La grande redistribuzione: il piano globale per smantellare la plutocrazia e fermare il collasso climatico. Lavorando (molto) meno e tassando i ricchi

Il Global Justice Report degli economisti del World Inequality Lab, tra cui Thomas Piketty, propone una radicale trasformazione dell’ordine economico mondiale di qui al 2100 per evitare la catastrofe ambientale. Il reddito medio mensile di tutti gli Stati convergerebbe a 5mila euro

ilfattoquotidiano.it/2026/06/0…

@politica

in reply to informapirata ⁂

Comprendo, ma comunque è un reddito buono, cioè non è una roba da viver di espedienti o morir di fame....

Le cure mediche e i servizi pubblici dovrebbero continuare a rimanere con prezzi calmierati....ma immagino ne avranno tenuto conto nello studio del progetto per mantenerli accessibili.

Battute a parte, il progetto mi interessa molto, sono anni che leggo di decrescita e leggo che servirebbe un piano/uno studio strutturato....eccone uno finalmente.

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in reply to Andre123

@andre123 certo che è buono, ma ti faccio solo riflettere che è più facile ottenere un aumento in busta paga di 100 euro l'anno dal proprio datore di lavoro piuttosto che ottenere 5000 euro mensili dalla "federazione internazionale dei capitalisti di buona volontà". E allora perché non riusciamo neanche a ottenere i 100 euro annui?

Che dire... L'utopia ha sempre il suo fascino 😅

@politica

in reply to informapirata ⁂

hai ragione naturalmente, ma sono convinto che abbiano ragione al 100 % , nel senso che è la sola via percorribile secondo me. Gli ultra ricchi (no, non il vicino con la villetta e il bmw) sono un cancro per le democrazie, per il clima e financo per quei mercati economico/finanziari fluidi e funzionali che , a parole, dicono di amare.

Sembra utopia (ad oggi lo è, provare a spiegarlo a Trump...) , ma credo che un progetto così (e di sicuro andrà corretto strada facendo , rivisto, messo a punto ecc ) sia la sola strada per salvarci dal cambiamento climatico evitando al contempo guerre apocalittiche. Non vedo molte altre vie per uscirne.
E la cosa buffa è che sì, pare utopia ,ma il 99% della popolazione mondiale ne gioverebbe. A patto di far le cose per bene naturalmente. Solo l'1% starebbe peggio di oggi. Diciamo che brontolerebbe un 2/3% della popolazione e stop...

Sbaglierò di sicuro, ma a me pare sia la sola strada possibile.

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in reply to Andre123

@andre123
Poi è arrivato Robespierre però, e i poveracci non stavano mica meglio.

Allora, pur essendo stata rimproverata più volte per la mia negatività, ipotizzare che tutti le nazioni del mondo si mettano d'accordo su un sistema universale di tassazione dei ricchi è pura utopia. Anche se il 90% dei paesi lo facesse, pensi davvero che Panama o altri non cercherebbero di accomodare gli ultra-ricchi?

@informapirata @politica

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in reply to s1m0n4

@s1m0n4 esattamente. La rivoluzione francese nasce grazie alla spinta dell'alta borghesia. E quella russa, grazie a un intellettuale di primissimo piano che riuscì a fare leva sul monumentale senso di sé che aveva il popolo russo, di fronte alla decadenza inarrestabile dell'impero zarista.

Trasformare la diseguaglianza in forza politica è un'impresa che negli ultimi 100 anni è riuscita solo al capitalismo.

Ma non è impossibile farlo: solo che è molto difficile

@andre123 @politica

in reply to Andre123

@andre123
Noi, con l'UE, possiamo ritenerci fra il i paesi che fanno più sforzi di integrazione a tutti i livelli. Eppure, già fra i 27, le politiche fiscali non sono minimamente uniformate. l'Irlanda attira le big tech statunitensi con tassazioni molto favorevoli. Il Portogallo attira i pensionati di tutto il mondo. Pure l'Italia, con la flat tax per i redditi superiori a 300k è un paradiso fiscale. No, non parliamo solo di Panama.

@informapirata @politica

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in reply to s1m0n4

ah non mi riferivo alla situazione odierna, come a dire ehi si può fare domani mattina, basta poco. Intendevo dire che un movimento organizzato che riuscisse a portare il 60% (non il 90%) del pianeta a essere "ostile" ai multi miliardari avrebbe una buona probabilità di successo.

Intendo dire che è una lotta dove non devi arrivare ad aver il 90% dalla tua per vincere. L'obiettivo è più basso secondo me. Perché sono loro a non farcela senza il 90% del pianeta a disposizione.

Chiaro è una lotta che non è vinta in partenza , tutt'altro, andrebbe costruita e con grandissimi sforzi e molti passi falsi temo. Servirebbe (tanta) gente che è disposta a rischiare e a lottare credendoci con forza , piuttosto che dire : naaah impossibile, non mi ci metto neanche.
Ovvio che servirebbero anni e anni, lustri.

Di promto, semplice , facile da spiegare con qualche slogan ad effetto invece che complesse spiegazion, e a colpo sicuro o quasi , non c'è nulla credo.

E non penso esistano molte altre vie per evitare un disastro sicuro. Quello si , praticamente certo. Salvo cambi qualcosa.

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in reply to Andre123

@andre123
Sì, in teoria concordo. In pratica, però, se tutti guadagnassimo 5000 €/mese, pur in condizioni più che dignitose rispetto al costo della vita, ci sarebbero persone (e non sarebbero nemmeno poche, imho) che pronerebbero e farebbero di tutto per guadagnare di più. Perché fa parte della natura umana.

Quello che attualmente mi terrorizza è che la creazione di ricchezza, ormai, è sempre più slegata dal lavoro effettuato. È questo è un fenomeno senza precedenti.

@informapirata

in reply to s1m0n4

Come scrivi, fa parte della natura umana. Ma, immagino, se riuscissimo a creare un mondo più equo, dove NON tutti, MA la maggior parte delle persone ha di che vivere molto decentemente, allora probabilmente il numero di interessati a guadagnar di più un pochino scemerebbe.
Non ci sarebbero più costanti e martellanti incentivi a guadagnar di più. Ce ne saranno ancora, ma un pò mewno, e magari saranno visti "male" invece che bene come oggi. Non puoi rimodellare l'essere umano in 10 anni. Ci vogliono generazioni intere. E per certe cose siamo uguali uguali agli uomini e donne descritti nell'Antico Testamento...

La produzione (concreta, di cose utili ) sarebbe calibrata per soddisfare le necessità di tutti in maniera abbastanza equa (l'equità perfetta, quella sì, è abbastanza utopica).

Il "perfetto" è nemico del fare qualcosa intanto. E se non facciamo nulla dicendo:
ok o cambia tutto dall'oggi al domani, che possa vederlo anche io in qualche anno qusto cambiamento...non finiremo bene.

Forse dovremmo iniziare a tentare un cambiamento, sapendo che ci vorranno una generazione, o due, per vederne dei risultati. Che quindi la generazioni attuali dovranno solo darsi da fare per correggere una rotta nefasta impostata dalle generazioni precedenti, e forse senza neppure poter vedere come andrà a finire o goderne i risultati. Risultati che non saranno neppure perfetti, che ogni tanto bisognerà mettersi a rivedere un pò la situazione e correggere il tiro ecc. Ci sarà anche di che litigare (senza armi eh, discutere animosamente intonno a un tavolo intendo) , da far tentativi che andranno a rotoli ecc.

Perlomeno, io la vedo così. Non esistono bacchette magiche e i cambiamenti così importanti vanno iniziati dai nonni, ed i bisnipoti ne vedranno qualche risultato. Se tutto va bene.

Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)
in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@GustavinoBevilacqua @s1m0n4

E' questo fatto, penso, che porta molti a vedere come utopistici dei progetti a lungo termine.

Eppure penso che nella situazione odierna non vi siano interruttori magici. Tutto al contrario. Per quello penso che la decrescita (che è un pò un mix di teorie, non un corpus compatto e monolitico) offra spunti (non manuali operativi) molto validi.
A patto di accettare che richiedono parecchio tempo.

Ma siccome alternative più rapide non ne vedo (una rivoluzione ? Auguri e buona fortuna contro Palantir & co.) penso sarebbe saggio almeno provare a studiarle e tentarle... E non solo nel "Sud" del mondo....

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@GustavinoBevilacqua @s1m0n4

Questa è una cosa che bisognerebbe provare a combattere... sin dalla scuola (dell'infanzia, sai quanti me ne descrive la mia compagna già messi così a 4 anni....)

E son convinto che oltre ai social centri anche come viene diretto il mondo...una sorta di CDA permamente...che naturalmente guarda alle trimestrali e chissenefrega di "fra dieci anni".

Maurizio Dallocchio, prof molto noto di economia aziendale, mi diceva che ciò era dovuto al fatto che è già difficilissimo far proiezioni a 3/6 mesi. Figurarsi sperare di azzeccare a 2/3 anni cosa accadrà.
Ok, ma qui non si tratta di far previsioni secche, ma casomai di seguirne l'evoluzione correggendo la rotta strada facendo...

in reply to Andre123

@andre123 @GustavinoBevilacqua @s1m0n4 c'è anche una differenza sostanziale tra la natura delle previsioni che deve fare un'azienda e quello che si deve fare a livello governativo. L'amministrazione di un Paese si deve occupare principalmente di garantire i servizi essenziali, e questo si può fare benissimo anche senza spiluccarsi il cervello su «ah ma come saranno le cose tra dieci anni».

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@GustavinoBevilacqua @oblomov @s1m0n4

Beh questa però è pura incuria/noncuranza/menefreghismo/cialtroneria (scegli il nome che preferisci !)

Non penso le previsioni abbiano nulla a che fare. Era un dato, neppure una previsione, ma nessuno si è preso la briga di ragionarci sopra e far qualcosa di sensato.

in reply to Andre123

@andre123 @GustavinoBevilacqua @s1m0n4

parliamo di bambini di 4 anni, è naturale che siano "messi così", non hanno ancora la maturità di attendere per la gratificazione di un bisogno o desiderio. è l'età in cui si inizia a imparare, piano piano, con l'aiuto degli adulti..

il problema è quando gli adulti sono così, non i bambini. per loro è fisiologico

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in reply to BB

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Io non ritengo che età anagrafica e maturità vadano di pari passo.

Basta guardare cose come questa casa per rendersene conto.

aus.social/@weirdestate/116705…


This is another home that has so much going on with it, I didn't know where to start. I guess I'll start here.
realestate.com.au/property-hou…

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in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@GustavinoBevilacqua @bbacc @s1m0n4

E' una cosa che ho notato. chi ha un mare di soldi da sbatter via ogni tanto fa cose che ti domandi che senso abbiano...

Non ne hanno di senso, è viver nel paese dei balocchi potendolo fare. Della serie, lo voglio, posso, chissenefrega dell'universo mondo , lo faccio e basta.

Appunto, due anni...

in reply to rag. Gustavino Bevilacqua

@GustavinoBevilacqua

ci sono delle attività per cui ho il rifiuto totale e se non sfrutto il periodo finestra in cui tollero l'idea di portarle a termine, non lo faccio più 🤣 questi sono i casi dove prenderei la macchina e andrei a comprare quello che mi serve subito perché sennò ciao gatto

@andre123 @s1m0n4

in reply to BB

Ed è, almeno per me dall'esterno, curioso come questo non sempre dipenda dalla famiglia di origine (in parecchi casi sì, ma non sempre).

Cioè alcuni di questi bimbi più irrequieti vengono da situazioni oggettivamente un pò complicate (brutte separazioni, genitori allo sbando che poco si curano dei figli ecc.) ; ma altri invece da genitori attenti e premurosi, con una vita normalissima , che cercan subito di portare il figlio da uno specialista ecc..

@GustavinoBevilacqua @s1m0n4

Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)
in reply to Andre123

@andre123

vero, è un fenomeno globale, siamo tutti sovrastimolati, abbiamo poco tempo, dobbiamo fare tutto e sapere tutto, va tutto molto veloce in generale, le relazioni sono sempre piu mediate dai mezzi tecnologici e c'è poco contatto con la natura; questo oltre ai fattori genetici
poi abbiamo anche la tendenza a medicalizzare i fenomeni che non ci tornano, che a volte è fondamentale, a volte è un modo di tenere sotto controllo qualcosa che ci pare scomoda
@GustavinoBevilacqua @s1m0n4

in reply to informapirata ⁂

che in soldoni vorrebbe dire "quel che è stato fatto dagli anni 70 per reagire alla stagflazione ha causato disastri immani, il neoliberismo sta distruggendo il pianeta oltre alle società umane (che, ricordiamolo, per gli alfieri del neoliberismo come Thatcher "società" è un concetto che nemmeno esiste), quindi ripartiamo da Keynes e aggiustiamo il tiro. In linea di principio concordo, ma approfondirò andando alla fonte. Grazie dello spunto. Ho un piccolo appunto (--->)