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governo pericoloso


da un post di Rosa Rinaldi che cita Vincenzo Costa: facebook.com/share/1DUYFQF2U7/

Saremo anche un popolo di incolti, di finti furbi, di qualunquisti, ma una poveraccia così non ce la meritavamo.

Spero che chi l'ha votata faccia un passo indietro e capisca il pericolo di tenere al Governo, in questo momento, questa manica di incompetenti e cortigiani.
Tra lei, Crosetto bloccato a Dubai che minaccia querele su X verso chiunque chiede dimissioni, Tajani che pensa che basti non affacciarsi alla finestra per proteggersi dai droni... è uno sconforto totale.

E Meloni è riuscita a dare a Putin la colpa della polveriera in Medio Oriente. Come se le azioni di Israele, da 80 anni a questa parte, dipendessero da Putin.

Non si sa come commentare la sua intervista (concordata) che ha rilasciato al TG5. Lo faccio con le parole di Vincenzo Costa (e di Paolo Di Mizio nel primo commento).

Vincenzo Costa:

"Credo che la Meloni non sia più accettabile. Non ha più neanche il senso del ridicolo. Ripete a pappagallo, ha asservito il paese ad Israele e rischia di metterlo in pericolo.

A Niscemi c'è un enorme centro di raccolta dati, verso Catania c'è Sigonella. Sono parafulmini.

A me non interessa che cosa Crosetto va a fare a Dubai, anche se ho i miei sospetti. Mi preoccupa il fatto che questo governo, asservendo il paese ad interessi di altri, lo espone al rischio di ritorsioni.

Se da Sigonella partono aerei che bombardano o contribuiscono a bombardare l'Iran, gli iraniani hanno in linea di principio il diritto di difendersi.

Peraltro non credo abbiano missili con una tale gittata. Ma questa è una guerra in evoluzione, e bisogna proteggere il paese, che si trova al centro del mediterraneo. La Spagna ha vietato l'uso delle sue basi a Trump, per non essere coinvolta in un conflitto sbagliato e che non li riguarda.

Questo governo non ha niente di patriottico. Non protegge gli interessi del paese: semplicemente cerca di legittimarsi davanti al padrone. Meloni e Crosetto proteggono se stessi e le loro poltrone. Proseguono sulla scia del PD, e del resto Draghi lo aveva predetto, riassicurando i padroni Esterni.

E' vero che siamo un paese occupato, che ha perso la guerra, ma persino la DC, e in anni in cui l'occupazione era più reale, riusciva a mantenere una certa autonomia, per esempio nel rapporto coi paesi arabi, coi palestinesi.

Ora siamo diventati degli scendiletti. E non è un problema morale o di orgoglio: è un problema di sicurezza nazionale.

Se veniamo coinvolti, se questa guerra si allarga in una maniera per ora imprevedibile, gli americani non ci difenderanno come difendono Israele. Non ci sono abbastanza sistemi di difesa per tutti.

La Meloni pensi un poco anche a questo paese oltre che alla sua poltrona. E se ha paura di essere fatta fuori dagli americani, se non ha coraggio, se è pavida, se è la prosecuzione di tutti i governi piddini, vada a fare altro, senza mettere in pericolo le vite degli italiani"

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programma di incontri a palazzo collicola, a cura di gianni e giuseppe garrera


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oggi, 3 marzo, su radio onda rossa: “cervelli/martelli” + “eros e priapo”


Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

martedì 3 marzo 2026, ore 14

CERVELLI/MARTELLI

scritto, diretto e interpretato da Antonella Alfano
musiche originali eseguite dal vivo da Massimiliano Felice e Gianmichele
Montanaro

Spettacolo storico che nasce dall’analisi documentaristica e saggistica della rivolta anarchica del 1877 nel matese. In uno scenario lontano da quello odierno, i versi sembrano raccontare lo specchio della società contemporanea. Il “sembrare”, legato a nomi, costumi e ambienti dell’epoca, decade quando a scendere in campo sono i bisogni e i diritti dell’essere umano e le condizioni di abuso e sopruso attuate dal “vertice”. Perché raccontare oggi i fatti di una ventina o poco più di giovani che non solo hanno operato in una condizione geografica sfavorevole, ma infine sono stati anche arrestati e processati? Perché diffondere le gesta di un fallimento? Perché non si tratta di fallimento, ma di un tentativo: agire fino in fondo un ideale. I “martelli”, metafora dell’azione, sono mossi dall’intento, i “cervelli”. Cervelli che hanno chiara la motivazione: le necessità dell’individuo. Coscienze diverse (studenti, stuccatori, fabbri, impiegati, negozianti) si uniscono a quella contadina forti di un credo condiviso, freccia di un solo grido: Rivoluzione! È questa la lotta. Raccontare, attraverso narrazione, musiche, canti e poesia, un “Esempio”, condiviso o meno fa lo stesso, un giudizio postumo alla conoscenza e tentare di risvegliare la condizione di sovranità del popolo.

archive.org/details/Radioteatr… (39′)

e, a seguire, ore 14:40

EROS E PRIAPO

di Carlo Emilio Gadda
rielaborazione e regia Adriana Martino
con Valentina Martino Ghiglia
alle percussioni Andrea Nicolè
musica Benedetto Ghiglia

Questo pamphlet è definito da Gadda stesso “libello psicanalitico, diviso tra arringa e memoriale narrativo”, un “atto di conoscenza” di quel Ventennio che ha soggiogato l’Italia segnando il prevalere “d’un cupo e scempio Eros sui motivi di Logos”. Eros è il dio dell’amore, Priapo è il simbolo dell’istinto sessuale e della forza generatrice maschile. Quando queste due deità si contrappongono generano mostri. Gadda parte dal fascismo, da lì si muove e inventa, interpreta, si insinua, scava, amplia e deforma nelle direzioni più varie, in vorticoso ribollire e gorgogliare. Pensando al Duce e alle sue qualità amatorie, alla “banda” dei gerarchi e soprattutto alle donne fasciste in particolare la dilatazione della sua furia non conosce limiti.
Per dare valore e forza a questa lava di parole e immagini, a questo fiume fangoso di invettive, ci è venuto naturale affidarle ad una creatura sotterranea che sembrasse provenire dai bassifondi di una città metropolitana e che avesse accumulata tutta la rabbia della propria miseria ed emarginazione, con le sembianze di una barbona che, dialogando con se stessa, snocciola contro il mondo, impavida, il suo lucido delirio.

archive.org/details/Radioteatr… (46′)
metateatro.blogspot.com/2011/0…
#AdrianaMartino #anarchia #AndreaNicolè #AntonellaAlfano #arringa #BenedettoGhiglia #Canti #CarloEmilioGadda #CervelliMartelli #delirio #eros #ErosEPriapo #fascismo #Gadda #GianmicheleMontanaro #libelloPsicanalitico #Lotta #MassimilianoFelice #memorialeNarrativo #musiche #narrazione #poesia #Priapo #RadioOndaRossa #rivolta #rivoluzione #ROR #RORRadioOndaRossa #TuttaScenaTeatro #ValentinaMartinoGhiglia #ventennio

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alice / jan švankmajer. 1988


youtu.be/tK_l74cSPGY?si=YG1NEg…
#Alice #animazione #cinema #film #JanŠvankmajer #video

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14 marzo: presentazione online del laboratorio del centroscritture


Sabato 14 marzo, alle ore 18, presentazione online del laboratorio di scrittura poetica del CentroScritture, e del volume collettaneo nato dalla scorsa edizione.

L’incontro di presentazione si terrà via StreamYard e sarà trasmesso in una live aperta sul canale YouTube del Centro. In una prima parte, più breve, Valerio Massaroni e Marco Giovenale presenteranno la serie di incontri, in vista della nuova edizione, che partirà lunedì 16 marzo. La seconda parte sarà dedicata alle letture dei testi degli iscritti dello scorso anno, anche condividendo il volume a schermo.

Per ogni informazione sull’iscrizione: info@centroscritture.it
#CentroScritture #centroscrittureIt #laboratorioDiScritturaPoetica #MarcoGiovenale #StreamYard #ValerioMassaroni

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xi premio pagliarani (2026): premio alla carriera per giulio ferroni / elenco delle opere ammesse alla partecipazione


UNDECIMA EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ELIO PAGLIARANI 2026 Cerimonia di premiazione al Palazzo Esposizioni di Roma (25 maggio 2026)

Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, giunto alla sua undecima edizione, è lieto di comunicare l’elenco delle raccolte ammesse a partecipare.

Il Premio alla carriera è stato attribuito, su proposta della Presidente, a Giulio Ferroni che sarà premiato con un’opera dell’artista Marzia Migliora.

Raccolte edite


Abbadi Ali Fatmi, Una casa blu (CartaCanta / Capire Edizioni), Giancarlo Busso, Campagne (Fallone), Massimiliano Cappello, Parte lesa (Arcipelago Itaca), Tiziana Colusso, Corpo conduttore XXXIII variazioni (Edizioni Progetto Cultura), Azzurra D’Agostino, Cosmic latte (Marcos y Marcos), Kristian Fabbri, Holzmaden Saurierfrëdhöf (peQuod), Florinda Fusco, Quaderno non matematico (Arcipelago Itaca), Gianluca Garrapa, Saltiquanti, (ECS – Edizioni CentroScritture), Ksenja Laginja, Chiamali ancora per nome (Arcipelago Itaca), Antonella Antonia Paolini, Il macello moderno (Nino Aragno), Giovanni Parrini, Non la fine, né il fine (Industria & Letteratura), Matteo Pelliti, Quasi (Italic Pequod), Antonio Francesco Perozzi, Spore/1 (déclic), Giulio Aureliano Pistolesi, La saggezza (peQuod), Letizia Polini, Pachiderma (Zacinto Edizioni), Fabio Pusterla, Fiume nefrite vortici (Marcos y Marcos), Ivan Schiavone, Didascalie venatorie (La Vita Felice), Maria Luisa Vezzali, Lo spettro di casa (Puntoacapo).

Raccolte inedite


Marco Cappellini, Appunti di vita in meno; Giovanni Cianchini, Una cavalletta sul divano; Cinzia Colazzo, Sperimentale sarai tu / soda caustica; Fortuna della Porta, Notturni; Michela Gorini, Isolitudine; Danilo Paris, Filogrammi della segnatura; Lidia Popolano, De vacuum natura; Roberto Ranieri, Il ratto di Schrödinger.

§

Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, nato nel 2015, ha per scopo il promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica. Promozione e Ufficio Stampa: Gisella Blanco, Marco Giovenale, Irma Serra uffstampapremioeliopagliarani@gmail.com Premio Nazionale Elio Pagliarani: premioeliopagliarani@gmail.com

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pagina del sito dedicata alle opere ammesse: premionazionaleeliopagliarani.…

cartella stampa del Premio Pagliarani: tinyurl.com/pagliarani2026
#AbbadiAliFatmi #AntonellaAntoniaPaolini #AntoniaPaolini #AntonioFrancescoPerozzi #Aragno #ArcipelagoItaca #AssociazioneLetterariaElioPagliarani #AzzurraDAgostino #CapireEdizioni #CartaCanta #CinziaColazzo #DaniloParis #déclic #ECS #EdizioniCentroScritture #EdizioniProgettoCultura #elencoDelleOpereAmmesse #elencoDelleOpereAmmesseAlPremioPagliarani2026 #FabioPusterla #Fallone #FlorindaFusco #FortunaDellaPorta #GiancarloBusso #gianlucaGarrapa #GiovanniCianchini #GiovanniParrini #GisellaBlanco #GiulioAurelianoPistolesi #GiulioFerroni #IndustriaLetteratura #IrmaSerra #ItalicPequod #IvanSchiavone #KristianFabbri #KsenjaLaginja #LaVitaFelice #LetiziaPolini #LidiaPopolano #MarcoCappellini #MarcoGiovenale #MarcosYMarcos #MariaLuisaVezzali #MarziaMigliora #MassimilianoCappello #MatteoPelliti #MichelaGorini #NinoAragno #NinoAragnoEditore #PalazzoEsposizioni #Pequod #poesia #poesiaContemporanea #poesiaItalianaContemporanea #poesie #PremioDiPoesiaElioPagliarani #PremioDiPoesiaElioPagliarani2026 #PremioElioPagliarani #PremioNazionaleElioPagliarani #premioPagliarani2026 #premioPagliaraniPerLaPoesia #Puntoacapo #RobertoRanieri #TizianaColusso #Zacinto #ZacintoEdizioni

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4 marzo, roma, libreria spaziosette: “viaggio in sardegna”


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5 marzo, roma, la camera verde: “il gioco delle caleidoscopie”, libro e mostra fotografica di francesca vitale


francesca vitale_ il gioco delle caleidoscopie_ 5 marzo_ roma_ la camera verde
cliccare per ingrandire

Centro Culturale LA CAMERA VERDE
Via Giovanni Miani 20, Roma

Giovedì 5 marzo 2026
dalle 17 alle 20:30

inaugurazione della mostra di fotografia e presentazione del libro

Il gioco delle Caleidoscopie
di
Francesca Vitale


Alle 18:30 circa, performance dal vivo
di Gianpaolo G. Mastropasqua al clarinetto
#AndreaSemerano #Caleidoscopie #caleidoscopio #fotografia #fotografie #FrancescaVitale #GianpaoloGMastropasqua #Gians #GiovanniAndreaSemerano #IlGiocoDelleCaleidoscopie #laCameraVerde #performance

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oggi, 1 marzo 2026, a bologna, atelier sì: presentazione di “indumenti contro le donne”, di anne boyer


1 marzo 2026, presentazione di "Indumenti contro le donne", di Anne Boyer (TIC, 2026), tr. it. di June Scialpi
cliccare per ingrandire

A Bologna, oggi, 1 marzo, alle 17:30, negli spazi dell’AtelierSì, in via San Vitale 69, all’interno della giornata-evento-esposizione-installazione-perma(imma)nente-festa “Una sedia è una sedia non è una sedia è una non”, vol. 3, si presenta il libro Indumenti contro le donne, di Anne Boyer (Tic Edizioni, 2025), tradotto in italiano da June Scialpi, che ne parla insieme ad Anna Papa e Letizia Polini.

Il libro: ticedizioni.com/products/indum…

#AnnaPapa #AnneBoyer #AtelierSì #IndumentiControLeDonne #JuneScialpi #LetiziaPolini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni

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gramigna / stefano gervasoni. 2022


[youtube=youtube.com/watch?v=fSlLH_-22P…]

Divertimento Ensemble · Sandro Gorli
Stefano Gervasoni, Gramigna
℗ 2022 Stradivarius

Ensemble: Divertimento Ensemble
Conductor: Sandro Gorli
Composer: Stefano Gervasoni
#DivertimentoEnsemble #Gramigna #music #musica #SandroGorli #StefanoGervasoni #Stradivarius

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il 25 maggio la premiazione dell’undecima edizione del premio di poesia elio pagliarani


Il 25 maggio al Palazzo delle Esposizioni di Roma si terrà la cerimonia di premiazione dell’edizione 2026 del Premio nazionale di poesia Elio Pagliarani.

(Un elenco delle opere ammesse alla partecipazione è qui: https://t.ly/EhxNE e tra queste verranno scelte le finaliste, che accederanno alla premiazione di maggio).
#PalazzoDelleEsposizioni #poesia #poesiaItaliana #poesiaItalianaContemporanea #premiazione #PremioDiPoesiaElioPagliarani #PremioElioPagliarani #PremioNazionaleDiPoesiaElioPagliarani #PremioPagliarani

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i cani in guerra


israhell ordina e gli usa obbediscono, cani con bombe legate alla coda. questi maledetti affonderanno il mondo, anche se dovesse costargli la loro stessa fine. pur di fare il male sono disposti al suicidio. anzi, al genocidio altrui e poi all'autoestinzione. con la loro statua della libertà infilata nel cu*o.

#usa #israhell #iran #guerra

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feminism, ix edizione, fino al 2 marzo


ilmanifesto.it/feminism9-libri…
#CasaInternazionaleDelleDonne #feminism #fiera #libri

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pod al popolo, #090: audio completo dell’incontro a napoli – alla libreria luce – su prosa, poesia, ricerca e “prima dell’oggetto” (déclic, 2025)


Come già accennato in un post precedente, molte sono state le linee di dialogo che si sono intrecciate in occasione dell’incontro presso la Libreria Luce, il 21 febbraio 2026, conversando – con Federica Iodice e Ciro Russo – di prosa, poesia, prosa in prosa, poesia in prosa, scritture di ricerca, situazione editoriale passata e presente, e – con opportune letture – di Prima dell’oggetto (déclic, Perugia, 2025). In conclusione di incontro, reading di tre partecipanti al laboratorio letterario ospitato dalla libreria: Kevin Del Cuoco, Amedeo De Chiara e GianMarco Ferone. È dunque una registrazione ricca di materiali quella che ora è possibile ascoltare su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

microparte di Napoli_ foto di MG_ 2026

(Prima dell’oggetto è qui: declicedizioni.it/prodotto/pri…)
#AmedeoDeChiara #audio #CarloSperduti #CiroRusso #déclic #egemoniaDelMainstream #FabianaRusso #FedericaIodice #GianMarcoFerone #KevinDelCuoco #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #laboratorio #LibreriaLuce #LuceLibreriaEmotiva #mainstream #narrazione #narrazioniBrevi #narresidui #Oggettistica #PAP #pap090Pap090 #podcast #poesia #poesiaInProsa #poesiaPerIlPubblico #poesie #PrimaDellOggetto #prosaBreve #ProsaInProsa #proseBrevi #ricercaLetteraria #scritturaDiRicerca #scrittureAnomale #scrittureDiRicerca #scrittureEslege #scrittureTransgeneriche #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline


link a saggi e materiali – dopo l’incontro alla libreria luce

23 feb. 2026


nell’incontro di sabato 21 a Napoli, per il quale ringrazio ancora l’invito e la generosità della Libreria Luce, e gli amici in dialogo Ciro Russo e Federica Iodice, ho citato due interventi, da cui ho tratto dei (temo tristemente esplicativi) elenchi di nomi. si tratta di questi due articoli/saggi del 2022:

“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
(anche disponibile in pdf qui)
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
(in pdf qui)

sempre nella stessa occasione napoletana ho accennato a un’idea di postpoesia intesa non tanto come superamento o negazione della poesia, quanto (più ampiamente) come indifferenza sostanziale nei confronti delle segmentazioni/separazioni di genere. da tempo, chi fa un certo tipo di scrittura vede infatti il letterario come un flusso di materiali transgenerici, una iridescenza di testualità. non è casuale la moltiplicazione che il Novecento e questo primo quarto di XXI secolo hanno fatto dei nomi attribuiti e attribuibili alle opere stesse. in questo spero possa venire in soccorso questo post del 2021: slowforward.net/2021/06/23/nio…

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sugli stessi argomenti possono essere forse non inutilmente consultati questi articoli (in ordine non cronologico):

slowforward.net/2025/08/28/lan… (2025)

slowforward.net/2023/04/23/il-… (2023)

slowforward.net/2020/07/14/res… (2020)

slowforward.net/2023/08/05/poe… (2023)

slowforward.net/2020/09/12/i-p… (2020)

ulteriore critica a Donzelli:
slowforward.net/2022/08/23/pos… (2022)

un testo fortemente autodescrittivo ma credo necessario per completare anche sul fronte politico una contestualizzazione delle mie proposte (e percezioni) della situazione italiana è questo (del 2020), che conclude il presente elenco: operavivamagazine.org/6070-2/
#deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #LibreriaLuce #link #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca


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oggi, 28 febbraio, a frascati (roma) @ agarte: presentazione di “audio doc sound title” (folderol, 2025), a cura di pietro d’agostino


locandina_ sabato 28 febbraio, frascati, agarte, presentazione di audio doc sound title
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#Agarte #art #arte #AudioDocSoundTitle #FabioOrecchini #FrancescoCollacchi #fucinaDelleArti #MarcoAriano #PietroDAgostino #soundArt

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takesada matsutani: “stream”, performance at hauser & wirth, london, 17 may 2013


[youtube=youtube.com/watch?v=mdlKLnAc6H…]
#art #arte #HauserWirth #performance #stream #TakesadaMatsutani

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“takesada matsutani: glue” (lisa rovner for ‘ursula magazine’)


[youtube=youtube.com/watch?v=OSobbOjEIi…]

In a new feature exploring the physical matter of art-making, Ursula magazine invited filmmaker Lisa Rovner into the Paris studio of artist Takesada Matsutani to respond to a single material used by the artist.

Born in Osaka just before the Second World War, Matsutani was a key member of the ‘second generation’ of the influential post war Japanese art collective, the Gutai Art Association. This innovative group was focused on the merging human and materials properties to concretely comprehend abstract space. During this time and in the years since, Matsutani has developed a unique visual language of form and materials.

Inspired by the plastic quality of vinyl glue, the artist began working with this material in 1961—when it first became widely available in Japan—and has gone on to master it, transforming this commonplace substance into something magical that straddles the line between painting and sculpture. By applying the glue to canvas, letting it partially dry to form a skin and then manipulating it with air blown through a straw, hairdryers or fans, Matsutani brings the material to life—a principle central to Gutai. In some works, he leaves swollen convex shapes, while in others allows the glue to rupture and wrinkle, exploring the wide range of possible forms and tactile qualities of the substance. ‘The idea was something three dimensional, on the canvas,’ the artist explains. ‘An organic kind of shape.’

*

Takesada Matsutani’s exhibition of new works, ‘Combine’ was on view at Hauser & Wirth New York, 22nd Street, 3 February – 2 April 2022.

Lisa Rovner is a French American filmmaker based in London. Rovner has collaborated with some of the most internationally respected artists and brands including Pierre Huyghe, Liam Gillick, Sebastien Tellier, Maison Martin Margiela and Acne. Her first feature documentary ‘SISTERS WITH TRANSISTORS’ (2020) follows the story of electronic music’s female pioneers, composers who embraced machines and their liberating technologies to transform how we produce and listen to music today.

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Hauser & Wirth is an international contemporary and modern art gallery with spaces in Zurich, London, Somerset, New York, Los Angeles, Hong Kong, Gstaad, St. Moritz, Monaco and Menorca.
#art #arte #documentary #Glue #GutaiArtAssociation #HauserWirth #LisaRovner #TakesadaMatsutani #UrsulaMagazine #vinyl

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1 marzo 2026, bologna, atelier sì: presentazione di “indumenti contro le donne”, di anne boyer


1 marzo 2026, presentazione di "Indumenti contro le donne", di Anne Boyer (TIC, 2026), tr. it. di June Scialpi
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Bologna, il 1 marzo, alle 17:30, negli spazi dell’AtelierSì, in via San Vitale 69, all’interno della giornata-evento-esposizione-installazione-perma(imma)nente-festa “Una sedia è una sedia non è una sedia è una non”, vol. 3, si presenterà il libro Indumenti contro le donne, di Anne Boyer (Tic Edizioni, 2025), tradotto in italiano da June Scialpi, che ne parlerà insieme ad Anna Papa e Letizia Polini.

Il libro: ticedizioni.com/products/indum…

#AnnaPapa #AnneBoyer #AtelierSì #IndumentiControLeDonne #JuneScialpi #LetiziaPolini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni

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errore per parma & bertolucci


per errore è stato pubblicato oggi un post relativo al 27 marzo, sulla mostra parmense dedicata a Bertolucci: me ne scuso con chi ha ricevuto questo messaggio, ovviamente errato.
#avvisiAiNaviganti #Parma #slowforward

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passage à l’acte / martin arnold (extrait)


[youtube=youtube.com/watch?v=0jJtSv-o-m…]

#art #arte #cinema #cinemaSperimentale #experimentalCinema #experimentalFilm #experimentalVideo #film #filmSperimentale #MartinArnold #passageàLActe #video #videoSperimentale

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sound consumption / gustavo matamoros. 1996, 2004)


[youtube=youtube.com/watch?v=q2M9zfdZJ_…]

from Music on a Budget

This is the sound video version of one in a series of pieces from the Music On a Budget series by Gustavo Matamoros. Sound Consumption documents the transformation of a wooden match as it burns, audible from the match’s perspective. The video was first screened as part of In a Fishtank, a 50-minute long work created for the Interpretation Series at the request of Thomas Buckner and performed in December 1996 at Merkin Hall in NYC.
#Fishtank #GustavoMatamoros #InterpretationSeries #MerkinHall #MusicOnABudget #ThomasBuckner

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paesaggio lombardo / luca zanini. 2026


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#foto #fotografia #LucaZanini #paesaggioLombardo

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Eliana Riva, Pena di morte ai palestinesi, tempi più rapidi per la legge, da 'il manifesto', 26 febbraio 2026


articolo di Eliana Riva sul 'manifesto', riportato da Assopace Palestina:
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*TERRA RIMOSSA Netanyahu e il ministro suprematista Ben Gvir verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata*

Un altro passo è stato compiuto verso l’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte in Israele per i palestinesi della Cisgiordania occupata. Dopo alcune discussioni sul linguaggio utilizzato all’interno del progetto, il premier israeliano Netanyahu e il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir avrebbero infatti raggiunto un’intesa.
Con l’approvazione in prima lettura alla Knesset (il parlamento israeliano), la campagna del suprematista ebraico, padre della proposta, ha accelerato nonostante la valanga di emendamenti delle opposizioni e le perplessità della maggioranza. Quando la discussione all’interno del Gabinetto di sicurezza era ancora in corso, Ben Gvir ha dato ordine di preparare un’apposita struttura e di addestrare i boia. Il Canale 13 israeliano ha informato dell’istituzione di una sorta di «Miglio verde», il percorso che negli Stati uniti separa la cella dei condannati dalla camera dell’esecuzione.
Lo chiamano «il miglio israeliano» e Ben Gvir lo immagina già affollato dai membri di Hamas accusati di aver preso parte agli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele. Dopodiché toccherà ai palestinesi della Cisgiordania accusati di crimini «nazionalistici».
I BOIA SARANNO SCELTI su base volontaria, previa perizia, e seguiranno una formazione specialistica per affrontare le questioni pratiche delle esecuzioni, ma anche gli eventuali risvolti psicologici. Lo stato non farà mancare loro un sostegno e, per evitare che la responsabilità dell’omicidio venga percepita come individuale, saranno tre le persone coinvolte nelle operazioni.
Una delegazione del servizio carcerario israeliano è attesa in un Paese dell’Asia orientale per studiare le procedure dei sistemi di pena capitale in uso. Nonostante si parli dell’impiccagione, il ministro Ben Gvir continua ad affermare pubblicamente che verranno utilizzate diverse modalità di esecuzione.
Il leader di estrema destra sfrutta edifici statali e mezzi della polizia come set per i video di promozione della pena capitale. Già a settembre 2024 il giudice capo del Comitato elettorale centrale gli ordinò di eliminare alcuni filmati pubblicati sui suoi social. Secondo la diffida, Ben Gvir stava adoperando risorse pubbliche per obiettivi politici privati.
Ma il leader di «Potere ebraico» non ha risposto alle accuse e a quei video, mai rimossi, se ne sono aggiunti molti altri.
L’11 febbraio, ad esempio, si è lasciato riprendere a bordo di una motovedetta della polizia che navigava nel Mar Rosso verso Eilat. Anche quella è stata l’occasione per fare pubblicità alla sua creatura più cara: «Possono darmi addosso, ma andremo avanti con la legge sulla pena di morte, impiccando, sparando o annegando», ha dichiarato, indicando l’acqua del mare.
IL PROGETTO È STATO APPROVATO in prima lettura lo scorso novembre, con 39 voti favorevoli e 16 contrari. L’opposizione ha presentato un migliaio di emendamenti e la discussione, prima della seconda e della terza (e ultima) lettura parlamentare, si è trasferita al Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset. Il sito di notizie Ynet News ha riportato che nonostante il Consiglio di sicurezza, lo Shin Bet e il ministro degli Esteri siano favorevoli alla nuova legge, tutti hanno sostenuto la richiesta di alcune modifiche presentata dall’ufficio del premier.
I consulenti legali avrebbero infatti avvertito di possibili ostacoli costituzionali nella formulazione linguistica del disegno.
Ma, alla fine, Ben Gvir e Netanyahu hanno raggiunto un accordo. Sarebbero cinque – su mille – gli emendamenti adottati dalla Commissione e, secondo il presidente Zvika Vogel, compagno di partito di Ben Gvir, avrebbero lo scopo di «ridurre le possibilità che la Corte suprema israeliana contesti la legge e la giudichi incostituzionale».
IL QUOTIDIANO Yediot Aharonot spiega che le modifiche riguardano «l’obbligatorietà» della pena di morte, che secondo la proposta di Ben Gvir non dovrebbe lasciare alcun margine di discrezionalità ai giudici né la possibilità di adottare procedure di eccezionalità. Secondo il compromesso accettato dal suprematista ebraico, la pena capitale verrà comunque definita «obbligatoria» per gli omicidi di «cittadini israeliani» per motivazioni definite «nazionalistiche», ma i tribunali conserveranno un minimo grado di discrezionalità, mantenendo il diritto di esenzione in circostanze speciali. Un ulteriore aggiustamento consentirà di presentare ricorso e richiedere una pena ridotta.
Il testo rivisto dovrà essere nuovamente discusso dalla commissione, ma le modifiche garantirebbero tempi più rapidi per la votazione finale: l’opposizione avrebbe ritirato circa 350 emendamenti. Nel frattempo, la pena di morte continua a essere applicata in Cisgiordania dai militari e dai coloni che uccidono sul posto i palestinesi, a Gaza e all’interno delle prigioni israeliane: dal 7 ottobre sono state documentate decine di morti causate da torture, privazioni e mancanza di cure.

ilmanifesto.it/pena-di-morte-a…

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oggi, 26 febbraio: “anima”, mostra di anzai tsuyoshi, alla fondazione mudima


locandina della mostra di anzai tsuyoshi, 'anima', alla fondazione mudima, dal 26 feb 2026
cliccare per ingrandire

La Fondazione Mudima ospita oggi – giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 18:00 – l’inaugurazione della mostra personale di ANZAI TSUYOSHI Anima a cura di Gianluca Ranzi

#Anima #AnzaiTsuyoshi #art #arte #FondazioneMudima #GianlucaRanzi #mostra #Mudima

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radio rewrite / steve reich. 2012


[youtube=youtube.com/watch?v=IKOTq5iTDH…]

Radio Rewrite, composed by Steve Reich. Performed by Ensemble Offspring for Extended Play, City Recital Hall Sydney, 24th August 2018.

“As part of Sydney’s first ever 12 hour micro-festival (in the style of Bang on a Can’s legendary New York marathons) Ensemble Offspring performs the music of Steve Reich in the stunning acoustic of City Recital Hall.”
#BangOnACan #contemporaryMusic #EnsembleOffspring #ExtendedPlay #music #musica #musicaContemporanea #RadioRewrite #SteveReich

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visita guidata con il curatore giuseppe garrera alla mostra di palazzo collicola a spoleto


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al posto della parola “poesia” (per emilio villa)


al posto della parola “poesia”, innumerevoli soluzioni disseminate nel tempo da Emilio Villa: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”)

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Presentazione di un altro mattoncino del Palazzo


ko-fi.com/i/IS6S11UWMCE

(l'annunzio credo sia di ieri o l'altroieri, spero sia passato inosservato)

il mattoncino si presenta(va?) nella libreria intitolata al noto Lodo, in compagnia della sorella del dvce e di una seconda carica dello Stato che colleziona bvsti

in reply to differx

credo che anche il Corsera ne abbia parlato: corriere.it/cronache/26_febbra…

0ut1°°k reshared this.

in reply to .mau.

@mau io, bollato come un volgare traditore, quando invece ero solo un viscido opportunista che aveva commesso un piccolo errore di valutazione 🤣

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tutorial / differx. 2026


[youtube youtube.com/watch?v=VNtWZgjyu2…]

#differx #differxv #differxvid #fluxus #fluxusVid #fluxusVideo #tutorial

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da oggi, 25 febbraio, a roma: “agnès varda. qui e là tra parigi e roma”

AGNÈS VARDA

QUI E LÀ
TRA PARIGI E ROMA

dal 25 febbraio al 25 maggio 2026


A cura di
Anne de Mondenard, Carole Sandrin
Con la collaborazione di

Rosalie Varda

Villa Medici rende omaggio all’opera fotografica dell’artista e regista Agnès Varda (1928-2019) con la sua prima grande retrospettiva in Italia, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma.

La mostra invita a immergersi nella Parigi del dopoguerra e in particolare nel cortile-laboratorio di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione di Agnès Varda.

Agli anni parigini fanno eco le fotografie realizzate dall’artista durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici.

In collaborazione con Paris Musées, Musée Carnavelet – Histoire de Paris, l’Institut pour la photographie, Ciné-Tamaris.

Scopri di più
#AccademiaFrancese #AgnèsVarda #AnneDeMondenard #CaroleSandrin #CinéTamaris #fotografia #fotografie #lInstitutPourLaPhotographie #mostra #MuséeCarnaveletHistoireDeParis #ParisMusées #RosalieVarda #rueDaguerre #VillaMedici

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28 febbraio, frascati (roma): presentazione di “audio doc sound title” (folderol, 2025), a cura di pietro d’agostino


locandina_ sabato 28 febbraio, frascati, agarte, presentazione di audio doc sound title
cliccare per ingrandire

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#Agarte #art #arte #AudioDocSoundTitle #FabioOrecchini #FrancescoCollacchi #fucinaDelleArti #MarcoAriano #PietroDAgostino #soundArt

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Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi


dall'account fb della Freedom Flotilla Italia:

Ci sono interviste che non aggiungono semplicemente informazioni: spostano l’asse morale di una discussione.
Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - fanno esattamente questo: non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi.

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Gaza: vicina, eppure rimossa

Caridi smonta innanzitutto una comoda narrazione: quella della distanza.
«Gaza è vicina, eppure così lontana», si dice. Ma lei rovescia la prospettiva: la distanza non è geografica, è culturale e politica. Abbiamo “disimparato” a conoscere il mondo arabo, dice. Un tempo esisteva il Sabir, lingua franca del Mediterraneo, vocabolario di commercio e scambio. Oggi prevale uno sguardo anglosassone, filtrato – come ricordava Edward Said – da una lunga tradizione di orientalismo.

La questione palestinese è stata resa periferica, “irrisolvibile, noiosa”. Una rimozione attiva, non una semplice distrazione. Gaza è stata espulsa dall’orizzonte della nostra storia, pur appartenendo ai nostri stessi cinquemila anni di relazioni mediterranee.

Eppure qualcosa è cambiato.

«Lo abbiamo sperimentato in questo anno… la distanza non c’è, questo genocidio è dentro anima, cuore e testa delle persone, dei cosiddetti “senza potere”. Gaza è la cartina al tornasole di quello che siamo diventati».

Non è solo una crisi lontana.
È un test etico collettivo.

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Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il linguaggio.
Caridi insiste su un punto che nel dibattito pubblico è stato centrale: la parola genocidio.

«È stato difficile anche per me pronunciarla», ammette. «Sono stata tra chi diceva “lasciamo lavorare i giudici”. Ma dopo che si è espressa la Corte internazionale di giustizia… dire genocidio è diventato un dovere».

Qui si apre un nodo politico enorme. Le parole non descrivono soltanto la realtà: la qualificano, la rendono visibile o invisibile, attivano obblighi. Chiamare qualcosa genocidio significa riconoscere che esiste una responsabilità giuridica e morale che non può essere delegata.

E infatti Caridi non si ferma alla dimensione descrittiva. Introduce una categoria più radicale:
la corresponsabilità.

«Siamo corresponsabili, stiamo compiendo un reato anche noi».

Non si tratta di una formula retorica. È un’accusa che chiama in causa governi, alleanze, silenzi, forniture, narrazioni. Se il genocidio è sostenuto o coperto da relazioni politiche e militari, allora non è solo un crimine di chi lo compie direttamente. È un crimine reso possibile da una rete.

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La distopia della “pace”

Un altro punto delicato è il concetto di pace.
Alla domanda sul Board of Peace, Caridi risponde con una parola secca: «È una distopia».

La pace come dispositivo retorico, come etichetta rassicurante che copre l’asimmetria di potere.
Una pace senza giustizia, senza diritti, senza responsabilità, rischia di diventare gestione permanente della violenza.

In questo senso, Gaza non è solo teatro di guerra.
È laboratorio politico.

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Genocidio ed ecocidio

Il passaggio più forte, forse, è quello in cui Caridi amplia la definizione stessa di genocidio.
«Non viene distrutto solamente l’umano… ma viene ucciso un intero territorio».

Propone una formula potente: gen(eco)cidi(o). Un genocidio che contiene anche l’ecocidio. Perché la distruzione di Gaza non riguarda soltanto le vite umane, ma la relazione tra umano e non umano:
terra, mare, alberi, infrastrutture, memoria materiale.

Qui il discorso si fa antropologico.
Se il “non umano” non è il disumano ma ciò di cui siamo parte, allora la devastazione ambientale è rottura di un sistema di relazioni.
Gaza diventa simbolo di una frattura più ampia:
quella tra dominio e appartenenza.

Caridi è esplicita nel denunciare una logica proprietaria: l’idea che un territorio possa essere “azzerato” per essere rifondato secondo interessi esterni. Parla di una «follia di sostituzione etnica».
Non è solo guerra: è progetto.

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Non solo Israele, non solo Iran

L’intervista tocca anche la questione iraniana. Difendere Gaza non significa ignorare la repressione in Iran. Anzi, dice Caridi, è lo sguardo opposto: bisogna evitare che l’Iran venga usato strumentalmente per espungere Gaza dal discorso pubblico.

La distinzione è chiara: riconoscere un regime repressivo non può diventare alibi per occultare un altro crimine. Il rischio è la selettività morale, la geopolitica delle indignazioni.

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Il titolo dell’intervista contiene forse la frase più disturbante:
«La distruzione di Gaza è anche un reato collettivo».

Non è un’iperbole. È un richiamo alla responsabilità diffusa in un sistema globale interconnesso.
Esiste una catena di complicità – diplomatica, economica, narrativa: il crimine non è confinato al luogo in cui le bombe cadono.

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Gaza, in questa lettura, è specchio.
Specchio delle nostre alleanze.
Specchio del nostro linguaggio.
Specchio della nostra capacità – o incapacità – di chiamare le cose con il loro nome.

Non è solo una questione mediorientale.
È una questione che riguarda la tenuta del diritto internazionale e la credibilità dell’Occidente che lo invoca altrove.

E soprattutto riguarda ciò che diventiamo quando accettiamo che una parola venga evitata per convenienza politica.

Perché, come suggerisce Caridi, una volta che la parola è pronunciata, non si può più fingere di non sapere.

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