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CROSS

Salomone è un Re importante, e quando leggiamo il suo nome nella Bibbia, tra le altre cose, lo troviamo davanti a due donne: una delle due ha perso suo figlio, e ha rubato il figlio all’altra. Entrambe rivendicano la maternità dell’unico bambino, e a Salomone spetta il compito di stabilire con saggezza quale sia, tra le due donne, la vera mamma.
Quindi, nell'impossibilità di stabilire oltre ogni dubbio quale delle due fosse quella vera, Salomone sguaina la sua spada e decide: tagliamo il bambino in due parti, così accontentiamo entrambe. Venga data una metà all’una, e una metà all’altra.
La vera mamma, pur di lasciare il figlio in vita prega il Re di non farlo; piuttosto, lo desse all’altra donna. Purché il bambino viva, lei è disposta a rinunciarvi. Sia pure la falsa mamma, la sua mamma.
L’altra invece, pur di negare all’altra la maternità che a lei il destino ha voluto negare, urla: taglialo in due, taglialo. Niente a me, niente a lei.
La sua cattiveria non cerca la maternità che Dio le ha tolto facendole morire il figlio, ma vuole che all’altra venga negata, così come è stata negata a lei.
Questi i presupposti del bene e del male, nell’esposizione del mio pensiero più intimo.

Chi vuole il male distrugge, divide, uccide, cerca — con ogni mezzo — di privare gli altri del bene, perché sa che a lui è precluso.
Chi ama il male non è capace del bene. È un contenitore sterile del buio.
Chi vuole il bene invece non cerca di distruggerlo. Al contrario, a costo di privarsene, vuole che il bene viva, e venga agito.

Gli basta che altri lo abbiano, e ne gioiscano.

Cross · Pencil On Paper (Work in Progress)