In the Grey (2026)
Ma che è 'sta roba? L'ha scritto (male) una AI?
Prendere 'sti attori e metterli a fare 'sta cosa è veramente uno spreco clamoroso, assurdo.
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Ma che è 'sta roba? L'ha scritto (male) una AI?
Prendere 'sti attori e metterli a fare 'sta cosa è veramente uno spreco clamoroso, assurdo.
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Prima metà suuuuuper interessante, poi perde un bel po' verso i tre quarti e molla un po' tutto alla fine.
Con un epilogo un po' diverso a mio avviso avrebbe potuto essere un filmone a livello di altri horror di quest'anno.
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Che je devi dì? Non me ne frega niente della trama seria, delle coreografie, dei buchi narrativi...
Spegni il cervello e te lo godi TUTTO, incluso il personaggio di Urban che cita il Signore degli Anelli.
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Meh, il primo bello, questo prova un po' a sfruttare di nuovo la gimmick ma senza riuscirci così bene.
Non uno schifo eh, ma non a livello del primo.
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Vabbeh, è Checco Zalone (e lo dice uno che ha apprezzato i film di Checco Zalone) e purtroppo sembra aver perso un po' di mordente rispetto ad altre pellicole (o forse son cresciuto io?).
Un paio di battute molto carine, ma nel complesso piuttosto banale e con una critica sociale molto... sciapa.
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Orco boia che bomba. Avevo detto che era un ottimo anno per gli horror, no?
Forse un filo too much alcune cose, ma nel complesso gran film, felicissimo quando pellicole originali di questo tipo hanno il riconoscimento che meritano.
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Allora, mi aspettavo qualcosa tipo Knives Out e appena uscito dal cinema sono rimasto un po'... deluso.
Ripensandoci però - e collocandolo più correttamente tra i film "per ragazzx" - risulta davvero una cosina godibile e con un cast di doppiaggio incredibile.
Consigliato per passare del tempo in serenità e senza pensare troppo.
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Nothing ha annunciato Phone (4b), il primo smartphone della (b) Series, pensato per rendere l'ecosistema Nothing accessibile a un numero ancora maggiore di utenti. Oltre all'inconfondibile design del brand, il device è dotato dell’interfaccia Glyph, vanta prestazioni di alto livello grazie al processore Snapdragon e la batteria è la più capiente mai integrata in un dispositivo del brand. Inoltre, troviamo una fotocamera principale da 50 MP con OIS, un display Super AMOLED a 120 Hz e Nothing OS, insieme agli strumenti Essential AI.
Phone (4b) combina due elementi cardine della (4a) Series: la Glyph Bar e il design unibody di Phone (4a) Pro. Il risultato è uno smartphone dall'identità ancora più riconoscibile, inconfondibilmente Nothing. Fedele alla filosofia progettuale del brand, lo smartphone gioca con materiali, texture e finiture a contrasto per dare profondità e personalità al dispositivo, valorizzandone ogni dettaglio.Il modulo fotografico in polimero morbido trasparente presenta bordi curvi tridimensionali, che si fondono in modo naturale con la scocca unibody in eco-policarbonato
Progettato per resistere fino a 600 Newton di forza di flessione e certificato IP64 contro polvere e acqua, Phone (4b) è pensato per una resistenza quotidiana senza rinunciare all'estetica. Disponibile nelle colorazioni Black, White e Blue, ogni variante è stata studiata nei minimi dettagli per mettere in risalto l'iconica architettura trasparente che contraddistingue il design del brand.
Saldi estivi: proteggi la carta di credito dalle truffe
I saldi estivi sono un’occasione per risparmiare, ma rappresentano anche un periodo di forte attività per i cybercriminali. Ecco i consigli per acquistare online in sicurezza, proteggere la carta di credito ed evitare phishing, siti falsi e altre truffe digitaliTechpertutti.comGuglielmo Sbano
La Glyph Bar torna su Phone (4b) in una veste più pulita e raffinata, confermandosi uno degli elementi più distintivi dell'esperienza Nothing. Grazie a 45 mini-LED controllati singolarmente e a una luminosità fino a 3.500 nit, essa permette di visualizzare notifiche, stato della ricarica, registrazioni in corso e avvisi personalizzati in modo immediato.
Al centro di Phone (4b) c’è Snapdragon 6 Gen 4, l'ultimo processore mobile Qualcomm a 4 nm, capace di offrire prestazioni vicine a quelle di Phone (4a) e un punteggio AnTuTu superiore a 1 milione. Realizzato con un avanzato processo a 4nm, garantisce prestazioni più costanti, una maggiore efficienza energetica e capacità AI potenziate rispetto alle precedenti piattaforme a 6nm. Abbinato al 6° Generation AI Engine di Qualcomm, accelera l’elaborazione AI on-device per fotografia, riconoscimento vocale e l’intera suite di strumenti Essential AI, garantendo un’esperienza d’uso più rapida e reattiva, senza dover ricorrere al cloud per le funzioni AI principali.Mostrando solo le informazioni più importanti, la Glyph Bar offre un'interazione con lo smartphone più intuitiva e meno invasiva
Per garantire prestazioni elevate anche nelle attività più impegnative, Phone (4b) integra una vapor chamber da 4.400 mm², progettata su misura per adattarsi perfettamente al layout interno del dispositivo e offrire prestazioni termiche paragonabili a quelle di Phone (4a). Il sistema di raffreddamento mantiene il device fino a 2 °C più fresco durante le sessioni di utilizzo più intense, riducendo il thermal throttling e garantendo prestazioni costanti sia durante il gaming sia nella registrazione di video in 4K.
Phone (4b) è dotato della batteria più efficiente mai inclusa in uno smartphone Nothing, con una capacità di 5.200 mAh. Secondi i dati in possesso di Nothing, il dispositivo garantisce fino a 18 ore di utilizzo misto, un'ora in più rispetto a Phone (4a), tra cui fino a 22 ore di riproduzione su YouTube e 26 ore di navigazione su Instagram. La batteria integra una tecnologia progettata per una maggiore resistenza agli urti che consente di mantenere fino al 90% della capacità anche dopo 1.200 cicli di ricarica, pari a circa tre anni di utilizzo quotidiano. È inoltre compatibile con la ricarica rapida cablata da 33 W.Grazie a TrueLens Engine 4, Phone (4b) introduce Ultra XDR, una tecnologia tipicamente riservata ai flagship, che porta su Phone (4b) una fotografia computazionale avanzata
Phone (4b) integra una fotocamera principale da 50 MP con OIS. La combinazione di stabilizzazione ottica ed elettronica dell'immagine (OIS + EIS), a un sensore di luce ambientale a 360° e a una fotocamera ultra-grandangolare da 119° consente di ottenere fotografie più nitide, video più fluidi e un'esposizione e un bilanciamento del bianco più accurati in un’ampia varietà di condizioni di luce. Phone (4b) introduce anche Ultra XDR, una tecnologia che combina 13 fotogrammi RAW per ottenere alte luci più luminose, ombre più ricche di dettagli e colori ancora più fedeli rispetto ai tradizionali sistemi HDR. Lo smartphone registra video in 4K a 30 fps, grazie alla combinazione di OIS, EIS e la tecnologia AI anti-shake, per realizzare riprese ancora più fluide e stabili senza l'utilizzo di accessori aggiuntivi.
Phone (4b) è dotato di un display Super AMOLED da 6,77 pollici con refresh rate adattivo fino a 120 Hz, luminosità fino a 1.200 nit all’aperto e picco di 2.000 nit con supporto HDR10+. In particolare, la luminosità di picco dichiarata di 2.000 nit rende l’esperienza HDR ancor più coinvolgente e la frequenza di campionamento del touch istantanea di 1.000 Hz, garantisce un'esperienza ultra-reattiva. Nel comparto audio i doppi altoparlanti stereo restituiscono un suono chiaro, bilanciato e ricco di profondità, con un effetto stereo migliorato del 20% rispetto a Phone (4a). Inoltre, l'esclusivo controllo del volume a 160 livelli permette regolazioni ancora più precise e naturali rispetto ai tradizionali sistemi di controllo del volume.
vivo X Fold6 in Italia nel 2026: il pieghevole con fotocamera premium
vivo X Fold6 si prepara a entrare nella scena degli smartphone pieghevoli premium: il nuovo modello vivo punta su fotografia avanzata, design raffinato e tecnologie di nuova generazione. L’arrivo in Italia nel 2026 potrebbe segnare una nuova fase per il mercato foldableTechpertutti.comGuglielmo Sbano
Pensato per durare nel tempo, Phone (4b) riceverà 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza. Include inoltre una tecnologia di micro-shifting a livello di pixel, per ridurre il rischio di burn-in dei display AMOLED estendendone la durata grazie a un'ottimizzazione software intelligente. Phone (4b) offre, inoltre, l'esperienza completa di Essential AI, con l'integrazione nativa di ChatGPT nell'interfaccia, negli appunti e nei widget, insieme a Google Gemini, Circle to Search e Hey Google.
Prezzo e disponibilità
Phone (4b) sarà disponibile nella configurazione da 8/128GB al prezzo di 329 euro.
CONSIGLIATO DA TECHPERTUTTI
Android 16, 50 MP OIS Fotocamera, 6,67" AMOLED Display 120 Hz, 5200 mAh Batteria, 33 W Ricarica rapida, 8 GB RAM + 128 GB, Glyph Bar .
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Il presidente Donald Trump ha rilanciato al vertice della NATO la richiesta che la Groenlandia passi sotto il controllo degli Stati Uniti e ha minacciato di ritirare tutti i soldati americani dall'Europa se gli alleati continueranno a opporsi. Lo ha detto martedì ad Ankara, in Turchia, dove è arrivato per l'incontro annuale dell'alleanza atlantica.
La Groenlandia "dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca", ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il rifiuto europeo di assecondare le sue mire, ha aggiunto, è quello che ha danneggiato il suo rapporto con la NATO. La Danimarca, di cui la Groenlandia fa parte, non spende abbastanza per l'isola, ha sostenuto, mentre per Washington è importante perché "circondata da navi cinesi e russe", un'affermazione che gli esperti hanno smentito.
Trump ha minacciato di ritirare l'intero contingente americano dall'Europa, dove gli Stati Uniti tengono circa 68.000 militari. A maggio l'amministrazione aveva già annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, dopo le critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla guerra americana in Iran. Pochi giorni fa la Casa Bianca aveva bloccato un piano del Pentagono, il ministero della difesa americano, per ridurre ancora le forze nel continente.
Gli europei devono stare attenti a immigrazione ed energia, ha avvertito Trump parlando in generale del continente, altrimenti "non avrete più un'Europa". L'Europa, ha detto, "è un posto molto diverso da com'era vent'anni fa". Poi ha concluso la parte dell'incontro aperta ai giornalisti.
La richiesta sulla Groenlandia aveva già fatto sprofondare la NATO in una crisi a gennaio, quando Trump aveva preteso il controllo dell'isola per motivi di sicurezza nazionale e non aveva escluso l'uso della forza militare per annetterla. La tensione era rientrata a fine mese, dopo che il presidente e il segretario generale della NATO Mark Rutte avevano annunciato l'intesa su un "quadro per un accordo futuro" e ritirato la minaccia di dazi contro gli alleati europei. Da allora un gruppo di lavoro con rappresentanti di Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia discute come procedere e il governo di Copenaghen conta di trovare una soluzione entro fine anno.
La prima ministra danese Mette Frederiksen ha ribadito, poche ore dopo le parole di Trump, che la Groenlandia non è in vendita e che gli alleati devono rispettare la sovranità del regno danese. Il ministro degli esteri groenlandese Múte Egede ha detto che il futuro dell'isola deve deciderlo il suo popolo. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha risposto a CNBC che l'alleanza conta già sette paesi artici se in gioco c'è la sicurezza dell'Artico e ha ricordato che la Finlandia ha addestrato un milione di soldati in condizioni artiche.
Trump ha criticato di nuovo gli alleati europei per non averlo sostenuto nella guerra contro l'Iran. Italia, Germania e Francia hanno rifiutato di aiutare, ha detto Trump, che si è chiesto perché gli Stati Uniti spendano "centinaia di miliardi di dollari" per paesi che non ricambiano. Alla vigilia del vertice aveva già rimproverato agli europei la mancanza di lealtà, mentre Washington e Teheran restano in un fragile cessate il fuoco.
Il rilancio sulla Groenlandia riporta al centro dello scontro tra Washington e l'Europa un'isola artica vasta e quasi disabitata, che la Danimarca amministra e che gli Stati Uniti considerano cruciale per la propria sicurezza.
NATO fell into a crisis earlier this year as Trump demanded that the U.S. must take control of Greenland on national security grounds.Kevin Breuninger (CNBC)
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Dopo i casi di condanna in appello per i reati commessi nelle carceri di San Gimignano e di Sollicciano (Firenze), la terza sentenza in Italia che riconosce il reato di tortura avvenuto in un istituto di pena riguarda Torino. Secondo il tribunale, sono almeno undici le persone detenute torturate nel carcere “Lorusso e Cutugno” tra il 2017 e il 2019, a seguito delle segnalazioni presentate dalla Garante comunale delle persone private della libertà personale all’epoca dei fatti, Monica Cristina Gallo.
Le sette persone condannate nel maggio scorso per tortura (in primo grado, in modo non definitivo e quindi con presunzione di innocenza) sono agenti penitenziari che operavano all’interno del Padiglione C, area destinata ai sex offender, ovvero alle persone detenute per reati di natura sessuale. In base ai documenti del processo visionati da L’Unica, i reclusi delle Vallette hanno subito minacce, percosse e abusi fisici e psicologici riconosciuti dal tribunale di Torino come trattamenti inumani e degradanti.
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Condanna in primo grado per otto agenti penitenziari del “Lorusso e Cotugno”: abusi fisici e morali durati due anni. In Italia sentenze analoghe solo a Firenze e San GimignanoAlice Dominese (L'Unica)
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Questa è la rassegna stampa di mercoledì 8 luglio 2026
Le forze statunitensi hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani nell'area dello Stretto di Hormuz, colpendo oltre 80 bersagli in risposta a tre assalti iraniani a navi commerciali. Poche ore prima il Dipartimento del Tesoro aveva revocato la deroga che consentiva la vendita del petrolio iraniano, mentre il prezzo del greggio è balzato di oltre il 5%. Teheran ha promesso una "risposta schiacciante", alimentando i timori di un ritorno alla guerra appena tre settimane dopo il memorandum d'intesa firmato dal presidente Trump.
Fonti: Axios, Financial Times, BBC News
Dopo un'accusa di violenza sessuale, il Partito democratico del Maine ha invitato il candidato al Senato Graham Platner a lasciare subito la corsa ed ha escluso che possa avere un ruolo nella scelta del suo successore. Platner, che definisce l'accusa "categoricamente falsa", non si è ancora ritirato e cerca di condizionare la successione, alimentando lo scontro tra l'ala progressista e quella moderata del partito. I repubblicani, intanto, preparano una campagna pubblicitaria da 8 milioni di dollari contro l'eventuale nuovo candidato democratico.
Fonti: The Wall Street Journal, The Hill, Semafor
L'arrivo del presidente Trump al vertice della NATO in Turchia ha riportato al centro le richieste americane di aumento della spesa per la difesa, con alcuni alleati impegnati a mostrare progressi concreti e altri costretti a forzare le definizioni pur di centrare gli obiettivi. Nel corso del summit Trump ha attaccato l'Alleanza e ha ribadito le sue mire sulla Groenlandia, indebolendo gli sforzi europei di rassicurarlo. Sul tavolo anche un piano da 50 miliardi di dollari per dotare l'Europa di armi a lungo raggio meno dipendenti dagli Stati Uniti.
Fonti: The New York Times, Semafor, Bloomberg
Nell'udienza preliminare che deve stabilire se Tyler Robinson andrà a processo per l'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, i procuratori hanno usato una serie di video per ricostruire i passi del sospettato, che prima dello sparo avrebbe interagito con lo staff dell'evento. Secondo gli inquirenti il DNA di Robinson e quello di Lance Twiggs sarebbero stati trovati su un asciugamano che nascondeva l'arma e su un cacciavite lasciato nel punto da cui è partito il colpo. La difesa ha cercato di mettere in dubbio la solidità delle prove genetiche.
Fonti: The New York Times, BBC News, Fox News
Un uomo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco da un agente dell'agenzia per l'immigrazione (ICE) durante un controllo stradale a Houston, in Texas. Secondo il Dipartimento per la Sicurezza interna si trattava di un immigrato irregolare che avrebbe tentato di investire l'agente per sottrarsi all'arresto, ma al momento non è stata fornita alcuna prova a sostegno di questa versione. L'episodio si inserisce nell'intensificarsi delle operazioni federali contro l'immigrazione e delle espulsioni.
Fonti: The New York Times, The Wall Street Journal, The Hill
Il senatore repubblicano Mitch McConnell, 84 anni, è ricoverato in ospedale da oltre quattro settimane e il suo staff non ha ancora spiegato il motivo del ricovero. I leader del suo partito hanno riferito di aver parlato con lui negli ultimi giorni, cercando di smentire le voci diffuse da alcune figure del mondo MAGA su un presunto peggioramento delle sue condizioni. La mancanza di informazioni ufficiali continua ad alimentare speculazioni sulla sua salute e sul futuro del seggio del Kentucky.
Nel primo confronto diretto delle primarie democratiche per il Senato in Michigan, la deputata Haley Stevens ha accusato il rivale progressista Abdul El-Sayed di essere troppo concentrato sulla visibilità mediatica, mentre lui l'ha descritta come uno strumento degli interessi delle grandi aziende. Lo scontro si è acceso soprattutto sulla politica mediorientale e sul rapporto tra gli Stati Uniti e Israele, tema sempre più divisivo all'interno del partito. Il duello arriva dopo il ritiro della candidata Mallory McMorrow.
Fonti: The New York Times, The Hill, Bloomberg
Il Dipartimento del Commercio ha dato il via libera al lancio su larga scala del modello avanzato GPT-5.6 di OpenAI, superando le limitazioni imposte il mese scorso, che ne consentivano l'accesso solo a soggetti approvati dal governo. La società ha annunciato che il modello di punta e le versioni inferiori saranno disponibili al pubblico da giovedì. La vicenda mostra come il governo e le aziende dell'intelligenza artificiale stiano negoziando caso per caso l'accesso alle tecnologie più potenti, in attesa di standard più chiari.
Fonti: Axios
Il Dipartimento di Giustizia ha inviato lettere di ammonimento ad alcuni alti responsabili elettorali statali nell'ambito della spinta del presidente Trump a irrigidire le regole del voto, per contrastare un fenomeno – il voto diffuso dei non cittadini – che i dati indicano come inesistente. In parallelo, nuove norme legano l'accesso di alcuni Stati ai finanziamenti federali antiterrorismo all'adozione di modifiche alle procedure elettorali. Le iniziative si inseriscono in un più ampio contenzioso sull'accesso ai dati di cittadinanza.
Fonti: The New York Times
L'attrice Mariska Hargitay, protagonista della serie "Law & Order: SVU", condurrà la cerimonia degli Emmy in programma il 14 settembre, diventando la prima donna a guidare la premiazione da quindici anni a questa parte. L'annuncio è stato dato dalla Television Academy, che ha sottolineato il legame tra il percorso professionale dell'attrice e la scelta di affidarle il palco della serata dedicata alla televisione statunitense.
Fonti: The Hill
Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.
McConnell, 84, has been in hospital for more than four weeks, and his staff have not yet said why he was admitted.Max Matza (BBC News)
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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.
Buon mercoledì,
oggi vedremo il nuovo generatore di immagini AI di Meta; parleremo dei ritardi del prossimo rack di Nvidia; vedremo l'acquisizione di un noto team di vibe coding da parte di Figma, e tanto altro ancora. Buona lettura!
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Con il commento di Amir Ati.
Intro + Prima notizia - Ep. 359 - Mercoledì 8 luglio
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Il podcast
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Le news di oggi, selezionate a mano.
Intelligenza Artificiale
Meta ha presentato Muse Image, un generatore di immagini AI sviluppato dai Meta Superintelligence Labs. Lo strumento è gratuito fino a un certo limite d'uso e disponibile nell'app Meta AI, nelle Storie di Instagram e su WhatsApp. Permette di creare immagini da testo, modificare foto con istruzioni scritte, generare annunci pubblicitari, simulare arredamenti e costruire QR code personalizzati. Per chi non sa da dove iniziare, offre prompt predefiniti. È integrato con Facebook Marketplace per visualizzare oggetti usati negli spazi domestici. Meta ha anche lanciato nuovi effetti AI per le Storie di Instagram basati su Muse. Superato il limite gratuito, l'accesso richiede un abbonamento a pagamento. La versione video del modello, Muse Video, è già in sviluppo.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta
Big tech
Il Kyber NVL144, cioè il mega-cabinet di Nvidia progettato per ospitare 144 chip in un'unica unità, è stato posticipato di oltre 12 mesi al 2028. Il problema sta in un circuito stampato multistrato che collega i moduli interni del sistema: troppo difficile da produrre in modo affidabile. Anche NVL576, il sistema più grande che collega otto rack via connessioni ottiche, rischia di subire ritardi o di restare disponibile in volumi limitati. Il piano di riserva, che prevedeva di unire due rack della generazione attuale, è stato cancellato dopo che i grandi provider cloud lo hanno bocciato come ingombrante e costoso da gestire. I sistemi Rubin della generazione corrente sono invece in piena produzione e inizieranno le spedizioni in autunno a otto partner cloud, tra cui AWS, Microsoft Azure e Google Cloud.
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Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]
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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.
Startup
Figma ha acquisito il team di Bud, una piattaforma che permette di creare app tramite linguaggio naturale e di automatizzare attività tramite agenti AI. La startup, nata come Orchids e poi ribattezzata Bud, è passata dal vibe coding a una piattaforma per agenti capaci di navigare il web, accedere a servizi esterni e scrivere codice. Con l'acquisizione, entrambi i prodotti verranno chiusi il 18 luglio: gli utenti devono migrare i propri progetti entro quella data. Figma non ha specificato come utilizzerà il team, ma l'azienda sta spingendo da tempo verso strumenti che vanno oltre il design statico: ha già lanciato Figma Make per creare web app e ha integrato strumenti come Codex e Claude Code, oltre ai propri agenti AI.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta
Intelligenza Artificiale
Claude Cowork è ora disponibile su web e mobile per gli abbonati Max. Lanciato come app desktop a gennaio, può ora eseguire compiti in background anche a dispositivo spento: si avvia dal desktop, si monitora dal telefono, si recupera l'output più tardi. Secondo dati Anthropic su 1,2 milioni di sessioni anonimizzate da oltre 600.000 organizzazioni, il caso d'uso principale non è la programmazione (solo 8,7% delle sessioni) ma la gestione di processi aziendali come report, checklist e riconciliazione di fogli di calcolo (33,4%), seguita da contenuti e copywriting (16,4%).
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]
Internet
WordPress è sceso al 41,5% di quota web secondo W3Techs, dal picco del 43,6% raggiunto all'inizio del 2025. Il calo non è dovuto alla battaglia legale con WP Engine. Il mercato non è stato mangiato da Shopify o Wix, ma dalla categoria "None", cioè siti senza CMS rilevabile, cresciuta di 1,3 punti percentuali nel solo primo semestre 2026. Il co-fondatore di Pantheon ha proprio citato il fenomeno del "vibecoding". Gli esperti concordano che il calo sia strutturale e duri da un decennio: l'interesse di ricerca su Google per "WordPress" è in calo dal 2014, mentre Shopify lo ha raggiunto nel 2025.
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Fonte: The Repository
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youtube.com/embed/rKV5JcALQoQ?…
Trovo molto affascinante la ricerca di Anthropic sui parallelismi tra cervello e reti AI. Questo video è un mini documetario che parla dell'ultimo paper su una sorta di spazio nascosto che Claude ha creato in autonomia dove deposita alcuni pensieri prima di parlare.
Vedi video su youtube.com (eng - 5:27)
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Ringraziamo i nostri mecenati: Dario Di Lascio, Pietro Bodecchi e Simone Falcini.
Oggi, lunedì 11 maggio, Morning Tech apre le sponsorizzazioni della newsletter! Come funziona? Non vogliamo che il tuo spazio sulla nostra newsletter sia un mero box da "skippare"; preferiamo raccontare la tua idea e gli esseri umani che ci lavora…Amir Ati (Morning Tech)
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Il Kyber NVL144, cioè il mega-cabinet di Nvidia progettato per ospitare 144 chip in un'unica unità, è stato posticipato di oltre 12 mesi al 2028. Il problema sta in un circuito stampato multistrato che collega i moduli interni del sistema: troppo difficile da produrre in modo affidabile. Anche NVL576, il sistema più grande che collega otto rack via connessioni ottiche, rischia di subire ritardi o di restare disponibile in volumi limitati. Il piano di riserva, che prevedeva di unire due rack della generazione attuale, è stato cancellato dopo che i grandi provider cloud lo hanno bocciato come ingombrante e costoso da gestire. I sistemi Rubin della generazione corrente sono invece in piena produzione e inizieranno le spedizioni in autunno a otto partner cloud, tra cui AWS, Microsoft Azure e Google Cloud.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Nvidia's Kyber rack system delayed to 2028 over manufacturing snags
The reported delay adds to concerns that Nvidia's breakneck annual release cadence is colliding with manufacturing limits.CNBCAnniek Bao
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Figma ha acquisito il team di Bud, una piattaforma che permette di creare app tramite linguaggio naturale e di automatizzare attività tramite agenti AI. La startup, nata come Orchids e poi ribattezzata Bud, è passata dal vibe coding a una piattaforma per agenti capaci di navigare il web, accedere a servizi esterni e scrivere codice. Con l'acquisizione, entrambi i prodotti verranno chiusi il 18 luglio: gli utenti devono migrare i propri progetti entro quella data. Figma non ha specificato come utilizzerà il team, ma l'azienda sta spingendo da tempo verso strumenti che vanno oltre il design statico: ha già lanciato Figma Make per creare web app e ha integrato strumenti come Codex e Claude Code, oltre ai propri agenti AI.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Figma acquires team behind a vibe-coding app | TechCrunch
The Y Combinator-backed company started a vibe-coding platform and later built an agent-creation product.TechCrunchIvan Mehta
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Claude Cowork è ora disponibile su web e mobile per gli abbonati Max. Lanciato come app desktop a gennaio, può ora eseguire compiti in background anche a dispositivo spento: si avvia dal desktop, si monitora dal telefono, si recupera l'output più tardi. Secondo dati Anthropic su 1,2 milioni di sessioni anonimizzate da oltre 600.000 organizzazioni, il caso d'uso principale non è la programmazione (solo 8,7% delle sessioni) ma la gestione di processi aziendali come report, checklist e riconciliazione di fogli di calcolo (33,4%), seguita da contenuti e copywriting (16,4%).
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Claude Cowork expands to mobile and web | TechCrunch
With this update, users can start a task from their desk, get status updates on their phone, and pick up the finished output later — even if their laptop is closed.TechCrunchRebecca Bellan
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WordPress è sceso al 41,5% di quota web secondo W3Techs, dal picco del 43,6% raggiunto all'inizio del 2025. Il calo non è dovuto alla battaglia legale con WP Engine. Il mercato non è stato mangiato da Shopify o Wix, ma dalla categoria "None", cioè siti senza CMS rilevabile, cresciuta di 1,3 punti percentuali nel solo primo semestre 2026. Il co-fondatore di Pantheon ha proprio citato il fenomeno del "vibecoding". Gli esperti concordano che il calo sia strutturale e duri da un decennio: l'interesse di ricerca su Google per "WordPress" è in calo dal 2014, mentre Shopify lo ha raggiunto nel 2025.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
WordPress Drops to 41.5% Market Share, but Three Datasets Tell Different Stories About What’s Going On - The Repository
Three datasets, three stories — and a myriad of ways to unpack them. WordPress’s market share decline is real, but the explanations dominating the conversation…The Repository
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Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Meta rolls out Muse, a new AI image generator | TechCrunch
The new image-generating model has numerous use cases, including advertising, decorating and creator-based opportunities.TechCrunchLucas Ropek
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Peter Ticktin, avvocato della Florida di 80 anni e amico d'infanzia di Donald Trump, spinge il presidente a dichiarare un'emergenza nazionale per assumere il controllo federale delle elezioni di metà mandato, il voto di novembre in cui si rinnovano la Camera e un terzo del Senato. Un'analisi della CNN lo descrive come uno dei più attivi negazionisti delle elezioni del 2020, convinto che dietro ogni vicenda si nasconda un complotto. Ticktin sostiene che i democratici stiano preparando un piano per conquistare con i brogli abbastanza seggi da rimuovere con l'impeachment Trump e il vicepresidente JD Vance, così da portare alla presidenza il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries: negli Stati Uniti, se presidente e vice decadono, la carica passa allo speaker della Camera.
Ticktin conobbe Trump alla New York Military Academy, un collegio militare a circa 80 chilometri da New York, dove secondo il suo racconto i due erano "migliori amici" nell'ultimo anno di liceo. Nel 2020 ha pubblicato un libro sul presidente e negli anni è diventato uno dei legali di riferimento del movimento che nega la legittimità della vittoria di Joe Biden. Tra i suoi clienti ci sono Tina Peters, l'ex funzionaria elettorale del Colorado condannata per la violazione delle macchine per il voto della sua contea, l'ex amministratore delegato di Overstock Patrick Byrne e molti dei condannati per l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
Trump è frustrato perché il Congresso non approva il SAVE America Act, la legge che introdurrebbe requisiti stringenti di identificazione degli elettori. Ticktin è tra gli alleati che gli chiedono di andare oltre con un ordine esecutivo: dichiarare un'emergenza nazionale basata su una presunta interferenza straniera attraverso le macchine elettroniche per il voto, che permetterebbe di limitare il voto per posta e vietare le macchine. L'anno scorso Ticktin ha contribuito a scriverne una bozza. Per i funzionari elettorali statali e gli esperti di diritto elettorale uno scenario simile farebbe precipitare il paese in una crisi costituzionale, perché la Costituzione assegna il potere sulle elezioni agli Stati e al Congresso, non al presidente. A marzo Trump ha firmato un ordine esecutivo che limita il voto per posta, molto meno ampio di quello chiesto da Ticktin e comunque bloccato dai giudici federali.
In un'intervista alla CNN Ticktin ha detto che le prove dei brogli del 2020 diventeranno presto pubbliche e che Venezuela, Cina e Iran sono coinvolti. Secondo lui la svolta arriverà da Nicolás Maduro, l'ex leader venezuelano catturato e incriminato dall'amministrazione a maggio: "Parlerà. Canterà come un canarino". Il Dipartimento di Giustizia ha però precisato che le accuse contro Maduro riguardano il narcotraffico internazionale e che non risulta alcuna prova di crimini elettorali. A sei anni dal voto del 2020 nessuna prova simile è mai emersa: un rapporto dell'intelligence americana del 2021 concluse che diversi paesi provarono a influenzare la campagna elettorale, ma che nessuno "ha tentato di alterare alcun aspetto tecnico del processo di voto". Un'indagine congiunta del Dipartimento di Giustizia e di quello della Sicurezza Interna definì "non credibili" le accuse di hackeraggio straniero delle macchine.
Ticktin dice di parlare con Trump alcune volte l'anno e di essere in contatto con funzionari del Dipartimento di Giustizia. Un funzionario della Casa Bianca ha detto alla CNN che l'avvocato sopravvaluta il rapporto con il presidente, con cui non parla regolarmente, e che non influenza le politiche della Casa Bianca su voto ed elezioni. L'amministrazione però si muove nella stessa direzione: dall'inizio del secondo mandato ha sequestrato schede elettorali a Fulton County, in Georgia, e macchine per il voto a Puerto Rico per cercare prove di brogli nel 2020.
A maggio Ticktin ha ottenuto la sua vittoria più importante, quando il governatore democratico del Colorado Jared Polis ha commutato la pena di Tina Peters, condannata per aver fatto violare nel 2021 i sistemi di voto della sua contea nel tentativo di dimostrare i brogli denunciati da Trump. A dicembre Ticktin aveva inviato a Trump una lettera di nove pagine per chiedere la grazia, definendo Peters "una testimone fondamentale e necessaria del più grave crimine perpetrato contro gli Stati Uniti nella storia". Pochi giorni dopo Trump ha concesso una grazia federale simbolica e per mesi ha fatto pressione sul Colorado perché la liberasse. La settimana scorsa Ticktin ha accompagnato Peters alla Casa Bianca per un incontro con il presidente.
La carriera di Ticktin è costellata di richiami dei giudici. Nel 2022, insieme all'avvocata di Trump Alina Habba, rappresentò il presidente in una causa civile contro Hillary Clinton, accusata di aver complottato per legarlo alla Russia nella campagna del 2016: un giudice respinse la causa e sanzionò i legali per accuse "consapevolmente false o formulate con sconsiderato disprezzo per la verità", una decisione confermata in appello. Nel 2009 la sua abilitazione in Florida fu sospesa per tre mesi per un presunto conflitto di interessi. Oggi difende Byrne e il podcaster Joe Oltman dalle cause per diffamazione legate a Dominion Voting Systems, l'azienda produttrice di macchine per il voto accusata falsamente di aver spostato milioni di voti da Trump a Biden nel 2020. Secondo i documenti giudiziari esaminati dalla CNN, quei procedimenti sono stati segnati dalle email complottiste di Ticktin agli avvocati avversari e da una colluttazione prima di una deposizione, in cui l'avvocato ha ammesso di aver spinto il legale della controparte.
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Xi Jinping sta usando le tattiche autocratiche di Stalin e Mao per eliminare l'opposizione, riempire i vertici del Partito Comunista di fedelissimi e prepararsi a governare a tempo indefinito. Secondo un'analisi del Wall Street Journal, il leader cinese, 73 anni e al quattordicesimo anno alla guida del partito, ha smantellato le regole introdotte dopo Mao per impedire il ritorno al potere di un solo uomo e si prepara a ottenere nel 2027 un quarto mandato quinquennale da segretario, a cui dovrebbe seguire l'anno successivo un nuovo mandato da presidente. Il suo obiettivo, scrive il giornale, è dettare il destino della Cina per gli anni a venire e portare il paese alla pari degli Stati Uniti per forza militare e peso economico.
Dall'inizio del terzo mandato da segretario, nel 2022, Xi ha rimosso in sei mesi tre membri in carica del Politburo, il vertice del Partito Comunista: è la più grande epurazione a quel livello dal 1976. Sono stati rimossi anche i ministri della Difesa, degli Esteri e dell'Agricoltura, oltre a comandanti militari, leader regionali, regolatori finanziari e dirigenti delle aziende di Stato. Le continue accuse di corruzione e dissenso politico servono a costringere i funzionari a dimostrare lealtà a Xi e ad assicurare che nessuno possa metterlo in discussione. A differenza di Stalin e Mao, che condannarono milioni di persone al carcere, ai lavori forzati e alla morte, Xi ha evitato il terrore di massa, ma ha epurato decine di alti funzionari, compresi suoi protetti, a una velocità e su una scala mai viste dall'epoca maoista.
Riprendendo una pratica dell'era di Mao, Xi obbliga i membri del Politburo a criticare sé stessi e gli altri in sessioni annuali che presiede personalmente, valutando le loro prestazioni anche in base alla lealtà verso la sua leadership. Per i leader comunisti "più hai successo, più i nemici hanno paura di te e si mobilitano per distruggerti, quindi più hai bisogno di epurare", ha detto al Wall Street Journal Joseph Torigian, storico dell'American University di Washington che ha studiato le lotte di potere nell'Unione Sovietica e nella Cina di Mao. "Non c'è equilibrio, i nemici continuano a manifestarsi."
Nel suo primo decennio al potere Xi ha eliminato le norme sul pensionamento per età dei funzionari più anziani e ha abolito il limite di due mandati alla presidenza della Repubblica Popolare, aprendosi la strada per restare capo del partito e dello Stato a tempo indefinito. Il suo periodo da segretario è già il più lungo dai tempi di Mao.
Nel terzo mandato Xi ha delegato alcune responsabilità a un piccolo gruppo di fedelissimi tra la fine dei 60 e i primi 70 anni, considerati troppo anziani per essere successori credibili. Nel comitato ristretto di sette persone che guida il partito non ha promosso nessuno abbastanza giovane ed esperto da poter essere un erede, secondo fonti interne al partito. È una scelta rischiosa: la morte di Stalin nel 1953 aprì una lotta per la successione e portò alla "destalinizzazione", che smontò il suo culto della personalità e il suo programma di terrore di massa. Dopo la morte di Mao nel 1976 il successore designato epurò il gruppo di rivali noto come "Banda dei Quattro", prima di essere messo da parte da Deng Xiaoping, che rovesciò molte delle politiche maoiste.
Anche i piani quinquennali, i documenti che fissano gli obiettivi dell'economia cinese e distribuiscono le risorse dello Stato, sono ormai decisi da Xi in prima persona. In passato il governo cinese consultava istituzioni ed esperti stranieri come la Banca Mondiale e l'economista americano Joseph Stiglitz, ma Xi ha rinunciato a questi pareri. Per l'ultimo piano ha affidato un ruolo più operativo al premier Li Qiang, un suo uomo di fiducia, mentre i suoi consiglieri hanno accettato meno suggerimenti dai funzionari di livello inferiore e dagli esperti esterni, secondo il centro studi Asia Society Policy Institute. Una conseguenza è che Xi ha finora ignorato i segnali che indicano la necessità di sostenere i consumi per combattere la deflazione che pesa sull'economia cinese.
Xi ha costruito anche un sistema di regole che detta nel dettaglio il comportamento dei membri del partito e dei dipendenti pubblici, approvando o rivedendo i regolamenti interni a un ritmo superiore a quello di tutti i suoi predecessori dopo Mao. A farli rispettare è la Commissione centrale per l'ispezione disciplinare, l'organo di vigilanza interno del partito, che controlla la lealtà dei 100 milioni di iscritti con funzionari inseriti nelle principali istituzioni e con squadre di ispezione in tutto il paese. L'anno scorso le autorità del partito hanno punito quasi un milione di persone, il numero più alto mai registrato. Xi ha mantenuto un elemento del controllo sociale di Stalin e Mao, incoraggiare i cittadini a sorvegliarsi e denunciarsi a vicenda, ma ha evitato le violenze di massa dei due predecessori. "La portata, l'intensità e la violenza delle purghe di Stalin durante il Grande Terrore superano di gran lunga lo sforzo di Xi di rettificare il Partito Comunista Cinese", ha detto Jonathan Czin del centro studi Brookings Institution. "Non vediamo le persone colpite dall'ira di Xi venire eliminate fisicamente."
Come Stalin e Mao, Xi si presenta come il più grande teorico comunista della sua generazione: rivendica il merito delle principali politiche e le collega alla sua dottrina, il "Pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era", inserita nello statuto del partito e nella Costituzione cinese accanto al "Pensiero di Mao Zedong". Le nuove regole impongono a chi vuole iscriversi al partito di studiare la dottrina di Xi e i membri devono partecipare a sessioni regolari di studio delle sue politiche. La propaganda lo descrive come la figura centrale e indispensabile della rinascita cinese: PropagandaScope, una piattaforma che monitora i media di Stato cinesi, ha registrato un ritorno della definizione di Xi come "leader del popolo", che richiama il titolo di "Grande Leader" attribuito a Mao. "Che si tratti di Stalin, di Mao o di Xi, agiscono tutti con lucida razionalità" nell'applicare le loro politiche e nel consolidare il potere, ha detto Guoguang Wu, ricercatore dell'Asia Society Policy Institute. "Sono certamente spietati, nei loro calcoli non ci sono fattori emotivi."
Soffocando il dibattito e alimentando un clima di paura, Xi ha però reso le decisioni politiche più arbitrarie e gli errori più difficili da correggere. Senza un piano chiaro per la successione rischia inoltre la stessa sorte di Stalin e Mao, le cui morti al potere scatenarono lotte interne che finirono per smontare i loro progetti politici.
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NUOVA SERIE LIVESCOPE 2: MAGGIORE DEFINIZIONE, PORTATA MIGLIORATA E INSTALLAZIONE SEMPLIFICATA
Garmin, il produttore di elettronica di bordo più innovativo e riconosciuto al mondo, annuncia oggi il lancio della nuova serie LiveScopeTM 2, l'evoluzione della pluripremiata tecnologia di ecoscandagli live-scanning firmata Garmin. Considerata una delle innovazioni più rivoluzionarie nel panorama dell'elettronica per la pesca sportiva, la nuova serie LiveScope 2 consente agli appassionati di osservare in tempo reale pesci, esche e strutture sommerse attorno all'imbarcazione. La nuova gamma introduce tre trasduttori che offrono una risoluzione superiore del 20%, una migliore riduzione dei disturbi e una portata dell’ecoscandaglio ancora più ampia rispetto alla generazione precedente.
Maggiore definizione e copertura ancora più ampia
Oltre a un netto miglioramento della qualità dell'immagine, la nuova serie LiveScope 2 offre il live sonar più fluido mai realizzato da Garmin, grazie alla stabilizzazione integrata dell'immagine, alla riduzione del rumore e a una migliore separazione dei bersagli, che consentono di distinguere con maggiore chiarezza pesci ed esche mentre si muovono all'interno del fascio dell’ecoscandaglio. Gli angoli di scansione più ampi aumentano la copertura in tutte e tre le modalità Forward, Down e Perspective, mentre la velocità di elaborazione e la bassissima latenza permettono di osservare la reazione dei pesci e scegliere il momento ideale per ferrare.
Pensata per adattarsi a ogni tecnica di pesca, la nuova serie comprende tre diversi trasduttori.
Il modello LiveScope 2 (LVS44) evolve la tecnologia LiveScope Plus offrendo il 20% di risoluzione in più e un incremento della portata del 25%, raggiungendo una distanza massima di 76 metri, ideale per individuare i pesci anche molto lontano dall'imbarcazione.
Il nuovo LiveScope 2 HD (LVS42HD) è invece ottimizzato per le distanze fino a 38 metri e offre il live sonar più definito mai realizzato da Garmin, con un livello di dettaglio superiore del 50% alle brevi distanze rispetto al modello precedente.
Per gli appassionati della pesca sul ghiaccio, la novità è il nuovo LiveScope 2 HD Ice-Fishing, che mette a disposizione la stessa qualità d'immagine ad alta definizione, abbinata a un cavo più corto e flessibile progettato per l'utilizzo in condizioni di freddo estremo e a un pratico cavo unico per alimentazione e rete, fornito insieme al supporto con inclinazione a 0°.
Installazione ancora più semplice, senza black box
Tutti i trasduttori della serie LiveScope 2 si collegano direttamente a un chartplotter Garmin compatibile e all'alimentazione di bordo, eliminando completamente la necessità della black box e rendendo l'installazione più semplice e ordinata. I nuovi trasduttori integrano inoltre un sensore che spegne automaticamente la trasmissione quando viene sollevato dall'acqua e un sensore della temperatura per fornire letture sempre accurate. Ogni modello viene fornito con il supporto per il montaggio sul gambo del motore elettrico e con il supporto regolabile per la modalità Perspective, consentendo di modificare rapidamente la configurazione in base alle proprie esigenze di pesca, senza l'utilizzo di attrezzi.
Per un sistema di pesca completamente integrato, la serie LiveScope 2 è perfettamente compatibile con l'intero ecosistema Garmin Marine, inclusi accessori come l'asta motorizzata Spy™ Pole per il controllo indipendente del trasduttore e il trasduttore GT360UHD, che permette di combinare la visualizzazione live con una scansione completa a 360° attorno all'imbarcazione.
La serie LiveScope 2 (LVS44) e LiveScope 2 HD (LVS42HD) saranno disponibili a partire dal 10 luglio, con un prezzo consigliato al pubblico rispettivamente di €2.199,99 Iva inclusa e €2.299,99 Iva inclusa.
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Francesca Hong vuole dimostrare che una socialista-democratica può vincere anche in uno Stato in bilico. La deputata statale democratica del Wisconsin, 37 anni, figlia di immigrati coreani ed ex ristoratrice, è tra i candidati di punta alle primarie per la nomination a governatore, in uno Stato che il presidente Trump ha vinto nel 2024. Se arrivasse fino in fondo sarebbe la prima governatrice socialista-democratica nella storia degli Stati Uniti. Un reportage del New York Times racconta la sua campagna come il test più rischioso per un movimento in piena crescita.
In questo ciclo elettorale gli elettori progressisti, furiosi con una dirigenza democratica che considerano vecchia, tiepida e legata agli interessi delle grandi aziende, hanno fatto cadere diversi parlamentari uscenti nelle primarie. Candidati che si definiscono socialisti hanno vinto le primarie per la Camera a New York, Denver e Filadelfia e il termine, da cui i politici americani un tempo prendevano le distanze, è diventato popolare a sinistra. Hong viene spesso paragonata a Zohran Mamdani, il sindaco socialista-democratico di New York. C'è però una differenza sostanziale: Mamdani ha vinto in una città molto liberale, mentre Hong deve convincere operai, allevatori e coltivatori di mirtilli rossi in zone conservatrici, dove sta portando la sua campagna.
Una parte dei democratici teme che la sua candidatura regali l'elezione ai repubblicani. Sono convinti che gli avversari useranno le sue dichiarazioni più controverse, compresi vecchi post sui social in cui chiedeva di abolire la polizia, e che gli elettori moderati e conservatori del Wisconsin respingeranno in massa una socialista, compromettendo anche il tentativo democratico di conquistare il parlamento statale. "Questo non è l'anno per mettere alla prova una socialista democratica. Questo non è New York", ha detto al New York Times Joe Wineke, ex presidente del partito nello Stato. Anche i repubblicani sperano di sfidarla: per il presidente del partito in Wisconsin, Brian Schimming, "in entrambi i partiti direbbero che è il nostro scenario migliore".
Hong ha lasciato il college per lavorare nei ristoranti di Madison, passando da lavapiatti a chef, e nel 2016 ha aperto un suo locale, chiuso nel 2024 per difficoltà economiche. Continua a lavorare come cuoca e barista anche durante la campagna. A maggio è stata citata in giudizio per quasi 30.000 dollari di debiti sulla carta di credito, che ha poi saldato, e ha risposto dicendosi "delusa che il debito venga dipinto come una colpa morale, soprattutto quando le persone non possono permettersi le basi della vita quotidiana". Le sue origini operaie sono al centro di una candidatura che presenta come una lotta tra gli americani comuni e le élite del denaro. Il suo messaggio e la sua abilità online le hanno dato presa sui giovani, anche se si aspetta di risultare indietro rispetto ai rivali nei bilanci di raccolta fondi in uscita a luglio.
La sua carta migliore con gli elettori repubblicani è l'opposizione ai data center che alimentano il boom dell'intelligenza artificiale e che molti residenti accusano di divorare terra, acqua, elettricità e sgravi fiscali senza dare quasi nulla in cambio. Secondo un sondaggio di febbraio della Marquette Law School, un istituto universitario del Wisconsin, per il 70% dei residenti dello Stato i costi dei data center superano i benefici e lo pensa anche il 55% dei repubblicani. Hong è stata l'unica candidata democratica a sostenere una moratoria di un anno sulle nuove costruzioni, un piano che chiama "Control-Alt-Delete". "È un modo per iniziare a parlare di avidità e controllo delle grandi aziende", ha detto in un'intervista. "Il Wisconsin non è in vendita a Big Tech". A Wisconsin Rapids, dove un progetto di data center da 89 ettari sul sito di una cartiera chiusa ha mobilitato i residenti, anche elettori repubblicani parlano di votare per lei.
Il malcontento economico nello Stato va oltre i data center. A marzo il 56% degli intervistati da Marquette disapprovava l'operato del presidente e una maggioranza relativa riteneva che i dazi stessero danneggiando l'economia e gli agricoltori. Gli alleati di Hong citano la disuguaglianza dei redditi in crescita, i prezzi delle case aumentati bruscamente dal 2020 e i costi ospedalieri tra i più alti del paese. L'economia del Wisconsin va ancora bene per alcuni indicatori, con una disoccupazione sotto la media nazionale, ma più di un terzo degli abitanti indica il costo della vita come il problema principale, ha detto al New York Times Jason Stein, presidente del centro studi indipendente Wisconsin Policy Forum, secondo cui ci sono segnali che gli elettori siano pronti a uno spostamento a sinistra.
La nomination però non è affatto scontata. I democratici si presentano in sei per la successione al governatore uscente Tony Evers, che si ritira, e tra i favoriti ci sono l'ex vice-governatore Mandela Barnes, sconfitto nella corsa al Senato del 2022, la vice-governatrice in carica Sara Rodriguez e la senatrice statale Kelda Roys. Barnes e Rodriguez sostengono di avere idee altrettanto trasformative per i lavoratori, ma di essere più eleggibili di Hong: "Vogliono qualcuno che alla fine vinca", ha detto Rodriguez. Sul tema dei data center Barnes ha finito per chiedere anche lui una pausa in attesa di regole, mentre Rodriguez propone più regolamentazione senza moratoria. Il probabile candidato repubblicano è il deputato Tom Tiffany.
Il Wisconsin ha una tradizione socialista antica: alla fine dell'Ottocento Milwaukee elesse una serie di sindaci socialisti detti "delle fogne", per la loro attenzione alle opere pubbliche come i sistemi fognari. Negli ultimi decenni lo Stato ha oscillato tra conservatori duri come il senatore Ron Johnson e l'ex governatore Scott Walker e liberali convinti come la senatrice Tammy Baldwin. Hong sostiene di avere più cose in comune con gli elettori operai di Trump che con l'establishment democratico: "Ho il vantaggio di non essere una politica di carriera".
La corsa ai data center fa salire i prezzi di chip, elettronica ed elettricità. Gli economisti si dividono su quanto a lungo terrà alta l'inflazione americana.Redazione (Focus America)
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L'amministrazione Trump sta cancellando più di trenta regole federali sulle armi da fuoco, rinunciando alla stretta sulle vendite illegali, restituendo il diritto di possedere un'arma ad alcune persone con disturbi mentali e allentando i controlli sulle transazioni tra privati.
Il dietrofront riguarda l'ATF, il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, l'agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sulle armi. Non è una sorpresa: il presidente si era presentato in campagna elettorale come un difensore del diritto a possedere armi.
Per i critici e anche per alcuni veterani dell'agenzia, l'ATF ricalca le richieste di proprietari e produttori di armi che vogliono alleggerire i propri obblighi, a scapito della sicurezza pubblica. Il timore è che le modifiche arrivino su un'agenzia già indebolita, con centinaia di suoi funzionari dirottati sull'applicazione delle norme contro l'immigrazione.
Chi sostiene le modifiche ricorda che alcune di queste riportano le regole a com'erano solo pochi anni fa, prima dell'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca. Dopo una serie di stragi, Biden aveva firmato misure di controllo sulle armi, ponendo fine a quasi trent'anni di stallo su come regolare il settore.
L'amministrazione ha già eliminato politiche importanti, tra cui l'approccio a tolleranza zero verso i rivenditori che violavano ripetutamente la legge. Le oltre trenta regole in via di cancellazione alzerebbero la soglia legale per revocare la licenza a un rivenditore, estenderebbero il diritto a comprare armi a chi era limitato per malattia mentale o per incapacità di gestire le proprie finanze e porrebbero fine ai controlli extra sugli "stabilizing braces", accessori che rendono le armi più facili da nascondere e più letali, usati in alcune stragi.
L'amministrazione punta ora alle regole approvate dai democratici a livello statale e locale. Ha impugnato i divieti sui fucili semiautomatici in Colorado, nel Distretto di Columbia e in Virginia. Mercoledì ha fatto causa alla California per le restrizioni sulla vendita delle pistole Glock e di modelli simili e alla Virginia per i limiti ai fucili semiautomatici, poche ore dopo l'entrata in vigore delle due leggi.
Pochi giorni dopo l'insediamento, il presidente aveva firmato un ordine esecutivo che ordinava al ministro della Giustizia di esaminare quelle che definiva "continue violazioni" del secondo emendamento, quello che negli Stati Uniti garantisce il diritto a portare armi.
A maggio del 2025 l'ATF aveva già cancellato la politica della tolleranza zero, che permetteva ai suoi ispettori di revocare la licenza ai rivenditori sorpresi a violare la legge. Pam Bondi, allora ministra della Giustizia, aveva detto che quella politica aveva "colpito ingiustamente i possessori di armi rispettosi della legge". Con quello strumento l'agenzia aveva revocato più di 600 licenze, mentre secondo i critici i nuovi standard riducono seriamente la sua capacità di farlo.
Il cambio di rotta si inserisce in una spinta più ampia di tutto il governo. A febbraio il Dipartimento per gli Affari dei Veterani ha rimosso il divieto di comprare armi per i veterani che hanno bisogno di un tutore per gestire i propri sussidi. Il Dipartimento della Salute ha tagliato i fondi per la ricerca sulla prevenzione della violenza armata. Il servizio postale ha proposto di consentire la spedizione di pistole per posta, ribaltando una legge vecchia di quasi un secolo.
Quando ad aprile l'ATF ha annunciato quasi trenta modifiche, le stesse analisi dell'amministrazione hanno riconosciuto i rischi per la sicurezza pubblica. Il direttore dell'agenzia, Rob Cekada, ha difeso l'operato dicendo che riflette uno sforzo di essere il più espliciti possibile su "tutta la gamma di costi e benefici, comprese anche le ipotesi più remote". Venerdì ha annunciato altre modifiche, tra cui l'eliminazione dell'obbligo delle impronte digitali per certe richieste. Ha poi rivendicato il sequestro di quasi 50.000 armi e la gestione di quasi 950.000 richieste di tracciamento. I dati però sono parziali, perché non tengono conto di tutte le regole già smantellate e perché molte proposte devono ancora entrare in vigore.
Todd Blanche, ministro della Giustizia facente funzione, ha detto ad aprile che le proposte trovano un equilibrio tra gli interessi dell'industria e dei proprietari di armi e la sicurezza pubblica. "Per troppo tempo le regole sono state scritte senza alcuna reale comprensione di come operano le aziende del settore, di come i possessori maneggiano davvero le loro armi o di cosa migliora davvero la sicurezza pubblica", ha detto.
Una delle modifiche proposte, che allargherebbe la platea di persone con una storia di malattia mentale autorizzate a possedere un'arma, comporta un rischio che secondo l'analisi dei costi dell'agenzia può andare da minimo a molto più grave, "fino a includere potenziali eventi con vittime di massa". Chi è stato ricoverato in modo forzato in una struttura psichiatrica resterebbe escluso, mentre chi vi è entrato volontariamente no. La regola vuole anche estendere a tutti gli americani incapaci di gestire le proprie finanze, non solo ai veterani, il diritto di comprare un'arma.
Sulla proposta che cancella la regola dell'era Biden sui dispositivi di stabilizzazione, l'agenzia ha ammesso che l'accessorio, capace di creare "armi pericolose e facili da nascondere, rappresenterebbe un problema maggiore per la sicurezza pubblica".
L'agenzia propone anche una soglia più alta per togliere la licenza a un rivenditore, chiedendo la prova che il commerciante sapesse di stare violando la legge. Secondo la sua stessa analisi, il numero di licenze revocate calerà "in modo considerevole".
Un'altra regola ripristinerebbe la cosiddetta "scappatoia delle fiere delle armi", eliminando i controlli sui precedenti richiesti alle fiere e in alcune vendite tra privati. Quei controlli erano stati introdotti per contrastare gli straw purchasers, le persone che comprano armi in modo legale per conto di chi non potrebbe possederle.
Marianna Mitchem, ex funzionaria dell'ATF che oggi collabora con Everytown for Gun Safety, un'organizzazione contro la violenza armata fondata dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, ha avvertito delle conseguenze. "Queste armi cominceranno a tornare in circolazione nelle comunità nei prossimi due anni", ha detto, aggiungendo di temere un aumento della criminalità violenta.
Alcuni sostenitori del diritto alle armi spingono perché le regole vengano allentate ancora di più. Erich Pratt, vicepresidente di Gun Owners of America, una delle maggiori associazioni del settore, ha detto che non basta tornare agli standard precedenti a Biden. Il suo gruppo chiede di eliminare del tutto l'obbligo, introdotto nel 2022, che impone ai rivenditori di conservare a tempo indeterminato i registri delle vendite. "Le proposte dell'ATF sono un misto di cose", ha detto, "i possessori di armi si aspetterebbero di meglio da un ministero della Giustizia repubblicano".
Per Kris Brown, presidente della Brady Campaign to Prevent Gun Violence, una delle principali organizzazioni per il controllo delle armi, l'approccio dell'amministrazione "ci riporta indietro di 100 anni" e sta "distruggendo la capacità dell'ATF di regolare questo settore".
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Microsoft ha confermato l'intenzione di tagliare circa 3.200 posti di lavoro nella divisione Xbox nel corso del prossimo anno, una ristrutturazione che dimezzerà immediatamente l'organico di 1.600 unità e vedrà la cessione di quattro importanti studi di sviluppo. Secondo quanto riportato da Engadget, la riorganizzazione fa parte di un piano di riduzione del personale più ampio di Microsoft, che prevede il licenziamento complessivo di 4.800 dipendenti a livello globale.
La divisione gaming di Microsoft taglierà 3.200 posti di lavoro, con 1.600 licenziamenti immediati che colpiranno Activision, Bethesda, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios.Quattro studi lasceranno Microsoft: Compulsion Games e Double Fine Productions tornano indipendenti, mentre Ninja Theory e Undead Labs passeranno a nuovi proprietari.La ristrutturazione è guidata da margini di profitto insostenibili e da una grave crisi hardware del settore videoludico.
La decisione, comunicata dalla CEO di Xbox Asha Sharma in una nota interna, risponde alla necessità di aumentare i margini di profitto e l'efficienza operativa dell'unità gaming. I tagli interesseranno trasversalmente Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios. La manovra si inserisce in un contesto di ridimensionamento globale di Microsoft, che sta eliminando il 2,1% della sua forza lavoro totale.
Oltre ai licenziamenti, la ristrutturazione prevede un drastico cambio di rotta nella gestione dei team interni. "Nel corso di un anno tipo, abbiamo perso 64 centesimi per ogni dollaro investito", ha ammesso Sharma, sottolineando come l'espansione aggressiva del portfolio avviata nel 2018 non abbia generato i risultati sperati. Nonostante il ridimensionamento, Xbox ha confermato che non verranno cancellati i progetti first-party già annunciati, ma gli investimenti saranno riallocati sui titoli a priorità più elevata.
La riorganizzazione comporta la cessione di quattro studi di sviluppo, con il trasferimento di circa 350 dipendenti a nuove proprietà:
An important update from Compulsion Games. pic.twitter.com/V4yRkpshuk
— Compulsion Games (@CompulsionGames) July 6, 2026
Per quanto riguarda Arkane Studios (con sede a Lione, in Francia), la dirigenza ha avviato le consultazioni obbligatorie con il comitato aziendale locale per valutare le opzioni strategiche, in conformità con la legislazione sul lavoro francese. Secondo indiscrezioni, lo sviluppo del gioco dedicato a Blade avrebbe subito un rinvio interno, puntando ora a una finestra di lancio a fine 2027.
Asha Sharma ha descritto lo stato di salute finanziaria di Xbox in termini netti: i margini operativi della divisione sono da tre a dieci volte inferiori rispetto a quelli dei concorrenti diretti. "Siamo entrati nella nona generazione di console con una base installata ridotta e una struttura di costi elevata", ha spiegato la CEO. Le scommesse strategiche su Xbox Game Pass, sulla distribuzione multipiattaforma e sull'ampliamento del catalogo non hanno registrato la crescita prevista, mentre l'intero settore si trova ad affrontare una profonda crisi hardware. Questa situazione di mercato sta spingendo anche altri player a rivedere i propri modelli distributivi, come nel caso di Sony che valuta la transizione al solo digitale per PlayStation entro il 2028 (maggiori dettagli nell'approfondimento su PlayStation solo digitale dal 2028).
Per semplificare i processi decisionali, la struttura organizzativa verrà snellita: Mojang e King riferiranno direttamente a Sharma. Inoltre, Dave McCarthy, attuale Chief Operating Officer (COO), lascerà l'azienda per andare in pensione. Il suo ruolo verrà assunto da Helen Chiang, già alla guida del franchise di Minecraft, che assumerà la responsabilità diretta dei profitti e delle perdite per hardware, software, servizi e piattaforme.
Fonte: Engadget
Xbox will lay off 3,200 workers as part of mass restructuring.Kris Holt (Engadget)
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Per cinque ore, a fine gennaio, i capi di stato e di governo dei 27 paesi dell'Unione europea sono rimasti chiusi nella sede del Consiglio Europeo a Bruxelles per discutere un unico tema: come gestire la rottura con gli Stati Uniti. Il Wall Street Journal ha ricostruito quella riunione e i mesi che l'hanno preceduta e seguita parlando con capi di governo, ministri e consiglieri di alto livello, oltre a consultare gli appunti presi da alcuni partecipanti e le valutazioni riservate che i servizi di intelligence europei hanno consegnato ai propri leader.
La riunione di gennaio si è tenuta senza telecamere né registrazioni e ogni leader è arrivato da solo, senza telefono, per poter parlare liberamente. Pochi giorni prima il presidente, dopo aver rimosso il leader autoritario del Venezuela, aveva minacciato di prendere la Groenlandia alla Danimarca e soldati francesi erano arrivati sull'isola, accanto a forze speciali danesi equipaggiate per un eventuale scontro a fuoco con gli americani. Lo sfogo collettivo contro il presidente è stato così emotivo che alcuni presenti l'hanno poi chiamata "la notte della terapia". "Stiamo tracciando una linea", ha esordito il presidente francese Emmanuel Macron, secondo diversi leader presenti, ribadendo che la dipendenza europea dall'America è un rischio per la sicurezza: "Non si torna indietro". Il primo ministro belga si è lamentato che l'Europa rischiava di diventare "una misera schiava" degli Stati Uniti. Giorgia Meloni ha dissentito, dicendo ai colleghi che il presidente poteva ancora essere convinto con le buone ragioni. Accanto a lei la premier danese Mette Frederiksen, dopo una settimana di braccio di ferro con Washington, appariva così scossa che il cancelliere tedesco Friedrich Merz le ha chiesto come stesse.
Molti in quella stanza hanno citato un assente, il primo ministro canadese Mark Carney, che da settimane scriveva ai principali leader europei da un numero britannico risalente ai suoi anni a Londra per convincerli che "la vecchia America non tornerà". Carney, ex banchiere centrale arrivato al potere anche grazie alle minacce del presidente di fare del Canada il 51° stato americano, sosteneva da anni che l'Occidente dipendesse troppo da un solo paese, sempre più imprevedibile. "Il Canada", ha detto il premier spagnolo, "sta dicendo apertamente quello che dovremmo fare".
La ricostruzione descrive un esperimento senza precedenti di de-americanizzazione già in corso. Le amministrazioni pubbliche di diversi paesi, dalla Francia ai Paesi Bassi, stanno rimuovendo la tecnologia americana dai propri sistemi, adottano software europei open source e invitano i dipendenti pubblici a non usare più Microsoft Teams e Office. I governi stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per rafforzare le aziende spaziali, le società di intelligenza artificiale e i data center europei. Conducono inoltre studi su dove conservare i propri dati, come processare i pagamenti in caso di attrito con Washington e quanto bene funzionerebbero le loro armi di fabbricazione americana senza l'autorizzazione degli Stati Uniti.
Le valutazioni dei servizi segreti consegnate ai leader sono altrettanto crude. Una, proveniente da un paese dell'Europa meridionale, avverte: "Non state trattando con un'amministrazione che ha delle procedure, state trattando con un singolo individuo volatile". L'MI6, il servizio segreto britannico per l'estero, ha descritto al premier Keir Starmer la seconda Casa Bianca del presidente come un incrocio tra "The Crucible" e "Wolf Hall", due opere di finzione ambientate durante i processi alle streghe di Salem e alla corte di Enrico VIII. Il servizio britannico ha anche ordinato ai propri agenti di non parlare del presidente con i colleghi della CIA, l'agenzia di intelligence americana.
All'approccio della rottura si è a lungo contrapposto quello del segretario generale della NATO Mark Rutte, che la stampa europea ha ribattezzato "diplomazia dell'adulazione". Nel febbraio 2025, a pochi giorni dall'inizio del secondo mandato del presidente, Rutte propose ai leader europei riuniti a Bruxelles la sua strategia: dare a Trump una vittoria, portando la spesa militare al 3,5% del PIL. Convinto che senza Washington l'Europa dovrebbe spendere più del 10% del PIL solo in difesa, a chi immaginava un Occidente senza l'America come perno rispondeva "continuate a sognare". Nei messaggi al presidente ne imitava la sintassi e le iperboli e presto gli altri leader lo hanno seguito: il presidente finlandese e il premier norvegese arrivarono a studiare insieme quali parole scrivere in maiuscolo nei loro messaggi, mentre Ursula von der Leyen, rimproverata dal presidente per aver difeso le sanzioni alla Russia, iniziò a chiamare "dazi" la pressione economica su Mosca.
Nell'aprile 2025 il nuovo ambasciatore americano alla NATO comunicò però che il 3,5% non bastava: l'obiettivo era il 5% entro il 2035, ammorbidito da un meccanismo che permette di conteggiare un 1,5% di "investimenti legati alla sicurezza" come strade, ponti e cybersicurezza. Al vertice dell'Aia di giugno 2025 quasi tutti i leader si allinearono e fecero a turno gli elogi del presidente a porte chiuse, mentre la Spagna, unico paese a rifiutare l'obiettivo dopo 54 ore di trattative, ottenne di seguire "il proprio percorso sovrano". "Nella stanza c'erano risate, ma mascheravano un'ansia profonda", ha raccontato l'allora premier bulgaro Rosen Zhelyazkov. "I leader europei si aggrappavano ancora alla convinzione di poter gestire Donald Trump con l'adulazione diplomatica e il fascino personale".
Il vertice in Alaska tra il presidente e Vladimir Putin, a metà agosto, ha mostrato i limiti di quella strategia. Il presidente ne uscì scettico sulle possibilità dell'Ucraina e incuriosito da un piano di pace russo più vicino alle posizioni di Mosca che a quelle europee, mentre un rapporto di intelligence circolato tra i governi descriveva i progetti economici che l'amministrazione discuteva con il Cremlino, compresa l'estrazione congiunta di terre rare nell'Artico. Sei tra presidenti e premier europei, più Rutte e von der Leyen, volarono d'urgenza a Washington per sostenere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e si ritrovarono ad aspettare mentre il presidente, da un'altra stanza, chiamava Putin per 40 minuti. Nel giro di poche settimane il presidente tornò a dubitare delle chance di Kyiv. Un partecipante ha definito la visita "un'esperienza straziante" e per l'MI6 la diplomazia dell'adulazione era ormai "soggetta alla legge dei rendimenti decrescenti".
Quando i leader europei si sono rivisti a marzo, i bombardamenti americani sull'Iran avevano fatto salire i prezzi dei carburanti in tutto il continente e Merz, furioso, ha detto che l'unica vincitrice della nuova guerra in Medio Oriente sarebbe stata la Russia. Alcuni partecipanti hanno discusso, con amara ironia, se una presidenza di JD Vance sarebbe preferibile. Persino Meloni ha ammesso di aver rivisto il proprio giudizio: il presidente, ha lamentato, "non è ragionevole".
La distanza tra le due sponde dell'Atlantico pesa sul vertice NATO che si apre oggi ad Ankara, in Turchia, dove il presidente è arrivato ancora irritato per il rifiuto europeo di concedere le basi militari per gli attacchi contro l'Iran: "Loro non c'erano per noi!!!", ha scritto il 3 luglio sul suo social Truth, definendo il rapporto con l'alleanza "non reciproco". Alla vigilia del summit il presidente ha chiesto agli alleati più lealtà, mentre Washington ha avviato una revisione della propria presenza militare in Europa, dove ha circa 80.000 soldati. L'amministrazione ha anche suggerito una NATO a due velocità che riservi un trattamento preferenziale ai paesi che spendono di più in difesa. Un'uscita unilaterale degli Stati Uniti dall'alleanza resta improbabile: una legge del 2023, promossa dall'attuale segretario di stato Marco Rubio quando era senatore, impedisce al presidente di ritirare il paese dal trattato senza il via libera di due terzi del Senato o una nuova legge del Congresso.
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L'Italia ha già di fatto una patrimoniale, ma non la chiama così
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Torna puntuale, ad ogni stagione di bilancio, lo spettro della patrimoniale. A rievocarlo, questa volta, è stata Elly Schlein, che a fine maggio ha aperto all'ipotesi di un prelievo europeo sui grandi capitali — salvo poi precisare, pochi giorni dopo a Rapallo davanti a Confindustria Giovani, che «non è tra le cose condivise nel programma dell'alleanza progressista». Risposta immediata da Palazzo Chigi: il 10 giugno, all'assemblea di Confcommercio, Giorgia Meloni ha chiuso ogni spiraglio con una formula netta — «altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo» — e ha rilanciato sul taglio dell'Irpef per il ceto medio.
Casa di proprietà: il nuovo ISEE 2026 cambia tutto
ISEE 2026 — Lo Stato alza le franchigie e apre le porte dei bonus a migliaia di proprietari immobiliari. La proprietà non è più garanzia di ricchezza: una svolta tecnica che fotografa il reale impoverimento del ceto medio italiano.L'Analista QuotidianoMariza Cibelle Dardi
Il dibattito, però, si svolge attorno a un dato che quasi nessuno cita: l'Italia una patrimoniale, di fatto, ce l'ha già. Solo che non si chiama così. Nel 2024 l'Imu — esclusa la prima casa — ha prodotto 16,9 miliardi di euro, livello record, stando ai dati Siope+ del Ministero dell'Economia elaborati dal Centro Studi Enti Locali. A questa si aggiunge l'imposta di bollo su conti e strumenti finanziari — in crescita del 48% nel primo semestre 2024 rispetto all'anno precedente, secondo il Bollettino delle entrate tributarie del MEF — e il gettito dell'imposta di successione, che con franchigie fino a un milione di euro per gli eredi diretti produce poco più di un miliardo. La somma complessiva si avvicina ai 27 miliardi. Secondo l'analisi dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (Università Cattolica, elaborazioni Eurostat), nel 2020 l'insieme delle imposte patrimoniali italiane valeva il 2,4% del Pil.
Nel dibattito sulla patrimoniale si citano spesso altri paesi europei come termine di paragone, quasi a suggerire che l'Italia sia un caso isolato. La realtà è più articolata: ogni sistema fiscale europeo tassa la ricchezza in modo diverso per struttura, soglie e gettito effettivo, rendendo i confronti diretti più scivolosi di quanto sembrino.
Il caso spagnolo è il più evocato, ma richiede una precisazione metodologica. L'Impuesto sobre el Patrimonio ha soglie alte e aliquote modeste, e le comunità autonome possono azzerarlo: Madrid lo fa stabilmente da anni. Ma le imposte patrimoniali spagnole nel loro complesso — incluse quelle immobiliari — si attestavano al 2,7% del Pil nel 2020, superiori a quelle italiane, secondo l'analisi OCPI-Unicatt su dati Eurostat. Affermare che l'Italia incassi «dieci volte più della Spagna» è una semplificazione: dipende interamente da quali voci si mettono a confronto.
La Francia ha compiuto il percorso inverso. Nel 2018 Emmanuel Macron ha abolito l'Impôt de Solidarité sur la Fortune (ISF), che colpiva la ricchezza complessiva, sostituendolo con l'Impôt sur la Fortune Immobilière (IFI), che tassa solo il patrimonio immobiliare netto oltre 1,3 milioni di euro con aliquote dallo 0,5% all'1,5%. Il gettito 2024 si è fermato a 2,2 miliardi di euro, in crescita dell'11% ma ben lontano dai livelli dell'ISF. La Germania, invece, ha sospeso la propria imposta patrimoniale nel 1997 dopo una sentenza della Corte Costituzionale federale e non l'ha mai reintrodotta: non esiste alcuna wealth tax sul patrimonio netto individuale.
In Norvegia la wealth tax — definita formuesskatt — colpisce il patrimonio netto sopra 1,9 milioni di corone (circa 164 mila euro) con un'aliquota dell'1%, che sale all'1,1% oltre i 21,5 milioni, secondo le tabelle ufficiali dell'Amministrazione tributaria norvegese aggiornate al 2026. In Svizzera, ogni cantone definisce aliquote e soglie in autonomia: il prelievo colpisce il patrimonio netto complessivo con aliquote generalmente contenute, come documentato dall'Amministrazione federale delle contribuzioni elvetica.
Comprano casa a Londra e New York per i figli
Quando una famiglia italiana compra un bilocale a Bloomsbury o a Brooklyn per accompagnare un figlio all’università, non sta solo risolvendo un problema logistico: sta spostando patrimonio.L'Analista QuotidianoMariza Cibelle Dardi
Quel che resta fuori dalla polemica è l'analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio, contenuta nel Rapporto sulla politica di bilancio 2026 presentato alla Camera il 10 giugno: la combinazione di progressività Irpef e flat tax per il lavoro autonomo «accentua le disparità di trattamento tra le varie tipologie di reddito» e allontana l'equità orizzontale prevista dalla delega fiscale. Un sistema che pesa già su milioni di proprietari immobiliari e risparmiatori attraverso Imu e bollo. Mentre, secondo i dati del Ministero dell'Economia sulle dichiarazioni fiscali, i livelli di evasione dell'Irpef tra i lavoratori autonomi «rimangono elevati» — voce su cui né il governo né l'opposizione sembrano intenzionati ad aprire un confronto serio.
10 giugno 2026 | L’Ufficio parlamentare di bilancio ha presentato oggi, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati (Palazzo del Seminario), il Rapporto sulla politica di bilancio 2026, con la Relazione della Presidente Cavallari e gli interv…Simona Piccinini (upB)
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I saldi estivi sono partiti lo scorso 4 luglio e con loro crescono i rischi legati allo shopping online. Secondo l’Y-Report 2026, l'analisi annuale di Yarix, i picchi di acquisti online coincidono con un aumento nella creazione di siti e-commerce falsi, costruiti appositamente per sottrarre i dati di pagamento degli utenti.
Prodotti solari: boom di ricerche nel 2026 (+47%) | TechPerTutti
I prodotti solari sono tra i protagonisti dell’estate 2026: le ricerche online superano 1,2 milioni (+47%), con un forte interesse per creme SPF viso, stick solari e protezioni dedicate a tutta la famiglia. Analizziamo i trend che stanno guidando le scelte dei consumatori italianiTechpertutti.comGuglielmo Sbano
Nel 2025, sono state oltre 58.800 le carte di credito riconducibili a enti bancari italiani finite in vendita o circolazione nei mercati underground e in gruppi Telegram privati. Una volta sottratte, queste carte vengono usate per acquisti su portali privi di sistemi di sicurezza avanzati come il 3D Secure, il codice di verifica aggiuntiva che rappresenta oggi una delle barriere più efficaci contro la frode online.
Streaming e Pay TV: gli italiani hanno 3 abbonamenti
Il mercato dello streaming continua a crescere in Italia: ogni famiglia ha in media 3 abbonamenti tra piattaforme digitali e Pay TVTechpertutti.comGuglielmo Sbano
Con una media di 167 carte compromesse al giorno, l'Italia si posiziona al 4° posto in Europa - dopo Regno Unito, Francia e Spagna - e al 12° a livello globale, in una classifica dominata dagli Stati Uniti con 3 milioni di carte di credito compromesse. Nel complesso, il Team Cyber Threat Intelligence (YCTI) di Yarix ha identificato più di 5,5 milioni di carte di credito violate, pari a una media di oltre 15.300 al giorno. Il problema, però, non riguarda solo le carte. Nel 2025 il Team YCTI ha raccolto oltre 37.100 codici IBAN univoci a livello globale, utilizzati per transazioni illecite, di cui 5.483 italiani: un dato che posiziona il nostro Paese al 2° posto in Europa, preceduto dalla Spagna (9.327) e seguito dalla Germania (4.289).
Cani e gatti italiani tra i più fuggitivi d’Europa: chi scappa di più e perché
I cani e i gatti italiani risultano tra i più inclini alla fuga in Europa. Un nuovo studio analizza il fenomeno, svelando quali pet scappano più frequentemente e quali fattori influenzano questo comportamentoTechpertutti.comGuglielmo Sbano
Per fare acquisti online in sicurezza durante i saldi estivi è fondamentale affidarsi esclusivamente ai siti web e alle app ufficiali di marchi e rivenditori conosciuti, evitando di inserire i dati della propria carta di credito su piattaforme sconosciute o di dubbia affidabilità. Allo stesso modo, non bisogna mai comunicare informazioni di pagamento o dati del conto corrente in risposta a telefonate, SMS, e-mail o messaggi contenenti link, anche quando sembrano provenire da aziende o istituti affidabili, poiché potrebbero nascondere tentativi di phishing. È inoltre consigliabile diffidare degli e-commerce poco noti che propongono prodotti molto richiesti a prezzi eccessivamente bassi, con sconti superiori al 30-40%, un segnale spesso riconducibile a possibili truffe. In caso di dubbi sull'affidabilità di un negozio online, è buona norma consultare piattaforme di recensioni per verificarne la reputazione e l'esperienza di altri acquirenti. Per aumentare ulteriormente il livello di sicurezza, quando disponibile è preferibile utilizzare carte virtuali usa e getta o con dati temporanei, che riducono i rischi in caso di compromissione delle credenziali di pagamento. Anche quando si acquista su un sito noto, è importante verificare sempre di trovarsi sul portale ufficiale controllando che il dominio nella barra degli indirizzi corrisponda a quello del marchio o del rivenditore, che la connessione sia protetta dal protocollo HTTPS e che il sito riporti informazioni chiare sull'azienda, comprese sede, recapiti, condizioni di reso e spedizione e l'informativa sul trattamento dei dati personali, elementi che contraddistinguono gli e-commerce affidabili.
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Un migliore rapporto segnale/rumore aumenta la definizione dell’immagine, rendendola senza disturbi; se a questo poi si aggiunge una maggior nitidezza degli archi prodotti dai pesci più grandi, visualizzati sul display abbastanza a lungo per essere identificati, ecco che si ottiene lo strumento ideale per il pescatore sportivo. Stiamo parlando dell’ormai famoso Dual Spectrum Chirp di Humminbird. Questo trasduttore lavora in un’ampia ban-da che va da 140 a 240 kHz, perfetto per tutte le tecniche di pesca in verticale. Dual Spectrum si può usare in 3 modi. Con la modalità “stretto” lo strumento fornisce un cono più stretto (circa 25°), per immagini con ottima definizione e separazione dei target. Con “largo” il sistema utilizza la zona bassa dello spettro (140-200 kHz), il cono è più ampio (circa 42°) e ciò permette di raggiungere profondità maggiori ma sempre con una definizione dei target piuttosto alta. Infine Dual Spectrum prevede la modalità “pieno”, con una banda più centrale (150-220kHz) rispetto al range completo. In questo modo ciascuno dei due fasci di forma conica può operare a frequenze variabili, entro un determinato range, riuscendo così ad ottenere maggiori dettagli ed una migliore separazione dei target.
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Ebbene sì, siamo arrivati anche all’aria condizionata. Era inevitabile: in un tempo in cui qualsiasi aspetto della vita quotidiana innerva uno scontro di civiltà, sarebbe stato strano che il climatizzatore rimanesse soltanto un elettrodomestico: troppo visibile, troppo comodo, forse troppo colpevole. E soprattutto parecchio adatto a condensare – ehm – una delle contraddizioni più fastidiose del nostro rapporto col riscaldamento globale: se evitare il peggio sembra sempre più un miraggio, bisogna intanto sopravvivere al peggio che abbiamo già innescato.
Fino a ieri il condizionatore era una cosa tutto sommato prosaica: un motore sul balcone, un telecomando (di norma introvabile) e un ufficio in cui, a luglio, bisogna alternativamente portarsi una felpa o un costume da bagno, perché qualcuno ha deciso che la temperatura ideale per scrivere email sia quella del banco frigo o del Sahara occidentale. Ma quest’anno, lo sappiamo, sono arrivate ondate di caldo già a giugno, con 40 gradi che hanno investito città spesso costruite per trattenere il tepore invernale e – come nei casi di larga parte d’Europa – che finora non avevano avuto bisogno di impianti di condizionamento capillari. E così quella macchina è diventata un segno politico.
Da una parte, una certa sensibilità ambientalista guarda all’aria condizionata come a una resa: invece di cambiare le città, piantare alberi, depavimentare, ripensare lavoro, trasporti ed edilizia – sostiene questo punto di vista – ci chiudiamo in una bolla privata di fresco, espellendo calore nello spazio pubblico e caricando il sistema energetico di un peso enorme.
L’argomento non è sciocco: i condizionatori consumano elettricità, usano gas refrigeranti, possono peggiorare l’effetto isola di calore urbana e, se tenuti a 21 gradi con le porte aperte dei negozi, trasformano una soluzione in un problema. È vero che talvolta si passa da questa osservazione ragionevole alla scomunica – soffrite il caldo e pentitevi! – ma il punto non può essere soltanto questo.
Anche perché dall’altra parte delle barricate, la destra ha capito al volo che il condizionatore era un’occasione perfetta per rimettere in scena il suo copione preferito: l’uomo comune contro le immancabili élite globaliste, il corpo che soffre contro l’idealismo, la libertà dello split contro la tirannia della transizione ecologica. In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen ha trasformato l’aria condizionata in un tema da campagna politica sull’impreparazione del governo, mentre da sinistra il leader Jean-Luc Mélenchon dice che non bisogna «assolutamente installare l'aria condizionata ovunque; ciò non farebbe altro che peggiorare la situazione»; in Germania l’AfD ha denunciato quelle che ha definito le morti «sull’altare dell’ideologia climatica».
Insomma, hai capito: siamo dalle parti della benzina, della bistecca, della stufa a gas, del SUV e di tanti altri protagonisti riluttanti di questa newsletter; perché non conta tanto l’oggetto in sé, quanto la possibilità di presentarlo come prova materiale di una normalità minacciata dai soliti antagonisti del “buonsenso”.
Come spesso accade nelle culture wars, si tratta di posizioni che partono da frammenti di realtà e li stirano fino a renderli caricatura. Il fronte anti-condizionatore ha ragione quando dice che una città non può essere raffreddata soltanto privatizzando il fresco dietro le finestre chiuse: le città europee vanno ombreggiate, isolate, ventilate, rese meno dipendenti dai combustibili fossili e dalle automobili. Il fronte opposto, quello del “basta installare l’aria condizionata ovunque”, finge di non vedere che la tecnica non cancella la responsabilità della politica, ma la sposta sulle spalle del cittadino: chi paga l’impianto? Chi la bolletta? E quelli che vivono in affitto, magari in una casa vecchia ed esposta al sole, hanno la stessa libertà del proprietario di un appartamento appena ristrutturato?
Proviamo a dare un contorno di dati concreti al discorso: nel 2024, secondo Istat, il 56 per cento delle famiglie italiane aveva in dotazione almeno un sistema di condizionamento, quasi il doppio rispetto al 2013. In Europa, però, il quadro resta più diseguale: molti Paesi sono ancora poco attrezzati, perché vengono da secoli di estati relativamente miti, ma le temperature di anno in anno aumentano più rapidamente che altrove.
La questione sanitaria legata alla canicola, in tutto questo, non è un dettaglio: l’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che lo stress da caldo è tra le principali cause di morte legate al meteo, e nel 2022 in Europa si sono stimate oltre 61mila morti attribuibili al calore. Se davanti a questi dati la sola risposta, per alcuni, diventa un rimbrotto sulla falsariga di “aprite le finestre di notte” o “attaccate il ventilatore”, forse si tratta dell’egoismo di chi può permettersi di sudare senza conseguenze.
Tanto per ancorare il tutto a un caso concreto, nonché poco edificante: lo scorso 26 giugno la Commissione Europea ha deciso di spegnere l’aria condizionata nella sua sede a palazzo Berlaymont per far fronte all’ondata estrema di calore, ma l’ha fatto sui primi sette piani della struttura, quelli in cui lavorano i funzionari di basso rango; dove operano Ursula von der Leyen e i suoi commissari, dall’ottavo in su, il fresco invece è rimasto.
Nel contempo l’aria condizionata non è una vittima innocente, e per questo non ha senso santificarla: a livello globale la domanda di raffreddamento è destinata a crescere moltissimo nei prossimi anni, soprattutto nei Paesi caldi che stanno diventando più ricchi, e l’Agenzia internazionale dell’energia avverte da almeno un decennio che il cooling è uno dei grandi punti ciechi del discorso sulla transizione ecologica.
Se miliardi di persone compreranno apparecchi inefficienti alimentati da reti fossili, il problema climatico verosimilmente peggiorerà. Ma la conclusione razionale dovrebbe essere alimentare le reti con energia pulita, usare le pompe di calore, raffreddare con più urgenza i luoghi in cui il caldo uccide – ospedali, Rsa, scuole, case popolari, trasporti – e smettere di fare propaganda politica para-complottista su qualsiasi cosa (una chimera, lo so).
Il condizionatore è il nuovo protagonista della guerra culturale trans-atlantica – anzi, non soltanto trans-atlantica: a prendere in giro la mancanza di aria condizionata degli europei sono anche i social cinesi – perché costringe il nostro lessico politico a parlare di adattamento, cioè di imparare a vivere in un mondo più caldo. Per anni il progressismo in campo climatico ha diffidato di questo versante, perché temeva – con ragione – che diventasse una scusa per non cambiare nulla. Ma oggi questa diffidenza rischia di incarnarsi in una specie di celebrazione della vulnerabilità, da opporre a un santino del condizionatore come soluzione a ogni male (che ignora, volutamente, che le città hanno altri problemi connessi).
Il punto dovrebbe essere non arretrare di un centimetro sulla sostenibilità, anzi fare dell’inferno in Terra di queste ondate di calore lo spunto decisivo per persuadere, con la forza dell’evidenza, della necessità di un ripensamento dei livelli di inquinamento dei sistemi-città. E di un adattamento che non sia mera resa alla distruzione degli ecosistemi, ovviamente.
D’altro canto, questa constatazione non può fare un errore tipico e già scontato da molto progressismo, tramutandosi in una requisitoria contro le arie condizionate altrui, come se il caldo urbano fosse il risultato dei vizi privati dei nostri simili e non anzitutto di decenni di assenza di pianificazioni urbane consapevoli. Ancora una volta, la guerra culturale serve a personalizzare ciò che è strutturale.
La via d’uscita, se esiste, passa necessariamente dal togliere al condizionatore la sua nuova, strana aura simbolica. Non un demonio che ci impedisce di redimerci, soprattutto non un cavallo bianco della libertà occidentale contro gli ayatollah del clima: è solo una macchina, non scaldiamoci.
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Sostieni la newsletter e scopri le elezioni americane da un punto di vista nuovo.Davide Piacenza (Culture Wars. La newsletter)
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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.
Buon martedì,
oggi parleremo dei grossi licenziamenti di Microsoft — soprattutto la divisione Xbox — e della sua nuova Frontier Company. Poi vedremo i ritardi di iPhone Fold, e tanto altro ancora. Buona lettura!
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Con il commento di Amir Ati.
Intro + Prima notizia - Ep. 358 - Martedì 7 luglio
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Il podcast
Notizie spiegate a voce, no AI. Ogni giorno.
Durata media: 10 minuti.
Le news di oggi, selezionate a mano.
Big tech
Microsoft ha tagliato circa 4.800 posizioni, il 2,1% della forza lavoro globale. Il taglio più pesante riguarda la divisione gaming Xbox, con 1.600 tagli, e a seguire il reparto vendite commerciali. Secondo la responsabile di Xbox, si tratta della ristrutturazione più significativa nella storia della divisione. Il motivo sono i margini di guadagno tra 3 e 10 volte inferiori rispetto ai competitor. Quattro studi di sviluppo vengono ceduti: Compulsion Games e Double Fine tornano indipendenti, Ninja Theory e Undead Labs passano a nuovi proprietari. I livelli gerarchici interni dell'organico dei dipendenti scendono da 14 a un massimo di 5. Microsoft sostiene che i ruoli eliminati non vengono sostituiti dall'AI, ma riconosce che l'automazione sta cambiando come il lavoro viene svolto.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: [solo per supporter]
Business
Microsoft ha annunciato Frontier Company, un'organizzazione da 2,5 miliardi di dollari che manda propri ingegneri umani a lavorare direttamente dentro le aziende dei clienti per costruire e gestire sistemi AI. Non è un'entità legale separata: i suoi 6.000 addetti vengono già dall'organico Microsoft, riorganizzati sotto una nuova guida. Il modello si chiama forward-deployed engineering ed è diventato il nuovo standard del settore: Amazon ha annunciato un'iniziativa analoga da 1 miliardo di dollari due giorni prima, OpenAI ha creato una società separata con 4 miliardi di backing da TPG, e Anthropic ha avviato una joint venture da 1,5 miliardi con Goldman Sachs, Blackstone e Hellman & Friedman. La logica dietro questa corsa è che le aziende hanno adottato strumenti AI senza riuscire a tradurli in risultati concreti, e i provider stanno inviando i propri tecnici per fare il lavoro sul campo.
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Fonte: GeekWire
Alternativa in italiano: [solo per supporter]
SPONSORED
Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.
Big tech
Apple lancerà l'iPhone Fold a settembre insieme agli iPhone 18 Pro, ma secondo l'analista Ming-Chi Kuo le vendite effettive potrebbero iniziare molto più tardi, forse a fine 2026 o nel 2027. Il motivo è la produzione: per il terzo trimestre 2026 la catena di fornitura conta tra 500mila e 1 milione di unità, una cifra troppo bassa per supportare un lancio commerciale immediato. Il confronto è con l'iPhone X del 2017: presentato a settembre, andò in preordine solo a fine ottobre e in vendita a novembre, proprio per problemi produttivi legati alle sue novità tecnologiche. L'iPhone Fold si trova in una situazione simile, con le difficoltà attorno al display pieghevole e alla cerniera. La produzione prevista è tra 7 e 8 milioni di unità, contro i circa 20 milioni di iPhone 18 Pro e Pro Max.
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Fonte: AppleInsider
Alternativa in italiano: non pervenuta
Intelligenza Artificiale
Dal 6 luglio, Tesla impone un tetto di $200 a settimana per i tool AI dei dipendenti, fatta eccezione per i prodotti di xAI. La decisione arriva dopo mesi in cui Tesla aveva incentivato attivamente l'uso dell'AI, arrivando a classificare i dipendenti per consumo di token: alcuni ingegneri software arrivavano a spendere migliaia di dollari a settimana. Sarà possibile superare il limite ma tramite autorizzazione esplicita. L'esenzione per xAI spingerà gli utenti più attivi verso Grok e Composer, i tool interni dell'azienda, ma secondo quattro persone citate dall'articolo i dipendenti Tesla continuano a preferire Claude di Anthropic. Anche Uber ha introdotto un tetto di $1.500 al mese dopo aver bruciato il budget AI 2026 intero entro aprile, e Meta, Amazon e Walmart hanno fatto mosse simili.
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Fonte: Electrek
Alternativa in italiano: [solo per supporter]
Intelligenza Artificiale
Anthropic dice di aver trovato in Claude una specie di “spazio interno” creato dallo stesso modello dove alcune idee diventano disponibili prima di essere trasformate in parole. Quando questo spazio viene indebolito, Claude perde molta capacità di ragionare, tradurre e scrivere testi complessi. Quando viene osservato, può collocare lì alcuni pensieri nascosti prima di fornire la risposta, per esempio se il modello sta riconoscendo uno scenario di ricatto o sta seguendo istruzioni disallineate. La scoperta serve soprattutto per capire e controllare meglio cosa succede dentro un modello AI durante il ragionamento. Anthropic precisa che non sta dicendo che Claude sia cosciente nel senso umano.
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Fonte: Venturebeat
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Oggi, lunedì 11 maggio, Morning Tech apre le sponsorizzazioni della newsletter! Come funziona? Non vogliamo che il tuo spazio sulla nostra newsletter sia un mero box da "skippare"; preferiamo raccontare la tua idea e gli esseri umani che ci lavora…Amir Ati (Morning Tech)
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Microsoft ha annunciato Frontier Company, un'organizzazione da 2,5 miliardi di dollari che manda propri ingegneri umani a lavorare direttamente dentro le aziende dei clienti per costruire e gestire sistemi AI. Non è un'entità legale separata: i suoi 6.000 addetti vengono già dall'organico Microsoft, riorganizzati sotto una nuova guida. Il modello si chiama forward-deployed engineering ed è diventato il nuovo standard del settore: Amazon ha annunciato un'iniziativa analoga da 1 miliardo di dollari due giorni prima, OpenAI ha creato una società separata con 4 miliardi di backing da TPG, e Anthropic ha avviato una joint venture da 1,5 miliardi con Goldman Sachs, Blackstone e Hellman & Friedman. La logica dietro questa corsa è che le aziende hanno adottato strumenti AI senza riuscire a tradurli in risultati concreti, e i provider stanno inviando i propri tecnici per fare il lavoro sul campo.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Microsoft unveils $2.5B 'Frontier Company' to embed AI engineers inside customers – GeekWire
"Microsoft Frontier Company" is a $2.5 billion initiative that will embed engineers inside customer organizations to build and run their AI systems. The move follows similar efforts by Amazon, OpenAI and Anthropic, and expands work Microsoft was already doing through its consulting arm and partners.GeekWireTodd Bishop
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Microsoft ha tagliato circa 4.800 posizioni, il 2,1% della forza lavoro globale. Il taglio più pesante riguarda la divisione gaming Xbox, con 1.600 tagli, e a seguire il reparto vendite commerciali. Secondo la responsabile di Xbox, si tratta della ristrutturazione più significativa nella storia della divisione. Il motivo sono i margini di guadagno tra 3 e 10 volte inferiori rispetto ai competitor. Quattro studi di sviluppo vengono ceduti: Compulsion Games e Double Fine tornano indipendenti, Ninja Theory e Undead Labs passano a nuovi proprietari. I livelli gerarchici interni dell'organico dei dipendenti scendono da 14 a un massimo di 5. Microsoft sostiene che i ruoli eliminati non vengono sostituiti dall'AI, ma riconosce che l'automazione sta cambiando come il lavoro viene svolto.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Microsoft lays off nearly 5,000 employees across Xbox, commercial sales | TechCrunch
Microsoft cut around 4,800 roles, or 2.1% of its global workforce, on Monday — the latest in a series of layoffs that’s stoking fears of AI replacing jobs. The layoffs will hit Xbox and commercial sales the hardest.TechCrunchRebecca Bellan
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Dal 6 luglio, Tesla impone un tetto di $200 a settimana per i tool AI dei dipendenti, fatta eccezione per i prodotti di xAI. La decisione arriva dopo mesi in cui Tesla aveva incentivato attivamente l'uso dell'AI, arrivando a classificare i dipendenti per consumo di token: alcuni ingegneri software arrivavano a spendere migliaia di dollari a settimana. Sarà possibile superare il limite ma tramite autorizzazione esplicita. L'esenzione per xAI spingerà gli utenti più attivi verso Grok e Composer, i tool interni dell'azienda, ma secondo quattro persone citate dall'articolo i dipendenti Tesla continuano a preferire Claude di Anthropic. Anche Uber ha introdotto un tetto di $1.500 al mese dopo aver bruciato il budget AI 2026 intero entro aprile, e Meta, Amazon e Walmart hanno fatto mosse simili.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Tesla caps employee AI spending at $200/week except for Grok | Electrek
Tesla is capping employee AI spending at $200 per week from July 6 after engineers burned thousands in tokens weekly, joining Uber, Meta, and Walmart.ElectrekFred Lambert
Alternativa in italiano:
Tesla mette un tetto alla spesa AI, ma Grok resta fuori
Tesla limiterà a 200 dollari a settimana la spesa AI dei dipendenti, ma escluderà le beta xAI come Grok dal nuovo tetto interno.Tom's Hardware
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Apple lancerà l'iPhone Fold a settembre insieme agli iPhone 18 Pro, ma secondo l'analista Ming-Chi Kuo le vendite effettive potrebbero iniziare molto più tardi, forse a fine 2026 o nel 2027. Il motivo è la produzione: per il terzo trimestre 2026 la catena di fornitura conta tra 500mila e 1 milione di unità, una cifra troppo bassa per supportare un lancio commerciale immediato. Il confronto è con l'iPhone X del 2017: presentato a settembre, andò in preordine solo a fine ottobre e in vendita a novembre, proprio per problemi produttivi legati alle sue novità tecnologiche. L'iPhone Fold si trova in una situazione simile, con le difficoltà attorno al display pieghevole e alla cerniera. La produzione prevista è tra 7 e 8 milioni di unità, contro i circa 20 milioni di iPhone 18 Pro e Pro Max.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
iPhone Fold will get a September launch with sales later on
Apple may be pulling an iPhone X for the iPhone Fold, by launching it in September but actually selling it months later.AppleInsider
Alternativa in italiano: non pervenuta
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Anthropic dice di aver trovato in Claude una specie di “spazio interno” creato dallo stesso modello dove alcune idee diventano disponibili prima di essere trasformate in parole. Quando questo spazio viene indebolito, Claude perde molta capacità di ragionare, tradurre e scrivere testi complessi. Quando viene osservato, può collocare lì alcuni pensieri nascosti prima di fornire la risposta, per esempio se il modello sta riconoscendo uno scenario di ricatto o sta seguendo istruzioni disallineate. La scoperta serve soprattutto per capire e controllare meglio cosa succede dentro un modello AI durante il ragionamento. Anthropic precisa che non sta dicendo che Claude sia cosciente nel senso umano.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
Anthropic's new "J-lens" reveals a silent workspace inside Claude that mirrors a leading theory of consciousness | VentureBeat
Anthropic’s new Claude research reveals a hidden internal “global workspace” that resembles human conscious processing, raising major questions about AI reasoning, interpretability, safety, and machine consciousness.Venturebeat
Alternativa in italiano: non pervenuta
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Il tasso di mortalità negli Stati Uniti è sceso nel 2025 al livello più basso mai registrato: 689,2 morti ogni 100.000 abitanti, il 4,6% in meno rispetto ai 722,1 del 2024. I dati arrivano da un rapporto provvisorio dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la principale agenzia federale americana per la salute pubblica, e mostrano un calo in tutte le fasce d'età e in quasi tutti i gruppi demografici monitorati. Il calo è dovuto soprattutto alla continua diminuzione delle morti per overdose di droga, ha detto al Wall Street Journal Farida Ahmad, ricercatrice del CDC e coautrice del rapporto. Ha contribuito anche il Covid-19, che non causa più tante morti come negli anni scorsi.
Stati Uniti · Sanità pubblica
Nel 2025 il tasso di mortalità è sceso del 4,6 per cento, il valore più basso mai registrato. A pesare sono soprattutto il calo delle overdose e la fine dell'emergenza Covid.
Grafica di FocusAmerica
2024
722,1
2025
689,2
Morti ogni 100.000 abitanti
Il minimo mai registrato
Tasso corretto per età. In un anno un calo del 4,6%, sotto anche il minimo pre-pandemia (715,2 nel 2019).
La serie storica
Dodici anni di mortalità, dal plateau al picco Covid al primato
Tasso di mortalità corretto per età, morti ogni 100.000 abitanti. Passa il dito o il mouse sul grafico per i valori anno per anno.
I numeri del 2025
Il ritorno di un killer
Influenza e polmonite di nuovo tra le prime dieci cause
Numero di decessi e posizione in classifica, 2024 e 2025.
A livello nazionale vediamo meno fiducia nei vaccini rispetto al passato: è questo che la maggior parte di noi, in epidemiologia e salute pubblica, ritiene la ragione principale della mancata vaccinazione. Geeta Sood · Johns Hopkins University
Fonte Centers for Disease Control and Prevention (CDC) / National Center for Health Statistics. Dati finali 2014-2024 e report provvisorio Vital Statistics Rapid Release per il 2025. I dati 2025 sono provvisori e possono essere rivisti. Tasso corretto per età sulla popolazione standard del 2000.
Influenza e polmonite sono invece tornate tra le prime dieci cause di morte per la prima volta dal 2020, passando dall'undicesimo all'ottavo posto: nel 2025 hanno causato 56.511 decessi, contro i 48.139 del 2024. La stagione influenzale 2024-25 è stata una delle più gravi degli ultimi anni, con circa 51 milioni di casi, 710.000 ricoveri e 45.000 morti stimati dal CDC. Quella in corso, la 2025-26, è iniziata in modo insolitamente rapido e precoce, anche per via del ceppo dominante, noto come "subclade K", che secondo gli esperti di salute pubblica si è diffuso velocemente ed era poco compatibile con il vaccino di questa stagione.
Geeta Sood, professoressa associata di medicina alla Johns Hopkins University, ha detto al Wall Street Journal che la gravità delle ultime stagioni influenzali dipende da più fattori, tra cui i ceppi in circolazione e il continuo calo delle vaccinazioni. Sood e altri epidemiologi vedono crescere la disinformazione sull'utilità, i rischi e i benefici dei vaccini e temono che i tassi di vaccinazione scendano ancora nelle prossime stagioni. "A livello nazionale vediamo meno fiducia nei vaccini rispetto al passato ed è questo che la maggior parte di noi, in epidemiologia e salute pubblica, ritiene la ragione principale della mancata vaccinazione", ha detto.
Con Robert F. Kennedy Jr. alla guida delle principali agenzie sanitarie federali le linee guida sui vaccini sono cambiate spesso e l'amministrazione Trump ha ridotto o eliminato le campagne pubbliche di sensibilizzazione che negli anni passati invitavano gli americani a vaccinarsi ogni anno contro l'influenza. A inizio anno l'amministrazione ha anche provato a cancellare la raccomandazione universale del CDC di vaccinare contro l'influenza tutti i bambini dai sei mesi in su, nell'ambito di una riduzione più ampia del calendario vaccinale pediatrico. Un giudice federale ha bloccato la riforma e Kennedy ha annunciato che l'amministrazione chiederà un appello con procedura accelerata.
La settimana scorsa l'esercito americano ha reintrodotto l'obbligo del vaccino antinfluenzale per una parte dei militari, dopo un focolaio tra le reclute della base di San Antonio-Lackland, in Texas. Due mesi prima il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva eliminato l'obbligo annuale per tutto il personale delle forze armate.
Il calo della mortalità è stato ampio ma non uniforme: i tassi sono scesi per uomini e donne, in tutte le fasce d'età e per la maggior parte dei gruppi etnici, ma gli afroamericani restano il gruppo con la mortalità più alta e gli uomini continuano a morire più delle donne, un divario che va avanti da anni. I dati del CDC sono provvisori e di solito vengono rivisti man mano che arrivano nuove registrazioni, soprattutto per i decessi di fine anno e per le cause che richiedono più tempo per essere accertate.
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Lungo il confine orientale della NATO, dalle foreste della Finlandia alla frontiera della Lituania, i paesi più vicini alla Russia stanno costruendo fortificazioni, ampliando le riserve e comprando carri armati e droni. Si preparano all'ipotesi che, in caso di attacco russo, i primi giorni di guerra tocchino a loro combatterli in gran parte da soli. È il quadro che emerge da un ampio reportage di Politico, realizzato lungo tre tratti esposti della frontiera: il confine finlandese, quello polacco con Kaliningrad e la Bielorussia e il fianco lituano vicino al cosiddetto corridoio di Suwałki.
La spinta a rafforzare i confini nasce dall'incertezza sul ruolo degli Stati Uniti. Da quando è tornato alla Casa Bianca il presidente Donald Trump ha più volte messo in dubbio l'impegno di Washington verso l'Articolo 5 della NATO, la clausola secondo cui un attacco a un membro dell'alleanza è considerato un attacco a tutti. L'Amministrazione ha anche fatto capire di voler ridurre la presenza militare americana in Europa. Nel frattempo alcune immagini satellitari mostrano che la Russia ha aumentato le sue forze lungo il confine con la Finlandia e altri paesi dell'Unione Europea, con nuove caserme e mezzi militari. Proprio nei giorni scorsi Washington ha avvertito Varsavia che Mosca potrebbe tentare una provocazione armata per mettere alla prova l'alleanza.
La Finlandia, che condivide con la Russia il confine più lungo dell'alleanza, 1.343 chilometri, ha impostato da decenni la propria difesa sull'idea che Mosca potesse un giorno tornare. Mentre gran parte dell'Europa dopo la Guerra Fredda tagliava gli eserciti, Helsinki ha mantenuto la coscrizione obbligatoria e vaste riserve. Il paese può mobilitare quasi 870.000 riservisti su una popolazione di 5,6 milioni di abitanti, una cifra destinata a raggiungere il milione entro il 2031.
"La Russia è una superpotenza e noi siamo un piccolo paese", ha detto il colonnello Matti Pitkäniitty, comandante del distretto di guardia di frontiera della Carelia settentrionale. La Finlandia non ha mai dimenticato la lezione della Guerra d'inverno, quando nel 1939 fermò un attacco sovietico ma perse circa un decimo del proprio territorio. Il paese è entrato nella NATO solo nel 2023, dopo l'invasione russa dell'Ucraina, ma continua a considerare l'alleanza un rafforzamento della propria difesa, non un sostituto.
"Siamo felici di far parte di un'alleanza, ma sappiamo che incasseremo il primo colpo da soli, prima che scatti l'Articolo 5", ha detto Jukka Kopra, parlamentare finlandese che ha presieduto la commissione difesa. La Finlandia spende quasi il 3 per cento del proprio Pil in difesa e punta a salire al 5 per cento entro il 2035. La sua aeronautica riceverà nei prossimi mesi i caccia F-35 di fabbricazione americana e sulla terraferma dispone di uno dei più grandi arsenali di artiglieria d'Europa.
Uno dei principali punti di forza militari della Finlandia è il territorio stesso: un esercito che invadesse da est dovrebbe attraversare un paese con poche strade, foreste fitte, neve profonda e temperature gelide. A maggio due esercitazioni multinazionali nel sud-est del paese hanno mostrato a truppe di Francia e Regno Unito come muoversi in quell'ambiente. Una delle lezioni emerse è che i mezzi corazzati e i droni commerciali sono poco adatti alle foreste finlandesi, dove le foglie rendono difficile individuare i soldati senza una telecamera termica, secondo il colonnello Ari Määttä, che ha comandato una delle esercitazioni.
Insieme alla Polonia e ai tre paesi baltici, la Finlandia si è ritirata l'anno scorso dalla Convenzione di Ottawa, il trattato internazionale che vieta le mine antiuomo, sostenendo che la Russia non vi ha mai aderito e le sta già usando in Ucraina. Diversi ufficiali finlandesi hanno riferito che le forze armate del paese intendono acquistare mine antiuomo nei prossimi mesi, senza schierarle in tempo di pace ma tenendole pronte se la minaccia di un'invasione russa diventasse più concreta.
Contro le armi nucleari la geografia e la coscrizione offrono poca protezione. Solo da quando è entrata nella NATO tre anni fa la Finlandia ha dovuto includere la deterrenza nucleare nei propri calcoli. A giugno i parlamentari finlandesi hanno tolto le restrizioni sul trasporto e lo stoccaggio di armi nucleari sul territorio nazionale, un'eredità della lunga storia del paese fuori dall'alleanza. La Finlandia è meglio posizionata di altri per difendere il proprio territorio senza forze di terra americane, ma non è più in grado degli altri paesi europei di rimpiazzare l'ombrello nucleare di Washington.
Il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen ha riconosciuto di aver discusso con Parigi la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di estendere la deterrenza nucleare francese ad altri paesi europei. Macron ha lasciato volutamente ambiguo cosa intenda: Parigi ha ipotizzato esercitazioni congiunte e dispiegamenti temporanei di caccia francesi a capacità nucleare, ma non una garanzia nucleare europea formale.
Se la risposta della Finlandia all'incertezza è la prontezza nazionale, quella della Polonia sono barriere di cemento, sensori, droni e uno degli eserciti in più rapida crescita d'Europa. Varsavia è il maggiore paese sul fianco orientale della NATO e il primo per spesa militare in rapporto al Pil: quest'anno arriverà a spendere il 4,8 per cento del prodotto interno lordo in difesa. Il suo esercito è il terzo dell'alleanza, dopo quelli di Stati Uniti e Turchia.
All'inizio dell'invasione russa la Polonia ha inviato più di 300 carri armati all'Ucraina, poi ha sostituito e ampliato il proprio arsenale con mezzi comprati da Stati Uniti e Corea del Sud. La sua importanza per la NATO non dipende solo dalla spesa: per dimensioni e posizione è lo Stato di prima linea in un eventuale scontro con Mosca, un ruolo simile a quello che ebbe la Germania Ovest durante la Guerra Fredda. Anche Trump, che rimprovera gli altri paesi europei sulla difesa, ha spesso elogiato la Polonia, dove gli Stati Uniti mantengono migliaia di soldati.
Il progetto polacco si chiama Scudo Orientale ed è pensato per rafforzare gli 800 chilometri di confine con la Bielorussia, stretta alleata di Mosca, e con Kaliningrad, il territorio russo fortemente militarizzato incastrato tra Polonia, Lituania e mar Baltico. È una rete di ostacoli, trincee anticarro, barriere di cemento, bunker, droni e telecamere termiche, pensata per rallentare un attacco e dare tempo alla NATO di reagire. Una volta completato, dovrebbe costare circa 10 miliardi di euro. Il viceministro della Difesa Cezary Tomczyk lo ha definito il più grande sforzo di fortificazione in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Lungo alcuni tratti, però, lo Scudo Orientale è ancora più promessa che realtà. Grandi sezioni del confine non sono visibilmente fortificate e un deposito militare vicino al villaggio di Dąbrówka conserva grandi quantità di barriere anticarro mai collocate lungo la frontiera. Il ministero della Difesa polacco ha assicurato che i reparti del genio potrebbero erigere le fortificazioni lungo tutto il confine in sette-quattordici giorni, ma un esperto di logistica con incarichi militari di alto livello ha detto che alcuni elementi non si spostano così in fretta e che posare un solo chilometro di barriere di cemento può richiedere settimane o mesi.
Poco più a est si trova il cosiddetto corridoio di Suwałki, un breve tratto di territorio polacco e lituano che separa Kaliningrad dalla Bielorussia. Ben Hodges, generale in pensione ed ex comandante dell'esercito americano in Europa, lo ha definito il tallone d'Achille della NATO: un attacco russo potrebbe cercare di chiudere il corridoio da entrambi i lati, tagliando fuori i paesi baltici dal resto dell'alleanza. Più a est, il confine polacco con la Bielorussia è protetto in gran parte solo da una recinzione alta quattro metri, costruita nel 2022 per fermare i migranti, che offrirebbe poca protezione contro i carri armati.
I carri armati non sono l'unica minaccia. Dopo che l'anno scorso 19 droni russi sono entrati nello spazio aereo polacco, costringendo la NATO ad abbatterli con missili sparati da caccia F-16 e F-35, una risposta costata milioni di euro contro droni che ne valgono una frazione, la Polonia sta sviluppando un sistema anti-drone chiamato SAN. Descritto a volte come un "muro di droni", potrebbe costare fino a 4 miliardi di euro, circa il 40 per cento dell'intero Scudo Orientale. Secondo Tomczyk sarà il più grande e avanzato sistema anti-drone d'Europa e la costruzione, iniziata a inizio anno, dovrebbe concludersi entro la fine del 2027.
I paesi baltici non hanno il lusso di potersi difendere da soli. Lituania, Lettonia ed Estonia sono troppo piccoli, troppo esposti e troppo vicini a Russia e Bielorussia per scambiare territorio con il tempo. La loro difesa si regge su un calcolo più stretto: assicurarsi che la NATO arrivi in loro soccorso. Questo li rende i più vulnerabili all'imprevedibilità dell'Amministrazione Trump.
Raimundas Vaikšnoras, capo di stato maggiore della difesa lituana, non ritiene probabile un attacco russo a sorpresa, perché i sistemi di allerta della NATO rendono difficile nascondere grandi movimenti di truppe. In Lituania ci sono già circa 3.000 soldati di altri paesi della NATO, ma il dispiegamento a rotazione di più di mille militari americani è finito senza che sia arrivata una forza sostitutiva, mentre Washington rivede la propria presenza in Europa. L'aggiunta più importante è la brigata tedesca, che sarà stanziata in modo permanente in Lituania entro la fine del 2027 con circa 5.000 uomini.
Le fortificazioni fanno parte della Linea di difesa baltica, un progetto congiunto di Estonia, Lettonia e Lituania: fossati anticarro, bunker, ostacoli difensivi e campi minati. Come la Finlandia, anche i paesi baltici hanno deciso di uscire dalla Convenzione di Ottawa. L'obiettivo è rallentare i russi, incanalare le forze nemiche su direttrici prevedibili e guadagnare tempo per una reazione. La difesa dei baltici dipende da quanto a lungo possono resistere e, soprattutto, da quanto in fretta la NATO può rinforzarli.
Un'esercitazione strategica condotta alla fine dello scorso anno dal quotidiano tedesco Welt insieme al centro di wargaming dell'università delle forze armate tedesche di Amburgo ha simulato la reazione della Germania se la Russia usasse un cessate il fuoco in Ucraina per minacciare la Lituania e se Washington rinunciasse al suo ruolo tradizionale di guida della NATO. Il risultato è stato poco rassicurante: mentre la squadra che rappresentava la Russia si muoveva rapidamente verso un'invasione limitata, quella tedesca si concentrava su riunioni di crisi e sulla ricerca di alleati, invece di impedire a Mosca di raggiungere i suoi obiettivi militari.
Hodges ha avvertito che, nel caso peggiore, se la NATO fosse colta di sorpresa i paesi baltici potrebbero dover combattere fino a due settimane senza rinforzi dagli alleati più lontani. È la finestra di tempo entro cui questi dovrebbero reagire. Funzionari tedeschi e lituani respingono l'idea che un simile scenario possa arrivare a sorpresa: un attacco russo, sostengono, sarebbe preceduto da preparativi militari visibili.
"Quello a cui stiamo assistendo è la dissoluzione della NATO", ha detto Anders Fogh Rasmussen, ex segretario generale dell'alleanza, secondo cui l'Europa deve ripensare i propri piani di difesa e costruire le capacità per agire senza aspettare Washington. La Finlandia si rende più difficile da invadere, la Polonia costruisce eserciti, fortificazioni e difese anti-drone e i paesi baltici lavorano per non essere lasciati soli. L'Europa non è ancora pronta a difendersi da sola, ma sulla sua frontiera orientale si sta già preparando al giorno in cui potrebbe doverlo fare.
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In Alabama il democratico Doug Jones sfida il senatore repubblicano Tommy Tuberville per la carica di governatore, in una corsa che un tribunale potrebbe ribaltare: un giudice di Montgomery deve decidere se Tuberville rispetta il requisito di residenza di sette anni che la costituzione dello stato impone ai candidati. I suoi avversari sostengono che la sua vera casa sia una villa sulla spiaggia in Florida da oltre 450 metri quadrati, comprata dopo i dieci anni passati ad allenare la squadra di football della Auburn University.
Tuberville resta il netto favorito, scrive Howell Raines, giornalista nato in Alabama che negli anni Sessanta seguì le battaglie per i diritti civili, in un'analisi pubblicata sull'Atlantic. Il senatore è un fedelissimo del presidente Donald Trump, che nello stato ha vinto le ultime presidenziali con 30 punti di vantaggio. L'Alabama inoltre non elegge un governatore democratico da più di vent'anni e nel 2020 fu proprio Tuberville a togliere a Jones il seggio al Senato, con quasi 472.000 voti di scarto.
La questione della residenza preoccupa però i repubblicani dello stato. Il 14 giugno il partito ha fatto testimoniare Tuberville sotto giuramento, a porte chiuse, sulle sue case: il senatore ha detto che dal 2018 la sua residenza effettiva è una piccola casa a Auburn comprata nel 2017 dalla moglie e dal figlio e ha presentato dichiarazioni fiscali a sostegno. Ha però ammesso di aver votato in Florida ancora nel 2018 e di aver aggiunto il proprio nome all'atto di proprietà solo due anni fa. Il partito lo ha comunque confermato come candidato. La giudice Brooke Reid ha detto il 29 giugno che la questione non è giuridicamente scontata e che si aspetta in ogni caso un ricorso alla corte suprema dell'Alabama, composta soltanto da giudici repubblicani. Tripp Skipper, ex consulente del senatore, ha detto all'Atlantic che "l'unica strada per la vittoria" di Jones "è quella che i tribunali possono fornirgli".
Jones, 72 anni, conta invece meno sul tribunale e più sull'affluenza. Alle primarie del 19 maggio il 42,5 per cento dei voti è stato espresso nella primaria democratica, oltre 20 punti in più rispetto al 2022, mentre la partecipazione repubblicana è calata quasi di altrettanto, secondo AL.com, il principale sito di notizie dello stato. Il "numero magico" di Jones è 920.000, i voti che ottenne nella sconfitta del 2020: se gli elettori trumpiani disertassero le urne in massa, quella cifra potrebbe bastare per vincere. "Non passeremo il tempo a cercare di convincere chi non si può convincere", ha detto Jones all'Atlantic. Jones punta anche su un calo della popolarità di Trump, che però nelle ultime settimane è tornata a crescere.
Nel 2017 Jones vinse un'elezione speciale per il Senato, il voto anticipato che negli Stati Uniti si tiene quando un seggio resta vacante, battendo Roy Moore, ex presidente della corte suprema statale travolto dalle accuse di diverse donne che dicevano di essere state avvicinate da lui quando erano minorenni. Prima ancora, da procuratore federale, tra il 2001 e il 2002 ottenne le condanne per omicidio di due membri del Ku Klux Klan per l'attentato del 1963 alla chiesa battista della 16esima strada di Birmingham, in cui morirono quattro bambine nere e che era rimasto impunito per decenni.
Tuberville, 71 anni, non ha ancora fatto una vera campagna e resta un candidato con debolezze note. Nel 2023 bloccò per mesi al Senato le promozioni dei vertici militari, una mossa impopolare in uno stato che dipende dalla spesa per le basi militari e per la NASA, l'agenzia spaziale americana. Di recente ha suggerito di incarcerare l'ex presidente Barack Obama per reati inesistenti. Nella campagna del 2020 promise inoltre di donare ai veterani il suo stipendio da senatore, 174.000 dollari l'anno: il Lagniappe Daily, un giornale di Mobile, ha rivelato, sulla base dei documenti fiscali diffusi dalla stessa campagna, che il senatore potrebbe non aver mantenuto la promessa. Chester McKinney, tesoriere della fondazione benefica di Tuberville, ha detto al giornale: "So cosa ha detto e so cosa ha promesso" e ha aggiunto di non volerlo coprire. L'ufficio del senatore si è rifiutato di rispondere alle domande sul tema.
Skipper spiega la scelta di Tuberville di lasciare il Senato per Montgomery con il suo carattere: "è un dirigente per natura", la sua forza è guidare una squadra come faceva da allenatore, non il negoziato parlamentare di Washington.
L'Alabama ha spesso anticipato la politica nazionale: il conservatorismo razziale di George Wallace, il governatore segregazionista degli anni Sessanta, aprì la strada alle campagne presidenziali di Richard Nixon e Ronald Reagan. Tuberville ne ricalca il tono apocalittico e alla radio ha chiamato gli elettori alla battaglia contro i "democratici socialisti-comunisti". La politica statale è dominata da pochi grandi interessi economici: la Southern Company, la utility proprietaria della società elettrica Alabama Power, e Alfa, il colosso assicurativo nato dalla federazione degli agricoltori, finanziano le campagne dei parlamentari statali e ne condizionano le scelte. Le imprese industriali e agricole pagano imposte simboliche sulle loro enormi proprietà terriere e minerarie, mentre il costo dello stato ricade sui consumatori attraverso le tasse su cibo, benzina, alcol e beni di prima necessità. Kyle Whitmire, editorialista di AL.com, chiama "Alabamafication" della politica americana l'estensione su scala nazionale di questo modello, con politiche fiscali dei repubblicani che penalizzano gli stessi elettori trumpiani.
Jones corre anche contro la storia dello stato: dalla Ricostruzione, il periodo successivo alla guerra civile, la maggioranza bianca dell'Alabama ha quasi sempre votato contro il cambiamento progressista e ha premiato i candidati che la mettevano nella luce peggiore agli occhi del resto del paese. Jones scommette che le trasformazioni economiche degli ultimi anni, gli stabilimenti Mercedes e Honda, un centro medico di rilievo nazionale e i data center in arrivo attorno a Birmingham e Mobile, abbiano cominciato a cambiare anche gli elettori.
Alabama’s upset artist hopes the state is changing enough to elect a Democrat again.Howell Raines (The Atlantic)
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Per farsi rispettare dal presidente Donald Trump bisogna dimostrare di poterlo colpire. È la conclusione a cui, in tutto il mondo, stanno arrivando tanto gli alleati quanto gli avversari degli Stati Uniti, secondo un'analisi dell'Economist. Nessun partner militare di Washington è tanto sprovveduto da minacciare il presidente apertamente, ma tutti hanno guardato con attenzione l'Iran, che ha ottenuto un vantaggio su un avversario più forte chiudendo lo Stretto di Hormuz. Molti governi si chiedono ora come procurarsi un punto di strozzatura simile.
Questo ragionamento si sente, sottovoce, anche in ambienti bene informati di Taiwan, isola di 24 milioni di abitanti che la Cina rivendica come propria. È una discussione ad alto rischio. La sopravvivenza di Taiwan come democrazia autogovernata dipende dalle decisioni del presidente americano. Gli Stati Uniti non sono vincolati da alcun trattato a difendere l'isola da un attacco cinese. I presidenti che si sono succeduti, Trump compreso, hanno però lasciato aperta la possibilità di inviare la Settima Flotta, la flotta della marina americana che opera nel Pacifico, se la Cina cercasse di prendere l'isola con la forza. Per decenni questa ambiguità ha trattenuto i vertici del Partito comunista dal compiere il passo.
Trump spaventa Taiwan. È vero che le ha venduto armi in quantità record, ma l'ha anche derisa come un posto minuscolo, surclassato dalla potenza cinese. Durante una visita di Stato a Pechino a maggio, dopo ore di colloqui con il leader cinese Xi Jinping, ne è uscito ripetendo gli argomenti di Pechino. Ha in sostanza accusato il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, di provocare la Cina cercando l'indipendenza dell'isola, una linea rossa per i dirigenti cinesi, anche se la posizione reale di Lai è vaga e cauta. Taiwan vuole che l'America "percorra 9.500 miglia per combattere una guerra", si è lamentato il presidente. "Non è quello che voglio." Le vendite di armi a Taipei, ha aggiunto, sono una merce di scambio nei negoziati con la Cina su commercio e minerali raffinati in Cina che servono alle aziende americane.
Taiwan sa di aver bisogno di leva negoziale. Dopo aver abbracciato la democrazia poco più di trent'anni fa, si era conquistata amicizie a Washington presentandosi come un baluardo di libertà minacciato dalla Cina autoritaria. Con l'arrivo di Trump, che elogia gli uomini forti, i funzionari taiwanesi hanno imparato in fretta a mettere da parte i richiami ai valori condivisi. Avevano guardato con sgomento il presidente sminuire l'Ucraina come un piccolo paese che aveva scioccamente cercato di difendersi da una Russia più grande. La stessa sorte, temevano, poteva toccare a loro. È un timore che accomuna Taipei ad altri alleati, come i paesi dell'Europa orientale che temono di restare soli di fronte a Mosca.
Per convincere l'America del proprio valore, Taiwan punta su due argomenti. Il primo è la sua posizione nella cosiddetta "prima catena di isole", l'espressione con cui il Pentagono, il dipartimento della Difesa americano, indica l'arco di arcipelaghi che chiude la Cina continentale, dal Giappone alle Filippine passando proprio per Taiwan. Il secondo è il ruolo insostituibile dell'isola come centro mondiale nella produzione di microchip, con circa il 90% dei semiconduttori più avanzati. Da anni i politici taiwanesi chiamano la loro industria dei chip uno "scudo di silicio", una montagna sacra che rende Taiwan troppo preziosa perché la Cina la attacchi o l'America la abbandoni.
Altri paesi guardano con più freddezza al predominio taiwanese sui chip. Persino i governi amici mal sopportano di dipendere da un'isola soggetta ai terremoti e battuta dai tifoni, che importa quasi tutte le materie prime e l'energia di cui ha bisogno. Già prima di Trump Taiwan era spinta a costruire fabbriche di chip all'estero, in particolare negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania. Il presidente si è spinto oltre e ha accusato l'isola, senza fondamento, di aver rubato all'America la sua industria dei chip decenni fa. Ha fatto pressioni sulla TSMC e su altre grandi aziende del settore perché ampliassero le attività in Arizona, Texas e altri stati.
A Taipei, la capitale, alcuni esperti temono che lo scudo di silicio si indebolisca nel tempo e che gli ingegneri più bravi finiscano per costruire e gestire le fabbriche straniere. Altri propongono invece di trasformare fin da subito lo scudo difensivo in un'arma. Anche Taiwan ha il suo stretto. Il canale che separa l'isola dalla terraferma, largo circa 160 chilometri, ogni giorno trasporta alcuni dei carichi più preziosi al mondo, compresi i chip di silicio.
Finora Taiwan si è concentrata sulla difesa, sul proteggersi da una flotta d'invasione o da un blocco navale cinese. Ma a Taipei c'è chi ritiene di poter usare quel ruolo insostituibile nel commercio mondiale per mettere sotto pressione sia l'America sia la Cina. La previsione è che, in caso di crisi, Taiwan smetterebbe di esportare chip già nelle prime ore, gettando nel caos i mercati e le catene di fornitura globali. L'innesco sarebbe una crisi energetica: se la Cina bloccasse le importazioni di carbone, gas e petrolio, l'elettricità scarseggerebbe presto. La produzione di chip consuma molta energia e il governo darebbe la priorità a ospedali e servizi civili. Da qui l'argomento morale per tenere in ostaggio l'economia mondiale.
Nella previsione più cupa, a quel punto Trump ordinerebbe a Taiwan di arrendersi, al termine di trattative con la Cina da cui l'isola sarebbe esclusa. Gli ottimisti replicano che una resa del genere lascerebbe alla Cina il controllo dei più importanti produttori di chip del mondo. Come si concilierebbe, si domandano, con la corsa americana al primato nell'intelligenza artificiale?
Per l'Economist, in fondo, Taiwan ha un punto di strozzatura e le stesse accuse di Trump sul furto dell'industria dei chip sono un complimento rovesciato: l'isola ha le carte in mano e il presidente lo sa. Una guerra per Taiwan tra Stati Uniti e Cina sarebbe spaventosamente pericolosa. Una conquista cinese spegnerebbe una democrazia vivace e aprirebbe un incubo di repressione, processi farsa e rieducazione di massa per milioni di taiwanesi. Il modo migliore per evitare questi disastri, sostiene l'Economist, è che l'America continui a dissuadere la Cina.
A Washington, chi difende Trump gli attribuisce il merito di aver ripreso la dottrina di Ronald Reagan della "pace attraverso la forza". Per l'Economist è un insulto a Reagan: gli altri paesi, semmai, fiutano debolezza. Stanno anzi imparando da un'altra sua frase: "se non riesci a far vedere la luce a qualcuno, fagli sentire il calore".
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Donald Trump è intervenuto e la FIFA ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun. Il capocannoniere della nazionale americana potrà così giocare lunedì gli ottavi di finale dei Mondiali contro il Belgio, nonostante il cartellino rosso ricevuto pochi giorni fa nella partita contro la Bosnia-Erzegovina.
Balogun, autore di tre gol nel torneo, era stato espulso mercoledì durante la vittoria per 2-0 nei sedicesimi di finale, dopo essere intervenuto con il piede sulla caviglia destra di Tarik Muharemović. Il rosso avrebbe dovuto comportare una squalifica automatica di una giornata.
Ieri, però, la FIFA ha comunicato la sospensione della sanzione per la sfida degli ottavi: una decisione straordinaria, che Trump ha accolto con favore e il Belgio ha contestato duramente. Secondo le ricostruzioni, sarebbe la prima volta dal 1962 che un’espulsione ai Mondiali non porta a una squalifica effettiva.
Subito dopo la partita, Trump ha telefonato al presidente della FIFA, Gianni Infantino, per chiedere una revisione del provvedimento. “Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta, riparando a una grande ingiustizia”, ha scritto poi Trump sui social.
È stato lo stesso Trump ad aver confermato di aver chiamato Infantino. "Sì l'ho fatto", ha detto il presidente. "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere". Ha però poi anche detto di non aver chiesto di annullare la decisione ma solo di riesaminarla.
La FIFA ha giustificato la sua decisione richiamando l’articolo 27 del proprio regolamento disciplinare, che consente di sospendere in tutto o in parte una sanzione e prevede, per chi ne beneficia, un periodo di prova compreso tra 1 e 4 anni. Nel caso di Balogun, la prova durerà un anno: se l’attaccante commetterà un’altra infrazione simile per natura e gravità, la squalifica tornerà valida e dovrà essere scontata.
La federcalcio belga si è detta “sbalordita”. Il commissario tecnico Rudi Garcia ha ironizzato sulla decisione: “Non sapevo che negli uffici della FIFA il 5 luglio fosse il 1 aprile in Europa”, ha detto attraverso un traduttore, paragonando il provvedimento a un pesce d’aprile. Secondo Garcia si tratta della prima decisione del genere nella storia dei Mondiali. L’allenatore non ha voluto dire se il Belgio presenterà ricorso al Tribunale arbitrale dello sport, né se ritenga che Trump abbia influenzato la scelta della FIFA. La federazione belga ha però annunciato che valuterà “tutte le opzioni possibili”.
Durissima anche la UEFA. In un comunicato diffuso oggi, l’organizzazione sportiva europea ha parlato di una decisione che “ha superato una linea rossa”. Secondo la UEFA, la squalifica automatica di una giornata dopo un cartellino rosso non dovrebbe essere discrezionale e non può prevedere eccezioni, soprattutto nel mezzo di un torneo in cui altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la pena.
La scelta, avverte l’organismo europeo, crea un precedente e rischia di minare la credibilità della competizione. La UEFA ha espresso quindi la sua totale “incredulità” per una decisione definita “senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.
Le critiche sono arrivate anche da altri commissari tecnici. Il ct dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, si è chiesto se in futuro sarà possibile contestare anche altri cartellini, come i gialli ricevuti dall’inglese Declan Rice e dal francese Michael Olise. “Possiamo discuterne all’infinito. Dove finisce tutto questo? Dove ci si ferma?”, ha detto. Il ct della Norvegia, Ståle Solbakken, ha parlato di “una decisione pessima che danneggerà i Mondiali”, chiedendosi cosa accadrà al prossimo cartellino rosso.
Di tutt’altro avviso il commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, che ha applaudito la scelta della FIFA. Secondo lui, la sua squadra era già stata punita a sufficienza, avendo giocato in dieci per trenta minuti contro la Bosnia-Erzegovina. Pochettino, che disputò il Mondiale del 2002 con l’Argentina, non si è detto sorpreso dalla telefonata di Trump a Infantino e ha ricordato quanto il calcio sia considerato “una religione” nella cultura da cui proviene.
Il cartellino rosso a Balogun era stato uno degli episodi più discussi del torneo. L’arbitro brasiliano Raphael Claus inizialmente non aveva fischiato il fallo. “Se si guarda l’intervento, non c’era alcuna intenzione. Ne ho visti di molto peggiori in questo torneo”, ha commentato Christian Pulisic.
Con tre gol segnati finora, compreso quello che ha portato in vantaggio gli Stati Uniti contro la Bosnia, Balogun ha eguagliato Landon Donovan nel 2010: è il secondo miglior bottino di uno statunitense in una singola edizione dei Mondiali, dietro solo alle quattro reti di Bert Patenaude nel torneo inaugurale del 1930.
Venticinquenne del Monaco, Balogun ha segnato tredici gol nell’ultima stagione di Ligue 1 e conta dodici reti in trenta presenze con la nazionale. Nato a Brooklyn da genitori nigeriani cresciuti a Londra, nel 2023 ha scelto di rappresentare gli Stati Uniti, con cui aveva già giocato a livello giovanile. “Mette paura a molti difensori”, ha detto il compagno di squadra Chris Richards.
Non è la prima volta che una sanzione viene alleggerita in vista di un torneo. In passato, provvedimenti simili avevano permesso a Cristiano Ronaldo, Nicolás Otamendi e Moisés Caicedo di giocare l’avvio del Mondiale nonostante cartellini rossi ricevuti nelle qualificazioni.
Il precedente più lontano risale però al 1962: il brasiliano Garrincha, espulso all’83’ della semifinale contro il Cile padrone di casa, fu comunque ammesso alla finale contro la Cecoslovacchia dopo una campagna che coinvolse anche il presidente cileno Jorge Alessandri. Il Brasile vinse poi quel Mondiale, il secondo consecutivo.
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