No nulla, diocane (rido), voglio condividere con voi un testo che mi fa schiantare dal ridere e che mi fa godere come un maiale (ma tutto quest'album è una cazzo di bomba ed è l'unico che mi manca di Mezzo in formato fisico) =)

SYSTEM ERROR – MEZZOSANGUE

[Intro] È la sintesi delle volgarità e il vomito tardoadolescenziale di un rapper scurrile, negativo, oscurantista Il suo disco è l'apoteosi delle sue nefandezze, la sua maschera sintomo della sua vergogna Egli non è un uomo, è un errore del sistema

[Strofa 1] System Error Guess who's back, Mezzo è il nome, man in black nel rap Sparo a alieni col vocoder pronti all'invasione Bang, rapper, bang clone di un clone da serra (Okay) Kappa passa il neuralizer che mi scordo questa merda Vengo dritto dal futuro, a cazzo duro, a dirti quanto è scuro T'assicuro, vivi dentro a un buco con un tubo al culo Pronto ad impedirlo? Parlo come a un figlio Ho i migliori consigli, il migliore consiglio? Ucciditi stronzo coniglio Pyongyang state of mind, vengo a porti fine Wrong time, sogno l'Armageddon e l'uomo per concime Getto questi U.S.A., il loro usa e getta dà alla testa Tutte quelle stelle strafatte di strisce a bestia Ah, dicono: “Bene, va bene”, ma bene non va Se le scene di queste città sono piene di alieni, di scemi strapieni di mediocrità Di bandiere e di numeri, fiere di stupidi fieri che superi solo coi numeri E i numeri veri li superi solo se accedi agli schemi sinceri di stupidità System Error, via da Matrix, opzioni binarie Dai, sparaflasho la mia testa, ti voglio scordare Sai, ho una festa questa sera e una cosa da fare (Signor Mezzo guardi qui) Scopare [Ritornello] System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error System Error System Error System Error

[Strofa 2] System Error Quale 808, sei un pacco Ti vedo e leggo: “Rapper not found: 404” Vengo per giustizia a mettere a posto le cose Mezzo ha un morso feroce, tu sei morto precoce Vedo rari temi, tu vedi temerari Tu vedi tali geni, io vedo genitali Sono sposati con la musica e amanti col denaro 'Sti prosciutti resistono un par d'anni e divorziano tutti System Error perché siamo fottuti, con i sogni incompiuti Siamo numeri in tubi Siamo cubi di Rubik, senza più un cazzo di piano E culo e bocca ben cuciti dentro a un centipiede umano Sorridi (Cheese) Fatti un selfie, anzi aspetta Posa il cellulare che ho una nuova macchinetta Devi puntare e premere per bene questo tasto, fallo in frettaBang Perfetto [Ritornello] System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error

[Outro] System Error System Error System Error


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La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale reperti archeologici


Il District Attorney’s Office di Manhattan ha annunciato il rimpatrio in Italia di 48 reperti archeologici, sottratti illecitamente al nostro Paese per un valore complessivo superiore a 300.000 dollari. Si tratta del diciannovesimo atto di restituzione nell’arco degli ultimi vent’anni; secondo Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, i beni restituiti all’Italia dalla sua unità hanno raggiunto nel complesso un valore di 100 milioni di dollari.

I beni sono stati ufficialmente riconsegnati allo Stato italiano durante una cerimonia formale presieduta da Matthew Bogdanos. Alla consegna hanno preso parte Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York – accompagnato dalle vice consoli Marta Mammana e Alessandra Oliva – e il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le indagini della magistratura statunitense hanno accertato che 45 di questi reperti erano custoditi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (“Met”), dove erano confluiti in passato grazie alle attività di reti di trafficanti internazionali guidate da Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Burki. Tra i pezzi di maggiore spicco sequestrati e rimpatriati figurano un prezioso psictere a colonnette in terracotta, datato tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, nonché un piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (circa 400 a.C.).

L’inchiesta e i successivi sequestri delle opere italiane sono stati coordinati da Bogdanos insieme alla Sostituto Procuratrice Jacqueline Studley. A supportare il dossier hanno lavorato le analiste investigative Giuditta Giardini e Hilary Chassé, l’investigatore John Paul Labbat e l’Agente Speciale Brenton Easter della Homeland Security Investigations. Nella stessa sessione di restituzioni guidata dalle autorità giudiziarie di Manhattan, sono stati riconsegnati anche alcuni reperti storici appartenenti ai popoli dell’Iraq e dell’Indonesia.

L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione tra le due parti. Durante il suo intervento, il Console Pastorelli ha ringraziato Bogdanos: “Nonostante non ci conosciamo da molto tempo, posso affermare che il suo lavoro è lodevole; è un onore essere qui. Spero che lei possa continuare a operare in questo ufficio per i prossimi vent’o trent’anni”.

Bogdanos ha osservato che il “lavoro è tutt’altro che finito e non siamo nemmeno vicini a concluderlo, ed è giusto così”. Bogdanos, che vanta esperienza in numerosi teatri di guerra con un focus sui reparti dedicati alla tutela dell’arte, ha chiuso il suo discorso ringraziando “per oggi, ma soprattutto per domani”.


noblogo.org/cooperazione-inter…


La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale...


La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale reperti archeologici


Il District Attorney’s Office di Manhattan ha annunciato il rimpatrio in Italia di 48 reperti archeologici, sottratti illecitamente al nostro Paese per un valore complessivo superiore a 300.000 dollari. Si tratta del diciannovesimo atto di restituzione nell’arco degli ultimi vent’anni; secondo Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, i beni restituiti all’Italia dalla sua unità hanno raggiunto nel complesso un valore di 100 milioni di dollari.

I beni sono stati ufficialmente riconsegnati allo Stato italiano durante una cerimonia formale presieduta da Matthew Bogdanos. Alla consegna hanno preso parte Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York – accompagnato dalle vice consoli Marta Mammana e Alessandra Oliva – e il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le indagini della magistratura statunitense hanno accertato che 45 di questi reperti erano custoditi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (“Met”), dove erano confluiti in passato grazie alle attività di reti di trafficanti internazionali guidate da Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Burki. Tra i pezzi di maggiore spicco sequestrati e rimpatriati figurano un prezioso psictere a colonnette in terracotta, datato tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, nonché un piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (circa 400 a.C.).

L’inchiesta e i successivi sequestri delle opere italiane sono stati coordinati da Bogdanos insieme alla Sostituto Procuratrice Jacqueline Studley. A supportare il dossier hanno lavorato le analiste investigative Giuditta Giardini e Hilary Chassé, l’investigatore John Paul Labbat e l’Agente Speciale Brenton Easter della Homeland Security Investigations. Nella stessa sessione di restituzioni guidata dalle autorità giudiziarie di Manhattan, sono stati riconsegnati anche alcuni reperti storici appartenenti ai popoli dell’Iraq e dell’Indonesia.

L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione tra le due parti. Durante il suo intervento, il Console Pastorelli ha ringraziato Bogdanos: “Nonostante non ci conosciamo da molto tempo, posso affermare che il suo lavoro è lodevole; è un onore essere qui. Spero che lei possa continuare a operare in questo ufficio per i prossimi vent’o trent’anni”.

Bogdanos ha osservato che il “lavoro è tutt’altro che finito e non siamo nemmeno vicini a concluderlo, ed è giusto così”. Bogdanos, che vanta esperienza in numerosi teatri di guerra con un focus sui reparti dedicati alla tutela dell’arte, ha chiuso il suo discorso ringraziando “per oggi, ma soprattutto per domani”.


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2CR - Capitolo 21


Ioram re1Giòsafat si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con loro nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ioram.2I suoi fratelli, figli di Giòsafat, erano Azaria, Iechièl, Zaccaria, Azariàu, Michele e Sefatia; tutti costoro erano figli di Giòsafat, re d'Israele. 3Il padre aveva dato loro ricchi doni: argento, oro e oggetti preziosi insieme con fortezze in Giuda; il regno però l'aveva assegnato a Ioram, perché era il primogenito.4Ioram prese in possesso il regno di suo padre e, quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni capi d'Israele. 5Quando divenne re, Ioram aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. 6Seguì la via dei re d'Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. 7Ma il Signore non volle distruggere la casa di Davide, a causa dell'alleanza che aveva concluso con Davide e secondo la promessa fattagli di lasciare sempre una lampada per lui e per i suoi figli.8Nei suoi giorni Edom si ribellò al dominio di Giuda e si elesse un re. 9Allora Ioram con i suoi comandanti sconfinò con tutti i carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Edomiti che l'avevano accerchiato, insieme con i comandanti dei carri. 10Tuttavia Edom si è sottratto al dominio di Giuda fino ad oggi. In quel tempo anche Libna si ribellò al suo dominio, perché Ioram aveva abbandonato il Signore, Dio dei suoi padri. 11Egli inoltre eresse alture sui monti di Giuda, fece prostituire gli abitanti di Gerusalemme e fece traviare Giuda.12Gli giunse da parte del profeta Elia uno scritto che diceva: “Dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: “Poiché non hai seguito la via di Giòsafat, tuo padre, né la via di Asa, re di Giuda, 13ma hai seguito la via dei re d'Israele, hai fatto prostituire Giuda e gli abitanti di Gerusalemme, come ha fatto la casa di Acab, e inoltre hai ucciso i tuoi fratelli, della famiglia di tuo padre, uomini migliori di te, 14ecco, il Signore sta per colpire con un grave disastro il tuo popolo, i tuoi figli, le tue mogli e tutti i tuoi beni. 15Tu soffrirai gravi malattie, una malattia intestinale tale che per essa le tue viscere ti usciranno nel giro di due anni”“.16Il Signore risvegliò contro Ioram l'ostilità dei Filistei e degli Arabi che abitano al confine con gli Etiopi. 17Costoro attaccarono Giuda, vi penetrarono, portando via tutti i beni trovati nella reggia e persino i suoi figli e le sue mogli. Non gli rimase nessun figlio, se non Ioacàz, il più piccolo. 18Dopo tutto questo, il Signore lo colpì con una malattia intestinale inguaribile. 19Andò avanti per più di un anno; verso la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità della malattia e così morì fra dolori atroci. E per lui il popolo non fece fuochi d'aromi, come gli aromi bruciati per i suoi padri.20Quando divenne re, egli aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. Se ne andò senza lasciare rimpianti; lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti


Diversamente dal periodo di Giosafat, il regno di Ioram (848-842), è dominato dall'empietà, che comporta disastri militari e una tragica morte del re. Il libro dei Re dedica a Ioram pochi versetti, 2 Re 8, 16-24, che il Cronista amplia aggiungendo notizie da altre fonti a formare un quadro complessivo che ubbidisce alla sua tesi teologica: Ioram elimina in maniera cruenta gli altri pretendenti al trono, compresi «tutti i suoi fratelli» (vv. 2-4), commette una serie impressionante di empietà a causa delle quali subisce alcune sconfitte militari (vv. 5-10); è oggetto dei rimproveri da parte del profeta Elia, che gli predice il castigo divino (vv. 11-15). Dopo altre sconfitte militari, il re è colpito infine da una «malattia intestinale inguaribile» che lo porta a una morte ignominiosa (vv. 16-20).

I cc. 21-23 scorrono all'ombra di una presenza tenebrosa in Gerusalemme: la figura drammatica e perversa di Atalia, figlia di Omri (849-837), alla quale il Cronista dedicherà le pagine di 22,10-23,15.

2-4. Lo sterminio dei fratelli è nello stile di Atalia, che potrebbe averlo suggerito e organizzato, come pare insinuare il v. 6. Questi versetti sono propri del Cronista. 5-7. L'autore si riallaccia alla fonte, 2Re 8,17-19.

8-11. Ricalcano 2Re 8,20-22, a parte la nota storica del v. 11.

12-15. Di Elia il Cronista ignora totalmente l'ampio ciclo esposto nel libro dei Re. Sorprende quindi questa sua comparsa improvvisa e la menzione di un suo scritto, il cui contenuto sintetizza il comportamento dei grandi profeti verso i re infedeli. Lo stile della missiva fa pensare a una composizione del Cronista stesso, anziché a un documento storico.

16-19. La fine prematura e vergognosa di Ioram risponde alla logica retribuzionistica del nostro autore.

20. Secondo 2Re 8,24, Ioram è sepolto invece con i suoi padri. Evidentemente, al Cronista non è bastata la punizione di una morte terribile. Stranamente, nel caso di Ioram viene omessa la formula che accompagna abitualmente la morte del re (cfr. 2Re 8,22-23).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

sshaudit.com di nuovo online!!!


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tux-sshaudit

Oh, gaudio!

Oh, giubilo!

ssh–audit è di nuovo disponibile. Il 4 luglio 2026 Joe Testa porta la sua creatura dalla versione 3.3.0, risalente ormai a due anni fa, alla versione 3.9.0, un aggiornamento corposo che riguarda:

  • aggiornamento supporto python 3.14, eliminazione python 3.8 e python 3.9
  • preparazione alla crittografia post-quantistica (warning se gli algoritmi di exchange non lo sono) rimozione supporto sshv1
  • Modifica della policy built-in per Debian 12
  • Aggiunta delle policy built-in per OpenSSH 10.0, 10.1, 10.2, 10.3, and 10.4.
  • Aggiunta delle guide all’hardenizzazione di Debian 13, Rocky Linux 10, Ubuntu 26.04.
  • **Avendo sempre come riferimento la resistenza post quantistica, sono stati aggiunti due nuovi algoritmi di key exchange e 11 nuove host_keys
  • ecc.

Anche sshaudit.com è di nuovo online anche se le guide non hanno ancora recepito gli aggiornamenti presenti nella cli.

Ma la notizia più rincuorante è che pare che Joe Testa stia bene e che abbia trovato uno sponsor che sta finanziando il suo sviluppo.

Mi riservo di approfondire a breve.

Intanto ben ritornato, Joe Testa ❤️.

#ssh #ssh-audit


noblogo.org/aytin/sshaudit-com…

John Hiatt – The Eclipse Sessions (2018)


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Giunto al ventitreesimo album in studio nell’arco dei quarantacinque anni di carriera che sono intercorsi dalla pubblicazione del suo primo singolo, John Hiatt si dimostra ancora una volta capace di confezionare un disco nell’arco di pochi giorni e accompagnato da un piccolo combo, cosa che in precedenza gli era magistralmente riuscita all’altezza di “Bring The Family”. Universalmente riconosciuto come un capolavoro... artesuono.blogspot.com/2018/10…


Ascolta il disco: album.link/i/1436939440



noblogo.org/available/john-hia…


John Hiatt – The Eclipse Sessions (2018)


immagine

Giunto al ventitreesimo album in studio nell’arco dei quarantacinque anni di carriera che sono intercorsi dalla pubblicazione del suo primo singolo, John Hiatt si dimostra ancora una volta capace di confezionare un disco nell’arco di pochi giorni e accompagnato da un piccolo combo, cosa che in precedenza gli era magistralmente riuscita all’altezza di “Bring The Family”. Universalmente riconosciuto come un capolavoro... artesuono.blogspot.com/2018/10…


Ascolta il disco: album.link/i/1436939440


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Lecce. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) smantella rete criminale albanese-calabrese, radicata in numerose province del Meridione


L'operazione “Whisper”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo (DDA) di Lecce, ha portato all'arresto di 23 persone coinvolte in due associazioni criminali operanti nelle province di Lecce e Brindisi, dedite al traffico internazionale di stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana) con collegamenti in Albania e Calabria.

L'indagine, sviluppatasi dal 2022 al 2025, ha disarticolato reti che utilizzavano minori, donne e corrieri albanesi per il trasporto, sequestrando 58 kg di droghe, due laboratori di confezionamento e armi da fuoco.

Le organizzazioni, guidate da figure di spicco locali che talvolta dirigevano le attività dall'interno del carcere avvalendosi di familiari, gestivano ingenti flussi finanziari e utilizzavano metodi di comunicazione riservati e sistemi di videosorveglianza per eludere le autorità.

L'operazione, nata dalle risultanze di precedenti indagini, ha documentato transazioni per centinaia di migliaia di euro e ha smantellato una struttura criminale che riforniva il territorio salentino, proteggendo i propri interessi anche tramite il reinvestimento dei proventi illeciti.


noblogo.org/cooperazione-inter…


Lecce.


Lecce. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) smantella rete criminale albanese-calabrese, radicata in numerose province del Meridione


L'operazione “Whisper”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo (DDA) di Lecce, ha portato all'arresto di 23 persone coinvolte in due associazioni criminali operanti nelle province di Lecce e Brindisi, dedite al traffico internazionale di stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana) con collegamenti in Albania e Calabria.

L'indagine, sviluppatasi dal 2022 al 2025, ha disarticolato reti che utilizzavano minori, donne e corrieri albanesi per il trasporto, sequestrando 58 kg di droghe, due laboratori di confezionamento e armi da fuoco.

Le organizzazioni, guidate da figure di spicco locali che talvolta dirigevano le attività dall'interno del carcere avvalendosi di familiari, gestivano ingenti flussi finanziari e utilizzavano metodi di comunicazione riservati e sistemi di videosorveglianza per eludere le autorità.

L'operazione, nata dalle risultanze di precedenti indagini, ha documentato transazioni per centinaia di migliaia di euro e ha smantellato una struttura criminale che riforniva il territorio salentino, proteggendo i propri interessi anche tramite il reinvestimento dei proventi illeciti.


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Pensieri riflessi, aspettando il temporale!


📒 Dal mio diario..

Per anni mi sono fatta sempre la stessa domanda: “Se un giorno mi dicessero che ho un tumore, cosa farei?”. Non lo so! Pensavo che magari sarei rimasta senza parole e istintivamente sarei scappata. Immaginavo che quella fosse una via di fuga, il modo migliore per affrontare la paura e combattere!

Poi quasi 2 anni fa la vita mi ha messa davanti alla realtà, e a quella domanda non ho saputo dare risposta, non sono riuscita neppure ad alzarmi, anzi, come se mi avessero pugnalata ho smesso di pensare, sentire, per qlche istante, interminabile e poi come una liberazione, solo lacrime e singhiozzi.. così ho capito che non si parte, non si fugge, non si è assolutamente pronti e preparati! Perciò si resta e si fa un passo indietro, non perché si è deboli, perché si ha paura o perché non esiste un’alternativa, ma perché è lì che comincia la vera battaglia è in quel momento che ha inizio una nuova avventura , per la quale non ci sono schemi, non ci sono indicazioni vere e proprie, si è vulnerabili..

Davanti a una diagnosi così brutta, inaspettata, a volte immaginata, non si ha il desiderio di scappare, anzi pensi a quanto sia importante e doveroso vivere, sopravvivere per andare avanti! Ci si ferma, ci si affida e si confida, si piange, si prega, si cercano pensieri alternativi, ma poi si resta per affrontare la malattia, per sottoporsi alle cure, per prendersi cura di sé stessi e per guardare in faccia ciò che fa più paura, ciò che sta mettendo a dura prova la salute fisica e soprattutto psicologica! Cosi sono rimasta esattamente dov’ero, ho imparato a cercare dentro di me il coraggio, la forza di attraversare, affrontare e superare ogni giorno quello che mi stava accadendo, senza voltarmi indietro...E si inizia così un lungo estenuante percorso fatto di visite, consulti, incontri, parole, ricerche, esami, ecc, ecc..si combatte così, iniziando a cercare un senso anche quando sembra impossibile trovarlo, si inizia a convivere con la paura, con la rabbia e con tutte le emozioni che la malattia porta con sé.

Ci sono giorni si, in cui ci si sente forti e altri in cui tutto sembra pesare il doppio e credi di non essere abbastanza forte per reggere il peso, la paura , l' angoscia! Il corpo cambia, e non si è preparati, io ancora oggi non mi riconosco, a volte non mi accetto e non mi sento a mio agio, le terapie stancano, pesano, a volte ti annullano, ma ti salvano la vita, l’incertezza accompagna ogni passo e il futuro smette di essere qualcosa di scontato, anzi è una parola che fai fatica a pronunciare!

Eppure si continua, si combatte, si diventa leoni e si comprende che la forza non ha nulla a che vedere con l’idea eroica che spesso si immagina , anzi oltre a quella fisica, che spesso viene a mancare, ti accorgi che la forza diventa ogni singolo respiro, ogni singolo giorno che si affronta e ogni visita, esame, step che si supera... È una forza silenziosa, non è ostentazione, non è la capacità di non crollare mai, semmai è la forza di mostrarsi per quello che si è accettare la propria fragilità e scegliere, ogni mattina, di affrontare un altro giorno sempre col sorriso e lo spirito giusto!

Prendersi cura di sé diventa un atto rivoluzionario, perché bisogna accettare di avere paura senza lasciare che sia la paura a decidere come vivere o a impedirci di vivere! Significa continuare ad amarsi anche quando il proprio corpo cambia e non lo si riconosce più, e tutto sembra sbagliato, diverso, inadatto, troppo per come la malattia ci ha cambiato!

La malattia mi sta insegnando che la vita non perde valore anzi ogni istante acquista un significato ancora più profondo e ci si aggrappa ad ogni gesto, ogni attimo, alla speranza, ad un alba, un tramonto... perchè si può essere fragili e, nello stesso tempo, incredibilmente forti senza saperlo! Il vero coraggio è restare, affrontare e combattere, anche quando non si ha la forza di restare accanto a sé stessi, anche quando tutto sembra indefinito e maledettamente difficile!.

E capisci che la vita, anche quando fa male, merita di essere vissuta con dignità, senza vergognarsi, senza nascondersi, come ho fatto io agli inizi, con amore verso sé stessi, anche se si ha paura, anche se si pensa di non farcela, così si resta e si ricomincia proprio da dove tutto ha avuto inizio, da quel giorno, da quel controllo, da quella scoperta che cmq mi ha sconvolto la vita! Ma credo che nonostante tutto l'abbia resa diversa, migliore ai miei occhi, al mio bisogno di restare forte, combattiva e serena, per me , per mio figlio e per tutti coloro che mi sono stati accanto e anche per coloro che si sono allontanati, che io ho allontanato o semplicemente che hanno cambiato strada..

Si resta, per vivere e continuare a sognare!


noblogo.org/bymarty/pensieri-r…

riflettevo ieri sera, dialogando con amici di sperimentazioni e altro, che il lavoro svolto da gammm negli ultimi 20 anni (gammm.org/2026/06/29/20-anni-d…) ha lievemente smosso le superfici delle cervici italetterarie, ma mica molto di più.

i popoli .it al massimo infilano una prosa nel serpentone dei versi, azzardano una foto, giocano con le lettere sparpagliate su una due pagine e fine.

stanno bene così.


noblogo.org/differx/riflettevo…

Murder in the Tool Library: When Solarpunk is the Victim


Finding good solarpunk novels is still quite challenging, given that the genre has barely a decade under its belt. The positive side of this current landscape is that when something notable pops up, it easily makes the rounds: in niche online communities, word of mouth still rules. This is how Murder in the Tool Library caught my attention and, as you can imagine, raised my expectations. So let’s start with those first, which is unusual in a review but it might shed some light on why I’m so terribly disappointed by this novel.

What I Wanted (or Hoped)


When I imagine a crime novel in a solarpunk setting, several questions naturally pop up: how does a utopian society deal with severe interpersonal wrongings? How does an investigation take place without surveillance? How do processes look like without police, courts, prisons, and so on?

This is exactly the point of speculative fiction: imagining how different societies handle (or prevent!) nasty modern problems. The point of solarpunk, among other things, is exactly to make one wonder about these possibilities even before touching page one. Moreover, the author, A.E. Marling, is not new to fiction: he’s been writing fantasy since 2013, so I expected some expertise and finesse in weaving a story and delivering satisfying character arcs or plot beats.

All this was in my mind when I picked up the novel, and I really wanted to believe it would be a good one, since I haven’t added anything to my Must Read List in a long time. It looks like it was not enough.

There will be minor spoilers, but I will try to keep them vague enough that you can read the novel on your own. I’m going to discuss ideas and concepts more than story elements or plot twists, except for the ending.

What Worked


I’m going to explain in detail all the issues I have with the novel, but first I have to say that I genuinely liked some of the ideas here. As I said above, the thought experiment of how to deal with murders, reparations and justice in a utopian society without unjustly immiserating anyone is absolutely crucial and timely in a world like ours, where regardless of geography police abuse is rampant and the judicial system treats elites differently from everyday citizens. So the premise (a boy gets murdered in plain day in a public place; how does a utopian society react?) is genuinely interesting, and the first chapter is quite the hook.

I also found the first idea of the novel quite clever: unlike most crime fiction, in which a clever, larger-than-life detective (and maybe his assistant) finds all the evidence and eventually unmasks the culprit via logical reasoning and outstanding deductions, here the task is taken up by the CDS, a group of volunteer detectives who dedicate what time they can spare to try and mend these episodes of societal and interpersonal misconduct.

The investigation then takes place with plentiful input from other citizens, who irregularly contribute by providing additional information, pointing out details that detectives missed on the murder scene, looking up backgrounds and so on, via a shared chat. I found all these ideas very clever: it’s the opposite of detective stories, far away from the lone genius cracking a puzzle as a challenge for his own ego, and instead a society that collectively puts time and effort to deal with the untimely loss of a member of their community. This had almost convinced me that this was it, the thoughtful and grounded solarpunk that I was looking for!

Alas, the dystopia that followed proved me wrong.

What Didn’t Work


Now, this part will be longer; I did not like the rest of the novel, but I’m not going to spend thousands of words to scream that it sucked or the author sucks at writing. Sure, I do have gripes of personal taste with the use of commas or descriptions or the detectives' characterizations, but these are minor elements; the next person might love them and the next one might not even notice them, so it’s not useful to discuss them. I’m going to discuss why some ideas in the novel did not work, could never work and are actively against the premise of a utopian or solarpunk society.

Let’s begin from the crowdsourcing of information, which is the first element that made me suspicious about the setting. In order to have full participation in the investigative process, everything is livestreamed. All the detectives film and record and share everything, which is the go-to way to make the whole procedure as democratic as possible. But at the same time (and the story itself sort of realizes this in the first half) it spawns an all-encompassing culture of spectacle. People are not drawn in the investigation out of genuine concern for the stability of their society, but out of drama. This does not stop at the investigation, but it goes on and becomes grotesque during the process of the culprit in the last few chapters (more on this later). In an attempt to envision a more democratic process, the author has recreated a digital version of public hanging that none of the characters opposes.

Secondly, the author puts a great deal of attention on mental health and the importance of therapy… to the point it becomes a universal antidote for societal issues. As the investigation proceeds, it is revealed that the perpetrator is affected by a mental disorder and he was deceiving everyone else so well that he managed to avoid therapy for his whole life. And if you’re raising an eyebrow to that phrasing (instead of, for example, “refuse professional help”), let me bring up the example of Vittoria (one of the detectives whose name is needed in this review, since the story betrays a clear preference from the side of the author). Upon meeting a citizen who reacts badly to her presence (quote: “Stuck-up freak!”, so not even a slur or anything seriously offensive), she reacts by “activating a program that would crack his identity, message him in one hour, and inform him he must produce proof of therapy for his behavior or face censure.”

Now, I know we all have slightly different visions of utopia and solarpunk, but this is an exchange that could only happen in a dystopic surveillance state in which therapy is ministered in a Foucauldian sense: to enact control, silence dissent, or put people behind medical and institutional barriers to make their lives harder under the pretense of providing help.

This does not end here. While the first half of the novel is dedicated to investigating the crime scene and possible clues (as is standard practice in most crime fictions), the second half locks in on a single suspect and the detectives’ efforts are not dedicated to crack the sequence of events that exclude every other possible character, but rather to prove that the suspect is in fact really a psychopath. The impression I got from the text (regardless if this was the author's intention) was that the suspect was being investigated not much for committing a crime but for being a deviant (of which committing murder was just another clue).

In order to do this, the detectives commit a slew of unthinkable breaches that would not fly even in our current societies (irrespective of geographical location): they search his house without his consent or knowledge (through a warrant obtained shadily by pressuring a community council) to search his belongings and find proof of killed animals in his youth; Vittoria pretends to go on a date with him to conduct a non-consensual nor informed interrogation (I have heard of only one similar real-life story, and it was from a Chinese dissident), and they even desecrate his mother’s corpse (again, no consent nor knowledge) to prove that he had poisoned his mother! What began as a murder investigation moves beyond the murder itself and quickly devolves into a relentless manhunt, in which the detectives have at their disposal every common tool used by our modern-day police to press their charges.

Every abuse of power by the detectives is presented as justified and even necessary, since the killer is a psychopath and therefore would lie at every occasion; an ontologically evil being that would only carry out evil actions and for which this ‘utopian’ society clearly has no answer. Leaving the un-solarpunk moral dilemma aside (is the murderer beyond salvation because he's a psychopath, or can he repent and be rehabilitated after mandatory therapy?), the author has uncomfortably stepped onto something important: that it would be really hard to conduct ‘investigations’ as we normally experience them while at the same time having the culprit consensually cooperate. The author sees all this, and instead of trying to devise a different method (which would’ve been imaginative and no doubt challenging, but worth the effort!), he goes the other way and strips the culprit of every decency on the grounds of psychopathy.

The author desperately tries to paint the killer as the unforgivable bad guy, and yet I found myself empathizing with him precisely because of the unjustified and repeated abuse he received through the whole story.

Before concluding, I have to spend a few lines to discuss the climax scene of the process, since it is truly the epitome of grotesque.

After the culprit has been apprehended, Vittoria dishes our her impassioned speech to demand the maximum punishment: “a sentence of dehumanization” (very solarpunk), while the whole city is watching (via livestream). Through the whole scene, the culprit is mouthfolded (they can’t allow him to speak, because, you guessed it, he would only lie!) and can only reply via keyboard; this doesn’t matter, because his messages are never shown. He does not have any defense attorney (which should be a minimum right, at least in Italy and Finland, but supposedly in USA as well, given the author’s origins) and it is implied that the ‘jury’ eventually does commit the maximum punishment, and the culprit is stripped of any right except those of parasites.

Now, I’m not an expert on judicial systems, but one thing I can say for sure: a society in which criminals don’t have rights can eliminate dissent at will. If criminals don’t have rights, then all the government has to do is find some excuse to label people as criminals, and those people will no longer have rights. In the specific case of this novel, detectives can conjure evidence of psychopathy and persuade the whole society that they do not deserve empathy nor help and are worthy of elimination.

Would you like to live in such a utopia?

Warping the Narrative


So let’s focus on this Vittoria character I’ve been talking about, the ‘femme fatale’ that is mentioned in the novel’s blurb.

The author never fails to remark three things about her: her height, her charisma and her... righteous bloodthirst, almost to the point of obsession. This betrays a clear preference for this character on the side of the author, and indeed she gets the best treatment of the whole cast: the ending declares her eponymous victory at the expense of the killer, something that no other character celebrates.

I have three interpretations for Vittoria’s character. First: she embodies the old violent cop archetype, moved by personal revenge or moral duty. Second: Vittoria is also a villain, and other detectives will have to face her in a follow-up novel. And third: she’s another psychopath, just like the killer himself, but unlike him she managed to channel her tendencies into a respected profession in which she’s allowed to have some leeway, provided that she does not harm anyone else in the process. None of these options strike me as interesting in a solarpunk setting; the first might have been an interesting character arc (the former cop that needs to learn how to operate in a new, more respectful and humane system after years of service where abuse was normalized), but it was not the story this novel ended up telling. Vittoria is always presented as cool, her flaws are always minimized, her deeds justified, and on top of all this she always gets her way. The story lets her win every time: some characters here and there try to push back, but they fold after two lines and admit defeat.

In any other genre, this might have been an interesting story; a Psycho-Pass-eqsue manhunt in which the huntress is revealed to be not just another monster but the better monster, because she can rein in her impulses and (ab)use the tools of the society around her to conceal her bloodthirst and channel it towards other monsters. This is a fantastic concept for a crime novel, maybe even for a cyberpunk one, although it still relies on the (faulty, in my opinion) assumption that some people are born evil and can only pretend to be decent members of a society.

However, this story in a solarpunk setting reads completely different. It becomes a tragedy in which an overly charismatic character warps and derails a collective process by abusing her personal influence to enact on her most violent impulses. The whole story moves away from the speculative intent of solarpunk investigations and reparations, and gets hijacked by Vittoria's and the killer's relentless (but unbalanced) duel to determine who can keep pretending in the eyes of the public and avoid punishment. In particular, the last third of the story is a character study on the normalization of cruelty. Where’s the solarpunk in that?

Let me end the review with a final spoiler from the very last page of the novel, in which it is implied that Vittoria eventually manages to kill the drugged and isolated culprit with the same weapon that was found on the crime scene.

So I ask again: whose utopia is this?


noblogo.org/clockwork/murder-i…

2CR - Capitolo 20


Vittorie sui Moabiti1In seguito i Moabiti e gli Ammoniti, aiutati dai Meuniti, mossero guerra a Giòsafat. 2Fu annunciato a Giòsafat: “Una grande moltitudine è venuta contro di te da oltre il mare, da Edom. Ecco sono a Casesòn-Tamar, cioè a Engàddi”. 3Nella paura, Giòsafat si decise a cercare il Signore e indisse un digiuno per tutto Giuda. 4Quelli di Giuda si radunarono per chiedere aiuto al Signore; vennero da tutte le città di Giuda per chiedere aiuto al Signore.5Giòsafat, stando in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda e di Gerusalemme nel tempio del Signore, di fronte al nuovo cortile, 6disse: “Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo? Tu dòmini su tutti i regni delle nazioni. Nelle tue mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. 7Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa terra di fronte al tuo popolo Israele e non l'hai data per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? 8Essi l'hanno abitata e vi hanno costruito un santuario al tuo nome dicendo: 9“Se ci piomberà addosso una sciagura, una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo al tuo cospetto in questo tempio, poiché il tuo nome è in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai”. 10Ora, ecco gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, nelle cui terre non hai permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dalla terra d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li hanno distrutti, 11ecco, ora ci ricompensano venendoci a scacciare dall'eredità che tu hai acquistato per noi. 12Dio nostro, non vorrai renderci giustizia nei loro riguardi, poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare; perciò i nostri occhi sono rivolti a te”.13Tutti gli abitanti di Giuda stavano in piedi davanti al Signore, con i loro bambini, le loro mogli e i loro figli. 14Allora lo spirito del Signore, in mezzo all'assemblea, fu su Iacazièl, figlio di Zaccaria, figlio di Benaià, figlio di Ieièl, figlio di Mattania, levita dei figli di Asaf. 15Egli disse: “Porgete l'orecchio, voi tutti di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il Signore: “Non temete e non spaventatevi davanti a questa moltitudine immensa, perché la guerra non riguarda voi, ma Dio. 16Domani, scendete contro di loro; ecco, saliranno per la salita di Sis. Voi li sorprenderete al termine della valle, di fronte al deserto di Ieruèl. 17Non toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani uscite loro incontro; il Signore sarà con voi”“.18Giòsafat s'inginocchiò con la faccia a terra; tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme caddero davanti al Signore, per prostrarsi davanti a lui. 19I leviti, tra i figli dei Keatiti e i figli dei Coriti, si alzarono a lodare il Signore, Dio d'Israele, a piena voce.20La mattina dopo si alzarono presto e partirono per il deserto di Tekòa. Mentre si muovevano, Giòsafat si fermò e disse: “Ascoltatemi, Giuda e abitanti di Gerusalemme! Credete nel Signore, vostro Dio, e sarete saldi; credete nei suoi profeti e riuscirete”. 21Quindi, consigliatosi con il popolo, mise i cantori del Signore e i salmisti, vestiti con paramenti sacri, schierati davanti agli uomini in armi, perché lodassero il Signore dicendo: “Rendete grazie al Signore, perché il suo amore è per sempre”.22Appena cominciarono i loro canti di esultanza e di lode, il Signore tese un agguato contro gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, venuti contro Giuda, e furono sconfitti. 23Gli Ammoniti e i Moabiti insorsero contro gli abitanti della montagna di Seir per votarli allo sterminio e distruggerli. Quando ebbero finito con gli abitanti della montagna di Seir, contribuirono a distruggersi a vicenda.24Quando quelli di Giuda raggiunsero la collina da dove si vedeva il deserto, si voltarono verso la moltitudine, ed ecco: non c'erano che cadaveri gettati per terra, senza alcun superstite. 25Giòsafat e la sua gente andarono a raccogliere la loro preda. Vi trovarono in abbondanza bestiame, ricchezze, vesti e oggetti preziosi. Ne presero più di quanto ne potessero portare. Passarono tre giorni a raccogliere il bottino, perché esso era molto abbondante. 26Il quarto giorno si radunarono nella valle di Beracà; poiché là benedissero il Signore, chiamarono quel luogo valle di Beracà, come è ancora oggi. 27Quindi tutto Giuda e tutti quelli di Gerusalemme, con Giòsafat alla testa, partirono per tornare a Gerusalemme, pieni di gioia perché il Signore li aveva riempiti di letizia a danno dei loro nemici. 28Entrarono in Gerusalemme diretti al tempio del Signore, fra suoni di arpe, di cetre e di trombe. 29Quando si seppe che il Signore aveva combattuto contro i nemici d'Israele, il terrore di Dio si diffuse su tutti i regni del mondo. 30Il regno di Giòsafat rimase tranquillo; Dio gli aveva concesso tregua su tutte le frontiere.

Fine del regno di Giòsafat31Giòsafat regnò su Giuda. Aveva trentacinque anni quando divenne re; regnò venticinque anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Azubà, figlia di Silchì. 32Seguì la via di Asa, suo padre, non si allontanò da essa, facendo ciò che è retto agli occhi del Signore. 33Ma non scomparvero le alture; il popolo non aveva ancora diretto il cuore verso il Dio dei suoi padri.34Le altre gesta di Giòsafat, dalle prime alle ultime, ecco, sono descritte negli atti di Ieu, figlio di Anàni, inseriti nel libro dei re d'Israele.35In seguito Giòsafat, re di Giuda, si alleò con Acazia, re d'Israele, che agiva con malvagità. 36Egli si associò a lui per costruire navi capaci di raggiungere Tarsis. Allestirono le navi a Esion-Ghèber. 37Ma Elièzer, figlio di Dodavàu, di Maresà, profetizzò contro Giòsafat dicendo: “Poiché ti sei alleato con Acazia, il Signore ha aperto una breccia nei tuoi lavori”. Le navi si sfasciarono e non poterono partire per Tarsis.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti


1-30. Questo capitolo, sulla strepitosa e miracolosa vittoria riportata da Giosafat contro invasori provenienti da Moab, non ha paralleli nel libro dei Re. La guerra d'Israele è sempre guerra santa, e quindi anche ed eminentemente azione sacra, quasi una liturgia: alla notizia degli invasori, il re supplica Dio e il popolo digiuna (vv. 1-13), mentre il profeta rivolge il suo messaggio di incoraggiamento (vv. 14-19), e il popolo infine, guidato dal suo re, muove contro il nemico come in processione liturgica (vv. 20-21). La vittoria è certa e mirabile (vv. 22-26) ed è seguita dal corteo trionfale verso la città (vv. 27-30). Più che di una pagina di guerra, si tratta di un'esposizione teologica dell'atteggiamento che la comunità deve assumere di fronte a Dio in caso di pericolo: supplica, penitenza, lode, fiducia, esaltazione di JHWH. La salvezza viene da lui, non da iniziative umane, di carattere politico e militare.

6-12. La preghiera del re riprende motivi teologici ricorrenti nella teologia veterotestamentaria. L'inizio richiama la preghiera di Salomone nel giorno della dedicazione del tempio, 6,14ss. Temi tipici di questa preghiera sono presenti anche al v. 9, cfr. 2Cr 6,24-35; 7,12-16).

14. Per far conoscere la sua volontà JHWH sceglie un levita cantore, ossia un esponente della classe alla quale vanno le preferenze del Cronista, anziché un sacerdote o un profeta.

19. Manca la menzione dei Ghersoniti, leviti cantori discendenti da Gherson (cfr. 1Cr 6,1-32). I Keatiti non sono menzionati altrove come cantori, mentre i Korachiti, o “Coriti”, discendenti anch'essi da Keat attraverso Core (cfr. 1Cr 6,7), erano una specie di corporazione di cantori elevati al ruolo di leviti, (cfr. 1Cr 26,1).

21. La liturgia della guerra santa ha qui il suo momento culminante. Anche la Regola della Guerra di Qumran prevede che gli schieramenti in battaglia quando muovono contro il nemico devono essere preceduti da «sette sacerdoti dei figli di Aronne, rivestiti con abiti di lino bianco...» (1QM 7,1-15). Il ritornello cantato è il Sal 136,1.

23-25. Altro elemento costitutivo della guerra santa è «lo sterminio», il ḥērem, che può essere totale o parziale.

31-37. Nei vv. 31-34 il Cronista si riaggancia alla fonte, 1 Re 22,41-45, il che lo induce a ripetersi. Aggiunge, come d'abitudine, la menzione della fonte profetica da lui utilizzata (v. 34). I vv. 35-37 si scostano significativamente da 1Re 22,49-50. Mentre il libro dei Re menziona una possibile alleanza di Giosafat con Acazia dopo la distruzione della flotta, il Cronista parla prima dell'alleanza e poi dell'annientamento della flotta. Anche qui la sua tesi è chiara: la disfatta di Ezion-Gheber è una punizione che Giosafat ha meritato per essersi alleato con il re d'Israele.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La vita si guarda

la vita si guarda vivere specchiata essendo dell' Oltre il suo rovescio

solo apparire – geme la natura: non senti le doglie del parto?

29.12.20

Breve lettura: La poesia esplora il tema dell’apparenza e dell’essere oltre il visibile, contrapponendo la vita riflessa a un “Oltre” che ne contiene il rovescio; il verso finale trasforma l’astrazione in dolore fisico, suggerendo una nascita o una trasformazione imminente.

Analisi del testo


Il testo è composto da versi liberi, frammentati e concentrati su immagini nette. Il nucleo tematico è il rapporto tra apparire e essere: la vita «si guarda», cioè si osserva come immagine, e «vivere specchiata» suggerisce un’esistenza che si riflette su se stessa, priva di profondità. L’«Oltre» è evocato come spazio che contiene il «rovescio» della vita, un doppio che resta nascosto ma reale.


Temi principali


  • Apparenza vs realtà. La ripetizione dell’idea di guardare e specchiarsi costruisce una tensione tra superficie e fondo.
  • Nascita e trasformazione. La domanda finale — «non senti le doglie del parto?» — rovescia la metafora: l’Oltre non è solo altrove, ma sta per generare qualcosa di nuovo o rivelare ciò che è stato nascosto.
  • Solitudine e voce della natura. Il verso «solo / apparire – geme la / natura» mette in scena una natura che soffre perché ridotta a mera apparenza; il gemito è sia lamento sia segnale di travaglio.

Immagini e linguaggio


Il linguaggio è essenziale, con enjambement che spezzano il ritmo e creano sospensione. Parole chiave come specchiata, rovescio, apparire, geme, doglie funzionano come poli semantici: specchio/rovescio (visibile/invisibile), gemito/doglie (sofferenza/parto). L’uso del trattino in «apparire – geme» rallenta la lettura e accentua il contrasto tra verbo e suono, trasformando l’apparenza in un atto che produce dolore.


Ritmo e forma


La brevità dei versi e la cesura interna creano un ritmo frammentato che rispecchia il tema della scissione identitaria. L’assenza di punteggiatura forte (salvo il punto interrogativo finale) lascia il testo aperto, come se la domanda non avesse risposta definitiva.


Possibili letture e approfondimenti


  • Esistenziale: la poesia può essere letta come riflessione sull’identità moderna, dove l’io è sempre mediato da immagini e schermi.
  • Metafisica: l’«Oltre» rimanda a una dimensione trascendente che contiene la verità nascosta della vita.
  • Ecologica: la «natura» che geme potrebbe essere la natura umana o il mondo naturale ridotto a immagine, in attesa di rinascita.

Suggerimenti per la revisione


  • Se vuoi aumentare la tensione drammatica, allunga la descrizione dell’Oltre con un’immagine concreta che renda il «rovescio» più tangibile.
  • Per enfatizzare il parto come evento, ripeti o varia il campo lessicale della nascita (contrazioni, acqua, luce) nel finale.


Versione più metafisica


La vita si contempla
come un occhio che abita il suo riflesso,
vivere è specchiarsi nell'ombra dell'Altrove,
dove il rovescio è legge e non immagine.

Solo
l'apparire sospira — e la natura,
sottile come un segreto, geme
non per dolore ma per annuncio:
non senti il travaglio dell'essere
che si prepara a capovolgere il mondo?


Versione ermetica


La vita si specchia
nell'ombra dell'Altro;
rovescio come legge.

Solo apparire,
natura in un gemito:
doglie senza nome.


Frammento ermetico


La vita specchio.
Altro come rovescio.
Apparire geme;
doglie senza voce.

La vita si specchia; l'Altro è il rovescio che geme prima del parto.

Aforismi in tre stili


Metafisico
La vita si specchia; l’Altro è il rovescio che prepara il mondo a nascere.

Ermetico
Specchio. Altro. Doglie mute.

Lirico-ironico
La vita si guarda e applaude; l’Altro sbadiglia e partorisce verità.


noblogo.org/norise-3-letture-a…

RIFLESSIONI SULLA NOSTRA FEDE


Ogni settimana, il Sabato o la Domenica, cercherò di proporre un argomento di riflessione, che sarà sviluppato con i vostri contributi. Tutti possono partecipare con il loro pensiero, non ci sono maestri o studenti, siamo tutti allo stesso livello, con il desiderio di accrescere la consapevolezza nella nostra fede.

Maria di Magdala (detta anche “Maria Maddalena”)

Buongiorno amici ed amiche, considerato che 500 caratteri non bastano per introdurre l'argomento, ho deciso che era il caso di utilizzare un articolo sul nostro blog.

Questa settimana vorrei parlare delle donne nel Vangelo, ed in particolar modo di Maria di Magdala, la donna liberata da sette spiriti maligni e che seguì Gesù in tutto il suo cammino, sostenendolo con i suoi averi.

Non voglio sviluppare molto l'argomento, in quanto lascio a voi le considerazioni, però vorrei fare un paio di riflessioni.

  • ad esclusione della Madre di Gesù, la Chiesa ha sempre considerato le donne del Vangelo come figure “di contorno”. Ma è veramente così, oppure è un retaggio del passato, dove la cultura maschilista era la normalità ?
  • nel Vangelo, la storia di Maria di Magdala è stata raccontata in modo soddisfacente, oppure è stata inserita scrivendo il minimo indispensabile per salvaguardare la completezza del racconto ?

Non scrivo altro, anche perché su Maria di Magdala si potrebbe parlare per ore ma qui noi, nella nostra umiltà e semplicità, vogliamo esprimere solo dei brevi pensieri. La catechesi va fatta in parrocchia, confrontandosi con il sacerdote e con altri gruppi.

Buona Domenica Namasté


log.livellosegreto.it/parrocch…

Emma Tricca – St. Peter (2018)


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immagine

Mentre ascoltavo St. Peter di Emma Tricca immaginavo la sua label discografica impegnata in un divertente scherzo da primo di aprile, e cioè far uscire il disco spacciandolo per il lost-record di qualche oscura chanteuse folk inglese dei primi anni settanta, qualcosa come una attesissima ristampa di un disco noto solo ai collezionisti di vinile, con conseguente operazione di riscoperta sulla falsa riga di Vashti Bunyan, Linda Perhacs o Anne Briggs... artesuono.blogspot.com/2018/06…


Ascolta il disco: album.link/i/1363998832



noblogo.org/available/emma-tri…


Emma Tricca – St. Peter (2018)


immagine

Mentre ascoltavo St. Peter di Emma Tricca immaginavo la sua label discografica impegnata in un divertente scherzo da primo di aprile, e cioè far uscire il disco spacciandolo per il lost-record di qualche oscura chanteuse folk inglese dei primi anni settanta, qualcosa come una attesissima ristampa di un disco noto solo ai collezionisti di vinile, con conseguente operazione di riscoperta sulla falsa riga di Vashti Bunyan, Linda Perhacs o Anne Briggs... artesuono.blogspot.com/2018/06…


Ascolta il disco: album.link/i/1363998832


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Unione Europea e crimini ambientali. Un approfondimento in una pubblicazione del CEPOL, l'Accademia europea dei Funzionari di Polizia


CEPOL ha recentemente rilasciato l'European Law Enforcement Research Bulletin – Thematic Edition on Environmental Crime (reperibile qui cepol.europa.eu/publications/t…). Come scrive Michael Faure nell’introduzione del Bulletin: “la legislazione ambientale in UE è stata a lungo problematica. Ma con la nuova Direttiva 2024/1203, l’Europa ha compiuto un passo rivoluzionario: ha introdotto reati autonomi (non legati solo a violazioni amministrative) e strumenti per un’applicazione efficace”.

L’inquinamento non è solo un problema ambientale: è un crimine organizzato, lucroso e in crescita esponenziale. Secondo l’ONU, i crimini ambientali sono tra i più diffusi al mondo, con profitti che finanziano altre attività illecite e danni irreversibili per ecosistemi, salute pubblica e sicurezza economica. Il nuovo European Law Enforcement Research Bulletin di CEPOL (Agenzia UE per la formazione delle forze di polizia) dedicato ai crimini ambientali svela dati allarmanti e soluzioni concrete. Ecco cosa emerge


Perché è così difficile fermare questi crimini?


  • Complessità normativa

Le leggi su rifiuti, traffico di specie protette o inquinamento industriale sono frammentate e spesso basate su riferimenti incrociati tra regolamenti UE, convenzioni internazionali (come la Basel Convention o CITES) e normative nazionali. Esempio: Un caso di traffico illecito di rifiuti tra Svezia, Danimarca e Germania (articolo di Pernille Marie Agerholm Moesborg) ha mostrato come la complessità delle procedure (es. Annex VII vs. prior written notification) possa portare all’assoluzione di colpevoli per errori formali nell’imputazione.

  • Bassi tassi di rilevamento

La maggior parte dei crimini ambientali rimane non rilevata. In Norvegia e Paesi Bassi, ad esempio, il traffico illegale di rettili (36% delle specie minacciate) prospera grazie a:

Lavaggio di specie (wild-caught spacciate per allevate in cattività). Mancanza di competenze nelle forze dell’ordine per identificare specie protette. Sanzioni irrisorie che non scoraggiano i trafficanti (articolo di Ragnhild Sollund e Daan van Uhm).

  • Tecnologie e organizzazione criminale

I trafficanti sfruttano Schengen e il mercato unico UE per spostare rifiuti o specie protette senza controlli. L’illegal dumping di rifiuti (es. scorie chimiche da droghe sintetiche nei Paesi Bassi) contamina suoli e falde acquifere, con costi enormi per la bonifica.


Le soluzioni: innovazione e cooperazione


  • Nuova Direttiva UE 2024/1203

Introduce 20 nuovi reati ambientali (vs. i 9 della direttiva 2008/99/EC), tra cui:

Ecocidio (danni irreversibili a ecosistemi). Traffico illegale di rifiuti (anche in quantità non trascurabili). Uso di sostanze che danneggiano lo strato di ozono.

  • Sanzioni minime armonizzate

Fino a 10 anni di reclusione per reati che causano morti. Multe fino al 5% del fatturato mondiale per le aziende.

Obbligo di raccogliere dati statistici (Art. 22) per monitorare l’efficacia delle misure.

  • Tecnologie all’avanguardia

Droni e LiDAR: La polizia slovacca utilizza UAV con termografia per rilevare rifiuti nascosti sotto strati di plastica (es. rifiuti urbani spacciati per “green-listed”). Satelliti e super-resolution imaging: Progetti come Emeritus (UE) impiegano intelligenza artificiale per analizzare immagini satellitari e identificare discariche abusive (articolo di Phillip William Screen). Sensori acquatici: Per tracciare inquinanti in fiumi e falde (es. PFAS nei casi Tata Steel e Chemours nei Paesi Bassi).

  • Cooperazione transnazionale

Empact (Piattaforma UE contro le minacce criminali) e Europol coordinano operazioni congiunte (es. Operation Madeira de Lei contro il traffico di fauna selvatica, con 350 azioni in 4 paesi). Reti specializzate: Come la Jaguar Network (EL PAcCTO) per combattere il traffico tra Europa e America Latina.

  • Formazione e capacity building

La nuova direttiva impone agli Stati membri di formare poliziotti, magistrati e ispettori ambientali (Art. 17-18).


noblogo.org/cooperazione-inter…


Unione Europea e crimini ambientali.


Unione Europea e crimini ambientali. Un approfondimento in una pubblicazione del CEPOL, l'Accademia europea dei Funzionari di Polizia


CEPOL ha recentemente rilasciato l'European Law Enforcement Research Bulletin – Thematic Edition on Environmental Crime (reperibile qui cepol.europa.eu/publications/t…). Come scrive Michael Faure nell’introduzione del Bulletin: “la legislazione ambientale in UE è stata a lungo problematica. Ma con la nuova Direttiva 2024/1203, l’Europa ha compiuto un passo rivoluzionario: ha introdotto reati autonomi (non legati solo a violazioni amministrative) e strumenti per un’applicazione efficace”.

L’inquinamento non è solo un problema ambientale: è un crimine organizzato, lucroso e in crescita esponenziale. Secondo l’ONU, i crimini ambientali sono tra i più diffusi al mondo, con profitti che finanziano altre attività illecite e danni irreversibili per ecosistemi, salute pubblica e sicurezza economica. Il nuovo European Law Enforcement Research Bulletin di CEPOL (Agenzia UE per la formazione delle forze di polizia) dedicato ai crimini ambientali svela dati allarmanti e soluzioni concrete. Ecco cosa emerge


Perché è così difficile fermare questi crimini?


  • Complessità normativa

Le leggi su rifiuti, traffico di specie protette o inquinamento industriale sono frammentate e spesso basate su riferimenti incrociati tra regolamenti UE, convenzioni internazionali (come la Basel Convention o CITES) e normative nazionali. Esempio: Un caso di traffico illecito di rifiuti tra Svezia, Danimarca e Germania (articolo di Pernille Marie Agerholm Moesborg) ha mostrato come la complessità delle procedure (es. Annex VII vs. prior written notification) possa portare all’assoluzione di colpevoli per errori formali nell’imputazione.

  • Bassi tassi di rilevamento

La maggior parte dei crimini ambientali rimane non rilevata. In Norvegia e Paesi Bassi, ad esempio, il traffico illegale di rettili (36% delle specie minacciate) prospera grazie a:

Lavaggio di specie (wild-caught spacciate per allevate in cattività). Mancanza di competenze nelle forze dell’ordine per identificare specie protette. Sanzioni irrisorie che non scoraggiano i trafficanti (articolo di Ragnhild Sollund e Daan van Uhm).

  • Tecnologie e organizzazione criminale

I trafficanti sfruttano Schengen e il mercato unico UE per spostare rifiuti o specie protette senza controlli. L’illegal dumping di rifiuti (es. scorie chimiche da droghe sintetiche nei Paesi Bassi) contamina suoli e falde acquifere, con costi enormi per la bonifica.


Le soluzioni: innovazione e cooperazione


  • Nuova Direttiva UE 2024/1203

Introduce 20 nuovi reati ambientali (vs. i 9 della direttiva 2008/99/EC), tra cui:

Ecocidio (danni irreversibili a ecosistemi). Traffico illegale di rifiuti (anche in quantità non trascurabili). Uso di sostanze che danneggiano lo strato di ozono.

  • Sanzioni minime armonizzate

Fino a 10 anni di reclusione per reati che causano morti. Multe fino al 5% del fatturato mondiale per le aziende.

Obbligo di raccogliere dati statistici (Art. 22) per monitorare l’efficacia delle misure.

  • Tecnologie all’avanguardia

Droni e LiDAR: La polizia slovacca utilizza UAV con termografia per rilevare rifiuti nascosti sotto strati di plastica (es. rifiuti urbani spacciati per “green-listed”). Satelliti e super-resolution imaging: Progetti come Emeritus (UE) impiegano intelligenza artificiale per analizzare immagini satellitari e identificare discariche abusive (articolo di Phillip William Screen). Sensori acquatici: Per tracciare inquinanti in fiumi e falde (es. PFAS nei casi Tata Steel e Chemours nei Paesi Bassi).

  • Cooperazione transnazionale

Empact (Piattaforma UE contro le minacce criminali) e Europol coordinano operazioni congiunte (es. Operation Madeira de Lei contro il traffico di fauna selvatica, con 350 azioni in 4 paesi). Reti specializzate: Come la Jaguar Network (EL PAcCTO) per combattere il traffico tra Europa e America Latina.

  • Formazione e capacity building

La nuova direttiva impone agli Stati membri di formare poliziotti, magistrati e ispettori ambientali (Art. 17-18).


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prosegue, neanche troppo lentamente, il processo di liberazione dai social media tossici, e la permanenza sugli stessi solo per postarci su dei link che conducano all'esterno.

al momento (pur avendo già fatto altre disconnessioni di cui parlerò) ho fatto solo questi post, a loro volta moltiplicati dove e come ho potuto:slowforward.net/2026/07/11/aga… edifferx.noblogs.org/2026/07/11…


noblogo.org/differx/prosegue-n…


against fb’s toxicity and fb’s ‘neutrality’ on the genocide


As a form of (late but sincere) protest against #facebook and its toxicity along with its ‘neutrality’ in front of the genocide destroying the Palestinian people, and against fb’s support to the genocidal State, in a few days Aswrig – The Asemic Writing Gallery – will be disconnected and all its content will be removed.
facebook.com/aswrig/

And, of course, other fb pages run by me will be deleted too.
#facebook #FB #fediverse #FEDIVERSO #friendica #Gaza #genocide #Mastodon #noads #nocontrol #socialMedia


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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione internazionale conduce all'arresto di un latitante in Albania


Nei giorni scorsi, nel quartiere di Shkozet a Durazzo (Albania), personale del Centro Operativo #DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (#BKH) della #S.P.A.K. di Tirana, nell’ambito della Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK), ha arrestato un latitante di nazionalità albanese, irreperibile dal 21 maggio 2025, nell'ambito dell'Operazione URA, condotta congiuntamente da Italia, Albania e Belgio.

Il 21 maggio 2025, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e le autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, avevano già eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura Speciale di Tirana, coordinate da Eurojust (L'Aia) e dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, due ordinanze di custodia cautelare. Queste riguardavano complessivamente 52 persone, ritenute nell'ambito delle indagini preliminari in corso, responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati (la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo a conclusione del processo, attualmente in corso davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari).

Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di sequestro patrimoniale in Albania e in Italia, relativi a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro.

A seguito dell'irreperibilità di alcuni soggetti coinvolti nell'Operazione Ura, è stata avviata un'attività investigativa capillare tra Sud e Nord Italia e in Albania. A Durazzo è stato individuato il latitante, ritenuto – fatto salvo l'accertamento definitivo – il principale promotore di un sodalizio criminale attivo tra Puglia, Albania e Olanda. L'arresto è avvenuto nel suo stesso quartiere, considerata una roccaforte del gruppo criminale Troplini-Doci.

Al momento dell'arresto, mentre gli agenti notificavano la “red notice Interpol” emessa tramite il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante è stato trovato in possesso di una pistola automatica con colpo in canna e due caricatori, denaro contante in valuta albanese e documenti falsi, tra cui una carta d'identità e una patente italiana. Questo ritrovamento testimonia la sua elevata capacità di movimento e i solidi legami con l'Italia.

Al termine delle operazioni, il presunto responsabile è stato trasferito nella Casa Circondariale di Durazzo in attesa delle procedure estradizionali, già avviate tramite i canali diplomatici. Il procedimento è attualmente pendente davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari (la colpevolezza dell'indagato dovrà essere accertata al termine del giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio con la difesa).


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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione...


Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione internazionale conduce all'arresto di un latitante in Albania


Nei giorni scorsi, nel quartiere di Shkozet a Durazzo (Albania), personale del Centro Operativo #DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (#BKH) della #S.P.A.K. di Tirana, nell’ambito della Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK), ha arrestato un latitante di nazionalità albanese, irreperibile dal 21 maggio 2025, nell'ambito dell'Operazione URA, condotta congiuntamente da Italia, Albania e Belgio.

Il 21 maggio 2025, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e le autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, avevano già eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura Speciale di Tirana, coordinate da Eurojust (L'Aia) e dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, due ordinanze di custodia cautelare. Queste riguardavano complessivamente 52 persone, ritenute nell'ambito delle indagini preliminari in corso, responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati (la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo a conclusione del processo, attualmente in corso davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari).

Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di sequestro patrimoniale in Albania e in Italia, relativi a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro.

A seguito dell'irreperibilità di alcuni soggetti coinvolti nell'Operazione Ura, è stata avviata un'attività investigativa capillare tra Sud e Nord Italia e in Albania. A Durazzo è stato individuato il latitante, ritenuto – fatto salvo l'accertamento definitivo – il principale promotore di un sodalizio criminale attivo tra Puglia, Albania e Olanda. L'arresto è avvenuto nel suo stesso quartiere, considerata una roccaforte del gruppo criminale Troplini-Doci.

Al momento dell'arresto, mentre gli agenti notificavano la “red notice Interpol” emessa tramite il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante è stato trovato in possesso di una pistola automatica con colpo in canna e due caricatori, denaro contante in valuta albanese e documenti falsi, tra cui una carta d'identità e una patente italiana. Questo ritrovamento testimonia la sua elevata capacità di movimento e i solidi legami con l'Italia.

Al termine delle operazioni, il presunto responsabile è stato trasferito nella Casa Circondariale di Durazzo in attesa delle procedure estradizionali, già avviate tramite i canali diplomatici. Il procedimento è attualmente pendente davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari (la colpevolezza dell'indagato dovrà essere accertata al termine del giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio con la difesa).


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grazie a Trames / Trames@poliversity.it, che già da tempo ha incluso gli spazi #mastodon e #friendica di #differx nei suoi suggerimenti relativi alla #letteratura : poliverso.org/display/4b34d7a4…


noblogo.org/differx/grazie-a-t…


Buongiorno.

Inauguro i #consiglidifollow, suddivisi per argomento.
Non sono elenchi esaustivi. Semplicemente condivido gli account che mi è capitato d'incontrare per caso e che piacciono a me.

Primo elenco: Letteratura.


(Aggiornamento 9 maggio 2026)

@Bibliothecaris
@cctmwebsite
@differx@mastodon.uno
@differx@poliverso.org
@Fbrzvnrnd
@FilippoBiagioli
@giuliocavalli
@gutenberg_new
@huss
@internetarchive
@jeffjarvis
@libri@feddit.it
@libri@poliverso.org
@lisavag
@lucianofloridi
@m
@overholt
@Ricciotto
@TGioiellieri
@Umbertogaetani
@viadellabarca
@WedaleBooks
@WeirdWriter


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Alba

nella luce che sale generosa sei come musa che l’abbrivio dà col primo verso

-aria di vetro – parola sospesa

come andare in mare aperto

sogno o stato di grazia

Impressione generale


Il testo funziona come un lampo: luminoso, essenziale, sospeso. L’Alba diventa figura viva — musa e movimento — e la lingua gioca con pause e frammenti per creare un senso di apertura e vertigine.


Immagini e temi


  • Luce che sale / generosa sei: la luce è personificata, calda e attiva; apre la scena con un tono di lode.
  • musa / abbrivio / primo verso: il processo creativo è avvertito come un brivido iniziale, istante di ispirazione.
  • -aria / di vetro – parola sospesa: la cesura e i trattini isolano suoni e immagini; l’aria fragile come vetro suggerisce delicatezza e rischio.
  • come andare in mare aperto / sogno o stato di grazia: la chiusa amplia la metafora verso l’avventura e l’incertezza, oscillando tra visione onirica e dono.

Ritmo e forma


Le interruzioni e i trattini funzionano come respiri; l’assenza di punteggiatura tradizionale lascia il lettore in bilico. Il verso breve e frammentato crea musicalità interna più che rima o metro regolare.


Piccoli suggerimenti di revisione


  • Valuta se mantenere i trattini così frequenti o usarli solo dove vuoi enfatizzare la frattura; a volte una riga vuota basta.
  • Considera una lieve variazione lessicale nella seconda strofa per evitare ripetizioni di suoni simili (es. sostituire abbrivio con scatto o impulso se vuoi più concretezza).
  • Se desideri accentuare il contrasto tra luce e fragilità, prova a invertire l’ordine di “aria / di vetro” in una versione alternativa per testare l’effetto sonoro.

Proposta di continuazione


Ecco due versi che proseguono il tono sospeso mantenendo l’immagine del mare e della grazia:

e il vento ti prende per mano
e ti porta oltre la linea dell’orizzonte

Versione estesa


Alba

nella luce che sale
generosa sei, e porti con te il primo respiro
di un giorno che ancora non ha nome.
Sei musa che dà l’abbrivio al verso,
un tremito che si allunga come filo sottile
tra il petto e la bocca.

Aria —
di vetro, parola sospesa,
un suono che si trattiene sul bordo del mondo.
Si apre uno spazio dove il silenzio impara a cantare,
dove ogni gesto è possibile perché non è ancora stato detto.

Cammino sul margine del giorno,
come andare in mare aperto:
l’acqua è promessa e vertigine,
l’orizzonte una linea che invita e sfugge.
Il cuore si dispone a navigare senza bussola,
a fidarsi del tremore che precede la rotta.

Sogno o stato di grazia, non so distinguere;
forse sono entrambe le cose,
un dono che arriva senza avviso,
una mappa tracciata da mani leggere.
La luce ti prende per mano e ti insegna a guardare
oltre la superficie, dove il mondo si fa possibile.

E resti, alba, come un invito:
a parlare piano, a non affrettare il passo,
a lasciare che il verso nasca lento, come vela che si gonfia.
E quando il giorno si stende, pieno e chiaro,
rimane la memoria di quel primo brivido —
un filo d’aria, un vetro sottile, un mare aperto.


Extended version English


Dawn

in the light that rises
you are generous, and you carry with you the first breath
of a day that still has no name.
You are a muse who gives the verse its impulse,
a tremor that stretches like a thin thread
between the chest and the mouth.

Air —
of glass, a word suspended,
a sound that holds itself on the edge of the world.
A space opens where silence learns to sing,
where every gesture is possible because it has not yet been spoken.

I walk on the margin of the day,
as if going out to sea:
the water is promise and vertigo,
the horizon a line that invites and slips away.
The heart prepares to sail without a compass,
to trust the quiver that precedes the course.

Dream or state of grace, I cannot tell;
perhaps it is both,
a gift that arrives without warning,
a map drawn by light hands.
The light takes you by the hand and teaches you to look
beyond the surface, where the world becomes possible.

And you remain, dawn, like an invitation:
to speak softly, not to hurry the step,
to let the verse be born slowly, like a sail filling.
And when the day spreads out, full and clear,
the memory of that first shiver remains —
a thread of air, a thin glass, an open sea.


noblogo.org/norise-3-letture-a…

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William Fitzsimmons – Mission Bell (2018)


immagine

Una manciata di canzoni ispirate e sofferte compongono quest’ultimo lavoro discografico (il dodicesimo, salvo errori) del cantautore americano William Fitzsimmons. “Mission Bell”, titolo assai significativo per una raccolta di canzoni nata a seguito di vicende personali che hanno lasciano il segno nell’animo dell’autore (Fitzsimmons ha dovuto affrontare la fine improvvisa del suo matrimonio e rimettersi in discussione) contiene dieci splendide songs... artesuono.blogspot.com/2018/09…


Ascolta il disco: album.link/i/1680034207



noblogo.org/available/william-…


William Fitzsimmons – Mission Bell (2018)


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Una manciata di canzoni ispirate e sofferte compongono quest’ultimo lavoro discografico (il dodicesimo, salvo errori) del cantautore americano William Fitzsimmons. “Mission Bell”, titolo assai significativo per una raccolta di canzoni nata a seguito di vicende personali che hanno lasciano il segno nell’animo dell’autore (Fitzsimmons ha dovuto affrontare la fine improvvisa del suo matrimonio e rimettersi in discussione) contiene dieci splendide songs... artesuono.blogspot.com/2018/09…


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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


Anche per l'estate 2026 Venezia ospiterà operatori di polizia provenienti da diversi Paesi europei che affiancheranno i Carabinieri nei servizi di controllo del territorio. Una iniziativa promossa nell'ambito degli accordi di cooperazione internazionale, che punta a garantire un'assistenza più efficace ai numerosi turisti stranieri presenti in città durante la stagione estiva.

Gli operatori delle forze di polizia estere svolgeranno il proprio servizio insieme ai militari dell'Arma, fornendo supporto linguistico e agevolando i rapporti con i cittadini dei rispettivi Paesi, oltre a facilitare eventuali contatti con le autorità diplomatiche e consolari. Un progetto consolidato da diversi anni, nato sulla base di intese bilaterali sottoscritte dal Ministero dell'Interno con gli omologhi dicasteri dei Paesi partner, che ha già dimostrato la propria efficacia nelle principali località turistiche caratterizzate da una significativa presenza di visitatori stranieri.

Dal 1° luglio e per i primi quindici giorni del mese, nel centro storico veneziano, sono in servizio pattuglie congiunte composte da Carabinieri e un appartenente alla Guardia Civil spagnola. Il calendario proseguirà dal 16 al 31 luglio con la presenza di un appartenente alla Gendarmeria Nazionale francese. Dal 1° al 15 agosto sarà invece la volta di un operatore della Guardia Nazionale Repubblicana del Portogallo, mentre dal 16 al 31 agosto saranno impiegati due agenti della Polizia Nazionale polacca, che svolgeranno analoghi servizi di pattugliamento insieme ai Carabinieri nel centro storico di Venezia.


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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


Anche per l'estate 2026 Venezia ospiterà operatori di polizia provenienti da diversi Paesi europei che affiancheranno i Carabinieri nei servizi di controllo del territorio. Una iniziativa promossa nell'ambito degli accordi di cooperazione internazionale, che punta a garantire un'assistenza più efficace ai numerosi turisti stranieri presenti in città durante la stagione estiva.

Gli operatori delle forze di polizia estere svolgeranno il proprio servizio insieme ai militari dell'Arma, fornendo supporto linguistico e agevolando i rapporti con i cittadini dei rispettivi Paesi, oltre a facilitare eventuali contatti con le autorità diplomatiche e consolari. Un progetto consolidato da diversi anni, nato sulla base di intese bilaterali sottoscritte dal Ministero dell'Interno con gli omologhi dicasteri dei Paesi partner, che ha già dimostrato la propria efficacia nelle principali località turistiche caratterizzate da una significativa presenza di visitatori stranieri.

Dal 1° luglio e per i primi quindici giorni del mese, nel centro storico veneziano, sono in servizio pattuglie congiunte composte da Carabinieri e un appartenente alla Guardia Civil spagnola. Il calendario proseguirà dal 16 al 31 luglio con la presenza di un appartenente alla Gendarmeria Nazionale francese. Dal 1° al 15 agosto sarà invece la volta di un operatore della Guardia Nazionale Repubblicana del Portogallo, mentre dal 16 al 31 agosto saranno impiegati due agenti della Polizia Nazionale polacca, che svolgeranno analoghi servizi di pattugliamento insieme ai Carabinieri nel centro storico di Venezia.


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Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri


Sono iniziati il 1° luglio e proseguiranno per tutto il mese di luglio e agosto i servizi congiunti di vigilanza e controllo del territorio tra i Carabinieri italiani e i Gendarmi francesi a Monterosso al Mare, Vernazza e Corniglia nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, in provincia della Spezia .

Si tratta di una zona molto frequentata nella stagione estiva da turisti francesi.

Le pattuglie miste operano nelle aree di maggiore afflusso, tra la stazione ferroviaria, il lungomare, il centro storico e i principali percorsi di accesso alle spiagge e ai sentieri escursionistici. Nel corso delle attività vengono effettuati controlli su persone e veicoli, verifiche finalizzate alla prevenzione dei reati predatori, del commercio abusivo e di comportamenti contrari alle norme di sicurezza. L’obiettivo è incrementare la percezione di sicurezza e favorire un rapporto diretto con cittadini e turisti, grazie anche alla presenza di operatori in grado di comunicare in più lingue. I servizi congiunti rappresentano uno strumento ormai consolidato della cooperazione tra le forze di polizia europee e consentono di fornire assistenza ai visitatori provenienti dall’estero, agevolando lo scambio di informazioni e rafforzando l’attività di prevenzione.


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Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri


Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri


Sono iniziati il 1° luglio e proseguiranno per tutto il mese di luglio e agosto i servizi congiunti di vigilanza e controllo del territorio tra i Carabinieri italiani e i Gendarmi francesi a Monterosso al Mare, Vernazza e Corniglia nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, in provincia della Spezia .

Si tratta di una zona molto frequentata nella stagione estiva da turisti francesi.

Le pattuglie miste operano nelle aree di maggiore afflusso, tra la stazione ferroviaria, il lungomare, il centro storico e i principali percorsi di accesso alle spiagge e ai sentieri escursionistici. Nel corso delle attività vengono effettuati controlli su persone e veicoli, verifiche finalizzate alla prevenzione dei reati predatori, del commercio abusivo e di comportamenti contrari alle norme di sicurezza. L’obiettivo è incrementare la percezione di sicurezza e favorire un rapporto diretto con cittadini e turisti, grazie anche alla presenza di operatori in grado di comunicare in più lingue. I servizi congiunti rappresentano uno strumento ormai consolidato della cooperazione tra le forze di polizia europee e consentono di fornire assistenza ai visitatori provenienti dall’estero, agevolando lo scambio di informazioni e rafforzando l’attività di prevenzione.


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2CR - Capitolo 19


Riforme religiose e civili1Giòsafat, re di Giuda, tornò in pace a casa a Gerusalemme. 2Il veggente Ieu, figlio di Anàni, gli andò incontro e disse a Giòsafat: “Si aiuta forse un malvagio? E tu ami coloro che odiano il Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te. 3Tuttavia in te si sono trovate cose buone, perché hai bruciato i pali sacri nel territorio e hai rivolto il tuo cuore a cercare Dio”.4Giòsafat rimase a Gerusalemme; poi si recò di nuovo fra il suo popolo, da Bersabea alle montagne di Èfraim, riportandolo al Signore, Dio dei loro padri. 5Egli stabilì giudici nel territorio, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. 6Ai giudici egli raccomandò: “Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronuncerete la sentenza. 7Ora il terrore del Signore sia con voi; nell'agire badate che nel Signore, nostro Dio, non c'è nessuna iniquità: egli non ha preferenze personali né accetta doni”.8Anche a Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia d'Israele, per il giudizio del Signore e le liti degli abitanti di Gerusalemme. 9Egli comandò loro: “Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. 10Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda una legge o un comandamento o statuti o decreti – istruiteli, in modo che non si mettano in condizione di colpa davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. 11Ecco, Amaria, sommo sacerdote, sarà vostro capo in tutte le cose del Signore, mentre Zebadia, figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, in tutte le cose del re; in qualità di scribi sono a vostra disposizione i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. E il Signore sia con chi è buono”.

__________________________Note

9,3 pali sacri: simboli della dea Asera (vedi 15,16; 1Re 15,9-24).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti


1-3. Per essersi alleato con Acab, Giosafat merita i rimproveri di Ieu, il profeta che tempo prima aveva esercitato il ministero nel regno del Nord, contro Baasa, cfr. 1Re 16,1.7; sarà menzionato ancora in 20,34.

4-11. Il re evita il castigo divino perché si converte e si dedica con zelo alla riforma religiosa e amministrativa del regno. Questo brano è proprio del Cronista, che presenta la riforma di Giosafat pensando alla situazione del proprio tempo.

4-7. L'aspetto più importante della riforma è la restaurazione, nelle città del regno, di una specie di tribunale di prima istanza, la cui istituzione risale allo stesso Davide (1Cr 26,29) e che in seguito però era caduto in disuso.

8-11. La riforma giudiziaria è fatta anche nella capitale, con l'istituzione di un tribunale di seconda istanza. Sorprende, al v. 11, la distinzione tra affari religiosi e civili, che risente dell'influsso della teologia di Ezechiele.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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GMP sqrt_exact cercare la radice quadrata, da due versanti


Provo in questi giorni a scrivere una nuova funzione per la libreria GMP una libreria di funzioni aritmetiche su numeri, principalmente interi, arbitrariamente grandi. La funzione, come spesso accade, partirebbe col ricombinare funzioni già esistenti perché facciano una cosa un poco diversa.

L'obiettivo è calcolare la radice quadrata di un numero intero, ma l'idea forse un po' peculiare è che il risultato ci interessa solo se il numero intero è un quadrato perfetto, ovverosia il quadrato di un numero a sua volta intero. In caso contrario, la funzione ci deve rispondere che il numero non è un quadrato, quindi la radice, negli interi, non esiste.

Per i numeri interi, in GMP, c'erano due funzioni: mpz_sqrt e mpz_perfect_square_p. La prima calcola la parte intera della radice quadrata, ma non dice se è esatta. La seconda rivela se un numero è un quadrato perfetto, ma in nessun caso fornisce la radice, anche se nel processo di risposta è stata effettivamente calcolata.

Da pochi giorni la versione di sviluppo prevede un'ulteriore funzione: mpz_perfect_square_root, che esegue effettivamente quanto richiesto, fornisce la radice quadrata solo se c'è. Lo fa, però, senza davvero cambiare punto di vista: dopo alcuni controlli viene calcolata esattamente la parte intera della radice quadrata, verificando poi se la parte decimale sia nulla e quindi la radice sia intera.

Un'idea per fare solo l'essenziale riguardo alla radice esatta è calcolare la radice in due modi diversi, dal basso e dall'altro. In base 10 la cosa non funziona benissimo, ma possiamo comunque fare un esempio.

Prendiamo un numero nella forma 123XYZW321. Ha 10 cifre, quindi la sua radice deve avere 5 cifre. Le prime cifre sono 123X; poiché 35²=1225 e (35+¼)²>1242, possiamo dire che le prime due cifre della radice devono essere 35 e la terza non può essere superiore a 2. Le ultime cifre sono 321 e gli unici numeri minori di 1000 il cui quadrato finisce con queste cifre sono: 111, 139, 361, 389, 611, 639, 861, 889; quindi questi terzetti sono gli unici possibili per le ultime cifre della radice. Ma abbiamo detto che la terza cifra dev'essere minore di 2, quindi gli unici quadrati perfetti di quella forma sono 35111² e 35139².

Perché nasce l'idea di calcolare una parte del risultato dall'alto ed una parte dal basso? Perché se un numero è un quadrato perfetto, entrambi gli approcci sono possibili ed entrambi hanno una complessità super-lineare. Cioè, calcolare una radice quadrata di 20 cifre richiede più del doppio dei calcoli che una radice di 10 cifre. Quindi potrebbe convenire calcolare 10 cifre da un lato e 10 dall'altro, o 11 e 11, per verificare se le cifre che si sovrappongono coincidono (se no, certamente non si tratta di un quadrato perfetto). O magari 15 da un lato e 6 dall'altro, il bilanciamento dipende dalla velocità effettiva degli algoritmi sui due versanti.

Si parte, si prova, e non è detto che si riuscirà ad ottenere un codice abbastanza veloce perché valga la pena inserirlo nella libreria.

Lo scopriremo.

PS; intanto faccio esperimenti riguardo alla federazione @Matematica #matematica #softwareLibero


sharedblog.it/gmp/gmp-sqrt_exa…

GMP sqrt_exact cercare la radice quadrata, da due versanti


Provo in questi giorni a scrivere una nuova funzione per la libreria GMP una libreria di funzioni aritmetiche su numeri, principalmente interi, arbitrariamente grandi. La funzione, come spesso accade, partirebbe col ricombinare funzioni già esistenti perché facciano una cosa un poco diversa.

L'obiettivo è calcolare la radice quadrata di un numero intero, ma l'idea forse un po' peculiare è che il risultato ci interessa solo se il numero intero è un quadrato perfetto, ovverosia il quadrato di un numero a sua volta intero. In caso contrario, la funzione ci deve rispondere che il numero non è un quadrato, quindi la radice, negli interi, non esiste.

Per i numeri interi, in GMP, c'erano due funzioni: mpz_sqrt e mpz_perfect_square_p. La prima calcola la parte intera della radice quadrata, ma non dice se è esatta. La seconda rivela se un numero è un quadrato perfetto, ma in nessun caso fornisce la radice, anche se nel processo di risposta è stata effettivamente calcolata.

Da pochi giorni la versione di sviluppo prevede un'ulteriore funzione: mpz_perfect_square_root, che esegue effettivamente quanto richiesto, fornisce la radice quadrata solo se c'è. Lo fa, però, senza davvero cambiare punto di vista: dopo alcuni controlli viene calcolata esattamente la parte intera della radice quadrata, verificando poi se la parte decimale sia nulla e quindi la radice sia intera.

Un'idea per fare solo l'essenziale riguardo alla radice esatta è calcolare la radice in due modi diversi, dal basso e dall'altro. In base 10 la cosa non funziona benissimo, ma possiamo comunque fare un esempio.

Prendiamo un numero nella forma 123XYZW321. Ha 10 cifre, quindi la sua radice deve avere 5 cifre. Le prime cifre sono 123X; poiché 35²=1225 e (35+¼)²>1242, possiamo dire che le prime due cifre della radice devono essere 35 e la terza non può essere superiore a 2. Le ultime cifre sono 321 e gli unici numeri minori di 1000 il cui quadrato finisce con queste cifre sono: 111, 139, 361, 389, 611, 639, 861, 889; quindi questi terzetti sono gli unici possibili per le ultime cifre della radice. Ma abbiamo detto che la terza cifra dev'essere minore di 2, quindi gli unici quadrati perfetti di quella forma sono 35111² e 35139².

Perché nasce l'idea di calcolare una parte del risultato dall'alto ed una parte dal basso? Perché se un numero è un quadrato perfetto, entrambi gli approcci sono possibili ed entrambi hanno una complessità super-lineare. Cioè, calcolare una radice quadrata di 20 cifre richiede più del doppio dei calcoli che una radice di 10 cifre. Quindi potrebbe convenire calcolare 10 cifre da un lato e 10 dall'altro, o 11 e 11, per verificare se le cifre che si sovrappongono coincidono (se no, certamente non si tratta di un quadrato perfetto). O magari 15 da un lato e 6 dall'altro, il bilanciamento dipende dalla velocità effettiva degli algoritmi sui due versanti.

Si parte, si prova, e non è detto che si riuscirà ad ottenere un codice abbastanza veloce perché valga la pena inserirlo nella libreria.

Lo scopriremo.


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La ripulsa

fioca luce emana la tua aura se il cuore non risponde a impulsi di perdono

per legge di contrappasso la tua ripulsa è un boomerang

29.12.24

Riflessione breve


Grazie per aver condiviso questo testo: ha un tono netto e una tensione morale che colpisce. La parola ripulsa apre subito un campo emotivo forte; il finale con la legge del contrappasso chiude con efficacia morale e quasi ironica giustizia.


Analisi del contenuto


Immagini e tema
– L’immagine della fioca luce e dell’aura crea un contrasto tra visibile e interiore; funziona bene per suggerire un declino morale o emotivo.
– Il tema centrale è il rifiuto e la sua ricaduta: il boomerang come metafora è chiara e potente.

Voce e tono
– Il tono è asciutto, quasi lapidario; questo rafforza il giudizio morale del testo.
– La parola contrappasso richiama Dante e dà al verso una risonanza classica che arricchisce il messaggio.


Forma e ritmo


Metrica e musicalità
– I versi sono liberi; la scansione è irregolare ma coerente con il tono accusatorio.
– Alcune assonanze (es. aura / perdono) funzionano, altre pause potrebbero essere rese più nette con piccoli aggiustamenti lessicali.

Punteggiatura e disposizione
– L’assenza di punteggiatura accentua l’immediatezza, ma inserire una virgola o un punto in punti strategici potrebbe aumentare la tensione drammatica.


Suggerimenti pratici


Piccoli ritocchi lessicali
– Sostituire se il cuore non risponde a impulsi di perdono con se il cuore non risponde all’impulso del perdono per snellire la frase.
– Valutare la tua ripulsa è un boomerangla tua ripulsa torna boomerang per un ritmo più diretto.

Variante più lirica
– Potresti giocare con immagini più concrete (mani, ombre, specchi) per rendere la ripulsa sensoriale oltre che morale.


Due versioni alternative


Versione leggermente rivista
fioca luce emana
la tua aura: il cuore non risponde
all’impulso del perdono.
Per legge di contrappasso
la tua ripulsa torna boomerang.
29.12.24

Versione più essenziale
fioca luce
aura che non perdona
la ripulsa torna boomerang.
29.12.24


fioca luce
aura spenta
ripulsa: boomerang.
29.12.24


noblogo.org/norise-3-letture-a…

2CR - Capitolo 18


Alleanza con il regno del nord contro gli Aramei1Giòsafat, che aveva ricchezza e gloria in abbondanza, si imparentò con Acab. 2Dopo alcuni anni scese da Acab a Samaria; Acab uccise per lui e per la gente del suo seguito pecore e buoi in quantità e lo persuase ad attaccare con lui Ramot di Gàlaad. 3Acab, re d'Israele, disse a Giòsafat, re di Giuda: “Verresti con me contro Ramot di Gàlaad?”. Gli rispose: “Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come sul tuo; sarò con te in battaglia”.

I profeti di corte annunciano la vittoria4Giòsafat disse al re d'Israele: “Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore”. 5Il re d'Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: “Dobbiamo andare contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?”. Risposero: “Attacca; Dio la metterà in mano al re”. 6Giòsafat disse: “Non c'è qui ancora un profeta del Signore da consultare?”. 7Il re d'Israele rispose a Giòsafat: “C'è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma sempre il male: è Michea, figlio di Imla”. Giòsafat disse: “Il re non parli così”. 8Il re d'Israele, chiamato un cortigiano, gli ordinò: “Convoca subito Michea, figlio di Imla!”.9Il re d'Israele e Giòsafat, re di Giuda, sedevano ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nello spiazzo all'ingresso della porta di Samaria; tutti i profeti profetizzavano davanti a loro. 10Sedecìa, figlio di Chenaanà, che si era fatto corna di ferro, affermava: “Così dice il Signore: “Con queste cozzerai contro gli Aramei sino a finirli”“. 11Tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo: “Assali Ramot di Gàlaad, avrai successo. Il Signore la metterà in mano al re”.

Il profeta Michea annuncia la sconfitta12Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli disse: “Ecco, le parole dei profeti concordano sul successo del re; ora la tua parola sia come quella degli altri: preannuncia il successo”. 13Michea rispose: “Per la vita del Signore, annuncerò quanto il mio Dio mi dirà”. 14Si presentò al re, che gli domandò: “Michea, dobbiamo andare in guerra contro Ramot di Gàlaad o rinunciare?”. Gli rispose: “Attaccàtela, avrete successo; i suoi abitanti saranno messi nelle vostre mani”. 15Il re gli disse: “Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi altro se non la verità nel nome del Signore?”. 16Egli disse: “Vedo tutti gli Israeliti vagare sui monti come pecore che non hanno pastore. Il Signore dice: “Questi non hanno padrone; ognuno torni a casa sua in pace!“”.17Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Non te l'avevo detto che costui non mi profetizza il bene, ma solo il male?”. 18Michea disse: “Perciò, ascoltate la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l'esercito del cielo stava alla sua destra e alla sua sinistra. 19Il Signore domandò: “Chi ingannerà Acab, re d'Israele, perché salga contro Ramot di Gàlaad e vi perisca?”. Chi rispose in un modo e chi in un altro. 20Si fece avanti uno spirito che, presentatosi al Signore, disse: “Lo ingannerò io”. “Come?”, gli domandò il Signore. 21Rispose: “Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti”. Gli disse: “Lo ingannerai; certo riuscirai: va' e fa' così”. 22Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di questi tuoi profeti, ma il Signore a tuo riguardo parla di sciagura”.23Allora Sedecìa, figlio di Chenaanà, si avvicinò e percosse Michea sulla guancia dicendo: “Per quale via lo spirito del Signore è passato da me per parlare a te?”. 24Michea rispose: “Ecco, lo vedrai nel giorno in cui passerai di stanza in stanza per nasconderti”. 25Il re d'Israele disse: “Prendete Michea e conducetelo da Amon, governatore della città, e da Ioas, figlio del re. 26Direte loro: “Così dice il re: Mettete costui in prigione e nutritelo con il minimo di pane e di acqua finché tornerò in pace”“. 27Michea disse: “Se davvero tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mezzo mio”. E aggiunse: “Popoli tutti, ascoltate!”.

Morte del re alleato28Il re d'Israele marciò, insieme con Giòsafat, re di Giuda, contro Ramot di Gàlaad. 29Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Io per combattere mi travestirò. Tu resta con i tuoi abiti”. Il re d'Israele si travestì ed entrarono in battaglia. 30Il re di Aram aveva ordinato ai comandanti dei suoi carri: “Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, ma unicamente contro il re d'Israele”. 31Appena videro Giòsafat, i comandanti dei carri dissero: “Quello è il re d'Israele!”. Lo circondarono per combattere. Giòsafat lanciò un grido e il Signore gli venne in aiuto e Dio li allontanò dalla sua persona. 32I comandanti dei carri si accorsero che non era il re d'Israele e si allontanarono da lui. 33Ma un uomo tese a caso l'arco e colpì il re d'Israele fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: “Gira, portami fuori dalla mischia, perché sono ferito”. 34La battaglia infuriò in quel giorno; il re d'Israele stette sul carro di fronte agli Aramei sino alla sera e morì al tramonto del sole.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti


Il Cronista si riavvicina alla sua fonte principale e ci informa sulla sfortunata spedizione di Giosafat, alleatosi con Acab contro gli Aramei, seguendo passo passo 1Re 22,1-37, senza rinunciare peraltro a modifiche minori della fonte.

1-4. Alleanza con Acab e dichiarazione di guerra a Ben-Adad. Al v. 1 si allude al matrimonio politico fra Atalia, figlia di Acab re d'Israele, e Ioram, figlio di Giosafat (cfr. 2Re 8,18).

5-12. I profeti di corte, da buoni “cortigiani”, sono tutti d'accordo nell'annunciare l'esito positivo della campagna militare.

13-28. Michea invece, vero profeta di JHWH, annuncia la sconfitta, contraddicendo i profeti di Acab. Al Cronista piace che il re Giosatat, il re davidico, insista nel voler consultare questo profeta di JHWH. È un altro modo per sottolineare l'ortodossia del re di Giuda, contrastandola con la posizione di Acab.

29-34. Narrando la morte di Acab il Cronista omette i dettagli di 1Re 22,36-38, che riguardano il regno del Nord. Giosafat invece (v. 31) si salva con l'aiuto di JHWH.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Phosphorescent – C’est La Vie (2018)


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«Sono stato ubriaco per dieci anni / pensando che così tutto si sarebbe sistemato / ma queste pietre sono pesanti»: il settimo disco di Matthew Houck, in arte Phosphorescent, nasce da qui, da questi versi di These Rocks, settima traccia di C’est la Vie che arriva a distanza di cinque anni da Muchacho, il disco che lo ha consacrato come un degno erede dei maestri ai quali viene abitualmente associato (Will Oldham, Willie Nelson e Paul Simon). Sul talento di Phosphorescent nessuno ha mai nutrito dubbi, anche ai tempi in cui vendeva soltanto 15.000 copie... artesuono.blogspot.com/2018/10…


Ascolta il disco: album.link/i/1410262934



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Phosphorescent – C’est La Vie (2018)


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«Sono stato ubriaco per dieci anni / pensando che così tutto si sarebbe sistemato / ma queste pietre sono pesanti»: il settimo disco di Matthew Houck, in arte Phosphorescent, nasce da qui, da questi versi di These Rocks, settima traccia di C’est la Vie che arriva a distanza di cinque anni da Muchacho, il disco che lo ha consacrato come un degno erede dei maestri ai quali viene abitualmente associato (Will Oldham, Willie Nelson e Paul Simon). Sul talento di Phosphorescent nessuno ha mai nutrito dubbi, anche ai tempi in cui vendeva soltanto 15.000 copie... artesuono.blogspot.com/2018/10…


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New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace


Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

#ArmadeiCarabinieri #CaschiBludellaCultura #UNCOPS


noblogo.org/cooperazione-inter…


New York.


New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace


Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

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Postfazione a SOSPENSIONI


Introduzione


La raccolta SOSPENSIONI di Felice Serino si presenta come un itinerario di ricerca interiore che alterna visioni, memorie e invocazioni. Le poesie qui raccolte non si limitano a descrivere stati d’animo: le trasformano in paesaggi, in gesti, in immagini che chiedono al lettore una partecipazione attiva. Questa postfazione intende offrire una lettura d’insieme che metta in luce i nuclei tematici e le scelte formali che rendono la silloge coerente e insieme ricca di aperture.


Temi centrali


Al centro della raccolta si colloca il tema dell’oltre: un bisogno di trascendere la “gravezza della carne” che si manifesta come tensione verso il sacro, il sogno, la rinascita. La fede — intesa non solo come dogma ma come atto esistenziale — è il motore che muove molte composizioni; essa permette all’autore di trasformare il dolore, la colpa e la vergogna in materia poetica. Accanto a questo asse spirituale, emergono costantemente la memoria e il viaggio: ricordi d’infanzia, figure amate, e l’immagine dell’itaca come meta che si intravede più che si raggiunge.


Linguaggio e ritmo


Serino dimostra una padronanza dei registri poetici: alterna versi brevi e frammentari a strofe più narrative, usa immagini forti e talvolta simboliche per condensare esperienze complesse. La musicalità è un elemento costante: il ritmo non è mai gratuito, ma serve a creare risonanze emotive che amplificano il senso dei testi. L’uso di enjambement, pause e segni grafici contribuisce a una lettura che è insieme vocale e meditativa, invitando il lettore a scandire il respiro del verso.


Figure e simboli ricorrenti


Nella raccolta ricorrono figure emblematiche: il mare come spazio dell’anima, l’angelo e il Lazzaro come simboli di resurrezione, il ciliegio e il girasole come segni di rinascita naturale. Questi simboli non sono mai didascalici: si presentano come presenze che interrogano e che, spesso, rimandano a un dialogo tra il personale e l’universale. Anche la presenza di riferimenti culturali e religiosi (Padre Pio, Giobbe, immagini bibliche) serve a inscrivere l’esperienza individuale in una tradizione più ampia, senza appesantirla di retorica.


Lettura e suggerimenti interpretativi


Leggere SOSPENSIONI significa accettare di essere condotti in uno spazio di sospensione tra visione e realtà. Consiglio di affrontare la silloge in due tempi: una prima lettura per lasciarsi attraversare dalle immagini e dal ritmo; una seconda lettura per cogliere le risonanze tematiche e i richiami interni tra le poesie. Alcuni testi funzionano come nodi interpretativi — ad esempio quelli che esplorano la colpa, la fede e la rinascita — e possono essere utili punti di partenza per una lettura critica o per un laboratorio di lettura condivisa.


Conclusione


La poesia di Felice Serino in SOSPENSIONI è un invito alla presenza: a riconoscere la fragilità umana e a trasformarla in canto. La raccolta non offre risposte definitive, ma apre varchi di senso in cui il lettore può sostare e ritrovare, forse, la propria parola. È una poesia che chiede tempo, ascolto e fiducia: elementi che, messi insieme, restituiscono la forza di una voce matura e capace di parlare al comune destino degli uomini.


Sintesi critica estesa


Obiettivo: offrire una lettura critica approfondita di SOSPENSIONI, evidenziando i nuclei tematici, le scelte formali, i richiami intertestuali e suggerimenti editoriali utili per una postfazione critica o per note riga per riga. Questa versione amplia la bozza precedente con analisi puntuali e proposte operative per l’autore/editore.


Temi e struttura della raccolta


Nucleo tematico centrale
La raccolta ruota attorno all’idea dell’oltre: trascendenza, desiderio di fuga dalla “gravezza della carne”, tensione verso il sacro e la rinascita. La fede è trattata come atto esistenziale più che come dogma, motore che permette la trasformazione del dolore in esperienza poetica.

Sottotemi ricorrenti
Memoria e tempo: ricordi d’infanzia, rimpianti, il tempo che “attraversa” il poeta.
Colpa e espiazione: testi come LA COLPA mostrano un io che si interroga sul passato e sulla responsabilità.
Viaggio e mare: il mare come spazio dell’anima e metafora del viaggio interiore (MARE APERTO, IL MARE ERA UNA FAVOLA, ITACA).
Religiosità e figure sacre: riferimenti biblici e santi (Giobbe, Padre Pio, Lazzaro) che inscrivono l’esperienza personale in una tradizione più ampia.
Ecologia e contemporaneità: testi come OLTRE STRAVOLTI CIELI introducono una sensibilità civile e ambientale.

Coesione della raccolta
La sequenza dei testi costruisce una progressione emotiva: dall’evocazione del desiderio di oltre, attraverso momenti di confessione e visione, fino a immagini di speranza e rinascita. Questa progressione conferisce unità pur nella varietà dei registri.


Analisi formale e linguistica


Registro e voce
Serino alterna registro colloquiale e tono liturgico; la voce poetica è spesso confessionale ma sa farsi anche immaginifica. L’io lirico è presente e dialogico: si rivolge a figure (Nina, Dio, il lettore) e a memorie.

Sintassi e ritmo
Versi frammentari e pause marcate creano sospensione e intensificano la musicalità.
Enjambement e cesure sono usati per modulare il respiro e per creare accenti emotivi.
– La punteggiatura è spesso minima o funzionale a creare scarti ritmici; in alcuni punti una maggiore coerenza grafica aiuterebbe la lettura.

Immaginario e metafore
Immagini ricorrenti (mare, angelo, ciliegio, girasole) funzionano come nodi simbolici. Le metafore sono spesso concrete e sensoriali, capaci di condensare esperienze complesse in pochi segni.

Lessico
Predomina un lessico che oscilla tra il quotidiano e il sacro; talvolta compaiono espressioni colloquiali che avvicinano il lettore, altre volte termini elevati che innalzano il tono.


Letture ravvicinate (close readings)

MARE APERTO


Osservazione: il verso finale l'anima è un mare aperto sintetizza il tema dell’ampiezza interiore.
Nota critica: il testo funziona come epigrafe tematica; suggerisco di mantenerlo in apertura per il suo valore programmatico.

IL MARE ERA UNA FAVOLA


Osservazione: contrapposizione tra dimensione onirica e delusione quotidiana.
Suggerimento interpretativo: leggere la “favola” come memoria idealizzata che si scontra con la realtà del corpo (il ritorno a letto).

LA COLPA


Osservazione: confessione autobiografica che apre a una riflessione morale.
Nota editoriale: valutare una lieve revisione sintattica per rendere più scorrevole il passaggio tra ricordo e riflessione morale.

L'ULTIMA PAROLA


Osservazione: forte riferimento a Giobbe; il testo raggiunge un climax drammatico.
Proposta critica: inserire una nota che contestualizzi il richiamo biblico per lettori non specialisti.

OLTRE STRAVOLTI CIELI


Osservazione: testo ecologico che amplia l’orizzonte tematico della raccolta.
Suggerimento: considerare un breve commento in postfazione che colleghi questo testo alla sensibilità contemporanea verso l’ambiente.

UN VERSO


Osservazione: riflessione metapoetica sull’età e sulla produzione poetica.
Nota critica: questo testo è utile per mostrare la consapevolezza dell’autore rispetto al proprio ruolo e alla tradizione poetica.


Note editoriali e suggerimenti riga per riga (esempi selezionati)


Stile e coerenza grafica
– Uniformare l’uso delle maiuscole nei titoli e la grafia degli apostrofi (es.: DOMANI CREDI GIUNGERA' vs DOMANI CREDI GIUNGERA’).
– Valutare l’uso coerente delle virgolette e dei trattini per le interruzioni di parlato.

Chiarezza lessicale
– In L'AVVERSARIO la parola l'nganno sembra un refuso; correggere in l’inganno per chiarezza.
– In MALGRADO TUTTO la frase (non v'è manna senza ingegno d'uomo) potrebbe essere resa più scorrevole con una lieve riformulazione: non v'è manna senza l'ingegno dell'uomo.

Note riga per riga (esempi pratici)
AMO L'IDEA — riga si ammanta di una luce affebrata: ottima immagine; suggerisco di valutare la posizione della pausa dopo affebrata per modulare il ritmo.
LA COLPA — riga sarà un residuo di “colpa da espiare”: considerare l’uso delle virgolette o l’italianizzazione del termine per coerenza stilistica.
PILATO — riga oggi Cristo potresti vederlo su un barcone: potente immagine sociale; suggerisco una nota che spieghi l’intento etico-politico del testo.


Conclusione e proposte operative


Valutazione complessiva
SOSPENSIONI è una raccolta matura, ricca di immagini potenti e di una voce coerente. La forza del libro sta nella capacità di coniugare esperienza personale e orizzonte universale, attraverso un linguaggio che alterna confessione e visione.



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2CR - Capitolo 17


Giòsafat re1Al suo posto divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò contro Israele. 2Egli mise guarnigioni militari in tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per il territorio di Giuda e per le città di Èfraim occupate dal padre Asa.3Il Signore fu con Giòsafat, perché egli camminò sulle vie seguite prima da suo padre e non ricercò i Baal, 4ma piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi, senza imitare Israele. 5Il Signore consolidò il regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. 6Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda.7Nell'anno terzo del suo regno mandò i suoi ufficiali Ben-Càil, Abdia, Zaccaria, Netanèl e Michea a insegnare nelle città di Giuda. 8Con essi c'erano i leviti Semaià, Natania, Zebadia, Asaèl, Semiramòt, Giònata, Adonia e Tobia e i sacerdoti Elisamà e Ioram. 9Insegnarono in Giuda; avevano con sé il libro della legge del Signore e percorsero tutte le città di Giuda, istruendo il popolo.10Il terrore del Signore si diffuse per tutti i regni che circondavano Giuda e così essi non fecero guerra a Giòsafat. 11Da parte dei Filistei si portavano a Giòsafat tributi e argento in dono; anche gli Arabi gli portavano bestiame minuto: settemilasettecento arieti e settemilasettecento capri.12Giòsafat cresceva sempre più in potenza. Egli costruì in Giuda castelli e città di approvvigionamento. 13Disponeva di molta manodopera nelle città di Giuda. A Gerusalemme risiedevano i suoi guerrieri, soldati valorosi. 14Ecco il loro censimento secondo i casati. Per Giuda, erano comandanti di migliaia Adna il comandante, e con lui trecentomila soldati valorosi; 15alle sue dipendenze c'era il comandante Giovanni e con lui duecentoottantamila soldati; 16alle sue dipendenze c'era Amasia, figlio di Zicrì, votato al Signore, e con lui duecentomila soldati valorosi. 17Per Beniamino, Eliadà, soldato valoroso, e con lui duecentomila armati di arco e di scudo. 18Alle sue dipendenze c'era Iozabàd e con lui centoottantamila armati per la guerra.19Tutti costoro erano al servizio del re, oltre quelli che il re aveva stabiliti nelle fortezze in tutto Giuda.

__________________________Note

17,9 avevano con sé il libro della legge del Signore: l’espressione si trova ancora in 34,14, ma non è chiaro quale sia il contenuto di questo libro della legge (vedi anche Esd 7,14).

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Approfondimenti


17,1-20,37. Al quarto di secolo del regno di Giosafat (870-848) il libro dei Re riserva un lungo capitolo (1Re 22,1-51), in cui il profilo di questo sovrano risulta piuttosto sbiadito. A questa figura di riformatore il Cronista dedica maggiore attenzione. In quattro capitoli egli presenta non senza vivacità la serie dei successi e degli insuccessi del sovrano, che spiega secondo il suo schema teologico. Anzitutto, il nostro autore descrive la potenza e il fervore religioso del re, che JHWH benedice e le nazioni esaltano (c. 17); poi, l'errore dell'alleanza con Acab, re d'Israele, con la guerra e la sconfitta che ne conseguono (c. 18), che suscitano la reazione di condanna di un profeta (19,2-3); mentre le sue iniziative di riforma religiosa (19,4-11) gli garantiscono l'appoggio di Dio e la vittoria nello scontro coi nemici (20,1-30). Un altro gesto di infedeltà (una nuova alleanza con il re d'Israele) è motivo di una nuova condanna (20,31-37).

17,1-19. Con Giosafat ha inizio un periodo di notevoli turbamenti sociali e politici nella storia dei due regni. È un periodo centrale anche per la vicenda dello jahvismo. Il regno del Nord vede nascere e svilupparsi le associazioni profetiche; soprattutto vede entrare in scena, tra i profeti non scrittori, la figura di Elia, ardente difensore dello jahvismo e nemico acerrimo della tirannica dinastia di Omri (cfr. 1 Re 17-20). Anche il regno del Sud si vede coinvolto in questi sommovimenti, che trovano però un'eco lontana nel Cronista, interessato piuttosto a proporre le proprie tesi. Egli descrive la prosperità che ha caratterizzato i primi anni del regno di Giosafat (vv. 1-6), insiste quindi sul suo zelo religioso (vv. 7-9), sul rispetto di cui gode all'esterno (vv. 10-11) e sulla sua potenza militare (vv. 12-19). Il capitolo non ha riscontro nel libro dei Re, a parte il v. 1a = 1Re 15,24.

7-9. Il Cronista riporta un esempio concreto dello zelo riformatore di Giosafat: l'istituzione di una specie di commissione mista, formata da ufficiali del re, leviti e sacerdoti, incaricata dell'insegnamento della legge nel regno di Giuda.

10-11. Un altro aspetto della prosperità di Giosafat è il prestigio di cui gode il sovrano presso i popoli vicini.

12-19. L'esercito di Giosafat. I nomi degli ufficiali e i dettagli delle informazioni farebbero pensare a un documento d'archivio, che il Cronista ha potuto utilizzare come fonte.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Kurt Vile – Bottle It In (2018)


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«Sotto la maschera di una placida o bonaria indifferenza nasconde un’astuzia vigile e sottile». La definizione di sornione è il modo migliore per descrivere la personalità che traspare dalla musica, dalle parole, dalle interviste e dai videoclip di Kurt Vile. Impossibile non immaginarlo sulle strade di Philadelphia con il ghigno stampato in faccia mentre osserva, divertito, le amenità della vita. Padre di famiglia (lo vedete mentre fa le facce buffe alle figlie, vero?), a quasi 39 anni Kurt è un uomo arrivato, immerso nelle proprie passioni in modo genuino e incredibilmente umano... artesuono.blogspot.com/2018/10…


Ascolta il disco: album.link/s/1UVthTEgHP0WcZZxq…



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Kurt Vile – Bottle It In (2018)


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in parte la stella si sta smantellando da sé. in parte si spera che il mondo le giri le spalle.

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