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AWS down: guasto globale ai server Amazon, da Alexa all'Agenzia delle Entrate in tilt


Un problema DNS ai server AWS nella regione US-EAST-1 ha causato un vasto outage il 20 ottobre, mettendo offline numerosi servizi, Italia inclusa.

Un vasto down dei server di Amazon Web Services ha causato disservizi a livello globale per decine di app e piattaforme online molto popolari. Dalle prime ore di lunedì 20 ottobre, servizi come Alexa, Canva, Zoom e persino Fortnite sono risultati inaccessibili o hanno presentato malfunzionamenti diffusi in Italia e nel mondo, colpendo anche infrastrutture critiche come l'Agenzia delle Entrate e Intesa Sanpaolo.

Anche lo stesso portale e-commerce di Amazon è stato interessato dal disservizio, mentre il monitoraggio in tempo reale offerto da Downdetector ha mostrato quest'ondata di malfunzionamenti su tantissime piattaforme, confermando la portata del problema.
La lista dei servizi impattati è stata enorme e ha toccato ogni settore: comunicazioni, servizi pubblici, istituti bancari, come Intesa Sanpaolo, e piattaforme di gioco, tra cui il PlayStation Network.

L'origine del guasto è stata identificata da AWS in "problemi di risoluzione DNS per gli endpoint regionali del servizio DynamoDB" nella regione US-EAST-1 (Virginia del Nord).
Sebbene il problema DNS sottostante sia stato mitigato relativamente presto, l'effetto a catena ha generato difficoltà con il servizio EC2, prolungando l'interruzione per diverse ore e causando "errori API significativi e problemi di connettività".

Fonte: Engadget

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Sarah Bond conferma le console next-gen: "Xbox al 100% al lavoro su nuovo hardware"


La presidente di Xbox smentisce le voci su un'uscita dal mercato hardware, confermando lo sviluppo di nuove console con AMD.

Nonostante le recenti speculazioni su una possibile interruzione dello sviluppo hardware, alimentate anche dal lancio di dispositivi partner come l'ASUS ROG Ally X, Sarah Bond ha chiarito in un'intervista a Variety che Microsoft è "al 100% intenzionata a creare cose in futuro".

La dirigente di Xbox ha confermato esplicitamente che "l'hardware di nuova generazione è in fase di sviluppo", menzionando attività di prototipazione, design e la già annunciata partnership strategica con AMD.
Bond ha sottolineato che collaborazioni come quella con ASUS per i dispositivi portatili non rappresentano una sostituzione della strategia hardware interna, ma offrono "un'altra scelta" ai giocatori, che si affianca all'hardware next-gen proprietario in arrivo, ribadendo anche l'impegno dell'azienda ad ascoltare le richieste della community: "Quando c'è domanda di innovazione, noi la costruiremo".

Riguardo specificamente all'esperienza sui dispositivi portatili, che siano propri o di terze parti, Bond ha anticipato "molte altre innovazioni in arrivo", tra cui un'ulteriore ottimizzazione software, l'espansione del programma di compatibilità per handheld e l'aggiunta di nuove funzionalità per migliorare l'esperienza utente e offrire più scelta.

Fonte: WCCFTech

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iPhone 17 stacca iPhone 16: partenza record in USA e Cina


I primi dati mostrano un aumento del 14% nelle vendite iniziali della nuova gamma iPhone 17 rispetto all'anno precedente.

I primi segnali di mercato per la nuova gamma iPhone 17 sono estremamente positivi, superando le performance degli smartphone Apple della precedente generazione.

Secondo un'analisi di Counterpoint Research basata sui dati di vendita "sell-through" nei primi dieci giorni di disponibilità, la lineup iPhone 17 ha registrato un incremento del 14% rispetto all'iPhone 16 negli Stati Uniti e in Cina, i due mercati più importanti per Apple.
Questo slancio iniziale suggerisce una volontà di aggiornamento più forte rispetto allo scorso anno da parte degli utenti, anche se la crescita non è uniforme su tutti i modelli, bensì guidata da dinamiche specifiche nei due principali mercati.

In Cina, il protagonista è l'iPhone 17 base, le cui vendite sono quasi raddoppiate rispetto all'iPhone 16 nello stesso periodo. L'analista Mengmeng Zhang attribuisce questo successo all'eccellente rapporto qualità-prezzo: il modello offre un nuovo chip, display migliorato, storage di base aumentato e una fotocamera frontale aggiornata, il tutto mantenendo lo stesso prezzo di listino. Ulteriori sconti e coupon offerti dai rivenditori hanno amplificato ulteriormente le vendite.

Negli Stati Uniti, invece, a trainare la crescita è l'iPhone 17 Pro Max. Le vendite di questo modello di punta stanno crescendo più rapidamente rispetto all'equivalente dell'anno scorso, un fenomeno spinto, secondo l'analista Maurice Klaehne, dall'aumento dei sussidi offerti dai principali operatori telefonici, che hanno incrementato il valore massimo di circa 100 dollari. Questa strategia incentiva i consumatori a scegliere i modelli più costosi con piani di finanziamento a lungo termine (24-36 mesi), spostando il mix di vendite verso la fascia alta e rafforzando la posizione premium di Apple.

Per quanto riguarda l'iPhone Air, le sue performance sono leggermente superiori a quelle dell'iPhone 16 Plus, ma la domanda iniziale, soprattutto in Cina (dove il lancio è stato ritardato al 17 ottobre a causa delle approvazioni degli operatori), viene definita "di nicchia", limitata dal breve periodo di preordine e dal divario di prezzo/specifiche rispetto al modello base.

Fonte: MacRumors

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Israele vuole far vivere i palestinesi tra le macerie


La politica israeliana vuole bloccare la ricostruzione di Gaza per ottenere il disarmo di Hamas. Tra le altre notizie: Sarkozy va in carcere, il video di Trump sui Meloni e la trattativa dei dazi, e i robot per delocalizzare il lavoro finora impossibile d

Il vicepresidente statunitense Vance è atteso oggi in Israele, nel contesto della campagna di pressione dell’amministrazione Trump II per garantire la tenuta dell’accordo di “pace” firmato da Trump. Parlando con la Knesset, Netanyahu ha anticipato che parlerà con Vance di “problemi di sicurezza e opportunità diplomatiche.” Il dibattito politico israeliano in questo momento è arenato su posizioni lontanissime da quelle necessarie per far progredire il processo di pace: governo e opposizione sono concordi nell’ostacolare qualsiasi processo di ricostruzione, “riabilitazione,” come viene scritto da molti, della Striscia di Gaza prima del disarmo di Hamas — un passaggio che è presente solo a massimi sistemi nell’accordo, ed è previsto per quando a Gaza si sarà formato un nuovo governo tecnocratico. Gli Stati Uniti, al contrario, vorrebbero avviare al più presto un programma “pilota” di ricostruzione, inizialmente limitato a Rafah. Il gruppo palestinese si è incontrato con i mediatori al Cairo in vista del forum inter-palestinese che si terrà in Egitto per “unificare le fazioni palestinesi,” e per discutere della possibilità di ingresso di una forza estera nella Striscia di Gaza — Egitto, Turchia, Indonesia e Azerbaijan si sono finora offerte di entrare a far parte di una forza di pace a Gaza. Nel frattempo, le IDF stanno segnando il territorio della Striscia con blocchi gialli che punteggiano la “yellow line” che separa le zone di Gaza liberate da quelle ancora occupate dai militari israeliani. (the New York Times / X / KAN / Arab News / X)

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Internet down per un giorno, Amazon Ring per la polizia, Handle multimilionari su X


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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Buon martedì,
non so voi ma ieri mattina con i miei colleghi abbiamo avuto grossi problemi con Slack, Confluence, Jira, insomma la gran parte delle applicazioni che utilizziamo per lavorare. La verità è che il danno è stato molto più vasto, legato ad Amazon Web Services, e ha fatto pensare molto su quanto sia rischioso dipendere solo da una grande entità. Poi vedremo le collaborazioni di Amazon Ring con le forze dell'ordine, un nuovo marketplace di X per acquistare nomi utente (handle) inattivi, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Un guasto ad Amazon Web Services ha fatto crollare internet


Internet
Un'interruzione nei servizi di Amazon Web Services (AWS), l'infrastruttura che ospita tantissimi siti e app, ha causato diffuse e persistenti difficoltà di funzionamento e connessione a livello globale in tutta la giornata di ieri. La causa è stata attribuita a un malfunzionamento dei DNS in un data center AWS negli Stati Uniti. Molte piattaforme hanno subito disagi, tra cui Slack, Snapchat, Amazon, Prime Video, Duolingo, Roblox e tante altre.
~
Fonte: Il Post

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Perché è importante?

Perché AWS è un colosso e siamo tutti dipendenti dai suoi servizi (anche l'app di Morning Tech usa AWS). Questo però crea un problema non da poco: se AWS va giù, si trascina con sé mezza internet.

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Ring di Amazon intensifica la collaborazione con le forze dell'ordine


Privacy
Amazon, tramite Ring, ha reintrodotto e potenziato le "Community Requests", una funzionalità che facilita le forze dell'ordine nel richiedere filmati ai proprietari di dispositivi Ring. La partnership con Flock Safety (che collabora con l'ICE) e Axon consente alle agenzie locali verificate di inviare richieste mirate, a cui gli utenti possono rispondere volontariamente e anonimamente.
~
Fonte: CNET
Alternativa in italiano: Punto Informatico

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X lancia un marketplace per gli handle inattivi


Big Tech
X introdurrà un marketplace per i nomi utente (handle) inattivi, accessibile agli abbonati Premium Plus e Business. Saranno disponibili handle gratuiti ("Priority") e a pagamento ("Rare"), con costi che vanno da 2.500 dollari a vari milioni di dollari. In caso di downgrade dell'abbonamento, si perderà l'handle acquisito.
~
Fonte: The Verge
Alternativa in italiano: Multiplayer

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Le macchine ibride plug-in inquinano quasi quanto le auto a benzina


Scienza
Un rapporto di Transport and Environment che si è basato su un'analisi di 800.000 auto in Europa ha evidenziato che i veicoli ibridi plug-in (PHEV) emettono quasi cinque volte più inquinamento rispetto ai dati ufficiali mostrati dalle aziende. Le emissioni reali di CO2 nel 2023 erano 4,9 volte superiori ai test di laboratorio, a causa di una sovrastima dell'uso in modalità elettrica.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: Milano Finanza

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Il CEO di Automattic definisce Tumblr il suo "maggior fallimento"


Business
Matt Mullenweg, CEO di Automattic (società madre di WordPress), ha definito l'acquisizione di Tumblr il suo maggiore fallimento. La migrazione di Tumblr su infrastruttura WordPress è stata sospesa per gli alti costi e la non redditività della piattaforma. Mullenweg ha ridotto il personale di Tumblr e la piattaforma è in rimessa.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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I tempi d'oro di Tumblr

Tumblr ha vissuto il suo periodo di massimo splendore tra il 2010 e il 2014, quando era uno dei social più popolari tra i giovani e gli appassionati di cultura pop, arte e fandom. In quegli anni contava centinaia di milioni di blog attivi ed era un punto di riferimento per la condivisione di immagini, gif e testi brevi in modo creativo e anonimo. Dopo il 2014 la sua popolarità è calata, in parte per la concorrenza di Instagram e Twitter e in parte per la rimozione dei contenuti per adulti nel 2018, che allontanò gran parte della sua community originaria.

Cos'è Automattic?

Automattic è l’azienda statunitense fondata da Matt Mullenweg, il co-creatore di WordPress, e gestisce... Leggi tutto

Letture interessanti


In lingua inglese.

Come Sam Altman ha giocato con Hollywood


hollywoodreporter.com (eng)

Perché la prossima generazione di vaccini mRNA sarà ancora migliore


newscientist.com (eng)

Il primo antidolorifico non oppioide


worksinprogress.co (eng)

Come sequenziare il tuo DNA per <$2k


maxlangenkamp.substack.com/p/how-to-sequence-your-dna-for-2k (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

La Cina afferma che gli USA hanno attaccato informaticamente il National Time Service Center


reuters.com (eng)

WhatsApp ridurrà il numero di messaggi che persone e aziende possono inviare senza ricevere risposta


techcrunch.com (eng)

La NASA apre il contratto per il lander lunare di SpaceX ai rivali a causa dei ritardi di Starship


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/hUNujYlRmZU?…

Una palestra per gli umanoidi


Uno dei problemi più grandi da risolvere nell'anno corrente e a seguire è l'addestramento dell'IA. NEURA Robotics afferma che, specificatamente per l'IA dei robot umanoidi, i dati digitali non bastano: i robot devono imparare a muoversi e agire nella vita reale. In questo video viene presentata la loro palestra di addestramento.

Vedi video su youtube.com (eng - 3:55)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

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Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto. Fatti sentire.


Un guasto ad Amazon Web Services ha fatto crollare internet


In breve:


Un'interruzione nei servizi di Amazon Web Services (AWS), l'infrastruttura che ospita tantissimi siti e app, ha causato diffuse e persistenti difficoltà di funzionamento e connessione a livello globale in tutta la giornata di ieri. La causa è stata attribuita a un malfunzionamento dei DNS in un data center AWS negli Stati Uniti. Molte piattaforme hanno subito disagi, tra cui Slack, Snapchat, Amazon, Prime Video, Duolingo, Roblox e tante altre.

Riassunto completo:


  • Lunedì, un'interruzione nei servizi di Amazon Web Services (AWS), l'infrastruttura informatica che permette a molte aziende di connettere gli utenti ai propri siti e app, ha causato diffuse difficoltà.
  • Numerosi siti e applicazioni a livello mondiale hanno riscontrato problemi di funzionamento e connessione, che sono persistiti per diverse ore anche dopo le comunicazioni di risoluzione da parte di AWS.
  • Tra le piattaforme colpite figurano Slack (un'app per la comunicazione lavorativa), le banche britanniche Lloyds Bank e Halifax, Strava (app dedicata allo sport), Snapchat (un social network), Duolingo (app per imparare lingue) e molti siti di proprietà di Amazon, inclusa la sua piattaforma di e-commerce.
  • Anche diversi videogiochi, come Roblox, Wordle e Pokémon GO, il negozio online Epic Games e il servizio per il gioco online di PlayStation, hanno subito disagi.
  • Amazon ha attribuito il malfunzionamento a problemi del Domain Name System (DNS), il sistema che traduce gli indirizzi web in codici leggibili dai computer, in un suo data center situato in Virginia, negli Stati Uniti.
  • Il problema ha impedito ai siti e alle app basate su AWS di trovare correttamente le pagine richieste sui database ospitati dall'infrastruttura.
  • AWS ha dovuto limitare il numero di richieste di assistenza per gestire l'emergenza, indicando che la risoluzione completa delle problematiche ha richiesto tempo e alcune interruzioni sono continuate.
Perché è importante?

Perché AWS è un colosso e siamo tutti dipendenti dai suoi servizi (anche l'app di Morning Tech usa AWS). Questo però crea un problema non da poco: se AWS va giù, si trascina con sé mezza internet.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Moltissimi siti e app hanno avuto problemi di connessione - Il Post
Per via di un rallentamento nei servizi di cloud di Amazon, che sta avendo difficoltà nel risolvere il problema
Il Post


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Le macchine ibride plug-in inquinano quasi quanto le auto a benzina


Lo dimostra uno studio su 800mila auto europee.
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In breve:


Un rapporto di Transport and Environment che si è basato su un'analisi di 800.000 auto in Europa ha evidenziato che i veicoli ibridi plug-in (PHEV) emettono quasi cinque volte più inquinamento rispetto ai dati ufficiali mostrati dalle aziende. Le emissioni reali di CO2 nel 2023 erano 4,9 volte superiori ai test di laboratorio, a causa di una sovrastima dell'uso in modalità elettrica.

Riassunto completo:


  • Un rapporto dell'organizzazione non-profit Transport and Environment ha rivelato che i veicoli ibridi plug-in (PHEV) producono quasi cinque volte più inquinamento che altera il clima rispetto alle cifre ufficiali dichiarate.
  • L'analisi, condotta su dati provenienti dai contatori di consumo di carburante di 800.000 auto registrate in Europa tra il 2021 e il 2023, ha riscontrato che le emissioni reali di anidride carbonica (CO2) dei PHEV nel 2023 erano 4,9 volte maggiori rispetto a quelle dei test di laboratorio standardizzati.
  • I PHEV emettono solo il 19% in meno di CO2 rispetto alle auto a benzina e diesel, una percentuale nettamente inferiore al 75% di riduzione ipotizzato nei test di laboratorio.
  • La discrepanza è attribuita principalmente a una sovrastima del "fattore di utilità", ovvero il rapporto tra i chilometri percorsi in modalità elettrica e il totale: la realtà è del 27%, contro una stima ufficiale dell'84%.
  • Anche quando le auto erano guidate in modalità elettrica, i motori a combustione bruciavano combustibili fossili per quasi un terzo della distanza percorsa in quella modalità, a causa della insufficiente potenza dei soli motori elettrici.
  • Questa sottostima delle emissioni ha permesso a quattro grandi gruppi automobilistici di evitare multe per oltre 5 miliardi di euro tra il 2021 e il 2023, facilitando il rispetto dei target di CO2 medi della flotta UE.
  • I conducenti di PHEV sostengono inoltre circa 500 euro in più all'anno in costi di gestione rispetto a quanto presupposto dai test di laboratorio, con veicoli che offrono scarsi vantaggi ambientali o economici rispetto alle auto tradizionali.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Plug-in hybrids pollute almost as much as petrol cars, report finds
Analysis of 800,000 European cars found real-world pollution from plug-in hybrids nearly five times greater than lab tests
The GuardianAjit Niranjan


Alternativa in italiano:

Le auto ibride plug-in (Phev) inquinano più di quanto dichiarato | MilanoFinanza News
Dati Ue rivelano che le emissioni sono in media 5 volte più alte rispetto a quanto rilevato nei test di immatricolazione
Milano FinanzaMF Milano Finanza

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Ring di Amazon intensifica la collaborazione con le forze dell'ordine


Negli Stati Uniti le forze dell'ordine possono ora richiedere facilmente i filmati dei cittadini.
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In breve:


Amazon, tramite Ring, ha reintrodotto e potenziato le "Community Requests", una funzionalità che facilita le forze dell'ordine nel richiedere filmati ai proprietari di dispositivi Ring. La partnership con Flock Safety (che collabora con l'ICE) e Axon consente alle agenzie locali verificate di inviare richieste mirate, a cui gli utenti possono rispondere volontariamente e anonimamente.

Riassunto completo:


  • Amazon, attraverso la sua sussidiaria Ring, ha reintrodotto la funzionalità "Community Requests", che permette alle forze dell'ordine di richiedere filmati ai proprietari di videocitofoni e telecamere di sicurezza Ring.
  • Questa mossa arriva meno di due anni dopo che Ring aveva rimosso una simile funzionalità, e ora espande il sistema tramite nuove partnership con aziende di tecnologia per la polizia.
  • Ring ha collaborato con Flock Safety, un'azienda che vende sistemi di sorveglianza per la polizia, e con Axon (precedentemente Taser International), che sviluppa strumenti per polizia e applicazioni militari.
  • La funzionalità "Community Requests" consente alle agenzie locali di pubblica sicurezza verificate da Axon Evidence o Flock Safety di inviare richieste specifiche, come luogo, orario e dettagli di un incidente, tramite l'app Ring Neighbors.
  • Gli utenti Ring residenti nell'area interessata ricevono la richiesta e possono scegliere volontariamente e anonimamente di condividere i filmati, che vengono poi inviati ad Axon Evidence per la verifica.
  • Esperti di privacy esprimono preoccupazioni per il potenziale impatto sulla privacy di terzi, come passanti o vicini, che potrebbero essere ripresi nei filmati e sull'uso che le forze dell'ordine potrebbero farne in futuro, inclusi riconoscimenti biometrici.
  • Queste partnership mirano anche a migliorare l'efficienza delle forze dell'ordine con risorse limitate, fornendo loro accesso a dati che prima richiedevano un maggiore sforzo investigativo.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon’s Ring Cameras Push Deeper Into Police and Government Surveillance
Ring has partnered with Flock Safety, making it easier for law enforcement to reach out to Ring doorbell and security camera owners to request footage.
CNETSee full bio


Alternativa in italiano:

Amazon Ring, gli utenti possono condividere i filmati con la polizia
Ring amplia la funzione Community Requests. Gli utenti possono condividere volontariamente i video con la polizia per aiutare nelle indagini.
punto-informatico.itTiziana Foglio

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X lancia un marketplace per gli handle inattivi


Alcuni costano milioni di dollari.
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In breve:


X introdurrà un marketplace per i nomi utente (handle) inattivi, accessibile agli abbonati Premium Plus e Business. Saranno disponibili handle gratuiti ("Priority") e a pagamento ("Rare"), con costi che vanno da 2.500 dollari a vari milioni di dollari. In caso di downgrade dell'abbonamento, si perderà l'handle acquisito.

Riassunto completo:


  • X, la piattaforma di social media precedentemente nota come Twitter, lancerà presto un marketplace per i nomi utente (handle) inattivi.
  • Questo servizio sarà disponibile per gli abbonati ai piani Premium Plus e Premium Business di X.
  • Il marketplace offrirà due categorie di handle: quelli "Priority", che saranno gratuiti e includeranno nomi completi o combinazioni alfanumeriche, e quelli "Rare".
  • Gli handle "Rare" saranno a pagamento, con prezzi che potranno variare da 2.500 dollari fino a oltre 1 milione, a seconda della domanda e dell'unicità.
  • X intende il marketplace come un servizio continuativo per attrarre e fidelizzare gli abbonati a pagamento.
  • Quando un utente ottiene un nuovo handle tramite il marketplace, il suo handle precedente viene congelato; è prevista la futura introduzione di un'opzione di reindirizzamento a pagamento.
  • In caso di downgrade dell'abbonamento X, l'utente perderà l'handle acquisito dal marketplace e il suo account tornerà al nome utente originale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

X is launching a marketplace for inactive handles
X is launching a Handle Marketplace where Premium subscribers will be able to search and request usernames that have been unavailable.
The VergeTerrence O’Brien


Alternativa in italiano:

X vende gli username inattivi: oltre 1 milione di dollari per i nomi utente più rari
X (ex Twitter) sta per aprire un marketplace per acquistare o richiedere username inattivi, con prezzi che andranno a 2.500 dollari fino a superare il milione per i nickname più rari.
Multiplayer.itRaffaele Staccini

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Un guasto ad Amazon Web Services ha fatto crollare internet


Migliaia di siti e servizi famosi sono stati down quasi tutto il giorno.
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In breve:


Un'interruzione nei servizi di Amazon Web Services (AWS), l'infrastruttura che ospita tantissimi siti e app, ha causato diffuse e persistenti difficoltà di funzionamento e connessione a livello globale in tutta la giornata di ieri. La causa è stata attribuita a un malfunzionamento dei DNS in un data center AWS negli Stati Uniti. Molte piattaforme hanno subito disagi, tra cui Slack, Snapchat, Amazon, Prime Video, Duolingo, Roblox e tante altre.

Riassunto completo:


  • Lunedì, un'interruzione nei servizi di Amazon Web Services (AWS), l'infrastruttura informatica che permette a molte aziende di connettere gli utenti ai propri siti e app, ha causato diffuse difficoltà.
  • Numerosi siti e applicazioni a livello mondiale hanno riscontrato problemi di funzionamento e connessione, che sono persistiti per diverse ore anche dopo le comunicazioni di risoluzione da parte di AWS.
  • Tra le piattaforme colpite figurano Slack (un'app per la comunicazione lavorativa), le banche britanniche Lloyds Bank e Halifax, Strava (app dedicata allo sport), Snapchat (un social network), Duolingo (app per imparare lingue) e molti siti di proprietà di Amazon, inclusa la sua piattaforma di e-commerce.
  • Anche diversi videogiochi, come Roblox, Wordle e Pokémon GO, il negozio online Epic Games e il servizio per il gioco online di PlayStation, hanno subito disagi.
  • Amazon ha attribuito il malfunzionamento a problemi del Domain Name System (DNS), il sistema che traduce gli indirizzi web in codici leggibili dai computer, in un suo data center situato in Virginia, negli Stati Uniti.
  • Il problema ha impedito ai siti e alle app basate su AWS di trovare correttamente le pagine richieste sui database ospitati dall'infrastruttura.
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Per via di un rallentamento nei servizi di cloud di Amazon, che sta avendo difficoltà nel risolvere il problema
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Il CEO di Automattic definisce Tumblr il suo "maggior fallimento"


Una piattaforma ancora più antica di WordPress.
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In breve:


Matt Mullenweg, CEO di Automattic (società madre di WordPress), ha definito l'acquisizione di Tumblr il suo maggiore fallimento. La migrazione di Tumblr su infrastruttura WordPress è stata sospesa per gli alti costi e la non redditività della piattaforma. Mullenweg ha ridotto il personale di Tumblr e la piattaforma è in rimessa.

Riassunto completo:


  • Matt Mullenweg, CEO di Automattic (società madre di WordPress), ha dichiarato che l'acquisizione di Tumblr è il suo più grande fallimento, pur affermando di non averci ancora rinunciato.
  • Automattic aveva pianificato di migrare il backend di Tumblr, con oltre mezzo miliardo di blog, sull'infrastruttura di WordPress per ottimizzare costi e gestione.
  • Questa migrazione è stata sospesa a causa degli alti costi e della non redditività di Tumblr, che viene mantenuto con i profitti generati da altri prodotti di Automattic.
  • Mullenweg ha menzionato altri progetti in corso presso Automattic, tra cui sviluppi per WordPress, Jetpack, WooCommerce, il tool Playground che permette di eseguire WordPress nel browser e l'app di messaggistica universale Beeper.
  • Riguardo all'intelligenza artificiale, ha suggerito di etichettare le immagini generate da intelligenza artificiale nella directory dei temi WordPress per facilitare la ricerca, anziché rifiutarle.
  • Ha affrontato la controversia con WP Engine, un'azienda di hosting WordPress, accusandola di trarre profitto dall'ecosistema open source senza adeguato contributo.
  • Mullenweg ha incoraggiato la comunità a "votare con il portafoglio", non supportando finanziariamente le aziende che non contribuiscono correttamente all'ecosistema open source.

I tempi d'oro di Tumblr

Tumblr ha vissuto il suo periodo di massimo splendore tra il 2010 e il 2014, quando era uno dei social più popolari tra i giovani e gli appassionati di cultura pop, arte e fandom. In quegli anni contava centinaia di milioni di blog attivi ed era un punto di riferimento per la condivisione di immagini, gif e testi brevi in modo creativo e anonimo. Dopo il 2014 la sua popolarità è calata, in parte per la concorrenza di Instagram e Twitter e in parte per la rimozione dei contenuti per adulti nel 2018, che allontanò gran parte della sua community originaria.

Cos'è Automattic?

Automattic è l’azienda statunitense fondata da Matt Mullenweg, il co-creatore di WordPress, e gestisce servizi legati al mondo del web e della pubblicazione online. È conosciuta soprattutto per WordPress.com, ma possiede anche piattaforme come Tumblr, WooCommerce e Simplenote. Opera interamente in remoto con migliaia di dipendenti sparsi nel mondo e si concentra su strumenti open source che permettono a chiunque di creare siti, blog e negozi online senza competenze tecniche avanzate.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Automattic CEO calls Tumblr his ‘biggest failure’ so far | TechCrunch
At WordCamp Canada 2025, Automattic CEO Matt Mullenweg called Tumblr his “biggest failure,” noting the challenge of maintaining the platform’s half-billion blogs while it remains unprofitable. Though plans to migrate Tumblr to WordPress infrastructure are on hold, Mullenweg said he hasn’t given up.
TechCrunchSarah Perez


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La peak season dello shopping si avvicina: per gli italiani acquisti multicanale e una spesa media di 227 euro


L'indagine rivela che nel periodo ottobre-dicembre un italiano su tre prevede di suddividere gli acquisti in modo equilibrato tra online e negozio fisico
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Con l’avvicinarsi dei mesi più intensi per lo shopping, Adyen, in collaborazione con OnePoll, ha presentato una nuova indagine che esplora come, quanto e in quali momenti gli italiani si preparano a spendere nel periodo ottobre-dicembre, con un focus sulle preferenze e le aspettative in materia di pagamenti. In particolare, la ricerca evidenzia come la peak season dello shopping in Italia non sia limitata ai soli Black Friday e Cyber Monday, ma registri un picco degli acquisti a inizio dicembre e a ridosso delle festività. Per una vasta gamma di articoli e occasioni, dai prodotti alle esperienze, passando per cene, viaggi e regali, la spesa media prevista è di 227 euro.
three person pointing the silver laptop computerPhoto by John / Unsplash

Tra preferenze d’acquisto multicanale e fiducia nei pagamenti digitali


L'indagine rivela che un italiano su tre prevede di suddividere in modo equilibrato i propri acquisti tra online e negozio fisico durante la peak season, evidenziando l'importanza di offrire pagamenti performanti e senza frizioni su tutti i fronti. Allo stesso modo, le preferenze in materia di pagamento si mantengono pressoché identiche tra online e negozio fisico, prediligendo le stesse soluzioni digitali su entrambi i canali. La carta di credito/debito rappresenta il metodo di pagamento che gli italiani pensano di utilizzare di più sia online sia in store, rispettivamente con il 60% e il 59% delle preferenze. Significative anche le app di pagamento, al secondo posto tra le opzioni digitali, scelte dal 37% per l’online e dal 24% per gli acquisti in store. Da segnalare, infine, il ruolo dei digital wallet, indicati dal 15% nel primo caso e dal 13% (via mobile o smartwatch) nel secondo.
a woman sitting at a table looking at her cell phonePhoto by Vitaly Gariev / Unsplash

Le opzioni di pagamento: un fattore determinante


Fondamentale è, quindi, offrire ai clienti un’ampia varietà di opzioni e un processo fluido, come dimostra il fatto che quasi la metà degli intervistati (48%) sarebbe propensa ad abbandonare l’acquisto se non potesse utilizzare il metodo di pagamento desiderato. Tra gli aspetti più importanti per chi acquista online, il 36% indica infatti la possibilità di scegliere tra più metodi di pagamento, il 27% la possibilità di completare la transazione in pochi clic e il 25% l’assenza di reindirizzamenti verso siti esterni per finalizzare il checkout. Infine, un focus ulteriore dell’indagine ha riguardato la sicurezza nei pagamenti digitali, percepita positivamente dalla maggior parte degli italiani: ben l’82% dichiara infatti di sentirsi sicuro nell’effettuare acquisti con questa modalità durante la peak season, aspettandosi quindi standard elevati e soluzioni affidabili da parte dei merchant.
Prodotto da riconsegnareProdotto da riconsegnare

Cambiare idea e ricevere premi, tutto in modo semplice


Durante la peak season, anche la possibilità di cambiare idea sugli acquisti è un’esigenza diffusa tra i consumatori italiani: il 42% indica la facilità nei resi come l’aspetto più importante quando acquista in un negozio fisico. Un dato che racconta non solo la necessità di gestire con semplicità il “change of mind” tipico del periodo natalizio, ma anche l’importanza di offrire un’esperienza post-vendita ottimale, garantendo flessibilità, come la possibilità di restituire gli articoli anche in punti vendita diversi della stessa insegna. Dal punto di vista generazionale, la richiesta di resi facili cresce con l’età: si passa dal 27% tra i 18-24 anni al 47% per gli over 65. Accanto ai resi, anche i programmi fedeltà devono evolvere, come dimostra il fatto che il 27% degli italiani consideri importante accumulare punti automaticamente senza dover usare una carta fedeltà per gli acquisti in store, percentuale che sale al 39% tra i 25-34enni. Ciò evidenzia come i clienti desiderino sempre di più essere riconosciuti e premiati in modo diretto e immediato. Una possibilità garantita da soluzioni digitali e integrate che consentono di offrire vantaggi personalizzati anche sulla base dello storico degli acquisti.
A person holding a credit card in front of a computerPhoto by SumUp / Unsplash

Il checkout diventa solidale


In vista di questo periodo di shopping intenso e di bilanci di fine anno, cresce però l’attenzione verso il valore sociale che può assumere anche un gesto semplice come il pagamento. Secondo l'indagine, il 62% degli italiani si dichiara interessato a effettuare una donazione direttamente al checkout, senza interrompere il processo d’acquisto, con il maggiore interesse riscontrato tra le fasce più giovani, come mostrano picchi del 68% tra i 18-24 anni e del 69% tra i 25-34 anni. Un dato che sottolinea come anche questa fase possa trasformarsi in un’occasione concreta per i merchant di coinvolgere i clienti in iniziative solidali e rafforzare il legame con il brand.

“I dati raccolti raccontano, quindi, una stagione degli acquisti che sembra essere fatta non solo di offerte e regali, ma di scelte consapevoli e nuove aspettative: pagare diventa esperienza, relazione e anche occasione di responsabilità sociale”, ha dichiarato Gabriele Bellezze di Adyen Italia. “In questo scenario, il checkout evolve e si arricchisce di nuove funzioni, segnando una trasformazione concreta nel modo in cui i merchant si possono relazionare con i consumatori italiani”.
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La prevedibile rottura della tregua da parte israeliana


Le autorità israeliane hanno condotto decine di bombardamenti con il pretesto di un incidente vicino a Rafah. Tra le altre notizie: il grande furto al Louvre, tutti i danni di mettere in discussione l’educazione sessuo-affettiva, e una controversia legale

Il cessate il fuoco è stato ripristinato nella Striscia di Gaza dopo ore di attacchi da parte delle forze israeliane, che hanno condotto decine di attacchi aerei — secondo fonti locali più di 100 — sul territorio, uccidendo almeno 44 persone. Le autorità israeliane hanno giustificato gli attacchi dichiarando che stavano rispondendo a una “plateale violazione” del cessate il fuoco da parte delle milizie di Hamas. Come spesso accade con le giustificazioni delle IDF, sembra che le cose siano andate diversamente. Le autorità israeliane hanno indicato come causa degli attacchi un’esplosione a Rafah, in cui hanno perso la vita 2 soldati, e 3 sono rimasti feriti. Le autorità israeliane hanno immediatamente annunciato lo stop all’ingresso degli aiuti umanitari, e la ripresa degli attacchi. Secondo fonti statunitensi, però, non si è trattato di un attacco a sorpresa di miliziani di Hamas, ma di un bulldozer israeliano che ha fatto esplodere inavvertitamente un ordigno fino a quel momento rimasto inesploso. Curt Mills, il direttore di the American Conservative — evidentemente un pamphlet comunista —ha commentato su X che una sua fonte nell’amministrazione Trump gli ha riferito che “Hamas non ha fatto nulla.” “Un carro armato israeliano ha colpito un ordigno esplosivo improvvisato inesploso che probabilmente era lì da mesi.” Quando Washington ha comunicato a Tel Aviv che era a conoscenza della vera causa dell’esplosione, le autorità israeliane hanno annunciato che sarebbero tornate ad aderire al cessate il fuoco. Secondo fonti di Al Jazeera il ripristino dell’accordo sarebbe arrivato in seguito a mediazione da parte di Egitto, Qatar e Turchia, oltre che l’intervento statunitense. I mediatori ora vorrebbero arrivare a un “meccanismo vincolante” per impedire ulteriori violazioni. (the New Arab / X / WAFA / the Times of Israel / X / the Times of Israel / Al Jazeera Mubasher)

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I MacBook Touch, La prima centrale a fusione al mondo, La Cina 1.000km con una batteria EV


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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Buon lunedì,
Apple ha annunciato i nuovi MacBook Pro touch, che arriveranno tra il 2026 e il 2027. Poi vedremo la prima centrale commerciale a fusione nucleare al mondo, un grande passo verso il "sogno" di un'energia quasi perfetta come quella a fusione. Vedremo anche la Cina che svela tre innovazione scientifiche che porteranno le loro batterie EV ad avere un'autonomia di 1.000km, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple presenta il primo MacBook con schermo touch


Tecnologia
Apple lancerà un MacBook Pro con schermo touch tra fine 2026 e inizio 2027, nonostante precedentemente si sia dichiarata contraria all'idea. I nuovi modelli integreranno display OLED, un design più sottile e leggero, e chip della linea M6. Prevedono anche la rimozione del notch (la barra nera in alto e al centro).
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Macitynet

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MacBook vs iPad

Da tempo gli esperti hanno affermato che il MacBook non sarà mai touch e che l'iPad non avrà mai un sistema operativo simile a quello di un computer — per il semplice fatto che, assomigliandosi troppo, le vendite avrebbero subito dei problemi — ma quest'anno le cose stanno cambiando e non sappiamo perché.

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Helion costruirà la prima centrale a fusione nucleare commerciale al mondo


Scienza
Helion, un'azienda di energia da fusione il permesso per la costruzione della sua centrale elettrica a fusione commerciale a Washington. L'obiettivo è fornire elettricità alla rete entro la fine del decennio e rispettare l'accordo di fornitura per Microsoft entro il 2028.
~
Fonte: Helion Energy
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Perché è importante?

Abbiamo linkato l'articolo del sito ufficiale di Helion che non si sofferma tanto sull'unicità di questo evento. La verità è che questa centrale sarà la prima di tipo commerciale al mondo. La fusione nucleare è il "santo graal" dell'energia: pulita, a basso rischio e praticamente inesauribile. Ancora non abbiamo raggiunto un livello adeguato ma la scienza sta facendo grossi avanzamenti.

La Cina svela tre innovazioni per ottenere batterie EV con autonomia di 1.000 km


Scienza
Scienziati cinesi hanno compiuto tre innovazioni chiave nelle batterie a stato solido, che usano un elettrolita solido anziché liquido per aumentare autonomia, velocità di ricarica ed efficienza. Le nuove tecniche migliorano l’adesione, la flessibilità e la resistenza del materiale, permettendo di raggiungere fino a 1.000 km di autonomia con un pacco batterie da 100 kg.
~
Fonte: Electrek
Alternativa in italiano: Vai Elettrico

Leggi tutto

Anthropic ha rilasciato "Skills"


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha introdotto "Skills for Claude", uno strumento che permette al suo modello AI di aggiungere competenze specifiche, come ad esempio lavorare su Excel seguendo le linee guida aziendali. Gli utenti possono creare le proprie "skills" personalizzate.
~
Fonte: The Verge
Alternativa in italiano: Tutto Tech

Leggi tutto

DoorDash utilizzerà i robotaxi di Waymo a Phoenix


Tecnologia
DoorDash, servizio di consegna, collabora con Waymo, la divisione di veicoli a guida autonoma di Google, per testare consegne autonome a Phoenix. Waymo utilizzerà i suoi SUV senza conducente per recapitare ordini. Questa iniziativa mira a ridurre i costi del personale e integra le sperimentazioni di DoorDash con robot da marciapiede. I clienti dovranno ritirare l'ordine direttamente dal veicolo tramite app.
~
Fonte: The Verge
Alternativa in italiano: non pervenuta

Leggi tutto

Perché è importante?

Perché stiamo vedendo tutte le maggiori aziende di delivery traslare verso il "full-robot". Il mestiere del corriere è tra i primi pronosticati per l'estinzione.

Letture interessanti


In lingua inglese.

Stiamo vivendo nell'era d'oro della stupidità?


theguardian.com (eng)

YouTube ha appena mangiato la TV. È solo l'inizio.


hollywoodreporter.com (eng)

Come ho invertito l'offuscamento di internet del Kindle perché la loro app fa schifo


pixelmelt.dev (eng)

Quanto può essere pagato Musk? Lo deciderà la Corte Suprema del Delaware


npr.org (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Amazon condivide un "primo sguardo" al nuovo impianto nucleare


theverge.com (eng)

I dipendenti Apple sono "preoccupati" per le prestazioni di Siri nelle prime build di iOS 26.4


9to5mac.com (eng)

La capacità dei data center di Milano raddoppierà in cinque anni


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/gS4rOqNDTBk?…

Cosa c'è nella mano di un umanoide?


Le mani sono una delle parti più complesse di un robot umanoide, ricche di meccanismi di attuazione e sensori; devono essere abbastanza robuste da affrontare lavori impegnativi, ma anche sufficientemente precise da maneggiare oggetti fragili. In questo video, gli ingegneri di Boston Dynamics raccontano come la mano di Atlas si sia evoluta via via che le capacità di manipolazione si sono ampliate, e i principi che guideranno le versioni future.

Vedi video su youtube.com (eng - 6:29)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

Che vuol dire essere indipendenti?

Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto. Fatti sentire.


La Cina svela tre innovazioni per ottenere batterie EV con autonomia di 1.000 km


In breve:


Scienziati cinesi hanno compiuto tre innovazioni chiave nelle batterie a stato solido, che usano un elettrolita solido anziché liquido per aumentare autonomia, velocità di ricarica ed efficienza. Le nuove tecniche migliorano l’adesione, la flessibilità e la resistenza del materiale, permettendo di raggiungere fino a 1.000 km di autonomia con un pacco batterie da 100 kg.

Riassunto completo:


  • Le batterie a stato solido complete offrono maggiore autonomia, ricarica più veloce e maggiore efficienza per i veicoli elettrici, sostituendo l'elettrolita liquido con uno solido.
  • Uno dei principali ostacoli alla produzione di massa di queste batterie è la difficoltà nel trovare un elettrolita solido che garantisca elevata conduttività e resistenza alle rotture.
  • In Cina, scienziati dell'Istituto di Fisica e dell'Istituto di Ricerca sui Metalli (entrambi parte dell'Accademia Cinese delle Scienze), e dell'Università Tsinghua, hanno realizzato tre progressi fondamentali.
  • Il primo, chiamato "colla speciale", sviluppato dall'Istituto di Fisica, utilizza ioni di iodio per migliorare il legame tra elettrodo ed elettrolita, attirando attivamente gli ioni di litio.
  • Il secondo, "trasformazione flessibile", realizzato dall'Istituto di Ricerca sui Metalli, ha creato uno "scheletro" polimerico per l'elettrolita, rendendolo estremamente flessibile e aumentando la capacità di accumulo dell'86%.
  • Il terzo, "rinforzo al fluoro", sviluppato dall'Università Tsinghua, ha creato uno "scudo" sulla superficie dell'elettrolita usando materiali polietere fluorurati, superando test di penetrazione e ad alte temperature.
  • Questi avanzamenti potrebbero consentire a un pacco batterie da 100 kg di fornire ai veicoli elettrici un'autonomia superiore ai 1.000 km.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China overcomes key barriers to unlocking all-solid-state EV batteries with 1,000 km range
All-solid-state batteries may be the key to unlocking longer range, faster charging, and overall more efficient electric vehicles. After a…
ElectrekPeter Johnson


Alternativa in italiano:

Progressi cinesi sulle batterie a stato solido: fino a 1.000 km di autonomia - Vaielettrico
In Cina nuovi progressi sulle batterie allo stato solido: pacchi da 100 kg potranno superare i 1.000 km di autonomia.
VaielettricoRedazione


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La Cina svela tre innovazioni per ottenere batterie EV con autonomia di 1.000 km


Un traguardo lontanissimo in altri paesi.
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In breve:


Scienziati cinesi hanno compiuto tre innovazioni chiave nelle batterie a stato solido, che usano un elettrolita solido anziché liquido per aumentare autonomia, velocità di ricarica ed efficienza. Le nuove tecniche migliorano l’adesione, la flessibilità e la resistenza del materiale, permettendo di raggiungere fino a 1.000 km di autonomia con un pacco batterie da 100 kg.

Riassunto completo:


  • Le batterie a stato solido complete offrono maggiore autonomia, ricarica più veloce e maggiore efficienza per i veicoli elettrici, sostituendo l'elettrolita liquido con uno solido.
  • Uno dei principali ostacoli alla produzione di massa di queste batterie è la difficoltà nel trovare un elettrolita solido che garantisca elevata conduttività e resistenza alle rotture.
  • In Cina, scienziati dell'Istituto di Fisica e dell'Istituto di Ricerca sui Metalli (entrambi parte dell'Accademia Cinese delle Scienze), e dell'Università Tsinghua, hanno realizzato tre progressi fondamentali.
  • Il primo, chiamato "colla speciale", sviluppato dall'Istituto di Fisica, utilizza ioni di iodio per migliorare il legame tra elettrodo ed elettrolita, attirando attivamente gli ioni di litio.
  • Il secondo, "trasformazione flessibile", realizzato dall'Istituto di Ricerca sui Metalli, ha creato uno "scheletro" polimerico per l'elettrolita, rendendolo estremamente flessibile e aumentando la capacità di accumulo dell'86%.
  • Il terzo, "rinforzo al fluoro", sviluppato dall'Università Tsinghua, ha creato uno "scudo" sulla superficie dell'elettrolita usando materiali polietere fluorurati, superando test di penetrazione e ad alte temperature.
  • Questi avanzamenti potrebbero consentire a un pacco batterie da 100 kg di fornire ai veicoli elettrici un'autonomia superiore ai 1.000 km.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

China overcomes key barriers to unlocking all-solid-state EV batteries with 1,000 km range
All-solid-state batteries may be the key to unlocking longer range, faster charging, and overall more efficient electric vehicles. After a…
ElectrekPeter Johnson


Alternativa in italiano:

Progressi cinesi sulle batterie a stato solido: fino a 1.000 km di autonomia - Vaielettrico
In Cina nuovi progressi sulle batterie allo stato solido: pacchi da 100 kg potranno superare i 1.000 km di autonomia.
VaielettricoRedazione

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DoorDash utilizzerà i robotaxi di Waymo a Phoenix


L'obiettivo è di ridurre drasticamente il personale umano.
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In breve:


DoorDash, servizio di consegna, collabora con Waymo, la divisione di veicoli a guida autonoma di Google, per testare consegne autonome a Phoenix. Waymo utilizzerà i suoi SUV senza conducente per recapitare ordini. Questa iniziativa mira a ridurre i costi del personale e integra le sperimentazioni di DoorDash con robot da marciapiede. I clienti dovranno ritirare l'ordine direttamente dal veicolo tramite app.

Riassunto completo:


  • DoorDash, piattaforma di consegna di cibo e generi alimentari, ha avviato una partnership con Waymo, la compagnia di Google che sviluppa tecnologie di guida autonoma, per sperimentare consegne senza conducente a Phoenix.
  • I veicoli di Waymo, SUV Jaguar completamente autonomi, saranno integrati nella flotta di consegna di DoorDash per servire i clienti.
  • L'obiettivo di DoorDash è ridurre i costi operativi associati alla forza lavoro umana, espandendo l'uso di soluzioni di consegna autonome.
  • L'azienda sta già testando altre forme di automazione, inclusi robot da marciapiede propri (Dot) e di terze parti (come Serve Robotics).
  • Le consegne autonome di Waymo inizieranno con gli ordini provenienti da DashMart, i minimarket di DoorDash a Phoenix, con piani di espansione a ristoranti e altri negozi.
  • I clienti utilizzeranno l'app DoorDash per sbloccare il bagagliaio del veicolo Waymo all'arrivo e ritirare il proprio ordine.
  • L'accettazione da parte dei clienti di dover recuperare l'ordine direttamente dal veicolo e le comunicazioni solo via app è un aspetto da valutare, data l'esperienza mista di iniziative simili.

Perché è importante?

Perché stiamo vedendo tutte le maggiori aziende di delivery traslare verso il "full-robot". Il mestiere del corriere è tra i primi pronosticati per l'estinzione.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

DoorDash will use Waymo’s robotaxis for delivery in Phoenix
Customers will have to come down to the curb to retrieve their order.
The VergeAndrew J. Hawkins


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Anthropic ha rilasciato "Skills"


Continua a potenziare la sua IA agentica.
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In breve:


Anthropic ha introdotto "Skills for Claude", uno strumento che permette al suo modello AI di aggiungere competenze specifiche, come ad esempio lavorare su Excel seguendo le linee guida aziendali. Gli utenti possono creare le proprie "skills" personalizzate.

Riassunto completo:


  • Anthropic ha lanciato "Skills for Claude", una funzionalità che permette al suo modello di intelligenza artificiale, Claude, di caricare set di istruzioni, script e risorse specifiche per svolgere in modo più efficace compiti lavorativi.
  • L'obiettivo è rendere gli agenti di intelligenza artificiale realmente utili per gli utenti, adattandoli a contesti lavorativi specifici, come l'uso di Excel o il rispetto delle linee guida di un brand.
  • Gli utenti possono creare le proprie "Skills" personalizzate per le loro esigenze e utilizzarle su diverse piattaforme Anthropic, inclusi Claude.ai e l'API.
  • Questa innovazione mira a ridurre il tempo impiegato per scrivere prompt elaborati e fornire contesto ripetuto per ogni attività, migliorando le capacità di agente di Claude.
  • La funzionalità è disponibile per gli abbonati a Claude Pro, Max, Team ed Enterprise, e aziende come Box, Rakuten e Canva ne hanno già fatto uso.
  • La mossa di Anthropic si inserisce in un più ampio sforzo del settore, con aziende come OpenAI, Google e Microsoft che lavorano da anni per sviluppare agenti di intelligenza artificiale efficaci.
  • Precedentemente, OpenAI aveva annunciato "AgentKit", una suite di strumenti simile per lo sviluppo di agenti personalizzati, dimostrando il suo utilizzo da parte di aziende come Albertsons.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic turns to ‘skills’ to make Claude more useful at work
An attempt to better tailor AI agents for work.
The VergeHayden Field


Alternativa in italiano:

Claude di Anthropic diventa un vero esperto grazie alle nuove Competenze
Claude riceve una nuova funzione che permette all’IA di caricare set di istruzioni, script e risorse specializzate, ecco le Competenze
TuttoTech.netFrancesco Primerano

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Helion costruirà la prima centrale a fusione nucleare commerciale al mondo


Fornirà energia a Microsoft e alla rete locale.
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In breve:


Helion, un'azienda di energia da fusione il permesso per la costruzione della sua centrale elettrica a fusione commerciale a Washington. L'obiettivo è fornire elettricità alla rete entro la fine del decennio e rispettare l'accordo di fornitura per Microsoft entro il 2028.

Riassunto completo:


  • Helion, un'azienda di energia da fusione con sede nello stato di Washington, ha ottenuto un permesso di uso condizionato dalla Contea di Chelan.
  • Tale permesso autorizza la fase successiva di sviluppo e costruzione dell'edificio generatore per il suo impianto di fusione commerciale, chiamato Orion, situato a Malaga, Washington.
  • L'obiettivo dell'azienda è iniziare a fornire energia elettrica alla rete locale entro la fine di questo decennio.
  • Helion si conferma in linea con il suo accordo del 2023 per fornire energia a Microsoft entro la fine del 2028, con Constellation Energy come venditore.
  • La costruzione degli edifici di supporto per l'impianto Orion era già iniziata a luglio 2025 su terreni affittati dal Chelan County Public Utilities District.
  • Il processo di autorizzazione ha incluso un periodo di avviso e commenti pubblici, oltre a un significativo coinvolgimento delle comunità locali e delle Nazioni Tribali.
  • L'azienda ha già realizzato sette prototipi di fusione ed è stata la prima privata a raggiungere la temperatura del plasma di 100 milioni di gradi Celsius, considerata necessaria per la fusione commerciale.

Perché è importante?

Abbiamo linkato l'articolo del sito ufficiale di Helion che non si sofferma tanto sull'unicità di questo evento. La verità è che questa centrale sarà la prima di tipo commerciale al mondo. La fusione nucleare è il "santo graal" dell'energia: pulita, a basso rischio e praticamente inesauribile. Ancora non abbiamo raggiunto un livello adeguato ma la scienza sta facendo grossi avanzamenti.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Helion Receives Approvals for Next Phase of Construction of World’s First Commercial Fusion Power Plant
Permitting and approval pathway now cleared for all major structures, including fusion generator facility
Helion


Alternativa in italiano: non pervenuta

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Apple presenta il primo MacBook con schermo touch


Sparirà anche il "notch".
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In breve:


Apple lancerà un MacBook Pro con schermo touch tra fine 2026 e inizio 2027, nonostante precedentemente si sia dichiarata contraria all'idea. I nuovi modelli integreranno display OLED, un design più sottile e leggero, e chip della linea M6. Prevedono anche la rimozione del notch (la barra nera in alto e al centro).

Riassunto completo:


  • Apple si prepara a introdurre il suo primo MacBook Pro con schermo touch display, con lancio previsto tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
  • Questa mossa segna un'inversione di rotta per Apple, che in passato, anche sotto la guida del co-fondatore Steve Jobs, si era opposta all'idea di Mac con schermo touch.
  • I nuovi MacBook Pro, nome in codice K114 e K116, avranno un design più sottile e leggero, integreranno chip della linea M6 e adotteranno display con tecnologia OLED.
  • Il design rivisitato eliminerà il "notch", la tacca nella parte superiore dello schermo per la fotocamera, a favore di una soluzione "hole-punch", simile al concetto della Dynamic Island degli iPhone.
  • I dispositivi manterranno un trackpad e una tastiera fisici, come avviene in molti PC portatili touch esistenti, e saranno dotati di cerniere e hardware dello schermo rinforzati per una maggiore stabilità.
  • A causa dei componenti più costosi, i nuovi modelli da 14 e 16 pollici avranno un prezzo superiore di qualche centinaio di dollari rispetto alle versioni attuali, che partono da 1.999 $ per il 14 pollici.
  • Attualmente, Apple non sta sviluppando altri Mac touch-screen, ma monitorerà la reazione del mercato al MacBook Pro touch prima di espandere eventualmente la tecnologia a ulteriori modelli.

MacBook vs iPad

Da tempo gli esperti hanno affermato che il MacBook non sarà mai touch e che l'iPad non avrà mai un sistema operativo simile a quello di un computer — per il semplice fatto che, assomigliandosi troppo, le vendite avrebbero subito dei problemi — ma quest'anno le cose stanno cambiando e non sappiamo perché.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Apple Readies Its First Ever Touch-Screen MacBook
Apple Inc. is preparing to finally launch a touch-screen version of its Mac computer, reversing course on a stance that dates back to co-founder Steve Jobs.
BloombergMark Gurman


Alternativa in italiano:

Il MacBook Pro con schermo touch sta per arrivare
MacBook Pro
macitynet.itFabrizio Frattini

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Me, myself and Vice


Un personal essay su come "Vice" sia stata fondamentale per il mio coming of age, scritto dopo la visione di "Vice is broke" di Eddie Huang.
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Quelli dell’università sono stati anni fondamentali. È in quel periodo che hanno iniziato a germogliare la personalità e il gusto che, oggi, costituiscono quello che posso chiamare “il mio stile”.

Se il concetto di stile esiste all’interno di un campo di forze ai cui estremi ci sono l’imitazione e l’originalità, quello universitario è il tempo in cui dalla prima mi sono incamminato verso la seconda. E non è stato un cammino agevole.

Il liceo, con una certa sofferenza, mi aveva insegnato che troppa originalità diventava stranezza. E la stranezza non è ben vista, quando trovare un branco è l’imperativo che garantisce la sopravvivenza.

All’università avevo trovato un contesto più libero, ma non per questo privo di certe rigidità. Anche in quell’ambiente - se non del tutto almeno in parte - passavo per essere quello “strano”.

Poi arrivò Vice; e fu dirompente.

A portarla in casa fu A., un parà della Folgore con cui dividevo l’appartamento. L’aveva presa nell’unico skateshop della città.

Ai tempi, la distribuivano nei negozi di abbigliamento street. Era free press. Semplicemente la prendevi da una pila di altre, boh, dieci o quindici copie e te la portavi a casa fino a che non finiva.

L’avevo già sentita nominare.

Nel report di un contest di skate pubblicato su Whimpy, un altro magazine freepress che girava in quegli anni per street e skateshop, ne avevano parlato come di “una porcheria inglese tipo Stance". Me lo ricordo come se lo avessi letto oggi.

Quindi partivo prevenuto.

Eppure aveva qualcosa di irresistibile. La copertina era piacevolmente liscia. Lucida e spessa. La carta pesava abbastanza da dare all’insieme una consistenza “nobile” e la rilegatura trasmetteva un’idea di solidità, di durata

Potevi sfogliarla, più e più volte, senza che accennasse a rovinarsi, come facevano gli altri freepress.

Questo la faceva sembrare una rivista “vera”, ma i contenuti erano quelli di una fanzine. Dentro c’erano fumetti, recensioni, fotografie, racconti, reportage e guide agli argomenti più disparati. E tutto era intriso di un’ironia graffiante, sboccata, politicamente scorretta.



Alcune copertine di Vice, quando era una rivista fighissima.

Era come se parlasse direttamente a me, un giovane adulto che non si faceva troppi problemi a gridare ironicamente sieg heil tendendo il braccio in pubblico.

Naturalmente ero tutto tranne che nazista. Ma per me, che sono nato e cresciuto a Bolzano, il fascismo è sempre stato qualcosa di vicino, in qualche modo familiare.

Nascere e crescere nella città in cui l’MSI, negli anni ’80, prendeva, in rapporto alla dimensione della città, le più alte percentuali di voti del paese, significava che era normale avere uno o più amici d’infanzia che, a un certo punto della loro vita, diventavano o dicevano di essere diventati dei fascisti.

Odiarli era difficile. Ci eri cresciuto insieme e, spesso, ti rendevi conto che quell’identità non era davvero sentita. Era una sorta di retaggio della città che, più di uno, sceglieva di incarnare.

Altri, invece, ci credevano sul serio, ma questa è un’altra storia.

Il punto è che altrove, in Italia, questa familiarità con il fascismo non esisteva. La distinzione era più netta: loro da una parte, noi dall’altra, e guai a scherzarci sopra.

C’era chi questa cosa la prendeva sul serio e, se andava bene, rischiavi per passare da persona politicamente ambigua. Se andava male c’era da fare a schiaffi.

Il fascino che Vice esercitava su di me non si limitava a quella di essere una specie di lasciapassare verso la scorrettezza. In quelle pagine c’era qualcosa di più, ed era la coolness.

Vice aveva il potere di decretare quello che era figo e quello che non lo era. E, con mia enorme sorpresa, andavo scoprendo che una parte non indifferente di quello che mi piaceva era figa.

Ai redattori di Vice non piaceva il rock’n roll nostalgico degli Strokes. Non piacevano neanche a me. Ma intorno a me sembrava che li ascoltasse chiunque. A me piaceva il rap. E il punk. E l’hardcore. Anche ai redattori di Vice piaceva il rap, la loro attitudine era punk e i contenuti hardcore.

Era come se mi stessero dicendo che potevo essere figo anche io. Che avevo il permesso di esserlo, soprattutto se mi fossi fidato di me stesso e avessi seguito il mio gusto, ovunque mi avesse portato.

Da quei momenti sono passati vent’anni. A riportarmeli alla memoria, insieme alle vibe di quel periodo, è stata la visione di Vice is Broke, il documentario diretto da Eddie Huang.

Figura poliedrica dell’ecosistema pop statunitense, Huang è stato molte cose: chef, autore, personalità del mondo del cibo, ristoratore, produttore e avvocato. Tra le tante personalità che ha incarnato c’è stata anche quella di autore per Vice.

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Nel 2023, quando è stato chiaro che Vice stava per fallire, l’azienda doveva a Huang qualche decina di migliaia di dollari di arretrati e questa è stata una delle motivazioni che lo hanno spinto a produrre il documentario.

Quella, ma anche la voglia di raccontare la storia di uno dei marchi che più hanno influito sul giornalismo degli anni Dieci del Duemila.

Sì, perché, per più di un decennio, Vice ha rappresentato non soltanto uno stile ben preciso, che faceva della ricerca della coolness la sua raison d’etre, ma anche uno dei player più innovativi del panorama globale, pioniere del videogionalismo digitale e dei modelli di business basati sul branded content.

Una parabola inscindibile dalla storia delle due personalità che più ne hanno incarnato l’identità e l’essenza, quelle di Gavin McInnes e di Shane Smith.

Sono stati questi due uomini bianchi eterosessuali insieme a un terzo amico, Suroosh Alv, ad aver fondato Vice nel 1994, a Montreal.

Sono gli anni in cui Vice è ancora quell’oggetto a metà tra la fanzine e la rivista patinata di cui mi innamorerò anche io quasi un decennio dopo la sua creazione.

Un periodo in cui a dominarne l’identità è la personalità di McInnes, un nichilista istrionico, intriso di spirito DIY e di un gusto della provocazione che si richiama apertamente al punk delle origini, quello delle svastiche esibite come spauracchio per i benpensanti sulle giacche di pelle dei Sex Pistols, per intenderci.

Diventato tristemente celebre in tempi recenti per aver fondato i Proud Boys, una delle fazioni MAGA più fanatiche, McInnes è la persona che ha trasmesso a Vice l’attitudine politicamente scorretta che, vedendoci lungo, il padre di una mia amica aveva definito “immondizia fascisteggiante”.

Quella che oggi riconosciamo come la forma contemporanea del fascismo, all’epoca appariva solo come una forma di ironia estrema e, lo dico non senza una qualche forma di vergogna, estremamente divertente.

Forse avremmo potuto accorgercene anche allora, il babbo della mia amica ci era riuscito, eppure, così almeno sembrava a me, quell’ironia continuava ad apparirmi solo come uno scherzo, come qualcosa d’innocuo, con cui gli autori della rivista si baloccavano senza crederci davvero.

Che poi è anche quello che dice Huang a McInnes; nella scena del documentario in cui i due si incontrano e si confrontano, il primo incalza il secondo, cercando di fargli ammettere che le sue posizioni di destra radicale e l’intero progetto dei Proud Boys non sono altro che l’ennesima posa provocatoria in cui non crede davvero.

Anzi, insinua Huang, quelle posizioni non sono altro che un’articolata messa in scena ai danni dei suoi nemici culturali, di cui McInnes si gode le reazioni mentre manipola a suo vantaggio il branco di bianchi idioti che è riuscito a irreggimentare nella versione idiocratica di un culto.

Sarebbe bello se fosse così, se Huang avesse ragione ma, probabilmente, la sua non è altro che una pulsione nostalgica, seguendo la quale prova a redimere ciò che non è possibile redimere per non dover ammettere a se stesso di aver trascorso gli anni più belli della sua vita lavorando fianco a fianco con la versione contemporanea di Göbbels.
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Non è difficile credere che possa essere così, perché per come viene ricostruito nel documentario, il periodo McInnes di Vice dev’essere stato un periodo esaltante.

Non c’è nessuna delle persone che Huang intervista per raccontarlo che, anche a distanza di tempo, non emani una quantità esagerata di swag. Lesley Arfin, Amy Kellner e Jesse Pearson, tre delle firme principali del periodo, sembrano usciti da una sfilata di moda la cui direzione artistica è stata affidata a Erin e Josh di Blackbird Spyplane, se Erin e Josh fossero i direttori artistici un brand d’alta moda.

Ma McInnes è una personalità troppo scomoda per durare a lungo. E mentre Vice diventa sempre più un brand globale, il suo ruolo viene progressivamente arginato, ridotto e marginalizzato fino a che McInnes non viene fisicamente allontanato dall’azienda.

Questo avviene intorno alla fine degli anni zero. A subentragli è Shane Smith, uno che a vederlo ricorda il fisico e le manie di grandezza di Orson Welles, ma senza il profondo disprezzo per l’accumulazione di ricchezza che ha reso grande il più grande dei registi americani.

Se McInnes era Johnny Rotten, Smith è Malcolm McLaren. Il manager, l’imprenditore, lo startupper. Quello che sa sedersi al tavolo con gli amministratori delegati e, al tempo stesso, farsi riprendere ubriaco su un treno, diretto a Chernobyl per una battuta di caccia alla fauna mutante della cittadina ucraina.

Il grande commerciale, l’imbonitore che, dopo aver insegnato a noi millennial cos’era figo, ha impacchettato il tutto per venderlo alle stesse multinazionali di cui il movimento no global ci aveva insegnato a diffidare.

I suoi anni sono gli anni della crescita esponenziale. Gli anni delle sperimentazioni coi modelli di business. Gli anni in cui Vice diventava un conglomerato globale dei media, in cui stringeva accordi con Robert Murdoch, Disney ed HBO.

Se quella di McInnes è l’adolescenza di Vice - e di noi tutti - quella di incarnata da Smith è l’early adulthood in cui bere fino a spaccarci la faccia ci piace ancora moltissimo, ma abbiamo capito che se a casa ci aspetta un materasso da 1000$ è meglio, perché passati i trenta l’hangover sa essere micidiale.

Il resto è storia. Come Icaro, Vice è volata troppo vicino al sole e ha finito per schiantarsi.

Chi ne ha avuto la possibilità si è messo in tasca la maggior parte del bottino. Agli altri sono rimaste le lettere di licenziamento e un curriculum da aggiornare con un’esperienza professionale che, oggi, luccica molto meno di tempo; perché quella che doveva essere la rivoluzione del giornalismo, a conti fatti, si è rivelata uno scam, per quanto bella fosse stata la festa sotto cui l’avevano nascosto.

Eppure David Foster Wallace ci aveva detto che avremmo dovuto essere i genitori di noi stessi, che la festa postmoderna prima poi sarebbe finita e avremmo dovuto svegliarci.

Abbiamo mancato il primo obiettivo e, oggi che ci svegliamo, lo facciamo disidratati, con le ossa rotte e la bocca impastata, mentre il mondo intorno a noi brucia tra le fiamme del genocidio di Gaza.

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La nuova stangata: cedolare secca al 26% per tutti dal 2026


Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 arriva la mazzata: la cedolare secca sale dal 21% al 26%. Un aumento che peserà sugli host e, inevitabilmente, sugli ospiti

Era nell’aria, ma adesso è nero su bianco.

Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 è previsto un aumento della cedolare secca dal 21% al 26% su tutte le locazioni brevi, turistiche e non.

L’articolo di riferimento è l’articolo 4 del decreto-legge 50/2017, modificato come segue:

“…al comma 5, le parole «una ritenuta, a titolo d’acconto del 21 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «una ritenuta del 26 per cento»…”


In pratica, dal 1° febbraio 2026, le piattaforme come Airbnb e Booking, così come gli intermediari che gestiscono pagamenti per conto dei locatori, applicheranno una ritenuta del 26%, che diventerà tassazione effettiva per chi aderisce al regime della cedolare secca.

Tradotto: pagheremo tutti di più

Un aumento secco del +5% sulla tassazione finale.

E non è finita qui: mentre si discute di questa modifica, il Governo ha già previsto anche la possibilità per i Comuni di aumentare la tassa di soggiorno.

Quindi ricapitoliamo:

  • +5% di tasse per gli host
  • aumento della tassa di soggiorno
  • = aumento dei prezzi per i viaggiatori

Insomma, quando un settore funziona, la risposta sembra sempre la stessa: “spolpiamolo finché si può”.

Cosa cambia nel dettaglio


Fino al 2025: Cedolare secca: 21% sulla prima struttura, 26% sulle altre

Dal 1° febbraio 2026: Cedolare secca: 26% per tutte le strutture

Le modifiche si applicano a tutti i contratti di locazione breve (inferiori a 30 giorni), indipendentemente dal numero di immobili.

Non solo per chi ha più di un appartamento, ma anche per chi ne affitta uno solo.

Impatto reale per gli host


Facciamo due conti semplici:

  • Su 10.000 euro di introiti, oggi l’host paga 2.100 euro di tasse.
  • Dal 2026, ne pagherà 2.600.+500 euro in più. Sommali all’aumento delle spese di gestione, utenze, e ora anche alla tassa di soggiorno in crescita… ed ecco che i margini si assottigliano sempre di più, perchè non potremo alzare all'infinito i prezzi, speciw ora che c'è una contrazione del mercato interno


Un settore spremuto come un limone


La sensazione è sempre la stessa: ogni volta che gli affitti brevi crescono, arriva puntuale la mazzata fiscale.

È il solito paradosso: il turismo porta ricchezza, ma invece di valorizzarlo, si preferisce spremere chi lo sostiene.

Cosa succede ora


La Legge di Bilancio 2026 è ancora una bozza, ma l’aumento al 26% è già scritto nero su bianco.

L’iter parlamentare si aprirà nelle prossime settimane, e Vita da Host seguirà passo passo tutte le modifiche, con aggiornamenti in tempo reale sul blog e sui canali social.

Se i gruppi politici non presenteranno emendamenti, dal 1° febbraio 2026 il nuovo regime entrerà ufficialmente in vigore

FAQ

Quando entrerà in vigore la cedolare secca al 26%?


Dal 1° febbraio 2026, salvo modifiche alla Legge di Bilancio durante l’approvazione parlamentare.

L’aumento vale anche per chi affitta un solo appartamento?


Sì. La nuova aliquota riguarda tutte le locazioni brevi, indipendentemente dal numero di immobili.

Posso compensare con spese o detrazioni?


No, la cedolare secca è una tassazione sostitutiva e non prevede deduzioni o detrazioni.

Chi incassa tramite Airbnb o Booking deve fare qualcosa?


No, le piattaforme adegueranno automaticamente la ritenuta al 26%.

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Reno 14 5G: la proposta di Oppo che spicca nella fascia dei midrange


Lo smartphone è perfetto per coloro a cui piace un design accattivante, uno schermo vivido e una buona fluidità nell'utilizzo quotidiano
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L'Oppo Reno 14 5G è un prodotto molto ben riuscito dal lato estetico. Il comparto fotografico è tra i più performanti del segmento e la maxi batteria da 6000 mAh si ricarica molto velocemente. La scelta del processore, non di fascia alta, non passerà inosservata ai consumatori più attenti e agli appassionati di schede tecniche; tuttavia, design e qualità fotografica bilanciano la valutazione complessiva di questo device che si posiziona come una tra le più interessanti proposte nel panorama dei medi di gamma. Il suo prezzo, in configurazione 12/512GB, è di 599 euro ma, grazie alle offerte Oppo, si possono avere 20 euro di extra sconto per il trade-in e un voucher da 50 euro.
L'effetto iridescente della back cover rivela una nuova sfumatura ad ogni movimentoL'effetto iridescente della back cover rivela una nuova sfumatura ad ogni movimentoBordo destro: in basso il pulsante per l'assistente AI. Sopra il bilanciere del volume. Sul bordo inferiore: usb-c per la ricarica al centro, slot per la Dual Sim (Supporto eSim) a sinistra, speaker e microfono a destraBordo destro: in basso il pulsante per l'assistente AI. Sopra il bilanciere del volume. Sul bordo inferiore: usb-c per la ricarica al centro, slot per la Dual Sim (Supporto eSim) a sinistra, speaker e microfono a destra

Design


La prima cosa che si nota guardando il Reno 14 5G è il modo in cui la sua finitura, definita iridescente, cattura la luce. Inclinandolo il dispositivo, il pannello posteriore crea motivi delicati, conferendogli alla, back cover un aspetto di alta qualità senza risultare eccessivamente appariscente. Il trattamento Velvet Glass di Oppo conferisce parte posteriore dello smartphone una texture setosa che resiste alle impronte digitali, mantenendo il dispositivo pulito anche dopo lunghe sessioni di utilizzo. Con uno spessore di soli 7,42 mm e un peso di 187 grammi, il Reno 14 5G è sottile, leggero e comodo da impugnare per lunghi periodi. Il telaio in alluminio di livello aerospaziale offre una notevole integrità strutturale, con una migliore resistenza alla flessione e alle cadute rispetto alle strutture in plastica. Il telefono è inoltre dotato di classificazione IP69, il che significa che può gestire polvere, getti d'acqua ad alta pressione e persino brevi immersioni.
A sinistra: impostazione frame rate massimo a 120Hz. A destra: l'impostazione della risoluzione massima dello schermoA sinistra: impostazione frame rate massimo a 120Hz. A destra: l'impostazione della risoluzione massima dello schermo

Display


Il display è un AMOLED che misura 6,57 pollici di diagonale con un rapporto schermo-corpo del 93,4%. La copertura DCI-P3 al 100% e il supporto HDR10 risaltano i colori e contribuiscono favorevolmente ad una luminosità, a prescindere dai casi di utilizzo, non affatica gli occhi e riproduce i contenuti con ottima chiarezza e nitidezza.
Lo schermo riproduce colori vividi ed ben calibratiLo schermo riproduce colori vividi ed ben calibrati
Nelle impostazioni di base dello schermo, il profilo colore selezionato è vivido, ma sono presenti anche il profilo Naturale e Pro, la scelta dipende da cosa risulta a noi più utile e anche gradevole. Ho testato lo smartphone nelle ore centrali della giornata, con accentuata luce ambientale e con la luminosità automatica; il device non mi ha dato alcun problema di visibilità. Lo scorrimento è sempre fluido, grazie alla frequenza di aggiornamento di 120 Hz, che diminuisce in modo intelligente per risparmiare la batteria quando i contenuti non richiedono il massimo frame rate. La tecnologia Splash Touch garantisce l'interazione con lo schermo anche con le mani bagnate.

Prestazioni


Il Reno 14 5G è alimentato dal SoC MediaTek Dimensity 8350, abbinato a 8 GB o 12 GB di RAM LPDDR5X e memoria UFS 3.1 (la versione oggetto del test dispone di 8G di RAM).
Lo score AnTuTu ha posizionato il Reno 14G 5G al 52mo posto tra gli smartphone AndroidLo score AnTuTu ha posizionato il Reno 14G 5G al 52mo posto tra gli smartphone Android
Nell'uso quotidiano, nella visualizzazione dei social media, nel multitasking e nel passaggio da un'app all'altra, il device funziona molto bene e senza intoppi. In ambito gaming, dove la potenza di calcolo viene messa alla prova, il processore ha gestito PUBG a 90 fps con una oscillazione termica contenuta (grazie al sistema di raffreddamento Nano Dual-Drive). Su AnTuTu, la CPU ha segnato 1.368.197 punti, in linea con la fascia medio-alta. Tuttavia, anche se nella maggior parte degli scenari non si noteranno rallentamenti, l'adozione di un Soc MediaTek ha destato qualche ragionevole perplessità, in un segmento che vede rivali del calibro di Snapdragon 8 Gen 2 e 8+ Gen 1, entrambi in vantaggio in termini di prestazioni pure.
Lo smartphone ha fatto girare PUBG a 90 fpsLo smartphone ha fatto girare PUBG ad un frame rate fino a 90 fps
Sul fronte produttività, con Trascrizione Vocale AI gli audio in lingua straniera verranno tradotti testualmente in pochi secondi, mentre Traduzione Chiamate AI aiuta a farci comprendere le conversazioni telefoniche in più lingue. Lo smartphone viene fornito con l'interfaccia ColorOS 14.1 basata su Android 14, una versione pulita e personalizzabile che racchiude funzionalità utili e priva di eccessivo bloatware.

Batteria


La durata della batteria, come accennato in precedenza, è uno dei punti di forza del Reno 14 5G, che vanta un'unità di ben 6000 mAh. Lo smartphone di Oppo, infatti, ha supportato il mio test completando un'intera giornata senza la necessità di dover ricorrere a ricariche intermedie.
La progressione della ricarica: 49 min circa per raggiungere il 50%. 97 minuti per completare l'intero cicloLa progressione della ricarica: 49 min circa per raggiungere il 50%. 97 minuti per completare l'intero ciclo
Ho utilizzo il device per navigare sul web, un paio d'ore di streaming musicale, per scattare foto e fare qualche editing, controllare i social e la posta elettronica; nel corso di queste operazioni, durante le quali ho volutamente impostato la frequenza di aggiornamento a 120 Hz, ho notato un consumo della batteria costante ma regolare, privo di cali improvvisi che potessero mettermi in emergenza. Quando è giunta l'ora della ricarica, sfruttando la tecnologia SuperVOOC ho utilizzato una caricabatterie da 65W che ha raggiunto il 50% in 48 minuti circa e ha completato l'intero ciclo in 97 minuti. Non è disponibile purtroppo la ricarica wireless, una funzionalità riservata alla versione Pro del Reno 14 5G.

Fotocamere


Il Reno 14 5g è dotato di una tripla configurazione della fotocamera che include un sensore primario da 50 MP, un ultra-grandangolare da 8MP e un teleobiettivo da 50 MP. Il sensore principale realizza immagini nitide e ben esposte alla luce del giorno, con colori nitidi ed accurati e una buona gamma dinamica. L'elaborazione delle immagini di Oppo tende leggermente verso colori saturi, una caratteristica che non mi dispiace perchè "prepara" le foto alla condivisione sui social media, senza ulteriori interventi di editing colore.
Due scatti ( a sinistra all'esterno e a destra all'interno) con una bassissima luminosità ambientale: in ambedue i casi il Reno 14 5G elabora i colori in maniera molto equilibrata ed efficace
Gli scatti in condizioni di scarsa illuminazione sono molto buoni, grazie anche all'OIS. L'ultra-wide riesce a mantenere alti i dettagli rappresentati e un'ottima coerenza cromatica con il sensore principale; particolarmente utile per paesaggi e riprese di gruppo.

Interessante la suite di funzionalità supportate dall'intelligenza artificiale, come AI Eraser, AI Aumenta Nitidezza, AI Rimetti a Fuoco e AI Rimuovi Riflessi per perfezionare ogni dettaglio. Con queste features, infatti, il software consente di apportare modifiche rapide, rimuovere oggetti e divertirsi con gli scatti senza bisogno di app separate. Una caratteristica perfetta per la Generazione Z e per i Millenials che postano sui social media
Le foto con dissolvenza dello sfondo (laterali) sono molto dettagliate e i contorni ottimamente definiti. Nello scatto ravvicinato (centrale) la varietà di colori che compongono la scena sono elaborati con una eccellente fedeltàLe foto con dissolvenza dello sfondo (laterali) sono molto dettagliate e i contorni ottimamente definiti. Nello scatto ravvicinato (centrale) la varietà di colori che compongono la scena sono elaborati con una eccellente fedeltà
Nella suite fotografica completa Ai Editor, che porta diverse novità rispetto alla generazione precedente, sono presenti anche funzioni come AI Scatto Perfetto, grazie alla quale gli occhi chiusi le espressioni imbarazzanti saranno solo un ricordo e con Ricomposizione AI l’intelligenza artificiale ritaglia, allinea e rende perfetto il nostro scatto non proprio riuscito.

Conclusioni


La serie Oppo Reno ha sempre trovato un equilibrio tra stile e sostanza. Il Reno 14 5G porta avanti questa tradizione, offrendo immagini avanzate, una batteria di grandi dimensioni con ricarica rapida e un chipset abbastanza performante in un profilo sottile ed elegante. Dopo averlo utilizzato per un pò, posso confermare la bontà della proposta Oppo, un dispositivo versatile e ben progettato, con una forte enfasi sulla fotografia basata sull'intelligenza artificiale e sull'usabilità quotidiana.

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Second Hand: nel 2024 il mercato su Subito.it ha generato un risparmio potenziale di circa 450mila tonnellate di CO2


Ogni piccolo gesto conta: ogni compravendita su Subito genera mediamente un potenziale risparmio di 39 kg di CO2 non immessi nell’atmosfera
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Dare una seconda vita agli oggetti non è solo una scelta intelligente, ma un gesto concreto a favore dell’ambiente, nonché una pratica consapevole e smart. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy di BVA Doxa per Subito, questa modalità di consumo si è posizionata al terzo posto tra i comportamenti sostenibili più praticati dagli italiani, nello specifico da 27,2 milioni di persone solo nel 2024. Scegliere di dare una seconda vita agli oggetti attraverso la compravendita di usato, infatti, fa bene anche al Pianeta, perché influisce sulla riduzione delle emissioni di CO2, sulla minimizzazione dei rifiuti e sulla conservazione delle risorse. Una forma di economia circolare alla portata di tutti, che ha un impatto concreto e misurabile.
selective focus photography of hanged clothesPhoto by Artificial Photography / Unsplash

L'analisi sull'impatto ambientale del Second Hand


Anche quest’anno Subito ha voluto misurare l’effettivo impatto ambientale dell’attività di compravendita in piattaforma, attraverso lo studio Second Hand Effect, condotto in collaborazione con Vaayu – la piattaforma di climate tech. L’analisi – che riguarda le compravendite tra privati avvenute nella quasi totalità delle categorie Market ed esclude invece Immobili, Motori e Lavoro - permette di quantificare le emissioni potenzialmente evitate grazie all’acquisto di prodotti di seconda mano, sulla base delle linee guida più recenti della comunità scientifica. L’approccio di Vaayu rende il calcolo delle emissioni accurato e trasparente, affiancando al metodo LCA una mappatura ancora più granulare delle emissioni legate al business e una survey integrativa – sottoposta a un campione di oltre 1.400 utenti Subito - per indagare i loro comportamenti in termini di trasporto e imballaggio.
a group of bicycles parked on a sidewalkPhoto by Gary Scott / Unsplash

L’impatto di un anno di compravendita su Subito


Grazie ai quasi 11,5 milioni di oggetti venduti su Subito nelle categorie oggetto di analisi, nel 2024 sono state potenzialmente risparmiate circa 450mila tonnellate di CO₂. In particolare, nel 2024 ogni compravendita su Subito ha consentito un risparmio potenziale medio di 39 kg di CO₂ non immessi nell’atmosfera – pari a quelli generati da 196mila ricerche effettuate su Google - in crescita del 40% rispetto al 2023. Un dato positivo che dipende anche da un altro insight interessante, ovvero l’incremento delle vendite di oggetti con un impatto maggiore sull’ambiente, come ad esempio biciclette (240 kg di CO₂ risparmiata in media), PC fissi e console (210 kg), TV (135 kg) e notebook/tablet (95 kg). Beni destinati a durare nel tempo, investimenti importanti per i quali la second hand rappresenta sempre più spesso la prima – nonché saggia – scelta.
a row of old computers sitting on top of a deskPhoto by Kimberly Nguyen / Unsplash

La classifica delle categorie più acquistate


Quella delle Biciclette (38%) si attesta al primo posto nella classifica delle categorie che hanno contribuito maggiormente al risparmio totale di CO2. Sul secondo e sul terzo gradino del podio troviamo due categorie molto diverse tra loro ma molto apprezzate e presidiate quando si parla di mercato second hand: Arredamento e Casalinghi (20%) e Informatica (19%).

“I risultati dell’analisi Second Hand Effect 2024 dimostrano come la compravendita di oggetti usati non sia solo una scelta consapevole e smart, ma anche un gesto concreto con un impatto ambientale misurabile.” raccontaGiuseppe Pasceri di Subito.


Dalla survey integrativa realizzata da Vaayu sul campione rappresentativo degli utenti Subito, emerge inoltre che in 6 casi su 10 (59,5%) l’usato evita effettivamente l'acquisto di un prodotto nuovo, con picchi del 66% in categorie chiave come Arredamento, Elettrodomestici ed Elettronica. Questo comporta l’ulteriore abbattimento dei costi e delle emissioni correlate alla produzione di beni nuovi (dall’estrazione delle materie prime, alla loro lavorazione, fino alla distribuzione). Un dato significativo se si considera che – secondo quanto dichiarato dai rispondenti alla survey - il 71,5% degli oggetti pubblicati su Subito trova effettivamente un acquirente, portando a compimento il circolo virtuoso del riuso.
shallow focus photo of gray steel muscle rackPhoto by CHUTTERSNAP / Unsplash

Cambiano le modalità di consegna e spedizione


A suggellare le buone pratiche che i consumatori possono mettere in atto nell’ambito degli acquisti second hand, una menzione particolare riguarda anche la scelta delle modalità di consegna e spedizione. Secondo le analisi di Vaayu, cresce infatti il numero di utenti che sceglie la consegna in un punto di ritiro, più sostenibile perché solitamente ottimizza il tragitto dei mezzi di trasporto, a discapito della consegna a casa, utilizzata sempre con minor frequenza (18%). Ultimo, ma non per importanza, l’imballaggio: l’80% di chi spedisce un prodotto lo fa utilizzando un imballaggio già presente in casa o comunque già utilizzato per altro (come ad esempio confezioni di precedenti acquisti); mentre chi preferisce effettuare la compravendita e lo scambio di persona nel 63% dei casi dichiara di non utilizzare alcun tipo di imballaggio.

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Big Game a Reggio Calabria


Grande successo per la V edizione del Trofeo dello Stretto - CH69 Big Game Traina d’altura - ph Marco Oteri
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Si è conclusa con entusiasmo e partecipazione record la V edizione del Trofeo dello Stretto - CH69 Big Game Traina d’altura, manifestazione nazionale di pesca sportiva che ha richiamato sullo Stretto davanti alle coste calabresi, ben 35 equipaggi da tutta Italia, confermando il suo valore come appuntamento nazionale nel panorama del big game.

Organizzata dall’ASD CH69 con il prezioso supporto di numerosi sponsor locali e nazionali, la gara ha confermato la qualità tecnica dell’evento e la bellezza paesaggistica unica del campo di gara.

La competizione, articolata su due giornate di gara, con partenza di fronte all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria e pesatura al rientro presso il Molo 74 dell’ Oasi, ha visto trionfare il team Defi 2, capitanato da Daniele Franco.

Ma non sono mancati i premi speciali, come lo Strike on air e un premio preda prestigiosa, con un bellissimo esemplare di aguglia imperiale, in cui sono risultati vincitori i membri del Team U Gioitanu e un premio al team Bellomio per la preda di maggior peso: un’alalunga da 12 kg.

Parte del pescato, come da tradizione, è stato devoluto in beneficenza, confermando lo spirito solidale dell’evento e la vicinanza dell’associazione al territorio.
Il presidente del sodalizio organizzatore Asd CH-69 Roberto Malara.
Siamo riusciti a coinvolgere anche la città, con i tanti turisti e reggini che, affacciati dall’Arena dello Stretto, hanno seguito con entusiasmo la straordinaria partenza ‘al colore’ delle imbarcazioni, pronte a raggiungere il campo di gara: un’emozione indescrivibile, per noi che da anni ci mettiamo il cuore per trasmettere la passione per il mare - ha dichiarato il presidente dell’ASD CH‑69, Roberto Malara - Ogni anno vedo crescere sempre di più il fervore attorno alla manifestazione e la grinta di chi partecipa: è questo che ci dà la spinta per migliorarci continuamente e rendere ogni edizione più coinvolgente della precedente”.

Forti del successo di questa edizione, i membri del direttivo dell’associazione guardano già con determinazione alla sesta edizione del Trofeo dello Stretto, con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello e ampliare la partecipazione, per visibilità e appeal di una manifestazione che unisce appassionati del mare e della pesca sportiva, contribuendo a valorizzare il patrimonio naturale e culturale dello Stretto.
Il team vincente Defi 2


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Il video dell'ultima cattura di Defi 2 capitanato da Daniele Franco (alla canna).

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Apple MacBook Pro 14": un chip tutto nuovo e un netto salto di qualità nell'AI


Con prestazioni nettamente migliorate nei flussi di lavoro AI, archiviazione più veloce e fino a 24 ore di autonomia, il nuovo MacBook Pro 14" ridefinisce lo standard del segmento
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Presentato da Apple il MacBook Pro 14" una nuova versione del portatile di Cupertino ora dotato del nuovo e potente chip M5. Ancora più veloce e più capace, il chip M5 ha una GPU di nuova generazione con un Neural Accelerator in ogni core, che rende possibili performance AI fino a 3,5 volte più veloci e una grafica fino a 1,6 volte più scattante rispetto al modello precedente. M5 include anche una CPU più veloce e più efficiente, un Neural Engine migliorato e una banda di memoria maggiore che mette il turbo a ogni cosa, dall’apertura delle app all’esecuzione di grandi modelli linguistici (LLM) on-device. Inoltre, la durata della batteria fino a 24 ore (dati Apple) permette di eseguire flussi di lavoro professionali ovunque si trovi.

“MacBook Pro continua a essere il portatile professionale migliore al mondo e oggi MacBook Pro 14" diventa ancora più sensazionale grazie all’arrivo del chip M5”, ha commentato John Ternus, Senior Vice President of Hardware Engineering di Apple.


Grazie al potente chip M5, il nuovo MacBook Pro 14" offre prestazioni superiori e segna un ulteriore salto avanti nell’AI per MacGrazie al potente chip M5, il nuovo MacBook Pro 14" offre prestazioni superiori e segna un ulteriore salto avanti nell’AI per Mac

M5: un grande salto avanti in ambito AI per Mac

Il chip Apple è all’avanguardia nel settore con prestazioni fulminee, tecnologie avanzate, efficienza energetica e funzioni AI. Grazie alle sue avanzate CPU e GPU, e ad un Neural Engine più veloce, M5 spinge le capacità del nuovo MacBook Pro 14" ad un livello superiore e fa un grande salto avanti in ambito AI per Mac. In particolare, la GPU 10‑core di nuova generazione, con un Neural Accelerator in ogni core, offrono prestazioni AI fino a 3,5 volte più veloci rispetto a M4, e fino a 6 volte più scattanti rispetto a M1. Il chip M5 accelera anche un’ampia gamma di flussi di lavoro professionali, come il deep learning, il data modelling e l’ottimizzazione di video con l’AI. Il Neural Engine 16‑core più veloce mette il turbo ai task on‑device basati sull’AI e migliora le prestazioni dei modelli generativi su cui si fonda Apple Intelligence. Inoltre, il nuovo MacBook Pro 14" ha un’unità SSD fino a 2 volte più scattante rispetto alla generazione precedente e fino a 4TB di spazio di archiviazione.
Il nuovo MacBook Pro 14" utilizzato in un contesto professionaleIl nuovo MacBook Pro 14" utilizzato in un contesto professionale

Prestazioni di un altro livello con M5


Il chip M5 accelera anche le prestazioni a livello di sistema e rende possibili ancora più funzioni su MacBook Pro 14". Infatti, grazie alla nuova GPU in M5, il MacBook Pro 14" offre prestazioni grafiche fino a 1,6 volte più veloci nelle app professionali e rende possibili frame rate fino a 1,6 volte superiori nel gaming rispetto al modello con M4. La CPU ha una reattività ancora maggiore: il design a 10-core offre prestazioni multi‑thread fino al 20% più scattanti rispetto a M4 ed è perfetto per lavorare in multitasking o sfrecciare nelle app creative più esigenti.

MacOS Tahoe: un'esperienza unica nel suo genere


Il nuovo MacBook Pro 14" prende vita con macOS Tahoe, che ha un design spettacolare e offre potenti funzioni per mettere il turbo alla produttività. Importanti aggiornamenti a Spotlight semplificano la ricerca di app e file oltre a permettere di eseguire azioni all’istante, come inviare un’email o creare una nota, direttamente dalla barra di ricerca. Inoltre, grazie a Continuity, dalla nuova app Telefono è possibile accedere comodamente a Recenti, Contatti e Segreteria, e fare chiamate direttamente da Mac. Anche Apple Intelligence fa un salto avanti con nuove potenti funzioni che migliorano ulteriormente l’esperienza Mac, sempre proteggendo in ogni momento la privacy dell’utente. Integrata in Messaggi, FaceTime e nell’app Telefono, la traduzione in tempo reale di testo e audio aiuta a comunicare facilmente in altre lingue.
Apple MacBook Pro 14: in uno studio dove si realizzano podcastApple MacBook Pro 14: in uno studio dove si realizzano podcast

Per chi arriva da Mac con M1 e Intel


Con miglioramenti significativi rispetto ai modelli con processore Intel o chip M1, coloro che decidono di passare a MacBook Pro 14" troveranno:

  • prestazioni nettamente superiori: rispetto ai sistemi con processore Intel, il nuovo MacBook Pro 14” offre prestazioni AI fino a 86 volte più veloci, una GPU fino a 30 volte più veloce con ray tracing, e una CPU fino a 5,5 volte più rapida. Chi arriva da un modello con chip M1 troverà prestazioni AI fino a 6 volte più veloci, una GPU fino a 6,8 volte più scattante con ray tracing, e una CPU fino a 2 volte più rapida;
  • un'autonomia eccezionale: la batteria dura fino a 14 ore in più rispetto ai modelli con Intel e fino a 4 ore in più rispetto ai modelli con M1, offrendo così fino a 24 ore di autonomia complessiva. E a differenza di molti PC portatili, MacBook Pro assicura le stesse prestazioni anche quando non è collegato ad una presa di corrente. Gli utenti che passano a Mac per la prima volta e quelli che sostituiscono un modello con Intel o M1 potranno sfruttare anche la ricarica rapida, che permette di arrivare al 50% della carica in soli 30 minuti usando un alimentatore USB-C da 96W o superiore;
  • Display Liquid Retina XDR all’avanguardia nel settore: chi passa a questo nuovo modello potrà godersi il display Liquid Retina XDR da 14", anche nell’opzione con nanotexture, che offre 1.600 nit di luminosità HDR di picco e fino a 1.000 nit per i contenuti SDR. È anche possibile collegare fino a due monitor esterni ad alta risoluzione.
  • ancora più valore: chi arriva da Mac con Intel o con chip M1 avrà 16GB di memoria unificata di partenza, una porta Thunderbolt in più, e la versione nero siderale con finitura anodizzata.


Prezzi e disponibilità


Il nuovo MacBook Pro 14" con M5 può essere ordinato da subito su apple.com/it/store. Le consegne inizieranno mercoledì 22 ottobre, quando sarà disponibile anche negli Apple Store e presso i Rivenditori Autorizzati Apple. MacBook Pro 14" con M5 è disponibile nelle versioni nero siderale e argento a partire da 1849 euro e da 1729 euro con i prezzi Education. Infine, con Apple Trade In è possibile dare in permuta il proprio computer in cambio di un credito per l’acquisto di un nuovo Mac.

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Un cessate il fuoco non vuol dire la fine del genocidio


Dall‘inizio del cessate il fuoco sono state uccise 34 persone, e la repressione continua come niente fosse. Tra le altre notizie: un’altra brutta giornata per Zelenskyj alla Casa bianca, la presentazione tremebonda della legge di bilancio, e la resistenza

Le IDF hanno colpito una vettura uccidendo 11 membri della stessa famiglia, tra cui 7 bambini e 2 donne, nel quartiere Zeitoun, a Gaza est. L’attacco è stato condannato da Hamas, che parla di “intenzione premeditata di colpire civili indifesi senza alcuna giustificazione.” “Questo massacro si inserisce nel contesto delle continue violazioni dell'accordo di cessate il fuoco recentemente raggiunto da parte dell'occupazione.” Il ministro della Difesa Katz ha implicitamente confermato l’omicidio, spiegando che le IDF stavano iniziando a segnalare i confini della “linea gialla,” entro cui opereranno i militari, e che le truppe “reagiscono aprendo il fuoco” contro le persone che valicano il confine della linea gialla. Dall’inizio del cessate il fuoco, le IDF hanno ucciso 34 persone, e hanno ne hanno ferite 122. Le violenze continuano indisturbate anche in Cisgiordania, dove nelle scorse 72 ore sono state uccise 3 persone. Come ha scritto la segretaria generale di Amnesty International Agnes Callamard, “un cessate il fuoco non significa la fine del genocidio, dell’occupazione illegale o dell’apartheid.” Callamard scrive per fare pressione perché l’Unione europea sospenda comunque l’accordo di associazione UE-Israele: “Il 20 ottobre, i ministri degli Esteri dell’UE avrebbero dovuto votare sulla sospensione dei benefici commerciali concessi a Israele dall'accordo di associazione UE-Israele. Ma dopo il cessate il fuoco, questo punto è stato eliminato dall'ordine del giorno.” “L'accettazione di un cessate il fuoco da parte di Israele è stata il risultato di una forte pressione internazionale. Un cessate il fuoco è solo l'inizio. L'UE e i suoi Stati membri devono continuare a fare pressione su Israele. Revocare queste proposte significherebbe tradire le vittime del genocidio e dell'apartheid. Premierebbe l'occupazione illegale di Israele e incoraggerebbe i responsabili di crimini internazionali.” (Al Jazeera / X)

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New Minn Kota Riptide Kayak Terrova


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Minn Kota, recentemente ha presentato il nuovo Riptide Kayak Terrova. Questo motore elettrico da prua è stato progettato per l’utilizzo in kayak e permette di affrontare anche le condizioni marine più impegnative. Il cuore del RK Terrova è il sistema Gps Minn Kota, con tante funzioni tra cui Spot-Lock, Autopilot, Drift Mode e Follow Mode. Il sistema permette l’ancoraggio su un punto preciso, gestisce le rotte preimpostate o mantiene la deriva perfetta senza toccare i comandi. Tutto questo agendo semplicemente dal micro telecomando incluso o tramite l’app One-Boat Network. Uno speciale algoritmo di controllo della spinta agisce sul motore e regola automaticamente la potenza per mantenere il kayak stabile e bilanciato, anche durante variazioni di vento e improvvisi cambiamenti delle condizioni del mare.

Il motore consente fino a 5 volte più autonomia con una singola carica, mentre l’elica Weedless Wedge 2 spinge con forza anche tra alghe e detriti, senza sprechi di energia. E come da tradizione Minn Kota, l’albero è garantito a vita. Massimo controllo con il minimo sforzo, potenza e precisione: questo motore elettrico è dotato di protezione anticorrosione avanzata grazie a un trattamento che garantisce resistenza nel tempo.

kditaly.com

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Garmin On Board


Garmin, il produttore di elettronica di bordo più innovativo e riconosciuto al mondo, annuncia il lancio di Garmin OnBoard™, un evoluto sistema di sicurezza che combina il rilevamento wireless Uomo a Mare (MOB) con lo spegnimento automatico dei motori, eliminando l’uso dei classici kill cord. Il risultato è una maggiore libertà di movimento a bordo, con un livello di sicurezza ancora maggiore.

I tag wireless MOB rappresentano una soluzione evoluta per garantire la massima sicurezza a bordo. Progettati per adattarsi a ogni esigenza, possono essere indossati al polso, agganciati a un moschettone o fissati a un portachiavi galleggiante, offrendo praticità e libertà di movimento. Ogni tag può essere configurato come comandante o equipaggio/ospite, consentendo di personalizzare la risposta dei plotter, del motore e della domotica di bordo in base al ruolo di chi lo indossa.

In caso di caduta in mare, il sistema registra automaticamente un waypoint sul chartplotter e attiva un allarme acustico per avvisare immediatamente l’equipaggio, facilitando un intervento rapido e preciso. Se a cadere fuori bordo è il comandante, il motore si arresta, prevenendo situazioni di pericolo. Inoltre, il tag del comandante permette anche di disattivare manualmente il motore con un solo gesto, assicurando massima sicurezza e controllo in ogni manovra.

Grazie alla possibilità di collegare fino a otto tag attivi contemporaneamente, il sistema offre una protezione completa e personalizzabile, perfetta per ospiti ed equipaggi di leisure yacht ma anche per imbarcazioni sportive e da pesca. Un mix di tecnologia, affidabilità e semplicità d’uso che eleva gli standard di sicurezza per tutti coloro che vivono il mare con passione e responsabilità.

Più libertà e sicurezza con Garmin OnBoard

Garmin OnBoard si collega direttamente ai chartplotter delle serie GPSMAP e ECHOMAP, permettendo di configurare, associare e gestire i tag MOB in modo semplice e immediato. Grazie alla tecnologia wireless, i tag offrono massima libertà di movimento a bordo, una sicurezza ancora maggiore ed eliminano le limitazioni dei classici kill cord fisici.

Ogni tag è alimentato da una batteria progettata per durare un’intera stagione nautica, riducendo al minimo la manutenzione. Garmin OnBoard si integra con facilità su qualsiasi imbarcazione dotata di interruttore di arresto motore e un chartplotter Garmin compatibile.

Garmin OnBoard è disponibile da subito a un prezzo consigliato al pubblico di € 649,99 Iva inclusa. I tag MOB aggiuntivi sono acquistabili separatamente al costo di € 169,99 ciascuno.

Per maggiori informazioni, visita il nostro sito e le nostre pagine LinkedIn, Instagram e Facebook.

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L'IA ci ha stancato


Provo a spiegarti perché.
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Buon sabato,
questa settimana sono successe tante cose, infatti ho condiviso più articoli del solito. Poi ho voluto parlare di "AI fatigue", anche a te inizia a infastidire? O ti risulta fredda, impersonale? Ho provato a dire la mia sulla spiegazione psicologica che si nasconde dietro a questo fenomeno. Buona lettura!

Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

L'IA ci ha stancato


[...] Ma ancora c'è qualcosa che non va: un occhio che vede lo zampino (anche infinitesimale) dell'IA e un pensiero che suggerisce "Questo l'ha fatto una macchina, non un umano." [...]

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Microsoft lancia il suo primo generatore di immagini AI interno


Intelligenza Artificiale
Microsoft ha presentato MAI-Image-1, il suo primo modello AI sviluppato internamente per la generazione di immagini. Questo modello produce risultati fotorealistici, con luci naturali e paesaggi. Attualmente in test su LMArena, sarà presto integrato in Copilot e Bing Image Creator.
~
Fonte: Engadget
Alternativa in italiano: Tutto Tech

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Perché è importante?

Perché chi ha vinto il settore degli LLM sono poche aziende — si contano sulle dita di una o due mani — ma è vero che la corsa non è del tutto chiusa: Microsoft si sta ritirando sempre di più dalla collaborazione con OpenAI e sta spingendo molto su tecnologie proprietarie.

Cos'è LMArena?

LMArena è una piattaforma che permette di confrontare in modo diretto diversi modelli di intelligenza artificiale, come GPT, Claude o Gemini, mostrando due risposte anonime... Leggi tutto

ChatGPT presto permetterà contenuti erotici con adulti verificati


Intelligenza Artificiale
OpenAI permetterà contenuti erotici per gli utenti ChatGPT con età verificata, a partire da dicembre. Questa decisione rientra in una "revisione" dei principi etici che prevede che "gli adulti siano trattati come tali". L'azienda intende anche ripristinare un comportamento del chatbot più simile a GPT-4o per carattere ed espressività.
~
Fonte: The Verge
Alternativa in italiano: EuroNews

Leggi tutto

È uscito il nuovo robot Figure 03


Robotica
Figure AI ha presentato il robot umanoide Figure 03, alimentato dall'IA interna "Helix". Questo modello migliora il precedente con sensori avanzati (campo visivo aumentato del 60% e telecamere sui palmi), mani sensibili, ricarica wireless e audio potenziato. È più leggero e piccolo del 9%, avvolto in tessuto lavabile. Ancora non è pronto per l'uso domestico.
~
Fonte: Interesting Engineering
Alternativa in italiano: AI4Business

Leggi tutto

Qualcomm acquista Arduino


Tecnologia
Qualcomm, colosso dei processori e modem per smartphone, sta acquisendo Arduino, l'azienda italiana leader nell'ecosistema open source di microcontrollori e software. Arduino manterrà il suo brand e la missione open source, supportando diversi fornitori di silicio (non solo Qualcomm).
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: Wired Italia

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La storia di Arduino

Arduino nasce nel 2005 a Ivrea, in Piemonte, da un gruppo di cinque amici che lavoravano all’Interaction Design Institute. L’obiettivo era creare una scheda elettronica economica e facile da programmare per studenti e designer, così da poter costruire oggetti interattivi senza dover conoscere l’elettronica in modo approfondito. Il nome “Arduino” viene da un bar di Ivrea dove i fondatori si riunivano, dedicato a re Arduino d’Ivrea. Grazie alla filosofia open-source, chiunque poteva copiare e migliorare il progetto: questo lo rese virale in tutto il mondo e trasformò Arduino in una piattaforma simbolo della cultura “maker”, usata ancora oggi per robot, sensori, installazioni artistiche e prototipi industriali.

Tesla ha annunciato modelli di auto elettriche più economici


Business
I nuovo modelli economici sono la Model Y e la Model 3, con prezzi di partenza di 39.990$ e 36.990$ rispettivamente. La model Y è arrivata anche in Italia. Le semplificazioni interne includono la rimozione dello schermo posteriore, l'uso di regolazioni manuali per sedili, volante e specchietti, e l'assenza di un filtro HEPA.
~
Fonte: CNET
Alternativa in italiano: Inside EVs

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Annunciati i Premi Nobel 2025 per la fisica


Scienza
I ricercatori John Clarke, Michel H. Devoret e John M. Martinis hanno vinto il premio Nobel 2025 per la Fisica. Negli anni ’80 hanno dimostrato che gli effetti quantistici, che di solito riguardano particelle minuscole, possono manifestarsi anche su oggetti visibili a occhio nudo. Questa scoperta ha aperto la strada alle moderne tecnologie quantistiche, come i computer quantistici, i sensori ultra-sensibili e la crittografia avanzata.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: Wired Italia

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SpaceX completa con successo l'undicesimo volo


Spazio
In data 13 ottobre è stato completato con successo l'undicesimo volo di test suborbitale di Starship, il suo razzo più grande. Questo è il secondo successo consecutivo (dopo una lunga serie di fallimenti) e l'ultimo per la versione V2, destinata a essere sostituita da varianti più grandi. La missione ha visto il booster Super Heavy e lo stadio superiore Starship atterrare con precisione, oltre alla riaccensione di un motore nello spazio e il rilascio di simulatori di satelliti.
~
Fonte: Space.com
Alternativa in italiano: AstroSpace

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Qual'è il piano?

Il piano di Starship per i prossimi anni prevede una progressione verso l’uso operativo del razzo in missioni lunari e, successivamente, interplanetarie. Dopo i voli di test della versione 2 appena conclusi, SpaceX punta a una missione senza equipaggio di Starship HLS entro la fine del 2025 per dimostrare l’atterraggio lunare. Nel 2026 la NASA lancerà Artemis II, missione con astronauti in orbita lunare, seguita da Artemis III intorno alla metà del 2027, in cui Starship dovrebbe portare due astronauti sul polo sud della Luna. Nel 2028 è previsto un secondo allunaggio con una versione aggiornata del veicolo. Questi obiettivi servono a validare rifornimento orbitale, riutilizzo e sicurezza, elementi essenziali per futuri viaggi verso Marte.

Boring Company di Musk aprirà un tunnel a Dubai entro il 2026


Tecnologia
The Boring Company si prepara ad inaugurare il suo primo sistema di trasporto sotterraneo internazionale a Dubai entro il 2026. Il progetto, chiamato "Dubai Loop", è un tunnel di 17 chilometri progettato per muovere 20.000 passeggeri all'ora, e mira a rivoluzionare la mobilità urbana nell'Emirato.
~
Fonte: Tesla North
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Come va il Vegas Loop?

Vegas Loop è attivo, ma ancora in fase parziale: alcune tratte e stazioni sono operative, mentre molte altre sono in costruzione o in fase di ottenimento dei permessi. La sezione... Leggi tutto

Apple annuncia nuovi MacBook Pro e iPad Pro


Tecnologia
Apple ha lanciato nuovi MacBook Pro, iPad Pro e Vision Pro dotati del potente chip M5, che migliora significativamente le prestazioni e l'elaborazione dell'intelligenza artificiale. I dispositivi sono in vendita dal 22 ottobre, già disponibili ora per il pre order e hanno i prezzi invariati.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Ansa

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Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

Perché le aziende AI stanno gareggiando per costruire una cellula umana virtuale


time.com (eng)

Gli articoli creati dall'IA sono più numerosi di quelli creati dagli esseri umani


graphite.io (eng)

Un CEO misterioso e miliardi di fatturato: la Cina sta acquistando chip Nvidia sotto banco?


nytimes.com (eng)

Tutto è televisione


derekthompson.org (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Google lotta legalmente per integrare Gemini AI con Maps e YouTube


dig.watch (eng)

La polizia chiede ai ragazzi di smetterla di fare lo scherzo virale del senzatetto generato tramite AI


theverge.com (eng)

Leaker conferma il lancio di 10 prodotti Apple nei prossimi mesi


bgr.com (eng)

Slack sta trasformando Slackbot in un assistente AI


theverge.com (eng)

La California vieta le pubblicità rumorose su Netflix, YouTube e altri servizi di streaming


theverge.com (eng)

Il nuovo Starlink V3 è molto più grande, ecco i render


pcmag.com (eng)

MacBook Pro M5 vs MacBook Pro M4: cosa è cambiato realmente?


9to5mac.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/LXVV-oErD8s?…

Wuji Hand


Le mani sono da sempre una delle sfide più grandi nella robotica umanoide. La cinese Wuji ha appena rilasciato una mano robotica che sembra superare tutti gli ostacoli, con una forza di sollevamento di 10kg e sistemi di pressione sulle dita.

Vedi video su youtube.com (eng - 3:22)

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La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.
Morning TechAmir Ati


I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata
Morning TechAmir Ati


Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.
Morning TechAmir Ati


Come selezioniamo le notizie?

Ogni notizia crea migliaia di articoli speculativi. Morning Tech si occupa di trovare il fatto originale e di riportartelo con un riassunto e una narrativa imparziale. Tutte le fonti sono validate tramite bias-checker e risultano positive ai controlli di fact-checking degli ultimi cinque anni.

Che vuol dire essere indipendenti?

Morning Tech sopravvive anche grazie agli sponsor della newsletter ma questi non hanno alcuna influenza sulla selezione editoriale. Abbiamo deciso di dire no agli investitori in modo da mantenere una voce disinteressata e a servizio della cultura e dell'informazione. Andiamo avanti grazie al tuo supporto.


L'IA ci ha stancato


L'altro giorno un amico mi ha detto che tutte le volte che vede un'immagine AI-generated è infastidito, potrebbe quasi abbandonare la lettura di un articolo se quella è la copertina.

Questa settimana poi abbiamo letto che Pinterest ha introdotto una nuova funzionalità per moderare i contenuti AI sul tuo feed, proprio a seguito di diverse lamentele da parte di utenti che hanno minacciato di disinstallare l'app.

All'inizio era Will Smith che mangiava gli spaghetti, quei tempi, recentissimi, dei primi generatori video che tiravano fuori a fatica animazioni tra il cringe e l'inquietante; poi tutto si è mosso velocemente e oggi Sora 2 e Veo 3 sono in grado di riprodurre scene di altissimo livello.

Ma ancora c'è qualcosa che non va: un occhio che vede lo zampino (anche infinitesimale) dell'IA e un pensiero che suggerisce "Questo l'ha fatto una macchina, non un umano."

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L'IA ci ha stancato


Provo a spiegarti perché.

L'altro giorno un amico mi ha detto che tutte le volte che vede un'immagine AI-generated è infastidito, potrebbe quasi abbandonare la lettura di un articolo se quella è la copertina.

Questa settimana poi abbiamo letto che Pinterest ha introdotto una nuova funzionalità per moderare i contenuti AI sul tuo feed, proprio a seguito di diverse lamentele da parte di utenti che hanno minacciato di disinstallare l'app.

All'inizio era Will Smith che mangiava gli spaghetti, quei tempi, recentissimi, dei primi generatori video che tiravano fuori a fatica animazioni tra il cringe e l'inquietante; poi tutto si è mosso velocemente e oggi Sora 2 e Veo 3 sono in grado di riprodurre scene di altissimo livello.

Ma ancora c'è qualcosa che non va: un occhio che vede lo zampino (anche infinitesimale) dell'IA e un pensiero che suggerisce "Questo l'ha fatto una macchina, non un umano."

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Blog teaser: arrivare intempestivo sulle cose, dopo che l'onda dell'hype è passata, è la cifra del mio blogging. Il mio scrivere è intensivo, ha bisogno di depositarsi nella durata. In più, odio essere uno sciacallo della realtà.
Questo per dire che domenica esce un saggio lungo su "Vice is broke". O meglio, su cosa ha significato per me Vice e perché il documentario di Eddie Huang ha risvegliato le vibrazioni dei miei vent'anni.

Aggiungiamo altri blog e newsletter italiani basati su #Ghost alla lista di quelli che già ricondividiamo

@Che succede nel Fediverso?

Salutiamo i nuovi ingressi @Diario Di Un Analista | Data Science, ML & Analytics @Sottocoperta (Matteo Petrani) @Cronache Digitali @Letter to a gamer @La cantina dell'appartamento al terzo piano (senza ascensore) @Ricette da un altro pianeta @razionalista.it @Il Blog di Vita da Host @Focus America @AISent @Analogic.me - Stile di vita analogico, guide e consigli @Mondo Pesca @Piattaforma sulla post-crescita @The Street Rover @Culture Wars. La newsletter @Morning Tech @Techpertutti @TERAFLOP @Zone di Transizione


Dopo tanto lavoro, Ghost ha finalmente attivato la federazione Activitypub (e non solo). Ma quali sono le newsletter e i blog italiani basati su #Ghost?

@Discussioni sul Fediverso italiano

Al momento questi sono quelli che abbiamo censito e che ricondividiamo per tutti gli interessati:

1) oradecima by Martino Wong: @oradecima by Martino Wong
2) Dungeonauta: @Dungeonauta
3) Monryse: @MonRyse
4) Mindthechart Intelligence: @MindTheChart Intelligence
5) Restworld: @Restworld Blog
6) Il Blog di Davide Benesso: @Davide Benesso: curiosità e automiglioramento
7) Gaming Review: @GamingReview.it
8) WPC Tech: @WPC Tech
9) The Submarine: @The Submarine
10) Manolo Macchetta: @Manolo Macchetta
11) Flavio Pintarelli: @Flavio Pintarelli | Writer & Strategist
12) Giovanni Bertagna: @Giovanni Bertagna - Blog

CONOSCI ALTRI BLOG E NEWSLETTER BASATI SU GHOST? ALLORA SEGNALACELI!


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"Breakneck" il libro di Dan Wang che raffronta Cina e Stati Uniti.


Libro interessante sulla competizione Cina e Stati Uniti: su come affrontano la sfida globale da parte di un autore che conosce entrambi i mondi
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Qualche tempo fa ho dedicato un Mak's File tutto alla Cina (Mak's File - Episodio 59: Speciale Cina). Quella decisione non nasceva dal vuoto ma dal fatto che, dopo aver iniziato "Guerra senza limiti" di Qiao Liang e Wang Xiangsui, ho sentito il bisogno di conoscere di più della Cina.

Sulla lista delle letture c'è America Against America di Wang Huning, AI 2041 di Kai-Fu Lee e Chen Qiufan, completare la saga de Il problema dei tre corpi, Beijing Welcomes You... lista To-be-Read lungherrima, as usual.

Chi mi conosce dai tempi di cocooa.com sa quanto sia vorace, seppur nella lentezza nella lettura di libri, quindi non aspettarti troppi articoli a riguardo, ma piano piano posterò tutto.

Il primo libro che ho finito è questo "A rotta di collo" di Dan Wang che — banalizzando — si potrebbe riassumere in una frase: "la Cina costruisce, l’Occidente ne discute".

In questo articolo ti racconto le tesi dell'autore e poi un mio commento.

Dan Wang: due parole sull'autore


Nato in Cina, emigrato in Canada negli anni ’90 da bambino e poi ancora negli States da young adult, Dan Wang è tornato in Cina come corrispondente e ha vissuto sulla sua pelle il terribile lockdown alla cinese.

La tesi del libro è che la Cina è una nazione di ingegneri; gli Stati Uniti una nazione di giuristi. I primi costruiscono in barba a tutto, mentre i secondi regolamentano e non costruiscono.

Wang non va giù per nulla morbido con la Repubblica Popolare: racconta di una Cina che non ragiona più come uno stato ideologico, ma come un enorme laboratorio ingegneristico.

La Cina come stato ingegneristico


Per Wang, la chiave per capire la Cina è accettare che sia guidata da ingegneri, non da giuristi. Un paese che costruisce. Dalla rete metropolitana di Shanghai alle autostrade sospese nel sud-ovest, il pensiero tecnico è ovunque.

Questa logica non si ferma alle infrastrutture: il Partito “progetta” anche l’economia e la società. L’obiettivo è quello di "ottimizzare" il benessere anche a discapito dei risultati di breve termine o dei singoli. Questo senza considerare gli errori grossolani e il modo con cui questi obiettivi vengono raggiunti (per esempio la regola del figlio unico, la sua tragica applicazione e i risultati devastanti che sta avendo adesso).

Costruire tutto: dalle città alle persone


Durante i suoi anni in Cina, Wang ha visto città rinascere e province indebitarsi. I ponti più alti del mondo convivono con debiti insostenibili, e la popolazione viene trattata come un numero, come materia da modellare, non come esseri umani.

Lo stesso approccio ingegneristico che ha portato alla costruzione della metropolitana di Shanghai ha plasmato anche lo zero Covid: un esperimento sociale condotto con la freddezza di chi gioca (male) a Sim City.

Wang, in questo caso, deve essere davvero rimasto traumatizzato, dato che continua a citarlo.

Perché l’ingegneria cinese “funziona”?


La domanda è inevitabile: perché in Cina funziona ciò che altrove è fallito? Wang spiega che, diversamente dall’URSS, la Cina è maestra nel bilanciare controllo e concorrenza.

Ha piani quinquennali, ma non li prende alla lettera; favorisce l’imprenditoria privata accanto alla pianificazione statale.

BYD e i colossi del solare non sono prodotti del piano quinquennale, ma di un ecosistema che premia chi costruisce.

Il lato oscuro dell’efficienza


Dietro le infrastrutture spettacolari, come sappiamo, ci sono città fantasma e ponti senza auto. L’“ingegneria come ideologia” genera anche tantissimi sprechi e squilibri.

Ma per molti cittadini, l’atto stesso di costruire trasmette ottimismo per il futuro: la sensazione che davanti a sé stia prendendo forma un qualcosa di concreto, anche a costo di errori macroscopici, è rassicurante.

Questa lezione importante è qualcosa che dovremmo portarci a casa anche noi.

La concorrenza interna e l’eccesso di zelo


Secondo Wang, l’immagine di un paese monolitico, in cui tutti sono ligi ai comandi dall'alto, è ingannevole.

In Cina, regioni e aziende competono ferocemente. Ogni città vuole il proprio campione industriale, spesso rifiutando prodotti “non locali”.

È un capitalismo non pianificato. È difficile mantenere questa competizione in equilibrio: i grandi successi dell’ingegneria cinese nascono dalla stessa ossessione che ha prodotto disastri ecologici e politiche estreme.

Zero Covid: la società come esperimento ingegneristico


Wang racconta i tre atti di Zero Covid:

  • paura,
  • controllo,
  • logoramento.

Prima la chiusura totale, poi il trionfo dell’ordine apparente, infine il crollo.

Per tre anni la popolazione è stata spostata come pedine: hotel convertiti in carceri sanitarie, app di tracciamento ovunque, intere città paralizzate. Quando il governo ha tolto le restrizioni, l’inverno e il virus hanno travolto il paese.

Una lezione su come l’efficienza può sostituire la compassione con risultati devastanti.

Autoritarismo e ingegneria: due facce della stessa logica


Al dubbio che l’approccio ingegneristico sia solo un riflesso dell’autoritarismo, Wang scrive che la Cina è allo stesso tempo autoritaria, socialista, capitalista e neoliberale.

La cornice dell’ingegneria aiuta però a capire il meccanismo: c'è un potere sopra a tutto che regola e interviene, e un potere in mezzo che persegue i propri obiettivi senza curarsi di cosa può succedere.

Gli Stati Uniti come “Nazione di giuristi”


L’America, al contrario, è un paese di giuristi. È chiaro chi detiene il potere negli USA, chi viene eletto alle cariche più alte, chi fa parte degli intoccabili.

Nota mia: questo spiega anche il posizionamento vincente dei politici "contro il sistema" che ha portato il populismo a prendere potere in tutto l’Occidente.

Gli USA ragionano per contratti, non per progetti. Ogni costruzione diventa un potenziale processo, ogni innovazione un rischio legale.

Questa idea del "ti denuncio" è così integrata nella testa delle persone che anche i cittadini statunitensi sono molto litigiosi, e hanno questo senso di entitlement inspiegabile persino agli occhi di un europeo viziato come me.

Per Wang, questo approccio deliberativo ha frenato la capacità di costruire: autostrade incompiute, infrastrutture in ritardo, fabbriche mancanti.

Personalmente, anche se trovo corretta questa distinzione tra "costruttori" e "giuristi", credo che il problema della costruzione di infrastrutture sia più nella forma mentis, che parte proprio dal basso.

La soluzione? Più ingegneria in Occidente, più libertà in Cina


Wang scopre così l’acqua calda: l’Occidente dovrebbe imparare a costruire di nuovo, la Cina dovrebbe imparare a fermarsi. Più diritti individuali da un lato, più capacità decisionale dall’altro.

Gli errori di percezione tra USA e Cina


Americani e cinesi si fraintendono a vicenda. Gli uni credono che la Cina vinca grazie ai sussidi o al furto di tecnologie; gli altri pensano che l’America sia un gigante stanco. In realtà, dice Wang, entrambe le visioni sono incomplete. La Cina avanza tecnologicamente mentre arretra sul piano delle libertà, e tenere insieme le due verità è l’unico modo per capire il presente.

Mi trova molto concorde, e questo blog serve anche a questo: visioni multiple, capire dove andrà il mondo.

Competizione tecnologica e linguaggi diversi


Negli Stati Uniti la competizione con la Cina viene narrata come una “corsa”.

In Cina, invece, non c’è la stessa narrazione.

Gli imprenditori pensano a costruire prodotti, non a battere l’America. Da sottolineare che i cinesi sanno che i fornitori americani possono sparire da un giorno all’altro, e Pechino risponde puntando sull’autosufficienza di tutta la filiera.

Diffusione delle tecnologie: il vero vantaggio competitivo


Per ora la Cina non ha inventato molto, ma migliora costantemente. È maestra nel prendere un’idea e renderla scalabile.

Dallo smartphone alle auto elettriche, la forza della Cina sta nell’esecuzione, non nell’ideazione.

La Cina domina dove la scienza incontra la produzione. Produce l’80% della filiera solare mondiale non perché l’ha inventata, ma perché l’ha resa economica e replicabile. Elon Musk e SolarCity hanno inventato le tegole-pannello solare, ma tra qualche anno queste saranno tutte made in China.

L’Occidente ha trattato la scienza come un progetto accademico; la Cina l’ha tradotta in fabbriche. Per Wang, l’innovazione conta meno della capacità di industrializzare e diffondere un’idea.

Wang mi trova ancora una volta d'accordo.

La fame di energia


Per costruire serve energia. Mentre gli Stati Uniti rallentano per vincoli ambientali e legali, la Cina installa dieci volte più capacità solare e decine di reattori nucleari.

Sembra che anche gli USA (o meglio, gli oligopoli Tech) si siano accorti di questo, opzionando già oggi l'energia prodotta da centrali nucleari che ancora non sono state costruite.

Sulla questione energia torneremo più e più volte anche in altre sedi, poiché i datacenter, le AI e l'esplosione di produttività prossima ventura hanno tutte un prerequisito: tanta energia.

La Cina, in questo caso innovando, ha un'altra soluzione: costruire datacenter nello spazio.

USA: gli avvocati che non costruiscono più


Un tempo, gli avvocati americani erano al servizio dei costruttori: gli USA sapevano progettare dighe e autostrade.

Conosciuto come process knowledge: è il sapere tacito che si porta a casa solo migliorando il modo di lavorare.

Gli Stati Uniti, perdendo le fabbriche, hanno perso anche la capacità di immaginare nuovi oggetti.

La Cina è ambivalente su questo: se le nuove generazioni non vogliono più lavorare in fabbrica, il governo centrale non vuole esternalizzare nessun passaggio (nemmeno i più inquinanti e degradati) della produzione industriale.

Se l’Occidente si è convinto che la conoscenza possa vivere nei software e nei servizi, la Cina vede in questo pensiero una debolezza e continua a costruire droni, batterie e componenti.

Wang non commenta particolarmente su questo punto, ma è sotto gli occhi di tutti che basarsi solo sui servizi abbia causato il tracollo dell'industria.

Politiche industriali e ingegneria politica


Il Biden Act e i piani di Trump rappresentano due versioni distorte della stessa ambizione: riportare l’ingegneria al centro.

Biden ha distribuito fondi ma non ha iniziato quasi nulla; Trump, al contrario, promette costruzioni senza criterio, cancellando i progetti green solo per fare dispetto a qualcuno.

Entrambi gli approcci sono da giurista che fa finta di essere ingegnere. A entrambi manca una struttura.

Produttività


Ogni settore ha una curva di apprendimento: più produci, più diventi efficiente. La Cina è in vantaggio perché produce di più. E non solo su commessa di clienti esteri: adesso gli imprenditori che un tempo copiavano, ora integrano — auto elettriche, droni, veicoli autonomi.

La concorrenza interna è brutale e chi sopravvive è corazzato contro le avversità. Gli USA e l’Europa possono reagire solo scegliendo alcune filiere strategiche — auto, energia, difesa — e cercare di re-integrare tutto...

Di queste due ultime righe ne parlo ormai da anni sul blog, quindi fai un piacere alla comunità e consiglia questa newsletter a chi non è ancora iscritto.

Conclusione


Il libro di Dan Wang è un viaggio nel contrasto tra due civiltà che costruiscono in modo opposto. L’ingegneria come visione del mondo contro il cavillare come linguaggio del potere.

Non dà soluzioni semplici a problemi complessi, e questo è un grosso pregio: mi spiace che abbia parlato pochissimo di Europa, Australia o anche della Russia, ma apprezzo che non si sia allargato in ambiti che non conosce. Sarà il compito di qualcun altro espandere le sue idee.

Il libro mi è piaciuto, anche se qui e lì si sfilaccia un po' nella narrazione, rimane un solido framework per capire le scelte delle due potenze mondiali.


Dan Wang - Breakneck


L'autore prende le due potenze Mondiali: Usa & Cina e ci offre un'interpretazione per la lettura dei diversi modi in cui si stanno sviluppando: la Cina costruisce, l’Occidente ne discute.

Lo tovi su Amazon


Mak's File - Episodio 59: Speciale Cina


Che la Repubblica Popolare Cinese non fosse più solo il fornitore di manodopera a basso costo per il resto del mondo era ormai evidente.

Negli ultimi anni, tuttavia, si è acuita la distanza tra le visioni delle potenze egemoni. La Cina ha intrapreso la strada di diventare un'alternativa concreta in settori che davamo per scontati: sistemi operativi, calcolo avanzato, intelligenza artificiale open source, produzione di energia rinnovabile e molto altro.

Vediamo insieme.

Disclaimer: sono stato pagato milioni di Sino-dollari per scrivere questo /s

Disclaimer 2 (questa volta più serio): Come ogni notizia, anche queste potrebbero rivelarsi solo propaganda. Non leggendo il mandarino, non ho potuto nemmeno controllare le fonti e quindi mi sono dovuto affidare a traduzioni, senza sapere quanto queste siano vicine alla narrazione di governo. Non è mia intenzione glorificare nessuno. Ho fiducia che la comunità intorno a questa newsletter sia molto più intelligente della media e sia in grado di leggere le cose cum grano salis.

La Cina lancia un supercomputer orbitale da 2.800 satelliti


Il 14 maggio 2025 sono partiti i primi 12 satelliti dei prossimi 2.800 nodi interconnessi nello spazio.
Il nome del progetto strizza l'occhio a un libro cinese che tanto ha avuto successo: Three-Body Computing Constellation.
Le ambizioni sono altrettanto grandi: la Cina vuole costruire il più grande supercomputer AI mai esistito. Nel vuoto orbitale.

Scritta così sembra il riassunto di un film di sci-fi. È invece realtà ed è il primo articolo di questo speciale Cina, quello che mi ha convinto a scrivere dei Mak's File su una nazione.

Cosa stanno lanciando in orbita


Ogni satellite è una scheda madre spaziale:

  • chip AI di ultima generazione
  • comunicazione laser a 100 Gbps
  • 30 TB di storage

Il tutto alimentato a energia solare, raffreddato dal vuoto.
Una rete distribuita a bassa latenza. In orbita nello spazio.

A pieno regime, la costellazione punta a 1.000 POPS (peta operations per second). Per ora, i primi dodici fanno già girare 5 POPS.

A cosa serve?


Nei piani, questa infrastruttura è pensata per:

  • simulare il clima e prevedere uragani con mesi d’anticipo
  • rilevare terremoti usando differenziali orbitali
  • generare modelli 3D in tempo reale delle città
  • osservare il sole, i raggi gamma, gli eventi cosmici
  • far girare modelli di AI su larga scala, in parallelo
  • E ça va sans dire, sorvegliare :-)


Perché nello spazio?


I supercomputer terrestri hanno limiti:

  • consumano troppa energia
  • scaldano troppo
  • occupano spazio fisico
  • sono vulnerabili (attacchi, disastri, geopolitica)

Se gli scienziati di OpenAI hanno quindi deciso di aprire il prossimo datacenter in Arabia (perché fa freschino e i server hanno bisogno di poca acqua), la Cina gioca sempre sul lungo periodo. Una costellazione di computer nello spazio:

  • Non consuma corrente dalla rete.
  • Resta operativa anche se attaccata.
  • E – dicono – può aggiornarsi via drone autonomo.


Sovranità digitale in orbita


La Cina è il primo Paese a dichiarare sovranità computazionale nello spazio.
Chi controlla l’informazione, controlla il mondo.
Chi la elabora prima degli altri, la controlla due volte.

Reazioni internazionali


USA, UE e India ovviamente non stanno fermi e stanno accelerando programmi simili: NASA e SpaceX ragionano su ibridi integrati con Starlink.

Senza una governance spaziale condivisa, questa corsa rischia di diventare la nuova AI arms race.
Con meno regole e più satelliti che spiano sopra le nostre teste. Cosa potrà mai andare storto?

Impatto ambientale


Fatemi tornare ancora sulla questione ambientale: i data center tradizionali consumano fino al 3% dell’elettricità globale.
Questa rete spaziale è alimentata dal sole. Non ha condizionatori.

Anni fa leggevo dell'idea di creare dei datacenter in zone fredde o comunque utilizzarli per scaldare l'acqua di uso comune. Mi sembrava una cosa molto saggia e infatti non so che seguito abbia avuto.

Torniamo a Three-Body Computing Constellation dopo il 2030


Entro fine decennio programmano di lanciare e attivare 2.800 satelliti.
Parte delle risorse sarà accessibile anche da enti pubblici, università e imprese.

La Cina propone anche un consorzio internazionale per la gestione etica dei dati.
Un’idea che sa di apertura, ma adesso che le chiavi in tasca non le abbiamo noi sembra molto meno aperta...


Huawei rompe l’equilibrio storico del personal computing.

Se non lo avessi preso dal sito huawei.com avrei potuto confonderlo per un MacOS
Te ne avevo già parlato a novembre 2024: la Cina ha deciso di liberarsi dal giogo dei sistemi operativi stranieri. Huawei ha presentato il suo HarmonyOS e ora, a sei mesi di distanza, punta a scardinare anche il duopolio statunitense.

Da decenni il mondo del Personal Computing si muove lungo tre direttrici:

  • da un lato, il cosiddetto Wintel (Intel + Windows), che ha reso possibile un ecosistema aperto ma comunque dominato da standard americani;
  • dall’altro, il modello chiuso e integrato di Apple, dove hardware e software viaggiano insieme sotto un unico controllo. Per una decina d’anni Apple ha anche utilizzato chip x86, ora usa la serie M;
  • in alternativa, una distro Linux – su questo sono totalmente ignorante, meglio tacere e fare più bella figura.


Nuova CPU e Nuovo OS


Huawei rilascia una CPU proprietaria (Kirin X90) e un sistema operativo nativo (HarmonyOS) pensati per eliminare ogni dipendenza esterna.

Prodotto dalla HiSilicon (controllata al 100% da Huawei), il Kirin X90 sembrerebbe basato su processo a 5 nanometri, quindi al limite della tecnologia attuale – anche se la cautela resta d'obbligo. Non è ancora chiaro se sia stato sviluppato interamente da Huawei, oppure se si tratti di una versione custom prodotta dalla taiwanese TSMC (ah, l'ironia!).

A livello di performance, il Kirin X90 si posiziona tra l’M1 e l’M2 di Apple, risultando comparabile agli Intel i7.

Dal mobile ai desktop: qualche numero


Nel 2023 HarmonyOS copriva solo l’8% del mercato smartphone in Cina.
Ma nel quarto trimestre del 2024 è salito al 19%, superando iOS (17%) e avvicinandosi ad Android (64%). La strada è ancora lunga, ma alcuni analisti iniziano a considerare possibile il sorpasso.

Questa crescita offre a Huawei una leva per puntare al mercato desktop, dove oggi il quadro è ancora molto sbilanciato:

  • Windows: 80,18%
  • macOS: 1,21%

Huawei propone una piattaforma con vantaggi sia tecnici che estetici: interfaccia più pulita, una lezione ben appresa da Mac sulla distribuzione delle app, la possibilità di partire da zero senza sistemi legacy, e – ovviamente – l’integrazione nativa delle funzioni AI.
Non basterà a scalfire Windows, almeno nel breve. Ma superare macOS sembra realistico. E se consideriamo che il governo cinese spingerà per adottare un prodotto autarchico, il sorpasso sui nuovi desktop non pare più così improbabile.

My Two Cents


Huawei sta ricostruendo pezzo per pezzo l’intera catena del valore: ogni restrizione imposta dal mercato USA ha accelerato il distacco da tecnologie critiche.
Ogni divieto si è trasformato in un incentivo a sostituire interi blocchi della filiera produttiva.

Quando si dice che nelle guerre perdono tutti: ecco un esempio concreto. Mondo frammentato, mondo che non comunica.


La svolta verde della Cina?

Mi raccomando: questa è immagine generata da una AI

Panelli solari su Pannelli solari.


93 GW in un mese. Nel solo mese di maggio 2025, la Cina ha installato 93 gigawatt di pannelli solari.
Se questa cifra non ti dice nulla, vuol dire quasi 100 pannelli ogni secondo, secondo l’analisi di Lauri Myllyvirta, senior fellow presso l’Asia Society Policy Institute.

Ma non finisce qui: 26 gigawatt di eolico sono stati aggiunti nello stesso mese — l’equivalente di circa 5.300 turbine.

Myllyvirta ha fatto i conti: solo gli impianti installati a maggio potrebbero produrre elettricità pari al fabbisogno di un intero Paese come Polonia, Svezia o Emirati Arabi Uniti.

Per fare un confronto: la Germania – quarto Paese al mondo per capacità solare installata – ha impiegato decenni per arrivare a questa cifra. La Cina l’ha fatto in un mese.
Fonte: Guardian


Wild China: I parchi nazionali in Cina sono una realtà.


Quattro anni fa, la Cina ha inaugurato il suo primo parco nazionale. Oggi sono già cinque, coprono circa 230.000 km² e mettono sotto tutela statale quasi il 30% delle aree cruciali per la fauna selvatica, e da sole sono più del doppio dello spazio dei parchi nazionali statunitensi.

Il piano è ambizioso: 49 parchi nazionali entro il 2035, su una superficie di oltre 1,1 milioni di km².
Le priorità dichiarate?

  • Connessioni ecologiche tra habitat – Ricordo un documentario (Santo Piero Angela!) in cui si parlava di come le foreste di bamboo morissero ciclicamente quasi tutte insieme in una zona, mettendo in pericolo il panda, che non aveva possibilità di migrare a causa di queste "isole".
  • Protezione anche di altre specie simboliche come tigri e leopardi delle nevi.
  • Diritti delle comunità indigene (lasciamolo così, non indaghiamo).

Fonte: National Geographic


Infrastrutture moderne e ben funzionanti


È ormai evidente che l’infrastruttura cinese non è solo recente, è anche imponente e funziona alla meraviglia. Probabile che uscirà qualcosa nel futuro. Ti lascio due dati.

Trasporti ad Alta Velocità (HSR)


  • 44.000+ km (2025) — la più lunga al mondo, pari a oltre il doppio di tutta l’Europa messa insieme.
  • Treni a 350 km/h su tratte come Pechino–Shanghai e Pechino–Guangzhou.
  • Connettività capillare: collega più dell’80% delle città con oltre 1 milione di abitanti.


Ponte Hong Kong–Zhuhai–Macao


  • 55 km, il ponte marittimo più lungo del mondo.
  • Include ponti, tunnel e isole artificiali, costruito in area soggetta a tifoni e terremoti.


Aeroporto di Pechino Daxing (PKX)


  • Aperto nel 2019, progettato da Zaha Hadid.
  • Soprannominato “la stella marina” per la forma a cinque braccia.
  • Capacità: 100 milioni di passeggeri/anno una volta completato.
  • Costruito in meno di 5 anni.

Auto elettriche


Le auto elettriche cinesi non sono solo economiche: sono veloci, funzionali, esteticamente convincenti. Il mercato interno ultra-competitivo ha forgiato un’ossessione per il miglioramento continuo e una disciplina feroce sui costi.
I costruttori europei stanno per essere colpiti come da una martellata come mai prima.

Non è certo il mio campo di competenza quindi lascio aperto il discorso. Se qualcuno vuole dire la sua, clicchi reply sulla mail o usi il Sistema Federato di commenti.


AI


Gli Stati Uniti guidano ancora il fronte dei laboratori pionieri nel campo dell’intelligenza artificiale (e infatti la maggior parte dei contenuti #AI nella newsletter riguarda aziende statunitensi).
Ma la Cina sta scegliendo una strada diversa: verticale, specifica, integrata.
Dei robotaxi a Wuhan, già operativi, ne ho parlato nel primo speciale dedicato alle auto a guida autonoma.
Dataset sanitari con miliardi di record per addestrare AI mediche.
Un insegnante virtuale AI da 200 milioni l’anno che sta performando benissimo nei test.
DeepSeek prima e Qwen3 poi hanno cambiato le regole del gioco delle AI "open weight" – in entrambi i casi obbligando gli USA a correre sullo sviluppo di Agentic AI e modelli open davvero potenti.
Esiste ancora il limite strutturale della carenza di chip, e questo sarà ancora un ostacolo enorme nel medio periodo, ma vediamo che la Cina sta scegliendo la strada della verticalizzazione per ovviare a questo.


Passo avanti nella Fusione Nucleare?


Nei progetti di fusione come ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), si usano acciai criogenici come 316LN o JK2LB.
Funzionano bene alle temperature dell’elio liquido, ma hanno un limite: la resistenza meccanica.
Risultato? Il campo magnetico di ITER si ferma a 11,8 tesla, e per compensare serve un impianto enorme e costosissimo.

I ricercatori cinesi hanno sviluppato un nuovo materiale: CHSN01 – China High-Strength, Low-Temperature Steel No. 1.

Secondo le promesse:

  • Regge campi magnetici fino a 20 tesla
  • Sopporta 1,3 GPa di stress elettromagnetico
  • Si allunga del 30% prima di rompersi
  • Mantiene queste prestazioni anche dopo 60.000 cicli di accensione/spegnimento – l’intera vita operativa del reattore cinese BEST (Burning-Plasma Experimental Superconducting Tokamak)

Un acciaio così resistente, flessibile e longevo non serve solo alla fusione.
Può rivoluzionare anche:

  • Risonanza magnetica (MRI)
  • Acceleratori di particelle
  • Treni Maglev
  • Raffreddamento per il quantum computing

Curiosità: perché Le autostrade cinesi sono sempre mal allineate su Google Earth ?

print screen da google maps preso a caso nelle vicinanze di Beijing
Ok, ti ho riempito la testa di tante informazioni tecnologiche. Chiudiamo con una piccola curiosità.

In Cina, le mappe non usano lo standard globale WGS-84 (quello usato da GPS e Google Maps), ma un sistema alternativo chiamato GCJ-02. Fin qui tutto bene, se non fosse per un dettaglio sostanziale:
GCJ-02 include un algoritmo di offuscamento che introduce errori intenzionali nelle coordinate geografiche, spostandole da 50 fino a 500 metri.

Il risultato è che le strade e gli edifici visti da satellite non combaciano con le mappe.

La giustificazione ufficiale è quella classica: “motivi di sicurezza nazionale”. Ma cosa significa, esattamente?

Il punto non è tanto proteggere bunker segreti da occhi esterni – anche perché molti matematici dilettanti sono riusciti a decifrare l’algoritmo, quindi figuriamoci le intelligence militari.

Il vero effetto è un altro: rendere Google Maps praticamente inutilizzabile sul territorio cinese.

Google potrebbe ovviamente “correggere” le mappe, ma c’è un ostacolo più serio del disallineamento stesso: vedere il proprio personale arrestato per spionaggio.

Viene da sé che in Cina Google Maps non viene utilizzato in quanto inaffidabile, e che quindi gli abitanti utilizzano strumenti più allineati.

Per accedere all’algoritmo corretto, le agenzie cartografiche cinesi devono pagare una licenza e ovviamente sottostare alle regole.


Tiktok riposizione il termine #BookTok e crea una mini-guida per autori


La faccenda dei #booktook accende in me un conflitto: per quanto ami leggere e parlare di libri (sul mio canale CocooaVideo ho iniziato a fare review prima che fosse di moda) la paura che diventi una moda attraente per i soliti avvoltoi che arrivano e banchettano, villificando la lettura mi infastidisce.

Tik tok capisce questo e fa un interessante reframe della parola "bookTook" consegnandolo agli autori di libri. Produce una guida per gli autori che vogliono iniziare. Ci sono vari consigli base, ma interessanti

Come iniziare


foto del profilo, username, bio, link a social e sito web.

Come creare contenuti interessanti


qualità video, formati, sonoro, sottotitoli, avere un piano editoriale, usare i tools che Tiktok offre, partecipa alla community

Di cosa parlare?


Questa è la parte più interessante dato che nel 90% dei casi quando faccio consulenza la faccenda dei contenuti è la scusa migliore per non produrre contenuti.

Te li ripropongo qui.

Presentati:


L'autenticità è un aspetto unico della community di TikTok, quindi è importante creare una connessione umana attraverso i tuoi contenuti. Presentati in video, così gli spettatori possono conoscere la mente dietro il tuo progetto! Se non ti senti a tuo agio davanti alla videocamera, nessun problema. Esistono molti altri formati video autentici che possono adattarsi al tuo stile.

Una Giornata Tipo:


La tua giornata media come autore/autrice cambia continuamente. Questo ti offre una buona occasione per sperimentare i video in stile “Una giornata nella vita”. Riprendi momenti della tua giornata, dalla prima tazza di caffè fino all’ultima spunta sulla to-do list. Usa la funzione voice-over per aggiungere contesto.

Mostra il tuo processo o le tue ispirazioni:


I contenuti dietro le quinte sono coinvolgenti e stimolanti — mostra al tuo pubblico come lavori, da dove prendi ispirazione o racconta aneddoti personali legati al tuo modo di scrivere.

Condividi la tua esperienza:


Pensa al miglior consiglio che hai ricevuto o imparato e condividilo. Quando registri, immagina di parlare al tuo “te” del passato. Questo approccio ti aiuterà a creare un messaggio naturale e autentico, che risuonerà con chi ti segue.

Insegna qualcosa attraverso una storia:


La connessione umana che nasce dal racconto ha il potere di ispirare, soprattutto quando c'è una lezione da imparare. Se ti senti a tuo agio nel condividere un’esperienza significativa della tua vita, sfrutta questa opportunità per creare un legame più profondo con il pubblico.

Consiglia delle letture:


La community di BookTok è sempre alla ricerca del prossimo libro da leggere. Approfittane per parlare anche dei libri che stai leggendo o che hai amato. Puoi farlo in tanti modi: “I miei preferiti per l’estate”, oppure “Libri che vorrei rileggere”.

Video di unboxing o packaging:


Hai una copia fisica del tuo ultimo libro? Hai pubblicato una nuova edizione con una copertina diversa? Condividi l’esperienza dell’unboxing con la tua community.

Promuovi i tuoi contenuti su altri canali:


Se hai partecipato a un’intervista o sei in tour promozionale, raccontalo al tuo pubblico. Condividi le tue esperienze!

Accesso anticipato o anteprime:


La community di BookTok adora le anticipazioni. Pensa a condividere estratti esclusivi o brevi sessioni di lettura per creare attesa attorno al tuo prossimo libro.

Condividi la tua esperienza:


Pensa al miglior consiglio che hai ricevuto o imparato e diffondi quella conoscenza. Immagina di rivolgerti al tuo io passato. È un ottimo modo per trasmettere un messaggio sincero e coinvolgente.

Lanciare il proprio libro


Consigli utili per il lancio di ogni cosa (guardo te Cristian e la tua mussssica) , non solo di un libro

  • Parla della trama del libro, delle mood board, delle anteprime, delle rivelazioni di copertina, ecc.
  • Identifica i creator di BookTok più adatti a ricevere copie in anteprima
  • Contatta i creator e agenzie di talenti, oppure chiedi al tuo editore se dispone di un programma per creator
  • Valuta l’idea di creare un’esperienza di unboxing esclusiva per incentivare la creazione di contenuti


TikTok Academy


Come consiglio generale consiglio, a chi vuole fare dei video, di dare un occhio al TikTok Publisher Hub / TikTok Academy che da tanti spunti interessanti.

Conclusioni


Guardando al rapido avanzamento tecnologico cinese, emerge con chiarezza un quadro a due facce. Da un lato, la spinta verso infrastrutture orbitanti e supercomputer spaziali apre scenari che fino a poco tempo fa appartenevano solo alla fantascienza. Dall’altro, la stessa crescita accelera la corsa globale all’AI e alla sovranità digitale, esponendo il pianeta a nuove sfide geopolitiche, ambientali e di governance.

In questo contesto:

  • È fondamentale mantenere un approccio critico: le fonti ufficiali possono nascondere ombre dietro ai numeri brillanti e alle dichiarazioni di apertura, da entrambe le parti della muraglia.
  • La cooperazione internazionale sarebbe la chiave per prevenire un’inutile «AI arms race» nello spazio e tutelare le libertà civili e l’ambiente. Uso il condizionale perché la direzione è un altra.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi: quali di questi progetti ti sembra più promettente, e quali invece ti inquietano di più? Rispondi pure con un commento o via mail—la discussione è appena iniziata.


Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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Israele minaccia di infrangere il cessate il fuoco


Il ministro Katz minaccia ulteriori attacchi, ma gli Stati Uniti insistono che Hamas sta rispettando gli accordi. Tra le altre notizie: Stellantis investe 13 miliardi negli Stati Uniti, le violenze e i soprusi israeliani contro Greta Thunberg, e il comand

Il ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato di riprendere l’aggressione di Gaza in risposta alla consegna rallentata dei corpi dei prigionieri israeliani morti a Gaza durante il genocidio. Nelle ore precedenti Hamas aveva avvertito che ulteriori consegne avrebbero richiesto molto tempo, perché aveva restituito tutti “i corpi a cui poteva accedere.” “Per quelli rimanenti,” scrive il gruppo, “sono richiesti notevoli sforzi e attrezzature speciali per il recupero e l’estrazione.” Finora il gruppo ha restituito i corpi di 7 dei 28 prigionieri israeliani che sono morti. L’ufficio di Katz ha scritto in modo durissimo: “Se Hamas rifiuterà di rispettare l'accordo, Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, riprenderà i combattimenti e agirà per ottenere la sconfitta totale di Hamas, cambiare la realtà a Gaza e raggiungere tutti gli obiettivi della guerra.” (the New Arab / the Guardian)

In realtà, in questo momento gli Stati Uniti sono impegnati in quella che sembra la difesa del risultato ottenuto da Donald Trump. Il presidente statunitense stesso ha di nuovo in qualche modo preso le parti di Hamas, dicendo che il recupero dei corpi a Gaza “È un processo raccapricciante. Odio doverne parlare. Ma stanno scavando. Stanno davvero scavando.” “Ci sono zone in cui stanno scavando e trovano molti corpi. Poi devono separarli. Cose da non crederci. Alcuni di quei corpi sono lì da molto tempo. Altri sono sotto le macerie, per cui devono rimuovere le macerie.” “Altri ancora sono nei tunnel, sono morti nei tunnel, che sono molto in profondità sottoterra.” Due consiglieri di Trump hanno riferito che gli Stati Uniti non ritengono che Hamas abbia infranto l’accordo, perché per riuscire a estrarre gli altri corpi dalle macerie servono macchine pesanti, che ovviamente in questo momento non sono disponibili a Gaza. Uno dei consiglieri ha detto espressamente che “è quasi impossibile” recuperare tutti i corpi. (X / Axios)

Anche riguardo alla seconda fase dell’accordo gli Stati Uniti hanno cambiato drasticamente posizione rispetto a qualche mese fa. Il cambiamento più rilevante è che ora Washington è apertamente contrario alla deportazione della popolazione palestinese per fare una “Riviera” a Gaza. Un assistente di Trump ha commentato: “Sono persone forti. Hanno attraversato momenti difficili e sembrano resilienti. Tornano dove vivevano e piantano le tende. Sono persone che si sentono profondamente coinvolte dai luoghi in cui vivono. È straordinario vederlo.” “Anche se ci sono palestinesi che se ne sono andati perché le condizioni di vita sono estremamente difficili... nessuno sta costringendo nessun palestinese ad andarsene.” Va sottolineato che gli Stati Uniti restano lontani dalla resistenza palestinese: resta l’obiettivo di risarmare la popolazione, di formare un governo tecnocratico, seppur di provenienza palestinese, e non c’è intenzione di investire nella ricostruzione in aree che potrebbero essere considerate come “controllate” da Hamas. L’attenzione dell’amministrazione statunitense in questo momento sembra essere nel garantire che da entrambe le parti non ci siano ulteriori attacchi. (the Times of Israel)

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Il cessate il fuoco alternato di Israele


Le autorità di Tel Aviv minacciano di ridurre l’ingresso di aiuti umanitari, mentre le IDF riprendono sporadicamente i bombardamenti. Tra le altre notizie: i socialisti francesi ottengono la sospensione delle pensioni, la crisi interna della Lega su Vanna

4 giorni dopo dalla dichiarazione del cessate il fuoco Israele ha prima minacciato di ridurre drasticamente l’ingresso di aiuti umanitari — vietando del tutto l’ingresso di carburante e gas — e questa mattina le IDF hanno condotto una serie di bombardamenti e attacchi di artiglieria contro la città di Gaza. Poche ore dopo le minacce, i media israeliani hanno riportato che il governo ha fatto marcia indietro, e oltre a permettere il flusso concordato, 600 camion al giorno, riaprirà il varco di Rafah come previsto dall’accordo siglato sotto pressione statunitense. Le minacce e gli attacchi israeliani sarebbero giustificati, secondo le autorità di Tel Aviv, dalla lentezza con cui Hamas sta consegnando i corpi esanimi dei prigionieri israeliani morti durante l’aggressione di Gaza. Una fonte del gruppo palestinese di Middle East Eye spiega che la lentezza con cui i corpi vengono restituiti è causata dal livello di distruzione lasciato dalle IDF a Gaza. Questo problema, tra l’altro, sarebbe stato sottolineato durante la trattativa: “Durante i negoziati hanno chiarito che, dopo il ritiro delle forze di occupazione israeliane, saranno necessari tempo e grandi sforzi per raccogliere informazioni sui corpi.” “Era chiaro ed era stato accettato durante le trattative.” In effetti, leggendo il testo dell’accordo ottenuto da Ultra Palestine, la clausola 5 dell’accordo riporta espressamente la formazione di un meccanismo di comunicazione, mediato dalla Croce rossa, in caso i corpi dei prigionieri non si trovino immediatamente tra le macerie. Recuperare i corpi si sta rivelando molto difficile: tra i 4 consegnati alle autorità israeliane, secondo i media israeliani, uno era erroneamente di un palestinese ucciso nell’aggressione di Gaza. Sono invece stati impossibili da identificare i corpi di 45 palestinesi uccisi sotto custodia delle autorità israeliane — lo denuncia l’ospedale Nasser, che riporta di aver ricevuto i corpi segnati con numeri invece che con nomi. “Alcuni hanno gli occhi bendati e in alcuni casi si vedono segni di ferite da arma da fuoco, mentre altri sono stati investiti dai carri armati,” riporta l’ospedale, che sta chiedendo alle famiglie dei dispersi di assisterli nell’identificazione dei corpi. (the New Arab / X / Middle East Eye / Ultra Palestine / X / CNN)

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Pace in terra agli uomini di buona volontà?


Trump ha celebrato la propria “dichiarazione di pace e prosperità durature”, mentre a Gaza la situazione resta difficilissima. Tra le altre notizie: il giorno della verità per Lecornu, le teorie del complotto di Incoronata Boccia, e tutte le truffe a tema

La missione palestinese alle Nazioni Unite ha celebrato il rilascio di 1968 prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane — ricordando comunque che restano prigionieri più di altre 10.000 persone — più di 3.600 senza processo e spesso senza nemmeno accuse formali. Nonostante i divieti e le minacce delle autorità israeliane per limitare le notizie e le celebrazioni per la liberazione dei prigionieri, emergono comunque notizie e denunce delle condizioni in cui i prigionieri erano costretti — un detenuto nella prigione di Ofer l’ha descritta come “un macello.” Il fotogiornalista Shadi Abu Sido, imprigionato nel marzo 2024, descrive la propria permanenza come “morire migliaia di volte al giorno.” “Non avevamo cibo e riposo — venivano in piena notte, ci tiravano addosso acqua, ci torturavano in ogni modo.” Per alcuni la liberazione ha portato notizie bellissime: Shadi Abu Sido è tornato a casa e ha trovato sua moglie e molti altri suoi familiari ancora vivi — le guardie carcerarie gli avevano detto che erano stati tutti uccisi. Allo stesso modo, alcune famiglie hanno scoperto che stavano tornando a casa prigionieri che gli era stato detto fossero morti. Per altri la liberazione è stata drammatica: il prigioniero Ayman Zahd ha scoperto che suo padre e diversi suoi parenti sono stati uccisi durante il genocidio. (X / the Submarine / Al Jazeera / X / Instagram / X)

.@POTUS joins the leaders of Qatar, Egypt, and Turkey in an official signing ceremony for the historic Gaza Peace Deal pic.twitter.com/mqonzJNyP1
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 13, 2025


A Sharm si è tenuto il summit per la “pace in Medio Oriente” — in assenza sia di Netanyahu che di rappresentanti di Hamas, la cerimonia è stata a tutti gli effetti solo simbolica. Al-Sisi, Erdogan, l’emiro qatarino al–Thani e Trump stesso hanno firmato un documento intitolato “La dichiarazione di Trump per una pace e una prosperità durature” (sic) in cui si impegnano: “Insieme, attueremo questo accordo in modo da garantire pace, sicurezza, stabilità e opportunità a tutti i popoli della regione, compresi sia i palestinesi che gli israeliani.” Il testo contiene diversi passaggi che sono piuttosto fuori carattere per l’amministrazione Trump II, tra cui questo: “Cerchiamo tolleranza, dignità e pari opportunità per ogni persona, assicurando che questa regione sia un luogo in cui tutti possano perseguire le proprie aspirazioni in pace, sicurezza e prosperità economica, indipendentemente dalla razza, dalla fede o dall'etnia.” Il presidente statunitense ha potuto sfogarsi nel proprio discorso, dicendo che era circondato da “amici,” ma che “ce ne sono un paio che non mi piacciono,” e “parecchi che non mi piacciono per niente” — “ma non scoprirete mai chi sono… o forse sì.” (the Times of Israel / Casa bianca / X)

La situazione nella Striscia di Gaza continua a essere durissima: nelle scorse ore sono stati recuperati i corpi di 60 persone uccise nel corso dell’aggressione di Gaza. Nonostante il cessate il fuoco stia generalmente tenendo, episodiche scintille di violenza rimangono: solo nelle ultime ore c’è stato un attacco drone ad est di Gaza città, in cui sono state uccise 3 persone, e un civile è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da parte di militari israeliani. La Striscia è anche scossa dagli scontri tra Hamas e le gang collaborazioniste del genocidio. Per i membri delle organizzazioni che hanno compiuto crimini su indicazioni israeliane, ma che non hanno ucciso nessuno, il ministero dell’Interno di Gaza garantisce l’amnistia. (WAFA / the New Arab / X)

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Lo scambio dei prigionieri


Questa mattina è iniziato ufficialmente lo scambio di prigionieri tra Israele ed Hamas: i primi 7 prigionieri israeliani che erano ancora a Gaza sono stati consegnati dal gruppo alla Croce rossa, che ha agito da intermediario per consegnarli ai militari israeliani. Nel frattempo, 1.966 prigionieri palestinesi sono stati rilasciati dalle carceri israeliane, e sono attesi nella Striscia di Gaza, dove saranno accolti in una manifestazione dietro l’ospedale Nasser di Khan Yunis. Si tratta di un processo delicatissimo, durante il quale Israele programma di avere pieno controllo mediatico: la manifestazione dietro il Nasser avviene nonostante le IDF nelle scorse ore abbiamo distribuito volantini in una serie di raid delle case dei prigionieri, minacciandoli di rappresaglie nel caso prendano parte a “manifestazioni a sostegno di organizzazioni terroristiche”: “Chiunque prenda parte a tali attività si espone a interrogatori, punizioni e arresti. Siete stati avvisati: vi stiamo osservando con massima attenzione.” Il caporedattore esteri di Sky News riporta che le IDF hanno vietato alla stampa di intervistare le famiglie dei prigionieri palestinesi liberati, mentre ovviamente “tutta la potenza della macchina israeliana delle PR verrà dispiegata nei prossimi giorni” per coprire la liberazione degli ostaggi e la visita di Trump. (Al Jazeera Mubasher / Quds Online / X)

A Gaza si continua a morire: il giornalista palestinese Saleh Al-Jafarawi è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da “miliziani affiliati con le forze di occupazione,” secondo la ricostruzione del ministero dell’Interno di Gaza. Al-Jafarawi era uno dei giornalisti ancora attivi da Gaza più riconoscibili, grazie ai tanti video che pubblicava su Instagram. Un suo video in cui dava la notizia dell’accordo per il cessate il fuoco era circolato molto solo pochi giorni fa. Nelle scorse ore sono stati riportati diversi episodi di scontri tra personale del ministero dell’Interno di Gaza e gruppi armati, un’anticipazione di quelli che saranno inevitabilmente mesi caotici e pericolosi nella Striscia di Gaza. Lo ha ammesso persino Donald Trump, che in una completa inversione di retorica rispetto a pochi giorni fa, ha detto che per gli Stati Uniti è “comprensibile” non solo che Hamas non si disarmi, ma che si riarmi, “per istituirsi come forza di polizia palestinese,” ma anche per “sparare ai rivali.” “Hanno perso circa 60.000 persone. E quelli che sono vivi adesso erano, in molti casi, molto giovani quando tutto questo è iniziato,” ha spiegato Trump parlando con i giornalisti. “Stiamo facendo in modo che non ci siano più grandi crimini, o alcuni dei problemi che si verificano in aree come questa, che sono state letteralmente demolite.” “Quasi 2 milioni di persone stanno tornando a ricostruire edifici che sono stati demoliti. Possono succedere molte cose brutte. Quindi vogliamo che ci sia sicurezza.” (the New Arab / Instagram / X)

Correspondent claims: "Hamas is rearming itself as a police force, shooting rivals. What's the message to Hamas?

"Because they want to stop the problems. They have been open about it. And we gave them an approval for a period of time..."pic.twitter.com/c7inbA2ZWD
— Abubaker Abed (@AbubakerAbedW) October 13, 2025


Parlando con Al Jazeera Mubasher, Mohammed Nazzal, dell’ufficio politico di Hamas, ha confermato che il gruppo non sarà presente al “summit per la pace” di Sharm. Nazzal ha spiegato che la trattativa a porte chiuse continua a essere molto tesa, e che il gruppo stesso “non ha chiesto di essere rappresentato” all’evento, per “non creare situazioni imbarazzanti per nessuno.” Nazzal spiega che in ogni caso il gruppo resta “l’attore principale sul campo,” anche se non sarà presente alla celebrazione di oggi, dove non dovrebbe esserci nessuna cerimonia di firme, perché l’accordo è già stato firmato da diversi giorni. (Al Jazeera Mubasher)

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Perché Giorgia Meloni teme il Leoncavallo Largo


TRAPPIST torna con una nuova stagione — In questa puntata: l’impatto delle proteste per Gaza sul governo italiano, Forza Italia contro Ilaria Salis, e le condizioni imbarazzanti dell’automotive italiano

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Questa è la nuova stagione di TRAPPIST.

In questa puntata: le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza hanno ha mostrato che l’Italia è molto più del proprio governo, con dimostrazioni così vaste da aver avuto risonanza in tutto il mondo.

Ovviamente ciò non è piaciuto a Giorgia Meloni e al suo governo, che hanno cercato di screditare le manifestazioni. La cosa che il governo riesce a screditare meglio, però, è sé stesso, con le ridicole figure del ministro degli esteri, Antonio Tajani.

Tajani si è reso anche protagonista del grave spostamento di Forza Italia verso la destra fascista europea, con il suo parere favorevole alla consegna di Ilaria Salis al regime ungherese: un fatto molto grave per lo Stato di diritto continentale, non commentato a sufficienza nel discorso pubblico.

Per finire: c’è un futuro per l’industria dell’auto italiana? Se c’è, di certo non sembra roseo.

Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, e Alessandro Massone


In questa puntata abbiamo avuto problemi di registrazione che saranno risolti dalla settimana prossima. Scusate per il disguido, grazie per la pazienza!

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Lo scambio dei prigionieri


È iniziato lo scambio dei prigionieri tra Hamas e Israele, mentre dietro la teatralità di Trump continua la trattativa. Tra le altre notizie: la Terra ha raggiunto il primo punto di non ritorno della crisi climatica, la ministra Roccella e l’antisemitismo

Questa mattina è iniziato ufficialmente lo scambio di prigionieri tra Israele ed Hamas: i primi 7 prigionieri israeliani che erano ancora a Gaza sono stati consegnati dal gruppo alla Croce rossa, che ha agito da intermediario per consegnarli ai militari israeliani. Nel frattempo, 1.966 prigionieri palestinesi sono stati rilasciati dalle carceri israeliane, e sono attesi nella Striscia di Gaza, dove saranno accolti in una manifestazione dietro l’ospedale Nasser di Khan Yunis. Si tratta di un processo delicatissimo, durante il quale Israele programma di avere pieno controllo mediatico: la manifestazione dietro il Nasser avviene nonostante le IDF nelle scorse ore abbiamo distribuito volantini in una serie di raid delle case dei prigionieri, minacciandoli di rappresaglie nel caso prendano parte a “manifestazioni a sostegno di organizzazioni terroristiche”: “Chiunque prenda parte a tali attività si espone a interrogatori, punizioni e arresti. Siete stati avvisati: vi stiamo osservando con massima attenzione.” Il caporedattore esteri di Sky News riporta che le IDF hanno vietato alla stampa di intervistare le famiglie dei prigionieri palestinesi liberati, mentre ovviamente “tutta la potenza della macchina israeliana delle PR verrà dispiegata nei prossimi giorni” per coprire la liberazione degli ostaggi e la visita di Trump. (Al Jazeera Mubasher / Quds Online / X)

A Gaza si continua a morire: il giornalista palestinese Saleh Al-Jafarawi è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da “miliziani affiliati con le forze di occupazione,” secondo la ricostruzione del ministero dell’Interno di Gaza. Al-Jafarawi era uno dei giornalisti ancora attivi da Gaza più riconoscibili, grazie ai tanti video che pubblicava su Instagram. Un suo video in cui dava la notizia dell’accordo per il cessate il fuoco era circolato molto solo pochi giorni fa. Nelle scorse ore sono stati riportati diversi episodi di scontri tra personale del ministero dell’Interno di Gaza e gruppi armati, un’anticipazione di quelli che saranno inevitabilmente mesi caotici e pericolosi nella Striscia di Gaza. Lo ha ammesso persino Donald Trump, che in una completa inversione di retorica rispetto a pochi giorni fa, ha detto che per gli Stati Uniti è “comprensibile” non solo che Hamas non si disarmi, ma che si riarmi, “per istituirsi come forza di polizia palestinese,” ma anche per “sparare ai rivali.” “Hanno perso circa 60.000 persone. E quelli che sono vivi adesso erano, in molti casi, molto giovani quando tutto questo è iniziato,” ha spiegato Trump parlando con i giornalisti. “Stiamo facendo in modo che non ci siano più grandi crimini, o alcuni dei problemi che si verificano in aree come questa, che sono state letteralmente demolite.” “Quasi 2 milioni di persone stanno tornando a ricostruire edifici che sono stati demoliti. Possono succedere molte cose brutte. Quindi vogliamo che ci sia sicurezza.” (the New Arab / Instagram / X)

Correspondent claims: "Hamas is rearming itself as a police force, shooting rivals. What's the message to Hamas?

"Because they want to stop the problems. They have been open about it. And we gave them an approval for a period of time..."pic.twitter.com/c7inbA2ZWD
— Abubaker Abed (@AbubakerAbedW) October 13, 2025


Parlando con Al Jazeera Mubasher, Mohammed Nazzal, dell’ufficio politico di Hamas, ha confermato che il gruppo non sarà presente al “summit per la pace” di Sharm. Nazzal ha spiegato che la trattativa a porte chiuse continua a essere molto tesa, e che il gruppo stesso “non ha chiesto di essere rappresentato” all’evento, per “non creare situazioni imbarazzanti per nessuno.” Nazzal spiega che in ogni caso il gruppo resta “l’attore principale sul campo,” anche se non sarà presente alla celebrazione di oggi, dove non dovrebbe esserci nessuna cerimonia di firme, perché l’accordo è già stato firmato da diversi giorni. (Al Jazeera Mubasher)

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L'IA, i droni e la nostra relazione col reale


Quasi un dissing sullo stato del dibattito sull’intelligenza artificiale.

Fin dal momento in cui sono apparse ho sostenuto che le IA avrebbero modificato la nostra relazione con il reale. Dirla al tempo, questa banalità, valeva tutto un fuoco di sbarramento di pensierini sulla semiotica della verità.

Invece avevo ragione io.

Basta leggere qualsiasi paper di qualsiasi argomento per notare quanto l'IA influisca sulle componenti materiali del reale, modificando profondamente la relazione che abbiamo con esso.

Prendiamo un esempio tragico, che mi preoccupa; l’integrazione sempre più rapida e profonda di intelligenza artificiale e robotica per usi militari.

La diffusione dei droni ha rivoluzionato la natura della guerra contemporanea.

Sui campi di battaglia ucraini, laboratorio delle guerre del presente e del futuro, i combattimenti ravvicinati sono quasi scomparsi. Ma non la fanteria.

Essa attende per ore e giorni in bunker e trincee collocate a ridosso della linea di contatto, pilotando i droni fino al momento in cui è costretta a uscire dal proprio riparo per ruotare verso le retrovie o avanzare e occupare qualche altra posizione.

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In questa situazione, i fanti muoiono molto più raramente a causa di un proiettile e molto più spesso per colpa di schegge ed esplosioni. In alcune porzioni del fronte, la kill zone, l’area in cui si concentra il fuoco ed è più alta la probabilità di essere uccisi, si estende in profondità fino a 40 chilometri.

La realtà con cui un fante si relaziona oggi sul campo di battaglia è radicalmente diversa da quella con cui si relazionava all’inizio dell’invasione russa su larga scala: un incubo che si è fatto tridimensionale da bidimensionale che era.

Negare che parte di questo cambiamento nella relazione con il reale sia stato determinato dall’intelligenza artificiale è impossibile.

Perché il reale è il prodotto delle condizioni materiali in cui viviamo e ciò che modifica queste ultime modifica anche la relazione che abbiamo con il primo.

Assordato dal rumore dell’artiglieria dialettica di chi era più interessato a recintare il tema per proteggere il proprio posizionamento che a discutere, era questo che sostenevo due anni fa.

E, sempre più convinto dalla luce dei fatti, lo sostengo ancora oggi.

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Il “summit per la pace” di Sharm


L’Egitto organizza l’evento contentino per Donald Trump, alla presenza di molti leader internazionali. Tra le altre notizie: il secondo round della guerra dei dazi, il campo largo deve vincere bene in Toscana, e i venti soffiati dal buco nero al centro de

La presidenza egiziana ha annunciato che lunedì ospiterà “un evento dal titolo ‘summit per la pace’” a Sharm el-Sheikh, per celebrare l’accordo per la fine dell’aggressione israeliana della Striscia di Gaza e “promuovere gli impegni per portare la pace e la stabilità in Medio Oriente,” e “aprire una nuova pagina di sicurezza e stabilità regionale.” Saranno presenti i leader di più di 20 paesi — ci saranno anche Starmer, Macron, Sánchez e Meloni, tra gli altri. Si tratta, soprattutto, dell’evento celebrativo che Donald Trump voleva tanto dopo aver forzato la mano al governo Netanyahu VI: mentre scriviamo, infatti, non è chiaro se ci sarà il Primo ministro israeliano, e nemmeno se ci sarà una delegazione di Hamas. In altre parole, si sa che ci sarà un evento per la “pace” nella Striscia di Gaza, ma non è chiaro se ci saranno rappresentanti di aggressori e aggrediti. Ultra Palestine, nel frattempo, ha pubblicato il testo completo dei punti esecutivi per la realizzazione del cessate il fuoco: l’aspetto più interessante, oltre ai dettagli sulla ripresa della risposta umanitaria, sta nell’implementazione stessa della “pace,” che anche nel testo tecnico dimostra la completa asimmetria di quella che è stata presentata come una guerra: “La guerra termina immediatamente con l’approvazione del governo israeliano” — “tutte le operazioni militari, compresi i bombardamenti aerei e di artiglieria e gli attacchi mirati, vengono sospese.” (Presidenza egiziana / Al Jazeera / Ultra Palestine)

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Il ritorno, tra macerie e bombe


I palestinesi iniziano a tornare nel nord di Gaza, nonostante gli attacchi delle IDF non siano ancora finiti. Tra le altre notizie: Lecornu ricomincia da capo, secondo Meloni il centrosinistra è “piú fondamentalista di Hamas,” e l’industria cinematografic

Il cessate a fuoco nella Striscia di Gaza sta tenendo: o meglio, gli attacchi delle IDF sulla Striscia di Gaza continuano ma con un ritmo molto inferiore ai giorni precedenti, permettendo alla popolazione palestinese di ritornare alle aree precedentemente evacuate, a Gaza città e nel nord della Striscia. Nel corso delle scorse ore sono state uccise 19 persone, di cui 16 in un solo attacco dell’aviazione israeliana su una residenza civile. Il conto dei morti però è aumentato molto di più: grazie alla maggiore sicurezza, i soccorsi e la Protezione civile si muovono con più facilità nella Striscia, e solo venerdì sono stati rinvenuti i corpi di 135 persone tra le macerie. Nelle prossime settimane, se il cessate il fuoco dovesse tenere, inevitabilmente il numero dei morti aumenterà drasticamente. (WAFA / Middle East Eye / WAFA)

Nel frattempo, si rincorrono i retroscena sulle “clausole segrete” e i dettagli attuativi dell’accordo tra Israele ed Hamas. The New Arab ha raccolto alcuni dei dettagli rivelati dalla stampa israeliana, tra cui l’organizzazione dello schema umanitario – che permette l’ingresso di 600 camion di aiuti umanitari al giorno sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Nelle scorse ore sono stati pubblicati sui social network video che documentano infatti la chiusura dei centri di distribuzione della famigerata Gaza Humanitarian Foundation, dove un numero imprecisato di palestinesi è stato ucciso mentre cercava aiuti umanitari. Keshet 12 riporta anche una clausola minacciosa riguardo allo scambio di prigionieri — secondo la quale se Hamas non dovesse rispettare l’impegno di liberare tutti i prigionieri, le operazioni militari israeliane potrebbero scattare nuovamente. Kan riporta inoltre di un accordo tra IDF e miliziani che nei mesi scorsi avevano combattuto contro Hamas sotto ordini israeliani — alcuni responsabili degli attacchi al trasporto di aiuti umanitari. I miliziani potranno ritirarsi oltre la linea gialla insieme ai militari israeliani. (the New Arab / X)

Secondo Donald Trump il cessate il fuoco a Gaza porterà la pace nella regione, ma la situazione, al contrario, resta tesissima: il governo libanese ha annunciato che la propria agenzia dell’intelligence ha sventato un piano israeliano che prevedeva di condurre omicidi e attacchi esplosivi nel paese, in violazione del cessate il fuoco con Hezbollah. Il Direttorato alla sicurezza libanese ha dichiarato di aver sciolto una rete “che lavorava per il nemico israeliano, che stava preparando attacchi terroristici.” La conferma ufficiale arriva dopo numerosi retroscena filtrati ai media locali, secondo cui un gruppo stava lavorando per piazzare esplosivi in automobili e motociclette per farle esplodere durante le commemorazioni per Hassan Nasrallah. (Al Jazeera)

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