DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 20
XIV – Il programma del catechista e la sua duttilità
20. Se poi fai catechesi sciattamente per il dispetto di aver dovuto lasciar da parte un’altra occupazione che ritenevi più necessaria, devi considerare che non sempre si sa cosa sia più utile ora, o cosa sia meglio rinviare o addirittura tralasciare: a parte la regola generale che ci impegna a fare con amore tutto ciò che facciamo per il bene degli altri.
Non conoscendo dunque quali bisogni abbiano davanti a Dio le persone di cui ci occupiamo, possiamo solo congetturare, più che comprendere, e con poca o nessuna probabilità di essere nel giusto, di che cosa abbiano bisogno in quel preciso momento.
Di conseguenza, è giusto che noi ci facciamo un programma di lavoro: e se potremo far le cose in quest’ordine, ne godremo perché così è piaciuto non a noi, ma a Dio. Ma se qualche improvvisa necessità butterà all’aria il nostro programma, pieghiamoci serenamente, senza avvilirci: e l’ordine che Dio vuole, sia anche il nostro. È più giusto che siamo noi a fare la sua volontà, che lui la nostra.
Tra le cose da fare, l’ordine da preferire è quello in cui le più importanti hanno la precedenza.
Ma se ci lamentiamo di seguire l’ordine voluto da Dio, siamo già nel disordine, perché Dio è molto più importante di noi.
Chi preferisce lasciar da parte ciò che con la sua mente ha progettato, pur di non andare contro la volontà di Dio, è colui che ordina meglio le proprie cose.
Difatti «molti pensieri passano nella mente dell’uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo» (Pr 19,21).
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«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
Il "lavoretto" fallo fare a tuo figlio
In Italia, quando i giovani studenti e le giovani studentesse delle superiori o ai primi anni di università durante l'estate lavorano part-time da cameriere, magazziniere, aiuto imbianchino, commesso, bagnino, animatore nei centri estivi o qualsiasi altro delle decine di lavori che i ragazzi svolgono per racimolare due soldi, letteralmente, e pagarsi le vacanze, si dice che fanno ** “un lavoretto” **. Con questo stupido termine paternalistico e svilente, chi lo usa ammette, accetta o pratica lui stesso lo sfruttamento del lavoro.
Il “lavoretto” è sempre sinonimo di paga oraria da fame, la stessa percepita anche da qualche altro milione di lavoratori italiani, sempre rigorosamente in nero e con orari di lavoro assurdi da servi della gleba.
La mentalità del “lavoretto” è stata trasmessa ai figli da genitori fermi a 50 anni fa. Sono gli stessi genitori che convincono i figli ad accettare qualsiasi lavoro, indipendentemente dai loro studi o preparazione, con qualsiasi paga o contratto, perché è sempre meglio di niente. A non lamentarsi mai, a non chiedere mai un aumento, a non chiedere maggiore sicurezza sul lavoro, a non chiedere che gli vengano pagati gli straordinari, a non prendere mai un permesso lavorativo, a sottostare a tutti i ricatti e vessazioni di cui un datore di lavoro italiano è capace.
La cultura tossica del “lavoretto” e della gavetta, in una società in cui i giovani sono mediamente molto più istruiti, preparati e innovativi dei loro genitori, è roba da 1800. Allucinante.
Siamo “tutti bulicci col culo degli altri” dicono a Genova (perdonate il politically incorrect). Finché si tratta di sfruttare i figli degli altri va tutto bene, poi quando si tratta dei propri, tanti imprenditori chiedono raccomandazioni a destra e a manca, anche per figli totalmente incapaci, o li mettono direttamente a dirigere la propria azienda. Ciò ha la perversa conseguenza che il livello imprenditoriale medio, A.D. 2025, da noi è peggiore di quello del secolo scorso.
Mio figlio studia in Francia e in estate lavora per due o tre mesi per contribuire al suo mantenimento all'estero e per pagarsi le meritate, e spesso brevi, vacanze estive che si concede. Tante possibilità in famiglia non ne abbiamo.
In Francia non esiste il concetto di “lavoretto”. Esiste solo il concetto e la parola lavoro. Qualsiasi lavoro faccia, un ragazzo, studente o meno, part-time o full-time, 3 o 5 o 6 giorni alla settimana, anche senza alcuna esperienza, ha sempre un regolare contratto, con permessi retribuiti, straordinari pagati, riposi regolari e una paga almeno pari al salario minimo legale in vigore in Francia: 11,88 euro/ora lordi, circa 9 euro/ora netti. Cioè quanto prenderebbe un adulto neo-assunto a tempo indeterminato, con la stessa esperienza, nello stesso posto di lavoro per svolgere le stesse mansioni.
Prima del periodo estivo, in primavera, in quasi tutte le maggiori città della Francia si tengono delle vere e proprie fiere di settore dove imprese grandi, medie e piccole incontrano i giovani studenti disposti a lavorare durante il periodo estivo, per coprire le esigenze aziendali nel periodo di ferie dei suoi dipendenti.
La Francia ha una pressione fiscale alta quanto la nostra, i contributi complessivi pagati dai lavoratori (cotisations) sono più alti che da noi. Tutti pagano le tasse e lo stato sociale, il welfare, funziona abbastanza bene. La tassazione è realmente progressiva (2025): – da 0 € a 11.497 €: 0% – da 11.498 € a 29.315 €: 11% – da 29.316 € a 83.823 €: 30% – da 83.824 € a 180.294 €: 41% – oltre 180.294 €: 45%
I principi fondanti della Costituzione francese sono Liberté, Égalité, Fraternité. Tre ideali fondamentali e universali, chiari, netti e poco manipolabili. Chiunque vi si può appellare e ad essi può essere ricondotta e subordinata ogni legge. Non concedono ambiguità. Su questi principi i cittadini Francesi sono intransigenti.
L'art. 1 della nostra Costituzione sancisce che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma l'art. 1 della nostra Costituzione è stato violentato, manipolato e vilipeso. L'art. 36 è solo un baffo di inchiostro che deturpa una pagina.
Perché le leggi lo hanno permesso e perché la cultura dell'illegalità, dell'egoismo e del “fottere il prossimo tuo” che ci contraddistingue si porta dietro l'idea che quel lavoro possa essere ...a qualunque costo, con qualunque paga e a qualunque condizione. Solo perché l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. E l'inevitabile corollario è che se un datore di lavoro, fulgido esempio dell'italica (im)prenditoria, magari commendatore o cavaliere del lavoro, ci da un lavoro qualunque e con qualunque salario, in fondo ci sta facendo un favore.
Now playing:“Talking to Myself”Sirena – Cousteau – 2002
[statistiche]nemmeno uno a perdita [ogni cinque cinquanta centesimi verranno] donati oppure corrisposti] ogni cinque cinquantuno dei resti aspettano] nello showroom un contributo di] riflesso [visualizzazioni questo mese ogni cinque] ci sono i blocchi mentre dormivano la politica] del risparmio l'aviaria collaterali donano per mille un'ora [denti nuovi no] more freelance] su misura i centri che impiegano la camerata con gli attrezzi il suono] [viene emesso a pagamento
sotto il regime sionista è del tutto casuale vivere o morire. la bomba cade qualche centinaio di metri più in là, vivi; altrimenti muori. ti negano il visto per uscire e farti curare dove ancora ospedali esistono, muori; il burocrate di turno è distratto e gli cade la firma su un permesso, tu vivi, forse. l'ambulanza passa, forse vivi; l'ambulanza viene bloccata per due, tre, cinque ore, muori. una disattenzione del soldato che manovra il drone e fai in tempo a ripararti, altrimenti sei puntato e ucciso. il cecchino starnuta e vivi, è concentrato e muori. non è che vivi perché sei un bambino di sei anni o un'anziana di ottanta; è semmai perché lui ha un colpo di tosse, o in quel momento ha lasciato la postazione per farsi un selfie. questa remissione di ogni onore e rispetto, di ogni elemento umano, per affidare invece tutto alla macchina di morte, che passando lascia qualche alone di vita solo per errore, è israele. israele ha dimostrato di essere questo in quasi un secolo di vita propria e morte altrui. e proprio luminosamente questo è apparso chiaro negli ultimi due anni. senza la più vaga ombra di dubbio.
un po' dopo il 2000, quindi a trentuno anni suonati da vari mesi, e forse anche oltre, ho pubblicato alcuni versi in una delle migliori/maggiori riviste cartacee (ancora in attività oggi), ossia “l'immaginazione”, èdita da Manni. la consideravo (ed era) una prima uscita – diciamo così – prestigiosa. sentivo che era scattato un click. una specie, insomma.
non che non avessi scritto cose di qualche pregio, prima (ero pur sempre uscito con una lunga prosa sulla straordinaria “Rendiconti”, di Roberto Roversi, nel 1997 quindi a 28 anni) ...però per molti aspetti era la situazione della poesia e della prosa in Italia a rivelarsi o a mio avviso apparire (e a posteriori direi che non avevo torto) depressa, piagnona e petrarcaica. questo, volendo tenersi cauti & buoni. la stessa sperimentazione, secondo me ritiratasi in una foresta fonosemantica tra il noioso e l'agghiacciante, pareva in stallo. voglio dire che, insomma, non c'era da sentirsi allegri. ma mettersi in ascolto sì, certo. sempre e comunque.
quello che è successo dopo l'ho raccontato varie volte (con le date 2006 gammm.org/read/feed/, 2009 Prosa in prosa, e 2013 Ex_it – Materiali fuori contesto, solo per iniziare). ok. però ciò che mi interessa annotare qui è che – come in tutto quel Novecento in cui tengo ancora un piede ossia ricordi vari – esordire era ancora, tra anni Ottanta (prime mie prove: 1989) e inizio Duemila, attendere attendere e ancora attendere. riprovare. studiare parecchio e inviare materiali a riviste, confrontarsi con le redazioni. riconsiderare i materiali, barrarne alcuni, magari parecchi. incassare critiche e ragionare su variazioni di percorso. eccetera.
bon. ora farò il vecchio boomer e dirò che:oggidì (!) non i trentenni ma già i ventenni e magari pure gli adolescenti e preadolescenti avanzano sparando a caso, correndo, e azzannano i social e le riviste in rete con testi invariabilmente frutto di immaturità e ingenuità anagraficamente spiegabilissime, come se però stessero proponendo ai lettori l'ultimo effato dello Spirito hegeliano. l'unica cosa veramente in sincrono col cosmo.
per non parlare del versante teorico che raramente si trattengono dal mettere in campo per puntellare l'effato. il loro kitsch asfalta ogni lettore minimamente sensibile. mi fermo qui.
p.s. al momento sono proprio pochi, assai pochi, gli autori di venti o trent'anni che stiano con sicurezza viaggiando verso una maturità o l'abbiano pressoché raggiunta. faccio sempre i nomi di June Scialpi e Antonio Francesco Perozzi. o del collettivo Angolo Cieco. non sono i soli ma vanno citati per primi.
ma altre annotazioni farò più avanti. ...[continua] [forse]
L’animula
non ha occhi che per voi occhioni grandi innocenti vi leccherebbe anche l’anima
tradendo di voi la parte buona ve ne liberate lasciando si maciulli in tangenziale
ancora non avrà occhi che per voi la sua animula sempre a perdonare voi bestie umane-non-umane
1.1.24
Versione lirica
L’animula non vede che voi
occhioni aperti, innocenti, grandi come lune;
vi sfiorerebbe l’anima con lingua di miele.
Tradisce in voi la parte più tenera,
e voi — per liberarne il peso — la consegnate
al rumore della tangenziale, perché si spezzi.
Eppure ritorna: ancora non ha occhi che per voi,
la sua piccola anima perdona senza contorno,
vi guarda — bestie umane e non — con lo stesso perdono.
Versione asciutta
L’animula guarda solo voi.
Occhi grandi, innocenti.
Vi leccherebbe l’anima.
Tradite la sua bontà e la buttate
per strada, tra i rumori della tangenziale.
Eppure torna: sempre vi perdona.
La sua animula: occhi solo per voi, voi bestie.
Charlie Parr - Stumpjumper (2015)
Certe storie possono arrivare solo dall'America, terra di grandi contraddizioni e di speranze, ove può accadere tutto e il contrario di tutto. Succede, allora, che un grande musicista, come Charlie Parr, abbia vissuto ai margini del music business per anni, producendosi i dischi da solo (o con la collaborazione di microscopiche etichette) e suonando in piccoli locali praticamente a prezzo di costo. Poi, quando le cose sembravano immodificabili e i sogni di gloria evaporati sotto l'amara benedizione degli dei della realtà, qualcosa succede... artesuono.blogspot.com/2015/07…
Ascolta il disco: album.link/s/4k4Acx6Tx3mVSTXcE…
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 19
19. Spesso succede che chi all’inizio ascoltava volentieri, poi si stanca di ascoltare o di stare in piedi, e comincia ad aprir bocca per sbadigliare invece che per lodare, tanto da farci capire, magari senza volerlo, che se ne vuole andare.
Se ce ne accorgiamo, vediamo di sollevarlo:
- o con qualche facezia riguardante l’argomento che trattiamo,
- o presentando qualche racconto che susciti interesse e stupore, o anche provochi dolore e lacrime.
L’argomento lo riguardi personalmente, e così punto dall’interesse si sveglierà.
Tuttavia stiamo attenti a non urtare la sua riservatezza, ma stimoliamolo con la familiarità.
Se occorre, facciamolo sedere. A parte il fatto che sarebbe meglio far sedere gli uditori fin dall’inizio. So che in alcune chiese d’oltremare son più previdenti e offrono la possibilità di sedere non solo ai vescovi e ai preti che parlano, ma anche al popolo che ascolta, e così evitano che le persone più deboli si stanchino e si distraggano, e controvoglia se ne debbano andare.
È molto diverso se si allontana dall’assemblea radunata, per riprendersi un po’, uno che già ha ricevuto i sacramenti, e si allontana invece (e a volte non può farne a meno, altrimenti sviene e cade) uno che viene per la prima volta a riceverli. Egli non ha il coraggio di spiegare perché se ne vada e d’altra parte non riesce a stare in piedi.
Lo dico perché già m’è successo: fece così un contadino, mentre stavo istruendolo, e imparai a stare più attento.
Come può essere giustificata la nostra presunzione, se non permettiamo di star seduti ai nostri fratelli, o, peggio ancora, a coloro che istruiamo perché lo diventino, mentre invece quando parlava il nostro Signore, a cui gli angeli servono, una donna l’ascoltava seduta? (cf. Lc 10,39).
È chiaro che, se il discorso sarà breve, o non c’è posto a sedere, dovranno ascoltare in piedi: ma solo se c’è molta gente e non si tratta di iniziazione. Se invece è uno solo, o due, o comunque son pochi, e son venuti per farsi istruire sulla fede, sarebbe uno sproposito tenerli in piedi.
Se invece già abbiamo cominciato così, almeno quando ci accorgiamo che il nostro ascoltatore è stanco, facciamolo accomodare, anzi insistiamo affinché si metta a sedere, e diciamo qualcosa per sollevarlo e togliere il disagio che forse già aveva cominciato a distrarlo.
Se già sta seduto, e non comprendiamo perché non ci voglia seguire, diciamo, o scherzando o con severità, qualcosa che lo metta in guardia dalle preoccupazioni materiali. Se son queste a disturbarlo, basterà nominarle perché si allontanino; se invece non lo sono, ed egli è stanco di ascoltare, nel momento che diciamo qualcosa di imprevisto contro queste preoccupazioni (anche se sbagliamo) solleviamo la sua mente dalla stanchezza.
Ma non teniamola lunga, specialmente se usciamo dall’argomento, altrimenti invece che sanar la situazione la peggioriamo. Accorciamo poi gli altri discorsi, e promettiamo di arrivare alla svelta alla conclusione.
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«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
[provetecniche][chiude il teatro lato] strada Stradivari tecnica di ripresa elettrica doppelgänger dal] vivo formano sanno dello scopo della] replica un misto di spezie doppiando il capo l'oppio il muschio onnivoro fuori] il mercurio la coppa] dell'olio della metodica invasiva piombo] a latere [pernottano è gratis è Chopin] filodiffuso
Hanno slacciato il corsetto dell'anima
My zavoevany! Vanny Duši. Lift. Lif duši rasstegnuli, Telo žgut ruki. Kriči, ne kriči: “Â ne hotela!” (Ci han conquistato!Bagni.Docce.Ascensore.Hanno slacciato il corsetto dell'anima.Mani ustionano il corpoChe tu gridi o che no:“Io non volevo!”) Vladimir Majakovskik – iz ulicy v ulicu. Traduzione di Guido Carpi
Alla notizia di intelligenze artificiali che fanno la spesa (la spesa!) al posto nostro, di sistemi operativi con intelligenza artificiale in ogni singolo elemento dell'interfaccia e di un internet che collassa oramai con cadenza mensile non posso che pensare a questa lirica di Majakovskik poco prima della rivoluzione nel 1913. Probabilmente la mia interpretazione sarà sbagliata, ma la successione di “bagni/docce/ascensori” non è casuale. In russo, come visibile sopra, sono rispettivamente “Vanny/Duši/Lift” e nel verso dopo “Lif duši rasstegnuli” si può notare come ascensore e bagno siano simili a “slacciare” e “anima” (posto al genitivo, dunque con valore di dell'anima). Forse un'iperbole o un caso, ma già allora si vedeva come la tecnologia stesse uccidendo il contatto dell'uomo con la natura, un processo che ora mi pare si sia spostato all'intelletto e alla nostra integrità morale. In poche parole, ci stanno facendo a pezzi, l'anima l'hanno slacciata da un bel po'. Il punto, è che oggi come allora, sia che gridiamo o che non gridiamo, non possiamo fermare qualcosa di irreversibile.
per chi si domandasse cos'è la scrittura asemica, due link rapidissimi:
it.wikipedia.org/wiki/Scrittur…
ikona.net/marco-giovenale-asem…
#asemicwriting #scritturaasemica #asemic
ho smesso di avere rispetto per un intellettuale/editore con cui dialogavo fino a uno o due decenni fa, quando ho constatato che il suo narcisismo personale da una parte e la sua anaffettività verso la sofferenza del popolo palestinese dall'altra erano talmente forti da fargli fare un giro completo intorno ai suoi atteggiamenti esterni, esibiti, facendolo sembrare agnello candidissimo. umile e riservato, in ascolto e aperto. rifletto: forse sarebbe un sionista perfetto, tutto sommato. dei cani (del sinai) uno direbbe: gli manca la parola. (in realtà non solo non gli manca, ma è un cristinacampiano tritacarne di diritti e sensibilità altrui). (solo, ama cifrarsi). (la solita minchiata paolina sugli specchi e gli enigmi).
*
bon. non c'entra, o non del tutto, ma – a proposito di cani (del sinai) – ecco: t.ly/YiBWu (bisogna leggere, attenzione, tutti i riquadri ai quali il post rinvia).
Foals - What Went Down (2015)
L’equilibrio instabile tra autenticità e teatrino messo in piedi per piacere a tutti i costi (leggi: paraculaggine) è forse la più grande questione irrisolta, nell’attuale panorama musicale, questo perché molti hanno scoperto che la prima può anche appartenere al mainstream e la seconda spesso si insinua – in molti casi tracimando – in quello che un tempo avremmo chiamato “alternative”. Tutto, in questo schema interpretativo, congiurava dunque contro i Foals, band major che però, come molte altre, si rivolge ad un pubblico poco mainstream... artesuono.blogspot.com/2015/09…
Ascolta il disco: album.link/s/0RyCpIKlCV0kgEuzr…
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 18
XIII – Essere attenti agli uditori
18. Ma, tu dici, è penoso continuare a parlare sino alla fine, quando chi ci ascolta non dà alcun segno di trarne vantaggio.
Forse per religioso rispetto non ha il coraggio di manifestare, a parole o con gesti, la propria approvazione; o forse è timido; o non capisce ciò che ascolta, o non gli piace.
E se non sappiamo il perché — dato che non riusciamo a leggere dentro nel cuore — metteremo in atto tutti i mezzi dell’oratoria che possano scuoterlo e farlo uscire allo scoperto.
Lo esorteremo con delicatezza a vincere il timore che gli impedisce di esprimere il suo pensiero, ricordandogli che si trova tra fratelli, chiedendogli se ha capito e invitandolo a esprimersi liberamente, qualora avesse qualcosa in contrario.
Gli si chiederà se abbia già sentito trattare l’argomento, e non gli interessi perché già lo conosce; e, a seconda della risposta, si vedrà di parlare con maggior semplicità e organicità, o controbattere le opinioni errate, o riassumere brevemente quel che già conosce.
Sceglieremo poi qualcuno dei passi più sublimi della Scrittura, o del racconto che abbiamo fatto, perché la nostra esposizione nel momento che ne ricaviamo il senso profondo, gli diventi più gradita.
Se poi quello è proprio ottuso, refrattario a ' gustare quanto gli diciamo, anzitutto lo compatiremo. Poi daremo una scorsa alle altre cose, e gli inculcheremo l’essenziale: l’unità della chiesa cattolica, lo scopo delle tentazioni, il comportamento morale del cristiano in vista del terribile giudizio. E parleremo più a Dio di lui, che a lui di Dio.
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«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 17
XII – Ripetere e rivisitare la verità con gioia
17. Se ci dà fastidio il ripetere continuamente come a dei bambini cose trite e ritrite, vediamo di adattarle con amore, paterno e materno e fraterno, ai nostri uditori e in questa unione dei cuori finiranno per sembrar nuove anche a noi. Quando ci si vuol bene, e tra chi parla e chi ascolta c’è una comunione profonda, si vive quasi gli uni negli altri, e chi ascolta si identifica in chi parla e chi parla in chi ascolta.
Non è vero che quando illustriamo a qualcuno il panorama di una città o di un paesaggio, che a noi è abituale e non c’impressiona più, è come se lo vedessimo per la prima volta anche noi? E ciò tanto più quanto più siamo amici: perché l’amicizia ci fa sentir di nuovo dal di dentro quel che provano i nostri amici.
Se poi nella contemplazione siamo riusciti ad andare in profondità, non ci accontentiamo che gli amici si fermino alla superficie ad ammirare l’opera delle mani dell’uomo, ma desideriamo che riescano a cogliere un progetto superiore e giungano ad ammirare e lodare Dio che ha creato ogni cosa per amore. Quanto più dunque dobbiamo godere se gli uomini cominciano a conoscere Dio, da cui prende senso tutto ciò che si capisce, e superare la noia delle cose ripetute mediante la partecipazione attiva alla freschezza delle loro nuove impressioni? Ancora più godiamo poi, se ci rendiamo conto da quali tenebre di errore esca chi ascoltandoci passa alla luce della fede.
E se possiamo essere lieti, quando rifacciamo i sentieri di ogni giorno per insegnare la strada giusta a chi può essersi smarrito, con tanto maggiore impegno e gioia dobbiamo ripercorrere quella dottrina di salvezza che noi già conosciamo per guidare sulla via della pace, che Dio ha dato a noi, un’anima impoverita e affaticata per gli errori di questo mondo.
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«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
[caffeine]è una rapina con le maschere] degli Antenati l'area] letteraria cantano] con le bocche del corpo a corpo mistress i prezzi bassi sonymatic [i paesi bassi cinquanta lire ogni cento pagine Nervi [in senso lato le miscele con i grani le combustioni armate si commuovono fanno] le aste dei condomìni minitalia parenti agfaprint sperimentali les Annales giòponti-trentadue piani comincia] [daccapo okay il caffè kaffa kyrie brandy] affinato o moka gli] acquisiti i [tutori in palissandro distrutto con la dinamite l’ecomostro a pagina] due
Perché non posso scrivere di tutto (anche se mi sta a cuore.)
(181)
Spesso sui social capita che, se parli sempre e solo di una certa causa (per esempio la #Palestina) qualcuno ti accusi di non interessarti ad altri drammi, come quelli che succedono in #Sudan o in altri luoghi del mondo.Questa è una questione che merita un po’ di chiarezza, perché il punto vero è un altro: nessuno di noi è un’agenzia di stampa, e non parlare di una cosa non significa affatto fregarsene. La verità è che tutti noi abbiamo dei limiti: di tempo, di energie, ma anche di capacità emotiva.
Non possiamo essere costantemente presenti su ogni emergenza, su ogni ingiustizia, su ogni tragedia che si presenta nel mondo. E, sinceramente, provarci significherebbe anche rischiare di annullare noi stessi, perdendo quella sensibilità che ci spinge a interessarci davvero di alcune questioni.
La partecipazione emotiva è inevitabilmente selettiva: ci sentiamo più vicini e coinvolti in certe storie perché le conosciamo meglio, le capiamo, o semplicemente perché in quel momento sentiamo di poter fare qualcosa di più concreto.
Non è una questione di indifferenza verso le altre cause, ma una scelta, consapevole o meno, di dove concentrare le nostre forze, anche per proteggere la nostra salute mentale. E poi, diciamolo: sui #socialmedia la pressione è fortissima. Se non ti vedi parlare di tutto, c’è chi pensa che non ti importi. Ma questa è una falsa aspettativa.
La responsabilità di dare voce a ogni singola emergenza non spetta a noi singoli individui, ma a un sistema di informazione ben più complesso.Noi partecipiamo con ciò che possiamo, con quello che sappiamo, con quello che ci muove davvero.
Quando vedi qualcuno che si concentra spesso su una sola causa, non darla per scontata: può significare un impegno profondo, non una mancanza di interesse per il resto. E chi ti conosce sa che dietro quel silenzio ci sono comunque solidarietà, preoccupazione e rispetto. Non serve parlare di tutto per esserci davvero.
In fondo, la vera indifferenza è un’altra cosa: è non provarci nemmeno, è non farsi toccare da niente, è voltare le spalle senza nemmeno chiedersi come si potrebbe fare la differenza. La partecipazione selettiva, invece, è umana, corretta e spesso necessaria. Insomma, non siamo agenzie di stampa, ma persone. E va bene così.
#Blog #SocialMedia #Opinioni #EmpatiaSelettiva #PartecipazioneEmotiva
Public Service Broadcasting - The Race For Space (2015)
Grazie all'accesso straordinario all'archivio degli importanti filmati storici del BFI, Public Service Broadcasting viaggia indietro nel tempo ed esplora gli anni in cui Stati Uniti e URSS si batterono per avere la meglio su una nuova frontiera – lo spazio. Il nuovo album segue l'acclamato disco di debutto Inform – Educate – Entertain, che nel 2013 ha conquistato il #21 posto nella classifica UK degli album, è stato nominato Best Independent Album agli AIM Awards ed incluso nella Top 10 Albums of the Year di BBC 6Music. L'album è stato presentato al pubblico di tutto il mondo in 18 mesi di tour, per un totale di oltre 200 concerti... artesuono.blogspot.com/2015/03…
Ascolta il disco: album.link/s/10QhRYxVBuSFgC5mj…
Elucubrazioni
se il pensiero è sotteso alla fine Lui ce la tiene nascosta – e meno male: ché impazziremmo
nelle ultime sue ore l’animale si nasconde lontano dagli occhi al contrario dell’umano
che -se all’addiaccio e solo- piange un ultimo abbraccio
3.1.24
Riflessione sul testo
Il testo ha un tono sobrio e meditativo: parla di pensiero, nascosto, della differenza tra animale e umano davanti alla fine, e si chiude con un’immagine intima e dolorosa — il pianto, l’ultimo abbraccio. La voce è netta, frammentata, e l’eloquio spezzato aumenta la tensione emotiva.
Elementi che funzionano bene
- Immagini contrastanti: il confronto tra l’animale che si nasconde e l’umano che piange è efficace e carico di pathos.
- Economia del linguaggio: poche parole, molto peso; ogni verso porta significato.
- Interruzioni e spaziature: l’uso del trattino e delle rime interne crea un ritmo frammentato che rispecchia lo smarrimento del soggetto.
- Chiusura intensa: il finale con “un ultimo abbraccio” lascia una scia emotiva forte.
Piccole proposte di revisione (opzionali)
- Valutare la continuità delle immagini: il “pensiero sotteso alla fine” apre un tema filosofico; potresti rafforzarlo con un verbo più concreto (es. “stesо”, “aggrovigliato”) per rendere l’imago più tattile.
- Coerenza grafica: decidi se mantenere gli spazi e i trattini come elemento ritmico stabile o usarli più sporadicamente per segnare pause precise.
- Ritmo e scansione: se vuoi accentuare il contrasto, prova a rendere l’enjambement più marcato tra “al contrario dell’umano / che -se all’addiaccio e solo- / piange” oppure prova una versione più compressa per aumentare la stretta emotiva.
- Lessico: “addiaccio” è efficace ma raro; se vuoi maggiore immediatezza, considera sinonimi più comuni solo se non perdi la specificità.
Traduzione in inglese (fedeltà libera)
If thought is hidden beneath the end
He keeps it from us — thank goodness: otherwise we'd go mad
in his last hours the animal
hides far from sight
unlike the human
who — exposed and alone —
cries
one last embrace
Suggerimento pratico per la forma
- Se vuoi lavorare su una raccolta, mantieni lo stesso stile grafico nei testi vicini per creare unità visiva.
- Se preferisci aumentare la densità poetica, prova a condensare due versi in uno e misura come cambia l’intensità emotiva.
Versione lirica
Se il pensiero resta sotto la soglia della fine
lui ce lo serra dentro, buon custode —
sennò ci squarceremmo come vetri.
Nelle sue ultime ore l’animale si ritrae,
un sussurro di zolle e fiato lontano dagli occhi,
mentre l’umano, a cielo scoperto e senza compagno,
apre la bocca al pianto come a un ultimo rito
e stringe, nella bocca della notte, un abbraccio che non sa dire addio.
Versione asciutta
Il pensiero alla fine si cela.
Lui lo trattiene — meno male.
L’animale nell’ora estrema si nasconde.
L’umano, all’addiaccio e senza altro,
piange.
Un ultimo abbraccio.
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 16
XI – I limiti del catechista
16. Ma il motivo del disagio può essere il fatto che preferiamo leggere o ascoltare cose bene espresse da altri, che improvvisar noi discorsi di cui non sappiamo quale effetto avranno. Se c’è la volontà di star lontani dall’errore, è facile rendersi conto che, quando gli uditori hanno capito la sostanza del discorso, non bisogna farne una tragedia se una parola suona male per chi ascolta o non esprime correttamente il nostro pensiero.
E se siamo noi stessi limitati al punto di non renderci bene conto di quel che diciamo (in realtà coi principianti si fanno discorsi talmente semplici, che un errore difficilmente può succedere), allora eviteremo che il nostro interlocutore si scandalizzi, spiegandogli che il Signore vuol provare anche noi, se quando sbagliamo siamo disposti a ricevere in pace la correzione, invece che incapponirci a difendere l’errore col risultato di precipitare ancor più in basso. Se poi nessuno ci fa notare l’errore, e né noi né i presenti ce ne accorgiamo, non val la pena prendersela tanto: la sola cosa da fare è non ripetere l’errore.
Il più delle volte però, ripensando a quanto abbiamo detto, noi stessi troviamo qualcosa da correggere, e non sappiamo come gli altri l’hanno accolta. Allora, se vogliamo loro bene, non siamo tranquilli al pensiero che possono averci frainteso.
Appena se ne presenta l’occasione, come nel silenzio abbiamo corretto noi stessi, così con delicatezza correggiamo chi sbaglia per aver ascoltato parole nostre invece che parole di Dio.
Se invece qualche invidioso, «sussurrone, detrattore, odioso a Dio» (cf. Rm 1,30) manifestasse un’insana soddisfazione per il nostro errore, vuol dire che si offre occasione di esercitar la pazienza e la misericordia: anche la pazienza di Dio conduce a penitenza.
Per lui però cos’è più vergognoso, e cosa accumula di più l’ira per il giorno del giusto giudizio di Dio (cf. Rm 2,4.5), che farsi simile a satana e godere del male altrui?
Altre volte il discorso è stato esatto e corretto, ma o perché non ben capito o perché si scontra con opinioni o consuetudini inveterate, provoca reazione e sconcerta chi lo ascolta.
Se così avviene, e si vede possibile rimediare, si portino subito documenti e argomentazioni opportune. Ma se il turbamento è interiore e non viene espresso, bisogna pregare Dio che provveda lui. Se invece l’uditore reagisce, e non accetta la correzione, ci consoli l’esempio del Signore, che sconcertò con le sue parole, e poiché se ne andavano a causa della durezza dei suoi discorsi, anche a chi rimaneva disse: «Ve ne volete andar anche voi?» (Gv 6,68).
Noi sappiamo con certezza che la città di Dio sarà separata un giorno dalla Babele di questo mondo, e nessuno dei suoi cittadini si perderà; o se qualcuno si perderà, sarà perché non ne fa parte.
«La costruzione di Dio infatti è stabile e porta questo motto: Dio conosce i suoi, e chi porta il suo nome deve tenersi lontano dal male» (2Tm 2,19).
Se pensiamo a questo e nel cuore preghiamo il Signore, l’incertezza sulle reazioni degli ascoltatori non ci farà troppo temere per l’efficacia del nostro discorso: anzi saremo contenti di sopportare il disagio per fare un’opera buona, a meno che non cerchiamo la nostra gloria personale.
Le opere buone sono davvero tali, se partono da un cuore retto e se la volontà persevera sino in fondo nell’amare.
Così la lettura e l’ascolto di cose migliori, che noi avremmo preferito, e la cui rinuncia può rendere svogliato e noioso il nostro discorso catechistico, ci riavrà più vivaci e allegri una volta che avremo compiuto il nostro dovere.
E potremo pregare con più confidenza Dio di parlare a noi, come noi desideriamo, se accettiamo con gioia che lui parli, per la nostra bocca, così come ne siamo capaci: e così tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (cf. Rm 8,28).
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«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
Nessuno stato Palestinese: la via di Netanyahu.
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La posizione del primo ministro israeliano Benjamin #Netanyahu e dei suoi governi rispetto alla nascita di uno stato palestinese è stata storicamente e sistematicamente di netta opposizione. Tale linea, consolidata nel corso di più mandati, si fonda su motivazioni di sicurezza, strategie politiche interne e supporto di alleati significativi come gli #USA, con uno specifico ruolo anche dell'Unione Europea, specialmente negli ultimi anni di conflitto e nella fragile tregua in atto.
Netanyahu si è sempre opposto in modo esplicito alla nascita di uno stato palestinese, sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza, sostenendo che la creazione di tale entità comporterebbe gravi rischi per la sicurezza di Israele e porterebbe il territorio sotto l'influenza di Hamas e di altri gruppi considerati terroristici.
Nel corso dei decenni, il leader israeliano ha argomentato che l’origine del conflitto non dipende dall’assenza di uno stato palestinese, ma dall’opposizione all’esistenza stessa di Israele da parte di diverse parti palestinesi e arabe. Tale convinzione ha portato Netanyahu a promuovere politiche di isolamento dell’Autorità Nazionale Palestinese e al rafforzamento di Hamas a Gaza per mantenere la divisione tra i palestinesi: “Chi desidera ostacolare la nascita di uno stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di #Hamas”, ha dichiarato in riunioni di partito.
A partire dal ritorno alla guida di #Israele nel dicembre 2022, il governo Netanyahu ha accentuato la sua opposizione a qualsiasi riconoscimento unilaterale di uno stato palestinese. Nel 2024, la Knesset ha votato formalmente contro la nascita di uno stato palestinese, definendo l’eventuale riconoscimento “un regalo al terrorismo”. Il primo ministro ha ottenuto il sostegno sia dai partiti di destra che da quelli centristi, consolidando una linea che respinge apertamente ogni diktat internazionale su tale questione. Parallelamente, sono state accelerate le operazioni militari a Gaza e l’espansione degli insediamenti in #Cisgiordania, rallentando o impedendo ogni serio negoziato di pace.
Gli Stati Uniti hanno storicamente sostenuto Israele anche rispetto al veto posto contro il riconoscimento di uno stato palestinese presso le Nazioni Unite. Nell’ultimo conflitto a #Gaza, Washington ha ripetutamente bloccato con il proprio veto risoluzioni ONU che chiedevano l’arresto delle ostilità e l’apertura agli aiuti umanitari, dichiarando che tali pressioni pianificate “indebolirebbero la sicurezza israeliana e rafforzerebbero Hamas”.
Tuttavia, segnali recenti indicano un leggero cambiamento: una parte del Congresso USA ha iniziato a proporre la risoluzione per il riconoscimento dello Stato palestinese, seppur senza concreto esito. La tregua attuale rimane estremamente fragile e subordinata alle dinamiche interne israeliane e alle pressioni internazionali, con il governo di Netanyahu che continua a minare la stabilità e i processi negoziali.
L’Unione Europea si è mostrata maggiormente incline a sostenere la “soluzione a due stati”, criticando apertamente la politica israeliana contemporanea. Tuttavia, la reale capacità d’influenza della #UE sulle scelte del governo israeliano rimane marginale, sia per le profonde divergenze interne alla stessa Europa che per il peso geopolitico degli Stati Uniti nelle politiche israeliane. La posizione della UE si limita spesso a dichiarazioni di principio e pressioni diplomatiche, risultando poco efficace nel condizionare gli sviluppi concreti sul campo.
L’opposizione di Netanyahu e del suo governo alla creazione di uno stato palestinese appare più radicata che mai nel contesto attuale. Le strategie di divisione interpalestinese, la retorica sulla sicurezza e la gestione della crisi di Gaza sono pilastri di questa immunità ai cambiamenti internazionali. Gli apparati di potere statunitensi e, in misura minore, europei, nonostante alcuni segnali di evoluzione, continuano a garantire una protezione diplomatica che rende difficile qualunque concreta attuazione della “soluzione a due stati”. #Israele vuole essere l’unico stato nella Palestina. Lo dice con le armi e la distruzione di ogni ragionevole ipotesi contraria.
#Blog #Israele #Palestina #USA #UE #Opinioni #Medioriente
DOSSIER: MINACCE AL SETTORE AGROALIMENTARE.
## DOSSIER: MINACCE AL SETTORE AGROALIMENTARE. LE FRODI, l’AGROPIRATERIA. LA RISPOSTA IN AMBITO EUROPEO E NAZIONALE
È di pochi giorni fa la notizia di un nuovo regolamento UE per proteggere agricoltori e fornitori di prodotti alimentari dalle pratiche commerciali sleali transfrontaliere.
Il nuovo regolamento prevede una Cooperazione transfrontaliera che crei un sistema in cui i paesi dell'UE possano collaborare per indagare e porre fine alle pratiche sleali che coinvolgono aziende di diversi Stati membri. Le autorità nazionali potranno: – condividere informazioni tra loro; – coordinare le indagini; – informare altri paesi sulle decisioni relative alle pratiche sleali.
Se le pratiche sleali interessano fornitori in almeno 3 paesi UE, un paese verrà designato per coordinare la risposta.
Il regolamento include norme per proteggere i fornitori da ritorsioni quando segnalano pratiche sleali, comprese misure di protezione dei dati e riservatezza ed affronta anche le pratiche sleali da parte di acquirenti situati al di fuori dell'UE che trattano con agricoltori europei.
Il settore agroalimentare rappresenta un'infrastruttura economica globale di importanza strategica, ma è parallelamente esposto a forme di criminalità organizzata che superano la tradizionale sfera della sicurezza igienico-sanitaria. La frode agroalimentare, o food fraud, si configura come un fenomeno intrinsecamente complesso e transnazionale, richiedendo risposte coordinate a livello di polizia, intelligence e legislazione. L'analisi qui presentata si concentra sull'architettura di enforcement internazionale e sulla dettagliata risposta giuridica e operativa intrapresa dallo Stato italiano.
La necessità di un approccio integrato è determinata dalla natura ibrida della minaccia, che danneggia simultaneamente la salute pubblica (sebbene non sempre in modo immediato), la concorrenza leale tra gli operatori economici e la fiducia dei consumatori. La lotta a tali pratiche non può limitarsi al controllo dei prodotti finiti ma deve penetrare l'intera filiera produttiva e distributiva, inclusa la dimensione del commercio elettronico.
La distinzione tra una semplice non conformità amministrativa (errore procedurale o igienico non intenzionale) e una frode intenzionale è fondamentale per mobilizzare le risorse di law enforcement appropriate.
A livello europeo, sebbene la legislazione UE non fornisca una singola definizione onnicomprensiva di frode, il Regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali, e la Commissione Europea, tramite il sistema iRASFF, hanno stabilito i criteri operativi per l'identificazione della frode.
Il quadro normativo definisce la frode agroalimentare come “una non conformità relativa a qualsiasi presunta azione intenzionale da parte di imprese o individui, allo scopo di ingannare gli acquirenti e trarne indebito vantaggio, in violazione delle norme di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/625”. Affinché un caso venga classificato come sospetto di frode, devono essere soddisfatti cumulativamente quattro criteri operativi stabiliti dall'EU Food Fraud Network (FFN):
1. Violazione del diritto UE: Deve esistere un illecito previsto da una o più regole codificate nella vasta legislazione UE in materia di alimenti e mangimi.
2. Intenzionalità: La condotta deve essere verificata come deliberata, non accidentale, ad esempio la sostituzione intenzionale di un ingrediente di alta qualità con uno di qualità inferiore.
3. Guadagno economico indebito: L'atto fraudolento deve portare a una forma di vantaggio economico diretto o indiretto per l'autore.
4. Inganno del cliente/consumatore: Deve esserci una forma di inganno, come l'alterazione dell'etichettatura o della colorazione, che nasconde la vera qualità o natura del prodotto.
L'impostazione dei quattro criteri operativi, e in particolare l'insistenza sull'elemento dell'intenzionalità e del guadagno economico, trasforma la frode agroalimentare da un problema di igiene (tipicamente gestito dalla DG SANTE [la Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare è una direzione generale della Commissione europea responsabile delle politiche dell'UE in materia di salute e sicurezza alimentare, con la missione di proteggere e migliorare la salute pubblica, garantire che gli alimenti siano sicuri e sani e sostenere l'innovazione in entrambi i settori] e dalle autorità sanitarie) in un mandato di sicurezza pubblica e tutela del mercato. Questa distinzione è essenziale per giustificare il coinvolgimento di agenzie di law enforcement specializzate, come Europol e OLAF, nelle operazioni congiunte. Le azioni di contrasto, come l'Operazione OPSON, non si concentrano infatti solo sul ritiro di merce pericolosa, ma puntano all'identificazione e all'interruzione delle reti criminali organizzate.
Il riconoscimento che la frode non è solo un rischio sanitario ma anche un inganno economico legittima l'uso di risorse di intelligence economica e di investigazioni penali, essenziali per la tutela dei beni immateriali connessi al cibo, come la reputazione e l'autenticità dei prodotti.
Inoltre, sempre in ambito europeo, è stato di recente approvato dal Parlamento e successivamente, il 26 marzo 2024, dal Consiglio, il Regolamento UE 2024/1143 - pubblicato nella G.U. dell'UE il 23 aprile 2024 – che ha abrogato il Regolamento UE n. 1151/2012. Esso è volto a riformare la normativa UE in materia di protezione delle indicazioni geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli. Il regolamento 2024/1143 – pubblicato nella G.U. dell'UE il 23 aprile 2024 - prevede, tra l'altro: – una procedura di registrazione semplificata ed un periodo massimo di 6 mesi, per l'esame delle domande; – una maggiore protezione delle indicazioni geografiche (IG), anche online. I nomi di dominio che le utilizzino illegalmente potranno essere chiusi o disabilitati. L'Ufficio dell'UE per la proprietà intellettuale (European Union Intellectual Property Office, EUIPO) istituirà a tal fine un sistema di allarme; – un ruolo rafforzato per le associazioni di produttori che potranno, laddove non lo siano già, essere riconosciute dagli Stati membri e a cui potranno essere conferiti maggiori poteri e responsabilità; – regole per l'uso di un prodotto a denominazione IG come ingrediente di un prodotto trasformato. Per comparire nell'etichetta o nella pubblicità di tali prodotti l'ingrediente IG dovrà essere utilizzato in quantità sufficienti da costituirne una caratteristica essenziale e la sua percentuale dovrà essere indicata. L'utilizzo dei prodotti con denominazioni IG come ingrediente di prodotti alimentari preimballati, dovrebbe essere consentito previa notifica alla pertinente associazione di produttori riconosciuta; – regole per l'utilizzo dei nomi dei produttori e delle IG sugli imballaggi; – la valorizzazione di pratiche di sostenibilità ambientale, sociale od economica, anche nel disciplinare.
L'ARCHITETTURA INTERNAZIONALE DEL CONTRASTO
Il sistema di lotta alle frodi agroalimentari nell'Unione Europea è stato profondamente rimodellato a seguito di crisi di fiducia di vasta portata. Il caso della carne equina, emerso all'inizio del 2013, rappresenta un punto di svolta. I controlli ufficiali in diversi Stati membri rivelarono che prodotti preconfezionati, come gli hamburger, contenevano carne di cavallo non dichiarata, spacciata per manzo, ingrediente con un prezzo superiore.
La frode di etichettatura non era l'unico rischio; la problematica era aggravata dal timore che nella catena alimentare umana fosse penetrata carne di cavallo proveniente da animali a cui era stato somministrato fenilbutazone, un medicinale veterinario il cui uso è consentito solo per cavalli non destinati alla produzione alimentare.
Questo scandalo evidenziò la necessità di una risposta coordinata e immediata. La Commissione Europea (con il supporto della Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare, DG SANTE) reagì raccomandando un piano coordinato di controllo a livello UE per stabilire la prevalenza di pratiche fraudolente, coinvolgendo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), Europol e gli enti competenti nazionali. Da questo momento in poi, la Commissione ha formalizzato il potere di raccomandare tali piani coordinati in caso di sospetto di frode nel campo dell'alimentazione umana e animale. Il ripristino della fiducia dei consumatori divenne un obiettivo esplicito delle strategie di contrasto.
La cooperazione internazionale di polizia è incardinata nel progetto OPSON (dal greco opson, che significa 'cibo' o 'piatto prelibato'), coordinato a livello globale da INTERPOL e a livello UE da Europol fin dal 2011. Europol, l'agenzia di polizia dell'Unione Europea con sede all'Aia, ha la missione di sostenere gli Stati membri nella lotta contro tutte le forme gravi di criminalità organizzata e internazionale, inclusa la frode alimentare. INTERPOL, invece, coordina le attività condotte al di fuori dell'Unione Europea.
L'Operazione OPSON XIV, la 14ª edizione dell'iniziativa annuale coordinata da Europol per combattere la contraffazione e la commercializzazione di alimenti e bevande non conformi nell'Unione Europea, che si è svolta tra dicembre 2024 e aprile 2025, ha portato al sequestro di beni per un valore di 95 milioni di euro. L'operazione, che ha coinvolto 31 paesi, l'Ufficio Europeo Antifrode (OLAF), la DG SANTE e il settore privato, ha portato al sequestro di 11,6 milioni di chilogrammi di alimenti e 1,4 milioni di litri di bevande. Tra le frodi più comuni individuate vi sono la falsificazione delle date di scadenza di prodotti alimentari scaduti, spesso recuperati da imprese di smaltimento rifiuti infiltrate da gruppi criminali organizzati. Altre pratiche illegali includono la contraffazione di prodotti con indicazioni geografiche protette, specialmente per olio d'oliva e vino, e la vendita di carne e pesce prodotti in condizioni igieniche inadeguate. In Italia, sette persone sono state arrestate per lo sfruttamento illegale di cavalli trattati con farmaci, con il sequestro di un impianto clandestino di macellazione e di un camion con carne illegale. In Portogallo, un'operazione di macellazione illegale senza standard sanitari è stata smantellata.
Parallelamente all'attività di polizia, l'Unione Europea ha sviluppato strumenti di intelligence amministrativa. La Rete Europea contro le frodi agroalimentari (FFN) e il sistema di assistenza e cooperazione amministrativa per le frodi alimentari (AAC-FF) rappresentano il veicolo primario per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri. Questi sistemi consentono la trasmissione e la ricezione di richieste di assistenza per la verifica della conformità alla legislazione sulla filiera agroalimentare.
La cooperazione transfrontaliera è in costante crescita. Il numero annuale di casi scambiati tra gli Stati membri tramite i sistemi FFN/AAC-FF è più che raddoppiato in cinque anni, passando da 157 nel 2016 a 349 nel 2020. Questa intensificazione delle interazioni dimostra un rafforzamento della capacità europea di identificare, investigare e proteggere i cittadini da pratiche illegali che coinvolgono più giurisdizioni. La Commissione, avendo accesso ai dati sinottici di tracciabilità e allerta, coordina le attività e richiede indagini alle autorità competenti di Paesi terzi, specialmente per le frodi riguardanti le importazioni.
Un elemento chiave di questa struttura è il sistema di assistenza e allerta rapida iRASFF (Information and Alerts). L'iRASFF si è rivelato uno strumento indispensabile per la protezione delle eccellenze italiane e delle Indicazioni Geografiche (IG). L'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi (ICQRF) ha utilizzato con successo le richieste iRASFF per segnalare casi di Italian sounding che costituiscono violazioni dell'Articolo 7 del Regolamento (UE) n. 1169/2011 (pratiche corrette di informazione).
Il successo nell'utilizzo di iRASFF per risolvere casi di usurpazione di denominazione (come l'evocazione del Prosciutto di Parma DOP, del Prosecco DOP greco o di prodotti Italian sounding norvegesi) suggerisce che l'efficacia della tutela delle IG può essere ottenuta in modo più rapido attraverso la cooperazione amministrativa transfrontaliera che attraverso i complessi e lunghi meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale, come le rogatorie. I meccanismi amministrativi FFN/iRASFF offrono, in sostanza, una via di “giustizia rapida” che permette all'ICQRF di agire tempestivamente contro l'inganno commerciale all'estero, integrando e rafforzando l'azione delle forze dell'ordine. Un caso di sostituzione del latte di bufala con latte di altre lattifere in taluni formaggi, che ha coinvolto Italia e Spagna, è stato coordinato con successo tramite la rete UE.
Tabella: Coordinamento Transnazionale e Funzioni Centrali nella Lotta alle Frodi Agroalimentari
| Organismo/Rete | Natura Giuridica | Funzione Principale | Raggio d'Azione |
| Europol/INTERPOL (OPSON) | Polizia Giudiziaria/Coercitiva | Investigazione, interruzione reti criminali, sequestri massivi. | Globale (INTERPOL) / UE (Europol) |
| EU Food Fraud Network (FFN) | Cooperazione Amministrativa/Intelligence | Scambio di informazioni su sospetti di frode intenzionale e non conformità. | Unione Europea |
| iRASFF (Food Fraud) | Sistema di Allerta Rapida/Informazione | Notifica e gestione di casi di non conformità che richiedono azione in più Paesi, inclusa la tutela delle IG. | Unione Europea |
| OLAF | Ufficio Anti-Frodi UE | Indagini amministrative interne, azioni congiunte contro la contraffazione alimentare. | Unione Europea |
IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DELLE FRODI IN ITALIA
L'impatto delle frodi agroalimentari in Italia è massimizzato dall'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore, un fenomeno noto come “Agromafie”. Il volume d'affari complessivo generato dalle Agromafie è stimato da Coldiretti/Eurispes in almeno 12,5 miliardi di euro. Questa cifra si scompone in 8,8 miliardi di euro derivanti direttamente da attività illecite (frode, contraffazione, sofisticazione) e 3,7 miliardi di euro provenienti dal reinvestimento dei proventi in attività lecite, un chiaro segnale di riciclaggio di denaro.
Le modalità operative delle Agromafie vanno ben oltre la semplice vendita di prodotti falsificati. Le reti criminali sfruttano le pieghe della burocrazia, promuovono il credito illegale e acquisiscono aziende agricole in difficoltà per riciclare denaro. Approfittano della crisi economica e dell'aumento dei costi di produzione per indebolire gli imprenditori onesti, costringendoli a cedere terre e attività sotto minaccia. La legislazione italiana sull'origine consente inoltre che circa il 33% del fatturato agroalimentare totale, destinato alla vendita in Italia e all'export, derivi da materie prime importate ma poi trasformate e vendute con il marchio Made in Italy.
La minaccia esterna più rilevante per il comparto agroalimentare italiano è rappresentata dal fenomeno dell'Italian Sounding, ovvero l'evocazione ingannevole, l'imitazione o l'usurpazione dei marchi e delle Indicazioni Geografiche (IG) italiane. Questo fenomeno sfrutta la reputazione dell'eccellenza italiana per prodotti non autentici, causando un danno economico e reputazionale immenso.
Le stime sul valore globale del mercato del falso Made in Italy variano, attestandosi in un intervallo significativo tra i 60 e i 120 miliardi di euro. Secondo le analisi di Coldiretti, sei prodotti su dieci venduti all'estero con richiami all'Italia sono in realtà falsi. Gli Stati Uniti sono identificati come il primo produttore mondiale di falso cibo Made in Italy, con l'industria del tarocco stimata in un valore di 40 miliardi di dollari.
L'usurpazione delle DOP e IGP—come il formaggio generico danese che evoca la Fontina, o il vino spumante greco che evoca il Prosecco—non solo devia ingenti flussi di profitto verso soggetti privi di legame con l'Italia, ma altera la concorrenza sul mercato globale e vanifica gli investimenti dei produttori legittimi che rispettano i rigidi disciplinari. L'eventuale scomparsa o la difficoltà di trovare prodotti italiani autentici sugli scaffali esteri fornirebbe un assist decisivo a questa fiorente industria del tarocco.
Sebbene la maggior parte delle frodi sia motivata dal guadagno economico, le conseguenze sulla salute pubblica possono essere gravi. Le adulterazioni e le sofisticazioni intenzionali introducono rischi di contaminazione chimica e microbiologica. Tra gli esempi di sofisticazione riscontrati in Italia si annoverano l'utilizzo di polvere di latte vietata nei formaggi, l'impiego di olio di semi trattato con clorofilla spacciato per extravergine, l'uso di perossido di benzoile per sbiancare la mozzarella, o l'aggiunta di anidride solforosa per rendere la carne più rossa.
In casi estremi, la frode può portare a gravissimi rischi sanitari, come il caso del latte in polvere cinese contaminato con melamina. Anche fenomeni meno acuti, come la comparsa di Pseudomonas fluorescens nelle “mozzarelle blu,” sebbene non immediatamente patogeni per l'uomo, rappresentano un segnale di anomalie nel sistema di produzione e di conservazione.
L'impatto sociologico è parimenti significativo. Il ripetersi degli scandali alimentari erode la fiducia dei consumatori: un'analisi Coldiretti/Ixe' ha rivelato che due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell'impatto sulla salute di ciò che mangiano. Questa profonda sfiducia si traduce in una forte domanda di giustizia: quasi 1 italiano su 3 (29%) ritiene che i casi di frode e contraffazione alimentare debbano essere puniti con l'arresto, e la maggioranza (51%) richiede comunque la chiusura immediata dell'attività.
Questa intensa reazione pubblica dimostra che la frode intenzionale, che implica l'inganno del cliente per un guadagno illecito, è percepita come un crimine morale e di sicurezza collettiva, non come un mero illecito amministrativo. La consapevolezza della gravità morale e la richiesta di pene severe giustificano pienamente la direzione intrapresa dalla legislazione nazionale verso l'inasprimento delle sanzioni penali e l'introduzione di strumenti cautelari e di polizia più incisivi.
IL SISTEMA DI ENFORCEMENT ITALIANO
L'Italia ha strutturato un sistema di controllo altamente specializzato per proteggere la sua produzione agroalimentare di eccellenza, basato su una sinergia tra enti amministrativi e forze di polizia a competenza penale. Questo modello a più livelli è essenziale per affrontare la natura ibrida del crimine (amministrativo, economico e sanitario).
L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi (ICQRF) è un'agenzia governativa che opera sotto il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), è riconosciuto come uno dei principali enti europei nel controllo della qualità agroalimentare. Svolge controlli mirati sulla qualità dei prodotti, l'etichettatura e la repressione delle frodi commerciali e documentali. L'ICQRF è l'autorità centrale per la tutela delle Indicazioni Geografiche e delle filiere certificate. I risultati operativi del 2021 mostrano la sua capacità di azione: sono state emesse 4.699 contestazioni amministrative e 4.954 diffide nei confronti degli operatori, con un sequestro di merce per circa 5,5 milioni di kg, per un valore di oltre 9,1 milioni di euro. L'azione si estende oltre confine, con 955 interventi fuori dai confini nazionali e sul web a tutela delle IG, e collaborazioni internazionali (UE e non-UE) per 151 casi.
I Carabinieri NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) intervengono principalmente per la tutela della salute pubblica e la sicurezza alimentare, operando in tutti i luoghi legati alla produzione, lavorazione e vendita di alimenti.Sono l'organo primario nelle indagini penali che riguardano adulterazione, sofisticazione e violazioni della sicurezza alimentare. I dati operativi confermano il loro ruolo cruciale: in un periodo non specificato ma riferito a operazioni significative, sono state riscontrate 8.515 infrazioni alla sicurezza alimentare. Le loro operazioni di rilievo, come l'Operazione Surface (febbraio 2019) sulla contraffazione di vino di pregio, dimostrano la loro specializzazione nelle indagini complesse.
Il MASAF (Ministro dell'agricoltura, della sovranità e delle foreste) si avvale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri che svolge i compiti di cui agli articoli 7 e 8, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177. Il Comando carabinieri per la tutela agroalimentare svolge controlli straordinari sulla erogazione e percezione di aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca e acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti ed esercita controlli specifici sulla regolare applicazione di regolamenti comunitari e concorre, coordinandosi con ICQRF, nell'attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare. Nello svolgimento di tali compiti, il reparto può effettuare accessi e ispezioni amministrative avvalendosi dei poteri previsti dalle norme vigenti per l'esercizio delle proprie attività istituzionali. Il contingente di detto personale è stato potenziato, dalla legge di bilancio 2023 (articolo 1, commi 666-667, L. n. 197/2022), di 120 unità .
Inoltre il D.L. n. 63/2024 (convertito con modificazioni dalla legge n. 101 del 12 luglio 2024) ha disposto la riorganizzazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, istituendo la figura del personale ispettivo con compiti di polizia agroalimentare, stabilendo le modalità per definirne le competenze e i criteri generali per lo svolgimento delle attività ispettive. Il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma è posto alle dipendenze funzionali del Ministro dell'agricoltura, della sovranità e delle foreste, in luogo del Ministro della transizione ecologica, ora Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica (articolo 9).
La Guardia di Finanza interviene nel contrasto alle frodi fiscali, alla contraffazione dei marchi e alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea. Il Nucleo della Guardia di Finanza per la Repressione delle Frodi nei confronti dell'UE svolge anche la funzione di Segreteria Tecnica del COLAF (Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'UE). Inoltre, l'Agenzia delle Dogane (che gestisce i laboratori doganali) e la Guardia di Finanza operano controlli a tutela della salute e della sicurezza sui prodotti di origine animale importati.
La divisione funzionale del sistema di enforcement è la chiave del suo successo. L'ICQRF gestisce il front-line amministrativo e di qualità, garantendo la correzione rapida delle non conformità (diffide e contestazioni amministrative). I Carabinieri NAS (salute e sicurezza) e la Guardia di Finanza (finanza e fiscalità) intervengono quando è accertata l'intenzionalità e il potenziale criminale del fenomeno. La nuova “Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare”, istituita dal DDL 2025 presso il MASAF, ha l'obiettivo di formalizzare e armonizzare ulteriormente questo indispensabile coordinamento.
Non tutti i settori agroalimentari presentano lo stesso livello di vulnerabilità alla frode. L'analisi operativa dimostra una costante necessità di sorveglianza intensiva in comparti strategici, in particolare l'olio d'oliva e il vino.
Il comparto oleario è strutturalmente esposto alla frode di diluizione e di falsa attribuzione di qualità (olio di semi trattato come extravergine) a causa dell'alto valore di mercato. I dati operativi dell'ICQRF per il 2024 confermano la criticità del settore:
• Su oltre 54.000 ispezioni alimentari totali, più di 8.200 hanno riguardato gli oli vegetali.
• I controlli analitici hanno rilevato un tasso di irregolarità del 23% (un olio su quattro), il dato più alto dopo il settore delle carni.
• L'olio d'oliva è il comparto che registra il maggior numero di notizie di reato (72 nel 2024), superando nettamente il lattiero-caseario (28) e il vino (18).
• Le autorità hanno confiscato 455.000 chilogrammi di olio d'oliva non conforme, per un valore di oltre 4 milioni di euro.
Questa elevata incidenza di irregolarità e il numero record di notizie di reato classificano l'olio d'oliva come un settore ad altissimo rischio di frodi. Per contrastare tale vulnerabilità, l'ICQRF si affida al Registro Nazionale Digitale degli Oli d'Oliva (RTO), un sistema destinato a tracciare in tempo reale l'intera filiera a livello nazionale, monitorando ogni movimento di materia prima e prodotto.
Nonostante il comparto vitivinicolo abbia un numero di notizie di reato inferiore rispetto all'olio d'oliva (18 nel 2024), è bersaglio di frodi complesse che minacciano direttamente la credibilità delle denominazioni di origine. L'ICQRF ha condotto circa diecimila verifiche sui vini di qualità, riscontrando 60 violazioni per “evocazione o usurpazione” delle denominazioni geografiche.
Tra gli esempi recenti di frode penale si annoverano:
1. Frodi di denominazione: Il caso in Sardegna dove vino di scarsa qualità proveniente da Sicilia e Puglia veniva venduto come Cannonau di Sardegna Doc, Vermentino di Sardegna Doc e Vermentino di Gallura Docg. L'indagine ha rivelato che un'azienda vitivinicola falsificava le giacenze e le rese per ettaro per mascherare l'acquisto di vini comuni.
2. Tecniche di Refilling e Contraffazione: L'operazione “Vuoti a rendere” ha stroncato una centrale di contraffazione nel Bresciano, dove vini generici acquistati anche online venivano spacciati per vini Igt, Doc e Docg pregiati (anche oltre 1.000 euro a bottiglia). I falsari riempivano bottiglie vuote di pregio con vini inferiori, sigillandole con tappi e capsule contraffatte e rivendendole su piattaforme come eBay sul mercato nazionale e internazionale (Spagna, Germania, Belgio, Francia e USA).
L'EVOLUZIONE LEGISLATIVA NAZIONALE (DDL 2025)
Riconoscendo che la disciplina sanzionatoria vigente non era sufficiente per intercettare efficacemente le condotte criminose lungo l'intera filiera agroalimentare, il Governo italiano ha approvato un Disegno di Legge (DDL) che riorganizza sanzioni e tracciabilità, con l'obiettivo esplicito di salvaguardare la fiducia dei consumatori e garantire la trasparenza del mercato. Il DDL, firmato dai Ministri Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio, interviene inasprendo le sanzioni e ampliando il quadro penale.
L'aspetto più significativo è l'integrazione del codice penale con l'introduzione di nuove fattispecie di reato per fornire una risposta organica contro l'Agropirateria. Nello specifico, si introducono i nuovi reati di:
• Frode Alimentare.
• Commercializzazione di Alimenti e Bevande con Segni Mendaci.
Questi nuovi reati sono concepiti per penalizzare le condotte intenzionali lungo tutta la catena, dalla produzione alla distribuzione, focalizzandosi sulla frode di qualità e sull'inganno commerciale in modo complementare ai preesistenti reati contro l'incolumità pubblica.
Il DDL potenzia gli strumenti investigativi e introduce misure cautelari amministrative rapide.
In materia di indagini, il provvedimento introduce modifiche procedurali per affrontare l'urgenza dei casi, consentendo l'ispezione sulle cose e il prelievo di campioni con urgenza, anche senza il preventivo avviso al difensore, laddove la rapidità sia necessaria. Inoltre, il DDL interviene in materia di intercettazioni e “operazioni sotto copertura,” includendo i nuovi reati di frode alimentare e commercio con segni mendaci tra quelli per cui tali strumenti tecnici possono essere utilizzati.
CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI STRATEGICHE
La lotta efficace alle frodi agroalimentari, che in Italia generano un giro d'affari criminale di oltre 12,5 miliardi di euro e danneggiano l'export per decine di miliardi attraverso l'Italian Sounding, si fonda su un modello di contrasto integrato e multilivello. A livello transnazionale, l'integrazione di polizia giudiziaria (Europol/INTERPOL e Operazioni OPSON) e intelligence amministrativa (FFN/iRASFF) è risultata indispensabile per disarticolare le reti criminali e per garantire una tutela rapida delle Indicazioni Geografiche.
A livello nazionale, il sistema si basa sulla complementarietà delle competenze tra l'ICQRF (controllo di qualità e repressione amministrativa delle frodi), i Carabinieri NAS (salute pubblica e investigazioni penali su adulterazione), i carabinieri per la tutela agroalimentare e la Guardia di Finanza (frode fiscale e tutela degli interessi UE). I dati operativi dimostrano la necessità di mantenere un focus elevato sui settori ad alto rischio come l'olio d'oliva, che nel 2024 ha registrato il tasso di irregolarità analitica e il numero di notizie di reato più elevati.
Il Disegno di Legge approvato nel 2025 rappresenta un'evoluzione cruciale, riconoscendo la necessità di una risposta penale più specifica e robusta contro l'Agropirateria. L'introduzione dei nuovi reati di Frode Alimentare e Commercializzazione con Segni Mendaci colma lacune normative, fornendo una base penale mirata contro l'inganno intenzionale e il guadagno illecito.
Le nuove misure cautelari amministrative, in particolare il Blocco Ufficiale Temporaneo e l'Interdizione cautelare dell'uso delle denominazioni protette, garantiscono agli organi amministrativi come l'ICQRF l'agilità necessaria per interrompere immediatamente le condotte fraudolente sul mercato, prima che i lunghi procedimenti penali o amministrativi giungano a conclusione definitiva. L'istituzione di piattaforme di tracciabilità iper-specifiche, come quella per il latte di bufala, stabilisce inoltre un precedente tecnologico per la difesa preventiva delle filiere critiche.
#FoodFraud #Frodialimentari #OPSON #Agromafie #ItalianSounding
#Ispettoratocentraledellatuteladellaqualitàedellarepressionefrodi
#Icqrf #agropirateria #Armadeicarabinieri #GuardiadiFinanza
James McMurtry - Complicated Game (2015)
La carriera di James McMurtry è un implicito elogio alla lentezza. In circolazione dal lontano 1989, il chitarrista e songwriter texano ha messo in cantiere solo otto album in studio, compreso quest'ultimo. Otto dischi in ventisei anni, una media di uno ogni tre anni. In un mondo dominato da una frenesia ipertecnologica, McMurtry ha sempre tenuto la barra del timone della qualità, poche cose ma fatte bene, con cura artigianale e intelligenza, e una coerenza artistica che l'ha sempre tenuto distante dai grandi circuiti del rock a stelle e strisce. Complicated Game racchiude in sè tutta la premessa di cui sopra: uscito a distanza di ben 7 anni dal suo predecessore (l'ottimo Just Us Kids del 2008), questo nuovo full lenght è un disco sincero, ben suonato, essenziale ma estremamente curato nella produzione... artesuono.blogspot.com/2015/03…
Ascolta il disco: album.link/s/3wVRADZAOsnRntaKK…
[rotazioni]un bengala a seguire la buca del suggeritore la spesa parte in solido o solidale il capo] patteggia hanno finito le trimestrali le annonarie all'opera i Creek sanno] del cassonetto intelligente il viaggio di nozze in aeromobile parte prima soave] sia il vento tirare] la leva la caduta coassiale prevista a ore dieci prima] [le donne i minuti risultato] in tempo reale
su wordpress ho aggiornato quella che potrei definire una specie di "carta...
su wordpress ho aggiornato quella che potrei definire una specie di “carta d'identità in link”. eccola:
Marco Giovenale alias differx = righe di passaggio = differenze. δυσϕορία / disforia. differ_nces @ slowforward.net (= slowforward.wordpress.com) e differx.noblogs.org + much more @ linktr.ee/differx
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LA CONDANNA
(a tutti i carcerati e alla loro metà)
bianco urlo dell'altra metà del cielo
(tempo scandito a elaborare: due prigioni – di qua di là delle sbarre -patteggiare dell'essere con lo stillicidio che squaderna le ore)
dal fondo del mondo luce ferita dove è terra di nessuno
dove il cappio oscilla
(2014) .
Commento breve
Il testo è una poesia densa di immagini nette e sospese: la prigione come condizione esistenziale e relazionale, la dualità (due prigioni, due metà), il tempo che scivola come stillicidio, e la presenza ossessiva del cappio che oscilla. La lingua alterna versi chiusi e frammenti in parentesi che funzionano come pensieri interiori o commenti metateatrali, aumentando il senso di claustrofobia e di eco morale.
Temi e immagini principali
- Dualità e relazione: la dedica “a tutti i carcerati e alla loro metà” introduce la dimensione reciproca: non c’è solo il prigioniero ma anche chi condivide o specchia la sua condizione.
- Prigione come metafora esistenziale: le “due prigioni” e “delle sbarre” suggeriscono limitazioni materiali e interiori, ruoli che imprigionano entrambi i lati.
- Tempo e attesa: il ritmo scandito, lo stillicidio che “squaderna le ore” creano una percezione del tempo lenta, quasi chirurgica.
- Paesaggio oscuro: “dal fondo del mondo / luce ferita dove è terra / di nessuno” combina una visione spaziale (fondo del mondo) con una visione morale (terra di nessuno), segnando una luce che non redime ma ferisce.
- Minaccia finale: il cappio che “oscilla” chiude il testo su una presenza minacciosa e sospesa, mai nominata direttamente come atto compiuto ma sempre presente.
Voce, ritmo e forma
- Le parentesi creano pause interiori e stratificano il discorso; mantengono una voce frammentata che è coerente con il tema della costrizione mentale.
- Il lessico è scarno, potente: parole come “urlo”, “stillicidio”, “ferita”, “cappio” sono cariche emotivamente e lasciano poco spazio alla decorazione.
- Il contrasto tra versi liberi molto brevi e la sezione in parentesi con enjambement stabilisce un battito irregolare che riproduce ansia e attesa.
Piccole proposte di revisione (mantengono il senso originale)
- Alternativa 1 — chiarire la relazione tra le due metà (leggera aggiunta):
- sostituire “bianco urlo dell'altra metà del cielo” con “bianco urlo dell'altra metà del cielo che ti chiama” per accentuare la relazionalità.
- Alternativa 2 — accentuare il ritmo:
- spezzare “dal fondo del mondo / luce ferita dove è terra / di nessuno” in “dal fondo del mondo / luce ferita / terra di nessuno” per dare più arresto e resa visiva.
- Alternativa 3 — amplificare l’esito morale:
- aggiungere un verso finale che rimandi al giudizio o alla memoria, es.: “oscilla / e conta i nomi” per rendere esplicita la responsabilità collettiva.
Suggerimenti per lettura e interpretazione performativa
- Leggere le parentesi come sussurri o monologhi interiori, più lenti e trattenuti rispetto ai versi esterni.
- Lasciare pause più lunghe prima e dopo “luce ferita” per far percepire il contrasto tra speranza e dolore.
- Il finale “dove il cappio / oscilla” va scandito con lenta, gelida neutralità; non urlare l’orrore ma renderlo inevitabile.
Versione rivista (Alternativa 2)
bianco urlo dell'altra metà del cielo
(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni – di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio
che squaderna le ore)
dal fondo del mondo
luce ferita
terra di nessuno
dove il cappio
oscilla
.
Dwight Yoakam - Second Hand Heart (2015)
Ha ormai ritmi da scafato veterano che non deve più dimostrare nulla a nessuno la produzione discografica di Dwight Yoakam, incontrastato re della country music che conta in termini qualitativi (sebbene anche come vendite il nostro spesso compete con le big star più commerciali di Nashville, come ad esempio quell'Eric Church che lui stesso ha appena seguito come spalla in un lungo tour). Second Hand Heart arriva tre anni dopo 3 Pears, che già chiudeva un lunghissimo periodo di silenzio, portandoci quaranta minuti di puro Yoakam-sound, dopo le piccole deviazioni pop imposte dalla produzione di Beck nel lavoro precedente. Qui invece è impossibile ravvisare grandi novità nel sound , forse solo più rock-oriented del solito, ma senza dubbio siamo di fronte ad uno degli episodi più freschi, energici e pienamente riusciti della sua carriera... artesuono.blogspot.com/2015/05…
Ascolta il disco: album.link/s/66of4M8c77sJdPUj4…
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 15
Umiltà e gioia
15. Ad affliggerci può essere dunque il fatto che chi ci ascolta non giunge con la mente dove giungiamo noi, e siamo costretti a lasciare le nostre sublimi considerazioni per sillabare adagio i pensieri, e far uscire, con lunghi giri di parole, ciò che vi è entrato col lampo di una intuizione: e così, non riuscendovi, preferiremmo tacere.
Pensiamo allora cosa ci ha proposto colui che «ci ha dato l’esempio, perché seguiamo la sua via» (1Pt 2,21). Per quanto il suono della nostra parola possa essere lontana dalla lucidità della mente, non lo sarà mai quanto la nostra carne è diversa dallo splendore della divinità. Ebbene: lui che viveva in quella dimensione «si abbassò assumendo l’aspetto di schiavo... fino a morir sulla croce» (cf. Fil 2,6-8). E per qual motivo, se non per farsi debole coi deboli, per guadagnarsi i deboli? (cf. 1Cor 9,22). Paolo, che lo ha imitato, altrove dice così: «Se andiamo verso le altezze, è per il Signore; se ci moderiamo, è per voi. Ci spinge l’amore di Cristo, quando ricordiamo che egli solo è morto per tutti» (2Cor 5,13.14). Sarebbe stato pronto a offrirsi per loro (ivi 12,15) se prima non si fosse degnato di abbassarsi per farsi capire da loro? Perciò in mezzo a noi s’è fatto piccolo, come la nutrice che riscalda i suoi figli (cf. 1Ts 2,7). Se non fosse per amore, non si troverebbe piacere a borbottare parole tronche e mutile, come fa una mamma. Eppure tutti gli uomini desiderano avere figli da trattare così: perché per una madre è più dolce masticar piccoli bocconi da dare al figlio, che masticarne e deglutirne di grossi per sé. Non dimentichiamo la gallina, di cui parla Gesù, che con le piume copre i teneri pulcini, e con voce spezzata tiene unita la covata pigolante; mentre i superbi che si allontanano diventano preda degli avvoltoi (cf. Mt 23,37).
Se il capire la verità dà gioia profonda allo spirito, altrettanta gioia si ha quando si capisce che l’amore più si abbassa e più di riflesso si arricchisce, quando si ha coscienza di non cercare altro che la salvezza di coloro a cui si vuol bene. __________________________
«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
Afraid and guilty Risking it all For what? A weakness Let this reminder remain Maybe it's not too late now For sure it's not too late Before next time
La Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali
Il 14 novembre del 1970 venne elaborata a Parigi la Convenzione universalmente riconosciuta come il primo strumento legislativo sulle misure da adottare per interdire e impedire gli illeciti relativi all’importazione, all’esportazione e al trasferimento di proprietà dei beni culturali.
Nel 2020, a distanza di 50 anni, l’UNESCO indisse, in ricordo di quella data, la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi di estrema attualità,
In seno alla Giornata Internazionale, The Journal of Cultural Heritage Crime, La Sapienza Università di Roma e Art Crime Project APS hanno organizzato il Convegno di Studi Database e archivi per il contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. L’iniziativa è giunta al terzo appuntamento, dopo aver dato voce nelle precedenti edizioni alle principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale e, successivamente, ai musei italiani quali presidi impegnati nel quotidiano nella promozione di una cultura della legalità.
Nella giornata presso Sapienza Università di Roma e’ stata la volta dell’incontro tra le istituzioni nazionali ed internazionali impegnate contro il traffico illecito dei beni culturali, gli scavi clandestini e i rischi a cui sono soggetti i luoghi della cultura e la dolorosa dispersione del patrimonio archeologico e culturale, in particolare l’interesse era sui database e gli archivi creati per supportare il lavoro di contrasto al traffico illecito ed ai crimini contro il patrimonio. All’azione fondamentale dei corpi di polizia dedicati alla lotta a tutte le azioni illecite contro il patrimonio, in primis i Carabinieri per la tutela della Cultura, si affianca l’attività delle più importanti organizzazioni internazionali, istituzioni universitarie e centri di ricerca che interverranno illustrando i progetti in corso, aventi come oggetto lo studio scientifico del patrimonio disperso, i materiali provenienti da sequestro, la gestione dei depositi, gli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti che entrano nelle collezioni museali.
Nel corso della giornata e’ stato conferito il Premio ‘Paolo Giorgio Ferri‘, alla sua prima edizione, istituito in memoria del magistrato che ha dedicato la propria vita professionale alla tutela del patrimonio culturale e al contrasto del traffico illecito di beni culturali. Il riconoscimento nasce con l’intento di onorare, con cadenza annuale, personalità che si siano distinte per l’impegno, la competenza e la visione nel campo della protezione dei beni culturali. La scelta di intitolarlo a Paolo Giorgio Ferri, figura centrale nelle politiche italiane di recupero e restituzione, ha voluto ribadire il valore etico e giuridico del suo contributo, che ha ridefinito un modello di cooperazione tra magistratura, forze di polizia e istituzioni museali a livello internazionale. Il premio assegnato in questa occasione rappresenta il simbolo di una continuità ideale tra la memoria e l’attualità del contrasto ai crimini contro il patrimonio.
La Giornata del 14 novembre come un momento di incontro e di scambio di buone pratiche tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla cultura dell’illegalità e del crimine contro il patrimonio, ma anche di riflessione sulle modalità di narrazione e sensibilizzazione dei pubblici verso una sempre più attenta e collaborativa cultura della legalità.
Wilco - Star Wars (2015)
Gattini e Guerre Stellari. Too much social networking? What a surprise, Wilco? Free download e nuovo album. Tweedy & co. se la spassano prendendo tutti per il naso. “Star Wars” è il nono album dei sei dell’Illinois e segna il ritorno al rumore. Ebbene sì. Dopo “Wilco” e “The Whole Love”, segnanti una svolta più easy listening (ma non meno pregevole) con questo dischetto la combriccola di Chicago abbraccia di nuovo gli insegnamenti di mastro O’Rourke... artesuono.blogspot.com/2015/07…
Ascolta il disco: album.link/s/7ub0oIH6wQJN5amS2…
DE CATECHIZANDIS RUDIBUS - 14
X – Le difficoltà e le gioie dei catechista
14. A questo punto forse desideri una conversazione tipo, per sapere come mettere in pratica i consigli che ti ho dato. Lo farò più avanti, se Dio mi aiuterà; ma prima, come ho promesso, ti dirò in che modo si arriva a far catechesi con gioia. Penso di aver sufficientemente mantenuto la promessa parlandoti di come si sviluppa il discorso con chi viene a chiedere di farsi cristiano. Non mi sento invece obbligato a sviluppare per te in questo libro il discorso che ti insegno a fare per gli altri. Se lo farò, sarà di sovrappiù: ma come posso darti qualcosa di sovrappiù, se prima non avrò compiuto tutto quello che sono obbligato a fare?
So che ti lamenti soprattutto per il motivo che il tuo parlare ti pare maldestro e banale. Ma io so che questo succede non perché ti manchi la conoscenza dei contenuti della fede e la ricchezza di parola, ma perché sei interiormente disgustato:
- o perché, come ho detto, non riesci a sopportare di non sapere dire le cose così bene come le intuiamo nel silenzio della mente; * o perché, anche se sappiamo parlar bene, troviamo maggior gusto a sentire o leggere le stesse cose, dette meglio e senza nostra preoccupazione da altri, che a improvvisare discorsi per farci capire, incerti se ci esprimiamo correttamente o se saranno utili a chi ascolta;
- o perché ciò che si insegna alle persone prive di cultura per noi è scontato e non ci serve più, e diventa noioso ripetere all’infinito certe puerilità che la nostra intelligenza di adulti nella fede non gusta più.
A volte dà fastidio anche l’ascoltatore : o perché è indolente, o perché non dà segno di capire o gustare quanto vai esponendo: e ciò non perché uno debba parlare per esser lodato, ma perché quel che diciamo viene da Dio: e quanto più vogliamo il bene delle persone alle quali parliamo, tanto più desideriamo che piaccia loro quel che diciamo per la loro salvezza; e se questo non avviene ci rattristiamo, e ci scoraggiamo, come se lavorassimo inutilmente.
A volte siamo costretti a catechizzare una persona per le raccomandazioni di qualcuno cui non vogliamo recare dispiacere o per le insistenze di qualche altro, e perciò dobbiamo lasciar da parte una cosa che desideravamo fare o che ci piacerebbe di più. Così siamo già disturbati all’inizio di un compito che esigerebbe molta tranquillità. Ci dispiace di non poter tenere nelle nostre occupazioni l’ordine che vorremmo noi e di non riuscire a far tutto: e così il discorso è meno felice, perché la tristezza lo impoverisce.
A volte il disturbo viene da qualche scandalo. Ne stai soffrendo e uno ti dice: «Vieni e parla a questo tale che vuol farsi cristiano». Chi dice così, non sa cosa ti succeda dentro. E se non puoi spiegargli quel che soffri, rispondi di sì, di malavoglia. Così il discorso, nascendo da un cuore arido e sconvolto, non potrà che essere fiacco e acido.
Quale che sia, tra tutte queste, la causa che impedisce di essere sereni, cercheremo davanti a Dio il rimedio per superare la difficoltà e cominciare serenamente l’opera, con entusiasmo e gioia: perché «Dio ama chi dà con gioia» (2Cor 9,7). __________________________
«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS»LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ipponacon introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTIEd. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bolognacanoniciregolari-ic.com/s-agos…
L'amore, semplice e felice, Perduto, un giorno dopo l'altro, Nel fiume degli anni. Rimangono le vecchie foto; Risvegliano una nostalgia Senza nemmeno il ricordo.
L’Intelligenza Artificiale decifra un’antica preghiera di guarigione del Casertanoblogger.googleusercontent.com/…
Grazie all’intelligenza artificiale, è stata ricostruita un’antica preghiera di guarigione, tramandata per secoli nelle campagne della Terra di Lavoro. Un testo che, fino a oggi, era rimasto incomprensibile, e quasi dimenticato, per la sua forma linguistica ibrida, vagamente simile al latino ma inaccessibile ai filologi.
Nel 2011, un gruppo di ricerca dell’ArcheoClub di Calvi Risorta intraprese un’indagine sul campo, intervistando soprattutto anziani nei paesi della zona alla ricerca di tradizioni orali e testi religiosi popolari. Tra le scoperte: dei “respensori”, un’intercessione a Sant’Elena, un adattamento popolare del Vangelo secondo Giovanni, e una preghiera di guarigione in un idioma incomprensibile. Proprio per questa sua oscurità linguistica, la preghiera non fu inclusa nei risultati ufficiali della ricerca.
Gianluca Parisi, all’epoca membro del gruppo: «Ricordo che consultammo diversi professori di latino, nella speranza di decifrarne il significato. Ma ogni tentativo risultò vano: le parole non corrispondevano a nessun termine classico o volgare conosciuto». Oggi, a distanza di quasi quindici anni, l’Intelligenza Artificiale ha permesso di ricostruire una versione verosimile del testo. Come è stato possibile? «È stato sorprendentemente semplice», spiega Parisi. «La difficoltà che incontrarono i professori all’epoca era legata alla necessità di confrontare manualmente migliaia di varianti lessicali. Oggi, invece, abbiamo chiesto all’IA di cercare, nel suo vasto corpus linguistico, il termine latino che più si avvicinava a ciascuna parola della preghiera. In pochi minuti, ha prodotto una ricostruzione coerente e plausibile».
L’uso dell’Intelligenza Artificiale in ambito storico e linguistico rappresenta una svolta epocale. Non si tratta di “inventare” il passato, ma di “ricostruirlo” con strumenti nuovi, senza perdere il rispetto per la sua complessità. L’IA, in questo caso, non ha creato nulla: ha semplicemente aiutato a leggere ciò che era già lì nascosto, ma non perduto.
La preghiera, riportata qui sotto nella sua forma originale e in quella ricostruita, veniva tramandata oralmente, da madre in figlia, nelle comunità agricole del Casertano. Non esiste una versione “perfetta”: ogni persona che la imparava a memoria la modificava, talvolta per migliorarla, altre per errore. Una delle ultime a conoscerla fu Maria Grazia Fusco, detta Caterina, nata a Giano Vetusto il 3 luglio 1924 e scomparsa a Calvi Risorta il 17 dicembre 1997. Fu proprio dai suoi amici e parenti che l’ArcheoClub ottenne il testo. Le sue origini potrebbero risalire all’epoca dei monaci basiliani, che diffondevano riti di guarigione nelle comunità rurali. Anche in Spagna si trovano preghiere simili, come quelle legate a Nostra Signora del Pilar, che prevedono il rito di cingere la fronte del malato con un nastro o un panno benedetto, un gesto simbolico di protezione e guarigione.
“Benedici Tibi Benes Convertati viotiure et sereno molto mesta Diot salvamet seon miseri perto vior ognius date nobis et vobis salutem corporis o per exfelat corporis tui satis cum olà furiondo male patis per prevedentione eius filose provvedeste mei Spirito Santo Amen”.
«Noi che crediamo in Te, benediciamo il Signore! Con il Tuo aiuto, Dio, salvami, misero peccatore, e donaci sempre ogni forza e salute del corpo. Per i Tuoi patimenti, fa’ che il male furioso se ne vada, oppure sopportalo con serenità, in vista della Tua eterna salvezza.“Aiutami attraverso lo Spirito Santo”. Amen» #news #notizie
Affinità creativa
Da Affinity Serif ad Affinity by Canva. Ovvero l'approccio di un veterano a una suite creativa realmente alternativa dalla versione ancora in beta di Designer solo per Mac fino alla versione 3.0 multipiattaforma attuale.
Mettetevi comodi, non ci sono video né immagini. Questa è solo una chiacchierata tra appassionati di grafica. Vi racconterò com'è andata la mia prima settimana con la nuova incarnazione di Affinity targata Canva.
Ho iniziato a usare Affinity fin da quando era in beta (“Io c'ero, Gandalf, tremila anni fa”), ai tempi in cui esisteva solo per Mac. All'epoca si parlava soltanto di Affinity Designer, e già allora permetteva cose incredibili, come uno zoom praticamente infinito.
Ricordo ancora il video di presentazione: un’illustrazione piena di dettagli in cui, man mano che lo zoom aumentava, scoprivi nuovi disegni dentro altri disegni. Era stupefacente. Mostrava anche la possibilità di unire forme in modo non distruttivo o proiettare un disegno su un’altra superficie con prospettiva controllata, così da vedere subito il risultato finale durante la modifica. Insomma, pura magia per chi era abituato ad altri software.
L'alfabeto al rovescio: dalla S di Serif alla C di Canva
Mi sento davvero un veterano del software. Ho seguito Affinity passo dopo passo, acquistando le licenze della versione 1 e poi della 2. Ora siamo arrivati alla grande novità: Canva ha acquisito Affinity. E così è arrivata la versione 3 che, fortunatamente, non è un semplice rebranding, ma la naturale evoluzione del progetto originale di Serif.
Mi sono fidato fin dal principio di Serif perché sono sviluppatori europei con alle spalle oltre trent’anni di esperienza: nati in Inghilterra nel 1987, hanno sempre puntato su soluzioni accessibili e innovative, arrivando a competere seriamente con i colossi della grafica professionale con la serie Affinity prima ancora dell’acquisizione da parte di Canva.
Il nuovo logo mi ha lasciato perplesso all’inizio, con quel font un po’ rétro che segue la tendenza del momento, un modo per dire: “Ehi, siamo sul pezzo!” A me non piace molto questo approccio perché sembra vada a snaturare l'identità reale a discapito dell'omologazione. Osservandolo bene però l’idea dietro è affascinante: una “A” disegnata come da un pennino, con un tratto sinuoso che richiama il mondo creativo. Sono riusciti a cavalcare il momento, sfruttandolo per sintetizzare bene il lavoro che dovrebbe fare una suite grafica. Dal mio punto di vista si sono salvati proprio per un pelo. Sul sito si nota anche una piccola animazione che evidenzia come Affinity oggi unisca disegno, foto e impaginazione in un unico ecosistema, sempre seguendo la filosofia del pennino e della sagoma.
E qui sta il vero cuore di questa versione. I tre programmi Designer, Photo e Publisher ora formano un solo software, all’interno del quale si passa liberamente da una modalità all’altra: vettore, pixel e layout. Non che prima non ci fosse integrazione: grazie al motore comune, già dalla versione 1 era possibile aprire un file Designer in Photo e viceversa, mantenendo effetti e filtri non distruttivi. Ma ora tutto è davvero unificato.
Il camaleontico Studio Link
Studio Link è stata la svolta che ha reso Affinity una vera alternativa ai software più blasonati. Bastava cliccare sull’icona corrispondente in Publisher per passare all'interfaccia di Designer o Photo, fornendo strumenti specifici di disegno vettoriale o correzione fotografica senza mai uscire dal progetto in corso. Una funzionalità semplice ma geniale, che ha reso il flusso di lavoro molto più fluido.
Con la nuova release l’integrazione è ancora più profonda. Ora si installa un solo programma e si sceglie la modalità di lavoro in base alle proprie esigenze. Nonostante sia un'offerta 3x1, la mia impressione è che sia ancora più leggero e fluido. Posso dirlo con cognizione di causa, poiché lo noto su una macchina brizzolata che monta ancora un processore i3 duel core, 12 GB di RAM e una semplice scheda grafica dedicata AMD Radeon 5450.
Buuh! Non sai disegnare, hai ricalcato!
Artisticamente parlando il ricalco è considerato un mezzuccio semplificato, ma quando devi ridisegnare un elemento raster è più facile partire da un ricalco e nel caso rifinirlo. La funzione di ricalco vettoriale è già presente da anni nei software professionali e anche nei miei amati progetti open source ed era richiesta a più riprese anche nel popolatissimo e vivace forum. Finalmente ora l'hanno inserito! Non vedo l’ora di testarlo a fondo, ma già questa è una conquista.
Effetto o scherzetto?
Continua a gestire più tavole di disegno di dimensioni diverse nello stesso file, perfetto per creare versioni per stampa, social e web senza duplicare il progetto. L’unica sorpresa è stata la scomparsa apparente della mitica funzione Persona Esporta che mi permetteva di scegliere il formato e la qualità di esportazione per ogni tavola. Non ho proprio intenzione di salvarle una per una tutte le volte. Cerco sotto Esporta. Niente. Guardo nella colonna di destra tra gli effetti e i livelli dove compariva di solito, ma nessuna traccia. Cerco nella documentazione, non c'è alcun riferimento a un Ex Persona Esporta. PANICO.
In realtà lo hanno nascosto bene, poiché si trova sotto un nuovo menu accanto alle modalità Vettore, Pixel e Layout, nella sezione dedicata alla personalizzazione dell’interfaccia. Bisogna andare a cercare Studio Sezione o premere il tasto F5 senza restare sconcertati. Una scelta meno immediata ma più coerente con la nuova filosofia modulare. E così facendo ho scoperto che si possono anche programmare Studi personalizzati, includendo tutti gli strumenti a piacimento. Un'evoluzione più fluida del vecchio Set di impostazioni. Non male davvero.
Il piacere della lettura anche per la nonna cecata
Tra le opzioni di esportazione ora è presente anche il formato EPUB, un passo importante verso la condivisione universale dei documenti. Chi legge su tablet, Kindle o smartphone potrà finalmente gestire il testo in modo fluido, adattandolo alle proprie necessità. Rispetto al PDF, statico e legato al formato della pagina, EPUB è un formato vivo, che si adatta ai bisogni del lettore, che magari ha bisogno di ingrandire i caratteri sul proprio dispositivo perché deve leggere in pubblico o perché ha reali problemi di miopia, o ancora è in una condizione di dislessia, perciò è costretto a impostare lato utente un font speciale per favorire la leggibilità.
Nonostante Canva (o grazie a Canva?) Affinity 3 è promosso
Dopo una settimana di sperimentazione il bilancio è molto positivo. Nonostante sia diventato un software firmato Canva, tutto ciò che amavo di Affinity è ancora lì. L’interfaccia è familiare, i comportamenti sono coerenti, e anzi sembra perfino più reattivo rispetto ai tre programmi separati della scorsa versione.
I filtri non distruttivi restano il fiore all’occhiello del sistema, ora disponibili in tutte le modalità. Le maschere continuano a crearsi semplicemente trascinando una forma sul livello, si possono ancora importare i plugin di Photoshop e il workflow resta intuitivo e coerente.
La registrazione ora passa attraverso Canva, ma anche l’account gratuito offre tutto ciò che serve per lavorare. Questo aspetto è quello che più mi irrita perché non vorrei affidare i miei dati a Canva per lavorare offline. Speravo si potesse mantenere l'iscrizione storica con Affinity. Che serve comunque se si vogliono importare i plugin acquistati in precedenza. Ma l'account principale resta quello di Canva d'ora in poi. La cosa positiva è che si può disattivare la telemetria. Ok, Canva, vuoi un utente in più, ma almeno chi desidera fornire meno dati possibili ai colossi del web può tirare la tende alla finestra e non lasciarli sbirciare. Personalmente l'ho attivata solo per lanciare il segnale “Ehi, amico, io lo faccio pure l'account di Canva, ma come vedi ho associato anche un account decennale al software originale. Io seguo Serif, non te.” Non sarà altro che un debole ronzio in una tempesta, ma nel mio piccolo lo faccio consapevole di cosa farà Canva col mio account.
Chi ha l’abbonamento Pro, invece, può sbloccare le integrazioni con i servizi di Canva. Al momento non mi interessa minimamente la generazione con l'AI, che è comunque relegata all'account Pro, ma io sono un barbone e quindi ciaone. Però, anche con la licenza gratuita è disponibile la funzione Segmentazione, un modello che riconosce meglio i pixel che formano un'immagine e dovrebbe garantire una selezione più accurata. Anche questo sarà oggetto di test più approfonditi.
Guardiamo al futuro senza essere Cassandra o Sibilla Cooman
Non è ancora chiaro quale sarà il modello di business a lungo termine. Canva ha sicuramente guadagnato una nuova ondata di utenti, ma resta da capire se in futuro ci saranno funzionalità a pagamento o una versione “Pro” di Affinity separata. Speriamo riescano a sostenersi con i nuovi abbonamenti alla versione Pro di Canva. Per il momento la promessa è che Affinity resterà così com'è. Speriamo di non trovare un Gramo nei fondi del tè.
Ciò che conta è che questa nuova era non spezza con il passato: Affinity 3 è una vera continuazione, non un reboot. Serif ha sempre dimostrato competenza e visione, e con il supporto di Canva potrebbe arrivare ancora più lontano. Magari un giorno vedremo anche la versione nativa per Linux anche se, ammettiamolo, ormai ci crediamo poco.
Nel frattempo, resta una splendida alternativa per chi cerca un software professionale, completo, veloce e finalmente gratuito.
Il futuro è tutto da disegnare.
Furti d'auto hi-tech: smantellata a Palermo e Milano un'organizzazione criminale con collegamenti internazionali
Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto della Compagnia di Alcamo e del Nucleo Investigativo di Milano, ha eseguito 5 decreti di perquisizione e 3 sequestri preventivi d'urgenza di conti correnti nei confronti di 3 indagati, accusati di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di autovetture, alla ricettazione e alla diffusione di strumenti informatici illeciti.
L'operazione si inserisce in un'attività più ampia coordinata da Eurojust, l'Agenzia dell'Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale, e condotta in parallelo anche in Francia e nel Regno Unito. Le indagini sono partite da elementi forniti dagli inquirenti francesi, che avevano individuato una banda dedita alla produzione e rivendita di dispositivi elettronici in grado di avviare auto con chiavi non codificate, aggirando i sistemi di sicurezza di numerosi marchi automobilistici di fascia alta.
Il principale sospettato costruiva dispositivi elettronici personalizzati dal 2022. Vendeva altoparlanti riprogrammati (sì, altoparlanti!) in grado di sbloccare auto di lusso. I prezzi variavano da 3.000 a 50.000 euro a dispositivo, distribuiti in 17 paesi europei e in tutto il mondo tramite messaggistica crittografata. La polizia francese ha notato un picco nei furti di specifici modelli di veicoli e ha ricondotto il furto a questi altoparlanti modificati.
Tra i principali interlocutori del leader francese è emerso un palermitano — già noto alle forze dell'ordine — ritenuto figura tecnica di spicco e già imputato in un procedimento per fatti analoghi. Secondo la Procura di Palermo, il gruppo avrebbe trasformato il furto d'auto in un business tecnologico globale, progettando e commercializzando dispositivi capaci di bypassare i sistemi di sicurezza dei veicoli di lusso.
Gli indagati avrebbero potuto contare anche su complici insospettabili, tra cui il titolare di un'officina autorizzata di un noto marchio automobilistico, che avrebbe fornito chiavi originali successivamente inviate in Cina per la decodifica. Il principale sospettato si sarebbe recato più volte a Dubai per testare l'efficacia dei dispositivi su auto di fascia alta.
Consapevoli della natura illegale delle loro attività, gli indagati avrebbero cercato di cancellare ogni traccia compromettente, commentando tra loro gli arresti dei “concorrenti” europei. Le indagini hanno rivelato che i dispositivi venivano venduti anche online e nella sede milanese della società riconducibile agli indagati spesso ad acquirenti noti per reati di furto d'auto.
Per eludere eventuali sequestri, i proventi sarebbero stati versati su conti correnti online, anche all'estero, ora sottoposti a sequestro preventivo. Durante le perquisizioni, i Carabinieri hanno rinvenuto in un'abitazione a Palermo un laboratorio tecnologico dotato di strumentazione avanzata per la realizzazione dei dispositivi, e in un locale a Milano due apparecchi OBD (On-Board Diagnostics) completi di chiavi auto, uno dei quali pronto per la spedizione, oltre a un elenco dettagliato degli invii effettuati in tutto il mondo.
#cooperazioneinternazionaledipolizia
"Colletta alimentare": quando la solidarietà supplisce alle assenze dello Stato.
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La “Colletta alimentare” si svolge ogni anno in #Italia perché, nonostante i proclami istituzionali, milioni di persone sono costrette a scegliere se tagliare sulle spese alimentari per sopravvivere, segno di un abbandono da parte dello Stato che dovrebbe garantire i diritti fondamentali. Nel 2024, oltre 5,9 milioni di residenti (quasi il 10% della popolazione) vivono una condizione di #povertà alimentare, mentre più di 4 milioni di famiglie sono a rischio, numeri che aumentano nelle regioni del Sud come Calabria (31,7%) e Sardegna (27,2%).
L’iniziativa nasce dalla presa d’atto che un aiuto concreto non può più aspettare politiche pubbliche che spesso si rivelano insufficienti. Dal 1997, ogni novembre, decine di migliaia di volontari presidiano oltre 12.000 supermercati, invitando i cittadini a donare alimenti a lunga conservazione da destinare a chi non può permetterseli. Il banco alimentare distribuisce, poi, queste donazioni, integrandole con fondi e surplus europei, raggiungendo più di 1,7 milioni di persone ogni anno.
Il vero problema è che la “Colletta alimentare” si è resa necessaria perché lo Stato appare incapace di rispondere a un bisogno primario: la sicurezza alimentare. Nel 2024 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati dell' 11,8%, ma il welfare pubblico non è stato in grado di tutelare le fasce più vulnerabili. Così, la solidarietà privata si ritrova a coprire un vuoto creato da una politica che preferisce ignorare la realtà dei “nuovi poveri”, spesso invisibili alle statistiche ma quotidianamente in fila per un pacco di pasta o una scatola di legumi.
Solo l'anno scorso, grazie a più di 155.000 volontari, sono state raccolte oltre 119.000 tonnellate di cibo, aiutate quasi 1,8 milioni di persone e coinvolti più di 5 milioni di donatori in tutta Italia. Questi numeri descrivono una società civile che prova a tappare falle lasciate aperte dal sistema pubblico, facendo del gesto solidale l’ultimo baluardo di dignità per chi è stato dimenticato.
#CollettaAlimentare #Italia #Blog #Opinioni #Povertà #Diseguaglianze
Mark Knopfler - Tracker Released (2015)
Tracker è l’ottavo album solista di Mark Knopfler. Ottavo, ma in una discografia abbastanza ampia che comprende, oltre ai dischi dei Dire Straits, almeno nove colonne sonore (e sta lavorando alla decima, per il film Altamira), collaborazioni con Emmylou Harris, Chet Atkins, Notting Hillbillies e varie produzioni. Un uomo tranquillo Mark, parla poco, ma agisce. Fa un disco ogni tot anni, quando ha le canzoni, non si scompone mai e la sua musica ha il marchio di fabbrica della sua voce quieta e della sua chitarra: infatti lui è uno dei pochi musicisti riconoscibili, sia attraverso il modo di cantare che quello di suonare... artesuono.blogspot.com/2015/03…
Ascolta il disco: album.link/s/6Ur3bjzX33x6rC1Z4…
LA RICERCA
uscire dal porto -il cuore in mano- issare la vela della passione dietro lo stridulo urlo dei gabbiani tra le vene bluastre del cielo foriero di tempesta squarciare nel giorno stretto il grande ventre del mare che geloso nasconde negli abissi i suoi figli
(2014)
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Commento poetico
Questa poesia ha un tono epico e inquieto: il mare diventa spazio di passione e gelosia, la partenza è insieme atto d’amore e rischiosa sfida. Le immagini (cuore in mano, gabbiani striduli, vene bluastre del cielo, ventre del mare) funzionano bene perché mescolano il corpo e l’elemento naturale, creando una fisicità intensa e viscerale.
Cosa funziona meglio
- Immagini forti e coerenti con il tema della traversata emotiva.
- Ritmo frammentato che suggerisce movimento e tensione.
- Contrasti netti (cielo tempestoso vs. ventre nascosto; amore/passione vs. gelosia) che danno profondità simbolica.
Piccole proposte di miglioramento stilistico
- Chiarezza metrica: il verso spezzato a volte interrompe il flusso più di quanto serva; valutare dove lasciare pause e dove fondere immagini per mantenere la tensione senza frammentazione eccessiva.
- Lessico: termini come “foriero di tempesta” sono efficaci ma formali; alternare con immagini più concrete può rendere il verso ancora più viscerale.
- Coesione metaforica: l’idea del mare che “geloso nasconde / negli abissi i suoi figli” è potente; potresti espandere lievemente chi sono i “figli” per rendere l’ambiguità simbolica più intenzionale (marinai? ricordi? amori?).
Esempio di lieve snellimento (solo come suggerimento, mantieni la voce tua): – uscire dal porto con il cuore in mano – issare la vela della passione – mentre i gabbiani stridono nel cielo dalle vene bluastre – la tempesta annuncia il passo – squarciare il giorno, aprire il ventre del mare – che geloso nasconde i suoi figli negli abissi
Alternative interpretative e temi collegati
- Partenza come rito di passaggio: abbandono sicuro per affrontare l’ignoto.
- Gelosia del mare come metafora della memoria che trattiene affetti perduti.
- Il cuore “in mano” come vulnerabilità necessaria per la navigazione amorosa.
Traduzione in inglese proposta
Leaving the harbor — heart in hand —
hoist the sail of passion
behind the sharp cry of gulls
through the sky’s bluish veins
portending storm
to rend within the narrow day
the great belly of the sea
that jealously hides
its children in the abyss
Revisione poetica
uscire dal porto col cuore in mano
issare la vela della passione
al di dietro del grido stridulo dei gabbiani
attraverso le vene bluastre del cielo
che annunciano tempesta
squarciare nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che, geloso, nasconde negli abissi
i suoi figli
Note sulle scelte
- Ho ridotto le interruzioni per mantenere il flusso e la tensione narrativa senza cancellare la frammentazione espressiva che è parte della tua voce.
- Ho reso alcuni verbi e locuzioni più diretti (es. “al di dietro del grido” per conservare il senso di distanza/seguire) per evitare pause che spezzavano troppo il ritmo.
- Ho aggiunto una virgola dopo “che” –> “che, geloso,” per marcare la qualità emotiva del mare senza appesantire il verso.
- Ho mantenuto le immagini principali (cuore in mano, vela della passione, gabbiani, vene del cielo, ventre del mare, figli negli abissi) e la loro progressione simbolica.
Variante più ritmica (opzionale)
uscire dal porto col cuore in mano
issare la vela della passione
i gabbiani urlano — vene bluastre nel cielo —
tempesta in arrivo
squarciare il giorno stretto
aprire il grande ventre del mare
che geloso nasconde i suoi figli negli abissi
Versione 1 Lirica mantenendo la voce originale
uscire dal porto col cuore in mano
issare la vela della passione
dietro il grido stridulo dei gabbiani
attraverso le vene bluastre del cielo
che preannunciano tempesta
squarciare nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che, geloso, nasconde negli abissi
i suoi figli
Note
– Mantiene la frammentazione e le immagini corporee originali.
– Piccole scelte lessicali (col cuore; preannunciano) per più fluidità senza perdere intensità.
– La punteggiatura è ridotta per lasciare spazio alle pause naturali del verso.
Versione 2 Ritmica e musicale (versi sciolti con cadenza marcata)
uscire dal porto, cuore in mano
issare la vela — la passione al vento —
i gabbiani stridono sopra le vene del cielo
una promessa di tempesta percorre l’aria
squarciare il giorno stretto, aprire il ventre del mare
che geloso trattiene i suoi figli negli abissi
Note
– Cadenza più serrata e resa sonora con segni — e ritmi interni.
– Alcuni versi uniti per creare anafora ritmica e movimento continuo.
– Ideale se vuoi una lettura performativa o più musicale.