Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 9 giugno, alle 21 @ ‘la finestra di antonio syxty’: mario corticelli, “libro della natura e del continuo” (déclic edizioni)


l’incontro si svolge sui canali:
youtube = youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…
e facebook = facebook.com/lafinestradianton…

il libro: declicedizioni.it/prodotto/lib…

(il link/embedding youtube sarà presente anche qui su slowforward alle 21, e la diretta si potrà seguire qui, dunque, per chi lo desidera)

#AntonioFrancescoPerozzi #déclic #LaFinestraDiAntonioSyxty #LibroDellaNaturaEDelContinuo #MarioCorticelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #presentazione #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #video

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

10 years old, shot in the head by an israeli quadcopter drone while she was playing in her tent


video.wordpress.com/embed/0Cs9…

10 years old Mays Abdel-Aal, shot in the head by an israeli quadcopter drone while she was playing in her tent

src: instagram.com/reel/DKkfNtbOSLU…

9 jun. 2025

*

and:

israel injures children in tents attacks
instagram.com/reel/DKlwyJYIn1w… + instagram.com/reel/DKo4UXUgkIj…

*

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #MaysAbdulAal

#bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MaysAbdulAal #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

dura presa di posizione della sidi sui crimini israeliani


da repubblica.it/politica/2025/06…

Dal convegno dei giuristi a Padova la richiesta di sospendere accordi con enti israeliani che contribuiscono al mantenimento dell’occupazione nei Territori palestinesi.

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #sidi #SIDI #Repubblica

#bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #LaRepubblica #massacri #Palestina #Palestine #Repubblica #SIDI #sionismo #sionisti #SocietàItalianaDiDirittoInternazionale #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Ben Askren in gravi condizioni


Ben Askren, ex stella della UFC, leggenda della lotta freestyle nonchè attore in 2 dei più grandi WTF moment della storia (prima la bulldog choke ai danni di Robbie Lawler e poi il Ko brutale subito per mano di Masvidal in 5 secondi) è stato ricoverato in
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ben Askren, ex stella della UFC, leggenda della lotta freestyle nonchè attore in 2 dei più grandi WTF moment della storia (prima la bulldog choke ai danni di Robbie Lawler e poi il Ko brutale subito per mano di Masvidal in 5 secondi) è stato ricoverato in ospedale a causa di una grave forma di polmonite sopraggiunta a seguito di una infezione.

Secondo quanto riportato dalla moglie Amy su Facebook, Askren al momento non è in grado di rispondere a nulla. La famiglia ha chiesto preghiere e rispetto per la privacy dei figli.

Askren, 40 anni, si era ritirato dalle MMA nel 2019 ma aveva combattuto in un match di boxe contro Jake Paul nel 2021. Considerato uno dei più grandi lottatori amatoriali statunitensi, è ancora attivo nella comunità della lotta e recentemente ha collaborato con Hulk Hogan’s Real American Freestyle.

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 8 giugno: prima o dopo aver votato, tutti al “bertani dai!” (via a. bertani, roma)


Bertani Dai! 2025 – Ventesima edizione.
Domenica 8 Giugno in via Bertani:

La strada di Trastevere si anima e si apre al quartiere e alla città con Teatro, Musica, Laboratori, Mostre, Live painting, Mercatini e tanto altro! Tutto all’aperto, e gratuito dalla mattina alla sera!

Per un giorno ci facciamo trascinare dai venti, sarà un edizione speciale: insieme festeggiamo la XX edizione,
Come sempre in via Agostino Bertani.

Dalle 10 di mattina, fino alle 22:30 !

*

n.b.: via Bertani è la sede primaria di Tic & TIC Edizioni, e all’angolo con piazza San Cosimato c’è anche il megastore di Tic: accorrete, accorriamo in massa.

(Se siete fortunati potete anche trovare da Tic una copia gratuita de ‘La scuola delle cose’, fascicolo monografico dedicato alla scrittura di ricerca)

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” a Padova 21 giugno 2025 – Presentazione con l’Avv. Roberto Lamacchia


Il presidente dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici illustra le motivazioni dell’iniziativa volta a rafforzare la battaglia contro il Decreto, omai Legge Sicurezza
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici illustra le motivazioni dell’iniziativa volta a rafforzare la battaglia contro il Decreto, ormai Legge Sicurezza.

Il Convegno promosso da Associazione Nazionale Giuristi Democratici e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova vuole rappresentare l’occasione di una significativa discussione per approfondire gli aspetti di incostituzionalità in generale dell’intero impianto del decreto e anche dei singoli articoli.

Presentazione dell’Avvocato Roberto Lamacchia.

“Già il Disegno di Legge 1660 ci aveva molto preoccupato per alcuni aspetti che ci parevano anticostituzionali. Poi c’è stata l’incredibile accelerazione che ha portato alla trasformazione del Disegno di Legge in Decreto Legge e su questo c’è un primo punto su cui invitiamo tutti a ragionare e cioè la incostituzionalità di questo Decreto Legge per la mancanza di quei requisiti di necessità ed urgenza, previsti dall’articolo 77 della Costituzione. Si è trattato di una vera e propria umiliazione del Parlamento che non può e non deve essere fatta passare sotto silenzio. Da un Disegno di Legge che il parlamento avrebbe dovuto/potuto modificare nelle sue parti più critiche siamo arrivati a qualcosa che è diventato immediatamente Legge visto che naturalmente l’approvazione da parte del Parlamento è ormai perfettamente pacifica perchè tutte le volte il Governo pone il voto di fiducia. E’ automatico che ciò che il governo ha deciso con il suo decreto diventi legge.

Come succede sovente questo decreto mescola insieme cose diverse, assolutamente non collegabili tra di loro. Un difetto che attiene alla capacità di legiferare del governo e del parlamento.

Nel merito penso che si debba rilevare come l’intero impianto sia caratterizzato da una visione pan penalistica che trasforma tutte le ragioni, i motivi di dissenso della società in reato e come tale sottoponibile a sanzioni penali.

La mancanza della volontà, della capacità di accettare il dialogo con il dissenso e combatterlo attraverso una franca discussione è stato accantonata questa possibilità e la si è trasformata in nuovi reati o inasprimenti di pene.

L’aumento di pene non ha mai portato maggiore sicurezza ai cittadini. Questo direi che è un dato assolutamente scontato.

Se a questo si aggiunge che sono stati inseriti quattordici nuovi reati più inasprimenti di pena per almeno altri nove reati, questo è in qualche misura in totale contrasto con le parole del Ministro Nordio. Nordio dice che la colpa del sovraffollamento carcerario è dei magistrati. E’ evidente che nel momento in cui si introducono nuovi reati qualcuno, qualche cittadino bene o male finirà nelle grinfie della giustizia e quindi andrà a contribuire al sovraffollamento carcerario. Questo è un dato che caratterizza tutto l’impianto del decreto di legge.

Credo che sia opportuno affrontare in sede di discussione, di dialogo tutti i singoli problemi legati ai casi specifici, entrando nel merito delle disposizioni. C’è solo da fare una scelta perché sono talmente tanti i punti discutibili, controversi e a nostro giudizio incostituzionali che si occuperebbe un intero volume se si volesse entrare nel merito.

Abbiamo pensato di affrontare questo discorso attraverso un impegno unitario di accademia, avvocati e magistrati che dovrebbe cominciare attraverso questo incontro proposto per il 21 giugno a Padova.

Verranno affrontate nella mattinata le questioni di incostituzionalità legate alle singole norme e nel pomeriggio gli avvocati, che sono maggiormente interessati sotto questo profilo, discuteranno della preparazione di istanze di legittimità costituzionale che potrebbero essere diffuse in tutta Italia e presentate nel momento in ciò serva, cioè all’interno del singolo processo.

Ci sono tantissimi aspetti su cui discutere. Ne cito alcuni.

Forse il più evidente, che potrà portare immediate conseguenze negative, è quello della trasformazione in reato del blocco stradale, fatto tra l’altro con una serie di assurdità, tipo quella di inserire nei reati il blocco stradale anche quello fatto dal singolo cittadino, quindi il singolo cittadino con il proprio corpo potrà essere punito se questo corpo ha in qualche modo disturbato, intralciato, impedito la circolazione. E’ vero che avrà una pena ridotta rispetto al blocco stradale fatto da una collettività, da una comunità, però è sempre come minimo ridicolo avere messo una norma di questo genere.

Altro tema è quello dell’occupazione delle case, che già oggi è previsto come reato, non sono delle novità assolute, la novità assoluta è l’inasprimento delle pene che porta a impedire qualunque tentativo di apportare una soluzione al drammatico problema abitativo della casa.

C’è poi una evidente intenzione di combattere il dissenso attraverso lo strumento penale. Se si vede l’inasprimento delle pene previsto per la resistenza e violenza a pubblico ufficiale, che viene aggravata qualora la resistenza e violenza sia commessa proprio nei confronti del pubblico ufficiale, ma mi chiedo nei confronti di chi altro potrebbe essere commessa. Il suo risultato è che comunque ci sarà un inasprimento di pene che sono già estremamente elevate.

Un tentativo che ho definito una sorte di ballon d’essai è quello che hanno introdotto i legislatori inserendo l’istituto della resistenza passiva nel nostro codice. In pratica giurisprudenza, accademia, tutti hanno sempre ritenuto che la resistenza passiva non costituisse reato. Oggi si prova ad inserire questo concetto all’interno di una situazione particolare, cioè quella del carcere e anche dei CPR. Chi all’interno di questi luoghi di detenzione rifiuta di obbedire all’ordine dell’autorità, quindi del secondino, insomma di chi gli detta un determinato ordine tipo quello di rientrare in cella, si siede per terra per protesta nei confronti di questa richiesta, automaticamente commette reato di resistenza con le pene che abbiamo detto che per il 337, che vanno da 6 mesi a 5 anni, ma che poi viene aggravato dal fatto che è commesso nei confronti del pubblico ufficiale.

Per continuare in questa veloce segnalazione c’è il problema delle donne incinte che tornano ad essere incarcerabili. Questo ci fa ricordare tutta una serie di film del passato con Sofia Loren che continuava ad avere gravidanze onde evitare il carcere. Il problema è che un tema di questo genere non può certo essere affrontato con lo strumento carcerario così come è stato individuato.

Ci sono un paio di altre piccole cose, che tanto piccole non sono, che voglio citare.

Una è quella delle carte telefoniche per il cittadino extracomunitario. Nel disegno di legge si prevedeva che fossero concesse solo a seguito di presentazione del permesso di soggiorno, a seguito di pressioni da parte del Presidente della Repubblica, almeno così ritengo, si è un pochino modificato e ammorbidito questo concetto per cui la carta telefonica viene concessa dietro presentazione di un qualunque documento di identità, ma noi sappiamo che sovente il cittadino extracomunitario non ha nessun documento di identità.

L’ultimo punto che mi piace citare è quello che riguarda le forze dell’ordine a cui viene oggi consentito il porto di una pistola diversa dalla pistola di ordinanza anche nella vita quotidiana al di fuori dell’esercizio delle funzioni di pubblico ufficiale.

Questo francamente insieme con l’incremento dei poteri dei servizi segreti che possono acquisire notizie e informazioni anche dagli istituti pubblici, porta a dei timori concreti circa lo stato della democrazia in Italia.

Abbiamo ritenuto che indispensabile fosse tentare di porre subito un argine all’entrata in vigore di questo Decreto legge attraverso la predisposizione in maniera coordinata, preparata, approfondita di strumenti che vadano a metterne in discussione almeno alcuni aspetti o addirittura, come dicevo prima, l’intero impianto qualora venga rilevata una incostituzionalità per la mancanza di quei requisiti di necessità ed urgenza.”

Padova 21 giugno 2025Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani”

Evento accreditato ai fini della formazione professionale forense con 4 crediti in materia penale. Per gli iscritti all’Ordine Avvocati di Padova registrazione tramite Sfera.

Programma

  • 9:00-9.30
    Apertura dei lavori e saluti introduttivi

Marco Mascia, Presidente delCentro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova

Roberto Lamacchia e Aurora d’Agostino, Co-Presidenti dell’Associazione Giuristi Democratici

  • 9:30-13:00

Coordina: Paola Degani, Centro di Ateneo per i Diritti Umani, Università di Padova

Intervengono

Alessandra Algostino, Università di Torino: “Legge sicurezza: un provvedimento da regime, radicalmente incostituzionale”

Fabio Corvaja, Università di Padova: “Libertà di riunione e manifestazione politica del dissenso dopo la legge sicurezza”

Antonello Ciervo, Unitelma, Sapienza Università di Roma: “Decreto sicurezza e criminalizzazione dell’opposizione sociale: le possibili questioni di legittimità costituzionale”

Paolo De Stefani, Università di Padova: “Reazioni internazionali al decreto sicurezza: preoccupazioni e critiche espresse dagli esperti indipendenti del Consiglio sui diritti umani”

Antonio Cavaliere, Università di Napoli: “Profili di contrasto con i principi di offensività e proporzione nelle norme penali della legge sicurezza”

Gian Luigi Gatta, Università Statale di Milano: “Il decreto legge sicurezza tra politica criminale e principi costituzionali”

Chiara Pigato, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – ASGI: “Trattenere il nemico – Le norme di sfavore sui cittadini stranieri”
13:00

  • 13.00 – 14.00

Pausa pranzo

  • 14:00 – 16.30

Tavola rotondaConfronto operativo su possibili strategie di contrasto alla normativa
Coordina: Giuseppe Romano, Esecutivo Giuristi Democratici
Conclude: Cesare Antetomaso, Esecutivo Giuristi Democratici, Rete “A pieno regime – No DL Sicurezza”

Per partecipare è necessaria l’iscrizione al link.

ALTRI ARTICOLI


Padova 21 giugno 2025 – Convegno DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani


Promosso da Associazione Nazionale Giuristi Democratici e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova.

Evento accreditato ai fini della formazione professionale forense con 4 crediti in materia penale. Per gli iscritti all’Ordine Avvocati di Padova registrazione tramite Sfera.

Programma

  • 9:00-9.30
    Apertura dei lavori e saluti introduttivi

Marco Mascia, Presidente delCentro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova

Roberto Lamacchia e Aurora d’Agostino, Co-Presidenti dell’Associazione Giuristi Democratici

  • 9:30-13:00

Coordina: Paola Degani, Centro di Ateneo per i Diritti Umani, Università di Padova

Intervengono

Alessandra Algostino, Università di Torino: “Legge sicurezza: un provvedimento da regime, radicalmente incostituzionale”

Fabio Corvaja, Università di Padova: “Libertà di riunione e manifestazione politica del dissenso dopo la legge sicurezza”

Antonello Ciervo, Unitelma, Sapienza Università di Roma: “Decreto sicurezza e criminalizzazione dell’opposizione sociale: le possibili questioni di legittimità costituzionale”

Paolo De Stefani, Università di Padova: “Reazioni internazionali al decreto sicurezza: preoccupazioni e critiche espresse dagli esperti indipendenti del Consiglio sui diritti umani”

Antonio Cavaliere, Università di Napoli: “Profili di contrasto con i principi di offensività e proporzione nelle norme penali della legge sicurezza”

Gian Luigi Gatta, Università Statale di Milano: “Il decreto legge sicurezza tra politica criminale e principi costituzionali”

Chiara Pigato, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – ASGI: “Trattenere il nemico – Le norme di sfavore sui cittadini stranieri”
13:00

  • 13.00 – 14.00

Pausa pranzo

  • 14:00 – 16.30

Tavola rotondaConfronto operativo su possibili strategie di contrasto alla normativa
Coordina: Giuseppe Romano, Esecutivo Giuristi Democratici
Conclude: Cesare Antetomaso, Esecutivo Giuristi Democratici, Rete “A pieno regime – No DL Sicurezza”

Per partecipare è necessaria l’iscrizione al seguente link: forms.gle/Ag5Z2nVQLQ9z13HD6

ALTRI ARTICOLI


Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

9 giugno, h. 21 @ ‘la finestra di antonio syxty’: mario corticelli, “libro della natura e del continuo” (déclic edizioni)


l’incontro si svolge sui canali:
youtube = youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…
e facebook = facebook.com/lafinestradianton…

il libro: declicedizioni.it/prodotto/lib…

#AntonioFrancescoPerozzi #déclic #LaFinestraDiAntonioSyxty #LibroDellaNaturaEDelContinuo #MarioCorticelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #presentazione #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #video

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Referendum 2025, cinque sì ai diritti


C’è chi andrà al mare e chi andrà al seggio ma non prenderà la scheda, noi andremo a votare e scriveremo cinque Sì.

Ringraziamo Alessio Atrei per la vignetta e vi proponiamo di leggere anche

Referendum, Sì al quarto quesito per una maggiore sicurezza sul lavoro

e Rederendum, informarsi, partecipare, votare

Leggi il resto: argocatania.it/2025/06/08/refe…

#cittadinanza #lavoro #Referendum

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

18 giugno, roma, angelo mai: omaggio a remo remotti


.

#AngeloMai #letture #omaggio #RemoRemotti

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

infografiche pazzerellanti per il referendum 8-9 giugno 2025


Non dico che vado a dormire ora, perché sarebbe se va bene una battuta riciclata, e se va male una bugia… però, comunque, prima che si aprano i seggi domani (e intendo domani pratico, non domani legale, che altrimenti sarebbe lunedì), ecco due infografiche trovate per caso sui referendum di questa estate, che già si prospetta più calda di tutte le passate (e questo ovviamente non centra niente con l’esercitazione del nostro potere democratico, ma lasciam stare). 😤
Referendum 2025Le posizioni dei partiti italianit.me/c/1246390401/25579ReferendumQuesto, Se vince il Sì, Se vince il No/Astensionet.me/diskarica/27979
E con questo, siamo proprio al top… chiaro e semplice — a dir poco inusuale per me, ma ha senso, visto che in questo caso sto solo rubando i post di qualcun altro, e non scrivendo io. Stavolta penso che mi risparmio anche la fatica di dire cosa votare, perché se il vostro livello di marciume cerebrale è abbastanza basso da sopportare questo mio blog allora penso che sappiate ragionare con la vostra testa… vi dico solamente di fare molta attenzione ai porci e alle fake news. 👌

#2025 #infografica #infographics #referendum #referendum2025 #votazione

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

stato bombarolo? di nuovo? stavolta grazie al decreto “sicurezza”


questo frammento è tratto da un articolo del noto quotidiano anarchico “il Sole24ore”: ilsole24ore.com/art/ddl-sicure…

#bombe #decretoSicurezza #dlSicurezza_ #dl1660 #dl1660 #ilSole24ore #servizi #serviziSegreti #stragi #terrorismo

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Quella della “cittadinanza” è una questione che risale davvero alla notte dei tempi. Basti pensare che solo nel 49 avanti cristo gli abitanti delle regioni nel nord della penisola italiana ebbero riconosciuto per legge il diritto di considerarsi “cittadini romani”. E nel corso di questi duemila anni le leggi sulla cittadinanza sono cambiate secondo gli interessi delle élites al […]

pepsy.noblogs.org/2025/06/07/n…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

8 giugno: prima o dopo aver votato, tutti al “bertani dai!” (via a. bertani, roma)


Bertani Dai! 2025 – Ventesima edizione.
Domenica 8 Giugno in via Bertani:

La strada di Trastevere si anima e si apre al quartiere e alla città con Teatro, Musica, Laboratori, Mostre, Live painting, Mercatini e tanto altro! Tutto all’aperto, e gratuito dalla mattina alla sera!

Per un giorno ci faremo trascinare dai venti, sarà un edizione speciale e insieme festeggeremo la XX edizione,
Come sempre in via Agostino Bertani.

Dalle 10 di mattina, fino alle 22:30 !

*

n.b.: via Bertani è la sede primaria di Tic & TIC Edizioni, e all’angolo con piazza San Cosimato c’è anche il megastore di Tic: accorrete, accorriamo in massa

#attività #BertaniDai #BertaniDay #laboratori #livePainting #mercatini #mostre #musicA_ #teatro #Tic #TicEdizioni

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title


it's a flux - THE flux - and it's fragmented & scattered around via several social media platforms. it's made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you've just read is its title

it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title

(differx)

#abstractStuff #asemicWorks #conceptualScores #differx #flux #fluxus #glitch #memeticPieces #movieScenes #politicalStatements #quotes #reblogs #screenshots

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il golfo di La Spezia visto dal sentiero, a picco sul mare, che da Montemarcello raggiunge Tellaro.

Nell'articolo pubblicato, oltre ad altre foto, ho inserito la traccia GPS del percorso.
bertagna.it/da-montemarcello-a…

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Nasce UFC BJJ – Cosa succederà poi?


È ufficiale: nasce UFC BRAZILIAN JIU-JITSU, la nuova serie di eventi dal vivo interamente dedicata al BJJ, firmata Ultimate Fighting Championship. Il debutto è fissato per mercoledì 25 giugno durante l’UFC International Fight Week, con l’evento inaugurale
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

È ufficiale: nasce UFC BRAZILIAN JIU-JITSU, la nuova serie di eventi dal vivo interamente dedicata al BJJ, firmata Ultimate Fighting Championship. Il debutto è fissato per mercoledì 25 giugno durante l’UFC International Fight Week, con l’evento inaugurale UFC BRAZILIAN JIU-JITSU 1 trasmesso in diretta esclusiva su UFC Fight Pass.

Tre titoli in palio per la serata: bantamweight (135 lbs.), lightweight (155 lbs.) e welterweight (170 lbs.). Tre nuove cinture. Tre primi campioni da incoronare.

La notizia non è stato proprio un fulmine a ciel sereno dato che Craig Jones ha addirittura ricucito i rapporti con FloGrappling


Road to the Title: la miniserie che prepara il terreno


youtube.com/watch?v=rP_xuu4JWP…

In vista dell’evento, UFC lancia una serie in otto episodi:
UFC BRAZILIAN JIU-JITSU: Road to the Title, online gratuitamente su YouTube a partire da lunedì 16 giugno, ogni giorno alle 18:00 italiane (12 p.m. ET / 9 a.m. PT).

Otto episodi. Due team. Una corsa alla cintura nelle categorie lightweight e welterweight.

A guidare gli atleti:

  • Mikey Musumeci, più volte campione del mondo, volto simbolo del BJJ moderno;
  • Rerisson Gabriel, giovane talento in rapida ascesa.

Il formato è quello classico da torneo: bracket ad eliminazione, semifinali, e i due migliori di ogni divisione si sfideranno nell’evento UFC BRAZILIAN JIU-JITSU 1 per il titolo.


Il main event? È Musumeci vs Gabriel


Sì, proprio loro: i due coach.
Mikey Musumeci e Rerisson Gabriel chiuderanno la serata con un match valido per la cintura bantamweight.
Un confronto generazionale tra chi ha già riscritto il gioco… e chi vuole prendersi tutto.


Gli atleti in gara


Lightweight Division:

  • Keith Krikorian
  • Gianni Grippo
  • Kyvann Gonzalez
  • Carlos Henrique
  • Danilo Moreira
  • Mauricio Rios
  • Isaac Doederlein
  • Josh Cisneros

Welterweight Division:

  • Andrew Tackett
  • Jason Nolf
  • Andy Varela
  • Davis Asare
  • Elijah Carlton
  • Aaron Wilson
  • Austin Oranday
  • Nathan Haddad

Un nuovo standard per il Brazilian Jiu-Jitsu competitivo


Secondo Dana White, presidente e CEO di UFC:

“Sono entrato nelle MMA attraverso il Brazilian Jiu-Jitsu. È una delle basi vere delle arti marziali. Gli atleti e il livello competitivo di questa lega porteranno il BJJ a un pubblico più ampio. È tempo che diventi sport mainstream.”


Anche Claudia Gadelha, a capo della strategia UFC per il Jiu-Jitsu, non ha dubbi:

“Con il nostro regolamento, i nostri atleti e la forza promozionale di UFC, questa serie diventerà il punto di riferimento globale per i fan.”

Format e regole


  • Match su tre round da cinque minuti
  • Sistema 10-point must, come nelle MMA
  • Nuova area di gara progettata per favorire azione continua e tutelare la sicurezza degli atleti
  • Divisioni sia maschili che femminili, con ranking e titoli ufficiali

TL;DR


UFC sta costruendo una lega BJJ da main stage.
Con titoli, ranking, streaming globale e nomi grossi.
Il tutto, in un formato pensato per competizione reale, azione continua e narrazione sportiva.

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

caitlin johnstone: “questo è israele”


un frammento:

da poliverso.org/display/0477a01e…

#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism


"Questo è israele", di Caitlin Johnstone


CAITLIN JOHNSTONE - QUESTO È ISRAELE
4 giugno 2025

Questo è Israele. Ecco come appare il Progetto Sionista. I bambini morti. Gli ospedali distrutti. I civili disperati e affamati. Questo è tutto.

Non esiste una versione alternativa di Israele in cui queste cose non stiano accadendo. La visione Sionista liberale di una Soluzione a Due Stati e di un Israele giusto e pacifico esiste esclusivamente nell'immaginazione delle persone che la immaginano. Niente di simile è mai esistito. Tutto ciò che riguarda il moderno Stato di Israele è irremovibilmente ostile a questa visione.

O si sostiene l'esistenza dell'Israele che si vede davanti a sé, o si sostiene la fine dell'Apartheid Sionista. Non esiste una terza opzione alternativa. Non ci sono altre posizioni da considerare. Fingere il contrario significa vivere in una favola.

O vuoi bruciare vivi i bambini o non lo vuoi. O vuoi deliberatamente affamare i civili o non lo vuoi. O vuoi bombardare gli ospedali o non lo vuoi. O si vogliono deliberatamente assassinare giornalisti palestinesi mentre si vieta l'ingresso a Gaza ai giornalisti stranieri o non lo si vuole. O si vogliono Massacrare deliberatamente i civili e distruggere sistematicamente le infrastrutture civili per forzare l'espulsione dei palestinesi da un territorio palestinese o non lo si fa. E se sei contrario, devi opporti allo Stato di Israele.

Questo è Israele, lo Stato. Non solo Netanyahu. Non solo coloni estremisti. Non solo "elementi di estrema destra all'interno del governo israeliano". Israele stesso. Perché tutto ciò che stiamo vedendo fare a Israele è il risultato di tutto ciò che Israele è come Stato.

Tutto ciò che Israele sta facendo è il risultato di tutto ciò che è sempre stato. Non appena l'Occidente ha deciso di abbandonare uno Stato Colonialista in cima a una civiltà preesistente in cui i nuovi immigrati avrebbero ricevuto un trattamento preferenziale rispetto agli abitanti nativi che già vivevano lì, è diventato inevitabile che Israele sarebbe finito nelle condizioni in cui si trova oggi.

Perché non c'era modo di mantenere quello status quo senza sfollamenti di massa e tirannia, violenza e abusi senza sosta. Non c'era modo di creare una società a più livelli in cui un livello è posto al di sopra dell'altro senza indottrinare il popolo ad accettare quel sistema di Apartheid Disumanizzando sistematicamente i membri del gruppo privo di potere.

Stabilite uno status quo di Disumanizzazione di un gruppo di persone e fabbricate il consenso per la violenza e l'abuso contro di loro e, inevitabilmente, vi ritroverete con uno Stato di Apartheid di estrema destra che sta commettendo un Genocidio, così come sicuramente far cadere una pietra da un edificio provocherà la caduta di una pietra a terra.

Quello che stiamo vedendo oggi a Gaza è stato incluso nello Stato di Israele sin dal suo inizio.

Tutti quei bambini morti sul tuo flusso di notizie dei social media sono il frutto di un albero il cui seme è stato piantato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quell'albero ha dato sempre più frutti e continuerà a farlo finché rimarrà in piedi. Perché questo è proprio il tipo di albero che è. L'unico tipo di albero che avrebbe mai potuto essere.

Dire "Sostengo Israele ma non sostengo le azioni di Netanyahu a Gaza" è come dire "Mi piace questo albero di mele, ma solo quando germogliano noci di cocco invece di mele". Questo non è il tipo di albero che è. L'albero delle mele produrrà solo mele e l'albero del Genocidio produrrà solo il Genocidio.

I sostenitori di Israele evitano di confrontarsi con verità ovvie come queste. Il sostegno a Israele dipende da una compartimentazione psicologica su larga scala. Tutto ruota attorno all'evitare verità spiacevoli invece di fare i conti con esse in modo profondo e viscerale.

Distogliendo lo sguardo dalle riprese video delle atrocità di Israele a Gaza. Distogliendo lo sguardo dalle contraddizioni tra i valori che pretendono di sostenere e tutto ciò che Israele è come Stato. Distogliendo lo sguardo dalle montagne su montagne di prove che ci fissano tutti in faccia. Questo è l'unico modo in cui il sostegno a Israele può continuare.

Per diventare una specie guidata dalla verità, dobbiamo smettere di nasconderci dalle verità scomode. E uno dei nostri nascondigli preferiti per verità scomode a questo punto della storia è il moderno Stato di Israele, e il sostegno dell'Impero Occidentale ad esso.


________________________________
Traduzione: La Zona Grigia

Fonte:
https://www.caitlinjohnst.one/p/this-is-israel


reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

dal 10 giugno: “tutta l’arte è relazionale:?” @ galleria erica ravenna (roma)


TUTTA L’ARTE È RELAZIONALE : ?
10 giugno – 31 ottobre 2025

Con una mostra collettiva inedita la Galleria Erica Ravenna – prendendo spunto dal saggio di Nicolas Bourriaud L’estetica relazionale (1998) – pone la questione dell’opera d’arte non come semplice oggetto, ma come risultato di un incontro dinamico tra artista e spettatore.

“Consideriamo innanzi tutto due fattori importanti, ossia i due poli di ogni creazione di ordine artistico: da un lato l’artista, dall’altro lo spettatore che, con il tempo, diviene la posterità.” (Marcel Duchamp).

Se l’artista avvia il processo creativo, spesso in solitudine, è l’interpretazione e il coinvolgimento di chi guarda a dare piena esistenza all’opera. Gli “artisti relazionali” sviluppano il teorema di Duchamp, esplorando diverse modalità di coinvolgimento e collaborazione del pubblico, invitando altri nel proprio processo creativo, rinunciando a parte del controllo, abbracciando il caso e fidandosi dello spettatore-trasformato-in-partecipante, trasformando infine l’opera d’arte in un dialogo bidirezionale in cui il significato è co-creato e l’esperienza è condivisa. L’estetica relazionale di Nicolas Bourriaud va oltre una semplice teoria dell’arte e diventa una filosofia della forma. La “forma” non è solo un aspetto visivo, ma una struttura coerente che emerge da uno scambio di elementi e configura l’esistenza, evidenziando l’importanza vitale dell’interazione umana e delle relazioni sociali.

Tutta L’ Arte è Relazionale: ? riunisce tre generazioni di artisti – Vincenzo Agnetti, Gianfranco Baruchello, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Céline Condorelli, Mike Kelley & Paul McCarthy, Mocellin & Pellegrini, Rirkrit Tiravanija –e propone una esplorazione del concetto e della sua evoluzione nel nostro tempo: un’era definita dal post-isolamento, dalla post-relazionalità, dalla post-produzione e dalla presenza incombente dell’intelligenza artificiale, dove la realtà è perpetuamente mediata dalla tecnologia e l’isolamento ha solo intensificato il nostro desiderio di connessioni autentiche ed esperienze condivise che trascendano lo schermo. L’estetica relazionale, con la sua enfasi sull’interazione umana e sul significato co-creato, risuona con una forza sempre maggiore. L’artista diventa un facilitatore, un catalizzatore di relazioni, un “produttore” di esperienze, o, come Vincenzo Agnetti lo ha definito, un “operatore culturale”, un cerimoniere di incontri veritieri.

Nel corso del suo svolgimento, la mostra comprenderà una serie di incontri, conversazioni e performances a cui, tra gli altri parteciperanno: Céline Condorelli, Mocellin Pellegrini, Germana Agnetti, Andrea Cortellessa, Ilaria Gianni, Colin Ledoux, Tara Londi, Carla Subrizi, Saverio Verini e Giordano Boetti Editions.
Siamo inoltre felici di annunciare l’intervento di Nicolas Bourriaud in occasione del finissage della mostra.

#AlighieroBoetti #art #arte #arteRelazionale #CélineCondorelli #GalleriaEricaRavenna #GianfrancoBaruchello #MikeKelleyPaulMcCarthy #MocellinPellegrini #NicolasBourriaud #RirkritTiravanija #TomasoBinga #VincenzoAgnetti

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

“When you get paid biweekly” (When Switch 2 comes out) — “Quando ti pagano bisettimanalmente” (Quando esce Switch 2)

WHEN YOU GET PAID BIWEEKLYWEEK ONE: Mario Kart WorldWEEK TWO: Ice soup
Quando fu finalmente annunciata la nuova maledizione nintendica che è Switch 2, iniziò a girare questo meme molto preoccupante… “ice soup”. Si prevedeva che i brainrottatissimi fan di Nintendo avrebbero fatto letterali sacrifici pur di permettersi l’ennesimo prezzo di plastica, che questa volta è sovrapprezzato per davvero… e quindi solite risate dovute al fatto che io questa volta mi asterrò completamente dal consumo, la solita solfa, niente di che. 🤥

Purtroppo, anche stavolta la realtà supera la fantasia, perché, ora che la console è rilasciata da ormai ben 2 giorni, si vedono già cose da pazzi in giro. La gente che vive senza arrivare a fine mese non ha banalmente accettato il compromesso di mangiare solo zuppa di ghiaccio per due settimane, infatti, ma ben peggio… semplicemente ha comprato, ma fino al giorno prima si lamentava di essere in difficoltà economiche; e dal giorno dopo chiaramente riprenderà a fare lo stesso, chiedendo come al solito donazioni. 💸

Sui social un po’ sto vedendo questo paradosso, anche se poco personalmente, ma ho visto già anche altra gente che se ne lamenta… e a questo punto non rido più, mi sa, ma sento qualcosa di più vicino al discusto. Sono sempre le solite personalità di Internet, che spesso puntualmente chiedono in ginocchio soldi, perché dicono di essere unemployed ass e di dover scegliere tra mangiare o non perdere la casa, e tutte queste cose qui che oggi si scoprono essere vere menate… li vedi adesso che flexano la console nuova, per avere punti status di Internet dopo aver ottenuto già troppi punti compassione e qualche soldino. 🤐

A parte che è molto strano come, dal lato degli artisti di Internet in senso più stetto, quelli che si comportano in questo modo sono a quanto so praticamente sempre disegnatori — (a parte le eccezioni statistiche) mai musicisti, mai scrittori, mai fotografi, mai modellatori 3D, e non mi spiego come sia possibile ciò — ovviamente il mondo è bello perché è vario, quindi questo particolare episodio si vede ripetuto in giro con le più intriganti combinazioni. 😵
[Hiding In My Room]* Unboxing my Switch 2...* i'm in big financial trouble...Persino quel tizio youtuber sociopatico simpatico, che ogni giorno fa livestream e si lamenta di essere in una situazione disperata, e non si fa problemi ad accettare le donazioni… ovviamente, 500 euro — che potrebbero essere un mese sano di affitto! — per Switch 2 li ha spesi. Un pochino mi viene quasi da ridere… però no, la cosa è grave.
#money #Nintendo #NintendoSwitch2 #paradosso #Switch2


“The Sociopath YouTuber Who Destroyed His Life” — “Lo Youtuber Sociopatico Che Ha Distrutto La Sua Vita” (Hiding In My Room)


youtube.com/watch?v=Z32Y-D5kJT…

Se non avesse un canale da 111mila iscritti (e la miseria!), lo strano algoritmo mi avrebbe probabilmente già fatto scoprire questo #youtuber estremamente pazzo… invece lo scopro con questo bel documentario, che ha saputo tenere bene la mia attenzione. È relativamente poca roba rispetto ad altri fenomeni che negli anni si sono susseguiti (uno in particolare, non credo di dover spiegare chi intendo…), in realtà, ma per certi versi questo ha un’aria un pochino octopilled che mi piace, nonostante i suoi punti più oscuri non abbiano nulla a che vedere con me… quindi alla fin dei conti approvo e consiglio.

Intendo, sono pur sempre una femcel io, quindi non ho mai avuto persone a cui mettere le corna (non che io voglia farlo), e certamente non ho mai sviluppato malattie sessualmente trasmissibili, quindi sullo schifo sociale e biologico c’è un abisso di differenza. E, io non mento neanche tanto quanto lui nelle cose di cui parlo (…non che io ne abbia bisogno, la mia vita è per davvero così tanto tragica come sembra). Tuttavia, al di là di questi aspetti specifici, la #sovracondivisione è proprio il cardine dell’esistenza di questo Daniel proprio come lo è per me (per non parlare degli infiniti problemi relazionali subdoli che abbiamo in comune, questi qui non dovuti a comportamenti tossici ma solo alla nostra orribile natura). A proposito di questo, non mentirò (visto?): mi sembra assurdo che, col mio blog ed ogni cosa, dove dico letteralmente di tutto, robe a tratti pure peggiori di questo qui, ancora non ho un seguito attivo che si conti su più dita di quelle di mani e piedi sommate, mentre gli altri ricevono i documentari… bah!

Dall’altro lato, non so perché, ma ha anche un pochino delle vibe da (quel) tizio giapponese di YouTube; così, come bonus… e in effetti i tratti somatici mi paiono asiatici, e lui era fissato con il Giappone, ma in realtà non è giapponese (pare sia thailandese). Dato tutto questo, ad ogni modo, il canale è finito immediatamente nelle mie iscrizioni, e probabilmente ora sarà il caso di recuperare i vecchi video più interessanti: youtube.com/@HidingInMyRoom198…. Magari, dopo tutte quelle ragazze strane che negli ultimi mesi ho apprezzato, questo ragazzo ancora più strano potrebbe diventare il mio modello maschile, che fino ad ora è mancato… Devo veramente aspirare a diventare così grande in qualche modo, cazzarola.

#HidingInMyRoom #oversharing #sovracondivisione #youtuber


Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

milano, 11 giugno: il “faldone” di vincenzo ostuni al ferrobedò


il Faldone al ferrobedò, Milano 11 giu. 2025
cliccare per ingrandire

interventi critici di Tommaso Di Dio, Daniele Giglioli, Arturo Mazzarella

sarà presente l’autore

#ArturoMazzarella #DanieleGiglioli #Faldone #ilFaldone #IlSaggiatore #lettura #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TommasoDiDio #VincenzoOstuni

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

i narroni


ein zwei drei Martini dryi narroni sono, in letteratura, quelli che narrano sempre, narrano a prescindere, stanno sempre a narrare. narrano precisamente, non si fanno scappare un pezzetto di narrabile. e narra oggi narra domani, si crea un impero della narrazione.

Francesco Muzzioli affronta con il consueto acume quello che secondo me è un allarme pressoché sanitario, in un post di cui qui di seguito copio l’incipit, e che suggerisco di leggere:

Ho spesso segnalato come caratteristica ideologica della nostra epoca l’esaltazione della centralità della narrazione. C’è al riguardo una bibliografica più che ampia che tocca svariati livelli e posizioni: in chiave tecnica (Brooks), femminista (Cavarero), piscologica (Gottshall), terapeutica (Cometa) e sicuramente ne sto dimenticando di importanti. Una vera valanga. Di narrazione si parla dappertutto e perfino, fatto significativo, nei talk-show della politica.
Tanto per non perdermi niente, sono andato a leggermi il libro di Byung-Chul Han, pensatore coreano operante in Germania, che ha già al suo attiva varie opere sulla filosofia sociale e sul mondo della comunicazione (l’infosfera). Il libro in questione, pubblicato da poco presso Einaudi, s’intitola La crisi della narrazione e subito questo titolo mi ha incuriosito. Come crisi? Ma se la narrazione straripa ovunque e bisognerebbe semmai contenerla! Han muove appunto da un paradosso: che quanto più se ne parla tanto meno è in buona salute… E siccome il paradosso mi è sempre parsa una buona maniera di rovesciamento dialettico, valeva la pena di andare a vedere un po’ più a fondo.
https://francescomuzzioli.com/2025/06/06/narrazione-si-narrazione-no/

nella conclusione del suo testo, Muzzioli invoca giustamente un corretto uso di Benjamin e del concetto di allegoria, di cui pare si siano volute perdere le tracce da circa una trentina d’anni, un po’ ovunque, nella narranza generale del mainstream italiano e mondiale (ma anche fuori dal mainstream).

concordo, in definitiva, con questa diagnosi. ma direi che altra ipotesi in campo – per cure & profilassi opportune – potrebbe essere quella di sospendere gli anticoagulanti che il detto stream impone ai narroni e a chiunque si metta alla tastiera per fare alcunché.

insomma, ecco: bisogna creare degli ostacoli, degli inciampi, dei tagli di pellicola, dei vuoti, delle diversioni, dei diverticoli antidigestivi, bisogna mandare di traverso non solo il boccone ma pure il processo assimilativo di questo tubo catatonico di scorrimento segnico che il lettore non “rischia di diventare” ma è già diventato.

benvenuto lo sgambetto che ci si fa (alla Bene), il glitch, l’interruzione, l’inserto deviante. mi rendo conto che è anche un po’ novecentesco, tutto ciò. ma, pure, capisco che del Novecento bisogna buttare l’acqua sporca, non il bambino. (o forse è il contrario, se il bambino è fatto di giovani holding).

#111 #aGambaTesa #allarme #allarmeSanitario #CarmeloBene #cb #controIlRacconto #controLaNarrazione #diversioni #FrancescoMuzzioli #gambaTesa #giovaneHolding #giovaniHolding #iNarroni #inciampi #narrazione #narroni #ostacoli #racconto #sgambetti #sgambetto #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Il sud Africa di Nelson Mandela


Prefazione di Massimo d’Alema.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Dalla Prefazione di Massimo D’Alema:

«Lo straordinario racconto del riscatto del Sud Africa dall’apartheid, e dell’inizio della costruzione del “nuovo Sud Africa di Nelson Mandela”, e della lunga storia dei rapporti tra la Sinistra italiana, l’ANC e altri movimenti di liberazione che hanno segnato la storia dell’Africa australe negli ultimi trent’anni.
Dalla lettura del lavoro di Antonio Rubbi, frutto di un’analisi attenta dei movimenti di questa storia e di esperienze e contatti diretti, emerge inoltre il significato universale della vittoria di Mandela e dell’esperienza in atto in Sud Africa. La lotta contro l’apartheid ha mobilitato l’opinione pubblica di tutto
il mondo. E’ stato un movimento globale che ha coinvolto generazioni diverse, investito governi e istituzioni internazionali, unito partiti e movimenti di natura e collocazione politica diverse. Alla sua liberazione Mandela è stato capace di accogliere il valore e l’originalità di questo ampio movimento, di assumerlo nel progetto pensato per la trasformazione del suo Paese.»

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Non eroi, ma cittadini. Volontariato, Istituzioni, Impresa


No ISBN

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Come scrivere recensioni di libri che emozionano e fanno riflettere

Indice dei contenuti

Toggle

Quando una recensione diventa un’esperienza


Hai mai letto una recensione di un libro che ti ha fatto venire voglia di leggerlo all’istante, nonostante non sapessi quasi nulla della trama? Quando accade, non è solo una questione di sintesi ben fatta: è la prova che scrivere recensioni di libri efficaci significa saper trasmettere emozioni, riflessioni, connessioni. Una recensione approfondita di un libro non si limita a riassumere la storia, ma accompagna il lettore in un viaggio parallelo, in cui le parole dell’autore si fondono con lo sguardo critico di chi legge.

In un’epoca in cui tutto si consuma velocemente, fermarsi a riflettere su ciò che una storia ci ha lasciato è un atto quasi rivoluzionario. Questo articolo nasce proprio per offrire strumenti concreti e ispirazione a chi desidera andare oltre la superficie, imparando a scrivere recensioni di libri che sappiano unire analisi e sensibilità, pensiero critico e partecipazione emotiva. Che tu sia un blogger, un appassionato lettore o un aspirante critico letterario, l’obiettivo è uno: trasformare ogni recensione in un’esperienza che possa toccare, incuriosire, far pensare.

Hai perfettamente ragione: è importante che le parole chiave siano integrate in modo fluido e naturale, senza forzature che compromettano la correttezza e la leggibilità del testo. Grazie per la precisazione.

Il cuore dei personaggi


I personaggi sono spesso ciò che rende una storia davvero indimenticabile. Non importa quanto sia originale la trama: senza figure credibili, complesse e vive, anche il miglior intreccio narrativo rischia di perdere forza. In una recensione di un libro approfondita, l’analisi dei personaggi è un elemento cruciale, eppure spesso trascurato.

Per rendere una recensione incisiva e coinvolgente, è utile porsi alcune domande fondamentali. Com’è lo sviluppo dei personaggi lungo l’arco narrativo? Cambiano, crescono, si trasformano? Oppure restano fermi, simbolici, quasi archetipici? Esaminare l’arco di trasformazione permette di cogliere la coerenza interna del personaggio e il significato più profondo della storia.

Anche le motivazioni e la psicologia dei protagonisti meritano attenzione: cosa li spinge ad agire? Le loro reazioni sono credibili, umane? Un buon autore costruisce personaggi mossi da desideri, paure, traumi o valori, e quando questi elementi si riflettono nei dialoghi, il realismo e la profondità si amplificano. I dialoghi autentici non solo portano avanti l’intreccio, ma rivelano emozioni, conflitti interiori e dinamiche complesse.

Non vanno dimenticate nemmeno le relazioni tra i personaggi: chi sostiene chi? Chi si oppone a chi? I legami sono intensi, realistici, ambigui? Un’analisi dei personaggi ben inserita in una recensione permette di far emergere tutte queste sfumature, magari accompagnandole con citazioni selezionate che mostrino piuttosto che raccontare.

Quando i personaggi prendono vita sulla pagina, anche la voce del recensore trova una risonanza più profonda. E offrire questo tipo di lettura significa andare oltre la superficie, trasformando una semplice opinione in una vera analisi critica del libro.

Punti chiave sull’analisi dei personaggi


– Esamina l’arco di trasformazione e la crescita dei personaggi principali.
– Approfondisci motivazioni, paure e conflitti interiori.
– Analizza i dialoghi e le relazioni per valutarne la coerenza e il realismo.
– Usa citazioni mirate per far emergere le sfumature dei personaggi.

La voce dell’autore: svelare lo stile e il tono


Ogni autore ha una voce unica, una firma stilistica che si manifesta in ogni frase, nella scelta delle parole, nel ritmo della narrazione. Riconoscere e analizzare questa voce è essenziale per scrivere recensioni di libri efficaci e ricche di significato.

Ma cosa intendiamo davvero per “stile dell’autore”? È un insieme di elementi che spaziano dal lessico alla sintassi, passando per il tono e le figure retoriche. Il linguaggio usato è semplice o ricercato? Diretto o evocativo? Alcuni autori prediligono uno stile asciutto e tagliente, altri si perdono in immagini poetiche e metafore complesse. Notare queste scelte aiuta non solo a valutare lo stile di scrittura, ma anche a comprenderne l’effetto sul lettore.

Un altro aspetto da osservare è il ritmo narrativo. Frasi brevi e incalzanti generano tensione, mentre periodi lunghi e articolati invitano alla riflessione. L’alternanza tra descrizione e azione, tra dialogo e introspezione, costruisce un tempo interno che guida l’esperienza di lettura. Descrivere questo ritmo permette di aggiungere profondità alla recensione, mostrando quanto lo stile sia parte integrante del messaggio.

Il tono narrativo, infine, è la lente emotiva attraverso cui la storia ci viene raccontata. Può essere ironico, malinconico, distaccato, empatico. In alcuni casi, il tono cambia nel corso del libro, rispecchiando la crescita del protagonista o l’evoluzione degli eventi. Analizzare il tono, e il modo in cui dialoga con i contenuti, è una chiave fondamentale per una recensione critica capace di cogliere sfumature profonde.

Integrare nella recensione osservazioni su questi aspetti – magari con un breve passaggio del testo come esempio – non solo dimostra attenzione, ma offre al lettore strumenti per entrare davvero nell’universo dell’autore. Perché una buona recensione non dice solo di cosa parla un libro, ma come lo racconta.

La struttura nascosta e come l’architettura del libro influisce sulla lettura


Spesso trascurata nelle recensioni più superficiali, la struttura narrativa è in realtà una componente fondamentale dell’esperienza di lettura. Come in un edificio, l’architettura del libro sostiene ogni elemento, dalla trama ai personaggi, dal ritmo alle emozioni. Riconoscerla e analizzarla permette di scrivere una recensione approfondita, in grado di cogliere la complessità dell’opera.

Una narrazione può essere lineare, seguendo l’ordine cronologico degli eventi, oppure non lineare, con salti temporali, flashback, flashforward o capitoli che alternano punti di vista. Questo non è un dettaglio: è una scelta che influisce direttamente sul coinvolgimento del lettore, sulla suspense, sulla comprensione dei personaggi. Una recensione che lo segnala mette in luce l’intenzione dell’autore e la sua capacità di gestire la narrazione in modo efficace.

Altro elemento chiave sono i punti di svolta e i climax: momenti decisivi che modificano la direzione della storia o l’evoluzione interiore dei protagonisti. Individuarli e valutarli – sono ben costruiti? Arrivano al momento giusto? – arricchisce il nostro sguardo critico.

Anche il finale merita attenzione: è chiuso o aperto? Soddisfacente o volutamente ambiguo? Non si tratta di rivelare cosa succede, ma di riflettere sul tipo di conclusione scelta e sull’impatto emotivo e riflessivo che lascia. In certi casi, un finale aperto può stimolare domande e interpretazioni, contribuendo a rendere la lettura memorabile.

Infine, c’è il ritmo generale del testo: l’equilibrio tra azione e pausa, tra tensione e rilascio. Un ritmo ben dosato accompagna il lettore senza affaticarlo, mentre una gestione incerta può compromettere anche una buona trama. Riconoscere questi aspetti e integrarli nella recensione mostra attenzione al “dietro le quinte” della narrazione e valorizza il lavoro dell’autore nel suo insieme.

Inserire queste riflessioni nella recensione non significa essere accademici: significa offrire al lettore una mappa più completa, per capire non solo cosa viene raccontato, ma come la struttura stessa contribuisca a generare emozione e significato.

L’arte di non rivelare e di scrivere senza spoiler


Una delle sfide più delicate per chi scrive recensioni è trovare il giusto equilibrio tra approfondimento e rispetto per l’esperienza di lettura altrui. Rivelare troppo può rovinare la scoperta, mentre dire troppo poco rischia di lasciare il lettore della recensione disorientato o poco coinvolto. Come muoversi, allora?

Il primo passo è capire cosa costituisce davvero uno spoiler. Non è solo il finale: colpi di scena, morti inaspettate, evoluzioni cruciali dei personaggi o verità nascoste svelate a metà libro sono tutti elementi che andrebbero trattati con estrema cautela. Una buona regola è chiedersi: sapere questo dettaglio prima di leggere rovinerebbe l’effetto voluto dall’autore? Se la risposta è sì, va evitato.

Una tecnica efficace è l’allusione intelligente: suggerire anziché svelare. Ad esempio, invece di scrivere “il protagonista scopre di essere stato tradito dalla sorella”, si può dire “una rivelazione familiare cambia radicalmente il suo modo di vedere il passato”. Il lettore della recensione capisce che c’è una svolta importante, ma sarà libero di viverla durante la lettura.

Se proprio si desidera entrare nel merito di eventi rivelatori, è buona pratica avvisare chiaramente all’inizio della sezione o della recensione stessa. Un semplice “Attenzione: da qui in poi sono presenti spoiler” consente a chi legge di scegliere se proseguire.

Un’altra strategia è spostare l’attenzione sulle emozioni: descrivere ciò che si prova senza raccontare cosa succede. Dire, ad esempio, “il senso di smarrimento che avvolge il lettore nella parte finale” è più efficace (e rispettoso) che riportare un evento chiave.

Imparare a scrivere recensioni senza spoiler non è solo una questione di cortesia: è un’abilità che affina la nostra capacità di analisi e ci obbliga a riflettere sul significato profondo del testo, anziché appoggiarci ai colpi di scena. Il risultato? Recensioni più intense, più ricche e più professionali.

Cos’è uno Spoiler?


Uno spoiler è una rivelazione di elementi fondamentali della trama, come colpi di scena, finali o svolte narrative inaspettate.
Svelarli senza preavviso può compromettere l’esperienza di lettura.
Usa formule accorte come “accenniamo a” oppure avvisi preventivi, se proprio devi includerli.

Dare voce alla tua opinione attraverso onestà e argomentazione


Una recensione davvero incisiva non è solo un’analisi tecnica o una sintesi ben fatta: è anche un atto personale. Dare spazio alla tua opinione, espressa con sincerità e argomentata con intelligenza, è ciò che rende il testo unico e autentico.

L’onestà è fondamentale: non ha senso mascherare un entusiasmo tiepido o, al contrario, esagerare una delusione. Tuttavia, la franchezza deve sempre poggiarsi su elementi concreti. Se un libro non ti è piaciuto, evita giudizi generici come “è noioso” o “non succede nulla”. Piuttosto, chiediti: cosa ha reso la lettura poco coinvolgente? È stato lo stile, troppo freddo o ridondante? La trama, poco coerente? I personaggi, privi di evoluzione?

Al contrario, se un libro ti ha colpito profondamente, analizza perché. Forse ti sei riconosciuto in un personaggio, oppure l’autore ha saputo evocare emozioni forti con pochi dettagli. Raccontare queste impressioni non solo aiuta chi legge a capire meglio il testo, ma umanizza la recensione, rendendola più calda e credibile.

Un ottimo modo per coinvolgere i lettori è porre domande: Ti sei mai trovato in una situazione simile a quella vissuta dal protagonista? Cosa avresti fatto al suo posto? Domande aperte come queste stimolano riflessione e confronto, trasformando la recensione in uno spazio di dialogo.

Infine, prova a collegare il libro a temi più ampi o ad altre opere. Se una narrazione ti ha fatto pensare a un evento storico, a un film o a un altro romanzo, fallo emergere. Questo tipo di parallelismo arricchisce la lettura e aiuta a inserire l’opera in un contesto più ampio, letterario e culturale.

In sintesi: sii sincero, ma anche preciso; personale, ma mai superficiale. È proprio nella combinazione tra sentimento e riflessione che si costruisce una recensione efficace e ben articolata, capace di lasciare il segno.

L’eredità della tua recensione


Scrivere una recensione che vada oltre la trama significa prendersi il tempo per riflettere, osservare, sentire e poi restituire tutto questo in modo chiaro, sincero e strutturato. È facile cadere nella tentazione di riassumere un libro in poche righe o limitarsi a dire “mi è piaciuto” oppure no. Ma una recensione libro approfondita ha un’altra ambizione: vuole essere un ponte tra il testo e altri lettori, un invito a vedere, sentire, interrogarsi.

Quando ti prendi la libertà e la responsabilità di scrivere recensioni libri efficaci, stai anche contribuendo a una critica letteraria più viva e accessibile. Non servono paroloni o atteggiamenti accademici: basta uno sguardo autentico, una penna onesta e la volontà di raccontare l’esperienza della lettura come qualcosa che ci riguarda.

Una recensione ben scritta può ispirare, incuriosire, perfino cambiare il modo in cui qualcuno si approccia ai libri. E questo è un potere tutt’altro che secondario.

Che tu sia un blogger, uno studente, un appassionato o un autore in cerca di confronto, usa queste tecniche per far risuonare la tua voce. Perché ogni lettore attento può diventare anche un ottimo recensore, e ogni recensione ben scritta può restare impressa nella mente del lettore.

Come scrivere una recensione di libro efficace


Inquadra il libro: titolo, autore, genere, contesto.
Sii chiaro e onesto: esprimi la tua opinione con argomenti.
Analizza i personaggi: sviluppo, motivazioni, realismo.
Valuta lo stile: voce dell’autore, tono, ritmo.
Gestisci gli spoiler: evita o segnala le rivelazioni.
Dai profondità: osservazioni personali, connessioni tematiche.
Rendi coinvolgente il testo: cura lo stile, aggiungi passione.
Concludi con forza: lascia un’impressione duratura al lettore.

#cultura #Recensioni #recensire #recensire1000

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

ancora su “genocidio”, termine decisamente esatto


Cari amici filoqui e filolà, ma se il genocida vi dice “sono un genocida, sto commettendo genocidio, lo pianifico e lo attuo”, firma le bombe, progetta di sganciarle e le sgancia, e in effetti fa un genocidio, poi voi che fate? Vi interrogate severamente e imparzialmente sulla correttezza effettiva della parola “genocidio”?
Date un’occhiata a questo link per favore? Grazie.
Date un’occhiata magari anche alle risultanze giuridiche (non “opinionistiche”) di Amnesty (qui e qui), ONG, medici, testimoni, Onu, giuristi e studiosi di genocidio (i maggiori, ebrei, docenti a Gerusalemme)? Anche solo in sintesi.
Grazie.

mastodon.uno/@differx/11463533…

slowforward.net/2025/06/01/per…

videopress.com/v/buUZ33WW?resi…
un genocida inneggia al genocidio. mumble mumble, sarà “genocidio” la parola da usare?
*
elad barashi, dal canale 14 della tv israeliana, inneggia all’olocausto per Gaza (suggerisco di leggere attentamente tutti gli articoli ai seguenti link):
facebook.com/share/16dzWvBhep/
newarab.com/news/israel-tv-pro…
controinformazione.info/lodio-…
infopal.it/incitamento-al-geno…

*
Gabor Maté, sopravvissuto ai campi, parla di genocidio perpetrato da israele, del riconoscimento della pertinenza della classificazione come “genocidio” fa parte di “independent scholars”, e di ignobile sfruttamento della memoria della Shoah ebraica da parte di israele:

instagram.com/reel/DJsoqCVpXDW…

*
Dr Mark Perlmutter:
(1) tgcom24.mediaset.it/mondo/gaza…
(2) instagram.com/wearthepeace/ree…

Il Dr. #Perlmutter, medico di origini ebraiche, americano, membro di #PAMA , Palestinian-American Medical Association (youtu.be/qB-wOSP72TE), intervistato da #cartabianca, spiega molto chiaramente (a) la situazione sanitaria a #Gaza , (b) l’intenzionalità della distruzione del #PopoloPalestinese , (c) la piena pertinenza della parola genocidio, e (d) quello che chiunque in Palestina vede del comportamento di #israele. E tutto questo su un tg mediaset, non propriamente un canale filopalestinese: tgcom24.mediaset.it/mondo/gaza…

*
Ancora su “genocidio” e sull’importanza di riconoscerlo in atto (Micaela Frulli, giurista): ilfattoquotidiano.it/2025/05/3…

*
Da Israel is annihilating Palestinian children. Amer Rabea was one of them, di Ahmad Ibsais, theguardian.com/commentisfree/… (articolo sul “Guardian”, 14 mag. 2025, da leggere interamente):

Estratto in inglese:


article by Ahmad Ibsais, 14 May, 2025

Traduzione italiana:

Da ottobre 2023, almeno 17.000 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza. Le Nazioni Unite confermano ora che almeno 100 bambini vengono uccisi o feriti ogni giorno da quando Israele ha ripreso l’offensiva nel marzo 2025. In 36 attacchi aerei verificati, solo donne e bambini sono stati trovati sotto le macerie. Non combattenti. Non obiettivi militari. Solo famiglie.
Ma questa guerra non riguarda solo la morte. Riguarda la cancellazione sistematica della vita palestinese: i suoi ritmi, le sue generazioni, il suo futuro. Come ha avvertito un funzionario delle Nazioni Unite, si tratta della creazione di condizioni di vita incompatibili con la continua esistenza dei palestinesi come gruppo.
Secondo l’Unicef, otto neonati sono morti di ipotermia a gennaio. Il personale medico segnala un picco di aborti spontanei. I bambini nascono prematuri, malnutriti e muoiono nelle prime settimane di vita. Le Nazioni Unite avvertono che i bambini di Gaza sono sottoposti a condizioni “incompatibili con la loro continua esistenza”. Secondo Medici Senza Frontiere, i bambini arrivano in ospedale con ferite in putrefazione, disidratati e scheletrici. Gli aiuti sono stati bloccati. Le cisterne d’acqua sono state bombardate. La nascita, a Gaza, è una minaccia a cui Israele risponde con attacchi aerei.
Israele ha trasformato due terzi di Gaza in una zona vietata, rubando di fatto terra palestinese. Non c’è elettricità. Non ci sono medicine. Non c’è acqua pulita. L’assedio non uccide solo. Impedisce alla vita di iniziare. Eppure coloro che sopravvivono alle bombe vengono braccati con altri mezzi.
Ma la violenza di Israele contro i bambini non è una novità. In Cisgiordania, la violenza è personale, intima. I bambini vengono giustiziati ai posti di blocco. I soldati fanno irruzione nelle case di notte. Human Rights Watch ha documentato in un rapporto del 2023 numerose uccisioni di bambini palestinesi che non rappresentavano alcuna minaccia, colpiti alla schiena, al petto, mentre correvano, mentre andavano a scuola.
Il diciassettenne Mahmoud al-Sadi è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si recava a scuola a Jenin. Era disarmato. Un veicolo militare a 100 metri di distanza ha sparato un solo colpo. Non c’erano scontri nelle vicinanze. Nessuna giustificazione.


*
Dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (13 mar. 2025): https://www.rsi.ch/info/mondo/Nei-Territori-palestinesi-%E2%80%9Catti-di-genocidio%E2%80%9D–2668751.html

'atti di genocidio'_ Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, 13 mar 2025
‘atti di genocidio’_ Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, 13 mar 2025: https://www.rsi.ch/info/mondo/Nei-Territori-palestinesi-%E2%80%9Catti-di-genocidio%E2%80%9D–2668751.html

*
MEE – Middle East Eye:
(1) middleeasteye.net/news/top-gen…

Top genocide scholars unanimous that Israel is committing genocide in Gaza: Dutch investigation
Top genocide scholars unanimous that Israel is committing genocide in Gaza: Dutch investigation:

(2) middleeasteye.net/news/israel-…


Israel committing genocide in Gaza, says top legal scholar Melanie O’Brien. President of the International Association of Genocide Scholars outlines why Israel has no defence against the charge of genocide in Gaza

*

Elena Basile sul “Fatto quotidiano” (10 giu. 2025): articolo ripreso da un post di Mauro Coltorti: facebook.com/share/p/1C98HGM6E…

*
Wikipedia non è sempre una fonte attendibile/stabile. Quindi di questa pagina si offre solo un pdf che comunque può essere consultato qui: slowforward.wordpress.com/wp-c…

*

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

*
bonus track:

youtu.be/FECxT-8ifB4

#AhmadIbsais #AmerRabea #bambini #cartabianca #children #Cisgiordania #colonialism #eladBarashi #GaborMaté #Gaza #genocide #genocideScholars #genocidio #Guardian #HumanRightsWatch #IDF #InternationalLawProfessorWilliamSchabas #invasion #IOF #israelcriminalstate #Israele #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #Jenin #MahmoudAlSadi #MarkPerlmutter #massacri #MEE #MelanieOBrien #MicaelaFrulli #MiddleEastEye #omicidiImpuniti #Palestina #Palestine #PalestinianAmericanMedicalAssociation #PAMA #Perlmutter #PopoloPalestinese #sionismo #sionisti #situazioneSanitaria #starvingcivilians #starvingpeople #TheGuardian #Unicef #warcrimes #WestBank #wikipedia #WilliamSchabas #zionism


instagram.com/reel/DKfymSJNF5L

PRATICAMENTE israele prende per le spalle l'occidente e lo scuote, gli urla ogni minuto "sto facendo carneficine, un genocidio, ge-no-ci-dio! sei stupido, occidente? ascolti? STIAMO STERMINANDO I PALESTINESI, È UN OLOCAUSTO, STIAMO DISTRUGGENDO UN POPOLO, FACCIAMO UN GENOCIDIO, CHIARO?". e l'occidente: "uh, distinguiamo, sìsì, ma però. condotta riprovevole. non però diremmo genocidio, sembra vocabolo inadatto. eh. anche perché il sette ottobre, e anche perché mentana


reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Falcetto di Venere in pieno giorno

edu.inaf.it/astrofoto/falcetto…

Dalla Sardegna, uno scatto che immortala una piccolissima falce di Venere visibile alle 13:22

#Venere

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

sì ai 5 referendum di giugno, in particolare a quello per la cittadinanza


referendumcittadinanza.it/

Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.

Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.

Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.

Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.

#89Giugno #dirittoDiCittadinanza #referendum #referendum89Giugno #referendumCittadinanza #votare

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Catania, perchè gli amministratori che affossano la città non perdono il consenso?


Siamo abituati a vedere Catania e la Sicilia agli ultimi posti delle graduatorie nazionali relative alla vivibilità, al verde, alla mobiltà. Non ci ha stupito vedere confermata questa collocazione nella dettagliata relazione svolta da Rita Palidda, già docente di Sociologia economica nell’Università di Catania, al convegno su “Potere, società e consenso nella realtà catanese”, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/06/06/cata…

#ComuneDiCatania #elezioniAmministrative #elezioniPolitiche #RegioneSiciliana #UniversitàDiCatania #Volerelaluna

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

trumpio contro muskio, e chi vince ha già perso!!!


Per qualche motivo, succede svariate volte che io finisca per rimanere fin troppo a lungo (un’ora) senza toccare un qualche sistema di comunicazione telematica (quando mi faccio la doccia), e al mio ritorno sul piano di esistenza digitale trovi scenari completamente assurdi… ma con oggi, per la prima volta, ci godo pesantemente. Con Musk e Trump che ci ricordano che l’amore non è bello se non è litigarello — ma anche che bisogna fare molta attenzione se si vuole evitare di far cadere il governo — per me da stasera iniziano le risate grasse, quelle potenti e scostumate. 🥰

Ne è evidentemente valsa la pena di stringere i denti e resistere al nuovo mondo parzialmente formatosi dopo l’elezione del Donaldo, questo gennaio… è servito evitare di toglierci la vita, confidando nel fatto che — per quanto le tragedie che ci colpiscono non miglioreranno mai, e anzi possono ancora peggiorare pesantemente, perché al peggio non c’è mai fine — almeno ci sarebbe stato tanto da ridere, ad un certo punto. Questo punto è dunque arrivato in maniera più o meno prorompente negli ultimi giorni, in cui Trump e Musk sono passati dall’avere dei dissapori riguardo la Big Beautiful Bill al praticamente scannarsi, a colpi di post fatti alle spalle dell’altro! 🥵
Ultimi post da Donald Trump su Truth Social ed Elon Musk su X sull'argomento.
Ormai sto quasi (quasi!) per cambiare idea sul tipo di tempolinea in cui viviamo oggi. Se non fosse che sulla faccia della Terra c’è davvero troppa gente che soffre per i motivi più disparati per quelli che sarebbero gli standard del fottuto “anno del Signore 2025”, credo che sarei ad un passo dal pensare che viviamo davvero nel migliore dei mondi possibili, perché assistere a tutto questo non è una scemenza. Trumpo si è ormai decisamente seccato di assecondare le pretese di Muschio, e Muskio proprio non capisce che non è lui che comanda, nonostante sia il tizio più ricco del mondo (sigh)… 👐

Insomma, i nodi di decisioni politiche di cortissimo raggio stanno venendo tutti lentamente al pettine… e a breve seguiranno quelli del nostro governo, in termini di relazioni con gli Stati Uniti, ma questa è un’altra questione. In questo senso, non riesco nemmeno a decidere se dei due è stato più stupido Musk, che praticamente solo per ideologia personale ha deciso di allearsi con l’ala politica alla fine dei conti più sconveniente per il suo business, o Donald, che per riuscire a raccattare voti e tentare di placare qualche divisione interna ha accettato di prendersi dentro questo qui. E ora l’uno si trova ad accusare l’altro di pazzia, e l’altro ha attivato la macchina del fango a base di… segreti di pulcinella. Uno spettacolo mediocre, in effetti. 🤷‍♀️

Un dettaglio da considerare, che non so se sia buono o cattivo, ma certamente è uno spunto di riflessione, è che questo distacco tra i due ricconi dei miei stivali non è ovviamente partito dal niente… infatti, pare sia addirittura da mesi (da quando si parla di ‘sto disegno di legge, in effetti) che l’entusiasmo tra i due ha iniziato a scemare. Ho visto un grafico (…che purtroppo ho perso, quindi mi spiace ma dovrete fidarmi di me come professionista dell’informazione stavolta) che mostra come a inizio mandato Trump menzionasse varie volte al giorno (!) Musk sul suo social, mentre negli ultimi mesi se ne fosse praticamente dimenticato… Eeeh, sono sempre le migliori amicizie che crollano! 🤣

#BigBeautifulBill #donaldtrump #ElonMusk #Musk #Trump #USPOL

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

nuovo testo nella rubrica “post-poetica” di ‘ahida’: una pagina di alessandra greco


testo di alessandra greco su ahida
cliccare per accedere

ahidaonline.com/post/post-poet…

_

#ahida #ahidaOnLine #ahidaonline #AlessandraGreco #postPoetica #postpoetica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Guardare il cielo con nuovi occhi: i raggi gamma e i telescopi Cherenkov

edu.inaf.it/news/premi-e-conco…

Concorso INAF e INFN: un viaggio tra telescopi e astrofisica, per raccontare le sfide dell’Universo. Scadenza iscrizione delle classi il 24 ottobre.

#ASTRI #astrofisicaDelleAltissimeEnergie #comunicazioneDellaScienza #concorso #CTAO #CTAplus #didattica #IlGruppoINDACO #perLeScuole #raggiCosmici

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

/>return this then (function)<>(return) promise resolve / miron tee. 2025


.

#art #arte #asemic #asemicWriting #MironTee #scritturaAsemica

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

copertanza invernale nel periodo estivo, finisce in miseria con sudore e nonsonno


Non ci sono molte parole a me disponibili per esprimere questa realtà, ma oggi è stata davvero una notte difficile… e quindi mi sa che, pure per me, è ufficialmente arrivata l’estate. Lasciando stare il fatto che ho dormito un numero di ore che, se troncato ad un intero, sarebbe pari a 3 — e quindi questo post potrebbe benissimo avere piccoli svarioni magici, perché finora il caffè non sembra aver sortito gli effetti sperati, attenzione — ho avuto caldino, quindi almeno una mezz’oretta l’ho passata a girarmi o fare mosse simili… 🤒

Insomma, ogni tanto persino nel mio letto assolutamente non si gode… ma stanotte in modo particolare, visto che avevo ancora il piumone invernale! Ridicolo a dir poco, ma purtroppo vero: a giugno io ancora stavo col piumone quello artico pesante, ma non per qualcosa… semplicemente perché fino alla sera prima stavo bene, e non avevo caldo o che. Tant’è che, in queste settimane mia madre mi ha chiesto più di qualche volta se stessi ancora bene sotto quella stufa, e la risposta sincera è sempre stata sì. Stamattina mi sono resa conto di essere lievemente liquida (realmente, tutta umidina di sudore, mbleh), e ho dunque ammesso che ormai l’habitat è diventato troppo pesante, e quindi abbiamo marcato la fine dell’inverno. 🤥

In caso ne servissero altre — come se non bastasse che il mio braccio in questi 3-4 giorni non si è ancora completamente de-bruciato, tempo insolitamente lungo per me — questa è un’ennesima buona motivazione per cui l’estate mi fa imbestialire. Ci sta ben poco da fare, ma a me piace stare bellina lì, sotterrata, sotto le coperte, intrecciata coi cuscini e tenuta fermamente al sicuro dai pericoli vari della notte (ad esempio, il doversi alzare quando suona la sveglia)… e per quanto ora l’assetto letto sia semplicemente stato alleggerito, e non ancora ridotto ad un singolo evanescente velo, con il proseguire delle settimane bisognerà arrivare puntualmente anche a quello, pena sciogliermi e non prendere sonno. Sigh… mi godrò il rotting incopertato finché posso, suppongo… 🥵

#caldo #coperte #estate #letto #sonno #sudore


il bruciapelo estivo della sofferenza propiziatoria


Mi è giusto così, poco fa, soggiunto il dubbio che io ieri non sia stata sufficientemente comprensiva, palese, cristallina sul fatto immediatamente più importante di questi giorni… ossia che, c’è poco da fare, ODIO, detesto fottutamente la stagione estiva!!! Quindi, pur a costo di sembrare un disco più rotto del solito, m’è parso necessario fare questa comunicazione ben esplicita… perché nel mio caso davvero questo mese è già bello che naufragato. 🗺️

Porca miseria, io ieri ero mezza ironica, ma qui davvero pare che, da una mezza acerba primavera, si è passati alla prima estate nel giro di un letterale giorno! Distruggetemi giugno a questo punto, suvvia, fatemelo saltare, se così stanno le cose, perché io non posso subirmi la piena estate dopo veramente appena 1 mese e mezzo di primavera, che è l’unica stagione dell’anno in cui si sta davvero senza soffrire (…polline a parte, mannaggia alla fioranza)! Perché mai mi merito pure questa, tra le mie tante punizioni??? 😩

Stamattina è stato per me, coincidentalmente, il primo giorno di spiaggia del 2025, e ovviamente quindi la mia stagione balneare inizia già malissimo. Mi sono messa giustamente al sole sulla sdraio, perché altrimenti la mia marciscenza marittima non si sviluppa per bene, ma senza spogliarmi ancora. Quindi, dato da una parte ciò, mentre dall’altra il fatto che non andrò mai a pensare che debba succedere qualcosa di strano proprio il secondo giorno di giugno, e ancora il fatto che quando sono all’aperto sto in genere sempre al sole se non è troppo forte (ossia, anche non al mare)… ho pensato ben 2 volte che fosse totalmente inutile mettere la crema addirittura settimane prima che sia legalmente estate, visto che tanto non siamo in Australia o chissà dove. E invece no. 😾
Braccio sinistro come descritto
Non è molto, certamente, ma in foto si può comunque ben vedere il disastro grazie alla differenza tra la piccola area del mio braccio coperta dalla Mi Band, e tutto il resto che non era coperto. La cosa strana però è che io ero perfettamente al sole, eppure il braccio sinistro si è cotto sensibilmente più di quello destro… ma che vogliamo farci, lo spettro della luce subito sopra il visibile non ha davvero alcun cazzo di senso logico, e a questo punto non ha nemmeno troppo senso starsi ad incazzare. 🤖

Cosa devo fare allora? Ormai, nulla. Prendo giusto atto del fatto che la fisica in pratica non funziona mai come quella dei modelli teorici e che, pure se il sole è sempre precisamente lo stesso, al mare ti brucia anche se in tutti gli altri posti no, semplicemente perché c’è un complotto in corso. Da un lato l’errore è anche mio, perché andare il 2 giugno al mare in maniche corte, come ho immaginato ieri, certamente non è un’idea spettacolare… dovevo mettere una maglietta si leggera, ma lunga e nera come i pantaloni che invece stamattina avevo; nera come la morte che causa l’estate… ma anche come il tumore che prima o poi ci si becca, se si prende il sole a maniche corte. Meglio prendere ispirazione dai beduini. 💔

#bruciature #caldo #estate #giugno #mare #Sole #spiaggia


Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 5 giugno, a roma, sic 12: christine jean, “costellazioni infinite”


SIC 12 artstudio
via Francesco Negri, 65 Roma

è lieta di segnalare l’inaugurazione della mostra

Christine Jean

COSTELLAZIONI INFINITE

OGGI, giovedì 5 giugno ore 17:30

Questo progetto di ampio respiro è nato in collaborazione con l’Institut Français Centre Saint Louis e la Libreria Stendhal di Roma.

“Costellazioni infinite” propone un dialogo tra materia, tempo e memoria, attraverso una pratica artistica che fonde pittura, disegno, installazione e processi naturali. Articolato in tre sedi espositive, rappresenta un’occasione unica per avvicinarsi all’universo di Christine Jean, seguendo la stratificazione e la trasformazione della materia e del pensiero creativo.

Il progetto inizia con una serie di residenze che l’artista ha tenuto a Roma e Parigi tra il 2024 e il 2025. Durante questo periodo di ricerca, intitolato “Pietre, muri, tessiture del tempo”, Christine Jean ha esplorato le alterazioni del tempo e le trasformazioni delle superfici murarie. Attenta agli indizi di vita, ma anche di erosione e di abbandono, l’artista fotografa o prende le impronte di diversi frammenti di muri. Per lei, lo spirito delle pietre, che emana dal lungo tempo necessario alla loro formazione, risuona con i processi messi in atto nel suo lavoro.

Come scrive Maria Giovanna Gilotta, “Sintesi di una carriera segnata dall’erranza creativa e dalla trasformazione, il progetto attuale di Christine Jean costituisce un’esplorazione sia delle forze della natura che dello spirito umano, ma anche di come l’arte cattura e trascende le loro energie. A monte della sua indagine, Christine Jean richiama l’idea di costellazione, cara a Novalis. Come afferma il poeta nella sua ‘Bozza generale’, ogni frammento, ogni opera e ogni gesto partecipano a un tutto infinito e aperto, dove l’incompiuto rivela una ricerca più vasta e lascia intravedere una gamma infinita di possibilità.”

Dal 29 maggio al 28 giugno presso l’Istituto francese Centre Saint Louis, Largo Giuseppe Toniolo 20/22: presentazione di “Vie anonime”, una serie di disegni a carboncino su carta in cui l’artista interpreta liberamente i muri parzialmente coperti di edera in un villaggio della regione francese Charentes.

Giovedì 5 giugno dalle ore 17:30: vernissage della mostra “Costellazioni infinite” presso SIC12 Artstudio. Il percorso espositivo presenterà una selezione di disegni e pitture recenti di Christine Jean in dialogo con opere della collezione di art brut e contemporanea di Gustavo Giacosa e Fausto Ferraiuolo.

Sabato 7 giugno dalle ore 10 alle 12: visita guidata alla mostra e laboratorio di disegno collettivo sull’idea della costellazione presso SIC12 Artstudio. Posti limitati prenotazione indispensabile.

#art #arte #ChristineJean #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #lInstitutFrançaisCentreSaintLouis #LibreriaStendhal #MariaGiovannaGilotta #Sic12 #Sic12

reshared this

Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Crisi semiconduttori e Europa nel conflitto Cina Taiwan

Indice dei contenuti

Toggle

Verso una nuova crisi europea?


La guerra a Taiwan può avere conseguenze per l’Europa?

Una domanda che sembra irrilevante, ma che potrebbe rivelarsi centrale nei prossimi anni. Dopo la crisi del gas russo e l’invasione dell’Ucraina, l’Europa si è riscoperta fragile, impreparata a scenari geopolitici globali che mettono in crisi le sue filiere produttive e la sua sicurezza strategica. Ora, un nuovo fronte si profila all’orizzonte: il conflitto tra Cina e Taiwan. Un eventuale attacco militare cinese all’isola – o anche solo un’escalation diplomatica o commerciale – avrebbe effetti devastanti sull’economia europea, ben più ampi di quanto si possa immaginare.

Taiwan non è solo una questione asiatica. È un nodo vitale nella crisi dei semiconduttori, è un punto critico nelle catene di approvvigionamento globali, è un possibile detonatore di scontri tra potenze nucleari. E soprattutto, è l’ennesima dimostrazione di quanto l’Europa sia dipendente economicamente dalla Cina, in settori chiave come elettronica, materie prime, beni industriali. Mentre gli effetti del conflitto Cina-Taiwan restano per ora confinati a scenari ipotetici, il tempo per prepararsi stringe. E l’Europa – ancora priva di una reale autonomia strategica – rischia di pagare, ancora una volta, il prezzo più alto.

Dall’Ucraina a Taiwan: i precedenti per l’Europa


L’Europa ha già sperimentato il costo di una dipendenza strategica da potenze autoritarie. La guerra in Ucraina ha mostrato con brutalità le conseguenze dell’eccessiva fiducia nel mercato globale: la dipendenza energetica dal gas russo ha messo in ginocchio interi settori economici, acceso l’inflazione e generato una crisi sociale profonda. Le lezioni dalla guerra in Ucraina sono ancora fresche, eppure rischiano di non essere state comprese fino in fondo.

Oggi, mentre il rischio di conflitto Cina-Taiwan diventa sempre più concreto, l’Europa sembra ripetere gli stessi errori. Solo che stavolta, le conseguenze del conflitto Cina-Taiwan sull’Europa potrebbero essere ancora più gravi: perché le dipendenze da Pechino non riguardano solo l’energia, ma si estendono alla manifattura, all’elettronica, all’agricoltura, alla farmaceutica. Uno shock improvviso nei rapporti con la Cina – come quello che potrebbe scatenarsi in seguito a un’invasione di Taiwan – rischia di innescare una crisi sistemica più estesa di quella ucraina.

E mentre l’Europa si affanna a diversificare le fonti energetiche, appare del tutto impreparata ad affrontare la complessità della sua interdipendenza economica con la Cina, e le conseguenze strategiche di una guerra a Taiwan. Il momento di agire non sarà dopo lo scoppio della crisi: è adesso, prima che le dipendenze attuali si trasformino in una vulnerabilità insostenibile.

Cos’è la “crisi europea di Taiwan”?


La ‘crisi europea di Taiwan’ si riferisce all’insieme di conseguenze economiche e strategiche che una potenziale escalation o guerra a Taiwan avrebbe per l’Europa. Non riguarda solo l’approvvigionamento di semiconduttori, ma un profondo shock alle catene di approvvigionamento globali, un potenziale boicottaggio economico della Cina e la messa a nudo della profonda dipendenza economica Europa Cina, con impatti su tutti i settori, dall’industria all’agricoltura.

Il fattore Cina: la dipendenza economica europea


Se la guerra in Ucraina ha rivelato la vulnerabilità energetica dell’Europa, un conflitto nello Stretto di Taiwan metterebbe a nudo una fragilità ben più vasta e profonda: quella della sua dipendenza economica dalla Cina. Non si tratta solo di gadget elettronici o abbigliamento a basso costo. L’intera economia europea è interconnessa con il sistema produttivo cinese: dai componenti industriali alle materie prime strategiche, dai farmaci ai fertilizzanti agricoli, fino alle tecnologie verdi, come i pannelli solari o le batterie per veicoli elettrici.

Le relazioni commerciali tra Europa e Cina sono oggi tra le più fitte al mondo. L’Unione Europea importa dalla Cina beni per centinaia di miliardi di euro l’anno, con un saldo commerciale pesantemente negativo. In questo scenario, un boicottaggio economico della Cina, o anche solo l’imposizione di dazi e restrizioni in caso di guerra a Taiwan, scatenerebbe un effetto domino su industrie, occupazione, e perfino sul costo della vita in Europa.

Il concetto stesso di autonomia strategica europea si scontra con questa realtà: “Made in China” non è solo una scritta sulle etichette, è una condizione strutturale della produzione e del consumo occidentali. L’Europa si trova intrappolata in una relazione asimmetrica con Pechino, in cui l’uscita – se mai possibile – avrebbe costi altissimi. È il cuore del problema: possiamo davvero parlare di sovranità economica, se ogni nostro settore strategico dipende da un paese che potrebbe, da un momento all’altro, diventare ostile?

Taiwan e la crisi dei semiconduttori


Nel cuore della tecnologia globale pulsa un’isola: Taiwan. Questa nazione, formalmente non riconosciuta da gran parte della comunità internazionale ma essenziale per il funzionamento del mondo moderno, produce oltre il 60% dei semiconduttori globali e più del 90% dei chip più avanzati. L’interruzione della produzione o dell’export da Taiwan a causa di un conflitto militare costituirebbe un cataclisma industriale senza precedenti per l’Europa.

La crisi dei semiconduttori che ha colpito il continente tra il 2020 e il 2022 – pur innescata da una semplice rottura delle catene logistiche – ha già dimostrato quanto fragili siano i nostri sistemi industriali. Un blocco totale della produzione taiwanese, causato da una guerra o da un embargo cinese, paralizzerebbe settori chiave come automotive, elettronica, difesa, telecomunicazioni. Non si tratta solo di smartphone e computer: anche la logistica, la sanità, i sistemi di pagamento digitali e perfino le infrastrutture energetiche dipendono dai chip prodotti a Taiwan.

In assenza di una strategia per la sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, l’UE rischia di subire un impatto simile – o peggiore – a quello provocato dal taglio del gas russo. Le catene di approvvigionamento globali sono ancora troppo opache, troppo centralizzate, e troppo vulnerabili. E se non viene affrontata con serietà la dipendenza dai semiconduttori taiwanesi, il continente rischia di trovarsi ancora una volta impreparato.

Lo scenario del boicottaggio. Quanto costerebbe “fare a meno” della Cina?


Se un’eventuale guerra tra Cina e Taiwan dovesse spingere l’Europa a intraprendere un boicottaggio economico contro la Cina, come già accaduto con la Russia, l’impatto sarebbe di gran lunga più devastante. L’interrogativo cruciale diventa: quanto può permettersi l’Europa di “fare a meno” della Cina?

A differenza della Russia, la dipendenza economica europea dalla Cina è profonda e articolata. Non si tratta solo di elettronica o beni di consumo. I legami comprendono componenti industriali strategici, materie prime per le tecnologie verdi, farmaci, batterie, pannelli solari e una vasta gamma di materiali indispensabili. Qualunque interruzione di queste catene porterebbe a un rallentamento della manifattura europea, a carenze nei mercati e a un’impennata dei prezzi al consumo.

Un boicottaggio della Cina o l’imposizione di sanzioni UE contro Pechino potrebbe causare una recessione nell’Eurozona, soprattutto per le economie più industrializzate come la Germania e l’Italia. Alcune stime parlano di una perdita tra il 2% e il 4% del PIL europeo in caso di decoupling forzato. I settori tech, automotive e farmaceutico sarebbero i primi a soffrire. Ma ne risentirebbero anche l’agricoltura (per l’importazione di fertilizzanti), l’energia rinnovabile e l’industria chimica.

A tutto questo si aggiunge il problema del debito pubblico europeo, già aumentato con la crisi energetica post-Ucraina. Una nuova crisi asiatica e il conseguente scontro economico tra Occidente e Cina aggraverebbero le vulnerabilità delle finanze pubbliche, soprattutto nei Paesi mediterranei.

In sintesi, la prospettiva di uno scontro globale Cina-Occidente rappresenta un peso molto più gravoso per l’Europa rispetto a quello con Mosca, rendendo urgente una visione strategica autonoma prima che la prossima crisi la travolga.

Quali settori europei sarebbero più colpiti da un boicottaggio della Cina?


In caso di boicottaggio Cina conseguenze UE o interruzione delle forniture, i settori europei più vulnerabili includono:
– Tecnologia e elettronica con la dipendenza da componenti e prodotti finiti.
– Automotive con la carenza di semiconduttori e componenti cruciali.
– Farmaceutica con l’importazione di principi attivi e farmaci generici.
– Energie Rinnovabili con la dipendenza da pannelli solari, turbine e batterie cinesi.
– Materie prime e minerali critici che sono essenziali per molteplici industrie.
– Beni di Consumo con un’ampia gamma di prodotti di uso quotidiano.

La reazione europea: tra autonomia strategica e dilemmi geopolitici


Nel caso di un’escalation nel conflitto Cina-Taiwan, la reazione dell’Europa sarebbe inevitabilmente condizionata da dilemmi geopolitici e interessi economici profondi. Da un lato, Bruxelles e le principali capitali europee dovrebbero scegliere se allinearsi agli Stati Uniti, come già accaduto con l’Ucraina; dall’altro, si troverebbero a fare i conti con la propria autonomia strategica UE, concetto sempre evocato ma raramente realizzato nei momenti critici.

Ma c’è un’ulteriore, inquietante dimensione: la Cina potrebbe considerare l’attuale scenario politico occidentale come un incentivo ad agire su Taiwan. La prospettiva di un potenziale ritorno di un’amministrazione Trump, che minaccia dazi all’Europa e adotta un approccio meno “alleato”, potrebbe spingere Pechino a vedere una finestra di opportunità. Con un’Europa potenzialmente in disaccordo con Washington, e meno propensa a un’azione congiunta, la Cina potrebbe puntare a ottenere la neutralità dell’Europa o addirittura la sua divisione dal blocco statunitense.

Una strategia cinese mirata potrebbe essere quella di isolare gli Stati Uniti, puntando sulla reticenza europea a subire un boicottaggio della Cina con conseguenze devastanti sulla propria economia. In uno scenario in cui l’Europa dovesse schierarsi con Taiwan e gli USA, accettando le sanzioni e il costo recessione Europa Taiwan, Pechino otterrebbe comunque un indebolimento economico dell’Europa, un risultato non del tutto sfavorevole per i suoi obiettivi di lungo termine nell’equilibrio di potere globale. Questo scenario rende ancora più complessa la decisione di Bruxelles: non solo scegliere da che parte stare, ma capire come ogni mossa possa essere interpretata e sfruttata da Pechino per i propri scopi strategici.

Sostenere Taiwan significherebbe inevitabilmente incrinare i rapporti con Pechino, con tutte le conseguenze sul piano commerciale e industriale già delineate. Imporre sanzioni UE contro la Cina, come fatto con la Russia, equivarrebbe a una scommessa ad altissimo rischio. La dipendenza europea dalla Cina è tale da rendere un confronto economico su larga scala un boomerang per le stesse economie europee, in particolare per Paesi come la Germania, la cui industria esportatrice si regge anche su rapporti consolidati con il colosso asiatico.

Nel mezzo, l’Europa dovrebbe affrontare le tensioni USA-Cina su Taiwan, che rischiano di polarizzare ancora di più lo scenario globale, riportando il mondo a una logica di blocchi contrapposti. La domanda che incombe è: l’Europa può davvero permettersi di essere trascinata in una nuova guerra fredda, soprattutto dopo aver già subito i contraccolpi del conflitto in Ucraina?

A oggi, l’unico possibile scudo contro il caos globale sarebbe proprio quella autonomia strategica europea tanto sbandierata, ma ancora troppo fragile. Un’Europa capace di mediare tra le potenze, di mantenere aperti i canali diplomatici e di evitare conflitti frontali. Ma senza un reale coordinamento politico tra gli Stati membri, e senza una visione condivisa, questa autonomia rischia di restare un’utopia.

In questo scenario, la guerra a Taiwan rappresenterebbe un banco di prova definitivo per il progetto europeo. Saprà Bruxelles definire una strategia che non sia né di sottomissione né di rottura? O finirà per muoversi ancora una volta in ritardo, travolta dagli eventi?

Come può l’Europa affrontare il rischio di una crisi a Taiwan?


Per mitigare le conseguenze di una guerra a Taiwan sull’Europa, l’UE deve:
– Rafforzare l’autonomia strategica UE.
– Diversificare le catene di approvvigionamento globali fuori dalla Cina.
– Investire nella produzione interna di semiconduttori.
– Definire una strategia diplomatica europea più coesa e proattiva.
– Rafforzare la resilienza economica europea generale.

Il futuro dell’Europa di fronte a una scelta


L’eventualità di una guerra tra Cina e Taiwan non è più una lontana ipotesi, ma un rischio reale che potrebbe innescare conseguenze devastanti su scala globale. Per l’Europa, le conseguenze della guerra a Taiwan andrebbero ben oltre la solidarietà diplomatica: si tratterebbe di affrontare un conflitto economico e strategico senza precedenti, più profondo e sistemico di quello innescato dalla guerra in Ucraina.

La dipendenza economica dell’Europa dalla Cina, la crisi dei semiconduttori legata a Taiwan, il possibile boicottaggio della Cina con le relative conseguenze per l’UE: tutti questi elementi delineano uno scenario in cui l’Europa è chiamata a fare una scelta che non potrà più essere elusa. Mantenere lo status quo o costruire una vera autonomia strategica, capace di proteggere le proprie economie senza rinunciare ai valori democratici e al diritto internazionale.

La provocazione iniziale – “Taiwan: la prossima crisi europea?” – trova nella realtà geopolitica una risposta inquietante. Siamo già entrati in una nuova era di fragilità interdipendente, e la sfida per l’Europa è quella di non essere semplicemente spettatrice di un confronto tra potenze globali, ma di diventare soggetto attivo, consapevole e preparato.

La resilienza economica europea, la costruzione di catene di approvvigionamento alternative, la definizione di una strategia diplomatica autonoma e credibile: questi sono i tasselli su cui si giocherà la possibilità, per l’Unione Europea, di affrontare le conseguenze del conflitto Cina-Taiwan senza esserne travolta.

Il bivio è chiaro: prepararsi ora oppure subire domani.

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

Informazioni di servizio sui referendum


Non pensavo che dopo 17 anni si dovesse ritornare sul tema.

Per chi vuole la versione estesa di quello che successe allora: 1, 2 e 3

Un riassunto per chi ha fretta. Nel 2008 circolò la bufala che le schede bianche e nulle andassero ad aumentare il premio di maggioranza. Per ovviare alla cosa i promotori di questa bufala dicevano di andare al seggio e dichiarare che non si voleva votare. Ovviamente che i voti nulli e bianchi andassero al premio di maggioranza era falso. Per trattare questi casi di votanti non votanti all’epoca si dovette interpretare le regole esistenti, che il caso non era previsto dal manuale del seggio.

Nel frattempo al Ministero dell’Interno si sono posti il problema, perché gli elettori che credono alle notizie false devono essere diventate un numero significativo. Quindi ora le regole ci sono al capitolo 17.7 del manuale in mano ai presidenti di seggio (grassetti miei):

In caso di svolgimento contemporaneo di più referendum […] l’elettore può astenersi dalla partecipazione al voto per uno o più di essi e quindi può legittimamente ritirare la scheda per alcuni referendum e rifiutarla per altri.

A parte questo caso, nel corso delle operazioni di voto, in un momento anteriore o successivo alle operazioni di identificazione e registrazione dell’elettore […] possono verificarsi altri due distinti casi:
1) l’elettore rifiuta di ritirare tutte le schede. In tal caso, l’elettore non può essere considerato come votante e non deve quindi essere conteggiato tra i votanti della sezione all’atto delle operazioni del successivo paragrafo 22.2. […]
2) l’elettore, dopo avere ritirato le schede, senza neppure entrare in cabina, le restituisce al presidente senza alcuna espressione di voto. In tal caso, si configura una ipotesi di annullamento della scheda, di cui al precedente paragrafo 17.4: l’elettore è conteggiato come votante, ma la scheda è annullata


A cosa serve quindi lanciare il messaggio di andare al seggio e rifiutare tutte le schede?

I miei 2 lettori sono persone intelligenti e avranno certamente una risposta. Nessuna delle quali sarà rassicurante, lo so già.

#politica #referendum2025

Questa voce è stata modificata (1 anno fa)
Il blogverso italiano di Wordpress ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Picnic scientifico a Varsavia con l’INAF

edu.inaf.it/news/eventi/report…

Visitiamo il “Picnic Scientifico”, l’evento di divulgazione scientifica all’aperto che si è svolto a Varsavia il 10 maggio 2025, con la partecipazione dell’INAF.

#astronomia #festival #INAF #outreach #scienza #Varsavia