@madbob Bella domanda, per ora ho viato che viene chiesta la registrazione di parole con l'obiettivo di avere molto materiale audio. Non ho capito se poi verrà usato per sintesi vocale o solo come materiale sonoro fine a sè stesso @Wikimedia_Fr @nilocram @wikimediaitalia @ItaLinuxSociety @scuola @simonezanella
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@madbob Io una differenza la vedo. In @MozzillaCommonVoice non si può scegliere la licenza. Bisogna accettare che la voce registrata possa essere utilizzata dalle peggiori multinazionali senza neppure ringraziare.
In questo vedo che il progetto lingualibre.org è diverso, si può scegliere una licenza CC-BY-SA e decidere di collaborare solo con chi collabora a sua volta.
Non ho capito. Stai dicendo che esisterebbe una licenza capace di impedire alle "peggiori multinazionali" di usare le registrazioni? Mi pare dubbio, anche se dipende dagli usi che hai in mente (alcuni potrebbero essere fair use) e dalla definizione di peggiore multinazionale (tutte se ne infischiano della legge, ma alcune fanno almeno finta di rispettare il diritto d'autore). meta.wikimedia.org/wiki/Free_k…
La prima edizione del nostro corso online gratuito di (e)missione (im)possibile è stata un successo! Grazie al feedback ricevuto, il 16 ottobre 2023 lanceremo una nuova versione aggiornata del corso.
Avverto fin d'ora che ha dei difetti: - per autenticarsi sembra sia essenziale un'utenza di google !?! - gran parte dei contenuti sono su youtube, che tende a infilarci pubblicità prima e dopo... - l'apparato di verifica (test a risposta chiusa) è scadente...
Alle associazioni coinvolte, come #UnPontePer e #ASudOnlus lo si perdona facilmente. Alle università che partecipano al progetto, un po' meno... ma tant'è.
#mastoaiuto da qualche giorno il ministero dell'istruzione ha passato le mail a #outlook, di #office365. Io vorrei leggere la posta con un client (nello specifico clawsmail) ma non riesco a passare l'autenticazione. Mi pare di capire che bisogna interfacciarsi con server exchange ma con quello che ho trovato in rete non ho risolto. Avete qualche suggerimento? Sono proprio costretto ad usare outlook? @quinta @ItaLinuxSociety @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe
Non dovrebbe essere necessario Exchange, dovrebbe funzionare IMAP/SMTP-AUTH con oauth2. Prova con Thunderbird prima, imposta tutto automaticamente ed è piú facile che sia configurato.
Dipende dalle configurazioni impostate dall'amministratore, sono spiegate in learn.microsoft.com. Può essere configurato per non consentirlo a nessuno, o solo a certe "app", o solo a certe utenze.
@nemobis provato con thunderbird, per interfacciarsi con exchange aggiunge un plugin owl (primo mese di prova poi 10€ all'anno), ma nonostante questo non si arriva ad autorizzare l'accesso al server di posta.
Non serve nessuna estensione per la posta. Io uso anche #TbSync con exchange (che è libero e gratuito) ma serve solo per l'agenda e la rubrica. addons.thunderbird.net/it/thun…
@nemobis quando ho messo le info dell'account nome@scuola.istruzione.it è uscito un avviso che mi informava della necessità di aggiungere un componente per far funzionare exchange, e così ho acconsentito e mi sono ritrovato con owl installato. Adesso tolgo tutto e riprovo
@nemobis Anche io uso TB per leggere posta su server Exchange. Confermo: non serve nessun plugin. Devi configurare a mano le impostazioni relative a server IMAP e SMTP (la configurazione automatica fallisce). Per conoscere le impostazioni collegati alla webmail via outlook.office.com > impostazioni > Posta > Sincronizza la posta elettronica.
@simonezanella Eh si, ho immaginato. Io non ho ancora chiesto ma ad essere sincero mi aspettavo una risposta di questo tipo. L'inoltro della posta invia un messaggio maio messaggio che si riceve è vuoto, anche si è provveduto a sistemare tutto @altramente @nemobis
Consiglio comunque di insistere un po'. Quasi sicuramente ciò dipende dalle impostazioni predefinite di Microsoft, non da una scelta conscia. Le impostazioni di Office365 sono una giungla e gli amministratori vanno presi per mano finché non le capiscono.
@nemobis Proverò a chiedere, ma ho io sospetto che sia stato fatto consciamente per "sicurezza". Con questa scusa stringono sempre più il recinto. Invece che ragionare su standard appoggiano soluzioni che, per dare l'illusione di aver più sicurezza, mettono continue restrizioni e vincoli
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@scuola A scuola abbiamo presentato un progetto per piantumare il giardino, che negli anni ha perso molti #alberi mai rimpiazzati.
Cercheremo di coinvolgere le classi (siamo una scuola superiore, liceo scientifico e qualche sezione di tecnico) in varie fasi, Il più possibile.
Anche se intendiamo piantare e non seminare, a quest'ora di notte mi verrebbe anche voglia di gemellare più scuole, prendendo a prestito da @malerba l'idea della #PostaDegliAlberi.
@maupao Quali info? Per ora il progetto son due paginette malscritte inviate come partecipazione al bando della Regione Piemonte per le scuole eco-attive. bandi.regione.piemonte.it/cont…
L'attuazione è ancora tutta da costruire e sperabilmente anche da documentare. Ammesso, come speriamo, che il bando ci finanzi... ... o forse anche senza! Ché ho già colleghi che mi dicono "lo facciamo comunque! Anche a costo zero, con semi e margotte"😄
Sono super-contento che la #PostaDegliAlberi sia in qualche modo di ispirazione! Piantare va già più che bene ed è un bel modo per fare cultura giusta tra le nuove generazioni. Se serve una mano, teorica o pratica, parliamone! @scuola
Partiamo da zero, quindi una mano, anche teorica, ci servirà.
Prima della conferma del finanziamento abbiam lanciato in classe solo l'idea: «vogliamo piantare alberi e farli crescere, conoscete chi ci possa aiutare?»
Abbiam detto che ci servono competenze di: clima, suolo, specie di piante, loro cura, misurazione parametri ambientali.
Vedremo cosa penseranno ragazze e ragazzi, ma vorremo toccare i più svariati aspetti… anche letterari! @lasiepedimore ha un libro da suggerire? @scuola
Per il supporto teorico facciamo facilissimamente: mi rendo disponibile, quando sarà il momento, a una call con gli studenti su Jitsi per fare un po' di Q&A. @lasiepedimore @scuola
Su due piedi, grazie @lasiepedimore ! Entrambi sono disponibili nelle biblioteche locali, ottimo.
Comunque tempo ce n'è ancora, se ti viene in mente altro, non necessariamente e strettamente legato al piantare alberi, ma anche in un'ottica più larga.
Da un'altra scuola con cui vorrei cominciare a far germogliare il primo gemellaggio mi arriva il suggerimento di #SaraSegantin, che ancora non ho letto, ma che magari potrebbe anche essere invitata di persona...
DA DOMANI IN LIBRERIA A coronamento di centenario in cui di riforma Gentile si è parlato fin troppo nella pubblicistica, poco nel mondo degli studi, esce per il Mulino il contributo collettivo forse più originale in merito: gli atti del convegno CISUI di Alghero del 2022.
Una raccolta di interventi per lo più incentrati sull'università, visto l'interesse specifico del consorzio di ricerca nazionale con sede a Bologna; ordine di studi che la riforma del '23 toccò apparentemente poco, ma che costituiva il coronamento implicito di molti cambiamenti.
Si devono del resto alla progettualità gentiliana - al di là dei "ritocchi" che l'hanno snaturata - caratteri, pregi e limiti dell'università di ricerca italiana fino a fine '900, forse e debolezze della formazione docente, integrazioni e preclusioni nella mappa dei saperi
E gran parte dell'idea gentiliana di istruzione secondaria si raccoglie attorno al passaggio nevralgico per l'accesso all'istruzione superiore: l'esame di Stato la cui genesi e i cui caratteri strutturali sono qui ampiamente analizzati
Università, istruzione superiore e alta formazione diventano un osservatorio da cui guardare e valutare, nel breve e nel lungo periodo, un'architettura scolastica che ha segnato un secolo di storia d'Italia, e da cui non riusciamo a liberarci. O ci siamo liberati troppo presto
I presenti orientamenti etici sull’utilizzo dell’IA e dei dati nell’insegnamento e nell’apprendimento sono concepiti per aiutare gli educatori a comprendere il potenziale delle applicazioni di IA e dell’utilizzo dei dati per l’istruzione, e per sensi…
@scuola@a.gup.pe Ottima idea! ;) Non potresti trovare una scusa per invitarmi uno di questi giorni? Mi manca l'Italia ;) Potrei mostrare cosa sta facendo il ministero francese della pubblica istruzione per sviluppare software libero e risorse educative libere nella speranza di stabilire future partnership.
A scuola di ignoranza: intelligenza artificiale, arrivano assistenti robot a scuola. Una prof: “Pensiamo al riconoscimento facciale per fare l’appello”
“Stiamo pensando ad esempio all’utilizzo del riconoscimento facciale: in una scuola, ma anche in un ufficio pubblico, si può controllare il flusso delle persone che entrano. Per una questione di sicurezza ma non solo: in una scuola si può ridurre il tempo destinato all’appello”.
Ci sono infinite possibilità, basta saperle usare correttamente
Chi glielo spiega che non è questo il modo di usarle correttamente? Fra l'altro l'articolo dice che parlava una prof di informatica, che dovrebbe farsi due domande in più rispetto a una persona normale che la butta lì per dire le buzzword del periodo a caso
METID – Learning Innovation, Task Force del Politecnico di Milano, in collaborazione con la Rete Open Education Italia, con il supporto del Creative Commons Chapter Italiano e il patrocinio di Wikimedia Italia, ha proposto una serie di 4 webinar grat…
Zenodo is a free and open digital archive built by CERN and OpenAIRE, enabling researchers to share and preserve research output in any size, format and from all fields of research.
Questo nuovo strumento digitale agisce come un canale unificato di accesso alle informazioni detenute dal Ministero e dalle istituzioni scolastiche ed educative statali.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato l’istituzione della nuova piattaforma “Unica”, un’iniziativa digitale dedicata alla semplificazione dell’erogazione dei servizi educativi.
in corsivo è sempre servito perché aiuta a scrivere più velocemente. Se non te ne sei mai accorto è solo perché non sai scrivere in corsivo, ma al massimo sai solo come si scrive il corsivo (e anche su quello ho dei dubbi, perché non penso che tu sappia come si scrive la h maiuscola... 😁)
Edit: come spiegato nel messaggio successivo, non c'è alcuna intenzione offensiva (quanto alla H, sono sicuro che nessuno ricordi come si scriva la H maiuscola corsiva)
@bbacc la arroganza è negli occhi di chi legge: se non ti rendi conto che correndo vai più veloce che non camminando, vuol dire che non sai correre; se non ti rendi conto che il corsivo ti fa andare è molto più veloce è solo perché non sei in grado di scrivere in corsivo. Punto. Cosa c'è di offensivo? Scrivere in corsivo è una competenza aggiuntiva, mica una patente di cittadinanza!
@PetroliniVideo No, perché la stenografia è un sistema di simboli complesso da imparare e difficile da padroneggiare e infatti si utilizza soprattutto in alcune specifiche occasioni in cui bisogna riportare il parlato di qualcun altro (non il tuo). Il corsivo invece è un sistema che ti consente di sintonizzare la costruzione sintattica con la velocità di scrittura e una leggibilità quasi universale
@marcoboh esatto. Il corsivo nasce nell'antichità Per consentire allo scrittore di sollevare lo Stilo il minor numero possibile di volte. Con le penne moderne tendiamo a sottovalutare questo aspetto pratico, perché non riusciamo più a coglierlo, Eppure un buon corsivo consente di dimezzare il tempo di scrittura rispetto a uno di quelli obrobriosi maiuscoletti corsivizzanti e illeggibili utilizzati oggi da quasi tutti gli studenti universitari
Fatta salva l’utilita della scrittura a mano, il corsivo mi pare che sia la logica conseguenza.
E’ l’unico codice che si utilizza per scrivere velocemente (prendere appunti), dalle elementari poi per tutta la vita.
Mi chiedo come si possa ottenere lo stesso risultato di velocita’, usando una penna, in stampatello, usando le minuscole, col professore universitario che spiega veloce.
@luca infatti è impossibile. Ma Il corsivo è una tecnica e pertanto va allenata, altrimenti se ne perde la padronanza (se mai la si è avuta). E se la perdi, o non ce l'hai mai avuta, Difficilmente ti rendi conto di quanto sia veloce scrivere in corsivo, E se provi a scrivere veloce il risultato sarà una scrittura illeggibile anche da te stesso. Per questo motivo tante persone preferiscono prendere appunti scarni scritti in stampatello. O scrivere con la tastiera
@marcoboh L'ultima volta che ho dovuto scrivere in corsivo un verbale di qualche decina di righe, avevo la mano indolenzita! Ho dovuto rallentare drasticamente la velocità di scrittura, altrimenti avrei messo a repentaglio la leggibilità di buona parte delle consonanti... 🤦🏽♂️
il risultato estetico del mio corsivo ha sempre fatto schifo ed e’ sempre stato meglio riscrivere o ribattere a posteriori, a mente fresca.
Ma un conto e’ avere una scrittura sgraziata, o semplificare, per uso personale, i fiocchetti della H maiuscola, un conto e’ consegnare un tema delle superiori in stampatello maiuscolo.
Non dovresti potere.
Poi se devo scrivere 5 parole su un foglietto, la lista della spesa
@luca AHAHAHA, vero! Però devi anche tenere conto che ci sono tanti ragazzi che hanno difficoltà nella motricità fine o peggio ancora soffrono di vari tipi di disgrafia. Per loro la scrittura corsiva è una specie di incubo dal quale non esce mai bene, o per lo stress impiegato nella scrittura, o per quello derivante dal pessimo risultato estetico. In casi del genere è giusto dare allo studente la possibilità di scrivere come vuole, purché ciò che scrive sia leggibile
assolutamente. Inizialmente pensavo non fosse così, poi per gli esami universitari ho iniziato a scrivere a mano tutto e a farmi le mappe mentali a mano. Molto molto meglio per acquisire e memorizzare le nozioni.
Come usare la lista: Chi va piano, va sano e va lontano. L’obiettivo non è arrivare primi (non c’è nessun premio), bensì capire cosa fa il singolo punto e il perché è stato suggerito.
All'interno di Bonfire, è possibile creare diversi plugin per scopi come la collaborazione nella ricerca, la pubblicazione pre-stampa e la revisione tra pari. Inoltre, un sistema di riconoscimento e verifica chiaro e verificabile potrebbe supportare la creazione di un ecosistema federato di scienza aperta.
Una massiccia adozione di protocolli federati da parte delle istituzioni accademiche aiuterà a potenziare le implementazioni della scienza aperta e a includere le comunità non accademiche nel processo di produzione della conoscenza. Immaginiamo che queste implementazioni vengano realizzate all'aperto, attraverso un processo di co-progettazione che unisce scienziati, ricercatori e attivisti. Questo sforzo collettivo garantirà che le funzionalità sviluppate soddisfino i meticolosi standard degli strumenti accademici sfruttando al tempo stesso l’esperienza utente dei social network. La nostra aspirazione è che ciò possa innescare conversazioni significative e ampliare l’accessibilità delle discussioni scientifiche a un pubblico più ampio, promuovendo una comunità di conoscenza globale vivace, inclusiva e interconnessa.
The Meaning of Merit: Talent versus Hard Work Legitimacy
Diverse idee di #merito corrispondono a diverse idee di società e di classe dirigente, e ci dicono molto più di queste che delle effettive dinamiche di formazione e selezione delle élite
Abstract. Elites often use merit to explain, justify, and make sense of their advantaged positions. But what exactly do they mean by this? In this paper, we dra
Richard Stallman : People have a tendancy to be very scared of terrorists and not so scared of cars. But cars are a much bigger danger. The US declares war on terrorism. The cars have been…
@scuola@a.gup.pe Splendido MauPao! Appena potrò distribuirlo in italiano lo diffonderò tra colleghi e amici a più non posso... è vitale che si capisca l'importanza delle risorse libere specialmente nel mondo dell'educazione (ma non solo)... 1d2
Oggi tante difficoltà nel mondo della scuola nascono proprio dal non riuscire a condividere certi valori fondamentali che le risorse libere offrono a differenza delle più famose e pubblicizzate risorse chiuse, proprietarie e quasi sempre anche problematiche dal punto di vista della sicurezza e della privacy... Ma la risposta è sempre la stessa: "al lavoro si usa quello" e non c'è verso di rendersi conto del valore aggiunto delle REL... 2d2
@scuola@a.gup.pe Il mio discorso è molto più ampio del solo limitarsi all'uso di risorse Open... È proprio una questione di mentalità... Vedo un inaridirsi della formazione informatica e tecnologica specialmente nella scuola secondaria superiore. È fondamentale interfacciarsi col mondo del lavoro ma la stragrande maggioranza dei soggetti che si incontrano oggi in tale mondo hanno una visione della scuola pubblica fortemente distorta... 1d4
@scuola@a.gup.pe Ormai anche la scuola pubblica è considerata da troppi HR aziendali un'officina di addestramento operativo dei loro dipendenti di domani. Si è perso il profondo significato di una formazione anche tecnica ma consapevole, solida, che si chieda "come" e "perché", senza limitarsi al "così funziona". Specialmente nell'informatica, solo caricare a molla i nostri ragazzi perché siano veloci ad usare gli strumenti che l'azienda di turno richiede oggi... 2d4
@scuola@a.gup.pe ...è una visione fortemente miope, che ha il solo e unico vantaggio di far apparire efficace quest'anno l'inserimento delle nuove risorse, già sapendo però che queste saranno incapaci di far fronte ai cambiamenti che avverranno solo domani... Ma intanto il dirigente di turno sarà già cambiato e non saranno più problemi suoi...! È così, viva l'uso di strumenti chiusi, con anche enormi limiti educativi... 3d4
@scuola@a.gup.pe (infatti cosa imparo da una scatola nera che non so come funziona?) ma ovviamente per mille motivi principalmente economici, oggi sono usati nella maggior parte delle realtà lavorative, ma spesso anche obbligatoriamente, per lock-in di vario genere, che sempre questo genere di soluzioni forzano sui loro clienti... Ma se il cambiamento/miglioramento non lo incominciamo nella scuola, con i lavoratori/imprenditori di domani, chi altri può pensarci?! 4d4
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Ciao Paolo, grazie per la segnalazione, il sito contiene risorse linguistiche davvero interessanti, mi entusiasma di meno il fatto che il podcast sia accessibile solo attraverso applicazioni GAFAM, seppur gratuite.
Grazie @emme conosco #AntennaPod, il mio problema era che non trovavo un file rss del podcast una parolaalgiorno e non sapevo come aggregarlo Ho risolto utilizzando: "Aggiungi podcast" -> "cerca su Podcast Index" Trovato e aggiunto il #podcast. Adesso posso scaricare i diversi episodi 😃 @maupao
La decisione del governo: vietare l’uso dei dispositivi digitali alle materne
Il nuovo ministro dell’Istruzione, Carlotta «Lotta» Edholm, in carica da 11 mesi nella coalizione di centro-destra, ha deciso di tornare ai vecchi sistemi di insegnamento, invertendo una tendenza che aveva portato i tablet già nelle aule delle scuole materne.
Addio ai libri in una scuola media emiliana. Alla scuola statale Mattarella di Modena dal prossimo settembre i libri di testo cartacei cederanno il posto quasi integralmente al discusso tablet.
@ormai veramente interessante e ti ringrazio per averla segnalata perché non la conoscevo. Non affronta il problema specifico della scrittura manuale ma quello più generale del computer nella scuola. Alla luce di ciò che vediamo possiamo affermare che il "computer" è la più grande risorsa che la scuola abbia mai avuto a disposizione negli ultimi 70 anni, ma sembra che nessuno sia in grado o voglia usarlo correttamente, trasformandolo in un serio problema
una doverosa precisazione in merito a questo articolo è che in realtà il dibattito sulla questione esiste in Svezia da diversi mesi e il fatto che gli studenti si siano ritrovati all'improvviso con carta e penna senza aspettarselo, andrebbe verificato
da papà di due liceali, più che la guerra tra foglio di carta e digitale, secondo me servirebbe una riforma complessiva e più radicale della nostra scuola. In Finlandia è così: raiplay.it/video/2023/01/La-ma… Non penso sia replicabile da noi, ma diversi spunti si potrebbero prendere. Personalmente credo che la giusta integrazione tra digitale e matita sia la via da seguire.
Di Lucina Paternesi, da Report del 09/01/2023. Un viaggio nelle scuole migliori del paese per raccontare come, in appena cento anni, la Finlandia si è trasformata da paese rurale e povero in un paese all'avanguardia e tecnologico, dove trovano lavoro…
@stedazzan su un argomento come la scuola finlandese (di cui in Italia si sa poco e male), non mi fido di Report (ogni volta che ha toccato argomenti che conoscevo bene ho sempre trovato approssimativa parziale e imprecisa).
Bisognerebbe leggere studi finlandesi, ma va bene anche questa intervista a un docente finlandese esperto di didattica finlandese:
@stedazzan le conclusioni di questo Pasi Sahlberg sono disarmanti: proprio con riferimento all'eccessivo utilizzo del computer nelle scuole da parte del sistema svedese (che ne discute soltanto da un anno e che solo in questo mese ha cambiato direzione), auspica un cambio di rotta. Non so cosa si dica nella trasmissione Report, ma il quadro complessivo mi sembra abbastanza chiaro già da quella intervista
Io lo capisco, ma mi serve il link specifico. Senza paywall ho trovato solo questo: norrteljetidning.se/2022-12-02… che però è un articolo di dibattito scritto dall'equivalente di Fratelli d'Italia in Svezia, a cui perciò dò valore 0. Comunque nei riassunti di quelli con paywall non si parla di togliere gli strumenti digitali per tutto il percorso scolastico, ma solo nei primi anni, tipo le elementari.
Mi fai ripensare al giorno di scuole aperte in cui sono andato a vedere il liceo, avevano fatto uno spettacolo carino con i droni nella palestra, io da bravo ciambotto non vedevo l'ora di imparare a controllarli a scuola, poi una volta iscritto ho scoperto che potevamo usarli solo nei giorni di scuole aperte per farli vedere ai ragazzini delle medie.
un generatore di esercizi di matematica coopmaths.fr/alea in francese, ma parlando di matematica potrebbe essere utile in qualche modo anche agli italiani.
Le site gratuit de Communication Alternative Améliorée. Traduisez facilement votre texte en français, anglais ou espagnol à partir de la banque de pictogrammes du projet ARASAAC.
@Suoko non lo so, io ne ho impostato uno ma da quando sono state fatte tutte le modifiche su X il crosspost tra le due piattaforme non funziona da un bel po'. vedo però che qualche utente ha attiva questa funzione, sto pensando a @cesco_78 e mi pare anche @aborruso Magari loro ti sanno dare qualche dritta
@scuola Due delle più grandi associazioni di biblioteche statunitensi, che rappresentano oltre 100.000 biblioteche, stanno protestando. Nello specifico, le associazioni si oppongono alla critica in corso alla proposta di legislazione sul copyright del Sud Africa, etichettandola come bizzarra, condiscendente e orwelliana.
Stiamo cercando candidati per i Laboratori di Ecologia Digitale, servono ragazzi tra i 18 e i 29 anni che abbiano interessie nella tecnologia, nell'ecologia e nell'educazione
Come diciamo nell'introduzione, un nuovo bilancio storiografico ci è sembrato necessario confrontandoci con gli interventi raccolti dal Bollettino CIRSE appena 10 anni fa, per la ricorrenza dei 50 anni t.co/IOoIqlZ8EO
In 2013, on the occasion of the 50th anniversary of its establishment, the journal «Nuovo bollettino CIRSE», offered a first picture of a scenario in full development of institutional, historical-scholastic, historical-pedagogical and historical-cult…
Si trattava certo di ricostruzioni di grande spessore, ma incentrate sulle posizioni politiche delle voci e dei soggetti "costruttori" della riforma, e su una dimensione prettamente istituzionale del tema scolastico t.co/wiMGmvSG6w
Si rendeva solo in parte giustizia a sviluppo metodologico e concettuale che la storia dell'educazione stava già maturando dal confronto con le altre discipline educative, ora giunto a piena maturazione, e a un ampliamento delle curiosità sul panorama politico e intellettuale
Nel numero uscito oggi, anche gli approcci più classici mostrano l'influsso di questa generale vitalità.
La politica di governo è vista più nei termini individuali e soggettivi dei protagonisti (Moro, Gui) che in quello della generale cultura politica t.co/11FuhUqCXz
Compulsory middle schooling came into being on Dec. 31, 1962, as one of the last significant acts of the third legislature and bore the signature of a Christian Democratic deputy, Luigi Gui, minister of Education in the fourth Fanfani government.
Lo sguardo al dibattito parlamentare restituisce anche le posizioni di una variegata destra conservatrice, in alcuni casi forte di eredità culturali forti e rispettate come il gentilianesimo e di intellettuali/"tecnici" di punta come Salvatore Valitutti t.co/mBddXBDs0e
In 1962, right-wing political parties in Italy opposed the law establishing the State middle school. The reasons for this dissent were advanced during the parliamentary debate: by the liberals, the neo-fascists and the royalists.
Il confronto tra gli addetti ai lavori viene ricostruito sulla base di temi di lungo periodo, come quello sempre dibattuto e mai risolto della formazione docente, anche alla luce di sviluppi più attuali ora meglio ricostruiti t.co/4ZPt8JW8qY
Although recent literature has brought to the attention of scholars the need of a long-term reflection on the history of secondary school teacher training in Italy, many issues remain to be investigated.
La storia di una (reale o promessa) rivoluzione come una scuola secondaria per tutti è anche storia dell'adeguamento della didattica alle nuove prospettive sociali, come nel caso della "battaglia" per l'insegnamento della storia t.co/pcUZ8dYCL4
This paper reconstructs the debate that, from 1950s to the institution of the unified middle school, created a crisis of the traditional model of teaching history for the overcoming of a transmissive teaching and for a new laboratory didactic.
Discorso simile vale anche per l'insegnamento dell'educazione civica, apparentemente strategico in uno sforzo di democratizzazione delle istituzioni educative eppure costantemente "fuori posto" nell'offerta curricolare t.co/8xhPLmwhfO
The article examines the editorial process of “Letture per la scuola media”, a book series edited by Daniele Ponchiroli and published by Einaudi from 1965.
Storia della scuola, infine, è anche storia del suo ruolo e dei suoi contorni nell'immaginario collettivo e nelle grandi narrazioni popolari contemporanee t.co/do8amFJ3n6
The essay deals with the history of the Middle School, from its origins up to the present day, through the representation portrayed in media such as movies, news videos, TV programmes - an excellent point of view to discover how public school has bee…
in conclusione, un numero senz'altro non esaustivo degli spunti di ricerca più aggiornati, ma sicuramente capace di fornire una mappatura di come una disciplina vitale e in crescita quale la storia dell'educazione in Italia sappia riflettere, a più voci, su un suo tema strategico
Quali elementi rendono scientifica una sede di pubblicazione? Il formato della pubblicazione o la modalità di peer review applicata rendono un contenuto meno scientifico e diminuirne il valore? ANVUR pensa di sì
Questa conclusione tuttavia è in aperto contrasto con il secondo commitment dell’agreeement della Coalition for Advancing Research Assessment (COARA) sottoscritto da ANVUR.
Siamo in un’epoca in cui la comunicazione scientifica evolve molto rapidamente. Le modalità di comunicazione della ricerca si moltiplicano e assumono forme e modi diversi, avendo però sempre come garanti i colleghi (reviewers) e le comunità disciplin…
Grazie per questa condivisione! La questione è molto interessante ed è un dilemma serio: il referaggio è più oggettivo e onesto quando l'autore non conosce il nome del revisore o quando lo conosce? Personalmente sarei per la seconda durante il processo e poi la pubblicazione anonima dei commenti del revisore. Però non credo ci sia un impatto diretto sulla qualità del contenuto scientifico, quanto sulla sua presentazione eventualmente. Se ci sono falle o imprecisioni raramente si fa finta di nulla, o almeno così vedo intorno a me.
Il 3 agosto l’Aula della Camera dei deputati ha detto sì alle disposizioni per la prevenzione della dispersione scolastica mediante l’introduzione sperimentale delle competenze di tipo non cognitivo
Le competenze non cognitive entrano a pieno titolo nel metodo didattico. Dopo il primo step, non portato a termine, nella passata legislatura, il 3 agosto l’Aula della Camera dei deputati ha detto sì alle disposizioni per la prevenzione della dispers…
@macfranc @scuola @Notizie dall'Italia e dal mondo In qualità di educatore, non posso che accogliere con gioia ogni iniziativa che possa fare del bene ai nostri ragazzi, favorire l'efficacia didattica, migliorare il benessere di tutti nel contesto scolastico... ma c'è una grave ipocrisia di fondo: ormai da anni sparlano di abbandono scolastico, di insuccesso, ecc... ma non è stata davvero presa una sola delle iniziative prioritarie e imprescindibili per minare alla base questi problemi, in primis, ma non solo, le "classi pollaio" (specialmente nel biennio della secondaria superiore, il più delicato, quello che segna il passaggio per i ragazzi in un ambiente molto diverso da quello sempre vissuto, in una età, quella dell'adolescenza, incredibilmente delicata per le rivoluzioni chimiche del fisico, della mente, per gli sconvolgimenti emotivi che li travolgono) che non sono state minimamente risolte, nonostante le 10000000 promesse di governi di ogni colore (costantemente 26-28 ragazzi in ogni prima, poco meno nelle seconde...) ...ma si inventano e buttano soldi x corsi su corsi di psicologia e tecniche vudù, quando non ci consentono proprio fisicamente di far fronte alla prima semplice necessità, quella di poter seguire ogni studente, ogni essere umano, come individuo unico, importante e singolo, da inserire certo nella collettività di un gruppo classe e della società, ma prima di tutto di poterlo trattare da uomo/donna e non "numero"... E si potrebbe continuare con tanti altri aspetti, tutti figli della scuola diventata azienza invece che laboratorio educativo e formativo...
A mio parere sarà il solito metodo per aumentare il numero di promossi a discapito della già ( scarsa ) preparazione. Stiamo già scontando una classe dirigente scarsissima, vediamo di non peggiorare.
Esplorando il programma per leggere ebook Thoriun, su suggerimento di @bluoltremauri scopro il feed opds e da li il sito libreture.com Avete feed opds da suggerirmi? Conoscete libreture, che ne pensate? Ho cercato qualcosa in italiano ma non ho trovato nulla per ora. Internet Archive potrebbe essere collegato in qualche modo #insplorazione @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe
You can store your DRM-free ebooks in your Libreture library, and then access them through any OPDS-compatible e-reading device or app, such as Thorium.
I would love to add Italian DRM-free ebook shops to my list, if you know of any.
I can only think of the liberliber association website. It has a huge catalog of DRM-free ebooks in Italian that can be downloaded for free from their website. Users can support them with a voluntary donation. The books are available in different formats: EPUB, PDF, ODT mainly.
I think its perfect for your list of online bookshop.
È disponibile il programma preliminare del primo convegno ITAliano sulla Didattica dell’INFOrmatica (ITADINFO 2023) che si svolgerà dal 13 al 15 ottobre 2023 a Bari
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In occasione della traduzione in italiano della home page di La Digitale, riprendo questo articolo di Emmanuel Zimmert in cui l’autore espone i principi su cui si basa La Digitale, un progetto che sviluppa e distribuisce gratuitamente una raccolta di strumenti digitali e applicazioni libere e responsabili (24 solo quelli online!) da utilizzare soprattutto nell’insegnamento/apprendimento in presenza e a distanza.
Ecco come vengono presentati gli obiettivi di La Digitale nella home page del sito:
1. progetta e sviluppa strumenti e applicazioni digitali liberi e responsabili per insegnanti; 2. accresce la consapevolezza delle buone pratiche e della sobrietà digitale in ambito educativo ; 3. difende una tecnologia digitale educativa virtuosa e inclusiva lontana dalle grandi aziende guidate dalla corsa al profitto e dalla raccolta e vendita di dati.
Viste le premesse, penso che valga la pena provare gli strumenti liberi che Emmanuel Zimmert ha sviluppato e messo a disposizione gratuitamente.
Qui sotto trovate la traduzione italiana del suo articolo che è distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA.
Ma che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile?
Prima di proporre alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile, è innanzitutto necessario ricordare quali sono i mezzi utilizzati dalle aziende di tecnologia educativa e digitale in generale per monetizzare i propri prodotti. • Il modello a pagamento: l’applicazione o il servizio è disponibile dopo il pagamento (una tantum o ricorrente). • Il modello freemium: l’applicazione o il servizio possono essere utilizzati gratuitamente con funzionalità o possibilità di creazione limitate. Tutte le funzionalità vengono sbloccate dopo il pagamento. Questo è un modello comunemente utilizzato dalle società edtech, in quanto consente agli utenti di avere un’idea del prodotto (e potenzialmente di creare una dipendenza) prima di passare alla cassa. • Il modello gratuito: è anche un modello comune, soprattutto tra i GAFAM. Tutte le funzionalità sono immediatamente disponibili gratuitamente. Il potenziale di monetizzazione, spesso sconosciuto agli utenti, sta altrove: nei dati che queste aziende potranno raccogliere, utilizzare, mixare, rivendere per generare pubblicità mirata, per stabilire abitudini di consumo, ecc. Bisogna sempre tenere presente che l’obiettivo rimane principalmente commerciale: si tratta ovviamente di offrire contenuti e servizi di qualità, ma si tratta soprattutto e prima di tutto di vendere, con strategie di marketing più o meno eleganti.
Alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile
Per La Digitale , uno strumento educativo digitale responsabile è … • uno strumento con un modello economico chiaro e trasparente; • uno strumento senza pubblicità; • uno strumento con codice sorgente aperto e conforme ai valori del software libero; • uno strumento che pone la rilevanza educativa al centro della sua progettazione; • uno strumento di facile accesso (può essere utilizzato senza dover creare un account o con la creazione di un account senza un indirizzo email); • uno strumento che non raccoglie dati personali (o che indica molto chiaramente quali dati vengono utilizzati e per quale scopo); • uno strumento che non raccoglie dati statistici (o che utilizza strumenti gratuiti e self-hosted per farlo); • uno strumento che ottimizza (compressione delle immagini, ecc.) o limita l’uso dei media (il video è ancora il modo più efficace per presentare un concetto, una nozione?); • uno strumento con funzionalità mirate che non cerca di fare tutto, ma al contrario di fare una cosa e di farla bene; • uno strumento che non mostra un numero eccessivo di notifiche e che non è invadente; • uno strumento che è oggetto di una progettazione, concezione e sviluppo etico: caricamento rapido, codice ottimizzato, scelta delle tecnologie pertinenti, ecc. Su questo argomento, GreenIT.fr, con il supporto di oltre 50 collaboratori che sono membri del collettivo Conception Numérique Responsable, ha realizzato un manuale di 115 buone pratiche di web design ecocompatibile.
Uno strumento digitale responsabile considera anche l’utente responsabile e lo aiuta a implementare buone pratiche.
È sempre necessario essere inondati di notifiche per farci sapere in un flusso continuo cosa sta succedendo online, quello che qualcuno ha fatto o commentato, ecc.? Ovviamente si tratta di catturare il famoso tempo cerebrale disponibile.
È sempre necessario che il nostro telefono, questo caro amico, ci dica (ci detti?) cosa fare, dove andare in ogni momento? Non lo trovi “infantilizzante”? Stiamo ancora usando la nostra buona vecchia memoria umana?
Esempio di responsabilità e buona pratica: quando crei un nuovo contenuto con uno strumento La Digitale, è necessario recuperare e archiviare il collegamento a questo contenuto, perché non c’è altro modo per riottenere l’accesso a questo contenuto. Ciò richiede quindi organizzazione: il collegamento può essere aggiunto in una presentazione, nella cartella del corso o in un file di testo, ecc.
La discussione continua. Digitalmente vostro Emmanuel Zimmert
Roberto Guido
in reply to maupao • • •sbaglio o è essenzialmente la stessa cosa di #Mozilla Common Voice?
commonvoice.mozilla.org/it
@Wikimedia_Fr @nilocram @wikimediaitalia @ItaLinuxSociety @scuola @scuola@a.gup.pe @simonezanella
Mozilla Common Voice
commonvoice.mozilla.orgScuola - Gruppo Forum reshared this.
maupao
in reply to Roberto Guido • • •Bella domanda, per ora ho viato che viene chiesta la registrazione di parole con l'obiettivo di avere molto materiale audio. Non ho capito se poi verrà usato per sintesi vocale o solo come materiale sonoro fine a sè stesso
@Wikimedia_Fr @nilocram @wikimediaitalia @ItaLinuxSociety @scuola @simonezanella
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Pare 🚲 🌞
in reply to maupao • • •@madbob
Io una differenza la vedo.
In @MozzillaCommonVoice non si può scegliere la licenza. Bisogna accettare che la voce registrata possa essere utilizzata dalle peggiori multinazionali senza neppure ringraziare.
In questo vedo che il progetto lingualibre.org è diverso, si può scegliere una licenza CC-BY-SA e decidere di collaborare solo con chi collabora a sua volta.
Per qualcuno può fare la differenza.
@Wikimedia_Fr @nilocram @wikimediaitalia @ItaLinuxSociety @scuola @simonezanella
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Nemo_bis 🌈
in reply to Pare 🚲 🌞 • • •Non ho capito. Stai dicendo che esisterebbe una licenza capace di impedire alle "peggiori multinazionali" di usare le registrazioni? Mi pare dubbio, anche se dipende dagli usi che hai in mente (alcuni potrebbero essere fair use) e dalla definizione di peggiore multinazionale (tutte se ne infischiano della legge, ma alcune fanno almeno finta di rispettare il diritto d'autore).
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#CreativeCommons #copyright
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