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Conclusa l'Operazione Shield VI, nel mirino traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali

In Italia oscurati 100 siti web che commercializzavano farmaci illegali


L' Operazione annuale “Shield” giunta alla sua sesta edizione (VI), coordinata da #Europol, è stata condotta da aprile a novembre 2025, con focus sul contrasto del traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali.
L'azione è stata guidata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), che ha assunto il ruolo di co-leader di Europol, con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di diverse organizzazioni internazionali come WADA, OLAF, Interpol e EUIPO.

L’operazione ha coinvolto 30 Paesi, ed ha portato al sequestro di oltre 10 milioni di unità di farmaci, prodotti dopanti, dispositivi medici e integratori alimentari, per un valore commerciale stimato in circa 33 milioni di euro. Sono stati individuati 5 laboratori clandestini e 10 centri di assemblaggio illegali, disarticolati 43 gruppi criminali e deferiti 3.354 soggetti all’autorità giudiziaria.

In Italia, sono stati effettuati 91 accertamenti investigativi, 3 arresti, e sequestrati 2.800 confezioni e 18.000 unità posologiche di farmaci (tra dimagranti, antibiotici, farmaci per la disfunzione erettile, botulino) e 1.800 confezioni e 4.500 unità di sostanze dopanti. Sono state inoltre eseguite quasi 100 azioni di oscuramento di siti web che vendevano farmaci illegali online, grazie a un’intensa sorveglianza telematica.

L’attività antidoping ha riguardato circa 11.000 controlli su atleti, sia in competizione che fuori, con 7 positività rilevate. L’operazione ha evidenziato un forte traffico di farmaci contenenti ossicodone, semaglutide e botulino, spesso destinati a centri estetici non autorizzati.

#Shield #ComandoCarabinieriperlaTuteladellaSalute #NAS


noblogo.org/cooperazione-inter…


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Conclusa l'Operazione Shield VI, nel mirino traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali

In Italia oscurati 100 siti web che commercializzavano farmaci illegali


L' Operazione annuale “Shield” giunta alla sua sesta edizione (VI), coordinata da #Europol, è stata condotta da aprile a novembre 2025, con focus sul contrasto del traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali.
L'azione è stata guidata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), che ha assunto il ruolo di co-leader di Europol, con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di diverse organizzazioni internazionali come WADA, OLAF, Interpol e EUIPO.

L’operazione ha coinvolto 30 Paesi, ed ha portato al sequestro di oltre 10 milioni di unità di farmaci, prodotti dopanti, dispositivi medici e integratori alimentari, per un valore commerciale stimato in circa 33 milioni di euro. Sono stati individuati 5 laboratori clandestini e 10 centri di assemblaggio illegali, disarticolati 43 gruppi criminali e deferiti 3.354 soggetti all’autorità giudiziaria.

In Italia, sono stati effettuati 91 accertamenti investigativi, 3 arresti, e sequestrati 2.800 confezioni e 18.000 unità posologiche di farmaci (tra dimagranti, antibiotici, farmaci per la disfunzione erettile, botulino) e 1.800 confezioni e 4.500 unità di sostanze dopanti. Sono state inoltre eseguite quasi 100 azioni di oscuramento di siti web che vendevano farmaci illegali online, grazie a un’intensa sorveglianza telematica.

L’attività antidoping ha riguardato circa 11.000 controlli su atleti, sia in competizione che fuori, con 7 positività rilevate. L’operazione ha evidenziato un forte traffico di farmaci contenenti ossicodone, semaglutide e botulino, spesso destinati a centri estetici non autorizzati.

#Shield #ComandoCarabinieriperlaTuteladellaSalute #NAS


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Riciclavano per Camorra e 'Ndrangheta: una operazione internazionale smantella rete criminale transfrontaliera


Una rete criminale internazionale coinvolta nel riciclaggio dei profitti derivanti dalla cocaina per gruppi criminali organizzati italiani, tra cui #Camorra e '#Ndrangheta, è stata smantellata a seguito di un'indagine finanziaria transfrontaliera. Guidata dalla Gendarmeria Nazionale francese in collaborazione con i #Carabinieri italiani, la #Fedpol svizzera e con il supporto delle autorità di Belgio, Bulgaria, Germania ed Ecuador, sotto il coordinamento di #Europol ed #Eurojust, l'operazione ha tracciato flussi finanziari illeciti attraverso società fittizie, false fatture e investimenti in beni di lusso.

Un cittadino montenegrino, designato come obiettivo di alto valore da Europol e ricercato in diverse giurisdizioni europee, è stato arrestato a Cannes, in Francia, insieme ad altri sette sospettati durante perquisizioni coordinate in Francia, Italia, Belgio e Svizzera il 23 febbraio 2026. La rete, collegata al traffico di cocaina su larga scala dal Sud America ai porti europei, utilizzava criptovalute, veicoli di lusso con compartimenti occultati e una struttura societaria multinazionale. I beni sequestrati includono immobili di lusso per un valore di oltre 5 milioni di euro e diverse entità societarie.

Europol ha supportato le indagini dal 2023, fornendo analisi finanziarie avanzate, comunicazioni sicure e interventi sul campo. Nel 2024 è stata istituita una Squadra Investigativa Congiunta (#SIC / #JIT) tra Francia, Italia e Svizzera, successivamente ampliata per includere ulteriori paesi partner. Il finanziamento operativo è stato fornito dalla rete @ON, gestita dalla Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) italiana.

#trafficodicocainadalSudAmericaaiportieuropei #reteatON #GendarmeriaNazionalefrancese


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Riciclavano per Camorra e 'Ndrangheta: una operazione internazionale smantella rete criminale transfrontaliera


Una rete criminale internazionale coinvolta nel riciclaggio dei profitti derivanti dalla cocaina per gruppi criminali organizzati italiani, tra cui #Camorra e '#Ndrangheta, è stata smantellata a seguito di un'indagine finanziaria transfrontaliera. Guidata dalla Gendarmeria Nazionale francese in collaborazione con i #Carabinieri italiani, la #Fedpol svizzera e con il supporto delle autorità di Belgio, Bulgaria, Germania ed Ecuador, sotto il coordinamento di #Europol ed #Eurojust, l'operazione ha tracciato flussi finanziari illeciti attraverso società fittizie, false fatture e investimenti in beni di lusso.

Un cittadino montenegrino, designato come obiettivo di alto valore da Europol e ricercato in diverse giurisdizioni europee, è stato arrestato a Cannes, in Francia, insieme ad altri sette sospettati durante perquisizioni coordinate in Francia, Italia, Belgio e Svizzera il 23 febbraio 2026. La rete, collegata al traffico di cocaina su larga scala dal Sud America ai porti europei, utilizzava criptovalute, veicoli di lusso con compartimenti occultati e una struttura societaria multinazionale. I beni sequestrati includono immobili di lusso per un valore di oltre 5 milioni di euro e diverse entità societarie.

Europol ha supportato le indagini dal 2023, fornendo analisi finanziarie avanzate, comunicazioni sicure e interventi sul campo. Nel 2024 è stata istituita una Squadra Investigativa Congiunta (#SIC / #JIT) tra Francia, Italia e Svizzera, successivamente ampliata per includere ulteriori paesi partner. Il finanziamento operativo è stato fornito dalla rete @[url=https://rollenspiel.social/users/On]Keep It[/url], gestita dalla Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) italiana.

#trafficodicocainadalSudAmericaaiportieuropei#reteatON#GendarmeriaNazionalefrancese


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Pirateria audiovisiva. L'Italia guida un'operazione internazionale che punta allo “switch-off”


Si è conclusa in questi giorni una indagine internazionale denominata “Switch off” per il contrasto al cybercrime e alla pirateria audiovisiva, diretta dalla Procura della Repubblica di Catania e svolta con il coordinamento di #Eurojust con le autorità giudiziarie dei singoli Paesi coinvolti, con il coinvolgimento e la collaborazione di #Europol ed #Interpol.

L’attività si è svolta con il coordinamento operativo del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica italiano, nonché il supporto della rete @On (Operation network), che è finanziata dalla Commissione europea con la guida dalla Direzione investigativa antimafia (DIA).

L’indagine ha consentito di acquisire indizi di colpevolezza nei confronti dei 31 componenti di un gruppo criminale organizzato a carattere transnazionale, accusati della diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio.

L’attività ha permesso di smantellare una infrastruttura informatica che serviva illegalmente milioni di utenti finali, in ambito nazionale e internazionale. Con un sofisticato sistema informatico, quello delle Iptv illegali, venivano fraudolentemente captati e rivenduti i palinsesti live e i contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle piattaforme televisive nazionali ed internazionali, quali Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount, Disney+.

Oltre cento operatori della Polizia postale hanno effettuato perquisizioni nei confronti di 31 indagati in 11 città in Italia e 14 obiettivi situati all’estero, in collaborazione con le Forze di polizia di Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo. Eseguiti provvedimenti anche in Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi uniti, grazie alla cooperazione della autorità locali.

L’indagine è stata avviata un anno fa grazie agli spunti investigativi ottenuti da una precedente operazione internazionale, convenzionalmente denominata “Taken down”.

Gli investigatori hanno analizzato i numerosi dati acquisiti dai sequestri dei dispositivi e delle apparecchiature, dal monitoraggio della rete e analisi dei flussi, nonché delle informazioni da fonti aperte e dai sistemi di messaggistica oltre al tracciamento delle transazioni finanziarie, soprattutto in criptovalute.

Gli indagati hanno adottato strategie avanzate di anonimizzazione che si sono concretizzate in una serie di operazioni, quali l’investimento in criptovalute, l’intestazione fittizia di beni e la costituzione di società fittizie, in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi e si sono resi responsabili di frode fiscale attraverso il regime nelle transazioni intracomunitarie.

Tali attività illecite hanno permesso all’organizzazione criminale di realizzare un giro di affari di milioni di euro mensili, provocando notevoli danni economici ai broadcaster, case cinematografiche e leghe sportive.

L'operazione ha bloccato l'attività di un migliaio di rivenditori italiani con oscuramento di oltre 100mila utenti finali in Italia e milioni a livello mondiale.

In Italia sono state sequestrate tre piattaforme Iptv illegali, con apposizione di pannelli di sequestro ai siti vetrina e gruppi Telegram utilizzati per la vendita.

In Romania è stata individuata una rilevante Iptv mondiale che distribuiva contenuti attraverso sei server, cinque ubicati in Romania e in uno Stato africano.


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Pirateria audiovisiva.


Pirateria audiovisiva. L'Italia guida un'operazione internazionale che punta allo “switch-off”


Si è conclusa in questi giorni una indagine internazionale denominata “Switch off” per il contrasto al cybercrime e alla pirateria audiovisiva, diretta dalla Procura della Repubblica di Catania e svolta con il coordinamento di #Eurojust con le autorità giudiziarie dei singoli Paesi coinvolti, con il coinvolgimento e la collaborazione di #Europol ed #Interpol.

L’attività si è svolta con il coordinamento operativo del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica italiano, nonché il supporto della rete @[url=https://rollenspiel.social/users/On]Keep It[/url] (Operation network), che è finanziata dalla Commissione europea con la guida dalla Direzione investigativa antimafia (DIA).

L’indagine ha consentito di acquisire indizi di colpevolezza nei confronti dei 31 componenti di un gruppo criminale organizzato a carattere transnazionale, accusati della diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio.

L’attività ha permesso di smantellare una infrastruttura informatica che serviva illegalmente milioni di utenti finali, in ambito nazionale e internazionale. Con un sofisticato sistema informatico, quello delle Iptv illegali, venivano fraudolentemente captati e rivenduti i palinsesti live e i contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle piattaforme televisive nazionali ed internazionali, quali Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount, Disney+.

Oltre cento operatori della Polizia postale hanno effettuato perquisizioni nei confronti di 31 indagati in 11 città in Italia e 14 obiettivi situati all’estero, in collaborazione con le Forze di polizia di Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo. Eseguiti provvedimenti anche in Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi uniti, grazie alla cooperazione della autorità locali.

L’indagine è stata avviata un anno fa grazie agli spunti investigativi ottenuti da una precedente operazione internazionale, convenzionalmente denominata “Taken down”.

Gli investigatori hanno analizzato i numerosi dati acquisiti dai sequestri dei dispositivi e delle apparecchiature, dal monitoraggio della rete e analisi dei flussi, nonché delle informazioni da fonti aperte e dai sistemi di messaggistica oltre al tracciamento delle transazioni finanziarie, soprattutto in criptovalute.

Gli indagati hanno adottato strategie avanzate di anonimizzazione che si sono concretizzate in una serie di operazioni, quali l’investimento in criptovalute, l’intestazione fittizia di beni e la costituzione di società fittizie, in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei proventi e si sono resi responsabili di frode fiscale attraverso il regime nelle transazioni intracomunitarie.

Tali attività illecite hanno permesso all’organizzazione criminale di realizzare un giro di affari di milioni di euro mensili, provocando notevoli danni economici ai broadcaster, case cinematografiche e leghe sportive.

L'operazione ha bloccato l'attività di un migliaio di rivenditori italiani con oscuramento di oltre 100mila utenti finali in Italia e milioni a livello mondiale.

In Italia sono state sequestrate tre piattaforme Iptv illegali, con apposizione di pannelli di sequestro ai siti vetrina e gruppi Telegram utilizzati per la vendita.

In Romania è stata individuata una rilevante Iptv mondiale che distribuiva contenuti attraverso sei server, cinque ubicati in Romania e in uno Stato africano.


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Importante operazione di polizia contro una banda criminale internazionale chiamata Black Axe (Ascia Nera)



L'Operazione


La polizia spagnola, in collaborazione con le autorità tedesche e l' #Europol (l'agenzia europea di coordinamento delle forze di polizia), ha arrestato 34 persone collegate a questa organizzazione criminale. La maggior parte degli arresti è avvenuta a Siviglia, in Spagna.

Cos'è Black Axe?


Black Axe è un vasto gruppo criminale organizzato nato in Nigeria ma ora attivo in tutto il mondo. Immaginatela come una società criminale con: – gerarchia rigida (come una struttura aziendale con capi e dipendenti); – circa 30.000 membri registrati in tutto il mondo; – divisa in “zone” come sedi di franchising (60 in Nigeria, 35 a livello internazionale); – circa 200 membri per zona.


Le loro attività criminali


Il gruppo guadagna denaro attraverso varie operazioni illegali: – frodi informatiche (truffe online e reati finanziari); – traffico di droga (vendita di droghe illegali); – tratta di esseri umani e prostituzione; – altri reati come rapimenti e rapine a mano armata.

Guadagnano miliardi di euro all'anno attraverso molte piccole truffe che si sommano.


Money Mules


La rete operava principalmente tramite truffe Man-in-the-Middle (MITM), in particolare con il metodo Business Email Compromise (BEC), intercettando le comunicazioni tra aziende per modificare i dati bancari e dirottare pagamenti di importo elevato. Una parte fondamentale della loro attività consiste nel reclutare “money mules”, ovvero persone povere e disoccupate (per lo più spagnole in questo caso) che vengono ingannate o costrette ad aiutare a spostare il denaro rubato attraverso i loro conti bancari. Questi individui vulnerabili spesso non si rendono conto di aiutare i criminali. Attività aggiuntive: oltre alle truffe, sono accusati di riciclaggio di denaro, traffico illecito di veicoli (tramite società fittizie e prestanome) e ricorso a minacce e intimidazioni durante la riscossione dei pagamenti.

Risultati


La polizia ha congelato/sequestrato circa 185.000 € e ritiene che questa rete abbia causato danni per frode per oltre 5,93 milioni di €.

#BlackAxe


noblogo.org/cooperazione-inter…


Importante operazione di polizia contro una banda criminale internazionale...


Importante operazione di polizia contro una banda criminale internazionale chiamata Black Axe (Ascia Nera)



L'Operazione


La polizia spagnola, in collaborazione con le autorità tedesche e l' #Europol (l'agenzia europea di coordinamento delle forze di polizia), ha arrestato 34 persone collegate a questa organizzazione criminale. La maggior parte degli arresti è avvenuta a Siviglia, in Spagna.

Cos'è Black Axe?


Black Axe è un vasto gruppo criminale organizzato nato in Nigeria ma ora attivo in tutto il mondo. Immaginatela come una società criminale con: – gerarchia rigida (come una struttura aziendale con capi e dipendenti); – circa 30.000 membri registrati in tutto il mondo; – divisa in “zone” come sedi di franchising (60 in Nigeria, 35 a livello internazionale); – circa 200 membri per zona.


Le loro attività criminali


Il gruppo guadagna denaro attraverso varie operazioni illegali: – frodi informatiche (truffe online e reati finanziari); – traffico di droga (vendita di droghe illegali); – tratta di esseri umani e prostituzione; – altri reati come rapimenti e rapine a mano armata.

Guadagnano miliardi di euro all'anno attraverso molte piccole truffe che si sommano.


Money Mules


La rete operava principalmente tramite truffe Man-in-the-Middle (MITM), in particolare con il metodo Business Email Compromise (BEC), intercettando le comunicazioni tra aziende per modificare i dati bancari e dirottare pagamenti di importo elevato. Una parte fondamentale della loro attività consiste nel reclutare “money mules”, ovvero persone povere e disoccupate (per lo più spagnole in questo caso) che vengono ingannate o costrette ad aiutare a spostare il denaro rubato attraverso i loro conti bancari. Questi individui vulnerabili spesso non si rendono conto di aiutare i criminali. Attività aggiuntive: oltre alle truffe, sono accusati di riciclaggio di denaro, traffico illecito di veicoli (tramite società fittizie e prestanome) e ricorso a minacce e intimidazioni durante la riscossione dei pagamenti.

Risultati


La polizia ha congelato/sequestrato circa 185.000 € e ritiene che questa rete abbia causato danni per frode per oltre 5,93 milioni di €.

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