Alejandro Escovedo – The Crossing (2018)


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Figlio di immigrati messicani di stanza nel Texas, Alejandro Escovedo è una figura leggendaria della musica americana: protagonista della prima ondata punk americana con i Nuns, poi artefice negli anni 80 di due formazioni seminali dell’alternative rock americano (Rank & File, True Believers), infine solista e occasionale collaboratore di Ryan Adams. La sua è una famiglia di musicisti, con quattro fratelli coinvolti in altre band: Mario nella rock band The Dragons, Javier con i punk rocker The Zeros, e i più famosi Coke e Pete Escovedo, percussionisti prima con Santana e poi negli Azteca, non dimenticando la presenza in famiglia della nipote Sheila E... artesuono.blogspot.com/2018/10…


Ascolta: album.link/s/6QKELYdlSGaNCEF9s…



noblogo.org/available/alejandr…


Alejandro Escovedo – The Crossing (2018)


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Figlio di immigrati messicani di stanza nel Texas, Alejandro Escovedo è una figura leggendaria della musica americana: protagonista della prima ondata punk americana con i Nuns, poi artefice negli anni 80 di due formazioni seminali dell’alternative rock americano (Rank & File, True Believers), infine solista e occasionale collaboratore di Ryan Adams. La sua è una famiglia di musicisti, con quattro fratelli coinvolti in altre band: Mario nella rock band The Dragons, Javier con i punk rocker The Zeros, e i più famosi Coke e Pete Escovedo, percussionisti prima con Santana e poi negli Azteca, non dimenticando la presenza in famiglia della nipote Sheila E... artesuono.blogspot.com/2018/10…


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Glen Hansard – Between Two Shores (2018)


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Aprire le date dei recenti tour dell’amico Eddie Vedder e condividere attivamente il palco con lui per lunghi tratti dello show è stata una vetrina che ha portato la notorietà di Glen Hansard ai massimi storici, più di quanto abbiano potuto fare in passato le esperienze di attore, di conduttore televisivo o il trionfo agli Oscar. Il cantautore irlandese deve ora tornare a dimostrare di saper brillare di luce propria: dopo l’avventura Frames e il progetto Swell Season, “Between Two Shores” rappresenta il terzo capitolo solista (senza dimenticare l’Ep “A Season On The Line”) che conferma al mondo grandi doti vocali e di songwriting... artesuono.blogspot.com/2018/01…


Ascolta: album.link/i/1485070389



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Glen Hansard – Between Two Shores (2018)


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Aprire le date dei recenti tour dell’amico Eddie Vedder e condividere attivamente il palco con lui per lunghi tratti dello show è stata una vetrina che ha portato la notorietà di Glen Hansard ai massimi storici, più di quanto abbiano potuto fare in passato le esperienze di attore, di conduttore televisivo o il trionfo agli Oscar. Il cantautore irlandese deve ora tornare a dimostrare di saper brillare di luce propria: dopo l’avventura Frames e il progetto Swell Season, “Between Two Shores” rappresenta il terzo capitolo solista (senza dimenticare l’Ep “A Season On The Line”) che conferma al mondo grandi doti vocali e di songwriting... artesuono.blogspot.com/2018/01…


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Ben Howard – Noonday Dream (2018)


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Ben Howard è un caso più unico che raro nel panorama folk inglese. Chitarrista dotato di una tecnica sopraffina capace di raggiungere un successo improvviso e inaspettato con una manciata di EP e due album (“Every Kingdom” e “I Forget Where We Were”) che sono riusciti a mettere d’accordo pubblico e critica, scalando a sorpresa le classifiche britanniche tra una nomination (al Mercury Prize) e un premio anzi due (i Brit Awards vinti nel 2013). Fatta la storia, Ben Howard avrebbe potuto dormire sonni tranquilli. Invece ha scelto di non accontentarsi... artesuono.blogspot.com/2018/06…


Ascolta: album.link/i/1364401352



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Ben Howard – Noonday Dream (2018)


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Ben Howard è un caso più unico che raro nel panorama folk inglese. Chitarrista dotato di una tecnica sopraffina capace di raggiungere un successo improvviso e inaspettato con una manciata di EP e due album (“Every Kingdom” e “I Forget Where We Were”) che sono riusciti a mettere d’accordo pubblico e critica, scalando a sorpresa le classifiche britanniche tra una nomination (al Mercury Prize) e un premio anzi due (i Brit Awards vinti nel 2013). Fatta la storia, Ben Howard avrebbe potuto dormire sonni tranquilli. Invece ha scelto di non accontentarsi... artesuono.blogspot.com/2018/06…


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IL Gattamorta


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Faccette con gli occhioni languidi, mezzi inchini con bacetti sulla testolina, sorrisoni compiacenti e ruffiani anche quando la trattano da sguattera, sguardo da seduttrice, ops!, 'da seduttore' quando si trova al cospetto di vecchi prostatici e bavosi come Trump e Modri. Qualcuno di questi le ha detto che lei è figa e lei ci ha creduto davvero. Che pena.

Il repertorio diplomatico di politica estera di Giorgia Rubacuori è tutto qua. Nient'altro. Da questo punto di vista non si può negare che lei incarni perfettamente le virtù italiche: ruffianeria, compiacenza, servilismo e paraculaggine. Da questo punto di vista è una Patriota formidabile.

Libero, il quotidiano italiano che riceve in assoluto più contributi pubblici, e tra le cui firme annovera giganti del pensiero e della parola del calibro di Sallusti, Feltri, Bolloli, Capezzone e Chirico, la mattina del 19 giugno titolava “Giorgia-Donald, di nuovo amore”.

Il giorno stesso negli USA, il Presidente col cervello da bambino si sveglia di cattivo umore e, ancora in vestaglia, all'ora di colazione chiama a rapporto la sua domestica italiana e la insulta, perché non ha pulito il cesso e non ha rassettato bene la cameretta del signorino

Il 20 giugno Libero esce a tutta pagina con “Trump è un coglione”. Oggi, 21 giugno, titola “Ma VaffanTrump”.

Evidentemente non capire mai una beneamata, fare figure di merda e vantare la più grande collezione di fake news e complotti fantascientifici sono imperativi editoriali categorici all'interno della redazione del quotidiano più pagato dai contribuenti italiani.

Dopo ogni incontro tra la Meloni e Trump, all'interno dello Studio Ovale mettono il cartello “Caution! slippery floor”. Ancora non mi è chiaro se sia a causa della bava depositatasi sul pavimento della stanza, delle perdite urinarie del vecchio bambinone o di entrambe.Caution! Slippery floorMeloni è sempre servizievole e prona con i potenti. Ah, l'orgoglio italiano! E tanto più costoro sono arroganti, prepotenti e tirannici quanto più Giorgia ama stargli accanto, ammirarli e vezzeggiarli. Le brillano gli occhi e si emoziona di fronte al loro vulgar display of power, la volgare ostentazione di potere. Del resto Giorgia è cresciuta idolatrando un dittatore sanguinario e vigliacco.

Ma lo fa all'italiana: gattamorta con i potenti e cinico tiranno con i deboli. Meglio se sono lavoratori poveri e sfruttati e preferibilmente se sono famiglie monoreddito con figli a carico maggiorenni a cui potere togliere ogni forma di sussidio. L'ADI della Calderone ha lasciato in mezzo ad una strada più di 700.000 famiglie italiane, che avrebbero bisogno di aiuto e di sussidi anche solo per tirare a campare.

La coppia Meloni-Calderone sono la riedizione più fulgida, ma allo stesso tempo più spregevole, del corporativismo clientelare, corrotto e parassita di fascista memoria.

Lei, IL Presidente del Consiglio è tutta orgoglio, cazzutaggine, ma solo a parole, che spesso sono anche colossali bugie.Scimmiotta i maschi e il loro maschilismo. Lo fa con così tanta convinzione e coinvolgimento da diventare una macchietta, una parodia di se stessa.

La gattamorta piace alla parte più paternalistica e patriarcale della nostra società, quella che voterà in massa Vannacci, uno che ha la testa oggettivamente piena di stronzate, e che drenerà ampio consenso a FdI.

Now playing:“Empire”Empire – Queensrÿche – 1990


noblogo.org/grad/il-gattamorta


Marianne Faithfull – Negative Capability (2018)


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Non ha certo bisogno di troppe presentazioni Marianne Faithfull: carriera pluridecennale, 21 album in studio all’attivo, fra cui alcune indiscusse pietre miliari nella storia della musica rock. Fidanzata storica del rocker più famoso del mondo, ovvero la pietra rotolante Mick Jagger, Marianne calca i palcoscenici di tutto il mondo dal 1964 e potrebbe tranquillamente dormire sugli allori del successo passato. Invece, ancora una volta, ha deciso di sorprenderci con un album dalla bellezza folgorante. Negative Capability, questo il titolo, è costituito di 13 tracce che si dipanano per poco meno di un’ora... artesuono.blogspot.com/2018/11…


Ascolta: album.link/i/1428970211



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Marianne Faithfull – Negative Capability (2018)


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Non ha certo bisogno di troppe presentazioni Marianne Faithfull: carriera pluridecennale, 21 album in studio all’attivo, fra cui alcune indiscusse pietre miliari nella storia della musica rock. Fidanzata storica del rocker più famoso del mondo, ovvero la pietra rotolante Mick Jagger, Marianne calca i palcoscenici di tutto il mondo dal 1964 e potrebbe tranquillamente dormire sugli allori del successo passato. Invece, ancora una volta, ha deciso di sorprenderci con un album dalla bellezza folgorante. Negative Capability, questo il titolo, è costituito di 13 tracce che si dipanano per poco meno di un’ora... artesuono.blogspot.com/2018/11…


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La fatica che ci ha costruiti.


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(226)

(F1)

Dalla fabbrica alla routine di oggi, il valore discreto dell’impegno.

Spesso ci hanno insegnato a considerare la #fatica come qualcosa da evitare. Come se ogni forma di sforzo fosse solo un ostacolo, un rallentamento, quasi una colpa.Eppure la fatica è stata, per molto tempo, la sostanza stessa della vita di molti. Lo era nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri. Lo era anche nei percorsi di studio di chi, come me, ha fatto la maturità nel 1984 e ha conosciuto presto il peso delle giornate lunghe, della disciplina, della necessità di andare avanti senza fare troppo rumore.

Oggi il linguaggio comune tende a premiare altro: rapidità, leggerezza, visibilità. Si parla di risultati, di efficienza, di talento, ma si parla meno della continuità con cui si regge una vita normale.La fatica, però, non è soltanto sforzo fisico. È anche resistenza mentale, tenuta emotiva, capacità di sopportare la ripetizione senza perdere la dignità del proprio lavoro. In questo senso, la fatica non è un retaggio del passato. È una condizione ancora attuale, anche se spesso non viene riconosciuta.

La mia esperienza mi ha insegnato che non tutte le fatiche hanno lo stesso volto. C’è la fatica dura, concreta, quella che spezza il fiato e si misura con il corpo.Poi c’è una fatica più silenziosa, meno evidente, ma altrettanto pesante: quella di chi svolge ogni giorno una mansione comoda solo in apparenza, perché priva di prospettive, ripetitiva, senza sbocchi, senza avanzamento. È una forma di logoramento diverso, meno visibile, ma non per questo minore. In un lavoro del genere non manca solo la soddisfazione. Manca anche la sensazione di crescere. Si continua a fare, ma senza costruire davvero. Si tiene il ritmo, ma non si vede un orizzonte.

(F2)

Questa è una fatica che consuma lentamente, perché toglie senso alla ripetizione quotidiana.E quando il lavoro perde significato, il tempo si svuota. #Calabresi ricorda che la fatica non va confusa con la sofferenza fine a sé stessa.Non si tratta di glorificare l’affanno o di dire che tutto ciò che pesa è automaticamente utile. Si tratta piuttosto di riconoscere che esiste un valore nello sforzo sostenuto con costanza, nella capacità di restare, di reggere, di non cercare sempre la scorciatoia.

La fatica ha un senso quando conduce a qualcosa: una competenza, una responsabilità, una forma di maturità. Per chi ha vissuto stagioni di lavoro duro (e sono milioni), questa riflessione non ha nulla di astratto. Non serve idealizzare il passato per capire che molte conquiste personali e collettive sono nate da gesti semplici e ripetuti.

Andare avanti, anche quando si è stanchi. Accettare il limite senza arrendersi. Fare bene il proprio dovere anche quando nessuno applaude.Sono parole antiche, forse, ma non superate. Oggi il rischio è un altro: credere che solo ciò che è immediatamente gratificante abbia valore. Ma la realtà continua a smentire questa illusione.

La vita si regge ancora su persone che si alzano presto, lavorano in silenzio, tengono in piedi famiglie, uffici, fabbriche, servizi, e spesso lo fanno senza riconoscimenti. La loro fatica non fa notizia, ma è una delle forme più concrete di responsabilità civile.

Questa traccia parla anche a chi non è più studente da decenni. Ricorda che la fatica non va rimossa dal discorso pubblico, perché è dentro la vita vera.E ricorda che il rispetto non dovrebbe andare solo al successo, ma anche alla tenacia di chi continua a esserci, giorno dopo giorno, senza scorciatoie.

#Blog #Maturità #Lavoro #Fatica #EducazioneCivica #Us


noblogo.org/transit/la-fatica-…


La fatica che ci ha costruiti.


(226)

(F1)

Dalla fabbrica alla routine di oggi, il valore discreto dell’impegno.

Spesso ci hanno insegnato a considerare la #fatica come qualcosa da evitare. Come se ogni forma di sforzo fosse solo un ostacolo, un rallentamento, quasi una colpa.Eppure la fatica è stata, per molto tempo, la sostanza stessa della vita di molti. Lo era nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri. Lo era anche nei percorsi di studio di chi, come me, ha fatto la maturità nel 1984 e ha conosciuto presto il peso delle giornate lunghe, della disciplina, della necessità di andare avanti senza fare troppo rumore.

Oggi il linguaggio comune tende a premiare altro: rapidità, leggerezza, visibilità. Si parla di risultati, di efficienza, di talento, ma si parla meno della continuità con cui si regge una vita normale.La fatica, però, non è soltanto sforzo fisico. È anche resistenza mentale, tenuta emotiva, capacità di sopportare la ripetizione senza perdere la dignità del proprio lavoro. In questo senso, la fatica non è un retaggio del passato. È una condizione ancora attuale, anche se spesso non viene riconosciuta.

La mia esperienza mi ha insegnato che non tutte le fatiche hanno lo stesso volto. C’è la fatica dura, concreta, quella che spezza il fiato e si misura con il corpo.Poi c’è una fatica più silenziosa, meno evidente, ma altrettanto pesante: quella di chi svolge ogni giorno una mansione comoda solo in apparenza, perché priva di prospettive, ripetitiva, senza sbocchi, senza avanzamento. È una forma di logoramento diverso, meno visibile, ma non per questo minore. In un lavoro del genere non manca solo la soddisfazione. Manca anche la sensazione di crescere. Si continua a fare, ma senza costruire davvero. Si tiene il ritmo, ma non si vede un orizzonte.

(F2)

Questa è una fatica che consuma lentamente, perché toglie senso alla ripetizione quotidiana.E quando il lavoro perde significato, il tempo si svuota.#Calabresi ricorda che la fatica non va confusa con la sofferenza fine a sé stessa.Non si tratta di glorificare l’affanno o di dire che tutto ciò che pesa è automaticamente utile. Si tratta piuttosto di riconoscere che esiste un valore nello sforzo sostenuto con costanza, nella capacità di restare, di reggere, di non cercare sempre la scorciatoia.

La fatica ha un senso quando conduce a qualcosa: una competenza, una responsabilità, una forma di maturità. Per chi ha vissuto stagioni di lavoro duro (e sono milioni), questa riflessione non ha nulla di astratto. Non serve idealizzare il passato per capire che molte conquiste personali e collettive sono nate da gesti semplici e ripetuti.

Andare avanti, anche quando si è stanchi. Accettare il limite senza arrendersi. Fare bene il proprio dovere anche quando nessuno applaude.Sono parole antiche, forse, ma non superate. Oggi il rischio è un altro: credere che solo ciò che è immediatamente gratificante abbia valore. Ma la realtà continua a smentire questa illusione.

La vita si regge ancora su persone che si alzano presto, lavorano in silenzio, tengono in piedi famiglie, uffici, fabbriche, servizi, e spesso lo fanno senza riconoscimenti. La loro fatica non fa notizia, ma è una delle forme più concrete di responsabilità civile.

Questa traccia parla anche a chi non è più studente da decenni. Ricorda che la fatica non va rimossa dal discorso pubblico, perché è dentro la vita vera.E ricorda che il rispetto non dovrebbe andare solo al successo, ma anche alla tenacia di chi continua a esserci, giorno dopo giorno, senza scorciatoie.

#Blog #Maturità #Lavoro #Fatica #EducazioneCivica #Us

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Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” (qui)

Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: corubomatt@gmail.com



Bombino - Deran (2018)


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Se l’attaccamento alle proprie origini si misurasse con la maestria con cui si suona uno strumento, basterebbero un paio di riff per comprendere come Goumar Alcomtar, in arte Bombino, sia in maniera esistenziale, e non solo anagrafica, figlio del Niger e della cultura Tuareg. Bombino, oltre a essere un chitarrista sopraffino (forse uno dei migliori sulla piazza), è uno di quegli artisti ontologicamente portato a ricoprire un ruolo sociale e politico grazie alla sua arte per la sola ragione che la fa... artesuono.blogspot.com/2018/05…


Ascolta: album.link/i/1783164412



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Bombino - Deran (2018)


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Se l’attaccamento alle proprie origini si misurasse con la maestria con cui si suona uno strumento, basterebbero un paio di riff per comprendere come Goumar Alcomtar, in arte Bombino, sia in maniera esistenziale, e non solo anagrafica, figlio del Niger e della cultura Tuareg. Bombino, oltre a essere un chitarrista sopraffino (forse uno dei migliori sulla piazza), è uno di quegli artisti ontologicamente portato a ricoprire un ruolo sociale e politico grazie alla sua arte per la sola ragione che la fa... artesuono.blogspot.com/2018/05…


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Il Rapporto dell'Agenzia Europea sulle droghe. Un sistema che trasforma le sostanze all'interno dei Paesi UE


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L'Euda (Agenzia dell'Unione europea sulle droghe) ha rilasciato l'European Drug Report 2026 (euda.europa.eu/system/files/do…).

Quadro generale


Il mercato delle droghe in Europa è diventato più mobile, frammentato e difficile da controllare. Non si tratta più solo di rotte tradizionali, ma di un sistema che sfrutta le infrastrutture legali (container commerciali, porti, corrieri) e la chimica per nascondere o trasformare le sostanze all'interno dell'UE.

Punti chiave


Nuove modalità di traffico: Le sostanze entrano spesso nascoste in carichi legali o vengono trasformate direttamente in Europa. Nel 2024 sono stati individuati 42 laboratori clandestini legati alla cocaina (recupero da carichi mascherati, taglio, confezionamento), soprattutto nei Paesi Bassi, ma anche in Italia, Spagna e Germania.

Sostanze emergenti: Oltre alle droghe tradizionali (cannabis, cocaina, eroina), crescono:

Sostanze sintetiche: Catinoni, oppioidi sintetici (come i nitazeni, spesso in farmaci falsi) e cannabinoidi semi-sintetici. Ketamina: Spesso dirottata dalla filiera farmaceutica legale (es. importata dall'India).

Farmaci falsi: Compressi che imitano medicinali noti ma contengono oppioidi ad alta potenza.

Prodotti per il vaping: Liquidi contenenti cannabinoidi sintetici o nuove sostanze psicoattive.


Dati sul consumo


La cannabis resta la sostanza più usata: circa 24,9 milioni di adulti (8,7% della popolazione) l'hanno consumata nell'ultimo anno. Nel 2025 sono state segnalate 50 nuove sostanze per la prima volta, portando il totale monitorato a oltre 1.050. Il rischio principale è l'incongruenza tra ciò che viene acquistato e ciò che è realmente contenuto nel prodotto (es. N-ethylnorpentedrone venduto come 3-MMC).

Situazione sanitaria


Nel 2024 sono stati stimati almeno 7.600 decessi legati alle droghe nell'UE, spesso causati da miscele di sostanze o oppioidi. La risposta dell'UE Il rapporto sottolinea che le risposte nazionali sono spesso troppo lente rispetto alla velocità del mercato. Si punta su:

Come contrastare


Sistemi di allerta rapida (Early Warning System, European Drug Alert System).

Maggiore controllo sui precursori chimici (sostanze usate per produrre droghe) e creazione di un archivio europeo.

Collaborazione tra controlli doganali, analisi delle acque reflue, drug checking e servizi sanitari.

Il tutto inserito nel nuovo EU Drugs Strategic Framework approvato nel marzo 2026.

In sintesi, l'Europa non affronta più solo un problema di importazione, ma una sfida tecnologica e chimica interna, dove la droga viene “assemblata” o trasformata proprio sul territorio europeo.


noblogo.org/cooperazione-inter…


Il Rapporto dell'Agenzia Europea sulle droghe. Un sistema che trasforma le sostanze all'interno dei Paesi UE


L'Euda (Agenzia dell'Unione europea sulle droghe) ha rilasciato l'European Drug Report 2026 (euda.europa.eu/system/files/do…).

Quadro generale


Il mercato delle droghe in Europa è diventato più mobile, frammentato e difficile da controllare. Non si tratta più solo di rotte tradizionali, ma di un sistema che sfrutta le infrastrutture legali (container commerciali, porti, corrieri) e la chimica per nascondere o trasformare le sostanze all'interno dell'UE.

Punti chiave


Nuove modalità di traffico: Le sostanze entrano spesso nascoste in carichi legali o vengono trasformate direttamente in Europa. Nel 2024 sono stati individuati 42 laboratori clandestini legati alla cocaina (recupero da carichi mascherati, taglio, confezionamento), soprattutto nei Paesi Bassi, ma anche in Italia, Spagna e Germania.

Sostanze emergenti: Oltre alle droghe tradizionali (cannabis, cocaina, eroina), crescono:

Sostanze sintetiche: Catinoni, oppioidi sintetici (come i nitazeni, spesso in farmaci falsi) e cannabinoidi semi-sintetici. Ketamina: Spesso dirottata dalla filiera farmaceutica legale (es. importata dall'India).

Farmaci falsi: Compressi che imitano medicinali noti ma contengono oppioidi ad alta potenza.

Prodotti per il vaping: Liquidi contenenti cannabinoidi sintetici o nuove sostanze psicoattive.


Dati sul consumo


La cannabis resta la sostanza più usata: circa 24,9 milioni di adulti (8,7% della popolazione) l'hanno consumata nell'ultimo anno. Nel 2025 sono state segnalate 50 nuove sostanze per la prima volta, portando il totale monitorato a oltre 1.050. Il rischio principale è l'incongruenza tra ciò che viene acquistato e ciò che è realmente contenuto nel prodotto (es. N-ethylnorpentedrone venduto come 3-MMC).

Situazione sanitaria


Nel 2024 sono stati stimati almeno 7.600 decessi legati alle droghe nell'UE, spesso causati da miscele di sostanze o oppioidi. La risposta dell'UE Il rapporto sottolinea che le risposte nazionali sono spesso troppo lente rispetto alla velocità del mercato. Si punta su:

Come contrastare


Sistemi di allerta rapida (Early Warning System, European Drug Alert System).

Maggiore controllo sui precursori chimici (sostanze usate per produrre droghe) e creazione di un archivio europeo.

Collaborazione tra controlli doganali, analisi delle acque reflue, drug checking e servizi sanitari.

Il tutto inserito nel nuovo EU Drugs Strategic Framework approvato nel marzo 2026.

In sintesi, l'Europa non affronta più solo un problema di importazione, ma una sfida tecnologica e chimica interna, dove la droga viene “assemblata” o trasformata proprio sul territorio europeo.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Nathaniel Rateliff & The Night Sweats – Tearing At The Seams (2018)


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Di un fatto può stare certo Nathaniel Rateliff: la mossa di reinventarsi artisticamente attraverso il connubio con The Night Sweats e di capovolgere così l'impostazione musicale sino ad allora inseguita come autore è stata vincente. Lo hanno dimostrato, in questi tre anni seguiti alla pubblicazione dell'omonimo album del 2015, il successo di pubblico sulle due sponde dell'Atlantico, i dischi d'oro, i concerti sempre più affollati e una formula sonora che grazie alla recente uscita del doppio dal vivo Live at Red Rocks ha confermato la sua forza di attrazione... artesuono.blogspot.com/2018/03…


Ascolta: album.link/i/1402443273



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Nathaniel Rateliff & The Night Sweats – Tearing At The Seams (2018)


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Di un fatto può stare certo Nathaniel Rateliff: la mossa di reinventarsi artisticamente attraverso il connubio con The Night Sweats e di capovolgere così l'impostazione musicale sino ad allora inseguita come autore è stata vincente. Lo hanno dimostrato, in questi tre anni seguiti alla pubblicazione dell'omonimo album del 2015, il successo di pubblico sulle due sponde dell'Atlantico, i dischi d'oro, i concerti sempre più affollati e una formula sonora che grazie alla recente uscita del doppio dal vivo Live at Red Rocks ha confermato la sua forza di attrazione... artesuono.blogspot.com/2018/03…


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Sidi Touré – Toubalbero (2018)


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La musica è una delle principali risorse culturali del Mali. Risalendo a imperi tanto antichi come quello Mandingo, esiste una tradizione ricchissima di canti di lode. Queste canzoni di lode malinké o mandinghe sono dominio esclusivo dei griot (chiamati djeliw), musicisti ereditari, che sono allo stesso tempo genealologi e storici. Questa musica dei griot è sempre viva e cantata. Ma la musica maliana è molto più variegata e nuovi stili sono apparsi. Per esempio, c’è la musica bambara che è più ritmica, il mali blues di Kar Kar, il blues songhai di Ali Farka Touré, Afel Bocoum e Sidi Touré, appunto... artesuono.blogspot.com/2018/04…


Ascolta: album.link/i/1322730583



noblogo.org/available/sidi-tou…


Sidi Touré – Toubalbero (2018)


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La musica è una delle principali risorse culturali del Mali. Risalendo a imperi tanto antichi come quello Mandingo, esiste una tradizione ricchissima di canti di lode. Queste canzoni di lode malinké o mandinghe sono dominio esclusivo dei griot (chiamati djeliw), musicisti ereditari, che sono allo stesso tempo genealologi e storici. Questa musica dei griot è sempre viva e cantata. Ma la musica maliana è molto più variegata e nuovi stili sono apparsi. Per esempio, c’è la musica bambara che è più ritmica, il mali blues di Kar Kar, il blues songhai di Ali Farka Touré, Afel Bocoum e Sidi Touré, appunto... artesuono.blogspot.com/2018/04…


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menta

La menta. Oggi 16 giugno 2026, tanto per fare qualcosa, ho trapianto 3 piantine di menta che avevo messo a radicare nell'acqua, in tre vasetti ottenuti con i rotoli della carta igienica riempiti di terriccio e poi innaffiati. Ora voglio vedere se “attecchiscono” poi così li metto nei buchi che opportunamente scaverò attorno all'olivo. Nel frattempo ho potato altri 5 rametti, ho tolto le foglie tranne quelle apicali e li ho messo lì accanto in un vasetto di vetro (arbanella in genovese) immersi nell'acqua. È un sistema che ho visto in rete e funziona, dopo una settimana circa cominciano a spuntare delle radichette che poi si allungano. La menta è un'infestante ma il terreno attorno all'olivo è terraccia di riporto e voglio vedere se faccio un tappeto di menta. Tra l'altro la piantina di menta che si vede nella foto, comprata all'agraria e lì trapiantata e che ha attecchito benissimo, giorni fa è stata battezzata dal cane del vicino che ci ha pisciato sopra. Credo sia stata una azione di ritorsione perché la mia cana, nel suo giardino, ci va a cagare… Vai a sapere anche i cani…


noblogo.org/54rv36u/a-href-pos…


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Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più


(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all'età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un'ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.

La notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un "amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità... infallibile centravanti", sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.

Iniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli "apostolini" – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l'attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l'anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva. Partì per il Brasile negli anni '60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l'arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico il prima a destra durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).


noblogo.org/caserta24ore/bnel-…


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Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più


(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all'età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un'ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.


La notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un “amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità... infallibile centravanti”, sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.


Iniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli “apostolini” – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l'attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l'anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva. Partì per il Brasile negli anni '60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l'arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico il prima a destra durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).


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(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all'età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un'ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.


La notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un “amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità... infallibile centravanti”, sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.


Iniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli “apostolini” – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l'attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l'anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva.
Partì per il Brasile negli anni '60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l'arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico il prima a destra durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).


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Anche Europol impegnato nella Coppa del Mondo di Calcio


Europol sta supportando le attività di sicurezza relative alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Ospitato in tre paesi e 16 città, il torneo vede la partecipazione di 48 squadre nazionali che si sfidano in 104 partite tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Per contribuire alla sicurezza del torneo per tutti i partecipanti, gli spettatori e le parti interessate, #Europol ha dispiegato personale presso il Centro di cooperazione internazionale di polizia (#IPCC) in Virginia, Stati Uniti, fornendo al contempo ulteriore supporto operativo dalla sua sede centrale all'Aia, nei Paesi Bassi. Il coordinamento interno è guidato dal Centro operativo e di analisi (OAC) di Europol e rafforzato da specialisti del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3), del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e del Centro europeo per la criminalità finanziaria ed economica (EFECC).

Le attività di Europol si concentrano sulla facilitazione dello scambio tempestivo di informazioni tra le forze dell'ordine partner e sul supporto alla prevenzione, all'individuazione e alla risposta alle minacce criminali che rientrano nel mandato di Europol. Grazie alla stretta collaborazione con partner nazionali e internazionali, Europol contribuisce a garantire un ambiente sicuro per tutta la durata del torneo.


noblogo.org/cooperazione-inter…


Anche Europol impegnato nella Coppa del Mondo di Calcio


Anche Europol impegnato nella Coppa del Mondo di Calcio


Europol sta supportando le attività di sicurezza relative alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Ospitato in tre paesi e 16 città, il torneo vede la partecipazione di 48 squadre nazionali che si sfidano in 104 partite tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Per contribuire alla sicurezza del torneo per tutti i partecipanti, gli spettatori e le parti interessate, #Europol ha dispiegato personale presso il Centro di cooperazione internazionale di polizia (#IPCC) in Virginia, Stati Uniti, fornendo al contempo ulteriore supporto operativo dalla sua sede centrale all'Aia, nei Paesi Bassi. Il coordinamento interno è guidato dal Centro operativo e di analisi (OAC) di Europol e rafforzato da specialisti del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3), del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e del Centro europeo per la criminalità finanziaria ed economica (EFECC).

Le attività di Europol si concentrano sulla facilitazione dello scambio tempestivo di informazioni tra le forze dell'ordine partner e sul supporto alla prevenzione, all'individuazione e alla risposta alle minacce criminali che rientrano nel mandato di Europol. Grazie alla stretta collaborazione con partner nazionali e internazionali, Europol contribuisce a garantire un ambiente sicuro per tutta la durata del torneo.


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Femi Kuti - One People One World (2018)


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immagine

“Spero che questo album porti gioia, amore, pari opportunità, giustizia, pace, comprensione e unione al mondo”. Femi Kuti

A cinque anni da “No Place For My Dream”, e a quasi trenta dalla sua prima pubblicazione “No Cause for Allarm”, Femi Kuti pubblica il suo decimo lavoro “One People One World”, disco composto da dodici tracce. Il figlio di Fela Kuti, leggenda e pioniere dell'Afrobeat, a differenza della rabbia giusta che ha ispirato quasi tutte le sue precedenti registrazioni, dove mischiava convinzioni combattive sulla libertà e sulla democrazia sociale, è tornato con un disco che genera un messaggio di speranza e riconciliazione... artesuono.blogspot.com/2018/03…


Ascolta: album.link/i/1305970049



noblogo.org/available/femi-kut…


Femi Kuti - One People One World (2018)


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“Spero che questo album porti gioia, amore, pari opportunità, giustizia, pace, comprensione e unione al mondo”. Femi Kuti

A cinque anni da “No Place For My Dream”, e a quasi trenta dalla sua prima pubblicazione “No Cause for Allarm”, Femi Kuti pubblica il suo decimo lavoro “One People One World”, disco composto da dodici tracce. Il figlio di Fela Kuti, leggenda e pioniere dell'Afrobeat, a differenza della rabbia giusta che ha ispirato quasi tutte le sue precedenti registrazioni, dove mischiava convinzioni combattive sulla libertà e sulla democrazia sociale, è tornato con un disco che genera un messaggio di speranza e riconciliazione... artesuono.blogspot.com/2018/03…


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Vannacci, quando la provocazione diventa metodo politico.


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(225)

(V1)

La dialettica di #RobertoVannacci non è solo uno stile comunicativo: è una vera grammatica politica. Fatta di formule brevi, parole d’ordine ripetute, contrapposizioni nette e continuo richiamo a identità, tradizioni e sicurezza, essa costruisce un terreno emotivo prima ancora che programmatico. °È una comunicazione che non cerca la mediazione, ma la polarizzazione**; non invita al confronto, ma alla presa di posizione.

In questo senso, il suo linguaggio non è un semplice vezzo retorico, ma il veicolo di una precisa visione del mondo, che si iscrive nel solco delle destre più radicali che avanzano in Europa.Il lessico che Vannacci utilizza è fortemente identitario: parla a un “noi” che si percepisce assediato, minacciato, umiliato da élite, minoranze, organismi sovranazionali.Ogni discorso è costruito come una chiamata alle armi simbolica, dove l’appello al “buon senso” e alle “radici” diventa lo strumento per delegittimare qualunque forma di complessità sociale.

La realtà viene ridotta a una successione di contrasti: italiani contro stranieri, “normali” contro “diversi”, patrioti contro traditori. È una struttura binaria che semplifica e rassicura, ma che al tempo stesso prepara il terreno a politiche escludenti e discriminatorie.Questa impostazione non è un caso isolato, ma si connette a una tendenza più ampia della destra estrema europea, che negli ultimi anni ha imparato a presentarsi con toni più istituzionali e rispettabili senza rinunciare al proprio impianto ideologico.

(V2)

Il linguaggio del “Generale” si inserisce in questa traiettoria: combina riferimenti alla tradizione militare e nazionale con la retorica del “dire la verità che gli altri non hanno il coraggio di dire”, trasformando ogni polemica in prova di autenticità.

Così, la provocazione diventa metodo e la costante ricerca dello scontro funziona come dispositivo di mobilitazione permanente.È in questo quadro che la figura di Vannacci va letta: non come un’eccezione folkloristica, ma come uno dei volti possibili di una destra che prova a istituzionalizzare linguaggi e temi un tempo confinati ai margini. Il suo discorso contribuisce a spostare l’asticella di ciò che è considerato dicibile nello spazio pubblico, normalizzando espressioni e concetti che fino a ieri sarebbero stati percepiti come apertamente estremisti.

In nome della “libertà di parola” e della “difesa delle radici”, si costruisce così un immaginario in cui l’altro è sempre un pericolo, una minaccia da controllare o respingere. Per questo parlare di Vannacci significa andare oltre la provocazione. La sua comunicazione non è un dettaglio di stile, ma la forma stessa della sua proposta politica. Ed è una forma che, per contenuti, obiettivi e alleanze, si inserisce con chiarezza nella nuova destra estrema europea.

Bisogna dirlo senza ambiguità: dietro la patina della semplificazione e del “coraggio di parlare chiaro” si nasconde un progetto di chiusura, di esclusione e di regressione democratica. È una traiettoria che non va relativizzata, ma contrastata con fermezza, perché quando certi linguaggi smettono di apparire estremi e diventano familiari, il danno politico è già in corso.

#Blog #Vannacci #Politica #Comunicazione #Italia


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Vannacci, quando la provocazione diventa metodo politico.


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La dialettica di #RobertoVannacci non è solo uno stile comunicativo: è una vera grammatica politica. Fatta di formule brevi, parole d’ordine ripetute, contrapposizioni nette e continuo richiamo a identità, tradizioni e sicurezza, essa costruisce un terreno emotivo prima ancora che programmatico.È una comunicazione che non cerca la mediazione, ma la polarizzazione; non invita al confronto, ma alla presa di posizione.

In questo senso, il suo linguaggio non è un semplice vezzo retorico, ma il veicolo di una precisa visione del mondo, che si iscrive nel solco delle destre più radicali che avanzano in Europa.Il lessico che Vannacci utilizza è fortemente identitario: parla a un “noi” che si percepisce assediato, minacciato, umiliato da élite, minoranze, organismi sovranazionali.Ogni discorso è costruito come una chiamata alle armi simbolica, dove l’appello al “buon senso” e alle “radici” diventa lo strumento per delegittimare qualunque forma di complessità sociale.

La realtà viene ridotta a una successione di contrasti: italiani contro stranieri, “normali” contro “diversi”, patrioti contro traditori. È una struttura binaria che semplifica e rassicura, ma che al tempo stesso prepara il terreno a politiche escludenti e discriminatorie.Questa impostazione non è un caso isolato, ma si connette a una tendenza più ampia della destra estrema europea, che negli ultimi anni ha imparato a presentarsi con toni più istituzionali e rispettabili senza rinunciare al proprio impianto ideologico.

(V2)

Il linguaggio del “Generale” si inserisce in questa traiettoria: combina riferimenti alla tradizione militare e nazionale con la retorica del “dire la verità che gli altri non hanno il coraggio di dire”, trasformando ogni polemica in prova di autenticità.

Così, la provocazione diventa metodo e la costante ricerca dello scontro funziona come dispositivo di mobilitazione permanente.È in questo quadro che la figura di Vannacci va letta: non come un’eccezione folkloristica, ma come uno dei volti possibili di una destra che prova a istituzionalizzare linguaggi e temi un tempo confinati ai margini. Il suo discorso contribuisce a spostare l’asticella di ciò che è considerato dicibile nello spazio pubblico, normalizzando espressioni e concetti che fino a ieri sarebbero stati percepiti come apertamente estremisti.

In nome della “libertà di parola” e della “difesa delle radici”, si costruisce così un immaginario in cui l’altro è sempre un pericolo, una minaccia da controllare o respingere. Per questo parlare di Vannacci significa andare oltre la provocazione. La sua comunicazione non è un dettaglio di stile, ma la forma stessa della sua proposta politica. Ed è una forma che, per contenuti, obiettivi e alleanze, si inserisce con chiarezza nella nuova destra estrema europea.

Bisogna dirlo senza ambiguità: dietro la patina della semplificazione e del “coraggio di parlare chiaro” si nasconde un progetto di chiusura, di esclusione e di regressione democratica. È una traiettoria che non va relativizzata, ma contrastata con fermezza, perché quando certi linguaggi smettono di apparire estremi e diventano familiari, il danno politico è già in corso.

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Mastodon: @alda7069@mastodon.unoTelegram: t.me/transitblogFriendica: @danmatt@poliverso.orgBlue Sky: bsky.app/profile/mattiolidanie…Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): bio.site/danielemattioli

Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” (qui)

Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: corubomatt@gmail.com



Raoul Vignal - The Silver Veil (2017)


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Se a volte vi pare che, almeno in ambito cantautorale, la mimesi della malinconia come stato esistenziale sia appannaggio di grandi vecchi, veri e propri saggi paludati dello spleen, come Mark Kozelek o Matt Elliott, come se si possa ottenere il permesso di essere depressi solo oltre una certa età, ora potete rassicurarvi con le note pietrificate e dolenti della chitarra di Raoul Vignal e col suo “The Silver Veil”... artesuono.blogspot.com/2017/04…


Ascolta: album.link/i/1201930802



noblogo.org/available/raoul-vi…


Raoul Vignal - The Silver Veil (2017)


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Se a volte vi pare che, almeno in ambito cantautorale, la mimesi della malinconia come stato esistenziale sia appannaggio di grandi vecchi, veri e propri saggi paludati dello spleen, come Mark Kozelek o Matt Elliott, come se si possa ottenere il permesso di essere depressi solo oltre una certa età, ora potete rassicurarvi con le note pietrificate e dolenti della chitarra di Raoul Vignal e col suo “The Silver Veil”... artesuono.blogspot.com/2017/04…


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Sicurezza senza confini: debutta l'unità congiunta tra Carabinieri e Gendarmeria francese


In occasione del #G7 di Evian-les-Bains, è scesa in campo per la prima volta l' #Uofi, l'Unità Operativa congiunta italo-francese. Un traguardo che va oltre il valore simbolico e misura, sul terreno, l'eccellenza della cooperazione europea in materia di sicurezza.

Ecco i punti chiave di questo storico debutto: 🔹 Chi: 40 militari in totale, in perfetto schema paritario: 20 Carabinieri italiani e 20 Gendarmi francesi, tratti da reparti. Nel dettaglio, la componente francese comprende: – 10 gendarmi della regione di gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi; – 10 gendarmi della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La componente italiana è invece formata da: – 10 carabinieri del reggimento Piemonte di Torino; – 10 carabinieri del battaglione Liguria di Genova. La distribuzione territoriale non è casuale. Coinvolge realtà direttamente legate all’area transfrontaliera e a territori in cui la collaborazione tra Francia e Italia è già, da tempo, una necessità pratica prima ancora che strategica. 🔹 Il battesimo: Il primo impiego operativo avviene in uno dei contesti più delicati, la protezione del summit del G7 in Francia. 🔹 Non solo grandi eventi: L'Uofi non sarà utilizzata solo per le massime occasioni. Opererà stabilmente per la sicurezza ordinaria e il controllo su entrambi i lati della frontiera franco-italiana. Formalizzata lo scorso maggio a Roma dai vertici delle due Istituzioni, questa unità è la prova concreta della solida fiducia reciproca che unisce le due Forze. Prima del debutto sul campo, un altro passaggio ufficiale si è svolto l’11 giugno in Francia, con la cerimonia di consegna dello scudetto dell’unità operativa franco-italiana a 12 ufficiali e sottufficiali delle due istituzioni.

#Carabinieri #Gendarmerie #G7 #Evian #Sicurezza #CooperazioneInternazionale #ItaliaFrancia


noblogo.org/cooperazione-inter…


Sicurezza senza confini: debutta l'unità congiunta tra Carabinieri e...


Sicurezza senza confini: debutta l'unità congiunta tra Carabinieri e Gendarmeria francese


In occasione del #G7 di Evian-les-Bains, è scesa in campo per la prima volta l' #Uofi, l'Unità Operativa congiunta italo-francese. Un traguardo che va oltre il valore simbolico e misura, sul terreno, l'eccellenza della cooperazione europea in materia di sicurezza.

Ecco i punti chiave di questo storico debutto: 🔹 Chi: 40 militari in totale, in perfetto schema paritario: 20 Carabinieri italiani e 20 Gendarmi francesi, tratti da reparti. Nel dettaglio, la componente francese comprende: – 10 gendarmi della regione di gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi; – 10 gendarmi della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La componente italiana è invece formata da: – 10 carabinieri del reggimento Piemonte di Torino; – 10 carabinieri del battaglione Liguria di Genova. La distribuzione territoriale non è casuale. Coinvolge realtà direttamente legate all’area transfrontaliera e a territori in cui la collaborazione tra Francia e Italia è già, da tempo, una necessità pratica prima ancora che strategica. 🔹 Il battesimo: Il primo impiego operativo avviene in uno dei contesti più delicati, la protezione del summit del G7 in Francia. 🔹 Non solo grandi eventi: L'Uofi non sarà utilizzata solo per le massime occasioni. Opererà stabilmente per la sicurezza ordinaria e il controllo su entrambi i lati della frontiera franco-italiana. Formalizzata lo scorso maggio a Roma dai vertici delle due Istituzioni, questa unità è la prova concreta della solida fiducia reciproca che unisce le due Forze. Prima del debutto sul campo, un altro passaggio ufficiale si è svolto l’11 giugno in Francia, con la cerimonia di consegna dello scudetto dell’unità operativa franco-italiana a 12 ufficiali e sottufficiali delle due istituzioni.

#Carabinieri #Gendarmerie #G7 #Evian #Sicurezza #CooperazioneInternazionale #ItaliaFrancia


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Laurie Anderson — Homeland (2010)


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Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa. Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati... silvanobottaro.it/archives/411…


Ascolta: album.link/i/376861825



noblogo.org/available/laurie-a…


Laurie Anderson — Homeland (2010)


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Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa. Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati... silvanobottaro.it/archives/411…


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Jonathan Wilson – Rare Birds (2018)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

Continua inesorabile il processo evolutivo di Jonathan Wilson dopo le prime due ottime prove Gentle Spirit (2011) e Fanfare (2013), entrambe segnate dalla giusta mescola di tradizione e sperimentazione. Il musicista originario di Forest City è riuscito infatti a condensare nella sua proposta sonora il country e il folk, il rock desertico ed echi vagamente progressive con risultati sorprendenti... artesuono.blogspot.com/2018/03…


Ascolta: album.link/i/1320439940



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Jonathan Wilson – Rare Birds (2018)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

Continua inesorabile il processo evolutivo di Jonathan Wilson dopo le prime due ottime prove Gentle Spirit (2011) e Fanfare (2013), entrambe segnate dalla giusta mescola di tradizione e sperimentazione. Il musicista originario di Forest City è riuscito infatti a condensare nella sua proposta sonora il country e il folk, il rock desertico ed echi vagamente progressive con risultati sorprendenti... artesuono.blogspot.com/2018/03…


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Swans – Deliquescence (2017)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

La lunga fine di questa pagina della storia degli Swans, cominciata nel lontano 2009 quando Michael Gira decise di ridare vita al gruppo, arriverà ufficialmente al termine delle tre date che la band ha in programma al Warsaw di Brooklyn, New York dal 2 al 4 novembre 2017. Chiudere proprio a New York del resto non è casuale dato che è proprio lì che tutto è cominciato. In questa occasione sarà prevista la partecipazione agli show di Carla Bozulich, Anna von Hausswolff e degli ADULT, il cui ultimo disco 'Detroit House Guests' è stato registrato proprio con la collaborazione di Michael Gira... artesuono.blogspot.com/2017/07…


Ascolta: album.link/s/5jo7ZeGuC819QeHqu…



noblogo.org/available/swans-de…


Swans – Deliquescence (2017)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

La lunga fine di questa pagina della storia degli Swans, cominciata nel lontano 2009 quando Michael Gira decise di ridare vita al gruppo, arriverà ufficialmente al termine delle tre date che la band ha in programma al Warsaw di Brooklyn, New York dal 2 al 4 novembre 2017. Chiudere proprio a New York del resto non è casuale dato che è proprio lì che tutto è cominciato. In questa occasione sarà prevista la partecipazione agli show di Carla Bozulich, Anna von Hausswolff e degli ADULT, il cui ultimo disco 'Detroit House Guests' è stato registrato proprio con la collaborazione di Michael Gira... artesuono.blogspot.com/2017/07…


Ascolta: album.link/s/5jo7ZeGuC819QeHqu…


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Faust – Fresh Air (2017)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

A tre anni di distanza dal mediocre “j US t”, ritorna uno dei gruppi più iconoclastici del kraut-rock guidato da Zappi Diermaier e Jean-Hervé Péron. Lo fanno ancora sotto l'egida della Bureau B, etichetta indipendente tedesca che vanta nel suo arsenale altri reduci della stessa esperienza sperimentale anni Settanta come Karl Bartos (Kraftwerk) e Harald Grosskopf (Wallenstein, Cosmic Jokers), oltre a interessanti nomi emersi più recentemente come Michael Bundt e gli Ulan Bator. D'altra parte, la compagine degli “altri” Faust – guidati da Hans Irmler – sembra aver cessato attività dal profetico “Faust Is Last” (2010)... artesuono.blogspot.com/2017/05…


Ascolta: album.link/i/1226382740



noblogo.org/available/faust-fr…


Faust – Fresh Air (2017)


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Allons enfants de l'Anarchie, notre jour de jouir est arrivé!

A tre anni di distanza dal mediocre “j US t”, ritorna uno dei gruppi più iconoclastici del kraut-rock guidato da Zappi Diermaier e Jean-Hervé Péron. Lo fanno ancora sotto l'egida della Bureau B, etichetta indipendente tedesca che vanta nel suo arsenale altri reduci della stessa esperienza sperimentale anni Settanta come Karl Bartos (Kraftwerk) e Harald Grosskopf (Wallenstein, Cosmic Jokers), oltre a interessanti nomi emersi più recentemente come Michael Bundt e gli Ulan Bator. D'altra parte, la compagine degli “altri” Faust – guidati da Hans Irmler – sembra aver cessato attività dal profetico “Faust Is Last” (2010)... artesuono.blogspot.com/2017/05…


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Nell’UE il mercato illecito delle sigarette illegali supera il 10 per cento


La Commissione UE sta affrontando diverse questioni di policy pubblica, con particolare enfasi sulla regolamentazione del tabacco.

La Commissione avvia una consultazione pubblica sui prodotti e sulla pubblicità del tabacco, con l'OMS che avverte di una “nuova minaccia globale” rappresentata dalle “nicotine pouches” (piccoli sacchetti contenenti nicotina, aromi e fibre vegetali, ma prive di tabacco, che si posizionano tra la gengiva e il labbro superiore, rilasciando la nicotina attraverso le mucose orali in modo discreto, senza fumo, vapore o odori).

Il “Rapporto Draghi” sottolinea l'importanza di un nuovo approccio legislativo, mentre l'associazione Smoke Free Partnership richiede attenzione specifica per i giovani, mentre Philip Morris accetta le regolamentazioni UE ma chiede “buon senso” per evitare l'ingresso di nuovi concorrenti nel mercato

L'attuazione della politica UE sul tabacco include la regolamentazione dei prodotti e della pubblicità, con un focus sulla riduzione del danno.

Intanto i finanzieri della Guardia di Finanza hanno sequestrato una vasta struttura industriale a Spilimbergo in provincia di Pordenone in grado di produrre 25 milioni di pacchetti con marchi contraffatti di sigarette.

Durante il blitz, i finanzieri hanno trovato una “control room” con numerose telecamere per monitorare il perimetro e gli interni. Sei individui extracomunitari sono stati arrestati per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi. Il valore economico del danno potenziale è stimato a circa 20 milioni di euro.


noblogo.org/cooperazione-inter…


Nell’UE il mercato illecito delle sigarette illegali supera il 10 per cento


Nell’UE il mercato illecito delle sigarette illegali supera il 10 per cento


La Commissione UE sta affrontando diverse questioni di policy pubblica, con particolare enfasi sulla regolamentazione del tabacco.

La Commissione avvia una consultazione pubblica sui prodotti e sulla pubblicità del tabacco, con l'OMS che avverte di una “nuova minaccia globale” rappresentata dalle “nicotine pouches” (piccoli sacchetti contenenti nicotina, aromi e fibre vegetali, ma prive di tabacco, che si posizionano tra la gengiva e il labbro superiore, rilasciando la nicotina attraverso le mucose orali in modo discreto, senza fumo, vapore o odori).

Il “Rapporto Draghi” sottolinea l'importanza di un nuovo approccio legislativo, mentre l'associazione Smoke Free Partnership richiede attenzione specifica per i giovani, mentre Philip Morris accetta le regolamentazioni UE ma chiede “buon senso” per evitare l'ingresso di nuovi concorrenti nel mercato

L'attuazione della politica UE sul tabacco include la regolamentazione dei prodotti e della pubblicità, con un focus sulla riduzione del danno.

Intanto i finanzieri della Guardia di Finanza hanno sequestrato una vasta struttura industriale a Spilimbergo in provincia di Pordenone in grado di produrre 25 milioni di pacchetti con marchi contraffatti di sigarette.

Durante il blitz, i finanzieri hanno trovato una “control room” con numerose telecamere per monitorare il perimetro e gli interni. Sei individui extracomunitari sono stati arrestati per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi. Il valore economico del danno potenziale è stimato a circa 20 milioni di euro.


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Ani DiFranco – Binary (2017)


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Venti album in poco più venticinque anni di carriera la dicono lunga sul grado di prolificità raggiunto dall’eclettica artista originaria di Buffalo. Il ventesimo album si intitola (non a caso) Binary, quasi a voler ribadire l’approccio all’atto creativo divenuto ormai marchio di fabbrica: imprinting orgogliosamente DIY e una sventagliata di lucide riflessioni a mente aperta sui “mala tempora” che continuano a correre... artesuono.blogspot.com/2017/06…


Ascolta: album.link/i/1234175790



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Ani DiFranco – Binary (2017)


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Venti album in poco più venticinque anni di carriera la dicono lunga sul grado di prolificità raggiunto dall’eclettica artista originaria di Buffalo. Il ventesimo album si intitola (non a caso) Binary, quasi a voler ribadire l’approccio all’atto creativo divenuto ormai marchio di fabbrica: imprinting orgogliosamente DIY e una sventagliata di lucide riflessioni a mente aperta sui “mala tempora” che continuano a correre... artesuono.blogspot.com/2017/06…


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The Jesus And Mary Chain – Damage And Joy (2017)


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Onestamente non so dire perché la gente sia tanto affascinata dalle reunion. Tanto più in ambito rock, dove tutto spesso viene bruciato in un momento che è quell’esatto momento in cui la storia accade. E che è un attimo magnifico o terrificante, comunque irripetibile. I J&MC quel momento lo hanno avuto nel 1985. A non voler essere avari diciamo dall’estate del 1984 a quella del 1987, che pur presagendone già la fine disastrosa, ci appassionammo anche a Darklands. Nonostante qualche buon spunto, fu molto difficile affezionarsi ai successivi... artesuono.blogspot.com/2017/04…


Ascolta: album.link/s/2DmaSgIQOTRK3bcJf…



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The Jesus And Mary Chain – Damage And Joy (2017)


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Onestamente non so dire perché la gente sia tanto affascinata dalle reunion. Tanto più in ambito rock, dove tutto spesso viene bruciato in un momento che è quell’esatto momento in cui la storia accade. E che è un attimo magnifico o terrificante, comunque irripetibile. I J&MC quel momento lo hanno avuto nel 1985. A non voler essere avari diciamo dall’estate del 1984 a quella del 1987, che pur presagendone già la fine disastrosa, ci appassionammo anche a Darklands. Nonostante qualche buon spunto, fu molto difficile affezionarsi ai successivi... artesuono.blogspot.com/2017/04…


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Julian Cope – Drunken Songs (2017)


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A una certa età, si sa, le abitudini cambiano. Anche per Julian Cope. O’ pazzariello quest’anno ne fa 60, e ha deciso di mettere la testa a posto. Nel senso che dall’LSD è passato a sfondarsi di birra, o almeno così dice. Il nuovo album si chiama “Drunken Songs”, ed è esattamente quello che il titolo annuncia: un (mini) concept sul luppolo e i suoi derivati. Trattandosi di Julian Cope ci viene rifilata anche una giustificazione storico-politica-sociologica: la birra come bevanda d’elezione del ruvido e genuino paganesimo nordico, contrapposta alla decadente mollezza delle popolazioni mediterranee impregnate di cristianesimo cattolico e di vino... artesuono.blogspot.com/2017/03…


Ascolta: album.link/i/1195183694



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Julian Cope – Drunken Songs (2017)


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A una certa età, si sa, le abitudini cambiano. Anche per Julian Cope. O’ pazzariello quest’anno ne fa 60, e ha deciso di mettere la testa a posto. Nel senso che dall’LSD è passato a sfondarsi di birra, o almeno così dice. Il nuovo album si chiama “Drunken Songs”, ed è esattamente quello che il titolo annuncia: un (mini) concept sul luppolo e i suoi derivati. Trattandosi di Julian Cope ci viene rifilata anche una giustificazione storico-politica-sociologica: la birra come bevanda d’elezione del ruvido e genuino paganesimo nordico, contrapposta alla decadente mollezza delle popolazioni mediterranee impregnate di cristianesimo cattolico e di vino... artesuono.blogspot.com/2017/03…


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Preghiere per i giovani


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Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

“Signore Gesù,

la tua Chiesa in cammino volge lo sguardo a tutti i giovani del mondo.

Ti preghiamo perché con coraggio, prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde e conservino sempre un cuore libero.

Accompagnati da guide sagge e generose, aiutali a rispondere alla chiamata che Tu rivolgi a ciascuno di loro, per realizzare il proprio progetto di vita e raggiungere la felicità. Tieni aperto il loro cuore ai grandi sogni e rendili attenti al bene dei fratelli.

Come il Discepolo amato, siano anch’essi sotto la Croce per accogliere tua Madre, ricevendola in dono da Te.

Siano testimoni della tua Risurrezione e sappiano riconoscerti vivo accanto a loro, annunciando con gioia che Tu sei il Signore. Amen”.

Dalla preghiera di Papa Francesco per i giovani, durante il Sinodo del 2018.


Signore Gesù, ricordati che sei stato a Nazareth un adolescente, un giovane, e poi un giovane operaio. La tua vita allora si è svolta semplice e tranquilla tra i tuoi concittadini. Oggi, Signore, per la maggioranza dei giovani la vita è più complicata.

La scuola è lunga. La scelta della professione è difficile. L’avvenire è incerto. E soprattutto l’ambiente spesso è pesante, impuro, violento…

Signore, Ti prego per tutti i giovani del mondo. Portano in sé tante ricchezze, tante speranze, tanti desideri di una vita felice e utile.

Aiutali a sviluppare tutte queste loro risorse. Non permettere che siano soffocate, sviate, calpestate. Per questo ti chiedo di dare ai genitori un amore fedele e forte, un senso vivo della responsabilità, una capacità di dialogo con i figli.

Ti chiedo di non lasciare questi giovani isolati e perduti: manda loro degli amici e degli educatori numerosi, competenti, dedicati. Trovino anche nella vita politica e sociale dei loro paesi gente che si preoccupi di loro non per sfruttarli, ma per difenderli e servirli.

Manda loro degli evangelizzatori: possano incontrarti come loro Signore e Salvatore. Trovino in Te il senso della loro vita, la forza di camminare nella verità, la dolcezza del tuo Amore e di quello di tua Madre. Preservali da ogni male e guidali sulla strada che conduce alla pace su questa terra e alla Salvezza Eterna.

Amen.


Preghiera per i figli

O Signore, custodisci sotto la tua paterna protezione i figli che tu stesso mi hai dato. Io so che tu li ami con amore più grande e più puro del mio. Tu hai per loro parole silenziose e forze soavi a me sconosciute; tu sei con loro ogni momento e ne conosci la mente e il cuore. A te dunque li affido. Sii per essi la via, la verità e la vita; fa che non si allontanino dalla vera fede e non siano vinti dal male. Dona loro la salute del corpo e la forza dello spirito perché compiano fedelmente la loro missione nella vita. Fanne degli eletti per il tuo regno. Amen


Ti benediciamo, Padre Santo: nel tuo immenso amore verso il genere umano, hai mandato nel mondo come Salvatore il tuo Figlio, fatto uomo nel grembo della Vergine purissima. In Cristo, mite ed umile di cuore tu ci hai dato l'immagine della tua infinita Misericordia. Contemplando il suo volto scorgiamo la tua bontà, ricevendo dalla sua bocca le parole di vita, ci riempiamo della tua sapienza; scoprendo le insondabili profondità del suo cuore impariamo benignità e mansuetudine; esultando per la sua resurrezione, pregustiamo la gioia della Pasqua eterna. Concedi o Padre che i tuoi fedeli, onorando questa sacra effigie abbiano gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, e diventino operatori di concordia e di pace. Il Figlio tuo o Padre, sia per tutti noi la verità che ci illumina, la vita che ci nutre e ci rinnova, la luce che rischiara il cammino, la via che ci fa salire a te per cantare in eterno la tua Misericordia. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera a Gesù Misericordioso di San Giovanni Paolo II


Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen


log.livellosegreto.it/parrocch…


Brian Eno – Reflection (2017)


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Pochi musicisti hanno dato un senso così profondo alla definizione di “avanguardia” come Brian Eno, artista talmente e costantemente “avanti” da risultare imprendibile per chiunque. La sua ultima mossa si intitola Reflection ed è qualcosa che va ben oltre il concetto di musica ambient di cui Eno è portatore sano, ben oltre il concetto stesso di album... artesuono.blogspot.com/2017/01…


Ascolta: album.link/i/1665710176



noblogo.org/available/brian-en…


Brian Eno – Reflection (2017)


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Pochi musicisti hanno dato un senso così profondo alla definizione di “avanguardia” come Brian Eno, artista talmente e costantemente “avanti” da risultare imprendibile per chiunque. La sua ultima mossa si intitola Reflection ed è qualcosa che va ben oltre il concetto di musica ambient di cui Eno è portatore sano, ben oltre il concetto stesso di album... artesuono.blogspot.com/2017/01…


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Mavis Staples — You Are Not Alone (2010)


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Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi. Dopo il bellissimo “We’ll Never Turn Back” del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco... silvanobottaro.it/archives/411…


Ascolta: album.link/i/1485025049



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Mavis Staples — You Are Not Alone (2010)


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Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi. Dopo il bellissimo “We’ll Never Turn Back” del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco... silvanobottaro.it/archives/411…


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Kratos 2, un'operazione internazionale contro la pirateria digitale, ha visto la partecipazione anche dell'Italia

L'Operazione #KRATOS 2, coordinata dalla Bulgaria con il supporto di #Europol, ha portato allo smantellamento di 9 gruppi criminali organizzati responsabili della distribuzione illegale di contenuti premium (sportivi, cinematografici e TV) tramite streaming e IPTV non autorizzati. L'operazione, durata sette mesi (settembre 2025 – aprile 2026), ha coinvolto le forze dell'ordine di oltre 13 paesi tra cui Italia, Francia, USA e Regno Unito.

I risultati principali includono:

  • 29 arresti e 86 sospettati identificati
  • Rimozione di oltre 27.000 URL illegali
  • 148 perquisizioni domiciliari
  • Identificazione di quasi 723.000 oggetti contraffatti
  • Segnalazione di 169 domini e scoperta di oltre 18.000 indirizzi IP associati.

Le indagini hanno evidenziato come queste reti criminali utilizzino infrastrutture tecniche complesse e transnazionali per eludere i controlli, esponendo gli utenti a rischi di sicurezza informatica come malware e furto di dati. Gli investigatori si sono concentrati sullo smantellamento dell’infrastruttura criminale sottostante anziché limitarsi a rimuovere i siti Web, identificando oltre 18.000 indirizzi IP e 4.370 domini collegati alla pirateria. La collaborazione con partner del settore privato è stata cruciale per mappare l'intero ecosistema criminale e colpirne le strutture portanti, andando oltre la semplice rimozione dei siti web.


noblogo.org/cooperazione-inter…


Kratos 2, un'operazione internazionale contro la pirateria digitale, ha visto...


Kratos 2, un'operazione internazionale contro la pirateria digitale, ha visto la partecipazione anche dell'Italia

L'Operazione #KRATOS 2, coordinata dalla Bulgaria con il supporto di #Europol, ha portato allo smantellamento di 9 gruppi criminali organizzati responsabili della distribuzione illegale di contenuti premium (sportivi, cinematografici e TV) tramite streaming e IPTV non autorizzati. L'operazione, durata sette mesi (settembre 2025 – aprile 2026), ha coinvolto le forze dell'ordine di oltre 13 paesi tra cui Italia, Francia, USA e Regno Unito.

I risultati principali includono:

  • 29 arresti e 86 sospettati identificati
  • Rimozione di oltre 27.000 URL illegali
  • 148 perquisizioni domiciliari
  • Identificazione di quasi 723.000 oggetti contraffatti
  • Segnalazione di 169 domini e scoperta di oltre 18.000 indirizzi IP associati.

Le indagini hanno evidenziato come queste reti criminali utilizzino infrastrutture tecniche complesse e transnazionali per eludere i controlli, esponendo gli utenti a rischi di sicurezza informatica come malware e furto di dati. Gli investigatori si sono concentrati sullo smantellamento dell’infrastruttura criminale sottostante anziché limitarsi a rimuovere i siti Web, identificando oltre 18.000 indirizzi IP e 4.370 domini collegati alla pirateria. La collaborazione con partner del settore privato è stata cruciale per mappare l'intero ecosistema criminale e colpirne le strutture portanti, andando oltre la semplice rimozione dei siti web.


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Sul rimorso per non sentirsi patriottico


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#riflessioni #società #ricorrenze

Ieri era la Festa della Repubblica, e io quasi non me ne sono accorto. Il mio amico Matteo, ex spadista olimpico e militare dell'Aeronautica ha postato una foto in divisa, mentre io non ho acceso la TV, nemmeno per tenere la parata in sottofondo mentre facevo le pulizie. E questo sinceramente mi disturba. Mi disturba non aver sentito lo spirito della ricorrenza, mi disturba non aver celebrato in nessun modo la nostra Repubblica, in tempi come questi in cui la democrazia sembra in pericolo, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Sarà il disgusto che provo verso questa classe dirigente, sarà il fatto che di questi tempi (sicuramente a torto) le parole patria e patriota evocano foschi ricordi fascisti, sarà che mi sono sempre sentito più europeo che italiano, ma quest'anno la festa della repubblica mi è scivolata via così, in una sorta di pigra indifferenza. E non è che ne sia fiero, intendiamoci, anzi, un po' di rimorso lo sento.BriciolaVi lascio con una foto di Briciola, la mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo, che se ne va in pensione, beata lei... (dal sito quattrozampe.online)


noblogo.org/yattaman/sul-rimor…


Piano Magic – Closure (2017)


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Glen Johnson ha deciso: “Closure” sarà l’ultimo album dei suoi Piano Magic. Se sarà così o, come di moda ultimamente, un “break” di poco tempo per una reunion futura non ci è dato da sapere. Certo è che la riconosciuta serietà del musicista inglese tenderebbe a farci credere per una “chiusura” del progetto definitiva. Comunque vent’anni son passati da quel primo album “Popular Mechanics” in cui c’era ben poco della band odierna. I Piano Magic da molto tempo ormai hanno declinato il loro sound su versanti emozionalmente “umbratili”. Una attitudine “dark” rivolta a ballate inquiete e sofferenti... artesuono.blogspot.com/2017/01…


Ascolta: album.link/i/1221474815



noblogo.org/available/piano-ma…


Piano Magic – Closure (2017)


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Glen Johnson ha deciso: “Closure” sarà l’ultimo album dei suoi Piano Magic. Se sarà così o, come di moda ultimamente, un “break” di poco tempo per una reunion futura non ci è dato da sapere. Certo è che la riconosciuta serietà del musicista inglese tenderebbe a farci credere per una “chiusura” del progetto definitiva. Comunque vent’anni son passati da quel primo album “Popular Mechanics” in cui c’era ben poco della band odierna. I Piano Magic da molto tempo ormai hanno declinato il loro sound su versanti emozionalmente “umbratili”. Una attitudine “dark” rivolta a ballate inquiete e sofferenti... artesuono.blogspot.com/2017/01…


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Susanne Sundfør – Music For People In Trouble (2017)


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La cantautrice norvegese Susanne Sundfør ci ha da sempre abituati a repentini cambi di rotta tra un disco e l’altro. Ciononostante, non riusciamo a celare una certa sorpresa dietro la brusca virata che rappresenta questo “Music For People In Trouble”, sesto parto discografico in studio. Non possiamo tacere, difatti, l’entusiasmo derivato dall’ascolto di una Sundfør che, memore della produzione dell’esordio del duo elettronico pop Bow To Each Other, elabora quelle “Ten Love Songs” accessibili eppure tremendamente dense dal punto di vista artistico... artesuono.blogspot.com/2017/11…


Ascolta: album.link/i/1235818894



noblogo.org/available/susanne-…


Susanne Sundfør – Music For People In Trouble (2017)


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La cantautrice norvegese Susanne Sundfør ci ha da sempre abituati a repentini cambi di rotta tra un disco e l’altro. Ciononostante, non riusciamo a celare una certa sorpresa dietro la brusca virata che rappresenta questo “Music For People In Trouble”, sesto parto discografico in studio. Non possiamo tacere, difatti, l’entusiasmo derivato dall’ascolto di una Sundfør che, memore della produzione dell’esordio del duo elettronico pop Bow To Each Other, elabora quelle “Ten Love Songs” accessibili eppure tremendamente dense dal punto di vista artistico... artesuono.blogspot.com/2017/11…


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Piccoli gesti che spero possano fare tanto


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#azioni #società

Ho conosciuto Kiva grazie al mio amico Mario, scrittore di talento, acquerellista, persona molto sensibile e intelligente. In parole semplici, quello che fa Kiva è prendere i soldi che gli metti a disposizione e darli a organizzazioni di microcredito che a loro volta li prestano a persone a cui servono per la loro impresa, per riparare casa, per andare a scuola, pagarsi le spese sanitarie e altro. Sul sito di Kiva sono elencate tutte le richieste di finanziamento, il loro ammontare, la persona che lo ha richiesto e altre informazioni come l’organizzazione che eroga i fondi, il paese ecc., tu scegli la richiesta, l’importo, e se vuoi fare una donazione a Kiva per sostenere i costi amministrativi, poi fai il checkout. Non si tratta di elemosina, si tratta di aiutare qualcuno che ha bisogno di un prestito per migliorare la propria condizione ma non può accedere a un finanziamento tradizionale. Normalmente sono persone in zone povere del mondo, o che non offrono le garanzie che normalmente chiede una banca quando ti dà dei soldi. Chi chiede un prestito paga gli interessi, che però non vanno a Kiva né al prestatore, ma restano all'organizzazione locale che ha erogato il denaro, per coprire le spese di gestione del prestito stesso. Quindi l'utente di Kiva non guadagna nulla, presta denaro senza nessun compenso.Perché farlo, allora?Perché mi sembra un buon modo per aiutare le persone senza cadere nel paternalismo: non regaliamo niente, diamo invece la possibilità a qualcuno di farcela con le proprie forze, fornendo solo un piccolo aiuto. Si possono fare, e si fanno, molti discorsi su Kiva, e non sono tutti di lode – la pagina Wikipedia in inglese riporta critiche e controversie alla piattaforma – ma io preferisco riportare il mio caso personale. Ovviamente devo fidarmi dei dati forniti da Kiva stessa, ma mi sembra molto improbabile che una piattaforma con tale visibilità e numero di utenti possa barare in modo spudorato su questo.

  • Mi sono iscritto a Kiva nel 2018, e questo è il mio profilo pubblico.
  • Dal 7 marzo 2018 al 1 giugno 2026 ho fatto 54 prestiti in 26 nazioni delle 73 in cui Kiva opera. Kiva01
  • Il totale dei soldi prestati è 1560$ ma io ho investito 272,52$ perché ho riutilizzato quelli ripagati da chi ha chiesto un prestito per prestarli ad altri. Kiva02
  • I settori nei quali ho prestato sono 11 su 19 elencati dalla piattaforma, le attività specifiche 26 su 166. Kiva03

272 dollari non sono poi molti, soprattutto se investiti nel corso di 8 anni, ma possono contribuire a fare tanto per persone che vogliono uscire dalla povertà, studiare, o migliorare le condizioni in cui vivono. 272 dollari non sono poi molti per fare qualcosa che renda migliore il mondo in cui viviamo, anche se quel qualcosa riguarda persone lontane che non conosceremo mai. 272 dollari non sono poi molti per capire che facciamo tutti parte della stessa, grande comunità e che aiutarci fra noi è giusto e bello.


noblogo.org/yattaman/piccoli-g…


Public Service Broadcasting – Every Valley (2017)


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Così come gli esseri umani, anche i centri urbani hanno il loro ciclo vitale. Se per l’uomo il cibo rappresenta la prima forma di sostentamento, ciò che permette alla città di crescere ed evolversi sono chiaramente le politiche economiche. La questione funziona più o meno in questo modo: in un primo momento di massiccia industrializzazione rigorosamente pianificata vicino a territori ricchi di risorse naturali segue l’esplosione del terziario, la delocalizzazione, la de-urbanizzazione dei centri abitati e il quasi totale abbandono delle vecchie zone industriali e delle comunità limitrofe. Questo è esattamente quello che è accaduto alla ex cittadina mineraria di Ebbw Vale... artesuono.blogspot.com/2017/07…


Ascolta: album.link/i/1221474815



noblogo.org/available/public-s…


Public Service Broadcasting – Every Valley (2017)


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Così come gli esseri umani, anche i centri urbani hanno il loro ciclo vitale. Se per l’uomo il cibo rappresenta la prima forma di sostentamento, ciò che permette alla città di crescere ed evolversi sono chiaramente le politiche economiche. La questione funziona più o meno in questo modo: in un primo momento di massiccia industrializzazione rigorosamente pianificata vicino a territori ricchi di risorse naturali segue l’esplosione del terziario, la delocalizzazione, la de-urbanizzazione dei centri abitati e il quasi totale abbandono delle vecchie zone industriali e delle comunità limitrofe. Questo è esattamente quello che è accaduto alla ex cittadina mineraria di Ebbw Vale... artesuono.blogspot.com/2017/07…


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Traffico di droga nel salernitano. Smantellata organizzazione italo-croata


Un gruppo di criminalità organizzata attivo nell'area di Salerno è stato smantellato a seguito di operazioni congiunte delle autorità italiane e croate, coordinate da Eurojust. Le indagini hanno rivelato la vasta gamma di attività illecite da cui il gruppo traeva profitto, tra cui traffico di droga, traffico di armi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il leader dell'organizzazione è riuscito a dirigere le attività pur trovandosi in un carcere.

Durante le operazioni condotte in Italia e in Croazia, sono stati arrestati 23 sospetti, tra cui un trafficante di armi croato coinvolto nelle attività criminali. Le indagini hanno evidenziato la natura policriminale del gruppo. L'attività principale era il traffico di droga nella zona del Sarno e di Scafati; si stima che abbiano trafficato centinaia di chili di cocaina. Per controllare il territorio, i membri del gruppo avrebbero acquisito diverse armi, praticato estorsioni e commissionato atti violenti a scopo di intimidazione.

Per aumentare i profitti illegali, il gruppo si è anche dedicato al favoreggiamento dell'immigrazione illegale creando falsi contratti di lavoro. Sono state presentate con successo oltre 1.000 domande per permessi di lavoro o ricongiungimento familiare.

Il logo dell'USKOK croato

Le attività del gruppo erano guidate da un sospettato attualmente in carcere. Nonostante la detenzione, è riuscito a istruire i membri del gruppo, indicando quali imprenditori estorcere e ordinando atti violenti per imporre i pagamenti o risolvere le controversie. Il sospettato ha anche ordinato un'aggressione violenta contro un altro detenuto, con l'obiettivo di costringere la vittima a condividere la sua cella per poter utilizzare il telefono cellulare di quest'ultimo e dirigere il gruppo criminale.

Le autorità italiane e croate, collaborando tramite la coordinazione di #Eurojust, sono riuscite a identificare un sospettato che aveva fornito armi al gruppo criminale. Questo canale di approvvigionamento ha permesso ai membri del gruppo di acquistare diverse armi, tra cui fucili d'assalto AK-47. In precedenza, un veicolo che trasportava armi dalla Croazia all'Italia era stato intercettato, portando all'arresto del responsabile e al sequestro di numerose armi e munizioni.

Le azioni successive delle autorità italiane e croate hanno portato all'arresto di 23 sospetti, 19 dei quali sono attualmente in custodia cautelare, mentre gli altri sono agli arresti domiciliari. Nei confronti di un sospettato croato è stato emesso un mandato di arresto europeo, preparato da Eurojust.

Le operazioni sono state condotte dalle seguenti autorità: – Italia: Procura della Repubblica di Salerno; Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – Croazia: Procura Speciale Croata (USKOK – Ufficio per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata); Ufficio del Procuratore della Contea di Zagabria


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Traffico di droga nel salernitano. Smantellata organizzazione italo-croata


Traffico di droga nel salernitano. Smantellata organizzazione italo-croata


Un gruppo di criminalità organizzata attivo nell'area di Salerno è stato smantellato a seguito di operazioni congiunte delle autorità italiane e croate, coordinate da Eurojust. Le indagini hanno rivelato la vasta gamma di attività illecite da cui il gruppo traeva profitto, tra cui traffico di droga, traffico di armi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il leader dell'organizzazione è riuscito a dirigere le attività pur trovandosi in un carcere.

Durante le operazioni condotte in Italia e in Croazia, sono stati arrestati 23 sospetti, tra cui un trafficante di armi croato coinvolto nelle attività criminali. Le indagini hanno evidenziato la natura policriminale del gruppo. L'attività principale era il traffico di droga nella zona del Sarno e di Scafati; si stima che abbiano trafficato centinaia di chili di cocaina. Per controllare il territorio, i membri del gruppo avrebbero acquisito diverse armi, praticato estorsioni e commissionato atti violenti a scopo di intimidazione.

Per aumentare i profitti illegali, il gruppo si è anche dedicato al favoreggiamento dell'immigrazione illegale creando falsi contratti di lavoro. Sono state presentate con successo oltre 1.000 domande per permessi di lavoro o ricongiungimento familiare.

Il logo dell'USKOK croato

Le attività del gruppo erano guidate da un sospettato attualmente in carcere. Nonostante la detenzione, è riuscito a istruire i membri del gruppo, indicando quali imprenditori estorcere e ordinando atti violenti per imporre i pagamenti o risolvere le controversie. Il sospettato ha anche ordinato un'aggressione violenta contro un altro detenuto, con l'obiettivo di costringere la vittima a condividere la sua cella per poter utilizzare il telefono cellulare di quest'ultimo e dirigere il gruppo criminale.

Le autorità italiane e croate, collaborando tramite la coordinazione di #Eurojust, sono riuscite a identificare un sospettato che aveva fornito armi al gruppo criminale. Questo canale di approvvigionamento ha permesso ai membri del gruppo di acquistare diverse armi, tra cui fucili d'assalto AK-47. In precedenza, un veicolo che trasportava armi dalla Croazia all'Italia era stato intercettato, portando all'arresto del responsabile e al sequestro di numerose armi e munizioni.

Le azioni successive delle autorità italiane e croate hanno portato all'arresto di 23 sospetti, 19 dei quali sono attualmente in custodia cautelare, mentre gli altri sono agli arresti domiciliari. Nei confronti di un sospettato croato è stato emesso un mandato di arresto europeo, preparato da Eurojust.

Le operazioni sono state condotte dalle seguenti autorità: – Italia: Procura della Repubblica di Salerno; Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – Croazia: Procura Speciale Croata (USKOK – Ufficio per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata); Ufficio del Procuratore della Contea di Zagabria


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Oddfellow’s Casino – Oh, Sealand (2017)


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Quando negli anni 70 l’intellighenzia rock si appropriò del linguaggio della musica folk, era evidente che a ridosso delle band più audaci e intelligentemente ruffiane come Jethro Tull, Steeleye Span e Lindisfarne, vi fosse uno scenario più ricco e variegato e spesso misconosciuto. In quel giardino dell’Eden del folk inglese, dove ai fucili si sostituivano le chitarre e alle bombe il calore del sole, non c’era solo l’immaginario bucolico che Ralph McTell aveva portato al successo con “Street Of London”, in quell’universo lirico, poetico, letterario e culturale vi era una fonte inesauribile di idee per tutte le generazioni a venire... artesuono.blogspot.com/2017/09…


Ascolta: album.link/s/18rsinlgYDUquZMfE…



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Oddfellow’s Casino – Oh, Sealand (2017)


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Quando negli anni 70 l’intellighenzia rock si appropriò del linguaggio della musica folk, era evidente che a ridosso delle band più audaci e intelligentemente ruffiane come Jethro Tull, Steeleye Span e Lindisfarne, vi fosse uno scenario più ricco e variegato e spesso misconosciuto. In quel giardino dell’Eden del folk inglese, dove ai fucili si sostituivano le chitarre e alle bombe il calore del sole, non c’era solo l’immaginario bucolico che Ralph McTell aveva portato al successo con “Street Of London”, in quell’universo lirico, poetico, letterario e culturale vi era una fonte inesauribile di idee per tutte le generazioni a venire... artesuono.blogspot.com/2017/09…


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Grandaddy – Last Place (2017)


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Mi costa davvero molto ammetterlo, e vorrei non fosse mai successo, ma c’è stato un periodo della mia vita in cui anche io ho guardato “Tre metri sopra il cielo”. E quale ragazza in piena fase adolescenziale negli anni 2000, non ricorda la scena in cui i protagonisti si baciano per la prima volta in quella stanza dai muri spogli, con la luce soffusa, al riparo dalla musica techno del resto del locale, mentre in sottofondo suona He’s Simple, He’s Dumb, He’s the Pilot? Sicuramente la scelta del film è opinabile, per usare un eufemismo, ma la canzone dei Grandaddy era perfetta per quella scena e soprattutto per far sognare a tutte un bacio del genere... artesuono.blogspot.com/2017/02…


Ascolta: album.link/i/1719830818



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Grandaddy – Last Place (2017)


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Mi costa davvero molto ammetterlo, e vorrei non fosse mai successo, ma c’è stato un periodo della mia vita in cui anche io ho guardato “Tre metri sopra il cielo”. E quale ragazza in piena fase adolescenziale negli anni 2000, non ricorda la scena in cui i protagonisti si baciano per la prima volta in quella stanza dai muri spogli, con la luce soffusa, al riparo dalla musica techno del resto del locale, mentre in sottofondo suona He’s Simple, He’s Dumb, He’s the Pilot? Sicuramente la scelta del film è opinabile, per usare un eufemismo, ma la canzone dei Grandaddy era perfetta per quella scena e soprattutto per far sognare a tutte un bacio del genere... artesuono.blogspot.com/2017/02…


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L'Intelligenza Artificiale (AI) contro i crimini ambientali. Una analisi del GI-TOC


La Global Initiative (GI-TOC) è un'organizzazione indipendente della società civile, con sede a Ginevra, Svizzera, con un segretariato distribuito in tutto il mondo e un comitato consultivo di alto livello. I membri della sua rete includono eminenti professionisti delle forze dell’ordine, della governance e dello sviluppo che si dedicano alla ricerca di strategie e risposte nuove e innovative alla criminalità organizzata.

Nella sua ultima analisi affronta il tema dell'intelligenza artificiale e di come possa essere utilizzata nella lotta ai crimini ambientali. Il documento è scaricabile qu: globalinitiative.net/wp-conten…

L'intelligenza artificiale (#AI) si sta affermando come strumento fondamentale per combattere crimini ambientali complessi e transnazionali come il disboscamento illegale, l'attività mineraria e il traffico di specie selvatiche, ambiti in cui le forze dell'ordine si trovano spesso ad affrontare risorse limitate e vaste aree di monitoraggio. Tuttavia, i principali ostacoli a un'efficace implementazione dell'AI sono di natura strutturale piuttosto che tecnica, e includono infrastrutture dati inadeguate, una governance frammentata, incertezza giuridica e capacità istituzionali limitate.

Il successo dipende meno dalla sofisticazione tecnologica e più dall'allineamento delle applicazioni di AI con le realtà operative, garantendo solide basi di dati e mantenendo la supervisione umana per interpretare il contesto locale e le sfumature legali. Studi di caso indicano che l'AI funziona al meglio quando potenzia (anziché sostituire), il giudizio umano; affronta problemi specifici all'interno dei flussi di lavoro esistenti e tratta dati e strumenti come beni pubblici per evitare di rafforzare le disuguaglianze o di trascurare complesse reti criminali. In definitiva, per realizzare il potenziale dell'AI è necessario investire nei sistemi sottostanti, promuovere la collaborazione transfrontaliera e istituire solidi quadri di governance per garantire che questi strumenti producano un impatto duraturo laddove sono più necessari.

#criminiambientali #GITOC


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L'Intelligenza Artificiale (AI) contro i crimini ambientali.


L'Intelligenza Artificiale (AI) contro i crimini ambientali. Una analisi del GI-TOC


La Global Initiative (GI-TOC) è un'organizzazione indipendente della società civile, con sede a Ginevra, Svizzera, con un segretariato distribuito in tutto il mondo e un comitato consultivo di alto livello. I membri della sua rete includono eminenti professionisti delle forze dell’ordine, della governance e dello sviluppo che si dedicano alla ricerca di strategie e risposte nuove e innovative alla criminalità organizzata.

Nella sua ultima analisi affronta il tema dell'intelligenza artificiale e di come possa essere utilizzata nella lotta ai crimini ambientali. Il documento è scaricabile qu: globalinitiative.net/wp-conten…

L'intelligenza artificiale (#AI) si sta affermando come strumento fondamentale per combattere crimini ambientali complessi e transnazionali come il disboscamento illegale, l'attività mineraria e il traffico di specie selvatiche, ambiti in cui le forze dell'ordine si trovano spesso ad affrontare risorse limitate e vaste aree di monitoraggio. Tuttavia, i principali ostacoli a un'efficace implementazione dell'AI sono di natura strutturale piuttosto che tecnica, e includono infrastrutture dati inadeguate, una governance frammentata, incertezza giuridica e capacità istituzionali limitate.

Il successo dipende meno dalla sofisticazione tecnologica e più dall'allineamento delle applicazioni di AI con le realtà operative, garantendo solide basi di dati e mantenendo la supervisione umana per interpretare il contesto locale e le sfumature legali. Studi di caso indicano che l'AI funziona al meglio quando potenzia (anziché sostituire), il giudizio umano; affronta problemi specifici all'interno dei flussi di lavoro esistenti e tratta dati e strumenti come beni pubblici per evitare di rafforzare le disuguaglianze o di trascurare complesse reti criminali. In definitiva, per realizzare il potenziale dell'AI è necessario investire nei sistemi sottostanti, promuovere la collaborazione transfrontaliera e istituire solidi quadri di governance per garantire che questi strumenti producano un impatto duraturo laddove sono più necessari.

#criminiambientali #GITOC


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