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Grandi giornali si uniscono per uno standard su come l'IA deve usare i contenuti


Una nuova coalizione di nome "SPUR".
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In breve:


BBC, Financial Times, The Guardian, Sky News e Telegraph Media Group hanno lanciato SPUR (Standards for Publisher Usage Rights), una coalizione per definire standard tecnici e regole di licenza sull’uso dei contenuti giornalistici da parte dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre lo “scraping” non autorizzato, garantire consenso, attribuzione e pagamenti equi, e aumentare trasparenza e fiducia.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Major news brands including the Guardian form new coalition to promote responsible AI licensing
The Guardian joins the BBC, Financial Times, Sky News, and Telegraph Media Group as a founding member of Spur - the Standards for Publisher Usage Rights coalition.
The GuardianThe Guardian

Riassunto completo:


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Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Il Pentagono taglia fuori Anthropic e lo rimpiazza con OpenAI


Ma ci sono ancora delle cose che non tornano.
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In breve:


Poche ore dopo l’ordine di Donald Trump alle agenzie federali di smettere di usare Claude (il modello di Anthropic), OpenAI ha annunciato un accordo con il Pentagono per portare i suoi modelli anche su reti militari “classificate”, cioè accessibili solo a personale autorizzato. Sam Altman dice che nel contratto ci sono limiti chiari: niente sorveglianza di massa negli USA e niente uso della forza senza un umano responsabile (quindi no armi letali completamente autonome). Il quadro è ancora poco chiaro perché questi due limiti sono stati la causa della rottura con Anthropic.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

OpenAI to work with Pentagon after Anthropic dropped by Trump over company’s ethics concerns
CEO Sam Altman claims military will not use AI product for autonomous killing systems or mass surveillance
The GuardianAdam Gabbatt

Riassunto completo:


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Il nuovo Copilot Tasks di Microsoft fa finalmente il lavoro per te


Lo attendavamo da tempo.
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In breve:


Microsoft ha presentato Copilot Tasks, una versione in anteprima che trasforma Copilot da semplice chatbot a strumento capace di eseguire azioni online. Usa un ambiente di navigazione dedicato per completare attività in più passaggi, come cancellare iscrizioni, monitorare annunci o preparare risposte alle email. Può anche creare materiali per studio e lavoro. Non opera in autonomia totale: chiede conferma prima di inviare messaggi o effettuare pagamenti. È disponibile per un numero limitato di utenti tramite lista d’attesa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Microsoft’s new Copilot Tasks finally does the work for you
Microsoft’s Copilot Tasks shifts AI from chat to action, silently handling everything from apartment hunting to canceling subscriptions while you focus on other things.
Digital TrendsPaulo Vargas

Riassunto completo:


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Oggi inizia il Mobile World Congress 2026 a Barcellona


La fiera mobile più importante al mondo.
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In breve:


Oggi si apre a Barcellona il Mobile World Congress 2026, fiera dedicata a smartphone e reti mobili ma ci sono già stati degli annunci: Honor ha presentato il pieghevole Magic V6, spesso 8,75 mm da chiuso e atteso in Europa nella seconda metà dell’anno corrente. Xiaomi debutta con il Leica Leitzphone (collaborazione con la tedesca Leica) e presenta un tracker per oggetti simile ad AirTag e un powerbank ultra sottile.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

MWC 2026 Updates: News, Updates and Product Announcements
The world’s most important mobile show kicks off on Monday and will show off wild phone concepts along with new devices launching later this year.
CNETSee full bio

Riassunto completo:


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The Bear - Stagioni 2, 3, 4 (2023-2025)


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C'è un po' di serie TV in mezzo a tutta questa ANSIA FOLLE. Però cacchio che bella serie TV e porca miseria che prove attoriali esagerate: un crescendo sotto tutti i punti di vista e una capacità di alternare tranquillità e profonde riflessioni a una frenesia folle.

Non vedo l'ora esca la prossima stagione.

The Bear Season 2
In season two, Carmen ‘Carmy’ Berzatto, Sydney Adamu and Richard ‘Richie’ Jerimovich work to transform their grimy sandwich joint into a next-level spot. A
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The Bear Season 3
In season three, Carmen ‘Carmy’ Berzatto, Sydney Adamu, and Richard ‘Richie’ Jerimovich do what it takes to elevate The Bear, their beef stand turned fine
Eggplant.place TV


The Bear Season 4
Season four finds Carmen “Carmy” Berzatto, Sydney Adamu and Richard “Richie” Jerimovich pushing forward, determined not only to survive, but also to take T
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Di fronte alla mareggiata


La ragione senza forza è impotenza. E averci visto giusto non mi basta più.
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Alla terza settimana di gennaio un ciclone di nome Harry ha spazzato il sud Italia.

La costa ionica catanzarese è stata una delle zone più colpite dalla tempesta. Si tratta dei luoghi in cui è nata la mia compagna e li frequento da quando stiamo insieme; Davoli, Soverato, Catanzaro Lido fanno ormai parte della mia geografia affettiva.

L’impeto della natura non ha risparmiato nessuna di queste località, che ormai mi sono famigliari. In quelle ore, circolando nel sistema nervoso digitale, decine e decine di immagini che testimoniavano la devastazione hanno lottato per ottenere la mia attenzione.

Negli stessi giorni, qualche migliaio di chilometri più a nord, a Davos, in Svizzera, i potenti del pianeta si sono ritrovati al World Economic Forum per celebrare la loro liturgia.

Ma quest'anno la messa non ha avuto il consueto tono giubilante; assomigliava più al de profundis del mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi.

In un discorso lucido e potente, il primo ministro canadese Mark Carney ha affermato in modo chiaro e senza ambiguità che l'ordine globale basato sulle regole è sempre stato una finzione a cui abbiamo voluto credere.

Spazzata via dalla spietata franchezza con cui i nuovi autocrati globali esprimono la loro volontà di dominio e potenza, quella finzione non esiste più.

Frastagliata nel flusso senza sosta dell’informazione elettronica, la mia attenzione rimbalza tra Davos e la Calabria in modo così rapido da non dare al mio sguardo il tempo necessario per ricalibrare la forma con cui osserva gli eventi.

Mi trovo così a osservarli entrambi con la stessa postura: quella di chi pensa di trovarsi al sicuro di fronte alla mareggiata.

Sulla metafora del naufragio con spettatore, il filosofo tedesco Hans Blumenberg ha scritto un libro meraviglioso, che ha avuto un’influenza enorme sul mio modo di pensare.

Blumenberg parte da un’idea forte: che il senso complessivo di una vita, del mondo o della storia sfugga al concetto e vengano invece tenute insieme da immagini durevoli, che la cultura rielabora nel corso dei secoli.

Per il filosofo tedesco, la storia di una metafora è la lente attraverso cui è possibile osservare il tipo di rapporto che una civiltà intrattiene con la realtà che definisce il suo contesto.

La metafora del naufragio con spettatore disegna una tensione tra il polo del pericolo estremo - a cui è esposto chi è in mare - e quello della sicurezza - di cui gode chi osserva.

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È in questa tensione che, si fa strada una domanda , tanto moderna quanto velenosa: che cosa significa guardare la rovina altrui senza poter (o voler) intervenire?

La stessa domanda che ho sentito echeggiare leggendo, su X (Twitter, per i nostalgici) e altrove, il gongolare di alcuni influencer “di sinistra” davanti al discorso di Carney.

Un ritornello che recitava più o meno in questo modo: “vedete, adesso anche i potenti del mondo dicono quello che dicevamo noi prima che diventasse di moda. Avevamo ragione.”

Un compiacimento in cui fatico a non vedere la postura di chi, di fronte al disastro, si fa scudo della propria distanza di sicurezza dalle cose.

Perché rallegrarsi di aver avuto ragione quando le cose sono ormai evidenti anche a chi ha basato la sua intera ragion d’essere sulla menzogna, a me sembra solo un modo per nascondere il fatto di non aver avuto la forza necessaria per imporre alla Storia la direzione auspicata.

È una certificazione di sconfitta, di impotenza, da cui sento di dover uscire prima di tutto come individuo e poi come parte di qualcosa di più grande che la dimensione individuale la trascende.

È anche il motivo per cui, da qualche anno a questa parte, sono così ossessionato dalla questione del potere, di come ottenerlo e di come mantenerlo nel tempo.

Per quanto mi riguarda, la questione è capire come tornare a mettere la pelle in gioco e recuperare un senso di agentività davanti al disastro che vedo dispiegarsi davanti ai miei occhi.

Ho bisogno di fare un passo avanti e bagnarmi nel mare, per quanto spaventoso appaia ai miei occhi.

Non perché mi senta migliore di chi sta sulla riva, ma perché riconosco quella postura in me: l’istinto di restare asciutto, “al sicuro”, di trasformare tutto in analisi.

La lucidità che non cambia niente è solo un altro modo di avere paura.

Io vorrei smettere.

🌈 Ho un sogno 🌈


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Come ho risolto il mio problema con il potere


Da qualche tempo ho la sensazione di avere qualcosa di irrisolto con il concetto di potere.

Se l’autoanalisi che ho fatto è corretta, credo abbia a che fare con la mia formazione. Da millennial sento di essere cresciuto con l’idea che il potere corrompa.

Sospetto che possa essere un dato generazionale, perché la stessa idea ce l’hanno anche alcuni amici con cui mi sono confrontato a proposito della mia sensazione, ma siccome vorrei evitare di generalizzare resto su di me.

Mi sono formato in un mondo in cui la musica si divideva in modo radicale tra “commerciale”, quella plasticosa e senz’anima ingegnerizzata dalle case discografiche, e “alternativa”, quella viscerale e diretta delle autoproduzioni.

It’s my job to keep punk rock elite, gridava Fat Mike in un pezzo dei NOFX; un inno alla purezza sottoculturale, che celebrava l’indipendenza dalle logiche mercificanti del mercato e dell’industria.

Sia il primo che la seconda erano incarnazioni di quel potere che stavo imparando a rifiutare a favore di un ethos diverso, lo stesso che nutriva il movimento no global e ritrovavo nelle pagine di No Logo di Naomi Klein, che usciva proprio in quegli anni.

Anni fondamentali per la mia formazione, in cui prima ho scavato un solco tra me e la politica istituzionale e poi, più tardi, tra me e il fare politica tout court. Una risposta disfunzionale all’imperativo di tenermi a distanza da ogni forma di potere, qualunque essa fosse.

Dico disfunzionale perché, a vent’anni di distanza da quel periodo, guardandomi intorno mi sono accorto che nella stanza dei bottoni erano entrati o stavano entrando i peggiori della mia generazione.

Oggi a poter prendere decisioni che hanno un impatto concreto sulla mia vita sono persone che, al liceo, se andava bene, venivano condannate a un’esistenza reietta o che, se andava male, si beccavano pure una certa quantità bullismo politico.

Come avevano fatto ad arrivare lì?

Ma, soprattutto, come mai non ci eravamo arrivati né io né nessun’altro di coloro che pensavo essere in qualche modo parte di un elite di persone politicamente avvedute?

L’istante in cui mi sono posto queste domande è stato anche quello in cui ho cominciato a interrogarmi e mettere in discussione il mio rapporto con il concetto di potere.

Da Lenin all’autonomia operaia, la sinistra - che è la parte politica a cui ancora sento di appartenere - non è mai stata timida nel fare della presa del potere il suo orizzonte.

Senza non si fa ciò che Marx chiede ai filosofi di fare, ovvero cambiare il mondo.

Tornare a questa consapevolezza mi ha permesso di avviare un processo di ricostruzione del mio rapporto con il potere, che ho iniziato dalla mia condizione professionale.

Lavorare come consulente indipendente significa navigare tra potere e status. In questo contesto, imparare a riconoscere, ottenere e usare il potere serve per raggiungere un risultato o un obiettivo. Farlo sul piano professionale non è molto diverso da farlo su quello politico.

O almeno così mi pare dopo aver letto Né verticale né orizzontale . Una teoria dell’organizzazione politica, il saggio di teoria dell’organizzazione scritto dal politologo Rodrigo Nunes.

Il libro prende le mosse dal fallimento del ciclo di lotte che si è aperto nel tra la crisi del 2007-2008 e le mobilitazioni globali del decennio successivo, evidenziando il limiti dell’approccio orizzontale alla politica che lo aveva caratterizzato e riproponendo in modo deciso la questione dell’organizzazione.

Come scrive Andrea Moresco su Il Tascabile, l’autore:

vuole offrire una terapia filosofica al cosiddetto trauma dell’organizzazione: se per Nunes tale paura dell’organizzazione è storicamente legata alla torsione autoritaria dei Paesi socialisti, l’inclinazione identitaria dei vari gruppi della sinistra radicale alle nostre latitudini ha perpetuato quel trauma anche tra le più giovani generazioni. Si può allora ripensare l’organizzazione non come la cristallizzazione di un’identità omogenea, da difendere dalle minacce esterne, ma come l’assemblaggio di parti molteplici in una potenza collettiva e la concentrazione di questa potenza su dei punti strategici condivisi.


Uno sforzo che si può fare solo riconoscendo che il potere si dà sempre all’interno di una tensione tra quello che esercitiamo sugli altri loro malgrado (potestas) e quello che ci mette in condizione di fare o ottenere qualcosa insieme a loro (potentia).

L’organizzazione è dunque il gesto - l’agire - che media la tensione tra questi due poli, così come media quella tra la verticalità e l’orizzontalità, l’unità e la diversità, la centralizzazione e la decentralizzazione.

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Tale mediazione è necessaria, perché un sistema non può essere del tutto spontaneo e privo di organizzazione; infatti, anche nelle espressioni politiche che appaiono meno strutturate e più spontanee esiste sempre una forma (magari implicita) di organizzazione.

Stigmatizzarla come il tentativo di imporre a queste espressioni una conformazione dall’esterno finisce per isolarle dal loro ambiente. E quando un sistema si isola, perde capacità di adattamento: tende a irrigidirsi, a dissipare energia, a scivolare verso il disordine.

L’organizzazione diventa così la capacità riunire e indirizzare le abilità collettive in un modo capace di produrre degli effetti sul piano politico.

Nella visione di Nunes, tale capacità si dà sempre in modo plurale e mai univoco. L’organizzazione è infatti una forma di ecologia al cui interno nuclei organizzativi diversi - il partito, il movimento, l’avanguardia - convivono e cooperano tra loro con approcci simbiotici (riformismo), intersezionali (costruzione dell’alternativa) o dirompenti (rivoluzione sociale), perché il cambiamento sistemico è sempre un processo di transizione non lineare, disomogeneo e conflittuale.

Descritta come un sistema ecologico, la teoria dell’organizzazione proposta da Nunes ha nella differenziazione delle funzioni uno dei suoi pilastri. Con questa espressione l’autore identifica il modo in cui una serie di funzioni fondamentali per l’azione politica possano essere svolte di volta in volta da attori diversi, con approcci e ruoli peculiari.

Finché queste funzioni vengono svolte da uno o più nuclei organizzativi, il sistema funziona e il principio di differenziazione fa sì che nessun nucleo sia costretto a integrare in modo verticale ognuna di esse.

Questa caratteristica permette di superare le posizioni estensive - come l’opposizione tra moderato e radicale - e rende l’isolamento possibile solo al costo di delegare ad altri, per intero e senza alcuno sforzo, il peso delle funzioni che uno specifico nucleo si rifiuta di eseguire.

Pensato in termini ecologici, il funzionamento dei nuclei organizzativi assomiglia a quello delle piattaforme digitali: offrono spazi di collaborazione che amplificano le possibilità senza determinarne le forme.

Nunes aggiorna così il lessico dell’azione politica a un’epoca in cui la società di massa è stata frantumata nelle nicchie e nei segmenti che il ciclo di produzione del dato digitale genera all’infinito e senza sosta.

In questo tempo in cui movimenti di massa nascono anche in assenza di organizzazioni di pari dimensioni, pensare in maniera ecologica all’organizzazione significa sviluppare la capacità di pensare e agire strategicamente per individuare e sfruttare le opportunità che un determinato contesto offre, rinunciando all’illusione di poter dare al corso della Storia un senso organico e teleologico.
Copertina del libro "Né verticale né orizzontale. Una teoria dell'organizzazione politica" di Rodrigo Nunes.

“Né verticale, né orizzontale. Un dialogo tra teoria e pratiche dell’organizzazione” - Trento, 16 gennaio, libreria due punti.


Venerdì 16 gennaio avrò il piacere di presentare Rodrigo Nunes e Né verticale né orizzontale a Trento, insieme a Federico Zappini che ci ospiterà alla libreria due punti (se ti serve: l’incontro è alle 18:00).

Quando ci si è presentata l’occasione di farlo, Federico e io siamo stati subito d’accordo su una cosa: volevamo che la presentazione fosse anche un modo per cogliere l’invito che il libro fa a pensare e agire in modo ecologico e strategico.

Scambiandoci idee e spunti su come condurre la presentazione siamo finiti a riflettere su quale fosse la funzione che un librario (lui) e uno scrittore (io) potessero assolvere nell’ecologia politica del territorio a cui entrambi apparteniamo.

Ci siamo detti che avremmo potuto provare ad agire come connettori, costruendo un momento che non si esaurisca nella presentazione dell’importante lavoro teorico che Nunes ha fatto con questo libro.

Abbiamo l’ambizione di provare a costruire, o almeno ad abbozzare, un quel “dialogo tra teoria e pratica dell’organizzazione” che dà il titolo all’evento che stiamo preparando.

Alla conversazione con Nunes proveremo a far seguire un confronto tra persone che appartengo a nuclei organizzativi diversi e, attraverso di essi, provano a incidere su tre temi chiave del tempo e del luogo in cui viviamo: adattamento al cambiamento climatico, accelerazione tecnologico e lavoro, diritto e accessibilità economica alla casa.

In questi giorni Federico e io stiamo lavorando per individuare e invitare le persone che vogliamo coinvolgere in questo dialogo.

Se sei un’attivista, fai parte di un’organizzazione e vorresti partecipare, ma non ti abbiamo ancora contattato prima di tutto: scusa, scrivimi alla mail che trovi nella pagina dei contatti e ti darò tutte le informazioni che ti servono.



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Dorothea Lange: le fotografie che l'America voleva nascondere al mondo


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“Impounded” di Dorothea Lange ci mette di fronte ad una delle più grandi sconfitte morali dei popoli democratici


In una delle puntate cruciali dell'Uomo nell'Alto Castello, serie pluripremiata di Amazon Studios ispirata al romanzo "La svastica sul Sole" di Philip K. Dick, accade una cosa alquanto significativa per lo sviluppo della storia e dei suoi personaggi. Nel tentativo di sopprimere il possibile scoppio di una guerra civile, i Giapponesi, vincitori della II Guerra Mondiale insieme alla Germania, vengono espulsi dal territorio americano. I più ricchi, riescono a strappare un passaggio per il Giappone, via mare. Tutti gli altri, invece, vengono trasportati in campi di lavoro forzato.

La messa in scena ideata magistralmente da Frank Spotnitz è estremamente truculenta, tesa. Fino agli ultimi secondi, non sappiamo cosa accadrà ai nostri beniamini; quale destino li attenderà e cosa i Tedeschi, da quel momento in poi, avrebbero attuato per continuare a mantenere saldo il loro dominio mondiale.

Siamo messi di fronte ad un altro ribaltamento delle carte in tavola, l'ennesimo di una serie televisiva che per tensione, colpi di scena e brutalità espressa si è sempre contraddistinta positivamente nel palinsesto di Prime Video. Da quell'evento cruciale, la storia cambia, si sviluppa tutta in discesa, portandosi alla sua naturale conclusione (che non ti spoilero, ma è fuori di testa!) nelle puntate successive.

Quella ideata nella serie televisivaè ovviamente una montatura. I Tedeschi non hanno vinto la guerra mondiale e i Giapponesi, di conseguenza, non si sono divisi i territori con loro. La storia, sappiamo bene tutti, è andata in tutt'altra direzione. Tuttavia, come accade spesso nel mondo cinematografico, qualcosa di vero c'è:

I Giapponesi, nei campi di internamento, furono mandati per davvero. Non dai Tedeschi, però, ma da quegli stessi Americani chiamati liberatori oltre oceano.


Dorothea Lange, fotografa che credo non abbia bisogno di presentazioni, quella disumanizzazione di un popolo l'ha fotografata, realizzando un documento sociale, commissionato inizialmente dal Presidente Roosevelt (1942), e poi censurato dallo Stato. Le sue fotografie, raccolte recentemente nel volume "Impounded" (2008), ci mettono di fronte all'accaduto, mostrandoci un rovescio della medaglia che spesso contraddistingue le sconvolgenti incongruenze di ogni fazione militare: buona o cattiva che sia.


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Il frantumarsi del sogno americano


Dorothea Lange, questo lavoro, non voleva farlo.

Quandoil Presidente Roosevelt le commissionò la documentazione del ricollocamento dei Giapponesi nei campi di internamento, Dorotheafu assalita da un dilemma morale. Non poteva sopportare l'idea dell'approvazione di un provvedimento chiaramente ingiusto nei confronti di un popolo, ma altresì, da fotografa, riconosceva la possibilità di realizzare un "ritratto fedele delle operazioni che sarebbe stato utile in futuro". Alla fine cedette, ma non senza qualche remora.
California, su un autobus diretto al centro di internamento di Tanforan (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Il motivo che portò Roosevelt ad attuare il piano fu quello di documentare la gestione amministrativa di un problema di immigrazione che l'America stava fronteggiando da diversi decenni. Come racconta Ilaria Sala, nell'articolo "Dorothea Lange: l'internamento giapponese attraverso le sue foto", già a fine '800 «la cultura nativista alla base degli Stati Uniti, mista a forze economiche, sociali e pregiudizi di matrice razzista, portarono il governo a limitare il numero e la provenienza di migranti sul suolo nazionale».

Prima con il Chinese Exclusion Act, nel 1882, per poi giungere al Immigration Act, nel 1917, e successive riforme, l'America stava gestendo la questione dell'immigrazione di popoli provenienti dall'Asia con il chiaro intento di limitarne i numeri in entrata e la loro diffusione sul territorio americano. Dopo Pearl Harbor (1941), la situazione si aggravò. E da solo nemico economico, il Giappone si trasformò presto in minaccia interna. L'Executive Order 9066,approvato da Roosevelt,e fotografato da Dorothea Lange,fu così l'ultimo atto di un "crescente sentimento anti-giapponese". L'incrinarsi del sogno americano.
Hayward, California. I membri della famiglia Mochida in attesa del pullman di evacuazione (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive

La guerra non risparmia nessuno


La guerra non sembra risparmiare nessuno. Neanche chi, in America, ci è nato e cresciuto. Neanche chi, in fondo, si era impegnato a non fare troppo rumore per evitare di disturbare in una terra che rappresentava l'unica possibilità di salvezza.

Dorothea Lange ha assistito ad un'ingiustizia a cielo aperto. Dopo neanche un decennio da quello che era stato il piegarsi dello spirito americano, a causa di una Grande Depressione economica ancora percepibile nell'aria e nella gente, l'America tornava a mostrarsi debole, questa volta nei confronti del "diverso".

Nel volume Impounded lo vediamo chiaramente. La fotografa americana registra i momenti antecedenti all'internamento nelle dieci sedi preposte allo scopo - tutti luoghi aridi, incoltivabili e freddi, lontani dalla civiltà - e le condizioni di indigenza a cui il popolo giapponese fu costretto ad adattarsi, per sopravvivere.
Imparando a camminare (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Diverse testimonianze raccontano di stanze anguste, viaggi interminabili in treno e di situazioni di convivenza civile al limite della sopportazione umana. Si condivideva tutto, lì: dalle baracche ai bagni, dal cibo ai vestiti: in questi centri, non c'era l'obbligo di lavori forzati, ma la libertà di movimento era negata. Questo causò un enorme sconforto in molti Giapponesi educati alla riservatezza e l'onore.

Le fotografie di Dorothea ci lasciano sbigottiti. Il suo punto di vista è parallelo al terreno. Vuole mischiarsi tra la folla lasciando che siano le emozioni dei volti e il disordine dei pacchi sparsi per terra, gli stessi che provano ad incapsulare esistenze frenate sul nascere, piccole o grandi che siano, a saltare fuori dai sali d'argento. Ampie, come ampi sono i timori che adombrano gli occhi dei più giovani in braccio alle madri, Impounded ci mostra il consolidarsi della peggior ideologia: quella che esclude per il colore della pelle o per la provenienza geografica.

Intere generazioni, di fronte a noi, costrette ad adattarsi a spazi polverosi e alla straziante mancanza di legami con i ricordi, i volti e gli oggetti del proprio passato. Un cartellino attaccato ai vestiti come unico souvenir di un presente che non ci sarà più. Un quadro desolante, che sa di distopia, e che pure distopia non è.

Lo scontro tra le parti


Lo stile fotografico di Dorothea Lange è emotivo, empatico, tanto risolutivo in quello che ci mostra quanto semplice nell'approccio. Unendo fotografie colte in strada, nel bel mezzo della folla riunita in attesa di essere smistata nelle baracche, a ritratti di famiglia con alle spalle le maestose montagne americane, la fotografa costruisce un racconto complesso, che mostra al contempo l'evolversi delle relazioni umane in un ambiente brutale e le scelte scellerate di un governo di parte.

Le inquadrature sono didascaliche, eppure potentissime. La Lange compone utilizzando l'accecante sole dei deserti americani restituendo ombre nette e ambienti alienanti. I soggetti, quando non immersi nella natura, sono costretti dentro cubicoli creativamente riadattati per accogliere le famiglie. Poco spazio ai dettagli. Dorothea cerca di contestualizzare ogni fotografia, dandoci l'occasione di riflettere sul rapporto tra internati e controllori e sul futuro di chi verrà dopo.
youtube.com/embed/waOUNwZA4aQ?…
Un contributo fondamentale di Vox per comprendere l'accaduto, attraverso le immagini.

A sopravvenire, più di tutto, è questa straniante contrapposizione tra l'inconsapevolezza di quello che stava accadendo e la rassegnazione di un'esistenza che da lì in poi non sarebbe stata più la stessa (la Lange segnala il paradosso nelle didascalie delle sue fotografie, evidenziando "i giorni rimanenti all'internamento" di quei soggetti ritratti). Il prima e il dopo. La civiltà contro l'ingiustizia. La vecchia generazione spalla a spalla con quella "nativa americana". 120.000 anime rinchiuse in gabbia e ciononostante valorose nella loro resistenza alle avversità.

Loro volevano una testimonianza, ma non una pubblica testimonianza - Dorothea Lange


I campi chiusero definitivamente nel 1946. Su 700 fotografie scattate da Dorothea, 80 furono segnate come Impounded (sequestrate, impubblicabili) perché ritenute troppo emotive, fortemente ingannevoli, pericolose per la reputazione del governo. I Giapponesi, nell'idea del WRA, non dovevano apparire come vittime, ma come coscienti collaboratori. Dorothea lavorò per i soggetti, e questo non andò bene.

Il dilemma del fotografo documentarista


Dorothea Lange punta la sua fotocamera con l'intento di rendersi testimone di qualcosa che viene anche difficile da spiegare. Perché prendersela così tanto con un intero popolo che come unica colpa ha quella di essere nato nel punto "sbagliato" del Pianeta? Immagino quale angoscia possa aver provato una persona come lei, tanto sensibile alle ingiustizie e alle discriminazioni di ogni natura.

Tuttavia, il compito del fotografo documentarista è quello di fronteggiare il sopraggiungere di emozioni che potrebbero inquinare la verità. Quanto meno, trovare un equilibrio tra quella volontà oggettiva, che ci vuole neutrali di fronte ai fatti, e quella necessità del punto di vista soggettivo, imprescindibile per il racconto di un evento. Ma è sempre possibile farlo? Per usare le parole della Lange: «il fotografo documentarista dovrebbe conservare il documento senza farsi coinvolgere». Più si è convinti però di star facendo qualcosa di giusto - dice la stessa Lange - e più si è coinvolti in una narrazione che potrebbe scivolare nel fazioso. Ed è qui, in quel sensibilissimo scontro tra le parti, che si gioca un posto nella storia.




Fotografie sparse di "Impounded" (1942), di © Dorothea Lange // U.S. National Archive

Perché parliamoci chiaro. Dorothea non è stata l'unica a fotografare il ricollocamento dei Giapponesi nei campi di internamento. Il WRA (War Relocation Authority) diede il compito di documentare la gestione di questo provvedimento ad altri fotografi. Tra cui uno in particolare. Un nome che ai tempi muoveva molti più numeri della Lange. Un artigiano della fotografia: Ansel Adams, il maestro del bianco e nero. Rispetto a Dorothea, Adams costruì il suo racconto attorno all'idea di voler valorizzare lo stoicismo dei Giapponesi. Prevedere, in poco parole, un loro naturale rientro in società. Una visione positiva e profondamente propagandistica dell'evento, che poco ebbe successo al di fuori del contesto americano. Qualcosa, in quelle fotografie, nascondeva un "non detto". E anche lo stesso Adams, anni dopo, si accorse della sua "ingenuità".

Le sue fotografie, seppur tanto lontane da quelle di Dorothea, sono comunque utili alla causa. Ci raccontano quello che l'America tentava, e tenta tutt'oggi, di fare: liberarsi da qualsiasi critica che possa renderla ostile all'opinione pubblica. Un vano tentativo, il suo, perché la verità, in qualche modo, riesce sempre a venire a galla. Più sono le interpretazioni e più è facile scovarla. La ricerca delle differenze tra racconti dello stesso episodio ci permette di scovare i sottili meccanismi che muovono la politica, dandoci modo di ragionare sui concetti che la governano.
Tempesta di sabbia, Manzanar (1942) di © Dorothea Lange // U.S. National Archive
Impounded riesce a strappare il velo dell'ipocrisia mettendoci al corrente di un avvenimento di cui oggi si parla pochissimo, ma che tanto parla, al contempo, di un contesto attuale, quello occidentale, che si erge spesso come il bene assoluto.

Tutte le vittime sopravvissute agli anni successivi al ricollocamento - per fortuna questi internamenti non erano destinati alla soppressione ma solo al controllo - furono risarciti, e fu riconosciuta la colpa del governo americano. La frattura era però avvenuta e sarà irriducibile. Paradossalmente, da lì in poi, i Giapponesi apriranno le porte all'occidente come mai prima ad ora. Alle ingiustizie si risponde con l'amore. I Giapponesi, in questo, rimangono ancora oggi maestri incrollabili.


Impounded, di Dorothea Lange


205 pagine. Dimensioni 18.03 x 1.78 x 23.62 cm. Norton & Co Editore (2008). Costo 22 euro.
Acquista il Volume

Fonti utilizzate:


  1. Dorothea Lange's Visit to the Japanese Internment Camps (Google Art & Culture)
  2. Dorothea Lange: l'internamento giapponese attraverso le sue foto (Università di Bologna)
  3. Japanese American Incarceration (The National WWII Museum)
  4. History of the War Relocation Authority (WRA) Sites (National Japanese American Historical Society)
  5. Dorothea Lange’s Censored Photographs of FDR’s Japanese Concentration Camps (Anchor Editions)
  6. Controlling the Historical Record: Photographs of the Japanese American Incarceration (densho.org)
  7. Exposing Injustice: Incarceration of Japanese Americans (Dorothea Lange Digital Archive)




Cambiamo le prospettive 🔻


La cultura fotografica cambia la prospettiva sul mondo; e se sei qui a leggerne su queste pagine digitali è perché, in fondo, lo hai capito pure tu. Continuiamo allora insieme a rendere la materia fruibile a tutti senza abbassarci alle bieche logiche di mercato. Sostieni la nostra visione.
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Lavoro, come cambia nel 2026: dalla trasparenza retributiva alla "naked resignation", i 10 trend che rivoluzionano le imprese


Trasparenza salariale, AI integrata, settimana corta e naked resignation: nel 2026 il lavoro cambia profondamente. Ecco i 10 trend che stanno trasformando imprese, leadership e carriere
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Prendersi una pausa dall’ufficio in un momento di stress psicologico o un congedo per prendersi cura del proprio amico a quattro zampe? Oggi non è più eresia. Il mondo del lavoro sta, del resto, cambiando rapidamente: intelligenza artificiale, Generazione Z, fattori culturali e smart working stanno trasformando le consuetudini in ufficio a ritmi sempre più serrati. Così, tra nuovi ruoli professionali, nuovi atteggiamenti e applicazioni tecnologiche, anche le imprese devono stare al passo con i tempi. Lo stesso vale per i lavoratori e le lavoratrici: il mercato con il quale si devono confrontare non è mai stato così volatile. Siamo, insomma, ormai ben oltre la retorica del “grande ritorno in ufficio” dopo l’onda lunga della pandemia Covid-19, e dentro una nuova stagione di invenzioni lessicali, fenomeni sociali e abitudini professionali che rischiano di stravolgere culture organizzative e metodi di gestione. Dal task pausing alla naked resignation, passando per la new collar workforce e le nuove leave policies, diverse sono le novità che, in tutto il mondo e secondo le più importanti testate internazionali, segneranno il 2026.

“Queste nuove tendenze raccontano un cambio profondo nel rapporto tra persone e lavoro: non è più solo una questione di flessibilità, della quale si discute ormai da anni, ma di significato, trasparenza, autonomia e fiducia. I modelli organizzativi tradizionali non funzionano più per tutti. Le aziende che sapranno rivedere cultura, leadership e sistemi di gestione avranno un vantaggio competitivo concreto. Non si tratta di inseguire le mode, ma di ripensare il lavoro in modo strutturale”, ha commenta Debora Moretti di Zeta Service.


Si tratta, dunque, di fenomeni che non sono solo una moda passeggera. Sono sintomi di un mercato in trasformazione accelerata, dove tecnologie, valori generazionali e nuove aspettative di senso stanno riscrivendo le regole della produzione, della presenza e dell’identità professionale. Chi saprà interpretare questi segnali crescerà. Anche e soprattutto nelle funzioni aziendali dedicate alla gestione del personale.

Video IA e crisi di fiducia: le nuove professioni
La diffusione dei video generati dall’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama digitale. Se da un lato la produzione di contenuti è diventata più veloce e accessibile, dall’altro cresce il problema della fiducia: distinguere tra reale e sintetico è sempre più complesso
TechpertuttiGuglielmo Sbano


“Nel 2026 le dinamiche del lavoro sono sempre più complesse e richiedono risposte strategiche da parte delle imprese - ha aggiunto Moretti - in questo contesto, servizi integrati di Human Resources (HR) e Payroll diventano fondamentali per accompagnare le organizzazioni nella costruzione di modelli sostenibili ed equi”.

HR Executive Club: un network di esperti in Risorse Umane


Proprio per affrontare le tematiche del cambiamento nel mondo del lavoro, Zeta Service ha dato vita all’HR Executive Club, un network riservato a chi in Italia ricopre ruoli direttivi nell’ambito HR e orientato a consolidare, grazie al confronto con HR Director delle principali aziende italiane, una cultura italiana delle Risorse Umane aggiornata ai temi più attuali. Il club ha celebrato il 6 febbraio scorso, al Talent Garden Calabiana di Milano, il suo secondo anno di attività, contando già un network di oltre 200 HR Director, una partecipazione al World Business Forum e 13 tavole rotonde svolte con 70 partecipanti, intorno a temi di tendenza nel mondo del lavoro quali Data decision making, AI adoption, Change management e Leadership empatica. Il calendario dei prossimi eventi è già online e, al centro di essi, molti dei trend 2026.

Samsung Galaxy S26 ufficiale: novità, specifiche e Galaxy AI
Samsung alza l’asticella dell’intelligenza artificiale mobile con la nuova serie Galaxy S26. Più intuitivo, più intelligente e progettato per semplificare l’esperienza quotidiana grazie a Galaxy AI di nuova generazione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Quali saranno i possibili trend del 2026


Se modi e tempi dell’attività lavorativa stanno cambiando giorno per giorno, secondo l’esperta Francesca Verderio, di Zeta Service, ecco i 10 trend globali per il 2026 che stanno già trasformando le imprese e le giornate lavorative, rilevati anche dalle principali testate internazionali:

  • Progressive leave policies: lasciare l’ufficio non solo per malattia o se in attesa di un figlio o una figlia, ma, per fare alcuni esempi, la cura di un animale domestico o un appuntamento. Le aziende, infatti, sperimentano politiche leave innovative che puntano dritte al benessere e all’ingaggio delle persone, mettendone al centro i bisogni specifici, ascoltandole. “Le politiche di congedo stanno evolvendo perché stanno evolvendo le vite delle persone – commenta ancora Francesca Verderio – quando abbiamo introdotto il congedo mestruale in Zeta Service, ad esempio, avevamo in mente proprio questo: tenere conto dei bisogni reali, non solo di quelli previsti dalla normativa”;
  • New-collar workforce: come crolla il mito del “pezzo di carta” come unica chiave di ingresso. Come ha spiegato anche l’Harvard Business Review, i new-collar worker conquistano posizioni di rilievo basandosi sulle competenze concrete, non sui titoli. È un cambio di paradigma che rivendica merito e abilità, non pedigree;
  • Hushed hybrid: nonostante la grande corsa alla riapertura degli uffici, non sono poche le figure manageriali e le imprese che agevolano il modello ibrido, soprattutto a fronte di necessità particolari dei lavoratori e delle lavoratrici. Una modalità che può mettere davvero al centro il benessere delle persone;
  • trasparenza retributiva: entro il 7 giugno 2026 anche l’Italia darà attuazione alla Direttiva UE 2023/970, introducendo importanti novità in materia di trasparenza retributiva. Negli annunci di lavoro e durante i colloqui diventerà obbligatorio indicare la fascia salariale prevista; non sarà più consentito chiedere ai candidati informazioni sulla retribuzione percepita in precedenza e verrà meno il vincolo di segretezza sugli stipendi. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici avranno il diritto di ottenere dati sulle retribuzioni medie, suddivisi per genere;
  • AI use hiding: in tutto il globo, secondo Globenewswire, il 50% di chi lavora utilizza (senza rivelarlo a chi supervisiona) strumenti di intelligenza artificiale – spesso non ufficiali – per svolgere attività quotidiane. L’AI non è più un optional strategico: è il supporto invisibile che potenzia produttività e creatività;
  • Task pausing: la produttività (ormai dovrebbe essere un dato acquisito) non si misura in ore dedicate a un singolo compito, ma in sequenze perfette. Il task pausing è l’opposto della frenesia: significa saper fermarsi, riorganizzare le priorità, scegliere il momento giusto per agire. Non è rimandare per evitare: è decidere con consapevolezza quando intervenire per essere più efficaci;
  • Calling-in-sick: la Gen Z non considera più la salute mentale un tema privato o un segnale di debolezza. Prendersi un giorno per un momento di forte stress non è più un tabù: è una richiesta implicita di riconoscimento del benessere psicologico come parte integrante del lavoro. Non è “fragilità”. È un cambio di paradigma. Per le aziende è un segnale forte: non basta parlare di wellbeing. Servono policy chiare, figure manageriali formate e una cultura che legittimi la vulnerabilità senza stigmatizzarla. Chi ignora questo trend rischia assenteismo silenzioso e disengagement strutturale;
  • Alone working: dopo anni di lavoro da remoto, per molte persone il rientro in ufficio non è solo logistico: è cognitivo ed emotivo. Rumore, open space, interruzioni continue: ciò che prima era “normalità” oggi può essere sovraccarico. Per questo sempre più aziende stanno ripensando gli spazi: aree di concentrazione, zone silenziose, possibilità di isolamento temporaneo. Il punto non è scegliere tra presenza e remoto, ma disegnare ambienti che permettano alle persone di alternare collaborazione e deep work. La produttività oggi passa anche dalla qualità dell’attenzione;
  • Remote spouse: il lavoro flessibile sta ridisegnando non solo le organizzazioni, ma le famiglie. Sempre più coppie riorganizzano carriere e geografie grazie al lavoro remoto: uno dei due sceglie di lavorare a distanza per sostenere la crescita professionale dell’altro. “La flessibilità – aggiunge Francesca Verderio - incide ormai sulle scelte familiari e di carriera - le aziende che offrono modelli realmente adattabili diventano più attrattive per talenti con percorsi dual career. Non è solo un tema HR: è strategia di competitività”;
  • Naked resignation: è una rottura netta con la logica della sicurezza a tutti i costi. È la risposta estrema a stress cronico, mancanza di senso e ambienti percepiti come tossici. Non è impulsività generazionale. È disallineamento profondo. Per le aziende è un alert: quando le persone preferiscono l’incertezza al contesto attuale, il problema non è il mercato del lavoro. È la cultura interna. Retention oggi significa: chiarezza di obiettivi, ascolto reale, crescita visibile, carichi sostenibili.

Video generati dall’IA ovunque: crolla la fiducia online e il mercato crea nuove professioni


La produzione di video non è mai stata così rapida. Template, automazioni e intelligenza artificiale permettono oggi alle aziende di creare contenuti in pochi minuti, adattarli a più piattaforme e moltiplicarne la diffusione. Secondo il report The AI Ad Gap Widens di IAB, oltre l’80% delle aziende utilizza strumenti di IA per la creazione di advertising e contenuti digitali, con una forte concentrazione proprio sui formati video.

Il problema: troppi contenuti, meno credibilità


Questa accelerazione ha però un effetto collaterale sempre più evidente: l’appiattimento dei linguaggi. I video si somigliano, seguono gli stessi schemi visivi, replicano format riconoscibili. Una parte crescente dei consumatori, in particolare tra Gen Z e Millennial, dichiara di riconoscere i contenuti generati artificialmente e di percepirli come meno credibili e meno coinvolgenti. In un flusso continuo di immagini costruite, acquistano valore i contenuti che restituiscono contesto, presenza e realtà.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione riguarda direttamente le strategie di comunicazione delle aziende. Se l’intelligenza artificiale consente di aumentare la produzione, l’attenzione delle persone si concentra su ciò che appare reale, su video capaci di mostrare luoghi, persone e situazioni non standardizzate. Questa trasformazione non incide solo sul modo di comunicare dei brand, ma anche sul lavoro che ruota attorno al video digitale, favorendo la nascita di competenze e ruoli professionali orientati all’autenticità e alla produzione sul campo.

Dalla crisi alla trasformazione: il mercato reagisce


Proprio per questo si stanno affermando profili professionali che non provengono necessariamente da percorsi accademici tradizionali, ma che sviluppano competenze operative attraverso l’esperienza diretta e il lavoro sul campo. Si tratta di figure capaci di utilizzare linguaggi nativi dei social, strumenti semplici come lo smartphone e tempi di produzione rapidi, rispondendo alla domanda di contenuti autentici da parte delle aziende.

Nasce la figura dello Snapper


Snap Marketing, agenzia innovativa specializzata in short video, che dal 2026 è parte di CreationDose, gruppo Italiano sulla CreatorEconomy, ha strutturato una serie di iniziative - i Bootcamp - per formare giovani professionisti su queste competenze. Attraverso percorsi pratici e concentrati sull’esperienza diretta, nel 2025 oltre 100 ragazze e ragazzi hanno acquisito competenze immediatamente applicabili nella produzione di video brevi per piattaforme social. Da questi percorsi prende forma una nuova figura professionale, lo Snapper, un creator formato da Snap Marketing che realizza contenuti nativi per i social lavorando prevalentemente dietro la camera. I video vengono prodotti direttamente da smartphone, con un approccio rapido e operativo. La diffusione di questo ruolo riflette una trasformazione più ampia del mercato dei contenuti, sempre più orientato a formati autentici e replicabili su larga scala.

Durante i Bootcamp vediamo come molti giovani abbiano già familiarità con i linguaggi dei social e con la produzione di video brevi. Oggi questo formato è centrale nelle strategie delle imprese: secondo HubSpot, i contenuti short vengono condivisi oltre il 120% in più rispetto alle immagini statiche. Il ruolo dello Snapper nasce all’interno di questa evoluzione, come esito di competenze che i ragazzi sviluppano ogni giorno e che trovano spazio in percorsi formativi più pratici e immediati”, osserva Alessio Cinao, di Snap Marketing & Partner di CreationDose Group.


La crescita degli Snappers mostra come il lavoro nei contenuti digitali stia cambiando forma. Le competenze creative si orientano sempre più verso la rapidità, l’osservazione del territorio e la capacità di trasformare in contenuto ciò che accade nell’immediato, rispondendo a un’esigenza di autenticità che l’automazione, da sola, non riesce a soddisfare.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

I 10 consigli per diventare un creatore di contenuti secondo Snap Marketing


1. Cura le basi tecniche: luce, audio e inquadratura

Una buona luce, un audio comprensibile e inquadrature chiare valgono più dell’attrezzatura. La qualità nasce dalla semplicità.

2. Punta sull’autenticità

Le persone riconoscono ciò che è vero. Mostrare situazioni reali, spontanee e credibili crea molta più connessione dei contenuti costruiti.

3. Cattura l’attenzione fin dai primi secondi

Il gancio iniziale è fondamentale: un dettaglio, un movimento o una frase forte possono cambiare la performance di un contenuto.

4. Mantieni un ritmo dinamico

Alterna campi diversi, micro-azioni e cambi di prospettiva. Nei video brevi ogni pochi secondi deve succedere qualcosa.

5. Monta in modo pulito e leggibile

Tagli netti, sottotitoli chiari e niente effetti superflui. L’obiettivo è trasmettere un messaggio in modo diretto, non complicarlo.

6. Racconta, non limitarti a riprendere

Anche pochi secondi possono avere una struttura narrativa. Un creator efficace costruisce un mini-racconto con un inizio, un’idea centrale e una chiusura.

7. Sii rapido

La velocità è una skill: saper pensare, girare e consegnare rapidamente rende un creator competitivo e affidabile.

8. Valuta il contenuto “da spettatore”

Esci dalla tua bolla e chiediti: “Se fossi un utente qualsiasi, guarderei questo video fino alla fine?” Questo mindset aiuta a creare contenuti efficaci, chiari e realmente ingaggianti.

9. Divertiti e porta energia positiva

Quando chi crea si diverte, si vede. L’energia passa nel contenuto e lo rende più naturale, fresco e coinvolgente.

10. Mostra un’attitudine empatica e professionale

Un creator lavora a stretto contatto con il cliente per ore: ascolto, calma, problem solving e rispetto delle consegne sono fondamentali quanto la tecnica. È questa combinazione che trasforma un creator in un professionista.


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JLC a Cagliari con Bebo Fishing


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Una serata, quella di venerdì 27 febbraio, a Cagliari, presso la ditta Nurchi Nautica di Cagliari, con Nicola Cocco, padrone di casa e veterano della pesca dalla barca, e Alberto Melis, in arte Bebo Fishing, ambassador e prostaff dell'azienda spagnola, ormai leader della pesca in verticale in tutti i continenti.

Lo scopo dell'incontro, partecipato fino alla massima capienza dei locali, e stato quello di illustrare la tecnica della pesca con le “gomme” e presentare tutta la serie delle canne JLC dedicate alla disciplina e in particolare la nuovissima BAELO, morbida in punta, studiata appositamente per la pesca col "manovrato" sia vivo che morto.

Altra chicca è la nuova colorazione delle gomme che riproducono la seppia, fatta con una speciale tecnologia 3D, che garantisce una naturalezza inconsueta e una resistenza ai fattori ambientali e di usura.

Immancabile la sezione tecnica, durante la quale Bebo ha ripreso gli errori più comuni proponendo soluzioni e trucchi da professionista. In particolare ha insistito sul fatto che esche di gomma e jercate sono in antitesi. L'esca, sottolinea il prostaff, deve lavorare con traiettorie regolari, senza brusche inversioni di rotta.

A chiudere la serata una sezione riservata alle domande e infine una ricca zeppolata.

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Skyscanner rivoluziona i viaggi: treni e voli insieme in un’unica ricerca


Skyscanner introduce la ricerca combinata di treni e voli in un’unica piattaforma. Ecco come funziona la novità che semplifica la pianificazione dei viaggi
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Skyscanner amplia i propri servizi e introduce una novità destinata a semplificare la pianificazione dei viaggi: da oggi è possibile cercare treni e voli all’interno della stessa piattaforma, senza dover utilizzare siti diversi. Una mossa strategica che punta a rendere l’esperienza di viaggio più fluida, veloce e integrata, soprattutto per chi combina tratte ferroviarie e aeree nello stesso itinerario. La piattaforma ha, infatti, introdotto una nuova funzionalità che permette di confrontare treni e voli nello stesso risultato di ricerca. In pochi secondi si possono confrontare durata, prezzi e alternative, così che ogni viaggiatore possa scegliere la soluzione più adatta al proprio itinerario.

IA e PR: +129% entro il 2035 con la reputazione algoritmica
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo le pubbliche relazioni. Con la reputazione algoritmica e l’analisi predittiva, il mercato delle PR potrebbe crescere del 129% entro il 2035. Ecco i 5 trend che stanno rivoluzionando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano


“In qualità di piattaforma globale di viaggi, il nostro obiettivo è offrire ai viaggiatori la massima libertà di scelta e soluzioni sempre più complete per i loro itinerari - ha affermato Catriona King di Skyscanner - integrando i treni nella ricerca voli, mettiamo a disposizione ancora più opzioni per raggiungere le principali destinazioni, consentendo di confrontare facilmente tutte le alternative in un’unica piattaforma”.


Skyscanner integra treni e voli: come funziona la nuova piattaforma unica


  • confronto immediato: tempi di percorrenza e prezzi sono mostrati fianco a fianco, senza cambiare sito;
  • logica di visualizzazione: le opzioni ferroviarie compaiono quando rappresentano una valida alternativa all’aereo (viaggi diretti fino a 8 ore o con una sola semplice coincidenza). Le partenze devono rientrare entro 90 giorni dalla ricerca;
  • disponibilità: già attiva su una selezione di tratte nazionali e transfrontaliere da Regno Unito, Spagna, Italia, Germania e Corea del Sud.


Cos’è cambiato su Skyscanner


Skyscanner continua a innovarsi per semplificare la pianificazione e ampliare le opzioni di viaggio verso le destinazioni scelte. Inoltre, le ricerche condotte per Skyscanner mostrano che, in media, 1 viaggiatore su 4 desidera vedere le opzioni in treno accanto ai voli, e il 21% sarebbe più propenso a prenotare il treno se potesse confrontarlo direttamente con l’aereo.

“Stiamo iniziando con una selezione iniziale di tratte e nei prossimi mesi continueremo a testare il servizio e ad ampliarne progressivamente la copertura - aggiunge King - abbiamo già registrato segnali incoraggianti sulla domanda di viaggi per il 2026 e, integrando i treni nella nostra offerta, potremo intercettare in modo ancora più efficace questa crescita, rispondendo in maniera sempre più completa alle esigenze dei nostri viaggiatori”.


Quali vantaggi offre ai viaggiatori


La nuova funzionalità rende più semplici queste decisioni. Mostrando chiaramente in un unico spazio la durata del viaggio e il prezzo - incluse le opzioni ferroviarie che in genere hanno emissioni inferiori rispetto al volo - i viaggiatori possono capire immediatamente cosa funziona meglio per il loro viaggio. L’integrazione dell’opzione treno rappresenta l’ultimo passo nella missione di Skyscanner di aiutare i viaggiatori a fare scelte sicure e informate su come raggiungere la propria destinazione.

Motorola Signature in Italia: miglior fotocamera DXOMARK
Motorola Signature debutta in Italia con DXOMARK Gold Label: smartphone ultrasottile con comparto fotografico di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un cambiamento che può ridisegnare il travel tech


L’integrazione tra treni e voli segna un passo importante nell’evoluzione delle piattaforme di comparazione viaggi. Con questa mossa, Skyscanner non si limita ad ampliare le opzioni di ricerca, ma punta a diventare un vero hub multimodale capace di semplificare l’intera esperienza di pianificazione. In un mercato sempre più orientato alla flessibilità e alla combinazione intelligente dei mezzi di trasporto, la possibilità di confrontare soluzioni ferroviarie e aeree in un’unica interfaccia potrebbe ridefinire le abitudini dei viaggiatori digitali e rafforzare la competizione nel settore travel tech nei prossimi mesi.

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Samsung Unpacked 2026, Netflix arretra, Ultimatum del pentagono, il meglio della settimana


Il meglio della settimana + un editoriale scritto da noi.
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Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 475 ed è stata finalizzata alle 20:41, venerdì 27 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,830.

Buon sabato,
questa settimana si è tenuto il Samsung Unpacked 2026, di cui avete un video recap in fondo alla rassegna. Lato acquisizioni abbiamo Stripe interessata ad inglobare PayPal e Netflix che fa un passo indietro sull'offerta per Warner Bros. Discovery. È anche uscito Gemini 3.1 Pro, Nano Banana 2 e ci aspetta una settimana di annunci Apple a partire da lunedì. Questo e tanto altro, buona lettura!

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Editoriale del sabato


Ispirato alle notizie della settimana.

Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

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Notizie della settimana


Una selezione delle notizie più rilevanti della settimana.

Tutto ciò che hanno annunciato al Samsung Unpacked 2026


Tecnologia
Samsung ha presentato i Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra (in vendita dall’11 marzo) e i Galaxy Buds 4/4 Pro. Gli smartphone S26 e S26+ partono da 900 e 1.100 dollari (256 GB), +100$ rispetto al 2025: schermo da 6,3" sul modello base, batteria da 4.300 mAh e, in Nord America/Cina/Giappone, chip Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. Fotocamere simili all’anno scorso ma con colori più accurati, video stabilizzati e selfie migliorati. S26 Ultra (1.300 dollari) ha display AMOLED 6,9" a 120 Hz, batteria 5.000 mAh e funzione Privacy Display per limitare la visione laterale. I Buds 4 (180$) e 4 Pro (250$) migliorano audio e cancellazione del rumore; sui Pro arrivano audio ad alta qualità, rilevamento sirene e comandi con movimenti della testa, oltre a nuove funzioni AI per ricerche e assistenza.
~
Fonte: Engadget
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Il Pentagono dà un ultimatum ad Anthropic sull'uso dell'IA


Intelligenza Artificiale
Il Segretario alla Difesa USA, ha dato al CEO di Anthropic, Dario Amodei, una scadenza fino a venerdì pomeriggio perché l’azienda conceda al Dipartimento della Difesa accesso completo e senza limiti a Claude, inclusi gli usi militari, oppure rischia serie conseguenze come la cancellazione del contratto da 200 milioni di dollari e la dichiarazione di Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” o persino l’invocazione del Defense Production Act, una legge che permetterebbe al governo di obbligare l’azienda ad adeguarsi alle esigenze militari. Claude è stato finora l’unico modello IA approvato per uso in reti classificate dall’esercito, ma Anthropic si è rifiutata di rimuovere le salvaguardie che vietano l’uso del suo modello per sorveglianza interna o armi completamente autonome.
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Fonte: The Wall Street Journal
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Perché è importante?

Perché la vicenda ci mette di fronte a due temi che ancora richiedono tanta attenzione: la sorveglianza e il "libero...
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Stripe starebbe valutando l'acquisizione di PayPal


Finanza
Il titolo PayPal è salito di quasi il 7% dopo indiscrezioni su un possibile interesse di Stripe per un’acquisizione, totale o parziale, secondo Bloomberg. PayPal arriva da un periodo difficile: -19% da inizio anno e circa -33% nel 2025, complice una crescita più lenta e previsioni sugli utili deludenti; a marzo entrerà il nuovo CEO Enrique Lores. Stripe, società privata valutata 159 miliardi di dollari, sta diversificando oltre i pagamenti e non prevede per ora la quotazione in Borsa.
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Fonte: CNBC
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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


Business
Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."
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Fonte: CNBC
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Google lancia Nano Banana 2


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.
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Fonte: TechCrunch
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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Big Tech
Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.
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Fonte: 9to5Mac
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Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".
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Fonte: The New York Times
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Il paradosso

Di chi sono i dati? Perché Anthropic li ha rubati a milioni di autori online, e la stessa cosa ha fatto OpenAI, che nell'estate...
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Toyota acquisisce sette robot umanoidi per uno stabilimento in Canada


Robotica
Toyota Motor Manufacturing Canada introdurrà sette robot umanoidi Digit nel suo stabilimento che produce il Toyota RAV4, dopo un anno di test. I robot, sviluppati da Agility Robotics, non vengono acquistati ma usati come servizio ("Robots as a Service"), con assistenza continua. Per ora lavoreranno senza persone accanto, occupandosi di spostare contenitori di componenti tra magazzino e linea produttiva. Il punto non è solo il robot in sé, ma l’integrazione concreta in fabbrica: gestione, ricarica e coordinamento sono le vere sfide da risolvere.
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Fonte: TechCrunch
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Robots as a Service

Questo è un termine che poteva nascere soltanto in questi mesi: "Robots as a Service (RaaS)", perché è adesso...
[solo per supporter]

Apple sta puntando sulla Visual Intelligence


Big tech
Apple si sta preparando a lanciare una nuova categoria di dispositivi indossabili che avranno come fondamento la "Visual Intelligence". Questa tecnologia è apparsa per la prima volta su iPhone 16 Pro, dove permette di analizzare immagini e screenshot o fare ricerche visive. In futuro dovrebbe arrivare su occhiali smart, AirPods (versione evoluta) e altri accessori, offrendo funzioni come riconoscere oggetti, dare indicazioni contestuali o creare promemoria legati a ciò che si vede.
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Fonte: Bloomberg
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Perché è importante?

Perché comprendere le direzioni che prendono le principali big tech ci permette di ricostruire il futuro...
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Google annuncia Gemini 3.1 Pro


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Gemini 3.1 Pro, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, disponibile in anteprima. Migliorate le capacità di ragionare e di risolvere problemi complessi. Nei test interni i progressi sono visibili ma non rivoluzionari: supera le versioni precedenti e, in alcune prove logiche con quesiti mai visti prima, è cresciuto molto. Tuttavia non è primo nelle classifiche pubbliche (quelle dove gli utenti votano le risposte preferite), che misurano più il gradimento che l’accuratezza reale.
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Fonte: Ars Technica
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Il metaverso di Meta diventa mobile-first


Tecnologia
Meta ha separato Horizon Worlds, il suo “mondo virtuale”, dalla piattaforma Quest per VR (realtà virtuale). Quest resterà focalizzata su giochi e sviluppatori, mentre Worlds diventerà quasi solo mobile, per competere con Roblox e Fortnite e crescere sfruttando i social del gruppo. La mossa segue i tagli in Reality Labs (più di mille licenziamenti) e il pivot verso hardware legato all’IA, come gli occhiali smart, che stanno facendo tutte le big tech.
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Fonte: Engadget
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Cos'è Horizon Worlds?

È la piattaforma di mondi virtuali sociali di Meta, una sorta di metaverso dove gli utenti, tramite avatar, possono...
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Letture interessanti


Della settimana, in lingua inglese.

Può OpenAI costruire Alexa prima che Amazon costruisca ChatGPT?


spyglass.org (eng)

Tutti hanno amato la bolla del "dot com". La bolla IA? Non tanto.


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Scrivere codice è economico adesso


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Le big tech non stanno incoraggiando i lavoratori a usare l'IA, li stanno forzando


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Notizie veloci


Della settimana, in lingua inglese.

Phil Spencer, capo di Xbox, lascia Microsoft


engadget.com (eng)

I data center AI passano ai superconduttori ad alta temperatura


ieee.org (eng)

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sventato un mega attacco informatico al governo


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9to5mac.com (eng)

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Svelati i dettagli del nuovo MacBook Pro M6, tra cui Dynamic Island, touch e altro ancora


9to5mac.com (eng)

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techcrunch.com (eng)

Video della settimana

youtube.com/embed/0ZTRxqVhXJo?…

Samsung Unpacked in 12 minuti


Ecco il canonico recap di The Verge su uno degli eventi tecnologici più importanti dell'anno.

Vedi video su youtube.com (eng - 12:12)


Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


Il disclaimer qui è che non sono un consulente finanziario e se scrivo questo testo è solo per condividere con voi cosa ho capito ad oggi del panorama delle startup tecnologiche. Penso che tutta la community sappia bene che non vendo corsi né consulenze quindi il mio unico interesse è scrivere un bell'editoriale e stimolare una conversazione.

Ho dovuto dividere questo articolo in due perché stava venendo troppo lungo e in realtà in questa prima parte parlo un pochino di più delle startup sulle quali non investirei, ma con qualche riferimento anche a settori invece interessanti.

Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

Ma facciamo un passo indietro perché qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entro con il mondo startup: in realtà la mia carriera tech è sempre ruotata intorno al settore, a partire dal 2013, quando sono entrato per la prima volta nell'incubatore fiorentino di Nana Bianca e ho lavorato come designer a numerosi progetti. Poco dopo ho fatto da advisor a centinaia di startup e anche da mentor presso l'incubatore del polo universitario di Sesto Fiorentino. Ho scritto retrospettive qui e qui specializzandomi nella metodologia Lean UX, studiata a fianco al suo fondatore Jeff Gothelf, che ha anche ripubblicato e commentato i miei articoli.

Detto ciò, finiti i convenevoli sull'autorevolezza, iniziamo.

Partiamo dalle parole di Darren Mowry, vicepresidente dell'organizzazione che gestisce le startup di Google a livello globale insieme a Cloud, DeepMind e Alphabet: ci sono due tipi di startup AI che "hanno la spia del motore accesa" — una parabola per indicare che presto smetteranno di correre.

Le due startup alle quali si riferisce sono gli aggregatori e i wrapper — quest'ultimi per intendersi sono i "ChatGPT + interfaccia carina sopra". Attenzione però, Darren parla dei wrapper "generalisti" quindi quelli che ti ottimizzano le email, o ti gestiscono i task della giornata, ti aiutano con la tesi, ti riempiono il calendario, ecc. — ma che di fatto lo fanno fare agli LLM dietro — mentre non si pronuncia contro i wrapper verticali sulle nicchie: ad esempio "ChatGPT addestrato per gli avvocati + interfaccia carina + data moat." Con "data moat" si intendono quei servizi che raccolgono dati degli utenti e li memorizzano in maniera intelligente, in modo da riutilizzarli successivamente o addestrarci un'IA.

Quindi se hai un wrapper AI che non è abbastanza verticale su una specifica nicchia di professionisti o utenti, potresti essere contento perché hai venduto delle licenze ma i grandi LLM sfornano nuove funzionalità a velocità impareggiabili e presto sforneranno anche la tua — come farai a combattere contro un OpenAI che non solo potrebbe fare meglio di te quello che stai facendo, ma offre anche un'ecosistema enorme di servizi interconnessi fra loro? Invece, un wrapper che si occupa di semplificare la vita agli (sparo a caso) avvocati in Italia con uno studio e che si occupano di un certo tipo di casi, ecco questo è un esempio di nicchia che può sopravvivere.

Il confine tra wrapper AI e non è sottile: di fatto diventi "wrapper" se l'80/90% (stima indicativa) del valore che fornisci proviene da un LLM, mentre puoi essere un software che si integra con l'IA (e non un wrapper) se di base fornisci una struttura — ad esempio un SaaS — con tante funzionalità, alcune AI, alcune no, e fai data moat. Detto ciò, io personalmente non investirei in nessun wrapper AI: sono troppi e troppo rischiosi.

Per quanto riguarda gli aggregatori, cioè tutti quei tool conversazionali che uniscono vari LLM diversi insieme per selezionarti la risposta migliore del momento, la situazione è simile. Tu quindi da utente vedi un chatbot che in realtà dietro nasconde GPT, Gemini, Claude, DeepSeek, ecc. e ti fornisce la risposta migliore scegliendo fra questi. Questo "format" non può funzionare a lungo, perché risponde a un'esigenza nata in un periodo in cui gli LLM hanno ancora carenze o difetti, ma non sarà così per sempre. Mowry paragona il fenomeno al boom del cloud che c'è stato tra il 2000 e il 2010: sono nate tantissime startup che volevano intermediare l'accesso ad AWS, facilitarlo, ma poi proprio lei ha iniziato a migliorare quell'aspetto e tutti quei founder hanno chiuso baracca e burattini e scritto post mortem. Secondo Mowry gli aggregatori oggi fanno fatica a fare margine e le grandi aziende di LLM stanno puntando tantissimo sul lavoro con le enterprise, emarginando ulteriormente prodotti di quel tipo.

Uscendo dal mero software digitale, ci sono settori che seguo con ossessione e che, se esplodono, esplodono bene, ma ancora il rischio è troppo alto. Mi riferisco ai robot umanoidi, ai robotaxi, ai data center spaziali e alla fusione nucleare. Credo fortemente nel successo di questi campi, fatta eccezione per i data center spaziali che ancora hanno pochissimi dati (ad oggi abbiamo solo un esperimento che ha visto Gemma, la versione light e non-cloud di Gemini, runnata su un satellite con successo, ma nient'altro). Le sfide sono ancora troppe e le conferme troppo poche.

Chiaro è che questi settori hanno dei problemi da risolvere: ad esempio i robot umanoidi fanno fatica con la destrezza delle mani e con un'IA che funzioni bene in contesti nuovi; e i robotaxi fanno fatica con l'apprendimento tramite sensori dallo spazio circostante. È chiaro che se nascono startup promettenti che risolvono questi problemi sarebbe un investimento interessante ma non aspettiamoci dei round da pochi milioni di dollari perché sono tecnologie che hanno grosse esigenze — per fare un esempio, la britannica Wayze, che risolve proprio l'apprendimento dei robotaxi tramite software AI, ha appena raccolto 1.5 miliardi di dollari con investitori come Uber e Nvidia.

Altri settori generalisti che stanno facendo fatica e su cui stanno mettendo la croce in molti sono i tool AI di creatività legati a scrittura e produttività in generale. Torniamo sempre allo stesso punto dei servizi troppo "generalisti": se non ti verticalizzi su una nicchia gli LLM ti schiacceranno. Solo i big player consolidati possono permettersi di procedere per una via generalista, oppure realtà come Lovable o Replit che hanno cavalcato il momento giusto, ma quella finestra temporale per quanto mi riguarda è chiusa.

Facciamo un recap: non investirei in AI wrapper e aggregatori perché condivido il pensiero di Darren Mowry. Poi, sono piuttosto sicuro che i robot umanoidi destinati all'uso industriale avranno successo, il problema è che non sappiamo chi e non sappiamo quando. Non è come per l'IA che la vediamo già funzionare allora è facile dire "investo in tutto ciò che può aiutarla a funzionare meglio, come addestramento, cybersecurity, indicizzazione, ecc."; i robot umanoidi sono ancora un settore pieno di sfide. Stessa cosa vale per i robotaxi, i data center spaziali e l'energia a fusione nucleare.

Nella prossima parte vorrei parlare delle startup sulle quali invece investirei. Parleremo di smart glasses, world models, AI training, e tanto altro ancora.

EDIT, è uscita la parte 2:

Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.2
Non i grossi nomi, ma ecco che cosa farei se volessi fare startup oggi.
Morning TechAmir Ati


Ghost: blog e newsletter italiane ha ricondiviso questo.

Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.1


In questa prima parte parlerò prima di ciò sul quale non investirei.
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Il disclaimer qui è che non sono un consulente finanziario e se scrivo questo testo è solo per condividere con voi cosa ho capito ad oggi del panorama delle startup tecnologiche. Penso che tutta la community sappia bene che non vendo corsi né consulenze quindi il mio unico interesse è scrivere un bell'editoriale e stimolare una conversazione.

Ho dovuto dividere questo articolo in due perché stava venendo troppo lungo e in realtà in questa prima parte parlo un pochino di più delle startup sulle quali non investirei, ma con qualche riferimento anche a settori invece interessanti.

Solo nel 2024, in media è nata una startup AI ogni 4-5 ore (mentre di startup non specificatamente AI, ne nascono 90 al minuto), a livello globale. Indossare la tuta da founder non è mai stato così semplice come oggi: chiunque può vibe codare un prodotto, costruire una landing senza vedere una riga di codice, avviare le campagne su Meta, e se non ti riesce basta chiedere all'IA.

Ma facciamo un passo indietro perché qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entro con il mondo startup: in realtà la mia carriera tech è sempre ruotata intorno al settore, a partire dal 2013, quando sono entrato per la prima volta nell'incubatore fiorentino di Nana Bianca e ho lavorato come designer a numerosi progetti. Poco dopo ho fatto da advisor a centinaia di startup e anche da mentor presso l'incubatore del polo universitario di Sesto Fiorentino. Ho scritto retrospettive qui e qui specializzandomi nella metodologia Lean UX, studiata a fianco al suo fondatore Jeff Gothelf, che ha anche ripubblicato e commentato i miei articoli.

Detto ciò, finiti i convenevoli sull'autorevolezza, iniziamo.

Partiamo dalle parole di Darren Mowry, vicepresidente dell'organizzazione che gestisce le startup di Google a livello globale insieme a Cloud, DeepMind e Alphabet: ci sono due tipi di startup AI che "hanno la spia del motore accesa" — una parabola per indicare che presto smetteranno di correre.

Le due startup alle quali si riferisce sono gli aggregatori e i wrapper — quest'ultimi per intendersi sono i "ChatGPT + interfaccia carina sopra". Attenzione però, Darren parla dei wrapper "generalisti" quindi quelli che ti ottimizzano le email, o ti gestiscono i task della giornata, ti aiutano con la tesi, ti riempiono il calendario, ecc. — ma che di fatto lo fanno fare agli LLM dietro — mentre non si pronuncia contro i wrapper verticali sulle nicchie: ad esempio "ChatGPT addestrato per gli avvocati + interfaccia carina + data moat." Con "data moat" si intendono quei servizi che raccolgono dati degli utenti e li memorizzano in maniera intelligente, in modo da riutilizzarli successivamente o addestrarci un'IA.

Quindi se hai un wrapper AI che non è abbastanza verticale su una specifica nicchia di professionisti o utenti, potresti essere contento perché hai venduto delle licenze ma i grandi LLM sfornano nuove funzionalità a velocità impareggiabili e presto sforneranno anche la tua — come farai a combattere contro un OpenAI che non solo potrebbe fare meglio di te quello che stai facendo, ma offre anche un'ecosistema enorme di servizi interconnessi fra loro? Invece, un wrapper che si occupa di semplificare la vita agli (sparo a caso) avvocati in Italia con uno studio e che si occupano di un certo tipo di casi, ecco questo è un esempio di nicchia che può sopravvivere.

Il confine tra wrapper AI e non è sottile: di fatto diventi "wrapper" se l'80/90% (stima indicativa) del valore che fornisci proviene da un LLM, mentre puoi essere un software che si integra con l'IA (e non un wrapper) se di base fornisci una struttura — ad esempio un SaaS — con tante funzionalità, alcune AI, alcune no, e fai data moat. Detto ciò, io personalmente non investirei in nessun wrapper AI: sono troppi e troppo rischiosi.

Per quanto riguarda gli aggregatori, cioè tutti quei tool conversazionali che uniscono vari LLM diversi insieme per selezionarti la risposta migliore del momento, la situazione è simile. Tu quindi da utente vedi un chatbot che in realtà dietro nasconde GPT, Gemini, Claude, DeepSeek, ecc. e ti fornisce la risposta migliore scegliendo fra questi. Questo "format" non può funzionare a lungo, perché risponde a un'esigenza nata in un periodo in cui gli LLM hanno ancora carenze o difetti, ma non sarà così per sempre. Mowry paragona il fenomeno al boom del cloud che c'è stato tra il 2000 e il 2010: sono nate tantissime startup che volevano intermediare l'accesso ad AWS, facilitarlo, ma poi proprio lei ha iniziato a migliorare quell'aspetto e tutti quei founder hanno chiuso baracca e burattini e scritto post mortem. Secondo Mowry gli aggregatori oggi fanno fatica a fare margine e le grandi aziende di LLM stanno puntando tantissimo sul lavoro con le enterprise, emarginando ulteriormente prodotti di quel tipo.

Uscendo dal mero software digitale, ci sono settori che seguo con ossessione e che, se esplodono, esplodono bene, ma ancora il rischio è troppo alto. Mi riferisco ai robot umanoidi, ai robotaxi, ai data center spaziali e alla fusione nucleare. Credo fortemente nel successo di questi campi, fatta eccezione per i data center spaziali che ancora hanno pochissimi dati (ad oggi abbiamo solo un esperimento che ha visto Gemma, la versione light e non-cloud di Gemini, runnata su un satellite con successo, ma nient'altro). Le sfide sono ancora troppe e le conferme troppo poche.

Chiaro è che questi settori hanno dei problemi da risolvere: ad esempio i robot umanoidi fanno fatica con la destrezza delle mani e con un'IA che funzioni bene in contesti nuovi; e i robotaxi fanno fatica con l'apprendimento tramite sensori dallo spazio circostante. È chiaro che se nascono startup promettenti che risolvono questi problemi sarebbe un investimento interessante ma non aspettiamoci dei round da pochi milioni di dollari perché sono tecnologie che hanno grosse esigenze — per fare un esempio, la britannica Wayze, che risolve proprio l'apprendimento dei robotaxi tramite software AI, ha appena raccolto 1.5 miliardi di dollari con investitori come Uber e Nvidia.

Altri settori generalisti che stanno facendo fatica e su cui stanno mettendo la croce in molti sono i tool AI di creatività legati a scrittura e produttività in generale. Torniamo sempre allo stesso punto dei servizi troppo "generalisti": se non ti verticalizzi su una nicchia gli LLM ti schiacceranno. Solo i big player consolidati possono permettersi di procedere per una via generalista, oppure realtà come Lovable o Replit che hanno cavalcato il momento giusto, ma quella finestra temporale per quanto mi riguarda è chiusa.

Facciamo un recap: non investirei in AI wrapper e aggregatori perché condivido il pensiero di Darren Mowry. Poi, sono piuttosto sicuro che i robot umanoidi destinati all'uso industriale avranno successo, il problema è che non sappiamo chi e non sappiamo quando. Non è come per l'IA che la vediamo già funzionare allora è facile dire "investo in tutto ciò che può aiutarla a funzionare meglio, come addestramento, cybersecurity, indicizzazione, ecc."; i robot umanoidi sono ancora un settore pieno di sfide. Stessa cosa vale per i robotaxi, i data center spaziali e l'energia a fusione nucleare.

Nella prossima parte vorrei parlare delle startup sulle quali invece investirei. Parleremo di smart glasses, world models, AI training, e tanto altro ancora.

EDIT, è uscita la parte 2:

Ho condiviso notizie tech ogni giorno per due anni. Ecco le startup sulle quali investirei oggi. Pt.2
Non i grossi nomi, ma ecco che cosa farei se volessi fare startup oggi.
Morning TechAmir Ati

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Video generati dall’IA ovunque: crolla la fiducia online e il mercato crea nuove professioni


La diffusione dei video generati dall’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il panorama digitale. Se da un lato la produzione di contenuti è diventata più veloce e accessibile, dall’altro cresce il problema della fiducia: distinguere tra rea
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La produzione di video non è mai stata così rapida. Template, automazioni e intelligenza artificiale permettono oggi alle aziende di creare contenuti in pochi minuti, adattarli a più piattaforme e moltiplicarne la diffusione. Secondo il report The AI Ad Gap Widens di IAB, oltre l’80% delle aziende utilizza strumenti di IA per la creazione di advertising e contenuti digitali, con una forte concentrazione proprio sui formati video.

Il problema: troppi contenuti, meno credibilità


Questa accelerazione ha però un effetto collaterale sempre più evidente: l’appiattimento dei linguaggi. I video si somigliano, seguono gli stessi schemi visivi, replicano format riconoscibili. Una parte crescente dei consumatori, in particolare tra Gen Z e Millennial, dichiara di riconoscere i contenuti generati artificialmente e di percepirli come meno credibili e meno coinvolgenti. In un flusso continuo di immagini costruite, acquistano valore i contenuti che restituiscono contesto, presenza e realtà.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


La questione riguarda direttamente le strategie di comunicazione delle aziende. Se l’intelligenza artificiale consente di aumentare la produzione, l’attenzione delle persone si concentra su ciò che appare reale, su video capaci di mostrare luoghi, persone e situazioni non standardizzate. Questa trasformazione non incide solo sul modo di comunicare dei brand, ma anche sul lavoro che ruota attorno al video digitale, favorendo la nascita di competenze e ruoli professionali orientati all’autenticità e alla produzione sul campo.

Dalla crisi alla trasformazione: il mercato reagisce


Proprio per questo si stanno affermando profili professionali che non provengono necessariamente da percorsi accademici tradizionali, ma che sviluppano competenze operative attraverso l’esperienza diretta e il lavoro sul campo. Si tratta di figure capaci di utilizzare linguaggi nativi dei social, strumenti semplici come lo smartphone e tempi di produzione rapidi, rispondendo alla domanda di contenuti autentici da parte delle aziende.

Nasce la figura dello Snapper


Snap Marketing, agenzia innovativa specializzata in short video, che dal 2026 è parte di CreationDose, gruppo Italiano sulla CreatorEconomy, ha strutturato una serie di iniziative - i Bootcamp - per formare giovani professionisti su queste competenze. Attraverso percorsi pratici e concentrati sull’esperienza diretta, nel 2025 oltre 100 ragazze e ragazzi hanno acquisito competenze immediatamente applicabili nella produzione di video brevi per piattaforme social. Da questi percorsi prende forma una nuova figura professionale, lo Snapper, un creator formato da Snap Marketing che realizza contenuti nativi per i social lavorando prevalentemente dietro la camera. I video vengono prodotti direttamente da smartphone, con un approccio rapido e operativo. La diffusione di questo ruolo riflette una trasformazione più ampia del mercato dei contenuti, sempre più orientato a formati autentici e replicabili su larga scala.

Durante i Bootcamp vediamo come molti giovani abbiano già familiarità con i linguaggi dei social e con la produzione di video brevi. Oggi questo formato è centrale nelle strategie delle imprese: secondo HubSpot, i contenuti short vengono condivisi oltre il 120% in più rispetto alle immagini statiche. Il ruolo dello Snapper nasce all’interno di questa evoluzione, come esito di competenze che i ragazzi sviluppano ogni giorno e che trovano spazio in percorsi formativi più pratici e immediati”, osserva Alessio Cinao, di Snap Marketing & Partner di CreationDose Group.


La crescita degli Snappers mostra come il lavoro nei contenuti digitali stia cambiando forma. Le competenze creative si orientano sempre più verso la rapidità, l’osservazione del territorio e la capacità di trasformare in contenuto ciò che accade nell’immediato, rispondendo a un’esigenza di autenticità che l’automazione, da sola, non riesce a soddisfare.

OPPO Watch S: smartwatch ultrasottile in acciaio
OPPO presenta Watch S, smartwatch dal design ultrasottile in acciaio inossidabile che combina eleganza, comfort e funzionalità smart evolute
TechpertuttiGuglielmo Sbano

I 10 consigli per diventare un creatore di contenuti secondo Snap Marketing


1. Cura le basi tecniche: luce, audio e inquadratura

Una buona luce, un audio comprensibile e inquadrature chiare valgono più dell’attrezzatura. La qualità nasce dalla semplicità.

2. Punta sull’autenticità

Le persone riconoscono ciò che è vero. Mostrare situazioni reali, spontanee e credibili crea molta più connessione dei contenuti costruiti.

3. Cattura l’attenzione fin dai primi secondi

Il gancio iniziale è fondamentale: un dettaglio, un movimento o una frase forte possono cambiare la performance di un contenuto.

4. Mantieni un ritmo dinamico

Alterna campi diversi, micro-azioni e cambi di prospettiva. Nei video brevi ogni pochi secondi deve succedere qualcosa.

5. Monta in modo pulito e leggibile

Tagli netti, sottotitoli chiari e niente effetti superflui. L’obiettivo è trasmettere un messaggio in modo diretto, non complicarlo.

6. Racconta, non limitarti a riprendere

Anche pochi secondi possono avere una struttura narrativa. Un creator efficace costruisce un mini-racconto con un inizio, un’idea centrale e una chiusura.

7. Sii rapido

La velocità è una skill: saper pensare, girare e consegnare rapidamente rende un creator competitivo e affidabile.

8. Valuta il contenuto “da spettatore”

Esci dalla tua bolla e chiediti: “Se fossi un utente qualsiasi, guarderei questo video fino alla fine?” Questo mindset aiuta a creare contenuti efficaci, chiari e realmente ingaggianti.

9. Divertiti e porta energia positiva

Quando chi crea si diverte, si vede. L’energia passa nel contenuto e lo rende più naturale, fresco e coinvolgente.

10. Mostra un’attitudine empatica e professionale

Un creator lavora a stretto contatto con il cliente per ore: ascolto, calma, problem solving e rispetto delle consegne sono fondamentali quanto la tecnica. È questa combinazione che trasforma un creator in un professionista.


OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio che punta su stile e comfort


Oppo ha annunciato il suo ultimo smartwatch, denominato Watch S. Lo smartwatch è caratterizzato da un design ultrasottile, in acciaio inossidabile, che unisce comfort e stile. Grazie al monitoraggio avanzato per gli sport più comuni e a un display ultra-luminoso da 3000 nit, Watch S è un potente compagno di fitness quotidiano, mentre funzionalità come la 60s Wellness Overview, il monitoraggio avanzato del sonno e la valutazione del benessere di mente e corpo aiutano chi lo indossa a rimanere in forma 24 ore su 24.

Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo
Check Point Research rileva 2.403 attacchi informatici a settimana a gennaio, con un aumento dell’attività ransomware e l’uso crescente di GenAI per l’esfiltrazione dei dati
TechpertuttiGuglielmo Sbano

OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio


Grazie alla sua struttura leggera, compatta e di alta qualità, il Watch S garantisce una eccellente indossabilità per tutta la giornata. Grazie all'avanzata tecnologia di impilamento dei componenti, che ottimizza l'uso dello spazio all'interno dell'orologio, il corpo ultrasottile in acciaio inossidabile misura 8,9 mm di spessore e pesa 35 g, rendendolo comodo da indossare, sia durante l'allenamento in campo sia durante un buon riposo notturno a letto. Lo stesso design, sottile e confortevole, si estende anche alle due diverse opzioni di cinturino dell'orologio. Per gli amanti dello sport alla moda, il cinturino in nylon intrecciato del modello Silver Gleam è leggero, traspirante e antibatterico. Questo presenta una colorazione giallo-verde a contrasto che si abbina perfettamente alla cassa argentata dell'orologio, creando un look fluido e dinamico. In alternativa, il cinturino in fluoroelastomero nero del modello Phantom Blackè realizzato ergonomicamente per seguire la curva del polso, garantendo una vestibilità morbida e confortevole.

Design ultrasottile in acciaio: eleganza e comfort


A completare le colorazioni di tendenza, una selezione di quadranti raffinati e flessibili per la personalizzazione. Il Watch S offre agli utenti oltre 350 quadranti personalizzati e una varietà di widget per adattarsi al loro umore, al loro stile e al loro outfit. A rendere questo stile brillante è uno schermo AMOLED da 1,46 pollici con una luminosità massima fino a 3000 nit, un rapporto schermo-corpo del 75% e una cornice sottile da 2,8 mm per un'ottima esperienza visiva.

Funzioni salute e fitness


OPPO Watch S amplia il suo supporto agli sport più popolari con dati completi che approfondiscono la comprensione delle attività consentendo a tutti, dai runner occasionali agli atleti agonisti, di migliorare le proprie prestazioni in modo sicuro ed efficace. Con oltre 100 modalità di allenamento e monitoraggio avanzato di 12 sport popolari, inclusi corsa, badminton, tennis e nuoto, il watch fornisce informazioni scientificamente comprovate che guidano movimenti più intelligenti e allenamenti più efficaci.

In particolare, per gli sport basati sulla corsa il Watch S è dotato della stessa dual-band GPS dei modelli flagship, assicurando un rilevamento della posizione preciso anche nelle condizioni più complicate. L’orologio offre diverse opzioni di monitoraggio della corsa: outdoor, indoor e corsa per bruciare grassi, e misura statistiche quali il tempo complessivo di corsa, le calorie bruciate e il battito cardiaco. Il wearable, inoltre, traccia le metriche di corsa come il tempo di contatto del piede con il suolo (GCT), l’oscillazione verticale, e il numero di battiti al minuto (LTHR), aiutando a ottimizzare la qualità della corsa, prevenire infortuni e gestire allenamenti intesi con una maggiore precisione.

AI e bambini: consigli di Kaspersky per un uso sicuro | TechperTutti
Scopri come proteggere i bambini dall’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale: i consigli pratici di Kaspersky per un’ AI sicura e responsabile.
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Display e interfaccia: esperienza visiva premium


Watch S è dotato di sensori di livello flagship che forniscono controlli e analisi sanitarie di prima categoria. Questi includono un sensore della frequenza cardiaca, un sensore che misura l’ossigeno nel sangue a 16 canali, e un sensore per la temperatura del polso. Questi componenti lavorano insieme per raccogliere dati corporei precisi, supportando ogni aspetto, dal monitoraggio quotidiano accurato alle analisi continue e approfondite sul benessere. Un punto di forza è la 60s Wellness Overview, che consolida nove indicatori chiave della salute in una valutazione con un unico tocco.

In un solo minuto è possibile acquisire parametri completi, tra cui frequenza cardiaca, saturazione dell'ossigeno nel sangue, livello del sonno e livello di stress psico-fisico, per ottenere una panoramica rapida ma dettagliata del proprio benessere fisico e mentale. Inoltre, la funzione Sleep Health Analysis traccia metriche come la frequenza cardiaca durante il sonno, e cambiamenti negli indicatori fisici anche durante brevi pisolini di 20 minuti. Grazie a queste letture, l'orologio genera report personali sul sonno che aiutano gli utenti a comprendere meglio i propri schemi di sonno individuali.

Autonomia e connettività


OPPO Watch S supporta sia dispositivi Android sia iOS e può essere associato fino a due smartphones contemporaneamente. La connettività con lo smartphone principale permette anche di sincronizzare i contatti, fare chiamate rapide, e accedere al controllo remoto della fotocamera direttamente dall'orologio per un'esperienza quotidiana più semplice. Nonostante la sua forma ultra sottile, lo smartwatch di OPPO non scende a compromessi quando si tratta dell'autonomia: la batteria da 330mAh consente fino a 10 giorni di utilizzo, mentre una rapida ricarica da 10 minuti dura tutto il giorno (dichiara il Brand), permettendo una maggiore tranquillità quando siamo fuori casa.

L'orologio è realizzato con una copertura in vetro curvo 2.5D dotata di bordo resistente agli urti e corpo in acciaio inossidabile. Questa combinazione assicura una maggior forza e resistenza alla corrosione, offrendo protezione che va ben oltre gli urti e i graffi di tutti i giorni. Grazie alla resistenza alla polvere e all'acqua IP68 e alla resistenza all'acqua fino a 5 ATM, l'orologio monitora in modo affidabile gli allenamenti durante il nuoto e altre comuni attività acquatiche in acqua dolce.

Prezzi e disponibilità


OPPO Watch S è disponibile da oggi in Silver Gleam e Phantom Black su OPPO Store al prezzo di 199,99 e nelle prossime settimane anche presso la distribuzione specializzata. In occasione del lancio, aggiungendo solamente 1,99 euro, sarà possibile acquistare un caricabatterie da 33W.


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L’inclusione non Bafta


Un attivista con la Tourette ripete la “n-word” davanti a milioni di persone: e adesso?
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La storia di cui mi occupo questa settimana, detto per sdrammatizzare con una punta di cinismo, sembra uscita dritta da una puntata di The Office o South Park.

E allora cominciamo dalla sinossi: alla cerimonia di premiazione di un importante evento del mondo dello spettacolo internazionale viene invitato un attivista per i diritti delle persone affette da sindrome di Tourette, già soggetto ispiratore di un film che porta in scena la sua complicatissima vita.

Questo lungometraggio viene accolto e celebrato come una conquista sul piano della rappresentazione di chi è affetto da disturbi neurologici, senonché a un certo punto sul palco, a presentare il prossimo premio, ci sono due attori neri. E l’attivista con la Tourette... si mette a urlare, ripetutamente, il peggior insulto possibile che si possa urlare a una persona nera.

È successo davvero, anche se in Italia se ne è parlato poco o nulla. La vita di John Davidson, attivista scozzese cinquantenne con la Tourette, ha ispirato il film di Kirk Jones I Swear («Impreco», ma anche «Giuro»), che ricostruisce la vita di Davidson fin dall’adolescenza, quando il suo disturbo lo rendeva una facile preda di bullismo e violenza.

Ai Bafta – la cerimonia di cui parliamo – dello scorso weekend, I Swear ha vinto in tre categorie di nomination, e la British Academy of Film and Television Arts ha deciso di suggellare la sua ottima accoglienza estendendo l’invito a prendere parte al gala di premiazione allo stesso Davidson.

Quando l’attore britannico Delroy Lindo e il collega statunitense Michael B. Jordan – entrambi neri – si trovavano sul palco, Davidson ha urlato ripetutamente la famigerata parola con la n, l’epiteto più offensivo della società odierna. Ne è nato un momento di comprensibile impasse, poi lo stesso Davidson ha scelto di abbandonare la sala e continuare a seguire la serata in tv, mentre il duo ha proseguito con la premiazione.

L’attivista, in un secondo momento, si è scusato parlando col magazine Variety, a cui ha spiegato:

Voglio che le persone sappiano e capiscano che i miei tic non hanno assolutamente nulla a che fare con ciò che penso, sento o credo. Sono una reazione neurologica involontaria. I miei tic non sono il prodotto di un’intenzione, non sono una scelta e non riflettono i miei valori.


Durante la serata, peraltro, Davidson aveva usato anche altre parole grandemente offensive (tra le altre cose, in un momento in cui sul palco il presentatore della serata Alan Cumming si era soffermato a fare battute sulla sua omosessualità, a lui era uscito ripetutamente: «Pedofilo!»).

Ciononostante, l’attenzione del pubblico si è concentrata sulla n-word: il contesto in cui è stata pronunciata, il tempismo, la percettibilità di quella specifica parola proveniente dalla platea sono stati tali da aver causato la tempesta perfetta: BBC – che ha trasmesso la cerimonia con due ore di differita e non ha coperto gli insulti razzisti – e i Bafta stessi si sono scusati a più riprese, il giurato del premio Jonte Richardson si è dimesso e sono giunte anche le lamentele di Warner Bros.

"Guy with Tourette's shouts the n word" is like a Category A Bioweapon designed for internet discourse
— The okayest poster there is (@ok_post_guy) February 23, 2026


Fin da subito, sui social media centinaia di profili hanno iniziato a suggerire, con vari gradi di certezza, che John Davidson avrebbe pronunciato quell’insulto volontariamente: l’ha fatto anche l’attore Jamie Foxx, scrivendo in un commento su Instagram: «Di tutte le parole che puoi dire, la sindrome di Tourette ti fa dire proprio quella? Nah, ha scelto di dirla».

Ovviamente la Tourette non funziona come dice Foxx: per quanto la coprolalia – cioè la pronuncia incontrollata di parole oscene o socialmente inaccettabili – riguardi solo un malato su dieci, quando compare non lascia spazio alla scelta; poter dire cose tabù di fronte a un palcoscenico globale è precisamente la condizione che innesca i tic verbali incontrollati.

Lo stesso Davidson nel 2019 è stato insignito di un’onorificenza pubblica dalla regina d’Inghilterra, e non ha potuto evitare di sentirsi gridare un «fuck the Queen!» a pochi metri da Elisabetta. Però quella volta un funzionario reale gli aveva messo una mano sulla spalla per consolarlo («Non si preoccupi, la regina comprende»), mentre ai Bafta è scoppiato il finimondo: lo stesso Michael B. Jordan, uno dei due attori sul palco nel momento incriminato, si sarebbe detto «disgustato» da quanto successo, e lo stesso Variety, nel titolo del pezzo in cui ha intervistato Davidson, ha messo la parola «involontari», riferita ai tic, tra virgolette.

Con un ribaltamento crudele e rivelatorio, quello che doveva essere un momento inclusivo – di consacrazione di un film che mostra cosa significa convivere con un disturbo che impone di dire cose indicibili nel peggior momento possibile – si è tramutato in un’altra scena di I Swear: la folla che fino a un secondo prima si diceva aperta e tollerante, ora chiede in coro che alle persone affette da Tourette vengano chiuse le porte di kermesse come i Bafta.

Naturalmente, Delroy Lindo e Michael B. Jordan avevano e hanno ogni diritto di sentirsi offesi e di pretendere le dovute scuse non tanto da Davidson, quanto soprattutto da BBC e Bafta: la parola che gli è stata rivolta, anche quando viene usata senza intento malevolo come in questo caso limite, ha comunque un portato con cui può essere difficile avere a che fare.

Ma non si può far finta che un certo discorso culturale anzitutto statunitense sulle identità razziali, coi suoi schemi monodimensionali – nonché ormai francamente un po’ fuori dalla storia – si riveli inadeguato in situazioni come questa: non si tratta di privilegiare il «white comfort» a discapito del «Black respect», come ha scritto un’attivista su X, ma di sforzarsi di comprendere l’umanità in modo prismatico, allontanandosi da assi univoci che, quando va bene, funzionano solo sui social.

a lot of slaveowners were disabled
— BlackRedGuard ☭ 🇵🇸🔻⛓️‍💥 (@OGBlackRedGuard) February 23, 2026


Forse la cosa più lucida sull’accaduto l’ha scritta il commentatore Freddie deBoer: uno dei problemi del liberal-progressismo mainstream di marca statunitense risiede nel non accorgersi che esistono conflitti di interessi anche tra le identità oppresse, e che questi conflitti a volte, semplicemente, non hanno una risoluzione che non passa da un approccio estremamente comprensivo e caritatevole agli altri, che muove dalla nostra irriducibile umanità condivisa.

Come si dice in questi casi: la sinistra riparta da qui, se possibile.

  • La versione statunitense di Wired ha pubblicato una copertina, in effetti abbastanza incredibile (specie per Wired: ma sono cambiati i tempi), sulla «gay tech mafia» della Silicon Valley, e ne è nato un caso;

  • La Francia ha il suo Charlie Kirk: l’attivista di estrema destra 23enne Quentin Deranque è stato ucciso in un pestaggio da parte di avversari politici a Lione, e ora la sua morte ha infiammato il Paese;

  • Finire segnalati ai servizi sociali per aver partecipato a una manifestazione sindacale è una cosa grave.



🫰
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Musk perde la causa contro OpenAI, Netflix potrebbe perdere Warner Bros, Uscito Nano Banana 2


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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 474 ed è stata finalizzata alle 02:22 del mattino, venerdì 27 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,825.

Buon venerdì,
oggi parleremo della causa che Musk ha avviato contro OpenAI e di come il giudice ha deciso a favore di Altman. Poi parleremo di questa trattativa infinita per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, che potrebbe vedere la favorita Netflix fuori dall'affare; vedremo insieme Nano Banana 2, e tanto altro ancora. Buona lettura!

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 271 - Venerdì 27 febbraio
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


Legge
xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.
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Fonte: Ars Technica
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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


Business
Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."
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Fonte: CNBC
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Google lancia Nano Banana 2


Intelligenza Artificiale
Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.
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Fonte: TechCrunch
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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Big Tech
Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.
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Fonte: 9to5Mac
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La britannica Wayve raccoglie 1,2 miliardi di dollari: vende software per veicoli senza conducente


Startup
La britannica Wayve ha raccolto 1,2 miliardi di dollari (fino a 1,5 con un impegno aggiuntivo di Uber in vista del lancio di robotaxi a Londra) e ora vale 8,6 miliardi. Fondata nel 2017 nel Regno Unito, sviluppa un sistema di guida basato su una rete neurale che impara dai dati dei sensori delle auto e non dipende da mappe geografiche. Offre sia assistenza con conducente vigile sia guida autonoma in aree specifiche. Non gestisce flotte proprie: concede la tecnologia in licenza a case auto come Nissan e a piattaforme come Uber.
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Fonte: TechCrunch
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Perché è importante?

Perché in Europa il settore del Full-Self Driving sta andando a rilento e non ha alcuna chance di competere...
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Letture interessanti


In lingua inglese.

Spiego agli umani come gioca a scacchi l'IA


andys.blog (eng)

Le big tech non stanno incoraggiando i lavoratori a usare l'IA, li stanno forzando


wsj.com (eng)

L'IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic: uno stress test da 3mila miliardi di dollari


tomtunguz.com (eng)

Che cosa stanno vibe codando i cinesi?


chinatalk.media (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

eBay sta per licenziare 800 persone


techcrunch.com (eng)

Intrinsic, azienda di software per la robotica di proprietà di Alphabet, entra a far parte di Google


techcrunch.com (eng)

Le autorità russe stanno valutando il blocco di Telegram dall'inizio di aprile, riferisce RBC


reuters.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/FRI78tq9Eik?…

Impressioni sul Samsung Galaxy S26


Condividiamo subito la video recensione di uno dei nostri tech reviewer preferiti, Marques Brownlee, ad un giorno dalla presentazione del nuovo Galaxy S26.

Vedi video su youtube.com (eng - 09:09)

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La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


In breve:


xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Musk has no proof OpenAI stole xAI trade secrets, judge rules, tossing lawsuit
Even twisting an ex-employee’s text to favor xAI’s reading fails to sway judge.
Ars TechnicaAshley Belanger

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L'offerta di Paramount è superiore: Netflix si ferma qui


"L'affare non è più economicamente attraente".
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In breve:


Netflix ha rinunciato ad aumentare l'offerta per l'acquisto degli asset di studio e streaming di Warner Bros. Discovery (WBD) dopo che il consiglio di amministrazione di WBD ha giudicato migliore l’offerta rivista di Paramount Skydance: 31 dollari per azione, in contanti, per comprare l’intero gruppo (inclusi i canali tv come CNN, TBS e TNT). Netflix aveva pochi giorni per rilanciare, ma ha scelto di non farlo perché, a quelle cifre, "l’affare non è più economicamente attraente."

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Netflix ditches deal for Warner Bros. Discovery after Paramount’s offer is deemed superior
Netflix is ditching a deal to buy Warner Bros. Discovery’s studio and streaming assets after the WBD board deemed a revised bid by Paramount to be superior.
CNBCLillian Rizzo,Alex Sherman

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Google lancia Nano Banana 2


È più preciso con i volti e gli oggetti, ed è più veloce.
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In breve:


Google ha presentato Nano Banana 2, nuova versione del suo modello di generazione immagini (Gemini 3.1 Flash Image): produce risultati più realistici e più rapidi e diventa l’impostazione predefinita nell’app Gemini, oltre che nella ricerca tramite Lens e AI Mode e all'interno dello strumento video Flow. Può generare output da 512 pixel a 4K, mantiene coerenza fino ad un massimo di cinque personaggi e fino a 14 oggetti. Applica un watermark SynthID, compatibile con lo standard di tracciabilità C2PA.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Google launches Nano Banana 2 model with faster image generation | TechCrunch
Google is making Nano Banana 2 a default model in Gemini app and in AI mode.
TechCrunchIvan Mehta

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Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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La settimana di lancio dei nuovi prodotti Apple inizia lunedì


Con un incontro dal vivo il 4 marzo.
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In breve:


Apple avvierà lunedì 2 marzo una settimana di annunci hardware: lo ha confermato l’amministratore delegato (CEO) Tim Cook con un teaser che suggerisce più comunicati in giorni diversi. Mercoledì 4 marzo è prevista una “experience” dal vivo a New York, Londra e Shanghai. Attesi iPhone 17e, nuovi iPad e un MacBook più economico.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

New Apple product launch week starts Monday, Tim Cook confirms - 9to5Mac
Apple CEO Tim Cook just confirmed that the company will announce new products starting “Monday morning.” This will be the…
9to5MacZac Hall

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La causa di Musk contro OpenAI è stata respinta dal giudice


Un ingegnere avrebbe copiato e caricato il codice su un cloud legato a OpenAI.
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In breve:


xAI ha accusato OpenAI di aver ottenuto segreti industriali assumendo ex dipendenti, ma il giudice ha ritenuto che le prove che violerebbero la legge federale USA sui segreti commerciali (Defend Trade Secrets Act) siano ancora troppo deboli. Il caso ruota attorno a un ex ingegnere, accusato di aver copiato codice prima di cambiare lavoro; dopo quattro ore dalla copia e upload del codice su un account collegato a OpenAI ha ricevuto un messaggio su Signal da parte del recruiter con scritto "nw!". Per l'accusa significa "no way!" e per la difesa significa "no worries!" indicando nessun legame con la copia del codice.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Musk has no proof OpenAI stole xAI trade secrets, judge rules, tossing lawsuit
Even twisting an ex-employee’s text to favor xAI’s reading fails to sway judge.
Ars TechnicaAshley Belanger

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La britannica Wayve raccoglie 1,2 miliardi di dollari: vende software per veicoli senza conducente


Dietro ha colossi come Uber e Nvidia.
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In breve:


La britannica Wayve ha raccolto 1,2 miliardi di dollari (fino a 1,5 con un impegno aggiuntivo di Uber in vista del lancio di robotaxi a Londra) e ora vale 8,6 miliardi. Fondata nel 2017 nel Regno Unito, sviluppa un sistema di guida basato su una rete neurale che impara dai dati dei sensori delle auto e non dipende da mappe geografiche. Offre sia assistenza con conducente vigile sia guida autonoma in aree specifiche. Non gestisce flotte proprie: concede la tecnologia in licenza a case auto come Nissan e a piattaforme come Uber.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Self-driving tech startup Wayve raises $1.2B from Nvidia, Uber, and three automakers | TechCrunch
Major automakers, tech giants, AI companies, and chipmakers are all trying to get a piece of Wayve.
TechCrunchKirsten Korosec

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Caccia Grossa


La traina col vivo è una tecnica costiera da praticare sulle secche e sulle cigliate rocciose, ma su batimetriche più profonde si può insidiare i grandi pelagici del Mediterraneo, come il tonno.
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foto sopra: Il tonno è da sempre l’avversario più impegnativo che si possa incontrare nel Mediterraneo, insidiarlo a traina col vivo aumenta di gran lunga le emozioni che può regalare e ben lo sa Salvatore che stringe a sé un magnifico esemplare.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria invasione di tonni intermedi, che, alla luce dei fatti, sembrano divenuti stanziali. Questa presenza massiccia ha dato vita a nuove idee, soprattutto grazie ai continui attacchi di questi pesci sulle esche vive trainate a mezz’acqua. Che il tonno abboccasse occasionalmente alle esche vive, soprattutto se trainate a mezz’acqua per le ricciole, non è certo una novità. Nelle ultime stagioni i tonni abboccano spessissimo alle esche vive, sbobinando i piccoli mulinelli usati per la traina con il vivo o ingaggiando combattimenti al limite di tenuta dell’attrezzatura. Con questi presupposti si è sviluppata una tecnica che unisce il fascino della traina con il vivo, all’emozione di confrontarsi con un grosso pelagico, abbinando i due elementi più significativi della pesca nelle nostre acque.

L’attrezzatura - Gli effetti dell’abboccata di un tonno o di un grosso spada su un’attrezzatura leggera da traina con il vivo, sono sempre poco piacevoli. In genere si ha il multifibre in bobina, che con la sua rigidità stenta a stancare un pesce tenace come il tonno, inoltre le canne da vivo, leggere e flessibili, poco si prestano a sollevare il pesce quando s’impunta sotto la barca e per finire, terminali e girelle risultano spesso sotto dimensionati. Ciò non toglie che moltissimi grossi pesci sono stati combattuti e portati a bordo anche con attrezzature leggere, ma per impostare una battuta a traina col vivo mirata a questi pesci, bisogna rivedere tutto il complesso pescante. In base alle informazioni sulla taglia dei tonni in zona, si può scegliere tra canne da 20-30 o 30-50 libbre, le prime abbinate a lenze da 30-40 libbre, le seconde con lenza da 50. Conviene orientarsi su stand-up corte (max cm 190), più adatte come azione a pompare grossi pesci in verticale. La scelta dei mulinelli è quasi obbligata su prodotti di altissima qualità, dimensionati alle canne e preferibilmente doppia velocità. Anche le canne acide abbinate a mulinelli piccoli e potenti imbobinati con trecciato da 65-80 libbre, possono essere una valida e divertente alternativa. Generalmente si usano terminali da 0,70-0,80 lunghi circa 10 metri e collegati alla lenza in bobina con nodo PR. A questo si lega una girella piccola, ma con carico di rottura di almeno 150 libbre e 2 metri di fluorcarbon 0,70 al quale sarà fissato l’amo singolo o doppio.
Le esche gradite ai grandi pelagici sono le più disparate, ma bisogna ragionare in termini della mangianza presente in zona e alla resistenza all’innesco. In genere pescando su fondali di fango, su batimetriche tra i m 80 e 100, sugherelli, piccole palamite, lanzardi e sgombri sono le esche più indicate.
Esche ed inneschi - L’innesco classico per la traina al tonno prevede l’uso di un amo singolo: circle o J a seconda delle preferenze personali. Le esche gradite ai grandi pelagici sono le più disparate, ma bisogna ragionare in termini della mangianza presen-te in zona e alla resistenza all’innesco. In genere pescando su fondali di fango, su batimetriche tra gli 80 e i 100 metri, sugherelli, piccole palamite, sgombri e lanzardi sono le esche più indicate. Spesso anche il cefalo di buone dimensioni, specialmente su fondali limitrofi a grandi porti o foci di fiumi importanti, può essere vincente. Pescando in prossimità di secche e fondali rocciosi, il calamaro è sempre un’esca validissima, ma in mancanza del cefalopode si possono innescare anche occhiate e lecce stella. Pescando in mare aperto sulle mangianze si possono innescare piccoli tunnidi catturati in loco, anche se in questo caso l’innesco va eseguito appena catturata l’esca. Le alacce sono esche eccellenti, purtroppo durano pochissimo innescate vive e quindi sono da prendere in considerazione soltanto se innescate dove si vedono i tonni saltare.
L’autore, impassibile, aspetta che il tonno rallenti la corsa prima di far lavorare canna, gambe, busto e braccia.
L’azione di pesca - La traina con il vivo ai pelagici va razionalizzata coprendo con le esche la fascia d’acqua che va dai 10 ai 40-50 metri di profondità. In genere è questa la porzione di mare in cui questi predatori cacciano. Per la scelta dei fondali bisogna prendere in esame sia quelli limitrofi alle secche, specialmente se scendono a profondità di ol-tre 100 metri, che quelli classici dove si pratica il drifting. In relazione al drifting c’è da dire una cosa molto importante. Se si decide di trainare in mezzo alle barche che pasturano bisogna considerare in primis che “levare“ un tonno a chi pastura da ore è un’azione molto scorretta, in secundis che i pesci impegnati a seguire la scia di sarde, difficilmente decidono di attaccare un’esca viva, quindi tale pratica è da prendere in considerazione soltanto se si pesca al di fuori del raggio d’azione della pastura, senza dar fastidio alle barche in pesca. In genere l’assetto standard prevede un’esca affondata con piombi frazionati e un’altra con piombo singolo.

Calate le esche e sistemate distanze e piombature, si regola il freno a un valore massimo del 50-60% e un valore intermedio sul 20-30% del carico di rottura della lenza. In pesca si pone la leva della frizione appena sopra il free-spool, un’ottima soluzione è quella di fermare le lenza con delle pinze di sgancio che le tengono in tensione. Il valore intermedio (20-30%) sarà il punto su cui portare la leva al momento della ferrata, mentre il valore massimo (50-60%) si raggiunge quan-do il pesce ha terminato le sue fughe e si è piantato sulla verticale della barca. La pesca si effettua a velocità variabile tra 1,5 e 2,5 nodi, a seconda dell’esca utilizzata e a quanto questa sopporti la velocità di traina. La strada da far percorrere alle esche deve essere circolare con larghissime virate fuori dalle secche o in linea retta lungo le batimetriche su cui di solito camminano e cacciano i grandi pelagici. Pescando invece su batimetriche senza la presenza di secche si procede dritti effettuando qualche virata di tanto in tanto per far affondare le esche.

Grazie alle leggi introdotte dall’ICCAT sua maestà il tonno rosso è tornato a coprire il suo ruolo dominante nella catena alimentare del nostro mare.

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II Trofeo San Teodoro


Grande partecipazione alla seconda edizione del trofeo organizzato dai ragazzi di San Teodoro. E alla fine l’ha spuntata la coppia Leori - Loi, del Nautilus club di Nuoro.
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L’Aps San Teodoro è una giovanissima realtà nel panorama agonistico sardo del surfcasting, ma si è già messa più volte in mostra per quanto riguarda l’organizzazione di eventi importanti. Nell’anno appena concluso può vantare una selettiva provinciale, un trofeo di acque interne, un Trabucco Day di surfcasting e la prima edizione del proprio trofeo a campo libero. Il 7 febbraio è stata l’occasione per confermare la verve di questo sodalizio capitanato da Filippo Serra che insieme alla sua “ciurma” ha messo su la seconda edizione del trofeo APS San Teodoro. Come detto si tratta di una gara con formula rally, con un campo gara distribuito sulla costa nord est della nostra isola, fra Palau e Orosei. I 116 atleti iscritti alla competizione hanno così formato 29 equipaggi da 4 garisti, che si sono spartiti le 16 spiagge “autorizzate” ad ospitare la gara. Purtroppo le condizioni meteomarine non erano sicuramente quelle ideali per un pescato abbondante. Infatti per tutta la durata della competizione ha imperversato un vento di WSW che non ha di certo creato il giusto “movimento” ondoso per favorire l’attività dei pesci. Ci sono volute, come in tutte le gare a campo libero, una profonda conoscenza degli spot, qualità tecniche, ma anche e soprattutto un po’ di azzardo nella scelta dello spot in cui bagnare la lenza e la forte tenacia che contraddistingue l’appassionato di surfcasting. I concorrenti si sono distribuiti in maniera abbastanza omogenea fra le spiagge di Olbia, quelle della Baronia e le più lontane della zona di Orosei, alla ricerca delle prede che avrebbero poi “disegnato” la classifica finale.
Foto di gruppo per i ragazzi dell’Aps San Teodoro, insieme ai 6 bravissimi pescatori che hanno conquistato il podio.
Proprio da Orosei le due “vecchie volpi” Pier Paolo Loi e G.M Leori del Nautilus Nuoro hanno portato al peso ben 14 mormore di bella taglia, il pescato con il maggior numero di catture che gli ha permesso anche di mettere le mani sul trofeo. Dalla zona di Olbia è arrivato il carniere di Mirko Fresi e Tony Petta, che con un solo pesce in meno, si sono dovuti “accontentare” del secondo posto, precedendo i fratelli Simone e Riccardo Arrus ( Gli Amici e il Mare) che a Siniscola hanno inanellato 10 catture di tutto rispetto. Come previsto il mare si è rivelato un po’ tirchio e pochissime coppie sono riuscite a realizzare carnieri “a doppia cifra”. Al di là del risultato finale tutti hanno comunque dato il massimo, e durante la cena ristoratrice al raduno nella bella e accogliente struttura di Straulas non c’è stato posto per rimpianti e malumori, ma solo per amicizia, risate e convivialità. Il merito va soprattutto ai ragazzi di San Teodoro che con un’ospitalità genuina e un’organizzazione impeccabile hanno fatto centro anche questa volta. Nonostante le tante difficoltà che le società che hanno il coraggio di organizzare un proprio trofeo devono affrontare ogni volta. Fondamentale è stato l’aiuto di tutti gli sponsor intervenuti, in primis la Trabucco che ha firmato una bellissima premiazione, con tanta attrezzatura per le prime 15 coppie classificate, le tre migliori società (a primeggiare è stata il Terranoa Olbia), il maggior numero di prede, come detto ad appannaggio dei vincitori della gara e la preda più grossa che è risultata essere l’orata di oltre 300 grammi catturata da Pietro Tumminiello del Fishing Team Sardegna.
La vittoria nella speciale classifica per società è andata al Terranoa Olbia che ha preceduto l’Oltremare Nuoro e il Larus Sassari.
In conclusione una gara ben riuscita, grazie anche al contributo del Comune di San Teodoro e che siamo certi anche il prossimo anno farà il pienone di irriducibili patiti di surfcasting. Noi ci saremo! E voi?
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Samsung Galaxy S26 ufficiali: tutte le novità, dal Privacy Display ai prezzi italiani


Samsung Galaxy S26, S26+ e Ultra ufficiali con design rinnovato, Privacy Display, AI avanzata e promo raddoppio storage fino al 10 marzo.

Samsung ha svelato la nuova serie Galaxy S26 durante l’evento Unpacked di San Francisco, puntando su design unificato, AI intuitiva e privacy potenziata.​
I tre modelli condividono un’estetica omogenea con un’isola fotografica unica ispirata al Galaxy Z Fold 7, scocche più sottili e leggere in Armor Aluminum 3, vetro Gorilla Armor 2 anti-riflesso e materiali riciclati inclusi litio e tantalio.​

Galaxy S26 Ultra introduce il Privacy Display, che restringe il campo visivo laterale per proteggere i contenuti sensibili, regolabile su due livelli e attivabile per app o notifiche, senza penalizzare risoluzione o luminosità.​
Le prestazioni sono spinte dallo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy sull’Ultra (+40% NPU AI, +19% CPU, +24% GPU) e dall'Exynos 2600 2nm sugli altri, con vapor chamber e grafene per termiche ridotte del 20%.​
Sul fronte delle fotocamere, l’Ultra brilla con la principale da 200 MP f/1.4 (47% più luminosa), tele 50 MP 5x f/2.9 (37% più luminosa), nightography potenziata e blocco orizzonte per video stabili fino a 8K@30fps con codec APV.​
Galaxy S26 e S26+, invece, montano sensori da 50 MP principali con zoom ottico 3x.​
L'autonomia è sostenuta da batterie da 4300 mAh (S26), 4900 mAh (S26+) e 5000 mAh (Ultra), con supporto alla ricarica cablata fino a 60W (75% in 30 min su Ultra) e wireless a 25W.​

Lato software, Galaxy AI si evolve con Creative Studio per l'editing foto/video (crea oggetti da prompt, modifica outfit), Regola Audio estesa, scanner documenti AI, Now Nudge/Brief contestuali, Cerchia e Cerca migliorato, supporto Perplexity/Bixby e Call Screening.​ La sicurezza è affidata a Knox Matrix e sono garantiti 7 anni di update.​

Prezzi consigliati per l'Italia (preordini dal 25 febbraio, vendite dall'11 marzo):

  • Galaxy S26 12/256 GB: 1.029 euro
  • Galaxy S26 12/512 GB: 1.229 euro
  • Galaxy S26+ 12/256 GB: 1.289 euro
  • Galaxy S26+ 12/512 GB: 1.489 euro
  • S26 Ultra 12/256 GB: 1.499 euro
  • S26 Ultra 12/512 GB: 1.699 euro
  • S26 Ultra 16/1 TB: 1.999 euro​

C'è anche un'interessante promo lancio (da 25 febbraio al 10 marzo) che prevede il raddoppio della memoria sui tagli da 512 GB al prezzo del 256 GB per tutti e tre i modelli. L'Ultra da 1 TB, invece, sarà in promo preorder a 1.799 euro.
I colori disponibili sono Cobalt Violet, Black, White e Sky Blue, oltre alle esclusive online Pink Gold e Silver Shadow.

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Huawei FreeBuds Pro 5 recensione: audio premium e cancellazione del rumore evoluta


Recensione Huawei FreeBuds Pro 5: design rinnovato, audio avvolgente e nuovi algoritmi per una cancellazione del rumore sorprendente alla prova nell’uso quotidiano
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Huawei ha presentato oggi i nuovissimi FreeBuds Pro 5. Essi sono caratterizzati da nuovi elementi di design che ne migliorano notevolmente la vestibilità, una cancellazione del rumore notevolmente migliorata, un suono caldo e un maggiore comfort generale. Anche la durata della batteria è stata migliorata, tanto che ora i nuovi FreeBuds Pro 5 coprono un'intera giornata lavorativa con una sola carica. Inoltre, con questi auricolari è possibile effettuare chiamate con una qualità della conversazione eccellente. Durante questa settimana di test, ho utilizzato gli auricolari che mi sono stati inviati da Huawei principalmente per le mie sessioni quotidiane di sport; ebbene, mi hanno letteralmente stupito per il livello di suono che sono in grado di riprodurre e per l'eccellente vestibilità, perfetta in ogni condizione. Ma conosciamo insieme nella review che segue i nuovi FreeBuds Pro 5 di Huawei, acqusitabili al prezzo di 199 euro.
Il materiale della custodia è di ottima qualità; la precisione del meccanismo di apertura è rassicuranteIl materiale della custodia è di ottima qualità; la precisione del meccanismo di apertura è rassicurante

Design e vestibilità da primato


I FreeBuds Pro 5 ripropongono il tema del marchio: auricolari in plastica monocromatica di ottima qualità con steli eleganti. Il loro design leggero e portatile fa sì che essi non occupino molto spazio nella borsa o nelle tasche, mentre la custodia è realizzata con un materiale resistente agli urti accidentali. I contatti per la ricarica argentati, posti alle estremità degli steli, e le prese d'aria nere interrompono l'aspetto lucido della plastica smaltata. Ad assicurare l'isolamento acustico i gommini in silicone. I FreeBuds Pro 5 sono molto comodi da indossare; la vestibilità più profonda nell'orecchio è frutto di linee rivisitate, mentre l'efficace ridistribuzione dei pesi assicura una maggiore aderenza degli auricolari all'orecchio. Le tre coppie di gommini in silicone contenuti nella confezione si aggiungono alla coppia già montata e con la quale mi sono trovato da subito benissimo.
Tramite l'App e i gommini è possibile trovare il giusto "fit" degli auricolariTramite l'App e i gommini è possibile trovare il giusto "fit" degli auricolari
Dal lato design, Huawei ha fatto un lavoro davvero eccellente: infatti, grazie all'ergonomia delle linee, ulteriormente ottimizzata rispetto alle versioni precedenti, i FreeBuds Pro 5 restano stabilmente fermi nelle mie orecchie, indipendentemente da quanto salti o corra durante i miei allenamenti. La nuova vestibilità, oltre alla sicurezza di non perdere gli auricolari, aggiunge la comodità di poterli indossare per ore senza alcun fastidio. A questo riguardo, ho trovato molto utile il supporto dell'App che aiuta a trovare il "fit" adatto alle nostre orecchie.
L'App mette a disposizione un'ampia serie di impostazioni: durante il test, ho preferito la qualità audio sulla connessione ed il profilo Huawei Sound bilanciatoL'App mette a disposizione un'ampia serie di impostazioni: durante il test, ho preferito la qualità audio sulla connessione ed il profilo Huawei Sound bilanciato

I controlli Touch


I controlli touch dei FreeBuds Pro 5 sono ben distribuiti intorno agli steli e sul dorso di ciascun auricolare. Suoni e clic distinti aiutano a distinguere tra le modalità di ascolto (ANC spento, Aware e attivo), lo stato di associazione con lo smartphone e riproduzione. L'unico inconveniente, comune a tutti gli auricolari, è che è possibile attivare accidentalmente un comando quando regoliamo la posizione nell'orecchio agendo con le dita sugli steli. Nella foto in basso lo schema di controllo di base, che può essere personalizzato tramite le opzioni fornite dall'App.
Nella foto sopra le gesture: basta sfiorare con le dita il dorso o gli steli degli auricolari per eseguire il comando desideratoNella foto sopra le gesture: basta sfiorare con le dita il dorso o gli steli degli auricolari per eseguire il comando desiderato

Superba la qualità del suono


Huawei ha riprogettato la camera acustica dei FreeBuds Pro 5 per offrire una migliore risposta alle basse e medie frequenze e per un output stereo migliorato. Non ho provato il modello precedente alle attuali ma posso confermare che rispetto agli auricolari che utilizzavo prima di questo test, il suono riprodotto dai FreeBuds Pro 5 è davvero di un altro livello. In particolare, grazie all'audio lossless ad alta risoluzione (fino a 48 kHz/24 bit) e un sistema acustico Dual-Drive, i FreeBuds Pro 5 offrono un elevatissimo livello di dettagli ed un significativo abbattimento della distorsione nei bassi.
Screenshot dell'App con l'interfaccia dell'audio spaziale. In aggiunta alle modalità troviamo anche quattro diversi effetti selezionabiliScreenshot dell'App con l'interfaccia dell'audio spaziale. In aggiunta alle modalità troviamo anche quattro diversi effetti selezionabili
Molto bella ed efficace la funzione di Audio Spaziale, integrato nell'interfaccia dell'App. Ne esistono due tipi: fisso e tracciamento della testa. In quest'ultimo caso, gli auricolari scansionano la nostra testa in tempo reale e riorientano dinamicamente il soundstage quando giriamo il capo. Con questa modalità attivata, gli auricolari sono i grado di riprodurre un suono caratterizzato da un pregevole effetto avvolgente, particolarmente apprezzato per la sensazione di tridimensionalità che esso assume. I contesti che ne beneficiano vanno dai film d'azione ai giochi; tuttavia, utilizzando un servizio musicale di streaming ad alta risoluzione, ho voluto provare questa feature per l'ascolto di brani di musica classica. Ebbene, l'effetto di surround e la profondità della riproduzione consentivano di distinguere chiaramente il suono di ogni singolo strumento dell'orchestra e le voci degli artisti, regalandomi un'esperienza immersiva e di grande qualità che ho apprezzato molto.
I FreeBus Pro 5 sono molto leggeri e comodi da portare al seguito. Il peso di ogni auricolare è di 5.5g circa mentre la custodia pesa 43g circaI FreeBus Pro 5 sono molto leggeri e comodi da portare al seguito. Il peso di ogni auricolare è di 5.5g circa mentre la custodia pesa 43g circa
Oltre ad apprezzare i brani di musica classica comodamente seduto in salotto, ho voluto utilizzare gli auricolari di Huawei anche in contesti diversi: in aereo, durante uno dei miei recenti viaggi, ed in palestra per le mie sessioni di workout. Ebbene, in entrambi gli scenari le capacità cancellazione del rumore (che vedremo nel prossimo paragrafo) hanno fatto la differenza, permettendomi di rimanere isolato quel tanto che basta per godere tutte le sfaccettature della musica, senza perdere allo stesso tempo contatto con ciò che mi circondava.

ANC: una bolla di silenzio


I nuovi auricolari Huawei, come già accennato in precedenza, offrono eccellenti prestazioni in termini di isolamento acustico. Il brand dichiara un miglioramento delle prestazioni del 220% rispetto al precedente modello, le FreeBuds Pro 4. Il Dual-Engine in dotazione è costituito da un driver a doppio magnete e un driver a diaframma microplanare ultrasottile in grado di emettere onde sonore a fase invertita che contrastano l'ingresso dei rumori esterni. Nella pratica, quando indossiamo i FreeBuds, l'efficacia dell'ANC si tramuta in una sensazione simile a quella di entrare in una bolla; analogamente, quando li togliamo è un pò come rimuovere un tappo. In questo modo, entrambi gli auricolari lavorano in simbiosi per bloccare i rumori che ci circondano, mentre l'AI li elabora per regolare i parametri in tempo reale.
Le FreeBuds Pro 5 non temono l'acqua grazie al grado di protezione IP57Le FreeBuds Pro 5 non temono l'acqua grazie al grado di protezione IP57
A completare la suite della modalità di ascolto, Huawei ha aggiunto Aware: in questo caso, grazie ai microfoni digitali ultra-HD e all'algoritmo di rilevamento AI, questa modalità è stata notevolmente migliorata. Durante il mio test e la funziona Aware attivata, ho potuto notare come la "trasparenza" attenuava i rumori ambientali privilegiando i suoni emessi dalla voce. Parallelamente, la modalità Adattiva regola il volume dell'audio, per compensare i rumori emessi dall'ambiente circostante, in modo completamente autonomo. Questa funzione si è rivelata particolarmente utile nei luoghi pubblici affollati, (nel mio caso in aeroporto) dove il background ambientale viene filtrato ma gli annunci diramati tramite diffusori acustici vengono lasciati passare; analogamente, riusciamo a conversare senza dover rimuovere gli auricolari perchè il volume dell'audio va giù, per essere ripristinato al termine della conversazione.

La custodia delle FreeBuds Pro 5


La custodia oggetto di questa review è di colore Sand. Gli altri colori a disposizione sono Grey, White e Blue, quest'ultimo impreziosito dalla pelle vegana. La forma ovale include anteriormente un piccolo led a forma di cerchio. Questo, a seconda dei colori che assume, indica uno stato; in particolare, avremo il bianco, durante l fase di pairing, il verde quando la batteria è carica, il giallo quando la carica sta per esaurirsi e il rosso indica batteria scarica.

Lateralmente, molto ben occultato, il tasto di pairing con lo smartphone; aprendo il coperchio e tenendolo premuto, gli auricolari cominciano la fase di pairing, perfettamente segnalata anche dall'App. Nella parte inferiore della custodia troviamo il connettore Usb-C. I nuovi FreeBuds Pro 5 hanno un grado di protezione IP57, completamente antipolvere e impermeabili, mentre la custodia è classificata IP54 per la protezione quotidiana.

Conclusioni


I FreeBuds Pro 5 di Huawei sono davvero ottimi da portare al seguito quando siamo in viaggio o per fare sport. Essi includono un'ampia serie di ottime funzionalità come l'Audio Adattivo, la tecnologia ANC che performano molto bene in tutti gli scenari più comuni. Inoltre, grazie all'audio adattivo è possibile ascoltare la voce del nostro interlocutore o tener traccia di un annuncio audio mentre siamo in metro, in stazione o in un aeroporto, senza dover rimuovere gli auricolari.

Simyousoon Aruba: eSIM per viaggiare senza roaming
Aruba lancia Simyousoon, la nuova eSIM pensata per chi viaggia all’estero e vuole internet senza costi di roaming e senza SIM fisica. Attivazione digitale, copertura internazionale e gestione immediata: ecco come funziona la soluzione per restare connessi ovunque
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La durata della batteria è più che sufficiente per coprire un'intera giornata o per assicurare il supporto audio durante i nostri spostamenti lunghi in treno o in aereo. Nel mio test, dopo averle utilizzate durante i miei allenamenti, per quasi un'intera settimana, sono arrivato a circa il 60% della batteria della custodia che, come sappiamo, ricarica gli auricolari al 100% ogni volta che li riponiamo all'interno. In definitiva, i FreeBuds Pro 5 di Huawei si sono dimostrati auricolari true wireless maturi, completi e sorprendentemente competitivi in una fascia di prezzo alta per il segmento. L’equilibrio tra resa sonora, comfort e autonomia li rende una proposta solida ed una scelta concreta e ben giustificata.


Aruba lancia Simyousoon: la nuova eSIM per viaggiare all’estero senza roaming e senza SIM fisica


Con l’incremento dei viaggi internazionali e la crescente dipendenza dai servizi digitali on the go, la connettività mobile è diventata un’esigenza primaria per milioni di utenti. Lo smartphone rappresenta il principale punto di accesso ai servizi digitali – dalle mappe ai pagamenti, dal lavoro alle comunicazioni – e la connessione mobile viene preferita al Wi-Fi locale, spesso percepito come meno affidabile.

Cos’è Simyousoon e come funziona la nuova eSIM di Aruba


È in questo scenario che Aruba entra nel mercato delle eSIM con Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici. Una risposta a un nuovo modello di consumo della connessione, fondato sulla centralità del mobile, sulla semplicità d’uso e sulla certezza della spesa, pensata per accompagnare un pubblico sempre più internazionale e in movimento.

Accessori hi-tech per gatti: boom ricerche online
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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il mercato delle eSIM è in crescita: perché sempre più utenti le scelgono


Una scelta che risponde ai nuovi bisogni di consumatori e viaggiatori digitali, in un contesto dove la connettività mobile è diventata la nuova frontiera della vita connessa. Secondo le ultime analisi di Market Research Future, il mercato globale delle eSIM raggiungerà i 5,77 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale del 31,4%. Una dinamica trainata dalla domanda di connessione continua e roaming-free, dal boom dei dispositivi connessi e dalla trasformazione dei modelli di mobilità. La tecnologia eSIM (embedded SIM) rappresenta la nuova generazione della connettività mobile: una SIM digitale integrata nel dispositivo, che consente di attivare e gestire profili di rete direttamente via software, senza necessità di schede fisiche.

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Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici

Vantaggi e punti di forza della soluzione Aruba


Con Simyousoon di Aruba basta un click per essere online ovunque nel mondo, con copertura attiva fin da subito in oltre 200 destinazioni. Grazie alla tecnologia eSIM non è necessaria alcuna SIM fisica e l’utente può continuare a utilizzare il proprio numero tradizionale per chiamate e WhatsApp, senza interruzioni. È possibile scegliere tra numerosi piani dati, da 1 a 20 GB o con traffico illimitato, per periodi da 7 a 30 giorni. Il vantaggio è duplice: niente attese né sostituzioni, ma anche piena trasparenza su costi e consumi. L’utente conosce fin da subito le tariffe di connessione, evita i tradizionali costi di roaming all’estero, monitora i propri Giga in tempo reale tramite l’app e ricarica in autonomia quando serve, senza costi extra.

Internet all’estero senza roaming: cosa cambia per chi viaggia


Cuore del servizio è l’app Simyousoon, disponibile per iOS e Android, che permette di gestire l’intero ciclo di vita della eSIM: dalla scelta del piano alla configurazione, dal monitoraggio del traffico residuo alla ricarica immediata. L’attivazione è istantanea: il profilo dati si installa in pochi secondi e si attiva automaticamente al momento dell’arrivo nella destinazione selezionata. Inoltre, l’utente ha a disposizione un’assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, accessibile via chat e supportata direttamente dai canali Aruba, per ricevere aiuto in qualunque momento e a qualsiasi latitudine. Il payoff che accompagna il lancio – “connessi al volo” – sintetizza una promessa chiara: navigare senza interruzioni, ovunque e senza attese.

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Conclusioni: la sfida di Aruba nel mercato globale delle eSIM


Come per ogni suo servizio, anche in questo nuovo ambito Aruba punta su affidabilità, trasparenza e protezione dei dati personali, pilastri che da sempre ne contraddistinguono l’identità. Simyousoon si fonda su un’infrastruttura tecnologica solida e su un modello di gestione conforme ai più elevati standard europei in materia di sicurezza, privacy e qualità del servizio. L’obiettivo è garantire una connettività stabile, performante e sicura, assicurando agli utenti pieno controllo su costi e consumi e un’esperienza di navigazione continua, ovunque si trovino.

“Il mobile è diventato l’infrastruttura centrale della vita digitale, anche quando si viaggia” – ha dichiarato Gabriele Sposato di Aruba con Simyousoon intercettiamo questa evoluzione, offrendo una soluzione pensata per chi cerca continuità di connessione, sicurezza e controllo dei costi. È un’estensione naturale del nostro posizionamento verso nuovi scenari di utilizzo e nuovi pubblici, in un mercato sempre più globale, mantenendo i principi che da sempre guidano Aruba: affidabilità, trasparenza e qualità del servizio.”


In occasione del lancio, Simyousoon offre piani dati a partire da 1,35 euro e fino al 30% di sconto sulle principali destinazioni internazionali, permettendo di viaggiare e restare connessi risparmiando fin da subito.

Con l’arrivo di Simyousoon, Aruba entra nel mercato delle eSIM internazionali in un momento in cui la mobilità è sempre più digitale. Per chi viaggia spesso, la connettività non è più un optional ma un’infrastruttura essenziale. La sfida ora sarà conquistare un settore competitivo dove semplicità, copertura e trasparenza dei costi faranno la differenza.


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Samsung presenta Galaxy S26: lo smartphone Galaxy AI più intuitivo di sempre


Samsung alza l’asticella dell’intelligenza artificiale mobile con la nuova serie Galaxy S26. Più intuitivo, più intelligente e progettato per semplificare l’esperienza quotidiana grazie a Galaxy AI di nuova generazione
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Samsung ha svelato ieri sera (in Italia) la nuova serie Galaxy S26. Si tratta di una release che include i modelli Galaxy S26, S26+ e S26, alimentata dalle esperienze Galaxy AI più proattive e adattive di sempre, assicura l'azienda. La serie appena presenta è stata progettata integrando in modo sinergico le capacità più avanzate di Samsung in termini di prestazioni, sistema fotografico e Galaxy AI.

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Prestazioni e hardware


Progettata per garantire prestazioni affidabili per tutta la giornata, la serie Galaxy S26 si basa sull’hardware più potente mai realizzato per la serie Galaxy S, grazie a un chipset personalizzato. L’intera gamma è stata sviluppata per offrire prestazioni AI avanzate, efficienza energetica e una gestione termica ottimizzata, assicurando che anche le attività più impegnative vengano eseguite in modo fluido e costante. Su Galaxy S26 Ultra, il processore mobile personalizzato, Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy - offre le migliori prestazioni mai raggiunte nella sua categoria, con incrementi significativi su CPU, GPU e NPU, a supporto di esperienze più rapide e fluide che accompagnano l’utente per tutta la giornata. Per sostenere questo livello di performance, Galaxy S26 Ultra introduce una Vapor Chamber riprogettata, con materiale termico posizionato lungo i lati del processore, così da distribuire il calore in modo più efficiente su una superficie più ampia. A supporto dell’utilizzo quotidiano, Galaxy S26 Ultra introduce inoltre la tecnologia Ricarica ultrarapida 3.0, che riduce al minimo i tempi di inattività e consente di raggiungere fino al 75% di carica in soli 30 minuti.
Nella foto: Samsung Galaxy S26 PlusNella foto: Samsung Galaxy S26 Plus

Fotocamera e imaging computazionale


La serie Galaxy S26 estende la stessa attenzione all’interazione intuitiva anche alla creatività e alla produttività, grazie al sistema fotografico Galaxy leader nel settore. Su Galaxy S26 Ultra, le aperture focali della fotocamera più ampie consentono a una maggiore quantità di luce di raggiungere il sensore, offrendo immagini più nitide e ricche di dettagli in condizioni di scarsa illuminazione, anche con lo zoom. La funzione Nightography migliorata mantiene i video più chiari e vividi anche in ambienti poco illuminati, mentre la registrazione video beneficia della funzionalità Stabilizzatore potenziata, che introduce l’opzione Blocco orizzontale per una maggiore stabilità e un’inquadratura più uniforme, anche su terreni sconnessi o durante attività dinamiche. Galaxy S26 Ultra, inoltre, è il primo dispositivo Galaxy a supportare APV, un nuovo codec video di livello professionale progettato per offrire una compressione efficiente nei flussi di lavoro di produzione ad alta qualità. In aggiunta, grazie a strumenti basati sull’AI come Scansione documenti, che rimuove distorsioni e distrazioni, come pieghe o dita, si ottengono scansioni pulite in modo istantaneo. Più immagini possono essere organizzate automaticamente in un unico PDF, facilitando la digitalizzazione di ricevute, moduli o appunti.
Nella foto: Samsung Galaxy S26 UltraNella foto: Samsung Galaxy S26 Ultra

Galaxy AI: le nuove funzioni intelligenti


La serie Galaxy S26 è progettata per rendere le esperienze più frequenti semplici e intuitive, con Galaxy AI che riduce i passaggi. Con Now nudge, suggerimenti tempestivi e pertinenti aiutano a rimanere concentrati senza distrazioni: se un amico chiede le foto di un viaggio recente, Galaxy S26 suggerisce automaticamente le immagini dalla Galleria, eliminando la necessità di cercare tra gli album o passare da un’app all’altra. Now Brief diventa più proattivo e personalizzato, Cerchia e Cerca con Google è stato aggiornato, con un riconoscimento multi-oggetto potenziato, e Bixby rende l’interazione con i dispositivi più intuitiva e semplice che mai.

Dyson HushJet Purifier Compact: purificatore compatto e potente ora in Italia
Il Dyson HushJet Purifier Compact arriva in Italia: compatto, potente e silenzioso, il purificatore d’aria ideale per ogni casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Livelli di protezione: cosa cambia nella serie S26


Con l’evoluzione delle esperienze mobile, sempre più personalizzate grazie all’AI, la protezione della privacy ancora più centrale. Galaxy S26 Ultra introduce la privacy a livello di singolo pixel grazie al Privacy displayintegrato, il primo nel mondo mobile, una svolta nella tecnologia dei display che cambia radicalmente il modo in cui la privacy può essere protetta su uno smartphone. Progettato per situazioni quotidiane come mezzi di trasporto, caffè e ambienti condivisi, Privacy display va oltre qualsiasi soluzione precedentemente disponibile sui dispositivi mobile, con hardware e software che lavorano come un’unica soluzione per proteggere la privacy senza compromettere l’esperienza visiva.

Controllando il modo in cui i pixel disperdono la luce, il display mantiene i contenuti chiari, luminosi e confortevoli per l’utente nell’uso quotidiano, limitando al contempo ciò che gli altri possono vedere. A differenza delle tradizionali pellicole privacy applicate allo schermo, Privacy display integrato su Galaxy preserva la qualità di visione completa da tutte le angolazioni quando disattivato e limita la visibilità per chi osserva da angolazioni laterali quando è in azione, anche passando dall’orientamento verticale a quello orizzontale.Gli utenti possono personalizzare quando attivarlo, ad esempio durante l’inserimento di PIN, sequenze e password o all’apertura di app selezionate, e regolare i livelli di privacy in base alla situazione.

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La serie Galaxy S26 introduce inoltre protezioni software più intelligenti, che operano in modo discreto in background. La funzione Filtro chiamate basata su AI identifica le chiamate sconosciute e ne riassume l’intento, rendendo più semplice gestire le chiamate in sicurezza. Album privato, integrato direttamente nella Galleria, consente di nascondere facilmente foto e video selezionati senza dover creare una cartella separata o accedere a un Samsung Account. Per restare al passo con le minacce emergenti, Galaxy S26 estende inoltre l’innovazione di Samsung nella crittografia post-quantistica (PQC) ai processi di sistema più critici, inclusi la verifica del software e la protezione del firmware, rafforzando l’integrità del dispositivo in prospettiva futura.

La semplicità d’uso di Galaxy S26 continua anche quando lo smartphone non è a portata di mano. La nuova serie Galaxy Buds4 è il complemento naturale di Galaxy S26, estendendo le esperienze quotidiane oltre il telefono e offrendo un suono hi-fi ricco e immersivo.

Prezzi e disponibilità


Galaxy S26 Ultra, Galaxy S26+ e Galaxy S26 sono da ieri disponibili in preordine nei colori Cobalt Violet, White, Black e Sky Blue oltre alle colorazioni esclusive Samsung.com Pink Gold e Silver Shadow, in esclusiva online.

A seconda delle configurazioni:

  • Galaxy S26 sarà acquistabile ad un prezzo che oscilla da 1.029 a 1.229 euro;
  • Galaxy S26+ sarà acquistabile ad un prezzo da 1.289 a 1.489 euro;
  • infine, Galaxy S26 Ultra sarà acquistabile da 1.499 a 1.999 euro.

Dyson HushJet Purifier Compact: il purificatore d’aria più potente e compatto ora in Italia


Annunciato alla fine dello scorso anno, arriva ufficialmente in Italia a partire dal 17 febbraio 2026 Dyson HushJet™ Purifier Compact: il nuovo purificatore compatto pensato per offrire una purificazione completa dell’ambiente, grazie a un flusso d’aria ad alta velocità ispirato ai motori a reazione, funzionamento ultra-silenzioso e durata del filtro quattro volte superiore rispetto ai modelli precedenti.
L'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumoroseL'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumorose

Design e compattezza


Dyson HushJet Purifier Compact rappresenta un’evoluzione epocale nel design, e va oltre l’iconica forma ad anello. In particolare, Dyson ha adottato un ugello scultoreo HushJet Nozzle che consente, con l'amplificazione del flusso d’aria, una proiezione più potente, mentre il getto ad alta velocità esce dall’ugello. Quest'ultimo funziona come un concentratore per asciugacapelli, aumentando la velocità del flusso d’aria.
Progettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animaliProgettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animali

Prestazioni e tecnologia


Gli inquinanti indoor possono accumularsi rapidamente in ambienti chiusi e ben isolati come le camere da letto, soprattutto nelle abitazioni in contesti urbani.

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Dyson HushJet Purifier Compact è progettato per funzionare in modo ultra-silenzioso e intelligente giorno e notte, migliorando il benessere grazie a un’aria più pulita e a una minore interruzione del sonno, poiché gli studi dimostrano che l’inquinamento dell’aria e gli allergeni possono compromettere la qualità del sonno.

  • ultra-silenzioso: l’ugello a forma di stella riduce la turbolenza e attenua le onde sonore prodotte dal compressore ad alta velocità, diminuendo il rumore. In modalità notturna, il dispositivo funziona a soli 24 dBA, purificando senza disturbare il sonno;
  • aria purificata per un riposo notturno migliore: catturando allergeni come polline, polvere e forfora animale, Dyson HushJet Purifier Compact contribuisce a ridurre sintomi che possono compromettere il sonno, come naso chiuso, gola secca e prurito agli occhi.


Filtrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materialeFiltrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materiale

Specifiche tecniche


  • dimensioni: 45cm x 23cm x 23cm;
  • peso: 3.5kg;
  • filtrazione: filtro elettrostatico e carbone attivo, per il 99,95% delle particelle fino a 0,1 micron;
  • superficie massima coperta: 100mq;
  • durata del filtro: 5 anni;
  • controllo intelligente: App MyDyson e controllo vocale. Creazione di programmi, monitoraggio della qualità dell’aria, notifiche, compatibilità con Alexa o Google.


Smart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturneSmart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturne
Con il debutto italiano del Dyson HushJet Purifier Compact, il brand rafforza la propria presenza nel segmento dei purificatori d’aria compatti ad alte prestazioni. Il nuovo modello punta su un equilibrio tra tecnologia, efficienza e design, rivolgendosi a un pubblico attento alla qualità dell’aria indoor. Il dispositivo èdisponibile al prezzo di 399,00 euro nei Dyson Demo Store e su dyson.it.

AI e bambini: consigli di Kaspersky per un uso sicuro | TechperTutti
Scopri come proteggere i bambini dall’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale: i consigli pratici di Kaspersky per un’ AI sicura e responsabile.
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Roborock debutta a Sanremo con la “Kermesse del Pulito”: tecnologia smart e show nella settimana del Festival


Durante la settimana del Festival di Sanremo, Roborock lancia la “Kermesse del Pulito”, uno spazio esperienziale per far scoprire al pubblico la tecnologia smart applicata alla cura della casa, tra innovazione e intrattenimento
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Ci sono momenti dell’anno in cui il salotto di casa diventa il vero centro della scena, specialmente quando la grande musica italiana riunisce amici e famiglie davanti alla TV. Tra lunghe maratone di ascolto e catering improvvisati, mantenere uno spazio pulito e accogliente è fondamentale per godersi lo spettacolo: è qui che entrano in gioco le soluzioni Roborock, progettate per offrire una pulizia intelligente e senza fatica. Proprio per celebrare questa settimana iconica, Roborock ha scelto di essere nel cuore dell'azione, portando le proprie tecnologie direttamente a Sanremo. Il brand è, infatti, protagonista di uno spazio espositivo d’eccezione all’interno del Sorrisi The Beach Club, l’area realizzata da TV Sorrisi e Canzoni all'interno di Casa Sorrisi, presso il celebre Royal Hotel di Corso Imperatrice 80, a Sanremo.

Motorola Signature in Italia: miglior fotocamera DXOMARK
Motorola Signature debutta in Italia con DXOMARK Gold Label: smartphone ultrasottile con comparto fotografico di livello premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

"Divano Lover" o "Direttore d'orchestra"


Fino a sabato 28 febbraio il pubblico della città dei fiori potrà scoprire da vicino l'ecosistema Roborock e sperimentare dal vivo soluzioni all'avanguardia capaci di trasformare la gestione della casa. All’interno di un’area dedicata, Roborock infatti aprirà le porte della sua ‘kermesse del pulito’, invitando i visitatori a mettersi alla prova per scoprire il proprio profilo ideale. Ripercorrendo le hit sanremesi più celebri, i partecipanti si sfideranno per scoprire se sono più dei ‘divano lover’ – ovvero entusiasti della pulizia automatizzata dei robot aspirapolvere – o dei ‘direttori d’orchestra’, coloro che apprezzano i dispositivi gestiti manualmente ma non vogliono rinunciare all’innovazione. I visitatori saranno così guidati in modo dinamico e originale verso la soluzione più adatta alle loro esigenze e abitudini, mettendo in luce tutta la versatilità e la praticità d’uso della gamma Roborock.

“Siamo davvero entusiasti di poter portare Roborock in una cornice così iconica. L'Italia è un mercato chiave per Roborock, con consumatori attenti alla qualità, al design e all'innovazione”, ha afferma Giada Li di Roborock Italia.

Le novità in esposizione a Sanremo


Protagonisti del ‘palcoscenico’ targato Roborock saranno i robot aspirapolvere Saros 20 e Qrevo Curv 2 Flow, al debutto in Italia oggi su Amazon, sull’e-shop Roborock e nei migliori negozi di elettronica, proprio durante la settimana sanremese. Insieme con loro, si ‘esibirà’ Saros Z70, accanto a Q10 VF+, mentre gli aspirapolvere aspiraliquidi F25 Ultra e F25 Ace Pro, altra novità, disponibile sul mercato italiano già da qualche mese, saranno al centro di dimostrazioni e test di pulito.
Saros 20 è il robot in grado di superare doppie soglie e dislivelli fino a 8,8 cm, grazie a una rivoluzionaria struttura sollevabile triplaSaros 20 è il robot in grado di superare doppie soglie e dislivelli fino a 8,8 cm, grazie a una rivoluzionaria struttura sollevabile tripla
Tra le ‘new entry’ più significative presenti, Saros 20 che, grazie a una rivoluzionaria struttura sollevabile tripla, non solo riesce a superare le doppie sogleie, ma riconosce anche oltre 300 tipi di oggetti, compresi cavi sottili, attraverso il sistema autonomo StarSight 2.0. Inoltre, il suo corpo macchina sottile gli permette di scivolare sotto divani e letti bassi fino a 7,95 cm, mentre il motore digitale ultra-efficiente eroga fino a 36.000 Pa di aspirazione HyperForce, particolarmente efficace contro la polvere annidata nei tappeti.
Qrevo Curv 2 Flow, il primo robot aspirapolvere di Roborock dotato di rullo motorizzato extra-large, che garantisce fino a 220 giri al minuto per una rimozione altamente efficiente delle macchie, in un unico passaggioQrevo Curv 2 Flow, il primo robot aspirapolvere di Roborock dotato di rullo motorizzato extra-large, che garantisce fino a 220 giri al minuto per una rimozione altamente efficiente delle macchie, in un unico passaggio
Debutta in Italia anche Qrevo Curv 2 Flow con SpiraFlow, un sistema che garantisce l’autopulizia del rullo che si lava continuamente mentre pulisce. Non solo, ma alla fine di ogni ciclo di pulizia, il robot torna alla stazione di ricarica, dove il panno del rullo si autopulisce alla temperatura di 75°, garantendo massima igiene. Altra novità per il mercato italiano, che sarà possibile testare attivamente a Sanremo nel corner dedicato, èF25 Ace Pro, l'aspirapolvere aspiraliquidi che introduce per la prima volta la tecnologia JetFoaming, un sistema a schiuma ultra-densa che trasforma 1 ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle, agendo sullo sporco domestico più ostinato con efficacia sorprendente.

Roborock QR Series su TechperTutti: potenza da top a prezzo entry-level
Scopri il Roborock QR598, l’aspirapolvere robot che unisce prestazioni da top di gamma a un prezzo da entry-level. Navigazione intelligente, potenza di aspirazione e funzioni smart a portata di budget
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Accanto alle novità, Roborock ha portato a Sanremo anche alcuni tra i dispositivi più recenti, tra cui spicca il robot Saros Z70, che darà sfoggio del suo innovativo braccio robotico OmniGrip, capace di sollevare e riporre piccoli oggetti fino a 300 g, senza rinunciare ad alte performance di pulizia tramite una navigazione avanzata.

È possibile seguire l’attivazione sanremese di Roborock attraverso i canali del brand, che racconterà alla sua community le tante sorprese e sfide canore del pubblico coinvolto.


Roborock F25 ACE Pro arriva in Italia: il nuovo wet&dry con tecnologia schiumogena di nuova generazione


Roborock ha annunciato l’arrivo in Italia di F25 Ace Pro, il suo più recente e avanzato aspirapolvere wet&dry senza fili, recentemente presentato al CES 2026. La principale innovazione introdotta da questo modello è la tecnologia JetFoaming, progettata per affrontare lo sporco ostinato domestico in un'unica passata. Il dispositivo vanta, inoltre, una potenza di aspirazione di 25.000 Pa, un serbatoio dell'acqua più grande del 35% rispetto alle generazioni precedenti, un rullo avanzato anti-groviglio con JawScrapers e una base di autopulizia e asciugatura ad alte temperature completamente automatizzata.

HUAWEI FreeClip 2 e i trend wearable 2026: stile, audio e tecnologia
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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Tecnologia schiumogena di nuova generazione: come funziona


Il Roborock F25 ACE Pro si distingue dagli altri sistemi di aspirazione wet&dry perché è dotato della tecnologia JetFoaming di Roborock – un sistema di schiuma ultra-densa che trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle – progettato per aderire, sciogliere e sollevare macchie ostinate come gocce di unto di bistecca, residui di dentifricio o altri residui difficili da rimuovere. È sufficiente premere e tenere premuto il pulsante del grilletto per attivare il sistema. L'aria si miscelerà con precisione alla soluzione schiumogena e la spruzzerà attraverso l'ugello anteriore, distribuendola in pochi secondi in uno strato uniforme per sciogliere lo sporco. Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers. Questo strumento a "dente di squalo" consiste in raschiatori a pressione costante che catturano i capelli tempestivamente, mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua.
Il Roborock F25 ACE Pro è dotato della tecnologia JetFoaming proproetaria: un sistema di schiuma ultra-densa trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle

Un nuovo wet&dry per la pulizia intelligente della casa


Dal punto di vista hardware, Roborock F25 ACE Pro presenta una robusta potenza di aspirazione. Con 25.000 Pa di aspirazione, 30 N di pressione verso il basso e una rotazione della spazzola di 430 RPM, esso può sollevare la polvere incrostata e affrontare sporco umido e secco con facilità. Inoltre, la modalità automatica intelligente integra il sensore smart DirTect per rilevare i livelli di sporco, regolare l'aspirazione secondo necessità e utilizzare solo la quantità d'acqua necessaria, contribuendo a ottimizzare le risorse e a ottenere la migliore pulizia possibile.
Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acquaRoborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua
Roborock F25 ACE Pro garantisce, inoltre, una copertura da bordo a bordo mantenendo ogni angolo immacolato, anche grazie alla sua manovrabilità agevolata, assicurata dalle sue ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore che forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione. Rafforzando ulteriormente la manovrabilità, il corpo di Roborock F25 ACE Pro presenta FlatReach 2.0, la funzione che permette di inclinare il dispositivo dolcemente fino a 180° totali in orizzontale, mantenendo l'aspirazione anche quando il corpo è completamente disteso. Con soli 12,5 cm di altezza, F25 ACE Pro scivola facilmente sotto i mobili come letti e divani.
Roborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazioneRoborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione

Base per l’autopulizia e app Roborock


Roborock F25 ACE Pro è dotato di una base di auto-manutenzione che assicura un'autopulizia ad alta temperatura che riesce a dividere grasso e residui, inibendo i batteri e lasciando il rullo profondamente pulito e libero da odori indesiderati. Questo sistema è stato testato da TÜV SÜD per avere un tasso di rimozione batterica del 99,99%, contribuendo a un'esperienza di pulizia igienica ad ogni utilizzo. Dopo l'autopulizia, il flusso d'aria calda a 95°C raggiunge anche il nucleo della spazzola per un'asciugatura rapida e completa. La base sigillata trattiene il calore per prevenire umidità, muffa e odori – mantenendo il rullo pronto per il successivo utilizzo. Sono disponibili opzioni d’intensità inferiore di flusso d'aria e velocità della spazzola per consentire un'asciugatura delicata e silenziosa – completando un ciclo di 30 minuti a soli 48 dB.

Caro energia: bollette in aumento per 7 italiani su 10
Il caro energia continua a pesare sulle famiglie: negli ultimi 12 mesi il 70% dei consumatori ha riscontrato un aumento delle bollette domestiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L'app Roborock consente di mantenere il tutto sotto controllo, anche a distanza. Con la modalità di controllo remoto è, infatti, possibile guidare l'aspirapolvere direttamente dall'app Roborock senza intervento manuale – perfetta per fuoriuscite rapide e punti difficili da raggiungere. L'app Roborock consente, inoltre, di regolare i livelli di detergente per una pulizia personalizzata e senza sprechi.


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Sam Altman ricorda che anche gli esseri umani consumano molta energia


E le voci sui consumi d'acqua sarebbero tutte false.
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In breve:


In un importante congresso AI in India Sam Altman ha detto che le stime sul consumo d’acqua di ChatGPT “per singola domanda” sono false: il problema era legato in passato al raffreddamento tramite vapore dei data center. Ritiene invece legittima la preoccupazione per l’energia totale usata dall’IA e invita a puntare su nucleare, eolico e solare. Ha criticato le voci su quanto costa addestrare l'IA indicando che anche addestrare un umano richiede tantissima energia.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Sam Altman would like to remind you that humans use a lot of energy, too | TechCrunch
“It also takes a lot of energy to train a human.”
TechCrunchAnthony Ha

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Tutto ciò che hanno annunciato al Samsung Unpacked 2026


La funzione più amata è il privacy display.
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In breve:


Samsung ha presentato i Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra (in vendita dall’11 marzo) e i Galaxy Buds 4/4 Pro. Gli smartphone S26 e S26+ partono da 900 e 1.100 dollari (256 GB), +100$ rispetto al 2025: schermo da 6,3" sul modello base, batteria da 4.300 mAh e, in Nord America/Cina/Giappone, chip Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. Fotocamere simili all’anno scorso ma con colori più accurati, video stabilizzati e selfie migliorati. S26 Ultra (1.300 dollari) ha display AMOLED 6,9" a 120 Hz, batteria 5.000 mAh e funzione Privacy Display per limitare la visione laterale. I Buds 4 (180$) e 4 Pro (250$) migliorano audio e cancellazione del rumore; sui Pro arrivano audio ad alta qualità, rilevamento sirene e comandi con movimenti della testa, oltre a nuove funzioni AI per ricerche e assistenza.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Everything announced at Samsung Unpacked: The Galaxy S26 Ultra, Galaxy Buds 4 and more
The company revealed the Galaxy Buds 4 and Buds 4 Pro as well.
YahooKris Holt

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Il Pentagono dà un ultimatum ad Anthropic sull'uso dell'IA


Claude non ha mai voluto rimuovere i limiti su sorveglianza o armi autonome.

In breve:


Pete Hegseth, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, ha dato al CEO di Anthropic, Dario Amodei, una scadenza fino a venerdì pomeriggio perché l’azienda conceda al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti accesso completo e senza limiti al suo modello di intelligenza artificiale Claude, inclusi gli usi militari sensibili, oppure rischia serie conseguenze come la cancellazione del contratto da 200 milioni di dollari e la dichiarazione di Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” o persino l’invocazione del Defense Production Act, una legge che permetterebbe al governo di obbligare l’azienda ad adeguarsi alle esigenze militari. Claude è stato finora l’unico modello IA approvato per uso in reti classificate dall’esercito, ma Anthropic si è rifiutata di rimuovere le salvaguardie che vietano l’uso del suo modello per sorveglianza interna o armi completamente autonome.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Pentagon Gives Anthropic Ultimatum and Deadline in AI Use Standoff

Riassunto completo:


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Annunci del Samsung Unpacked, Pentagono pressa Anthropic, Stripe valuta di comprare PayPal


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 463 ed è stata finalizzata alle 01:18 del mattino, giovedì 26 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,814.

Buon giovedì,
ieri alle 19 ora italiana c'è stato il Samsung Unpacked 2026: vedremo insieme tutto ciò che è stato presentato e avete anche un video recap a fine rassegna. Poi parleremo della situazione di tensione tra il Pentagono e Anthropic; vedremo l'inizio di una possibile discussione che vedrebbe PayPal acquisita da Stripe, e tanto altro ancora. Buona lettura!

Sei nella versione free
Significa che non vedi il podcast, i commenti dell'autore, non hai accesso all'app, agli editoriali in anteprima e visualizzi la pubblicità.

Podcast quotidiano


Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 270 Giovedì 26 febbraio
0:00
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I nostri supporter ascoltano il podcast mentre vanno a lavoro, fanno colazione o si preparano per iniziare la giornata.

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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Tutto ciò che hanno annunciato al Samsung Unpacked 2026


Tecnologia
Samsung ha presentato i Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra (in vendita dall’11 marzo) e i Galaxy Buds 4/4 Pro. Gli smartphone S26 e S26+ partono da 900 e 1.100 dollari (256 GB), +100$ rispetto al 2025: schermo da 6,3" sul modello base, batteria da 4.300 mAh e, in Nord America/Cina/Giappone, chip Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. Fotocamere simili all’anno scorso ma con colori più accurati, video stabilizzati e selfie migliorati. S26 Ultra (1.300 dollari) ha display AMOLED 6,9" a 120 Hz, batteria 5.000 mAh e funzione Privacy Display per limitare la visione laterale. I Buds 4 (180$) e 4 Pro (250$) migliorano audio e cancellazione del rumore; sui Pro arrivano audio ad alta qualità, rilevamento sirene e comandi con movimenti della testa, oltre a nuove funzioni AI per ricerche e assistenza.
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Fonte: Engadget
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Il Pentagono dà un ultimatum ad Anthropic sull'uso dell'IA


Intelligenza Artificiale
Il Segretario alla Difesa USA, ha dato al CEO di Anthropic, Dario Amodei, una scadenza fino a venerdì pomeriggio perché l’azienda conceda al Dipartimento della Difesa accesso completo e senza limiti a Claude, inclusi gli usi militari, oppure rischia serie conseguenze come la cancellazione del contratto da 200 milioni di dollari e la dichiarazione di Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” o persino l’invocazione del Defense Production Act, una legge che permetterebbe al governo di obbligare l’azienda ad adeguarsi alle esigenze militari. Claude è stato finora l’unico modello IA approvato per uso in reti classificate dall’esercito, ma Anthropic si è rifiutata di rimuovere le salvaguardie che vietano l’uso del suo modello per sorveglianza interna o armi completamente autonome.
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Fonte: The Wall Street Journal
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Perché è importante?

Perché la vicenda ci mette di fronte a due temi che ancora richiedono tanta attenzione: la sorveglianza e il "libero arbitrio"...
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Stripe starebbe valutando l'acquisizione di PayPal


Finanza
Il titolo PayPal è salito di quasi il 7% dopo indiscrezioni su un possibile interesse di Stripe per un’acquisizione, totale o parziale, secondo Bloomberg. PayPal arriva da un periodo difficile: -19% da inizio anno e circa -33% nel 2025, complice una crescita più lenta e previsioni sugli utili deludenti; a marzo entrerà il nuovo CEO Enrique Lores. Stripe, società privata valutata 159 miliardi di dollari, sta diversificando oltre i pagamenti e non prevede per ora la quotazione in Borsa.
~
Fonte: CNBC
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Meta e AMD stringono un accordo da 100 miliardi di dollari per i chip AI


Intelligenza Artificiale
Meta ha firmato un accordo con AMD per acquistare fino a 6 gigawatt di capacità AI in chip MI450 nei prossimi cinque anni, per un valore stimato di oltre 100 miliardi di dollari. Meta avrà il diritto di acquistare fino al 10% delle azioni AMD a un prezzo simbolico, ma solo se verranno raggiunti certi obiettivi I chip serviranno soprattutto per l’inferenza, cioè per far rispondere i modelli alle richieste degli utenti. L’intesa rafforza AMD contro Nvidia e conferma l’enorme spesa di Meta in data center.
~
Fonte: The Wall Street Journal
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Sam Altman ricorda che anche gli esseri umani consumano molta energia


Intelligenza Artificiale
In un importante congresso AI in India Sam Altman ha detto che le stime sul consumo d’acqua di ChatGPT “per singola domanda” sono false: il problema era legato in passato al raffreddamento tramite vapore dei data center. Ritiene invece legittima la preoccupazione per l’energia totale usata dall’IA e invita a puntare su nucleare, eolico e solare. Ha criticato le voci su quanto costa addestrare l'IA indicando che anche addestrare un umano richiede tantissima energia.
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Fonte: TechCrunch
Alternativa in italiano: non pervenuta

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Letture interessanti


In lingua inglese.

La Silicon Valley non può più importare talenti come prima. Quindi esporta posti di lavoro.


restofworld.org (eng)

Scrivere codice è economico adesso


simonwillison.net (eng)

L'ingegnerizzazione di tutto


posthog.com (eng)

Metà del mercato degli agenti AI riguarda una categoria e basta


garryslist.org (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

WBD afferma che la nuova offerta di Paramount potrebbe essere superiore a quella di Netflix


arstechnica.com (eng)

Google punta a distribuire Internet laser su scala urbana


thestack.technology (eng)

Svelati i dettagli del nuovo MacBook Pro M6, tra cui Dynamic Island, touch e altro ancora


9to5mac.com (eng)

Video del giorno

youtube.com/embed/0ZTRxqVhXJo?…

Samsung Unpacked in 12 minuti


Ecco il canonico recap di The Verge su uno degli eventi tecnologici più importanti dell'anno.

Vedi video su youtube.com (eng - 12:12)

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Stripe starebbe valutando l'acquisizione di PayPal


In breve:


Il titolo PayPal è salito di quasi il 7% dopo indiscrezioni su un possibile interesse di Stripe per un’acquisizione, totale o parziale, secondo Bloomberg. PayPal arriva da un periodo difficile: -19% da inizio anno e circa -33% nel 2025, complice una crescita più lenta e previsioni sugli utili deludenti; a marzo entrerà il nuovo CEO Enrique Lores. Stripe, società privata valutata 159 miliardi di dollari, sta diversificando oltre i pagamenti e non prevede per ora la quotazione in Borsa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

PayPal pops nearly 7% on report fintech startup Stripe is weighing an acquisition
PayPal’s stock lost nearly a third of its value last year due to slowing growth and competition concerns.
CNBCSamantha Subin

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Stripe starebbe valutando l'acquisizione di PayPal


Gli affari vanno molto male per il gateway di pagamenti.
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In breve:


Il titolo PayPal è salito di quasi il 7% dopo indiscrezioni su un possibile interesse di Stripe per un’acquisizione, totale o parziale, secondo Bloomberg. PayPal arriva da un periodo difficile: -19% da inizio anno e circa -33% nel 2025, complice una crescita più lenta e previsioni sugli utili deludenti; a marzo entrerà il nuovo CEO Enrique Lores. Stripe, società privata valutata 159 miliardi di dollari, sta diversificando oltre i pagamenti e non prevede per ora la quotazione in Borsa.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

PayPal pops nearly 7% on report fintech startup Stripe is weighing an acquisition
PayPal’s stock lost nearly a third of its value last year due to slowing growth and competition concerns.
CNBCSamantha Subin

Riassunto completo:


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Meta e AMD stringono accordo per chip AI da 100 miliardi di dollari


L'accordo porterebbe Meta a possedere fino al 10% di AMD.

In breve:


Meta ha firmato un accordo con AMD per acquistare fino a 6 gigawatt di capacità AI in chip MI450 nei prossimi cinque anni, per un valore stimato di oltre 100 miliardi di dollari. Meta avrà il diritto di acquistare fino al 10% delle azioni AMD a un prezzo simbolico, ma solo se verranno raggiunti certi obiettivi I chip serviranno soprattutto per l’inferenza, cioè per far rispondere i modelli alle richieste degli utenti. L’intesa rafforza AMD contro Nvidia e conferma l’enorme spesa di Meta in data center.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The Wall Street Journal - Meta and AMD Agree to AI Chips Deal Worth More Than $100 Billion

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F1: The Movie (2025)


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Si vede la mano di mamma Apple che sta sfornando davvero ottimi prodotti specialmente dal punto di vista "estetico" e della cura.

Ottimi attori, storia "classica", ma che funziona sempre.
Forse l'unica cosa che avrei cambiato è il finale un po' troppo cliché.

F1 (2025) ⭐ 7.6 | Action, Drama, Sport
2h 35m | 12
IMDbHermesWermes

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Eight Must-Play Demos at Steam Next Fest (February 26)


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Steam Next Fest is here, and that means over 4,000 demos to choose from and just a few days to try the best this celebration of in-progress projects has to offer. After several hours of testing, here are the eight demos (each about an hour long) you must try by March 2nd at 7 PM. There's something for everyone, from the controversial "sequel" to Disco Elysium to a skateboarding game featuring a train: here are the most interesting demos from Next Fest in February 2026.

Titanium Court


Do you enjoy British humor with a touch of nonsense? Then Titanium Court is the game for you. It's a hybrid between a match-3 game (where you connect three identical bricks to make them disappear), a turn-based strategy game, and a roguelike, all wrapped up in a fae-themed story that gets increasingly absurd with each playthrough. The pixel art graphics are extraordinarily inspired and give the game a really stylish feel.

Demo: store.steampowered.com/app/236…

Zero Parades for Dead Spies


The ZA/UM that will release ZERO PARADES no longer employs the minds that brought the Disco Elysium universe to life, and the reason for this requires several hours of testimony and legal battles that People Make Games sums up very well. Despite the controversy, if you're looking for smoky atmospheres and a morbidly fascinating dystopia, ZERO PARADES won't disappoint, picking up Disco's torch and doing something new with it, with a lot of potential. Try it before you send it to the gallows.

Demo: store.steampowered.com/app/286…

The Eternal Life of Goldman


Anyone looking for a proper 2D platformer with unique mechanics and an interesting subplot should try The Eternal Life of Goldman. Hand-crafted animations, bizarre enemies, jumping sections, and original combat complement a story that has a typical Metroidvania premise, but adds an extra layer of complexity thanks to a set of abilities that can be modified throughout the levels, allowing you to vary the protagonist's jumping speed and the attacks he can use. Try it for the art style, but stick around for the myriad of combinations the game has to offer.

Demo: store.steampowered.com/app/225…

Scriptorium: Master of Manuscripts


Have you ever wished you could draw on a medieval manuscript instead of creating yet another useless graphic on Canva? Prepare to recycle your skills in the service of the devil, because in Scriptorium: Master of Manuscripts you've signed a contract with the satan and now you must miniate manuscripts to keep him happy. Clients will ask you for everything, from bestiaries to family portraits, and you'll have to create the images they ask for using the game's pre-drawn components. The instructions are sufficiently vague to unleash your creativity, and some results are truly hilarious.

Demo: store.steampowered.com/app/311…

Denshattak!


Denshattak is a skateboarding game, but instead of a board, you control a Japanese train carriage as it performs crazy tricks at breakneck speed to take down mega-corporations and rival gangs. If this description hasn't convinced you, skip to the next demo; if it has, ignore the rest of this list and go try it out; it's pure madness.

Demo: store.steampowered.com/app/252…

Imagine Sisyphus Happy


Sisyphus is doomed to fail forever, right? So why not stream his ordeal to interact with the chat, make new friends, and earn some money? This is the premise of Imagine Sisyphus Happy, a management game where you have to carry the boulder up the hill while entertaining a livestream audience. The gameplay isn't terribly deep, but it has plenty of interesting ideas and a polished execution.

Demo: store.steampowered.com/app/395…

Arkheron


The chief creative officer of Diablo 3 and World of Warcraft left Blizzard in 2016 to found his own studio, and after nearly 10 years of work, Arkheron is the result. It features an isometric perspective, hack-and-slash gameplay (a la Hades), a complete lack of classes, and a PvPvE structure that will test your skills against both computer-controlled enemies and other players. The game takes place in a tower you climb, with each floor providing weapons and powers to build a different character each time, and the two teams that reach the top (of the 15 that start) face off in a 3v3 match. It's fast-paced, interesting, and needs players to refine its formula. Give it a try if you like Diablo and Hades and have always wanted to see what they would be like in PvP.

Demo: store.steampowered.com/app/333…

Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors


Poncle has made his own Slay the Spire, and it's as addictive as Vampire Survivors. It's fast, clever, multifaceted, and mildly absurd: if you like card games, give it a try because it's both tactically deep and incredibly casual turn after turn. Cards can be powered up to create explosive combos, and there are so many characters to choose from, each with a different effect: when it comes out, it'll eat up millions of people's free time.

Demo: store.steampowered.com/app/326…

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Otto demo imperdibili da provare allo Steam Next Fest (febbraio 26)


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É arrivato lo Steam Next Fest e questo vuol dire più di 4000 demo tra cui scegliere e pochi giorni per provare il meglio che questa celebrazione dei progetti in cantiere ha da offrire. Dopo diverse ore di testing, ecco le otto demo (della durata di circa un'ora ciascuna) da provare entro il 2 marzo alle 19. Ce n'è per tutti i gusti, dal controverso "sequel" di Disco Elysium a un gioco di skate in cui si usa un treno: ecco le demo più interessanti del Next Fest di febbraio 2026.

Titanium Court


Vi piace il british humor con un pizzico di nonsense? Allora Titanium Court è il gioco che fa per voi. É un ibrido tra un gioco match 3 (in cui bisogna collegare tre mattoncini uguali per farli sparire), uno strategico a turni e un roguelike, il tutto avvolto da una storia a base di fae che diventa sempre più assurda una run dopo l'altra. La grafica in pixel art, poi, è straordinariamente ispirata e dà al gioco un vero tocco di autorialità e stile.

Demo: store.steampowered.com/app/236…

Zero Parades for Dead Spies


La ZA/UM che farà uscire ZERO PARADES non ha più sotto la sua ala le menti che hanno dato vita all'universo di Disco Elysium e il motivo richiede diverse ore di testimonianze e battaglie legali che People Make Games riassume molto bene. Nonostante le controversie, se siete alla ricerca di atmosfere fumose e di una distopia morbosamente affascinante, ZERO PARADES non vi deluderà perché raccoglie la torcia di Disco e ci fa qualcosa di nuovo e con molto potenziale. Provatelo prima di mandarlo alla forca

Demo: store.steampowered.com/app/286…

The Eternal Life of Goldman


Chi vuole un platformer in 2D come si deve con meccaniche uniche e una sottotrama con prospettive interessanti deve provare The Eternal Life of Goldman. Animazioni fatte a mano, nemici bizzarri, sezioni di salti e combattimenti originali accompagnano una storia che ha le tipiche premesse da metroidvania, ma aggiunge uno strato di complessità in più grazie a un set di abilità modificabili durante i livelli per variare quanto salta il protagonista e che attacchi ha a disposizione. Provatelo per lo stile artistico, restate per la miriade di combinazioni che offre il gioco.

Demo: store.steampowered.com/app/225…

Scriptorium: Master of Manuscripts


Avete mai desiderato di miniare un manoscritto medievale al posto di dover realizzare l'ennesima grafica inutile su Canva? Preparatevi a riciclare le vostre skill al servizio del demonio perché in Scriptorium: Master of Manuscripts avete firmato un contratto con il diavolo e ora dovete miniare manoscritti per farlo contento. I clienti vi chiederanno di tutto, da bestiari a ritratti di famiglia e voi dovrete realizzare, usando le componenti fornite dal gioco, le immagini che loro vi chiedono. I limiti imposti sono sufficientemente labili da scatenare la creatività e alcuni risultati sono davvero esilaranti, provare per credere.

Demo: store.steampowered.com/app/311…

Denshattak!


Denshattak è un gioco di skateboard ma al posto della tavola controllerete il vagone di un treno giapponese mentre fa trick assurdi a velocità smodata per abbattere mega-multinazionali e gang rivali. Se questa descrizione non vi ha convinto passate alla prossima demo, se lo ha fatto ignorate il resto di questi consigli e correte a provarlo, è follia pura.

Demo: store.steampowered.com/app/252…

Imagine Sisyphus Happy


Sisifo è condannato a fallire per l'eternità giusto? Quindi perché non streammare la sua epopea per interagire con la chat, farsi nuovi amici e guadagnare qualche soldo? Queste sono le premesse di Imagine Sisyphus Happy, un gestionale in cui bisogna portare il masso su per la collina e insieme intrattenere un pubblico in live streaming. Il gameplay non è profondissimo ma ci sono tante idee interessanti e un'esecuzione rifinita.

Demo: store.steampowered.com/app/395…

Arkheron


Il chief creative officer di Diablo 3 e World of Warcraft ha lasciato la Blizzard nel 2016 per fondare il suo studio, e dopo quasi 10 anni di lavoro Arkheron è il risultato. Prospettiva isometrica, gameplay hack and slash (in stile Hades), assenza totale di classi e una struttura PvPvE che metterà alla prova le vostre abilità sia contro i nemici controllati dal computer sia contro gli altri giocatori. Una partita è ambientata su una torre da scalare, ad ogni piano arrivano armi e poteri per poter costruire ogni volta personaggi diversi e i due team che arrivano in cima (dei 15 che partono) si affrontano in uno scontro diretto 3v3. É rapido, interessante e ha bisogno di giocatori per rifinire la sua formula, dategli una possibilità se vi piacciono Diablo e Hades e avete sempre desiderato vedere come sarebbero in PvP.

Demo: store.steampowered.com/app/333…

Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors


Poncle ha fatto il suo Slay the Spire e dà dipendenza quanto Vampire Survivors. É rapido, intelligente, sfaccettato e moderatamente assurdo: se vi piacciono i cardgame provatelo perché è sia profondo a livello tattico, sia incredibilmente casual turno dopo turno. Le carte possono essere potenziate per creare combo esplosive e ci sono tanti personaggi, ognuno con un effetto diverso, tra cui scegliere: quando uscirà si mangerà vivo il tempo libero di milioni di persone.

Demo: store.steampowered.com/app/326…

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EDITORIALE 3/26


Alcuni decenni fa il Salone nautico di Genova, ospitò pochissimi illuminati operatori della pesca sportiva. Allora sembrava che la tanto sospirata sinergia tra nautica e pesca stesse germogliando. Ma così non fu e dopo pochi anni, quei coraggiosi e intraprendenti operatori, desistettero dal progetto. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate e Rimini è testimone e vetrina. Internet è nelle case di tutti e i social hanno dato a non pochi “influencer” la necessaria visibilità che le aziende giustamente amplificano e trasformano in business. E siccome sono coinvolti sia fornitori di elettronica di bordo che i cantieri nautici, sia i produttori di attrezzatura da pesca che i costruttori di motori fuoribordo, oltre un cosmo di aziende specializzate nell’accessoristica, la sinergia, di fatto è già in essere, almeno in principio. Infatti, tralasciando la congiuntura economica, l’incertezza di mercati e bla, bla, bla, sfugge ancora il gradino successivo che completerebbe a tutto tondo ‘sta benedetta sinergia: quello dei fisherman! Quello dei veri fisherman d’altura, quelli che hanno contribuito al mito americano della pesca sportiva, dei combattimenti infiniti, delle prede più tenaci come il marlin e lo spada. Ecco, non sappiamo se Pescare Show abbia le potenzialità per chiudere il cerchio, ma Rimini ci ha stupito, e siccome il mare è lì, forse non è azzardato sognare un po’ più in grande e sperare che negli anni futuri la mostra romagnola si estenda anche in banchina.
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Woodcock il Catamarano


Pescare Show, la fiera della pesca e della nautica di Rimini, è stata una vetrina importantissima con una novità che non poteva che suscitare una grande curiosità. Infatti tra le barche e i gommoni super attrezzati, abbiamo scoperto un bel progetto, non i
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Nel Mediterraneo e in Italia in particolare il catamarano non ha mai riscontrato il dovuto successo. I motivi sono diversi come la doppia motorizzazione e i volumi fuori standard, ma anche fattori culturali che vedono nella carena a V il miglior disegno per il nostro mare. Eppure in certe parti del mondo come gli Stati Uniti o il Sudafrica, tanto per citarne alcuni, il doppio scafo risulta addirittura insostituibile. In oceano infatti in condizioni normali al varo della barca segue l’attraversamento della risacca, operazione da non prendere sottogamba e in alcuni casi anche pericolosa. Questa è la ragione per cui il catamarano è così diffuso. Perché con onde corte, di breve periodo e irregolari, esattamente come quelle che regnano nel nostro Mediterraneo, il doppio scafo si muove molto meglio. Questa ragione sarebbe già sufficiente per mettere in discussione il paradigma italiano, ma, il progetto di Nicola Governatore, titolare di Woodcock e esperto pescatore, va oltre e in 4 punti spiega i vantaggi del suo progetto catamarano, stretto e proporzionato.

Efficienza - Meno superficie immersa, meno potenza, meno consumi. Un catamarano lavora con una resistenza inferiore rispetto a una barca tradizionale.

Stabilità - Più largo, più stabile. La piattaforma naturalmente più ampia offre maggiore stabilità e migliore gestione dell’onda.

Spazio - Più metri quadri, più vivibilità. Possibilità di organizzare la barca in mo-do intelligente: lavoro a bordo, attrezzatura, passaggi, stivaggi.

Progettazione - Disegnata da pescatori. Dettagli, ergonomia e praticità pensati da chi il mare lo vive davvero.

Questa barca - dice Nicola - nasce da un’esigenza reale: macinare miglia, spesso, con una barca che stia al passo e senza “bruciare” troppo carburante. Si rivolge a chi necessita di attrezzatura professionale, passaggi intelligenti e spazi ottimizzati. Inoltre - prosegue il progettista - questa barca funziona benissimo anche per chi vuole vivere il diporto con la famiglia, perché stabilità e spazio rendono tutto più semplice. Quando le uscite diventano lunghe, ti interessano tre cose: stabilità, spazio, efficienza. Woodcock mette insieme queste tre cose con una scelta tecnica precisa: il catamarano.

Due modelli

CIP 221, più compatto, più agile. Pensato per chi vuole uscire spesso, fare miglia, tenere tutto sotto controllo. Lunghezza: m 6,64; larghezza: m 2,54; max potenza: hp 2x150; serbatoio: l 2x200; peso: kg 1500.

CIP 261, più importante per spazio e presenza. Disegnato per i pescatori più esigenti. Per chi vuole tanta vivibilità e un comfort superiore nelle uscite lunghe. Lunghezza: m 8,64; larghezza: m 3.56; potenza max hp 2x300; serbatoio: l 2x400; peso: kg 2600

woodcockboatworks.com

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Italcanna Kere


Kéré è un minuscolo atollo nell’arcipelago atlantico delle Bijagos. In questo piccolo paradiso Boris Salnicoff, prezioso collaboratore Italcanna, ha testato Kere, la canna da spinning pensata per gli spinner viaggiatori. È una travel in 4 pezzi, con un ingombro, compreso il tubo, di appena 65 centimetri. È pensata per uno spinning medio pesante con un range di lancio da 30 a 80 grammi e una lunghezza totale di 230 centimetri. Il manico ha una comoda impugnatura in sughero con una legatura molto decorativa appena sopra il porta mulinello. Tutti gli innesti sono spigot, precisi e sicuri. Per l’anellatura è stata scelta la serie tangle free Fuji Sic. A dispetto delle 4 sezioni, l’azione della canna è pronta e reattiva. Testata nell’oceano, è perfetta nello spinning mediterraneo alla ricerca dei grandi predatori. A richiesta è disponibile una custodia rigida con stemma ricamato.

italcanna.com

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Facebook ha progettato un'app per adolescenti ma non l'ha mai lanciata


Si doveva chiamare "Bell".
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In breve:


Secondo nuovi atti legali, nel 2018, Facebook ha ideato Bell, un'app per adolescenti incentrata sulle scuole superiori, per creare un hub per studenti e poi migrarli sulla piattaforma principale dopo il diploma. L'app non è mai stata lanciata ma diventa importante ora che Meta sta affrontando un processo contro i social media per presunta dipendenza e danni ai minori. In una presentazione interna si legge che l'obiettivo era "conquistare" i giovani prima dei 18 anni e fidelizzarli all'utilizzo di Facebook.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Facebook designed an app for teens called Bell but never launched it, court records reveal
An internal Facebook presentation from 2018 describes a messaging-based app that would have allowed high school students to communicate with their classmates.
NBC NewsTyler Kingkade

Riassunto completo:


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Anthropic accusa la Cina, Facebook app per teenager, Google ostacola OpenClaw


I tuoi 5 minuti di aggiornamento mattutino.
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La rassegna di oggi è gentilmente sponsorizzata da Ghost.

Ciao, sono Amir! Questa è la rassegna n. 472 ed è stata finalizzata alle 02:11 del mattino, mercoledì 25 febbraio 2026. I lettori di Morning Tech sono attualmente 4,802.

Buon mercoledì,
oggi parleremo di accuse, blocchi e tensioni fra Anthropic e la Cina, fra Meta e il processo legale in corso e fra Google e OpenAI, ma non solo! Buona lettura.

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Con il commento di Amir Ati.

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Intro + Prima notizia - Ep. 269 Mercoledì 25 febbraio
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Notizie dal mondo


Le news di oggi, selezionate a mano.

Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


Intelligenza Artificiale
Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".
~
Fonte: The New York Times
Alternativa in italiano: [solo per supporter]

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Il paradosso

Di chi sono i dati? Perché Anthropic li ha rubati a milioni di autori online, e la stessa cosa ha fatto OpenAI, che nell'estate...
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Facebook ha progettato un'app per adolescenti ma non l'ha mai lanciata


Legge
Secondo nuovi atti legali, nel 2018, Facebook ha ideato Bell, un'app per adolescenti incentrata sulle scuole superiori, per creare un hub per studenti e poi migrarli sulla piattaforma principale dopo il diploma. L'app non è mai stata lanciata ma diventa importante ora che Meta sta affrontando un processo contro i social media per presunta dipendenza e danni ai minori. In una presentazione interna si legge che l'obiettivo era "conquistare" i giovani prima dei 18 anni e fidelizzarli all'utilizzo di Facebook.
~
Fonte: NBC News
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Google sta impedendo a utenti di OpenClaw di utilizzare Gemini


Big Tech
Google ha limitato l’accesso al suo tool di vibe coding (far scrivere codice all'IA tramite istruzioni in linguaggio naturale) Antigravity a tutti gli utenti che passavano i token di Gemini a OpenClaw, famoso framework open source per agenti IA appena acquisito da OpenAI. Secondo DeepMind l’uso “malizioso” ha trasformato Antigravity in un proxy per servizi terzi, saturando capacità di calcolo e peggiorando il servizio.
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Fonte: The Times of India
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Perché è importante?

Questa puzza di guerra tra player dominanti perché anche Anthropic ha vietato l'uso dei token OAuth di Claude...
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Google introduce i flussi di lavoro automatizzati su Opal


Tecnologia
Google ha annunciato per Opal, il suo tool che permette di creare mini web app senza programmare, un nuovo agente capace di costruire flussi di lavoro automatizzati a partire da semplici prompt testuali. Basato sul modello di intelligenza artificiale Gemini 3 Flash, l’agente seleziona da solo gli strumenti utili (per esempio Google Sheets per salvare dati tra una sessione e l’altra) e interagisce con l’utente chiedendo informazioni quando servono.
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Fonte: TechCrunch
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Toyota acquisisce sette robot umanoidi per uno stabilimento in Canada


Robotica
Toyota Motor Manufacturing Canada introdurrà sette robot umanoidi Digit nel suo stabilimento che produce il Toyota RAV4, dopo un anno di test. I robot, sviluppati da Agility Robotics, non vengono acquistati ma usati come servizio ("Robots as a Service"), con assistenza continua. Per ora lavoreranno senza persone accanto, occupandosi di spostare contenitori di componenti tra magazzino e linea produttiva. Il punto non è solo il robot in sé, ma l’integrazione concreta in fabbrica: gestione, ricarica e coordinamento sono le vere sfide da risolvere.
~
Fonte: TechCrunch
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Robots as a Service

Questo è un termine che poteva nascere soltanto in questi mesi: "Robots as a Service (RaaS)", perché è adesso che...
[solo per supporter]

Letture interessanti


In lingua inglese.

Può OpenAI costruire Alexa prima che Amazon costruisca ChatGPT?


spyglass.org (eng)

Tutti hanno amato la bolla del "dot com". La bolla IA? Non tanto.


nytimes.com (eng)

Quello che penso di Codex


x.com (eng)

Gli atomi sono economici, il processo è costoso


futureblind.com (eng)

Notizie veloci


In lingua inglese.

Apple starebbe considerando il rosso come il prossimo colore premium per i suoi iPhone


engadget.com (eng)

WhatsApp sta finalmente rilasciando i messaggi schedulabili


9to5mac.com (eng)

Apple lancia la nuova "Sales Coach" app


macrumors.com (eng)

Panasonic, ex re del plasma, non produrrà più televisori proprietari


arstechnica.com

PromptSpy è il primo malware Android a utilizzare l'IA generativa in fase di esecuzione


bleepingcomputer.com

Video del giorno

youtube.com/embed/V5AFQaEbHQU?…

Apex


Questo video è stato generato completamente tramite intelligenza artificiale e porta la firma di uno degli studi di produzione AI più brillanti, con sede a Berlino, i Dor Brothers.

Vedi video su youtube.com (eng - 3:14)

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Anthropic accusa tre aziende cinesi di aver rubato i suoi dati


In breve:


Anthropic ha accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax, tre aziende cinesi, di aver raccolto illegalmente milioni di conversazioni dal suo chatbot Claude per addestrare i propri sistemi. Le aziende cinesi avrebbero usato circa 24.000 account fraudolenti per generare oltre 16 milioni di conversazioni. La pratica, vietata dai termini di servizio e considerata un rischio per la sicurezza nazionale, è simile a quelle denunciate anche da OpenAI l'anno scorso, che le descrive come tentativi di "free-ride".

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

The New York Times - Anthropic Accuses 3 Chinese Companies of Harvesting Its Data

Riassunto completo:


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