Luci e ombre della scuola italiana secondo le rilevazioni INVALSI 2026
Il rapporto INVALSI 2026 offre una fotografia complessa e a due velocità del nostro sistema scolastico, fornendo un quadro aggiornato sullo stato di salute degli apprendimenti dalle elementari alle superiori.
Tra le notizie più confortanti spicca la storica riduzione della dispersione scolastica, sia nell'abbandono precoce sia in quella forma invisibile di studenti che arrivano al diploma senza competenze adeguate, unita a un incoraggiante segnale di ripresa del Mezzogiorno che accorcia le distanze con il Nord.
L'altro lato della medaglia mostra come la scuola primaria continui a portare i segni della cappa pandemica, registrando forti fragilità nelle competenze logico-matematiche di base e nella comprensione della lettura tra i più piccoli.
E il Liceo Classico come se la passa?
Mettendo a confronto i diversi percorsi delle superiori, il Liceo Classico si conferma un'eccellenza assoluta nella padronanza dell'italiano e delle lingue straniere, ma soffre un ritardo strutturale in matematica rispetto allo Scientifico e ai migliori Tecnici, pur posizionandosi nettamente al di sopra degli "altri licei" come Scienze Umane o Artistico; resta purtroppo profondo e inalterato il baratro con gli Istituti Professionali, dove le carenze nelle materie base riflettono un marcato divario sociale prima ancora che educativo.
In generale, i dati #INVALSI2026 dimostrano che se da un lato gli investimenti mirati stanno finalmente funzionando per arginare l'abbandono e risollevare le aree più fragili del Paese, dall'altro la scuola italiana fa ancora fatica a essere un vero ascensore sociale, continuando a premiare chi parte da contesti avvantaggiati e lasciando indietro chi avrebbe più bisogno di competenze solide fin dai primi anni di studio.
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