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Il Texas potrebbe davvero diventare blu alle midterm di novembre


Secondo Nate Cohn del New York Times, la vittoria alla nomination repubblicana del controverso Ken Paxton e il ritorno degli elettori ispanici verso i democratici aprono uno scenario inedito da trent'anni: la possibile vittoria di un democratico in una elezione a livello statale.

Il Texas, lo stato che Donald Trump ha vinto a novembre 2024 con quasi 14 punti di vantaggio, potrebbe diventare una delle sorprese delle elezioni di midterm di novembre. A sostenerlo è Nate Cohn, capo analista politico del New York Times. Secondo lui, due fattori apparsi di recente offrono concretamente ai democratici una possibilità che il partito non vede da trent'anni: vincere una corsa a livello statale in Texas.

Il primo è la nomination repubblicana al Senato di Ken Paxton, procuratore generale del Texas e figura molto controversa. Il secondo è il possibile ritorno di una parte consistente dell'elettorato ispanico verso i democratici, dopo l'avanzata repubblicana registrata negli ultimi anni.

Paxton, il candidato vulnerabile che spaventa i repubblicani


Martedì 26 maggio Paxton ha sconfitto il senatore uscente John Cornyn nel ballottaggio delle primarie repubblicane, conquistando così la candidatura per il seggio in palio. Secondo Cohn, però, Paxton presenta "vulnerabilità politiche precise": è stato oggetto di indagini, di un'incriminazione penale e di una procedura di impeachment, oltre ad aver attraversato un divorzio molto esposto mediaticamente.

Nel tentativo di salvare Cornyn, il senatore uscente e i suoi alleati hanno speso decine di milioni di dollari in spot negativi contro Paxton. Per i repubblicani preoccupati dalla sua candidatura, il risultato è stato doppiamente negativo: Paxton ha comunque conquistato la nomination, ma arriva alle elezioni generali più esposto e già indebolito. I sondaggi più recenti mostrano infatti che, in Texas, gli elettori che hanno un'opinione negativa di lui sono più numerosi di quelli che ne hanno una positiva.

Il suo rivale democratico sarà James Talarico, alla sua prima corsa per una carica statale. Cohn lo descrive come un profilo che ha sia punti di forza che fragilità. La sua campagna ha forti radici nella fede cristiana, un elemento potenzialmente utile in uno Stato conservatore, ma Talarico è stato anche attaccato per aver detto che Dio è non binario e che esistono sei sessi biologici. Rispetto ai candidati democratici in altri Stati repubblicani contendibili, come Ohio e Alaska, ha però un vantaggio importante: non dovrà affrontare un senatore uscente, perché Cornyn è stato eliminato nelle primarie del suo stesso partito.

Midterm 2026 · La sorpresa Texas

Il Texas torna contendibile: perché i democratici iniziano a crederci sul serio


A novembre 2024, Trump aveva vinto lo Stato con quasi 14 punti di vantaggio. Ora un candidato repubblicano indebolito e il ritorno del voto ispanico aprono ai democratici una porta ormai chiusa da trent'anni.

Analisi di Nate Cohn · New York Times Sondaggi: TPOR, Quantus, UT Austin, Texas Southern

Texas 2024
+13,7

vs

Texas oggi
+2,3

Margine di vantaggio finale di Trump alle presidenziali
Vantaggio medio di Talarico negli ultimi quattro sondaggi

I democratici non vincono un'elezione statale in Texas da trent'anni

Esplora l'analisi
1 Sondaggi 2 Paxton 3 Ispanici 4 Confronto

Cosa dicono i sondaggi

Talarico è avanti o alla pari in quasi tutte le rilevazioni da gennaio


Per mesi Paxton non è mai risultato in vantaggio nei sondaggi sulle elezioni generali. La prima rilevazione che lo dà avanti, di 2 punti ed entro il margine di errore, è arrivata solo a giugno.

Quantus Insights
3-4 giu · 800 elettori · ±3,5

Paxton

45%

Talarico

43%

Paxton +2

Texas Public Opinion Research
27-28 mag · 1.670 elettori · ±2,8

Talarico

47%

Paxton

44%

Talarico +3

Texas Southern University
22 apr - 6 mag · 1.223 elettori · ±2,8

Talarico

45%

Paxton

45%

Pareggio

Università del Texas / Texas Politics Project
10-20 apr · 1.200 elettori · ±2,8

Talarico

42%

Paxton

34%

Talarico +8

Talarico (Dem)
Paxton (Rep)

Nel 2018 Beto O'Rourke perse di misura contro Ted Cruz senza essere mai stato in testa in un sondaggio. Nel 2026 il quadro è rovesciato: Talarico è stato avanti o alla pari per tutta la primavera, e Paxton è apparso in vantaggio per la prima volta solo a giugno.

Il candidato vulnerabile

Paxton ha vinto la nomination repubblicana, ma arriva a novembre già indebolito


Tocca ogni voce per i dettagli. Il procuratore generale del Texas ha travolto il senatore uscente Cornyn al ballottaggio, ma porta nel suo passago un bagaglio di indagini a suo carico, un'incriminazione, un impeachment e milioni di dollari di spot negativi.

1

La vittoria al ballottaggio
Cornyn travolto il 26 maggio

63,8%
Per Paxton

Spinto dall'endorsement di Trump arrivato una settimana prima del voto, Paxton ha battuto il senatore uscente in carica da quattro mandati. Cornyn è il primo senatore texano a perdere la nomination per la sua ricandidatura dal 1970.

36,2%
Voti a Cornyn

4
Mandati al Senato

1970
Ultimo precedente

2

L'impopolarità
Più sfavorevoli che favorevoli tra gli elettori texani

−19
Gradimento netto

Secondo il sondaggio TPOR, il 57% degli elettori texani ha un'opinione negativa di Paxton e solo il 38% positiva. Indagini, un'incriminazione penale, un impeachment e un divorzio molto esposto sui media pesano sulla sua immagine. Talarico ha invece un gradimento netto positivo.

57%
Opinione negativa

38%
Opinione positiva

+7
Netto Talarico

3

La fuga degli elettori di Cornyn
Quasi un terzo pronto a votare per il democratico a novembre

30%
Verso Talarico

Tra chi ha votato Cornyn al ballottaggio repubblicano, solo il 44% dice che a novembre sceglierà Paxton. Il 30% intende votare Talarico e il 23% è indeciso o non andrà a votare. Più della metà di chi intende votare per il candidato democratico cita la storia giudiziaria di Paxton come motivo principale.

44%
Resta con Paxton

23%
Indecisi o astenuti

51%
Citano i guai legali

4

I soldi spesi contro di lui
Dal suo stesso partito, durante le primarie

60 mln $
Pro Cornyn

I gruppi alleati di Cornyn hanno speso circa 60 milioni di dollari, in gran parte per spot negativi contro Paxton. Il risultato per i repubblicani è doppiamente negativo: Paxton ha vinto comunque, ma arriva alle elezioni generali già logorato dal fuoco amico. Dopo la sua vittoria alle primarie, il Cook Political Report ha declassato il seggio da "probabile repubblicano" a "tendente repubblicano".

Il fattore strutturale

Gli elettori ispanici tornano verso i democratici, e in Texas pesano più che altrove


La lunga serie di vittorie repubblicane nello Stato dipende dal sostegno degli elettori ispanici conquistato da Trump. Secondo Cohn, quel sostegno sta crollando.

Intenzioni di voto degli elettori registrati ispanici negli Stati Uniti

54%
Voterebbe democratico

24%
Voterebbe repubblicano

Il calcolo controfattuale di Cohn — margine repubblicano in Texas

Risultato reale 2024Trump contro Harris
+13,7

Stesso margine, ma calcolato con i voti tra gli ispanici di Clinton 2016Simulazione sugli exit poll 2024
+1

Se Harris avesse ottenuto tra gli ispanici lo stesso risultato di Clinton nel 2016, il Texas sarebbe finito sostanzialmente in pareggio. E i guadagni di Trump del 2024 tra gli elettori non bianchi, oggi, sono stati cancellati.
Nate Cohn · New York Times, su dati NYT/Siena College

La nuova mappa del Senato

Con i numeri di oggi il Texas penderebbe verso i democratici, Ohio e Alaska no


Cohn applica le stime dell'ultimo sondaggio NYT/Siena College per gruppo etnico ai risultati delle ultime elezioni presidenziali. Il motivo di questo shift è puramente demografico: in Texas quasi un elettorale avente diritto su tre è ispanico, in Ohio e Alaska invece è una frazione minima. Il recupero democratico tra gli elettori ispanici sposta molti più voti in Texas.

+30
Il vantaggio democratico tra gli elettori ispanici registrati negli Stati Uniti — 54% contro 24% — rilevato dall'ultimo sondaggio NYT/Siena College. È il dato da cui parte tutto il ragionamento di Cohn.

Quota di elettori ispanici sugli aventi diritto al voto

Texas

~32%

Alaska

~5%

Ohio

~3%

Texas
Talarico esordiente contro Paxton indebolito, senza senatori uscenti da battere
Pende Dem

Ohio
Candidato democratico forte e collaudato: l'ex senatore Sherrod Brown
Resta Rep

Alaska
Candidata democratica già collaudata: l'ex deputata Mary Peltola
Resta Rep

Due elezioni texane a confronto

2018
O'Rourke contro Cruz
Il democratico perse di misura, ma non fu mai in testa in alcun sondaggio raccolto da RealClearPolitics.

2026
Talarico contro Paxton
Il democratico è stato avanti o alla pari per mesi; il repubblicano è apparso per la prima volta in testa solo a giugno, entro il margine di errore.

Fonti Analisi di Nate Cohn, New York Times. Sondaggi: NYT/Siena College (ispanici registrati, mag 2026), Texas Public Opinion Research, Quantus Insights, UT Austin/Texas Politics Project, Texas Southern University — campioni e margini di errore in punti percentuali indicati su ciascuna rilevazione. Risultati ballottaggio: AP, 26 maggio 2026. Quota ispanica degli aventi diritto: stime Census Bureau/Pew Research.

Il ritorno degli ispanici può cambiare la mappa del Texas


Il cambiamento più importante, però, è strutturale. Il Texas è uno degli Stati più etnicamente diversi degli Stati Uniti dal punto di vista etnico e, secondo Cohn, la lunga scia di vittorie repubblicane "dipende ormai da livelli elevati di sostegno tra gli elettori ispanici". Quel sostegno, scrive, sta ora crollando.

L'ultimo sondaggio New York Times/Siena College, indicato da Cohn come rappresentativo del clima politico attuale, mostra i democratici avanti di 30 punti tra gli elettori ispanici registrati negli Stati Uniti: 54% contro il 24% dei repubblicani. È un margine superiore a quello ottenuto da Joe Biden nel 2020 e vicino a quello di Hillary Clinton nel 2016. Il dato non emerge solo dai sondaggi: dal 2024 i democratici hanno ottenuto risultati migliori di Kamala Harris nelle elezioni speciali tenute in aree a forte presenza ispanica anche in Texas, oltre che nelle elezioni del 2025 in Virginia e New Jersey.

Per mostrare quanto il voto ispanico possa incidere, Cohn propone un calcolo controfattuale: se nel 2024 Harris avesse ottenuto tra gli elettori ispanici lo stesso risultato di Clinton nel 2016, "il Texas sarebbe stato sostanzialmente in pareggio". Applicando ai dati del 2024 la distribuzione del voto per etnia rilevata dagli exit poll del 2016, il vantaggio repubblicano nello Stato si sarebbe ridotto a un solo punto.

Guardando oltre il dato presidenziale, i democratici hanno fatto progressi anche tra gli elettori bianchi del Texas. Secondo Cohn, questi avanzamenti sono "sostanzialmente equivalenti" a quelli registrati tra gli elettori bianchi in Georgia, lo Stato che nello stesso periodo si è spostato verso sinistra fino a diventare contendibile. In Texas, finora, quei guadagni erano stati più che compensati dall'avanzata di Trump tra gli elettori non bianchi, in particolare gli ispanici. Ora, scrive Cohn, quei guadagni ottenuti da Trump nel 2024 "sono stati cancellati".

Perché il Texas può pesare più di Ohio e Alaska


Cohn propone anche un secondo esercizio: adattando i risultati delle ultime presidenziali alle stime dell'attuale sondaggio New York Times/Siena College per gruppo etnico, "ci si aspetterebbe che il Texas pendesse a favore dei democratici". Lo stesso calcolo, applicato ad altri Stati repubblicani su cui i democratici puntano per conquistare il Senato, come Ohio e Alaska, "li lascerebbe nelle mani dei repubblicani", anche se nel 2024 avevano votato più a sinistra del Texas.

La ragione è semplice: in uno Stato molto più diverso dal punto di vista etnico, il recupero democratico tra gli elettori non bianchi pesa di più che altrove. Tuttavia, va detto che in Ohio e Alaska i democratici hanno reclutato candidati forti e già collaudati, come l'ex senatore Sherrod Brown e l'ex deputata Mary Peltola. Talarico non ha lo stesso curriculum. La sua chance, secondo Cohn, non dipende tanto dal suo profilo personale quanto dalla trasformazione dello Stato: il Texas è oggi abbastanza etnicamente diverso da poter premiare anche un esordiente, se il clima nazionale resta favorevole ai democratici.

Infine, va detto anche che le condizioni del 2026 sembrano già diverse da quelle di altre elezioni texane poi finite in modo competitivo. Nel 2018 Beto O'Rourke perse di misura contro Ted Cruz, ma non fu mai in testa in alcun sondaggio raccolto da RealClearPolitics. Nel 2026, invece, è Paxton che è risultato mai avanti in un sondaggio sulle elezioni generali contro Talarico da gennaio a oggi, ad eccezione dell'ultimo sondaggio di Quantus Insight che risale ad inizio giugno, dove comunque il margine riportato di vantaggio di Paxton (+2) è all'interno del margine di errore del sondaggio (±3,5%).

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Lavoro, sicurezza e legalità: Di Matteo rilancia la vigilanza dopo la tragedia di Castrovillari


Dal contrasto al caporalato al rafforzamento degli ispettori: il consigliere INPS richiama l’urgenza di nuove tutele per agricoltura, edilizia e lavoro domestico

La tragedia di Castrovillari, costata la vita a quattro lavoratori, riporta al centro del dibattito nazionale il tema della sicurezza sul lavoro e della lotta allo sfruttamento. Da qui parte la riflessione di Antonio Di Matteo, consigliere di amministrazione dell’INPS, intervenuto all’Aquila durante l’incontro promosso dall’Associazione Lavoratori Stranieri del Movimento Cristiano Lavoratori, guidata da Paolo Ragusa, insieme all’assessore regionale alle Politiche sociali Roberto Santangelo.

Per Di Matteo il tema non riguarda soltanto l’emergenza del momento, ma chiama in causa un modello complessivo di tutela del lavoro, soprattutto nei comparti più fragili. Agricoltura, edilizia e filiere caratterizzate da forte presenza di manodopera straniera restano, secondo il consigliere, i settori in cui persistono le maggiori criticità.

“La morte di quattro lavoratori nella piana di Castrovillari riaccende i riflettori su questioni che non possono essere affrontate solo nell’immediatezza”, sottolinea Di Matteo, richiamando il fenomeno del caporalato, dello sfruttamento e delle carenze nella sicurezza. Un richiamo che si riferisce anche al precedente dell’Agro Pontino, dove tragedie analoghe avevano già obbligato una riflessione nazionale.

Al centro del ragionamento c’è il rafforzamento della vigilanza. In queste settimane sono infatti in corso nuove procedure concorsuali in INPS e INAIL per incrementare il numero degli ispettori, una scelta che per Di Matteo rappresenta un passaggio necessario ma non sufficiente. Da qui la disponibilità a rilanciare l’ipotesi di un tavolo permanente dedicato proprio alla vigilanza, proposta avanzata dal consigliere Fabio Vitale all’interno dell’Istituto.

Il ragionamento si allarga poi al tema della legalità. Regolarizzare il lavoro, favorire percorsi di formazione e stabilizzazione occupazionale significa, secondo Di Matteo, rafforzare non soltanto i diritti dei lavoratori ma l’intero sistema produttivo.

Particolare attenzione viene riservata anche a un settore spesso meno visibile: quello del lavoro domestico e dell’assistenza familiare. “Badanti, collaboratori domestici e operatori dell’assistenza rappresentano una componente fondamentale del welfare quotidiano italiano, ma continuano a essere tra i più esposti al sommerso e all’irregolarità”. Un comparto dove, aggiunge, l’INPS può svolgere un ruolo di prossimità ancora più forte.

Sul piano istituzionale, Di Matteo richiama, infine, la risposta messa in campo dal Governo dopo i fatti di Castrovillari, ricordando la presenza del ministro del Lavoro in Calabria e le iniziative parlamentari previste nelle prossime settimane. “È un momento delicato, ma anche un’occasione per trasformare l’emergenza in assunzione di responsabilità collettiva”.

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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Biden torna in pubblico e attacca Trump, ma i Dem vogliono voltare pagina


L'ex presidente ha parlato a una cena del partito democratico del South Dakota, mentre il libro di Jill e i post del figlio Hunter riaprono ferite che molti nel partito speravano si fossero richiuse.

"Questo è il presidente più corrotto nella storia degli Stati Uniti d'America", ha detto venerdì sera Joe Biden parlando di Donald Trump. L'ex presidente ha pronunciato il discorso più politico dalla fine del mandato a Sioux Falls, nel South Dakota, davanti a qualche centinaio di democratici riuniti nella sala ricevimenti di un hotel Best Western.

Biden ha preso di mira quelli che ha chiamato "progetti di vanità spaventosi" del presidente Trump: trasformare la East Room della Casa Bianca in una sala da ballo "più adatta a Versailles", scrivere il proprio nome sul Kennedy Center, costruire un arco che "farebbe sembrare piccolo il Lincoln Memorial", trasformare la Reflecting Pool, la vasca riflettente del National Mall di Washington, in "qualcosa che vedresti in un parco a tema".

A tratti esitante e difficile da capire, a tratti urlante a piena voce, l'83enne Biden ha parlato in una sala grande come un piccolo hangar, in un edificio staccato sul retro di un vasto Best Western costruito negli anni Sessanta. Non c'erano quasi giornalisti, il discorso non è stato trasmesso in televisione e la sicurezza era ridotta al minimo: niente metal detector, niente agenti del Secret Service a perquisire borse.

Il discorso corona una settimana in cui l'intera famiglia Biden è riemersa con forza sulla scena pubblica, come racconta il New York Times. Jill Biden ha pubblicato il suo libro di memorie e ha avviato un tour promozionale, riaprendo ferite profonde nel partito con la sua versione di come la presidenza del marito sia arrivata alla dolorosa conclusione. Ex membri dello staff di Biden l'hanno contraddetta online e sui media, e lei ha risposto, rendendo il dibattito ancora più teso.

Il figlio Hunter è tornato attivo su X, dove scrive con prolificità. Il tono autoironico con cui descrive il suo passato di dipendenza dal crack e l'arguzia caustica che rivolge ai nemici della famiglia, democratici e repubblicani, gli hanno guadagnato un seguito che include anche sostenitori di Trump.

Molti democratici avrebbero preferito che tutto questo restasse nel passato. Le linee di battaglia per le elezioni di metà mandato del 2026 si stanno delineando e il partito sta cercando di puntare su volti nuovi. "Quando veniamo trascinati di nuovo nelle conversazioni sull'età e sulle elezioni del 2024, non è mai un buon posto per i democratici", ha detto Meghan Hays, che ha lavorato nell'amministrazione Biden, al programma "Ceasefire" di C-SPAN.

Andrew Bates, ex portavoce della Casa Bianca di Biden noto per la sua lealtà assoluta, ha detto al New York Post: "Avevamo il dovere di vincere e non l'abbiamo fatto. Ci penso in continuazione. Ma non vedo perché quella conversazione dolorosa per il partito dovesse essere riaperta pubblicamente proprio ora". Biden ha annunciato durante uno degli eventi del libro della moglie a New York che le sue memorie usciranno a settembre, anche se il suo portavoce TJ Ducklo ha precisato che l'ex presidente "sta continuando a lavorarci e la data di uscita non è ancora stata decisa".

Biden non è il primo ex presidente trattato come un peso dal suo stesso partito. Jimmy Carter, altro presidente di un solo mandato, si sentì maltrattato dai candidati democratici per decenni, finché Biden non lo riabilitò alla fine della sua vita. Nel 2004 molti democratici non volevano Bill Clinton in giro per la campagna elettorale. Nel 2018 i Clinton erano diventati radioattivi, mentre il partito cercava di lasciarsi alle spalle la sconfitta di Hillary contro Trump, proprio mentre la coppia decideva di lanciare un tour nazionale di conferenze.

Ma ciò che è accaduto con Biden, il declino esposto sul palco del dibattito televisivo sotto gli occhi di tutti e la lotta per il potere che ne è seguita, non ha precedenti. A Biden è stato poi diagnosticato un cancro che ha fatto metastasi alle ossa. Venerdì si muoveva lentamente e la sua voce era roca. Jill Biden non era con lui: un loro amico era morto, ha spiegato, "e doveva essere al funerale".

Nel suo discorso Biden ha parlato anche del fondo da 1,8 miliardi di dollari che Trump avrebbe voluto destinare, ha detto, ai rivoltosi del 6 gennaio 2021, e dei guadagni in criptovalute accumulati dal presidente da quando è tornato alla Casa Bianca. "Sono stato criticato tempo fa, quando ero ancora presidente, per aver detto che la nostra democrazia era a rischio", ha detto Biden, avvicinandosi più che mai a un "ve l'avevo detto".

La sua scommessa per la rielezione era che, avendo battuto Trump una volta, avrebbe potuto impedirne il ritorno. Parlava di Trump come di un'anomalia nella storia americana, un incidente di percorso. Ma è accaduto il contrario: Trump è la figura politica dominante di quest'epoca. L'anomalia era Biden.

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SIMI-FADOI: «Pazienti complessi ma regole del 1988. Urgono letti semintensivi in medicina interna »


In Italia, sei pazienti su dieci ricoverati in medicina interna richiedono cure di media-alta intensità, ma i reparti sono ancora classificati «a bassa intensità». SIMI e FADOI chiedono il riconoscimento strutturale delle terapie semintensive.
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SIMI e FADOI: «Servono terapie semintensive riconosciute per legge»
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In Italia, sei pazienti su dieci ricoverati in medicina interna hanno bisogno di cure impegnative. Eppure, per la legge, questi reparti sono ancora considerati «a bassa intensità», con standard e presenza di personale fissati dal decreto ministeriale del 1988 e solo parzialmente aggiornati con il D.M. 70/2015.

Per superare questo paradosso, da Bologna è partito un appello forte: i medici internisti della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI) chiedono a Governo, Ministero della Salute e AGENAS che le cosiddette «terapie semintensive» vengano finalmente riconosciute per legge all'interno dei loro reparti. A loro si aggiungono SIMEU, ACEMC e l'Università di Bologna, a confermare la forza unitaria dell'appello lanciato durante il meeting nazionale «La terapia semintensiva in medicina interna», organizzato dall'Azienda USL di Bologna e dall'Ospedale Maggiore.

Il motivo è semplice: oggi in medicina interna ogni paziente è clinicamente complesso. Uno studio congiunto SIMI–FADOI sui reparti lombardi, pubblicato nel 2025, mostra che circa il 60% dei ricoverati presenta un'intensità di cura medio‑alta.

«Gestiamo malati estremamente complessi che spesso si complicano proprio durante la degenza, con edemi polmonari, insufficienze respiratorie, sepsi e shock settici» afferma Nicola Montano, presidente SIMI. «Per questo motivo i reparti di medicina interna hanno necessità assoluta di avere al proprio interno letti di terapia semintensiva, con monitoraggio più avanzato e più personale specializzato».


Per assisterli al meglio, l'appello chiede di poter attivare letti costantemente monitorati, aree dedicate e personale medico e infermieristico formato ad hoc. L'obiettivo è anche definire la figura del medico internista del futuro: un «hospitalist» a 360 gradi, capace di intervenire in modo rapido e sicuro quando la situazione del paziente diventa critica, con competenze che vanno dalla ventilazione non invasiva all'ecografia bedside POCUS, dal monitoraggio emodinamico alla gestione delle emergenze cardio‑respiratorie.
Un momento del Meeting nazionale «La terapia semintensiva in medicina interna», che ha visto riunite le principali società scientifiche (SIMI, FADOI, SIMEU, ACEMC) e l'Università di Bologna.I rappresentanti di SIMI, FADOI, SIMEU, ACEMC e dell'Università di Bologna riuniti al Meeting nazionale «La terapia semintensive in medicina interna».
Per farlo, le società scientifiche stanno preparando un dossier programmatico da presentare all'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) e al Ministero della Salute.

Nicola Montano però è chiaro anche sulla questione spinosa degli organici: «Le difficoltà gestionali delle aziende sanitarie, a partire dalla carenza di personale infermieristico, renderebbero impossibile un'attivazione immediata e di massa» dei letti di semintensiva. Per questo la richiesta immediata è prima di tutto «il diritto e il riconoscimento giuridico» di poterli attivare, rimandando a una fase successiva la piena implementazione.


Senza questo passaggio, il rischio è di creare terapie semintensive solo sulla carta, come previsto anche nell'allegato tecnico sugli standard ospedalieri del D.M. 70.

Il messaggio alle istituzioni è chiarissimo: senza una legge aggiornata e senza il personale adeguato, il Servizio sanitario nazionale continuerà a curare malati sempre più gravi con standard definiti quasi quarant'anni fa. È una riforma necessaria e urgente, indispensabile per assicurare cure appropriate e maggiore sicurezza ai pazienti più fragili.

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I repubblicani al Congresso sfidano Trump: cresce il malcontento in vista delle midterm


Decine di senatori e deputati repubblicani hanno votato contro le priorità del presidente, dal fondo da 1,8 miliardi alla guerra in Iran. Pesano il calo dei consensi e il timore di perdere la maggioranza anche al Senato.

Donald Trump resta il leader indiscusso del Partito Repubblicano, ma la sua presa sui repubblicani al Congresso comincia a indebolirsi. Un numero crescente di esponenti repubblicani, non solo più gli abituali dissidenti, ha iniziato a sfidarlo apertamente, irritato da decisioni che molti nel Partito considerano sempre più azzardate. Lo riporta la CNN, secondo cui la tendenza potrebbe rafforzarsi con l'avvicinarsi delle elezioni di midterm di novembre.

Il malcontento è esploso in particolare attorno alla legge sull'immigrazione da 70 miliardi di dollari, destinata a finanziare l'ICE e la Customs and Border Protection. Il Senato l'ha alla fine approvata venerdì con 52 voti favorevoli e 47 contrari. Ora il testo passa alla Camera, dove il voto finale è atteso la prossima settimana. Il provvedimento, però, ha rischiato di saltare dopo la rivolta di diversi senatori repubblicani contro la richiesta di Trump di inserire un fondo da 1,8 miliardi di dollari per risarcire le vittime della presunta "persecuzione" dell'era Biden. Secondo i critici, quel fondo servirebbe in realtà a premiare i sostenitori politici più fedeli del presidente.

La rivolta sul fondo risarcimenti


Durante la maratona di voti sugli emendamenti, oltre una decina di senatori repubblicani ha votato contro alcune priorità del presidente: il fondo per i risarcimenti, la sala da ballo della Casa Bianca, la nomina ad interim del fedelissimo Bill Pulte alla guida dell'Intelligence Nazionale e le nuove restrizioni proposte da Trump sulle elezioni (il cosiddetto Save America Act).

In particolare, la senatrice repubblicana dell'Alaska Lisa Murkowski ha votato contro l'intero pacchetto sull'immigrazione, una misura che in condizioni normali avrebbe probabilmente sostenuto. Secondo Murkowski, però, il testo approvato dal Senato concede alla Casa Bianca un potere eccessivo su come spendere i fondi e riduce il controllo del Congresso.

Ma alcune crepe sono emerse anche alla Camera dei Rappresentanti. Per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran, a febbraio, l'aula ha votato per chiedere a Trump il ritiro dal conflitto, grazie al sostegno di un piccolo gruppo di deputati repubblicani. Il giorno successivo, quasi venti deputati repubblicani hanno appoggiato una proposta democratica per nuovi aiuti all'Ucraina e ulteriori sanzioni contro la Russia, in aperto dissenso con la linea della Casa Bianca sulla guerra tra Russia e Ucraina.

I ribelli non sono più solo i dissidenti abituali


A colpire però è soprattutto il profilo degli esponenti repubblicani che hanno sfidato Trump. Tra loro ci sono infatti anche senatori impegnati in corse competitive a novembre per la rielezione: Dan Sullivan, dell'Alaska, e Jon Husted, dell'Ohio, hanno votato per affossare il fondo risarcimenti, mentre Ashley Moody, della Florida, ha sostenuto il divieto di concedere risarcimenti pubblici ai condannati per aggressioni contro gli agenti durante l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Alla Camera dei Rappresentanti, il deputato Tom Barrett, uno dei repubblicani più vulnerabili alle elezioni di midterm, ha votato per limitare i poteri di guerra di Trump sull'Iran. "Penso che la gente sia frustrata, certamente", ha dichiarato alla CNN.

Secondo persone a conoscenza delle discussioni interne citate dall'emittente televisiva, i membri repubblicani del Congresso temono sempre di più che il calo dei consensi di Trump possa costare al partito persino il controllo del Senato, uno scenario che fino a sei mesi fa appariva impensabile. Molti chiedono alla leadership del partito di concentrarsi su misure capaci di ridurre i costi per le famiglie, invece che sui conflitti all'estero o sui progetti personali del presidente.

La Casa Bianca nega le divisioni


Da parte sua, la Casa Bianca respinge questa ricostruzione. La portavoce Abigail Jackson ha dichiarato alla CNN che Trump "è impegnato a mantenere le maggioranze repubblicane alla Camera e al Senato" e ha accusato media e democratici di alimentare "divisioni inesistenti".

Il presidente, però, non sembra voler mostrare segnali di cambiamento. Nelle ultime ore ha anzi definito "un perdente" il senatore Thom Tillis, che ha già minacciato di votare contro la conferma di Todd Blanche, l'uomo scelto da Trump per guidare il Dipartimento di Giustizia dopo le dimissioni di Pam Bondi.

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Come Trump ha smantellato la stretta di Biden sul traffico di armi


Rinvii penali in calo del 30%, revoche di licenze crollate del 69% e centinaia di agenti ATF spostati sull'immigrazione. L'inchiesta di ProPublica.

Nel primo anno della nuova Amministrazione Trump, le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono diminuite del 30% rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo, le revoche delle licenze ai negozianti che violano la legge sono crollate del 69%, mentre centinaia di agenti dell'agenzia federale incaricata di vigilare su armi ed esplosivi sono stati spostati dal contrasto al traffico illegale di armi alle operazioni di espulsione dei migranti senza documenti. È quanto emerge da un'inchiesta di ProPublica.

La politica ora smantellata risaliva al 2021. Nel pieno dell'ondata di omicidi post pandemia, aumentati di oltre un terzo dal 2019, l'Amministrazione Biden aveva annunciato la linea della "tolleranza zero": i negozianti trovati a violare volontariamente la legge avrebbero perso la licenza, senza eccezioni. Le revoche erano così passate da meno di 50 all'anno nel triennio 2019-2021 al record di 181 nel 2023 e 183 nel 2024. Alla base della stretta c'era un dato cruciale: una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale. Tra il 2017 e il 2023, quasi 1,3 milioni di armi vendute a trafficanti sono state poi recuperate sulla scena di un crimine.

Nel 2022 il Congresso aveva approvato con voti bipartisan il Bipartisan Safer Communities Act, introducendo nel codice penale federale il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprendo le pene per gli acquisti tramite prestanome. Sempre nel 2022, l'ATF aveva stabilito che le ghost gun, le armi assemblabili da kit e prive di numero di serie, dovessero essere soggette alle stesse regole delle armi tradizionali, compresi i controlli sui precedenti penali degli acquirenti. Negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden, i procuratori federali hanno così usato i nuovi reati per incriminare più di 500 persone.

Armi negli Usa · L'inchiesta

L'agenzia che vigila sulle armi ora dà la caccia ai migranti


Nel primo anno dell'Amministrazione Trump le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono calate del 30% e le revoche delle licenze ai negozianti del 69%. Intanto 1.800 agenti su 2.500 sono finiti a collaborare con le operazioni di espulsione dei migranti.

Inchiesta ProPublica Dati ATF, Dipartimento di Giustizia, Cato Institute

Revoche di licenze
−69%

vs

Segnalazioni penali
−30%

Negozianti che hanno perso la licenza nel 2025: 56, contro i 183 del 2024
Casi di traffico di armi che l'ATF ha segnalato ai procuratori nel 2025

Quasi tre agenti su quattro — 1.800 su 2.500 — hanno partecipato a operazioni di espulsione dei migranti

Esplora l'inchiesta
I Il crollo II Gli agenti III Il rischio IV Cronologia

Le revoche delle licenze

I negozianti che violano la legge non perdono più la licenza


Licenze federali revocate ogni anno ai rivenditori di armi. Con la "tolleranza zero" di Biden le revoche erano quasi quadruplicate; nel 2025 sono tornate ai livelli precedenti alla stretta.

Prima della stretta

2019–2021Media annua
<50

"Tolleranza zero" — Amministrazione Biden

2023
181

2024
183

Fine della "tolleranza zero" — Amministrazione Trump

2025−69% in un anno
56

−30%
Segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi nel 2025

+30%
Casi respinti dai procuratori federali nello stesso periodo

Diversi rivenditori d'armi che avevano perso la licenza per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta in tempi rapidi dopo l'insediamento della nuova Amministrazione, su invito della stessa ATF.

Il dirottamento

Tre agenti su quattro spostati dal traffico di armi alle espulsioni di migranti


Dalla primavera 2025 l'Amministrazione ha trasferito gran parte degli agenti ATF al fianco dell'ICE nelle operazioni contro i migranti irregolari.


0%
degli agenti ATF

1.800 su 2.500
Agenti che hanno partecipato a operazioni di espulsione dei migranti, secondo i documenti ICE ottenuti dal Cato Institute.
Anche gli ispettori dell'ATF incaricati dei controlli sui rivenditori di armi cercano ora principalmente negli archivi dei negozi acquirenti con nomi ritenuti stranieri, da segnalare al Dipartimento per la Sicurezza Interna.

6 ore
Il tempo a settimana che ogni ispettore deve dedicare a compiti anti immigrazione

~30%
Dei casi di traffico d'armi del 2025 riguarda il confine con il Messico

1 su 5
Incriminazioni per cospirazione concentrate nel solo Texas occidentale

"
È stato tutto dirottato. È diventata tutta una questione di immigrati irregolari ora.
Daniel Webster · Johns Hopkins University

L'effetto ritardato

Il traffico di armi è come una conduttura: il danno emerge anni dopo


Gli omicidi continuano a calare, ma i criminologi avvertono: i benefici della stretta precedente si vedono ancora oggi, mentre i costi dell'attuale arretramento emergeranno solo più avanti.

~3 anni

Il tempo che passa prima che un'arma finita nel traffico illegale compaia sulla scena di un crimine

È l'intervallo tra la vendita di un'arma e il suo ritrovamento sulla scena di un crimine, rilevato da una ricerca dell'ATF. Significa che le conseguenze del calo dei controlli di oggi potrebbero emergere solo nei prossimi anni, quando le armi vendute ora illegalmente finiranno nelle strade.

1,3 mln

Armi vendute da trafficanti e poi recuperate su una scena del crimine

Il dato copre il periodo 2017-2023 ed era alla base della "tolleranza zero": una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale delle armi.

500+

Persone incriminate con i nuovi reati federali introdotti nel 2022

Il Bipartisan Safer Communities Act, approvato con voti di esponenti di entrambi i partiti, ha creato il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprito le pene per gli acquisti tramite prestanome. I procuratori lo hanno usato a pieno ritmo negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden.

Ghost gun

L'unica regola sopravvissuta: le armi fai-da-te restano ancora sotto controllo

La norma del 2022 sulle armi assemblabili da kit ha superato un ricorso alla Corte Suprema e il suo principale produttore ha chiuso. Il calo del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti. Ad aprile anche l'Amministrazione Trump ha rinunciato a smantellare questa norma.

"
Solo perché nessuno sta guardando i canali del traffico illegale non significa che le armi non ci stiano passando attraverso. Significa solo che non vengono più intercettate.
Marianna Mitchem · Ex vicedirettrice associata ATF

Cinque anni di inversioni di rotta

Dalla stretta di Biden allo smantellamento: tocca un evento per leggere i dettagli

2021
Biden lancia la "tolleranza zero" sui negozianti di armi

Nel pieno dell'ondata di omicidi post pandemia, aumentati di oltre un terzo dal 2019, la Casa Bianca annuncia: chi viola volontariamente la legge perde la licenza, senza eccezioni.

2022
Il Congresso approva il Bipartisan Safer Communities Act

Con voti di esponenti di entrambi i partiti nasce il reato di cospirazione per traffico di armi. Nello stesso anno l'ATF estende alle ghost gun le regole delle armi tradizionali.

2023–2024
Le revoche delle licenze toccano il record: 181 e 183

Prima della stretta erano meno di 50 all'anno. I procuratori federali incriminano oltre 500 persone con i nuovi reati approvati dal Congresso nel 2022.

Inizio 2025
La nuova Amministrazione Trump abolisce la "tolleranza zero"

L'ATF invita i negozianti a cui era stata revocata la licenza a presentare una nuova domanda. Diversi la riottengono in tempi rapidi nonostante precedenti violazioni gravi o ripetute.

Primavera 2025
Gli agenti ATF vengono dirottati verso le espulsioni di migranti

Quasi 1.800 agenti su 2.500 partecipano alle operazioni anti immigrazione dell'ICE. La vicedirettrice associata Marianna Mitchem si dimette per protesta dopo 21 anni nell'agenzia.

Feb 2026
Il nuovo direttore Cekada al Senato: "ispezioni senza ostacoli"

Il nuovo direttore nominato da Trump difende l'agenzia in audizione, ma i dati 2025 raccontano un'altra storia: 56 revoche e segnalazioni penali in calo del 30%.

Apr 2026
La regola sulle ghost gun resta in vigore

L'ATF aveva annunciato a un tribunale del Texas l'intenzione di modificarla, ma pochi giorni dopo il Dipartimento di Giustizia ha fatto marcia indietro: la normativa che regola le armi fai-da-te rimane per ora in vigore.

Fonte Inchiesta ProPublica su dati ATF, Dipartimento di Giustizia e documenti ICE ottenuti dal Cato Institute. Variazioni 2025 su 2024, primo anno della nuova Amministrazione Trump. Giugno 2026.

La fine della "tolleranza zero"


Ma la nuova Amministrazione Trump ha abolito formalmente la politica di "tolleranza zero" e l'ATF ha cominciato a invitare i negozianti a cui era stata revocata la licenza a presentare una nuova domanda. In diversi casi, rivenditori che avevano perso l'autorizzazione per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta velocemente dopo l'insediamento della nuova Amministrazione. Così, secondo i dati raccolti da ProPublica, nel 2025 le revoche sono scese a 56, il 69% in meno rispetto all'anno precedente.

Dalla scorsa primavera, l'Amministrazione ha inoltre iniziato a spostare un numero consistente di agenti dell'ATF verso un nuovo compito: assistere l'ICE, l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione, nelle operazioni contro i migranti senza documenti. Documenti dell'ICE ottenuti dal Cato Institute mostrano che quasi 1.800 dei circa 2.500 agenti dell'ATF hanno partecipato a operazioni di espulsione di migtranti. Anche gli ispettori incaricati di controllare i negozi di armi hanno ricevuto l'ordine di dedicare almeno 6 ore alla settimana a mansioni legate all'immigrazione, cercando negli archivi dei rivenditori acquirenti con nomi ritenuti stranieri da segnalare al Dipartimento di Sicurezza Interna.

Con gli agenti dirottati altrove, anche l'attività investigativa dell'ATF è inevitabilmente diminuita. Secondo l'analisi di ProPublica, nel 2025 le segnalazioni penali dell'agenzia per reati legati al traffico di armi sono calate del 30% rispetto al 2024. Nello stesso periodo, la quota di casi respinti dai procuratori federali è aumentata del 30%. Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che nel 2025 sono stati perseguiti quasi tanti casi di traffico di armi quanti nel 2024. Ma una quota crescente, circa il 30%, riguardava traffici di arni lungo il confine con il Messico ed era basata sul nuovo reato di cospirazione introdotto nel 2022. Un quinto di tutte le persone incriminate con quella legge nel 2024 e nel 2025 si concentra in un solo distretto: il Texas occidentale.

A febbraio, durante un'audizione al Senato, il nuovo direttore dell'ATF nominato da Trump, Robert Cekada, ha dichiarato che l'agenzia continua a svolgere "ispezioni senza ostacoli". Ma i numeri raccontano un'altra storia. Come ha detto a ProPublica Daniel Webster, ricercatore della Johns Hopkins University specializzato nello studio della violenza armata: "È stato tutto dirottato. È diventata tutta una questione di immigrati irregolari ora".

Il rischio di un effetto ritardato


In questo contesto, anche i criminologi mettono in guardia dal considerare rassicurante il fatto che il tasso di omicidi abbia continuato a scendere. Il traffico illegale di armi funziona come una conduttura: il danno può manifestarsi con ritardo. Una ricerca dell'ATF ha rilevato che il "tempo al crimine" tipico per le armi trafficate può arrivare fino a circa tre anni. Questo significa che gli effetti positivi della stretta di Biden potrebbero essere ancora in corso, mentre le conseguenze dell'arretramento attuale potrebbero emergere solo nei prossimi anni.

"Solo perché nessuno sta guardando i canali del traffico in questo momento non significa che le armi non ci stiano passando attraverso", ha detto a ProPublica Marianna Mitchem, ex vicedirettrice associata dell'ATF per le operazioni industriali, che ha lasciato l'agenzia la scorsa primavera dopo 21 anni proprio per protestare contro l'inversione di rotta. "Significa solo che non vengono intercettate".

Una delle poche politiche dell'Amministrazione Biden sopravvissute finora è la regolamentazione delle ghost gun. La norma dell'ATF del 2022 ha superato un ricorso alla Corte Suprema lo scorso anno, mentre diverse cause intentate da città americane hanno costretto il principale produttore di queste armi a chiudere. I criminologi osservano che la riduzione del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti, che durante l'ondata di omicidi del 2020-2021 erano stati tra i principali utilizzatori di armi assemblate in casa.

Anche questa regolamentazione, però, ha rischiato di essere smantellata. Ad aprile, l'ATF aveva comunicato a un tribunale federale del Texas l'intenzione di modificare la norma, mentre il bilancio della Casa Bianca per il 2027 parlava di eliminare "restrizioni eccessive sulle armi fatte in casa". Pochi giorni dopo, tuttavia, il Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione ha fatto sapere al tribunale che il governo ha deciso di mantenere in vigore la definizione che regola le ghost gun.

Con il governo federale in ritirata, spetta ora ai singoli Stati provare a colmare il vuoto. Mitchem, che dopo aver lasciato l'ATF è entrata in Everytown, il gruppo per il controllo delle armi fondato da Michael Bloomberg, ha detto a dicembre ai sostenitori della causa riuniti a Washington: "Tocca agli Stati cominciare ad affrontare il problema del traffico, perché purtroppo non avrete il sostegno dell'ATF". Qualcosa si sta già muovendo. Nella contea di Montgomery, in Pennsylvania, gli sceriffi hanno aumentato le ispezioni ai negozianti di armi per compensare il calo dei controlli federali.

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Il rame regge ancora l'Italia. E Bruxelles vuole spegnerlo entro otto anni


In Italia il problema tocca 2,5 milioni di linee attive, concentrate in aree svantaggiate dove i cantieri della banda ultra larga sono in forte ritardo. Il rischio? Un blackout digitale per le zone interne e una pioggia di ricorsi legali a Bruxelles.
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Il rame regge ancora l'Italia. Bruxelles vuole spegnerlo
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Entro il 2035, i vecchi cavi in rame che portano Internet e telefonia nelle case europee dovranno essere spenti. Lo stabilisce il Digital Networks Act (DNA), la proposta di regolamento europeo sulle telecomunicazioni presentata dalla Commissione il 21 gennaio 2026 e attualmente in fase di negoziazione tra Parlamento europeo e Consiglio dell'UE. A differenza di una direttiva, che ogni Stato deve recepire con una legge nazionale, un regolamento entra in vigore direttamente in tutta l'Unione, senza passaggi intermedi. L'obiettivo dichiarato è spingere la transizione alla fibra ottica. Ma un parere legale commissionato da Connect Europe, l'associazione che riunisce i principali operatori di rete del continente, avverte che il piano potrebbe essere illegittimo. Secondo l'analisi del professor Roberto Mastroianni, ordinario di Diritto dell'Unione europea all'Università Federico II di Napoli ed ex giudice presso la Corte di Giustizia dell'UE, imporre per legge la data di spegnimento di infrastrutture private viola i trattati europei: è come obbligare qualcuno a demolire un edificio di sua proprietà senza risarcirlo.

Per l'Italia il problema è concreto. Secondo l'Osservatorio sulle Comunicazioni 4/2025 di AGCOM, circa 2,5 milioni di linee fisse — meno del 12% del totale — si appoggiano ancora al rame puro, soprattutto nelle aree interne dove stendere la fibra ottica non conviene economicamente. TIM gestisce la maggioranza di questi cavi attraverso la cosiddetta rete secondaria, quella che dall'armadio stradale arriva fino all'abitazione. Gli operatori hanno pagato per anni i diritti di accesso a queste infrastrutture e ne hanno sostenuto la manutenzione. Se Bruxelles ne impone la chiusura senza prevedere indennizzi, si configura quello che i giuristi chiamano «esproprio indiretto» — una misura che i trattati europei ammettono solo quando c'è un interesse pubblico prevalente, la misura è proporzionata e viene riconosciuto un risarcimento.

La fibra non arriva ovunque


La rete in fibra ottica cresce, ma non copre ancora tutto il Paese. Secondo la Broadband Map AGCOM aggiornata al IV trimestre 2025, la fibra FTTH — quella che arriva direttamente in casa — è disponibile per il 77,19% delle famiglie italiane, e il 93,21% dei comuni ha almeno un'abitazione servita. Il problema è che disponibile non significa connesso: l'Osservatorio AGCOM 4/2025 certifica che a settembre 2025 solo il 32,9% delle linee fisse attive usava la fibra pura, mentre molti utenti si connettono ancora attraverso un tratto finale in rame. In Basilicata, Molise e nelle zone montane di Piemonte e Calabria ci sono frazioni dove l'unica connessione disponibile è la vecchia linea telefonica in rame, usata anche per telemedicina, didattica a distanza e comunicazioni d'emergenza. Stabilire per legge quando quella linea deve essere spenta non è armonizzare il mercato europeo: è prendere una decisione industriale al posto degli operatori.

Il parere legale rileva che il DNA non prevede tutele per i territori dove il mercato non funziona, zone in cui nessun operatore privato investe perché i costi superano i ricavi. In queste aree spetta allo Stato coprire il divario con fondi pubblici, ma i cantieri vanno a rilento. In Italia il Piano Banda Ultra Larga 2 ha accumulato ritardi nella fase di appalto e in diverse regioni i lavori non inizieranno prima del 2027. Pensare di completare la copertura e spostare tutti gli utenti sulla fibra entro otto anni appare fuori portata, considerate le difficoltà burocratiche locali e la mancanza di tecnici specializzati.

Diritto europeo contro imposizioni tecnologiche


Al problema operativo si sovrappone quello normativo. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea tutela la proprietà privata all'articolo 17 e la libertà d'impresa all'articolo 16, ammettendo limitazioni solo se ricorre un motivo di interesse generale, la misura è proporzionata e viene pagato un indennizzo. Gli operatori sostengono che nessuna di queste condizioni sia soddisfatta: il DNA imporrebbe lo spegnimento senza risarcire chi ha investito in quelle reti.

La Commissione ha fondato il DNA sulla competenza di armonizzazione del mercato interno, l'articolo 114 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea. La misura, sostiene Bruxelles, è necessaria per raggiungere gli obiettivi di connettività fissati dall'agenda europea Digital Decade. Ma è proprio qui che il parere Mastroianni affonda il coltello: quell'articolo del Trattato autorizza l'intervento europeo per eliminare ostacoli al mercato unico, non per dettare scelte tecnologiche agli operatori. Dire a un'azienda quando deve spegnere i propri impianti non è armonizzazione: è una decisione industriale presa al posto suo da Bruxelles. Se la Corte di Giustizia accogliesse questa lettura, l'intero impianto del DNA potrebbe essere annullato, con conseguenze che andrebbero ben oltre il solo capitolo del rame.

Il precedente della televisione analogica aiuta a capire la differenza. Lo switch-off televisivo in Italia, completato tra il 2008 e il 2012, richiese anni di preparazione, campagne informative, decoder sussidiati e un coordinamento tra Governo, Regioni e operatori. Anche allora c'erano zone montane mal coperte dal digitale terrestre, e furono necessari ripetitori aggiuntivi. Ma i tempi furono concordati con tutti gli attori coinvolti. Il DNA sceglie invece la strada opposta: una scadenza fissa, uguale per tutti, senza negoziato.

Contenziosi a catena e ricadute sui consumatori


Se i giudici nazionali o la Corte di Giustizia dessero ragione a Connect Europe, le conseguenze sarebbero serie. Gli operatori potrebbero chiedere risarcimenti miliardari agli Stati che hanno applicato la norma europea. I Governi si troverebbero stretti tra l'obbligo di rispettare il DNA e il rischio di violare i diritti di chi ha investito nelle reti, innescando una crisi di fiducia nel sistema legislativo comunitario.

Il caso spagnolo offre un argomento che si ritorce contro l'impostazione di Bruxelles. Telefónica ha completato lo switch-off della propria rete in rame il 27 maggio 2025, al termine di un processo avviato nel 2014 e condotto in modo volontario sotto la supervisione della CNMC, l'autorità regolatoria nazionale. Il percorso non fu lineare — le scadenze furono riviste più volte — ma il traguardo fu raggiunto grazie alla negoziazione continua tra azienda, regolatore e Governo, non a un mandato calato dall'alto. È esattamente il modello che il DNA rischia di rendere impossibile, sostituendo la trattativa con un termine perentorio uniforme per tutti e ventisette gli Stati membri, indipendentemente dal loro grado di maturità infrastrutturale.

In Italia, AGCOM ha avvertito che qualsiasi piano di switch-off deve essere concordato con l'Autorità e subordinato alla disponibilità di alternative equivalenti o superiori. La rigidità temporale prevista da Bruxelles mal si concilia con questa cautela, generando tensioni tra livello europeo e nazionale che potrebbero rallentare, paradossalmente, proprio la transizione che il DNA dichiara di voler accelerare.

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Superinteressante #9 — Pronti non si diventa aspettando


Lunedì sono tornato in palestra. Tre mesi di stop — da quando sono nati i gemelli non avevo più toccato un peso. Sapevo che sarebbe stato brutto. Non sapevo quanto. I manubri che prima usavo per il riscaldamento adesso sono il mio massimale. La corsa che facevo per scaldarmi adesso mi lascia senza fiato dopo cinque minuti. Il corpo che avevo tre mesi fa non esiste più — al suo posto c'è uno che arranca, che suda subito, che deve sedersi tra una serie e l'altra.

La cosa peggiore non è stata la fatica. È stata la voce nella testa che diceva: forse è meglio aspettare un'altra settimana. Forse lunedì prossimo sarai più riposato. Lunedì prossimo — la frase più pericolosa del mondo. Perché lunedì prossimo è già passato tre volte, e ogni volta che passa il divario tra chi eri e chi sei diventa un po' più grande.


La parte più dura di ricominciare non è lo sforzo. È lo scarto — la distanza tra l'immagine che hai di te e quello che sei adesso. Il cervello ha ancora l'immagine di te che sollevi quel peso, che corri quella distanza, che reggi quell'intensità. Il corpo no. Il corpo è fermo da novanta giorni e te lo fa sapere a ogni ripetizione. E la reazione naturale è rimandare — aspettare di sentirti pronto, di avere più energia, di aver dormito meglio, di aver trovato il programma giusto.

Ma "sentirsi pronti" è una trappola. Pronti non si diventa aspettando — si diventa facendo. Nessuno è mai tornato in forma pensandoci. Nessuno ha mai ripreso un'abitudine dal divano. Il primo allenamento dopo una pausa lunga è pensato per essere brutto. Non è un incidente — è il prezzo d'ingresso. Il pedaggio che paghi per rientrare. E va bene così, perché non devi fare un buon allenamento. Devi fare un allenamento. Punto.

Dopo quel primo giorno orribile succede una cosa: il secondo è leggermente meno orribile. Il terzo un po' meno ancora. Non perché il corpo sia cambiato — quello ci mette settimane. Ma perché la testa ha fatto il passo più importante: ha smesso di aspettare e ha iniziato a muoversi. E quel passo cambia tutto il resto.


"Over time, once those new ways of thinking and behaving establish themselves, your beliefs about yourself can begin to shift too. So you genuinely become someone who prioritizes health and fitness, not by the initial goal of running a marathon, but by persisting with a new lifestyle."

— Dr Julie Smith, Why Has Nobody Told Me This Before?


Non ricominci per tornare dove eri. Ricominci per diventare uno che si muove. L'identità non cambia prima del comportamento — cambia dopo. Prima fai, poi diventi. Il primo giorno in palestra non è il giorno in cui torni in forma. È il giorno in cui smetti di essere uno che sta fermo.


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Polaroid Go Generation 3 ufficiale: la fotocamera istantanea pensata per la Gen Z


Pensata per una Generazione Z che riscopre il valore dei momenti autentici, la Polaroid Go Generation 3 combina design portatile, semplicità d'uso e il fascino senza tempo della fotografia analogica
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In vista dell’estate che si avvicina, Polaroid ha annunciato il lancio della nuova Polaroid Go Generation 3, la migliore Polaroid Go di sempre. Compatta e tascabile, la nuova instant camera utilizza le iconiche pellicole Polaroid Go, mantenendo intatta la celebre cornice bianca che ha fatto la storia del brand. Si tratta di una soluzione nata per catturare i momenti quotidiani in modo del tutto spontaneo, ovunque ci si trovi, trasformando l'istante in un ricordo tangibile.

Il lancio arriva in un momento in cui le nuove generazioni mostrano un crescente interesse verso esperienze più autentiche, intenzionali e tangibili. Dai concerti phone-free ai locali che invitano a disconnettersi, fino al ritorno delle estetiche low-fi e analogiche, sempre più giovani scelgono esperienze capaci di creare ricordi reali, personali e duraturi. Essendo la fotocamera instant analogica più piccola di Polaroid, Go Generation 3 è progettata per accompagnare viaggi, festival, fine settimana e momenti social spontanei. Facile da portare sempre con sé e intuitiva da utilizzare, integra uno specchio frontale per i selfie, funzione autoscatto per le foto di gruppo e ora anche la modalità a doppia esposizione per creare foto ancora più creative.

Con Polaroid Go Generation 3 volevamo progettare la fotocamera instant più piccola al mondo senza scendere a compromessi sulla qualità fotografica - commenta Stine Bauer Dahlberg di Polaroid - ci siamo concentrati sul perfezionamento del sistema ottico, sull’integrazione di un flash realmente potente e sull’ottimizzazione della fotocamera per selfie ravvicinati di alta qualità. Ogni scelta progettuale nasce dal modo in cui le persone utilizzano realmente una fotocamera così compatta, garantendo ottime prestazioni in diverse condizioni di luce.


La nuova Polaroid Go Generation 3 è disponibile in diverse colorazioni tra cui Nero, Viola, Verde acqua e Bianco su polaroid.nital.it e presso rivenditori selezionati dal prossimo 16 giugno.

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Trump concede la grazia a un ex deputato condannato per insider trading


L'ex deputato repubblicano dell'Indiana era stato condannato nel 2023 a 22 mesi per insider trading su due fusioni aziendali. La grazia è stata appoggiata da decine di repubblicani.

Il presidente Trump ha concesso la grazia a Stephen Buyer, l'ex deputato repubblicano dell'Indiana che nel 2023 era stato condannato a 22 mesi di carcere per aver usato informazioni riservate per guadagnare in borsa più di 330mila dollari. Il provvedimento, datato 4 giugno, è stato reso pubblico dalla Casa Bianca nella tarda serata di venerdì 6 giugno.

Buyer, 67 anni, era stato eletto per la prima volta alla Camera nel 1992 e aveva lasciato il Congresso nel 2011 per assistere la moglie, a cui era stata diagnosticata una malattia autoimmune. Dopo il ritiro aveva aperto una società di consulenza. Secondo le autorità federali, aveva ricevuto informazioni riservate da due dei suoi clienti e le aveva poi usate per operazioni illecite in borsa.

Il primo caso risale al 2018. Secondo la Securities and Exchange Commission (la Consob americana), Buyer aveva saputo da un dirigente di T-Mobile, un suo cliente, che la compagnia stava per acquisire Sprint. Aveva quindi comprato 568mila dollari di azioni Sprint, aumentate di valore di oltre 107mila dollari dopo l'annuncio della fusione da 26,5 miliardi di dollari.

Nel 2019 aveva fatto lo stesso con il titolo Navigant: aveva saputo da un altro cliente, la società di consulenza Guidehouse, che avrebbe acquisito la concorrente, e aveva comprato più di un milione di dollari di azioni Navigant. Dopo l'annuncio dell'acquisizione le aveva rivendute con un profitto di oltre 227mila dollari.

Buyer era stato condannato nel 2023 da una giuria federale di Manhattan a 22 mesi di carcere, con l'obbligo di restituire più di 350mila dollari di guadagni illeciti e una multa di 10mila dollari. Aveva scontato la pena ed era stato rilasciato nel 2025. A maggio 2026 la Corte Suprema aveva respinto il suo appello senza commenti né dissensi espliciti.

Nella proclamazione della grazia, definita "piena, completa e incondizionata", il presidente ha citato la carriera "illustre e molto produttiva" di Buyer come giudice avvocato nell'esercito e come deputato. Il testo non menziona i reati per cui era stato condannato. Buyer, che si è sempre dichiarato innocente, ha detto che la grazia "corregge un'azione penale motivata politicamente" e che è stato "orribile essere incarcerato per un crimine che non ho commesso".

La grazia è stata appoggiata da decine di parlamentari repubblicani in carica e passati. Il 31 maggio Trump aveva condiviso su Truth Social due lettere che chiedevano la clemenza per Buyer: una firmata da più di quaranta ex deputati repubblicani e una da cinque deputati repubblicani in carica, tra cui Tom Cole dell'Oklahoma, Ken Calvert della California e Pete Sessions del Texas. Nella lettera degli ex deputati, Buyer veniva descritto come "preso di mira dallo stato profondo" per il suo ruolo di procuratore della Camera nel processo di impeachment contro Bill Clinton nel 1998. La grazia è stata appoggiata anche dai senatori Lindsey Graham della South Carolina e Roger Wicker del Mississippi, e dall'ex speaker della Camera John Boehner.

La grazia a Buyer si inserisce in un'ondata più ampia di provvedimenti di clemenza firmati dal presidente dal suo ritorno alla Casa Bianca. Decine di grazie sono state concesse a persone accusate di reati finanziari, alimentando quella che il New York Times ha descritto come una vera e propria industria di operatori della destra assunti per portare le richieste di clemenza al presidente.

Al Congresso si discute da tempo di vietare ai parlamentari di comprare e vendere azioni individuali. Lo stesso Trump ha ripetutamente dichiarato di essere favorevole a un divieto, dicendosi pronto a firmare una legge, come riportato da ABC News. A gennaio 2026 i repubblicani della Camera avevano fatto avanzare un disegno di legge che impone alcune restrizioni sulle operazioni in borsa dei deputati e dei loro parenti, anche se i democratici avevano denunciato la presenza di scappatoie che ne minavano l'efficacia.

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La rassegna stampa di domenica 7 giugno 2026


Tensioni nel GOP in vista delle midterm, Hegseth definisce "invasione" la migrazione in Europa, il Pentagono indica Israele come crescente minaccia di spionaggio, Mamdani accusa i Democratici di aver perso il contatto con i lavoratori

Questa è la rassegna stampa di domenica 7 giugno 2026

Trump alle prese con tensioni interne al GOP mentre si avvicinano le midterm


Il presidente Donald Trump è atteso domenica a un'intervista con NBC nel programma "Meet the Press" dopo una settimana caratterizzata da nuovi minimi nei sondaggi di approvazione e da crescenti frizioni con i senatori repubblicani diventate ormai pubbliche. Con le elezioni di metà mandato all'orizzonte, la Casa Bianca affronta pressioni politiche crescenti su economia, immigrazione e politica estera.

Fonti: The Hill

Hegseth attacca l'Europa sulla migrazione in un discorso per il D-Day in Normandia


Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha pronunciato un duro intervento a Omaha Beach, in Normandia, paragonando i flussi migratori verso il continente europeo a un'"invasione" delle spiagge, a 82 anni esatti dallo sbarco degli Alleati. Le sue parole hanno suscitato critiche per il parallelo tra la liberazione dell'Europa dal nazismo e l'attuale dibattito sulle politiche migratorie europee.

Fonti: BBC News

Il Pentagono considera Israele una crescente minaccia di spionaggio


Il Dipartimento della Difesa ha alzato al livello massimo la propria valutazione della minaccia controspionaggio e ritiene che Israele abbia intercettato i negoziati statunitensi con l'Iran. Si tratta di un cambio di passo significativo nei rapporti tra Washington e uno dei suoi più stretti alleati storici.

Fonti: The New York Times

L'Amministrazione valuta l'uso di beni iraniani congelati per risarcire gli alleati del Golfo


L'Amministrazione Trump sta esaminando una proposta per indirizzare i beni iraniani sotto sanzione verso il finanziamento delle riparazioni dei danni di guerra subiti dagli alleati del Golfo, e a copertura di eventuali distruzioni future. Il piano arriva in un momento di tensione tra Washington e i partner regionali per gli effetti del recente conflitto con Teheran.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

Il consigliere AI della Casa Bianca Sriram Krishnan lascia l'incarico


Sriram Krishnan, investitore tecnologico e consigliere senior della Casa Bianca per le politiche sull'intelligenza artificiale, ha confermato che lascerà il proprio ruolo alla fine del mese. È stato una figura chiave nei piani strategici dell'Amministrazione Trump in materia di AI, e la sua uscita arriva in una fase delicata per la definizione delle regole del settore.

Fonti: The Hill, Bloomberg

Mamdani: il Partito Democratico ha perso il contatto con i lavoratori


Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che il Partito Democratico ha smarrito il proprio radicamento tra le classi lavoratrici dopo la sconfitta nelle presidenziali del 2024. L'intervento del sindaco progressista contribuisce al dibattito interno sulla direzione del partito in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The Hill

Una sentenza federale apre uno spiraglio agli immigrati che chiedono di restare negli Stati Uniti


Dopo la decisione di un giudice federale, molti immigrati le cui pratiche erano state congelate dall'Amministrazione hanno ripreso a sperare in una rapida ripresa delle procedure. Resta però l'incertezza sui tempi effettivi di applicazione della sentenza e sulle modalità con cui le agenzie federali la attueranno.

Fonti: The New York Times

OpenAI propone un fondo sovrano per dare agli americani una quota dell'intelligenza artificiale


OpenAI ha avanzato l'ipotesi di un fondo di tipo sovrano per distribuire ai cittadini americani parte dei benefici economici dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. L'idea punta a contenere l'inquietudine pubblica sull'impatto del settore su lavoro e disuguaglianze nei prossimi anni.

Fonti: Financial Times

Pence contro le grazie di Trump ai rivoltosi violenti del 6 gennaio


L'ex vicepresidente Mike Pence ha criticato la decisione del presidente Trump di concedere il perdono ai partecipanti all'assalto a Capitol Hill che avevano usato violenza contro le forze dell'ordine, vandalizzato proprietà pubbliche o tentato di bloccare la certificazione delle elezioni del 2020. Le sue parole sono arrivate in un'intervista a "Real Time with Bill Maher" su HBO.

Fonti: The Hill

Almeno una dozzina di feriti in una sparatoria a un festival in Ohio


Almeno dodici persone sono state colpite da colpi d'arma da fuoco vicino all'Old West End Festival di Toledo, in Ohio, e la polizia ha avviato una caccia ai responsabili. Secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trattato di uno scontro a fuoco tra due individui in mezzo alla folla del festival.

Fonti: BBC News, Fox News

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Gli Stati Uniti frenano sui Tomahawk alla Germania per timore di Mosca


Gli Stati Uniti si preparano a cancellare l'intesa siglata da Biden per la fornitura di missili Tomahawk alla Germania, per paura della reazione di Mosca. Berlino, in attesa di risposta da un anno e mezzo, resterà così senza i missili a lungo raggio che ritiene indispensabili.

Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per il dispiegamento di missili Tomahawk in Germania, anche per il timore che la Russia lo consideri come un'escalation. Lo riporta in esclusiva Politico, che cita due funzionari europei e uno statunitense. Se confermato, si tratterebbe di una netta marcia indietro rispetto all'intesa raggiunta durante l'Amministrazione Biden per la loro fornitura con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Europa.

Secondo i funzionari citati, Washington teme ora una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump decidesse di schierare missili di precisione nel cuore del continente europeo. La rinuncia alla loro fornitura, però, lascerebbe Berlino senza poter far conto su sistemi che i leader tedeschi considerano essenziali per rafforzare la propria deterrenza contro la Russia.

Difesa · Europa

Tomahawk negati: la retromarcia americana lascia Berlino senza missili


Il Pentagono si prepara a cancellare il piano dell'era Biden per fornire missili cruise alla Germania. Pesano il timore di una ritorsione russa e le scorte già consumate nella guerra con l'Iran.

Fonti: Politico, WELT 4 giugno 2026

L'intesa
2024

La cancellazione
2026

L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura dei Tomahawk
Il Pentagono si prepara a cancellare il piano per timore della reazione di Mosca

Nel mezzo: una richiesta tedesca senza risposta da 18 mesi e 5.000 soldati Usa ritirati dalla Germania

Esplora in dettaglio
1 Retromarcia 2 Motivi 3 Disimpegno 4 Berlino

Due anni, una promessa ritirata

Dall'annuncio dell'era Biden alla cancellazione attesa


La fornitura dei Tomahawk era il pilastro dell'intesa sulla deterrenza europea. Passo dopo passo, Washington l'ha svuotata di significato.

Tocca un evento per i dettagli

Luglio 2024
Usa e Germania annunciano l'intesa sui missili a lungo raggio

L'Amministrazione Biden concorda con Berlino la fornitura alla Germania di missili di precisione, tra cui i Tomahawk, per rafforzare la deterrenza contro la Russia.

Fine 2024
Berlino presenta la richiesta ufficiale di acquisto

Il Ministro della Difesa Boris Pistorius rivela che la domanda formale per acquistare i Tomahawk risale a un anno e mezzo fa. Washington non ha mai risposto.

Luglio 2025
Pistorius a Washington chiede anche i lanciamissili Typhon

Durante la visita negli Stati Uniti, il Ministro tedesco manifesta interesse per il sistema missilistico terrestre americano Typhon in grado di lanciare i Tomahawk.

Primavera 2026
Il Pentagono ritira circa 5.000 soldati dalla Germania

La decisione sorprende i funzionari europei e i falchi repubblicani: la presenza militare americana torna così ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina.

Maggio 2026
Merz mette in conto la rinuncia, Hegseth ammette il problema scorte

Il cancelliere dichiara di non aspettarsi più la fornitura: i missili scarseggiano. Al Congresso, il Segretario alla Difesa ammette che ricostituire le munizioni dopo la guerra in Iran richiederà diversi anni.

4 giugno 2026
Politico rivela: il piano sta per essere cancellato

Due funzionari europei e uno statunitense confermano che il Pentagono si prepara a fare marcia indietro, anche per il timore che Mosca consideri la fornitura come un'escalation.

Perché Washington frena

Due ragioni dietro la marcia indietro del Pentagono


La cancellazione attesa non nasce solo dal calcolo politico verso Mosca: pesa anche un arsenale sempre più ridotto dopo la guerra con l'Iran.

1

Il timore della reazione russa

Washington teme una ritorsione di Mosca se l'Amministrazione Trump dovesse fornire missili di precisione al Paese nel cuore del continente europeo. La cautela ribalta la logica dell'intesa originaria, nata proprio per scoraggiare la Russia.

2

Le scorte consumate contro l'Iran

Gli Stati Uniti hanno impiegato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Per il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ricostituire le scorte di munizioni richiederà diversi anni.

Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento.
Friedrich Merz · Cancelliere tedesco

Il quadro più ampio

La rinuncia alla fornitura di Tomahawk è un tassello del disimpegno Usa dalla NATO


In pochi mesi Washington ha ridotto truppe, caccia, droni e unità navali presenti in Europa, chiedendo agli alleati europei di assumersi la difesa convenzionale del continente.

5.000
Soldati ritirati dalla Germania in primavera

Pre-2022
Il livello a cui torna la presenza militare Usa

3
Le categorie di mezzi in riduzione: caccia, droni e unità navali

L'Europa deve farsi avanti ora e nel breve termine.
Gen. Alexus Grynkewich · Comandante supremo della NATO

L'obiettivo dichiarato

Secondo il Pentagono, la riduzione serve a dare agli alleati la chiarezza necessaria perché assumano la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa, mentre mezzi e truppe americane vengono ricollocati altrove.

Il problema concreto

La Germania resta esposta ai missili russi alle sue porte


Senza i Tomahawk, con gittata superiore ai 1.600 km, Berlino perde un tassello chiave della sua capacità di risposta a lungo raggio che considera essenziale di fronte agli arsenali missilistici già schierati da Mosca.

Kaliningrad · Exclave russa
Missili Iskander

A capacità nucleare, dispiegati da tempo nell'exclave incastonata tra Polonia e Lituania, a ridosso del territorio NATO.

Bielorussia
Missili Oreshnik

Ipersonici a medio raggio, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti partendo dal territorio bielorusso.

A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze.
Boris Pistorius · Ministro della Difesa tedesco

La corsa contro il tempo

Berlino valuta ora alternative europee per i missili di precisione a lungo raggio di cui ha bisogno. Ma molti analisti temono che il ritiro americano costringa l'Europa a colmare le proprie lacune più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

Fonti Politico (4 giugno 2026, esclusiva con due funzionari europei e uno statunitense), WELT, dichiarazioni pubbliche di Merz, Pistorius, Hegseth e Grynkewich.

Il disimpegno americano dalla NATO


Il ripensamento sulla fornitura dei Tomahawk si inserisce in un disimpegno americano più ampio dall'Alleanza Atlantica. In primavera il Pentagono ha ordinato il rientro di circa 5.000 soldati dalla Germania, una decisione che ha sorpreso i funzionari europei e i falchi repubblicani, riportando la presenza militare statunitense ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina. Questa settimana, durante una conferenza dei vertici militari, gli Stati Uniti hanno annunciato ulteriori riduzioni della presenza di caccia, droni e unità navali, come riportato da WELT.

L'Europa "deve farsi avanti ora e nel breve termine", ha detto ai leader militari dei Paesi NATO il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO e capo delle forze americane in Europa, spiegando che gli Stati Uniti "ricollocheranno" mezzi e truppe altrove. Un funzionario del Dipartimento della Difesa ha spiegato a Politico che l'obiettivo è dare agli alleati la chiarezza necessaria affinché assumano "la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa".

Sul ripensamento pesa probabilmente anche la riduzione delle scorte americane. Gli Stati Uniti hanno consumato migliaia di missili Tomahawk e intercettori Patriot nelle prime settimane della guerra con l'Iran. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ammesso al Congresso il mese scorso che serviranno "diversi anni" per rimpiazzare le munizioni utilizzate.

Berlino senza risposta da un anno e mezzo


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva già messo in conto questo scenario. Il mese scorso ha dichiarato alla televisione pubblica tedesca di non aspettarsi più la fornitura dei Tomahawk, missili cruise con una gittata superiore ai 1.600 km, perché disponibili in numero limitato: "Gli americani non ne hanno abbastanza nemmeno per loro in questo momento".

Da parte sua, il Ministro della Difesa Boris Pistorius ha rivelato che la Germania ha presentato "un anno e mezzo fa" una richiesta ufficiale per acquistare i Tomahawk, senza però ricevere risposta. "A essere onesti, visto lo stato attuale del mondo, non ho molte speranze", ha detto. Pistorius aveva manifestato interesse anche per il sistema missilistico terrestre americano Typhon, in grado di lanciare i Tomahawk, durante una visita a Washington lo scorso luglio.

Per Berlino il problema però è concreto e immediato. La Russia ha da tempo dispiegato missili Iskander a capacità nucleare a Kaliningrad, exclave russa che si trova tra Polonia e Lituania, così come missili a medio raggio ipersonici Oreshnik in Bielorussia, in grado di raggiungere tutta l'Europa in pochi minuti. I funzionari tedeschi stanno ora valutando alternative europee per dotarsi di missili di precisione a lungo raggio in risposta a queste minacce russe. Molti analisi temono però che il ritiro americano costringa l'Europa a dover colmare le proprie lacune militari più rapidamente di quanto la sua industria della difesa sia in grado di fare.

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Israele sta spiando gli Stati Uniti?


La Defense Intelligence Agency ha portato la minaccia Israele al livello "critico". Si temono intercettazioni sui negoziatori americani del cessate il fuoco con l'Iran

Il Pentagono ha innalzato al livello massimo la valutazione della minaccia di controspionaggio rappresentata da Israele, portandola da "alto" a "critico" nelle scorse settimane. La decisione è stata presa dalla Defense Intelligence Agency, l'agenzia di intelligence militare del Dipartimento della Difesa, come hanno rivelato al sito NBC News due funzionari americani in carica e un ex funzionario. La DIA ha diffuso un messaggio interno, visionato da uno dei funzionari, che porta il livello per Israele a "critico".

Alla base della scelta c'è il sospetto che Israele stia intensificando le operazioni di sorveglianza sui vertici dell'amministrazione Trump per ottenere informazioni sulle discussioni interne e sulle decisioni relative ai conflitti in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dal New York Times, recenti rapporti di intelligence americani indicano che i servizi israeliani avrebbero intercettato i negoziatori statunitensi impegnati a trattare un accordo di pace con l'Iran. Tra gli obiettivi ci sarebbero Steve Witkoff, il principale negoziatore del presidente Trump, Elbridge A. Colby, responsabile delle politiche del Pentagono, e Michael P. DiMino IV, suo vice per il Medio Oriente.

Colby è uno dei più noti sostenitori di una politica estera contenuta all'interno del governo americano, mentre DiMino si occupa direttamente di Medio Oriente, il che lo rende un interlocutore naturale per Israele. Un ex alto funzionario americano che ha lavorato a lungo con Israele ha detto al New York Times che l'abitudine di alcuni membri dell'amministrazione di volare su aerei privati, usare telefoni personali per questioni di sicurezza nazionale e rifiutare il personale delle ambasciate americane all'estero li ha resi bersagli particolarmente vulnerabili per i servizi segreti, sia di alleati che di avversari. Anche altri funzionari in carica hanno ammesso che l'uso di cellulari personali da parte dei vertici americani li ha trasformati in obiettivi facili da intercettare.

Il documento della DIA, sette pagine con un grafico, elenca una serie di episodi concreti che hanno fatto crescere la preoccupazione. Nel 2021 ufficiali dell'intelligence militare israeliana furono sorpresi a piazzare dispositivi di ascolto nel quartier generale della stessa DIA. L'anno scorso agenti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, hanno tentato di installare una cimice in un veicolo del Secret Service, l'agenzia che protegge il presidente. Più di recente, personale militare americano di stanza in Israele ha scoperto che software per intercettare le comunicazioni era stato installato di nascosto sui loro telefoni. Il documento indica che gli episodi di controspionaggio hanno cominciato a moltiplicarsi dalla fine del 2024, quando l'amministrazione Biden premeva su Israele perché riducesse gli attacchi a Gaza e sono proseguiti nel 2025 con l'amministrazione Trump che valutava le opzioni per colpire l'Iran.

Spionaggio israeliano negli Stati Uniti

Il Pentagono mette sotto osservazione l'alleato più stretto


La Defense Intelligence Agency classifica come "critica" la minaccia dello spionaggio israeliano. Washington teme che il governo Netanyahu voglia sorvegliare i vertici dell'Amministrazione per anticipare le mosse di Trump sulla guerra con l'Iran.

Fonte: NBC News Due funzionari Usa in carica e un ex funzionario

Allerta controspionaggio assegnata dalla DIA
Critico

È il livello massimo della scala. Riguarda Israele, il più stretto alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Basso

Moderato

Elevato

Critico

Esplora in dettaglio
1 L'allerta 2 Lo scontro 3 Le smentite 4 I precedenti

La valutazione della DIA

Un documento interno di 7 pagine classifica lo spionaggio israeliano come minaccia critica


Secondo Washington, Israele vuole conoscere in anticipo le scelte della Casa Bianca sui conflitti in Medio Oriente. I funzionari non sanno se sia stato un singolo episodio a far scattare l'innalzamento.

Massimo
Livello raggiunto dall'allerta sulla scala della DIA

7
Pagine del documento, con una tabella riassuntiva

3
Funzionari Usa che confermano a NBC News

Cosa cambia per i funzionari Usa
Maggiore cautela nei viaggi in Israele
Più prudenza negli incontri con le controparti israeliane
Telefoni e computer "usa e getta" nelle missioni ufficiali
Meno conversazioni nelle camere d'albergo

Cosa non cambia, per ora
La condivisione quotidiana di intelligence tra Washington e Israele sulla guerra con l'Iran prosegue senza ripercussioni
L'alleanza militare e diplomatica resta formalmente intatta

Il contesto politico

Trump e Netanyahu sono divisi su come chiudere la guerra con l'Iran


L'allerta arriva mentre i due leader si scontrano sulla strategia. Tocca i nomi per vedere le rispettive posizioni.

TDonald Trump

Donald Trump
Cerca un'uscita diplomatica dal conflitto

Dal cessate il fuoco di inizio aprile sta cercando un accordo con Teheran per chiudere la guerra lanciata il 28 febbraio
Preme su Israele perché riduca gli attacchi contro Hezbollah in Libano
In una telefonata questa settimana ha definito Netanyahu come un "fottuto pazzo"

NBenjamin Netanyahu

Benjamin Netanyahu
Vuole riprendere i bombardamenti

Spinge per riprendere le operazioni militari contro l'Iran
Si oppone alle pressioni americane per ridurre gli attacchi contro Hezbollah in Libano
Secondo Washington, il suo governo vorrebbe conoscere in anticipo le decisioni della Casa Bianca sui conflitti in Medio Oriente

Perché Israele spierebbe Washington

Secondo i funzionari citati da NBC News, il governo Netanyahu vuole capire una cosa sola: se Trump intenda riprendere le operazioni su larga scala contro l'Iran o chiudere il conflitto per via diplomatica.

Le reazioni

Due smentite secche, due silenzi


Le quattro risposte ufficiali alla ricostruzione di NBC News, una per una.

2Smentite
vs
2Silenzi

Ambasciata israeliana a Washington
Nega

"Accusa completamente falsa"
L'intelligence israeliana, sostiene il portavoce, è diretta "contro i nemici di Israele, non contro i suoi alleati".

Casa Bianca
Nega

"L'intera storia è falsa"
Un portavoce respinge in blocco la ricostruzione di NBC News.

Pentagono
Tace

Nessun commento
Il Dipartimento della Difesa non commenta la valutazione della sua stessa agenzia di intelligence.

Direttore dell'Intelligence Nazionale
Tace

Nessuna risposta
L'ufficio del DNI ignora le richieste di chiarimento.

Israele ha "un servizio di intelligence iperaggressivo", attivo da anni anche nei confronti di Washington.
Emily Harding, Center for Strategic and International Studies, a NBC News

Quarant'anni di spionaggio

Dallo scandalo Pollard alla guerra con l'Iran: come si arriva all'allerta di oggi


Tocca un evento per i dettagli.

Anni Ottanta
Il caso Jonathan Pollard, la ferita mai chiusa

L'analista dell'intelligence della Marina americana vende documenti top secret a Israele. Sconterà 30 anni di carcere: è il precedente più clamoroso dello spionaggio israeliano negli Stati Uniti.

2013
Snowden rivela che anche gli Usa spiano gli alleati

Le rivelazioni di Edward Snowden mostrano che Washington intercettava il telefono della cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo spionaggio tra alleati non è quindi un'esclusiva israeliana.

28 Feb 2026
Israele e Stati Uniti lanciano la guerra contro l'Iran

Inizia il conflitto che sta ridisegnando gli equilibri della regione e mettendo alla prova l'alleanza tra Washington e il governo Netanyahu.

Inizio Apr 2026
Entra in vigore il cessate il fuoco

Trump apre il canale diplomatico con Teheran per chiudere definitivamente la guerra. Netanyahu spinge invece per riprendere i bombardamenti: le strade dei due alleati si dividono.

Ultime settimane
La DIA porta l'allerta su Israele al livello "critico"

L'agenzia di intelligence del Pentagono diffonde una valutazione interna di 7 pagine. Negli stessi giorni, una telefonata tesa tra Trump e Netanyahu certifica la crisi di fiducia tra i due governi.

Fonte NBC News, sulla base di due funzionari americani in carica e un ex funzionario. Valutazione interna della Defense Intelligence Agency · Giugno 2026. Foto: The White House (D. Torok); GPO Israele (A. Ohayon, CC BY-SA 3.0).

L'allerta arriva in un momento di forte tensione tra Stati Uniti e Israele sulla conduzione della guerra contro l'Iran. I due paesi combattono fianco a fianco dal 28 febbraio, con una coordinazione militare senza precedenti: ufficiali israeliani lavorano gomito a gomito con i colleghi americani al Comando centrale statunitense e l'esercito americano condivide ogni giorno enormi quantità di informazioni tattiche e operative con le controparti israeliane. Ma gli obiettivi stanno divergendo. Dall'inizio di aprile, quando è stato raggiunto un cessate il fuoco, il presidente Trump sta portando avanti un negoziato diplomatico per chiudere il conflitto. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu spinge invece per riprendere i bombardamenti sull'Iran e ha pubblicamente espresso scetticismo sul fatto che Teheran rispetti un accordo.

La settimana scorsa i due leader hanno avuto una telefonata tesa, durante la quale Trump ha definito Netanyahu "pazzo", come lo stesso presidente ha poi ammesso ai giornalisti. Lo scontro riguarda anche il Libano: Trump preme su Israele perché ridimensioni gli attacchi contro Hezbollah, mentre Netanyahu insiste per colpire più duramente.

Un portavoce dell'ambasciata israeliana a Washington ha detto a NBC News che l'accusa è "completamente falsa": "Israele non raccoglie intelligence su entità americane, tantomeno su funzionari del governo degli Stati Uniti". Anche la Casa Bianca ha negato, definendo "falsa" l'intera storia. Il Pentagono non ha commentato. L'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, che supervisiona tutte le agenzie di intelligence americane inclusa la DIA, non ha risposto alle richieste di commento.

Che gli alleati si spiano a vicenda non è una novità. Anche gli Stati Uniti lo fanno, come rivelarono nel 2013 le fughe di notizie dell'ex contractor Edward Snowden, che mostrarono come Washington intercettasse i leader europei, compreso il telefono dell'allora cancelliera tedesca Angela Merkel. Israele però ha una reputazione consolidata di particolare aggressività nello spionaggio verso gli Stati Uniti. Negli anni Ottanta il caso di Jonathan Pollard, un analista della Marina americana che passò valigie di documenti segretissimi a Israele e trascorse trent'anni in prigione, creò una frattura profonda tra i due paesi.

Secondo il New York Times, il livello di minaccia assegnato a Israele è ora più alto di quello di qualsiasi altro alleato e superiore persino a quello di alcuni paesi apertamente ostili. L'unico alleato che si avvicina è la Corea del Sud, valutata "alta" in alcune circostanze. Un alto funzionario americano ha descritto l'aggressività della raccolta di intelligence israeliana sui vertici dell'amministrazione Trump come "senza freni".

Sul piano pratico, l'innalzamento dell'allerta non sembra destinato a interrompere la condivisione quotidiana di informazioni tra i due paesi, essenziale per la guerra in corso. Ma i funzionari americani useranno ancora più cautela quando si recheranno in Israele o incontreranno colleghi israeliani. Già oggi, come ha spiegato a NBC News uno dei funzionari, gli americani prendono precauzioni supplementari: telefoni e computer usa e getta, massima attenzione a ciò che si dice nelle camere d'albergo durante le missioni ufficiali.

Emily Harding, vicepresidente del dipartimento Difesa e Sicurezza del Center for Strategic and International Studies, ha detto a NBC News che Israele ha "servizi di intelligence iper-aggressivi" ed è "estremamente interessato a quello che facciamo". La combinazione tra la strettissima cooperazione militare in corso e il disallineamento crescente sugli obiettivi politici della guerra rende questa fase particolarmente delicata, con il rischio concreto di incrinare la fiducia reciproca tra i due alleati.

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Agea, nel 2025 erogati oltre 10 miliardi di euro: crescita record e accelerazione sulla digitalizzazione


Presentato l’Annual Report: aumentano i fondi al settore agricolo, focus su innovazione, controlli e ricambio generazionale

Oltre 10 miliardi di euro erogati nel corso del 2025, con un incremento del 24,8% rispetto all’anno precedente, e una strategia sempre più orientata alla digitalizzazione dei processi e alla gestione avanzata dei dati. Sono i principali elementi emersi dalla presentazione del secondo Annual Report di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, illustrato presso la Tenuta Pantano Borghese di Monte Compatri davanti a una platea di oltre 350 partecipanti, in larga parte rappresentanti del mondo agricolo.

Secondo i dati presentati dall’Agenzia, dal 2023 al 2025 le risorse complessivamente immesse nel sistema agricolo nazionale hanno superato i 15 miliardi di euro. Un risultato che si inserisce in un contesto economico nel quale il comparto agroalimentare italiano rappresenta una delle principali filiere produttive del Paese, con un valore complessivo superiore ai 700 miliardi di euro e un contributo stimato intorno al 15% del prodotto interno lordo.

L’analisi delle erogazioni evidenzia una crescita diffusa nei principali strumenti di sostegno. Le risorse destinate al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) hanno superato i 5,1 miliardi di euro, registrando un aumento del 35,2% rispetto al 2024. Gli aiuti diretti finanziati attraverso il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro (+10,8%), mentre gli interventi destinati agli indigenti si sono attestati a 182 milioni di euro (+63,4%). In forte crescita anche gli aiuti nazionali, che hanno toccato quota 241 milioni di euro, con un incremento del 141% rispetto all’anno precedente.

Tra i risultati evidenziati figura inoltre il superamento del rischio di disimpegno automatico delle risorse europee per lo sviluppo rurale relative al periodo 2014-2022, grazie a un livello di utilizzo dei fondi superiore al 99%.

Nel corso della presentazione è stato sottolineato il percorso di trasformazione dell’Agenzia, che punta a rafforzare il proprio ruolo non soltanto come organismo pagatore, ma anche come infrastruttura pubblica a supporto della competitività del settore agricolo. In questo quadro si inserisce il progetto “AgeaIT”, previsto dal disegno di legge “ColtivaItalia”, che mira a sviluppare un polo tecnologico pubblico specializzato nella gestione dei dati agricoli.

Attualmente Agea gestisce oltre 230 terabyte di dati e sta ampliando le proprie competenze nei settori della cybersicurezza, dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio satellitare. Tra gli strumenti illustrati figurano la Carta Nazionale dell’Uso del Suolo e il sistema AMS (Area Monitoring System), utilizzati per il controllo continuo delle superfici agricole e per la riduzione delle contestazioni successive alle verifiche amministrative.

L’evoluzione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) rappresenta uno degli assi portanti della strategia di innovazione. L’obiettivo dichiarato è trasformare la piattaforma in uno strumento in grado di integrare informazioni provenienti dalle banche dati pubbliche, semplificando la compilazione delle domande di sostegno e riducendo gli adempimenti a carico delle aziende agricole. In tale contesto si inserisce anche il progetto del Fascicolo Aziendale “Intelligente”, concepito per automatizzare parte delle procedure amministrative e rendere più rapide le attività istruttorie.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle attività di controllo e prevenzione delle irregolarità. Nel 2025 Agea ha rafforzato il proprio sistema di analisi preventiva attraverso la strategia ARACHNE-SAS, sviluppata dall’Ufficio Antifrode e Risk Compliance. L’attività ha consentito di individuare oltre 2.200 posizioni considerate ad alto rischio nell’ambito di un campione di oltre 56.000 beneficiari analizzati. Parallelamente, il recupero di risorse pubbliche tramite il Registro Debitori ha superato i 73 milioni di euro.

Nel documento viene inoltre richiamata la delibera n. 15/2025 della Corte dei Conti, che ha evidenziato il rafforzamento degli strumenti di prevenzione delle irregolarità e il progressivo passaggio da un approccio prevalentemente repressivo a uno orientato all’analisi preventiva del rischio.

Tra i soggetti coinvolti nel sistema dei controlli figura Agecontrol, società interamente partecipata da Agea e incaricata delle attività ispettive nel settore agroalimentare. Nel 2025 la società ha effettuato 116.788 interventi di controllo relativi ad aiuti per circa 667 milioni di euro. Nel comparto ortofrutticolo sono state certificate circa 655 mila tonnellate di prodotti in importazione e 659 mila tonnellate destinate all’export, per un valore commerciale delle esportazioni stimato in circa 1,45 miliardi di euro. L’esercizio si è chiuso con un utile di 144.406 euro e un patrimonio netto pari a 1,25 milioni di euro.

L’Annual Report dedica infine attenzione alle prospettive della Politica Agricola Comune dopo il 2027. Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’accessibilità agli strumenti di sostegno, il rafforzamento della reciprocità normativa e il ricambio generazionale. Tra il 2023 e il 2025 sono stati erogati 73 milioni di euro destinati specificamente ai giovani agricoltori.

Secondo le valutazioni illustrate dall’Agenzia, uno degli obiettivi strategici per i prossimi anni sarà favorire il recupero produttivo di circa 4 milioni di ettari di terreni oggi incolti ma potenzialmente ammissibili agli aiuti europei, con l’intento di incrementare la superficie agricola coltivata a livello nazionale. Una prospettiva che, nelle intenzioni dell’ente, dovrebbe contribuire a rafforzare la competitività del comparto e la capacità del sistema agricolo italiano di affrontare le sfide economiche e ambientali dei prossimi anni.

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Iliad 5G Box Casa: internet veloce anche senza fibra, la soluzione per navigare ovunque


Grazie alla rete 5G, la nuova offerta consente di navigare ad alta velocità senza interventi complessi o installazioni invasive
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iliad ha lanciato 5G BOX CASA, per portare Internet veloce e di qualità anche nelle aree non ancora raggiunte dalla fibra ottica (FTTH) iliad. L’offerta consente di navigare da casa con un router 5G di ultima generazione che sfrutta la connessione FWA (Fixed Wireless Access) e offre una connessione stabile e performante anche in assenza di fibra. Può essere attivata in modo semplice e veloce, l’installazione è facile e immediata, senza necessità di intervento tecnico, così che l’utente possa gestire tutto in autonomia e iniziare a navigare in pochi passaggi.

Compleanno Iliad: due offerte iconiche per festeggiare 8 anni in Italia
Iliad festeggia 8 anni in Italia, e lancia due offerte iconiche dedicate agli utenti mobile che confermano la strategia basata su trasparenza e convenienza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Dettagli dell'offerta 5G Box Casa


  • l’offerta è disponibile con un prezzo chiaro e trasparente che non subirà aumenti nel tempo. Chi è utente mobile iliad con offerta voce e dati da 9,99 euro al mese o superiore e metodo di pagamento automatico può usufruire di un vantaggio sul prezzo mensile dell’offerta e attivare 5G BOX CASA a 22,99 euro al mese; altrimenti l’offerta ha un prezzo di 26,99€ mensili bloccato per sempre;
  • può essere attivata da nuovi o già utenti iliad esclusivamente su indirizzi che non sono ancora raggiunti dalla fibra FTTH e che hanno un’ottima copertura della rete 5G;
  • include un router 5G di nuova generazione che supporta fino a 64 dispositivi contemporaneamente, fornito in comodato d’uso gratuito che consente di attivare la connessione in pochi semplici passaggi. Inoltre, il router è dotato di tecnologia easy mesh, che permette di collegare eventuali ripetitori Wi-Fi compatibili in un’unica rete, così il segnale può essere esteso in più ambienti della casa
  • prevede un’attivazione è semplice e veloce, in completa autonomia e senza necessità di intervento tecnico. Per iniziare a navigare bastano pochi passaggi: collegare il router, inserire la SIM dati fornita da iliad e completare l’attivazione dalla propria Area Personale. L’attivazione del servizio di linea fissa 5G BOX CASA prevede un costo una tantum pari a 39,99 euro;
  • non prevede nessun vincolo di permanenza, nessuna rateizzazione e nessun costo nascosto: l’offerta resta semplice e trasparente anche in caso di recesso.


Vantaggi Extra


Per chi è già utente mobile con un’offerta a 9,99 euro o superiore, insieme all’offerta 5G BOX CASA è possibile aderire all’iniziativa iliadclub, invitare fino a 4 SIM nel proprio gruppo e ottenere più GIGA per la propria offerta mobile.


Compleanno Iliad: l'operatore festeggia i suoi 8 anni con due offerte iconiche


Fin dal suo arrivo in Italia, iliad festeggia il suo compleanno come un’occasione per riaffermare i suoi valori identitari. Quest’anno, in particolare, l’operatore mette a disposizione per tutti le offerte TOP 250 PLUS e TOP 300 PLUS, con tantissimi giga per navigare in Italia e in Europa e la promessa di un prezzo che, una volta sottoscritto, non subirà variazioni nel tempo.

“Parlano i fatti”, il secondo spot con Megan Gale


Poche cose sono per sempre: “parlano i fatti”. Il nuovo spot vede ancora protagonista l'attrice e modella Megan Gale, questa volta catturata durante una scena di backstage e uno scambio di battute semplice e diretto. Megan, chiacchierando racconta di aver scelto iliad “per sempre”. Alla domanda su come possa esserne così sicura, risponde che “parlano i fatti”. Ed è proprio dai fatti che si ripercorre il successo di iliad, sottolinea il brand: una rete proprietaria che copre il 99% della popolazione italiana, un customer care che risponde dall’Italia e la certezza di sapere sempre quanto si spende.
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Due offerte top


Per celebrare il suo ottavo compleanno, iliad mette a disposizione degli utenti le sue due offerte TOP PLUS più popolari, attivabili fino al 30 giugno alle ore 15:00. Più in dettaglio:

  • TOP 250 PLUS è l’offerta a 9,99 euro al mese che include 250 GB per navigare in Italia con 5G e VoLTE, minuti e SMS illimitati e 25 GB extra dedicati alla navigazione in Europa;
  • TOP 300 PLUS è l’offerta a 11,99 euro al mese che include 300 GB in Italia con 5G e VoLTE inclusi, minuti e SMS illimitati, oltre a 30 GB extra dedicati alla navigazione in Europa.

Entrambe le offerte possono essere attivate da nuovi utenti, o già utenti iliad in upgrade, e danno la possibilità di accedere al vantaggio mobile + fibra per cui è possibile usufruire di uno sconto sull’attivazione delle offerte fibra iliad.

Inoltre, attivando le offerte TOP 250 PLUS o TOP 300 PLUS e con un’utenza fibra iliad attiva è possibile aderire all’iniziativa iliadclub, invitare fino a 4 SIM nel proprio gruppo e ottenere più GIGA per la propria offerta.


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Trump fa indagare la California per frodi elettorali nelle primarie


Il presidente accusa senza prove i democratici di "provare a rubare" le primarie, mentre lo spoglio erode il vantaggio repubblicano. Il procuratore Essayli annuncia indagini coordinate con l'Fbi.

L'Amministrazione Trump ha annunciato venerdì 5 giugno di aver aperto "molteplici indagini per frode elettorale" sulle primarie della California, due giorni dopo la chiusura delle urne e con lo spoglio ancora in corso. L'annuncio è arrivato dal procuratore federale per il distretto centrale della California, Bill Essayli, nominato dal presidente nel 2025, che ha parlato di indagini coordinate con l'FBI e di un "audit completo delle liste elettorali" dello Stato.

Il giorno prima Donald Trump aveva accusato su Truth Social i democratici di "provare a rubare" le primarie per la carica di governatore e di sindaco di Los Angeles. "I democratici ci riprovano! Stanno cercando di rubare le primarie per il governatore della California e per il sindaco di Los Angeles a due grandi candidati repubblicani", ha scritto il presidente. Venerdì, intervenendo a un evento pubblico in Wisconsin, è tornato sull'argomento: "Guardate cosa sta succedendo, il margine si restringe sempre di più. Uno Stato corrotto".

Le primarie californiane, che si sono tenute martedì 2 giugno, vedono al momento in vantaggio due candidati repubblicani appoggiati da Trump: Steve Hilton per la corsa a governatore contro il democratico Xavier Becerra, e Spencer Pratt per la sfida a sindaco di Los Angeles contro la democratica uscente Karen Bass. Con il progredire dello spoglio delle schede postali, però, il loro margine si sta progressivamente riducendo, un fenomeno del tutto fisiologico in California.

La California è lo Stato più popoloso del paese e ha uno dei sistemi di voto più permissivi verso il voto per corrispondenza: le schede vengono inviate automaticamente a tutti gli elettori registrati e restano valide se spedite entro il giorno delle elezioni e ricevute entro sette giorni. Il processo di conteggio può durare fino a trenta giorni e la certificazione definitiva è prevista per il 2 luglio, con il risultato ufficiale otto giorni dopo. Shirley Weber, segretaria di Stato della California, ha ricordato che "la precisione viene prima della velocità" e che lo Stato deve processare "milioni di schede".

Non tutti i repubblicani californiani hanno avallato la tesi dei brogli. Roxanne Beckford Hoge, leader locale del partito a Los Angeles, ha pubblicato sui social un comunicato in cui spiega ai suoi sostenitori che il ritardo è previsto dalla legge elettorale statale: tutte le schede spedite entro il giorno del voto, con timbro postale a fare fede, vengono conteggiate se ricevute entro il 9 giugno. Lo stesso Steve Hilton ha ammesso di non aver visto "nulla che giustifichi un'azione legale". Hilton ha chiesto una riforma delle norme sul voto postale, proponendo di limitare le schede a chi ne fa richiesta e di eliminare il periodo di grazia di sette giorni. Ha anche proposto di inviare un contingente di dipendenti statali nelle 58 contee per accelerare il conteggio. Jesse Salinas, presidente dell'associazione dei funzionari elettorali californiani, ha però risposto che l'idea sarebbe "più dannosa che utile": chiunque tocchi una scheda o un macchinario deve ricevere una formazione specifica e i centri di spoglio sono già al completo.

Sul piano concreto, venerdì mattina un procuratore federale aggiunto si è presentato al centro di spoglio della contea di Los Angeles, come riporta l'Associated Press. Gli è stato illustrato il programma e ha potuto assistere alle operazioni. L'ufficio elettorale della contea ha precisato che i funzionari "ospitano regolarmente osservatori in rappresentanza di un'ampia gamma di interessi". Non è la prima volta che il Dipartimento di Giustizia di Trump si interessa alle elezioni californiane: lo scorso autunno aveva inviato osservatori in cinque contee durante un'elezione speciale sulla mappa dei distretti elettorali.

La California è uno Stato a solida maggioranza democratica, dove non si è mai registrata una frode di dimensioni tali da influenzare un risultato elettorale. Trump sostiene da anni, senza prove, che milioni di immigrati irregolari votino a ogni scrutinio con l'assenso della sinistra. La novità è che ora, con le elezioni di metà mandato di novembre alle porte e i sondaggi che lo danno in difficoltà a causa della guerra in Iran e del caro-benzina, il presidente sembra voler costruire una narrazione preventiva per contestare eventuali sconfitte del suo partito. La sinistra vede in queste mosse le premesse di un nuovo tentativo di contestare i risultati del voto in caso di sconfitta.

L'ufficio stampa del governatore Gavin Newsom ha risposto con sarcasmo: "Trump mente di nuovo sulla California, è ora di togliere il telefono al nonno e metterlo a dormire". Dietro l'ironia c'è la preoccupazione che il presidente stia gettando le basi per non riconoscere la legittimità del voto di novembre, proprio come fece dopo la sconfitta del 2020 contro Joe Biden.

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Perché la California non sa contare i voti


Lo stato più popoloso d'America è il più lento nello scrutinio elettorale, e le scuse non reggono. Tra voti per posta e uffici sottofinanziati, i ritardi cronici alimentano complottismo e confusione.

Sono passati oltre tre giorni dalla chiusura dei seggi per le primarie della California e non si sa ancora chi abbia vinto la corsa per governatore, per sindaco di Los Angeles e per diversi seggi alla Camera. La ragione non è un testa a testa, un riconteggio o un disastro naturale: la California è semplicemente lentissima a contare i voti e questo esito era del tutto atteso.

Un'analisi pubblicata sul Silver Bulletin di Nate Silver, con dati raccolti da Eli McKown-Dawson, mostra che la California non ha scuse.

Nel 2024 la California ha impiegato tre giorni per contare appena il 70 per cento delle schede. Nello stesso lasso di tempo, la media dei cinquanta stati americani era già oltre il 95 per cento: la California si è piazzata all'ultimo posto. Ha raggiunto quel 95 per cento soltanto dieci giorni dopo il voto. Per le elezioni statali, come presidenziali, governatoriali e senatoriali, il risultato viene dichiarato in fretta perché lo stato non è competitivo e il margine è ampio. Ma quando le corse sono combattute, il ritardo diventa un problema nazionale. Nel 2024 i distretti congressuali 22 e 27 della California sono stati assegnati dopo settimane; il 13° distretto ha richiesto circa un mese. Più volte il paese ha dovuto aspettare la California per sapere quale partito avrebbe controllato la Camera.

Primarie California · Analisi

Lo Stato più lento d'America a contare i voti non ha scuse


A tre giorni dalla chiusura dei seggi, la California non sa ancora chi ha vinto le corse per governatore e per la Camera. Non è un testa a testa né un riconteggio: è la normalità di uno scrutinio che è tradizionalmente il più lento dei cinquanta Stati.

Analisi Silver Bulletin · Dati Eli McKown-Dawson Elezioni 2024 e primarie 2026

Schede scrutinate a tre giorni dal voto · 2024

California
70%

vs

Media dei 50 Stati
95%

Ultimo posto nazionale per velocità di scrutinio
Quota media già superata dagli altri Stati negli stessi tre giorni

La California raggiungerà il 95% delle schede scrutinate solo 10 giorni dopo il voto

Esplora in dettaglio
1 Il ritardo 2 Le scuse 3 Il mondo 4 Perché conta

Il dato di partenza

Tre giorni dopo il voto, quasi un terzo delle schede californiane resta ancora da contare


Percentuale di schede scrutinate a 72 ore dalla chiusura dei seggi alle elezioni 2024. La Florida, che pure è uno Stato grande e usa il voto postale così come la California, chiude lo scrutinio in poche ore.

Florida99% delle schede in poche ore
99%

Media dei 50 StatiOltre il 95% in tre giorni
95%

CaliforniaAll'ultimo posto tra i 50 Stati
70%

025%50%75%100%

Distretti 22 e 27
Settimane
Per assegnare i due seggi alla Camera nel 2024

13° distretto
~1 mese
Per dichiarare il vincitore

Indice MIT
41ª su 50
Per qualità dell'amministrazione elettorale

Più volte il Paese ha dovuto aspettare la California per sapere quale partito avrebbe controllato la Camera. Ma lo Stato non è più lento perché il conteggio è più accurato: è più lento e, spesso, anche meno efficiente.

Argomenti e controprove

Le quattro giustificazioni della California, smontate una per una


Apri ogni argomento per leggere perché i dati non lo sostengono.

1

«Siamo uno Stato enorme»
Quasi 40 milioni di abitanti, quarta economia del mondo

La controprova
La dimensione non spiega il ritardo: l'India, uno dei pochi sistemi al mondo più complessi della California, nel 2024 ha conteggiato 640 milioni di voti in un solo giorno.

~40 mln
Abitanti della California

640 mln
Voti conteggiati dall'India in un solo giorno

2

«L'80% degli elettori vota per posta»
Ogni firma va verificata a mano

La controprova
Anche in Oregon, Washington e Colorado si vota in larga misura per posta, ma tutti e tre gli Stati scrutinano più rapidamente. La Florida, pur con il 27% di voto postale, conta il 99% delle schede in poche ore, anche perché i funzionari possono iniziare a elaborarle prima dell'apertura dei seggi.

3

«Accettiamo le schede fino a 7 giorni dopo»
Basta il timbro postale entro il giorno del voto

La controprova
Il periodo di grazia non ha reso il voto più inclusivo: la quota di schede respinte perché arrivate in ritardo è rimasta identica, allo 0,5%, prima e dopo la sua introduzione. Il Colorado ammette le schede tardive solo in casi eccezionali, come per i militari all'estero.

0,5%
Schede respinte prima del periodo di grazia

0,5%
Schede respinte dopo il periodo di grazia

4

«Privilegiamo l'accuratezza»
L'argomento della Segretaria di Stato californiana Shirley Weber

La controprova
Il conteggio dei voti è estremamente accurato in tutti i cinquanta Stati, compresi quelli che chiudono lo scrutinio la sera stessa. E non esiste alcuna prova che frodi o errori siano meno diffusi in California: nell'indice MIT sulla qualità dell'amministrazione elettorale lo Stato è 41° su 50.

Il confronto internazionale

La maggior parte dei Paesi sviluppati chiude lo scrutinio delle elezioni nazionali ben prima che la California finisca di scrutinare


Tempo necessario per ottenere un risultato pressoché completo dopo la chiusura dei seggi. Per la California, si tratta dei giorni impiegati nel 2024 per superare il 95% delle schede.

Risultato entro 24 ore

FloridaPoche ore
GiapponeLa notte stessa
ColombiaLa mattina dopo
Regno UnitoLa mattina dopo
IndiaUn giorno

California 10 giorni

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

Giorno 3 70% scrutinato
Giorno 10 95% scrutinato

La Colombia ha votato per il presidente domenica: lunedì mattina era già disponibile il 99,98% del risultato. L'India ha conteggiato 640 milioni di voti in un giorno. La California, nel 2024, ha impiegato 10 giorni solo per arrivare al 95% di scrutinio delle proprie schede.

Le conseguenze

Il ritardo non è solo un fastidio: alimenta la sfiducia nel voto


Su questo punto concordano perfino Donald Trump, che parla di brogli, e il suo arcinemico, il governatore democratico della California, Gavin Newsom.

Dobbiamo riconoscere che più a lungo dura il conteggio, più disinformazione circola.
Gavin Newsom, governatore della California, in una lettera ai funzionari elettorali

L'illusione statistica
53%

Le schede scrutinate nel 6° distretto, dove il candidato democratico appare terzo solo perché i voti democratici espressi via posta vengono conteggiati più tardi.

La timida riforma
30 → 13 giorni

Prima

Ora

Il nuovo limite imposto alle contee per scrutinare la maggior parte delle schede. È un passo avanti, ma gli uffici elettorali restano sottofinanziati.

Il punto

Se si vuole che i cittadini abbiano fiducia nel sistema elettorale, il primo passo è costruirne uno che funzioni.

Fonte Silver Bulletin / Nate Silver, dati raccolti da Eli McKown-Dawson · MIT Elections Performance Index 2024 · CalMatters · Giugno 2026

La spiegazione più frequente è che la California è uno stato enorme, con quasi 40 milioni di abitanti e un'economia che da sola sarebbe la quarta al mondo. Invia una scheda postale a ogni elettore registrato e circa l'80 per cento degli elettori vota per posta. Quelle schede richiedono più tempo per essere elaborate, anche perché i funzionari devono verificare che la firma su ciascuna corrisponda a quella depositata. In più la California è molto permissiva sui tempi di arrivo: se la scheda è stata spedita entro il giorno delle elezioni, può arrivare fino a una settimana dopo ed essere comunque conteggiata. In queste primarie i democratici hanno restituito le schede in media più tardi dei repubblicani, per cui i primi risultati, basati sulle schede anticipate e su quelle del giorno del voto, erano significativamente più rossi di quanto sarà il risultato finale.

Il problema è che nessuno di questi fattori ha a che fare con l'accuratezza, il valore che il segretario di stato della California Shirley Weber dice di privilegiare. "So quanto sia importante essere veloci per alcune persone", ha dichiarato a CalMatters, "ma per me l'accuratezza è molto più importante". Eppure il conteggio dei voti è estremamente accurato in tutti i cinquanta stati, compresi quelli che chiudono lo scrutinio nella sera stessa delle elezioni.

La Florida, uno stato anch'esso grande e con una quota significativa di voto postale (circa il 27 per cento nel 2024), dopo il disastro del 2000 ha riformato la propria amministrazione elettorale e oggi riesce a contare il 99 per cento delle schede nel giro di poche ore dalla chiusura dei seggi, in parte perché i funzionari possono elaborare le schede prima dell'apertura. La California ama ricordare di essere più grande di molti paesi, ma la maggior parte dei paesi sviluppati conclude le elezioni nazionali più in fretta di quanto la California riesca a scrutinare i propri voti. La Colombia ha tenuto un'elezione presidenziale domenica scorsa e lunedì mattina era già disponibile il 99,98 per cento del risultato. Il Giappone conta quasi tutti i voti nella notte stessa. Nel Regno Unito i risultati per tutti i 650 seggi parlamentari si conoscono di regola la mattina dopo il voto. L'India, uno dei pochi posti al mondo con complessità superiori a quelle della California, nel 2024 ha contato 640 milioni di voti in un giorno.

La California non è nemmeno lo stato con la più alta percentuale di voto per posta, né quello con la scadenza più tardiva per la ricezione delle schede. Stati come Oregon, Washington e Colorado, che pure votano in larga misura per posta, sono tutti più veloci della California. Il Colorado, per esempio, limita le schede tardive a circostanze eccezionali come il personale militare all'estero. Potrebbe sembrare poco inclusivo, eppure la quota di schede californiane respinte per ritardo è rimasta identica, lo 0,5 per cento, sia prima sia dopo l'introduzione del periodo di grazia di una settimana.

La California se la cava male anche sulla qualità dell'amministrazione elettorale. Non esiste alcuna prova che le frodi o altri problemi amministrativi siano meno diffusi in California che negli stati più rapidi. Secondo l'Elections Performance Index del MIT, che misura la qualità dell'amministrazione elettorale stato per stato, la California nel 2024 si è classificata 41esima. Non è più lenta e migliore: è più lenta e spesso peggiore.

L'argomento di riserva è che la velocità non conta e che solo gli appassionati di elezioni e i complottisti si preoccupano delle settimane di scrutinio californiane. È vero solo in parte. I ritardi alimentano le teorie del complotto sulle frodi elettorali. Il presidente Trump ha scritto su Truth Social che i brogli stanno riempiendo le urne in California, aggiungendo che "le stesse bugie di sempre vengono usate da anni". In un raro momento bipartisan, il governatore Gavin Newsom è d'accordo sul problema e ha scritto in una lettera ai funzionari elettorali che "dobbiamo riconoscere che più a lungo dura il conteggio, più disinformazione circola".

In questo momento nel sesto distretto della California il candidato democratico è al terzo posto, ma solo perché è stato scrutinato appena il 53 per cento delle schede e i democratici tendono a restituire il voto postale più tardi. È un'illusione statistica difficile da spiegare a chi non segue ossessivamente le dinamiche elettorali.

La California ha fatto qualche piccolo passo avanti: le contee ora devono completare lo scrutinio della maggior parte delle schede entro 13 giorni invece che 30. Non è abbastanza. Gli uffici elettorali sono sottofinanziati e lo stato conta le schede che ha già ricevuto troppo lentamente. Se si vuole che i cittadini abbiano fiducia nel sistema elettorale, il primo passo è costruirne uno che funzioni.

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Anthropic apre all'ipotesi di rallentare lo sviluppo dell'IA


L'azienda che ha creato Claude avverte che i sistemi di IA si stanno avvicinando alla capacità di migliorarsi da soli. Ma una pausa, affermano, avrebbe senso solo con un sistema globale di verifica.

Anthropic, l'azienda che ha creato il modello di intelligenza artificiale Claude, ha pubblicato un articolo in cui sostiene che sarebbe "un bene per il mondo" poter rallentare, o sospendere temporaneamente, lo sviluppo dei modelli di IA più avanzati. Il testo, cofirmato dal cofondatore Jack Clark e da Marina Favaro, parte da una constatazione: i sistemi di intelligenza artificiale si stanno avvicinando all'auto-miglioramento ricorsivo, cioè alla capacità di progettare e costruire da soli i propri successori, senza intervento umano diretto.

Quel traguardo, precisa Anthropic, non è ancora stato raggiunto e non è inevitabile. Potrebbe però arrivare prima che governi, istituzioni e sistemi di controllo siano pronti a questo. L'azienda ammette di non sapere come sarebbe un mondo in cui l'IA riesce a migliorarsi autonomamente. Sa però che, in uno scenario simile, il rischio di perderne il controllo aumenterebbe in modo significativo.

Il codice scritto da Claude e il salto di produttività


Anthropic cita anche dati interni finora non pubblicati. A maggio 2026 oltre l'80% del codice dell'azienda era scritto da Claude, rispetto a percentuali minime all'inizio del 2025. Ogni ingegnere produce in media otto volte più codice rispetto al 2024, perché oggi dirige e revisiona il lavoro della macchina invece di scriverlo interamente.

Anche la durata dei compiti che i modelli IA riescono a completare da soli sta crescendo rapidamente: secondo Anthropic raddoppia all'incirca ogni quattro mesi. Se questa tendenza dovesse proseguire, nel 2027 i sistemi di IA potrebbero svolgere in autonomia lavori che a una persona richiederebbero settimane.

Il punto centrale dell'appello, però, non riguarda solo la velocità dello sviluppo, ma il modo in cui un eventuale rallentamento potrebbe funzionare. Una pausa unilaterale decisa da una singola azienda, scrive Anthropic, sarebbe tecnicamente possibile già oggi, ma servirebbe a poco: cambierebbe soltanto chi guida la corsa. E se il rallentamento consentisse agli attori meno prudenti di recuperare terreno, il risultato sarebbe un sistema complessivamente meno sicuro.

Il problema della verifica globale


Per funzionare davvero, dunque, una sospensione dovrebbe coinvolgere più laboratori di frontiera, in più Paesi e alle stesse condizioni. Ciascuno dovrebbe poter verificare che gli altri si siano effettivamente fermati. Il problema è che un grande addestramento di IA è molto più facile da nascondere di un sito missilistico, mentre l'incentivo a barare sarebbe enorme: chi continuasse a sviluppare modelli mentre gli altri si fermano potrebbe conquistare un vantaggio decisivo nella corsa all'IA.

L'articolo richiama un precedente storico: il mondo ha già costruito regimi di verifica per tecnologie complesse, come il Trattato INF sui missili a corto e medio raggio. Ma quei sistemi hanno richiesto decenni per creare infrastrutture, procedure e fiducia reciproca. "Non abbiamo tutto quel tempo", si legge nel testo.

Anthropic delinea quindi tre scenari. Nel primo la tendenza si arresta, ipotesi che l'azienda considera improbabile. Nel secondo, ritenuto il più verosimile, lo sviluppo dell'IA diventa in gran parte automatizzato, ma gli esseri umani continuano a decidere la direzione strategica. Nel terzo, i sistemi raggiungono il pieno auto-miglioramento ricorsivo e iniziano a costruire i propri successori: un mondo che la stessa azienda dichiara di non saper prevedere.

L'impegno di Anthropic e la corsa verso la Borsa


Per questo l'Anthropic Institute, che ha firmato il testo, annuncia che lavorerà ai sistemi di verifica necessari a rendere credibile una pausa e organizzerà nei prossimi mesi un confronto con governi, ricercatori, società civile e altre aziende del settore. Anthropic aggiunge anche un impegno preciso: se questi sistemi esistessero, sarebbe pronta a rallentare o sospendere lo sviluppo, a condizione che anche le altre aziende lo facessero in modo verificabile.

L'appello arriva in un momento particolare per l'azienda. Fondata cinque anni fa da un gruppo di ex dipendenti di OpenAI guidati da Dario Amodei, Anthropic ha avuto grande successo nel 2026 con i suoi strumenti di programmazione Claude Code. La sua valutazione ha superato di recente quella della rivale OpenAI, creatrice di ChatGPT, raggiungendo i 965 miliardi di dollari, e il 1° giugno l'azienda ha avviato l'iter per la sua quotazione in Borsa.

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La ex fidanzata di Platner si rivolta contro il New York Times: "Era una trappola"


Lyndsey Fifield, la principale accusatrice del candidato democratico in Maine, dice di essere stata manipolata dal quotidiano che ha trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna di Platner"

Lyndsey Fifield, la donna la cui testimonianza era il cuore dell'inchiesta del New York Times su Graham Platner, accusa ora il quotidiano di averla manipolata e di aver trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna" del candidato democratico al Senato per il Maine.

Fifield, 40 anni, attivista conservatrice della Virginia, aveva raccontato al New York Times di aver subito intimidazioni fisiche durante la relazione con Platner tra il 2013 e il 2015. La sua era la testimonianza più dettagliata tra quelle raccolte dal quotidiano, che giovedì 4 giugno ha pubblicato un'inchiesta basata su interviste con oltre venticinque persone, tra cui sei ex fidanzate del candidato. Altre tre ex fidanzate contattate dal giornale avevano invece descritto Platner come un compagno gentile e premuroso.

A poche ore dalla pubblicazione Fifield ha rotto il silenzio con una serie di post sui social, ripresi da The Hill, in cui accusa i giornalisti del Times di aver tradito la sua fiducia. "Ho ignorato i consigli di tutti i miei amici, messo da parte i miei pregiudizi da conservatrice, e ho deciso di fidarmi completamente dei giornalisti del Times", ha scritto. "Quando hanno lasciato casa mia mi hanno chiesto di non parlare con altre testate e io ho insistito più volte nelle settimane successive che avrei mantenuto la parola data".

Dopo aver letto l'articolo, intitolato "Diverse donne che hanno frequentato Graham Platner ricordano comportamenti inquietanti", Fifield ha raccontato di aver chiesto spiegazioni ai giornalisti: "Dove sono le storie delle altre donne? Dove sono le loro accuse di violenza sessuale? Perché sono io al centro dell'articolo? Perché ci sono undici paragrafi dedicati alla mia carriera, più di quanti ne siano mai stati pubblicati su quella di Graham?". Secondo il suo racconto i redattori le avrebbero risposto che il materiale era "troppo". Fifield sostiene inoltre che il Times ha omesso di scrivere che lei aveva confidato ad amici, anni prima che Platner si candidasse, di aver subito abusi nella relazione: quegli amici, dice, lo hanno confermato ai giornalisti.

"Ho capito che era davvero una trappola fin dall'inizio", ha scritto Fifield. "I giornalisti di cui mi fidavo, che mi avevano convinto a condividere una storia che non avrei mai voluto raccontare, hanno ritardato e distorto tutto in modo metodico per trasformarlo in un regalo alla campagna di Platner. Hanno violato la fiducia delle sue vittime. Hanno distrutto la fiducia che avevo riposto in loro con la storia più vulnerabile della mia vita".

L'inchiesta del New York Times è l'ultima di una serie di rivelazioni che hanno colpito Platner, 41 anni, ostricoltore ed ex marine in corsa per il seggio al Senato del Maine della repubblicana Susan Collins. I democratici considerano quel seggio decisivo per riconquistare la maggioranza al Senato. A fine maggio il Wall Street Journal e il New York Times avevano rivelato che Platner aveva scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne dopo il matrimonio del 2023. In autunno era emerso anche un tatuaggio che riproduceva un simbolo delle SS naziste, che il candidato dice di aver fatto senza conoscerne il significato e che ha poi coperto.

La campagna di Platner descrive Fifield come "un'operativa repubblicana di lungo corso che ha dedicato la sua carriera a far eleggere repubblicani". In passato ha lavorato per la Heritage Foundation e per la campagna presidenziale di Nikki Haley nel 2024. Lei nega di aver agito per ragioni politiche e, secondo il New York Times, non risultano legami con la campagna di Collins.

Il New York Times non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Platner, che respinge la descrizione che il quotidiano fa dei suoi comportamenti, ha dichiarato giovedì sera durante un'apparizione su MS Now di non aver mai pensato di ritirarsi dalla corsa. "Tutto ciò che sostiene contatto fisico, tutto ciò che sostiene che sapessi cosa fosse il mio tatuaggio, sono dichiarazioni di qualcuno politicamente motivato", ha detto.

Lo scontro sul metodo giornalistico del Times arriva a tre giorni dalle primarie democratiche del Maine, fissate per il 9 giugno. Per i democratici ogni giornata spesa a discutere della credibilità delle accuse e delle controaccuse è una giornata sottratta alla campagna contro la senatrice Collins, in carica da quasi trent'anni e data in svantaggio nei sondaggi ma ancora competitiva.

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Vannacci annuncia quattro parlamentari: Furgiuele, Bof, Pierroe Bergamini entrano in “Futuro Nazionale”


I deputati ex Lega e FI e l'ex eurodeputato scelgono il generale. Nuovi innesti per il movimento a Viareggio

Roberto Vannacci ha annunciato oggi a Viareggio l'ingresso di quattro esponenti politici nel movimento Futuro Nazionale, rafforzando la struttura del partito con l'adesione di parlamentari ed ex rappresentanti delle istituzioni europee.

Entrano a far parte del progetto i deputati Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, provenienti dalla Lega, e Attilio Pierro e Davide Bergamini, eletti nelle fila di Forza Italia ma con un precedente percorso politico nel Carroccio. Al gruppo si unisce inoltre Antonio Maria Rinaldi, già europarlamentare.

Secondo quanto comunicato dal leader del movimento, i nuovi ingressi rappresentano un ulteriore passo nel processo di consolidamento e ampliamento della presenza politica di Futuro Nazionale sul territorio e nelle istituzioni.

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Trump vuole ridurre il sistema di intelligence americano


Trump incarica il nuovo capo ad interim di licenziare dipendenti dell'intelligence e vuole rendere l'ODNI "molto più piccolo", forse cancellarlo. La nomina di Pulte complica il rinnovo del FISA.

Il presidente Trump vuole ridurre drasticamente l'apparato di intelligence americano. In un'intervista esclusiva rilasciata venerdì al Wall Street Journal, Trump ha dichiarato di aver chiesto a Bill Pulte, il nuovo direttore ad interim dell'intelligence nazionale, di avviare licenziamenti su larga scala, definendo l'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale "inutile e troppo grande".

"Vorrei vederlo più piccolo. Credo che ci siano molte persone lì dentro che non dovrebbero esserci", ha detto il presidente, riferendosi ai funzionari rimasti dalle amministrazioni Biden e Obama. Alla domanda se intenda chiedere a Pulte di licenziare dipendenti, Trump ha risposto che vuole "avviare il processo", aggiungendo che il futuro candidato permanente dovrà proseguire quel lavoro.

L'ODNI coordina 18 agenzie e unità di intelligence federali e gestisce un bilancio annuale di circa 100 miliardi di dollari. La sua direttrice uscente, Tulsi Gabbard, ha già ridotto il personale dell'agenzia di quasi il 50 per cento.

Trump ha indicato il Dipartimento dell'Istruzione come modello. La segretaria Linda McMahon ha ridotto le dimensioni del dipartimento, che il presidente ha detto di voler eliminare, e ha trasferito alcune funzioni ad altre agenzie. "Abbiamo reso il Dipartimento dell'Istruzione molto più piccolo, e allo stesso modo questo dovrebbe essere molto più piccolo", ha detto Trump. "E questo forse potrebbe persino essere chiuso, e prenderemo quella decisione".

Pulte è stato nominato all'inizio della settimana, con una mossa che ha sorpreso anche molti consiglieri del presidente. Ricoprirà l'incarico su base temporanea, un ruolo che non richiede la conferma del Senato e che può durare al massimo 210 giorni. Secondo Trump, proprio questa provvisorietà è un vantaggio: "Sei meno incatenato", ha detto. "In un certo senso ti dà più potere, anche se per un periodo limitato". Il presidente spera che Pulte possa avviare i cambiamenti prima che venga confermato un direttore permanente. "Francamente, potrebbe essere positivo che lui dia una scossa prima che arrivino altri", ha aggiunto.

La nomina ha già avuto ripercussioni al Congresso. Venerdì mattina il Senato non è riuscito a far passare un voto per rinnovare la Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act, un programma di sorveglianza in scadenza nei prossimi giorni: alcuni senatori hanno citato preoccupazioni legate proprio a Pulte. Democratici e una parte dei repubblicani temono che Pulte, uno stretto alleato di Trump, userà la sua posizione per colpire i nemici politici del presidente e politicizzare l'agenzia. "Non abbiamo bisogno di un DNI usato come arma", ha detto ai giornalisti il leader della maggioranza al Senato John Thune, repubblicano del South Dakota.

Trump ha detto di essere in fase di colloquio con i candidati per il ruolo permanente. Venerdì ha incontrato due persone, "una dal mondo degli affari e una dal mondo della politica", senza rivelare i nomi. Parlando in seguito dall'Air Force One, il presidente ha precisato di aver condotto cinque colloqui e che Pulte resterà in carica il tempo necessario per ottenere la conferma del Senato per il successore.

Pulte si è guadagnato la fiducia del presidente con un approccio aggressivo nel suo precedente ruolo di capo dell'agenzia federale per il finanziamento immobiliare. Soprannominato "Little Trump", ha accusato diversi avversari politici del presidente di frode ipotecaria, tra cui il deputato democratico Adam Schiff della California, la procuratrice generale di New York Letitia James e Lisa Cook, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve. Nessuno di loro è stato incriminato e tutti hanno negato gli addebiti. Trump ha citato le accuse di Pulte contro Cook quando l'anno scorso l'ha rimossa dal ruolo di governatrice della Fed: il ricorso legale di Cook è ora pendente davanti alla Corte Suprema.

Pulte ha anche sostenuto la campagna di Trump contro l'allora presidente della Fed Jerome Powell, chiedendone la rimozione sui social media e preparando una lettera per licenziarlo. Alcuni all'interno dell'amministrazione si sono a volte irritati con Pulte per aver scavalcato la catena di comando per avere accesso diretto al presidente.

Trump ha anche chiesto a Pulte di rendere pubblici più documenti riservati, in particolare quelli legati alle elezioni del 2020. Alla domanda su quali documenti Pulte dovrebbe considerare di diffondere, Trump ha risposto: "Direi tutto, dovrebbe guardare tutto e decidere".

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Kaspersky lancia l’allarme: aumentano le truffe online contro i tifosi dei Mondiali 2026


Tra falsi biglietti, offerte di viaggio fraudolente e tentativi di phishing, cresce il rischio di truffe online legate all'evento sportivo più atteso dell'anno.
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Saranno migliaia di tifosi che parteciperanno alla fase finale degli ormai prossimi Mondiali FIFA 2026. Molti hanno già organizzato il viaggio, acquistato biglietti aerei, prenotato l’alloggio e altrettanti, lo stanno facendo in questi ultimi giorni che precedono il fischio d'inizio della competizione sportiva. Con l’aumentare dell’interesse, cresce anche il numero di truffe che approfittano del fatto che i tifosi si stanno attivamente preparando per il loro prossimo viaggio.

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DJI Osmo Pocket 4P debutta come nuova soluzione compatta per creator e videomaker, puntando su qualità video premium, stabilizzazione avanzata e design tascabile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Premio fantasma


Alla fine di aprile 2026, gli esperti di Kaspersky hanno individuato una campagna che sfruttava il brand di una nota app di trasporti, rivolta agli utenti in Messico. L’interfaccia di un sito web falso in lingua spagnola, che si presentava come uno dei servizi in questione, invitava gli utenti a inserire il proprio numero di telefono e la password per “ritirare i premi”. In realtà, gli autori dell’attacco stavano imitando un brand affidabile e tentavano di sottrarre le credenziali degli utenti attirati dalla promessa di un premio.
Fonte Kaspersky: esempio di sito web fraudolento che si spaccia per un servizio molto conosciutoFonte Kaspersky: esempio di sito web fraudolento che si spaccia per un servizio molto conosciuto

Biglietto senza destinazione


Alcuni criminali informatici si spingono “ancora oltre” e pubblicano le loro offerte sul dark web. Gli esperti di Digital Footprint Intelligence hanno scoperto un thread che pubblicizzava tali servizi, pubblicato su un forum clandestino nel marzo 2026. Gli annunci includevano offerte per biglietti aerei scontati, prenotazioni alberghiere e biglietti per eventi sportivi, presumibilmente con uno sconto del 20% sul prezzo originale. Queste offerte sono progettate per attirare gli utenti e possono essere altamente pericolose, portando le vittime a perdere sia il proprio denaro che i servizi che si aspettavano di ricevere.
Fonte Kaspersky: esempio di annuncio pubblicitario di servizi sul darknet che sfrutta i MondialiFonte Kaspersky: esempio di annuncio pubblicitario di servizi sul darknet che sfrutta i Mondiali

Imprenditori e proprietari immobiliari nel mirino


I criminali informatici stanno prendendo di mira anche le aziende e gli imprenditori che operano nel settore dei viaggi, anch’esso coinvolto nell’evento. Data l’elevata domanda di affitti a breve termine durante il torneo, i proprietari di immobili sono diventati un bersaglio appetibile per le truffe. Ad esempio, è stato scoperto un sito web fasullo che richiedeva le credenziali di accesso a una nota piattaforma. In questo modo, i truffatori tentano di accedere agli account dei proprietari di immobili, con il rischio di prelievi non autorizzati e perdite finanziarie.
Fonte Kaspersky: esempio di sito web fraudolento che si spaccia per un servizio molto conosciutoFonte Kaspersky: esempio di sito web fraudolento che si spaccia per un servizio molto conosciuto
Un altro stratagemma comune consiste nel tentativo da parte dei truffatori di estorcere denaro alle organizzazioni fingendosi rappresentanti di compagnie aeree rinomate e proponendo partnership commerciali fittizie. In queste e-mail, affermano di voler lanciare nuovi progetti o iniziative di espansione aziendale e dichiarano di essere attivamente alla ricerca di fornitori o appaltatori. Se un rappresentante dell’azienda risponde a tale offerta, i truffatori in genere intensificano l’inganno in una fase successiva. Per aumentare la credibilità, inviano documenti falsificati da compilare e firmare, inclusi moduli di registrazione dei fornitori e accordi di non divulgazione.
Fonte Kaspersky: esempio di un'e-mail falsa bloccata inviata da truffatoriFonte Kaspersky: esempio di un'e-mail falsa bloccata inviata da truffatori
L'obiettivo finale dei truffatori in questo schema è quello di indurre l’azienda a versare un cosiddetto “deposito”, apparentemente necessario per assicurarsi una posizione prioritaria in un elenco di selezione dei partner. Secondo quanto affermato nelle comunicazioni fraudolente, tale pagamento verrebbe successivamente rimborsato per intero una volta stabilita formalmente la partnership. In realtà, questa promessa è del tutto ingannevole. I malintenzionati si appropriano semplicemente dei fondi e all'organizzazione vittima non viene mai effettuato alcun rimborso.

“Il settore dei viaggi, in particolare quando è legato a grandi eventi, è costantemente bersaglio di una vasta gamma di truffe e schemi fraudolenti. Per gli utenti finali, spesso è difficile distinguere a prima vista tra un sito web legittimo e uno contraffatto, oppure tra comunicazioni di marketing autentiche provenienti da un servizio affidabile e e-mail false. Consigliamo quindi di prestare la massima attenzione alle offerte eccessivamente allettanti, al fine di proteggere i propri dati personali e le proprie risorse finanziarie”, ha dichiarato Anna Lazaricheva di Kaspersky.


I consigli degli esperti


Per proteggersi dalle truffe online legate ai Mondiali 2026, gli esperti consigliano innanzitutto di verificare sempre l'autenticità dei siti web prima di inserire dati personali o informazioni di pagamento. È importante controllare con attenzione l'URL, l'ortografia del nome dell'azienda e la qualità generale del sito, poiché errori evidenti, domini sospetti o anomalie grafiche possono rappresentare segnali di una possibile frode.

Particolare attenzione va riservata all'acquisto di biglietti e alla prenotazione di viaggi, privilegiando esclusivamente piattaforme ufficiali e affidabili. Anche nel caso di siti dedicati a trasporti, alloggi o servizi turistici, è fondamentale verificare che l'indirizzo web sia corretto e che non vi siano elementi che possano far pensare a tentativi di phishing o impersonificazione.

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Un ulteriore livello di sicurezza può essere garantito dall'attivazione dell'autenticazione a più fattori (2FA) sugli account personali e sui servizi finanziari. Gli specialisti invitano inoltre a monitorare regolarmente estratti conto e movimenti bancari, così da individuare tempestivamente eventuali operazioni sospette o non autorizzate. Sul fronte della sicurezza informatica, Kaspersky raccomanda l'utilizzo di soluzioni di protezione in grado di rilevare allegati dannosi, individuare siti fraudolenti e bloccare i link di phishing. L'azienda sottolinea inoltre come le proprie soluzioni per i consumatori integrino sistemi di rilevamento basati sull'intelligenza artificiale per contrastare minacce sempre più sofisticate.


DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta pensata per content creator e videomaker


DJI ha presentato alla recente edizione di Cannes Osmo Pocket 4P, un dispositivo che segna una tappa fondamentale nell’evoluzione delle soluzioni cinematografiche portatili del brand. Da quando ha introdotto la categoria delle fotocamere con gimbal nel 2015 e lanciato una delle prime fotocamere tascabili con stabilizzatore al mondo nel 2018, DJI ha continuato a ridefinire il modo in cui i creator catturano il movimento e raccontano storie. Oggi, con Osmo Pocket 4P, l'azienda inaugura una nuova era di eccellenza nei sistemi gimbal portatili, dove capacità di filmmaking di livello professionale incontrano una reale portabilità tascabile.

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Presentando la Osmo Pocket 4P su uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale, DJI segna un’evoluzione audace della serie Pocket, trasformandola da semplice strumento per creator a vero dispositivo di imaging cinematografico capace di storytelling di livello professionale.

Tecnologia e portabilità


La Osmo Pocket 4P rappresenta la convergenza tra tecnologia cinematografica di fascia alta e portabilità estrema. Dotata di un sistema di imaging di nuova generazione, la DJI Osmo Pocket 4P offre una gamma dinamica di livello cinematografico per una ricca profondità tonale, insieme a prestazioni colore 10-bit D-Log2 che consentono workflow professionali di color grading. Combinata con l’avanzata esperienza dell'azienda nella stabilizzazione, il dispositivo porta capacità cinematografiche professionali in un formato realmente tascabile.

La sua forma compatta, unita alle prestazioni di imaging cinematografico, rende la Osmo Pocket 4P una compagna ideale per i filmmaker indipendenti e un potente strumento narrativo per il documentario. Il debutto a Cannes rafforza l’idea che lo storytelling cinematografico non sia più confinato a grandi attrezzature, ma possa ora vivere in un dispositivo abbastanza piccolo da essere portato ovunque.

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Risponde alle esigenze dei creator


La DJI Osmo Pocket 4P introduce importanti innovazioni progettate per rispondere alle reali esigenze dei creator. Le capacità portrait migliorate offrono tonalità della pelle naturali e profondità cinematografica, consentendo uno storytelling più coinvolgente in interviste, vlog e contenuti narrativi. Le funzionalità zoom avanzate ampliano le possibilità creative, permettendo di catturare soggetti distanti mantenendo l’integrità dell’immagine. In condizioni di scarsa illuminazione, la tecnologia avanzata del sensore e gli algoritmi di imaging ottimizzati garantiscono riprese nitide e dettagliate, rendendo possibile filmare con sicurezza in situazioni difficili, dai paesaggi urbani notturni alle scene indoor. Queste innovazioni posizionano la Osmo Pocket 4P come un vero dispositivo di imaging professionale consumer, colmando il divario tra accessibilità e qualità cinematografica.
La Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condiviseLa Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condivise
Il debutto a Cannes della Osmo Pocket 4P evidenzia il suo potenziale di influenzare il futuro del cinematic vlogging, ispirare una nuova generazione di filmmaker mobile-first e guidare le tendenze globali dello storytelling visivo orientato al portrait. La DJI Osmo Pocket 4P sarà disponibile attraverso i canali ufficiali dell'azienda e presso i retail autorizzati. Maggiori dettagli arriveranno con l'ufficializzazione della data di lancio.


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Record al Senato: Susan Collins non ha mai saltato un voto in 29 anni


In carica dal 1997, Susan Collins è la prima a raggiungere 10.000 voti consecutivi al Senato. Il record arriva durante la campagna per il sesto mandato, con lo sfidante travolto da uno scandalo.

Sono circa mille le domeniche che Susan Collins ha passato a Washington invece che in famiglia per essere sicura di non perdere i voti del lunedì al Senato. "La maggior parte dei senatori torna il lunedì e perde molti voti. L'aereo ritarda, c'è un temporale, succede qualcosa e non arrivano. Io torno quasi sempre la domenica", ha raccontato in un'intervista al New York Times. Giovedì sera quella disciplina quasi ossessiva l'ha portata a un traguardo che nessun senatore aveva mai raggiunto prima: 10.000 voti consecutivi senza un'assenza in ventinove anni di mandato.

Collins, repubblicana del Maine eletta per la prima volta nel 1997, ha espresso il suo decimillesimo voto attraversando le linee di partito per sostenere un tentativo democratico, poi fallito, di rinviare in commissione il disegno di legge repubblicano sull'immigrazione. Il traguardo arriva in un momento politicamente utile: la senatrice è in piena campagna per il sesto mandato e il suo avversario democratico, Graham Platner, è alle prese con le ricadute di un'inchiesta del New York Times in cui alcune donne descrivono i suoi rapporti sentimentali passati come "tossici" ed emotivamente devastanti.

All'inizio della carriera, i colleghi più esperti le diedero un consiglio che può sembrare controintuitivo: saltare almeno un voto. "Senatori più navigati mi dicevano di togliermi subito la pressione, di non restare intrappolata in una striscia perfetta", ha ricordato. Collins non li ascoltò. Ventinove anni dopo, ancora non se la sente di mancare a un appello nominale.

Il momento in cui ha rischiato più seriamente di interrompere la serie risale al 2008, anno elettorale. Collins sentì voci che i democratici, allora maggioranza, volessero farle saltare un voto per toglierle un argomento da campagna. Mentre era in una seduta della commissione Sicurezza Interna in un edificio vicino, fu convocata una votazione a sorpresa. Insospettita, sussurrò al collega Joe Lieberman di non fidarsi di Harry Reid, l'allora leader della maggioranza democratica che controllava i tempi delle votazioni. Lieberman le disse di correre. Collins uscì di corsa con i tacchi alti, si storse una caviglia e arrivò in aula proprio mentre il presidente dichiarava chiusa la votazione, facendo in tempo a gridare "Aye!" per registrare il voto. In seguito scoprì di essersi scheggiata un osso nella corsa.

La determinazione ha radici lontane. Collins ha raccontato che a dieci anni, nella contea di Aroostook nel nord del Maine, gli scolari avevano tre settimane di vacanza in autunno per raccogliere patate per i contadini locali. Sua madre le ricordava l'impegno preso. "Era un lavoro durissimo, che spezzava la schiena. Mi ha insegnato molto sul lavorare sodo, mantenere gli impegni e presentarsi ogni giorno", ha detto.

Un altro modello fu Margaret Chase Smith, la senatrice del Maine che la precedette e che Collins considera il proprio idolo politico. Chase Smith espresse quasi 3.000 voti consecutivi in tredici anni prima che un intervento all'anca interrompesse la serie. Collins la superò nel novembre 2005, ma all'inizio non aveva pianificato un record perfetto. "Alla fine del primo Congresso non avevo saltato nessun voto, così lo comunicammo. La risposta degli elettori fu straordinaria, perché nel Maine la gente va a lavorare ogni giorno. C'è un'etica del lavoro molto forte".

La senatrice attribuisce parte del merito alla buona salute, anche se quando è stata malata di qualcosa di potenzialmente contagioso ha indossato una mascherina ed è entrata e uscita rapidamente dall'aula solo per votare.

Giovedì sera il traguardo è stato celebrato con elogi bipartisan. Il senatore John Barrasso del Wyoming, whip della maggioranza repubblicana, ha dichiarato in aula: "Per quasi trent'anni, niente, e dico niente, ha impedito alla senatrice Susan Collins di venire in quest'aula a votare per conto dei cittadini del Maine". Chuck Schumer, il leader della minoranza democratica che da anni lavora per strapparle il seggio, ha attraversato l'aula per stringerle la mano: "Apparteniamo a partiti diversi e non sempre siamo d'accordo, ma 10.000 voti consecutivi sono un risultato straordinario sotto ogni punto di vista".

Altri senatori hanno accumulato più voti in termini assoluti. Il repubblicano Chuck Grassley dell'Iowa, 92 anni, aveva una striscia interrotta solo dalla pandemia nel 2020. William Proxmire, ex senatore del Wisconsin, registrò più voti consecutivi tra il 1966 e il 1988, ma ne aveva saltati alcuni all'inizio della carriera. Collins non ne ha mai saltato nemmeno uno: è la prima a raggiungere quota 10.000 con zero assenze.

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Trump vuole che il governo possieda parte delle aziende di AI


Il presidente discute con i dirigenti del settore la possibilità di partecipazioni pubbliche in OpenAI, Anthropic e xAI. L'idea divide repubblicani e democratici a pochi mesi dal voto di midterm.

Il presidente Donald Trump ha confermato venerdì di essere in trattativa con i dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale per far entrare il governo federale nel loro capitale. L'intervento, se realizzato, sarebbe tra i più significativi del settore pubblico nell'economia privata nella storia americana moderna.

A rivelare per primo l'esistenza di queste discussioni è stato NOTUS, che già da oltre un anno seguiva i colloqui tra la Casa Bianca e i giganti tecnologici. Trump ha ora confermato pubblicamente i contatti e ha annunciato l'intenzione di invitare "tutti" i rappresentanti delle grandi aziende di IA alla Casa Bianca già la prossima settimana.

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, è tra i promotori dell'idea: ha discusso con Trump la possibilità che quote delle società di IA, inclusa la sua, vengano cedute volontariamente al governo. L'investimento pubblico genererebbe dividendi da distribuire ai cittadini americani. "Ci sono così tanti soldi in gioco, è un settore enorme", ha detto il presidente. "Ci sono scenari in cui delle quote potrebbero essere date al popolo americano, che diventerebbe di fatto un partner delle aziende".

Come riporta il Financial Times, l'amministrazione Trump ha già acquisito partecipazioni in aziende strategicamente rilevanti come Intel e in startup attive nei settori delle terre rare e del calcolo quantistico, in linea con la politica industriale "America first" del presidente.

Il senatore progressista Bernie Sanders, indipendente del Vermont, ritiene che il piano non vada abbastanza lontano. Ha annunciato un disegno di legge per imporre una tassa una tantum del 50 per cento sulle azioni dei laboratori di IA e usare i proventi per creare un fondo sovrano americano. La misura "garantirebbe che i mille miliardi di dollari creati dall'IA siano usati per migliorare la vita di tutti noi", ha detto Sanders.

Il venture capitalist della Silicon Valley e consigliere di Trump David Sacks ha criticato l'intervento statale: "La nazionalizzazione dell'IA accelererà la fusione tra aziende e governo verso cui stiamo già scivolando", ha scritto venerdì in un post sui social, prima delle dichiarazioni del presidente. "L'America non vincerà la corsa all'IA se batterà la Cina ma finirà con un sistema di credito sociale in stile PCC negli Stati Uniti, e questo è il pericolo quando il governo si coinvolge sempre più nello sviluppo dell'IA assumendo proprietà e controllo diretti".

Anche Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, è intervenuto nel dibattito. In un'intervista all'emittente TBPN ha raccontato di aver chiamato i dirigenti delle aziende di IA per avvertirli che "lo slancio è dalla parte di chi vuole nazionalizzarle". "Troppi di noi se la stanno prendendo comoda", ha aggiunto.

Anthropic, tuttavia, non sta discutendo con l'amministrazione la possibilità di cedere capitale al governo, secondo una fonte vicina alla questione sentita da NOTUS.

L'intervento di Trump arriva a cinque mesi dalle elezioni di midterm, in cui l'IA e il suo impatto sull'occupazione saranno temi centrali. I sondaggi mostrano un crescente malcontento degli elettori verso la gestione economica del presidente, e questo rischia di compromettere le possibilità dei repubblicani di mantenere il controllo del Congresso. Gli strateghi repubblicani sono preoccupati anche dal malumore verso l'IA che monta nella stessa base Maga del presidente: diversi parlamentari repubblicani hanno provato a introdurre leggi per limitare il settore, temendo perdite di posti di lavoro e minacce alla sicurezza dei minori, ma hanno incontrato la resistenza della Casa Bianca.

Trump ha riconosciuto venerdì che la proposta di Sanders ha fatto breccia anche tra i suoi elettori, e ha suggerito che un "partenariato" tra cittadini e aziende potrebbe placare l'ostilità crescente degli americani verso la tecnologia. "Renderli partner di questa rivoluzione sarebbe una cosa bellissima", ha detto.

Sul tavolo restano molti dettagli da definire, a partire da quante quote il governo dovrebbe possedere. Due delle principali aziende coinvolte, Anthropic e SpaceX, potrebbero quotarsi in Borsa entro pochi mesi con valutazioni attese di migliaia di miliardi di dollari, mentre OpenAI dovrebbe seguire a ruota. Qualsiasi partecipazione azionaria sarebbe quindi estremamente costosa.

OpenAI aveva già delineato ad aprile una proposta per un fondo di ricchezza pubblica americano che desse ai cittadini "una partecipazione alla crescita economica guidata dall'IA". Secondo una fonte a conoscenza diretta della questione, Altman ha poi parlato della proposta con Sanders ed è stato a Washington questa settimana per incontrare parlamentari e funzionari dell'amministrazione Trump.

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Galleggianti a Portisco


Le banchine di Portisco hanno ospitato la seconda prova del provinciale olbiese. Tante catture e incertezza sino alla fine, con Giovanni Pilotti che al momento comanda la classifica.
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Una bellissima giornata primaverile dà il benvenuto alla seconda manche di campionato per quanto riguarda la canna da riva nella provincia di Olbia-Tempio. Le banchine di Portisco, domenica 26 aprile, prendono vita già dalle sette del mattino, con il classico raduno pre-gara. Qui, fra una risata, un classico sfottò e un buon caffè, si inizia a respirare il clima della competizione. Trentuno sono gli atleti iscritti, quasi un settore in più rispetto alla stagione 2025, dimostrazione ulteriore che questa disciplina riscontra sempre più successo e entusiasmo fra gli appassionati. Dopo una prima manche avara di catture, in tanti sperano nel riscatto in questi moli, sia per ottenere un bel risultato ai fini della classica che per puro divertimento personale. Ingresso in campo alle ore otto sotto gli occhi attenti e vigili del giudice di gara, Matteo Cossu, che ha il compito di sistemare in maniera regolare tutti gli atleti sugli scomodi scogli presenti in questo spot, ricordando inoltre le regole principali. Cinque minuti prima delle nove, primo squillo di tromba, si può pasturare, fattore che nella canna da riva molto spesso risulta fondamentale.
Filippo Serra solleva due saraghi fasciati a fine gara.
La corvina di Pilotti - Nel primo settore, nelle tre ore di gara va di scena lo scontro fra Giovanni Pilotti (Terranoa Olbia), in testa alla classifica e Fabrizio Frongia (Ondalunga Calangianus), campione provinciale in carica. Il calangianese parte forte con varie catture effettuate a fondo, alternando le sue esche a quasi ogni lancio, ma a metà gara arriva la replica dell’olbiese che dopo un delicato combattimento riesce a guadinare una bellissima corvina stimata appena sotto il chilo. La gara nel primo settore sembra conclusa, un pesce del genere nella maggior parte dei casi “ammazza” il settore e molto spesso anche la gara. Ma, dopo mezz’ora, Frongia cerca il colpaccio e grazie ad un picchetto fortunato che presenta la tana di una murena, dopo vari tentativi e un grosso gamberone utilizzato come esca riesce a catturare l’anguilliforme, riequilibrando la gara. I due continuano nel loro duello, fatto di sparli e pesci di scoglio, distanziando sempre più i loro avversari. A conquistare il settore dopo questa intensa gara è Pilotti con 3045 punti; grazie a questo bel punteggio, conquista anche l’assoluto di giornata e la momentanea testa della classifica.
Gianni Errica, portacolori del San Teodoro, sulla banchina di Portisco con un sarago.
Meglio a fondo - Il secondo settore rimane incerto sino alla fine, solamente la bilancia è in grado di decretare la vittoria finale. Ben quattro atleti si contendono il primo posto con una differenza di pescato di appena 300g. Il portacolori dell’Ondalunga, Martino Piseddu, si trova ad affrontare il trio maddalenino composto da Vincenzo Romano e dal duo Fiori, Gianfranco e Thomas, riproponendo per l’ennesima volta lo scontro in famiglia. Anche per loro quattro la gara parte forte, subendo un rallentamento nella seconda ora per riprendere a buon ritmo nell’ultima. Nessuno rischia la carta galleggiante, tecnica provata invece nel primo settore per svoltare la gara. Si pesca al tocco e a fondo per tutta la manche. A spuntarla al photo-finish è Romano con un punteggio di 1870 punti. La sfida in famiglia si conclude invece a favore di Gianfranco, portando il simbolico vantaggio con il proprio figlio sul 4 a 1, ma siamo convinti che Thomas si rifarà presto.

Equilibrio nel terzo settore - Anche in questa porzione di campo gara la lotta è serrata, forse anche più del precedente e il divario di peso dei primi quattro è veramente irrisorio, neanche 150 grammi. Un pesce, massimo due, possono fare la differenza, un piccolo intoppo può rallentare e spezzare il ritmo della manche portando uno dei quattro a perdere il podio. Matteo Spano, Noel Marino, Paolo Leoni e Livio Frongia cercano di non sbagliare niente, i loro movimenti sui panchetti e sugli scogli sono calibrati per ottimizzare il più possibile ogni singola dinamica. Una scelta di esca errata può far perdere un “semplice” pesce. Coreano, gambero, muriddu, sarda, una cattiva lettura dell'ultimo lancio può vanificare le tre ore di manche. A non perdere la calma e a non sbagliare nessun colpo, valutando al meglio le proprie scelte, è Matteo Spano de La Maddalena, che si aggiudica il successo con un vantaggio di appena 110 grammi.
Mauro Gregorio e Giovanni Corrado premiano Fabrizio Frongia, Martino Piseddi e Livio Frongia come portacolori dell’Ondalunga, prima società classificata.
Conclusioni - Nella speciale classifica a squadra anche questa giornata viene portata a casa dall’Ondalunga di Calangianus che rafforza il proprio primato in classifica, portandosi a +6 da La Maddalena e a + 13 dal Terranoa di Olbia, ma con altre 2 prove da disputare, sicuramente, niente è deciso. Prossimo appuntamento il 4 ottobre nel porto de La Caletta, campo gara nuovo e ricco di insidie per questa disciplina. Chi saprà trovare le giuste chiavi di lettura in questo spot? Seguiteci nel mese di novembre e ve lo racconteremo.

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La rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026


Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo mentre Kuwait e Bahrain sono colpiti. Boom di assunzioni a maggio ma il Nasdaq perde il 4 per cento sulle attese di un rialzo della Fed. Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale

Questa è la rassegna stampa di sabato 6 giugno 2026

Le forze americane abbattono droni iraniani nel Golfo, attacchi su Kuwait e Bahrain


Il Centcom ha annunciato di aver intercettato almeno quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz e ha colpito siti radar a Goruk e sull'isola di Qeshm, mentre Kuwait e Bahrain sono stati bersaglio di nuovi attacchi. Lo scontro, a quasi cento giorni dall'inizio del conflitto, mette a rischio il cessate il fuoco e fa salire la tensione mentre l'Amministrazione Trump preme su Teheran per chiudere un accordo.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, Financial Times

L'economia americana aggiunge 172mila posti di lavoro a maggio, ma Wall Street crolla


Il rapporto sull'occupazione di maggio ha superato tutte le stime con 172mila nuovi posti e un tasso di disoccupazione al 4,3 per cento, terzo dato positivo consecutivo. La reazione dei mercati è stata però negativa: il Nasdaq ha perso il 4 per cento e l'S&P 500 il 2,6 per cento, con gli investitori che ora scommettono su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Guardian

L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra avanza alle primarie per il governatore della California


L'ex segretario alla Sanità Xavier Becerra ha conquistato il primo posto nelle primarie californiane e sarà sulla scheda di novembre per succedere a Gavin Newsom. L'avversario è ancora incerto tra il democratico Tom Steyer e il repubblicano Steve Hilton, mentre il Dipartimento di Giustizia ha inviato un osservatore federale a Los Angeles dopo le accuse di "brogli" lanciate dal presidente Trump contro lo Stato.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Guardian

Il caso Platner mette in difficoltà i Democratici in vista delle elezioni in Maine


Le nuove rivelazioni del New York Times sul candidato democratico al Senato in Maine Graham Platner, accusato di comportamenti aggressivi verso ex compagne, hanno spaccato il partito. La deputata Madeleine Dean ha detto che Platner "si è squalificato da solo", mentre il candidato respinge le accuse e sostiene che il suo passato sia stato "armato" contro di lui.

Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Hill

Il presidente Trump prova a rassicurare gli agricoltori del Wisconsin colpiti da dazi e guerra in Iran


Il presidente ha incontrato gli agricoltori in Wisconsin promettendo loro "cose buone" senza dare dettagli, mentre i prezzi di fertilizzanti e carburanti sono saliti per effetto delle sue politiche sui dazi e del conflitto con l'Iran. Trump ha riconosciuto di "poter essere a casa a guardare la TV", in un evento che riflette le tensioni con un settore strategico in vista delle elezioni di metà mandato.

Fonti: The New York Times, Bloomberg, The Hill

Un giudice federale annulla le restrizioni dell'Amministrazione sui benefici per l'immigrazione


Il giudice distrettuale John J. McConnell Jr. ha invalidato quattro politiche dell'Amministrazione Trump che restringevano le richieste di asilo e altri benefici per gli immigrati, ritenendole oltre l'autorità delle agenzie e motivate da "sentimenti anti-immigrati". In parallelo, il Dipartimento del Tesoro ha avviato l'attuazione di un ordine esecutivo che coinvolge le banche nella stretta contro gli immigrati senza documenti.

Fonti: The Wall Street Journal, Semafor

Il presidente Trump apre a partecipazioni federali nelle aziende di intelligenza artificiale


Il presidente ha detto che gli Stati Uniti potrebbero acquisire quote azionarie in alcune società di intelligenza artificiale, presentando l'ipotesi come una "partnership" utile a rassicurare gli elettori in vista delle elezioni di metà mandato. Contemporaneamente Trump ha firmato un memo che obbliga le agenzie di sicurezza nazionale a lavorare con più fornitori di AI, dopo lo scontro tra il Pentagono e Anthropic, finora unico vendor approvato per uso militare classificato.

Fonti: Financial Times, Bloomberg

SpaceX firma un contratto da 30 miliardi di dollari con Google per la potenza di calcolo AI


La società di Elon Musk ha annunciato un accordo con cui Google le pagherà 920 milioni di dollari al mese per la fornitura di capacità di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale. L'intesa arriva mentre SpaceX si prepara a una quotazione in borsa che si annuncia tra le più grandi della storia.

Fonti: The New York Times, Financial Times

Trump spinge il nuovo capo dell'intelligence Pulte a licenziare in massa


Il presidente ha detto di volere che Bill Pulte, da poco nominato direttore facente funzione dell'intelligence nazionale, "tagli molto" l'ufficio, già ridimensionato durante il secondo mandato. Trump ha lasciato intendere che l'Office of the Director of National Intelligence potrebbe perfino essere chiuso, mentre il Senato ha bloccato il rinnovo del programma di sorveglianza Fisa in mezzo ai dubbi sulla nomina.

Fonti: The Wall Street Journal, The Guardian

I conduttori di "60 Minutes" restano dopo il licenziamento di Scott Pelley, ma la crisi della CBS si allarga


Lesley Stahl, Bill Whitaker e Jon Wertheim hanno comunicato allo staff che resteranno nel programma per non lasciarlo "morire", dopo un periodo di "lutto" seguito al licenziamento di Scott Pelley. La vicenda, partita dall'attacco del presidente Trump al programma di punta della CBS, si è trasformata in una crisi più ampia che coinvolge la nuova direzione editoriale di Bari Weiss e l'editore David Ellison.

Fonti: The New York Times, Financial Times, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Anthropic spiega il Recursive Self-Improvement: così l'IA si migliora da sola


Anthropic rivela come l'IA stia accelerando lo sviluppo tecnologico, sollevando sfide cruciali sulla sicurezza e il controllo umano del software.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta entrando in una fase senza precedenti: il passaggio dallo sviluppo guidato dall’uomo al "Recursive Self-Improvement", l'auto-miglioramento ricorsivo. Secondo gli ultimi dati diffusi da Anthropic, la delega di compiti complessi ai sistemi IA sta accelerando drasticamente il ciclo dell'innovazione tecnologica. Questo fenomeno, noto come auto-miglioramento ricorsivo, prefigura un futuro in cui l’IA sarà in grado di progettare e sviluppare autonomamente i propri successori, riducendo progressivamente l’intervento umano. Sebbene non siamo ancora giunti a una piena autonomia, i progressi registrati superano le aspettative di molte istituzioni e aziende. Le statistiche interne di Anthropic mostrano un cambiamento radicale nella produttività ingegneristica. Oggi, un ingegnere della compagnia produce in media otto volte più codice rispetto al periodo 2021-2025.

Entro maggio 2026, oltre l'80% del codice integrato nei sistemi di Anthropic è stato generato da Claude. Questa transizione è avvenuta per gradi: dai primi chatbot capaci di suggerire frammenti di codice si è passati ad agenti autonomi in grado di gestire file interi e delegare compiti ad altri sistemi. Attualmente, l’IA non si limita a suggerire correzioni, ma esegue codice e risolve incidenti tecnici che richiederebbero giorni di lavoro umano in poche ore. L’accelerazione è visibile anche nei benchmark pubblici. La complessità dei compiti che l’IA può completare autonomamente raddoppia circa ogni quattro mesi. Nel campo della ricerca, i modelli stanno iniziando a saturare test complessi come lo SWE-bench e il CORE-Bench, dimostrando capacità di riprodurre studi scientifici e correggere bug software con un’efficacia quasi sovrumana.

Tuttavia, rimane ancora un divario critico nella capacità di giudizio e nella definizione degli obiettivi a lungo termine, ambiti in cui l'intuizione umana mantiene ancora un ruolo centrale, sebbene il margine di vantaggio si stia assottigliando rapidamente. Questa traiettoria offre opportunità straordinarie per la scienza e la medicina, ma introduce rischi significativi legati al controllo dei sistemi. Se l’IA diventa capace di costruirsi da sola, le modalità con cui monitoriamo e modelliamo il suo comportamento diventano vitali. Anthropic sottolinea come l’aumento della velocità di sviluppo stia creando nuovi colli di bottiglia, come la necessità per gli umani di revisionare codice prodotto a ritmi industriali. Per affrontare queste sfide, emerge l'urgenza di una coordinazione globale e di meccanismi di verifica che permettano pause di sicurezza condivise tra i principali laboratori di frontiera, garantendo che il progresso non superi la nostra capacità di gestirlo.

Fonte: www.anthropic.com

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FFVII Remake Parte 3: l'annuncio potrebbe arrivare alla Summer Game Fest


L'attesa per la conclusione di uno dei progetti più ambiziosi di Square Enix sembra essere terminata. Secondo recenti indiscrezioni trapelate dal noto insider Nate the Hate, il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Final Fantasy VII Remake potrebbe fare il suo debutto ufficiale durante la Summer Game Fest. L'evento, guidato dal giornalista Geoff Keighley, si preannuncia come l'edizione più grande di sempre e avrà luogo presso il Dolby Theatre venerdì 5 giugno. Sebbene l'industria videoludica avesse inizialmente ipotizzato altre vetrine internazionali come la Gamescom o il Tokyo Game Show, la visibilità globale garantita dal palco di Keighley appare come la scelta più probabile per presentare al mondo il gran finale della saga. Questo terzo capitolo porta con sé l'oneroso compito di chiudere un cerchio narrativo iniziato anni fa, cercando di mantenere l'alto standard qualitativo che ha caratterizzato le prime due parti. Gli sviluppatori hanno già manifestato grande fiducia nel progetto, promettendo un'esperienza di gioco rinnovata capace di soddisfare sia i fan storici del titolo originale del 1997 che i nuovi giocatori.

Una scelta tecnica interessante riguarda il motore grafico: Square Enix ha deciso di continuare a utilizzare Unreal Engine 4 anziché passare al più recente Unreal Engine 5. Questa decisione è stata presa per garantire un processo di sviluppo più fluido e rapido, sfruttando la profonda familiarità del team con gli strumenti già consolidati durante la produzione dei titoli precedenti. A differenza dei suoi predecessori, Final Fantasy VII Remake Parte 3 segnerà un netto cambiamento nella strategia di distribuzione globale. Il titolo non sarà un'esclusiva temporale per PlayStation, ma verrà rilasciato contemporaneamente su tutte le principali piattaforme fin dal primo giorno di lancio. Con il PC indicato come piattaforma di riferimento principale per lo sviluppo, gli utenti possono aspettarsi un'esperienza tecnicamente all'avanguardia e ricca di funzionalità, in grado di sfruttare al massimo l'hardware più potente disponibile sul mercato. Questa apertura verso un pubblico più vasto segue la recente espansione di Final Fantasy VII Rebirth su Xbox Series S|X e su Nintendo Switch 2. Le stime attuali suggeriscono che, insieme all'annuncio imminente, potrebbe essere finalmente svelata una finestra di lancio ufficiale fissata per il prossimo anno.

Fonte: wccftech.com

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SpaceX punta a un IPO da record: prevista una valutazione di 1.750 miliardi di dollari


Spacex, l'azienda di Elon Musk, fissa il prezzo delle azioni a 135 dollari, puntando a raccogliere oltre 74 miliardi nella sua IPO.

SpaceX si appresta a compiere un passo senza precedenti nel mondo della finanza globale. Secondo dei documenti recentemente depositati presso le autorità americane competenti, l'azienda aerospaziale guidata da Elon Musk ha fissato un prezzo di 135 dollari per azione in vista della sua attesissima offerta pubblica iniziale (IPO). Questa decisione ha sorpreso gli analisti di mercato, poiché è prassi comune stabilire un intervallo di prezzo flessibile piuttosto che una cifra fissa una settimana prima del debutto in borsa. Se il prezzo di 135 dollari dovesse essere confermato nel verdetto finale dell'11 giugno, la quotazione di SpaceX diventerebbe la più grande della storia, superando per entità la somma di tutte le IPO statunitensi degli ultimi due anni messe insieme. I numeri legati a questa operazione sono di una portata quasi incalcolabile per gli standard odierni. Con una raccolta prevista di 74,4 miliardi di dollari, la valutazione complessiva di SpaceX raggiungerebbe circa 1.750 miliardi di dollari.

Tale scenario avrebbe un impatto enorme anche sul patrimonio personale di Elon Musk. Detenendo una quota del 50% nell'azienda, la sua partecipazione varrebbe circa 752 miliardi di dollari, un valore che lo posizionerebbe come il principale candidato a diventare il primo trilionario della storia. I documenti depositati hanno inoltre offerto uno sguardo inedito sulle finanze delle altre imprese di Musk, rivelando accordi significativi come il contratto da 1,25 miliardi di dollari al mese che Anthropic verserà all'entità combinata SpaceX-xAI per l'utilizzo dei data center. Tuttavia, i documenti ufficiali non mostrano solo successi. Le carte rivelano infatti una contrazione di 595 milioni di dollari nei ricavi pubblicitari per la piattaforma social X nel corso del 2024, un calo attribuito esplicitamente alla perdita di diversi partner commerciali. Nonostante queste sfide nel settore dei media, l'obiettivo primario di SpaceX rimane l'innovazione tecnologica estrema.

I capitali raccolti attraverso l'IPO saranno infatti interamente destinati a finanziare progetti ambiziosi, con un focus particolare sulla creazione di una vasta infrastruttura di data center orbitali alimentati dal sole. Il piano prevede il lancio di circa un milione di satelliti progettati per operare come centri dati in un'orbita eliosincrona, a un'altitudine compresa tra i 500 e i 2.000 chilometri. In questa posizione, l'assenza di fenomeni meteorologici garantisce un'esposizione solare costante, permettendo un'alimentazione energetica continua. Secondo Musk, questa rete orbitale rappresenterà il metodo più economico ed efficiente per generare la potenza di calcolo necessaria all'intelligenza artificiale nei prossimi anni. Grazie alla riduzione dei costi di lancio dei razzi, SpaceX mira a dominare non solo il trasporto spaziale, ma anche l'infrastruttura tecnologica globale del futuro.

Fonte: www.engadget.com

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CD Projekt Red: il misterioso Hadar potrebbe essere un’avventura open world


Il nuovo progetto originale di CD Projekt Red, lo studio di The Witcher, Hadar, punta su una narrativa profonda e l'uso dell'Unreal Engine 5.

CD Projekt Red, la celebre casa di sviluppo polacca dietro a successi mondiali come la saga di The Witcher e Cyberpunk 2077, ha recentemente svelato nuovi dettagli su Hadar, la sua nuova proprietà intellettuale completamente originale. Annunciato per la prima volta nell'ottobre del 2022, Hadar rappresenta una svolta storica per lo studio, poiché non si basa su opere preesistenti come i romanzi di Andrzej Sapkowski o il celebre gioco da tavolo di Mike Pondsmith. Sebbene le informazioni ufficiali siano state finora scarse, un'offerta di lavoro ha gettato nuova luce sulla direzione creativa e tecnologica che l'azienda intende intraprendere per questo ambizioso progetto. Secondo quanto emerso da una posizione aperta per un Engineering Director presso la sede di Varsavia, Hadar sarà un’esperienza open world focalizzata sulla narrazione e capace di colpire profondamente i giocatori. L'obiettivo dello studio è quello di superare i limiti attuali dell'immersività, creando un mondo di gioco che sia al contempo vasto ed emozionante.

Un elemento tecnico di rilievo confermato dall'annuncio è l'utilizzo dell'Unreal Engine 5, il motore grafico di ultima generazione che promette di elevare sensibilmente lo standard visivo e prestazionale di tutte le future produzioni di CD Projekt Red. Nonostante queste grandi ambizioni, Hadar si trova ancora in una fase di sviluppo preliminare. Durante l'ultimo rapporto finanziario, l'azienda ha chiarito che il team dedicato a questa nuova IP è ancora relativamente piccolo se confrontato con gli altri grandi progetti aperti dello studio. Mentre il prossimo capitolo di The Witcher può contare su oltre 500 sviluppatori e il seguito di Cyberpunk 2077 ne impegna circa 160, il progetto Hadar vede attualmente al lavoro solo 24 persone. Questo dato suggerisce chiaramente che il lancio del titolo sia ancora molto lontano nel tempo, con lo studio che preferisce concentrare le proprie forze principali sui franchise già consolidati prima di accelerare sulla nuova proprietà intellettuale.

Michał Nowakowski, co-fondatore di CD Projekt, ha sottolineato che, pur trattandosi di un universo narrativo inedito, i fan possono aspettarsi la qualità e il genere che hanno reso famoso lo studio in tutto il mondo. Hadar rimarrà fedele alla filosofia di design dell'azienda, proponendo meccaniche di gioco e strutture narrative affini a quelle che i giocatori hanno imparato ad amare negli anni. L'idea è quella di espandere l'orizzonte creativo della software house senza però tradire l'identità che l'ha resa un punto di riferimento nel panorama dei giochi di ruolo d'azione, puntando tutto su una narrazione matura che possa restare impressa nella memoria collettiva dei videogiocatori.

Fonte: www.videogameschronicle.com

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Windows resta al centro della strategia di Microsoft: con RTX Spark l'IA locale sfida il cloud


Alla conferenza Build, Microsoft rilancia Windows come pilastro per l'intelligenza artificiale locale grazie alla collaborazione con Nvidia.
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Per la prima volta dopo anni, Microsoft ha aperto la sua conferenza annuale Build rimettendo Windows al centro della scena. Il CEO Satya Nadella ha inaugurato l'evento non concentrandosi sui problemi noti di Windows 11, ma puntando tutto sul futuro del sistema operativo come motore dell'intelligenza artificiale. Al cuore di questa rinascita c'è il nuovo Surface RTX Spark Dev Kit, definito da Nadella «una macchina da sogno». Questo cambio di rotta segna un momento decisivo: l'ambizione storica di Bill Gates, un computer su ogni scrivania, viene oggi aggiornata da Nadella in un'intelligenza artificiale senza limiti su ogni scrivania e in ogni casa. Il motore di questa trasformazione è la rinnovata partnership con Nvidia, che ha debuttato sul sistema Windows on Arm con i chip RTX Spark.
Il Surface RTX Spark Dev Kit
Questi componenti promettono di gestire carichi di lavoro legati all'IA locale con una potenza che i precedenti PC Copilot Plus non potevano raggiungere. L'obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dai modelli IA basati sul cloud, spesso costosi e soggetti a latenze. Come sottolineato da Jensen Huang, CEO di Nvidia, il calcolo locale trasforma il PC in un assistente sempre attivo e, soprattutto, gratuito, poiché sfrutta l'hardware di proprietà dell'utente anziché costosi server remoti. In questo scenario, Windows diventa il punto di giunzione tra il calcolo ibrido e l'intelligenza distribuita. Pavan Davuluri, a capo della divisione Windows, ha spiegato che la priorità attuale è costruire il miglior stack tecnologico possibile per l'IA, capace di alternare intelligentemente l'elaborazione locale e quella in cloud.
Le specifiche del Surface Laptop Ultra
Nonostante le speculazioni, Microsoft non sembra intenzionata a saltare subito a un ipotetico Windows 12. La strategia attuale preferisce consolidare Windows 11, migliorandone le prestazioni, l'affidabilità e la reattività, come dimostrato dai recenti aggiornamenti alla barra delle applicazioni e al menu Start. L'attenzione si sposta verso gli utenti avanzati e gli sviluppatori, con nuovi strumenti come i container WSL e il Surface Laptop Ultra, progettato per applicazioni STEM e CAD ad alte prestazioni. Infine, il futuro di Microsoft guarda oltre il desktop con il Project Solara, una piattaforma per dispositivi basati su agenti IA. Sebbene questi nuovi gadget utilizzino una versione di Android, Davuluri ha confermato che l'ecosistema Solara sarà pienamente integrato con Windows.

Fonte: www.theverge.com

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Nuovi colori per iPhone 18 Pro: saranno veri? Forse c'è lo zampino dell'IA


Le immagini dei telai Dark Cherry, Dark Grey e Light Blue di iPhone 18 Pro e Pro Max potrebbero essere manipolate utilizzando l'IA.
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La comparsa online di presunte immagini riguardanti la scocca dei futuri iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max ha colto di sorpresa i fan di Apple. Tuttavia, quello che sembrava uno scoop di primo piano si è rapidamente trasformato in un caso di studio sulla disinformazione digitale. Poco dopo la diffusione delle foto, che mostravano i telai in diverse colorazioni inedite, sono emersi nuovi dettagli che suggeriscono come queste immagini siano state manipolate tramite intelligenza artificiale. Nonostante l'incertezza sulla veridicità dei materiali visivi condivisi dall'utente yeux1122 sul blog coreano Naver, il dibattito sulle possibili scelte estetiche di Cupertino per il 2026 rimane acceso, alimentato da indiscrezioni che circolano da tempo nel settore.
La colorazione "Light Blue" dei nuovi Melafonini
Secondo i rumor più accreditati, Apple starebbe testando una gamma cromatica distintiva per differenziare i suoi modelli di punta da quelli di base e dai dispositivi dello scorso anno. La vera protagonista di questa generazione dovrebbe essere la variante Dark Cherry, un rosso profondo e intenso simile alla tonalità del vino. Questa scelta seguirebbe la scia della colorazione Cosmic Orange dell'iPhone 17 Pro, confermando la volontà dell'azienda di introdurre ogni anno una tonalità speciale ed esclusiva. Oltre al Dark Cherry, le indiscrezioni suggeriscono lo sviluppo delle versioni Light Blue e Dark Gray, a cui potrebbe aggiungersi il classico Silver. Anche se le immagini degli chassis sono state messe in discussione, alcuni modelli dummy sembrerebbero confermare questa direzione stilistica, suggerendo che le informazioni sulle tonalità potrebbero avere un fondo di verità. Il lancio della serie iPhone 18 Pro, previsto per il mese di settembre, segnerà probabilmente un momento di rottura nella strategia commerciale di Apple. Le voci suggeriscono che l'azienda stia pianificando un evento dedicato esclusivamente ai dispositivi premium, separandoli dai prodotti di fascia media.
Il modello "Dark Gray"
In questa occasione, l'iPhone 18 Pro e la sua variante Max potrebbero essere accompagnati dal primo iPhone pieghevole della storia di Apple. Per quest'ultimo, si ipotizzano finiture più sobrie e opache in argento, bianco e indaco, creando un contrasto netto con le tinte più audaci della linea Pro. Questa diversificazione punta a sottolineare il posizionamento di lusso dei modelli top di gamma. Oltre all'estetica, le novità per l'iPhone 18 Pro riguarderanno anche l'evoluzione dell'hardware della fotocamera frontale. Sebbene inizialmente si ipotizzasse l'introduzione di un sistema Face ID completamente integrato sotto lo schermo, le ultime indiscrezioni indicano un approccio più graduale: solo un componente del riconoscimento facciale verrebbe nascosto, lasciando visibile esclusivamente il foro della fotocamera. Mentre l'attesa per il settembre 2026 cresce, l'incidente delle immagini generate dall'IA serve come monito sulla cautela necessaria nel trattare i leak tecnologici.

Fonte: www.macrumors.com

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Intel conferma: le GPU Arc restano centrali nella roadmap PC. Ma sarà vero?


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Intel ha recentemente gettato nuova luce sul futuro della propria divisione grafica durante una sessione di domande e risposte tenutasi al Computex di Taiwan. Alex Katouzian, General Manager del Client Computing Group di Intel, ha voluto rassicurare gli addetti ai lavori e gli appassionati dichiarando fermamente che le GPU rimangono un elemento fondamentale e "super importante" all'interno della roadmap per il settore PC. Questa presa di posizione giunge in un momento di incertezza, in cui molti si interrogano sulla direzione che l'azienda intende intraprendere nel mercato delle schede video dedicate, dopo l'esordio con l'architettura Arc Alchemist nel 2022 e il successivo arrivo della generazione Battlemage tre anni dopo. Nonostante le parole incoraggianti di Katouzian, il panorama per il settore desktop rimane parzialmente avvolto nel mistero. Attualmente, la seconda generazione di schede grafiche Intel si limita ai modelli Arc B580 e B570, lasciando un vuoto nella fascia più alta del mercato. La tanto attesa scheda B770, soprannominata "Big Battlemage", che molti si aspettavano di vedere entro l'anno, è stata finora destinata esclusivamente al mercato professionale e alle workstation.

Alcune indiscrezioni provenienti da fonti vicine alla filiera produttiva suggeriscono che il lancio per il mercato gaming, inizialmente previsto per la fine del 2025, potrebbe essere stato definitivamente cancellato, sebbene Intel non abbia ancora rilasciato conferme ufficiali in merito. Parallelamente ai dubbi sul segmento desktop di fascia alta, Intel sembra aver impresso una decisa virata strategica verso le soluzioni grafiche integrate e il mercato dei dispositivi handheld. L'azienda sta riscuotendo un notevole interesse attorno ai suoi chip grafici integrati, collaborando a stretto contatto con sviluppatori di videogiochi e motori grafici per ottimizzarne le prestazioni. Un segnale chiaro di questa tendenza è il lancio dei processori Arc G3 e Arc G3 Extreme, progettati specificamente per la nuova ondata di console portatili. Anche i futuri processori Panther Lake per computer portatili integreranno le versioni più evolute della tecnologia Arc, confermando come la mobilità sia diventata una priorità assoluta per il colosso californiano.

Tuttavia, per gli utenti desktop, le intenzioni di Intel appaiono ancora frammentarie. Se da un lato l'azienda afferma che le GPU continueranno a far parte del suo business PC, dall'altro manca una chiara indicazione su un possibile successore della B580 nel breve termine. Rumor recenti suggeriscono addirittura che non vi siano piani per lo sviluppo di schede gaming basate sull'architettura Xe3p. Se queste voci venissero confermate, i giocatori potrebbero dover attendere molto tempo prima di vedere nuove schede video discrete per desktop, lasciando intendere che il futuro delle GPU citato da Katouzian possa essere declinato principalmente in soluzioni integrate e dispositivi ultra-portatili.

Fonte: videocardz.com


Intel svela i chip della serie Arc G: ecco la frontiera del gaming handheld


Intel ha deciso di rafforzare la propria presenza nel settore delle console portatili. Al Computex di Taiwan, l'azienda ha presentato i nuovi chip della serie Arc G, una famiglia di processori progettata specificamente per alimentare la prossima generazione di PC handheld. Nonostante il mercato dell'hardware e del gaming non stia passando un momento roseo, Intel prosegue con determinazione lo sviluppo del suo hardware dedicato ai videogiocatori, basandosi sulla solida architettura degli Intel Core Ultra 3 per offrire delle prestazioni elevate anche in mobilità.



I protagonisti di questa nuova linea sono i modelli Arc G3 e G3 Extreme, che integrano delle iGPU fino alla Intel Arc B390. Questa dotazione tecnica garantisce il supporto al ray tracing in tempo reale e alle tecnologie di upscaling basate sull'intelligenza artificiale tramite il sistema XeSS 3. Sotto la scocca, i chip vantano una configurazione ibrida composta da due P-Core, otto E-Core e quattro LP E-Core. Realizzati con l'avanzato processo produttivo 18A di Intel, questi processori includono inoltre il supporto alle ultime tecnologie di connettività, tra cui Wi-Fi 7 R2, Thunderbolt 4 e il Dual Bluetooth 6.

Un aspetto cruciale della proposta di Intel riguarda l'ottimizzazione dell'esperienza utente su Windows 11: i nuovi chip Arc G-Series sono stati progettati per lavorare in sinergia con la modalità Xbox a schermo intero del sistema operativo di Microsoft, riducendo sensibilmente le complicazioni causate dall'interfaccia standard. Inoltre, Intel ha introdotto la tecnologia proprietaria Precompiled Shaders, che permette di scaricare shader ottimizzati direttamente dal cloud invece di renderizzarli sul dispositivo, velocizzando il lancio dei titoli. Tra i giochi che beneficeranno inizialmente di questa funzione figurano titoli come Black Myth: Wukong, Call of Duty: Black Ops 6 e 7, nonché The Outer Worlds 2. L'impatto di questa nuova tecnologia si manifesterà concretamente sul mercato attraverso una serie di nuovi dispositivi pronti al debutto nei prossimi mesi. Tra i primi produttori ad adottare le soluzioni Arc G-Series figurano marchi di primo piano come Acer, con il suo Predator Atlas 8, MSI, che ha presentato il nuovo Claw 8 EX AI+, e OneXPlayer.

Fonte: www.engadget.com


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Il mercato del lavoro Usa accelera: 172mila nuovi posti a maggio, il doppio delle attese


A maggio gli Stati Uniti hanno creato 172mila posti di lavoro, il doppio delle attese. Disoccupazione ferma al 4,3%, ma i salari reali calano per il caro energia legato alla guerra in Iran.

L'economia americana ha creato 172mila posti di lavoro a maggio, più del doppio degli 80mila previsti dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è però rimasto fermo al 4,3% per il terzo mese consecutivo. I dati, diffusi oggi dal governo americano, confermano comunque che il mercato del lavoro statunitense sta riprendendo slancio dopo mesi di crescita debole, nonostante le ricadute economiche della guerra in Iran.

Le revisioni dei dati dei mesi precedenti rafforzano il quadro. Il Bureau of Labor Statistics ha rivisto al rialzo di 93mila unità complessive le stime dei posti di lavoro creati nei due mesi precedenti: a marzo i nuovi posti sono stati così 214mila, ad aprile 179mila. Negli ultimi tre mesi la media sale così a 188mila nuovi occupati al mese, un ritmo sostenuto se si considera che appena sei mesi fa la media trimestrale era profondamente negativa. Il cambio di passo rispetto al 2025 è netto: quest'anno gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 10mila mensili dell'anno scorso.

Lavoro Usa · Dato di maggio

Il mercato del lavoro americano rialza la testa


A maggio negli Stati Uniti sono stati creati 172mila posti di lavoro, più del doppio delle attese. La media degli ultimi tre mesi sale così a 188mila, il ritmo più alto da oltre due anni. Ma i salari reali arretrano e la Fed valuta una stretta.

Bureau of Labor Statistics · Employment Situation 5 giugno 2026

Posti di lavoro creati a maggio
+172mila

vs

Attesi dagli economisti
+80mila

Variazione degli occupati non agricoli, dato destagionalizzato

Consenso degli analisti raccolto da Dow Jones prima del rapporto

La disoccupazione resta ferma al 4,3% per il terzo mese consecutivo

Esplora i dati
I La svolta II Mese per mese III I settori IV Salari e Fed

La tendenza di fondo

Sei mesi fa l'America perdeva posti di lavoro, oggi ne crea 188mila al mese


Variazione media mensile degli occupati, media mobile a tre mesi da gennaio 2024 a oggi. In autunno la media era scesa sotto zero; con le revisioni al rialzo di marzo e aprile, il trimestre marzo-maggio segna invece il ritmo più sostenuto da oltre due anni.

Media mobile a 3 mesi

Scorri il grafico con il dito o con il cursore per leggere i valori mese per mese.

Il cambio di passo è netto: nel 2026 gli Stati Uniti hanno creato in media 114mila posti al mese, contro i 15mila mensili del 2025 dopo la revisione annuale dei dati.

Tredici mesi di saliscendi

Tre mesi consecutivi sopra i 170mila posti, dopo un anno di alti e bassi


Variazione mensile degli occupati non agricoli da maggio 2025, in migliaia, dati rivisti. Tocca una colonna per leggere il valore.

Maggio 2026 +172mila Ultimo dato disponibile

20252026

Maggio 2026
Mesi in crescita
Mesi in calo

Le revisioni rafforzano il quadro: marzo sale a 214mila posti e aprile a 179mila, per un totale di 93mila occupati in più rispetto alle stime precedenti.

Chi assume e chi taglia

Turismo, enti locali e sanità trainano le assunzioni, la finanza taglia


Variazione degli occupati per settore a maggio 2026, in migliaia. Il lavoro d'ufficio resta il punto debole: la finanza ha perso 107mila posti dal picco di maggio 2025.

Nel turismo e nella ristorazione, i soli servizi di ristoro valgono 48mila dei 70mila nuovi posti. Tra gli enti locali la crescita riguarda soprattutto i comparti fuori dall'istruzione.

La quota di occupati tra i 25 e i 54 anni sale all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia.

L'altra faccia della medaglia

I salari corrono meno dei prezzi e la Fed valuta un rialzo dei tassi


Il rincaro dell'energia legato alla guerra in Iran tiene alta l'inflazione: anche le buste paga crescono ma non alla stessa velocità, e il potere d'acquisto delle famiglie arretra.

I numeri chiave

+3,4%
Crescita annua dei salari orari, la più bassa da agosto 2021

3,8%
Inflazione attesa nel rapporto sui prezzi della prossima settimana

37,53 $
Retribuzione oraria media a maggio

16-17 giu
Riunione Fed, la prima guidata da Kevin Warsh

4,3%
Disoccupazione, invariata da tre mesi

61,8%
Partecipazione alla forza lavoro

Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi.
Lorie Logan · Presidente della Fed di Dallas

I mercati prezzano una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi già quest'anno: un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

Fonte Bureau of Labor Statistics, Employment Situation, maggio 2026. Variazioni destagionalizzate degli occupati non agricoli; serie storica rivista (benchmark 2025). Previsioni: consenso Dow Jones. Aggiornato al 5 giugno 2026.

Le assunzioni crescono, ma non ovunque


Le assunzioni del mese di maggio si sono concentrate soprattutto nel turismo, nella ristorazione, nella sanità e negli enti locali. È salita anche la quota di occupati tra i 25 e i 54 anni, arrivata all'80,8%, appena sotto il massimo del periodo post-pandemia. "È il tipo di risultato che sembra un colpo di scena dopo mesi di rapporti deludenti", ha scritto oggi in una nota Laura Ullrich di Indeed. Per Daniel Zhao, capo economista di Glassdoor, "le nubi dell'incertezza politica e del rincaro dell'energia restano all'orizzonte, ma per ora i datori di lavoro continuano ad ampliare gli organici".

Il punto debole resta il lavoro d'ufficio. Le assunzioni sono ferme, e in alcuni casi in calo, nei settori finanziario, dell'informazione e dei servizi professionali. Secondo Jason Pride, capo stratega degli investimenti di Glenmede, questo andamento "è coerente con una ristrutturazione in corso, compresi gli effetti di sostituzione dell'automazione e dell'intelligenza artificiale".

Salari sotto pressione e Fed più prudente


La guerra in Iran continua però a pesare sui salari. Le retribuzioni orarie medie sono cresciute del 3,4% nell'ultimo anno, quasi certamente meno dell'inflazione dello stesso periodo, attesa al 3,8% nel rapporto sui prezzi al consumo in uscita la prossima settimana. I salari reali quindi arretrano e continuano a comprimere i bilanci delle famiglie.

Il dato di oggi sull'occupazione arriva a pochi giorni di distanza dalla riunione della Federal Reserve del 16 e 17 giugno, la prima guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Questa settimana alcuni funzionari della Banca Centrale hanno segnalato minori timori sull'andamento del mercato del lavoro e una maggiore attenzione all'inflazione, aggravata dal rincaro dell'energia legato al conflitto. I mercati finanziari prezzano così una probabilità crescente che la Fed alzi i tassi quest'anno, un cambiamento radicale rispetto alle precedenti attese di tagli.

"Sono sempre più convinta che tassi più alti possano rendersi necessari entro fine anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi", ha detto in un discorso la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan.

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ChatGPT avrà presto una memoria migliore, anche per gli utenti senza abbonamento


OpenAI introduce un sistema di sintesi avanzato che migliora per tutti la personalizzazione e l'efficienza delle conversazioni di ChatGPT.
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OpenAI ha annunciato un importante aggiornamento per ChatGPT, focalizzato sul potenziamento della sua architettura di memoria. Questo cambiamento promette di trasformare radicalmente il modo in cui il chatbot interagisce con gli utenti, rendendo le conversazioni più fluide e personalizzate. Il punto di svolta risiede nel sistema "Dreaming", una tecnologia che opera in background per sintetizzare le informazioni provenienti da diverse sessioni di chat, superando i limiti delle versioni precedenti. Finora, la memoria è rimasta statica e dipendente dalle istruzioni dell'utente: oggi, invece, grazie a questo nuovo approcci ChatGPT è in grado di apprendere in modo autonomo e proattivo senza richiedere input umani.

Uno degli aspetti più innovativi di questo aggiornamento è la creazione di un riepilogo della memoria, una sezione dove gli utenti possono consultare, modificare o eliminare le informazioni che il chatbot ha appreso su di loro. Questa trasparenza è supportata dalla funzione Fonti, introdotta insieme a GPT-5.5 Instant, che permette di visualizzare esattamente quali dati siano stati utilizzati per generare una specifica risposta. L'integrazione tra queste tecnologie non solo aumenta l'efficienza del sistema, ma offre agli utenti un controllo senza precedenti sulle proprie preferenze e sul contesto che il modello deve considerare durante le interazioni. Le implicazioni pratiche di questa nuova architettura, dice OpenAI, sono evidenti in scenari quotidiani come la fotografia o l'organizzazione di viaggi: se un utente ha precedentemente discusso della propria attrezzatura fotografica, ChatGPT sarà in grado di suggerire accessori compatibili o itinerari di viaggio specifici per la street photography, basandosi sulle conversazioni passate. Inoltre, il sistema è ora capace di aggiornare automaticamente i propri ricordi nel tempo: ciò potrebbe risolvere degli errori piuttosto diffusi, come il riferimento a un viaggio già concluso come se dovesse ancora avvenire, garantendo che le informazioni rimangano sempre attuali e pertinenti.

Infine, l'aggiornamento porta con sé una novità significativa per quanto riguarda l'accessibilità del servizio. Mentre in precedenza alcune funzioni avanzate erano riservate agli abbonati, i miglioramenti del processo di Dreaming permetteranno presto anche agli utenti del piano gratuito di beneficiare della memoria automatica. La distribuzione è già iniziata per gli utenti Plus e Pro negli Stati Uniti, i quali godranno anche di una maggiore capacità di memoria complessiva. Nelle prossime settimane, OpenAI prevede di estendere queste funzionalità agli utenti di tutto il mondo.

Fonte: www.engadget.com

Questa voce è stata modificata (4 settimane fa)
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Libano, l’ONU aumenta l’appello per gli aiuti a circa 640 milioni di dollari


Aumentano le risorse internazionali per far fronte al peggioramento delle condizioni umanitarie nel Paese mediorientale

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha annunciato un significativo incremento del proprio appello umanitario destinato al Libano, portando il fabbisogno complessivo a 639,9 milioni di dollari per far fronte al rapido deterioramento della situazione sul terreno e all’aumento dei bisogni della popolazione civile. Secondo quanto riportato da The Cradle, l’iniziativa congiunta ONU-governo libanese mira a rafforzare la risposta internazionale in un contesto di crescente emergenza umanitaria.

Negli ultimi tre mesi, diverse aree del Libano sono state colpite da un’escalation delle ostilità che ha aggravato in modo significativo le condizioni di vita delle comunità locali. A sottolinearlo è stato Imran Riza, Coordinatore Residente e Umanitario delle Nazioni Unite nel Paese, che ha descritto uno scenario in rapido peggioramento e caratterizzato da un numero crescente di vittime civili.

“Il bilancio delle vittime civili è allarmante e peggiora di giorno in giorno”, ha dichiarato Riza, evidenziando la pressione sempre maggiore sui servizi essenziali e sulle infrastrutture umanitarie.

Nel dettaglio, l’ONU ha reso noto che verrà lanciato un nuovo appello congiunto con le autorità libanesi per raccogliere ulteriori 331,5 milioni di dollari, destinati a sostenere circa 1,4 milioni di persone in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo si aggiunge ai fondi già mobilitati nell’ambito del piano di risposta, che al 31 maggio aveva raggiunto 185,9 milioni di dollari in contributi effettivi.

L’aumento dell’appello riflette, secondo le Nazioni Unite, l’intensificarsi dei bisogni umanitari e la necessità di garantire assistenza immediata in un contesto segnato da instabilità prolungata e crescente pressione sulla popolazione civile.

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L'ossessione per le apparenze al centro della seconda presidenza Trump


Per un'analisi pubblicata sull'Atlantic, l'estetica e le apparenze guidano molte delle decisioni più importanti della seconda presidenza Trump

Donald Trump esita ad appoggiare apertamente il suo vice J. D. Vance come candidato repubblicano alle presidenziali del 2028. Tra le tante ragioni possibili, il presidente si sarebbe concentrato su un episodio in particolare: durante una cerimonia alla Casa Bianca nella primavera del 2025, Vance lasciò cadere il trofeo della squadra di football della Ohio State, vincitrice del campionato universitario. Lo ha rivelato il New York Times, riportando come Trump sia "sempre molto attento all'estetica della presidenza" e si soffermi sui momenti in cui Vance "potrebbe non sembrare all'altezza del ruolo".

Scegliere il candidato del proprio partito sulla base di un trofeo fatto cadere è un metodo singolare. Ma secondo un'analisi di Jonathan Chait pubblicata sull'Atlantic, è del tutto coerente con il modo in cui Trump esercita il potere. Trump è "quasi certamente l'uomo più superficiale ad aver mai occupato la presidenza", scrive Chait, e la superficialità è un sistema di valori che ha guidato molte delle decisioni più rilevanti del secondo mandato.

La seconda presidenza si è concentrata sugli aspetti del ruolo che colpirebbero un turista in visita a Washington. Trump ha investito tempo ed energie nella ristrutturazione della Casa Bianca, dentro e fuori, e nel rinnovamento degli spazi pubblici della capitale. Alcuni risultati sono apprezzabili, come il restauro di fontane e piazze. Altri rispecchiano il gusto personale del presidente: il giardino delle rose della Casa Bianca è stato sostituito da un patio, lo Studio Ovale è stato dotato di insegne in stile albergo e riempito di soprammobili costosi e foglia d'oro.

Altri presidenti hanno costruito monumenti e ristrutturato spazi pubblici, ma nessuno con la stessa ossessione. Ad aprile un uomo armato ha fatto irruzione al White House Correspondents' Dinner, la cena annuale che riunisce i giornalisti accreditati alla Casa Bianca. Trump ha provato a sfruttare l'ondata di solidarietà che ne è seguita non per portare avanti una politica importante, ma per spingere il Congresso a finanziare un suo progetto personale: la costruzione di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca.

Trump applica lo stesso criterio alla scelta dei collaboratori. Il suo complimento preferito verso un funzionario è dire che sembra uscito dal central casting, il sistema con cui Hollywood seleziona le comparse in base all'aspetto. Trump giudica cioè i suoi uomini su come appaiono nel ruolo, non su quanto siano competenti per esercitarlo.

La stessa fissazione per l'aspetto fisico emerge nel modo in cui Trump descrive gli uomini della sua cerchia. Ha parlato del quarterback dei New York Giants Jaxson Dart come di un "ragazzo bellissimo" con "gambe come tronchi d'albero". Secondo la giornalista Ashley Parker, anche sull'Atlantic, l'attenzione che il presidente dedica alla bellezza maschile contribuisce a una sensibilità che alcuni hanno definito "para-gay". Più che una vera questione di orientamento sessuale, scrive Chait, è un'attenzione all'apparenza fisica anomala per chi non lavora nel mondo della moda o dello spettacolo.

L'amministrazione ha avviato un attacco generalizzato all'energia eolica perché il presidente non sopporta come appaiono le pale. Ha definito le centrali eoliche "antiestetiche", si è lamentato a lungo del fatto che rovinassero la vista del suo campo da golf in Scozia e ha detto di non volere "questi pannelli solari che si estendono per chilometri e coprono mezza montagna, brutti da morire". Sulla base di queste preferenze ha bloccato progetti eolici già approvati, costringendo i consumatori americani a pagare bollette più alte.

Trump associa gli immigrati provenienti dai paesi del Sud del mondo a un'immagine di sporcizia e disordine, parlando di persone "sudicie, sporche, disgustose". L'ostilità verso l'immigrazione ha quindi una matrice estetica oltre che razziale. Lo stesso vale per l'enfasi sproporzionata che il presidente mette sull'aspetto fisico delle donne, dove la bellezza è quasi un requisito per le sue collaboratrici e un valore aggiunto per i collaboratori uomini.

Il movimento Make America Healthy Again, guidato dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., è stato a lungo associato al rifiuto della scienza e degli esperti. Ma Chait nota che Trump e Kennedy condividono anche un'idea superficiale di salute. Mentre malattie infettive come il morbillo tornano a diffondersi negli Stati Uniti, il segretario si fa filmare a torso nudo mentre esibisce la propria forma fisica, come se questo fosse di per sé un contributo positivo alla salute pubblica.

Il settore in cui la superficialità ha avuto l'impatto più profondo è la difesa. A capo del Pentagono Trump ha messo Pete Hegseth, un ex conduttore di Fox News. Hegseth ha introdotto nuovi standard di cura della persona per i militari e si è fatto filmare durante allenamenti collettivi con la truppa. Nei primi giorni della guerra contro l'Iran il briefing quotidiano del presidente conteneva video selezionati di "roba che esplode", che hanno alimentato la sua convinzione che la campagna stesse andando benissimo.

Tra i progetti che più stanno a cuore al presidente c'è la costruzione di una nuova classe di corazzate, chiamata Trump-class. Gli esperti militari hanno criticato l'utilità e il costo di queste navi. Mark Montgomery, ex contrammiraglio della Marina e oggi alla Foundation for Defense of Democracies, ha dichiarato al Wall Street Journal che la Marina si sta "concentrando sull'idea del presidente che una corazzata sia una nave dall'aspetto figo".

Trump non smentisce, anzi rivendica. "La Marina americana guiderà il design di queste navi insieme a me, perché sono una persona molto attenta all'estetica", ha detto una volta. In un altro discorso davanti ai militari ha aggiunto: "Metto un po' più di spirito nello scafo. Voglio che quella nave sia bellissima, capite". Ha citato come modello il vecchio documentario sulla Seconda guerra mondiale Victory at Sea.

Questo accade in un momento in cui le tattiche militari stanno cambiando radicalmente. Le navi da guerra in stile Seconda guerra mondiale, che attirano nostalgicamente il presidente boomer, hanno un valore sempre più ridotto rispetto alle flotte di droni economici. L'analista militare Phillips O'Brien ha spiegato a David Frum dell'Atlantic che il combattente più prezioso sul campo di battaglia oggi è in genere l'operatore di droni, sostanzialmente un giocatore di videogiochi. Che gli Stati Uniti stiano perdendo la prima guerra dell'era dei droni mentre il segretario alla Difesa cresciuto in televisione si concentra su peli del viso e flessioni non è probabilmente un caso.

L'episodio che meglio riassume questa stagione politica è forse l'incontro di UFC, le arti marziali miste, che si terrà alla Casa Bianca. La scena è pensata per evocare lo spettacolo della forza e del dominio fisico, il legame tra potere e muscoli che affascina il presidente. Secondo la CNN, l'amministrazione vuole riempire gli spalti di soldati, ma non di soldati qualsiasi: i partecipanti dovranno soddisfare standard di forma fisica e in generale "avere un bell'aspetto". Si tratta, in fondo, di scegliere il cast giusto per uno spettacolo.

Mentre il presidente organizza tornei gladiatori e fa costruire archi di trionfo, le forze armate americane sono impegnate in operazioni militari sempre più estese. Gli Stati Uniti rischiano di cedere alla Cina i propri vantaggi tecnologici e di lasciare deteriorare le competenze scientifiche, mediche e amministrative costruite nel corso del Novecento. Ma Trump, scrive Chait nella sua conclusione, si copre la pelle di fondotinta e si proclama "il presidente più sano di sempre". Misura il successo del paese in foglia d'oro.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

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Migranti, via libera del Cdm al decreto per il Patto Ue: cambiano asilo e rimpatri


Il testo riforma accoglienza, Eurodac e introduce lo stop al lavoro per 90 giorni. Potenziati i tribunali e i controlli alla frontiera

Il Consiglio dei ministri (Cdm) ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia e adeguamenti ordinamentali necessari all’attuazione del Patto dell’Unione europea su migrazione e asilo. Il provvedimento interviene sul quadro normativo nazionale con l’obiettivo di armonizzare le procedure italiane alle nuove disposizioni europee in materia di accoglienza, gestione delle domande di protezione internazionale, rimpatri e funzionamento del sistema Eurodac.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa AGI, il decreto è stato presentato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Antonio Tajani e Tommaso Foti, nell’ambito di un intervento più ampio di adeguamento dell’ordinamento italiano ai regolamenti e alle direttive europee. Le modifiche riguardano, tra gli altri aspetti, la ridefinizione delle fasi procedurali relative alla manifestazione della volontà di chiedere protezione internazionale, alla registrazione e alla formalizzazione della domanda.

Tra le principali novità figura la revisione delle tempistiche di accesso al mercato del lavoro per i richiedenti asilo, con l’innalzamento a 90 giorni del periodo di preclusione allo svolgimento di attività lavorativa. Il decreto interviene inoltre sulle procedure alla frontiera e sul diritto di permanenza sul territorio nazionale, introducendo misure più stringenti in materia di controllo e gestione dei flussi.

Il provvedimento prevede anche un rafforzamento degli strumenti di monitoraggio, attraverso l’obbligo di residenza in luoghi individuati dal prefetto e l’introduzione di misure alternative al trattenimento, accompagnate da una nuova valutazione del rischio di fuga. Sono inoltre disciplinate le procedure accelerate, i respingimenti e i meccanismi di trasferimento dei richiedenti asilo.

Per le persone intercettate durante attraversamenti irregolari o a seguito di operazioni di salvataggio in mare, il testo prevede il trasferimento in punti di crisi dedicati, dove verranno effettuati controlli sanitari, di vulnerabilità e sicurezza, oltre al rilievo fotodattiloscopico. È inoltre introdotto il fermo amministrativo per gli accertamenti, soggetto a convalida da parte del giudice di pace e con specifiche garanzie per i minori.

Sul piano tecnologico e amministrativo, il decreto adegua il sistema Eurodac, prevedendo l’interconnessione automatizzata delle impronte digitali e delle immagini facciali, con l’individuazione di un punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.

Infine, per far fronte all’impatto organizzativo del nuovo assetto europeo, il governo ha disposto il potenziamento delle Commissioni territoriali per la protezione internazionale e l’ampliamento delle sezioni specializzate dei tribunali in materia di immigrazione, prevedendo anche sezioni stralcio e misure transitorie per garantirne la piena operatività.

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Capire il Fediverso: come ActivityPub sta ridisegnando i social network


Negli ultimi anni un nuovo termine ha iniziato a farsi strada nelle discussioni sulle alternative ai social network tradizionali: Fediverso. Ma che cos'è esattamente? Come funziona il protocollo ActivityPub che ne è alla base? E quali piattaforme ne fanno parte?

Cos'è il Fediverso?

connessioni del fediverso
La parola Fediverso nasce dall'unione di federazione e universo. Indica una rete di server indipendenti (chiamati istanze) che possono comunicare tra loro.

A differenza dei social network tradizionali come Facebook o X (Twitter), controllati da un'unica azienda, il Fediverso è decentralizzato:

  • Chiunque può gestire il proprio server.
  • Ogni istanza stabilisce regole e moderazione autonome.
  • Gli utenti possono interagire tra server diversi.

Il risultato è un ecosistema aperto e distribuito, anziché una singola piattaforma centralizzata.

Il cuore del sistema: come funziona ActivityPub


ActivityPub è uno standard aperto sviluppato dal W3C, il consorzio che definisce molti degli standard del Web. Questo protocollo stabilisce il modo in cui i server del Fediverso comunicano tra loro.

Alla base di ActivityPub ci sono due concetti fondamentali.

1. Attori (Actors)


Ogni utente, gruppo o persino bot viene considerato un attore.

Esempio: @utente@mastodon.uno

2. Attività (Activities)


Ogni azione viene descritta come un'attività:

  • Pubblicare un contenuto → Create
  • Seguire qualcuno → Follow
  • Mettere un "mi piace" → Like
  • Condividere un contenuto → Boost


Un esempio pratico


Immaginiamo che tu sia registrato sul mastodon.uno e voglia seguire una persona sul pixelfed.uno.

  1. Clicchi su "Segui".
  2. Il mastodon.uno invia una richiesta Follow a pixelfed.uno.
  3. Pixelfed.uno conferma la richiesta.
  4. I nuovi contenuti dell'utente su pixelfed.uno vengono automaticamente consegnati a mastodon.uno.

Tutto questo avviene tramite protocolli standard del Web, come HTTP e JSON, in modo simile alle moderne API.

Il modello Inbox e Outbox


ActivityPub utilizza una struttura molto semplice:

  • Outbox: il luogo da cui un utente invia le proprie attività.
  • Inbox: il luogo in cui un utente riceve attività dagli altri.

Ogni server gestisce queste caselle e distribuisce i contenuti alle altre istanze della federazione.

I vantaggi di ActivityPub

logo activitypub
L'utilizzo di uno standard aperto offre numerosi benefici:

  • Decentralizzazione: nessun punto di controllo unico.
  • Interoperabilità: piattaforme diverse possono comunicare tra loro.
  • Autonomia degli utenti: ciascuno può scegliere il server più adatto alle proprie esigenze.
  • Resilienza: l'intera rete non dipende da una singola azienda o infrastruttura.


Le principali piattaforme del Fediverso Italiano


Il Fediverso non è una singola piattaforma, ma un insieme di servizi interoperabili.

🐘 Mastodon: mastodon.uno


Piattaforma di microblogging, spesso paragonata a Twitter/X. È il progetto più conosciuto del Fediverso.

📷 Pixelfed: pixelfed.uno


Social network dedicato alle immagini, considerato una valida alternativa a Instagram.

🎥 PeerTube: peertube.uno


Piattaforma decentralizzata per la condivisione di video, alternativa a YouTube.

✍️ WriteFreely: noblogo.org


Sistema di blogging minimalista e federato.

💬 Lemmy: diggita.com


Piattaforma per comunità e discussioni, simile a Reddit.

🎵 Funkwhale: funkwhale.it


Servizio federato per l'ascolto e la condivisione di musica.

Perché il Fediverso è importante oggi


Sempre più persone cercano alternative alle grandi piattaforme digitali a causa di:

  • Problemi di privacy.
  • Algoritmi opachi che influenzano la visibilità dei contenuti.
  • Crescente commercializzazione delle interazioni online.
  • Dipendenza da poche grandi aziende tecnologiche.

Il Fediverso propone un approccio differente: aperto, comunitario, interoperabile e indipendente.

Le sfide da affrontare


Nonostante le sue potenzialità, il Fediverso presenta anche alcune difficoltà:

  • Una curva di apprendimento iniziale per i nuovi utenti.
  • Politiche di moderazione differenti tra le varie istanze.
  • Un'esperienza utente talvolta frammentata rispetto alle piattaforme centralizzate.


Conclusioni


Il Fediverso non rappresenta soltanto un'alternativa ai social network esistenti: propone un cambiamento radicale nel modo in cui concepiamo la comunicazione online.

Grazie ad ActivityPub, è possibile costruire una rete aperta e interoperabile che restituisce agli utenti il controllo dei propri dati, delle proprie comunità e delle proprie relazioni digitali.

In un'epoca dominata dalle Big Tech, il Fediverso dimostra che un Web più libero, distribuito e partecipativo non solo è possibile, ma esiste già.

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UE, rassicurazioni sul carburante aereo: “Nessuna carenza in Europa”


Il commissario europeo ai Trasporti: scorte stabili, nessun segnale di shortage nel breve periodo, ma attenzione ai prezzi del jet fuel

Al momento non si registra alcuna carenza di carburante per l’aviazione in Europa e non vi sono indicazioni che possano far presagire una situazione di criticità nel prossimo futuro. È quanto ha dichiarato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in un’intervista rilasciata a Reuters e riportata dall'Ansa.

Secondo quanto riferito dal commissario, il sistema di approvvigionamento europeo del jet fuel si mantiene stabile, anche grazie alla presenza di scorte di emergenza nei diversi Stati membri. Una condizione che, ha sottolineato, contribuisce a garantire la continuità operativa del traffico aereo nel continente.

Tzitzikostas ha tuttavia evidenziato come la situazione presenti elementi di forte eterogeneità tra i diversi vettori e mercati, con impatti non uniformi sul settore. La principale criticità, al momento, non riguarda la disponibilità fisica del carburante, bensì l’andamento dei prezzi del jet fuel, in crescita e in grado di incidere sulle strategie operative delle compagnie aeree.

In alcuni casi, ha spiegato il commissario, l’aumento dei costi potrebbe portare le compagnie a rivedere o cancellare alcune rotte considerate non sostenibili dal punto di vista economico. Una dinamica che, secondo Bruxelles, riguarda soprattutto specifiche tratte e non configura un problema sistemico per il trasporto aereo europeo.

Tra i fattori di attenzione indicati vi è anche il contesto geopolitico internazionale, con particolare riferimento alle tensioni in aree strategiche per il commercio energetico globale. In tale quadro, il commissario ha ribadito l’importanza di una stabilizzazione delle condizioni internazionali e della riapertura di snodi logistici fondamentali.

Nonostante ciò, la Commissione europea sottolinea che il sistema energetico e logistico dell’Unione si presenta al momento resiliente, con un livello di stabilità giudicato adeguato a fronteggiare eventuali oscillazioni di mercato nel breve periodo.