersonico della NASA, la rapida crescita dei robotaxi in Cina, e tanto altro. Buona lettura!

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

SpaceX costruirà data center in orbita bassa


Spazio
I satelliti attuali già gestiscono dati, ma la prossima fase vedrà l'uso di satelliti più grandi. I satelliti Starlink V3 di SpaceX avranno una capacità di 1 Tbps, dieci volte superiore ai V2 mini, quindi adatti a ospitare data center. SpaceX prevede di lanciare circa 60 di questi satelliti per ogni Starship entro il 2026.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

Non solo Musk

Diverse startup, come Starcloud, hanno iniziato ad investire in questo settore e l'idea ha attirato anche l'interesse dei magnati della tecnologia. A maggio, è emerso che l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha acquisito Relativity Space grazie al suo interesse per i data center spaziali. Poi, all'inizio di questo mese, il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha previsto che data center su scala gigawatt saranno costruiti nello spazio entro i prossimi 10-20 anni.

Che vantaggi hanno?

I data center in orbita sono veri e propri server installati su satelliti, progettati per elaborare e archiviare dati direttamente nello spazio anziché sulla Terra. Funzionano grazie a sistemi di raffreddamento passivi (sfruttando il freddo dello spazio), pannelli solari per l’alimentazione e collegamenti ottici o radio per trasmettere i dati alle stazioni terrestri. Sono considerati convenienti perché riducono i costi energetici legati al raffreddamento, offrono latenza più bassa per le comunicazioni globali, e garantiscono maggiore sicurezza fisica (difficili da attaccare o danneggiare). Inoltre, potrebbero ridurre il consumo di acqua e l’impatto ambientale rispetto ai data center tradizionali.

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La NASA sta testando voli supersonici per commercializzarli


Spazio
La NASA ha condotto con successo il primo volo del suo jet sperimentale supersonico X-59 Quesst, progettato per ridurre il rumore del bang sonico. L'obiettivo è permettere in futuro voli commerciali supersonici sopra la terraferma, attualmente vietati a causa del rumore. Il jet utilizza un design innovativo, inclusi un lungo naso sottile che disperde le onde di pressione e un motore montato sulla parte superiore della fusoliera per dirigere il suono verso l'alto.
~
Fonte: Wired
Alternativa in italiano: Panorama

Leggi tutto

Quanto è veloce?

Facendo una stima che non considera venti, rotte reali e fasi di salita/discesa: New York–Londra (≈5.600 km) in ~4 ore; Roma–New York (≈6.900 km) in ~5–5,5 ore; Los Angeles–Tokyo (≈8.800 km) in ~6,5–7,5 ore.

I Robotaxi Baidu raggiungono 250.000 corse settimanali


Tecnologia
L'unità Apollo Go di Baidu, gigante tecnologico cinese, ha superato le 250.000 corse settimanali completamente senza conducente al 31 ottobre, un dato paragonabile a quello riportato da Waymo, l'operatore di robotaxi di Alphabet (Google), lo scorso aprile.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Cryptopolitan

Leggi tutto

Chi sta vincendo?

Al momento la Cina è in vantaggio nella corsa ai robotaxi completamente autonomi grazie a una diffusione commerciale già in corso in diverse città e a una filiera tecnologica nazionale che integra veicoli elettrici, sensori e chip a costi più bassi. Aziende come Baidu Apollo, WeRide e AutoX gestiscono centinaia di migliaia di corse settimanali senza conducente di sicurezza, mentre negli Stati Uniti Waymo e Cruise hanno ridotto le proprie operazioni dopo incidenti e problemi regolatori. La Cina beneficia anche di regole più permissive e di un forte supporto statale, mentre l’Occidente resta leader in software e intelligenza artificiale ma procede più lentamente per vincoli legali e assicurativi. In sintesi, oggi il dominio dei robotaxi pende verso la Cina, anche se la redditività del settore resta ancora tutta da dimostrare.

Google Translate ha finalmente implementato Gemini


Intelligenza Artificiale
Google Translate introduce una nuova funzione con un selettore di modello di intelligenza artificiale che offre traduzioni "Veloci" (frasi veloci) o "Avanzate" (testi più lungi o complicati). La modalità Avanzata, è disponibile per ora solo su iOS e per inglese, francese e spagnolo.
~
Fonte: Engadget
Alternativa in italiano: Tutto Android

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Ricercatori riproducono una rete neurale artificiale per migliorare l'IA


Intelligenza Artificiale
Le IA attuali usano neuroni virtuali, unità matematiche che si collegano in modo massiccio e casuale, richiedendo molta energia. Ricercatori dell’Università di Surrey hanno sviluppato un nuovo modello, chiamato Topographical Sparse Mapping, che collega ogni neurone solo a pochi altri simili, riducendo i legami inutili. La versione avanzata, Enhanced TSM, elimina durante l’apprendimento le connessioni superflue, proprio come fa il cervello umano.
~
Fonte: BBC
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

Palantir pensa che l'università sia uno spreco. Ecco perché assume diplomati.


wsj.com (eng)

L'IA ha rovinato le interviste


yusufaytas.com (eng)

La capsula spaziale Orion della NASA è spazzatura in fiamme


caseyhandmer.wordpress.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

È trapelata la data di lancio del Samsung Galaxy S26, e non è una bella notizia


androidpolice.com (eng)

La società di difesa statunitense Anduril fa volare per la prima volta il suo drone jet senza equipaggio


reuters.com (eng)

Direttore dell'FDA si dimette dopo cattiva condotta


apnews.com (eng)

I test pianificati da Trump "non saranno esplosioni nucleari", afferma il segretario all'energia degli Stati Uniti


bbc.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/7ZIrD2eanVg?…

Le persona su Apple Vision Pro


In questo video Scott Stein di CNET ci porta nel mondo delle "persona" di Apple Vision Pro e fa anche delle interessanti riflessioni sul destino dell'identità umana, frammentata fra multiversi e versioni AI di sé stessi.

Vedi video su youtube.com (eng - 4:13)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

Che vuol dire essere indipendenti?

Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto. Fatti sentire.


SpaceX costruirà data center in orbita bassa


In breve:


I satelliti attuali già gestiscono dati, ma la prossima fase vedrà l'uso di satelliti più grandi. I satelliti Starlink V3 di SpaceX avranno una capacità di 1 Tbps, dieci volte superiore ai V2 mini, quindi adatti a ospitare data center. SpaceX prevede di lanciare circa 60 di questi satelliti per ogni Starship entro il 2026.

Riassunto completo:


  • Il concetto di data center nello spazio sta attirando l'attenzione, con i leader tecnologici che potrebbero indirizzare investimenti significativi verso tale settore.
  • I satelliti attuali svolgono già funzioni di archiviazione, elaborazione e trasmissione dati; i centri dati spaziali rappresentano la prossima evoluzione di queste capacità.
  • L'implementazione di centri dati spaziali richiederebbe satelliti molto grandi e pannelli solari estesi per competere con le infrastrutture terrestri.
  • I satelliti Starlink V3 di SpaceX sono considerati una tecnologia chiave per questa evoluzione, diversi dalle precedenti tecnologie spaziali.
  • La capacità di downlink dei satelliti Starlink V3 è attesa a 1 Tbps, un aumento di dieci volte rispetto ai 100 Gbps dei modelli V2 mini.
  • SpaceX prevede di lanciare circa 60 satelliti Starlink V3 per ogni razzo Starship, potenzialmente entro la prima metà del 2026.
  • Questa capacità su larga scala è descritta da Caleb Henry, direttore di ricerca presso Quilty Space, come senza precedenti nell'industria satellitare.
Non solo Musk

Diverse startup, come Starcloud, hanno iniziato ad investire in questo settore e l'idea ha attirato anche l'interesse dei magnati della tecnologia. A maggio, è emerso che l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha acquisito Relativity Space grazie al suo interesse per i data center spaziali. Poi, all'inizio di questo mese, il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha previsto che data center su scala gigawatt saranno costruiti nello spazio entro i prossimi 10-20 anni.

Che vantaggi hanno?

I data center in orbita sono veri e propri server installati su satelliti, progettati per elaborare e archiviare dati direttamente nello spazio anziché sulla Terra. Funzionano grazie a sistemi di raffreddamento passivi (sfruttando il freddo dello spazio), pannelli solari per l’alimentazione e collegamenti ottici o radio per trasmettere i dati alle stazioni terrestri. Sono considerati convenienti perché riducono i costi energetici legati al raffreddamento, offrono latenza più bassa per le comunicazioni globali, e garantiscono maggiore sicurezza fisica (difficili da attaccare o danneggiare). Inoltre, potrebbero ridurre il consumo di acqua e l’impatto ambientale rispetto ai data center tradizionali.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Elon Musk on data centers in orbit: “SpaceX will be doing this”
“We could see another transformation of what’s done in space.”…
Ars TechnicaEric Berger


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SpaceX costruirà data center in orbita bassa


Un altro trend in fortissima crescita.
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In breve:


I satelliti attuali già gestiscono dati, ma la prossima fase vedrà l'uso di satelliti più grandi. I satelliti Starlink V3 di SpaceX avranno una capacità di 1 Tbps, dieci volte superiore ai V2 mini, quindi adatti a ospitare data center. SpaceX prevede di lanciare circa 60 di questi satelliti per ogni Starship entro il 2026.

Riassunto completo:


  • Il concetto di data center nello spazio sta attirando l'attenzione, con i leader tecnologici che potrebbero indirizzare investimenti significativi verso tale settore.
  • I satelliti attuali svolgono già funzioni di archiviazione, elaborazione e trasmissione dati; i centri dati spaziali rappresentano la prossima evoluzione di queste capacità.
  • L'implementazione di centri dati spaziali richiederebbe satelliti molto grandi e pannelli solari estesi per competere con le infrastrutture terrestri.
  • I satelliti Starlink V3 di SpaceX sono considerati una tecnologia chiave per questa evoluzione, diversi dalle precedenti tecnologie spaziali.
  • La capacità di downlink dei satelliti Starlink V3 è attesa a 1 Tbps, un aumento di dieci volte rispetto ai 100 Gbps dei modelli V2 mini.
  • SpaceX prevede di lanciare circa 60 satelliti Starlink V3 per ogni razzo Starship, potenzialmente entro la prima metà del 2026.
  • Questa capacità su larga scala è descritta da Caleb Henry, direttore di ricerca presso Quilty Space, come senza precedenti nell'industria satellitare.

Non solo Musk

Diverse startup, come Starcloud, hanno iniziato ad investire in questo settore e l'idea ha attirato anche l'interesse dei magnati della tecnologia. A maggio, è emerso che l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha acquisito Relativity Space grazie al suo interesse per i data center spaziali. Poi, all'inizio di questo mese, il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha previsto che data center su scala gigawatt saranno costruiti nello spazio entro i prossimi 10-20 anni.

Che vantaggi hanno?

I data center in orbita sono veri e propri server installati su satelliti, progettati per elaborare e archiviare dati direttamente nello spazio anziché sulla Terra. Funzionano grazie a sistemi di raffreddamento passivi (sfruttando il freddo dello spazio), pannelli solari per l’alimentazione e collegamenti ottici o radio per trasmettere i dati alle stazioni terrestri. Sono considerati convenienti perché riducono i costi energetici legati al raffreddamento, offrono latenza più bassa per le comunicazioni globali, e garantiscono maggiore sicurezza fisica (difficili da attaccare o danneggiare). Inoltre, potrebbero ridurre il consumo di acqua e l’impatto ambientale rispetto ai data center tradizionali.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Elon Musk on data centers in orbit: “SpaceX will be doing this”
“We could see another transformation of what’s done in space.”…
Ars TechnicaEric Berger


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Ricercatori riproducono una rete neurale artificiale per migliorare l'IA


Riduce ampiamente il consumo di energia.
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In breve:


Le IA attuali usano neuroni virtuali, unità matematiche che si collegano in modo massiccio e casuale, richiedendo molta energia. Ricercatori dell’Università di Surrey hanno sviluppato un nuovo modello, chiamato Topographical Sparse Mapping, che collega ogni neurone solo a pochi altri simili, riducendo i legami inutili. La versione avanzata, Enhanced TSM, elimina durante l’apprendimento le connessioni superflue, proprio come fa il cervello umano.

Riassunto completo:


  • Un gruppo di ricercatori dell’Università di Surrey ha sviluppato un nuovo metodo per migliorare le prestazioni dell’intelligenza artificiale, ispirandosi al funzionamento del cervello umano.
  • L’idea parte dal modo in cui i neuroni del cervello si collegano: non sono tutti connessi tra loro, ma formano reti locali in cui ogni neurone comunica solo con quelli vicini o con funzioni simili.
  • I ricercatori hanno riprodotto questa logica in una rete neurale artificiale chiamata Topographical Sparse Mapping, in cui ogni “neurone virtuale” si connette solo a pochi altri rilevanti invece che a migliaia di nodi casuali.
  • Questo approccio riduce drasticamente il numero di connessioni necessarie, rendendo i modelli di intelligenza artificiale più leggeri e meno energivori, ma senza perdere accuratezza o capacità di apprendimento.
  • È stata anche creata una versione migliorata, chiamata Enhanced Topographical Sparse Mapping, che aggiunge un processo di “potatura” delle connessioni: durante l’addestramento, la rete elimina i legami superflui, un po’ come fa il cervello umano quando impara.
  • I ricercatori pensano che questa tecnologia possa essere utile anche per costruire in futuro computer neuromorfici, cioè macchine progettate per funzionare in modo più simile al cervello, capaci di apprendere in modo efficiente e sostenibile.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

University of Surrey researchers mimic brain wiring to improve AI
Researchers say this new method rethinks how AI systems are wired at their most fundamental level.
BBC News


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Google Translate ha finalmente implementato Gemini


Solo per iOS e per poche lingue, per ora.
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In breve:


Google Translate introduce una nuova funzione con un selettore di modello di intelligenza artificiale che offre traduzioni "Veloci" (frasi veloci) o "Avanzate" (testi più lungi o complicati). La modalità Avanzata, è disponibile per ora solo su iOS e per inglese, francese e spagnolo.

Riassunto completo:


  • Google ha iniziato a implementare una nuova versione della sua app Translate che include un selettore del modello di intelligenza artificiale per le traduzioni.
  • Questa funzionalità permette agli utenti di scegliere tra la modalità "Veloce", che ottimizza per rapidità ed efficienza, e la modalità "Avanzata", che si specializza in accuratezza utilizzando l'intelligenza artificiale Gemini.
  • Attualmente, la modalità Avanzata è stata rilasciata per alcuni utenti su iOS, ma non su Android, e supporta solo le traduzioni tra inglese-francese e inglese-spagnolo.
  • Un test ha dimostrato che la modalità "Avanzata" produce traduzioni più accurate e contestualizzate rispetto alla modalità "Veloce".
  • L'intelligenza artificiale Gemini, nella sua app standalone in modalità Pro, fornisce risultati simili alla modalità Avanzata di Translate, aggiungendo anche contesto aggiuntivo al passaggio tradotto.
  • Nonostante l'accuratezza migliorata, è consigliabile verificare direttamente l'app Gemini per assicurarsi della correttezza di una traduzione e ottenere ulteriore contesto.
  • È importante ricordare che qualsiasi sistema di intelligenza artificiale può generare errori o "allucinazioni" nel processo di traduzione.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google Translate now offers Gemini-assisted translations
Google has started rolling out a new version of its Translate app with a feature that allows you to create more accurate Gemini AI-assisted translations.
Yahoo!Steve Dent


Alternativa in italiano:

Google Traduttore migliora l’integrazione con Gemini con una novità
Google Traduttore si va ad arricchire di un selettore di modelli, offrendo la possibilità di scegliere tra le opzioni Veloce e Avanzata
TuttoAndroidRoberto F.

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I Robotaxi Baidu raggiungono 250.000 corse settimanali


Hanno eguagliato Waymo di Google.
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In breve:


L'unità Apollo Go di Baidu, gigante tecnologico cinese, ha superato le 250.000 corse settimanali completamente senza conducente al 31 ottobre, un dato paragonabile a quello riportato da Waymo, l'operatore di robotaxi di Alphabet (Google), lo scorso aprile.

Riassunto completo:


  • La società tecnologica cinese Baidu ha annunciato la capacità di offrire corse robotaxi completamente senza personale umano a bordo.
  • La sua unità di veicoli autonomi, Apollo Go, ha raggiunto oltre 250.000 corse settimanali completamente senza conducente al 31 ottobre.
  • Questa cifra eguaglia il numero di corse pagate settimanali riportate ad aprile da Waymo, l'operatore di robotaxi supportato da Alphabet che opera negli Stati Uniti.
  • L'incremento delle capacità di robotaxi di Baidu si inserisce nella competizione tra aziende cinesi e statunitensi per la leadership in tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale e la guida autonoma.
  • Apollo Go opera principalmente in città cinesi come Wuhan e Pechino, ed è in espansione internazionale a Hong Kong, Dubai, Abu Dhabi e Svizzera.
  • Ad oggi, Apollo Go ha registrato 17 milioni di ordini di corse robotaxi, con 240 milioni di chilometri percorsi e 140 milioni di corse completamente senza conducente.
  • Riguardo alla sicurezza, Apollo Go ha riportato una media di un incidente con attivazione di airbag ogni 10,1 milioni di chilometri percorsi, senza incidenti gravi con lesioni o decessi umani.

Chi sta vincendo?

Al momento la Cina è in vantaggio nella corsa ai robotaxi completamente autonomi grazie a una diffusione commerciale già in corso in diverse città e a una filiera tecnologica nazionale che integra veicoli elettrici, sensori e chip a costi più bassi. Aziende come Baidu Apollo, WeRide e AutoX gestiscono centinaia di migliaia di corse settimanali senza conducente di sicurezza, mentre negli Stati Uniti Waymo e Cruise hanno ridotto le proprie operazioni dopo incidenti e problemi regolatori. La Cina beneficia anche di regole più permissive e di un forte supporto statale, mentre l’Occidente resta leader in software e intelligenza artificiale ma procede più lentamente per vincoli legali e assicurativi. In sintesi, oggi il dominio dei robotaxi pende verso la Cina, anche se la redditività del settore resta ancora tutta da dimostrare.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China’s Baidu says weekly robotaxi rides hit 250,000 — same as Alphabet’s Waymo this spring
In the race to prove to regulators and investors that robotaxis have a viable track record, Baidu’s Apollo Go is claiming orders on par with Waymo.
CNBCEvelyn Cheng


Alternativa in italiano: Cryptopolitan

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La NASA sta testando voli supersonici per commercializzarli


Attualmente sono vietati a causa del rumore.
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In breve:


La NASA ha condotto con successo il primo volo del suo jet sperimentale supersonico X-59 Quesst, progettato per ridurre il rumore del bang sonico. L'obiettivo è permettere in futuro voli commerciali supersonici sopra la terraferma, attualmente vietati a causa del rumore. Il jet utilizza un design innovativo, inclusi un lungo naso sottile che disperde le onde di pressione e un motore montato sulla parte superiore della fusoliera per dirigere il suono verso l'alto.

Riassunto completo:


  • Il nuovo jet sperimentale supersonico X-59 Quesst della NASA ha effettuato il suo primo volo nel deserto del Mojave, in California.
  • L'obiettivo del progetto è ridurre significativamente il "sonic boom", il forte rumore generato quando un aeromobile supera la barriera del suono.
  • Questo sviluppo mira a consentire in futuro voli commerciali supersonici sopra aree abitate, attualmente proibiti negli Stati Uniti a causa del disturbo sonoro.
  • L'X-59 è stato costruito da Skunk Works, una divisione di Lockheed Martin, ed è stato pilotato da Nils Larson, capo pilota collaudatore della NASA per l'X-59.
  • Il volo inaugurale ha confermato l'aeronavigabilità e la sicurezza del jet.
  • La tecnologia "Quiet SuperSonic Technology" del jet si basa su un design unico, inclusi un lungo naso sottile che disperde le onde di pressione e un motore montato sulla parte superiore della fusoliera per dirigere il suono verso l'alto.
  • La NASA intende raccogliere dati essenziali per i produttori di aeromobili, al fine di sviluppare aerei supersonici meno rumorosi e rendere possibili i viaggi commerciali a velocità superiori a quelle del suono.

Quanto è veloce?

Facendo una stima che non considera venti, rotte reali e fasi di salita/discesa: New York–Londra (≈5.600 km) in ~4 ore; Roma–New York (≈6.900 km) in ~5–5,5 ore; Los Angeles–Tokyo (≈8.800 km) in ~6,5–7,5 ore.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

NASA’s Quiet Supersonic Jet Takes Flight
The X-59 successfully completed its inaugural flight—a step toward developing quieter supersonic jets that could one day fly customers more than twice as fast as commercial airliners.
WIREDJay Bennett


Alternativa in italiano:

Il nuovo aereo supersonico “silenzioso” della Nasa: il Quesst vola per la prima volta
Da una collaborazione tra Lockheed-Martin e Nasa è nato all’aria lo X-59, velivolo destinato a validare nuovi metodi e materiali della progettazione futura
PanoramaSergio Barlocchetti

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Letter to a Gamer cambia


La buona notizia è che, a partire da oggi sono il nuovo caporedattore di EsportsMag.it, la cattiva è che Letter to a Gamer smetterà di essere un progetto a cui posso dedicare una grossa fetta del mio tempo.

Quello che ho accettato è un incarico full-time, questo vuol dire che questa newsletter si deve trasformare in un weekend-project. La prima conseguenza è che devo terminare le stream su Twitch: chiedo scusa al mio loremaster e a chi ha deciso di sostenermi con una sub proprio ora che avevo sbloccato questa possibilità con l'aiuto di tutti coloro che sono venuti a farmi compagnia nelle sessioni di test dei giochi.

La seconda conseguenza è che Letter to a Gamer è ora gratuita per tutti perché diventerà mensile. Avrà gli stessi valori e, soprattutto, gli stessi obiettivi, primo tra tutti quello di risanare la ferita tra giornalismo videoludico e lettori.

Più che concentrarsi sulle notizie (che vedrete su EsportsMag ora che posso influenzare di più la programmazione) e sulle recensioni (anche loro, con lo stesso spirito, saranno su Emag), la newsletter sarà un luogo di approfondimento e analisi, un luogo dove quei contenuti long-form che nessun algoritmo indicizzerebbe possono trovare spazio.

Ai miei abbonati vanno i miei più profondi ringraziamenti: voi non solo avete creduto in questo progetto ma ci avete anche messo dei soldi, qualcosa che nella nostra economia sembra impensabile quando si parla di giornalismo. Ora troverò il modo di sospendere gli abbonamenti a pagamento (non sembra ma questa piattaforma è più complessa del previsto) per trasformarvi in abbonati regolari così da ricevere i nuovi contenuti di Letter to a Gamer nonappena usciranno.

Fare il giornalista videoludico è la mia passione e sono felice di poter dare la mia impronta a una testata piccola ma tenace che, tra bolle e acquisizioni, trova sempre la forza di andare avanti. EsportsMag è stata la prima rivista che mi ha dato un lavoro quando ancora ero alla scuola di giornalismo e per questo le sarò per sempre grato. Ora darò il mio meglio per dimostrarle che ha avuto buon occhio.

Ci vediamo alla prossima lettera (che arriverà l'ultimo venerdì del mese)
Riccardo "Tropic" Lichene

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L'AI Revolution conquista il settore Healthcare: solo negli USA la tecnologia viene utilizzata da oltre 2 medici su 3


Dai “virtual laboratory” agli “scanning algorithm”: le applicazioni dell’Artificial Intelligence sono innumerevoli e supportate anche dal mercato di riferimento
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Con l'arrivo dell'Intelligenza Artificiale e delle sua incredibili potenzialità, i principali settori operativi ed in particolar mondo l’universo sanitario, stanno attraversando un momento di grande cambiamento. Le prime conferme in merito arrivano dagli Stati Uniti e, nello specifico, dal Time Magazine che per l’occasione riprende un sondaggio a cura dell’American Medical Association. In particolare, entrando più in dettaglio, emerge che nel continente americano più di 2 medici su 3, dopo un primo periodo di prova, affermano di utilizzare l’intelligenza artificiale, o uno strumento AI- based”, quotidianamente.
a machine that is sitting on a tablePhoto by Jakub Żerdzicki / Unsplash

Cosa accade nel resto del mondo


L'analisi di Yahoo Finance, sull’evoluzione dello scenario legato all’applicazione dell’intelligenza artificiale in campo medico, evidenzia che nel mondo, entro i prossimi 5 anni, si prevede che l’asset globale sfiorerà quota 180 miliardi di euro di fatturato (+619% sul 2024) con una crescita media annuale composta (CAGR) del 38%. A livello prettamente geografico, il Nord America, che già oggi detiene il 45% dell’intera business unit, continuerà a svolgere un ruolo da protagonista. E l’Europa? Non resta di certo ferma a guardare: il settore, infatti, risulta in grande crescita grazie anche ai contributi finanziari e progetti messi a terra sia da aziende private sia da enti pubblici.
green pink and purple plastic bottlesPhoto by Testalize.me / Unsplash

La situazione in Italia


In tale contesto, risalta un’iniziativa 100% made in Italy: si tratta del BandoFrom Bed to Bench: the Way to Innovation”, lanciato dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica(FRRB) con l’obiettivo di promuovere la ricerca, i ricercatori e, allo stesso tempo, anche l’adozione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in campo medico e scientifico. Attraverso questo bando, del valore di 24 milioni di euro in totale, verranno finanziati ben 12 progetti di ricerca (massimo 2 milioni a progetto), di cui 2 con focus proprio sull’AI e altri 7 sull’innovazione tecnologica applicata all’ambito della Medicina di Precisione.

I numeri generali non mentono, l’intelligenza artificiale è sempre più radicata nelle nostre vite e nella nostra quotidianità – afferma Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – il cambiamento e il progresso sono inevitabili e, proprio per questo, occorre restare al passo con i tempi. Per farlo risulta più che mai necessario aprirsi alle novità e, di conseguenza, alle nuove tecnologie come l ’intelligenza artificiale, la quale, in quanto strumento rivoluzionario, può essere un più che valido aiutante nella quotidianità lavorativa, soprattutto, in fase di ricerca e scoperta di nuove e brillanti soluzioni mediche o terapie sanitarie.


black laptop computer on tablePhoto by Testalize.me / Unsplash

Il futuro dell'AI nel campo medico


Fanno seguito alle parole di Andrea Donnini, considerazioni aggiuntive legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’universo “health addicted”; anzi, in realtà il focus ora si concentra su applicazioni a dir poco sorprendenti. Il primo passo in questo senso viene fatto grazie ad un recente studio, pubblicato su Nature, in cui un team di scienziati dell'Università di Stanford specializzato in intelligenza artificiale, ha sviluppato a velocità record un trattamento innovativo per il COVID-19, utilizzando un laboratorio virtuale completamente basato sull’IA. In pochissimi giorni, un tempo impensabile per i laboratori tradizionali gestiti da esseri umani, il laboratorio virtuale ha sviluppato circa 100 nuove terapie a base di nanocorpi contro il COVID-19. Tra queste, due sono state rapidamente validate attraverso esperimenti reali, rivelandosi efficaci e dimostrando un notevole potenziale come trattamenti universali. Un altro spunto interessante giunge da un gruppo di ricercatori: i risultati, pubblicati su Biomedical and Pharmacology Journal, hanno mostrato come gli algoritmi d’intelligenza artificiale possano essere utilizzati per analizzare i dati omici e, in seguito, aiutare i medici a capire se una terapia può essere tollerata oppure no dai singoli pazienti. In questo modo non solo è possibile offrire cure più mirate ed efficaci, ma anche salvaguardare la salute dei più bisognosi.

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Quale sarà la prossima guerra del presidente “pacifista”?


Donald Trump minimizza su un possibile intervento in Venezuela, ma sostiene che Maduro avrebbe “i giorni contati.” Tra le altre notizie: continuano le demolizioni nella Striscia di Gaza, la protesta in Albania contro i centri migranti del governo Meloni,

Parlando con Norah O’Donnell, di 60 Minutes, su CBS, Trump ha minimizzato sulla possibilità di un intervento militare diretto in Venezuela, ma ha confermato alla giornalista che Maduro avrebbe “i giorni contati.” O’Donnell ha dato ampio spazio a Trump per mentire e fare propaganda — Zohran Mamdani è comunista, Cina e Russia stanno testando bombe atomiche, non sono state fatte riforme al sistema sanitario statunitense per colpa dei democratici — ma ha ottenuto diverse dichiarazioni rilevanti dal presidente, che prima ha sì minimizzato sulla possibilità di attaccare il Venezuela, ma ha poi sbottato: “Non parlo con i giornalisti di eventuali attacchi che potrei intraprendere.” “Non ho intenzione di... Lei è una giornalista eccellente, ha molto talento, ma non ho intenzione di rivelarle le mie intenzioni riguardo al Venezuela, se ho intenzione di attaccare o meno.” Trump ha fatto affermazioni avventurose sul Venezuela, dicendo che il paese “ha riversato le proprie prigioni negli Stati Uniti,” e anche dai “manicomi” — dando di nuovo adito al sospetto che non capisca la differenza tra chi è “richiedente asilo,” “asylum seeker,” e chi è costretto in un manicomio, un “asilo per malati mentali.” Per giustificare gli omicidi extragiudiziali compiuti dall’esercito statunitense attaccando imbarcazioni appartenenti, secondo gli Stati Uniti, a gang dedite allo spaccio, Trump ha detto che ognuna di quelle imbarcazioni avrebbe “ucciso 25 mila americani con le droghe,” e “distrutto famiglie in tutto il paese.” (CBS News / X / Bluesky / CNN)

In realtà, è vero l’opposto: nel contesto del finanziamento dei gruppi di opposizione interni al Venezuela, gli Stati Uniti, attraverso USAID, hanno finanziato campagne proprio per incoraggiare l’emigrazione dal Venezuela — dal settembre 2023 al luglio 2024 USAID ha mantenuto un contratto con il quotidiano conservatore colombiano el País, il cui scopo era “diffondere una nuova narrativa sulla popolazione migrante venezuelana.” Il finanziamento prevedeva che il quotidiano “documentare e rendere visibili le storie di successo dei migranti che accedono al mercato formale, utilizzando formati e mezzi di comunicazione regolarmente consultati dai gruppi imprenditoriali.” (Drop Site)

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Wellcraft in Sardegna


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Boatness diventa dealer ufficiale

Per gli appassionati del marchio americano Wellcraft che hanno come zona di navigazione la Sardegna, c’è da oggi un nuovo punto di riferimento: Boatness, azienda specializzata nella vendita di imbarcazioni e nei servizi nautici, con sedi ad Alghero, Olbia e Cagliari, è diventata dealer esclusivo dello storico cantiere statunitense, oggi parte del gruppo Bénéteau. Con questa nuova partnership, Boatness amplia ulteriormente la propria offerta nel segmento delle imbarcazioni ad alte prestazioni, introducendo i modelli iconici di un brand che ha segnato più di mezzo secolo di storia della nautica da diporto.

«Entrare a far parte della rete Wellcraft è per noi motivo di grande orgoglio - dichiarano i titolari Gianfranco e Davide Falchi - Si tratta di un marchio che rappresenta l’essenza stessa della navigazione sportiva americana: prestazioni, solidità costruttiva e un fascino intramontabile. L’abbinata con Mercury, di cui siamo dealer dai primi anni 2000 e per il quale disponiamo di servizio assistenza autorizzato, ci consente di offrire ai diportisti la possibilità di vivere il mare con lo stesso spirito libero e potente che da sempre distingue Wellcraft.

Una storia di innovazione e performance - La storia del cantiere Wellcraft è leggendaria. Fondato nel 1955 a Sarasota, in Florida, da Bill Davis e Ed Crafton, iniziò producendo piccole imbarcazioni in legno da 14 e 17 piedi, presto sostituite, nei primi anni ’60, da modelli in vetroresina stampata, una tecnologia allora rivoluzionaria. Quasi subito l’azienda iniziò a esportare le proprie barche verso concessionari esteri che apprezzavano l’artigianalità americana, il design pulito e l’ottimizzazione degli spazi tipica delle imbarcazioni Wellcraft.

Negli anni ’70, sotto la guida di Dick Genth, il cantiere raggiunse la fama mondiale grazie alla creazione dello Scarab, barca divenuta una vera icona della nautica sportiva. Il celebre modello apparve in serie televisive cult come Miami Vice e Baywatch, consacrando Wellcraft nell’immaginario collettivo come simbolo di potenza, stile e libertà, merito anche di prestazioni eccezionali e design distintivo.

La gamma Wellcraft - Oggi, dopo decenni di innovazioni, gli scafi Wellcraft continuano a essere un punto di riferimento nel settore, caratterizzati da carene in grado di affrontare qualsiasi tipo di mare con una maneggevolezza superiore. Dal 2014 il marchio fa parte del Gruppo Bénéteau, leader mondiale della nautica da diporto, che ne ha rilanciato l’immagine con una gamma completamente rinnovata ma fedele ai valori originari di innovazione, affidabilità e qualità costruttiva. Oggi Wellcraft è la barca di arrivo per pescatori, appassionati di mare e diportisti alla ricerca di emozioni autentiche.

Wellcraft Fisherman - La gamma Wellcraft attuale spazia tra i 20 e i 44 piedi, con modelli progettati per coniugare sportività e comfort, come la serie Fisherman, open dedicati alla pesca sportiva e dotati di soluzioni funzionali come ampi spazi di stivaggio, pozzetti con vivai, portacanne integrati e console con vano toilette.

Wellcraft Explorer - Esteticamente diversi ma perfetti per chi ama il mare anche in solitaria o con pochi compagni di bordo sono gli Explorer, barche tuttofare progettate con grande attenzione a comfort, stabilità ed ergonomia. Tutti i modelli condividono potenza e un carattere da offshore, spinti da motori fuoribordo ad alte prestazioni e costruiti per garantire resistenza e sicurezza anche con mare impegnativo.

Boatness, dealer esclusivo Wellcraft per la Sardegna - Con questa nuova rappresentanza Wellcraft, Boatness consolida la propria posizione di riferimento per chi cerca una barca a motore in Sardegna, grazie a un’offerta che unisce i migliori brand internazionali e un servizio di consulenza e assistenza completo. Presso la sede di Alghero, Boatness offre vendita, personalizzazione e manutenzione dei modelli Wellcraft, oltre alla possibilità di configurazioni su misura. «La Sardegna è un territorio che vive il mare tutto l’anno - aggiungono Gianfranco e Davide Falchi - Wellcraft è il partner ideale per chi vuole affrontarlo senza compromessi: con potenza, affidabilità e uno stile che non passa inosservato.»

boatness.it

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Le aziende che ci vendono sogni


E perché gli analisti parlano di bolla.

Il rilascio di NEO, il robot umanoide di 1X, è stato tra gli eventi più importanti dell'anno, potrei dire insieme ai Ray-Ban Meta Display, se prendiamo in considerazione solo le release di prodotto.

Il primo, NEO, rappresenta il futuro della robotica umanoide e la realizzazione concreta di quello che fino a adesso è sempre stato un "sogno Sci-fi". Il secondo prodotto, i Ray-Ban Meta Display, segnano l'inizio di un'era in cui lo smartphone verrà spesso rimpiazzato da un device — gli occhiali — più immediato, più comodo: basti immaginare di poter guardare un monumento per conoscerne subito la storia o intrattenere una conversazione con un assistente immediato che sa tutto oppure prendere appunti durante una conferenza senza mai utilizzare le mani.

La vision di un robot che si occupa dei panni, le stoviglie, rifare il letto, tenere la casa al sicuro, è una prospettiva eccelsa. Per chi è cresciuto coi racconti di Asimov o i film distopico-futuristici, rappresenta davvero un sogno.

Il problema è che il sogno non è ancora arrivato.

Da questa settimana i robot NEO sono in pre-order a 20mila dollari oppure con una subscription di 499 dollari al mese. C'è un piccolo dettaglio: ancora non fanno quasi niente di quello che viene mostrato.

Nelle demo infatti, e anche in un video dedicato del Wall Street Journal, è possibile vedere NEO interagire in maniera umana, occuparsi della casa, della cucina, dei panni, ecc., ma tutte quelle scene sono telecomandate, a parte due: una in cui recupera un piatto sporco e un'altra in cui apre la porta di casa per fare entrare un ospite — se posso dire, con molta poca destrezza, più simile a come aprirebbe la porta una persona tremendamente anziana.

Quando si tratta di vendere sogni Elon Musk è un maestro: durante il suo evento "We, Robot" tutti gli Optimus non solo erano telecomandati ma anche le voci provenivano da dozzine di uomini chiusi in uno stanzino accanto. L'evento fece subito notizia per la naturalezza delle conversazioni, ma non ci volle tanto prima che il pubblico si rendesse conto che si trattava di una messa in scena. In quel caso Tesla non si peritò nemmeno di comunicare che era tutto falso, perché doveva vendere un sogno.

Marques Brownlee, uno dei technologist che stimo maggiormente, lo disse la prima volta nel 2021: "Non comprare mai un prodotto che si basa sulle promesse future. Compra qualcosa per quello che è adesso." Una massima che avrebbero dovuto ricordarsi tutti quando Apple ha venduto l'intera line up di iPhone 16 sulla promessa falsa di un Apple Intelligence che non è mai arrivato, o che arrivato zoppicante — ancora oggi non c'è traccia di Siri AI.

La trappola lato aziende è che questi complicatissimi prodotti intelligenti devono addestrarsi. Riflettendoci, uno dei motivi per cui un'azienda del genere può avere già aperto i pre ordini di un prodotto che ancora non fa il 90% delle azioni promesse, è che deve addestrarlo.

Ma chi te lo compra un robot umanoide per 20mila dollari sapendo che un giorno potrebbe lavorare come proposto nel sogno di quella demo? Se poi si è un minimo in pari con l'avanzamento di queste tecnologie, è risaputo che la "destrezza" e l'utilizzo delle mani sono ancora sfide complesse e non superate nel settore.

Quei pochi dunque che ti compreranno questo esile e sbadato maggiordomo robot — prevalentemente content creator o gente che non ha problemi a giocarsi 20mila dollari — basteranno ad addestrarlo?

Tesla — ma non solo lei — sta facendo la stessa cosa con le flotte di veicoli a guida autonoma: un gruppo di beta tester le usa in città selezionate, dove la viabilità è chiara e semplice, in modo che l'IA interna impari ogni dettaglio della circolazione su strada, e anche tutti gli imprevisti.

In casa però è tutto molto più complicato, esistono infinite versioni di tavoli, tappeti, finestre, penne, padelle — mentre su strada più o meno i semafori sono sempre quelli, e anche le strisce pedonali o i cartelli stradali. La sfida è molto più ardua insomma.

Una volta però venivano presentati nuovi display, computer, smartphone e ti veniva detto che "I pre ordini sono disponibili già da oggi". Tu pre ordinavi e ti arrivava quello che ti avevano mostrato. L'IA ha aperto tutto un nuovo mondo.

La tecnologia è troppo complessa, deve essere addestrata su centinaia di migliaia di utenti, i progressi della ricerca non hanno ancora raggiunto un livello tale da poter promettere e spedire la promessa Così big tech e startup stanno vendendo sogni, promesse che, se vere, cambieranno radicalmente la nostra vita, se false, ci faranno sentire fregati, truffati.

Ricorda quindi: "Non comprare mai un prodotto che si basa sulle promesse future. Compra qualcosa per quello che è adesso." dice Marques Brownlee nel lontano (?) aprile 2021. Ma nel frattempo tifiamo perché tutti questi sogni diventino veri e affinché la scienza avanzi ancora e molto oltre ciò che hanno scritto i più grandi autori del Novecento.

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Siri AI con Gemini, Progetti per la Luna, Android 17


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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Buon lunedì,
uno degli argomenti più controversi che riguardano Apple è proprio Siri AI. Quest'estate abbiamo segnalato spesso voci su una possibile partnership con LLM degni di nota ma adesso la notizia arriva da Bloomberg: l'intelligenza dietro a Siri sarà Gemini. Poi parleremo delle tensioni per tornare sulla Luna, gli Always-on Display di Android 17, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Siri si appoggerà a Google Gemini


Big Tech
Apple lancerà la nuova versione di Siri intorno a marzo 2026, insieme a un dispositivo intelligente con display per la casa. Il nuovo Siri sarà alimentato da una versione personalizzata del modello Gemini di Google, ospitata sui server Private Cloud Compute di Apple, così da garantire privacy e integrazione nell’ecosistema Apple senza includere servizi Google.
~
Fonte: MacRumors
Alternativa in italiano: Smart World

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Uno dei flop più grandi della storia di Apple

È proprio Siri AI. La line up di iPhone 16 dell'anno scorso è stata venduta sulla base di questa promessa ma l'assistente vocale sarebbe dovuto arrivare intorno a marzo 2025 con una IA tutta sua, dopodiché Apple si è scontrata con l'immensa complessità di rilasciare un chatbot vocale all'altezza di quanto promesso. Il tempo è passato, Siri AI non è mai arrivato, e a più di un anno dalle false promesse, Apple comunica che non ci sarà nessun LLM personale ma che si appoggerà a Gemini. Il sentiment degli utenti è molto negativo e anche Gurman di Bloomberg afferma che forse nemmeno questo tardivo rilascio potrà calmare le acque.

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SpaceX e Blue Origin presentano piani per la Luna


Spazio
SpaceX ha proposto alla NASA un piano per un ritorno più rapido e sicuro sulla Luna, a seguito delle critiche dell'amministratore ad interim della NASA Sean Duffy sui ritardi nel sistema di atterraggio lunare della missione Artemis III. La NASA sta ora valutando le proposte di SpaceX e Blue Origin per accelerare i lavori e prevede di emettere un nuovo bando a breve.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Cryptopolitan

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Ci eravamo dimenticati della Luna

Ce ne siamo fregati per cinquant'anni, abbiamo costruito stazioni spaziali in orbita bassa, ottimizzato lanci e atterraggi, ma la Luna è sempre stata troppo costosa perché un essere umano potesse nuovamente toccarla con mano. Poi è spuntato Musk che ha rivolto il suo intero impero multimiliardario verso Marte, considerando la Luna uno step fondamentale, e adesso sono tornati tutti in gara — tutti vogliono di nuovo atterrare sul satellite. La NASA ha fretta e mette pressione perché la Cina si sta muovendo e si sta muovendo in fretta.

Android apre l'Always-On Display anche alle app di terzi


Tecnologia
Android 17 introdurrà la "Min Mode", una nuova funzionalità che estende l'Always-On Display (AOD), permettendo alle app di visualizzare interfacce a schermo intero a basso consumo e persistenti. Ad esempio se blocchi lo schermo con Google Maps attivo, questo si trasforma in una mappa in bianco e nero.
~
Fonte: Android Headlines
Alternativa in italiano: CEO Tech

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È stato creato il primo ambiente abitabile sottomarino dopo 40 anni


Scienza
L'azienda britannica DEEP ha presentato Vanguard, un prototipo di habitat sottomarino a Miami, progettato per consentire a scienziati ed esploratori di vivere e fare ricerca per giorni sott'acqua. Questa struttura modulare, la prima del suo genere in decenni, può ospitare fino a quattro persone a 20 metri di profondità, permettendo agli scienziati di svolgere ricerche senza dover tornare in superficie.
~
Fonte: Interesting Engineering
Alternativa in italiano: Scienze Notizie

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Non è la prima volta

Possiamo dire che è la prima volta in tanti anni perché gli habitat sottomarini non vengono costruiti da decenni. Già a partire dagli anni ’60 sono stati condotti numerosi progetti, ad esempio la serie Conshelf guidata da Jacques‑Yves Cousteau in cui uomini hanno vissuto sul fondo marino a varie profondità. Negli Stati Uniti la marina ha gestito il programma SEALAB (anni ’60) per sperimentare la permanenza subacquea. Infine abbiamo l’habitat sottomarino Aquarius Reef Base in Florida, tutt'ora attivo, che ospita ricercatori per giorni o settimane — questo rappresenta l'ultimo progetto di habitat sottomarino risalente al 1986.

Bluesky raggiunge 40 milioni di utenti e introduce i "non mi piace"


Internet
La funzionalità dei "non mi piace" è in beta e servirà ad ottimizzare la personalizzazione dei feed e il ranking delle risposte, permettendo al sistema di apprendere i contenuti meno graditi. La piattaforma sta anche sviluppando nuovi strumenti come i "social neighborhoods", cioè un sistema per mettere in risalto post di persone vicino a te, e di moderazione, per il rilevamento di commenti tossici o dannosi.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Punto Informatico

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La storia di Bluesky

Bluesky nasce nel 2019 come progetto interno di Twitter, voluto da Jack Dorsey per creare un social decentralizzato basato su un protocollo aperto chiamato AT Protocol, che consente agli utenti di controllare i propri dati e di spostare liberamente il profilo tra piattaforme compatibili. Dopo la separazione da Twitter nel 2021, l’app è stata lanciata al pubblico nel 2023 e ha guadagnato rapidamente popolarità nel 2024 durante l’esodo di massa da X (ex Twitter), causato dalle politiche controverse di Elon Musk e dai problemi di moderazione e pubblicità. Bluesky si è distinto per la sua interfaccia simile a Twitter ma più pulita, la possibilità di scegliere algoritmi di feed personalizzati e una maggiore trasparenza nella moderazione, diventando uno dei principali rifugi per giornalisti, sviluppatori e creatori in cerca di un’alternativa più aperta e meno caotica.

Letture interessanti


In lingua inglese.

Quello che vede Palantir


nytimes.com (eng)

Gli umani hanno bisogno di entropia


danielmiessler.com (eng)

Togliere i soldi dal tavolo


zachholman.com (eng)

La corsa all'AGI è un'asta a premi. Ecco perché "investire troppo" è razionale.


cal.vin (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Tim Cook afferma che Apple Intelligence sta per introdurre nuova IA


theverge.com (eng)

Dov'è il Trump Phone?


theverge.com (eng)

Tesla richiama migliaia di Cybertruck dopo che i fari si sono rotti


telegraph.co.uk (eng)

I video di YouTube su come aggirare le restrizioni hardware di Windows 11 sono ora "illegali"


techspot.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/P_6RhqaMUts?…

Bill Gates per CNBC


In questa breve intervista di CNBC, Bill Gates illumina in maniera chiara sui temi della "bolla IA", l'impatto sulle posizioni lavorative e il consumo di energia.

Vedi video su youtube.com (eng - 5:02)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


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Siri si appoggerà a Google Gemini


In breve:


Apple lancerà la nuova versione di Siri intorno a marzo 2026, insieme a un dispositivo intelligente con display per la casa. Anche i nuovi Apple TV e HomePod mini, in arrivo a breve, serviranno a mostrare le potenzialità di Siri AI. Il nuovo Siri sarà alimentato da una versione personalizzata del modello Gemini di Google, ospitata sui server Private Cloud Compute di Apple, così da garantire privacy e integrazione nell’ecosistema Apple senza includere servizi Google.

Riassunto completo:


  • Apple prevede di lanciare la nuova versione di Siri intorno a marzo 2026, insieme a un nuovo dispositivo per la casa intelligente dotato di display, disponibile sia con base-speaker sia a parete.
  • Anche i nuovi modelli di Apple TV e HomePod mini, in arrivo a breve, serviranno a mostrare le potenzialità del rinnovato Siri e delle funzioni di Apple Intelligence.
  • Il nuovo Siri si baserà in parte sul modello Gemini di Google: Apple sta pagando Google per sviluppare una versione personalizzata di Gemini che opererà sui server di Apple (Private Cloud Compute), garantendo privacy e integrazione nel suo ecosistema.
  • Ciò non significa che Siri integrerà servizi o funzioni di Google: Gemini sarà solo il motore dietro le quinte che permetterà a Siri di fornire risposte più intelligenti e precise mantenendo l’interfaccia e l’esperienza tipica di Apple.
  • Gurman sottolinea tuttavia che non è scontato che gli utenti accolgano positivamente il nuovo Siri, né che questo riesca a cancellare anni di delusione legati alla sua reputazione.
  • A giugno, durante la WWDC 2026, Apple presenterà iOS 27, macOS 27, watchOS 27 e gli altri sistemi operativi, che punteranno fortemente su Apple Intelligence e sull’espansione della strategia AI dell’azienda.
  • In Cina, invece, il lancio di Apple Intelligence sta incontrando seri ostacoli regolatori: nonostante le partnership con aziende locali, il debutto rimane incerto e continua a essere rimandato.
Uno dei flop più grandi della storia di Apple

È proprio Siri AI. La line up di iPhone 16 dell'anno scorso è stata venduta sulla base di questa promessa ma l'assistente vocale sarebbe dovuto arrivare intorno a marzo 2025 con una IA tutta sua, dopodiché Apple si è scontrata con l'immensa complessità di rilasciare un chatbot vocale all'altezza di quanto promesso. Il tempo è passato, Siri AI non è mai arrivato, e a più di un anno dalle false promesse, Apple comunica che non ci sarà nessun LLM personale ma che si appoggerà a Gemini. Il sentiment degli utenti è molto negativo e anche Gurman di Bloomberg afferma che forse nemmeno questo tardivo rilascio potrà calmare le acque.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

New Version of Siri to ‘Lean’ on Google Gemini
In his “Power On” newsletter, Bloomberg’s Mark Gurman today provided an update on the status of Apple Intelligence and the plans for it…
MacRumorsHartley Charlton


Alternativa in italiano:

Apple, svolta AI: dopo ChatGPT, Siri guarda a Gemini e apre a nuovi partner
Tim Cook apre a più integrazioni AI in Apple Intelligence, con Siri potenziata nel 2026 e conti in crescita. Ecco cosa c’è davvero sul tavolo.
SmartWorldLorenzo Delli


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

SpaceX e Blue Origin presentano piani per la Luna


La NASA mette fretta e le più grandi aziende spaziali spingono oltre i propri limiti.
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In breve:


SpaceX ha proposto alla NASA un piano per un ritorno più rapido e sicuro sulla Luna, a seguito delle critiche dell'amministratore ad interim della NASA Sean Duffy sui ritardi nel sistema di atterraggio lunare della missione Artemis III. La NASA sta ora valutando le proposte di SpaceX e Blue Origin per accelerare i lavori e prevede di emettere un nuovo bando a breve.

Riassunto completo:


  • SpaceX ha proposto alla NASA una "missione semplificata" per accelerare il ritorno degli astronauti sulla Luna e migliorare la sicurezza dell'equipaggio.
  • La proposta arriva dopo le critiche di Sean Duffy, amministratore ad interim della NASA, sui ritardi di SpaceX nello sviluppo del sistema di atterraggio lunare per la missione Artemis III.
  • La NASA ha confermato di star valutando i piani presentati da SpaceX e Blue Origin per accelerare la produzione dei sistemi di atterraggio lunare.
  • L'agenzia spaziale ha anche dichiarato che emetterà un bando per raccogliere ulteriori proposte dall'industria aerospaziale, evidenziando l'urgenza di "minacce avversarie" lunari, riferendosi alla competizione con la Cina.
  • Elon Musk ha reagito pubblicamente alle critiche di Duffy tramite post sul suo social network X, esprimendo dissenso nei confronti dell'amministratore NASA.
  • Il razzo Starship di SpaceX ha completato 11 voli di prova senza equipaggio; tuttavia, le capacità di rifornimento in orbita necessarie per la missione Artemis III non sono ancora state completamente dimostrate.
  • SpaceX ha ricevuto circa 2,7 miliardi di dollari dalla NASA per il contratto di sviluppo del sistema di atterraggio, con un potenziale totale di 4,5 miliardi di dollari, mentre l'azienda sostiene di aver autofinanziato oltre il 90% del programma, implicando oltre 30 miliardi di dollari di spesa.

Ci eravamo dimenticati della Luna

Ce ne siamo fregati per cinquant'anni, abbiamo costruito stazioni spaziali in orbita bassa, ottimizzato lanci e atterraggi, ma la Luna è sempre stata troppo costosa perché un essere umano potesse nuovamente toccarla con mano. Poi è spuntato Musk che ha rivolto il suo intero impero multimiliardario verso Marte, considerando la Luna uno step fondamentale, e adesso sono tornati tutti in gara — tutti vogliono di nuovo atterrare sul satellite. La NASA ha fretta e mette pressione perché la Cina si sta muovendo e si sta muovendo in fretta.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

SpaceX and Blue Origin both submitted plans to get astronauts back to the moon faster, NASA says
SpaceX said it has pitched NASA a “simplified mission” to put astronauts back on the moon following criticisms over delays by Sean Duffy, the space agency’s acting administrator.
CNBCLora Kolodny


Alternativa in italiano: Cryptopolitan

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Siri si appoggerà a Google Gemini


E arriverà a marzo 2026.
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In breve:


Apple lancerà la nuova versione di Siri intorno a marzo 2026, insieme a un dispositivo intelligente con display per la casa. Anche i nuovi Apple TV e HomePod mini, in arrivo a breve, serviranno a mostrare le potenzialità di Siri AI. Il nuovo Siri sarà alimentato da una versione personalizzata del modello Gemini di Google, ospitata sui server Private Cloud Compute di Apple, così da garantire privacy e integrazione nell’ecosistema Apple senza includere servizi Google.

Riassunto completo:


  • Apple prevede di lanciare la nuova versione di Siri intorno a marzo 2026, insieme a un nuovo dispositivo per la casa intelligente dotato di display, disponibile sia con base-speaker sia a parete.
  • Anche i nuovi modelli di Apple TV e HomePod mini, in arrivo a breve, serviranno a mostrare le potenzialità del rinnovato Siri e delle funzioni di Apple Intelligence.
  • Il nuovo Siri si baserà in parte sul modello Gemini di Google: Apple sta pagando Google per sviluppare una versione personalizzata di Gemini che opererà sui server di Apple (Private Cloud Compute), garantendo privacy e integrazione nel suo ecosistema.
  • Ciò non significa che Siri integrerà servizi o funzioni di Google: Gemini sarà solo il motore dietro le quinte che permetterà a Siri di fornire risposte più intelligenti e precise mantenendo l’interfaccia e l’esperienza tipica di Apple.
  • Gurman sottolinea tuttavia che non è scontato che gli utenti accolgano positivamente il nuovo Siri, né che questo riesca a cancellare anni di delusione legati alla sua reputazione.
  • A giugno, durante la WWDC 2026, Apple presenterà iOS 27, macOS 27, watchOS 27 e gli altri sistemi operativi, che punteranno fortemente su Apple Intelligence e sull’espansione della strategia AI dell’azienda.
  • In Cina, invece, il lancio di Apple Intelligence sta incontrando seri ostacoli regolatori: nonostante le partnership con aziende locali, il debutto rimane incerto e continua a essere rimandato.

Uno dei flop più grandi della storia di Apple

È proprio Siri AI. La line up di iPhone 16 dell'anno scorso è stata venduta sulla base di questa promessa ma l'assistente vocale sarebbe dovuto arrivare intorno a marzo 2025 con una IA tutta sua, dopodiché Apple si è scontrata con l'immensa complessità di rilasciare un chatbot vocale all'altezza di quanto promesso. Il tempo è passato, Siri AI non è mai arrivato, e a più di un anno dalle false promesse, Apple comunica che non ci sarà nessun LLM personale ma che si appoggerà a Gemini. Il sentiment degli utenti è molto negativo e anche Gurman di Bloomberg afferma che forse nemmeno questo tardivo rilascio potrà calmare le acque.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

New Version of Siri to ‘Lean’ on Google Gemini
In his “Power On” newsletter, Bloomberg’s Mark Gurman today provided an update on the status of Apple Intelligence and the plans for it…
MacRumorsHartley Charlton


Alternativa in italiano:

Apple, svolta AI: dopo ChatGPT, Siri guarda a Gemini e apre a nuovi partner
Tim Cook apre a più integrazioni AI in Apple Intelligence, con Siri potenziata nel 2026 e conti in crescita. Ecco cosa c’è davvero sul tavolo.
SmartWorldLorenzo Delli

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Bluesky raggiunge 40 milioni di utenti e introduce i "non mi piace"


La piattaforma nata in Twitter e ora antagonista di X continua a crescere.
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In breve:


La funzionalità dei "non mi piace" è in beta e servirà ad ottimizzare la personalizzazione dei feed e il ranking delle risposte, permettendo al sistema di apprendere i contenuti meno graditi. La piattaforma sta anche sviluppando nuovi strumenti come i "social neighborhoods", cioè un sistema per mettere in risalto post di persone vicino a te, e di moderazione, per il rilevamento di commenti tossici o dannosi.

Riassunto completo:


  • Bluesky, che ha recentemente raggiunto i 40 milioni di utenti, lancerà a breve una versione beta della funzione "dislike".
  • I "dislikes" verranno utilizzati per migliorare la personalizzazione dei feed principali e delle risposte, permettendo al sistema di apprendere i contenuti che gli utenti desiderano vedere meno.
  • Questi cambiamenti, insieme ad altri aggiornamenti sui controlli delle conversazioni, mirano a promuovere scambi più "divertenti, genuini e rispettosi" sulla piattaforma, in risposta a recenti critiche sulla moderazione.
  • Bluesky si concentra sul fornire agli utenti strumenti per il controllo della propria esperienza, tra cui liste di moderazione, filtri di contenuto, parole silenziate e la possibilità di staccare i "quote posts".
  • Un nuovo sistema è in fase di test per mappare le "social neighborhoods", ovvero le connessioni tra utenti che interagiscono frequentemente, per prioritizzare le risposte più rilevanti e familiari nei feed.
  • La piattaforma ha migliorato il rilevamento e il declassamento automatico di risposte tossiche, spam, fuori tema o in malafede nei thread, nei risultati di ricerca e nelle notifiche.
  • Altri aggiornamenti includono una modifica al pulsante "Rispondi" che ora indirizza l'utente al thread completo prima di comporre una risposta e una maggiore visibilità delle impostazioni che consentono di controllare chi può rispondere ai propri post.

La storia di Bluesky

Bluesky nasce nel 2019 come progetto interno di Twitter, voluto da Jack Dorsey per creare un social decentralizzato basato su un protocollo aperto chiamato AT Protocol, che consente agli utenti di controllare i propri dati e di spostare liberamente il profilo tra piattaforme compatibili. Dopo la separazione da Twitter nel 2021, l’app è stata lanciata al pubblico nel 2023 e ha guadagnato rapidamente popolarità nel 2024 durante l’esodo di massa da X (ex Twitter), causato dalle politiche controverse di Elon Musk e dai problemi di moderazione e pubblicità. Bluesky si è distinto per la sua interfaccia simile a Twitter ma più pulita, la possibilità di scegliere algoritmi di feed personalizzati e una maggiore trasparenza nella moderazione, diventando uno dei principali rifugi per giornalisti, sviluppatori e creatori in cerca di un’alternativa più aperta e meno caotica.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bluesky hits 40 million users, introduces ‘dislikes’ beta | TechCrunch
As users “dislike” posts, the system will learn what sort of content they want to see less of. This will help to inform more than just how content is ranked in feeds, but also reply rankings.
TechCrunchSarah Perez


Alternativa in italiano:

Bluesky: 40 milioni di utenti e non mi piace
Bluesky ha annunciato le novità in arrivo, tra cui un’opzione “non mi piace” che permetterà di nascondere i post con argomenti poco graditi.
punto-informatico.itLuca Colantuoni

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È stato creato il primo ambiente abitabile sottomarino dopo 40 anni


E lo ha fatto una startup britannica.
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In breve:


L'azienda britannica DEEP ha presentato Vanguard, un prototipo di habitat sottomarino a Miami, progettato per consentire a scienziati ed esploratori di vivere e fare ricerca per giorni sott'acqua. Questa struttura modulare, la prima del suo genere in decenni, può ospitare fino a quattro persone a 20 metri di profondità, permettendo agli scienziati di svolgere ricerche senza dover tornare in superficie.

Riassunto completo:


  • DEEP, un'azienda di ingegneria subacquea con sede nel Regno Unito, ha svelato a Miami il prototipo Vanguard, un habitat umano sottomarino pionieristico.
  • Vanguard è progettato per consentire a scienziati, esploratori e oceanografi di vivere e condurre ricerche in immersione per periodi prolungati, supportando fino a quattro membri d'equipaggio per una settimana.
  • La struttura è modulare e comprende una camera abitativa dove l'equipaggio può mangiare, dormire e condurre ricerche, un centro di immersione e una base ancorata al fondale marino per garantire stabilità.
  • Una piattaforma galleggiante posizionata in superficie fornisce all'habitat aria compressa, energia e comunicazioni, creando un ambiente autosufficiente per la vita umana sottomarina.
  • L'habitat opera a una profondità di circa 20 metri, ma l'azienda DEEP sta già lavorando allo sviluppo di nuovi prototipi capaci di raggiungere profondità maggiori, fino a 200 metri.
  • Questo progetto rappresenta il primo habitat umano sottomarino di nuova generazione in decenni ed è il primo a essere classificato da Det Norske Veritas (DNV), una società internazionale di classificazione sugli standard subacquei.
  • L'iniziativa mira a espandere la comprensione dell'ambiente marino e a rivoluzionare aree come il ripristino delle barriere coralline, il monitoraggio climatico e l'addestramento degli astronauti.

Non è la prima volta

Possiamo dire che è la prima volta in tanti anni perché gli habitat sottomarini non vengono costruiti da decenni. Già a partire dagli anni ’60 sono stati condotti numerosi progetti, ad esempio la serie Conshelf guidata da Jacques‑Yves Cousteau in cui uomini hanno vissuto sul fondo marino a varie profondità. Negli Stati Uniti la marina ha gestito il programma SEALAB (anni ’60) per sperimentare la permanenza subacquea. Infine abbiamo l’habitat sottomarino Aquarius Reef Base in Florida, tutt'ora attivo, che ospita ricercatori per giorni o settimane — questo rappresenta l'ultimo progetto di habitat sottomarino risalente al 1986.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

World’s 1st underwater habitat in decades to unlock secrets of oceans
A UK-based ocean technology company has unveiled Vanguard, the world’s first new underwater human habitat in nearly 40 years.
Interesting EngineeringGeorgina Jedikovska


Alternativa in italiano:

Nuovo habitat sottomarino: la migliore innovazione per la ricerca
Il prototipo Vanguard di DEEP offre un habitat sottomarino innovativo per ricerche scientifiche prolungate, aprendo nuove frontiere nell’oceanografia.
Scienze NotizieMarco Bianchi

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Android apre l'Always-On Display anche alle app di terzi


L'aggiornamento arriverà con Android 17.
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In breve:


Android 17 introdurrà la "Min Mode", una nuova funzionalità che estende l'Always-On Display (AOD), permettendo alle app di visualizzare interfacce a schermo intero a basso consumo e persistenti. Ad esempio se blocchi lo schermo con Google Maps attivo, questo si trasforma in una mappa in bianco e nero.

Riassunto completo:


  • Android 17 introdurrà la "Min Mode", una nuova funzionalità che espande le capacità dell'Always-On Display (AOD), che permette di visualizzare rapidamente dati essenziali come ora o notifiche.
  • La Min Mode non sostituisce l'AOD standard, ma è uno stato di visualizzazione dedicato che opera con la stessa tecnologia a basso consumo, mantenendo limitate luminosità e frequenza di aggiornamento dello schermo.
  • La caratteristica principale della Min Mode è consentire alle applicazioni di visualizzare interfacce a schermo intero e persistenti sull'AOD, anche quando il telefono è inattivo.
  • Per funzionare, gli sviluppatori dovranno registrare un componente semplificato chiamato "MinModeActivity" nel codice delle loro applicazioni.
  • Questa innovazione trasforma l'AOD in un meccanismo per "attività live persistenti", permettendo alle app di fornire informazioni essenziali e minimaliste senza che l'utente debba riattivare completamente il dispositivo.
  • Google Maps sarà tra le prime applicazioni ad adottare la Min Mode, con una modalità monocromatica specializzata per la navigazione turn-by-turn che riduce il consumo energetico.
  • Altre applicazioni, come quelle di fitness o musicali, potranno utilizzare la Min Mode per mostrare metriche in tempo reale o controlli semplici, a condizione che bilancino utilità ed efficienza energetica.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Android 17 Will Put Full-Screen Apps on Your Always-On Display
Android 17 Min Mode will bring full-screen apps to the Always-On Display (AOD), showing glanceable content without draining your battery.
Android HeadlinesJean Leon


Alternativa in italiano:

Android 17 rivoluziona l’AOD con la nuova Min Mode
Android 17 introduce la nuova “Min Mode”, che converte l’AOD in un hub minimalista a schermo intero per app selezionate, consumando poca energia.L’evoluzion
CeoTechGiulia Moretti

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Transizione senza politica? It’s a trap!


Il soluzionismo tecnologico è seducente; senza coscienza politica è un assegno in bianco al capitale.

Una delle obiezioni che sento fare più spesso a chi fa notare l’elevato impatto ambientale delle IA generative è che si tratti di un effetto collaterale dell’immaturità del settore.

Per i tecnottimisti, quando i costi energetici saranno troppo elevati, le aziende dovranno per forza porsi il problema di come ottimizzarli e, così facendo, ridurranno anche l’impatto ambientale dei loro prodotti.

L’idea appare ragionevole: dopotutto, la prima cosa che faremmo, se iniziassimo a ricevere bollette troppo elevate, sarebbe iniziare a capire come ottimizzare e ridurre i nostri consumi energetici.

Peccato che tra il singolo cittadino e una grande corporation ci siano differenze sostanziali.

La prima, più importante, il diverso potere negoziale che, a differenza del primo, le secondo possono costruire con i loro fornitori di energia, spesso grazie alla mediazione degli Stati.

Nei confronti di questi ultimi, infatti, le grandi aziende possono esercitare leve di negoziazione che a un semplice cittadino non sono concesse: il loro contributo al bilancio nazionale, i posti di lavoro che garantiscono (direttamente e tramite l’indotto), i vantaggi competitivi di carattere strategico.

Qualche anno fa ho lavorato con un’azienda che progetta, realizza, installa e gestisce impianti per il trattamento dell’aria.

Durante una riunione domandai al responsabile commerciale se tra i vantaggi delle loro soluzioni il risparmio energetico - e quindi economico - fosse una leva di vendita importante.

Con mia grande sorpresa mi rispose di no.

Notando il mio sguardo interdetto, mi raccontò che uno dei loro clienti, una delle realtà industriali più importanti della città, godeva di agevolazioni fiscali talmente convenienti sull’acquisto di energia da rendere superflua - dunque poco appetibile dal punto di vista commerciale - la prospettiva di un risparmio ottenuto grazie a una maggiore efficienza.

“Se devo vendergli un impianto nuovo,” mi disse “piuttosto gli racconto che l’aria più salubre riduce l’incidenza di malattie respiratorie e aumenta la produttività, perché riduce i giorni di malattia del personale.”

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L’episodio mi è tornato in mente leggendo un tweet in cui veniva citata la frase di Laurence Tubiana, presidente della Global Solidarity Levies Task Force, un gruppo di lavoro internazionale che studia forme di tassazione solidale per finanziare la transizione ecologica.

Secondo Tubiana, “una linea aerea che viaggia da Londra fino alle Maldive paga meno tasse sul carburante di una famiglia che usa l’auto per portare i figli a scuola.”

Should airlines be allowed to keep this tax-break? pic.twitter.com/c8b5Mtvkh9
— Fliers for Climate Action ✈️ (@FlyersFfca) October 7, 2025


Questo è il motivo per cui tendo a perdere le staffe quando una parte dell’ambientalismo contemporaneo subordina l’azione politica alle soluzioni tecniche.

Comprendo che l’ecoansia possa spingere a considerare l’azione politica come un processo lento, farraginoso, incapace di rispondere tempestivamente all’emergenza climatica; e in parte lo è.

Ma non credo sia una buona idea firmare un assegno in bianco all’industria delle rinnovabili, in nome di un soluzionismo tecnologico acritico e fideistico.

Come ogni altra industria in questo sistema economico, anche quella delle rinnovabili fa del profitto il proprio obiettivo, per quanto a lungo si sia raccontata come disinteressata e votata a salvare il mondo.

Per non parlare del fatto che le sue filiere sono saldamente nelle mani di un attore geopolitico tanto rilevante quanto ambiguo: la Cina.

Più la osservo da vicino, più la retorica con cui quest’industria si giustifica mi sembra simile a quella che ha alimentato l’utopia modernista della metà del Novecento.

Le rovine e i danni di quella retorica li conosciamo bene.

È per questo che, messo di fronte alla scelta - anche di fronte a un rischio potenzialmente esistenziale - tra il primato della politica e il soluzionismo tecnologico, continuo a schierarmi a favore del primo.

🌈 Ho un sogno 🌈


Mi piacerebbe che scrivere questo blog fosse la cosa a cui dedico la maggior parte del mio tempo e delle mie energie. Se ti piace quello che scrivo puoi donarmi 1€ e aiutarmi a realizzarlo. Per farlo non devi far altro che cliccare il pulsante e seguire le istruzioni.
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La lettera contro la "superintelligenza AI" è la soluzione sbagliata a un problema giusto solo a metà


L'idea di prevenire rischi è ammirevole, ma l'esecuzione no.
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Chiediamo una proibizione allo sviluppo della superintelligenza, finché
- non ci sia ampio consenso dalla comunità scientifica che si possa fare in modo sicuro e controllabile e
- ampio supporto pubblico



Statement on Superintelligence
“We call for a prohibition on the development of superintelligence, not lifted before there is (1) broad scientific consensus that it will be done safely and controllably, and (2) strong public buy-in.”
Statement on Superintelligence


Ciao! Sono Martino e parlo del rapporto tra intelligenza artificiale e società, e di altre cose. Mi trovi anche sui social come @oradecima (Instagram, Bluesky, YouTube).

Questo è il – volutamente breve – testo della lettera aperta sulla superintelligenza firmata da moltissimi personaggi illustri:
il premio Nobel Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, due ricercatori veterani del settore AI,
Susan Rice, National Security Advisor nella presidenza Obama,
Mark Beall, ex direttore di AI Strategy per il Dipartimento della Difesa USA (vi ricordate quello che Trump vorrebbe chiamare Ministero della guerra?)...

Ci sono anche un paio di italiani notevoli: il nostro europarlamentare Brando Benifei, relatore dell'AI Act, e padre Paolo Benanti, consigliere di papa Francesco sull'AI, membro del New Artificial Intelligence Advisory Board dell'ONU e presidente della Commissione Algoritmi del Dipartimento per l'informazione e l'editoria del governo.

E ancora: il principe Harry e Meghan, Steve Bannon, l'ex stratega di Trump, il filosofo Peter Singer, will.i.am (– a-a-ai gotta feeling 🎶), Yuval Noah Harari, Tristan Harris (technology ethicist, ex Google, che appare in The Social Dilemma) e moltissime altre persone.

La varietà dei firmatari è ammirevole: ci sono figure competenti e con posizioni condivisibili, ma anche qualche cialtrone tipo Harari.

Questa varietà temo però sia sintomo di un problema della lettera, e dunque eccoci:

i probbblemi della lettera


1- ma cosa è la superintelligenza

ma è fisicamente ––
nel context prima della lettera vera e propria si dice

"superintelligence in the coming decade that can significantly outperform all humans on essentially all cognitive tasks"


Con superintelligenza si intende qualcosa che è oltre l'intelligenza artificiale generale che ci è stata dondolata davanti negli ultimi anni: l'AGI sarebbe un sistema AI con le capacità cognitive pari a quelle di un umano in tutto e per tutto.
La superintelligenza, invece, dovrebbe essere un sistema in grado di superare cognitivamente qualsiasi umano.

Questa prospettiva fa paura,
è intuitivo capire il perché: costruiamo oggetti e sistemi progressivamente più complessi e più automatici, e nuove invenzioni creano nuovi problemi. E dunque ci viene il timore di superare un limite oltre cui non c'è più ritorno, non c'è più soluzione.
Lo abbiamo chiamato Strong AI, Intelligenza artificiale forte, Intelligence Explosion, Singolarità, AGI, ASI, e chissà come in futuro.

Se però il concetto di Superintelligenza è chiaramente definibile, la pratica è molto più difficile. Com'è fatta una superintelligenza? È un LLM potentissimo? Un GPT-6, 7, 8? È un ibrido che combina un LLM e un sistema simbolico? (un po' come AlphaGeometry di Google che univa un LLM a un sistema basato su regole logiche più dirette)

O forse è qualcos'altro?
Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, l'anno scorso ha dichiarato che "ci servono ancora delle grosse svolte prima di avere qualcosa che possiamo chiamare AGI.".

Mark Zuckerberg a luglio ha detto invece che "la superintelligenza è a vista d'occhio", come recita la scarna lettera su meta.com/superintelligence.
Circa un mese prima Sam Altman, CEO di OpenAI, scriveva in modo simile che "l'umanità è vicina al costruire la superintelligenza digitale".

Prevedere il futuro è notoriamente difficile: la realtà è che non c'è un consenso ben definito su quando possiamo arrivare a una "superintelligenza": se sia vicina, lontana, o se sia in generale possibile. E se anche prendessimo per buone le previsioni più ottimistiche, che entro 2-5 anni la raggiungeremo, non sappiamo come sarà fatta.

E allora che cosa comunica questa lettera? Non sarebbe come scrivere una lettera per proibire la creazione del Jurassic Park, o del farmaco che danno a Capitan America per renderlo un supereroe?

Si potrebbe rispondere che nessuno pensa che siamo quasi arrivati a far schiudere un uovo di T-Rex, mentre poco sopra riconoscevamo che in diversi credono che l'AGI sia imminente (io, di mio, sono più dell'idea che ancora non ci siamo, e che dire che ci siamo molto vicini sia in parte una mossa di marketing).

Però rimane il tema della vaghezza: la lettera è solo una vaga espressione di preoccupazione, non si capisce precisamente cosa bisognerebbe proibire: la costruzione di modelli oltre una certa dimensione? La ricerca di nuove tecniche nel Machine Learning? L'ottimizzazione dei modelli in generale?

La grande diversità di firmatari è secondo me sintomatica di un problema: se in generale trovo un valore nel creare compromessi e coalizzarsi pur avendo differenze, a un certo punto il rischio è di diluire troppo un messaggio per accontentare chiunque, e la lettera perde di mordente e di sapore.

Curiosamente, però, la lettera non si lascia diluire su un aspetto: il tempo.

2- specchietti per allodole lungotermiste

Anna D. Celletti, Red Herring, 1951, oil on canvas board, Smithsonian American Art Museum, 1986.65.105
Il paraocchi sul presente è la lacuna più grossa della lettera. Né nel contesto, né nello statement si menziona in alcun modo il presente se non come ambiente in cui si prepara il futuro.
Non c'è alcun riconoscimento della situazione attuale della diffusione dei sistemi AI, dell'impatto che stanno avendo sul lavoro, sull'informazione, sulla società intera.

Le preoccupazioni che vengono citate, "l'obsolescenza economica umana il disempowerment, la perdita di libertà, di diritti civili, di dignità, di controllo, fino a rischi per la sicurezza nazionale" sono applicabili già ai sistemi AI disponibili oggi, per quanto in misura diversa da quella di un'ipotetica superintelligenza.

Mi si potrebbe dire che sto facendo benaltrismo, che parlare di problemi futuri non nega la considerazione per quelli presenti, o come mi è stato ipotizzato in un commento, che anzi parlare dei rischi futuri dia importanza alla situazione presente.
Io credo invece che il focus sul futuro sia una effettiva scelta, che non condivido.

La critica dell'occuparsi solo del futuro era stata fatta anche a una precedente lettera del 2023, quella che chiedeva lo stop di 6 mesi allo sviluppo di modelli AI più potenti di GPT-4.

Tra i firmatari di quella lettera pubblicata il 22 marzo 2023 tra l'altro c'era anche Elon Musk, il quale proprio due settimane prima, il 9 marzo, aveva fondato la sua azienda xAI...che sviluppa modelli AI.
L'annuncio della nascita di xAI arriverà il 12 luglio 2023, nemmeno quattro mesi dopo la lettera che chiedeva sei mesi di stop. In ogni caso l'effettiva data di costituzione dell'azienda svela che non ci aveva ovviamente mai creduto.

Tornando a noi, Narayanan e Kapoor lo avevano detto bene al tempo (grassetti miei):

Concordiamo sul fatto che la disinformazione, l'impatto sul lavoro e la sicurezza sono tre dei principali rischi dell'IA.
Purtroppo, in ciascun caso, la lettera presenta un rischio speculativo e futuristico, ignorando la versione del problema che sta già danneggiando le persone.
Questo distrae dai problemi reali e rende più difficile affrontarli. La lettera ha una mentalità di contenimento analoga a quella del rischio nucleare, ma non è adatta all'IA. Fa il gioco delle aziende che cerca di regolamentare.


Anche Emily Bender, Timnit Gebru e Angelina McMillan-Major, autrici del famoso paper "Sui pericoli dei pappagalli stocastici", che avevano anticipato molto dei discorsi sui rischi degli LLM ben prima che uscisse ChatGPT, rilasciarono una dichiarazione in risposta alla lettera, che è ancora oggi validissima (grassetti miei):

Sebbene la lettera contenga una serie di raccomandazioni che condividiamo [...] queste sono messe in ombra dalla paura e dall'hype per l'IA, che indirizza il discorso verso i rischi di immaginarie "potenti menti digitali" con "intelligenza competitiva umana".
Questi rischi ipotetici sono al centro di un'ideologia pericolosa, chiamata "lungotermismo", che ignora i danni effettivi derivanti dall'impiego dei sistemi di IA oggi.

La lettera non affronta nessuno dei danni già in corso causati da questi sistemi

, tra cui:
1) lo sfruttamento dei lavoratori e il furto massiccio di dati per creare prodotti che portano profitto a poche entità;
2) l'esplosione dei media sintetici nel mondo, che riproduce sistemi di oppressione e mette in pericolo il nostro ecosistema dell'informazione;
3) la concentrazione del potere nelle mani di poche persone che aggrava le disuguaglianze sociali.


La lettera del 2023 e lo statement di oggi hanno in comune la loro origine: il Future of Life Institute, che le ha pubblicate e promosse entrambe. E da qui sarà chiaro come mai il focus sul futuro è problematico.

Il Future of Life Institute è una no profit che "mira a indirizzare le tecnologie verso il beneficio della vita e l'allontanamento dei rischi di larga scala, con particolare attenzione al rischio esistenziale derivante dall'intelligenza artificiale avanzata." [1]

Con "rischio esistenziale"[2] si intende un rischio che minaccerebbe l'esistenza stessa della specie umana nella sua interezza.
La lettera del 2023 era una delle espressioni di questo timore abbastanza in voga in quel periodo, quando la successione dell'uscita di GPT-3.5 e ChatGPT, e poi GPT-4 pochi mesi dopo stavano facendo immaginare una progressione incredibilmente accelerata del futuro dell'AI.

Questa concezione di rischio esistenziale è legata a doppio filo alla corrente filosofica del lungotermismo.


  1. Wikipedia, Future of Life Institute ↩︎
  2. Wikipedia, Global Catastropic Risk ↩︎


Il lungotermismo, un po' comodo e un po' stupido


Il lungotermismo, o lungoterminismo (decidiamoci su come si scrive non lo so) è una corrente di pensiero secondo cui bisognerebbe considerare dal punto di vista etico le conseguenze a lunghissimo termine delle nostre azioni: la felicità delle persone future dovrebbe importare tanto quanto quella delle persone presenti.

Il lungotermismo è stato reso popolare da filosofi come William MacAskill, Peter Singer e Toby Ord, influenzati anche dalle idee di Nick Bostrom, che in Superintelligence parlava proprio del rischio esistenziale della superintelligenza AI.

Se è diventa imperativo morale occuparsi delle coscienze future, allora prevenire i rischi esistenziali diventa evidentemente una priorità. Questa filosofia nasce a sua volta dall'altruismo efficace, e lo so stiamo impilando definizioni su definizioni ma tant'è.

L'altruismo efficace è una filosofia di stampo utilitarista che propone di calcolare in modo efficace e razionale come portare il massimo beneficio con i propri sforzi.

Il movimento sociale che è scaturito dall'altruismo efficace si occupa di come scegliere gli enti di beneficenza che hanno un effetto maggiore: per esempio, se donare una stessa quantità di denaro a un certo ente potrebbe salvare 50 vite, oppure 10 vite se donata a un altro ente, sarebbe più efficace scegliere l'ente che salva 50 persone.

Questa sembra a prima vista una ovvietà, e poi sembra un'idea geniale: ma certo! È ovviamente il modo più razionale di allocare le risorse no? La taglio corta: penso che l'altruismo efficace abbia alcune intuizioni interessanti, ma ovviamente tutto dipende da come definiamo questo "massimo beneficio" e come raggiungerlo. (Per esempio, nell'altruismo efficace si sceglie di concentrarsi molto sulla beneficenza privata e poco sulla politica e sul settore pubblico...come mai?)

Nel passaggio al lungotermismo questo ideale assume forme abbastanza bizzarre: se ipotizziamo che in futuro esisteranno per esempio centinaia di miliardi di umani futuri, e dovessimo tenere conto del loro benessere con lo stesso peso degli umani che esistono oggi, ecco che ogni azione che ipoteticamente porta beneficio a questi posteri diventa giustificabile, anche se in cambio viene svantaggiato qualche migliaio di umani di oggi.

E allora ipoteticamente anche un genocidio diventa trascurabile rispetto al prevenire dei "rischi esistenziali" no?
L'assurdità di tutto ciò è il considerare come certo qualcosa che è più che ipotetico.

Se volete approfondire il lungotermismo, vi consiglio L'Utopia dei miliardari di Irene Doda, che spiega in modo chiarissimo questo ideale che si è diffuso tra i miliardari della Silicon Valley (Shop di Tlon, oppure link affiliato di Amazon).

Se questo è l'ambiente di ispirazione del Future Of Life Institute, è facile capire come mai questa lettera e la precedente guardino solo al futuro. E anche perché lo guardano senza ragionare sul presente e sui sistemi di potere che fino a oggi ci hanno portato qui.

Perché la realtà è che una lettera sullo sviluppo tecnologico ci servirebbe. Qui spezzo una lancia per certi firmatari delle lettere, che hanno sicuramente preso la possibile parte positiva –ma forse ce ne serve una diversa da questa.

Concludo evidenziando il commento lasciato da Eleonora Marocchini @narraction (seguitela sui social e sulla sua newsletter!) sul mio video:

Al di là del sensazionalismo di queste lettere che davvero non comprendo, io sono d'accordo con un punto centrale che mi sembra che comunque passi, cioè che occorre decidere a priori i limiti e le policy e non attendere di sviluppare acriticamente tecnologie di IA che poi fanno danni [...]
Concordo con te che dovremmo occuparci seriamente dei problemi di utilizzo dei modelli di Al che abbiamo già - e anche quelli andrebbero limitati e regolamentati, dovevamo farlo di più e meglio già anni fa.


L'approccio della Silicon Valley di questi decenni allo sviluppo tecnologico è stato move fast and break things –muoviti velocemente e rompi le cose– che incarnava il rifiuto dello status quo e la voglia di innovare un mondo vecchio.
Mark Zuckerberg davanti la scritta "move fast and break things"Zuck nel 2014, quando move fast and break things smise di essere il motto di Facebook
E se sotto certi aspetti penso possa incarnare una legittima voglia di progresso (ne avrei di things da breakare in Italia), da un altro punto di vista ha anche incarnato la tracotanza di non volersi fermare a riflettere su rischi e conseguenze di ciò che veniva rotto. Soprattutto quando chi viene coinvolto non ha lo stesso volto da uomo occidentale ricco da Silicon Valley.

Perché come diciamo spesso, il modo in cui costruiamo la tecnologia, la scienza e dunque i loro risultati, non sono neutri. E allora manco le parole delle lettere aperte.


Cosette interessanti


👻 dovete sentire questo ricordo che è riaffiorato. una perla di Seth Everman.

🗓️ Un pezzo del filosofo Emile Torres che spiega il lungotermismo e i suoi pericoli, molto consigliato.

🔎 Cosa succede quando il tuo terapeuta condivide lo schermo per sbaglio e scopri che usa ChatGPT mentre ti fa una sessione di terapia?

🎙️ Una accurata simulazione di ogni dibattito online.

🇬🇧 Niko Omilana è andato con un travestimento a una manifestazione in UK parlando con persone che in teoria non dovevano essere razziste ma invece guarda un po' lo erano proprio.

🧑‍🔬 pov: fai vedere la tua nuova invenzione

🤫 Ho un sito per ricevere commenti anonimi! Mi ero stufato dei vari NGL e Tellonym, perciò me ne sono fatto uno io, senza blackjack e squillo di lusso però. (Forse potrei raccontarvelo meglio nella prossima newsletter per farne una brevina?) Se volete lasciarmi un commento, potete farlo su sussurrami e qui sotto ↓
sussurrami.netlify.app
Ancora una volta scrivere questa newsletter mi ha richiesto molto più tempo del previsto, è uscita molto più tardi di quanto avevo promesso, e soprattutto è più lunga del previsto. Vi è piaciuta così? La vorreste più corta? Più lunga? Non riesco a trovare un ordine, quindi se avete qualsiasi feedback ditemelo vi pregooo.

Ci vediamo presto, ho tante cose in mente. E grazie per la lettura 👋

Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Samsung: presentato il Galaxy XR, un passo verso nuovi mondi


Galaxy XR amplia la visione dell’AI in mobilità ed è il passo che trasforma l’XR da semplice concetto a realtà concreta, al servizio sia degli utenti sia del mondo professionale
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Samsung hapresentato Galaxy XR, inaugurando una nuova categoria di dispositivi nativamente basati sull’intelligenza artificiale. Progettato per offrire esperienze immersive in un form factor ottimizzato per l’AI multimodale, Galaxy XR inaugura nella visione del brand una nuova era, con esperienze che spaziano dalle attività quotidiane fino a quelle più straordinarie. È il primo passo lungo un percorso che porterà innovazioni su tutta la gamma di form factor XR di Samsung, inclusi gli occhiali AI.

Progettato per liberare la potenza dell’AI multimodale


Frutto della visione condivisa di Samsung, Google e Qualcomm sull’intelligenza artificiale, Galaxy XR è il primo prodotto sviluppato sulla nuova piattaforma Android XR, con Gemini integrato a livello di sistema. Grazie a questa integrazione profonda, Galaxy XR non è un semplice strumento che risponde ai comandi, ma un vero e proprio compagno intelligente, capace di assistere l’utente nella gestione delle attività quotidiane, attraverso interazioni naturali e intuitive basate su voce, vista e gesti. In qualità di headset, Galaxy XR comprende ciò che l’utente vede e sente, offrendo risposte conversazionali fluide e umane e aprendo la strada a nuove modalità di interazione, più personali e immersive che mai.
Frutto della visione condivisa di Samsung, Google e Qualcomm sull’intelligenza artificiale, Galaxy XR è il primo prodotto sviluppato sulla nuova piattaforma Android XRFrutto della visione condivisa di Samsung, Google e Qualcomm sull’intelligenza artificiale, Galaxy XR è il primo prodotto sviluppato sulla nuova piattaforma Android XR

Collaborazione aperta per un ecosistema Android XR scalabile


Nel segno della propria visione di lungo periodo, Samsung ha dato vita a un nuovo ecosistema che apre opportunità di sviluppo e innovazione per l’intero settore. La piattaforma Android XR mette l’intelligenza artificiale al centro dell’esperienza, offrendo una base potente e flessibile pensata per adattarsi a diversi form factor, dagli headset agli occhiali AI e oltre. Tutte le app Android sono immediatamente compatibili con Galaxy XR, consentendo un utilizzo pratico e familiare nella quotidianità, e grazie al supporto degli standard OpenXR, gli sviluppatori possono portare facilmente le proprie esperienze su Galaxy XR, favorendo una crescita più rapida dell’ecosistema e offrendo maggiore libertà e scelta agli utenti.
La piattaforma Android XR mette l’intelligenza artificiale al centro dell’esperienza La piattaforma Android XR mette l’intelligenza artificiale al centro dell’esperienza

Scoprire, lavorare e giocare senza confini


Galaxy XR è progettato con un design umano-centrico, pensato per offrire comfort prolungato e un’esperienza immersiva naturale. La combinazione tra forma, materiali avanzati e ottimizzazione strutturale di ogni componente garantisce un equilibrio ideale tra leggerezza e robustezza, rendendolo perfetto per l’uso quotidiano. La struttura ergonomica distribuisce la pressione su fronte e nuca, riducendo il peso percepito sul viso e assicurando un supporto stabile. Il comparto batteria separato contribuisce a mantenere il dispositivo più compatto e bilanciato, oltre che leggero e confortevole da indossare, mentre la visiera rimovibile consente di scegliere tra una modalità più aperta e una completamente immersiva, bloccando la luce esterna. Grazie ai suoi sensori avanzati, alle telecamere e all’hardware di nuova generazione, Galaxy XR traccia con precisione i movimenti di testa, mani e occhi, garantendo un’interazione fluida e naturale. I microfoni direzionali del device, posizionati strategicamente e supportati da software avanzato, filtrano i rumori esterni e catturano la voce dell’utente con chiarezza.
Grazie ai suoi sensori avanzati, alle telecamere e all’hardware di nuova generazione, Galaxy XR traccia con precisione i movimenti di testa, mani e occhiGrazie ai suoi sensori avanzati, alle telecamere e all’hardware di nuova generazione, Galaxy XR traccia con precisione i movimenti di testa, mani e occhi
Galaxy XR introduce anche nuovi livelli di immersione nell’intrattenimento – inclusi sport e gaming – grazie al suo hardware potente e a prestazioni superiori.

  • esperienze visive immersive: gli utenti possono guardare i loro contenuti preferiti su uno schermo Micro-OLED 4K che offre l’effetto di un vero cinema personale;
  • esperienze sportive: gli appassionati di sport possono guardare più partite contemporaneamente, sentendosi direttamente allo stadio;
  • gaming potenziato dall’AI: è possibile dialogare con Gemini durante i giochi ottimizzati per XR per ricevere coaching in tempo reale, suggerimenti e un gameplay migliorato;
  • creare e editare in 3D: Project Pulsar di Adobe semplifica il montaggio video cinematografico – è possibile aggiungere profondità 3D, inserire didascalie o icone dietro i soggetti su un canvas di dimensioni straordinarie.

Alimentato da Snapdragon XR2+ Gen 2, Galaxy XR offre esperienze immersive di nuova generazione con nitidezza visiva e IA avanzata tramite la Qualcomm Hexagon NPU. Inoltre, le 2,5 ore di autonomia, dichiarate da Samsung, permettono di godersi contenuti in immersione totale e senza interruzioni. Grazie al suono immersivo e ai display ad alta risoluzione, Galaxy XR pone la persona al centro di mondi estesi ottimizzati per XR.

Nell’ambito della propria roadmap XR, Samsung sta sviluppando molteplici form factor, inclusi gli occhiali AI. In collaborazione con Google, Samsung sta lavorando con il brand lifestyle Warby Parker, noto per l’uso della tecnologia nell’occhialeria di design, e collaborando con Gentle Monster, per creare eyewear eleganti e alla moda che uniscano tecnologia AI-native, cultura e design.