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“the reappearing pheasant”; italian and american authors in n.y., 2022


a New York, nell’inverno 2022, a circa trent’anni dalla prima esperienza collettiva di reading/dialogo/confronto di autrici e autori italiani e statunitensi (The Disappearing Pheasant), si è tenuto un nuovo incontro, sempre a cura di Luigi Ballerini, che ha visto molti poeti, critici e scrittori coinvolti.

gli atti di quelle giornate sono ora stati pubblicati da Agincourt Press: https://www.agincourtbooks.com/opuntia#/moscardi-dethomasis-the-acts-of-the-reappearing-pheasant/
gli atti del fagiano 2022 a New Yorkhttps://www.agincourtbooks.com/opuntia#/moscardi-dethomasis-the-acts-of-the-reappearing-pheasant/
*

Francesco Muzzioli sui giorni del 2022: francescomuzzioli.com/2022/11/…

video completi: slowforward.net/2022/11/18/the…

dépliant e informazioni: slowforward.net/2022/10/27/the…

a brief note, in English:

[youtube youtube.com/watch?v=N-DtcGHgze…]

#acts #AgincourtPress #atti #IuriMoscardi #LuigiBallerini #SandroAngeloDeThomasis #TheReappearingPheasant

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certified copy / anat gutberg. 2019


youtu.be/NgeQDrrH5yc?si=coOsUk…

#AnatGutberg #art #arte #video

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La sciara e l’acqua. Salviamo gli Orti della Susanna


Le cosiddette “sciare”, in passato considerate aree povere, sterili, di scarso valore e praticamente inutili, se non addirittura un problema, sono state oggi rivalutate da vari punti di vista.

Partiamo dall’importanza che hanno dal punto di vista idrogeologico e dal ruolo che hanno sempre svolto nel difendere la Città dagli episodi alluvionali più intensi, agevolando anche la […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/06/27/la-s…

#acqua #CentroDirezionaleCibali #ComuneDiCatania #Sciara #verdePubblico #verdeUrbano

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pod al popolo, #069: lettura di mg @ ‘roma chiama poesia’, teatro basilica, 31 mag. 2025


La sera del 31 maggio 2025, al Teatro Basilica, in occasione di un reading collettivo, alcuni testi da Oggettistica, altri da Prima dell’oggetto, e un inedito in volume. Ora qui su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

#déclic #Oggettistica #PAP #pap069 #pap069 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #PrimaDellOggetto #prosa #ProsaInProsa #reading #RomaChiamaPoesia #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TeatroBasilica #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #Tic

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tornano disponibili le “poesie edite e inedite (1947-1991)” di corrado costa


Torna disponibile, in seconda ristampa, presso ArgoLibri, l’indispensabile libro delle Poesie edite e inedite (1947-1991) di Corrado Costa, curato con grande acribia e competenza da Chiara Portesine.

Introduzione di Aldo Tagliaferri

Con interventi di Adriano Spatola, Gian Luca Picconi, Milli Graffi, Giulia Niccolai, Paul Vangelisti, Marco Giovenale e Chiara Portesine.

*

Sempre più, col passare degli anni (soprattutto dal 2013 in avanti), al lettore italiano, Costa si è rivelato e si rivela, non troppo diversamente dal diverso Carlo Bordini, uno degli anelli nodali del percorso della scrittura di ricerca – e delle metamorfosi di questa – al passaggio tra anni Settanta e Novanta. Un vero inconsapevole ponte o nesso tra le esperienze e le levità e follie del Mulino di Bassano e le (allora non conosciute) giovani e meno giovani voci sperimentali che costruivano in Francia una postpoesia carica di futuro.

Leggere Corrado Costa significa capire perfettamente come quel cambio di paradigma avviato con gli anni Sessanta non abbia mai nei decenni smesso di mutare, espandersi, dimostrarsi effettivo rinnovamento delle arti e letterature del mondo. Un rinnovamento arginabile solo (e non definitivamente) attraverso uno spregevole ritorno all’ordine, che i padroni del fumo editoriale-distributivo hanno attuato a partire dagli anni Ottanta, e che oggi arriva (con le “poesie” degli improbabili grandi vecchi di mondadori ed einaudi) a sfondare il tetto del ridicolo, e dunque a trovare ascoltatori entusiasti nell’ytalyetta degli anni Venti, canara e neofascista.

Costa ripulisce il parabrezza da questi insetti, e ci mostra cosa era ed è possibile fare con il linguaggio, anche il più ordinario e orizzontale.

#111 #AdrianoSpatola #AldoTagliaferri #Argolibri #cambioDiParadigma #ChiaraPortesine #CorradoCosta #corradocosta #Costa #GianLucaPicconi #GiuliaNiccolai #MarcoGiovenale #MilliGraffi #nonAssertività #PaulVangelisti #PoesieEditeEInedite19471991_ #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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1 luglio, roma, muciv: “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”

Quel che non puoi vedere/Tentativi di visione


presentazione e discussione a più voci del video e del volume Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione

Incontro parte del programma Storie d’EUR_Asia
Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata


Intervengono:
Pierfrancesco Fedi, curatore delle collezioni cinesi e giapponesi delle Collezioni di Arti e Culture Asiatiche del MUCIV;
Anna Imponente, storica dell’arte;
Giuseppe Garrera, storico dell’arte e collezionista;
Alex Kerr, scrittore, esperto di arte e cultura giapponese, collezionista:
Federica Luzzi, artista;
Marcello Sambati, poeta e drammaturgo;
Naoya Takahara, artista;
Monica Vacca, psicoanalista membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi (SLP cf) e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP);

Modera:
Anna Imponente, storica dell’arte

museodellecivilta.it/events/qu…

“Quel che non puoi vedere/Tentativi di visione 試行、イメージへ”, Federica Luzzi, Naoya Takahara (a cura di), Edizioni Cambiaunavirgola, Roma 2025. Patrocinio Fondazione Italia Giappone.

“Quel che non puoi vedere/Tentativi di visione 試行、イメージへ”, è la restituzione in forma cartacea di cofanetto che raccoglie, oltre ai contributi degli artisti ideatori Federica Luzzi e Naoya Takahara, quelli di Gabriella Dalesio, Giuseppe Garrera, Alex Kerr, Monica Vacca, e degli artisti coinvolti – Flavio Arcangeli, Melissa Lohman, Simone Pappalardo, Marcello Sambati, Pasquale Polidori. Il cofanetto invita il lettore ad associare liberamente i vari materiali: oltre al libro, 22 foto, 3 haiku di Bashō e 3 racconti tradizionali giapponesi.

#AlexKerr #CuratoreDelleCollezioniCinesiEGiapponesiDelleCollezioniDiArtiECultureAsiaticheDelMUCIVAnnaImponente #Bashō #EdizioniCambiaunavirgola #FedericaLuzzi #FlavioArcangeli #FondazioneItaliaGiappone #foto #GabriellaDalesio #GiuseppeGarrera #haiku #MarcelloSambati #MelissaLohman #MonicaVacca #MuCiv #museoDellePierfrancescoFedi #NaoyaTakahara #PasqualePolidori #poetaEDrammaturgoMonicaVacca #raccontiTradizionaliGiapponesi #SimonePappalardo #storicaDellArteGiuseppeGarrera

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Gli spaccamenti capitanti, nuova murfianza per rompere l’umore


È a dir poco sconcertante (!), ma la maledizione di Murphy si è gravemente abbattuta su di me in questi ultimi giorni… mi si sta letteralmente rompendo tutto, ogni cosa che possiedo, tutti i miei averi tangibili. Questo è ovviamente un duplice problema, perché da un lato sono tirchia e non voglio (ri)comprare assolutamente niente, e dall’altro la distruzione di tutti i miei strumenti ed il mio ambiente di lavoro mi porta a distrarmi e dunque a disperarmi ancora di più del già abbastanza alto normale. A parte i soliti problemi col PC, e il telefono che è lento, infatti, ora piano piano arrivano anche degli spacc fisici, e io sto per perdere così forte la pazienza che potrei arrivare a ricostruirmi tutta la roba che mi serve con soltanto cartone e colla, così almeno so che resiste… 😭

Non c’è solo la roba elettronica a rompersi (e a rompere a me le scatole, nel farlo…) infatti, in questo caso. Forse per il caldo e l’umidità insieme (ma in realtà non ne ho idea) gli appendicazzi schifosi che uso per appendere roba al lato del mobile dove ho la scrivania stanno iniziando a crollare uno dopo l’altro, al ritmo di tipo 1 al giorno… che è preoccupante a dir poco. La colla si secca, l’adesivo si spacca, e quindi cade ogni cosa. Prima è caduto quello che uso per tenere rialzata dal pavimento la prolunga elettrica, poi è caduto quest’altro su cui avevo tanto accuratamente posizionato il ventilatorino da scrivania… è veramente tutto inutile così il tempo da me speso nel fare interior design però, eddai. Mi fa anche così tanto rosicare che deve finire sempre così che ho volontariamente preso uno degli appendini che è caduto e, con calma, l’ho spezzato… e ora quindi dovrò cambiarlo per forza, mentre se non avessi fatto questa stronzata avrei potuto rimetterlo a posto come nuovo con della colla a caldo, che roba. Vabbè va. 😵
Schema cose cadute e punti, come descrittoAppendino blu con la protuberanza esterna spezzata come detto
Ovviamente, comunque, le cose che principalmente si rompono sempre, e che quando lo fanno danno noie serie, sono quelle elettriche. Da svariate sere fa, infatti, non posso più usare la mia striscia LED, perché l’adattatore-microcontroller si è rotto. Non ho capito bene come ma, a giudicare dal fatto che l’innesto jack DC sembra visivamente squagliato, avrà qualcosa a che fare con il fatto che, nelle ultime settimane prima del decesso, il jack in questione diventava veramente caldissimo durante l’uso… e forse faceva già qualche falso contatto, perché ogni tanto le luci si spegnevano da sole per degli istanti. Non ho idea di se fosse l’alimentatore il problema, ma probabilmente è più l’adattatore, perché già da anni dava problemi (per esempio, anche premendo OFF sul telecomando, le luci rimanevano accese di un leggero blu)… magari la porta era di suo prona a rompersi, e facendo contatti sempre più falsi ha fatto disperdere sempre più energia come calore, ed ecco qua. Non ha neanche senso rimpiazzare il connettore a questo punto, meglio comprare nuova tutta la schedina… però il casalinghi cinese non la venderà mai da sola, e online costa più del dovuto, quindi fin’ora sono rimasta letteralmente senza luce colorata, che la sera è una fottuta tragedia. ☠️
Scheda adattatore tolta dalla scatolina, focus sulla porta jack
Beh, però la luce arcobaleno la ho sempre dalla mia tastiera meccanica cinesissima eccetto che potrebbe dover sparire pure quella, perché ha ricominciato a fare le bizze. Mesi fa già aveva dato strani problemi, per cui per giusto qualche giorno un tasto (la lettera E) andava e poi non andava, a momenti completamente a caso; da ieri sera, invece, sono i tasti M ed I a fare lo sciopero, e un po’ anche la J… e il tempo per cui non funzionano è gravemente di più di quello per cui lo fanno. Scuotere, pulire e spolverare, così come premere i tasti più forte o per più a lungo, non cambia assolutamente nulla… semplicemente a momenti scrivono, ed altri no; e qualche volta scrivono con un leggero ritardo dopo averli rilasciati, finendo per inserire dopo un qualche altro simbolo che nel mentre ho premuto. Ah e, nel frattempo, ovviamente la mia chiavetta Bluetooth di 20 anni fa non funziona su Windows 10 64 bit (nonostante su Linux andasse, pure se male, mannaggia a tutt cos); e le altre tastiere USB che ho da parte, oltre ad essere a membrana, sono pure quelle mezze rotte (tra cui una che va su altri PC, ma non sul mio fisso; forse avrà il connettore marcio)… è la megafine. 🙃

La tastiera meccanica nuova non la comprerò neanche per idea, perché se questo problema si era risolto da solo prima allora deve farlo anche ora… altrimenti… ci rimarrò molto molto male!!! Però almeno una tastiera così, da battaglia, mi sa che devo comprarla, al casalinghi cinese, altrimenti finirò a pettinare le bambole per interi giorni. Questo post l’ho scritto dal tablet, per esempio, perché preferisco addirittura usare la tastiera touch mezza laggante piuttosto che quella a membrana con i tasti mezzi affossati e mezzi che non si premono se non si da un pugno, e tutte queste cose qui… Ah, tablet che, a tal proposito, per via del fatto che Samsung usa componenti di merda, ha la porta USB-C mezza rotta (un problema noto su questo modello)… e spero che quantomeno continui a caricare per sempre, quel poco che basta per evitarmi di dover comprare ed installare il pezzo di ricambio (che sarà ugualmente fallato, quindi dopo anni di uso andrebbe nuovamente cambiato…). Non ce la faccio assolutamente più, salvatemi da questa spaccnologia!!! 😨😓😭

#problemi #spacc


Dopo averla usata per praticamente 2 giorni, posso dire sicuramente che questa tastiera #meccanica mi piace, btw: #AZAJJ #AK33. ⌨️

È uno dei miei regali di #Natale veri (a differenza di quello degli amici di #DuRove), e per quanto sia un modello estremamente #economico, non riprogrammabile, e senza #switch sostituibili, resta #fighissima rispetto alla #tastiera a membrana vecchia più di me che stavo usando fino all’altro giorno, e che mi stava sempre più abbandonando. Sound on per sentire gli #interruttori blu goduriosi nel video! 🔵

octospacc.altervista.org/2023/…

#AK33 #AZAJJ #DuRove #economico #fighissima #interruttori #meccanica #Natale #switch #tastiera


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interview with irma boom, on the book “re-materialization of language. 1978-2022”


5e.centre.ch/fr/words/intervie…

an interview with Irma Boom—artistic director of “Re-Materialization of Language. 1978-2022″—published on the occasion of the eponymous exhibition at the Fondazione Antonio Dalle Nogare (Bolzano, Italy)

INTERVIEW // Irma Boom
En ligne // @ 5e étage
Centre d’Art Contemporain Genève

#vispo #mirellabentivoglio #materialiverbovisivi #poesiaconcreta #poesiavisiva

#art #arte #CentreInternationalDArtGenève #IrmaBoom #materialiverbovisivi #MirellaBentivoglio #mirellabentivoglio #poesiaconcreta #poesiavisiva #vispo

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Prigionieri di guerra africani nelle galere ucraine.


Anche ex militari africani vengono reclutati, andando ad impoverire le forze armate delle nazioni di provenienza.

Negli ultimi anni, il conflitto tra Ucraina e Russia ha evidenziato una realtà inquietante: la cattura e la detenzione di prigionieri di guerra africani. Recentemente, le autorità togolesi hanno lanciato un allerta riguardo ai rischi che corrono i giovani del Togo, che vengono ingannati da false promesse di borse di studio in Russia. Questi ragazzi, attratti dalla possibilità di conseguire una laurea in prestigiose università moscovite, si sono ritrovati coinvolti in un conflitto armato, costretti a combattere per l’esercito russo e, in molti casi, catturati dalle forze ucraine.

Il Ministero degli Esteri togolese ha esortato i giovani a prestare attenzione e a verificare l’autenticità delle offerte di studio provenienti da organizzazioni russe. Tale consiglio è emerso in risposta a segnalazioni di studenti che, dopo un lungo viaggio e con grandi aspettative, si sono ritrovati invece in situazioni disastrose, come nel caso dello studente universitario togolese denunciato lo scorso agosto dal Movimento Martin Luther King (MMLK). Questo giovane, partito con sogni di successo accademico, ha visto il suo futuro deragliato dalla necessità di arruolarsi e combattere sul fronte ucraino, per poi finire imprigionato in condizioni disumane.

Altre segnalazioni riportano storie simili, come quella di Malick Diop, giovane senegalese catturato sul fronte di Toretsk. La sua esperienza mette in evidenza non solo l’odissea di individui in cerca di opportunità, ma anche la drammatica manipolazione delle aspirazioni dei giovani africani, trasformati in “mercenari” a causa di una mancanza di risorse economiche e opportunità nella loro terra d’origine. Diop, ex studente dell’Università Alioune Diop di Bambey, era giunto in Russia convinto di poter proseguire gli studi, ma si è trovato intrappolato in un conflitto che non aveva mai cercato.

Inoltre, il fenomeno della diserzione coinvolge non solo studenti, ma anche soldati ben addestrati. Diverse nazioni subsahariane, tra cui il Camerun, hanno espresso preoccupazione per la perdita di truppe qualificate. Il Ministro della Difesa camerunese, Joseph Beti Assomo, ha denunciato queste diserzioni come “coinvolgimenti illegittimi delle nostre truppe”, sottolineando che mentre alcuni disertori combattono per l’Ucraina, la maggior parte si è schierata con le forze russe, spesso per motivi economici o in cerca di migliori opportunità.

Le cause di questa crisi sono molteplici e complesse. I vari conflitti interni e regionali che affliggono paesi come il Camerun hanno creato un contesto in cui i militari, frustrati e demotivati, cercano rifugio altrove, talvolta vendendo la propria abilità e le proprie vite al miglior offerente. Tuttavia, il numero esatto di militari africani disertori rimane sconosciuto, dato che molti stati non hanno procedure ufficiali per registrare tali eventi.

Fonte: africa-express.info

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Mali: il leader della junta militare al potere in visita a Mosca per il nucleare.


Rafforzata la partnership fra i due Paesi.
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Il leader della junta militare al potere in Mali, Generale Assimi Goïta, è arrivato a Mosca domenica 22 giugno 2025 per una visita ufficiale di cinque giorni, su invito del suo omologo (dittatore) russo, Vladimir Putin. Questo incontro si inserisce in un contesto di rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due paesi, in seguito alla crescente cooperazione tra la Russia e i paesi africani.
Le discussioni tra i leader, in vista del prossimo Vertice Russia–Africa, si concentreranno su aree chiave quali la sicurezza, l’energia e i trasporti.
La visita di Goïta avviene poco dopo la sostituzione del gruppo paramilitare russo Wagner in Mali da dicembre 2021, con il suo successore, il Africa Corps, che ha fornito supporto al governo di Bamako nella lotta contro un’insurrezione jihadista di lunga durata, in parte alimentata da gruppi legati all’ISIS e ad Al Qaeda.
bandiera Malibandiera Mali
Lunedì poi, il Mali e la Russia sono stati siglati accordi per rafforzare le loro relazioni economiche e commerciali, anche mediante l’istituzione di una Commissione intergovernativa Russia-Mali per la cooperazione commerciale, economica, scientifica e tecnica; è stata inoltre conclusa un’intesa per “l’uso pacifico dell’energia nucleare”, secondo quanto dichiarato in un comunicato del Cremlino.

Putin ha sottolineato che, sebbene i numeri del commercio rimangano modesti, essi mostrino una tendenza positiva, soprattutto in settori promettenti come l’esplorazione geologica, lo sviluppo delle risorse naturali, l’energia, la logistica ed anche i progetti umanitari. Goïta ha invece dichiarato: “Oggi riconosciamo di avere una buona collaborazione con la Federazione Russa”, aggiungendo che tutto ciò dimostra l’efficacia e la fiducia reciproca tra le nazioni coinvolte.

Nel mese di giugno, il Cremlino aveva annunciato piani per aumentare la cooperazione economica e militare con i paesi africani.

Fonte: africanews.com

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Come fanno, a non cadere

edu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…

Nelle pagine del nuovo libro di Claudio Damiani, un tragitto in prosa e poesia, un viaggio nel proprio passato, proteso ad nuova abitabilità del reale.

#Apollo13 #ClaudioDamiani #Cosmo #farfalle #infanzia #poesia #stelleCadenti

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Craig Jones bannato dagli eventi UFC


Sembra che Craig Jones non potrà fare da Angolo a Dricus du Plessis e Alexander Volkanovski. Diciamo che metttere la maschera di Dana White a una bambola gonfiabile sparagli con un lanciamissili mentre si grida “fuck UFC” non ha aiutato la causa. Alcuni
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Sembra che Craig Jones non potrà fare da Angolo a Dricus du Plessis e Alexander Volkanovski.

Diciamo che metttere la maschera di Dana White a una bambola gonfiabile sparagli con un lanciamissili mentre si grida “fuck UFC” non ha aiutato la causa.

Alcuni spunti:

  • Il continuare a dire che firmare per UFC BJJ è stata una cazzata ha irritato i boss UFC più di quando avrei creduto.
  • Quello che per Craig Jones è normale promozione di un evento per l’UFC è motivo di ban (ricordo non più di 3-4 persone bannate dal fare gli angoli)
  • Rubare le bambole nella cameretta di Jon Jones non è educato

instagram.com/reel/DLVFaVyxlVv…

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oggi, 26 giugno, a roma: ‘urban experience’ e l’archivio performante all’icbsa. il performing media per la memoria dell’avanguardia e l’innovazione territoriale

L’Archivio Performante all’ICBSA. Il Performing Media per la Memoria dell’Avanguardia e l’Innovazione Territoriale


26 giugno 2025, dalle 15:00 alle 17:30
A Roma, all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA, Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, l’ex Discoteca di Stato) oggi, 26 giugno, alle ore 15 c’è un incontro strategico: Il Performing Media per la Memoria dell’Avanguardia e l’Innovazione Territoriale.

Robert Fludd _ Globe Theatre
L’incontro si svolgerà come un brainstorming per attivare un confronto aperto (e non un convegno di studi) tra protagonisti e studiosi, per promuovere una staffetta intergenerazionale e una interoperabilità degli archivi già istituiti, pensando a come coniugare la Memoria dell’Avanguardia con l’Innovazione Territoriale.
TUTTE LE INFORMAZIONI QUI:
urbanexperience.it/eventi/larc…

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La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)>>> Personalmente parteciperò dando un contributo al dialogo parlando delle scritture sperimentali per come si sono sviluppate / articolate negli ultimi venti-venticinque anni, anche a partire dal tabloid “La scuola delle cose” (Lyceum/Mudima, aprile 2025), fascicolo n. 19 dedicato interamente alle SCRITTURE DI RICERCA. <<<<


_

#archiviGiàIstituiti #archivio #ArchivioPerformante #avanguardia #brainstorming #CarloInfante #confrontoAperto #DiscotecaDiStato #ICBSA #innovazione #InnovazioneTerritoriale #IstitutoCentralePerIBeniSonoriEdAudiovisivi #memoria #MemoriaDellAvanguardia #PalazzoMatteiDiGiove #PerformingMedia #UrbanExperience


un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)


post in continuo aggiornamento

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)
cliccare per ingrandire

forse per la prima volta dopo oltre 20 anni di non disonorevole attività, un certo modo di fare sperimentazione letteraria ottiene un inquadramento teorico-critico complessivo, pur sintetico.

esce cioè il n. 19 del periodico ‘La scuola delle cose’, dell’associazione Lyceum (grazie alla Fondazione Mudima), interamente dedicato alla SCRITTURA DI RICERCA.

lo si sa e lo si è ripetuto assai: la (formula) “scrittura di ricerca” ha una storia di lunga durata, attraversando un po’ tutto il Novecento, almeno dagli anni Quaranta-Cinquanta, e in maniera nemmeno troppo carsica.
d’accordo. tuttavia questo numero della “Scuola delle cose” non è una disamina storica integrale, semmai un lavoro sugli ultimi venti-venticinque anni di ricerca letteraria, o scrittura complessa. con (ovviamente, immancabilmente) puntuali affondi nel passato e nella produzione di certi autori a dir poco fondativi, soprattutto Corrado Costa e Jean-Marie Gleize.

*

prima occasione di presentazione: 19 giugno, Milano, Fondazione Mudima:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

audio della presentazione a Milano (19 giu. 2025):
slowforward.net/2025/07/01/pod…

audio di una successiva presentazione, a Roma (5 lug. 2025):
slowforward.net/2025/07/24/pap…

RadioTre Suite: presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – “La scuola delle cose” (24 ago. 2025):
slowforward.net/2025/08/25/rad…
= https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html

podcast della prima presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (25 ago. 2025):

= open.spotify.com/episode/25Xmn…

podcast della seconda presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (10 nov. 2025):
slowforward.net/2025/11/10/fin…
= open.spotify.com/episode/2PcrJ…

*

e, rapidamente descrivendo (dal primo comunicato realizzato):

dettaglio de La scuola delle cose n 19_ 2025__ foto di Antonella Anedda
dettaglio da una foto di Antonella Anedda. cliccare per ingrandire

l’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo – come detto sopra – si perde già nelle “profondità” del Novecento.
tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto.
ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione.
un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de ‘La scuola delle cose’, che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*

queste le autrici e gli autori dei saggi, e i titoli degli interventi:

Gian Luca Picconi,
Scrittura di ricerca, prosa in prosa, letteralità

Massimiliano Manganelli,
Appunti sulle scritture procedurali

Luigi Magno,
Cinque nomi (più uno) e dieci titoli. La poesia di ricerca francese (oggi) in Italia

Chiara Portesine,
Il compromesso fonico: l’eredità di Corrado Costa

Renata Morresi,
Il movimento chiamato Language Poetry in Italia oggi

Chiara Serani,
Scritture non convenzionali e intermedialità (2000-2025)

Luigi Ballerini,
Intervento sulla poesia che si potrebbe fare

Daniele Poletti,
Scritture complesse. Il superamento dell’appartenenza

*

il tabloid gratuito è disponibile a Milano in Fondazione (via Tadino 26); a Roma presso la Libreria Tic (piazza San Cosimato 39), la Libreria Tomo (via degli Etruschi 4) e in Camera verde (via G Miani 20, chiamando prima il numero 3405263877); a Perugia nella libreria Mannaggia (via Cartolari 8); a Bologna da Modo Infoshop (via Mascarella 24/b); a Napoli alla libreria Luce (piazzetta Durante 1).

*

incontri, presentazioni e altre occasioni legate alla rivista:

22 maggio 2025: intervista a Rai RadioTre Fahrenheit

25 maggio: presenza del tabloid alla Serata del Premio Pagliarani al Palazzo delle Esposizioni (Roma)

31 maggio: presenza al reading collettivo “Roma chiama poesia”, Teatro Basilica (Roma)

3 giugno: presenza allo Studio Campo Boario (Roma), in occasione della presentazione di NZ, di A. Syxty

8 giugno: presenza nella libreria Tic di piazza San Cosimato (Roma)

17 giugno: presenza al reading di Giovenale e Perinelli allo Studio Campo Boario

19 giugno: prima presentazione ufficiale del tabloid presso la Fondazione Mudima (Milano), con Luigi Ballerini, Laura Di Corcia e Giancarlo Sammito

26 giugno: ex Discoteca di Stato in via Caetani (Roma), dialogo sulla memoria delle avanguardie

Da luglio 2025: presenza alla Libreria Luce, Napoli

5 luglio: presentazione della rivista in occasione del festival Inverso, a Roma

24 agosto: a RadioTre Suite, presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – del tabloid

25 agosto: va in onda il podcast della presentazione ospitata da ‘La Finestra di Antonio Syxty’

5-6-7 settembre: presenza di molte copie del tabloid ai tre giorni dell’incontro ‘Esiste la ricerca’, presso lo Studio Campo Boario

26 settembre, accenno di presentazione + distribuzione del tabloid in occasione dell’incontro sul libro Prati, di Andrea Inglese, alla Libreria Tic

dal 2 ottobre: presenza del tabloid presso La camera verde (Roma, via G. Miani 20)

18 ottobre, Parma, copie della rivista sono presenti all’Associazione Remo Gaibazzi in occasione di un incontro dedicato a Corrado Costa e Patrizia Vicinelli, organizzato da Daniela Rossi

24 ottobre, Roma, numerose copie presso l’Istituto Tedesco di Villa Massimo, in occasione di una lettura multilingue di poesie e prose, in italiano e in tedesco

10 novembre: è online il secondo podcast ospitato da La Finestra di Antonio Syxty

da novembre il tabloid è disponibile anche presso la Libreria Tomo, a Roma, in via degli Etruschi.


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
cliccare per ingrandire

Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

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#chiaraSerani #corradoCosta #danielePoletti #esisteLaRicerca #fondazioneMudima #gianLucaPicconi #ginoDiMaggio #intermedialita #kritik #laFinestraDiAntonioSyxty #laScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralita #libreriaTomo #luigiBallerini #luigiMagno #lyceum #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #mudima #poesiaDiRicercaFrancese #prosaInProsa #radiotreSuite #renataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #scuolaDelleCose #segnaliEAzioni #studioCampoBoario #traduzione #traduzioni #zinesAuthorsETaggatoComeChiaraPortesine


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Tutto quello che sappiamo del CJI 2 (update Giugno 2025)


Anche se ancora non ci sono stati aggiornamenti Enormi (sono in attesa per il Team Misfits) ecco un recap del CJI 2 di agosto Categoria / RuoloNew Wave / KingswayB-Team Jiu-Jitsu10th PlanetCoachJohn DanaherDima MurovanniEddie Bravo-66kgDorian OlivarezEth
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Anche se ancora non ci sono stati aggiornamenti Enormi (sono in attesa per il Team Misfits) ecco un recap del CJI 2 di agosto

Categoria / RuoloNew Wave / KingswayB-Team Jiu-Jitsu10th Planet
CoachJohn DanaherDima MurovanniEddie Bravo
-66kgDorian OlivarezEthan CrelinstenGeo Martinez
-77kgInternal trials winnerJozef ChenAlan Sanchez
-88kgGiancarlo BodoniChris WojcikPJ Barch
-99kgLuke GriffithNicky RodriguezRyan Aitken
+99kgDan ManasoiuVictor HugoKyle Boehm
Categoria / RuoloTeam Misfits AustralasiaTeam Misfits EuropeTeam Misfits Americas
CoachLachlan GilesFaris Ben-LamkademGreg Souders
-66kgFabricio AndreyOwen JonesDeandre Corbe
-77kgLevi Jones-LearyPawel Jaworski???
-88kgLucas KanardPaul Ardila???
-99kgDeclan MoodyCharles Negromonte???
+99kgBelal EtiabariMarcin Maciulewicz???
Categoria / RuoloATOS Jiu-JitsuPedigo Submission Fighting
CoachAndre GalvaoHeath Pedigo
-66kg???Max Hanson
-77kg???Dante Leon
-88kg???Jacob Couch
-99kg???Michael Pixley
+99kgFelipe PenaBrandon Reed

Torneo femminile a quattro ($100,000)


Jones ha annunciato il primo torneo femminile della storia del CJI, previsto per il 2025, con 100.000 dollari in palio per la vincitrice. Saranno solo quattro le atlete in gara, e al momento non è stata confermata alcuna categoria di peso, il che lascia intendere che sarà un torneo open weight. Aggiorneremo questa sezione non appena verranno annunciati i nomi delle quattro partecipanti al CJI 2.

Helena Crevar

Adele Fornarino


Superfights


Il primo Craig Jones Invitational ha proposto due superfight spettacolari, e sembra probabile che CJI 2 ne includerà almeno altrettante nel 2025. Verranno aggiunte a questa lista man mano che saranno ufficialmente confermate.

Craig Jones ha annunciato sé stesso come primo atleta coinvolto in una superfight, anticipando che sarà “il più grande match di grappling della storia.”
Dopo varie speculazioni, tra cui anche il nome di Demetrious Johnson (che però ha subito smentito), è stato infine rivelato che l’avversario di Craig Jones sarà il campione olimpico di wrestling Gable Steveson.

Craig Jones vs Gable Steveson

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domani, per l’”archivio performante”, all’icbsa (roma, via caetani), avanguardie & altri argomenti (con – anche – mg e ‘la scuola delle cose’)


Domani, 26 giugno, a Roma, all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA, Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani 32, l’ex Discoteca di Stato): Il Performing Media per la Memoria dell’Avanguardia e l’Innovazione Territoriale.

Robert Fludd _ Globe Theatre

L’incontro si svolgerà come un brainstorming per attivare un confronto aperto (e non un convegno di studi) tra protagonisti e studiosi, al quale darò un mio contributo anche sulla scorta del numero 19 de ‘La scuola delle cose’ (Lyceum/Mudima, apr. 2025), da me curato, sul tema delle SCRITTURE DI RICERCA.

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)
cliccare per ingrandire

un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)


slowforward.net/2025/06/11/un-…

#avanguardie #ExDiscotecaDiStato #ICBSA #InnovazioneTerritoriale #LaScuolaDelleCose #Lyceum #LyceumMudima #MemoriaDellAvanguardia #memoriaDelleAvanguardie #Mudima #performance #PerformingMedia #UrbanExperience


un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)


post in continuo aggiornamento

La scuola delle cose, n. 19, aprile 2025, SCRITTURA DI RICERCA (pubbl. Mudima / Lyceum)
cliccare per ingrandire

forse per la prima volta dopo oltre 20 anni di non disonorevole attività, un certo modo di fare sperimentazione letteraria ottiene un inquadramento teorico-critico complessivo, pur sintetico.

esce cioè il n. 19 del periodico ‘La scuola delle cose’, dell’associazione Lyceum (grazie alla Fondazione Mudima), interamente dedicato alla SCRITTURA DI RICERCA.

lo si sa e lo si è ripetuto assai: la (formula) “scrittura di ricerca” ha una storia di lunga durata, attraversando un po’ tutto il Novecento, almeno dagli anni Quaranta-Cinquanta, e in maniera nemmeno troppo carsica.
d’accordo. tuttavia questo numero della “Scuola delle cose” non è una disamina storica integrale, semmai un lavoro sugli ultimi venti-venticinque anni di ricerca letteraria, o scrittura complessa. con (ovviamente, immancabilmente) puntuali affondi nel passato e nella produzione di certi autori a dir poco fondativi, soprattutto Corrado Costa e Jean-Marie Gleize.

*

prima occasione di presentazione: 19 giugno, Milano, Fondazione Mudima:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

audio della presentazione a Milano (19 giu. 2025):
slowforward.net/2025/07/01/pod…

audio di una successiva presentazione, a Roma (5 lug. 2025):
slowforward.net/2025/07/24/pap…

RadioTre Suite: presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – “La scuola delle cose” (24 ago. 2025):
slowforward.net/2025/08/25/rad…
= https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html

podcast della prima presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (25 ago. 2025):

= open.spotify.com/episode/25Xmn…

podcast della seconda presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (10 nov. 2025):
slowforward.net/2025/11/10/fin…
= open.spotify.com/episode/2PcrJ…

*

e, rapidamente descrivendo (dal primo comunicato realizzato):

dettaglio de La scuola delle cose n 19_ 2025__ foto di Antonella Anedda
dettaglio da una foto di Antonella Anedda. cliccare per ingrandire

l’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo – come detto sopra – si perde già nelle “profondità” del Novecento.
tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto.
ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione.
un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de ‘La scuola delle cose’, che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*

queste le autrici e gli autori dei saggi, e i titoli degli interventi:

Gian Luca Picconi,
Scrittura di ricerca, prosa in prosa, letteralità

Massimiliano Manganelli,
Appunti sulle scritture procedurali

Luigi Magno,
Cinque nomi (più uno) e dieci titoli. La poesia di ricerca francese (oggi) in Italia

Chiara Portesine,
Il compromesso fonico: l’eredità di Corrado Costa

Renata Morresi,
Il movimento chiamato Language Poetry in Italia oggi

Chiara Serani,
Scritture non convenzionali e intermedialità (2000-2025)

Luigi Ballerini,
Intervento sulla poesia che si potrebbe fare

Daniele Poletti,
Scritture complesse. Il superamento dell’appartenenza

*

il tabloid gratuito è disponibile a Milano in Fondazione (via Tadino 26); a Roma presso la Libreria Tic (piazza San Cosimato 39), la Libreria Tomo (via degli Etruschi 4) e in Camera verde (via G Miani 20, chiamando prima il numero 3405263877); a Perugia nella libreria Mannaggia (via Cartolari 8); a Bologna da Modo Infoshop (via Mascarella 24/b); a Napoli alla libreria Luce (piazzetta Durante 1).

*

incontri, presentazioni e altre occasioni legate alla rivista:

22 maggio 2025: intervista a Rai RadioTre Fahrenheit

25 maggio: presenza del tabloid alla Serata del Premio Pagliarani al Palazzo delle Esposizioni (Roma)

31 maggio: presenza al reading collettivo “Roma chiama poesia”, Teatro Basilica (Roma)

3 giugno: presenza allo Studio Campo Boario (Roma), in occasione della presentazione di NZ, di A. Syxty

8 giugno: presenza nella libreria Tic di piazza San Cosimato (Roma)

17 giugno: presenza al reading di Giovenale e Perinelli allo Studio Campo Boario

19 giugno: prima presentazione ufficiale del tabloid presso la Fondazione Mudima (Milano), con Luigi Ballerini, Laura Di Corcia e Giancarlo Sammito

26 giugno: ex Discoteca di Stato in via Caetani (Roma), dialogo sulla memoria delle avanguardie

Da luglio 2025: presenza alla Libreria Luce, Napoli

5 luglio: presentazione della rivista in occasione del festival Inverso, a Roma

24 agosto: a RadioTre Suite, presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – del tabloid

25 agosto: va in onda il podcast della presentazione ospitata da ‘La Finestra di Antonio Syxty’

5-6-7 settembre: presenza di molte copie del tabloid ai tre giorni dell’incontro ‘Esiste la ricerca’, presso lo Studio Campo Boario

26 settembre, accenno di presentazione + distribuzione del tabloid in occasione dell’incontro sul libro Prati, di Andrea Inglese, alla Libreria Tic

dal 2 ottobre: presenza del tabloid presso La camera verde (Roma, via G. Miani 20)

18 ottobre, Parma, copie della rivista sono presenti all’Associazione Remo Gaibazzi in occasione di un incontro dedicato a Corrado Costa e Patrizia Vicinelli, organizzato da Daniela Rossi

24 ottobre, Roma, numerose copie presso l’Istituto Tedesco di Villa Massimo, in occasione di una lettura multilingue di poesie e prose, in italiano e in tedesco

10 novembre: è online il secondo podcast ospitato da La Finestra di Antonio Syxty

da novembre il tabloid è disponibile anche presso la Libreria Tomo, a Roma, in via degli Etruschi.


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
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Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

Via Tadino 26, Milano
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#chiaraSerani #corradoCosta #danielePoletti #esisteLaRicerca #fondazioneMudima #gianLucaPicconi #ginoDiMaggio #intermedialita #kritik #laFinestraDiAntonioSyxty #laScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralita #libreriaTomo #luigiBallerini #luigiMagno #lyceum #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #mudima #poesiaDiRicercaFrancese #prosaInProsa #radiotreSuite #renataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #scuolaDelleCose #segnaliEAzioni #studioCampoBoario #traduzione #traduzioni #zinesAuthorsETaggatoComeChiaraPortesine


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Universo Scuola 2024/2025: I vincitori

edu.inaf.it/news/premi-e-conco…

Si è conclusa la seconda edizione del concorso EduINAF dedicato a insegnanti e studenti. Scopriamo i vincitori.

#concorsi #didattica #scuola #UniversoAScuola

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“Gliela faccio pagare in gioco”

Le disfunzioni della comunicazione passiva-aggressiva al tavolo


C’è una frase che torna spesso nei racconti di gioco disfunzionale, magari detta col sorriso, magari a posteriori:
“Vabbè, poi gli ho fatto trovare i nemici al portale.”
“Tanto l’ho fatto fallire con un tiro difficile.”
“Vediamo se ora continua a inventarsi roba.”

Non è una vendetta dichiarata. Non è un conflitto aperto. È qualcosa di peggio: una rimozione del conflitto attraverso la punizione in game, fatta passare per “gestione narrativa”.

È il momento in cui, invece di chiarirsi fuori gioco, qualcuno decide di correggere il comportamento altrui con la fiction.
E così facendo, rompe qualcosa di molto più importante della coerenza narrativa: la fiducia.

Quando la fiction diventa campo di battaglia


Immaginiamo la scena: un giocatore introduce di colpo un elemento non concordato nel background (es. un portale dimensionale segreto). Il Master non reagisce subito. Ma al momento opportuno, fa in modo che il portale sia presidiato da nemici potentissimi. Magari è un’idea brillante, magari “torna utile alla trama”.

Ma sotto la superficie, si legge un’altra cosa:
“Mi hai messo in difficoltà. Ora te lo faccio pesare.”

Questo atteggiamento non è una soluzione. È un messaggio non detto, recapitato sotto forma di punizione diegetica. Il giocatore capisce (forse), ma non si è risolto nulla. Il conflitto resta lì, spostato nel sottosuolo.

Evitare il confronto danneggia il gioco


Il gioco di ruolo si basa su un patto di fiducia: ci affidiamo gli uni agli altri pezzi di immaginazione, azione, autorità. Se qualcosa rompe questo patto – un comportamento, un’invasione di ruolo, un’idea fuori tono – la cosa giusta da fare è parlarne chiaramente.

Non servono sgridate, né umiliazioni pubbliche. Basta una frase semplice, fuori gioco:
“Guarda, quello che hai introdotto non sta nei limiti condivisi. Non lo possiamo usare così.”

Tutto il resto – il “glielo faccio trovare sbagliato”, il “vediamo come se la cava”, il “faccio fallire l’idea” – è comunicazione passiva-aggressiva. E ogni volta che la si usa, si manda il messaggio che è pericoloso esporsi. Che gli errori verranno “corretti” con conseguenze nella fiction. Che non c’è spazio sicuro per sbagliare.

E a quel punto, il gioco smette di essere gioco.

Ruoli e confini poco chiari generano punizioni implicite


Molte di queste dinamiche nascono da un problema a monte: non è chiaro chi può fare cosa.
Il Master non ha detto fin dove arriva l’autonomia dei giocatori. I giocatori non sanno quanto è flessibile l’ambientazione. Nessuno ha chiarito che tipo di contenuto è accettabile.

Il risultato è che i confini vengono scoperti a posteriori, tramite reazione. E la reazione, se non passa per la parola, passa per l’azione in gioco. Che spesso è percepita come arbitraria, ostile, o punitiva.

Serve una sessione zero? Forse.
Ma anche una sessione cinque, sette, dieci. Perché il tavolo cambia, le aspettative si evolvono, e se non ci si parla regolarmente, ci si punisce indirettamente.

Il mito dell’“insegnargli la lezione”


Alcuni GM difendono queste scelte dicendo: “Così impara”, “Capisce da solo che ha sbagliato”, “Gliel’ho fatto pesare, ma in modo elegante”.
Ma il GDR non è un sistema educativo. Non sei lì per “insegnare la disciplina” ai giocatori. Sei lì per far funzionare un sistema condiviso.

E i sistemi condivisi funzionano solo se si dicono le cose.
Se qualcosa ti infastidisce, va detto. Se qualcuno ha valicato un confine, va chiarito. Se un elemento rompe il gioco, lo si mette in pausa e si discute.
Non si “corregge” in fiction. Non si fanno “scherzi punitivi”. Non si aspetta che “ci sbatta il muso”.

Perché il gioco non è un test. È una relazione.

Conclusione


Quando si rompe qualcosa al tavolo, la soluzione non è riscrivere la scena. È parlare.

Ogni volta che punisci un comportamento attraverso il gioco, stai dicendo che non vuoi o non sai affrontarlo fuori dal gioco.
Stai dicendo che il tavolo non è un posto sicuro per chiarire.
E stai dicendo, senza dirlo, che preferisci il controllo alla fiducia.

Ma il GDR funziona solo dove c’è fiducia.
E la fiducia si costruisce con le parole, non con le trame.

#gdr #giochiDiRuolo #tecniche

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pod al popolo, #068: audio del terzo giorno di dialoghi @ blocco 13, sul lavoro artistico di alberto d’amico e l’attività dello studio campo boario


Il 13 maggio 2025, a Blocco 13, si è tenuto il terzo ed ultimo degli incontri dedicati ad Alberto D’Amico e alle iniziative ospitate nel tempo dallo Studio Campo Boario: l’audio (non editato) è ora qui su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

qui i precedenti incontri: 6 maggio, 10 maggio

#AlbertoDAmico #art #arte #audio #Blocco13 #Blocco13 #BrunoLoTurco #CarloAlbertoBucci #DomenicoAdriano #FabioLapiana #GiuseppeGarrera #MarcoGiovenale #MaurizioDeBonis #mp3 #OrithYoudovich #PAP #pap068 #pap068 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #praticheCollaborative #StudioCampoBoario


pod al popolo, #062: audio del primo giorno di dialoghi @ blocco 13, sul lavoro artistico di alberto d’amico e l’attività dello studio campo boario


Il 6 maggio 2025, a Blocco 13, si è tenuto il primo di tre incontri dedicati ad Alberto D’Amico e alle iniziative nel tempo ospitate dallo Studio Campo Boario. In questo primo (imperfetto, non editato) audio si possono ascoltare le voci di Marco Giovenale, Michela Becchis e Roberta Melasecca, precedute da un’introduzione di Alberto D’Amico. Come sempre su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
locandina dell'incontro del 6 maggio @ Blocco 13 per una rassegna delle iniziative dello Studio Campo Boariocliccare per ingrandire
#AlbertoDAmico #audio #Blocco13 #Blocco13 #MarcoGiovenale #MichelaBecchis #mp3 #PAP #pap062 #pap062 #podAlPopolo #podalpopolo #podcast #registrazioneImperfetta #RobertaMelasecca


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25 giugno, matteo tonoli: “forward thinking and new models of sustainability” (seminar held in Italian, thx to the ‘neocybernetic crew’)

Forward Thinking and New Models of Sustainability

Matteo Tonoli

25 giugno 6pm


LINK TO THE MEETING

I will start with a symbolic episode, “raining stones,” from Douglas Rushkoff’s book Throwing Rocks at the Google Bus.

Throwing rocks and protesting require a second-order view of the future (Wiener and Rosenblueth), on a generational scale. This vision is difficult to acquire because crushed by presentism (a consequence of the information and digital noise explosion of the 2010s), it flattens our temporal perception, limiting it to instants of eternal present under the banner of the “disposable.” This phenomenon impoverishes the vision of a possible future and, in some ways, makes us unable to glimpse its real implications.

I will argue that sustainable leadership must overcome presentism and adopt a generative, auto-poietic relationship with time in its dimensions of memory, present and future. Specifically, the tool that allows one to “prune the crown of the tree of possible futures” is accountability: knowing how to model the future to understand the consequences of actions on a generational time scale. As a result of these predictions we then act on the present, in a retroactive process.

A central aspect of this reflection is the retrieval of la parole (Grothendieck), a fundamental tool for imagining the future accurately and consciously, and then communicating it effectively to the actors involved in the sustainability chain. Linguistic sustainability then becomes a key element: a clear, unambiguous language that leaves no room for bad faith (Sartre), or that tendency to deceive ourselves (as happens when we reduce global warming to climate change, confusing cause and effect). In this sense, pertinence, which for Augé is the ability to “understand an epoch and speak to an epoch,” is essential for responsible communication.

I will conclude by emphasizing how a leadership that can retrieve the deep sense of the word and communicate it, succeeds in speaking with a political language. A language that, nourished by a highly informative past breaking into a dense and lived present, works every day to expand the horizon of possibilities (von Foerster).

An engineer first and sociologist later, Matteo Tonoli translates his many interests and passions into reflections on several issues that include complexity, innovation, the relationship between science and society, design and music. He is an education consultant and his latest work has been published within the collective volume Communication and Scientific Uncertainty in the Knowledge Society (Cerroni and Carradore, Franco Angeli, 2021).

neocyberneticcrew.org/

#CommunicationAndScientificUncertaintyInTheKnowledgeSociety #complexity #disposable #eternalPresent #ForwardThinkingAndNewModelsOfSustainabilit #Grothendieck #innovation #laParole #linguisticSustainability #MatteoTonoli #NeocyberneticCrew #ouglasRushkoff #presentism #sustainability #temporalPerception #theDisposable #ThrowingRocksAtTheGoogleBus #vonFoerster #WienerAndRosenblueth

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Vogliamo il Parco Urbano a Cibali


La data ultima delle consultazioni è il 26 giugno. Dopo questa data non sarà più possibile, per i cittadini, inviare proposte e contributi per la redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG).

Così leggiamo sul sito del Comune, laddove si annuncia l’avvio di un percorso partecipativo per la redazione del nuovo Piano, non per generosa disponibilità dell’Amministrazione ma perché la […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/06/25/vogl…

#CentroDirezionaleCibali #ComuneDiCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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25 juin, marseille, cipm: aujourd’hui la poésie palestinienne

rencontre, exploration
mercredi 25 juin 2025 à 19h, CipM
2, rue de la Charité, Marseille

Aujourd’hui la poésie palestinienne

Rencontre présentée par Lotfi Nia, Sarah Rolfo, et Jean-Charles Depaule

Maya Abu al-Hayyat, Hind Joudeh, Nida Younis, Raed Wahesh

La poésie palestinienne était l’invitée d’honneur du 42e Marché de la poésie de Paris (18-22 juin 2025). À la suite du Marché, le CipM invite à Marseille quatre poètes pour une grande soirée de rencontre et de lectures bilingues. Traduit en français, publié chez différents éditeurs (Héros Limite, Plaine Page, Al Manar) ou en voie de l’être, leur travail participe, depuis la Palestine comme depuis leur exil, au renouveau de la poésie contemporaine en langue arabe.

Rencontre organisée en partenariat avec le Marché de la poésie de Paris et la Bibliothèque arabe associée de Marseille (BaaM).

+

rencontre, workshop
jeudi 26 juin 2025 de 14h à 16h, et de 18h à 20h,

L’Oasis de Noailles, 55 rue de la Palud, 13001 Marseille

Raed Wahesh / Jineology Provence

Raed Wahesh

[table][tr][td]Dans le cadre de la mise en avant de la poésie palestinienne, et à la suite de la rencontre au Cipm du 25 juin dans le cadre de la Périphérie du Marché de la poésie, la BaaM, Bilbiothèque arabe associée de Marseille, invite le poète Raed Wahesh, et la fabrique de broderies militante de Jineology Provence pour un atelier de broderie et de lecture. Atelier multilingue Jeudi 26 juin 14h-16h, suivi de rencontres de 18 à 20 h.

.في إطار اهتمامها بللشعر الفلسطيني، تدعو مكتبة مارسيليا الشاعر رائد وحش و مجموعة التطريز التابعة لـ “جينيولوجي بروفانس” لحضور ورشة تطريز وقراءة. الورشة متعددة اللغات. الخميس، ٢٦ يونيو/حزيران، من الساعة ٢ ظهرًا إلى ٤ عصرًا

.يتبع الورشة نقاشات من الساعة ٦ مساءً إلى ٨ مساءً

[/td][/tr][/table]


Centre international de poésie
centre de la Vieille Charité
2, rue de la Charité13002 Marseille

#BibliothèqueArabeAssociéeDeMarseilleBaaM_ #cipM #HindJoudeh #JeanCharlesDepaule #JineologyProvence #leMarchéDeLaPoésie #LotfiNia #marchéDeLaPoésie #MayaAbuAlHayyat #NidaYounis #poésiePalestinienne #RaedWahesh #SarahRolfo

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finestraica pigrizia con del rendering schifatico.


Non inizia per davvero una nuova settimana in termini lavorativi personali, se non esce fuori un nuovo esterrefacente bug sul mio assolutamente meraviglioso apprezzatissimo Windows 10… e anche stavolta non è qualcosa che vedo per la prima volta, ma adesso ho avuto modo di filmare (talmente che son rognosi codesti troiai). Ed è tutto assurdo come al solito… 😭

Quello che è successo stavolta, e che ovviamente succede solo a momenti alterni in base a nessun criterio logicamente discernibile, è che alcune finestre (di explorer, nello specifico… non mi sembra di averlo mai notato con altre finestre che tengo non massimizzate) magari prendono e smettono di renderizzare le zone che sono al di fuori dell’area dello schermo, nel mio caso perché spostate troppo verso destra. Normalmente non succede nulla di strano mettendo le finestre in fuori, mentre in certi casi la finestra finisce in questo stato semi-glitchato, in cui si osservano due distinte merdate: 💩

  • Guardando dalla vista Alt+Tab, si vede che la finestra ha effettivamente il contenuto aggiornato nella parte per cui questa è visibile a schermo, mentre per la parte in cui è oltre si vedono o i pixel precedenti al momento in cui è scattato il glitch (e stavolta questo è il caso), oppure proprio del nero (probabilmente bit di memoria resettati a zero, quindi pixel #000). 🕳️
  • Trascinando la finestra da fuori a più in dentro l’area dello schermo, sul bordo limitrofo si vedono apparire per delle frazioni di tempo i pixel lì rimasti non aggiornati, esattamente come visibili dall’Alt+Tab (quindi in questo caso colorati, altrimenti neri), mentre contemporaneamente quella parte di finestra si aggiorna e si sbugga. Il resto che rimane oltre lo schermo rimane glitchato, mentre ciò che è stato spostato in dentro rimane sglitchato (almeno fin quando la maledizione non colpisce di nuovo la finestra). 🎃



Anche stavolta, un problema molto stupido, ma guardate che cazzo di roba! (E guardate come nel mentre fa la sua guest appearance un altro glitch che postai mesi fa…) Come minchia si fa ad introdurre un problema simile in un sistema operativo?! Pensare che io faccio sempre gli aggiornamenti (ho liberato spazio da quell’ultima volta, eh…), ma questi bug continuano a rimanere. Anzi, molti di quelli che io ho qui sopra pare ci siano ancora anche su Windows 11, dopo anni e anni… E che cazzo, cioè, è da un trentennio che in un modo o nell’altro la shell di Windows è completamente rotta, e non cambia mai niente in questo senso… e allora mi spiegate a che minchia servono tutti gli infiniti aggiornamenti, se non risolvono mai i veri problemi che si incontrano? Vaffanculo!!! ☄️💣🔪👹

#000 #bug #explorerExe #glitch #UI #visual #Windows #Windows10


finestre rotte sul PC sfarfalliaco


Stasera ho notato un altro #glitch con #Windows per la prima volta, che chissà pure questo da dove esce… ho come il presentimento che abbia qualcosa a che fare con la GPU (integrata) o quantomeno la memoria video, ma non lo so, e ormai nulla ha più senso quindi non cercherò nemmeno sul web. Sembra che alcune finestre, se sono nascoste (cioè dietro altre finestre attive, ma forse non se direttamente minimizzate), possano fare questo strano sfarfallamento continuo nella vista Alt-Tab, in base a fattori non ben comprensibili.

In questo caso, lo noto succedere di continuo con le finestre di explorer che ad un certo punto fanno spuntare dei dialoghi; ad esempio, questa nel video era la finestra di un disco di rete scollegatosi per una disconnessione, con conseguente apparizione di una MsgBox di errore. A volte la finestra nella vista appare proprio vuota, e aggiornando (muovendo il mouse o tabbando) sfarfalla; finché non la si manda in focus una volta, e lì si sistema. Ma l’ho visto succedere anche con una finestra di explorer non errorata prima…

#glitch #Windows


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l’opzione nucleare: un elemento cardine della strategia di israele (giorgio s. frankel, 2010)


sulle tematiche delle guerre in corso nel Medio Oriente
pubblichiamo un testo del 2010 di Giorgio S. Frankel
(
Settanta/Milieu, 23 giu. 2025) :

L’opzione nucleare: un elemento cardine della strategia di Israele


Israele si è dotato di un complesso strategico nucleare davvero formidabile (e quasi incredibile per un così piccolo paese) che certamente non corrisponde all’idea di arma di ultima istanza, di «bomba nello scantinato» da tirare fuori e usare quando la situazione rischia di farsi disperata o già lo è.
A posteriori, sembra proprio che la scelta nucleare, fatta più di sessant’anni fa e da allora sempre avvolta nel segreto o comunque nell’opacità, sia stata una delle decisioni più importanti che Israele abbia preso nel corso della sua storia, una decisione assolutamente prioritaria, fondamentale e sulla quale la leadership politica di Israele ha sempre rifiutato qualsiasi cedimento, anche a rischio di un difficile scontro con gli Stati Uniti […]
L’opzione nucleare è stata anche sostenuta, nel corso di mezzo secolo, dal consenso incondizionato del paese. Il giornalista e scrittore israeliano Michael Karpin ha scritto che nella storia di Israele ci sono stati pochissimi casi in cui «la leadership politica in tutte le sue incarnazioni e l’opinione pubblica hanno avuto un approccio così unito e armonioso come nel caso del programma nucleare». Un importante aspetto di questo «consenso» è la pressoché totale assenza, in Israele, di un vero dibattito nazionale sulle questioni nucleari. Ciò deriva non tanto dalla censura imposta dal governo quanto da un’autocensura (spontanea) del paese, che costituisce l’aspetto sociale della «opacità» nucleare di Israele.
La decisione di Israele ha contribuito alla sicurezza del paese nel contesto mediorientale grazie alla «deterrenza nucleare», ma ha pure trasformato Israele in una sorta di «mini-superpotenza» in Medio Oriente e, ultimamente, anche e sempre più a livello globale, riducendo le propensioni a una politica di compromesso in Medio Oriente e rafforzando la tendenza a una politica inflessibile.
Israele e l’atomica
Il politologo israeliano Zeev Maoz ha osservato che «Israele è passato da una strategia nucleare basata sulla deterrenza a una strategia maggiormente orientata in chiave offensiva con anche un intreccio, forse, di volontà imperialista».
L’armamento nucleare consente a Israele in primo luogo, naturalmente, di dissuadere paesi ostili dallo scatenare attacchi militari volti alla sua distruzione. Questo dovrebbe essere in teoria il suo scopo primario, quello della deterrenza e dell’arma di ultima istanza. A fini di deterrenza potrebbe però bastare una forza nucleare ben più ridotta rispetto a quella attuale.
Nella seconda metà degli anni Settanta, dopo la Guerra del Kippur (1973) e in un contesto internazionale relativamente difficile, il politologo Steven J. Rosen scrisse che «un deterrente capace di colpire cinque capitali arabe sarebbe [stato] più che sufficiente per costituire un livello di danni “inaccettabile” [per le potenze avversarie]».
Più recentemente, un rapporto elaborato da un gruppo di esperti israeliani e americani ha suggerito che, per garantire la propria deterrenza, Israele deve mantenere una forza di risposta nucleare («second strike») capace di distruggere 10-20 città nemiche, con una potenza esplosiva tale da compromettere definitivamente la possibilità, per l’eventuale aggressore, di continuare a esistere come Stato. «Tutti gli obiettivi nemici dovrebbero essere scelti in base al criterio che la loro distruzione costringerebbe prontamente il nemico a cessare ogni attacco nucleare o biologico o chimico contro Israele».
Su un piano più politico-strategico, il deterrente nucleare, e soprattutto il fatto di detenerne il monopolio nel Medio Oriente, consente tra l’altro a Israele di imporre la propria supremazia militare nella regione e mantenere uno status quo vantaggioso (l’occupazione dei territori arabi conquistati nel 1967) senza correre grandi rischi di pressioni o vere minacce militari da parte dei paesi arabi. Inoltre, la forza nucleare ha fornito a Israele, sicuramente a partire dalla guerra del 1973, un potente mezzo di pressione sugli Stati Uniti per ottenere aiuti economici e soprattutto militari giustificati dalla necessità di garantire che Israele mantenga il proprio vantaggio militare sui paesi arabi e non si trovi «costretto» a usare le armi atomiche.
Forte del suo status nucleare, Israele può premere ancora sugli Stati Uniti, con altre richieste, oltre che sull’Europa e sulla Russia; e può anche far fronte a eventuali pressioni politiche di questpotenze, per esempio per quanto riguarda la questione palestinese. Questa capacità può essere definita come una sorta di «deterrenza globale».
[…]
L’ipotetica «deterrenza globale» che Israele sarebbe in grado di esercitare con la sua forza nucleare potrebbe consistere in questa «dottrina» operativa: se Israele subisce un attacco nucleare, o se comunque rischia di soccombere di fronte ad altra minaccia esistenziale, la sua risposta nucleare colpirà non solo il paese responsabile di tale minaccia ma anche, direttamente o indirettamente, le altre potenze mediorientali, oltre a un certo numero di paesi islamici e, ancora, numerose potenze non del Medio Oriente.
In un’intervista a un periodico olandese, poi ripresa da molti, lo storico militare israeliano, Martin van Creveld, spiegò in termini semplici e diretti la strategia israeliana:
Abbiamo centinaia di testate atomiche [che] possiamo lanciare contro obiettivi in tutte le direzioni, forse anche Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obiettivi per la nostra aviazione. Come disse il generale Moshe Dayan: “Israele deve comportarsi come un cane rabbioso, troppo pericoloso perché qualcuno voglia rischiare di infastidirlo”. […] Le nostre forze armate non sono certo al trentesimo posto nella graduatoria mondiale, bensì al secondo o al terzo. Possiamo trascinare il mondo nell’abisso insieme a noi. E vi assicuro che è quello che accadrà prima che Israele precipiti nell’abisso.
Il punto chiave di quello che dice van Creveld sta nelle due ultime frasi che è il caso di ripetere: «Possiamo trascinare il mondo nell’abisso insieme a noi. E vi assicuro che è quello che accadrà prima che Israele precipiti nell’abisso».
Un articolo apparso nel 2006 sul giornale online «Israeli Insider», e poi ripreso da altri siti, esprime gli stessi concetti di van Creveld in termini più crudi ma assai eloquenti:
[S]e lo Stato ebraico si trova di fronte al genocidio e all’annientamento, i nostri nemici non hanno più alcun diritto di sopravvivere, e questo vale anche per i paesi “neutrali” che hanno lasciato che le cose arrivassero a quel punto. […] Non permetteremo che Israele precipiti […] senza trascinare il mondo con noi. […] L’arsenale nucleare israeliano deve essere puntato […] contro i centri simbolici [religiosi] dei nostri nemici [islamici]. Lo stesso principio deve valere per quei paesi non islamici che aiutano coloro che cercano di sradicare Israele […] non permetteremo che si ripeta la storia di Vichy e di Mussolini, di papa Giovanni [sic] e di Stalin.
[…]

● Giorgio S. Frankel, scomparso nel 2012, è stato analista di questioni internazionali e si è occupa di Medio Oriente e Golfo Persico. Ha collaborato con «Il Sole 24 Ore», il «Corriere del Ticino», «il Mulino» e «Affari Esteri».
● Il brano è tratto da L’Iran e la bomba. I futuri assetti del Medio Oriente e la competizione globale, DeriveApprodi (prima gestione), 2010.

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Le elezioni del 1987: voto del Sud e “voto di appartenenza”


Osservando i risultati elettorali espressi grazie ai voti dei cittadini italiani il 14 giugno 1987, si registra una discesa netta del Partito Comunista che perde il 3,3% rispetto al 1983; la DC risale del 2,4% e il PSI del 2,9%. La novità principale, però, fu l’ascesa di due nuovi movimenti: la Lega e i Verdi. La prima registrò un incremento dallo 0,6% del 1983 al 1,8% del 1987. I Verdi, invece, non si erano mai presentati in Italia, e in questa loro prima apparizione riuscirono ad approfittare del notevole e clamoroso successo ottenuto dagli ambientalisti tedeschi nel medesimo anno. Inoltre, anche l’opinione pubblica italiana era ormai diventata sensibile a queste problematiche soprattutto a causa della tragedia avvenuta nel marzo del 1986 a Cernobyl in Ucraina, dove era esploso un reattore di una centrale elettro-nucleare. Un altro dato elettorale interessante fu una «meridionalizzazione del PSI e della DC, assi portanti del governo» <46, che «costituisce un ulteriore sintomo di una partitocrazia in crisi, la cui stabilità poggia su un ampio ed eterogeneo blocco sociale […], tutti portatori di interessi contraddittori tra loro, ma tenuti insieme dalla politica del debito pubblico» <47. Effettivamente «nessuna forza politica ha il coraggio di affrontare il problema dei conti in rosso dello Stato, che servono a sostenere un consenso alla partitocrazia, sempre più ridotto a uno scambio voti-benefici. Neppure la congiuntura economica favorevole induce governo e opposizione a intervenire con una manovra che arresti la voragine sempre più profonda del debito pubblico» <48.Garante elettorale della tenuta di questo blocco sociale fu, dunque, il Sud Italia dove si rafforzarono la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista che, invece, regredirono nelle regioni settentrionali. Il risultato fu l’acuirsi della spaccatura – questa volta politica – tra le due aree principali della penisola italiana: nelle regioni settentrionali, dove era diffusa un’economia chiusa di tipo localistico, si unirono in nome dell’appartenenza al Nord Italia – in particolare nelle zone rurali del Veneto e le pendici alpine nel Bergamasco e nel Varesotto in Lombardia – tantissimi cittadini provenienti da ogni strato sociale. Quindi fu solamente la base geografica il pilastro fondante del fenomeno leghista nella valli del Nord; il messaggio politico di questa nuova forza parlava addirittura di separazione del settentrione dal resto dell’Italia; ciò allora poteva anche far sorridere, ma il vero obiettivo era rappresentato da un segnale che nessuno dei partiti riuscì – ingenuamente – a captare: in quel messaggio era sottesa una critica fortissima al sistema dei partiti e allo stato italiano proveniente dalle regioni a sviluppo avanzato che ambivano a posizionarsi ai primi posti al livello di benessere in tutta l’Europa. Solitamente queste zone avevano espresso sempre consensi moderati, spesso a favore della Democrazia Cristiana. L’ondata di seguaci che registravano le idee leghiste fece scattare inizialmente un paragone con il movimento dell’Uomo Qualunque di Giannini, ma era un confronto che non calzava e che finì pure per risultare deviante e dannoso per la classe dirigente italiana, miope nel valutare l’accaduto e le profonde ragioni di un dissenso che negli anni seguenti segnò in maniera determinante l’incedere dei fatti politici in Italia. Il pericolo che percepivano queste regioni era che la crescita economica che stavano registrando potesse bloccarsi a causa della classe politica che sperpera «il denaro pubblico, ostacola il dinamismo produttivo con la sua pletorica burocrazia, alimenta con finanziamenti a pioggia il Mezzogiorno parassitario, riserva inesauribile di voti clientelari. La “questione meridionale” […] è diventata un peso intollerabile che rischia di trascinare verso il basso anche le regioni più opulente. […] La reazione è così violenta da rimettere persino in discussione l’unità nazionale. […] Dall’autonomia municipale si passa a un discorso più complesso sul federalismo, teorizzato da Gianfranco Miglio, studioso di diritto costituzionale» <49. Umberto Bossi, unico senatore ad essere stato eletto in seguito alle elezioni politiche del 1987, tradusse il nuovo messaggio in slogan propagandistici di anti-meridionalismo, «ai limiti del vero e proprio razzismo» <50 contro il meridione parassita, che viveva grazie agli sforzi e alla produttività settentrionale. «Si deve tornare proprio alle origini localistiche per interpretare correttamente anche i disvalori così enfaticamente proclamati» <51, addirittura da cittadini meridionali che dopo essersi trasferiti al Nord Italia hanno aderito a questi movimenti diventando «più nordisti dei nordisti» <52. Si scatenò anche un’ulteriore polemica da parte dei leghisti che attaccavano Roma e i romani, identificandoli come tana e testimoni dei vizi e del parassitismo, difendendo Milano e i milanesi, centro fertile grazie agli abitanti produttivi. «Insomma il territorio contro la politica. […] Ideologia e religione erano state i punti di riferimento essenziale delle comunità locali […]. Il declino ideologico e religioso spezza i legami della rete comunitaria con la politica, fino a produrre un risentimento antipolitico che si traduce anche in avversione allo Stato nazionale, caduto nelle mani dei partiti» <53. La X Legislatura si aprì con le elezioni del 1987, che videro in fase di miglioramento tra i grandi partiti solamente la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista guidato da Bettino Craxi. In ogni caso, il successo si rivelò al di sotto delle aspettative del leader della compagine socialista, il cui leader si convinse che, per quanto il suo partito fosse salito di 5 punti percentuali da quando egli ne era il segretario, era comunque costretto a rimanere «una forza politica di medie proporzioni […]. In altri termini, Craxi rinunciava alla battaglia sulla presidenza del Consiglio e si accomodava all’esecutivo […]. Non intuiva il ribollire sotterraneo della società civile e non vedeva sul cielo internazionale le nuvole che annunciavano la tempesta. Proprio quando sarebbe stato necessario muoversi […], il segretario socialista si chiude all’interno dei palazzi senza neppure accorgersi dell’assedio ormai in atto» <54.

[NOTE]46 S. COLARIZI, Op. cit., p.167
47 Ibidem
48 Ivi, p.160
49 S. COLARIZI, Op. cit., p.168
50 Ivi, p.169
51 Ibidem
52 Ibidem
53 Ibidem
54 S. COLARIZI, Op. cit., p.173
Armando Pedone, Il Partito Comunista Italiano nella storia della Prima Repubblica: dalla solidarietà nazionale alla scissione del 1991, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno accademico 2015-2016

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Gruppo Wagner: indagini sulle violazioni dei diritti umani in Mali.


Sui social network Wagner posta i video di mutilazioni, decapitazioni, omicidi compiuti.
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Il gruppo di mercenari russi Wagner è sotto attenta osservazione mentre la Corte Penale Internazionale (CPI) esamina rapporti riservati che lo accusano di aver commesso crimini di guerra in Africa occidentale. Questo rappresenta la prima volta che la corte ha deciso di valutare se la condivisione di immagini grafiche di atrocità sui social media, in particolare in Mali, possa essere classificata come crimine di guerra.

burkinafaso-bz.org/wp-content/…

Secondo i rapporti, il coinvolgimento di Wagner in Mali ha portato ad un preoccupante aumento dei crimini di guerra, con i mercenari che avrebbero registrato e condiviso atti brutali – come decapitazioni e mutilazioni – su piattaforme come Telegram. Lindsay Freeman, del Human Rights Center della UC Berkeley School of Law, ha dichiarato: “Da quando Wagner è entrato nel conflitto in Mali, c’è stata un’escalation nei crimini di guerra e nelle violazioni dei diritti umani, incluse brutali decapitazioni, mutilazioni e cose di cui siamo a conoscenza perché si registrano mentre lo fanno e pubblicano autonomamente sui loro account social”.

L’indagine della CPI si concentrerà sulla questione se la pubblicazione di queste immagini raccapriccianti costituisca una violazione del diritto internazionale. Freeman ha inoltre sottolineato che le immagini condivise stanno generando un notevole coinvolgimento online, con alcuni canali addirittura traggono profitto da questo contenuto inquietante. “Più il materiale è grafico, maggiore è l’interazione che questi canali ricevono, e tanto più il gruppo cresce,” ha aggiunto.

Oltre a Wagner, i rapporti sollecitano la CPI ad indagare anche sui governi di Mali e Russia per i loro ruoli nelle presunte atrocità avvenute tra dicembre 2021 e luglio 2024. Questi abusi includono omicidi extragiudiziali, torture, mutilazioni e persino cannibalismo nel nord e nel centro del Mali.
Mercenari Wagner 2023Mercenari Wagner 2023. By Tasnim News Agency, license CC Attribution 4.0 International License.
Beverly Ochieng, del Center for Strategic and International Studies, ha avvertito che la partenza di Wagner non cambierebbe significativamente la situazione di sicurezza in Mali. “La Russia intende continuare a rimanere nel paese con quella che è ora conosciuta come Africa Corps, che è ancora composta da forze Wagner. È probabile che vedremo una tendenza continua alla violenza, in particolare da parte del gruppo al-Qaida, che si vendica contro la Russia.”

Con il ritiro degli Stati Uniti e di altre potenze occidentali dalla regione, la Russia sta approfondendo i legami militari con diverse nazioni africane, con Wagner / Africa Corps che gioca un ruolo centrale. I legami stretti della rete con i servizi d’intelligence e militari russi segnalano un’influenza russa in continua espansione attraverso l’Africa.

Fonte: africanews.com

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A Norimberga i crimini di guerra trovarono una loro prima codificazione


Il generale italiano Giovanni Messe in una nota del febbraio 1945 al Presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi riguardo al presunto cambiamento d’idea da parte dei rappresentanti alleati sulla consegna dei criminali di guerra italiani a Paesi stranieri sottolineò che tale decisione ritornava a una «applicazione di un noto principio di diritto internazionale universalmente accettato, secondo il quale i reati commessi da componenti di corpi militari di spedizione all’estero rientrano nella giurisdizione dei tribunali dello Stato al quale i corpi stessi appartengono» <536. Rimane il fatto che tutti i Paesi che ebbero la possibilità di portare a giudizio i militari nazifascisti accusati di crimini di guerra utilizzarono il proprio diritto interno. In Germania nelle rispettive zone d’occupazione gli alleati applicarono l’Allied Control Council Law No. 10 Punishment of Persons Guilty of War Crimes, Crimes Against Peace and Crimes Against Humanitt (CCL 10) del 20 dicembre 1945, nel quale venne ripreso sostanzialmente il contenuto dello Statuto di Norimberga <537. In Giappone invece gli Stati Uniti applicarono il proprio diritto interno visto che erano anche l’unica vera potenza occupante <538.
[…] Sperare che un apparato statale strettamente legato non solo al potere politico ma ad una istituzione legata al principio della gerarchia quali sono le forze armate, potesse avere degli efficienti strumenti pratici quali i codici penali militari allora vigenti per reprimere violenze belliche nei confronti di chi ne doveva essere immune e soprattutto essere in grado di non guardasse al ruolo ricoperto dagli accusati e agli eventi bellici stessi della guerra che videro travolgere quei principi di autorità non solo riferibili alle forze armate ma alla sostanza stessa della struttura dello Stato è stata forse una pretesa eccessiva a prescindere da una reazione morale, prima che legale, a quelle violenze nazifasciste che sconvolsero le coscienze di molti europei.
E senza dimenticare l’ulteriore elemento destabilizzante che rafforzò il carattere politico dei processi per i crimini di guerra, ossia il partigiano portatore, come abbiamo visto, di una teoria sfociante nel concetto del politico <544. A questo si sommò la possibilità di imbastire dei processi dove pesava l’incognita di una loro estensione a proposito delle responsabilità da un punto di vista penale ma anche a causa della valutazione di un contesto dove bisognava fare i conti con le peculiarità di una guerra in cui i classici combattenti persero la propria esclusività. La semplice valutazione della responsabilità individuale e quindi penale – di per sé già complicata perché comportante da parte dell’imputato di una presunta analisi dell’ordine superiore in un contesto bellico dove il controllo delle passioni imponeva uno sforzo non comune a cui si sommava la realtà autoritaria tipica di un regime fascista dove il militare si era spesso formato – senza una riflessione sul contesto in cui trovò origine il dolo avrebbe probabilmente limitato la forza delle motivazioni di un’eventuale condanna che per i procedimenti avviati sembrava a molti già allora doverosa. Nel caso contrario invece non era da escludere il sorgere di seri ostacoli a una condanna netta dei comportamenti incriminati. La sentenza Kappler e soprattutto quella Reder per molti aspetti più innovativa, paiono darne una chiara conferma.
I crimini di guerra nazifascisti con tutte le loro implicazioni scossero alle radici il diritto bellico europeo che rientrava integralmente in quello che Schmitt definì lo Jus Publicum Europaeum fondato sul sistema degli Stati sovrani che, in quanto tali, non potevano produrre nessuna formulazione giuridica a una resistenza nei loro confronti. Lo Statuto del Tribunale militare internazionale di Norimberga ha significato anche la ricerca di sopperire alla mancanza della legge codificata e consuetudinaria di una impostazione del diritto di resistenza visto che «per esso non c’era assolutamente posto nello spazio dominato dall’irresistibile grande macchina» <545 quale sembrava lo Stato.
Ed anche se le limitazioni alla conduzione della guerra, sorte con notevole fatica a partire dal diciannovesimo secolo, vennero violate sia dalle truppe nazifasciste che da quelle alleate, nella mente degli apparati statali e degli stessi politici furono sempre presenti i contrappesi a tali limiti, identificabili nella necessità bellica e nell’obbedienza. Questi possono aver facilmente offuscato il quadro generale e normativo che risultò assai contradditorio e forse troppo interpretabile.
E forse anche per questo Norimberga, indipendentemente dalle motivazioni di opportunità politica che la generarono, fu un atto che mirò a creare un diritto penale internazionale. La seconda guerra mondiale aveva messo davanti agli occhi distruzioni materiali e umane che difficilmente potevano essere metabolizzate al pari delle distruzioni delle guerre che la precedettero. Un’occupazione segnata da rappresaglie, deportazioni e massacri di gruppi etnici e culturali ritenuti degni solo della morte sommata a una conduzione dei combattimenti con un potenziale distruttivo mai visto prima e che ridussero le vecchie limitazioni dello jus in bello a carta straccia spinsero gli alleati e in particolare gli Stati Uniti ad affrontare le responsabilità morali derivanti dal ruolo di vincitori e quindi di regolatori del nuovo ordine mondiale.
A Norimberga i crimini di guerra trovarono una loro prima codificazione insieme a una nuova fattispecie giuridica quali i crimini contro l’umanità che meglio di qualsiasi altra dicitura fino ad allora elaborata chiarivano, o almeno si avvicinavano, a dare una parvenza penale e positiva a una parte di quel “diritto umanitario” a cui si riferivano alcuni giuristi.
Norimberga dimostrò che per sanzionare penalmente tali eventi non erano sufficienti gli strumenti legali del tempo. La dimensione e per certi versi la novità dei fatti del 1939-1945 dovevano essere affrontati dai giudici militari con armi forgiate per le guerre dell’Ottocento o tutto al più con gli aggiornamenti dei primi decenni del Novecento.

[NOTE]536 Gianni Oliva, Si ammazza troppo poco, op. cit., p. 153.
537 Vedi, The Avalon Project. Documents in Law, History and Diplomacy, Yale Law School, consultabile su internet.
538 M. Cherif Bassiouni, Crimes against humanity in International Criminal Law, Kluwer Law International, Hague 1992, p. 34.
544 Carl Schmitt, Teoria del partigiano, op. cit., p. 132.
545 Carl Schmitt, Sul Leviatano, op. cit., p. 82.
Marco Conti, Il Diritto in azione. Profili giuridici e problemi storici dei processi per i crimini di guerra nazisti nell’Italia del 1943-1945, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2008-2009

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Disinformazione anti-occidentale in Burkina Faso: un caso di manipolazione virale


Falso il video di una spia francese arrestata in Burkina Faso.
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Negli ultimi mesi, il Burkina Faso e l’intera regione del Sahel sono stati colpiti da una crescente ondata di disinformazione anti-occidentale, alimentata da campagne pro-russe. Queste strategie, secondo vari analisti e governi, stanno minando la stabilità della regione, creando un clima di sfiducia verso le istituzioni occidentali.

Un esempio emblematico di questa disinformazione è rappresentato da una serie di video virali che affermano erroneamente che una donna francese, identificata come Claire Dubois, sarebbe stata arrestata per spionaggio a Ouagadougou. Dubois, secondo tali video, è una lavoratrice di un ONG che, con la sua attività umanitaria, avrebbe in realtà svolto un ruolo di raccolta di informazioni militari per conto della Francia.

Le affermazioni diffuse nel corso di questa campagna disinformativa non sono supportate da alcuna prova concreta. La fonte originale del video, pubblicato inizialmente su YouTube, riportava esplicitamente un avviso che indicava il contenuto come una “opera di fiction”. Il messaggio chiariva che “le situazioni e i dialoghi rappresentati sono completamente fictionali e non riflettono eventi reali”.

Tuttavia, tale disclaimer è stato sistematicamente rimosso nelle versioni ripubblicate su piattaforme social quali TikTok, Facebook e X (precedentemente Twitter). In particolare, un video su TikTok che propaga queste false informazioni ha raggiunto oltre due milioni di visualizzazioni, contribuendo così a diffondere la narrativa ingannevole.

Questa situazione evidenzia un problema più ampio e preoccupante: la rapida diffusione della disinformazione può influenzare significativamente l’opinione pubblica e le dinamiche politiche in regioni già vulnerabili.

Il video, originariamente disponibile all’indirizzo youtube.com/watch?v=EuVknudYAs… è stato poi rimosso dallo steso utente che lo aveva postato, in un evidente tentativo di nascondere la mano dopo aver lanciato la pietra.

Fonte:africanews.com, euronews.com

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Era quindi essenziale non destabilizzare i tedeschi appena sconfitti


Le stragi e le uccisioni commesse dai nazifascisti nel comune di Massarosa sono rimaste impunite, come del resto la grande maggioranza di quelle avvenute per mano tedesca e italiana nella penisola durante la Seconda guerra mondiale.
La storia delle indagini e dei processi a carico dei colpevoli – in pratica conclusasi nel gennaio del 1960 con il provvedimento di «archiviazione provvisoria» di tutti gli atti processuali relativi alle stragi – è lunga e complessa, ma è doveroso accennarne almeno le parti salienti.
Le indagini iniziarono già prima della fine della guerra, con il punto di partenza che è possibile far risalire alla dichiarazione di Mosca del 31 ottobre – 1° novembre 1943. Con essa gli Alleati stabilirono che coloro accusati di crimini di guerra sarebbero stati giudicati dai tribunali dei paesi nel quale essi avevano commesso i crimini. Pochi giorni prima era stata istituita una United Nations War Crimes Commission, composta dai rappresentanti di 17 nazioni alleate, e avente il compito di raccogliere documentazione sui crimini di guerra. Iniziò i lavori l’11 gennaio 1944 a Londra <669.
Il caso italiano presentava alcuni problemi particolari, in quanto si trattava di una nazione nemica sconfitta che aveva commesso essa stessa crimini di guerra, ma che adesso si trovava sotto la brutale occupazione del vecchio alleato.
Ciononostante con il decreto ministeriale del 26 febbraio 1945 il governo Bonomi nominava una «Commissione Centrale per l’accertamento delle atrocità commesse dai tedeschi e dai fascisti dopo il 25 luglio 1943», presieduta dal liberale Aldobrando Medici-Tornaquinci, sottosegretario di Stato del ministero dell’Italia Occupata. Nel maggio dello stesso anno la commissione entrò in contatto con le autorità alleate per stabilire una linea di condotta e le fu permesso di visionare i risultati delle indagini anglo-americane, anche se non sarebbero state concesse persone in stato di arresto <670. Per il momento evidentemente pesava ancora lo status di nazione sconfitta.
In agosto gli alleati, dopo la stesura del Report on German Reprisials for Partisan Activity in Italy <671, proposero di celebrare due grandi processi. Il primo relativo alla strage delle Fosse Ardeatine e il secondo che avrebbe visto imputati i comandanti d’armata, di corpo e di divisione per aver organizzato la grande rete di rappresaglie dal giugno al settembre del 1944. Entrambi questi procedimenti sarebbero stati condotti da autorità militari britanniche, mentre a quelle italiane veniva concesso di processare i gradi più bassi. La questione, nascosta dalla motivazione che gli italiani non sarebbero stati in grado di portare avanti processi troppo complessi, era in realtà politica. Se si fosse permesso alle autorità italiane di processare gli alti gradi dell’esercito tedesco, si sarebbe legittimata la richiesta di estradizione di militari italiani accusati di crimini di guerra in paesi quali la Jugoslavia e la Grecia. Questo veniva giudicato inaccettabile dagli Alleati perché avrebbe minato il morale e la fiducia delle FF.AA. italiane, ora cooperanti con quelle alleate <672.
Con l’anno successivo gli Alleati modificarono leggermente la loro linea di condotta e decisero di procedere con un processo per la strage delle Fosse Ardeatine e con uno al singolo feldmaresciallo Kesselring. Quest’ultimo, vista la caratura dell’imputato, avrebbe assunto un ruolo simbolico molto importante, ma un procedimento penale a carico di una decina o più di alti ufficiali della Wehrmacht e delle SS avrebbe avuto un ben altro impatto. Questa decisione segnò una svolta nella politica giudiziaria alleata <673. Kesselring venne processato a Venezia tra il febbraio e il maggio del 1947 e condannato a morte. Nello stesso anno altri processi minori videro condannati il generale Edward Crasemann,
comandante della 26. Panzer-Division (condannato a 10 anni di reclusione) e il generale Max Simon, comandante della 16. SS-Panzergrenadier-Division, «Reichsführer-SS» (condannato a morte) <674. È significativo che sia Kesselring che Simon vennero quasi immediatamente graziati.
Questi furono gli ultimi processi ad alti ufficiali tedeschi portati avanti da corti militari britanniche. Il clima politico era infatti cambiato e la guerra fredda era alle porte. In questo contesto la Germania occidentale assumeva un ruolo molto importante nel nuovo assetto europeo, trovandosi in prima linea di fronte alla nuova minaccia sovietica. Era quindi essenziale non destabilizzare i tedeschi appena sconfitti, sottoponendoli a lunghi e laceranti processi che avrebbero riaperto le ferite di una guerra persa <675.
La palla adesso passava alle autorità italiane, le quali aprirono una stagione di processi durata una quindicina d’anni, ma che vide solamente 13 sentenze. I procedimenti più importanti riguardarono Herbert Keppler e cinque tra ufficiali e sottufficiali per la strage delle Fosse Ardeatine; Jospeph Strauch, responsabile della strage del Padule di Fucecchio, e Walter Reder, imputato per una notevole serie di crimini <676. Questa stagione di processi si concluse in pratica con la sentenza a carico di Reder, pronunziata il 31 ottobre 1951. Fino agli anni ’90 verranno infatti portati avanti soltanto altri due procedimenti – uno del 1952 e uno nel 1962 -, per di più contro imputati latitanti <677.
La parola fine ai processi venne definitivamente pronunciata dal Procuratore Generale Militare Enrico Santacroce con la sua «archiviazione provvisoria» del 14 gennaio 1960. Con questo provvedimento, assolutamente privo di significato giuridico, Santacroce di fatto obliterò quasi 700 fascicoli inerenti a crimini di guerra commessi in Italia. Le motivazioni che portarono il Procuratore Generale a questa decisione furono in buona parte additabili alla «ragion di stato», cioè alla necessità di evitare alla Germania, che in quel periodo di grave tensione internazionale con il blocco orientale stava ricostruendo il suo esercito. Accanto ad essa c’era l’imbarazzo, da parte del governo italiano, di dover da una parte richiedere l’estradizione di cittadini tedeschi, mentre al contempo negare quelle di presunti criminali di guerra italiani avanzate da paesi stranieri quali la Jugoslavia e la Grecia <678. Ulteriori motivazioni possono essere ricondotte al coinvolgimento con il ventennio fascista che avevano avuto vari esponenti di punta nella gestione dell’archiviazione – quali Santacroce stesso -, al reclutamento da parte dei servizi segreti occidentali di alcuni dei vecchi criminali di guerra nazisti e, in ultimo, dalla volontà di non incrinare i rapporti con la Repubblica Federale Tedesca, che si stava dimostrando un ottimo partner commerciale per l’industria italiana in piena ripresa <679.

[NOTE]669 Relazione di minoranza della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti, p. 57.
670 Pezzino, Guerra ai civili, cit., pp. 27-28.
671 In questo rapporto venivano considerati privi di qualsiasi legittimità la cattura indiscriminata di innocenti, l’incendio di paesi e l’uccisione di anziani, donne e bambini.
672 Pezzino, Guerra ai civili, cit., pp. 29-30.
673 Ivi, 32-33.
674 Relazione di minoranza, cit., pp. 137-138.
675 Ivi, p. 138.
676 Ivi, paragrafo 12.
677 Ivi, p. 183.
678 Ivi, p. 423.
679 Ivi, p. 424.
Jonathan Pieri, Massarosa in guerra (1940-1945), Tesi di laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2013-2014

#1945 #1947 #1951 #1960 #alleati #crimini #EnricoSantacroce #fascicoli #fascisti #Germania #Grecia #guerra #Italia #JonathanPieri #Jugoslavia #militari #Ovest #partigiani #processi #stragi #tedeschi

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intervista: il collezionismo per giuseppe garrera (eleonora sampieri sul blog ‘martebenicult’)


[…] completezza: non solo l’opera, ma la documentazione, gli schizzi, compresa la matita o il pennello con sui è stato fatto quel lavoro: inevitabilmente la collezione ha assunto anche l’aspetto di una storia di reliquie insieme alla possibilità di ripristinare un tempo intero, o meglio ha superato del tutto la sospettabile dimensione della sola quadreria per divenire e testimoniare una creatività disseminata […]

martebenicult.wordpress.com/20…

intervista a Giuseppe Garrera sul collezionismo
cliccare per ingrandire

#art #arte #asemicWriting #collezione #CollezioneGarrera #CollezioneGiuseppeGarrera #collezionismo #creativitàDisseminata #EleonoraSampieri #EmilioPrini #Garrera #GinoDeDominicis #HanneDarboven #LinaStern #MarcoGiovenale #Martebenicult #MaxRenkel #MirthaDermisache #Piranesi #scritturaAsemica

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30 giugno, napoli, libreria luce: “prima dell’oggetto” (déclic, 2025)


a Napoli, lunedì 30 giugno, alle ore 18, presso la Libreria Luce
(piazzetta Durante 1)

incontro sul libro di prose
PRIMA DELL’OGGETTO
di Marco Giovenale

(déclic, 2025)

MG in dialogo con
Gaia Parlato
e Ciro Russo

*

la libreria:
lucelibreriaemotiva.it

il libro:
declicedizioni.it/prodotto/pri…

estratti e link:
slowforward.net/2025/05/16/lin…

evento fb:
facebook.com/events/6259426905…

*

saranno inoltre presenti in libreria copie del tabloid gratuito “La scuola delle cose” (Lyceum/Mudima), n. 19, interamente dedicato alla scrittura di ricerca (info: slowforward.net/2025/06/11/un-…)

#CiroRusso #déclic #GaiaParlato #lettura #LibreriaLuce #presentazione #PrimaDellOggetto #prosa #reading


link e materiali per “prima dell’oggetto” (déclic, maggio 2025)


POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO


scheda editoriale:

copertina di "Prima dell'oggetto", di Marco Giovenale (déclic, 2025)
cliccare per accedere al sito dell’editore

PRIMA DELL’OGGETTO
di Marco Giovenale
déclic edizioni
libro in brossura con alette, cm 13,5 x 19
pp. 128, ISBN 9791281406117
uscita: 16 maggio 2025

Se c’è un libro che si è stufato sia della poesia sia del narrare usuale, e che va in senso opposto, è questo: si muove verso il senza verso e si interroga sulla fuga caotica delle cose e delle narrazioni, come alice che non capisce le corse del bianconiglio ma si secca pure di seguirlo. il lettore non deve però spaventarsi di questo smarrimento. potrà confidare in alcune chiavi, rammentando:

– che quasi tutto si svolge a roma, ossessivamente richiamata: e tanto il richiamare quanto il suo oggetto danno sul barocco, con conseguente eco lontana di erotía;
– che una sfumante prima parte del libro si abbandona al flusso fonico del discorso, toccando solo leggermente la sostanza di storie e microstorie;
– che detto flusso si cristallizza pian piano in quasi-racconto, e allora affiorano figure precise, anche se spesso poi si sfaldano, si dissipano;
– che a sfarinarsi è tanto il linguaggio quanto il reale già sotto scacco e fuori fuoco, come per un’apocalisse nascosta in ogni pixel del quadro.

§

READING, INCONTRI, REGISTRAZIONI, APPUNTI, IMMAGINI, RECENSIONI, ESTRATTI:

21 mar. 2026:
audio completo del reading+dialogo alla Libreria Luce (Napoli):
slowforward.net/2026/02/28/pod…
@ archive: archive.org/details/pap090_mg_…

1 dic. 2025:
recensione del libro + estratti, a cura di Elisa Barbisan, in seizethetime.it: seizethetime.it/attorno-agli-o…

13 ott. 2025:
Le parti e il cronista, recensione del libro + brevi estratti, di Valentina Murrocu, in recensireilmondo.com:
recensireilmondo.com/2025/10/r…

15 set. 2025:
il podcast ‘La Finestra di Antonio Syxty’ propone un dialogo sul libro con Niccolò Scaffai, open.spotify.com/episode/0mCWU… (cfr. anche slowforward.net/2025/09/15/fin…)

12 set. 2025
l’incipit del libro selezionato da Recensireilmondo:
facebook.com/recensireilmondol…
(ripreso poi da déclic: facebook.com/declicedizioni/po…)

25 ago. 2025:
intervista su Prima dell’oggetto, e su “La scuola delle cose”, n. 19 (“scrittura di ricerca”): RadioTre Suite, 24 ago. 2025, h. 23:00-23:25, https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html e slowforward.net/2025/08/25/rad…

28 lug. 2025:
una pagina dal libro, riprendendo un post editoriale su fb
slowforward.net/2025/07/28/una…

19 giu. 2025:
notille da un social dopo il reading a Villa Lais del 28 mag. 2025
slowforward.net/2025/06/19/not…

17 giu. 2025
pod al popolo, #070: reading perinelli e giovenale @ studio campo boario, 17 giu. 2025
@ archive: archive.org/details/pap-070-pr…

16 giu. 2025:
registrazione del reading (con autoannotazioni) a Villa Lais, 28 mag. 2025
slowforward.net/2025/06/16/pap…

31 mag. 2025
pod al popolo, #069: lettura di mg (da Oggettistica e Prima dell’oggetto) @ ‘roma chiama poesia’, teatro basilica, 31 mag. 2025
@ archive; archive.org/details/pap069_Rom…


ANTEPRIME, ESTRATTI, FRAMMENTI:

un estratto qui

Quattro estratti/anteprime su fb (apr.-mag. 2025):
slowforward.net/2025/06/02/ant…

Alcuni materiali comparsi in altra forma sul Multiperso:

Scendi, 21 giu. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

L’importanza dell’ascolto, 16 lug. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Stanza stanza, 24 lug. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Pietra, 25 set. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

[Nest. Rest. Reset. Next], 4 ott. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Videoripresa, 13 ott. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

§

ADDENDA

Un post di Simone Beghi (25 ago. 2025):
facebook.com/61566271675466/po…

§


declicedizioni.it/prodotto/pri…
#069 #070 #antiracconto #controracconto #déclic #LaFinestraDiAntonioSyxty #LibreriaLuce #lisaBarbisan #MG #podAlPopolo #PrimaDellOggetto #prosa #prosaBreve #RadioTreSuite #Recensireilmondo #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #seizethetimeIt #StudioCampoBoario #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #ValentinaMurrocu #VillaLais


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Giacomo, l’IA e il Gabinetto (Viesseux, s’intende)

edu.inaf.it/rubriche/oltre-ori…

Tornando sulla relazione fra Leopardi, gli automata e l’intelligenza artificiale

#arte #GiacomoLeopardi #intelligenzaArtificiale #poesia

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otavia / anat gutberg. 2016


youtu.be/mMD63t-W0Os?si=7xIBm-…

#AnatGutberg #art #experimentalVideo #video

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Catania, nasce l’Alleanza per le Comunità Educanti: un modello per contrastare la povertà educativa.


Due giornate intense per costruire una visione comune: una città che educa, che si prende cura dei suoi ragazzi e delle loro famiglie. A Catania, diciotto centri di aggregazione, dirigenti comunali, presidi, docenti universitari, operatori dell’ASP e dell’USSM, volontari, sacerdoti e rappresentanti del terzo settore si sono ritrovati per affermare con forza: vale la pena provarci. Non è […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/06/24/cata…

#CooperativaProspettiva #devianzaMinorile #dispersioneScolastica #LuigiRenna #PattiTerritoriali #RobertoDiBella #serviziSociali #terzoSettore #USSMDiCatania

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arnaldo pomodoro,due frammenti da “l’arte dell’uomo primordiale”, di emilio villa (2004)


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Arnaldo Pomodoro,
due frammenti da L’arte dell’uomo primordiale, di Emilio Villa, 2004

#ArnaldoPomodoro #art #arte #EmilioVilla #LArteDellUomoPrimordiale

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“adesso soltanto”, di mg, testo su ‘il cucchiaio nell’orecchio’


un testo di MG sul sito 'Il cucchiaio nell'orecchio'
cliccare per leggere

ilcucchiaionellorecchio.it/202…

Un grande grazie a Gaetano Altopiano
per la sempre generosa ospitalità sul sito

_

#Ale #IlCucchiaioNellOrecchio #nonLHannoVeramenteCapita #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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newsletter slowforward 9 maggio – 21 giugno 2025 + sostieni l’eroica opra ultraventennale del sito


tra ieri e oggi ho spedito per mail – alle persone registrate – la newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati qui dal 9 maggio al 21 giugno. la newsletter non ha (ancora) un nome, e viene manualmente compilata da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma visivamente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a slowforward.net/contact/

chi volesse sostenere il lavoro di slowforward, di mg / differx,
può farlo via ko-fi oppure paypal


sostieni slowforward, offrigli un caffè! https://ko-fi.com/differx57119
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mettiamola (sempre) così: sono fermo a uno dei semafori della rete, e vi faccio cenno indicando il parabrezza… se apprezzate e vi fa piacere che io da 22 anni quotidianamente vi aiuti a renderlo ben trasparente e sensibile a informazioni & notizie su #scritturadiricerca #scritturasperimentale #palestina #asemicwriting #scritturaasemica #antifascismo #prosa #prosabreve #prosainprosa #artecontemporanea #materialiverbovisivi #audio #podcast #video #presentazioni #criticaletteraria #teorialetteraria #letturepubbliche #progettiletterari, #archivi #anni70 … non avete da fare altro che offrirmi un caffè.

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gigarivista scottiaca con segretissimo numero, trovato così nel vedere colì


A distanza di 2 anni (…io pensavo 1), chi si ricorda Scottecs Gigazine? Probabilmente nessuno, neppure io onestamente. Però, l’altro giorno mi è tornato in mente che esiste, giusto per caricare su TomoStash una manciata di volumi molto vecchi che ho trovato sull’agrodolce Archivio di Anna… e ok. Però poi ieri ho aperto il sito ufficiale della rivista gigante, per includere i link e per copincollare le descrizioni dei tomi, e lì ho scoperto non una, ma ben due (2) cose assurde… furbuffe, quasi. (!) 😱

Innanzitutto, esiste un numero speciale del Gigazine, il Numero Zero XL, che è esclusivamente digitale e gratuito!!! Non l’ho mai sentito prima, e in effetti è bello nascosto sul sito, tutto in fondo alla lista dei prodotti… sarà un regalo per i ficcanaso, e io approvo. La cosa strana però è che non si vede alcun tasto per scaricare, o che… l’unica cosa che a fatica trovo è il tasto “aggiungi al carrello secondario”, scrollando in fondo alla pagina, dove appare come flyout, ma… clicco e non funziona, semplicemente il testo si trasforma in una rotellina che gira all’infinito. Per sicurezza ho provato anche dal browser dei pensionati, che “non si sa mai che su Firefox magari è tutto rotto, specialmente il mio con 31 estensioni“, ma niente. 😓

Grande terrore, quindi. Ho temuto di non poter mettere le mani su questo PDF elusivissimo. Giusto un attimo prima di aprire i devtools del browser, per capire cosa va storto e non posso sistemare (qualcosa nel loro tema di Shopify, il JavaScript tira un errore Uncaught TypeError: this.form is null: initCartBar@theme.js [...]), però, per nessun motivo particolare se non il fatto che ci fosse un pallino “1” nell’angolo, il bottone della chat ha catturato la mia attenzione, e l’ho cliccato… e lì ho riso. Perché tra le tante “risposte immediate” c’è “Non riesco a scaricare il Numero 0 XL, che ho quindi cliccato, e il bot ha risposto “Gigaciao! Non ti preoccupare, utilizza il link qui sotto e scarica il Numero 0 XL! https://gigaciao.com/a/downloads/-/92f4529bab5bf4e…“. 🤯

Cioè… fatemi capire bene… Loro sanno perfettamente che il loro sito è rotto e il download non può partire, e non solo non sistemano semplicemente lo spacc nel codice, ma nemmeno mettono il link diretto al download nel testo della pagina… No, bisogna che l’utente abbia l’intuizione di scavare in altre parti del sito, in questo caso la chat di supporto, per trovare lì finalmente l’oggetto digitale tanto agognato! Regà, boh, è così assurdo che a questo punto non posso non pensare non sia stato fatto apposta; va bene i problemi, va bene l’incompetenza, ma qui siamo oltre: mi sa che è davvero una caccia al tesoro per chi ha abbastanza pazienza come me. Vabbè, tanto ora il numero 0 è ricaricato sul mio sito… e comunque ci ho perso solo 2-3 minuti, ma in cambio ho subito questa user experience assurda da raccontare. 👌

#Shopify #UX #web

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