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Bazzite 44 aggiorna tutto: GNOME 50, Plasma 6.6 e kernel 6.19 per il gaming Linux


Bazzite 44 include GNOME 50, KDE Plasma 6.6 e kernel 6.19 agli utenti desktop. Immagini più leggere, ISO firmate e SBOM per la sicurezza. Le build Steam Deck arriveranno prossimamente.
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Bazzite, la distribuzione Linux pensata per chi gioca, ha rilasciato la versione 44 per gli utenti desktop. Un aggiornamento corposo che rinnova l’intero stack software, dal kernel all’ambiente grafico, passando per qualche scelta strategica interessante.

Un salto generazionale negli ambienti grafici


Il salto più visibile riguarda i desktop environment. Chi usa GNOME passa alla versione 50, mentre gli utenti KDE ricevono Plasma 6.6 con il nuovo gestore di login. Sotto il cofano, il kernel OGC sale alla serie 6.19.x, con la promessa che la versione 7.0 arriverà a breve includendo anche le patch VRAM di Valve, fondamentali per chi usa lo Steam Deck.

La parte grafica si completa con Mesa 26.0.5 e Bazaar 0.7.15. Nelle immagini KDE, Ptyxis lascia il posto al nuovo Konsole con supporto nativo ai container, una mossa che semplifica la gestione degli ambienti isolati spesso necessari nel gaming su Linux.

Immagini più leggere e sicurezza rafforzata


Una novità particolarmente pratica riguarda le dimensioni. Le immagini base si alleggeriscono di circa 1 GB grazie allo spostamento di QEMU e ROCm in Bazzite-DX, un’immagine separata destinata a chi ha bisogno di virtualizzazione e calcolo GPU. Chi vuole solo giocare trova quindi un sistema più snello.

Bazzite introduce gli SBOM (Software Bill of Materials) per tracciare ogni componente incluso nell’immagine, la build attestation per verificare l’integrità del processo di compilazione, la scansione OpenSSF e le ISO firmate cryptographicamente. Un approccio che rende la supply chain della distribuzione trasparente e verificabile.

Nuovi driver e rollout graduale


Tra le aggiunte hardware, spicca il supporto integrato per le schede di acquisizione Elgato 4K e le patch ASUS Linux per chi usa ASUSCtl. Sunshine, il software di game streaming, non è più preinstallato ma si installa tramite un nuovo comando ujust, lasciando maggiore libertà agli utenti.

Per ora l’aggiornamento è riservato ai desktop. Le build per Steam Deck arriveranno in fase di testing nelle prossime settimane, con un rollout graduale per garantire stabilità dato l’enorme numero di cambiamenti introdotti.

SOURCE:// universal-blue.discourse.group
SOURCE:// linuxcompatible.org
SOURCE:// alternativeto.net
SOURCE:// distrowatch.com

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SumUp Fedeltà arriva in Italia: il loyalty program per commercianti che sfida le grandi catene


SumUp porta in Italia Fedeltà, il nuovo programma loyalty pensato per piccoli commercianti e attività locali. Una soluzione semplice per fidelizzare i clienti e migliorare la gestione delle relazioni, con strumenti digitali simili a quelli delle grandi catene
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In Italia, la diffusione dei programmi fedeltà è ormai consolidata: il 77% dei consumatori dichiara di utilizzarne almeno uno. Allo stesso tempo, la loyalty sta diventando una leva sempre più strategica per le imprese: il 64% la considera un centro di profitto e, nell’ultimo anno, il 55% ha registrato un aumento dei clienti. In questo scenario rendere questi strumenti accessibili anche ai piccoli business - commercianti, ristoratori, artigiani e professionisti - diventa un fattore chiave di competitività, ma le soluzioni di loyalty disponibili sul mercato sono di solito costose, complesse e pensate per i grandi retailer.

DJI Osmo Pocket 4: nuove funzionalità di imaging
DJI Osmo Pocket 4 alza il livello dell’imaging portatile con nuove tecnologie video e funzionalità avanzate pensate per creator, vlogger e appassionati di contenuti digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano


SumUp Fedeltà cambia questo scenario, integrando i meccanismi di reward direttamente nel flusso di pagamento e offrendo agli esercenti uno strumento competitivo per incentivare il ritorno dei clienti e aumentare le vendite.

“Le piccole imprese non hanno mai avuto accesso agli strumenti di loyalty che le grandi catene danno per scontati - commenta Joseph Flynn di SumUp - abbiamo sviluppato SumUp Fedeltà affinché qualsiasi esercente possa premiare i propri clienti abituali in pochi minuti, senza dover sviluppare app o dotarsi di hardware aggiuntivi”.


Come funziona il programma Fedeltà di SumUp


Al centro dell’esperienza di SumUp Fedeltà c’è Local, una nuova app per i consumatori che consente di scoprire le attività locali aderenti, monitorare i propri premi e gestire i pagamenti in un unico spazio. Per gli utenti, rappresenta un modo semplice per sostenere i piccoli business del territorio, accumulando vantaggi sulle spese di tutti i giorni. Gli esercenti possono configurare in pochi minuti carte fedeltà digitali (a timbri) o programmi a punti direttamente dalla propria dashboard SumUp. I clienti scaricano gratuitamente l’app SumUp Local, collegando una sola volta una carta di pagamento: da quel momento, ogni acquisto presso un esercente aderente al programma genera automaticamente ricompense senza bisogno di scansioni, né digitali né cartacee, e senza passaggi aggiuntivi alla cassa.

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La crescente disponibilità di dati in tempo reale ha progressivamente reso i mercati finanziari più efficienti, abbattendo barriere tecnologiche ed economiche e riducendo drasticamente i costi operativi
TechpertuttiGuglielmo Sbano


SumUp Fedeltà mette, inoltre, a disposizione degli esercenti strumenti per restare in contatto con i clienti anche dopo l’uscita dal negozio: notifiche push e promozioni mirate mantengono alta la visibilità del business, mentre una funzione Autopilot identifica automaticamente i clienti inattivi e invia offerte personalizzate per riattivarli, trasformando visitatori occasionali in clienti abituali. Il lancio in Italia segue una fase di test di successo nei mercati del Regno Unito e dell’Irlanda, dove migliaia di esercenti hanno già aderito al programma.

SumUp Cassa: un sistema di cassa completo


A SumUp Fedeltà e SumUp Local si affianca SumUp Cassa: sistema di cassa “all-in-one” da banco pensato per i negozi, i bar, le strutture ricettive e la ristorazione dotato di doppio schermo. L’esercente utilizza un touchscreen da 13,3 pollici per la vendita e la gestione dell’attività; il cliente visualizza su un display da 8 pollici prodotti, prezzi e informazioni su SumUp Fedeltà durante il pagamento. Il design a doppio schermo abilita l’interazione con il programma di loyalty direttamente al momento dell’acquisto, in modo che i clienti possano visualizzare l’ordine, monitorare i progressi e pagare in un’unica esperienza fluida.

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SumUp Cassa viene fornito senza costi di noleggio hardware; gli esercenti che passano all’abbonamento Cassa Plus, sbloccano funzionalità avanzate, tra cui la sincronizzazione degli ordini su più dispositivi, ideale per i locali dove il personale prende comande e gestisce i pagamenti in movimento. Pensate in un’ottica integrata, SumUp Fedeltà, l’app SumUp Local e SumUp Cassa creano un ecosistema che aiuta le piccole imprese ad attrarre clienti, premiare la fedeltà e aumentare i ricavi.


DJI Osmo Pocket 4: nuove funzionalità di imaging e video di nuova generazione


DJI ha annunciato Osmo Pocket 4, con capacità di imaging migliorate rispetto alla versione precedente. Ora il dispositivo può registrare video in 4K/240fps e produrre scatti più nitidi in condizioni di scarsa illuminazione, offrendo al contempo una eccellente profondità cinematografica. Inoltre, con le nuove funzioni di tracciamento intelligente di Osmo Pocket 4, i creator possono mantenere i soggetti a fuoco e nell’inquadratura mentre si spostano.
Osmo Pocket 4 montato su un mini treppiedeOsmo Pocket 4 montato su un mini treppiede

Scatti nitidi e dettagli più definiti


Il sensore CMOS da 1 pollice e l’apertura f/2,0 di Osmo Pocket 4 garantiscono ritratti naturali e nitidi anche in condizioni di scarsa illuminazione, assicura DJI. I 14 stop di gamma dinamica e il profilo colore D-Log a 10 bit mettono in risalto toni ricchi e colori realistici, sia al crepuscolo sia in ambienti scarsamente illuminati, con ritratti restituiscono un incarnato dall’aspetto più sano e più curato. Con un pulsante Zoom dedicato, i creator possono passare con un solo tocco dallo zoom senza perdita 1x a quello 2x, ed è possibile registrare filmati Ultra HD in slow motion in 4K/240fps.

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Smart Capture


Osmo Pocket 4 offre stabilizzazione su tre assi per vlog e livestream sempre fluidi, anche in movimento. Le diverse modalità dello stabilizzatore migliorano la qualità delle riprese, mentre ActiveTrack 7.0 consente di seguire i soggetti anche con zoom 4x. Le funzioni avanzate come Segui persona, Inquadratura dinamica e il blocco del soggetto rendono le riprese cinematografiche semplici anche con una sola mano. La messa a fuoco automatica intelligente mantiene sempre i soggetti nitidi, con possibilità di cambiare target al volo o dare priorità a un soggetto specifico. Completa il tutto il controllo gestuale, che permette di avviare tracking e registrazione con semplici movimenti della mano.
Le diverse modalità dello stabilizzatore migliorano la qualità delle riprese Le diverse modalità dello stabilizzatore migliorano la qualità delle riprese

Immediata e facile da usare


Osmo Pocket 4 migliora l’esperienza utente con diverse nuove funzionalità intuitive: per iniziare a registrare, i creator possono semplicemente ruotare lo schermo. Sotto lo schermo due pulsanti permettono di passare da cambiare zoom velocemente, mentre l’altro è un pulsante personalizzabile che può essere configurato con le impostazioni preferite del creator. Con 107 GB di archiviazione integrata, i creator possono girare più filmati e trasferire facilmente fino a 800 MB/s di contenuti senza scheda di memoria.

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Osmo Pocket 4 amplia le possibilità creative con funzioni avanzate pensate per ogni tipo di contenuto. Il video con otturatore lento permette di ottenere suggestivi effetti motion blur, mentre i toni pellicola offrono stili visivi professionali pronti all’uso. L’abbellimento in-camera migliora l’aspetto dei soggetti in modo naturale, affiancato da una luce di riempimento regolabile ideale per scene in scarsa illuminazione. Completano il tutto un’autonomia estesa e la ricarica rapida, che garantiscono lunghe sessioni di ripresa senza interruzioni.
La messa a fuoco automatica intelligente di Osmo Pocket 4 mantiene sempre i soggetti nitidiLa messa a fuoco automatica intelligente di Osmo Pocket 4 mantiene sempre i soggetti nitidi
Osmo Pocket 4 può catturare voci chiare e registrare i suoni ambientali grazie all'array di microfoni integrato. Supporta anche la connessione diretta ai trasmettitori DJI Mic, consentendo la registrazione audio a quattro canali. I trasmettitori DJI Mic supportati includono Mic 2, Mic 3 e Mic Mini (ciascuno venduto separatamente o incluso in alcuni combo selezionati).

Prezzo e disponibilità


Osmo Pocket 4 è disponibile in diverse configurazioni, accompagnato da obiettivo grandangolare e microfono, a partire da 499 euro.


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AliasVault 0.28 introduce le sottocartelle nidificate e il backup completo del vault


AliasVault 0.28.0 aggiunge sottocartelle nidificate, formati di esportazione completa del vault (.avex crittografato e .avux in chiaro) e copia automatica dei codici 2FA nell'estensione browser.
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La versione 0.28.0 di AliasVault introduce due funzionalità che gli utenti di questo gestore di credenziali open source attendevano da tempo: le sottocartelle nidificate e un sistema di esportazione completa del vault. Entrambe le novità rispondono a esigenze concrete di chi gestisce un numero elevato di login e vuole mantenere il controllo diretto sui propri dati.

Le cartelle nidificate funzionano su tutte le piattaforme, dall’app web all’estensione browser fino alle app mobili. Chi ha vault con centinaia di credenziali può ora organizzare login, note e identità in una struttura gerarchica, rendendo la navigazione molto più agevole. Gli strumenti di importazione sono stati aggiornati di conseguenza, così le strutture cartacee provenienti da altri gestori vengono preservate durante la migrazione.

La vera novità sostanziale riguarda però i formati di esportazione. AliasVault introduce .avex, un formato crittografato che racchiude tutto il contenuto del vault, incluse credenziali, passkey, allegati e favicon, e .avux, la variante in chiaro per chi ha bisogno di un backup leggibile. Il formato crittografato permette anche di trasferire l’intero vault tra server diversi, per esempio passando dall’istanza cloud a un’installazione self-hosted, senza perdere dati.

L’estensione browser migliora il flusso di lavoro con l’autenticazione a due fattori: dopo un’autofill, il codice TOTP viene copiato automaticamente negli appunti, pronto per essere incollato nel campo di conferma. Il rilevamento dei campi 2FA è stato affinato per funzionare su un numero maggiore di siti.

Tra le altre migliorie, l’app web mostra ora un indicatore della robustezza della password durante la registrazione e il cambio credenziali, mentre lo sblocco locale è stato dotato di un limite di tentativi per prevenire attacchi brute force.

Gli sviluppatori hanno inoltre anticipato che stanno lavorando a una delle funzionalità più richieste, la condivisione del vault, che richiede interventi profondi su diversi componenti del sistema e sarà inclusa in un rilascio futuro di maggior peso.

SOURCE:// aliasvault.net
SOURCE:// github.com

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“choreodrome”, di minh lan tran, alla fondazione giuliani (roma) fino al 17 luglio


Alla Fondazione Giuliani (via Gustavo Bianchi 1)
fino al 17 luglio, CHOREODROME, di Minh Lan Tran

Minh Lan Tran_ Choreodrome_ alla Fondazione Giuliani (Roma)

Fondazione Giuliani is pleased to present Choreodrome, the first presentation of Minh Lan Tran’s work in an Italian institution. Bringing together painting, drawing and the moving image, the exhibition unfolds as a sustained exploration of material and affect. Conceived as a constellation of completed works, on-site interventions and choreographic elements, Choreodrome extends across the Foundation’s spaces as a dynamic environment in which processes of making, staging and perception remain in flux.

We thank the French Academy in Rome – Villa Medici for its kind support of this exhibition.

***

Fondazione Giuliani è lieta di presentare Choreodrome, la prima mostra di Minh Lan Tran ad aver luogo all’interno di un’istituzione italiana. Riunendo pittura, disegno e immagine in movimento, la mostra si sviluppa come un’esplorazione continua della materia e dell’espressione. Concepite come una costellazione di opere, interventi site-specific ed elementi coreografici, Choreodrome si estende negli spazi della Fondazione intesa come ambiente dinamico in cui i processi della creazione, della messa in scena e della percezione rimangono in costante divenire.

Si ringrazia l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici per il gentile sostegno a questa mostra.

ulteriori informazioni:
fondazionegiuliani.org/mostre/…
#art #arte #Choreodrome #disegno #drawing #FondazioneGiuliani #immaginiInMovimento #MinhLanTran #movingImage #painting #pittura

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cPanel, falla critica nell’autenticazione: gli attacchi erano già in corso da mesi


Una falla critica in cPanel e WHM (CVE-2026-41940) permetteva di aggirare l'autenticazione e ottenere accesso completo ai server. Sfruttata già da febbraio, la patch è arrivata il 28 aprile. Ecco come verificare se il tuo hosting è al sicuro
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Quando cPanel ha pubblicato il suo bollettino di sicurezza il 28 aprile, gli attacchi erano già in corso da almeno due mesi. Lo conferma il CEO di KnownHost, un provider di hosting gestito, che ha trovato nei propri log i primi tentativi di sfruttamento risalenti al 23 febbraio. La vulnerabilità, ora tracciata come CVE-2026-41940 con un punteggio di gravità di 9,8 su 10, riguarda tutte le versioni supportate di cPanel e WHM, il pannello di controllo usato per gestire decine di milioni di siti web.

Come funzionava


Il meccanismo era semplice nella sua struttura, e per questo particolarmente insidioso. cPanel, prima ancora di verificare le credenziali di accesso, scrive su disco un file di sessione per ogni tentativo di login. La falla stava proprio lì: manipolando un cookie di sessione con una sequenza di caratteri speciali, era possibile iniettare nel file di sessione una proprietà arbitraria, come user=root. Al successivo caricamento della sessione, il sistema trovava già una marcatura di autenticazione avvenuta con successo, saltava il controllo della password e concedeva accesso completo come amministratore. Nessuna credenziale necessaria.

Con circa 1,5 milioni di istanze di cPanel esposte su internet, il raggio d’azione potenziale è enorme. Non solo il sito del titolare del server: in un ambiente di hosting condiviso, un singolo server compromesso può trascinare con sé centinaia di siti di clienti diversi.

Cosa fare adesso


Se usi un hosting condiviso, hai poca possibilità di scoprire la versione di cPanel installata. La cosa più pratica è cercare comunicazioni del tuo provider sull’aggiornamento, oppure contattare il supporto chiedendo esplicitamente se CVE-2026-41940 è stato applicato. Provider come Namecheap e Hostgator hanno già dichiarato pubblicamente di aver aggiornato i propri sistemi.

Se gestisci un VPS o un server dedicato con cPanel, il controllo è immediato: la versione corrente appare in alto nel pannello WHM. Le versioni corrette rilasciate il 28 aprile sono: 11.110.0.97, 11.118.0.63, 11.126.0.54, 11.132.0.29, 11.134.0.20 e 11.136.0.5. Per aggiornare via riga di comando basta eseguire /scripts/upcp --force. Chi usa WP Squared, il pannello per hosting WordPress basato su cPanel, deve portarsi alla versione 136.1.7.

Come misura temporanea in attesa dell’aggiornamento, bloccare il traffico in entrata sulle porte 2083, 2087, 2095 e 2096 riduce l’esposizione. cPanel ha rilasciato anche uno script di rilevamento per chi vuole verificare se i propri file di sessione mostrano già tracce di accessi non autorizzati.

La CISA americana ha aggiunto CVE-2026-41940 alla propria lista di vulnerabilità attivamente sfruttate, imponendo agli enti federali statunitensi di applicare la patch entro il 3 maggio.

SOURCE:// techcrunch.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com
SOURCE:// labs.watchtowr.com
SOURCE:// cyberscoop.com

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Global Sumud Flotilla, ricorso urgente alla Corte Europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia per la detenzione arbitraria di due attivisti da parte delle autorità israeliane


Comunicato stampa della Global Sumud Flotilla
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Di seguito il comunicato stampa in cui si annuncia che il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato nella notte un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ai sensi dell’Art. 39 del Regolamento, contro lo Stato Italiano, nell’interesse di due attivisti – Saif Abukeshek Abdelrahim di cittadinanza palestinese e Thiago de Avila e Silva Oliviera di cittadinanza brasiliana, attualmente detenuti arbitrariamente dalle autorità israeliane, in regime di incomunicabilità, senza accesso a difensori, familiari o autorità consiliari.

Nel ricorso si evidenzia la responsabilità dello Stato Italiano, quale stato di bandiera dell’imbarcazione su cui i due attivisti si trovavano al momento della loro intercettazione.

Il comunicato nella sua parte finale fa un forte richiamo alle responsabilità della comunità internazionale nel garantire il rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali e si conclude dicendo che “il ricorso si inserisce nel quadro delle azioni urgenti messe in campo per richiedere un immediato intervento e per accertare le responsabilità . Ieri pomeriggio infatti era stato depositato un esposto alla Procura di Roma con il quale si chiedeva tra l’altro un intervento urgente per fermare le violazioni in corso.”

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Roma 2 maggio 2026

Il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato nella notte un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ai sensi dell’Art. 39 del Regolamento, contro lo Stato italiano, nell’interesse di due attivisti – Saif Abukeshek Abdelrahim di cittadinanza palestinese e Thiago de Avila e Silva Oliveira di cittadinanza brasiliana, attualmente detenuti arbitrariamente dalle autorità israeliane, in regime di incomunicabilità, senza accesso a difensori, familiari o autorità consiliari.

Con questo ricorso, il team legale della Global Sumud Flotilla denuncia una violazione grave e attuale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare degli articoli 2 e 3 che tutelano il diritto alla vita e vietano in modo assoluto ed inderogabile la tortura, i trattamenti inumani o degradanti e ogni forma di esposizione a tali trattamenti. il rischio risulta ulteriormente aggravato dall’essere stati indicati pubblicamente, da parte delle autorità isrealiane, quali soggetti sospettati rispettivamente di terrorismo e attività illegali.

La detenzione dei due attivisti avviene in assenza di qualsiasi informazione ufficiale sul loro luogo di detenzione, sena accesso a difensori, familiari o autorità consolari e senza alcuna garanzia prrocedurale. Una situazione che integra gli estremi della detenzione incommunicado e che, nei suoi elementi sistanziali, si avvicina a una forma di sparizione forzata, riconosciuta dal diritto internazionale come una delle più gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Il ricorso evidenzia, inoltre, la responsabilità dello Stato Italiano, quale stato di bandiera dell’imbarcazione su cui i due attivisti si trovavano al momento della loro intercettazione. In base alla giurispudenza consolidata della Corte di Strasburgo e al diritto internazionale del mare, l’Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo ed era quindi tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentali.

Nonostante le autorità italiane fossero state tempestivamente informate del rischio concreto ed imminente per la vita e l’integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione nè è stato avviato alcun intervento idoneo a impedire o interrompere la violazione in corso. Tale inerzia configura una violazione degli obblighi positivi che incombono sugli Stati ai sensi della Convenzione.

La Global Sumud Flotilla richiama con forza la comunità internazionale alla responsabilità di garantire il rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali anche in contesti extraterritoriali, ribadendo che nessuna operazione può giustificare la sospensione delle garanzie fondamentali, nè la detenzione aritraria, nè l’esposizione a trattamenti vietati in modo assoluto.

Il ricorso si inserisce nel quadro delle azioni urgenti messe in campo dalla Global Sumud Flotilla per richiedere un immediato intervento e per accertare le responsabilità . Ieri pomeriggio infatti era stato depositato un esposto alla Procura di Roma con il quale si chiedeva tra l’altro un intervento urgente per fermare le violazioni in corso.

Attraverso la procedura d’urgenza, è stato richiesto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di indicare allo Stato italiano l’adozione immediata di tutte le misure necessarie per accertare il luogo di detenzione dei due attivisti, garantirne l’integrità fisica e psicologica, assicurare l’accesso alla difesa e impedire trasferimenti o forme di isolamento

La Global Sumud Flotilla continuerà a utilizzare tutti gli strumenti giuridici e politici disponibili per ottenere la protezione dei propri attivisti e l’accertamento delle respondabilità per le gravi violazioni in atto.

Immagine di copertina tratta da FB Global Sumud Italia

Questa voce è stata modificata (18 ore fa)
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past gone mad / the fall


[youtube youtube.com/watch?v=p6UzPaFwno…]

#music #TheFall #video

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SimpleX 6.5: arrivano i canali pubblici e una fondazione indipendente


SimpleX 6.5 introduce i canali pubblici con una logica di privacy interessante: i relay vedono i messaggi, ma nessuno sa chi li ha scritti né chi li sta leggendo. E arriva anche una fondazione indipendente per la governance dei protocolli.
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Con la versione 6.5, SimpleX introduce i canali pubblici.

I canali di SimpleX sono pubblici nel senso letterale: chiunque può leggere, relay inclusi. L’identità di chi scrive e di chi legge, però, resta anonima per tutti. È l’opposto di come funziona di solito, dove i contenuti vengono cifrati ma gli utenti sono identificati.

Come funzionano i canali


In questa prima versione beta, ogni canale si appoggia a più relay, così da non dipendere da un singolo operatore. I proprietari gestiscono direttamente le proprie chiavi crittografiche e possono far girare relay propri. I canali sono inseribili nella directory pubblica di SimpleX. Anche la funzione di messaggi tra proprietari e abbonati esiste, ma è opzionale.

L’architettura completa è descritta nel whitepaper del progetto per chi vuole i dettagli tecnici.

Una fondazione per sottrarre il controllo all’azienda


L’altro annuncio riguarda la governance. SimpleX sta costituendo una fondazione indipendente, SimpleX Network Foundation, che firmerà un accordo con la società commerciale per la gestione dei protocolli e delle licenze. Secondo il team, l’accordo sarà irrevocabile e sopravviverà anche in caso di vendita o chiusura dell’azienda, con altre organizzazioni che potranno aderire in seguito.

Il riferimento al caso WordPress e Automattic è esplicito nel post del blog, citato come esempio di cosa succede quando il controllo di un progetto aperto rimane concentrato in una singola entità commerciale. Il consorzio sarà operativo entro qualche mese, il consiglio della fondazione è ancora in fase di formazione.

Crowdfunding in arrivo


Il team sta sondando l’interesse per una raccolta fondi comunitaria basata su crediti privati, legati al finanziamento di server e sviluppo. Per ora si raccolgono solo manifestazioni di interesse, nessun pagamento è aperto né accettato.

SOURCE:// simplex.chat
SOURCE:// github.com

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DJI sorprende tutti con Power 1000 Mini: la power station compatta che cambia le regole


DJI Power 1000 Mini debutta come una delle power station portatili più compatte e interessanti del momento. Pensata per chi cerca energia affidabile in mobilità, combina dimensioni ridotte, buone prestazioni e versatilità d’uso
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DJI ha lanciato sul mercato globale la Power 1000 Mini. Con dimensioni pari alla metà della DJI Power 1000, questa è la stazione di alimentazione da 1 kWh più portatile dell’azienda fino a oggi, frutto di oltre 15 anni di ricerca e sviluppo dedicati all’innovazione delle batterie. Progettata per il campeggio, i viaggi su strada e la creazione di contenuti, DJI Power 1000 Mini è ottimizzata per un'alimentazione ad alta efficienza e può essere ricaricata fino all’80% in soli 58 minuti (dati DJI). Essa include, inoltre, cavi e caricabatterie integrati per una ricarica e una gestione senza sforzo, tra cui un cavo USB-C retrattile da 100W, un caricatore per auto da 400W e un modulo MPPT.

trading-evoluzione-algoritmica-dati-tempo-reale-ia
La crescente disponibilità di dati in tempo reale ha progressivamente reso i mercati finanziari più efficienti, abbattendo barriere tecnologiche ed economiche e riducendo drasticamente i costi operativi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Dimensioni compatte, potenza ad alta efficienza


La DJI Power 1000 Mini ha una capacità della batteria di 1008 Wh ed è ottimizzata per un basso consumo energetico. Caratterizzata da una struttura più squadrata, grazie al suo design compatto misura 314 × 212 × 216 mm e pesa 11,5 kg. Con una potenza massima di 1000 W, essa può alimentare alcuni apparecchi da 1200 W tramite due porte USB-A, due prese CA o una porta SDC.
Il DJI Power 1000 Mini supporta diverse modalità di ricarica: da rete elettrica, auto e pannelli solariIl DJI Power 1000 Mini supporta diverse modalità di ricarica: da rete elettrica, auto e pannelli solari

DJI Power 1000 Mini

Autonomia e scenari d’uso

Campeggio e viaggi
Smartphone: 54 ricariche
Macchina caffè: 55 min
Proiettore: 7 ore
Frigo auto: 18 ore
Ventilatore: 7 ore

Creazione contenuti
Fotocamera: 53 ricariche
Laptop: 9 ricariche
Drone: 8 ricariche
Luci foto: 1,2 ore
Cassa Bluetooth: 50 ricariche

Ricarica desktop
PC gaming: 2 ore
Monitor: 5 ore
NAS: 7 ore
Console portatile: 50 ricariche
Lampada: 40 ore

Uso domestico
Router Wi-Fi: 30 ore
Frigorifero: 7 ore
Tostapane: 1 ora
Spremiagrumi: 3 ore
Microonde: 1 ora

Opzioni di ricarica


Il DJI Power 1000 Mini supporta diverse modalità di ricarica — da rete elettrica, auto e pannelli solari — offrendo grande flessibilità d’uso. In modalità rapida, può raggiungere l’80% in circa 58 minuti e il 100% in 75 minuti, mentre tramite il caricatore per auto da 400 W è possibile completare una ricarica da 1 kWh in circa 160 minuti anche durante la guida.
DJI Power 1000 Mini: utilizzo in campeggioDJI Power 1000 Mini: utilizzo in campeggio
Il modulo MPPT integrato consente inoltre il collegamento diretto ai pannelli solari senza adattatori, mentre il cavo USB-C retrattile da 100 W facilita la ricarica di dispositivi elettronici in modo pratico. Sul fronte dell’affidabilità, la power station integra una modalità UPS automatica che, in caso di blackout, attiva l’alimentazione in appena 0,01 secondi, garantendo continuità operativa; a completare il tutto, è presente anche un sistema di illuminazione LED regolabile utile nelle situazioni di emergenza.
utilizzo in modalità Desktop

Design e alimentazione per l'acosistema DJI


DJI Power 1000 Mini integra un sistema di sicurezza avanzato pensato per garantire affidabilità in qualsiasi contesto, dal campeggio in ambienti difficili fino all’uso ad alta quota. Le celle LFP assicurano lunga durata (fino all’80% della capacità dopo 4000 cicli) e hanno superato test di resistenza come la perforazione con chiodo, mentre un sistema monitora costantemente temperatura e prestazioni tramite 10 sensori e app dedicata. La struttura utilizza materiali ignifughi, resiste a pressioni fino a una tonnellata e funziona anche in condizioni ambientali complesse, grazie a un sistema di protezione dell’inverter contro pioggia, condensa e salsedine. Sul fronte dell’ecosistema, la presenza di porte SDC consente un’integrazione diretta con accessori DJI, supportando ricarica solare, pass-through e ricarica rapida per batterie di droni (come DJI Air 3, dal 10% al 95% in circa 30 minuti), mentre tramite app DJI Home è possibile gestire e monitorare il dispositivo da remoto in tempo reale.

EU Common Charger: laptop USB-C dal 2026
La normativa EU Common Charger si espande: dal 2026 anche i laptop adotteranno l’USB-C. Ecco cosa cambia per utenti e produttori e le soluzioni proposte da Anker
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzo e disponibilità


DJI Power 1000 Mini è disponibile al prezzo di 579 euro.


Trading ed evoluzione algoritmica: dove finisce il fattore umano ed entra l’IA


C'era un tempo in cui le sale operative delle grandi borse erano luoghi fisici, rumorosi, quasi teatrali. Trader che urlavano ordini, gesti codificati, decisioni prese in frazioni di secondo con il solo ausilio dei riflessi e dell'intuizione. Quell'epoca è finita da decenni; tuttavia, comprendere come — e quanto in fretta — sia cambiato tutto aiuta a dare il giusto peso a ciò che sta accadendo oggi. A Padova, dal 17 al 19 aprile scorsi, un evento ha riunito per la prima volta sullo stesso palco tre campioni mondiali del trading: l'italiano Andrea Unger, l'americano Kevin Davey e l'inglese Michael Cook. Non una competizione, non una fiera; piuttosto, una riflessione collettiva su dove stia andando una delle professioni più trasformate dalla rivoluzione digitale.
L'high frequency trading ha portato la velocità a livelli che escludono qualsiasi intervento umano nel loop decisionaleL'high frequency trading ha portato la velocità a livelli che escludono qualsiasi intervento umano nel loop decisionale

Dalle grida al codice: quarant'anni di trasformazione


Fino agli anni '70, il trading era un'attività interamente manuale. Nelle grandi borse tradizionali — Wall Street, Londra, Milano — domina l'open outcry, dove ogni transazione è il risultato di una trattativa diretta tra persone fisicamente presenti. Il fattore umano era, dunque, totale: non esistevano algoritmi, non esistevano modelli statistici operativi in tempo reale. Esistevano esperienza, relazioni, capacità di leggere il sentiment della sala. Con gli anni '80 arrivano i primi sistemi automatizzati, software che eseguivano pacchetti di ordini al verificarsi di condizioni predefinite. La logica era ancora interamente umana, ma l'esecuzione diventava automatica. Con gli anni 2000 esplode il quantitative trading. La novità è sostanziale: i sistemi non applicano più regole scritte dall'uomo, ma cercano autonomamente pattern nei dati storici. Il machine learning introduce una discontinuità ancora più profonda: la logica decisionale del modello non è più completamente comprensibile nemmeno ai suoi creatori. Il sistema impara — e le regole emergono dai dati, non dalla mente di un analista. Nel frattempo, l'high frequency trading porta la velocità a livelli che escludono strutturalmente qualsiasi intervento umano nel loop decisionale. I fondi HFT arrivano a posizionare fisicamente i propri server nei data center delle borse per guadagnare qualche centinaio di microsecondi sul concorrente.

"Il trading degli anni '80 aveva un fascino indiscutibile, ma oggi è tecnicamente irriproducibile. La disponibilità dei dati in tempo reale ha portato a un efficientamento estremo", ha dichiarato Andrea Unger.



Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
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Padova, aprile 2025: un confronto tra tre scuole


L'evento organizzato a Padova ha avuto il merito di mettere a confronto tre approcci geograficamente e culturalmente distinti al trading sistematico. Andrea Unger — unico trader al mondo ad aver vinto quattro titoli mondiali — rappresenta la scuola italiana, che ha trovato nella formalizzazione algoritmica una via per competere ad alto livello con risorse inizialmente molto più limitate rispetto ai grandi fondi internazionali. Kevin Davey, americano, e Michael Cook, britannico, portano sul palco due visioni maturate in ecosistemi finanziari tra i più competitivi al mondo. Eppure, nonostante le differenze di background, di mercati di riferimento e di stile operativo, il confronto ha evidenziato una convergenza sorprendente.

La convergenza verso il modello algoritmico


Al di là delle specificità di ciascun approccio, l'evento di Padova ha cristallizzato una direzione comune: il trading discrezionale — quello basato sull'istinto e sulla valutazione soggettiva momento per momento — è sempre meno sostenibile nei mercati attuali. I tre campioni hanno condiviso una filosofia di fondo: ridurre l'impatto dell'emotività umana attraverso sistemi automatizzati e basati su regole rigorose, misurabili, riproducibili. Non perché l'intuizione non abbia valore, ma perché in mercati dove la competizione avviene in microsecondi, l'elemento emotivo diventa sistematicamente un fattore di rischio.

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Ricerca, sviluppo e nuovi strumenti


Uno degli aspetti che hanno caratterizzato l'evento, è stato l'apertura del reparto di ricerca e sviluppo della Unger Academy. Per la prima volta, i processi con cui vengono create, testate e validate le strategie di trading sono stati mostrati pubblicamente: dall'analisi dei dati storici alla verifica statistica, fino alla messa in produzione degli algoritmi. È stato inoltre presentato un software proprietario per il backtest di strategie in opzioni, sviluppato internamente con il contributo dell'intelligenza artificiale.

"Grazie all'AI si è riusciti a velocizzare uno sviluppo complesso e a costruire un back-tester evoluto che consente di analizzare il mercato in modo più rapido e approfondito", ha concluso Andrea Unger


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Primo maggio: il lavoro che manca


Il Primo maggio non è solo una ricorrenza. Non è una bandiera da tirare fuori una volta all’anno, magari un po’ stropicciata, per poi rimetterla nel cassetto. È il giorno in cui dovremmo chiederci se il lavoro, in Ticino, permette ancora di vivere con dignità. La risposta, purtroppo, è no.

Il nostro mercato del lavoro è fragile. Lo diciamo da anni. I salari ticinesi restano i più bassi della Svizzera. Nel 2024 il salario mediano nel settore privato era di 5’393 franchi, con un divario ancora importante rispetto al resto del Paese. E quando guardiamo ai salari femminili, il dato scende a 4’952 franchi. Non sono numeri astratti. Sono affitti, premi di cassa malati, spesa, figli, trasporti, bollette. Sono la vita quotidiana.

Il problema non è che in Ticino si lavori poco. Anzi. Il problema è che troppo spesso si lavora senza costruire sicurezza. Ci sono giovani formati che se ne vanno perché qui non vedono prospettive. Ci sono persone sopra i 50 anni che, dopo una perdita d’impiego, diventano improvvisamente “troppo care”, “troppo vecchie”, “troppo esperte”. Tradotto: scartate. Ci sono madri che vorrebbero rientrare nel mondo del lavoro e trovano un mercato che perdona poco le interruzioni di carriera. Come se crescere figli fosse una vacanza lunga. Magari pagata pure bene, nella fantasia di qualcuno.

A tutto questo si aggiunge la particolarità ticinese: siamo un piccolo mercato del lavoro aperto su un’area molto più grande, dove i salari sono più bassi. Ogni giorno entrano circa 80 mila frontalieri. Non sono loro il nemico. Sarebbe troppo facile, e anche sbagliato. Il punto è economico: quando l’offerta di lavoro cresce molto e rapidamente, il salario viene messo sotto pressione. Il salario, piaccia o no, è anche il prezzo del lavoro.

Per questo parlare di dumping solo come abuso illegale è riduttivo. I controlli servono, certo. Ma non bastano. Perché il problema è strutturale. Nasce da un equilibrio che, per il Ticino, è diverso da quello del resto della Svizzera. La libera circolazione ha portato benefici al Paese, ma nel nostro Cantone ha prodotto anche costi sociali evidenti.

Ecco perché i Bilaterali III non possono essere discussi come se vivessimo a Berna, Zurigo o Lucerna. Qui la frontiera non è un concetto. È una realtà quotidiana. Se si rafforza il quadro degli accordi con l’Unione europea, allora va rafforzata anche la protezione concreta dei salari e delle condizioni di lavoro. Non con slogan. Con strumenti veri.

Il Primo maggio dovrebbe ricordarci proprio questo: non basta avere un lavoro. Serve un lavoro che permetta di restare in Ticino, vivere con dignità e guardare avanti senza paura. E questo, prima ancora che economico, è un problema politico.
#disoccupazione #donne #economia #frontalieri #giovani #lavoro #povertà #svizzera #ticino

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5 maggio, roma, palazzo esposizioni: “tecniche miste su schermo”

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#avanguardia #BrunoDiMarino #cinema #cinemaDiRicerca #film #filmSperimentale #filmSperimentali #MarioSchifano #PalazzoDelleEsposizioni #PalazzoEsposizioni #Schifano

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Tails 7.7.1: aggiornamento d’emergenza per falle critiche in Firefox


Tails 7.7.1 è un rilascio d'emergenza che corregge quattro vulnerabilità in Tor Browser, tra cui una critica legata alla gestione della memoria di Firefox ESR. Aggiornamento consigliato subito.
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Sei giorni dopo il rilascio di Tails 7.7, il team ha pubblicato in via d’emergenza la versione 7.7.1, necessaria per correggere alcune vulnerabilità di sicurezza rilevanti nel motore di Tor Browser.

Tor Browser si basa su Firefox ESR, e Mozilla ha dovuto rilasciare una patch urgente per la versione 140.10.1 dopo aver scoperto quattro vulnerabilità, una delle quali classificata come critica.

Le vulnerabilità corrette


La più grave riguarda difetti nella gestione della memoria presenti in Firefox ESR 140.10.0: secondo Mozilla, alcuni di questi problemi mostravano evidenti segni di corruzione della memoria e, con lo sforzo necessario, avrebbero potuto essere sfruttati per eseguire codice arbitrario sul sistema (CVE-2026-7322). Un secondo gruppo di bug simili, specifici alla stessa versione, è classificato anch’esso ad alto rischio (CVE-2026-7323).

Completano il quadro una falla ad alto impatto che poteva causare divulgazione di informazioni nel componente audio/video (CVE-2026-7320) e un problema di fuga dalla sandbox tramite WebRTC, classificato a impatto moderato (CVE-2026-7321).

Il team di Tails precisa di non avere notizia di casi in cui queste vulnerabilità siano state sfruttate attivamente.

Come aggiornare


Gli aggiornamenti automatici sono disponibili per chi usa Tails 7.0 o versione successiva. In caso di problemi, è possibile ricorrere all’aggiornamento manuale seguendo le istruzioni sul sito ufficiale.

Oltre alle correzioni di sicurezza, la versione aggiorna Thunderbird alla 140.10.0 e introduce una piccola modifica strutturale: le immagini ISO non funzionano più se copiate direttamente su chiavetta USB. Restano disponibili per DVD e macchine virtuali, ma per le chiavette è necessaria l’immagine USB dedicata, raccomandata dal 2019 come formato principale. La modifica serve a ridurre la confusione per chi finiva per installare il formato sbagliato, ritrovandosi con un sistema privo di aggiornamenti automatici e di archiviazione persistente.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// mozilla.org

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persian surgery dervishes / terry riley. 1971-72


[youtube=youtube.com/watch?v=sqQ59i4PmG…]
#experimentalMusic #music #musica #PersianSurgeryDervishes #TerryRiley

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let there be more light / pink floyd. 1968


youtu.be/Gh5bAie2pHw
#LetThereBeMoreLight #PinkFloyd

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[libro] Un inno alla vita


Autrice: Gisèle Pelicot
Titolo: Un inno alla vita – «La vergogna deve cambiare lato.»
Editore: Rizzoli
Altro: 9788817196635; 252 p.; 19,00€; I ed. 2026; genere: autobiografia; titolo originale: Et la joie de vivre; traduzione di Bérénice Capatti; ghostwriter: Judith Perrignon

Voto: 8/10

La vita di Gisèle, fino al 2020, è una vita ordinaria, come la nostra, con il lavoro, gli amori, i figli, i nipoti, le difficoltà economiche, le piccole gioie della vita, i piccoli (o grandi?) drammi della gioventù. A novembre 2020 questo mondo si trasforma in modo radicale e Gisèle si ritrova in un inferno più grande di lei. Il marito, infatti, per un decennio, l’ha drogata con psicofarmaci e l’ha stuprata e fatta stuprare da circa una ottantina di uomini. La cosa viene scoperta per caso. A novembre 2020 Domenique Pelicot viene denunciato alla polizia per aver tentato di fotografare alcune donne sotto la gonna in un supermercato. Nelle indagini gli inquirenti scoprono un orrore molto più grande. Degli stupri alla moglie Domenique Pelicot tiene sul telefono e sul pc un diario minuzioso, con video, foto e chat. Da questo materiale, la magistratura riuscirà a risalire all’identità di 50 uomini. Le prove sono schiaccianti. Nel 2024 vengono tutte condannate con pene che vanno dai 20 anni (il marito) ai 3 anni. L’unico imputato che ricorrerà in appello si vedrà aumentare la pena da 9 a 10 anni.

Il racconto del processo è un campionario di cosa si deve aspettare una vittima di stupro in tribunale: il tentativo continuo di essere delegittimata. Ma pochi mesi prima di andare in aula, Gisèle fa una mossa contro intuitiva. Avrebbe diritto a un processo a porte chiuse, ma decide di rinunciarvi. Certo, sarà molto esposta mediaticamente, ma davanti ai suoi aguzzini non sarà sola. Nel frattempo ha trovato un nuovo amore, che questa volta la sostiene.

Nel racconto vi è anche la descrizione della difficile situazione psicologica che Gisèle si trova ad affrontare: da una parte un marito che ha amato e che si è sempre dimostrato premuroso con lei e con i figli, e dall’altra 10 anni di stupri. E poi ci sono le reazioni dei tre figli e loro familiari. Ognuno, di fronte a questo dramma, reagisce in modo diverso e queste diversità producono attriti e incomprensioni. Solo il fatto di dover affrontare a processo il responsabile di tutto consentirà al resto della famiglia di tenere un minimo di unità e concedersi un motivo di ricostruzione.

La grandezza di Gisèle è anche nei dettagli: in tutto il libro non traspare mai odio per i suoi stupratori. Mai nel processo avrà atteggiamenti vendicativi nei confronti degli imputati o giudicanti nei confronti dei testimoni. Chiede solo giustizia e che le cose (e le persone) vengano chiamate con il loro nome. Gisèle non è credente.

Nelle ultime pagine l’autrice spiegherà perché usa ancora il cognome dell’ormai ex marito.

Per chi non avesse voglia di leggere il libro, segnalo una lunga intervista su Vogue e un articolo su ilPost.
#gisèlePelicot #libro #recensione #unInnoAllaVita

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56 giorni — Catherine Ryan Howard


Copertina del libro: il disegno di una sfera di cristallo in cui è presente un condominio in mattoni.

56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l’ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.

Di per sé, il romanzo non è malaccio. Usa un’espediente interessante per raccontare la storia, salta tra il presente e il passato dei personaggi. Solo che lo fa continuamente: ogni capitolo è un salto temporale, ora in avanti, ora all’indietro… Certo, il periodo temporale è chiaramente indicato dal titolo del capitolo (es. 56 giorni prima, Oggi, 32 giorni prima, etc.), ma, per chi come me, non ha tempo per leggerlo con continuità risulta un po’ pesante e caotico. Specie quando le linee temporali diventano più di una, perché man mano si alternano il punto di vista della protagonista donna, del protagonista uomo, di una seconda protagonista donna e di una terza protagonista donna.

C’è poi un grosso problema:
Possibile anticipazione
Alla fine del libro uno dei capitoli iniziali viene completamente riscritto in base alle informazioni trapelate nel corso del romanzo. Il problema è che rende il primo capitolo totalmente inutile, perché, di fatto, è una completa ammissione da part dell’autrice di aver volutamente fuorviato il lettore all’inizio del libro.

La trama si regge in piedi piuttosto bene, anche se a un certo punto, quando vengono rivelate le relazioni tra i rispettivi personaggi, un po’ mi è preso il senso di schifo nei confronti di uno di loro.

Il tono dei dialoghi non mi è piaciuto molto, se devo essere sincero: i due protagonisti principali parlano tra di loro e a loro stessi come se fossero adolescenti in preda all’ormone, quando in realtà hanno entrambi tra i 25 e i 33 anni.

Grossa delusione sul finale, che dovrebbe sembrare aperto, ma lascia un senso di incompletezza enorme, quasi come se l’autrice non avesse avuto la più pallida idea di come chiudere la storia e abbia lasciato tutto in sospeso o, peggio, abbia aggiunto un capitolo finale totalmente inutile (perché, per come è scritto e per cosa c’è scritto, lo è).


Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
#BibliofiliIncurabili #libri #Recensioni

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Alexa+ arriva in Italia: cos’è, come funziona e cosa cambia con l’IA generativa di Amazon


Alexa+ è finalmente disponibile in Italia: la nuova assistente Amazon basata su intelligenza artificiale generativa promette risposte più naturali, maggiore personalizzazione e un controllo ancora più evoluto della smart home. Ecco cosa cambia davvero
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Dal 2018 ad oggi, Alexa ha trasformato il modo in cui funziona la nostra casa: dalla musica allo streaming video, dall'ascolto delle notizie al seguire ricette passo dopo passo, fino al ricordarci gli appuntamenti più importanti. L'assistente virtuale di Amazon è diventata parte integrante della vita quotidiana, un vero e proprio membro aggiuntivo delle nostre famiglie: basti pensare che solo negli ultimi tre anni, gli italiani hanno interagito con Alexa oltre 40 miliardi di volte. Alexa+ non è solo più intelligente, è anche in grado di aiutare concretamente nella vita di tutti i giorni. Prenotazioni al ristorante, shopping, sicurezza domestica, scoperte musicali, gestione degli impegni: Alexa+ fa tutto questo attraverso conversazioni naturali, proprio come se parlassimo ad una persona.

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La normativa EU Common Charger si espande: dal 2026 anche i laptop adotteranno l’USB-C. Ecco cosa cambia per utenti e produttori e le soluzioni proposte da Anker
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Alexa+: cosa cambia davvero


Alexa+ segna un salto netto rispetto alla versione tradizionale, puntando su conversazioni molto più naturali e su una reale capacità di azione. Grazie ai modelli linguistici avanzati integrati tramite Amazon Bedrock, l’assistente comprende richieste anche incomplete o complesse, permette di interrompere e cambiare argomento senza perdere il contesto e risponde con una voce più fluida ed espressiva. Ma la vera differenza sta nelle funzionalità operative: Alexa+ non si limita a rispondere, ma agisce concretamente collegandosi a servizi e dispositivi, dalla gestione della smart home alla scelta della musica, fino a suggerire regali, ricette personalizzate o effettuare prenotazioni. L’integrazione con piattaforme già diffuse in Italia, come servizi musicali e presto anche TheFork per i ristoranti, amplia ulteriormente le possibilità, rendendo l’assistente un vero hub intelligente per la vita quotidiana.
Alexa+ diventa un vero hub intelligente per la vita quotidiana Alexa+ diventa un vero hub intelligente per la vita quotidiana

Personalizzata, proattiva e accessibile ovunque


Oltre all'intelligenza, Alexa+ porta attenzione, empatia e, quando serve, anche un pizzico di ironia. Più interagisci, più diventa utile: essa impara le nostre preferenze, la musica che amiamo, i libri che leggiamo, i cibi che evitiamo e le abitudini della nostra famiglia. Grazie al riconoscimento vocale e visivo, essa e in gradi di distinguere i membri della famiglia e personalizzare le risposte per ciascuno. Se stiamo pianificando un viaggio, Alexa+ ricorderà le nostre destinazioni preferite e ci aiuterà a organizzare i dettagli. Rientriamo stanchi dal lavoro? Alexa+ potrebbe abbassare le luci e far partire la nostra playlist preferita, ricorderà che qualcuno della famiglia è vegetariano e lo terrà in considerazione per suggerimenti su ristoranti o ricette. Alexa+ è pensata per essere sempre accessibile e accompagnarci in ogni momento della giornata, dai dispositivi Echo in casa fino al browser, presto disponibile anche in Italia tramite Alexa.com. Il vero punto di forza è la continuità: puoi iniziare una conversazione su un dispositivo e riprenderla su un altro senza perdere il contesto, rendendo l’esperienza fluida e senza interruzioni.
Alexa+ è pensata per essere sempre accessibile e accompagnarci in ogni momento della giornata, dai dispositivi Echo in casa fino al browserAlexa+ è pensata per essere sempre accessibile e accompagnarci in ogni momento della giornata, dai dispositivi Echo in casa fino al browser

Fare shopping è ancora più semplice


Se in casa stiamo finendo qualcosa basta dirlo: Alexa+ suggerirà il nostro marchio preferito al miglior prezzo e ci chiederà conferma prima di ordinare. Se stiamo pianificando una cena, Alexa+ crea la lista della spesa considerando le nostre preferenze alimentari e quelle della nostra famiglia, tiene traccia delle consegne, ci segnala variazioni di prezzo interessanti e ci aiuta a scoprire prodotti in linea con i nostri interessi. Alexa+ può anche confrontare prodotti, riassumere recensioni e suggerire alternative.

Gestisci la casa in modo naturale


Alexa+ consente di gestire la casa semplicemente parlando in modo naturale: basta dire: “È buio” e Alexa accenderà le luci, “Pulisci qui” e farà partire il robot aspirapolvere compatibile. È possibile, inoltre, creare routine personalizzate completamente con la voce, combinando più azioni: regolare le luci, riprodurre musica, condividere le previsioni meteo, senza bisogno di aprire l'app Alexa.
Alexa + ITAlexa+ consente di gestire la casa semplicemente parlando in modo naturale
Presto Alexa+ consentirà di controllare consegne e visitatori tramite il videocitofono Ring: basta dire “Alexa, è stato consegnato qualche pacco oggi?” e lei si collegherà alla videocamera Ring, analizzerà le registrazioni e ti mostrerà se qualcuno ha lasciato un pacco alla porta.

Progettata per l’Italia, in Italia


Alexa+ è stata adattata al mercato italiano andando ben oltre la semplice traduzione, con un forte lavoro sulla comprensione del contesto culturale e linguistico. Grazie al contributo di ricercatori e ingegneri del centro R&D di Torino, l’assistente è in grado di interpretare sfumature, modi di dire e varianti regionali, comprendendo non solo cosa viene detto ma anche come. Questo approccio consente ad Alexa+ di offrire un’esperienza più naturale e personalizzata, ricordando preferenze, abitudini e contesti, fino a integrarsi nella quotidianità degli utenti come un assistente realmente “locale”.
Alexa+ sarà gratuita durante la fase di Accesso Anticipato, per poi passare a un costo di 22,99 euro al meseAlexa+ sarà gratuita durante la fase di Accesso Anticipato, per poi passare a un costo di 22,99 euro al mese
Alexa+ è stata progettata con un forte focus su privacy e controllo dell’utente, offrendo strumenti chiari per gestire registrazioni vocali, dati e interazioni direttamente dall’app o online, con piena trasparenza su ciò che viene salvato e per quanto tempo. Dal punto di vista del modello di accesso, sarà inizialmente gratuita durante la fase di Accesso Anticipato, per poi passare a un costo di 22,99 euro al mese, restando però inclusa senza costi aggiuntivi per gli abbonati Amazon Prime, ampliando così il pacchetto di servizi già disponibili.

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La crescente disponibilità di dati in tempo reale ha progressivamente reso i mercati finanziari più efficienti, abbattendo barriere tecnologiche ed economiche e riducendo drasticamente i costi operativi
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Alexa+ è disponibile in Italia in Accesso Anticipato, con un rilascio progressivo che nelle prossime settimane coinvolgerà sempre più utenti. Per provarla subito, è possibile acquistare un dispositivo Echo di nuova generazione — come Echo Show 11, Echo Show 8, Echo Dot Max o Echo Studio — oppure registrarsi sul sito Amazon per ricevere un invito, anche se si possiede già un dispositivo compatibile. Più che un semplice aggiornamento, Alexa+ rappresenta un’evoluzione profonda dell’assistente vocale, destinata a cambiare il modo in cui interagiamo con la tecnologia nella vita quotidiana.


EU Common Charger: anche i laptop passano a USB-C, le soluzioni Anker


Dal 28 aprile 2026, in seguito all’estensione della direttiva europea sul caricatore unico, tutti i laptop immessi sul mercato dell’Unione Europea dovranno adottare lo standard USB-C. Questa misura completa il percorso già avviato su smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti elettronici, semplificare l’esperienza d’uso e promuovere l’interoperabilità tra dispositivi. In questo scenario, i caricabatterie non saranno più sempre inclusi nella confezione dei nuovi laptop, rendendo fondamentali soluzioni di ricarica universali, potenti e multi-dispositivo.

Dyson HushJet Mini Cool Fan: mini ventilatore compatto e silenzioso
Dyson lancia HushJet Mini Cool Fan, un ventilatore compatto e silenzioso progettato per offrire un flusso d’aria potente in dimensioni ridotte. Ecco caratteristiche, tecnologia e dettagli del nuovo dispositivo
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Anker risponde a questa evoluzione con due soluzioni di ultima generazione pensate per utenti professionali e consumer evoluti.

Anker Zolo 140W


Il modello Anker Zolo 140W è progettato per offrire una ricarica rapida e sicura su più dispositivi contemporaneamente. Grazie alla tecnologia GaN di ultima generazione, è in grado di fornire fino a 140W di potenza complessiva, permettendo di alimentare fino a quattro dispositivi in parallelo senza compromessi sulle prestazioni. Le due porte USB-C ad alta potenza consentono, per esempio, di ricaricare dispositivi come un MacBook Air da 15” fino al 50% in circa 30 minuti.
Un display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivoUn display a colori ad alta definizione rende il controllo semplice e intuitivo
Il dispositivo integra inoltre il sistema di sicurezza ActiveShield 3.0, che monitora costantemente la temperatura con oltre 6 milioni di controlli al giorno per proteggere i dispositivi collegati. Un display a colori ad alta definizione offre una visualizzazione immediata e dettagliata dello stato di ricarica, della temperatura e dell’utilizzo delle singole porte, rendendo il controllo semplice e intuitivo.

Anker Prime 160W


Anker Prime 160W rappresenta una soluzione compatta e ad alte prestazioni pensata per la massima efficienza in mobilità. Questo caricatore offre fino a 160W totali in un formato estremamente ridotto, paragonabile alle dimensioni della custodia degli AirPods Pro, rendendolo facilmente trasportabile. La singola porta USB-C è in grado di erogare fino a 140W costanti senza cali di potenza, permettendo di ricaricare un MacBook Pro da 16” fino al 50% in circa 25 minuti.
Anker Prime offre fino a 160W totali di potenzaAnker Prime offre fino a 160W totali di potenza
Grazie alla tecnologia PowerIQ 5.0, la potenza viene distribuita in modo intelligente tra più dispositivi, consentendo di alimentare contemporaneamente laptop, smartphone e tablet con un solo caricatore. Il sistema AnkerSense View introduce un livello avanzato di controllo, permettendo di monitorare in tempo reale la potenza erogata tramite display e applicazione mobile con connessione Bluetooth, oltre a personalizzare le modalità di utilizzo..

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Nuovo scenario europeo della ricarica


Con l’adozione del caricatore unico per laptop, il mercato evolve verso soluzioni sempre più efficienti, versatili e sostenibili, in cui la riduzione dei caricabatterie proprietari diventa uno standard industriale. In questo contesto, Anker si posiziona come uno dei player di riferimento nell’evoluzione verso ecosistemi di ricarica universali, offrendo dispositivi ad alte prestazioni progettati per semplificare la vita digitale quotidiana.


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obscured by clouds / pink floyd. 1972


[youtube=youtube.com/watch?v=Te_-nISxLV…]
#music #musica #ObscuredByClouds #PinkFloyd

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5 maggio, roma: “veguastampa fabbrica occupata (1969–1972)”, incontro all’aamod sul libro di berardino nisii


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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]InSalaZa 2026
INCONTRI IN BIBLIOTECA

Martedì 5 maggio – Ore 17:30

Presentazione del libro

Veguastampa fabbrica occupata (1969–1972).

Memorie e testimonianze di Berardino Nisii

(Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2026)

Intervengono:

Berardino Nisii

autore del libro ed ex operaio della Veguastampa

Riccardo Catini

ex operaio della Veguastampa e componente del Comitato di agitazione

Alexander Höbel

storico e ricercatore

Gino Melis

ex operaio della Veguastampa e componente del Comitato di agitazione

Giulia Zitelli Conti

docente di Storia Orale Università Roma Tre

Paola Scarnati

fondatrice dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

introduce e modera Roberta Tucci – antropologa

AAMOD – Sala Zavattini

Via Ostiense 106 – Roma

Ingresso libero

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]Si terrà martedì 5 maggio 2026 alle ore 17:30, presso la Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), la presentazione del volume Veguastampa fabbrica occupata (1969–1972). Memorie e testimonianze di Berardino Nisii (Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2026). L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo “InSalaZa”, promosso dall’AAMOD in collaborazione con la Biblioteca di cinema e storia Ėsfir’ Šub.
Il libro ripercorre, attraverso una ricca e articolata documentazione archivistica, la vicenda dell’occupazione della tipografia Veguastampa di Pomezia, portata avanti dalle maestranze contro la dismissione dello stabilimento e in difesa dei diritti sindacali. Un’esperienza di lotta lunga e significativa, durata tre anni, dal novembre 1969 all’inizio del 1972, che rappresenta una pagina importante della storia del movimento operaio italiano.

Autore del volume è Berardino Nisii, protagonista diretto di quella vicenda: entrato giovanissimo in fabbrica, prese parte all’occupazione e nel corso degli anni ha conservato un ampio patrimonio di materiali – volantini, ritagli di giornale, documenti sindacali, comunicati – con l’intento di preservarne la memoria. Il libro restituisce così non solo la cronaca degli eventi, ma anche il clima umano e politico di quei mesi, segnati da momenti di grande intensità dentro e fuori la fabbrica, e dalla solidarietà diffusa che sostenne la lotta degli operai.

L’opera si inserisce nel filone della storiografia dal basso, dando voce a protagonisti spesso rimasti ai margini delle narrazioni ufficiali. Attraverso uno stile chiaro e attento alle fonti, Nisii intreccia dimensione individuale e collettiva, offrendo uno sguardo partecipe e documentato su un’esperienza capace di illuminare processi storici più ampi.

L’incontro sarà introdotto e moderato dall’antropologa Roberta Tucci e vedrà la partecipazione dell’autore Berardino Nisii, ex operaio della Veguastampa, insieme a Riccardo Catini e Gino Melis, anch’essi ex operai dello stabilimento e compo
nenti del Comitato di agitazione durante gli anni dell’occupazione. Interverranno inoltre Alexander Höbel, storico e ricercatore, Giulia Zitelli Conti, docente di Storia Orale all’Università Roma Tre, e Paola Scarnati, fondatrice dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Nel corso della presentazione saranno proiettati documenti filmici relativi all’occupazione della Veguastampa, conservati presso l’Archivio dell’AAMOD, offrendo una preziosa testimonianza visiva di quella esperienza di lotta e partecipazione collettiva.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO ETS
+39 06 57305447 – eventi

Sito web: aamod.it

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Tutte le tecniche di Bjj / Judo / Sambo?


ho anche creato una sezione chiamata "tecniche" in cui si possono raccogliere e catalogare i video che ci bombardano sui social.
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E’ molto probabile che conosci la super aggiornata lista delle cinture nere di BJJ in italia – Quello che forse ti è scappato è che ho anche creato una sezione chiamata “tecniche” in cui si possono raccogliere e catalogare i video che ci bombardano sui social.

Oltre ad aggiungere il video, puoi selezionare la posizione di partenza, dalla schiena all’essere sotto.
e l’azione che avviene dopo: finalizzazione, sweep, escape etc etc

Fatto questo puoi anche creare delle collezioni, che ho chiamato workflow per mettere le tecniche in sequenza per studiarle

il link è questo: grappling-italia.com/tecniche/

puoi accedere con un click facendo accesso con Gmail.com

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Fedora 44: arriva GNOME 50, nuovo look per KDE e prestazioni migliori nei giochi


Fedora 44 è uscita con GNOME 50, KDE Plasma 6.6, supporto NTSYNC per Wine e Steam e un avviso per chi usa GPU NVIDIA della serie 10xx o precedente.
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In Fedora 44 il fractional scaling smette di essere una funzione sperimentale: GNOME 50 lo promuove a stabile insieme al variable refresh rate, e nell’edizione KDE arriva Plasma 6.6 con il nuovo Plasma Login Manager, di cui questa release è la prima distribuzione ad adottarlo come predefinito.

Desktop: cosa cambia davvero


La versione Workstation include GNOME 50, che completa la transizione a Wayland rimuovendo la sessione X.org dal display manager. Per chi usa schermi ad alta densità o alta frequenza di aggiornamento, la promozione di fractional scaling e variable refresh rate da sperimentali a stabili è il cambiamento più concreto. Miglioramenti anche su accessibilità, gestione del colore e desktop remoto; il file manager Nautilus aggiunge il completamento del percorso senza distinzione maiuscole/minuscole.

L’edizione KDE porta Plasma 6.6 con il passaggio definitivo da SDDM al nuovo Plasma Login Manager. A gestire la configurazione iniziale ci pensa Plasma Setup, un wizard post-installazione che riduce le sovrapposizioni con l’installer Anaconda e rende il primo avvio più lineare. Nell’edizione KDE di Fedora 44, Spectacle, lo strumento per gli screenshot, aggiunge il riconoscimento ottico dei caratteri: si può estrarre testo direttamente da un’immagine, utile per copiare messaggi di errore o didascalie.

Gaming, strumenti e sottocoperta


NTSYNC è abilitato automaticamente per Wine e Steam tramite raccomandazione di pacchetto: il modulo introduce un meccanismo di sincronizzazione tra thread più efficiente, con benefici nelle prestazioni di giochi e applicazioni Windows, senza richiedere intervento manuale.

Tra le altre novità: OpenSSL carica i certificati più rapidamente grazie all’adozione del formato directory-hash per i certificati CA; MariaDB 11.8 diventa la versione predefinita per le nuove installazioni; il gestore di pacchetti Nix è ora disponibile nei repository ufficiali per chi vuole gestire software aggiuntivo nella propria home senza toccare il sistema base. Il kernel è alla versione 6.19. Tra gli aggiornamenti del toolchain: Ruby 4.0, Go 1.26, GCC 16 e LLVM 22.

Attenzione alle schede NVIDIA più vecchie


A partire dalla serie di driver 590, NVIDIA ha tolto il supporto alle schede GeForce delle serie 10xx (Pascal) e precedenti, incluse le 9xx. Chi aggiorna a Fedora 44 con una di queste GPU si ritroverà a usare Nouveau, il driver open source della comunità, che funziona ma non regge il confronto con i driver proprietari in termini di prestazioni. Chi ha invece una GTX 1650 o una scheda RTX non deve preoccuparsi. Per chi è rimasto indietro, la soluzione c’è: i driver legacy sono disponibili tramite RPM Fusion, ma vanno installati a mano.

Chi usa già Fedora 43 può aggiornare con dnf system-upgrade, senza reinstallazione da zero.

SOURCE:// fedoramagazine.org
SOURCE:// itsfoss.com
SOURCE:// ilsoftware.it
SOURCE:// marcosbox.com

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Stremio v5 si aggiorna: tasti multimediali, zoom video e HDR completo su Mac


Stremio v5 e la versione web si aggiornano alla beta.35: arrivano le media key, lo zoom sul video, il badge HDR e un supporto HDR migliorato per i display XDR di Apple.
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Nelle ultime ore Stremio ha rilasciato la v5.0.0-beta.35, aggiornamento che tocca sia il client desktop che la versione web e porta con sé una serie di migliorie al lettore che gli utenti aspettavano.

La novità più comoda per l’uso quotidiano è il supporto ai tasti multimediali della tastiera: play/pausa, brano precedente e successivo funzionano adesso anche dentro Stremio. Aggiunto anche un controllo per lo zoom e la scala del video, utile quando i contenuti non si adattano bene al proprio schermo, oltre a un indicatore visivo per i contenuti HDR. Per i sottotitoli, il menu contestuale si arricchisce con opzioni per scaricare il file, copiare l’ID o il link diretto, e al passaggio del mouse ora compare il nome del sottotitolo selezionato. Corretti anche diversi bug: la pausa con la barra spaziatrice, la priorità dei sottotitoli incorporati e alcune animazioni su browser WebKit.

Su macOS il salto più significativo


La versione macOS (v5.1.21) riceve il supporto HDR completo con passthrough EDR corretto, il che significa gestione della luminosità massima sui display XDR e correzione del colore. MPV è stato aggiornato alla versione stabile 5.0.3 e, in caso di errori all’avvio, l’app mostra finalmente dialoghi di errore nativi invece di sparire in silenzio.

Su Windows (v5.0.21) si correggono l’indicatore di buffering che non compariva e la gestione degli errori MPV durante lo streaming.

SOURCE:// blog.stremio.com

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Un altro atto di pirateria dell’esercito israeliano contro la solidarietà internazionale


Comunicato stampa GD. 30 aprile 2026 mobilitazioni in tutta Italia
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Tra ieri sera e stanotte, al largo di Creta, l’esercito israeliano ha bloccato, danneggiato le navi e sequestrato gli attivisti e le attiviste della Flotilla, diretti verso Gaza con aiuti per riportare l’attenzione sulla situazione determinata dagli attacchi israeliani ora (solo) formalmente cessati, ma in realtà consolidati e ben presenti.

Non ci possiamo far distrarre dalla finta pace imposta dal guerrafondaio Trump, che consolida il dominio illecito di Israele sui palestinesi, a Gaza, come in Cisgiordania. Non ci faremo distrarre da alcuna critica o fandonia sull’iniziativa degli e delle attiviste della Global Sumud Flotilla, che sosteniamo con forza e con orgoglio.

Chiediamo subito il rilascio di tutte le persone fermate in quest’ennesima e illegittima incursione dell’esercito israeliano e chiediamo che le autorità italiane intervengano immediatamente a loro tutela e contestando l’operato delle forze armate del governo di Netanyahu, che stanno allargando la loro sfera d’azione veramente oltre l’immaginabile, intervenendo ben oltre i loro confini (reali o illegalmente pretesi).

Non c’è alcun dubbio sull’illegittimità di questa azione di sequestro di persone operata in acque internazionali, che estende un già illegittimo blocco navale a 600 miglia dalla costa palestinese e viola la libertà di navigazione. Pretendiamo una chiara e immediata presa di posizione da parte delle nostre autorità nazionali e diplomatiche e l’immediata assistenza agli equipaggi lasciati in balia delle imminenti tempeste, su mezzi distrutti.

La pirateria internazionale del governo Netanyahu va fermata subito e definitivamente.

Come Giuristi Democratici partecipiamo oggi alle mobilitazioni che si svolgono in tutte le città italiane e ci mettiamo a disposizione per qualunque intervento possibile e necessario a tutela dei nostri preziosi attivisti sequestrati.

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Comunicato stampa Flotilla – 30 Aprile 2026Download

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iOS chiude la falla che teneva in vita i messaggi Signal cancellati


Apple ha corretto con iOS 26.4.2, iPadOS 26.4.2, iOS 18.7.8 e iPadOS 18.7.8 il bug che poteva conservare notifiche di messaggi Signal anche dopo la loro eliminazione. Secondo 404 Media, l’FBI lo ha sfruttato in almeno due casi documentati.
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Mercoledì 22 aprile Apple ha rilasciato un aggiornamento fuori ciclo per iOS e iPadOS per correggere un bug che poteva conservare notifiche in arrivo da Signal, e potenzialmente da altre app, anche quando erano marcate per la cancellazione. In alcuni casi, quei contenuti potevano restare nel database delle notifiche del sistema operativo anche dopo l’eliminazione dei messaggi o la disinstallazione dell’app.

Come avevamo raccontato, secondo 404 Media l’FBI ha sfruttato questa situazione in almeno due procedimenti giudiziari, recuperando il testo di messaggi che gli utenti ritenevano non più disponibili. Il problema non riguardava la cifratura di Signal, che non risulta compromessa, ma il modo in cui iOS gestiva alcune notifiche push: se il contenuto del messaggio veniva mostrato nell’anteprima, poteva essere salvato dal sistema fuori dal perimetro dell’app.

Il punto è tecnico ma importante. Signal può cancellare un messaggio dalla propria app e proteggerlo con crittografia end-to-end durante la trasmissione, ma non controlla tutto ciò che il sistema operativo decide di fare con una notifica già ricevuta. È lì che si inseriva il bug: il messaggio spariva da Signal, ma una sua copia poteva restare altrove.

Cosa cambia con la patch


Il bug è tracciato come CVE-2026-28950 ed è stato corretto il 22 aprile in iOS 26.4.2, iPadOS 26.4.2, iOS 18.7.8 e iPadOS 18.7.8. Apple ha descritto il problema come un “logging issue”, risolto con una migliore redazione dei dati, spiegando che notifiche marcate per la cancellazione potevano essere conservate in modo inatteso sul dispositivo.

La patch non si limita a impedire che nuove notifiche vengano conservate. Signal ha chiarito che, una volta installato l’aggiornamento, le notifiche già salvate per errore vengono eliminate e quelle future non dovrebbero più essere conservate per le applicazioni cancellate. Anche Apple, secondo quanto riportato da 404 Media, ha indicato che l’aggiornamento elimina retroattivamente le notifiche salvate in modo improprio.

Il fix è disponibile sia per la linea corrente di iOS sia per i dispositivi rimasti su iOS 18. È un dettaglio rilevante, perché estende la correzione anche a installazioni non aggiornate al ramo principale più recente. La pressione pubblica era cresciuta dopo gli articoli di 404 Media e dopo l’intervento della presidente di Signal, Meredith Whittaker, che aveva sottolineato come notifiche relative a messaggi cancellati non dovrebbero restare in alcun database del sistema operativo.

Una questione di confini


La vicenda mette in luce qualcosa che gli sviluppatori attenti alla sicurezza sanno bene, ma che spesso sfugge agli utenti: le app di messaggistica cifrata controllano solo ciò che accade al loro interno. Non appena il contenuto entra nel territorio del sistema operativo: notifiche, backup, clipboard, tastiere, anteprime, segue anche le regole di quel sistema.

La crittografia di Signal era e resta solida; il problema era altrove. Non è stato necessario rompere Signal, se il testo del messaggio era già stato copiato in una notifica conservata da iOS.

Per chi usa i messaggi a scomparsa come parte di una strategia di sicurezza reale, l’indicazione è semplice: aggiornare subito e verificare che gli aggiornamenti automatici siano attivi. In via precauzionale, conviene anche rivedere le impostazioni di Signal: nelle preferenze Notifiche è possibile impostare la visualizzazione su “Solo nome” o “Nessun nome o contenuto”, così da non esporre il testo dei messaggi nelle notifiche di sistema.

SOURCE:// 404media.co
SOURCE:// bleepingcomputer.com
SOURCE:// support.apple.com
SOURCE:// support.apple.com


Apple Fixes Bug That Let FBI Extract Deleted Signal Messages After 404 Media Coverage


Last week Apple fixed an issue that let the FBI forensically extract copies of incoming Signal messages from a defendant’s iPhone, even after the app had been deleted, because copies of those messages were stored in the iPhone’s notification database. The move comes directly in response to 404 Media’s coverage of a case in which the FBI was able to extract a suspect’s deleted Signal messages. Apple’s fix means iPhones should no longer save copies of deleted messages from Signal or other apps, and Apple said the patch also purges already saved and related notifications.

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ForkLift 4.6.1 si adegua a macOS Tahoe: cartelle colorate, preview PDF ripristinata e fix alla memoria


ForkLift 4.6.1 aggiunge il supporto ai colori delle cartelle di macOS Tahoe, ripristina la preview PDF interattiva nel pannello di anteprima e corregge perdite di memoria e altri bug.
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macOS Tahoe ha cambiato il modo in cui il Finder gestisce le cartelle: il colore dell’etichetta applicata si riflette adesso sull’icona, ed è possibile impostare anche immagini personalizzate per distinguerle. Una modifica estetica di un certo peso, che richiedeva un adeguamento anche dai gestori di file alternativi.

ForkLift 4.6.1, rilasciato in queste ore, colma questo divario. Il gestore di file dual-pane di BinaryNights, una delle alternative più complete agli strumenti nativi di Apple su macOS, eredita i colori delle cartelle direttamente dal Finder: assegnare un’etichetta colore in ForkLift aggiorna l’icona di conseguenza, e le icone personalizzate impostate nel Finder vengono visualizzate correttamente. Resta ancora fuori portata la configurazione di icone personalizzate direttamente dall’app, per via di API di sistema non ancora esposte agli sviluppatori terzi.

Preview PDF di nuovo funzionante


Il pannello di anteprima aveva perso alcune funzioni dalla versione 4.3.5: la selezione del testo e il menu contestuale non erano più disponibili nelle anteprime PDF. La 4.6.1 ripristina entrambe.

Memoria e altri fix


Corretti anche diversi memory leak, con un miglioramento generale nell’utilizzo della RAM. Tra i bug risolti figurano l’impossibilità di rimuovere l’ultimo tag su iCloud Drive, la scomparsa dei tag durante il completamento automatico con Tab, e un’anomalia nella vista a lista che faceva saltare la posizione dei file dopo una rinomina o un’eliminazione con il raggruppamento attivo.

L’aggiornamento include anche la possibilità di modificare i preferiti dalla barra laterale tramite menu contestuale, un miglioramento alla barra di stato e un avviso quando iCloud Drive non è in grado di completare un’operazione perché occupato.

ForkLift 4.6.1 è scaricabile dal sito di BinaryNights o come aggiornamento diretto dall’app.

SOURCE:// blog.binarynights.com

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Breve cronistoria dei servizi segreti italiani dal 1949 al 1965


Una volta finita la guerra, in base agli accordi di Teheran <7, l’Italia finisce sotto l’influenza degli Alleati: ciò vale, oltre che per la politica, anche per i servizi di sicurezza. I nostri servizi informativi vivono una fase di standby fino al 30 marzo del 1949 quando (quattro giorni prima della firma del Patto Atlantico) viene creato il Servizio Informazioni Forze Armate (Sifar) e, parallelamente, viene istituito un Servizio Informazioni Operative e Situazione (Sios) per ciascun’arma <8. Tuttavia i nostri servizi non rispondono esclusivamente al governo italiano, né sono fedeli solamente alla Repubblica, ma – e potemmo dire soprattutto – sono rigorosamente legati «agli impegni che l’Italia [ha] appena assunto con la firma del Patto Atlantico» <1. È all’interno di tale situazione di «sovranità limitata» che nasce la tanto discussa Gladio. Nata ufficialmente il 26 luglio 1956 (inserita nell’Ufficio R del Sifar) nell’ambito della Stay-Behind Net ha lo scopo di organizzare una resistenza “dietro le linee”, nel caso di un’invasione sovietica <2.
A dare al Sifar un’indesiderata fama sono gli scandali emersi nel 1967. Da un lato abbiamo una guerra ferocissima tra i generali De Lorenzo e Aloja combattuta a colpi di dossier pubblicati su alcuni quotidiani – da cui nascerà lo scandalo dossier (3 – dall’altro la questione del «Piano Solo» che nasce, secondo Taviani, da «una situazione di declino senile dell’allora capo dello Stato Antonio Segni» <4, ormai stanco stanco del centro-sinistra e convinto di una prossima vittoria elettorale degli «stalinisti» e, temendo che la svolta a destra da lui auspicata potesse provocare dei moti di piazza, pretende da De Lorenzo <5 – che, sostiene D’Amato, fomentava le paure del Presidente dandogli «informazioni fasulle che creava lui stesso» <6 – «l’elaborazione di un piano d’emergenza per il mantenimento dell’ordine pubblico» <7. Nella sua attuazione, il perno del Piano è l’enucleazione di tutti i «possibili leader della sommossa», parlamentari compresi, e il loro “trasferimento” – come dichiarato da De Lorenzo stesso innanzi alla Commissione Lombardi – presso la base di Capo Marraggiu <8 (quartier generale di Gladio). A tutt’oggi la famigerata “Rubrica E”, contente l’elenco degli enucleandi, non è stata resa nota, protetta dal segreto di stato posto sugli allegati alla Relazione Lombardi. <9
In seguito allo scandalo De Lorenzo, per arginare le crescenti proteste dell’opinione pubblica, nel 1965, a pochissimo tempo dal celeberrimo convegno dell’Istituto Pollio <1, viene creato – per decreto del Presidente della Repubblica – il Servizio Informazioni Difesa (Sid). Per la verità rispetto al Sifar non cambia assolutamente nulla, né a livello organizzativo, né a livello legislativo, né nella composizione dell’organico: a istituirlo non è neanche una legge o una riforma, bensì un decreto presidenziale seguito da una circolare interna al Ministero della Difesa che indica il cambiamento del nome e non altro <2. Alla guida guida del “nuovo” servizio segreto viene posto l’ammiraglio (3 Eugenio Henke, rimasto a capo del Sid fino al 1970. È questo uno dei periodi più problematici e misteriosi dei nostri servizi militari: è il periodo in cui viene avviata la «strategia della tensione», in cui si consumano le relazioni pericolose con la destra eversiva <4, con il Bnd (servizio segreto segreto della Germania Federale) di Reinhard Gehlen <5, con il Kyp (servizio segreto della Grecia dei colonnelli) <6. È il periodo delle compromissioni con la strage di piazza Fontana, con il golpe Borghese.

[NOTE]7 E non a quelli di Yalta dove, contrariamente a ciò che si dice normalmente, non fu fatto alcun accenno alla “divisione del mondo”. Detti T., Gozzini G., Storia contemporanea. Il Novecento, Bruno Mondadori, Milano 2002, pp. 218-222. Giannuli A., La guerra dei mondi cit., pp. 22-24, 26-27.
8 Prima facevano capo ai diversi ministeri della Guerra, della Marina e dell’Aviazione; ora, unificati sotto il ministero della Difesa i servizi d’arma fanno capo ai rispettivi Stati Maggiori. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 39. Giannuli A., L’armadio della Repubblica cit., p. 94.
1 Situazione che perdurerà lungo tutta la Guerra Fredda. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 40. Giannuli A., Perizia Salvini cit., p. 65.
2 Su Gladio è stato detto di tutto e, frequentemente, senza una particolare cognizione di causa. Si rimanda in proposito agli atti della Commissione Stragi e in particolare all’audizione del presidente Cossiga del 6 novembre 1997, Giannuli A., Perizia Salvini, pp. 63-69. Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato cit., pp. 18-28. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 51-53, 352-379.
3 Di ciò si è abbondantemente parlato in precedenza.
4 La citazione è la parafrasi fatta dal “politichese” tavianeo da Giovanni Pellegrino in Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato cit., p. 46-47. Il discorso originale è contenuto in Commissione Stragi, vol. II, tomo II resoconto stenografico dell’audizione del senatore Taviani del 1 luglio 1997, p. 393.
5 Non più a capo del Sifar, ma comandante generale dell’arma dei Carabinieri.
6 Purgatori A., Spie del sesso ai tempi di Gronchi, Corriere della Sera, 17 gennaio 1994.
7 Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato, p. 47.
8 «Pensavo se li pigliamo li portiamo ad Alghero, vanno pure a stare bene». Relazione Commissione d’inchiesta Lombardi, vol. V, p. 423, in Commissione Stragi, vol. I, tomo II, p. 117. Commissione Stragi, vol. I, tomo I, p. 109.
9 Commissione Stragi, vol. I, tono I, p. 108 e vol. I, tomo III, p. 19. Come scrive De Lutiis (I servizi segreti in Italia cit., p. 85), la Commissione Lombardi viene istituita «nel tentativo di bloccare l’indagine parlamentare» e composta da «tre anziani generali, abbastanza legati all’establishment militare» per cui «dava ben scarse garanzie», ma nell’affidare la commissione proprio al generale Lombardi «il tentativo di far svolgere un indagine addomesticata era praticamente fallito». Vedi supra.
1 Vedi supra.
2 De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 93-94.
3 D’Amato polemizza fortemente con la scelta del Ministero di nominare direttore di un servizio segreto un ufficiale, per quanto di alto profilo, senza una precorsa esperienza di intelligence: «Henke [è] un ammiraglio, Miceli un bersagliere, Casardi un altro ammiraglio, Maletti della fanteria. Gente che fino al giorno prima aveva comandato un battaglione di carri armati e poi si trovava a guidare un servizio segreto». Per questo motivo l’unico direttore a godere della sua stima è stato De Lorenzo che proveniva dal servizio informativo del Cln romano. Purgatori A., Spie del sesso ai tempi di Gronchi, Corriere della Sera, 17 gennaio 1994. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 519.
4 Vedi il caso Giannettini. Già sotto osservazione da parte dell’Uaarr dal 1961 per la sua affiliazione ad “Avanguardia Nazionale” e per le sue relazioni con l’Oas, viene arruolato nel Sid nel 1966 «per esigenze dello Stato Maggiore» (non si è ancora oggi capito se come infiltrato del Sid in “Ordine Nuovo” o come infiltrato di “Ordine Nuovo” nel Sid). Lo stesso ammiraglio Henke si occuperà personalmente di sedare le troppe domande dei giudici sul suo ruolo di agente, reso pubblico invece da Andreotti in un’intervista a “Il Mondo” nel ’74. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 178-183. Requisitoria Alessandrini, pp. 228-229. Giannuli A., Bombe a inchiostro cit., pp. 112, 290. Il rapporto dell’Uaarr è riprodotto in Giannuli A., L’Ufficio Affari Riservati Vol. I cit., p. 73 e Giannuli A., Perizia Salvini, p. 55-56. La deposizione di Henke è riprodotta in Requisitoria Alessandrini, pp. 178-179. Boatti G., Piazza Fontana cit., p. 104.
5 Passato dalla Gestapo (capo della sezione orientale durante la guerra) alla Cia per poi tornare in Germania al vertice del neonato servizio tedesco nel 1956. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 524. Caretto E., La Cia: «Sì, arruolammo spie della Gestapo», “Corriere della Sera”, 19 marzo 2001.
6 De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 95.
Igor-Andy Caputo, 1969. Un anno esplosivo, Tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Anno Accademico 2011-2012
#1949 #1956 #1965 #Gladio #IgorAndyCaputo #Italia #piano #segreti #servizi #Sid #SIFAR #SIM #SIOS #Solo

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Pulizia domestica: boom di ricerche in Italia (oltre 400mila) per aspirapolvere, lavapavimenti e scope elettriche


La pulizia domestica conquista sempre più italiani: oltre 400mila ricerche online per aspirapolvere, lavapavimenti e scope elettriche confermano il boom della casa smart
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L’interesse degli italiani per gli elettrodomestici dedicati alla pulizia domestica è in forte crescita, spinto dalla diffusione di soluzioni smart, automatizzate e sempre più orientate alla praticità quotidiana. Secondo l’analisi di Trovaprezzi.it, tra aprile 2025 e marzo 2026 le ricerche online hanno raggiunto quota 407.350, segnando un incremento del 13% rispetto all’anno precedente: un dato che conferma il boom della pulizia casa e l’evoluzione delle abitudini di consumo. In questo scenario, accanto agli aspirapolvere tradizionali, emergono con forza i lavapavimenti, che non sostituiscono ma ampliano il mercato, rispondendo a nuove esigenze di velocità, efficienza e automazione nella gestione degli ambienti domestici.

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Samsung amplia la gamma Galaxy A con i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. I due smartphone puntano su funzioni premium, connettività 5G e prezzi accessibili
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L'aspirapolvere regina del mercato


L’aspirapolvere si conferma protagonista nel mercato della pulizia domestica con circa 170.000 ricerche nell’ultimo anno, in crescita di oltre il 59%, segno di un interesse solido per soluzioni dedicate a una pulizia profonda. Accanto a questo trend si rafforza anche la domanda di dispositivi più evoluti e multifunzione: i robot aspirapolvere raggiungono quota 35.000 ricerche, mentre i lavapavimenti superano le 100.000, evidenziando come queste soluzioni stiano ampliando il mercato intercettando nuove esigenze di automazione, rapidità ed efficienza. Le scope elettriche, pur registrando un calo (circa 29.000 ricerche contro le 41.000 precedenti), continuano a rappresentare un’opzione equilibrata tra praticità e versatilità. L’analisi demografica conferma inoltre un ecosistema ben segmentato: i lavapavimenti risultano particolarmente attrattivi tra i 35 e i 44 anni, target orientato a soluzioni smart e automatizzate; l’aspirapolvere mantiene una diffusione trasversale ma con maggiore incidenza tra gli over 65 (circa 10%), mentre le scope elettriche trovano il loro pubblico principale nella fascia 54-64 anni, dove l’interesse raggiunge il 23,5%, a conferma della loro familiarità d’uso e praticità quotidiana.

Chi compra e dove


Dal punto di vista del genere, il mercato resta a prevalenza femminile, con una forte concentrazione soprattutto sui lavapavimenti, che presentano una quota femminile del 70,5%. L’aspirapolvere mostra invece una distribuzione più equilibrata, con una quota femminile pari al 54,8%. A livello geografico, la Lombardia si conferma una delle regioni più attive sia per l’aspirapolvere sia per i lavapavimenti. Per l’aspirapolvere seguono Veneto e Toscana, mentre nel comparto dei lavapavimenti emerge anche la Puglia tra le aree più interessate. Un dato che riflette non solo la diffusione delle tecnologie domestiche, ma anche differenze nei comportamenti di consumo e nelle priorità legate alla gestione della casa.

World Book Day: Rakuten Kobo rilancia la lettura serale
In occasione del World Book Day, Rakuten Kobo punta sulla lettura serale come nuovo rituale quotidiano. Tra ebook, relax e benessere digitale, leggere torna protagonista nelle ore serali
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Tra i modelli più ricercati su Trovaprezzi.it spiccano brand consolidati e soluzioni sempre più evolute, come Dyson con le serie V15 e V10, Vorwerk Folletto VK7S e VK150, oltre a Rowenta e Ariete. Un quadro che conferma il peso della notorietà del marchio e dell’innovazione tecnologica nell’orientare l’interesse degli utenti.

“Quello che osserviamo nei dati è l’evoluzione di un mercato sempre più maturo, che non si ridefinisce per semplice trasferimento da una tipologia di prodotto all’altra, ma attraverso un progressivo ampliamento dell’offerta e dei bisogni” , ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



Samsung Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G ufficiali: funzioni premium a prezzo competitivo


Samsung ha annunciato i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. Si tratta degli ultimi dispositivi della serie Galaxy A che introducono le più recenti innovazioni mobile di Samsung, inclusa una Awesome Intelligence ancora più evoluta. I nuovi Galaxy A57 5G e A37 5G rafforzano le esperienze su cui le persone fanno affidamento ogni giorno, grazie a miglioramenti in termini di prestazioni, fotocamera e display, insieme a funzionalità di resistenza e sicurezza. Con sei generazioni di aggiornamenti del sistema operativo e un supporto di sicurezza a lungo termine, la nuova serie è progettata per durare nel tempo.

E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Awesome Intelligence potenziata


La nuova serie Samsung Galaxy A introduce funzionalità AI pensate per migliorare produttività, comunicazione e creatività. La Trascrizione vocale dell’app Registratore Vocale consente di trascrivere, tradurre registrazioni e convertire messaggi vocali in testo, ideale per riunioni, lezioni e chiamate. Con Selezione AI, attivabile dal Pannello Edge, è possibile estrarre testo, creare contenuti e trascinare immagini in modalità multischermo verso Samsung Notes o Editor Foto per un flusso di lavoro più rapido. Sul fronte fotografico, Awesome Intelligence semplifica l’editing con strumenti evoluti: Gomma Oggetto rimuove elementi indesiderati con risultati più naturali, mentre su Galaxy A57 5G Volto Migliore migliora le foto di gruppo grazie al supporto per più scatti e sequenze continue. Presenti anche Filtri, Suggerimenti di modifica e Ritaglio automatico per velocizzare il montaggio video. Non manca Cerchia e cerca con Google, ora con riconoscimento multi-oggetto per identificare più elementi in un’unica immagine. Completano l’esperienza il nuovo Bixby, che gestisce impostazioni e funzioni tramite linguaggio naturale, e Gemini, capace di eseguire attività complesse tra app Samsung e servizi di terze parti.
Samsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome LilacSamsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome Lilac

Fotocamera


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G puntano su un comparto fotografico evoluto, con hardware aggiornato e ISP migliorato per immagini più luminose, nitide e dettagliate. Entrambi integrano una tripla fotocamera con sensore principale da 50 MP, progettata per offrire scatti di qualità in diverse condizioni di luce senza interventi manuali. Con la modalità Nightography, i due smartphone catturano foto e video più chiari e realistici anche in ambienti poco illuminati. Galaxy A57 5G aggiunge un’elaborazione immagini avanzata che migliora dettagli, riduce il rumore digitale e assicura colori più equilibrati e contrasto superiore, oltre a uno scatto più rapido per immortalare i momenti in movimento con maggiore precisione. Il supporto dell’AI Scene Optimization e del riconoscimento soggetti ottimizza ritratti, tonalità della pelle e separazione tra soggetto e sfondo. Completano il sistema fotografico un obiettivo ultra-grandangolare per panorami e foto di gruppo e una fotocamera macro da 5 MP dedicata ai dettagli ravvicinati.
Samsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome CharcoalSamsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome Charcoal

Prestazioni


Galaxy A57 5G unisce design premium e prestazioni avanzate grazie a CPU, GPU e NPU potenziate, pensate per offrire fluidità nello streaming, nello scrolling e nella creazione di contenuti. Il dispositivo si presenta con un corpo più sottile e leggero, finitura lucida e modulo fotografico a tripla camera dal look moderno e distintivo. Nonostante il design compatto, esso integra una batteria da 5.000 mAh con autonomia fino a due giorni e supporto alla Ricarica Ultra Rapida 2.0, capace di raggiungere circa il 60% in 30 minuti. La camera di vapore ampliata migliora la dissipazione del calore, mantenendo prestazioni stabili durante gaming e registrazioni prolungate. L’esperienza visiva è affidata a un display Super AMOLED+ con cornici ridotte e tecnologia Vision Booster, che assicura immagini brillanti e leggibili anche all’aperto. Galaxy A57 5G e A37 5G offrono inoltre certificazione IP68, garantendo resistenza ad acqua e polvere per un utilizzo quotidiano più sicuro e affidabile.

Supporto e sicurezza


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G rafforzano la strategia Samsung sulla longevità dei dispositivi, garantendo fino a sei generazioni di aggiornamenti Android e One UI e fino a sei anni di patch di sicurezza, per un supporto software esteso nel tempo e una maggiore affidabilità d’uso. Inoltre, con Samsung Care+, è possibile contare su una copertura aggiuntiva pensata per proteggere il dispositivo e mantenerne il valore nel tempo, garantendo maggiore tranquillità nell’utilizzo quotidiano.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G sono disponibili nel nostro Paese; i prezzi per Galaxy A57 5G partono da 549,90 euro e per Galaxy A37 5G partono da 449,90 euro. Galaxy A57 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Navy, Awesome Gray, Awesome Icyblue e Awesome Lilac, mentre A37 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Lavender, Awesome Charcoal, Awesome Graygreen e Awesome White.


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oggi, 30 aprile, a roma: conferenza stampa di presentazione della iv edizione di “unarchive found footage fest” (aamod)

AAMOD


UNARCHIVE FOUND FOOTAGE FEST
ARCHIVIO BENE COMUNE
IV edizione, 26 – 31 maggio 2026, Roma

Conferenza stampa di presentazione
OGGI, giovedì 30 aprile 2026 ore 15.00

welcome coffee

Real Academia de España en Roma – Sala Conferenze
Piazza San Pietro in Montorio, 3 Roma
R.S.V.P. eventi@aamod.it

Torna, dal 26 al 31 maggio 2026, UnArchive Found Footage Fest, per una quarta edizione densa di immagini, riflessioni e nuove prospettive, tutta in varie location di Trastevere, nel cuore di Roma. Tutte le informazioni qui: aamod.it/unarchive-found-foota…
#AAMOD #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #conferenzaStampa #doc #documentari #documentazione #film #PiazzaSanPietroInMontorio #RealAcademiaDeEspañaEnRoma #UnArchiveFoundFootageFest #video

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Un buon motivo per utilizzare Ghost!
ghost.org/changelog/digital-pu…
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9 maggio, roma: “identikit” = lamberto pignotti e hogre @ bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…

evento fb:
facebook.com/events/1307674164…

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage

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Kdenlive 26.04: navigazione più fluida nella timeline e anteprime animate per le transizioni


Disponibile Kdenlive 26.04.0: cursore di riproduzione bloccabile, scorrimento continuo della timeline, anteprime animate per le transizioni e diversi fix attesi da tempo
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La prima importante release di Kdenlive nel 2026 arriva con un’agenda chiara: rendere il montaggio più comodo, senza stravolgere nulla. La 26.04.0 non introduce funzionalità spettacolari, ma chi lavora regolarmente con questo editor video open source troverà miglioramenti concreti in quasi ogni area.

Timeline


Tre novità riguardano direttamente la navigazione. Tenendo premuto il tasto centrale del mouse si può scorrere in modo continuo, anche oltre i bordi dello schermo. Il cursore di riproduzione può essere bloccato al centro durante la riproduzione o la navigazione manuale, così il video scorre sotto di esso invece del contrario. Nella barra di stato c’è anche un nuovo pulsante per scegliere se lo zoom deve seguire il cursore del mouse o quello di riproduzione.

Arriva anche la modifica della velocità su più clip contemporaneamente, con Ctrl+trascina direttamente nella timeline oppure tramite lo strumento dedicato.

Transizioni ed effetti


Le transizioni mostrano ora anteprime animate nell’elenco, rendendo molto più immediato scegliere quella giusta senza doverla applicare per vederla. Una transizione trascinata su una clip si adatta automaticamente alla sua durata. Tra le novità figurano la transizione Euclid Eraser e un nuovo effetto mappa di calore (heatmap0r). I campi numerici degli effetti supportano ora espressioni matematiche, utile per chi lavora con valori precisi.

Altre novità


La modalità a schermo intero include ora il mirroring del monitor, comodo con più display o in sala montaggio. I clip possono essere importati e aggiunti alla timeline direttamente dal menu contestuale, con rilevamento automatico della durata. Il rendering può finire direttamente nel contenitore del progetto. Su Windows arriva il supporto al profilo di codifica AMF.

Fix degni di nota: risolti problemi con l’acquisizione audio da hardware esterno, corretti bug nell’editing dei sottotitoli, migliorata l’installazione dei plugin Whisper e SeamlessM4T.

Kdenlive 26.04.0 è disponibile tramite i repository delle principali distribuzioni Linux, come AppImage dal sito ufficiale e su Flathub.

SOURCE:// kdenlive.org
SOURCE:// 9to5linux.com

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da oggi, 30 aprile: “voci / voices” – xiii edizione di “giovane fotografia italiana” / premio luigi ghirri


Da oggi, 30 aprile, e fino al 14 giugno 2026, il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospita Voci / Voices, mostra collettiva della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, parte di Fotografia Europea. L’iniziativa, promossa dal Comune e curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, seleziona sette giovani fotografi under 35 tra oltre 300 candidati, offrendo uno sguardo sulla fotografia emergente italiana.

La mostra esplora il tema delle “voci” come strumento per dare forma a ciò che è invisibile o inascoltato, attraverso progetti che affrontano temi contemporanei come ambiente, migrazioni, memoria e identità. Le opere propongono una narrazione polifonica che unisce dimensioni personali e collettive.

Oltre al Premio Luigi Ghirri sono previste altre opportunità internazionali, tra cui residenze e partecipazioni a festival. Il 3 maggio si terranno visita guidata e cerimonia di premiazione.

Info: gfi.comune.re.it/2026-voci-voi…
#DanieleDeLuigi #fotografia #GiovaneFotografiaItaliana #IlariaCampioli #PalazzoDeiMuseiDiReggioEmilia #PremioLuigiGhirri #VociVoices

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8. Faial (seconda parte): l’Oceano spaventoso e le balene


L'incontro con le balene che mi ha cambiato nel profondo. https://www.spreaker.com/show/6745559/episodes/feed Ilha do Faial, Horta, Azzorre, Portogallo A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l'oceano è grigio. Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. L'animo, in un certo senso, non si riprenderà mai. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa […]
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L’incontro con le balene che mi ha cambiato nel profondo.
spreaker.com/show/6745559/epis…


A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l’oceano è grigio. Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. L’animo, in un certo senso, non si riprenderà mai. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa capire di cosa parlo.

Ero quasi alla fine del viaggio a Faial e l’isola mi aveva già rapito il cuore, anche se non sembrava un posto ideale in cui vivere per le mie esigenze. Horta però poteva essere il fattore che avrebbe cambiato tutto.

Horta è la città capoluogo di Faial e nelle isole del gruppo centrale delle Azzorre ha una certa importanza; non perché sia grande, ma perché è la più grande dopo Angra do Heroismo, che però è sull’isola di Terseira.

Da diverse guide Horta viene descritta come una città cosmopolita e dall’animo vivace. Era ora di vedere se le informazioni che avevo trovato sulla città fossero vere.

[Registrazione dal vivo]

[Horta è una ] piccolissima città in cui però non manca niente, comprese le biciclette, ad esempio. No, però, a parte le battute, non manca veramente niente. C’è la farmacia, ci sono tutti i beni di qualsiasi necessità, anche elettronici…c’è davvero di tutto. L’atmosfera della città è davvero abbastanza cosmopolita. Questo perché deriva dalla storia della città che a sua volta deriva da dove si trova la città nell’oceano.

Se guardate il punto dove si trova, vedrete che è proprio nel mezzo dell’oceano. Da qui alle coste americane parliamo solamente di 3800 km e qui, nei secoli 17º e 18°, venivano i balenieri americani, per cui venivano qui proprio per fare provviste, perché queste erano le rotte, appunto, che battevano in caccia di balene e mentre facevano provviste reclutavano anche uomini. Questo ha creato un certo tipo di scambi e nei secoli le persone venivano qui anche proprio per diciamo arruolarsi in queste navi, ecco, per prendere parte a queste spedizioni della caccia della balena.

[Fine registrazione dal vivo]

Il clima è uno degli elementi più importanti nella mia ricerca di una nuova casa. Gli sbalzi di umidità e temperatura sono proprio quelli che vorrei evitare. Qui a Faial ce ne sono in abbondanza, ma stranamente non mi sento così male come starei in Emilia.

Forse sono l’aria pulita e il vento a migliorare le cose.

Dovrò rifletterci su e vedere cosa succede nei prossimi giorni. Le nuvole si muovono in maniera velocissima, quindi il tempo cambia repentinamente. Questa mattina ero sulla caldera al centro dell’isola di Faial. E parliamo di un migliaio di metri di altitudine e c’erano 9°, quindi decisamente freddo, quantomeno per il tipo di abbigliamento che avevo portato io, che non era proprio perfetto per quella temperatura, ed ero un po’ preoccupato. Adesso qui a Horta, ore 15:30, siamo sopra i 20°, quindi molto ventilato, ma siamo sopra i 20°, quindi davvero venite attrezzati un po’ per tutti i climi pure qui, a meno che non sia proprio luglio e agosto. In quel caso pensate all’estate italiana.

A Horta si vedono immagini di balene ovunque, dai negozi alle statue, ai murales in giro per la città. Hanno smesso di cacciarle nell’85, ma i più anziani se lo ricordano ancora bene. Non vedono la caccia alla balena come qualcosa di brutto.

Sono le stesse persone che fino all’85 restavano appostate nelle guardiole sulle colline, avvistando gli sbuffi dei cetacei con il binocolo. Poi usavano un sistema ingegnoso per capire a che distanza dalla costa si trovasse l’animale e in che direzione. Così potevano comunicarlo via radio alle baleniere che aspettavano di sapere dove andare per aumentare le probabilità di caccia. Per queste persone la caccia alla balena era semplicemente un lavoro, una cosa normale. Qua là per la città ci sono ancora delle targhe di bronzo che ricordano le imprese di persone morte o ferite durante le spedizioni in mare che potevano durare anche settimane.

Alcuni dei vecchi avvistatori di balene ora sfruttano le vecchie guardiole di cemento sulle colline per poi far sapere alle barche dei turisti dove siano i cetacei. Tutto questo mi disturba un po’, ma io non sono azzorriano. Non posso sapere cosa voglia dire vivere qui, magari con l’angoscia del tirare avanti, del dovere trovare un lavoro che non esiste, che non c’è.

Nel paese vicino a Horta, Porto Pim, c’è una delle spiagge più belle dell’arcipelago, di sabbia chiara, con il mare calmo e color smeraldo.

A ridosso della spiaggia si vede chiaramente un edificio particolare con una ciminiera. È un museo che si chiama Fabbrica della balena, Fabrica da Baleia, in portoghese.

Effettivamente è questo che era fino all’85, un posto in cui si fabbricavano prodotti a base di balena. Ne esco disgustato. I filmati che vengono proiettati sono molto crudi. In quelle immagini non riesco a cogliere un giudizio e sento che mi manca. Vorrei vederlo, ma non lo trovo. Semplicemente quei filmati mostrano le cose com’erano insieme a tutti gli oggetti che si trovano nel museo. Ganci per le carni, altoforni, antiche scatole di prodotti in cui si legge chiaramente la parola “balena” e altre cose di questo tipo.

Quando la nave arrivava con la carcassa la fabbrica era tutta un fermento, fino a quando non ne uscivano scatole o bottiglie di prodotti vari. Il grasso di balena diventava un lubrificante, la carne una prelibatezza e le ossa, trattate in un certo modo facevano la funzione di quella che oggi è la plastica. Si potevano modellare in tante forme diverse e restavano comunque flessibili.

Non voglio giudicare queste attività che appartengono a un’epoca che non c’è più. Allora, molte famiglie sopravvivevano grazie a questo. Resta il fatto però che

oggi si sta male visitando questo museo e mi dico che nella mia casa ideale tutto questo non dovrebbe esserci.


Esco da quel museo con piacere, ma ora vedo la spiaggia con occhi diversi.

Ho appena visto le immagini di quando l’acqua non era così bella, ma si tingeva di rosso. Ho visto come le balene venivano buttate sulla sabbia e fatte a pezzi per essere portate più facilmente dentro la fabbrica.

Devo assolutamente scacciare dalla mente le immagini dei capodogli massacrati. Credo che il modo migliore per farlo sia quello di ricordarmeli da vivi e allora prenoto un’uscita in mare per l’avvistamento dei cetacei, il famoso whale watching. Mi aggrego ad un piccolo gruppo contrattando orari e prezzo direttamente sul molo del porto di Horta dove c’è chi organizza queste uscite in mare.

Partiamo con un gommone da sei posti così veloce che l’aria è tantissima, fredda e frastornante. Non immaginavo una cosa del genere, ma ormai sono qui avvolto negli impermeabili in dotazione e in compagnia di sconosciuti.

A due di loro, tra l’altro, sto affidando la mia vita.

Mi hanno addirittura fatto firmare una liberatoria nella quale ho accettato il fatto che il mare è un luogo ostile e nessuno si assume la responsabilità di quello che potrebbe accaderti.


Ci fermiamo in un punto vicino all’isola per vedere alcuni delfini curiosi. Quando la barca si ferma sono loro che si avvicinano spontaneamente. Vogliono davvero vedere chi siamo. Mi osservano di sbieco mentre ci girano attorno con le loro acrobazie. In questo momento le parti sono ribaltate. L’attrazione turistica sono io e ne sono felice.

Per le balene è diverso, non è detto che le vedremo. Restiamo in mare per 3 ore, spostandoci continuamente per osservare la zona e poi ripartire. Tra sonar calati in acqua e passaparola tra le imbarcazioni,

finalmente troviamo le balene. La prima cosa che si avverte è il loro respiro, il più forte che io abbia mai sentito, anche più forte di quello degli elefanti. Bisogna abituarsi un po’ prima di riuscire a vedere la loro pinna dorsale scura negli avvallamenti fra un’onda e l’altra. Vedere le balene è un’emozione unica e un privilegio.

L’atmosfera è quella di un’esperienza mistica. Tutti restiamo in silenzio, concentrati.

Si sentono solo tre suoni: acqua, macchine fotografiche e balene.


Pochi secondi e i capodogli alzano le loro enormi code in un gesto elegante mentre si immergono per cacciare. Ora sì che le vediamo bene. Ripartiamo per cercarne altre.

A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l’oceano è grigio e anche se è calmo, quelle poche onde bastano farci dondolare in tutte le direzioni. La barca, oltretutto, ruota su se stessa quando è ferma. Non possiamo accendere il motore per non spaventare le balene e quindi la barca è ancora più instabile.

Ci siamo allontanati molto da Faiale infatti vedo che l’isola è molto piccola sulla linea dell’orizzonte ed è l’unica cosa che si vede a parte l’acqua. Per il resto nulla di nulla. Davvero non avevo idea che ci saremmo allontanati così tanto.

Questa distesa d’acqua è così vuota e così sconfinata che il malessere diventa anche psicologico. Una cosa è sapere che l’oceano è grande, altra cosa è sperimentarlo.

Quando torniamo sulla terraferma ho un colore bianco pallido e mi serviranno diverse ore per riprendermi. L’animo, in un certo senso, non si riprenderà mai.

Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa capire di cosa parlo.

Dopo l’esperienza di avere visto l’oceano aperto con i miei occhi, il pensiero va proprio a chi è stato costretto o costretta a vivere questa esperienza in condizioni peggiori rispetto a me. Sto parlando di tutti i migranti che arrivano a El Hierro o a Lampedusa, ammesso che riescano ad arrivare. Quelle persone ancor prima di arrivare in Italia nessuno le vuole. Si vorrebbe che morissero in mare, che poi è quello che succede spesso.


Eppure è una cosa così naturale migrare, non lo dico perché lo sto facendo io stesso, ma perché la natura non conosce i confini degli uomini, non li conoscono le balene, non li conoscono tutte le altre specie che si spostano nell’Atlantico.

E allora perché per gli esseri umani deve essere tutto così complicato?

E perché nel nostro paese non vogliamo capire che le migrazioni si inseriscono in questi ritmi naturali, che la vita stessa ci richiede? Siamo stati convinti che queste poche persone siano la fonte di tutti i nostri problemi. Ecco perché. Ma se guardiamo i numeri delle migrazioni capiamo facilmente che la realtà non è quella che ci viene descritta.

Provo una sensazione strana, quasi di vergogna per questa migrazione che io sto organizzando con calma, con divertimento e con la gioia di esplorare nuovi posti, mentre per altri è un obbligo e spesso un’urgenza.

Migrare può significare sopravvivere, non farlo significa soccombere.

Il mio è un privilegio, ecco che cos’è. E non c’è ragione perché io lo meriti e altri no.

Spero di trovare un posto dove stare bene, ma soprattutto con una mentalità diversa. Non vorrei mai trovare l’accoglienza che in Italia riserviamo a chi cerca una vita migliore.

Qui a Horta nel corso dei secoli, si è generata una tradizione davvero singolare, ossia i naviganti che passavano di qui, prima uno e poi sempre di più, hanno iniziato a lasciare un disegno che ricordava, diciamo così, il loro passaggio e in alcuni casi le loro imprese. E poi questa cosa si è diffusa tantissimo, tant’è che oggi i disegni sono migliaia, alcuni sono anche molto belli.

Vorrei lasciare qualcosa anch’io, ma non sono un marinaio.

Il mio disegno sarà un podcast. Spero che un giorno potrò tornare a Horta, come fanno i naviganti, per registrare una nuova puntata, per ricoprire il vecchio disegno con qualcosa di nuovo.

Gli equipaggi delle barche che arrivano in porto si fermano al bar Peter che è vicino alla zona dove attraccano. Non importa se l’oceano sia agitato oppure no, li trovi tutti lì. Mentre parlano tra loro senti diverse lingue.

C’è chi cerca un equipaggio e chi si offre come mozzo. Chi non riesce a trovare subito un accordo lascia comunque la sua traccia. Sulle pareti del caffè Peter ci sono post-it e messaggi in ogni forma e colore.

Qualcuno chiede un passaggio per Madeira o per Capoverde o per tornare in Europa. Altri, più semplicemente, vogliono solo lasciare Faial, dove sono stati diversi mesi, magari per tornare in Canada o negli Stati Uniti. Altri ancora offrono un passaggio per il Sudafrica a chiunque sappia cucinare e pulire.

Mi sono chiesto più volte se anch’io potrei vivere così, cambiando la mia casa di continuo, pensandoci bene, però credo di no.

Sto invecchiando e mi piace costruire legami, pochi forse, ma buoni.

E poi con le mie patologie ci si sente più fragili, si ha bisogno di aiuto. Vivendo così, con il clima che cambia continuamente non starei mai bene. È arrivato il momento di salutare Faial e anch’io me ne vado per mare.

Sono diretto a Sao Jorge, la strana isola alta e lunga che ho visto da lontano in tutti questi giorni.

Faial mi ha incantato come soltanto le isole Azzorre sanno fare. Mi è piaciuta così tanto che credo di ritornarci prima o poi, ma non è il posto che sto cercando. È ancora più piccola di El Hierro e comunque è troppo umida per poterci vivere bene. E poi ci sono grandi vulcani e i terremoti potrebbero essere frequenti. Spero che a Sao Jorge andrà meglio.

Viaggio tra le isole d’Europa per trovare un posto dove il cuore vuole stare e il corpo non fa male. So che esiste, devo solo trovarlo. Se anche tu ami viaggiare o sogni di cambiare vita, seguimi in questo lungo viaggio verso casa.

#azzorre
#isoleazzorre
#faial
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resistenza e contrattacco: “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi, da maggio il libreria per le edizioni milieu


● Nelle librerie: Aggrappàti al cielo, di Sergio Bianchi.
● Pagg. 208, e. 18. Nelle librerie fisiche e online e presso l’editore (www.milieuedizioni.it) dal 2 maggio.

Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese.
Un linguaggio materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale.

«Infulardati e incappucciati liberi da bandiere e striscioni che consideriamo ormai come inutili intralci ondeggiamo cupi verso gli obiettivi disseminati sul nostro percorso. A tratti usciamo a gruppi dal corteo e attacchiamo. Incendi saccheggi devastazioni sparatorie disarmi di guardie giurate. Ne fanno le spese sedi di partito e di associazioni industriali caserme dei carabinieri e commissariati di polizia prefetture e redazioni di giornali. Dobbiamo metterli sotto una pressione sociale politica culturale quotidiana. Dobbiamo esercitare potere sulle loro vite mettendoli in condizione di non nuocere nei quartieri nei reparti delle fabbriche nelle scuole nelle università. Quelli che per mestiere e per natura intimoriscono il prossimo intimoriscono chi sta sotto intimoriscono chi lavora quelli abituati a incutere paura devono provare sempre di più a avere paura per se stessi per le loro abitudini per i loro lussi per i loro usi e costumi. E non siamo come dicono giornalisti e grigi funzionari del Pci arroganti e violenti perché espressione di una seconda società fatta di marginalità irrazionalismo e disperazione. Noi siamo arroganti e violenti perché siamo più intelligenti e colti. Noi siamo il contropotere. Noi siamo la rivoluzione che viene. Noi siamo l’assalto al cielo. Noi siamo gli autonomi».

Sergio Bianchi ha fondato e poi codiretto per 25 anni il progetto editoriale DeriveApprodi. Ha curato i saggi: L’Orda d’oro, a firma Nanni Balestrini e Primo Moroni (Feltrinelli); La sinistra populista (Castelvecchi); (con Lanfranco Caminiti) Settantasette. La rivoluzione che viene e Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie, volumi I-II-III (DeriveApprodi); (con Raffaella Perna) Le polaroid di Moro (DeriveApprodi); nanni balestrini – millepiani (DeriveApprodi); Storia di una foto. La costruzione dell’immagine icona degli «anni di piombo» e Figli di nessuno. Storia di un movimento autonomo (Milieu). È inoltre autore del romanzo: La gamba del Felice (Sellerio). Ha progettato e realizzato le riviste online «Machina» (2020) e «ahida» (2025). Attualmente è curatore della collana «settanta» per Milieu.
#anniSettanta #Autonomia #Milieu #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu

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purtroppo non è più possibile regalare una pecora allo specchio mondadori

nonostante io abbia ripostato oggi questo accorato invito a REGALARE UNA PECORA ALLO SPECCHIO MONDADORI ed eventualmente alla Bianca Einaudi, mi accorgo adesso che la cosa non è più possibile.
mi scuso con quanti abbiano già accantonato dei risparmi per il meritato dono alla meritevole collana di poesia.

slowforward.wordpress.com/wp-c…slowforward.wordpress.com/wp-c…#BiancaEinaudi #collanaDiPoesia #meritatoDono #Pecora #regalarePecore #regalareUnaPecora #regalareUnaPecoraAlloSpecchioMondadori #SpecchioMondadori

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Quanto ci è voluto per bucare Forgejo? Una serata


Il ricercatore jvoisin sostiene di aver trovato vulnerabilità critiche in Forgejo in una sola serata, catena di RCE inclusa. Anziché seguire la disclosure classica, ha scelto un approccio insolito: la “carrot disclosure”.
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È bastata una serata di lavoro a Julien Voisin, noto come jvoisin, per pubblicare un quadro poco rassicurante sulla sicurezza di Forgejo. Nel post uscito il 28 aprile, il ricercatore afferma di aver individuato diverse vulnerabilità e di averne concatenate alcune fino a ottenere un’esecuzione di codice remoto.

La motivazione dell’analisi è stata pratica: Fedora ha avviato la transizione da Pagure a Fedora Forge, una nuova piattaforma basata su Forgejo. Il passaggio non è ancora concluso: il cutover finale è previsto per Flock 2026 e la dismissione delle restanti istanze Pagure è indicata nella roadmap verso Fedora 46. È comunque abbastanza per aver spinto Voisin a guardare più da vicino la postura di sicurezza del progetto.

Quello che dice di aver trovato non è confortante. La lista parte dalle SSRF, vulnerabilità che permettono a un attaccante di far eseguire richieste al server verso destinazioni scelte da lui, incluse potenzialmente risorse interne non esposte su Internet. A queste si aggiungono debolezze lato browser, come l’assenza di Content Security Policy e Trusted Types, difese pensate per limitare l’impatto di eventuali XSS.

Il ricercatore segnala anche un templating JavaScript fragile, pratiche crittografiche che giudica discutibili e problemi nei meccanismi di autenticazione: OAuth2, OTP, sessioni, gestione degli accessi e recupero dopo compromissione. In altre parole, non solo bug isolati, ma difetti in aree che dovrebbero proteggere identità, permessi e persistenza degli account.

Completano il quadro vari vettori di denial of service, perdite di informazioni e race condition di tipo TOCTOU: bug in cui il software controlla una condizione in un momento, ma usa quella risorsa più tardi, quando lo stato può essere cambiato. Su una piattaforma che gestisce codice, utenti, repository e autorizzazioni, è esattamente il genere di superficie che può trasformare una falla locale in una catena d’attacco più ampia.

Secondo Voisin, combinando alcune di queste vulnerabilità è possibile arrivare a un RCE completo, a leak di segreti, ad accesso persistente agli account e a privilege escalation via OAuth2. Un dettaglio importante per contestualizzare: la catena RCE descritta non viene presentata come sfruttabile su qualunque installazione Forgejo. Il ricercatore scrive che richiede registrazione aperta e almeno un’opzione di configurazione impostata a un valore non predefinito; aggiunge però di aver trovato entrambe le condizioni attive su alcune istanze pubbliche reali.

La carrot disclosure


Anziché optare per una disclosure coordinata, segnalazione privata al vendor, tempo per correggere e pubblicazione successiva, o per una full disclosure immediata, Voisin ha scelto un approccio che aveva già teorizzato nel 2024: la carrot disclosure.

L’idea è semplice e volutamente scomoda: pubblicare solo l’output, eventualmente redatto, di un exploit per una vulnerabilità critica, senza pubblicare il codice dell’exploit. In questo modo si dimostra che la vulnerabilità è sfruttabile, ma non si consegna subito una ricetta pronta all’uso.

Il vendor si trova così davanti a una scelta: fare un audit più ampio del software, nella speranza di correggere anche la catena mostrata, oppure convivere con il rischio reputazionale di un software indicato pubblicamente come vulnerabile. Nel post su Forgejo, Voisin pubblica anche l’hash SHA256 dello script usato per la dimostrazione, così da poter provare in futuro che l’exploit esisteva già al momento della disclosure.

La parte più delicata è proprio questa: il post non contiene i dettagli tecnici necessari per riprodurre la catena, ma mostra l’output dell’esecuzione di codice e una struttura di file che suggerisce l’esistenza di più exploit o script di supporto. Rimanda inoltre ad alcune pull request già aperte, ma sostiene che il problema non sia un singolo bug da correggere: a suo giudizio, la questione sarebbe più sistemica.

Per chi gestisce un’istanza


La catena RCE descritta da Voisin non va letta come automaticamente sfruttabile su ogni istanza Forgejo. I prerequisiti indicati nel post sono registrazione aperta e una configurazione non predefinita. Va però notato che, nella documentazione Forgejo, DISABLE_REGISTRATION è impostato di default a false: in altre parole, la registrazione aperta è il comportamento predefinito documentato, salvo diversa configurazione dell’amministratore.

L’output pubblicato cita un “server-side hook”. Questo rende sensato controllare con attenzione anche le impostazioni relative ai Git hook lato server: Forgejo documenta DISABLE_GIT_HOOKS: true come valore predefinito e avverte che abilitarli può permettere esecuzione arbitraria di codice sul sistema host. Il post di Voisin, però, non identifica esplicitamente quell’opzione come il prerequisito non-default della catena; quindi è meglio trattarla come un’area da verificare, non come una diagnosi certa.

In attesa di chiarimenti o aggiornamenti dal progetto, chi amministra un’istanza Forgejo dovrebbe quindi rivedere la configurazione, valutare se la registrazione pubblica sia davvero necessaria e controllare con particolare attenzione le funzionalità che possono introdurre esecuzione di codice lato server o superfici di attacco non indispensabili.

SOURCE:// dustri.org
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SOURCE:// forgejo.org
SOURCE:// communityblog.fedoraproject.org

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L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi


In effetti lo scontro frontale, tra mondo del lavoro, Stato e impresa, che si inaugura nel 1949, e che troverà poi una sua drammatica e ufficiale descrizione nell’inchiesta parlamentare sulle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche del 1955, mette in risalto numeri impressionanti: “tra il gennaio del 1948 e il settembre del 1954 vi sono in Italia 75 operai uccisi, 5104 feriti, 148.269 arresti e 61.243 condannati in relazione ad azioni di protesta sindacale” <469. Altrettanto allarmante è la conta dei caduti e degli arresti nelle azioni di lotta condotte nelle campagne, tanto al Sud che nel Centro-Nord, “oltre 80 braccianti assassinati mentre lottavano per il lavoro, e oltre 10.000 anni di carcere per la gente delle campagne” <470. Mentre al secondo congresso della CGIL a Genova, nell’ottobre del 1949, si lanciava il Piano del lavoro, in 65 giorni venivano brutalmente colpite le lotte per l’occupazione delle terre con gli eccidi a Melissa, Torremaggiore e Montescaglioso: in questo modo il governo sembrava dire “no alla proposta del Piano e alla richiesta di «distensione» che Di Vittorio aveva avanzato” <471. Il 9 gennaio del 1950, mentre la CGIL organizzava la Conferenza economica nazionale, prevista ufficialmente per gennaio e tenutasi a fine febbraio, la polizia sparò sugli operai a Modena uccidendone sei <472. Di Vittorio, dalle pagine del “Lavoro”, disse: “L’eccidio di Modena pesa; e continuerà a pesare per lungo tempo sulla vita italiana. Se De Gasperi e Scelba credono che si tratti d’un semplice «incidente», d’un fatto di cronaca che sarà presto dimenticato, si ingannano. A Modena, il 9 gennaio dell’Anno Santo 1950, le forze di polizia, agli ordini d’un governo cattolico e d’un Ministro degli Interni cattolico, hanno massacrato sei lavoratori, sei creature umane. Il raccapriccio, per questo orrendo massacro, diviene più acuto ed implacabile, quando si pensa che non si tratta d’un fatto isolato, accidentale. L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi, sempre di lavoratori, compiuti dalle stesse forze di polizia, agli ordini dello stesso Ministro degli Interni: Melissa, Torremaggiore, Montescaglioso. Il numero dei lavoratori uccisi, in soli due mesi, è salito a quattordici! È un primato, un ben triste primato – come ha osservato con alto senso umano e storico Luigi Salvatorelli ne «La Stampa» – perché ha superato tutti i precedenti della storia d’Italia e di altri paesi, se si eccettuano quelli fascisti o coloniali! Non un «incidente», quindi, ma un sistema, un metodo, una politica, che sono impersonati dal Ministro Scelba, pur essendone responsabile l’intero governo” <473.
Si configurava un vero e proprio attacco al mondo del lavoro finalizzato al ripristino dell’assolutismo padronale, che il protagonismo dei lavoratori nella lotta di Liberazione aveva messo in discussione, che fu sorretto da un’azione repressiva che assumeva “il carattere di una vera e propria rivincita” <474. L’azione sistematica del governo De Gasperi, richiamata da Di Vittorio, aveva le sue ragioni, non solo nella riorganizzazione dell’assetto produttivo e nella restaurazione dell’assolutismo padronale, ma anche nella necessità di rispondere alle esigenze di adesione al blocco internazionale di appartenenza e alla metamorfosi che, nel 1950, la politica americana di aiuti economici stava subendo. Il passaggio dal concetto di produttività, previsto dal Piano Marshall, a quello di rafforzamento dell’integrazione strategica del blocco occidentale, dovuto al precipitare della guerra fredda e allo scoppio della guerra “calda” in Corea, determinò un innalzamento dello scontro sociale che si concretizzò in un’accentuazione della violenza repressiva dello Stato: alle schedature, agli arresti, alle uccisioni, di lavoratori e militanti della CGIL e del PCI, si affiancò il ricatto economico a quelle aziende che non avessero avallato la politica discriminatoria anticomunista, nei termini della minaccia di esclusione dalle commesse internazionali legate alla produzione bellica <475.
Le lotte del Piano del lavoro si articolavano, su tutto il territorio nazionale, in questo contesto stretto tra le “esigenze” derivanti dalla guerra fredda e la concreta e specifica attività repressiva che si realizzava nelle singole realtà lavorative. In questo senso anche specifiche lotte, molto caratterizzate, dal punto di vista degli obiettivi, da limitati contesti territoriali o lavorativi, e che spesso venivano criticate anche dal PCI per un eccessivo “economicismo”, cioè per una loro presunta debolezza politica, finivano, invece, per avere un forte valore di difesa della democrazia <476.

[NOTE]469 S. MISIANI, Dalla teoria della stagnazione al Piano per lo sviluppo, cit., nota n. 7, p. 289.
470 G. FABIANI, Il Piano del lavoro e le lotte per la riforma, cit., p. 112.
471 P. SANTI, Il Piano del lavoro nella politica della CGIL: 1949-1952, cit., p. 17.
472 “E poi ci furono i provvedimenti del governo De Gasperi – Scelba contro i comizi in fabbrica e contro le occupazioni degli stabilimenti, e ancora i due scioperi generali indetti dalla Cgil”, L. MUSELLA, I sindacati nel sistema politico, cit., p. 884.
473 G. DI VITTORIO, Modena e la crisi, in «Lavoro», anno III, n. 3, 15-21 gennaio 1950, ASCGIL nazionale.
474 L. VERSACE, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., p. 205.
475 “Dai concetti della produttività si passò velocemente a quelli condizionati dal conflitto in Corea e dal necessario rafforzamento dell’integrazione strategica in Europa. Non ne furono travolti i principi ma ad esso furono orientate le forniture, in maggioranza di tipo militare e dirette ad aziende privilegiate nelle quali la rappresentanza sindacale fosse anticomunista. […] Tra il 1951 e il 1955 si assiste quindi ad un innalzamento del livello dello scontro. Il Piano Demagnetize, la rete Stay Behind, le schedature di sindacalisti, operai ed esponenti della sinistra rientrano perfettamente in questa logica che viene applicata direttamente al mondo del lavoro. La repressione antioperaia che si scatena in quegli anni è quindi figlia diretta di questo clima e dell’applicazione concreta dell’attacco al PCI attraverso il sindacato attuato dagli Stati Uniti, perché costringe le imprese – se mai ce ne fosse un assoluto bisogno – a introdurre misure restrittive della libertà politica e sindacale all’interno delle fabbriche, al fine di assicurarsi o rientrare nell’applicazione delle cosiddette commesse off-shore e, quindi, agire concretamente in senso anticomunista e antioperaio”, P. IUSO, La CGIL e la guerra fredda (1947-1956), cit., p. 191.
476 “era vero che tante energie le rivolgevamo soltanto ad obiettivi quantitativi e ignoravamo che l’Abruzzo, in quel momento, non dava un sufficiente apporto alla grande lotta, più importante, che era la scelta di campo. Ma per capire come questo avvenisse, dobbiamo tener ben presente cos’era la lotta di classe allora: non era certo un fair play, ci si sparava. Dal 1° marzo ’50 al ’54 in Abruzzo noi avemmo i morti di Lentella ed i morti di Celano, ed avemmo 607 processi, 7410 processati, di cui 4197 condannati, per complessivi 396 anni, e un ergastolo. Per un terzo vennero processati per le lotte del Piano del lavoro, ma per due terzi furono processati per comizi, manifestazioni ecc. Ora, dire 7410 processati non è soltanto un problema tecnico: vuol dire che tutto l’apparato viene distolto per un’altra cosa, perché significava, in quel momento, non soltanto 4710 famiglie, ma significava il fatto politico, la risposta che bisognava dare; ed allora era evidente che l’obiettivo di lotta era democratico (fare uscire dalla galera, mobilitazione di avvocati, collegi di avvocati): era il tempo in cui il nemico imponeva un altro obiettivo dal quale tu non potevi prescindere. Quindi la debolezza del Piano del lavoro stava nel fatto che la lotta con l’avversario era così dura che imponeva quel modo di lottare”, L. DI PAOLANTONIO, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., pp. 162-3.
Emiliano Schember, La CGIL dal Piano del lavoro alla proposta di uno Statuto dei lavoratori (1949-1952), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Anno Accademico 2011-2012
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Dreame Z30 Pro Aqua: il nuovo aspirapolvere Wet & Dry che rivoluziona la pulizia


Dreame lancia Z30 Pro Aqua, un innovativo aspirapolvere Wet & Dry che combina aspirazione e lavaggio per ridefinire la pulizia smart in casa
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Dreame ha annunciato il lancio di Z30 Pro Aqua, un’aspirapolvere senza fili due-in-uno progettata per unire aspirazione a secco e lavaggio delle superfici in un unico dispositivo. Il nuovo modello di punta combina una potenza di aspirazione elevata con funzionalità avanzate per la pulizia a umido, consentendo la rimozione efficace dello sporco e delle macchie in un solo passaggio. Con Z30 Pro Aqua, l’azienda introduce un nuovo approccio nel segmento della pulizia domestica, rafforzando il proprio posizionamento come player innovativo nel mercato. Dreame Z30 Pro Aqua è inoltre dotata di un ciclo di autopulizia con acqua fresca e asciugatura ad aria calda, per un'esperienza di pulizia completa. Dreame Z30 Pro Aqua ha un prezzo di 599 euro, con un'offerta di lancio di 100 euro valida fino al 6 maggio. Il prodotto è disponibile sul sito ufficiale di Dreame, su Amazon e presso negozi di elettronica selezionati.

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Pulizia Wet & Dry Avanzata


La Z30 Pro Aqua unisce la potente aspirazione di un’aspirapolvere senza filo di alta gamma alla funzione integrata di una lavapavimenti, consentendo di bagnare, strofinare e aspirare lo sporco in un unico passaggio, garantendo un'esperienza di pulizia rapida ed efficiente su diverse superfici.

AquaCycle 2.0: lavaggio Integrato


La spazzola AquaCycle 2.0 integra un sistema di pulizia sincronizzato in quattro fasi — spruzzo, raschiatura, strofinamento e aspirazione — progettato per gestire in modo efficace sia lo sporco umido che quello secco. Dreame dichiara che questo approccio consente fino a 40 minuti di lavaggio continuo e una copertura fino a 290 m², ottimizzando tempi ed efficienza.
La stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °CLa stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C
Il sistema di gestione dell’acqua a tre zone separa acqua pulita, acqua sporca e detriti solidi in comparti distinti, garantendo un flusso costante di acqua fresca e un livello superiore di igiene. A completare il processo, la stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C, riducendo la manutenzione manuale e preparando il dispositivo all’uso successivo.
Le spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelliLe spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelli

Potenza da primato


Grazie alla tecnologia TurboMotor proprietaria, Z30 Pro Aqua sprigiona una potenza di aspirazione costante fino a 28.000 Pa, rimuovendo con facilità peli di animali domestici, polvere fine, briciole e detriti ostinati da qualsiasi superficie. L'avanzata tecnologia ciclonica genera una potente forza centrifuga che separa efficacemente la polvere e previene l'intasamento del filtro, garantendo un'aspirazione costante e senza cali di potenza dall'inizio alla fine.
Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%
Grazie a una batteria LiPo ad alte prestazioni che assicura fino a 90 minuti di autonomia, questo sistema garantisce una pulizia accurata di abitazioni fino a 200 m² in un unico ciclo.

Design flessibile


Grazie al design pieghevole a 90°, l'asta di prolunga flessibile si adatta facilmente a diverse esigenze: si piega e si estende per raggiungere gli angoli più nascosti sotto letti, divani e spazi ristretti senza bisogno di accovacciarsi o spostare i mobili. La testina rotante con angolo di 180° garantisce inoltre una pulizia senza ostacoli anche in spazi ristretti.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Crisi climatica, allarme Italia: 376 eventi estremi in un anno e frane in crescita del 42%


Trecentosettantasei eventi meteo estremi in un anno, con le frane da piogge intense cresciute del +42% e i danni complessivi che nel 2025 hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal Bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, che si aggiunge a un trend ormai difficile da ignorare: gli eventi estremi in Italia sono aumentati di oltre sei volte nell'ultimo decennio. Domani si celebra la Giornata Mondiale della Terra, dove il tema della prevenzione torna al centro del dibattito e con esso una domanda che ancora non ha risposta: chi si prende cura del territorio quando nessuno lo sta guardando?

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Roma, capitale della sostenibilità per dieci giorni


Dal 13 aprile e fino al 22 (domani), Roma ospita le celebrazioni nazionali della 56ª Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. Il cuore dell'evento è il Villaggio per la Terra, che dal 16 al 19 aprile ha animato il Galoppatoio di Villa Borghese e la Terrazza del Pincio con oltre 600 eventi gratuiti e 250 organizzazioni coinvolte. Domani, la Maratona Multimediale #OnePeopleOnePlanet alla Nuvola di Fuksas chiuderà le celebrazioni. Il tema scelto per l'edizione 2026, "Torniamo a Sognare" è un invito a immaginare il futuro che vogliamo costruire, mettendo al centro la cura del pianeta e di chi lo abita.

"L'Earth Day quest'anno parla di sogni. Sognare il futuro significa anche proteggere il presente, e proteggere inizia dal conoscere il territorio che abitiamo per capire cosa sta cambiando. Il territorio parla, ma non sempre ad alta voce: cambiamenti climatici, frane, cedimenti e dissesti idrogeologici si manifestano spesso con segnali deboli, facili da ignorare. Gli strumenti per monitorare esistono, ma non possono essere ovunque: scelgono dove guardare, e il resto rimane purtroppo invisibile. E le persone che quei luoghi li vivono, che percorrono lo stesso ponte ogni mattina, che passeggiano lungo lo stesso argine, sono le prime a poter accorgersi di qualcosa che non va. Prima degli esperti, prima di strumenti anche molto sofisticati, prima che sia troppo tardi", afferma Claudia Masciulli di IntelligEarth.


Il cittadino come sentinella: un cambio di paradigma necessario


Se il cambiamento climatico moltiplica i rischi, la prevenzione non può continuare a essere una prerogativa di pochi specialisti. Secondo i dati, intervenire in anticipo costerebbe il 75% in meno rispetto a gestire i danni post-emergenza. Eppure ilPiano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato a fine 2023, resta ancora in larga parte inattuato.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La risposta che IntelligEarth propone ribalta la logica tradizionale: invece di aspettare che il monitoraggio arrivi dall'alto, da satelliti, da ispezioni periodiche, da fondi straordinari, si può costruire una rete di osservazione distribuita e continua, fatta di persone. È questa l'idea alla base di proteGO, la piattaforma sviluppata dalla startup che, attraverso lo smartphone, guida chiunque, tecnici o semplici cittadini, nella raccolta di immagini e dati sui luoghi, secondo protocolli standardizzati. Ogni persona che fotografa un cedimento, che segnala una variazione su un versante, che documenta lo stato di un bene culturale nel proprio quartiere, contribuisce a costruire un dato. Aggregato nel tempo, quel dato può fare la differenza.

"Pensiamo spesso ai satelliti che sorvolano la Terra raccogliendo immagini dall'alto. Ecco, le persone fanno la stessa cosa, muovendosi nel mondo con uno smartphone in tasca e scattando fotografie. La differenza è che i satelliti non hanno memoria dei luoghi e i loro dati hanno bisogno di esperti per diventare informazioni utili. Al contrario, il cittadino è la sentinella più preziosa che abbiamo; conosce il posto che sta guardando, sa quando qualcosa è cambiato, capisce il contesto. È un patrimonio di conoscenza enorme, che oggi va quasi completamente disperso", conclude Masciulli.