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Woodcock il Catamarano


Pescare Show, la fiera della pesca e della nautica di Rimini, è stata una vetrina importantissima con una novità che non poteva che suscitare una grande curiosità. Infatti tra le barche e i gommoni super attrezzati, abbiamo scoperto un bel progetto, non i
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Nel Mediterraneo e in Italia in particolare il catamarano non ha mai riscontrato il dovuto successo. I motivi sono diversi come la doppia motorizzazione e i volumi fuori standard, ma anche fattori culturali che vedono nella carena a V il miglior disegno per il nostro mare. Eppure in certe parti del mondo come gli Stati Uniti o il Sudafrica, tanto per citarne alcuni, il doppio scafo risulta addirittura insostituibile. In oceano infatti in condizioni normali al varo della barca segue l’attraversamento della risacca, operazione da non prendere sottogamba e in alcuni casi anche pericolosa. Questa è la ragione per cui il catamarano è così diffuso. Perché con onde corte, di breve periodo e irregolari, esattamente come quelle che regnano nel nostro Mediterraneo, il doppio scafo si muove molto meglio. Questa ragione sarebbe già sufficiente per mettere in discussione il paradigma italiano, ma, il progetto di Nicola Governatore, titolare di Woodcock e esperto pescatore, va oltre e in 4 punti spiega i vantaggi del suo progetto catamarano, stretto e proporzionato.

Efficienza - Meno superficie immersa, meno potenza, meno consumi. Un catamarano lavora con una resistenza inferiore rispetto a una barca tradizionale.

Stabilità - Più largo, più stabile. La piattaforma naturalmente più ampia offre maggiore stabilità e migliore gestione dell’onda.

Spazio - Più metri quadri, più vivibilità. Possibilità di organizzare la barca in mo-do intelligente: lavoro a bordo, attrezzatura, passaggi, stivaggi.

Progettazione - Disegnata da pescatori. Dettagli, ergonomia e praticità pensati da chi il mare lo vive davvero.

Questa barca - dice Nicola - nasce da un’esigenza reale: macinare miglia, spesso, con una barca che stia al passo e senza “bruciare” troppo carburante. Si rivolge a chi necessita di attrezzatura professionale, passaggi intelligenti e spazi ottimizzati. Inoltre - prosegue il progettista - questa barca funziona benissimo anche per chi vuole vivere il diporto con la famiglia, perché stabilità e spazio rendono tutto più semplice. Quando le uscite diventano lunghe, ti interessano tre cose: stabilità, spazio, efficienza. Woodcock mette insieme queste tre cose con una scelta tecnica precisa: il catamarano.

Due modelli

CIP 221, più compatto, più agile. Pensato per chi vuole uscire spesso, fare miglia, tenere tutto sotto controllo. Lunghezza: m 6,64; larghezza: m 2,54; max potenza: hp 2x150; serbatoio: l 2x200; peso: kg 1500.

CIP 261, più importante per spazio e presenza. Disegnato per i pescatori più esigenti. Per chi vuole tanta vivibilità e un comfort superiore nelle uscite lunghe. Lunghezza: m 8,64; larghezza: m 3.56; potenza max hp 2x300; serbatoio: l 2x400; peso: kg 2600

woodcockboatworks.com

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Italcanna Kere


Kéré è un minuscolo atollo nell’arcipelago atlantico delle Bijagos. In questo piccolo paradiso Boris Salnicoff, prezioso collaboratore Italcanna, ha testato Kere, la canna da spinning pensata per gli spinner viaggiatori. È una travel in 4 pezzi, con un ingombro, compreso il tubo, di appena 65 centimetri. È pensata per uno spinning medio pesante con un range di lancio da 30 a 80 grammi e una lunghezza totale di 230 centimetri. Il manico ha una comoda impugnatura in sughero con una legatura molto decorativa appena sopra il porta mulinello. Tutti gli innesti sono spigot, precisi e sicuri. Per l’anellatura è stata scelta la serie tangle free Fuji Sic. A dispetto delle 4 sezioni, l’azione della canna è pronta e reattiva. Testata nell’oceano, è perfetta nello spinning mediterraneo alla ricerca dei grandi predatori. A richiesta è disponibile una custodia rigida con stemma ricamato.

italcanna.com

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Facebook ha progettato un'app per adolescenti ma non l'ha mai lanciata


Si doveva chiamare "Bell".
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In breve:


Secondo nuovi atti legali, nel 2018, Facebook ha ideato Bell, un'app per adolescenti incentrata sulle scuole superiori, per creare un hub per studenti e poi migrarli sulla piattaforma principale dopo il diploma. L'app non è mai stata lanciata ma diventa importante ora che Meta sta affrontando un processo contro i social media per presunta dipendenza e danni ai minori. In una presentazione interna si legge che l'obiettivo era "conquistare" i giovani prima dei 18 anni e fidelizzarli all'utilizzo di Facebook.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Facebook designed an app for teens called Bell but never launched it, court records reveal
An internal Facebook presentation from 2018 describes a messaging-based app that would have allowed high school students to communicate with their classmates.
NBC NewsTyler Kingkade

Riassunto completo:


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Anthropic accusa la Cina, Facebook app per teenager, Google ostacola OpenClaw


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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 472 ed è stata finalizzata alle 02:11 del mattino, mercoledì 25 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,802.

Buon mercoledì,
oggi parleremo di accuse, blocchi e tensioni fra Anthropic e la Cina, fra Meta e il processo legale in corso e fra Google e OpenAI, ma non solo! Buona lettura.

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 269 Mercoledì 25 febbraio
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".
~
Fonte: The New York Times
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Il paradosso

Di chi sono i dati? Perché Anthropic li ha rubati a milioni di autori online, e la stessa cosa ha fatto OpenAI, che nell'estate...
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Facebook ha progettato un'app per adolescenti ma non l'ha mai lanciata


Legge
Secondo nuovi atti legali, nel 2018, Facebook ha ideato Bell, un'app per adolescenti incentrata sulle scuole superiori, per creare un hub per studenti e poi migrarli sulla piattaforma principale dopo il diploma. L'app non è mai stata lanciata ma diventa importante ora che Meta sta affrontando un processo contro i social media per presunta dipendenza e danni ai minori. In una presentazione interna si legge che l'obiettivo era "conquistare" i giovani prima dei 18 anni e fidelizzarli all'utilizzo di Facebook.
~
Fonte: NBC News
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Google sta impedendo a utenti di OpenClaw di utilizzare Gemini


Big Tech
Google ha limitato l’accesso al suo tool di vibe coding (far scrivere codice all'IA tramite istruzioni in linguaggio naturale) Antigravity a tutti gli utenti che passavano i token di Gemini a OpenClaw, famoso framework open source per agenti IA appena acquisito da OpenAI. Secondo DeepMind l’uso “malizioso” ha trasformato Antigravity in un proxy per servizi terzi, saturando capacità di calcolo e peggiorando il servizio.
~
Fonte: The Times of India
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Perché è importante?

Questa puzza di guerra tra player dominanti perché anche Anthropic ha vietato l'uso dei token OAuth di Claude...
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Google introduce i flussi di lavoro automatizzati su Opal


Tecnologia
Google ha annunciato per Opal, il suo tool che permette di creare mini web app senza programmare, un nuovo agente capace di costruire flussi di lavoro automatizzati a partire da semplici prompt testuali. Basato sul modello di intelligenza artificiale Gemini 3 Flash, l’agente seleziona da solo gli strumenti utili (per esempio Google Sheets per salvare dati tra una sessione e l’altra) e interagisce con l’utente chiedendo informazioni quando servono.
~
Fonte: TechCrunch
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Toyota acquisisce sette robot umanoidi per uno stabilimento in Canada


Robotica
Toyota Motor Manufacturing Canada introdurrà sette robot umanoidi Digit nel suo stabilimento che produce il Toyota RAV4, dopo un anno di test. I robot, sviluppati da Agility Robotics, non vengono acquistati ma usati come servizio ("Robots as a Service"), con assistenza continua. Per ora lavoreranno senza persone accanto, occupandosi di spostare contenitori di componenti tra magazzino e linea produttiva. Il punto non è solo il robot in sé, ma l’integrazione concreta in fabbrica: gestione, ricarica e coordinamento sono le vere sfide da risolvere.
~
Fonte: TechCrunch
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Robots as a Service

Questo è un termine che poteva nascere soltanto in questi mesi: "Robots as a Service (RaaS)", perché è adesso che...
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Può OpenAI costruire Alexa prima che Amazon costruisca ChatGPT?


spyglass.org (eng)

Tutti hanno amato la bolla del "dot com". La bolla IA? Non tanto.


nytimes.com (eng)

Quello che penso di Codex


x.com (eng)

Gli atomi sono economici, il processo è costoso


futureblind.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Apple starebbe considerando il rosso come il prossimo colore premium per i suoi iPhone


engadget.com (eng)

WhatsApp sta finalmente rilasciando i messaggi schedulabili


9to5mac.com (eng)

Apple lancia la nuova "Sales Coach" app


macrumors.com (eng)

Panasonic, ex re del plasma, non produrrà più televisori proprietari


arstechnica.com

PromptSpy è il primo malware Android a utilizzare l'IA generativa in fase di esecuzione


bleepingcomputer.com

Video del giorno

youtube.com/embed/V5AFQaEbHQU?…

Apex


Questo video è stato generato completamente tramite intelligenza artificiale e porta la firma di uno degli studi di produzione AI più brillanti, con sede a Berlino, i Dor Brothers.

Vedi video su youtube.com (eng - 3:14)

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Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


In breve:


Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Anthropic Accuses 3 Chinese Companies of Harvesting Its Data

Riassunto completo:


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Toyota acquisisce sette robot umanoidi per uno stabilimento in Canada


Dopo un anno di test.
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In breve:


Toyota Motor Manufacturing Canada introdurrà sette robot umanoidi Digit nel suo stabilimento che produce il Toyota RAV4, dopo un anno di test. I robot, sviluppati da Agility Robotics, non vengono acquistati ma usati come servizio, con assistenza continua. Per ora lavoreranno senza persone accanto, occupandosi di spostare contenitori di componenti tra magazzino e linea produttiva. Il punto non è solo il robot in sé, ma l’integrazione concreta in fabbrica: gestione, ricarica e coordinamento sono le vere sfide da risolvere.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Toyota contracts seven Agility humanoid robots for Canadian factory | TechCrunch
The robots will be unloading totes full of auto parts from an automated warehouse tugger.
TechCrunchTim Fernholz

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Google sta impedendo a utenti di OpenClaw di utilizzare Gemini


Poco dopo la stessa mossa da parte di Anthropic.
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In breve:


Google ha limitato l’accesso al suo tool di vibe coding (far scrivere codice all'IA tramite istruzioni in linguaggio naturale) Antigravity a tutti gli utenti che passavano i token di Gemini a OpenClaw, famoso framework open source per agenti IA appena acquisito da OpenAI. Secondo DeepMind l’uso “malizioso” ha trasformato Antigravity in un proxy per servizi terzi, saturando capacità di calcolo e peggiorando il servizio.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google bans OpenClaw users on its AI coding tool Antigravity; says: We have been seeing a massive increase in ... | - The Times of India
Tech News News: Google has restricted access to its AI coding platform Antigravity for users who were routing Gemini tokens through OpenClaw, the open-source AI agent.
The Times Of IndiaTOI Tech Desk

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Google introduce i flussi di lavoro automatizzati su Opal


Un nuovo agente che interagisce con app esterne per te.
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In breve:


Google ha annunciato per Opal, il suo tool che permette di creare mini web app senza programmare, un nuovo agente capace di costruire flussi di lavoro automatizzati a partire da semplici prompt testuali. Basato sul modello di intelligenza artificiale Gemini 3 Flash, l’agente seleziona da solo gli strumenti utili (per esempio Google Sheets per salvare dati tra una sessione e l’altra) e interagisce con l’utente chiedendo informazioni quando servono.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google adds a way to create automated workflows to Opal | TechCrunch
The company said that a new agent being introduced in Opal will allow users to create mini-apps that can let them plan and execute tasks using text prompts.
TechCrunchIvan Mehta

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Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


La stessa accusa di OpenAI dell'anno scorso verso DeepSeek.

In breve:


Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Anthropic Accuses 3 Chinese Companies of Harvesting Its Data

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Fondatore di Xbox contro la nuova guida: “Con Asha Sharma addio per sempre alle console”


Il co-creatore di Xbox Seamus Blackley definisce la nomina di Asha Sharma un segnale della fine del brand, sacrificato sulla nuova strategia AI di Microsoft.

Nel pieno del riassetto ai vertici di Microsoft Gaming, la voce di Seamus Blackley pesa più di molte altre: il co-fondatore di Xbox, che contribuì al lancio della prima console nel 2001 prima di lasciare la compagnia, ha commentato senza troppi giri di parole la nomina di Asha Sharma a nuova CEO della divisione gaming.

Secondo Blackley, la scelta di una dirigente proveniente dal mondo Core AI e non da quello dello sviluppo videogiochi è il segnale che Xbox non è più al centro delle priorità del gruppo guidato da Satya Nadella.
In una lunga intervista concessa a GamesBeat, Blackley afferma che Xbox, come altre business unit che non fanno parte del core business AI, “sta venendo sunsettata”, arrivando persino a definire Sharma una sorta di “palliative care doctor”, una figura chiamata a “far scivolare Xbox nella dolce notte”, più che a rilanciarla in chiave competitiva contro PlayStation e Nintendo.

Pur riconoscendo che la sua nomina “ha perfettamente senso” nell’ottica dell’enorme scommessa di Microsoft sull'IA generativa, Blackley teme un conflitto strutturale tra un modello di business AI-first e la natura autoriale e creativa del game development.
L’ex designer non risparmia neppure i consigli alla nuova CEO: se non svilupperà una vera passione per i videogiochi, farebbe meglio a “lasciare questo lavoro il prima possibile”, perché sottovalutare la complessità di parlare ai gamer e di guidare un ecosistema creativo potrebbe trasformarsi in un boomerang.

Sul fronte opposto, Sharma ha già promesso che Microsoft non riempirà il catalogo di “soulless AI slop” e che le storie continueranno a essere create dagli umani, ma per Blackley si tratta di una narrazione di rito che l’industria ha già sentito più volte.

Fonte: GamesBeat


Microsoft scuote Xbox: si ritira Phil Spencer, Sarah Bond si dimette, l’AI-exec Asha Sharma diventa CEO


Dopo quasi quattro decenni, Phil Spencer ha annunciato il proprio ritiro scatenando un terremoto ai vertici di Microsoft Gaming, aprendo di fatto una nuova fase per l’ecosistema Xbox, che chiude così un capitolo iniziato con il lancio della prima Xbox nel 2001 e culminato nell’acquisizione di Activision Blizzard.
A sorpresa, non sarà la presidente Sarah Bond a raccoglierne l’eredità: anche lei lascerà Microsoft, smentendo le previsioni che la vedevano come naturale erede alla guida del marchio.

La nuova regia della divisione gaming passa ad Asha Sharma, manager con un background profondo nell’AI, già presidente del product per la divisione Core AI di Microsoft ed ex COO di Instacart.
Sharma assume il ruolo di Executive Vice President e CEO di Microsoft Gaming, con il compito di guidare Xbox in una fase cruciale, tra la concorrenza serrata di PlayStation, l’evoluzione del cloud gaming e l’integrazione sempre più spinta dell’intelligenza artificiale nelle esperienze interattive.

Nel nuovo assetto, Matt Booty viene promosso a Chief Content Officer, responsabile di un portafoglio di quasi 40 studi tra Xbox Game Studios, Bethesda e Activision Blizzard, che custodiscono franchise come Halo, Call of Duty, Minecraft e World of Warcraft.
Il messaggio che arriva da Satya Nadella è chiaro: Microsoft intende rilanciare il proprio impegno sul fronte console, senza però rinunciare all’espansione su PC, cloud e mobile, puntando su una combinazione di contenuti forti e servizi AI-driven per differenziare l’offerta Xbox.

Fonte: WCCFTech


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Microsoft scuote Xbox: si ritira Phil Spencer, Sarah Bond si dimette, l’AI-exec Asha Sharma diventa CEO


Terremoto ai vertici di Xbox: Phil Spencer si ritira, Sarah Bond lascia e l’AI-executive Asha Sharma assume la guida della divisione gaming.

Dopo quasi quattro decenni, Phil Spencer ha annunciato il proprio ritiro scatenando un terremoto ai vertici di Microsoft Gaming, aprendo di fatto una nuova fase per l’ecosistema Xbox, che chiude così un capitolo iniziato con il lancio della prima Xbox nel 2001 e culminato nell’acquisizione di Activision Blizzard.
A sorpresa, non sarà la presidente Sarah Bond a raccoglierne l’eredità: anche lei lascerà Microsoft, smentendo le previsioni che la vedevano come naturale erede alla guida del marchio.

La nuova regia della divisione gaming passa ad Asha Sharma, manager con un background profondo nell’AI, già presidente del product per la divisione Core AI di Microsoft ed ex COO di Instacart.
Sharma assume il ruolo di Executive Vice President e CEO di Microsoft Gaming, con il compito di guidare Xbox in una fase cruciale, tra la concorrenza serrata di PlayStation, l’evoluzione del cloud gaming e l’integrazione sempre più spinta dell’intelligenza artificiale nelle esperienze interattive.

Nel nuovo assetto, Matt Booty viene promosso a Chief Content Officer, responsabile di un portafoglio di quasi 40 studi tra Xbox Game Studios, Bethesda e Activision Blizzard, che custodiscono franchise come Halo, Call of Duty, Minecraft e World of Warcraft.
Il messaggio che arriva da Satya Nadella è chiaro: Microsoft intende rilanciare il proprio impegno sul fronte console, senza però rinunciare all’espansione su PC, cloud e mobile, puntando su una combinazione di contenuti forti e servizi AI-driven per differenziare l’offerta Xbox.

Fonte: WCCFTech

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Apple Visual Intelligence, Galaxy Unpacked 2026, Il ritorno agli iPod


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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 471 ed è stata finalizzata alle 03:38 del mattino, martedì 24 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,794.

Buon martedì,
un nuovo articolo di Bloomberg aggiunge nuovi dettagli sul nuovo capitolo che vuole iniziare Apple, o forse è proprio un nuovo volume, ne parleremo insieme. Poi faremo un recap dell'evento Galaxy Unpacked di domani; parleremo del "ritorno" degli iPod, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 268 - Martedì 24 febbraio
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Apple sta puntando sulla Visual Intelligence


Big tech
Apple si sta preparando a lanciare una nuova categoria di dispositivi indossabili che avranno come fondamento la "Visual Intelligence". Questa tecnologia è apparsa per la prima volta su iPhone 16 Pro, dove permette di analizzare immagini e screenshot o fare ricerche visive. In futuro dovrebbe arrivare su occhiali smart, AirPods (versione evoluta) e altri accessori, offrendo funzioni come riconoscere oggetti, dare indicazioni contestuali o creare promemoria legati a ciò che si vede.
~
Fonte: Bloomberg
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Perché è importante?

Perché comprendere le direzioni che prendono le principali big tech ci permette di ricostruire il futuro....
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Galaxy Unpacked 2026: tutto quello che devi sapere


Tecnologia
Samsung terrà Galaxy Unpacked il 25 febbraio 2026 (domani) alle 19 ora italiana in streaming. Verranno presentati i nuovi top di gamma della linea Galaxy: S26, S26 Plus e S26 Ultra, oltre agli auricolari Galaxy Buds 4. I leak parlano di un leggero restyling, nuove funzioni di privacy sul display dell’Ultra e più spazio all’AI generativa; il modello S26 Edge sarebbe stato cancellato o rimandato. Il video della diretta è linkato sull'articolo originale.
~
Fonte: PhoneArena
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Le persone stanno tornando ad acquistare gli iPod


Tecnologia
Sta tornando l’interesse per vecchi lettori MP3 di Apple come iPod Classic e iPod Nano, fuori produzione da anni. Le ricerche su Google Trends e quelle su eBay per i modelli Classic e Nano hanno mostrato un aumento significativo nel periodo gennaio-ottobre 2025 rispetto al 2024, spinte soprattutto dai più giovani. Il motivo non è solo nostalgia: questi dispositivi fanno una sola cosa, riprodurre musica, senza notifiche o social. Come spiega Cal Newport nel libro Digital Minimalism, la tecnologia “a funzione unica” aiuta a ridurre distrazioni e sovraccarico digitale, anche a costo di rinunciare alla comodità dell'esperienza tech completa.
~
Fonte: Axios
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Perché è importante?

Qui si vedono due pattern: da un lato i grandi regolatori e le big tech hanno iniziato proprio in questi mesi il...
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Due tipi di startup AI moriranno, secondo il vicepresidente di Google Global Startups


Business
Darren Mowry, responsabile startup di Google (Cloud, DeepMind e Alphabet), avverte che due modelli nati con il boom dell’IA generativa rischiano di non reggere: si parla dei “wrapper” di LLM (prodotti che mettono solo un’interfaccia sopra grandi modelli linguistici come GPT o Gemini) e gli “aggregatori” (piattaforme che instradano richieste tra più modelli). Senza proprietà intellettuale e un vantaggio difendibile, i margini si comprimono e i fornitori dei modelli possono facilmente sostituire gli intermediari.
~
Fonte: TechCrunch
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Agricoltori in USA stanno rifiutando milioni per non dare terreni ai data center


Business
In Kentucky, nella contea rurale di Mason, una società tecnologica (tenuta segreta con accordi di riservatezza) sta cercando di comprare migliaia di acri per costruire un grande data center AI, con richieste di energia enormi. Molti agricoltori stanno rifiutando offerte da decine di milioni: per loro la terra è identità e continuità familiare, oltre che produzione di cibo. Le autorità locali puntano su tassare i data center e dare lavoro alla comunità, ma ci sono preoccupazioni sui consumi di acqua ed elettricità, oltre che il timore dell’esproprio per pubblica utilità.
~
Fonte: The Guardian
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Il furto di segreti commerciali è in aumento e l'IA sta peggiorando la situazione


wsj.com (eng)

9 osservazioni dopo aver sviluppato agenti AI


tomtunguz.com (eng)

Ci siamo lanciati nei test genetici commerciali senza capirli?


arstechnica.com (eng)

Il prodotto non c'è


sidu.in (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

I data center AI passano ai superconduttori ad alta temperatura


ieee.org (eng)

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sventato un mega attacco informatico al governo


timesofindia.com (eng)

X contesta la multa UE da 120 milioni di euro


politico.eu (eng)

Tool del giorno

Claude Cowork


Lo abbiamo condiviso qualche settimana fa ma adesso che abbiamo compreso le potenzialità dello strumento, linkiamo la pagina per il download. Inoltre, dal 10 febbraio Cowork è disponibile anche per Windows.

Link: claude.com

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Video del giorno

youtube.com/embed/wYo7OGz3nGY?…

Tutorial su Claude Cowork


Ho girato un po' di video e trovo questa versione di Raffaele Gaito la più completa per chiunque vuole avere una panoramica totale e pratica su come sfruttare Claude Cowork.

Vedi video su youtube.com (eng - 28:03)

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Apple sta puntando sulla Visual Intelligence


In breve:


Apple si sta preparando a lanciare una nuova categoria di dispositivi indossabili che avranno come fondamento la "Visual Intelligence". Questa tecnologia è apparsa per la prima volta su iPhone 16 Pro, dove permette di analizzare immagini e screenshot o fare ricerche visive. In futuro dovrebbe arrivare su occhiali smart, AirPods (versione evoluta) e altri accessori, offrendo funzioni come riconoscere oggetti, dare indicazioni contestuali o creare promemoria legati a ciò che si vede.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bloomberg - Apple’s Next Big Thing Is a Push Into Visual Artificial Intelligence

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Apple sta puntando sulla Visual Intelligence


L'era dei wearable è alle porte.

In breve:


Apple si sta preparando a lanciare una nuova categoria di dispositivi indossabili che avranno come fondamento la "Visual Intelligence". Questa tecnologia è apparsa per la prima volta su iPhone 16 Pro, dove permette di analizzare immagini e screenshot o fare ricerche visive. In futuro dovrebbe arrivare su occhiali smart, AirPods (versione evoluta) e altri accessori, offrendo funzioni come riconoscere oggetti, dare indicazioni contestuali o creare promemoria legati a ciò che si vede.

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Bloomberg - Apple’s Next Big Thing Is a Push Into Visual Artificial Intelligence

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Galaxy Unpacked 2026: tutto quello che devi sapere


La diretta si terrà domani.

In breve:


Samsung terrà Galaxy Unpacked il 25 febbraio 2026 (domani) alle 19 ora italiana in streaming. Verranno presentati i nuovi top di gamma della linea Galaxy: S26, S26 Plus e S26 Ultra, oltre agli auricolari Galaxy Buds 4. I leak parlano di un leggero restyling, nuove funzioni di privacy sul display dell’Ultra e più spazio all’AI generativa; il modello S26 Edge sarebbe stato cancellato o rimandato. Il video della diretta è linkato sull'articolo originale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Phone Arena - Galaxy Unpacked 2026: How to watch and what to expect

Riassunto completo:


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Le persone stanno tornando ad acquistare gli iPod


E non è nostalgia.

In breve:


Sta tornando l’interesse per vecchi lettori MP3 di Apple come iPod Classic e iPod Nano, fuori produzione da anni. Le ricerche su Google Trends e quelle su eBay per i modelli Classic e Nano hanno mostrato un aumento significativo nel periodo gennaio-ottobre 2025 rispetto al 2024, spinte soprattutto dai più giovani. Il motivo non è solo nostalgia: questi dispositivi fanno una sola cosa, riprodurre musica, senza notifiche o social. Come spiega Cal Newport nel libro Digital Minimalism, la tecnologia “a funzione unica” aiuta a ridurre distrazioni e sovraccarico digitale, anche a costo di rinunciare alla comodità dell'esperienza tech completa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Axios - Why people are buying iPods again

Riassunto completo:


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Due tipi di startup AI moriranno, secondo il vicepresidente di Google Global Startups


I wrapper e gli aggregatori.
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In breve:


Darren Mowry, responsabile startup di Google (Cloud, DeepMind e Alphabet), avverte che due modelli nati con il boom dell’IA generativa rischiano di non reggere: si parla dei “wrapper” di LLM (prodotti che mettono solo un’interfaccia sopra grandi modelli linguistici come GPT o Gemini) e gli “aggregatori” (piattaforme che instradano richieste tra più modelli). Senza proprietà intellettuale e un vantaggio difendibile, i margini si comprimono e i fornitori dei modelli possono facilmente sostituire gli intermediari.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google VP warns that two types of AI startups may not survive | TechCrunch
As generative AI evolves, a Google VP warns that LLM wrappers and AI aggregators face mounting pressure, with shrinking margins and limited differentiation threatening their long-term viability.
TechCrunchRebecca Bellan

Riassunto completo:


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Agricoltori in USA stanno rifiutando milioni per non dare terreni ai data center


Per loro la terra è identità ed eredità familiare.
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In breve:


In Kentucky, nella contea rurale di Mason, una società tecnologica (tenuta segreta con accordi di riservatezza) sta cercando di comprare migliaia di acri per costruire un grande data center AI, con richieste di energia enormi. Molti agricoltori stanno rifiutando offerte da decine di milioni: per loro la terra è identità e continuità familiare, oltre che produzione di cibo. Le autorità locali puntano su tassare i data center e dare lavoro alla comunità, ma ci sono preoccupazioni sui consumi di acqua ed elettricità, oltre che il timore dell’esproprio per pubblica utilità.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

US farmers are rejecting multimillion-dollar datacenter bids for their land: ‘I’m not for sale’
Families are navigating the tough choice between unimaginable riches and the identity that comes with land
The GuardianNiamh Rowe

Riassunto completo:


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Dyson HushJet Purifier Compact: il purificatore d’aria più potente e compatto ora in Italia


Il Dyson HushJet Purifier Compact arriva in Italia: compatto, potente e silenzioso, il purificatore d’aria ideale per ogni casa
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Annunciato alla fine dello scorso anno, arriva ufficialmente in Italia a partire dal 17 febbraio 2026 Dyson HushJet™ Purifier Compact: il nuovo purificatore compatto pensato per offrire una purificazione completa dell’ambiente, grazie a un flusso d’aria ad alta velocità ispirato ai motori a reazione, funzionamento ultra-silenzioso e durata del filtro quattro volte superiore rispetto ai modelli precedenti.
L'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumoroseL'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumorose

Design e compattezza


Dyson HushJet Purifier Compact rappresenta un’evoluzione epocale nel design, e va oltre l’iconica forma ad anello. In particolare, Dyson ha adottato un ugello scultoreo HushJet Nozzle che consente, con l'amplificazione del flusso d’aria, una proiezione più potente, mentre il getto ad alta velocità esce dall’ugello. Quest'ultimo funziona come un concentratore per asciugacapelli, aumentando la velocità del flusso d’aria.
Progettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animaliProgettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animali

Prestazioni e tecnologia


Gli inquinanti indoor possono accumularsi rapidamente in ambienti chiusi e ben isolati come le camere da letto, soprattutto nelle abitazioni in contesti urbani.

Accessori hi-tech per gatti: boom ricerche online
Crescono le ricerche online di accessori hi-tech per gatti: lettiere automatiche, cucce da esterno e giochi intelligenti guidano il trend pet tech
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Dyson HushJet Purifier Compact è progettato per funzionare in modo ultra-silenzioso e intelligente giorno e notte, migliorando il benessere grazie a un’aria più pulita e a una minore interruzione del sonno, poiché gli studi dimostrano che l’inquinamento dell’aria e gli allergeni possono compromettere la qualità del sonno.

  • ultra-silenzioso: l’ugello a forma di stella riduce la turbolenza e attenua le onde sonore prodotte dal compressore ad alta velocità, diminuendo il rumore. In modalità notturna, il dispositivo funziona a soli 24 dBA, purificando senza disturbare il sonno;
  • aria purificata per un riposo notturno migliore: catturando allergeni come polline, polvere e forfora animale, Dyson HushJet Purifier Compact contribuisce a ridurre sintomi che possono compromettere il sonno, come naso chiuso, gola secca e prurito agli occhi.


Filtrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materialeFiltrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materiale

Specifiche tecniche


  • dimensioni: 45cm x 23cm x 23cm;
  • peso: 3.5kg;
  • filtrazione: filtro elettrostatico e carbone attivo, per il 99,95% delle particelle fino a 0,1 micron;
  • superficie massima coperta: 100mq;
  • durata del filtro: 5 anni;
  • controllo intelligente: App MyDyson e controllo vocale. Creazione di programmi, monitoraggio della qualità dell’aria, notifiche, compatibilità con Alexa o Google.


Smart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturneSmart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturne
Con il debutto italiano del Dyson HushJet Purifier Compact, il brand rafforza la propria presenza nel segmento dei purificatori d’aria compatti ad alte prestazioni. Il nuovo modello punta su un equilibrio tra tecnologia, efficienza e design, rivolgendosi a un pubblico attento alla qualità dell’aria indoor. Il dispositivo èdisponibile al prezzo di 399,00 euro nei Dyson Demo Store e su dyson.it.

AI e bambini: consigli di Kaspersky per un uso sicuro | TechperTutti
Scopri come proteggere i bambini dall’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale: i consigli pratici di Kaspersky per un’ AI sicura e responsabile.
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche per lettiere smart, cucce da esterno e giochi intelligenti


Misteriosi, indipendenti, ma sempre più centrali nella vita quotidiana degli italiani. I gatti non sono solo compagni silenziosi delle nostre case, ma veri protagonisti delle scelte di consumo. In occasione della Giornata Nazionale del Gatto, occorsa lo scorso 17 febbraio, Trovaprezzi.it ha analizzato le ricerche dell’ultimo anno relative agli accessori e agli alimenti per i cani e i gatti, evidenziando un ritratto curioso e molto attuale con una forte componente felina.

Perché gli italiani cercano sempre più prodotti smart per gatti


Il quadro che emerge è chiaro: tra le top ricerche della categoria Accessori e Giochi Cani e Gatti, quelle riconducibili al mondo gatto rappresentano il 63%. Un dato che racconta molto più di una semplice preferenza: oggi il gatto è sempre più considerato un membro della famiglia, da accudire, stimolare e coccolare con prodotti pensati per il suo comfort e il suo benessere. L’interesse degli italiani per i prodotti dedicati ai cani e gatti ha registrato una forte accelerazione nei primi mesi del 2025. A gennaio 2025, infatti, le ricerche in Articoli per Veterinaria, Alimenti Cani e Gatti e Accessori e Giochi Cani e Gatti sono cresciute del +106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendosi costante anche a gennaio 2026.

AI e bambini: consigli di Kaspersky per un uso sicuro | TechperTutti
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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il mercato pet tech: un trend destinato a crescere


Scorrendo la classifica degli accessori più cercati online, emerge una vera e propria “gatto-mania”. In cima alla lista si confermano le lettiere autopulenti, simbolo di una ricerca crescente di soluzioni pratiche e tecnologiche, capaci di semplificare la gestione quotidiana e migliorare l’igiene domestica. Subito dopo compaiono le lettiere in silicio, apprezzate per l’elevata capacità assorbente e per il controllo degli odori, insieme alle lettiere chiuse in acciaio inox, sinonimo di durata, facilità di pulizia e design minimale. Accanto alle soluzioni più hi-tech, cresce anche l’attenzione verso l’ambiente: tra i prodotti più cercati figurano infatti le lettiere ecologiche, come quelle in tofu o in materiali naturali, scelte da chi desidera ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla praticità.

Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche online


Ma il benessere del gatto non si ferma alla lettiera. Nella top 20 trovano spazio anche le cucce da esterno per gatti, spesso in legno, ideali per chi ha giardini o terrazzi e vuole garantire un rifugio confortevole ai propri amici felini durante tutto l’anno. Non mancano poi gli alberi tiragraffi, veri must-have per stimolare il gioco, l’attività fisica e il naturale bisogno di graffiare. Tra le ricerche più curiose spiccano anche giochi interattivi e accessori pensati per contrastare la noia e favorire la stimolazione mentale, segno di una crescente attenzione non solo alla salute fisica, ma anche a quella comportamentale dei gatti.

Come scegliere il prodotto giusto per il proprio gatto


Nel mondo dell’alimentazione di cani e gatti il quadro è più equilibrato. Nel comparto Alimenti Cani e Gatti, le ricerche riconducibili ai gatti pesano per il 29%, mentre i cani restano protagonisti soprattutto per le confezioni di grandi dimensioni. Il prodotto più cercato in assoluto è infatti il sacco da 20 kg di crocchette per cani, simbolo di acquisti programmati e orientati al risparmio. Per i gatti, però, emergono segnali interessanti: tra i prodotti più cercati figurano alimenti umidi funzionali, formule veterinarie e soluzioni pensate per esigenze specifiche come l’idratazione, la digestione o il recupero fisico. Un segnale chiaro di come anche la nutrizione felina stia diventando sempre più mirata e “premium”.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Chi sono i più affezionati agli amici a quattro zampe


L’identikit degli utenti che cercano prodotti per animali su Trovaprezzi.it racconta una passione trasversale. Le donne rappresentano il 61% delle ricerche, ma la quota maschile è sempre più rilevante (39%). Le fasce d’età più attive sono quelle 35-44 anni e 45-54 anni (entrambe al 23%), seguite dai 25-34enni (20%), a dimostrazione di come l’amore per gli animali accomuni generazioni diverse. Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma la regione più attiva online, con il 32% delle ricerche, seguita da Lazio (12%) ed Emilia-Romagna(8%). Chiudono la classifica delle regioni più attive Campania, Piemonte e Veneto.

Come cambiano i prezzi


Come avviene in tutti i mercati caratterizzati da una domanda in espansione, anche nel segmento pet economy l’aumento dell’interesse si riflette inevitabilmente sulle dinamiche di prezzo. Le analisi condotte sulla categoria “alimentazione per cani e gatti” evidenziano infatti una marcata volatilità al rialzo del comparto: nel gennaio 2026 i prezzi minimi medi della categoria sono risultati superiori del 3,77% rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento che supera i 10 punti percentuali nel confronto con gennaio 2023. Un trend che segnala non solo la crescente centralità del settore, ma anche l’impatto congiunto delle pressioni inflattive, rendendo oggi più che mai strategico per i consumatori affidarsi a strumenti di comparazione per individuare le migliori opportunità di acquisto.

“I dati confermano una pet economy in evoluzione, con l’e-commerce sempre più centrale. I proprietari di gatti non cercano solo convenienza, ma soluzioni specifiche, tecnologiche e sostenibili, valutando online caratteristiche e alternative prima di acquistare. Un segnale di un mercato più maturo e di scelte di consumo più consapevoli”, ha affermato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.


La tecnologia non sta entrando solo nelle nostre case: sta ridefinendo anche il modo in cui ci prendiamo cura dei nostri animali. Lettiera automatica, cuccia isolata, giochi intelligenti non sono semplici gadget, ma strumenti che migliorano benessere, sicurezza e qualità della vita del gatto — e semplificano quella del proprietario. Il boom di ricerche online lo conferma: il pet tech non è una moda passeggera, ma l’evoluzione naturale di una casa sempre più smart. La vera sfida, ora, non è chiedersi se adottare questi strumenti, ma scegliere quelli davvero utili, funzionali e adatti alle esigenze del proprio animale.


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Marco Muti


Un po’ di pratica casareccia, le selettive e l’incredibile ascesa ai massimi livelli agonostici. Marco è un’atleta che ha preso seriamente il suo ruolo tant’è che è entrato in un lampo nel circuito azzurro della nazionale.
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foto in alto: Marco Muti con una bella cernia bruna. Questa specie non è valida nelle competizioni ufficiali.

Da piccino aspettavo l’estate per andare al mare e fare il bagno e pescare con una lenza tra gli scogli di Salivoli. Scendevo sotto casa con mia nonna. Mentre lei prendeva il sole - prosegue Marco - spesso galleggiavo con la maschera e la lenza stretta in mano alla ricerca di qualche pescetto che abboccasse sulla patella o il paguro di turno. Crescendo, ma sempre nei mesi più caldi, uscivo con mio padre con la barca, che teneva ormeggiata nel campo boe del Golfo di Baratti, per infinite e divertenti sessioni di bolentino.

Come sei arrivato alla pescasub? Ho seguito mio padre. Era un grande pescatore di polpi, senza fucile… li catturava con le mani. Io lo seguivo, immerso con la maschera, avrò avuto 10-12 anni. Ma il passo decisivo fu per merito di Stefano Govi, un mio parente di Piombino, noto pescatore in apnea. Nelle sue rientrate in Toscana si usciva con la barca e si pescava a sub, davanti a Palmaiola, intorno a un’isoletta, uno scoglio dove lui comunque riusciva a fare grandi pescate di predatori. Avevo 14-15 anni. Mi insegnò l’aspetto in un palmo d’acqua. Mi spiegò che i pesci alla vista di un subacqueo si avvicinano incuriositi e per questo stava fermo, immobile, sul fondo, esattamente come avrei dovuto fare io.
Sotto: sempre lui, il protagonista, che ha catturato un bellissimo dentice grazie a una mira da cecchino.
Quando ti sei sentito un subacqueo? Quando ricevetti in regalo la prima muta. Allora si usava ancora la cerniera. E, sempre a 16 anni, per completare l’attrezzatura, i mie genitori mi regalarono un fucile di 50 centimetri, a aria compressa, con la fiocina a 5 punte. Equipaggiamento che potevo usare solo sotto sorveglianza dei miei.

E quando un pescatore? Diciamo da adulto, con la maggior età. Ero quasi emancipato e potevo spostarmi per i fatti miei. Andavo col motorino, sia a Baratti che a Salivioli, specie d’inverno.

Ricordi una pescata? Beh, in una delle uscite giovanili presi tre salpe e due muggini e un serra. Pescavo nella posidonia. Vedevo le salpe da lontano perché specchiavano. Sono pesci difficili da prendere, perché hanno le sentinelle che segnalano al banco pericoli certi ma anche probabili e comunque situazioni ambigue. Allora pescavo con un 90 a elastico. Sparava forte, avevo più gittata, quindi più chance. Ma questo non m’invitava a strafare. Ho sempre avuto un po’ di timore in mare. Ancora oggi non mi spingo troppo a fondo e tantomeno mi allontano. Anche se è vero che con gli amici mi sono lasciato un po’ andare, naturalmente più lontano e più fondo.
Marco sul tubolare per riprendere fiato dopo un tuffo impegnativo.
Il tuo idolo? Senza dubbio Marco Bardi, da giovane mi nutrivo dei suoi video. Come sei arrivato all’agonismo? Io ho fatto atletica (800-1500) mollando un po’ la pesca. Ma a 19 anni mi tornò il pallino della pescasub, in particolare mi tirava l’agonismo, la competizione, la stessa della corsa e in sintesi quella che mi ha fatto migliorare. In quel periodo conobbi Pietro Milano, forte agonista di Piombino con barca a Salivoli. Mi insegnò la pesca al razzolo, in tana, quindi come ci si comporta in gara. Nel 2017-18, iscritto al circolo Porticciolo di Piombino, feci le prime gare selettive. Pescavo a scorrere come molti, del resto non conoscevo i campi gara. Però andò abbastanza bene. Su sei prove agguantai un primo e un secondo e nel 2019 mi presentai a Casalabbate per il campionato di seconda categoria. Arrivai ventesimo col pass per l’assoluto. Nel frattempo il club si sciolse e passai al Garibaldi Cica sub Livorno, col quale, naturalmente, proseguii l’attività, partecipando anche a un corso di pesca in apnea e un altro di pura apnea, all’Elba, con Carlo Boscia.
Marco con una corvina sparata dall’alto.
E quindi… l’assoluto? Certo! Nel 2021 in Puglia, a Torre San Giovanni, sullo Ionio. Arrivai con Andrea Mattera, il mio barcaiolo, una settimana prima della gara per studiare i campi. A nord l’area era sabbiosa con grotto e fondo uniforme fino a 25 metri e pesci molto mobili. Andando più giù il fondo, a 30-35 metri, era più delineato con pietre interessanti e pesce stanziale, tutto registrato sul Lowrance 9”. Nel campo Sud, alle secche di Ugento, lo scenario era completamente diverso, mosso, con secche e cigli e pesci diversi, per esempio dentici. In pratica però mi ritrovai a fare una pesca nuova, a segnale: un tuffo, due tuffi e fai il pieno, ma risulta dispendiosa in termini energetici, mentre nelle selettive, senza segnali precisi vai a scorrere. Il campionato iniziò al campo Nord col favore del meteo. Al via andai a vedere le pietre con le corvine e saraghi, tutti grossi. La forte corrente però mi spostava 30 metri dalla verticale. Dovetti rifare il tuffo altre due volte per sparare una corvina… e mancarla. Furono tuffi impegnativi ma non rinunciai al quarto. Cambiai l’arpione con una cinque punte e mi immersi ancora una volta a 38 metri. Sparai una corvina, in modalità depotenziata, questa volta grossa, sui 2 chili e mezzo. Ma furono sufficienti due scrollate e una scodata… il pesce se ne andò, tornai sulla buca, ma ero esausto e mi spostai senza vedere altri pesci. La seconda manche non andò meglio. Presi un denticiotto ma pesò solo 900 grammi. Non valido! E per continuare col segno meno, l’anno successivo, a Mola di Bari, in seconda categoria, ripetei la scarsa prestazione.

Di nuovo le selettive? Sì. Fortunatamente feci tesoro delle esperienze e maturai una profonda conoscenza dello strumento. Guadagnai un sesto all’Elba, un primo a Livorno e un altro primo a San Vincenzo. Nel 2024 a Bonagia mi ritrovai di nuovo seconda. Nella prima manche, nelle vicinanze dell’isolotto degli Asinelli trovai una tana di corvine a 28 metri e altri pesci a destra e a manca. La seconda giornata In uno scalino di un metro, sulla sabbia, lungo circa 80 metri, ricco di spacchi e corvine e mostelle, arrivai un secondo dopo un collega. Il primo tuffo andò a buca, così aspettai per non fare casino sul fondo. Anche gli altri tentativi non gli andarono bene, così abbandonò. Fortunatamente dopo un breve scorrere trovai le mostelle e ne presi 5. Chiusi la gara al quinto posto.

L’ultima gara? Partii abbastanza convinto forte di una preparazione mirata e un preventivo “collaudo”, tutto suggerito da Iacopo Querci, biologo nutrizionista, già preparatore di Davide Carrera. Importantissima la ventilazione sul tubolare, una tecnica che richiede una grande concentrazione ma che fa risparmiare un sacco di tempo. Non ero mai stato a Gallipoli ma avevo 10 giorni interi per la preparazione. Iniziai col campo Nord. Un fondale uniforme, utile dai 22 metri, con cigliate a m 30. Roccia isolata con spaccature e pesci a volontà: brune, bianche, dorate, corvine, saraghi. Un’area vastissima che mi spinse a preparare solo la fascia da 30 a 42 metri. A sud era abbastanza monotono. Partiva da 8-10 metri e verso il largo si aprivano chiazze di grotto nella sabbia, con pietre isolate, molte deserte, e presenza di pesce scostante. Condizioni dell’acqua variabili. Alla fine trovai belle pietre, una con una bianca di 10 chili. Pescai nove pesci: 4 corvine, 4 saraghi e una dorata di 3,8 chili. La seconda manche saltò per il forte vento. Vinse Dessì, io sesto.

Soddisfatto? Beh direi di sì. Sono cresciuto, maturo e per finire Marco Bardi mi ha convocato nel Club Azzurrro.

Un pesce grosso? Sì, a Piombino, era novembre dello scorso anno. Era una bella giornata a Palmaiola ma non girava pesce. M’immersi su un ciglio, sopra corrente. I pesci erano nervosi, vidi qualche denticiotto in lontananza. Risalii e poi li raggiunsi. C’era posidonia. Mi acquattai sul fondo ma non vidi animali. Poi, d’un tratto mi vennero incontro 3-4 ricciole di 30-40 chili. La prima si avvicinò ma non tanto. L’ultima arrivò a 2 metri dal fucile, un 90 monogomma. La sparai dietro la testa perché spesso l’osso resiste. Il pesce partì come un razzo e prese parecchio filo. Lo lavorai il necessario e alla fine lo portai alla luce del sole: una bestione di 30 chili.
Il ricciolone di 30 chili pescato a Palmaiola e un trasferimento su altri punti di pesca.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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La Collana Stonfo


Ideata per la pesca a mosca, la Collana Stonfo è utilissima in tutte le tecniche quando si pesca in movimento. Con questo accessorio si ha tutto a portata di mano: una bobina di nylon, esche artificiali, pinze o attrezzi utili per la pesca come lo slamatore. La collana è leggerissima ed è realizzata in monopezzo stampato con una circonferenza di 105 cm. È realizzata in gomma ad alta resistenza, contro l’azione nociva della salsedine. Il segmento superiore, a contatto con il collo, ha una forma ergonomica. Sono presenti ben 7 agganci, ruotabili in ogni direzione e muniti di moschettoni in acciaio inox. Una traversa intermedia, regolabile, consente l’aggiustamento personalizzato e la possibilità di aggiungere altri due moschettoni. Si può anche fissare eventualmente alla cintura degli waders, grazie a un’apposita appendice con dispositivo autobloccante. Un modo semplice per avere sempre tutti gli attrezzi e materiali indispensabili per la pesca.

stonfo.com

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Amazon supera Walmart come azienda più grande al mondo per vendite


Fattura 717 miliardi di dollari l'anno.

In breve:


Nel 2025 Amazon ha superato Walmart, diventando l'azienda con il maggior fatturato al mondo, con 717 miliardi di dollari contro i 713,2 miliardi di Walmart. Questo traguardo è stato raggiunto principalmente grazie alla crescita del suo business di cloud computing, Amazon Web Services (AWS), che rappresenta un settore in cui Walmart non è presente.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Bloomberg - Amazon Dethrones Walmart as World’s Biggest Company by Sales

Riassunto completo:


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Adesso puoi generare musica tramite Gemini


Grazie a Lyria 3.
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In breve:


Google ha introdotto in beta sull'app di Gemini una funzione che genera musica e testi partendo da una descrizione, oppure da foto e video per “catturarne” l’atmosfera. Il sistema usa Lyria 3, modello di DeepMind, ed è disponibile globalmente per utenti maggiorenni. Le tracce avranno watermark SynthID (il metodo di casa Google per riconoscere gli elementi AI generated) e Gemini potrà anche verificare se un brano è creato dall’AI.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google adds music-generation capabilities to the Gemini app | TechCrunch
Users will be able to use text, images, and videos as a reference to generate music.
TechCrunchIvan Mehta

Riassunto completo:


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Uscito Gemini 3.1 Pro, Amazon supera Walmart, Musica generata tramite Gemini


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 470 ed è stata finalizzata alle 22:39, domenica 22 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,798.

Buon lunedì,
oggi vedremo insieme la nuova versione del modello di punta di Google, cioè Gemini; poi parleremo di Amazon che diventa l'azienda che fattura di più al mondo; vedremo il nuovo generatore musicale all'interno dell'app di Gemini, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep 267 Lunedì 23 febbraio
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I nostri supporter ascoltano il podcast mentre vanno a lavoro, fanno colazione o si preparano per iniziare la giornata.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Google annuncia Gemini 3.1 Pro


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Gemini 3.1 Pro, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, disponibile in anteprima. Migliorate le capacità di ragionare e di risolvere problemi complessi. Nei test interni i progressi sono visibili ma non rivoluzionari: supera le versioni precedenti e, in alcune prove logiche con quesiti mai visti prima, è cresciuto molto. Tuttavia non è primo nelle classifiche pubbliche (quelle dove gli utenti votano le risposte preferite), che misurano più il gradimento che l’accuratezza reale.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Amazon supera Walmart come azienda più grande al mondo per vendite


Business
Nel 2025 Amazon ha superato Walmart, diventando l'azienda con il maggior fatturato al mondo, con 717 miliardi di dollari contro i 713,2 miliardi di Walmart. Questo traguardo è stato raggiunto principalmente grazie alla crescita del suo business di cloud computing, Amazon Web Services (AWS), che rappresenta un settore in cui Walmart non è presente.
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Fonte: Bloomberg
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Adesso puoi generare musica tramite Gemini


Intelligenza Artificiale
Google ha introdotto in beta sull'app di Gemini una funzione che genera musica e testi partendo da una descrizione, oppure da foto e video per “catturarne” l’atmosfera. Il sistema usa Lyria 3, modello di DeepMind, ed è disponibile globalmente per utenti maggiorenni. Le tracce avranno watermark SynthID (il metodo di casa Google per riconoscere gli elementi AI generated) e Gemini potrà anche verificare se un brano è creato dall’AI.
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Fonte: TechCrunch
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Il metaverso di Meta diventa mobile-first


Tecnologia
Meta ha separato Horizon Worlds, il suo “mondo virtuale”, dalla piattaforma Quest per VR (realtà virtuale). Quest resterà focalizzata su giochi e sviluppatori, mentre Worlds diventerà quasi solo mobile, per competere con Roblox e Fortnite e crescere sfruttando i social del gruppo. La mossa segue i tagli in Reality Labs (più di mille licenziamenti) e il pivot verso hardware legato all’IA, come gli occhiali smart, che stanno facendo tutte le big tech.
~
Fonte: Engadget
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Amazon Cloud è andato down due volte a causa di errori degli agenti AI


Intelligenza Artificiale
Un’inchiesta del Financial Times (FT) sostiene che AWS (Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon che ospita e gestisce servizi online per innumerevoli aziende) abbia subìto almeno due incidenti legati a strumenti di intelligenza artificiale nel 2025. Il caso più grave sarebbe stato uno stop di 13 ore a dicembre, innescato da un agente AI chiamato Kiro che avrebbe eliminato e ricreato una parte dell’ambiente operativo. Amazon ha risposto ridimensionando il problema: parla di “errore umano” e di un solo episodio con impatto limitato, ma l'inchiesta dell'FT dice il contrario.
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Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Perché è importante?

Perché riguarda un tema molto discusso cioè quando il decision making in mano all'IA rischia...
[solo per supporter]

Letture interessanti


In lingua inglese.

L'incostanza delle leggi di scala


mackenziemorehead.com (eng)

Costruire una cultura ingegneristica d'élite nell'intelligenza artificiale nel 2026


cjroth.com (eng)

Smettetela di pensare all'IA come ad un collega. È un esoscheletro.


kasava.dev (eng)

Come competerà OpenAI?


ben-evans.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

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theguardian.com (eng)

ByteDance crea un team per l'intelligenza artificiale negli Stati Uniti


bloomberg.com (eng)

Phil Spencer, capo di Xbox, lascia Microsoft


engadget.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/TD6FPndjhoE?…

Lyria 3


Ecco la funzione di generazione musicale che ha appena implementato Gemini.

Vedi video su youtube.com (eng - 1:05)

Tool del giorno

Poly


Poly è un servizio di file browser e cloud hosting intelligente per i tuoi file e contenuti multimediali personali, che ti consente di effettuare ricerche in un linguaggio naturale intuitivo, di interagire con i tuoi file tramite intelligenza artificiale e di sincronizzarli con il tuo file system locale.

Link: poly.app


Amazon Cloud è andato down due volte a causa di errori degli agenti AI


In breve:


Un’inchiesta del Financial Times (FT) sostiene che AWS (Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon che ospita e gestisce servizi online per innumerevoli aziende) abbia subìto almeno due incidenti legati a strumenti di intelligenza artificiale nel 2025. Il caso più grave sarebbe stato uno stop di 13 ore a dicembre, innescato da un agente AI chiamato Kiro che avrebbe eliminato e ricreato una parte dell’ambiente operativo. Amazon ha risposto ridimensionando il problema: parla di “errore umano” e di un solo episodio con impatto limitato, ma l'inchiesta dell'FT dice il contrario.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon’s cloud ‘hit by two outages caused by AI tools last year’
Reported issues at Amazon Web Services raise questions about firm’s use of artificial intelligence as it cuts staff
The GuardianAisha Down

Riassunto completo:


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Il metaverso di Meta diventa mobile-first


Horizon Worlds si separa dal mondo dei visori.
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In breve:


Meta ha separato Horizon Worlds, il suo “mondo virtuale”, dalla piattaforma Quest per VR (realtà virtuale). Quest resterà focalizzata su giochi e sviluppatori, mentre Worlds diventerà quasi solo mobile, per competere con Roblox e Fortnite e crescere sfruttando i social del gruppo. La mossa segue i tagli in Reality Labs (più di mille licenziamenti) e il pivot verso hardware legato all’IA, come gli occhiali smart, che stanno facendo tutte le big tech.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Meta’s metaverse is going mobile-first
Meta is separating Horizon Worlds from its Quest VR platform and focusing development of its metaverse platform on mobile devices.
YahooIan Carlos Campbell

Riassunto completo:


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Google annuncia Gemini 3.1 Pro


Migliorato ma non troppo.
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In breve:


Google ha presentato Gemini 3.1 Pro, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, disponibile in anteprima. Migliorate le capacità di ragionare e di risolvere problemi complessi. Nei test interni i progressi sono visibili ma non rivoluzionari: supera le versioni precedenti e, in alcune prove logiche con quesiti mai visti prima, è cresciuto molto. Tuttavia non è primo nelle classifiche pubbliche (quelle dove gli utenti votano le risposte preferite), che misurano più il gradimento che l’accuratezza reale.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google announces Gemini 3.1 Pro, says it’s better at complex problem-solving
Google says 3.1 Pro is ready for “your hardest challenges.”
Ars TechnicaRyan Whitwam

Riassunto completo:


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Amazon Cloud è andato down due volte a causa di errori degli agenti AI


Un agente di nome "Kiro" avrebbe compiuto il danno più grande.
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In breve:


Un’inchiesta del Financial Times (FT) sostiene che AWS (Amazon Web Services, la divisione cloud di Amazon che ospita e gestisce servizi online per innumerevoli aziende) abbia subìto almeno due incidenti legati a strumenti di intelligenza artificiale nel 2025. Il caso più grave sarebbe stato uno stop di 13 ore a dicembre, innescato da un agente AI chiamato Kiro che avrebbe eliminato e ricreato una parte dell’ambiente operativo. Amazon ha risposto ridimensionando il problema: parla di “errore umano” e di un solo episodio con impatto limitato, ma l'inchiesta dell'FT dice il contrario.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Amazon’s cloud ‘hit by two outages caused by AI tools last year’
Reported issues at Amazon Web Services raise questions about firm’s use of artificial intelligence as it cuts staff
The GuardianAisha Down

Riassunto completo:


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Pulviscolo #2


Vortici di dipendenze digitali e come resister loro.
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Questa è Pulviscolo, la mia rubrica di link curati. Una selezione di particelle di materia da leggere, guardare o ascoltare una volta al mese.

A Natale mia sorella mi ha regalato un buono da spendere in libreria. Tempo fa sarei corso a spenderlo a colpo sicuro. Questa volta no. Anche se l’ho apprezzato moltissimo, il buono mi ha messo in difficoltà: non avevo in mente nemmeno un libro che avrei voluto comprare.

È il sintomo di com’è cambiato il mio rapporto con i libri in questi anni, che si è fatto via via più cinico e materialista. Ma non solo.

Da un po’ di tempo sono anche diventato un lettore più pigro, indolente. Faccio fatica a finire i libri che comincio, ma anche a trovarne che siano capaci di entusiasmarmi come mi entusiasmavano un tempo.

Lo scrivo per scusarmi con Roberto Laghi.

Mesi fa mi ha mandato il suo Scritture digitali. Dai social media all’IA e all’editing genetico., chiedendomi se avevo voglia di leggerlo. Gli ho risposto che lo avrei fatto, ma ci ho messo un’era geologica per iniziarlo.

Scemo io, perché per quanto ponderoso - è la sua tesi di dottorato - il libro non è solo ricco, intelligente e ben scritto. È anche utile, il che è un plus mica da ridere.

Ne tornerò a parlare presto, con una recensione più articolata, ma troverò anche il modo di usarlo, perché è perfetto per un progetto a cui sto iniziando a lavorare e che, per ora, si chiama Scrittura Non Performativa.

Ve ne parlerò a tempo debito. Ora sotto con i link!


Altolà, prima di scrollare fermati. E leggi: ho tre - non uno, non due ma TRE - abbonamenti gratis di un mese per Comment is freed, la newsletter di Sam e Lawrence Freedman. Ne vuoi uno? Scegli un post del blog, condividilo sul social che preferisci spiegando perché lo hai scelto e taggami. L'abbonamento andrà ai primi tre che lo faranno.

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Una matrioska di dipendenze


Qualche settimana fa, il diabolico algoritmo di YouTube mi ha proposto lo show off di due set di Magic: Arabian Nights e Antiquities, fatto da Dario Moccia insieme a Wesa. Combo irresistibile. Ho cliccato e sono piombato in un vortice di nostalgia, di cui l’algoritmo ha approfittato in un battito di ciglia. È cos che il mio feed è diventato una mise en abyme di dipendenze, popolandosi di shorts che mostrano lo sbusto di deck e booster del tempo che fu. Ve ne lascio un paio - Antiquities da 500$, Legends da 600, The Dark sempre da 600$ - tanto per darvi l’idea di quanti layer di dipendenza si possono impilare uno sull’altro. Se smetto di pubblicare mandatemi il SERT.
Un condominio posto a cavallo di una pista da sci.Il Plagne Centre, a Mâcot-la-Plagne, in Francia. Perché sì.

Attesa, attenzione, durata


Capire la natura dell’esperienza del tempo nell’era digitale è una delle mie ossessioni. Senza consapevolezza non c’è modo di uscire dall’accelerazione a cui le piattaforme ci condannano. Per anni ho rovesciato nella loro corrente i miei pensieri senza mediazione, impaziente di premere il testo “pubblica” per vedere quali reazioni avrebbero suscitato una volta lasciata la tastiera per le autostrade del cyberspazio. Solo imparando a farlo ho scoperto che aspettare è una rivelazione, come spiega bene L. M. Sacasas in questo post di The Convival Society. Non solo, aspettare con consapevolezza diventa una forma di resistenza. Il mondo digitale ha bisogno di frizione, come scrivevo qualche anno fa su Domani, ma anche di durata. Le due cose sono collegate, perché è nella durata che possiamo esercitare la nostra attenzione e, mentre lo facciamo, accorgerci di quanto conta davvero. Dopotutto, non è forse vero che più andiamo veloci e meno vediamo le cose in modo chiaro?

☄️
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Amo molto sorseggiarne uno o due durante la giornata, meglio ancora se in compagnia. Se ti piace quello che scrivo puoi offrirmene un donando 1€. Per farlo non devi far altro che cliccare il pulsante e seguire le istruzioni.
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Tinker Tailor Soldier Spy (2011)


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Cast esagerato per un film sì lento, ma... nel modo giusto. Scenografie d'eccezione e alcune inqudrature davvero dei piccoli capolavori. Insomma: se vi piacciono i film di spionaggio questo è da recuperare assolutamente.

Dame, König, As, Spion (2011) ⭐ 7.0 | Drama, Mystery, Thriller
2h 7m | 12
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30 anni di Pokémon: carte, videogiochi e film dominano le ricerche online


A 30 anni dal debutto, Pokémon continua a dominare tra carte collezionabili, videogiochi e film: ecco cosa cercano oggi gli appassionati secondo idealo

Nel 2026 Pokémon celebra 30 anni di storia. Nati in Giappone nel 1996 come protagonisti di un videogioco per Game Boy, i Pokémon si sono affermati nel tempo come una vera icona intergenerazionale, capace di attraversare linguaggi e generazioni. Dai videogiochi ai film, dalle console alle iconiche carte collezionabili, il fenomeno Pokémon continua a coinvolgere milioni di appassionati: dai millennial, che ne hanno seguito l’evoluzione fin dagli esordi, fino alla Gen Alpha, che li ha scoperti soprattutto attraverso le carte, trasformandoli in un vero e proprio simbolo di condivisione tra amici.

Pokémon: un fenomeno globale da tre decenni


Anche idealo ha analizzato le ricerche online dedicate al fenomeno giapponese, identificando quali sono i prodotti Pokémon più cercati dagli utenti sul portale italiano. Un dato emerge con particolare chiarezza: il fenomeno Pokémon non accenna a rallentare. L’analisi delle ricerche online di prodotti legati al brand mostra, infatti, una crescita del 34% anno su anno, a conferma di un interesse sempre elevato da parte delle persone. Un successo che trova le sue radici nella capacità del marchio di evolversi e rinnovarsi costantemente nel corso di questi trent’anni di storia.

30 anni di Pokémon: carte, videogiochi e film dominano le ricerche


Un ruolo chiave all’interno del fenomeno Pokémon è sicuramente ricoperto dalle carte da gioco. Lanciate in Europa nel 1999, ancora oggi sono un fenomeno molto diffuso tra giovani e meno giovani, rappresentando un importante motore dell’interesse dei fan del brand. Nell’ultimo anno, infatti, secondo i dati idealo, il 50% delle ricerche per i prodotti “Pokémon” sul portale italiano è legato proprio alle carte; queste, hanno attraversato tre decenni trasformandosi da semplice gioco a oggetto di collezionismo e talvolta anche di investimento, capace di coinvolgere sia gli appassionati storici sia le nuove generazioni, che le utilizzano sempre più come strumento di socialità e condivisione.

I dati idealo: cosa cercano oggi gli appassionati


Se da un lato una ricerca su due è dedicata alle carte da gioco, dall’altro la loro crescita percentuale anno su anno risulta più contenuta: le ricerche sulle carte Pokémon sono aumentate infatti del 4,5%, un dato che va letto alla luce di un volume di ricerche in termini assoluti che resta elevato nel tempo, rendendo meno marcata la variazione percentuale. Le più cercate? In cima alle ricerche il set Allenatore Fuoriclasse Megaevoluzione Lucarius, uscito a settembre 2025, in seconda posizione le confezioni di buste Scarlatto e Violetto 1514, mentre in terza posizione Karmesin & Purpur Tin-Box (458). Un’ultima curiosità dai dati su base mensile: la carta più digitata direttamente nella barra di ricerca di idealo.it da maggio 2025 a oggi è stata quella di Charizard. Si tratta di uno dei Pokémon più iconici e popolari dell’intero franchise.

I videogiochi Pokémon, un trend in crescita


Se le carte collezionabili rappresentano la categoria con il maggior volume di ricerche, sono invece i videogiochi a guidare i trend di crescita e a registrare gli incrementi percentuali più significativi. Nell’ultimo anno, infatti, le ricerche di videogiochi Pokémon – su qualsiasi console – sono cresciute complessivamente del +386% rispetto all’anno precedente. In particolare, i giochi Pokémon per Nintendo Switch 2 emergono come una nuova tendenza, sviluppatosi proprio negli ultimi due anni anche grazie al lancio della nuova console nel giugno dello scorso anno. Il titolo più cercato è Leggende Pokémon: Z-A, che si posiziona al primo posto non solo tra i giochi per Nintendo Switch, ma anche in assoluto tra tutti i prodotti Pokémon più ricercati su idealo nell’ultimo anno. Restando nell’ecosistema Nintendo, Switch – sia nella versione classica sia nella seconda generazione – si conferma la console più cercata e utilizzata in abbinamento ai videogiochi Pokémon. Accanto a Leggende Pokémon: Z-A, completano il podio dei titoli più ricercati Pokémon: Let’s Go, Eevee!, al secondo posto, e Pokémon: Let’s Go, Pikachu!, al terzo.

Non solo carte e videogiochi


Se carte e videogiochi continuano a dominare le classifiche e l’interesse degli appassionati, non mancano altri prodotti che raccontano la passione degli italiani per le iconiche creature immaginarie. Vale la pena menzionare infatti il nuovo trend dei costumi fatto registrare in occasione di carnevale a tema Pokémon, un fenomeno diffusosi tra i bambini e sviluppatosi soprattutto nell’ultimo anno. Sono sempre più numerosi i giovani fan che hanno scelto di vestirsi come il proprio Pokémon preferito, che è risultato essere ancora una volta Pikachu, probabilmente il personaggio più riconoscibile e simbolo dell’intero universo Pokémon. Sono cresciute in modo significativo anche altre categorie di prodotto, come le costruzioni e puzzle a tema, seguite da Funko Pop e peluche.

Il futuro del brand tra gaming e collezionismo digitale


L’analisi delle ricerche su idealo mostra come, a trent’anni dal suo debutto, Pokémon continui a unire generazioni e passioni diverse, confermandosi uno dei mondi più amati e ricercati dagli italiani, mantenendo livelli di attenzione e crescita costanti nel tempo.

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Pensare su carta: un approccio semplificato per imparare tutto, davvero


Imparare, davvero, si può. Si chiama pensare su carta, una di quelle pratiche analogiche che esistono da tantissimo, molto prima che qualcuno le ribattezzasse parlasse di "produttività". In apparenza lento, potente nella sostanza e richiede solo un foglio

C'è un momento che conosci bene, anche se probabilmente non gli hai mai dato un nome. Ad esempio, stai leggendo un libro interessante, seguendo un corso online, o magari ascoltando un podcast denso di concetti. All'inizio sei presente, coinvolto, quasi eccitato. Poi, gradualmente, percepisci una sorta di nebbia mentale, quella spiacevole sensazione in cui le idee si accumulano senza trovare spazio, i concetti si sovrappongono in modo caotico, e alla fine ti ritrovi con la testa piena senza avere la minima idea di cosa significhi tutto ciò.

Cosa ci è stato insegnato? Prendi appunti! E allora, giù a trascrivere tutto.

Ma questa abitudine — diffusissima e quasi automatica — è spesso la causa del problema, non la sua soluzione.


Il problema del "prendere appunti"


Prendere appunti è diventato un riflesso condizionato. Lo facciamo a scuola, in riunione, durante i corsi. C'è qualcosa di rassicurante nel vedere le parole sistemarsi su una pagina — come se l'ordine visivo equivalesse all'ordine mentale. Ma c'è una differenza enorme, e spesso ignorata, tra trascrivere e pensare.

Se non abbiamo un sistema di organizzazione della scrittura, quando le informazioni arrivano troppo veloci e noi le copiamo meccanicamente, produciamo un'illusione di apprendimento. Hai tutto sul foglio, sì — ma nella testa non si è formato nulla di solido. Le note diventano un archivio da consultare, non una comprensione da usare e consolidare. E alla fine ti ritrovi a rileggere le stesse pagine più volte senza riuscire a trattenere davvero nulla, in un loop frustrante che consuma tempo senza costruire conoscenza.

Questo problema non è nuovo, e non risiede unicamente nel digitale, seppur lo ha amplificato enormemente: tastiere veloci, applicazioni per prendere note, sincronizzazione automatica tra dispositivi. Tutto questo ha reso la trascrizione così comoda e immediata da farci dimenticare che :

Trascrivere non è capire.


Cosa succede davvero quando si pensa su carta


Il foglio di carta, usato nel modo giusto, non è un contenitore per le informazioni. È uno spazio esterno per la mente — un luogo dove depositare i frammenti prima ancora di sapere come si incastrano.


Immagina di avere venti tessere di un puzzle sparpagliate sul tavolo. Non sai ancora come combinarle. Ma il primo passo, inevitabile, è appoggiarle tutte in modo da poterle vedere insieme. È a questo che serve il foglio: ridurre il carico della memoria di lavoro, liberando contemporaneamente il cervello per lasciargli fare ciò che sa fare meglio, ovvero trovare connessioni, riconoscere schemi, costruire comprensione a partire dal caos apparente.

Questo è il motivo per cui la carta ha un vantaggio reale rispetto a qualsiasi app per appunti — e non si tratta di romanticismo né di nostalgia. Si tratta di neuroscienza applicata alla vita quotidiana. La scrittura a mano attiva connessioni cognitive più profonde rispetto alla digitazione. Lo spazio fisico della pagina è limitato, e questo vincolo ci costringe a scegliere: cosa tenere, cosa eliminare, cosa davvero conta. E l'assenza di notifiche, schede aperte in background, suggerimenti algoritmici — tutto questo crea le condizioni per un tipo di attenzione che lo schermo, strutturalmente, non può offrire.

Se ti sei già chiesto perché scrivere a mano migliora la creatività, pensare su carta è la risposta concreta a quella domanda teorica.

Tre principi per metterlo in pratica


Il primo principio è accettare l'imperfezione come punto di partenza.

Quando ti avvicini a un argomento nuovo, non sai ancora come i pezzi si collegano. E va bene. Anzi, è necessario. Scrivi i termini chiave, abbozza frecce ipotetiche tra un'idea e l'altra, formula supposizioni anche sbagliate. L'atto stesso di tentare — anche errando — prepara il cervello ad assorbire meglio le informazioni successive. La mente umana è costruita per imparare attraverso la sorpresa, la correzione, il confronto tra ciò che credeva e ciò che scopre. Il foglio imperfetto è il campo di allenamento, non il prodotto finito.

Il secondo principio è la sintesi radicale.

Meno è più — e sul foglio di carta questa massima diventa concreta, quasi fisica. Se riesci a distillare un concetto complesso in due o tre parole, significa che lo hai capito davvero. Se hai bisogno di riscrivere l'intera definizione, probabilmente stai ancora cercando di capirlo. Il foglio aiuta in modo naturale: lo spazio è limitato, e quella limitazione ti educa alla precisione. Non puoi riversare tutto — devi scegliere.

Scegliere è già pensare.


Il terzo principio — il più potente, e il più spesso trascurato — è tornare a ricostruire.

Dopo aver abbozzato una prima mappa approssimativa, ci si ferma, poi ci si ritorna. Si aggiungono nuovi elementi, si correggono le connessioni che non reggono, si costruisce una struttura sempre più densa e precisa. Ogni volta che rifai lo schema, stai consolidando la comprensione. In questo modo, stai ricreando attivamente il sapere. E questa ri-creazione attiva è, probabilmente, la forma di apprendimento più efficace che esista.

Questo ritmo di tentativo, pausa e ritorno ha molto in comune con il bullet journal: anche lì il valore non sta nella pagina riempita, ma nel processo di riflessione che porta a riempirla.

Lo strumento giusto per pensare


Non servono strumenti sofisticati: scegliere bene fa la differenza, non solo funzionale, ma anche psicologica. Un buon quaderno — un Leuchtturm1917 con le pagine puntinate, o un Rhodia per chi preferisce la griglia — cambia il rapporto con la pagina. Non è snobismo: è che uno strumento bello e solido invita a usarlo con più cura, più intenzione. E l'intenzione è esattamente ciò che distingue il pensiero su carta dalla semplice trascrizione.

Una penna che scorra bene aiuta a non interrompere il flusso del pensiero. Una Pilot Metropolitan o una Lamy Safari costano meno di un pranzo fuori e durano anni. Se hai già cominciato a esplorare il mondo delle stilografiche o gel, sai già di cosa parlo; se non l'hai ancora fatto, l'articolo sulle migliori penne stilografiche e gel è un buon punto di partenza.

Il luogo in cui si pensa su carta conta altrettanto. Una scrivania analogica ben organizzata, senza schermi accesi nelle vicinanze, diventa quasi un rituale. Ed è proprio di rituali che si tratta — lo stesso principio che sta alla base dei rituali analogici del mattino, dove il gesto lento e intenzionale prepara la mente a lavorare meglio per il resto della giornata.

Non è un metodo vintage, è come funziona il nostro cervello


Il lifestyle analogico non nasce dalla nostalgia, ma dalla consapevolezza che certi strumenti — "vecchi di secoli" — sono ancora i migliori per certi compiti. Il foglio di carta non è inferiore all'app: infatti, per il tipo di pensiero lento, esplorativo e connettivo che produce vera comprensione, è di molto superiore. Non perché sia romantico, ma perché è quello strumento che rispetta il modo in cui il cervello umano elabora, connette e ricorda.

In un'epoca che ci ha convinto che più trascriviamo più capiamo, e che più app usiamo più siamo produttivi, sedersi con un foglio bianco e una penna e pensaredavvero pensare, con tentativi goffi e frecce sbagliate all'inizio — è quasi un atto di resistenza. Ma i risultati, per chi lo sperimenta con costanza, parlano chiaro: comprensione più profonda, memoria più duratura, capacità di applicare le idee nella vita reale che nessun archivio digitale può eguagliare.


La prossima volta che ti siedi con un libro o un corso che vuoi davvero capire, prova a lasciare il computer spento. Prendi un foglio — scrivi solo quello che ancora non capisci, abbozza le connessioni che intuisci, lascia che la pagina diventi il campo dove la tua mente può finalmente lavorare senza fretta.


Raccontaci nei commenti la tua esperienza analogica in merito all'apprendimento o, se hai delle curiosità ulteriori, non esitare a lasciarci due righe qui sotto.

E non dimenticare di seguirci su instagram @analogic.me.blog

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In Bruges (2008)


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Resta uno dei miei film preferiti e penso che questa quote di IMDB riassuma bene una delle scene migliori di sempre:

Ray: [beating a tourist that he believes to be American] That's for John Lennon, you Yankee fuckin' cunt!

Brügge sehen... und sterben? (2008) ⭐ 7.9 | Comedy, Crime, Drama
1h 47m | 16
IMDbWriterDave

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Voce dal sentiment fuggita


A Vincenzo Schettini è scappata una grande verità sul mondo in cui viviamo.
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È assai noto che quando Hegel vide arrivare Napoleone vittorioso a Jena, nel 1806, disse che si trattava dell’«anima del mondo a cavallo»; io, nel mio piccolo, in questi ultimi giorni penso di averla rivista nei panni vittimisti di un professore delle superiori col ciuffo ossigenato.

Arrivare tardi a conoscere i protagonisti delle polemiche online è la cifra del mio ritrovato benessere di questi anni, per cui, casomai anche tu avessi bisogno di un riassunto delle puntate precedenti: Vincenzo Schettini, quasi 50enne divulgatore scientifico, professore di fisica e youtuber, qualche settimana fa è stato ospite di un popolare podcast, BSMT.

Nella puntata con Schettini, fondatore di un canale di divulgazione da 3 milioni e mezzo di follower su Instagram, “La Fisica che ci piace”, a un certo punto l’host Gianluca Gazzoli chiede all’intervistato cosa vede nel futuro della scuola. E lui dice:

L’insegnamento cambierà, cambierà il modo di fare scuola. La scuola si fruirà moltissimo [...] anche online, fuori fisicamente dalle quattro mura. Tanti degli insegnanti che sono a scuola adesso, come me, andranno in part-time un giorno perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un prodotto deve essere in vendita in un supermercato [...] e la buona cultura non deve essere in vendita?


Non è l’unico momento strambo della conversazione: a BSMT Schettini racconta – tra le inconcepibili risatine divertite di Gazzoli – anche di aver ritualmente imposto ai suoi studenti di seguire le dirette che faceva su YouTube, in cambio di voti migliori alle interrogazioni.

Da queste esternazioni è nata – vogliamo aggiungere com’era prevedibile? – un’intensa polemica fatta di prese di posizione, reel di risposta di Schettini, interventi di personaggi pubblici come Luisella Costamagna e Christian Raimo, e l’affiorare di ulteriore materiale giornalistico sui presunti metodi del divulgatore, il quale secondo un ex discente si sarebbe addirittura fatto filmare dagli studenti in classe, per poi caricare le lezioni su YouTube.

Quale che sia la verità sulle interazioni scolastiche dell’influencer, è difficile ascrivere le sue frasi compiaciute a una semplice voce dal sen fuggita, o considerarle il frutto di un malinteso comunicativo. Anzi, a me pare che Schettini abbia dato voce a un’impostazione strutturalmente maggioritaria: quella di un sistema che considera la cultura un sottodominio del personal branding.

Sì, certo, la produzione di cultura va pagata: il professore tricoticamente esuberante però non inserisce questa precaria ovvietà nel necessario contesto analitico di cosa porta, oggi, «la cultura» a non essere pagata; si limita a dire che – casualmente – a quelli come lui dovrebbe essere permesso mettere in vendita contenuti di «cultura» a chi è disposto a pagare per averli.

Ma mi sorprenderebbe molto (eufemismo) se Schettini, coi suoi tre milioni e mezzo di follower, non registrasse già da un pezzo ricavi sui suoi contenuti. Dunque non si capisce perché premere per un’ibridazione ulteriore fra il ruolo di docente pubblico e quello di creator privato, anzi privatissimo, che decide da sé e per sé gli orari, i temi e le regole delle sue dirette/lezioni: forse perché l’insegnamento in una scuola superiore remunera troppo poco? O magari perché servire fedelmente l’algoritmo remunera fin troppo?

Se anche volessimo soprassedere sulle porte che posizioni del genere spalancano a una visione classista dell’educazione (cui il creator in questione sarà certamente estraneo, e però il dubbio viene), rimarrebbe che fare l’influencer sui social e insegnare in una scuola pubblica non sono posizioni intercambiabili, perché salmodiare lezioncine ai follower da un pulpito digitale è l’esatto contrario di contribuire a formare le menti e il bagaglio culturale di persone giovanissime e in cerca di punti fermi, avviandole alla vita adulta.

Che Schettini non si accorga di queste cose restituisce, temo, lo spessore del personaggio – e fin qui, beh, pace. C’è però che il suddetto parla, con questa prospettiva tragicamente ambigua, a una platea di milioni di persone.

E non è certo il solo: è l’opinione pubblica nazionale e internazionale a spostarsi gradualmente, e da anni, verso un paradigma che riconduce tutto al “brand di se stessi”, rendendolo la nuova normalità. La scuola? Dovremmo renderla più on demand! Le cause politiche? Perfette per posizionarsi e sbaragliare la concorrenza! Pressoché qualsiasi altra cosa? Applichiamo le leggi del marketing!

Di recente una polemica di portata infinitamente minore ha coinvolto un docente accademico di orientamento marxista di Ca' Foscari, Mimmo Cangiano, accusato di aver pubblicato – due anni fa – un libro, Guerre culturali e neoliberismo (Nottetempo), che avrebbe, secondo alcuni detrattori, sposato una prospettiva di critica materialista alle applicazioni del “woke” che si rifiuta di cogliere le discriminazioni strutturali che non riguardano le sole prospettive di classe.

Personalmente, mi sono guardato bene dal partecipare allo scontro, allergico come sono diventato a qualunque tenzone online (il benessere ritrovato, dicevamo). Però mi è tornato in mente in queste ore: quel libro l’ho letto, e oltre a non sostenere affatto ciò che gli è stato imputato – un dato oggettivo, sul piano testuale – a mio modo di vedere la sua impostazione è l’unica in grado di sviluppare gli anticorpi alle imposture virali di quelli che parlano di «cultura» ma intendono «viralità», e che si intestano dibattiti collettivi portando avanti solo quel che avvantaggia loro stessi.

Vincenzo Schettini e la sua “Fisica che ci piace” non sono il male assoluto: fanno video semplici e alla portata di tutti, divulgano la scienza a persone che magari altrimenti non se ne interesserebbero, o non con lo stesso coinvolgimento. Ma in una società in salute la loro funzione non può essere confusa con le garanzie costituzionali alle fondamenta della comunità, col diritto allo studio, con un ecosistema educativo plurale e bilanciato.

È il singolo problema alla radice delle piattaforme: dove sono i paletti che ne delimitano gli effetti sociali profondi e il potere sproporzionato che danno alle celebrità che creano? E perché parlare dei loro limiti, in bocca ad alcuni pompieri sempre in cerca di clout algoritmico, diventa subito un sintomo di disfattismo neo-luddista?

Quando ti imbatterai nel prossimo difensore a priori delle nuove tecnologie – non parlo di chi ne sottolinea anche gli indubbi lati positivi, magari evitando di cedere alla retorica ad alzo zero del “si stava meglio prima”, ma delle vestali della difesa acritica – tieni a mente che lotta per approdare a un mondo in cui tutto è marketing: a partire da ciò che non lo è.

  • Su quel pazzo completo di RFK torneremo a breve, per forza di cose, ma intanto ecco i segreti dell’iconografia blue jeans del ministro della Salute americano;



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Deja Vu (2006)


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Era uno dei miei film preferiti in adolescenza, rivederlo ora fa emergere un po' più spirito critico rispetto a quello che avevo al tempo, ma... regge ancora bene, dai.

Déjà Vu - Wettlauf gegen die Zeit (2006) ⭐ 7.1 | Action, Crime, Sci-Fi
2h 6m | 12
IMDbwilkinsd-1

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Sold Out a Marina di Oplonti


Pronti alla V edizione del trofeo di canna da natante a coppie Marina di Oplonti. La società organizzatrice lenza stabiese ha ultimato poco fa le iscrizioni registrando la presenza di 26 imbarcazioni. Ogni anno ci riteniamo sempre più fortunati perché abbiamo avuto l'onore di ospitare anche team dalla Sardegna, Abruzzo e Calabria. Si prevede una giornata ricca di emozioni. Il presidente della società Ciro Afeltra ha ringraziato in modo particolare anche tutti gli ispettori: circa 30 persone che presenziareanno sulle imbarcazioni in gara per garantire che tutto venga fatto nel rispetto delle regole. Anche quest'anno saranno premiate le prime 10 posizioni con ricchi premi, tra cui un motore fuoribordo Honda Marine, canne da pesca dell'azienda Colmic e una carrellata di buoni spesa. Gli organizzatori hanno preparato una vasta degustazione locale con tutti i prodotti tipici. Saranno presenti le autorità locali e le testate giornalistiche per diffondere i momenti salienti della giornata. Non ci resta che fare il conto alla rovescia e augurare un grande in bocca al lupo a tutti gli atleti, che già nelle prossime giornate proveranno il campo gara nel bel mezzo del golfo di Napoli. Si ringrazia il circolo nautico il faro di Torre Annunziata e la redazione di Mondo Pesca per l'articolo.
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Fallout - Stagione 2 (2025)


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Anche la seconda stagione a livello della prima: si fa guardare molto volentieri e ti prende fino all'ultimo. Ri-conferma che costumi e prop sono qualcosa di meraviglioso, ma soprattutto davvero bella la costruzione dei personaggi e la loro evoluzione nel tempo.

Consigliatissima.

Fallout (TV Series 2024– ) ⭐ 8.3 | Action, Adventure, Drama
1h | 16
IMDbt-manu8979

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Aruba lancia Simyousoon: la nuova eSIM per viaggiare all’estero senza roaming e senza SIM fisica


Aruba lancia Simyousoon, la nuova eSIM pensata per chi viaggia all’estero e vuole internet senza costi di roaming e senza SIM fisica. Attivazione digitale, copertura internazionale e gestione immediata: ecco come funziona la soluzione per restare connessi
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Con l’incremento dei viaggi internazionali e la crescente dipendenza dai servizi digitali on the go, la connettività mobile è diventata un’esigenza primaria per milioni di utenti. Lo smartphone rappresenta il principale punto di accesso ai servizi digitali – dalle mappe ai pagamenti, dal lavoro alle comunicazioni – e la connessione mobile viene preferita al Wi-Fi locale, spesso percepito come meno affidabile.

Cos’è Simyousoon e come funziona la nuova eSIM di Aruba


È in questo scenario che Aruba entra nel mercato delle eSIM con Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici. Una risposta a un nuovo modello di consumo della connessione, fondato sulla centralità del mobile, sulla semplicità d’uso e sulla certezza della spesa, pensata per accompagnare un pubblico sempre più internazionale e in movimento.

Accessori hi-tech per gatti: boom ricerche online
Crescono le ricerche online di accessori hi-tech per gatti: lettiere automatiche, cucce da esterno e giochi intelligenti guidano il trend pet tech
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il mercato delle eSIM è in crescita: perché sempre più utenti le scelgono


Una scelta che risponde ai nuovi bisogni di consumatori e viaggiatori digitali, in un contesto dove la connettività mobile è diventata la nuova frontiera della vita connessa. Secondo le ultime analisi di Market Research Future, il mercato globale delle eSIM raggiungerà i 5,77 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale del 31,4%. Una dinamica trainata dalla domanda di connessione continua e roaming-free, dal boom dei dispositivi connessi e dalla trasformazione dei modelli di mobilità. La tecnologia eSIM (embedded SIM) rappresenta la nuova generazione della connettività mobile: una SIM digitale integrata nel dispositivo, che consente di attivare e gestire profili di rete direttamente via software, senza necessità di schede fisiche.

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Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici

Vantaggi e punti di forza della soluzione Aruba


Con Simyousoon di Aruba basta un click per essere online ovunque nel mondo, con copertura attiva fin da subito in oltre 200 destinazioni. Grazie alla tecnologia eSIM non è necessaria alcuna SIM fisica e l’utente può continuare a utilizzare il proprio numero tradizionale per chiamate e WhatsApp, senza interruzioni. È possibile scegliere tra numerosi piani dati, da 1 a 20 GB o con traffico illimitato, per periodi da 7 a 30 giorni. Il vantaggio è duplice: niente attese né sostituzioni, ma anche piena trasparenza su costi e consumi. L’utente conosce fin da subito le tariffe di connessione, evita i tradizionali costi di roaming all’estero, monitora i propri Giga in tempo reale tramite l’app e ricarica in autonomia quando serve, senza costi extra.

Internet all’estero senza roaming: cosa cambia per chi viaggia


Cuore del servizio è l’app Simyousoon, disponibile per iOS e Android, che permette di gestire l’intero ciclo di vita della eSIM: dalla scelta del piano alla configurazione, dal monitoraggio del traffico residuo alla ricarica immediata. L’attivazione è istantanea: il profilo dati si installa in pochi secondi e si attiva automaticamente al momento dell’arrivo nella destinazione selezionata. Inoltre, l’utente ha a disposizione un’assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, accessibile via chat e supportata direttamente dai canali Aruba, per ricevere aiuto in qualunque momento e a qualsiasi latitudine. Il payoff che accompagna il lancio – “connessi al volo” – sintetizza una promessa chiara: navigare senza interruzioni, ovunque e senza attese.

Buoni propositi green: 10 pratiche tech sostenibili
Con l’inizio del nuovo anno cresce l’attenzione verso scelte più sostenibili. Swappie propone 10 pratiche green per ridurre gli sprechi tecnologici, risparmiare e adottare un approccio più consapevole alla tecnologia
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Conclusioni: la sfida di Aruba nel mercato globale delle eSIM


Come per ogni suo servizio, anche in questo nuovo ambito Aruba punta su affidabilità, trasparenza e protezione dei dati personali, pilastri che da sempre ne contraddistinguono l’identità. Simyousoon si fonda su un’infrastruttura tecnologica solida e su un modello di gestione conforme ai più elevati standard europei in materia di sicurezza, privacy e qualità del servizio. L’obiettivo è garantire una connettività stabile, performante e sicura, assicurando agli utenti pieno controllo su costi e consumi e un’esperienza di navigazione continua, ovunque si trovino.

“Il mobile è diventato l’infrastruttura centrale della vita digitale, anche quando si viaggia” – ha dichiarato Gabriele Sposato di Aruba con Simyousoon intercettiamo questa evoluzione, offrendo una soluzione pensata per chi cerca continuità di connessione, sicurezza e controllo dei costi. È un’estensione naturale del nostro posizionamento verso nuovi scenari di utilizzo e nuovi pubblici, in un mercato sempre più globale, mantenendo i principi che da sempre guidano Aruba: affidabilità, trasparenza e qualità del servizio.”


In occasione del lancio, Simyousoon offre piani dati a partire da 1,35 euro e fino al 30% di sconto sulle principali destinazioni internazionali, permettendo di viaggiare e restare connessi risparmiando fin da subito.

Con l’arrivo di Simyousoon, Aruba entra nel mercato delle eSIM internazionali in un momento in cui la mobilità è sempre più digitale. Per chi viaggia spesso, la connettività non è più un optional ma un’infrastruttura essenziale. La sfida ora sarà conquistare un settore competitivo dove semplicità, copertura e trasparenza dei costi faranno la differenza.


Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche per lettiere smart, cucce da esterno e giochi intelligenti


Misteriosi, indipendenti, ma sempre più centrali nella vita quotidiana degli italiani. I gatti non sono solo compagni silenziosi delle nostre case, ma veri protagonisti delle scelte di consumo. In occasione della Giornata Nazionale del Gatto, occorsa lo scorso 17 febbraio, Trovaprezzi.it ha analizzato le ricerche dell’ultimo anno relative agli accessori e agli alimenti per i cani e i gatti, evidenziando un ritratto curioso e molto attuale con una forte componente felina.

Perché gli italiani cercano sempre più prodotti smart per gatti


Il quadro che emerge è chiaro: tra le top ricerche della categoria Accessori e Giochi Cani e Gatti, quelle riconducibili al mondo gatto rappresentano il 63%. Un dato che racconta molto più di una semplice preferenza: oggi il gatto è sempre più considerato un membro della famiglia, da accudire, stimolare e coccolare con prodotti pensati per il suo comfort e il suo benessere. L’interesse degli italiani per i prodotti dedicati ai cani e gatti ha registrato una forte accelerazione nei primi mesi del 2025. A gennaio 2025, infatti, le ricerche in Articoli per Veterinaria, Alimenti Cani e Gatti e Accessori e Giochi Cani e Gatti sono cresciute del +106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendosi costante anche a gennaio 2026.

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Il mercato pet tech: un trend destinato a crescere


Scorrendo la classifica degli accessori più cercati online, emerge una vera e propria “gatto-mania”. In cima alla lista si confermano le lettiere autopulenti, simbolo di una ricerca crescente di soluzioni pratiche e tecnologiche, capaci di semplificare la gestione quotidiana e migliorare l’igiene domestica. Subito dopo compaiono le lettiere in silicio, apprezzate per l’elevata capacità assorbente e per il controllo degli odori, insieme alle lettiere chiuse in acciaio inox, sinonimo di durata, facilità di pulizia e design minimale. Accanto alle soluzioni più hi-tech, cresce anche l’attenzione verso l’ambiente: tra i prodotti più cercati figurano infatti le lettiere ecologiche, come quelle in tofu o in materiali naturali, scelte da chi desidera ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla praticità.

Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche online


Ma il benessere del gatto non si ferma alla lettiera. Nella top 20 trovano spazio anche le cucce da esterno per gatti, spesso in legno, ideali per chi ha giardini o terrazzi e vuole garantire un rifugio confortevole ai propri amici felini durante tutto l’anno. Non mancano poi gli alberi tiragraffi, veri must-have per stimolare il gioco, l’attività fisica e il naturale bisogno di graffiare. Tra le ricerche più curiose spiccano anche giochi interattivi e accessori pensati per contrastare la noia e favorire la stimolazione mentale, segno di una crescente attenzione non solo alla salute fisica, ma anche a quella comportamentale dei gatti.

Come scegliere il prodotto giusto per il proprio gatto


Nel mondo dell’alimentazione di cani e gatti il quadro è più equilibrato. Nel comparto Alimenti Cani e Gatti, le ricerche riconducibili ai gatti pesano per il 29%, mentre i cani restano protagonisti soprattutto per le confezioni di grandi dimensioni. Il prodotto più cercato in assoluto è infatti il sacco da 20 kg di crocchette per cani, simbolo di acquisti programmati e orientati al risparmio. Per i gatti, però, emergono segnali interessanti: tra i prodotti più cercati figurano alimenti umidi funzionali, formule veterinarie e soluzioni pensate per esigenze specifiche come l’idratazione, la digestione o il recupero fisico. Un segnale chiaro di come anche la nutrizione felina stia diventando sempre più mirata e “premium”.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Chi sono i più affezionati agli amici a quattro zampe


L’identikit degli utenti che cercano prodotti per animali su Trovaprezzi.it racconta una passione trasversale. Le donne rappresentano il 61% delle ricerche, ma la quota maschile è sempre più rilevante (39%). Le fasce d’età più attive sono quelle 35-44 anni e 45-54 anni (entrambe al 23%), seguite dai 25-34enni (20%), a dimostrazione di come l’amore per gli animali accomuni generazioni diverse. Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma la regione più attiva online, con il 32% delle ricerche, seguita da Lazio (12%) ed Emilia-Romagna(8%). Chiudono la classifica delle regioni più attive Campania, Piemonte e Veneto.

Come cambiano i prezzi


Come avviene in tutti i mercati caratterizzati da una domanda in espansione, anche nel segmento pet economy l’aumento dell’interesse si riflette inevitabilmente sulle dinamiche di prezzo. Le analisi condotte sulla categoria “alimentazione per cani e gatti” evidenziano infatti una marcata volatilità al rialzo del comparto: nel gennaio 2026 i prezzi minimi medi della categoria sono risultati superiori del 3,77% rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento che supera i 10 punti percentuali nel confronto con gennaio 2023. Un trend che segnala non solo la crescente centralità del settore, ma anche l’impatto congiunto delle pressioni inflattive, rendendo oggi più che mai strategico per i consumatori affidarsi a strumenti di comparazione per individuare le migliori opportunità di acquisto.

“I dati confermano una pet economy in evoluzione, con l’e-commerce sempre più centrale. I proprietari di gatti non cercano solo convenienza, ma soluzioni specifiche, tecnologiche e sostenibili, valutando online caratteristiche e alternative prima di acquistare. Un segnale di un mercato più maturo e di scelte di consumo più consapevoli”, ha affermato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.


La tecnologia non sta entrando solo nelle nostre case: sta ridefinendo anche il modo in cui ci prendiamo cura dei nostri animali. Lettiera automatica, cuccia isolata, giochi intelligenti non sono semplici gadget, ma strumenti che migliorano benessere, sicurezza e qualità della vita del gatto — e semplificano quella del proprietario. Il boom di ricerche online lo conferma: il pet tech non è una moda passeggera, ma l’evoluzione naturale di una casa sempre più smart. La vera sfida, ora, non è chiedersi se adottare questi strumenti, ma scegliere quelli davvero utili, funzionali e adatti alle esigenze del proprio animale.


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OpenAI acquisisce OpenClaw, Meta smartwatch, Portale anti-ban in USA, il meglio della settimana


Il meglio della settimana + un editoriale scritto da noi.
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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 469 ed è stata finalizzata alle 22:31, venerdì 20 febbraio. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,774.

Buon sabato,
questa settimana possiamo dire che le due notizione più importanti sono state l'acquisizione dell'apprezzatissimo OpenClaw da parte di OpenAI e l'attacco hacker al Viminale, al quale abbiamo dedicato l'editoriale di oggi. Importante anche l'uscita del Google Pixel 10a, l'evento Apple del 4 marzo, il blocco di WhatsApp e Telegram in Europa e quell'articolo di Bloomberg sul futuro di Apple. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

L'attacco hacker al Viminale e cosa sappiamo della cybermafia cinese


[...] "Il Viminale è stato hackerato", tutti ne parlano, ma tra i dettagli più degni di nota c'è la permanenza prolungata senza essere rilevati. Non ore o giorni, ma settimane, forse mesi. Questo implica una conoscenza precisa delle architetture informatiche governative e delle sue falle, e la capacità di muoversi lateralmente tra sistemi diversi senza attivare allarmi. Chi può essere in grado di operare con così tanta destrezza? [...]

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Il creatore di OpenClaw si è appena unito a OpenAI


Startup
Sam Altman ha annunciato che Peter Steinberger, sviluppatore austriaco che ha creato l’agente AI OpenClaw (molto virale e discusso online), entrerà in OpenAI. Il servizio resterà proprietà di una fondazione no-profit all'interno di OpenAI come progetto open source (codice pubblico e modificabile). Sam Altman afferma che diventerà presto parte dell'offerta centrale dell'azienda.
~
Fonte: CNBC
Alternativa in italiano: Smart World

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Perché è importante?

Perché OpenClaw è stato uno dei sistemi di agenti AI più apprezzato dalla community ma anche tra i più discussi a causa dei problemi sulla privacy e sui rischi di cybersecurity. È un agente che può fare un sacco di cose (prenotare voli, ristoranti, rispondere alle e-mail, ogni tipo di task eseguito anche per ore in completa autonomia) ed è stato definito il primo vero "Jarvis" (ve lo ricordate?) che funziona davvero. Ultimo ma non ultimo, è open source.

Meta prevede di lanciare uno smartwatch quest'anno


Big tech
Meta prepara il debutto del suo primo smartwatch entro l’anno, rilanciando il progetto interno “Malibu 2”: integrerà l'assistente Meta AI e funzioni di monitoraggio della salute. Il piano, avviato nel 2021 e poi congelato nel 2022 per i tagli a Reality Labs (oltre mille licenziamenti), riparte adesso con un grande focus da parte di tutte le big tech sui dispositivi smart indossabili.
~
Fonte: Engadget
Alternativa in italiano: Wired Italia

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Perché è importante?

Perché il dialogo sugli effetti della dipendenza da social network è ha appena passato dai livelli bassi (scuole, associazioni, gruppi di discussione, ecc.) alle big tech e ai grandi regolatori. Quest'anno potremmo vedere un grande shift di tutte le piattaforme verso il check obbligatorio dell'età e l'introduzione di controlli parentali.

Gli Stati Uniti stanno sviluppando un portale per permettere agli europei di visitare contenuti bannati


Legge
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sta sviluppando un sito chiamato freedom.gov per offrire a cittadini europei e di altre aree accesso a contenuti che nei loro Paesi sono rimossi o bloccati, come discorsi d’odio o propaganda estremista, con l’ipotesi di integrare anche una VPN per aggirare i filtri nazionali. L’idea nasce dallo scontro crescente con l’Unione Europea, dove il Digital Services Act obbliga le piattaforme a limitare certi contenuti: Washington considera queste regole una restrizione eccessiva della libertà di parola, mentre Bruxelles le presenta come tutela contro abusi e disinformazione.
~
Fonte: Reuters
Alternativa in italiano: Rai News

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Perplexity rinuncia agli annunci sponsorizzati


Business
Perplexity sta abbandonando gli annunci pubblicitari nel chatbot: teme che affiancare le risposte a inserzioni faccia perdere fiducia agli utenti, che inizierebbero a dubitare della qualità e dell’imparzialità delle risposte. La società punta quindi su abbonamenti e vendite alle aziende, pur lasciando aperta la possibilità di ripensarci in futuro.
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Fonte: Gizmodo
Alternativa in italiano: Punto Informatico

Leggi tutto

Perché è importante?

Il tema "annunci sponsorizzati" è molto delicato, ma trovo impossibile non immaginarsi un futuro in cui i chatbot li includeranno. Di fatto le interfacce conversazionali diventeranno il nuovo paradigma di navigazione su internet, proprio per questo stiamo vedendo sotto ai nostri occhi tutti i più grandi browser trasformarsi in un "motori di risposta" (ex "motori di ricerca") potenziati da agenti AI.

Apple sta cambiando le proprie priorità


Big Tech
Apple sta lavorando a nuovi dispositivi “indossabili” con intelligenza artificiale: occhiali senza schermo che ascoltano e osservano l’ambiente tramite fotocamere e microfoni, un pin AI (una specie di spilla) collegato all’iPhone che funge da occhi e orecchie aggiuntivi e AirPods con fotocamera per capire meglio il contesto. Tutti si baseranno su un Siri molto più evoluto, capace di interpretare anche ciò che l’utente vede e di conoscere il suo contesto. L’obiettivo è entrare con forza nell’hardware AI, dove sono già attive Meta e OpenAI, e trovare una nuova categoria di successo dopo il debutto tiepido di Apple Vision Pro.
~
Fonte: Bloomberg
Alternativa in italiano: Macitynet

Leggi tutto

Perché è importante?

Questa è una nuova grande conferma di quello che ripetiamo sempre cioè che il futuro è in mano ai wearable. OpenAI, Meta e Google sono già proiettate in quella direzione e purtroppo Apple sta rimanendo indietro anche su questo fronte, nonostante il knowledge dato da numerosi anni di Vision Pro sia comunque utile allo sviluppo dei dispositivi indossabili.

Il Pixel 10a di Google arriva il 5 marzo


Tecnologia
Il nuovo Google Pixel 10a arriverà il 5 marzo (preordini da oggi, anche in Italia) e cambia pochissimo rispetto al Pixel 9a: stesso processore Tensor G4, stessa memoria e stesse fotocamere. Le novità principali sono il modulo fotografico ora a filo della scocca (senza sporgenza), schermo più luminoso (3.000 nit di picco) con vetro più resistente, ricarica più veloce sia via cavo sia wireless e più materiali riciclati, mantenendo la SIM fisica.
~
Fonte: Ars Technica
Alternativa in italiano: DDay

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Portogallo limita l'accesso dei minori di 16 anni ai social network


Legge
Il Parlamento portoghese ha approvato in prima lettura una proposta del Partito Socialdemocratico che alza a 16 anni l’età per usare autonomamente i social. Tra 13 e 16 anni servirà il consenso verificato dei genitori tramite la Digital Mobile Key, un sistema di identità digitale già usato nel Paese. Sotto i 13 anni l’accesso a social, video sharing, giochi e app incluse nella legge sarà vietato. Le piattaforme dovranno verificare età e consenso, con multe fino al 2% del fatturato globale.
~
Fonte: Euronews

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Perché è importante?

Perché l'Australia ha aperto un vaso di Pandora essendo il primo Stato ad aver vietato i social media ai teenager. Tutti ci aspettavamo molti Paesi a seguire e infatti stanno arrivando, soprattutto dall'Europa, con il Portogallo in prima linea e Grecia e Spagna a seguire.

La Russia ha tentato di bloccare completamente WhatsApp


Politica
Secondo Meta, la Russia ha tentato di bloccare completamente WhatsApp per spingere gli utenti verso Max, la piattaforma statale. L’iniziativa rientra nella strategia del Cremlino per un “internet sovrano”, più isolato da tecnologie occidentali e più controllabile (sulla scia del modello cinese). La stretta coinvolge anche Telegram e altre app; Mosca non nega un eventuale "ritorno" di Meta nel paese ma solo a patto che si conformi con le leggi russe. Update: il Cremlino ha confermato di aver intenzionalmente bloccato Meta.
~
Fonte: The Guardian
Alternativa in italiano: Internazionale

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Perché è importante?

Perché la "sovranità digitale" è un tema molto discusso anche da parte dell'Europa, tema che per adesso sta vedendo massima rappresentazione solo in Cina, con un ecosistema di app completamente controllate dal governo. Un altro tema importante è l'app all-in-one (pagamenti, prenotazioni, visite mediche, letteralmente tutto), sempre sullo stile cinese, che la Russia sta progettando già dall'anno scorso — anche Musk vuole svilupparla per gli Stati Uniti.

Un famoso hacker italiano legato a Epstein è stato rimosso dal sito della conferenza Black Hat


Cybersecurity
Vincenzo Iozzo, imprenditore italiano nel settore della cybersecurity risulta menzionato in tantissimi documenti del Dipartimento di Giustizia Usa sull’indagine Jeffrey Epstein. Di conseguenza, le famose conferenze Black Hat e Code Blue lo hanno rimosso dai comitati di revisione (review board). Iozzo nega di essere stato l’“hacker personale” di Epstein (accusato da un informatore dell'FBI) e sostiene di averlo conosciuto solo per ragioni professionali. Il nome di Vincenzo Iozzo figura migliaia di volte nei file.
~
Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: Corriere della Sera

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Cosa aspettarsi all'evento Apple del 4 marzo


Big tech
Apple ha convocato la stampa il 4 marzo 2026 alle 9 (orario east-coast Usa) per una “special Apple Experience”, formula diversa dal classico keynote. L’appuntamento principale è a New York, con eventi paralleli anche a Shanghai e Londra. Si dice che verranno annunciati nuovi Mac, iPad e iPhone 17e. Attesa anche una beta di iOS 26.4 con l'attesissimo Siri AI.
~
Fonte: 9to5Mac
Alternativa in italiano: Macitynet

Leggi tutto

Perché è importante?

L'attesa dovrebbe essere finalmente finita: il Siri AI promesso per marzo dell'anno scorso e mai arrivato, potrebbe vedere una prima luce il 4 marzo 2026. Le aspettative sono altissime, Apple può permettersi pochi errori.

Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

OpenClaw, OpenAI e il futuro


steipete.me (eng)

Aspettare è il nuovo essere interrotti


jennywanger.com (eng)

Vietato programmare prima delle 10


michaelxbloch.substack.com (eng)

Mi sa che adesso capisco perché la gente odia l'IA


anthony.noided.media (eng)

Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Oltre l'83% degli attacchi hacker alla Commissione europea su Ivanti RCE provengono da una persona


bleepingcomputer.com (eng)

Airbnb afferma che un terzo del suo supporto clienti è ora gestito dall'IA negli Stati Uniti e in Canada


techcrunch.com (eng)

YouTube lancia finalmente un'app dedicata per Apple Vision Pro


techcrunch.com (eng)

I ricavi diretti di Snap raggiungono un tasso di crescita annuale di 1 miliardo di dollari, con gli abbonati che superano i 25 milioni


reuters.com (eng)

Palantir sposta la sua sede da Denver a Miami per motivi fiscali


cnbc.com (eng)

Meta chiude il sito stand-alone di Messenger


techcrunch.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/iCSg_ul3G2w?…

Impressioni sul Google Pixel 10A


È arrivato il Google Pixel 10A (anche in Italia) e con lui l'imperdibile recensione di uno dei nostri tech youtuber preferiti, Marques Brownlee.

Vedi video su youtube.com (eng - 8:30)

Sito della settimana

Google I/O puzzle


Google ha appena messo online un sito web che ti mostra la data ufficiale dell'evento I/O 2026 solo se completi dei giochi.

Link: io.google


L'attacco hacker al Viminale e cosa sappiamo della cybermafia cinese


L’accesso non autorizzato ai sistemi del Viminale non è stato il solito attacco, di quelli che chiedono riscatti o rivendono dati sul dark web. È stato, al contrario, un’operazione che potremmo definire silenziosa, preventiva, molto complicata.

Secondo le ricostruzioni, emerse su Repubblica e Agenda Digitale, gli aggressori sarebbero entrati utilizzando credenziali valide — cioè username e password reali — probabilmente ottenute tramite phishing mirato o da precedenti violazioni (non è stato reso noto pubblicamente). Una volta dentro, non hanno distrutto nulla ma hanno esplorato la rete interna cercando archivi specifici. Tra questi, database con informazioni su migliaia di profili appartenenti alle forze di sicurezza italiane, in particolare reparti che si occupano di antiterrorismo e monitoraggio delle comunità straniere.

"Il Viminale è stato hackerato", tutti ne parlano, ma tra i dettagli più degni di nota c'è la permanenza prolungata senza essere rilevati. Non ore o giorni, ma settimane, forse mesi. Questo implica una conoscenza precisa delle architetture informatiche governative e delle sue falle, e la capacità di muoversi lateralmente tra sistemi diversi senza attivare allarmi. Chi può essere in grado di operare con così tanta destrezza?

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L'attacco hacker al Viminale e cosa sappiamo della cybermafia cinese


Chi è stato, e perché?

L’accesso non autorizzato ai sistemi del Viminale non è stato il solito attacco, di quelli che chiedono riscatti o rivendono dati sul dark web. È stato, al contrario, un’operazione che potremmo definire silenziosa, preventiva, molto complicata.

Secondo le ricostruzioni, emerse su Repubblica e Agenda Digitale, gli aggressori sarebbero entrati utilizzando credenziali valide — cioè username e password reali — probabilmente ottenute tramite phishing mirato o da precedenti violazioni (non è stato reso noto pubblicamente). Una volta dentro, non hanno distrutto nulla ma hanno esplorato la rete interna cercando archivi specifici. Tra questi, database con informazioni su migliaia di profili appartenenti alle forze di sicurezza italiane, in particolare reparti che si occupano di antiterrorismo e monitoraggio delle comunità straniere.

"Il Viminale è stato hackerato", tutti ne parlano, ma tra i dettagli più degni di nota c'è la permanenza prolungata senza essere rilevati. Non ore o giorni, ma settimane, forse mesi. Questo implica una conoscenza precisa delle architetture informatiche governative e delle sue falle, e la capacità di muoversi lateralmente tra sistemi diversi senza attivare allarmi. Chi può essere in grado di operare con così tanta destrezza?

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OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio che punta su stile e comfort


OPPO presenta Watch S, smartwatch dal design ultrasottile in acciaio inossidabile che combina eleganza, comfort e funzionalità smart evolute
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Oppo ha annunciato il suo ultimo smartwatch, denominato Watch S. Lo smartwatch è caratterizzato da un design ultrasottile, in acciaio inossidabile, che unisce comfort e stile. Grazie al monitoraggio avanzato per gli sport più comuni e a un display ultra-luminoso da 3000 nit, Watch S è un potente compagno di fitness quotidiano, mentre funzionalità come la 60s Wellness Overview, il monitoraggio avanzato del sonno e la valutazione del benessere di mente e corpo aiutano chi lo indossa a rimanere in forma 24 ore su 24.

Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo
Check Point Research rileva 2.403 attacchi informatici a settimana a gennaio, con un aumento dell’attività ransomware e l’uso crescente di GenAI per l’esfiltrazione dei dati
TechpertuttiGuglielmo Sbano

OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio


Grazie alla sua struttura leggera, compatta e di alta qualità, il Watch S garantisce una eccellente indossabilità per tutta la giornata. Grazie all'avanzata tecnologia di impilamento dei componenti, che ottimizza l'uso dello spazio all'interno dell'orologio, il corpo ultrasottile in acciaio inossidabile misura 8,9 mm di spessore e pesa 35 g, rendendolo comodo da indossare, sia durante l'allenamento in campo sia durante un buon riposo notturno a letto. Lo stesso design, sottile e confortevole, si estende anche alle due diverse opzioni di cinturino dell'orologio. Per gli amanti dello sport alla moda, il cinturino in nylon intrecciato del modello Silver Gleam è leggero, traspirante e antibatterico. Questo presenta una colorazione giallo-verde a contrasto che si abbina perfettamente alla cassa argentata dell'orologio, creando un look fluido e dinamico. In alternativa, il cinturino in fluoroelastomero nero del modello Phantom Blackè realizzato ergonomicamente per seguire la curva del polso, garantendo una vestibilità morbida e confortevole.

Design ultrasottile in acciaio: eleganza e comfort


A completare le colorazioni di tendenza, una selezione di quadranti raffinati e flessibili per la personalizzazione. Il Watch S offre agli utenti oltre 350 quadranti personalizzati e una varietà di widget per adattarsi al loro umore, al loro stile e al loro outfit. A rendere questo stile brillante è uno schermo AMOLED da 1,46 pollici con una luminosità massima fino a 3000 nit, un rapporto schermo-corpo del 75% e una cornice sottile da 2,8 mm per un'ottima esperienza visiva.

Funzioni salute e fitness


OPPO Watch S amplia il suo supporto agli sport più popolari con dati completi che approfondiscono la comprensione delle attività consentendo a tutti, dai runner occasionali agli atleti agonisti, di migliorare le proprie prestazioni in modo sicuro ed efficace. Con oltre 100 modalità di allenamento e monitoraggio avanzato di 12 sport popolari, inclusi corsa, badminton, tennis e nuoto, il watch fornisce informazioni scientificamente comprovate che guidano movimenti più intelligenti e allenamenti più efficaci.

In particolare, per gli sport basati sulla corsa il Watch S è dotato della stessa dual-band GPS dei modelli flagship, assicurando un rilevamento della posizione preciso anche nelle condizioni più complicate. L’orologio offre diverse opzioni di monitoraggio della corsa: outdoor, indoor e corsa per bruciare grassi, e misura statistiche quali il tempo complessivo di corsa, le calorie bruciate e il battito cardiaco. Il wearable, inoltre, traccia le metriche di corsa come il tempo di contatto del piede con il suolo (GCT), l’oscillazione verticale, e il numero di battiti al minuto (LTHR), aiutando a ottimizzare la qualità della corsa, prevenire infortuni e gestire allenamenti intesi con una maggiore precisione.

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Display e interfaccia: esperienza visiva premium


Watch S è dotato di sensori di livello flagship che forniscono controlli e analisi sanitarie di prima categoria. Questi includono un sensore della frequenza cardiaca, un sensore che misura l’ossigeno nel sangue a 16 canali, e un sensore per la temperatura del polso. Questi componenti lavorano insieme per raccogliere dati corporei precisi, supportando ogni aspetto, dal monitoraggio quotidiano accurato alle analisi continue e approfondite sul benessere. Un punto di forza è la 60s Wellness Overview, che consolida nove indicatori chiave della salute in una valutazione con un unico tocco.

In un solo minuto è possibile acquisire parametri completi, tra cui frequenza cardiaca, saturazione dell'ossigeno nel sangue, livello del sonno e livello di stress psico-fisico, per ottenere una panoramica rapida ma dettagliata del proprio benessere fisico e mentale. Inoltre, la funzione Sleep Health Analysis traccia metriche come la frequenza cardiaca durante il sonno, e cambiamenti negli indicatori fisici anche durante brevi pisolini di 20 minuti. Grazie a queste letture, l'orologio genera report personali sul sonno che aiutano gli utenti a comprendere meglio i propri schemi di sonno individuali.

Autonomia e connettività


OPPO Watch S supporta sia dispositivi Android sia iOS e può essere associato fino a due smartphones contemporaneamente. La connettività con lo smartphone principale permette anche di sincronizzare i contatti, fare chiamate rapide, e accedere al controllo remoto della fotocamera direttamente dall'orologio per un'esperienza quotidiana più semplice. Nonostante la sua forma ultra sottile, lo smartwatch di OPPO non scende a compromessi quando si tratta dell'autonomia: la batteria da 330mAh consente fino a 10 giorni di utilizzo, mentre una rapida ricarica da 10 minuti dura tutto il giorno (dichiara il Brand), permettendo una maggiore tranquillità quando siamo fuori casa.

L'orologio è realizzato con una copertura in vetro curvo 2.5D dotata di bordo resistente agli urti e corpo in acciaio inossidabile. Questa combinazione assicura una maggior forza e resistenza alla corrosione, offrendo protezione che va ben oltre gli urti e i graffi di tutti i giorni. Grazie alla resistenza alla polvere e all'acqua IP68 e alla resistenza all'acqua fino a 5 ATM, l'orologio monitora in modo affidabile gli allenamenti durante il nuoto e altre comuni attività acquatiche in acqua dolce.

Prezzi e disponibilità


OPPO Watch S è disponibile da oggi in Silver Gleam e Phantom Black su OPPO Store al prezzo di 199,99 e nelle prossime settimane anche presso la distribuzione specializzata. In occasione del lancio, aggiungendo solamente 1,99 euro, sarà possibile acquistare un caricabatterie da 33W.


Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo, GenAI alimenta ransomware e furto dati


Check Point Research (CPR) ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report relativo al mese di gennaio 2026. Il report mostra che in Italia le organizzazioni hanno subito in media 2.403 attacchi informatici a settimana (+3% rispetto a gennaio 2025), ovvero quasi il 15% in più rispetto agli attacchi registrati a livello globale. Le organizzazioni di tutto il mondo hanno, infatti, subito in media 2.090 attacchi informatici a settimana. Ciò rappresenta un aumento del 3% rispetto a dicembre e del 17% su base annua, a conferma della continua escalation della pressione informatica globale guidata dall'intensificarsi delle attività ransomware e dall'aumento dell'esposizione legata all'uso sempre più diffuso degli strumenti di Generative AI (GenAI).

I dati di gennaio mostrano che gli attacchi informatici non solo sono in aumento, ma stanno diventando più sofisticati e opportunistici - ha afferma Cristiano Voschion di Check Point - gli operatori di ransomware stanno accelerando le loro campagne, mentre l'uso incontrollato della GenAI sta aprendo nuovi punti ciechi per le organizzazioni. La prevenzione prima di tutto e la protezione in tempo reale basata sull'intelligenza artificiale sono l'unico modo efficace per fermare gli attacchi prima che causino danni operativi o finanziari”.



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Introduzione agli attacchi informatici in Italia


La rapida adozione degli strumenti GenAI nelle aziende continua a introdurre percorsi di fuga di dati ad alto rischio. Nel mese di gennaio, 1 prompt GenAI su 30 inviati dalle reti aziendali presentava un rischio significativo di esposizione di dati sensibili, con un impatto sul 93% sulle organizzazioni che utilizzano strumenti GenAI. Un'ulteriore percentuale di richieste conteneva informazioni potenzialmente sensibili, tra cui documenti interni, identificativi personali, informazioni sui clienti e codice sorgente proprietario. Le organizzazioni hanno utilizzato in media 10 diversi strumenti GenAI, molti dei quali probabilmente non gestiti e operanti al di fuori delle strutture di governance formali, aumentando di conseguenza la probabilità di dispersione accidentale dei dati, infiltrazione di ransomware e attacchi informatici basati sull'intelligenza artificiale.

Analisi del trend e prospettive future


Il settore dell'istruzione rimane ancora il più attaccato a livello globale, con una media di 4.364 attacchi settimanali per organizzazione (+12% su base annua). Seguono gli enti governativi con 2.759 attacchi settimanali (+8% su base annua), mentre le telecomunicazioni sono salite al terzo posto, con 2.647 attacchi a settimana (+8% su base annua), riflettendo l'intensificarsi degli attacchi alle infrastrutture basate sulla connettività e agli ecosistemi abilitati al 5G. A livello regionale, l'America Latina ha registrato il volume di attacchi più elevato, con una media di 3.110 attacchi per organizzazione a settimana (+33% su base annua). L'APAC segue con 3.087 attacchi (+7% su base annua), l'Africa ha fatto registrare 2.864 attacchi (−6% su base annua), l'Europa è aumentata del 18% e il Nord America del 19% su base annua.

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Il ransomware anche a gennaio 2026 continua a essere una delle minacce più distruttive, con 678 incidenti segnalati pubblicamente, segnando un aumento del 10% rispetto a gennaio 2025. Gli Stati Uniti da soli hanno rappresentato il 48% delle vittime globali di ransomware, seguiti dal Regno Unito (5%), dal Canada (4%), dalla Germania (4%), dall'Italia (3%) e dalla Spagna (3%). In particolare, i settori più colpiti in Italia risultano essere quello governativo, dei media e dell’intrattenimento e delle Telecomunicazioni. A Livello globale il podio è un pò diverso: servizi alle imprese (33%), beni e servizi di consumo (15%) e produzione industriale (11%), tutti settori in cui la continuità operativa è fondamentale e le interruzioni producono un notevole vantaggio per l'estorsione.

Conclusione


L’Italia resta tra i Paesi più colpiti in Europa, con un trend in crescita alimentato dall’uso di GenAI per attacchi mirati e ransomware. Monitorare gli attacchi e aggiornare le misure di sicurezza resta fondamentale per aziende e cittadini.


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Due Lanci a Boa Vista


Due ragazzi vincono il Master Fisher e con esso un viaggio nel paradiso dei pescatori, Capo Verde. Ecco il reportage di Nicola Sanna e Lorenzo Pintus, tra spiagge deserte, un mare ricchissimo e la ricerca dei grandi predatori oceanici.
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di Nicola Sanna e Lorenzo Pintus

foto sopra: Lorenzo e Nicola con il risultato di una tipica pescata light a Praia de Santa Monica.

Tutto inizia due anni fa, quando Nicola Sanna e Lorenzo Pintus vincono il Master Fisher ’23, gara di surfcasting a campo libero organizzata dal Coxinas di Villacidro. Quella notte Nicola e Lorenzo sbaragliano la concorrenza e vincono, tra i tantissimi premi, anche una settimana a Capo Verde, il sogno di tutti gli amanti della pesca dalla spiaggia. Capo Verde è un arcipelago a circa 400 chilometri a ovest delle coste senegalesi. L’isola di Boa Vista, meta dei due fortunati pescatori, dista una cinquantina di chilometri a nord est rispetto a Santiago.

Dal Master Fisher al paradiso - Abbiamo rimandato la partenza a causa dei tanti impegni lavorativi. Finalmente, il 18 novembre ‘25 è iniziato il viaggio. Siamo partiti dall’aeroporto di Elmas con un solo zaino di kg 8 circa. Dentro, vestiti estivi, visto il caldo che ci attendeva al nostro arrivo. Facciamo uno scalo a Roma dove incontraiamo la nostra guida amica, Salvatore, che da quel momento ci coccola e ci introduce nella forma più bella della pesca e nei colori e sapori di questo stupendo arcipelago africano.
Vita e ombrelloni sulla spiaggia di Sal Rey.
L’arrivo a Boa Vista - Il 20 ci imbarchiamo per l’isola di Boa Vista. Il volo dall’Italia dura circa 5 ore e mezzo. Il paesaggio che ci aspetta è totalmente desertico, ma noi non vediamo l’ora di raggiungere il mare, l’immenso oceano Atlantico. Boa Vista, per gli amanti della pesca, è un vero paradiso. Qui si possono insidiare i più grandi e forti predatori. Per prima cosa ci sistemiamo nell’alloggio, un appartamento spazioso, pulito e accogliente. Gironzoliamo per le strade di Sal Rey, una piccola e caratteristica cittadina con un piccolo porticciolo. La vera avventura inizia il secondo giorno. Iniziamo con una escursione in quad, il modo più veloce per attraversare e conoscere le spiagge, il deserto e tutto ciò che ci circonda. Una “cavalcata” di quattro ore, partendo da Praia de Santa Monica, per proseguire poi verso Praia do Curralinho, Praia da Varandinha e risalendo la costa verso nord oltre Praia de Chaves, Praia das Dunas fino a Sal Rey. Il pomeriggio trascorre in totale relax, in una delle tante spiagge che circondano il paesino e poi, la sera, dopo un’ultima passeggiata, di corsa a nanna. La sveglia suona di buon’ora e partiamo con Tore per Praia de Santa Monica, trasportati dal nostro piccolo fuoristrada. Ci rendiamo conto che la parola “convergenza” qui non è contemplata. Sia il quad che la jeep, per essere mantenuti nella giusta direzione, hanno bisogno di una guida attiva e attenta.
Nicola con il primo squalo limone.
L’attrezzatura - La guida ci fornisce l’attrezzatura necessaria. Qui dalla spiaggia si pesca sostanzialmente in due modi: light e strong. Light per l’esca e cioè mormore (tutte oltre il mezzo chilo) e saraghi; lo strong per squali e lampughe per lo più. Si usano canne che permettono di lanciare spike di 120 grammi più l’esca viva. Lorenzo e io eravamo convinti di dover fronteggiare correnti impetuose, ma qui l’oceano è benevolo con i pescatori e quasi mai abbiamo dovuto aumentare la zavorra. Si utilizzano mulinelli fissi da 14000 e filo in bobina 0,60 diretto. Il finale è composto da 1,5 metri di lenza 0,80, un metro di cavetto da 120 libbre su cui si fissa un amo (intorno allo 7/0). Per la pesca delle mormore: filo in bobina 0,28 e shock leader 0,60. Peschiamo di giorno perché con la luce abboccano sia le mormore che i grossi predatori. La notte infatti sparisce tutto il pesce foraggio. Il nostro obiettivo sono i grossi squali limone (gli unici che accostano anche con il sole) e le lampughe. Nella Praia de Santa Monica il fondo rimane basso per i primi 20, 30 metri; segue uno scalino che porta sino a 30 metri di profondità. Peschiamo con due canne a testa, una light e una strong. I primi lanci sono impressionanti. Appena il piombo tocca l’acqua i pesci si fiondano sull’esca (gambero) e in un attimo ci procuriamo 4 mormore da 500-700 grammi, pronte per essere innescate vive. Quindi armiamo le canne pesanti, trave da circa 1,2 metri con sezione dello 0,70 e la paratura descritta prima. Al primo lancio Lorenzo cattura una lampuga di circa 7 chili.
Nicola con la bella lampuga stimata tra i 10 e gli 11 chili.
La sera è trascorsa con altre piccole catture sulle canne leggere. Ma al tramonto ecco un’altra canna in piega, merito del primo squaletto della nostra avventura. Un piccolo limone che dopo due foto veloci liberiamo. Si è conclusa così la prima giornata di pesca.
Il primo giorno è dedicato alla scoperta delle spiagge dell’isola. Il quad si è dimostrato il mezzo più adatto, molto divertente anche se a Boa Vista la convergenza non è contemplata.
Ultima spiaggia - Terzo giorno nell’isola, il caldo è assurdo, ma ci aspetta un’altra giornata piena di pesca. Ci concentriamo su mormore, saraghi, ombrine boccadoro, una pesca rilassante, perfetta per combattere l’afa. La serata in piazza, in un chiringhito con musica e balli tipici. Il giorno successivo sull’isola si abbatte un forte temporale che ci preclude la pesca (ma il relax è comunque gradito). Le strade si trasformano in acquitrini e le spiagge sono irraggiungibili. Poco male, ci rifaremo nei giorni successivi. Infatti, il quinto giorno, torna il sole e con esso il caldo assurdo (40 gradi fissi!). Abbiamo pescato un’infinità di pesci di tante specie: coppiole, triplette, tutte di taglia, insomma un divertimento assurdo. Ma il nostro obiettivo sono i grossi predatori e il sesto giorno siamo un po’ sconsolati, visto che dobbiamo restituire il fuoristrada a noleggio. Ci siamo detti “Non è ancora finita!”. Raggiungiamo la spiaggia in taxi, con la promessa che l’autista ci venisse a recuperare la sera dopo il tramonto. E così raggiungiamo l’oceano per l’ultima volta. A complicare la situazione, il forfait del buon Salvatore trattenuto da altri impegni. Ci ritroviamo noi due, da soli, a Praia de Santa Monica, a fronteggiare i grandi predatori. Seguendo i consigli della guida ci procuriamo subito le esche. Oso, visto che il vento è di spalle, e gonfio due palloncini, finale dello 0,80 di circa 1,4 metri e cm 20-30 di cavetto d’acciaio da 90-100 libbre. Con un lancetto adagio l’esca in mare che i palloncini trasportano a circa 200 metri da riva. Così inizia l’attesa per lo strike. Intanto Lorenzo spiaggia un’altra lampuga e vari pesci. Finalmente, dopo un’ora d’attesa, notiamo una mangianza vicino ai palloncini, un numero indecifrabile di piccoli pesci che saltavano impazziti e pochi secondi dopo… sbam! La frizione inizia a cantare, merito di una lampuga di quasi 12 chili! Purtroppo dei maxi squali neanche l’ombra. Il tramonto si avvicina e alle 17:00 la canna di Lori si piega e esegue una fuga impressionante. Il pesce si sposta lateralmente. Lo seguiamo per chilometri, dandoci ogni tanto il cambio perché le forze, iniziano a scarseggiare. Dei ragazzi, anche loro in spiaggia a pesca, ci supportano e alla fine spiaggiamo uno squalo, un metro e mezzo di muscoli. Lo slamo, con molta attenzione, grazie ai particolari ami che si usano qui, i quali permettono di liberare il pesce velocemente e dopo alcune foto, euforici al massimo, lo liberiamo.
Lorenzo con un grosso squalo limone che, dopo alcuni scatti di rito, è stato liberato.
Ma la serata ha ancora in serbo un’ultima sorpresa. Mentre smontiamo, vediamo sull’ultima canna una partenza assurda. Ferro e la storia si ripete: fatica, un’altra lunga camminata, turno con Lorenzo e infine la cattura di un esemplare ancor più maestoso. Alle foto di rito segue la liberazione della preda. La giornata si conclude in bellezza, abbiamo raggiunto il nostro sogno, la cattura di uno squalo di taglia. Il taxi ci riporta al campo base, stremati ma felici. Un bellissimo modo per salutare Capo Verde, il suo mare, i colori e i profumi di queste isole selvagge e bellissime. Il giorno seguente, nel pomeriggio, un volo diretto ci ha riportati a Roma. Con Lorenzo ci ripetiamo spesso che questa è un’esperienza che ci porteremo sempre dentro e probabilmente, tempo e lavoro permettendo, la rifaremo.

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PS6 rinviata al 2029: la crisi delle memorie fa tremare Sony e Nintendo


La corsa globale ai componenti per l'AI riduce le scorte di RAM, costringendo i giganti del gaming a rivedere lanci e strategie di mercato.
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L'insaziabile fame di RAM da parte di colossi tech come NVIDIA e Google sta riducendo le scorte per l'elettronica di consumo, facendo schizzare i prezzi alle stelle. I produttori di memorie stanno infatti dirottando la produzione verso i più redditizi server per l'AI, innescando quello che gli analisti chiamano già "RAMmageddon".

Fonti di Bloomberg indicano che Sony stia considerando un clamoroso rinvio per PlayStation 6, facendola slittare fino al 2028 o addirittura al 2029 per non lanciare un prodotto dai costi insostenibili per l'utente finale. Sebbene Sony rassicuri che le scorte di PS5 siano al sicuro per l'anno in corso, gli esperti prevedono che i rincari futuri della filiera potrebbero inevitabilmente ricadere sui videogiocatori.

In casa Nintendo, la crisi minaccia direttamente il listino della Switch 2. Il presidente Shuntaro Furukawa ha recentemente dichiarato che, pur non essendoci impatti a brevissimo termine, la velocità con cui i costi dei componenti stanno salendo "supera le aspettative". Poiché l'azienda di Kyoto evita storicamente di vendere hardware in perdita, un rincaro nei prossimi mesi potrebbe rivelarsi una scelta obbligata per mantenere la redditività globale.

Fonte: IGN


La grande fame di memoria: l'IA sta prosciugando il mercato e il conto lo paghiamo noi


Se avete provato ad acquistare un modulo di RAM o un’unità SSD nelle ultime settimane, avrete notato qualcosa di anomalo. I prezzi, che iniziavano a tornare alla normalità dopo lo shortage per il COVID, hanno invertito la rotta e non se ne vede la fine.
Non si tratta di una fluttuazione stagionale né dell'effetto di una catastrofe naturale in qualche remota provincia asiatica, cause che in passato abbiamo imparato a conoscere e tollerare. Questa volta la radice del problema è strutturale, profonda e porta un nome che domina ogni conversazione tecnologica, finanziaria e sociale degli ultimi tre anni: Intelligenza Artificiale.

IA pigliatutto


Il nostro prossimo computer costerà sensibilmente di più offrendo probabilmente meno, dobbiamo farcene una ragione. Ma per capire il motivo di questo trend, occorre guardare a oriente, per l'esattezza in Corea del Sud e a Taiwan, dove le linee produttive vengono sistematicamente smantellate o riconvertite in fretta e furia per servire un unico, vorace padrone, i datacenter AI, per produrre memorie HBM.

Il problema sorge nel momento in cui si realizza che la capacità produttiva globale di semiconduttori è una coperta troppo corta. Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology si sono trovati di fronte a un bivio all'inizio dello scorso anno e hanno preso una decisione apparentemente unanime, che ora si sta ripercuotendo sui consumatori di tutto il mondo.
Produrre memorie standard, quelle che montiamo nei nostri computer da gioco o nelle workstation da ufficio, garantisce margini di guadagno sempre più sottili, spesso esposti alla volatilità di una domanda che nel post-pandemia si è dimostrata stagnante. Al contrario, il mercato dell'Intelligenza Artificiale non bada a spese: le aziende tech sono disposte a pagare cifre astronomiche per accaparrarsi i moduli più avanzati, pur di non perdere terreno nell'ennesima corsa all'oro.

L'impatto di questa transizione potrebbe essere devastante per la disponibilità di prodotti sugli scaffali, specie sul lungo periodo. Tra l'altro, la produzione di memorie HBM è intrinsecamente meno efficiente rispetto a quella delle memorie tradizionali, richiede macchinari specifici e tempi molto più lunghi, ma ha anche un tasso di scarto significativamente più alto.
Per ottenere un wafer di HBM funzionante, si consuma una quantità di risorse e spazio nelle fab che avrebbe potuto generare un volume triplo di memorie DDR5, sottraendo di conseguenza dal mercato tre memorie consumer per ogni memoria enterprise prodotta.

Non solo RAM


Lo shift però riguarda anche il settore dello storage. Anche qui, l'Intelligenza Artificiale gioca un ruolo da protagonista, seppur diverso. L'addestramento dei modelli richiede l'accesso a quantità di dati gargantuesche, petabyte di informazioni che devono essere letti e scritti a velocità fulminee. Questo ha generato una domanda esplosiva per gli SSD di classe enterprise ad altissima densità.

Samsung e gli altri produttori hanno risposto convertendo le linee di produzione delle celle di memoria NAND Flash per privilegiare questi prodotti ad alto margine. Il risultato è che le memorie NAND destinate agli SSD consumer, quelle che troviamo nei dischi esterni o nei laptop di fascia media, sono diventate merce rara. Le scorte accumulate durante il rallentamento economico del 2023 sono state prosciugate molto prima del previsto e ora i magazzini iniziano a svuotarsi, mentre le linee produttive sono concentrate su altro.

E chi paga?


L'effetto sui prezzi al dettaglio è già visibile, ma le proiezioni per i prossimi mesi dipingono uno scenario ancora più drammatico. Se osserviamo l'andamento dei listini, notiamo che il costo per gigabyte ha già subito un rincaro che oscilla tra il venti e il trenta percento rispetto ai minimi toccati un anno fa. Tuttavia, gli analisti sembrano suggerire in maniera unanime che si tratti solo dell'inizio.
Le previsioni più accreditate parlano di un raddoppio dei prezzi entro fine anno sia per i moduli RAM di fascia alta che per gli SSD NVMe di ultima generazione.

Il vero impatto si vedrà non solo nelle tasche, ma anche e soprattutto nel risultato finale, ovvero le configurazioni hardware che troveremo in commercio. Per anni abbiamo dato per scontato che ogni nuova generazione di computer offrisse più memoria allo stesso prezzo.
Per mantenere i prezzi dei laptop e dei desktop all'interno di fasce psicologicamente accettabili per il grande pubblico, molto probabilmente i produttori di computer saranno costretti a mettere da parte questa sorta di legge di Moore con estensione economica.

Il risultato è che i 32 GB di RAM potrebbero perdere terreno in favore di un ritorno di fiamma per i 16 GB come standard principale, o addirittura un ritorno di configurazioni entry-level da 8 GB su macchine che non dovrebbero averne così poca.
Lo stesso vale per lo storage: i laptop con 1 TB di spazio, standard ormai più che consolidato anche nella fascia media, potrebbero tornare a essere un lusso per pochi, con i 512 GB che stanno già iniziando a tornare sugli scaffali come nuova normalità.
Questo avviene paradossalmente proprio nel momento in cui il software richiede sempre più risorse, creando un divario tra le esigenze e le capacità dell'hardware che il consumatore può permettersi.

Ma quando finirà?


Costruire una nuova fabbrica di semiconduttori, o anche solo espandere significativamente una linea esistente, non è un'operazione che si compie in pochi mesi. Richiede investimenti nell'ordine dei miliardi di dollari, permessi, costruzione di camere bianche sterili e l'installazione di macchinari di litografia estremamente sofisticati che hanno liste d'attesa di anni.
I grandi produttori hanno annunciato piani di espansione, con nuovi impianti previsti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, ma queste strutture non saranno operative a pieno regime prima del 2027 o addirittura del 2028. Fino ad allora, l'offerta rimarrà rigidamente limitata dalla capacità fisica degli impianti attuali. Dobbiamo quindi rassegnarci a una scarsità che durerà almeno per i prossimi due anni.

Gli esperti suggeriscono che il 2026 sarà l'anno più critico, il punto di massima tensione tra una domanda consumer che cerca di riprendersi e una domanda enterprise che non conosce freni. Solo verso la fine del 2027, quando la capacità produttiva globale sarà aumentata a sufficienza per soddisfare entrambe le esigenze, potremmo vedere una stabilizzazione dei prezzi. Tuttavia, è improbabile che si potrà tornare ai minimi degli scorsi anni. La nuova normalità sarà caratterizzata da prezzi strutturalmente più alti, poiché sta aumentando anche il valore strategico della memoria: non più un requisito di base, ma una risorsa preziosa.

Come muoversi, quindi? I prezzi che vediamo oggi sugli scaffali, seppur già rincarati rispetto a sei mesi fa, potrebbero sembrare convenienti se confrontati con i listini previsti per il terzo e quarto trimestre. Inoltre, il mercato dell'usato e del ricondizionato assumerà un ruolo sempre più centrale per l'acquisto di prodotti business di due o tre anni fa, dotati di generose dotazioni di memoria perché prodotti in tempi non sospetti, che potrebbero rappresentare l'unica via per ottenere prestazioni elevate a costi ragionevoli.
Chi gioca, d'altro canto, dovrebbe valutare seriamente l'acquisto di schede video o console di ultima generazione prima di un possibile, ulteriore rincaro sui prezzi di listino.