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Iran rivendica attacchi contro basi americane in Kuwait e Bahrein. Gli Usa: "Tutti respinti"


I Guardiani della Rivoluzione della Repubblica Islamica dell'Iran affermando di aver colpito la base della Quinta Flotta statunitense e una petroliera in risposta a un raid USA sull'usola di Qeshm. Il CENTCOM replica: missili caduti in mare, disintegrati o intercettati.

I Guardiani della Rivoluzione iraniani affermano di aver colpito diverse basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, oltre a una petroliera, in risposta a un raid americano sull'isola iraniana di Qeshm. Gli Stati Uniti però smentiscono tutto: secondo il Comando Centrale americano, CENTCOM, tutti gli attacchi sono falliti o sono stati intercettati senza provocare danni.

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, l'Iran avrebbe colpito il quartier generale della Quinta Flotta statunitense, una base aerea e un reparto di elicotteri. Un altro attacco avrebbe raggiunto la petroliera "Panaya", battente bandiera liberiana e ritenuta collegata agli Stati Uniti. I Guardiani della Rivoluzione spiegano di aver reagito in questo modo al bombardamento di una torre di comunicazione nel sud dell'isola di Qeshm.

"In precedenza avevamo avvertito che, in caso di attacco, la risposta sarebbe stata diversa e più dura. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Queste risposte devono servire da lezione", hanno dichiarato i militari iraniani.

La versione degli Stati Uniti


Gli americani raccontano però una storia opposta. "Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait sono caduti prima di raggiungere il bersaglio o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dai sistemi di difesa aerea", ha reso noto il CENTCOM. Il comando aggiunge di restare in stato di massima allerta e pronto a difendersi da quella che definisce "un'aggressione ingiustificata".

Poco prima, lo stesso CENTCOM aveva annunciato di aver colpito per autodifesa radar e centri di comando dei droni nell'area di Goruk, in Iran, e sull'isola di Qeshm. Secondo il comando americano, i caccia statunitensi avrebbero distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, un centro di comando a terra e due droni d'attacco che minacciavano le navi nelle acque della regione.

Il cessate il fuoco sempre più fragile


Washington e Tehran tornano così a scambiarsi attacchi mentre i negoziati di pace restano in stallo. Tra i due Paesi resta ancora in vigore, almeno sulla carta, il cessate il fuoco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump all'inizio di aprile e poi prorogato a tempo indeterminato. Le difficili trattative in corso puntano a un accordo che dovrebbe portare Tehran a rinunciare all'uranio arricchito e a riaprire lo Stretto di Hormuz.

Secondo Axios, il 31 maggio Trump aveva chiesto all'Iran di mettere nero su bianco impegni precisi sullo stop all'arricchimento dell'uranio. Il 1° giugno Tasnim ha però annunciato che l'Iran aveva sospeso i colloqui a causa dei raid israeliani sul Libano. Poco dopo, però, Trump ha assicurato che le trattative proseguono e anzi avanzano "a ritmo serrato".

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Fare Carena


Sarà una scocciatura, ma i vantaggi di una protezione efficace della barca e della prevenzione dell'incrostazione dello scafo sono incommensurabili.

foto In alto: primo piano di uno scafo in avanzato stadio di lavorazione.

di Jason Hill - È un'operazione che richiede tute e altri dispositivi di protezione, strumenti adeguati, nonché una preparazione e una applicazione meticolose. Uno scafo liscio e pulito, che riduce al minimo l'adesione di organismi incrostanti, non solo aumenta il valore dell'imbarcazione e ne prolunga la durata, ma aumenta anche l'efficienza del carburante riducendo la resistenza, migliorando quindi le prestazioni dell'imbarcazione e riducendo le emissioni nocive. Inoltre, i moderni progressi nella protezione antivegetativa contribuiscono alla salute del nostro ambiente marino limitando il trasferimento di specie invasive. Prevenire è molto meglio che curare quando si tratta dei gravi problemi causati da cirripedi, alghe, cozze, piante acquatiche e melma che aderiscono allo scafo sotto la linea di galleggiamento, quindi una protezione corretta e ben applicata è fondamentale. La buona notizia è che, dedicando qualche ora all'applicazione dell'antivegetativa sulla vostra imbarcazione dopo l'inverno trascorso a terra, potrete avere la certezza di un risultato duraturo, con uno scafo elegante e resistente, che non solo ha un bell'aspetto, ma vi permetterà anche di raggiungere quel soddisfacente nodo di velocità in più. Quando arriva il momento di applicare o riapplicare la protezione antivegetativa in vista di una nuova stagione, la preparazione, la procedura e la scelta dei prodotti possono risultare complesse. Il processo e i prodotti antivegetativi più adatti a ciascuna imbarcazione variano a seconda di diversi fattori, tra cui: il tipo di imbarcazione, la qualità e il materiale della superficie dello scafo, l'ambiente, la qualità e la temperatura dell'acqua, la frequenza di utilizzo e lo stile di navigazione, gli intervalli tra gli interventi di manutenzione e le priorità dell'armatore in termini di prestazioni.

Primer e protezione - Con l'arrivo della bella stagione, la primavera è il momento ideale per dare nuova vita alla vostra imbarcazione dopo l'inverno trascorso a terra. Prima di affrontare interventi di manutenzione critica e il processo di controllo dell'incrostazione, avrete bisogno di dispositivi di protezione individuale (Dpi) adeguati, tra cui guanti, tuta con cappuccio e occhiali o maschera, oltre a una mascherina se state rimuovendo vecchi rivestimenti. Si consiglia inoltre di posizionare un telo impermeabile sotto l'imbarcazione per raccogliere i residui di levigatura e la polvere.
Primer per eliche monocomponente ad asciugatura rapida.
Pulizia e ispezione dello scafo - Una pulizia accurata dello scafo con un prodotto specifico, rimuoverà le macchie di sale, lo sporco e i residui in generale. Durante il risciacquo con acqua dolce, la superficie risulterà sgrassata correttamente quando l'acqua si distribuisce uniformemente senza formare piccole gocce. In questa fase è importante controllare lo scafo per individuare eventuali segni di osmosi e trattare eventuali bolle che potrebbero secernere un liquido simile all'aceto. Esaminate inoltre la chiglia e il timone per individuare eventuali danni da impatto, crepe o punti in cui il rivestimento potrebbe essersi staccato. Trattate e carteggiate accuratamente le aree interessate e assicuratevi che siano completamente asciutte dopo il trattamento. È importante, in caso di piccole riparazioni, applicare uno strato di primer prima dello stucco.

Incrostazioni - Se la vernice si sta sfogliando, accumulandosi eccessivamente o presentando una superficie irregolare, è il momento di rimuoverla. Questo tipo di sfogliatura è probabilmente causato dall'utilizzo di vernici antivegetative incompatibili tra loro o dall'applicazione di una quantità eccessiva di vernice nel corso di diverse stagioni. È possibile conservare gli strati in buone condizioni. Si consiglia di utilizzare carta vetrata a grana 80-120 per carteggiare il primer esistente e di sostituirla frequentemente. Qualsiasi substrato nudo deve essere carteggiato con carta vetrata a grana 80-120 per migliorare l'adesione, a meno che non si tratti di alluminio o acciaio, per i quali è necessaria carta vetrata a grana 60-80 per rimuovere l'ossidazione. Carteggiare sempre seguendo la venatura per evitare graffi.
Un energico lavaggio dello scafo con acqua dolce è il primo passo per avviare il trattamentto stagionale della carena.
Cosa scegliere? - Quando si cambia marca di prodotti antivegetativi, consultare le tabelle di compatibilità per verificare che la nuova vernice aderisca correttamente. Un primer a base vinilica (Primocon), può essere applicato sulla maggior parte dei rivestimenti preesistenti. L'applicazione del primer è una fase fondamentale del processo di verniciatura, in quanto costituisce la base su cui verrà applicato il resto del sistema. Nella scelta del prodotto antivegetativo più adatto, è essenziale considerare il tipo di imbarcazione e le abitudini di navigazione, nonché le specifiche problematiche legate all'incrostazione e le condizioni locali della propria zona, tra cui la salinità, dell'acqua, la velocità della corrente, le maree e l'ombreggiamento causato da alberi o edifici. Un aspetto fondamentale da valutare è se sia necessario un antivegetativa dura o erosiva. Se possedete un'imbarcazione veloce, o per chi ama le regate, una buona opzione è rappresentata dalle antivegetative dure, che possono essere lucidate o levigate a umido per ottenere una finitura liscia e non si usurano facilmente. Le antivegetative erosive, note anche come antivegetative morbide o ablative, si erodono lentamente in acqua di mare. Offrono ottime prestazioni a tutto tondo in un'ampia gamma di condizioni di incrostazione e sono adatte a chi preferisce una soluzione a bassa manutenzione. Un sottogruppo di prodotti, noti come soluzioni antivegetative a base di copolimeri autolucidanti, è adatto alle aree con incrostazioni più aggressive ed è ideale per imbarcazioni di grandi dimensioni che richiedono intervalli di manutenzione più lunghi, oltre a prestazioni complessive superiori. Un buon sistema antivegetativo offre protezione per tutti i tipi di imbarcazioni, in tutte le acque e condizioni, impedendo la deposizione di cirripedi, vermi, melma e alghe, che aumentano la resistenza. Quando si sceglie la soluzione più adatta alla propria imbarcazione, è importante valutare se si necessita di un copolimero autolucidante avanzato, adatto alle zone con incrostazioni più ostinate, oppure di soluzioni efficaci contro incrostazioni medie o leggere. In generale, Micron 350 è un copolimero autolucidante avanzato per le zone con incrostazioni più ostinate.
Antivegetativa autoleviganteL'operatore indossa i Dpi opportuni: guanti, tuta con cappuccio e mascherina.
L’applicazione - In una giornata calma e senza vento, mascherare le aree che non devono essere verniciate, come le fiancate a livello della linea di galleggiamento. Una volta mascherate, preparare la vernice seguendo le raccomandazioni riportate sull'etichetta o sulla scheda tecnica e aggiungere solventi dove necessario per facilitare l'applicazione o migliorare l'adesione se si applica la prima mano di vernice su legno grezzo. Assicurarsi che l'intervallo di tempo tra la fine dell'applicazione del primer epossidico e la prima mano di antivegetativa non sia superiore a quello indicato sulla scheda tecnica o sull'etichetta. Le vernici antivegetative sono formulate per essere applicate tal quali, quindi non è necessario aggiungere diluenti. Tuttavia, in alcuni casi è possibile aggiungere una piccola quantità di solvente per facilitare l'applicazione. L'applicazione della vernice con un rullo è un metodo rapido per coprire grandi superfici, mentre i pennelli sono più adatti per le piccole aree. Se si applica il prodotto con un pennello, una buona tecnica è quella incrociata, applicando la vernice sulla superficie con movimenti diagonali da sinistra a destra. Stendete ulteriormente la vernice con pennellate orizzontali prima di terminare con leggere pennellate verticali per garantire uno strato uniforme. Applicate una quantità di vernice sufficiente a far scorrere il prodotto, ma non eccessiva, altrimenti potrebbe colare o gocciolare, rendendone difficile la rimozione in seguito. In condizioni climatiche particolarmente calde o fredde, una piccola quantità di diluente adatto può facilitare l'applicazione. Seguite scrupolosamente i tempi di immersione per evitare distacchi, bolle o screpolature del prodotto antivegetativo. È buona norma applicare una mano aggiuntiva sui bordi d'attacco e di uscita, come la linea di galleggiamento, i flap, le trasmissioni, le chiglie e i timoni, che sono soggetti a maggiore flusso e turbolenza dell'acqua. Non dimenticate di applicare l'antivegetativa all'elica.
Visto che si tratta di un mezzo veloce e spesso in navigazione si è preferito utilizzare un’antivegetativa dura. In questo caso lo strumento più adatto per passare l’antivegetativa e il rullo.
Il partner esperto - Prima di affrontare il compito di controllo delle incrostazioni o altre operazioni di verniciatura, è consigliabile consultare esperti di fiducia in caso di dubbi sulla procedura da seguire. Che lo consideriate una parte essenziale della preparazione pre-stagionale o un fastidio sgradito, il processo di antivegetativa della vostra imbarcazione è probabilmente il lavoro di verniciatura più importante per i proprietari di barche.


English version


It is a job that requires suits and other protective devices, proper tools, and meticulous preparation and application. A smooth, clean hull that minimizes the adhesion of fouling organisms not only increases the value of the boat and extends its life, but also improves fuel efficiency by reducing drag, thereby improving the boat's performance and reducing harmful emissions. In addition, modern advances in antifouling protection contribute to the health of our marine environment by limiting the transfer of invasive species.

Prevention is much better than cure when it comes to the serious problems caused by barnacles, algae, mussels, aquatic plants and slime adhering to the hull below the waterline, so correct and well-applied protection is essential. The good news is that, by devoting a few hours to applying antifouling to your boat after winter ashore, you can be sure of a lasting result, with a sleek and resistant hull that not only looks good but also allows you to gain that satisfying extra knot of speed.

When the time comes to apply or reapply antifouling protection before a new season, preparation, procedure and product choice can seem complex. The process and antifouling products best suited to each boat vary according to several factors, including the type of boat, the quality and material of the hull surface, the environment, water quality and temperature, frequency of use and style of navigation, intervals between maintenance operations, and the owner's performance priorities.

Primer and protection - With the arrival of fine weather, spring is the ideal time to give new life to your boat after winter ashore. Before undertaking critical maintenance work and the fouling-control process, you will need suitable personal protective equipment, including gloves, a hooded suit and goggles or mask, as well as a respirator if you are removing old coatings. It is also advisable to place a waterproof sheet under the boat to collect sanding residue and dust.

Cleaning and inspecting the hull - Thorough hull cleaning with a specific product will remove salt stains, dirt and residues in general. During freshwater rinsing, the surface will be correctly degreased when the water spreads evenly without forming small droplets. At this stage it is important to inspect the hull for signs of osmosis and treat any blisters that may exude a vinegar-like liquid. Also examine the keel and rudder for impact damage, cracks or areas where the coating may have detached. Treat and sand the affected areas carefully and make sure they are completely dry after treatment. In the case of small repairs, it is important to apply a coat of primer before filler.

Fouling - If the paint is flaking, building up excessively or presenting an uneven surface, it is time to remove it. This kind of flaking is probably caused by the use of incompatible antifouling paints or by applying too much paint over several seasons. Layers in good condition can be kept. It is advisable to use 80- to 120-grit sandpaper to sand the existing primer and to replace it frequently. Any bare substrate must be sanded with 80- to 120-grit paper to improve adhesion, unless it is aluminum or steel, for which 60- to 80-grit paper is required to remove oxidation. Always sand with the grain to avoid scratches.

What to choose? - When changing brands of antifouling products, consult compatibility tables to verify that the new paint will adhere correctly. A vinyl-based primer such as Primocon can be applied over most existing coatings. Primer application is a fundamental stage of the painting process, because it forms the base on which the rest of the system will be applied. When choosing the most suitable antifouling product, it is essential to consider the type of boat and navigation habits, as well as the specific fouling problems and local conditions in your area, including salinity of the water, current speed, tides and shading caused by trees or buildings.

A fundamental aspect to evaluate is whether a hard or erodible antifouling is required. If you own a fast boat, or for those who love racing, hard antifoulings are a good option; they can be polished or wet-sanded to obtain a smooth finish and do not wear easily. Erodible antifoulings, also known as soft or ablative antifoulings, erode slowly in seawater. They offer excellent all-round performance in a wide range of fouling conditions and are suitable for those who prefer a low-maintenance solution. A subgroup of products, known as self-polishing copolymer antifouling solutions, is suitable for areas with more aggressive fouling and ideal for large boats requiring longer maintenance intervals, as well as superior overall performance.

A good antifouling system offers protection for all types of boats, in all waters and conditions, preventing the settlement of barnacles, worms, slime and algae, which increase resistance. When choosing the solution best suited to your boat, it is important to assess whether you need an advanced self-polishing copolymer suitable for areas with more stubborn fouling, or effective solutions against medium or light fouling. In general, Micron 350 is an advanced self-polishing copolymer for areas with the most stubborn fouling.

Application - On a calm, windless day, mask the areas that must not be painted, such as the topsides at the waterline. Once masked, prepare the paint following the recommendations on the label or technical data sheet, and add solvents where necessary to facilitate application or improve adhesion if applying the first coat of paint to bare wood. Make sure that the time interval between the end of epoxy primer application and the first coat of antifouling is not longer than indicated on the technical data sheet or label.

Antifouling paints are formulated to be applied as supplied, so there is no need to add thinners. However, in some cases a small amount of solvent can be added to facilitate application. Applying paint with a roller is a quick method for covering large surfaces, while brushes are better suited to small areas. If applying the product with a brush, a good technique is cross-brushing, applying the paint to the surface with diagonal movements from left to right. Spread the paint further with horizontal strokes before finishing with light vertical strokes to ensure an even layer. Apply enough paint for the product to flow, but not too much, otherwise it may run or drip, making it difficult to remove later. In particularly hot or cold weather, a small amount of suitable thinner can help application.

Strictly follow immersion times to avoid detachment, blistering or cracking of the antifouling product. It is good practice to apply an extra coat on leading and trailing edges, such as the waterline, flaps, drives, keels and rudders, which are subject to greater water flow and turbulence. Do not forget to apply antifouling to the propeller. Since this is a fast boat and often underway, a hard antifouling was preferred. In this case the most suitable tool for applying antifouling is the roller.

The expert partner - Before tackling fouling-control work or other painting operations, it is advisable to consult trusted experts if there are doubts about the procedure to follow. Whether you consider it an essential part of pre-season preparation or an unwelcome nuisance, the antifouling process for your boat is probably the most important painting job for boat owners.

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Polaroid Go Generation 3: la nuova instant camera tascabile per chi vuole rallentare


In un periodo in cui tutto passa dallo smartphone, dalle storie pubblicate al volo e dalle foto che finiscono dimenticate nella galleria, Polaroid Go Generation 3 prova a riportare un po’ di fisicità nei ricordi. La nuova fotocamera istantanea di Polaroid nasce proprio con questa idea: scattare meno, scattare meglio e trasformare un momento in qualcosa da tenere davvero tra le mani.

Presentata ufficialmente il 3 giugno 2026, la nuova Polaroid Go Generation 3 viene descritta come la migliore Polaroid Go di sempre e mantiene il suo punto di forza principale: il formato estremamente compatto. Secondo il brand, si tratta della fotocamera instant analogica più piccola al mondo, pensata per stare facilmente in borsa, nello zaino o anche in una tasca durante viaggi, festival, weekend fuori porta e giornate estive con gli amici.

Una Polaroid piccola, ma con lo spirito di sempre


La nuova instant camera Polaroid utilizza le pellicole Polaroid Go, più piccole rispetto al classico formato Polaroid, ma sempre riconoscibili grazie alla storica cornice bianca. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del prodotto: l’esperienza resta quella analogica, immediata e un po’ imprevedibile che ha reso celebre il marchio, ma in un formato molto più facile da portare sempre con sé.

L’idea è semplice: non sostituire lo smartphone, ma offrire un modo diverso di vivere la fotografia. Con uno smartphone si tende spesso a scattare decine di immagini dello stesso momento, mentre con una fotocamera istantanea analogica ogni foto diventa più intenzionale. C’è l’attesa dello sviluppo, c’è la sorpresa del risultato e soprattutto c’è un oggetto fisico che può essere conservato, regalato o appeso da qualche parte.

Perché piace alla Gen Z: meno schermo, più ricordi veri


Il lancio di Polaroid Go Generation 3 arriva in un momento in cui la Gen Z sta riscoprendo sempre di più esperienze meno digitali e più autentiche. Dai concerti phone-free ai locali che invitano a mettere via lo smartphone, fino al ritorno delle estetiche low-fi e analogiche, cresce il desiderio di rallentare e vivere alcuni momenti senza l’ansia di doverli condividere subito online.

In questo contesto, una fotocamera come la nuova Polaroid Go ha perfettamente senso. È piccola, immediata e non richiede impostazioni complicate. Si prende, si inquadra, si scatta. Il risultato non è una foto perfetta nel senso più digitale del termine, ma un ricordo più personale, con quel fascino leggermente imperfetto che spesso rende le immagini analogiche molto più vive.

Selfie, foto di gruppo e doppia esposizione


Polaroid ha lavorato anche sulle funzioni più utili nell’uso quotidiano. La nuova Polaroid Go Generation 3 integra uno specchio frontale per i selfie, una caratteristica ormai indispensabile per una fotocamera pensata anche per momenti social e viaggi. C’è poi la funzione autoscatto, utile per le foto di gruppo quando non si vuole lasciare fuori nessuno dall’inquadratura.

La novità più creativa è la modalità a doppia esposizione, che permette di sovrapporre due scatti nella stessa foto. È una funzione semplice, ma molto interessante per chi vuole sperimentare con immagini più artistiche, giochi di luce, silhouette o composizioni meno tradizionali. Su una fotocamera così compatta, questa aggiunta rende l’esperienza ancora più divertente e meno scontata.

Polaroid promette più qualità fotografica


Uno degli aspetti su cui Polaroid ha insistito maggiormente riguarda il miglioramento della qualità fotografica. Stine Bauer Dahlberg, Chief Product Officer di Polaroid, ha spiegato che l’obiettivo era progettare la fotocamera instant più piccola al mondo senza rinunciare alla qualità dell’immagine.

Il lavoro si è concentrato sul sistema ottico, sul flash e sull’ottimizzazione per i selfie ravvicinati. In pratica, Polaroid vuole rendere la nuova Go Generation 3 più affidabile in diverse condizioni di luce, un punto importante per una fotocamera istantanea che verrà usata spesso all’aperto, in estate, durante feste, serate, concerti e viaggi.

Naturalmente resta una fotocamera analogica istantanea, quindi non bisogna aspettarsi la precisione chirurgica di uno smartphone top di gamma. Il suo valore è un altro: creare foto fisiche con personalità, immediatezza e un’estetica riconoscibile.

Colori e disponibilità in Italia


La nuova Polaroid Go Generation 3 sarà disponibile in diverse colorazioni, tra cui Nero, Viola, Verde acqua e Bianco. La vendita parte dal 3 giugno su polaroid.nital.it, mentre l’arrivo presso i rivenditori selezionati è previsto dal 16 giugno.

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Missili e droni sul Kuwait: colpito l'aeroporto internazionale


Chiuso lo scalo, avviate le verifiche sui danni. Ci sono feriti
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L'aeroporto internazionale del Kuwait è stato colpito nelle prime ore della mattinata da un attacco attribuito all'Iran, che secondo le autorità kuwaitiane ha causato danni significativi a un terminal passeggeri, provocando diversi feriti e costringendo alla sospensione delle operazioni aeroportuali. L'episodio si inserisce nel quadro della crescente escalation militare tra Stati Uniti e Iran che nelle ultime ore ha interessato diverse aree del Golfo Persico e del Medio Oriente.

Secondo quanto riferito dall'AGI, droni iraniani avrebbero centrato una sezione del terminal dell'aeroporto internazionale del Kuwait, causando danni alle infrastrutture civili e l'interruzione del traffico aereo. Le autorità locali hanno avviato le operazioni di emergenza e di messa in sicurezza dello scalo, mentre il bilancio definitivo delle conseguenze dell'attacco è ancora in fase di accertamento.

Il portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano, Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha definito l'azione "un'aggressione criminale iraniana", precisando che l'attacco ha provocato "significativi danni materiali alla struttura e feriti". Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sul numero esatto delle persone coinvolte né sull'entità complessiva dei danni.

Nelle ore precedenti, le forze statunitensi avevano condotto un'operazione sull'isola iraniana di Qeshm, colpendo un'infrastruttura di telecomunicazioni. Washington ha descritto l'azione come una risposta a presunte minacce provenienti da Teheran nell'area del Golfo.

In parallelo, il Bahrein ha riferito di aver intercettato e distrutto tre missili e diversi droni diretti verso obiettivi civili. Le autorità bahreinite hanno accusato l'Iran di aver lanciato attacchi contro infrastrutture della regione, mentre i sistemi di difesa aerea del Paese, con il supporto delle forze alleate, sarebbero riusciti a neutralizzare le minacce prima che raggiungessero i bersagli.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane (Pasdaran) hanno rivendicato una serie di operazioni missilistiche contro installazioni militari statunitensi nella regione, sostenendo di aver agito in risposta ai raid americani su territorio iraniano. In una dichiarazione diffusa dai media ufficiali di Teheran, i Pasdaran hanno avvertito che eventuali ulteriori azioni contro la sovranità iraniana riceveranno una risposta "decisiva e schiacciante".

Di diverso tenore la versione fornita dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo cui i sistemi di difesa americani e alleati avrebbero intercettato o neutralizzato la maggior parte dei missili e dei droni lanciati dall'Iran. Washington sostiene inoltre che nessuno degli attacchi iraniani abbia raggiunto con successo obiettivi militari statunitensi.

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WWDC 2026, Apple svela il teaser "All Systems Glow": punta tutto sulla nuova Siri?


L'evento annuale inizierà l'8 giugno con iOS 27 e un nuovo design per Siri basato su elementi luminosi e l'interfaccia Liquid Glass per macOS.

Apple si prepara a catalizzare l'attenzione del mondo della tecnologia con l'annuncio ufficiale della Worldwide Developers Conference 2026.

Per quest'anno, il colosso di Cupertino ha scelto il suggestivo payoff "All systems glow", ispirato alla celebre espressione aerospaziale "all systems go", che suggerisce un'imminente accelerazione verso un'estetica più luminosa e dinamica. Il tema sembra essere un chiaro riferimento a quella che si preannuncia come la vera protagonista dell'evento: l'integrazione dell'intelligenza artificiale in Siri e nel nuovo sistema operativo iOS 27.

Le indiscrezioni più recenti, tra l'altro, suggeriscono che Siri subirà una trasformazione radicale anche nel design, con un'interfaccia caratterizzata da tonalità scure arricchite da elementi luminosi ed effetti "glow". Queste novità estetiche troveranno spazio non solo in un'applicazione dedicata, ma anche all'interno della Dynamic Island attraverso la nuova funzionalità denominata "Search or Ask". Anche il precedente slogan provvisorio della conferenza, "Coming bright up", puntava in questa direzione, confermando l'enfasi di Apple su una nuova identità visiva brillante e futuristica per i suoi servizi di assistenza.

Oltre al mondo mobile, l'attenzione degli esperti è rivolta a macOS 27. Il nuovo sistema operativo per Mac porterà un affinamento del linguaggio estetico Liquid Glass, evolvendo quanto già visto con macOS Tahoe. L'obiettivo principale di questo restyling è migliorare la leggibilità e l'usabilità complessiva, correggendo alcuni piccoli difetti legati agli effetti di trasparenza e alle ombre che avevano caratterizzato l'interfaccia precedente.

Apple ha già iniziato a diffondere questa nuova estetica aggiornando la propria app dedicata agli sviluppatori, che ora sfoggia un'icona Liquid Glass rinnovata con un design che richiama strumenti classici come matita e pennello.

L'appuntamento principale è fissato per l'8 giugno alle 19:00 in Italia, quando si terrà il keynote di apertura. Durante la settimana, che proseguirà fino al 12 giugno, verranno svelate le nuove iterazioni di iPadOS, watchOS, tvOS e visionOS, insieme a centinaia di sessioni tecniche accessibili online per i programmatori.

La conferenza potrà essere seguita integralmente in diretta streaming sul sito ufficiale di Apple, tramite l'app Apple TV e sul canale YouTube dell'azienda, garantendo una copertura globale per quello che resta il momento più importante dell'anno per l'ecosistema software della mela.

Fonte: Macrumors

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realme 16 5G: batteria da 6550 mAh, design sottile e selfie mirror integrato


realme 16 5G si prepara ad arrivare ufficialmente sul mercato con una proposta molto chiara: offrire tanta autonomia senza trasformarsi in uno smartphone pesante e ingombrante. Il nuovo modello, annunciato da realme in vista della presentazione ufficiale del 10 giugno, punta infatti su una combinazione interessante tra batteria da 6550 mAh, design sottile, peso contenuto e funzioni fotografiche pensate soprattutto per chi usa spesso lo smartphone per ritratti, selfie e contenuti social.

Il nome completo scelto dal brand, realme 16 5G AI Portrait Master, fa capire subito dove vuole andare a posizionarsi questo dispositivo. Da una parte c’è l’attenzione all’autonomia, dall’altra c’è una forte spinta sulla fotografia assistita dall’intelligenza artificiale, con una fotocamera da 50 MP e una soluzione piuttosto particolare: il selfie mirror posteriore integrato nella barra fotografica.

Un design Air Compact pensato per alleggerire la batteria


Uno degli aspetti più interessanti di realme 16 5G è il nuovo approccio estetico e strutturale chiamato Air Design. L’idea di realme è semplice, ma non banale: riuscire a inserire una batteria molto capiente senza sacrificare troppo maneggevolezza, comfort e spessore.

Il risultato dichiarato è uno smartphone con batteria da 6550 mAh, spessore di 8,1 mm e peso di 181 grammi. Numeri che, almeno sulla carta, rendono realme 16 5G un prodotto piuttosto interessante per chi cerca un telefono resistente nella giornata, ma non vuole portarsi dietro un dispositivo troppo massiccio.

realme parla anche di una struttura interna AirCraft, studiata per ottimizzare gli spazi e sfruttare meglio la densità dei componenti. A questo si aggiunge una batteria in grafite ad alta densità energetica, pensata per migliorare l’efficienza senza aumentare troppo il volume complessivo dello smartphone.

Barra fotografica orizzontale e selfie con la fotocamera posteriore


Sul retro di realme 16 5G troviamo una barra fotografica orizzontale, una scelta che non riguarda solo l’estetica. Secondo realme, questo modulo aiuta anche a distribuire meglio il peso, soprattutto quando si usa lo smartphone in orizzontale per giocare, guardare video o registrare contenuti.

La barra leggermente rialzata dovrebbe inoltre rendere il telefono più stabile quando viene appoggiato su una superficie piana, riducendo le classiche oscillazioni che spesso si notano sugli smartphone con moduli fotografici molto sporgenti.

La vera particolarità, però, è il selfie mirror posteriore integrato. Questa funzione permette di usare la fotocamera principale anche per i selfie, controllando meglio inquadratura, espressione e composizione. È una soluzione pensata per chi vuole ottenere autoscatti più curati sfruttando la qualità della camera posteriore, senza andare completamente alla cieca.

Fotocamera da 50 MP con AI per i ritratti


realme presenta il nuovo modello come AI Portrait Master, quindi la componente fotografica avrà un ruolo centrale. Il comunicato parla di scatti di livello professionale grazie alla fotocamera da 50 MP assistita da AI, anche se per una valutazione completa bisognerà attendere la presentazione ufficiale e, soprattutto, le prove sul campo.

La presenza dell’intelligenza artificiale dovrebbe aiutare nella gestione dei ritratti, nella resa dei volti e nell’ottimizzazione automatica della scena. È un approccio ormai molto diffuso sugli smartphone moderni, ma qui viene affiancato dal selfie mirror posteriore, che potrebbe rendere più semplice creare contenuti con la fotocamera principale.

Due colorazioni: Air White e Air Black


Dal punto di vista estetico, realme 16 5G sarà disponibile in due varianti: Air White e Air Black. La prima è sicuramente quella più particolare, perché introduce il design Aurora Wings, ispirato al movimento della luce.

La finitura Air White utilizza una texture a gradiente con particelle multicolore, riflessi oro e blu, creando un effetto dinamico che cambia leggermente in base all’angolazione. È una scelta pensata per chi vuole uno smartphone più riconoscibile e meno anonimo.

La versione Air Black, invece, punta su uno stile più sobrio e classico. È probabilmente la colorazione più adatta a chi preferisce un look minimale, elegante e meno appariscente. In entrambi i casi, realme parla di una texture sabbiata fine e di un rivestimento anti-impronta curvo, pensati per migliorare la sensazione al tatto e mantenere il dispositivo più pulito nell’uso quotidiano.

Autonomia e resistenza per l’uso quotidiano


La batteria da 6550 mAh è uno dei punti più forti di realme 16 5G. Una capacità di questo tipo dovrebbe garantire un’autonomia molto generosa, soprattutto per chi usa lo smartphone per social, video, messaggistica, navigazione, foto e qualche sessione di gaming.

Interessante anche la presenza della protezione IP69, indicata nel comunicato stampa. Si tratta di un dettaglio importante per chi cerca uno smartphone più resistente alle situazioni quotidiane, soprattutto in presenza di polvere, schizzi o condizioni d’uso meno delicate.

Naturalmente, autonomia reale, gestione delle temperature e prestazioni sotto stress andranno valutate solo con una prova completa. Sulla carta, però, realme 16 5G sembra voler parlare a chi cerca un telefono pratico, solido e con una batteria capace di accompagnare senza troppe ansie durante la giornata.

Quando sarà presentato realme 16 5G


realme 16 5G sarà presentato ufficialmente il 10 giugno. In quell’occasione dovrebbero arrivare maggiori dettagli su disponibilità, prezzo, configurazioni di memoria e scheda tecnica completa.

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Xiaomi 17T Series: Leica Live Moment porta la fotografia mobile a un nuovo livello, ecco cosa cambia


Disponibili in due diverse dimensioni, i nuovi modelli promettono prestazioni avanzate, un comparto fotografico evoluto e un'esperienza d'uso pensata per soddisfare utenti con esigenze differenti
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Xiaomi ha presentato le ultime novità della sua gamma di smartphone Serie T: la nuovissima Xiaomi 17T Series, che include Xiaomi 17T e Xiaomi 17T Pro. Combinando una fotocamera teleobiettivo Leica 5x, un display progettato per il benessere degli occhi e una batteria ad altissima capacità, Xiaomi 17T Series si afferma come un flagship per l'imaging, il tutto racchiuso in un design raffinato.

Teleobiettivo Leica e Leica Live Moment


Unendo le ottiche Leica con la tecnologia di imaging all'avanguardia di Xiaomi, la 17T Series è dotata di un sistema a tripla fotocamera, capitanato da una fotocamera principale da 50MP progettata per catturare immagini cristalline. Al suo interno si trova un sensore ultra-large da 1/1,31" nello Xiaomi 17T Pro e un sensore da 1/1,55" nello Xiaomi 17T. L'ampia apertura su tutta la serie garantisce una gamma dinamica superiore e un'incredibile profondità di campo.
Per la prima volta, Xiaomi 17T Series introduce la fotocamera teleobiettivo Leica 5x su entrambi i modelli
Oltre alla fotografia, il sistema teleobiettivo migliora anche la videografia, in particolare su Xiaomi 17T Pro, che introduce la prima registrazione cinematografica 4K 60fps per gli smartphone della serie Xiaomi, offrendo un bokeh naturale dello sfondo per un'esperienza visiva più coinvolgente. Andando oltre la tradizionale fotografia statica, la Xiaomi 17T Series introduce Leica Live Moment, che cattura non solo l'istante decisivo, ma anche il movimento e l'emozione che lo precedono: il risultato è una narrazione più espressiva e sfumata che va oltre il singolo fotogramma, catturando emozione e racconto in ogni scatto. Leica Live Portrait estende questa capacità alla modalità Ritratto, aggiungendo un effetto bokeh naturale che migliora la separazione del soggetto mantenendo la fluidità del movimento. La Cinematografia Live, esclusiva di Xiaomi 17T Pro, offre ulteriori opzioni creative con Ultra-HD Live Moment in 4K, oltre a effetti di zoom fluidi tramite le modalità Cinematografia Live Freestyle o Ritratto.

DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta per creator e videomaker
DJI Osmo Pocket 4P debutta come nuova soluzione compatta per creator e videomaker, puntando su qualità video premium, stabilizzazione avanzata e design tascabile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Brillantezza e protezione intelligente degli occhi


Xiaomi 17T Series mette le esigenze degli utenti al primo posto, integrando nei suoi display la tecnologia avanzata per la cura degli occhi che debutta con il nome di Xiaomi Vision Care. Guidato dalla ricerca medica e da un'ingegneria di precisione, questo display si adatta automaticamente alle condizioni di luce ambientale e gestisce efficacemente la luce blu, lo sfarfallio e il motion blur per garantire il massimo comfort per tutto il giorno. Al centro di questa esperienza visiva c'è un display AMOLED da 1.5K con una luminosità di picco di 3500 nit (dati Xiaomi). La visione non è solo cristallina, ma anche estremamente fluida grazie a un'elevata frequenza di aggiornamento su tutta la serie, fino a 144Hz sulla variante Pro e 120Hz sulla versione base. Intorno allo schermo ci sono cornici ultra-sottili che creano un look immersivo, concentrando l'attenzione sul display. Il 17T Pro è disponibile in un sofisticato Deep Blue, un elegante Deep Violet o il classico colore Black. Il 17T è invece disponibile in quattro colori espressivi: un iridescente Opal White, un etereo Violet, un vivace Blue o il classico Black.

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Potenza e prestazioni senza compromessi


A supportare le avanzate esperienze fotografiche e visive di Xiaomi 17T Series ci sono prestazioni di altissimo livello. Entrambi i modelli introducono la tecnologia di nuova generazione delle batterie al silicio-carbonio, ottenendo una maggiore densità energetica pur mantenendo prestazioni a lungo termine. In particolare, la batteria da 7000mAh del 17T Pro è la più capiente mai vista su uno smartphone della serie Xiaomi per i mercati internazionali. Sono supportate anche la ricarica cablata HyperCharge da 100W e la ricarica wireless HyperCharge da 50W per una ricarica rapida quando necessario. Nonostante il design più compatto, Xiaomi 17T è dotato di una batteria da 6500mAh abbinata alla HyperCharge da 67W.

A massimizzare l'efficienza della batteria ci sono due chipset altamente ottimizzati, progettati per prestazioni durature. Xiaomi 17T Pro è alimentato dal MediaTek Dimensity 9500, costruito con processo a 3nm, mentre Xiaomi 17T monta il MediaTek Dimensity 8500-Ultra con architettura a 4nm. Entrambi offrono importanti miglioramenti in termini di prestazioni di CPU, GPU e AI, consentendo una reattività fluida in attività di multitasking impegnative e nei giochi di nuova generazione. Per mantenere questo picco di performance, il sistema Xiaomi 3D IceLoop fornisce una gestione termica avanzata attraverso un'efficiente separazione vapore-liquido.

Prezzi e disponibilità


Xiaomi 17T Pro sarà disponibile tre varianti di memoria a partire da 899,90 euro, mentre la versione 17T è disponibile in due varianti di memoria a partire da 749,90 euro.


DJI Osmo Pocket 4P: la nuova camera compatta pensata per content creator e videomaker


DJI ha presentato alla recente edizione di Cannes Osmo Pocket 4P, un dispositivo che segna una tappa fondamentale nell’evoluzione delle soluzioni cinematografiche portatili del brand. Da quando ha introdotto la categoria delle fotocamere con gimbal nel 2015 e lanciato una delle prime fotocamere tascabili con stabilizzatore al mondo nel 2018, DJI ha continuato a ridefinire il modo in cui i creator catturano il movimento e raccontano storie. Oggi, con Osmo Pocket 4P, l'azienda inaugura una nuova era di eccellenza nei sistemi gimbal portatili, dove capacità di filmmaking di livello professionale incontrano una reale portabilità tascabile.

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Presentando la Osmo Pocket 4P su uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale, DJI segna un’evoluzione audace della serie Pocket, trasformandola da semplice strumento per creator a vero dispositivo di imaging cinematografico capace di storytelling di livello professionale.

Tecnologia e portabilità


La Osmo Pocket 4P rappresenta la convergenza tra tecnologia cinematografica di fascia alta e portabilità estrema. Dotata di un sistema di imaging di nuova generazione, la DJI Osmo Pocket 4P offre una gamma dinamica di livello cinematografico per una ricca profondità tonale, insieme a prestazioni colore 10-bit D-Log2 che consentono workflow professionali di color grading. Combinata con l’avanzata esperienza dell'azienda nella stabilizzazione, il dispositivo porta capacità cinematografiche professionali in un formato realmente tascabile.

La sua forma compatta, unita alle prestazioni di imaging cinematografico, rende la Osmo Pocket 4P una compagna ideale per i filmmaker indipendenti e un potente strumento narrativo per il documentario. Il debutto a Cannes rafforza l’idea che lo storytelling cinematografico non sia più confinato a grandi attrezzature, ma possa ora vivere in un dispositivo abbastanza piccolo da essere portato ovunque.

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Risponde alle esigenze dei creator


La DJI Osmo Pocket 4P introduce importanti innovazioni progettate per rispondere alle reali esigenze dei creator. Le capacità portrait migliorate offrono tonalità della pelle naturali e profondità cinematografica, consentendo uno storytelling più coinvolgente in interviste, vlog e contenuti narrativi. Le funzionalità zoom avanzate ampliano le possibilità creative, permettendo di catturare soggetti distanti mantenendo l’integrità dell’immagine. In condizioni di scarsa illuminazione, la tecnologia avanzata del sensore e gli algoritmi di imaging ottimizzati garantiscono riprese nitide e dettagliate, rendendo possibile filmare con sicurezza in situazioni difficili, dai paesaggi urbani notturni alle scene indoor. Queste innovazioni posizionano la Osmo Pocket 4P come un vero dispositivo di imaging professionale consumer, colmando il divario tra accessibilità e qualità cinematografica.
La Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condiviseLa Osmo Pocket 4P si inserisce in un movimento crescente in cui le fotocamere compatte stanno ridefinendo il modo in cui le storie vengono create e condivise
Il debutto a Cannes della Osmo Pocket 4P evidenzia il suo potenziale di influenzare il futuro del cinematic vlogging, ispirare una nuova generazione di filmmaker mobile-first e guidare le tendenze globali dello storytelling visivo orientato al portrait. La DJI Osmo Pocket 4P sarà disponibile attraverso i canali ufficiali dell'azienda e presso i retail autorizzati. Maggiori dettagli arriveranno con l'ufficializzazione della data di lancio.


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L’estetica dell’assenza: come le case hanno smesso di raccontare chi siamo


Dai bagni colorati alle cucine in muratura, scompare un patrimonio domestico fatto di carattere e memoria
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Da qualche anno a questa parte si nota una tendenza scandinava monotona nel campo del design, colori tenui, linee pulite, materiali lisci che rendono le abitazioni senza personalità e compongono gli ambienti in modo da sembrare allestimenti Ikea nonostante gli arredi, magari, di altissimo livello.
Non si sa più dare personalità e accoglienza ad una casa come sapevano fare le mamme di una volta e meglio ancora le nonne.
Nelle case delle nonne tutto era funzionale alla praticità dell’uso che veniva fatto ma, veniva anche dettato dal gusto prettamente personale, non influenzato da qualche rivista di genere.

Nei bagni, dai sanitari alle piastrelle, regnava il colore, dal rosa antico al verde salvia e non il bianco e il grigio perla, i pavimenti arricchivano le stanze come quadri con cementine e cotto che poteva avere disegni dei più vari, al contrario, del moderno gres porcellanato o il parquet in vinile effetto legno e le cucine in muratura, il cuore pulsante delle case italiane, con lavabi alla genovese in marmo invece dei blocchi spenti fatti in serie che vediamo oggi.

C’era, una volta, un dialogo tra tessuti e materiali plastici, colori e forme che rendevano le case ricche di personalità mentre oggi, sembra, che tutto, venga comprato insieme, in modo che ogni cosa rispecchi un’unica linea guida, non che sia concettualmente sbagliato, ma rende solo freddo e finto l’ambiente.
Il perché di questa perdita di capacità risiede nel modo in cui le case venivano arredate nel tempo, negli anni, unendo arredi contemporanei a pezzi d’antiquariato, con accostamenti di colori che per molti oggi sarebbero impensabili ma che, se si pensa alla natura, dialogano coerentemente senza spezzare o disturbare l’occhio che guarda.

Le persone si limitano, smarrendo i colori e la gioia, a volte, per accontentarsi e riconoscersi in uno status ed in uno stile univoco, si sono persi i soffitti a cassettoni e quelli a volta che sono però caratteristici di palazzi dei centri storici; ma anche quelli affrescati o con rosoni e cornici ma anche, volendo essere più semplici, i soffitti dipinti che possono spesso e volentieri aiutare a rendere l’ambiente più grande o più caldo in base alla scelta della vernice.
Non si comprano più soprammobili che possono dare anche ad una casa iper-moderna, personalità e segno di una casa vissuta, i lampadari che possono creare dinamicità con la luce e con le forme vengono sostituiti da faretti incassati nel soffitto in cartongesso.

La paura di una generazione che non riesce a permettersi più niente si riversa sull’arredare il prima possibile una casa, spesso in affitto, così da avere almeno qualcosa di concluso nella propria vita a discapito spesso del gusto personale unito all’incapacità odierna di aspettare e vivere una vita lenta.
La personalità nelle case si ritrova solamente nei piccoli centri, nelle case di quei giovani che hanno scelto di rimanere, invece di partire per la grande città, riuscendo a respirare il ritmo vivibile di un tempo che chi vive in città pensa andato, permettendosi di creare con idee che evolvono nel tempo una casa che diventa nido.

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PlayStation: in arrivo il monitor e il fight stick wireless ad agosto


Sony annuncia i prezzi e le date d'uscita per il nuovo monitor da gaming con ricarica DualSense e l'accessorio FlexStrike per PS5 e PC.

Poco prima dello State of Play di giugno, Sony Interactive Entertainment ha svelato le date di lancio di alcuni dei suoi accessori più attesi per l'ecosistema PlayStation 5.

FlexStrike: il fight stick ufficiale di PS5


Tra le novità principali spicca FlexStrike, il primo fight stick wireless progettato specificamente per PS5 e PC, che promette di rivoluzionare l'esperienza degli appassionati di picchiaduro. L'accessorio debutterà sul mercato il prossimo 6 agosto al prezzo di 200 dollari, includendo nella confezione una pratica custodia per il trasporto.
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La scelta della data non è affatto casuale, poiché coincide con il lancio di Marvel Tōkon: Fighting Souls, titolo che beneficerà fin dal primo giorno della precisione del nuovo controller.
Le prenotazioni ufficiali apriranno il 12 giugno, permettendo ai fan di assicurarsi il dispositivo in anticipo.

Nonostante il FlexStrike sia compatibile con console PS5 e computer, l'azienda ha precisato che gli utenti PC dovranno mostrare un po' di pazienza prima della piena compatibilità per l'ambiente desktop, che verrà infatti implementata gradualmente dopo il lancio ufficiale del 6 agosto, espandendosi progressivamente a una base di utenti sempre più ampia nel corso del tempo.

Il monitor PlayStation


Parallelamente agli accessori di controllo, Sony ha fornito dettagli su un nuovo monitor da gaming da 27 pollici, caratterizzato da un design innovativo che include un gancio pieghevole integrato sul frontale. Questa soluzione non serve solo a riporre ordinatamente il controller DualSense, ma funge anche da stazione di ricarica USB-C per quest'ultimo o per altri dispositivi compatibili.
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Dal punto di vista tecnico, lo schermo vanta un pannello IPS con risoluzione QHD (2560x1440) e supporto alla tecnologia VRR. Per quanto riguarda le prestazioni, il monitor raggiunge una frequenza di aggiornamento di 120Hz su PS5 e sulla nuova PS5 Pro, mentre i giocatori PC e Mac potranno spingersi fino a 240Hz, garantendo una fluidità visiva di alto livello per ogni tipo di utente.

Il monitor sarà inizialmente disponibile negli Stati Uniti e in Giappone a partire dal 27 agosto, con un prezzo di listino fissato a 350 dollari. I preordini scatteranno già il 5 giugno tramite i canali ufficiali di PlayStation Direct e presso rivenditori selezionati.

Fonte: Engadget

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Trump sconfitto in Iowa, mentre non si sa chi ha vinto in California


Il candidato di Trump, Randy Feenstra, perde la primaria repubblicana per il governatorato dell'Iowa. Vincono i democratici Turek, Haaland, Hamawy e Bennett. La California richiederà giorni.
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La sconfitta più clamorosa della serata di primarie americane di martedì 2 giugno è quella del presidente Donald Trump in Iowa. Il deputato Randy Feenstra, che il presidente aveva sostenuto pubblicamente venerdì scorso definendolo "MAGA fino in fondo", è stato battuto dall'imprenditore agricolo Zach Lahn nella corsa per la nomina repubblicana a governatore. Con il 99 per cento dei voti scrutinati, Lahn è avanti di meno di un punto e vicino al 38 per cento, abbastanza per evitare la convention di partito che si sarebbe tenuta il 13 giugno se nessuno avesse superato la soglia del 35 per cento.

Il risultato è una rara sconfitta dell'endorsement presidenziale, che nelle ultime settimane aveva fatto cadere senatori in carica, un deputato e diversi parlamentari statali ritenuti poco leali. È la sconfitta più importante di un candidato sostenuto da Trump da quando, nel 2017, Luther Strange perse in Alabama contro Roy Moore. Feenstra ha ammesso la sconfitta in serata e ha invitato Lahn a "portare la fiaccola". Una fonte vicina alla macchina politica del presidente ha definito al Washington Post l'endorsement a Feenstra un "Hail Mary", un disperato tentativo all'ultimo minuto concesso dopo le pressioni di alcuni membri del Congresso.

Primarie repubblicane · Iowa
In Iowa Zach Lahn vince a sorpresa le primarie repubblicane per il governatorato
Primarie repubblicane per il governatorato — 2 giugno 2026
Focus America

CandidatoVoti%

Zach Lahn
Imprenditore agricolo

80.765
37,8%

Randy Feenstra
Deputato federale

79.113
37,0%

Adam Steen
Ex amministratore di agenzia statale

31.087
14,5%

Brad Sherman
Ex parlamentare statale

15.076
7,1%

Eddie Andrews
Parlamentare statale

7.694
3,6%

213.735voti
>95% scrutinato

Elaborazione di Focus America su dati di Associated Press

Lahn, agricoltore e mai eletto prima, ha condotto una campagna da outsider sostenuto dall'ex deputato Steve King, che nel 2020 era stato battuto proprio da Feenstra e non gli ha mai perdonato la sconfitta. Lo ha sostenuto anche il movimento "Make America Healthy Again" del ministro della Sanità Robert Fitzgerald Kennedy Jr., che ha attaccato Feenstra per i suoi legami con l'industria farmaceutica e con la Bayer. A novembre Lahn affronterà l'auditor democratico Rob Sand, candidato unico per il suo partito e considerato dai repubblicani un avversario particolarmente difficile. Il Cook Political Report ha già spostato la corsa nella categoria "toss up". Sand ha raccolto 9,6 milioni di dollari contro i 980.000 di Lahn e nessun democratico è stato eletto governatore dell'Iowa dal 2006.

Sempre in Iowa, la primaria democratica per il Senato ha visto la vittoria del deputato statale Josh Turek sul senatore statale Zach Wahls, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina contro un giovane progressista che aveva costruito la sua campagna sulla richiesta di un ricambio nella leadership democratica. Turek è stato sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets, vicino al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer. La sua vittoria mostra che, nonostante la frustrazione della base democratica verso la dirigenza nazionale, restano difficili le insurrezioni interne quando la macchina del partito mette in campo risorse di questa portata. Turek affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, che ha vinto facilmente la propria primaria. I democratici considerano l'Iowa uno dei dieci campi di battaglia decisivi per riconquistare il Senato.

In New Mexico, l'ex ministra degli Interni Deb Haaland ha vinto con ampio margine la primaria democratica per il governatorato contro il procuratore distrettuale Sam Bregman. Se vincerà a novembre, sarà la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato. Lo Stato è saldamente democratico e Haaland è data per favorita contro Gregg Hull, ex sindaco di Rio Rancho per tre mandati, che ha vinto la primaria repubblicana superando l'imprenditore Doug Turner e il manager Duke Rodriguez. Hull ha già ammesso ai suoi sostenitori che si tratterà di "una campagna lunga e difficile" in uno Stato dove nessun repubblicano è eletto a una carica statale dal 2020. La primaria repubblicana è stata oscurata da una faida interna che ha portato alla rimozione per via giudiziaria della presidente del partito, Amy Barela, meno di una settimana prima del voto.

In New Jersey, Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, ha vinto con largo margine la primaria democratica del settimo distretto, battendo la medica Tina Shah di circa 27 punti. Affronterà a novembre il deputato repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per una "condizione medica personale" mai chiarita, che ha già saltato oltre cento voti d'aula. In un comunicato diffuso poche ore prima della chiusura dei seggi, Kean ha promesso "piena trasparenza" sulla sua malattia e ha annunciato che tornerà al lavoro in presenza "nel giro di alcune settimane". Dal palco della vittoria, Bennett lo ha definito due volte "vigliacco". Il Real Change PAC, un comitato politico legato ai repubblicani, ha speso 650.000 dollari per attaccarla durante la primaria senza riuscire a fermarla. Il governatore democratico Mikie Sherrill aveva intimato ai repubblicani di "starsene fuori dalle primarie democratiche".

Nel dodicesimo distretto del New Jersey, il chirurgo plastico Adam Hamawy ha vinto una primaria democratica affollatissima a tredici candidati, prevalendo di circa dodici punti sul rivale più vicino, il sindaco di East Brunswick Brad Cohen. Hamawy, ex medico militare durante la guerra in Iraq, critico durissimo della guerra di Israele a Gaza e sostenuto dal senatore Bernie Sanders e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, ha promesso di unirsi alla pattuglia progressista nota come "the Squad". Nel suo discorso ha rivendicato "sanità invece di bombe, abolizione dell'ICE e fine di un'economia truccata". È il secondo progressista a vincere una primaria contestata in New Jersey quest'anno, dopo Analilia Mejia. In campagna ha dovuto rispondere a domande sui suoi legami trent'anni fa con lo sceicco Omar Abdel Rahman, l'islamista cieco condannato nel 1995 per aver ispirato il primo attentato al World Trade Center, ma ha respinto le accuse come insinuazioni "infuse di islamofobia".

In Montana, il conduttore radiofonico Aaron Flint, sostenuto da Trump, ha vinto la primaria repubblicana del primo distretto della Camera, battendo tra gli altri il segretario di Stato del Montana Christi Jacobsen. La primaria democratica era ancora troppo incerta per essere assegnata, con l'ex candidato governatore Ryan Busse e lo smokejumper Sam Forstag, sostenuto da Sanders e Ocasio-Cortez, separati da circa due punti dopo che un'ultima tornata di voti dalla contea di Missoula aveva ridotto il margine. Per il Senato, la veterana dell'aeronautica Alani Bankhead ha vinto la primaria democratica e affronterà Kurt Alme, l'ex procuratore federale che si era assicurato la nomina repubblicana grazie alla rinuncia improvvisa del senatore Steve Daines tre minuti prima della scadenza per le candidature.

In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato resta apertissima e potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato. Quattro candidati restano in corsa: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina alla Sicurezza interna, il deputato Dusty Johnson, l'imprenditore Toby Doeden e lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen. Con circa il trenta per cento dei voti scrutinati i quattro restavano divisi da pochi punti percentuali. Se nessuno raggiunge il 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio.

Per i risultati della California, lo Stato più importante della giornata, ci vorranno giorni. La California vota in larga parte per posta e i conteggi richiedono tempo. Le prime proiezioni con circa metà dei voti scrutinati indicano per il governatorato l'ex ministro della Sanità Xavier Becerra e l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton in vantaggio per i due posti del ballottaggio di novembre, mentre il miliardario Tom Steyer è terzo nonostante abbia investito oltre duecento milioni di dollari di tasca propria. A Los Angeles, la sindaca uscente Karen Bass e il repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, sono in testa per il ballottaggio cittadino. L'Associated Press potrebbe non assegnare le sfide californiane fino a fine della settimana in quanto lo scrutinio è ancora molto indietro.

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NVIDIA rivoluziona i robot umanoidi con la piattaforma Isaac Gr00t


NVIDIA presenta Isaac Gr00t, un sistema aperto che unisce hardware Unitree, mani tattili e potenza di calcolo Jetson Thor per accelerare la ricerca.

Dopo aver annunciato RTX Spark, Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha spostato l’attenzione verso la forma più tangibile di intelligenza artificiale,vla robotica, con la presentazione di Isaac Gr00t, una nuova piattaforma di riferimento per robot umanoidi che promette di trasformare il modo in cui ricercatori e sviluppatori approcciano questa tecnologia.
youtube.com/embed/Coy2TyBcT4g?…
Il sistema non è solo un insieme di software, ma una combinazione integrata che unisce il telaio umanoide Unitree H2 Plus, le mani tattili a cinque dita Sharpa e la potenza di calcolo di NVIDIA Jetson Thor. L'obiettivo è quello di fornire un ecosistema aperto per accelerare drasticamente i flussi di lavoro nello sviluppo di macchine sempre più sofisticate.

Il telaio è alto circa un metro e ottanta, pesa 68 chilogrammi ed è dotato di ben 31 gradi di libertà distribuiti su tutto il corpo. Sebbene l'H2 sia attualmente quotato a quasi 30.000 dollari, NVIDIA ha confermato che la piattaforma Gr00t supporterà anche modelli più economici, come l'Unitree G1.

La struttura meccanica è completata da doppie mani tattili Sharpa Wave con 22 gradi di libertà e un sistema di rilevamento multi-vista. Quest'ultimo include telecamere stereo montate sulla testa, sensori sui polsi e misurazioni d'inerzia, permettendo un controllo totale del corpo con una coppia delle braccia che raggiunge i 120 Newton-metri.

Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma è alimentata dal modulo di calcolo integrato Jetson AGX Thor T5000 con architettura NVIDIA Blackwell, 128 GB di memoria unificata e una gestione energetica configurabile tra 40 e 130 watt.
L'autonomia è garantita invece da una batteria da 15 Ah che fornisce circa tre ore di operatività continua.
Fondamentale per il funzionamento logico è il modello Gr00t N1, il framework software presentato lo scorso marzo che funge da base per l'apprendimento e il movimento del robot.

Oltre alle specifiche tecniche, NVIDIA punta sulla collaborazione globale: grandi istituzioni accademiche, tra cui Stanford, l'ETH di Zurigo e la UC San Diego, hanno già aderito al progetto per utilizzare questo design di riferimento. La filosofia alla base di Isaac Gr00t è che la robotica possa progredire più velocemente se i ricercatori hanno accesso a piattaforme aperte, dove condividere codice e testare idee su macchine reali.

Fonte: Engadget


NVIDIA annuncia RTX Spark: il processore che sfida Apple e apre le porte ai personal AI computer


Al GTC Taipei, Jensen Huang ha scelto parole molto semplici per annunciare qualcosa di potenzialmente rivoluzionario: "Per quarant'anni abbiamo aperto app, cliccato, digitato... Con RTX Spark e Microsoft Windows, chiedi — e il PC fa il lavoro". Dietro questa frase c'è un chip tutto nuovo: RTX Spark è il rumoreggiato e attesissimo processore consumer di NVIDIA, che mira a cambiare le regole del gioco in un mercato Windows che guarda sempre più all'intelligenza artificiale.

RTX Spark unisce una GPU NVIDIA Blackwell RTX con 6.144 CUDA core e una CPU NVIDIA Grace a 20 core sviluppata con MediaTek, attraverso un'interconnessione diretta NVLink-C2C. Il SoC supporta fino a 128 GB di memoria unificata, eliminando i colli di bottiglia che nei sistemi tradizionali rallentano il passaggio di dati tra processore e scheda grafica.
Il risultato è fino a 1 petaflop di potenza AI su un laptop da 14 millimetri di spessore e meno di 1,5 chilogrammi.

Non solo potenza: la svolta è una vera IA locale


Gli agenti AI sono finora rimasti confinati al cloud, con modelli molto più limitati pensati per girare in locale in mancanza di hardware abbastanza potente e sicuro sui dispositivi personali. RTX Spark risolve entrambi i problemi, consentendo di eseguire modelli linguistici da 120 miliardi di parametri con un contesto di 1 milione di token direttamente in locale.
Sul fronte sicurezza, NVIDIA e Microsoft hanno costruito un'infrastruttura nativa per Windows composta da nuovi Primitivedi sicurezza per identità e contenimento degli agenti, e dal runtime NVIDIA OpenShell, che permette all'utente di stabilire cosa ogni agente può fare, quali dati può toccare e cosa non deve mai uscire dal dispositivo.
Progetti come OpenClaw e Hermes Agent di Nous Research sono già tra i primi a integrare questa architettura nelle loro app Windows.

Creativi e gamer: nessuno escluso


RTX Spark, però, non è un chip pensato solo per chi lavora con agenti AI, ma porta l'intero ecosistema RTX su formato mobile: rendering di scene 3D da 90 GB, montaggio video in 12K 4:2:2, generazione video AI in 4K, gaming in 1440p a oltre 100 fps con ray tracing, DLSS e NVIDIA Reflex.

Adobe ha annunciato una riscrittura profonda di Photoshop e Premiere ottimizzata per la piattaforma, con prestazioni fino a due volte più veloci su AI, editing, color correction ed effetti. La nuova pipeline di Premiere sfrutta la memoria unificata e TensorRT per il rendering in tempo reale, mentre il nuovo motore di Photoshop porta compositing GPU-accelerato, filtri live e HDR nativi. Gli aggiornamenti partiranno in parallelo all'uscita dei dispositivi.

Tra i cento software provider già a bordo figurano Blackmagic Design, ComfyUI, OTOY e llama.cpp, con sviluppatori di giochi come Remedy Entertainment, Riot Games, NetEase e Xbox.

Quando uscirà


I laptop RTX Spark arriveranno in tagli da 14 a 16 pollici con display tandem OLED color-accurate e G-SYNC, chassis in alluminio fresato e autonomia per l'intera giornata.
Affiancati da desktop compatti ultra-efficienti, saranno disponibili questo autunno da ASUS, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e MSI, con Acer e GIGABYTE a seguire.

Fonte: NVIDIA


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NVIDIA annuncia RTX Spark: il processore che sfida Apple e apre le porte ai personal AI computer


NVIDIA annuncia RTX Spark al GTC Taipei: è un superchip consumer con GPU Blackwell, CPU Grace e 128 GB di memoria unificata: 1 petaflop per l'IA e gaming a 1440p su laptop da 14 mm.

Al GTC Taipei, Jensen Huang ha scelto parole molto semplici per annunciare qualcosa di potenzialmente rivoluzionario: "Per quarant'anni abbiamo aperto app, cliccato, digitato... Con RTX Spark e Microsoft Windows, chiedi — e il PC fa il lavoro". Dietro questa frase c'è un chip tutto nuovo: RTX Spark è il rumoreggiato e attesissimo processore consumer di NVIDIA, che mira a cambiare le regole del gioco in un mercato Windows che guarda sempre più all'intelligenza artificiale.

RTX Spark unisce una GPU NVIDIA Blackwell RTX con 6.144 CUDA core e una CPU NVIDIA Grace a 20 core sviluppata con MediaTek, attraverso un'interconnessione diretta NVLink-C2C. Il SoC supporta fino a 128 GB di memoria unificata, eliminando i colli di bottiglia che nei sistemi tradizionali rallentano il passaggio di dati tra processore e scheda grafica.
Il risultato è fino a 1 petaflop di potenza AI su un laptop da 14 millimetri di spessore e meno di 1,5 chilogrammi.

Non solo potenza: la svolta è una vera IA locale


Gli agenti AI sono finora rimasti confinati al cloud, con modelli molto più limitati pensati per girare in locale in mancanza di hardware abbastanza potente e sicuro sui dispositivi personali. RTX Spark risolve entrambi i problemi, consentendo di eseguire modelli linguistici da 120 miliardi di parametri con un contesto di 1 milione di token direttamente in locale.
Sul fronte sicurezza, NVIDIA e Microsoft hanno costruito un'infrastruttura nativa per Windows composta da nuovi Primitivedi sicurezza per identità e contenimento degli agenti, e dal runtime NVIDIA OpenShell, che permette all'utente di stabilire cosa ogni agente può fare, quali dati può toccare e cosa non deve mai uscire dal dispositivo.
Progetti come OpenClaw e Hermes Agent di Nous Research sono già tra i primi a integrare questa architettura nelle loro app Windows.

Creativi e gamer: nessuno escluso


RTX Spark, però, non è un chip pensato solo per chi lavora con agenti AI, ma porta l'intero ecosistema RTX su formato mobile: rendering di scene 3D da 90 GB, montaggio video in 12K 4:2:2, generazione video AI in 4K, gaming in 1440p a oltre 100 fps con ray tracing, DLSS e NVIDIA Reflex.

Adobe ha annunciato una riscrittura profonda di Photoshop e Premiere ottimizzata per la piattaforma, con prestazioni fino a due volte più veloci su AI, editing, color correction ed effetti. La nuova pipeline di Premiere sfrutta la memoria unificata e TensorRT per il rendering in tempo reale, mentre il nuovo motore di Photoshop porta compositing GPU-accelerato, filtri live e HDR nativi. Gli aggiornamenti partiranno in parallelo all'uscita dei dispositivi.

Tra i cento software provider già a bordo figurano Blackmagic Design, ComfyUI, OTOY e llama.cpp, con sviluppatori di giochi come Remedy Entertainment, Riot Games, NetEase e Xbox.

Quando uscirà


I laptop RTX Spark arriveranno in tagli da 14 a 16 pollici con display tandem OLED color-accurate e G-SYNC, chassis in alluminio fresato e autonomia per l'intera giornata.
Affiancati da desktop compatti ultra-efficienti, saranno disponibili questo autunno da ASUS, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e MSI, con Acer e GIGABYTE a seguire.

Fonte: NVIDIA

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Anthropic verso la Borsa: presentata la bozza alla SEC


L'azienda dietro Claude avvia l'iter per l'IPO dopo un round da 65 miliardi di dollari, puntando a una quotazione record entro l'anno.

Il settore dell'intelligenza artificiale si appresta a vivere uno dei momenti più significativi della sua storia finanziaria: Anthropic, la società tecnologica responsabile dello sviluppo di Claude, ha confermato ufficialmente di aver compiuto il primo passo formale verso la quotazione pubblica.

Attraverso la presentazione riservata di una bozza del modulo S-1 alla Securities and Exchange Commission (SEC), l'azienda ha manifestato l'intenzione di sbarcare sul mercato azionario, segnando quello che si preannuncia come uno dei debutti più imponenti degli ultimi anni.
Nonostante l'importanza del passo, Anthropic ha scelto di mantenere la massima riservatezza su alcuni dettagli, come il prezzo delle azioni e il numero di titoli che verranno inizialmente messi a disposizione degli investitori.

Secondo i dati più recenti, Anthropic è sulla buona strada per registrare il suo primo trimestre in attivo nel periodo che si chiuderà il 30 giugno: le proiezioni indicano un utile operativo di ben 559 milioni di dollari a fronte di un fatturato complessivo di 10,9 miliardi di dollari.
A rafforzare ulteriormente la solidità dell'azienda si aggiunge la chiusura del suo ultimo round di finanziamenti, che ha portato nelle casse sociali circa 65 miliardi di dollari. Tali cifre hanno spinto la valutazione complessiva della società verso vette vertiginose, raggiungendo l'incredibile somma di 965 miliardi di dollari e posizionandola come un titano indiscusso nel panorama tecnologico globale.

La decisione di Anthropic di optare per una presentazione confidenziale permetterà alla dirigenza di gestire i dettagli più tecnici con le autorità di regolamentazione lontano dai riflettori, in attesa che la documentazione finanziaria venga resa pubblica per permettere agli analisti una valutazione più approfondita della redditività.

Fonte: Engadget

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Cambogia: calo del 32% per i fermi da stupefacenti nei primi mesi del 2026


Frenano anche i sequestri di narcotici illegali nel Paese. Resta massima la severità penale per il narcotraffico

La Cambogia ha registrato un significativo calo degli arresti legati alla droga nei primi cinque mesi del 2026. Lo riferisce un rapporto del Dipartimento Anti-Droga (ADP) pubblicatoe riportato dalla Xinhua News Agency, secondo cui il numero dei sospetti fermati dalle autorità tra gennaio e maggio è diminuito sensibilmente rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel dettaglio, tra il 1° gennaio e il 31 maggio sono state arrestate 7.127 persone sospettate di reati connessi agli stupefacenti, in calo del 32% rispetto ai 10.487 arresti registrati nei primi cinque mesi del 2025. Tra i soggetti fermati figurano anche 225 cittadini stranieri appartenenti a 12 diverse nazionalità.

Il rapporto evidenzia inoltre una riduzione delle quantità di sostanze illecite sequestrate nel Paese. Nei primi cinque mesi dell'anno le forze dell'ordine hanno confiscato complessivamente 1,01 tonnellate di droghe illegali, oltre a 8,5 chilogrammi di oppio e 9,4 chilogrammi di cannabis essiccata. Si tratta di un dato nettamente inferiore rispetto alle 1,78 tonnellate di narcotici sequestrate nello stesso arco temporale del 2025.

Tra le sostanze intercettate dalle autorità cambogiane figurano ketamina, ecstasy, eroina, metanfetamina cristallina, compresse di metanfetamina, cocaina e catinone, confermando la presenza sul mercato illecito di diverse tipologie di droghe sintetiche e tradizionali.

Le autorità non hanno fornito nel rapporto dettagli sulle cause specifiche del calo registrato negli arresti e nelle confische. Tuttavia, i dati mostrano una diminuzione sia del numero delle persone coinvolte nei procedimenti antidroga sia dei quantitativi di sostanze stupefacenti sottratti ai circuiti illegali nel Paese durante i primi mesi del 2026.

La Cambogia mantiene una legislazione particolarmente severa in materia di traffico di stupefacenti. Pur non prevedendo la pena di morte per i reati legati alla droga, la normativa nazionale stabilisce che chi viene riconosciuto colpevole del traffico di oltre 80 grammi di sostanze illecite possa essere condannato all'ergastolo.

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Torna il Pride, ma i problemi restano


Il 6 giugno la manifestazione per i diritti LGBTQIA+, in attesa dell’Europride del 2027. La discriminazione sul lavoro e nella sanità continua però a colpire le persone trans*
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Quando l’estate scorsa il sindaco di Budapest Gergely Karácsony ha promosso il Pride nella capitale ungherese nonostante il divieto del governo Orbán, decine di delegazioni e rappresentanze istituzionali internazionali lo hanno raggiunto per manifestare il proprio sostegno all’iniziativa. Anche la Città di Torino e l’associazione Torino Pride per i diritti LGBTQIA+ hanno partecipato all’evento con le proprie delegazioni ufficiali, insieme a 400 mila cittadini ungheresi.

La Procura generale di Budapest ha poi accusato Karácsony, gli organizzatori del Pride di Budapest e del Pride della città Pécs di aver violato il divieto imposto dalla polizia sulle leggi ungheresi per la protezione dei minori. Un anno dopo, Viktor Orbán non è più il presidente dell’Ungheria, le accuse sono state sospese e Karácsony si prepara a un altro Pride ricordando l’importanza del supporto ricevuto dalle rappresentanze europee.

«La posta in gioco era altissima nel giugno 2025», ha spiegato Karácsony a L’Unica. «Era necessario dimostrare che in Ungheria ci sono politici che non scendono a compromessi e proteggono i diritti dei cittadini del nostro Paese. Il governo ungherese aveva sicuramente oltrepassato un limite con la sua legge volta a vietare il Pride. Ma vorrei sottolineare che è stata la forza e il coraggio di migliaia di normali cittadini, che hanno deciso di manifestare nonostante il divieto, ad avere l’impatto maggiore».

Quell’esperienza di resistenza collettiva continua a ispirare gli attivisti torinesi che – dopo il Pride 2026 del prossimo 6 giugno – si stanno preparando a ospitare l’Europride nel 2027. «Un anno fa, unendoci, siamo riusciti a raggiungere una grande partecipazione a Budapest», ha detto a L’Unica Chiara Tarantello, co-coordinatrice di Torino Pride. «Allo stesso modo, portare l’Europride a Torino è un risultato nazionale che nasce anche grazie all’impegno dei coordinamenti degli altri Pride. Per questo motivo, è in corso una staffetta che coinvolgerà tutto il Paese da Nord a Sud».
Manifesto del Pride del 6 giugno
Dieci anni dalla prima unione civile

Quest’anno, il principale evento internazionale dedicato ai diritti, alla visibilità e all’inclusione della comunità LGBTQIA+ si terrà ad Amsterdam ed è dedicato ai 25 anni dal primo matrimonio egualitario al mondo, celebrato proprio nei Paesi Bassi. In Italia, invece, si celebrano i dieci anni delle unioni civili. A maggio, le coppie che nel 2016 hanno scelto per la prima volta di unirsi civilmente a Torino sono state invitate a Palazzo civico. In quell’occasione il sindaco Stefano Lo Russo ha detto: «Le unioni civili sono state la tappa importante di un percorso, ma certamente non il traguardo. Dobbiamo guardare al matrimonio egualitario come un ulteriore punto che consente di incarnare pienamente i valori di cittadinanza e di eguaglianza che sono patrimonio dell’Unione europea».

Nel 2016 l’Italia ha introdotto il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso ponendo alcune limitazioni ai diritti delle coppie omogenitoriali, tra cui l’accesso alle adozioni ealla stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio naturale o adottivo del partner da parte del genitore non biologico. Negli ultimi dieci anni sono state 855 le unioni civili in città, a fronte di 14 scioglimenti. Secondo l’amministrazione comunale si tratta di un numero stabile nel tempo che mostra un radicamento territoriale. Questo perché, a differenza di altre città, a Torino la possibilità di unirsi civilmente è sicura, ha spiegato Tarantello. «Quello che non è sicuro – o meglio che dovrebbe essere sicuro, ma siamo in fase di monitoraggio – è la trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie omogenitoriali», ha aggiunto.

La legge italiana non prevede la possibilità che in una coppia dello stesso sesso entrambe le persone vengano riconosciute come genitori dei propri figli al momento della registrazione del loro atto di nascita. Il genitore biologico viene registrato, ma il genitore intenzionale (che cioè condivide un progetto genitoriale con il partner, pur non essendo biologicamente legato al figlio) raramente viene riconosciuto come tale negli atti anagrafici. Anche se il 22 maggio 2025 la Corte Costituzionale ha riconosciuto per la prima volta il diritto per le coppie di donne di vedere registrati entrambi i genitori alla nascita del proprio figlio o figlia, le coppie di uomini restano attualmente escluse da questo diritto. «In generale, le coppie di uomini, sono escluse da qualunque possibilità di diventare genitori», ha detto Tarantello.

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A seguito della storica sentenza della Corte, Torino, Cuneo e altre città del Piemonte hanno ripreso a registrare i figli nati tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) da due madri, ma nella regione non esiste ancora una mappatura che permetta di comprendere quanto sono diffuse queste trascrizioni anagrafiche. Le informazioni al riguardo sono poche e testimoniano problematiche che in Piemonte si manifestano a macchia di leopardo. Secondo Tarantello, «anche se le madri intenzionali dovrebbero essere riconosciute in automatico, qualora siano presenti dei documenti che attestano l’intenzionalità della creazione del nucleo familiare, non è detto che tutti i Comuni adottino effettivamente questa misura».

Il percorso a ostacoli delle persone trans*

I problemi di riconoscimento riguardano anche le persone che vogliono affrontare un percorso di affermazione di genere. Mentre al Tribunale di Torino il coordinamento del Pride cittadino porta avanti l’interlocuzione per rendere i percorsi di rettifica anagrafica più accessibili, al Cidigem, il Centro interdipartimentale per la disforia di genere con sede alle Molinette, c’è un’attesa media di due anni e mezzo per fissare una prima visita. «Ho mandato la richiesta più di un anno fa! Non mi hanno ancora chiamato, ho provato a mandare un’altra mail dove spiego che sto male e non mi hanno neanche risposto», ha scritto un utente sulla pagina Instagram di Free(K) Pride, la manifestazione torinese nata come alternativa non istituzionale al Pride ufficiale.

«La comunità trans* in questo momento è quella maggiormente sotto attacco, sia per il clima politico nazionale che internazionale», ha detto Tarantello. «A livello locale i lunghi tempi di attesa sono un’altra parte del problema che fa della comunità trans* una di quelle più marginalizzate sul territorio». Secondo Torino Pride, «il Cidigem deve essere potenziato, con risorse economiche adeguate e personale sufficiente, affinché possa rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni delle persone trans* che scelgono un percorso medicalizzato». L’accesso ai percorsi di affermazione di genere in tempi sostenibili è fondamentale per chi non ha la disponibilità economica per pagare un percorso privato.

Al contempo, le persone trans* e non binarie continuano a subire alti tassi di discriminazione sul lavoro, nella sanità e nella vita quotidiana. Se il 60 per cento delle persone trans* in Italia ha sperimentato discriminazione nell’accesso al lavoro, si stima che il 43 per cento di chi ha tra i 12 e i 18 anni abbandoni la scuola prima di aver terminato gli studi. Per portare l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza, il 31 maggio in occasione del Trans day of visibility a Torino è stata organizzata una settimana di eventi culturali incentrata sulle storie delle persone e il superamento degli stereotipi.

In città, negli ultimi anni alcuni passi avanti ci sono stati. Dal 2024 è possibile richiedere la tessera alias per il servizio dei trasporti pubblici, comunicando il proprio nome di elezione a GTT, anche se differente da quello anagrafico. L’Università e il Politecnico di Torino avevano già adottato misure simili, così come diverse scuole superiori in Piemonte, che permettono a studenti trans* e non binari di utilizzare il proprio nome d’elezione all’interno degli istituti scolastici. Quest’anno, poi, per la prima volta a livello nazionale, le code per votare ai seggi elettorali non sono state due, ma una unica, non più divisa in base al genere: «È un’ottima cosa, che purtroppo però non risolve del tutto il problema, perché anche in questo caso, come in tutti i casi in cui ci dobbiamo confrontare con delle istituzioni, il personale non è preparato a parlare con persone trans*», ha commentato Tarantello. «Un altro problema è che se una persona trans* fa la rettifica anagrafica, ed è una persona assegnata femmina alla nascita, nel momento in cui viene rettificato il suo documento non ha più la possibilità di avvalersi del programma regionale Prevenzione serena [per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, ndr], perché non risulta più una femmina. Lo stesso accade, per esempio, per la prevenzione dei tumori alla prostata nel caso di persone trans* assegnate maschi alla nascita».

L’Italia perde terreno

Il 6 giugno di quest’anno il Pride di Torino raggiunge la sua ventesima edizione portando in città, ancora una volta, la protesta per i diritti mancanti e la memoria delle lotte condotte dal movimento. Nel 2025 circa 150 mila persone hanno sfilato per le vie della città durante la manifestazione arcobaleno. I numeri dei partecipanti, secondo il coordinamento del Torino Pride, sono in crescita. Intanto l’Italia scivola dal 35° al 36º posto nella Rainbow Map 2026, lo studio che classifica i 49 Paesi europei misurando il livello di tutela dei diritti umani e l’uguaglianza giuridica delle persone LGBTQIA+.
Raimbow Map 2026
Nel report, pubblicato da Ilga-Europe (International Lesbo Gay Association), l’Italia viene subito prima di Lituania e Ungheria, con un punteggio complessivo di 24 su un massimo di 100.

Questa puntata di L’Unica Torino termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

I vostri messaggi

“Una bella idea per raccontare una comunità ormai fuori dal cono dell’attenzione delle testate nazionali. Il racconto di storie vicine, che si muovono in luoghi noti, che raccontano problemi di molti creano vicinanza, partecipazione, appartenenza e voglia di cambiamento”.

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La rassegna stampa di mercoledì 3 giugno 2026


Nuovi scambi di colpi tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, la Corte Suprema autorizza una mappa repubblicana in Alabama, primarie di metà mandato in sei Stati e Trump rinuncia al fondo da 1,8 miliardi per gli alleati indagati sotto Biden

Questa è la rassegna stampa di mercoledì 3 giugno 2026

Nuovi scambi di colpi tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz


Le forze statunitensi hanno intercettato missili balistici e droni iraniani diretti contro basi alleate in Kuwait e Bahrein e hanno colpito un centro di comando sull'isola iraniana di Qeshm, dopo aver disabilitato con un missile Hellfire una petroliera diretta a un porto iraniano. Lo scambio mette a rischio il fragile cessate il fuoco, anche se il Segretario di Stato Marco Rubio ha mantenuto l'apertura a un'intesa sul programma nucleare di Teheran.

Fonti: BBC News, Bloomberg, Axios

La Corte Suprema autorizza l'Alabama a usare una mappa congressuale che cancella un distretto a maggioranza nera


Con una decisione 6-3, la Corte ha consentito allo Stato di adottare per le elezioni di metà mandato una nuova mappa che elimina uno dei due seggi storicamente democratici e a maggioranza afroamericana. È la prima sentenza di rilievo dopo l'indebolimento del Voting Rights Act e rappresenta una spinta significativa per i Repubblicani nella corsa per il controllo della Camera.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Guardian

Voto alle primarie di metà mandato in sei Stati, incognite in California e Iowa


I californiani hanno scelto i candidati per le primarie del governatore e per la corsa a sindaco di Los Angeles, ma il sistema di conteggio rallentato potrebbe richiedere giorni o settimane per i risultati definitivi. In Iowa l'imprenditore Zach Lahn ha sorpreso il deputato Randy Feenstra, sostenuto da Trump, nelle primarie repubblicane per il governatore, mentre l'ex segretaria agli Interni Deb Haaland ha vinto la primaria democratica per il governatore del New Mexico.

Fonti: The Guardian, Wall Street Journal, The Hill

L'amministrazione abbandona il fondo da 1,8 miliardi contro la "weaponizzazione", ma mantiene lo scudo sui controlli fiscali della famiglia Trump


Il procuratore generale facente funzioni Todd Blanche ha confermato alla Camera che il Dipartimento di Giustizia rinuncia al fondo da 1,8 miliardi destinato a risarcire gli alleati del Presidente indagati durante l'amministrazione Biden, dopo le critiche di molti Repubblicani che ne temevano l'impatto su un disegno di legge sull'immigrazione. Resta però in vigore l'ordine che blocca le verifiche dell'IRS sulle dichiarazioni del Presidente, dei suoi familiari e delle sue società.

Fonti: New York Times, Wall Street Journal, The Guardian

Bill Pulte nominato direttore facente funzioni dell'intelligence nazionale


Il Presidente ha designato il responsabile dell'agenzia federale per il finanziamento dei mutui, fedelissimo della Casa Bianca e privo di esperienza nella sicurezza nazionale, alla guida ad interim della Direzione nazionale dell'intelligence. La scelta è stata duramente criticata dai Democratici, che vedono nella nomina un rischio di politicizzazione degli apparati e un ostacolo alla riautorizzazione del programma di sorveglianza FISA.

Fonti: Wall Street Journal, Axios, The Hill

L'Amministrazione propone nuovi dazi di almeno il 10% su 60 partner commerciali


La Casa Bianca ha annunciato dazi su importazioni accusate di essere prodotte con lavoro forzato, nel tentativo di ricostruire la barriera tariffaria che la Corte Suprema aveva precedentemente bocciato. La misura ha già fornito al Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva nuovi argomenti contro Jair Bolsonaro in vista delle elezioni di Brasilia.

Fonti: Bloomberg

CBS licenzia Scott Pelley di "60 Minutes" dopo lo scontro con la nuova dirigenza


Lo storico anchor è stato allontanato dopo aver attaccato il neo produttore esecutivo Nick Bilton e la direttrice editoriale Bari Weiss durante una riunione di redazione, accusando i nuovi vertici di "uccidere" il programma. L'uscita di Pelley si aggiunge a una serie di addii illustri del settimanale di approfondimento, sullo sfondo delle tensioni interne dopo l'acquisizione di Paramount da parte della famiglia Ellison.

Fonti: New York Times, Axios

Il Pentagono assegna un incarico antiterrorismo a un condannato per l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio


Il Dipartimento della Difesa ha affidato un ruolo sensibile nel coordinamento antiterrorismo a un uomo condannato per il proprio ruolo nell'irruzione al Congresso del 2021. La decisione ha sollevato preoccupazioni nelle commissioni parlamentari e tra alcuni veterani sulle ricadute per la sicurezza interna e la cultura della catena di comando militare.

Fonti: The Guardian, The Hill

Trump firma un ordine esecutivo ridimensionato sull'intelligenza artificiale


Il provvedimento istituisce revisioni federali volontarie sui modelli avanzati di intelligenza artificiale, dopo settimane di divisioni interne al movimento MAGA sull'opportunità di una regolamentazione più stringente del settore. Diversi analisti notano che la direttiva replica in larga parte iniziative già esistenti e lascia aperta la questione della cornice normativa di lungo periodo.

Fonti: Semafor, Financial Times

Il Canada chiede di rinnovare per altri sedici anni l'accordo di libero scambio nordamericano


Il ministro per il commercio con gli Stati Uniti Dominic LeBlanc ha sollecitato Washington e Città del Messico a confermare l'USMCA, in vista della revisione formale prevista nei prossimi mesi. La richiesta arriva mentre la pressione economica e politica dell'amministrazione Trump pesa sui rapporti con i due principali partner commerciali del Nord America.

Fonti: BBC News, The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a segnalazioni@focusamerica.it.

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Anthropic deposita l'IPO, c'è stato il Microsoft Build 2026, Nvidia ha presentato un super pc


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Ciao! Sono Amir e questo è Morning Tech: una realtà indipendente, senza investitori, supportata da voi e dalla pubblicità; una rassegna lenta e precisa, nel settore più veloce mai esistito.

Buon mercoledì,
la notiziona della settimana è che Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale, ma ci sono stati anche due eventi grossi: il Microsoft Build 2026 e il Computex. Questo e tanto altro, buona lettura!

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Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale


Finanza
Anthropic ha depositato in via confidenziale alla SEC i documenti preliminari per la quotazione in Borsa. Non è un debutto immediato: serviranno l'esame dell’autorità, delle condizioni di mercato favorevoli e la definizione del prezzo e del numero delle azioni. Anthropic dichiara ricavi annuali da 47 miliardi di dollari. La scorsa settimana ha raccolto 65 miliardi da investitori privati, arrivando a una valutazione di 965 miliardi, sopra gli 852 miliardi indicati per OpenAI.
~
Fonte: AP News
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Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


Big Tech
Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.
~
Fonte: Mashable
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Il prezzo è un'offerta lancio per i soli spot prenotati fino al 7 di agosto.

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Nvidia presenta i primi PC progettati per agenti AI


Tecnologia
Nvidia ha presentato i primi prototipi di PC pensati per far girare agenti AI direttamente sul dispositivo: portatili sottili fino a 14 mm e sotto gli 1,36 kg per i modelli più leggeri. Useranno il nuovo chip RTX Spark e saranno prodotti con Dell, Lenovo, Microsoft, HP, Asus e MSI. Sono previsti circa 30 portatili e 10 desktop, tutti di fascia alta, rivolti a creator, sviluppatori AI e gamer. Nvidia lega il lancio alla transizione dall’AI usata solo in chat verso i sistemi agentici che eseguono attività operative. Ha annunciato anche Vera Rubin, nuova piattaforma per data center, e una collaborazione con Unitree per robot umanoidi basati su software Nvidia e componenti fisici cinesi.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Anthropic estende Mythos a 150 organizzazioni in più di 15 paesi


Intelligenza Artificiale
Anthropic sta estendo l’accesso a Mythos a 150 nuove organizzazioni in più di 15 Paesi. Il modello serve a trovare vulnerabilità nel software, cioè falle che possono essere usate per entrare nei sistemi. L’accesso resta controllato tramite Project Glasswing e ora include anche settori critici come reti elettriche, acqua, sanità, telecomunicazioni e produttori hardware. Chi lo utilizza dovrà rispettare i requisiti di sicurezza, perché Mythos può aiutare a correggere falle ma anche renderle più facili da trovare per i malintenzionati. Dall’avvio del programma, i partner hanno segnalato oltre 10mila vulnerabilità grosse o critiche. Tra i partner già noti ci sono Apple, Nvidia, Microsoft, CrowdStrike e Palo Alto Networks.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso: ecco perché è un grosso problema


Spazio
La recente esplosione di New Glenn può fermare Blue Origin per oltre un anno: la rampa di lancio potrebbe richiedere almeno 12 mesi di lavori. Il problema è rilevante perché New Glenn sembrava pronto ad aumentare il ritmo fino a circa un lancio al mese, con missioni previste per NASA, Amazon, AST SpaceMobile e Blue Origin stessa. Il blocco riduce anche le alternative americane per portare in orbita carichi medi e pesanti — il razzo competitor Vulcan di United Launch Alliance è già fermo per un’anomalia. Se il guasto fosse legato al motore BE-4, usato anche da Vulcan, il problema potrebbe estendersi. Il ritardo pesa anche sul programma lunare: Blue Origin doveva usare New Glenn per lanciare Blue Moon Mark 1, lander scelto dalla NASA per consegnare rover sulla Luna nel 2028.
~
Fonte: Ars Technica
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Microsoft Build 2026 - Video di apertura


Ecco il breve video di inizio della conferenza annuale di Microsoft.

Vedi video su youtube.com (eng - 0:51)

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Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


In breve:


Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Everything we learned from the Microsoft Build 2026 keynote
Satya Nadella is doubling down on AI agents.
MashableChris Taylor

Riassunto completo:


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Anthropic estende Mythos a 150 organizzazioni in più di 15 paesi


Ma tutti devono seguire requisiti di sicurezza rigidi.
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In breve:


Anthropic sta estendo l’accesso a Mythos a 150 nuove organizzazioni in più di 15 Paesi. Il modello serve a trovare vulnerabilità nel software, cioè falle che possono essere usate per entrare nei sistemi. L’accesso resta controllato tramite Project Glasswing e ora include anche settori critici come reti elettriche, acqua, sanità, telecomunicazioni e produttori hardware. Chi lo utilizza dovrà rispettare i requisiti di sicurezza, perché Mythos può aiutare a correggere falle ma anche renderle più facili da trovare per i malintenzionati. Dall’avvio del programma, i partner hanno segnalato oltre 10mila vulnerabilità grosse o critiche. Tra i partner già noti ci sono Apple, Nvidia, Microsoft, CrowdStrike e Palo Alto Networks.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic expands Mythos to 150 additional organizations in more than 15 countries
Anthropic initially released Project Glasswing to about 50 partners in April to test the model for cybersecurity flaws.
CNBCSamantha Subin

Riassunto completo:


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Il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso: ecco perché è un grosso problema


È saltata anche la collaborazione con la NASA per il lander lunare.
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In breve:


La recente esplosione di New Glenn può fermare Blue Origin per oltre un anno: la rampa di lancio potrebbe richiedere almeno 12 mesi di lavori. Il problema è rilevante perché New Glenn sembrava pronto ad aumentare il ritmo fino a circa un lancio al mese, con missioni previste per NASA, Amazon, AST SpaceMobile e Blue Origin stessa. Il blocco riduce anche le alternative americane per portare in orbita carichi medi e pesanti — il razzo competitor Vulcan di United Launch Alliance è già fermo per un’anomalia. Se il guasto fosse legato al motore BE-4, usato anche da Vulcan, il problema potrebbe estendersi. Il ritardo pesa anche sul programma lunare: Blue Origin doveva usare New Glenn per lanciare Blue Moon Mark 1, lander scelto dalla NASA per consegnare rover sulla Luna nel 2028.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Here’s why the failure of Blue Origin’s New Glenn rocket is so catastrophic
I hope that it makes it far enough away from the pad that it does not cause pad damage.”
Ars TechnicaEric Berger

Riassunto completo:


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Anthropic ha depositato l'IPO in via confidenziale


Per ora è sopra OpenAI.
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In breve:


Anthropic ha depositato in via confidenziale alla SEC i documenti preliminari per la quotazione in Borsa. Non è un debutto immediato: serviranno l'esame dell’autorità, delle condizioni di mercato favorevoli e la definizione del prezzo e del numero delle azioni. Anthropic dichiara ricavi annuali da 47 miliardi di dollari. La scorsa settimana ha raccolto 65 miliardi da investitori privati, arrivando a una valutazione di 965 miliardi, sopra gli 852 miliardi indicati per OpenAI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Anthropic races toward a Wall Street debut with a confidential SEC filing
Artificial intelligence company Anthropic is moving toward going public on Wall Street, the latest chapter in its meteoric rise from a little-known research laboratory to one of the leading AI companies valued at $965 billion.
AP NewsMatt O’Brien

Riassunto completo:


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Ecco i principali annunci del Microsoft Build 2026


Tutto ruota attorno agli agenti AI.
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In breve:


Al Build 2026, Microsoft ha annunciato i nuovi modelli MAI, inclusi MAI-Thinking-1 per ragionamento, testi lunghi e codice, oltre che modelli per immagini, voce, trascrizione e programmazione. Saranno integrati in Microsoft Foundry, PowerPoint e OneDrive. L’azienda ha mostrato anche Project Soltera, una piattaforma basata su Android per far lavorare più agenti in un ambiente protetto, e Microsoft Scout, primo agente della linea Autopilots collegato ad app come Outlook e Teams. Tra gli annunci ci sono anche Surface Ultra con chip Nvidia RTX Spark e Majorana 2, chip quantistico con cui Microsoft punta a un computer quantistico utile entro il 2029.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Everything we learned from the Microsoft Build 2026 keynote
Satya Nadella is doubling down on AI agents.
MashableChris Taylor

Riassunto completo:


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Nvidia presenta i primi PC progettati per agenti AI


I chip AI arrivano nelle nostre case.

In breve:


Nvidia ha presentato i primi prototipi di PC pensati per far girare agenti AI direttamente sul dispositivo: portatili sottili fino a 14 mm e sotto gli 1,36 kg per i modelli più leggeri. Useranno il nuovo chip RTX Spark e saranno prodotti con Dell, Lenovo, Microsoft, HP, Asus e MSI. Sono previsti circa 30 portatili e 10 desktop, tutti di fascia alta, rivolti a creator, sviluppatori AI e gamer. Nvidia lega il lancio alla transizione dall’AI usata solo in chat verso i sistemi agentici che eseguono attività operative. Ha annunciato anche Vera Rubin, nuova piattaforma per data center, e una collaborazione con Unitree per robot umanoidi basati su software Nvidia e componenti fisici cinesi.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Nvidia Introduces First PCs Designed for AI Agents

Riassunto completo:


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ASUS ROG Xbox Ally X20: un bundle esclusivo con display OLED e occhiali AR


ASUS celebra i 20 anni di ROG con Ally X20, un handheld in edizione limitata dotata di schermo OLED e abbinata ai nuovi occhiali AR.

Per celebrare degnamente il ventesimo anniversario del marchio Republic of Gamers, ASUS ha presentato il nuovo handheld ROG Xbox Ally X20, una versione speciale e limitata della sua apprezzata console portatile.

Questa edizione da collezione si distingue per un design esclusivo con una scocca in plastica nera traslucida che permette di intravedere il processore e il sistema di raffreddamento, impreziosito da eleganti accenti dorati che ne sottolineano l'esclusività per questa ricorrenza storica.

La novità principale rispetto ai modelli precedenti riguarda l'integrazione di un pannello OLED Nebula HDR da 7,4 pollici con risoluzione 1080p e frequenza di aggiornamento fino a 120Hz, oltre a una luminosità di picco di ben 1.400 nit, al supporto Dolby Vision e alla certificazione VESA DisplayHDR 1000.

Per far fronte alla naturale sensibilità termica dei pannelli OLED, ASUS ha riprogettato le heatpipe del sistema di dissipazione, assicurando che le temperature del display rimangano basse anche durante le sessioni di gioco più intense. La protezione frontale è invece affidata al vetro Corning DXC, che riduce drasticamente i riflessi migliorando la visibilità in ogni condizione di luce.

Sotto la scocca, ROG Xbox Ally X20 adotta il processore AMD Ryzen AI Z2 Extreme, affiancato da 24GB di RAM LPDDR5X e un'unità di archiviazione NVMe PCIe 4.0 da 1TB. ASUS ha inoltre introdotto miglioramenti significativi nell'ergonomia e nei sistemi di controllo: i nuovi joystick con tecnologia TMR promettono una precisione superiore e una maggiore durata nel tempo, mentre il D-Pad trasformabile a otto direzioni e i pulsanti frontali ridisegnati offrono un feedback più fluido e reattivo. La parte posteriore dell'impugnatura è stata inoltre rivestita in gomma per garantire una presa sempre salda e confortevole.

L'esperienza di gioco viene elevata dalla presenza degli occhiali AR ROG Xreal R1 Edition 20 inclusi nel bundle e coordinati nella colorazione nero e oro, che permettono di proiettare uno schermo virtuale da ben 171 pollici a una distanza di quattro metri, con un refresh rate fino a 240Hz.

Sebbene ASUS non abbia ancora ufficializzato il prezzo di lancio o la data di uscita, il posizionamento di mercato si preannuncia di fascia altissima. Considerando che la versione standard di Ally X ha un prezzo di circa 1.000 dollari e gli occhiali R1 vengono venduti separatamente a 849 dollari, è ragionevole ipotizzare che questo esclusivo pacchetto per collezionisti possa avvicinarsi o addirittura superare la soglia dei 2.000 dollari.

Fonte: Engadget

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Colombia — perché «El Tigre» ha vinto il primo turno delle presidenziali


Nessun mandato, nessun partito, nessuna esperienza di governo. Eppure Abelardo de la Espriella ha vinto il primo turno delle presidenziali colombiane. La domanda non è come ci sia riuscito — è cosa dice della Colombia che ci sia riuscito.
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Colombia - perché «El Tigre» ha vinto il primo turno delle presidenziali
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Il 31 maggio la Colombia ha scritto una pagina inedita della propria storia politica. Un avvocato penalista senza un solo mandato elettivo alle spalle ha battuto al primo turno il candidato sostenuto dal governo uscente con quasi 673.000 voti di scarto. Abelardo de la Espriella, 47 anni, soprannominato «El Tigre», ha ottenuto il 43,75% — 10,36 milioni di voti contro il 40,90% di Iván Cepeda Castro, senatore ed esponente di spostamento della sinistra colombiana, attualmente candidato alla presidenza per la coalizione progressista al governo.

Chi è «El Tigre», l'avvocato dei casi impossibili


Abelardo Gabriel de la Espriella Otero è nato a Bogotá il 31 luglio 1978, cresciuto a Montería, nel dipartimento di Córdoba, nel nord della Colombia. Si è laureato in giurisprudenza all'Universidad Sergio Arboleda e ha completato un master in diritto all'Universidad Nebrija di Madrid nel 2012. Nel 2002 ha fondato lo studio legale De La Espriella Lawyers, con sedi in Colombia e negli Stati Uniti.

De la Espriella ha costruito la propria reputazione difendendo clienti scomodi. Ha rappresentato le forze paramilitari delle AUC durante i negoziati di pace con il governo Uribe tra il 2002 e il 2005, sostenendo la via della smobilitazione. Ha difeso figure estremamente controverse come l'imprenditore Álex Saab (presunto prestanome di Nicolás Maduro accusato di riciclaggio) e ha rappresentato David Murcia nel caso DMG, uno dei più grandi schemi Ponzi della storia colombiana. È questa biografia — avvocato di narcotrafficanti, faccendieri e paramilitari, poi candidato alla «guerra totale» contro gli stessi — la contraddizione che i suoi avversari gli contestano con più forza.

Il Brasile di Flavio Bolsonaro: cosa significa per le imprese italiane la svolta a destra
La candidatura di Flávio Bolsonaro per il PL segna una svolta per il Brasile. Per l’Italia, principale partner economico, la partita elettorale apre importanti interrogativi su commercio, investimenti e nuovi equilibri in America Latina.
L'Analista QuotidianoMariza Cibelle Dardi

L'outsider politico


Non ha mai ricoperto alcuna carica pubblica. Ha annunciato la candidatura presidenziale nel luglio 2025, dopo aver vissuto a lungo a Miami, negli Stati Uniti. Il movimento «Defensores de la Patria» ha raccolto oltre tre milioni di firme in pochi mesi, costruendo una base di consenso che nessun partito tradicional era riuscito ad aggregare. Ammiratore dichiarato di Trump, Bukele e Milei, propone un governo di «pugno di ferro»: esercito contro i narcos, distruzione dei raccolti di coca, costruzione di dieci nuove mega-prigioni, riduzione dei ministeri da diciannove a dieci. Sul piano internazionale vuole rompere con le posizioni di Petro: ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele, avvicinarsi agli Stati Uniti, ritirare la Colombia dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani e dall'ONU.
Abelardo de la Espriella

Il personaggio mediatico


«El Tigre» è prima di tutto un comunicatore. La sua campagna è stata condotta con la stessa logica delle candidature populiste di nuova generazione: presenza ossessiva sui social, linguaggio diretto e conflittuale, immagini forti. Il cappellino in stile MAGA, la maglia gialla della nazionale, l'ingresso in barca a Barranquilla dopo i risultati del primo turno: ogni gesto è costruito per amplificare il messaggio di rottura con il ceto politico. CNN lo descrive come un candidato che ha saputo «capitalizzare il malcontento con un discorso sull'autorità e un'immagine da outsider polemico». El País lo definisce più drasticamente «el abogado del diablo que quiere ser presidente». Entrambe le definizioni, a modo loro, sono esatte.

Il petrismo si è consumato al governo


I sondaggi della vigilia davano Cepeda favorito. Il risultato reale dice altro. Per capire cosa è successo, bisogna smettere di guardare al vincitore e iniziare a guardare al contesto che lo ha prodotto. Petro è arrivato alla presidenza nel 2022 con il 50,44% al ballottaggio — primo presidente di sinistra nella storia colombiana. Quattro anni dopo, il suo erede politico ha perso il primo turno contro un outsider che fino a diciotto mesi fa era pressoché sconosciuto al grande pubblico. Il Pacto Histórico, che a marzo 2026 aveva ottenuto il 22,87% dei voti per il Senato risultando prima força parlamentare, ha raccolto il 40,90% al presidenziale — un risultato che misura la distanza abissale tra un voto di coalizione al Congresso e il giudizio personale su quattro anni di governo.

La riforma sanitaria rimasta incompiuta, la pace territoriale mancata con le guerriglie dissidenti, la violenza che non si è ridotta: sono questi i mattoni su cui de la Espriella ha costruito la propria campagna. Non ha dovuto inventare le accuse — ha semplicemente amplificato le delusioni già presenti nei quartieri popolari di Bogotá, nelle periferie di Cali e di Medellín.

Un populismo costruito a regola d'arte


De la Espriella non è un candidato improvvisato. È un comunicatore lucido che ha applicato con coerenza il manuale del populismo latinoamericano di nuova generazione. La sua formula stilistica unisce simboli di forte impatto patriottico a precise coreografie multimediali; ogni dettaglio dei suoi comizi è studiato per trasmettere una netta separazione dai vecchi partiti e favorire un'immediata identificazione popolare.

Il movimento «Defensores de la Patria» ha strutturato un solido bacino di militanza spontanea che nessuna coalizione tradizionale era riuscita a organizzare prima delle elezioni. Sui social ha raggiunto direttamente il proprio elettorato, bypassando i media mainstream e i filtri istituzionali, replicando un modello già collaudato da Bukele in El Salvador e da Milei in Argentina.

In un paese dove il tasso di omicidi rimane tra i più alti del continente americano e la percezione di insicurezza è la prima preoccupazione dei cittadini, la sua ricetta — ordine, sicurezza, discontinuità totale — ha attecchito. Non è un caso che de la Espriella abbia dichiarato pubblicamente la propria ammirazione per Bukele, aggiungendo però: «Uribe è stato un titano».
Abelardo de la Espriella

Il programma: allineamento atlantico e tagli profondi


Al netto della retorica, il programma di de la Espriella ha una struttura precisa. Sul piano della politica estera, punta a un riavvicinamento netto agli Stati Uniti e a Israele, ribaltando il posizionamento internazionale del presidente uscente Gustavo Petro. Sul piano interno, ha annunciato la riduzione dei ministeri da diciannove a dieci e tagli massicci al pubblico impiego. Ha proposto inoltre un accordo per la «condivisione» di una parte della frontiera amazzonica colombiana con Washington — una proposta che ha generato accese polemiche anche all'interno dello stesso elettorato di destra, per le implicazioni che comporta in termini di sovranità territoriale.

Cepeda ha contestato i risultati del primo turno


Sul piano puramente dei numeri, il ballottaggio del 21 giugno sembra già orientato. Paloma Valencia, terza con il 6,92%, ha già comunicato il proprio sostegno a de la Espriella. Sergio Fajardo, candidato di centro con il 4,26%, rappresenta l'ago della bilancia: se anche solo metà del suo elettorato confluisse sul candidato di destra, la soglia del 50% sarebbe ampiamente superata.

Ma la politica non è mai solo una questione di numeri. Cepeda ha contestato i risultati del primo turno, denunciando irregolarità nel conteggio e spostamenti di seggio last minute che avrebbero penalizzato la propria base. Gustavo Petro ha inizialmente rifiutato di riconoscere il preconteggio, in un gesto di rottura istituzionale che de la Espriella ha prontamente sfruttato per consolidare la propria narrativa di difensore della legalità democratica. L'affluenza si è fermata al 53,28% su 41,4 milioni di aventi diritto — dato che storicamente penalizza la sinistra colombiana, più dipendente dalla partecipazione nelle aree urbane. Gli astenuti, circa 19,3 milioni, restano il primo «partito» del paese secondo i dati ufficiali analizzati da El Tiempo.

Cosa significa davvero la vittoria di Abelardo de la Espriella


La vittoria di de la Espriella al primo turno non è un fulmine a ciel sereno. È la fotografia di un paese stanco: stanco della violenza nelle streets, delle riforme annunciate e non realizzate, di una classe politica percepita come autoreferenziale. Il petrismo ha alzato aspettative enormi. Non tutte le responsabilità del malcontento sono sue — ha governato in un contesto di opposizione parlamentare ostile e in mezzo a pressioni economiche strutturali — ma le urne non fanno mai sconti.

De la Espriella ha intercettato quella stanchezza e l'ha trasformata in consenso. Il 21 giugno dirà se quel consenso basta a governare un paese complesso come la Colombia, o se — come spesso accade con i candidati della rottura totale — le promesse della campagna elettorale finiranno per scontrarsi con la dura realtà dell'azione di governo. Per ora, «El Tigre» ha vinto la battaglia. La sfida — politica, sociale, istituzionale — è appena cominciata.


Il Brasile di Flavio Bolsonaro: cosa significa per le imprese italiane la svolta a destra


Il Partito Liberale brasiliano ha ufficializzato, il 25 luglio a San Paolo, la candidatura del senatore Flavio Bolsonaro alla presidenza della Repubblica per le elezioni del 4 ottobre. La scelta del figlio maggiore dell'ex presidente arriva dopo mesi di incertezza politica e segna un punto di svolta per il panorama latinoamericano. Per l'Italia — secondo fornitore europeo del Brasile dopo la Germania e terzo partner commerciale assoluto del Paese dopo Cina e Stati Uniti, con un interscambio che nel 2025 ha superato gli 11 miliardi di euro (Osservatorio economico MAECI) — la partita elettorale assume una rilevanza immediata. Le oltre 1.100 imprese italiane presenti nel Paese secondo i dati ICE guardano con attenzione a un possibile ritorno della famiglia Bolsonaro al Planalto.

La candidatura di Flavio rappresenta una soluzione di continuità dopo l'ineleggibilità del padre, sancita dal Tribunale Superiore Elettorale nel 2023 per abuso di potere durante la campagna del 2022 . Jair Bolsonaro sconta oggi la detenzione domiciliare a Brasília, dopo la condanna a 27 anni infertagli l'11 settembre 2025 dalla Corte Suprema per il tentativo di ribaltare l'esito del voto 2022. Il senatore quarantaduenne ha costruito la propria base politica nello stato di Rio de Janeiro, dove controlla una rete di alleanze locali che integra settori della sicurezza, del commercio e delle milizie urbane. A differenza del genitore, tuttavia, Flavio ha evitato lo scontro diretto con le istituzioni giudiziarie, preferendo una strategia più cauta e una comunicazione meno polarizzante sui social media.

Il fronte economico: privatizzazioni e protezionismo selettivo


Sul piano economico, il programma del Partito Liberale mantiene la linea tracciata durante la presidenza Bolsonaro senior: privatizzazioni nel settore energetico, deregolamentazione del mercato del lavoro, incentivi fiscali per l'agribusiness. Introduce però anche elementi di tutela per settori considerati strategici, in particolare l'industria manifatturiera e le tecnologie digitali. Per le aziende italiane attive nel Brasile meridionale — dove si concentra il tessuto produttivo legato all'automotive, alla meccanica e ai beni di consumo — la sfida si gioca sulla capacità di negoziare esenzioni fiscali e accesso privilegiato ai programmi di reindustrializzazione.

Il settore agricolo resta il terreno di maggiore convergenza tra interessi italiani e agenda bolsonarista, sebbene con dinamiche più articolate di quanto si tenda a raccontare. Su scala globale, le esportazioni brasiliane hanno segnato record storici nel 2025: la carne bovina è cresciuta del 42,5% e il caffè verde del 31,1% rispetto al 2024. Verso l'Italia, però, il quadro recente è disomogeneo: nel trimestre più critico del 2025 le importazioni italiane di caffè brasiliano sono scese del 29%, mentre quelle di carne bovina hanno tenuto meglio. Un eventuale ritorno della famiglia Bolsonaro potrebbe comunque accelerare le concessioni di nuove licenze agricole, ma anche inasprire le frizioni con Bruxelles sulla clausola ambientale dell'accordo Mercosur-UE, ancora in sospeso dopo anni di negoziati. Per l'Italia, che ha sempre sostenuto la ratifica dell'intesa, si apre un dilemma: sostenere un partner commerciale strategico o allinearsi alle richieste francesi e tedesche di condizionalità più stringenti?

L'asse con Milei e la nuova geografia sudamericana


La presenza del presidente argentino Javier Milei alla convention del Partito Liberale, il 25 luglio all'Arena Pacaembu di San Paolo — la sua terza visita in Brasile da fine 2023 — non è un dettaglio coreografico. Segna la formalizzazione di un asse politico tra Buenos Aires e San Paolo che potrebbe ridisegnare gli equilibri regionali. Milei, eletto nel 2023 con un programma di dollarizzazione e smantellamento dello stato sociale, ha trovato nel bolsonarismo un alleato naturale nella sfida al progressismo latinoamericano incarnato da Lula, dal presidente colombiano Gustavo Petro e dal governo messicano.

Per l'Italia, la riconfigurazione sudamericana apre scenari inediti. Da un lato, un asse Brasile-Argentina a guida liberista potrebbe facilitare accordi bilaterali più flessibili, soprattutto nei settori dell'energia rinnovabile e delle infrastrutture. Dall'altro, rischia di complicare le relazioni con il Mercosur nel suo insieme, riducendo il potere negoziale dell'Unione europea e frammentando le catene di fornitura regionali. Le imprese italiane attive in entrambi i Paesi potrebbero trovarsi a gestire regimi fiscali e normativi sempre più divergenti. È il caso di Enel, i cui asset legati alla concessione elettrica di San Paolo — valutati circa 3,3 miliardi di euro (quasi 4 miliardi di dollari), più 595 milioni di euro di avviamento — risultano a rischio secondo i revisori del gruppo, in attesa del rinnovo della concessione. Anche Techint, gruppo italo-argentino leader nella siderurgia regionale, non è esente da attriti: proprio Milei ha attaccato duramente il conglomerato negli ultimi mesi su dazi e politica industriale, segno che l'asse liberista non è privo di crepe interne.

La questione cinese e il posizionamento italiano


Un elemento sottovalutato nel dibattito europeo riguarda il rapporto tra un eventuale governo Flavio Bolsonaro e Pechino. Durante il mandato del padre, il Brasile aveva mantenuto una linea ambigua: retorica anti-cinese in campagna elettorale, pragmatismo commerciale una volta al governo. La Cina resta il primo partner commerciale del Brasile, con un interscambio superiore ai 150 miliardi di dollari annui, e ha investito massicciamente nelle infrastrutture portuali, nelle miniere e nelle reti 5G. Flavio Bolsonaro ha lasciato intendere di voler rivedere alcuni accordi tecnologici con Huawei, ma senza rompere i legami economici fondamentali.

Per l'Italia, la partita si gioca sul fronte delle telecomunicazioni e della transizione energetica. Aziende come Leonardo e Terna hanno progetti in fase avanzata per l'ammodernamento della rete elettrica brasiliana e la sicurezza informatica. Un governo bolsonarista potrebbe favorire partner occidentali a scapito di quelli cinesi, ma solo se l'offerta europea sarà competitiva in termini di costi e tempi di realizzazione. La storia recente mostra che il pragmatismo economico prevale spesso sulle dichiarazioni ideologiche, soprattutto in un Paese dove la pressione inflazionistica e la disoccupazione giovanile restano emergenze quotidiane.


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Una nuova ondata di candidati MAGA in corsa per le midterm 2026


Rolling Stone passa in rassegna sette esponenti della destra repubblicana sostenuti da Trump contro candidati meno fedeli, in vista del voto di novembre.

La rivista Rolling Stone ha passato in rassegna sette candidati repubblicani sostenuti dal presidente Donald Trump in vista del voto di midterm di novembre e li indica come la nuova ondata di esponenti dell'area MAGA in corsa per cariche federali e locali. I nomi vanno da un procuratore generale di lungo corso nel Texas a una vecchia stella della tv reality di Los Angeles, e includono YouTuber, ex militari ed ex banchieri d'investimento. Nelle primarie già svolte Trump ha usato il proprio potere per estromettere dal Congresso i repubblicani che ha giudicato poco fedeli, fra cui il deputato del Kentucky Thomas Massie e i senatori John Cornyn nel Texas e Bill Cassidy in Louisiana.

Midterm 2026 · La nuova ondata MAGA

I sette volti che Trump ha scelto per il voto di novembre


Rolling Stone ha passato in rassegna sette candidati repubblicani sostenuti dal presidente: dal procuratore generale del Texas a una vecchia stella del reality show, passando per uno YouTuber, un ex Navy SEAL e un ex banchiere d'investimento.

Rolling Stone Sette corse, dal Senato federale a Sindaco

Il quadro d'insieme

7

diversi candidati con l'endorsement del presidente
Provenienze lontanissime tra loro, accomunate da un'agenda di estrema destra e dalla totale fedeltà a Trump.

4
1
1
1

4 Camera
1 Senato
1 Governatore
1 Sindaco

Esplora in dettaglio
1I candidati 2Le cariche 3La purga

I candidati

Tocca un nome per scoprire chi è e cosa rappresenta


Sette biografie agli antipodi tra loro — l'aula di un tribunale, una base militare, un canale YouTube, un set televisivo — convergono sulla stessa piattaforma politica MAGA.

KP

Ken Paxton
Senato federale · Texas
Procuratore

Procuratore Generale del Texas, ha battuto alle primarie il senatore uscente John Cornyn grazie all'appoggio del presidente. Era stato un suo alleato chiave nel fallito tentativo di ribaltare il risultato voto del 2020.

Incriminazione per frode, 2015 Impeachment 2023, assolto

EG

Ed Gallrein
Camera · Kentucky, 4° distretto
Ex Navy SEAL

Ex ufficiale dei Navy SEAL e agricoltore, ha vinto la nomination dopo la primaria più costosa nella storia della Camera dei Rappresentanti. Trump lo ha scelto per estromettere Thomas Massie, il suo principale critico interno al partito.

Contro aborto e politiche DEI

BH

Brandon Herrera
Camera · Texas, 23° distretto
YouTuber

YouTuber con milioni di follower, noto come "The AK Guy" per i video in cui prova armi da fuoco. Si presenta a un'elezione speciale in un distretto a forte componente ispanica, dove lo sfiderà la candidata democratica Katy Padilla Stout.

Supporter di Kyle Rittenhouse

CF

Clay Fuller
Camera · Georgia
Ex procuratore

Ex procuratore distrettuale e ufficiale dell'aeronautica, occupa il seggio lasciato da Marjorie Taylor Greene dopo la sua rottura con Trump. Sostiene le espulsioni di massa immediate e la fine della cittadinanza per diritto di nascita.

"Espulsioni di massa subito"

JF

James Fishback
Governatore · Florida
Ex banchiere

Ex banchiere d'investimento, corre per il posto da governatore lasciato libero da Ron DeSantis. Legato al movimento online dei "groyper" di estrema destra di Nick Fuentes, è distanziato a doppia cifra nei sondaggi rispetto al favorito Byron Donalds, anch'egli appoggiato da Trump.

Vuole abolire i visti H-1B Divieto totale di aborto

MO

Marty O'Donnell
Camera · Nevada, 3° distretto
Compositore

Compositore delle colonne sonore dei videogiochi Halo e Destiny, oltre che del celebre jingle di Mr. Clean. Nel 2016 aveva definito Trump un "idiota" sui social, ma oggi ne sostiene fortemente l'agenda politica. Aveva già perso le primarie nel 2024.

Ha paragonato l'aborto all'Olocausto

SP

Spencer Pratt
Sindaco · Los Angeles
Star TV

Ex stella del reality show The Hills, costruisce la corsa a sindaco su pubblicità generate dall'intelligenza artificiale, attorno al racconto dell'incendio Palisades del 2025 che ha distrutto la sua villa da 2,5 milioni di dollari. Secondo Rolling Stone ha bruciato 10 milioni di dollari in due anni.

Campagna a base di spot IA

Le corse in palio

Gli endorsement coprono tutta la scala del potere


Le sette candidature attraversano ogni livello istituzionale: il presidente sostiene aspiranti senatori e deputati a Washington, un governatore e persino un sindaco.

Senato federale 1 corsa

Texas

Ken Paxton
Ha sconfitto alle primarie il senatore uscente John Cornyn.

Camera dei Rappresentanti 4 corse

Ky · 4°

Ed Gallrein
Scelto da Trump per estromettere Thomas Massie.

Tx · 23°

Brandon Herrera
Elezione speciale per un seggio rimasto vacante.

Georgia

Clay Fuller
Occupa il seggio lasciato da Marjorie Taylor Greene.

Nv · 3°

Marty O'Donnell
Già sconfitto nelle primarie del 2024.

Governatore 1 corsa

Florida

James Fishback
Corre per il posto lasciato libero da Ron DeSantis.

Sindaco 1 corsa

Los Angeles

Spencer Pratt
Campagna costruita su spot generati con l'IA.

Dal seggio più alto del Congresso fino al municipio di una grande città: il presidente investe il proprio capitale politico su ogni gradino del potere americano, non solo a Washington.

La resa dei conti interna

Trump ha rimosso i dissidenti per far spazio ai suoi fedelissimi


Nelle primarie già svolte il presidente ha usato tutto il suo ascendente sugli elettori repubblicani per estromettere dal Congresso coloro che ha giudicato poco fedeli alla sua linea.

John Cornyn
Senatore · Texas
Sconfitto
→ Battuto alle primarie e sostituito da Ken Paxton.

Thomas Massie
Deputato · Kentucky
Estromesso
→ Principale critico interno di Trump, rimpiazzato da Ed Gallrein.

Bill Cassidy
Senatore · Louisiana
Sconfitto
→ Anche lui tra i repubblicani giudicati poco fedeli e battuti alle primarie.

Fonte Rassegna di Rolling Stone sui candidati repubblicani sostenuti da Donald Trump in vista del voto di midterm di novembre 2026. Elaborazione FocusAmerica.

Ken Paxton, procuratore generale del Texas, corre per il Senato federale dopo avere ottenuto l'appoggio del presidente contro il senatore uscente John Cornyn, sconfitto alle primarie. Paxton era stato un alleato chiave di Trump nel tentativo di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 e aveva presentato alla Corte suprema la causa Texas contro Pennsylvania per annullare i voti elettorali di Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. La sua biografia personale è punteggiata da scandali ricostruiti da Rolling Stone: il divorzio della moglie per presunte relazioni extraconiugali, un'incriminazione per frode su titoli del 2015 chiusa con un patteggiamento nel 2024, l'accusa nel 2020 da parte dei suoi stessi collaboratori di avere preso parte a uno schema di corruzione e l'impeachment del 2023 da parte del suo stesso partito, da cui è stato infine assolto.

Ed Gallrein, ex ufficiale dei Navy SEAL e agricoltore di Shelbyville, è stato scelto da Trump per estromettere alla Camera il deputato del Kentucky Thomas Massie, principale critico interno alla maggioranza repubblicana. Gallrein aveva tentato senza successo di vincere le primarie per il Senato statale nel 2024 e ha poi conquistato la nomination del quarto distretto del Kentucky con il sostegno diretto del presidente. La sfida, scrive Rolling Stone, è stata la primaria più costosa nella storia della Camera dei rappresentanti. Gallrein ha definito la guerra contro l'Iran voluta dal presidente come una mossa da "scacchi a cinque dimensioni" e ha descritto Trump come una persona molto giovanile, che "sembra più giovane di vent'anni di persona". Si oppone all'aborto e alle politiche per la diversità. Chiede più fondi per la sicurezza interna e per l'agenzia federale per l'immigrazione.

Nel 23esimo distretto del Texas corre Brandon Herrera, uno YouTuber con milioni di follower noto come "The AK Guy" per i video in cui prova armi e commenta le sparatorie più note. Herrera aveva sfiorato la vittoria nelle primarie del 2024 contro l'allora deputato repubblicano Tony Gonzales, che si è dimesso dal Congresso e dalla campagna di rielezione dopo le accuse di comportamenti sessuali impropri con il personale e il suicidio di un ex collaboratore con cui avrebbe avuto una relazione. Herrera, appoggiato da Trump, corre ora a un'elezione speciale per il seggio vacante, e in passato ha ospitato sul suo canale Kyle Rittenhouse, autore della sparatoria di Kenosha, e ha pubblicato una ricostruzione dell'assassinio di Martin Luther King Jr. poco prima di ricevere l'endorsement del presidente. Il distretto, a forte componente ispanica, vede come sfidante democratica l'avvocata poco nota Katy Padilla Stout.

In Georgia il seggio alla Camera della deputata Marjorie Taylor Greene, dimessasi dopo il deterioramento dei rapporti con Trump sul caso Epstein e su Israele, è stato occupato in via provvisoria da Clay Fuller, ex procuratore distrettuale del Lookout Mountain Judicial Circuit, ora in corsa per restarci. Fuller è ex ufficiale dell'aeronautica e della Guardia nazionale. Ha sostenuto che l'ex deputato democratico Eric Swalwell dovrebbe affrontare la pena di morte per le accuse di violenza sessuale. Appoggia le "espulsioni di massa subito" e la fine della cittadinanza per diritto di nascita. Ha descritto i bambini di immigrati nati negli Stati Uniti come una "invasione deliberata". Lo scorso mese ha affermato che "lo Stretto di Hormuz è aperto e i prezzi del greggio scendono", nonostante la guerra in corso contro l'Iran.

James Fishback, ex banchiere d'investimento, corre per il posto di governatore della Florida lasciato libero da Ron DeSantis. Rolling Stone lo descrive come legato al movimento di estrema destra online dei "groyper" guidato dall'influencer Nick Fuentes, che lo ha appoggiato. Fishback ha costruito visibilità con una comunicazione digitale provocatoria: ha chiamato il suo principale rivale alle primarie, il deputato afroamericano Byron Donalds, in modo dispregiativo storpiandone il nome e ha sostenuto che Donalds vuole "trasformare la Florida in un ghetto di case popolari". Dopo l'arresto del commentatore politico Don Lemon in una chiesa del Minnesota durante una protesta, Fishback ha scritto che Lemon "è stato fortunato a non essere stato impiccato in pubblica piazza". Sostiene un divieto totale dell'aborto senza eccezioni, vuole tassare chi vende contenuti su OnlyFans, abolire il programma di visti H-1B e impiegare la Guardia nazionale per rimuovere i senzatetto dalle strade. Nei sondaggi resta in doppia cifra di distacco dal favorito Donalds, appoggiato da Trump.

Marty O'Donnell, compositore delle colonne sonore dei videogiochi Halo e Destiny e del celebre jingle di Mr. Clean, corre per la Camera nel terzo distretto del Nevada con l'appoggio di Trump. Aveva già perso le primarie nel 2024. Ha paragonato l'aborto legale all'Olocausto e ha affermato che se le donne "fanno sesso fuori dal matrimonio" la società "collassa". Nel 2016 aveva definito Trump un "idiota" sui social, ma ne sostiene oggi l'agenda. Lo stesso Roger Stone, alleato del presidente, lo ha criticato, e il candidato ha attirato altre polemiche per avere ospitato nel proprio podcast Charles Cornish-Dale, influencer della destra noto online come "Raw Egg Nationalist" e autore di contenuti che esaltano Adolf Hitler e il partito nazista. O'Donnell ha sostenuto di non sapere chi fosse Cornish-Dale al momento dell'intervista.

Spencer Pratt, ex stella del reality televisivo The Hills, è in corsa per la carica di sindaco di Los Angeles con l'appoggio del presidente. La campagna è costruita su pubblicità generate con l'intelligenza artificiale che descrivono la città come una distopia governata male dai democratici e ruota attorno al racconto dell'incendio Palisades del 2025, che ha distrutto la sua villa sulla costa da 2,5 milioni di dollari. Un'inchiesta del Los Angeles Times ha rivelato che la campagna ha speso oltre 15 mila dollari in poco più di un mese all'Hotel Bel-Air e 1.800 dollari di tequila per un solo evento. Secondo Rolling Stone, Pratt ha bruciato 10 milioni di dollari in due anni con il proprio stile di vita.

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Seattle, la Commissione LGBTQ chiede lo stato di emergenza per i trans in fuga dagli Stati repubblicani


La Commissione vuole che la sindaca Katie Wilson dichiari lo stato di emergenza civile per finanziare i servizi destinati alle persone trans arrivate dagli Stati repubblicani. La sindaca, per ora, respinge la proposta e apre solo a un tavolo di lavoro.

La Commissione LGBTQ di Seattle ha chiesto alla sindaca Katie Wilson di dichiarare lo stato di emergenza civile per rispondere all'arrivo di un numero crescente di persone transgender e non binarie in fuga dagli Stati a guida repubblicana, dove negli ultimi anni i loro diritti sono stati progressivamente limitati. La richiesta è contenuta in una lettera inviata alla prima cittadina, esponente dell'area socialista democratica.

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Secondo la Commissione, molte di queste persone hanno raggiunto Seattle in cerca di sicurezza, protezione e servizi essenziali. Si tratta di uomini e donne trans, persone non binarie e persone two-spirit, identità riconosciuta in alcune culture native americane. Nella lettera, la Commissione le definisce "sfollati interni" e chiede alle autorità cittadine una risposta rapida a quella che descrive come una crisi urgente per la comunità LGBTQ.

Una pressione crescente sui servizi locali


Il fenomeno è aumentato dopo le elezioni del 2024. Secondo un sondaggio del Movement Advancement Project pubblicato nell'ottobre 2025, tra novembre 2024 e giugno 2025 circa il 9% delle persone trans negli Stati Uniti ha cambiato Stato, mentre il 43% stava valutando di farlo. Incrociando questi dati con la stima di Gallup, che parla di circa 4,5 milioni di persone trans in totale nel Paese, si arriverebbe a oltre 400.000 persone che si sono trasferite insieme alle loro famiglie. Poiché dopo giugno 2025 le leggi restrittive contro le persone trans negli Stati a maggioranza repubblicana sono aumentate, è probabile che i trasferimenti siano continuati.

L'afflusso ha messo sotto pressione le organizzazioni di comunità, che non erano preparate a gestire numeri così elevati. Sono realtà che offrono assistenza economica d'emergenza, alloggi, supporto legale, piani per la sicurezza personale e accesso alle cure legate alla transizione di genere. Il presidente della Commissione, Chris Curia, ha spiegato a FOX13 che alcune di queste organizzazioni rischiano di esaurire i fondi entro la fine dell'estate. Nella sua lettera, la Commissione avverte che in diversi casi la domanda ha già superato la capacità disponibile.

La risposta di Wilson


È proprio la carenza di fondi ad aver spinto la Commissione a chiedere lo stato di emergenza. La misura, precisa la lettera, non avrebbe lo scopo di fermare gli arrivi, a differenza degli stati di emergenza invocati dal presidente Trump al confine meridionale e nel Distretto di Columbia, ma di garantire risorse adeguate ai servizi locali. Il codice municipale di Seattle prevede che, in caso di emergenza civile, la sindaca possa firmare contratti e impegni di spesa per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini senza passare dalle procedure ordinarie, più lente. In questo modo potrebbero essere sbloccati fondi per finanziare le organizzazioni locali.

Resta però incerto se questi trasferimenti rientrino davvero nei requisiti previsti dal codice, che cita emergenze legate ad attacchi nemici, sabotaggi o altre azioni ostili, oppure a incendi, alluvioni, tempeste, terremoti e altre calamità naturali. La stessa Commissione ammette che la sindaca potrebbe scegliere una strada diversa, se più praticabile.

Da parte sua Wilson, almeno per ora, non intende dichiarare lo stato di emergenza. Ha invece indicato come passo più utile la creazione di un gruppo di lavoro con l'Ufficio per i Diritti Civili di Seattle, il Consiglio Comunale, le agenzie cittadine e le organizzazioni di comunità. Il gruppo dovrà valutare le risorse disponibili e definire un piano di investimenti a lungo termine per i residenti attuali e per chi è arrivato da poco. I tempi saranno stretti: i lavori si svolgeranno tra giugno e agosto 2026. Curia ha accolto la risposta della sindaca come un buon punto di partenza.

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Sanders vuole che lo Stato possieda il 50% delle aziende di intelligenza artificiale


Sul New York Times il senatore indipendente del Vermont propone di prelevare quote di OpenAI, Anthropic e xAI per dare a ogni americano una partecipazione diretta nel settore dell'IA.

Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha proposto in un editoriale pubblicato sul New York Times di tassare con un'aliquota una tantum del 50 per cento le maggiori aziende dell'intelligenza artificiale e di usare quel gettito, pagato in azioni, per creare un fondo sovrano statunitense che garantisca a ogni americano una partecipazione diretta nel settore. "L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità", ha scritto Sanders.

La legge che Sanders intende presentare nelle prossime settimane si chiama American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. La tassa non colpirebbe i profitti di OpenAI, Anthropic, xAI e delle altre grandi società del settore ma verrebbe versata sotto forma di quote azionarie. "Il quesito non è se l'IA cambierà il mondo. Lo farà. Il quesito è: chi possiederà e controllerà quel futuro? Chi ne trarrà beneficio e chi sarà danneggiato?", scrive il senatore.
Il fondo sovrano sull'IA di Sanders — FocusAmerica

Intelligenza artificiale · La proposta di Sanders

Sanders vuole tassare l'IA al 50% e farsi pagare in azioni


Il senatore progressista del Vermont propone un fondo sovrano che renda ogni americano comproprietario delle grandi aziende di intelligenza artificiale. Non con il denaro delle tasse, ma con le loro quote azionarie.

Editoriale di Bernie Sanders · The New York Times American A.I. Sovereign Wealth Fund Act


0%
Una tantum

Non un prelievo sui profitti: l'aliquota sulle maggiori aziende di IA si pagherebbe in azioni.

Lo Stato entrerebbe così nel capitale di OpenAI, Anthropic e xAI, con diritto di voto e un seggio in ogni Consiglio di Amministrazione.

Esplora la proposta
1 Proposta 2 Meccanismo 3 Modelli 4 Posizioni

Il meccanismo in breve

Una tassa che si paga cedendo quote dell'azienda


Sanders presenterà nelle prossime settimane al Senato l'American A.I. Sovereign Wealth Fund Act. L'aliquota una tantum proposta non colpirebbe i profitti: si verserebbe infatti in azioni, che confluirebbero in un fondo pubblico.

50%
Aliquota una tantum sulle maggiori aziende dell'IA

In azioni
Pagata in quote azionarie, non sui ricavi

Voto + seggio
Rappresentanza paritaria nel CdA di ciascuna azienda

3 colossi
OpenAI, Anthropic e xAI tra le società coinvolte

«L'intelligenza artificiale è costruita su una risorsa pubblica molto più preziosa del petrolio: la conoscenza, la creatività e il lavoro accumulati dell'umanità.»

Bernie Sanders

Dalla tassa al cittadino

Come la ricchezza dell'IA arriverebbe agli americani secondo la proposta di Sanders


Quattro passaggi, dalla tassazione versata in azioni fino ai servizi pubblici per tutti.

1
La tassa in azioni
Le grandi aziende di IA versano un'aliquota una tantum del 50% sotto forma di quote azionarie, non di denaro.

2
Il fondo sovrano
Le quote confluiranno in un fondo pubblico, che otterrà diritto di voto e un seggio nei Consigli di Amministrazione.

3
I proventi diretti
I primi proventi del fondo finanzierebbero assegni che verranno versati direttamente agli americani.

4
I servizi per tutti
Con la crescita del fondo in futuro verranno finanziati sanità, istruzione e casa per «ogni uomo, donna e bambino» del Paese.

I precedenti nel resto del mondo

Decine di Paesi già redistribuiscono in questo modo la ricchezza


I fondi sovrani esistenti nascono quasi sempre dal petrolio. La differenza è che quello immaginato da Sanders nascerebbe invece dall'IA.

2.000 mld $

Norvegia
Tra i più grandi al mondo, oggi valutato oltre duemila miliardi di dollari.
Petrolio

50 anni

Alaska
Creato mezzo secolo fa, distribuisce da decenni un dividendo annuo a tutti i residenti.
Petrolio

Ordine
esecutivo

Stati Uniti
Trump ha già firmato l'atto per istituire un fondo sovrano americano.
Da definire

Fondo
sull'IA

La proposta Sanders
Alimentato non dal petrolio, ma dalle azioni delle aziende di intelligenza artificiale.
Azioni IA

Una convergenza inattesa

Non solo Sanders: anche le big tech vogliono un fondo sovrano


L'idea di una partecipazione pubblica alla ricchezza dell'IA è condivisa, in forme diverse, anche da chi quella ricchezza la produce.

BS

Bernie Sanders
Senatore progressista, Vermont

Tassa del 50% versata in azioni e fondo sovrano con diritto di voto e seggi nei CdA. I proventi del fondo finanzieranno prima assegni diretti, poi in futuro sanità, istruzione e case per i cittadini americani.

OA

OpenAI
Sviluppatore di ChatGPT

Ha proposto un «fondo di ricchezza pubblica» che dia a ogni cittadino, anche a chi non investe direttamente nei mercati, una partecipazione alla crescita trainata dall'IA.

AN

Anthropic
Dario Amodei, Amministratore Delegato

Ha caldeggiato la creazione di «fondi sovrani nazionali con quote nell'IA».

EM

Elon Musk
Fondatore di xAI

Indica in un «reddito universale», distribuito tramite assegni federali, il modo migliore per affrontare la disoccupazione che verrà causata dall'IA.

DT

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti

Ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano, pur con finalità e fonti diverse da quelle proposte da Sanders.

Fonte Editoriale di Bernie Sanders, The New York Times. Elaborazione FocusAmerica.

Per Sanders l'intelligenza artificiale non è stata "creata dal nulla" e si fonda sul lavoro creativo di milioni di persone. "L'IA è costruita sulla nostra intelligenza collettiva: i nostri libri, le nostre canzoni, le opere d'arte, il giornalismo, il codice informatico, la ricerca scientifica, i video, le conversazioni, le immagini e le idee che attraversano generazioni", scrive. Lo stesso amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, ricorda il senatore, ha riconosciuto che i modelli di IA sono stati addestrati sulla nostra "esperienza, conoscenza collettiva" e sugli "insegnamenti dell'umanità". Per Sanders "gli oligarchi tecnologici hanno dato in pasto questa conoscenza ai loro modelli di IA senza permesso, senza riconoscimento, senza compenso" e di fatto "hanno rubato" il lavoro di scrittori, artisti, musicisti, giornalisti, insegnanti, scienziati e cittadini comuni.

Il fondo sovrano darebbe al pubblico un ruolo diretto nel determinare il futuro della tecnologia: il governo federale avrebbe "il potere, attraverso le proprie quote di voto e una rappresentanza paritaria nel consiglio di amministrazione di ogni azienda, di bloccare le decisioni che danneggiano i cittadini e di spingere per politiche che li aiutino". Inoltre garantirebbe che le "migliaia di miliardi di dollari potenzialmente generati dall'IA" servano "a migliorare la vita di tutti noi e non semplicemente a rendere ancora più ricche le persone più ricche del mondo".

La stessa idea è stata avanzata anche da alcune delle principali aziende del settore. OpenAI ha proposto un "fondo di ricchezza pubblica che dia a ogni cittadino, compresi quelli che non investono nei mercati finanziari, una partecipazione nella crescita economica trainata dall'IA". Anthropic, guidata da Dario Amodei, ha caldeggiato la creazione di "fondi sovrani nazionali con quote nell'IA". Anche Elon Musk, fondatore di xAI, ha scritto che "un reddito alto universale attraverso assegni emessi dal governo federale è il modo migliore per affrontare la disoccupazione causata dall'IA".

Decine di fondi sovrani sono attivi nel mondo per fare in modo che i cittadini beneficino della ricchezza nazionale. La Norvegia ne ha uno tra i più grandi, finanziato con i proventi del petrolio e oggi valutato oltre 2 mila miliardi di dollari. L'Alaska ha creato cinquant'anni fa un proprio fondo sovrano a partire dalle entrate petrolifere statali, che da decenni distribuisce un dividendo annuo a tutti i residenti. Anche il presidente Donald Trump, ricorda il senatore, ha firmato un ordine esecutivo per istituire un fondo sovrano americano.

Il gettito iniziale del fondo, scrive Sanders, dovrebbe servire a pagare assegni diretti agli americani. Man mano che il fondo crescerà, i proventi dovrebbero garantire "a ogni uomo, donna e bambino del nostro paese un livello di vita decente e dignitoso, compresi sanità, istruzione e casa". Il senatore ammette che dare al governo una partecipazione rilevante in un'azienda è "complicato" e rinvia i dettagli, dalle priorità di spesa ai meccanismi di attuazione, al testo della legge che presenterà nelle prossime settimane.

"Quando una risorsa pubblica genera ricchezza, il pubblico deve avere una parte di quella ricchezza", conclude Sanders. "Il futuro dell'IA e il destino dell'umanità non devono essere decisi a porte chiuse nella Silicon Valley. Non devono essere dettati dai miliardari che cercano di massimizzare il proprio potere e il proprio profitto. Devono essere decisi dai lavoratori, dai genitori, dagli insegnanti, dagli artisti, dagli scienziati, dalle comunità e dal popolo americano".

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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L'Iran ha già riaperto gran parte delle basi missilistiche colpite da Usa e Israele


Un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari mostra che Teheran ha già ripristinato molti accessi ai tunnel sotterranei e dispone ancora di circa mille missili operativi. Trump, intanto, continua a fornire versioni contraddittorie sulla sorte dell'esercito iraniano.

L'Iran ha riaperto 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 basi missilistiche sotterranee durante la recente guerra durata circa un mese. Secondo un'analisi della CNN basata sulle immagini satellitari, Teheran conserva inoltre un arsenale di circa mille missili nascosti in profondità e ha già recuperato gran parte delle infrastrutture danneggiate. Uno degli obiettivi centrali del conflitto, distruggere o almeno paralizzare la capacità missilistica iraniana, appare, quindi, ben lontano dall'essere stato raggiunto.

Medio Oriente · Capacità missilistica iraniana

Bastano i bulldozer: l'Iran ha già riaperto i tunnel dove sono nascosti i suoi missili


A guerra finita, Teheran ha rimesso in funzione 50 dei 69 ingressi colpiti alle sue 18 basi missilistiche sotterranee. Uno degli obiettivi principali del conflitto — paralizzare l'arsenale iraniano — resta lontano.

Analisi CNN su immagini satellitari 18 basi sotterranee monitorate


0%
Ingressi riaperti

Dei 69 ingressi distrutti dagli attacchi Usa-Israele, 50 sono già stati riaperti. Per farlo sono bastati normali mezzi da cantiere.

~1.000
Missili ancora nascosti

18
Basi sotterranee colpite

20+
Anni per costruirle

Esplora in dettaglio
1 Ricostruzione 2 Paradosso 3 Parole vs fatti 4 Lo stallo

La velocità del ripristino

Per riaprire i tunnel sono bastate banali ruspe e camion


Le immagini satellitari mostrano un ripristino più rapido del previsto: gli accessi distrutti sono stati riaperti rimuovendo le macerie, riempiendo i crateri e, in due basi, persino riasfaltando le strade bombardate.

4/5
Accessi già riaperti alla base di Dezful
12 maggio

10+
Mezzi da cantiere su un solo ingresso a Khomeyn
15 aprile

2
Basi con le strade bombardate già riasfaltate
Immagini satellitari

Riavviata
La produzione di droni, secondo l'intelligence Usa
Lanciamissili in sostituzione

Secondo un funzionario statunitense citato dalla CNN, gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate. Funzionario statunitense alla CNN

L'asimmetria del conflitto

Armi sofisticate per colpire, mezzi comuni per riparare i danni


Distruggere quelle infrastrutture ha richiesto armamenti avanzati e costosi. Rimetterle in funzione è stato, al contrario, semplice ed economico.

Per colpire i tunnel
Alta tecnologia, alto costo

  • Armi guidate di precisione
  • Ordigni anti-bunker
  • Settimane di attacchi mirati


Per riaprirli
Bassa tecnologia, basso costo

  • Ruspe
  • Pale meccaniche
  • Camion per rimuovere le macerie


100+ m
Alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia: una profondità che li rende molto difficili da distruggere con attacchi convenzionali.

Per provocare questo tipo di danni servono armi molto sofisticate e costose, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer. Teheran si preparava a questo tipo di guerra da oltre vent'anni. Timur Kadyshev, Università di Amburgo, alla CNN

Le dichiarazioni alla prova dei fatti

Cosa è stato detto sull'Iran, e cosa mostrano i dati


Per mesi l'Amministrazione Trump ha dichiarato distrutta la capacità militare iraniana. Le immagini satellitari e l'intelligence raccontano tutta un'altra storia.

Pete Hegseth · Segretario alla Difesa
All'Iran restano pochi lanciamissili da dissotterrare e non ha più un'industria militare.

L'intelligence statunitense rileva che la produzione di droni è ripartita e che i lanciamissili sono già in fase di sostituzione.

Donald Trump · marzo, su Truth Social
Tra gli obiettivi: degradare completamente la capacità missilistica iraniana.

50 dei 69 ingressi riaperti e circa 1.000 missili ancora nascosti in profondità e pronti all'uso.

Donald Trump · intervista a Fox News
L'esercito iraniano «lo abbiamo lasciato intatto»… e poco dopo: «L'Iran non ha più un esercito».

Due affermazioni che si contraddicono nella stessa intervista, senza alcun riferimento a corpi esterni come i Guardiani della Rivoluzione.

A oltre tre mesi dall'inizio

Sul terreno e al tavolo negoziale, nessuna svolta


Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz e il negoziato sul nucleare resta bloccato. Trump valuta una proroga della tregua.

Stretto di Hormuz
Transito energetico quasi fermo
Chiuso

Negoziato sul nucleare
Intesa data per definita, ma non firmata
In stallo

Cessate il fuoco
In vigore da oltre sette settimane
Proroga in arrivo

Benzina negli Usa
+1 dollaro al gallone da inizio guerra
In lieve calo

I termini dell'intesa sul tavolo

Richiesta Washington
Riapertura immediata di Hormuz e ripresa dei colloqui sul programma nucleare.

Richiesta Teheran
Alleggerimento delle sanzioni e sblocco dei fondi iraniani congelati in Occidente.

Fonti Elaborazione FocusAmerica su dati CNN (analisi di immagini satellitari), James Martin Center for Nonproliferation Studies e intelligence statunitense · giugno 2026.

Per riaprire le gallerie sono bastati mezzi semplici: ruspe, pale meccaniche e camion usati per rimuovere macerie, riempire crateri e ripristinare le strade. Per settimane gli attacchi americani e israeliani avevano limitato l'accesso ai siti sotterranei, distruggendo gli ingressi e bloccando i percorsi verso le rampe di lancio. Le immagini satellitari ora disponibili mostrano però un veloce ripristino di queste infrastrutture. Alla base missilistica di Dezful, quattro dei cinque accessi risultavano già riaperti il 12 maggio. In un altro sito, vicino a Khomeyn, un'immagine del 15 aprile mostrava almeno dieci mezzi da cantiere impegnati a liberare un solo ingresso. In due basi, l'Iran ha persino riasfaltato le strade bombardate.

I lavori si sono accelerati dopo il cessate il fuoco, entrato in vigore oltre sette settimane fa. Sam Lair, ricercatore del James Martin Center for Nonproliferation Studies, ha spiegato alla CNN che, in caso di ripresa delle ostilità, l'Iran potrebbe "continuare a lanciare missili finché disporrà di lanciarazzi e equipaggiamenti, anche se la produzione si è fermata". La rete di basi sotterranee, costruita da Teheran nell'arco di oltre vent'anni, offre infatti una protezione notevole: alcuni siti si trovano sotto centinaia di metri di roccia, una profondità che rende molto difficile distruggerli con attacchi convenzionali.

Una ricostruzione semplice contro armi costose


Il paradosso, secondo gli esperti, è che colpire quelle infrastrutture ha richiesto armi sofisticate e costose, mentre riparare i danni è stato relativamente semplice. Timur Kadyshev, ricercatore dell'Institute for Peace Research and Security Policy dell'Università di Amburgo, ha spiegato alla CNN che "servono armi molto sofisticate e molto costose per provocare questo tipo di danni, mentre la ricostruzione è a bassissima tecnologia: bastano i bulldozer". Teheran, ha aggiunto, "si preparava a questo tipo di guerra da più di vent'anni".

Anche le valutazioni dell'intelligence americana vanno nella stessa direzione. Secondo i loro rapporti, l'Iran ha già ripreso a ricostruire capacità militari chiave, ha riavviato la produzione di droni e sta sostituendo lanciarazzi e impianti di produzione. "Gli iraniani hanno superato tutte le previsioni temporali fissate dall'intelligence per la ricostruzione delle proprie Forze Armate", ha riferito alla CNN un funzionario statunitense.

Il quadro contraddice in pieno le dichiarazioni fatte per mesi da Trump e dai suoi collaboratori. A marzo, su Truth Social, il presidente aveva indicato tra i cinque "obiettivi" del conflitto quello di "degradare completamente la capacità missilistica iraniana, distruggendo i lanciamissili e tutto ciò che li riguarda". Dopo il cessate il fuoco, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva sostenuto che all'Iran fossero rimasti solo pochi lanciamissili e missili da dissotterrare, "senza alcuna possibilità di sostituirli", concludendo: "Non hanno più un'industria militare".

Le contraddizioni di Trump


A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate le parole dello stesso Trump. In un'intervista andata in onda sabato su Fox News, condotta dalla nuora Lara Trump, il presidente ha prima sostenuto che la marina e l'aviazione iraniane erano "completamente sparite", poi però ha cambiato tono sull'esercito: "Il loro esercito lo abbiamo in un certo senso lasciato stare, perché pensiamo che sia in qualche modo moderato. Lo abbiamo lasciato intatto. La gente si sorprenderebbe a sentirlo". Secondo Trump, risparmiare le Forze Armate iraniane servirebbe a evitare il caos visto in Iraq e Siria dopo il crollo delle strutture statali.

Pochi istanti dopo, però, si è contraddetto nella stessa intervista: "L'Iran è in una pessima posizione. Non ha più un esercito, solo belle parole e le fake news della nostra stampa che le ripetono". Alcuni esperti e sostenitori del presidente hanno interpretato l'incongruenza come una gaffe, ipotizzando che Trump intendesse riferirsi ai Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare iraniano noto con la sigla IRGC. Ma nelle sue parole non compare alcun riferimento a quel Corpo, come ha osservato su X il deputato democratico della California Ted Lieu.

Hormuz resta chiuso e il negoziato è in stallo


Intanto, a oltre tre mesi dall'inizio del conflitto, gli Stati Uniti restano bloccati anche sul piano diplomatico. Washington non è riuscita a riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico energetico mondiale, dove il transito resta quasi fermo. Trump sta ora valutando un'offerta dei mediatori per prorogare di altri 60 giorni un cessate il fuoco sempre più fragile.

Un accordo per estendere la tregua era stato dato per definito già giovedì scorso, in attesa solo del via libera del presidente, ma non è ancora stato firmato. Secondo i funzionari statunitensi, l'intesa prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto e la ripresa dei colloqui sul programma nucleare iraniano. Teheran chiede in cambio un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati nei sistemi finanziari occidentali. Non è chiaro se il ritardo dipenda dalla riluttanza di Trump a irritare gli alleati più falchi, contrari a concessioni verso l'Iran, oppure dal fatto che i negoziatori stiano ancora limando il testo. Il vicepresidente JD Vance aveva detto giovedì ai giornalisti che alcuni punti dell'accordo erano ancora da definire.

Una buona notizia per Trump, però, c'è già: negli Stati Uniti i prezzi della benzina stanno lentamente scendendo, soprattutto grazie all'ottimismo sull'andamento dei negoziati. La media nazionale, tuttavia, era già aumentata di oltre un dollaro al gallone all'inizio della guerra e, secondo gli esperti, una parte di quei rincari potrebbe durare ancora per mesi.

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Gli Stati Uniti valutano di schierare aerei a capacità nucleare nell'est Europa


Secondo il Financial Times, Washington intende discutere il dispiegamento di aerei a doppia capacità (nucleare e convenzionale) in altri Stati europei. L'interesse arriva soprattutto da Polonia e Paesi baltici, in prima linea contro una possibile aggressione russa all'Europa.

Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di schierare in nuovi Paesi europei della NATO aerei in grado di trasportare armi nucleari. Lo rivela il Financial Times, che cita tre fonti a conoscenza dei colloqui. Si tratta dei cosiddetti Dual-Capable Aircraft, o DCA, ovvero velivoli a doppia capacità, utilizzabili sia per missioni convenzionali sia per il trasporto di ordigni nucleari. Oggi sono presenti in sei Paesi dell'Alleanza: Belgio, Regno Unito, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia.

In questi territori opera il programma di condivisione nucleare della NATO, il cosiddetto nuclear sharing: Washington vi dispiega aerei e bombe nucleari, mantenendone però la custodia, la protezione e il controllo. L'obiettivo sarebbe rassicurare gli alleati europei del fatto che, anche se gli Stati Uniti riducessero il proprio impegno militare convenzionale, le garanzie nucleari resterebbero intatte. In altre parole, Washington vuole mostrare che il suo ombrello nucleare resta credibile mentre Donald Trump chiede agli europei di sostenere una quota maggiore della difesa convenzionale.

Il Sottosegretario alla Difesa con delega alle politiche, Elbridge Colby, aveva già dichiarato pubblicamente in passato che gli Stati Uniti continueranno a mettere il proprio arsenale nucleare al servizio della difesa degli alleati della NATO, anche mentre i Paesi europei assumeranno sempre di più un ruolo più centrale nelle forze convenzionali.

La pressione sul fianco orientale della NATO


A spingere per un'estensione del dispositivo di protezione nucleare è soprattutto il fianco orientale dell'Alleanza Atlantica. Secondo le fonti citate dal Financial Times, l'interesse arriva in particolare dalla Polonia e da alcuni Paesi baltici, cioè dagli alleati più esposti ad una eventuale aggressione militare russa contro l'Europa.

A rafforzare queste richieste sono stati l'invasione russa dell'Ucraina e le ripetute dichiarazioni di Vladimir Putin sul potenziale nucleare di Mosca. La Polonia ha più volte in passato detta di essere pronta a ospitare armi nucleari americane sotto l'egida della NATO. L'ex presidente Andrzej Duda aveva già chiesto a Washington di schierare i DCA sul territorio polacco. Nel 2026 Varsavia ha inoltre aderito per la prima volta a un'iniziativa francese che studia la possibilità di trasferire temporaneamente in Paesi alleati alcuni elementi della deterrenza nucleare di Parigi.

Un'eventuale espansione dell'ombrello nucleare statunitense verso questi Paesi toccherebbe però un punto estremamente sensibile per Mosca. L'Atto Fondativo sulle relazioni tra Russia e NATO, firmato nel lontano 1997, stabilisce infatti che l'Alleanza Atlantica non ha "intenzioni, piani o motivi" per dispiegare armi nucleari sul territorio dei nuovi Paesi membri. La Polonia rientra proprio in questa categoria, essendo entrata nella NATO nel 1999, dopo il crollo dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia.

Per ora le discussioni restano comunque confinate ai canali interni dell'Alleanza e un accordo potrebbe non arrivare a breve. La Casa Bianca, il Pentagono e la NATO non hanno voluto commentare le indiscrezioni. L'ipotesi arriva in una fase già delicata del controllo degli armamenti: tra il 4 e il 5 febbraio 2026 è scaduto il New START, l'ultimo trattato bilaterale che imponeva un tetto agli arsenali nucleari strategici di Stati Uniti e Russia. Al momento non è in vista un rinnovo, né un nuovo accordo di controllo delle armi tra le due principali potenze nucleari.

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Trump sospende il fondo da 1,8 miliardi per i suoi alleati dopo la rivolta dei repubblicani


L'amministrazione congela il fondo da 1,8 miliardi dopo l'opposizione del Congresso e due decisioni dei tribunali. I senatori repubblicani chiedono garanzie pubbliche sulla cancellazione.

L'amministrazione Trump ha sospeso il fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a risarcire le presunte vittime della "weaponization" del governo, dopo la dura opposizione dei senatori repubblicani e due decisioni di tribunali federali che ne hanno bloccato l'avvio. Tre fonti vicine al dossier hanno riferito a Reuters che la decisione è stata presa lunedì, anche se il presidente non l'ha ancora annunciata pubblicamente.

Il fondo nasce dall'accordo che ha chiuso la causa da 10 miliardi di dollari intentata dal presidente contro l'Internal Revenue Service per la diffusione, nel 2019, dei suoi dati fiscali al New York Times. In cambio della rinuncia alla causa, il dipartimento di Giustizia ha istituito un fondo di 1,776 miliardi per indennizzare chi avesse dichiarato di essere stato bersaglio di indagini o azioni legali "politicamente motivate". Una commissione apposita avrebbe dovuto esaminare le richieste fino al 2028. Trump e i suoi alleati sostengono da tempo che le forze dell'ordine, durante l'amministrazione Biden, abbiano colpito ingiustamente i conservatori.

A scatenare la rivolta è stata la possibilità che del fondo potessero beneficiare anche alcuni dei rivoltosi che il 6 gennaio 2021 assaltarono il Campidoglio per impedire la certificazione della sconfitta elettorale del presidente. Diversi senatori repubblicani hanno parlato apertamente di "slush fund", un fondo opaco a vantaggio degli alleati politici. Per ottenere la sospensione del meccanismo, hanno bloccato un pacchetto da 72 miliardi di dollari destinato a finanziare ICE e Border Patrol, una priorità della Casa Bianca sull'immigrazione.

"L'unica cosa che può risolvere questo problema, ottenere i fondi per l'immigrazione e far rispettare la legge è che il presidente cancelli il fondo sulla weaponization", ha detto ai giornalisti Chuck Grassley, presidente della commissione Giustizia, chiedendo una dichiarazione pubblica sull'eliminazione del meccanismo. Il senatore della Louisiana John Kennedy ha paragonato il pacchetto sull'immigrazione bloccato a "un braccio rotto con l'osso che fuoriesce".

Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha confermato di aver parlato con la Casa Bianca durante il fine settimana e ha detto che la soluzione migliore sarebbe "che l'amministrazione decidesse di chiuderlo da sola". Thune ha anche aggiunto che i 70 miliardi per l'immigrazione passerebbero più facilmente se dal pacchetto fosse tolto il finanziamento richiesto da Trump per costruire una sala da ballo alla Casa Bianca. L'ex vicepresidente Mike Pence domenica ha definito la proposta "profondamente offensiva", aggiungendosi alla schiera di repubblicani di alto profilo contrari al fondo. Lunedì lo speaker della Camera Mike Johnson ha tenuto un lungo incontro alla Casa Bianca proprio sulla questione.

I parlamentari repubblicani hanno presentato "un ultimatum" durante le trattative con la Casa Bianca, ha riferito una fonte interna. Trump, secondo la stessa fonte, "non è entusiasta" ma capisce che questa è l'unica strada percorribile "per ora", precisando che nulla è definitivo finché non sarà il presidente in persona ad annunciarlo. Due fonti hanno cercato di prendere le distanze dalla Casa Bianca, sostenendo che il fondo sarebbe stato un'idea del dipartimento di Giustizia e in particolare del procuratore generale facente funzioni Todd Blanche. Un funzionario del dipartimento ha precisato che Blanche non era nelle trattative per l'accordo, ma il suo vicedirettore Trent McCotter e gli avvocati dell'Office of Legal Counsel sì.

Todd Blanche guida il dipartimento ad interim dall'aprile scorso e cerca la nomina definitiva: la vicenda del fondo è il principale ostacolo sulla sua strada. Dal suo insediamento ha lavorato rapidamente per perseguire i nemici percepiti dal presidente. Il dipartimento ha ottenuto incriminazioni penali contro l'ex direttore dell'FBI James Comey, ha intensificato le indagini sull'ex direttore della CIA John Brennan e ha rimosso dal proprio sito i comunicati stampa sui procedimenti contro chi assaltò il Campidoglio. In un teso incontro tra senatori repubblicani e Blanche dopo l'annuncio del fondo, i parlamentari avevano alzato la voce sull'opportunità politica del meccanismo. "Non è tornato con nessuna risposta", ha riferito una fonte della Casa Bianca.

Venerdì due giudici federali hanno bloccato temporaneamente il fondo. La giudice distrettuale Leonie Brinkema, nominata dall'ex presidente Bill Clinton, ha emesso un'ordinanza di sospensione ad Alexandria, in Virginia, ritenendola necessaria per garantire che nessun fondo pubblico venga "irreversibilmente erogato". Un'udienza è fissata per il 12 giugno. Una seconda giudice, Kathleen Williams, che in Florida segue la causa originaria di Trump contro l'IRS, ha ordinato ai suoi avvocati di rispondere entro la stessa data alle "gravi accuse" sollevate dai critici, secondo i quali la causa sarebbe stata abbandonata per evitare lo scrutinio di un accordo illegittimo.

Le cause contro il fondo sono almeno quattro. Quella che ha portato all'ingiunzione in Virginia è stata depositata dalle organizzazioni legali Democracy Forward e Common Cause per conto di due attori inconsueti: un ex procuratore federale che aveva seguito i casi del 6 gennaio, licenziato dal dipartimento di Giustizia, e un professore universitario californiano già assolto dall'accusa di aver aggredito agenti federali. I querelanti sostengono che l'amministrazione abbia orchestrato un "accordo collusivo" per aggirare la Appropriations Clause della Costituzione, costruendo un sistema di distribuzione finanziaria senza il consenso del Congresso.

Il dipartimento di Giustizia ha dichiarato di essere in "forte disaccordo" con la decisione, ma ha precisato che rispetterà l'ordine del tribunale. Skye Perryman, presidente di Democracy Forward, ha detto che la fine dell'accordo "sarebbe una grande vittoria per gli americani", aggiungendo però che l'associazione non intende ritirare immediatamente la causa: "Finché l'amministrazione non abbandonerà del tutto lo schema, e finché non sarà fuori discussione che non si ripeterà, continueremo a contestarlo in tribunale".

Democratici e alcuni repubblicani vogliono garanzie che il meccanismo non torni sotto altre forme. Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha annunciato su X una proposta di legge per vietare il fondo e impedire a qualsiasi presidente di replicarlo in futuro. L'accordo originale tra Trump e l'IRS conteneva inoltre una clausola che vieta all'agenzia di aprire verifiche fiscali sui redditi del presidente, dei suoi familiari e delle sue società dichiarati prima del 18 maggio. Non è chiaro se la sospensione del fondo avrà conseguenze su questa parte dell'intesa.

La rivolta repubblicana è considerata una rara prova di indipendenza dei parlamentari del partito, soprattutto dopo l'endorsement del presidente per il procuratore generale del Texas Ken Paxton contro il senatore in carica John Cornyn, in vista di una elezione di midterm cruciale. Il dietrofront sul fondo si somma ad altri rovesci recenti, dalla sconfitta in tribunale sui piani per riorganizzare il John F. Kennedy Center for the Performing Arts alle difficoltà nel chiudere la guerra in Iran.

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Lo scandalo dei messaggi sessuali travolge il candidato democratico in Maine


Graham Platner, candidato progressista sostenuto da Sanders, ammette di aver mandato messaggi sessuali ad altre donne. La corsa per togliere il seggio a Susan Collins ora è in bilico.

Il Maine è diventato il centro della scena politica americana per uno scandalo che rischia di compromettere le possibilità dei democratici di riconquistare la maggioranza al Senato alle elezioni di metà mandato di novembre. Il candidato democratico Graham Platner ha ammesso di aver scambiato messaggi a sfondo sessuale con diverse donne dopo essersi sposato nel 2023, in una vicenda rivelata sabato 30 maggio dal Wall Street Journal e dal New York Times.

Platner è un personaggio insolito per la politica americana. Ha 41 anni, fa l'ostricoltore in una piccola comunità costiera del Maine ed è un ex marine con quattro turni di servizio in zona di combattimento tra Iraq e Afghanistan. Prima di candidarsi non aveva ricoperto incarichi politici significativi: il suo unico ruolo pubblico è stato quello di responsabile del porto di Sullivan, un paese di circa 1.300 abitanti. Ha lanciato la sua campagna ad agosto del 2025 con un video diventato virale, presentandosi come candidato anti-establishment a favore della sanità universale, dell'aumento del salario minimo e dei sindacati. Si è guadagnato il sostegno di senatori progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren ed è stato accompagnato dallo stesso stratega politico che aveva lavorato con il senatore John Fetterman e con il futuro sindaco di New York Zohran Mamdani.

La sua corsa in Maine è cruciale per i democratici. Il partito deve mantenere tutti i seggi che già controlla e conquistarne almeno quattro tra quelli in mano ai repubblicani per ottenere la maggioranza al Senato. Il Maine è l'unico stato vinto da Kamala Harris nel 2024 chiaramente in bilico. La senatrice uscente è Susan Collins, repubblicana moderata in carica da cinque mandati che ha dimostrato negli anni di saper attrarre anche elettori democratici.

Lo scandalo è esploso quando una ex collaboratrice della campagna, Genevieve McDonald, già direttrice della parte politica della campagna di Platner fino a ottobre 2025, ha detto al New York Times che la moglie del candidato, Amy Gertner, le aveva confidato l'esistenza di messaggi espliciti scambiati dal marito con altre donne. Secondo McDonald i messaggi sarebbero stati indirizzati a una decina di donne; un'altra fonte interna alla campagna parla di sei donne. Gertner aveva chiesto ai collaboratori di verificare se la cosa potesse diventare un problema elettorale, durante il lavoro di ricerca delle vulnerabilità del candidato. La campagna di Platner ha confermato a Politico che gli scambi sono avvenuti, contestando solo il numero esatto delle donne coinvolte.

Platner ha definito gli articoli "una pratica giornalistica deplorevole" e ha accusato i media di concentrarsi sui pettegolezzi invece che sui temi reali, come la chiusura degli asili, gli stipendi bassi di insegnanti e infermieri e il fatto che le persone lavorino più a lungo guadagnando meno. In una dichiarazione ha riconosciuto di aver causato sofferenza alla moglie: "Amy e io abbiamo affrontato qualcosa di duro, per colpa mia. Abbiamo fatto il lavoro necessario, e le sono grato ogni ora di ogni giorno". Gertner ha pubblicato un video sui social in cui difende il marito, racconta che la coppia è andata in terapia e accusa l'ex amica McDonald di aver tradito la sua fiducia diffondendo "pettegolezzi maliziosi".

Non è il primo scandalo che colpisce Platner. A ottobre 2025 erano emersi vecchi post su Reddit poi cancellati, in cui aveva fatto commenti razzisti, omofobi e contro le donne, aveva giustificato la violenza per ottenere cambiamenti sociali e si era definito "comunista". Si era poi scoperto che aveva un tatuaggio sul petto, fatto in stato di ubriachezza in Croazia nel 2007, che ricordava il Totenkopf, il teschio simbolo delle SS naziste. Platner ha sostenuto di non conoscerne il significato e ha fatto coprire il tatuaggio a ottobre. Ha attribuito i post su Reddit al periodo in cui soffriva di disturbo da stress post-traumatico dopo le sue missioni militari, sostenendo di essere cambiato. In quei mesi alcuni collaboratori si erano dimessi e la dirigenza del partito democratico, compreso il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, era andata a cercare la governatrice del Maine Janet Mills per convincerla a sfidarlo nelle primarie.

Tra i democratici le reazioni al nuovo scandalo sono divise. Sanders, primo sostenitore di Platner, ha invitato il paese a concentrarsi "sui problemi delle famiglie lavoratrici" più che sul matrimonio del candidato, sostenendo che la moglie sta lavorando per salvare il rapporto. Il senatore del Connecticut Chris Murphy lo ha difeso su CBS ricordando i suoi anni in guerra. Il deputato della California Ro Khanna ha confermato che parteciperà a un evento di campagna con Platner la settimana prossima. Più cauti il senatore del New Jersey Cory Booker, che ad ABC ha detto di avere "preoccupazioni" sull'effetto della vicenda sulle midterm, e il senatore della California Adam Schiff, che ha preferito aspettare ulteriori informazioni prima di esprimersi.

I sondaggi pubblicati prima dello scandalo davano Platner in vantaggio su Collins di sette-nove punti. I mercati di previsione, dove gli utenti scommettono sull'esito delle elezioni e sono considerati un indicatore in tempo reale delle aspettative, hanno reagito con cautela. Su Kalshi la probabilità che Platner vinca la nomination democratica è scesa dal 97,8% al 95,4% nell'arco di un fine settimana, mentre su Polymarket è passata dal 69% al 64%. Più significativo lo spostamento sulla possibilità che i democratici conquistino il seggio: dal 63,2% al 59,9% su Kalshi. Gli scommettitori restano dunque convinti che Platner vincerà le primarie del 9 giugno, ma sono meno sicuri che possa battere Collins a novembre.
Il caso Platner — FocusAmerica

Senato 2026 · Il caso Platner

Maine, lo scandalo che pesa su una corsa decisiva per il Senato


Graham Platner — ostricoltore ed ex marine — è avanti fino a nove punti contro Susan Collins nei sondaggi. Ma una settimana dalle primarie, la rivelazione di messaggi a sfondo sessuale ha reso più cauti i democratici sulle sue prospettive: non sulle primarie del 9 giugno, ma sulla sfida di novembre.

FocusAmerica · Sondaggi UNH e Pan Atlantic · Mercati Kalshi e Polymarket, dati al 1° giugno 2026

Sondaggi pre-scandalo
+9

vs

Mercati, dopo lo scandalo
59,9%

Vantaggio di Platner su Collins (UNH, 21-25 maggio)

Probabilità che i democratici conquistino il seggio (Kalshi)

I mercati restano quasi certi della vittoria alle primarie — 95,4% — ma più cauti sullo scontro di novembre contro la Collins.

Esplora i dettagli
1I mercati 2Il candidato 3La posta 4Cronologia

Come hanno reagito i mercati di scommesse

Lo scandalo sposta poco le previsioni sulle primarie, di più quelle sulla sfida di novembre


Dal 30 maggio al 1° giugno le probabilità implicite nei mercati di previsione si sono mosse, ma senza un crollo. Scala da 0 a 100%.

Platner vince le primarieKalshi · nomination del 9 giugno
−2,4pt

97,8% → 95,4% Quasi certa

Platner vince le primariePolymarket · stesso esito, mercato diverso
−5,0pt

69% → 64% Favorito

I democratici conquistano il seggioKalshi · sfida contro Collins a novembre
−3,3pt

63,2% → 59,9% In bilico

025%50%75%100%

30 maggio · giorno della rivelazione
1° giugno · dopo il fine settimana

La lettura

Gli scommettitori restano convinti che Platner vincerà le primarie di settimana prossima. Il dubbio principale riguarda novembre: lo scandalo ha intaccato la fiducia sulla vittoria contro Collins, ma non ha ribaltato le previsioni. I democratici, scrivono gli analisti, restano favoriti — solo che la via per la vittoria è un po' più stretta.

Chi è Graham Platner

Un ostricoltore ed ex marine che non ha mai avuto precedenti incarichi politici


Si è candidato ad agosto 2025 come outsider progressista, dichiarandosi a favore della sanità universale, di un salario minimo più alto e pro sindacati. In nove giorni ha raccolto un milione di dollari di donazioni.

41
Anni

4
Turni di combattimento in Iraq e Afghanistan

1 mln $
Raccolti nei primi nove giorni di campagna

33 $
Donazione media; 98% sotto i 100 dollari

1.300
Abitanti di Sullivan, dove era responsabile del porto

+66
Punti di vantaggio nelle primarie democratiche

Endorsement Ha ottenuto il sostegno di senatori progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, e dallo stratega delle campagne elettorali vincenti di Fetterman e Mamdani.

Le primarie del 9 giugno — sondaggio UNH (21-25 maggio)

Graham Platner

76%

Janet Mills (ritirata)

10%

Altri e indecisi

14%

Perché il Maine conta così tanto

Uno delle poche strade credibili dei democratici per ottenere la maggioranza al Senato


Il Maine è l'unico Stato vinto da Kamala Harris nel 2024 davvero in bilico. Per ribaltare la maggioranza al Senato, i democratici devono strappare quattro seggi ai repubblicani senza perderne nessuno.

+7
Punti: margine di Harris in Maine nel 2024

4
Seggi da strappare ai repubblicani per la maggioranza

53-47
La attuale maggioranza repubblicana al Senato

5
I mandati di Collins, senatrice del Maine dal 1997

125 mln $
Spazi pubblicitari già prenotati, superando il precedente record del 2020

9 giu
Data delle primarie; il 3 novembre le elezioni generali

Il nodo

Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Ogni giornata spesa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui i democratici non attaccano Susan Collins.

Dieci mesi di campagna elettorale

Tocca un evento per i dettagli

Agosto 2025
Platner lancia la sua candidatura

Un video diventato virale lo presenta come candidato anti-establishment. In nove giorni raccoglie un milione di dollari, con una donazione media di 33 dollari.

Ottobre 2025
Appaiono vecchi post su Reddit e il tatuaggio

Emergono commenti offensivi poi cancellati e un tatuaggio che ricorda un simbolo delle SS, fatto in Croazia nel 2007. Platner chiede scusa e lo fa coprire; alcuni suoi collaboratori si dimettono.

30 aprile 2026
Mills sospende la sua candidatura

La governatrice del Maine, sostenuta dalla leadership del partito, si ferma dopo essere stata distanziata di oltre 20 punti nei sondaggi. Platner diventa il candidato democratico al Senato in Maine di fatto.

21-25 maggio
L'ultimo sondaggio: Platner +9 su Collins

Il Pine Tree State Poll della University of New Hampshire dà Platner al 51% e Collins al 42%. È l'ultima rilevazione prima del nuovo scandalo.

30 maggio
WSJ e NYT rivelano i messaggi sessualmente espliciti

Platner avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con diverse donne dopo il suo matrimonio del 2023. La campagna elettorale di Platner conferma l'esistenza dei messaggi a Politico, contestando però il numero esatto delle donne coinvolte.

1° giugno
I mercati delle scommesse si muovono, le reazioni si dividono

Nei mercati delle scommesse calano le probabilità di vittoria di Platner alle elezioni di novembre, ma Platner resta nettamente favorito per la vittoria alle primarie. Tra i democratici, Sanders e Murphy lo difendono; Booker invece esprime "preoccupazioni".

9 giugno
Primarie democratiche

Sette giorni dopo l'esplosione dello scandalo. Il voto anticipato è già in corso e il nome di Mills resta formalmente sulla scheda nonostante il suo ritiro.

3 novembre
Le elezioni generali contro Collins

Lo scontro che può decidere il controllo del Senato. Collins corre per il sesto mandato dopo quasi trent'anni in carica come senatrice.

Fonti Wall Street Journal, New York Times, Politico, University of New Hampshire Survey Center, Pan Atlantic Research, Kalshi, Polymarket · Elaborazione FocusAmerica · 2 giugno 2026

Lo scandalo ha rilanciato sulla scena Mills, 78 anni, che aveva sospeso la sua campagna per le primarie alla fine di aprile dopo essere stata distanziata di oltre venti punti nei sondaggi. Mills era stata sostenuta dalla leadership del partito ma era stata costretta a ritirarsi di fronte alla raccolta fondi e all'entusiasmo generato dal rivale progressista. Lunedì la governatrice ha rilasciato un'intervista al Portland Press Herald, il principale quotidiano del Maine, in cui ha precisato di non essersi mai ritirata formalmente: "La gente ha l'impressione che mi sia ritirata o tirata indietro, ma ho semplicemente sospeso la campagna attiva. Sono ancora sulla scheda". Il suo nome resta tra le opzioni di voto perché non ha presentato la documentazione per annullare le preferenze. Mills non ha mai sostenuto pubblicamente Platner dopo il proprio passo indietro.

Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Le primarie democratiche del Maine si tengono il 9 giugno, sette giorni dopo l'esplosione dello scandalo. Le elezioni generali sono fissate per novembre. Per i democratici la partita in Maine è uno dei pochi sentieri credibili verso il controllo del Senato e ogni giornata persa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui non si attacca Collins.

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)

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L’intelligenza artificiale conquista il web, ma quasi metà degli italiani non la usa ancora


Un’analisi che evidenzia il gap tra disponibilità della tecnologia, percezione pubblica e integrazione concreta nella vita quotidiana
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L’intelligenza artificiale è ormai parte della nostra vita ma non sempre pienamente riconosciuta nelle nostre abitudini. Secondo il nuovo Samsung Trend Radar 2026, realizzato in collaborazione con Toluna, se da un lato l’AI è largamente conosciuta dagli italiani, dall’altro il suo utilizzo concreto nella vita di tutti i giorni resta ancora limitato. Il 58% degli italiani dichiara, infatti, di avere solo una conoscenza superficiale dell’intelligenza artificiale, mentre il 65% ammette di non riuscire a coglierne appieno la presenza nei dispositivi che utilizza quotidianamente. Allo stesso tempo, emerge una forte apertura: il 71% riconosce nell’AI uno strumento utile per risparmiare tempo e migliorare la vita di tutti i giorni, e la stessa percentuale esprime il desiderio di comprenderne meglio il funzionamento.

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TP-Link debutta nel mondo Wi-Fi 8 con Archer 8, un router pensato per garantire connessioni più veloci, stabili e ottimizzate per gaming, streaming e smart home
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Il 42% degli italiani dichiara infatti di utilizzare poco o per nulla strumenti di intelligenza artificiale (il 23% degli intervistati non li utilizza e il 19% li usa raramente), mentre solo il 35% li integra con frequenza nella propria routine. Un dato che evidenzia un gap strutturale tra awareness e adozione reale, tipico di una tecnologia ancora in fase di diffusione.

Una visione limitata del potenziale dell'AI


Quando si parla di intelligenza artificiale, oltre metà degli italiani (56%) pensa immediatamente a chatbot che rispondono alle domande, seguiti da assistenti vocali (47%) e strumenti di traduzione (44%). Un’immagine che fotografa una percezione ancora fortemente semplificata: l’AI viene associata a funzioni immediate e puntuali, più che a un sistema integrato capace di trasformare l’esperienza tecnologica nel suo insieme. Solo circa un terzo degli italiani collega infatti l’intelligenza artificiale alla casa connessa (34%) o agli elettrodomestici intelligenti (33%), segno di una disconnessione tra AI e dispositivi d’uso quotidiano.

Un ecosistema poco compreso


L’Italia si conferma un Paese altamente digitalizzato dal punto di vista dell’accesso: il 93% possiede uno smartphone, l’82% un PC o laptop e l’80% una Smart TV. Eppure, la diffusione dei dispositivi non si traduce ancora in una piena percezione del valore dell’intelligenza artificiale come sistema integrato. Solo il 15% degli italiani riconosce infatti l’integrazione tra dispositivi come un reale vantaggio dell’AI: un dato che evidenzia come il potenziale dell’ecosistema connesso sia ancora poco compreso. Anche nell’ambito della casa connessa emerge un gap significativo: solo il 22% di chi possiede elettrodomestici intelligenti dichiara di affidarsi completamente alle funzionalità AI adattive, evidenziando come il valore di queste tecnologie non sia ancora pienamente sfruttato. Il risultato è una fotografia chiara: la tecnologia è diffusa, ma il valore dell’intelligenza che la connette non è ancora pienamente riconosciuto.

Alert di prezzo, cashback e offerte: come gli italiani combattono il caro vita
Il caro vita spinge sempre più italiani a cercare sconti e promozioni online. Tra alert di prezzo, cashback e comparatori, cambia il modo di risparmiare nel 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Tra utilità e timore: un immaginario ancora polarizzato


L’analisi delle associazioni spontanee mostra un immaginario frammentato:
da un lato l’AI è percepita come strumento utile e immediato, dall’altro resta legata a concetti come futuro, robot e innovazione. In questo contesto, si è creata una crescente polarizzazione che riflette una tensione crescente: AI come supporto concreto nel presente vs tecnologia percepita come ancora distante e potenzialmente complessa.

“I risultati del Trend Radar 2026 evidenziano un aspetto cruciale sul quale vogliamo fare luce: l’intelligenza artificiale è già presente nella vita quotidiana degli italiani, ma non sempre viene riconosciuta e utilizzata pienamente nel suo potenziale. Per Samsung, l’AI non è una funzione isolata, ma un elemento integrato che semplifica e migliora l’esperienza d’uso in modo fluido e intuitivo. L’obiettivo è rendere questa tecnologia sempre più accessibile, concreta e rilevante nella quotidianità delle persone”, ha dichiarato Emanuele De Longhi, di Samsung Electronics Italia.


Proprio in questo scenario, Samsung continua a sviluppare soluzioni che integrano l’intelligenza artificiale in modo sempre più naturale all’interno dell’ecosistema tecnologico, con l’obiettivo di trasformare una tecnologia spesso percepita come complessa in un alleato concreto e invisibile nella vita di tutti i giorni.

I prodotti intelligenti di Samsung


Nel mondo Audio Video, le nuove TV presentate da Samsung, dalle nuove soluzioni Micro RGB alla gamma Neo QLED 4K fino ai modelli OLED e alla famiglia Mini LED, integrano funzionalità AI evolute in grado di analizzare e ottimizzare automaticamente immagini e suono in tempo reale. Grazie a tecnologie come il Vision AI Companion e le modalità di personalizzazione automatica dei contenuti, questi dispositivi trasformano l’esperienza di visione in un’interazione sempre più intuitiva, capace di adattarsi al contesto, al contenuto e alle preferenze dell’utente.
Il Vision AI Companion di Samsung consente una personalizzazione automatica dei contenutiIl Vision AI Companion di Samsung consente una personalizzazione automatica dei contenuti
Nel segmento Home Appliances, dopo i frigoriferi, i forni, le lavatrici e le asciugatrici, Samsung ha integrato l’intelligenza artificiale anche nelle lavastoviglie. Attraverso la funzione AI Wash, la nuova Bespoke AI Serie 90 rileva automaticamente il livello di sporco delle stoviglie, adattando il consumo di acqua, la temperatura e la durata del ciclo; mentre, attivando la funzione AI Energy Mode si ottimizza e si riduce il consumo di energia. Un’esperienza di utilizzo assolutamente intuitiva, orientata alla performance e all’efficienza.
Samsung ha integrato l'AI anche nelle lavastoviglieSamsung ha integrato l'AI anche nelle lavastoviglie
Per quanto riguarda la categoria Mobile eXperience, la nuova serie Galaxy S26 integra funzionalità di Galaxy AI sempre più proattive, capaci di anticipare bisogni e automatizzare azioni complesse direttamente sul dispositivo. Grazie a funzioni come Now Nudge e Now Brief, lo smartphone offre suggerimenti personalizzati e supporto contestuale in tempo reale, aiutando a rimanere organizzati senza interruzioni.
L'ultima release della serie Galaxy S fa largo uso dell'AI per migliorare l'esperienza utente
In questo modo, Samsung contribuisce a trasformare l’AI da tecnologia percepita come complessa a presenza discreta ma costante, capace di migliorare l’esperienza quotidiana e ridurre il divario tra utilizzo e consapevolezza.


Nuovo TP-Link Archer 8: il router Wi-Fi 8 che punta a rivoluzionare la rete domestica


TP-Link ha annunciato Archer 8, primo router Wi-Fi 8 dell’azienda, sviluppato sulla base dell’emergente standard IEEE 802.11bn. Prossimo al debutto nel mese di ottobre 2026, Archer 8 rappresenta un nuovo passo nella strategia TP-Link orientata a garantire reti domestiche sempre più stabili, reattive e performanti, anche negli ambienti più complessi e densamente connessi.

nubia Neo 5 GT ufficiale in Italia: gaming, AI e design futuristico
nubia Neo 5 GT debutta in Italia puntando su gaming ad alte prestazioni, intelligenza artificiale integrata e un design futuristico pensato per distinguersi nel panorama degli smartphone mobile gaming
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Per TP-Link conta la qualità dell'esperienza


Con l’aumento costante del numero di dispositivi presenti all’interno delle abitazioni, TP-Link ritiene che la nuova generazione Wi-Fi debba andare oltre la semplice velocità teorica di picco, concentrandosi sulla qualità dell’esperienza reale. Archer 8 nasce proprio per rispondere ad alcune delle problematiche più diffuse nelle reti domestiche moderne, come velocità instabili tra stanze diverse, congestione causata da numerosi dispositivi connessi, roaming mesh non ottimale e picchi di latenza durante attività ad alta intensità di traffico come gaming online, videochiamate e streaming.

I primi test in laboratorio confermano il potenziale del Wi-Fi 8


TP-Link ha condotto test interni controllati confrontando le prime implementazioni Wi-Fi 8 con soluzioni Wi-Fi 7 in scenari che simulano condizioni domestiche reali. Secondo l’azienda, i risultati preliminari evidenziano in modo concreto come il Wi-Fi 8 sia progettato per migliorare sensibilmente l’esperienza d’uso quotidiana, andando oltre i valori teorici di velocità. Le prime sperimentazioni hanno mostrato, infatti, miglioramenti a parità di distanza e condizioni di segnale, tra cui:

  • trasmissione dati più veloce, conun incremento fino al 33%, grazie a migliorie nella modulazione e codifica del segnale che consentono di mantenere velocità elevate e stabili anche a maggiore distanza;
  • fino al 24% di throughput aggiuntivo grazie a tecnologie di modulazione differenziata, sviluppate per migliorare la stabilità quando la qualità del segnale varia tra gli stream spaziali;
  • fino al 15% di incremento delle prestazioni tra access point multipli operanti in ambienti ad alta interferenza, grazie a sistemi evoluti di coordinamento dello spazio inutilizzato;
  • fino al 30% di miglioramento delle prestazioni del segnale in ambienti multi-piano con singolo dispositivo connesso, e tra il 10% e il 20% in scenari multi-device, grazie all’architettura avanzata delle antenne dell’azienda e all’ottimizzazione assistita dall’intelligenza artificiale;
  • incremento della sensibilità in ricezione compreso tra 1 e 3 dB sulle bande 5 GHz e 6 GHz, ottenuto tramite avanzate ottimizzazioni RF, per garantire una copertura più stabile e affidabile in tutta l’abitazione.

Insieme, questi miglioramenti sono progettati per ridurre i cali improvvisi di velocità, aumentare la stabilità nelle reti con molti dispositivi connessi, ottimizzare le performance delle infrastrutture mesh e mantenere una latenza ridotta anche nelle condizioni più difficili.
TP-Link Archer 8 introduce un nuovo approccio anche dal punto di vista progettuale, unendo design ricercato e soluzioni ingegneristiche avanzateTP-Link Archer 8 introduce un nuovo approccio anche dal punto di vista progettuale, unendo design ricercato e soluzioni ingegneristiche avanzate

Archer 8: design premium e tecnologia evoluta


La struttura minimalista ed elegante è pensata per coniugare estetica premium e funzionalità, con dettagli come le finiture micro-texturizzate, le linee scolpite con precisione e una luce frontale soffusa. Sotto il profilo tecnico, Archer 8 integra un sistema evoluto di gestione termica, un’architettura avanzata delle antenne, ottimizzazioni RF e funzionalità di intelligenza artificiale dedicate alla gestione della rete, con l’obiettivo di offrire connessioni più affidabili e prestazioni elevate anche negli ambienti domestici più esigenti.

HONOR Robot Phone a Cannes: il futuro dell’imaging mobile AI
HONOR ha portato il Robot Phone alla China Night del Festival di Cannes mostrando nuove evoluzioni per l’imaging mobile AI, tra fotografia smart, innovazione tecnologica e visione del futuro mobile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Una roadmap completa dedicata al Wi-Fi 8


Archer 8 rappresenta il primo tassello di una più ampia strategia aziendale dedicata al Wi-Fi 8, pensata per portare la nuova generazione di connettività in diversi scenari d’uso domestici: dai router di alta gamma ai sistemi mesh per tutta la casa, fino alle soluzioni travel e agli adattatori client, TP-Link anticipa una delle strategie Wi-Fi 8 più complete del mercato consumer, progettata per offrire connessioni più affidabili, minore latenza e prestazioni più stabili negli scenari d’uso reali. Il lancio ufficiale del nuovo router è previsto per il prossimo ottobre. Vi terremo informati.


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Le primarie di oggi mettono in palio il futuro del Congresso


Sei Stati al voto in una giornata cruciale per le elezioni di metà mandato del 2026, dal sistema unico della California alle soglie del 35% di Iowa e South Dakota.

Sei Stati al voto oggi, 2 giugno, in quella che è la giornata più affollata della stagione delle primarie americane del 2026. Si scelgono i candidati per quattro governatorati, un seggio chiave al Senato e per decine di seggi alla Camera dei rappresentanti che decideranno il controllo del Congresso a novembre. Votano California, Iowa, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Le urne chiudono alle 20 sulla costa orientale, le 2 di notte in Italia, in New Jersey e nella parte centrale del South Dakota, e fino alle 23 in California, le 5 del mattino di mercoledì in Italia.

La gara più seguita è quella per il governatorato della California, dove il democratico Gavin Newsom non può ricandidarsi per un terzo mandato. Per capire cosa succederà serve spiegare il sistema elettorale californiano, che è diverso da quello di quasi tutti gli altri Stati. La California usa il cosiddetto "top-two primary": tutti i candidati, di qualunque partito, corrono insieme su un'unica scheda e tutti gli elettori possono votare senza dover essere iscritti a un partito. I due più votati, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, passano al ballottaggio del 3 novembre. Non si può vincere direttamente a giugno, nemmeno prendendo la maggioranza assoluta e in California non sono ammessi voti scritti a mano sulla scheda generale.

Questo sistema può produrre risultati paradossali. Per mesi i democratici hanno temuto il cosiddetto "lockout": con tanti candidati democratici sulla scheda, il voto progressista rischiava di frammentarsi al punto da consegnare entrambi i posti del ballottaggio ai due principali repubblicani, garantendo così la vittoria di un governatore conservatore in uno degli Stati più democratici del Paese. La situazione è cambiata in aprile, quando il presidente Donald Trump ha sostenuto pubblicamente l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton, consolidando l'elettorato repubblicano e mettendo in difficoltà l'altro principale candidato del partito, lo sceriffo della contea di Riverside Chad Bianco. Poco dopo il deputato democratico Eric Swalwell, che era uno dei favoriti, ha lasciato la corsa dopo una serie di accuse di molestie sessuali e si è dimesso dal Congresso.

Nel vuoto lasciato da Swalwell, i due principali contendenti democratici sono ora Xavier Becerra, ex procuratore generale della California, e Tom Steyer, miliardario e candidato presidenziale democratico del 2020. Secondo la media dei sondaggi di Decision Desk HQ, Hilton e Becerra sono testa a testa intorno al 23-24 per cento, Steyer è terzo al 19 per cento e Bianco quarto all'11 per cento. Steyer ha speso o prenotato pubblicità per 201 milioni di dollari, quasi tutti di tasca propria, e si presenta come un "traditore di classe" di sinistra, ma il denaro non gli ha garantito l'accesso al ballottaggio. Becerra, se eletto, sarebbe il primo governatore latino della California dell'era moderna: l'unico precedente è Romualdo Pacheco, che resse l'incarico per dieci mesi nel 1875 senza però essere mai stato eletto direttamente.

C'è un altro elemento da tenere a mente leggendo i risultati nei prossimi giorni. La California vota in larga parte per posta e i voti vengono certificati ufficialmente solo un mese dopo il voto. I dati sulle schede già restituite mostrano che molti democratici hanno aspettato l'ultimo momento per votare, quindi i conteggi delle prossime ore mostreranno un "miraggio rosso": i primi voti scrutinati saranno sproporzionatamente repubblicani, mentre Becerra e Steyer guadagneranno terreno man mano che il conteggio prosegue. Mercoledì mattina, in molti casi, non sapremo ancora chi ha conquistato il secondo posto.

Sempre in California, Los Angeles elegge il sindaco. La sindaca uscente Karen Bass, democratica, è impopolare dopo la gestione degli incendi del gennaio 2025, ma resta favorita per il ballottaggio. Secondo la media dei sondaggi è al 26 per cento, seguita dal repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, al 18 per cento, e dalla consigliera comunale democratica Nithya Raman al 16 per cento. La candidatura di Pratt è nata proprio dagli incendi, che avevano distrutto la sua casa, ed è stata spinta da una serie di spot virali generati con l'intelligenza artificiale. Paradossalmente, gli alleati di Bass stanno spendendo per attaccare Pratt come "troppo conservatore": l'obiettivo reale è consolidare il voto repubblicano su di lui per escludere Raman dal ballottaggio, perché nella Los Angeles democratica un repubblicano non ha alcuna possibilità a novembre.

La California vota anche in alcuni seggi cruciali per il controllo della Camera, sulla nuova mappa congressuale ridisegnata dai democratici lo scorso novembre in risposta al gerrymandering repubblicano del Texas. Nel 22esimo distretto, in Central Valley, i democratici hanno reso la circoscrizione più favorevole nella speranza di battere il repubblicano David Valadao, ma sono divisi tra la deputata statale Jasmeet Bains, sostenuta dal Democratic Congressional Campaign Committee, e il professore Randy Villegas, sostenuto da Bernie Sanders e dalla sinistra del partito. Nel 48esimo, lasciato libero dal repubblicano Darrell Issa, tre democratici si contendono il diritto di sfidare il supervisor di San Diego Jim Desmond. Nell'11esimo, il seggio di San Francisco lasciato libero dall'ex speaker Nancy Pelosi, il senatore statale Scott Wiener è il favorito, mentre la supervisor Connie Chan, sostenuta da Pelosi, si gioca il secondo posto con l'ex capo di gabinetto di Alexandria Ocasio-Cortez, Saikat Chakrabarti. Nel 40esimo, ridisegnato a vantaggio dei democratici, due deputati repubblicani uscenti, Young Kim e Ken Calvert, si sfidano per un unico spazio repubblicano nel ballottaggio.

In Iowa, dove vige il sistema tradizionale di primarie separate per partito, la sfida principale è quella democratica per il Senato. La repubblicana Joni Ernst si ritira e per i democratici corrono il deputato statale Josh Turek, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina e moderato sostenuto da Chuck Schumer, e il senatore statale Zach Wahls, più progressista e critico della leadership nazionale. Turek è sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets. I sondaggi recenti lo danno avanti, ma sono tutti commissionati dalla sua campagna o da VoteVets stesso. Chi vince affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, favorita nella primaria del suo partito.

Anche per il governatorato dell'Iowa la primaria repubblicana è incerta. Il deputato Randy Feenstra era considerato il favorito, ma un sondaggio di JMC Analytics ha mostrato l'imprenditore e agricoltore Zach Lahn in vantaggio di tre punti, 27 a 24. Trump ha sostenuto Feenstra subito dopo. C'è però una complicazione: in Iowa, come in South Dakota, per vincere la primaria serve almeno il 35 per cento dei voti. Se nessuno raggiunge quella soglia, il candidato non viene scelto con un ballottaggio popolare ma da una convenzione di partito statale, che si terrebbe il 13 giugno e dove i delegati, scelti in caucus a cui pochissimi hanno prestato attenzione, potrebbero favorire un candidato più a destra di Feenstra. La candidata democratica per il governatorato, l'auditor statale Rob Sand, è già designata senza opposizione.

In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato da quando, nel 1985, è stata introdotta la regola del 35 per cento. Quattro candidati competitivi si contendono il primo posto: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina al gabinetto di Trump, il deputato Dusty Johnson, lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen e l'imprenditore Tony Doeden. I sondaggi di Emerson College e Meeting Street Insights li danno tutti tra il 15 e il 25 per cento. Se nessuno arriverà al 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio. Un memo trapelato dai consulenti di Rhoden a metà maggio sosteneva che il governatore potrebbe battere Johnson in un eventuale ballottaggio attirando i populisti antisistema che oggi sostengono Doeden.

In New Mexico, dove la governatrice democratica Michelle Lujan Grisham non può ricandidarsi, la primaria democratica è di fatto la corsa decisiva, perché lo Stato vota in maggioranza per il partito. Si sfidano l'ex ministra degli Interni Deb Haaland e il procuratore distrettuale della contea di Bernalillo Sam Bregman. Haaland è in netto vantaggio: ha raccolto 12 milioni di dollari contro i 4,1 di Bregman e i sondaggi di aprile la davano avanti di oltre venti punti. Se vincesse anche a novembre, sarebbe la prima donna nativa americana eletta governatrice negli Stati Uniti.

In Montana, l'evento principale è la corsa per il primo distretto, lasciato libero dal repubblicano Ryan Zinke. È un seggio che Trump ha vinto di dodici punti nel 2024, ma i democratici sperano che un'elezione di metà mandato favorevole possa renderlo competitivo: nel 2024 il senatore democratico Jon Tester lo ha vinto di poco pur perdendo lo Stato. Per i democratici i favoriti sono lo smokejumper Sam Forstag e l'ex candidato governatore Ryan Busse, entrambi con circa 700.000 dollari raccolti. I repubblicani dovrebbero scegliere il conduttore radiofonico conservatore Aaron Flint, sostenuto da Trump.

In New Jersey, la corsa più importante è quella per la primaria democratica del settimo distretto, dove i democratici cercano un candidato per sfidare il repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per un problema di salute non specificato. La favorita è Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, che secondo l'unico sondaggio indipendente è al 36 per cento. I suoi avversari democratici, tutti vicini al 20 per cento, hanno largamente autofinanziato le loro campagne, mentre un super PAC oscuro collegato ai repubblicani, Real Change PAC, ha speso 650.000 dollari per attaccare proprio Bennett. Nel dodicesimo distretto, sicuro per i democratici, tredici candidati si contendono il seggio della deputata uscente Bonnie Watson Coleman: il favorito è il chirurgo plastico Adam Hamawy, ex medico militare progressista, accompagnato però da polemiche legate ai suoi legami passati con un'associazione medica in Bosnia successivamente collegata ad Al-Qaida.

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Invariant torna ufficialmente: il survival horror FPS ambientato nei ghiacci dell’Antartide


Invariant è stato annunciato ufficialmente di nuovo e si prepara a riportare i giocatori dentro un tipo di esperienza che guarda con decisione agli sparatutto e agli horror più amati degli anni ’90 e 2000. Il progetto nasce dalla visione di Josip Makjanić, sviluppatore indipendente ed ex level designer di Serious Sam, che con Faros Game Studio vuole realizzare un survival horror FPS cupo, ragionato e molto atmosferico.

Il gioco è ambientato in una remota struttura di ricerca in Antartide, un luogo isolato, freddo e apparentemente fuori dal mondo, dove qualcosa è andato terribilmente storto. È proprio questa sensazione di isolamento a rappresentare uno degli elementi più interessanti di Invariant: non siamo davanti a un semplice sparatutto frenetico, ma a un’esperienza che punta a far sentire il giocatore intrappolato in un ambiente ostile, pieno di tensione e mistero.
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Un FPS horror ispirato ai grandi classici


Le ispirazioni dichiarate sono molto chiare e parlano direttamente agli appassionati del genere. Invariant guarda a titoli come F.E.A.R., Half-Life e la serie originale di Resident Evil, ma anche all’atmosfera paranoica de La Cosa di John Carpenter. Non si tratta però di un seguito spirituale o di una semplice operazione nostalgia. L’obiettivo dello sviluppatore è creare qualcosa con una propria identità, prendendo spunto da un certo modo di intendere il videogioco: meno guidato, più fisico, più attento al ritmo e alla tensione.

La promessa è quella di un’esperienza in cui l’esplorazione ha un peso reale. I giocatori dovranno muoversi all’interno di una struttura claustrofobica, leggere l’ambiente, risolvere enigmi logici e affrontare combattimenti dove ogni scelta può fare la differenza. In questo senso, Invariant sembra voler recuperare quel gusto più “vecchia scuola” per il level design, dove non tutto viene spiegato subito e dove il giocatore deve osservare, ragionare e gestire con attenzione le proprie risorse.

Combattimenti intensi, ma senza sprechi


Uno degli aspetti più interessanti di Invariant è il modo in cui il gioco vuole bilanciare la componente FPS con quella survival horror. Il combattimento sarà intenso e ad alto rischio, ma non sembra pensato per trasformare ogni sezione in una sparatoria senza pensieri. Al contrario, il comunicato parla chiaramente di un sistema in cui ogni proiettile conta.

Questo dettaglio fa capire bene la direzione del progetto. La gestione delle munizioni, il ritmo più controllato e la necessità di valutare quando combattere e quando risparmiare risorse potrebbero rendere l’esperienza più tesa e meno prevedibile. È un approccio che richiama il survival horror classico, ma applicato a una prospettiva in prima persona più diretta e immersiva.

L’Antartide come protagonista silenziosa


L’ambientazione antartica non è solo uno sfondo scenografico. In Invariant, il freddo, l’isolamento e la distanza dal resto del mondo sembrano diventare parte integrante dell’esperienza. Una base di ricerca tagliata fuori dall’esterno è già di per sé un luogo perfetto per costruire tensione, ma il gioco punta anche su paranoia, inquietudine e narrazione ambientale.

Questo significa che molto probabilmente non sarà solo la trama principale a raccontare cosa è successo nella struttura. Corridoi, stanze, sistemi danneggiati e dettagli visivi potrebbero contribuire a ricostruire il disastro, lasciando al giocatore il compito di mettere insieme i pezzi. È un tipo di racconto che funziona molto bene negli horror, perché permette di creare disagio anche senza mostrare tutto in modo esplicito.

Il passaggio da Unity a Godot


Un altro elemento importante riguarda lo sviluppo tecnico. Invariant viene ricostruito da Unity al motore Godot, con l’obiettivo di arrivare su PC Windows e Linux. Secondo quanto comunicato, questa scelta è legata anche alla volontà di supportare meglio aspetti come conservazione del gioco, mod, edizioni fisiche e proprietà da parte dei giocatori.

È una scelta interessante, soprattutto in un periodo in cui molti appassionati sono sempre più attenti al tema della preservazione videoludica e alla possibilità di possedere davvero ciò che acquistano. Il fatto che il progetto sia ora in piena produzione, con finanziamenti assicurati, rende il ritorno di Invariant ancora più concreto.

Perché tenere d’occhio Invariant


Invariant sembra avere tutte le carte in regola per attirare chi cerca un FPS horror più ragionato, meno automatico e più vicino allo spirito dei classici. L’idea di mescolare esplorazione atmosferica, enigmi logici, gestione delle risorse e combattimenti in prima persona può funzionare molto bene, soprattutto se il gioco riuscirà a mantenere alta la tensione senza cadere nella ripetitività.

Per ora non è stata annunciata una data di uscita, ma la pagina Steam è già disponibile per la wishlist. Chi ama gli horror ambientati in strutture isolate, le atmosfere alla La Cosa e gli FPS con una forte identità old school dovrebbe sicuramente tenerlo d’occhio.

Invariant non promette solo di far sparare, ma di far respirare paura, solitudine e incertezza. Ed è proprio questo il dettaglio che potrebbe renderlo uno dei progetti indie horror più interessanti da seguire nei prossimi mesi.

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Trump al telefono con Netanyahu sul Libano: "Sei un fottuto pazzo"


Lo scoop di Axios. Il presidente americano avrebbe attaccato il primo ministro israeliano per le operazioni in Libano che rischiavano di far saltare i negoziati con l'Iran.

Il presidente Donald Trump avrebbe attaccato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una telefonata di lunedì 1° giugno carica di insulti per l'escalation militare israeliana in Libano. Lo scrive in uno scoop la testata Axios, che ha sentito due funzionari americani e una terza fonte informata sulla telefonata. Trump avrebbe definito "pazzo" il primo ministro israeliano lo avrebbe accusato di ingratitudine e gli avrebbe imposto di rinunciare ai piani di bombardare Beirut.

Secondo uno dei funzionari sentiti da Axios, Trump avrebbe detto al premier israeliano: "Sei un fottuto pazzo. Saresti in galera se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Adesso ti odiano tutti. Tutti odiano Israele per questo". Una seconda fonte informata sulla telefonata ha riferito che Trump era "incazzato" e a un certo punto ha urlato a Netanyahu: "Ma che cazzo stai facendo?". Il presidente avrebbe inoltre rivendicato di avere contribuito a tenere Netanyahu fuori dal carcere, un riferimento al sostegno offerto durante il processo per corruzione al primo ministro israeliano.

Poche ore prima della telefonata l'Iran aveva minacciato di abbandonare i negoziati con gli Stati Uniti proprio in reazione alle operazioni israeliane in Libano. La rabbia di Trump, secondo le fonti di Axios, era guidata proprio dal fatto che la decisione di Netanyahu di intensificare la campagna in Libano rischiava di far implodere le trattative con Teheran. Il memorandum d'intesa in discussione tra Stati Uniti e Iran prevede infatti la fine dei combattimenti in Libano.

Trump avrebbe spiegato a Netanyahu che procedere con i bombardamenti sulla capitale libanese avrebbe ulteriormente isolato Israele sulla scena internazionale, secondo uno dei funzionari americani. Il presidente sapeva che Hezbollah aveva sparato contro Israele e che lo stato ebraico aveva bisogno di difendersi, ma negli ultimi giorni aveva concluso che la risposta del governo israeliano era sproporzionata. Un altro funzionario ha detto ad Axios che Trump era preoccupato per l'alto numero di vittime civili libanesi e contrario al fatto che l'esercito israeliano abbattesse interi edifici per eliminare un singolo comandante di Hezbollah.

Alla fine della telefonata Israele ha cancellato il bombardamento dei bersagli di Hezbollah a Beirut, ha riferito ad Axios un funzionario israeliano. Secondo uno dei funzionari americani, è stata "una delle peggiori telefonate di Trump con Netanyahu" da quando il presidente è tornato in carica. Una seconda fonte ha sostenuto che Trump abbia "schiacciato" il premier israeliano e che Netanyahu si sia limitato a rispondere "Ok, ok, fai in modo che tutto sia risolto".

Subito dopo la telefonata Trump ha pubblicato su Truth Social che i colloqui con l'Iran "continuano, a ritmo serrato". Netanyahu ha diffuso una propria nota in cui ha sostenuto di avere detto a Trump che Israele attaccherà obiettivi a Beirut se Hezbollah non smetterà di colpire il territorio israeliano e che nel frattempo proseguirà le operazioni nel sud del Libano. "La nostra posizione resta invariata", ha scritto il primo ministro. L'ufficio di Netanyahu non ha risposto alla richiesta di commento di Axios.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Dopamine detox: perché non funziona (e cosa fare al posto suo)


Il dopamine detox non resetta il cervello: lo dice anche Harvard. Cosa dice davvero la scienza, la differenza con il dopamine fasting e il protocollo reale in 5 mosse che uso da 6 anni.

Il dopamine detox non esiste. Non puoi disintossicarti dalla dopamina, perché non è un veleno che entra da fuori: è una molecola che il tuo cervello produce da solo per farti muovere, desiderare e imparare. Quello che puoi davvero fare è un'altra cosa — e funziona molto meglio del digiuno da 24 ore che ti vendono su TikTok.

In breve:


  • La dopamina non si "azzera" smettendo di usare il telefono per un giorno. Lo dice anche Harvard.
  • Il termine clinico originale è dopamine fasting, una tecnica di terapia cognitivo-comportamentale — non un reset chimico.
  • Quello che funziona non è la privazione estrema, ma ridurre la sovrastimolazione e costruire un sistema che regge nel tempo.
  • Io lo faccio da 6 anni con regole semplici e automatiche. Te le mostro a fine articolo.

Negli ultimi anni "dopamine detox", "dopamine fasting" e "reset della dopamina" sono finiti ovunque: Reel, video da milioni di view, sfide da un giorno per "ripulire i recettori". La promessa è seducente: stacchi 24 ore da tutto ciò che ti piace, il cervello si resetta, torni concentrato e motivato come da bambino.

È una bella storia. Peccato sia sbagliata.

Cos'è davvero la dopamina (e perché non puoi "pulirla")


La dopamina è un neurotrasmettitore: una molecola che i tuoi neuroni usano per parlarsi. Governa movimento, motivazione, apprendimento e soprattutto l'aspettativa di una ricompensa. Non si alza solo quando scrolli o mangi una merendina. Si alza anche quando impari qualcosa di nuovo, quando ti avvicini a un obiettivo, quando ti muovi.

Ecco il punto che nessun video da 30 secondi ti dice: i livelli di dopamina non crollano perché stai un giorno senza telefono. Harvard Medical School lo ha scritto chiaro — l'idea che un "digiuno" resetti la chimica del cervello nasce da un fraintendimento di come funziona la dopamina. Non è alcol, non è una droga, non è qualcosa da espellere. È parte di te.

Parlare di "troppa dopamina" in generale ha poco senso. Esistono vie diverse, recettori diversi. Quello che conta non è la molecola: è il pattern di comportamento. Lo scroll infinito, il gaming compulsivo, le notifiche, il junk food iper-stimolante modellano nel tempo cosa il tuo cervello si aspetta. È lì che agisci — non sulla chimica pura. Se ti interessa come il cervello costruisce questi automatismi, ne ho parlato in come il cervello crea un'abitudine.

Da dove nasce il "dopamine detox": la storia che hanno stravolto


Alla radice di tutto c'è un termine serio: dopamine fasting, coniato nel 2019 dallo psichiatra di Stanford Cameron Sepah. Non parlava di azzerare niente. Descriveva una tecnica di terapia cognitivo-comportamentale per gestire sei categorie di comportamenti impulsivi: alimentazione emotiva, internet e gaming, gioco d'azzardo e shopping, pornografia, ricerca di novità, uso di sostanze.

L'obiettivo reale? Ridurre la reattività automatica agli stimoli e creare spazio per comportamenti più allineati ai tuoi valori. Lo stesso Sepah ha ammesso che "dopamine fasting" era soprattutto un titolo accattivante per spiegare come si rinforzano le dipendenze.

Poi è successo quello che succede sempre. Dal paper clinico ai titoli di giornale al video YouTube, il concetto si è semplificato fino a capovolgersi. È diventato il dopamine detox: digiuno totale dal piacere, niente schermi, niente musica, in alcune versioni estreme nemmeno guardare le persone negli occhi. Una caricatura.

Cosa dice davvero la scienza sul dopamine detox


Il consenso degli istituti seri è netto: il "detox" è più marketing che scienza. Cleveland Clinic e Harvard concordano su un punto — astenersi per qualche ora o giorno da attività normali non "ripulisce" e non resetta nulla a livello neurochimico. I veri processi di dipendenza comportano modifiche sinaptiche lente, che richiedono mesi o anni per riorganizzarsi. Non si smontano in un weekend.

Questo non vuol dire che staccare sia inutile. Vuol dire che il meccanismo è un altro. Diverse ricerche mostrano che limitare i social a 30 minuti al giorno per due settimane migliora sonno, stress e umore; che bloccare internet dallo smartphone per un periodo definito aumenta concentrazione e benessere; che bastano 72 ore di pausa per migliorare attenzione e memoria a breve termine.

Leggi bene: non stai resettando una molecola. Stai interrompendo un pattern di stimoli e risposte che teneva il tuo cervello costantemente iper-ingaggiato. È il prezzo della distrazione continua — un tema su cui Johann Hari ha scritto un libro intero, che ho riassunto in Stolen Focus.

Detox vs reset: la differenza che cambia tutto


Ti riassumo i due approcci, perché è qui che si gioca la partita.

Dopamine detox (il mito). Promessa di disintossicazione chimica. Privazione estrema. Timeline da 24-72 ore. Linguaggio "purificante". Base scientifica quasi nulla. Rischio concreto: frustrazione, senso di fallimento, e se tagli anche le fonti sane di piacere finisci pure peggio.

Dopamine reset (quello che funziona). Lavoro graduale sulle abitudini. Obiettivo: ridurre la sovrastimolazione e tornare a sentire le ricompense lente — una camminata, una conversazione, un lavoro fatto bene. Strumenti presi dalla CBT: riconosci il trigger, controlli lo stimolo, sostituisci il comportamento. Non si fa in un giorno. Si fa in settimane, perché stai costruendo sentieri neurali nuovi.

La parola "detox" puoi tenerla, al massimo, come metafora motivazionale. Ma diciamolo subito: non ti stai ripulendo da niente. Stai rieducando il tuo sistema di ricompensa. E questo, a differenza del digiuno magico, è una cosa che si può davvero fare.

Cosa faccio io da 6 anni (e perché regge)


Qui smetto di citare studi e ti dico cosa ho costruito nella mia vita, perché è la parte che conta di più. Non ho mai fatto un "dopamine detox" da 24 ore. Ho fatto qualcosa di più noioso e molto più efficace: ho cambiato l'ambiente in modo che la scelta giusta fosse quella automatica.

  • Un weekend al mese lascio lo smartphone a casa. Letteralmente. Esco senza. Le prime volte è ansia da telefono fantasma. Dopo, è la cosa più rigenerante che esista.
  • Schermo in bianco e nero. Spesso tengo i device in scala di grigi. Togli il rosso alle notifiche e metà del richiamo sparisce. Il cervello scrolla per i colori, non per i contenuti.
  • Zero notifiche. Tutte spente, tranne WhatsApp e iMessage. Nessuna app decide quando rubarmi l'attenzione: decido io quando guardare.
  • Zero social installati. Sullo smartphone non c'è nessuna app di social media. Ogni tanto installo Instagram, ma entro 5 minuti gli imposto un limite di tempo che lo blocca da solo.
  • Wind down automatico. Dal lunedì al venerdì, dopo un certo orario, parte la modalità notturna che ho settato: il telefono praticamente si spegne da solo. Non devo avere forza di volontà. Ce l'ha il sistema al posto mio.

Il segreto non è la disciplina. È il design dell'ambiente: rendere difficile la cosa sbagliata e facile quella giusta. La forza di volontà si esaurisce. Un sistema no.

Il tuo reset realistico: il protocollo in 5 mosse


Niente challenge da spuntare. Cinque leve da applicare e tenere. Inizia da una sola.

  1. Mappa i trigger ad alta dopamina. Scrivi le attività che ti danno micro-ricompense continue e che senti fuori controllo: scroll, reel, gaming, snack, acquisti compulsivi. Non puoi cambiare ciò che non vedi.
  2. Riduci, non amputare. Tagliare il 50% del tempo social per due settimane batte lo "spengo tutto" da un giorno all'altro. L'astinenza eroica fallisce. La riduzione graduale regge.
  3. Sostituisci, non lasciare il vuoto. Ogni comportamento tolto va rimpiazzato con uno che serve la stessa funzione — rilassarti, distrarti, socializzare — ma a minor carico: una camminata, una telefonata vera, un libro di carta.
  4. Struttura l'igiene digitale. Notifiche off, social fuori dal telefono, fasce senza schermo (prima ora del mattino, pasti, 90 minuti prima di dormire). Automatizza con i limiti di tempo del telefono.
  5. Allena la noia. È nello spazio vuoto che il cervello smette di inseguire stimoli e ricomincia a generare idee. Imparare a stare annoiati è metà del lavoro.

Sotto tutto questo ci sono le fondamenta vere: sonno, movimento, alimentazione meno iper-stimolante. Senza quelle, nessun reset tiene. Se vuoi un sistema completo per riprendere il controllo dell'attenzione, parto sempre da qui: come migliorare la concentrazione.

Domande frequenti


Il dopamine detox funziona davvero?
No, non nel modo in cui viene venduto. Non puoi disintossicarti dalla dopamina perché è una molecola prodotta dal tuo cervello, non una tossina esterna. Astenersi per 24-72 ore non resetta i recettori. Quello che funziona è ridurre gradualmente la sovrastimolazione digitale e costruire abitudini più lente: è un percorso di settimane, non un digiuno di un giorno.

Qual è la differenza tra dopamine detox e dopamine fasting?
Il dopamine fasting è il termine clinico originale dello psichiatra Cameron Sepah: una tecnica di terapia cognitivo-comportamentale per gestire comportamenti impulsivi limitando l'accesso agli stimoli problematici. Il dopamine detox è la versione popolare e distorta, che promette una "pulizia chimica" del cervello che non ha alcuna base scientifica.

Quanto dura un dopamine reset?
Non ore, ma settimane. Costruire nuovi percorsi neurali e ridurre la dipendenza dai micro-reward richiede tempo: la maggior parte delle persone nota benefici su sonno e concentrazione già in 1-2 settimane di riduzione graduale, ma il cambiamento stabile delle abitudini matura nell'arco di uno o due mesi.

Devo eliminare del tutto i social per fare un reset?
No. Eliminare ogni fonte di piacere è controproducente e spesso peggiora l'umore. L'obiettivo è ridurre la sovrastimolazione, non azzerare la vita: limita il tempo, togli le notifiche, sposta i social fuori dal telefono e reintroduci ricompense lente. La sostituzione batte la privazione.

In sostanza


Il "dopamine detox" è un brand, non una scienza. Ma sotto al mito c'è un bisogno reale e legittimo: sei sovrastimolato e lo senti. La risposta non è un digiuno eroico da un giorno, è un sistema che cambia il tuo ambiente e regge nel tempo — come il mio da 6 anni.

Vuoi i protocolli pratici che uso per costruire abitudini che durano? Iscriviti alla newsletter di Cambia le tue Abitudini: ogni domenica un'idea che puoi applicare subito.


Hai un bug mentale


In breve

Riferimenti: Wendy Wood e Roy Baumeister.

I gangli basali automatizzano comportamenti ripetuti in contesti prevedibili: finché il gesto richiede sforzo, riduci dimensione e frizione; quando diventa automatico, puoi alzare leggermente la difficoltà — una variabile alla volta.

Cos'è Hai un bug mentale?


Hai mai fatto qualcosa di automatico, prendere il telefono, aprire un'app, accendere la TV, senza aver deciso coscientemente di farlo?

Non è debolezza.
Non è mancanza di volontà.
È un programma che gira in background nel tuo cervello da anni.

E si chiama gangli basali.

Come funziona: Il computer più antico che possiedi


I gangli basali sono un insieme di strutture subcorticali situate in profondità nel cervello. Evolutivamente, sono tra le strutture più antiche del sistema nervoso, presenti anche nei rettili, molto prima che la corteccia prefrontale (la parte del cervello che ti permette di ragionare, pianificare e prendere decisioni consapevoli) si sviluppasse.

Il loro compito principale non è farti pensare.
È farti smettere di pensare.

Ogni volta che ripeti un comportamento in modo costante, i gangli basali lo registrano come un "chunk", un blocco di azioni che può essere eseguito automaticamente senza consumare energia cognitiva. È la stessa ragione per cui riesci a guidare e ascoltare musica contemporaneamente dopo anni di pratica, mentre il primo giorno richiedeva tutta la tua attenzione cosciente.

La neuroscientista Ann Graybiel del MIT ha dedicato decenni a studiare esattamente questo meccanismo. Nella sua ricerca fondamentale, "Habits, Rituals, and the Evaluative Brain", pubblicata sull'Annual Review of Neuroscience, ha dimostrato qualcosa di straordinario: quando un'abitudine si consolida, l'attività cerebrale si sposta dalla corteccia prefrontale ai gangli basali, dove il comportamento diventa automatico e praticamente invisibile alla coscienza.

Il tuo cervello, in pratica, comprime ogni abitudine in un file eseguibile che si lancia da solo.

Il problema è che non distingue tra file utili e file dannosi.

Come funziona: Il loop che non smette mai


Nel 1990, il team di Graybiel condusse un esperimento diventato un punto di riferimento nella letteratura neuroscientifica: insegnarono a dei ratti a percorrere un labirinto per raggiungere del cioccolato. All'inizio, i sensori nel cervello dei ratti registravano un'intensa attività neurale, ogni decisione, ogni svolta, richiedeva sforzo cognitivo attivo.

Dopo settimane di ripetizione, qualcosa di straordinario accadde: l'attività cerebrale crollò. I ratti non stavano più "pensando" al percorso. Lo eseguivano.

Ma c'era un dettaglio ancora più rivelatorio: l'attività nei gangli basali non spariva. Si concentrava in due momenti precisi, all'inizio del percorso (quando ricevevano il segnale acustico di partenza) e alla fine (quando arrivavano al cioccolato). Tutto il resto era diventato automatico, un'esecuzione silenziosa senza costi cognitivi.

Questo è il loop delle abitudini nella sua forma più pura:

Segnale → Routine → Ricompensa

Charles Duhigg lo ha reso celebre ne "Il Potere delle Abitudini", basandosi proprio sulla ricerca del MIT. Ma c'è una parte di questo meccanismo che quasi nessuno spiega bene, e che cambia tutto.

Una volta che il loop è installato, il segnale da solo è sufficiente per attivare la routine, anche se la ricompensa non arriva più.

Se hai mai continuato a fare qualcosa di cui non ti importava più, ora sai il perché.

Come funziona: La dopamina che non sai di avere


Andrew Huberman, neuroscientista a Stanford, ha chiarito qualcosa di fondamentale sul ruolo della dopamina nella formazione delle abitudini che ribalta l'idea comune.

La dopamina non è il neurotrasmettitore del piacere.
È il neurotrasmettitore dell'anticipazione.

Ogni volta che esegui un'abitudine che ha generato una ricompensa in passato, i neuroni dopaminergici si attivano già al momento del segnale, non della ricompensa. Il tuo cervello non aspetta di sentirsi bene. Anticipa il benessere e ti spinge verso il comportamento che lo ha prodotto in precedenza.

Questo spiega perché le cattive abitudini sono così resistenti: non hai nemmeno bisogno di ricevere la ricompensa. Basta percepire il segnale.

Il telefono che vibra sul tavolo.
Il profumo del caffè al mattino.
La notifica che lampeggia sullo schermo.

Ogni segnale attiva una cascata neurochemica prima ancora che tu abbia deciso consapevolmente qualcosa. Il tuo comportamento è già in moto.

Cos'è Il contributo che aggiunge un tassello fondamentale (nel contesto di Hai un bug mentale)?


La ricerca italiana nel campo delle neuroscienze comportamentali ha aggiunto una dimensione che spesso viene trascurata nel dibattito sulle abitudini.

Giacomo Rizzolatti e il suo team dell'Università di Parma, gli scopritori dei neuroni specchio, una delle scoperte più celebrate della neurobiologia del XX secolo, hanno dimostrato che il cervello non apprende nuovi comportamenti solo attraverso la pratica diretta. Li acquisisce anche attraverso l'osservazione.

I neuroni specchio si attivano sia quando eseguiamo un'azione, sia quando la vediamo eseguire da altri, con la stessa intensità. Questo significa che le abitudini non si formano solo attraverso la ripetizione personale, ma anche attraverso l'ambiente sociale e culturale in cui siamo immersi.

Chi ti circonda abitualmente, i comportamenti che osservi ogni giorno, le persone con cui passi il tempo, influenza i tuoi gangli basali molto più di quanto tu possa immaginare. Le abitudini sono contagiose a livello neurologico, non solo culturale.

Come funziona: Identità prima di tutto


James Clear, in Atomic Habits, il libro sulle abitudini più letto degli ultimi dieci anni, con oltre 15 milioni di copie vendute nel mondo, ha sintetizzato tutto questo in una frase che merita di essere letta più di una volta:

"Ogni azione che esegui è un voto per il tipo di persona che vuoi diventare."

La chiave non è partire dalla tecnica, cosa fare, quando farlo, quante volte farlo. La chiave è partire dall'identità.

Non "voglio leggere di più".
Ma "sono una persona che legge ogni giorno".

Non "voglio fare esercizio".
Ma "sono una persona che si allena".

Quando l'identità si allinea con il comportamento, i gangli basali iniziano a lavorare per te, non contro di te. Perché stai semplicemente confermando, neurone per neurone, giorno per giorno, chi sei.

L'abitudine smette di essere uno sforzo. Diventa un'espressione di identità.

Come funziona: Il mio esperimento con lo schermo


Per anni ho avuto una pessima abitudine: quasi cinque ore al giorno sul telefono. Lavoro incluso, certo, le chiamate sono inevitabili. Ma c'erano anche X, Instagram che si prendevano tutto il resto. Ogni volta che sbloccavo il telefono per rispondere a un messaggio di lavoro, finivo invariabilmente su qualche app che non avevo nessuna intenzione di aprire.

Il segnale era il telefono in mano.
La routine era aprire i social.
La ricompensa era la stimolazione dopaminergica dello scroll infinito.

Il loop era installato alla perfezione.

Ho disinstallato X, Instagram e TikTok. In due minuti, un martedì pomeriggio qualunque.

Non c'era più il segnale, il loop non poteva attivarsi, la routine è svanita quasi da sola. Sono passato da quasi cinque ore a meno di due al giorno. E una volta al mese faccio un weekend senza telefono: lo lascio a casa, spento, mentre esco.

Non perché sia diventato un monaco della produttività.
Ma perché senza il segnale, il cervello smette di cercare la routine.

Questa è la differenza tra combattere un'abitudine e capire davvero come funziona.

Cosa fare con tutto questo


Le tue abitudini non sono difetti del carattere. Sono programmi scritti da anni di ripetizione, segnali ambientali e ricompense neurochimiche.

Non puoi cancellarli. Ma puoi riscriverli, se sai dove mettere le mani.

Il modo più efficace che conosco per farlo è quello che esploriamo questa settimana nel Protocollo. Ho preparato la mappa completa dei circuiti cerebrali coinvolti nella formazione delle abitudini, non teoria astratta, ma ogni concetto tradotto in un'azione concreta. E la sfida di questa settimana, installare il tuo primo if-then plan per una micro-abitudine mattutina, è il punto di partenza più potente che ti possa dare.Se non sei ancora in Protocollo, entra adesso:
Scopri Protocollo →


Buona Vita,
Dome


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Honda Marine Cup 2026


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Il porto di Nettuno ospiterà la seconda edizione dell’Honda Marine Cup, gara di drifting al tonno rosso nella formula catch and release. La manifestazione si svolgerà dal 19 al 21 giugno. Un weekend ricchissimo di eventi, con un test ride del meglio della gamma Moto Honda, i test drive del meglio di Auto Honda e i test in mare del meglio dei motori marini Honda. La gara di drifting è aperta a equipaggi da un minimo di 2 sino a un massimo di 4 pescatori e si svolgerà sabato 20 con partenza dal porto alle 7 del mattino. L’inizio gara sarà dato alle 8 e il fine gara alle 14. La giornata si concluderà con la ricchissima premiazione dei primi tre equipaggi classificati!

hondamarinecupitalia@honda-eu.com
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I primi passi della vita per abbracciare un Golden Retriever


L’associazione “Un cane per sorridere” di Mirabello Monferrato compie 20 anni. Qui gli animali non servono solo a fare compagnia, ma sono parte della terapia

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Settantatré passi verso il futuro e l’amore incondizionato che solo un animale può dare. Tanto è bastato a Martina, una bambina con sindrome di Angelman e con tratti autistici, per rompere il guscio dell’isolamento e sfidare la propria immobilità solo per raggiungere “l’abbraccio” di un cane.

Martina, all’età di quattro anni, non aveva ancora mai camminato in autonomia. Eppure, attraverso l’incontro e la relazione con Gilda, una Golden Retriever, è accaduto quello che la sola fisioterapia faticava a ottenere: «Dopo un lungo percorso durato anni, abbiamo finalmente contato insieme alla mamma 73 passi in autonomia per andare verso il cane. È stata la motivazione che l’ha spinta ad aprirsi nella relazione con gli altri e a camminare», ha raccontato a L’Unica Maria Grazia Daquarti, fondatrice con il marito Roberto Crepaldi dell’associazione “Un cane per sorridere”.

Non è una favola, ma uno dei tanti capitoli scritti nella storia dell’associazione, che il 13 maggio scorso ha celebrato un traguardo importante. Fondata nel 2006, questa realtà alessandrina con sede a Mirabello, nel cuore del Monferrato, ha saputo trasformare un profondo amore per i cani in una disciplina scientifica rigorosa, diventando un faro per il progetto regionale Interventi assistiti con gli animali (IAA).

Oltre la pet therapy

Alla base di tutto c’è il superamento del concetto di semplice “compagnia animale” a favore di un rigore certificato. «Un tempo, fino al 2015, queste attività si chiamavano genericamente pet therapy. Poi il Ministero della Salute ha riconosciuto questa disciplina scientifica, ha emanato le linee guida e ha identificato il percorso formativo per i professionisti, univoco in tutta Italia», ha spiegato Daquarti, che è anche educatrice cinofila.

Oggi l’associazione opera attraverso équipe multidisciplinari iscritte al portale nazionale Digital pet, garantendo che ogni intervento sia gestito da esperti certificati (coadiutori, medici veterinari comportamentalisti, responsabili di attività). La magia, secondo la fondatrice dell’associazione, ha in realtà una base biologica precisa: «Non è qualcosa di magico, non è qualcosa di poetico, ma è qualcosa di neurofisiologico quello che accade». Quando si interagisce con un cane calmo, il corpo reagisce: si abbassa il cortisolo (l’ormone dello stress) e aumentano endorfine e ossitocina, i neurotrasmettitori del benessere e del legame affettivo.

Il cane parte del percorso di cura

Il raggio d’azione dell’associazione è vastissimo e tocca le realtà più fragili del territorio alessandrino. Da quindici anni l’èquipe è una presenza fissa all’Ospedale infantile di Alessandria, collaborando con pazienti pediatrici, tra cui quelli affetti da patologie neuropsichiatriche. Ma è forse negli hospice di Casale Monferrato e Alessandria che il lavoro dei cani rivela la sua potenza più nuda e profonda.

«Il cane ha un ruolo di supporto emotivo molto importante per le persone nel loro fine vita», ha detto ancora Daquarti. In questi luoghi di confine, l’animale funge da ponte: facilita la comunicazione dove il dolore la blocca e riaccende ricordi positivi in chi sta per andarsene, ma anche tra chi resta. Il beneficio è circolare: «Diverse volte mi è capitato di vedere il caregiver aprirsi in un pianto liberatorio abbracciando il cane dopo la morte del proprio caro». Anche il personale sanitario ne trae giovamento, trovando nella presenza del cane una pausa rigenerante dallo stress della routine quotidiana.

I progetti

L’unicità di “Un Cane per Sorridere” risiede anche nella sua capacità di innovare. Con il progetto AmicoCane, nato insieme all’associazione nel 2006, la onlus entra nelle scuole dell’infanzia e primarie per insegnare il rispetto del cane come essere senziente. Recentemente, la sfida si è spostata nei licei, come l’Istituto Balbo e l’Umberto Eco, dove la “cogestione” ha visto centinaia di adolescenti confrontarsi con gli esperti. L’approccio è volutamente informale ma denso di contenuti: «Portiamo una tematica innovativa importante, seria, ma in una maniera molto insolita, molto soft, alleggerita anche dalla presenza accogliente dei nostri cani. Ci sediamo per terra con loro in classe».

Ma il progetto più intimo è forse quello nato dalla sofferenza personale della fondatrice: il gruppo di auto-mutuo aiuto per il pet loss, creato in memoria di Gilda, la Golden Retriever che per quindici anni è stata compagna di vita e di lavoro e che, tra gli altri, ha fatto la differenza nella storia della piccola Martina. «Il lutto per un animale è un lutto delegittimato dalla società. Il nostro dolore è sottovalutato da tutti», ha commentato la fondatrice. In questo spazio, chi ha perso un animale può trovare comprensione e sostegno, trasformando la perdita in un momento di condivisione.

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Il futuro e l’etica della reciprocità

Per “Un Cane per Sorridere”, il benessere non può mai essere a senso unico. I cani dell’associazione non sono “strumenti”, ma partner che vivono in famiglia e la cui salute psicofisica è monitorata costantemente da veterinari esperti. «Ci occupiamo del benessere dell’essere umano, ma ci occupiamo anche del benessere del cane. Lo scambio affettivo reciproco è importantissimo», ha spiegato Daquarti.

Per guardare al futuro e sostenere i progetti gratuiti nelle strutture pubbliche, l’associazione ha recentemente lanciato “Monfidog”: una serie di escursioni educative e sociali sui sentieri del Monferrato. È un modo per raccogliere fondi, ma anche per insegnare ai proprietari di cani a vivere la natura e la relazione in modo corretto.

In vent’anni, Maria Grazia e Roberto hanno costruito una realtà dove la formazione d’eccellenza (in collaborazione con diversi enti del territorio, dalle scuole agli ospedali) incontra la sensibilità più pura. Perché, come ha ricordato la stessa Daquarti, il senso ultimo di tutto questo lavoro sta in un bisogno primordiale: «La relazione con l’animale appaga il bisogno di sentirsi amati e questa sensazione resiste sempre, anche quando ci avviciniamo alla fine, negli ultimi giorni di vita».

Questa puntata di L’Unica Alessandria termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

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“Una bella idea per raccontare una comunità ormai fuori dal cono dell’attenzione delle testate nazionali. Il racconto di storie vicine, che si muovono in luoghi noti, che raccontano problemi di molti creano vicinanza, partecipazione, appartenenza e voglia di cambiamento”.

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La commedia della politica è solo all’inizio


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Qualcuno pensava che, ricalcando le celebri parole evangeliche di Giovanni, ad Asti tutto fosse ormai compiuto sotto il cielo della politica e della finanza. La realtà ci dice che non è affatto così. L’ascesa alla presidenza della Banca di Asti da parte di Maurizio Rasero non rappresenta il sipario che cala sulla scena, bensì il primo atto di una commedia ancora tutta da scrivere.

In questi giorni frenetici, il neo-eletto al vertice dell’istituto di credito non ha perso tempo: ha incontrato i sindacati, ha dialogato con le fondazioni piemontesi, ha ascoltato industriali, commercianti e artigiani. Soprattutto, ha fatto le valigie per Roma, dove ha avuto un faccia a faccia con i piani alti di Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia.

Nel frattempo, l’ultimo consiglio d’amministrazione della banca astigiana ha portato avanti la cosiddetta procedura Fit & Proper, quell’austero protocollo europeo recepito dalle nostre autorità che serve a valutare le competenze, la rettitudine morale e l’onorabilità di chi siede nelle stanze dei bottoni.

Superato il primo vaglio da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, che ha formalizzato le designazioni, si è passati alla fase dell’autocertificazione, in cui i diretti interessati devono mettere nero su bianco di possedere tutti i requisiti necessari.

Un uomo, due poltrone

Il vero scoglio ha la forma di due poltrone decisamente ingombranti, occupate contemporaneamente dallo stesso uomo: quella di primo cittadino e quella di numero uno della banca. Un doppio ruolo che è rimbalzato fino in Parlamento, dove alcuni membri delle opposizioni hanno depositato un’interrogazione e una richiesta di informativa urgente rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

L’obiettivo è spingere il titolare del ministero a riferire su quelle che i firmatari non esitano a definire come pesanti anomalie capaci di scuotere le fondamenta della Fondazione CrAsti e l’intera governance dell’istituto di credito.

Messo alle strette dal fuoco incrociato, Rasero potrebbe trovarsi costretto a compiere un passo indietro da uno dei due prestigiosi incarichi. Quale scegliere? Se guardiamo al portafoglio, la differenza è minima: lo stipendio da sindaco si aggira sui 125 mila euro lordi all’anno, mentre quello da presidente d’istituto tocca i 130 mila, bonus esclusi. A fare la vera differenza è il fattore tempo: l’esperienza da inquilino del municipio scadrà la prossima primavera, mentre il mandato nel mondo del credito è appena all’inizio.

La decisione, insomma, appare quasi scontata. Meno scontati sono i tempi della vigilanza bancaria, che si muove secondo i propri ritmi felpati e che, con ogni probabilità, chiederà chiarimenti formali. Questo balletto burocratico potrebbe far slittare qualsiasi verdetto definitivo almeno fino alla fine dell’anno, aprendo la strada a diversi scenari amministrativi.

La legge parla chiaro: un Comune viene commissariato solo se la guida della giunta decade prima dell’ultimo anno di mandato, un’ipotesi che ad Asti è ormai scongiurata. Diventa quindi remota la prospettiva di un voto anticipato causato da dimissioni immediate. È assai più realistico ipotizzare che si arriverà alla naturale scadenza della consiliatura, con Rasero saldamente ancorato alla guida della banca e la vicesindaca Stefania Morra promossa a reggente del municipio fino alle elezioni primaverili.

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Primo sondaggio: il centrodestra resiste

Ma cosa accadrà quando si apriranno le urne? A svelare gli umori della città ci pensa un sondaggio Winpoll, condotto a inizio maggio su un campione di 900 persone. I dati, non ancora resi pubblici ma visionati in anteprima da L’Unica, mostrano un centrodestra ancora saldamente in vantaggio con il 53 per cento delle preferenze, grazie a una coalizione trainata dalle liste civiche raseriane e completata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Proprio in questo perimetro si giocherà la partita per il nuovo sindaco. I membri di Forza Italia, che non hanno difeso l’elezione bancaria di Rasero con particolare foga, sembrano guardare con maggiore interesse alla fascia tricolore di Alessandria piuttosto che a quella astigiana.

Sul fronte civico, i riflettori sono puntati su Andrea Fea, stimato commercialista molto vicino all’ex sindaco, anche se i pretendenti non mancano. La Lega, rimasta sorniona e defilata durante i recenti scossoni, potrebbe calare l’asso con Andrea Giaccone, attuale deputato che potrebbe decidere di non ricandidarsi a Roma per tentare l’avventura locale.

I Fratelli d’Italia, che hanno sostenuto l’operazione bancaria fin dal primo momento, escono decisamente rafforzati. Il deputato Marcello Coppo ha ribadito che avere un sindaco al vertice dell’istituto di credito rappresenta una garanzia assoluta per lo sviluppo locale. Un appoggio ha già fruttato un dividendo politico: l’ingresso nel consiglio d’indirizzo della Fondazione CrAsti, come membro cooptato, di Pier Cesare Mora, professionista della comunicazione e addetto stampa in Regione dell’assessore Federico Riboldi. Con queste premesse, salgono le quotazioni di Renato Berzano, consigliere comunale con un passato da assessore al bilancio nella prima giunta Rasero, transitato da poco tra le fila del partito di Giorgia Meloni.

Lo scenario con il centrosinistra vincente

Se invece le urne dovessero premiare il centrosinistra, lo scenario cambierebbe radicalmente. Michele Miravalle resta l’uomo di punta per guidare la coalizione progressista, ma in caso di vittoria si troverebbe a governare con le armi parzialmente spuntate.

Il prossimo 21 giugno si voterà infatti per la presidenza della Provincia, carica lasciata libera dallo stesso Rasero a fine aprile. Poiché la legge Delrio prevede che per l’ente provinciale esprimano il voto solo i consiglieri e i sindaci, con un meccanismo ponderato in cui il peso elettorale del capoluogo schiaccia quello dei piccoli centri – il voto di Asti vale 1.060 contro il misero 29 di un micro-comune – chi comanda in città ipoteca anche la Provincia.

I candidati alla successione sono due esponenti di centrodestra: il leghista Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato, e Davide Migliasso, sindaco di San Damiano e vicino ai meloniani.

Un eventuale sindaco targato Partito Democratico si troverebbe quindi a dover coabitare con un presidente provinciale di segno opposto. Lo scacchiere del potere locale si arricchisce di un ulteriore dettaglio: nella riunione del consiglio d’indirizzo della Fondazione CrAsti dello scorso 21 maggio, l’organismo ha deliberato di prolungare il proprio mandato – e di conseguenza quello del presidente Livio Negro – dal 2028 al 2030.

Una mossa che ha fatto saltare sulla sedia le minoranze, ma che è pienamente legittimata da un accordo firmato lo scorso anno tra il Ministero dell’Economia e l’ente stesso, passato allora quasi inosservato. Con la Provincia e la Fondazione saldamente nelle mani del centrodestra, a un’eventuale giunta di sinistra resterebbero, oltre alla gestione ordinaria della città, le nomine nelle società partecipate come ASP (trasporto pubblico, acqua, cimiteri e raccolta rifiuti) e GAIA (smaltimento rifiuti e discarica).

Alla luce di tutto questo attivismo politico e finanziario, il dubbio è evidente: assisteremo a una più democratica e bilanciata distribuzione delle sfere d’influenza cittadine o saremo di fronte alla definitiva blindatura del vecchio sistema di potere? La risposta, prima ancora dei posteri, la daranno i prossimi verdetti elettorali.

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“L’Unica è un bel modo per approfondire gli argomenti. Magari non tutti possono interessare allo stesso modo, ma la professionalità con cui vengono realizzati gli articoli riesce sempre a passare dal particolare al generale. Interessando quindi tutte e tutti”.

— Rita T.

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TikTok si trasforma: svelato il piano per diventare una "super app" globale


Oltre i video: TikTok integra e-commerce, prenotazioni di hotel, servizi finanziari e giochi per diventare l'unico centro della vita digitale.

TikTok sta rapidamente superando la definizione di semplice social media per trasformarsi in una vera e propria "super app". Questo modello, già popolarissimo in Cina con piattaforme come WeChat, mira a offrire una moltitudine di servizi digitali all'interno di un unico ecosistema, evitando che l'utente debba passare da un'applicazione all'altra. Forte anche del passaggio della divisione americana a una nuova proprietà prevalentemente statunitense avvenuto a gennaio, TikTok sta applicando questa strategia attraverso un'espansione aggressiva in diversi settori, dallo shopping all'intrattenimento, fino alla finanza. Una delle novità più rilevanti è il recente lancio negli Stati Uniti di TikTok GO, una funzionalità che consente ai turisti di scoprire e prenotare direttamente dentro l'app hotel, attrazioni ed esperienze locali. Sfruttando la popolarità dei contenuti di viaggio virali sulla piattaforma, TikTok permette ora di verificare la disponibilità e completare i pagamenti senza dover reindirizzare l'utente su siti esterni. Questa mossa, unita a un motore di ricerca interno potenziato con mappe, recensioni dettagliate, orari di apertura e fasce di prezzo, posiziona TikTok in diretta concorrenza con i servizi storici di Google, come Search e Google Maps.

Il pilastro di questa evoluzione resta TikTok Shop, lanciato negli Stati Uniti nel 2023 dopo i test avviati nel 2021. La sezione e-commerce ha registrato una crescita esponenziale, arrivando a insidiare colossi come Amazon e Shein, e si è recentemente espansa anche nel settore del lusso e delle carte regalo. Per supportare queste transazioni, l'azienda sta esplorando il settore fintech: ha infatti richiesto alla banca centrale del Brasile le licenze per operare come istituto di pagamento e fornitore di credito diretto. Se approvate, queste licenze permetteranno agli utenti di gestire conti prepagati ed effettuare transazioni direttamente sulla piattaforma. Infine, TikTok continua a diversificare la sua offerta di intrattenimento per trattenere il pubblico il più a lungo possibile. Nonostante la chiusura del suo servizio di streaming musicale proprietario, TikTok Music, la piattaforma collabora ora con Apple Music per consentire l'ascolto di brani completi. A questo si aggiungono l'introduzione di minigiochi per sfidare gli amici nelle chat private e il debutto nel mondo delle serie sceneggiate con la sezione "Minis", dedicata ai micro-drama in formato da un minuto.

Fonte: techcrunch.com

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Brutto incidente per Blue Origin: un razzo New Glenn esplode a Cape Canaveral


L'incidente al razzo New Glenn frena i piani spaziali di Jeff Bezos e Blue Origin, ostacolando la sfida a SpaceX di Elon Musk e i lanci dei satelliti Amazon.

Un grave incidente ha colpito Blue Origin, la compagnia spaziale guidata da Jeff Bezos. Durante un test statico dei motori presso la stazione della Space Force di Cape Canaveral, in Florida, il booster del razzo New Glenn, battezzato "No, It's Necessary", è esploso provocando gravi danni. Fonti interne a Blue Origin hanno riferito che la rampa di lancio è andata praticamente distrutta e che saranno necessari almeno sei mesi, se non di più, per completare le riparazioni e riprendere le operazioni. Questo imprevisto rappresenta un duro colpo in un momento cruciale per lo sviluppo dell'azienda. La battuta d'arresto complica notevolmente anche la competizione diretta con SpaceX di Elon Musk.

Amazon, anch'essa parte dell'impero di Bezos, fa affidamento sulla rapida cadenza di lancio del New Glenn per dispiegare in orbita la sua costellazione di satelliti Leo, per il suo servizio internet satellitarea banda larga, in competizione con Starlink. Le scadenze normative impongono ad Amazon di lanciare almeno la metà dei suoi oltre 3.200 satelliti entro luglio 2026: con i danni riportati nelle scorse ore, è improbabile che l'azienda riesca a raggiungere l'obiettivo. Nonostante Amazon collabori anche con altri vettori, inclusa la stessa SpaceX, la minore capacità di carico dei razzi Falcon 9 rispetto al New Glenn renderà difficile recuperare il tempo perduto senza un incremento significativo del numero di missioni.
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Le conseguenze del disastro potrebbero ripercuotersi anche sui programmi di esplorazione della NASA. Il New Glenn avrebbe dovuto lanciare il primo lander lunare Blue Moon entro la fine dell'anno, mentre l'agenzia governativa ha recentemente assegnato a Blue Origin un contratto per il trasporto di due rover in vista della missione Artemis 4, in programma per il 2028. Nonostante la gravità della situazione, il settore della difesa statunitense ha confermato il proprio supporto all'azienda: la U.S. Space Force e il National Reconnaissance Office hanno ribadito il proprio impegno verso i contratti già stipulati con Blue Origin. Gli analisti ritengono che, sebbene questo incidente rafforzi temporaneamente la posizione di SpaceX, il mercato necessiti comunque di valide alternative, garantendo a Blue Origin un ruolo di primo piano nel lungo termine.

Fonte: www.reuters.com

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