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“Claude 4 just refactored my entire codebase in one call.” — “Claude 4 ha appena rifattorizzato la mia intera codebase in una chiamata.”


In questi giorni il Proxatore mi sta, pian pianino — ma comunque causando un sensibile dolorinodiventando sempre più epico… e grosso. Quello che definirei patata code è arrivato ad essere un pochino fuori controllo, al punto che non solo ho finalmente creato la repo Git per il progetto, ma sostanzialmente urge una serie infinita di refactoring… ovviamente, da fare a manina, con tanta pazienza; ancora più pazienza di quanta ne sta servendo per aggiungere tutte le fiturs… mentre invece, qualcun altro…
Claude 4 just refactored my entire codebase in one call.25 tool invocations. 3,000+ new lines. 12 brand new files.It modularized everything. Broke up monoliths. Cleaned up spaghetti.None of it worked.But boy was it beautiful.t.me/its200but500/1314
Ecco, a me non salterebbe mai in mente di usare gli LLM per fare un refactoring di qualcosa che è già circa grosso… eppure pare che qualcuno ci speri sempre almeno un minimo, e ci provi, in questo nostro mondo nuovo ormai dominato dal vibe coding. Ovviamente, come si può immaginare (ammesso che il meme sia vero, ma penso di si, e non campato per aria), l’intellighenzia artifiziale pensa di essere in grado di affrontare gli spaghetti, e quindi lo fa con grande sicumera… fallendo miseramente. Ops.

#AI #Claude #code #coding #IA #LLM #meme #programming #SpaghettiCode #VibeCoding

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Nella sessione del 23 maggio 2025 l’assemblea nazionale della repubblica slovena ha approvato una norma sul diritto di ripubblicazione allo scopo di garantire l’accesso e l’uso aperto di testi e dati della ricerca finanziata dal pubblico.

Anche la norma slovena prevede la nullità degli accordi contrattuali contrari.

La camera slovena ha deliberato di allineare il paese a un gruppo sempre […]

aisa.sp.unipi.it/anche-la-slov…

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« Les Aventures de Taryam»: serie animata africana per i bambini africani.


il messaggio principle della serie animata è che ogni bambino ha valore e forza, e anche le piccole azioni quotidiane possono avere un impatto significativo.
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*”Les Aventures de Taryam”* è una serie animata africana che racconta le avventure di Taryam e dei suoi amici in un mondo divertente, emozionante e profondamente radicato nella cultura africana. La produzione è pensata per i bambini e segue le avventure di Taryam, un giovane eroe coraggioso e curioso, che affronta le sfide quotidiane in un tipico quartiere di una città, e scopre il mondo insieme ai suoi amici. La serie è profondamente radicata nella cultura africana e celebra valori come l’amicizia, la solidarietà e il coraggio
Les Aventures de TaryamLes Aventures de Taryam
Creato da una giovane e dinamica squadra guidata dall’esperto di cybersicurezza Younoussa Sanfo, questo progetto di animazione africana mira a riportare in vita la tradizione orale attraverso un formato moderno, sfruttando le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. La narrazione si intreccia con temi rilevanti come la solidarietà, l’educazione, l’identità e la sostenibilità, presentando personaggi profondi e ambientazioni autenticamente africane. Ogni episodio, realizzato con uno stile visivo colorato e accogliente, intende trasmettere i valori ritenuti maggiormente significativi, utilizzando umorismo ed emozione.

La genesi del progetto è radicata nella volontà di mantenere viva la tradizione dei cantastorie africani, i celebri griot, traducendola in un linguaggio accessibile alle nuove generazioni. Con il primo episodio lanciato il 1° maggio 2025, la serie ha già riscosso un’accoglienza calorosa; di conseguenza è stato raggiunto l’impegno di rilasciare un nuovo episodio ogni mese. La produzione, attualmente supportata da strumenti di intelligenza artificiale, permette di unire efficienza con una narrazione di qualità.

Le reazioni del pubblico, in particolare quelle dei bambini e delle famiglie, evidenziano un chiaro bisogno di contenuti che riflettano la realtà e la cultura africana. La popolarità della serie, testimoniata dalle milioni di visualizzazioni sui social media, non solo rappresenta un incoraggiamento ma aggiunge anche responsabilità, spingendo il team a mantenere elevati standard qualitativi.

La diffusione degli episodi avviene principalmente attraverso piattaforme online come Facebook, WhatsApp e YouTube, con piani futuri per espandere la distribuzione a scuole e centri culturali, garantendo accessibilità anche per coloro senza connessione internet. Inizialmente autofinanziato, il progetto è ora in fase di ricerca di partnership che possano contribuire alla produzione e alla divulgazione dei contenuti.

Infine per “Les Aventures de Taryam” si intravede un futuro ricco di possibilità, con diverse stagioni già programmate, nuovi personaggi e potenziali spin-off, oltre a versioni cartacee come fumetti e libri per bambini; l’animazione era stata invece scelta come medium principale poiché ha la capacità di raggiungere un pubblico di tutte le età, superando barriere linguistiche e culturali, permettendo di veicolare messaggi importanti con creatività e leggerezza.

Qui sotto un link per vedere un estratto della serie, su Youtube:

youtube.com/embed/etc7r_T6CLU?…

Fonte: lefaso.net

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Il miracolo del limone

edu.inaf.it/rubriche/lo-spazio…

Concludiamo il “viaggio cosmico” tra i partecipanti all’ultima edizione del Premio Nazionale Frascati Poesia Antonio Seccareccia con i versi di Rossella Frollà.

#Frascati #ondeGravitazionali #poesia #relatività_ #stelle #universo

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oggi, 29 maggio, a bologna: presentazione del carteggio fra roberto roversi e giorgio cesarano


presentazione del carteggio Roversi-Cesarano

il libro:
pendragon.it/catalogo/saggisti…

Il copioso carteggio tra Giorgio Cesarano e Roberto Roversi delinea la storia di una conoscenza che, in undici anni di lettere e incontri, si trasformò in fraterna amicizia, radicata nella difficile situazione che l’Italia visse tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Solidarietà e sostegno sono le parole chiave di questo legame: nelle lettere, come nella vita, la loro vicinanza ideologica li ha portati a condividere le tematiche trattate nelle loro opere, il modo di affrontare il nascente “mercato culturale” e la responsabilità civile di partecipare alla lotta al fianco dei giovani, in anni così caldi come quelli attorno al Sessantotto. Due compagni di strada, distanti nel carattere ma non nel pensiero; due spiriti affini, caratterizzati da un modo militante di vivere nel mondo, senza aver paura di schierarsi. Il carteggio rivela poi, sul piano umano, un affetto che non venne mai meno, soprattutto nei momenti di difficoltà confidati da Giorgio nelle lettere: lui, che visse la sua vita forse troppo intensamente, trovò in Roberto un amico vero e sincero.
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#carteggio #Cesarano #ChiaraCotignoli #epistolario #GiorgioCesarano #Lettere #LibrerieCoop #LibrerieCoopZanichelli #MassimilianoCappello #Pendragon #RobertoRoversi #Roversi

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oggi, 29 maggio, università di cagliari: eLIT – il futuro della letteratura, la letteratura del futuro


locandina eLIT
cliccare per ingrandire

OGGI, giovedì 29 maggio, h. 16
CAGLIARI. L’Università di Cagliari, con il dipartimento di lettere, lingue e beni culturali, il dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia e il dipartimento di scienze politiche e sociali, in collaborazione con la rivista di cultura poetica Erbafoglio e la web community LEI – Letteratura Elettronica Italia presentano il convegno E-LIT. Il tema dell’incontro sarà il particolare ambito della letteratura digitale, e-Literature o eLiterature e l’uso delle moderne metodologie creative di produzione artistica, letteraria e multimediale.

La letteratura elettronica unita, attraverso la rete e il web, alla convergenza dei media e alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha permesso nel recente passato e permette ancora di più oggi, grazie anche alla recente diffusione delle tecnologie AI di intelligenza artificiale, di produrre innovativi lavori letterari e multimediali, in grado di coniugare i tanti e diversi linguaggi contemporanei letterari e artistici, di quelle che saranno le nuove forme d’arte e di letteratura del futuro.

L’evento, che sarà aperto a tutti gli studenti universitari e al pubblico, vedrà il contributo di docenti, professori e ricercatori che interverranno sul tema della eLIT insieme ai diversi ospiti, artisti e autori di letteratura elettronica.

Il convegno si concluderà con un evento performativo di reading, poesia, musica e video curato dai poeti, musicisti, artisti e redattori della rivista Erbafoglio.

Il programma:

Moderatore: Duilio Caocci: ricercatore – Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali

Interventi:

Elisabetta Gola: direttrice del Dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia

Emiliano Ilardi: professore ordinario – Dipartimento di scienze politiche e sociali

Roberta Iadevaia: ricercatrice indipendente – autrice del libro «Per una storia della letteratura elettronica italiana»

Fabrizio Venerandi: scrittore, poeta e programmatore, autore di «Necronomicon», primo videogioco letterario online italiano,

Marco Giovenale: poeta, scrittore, giornalista, autore di vari progetti dedicati alla eLIT tra cui GAMMM.org, Asemic e Slowforward

Arnaldo Pontis: informatico, musicista, redattore della rivista Erbafoglio, autore del progetto «Ipertesto Poetico 4D»

Antonello Zanda: direttore della rivista Erbafoglio e della Cineteca sarda

Reading, poesia, video e musica:
curato dai poeti, artisti e redattori di Erbafoglio, storica rivista di cultura poetica, edita a Cagliari dal 1987 che, a partire dal numero 30 “Futuro”, ospita una rubrica dedicata alla eLIT. La rivista è da sempre attenta alle forme di avanguardia ed espressione artistica e alle contaminazioni più innovative tra poesia, letteratura, arti visive, fotografia, musica, cinema, digital-art e fumetto.

Poeti e redattori di Erbafoglio: Antonello Zanda, Roberto Belli, Alberto Lecca, Arnaldo Pontis, Anna Chiara Atzei, Roberto Serra, Giovanni Fancello, Alessio Liberati, Fabrizio Raccis, Laura Stochino.

Foto e video: Raimondo Gaviano

Musiche: Roberto Belli e Arnaldo Pontis

*

Gli ospiti:

Duilio Caocci: insegna Letteratura italiana e Letteratura sarda presso la Facoltà di Studi Umanistici di Cagliari. Dal 2016 è segretario della Commissione nazionale per l’opera omnia di Grazia Deledda istituita presso il Ministero per i beni e le attività culturali. È inoltre condirettore del seminario internazionale sull’opera di Andrea Camilleri e redattore dei Quaderni camilleriani. Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura italiana medievale e sulla letteratura sarda tra Cinque e Novecento.

Elisabetta Gola: insegna discipline legate alla filosofia del linguaggio, alla semiotica e alla comunicazione all’università di Cagliari. Presso la stessa università, è prorettrice per la comunicazione e l’immagine e direttrice del dipartimento di Pedagogia, psicologia, filosofia. Ha curato con Donatella Capaldi il volume “Nuovi spazi della poesia. Metamorfosi, reti apprendimento” (2022)

Emiliano Ilardi: Insegna “sociologia della comunicazione e dell’Immaginario” e “media studies e digital storytelling” presso l’Università di Cagliari dove è anche Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in “innovazione sociale e comunicazione”. Svolge da anni attività di ricerca nei campi della Sociologia dell’Immaginario (soprattutto letterario, audiovisivo e musicale), della Sociologia Urbana, della Comunicazione e Valorizzazione dei Beni Culturali. Tra le sue più recenti pubblicazioni in volume: “Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo” (con A. Ceccherelli, 2021)

Roberta Iadevaia: giornalista pubblicista, ricercatrice indipendente, dottorato in Visual and Media Studies allo IULM di Milano. Dal 2013 è membro della Electronic Literature Organization http://www.eliterature.org. Autrice del libro: “Per una storia della letteratura elettronica italiana”, (Mimesis Edizioni, 2021). Nel 2014 ha co-curato OLE.01 il Festival internazionale della letteratura elettronica. I suoi saggi sulla letteratura elettronica sono presenti in diverse pubblicazioni italiane e internazionali.

Fabrizio Venerandi: scrittore, poeta e programmatore. Con Alessandro Uber ha scritto nel 1989 “Necronomicon”, il primo videogioco multiutente online italiano. Ha insegnato progettazione di ebook multimediali al master di editoria della Cattolica di Milano e Officina Visual Novel all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova ed è docente di materie umanistiche nella scuola secondaria. Ha pubblicato testi di narrativa, poesia, saggistica e diversi lavori di letteratura elettronica. Tra i più recenti: “Manuale di letteratura elettronica” (2024) e “Gli esseri umani sono macchine? “ (2024).

Marco Giovenale: editor indipendente, insegna Storia delle scritture italiane contemporanee, presso www.centroscritture.it. Dirige la collana di testi sperimentali “SYN”, per le edizioni ikonaLìber. Nel 2006 ha fondato gammm.org, progetto di scritture di ricerca per cui, con altri redattori, è autore del libro collettivo “Prosa in prosa” (Le Lettere, 2009; Tic 2020). Tra i suoi libri più recenti: “Prima dell’oggetto “(Déclic, 2025), ”A few obsidian stones –and landgrids” (Paper View Books, 2022”). Cura il sito: slowforward.net e il canale t.me/asemic.

Antonello Zanda: direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari www.cinetecasarda.it. Scrittore e critico, ha pubblicato articoli e saggi di letteratura, antropologia, filosofia, arti figurative e cinema. Laureato in filosofia, ha fondato numerose riviste che operano nei campi del cinema (Teorema), della critica d’arte (Ziqqurat) e della letteratura, in particolare la rivista di cultura poetica “Erbafogliowww.erbafoglio.it. che dirige dal 1987. È stato giornalista nella redazione nuorese de L’unione Sarda, autore di saggi e raccolte poetiche e ha curato diverse pubblicazioni editoriali e audiovisive.

Arnaldo Pontis: informatico, musicista, scrittore e redattore della rivista di poesia Erbafoglio. Autore del progetto “Ipertesto Poetico 4D” (1993). Si occupa da 35 anni di nuove tecnologie con produzioni di musica sperimentale, computer art e multimedia, poesia e letteratura elettronica. Ha fondato progetti collettivi come Machina Amniotica www.machinamniotica.it e Brigata Stirner www.brigatastirner.it (insieme a Roberto Belli, altro redattore di Erbafoglio) e Magnetica Ars Lab www.magnetica.org con cui ha all’attivo numerose produzioni discografiche, video, colonne sonore per cinema e teatro e centinaia di performance e concerti live.

*

pdf del comunicato stampa completo:
Comunicato Stampa – UniCA Evento eLIT 29 maggio 2025

youtg.net/canali/culture/64007…

#AntonelloZanda #ArnaldoPontis #DuilioCaocci #eLit #eLiterature #ElisabettaGola #eLiterature #EmilianoIlardi #Erbafoglio #FabrizioVenerandi #LEILetteraturaElettronicaItalia #letteraturaElettronica #musicA_ #poesia #RaimondoGaviano #reading #RobertaIadevaia #RobertoBelli #UniversitàDiCagliari #video

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Referendum: informarsi, partecipare, votare


Nella prima settimana di maggio, il periodico InChiostro ha dedicato un numero speciale alle scadenze elettorali, le elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, che si sono poi svolte tra il 14 e il 15 maggio, e l’appuntamento dei referendum dell’8 e 9 giugno, a cui oggi ci approssimiamo.

Alla presentazione dei referendum è dedicato un articolo di Riccardo Vigneri, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/29/refe…

#referendum2025

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Il gioco d’azzardo del Sistema Sanitario Nazionale


È da mesi che non faccio quelle stronzate del tipo di aprire le bustine di Pokémon finte, e certamente non sono tipa da passare a quelle reali o a fare le cosidette bollette (sono sempre più tirchia ogni giorno della mia vita che passa)… eppure, la mia dose abituale di gambling, di scommettimento, la ho in ogni caso, ora che ci penso. E no, non sono felice di ciò, perché non l’ho scelto io… ma la regione, o forse addirittura il Sistema Sanitario Nazionale, non so bene. 🙀

Mi rendo conto infatti solo ora, essendo ormai costretta a prenderci parte, dell’esistenza di questa che posso presumere essere una forma di gioco d’azzardo estremamente diffusa in Italia… la lotteria della prenotazione. Insomma, non faccio le bollette, ma le ricette si… ed evidentemente il nome è molto simile non a caso, ops. Sostanzialmente, l’estremamente ostico gioco consiste non altro che nel riuscire a prenotare una prestazione sanitaria in un tempo decente… e l’azzardo è dato dall’imprevedibile non-determinismo delle date di disponibilità. 😵‍💫

Esattamente così. Sostanzialmente, quando si ha bisogno di prenotare una semplice visita con l’impegnativa del medico di base, che sia direttamente nel pubblico o anche nel privato se con convenzione SSN (perché qua siamo tirchi, e più soldi di quanto costa il ticket non li paghiamo, altrimenti è la fine), ogni giorno cambiano le date e gli orari disponibili, in buona parte dei luoghi. Ogni giorno bisogna controllare se ci sono disponibilità a termine decentemente breve (cioè meno di un fottuto mese, perché io tra un mese non so manco se sarò su Marte o a marcire in camera — anche se una delle due cose è molto più probabile), e magari un giorno ci sono e quello dopo no, e quello dopo o dopo ancora tornano, o magari sono anche meglio di prima… un inferno di incertezze!!! 🤯

Detto così, però, sembra giusto un fastidio e non un vero e proprio azzardo, perché non è evidente il rischio a cui si incorre nello scegliere di agire o non agire… solo perché non si ha da mettere soldi su un tavolo, ma il pericolo è molto più subdolo. Come giocare al Pachinko con 1 solo euro (facciamo finta sia questo il minimo in qualsiasi parlor, per capirci), nel gioco della prenotazione si ha 1 sola ricetta, quindi 1 sola chance. Capite quindi che c’è un vero rischio, che va valutato quando per qualche motivo si perde uno slot estremamente conveniente (per esempio, perché non si ha la fortuna di non avere un cazzo da fare, e dunque non si può accettare un appuntamento tra 3 giorni)… prenotare oggi e aspettare 2 settimane, o rimandare a domani sperando che i tempi si accorcino a 1 settimana… o che si allunghino a 4 e non scendano più. E non ci sono carte da poter contare. 🎰

Quindi insomma, mi trovavo ora a dover prenotare l’ennesima roba (e spero vivamente che questa sia l’unica cosa rimasta, altrimenti davvero mi devo far saltare in aria, che la situazione rischia di rivelarsi definitivamente disperata), e domenica sera c’era una disponibilità per giovedì, che ho dovuto non prendere per via degli impegni di merda… quindi, giustamente, il giorno dopo questa si è spostata al primo luglio. Questo senza parlare di un’altra che si è spostata ad agosto, ed altre 2 che nella mia zona sono praticamente sempre segnate per mesi ancora più lontani a seguire, per questa visita, che io bah proprio assurdo tremendo! Poi stanotte è di nuovo cambiato tutto, e all’ambulatorio qui è tornato giugno… quindi ho prenotato per il 10, tra due settimane. 🪁

Non potete assolutamente biasimarmi!!! L’appuntamento è per un orario stranissimo, cioè poco dopo le 19, ma almeno sia il giorno che il momento sono sicuri. Il pomeriggio prima ho altri impegni e quindi devo incastrare tutto, mentre la mattina sospetto di dover fare un (1) esame alla spakkiversità (e ovviamente di semplice sospetto si tratta, perché il calendario degli appelli in parte c’è, ma a chi deve fare le prove intercorso non è mai dato sapere dettagli se non giorni prima)… quindi giornata piena, ma almeno le probabilità che l’altro professore stronzo ci piazzi la sua altra prova intercorso proprio in quel pomeriggio sono estremamente scarse (almeno, in teoria; poi in pratica questa università si regge sui casi limite). Il problema con questa cosa non è nemmeno tanto arrivare a inizio luglio, ma il rischiare di fare ancora più tardi di ciò, perché il dover andare o meno a fare un esame esce fuori letteralmente dal nulla, quindi meglio puntare basso. 🐽

Ora, a parte tutto, sarebbe simpatico sapere di chi è la colpa… giusto così, per pura e semplice curiosità, assolutamente non per commettere del trolling missilistico nucleare con droni autocomandati… solo per capire e non per fare cose di conseguenza, insomma. Sarebbe facile supporre questo sia un problema della piattaforma di CUP online Sinfonia (che, come abbiamo già visto, di bug ne ha), e dunque in maniera sacrilega asserire che il governatore-imperatore Vincenzo De Luca sarebbe un cazzaro a parlare di burocrazia zero e prima regione d’Italia per le liste d’attesa e tutte queste bestemmie qui… ma no, perché il problema vale anche per i privati, come ho detto, per i quali si prenota contattando gli stessi, difficile sia un problema del CUP! Quindi, non so, semplicemente credo il Sistema Sanitario Nazionale sia sempre più vicino al collasso, e di questo dobbiamo ringraziare non solo il governo (nazionale) peggiore di tutta l’Italia repubblicana, ma francamente pure i vari precedenti… oooh, se dobbiamo ringraziare. 🙏

L’unica ipotesi “a lieto fine” (pensa a che punto sto, se mi devo rallegrare così) che posso fabbricare a riguardo di questa stranezza è che tutto ciò sia effettivamente, di design, dovuto ad un sistema simil-azzardo estremamente perverso (e non so quanto funzionante) per ridurre (evidentemente non abbastanza; chiedete a mia nonna) il problema delle liste di attesa infinite, facendo si che eventuali tante persone che prenotano la stessa cosa non possano andare da subito a riempire i primissimi slot disponibili, costringendo le persone subito dopo a prendere quelli abbastanza dopo, e così via; bensì, almeno alcuni spazi a breve termine dovrebbero matematicamente rimanere sempre disponibili, entro un certo tetto… pero non lo so. Io spero solo di non aver perso la mia scommessa, accettando il 10 giugno. 💔

#azzardo #Campania #CUP #gambling #gioco #Italia #medicina #prenotazioni #sanità #SistemaSanitario #SistemaSanitarioNazionale #SSN


la Campania superotta di cui online ogni cosa si spacca


La propaganda infinita del presidente De Luca, con la sua “burocrazia zero“, si sfalda appena apri le piattaforme online della regione #Campania… e mamma mia, ogni volta è sempre peggio della precedente. Per qualche motivo qui è veramente tutto rotto in un modo o nell’altro, escono fuori robe che giuro, le farei meglio io da sola, e a me manco mi pagano! (Sto per scoppiare.)
Schermata di sinfonia.regione.campania.it/plugin/cup in Chromium, devtools aperti per evidenziare il container dell'iframe, 696x25247700
Questo di stavolta è il portale sanità della regione, Sinfonia, e questa è la pagina per cercare e creare prenotazioni. Non andrò più avanti di così, perché di questo passo ho paura — francamente avrei prenotato per telefono direttamente, ma nessuno maremma bona risponde — rendiamoci conto di che roba! Innanzitutto, l’effettivo applet gira dentro un iframe, perché a quanto pare l’hanno sviluppato come componente separato dal sito… ci può stare, ma poi questo iframe diventa alto 25 milioni di pixel (AIUTO) in schermate come questa, perché evidentemente non sanno come ridimensionarlo per bene dinamicamente, e la conseguenza è che si potrebbe scrollare per interi chilometri di spazio bianco prima di arrivare al footer del sito, in questo stato!

Poi ci sono altri aspetti meno divertenti… Tipo che nella home ci sono diversi tasti disposti a griglia autodimensionata, però il primo gruppo è centrato orizzontalmente, mentre il secondo è ancorato a sinistra… Oppure tipo che la pagina “Note relative al Copyright” è vuota (carica correttamente, ha la struttura del sito, ma nessun contenuto)… Oppure che in generale la #piattaforma è così rotta che su Firefox non funziona il login via SPID, perché cliccando sul tasto di un provider non succede nulla, nonostante io abbia disattivato sia le protezioni integrate di Mozilla, sia NoScript, sia uBlock Origin… ma allo stesso tempo non da errori in console… È tutto così indescrivibile. (Vesuvj, salvaci tu!)
Parte inferiore della home del sito
#Campania #piattaforma


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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola, un viaggio sulla Luna e gli ammassi stellari nel cielo dell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti della Luna e di remote stelle, emozionanti osservazioni dei crateri lunari e degli ammassi stellari più distanti con l’ausilio di un potente telescopio da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

oasdg.astrocampania.it/2025/05…

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Il Festival di Castellaro Lagusello: un laboratorio educativo a cielo aperto

edu.inaf.it/news/eventi/festiv…

Dal 6 all’8 giugno 2025 torna a Castellaro Lagusello (MN) il Festival di Astronomia “L’Universo in tutti i sensi”, con attività multisensoriali e inclusive per avvicinare tutti, anche con disabilità, alla scoperta dell’Universo.

#CastellaroLagusello #festival #GruppoStorieINAF #inclusione #OAECenterItaly

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oggi, 28 maggio, a roma, villa lais: letture da “prima dell’oggetto”, di mg (déclic, 2025)


OGGI, mercoledì 28 maggio, alle ore 20:30
a Roma, Villa Lais (via G. Cagliero 20)
nel contesto della rassegna Villa Lais legge,

reading da

PRIMA DELL’OGGETTO


di Marco Giovenale
(déclic, 2025)

evento fb:
facebook.com/events/1251051416…

copertina di "Prima dell'oggetto", di Marco Giovenale (déclic, 2025)

declicedizioni.it/prodotto/pri…

presentazione di Prima dell'oggetto a Villa Lais (Roma)

*
un estratto dal libro:
declicedizioni.it/wp-content/u…

#déclic #déclicEdizioni #MarcoGiovenale #PrimaDellOggetto #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #proseBrevi #prose_ #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #VillaLais #VillaLaisLegge

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oggi, 28 maggio, a bologna: ‘cobalto. rivista antologia’ @ modo infoshop

src: CulturaBologna


A Bologna, presso la libreria Modo Infoshop
(via Mascarella 247b)
oggi, mercoledì 28 maggio alle ore 18:00

presentazione di

COBALTO. RIVISTA ANTOLOGIA
PER LA DIFFUSIONE DELLA POESIA SPERIMENTALE


rivista d'arte e materiali verbovisivi COBALTO
cliccare per ingrandire

Mauro Bianchi, Gianni Curreli e John Gian. Parteciperanno con letture e performances anche alcune/i poete/i presenti nel n. Zero e verranno messe in mostra le 20 opere contenute in una delle copie realizzate.
Cobalto (autoproduzione, 2025)
Non pagine stampate, ma qualcosa di diverso, che va oltre la rivista stessa, un’espressione artistica collettiva senza l’intermediazione della “riproducibilità”, ma con l’unicità di un’opera viva, un contenitore per raccontare come la poesia possa esistere in un mondo dove appare superflua.
I tre curatori, Mauro Bianchi, Gianni Curreli e John Gian, che hanno una lunga esperienza nell’ambito della poesia, delle arti visive e dell’organizzazione di eventi internazionali, hanno proposto ad alcuni poeti e artisti visivi di realizzare a tema libero, in piccolo formato (cm. 15×15), una serie di opere numerate e firmate.
Le opere raccolte in una scatola, realizzata a mano ad hoc e numerata, vanno a formare ii numero Zero di questa “rivista” unica e originale.
Il n. Zero in particolare è dedicato al poeta veneziano Francesco “Chicco” Giusti che ha realizzato quest’ultimo lavoro prima di lasciarci.
Hanno scritto in Cobalto Zero:
Mónica Caldeiro (Spagna), Mara Cini (Italia), Philippe Constantin (Svizzera), Gianni Curreli (Italia), Rita Degli Esposti (Italia), Frankie Fancello (Italia), Heike Fiedler (Svizzera), John Gian (Italia), Francesco Giusti (Italia), Coco Gordon (U.S.A.), A.C. Hello (Francia), Louise Landes-Levi (U.S.A), Jean Monod (Francia), Paolo Mazzuchelli – PAM (Svizzera), Simon Pettet (Gran Bretagna), Esther Roth (Svizzera), Alessandro Seu (Italia), Pierre Thoma (Svizzera), Caroline Tricotelle (Francia) e Pasquale Verdicchio (Canada).

#ACHello #AlessandroSeu #art #arte #Bologna #CarolineTricotelle #ChiccoGiusti #Cobalto #CocoGordon #EstherRoth #FrancescoChiccoGiusti #FrancescoGiusti #FrankieFancello #GianniCurreli #HeikeFiedler #JeanMonod #JohnGian #LouiseLandesLevi #MaraCini #materialiVerbovisivi #MauroBianchi #MónicaCaldeiro #ModoInfoshop #PaoloMazzuchelliPAM #PasqualeVerdicchio #PhilippeConstantin #PierreThoma #poesiaSperimentale #poesiaVisiva #RitaDegliEsposti #SimonPettet #sperimentazione #vispo

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BUGCODE_NDIS_DRIVER nel momento in cui click click


Windows è una cosa allucinanta e non abbiamo nulla di nuovo sotto il sole, in questo senso, ok. Però questo è proprio uno di quei casi in cui mi vengono in testa dubbi, domande; mi chiedo sinceramente come sia possibile che siamo arrivati nell’anno di nostro Signore 2025 con la tecnologia che, bene o male — anche se decisamente più male che bene — funziona, se nei momenti in cui fallisce lo fa in maniera così catastrofica ed inspiegabile. Vedete e ammirate, che roba mi ha riservato ieri (…e che io sto inviando solo ora, perché sono io)… 🙊

Forse questo è infatti il bug più strano che mi è successo fin’ora con il sistema operativo malefico, sul mio PC fisso. Ma no, la cosa più strana non è il fatto che il computer si fosse completamente freezato su questa schermata blu, non rispondendo a nessun tasto, che per tipo 3 minuti è rimasta così fin quando non mi sono scocciata e ho riavviato l’hardware col tasto RESET… La cosa che non capisco è come ci è arrivato in primo luogo a crashare in questo modo, il sistema, porco di un Bill Gates! 😳

Ho semplicemente fatto, mentre il PC era regolarmente connesso ad Internet via Ethernet, e tutte le mie applicazioni funzionavano su Internet, ma per qualche motivo il sistema Windows credeva di non avere connessione Internet, la seguente merdata: in Esplora Risorse > Questo PC, ho fatto Aggiungi una posizione di rete, quindi Avanti, ed è apparso un popup stile Windows 7 che chiedeva di configurare una connessione DSL o dial-up (nel 2025, e che dobbiamo fare). Visto che non mi faceva cliccare sotto, e cancellando il dialogo si chiudeva l’intero wizard, ho cliccato avanti su una delle due opzioni… ed immediatamente è crashato tutto. 💣

Il codice di errore era BUGCODE_NDIS_DRIVER, che Microsoft dice che “indica che il sistema operativo ha rilevato un errore in un driver di rete“… e questo era già evidente, visto che lui era proprio convinto di non avere connessione, con anche sempre la classica icona del no connessione sulla taskbar, però mi faccia il piacere: o deve crashare subito, perché un driver si è spaccato, o non deve crashare proprio, perché evidentemente lo spacc in questione non è rilevante. Non ha il minimo senso che crashi perché ho semplicemente cliccato un tasto nella GUI di quello che in teoria è un processo userspace! 😭

#BSOD #bug #bugcode #BUGCODENDISDRIVER #crash #driver #network #Windows

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da oggi, 27 maggio, aamod presenta il nuovo “found footage fest”


locandina del found footage festival, AAMOD
cliccare per ingrandire

Al via la terza edizione di UnArchive Found Footage Fest

Dal 27 maggio al 1° giugno 2025, Roma torna a essere il cuore pulsante del riuso creativo delle immagini d’archivio con UnArchive Found Footage Fest, festival internazionale diretto da Marco Bertozzi e Alina Marazzi, e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

Con oltre 100 opere in programma e 10 luoghi nel cuore di Trastevere, UnArchive propone un viaggio unico tra cinema, memoria e innovazione, accogliendo grandi ospiti del panorama internazionale come Leos Carax, Bill Morrison, Eyal Sivan, Lina Soualem, Andrei Ujică e molti altri.

🌐 tutto il programma, gli eventi speciali, le masterclass e le installazioni su unarchivefest.it

#AAMOD #AlinaMarazzi #AndreiUjică #ArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocratico #BillMorrison #EyalSivan #LeosCarax #LinaSoualem #MarcoBertozzi #UnArchiveFoundFootageFest

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29 maggio, università di cagliari: eLIT – il futuro della letteratura, la letteratura del futuro


locandina eLIT
cliccare per ingrandire

giovedì 29 maggio, h. 16
CAGLIARI. L’Università di Cagliari, con il dipartimento di lettere, lingue e beni culturali, il dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia e il dipartimento di scienze politiche e sociali, in collaborazione con la rivista di cultura poetica Erbafoglio e la web community LEI – Letteratura Elettronica Italia presentano il convegno E-LIT. Il tema dell’incontro sarà il particolare ambito della letteratura digitale, e-Literature o eLiterature e l’uso delle moderne metodologie creative di produzione artistica, letteraria e multimediale.

La letteratura elettronica unita, attraverso la rete e il web, alla convergenza dei media e alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha permesso nel recente passato e permette ancora di più oggi, grazie anche alla recente diffusione delle tecnologie AI di intelligenza artificiale, di produrre innovativi lavori letterari e multimediali, in grado di coniugare i tanti e diversi linguaggi contemporanei letterari e artistici, di quelle che saranno le nuove forme d’arte e di letteratura del futuro.

L’evento, che sarà aperto a tutti gli studenti universitari e al pubblico, vedrà il contributo di docenti, professori e ricercatori che interverranno sul tema della eLIT insieme ai diversi ospiti, artisti e autori di letteratura elettronica.

Il convegno si concluderà con un evento performativo di reading, poesia, musica e video curato dai poeti, musicisti, artisti e redattori della rivista Erbafoglio.

Il programma:

Moderatore: Duilio Caocci: ricercatore – Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali

Interventi:

Elisabetta Gola: direttrice del Dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia

Emiliano Ilardi: professore ordinario – Dipartimento di scienze politiche e sociali

Roberta Iadevaia: ricercatrice indipendente – autrice del libro «Per una storia della letteratura elettronica italiana»

Fabrizio Venerandi: scrittore, poeta e programmatore, autore di «Necronomicon», primo videogioco letterario online italiano,

Marco Giovenale: poeta, scrittore, giornalista, autore di vari progetti dedicati alla eLIT tra cui GAMMM.org, Asemic e Slowforward

Arnaldo Pontis: informatico, musicista, redattore della rivista Erbafoglio, autore del progetto «Ipertesto Poetico 4D»

Antonello Zanda: direttore della rivista Erbafoglio e della Cineteca sarda

Reading, poesia, video e musica:
curato dai poeti, artisti e redattori di Erbafoglio, storica rivista di cultura poetica, edita a Cagliari dal 1987 che, a partire dal numero 30 “Futuro”, ospita una rubrica dedicata alla eLIT. La rivista è da sempre attenta alle forme di avanguardia ed espressione artistica e alle contaminazioni più innovative tra poesia, letteratura, arti visive, fotografia, musica, cinema, digital-art e fumetto.

Poeti e redattori di Erbafoglio: Antonello Zanda, Roberto Belli, Alberto Lecca, Arnaldo Pontis, Anna Chiara Atzei, Roberto Serra, Giovanni Fancello, Alessio Liberati, Fabrizio Raccis, Laura Stochino.

Foto e video: Raimondo Gaviano

Musiche: Roberto Belli e Arnaldo Pontis

*

Gli ospiti:

Duilio Caocci: insegna Letteratura italiana e Letteratura sarda presso la Facoltà di Studi Umanistici di Cagliari. Dal 2016 è segretario della Commissione nazionale per l’opera omnia di Grazia Deledda istituita presso il Ministero per i beni e le attività culturali. È inoltre condirettore del seminario internazionale sull’opera di Andrea Camilleri e redattore dei Quaderni camilleriani. Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura italiana medievale e sulla letteratura sarda tra Cinque e Novecento.

Elisabetta Gola: insegna discipline legate alla filosofia del linguaggio, alla semiotica e alla comunicazione all’università di Cagliari. Presso la stessa università, è prorettrice per la comunicazione e l’immagine e direttrice del dipartimento di Pedagogia, psicologia, filosofia. Ha curato con Donatella Capaldi il volume “Nuovi spazi della poesia. Metamorfosi, reti apprendimento” (2022)

Emiliano Ilardi: Insegna “sociologia della comunicazione e dell’Immaginario” e “media studies e digital storytelling” presso l’Università di Cagliari dove è anche Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in “innovazione sociale e comunicazione”. Svolge da anni attività di ricerca nei campi della Sociologia dell’Immaginario (soprattutto letterario, audiovisivo e musicale), della Sociologia Urbana, della Comunicazione e Valorizzazione dei Beni Culturali. Tra le sue più recenti pubblicazioni in volume: “Figure del controllo. Jane Austen, Sherlock Holmes e Dracula nell’immaginario transmediale del XXI secolo” (con A. Ceccherelli, 2021)

Roberta Iadevaia: giornalista pubblicista, ricercatrice indipendente, dottorato in Visual and Media Studies allo IULM di Milano. Dal 2013 è membro della Electronic Literature Organization eliterature.org. Autrice del libro: “Per una storia della letteratura elettronica italiana”, (Mimesis Edizioni, 2021). Nel 2014 ha co-curato OLE.01 il Festival internazionale della letteratura elettronica. I suoi saggi sulla letteratura elettronica sono presenti in diverse pubblicazioni italiane e internazionali.

Fabrizio Venerandi: scrittore, poeta e programmatore. Con Alessandro Uber ha scritto nel 1989 “Necronomicon”, il primo videogioco multiutente online italiano. Ha insegnato progettazione di ebook multimediali al master di editoria della Cattolica di Milano e Officina Visual Novel all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova ed è docente di materie umanistiche nella scuola secondaria. Ha pubblicato testi di narrativa, poesia, saggistica e diversi lavori di letteratura elettronica. Tra i più recenti: “Manuale di letteratura elettronica” (2024) e “Gli esseri umani sono macchine? “ (2024).

Marco Giovenale: editor indipendente, insegna Storia delle scritture italiane contemporanee, presso www.centroscritture.it. Dirige la collana di testi sperimentali “SYN”, per le edizioni ikonaLìber. Nel 2006 ha fondato gammm.org, progetto di scritture di ricerca per cui, con altri redattori, è autore del libro collettivo “Prosa in prosa” (Le Lettere, 2009; Tic 2020). Tra i suoi libri più recenti: “Prima dell’oggetto “(Déclic, 2025), ”A few obsidian stones –and landgrids” (Paper View Books, 2022”). Cura il sito: slowforward.net e il canale t.me/asemic.

Antonello Zanda: direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari www.cinetecasarda.it. Scrittore e critico, ha pubblicato articoli e saggi di letteratura, antropologia, filosofia, arti figurative e cinema. Laureato in filosofia, ha fondato numerose riviste che operano nei campi del cinema (Teorema), della critica d’arte (Ziqqurat) e della letteratura, in particolare la rivista di cultura poetica “Erbafogliowww.erbafoglio.it. che dirige dal 1987. È stato giornalista nella redazione nuorese de L’unione Sarda, autore di saggi e raccolte poetiche e ha curato diverse pubblicazioni editoriali e audiovisive.

Arnaldo Pontis: informatico, musicista, scrittore e redattore della rivista di poesia Erbafoglio. Autore del progetto “Ipertesto Poetico 4D” (1993). Si occupa da 35 anni di nuove tecnologie con produzioni di musica sperimentale, computer art e multimedia, poesia e letteratura elettronica. Ha fondato progetti collettivi come Machina Amniotica www.machinamniotica.it e Brigata Stirner www.brigatastirner.it (insieme a Roberto Belli, altro redattore di Erbafoglio) e Magnetica Ars Lab www.magnetica.org con cui ha all’attivo numerose produzioni discografiche, video, colonne sonore per cinema e teatro e centinaia di performance e concerti live.

*

pdf del comunicato stampa completo:
Comunicato Stampa – UniCA Evento eLIT 29 maggio 2025

youtg.net/canali/culture/64007…

#AntonelloZanda #ArnaldoPontis #DuilioCaocci #eLit #eLiterature #ElisabettaGola #eLiterature #EmilianoIlardi #Erbafoglio #FabrizioVenerandi #LEILetteraturaElettronicaItalia #letteraturaElettronica #musica #poesia #RaimondoGaviano #reading #RobertaIadevaia #RobertoBelli #UniversitàDiCagliari #video

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‘roots§routes’, call for proposals: “noise” / “rumore”


.IT
(English below)

CALL FOR PROPOSALS

§RUMORE

ambiente, pratiche sociali e produzione musicale
Anno XV | n° 49 | Settembre – dicembre 2025
a cura di Antonio Mastrogiacomo, Stefano Giusti e Paola Bommarito

Invio abstract entro il 20 giugno 2025

In questo numero di roots§routes magazine vogliamo indagare il rumore come parte integrante del paesaggio sonoro e come agente trasformativo che abita tanto le derive della composizione contemporanea quanto le culture musicali nate ai margini, dai rave alle sperimentazioni noise, dalla techno all’industrial, dalla sound art all’attivismo acustico.

Siamo alla ricerca di contributi che affrontino il rumore non solo come oggetto sonoro, ma come concetto attraversato da molteplici tensioni – estetiche, politiche, ecologiche, tecnologiche, urbanistiche – contaminate da saperi, discipline e pratiche differenti.

Leggi la declinazione tematica integrale del nuovo numero: roots-routes.org/call-for-prop…


.EN

CALL FOR PROPOSALS

§Noise
environment, social practices and music production

Year XV | n° 49 | September – December 2025

edited by Antonio Mastrogiacomo, Stefano Giust and Paola Bommarito

Abstract submission by 20 June 2025

english version

In this issue of roots§routes magazine we want to investigate noise as an integral part of the soundscape and as a transformative agent that inhabit both the drifts of contemporary composition and the musical cultures born on the margins, from rave to noise experimentation, from techno to industrial, from sound art to acoustic activism.

We are looking for contributions that address noise not only as a sound object, but as a concept crossed by multiple tensions – aesthetic, political, ecological, technological, urbanistic – contaminated by different knowledges, disciplines and practices.

More info: roots-routes.org/english-call-…

#AntonioMastrogiacomo #cultureMusicali #margini #margins #musicalCultures #PaolaBommarito #rootsRoutes #rootsRoutes #rootsRoutes #rootsRoutesMagazine #StefanoGiust

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Dal 27 al 29 giugno 2025, la terza edizione del Festival Internazionale di Musica per l’Ambiente (FESIME).


La manifestazione si terrà presso l’École Gounghin nord a Ouagadougou.
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La terza edizione del Festival Internazionale di Musica per l’Ambiente (FESIME) si svolgerà il 27, 28 e 29 giugno 2025 presso l’École Gounghin nord a Ouagadougou. Questo evento di rilevanza internazionale, organizzato dall’Associazione African Child Project, è stato ufficialmente annunciato il 19 maggio 2025.

La terza edizione del FESIME avrà come tema centrale “Responsabilità individuale e collettiva nella lotta contro il cambiamento climatico: il caso del Burkina Faso”. Il programma del festival promette di offrire un’ampia gamma di attività relative ai problemi del cambiamento climatico e della protezione ambientale. Un panel informativo vedrà la partecipazione di esperti nazionali e internazionali nel campo della tutela dell’ambiente e del cambiamento climatico, creando un’importante occasione di confronto e discussione.

Ibrahim Simporé, noto come Ras Simposh, artista musicale e presidente dell’Associazione African Child Project, ha dichiarato che durante i tre giorni del festival verrà presentata una pièce teatrale riguardante la protezione ambientale e il cambiamento climatico. Artisti musicisti, comici e attori saliranno sul palcoscenico del FESIME non solo per intrattenere, ma anche per sensibilizzare i partecipanti e la comunità di Gounghin sulle sfide legate al cambiamento climatico. Inoltre, l’Associazione African Child Project realizzerà un’importante donazione di generi alimentari a favore delle persone sfollate e vulnerabili di Ouagadougou.

“Il nostro obiettivo principale è quello di educare le giovani generazioni e le persone in generale sulle buone pratiche di protezione dell’ambiente,” ha affermato Ibrahim Simporé. La terza edizione del FESIME si concluderà con una campagna di riforestazione che coinvolgerà il quartiere di Gounghin e altre zone della città di Ouagadougou, sottolineando ulteriormente l’impegno verso lo sviluppo sostenibile.

In occasione dell’annuncio delle date del festival, il comitato organizzativo ha scelto di promuovere una giornata di pulizia presso il liceo Songtaaba, situato a Gounghin. Invece di ricorrere a una classica conferenza stampa, il comitato ha voluto, come spiegato da Ibrahim Simporé, coinvolgere i giovani nella dinamica di protezione dell’ambiente. “L’educazione è il fondamento di ogni sviluppo. Ecco perché abbiamo scelto il liceo Songtaaba per diffondere queste informazioni. Sono convinto che essi a loro volta possano trasmettere il messaggio ai loro coetanei,” ha concluso Ibrahim Simporé.

Fonte: faso7.com

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Il campo magnetico terrestre

edu.inaf.it/rubriche/astronomo…

Cerchiamo di capire come funzionano le inversioni del campo magnetico terrestre

#campoMagnetico #Terra

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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025


found footage fest_ a cura di AAMOD

Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.

La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.

Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.

Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.

La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.

La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.

UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private

#AAMOD #AgostinoFerrente #AlinaMarazzi #AmericanAcademyInRome #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #ArchivioLuce #Auditorium #ComuneDiRomaAssessoratoAllaCultura #CostanzaQuatriglio #CSCCinetecaNazionale #DelegazioneDelQuébecARoma #EyalSivan #FedericaFoglia #FondazioneMusicaPerRoma #IstitutoPolaccoARoma #JohnCabotUniversity #MarcoBertozzi #NuovaAccademiaDiBelleArtiNABA_ #Unarchive #UnArchiveFoundFootageFest #UniversitàIULM

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Carmelo Mendola, un artista fuori dal coro


Carmelo Mendola è il nome di un artista che, forse, ai catanesi non dice molto. Tutti però conoscono la fontana dei Malavoglia, collocata in piazza Verga. Si tratta infatti di una delle realizzazioni più rappresentative di questo singolare scultore il cui percorso artistico si è sviluppato al di fuori degli ambiti tradizionali ma che può ancora essere conosciuto visitando la piccola ma […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/27/carm…

#AtelierMendola #CarmeloMendola #GiovanniVerga #IleanaMendola

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“Can I just rip my face off?” — “Posso semplicemente staccarmi via la faccia?”

CAN I JUST RIP MY FACE OFFpinterest.com/pin/145170787982…
Oggi sono veramente cucinata internamente… per nessuna ragione sensata. La giornata ovviamente non è andata male, affatto, però personalmente mi sento veramente cagata a pressione, un pochino. In senso letterale, sarà perché stamattina presto dovevo fare l’atto grosso, ma alla fin dei conti non è uscito niente — se non una quantità tale di aria da scombussolarmi la pressione interna, mi sa — ma non penso sia quello il problema, perché poi più tardi nella giornata ho fatto, e bona, mi è passato subito anche il leggero male al pancino. E allora, che cazzo accade?!?!?! 🤯

Forse il problema sarà che… stamattina avevo da fare il mio… nel mentre che pensavo ad almeno altre 2 cose. Quindi, nel resto della giornata avrò fatto tipo altre 3 cose… nel mentre che pensavo forse ad altre 6 cose. E alla fine qualcosina si conclude sempre, ma l’anima si logora, e vorrei ben vedere. E anzi, contemporaneamente, mi sento anche leggermente spaccata, e mi sembra che alcune cosine stupide mi sfuggano, quindi direi che anche la mente e il corpo si stanno logorando… ma non posso tornare all’esclusivo rotting regà, devo fare le cose, pure se il prezzo da pagare è così alto e severo (ed ingiusto). 😟

Quindi, boh, la soluzione sembrerebbe essere veramente solo lo staccarmi la faccia di dosso. Distruggere, spaccare, scorticare, mutilare, violentare, eliminare… l’urgia è specialmente forte quando capitano quei momenti fastidiosi in cui le distrazioni non ci sono o non sono abbastanza potenti, tipo quando si mangia a tavola e il pasto dura troppo tempo, oppure quando si sta nel lettino tentando di cadere nel sonno eterno, facendo sempre grande fatica a tenere le mani ferme. Ma purtroppo subirei ritorsioni se facessi ciò che ritengo necessario, quindi la teoria secondo cui sono nata per soffrire non può che essere riconfermata. 💔

Su una nota meno disperata, ma non di chissà quanto… si può anche dire che sto letteralmente perdendo pezzi. Stamattina, mentre correvo per non perdere l’autobus, su quella lieve salita ultrastancante maledetta, mi sono caduti per terra gli auricolari — da non ricordo se la tasca della felpa, estremamente striminzita ed esposta, oppure da quella dei pantaloni, dopo che avrò tirato fuori un fazzoletto per raccogliere il mio muco marcio dal naso — e per fortuna che hanno fatto un leggero rumore ed urto sulla scarpa, quindi me ne sono accorta, altrimenti rischiavano di svanire per sempre. E, su una nota spaventosamente simile, al mio ritorno a casa cercavo il mio cavetto USB nello zaino, e sono stata un minuto sano a ravanare lì dentro, quasi sull’orlo di impanicarmi… fin quando poi non l’ho trovato, anche questo miseriosamente, lì per terra, sotto i miei piedi. Vorrei staccarmi pure le mani. 🤥
t.me/c/1519410362/417771

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[libro] God save the queer


Autrice: Michela Murgia
Titolo: God save the queer
Editore: Einaudi
Altro: ISBN: 9788806259105; collana Stile Libero; genere: saggio teologico; 14,50 euro; p. 146; postfazione di Marinella Perroni; I ed. 2022

Voto: 8/10

Sono stato battezzato, ho frequentato il catechismo, ho ricevuto la prima confessione (e anche l’ultima o quasi), comunione e cresima. Sono anche celibe (il matrimonio civile non conta) e quindi potrei diventare Papa. Ma la mia fede è sempre stata molto traballante e molto tiepida. Ogni tanto ho anche provato a rinverdirla, ma non c’è stato niente da fare. Forse a causa della scarsa cultura religiosa in casa, forse a causa di pessimi maestri al catechismo e nell’ora di religione a scuola (sì, mi sono fatto tutte le ore di religione dalle elementari alla quinta superiore), forse a causa della mia maestra elementare dichiaratamente atea e con passioni scientifiche, forse per nessuna di queste ragioni, è successo che attorno ai 25 anni ho deciso di dichiararmi ateo. Una definizione un po’ drastica, ma se essere religiosi significa credere in un dio metafisico, nell’aldilà e seguire riti più o meno bizzarri in qualche luogo di culto, ecco, io lì non ci sono, non credo di esserci mai stato, in verità. (Riti che hanno un grande fascino: l’elezione di un nuovo pontefice segue un protocollo che nessun romanziere di fantasy potrebbe eguagliare.)

Quella di ateo è una definizione drastica perché in realtà il senso religioso lo abbiamo un po’ tutti, chi più, chi meno, e anche io ce l’ho. È difficile ignorare che siamo in un Universo decisamente vasto, che siamo una caccola nel cosmo, che la nostra realtà materiale e sociale è enormemente complessa, bizzarra e affascinante da descrivere, conoscere, frequentare. È difficile anche ignorare che, come esseri umani, siamo capaci delle peggiori nefandezze come di atti estremamente altruisti e coraggiosi. La questione della libertà individuale pone dei quesiti esistenziali importanti. Il senso religioso penso sia un po’ questo: chiederci chi siamo, dove siamo, dove stiamo andando, chi vogliamo essere, come vogliamo porci rispetto al resto del mondo.

La religione può essere usata per rispondere a queste domande. Dichiaratamente cattolica, Murgia si è posta il problema di definire il suo credo, di metterlo in relazione alle sue convinzioni politiche, femministe e queer. Lo fa in modo estremamente coraggioso e acuto, mettendo in luce la portata rivoluzionaria della religione cattolica, arrivando a conclusioni che sottoscrivo praticamente tutte, o quasi. Conclusioni che non mi sono nuove, conclusioni che mettono in evidenza il vero messaggio cristiano, fatto di relazione fra pari, di assunzione di responsabilità, di coraggio, di attenzione agli altri, di giudizio, ma anche di perdono eccetera. Invece per me nuovo e straordinario il capitolo sul mistero della Trinità, che grazie a lei penso di aver capito (più o meno). Interessanti le connessioni teologiche con le nuove tecnologie. Murgia ha un senso del divino che evita le risposte facili, consolatorie.

Rimane però un punto importante: in tutto il libro, Dio, il dio metafisico delle religioni, è un concetto assolutamente superfluo. Si parla esclusivamente di rapporti umani, di eventi umani, di sentimenti umani, di fragilità umane, di potenzialità umane. Al massimo condite con il caso, ma che nel cattolicesimo è meglio chiamare come soffio dello Spirito Santo o come miracolo.

Si può avere speranza anche senza Dio; si può credere anche in un al di là, senza Dio; si può avere un’etica o una morale, senza Dio, senza per questo perdere di vista la nostra umanità e il senso di mistero che ci suscita l’universo in cui siamo. Veramente: si può fare tutto quello che fa, e oserei dire anche pensare, un credente, una credente come Murgia, senza presupporre l’esistenza di Dio. Siamo già a sua immagine e somiglianza e abbiamo mangiato il frutto dell’albero della conoscenza. Per essere come il Dio della Bibbia ci manca solo di mangiare il frutto dell’immortalità. Ma su questo ci stiamo lavorando.

Una nota al testo. Murgia usa per le persone i plurali sovra estesi indicati con una 3 finale. Quindi “Tutt3 siamo content3” sta per “Tutti e tutte siamo contenti e contente”. Al singolare si usa la ə. “Qualcunə ha una penna?” sta per “Qualcuna o qualcuno ha una penna?” Ovviamente per noi anziani rimasti indietro su queste novità all’inizio è un continuo “ma che cazzo!”, ma alla fine ci si abitua. Il mio cervello dopo un po’ ha messo un plurale a caso – di solito maschile – al posto del 3 e un genere a caso al posto della ə e via andare.

Buona lettura!

#cattolicesimo #godSaveTheQueer #libro #michelaMurgia #recensione #religione #teologia

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No DL Sicurezza – Solidarietà a Luca Blasi. Partecipamo in massa alla Manifestazione Nazionale il 31 maggio a Roma


Colpito dai manganelli delle forze dell’ordine l’Assessore alla Cultura del III Municipio di Roma durante la manifestazione verso il Parlamento
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Lunedì 26 maggio 2025 mentre il Governo decide di mettere la fiducia sul DL Sicurezza in piazza le forze dell’ordine colpiscono con i manganelli Luca Blasi, Assessore alla Cultura del III Municipio di Roma, durante la manifestazione che voleva raggiungere il Parlamento. A Luca va la nostra piena solidarietà e gli auguriamo di riprendersi presto.

La Rete No DL Sicurezza terrà il 27 maggio una Conferenza stampa a Piazza Montecitorio e si sta preparando la manifestazione nazionale a Roma il 31 maggio a cui invitiamo a partecipare in massa.

Come Giuristi Democratici continueremo il nostro impegno e stiamo organizzando per il 21 giugno 2025 a Padova il Convegno – DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani insieme al Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”.

Di seguito il comunicato della Rete No DL Sicurezza.

RETE NO DL SICUREZZA: “LA MOBILITAZIONE PROSEGUE, SABATO GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE, DOMANI CONFERENZA STAMPA”

Oggi a Piazza Barberini a Roma un presidio di oltre mille manifestanti, con delegazioni provenienti da Venezia, Milano, Bologna, Padova e altre città, si è trasformato in un corteo spontaneo verso il Parlamento dove è in discussione in queste ore l’approvazione del Dl Sicurezza. Dopo aver utilizzato la decretazione d’urgenza per superare le difficoltà fuori e dentro l’aula, ora Meloni, Salvini e soci si apprestano a mettere la fiducia in aula. Una decreto che cambia la costituzione materiale del nostro paese, comprimendo la libertà, il dissenso e la possibilità stessa del conflitto sociale, avviene comprimendo addirittura il dibattito parlamentare!

L’arroganza del governo di estrema destra non sembra avere limiti. Così oggi ci siamo mossi per raggiungere Montecitorio venendo fermati dopo poche decine di metri da un robusto dispositivo di forze dell’ordine. Con strumenti di difesa e autotutela, abbiamo tentato di superare il blocco subendo due cariche. Abbiamo opposto una resistenza determinata dimostrando che in questo paese c’è una rete larga che non china la testa di fronte alla svolta autoritaria. Si sono registrati comunque alcuni feriti, tra cui Luca Blasi, coportavoce della Rete colpito ripetutamente dai manganelli mentre tentava di trattare il proseguimento della manifestazione.

La Rete No Dl Sicurezza, che da ottobre si batte contro la stretta autoritaria nel nostra paese, mette insieme forze sociali e politiche, movimenti per il diritto all’abitare e studenti, forze sindacali e associative, associazioni per i diritti umani e anti proibizioniste. Oggi abbiamo ribadito che il nostro percorso prosegue a partire dalle prossime ore.

La giornata si è conclusa con un corteo in città fino alla Città Universitaria, dove si è tenuta un’assemblea che ha rilanciato i prossimi appuntamenti.

CONFERENZA STAMPA Martedì 27 maggio ore 13.00 Piazza Montecitorio

CORTEO NAZIONALE Sabato 31 maggio ore 14.00 Piazza Vittorio

Precedenti articoli

Maggio 2025 – Contro il Decreto Sicurezza mobilitiamoci il 26 e 31 maggio 2025

Maggio 2025 – Assemblea nazionale della Rete No DL Sicurezza – Intervento dei GD e report finale

Aprile 2025 – 4 Maggio 2025 – Assemblea Nazionale Rete No DL Sicurezza

Aprile 2025 – Il Decreto sicurezza in Italia – Intervista Avv. Roberto Lamacchia a COSMO Italiano

Aprile 2025 – No DL Sicurezza – Manifestazione nazionale 31 maggio 2025 a Roma

Aprile 2025 – DL Sicurezza – Siamo pronti

Aprile 2025 – Tra D.L. Sicurezza e Fonzie di Happy Days

Aprile 2025 – Cosa cambia nel testo del DL sicurezza rispetto a quello del DDL?

Aprile 2025 – Ci vogliono mettere paura ma non è il tempo della rassegnazione, è tempo di lottare per la libertà di tutt3

Aprile 2025 – In piazza contro decretazione urgenza su libertà civili e dissenso – No DDL Sicurezza

Aprile 2025 – DDL Sicurezza – GOLPE BUROCRATICO

Marzo 2025 – Ostruzionismo e mobilitazione della società civile fermano il ddl “sicurezza”: slitta la sua approvazione definitiva.

Marzo 2025 – Appello alla massima mobilitazione contro il DDL Sicurezza

Febbraio 2025 – A Bruxelles con la Rete nazionale A pieno Regime – No DDL Sicurezza

Gennaio 2025 – Due giornate intense per i nuovi appuntamenti della Rete No DDL Sicurezza – A pieno regime

Dicembre 2024 – Manifestazione nazionale a Roma contro il DDL Sicurezza


Contro il Decreto Sicurezza mobilitiamoci il 26 e 31 maggio 2025


Come discusso nell’ultima assemblea nazionale dello scorso 4 maggio la vasta coalizione che da mesi si mobilita contro il Decreto Sicurezza fa appello alla più ampia partecipazione alle iniziative del 26 maggio in occasione della conversione del Decreto in Legge e alla manifestazione nazionale del 31 maggio.

Fin dall’inizio del percorso come Giuristi Democratici siamo parte attiva della Rete No DDL Sicurezza – A pieno regime ed invitiamo alla massima mobilitazione per le prossime scadenze. Come contributo per contrastare la gravità svolta autoritaria sottesa al Decreto, come da più parti e in più occasioni denunciato, stiamo preparando per il 21 giugno 2025 a Padova una iniziativa nazionale per approfondire una seria controffensiva dal punto di vista legale collegata alle questioni di legittimità costituzionale del Decreto assieme a docenti di diritto costituzionale, diritto penale e procedura penale e avvocate ed avvocati.

Di seguito il comunicato della Rete No DDL Sicurezza di convocazione delle prossime iniziative.

CONTRO IL DECRETO SICUREZZA – FERMIAMO IL GOVERNO MELONI

Lunedì 26 maggio ore 12, Andiamo verso il Parlamento

Sabato 31 maggio ore 14, Manifestazione nazionale a Roma

Il 26 maggio il Decreto Sicurezza passerà in discussione alla Camera. Dopo la trasformazione del DDL in Decreto, il Governo ha tempo fino al 12 giugno per approvare definitivamente la legge. È questo il poco tempo che ci separa dal progetto autoritario a cui sta lavorando il Governo fin dal suo insediamento. Ma non è questo il tempo dell’attesa o della rassegnazione, bensì quello in cui alzare la testa!

Il giorno 26 di maggio invitiamo deputati e deputate all’insubordinazione dentro l’aula. Mentre fuori mostreremo che questo paese non è silente. Quel giorno, mentre si consumerà questa forzatura autoritaria, vogliamo portare la nostra voce sotto il Parlamento e per arrivarci praticheremo, se necessario, le più sane forme di democrazia: il dissenso, la disobbedienza, la discussione in piazza, anche di fronte ai palazzi del potere.

Nello scontro con le politiche liberticide e antipopolari di questo Governo stanno nascendo coalizioni e alleanze. Il 26 maggio non ci gireremo dall’altra parte, andremo avanti, consci di poter costruire le condizioni per uscirne più forti di prima, con una rete, la Rete a Pieno Regime, che diventi uno spazio di opposizione sociale e politica al Governo Meloni.

Sabato 31 maggio ci sarà la manifestazione nazionale di massa a Roma. Camion e tir si stanno già preparando, pullman da tutte le città si stanno organizzando e ci aspetta una grande giornata di convergenza. Dalla Million Marijuana March, ai movimenti di lotta per la casa, da XR e tutte le realtà dell’attivismo climatico, il perimetro della rete sta esondando e coinvolge ora chiunque abbia in testa una idea di democrazia e di società diametralmente opposta a quella del Governo. A una settimana dal referendum, spazi sociali, movimenti, associazioni, realtà politiche e sindacali che hanno dato vita alla Rete stanno costruendo uno spazio di democrazia alternativa possibile. È tempo di riempirlo tutte e tutti insieme.

Ci vediamo a Roma il 26 e il 31 maggio.

La democrazia non si piega.

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Maggio 2025 – Assemblea nazionale della Rete No DL Sicurezza – Intervento dei GD e report finale

Aprile 2025 – 4 Maggio 2025 – Assemblea Nazionale Rete No DL Sicurezza

Aprile 2025 – Il Decreto sicurezza in Italia – Intervista Avv. Roberto Lamacchia a COSMO Italiano

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Febbraio 2025 – A Bruxelles con la Rete nazionale A pieno Regime – No DDL Sicurezza

Gennaio 2025 – Due giornate intense per i nuovi appuntamenti della Rete No DDL Sicurezza – A pieno regime

Dicembre 2024 – Manifestazione nazionale a Roma contro il DDL Sicurezza


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Verità immaginarie


3 minuti

Immaginando…


«Chi apprende sulla vita di un altro un qualche particolare esatto ne trae subito conclusioni che non lo sono e vede nel fatto recentemente scoperto la spiegazione di cose che con esso non hanno proprio nessun rapporto»[1].


Peccare d’immaginazione


L’uomo è un essere peccaminoso, perché immagina e non ragiona. Anzi, l’uomo è peccaminoso perché quando immagina pensa di conoscere. Scambia i fantasmi per corpi reali.

Peccare significa letterlamente mancare, errare, fallire. Perciò quando diciamo che l’uomo compie un peccato, qua non vogliamo dire altro che l’uomo sta mancando, errando e fallendo la conoscenza della realtà.

E perché dovrebbe essere un peccato? Perché chi immagina è sempre guidato dalle passioni. Quasi sempre dalla paura e dalla speranza. E per provare paura e speranza c’è sempre bisogno di un nemico da sconfiggere o da temere.

In questo senso, peccare significa immaginare domande sbagliate che giustificano e alimentano la speranza e la paura, creando conflitti inutili con nemici che non esistono ma che si immaginano.


Per Spinoza il peccato sta nell’immaginare Dio (che coincide con la Natura) anziché conoscerlo, dunque seguendo i dogmi della religione che stimolano gli spettri dell’immaginazione anziché la guida della ragione.

L’immaginazione con paura e speranza trasformano donne in streghe, serpenti in draghi, uomini in razze maledette.

Conoscere fantasmi


Possiamo dire che quando crediamo di conoscere tramite l’immaginazione non facciamo altro che conoscere fantasmi. Fantasma è un’immagine vana e illusoria generata dalla fantasia. Quindi, quando diciamo che conosciamo fantasmi non affermiamo altro che conoscere in maniera errata la realtà. Ovvero, compiere un peccato per come lo abbiamo definito in precedenza.

Spesso, anche quando si conosce qualcuno, si confonde l’immaginazione per la conoscenza di qualcuno. Marcel Proust descrive limpidamente come a partire da un particolare casuale giungiamo con facilità e certezza a credere di conoscere le leggi dei rapporti universali che come un enorme meccanismo di ingranaggi determina e spiega la verità del prossimo.

Ogni gesto, azione e parola sono, secondo l’immaginazione, traccia di una legge universale che spiega e che mostra la verità della persona.

Domande sbagliate per presupposti sbagliati


La ragione, così come l’educazione filosofia, conduce a criticare e a mettere in discussione quello che sembra essere certo. La ragione non conduce verso nessuna verità ultima, ma obbliga a superare i fantasmi che abitano la nostra vita.

Mentre l’immaginazione genera domande fantasiose che confermano le nostre convinzioni, la ragione vuole frantumare quelle stesse convinzioni. Per questo motivo conoscere è sempre accompagnato da una certa sofferenza.

Per comodità, abitudine e pigrizia l’essere umano tende sempre a cercare certezze a basso costo. Così, anche nei rapporti interprersonali giungiamo a trarre conclusioni affrettate e sconsiderate da un qualunque particolare esatto.

Non dovremmo farci domande per dare conferma alle nostre convizioni, ma dovremmo imparare a farci domande che verificano l’affidabilità delle nostre convinzioni. E di capire, se dietro i fantasmi che incontriamo nella nostra vita si trovano corpi veri e non altri fantasmi.


Riferimenti


[1] M. Proust, Precauzione inutile, Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma, 2011, p. 16.


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L’utile per l’uomo


2 minuti

Per Spinoza l’utile per ogni uomo consiste nella conservazione di sé, ovvero nello sforzo che conduce alla permanenza dell’esistenza in quanto individuo.

Anche se questo pensiero non deve portare a credere che il filosofo olandese, di origine portoghese, affermasse uno sfrenato egoismo. Anzi, riconoscendo che da solo un essere umano non è in grado di provvedere a soddisfare tutte le proprie necessità che gli possano garantire una sana conservazione, Spinoza dice che il massimo utile per l’uomo è l’uomo stesso.

Niente è più utile all’uomo che l’uomo stesso, guidato dalla ragione.

E perché proprio l’uomo ma razionale, ovvero guidato dalla ragione?

La risposta è molto semplice. Se l’utile per ogni uomo è quello della propria conservazione e nessun uomo da solo è in grado di provvedere al raggiungimento di tale desiderio, è logico che un uomo razionale riconosca che per poter vivere ha bisogno degli altri esseri umani e che gli altri abbiano la stessa accortezza. In poche parole, ogni essere umano ha come massimo utile possibile una comunità di esseri umani che riconoscano proprio nella forza della stessa unione e aiuto sociale la loro massima possibilità di conservarsi e di poter vivere.

Ora, attualmente, mi pare che i legami e le relazioni sociali siano principalmente fondati sullo sfruttamento del prossimo. “Ti uso al fine di trattare il massimo vantaggio personale”. Il che presuppone una carenza di raziocinio; ovvero, mancanza di comprensione del proprio posto nonché delle proprie possibilità. Tutto ha un prezzo, affermava Epitteto più di 2000 anni fa. Lo sfruttamento del prossimo, irrazionalità propria e del prossimo ha un prezzo, spesso molto salato.

Non vi sembra anche a voi che stiamo ora in un momento di follia più totale? Masse aizzate con motti di propaganda, slogan semplicistici che smuovono rabbia e paura, dazi e punizioni inflitti ai cattivi

Se Spinoza aveva ragione, e ci sono ottime ragioni per affermarlo, stiamo vivendo, tendenzialmente, in un sistema di rapporti che va completamente contro l’utilità sia personale quanto sociale comunitaria.

L’unico augurio, attualmente, è che l’uomo torni ad essere utile all’uomo in quanto essere umano e non in quanto mero mezzo di potere.


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oggi, 26 maggio, a napoli: letture da (e interventi su) “il loro grido è la mia voce. poesie da gaza” (fazi, 2025)


"Poesie da Gaza": presentazione a Napoli, 26 mag 2025
cliccare per ingrandire

Dati del libro:
A cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini, Leonardo Tosti
Prefazione di Ilan Pappé
Con interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges
Traduzione dall’arabo di Nabil Bey Salameh
Traduzione dall’inglese di Ginevra Bompiani ed Enrico Terrinoni

La poesia come atto di resistenza. La forza delle parole come tentativo di salvezza. È questo il senso più profondo delle trentadue poesie di autori palestinesi raccolte in questo volume, in gran parte scritte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, nella tragedia della guerra in Palestina, in condizioni di estrema precarietà:scheda del libro

#Bocchinfuso #CarmenGallo #ChrisHedges #DalalSuleiman #Emergency #EnricoTerrinoni #Fazi #FaziEditore #GabrieleFrasca #GinevraBompiani #GiuseppeSchillaci #IlLoroGridoèLaMiaVoce #IlanPappé #LeonardoTosti #lettura #MarioSoldaini #NabilBeySalameh #PalazzoVenezia #PoesieDaGaza #presentazione #reading #Soldaini #SusanAbulhawa #Tosti

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video: little child trying to escape from the fire an israeli airstrike set on the school she and her family chose as a shelter


BEWARE: STRONG GRAPHIC CONTENT:

THIS VIDEO IS UNBEARABLY HORRIFIC. still, it must be seen to understand what a 75 years + 20 months of israeli genocidal and apartheid criminal regime means, to see and comprehend the crimes the israelis have been doing all the time & are doing right now with the active complicity of a large part of the western ‘civilized’ countries. (including the neo-fascist italian ruling class).



video.wordpress.com/embed/Ykb4…



src:
instagram.com/reel/DKGQEFQzuTG…

israel and its people are an actual threat to the world’s true humanity and someone should stop them.

#Gaza #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes #sionismo #zionism
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
#israelestatocriminale #children
#bambini #massacri #deportazione
#littlechild #fire #bombardedschool
#school #destroyedschool

#bambini #bombardedschool #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #deportazione #destroyedschool #fire #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #littlechild #massacri #Palestina #Palestine #school #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism

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I mezzucci della propaganda di Ibrahim Traoré.


La propaganda filo governativa in Burkina Faso scade sempre più in basso.
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Negli ultimi giorni, si è diffuso online un video inquietante e completamente falso in cui si sostiene che Papa Leone XIV stia rivolgendosi direttamente al dittatore del Burkina Faso, Ibrahim Traoré. Questo filmato, della durata di circa 36 minuti, è stato caricato su YouTube dall’account “Pan African Dreams” e successivamente ripubblicato da “Nou se Legliz” in una versione abbreviata e a bassa qualità. Intitolato “Pope Leo XIV responds to Captain Ibrahim Traoré – A Message of Truth, Justice & Reconciliation”, il video utilizza una tecnica chiamata “morphing”. Questa tecnologia modifica digitalmente il movimento delle labbra del pontefice per farlo apparire in sintonia con un discorso che non ha mai pronunciato.

Nel corso della clip, si possono udire frasi come: “Ho letto le tue parole non una, ma molte volte […] il giusto grido di un continente a lungo ferito dalla doppia lama dell’abbandono e dello sfruttamento”, un’affermazione che induce a riflessioni sulla situazione di ingiustizia e sfruttamento che colpisce molti Paesi africani. Tuttavia, l’intera impostazione del video è stata giudicata poco credibile; il pontefice è mostrato mentre maneggia sempre gli stessi due fogli per tutta la durata del messaggio, evidenziando la sua artificialità e mancanza di autenticità. Per non parlare poi del tono ossequioso del Papa nei confronti del dittatore del Burkina Faso.

La questione ha attirato l’attenzione dei media internazionali, inclusa la BBC, che il 15 maggio ha segnalato l’emergere di contenuti simili. È fondamentale sottolineare che tutti gli interventi ufficiali del Papa vengono pubblicati sul sito ufficiale vatican.va/ e gli aggiornamenti in tempo reale sono disponibili su Vatican News e su L’Osservatore Romano. Il Vaticano ha esortato il pubblico a diffidare di questi contenuti fuorvianti, che possono alimentare disinformazione e confusione. In un’era di crescente utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, è cruciale sviluppare una maggiore consapevolezza e capacità critiche nei confronti delle informazioni che circolano online.

Che il regime di Ibrahim Traoré facesse ricorso a fake news per i propri scopi propagandistici è cosa risaputa, che si sia abbassato a scomodare persino il Santo Padre dimostra solo quanto in basso sia scaduto, lui o chi per lui (tanto prima o poi arriverà una smentita di un qualche tipo sul suo coinvolgimento). I video postati su quell’account Youtube sono talmente ridicoli che non possono far altro che far ridere.

Qui sotto il falso video:

youtube.com/embed/OP4t7YfS6BM?…

Fonti: ilmanifesto.it, blitzquotidiano.it, ansa.it, bufale,net, gaeta.it, rainews.it, altri

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roots§routes n. 48, “fascismi”


roots routes --- fascismi
roots-routes.org/

Per una rilettura iconografica del patrimonio fascista. Il dipinto Apoteosi del fascismo al Foro Italico a Roma
Viviana Gravano

Antifascismo è anticapitalismo. Appunti da una mostra di Mauro Folci
Giacomo Rinalduzzi

Riproduzione cosmica e fascismi agroalimentari: cibo, lavoro e identità nelle pratiche artistiche contemporanee italiane
Fabiola Fiocco

Donne Manifeste. L’immagine femminile nella propaganda figurativa in Francia e in Italia
Luciano Cheles

Divorare Roma: Pensar cannibale con AMOЯ di Salvo Lombardo
Lara Barzon

Parole vietate, pensieri vietati. Memoria, solidarietà e lezioni da disimparare a Berlino
Vittoria Caradonna

Eredità materiale del fascismo e persistenza del paradigma estetico: patrimonio culturale e narrazioni di appartenenza al di là del difficult heritage
Simona Storchi

Uncovering the Afterlife of the Italian Empire
Charles Burdett

Lettere d’amore. A+G e Ur Amore di Andrea Lo Giudice
Fosco Vulicevic

Vademecum di stile fascista
Gianluca Costantini

Giovanni Morbin o del volume d’aria del saluto romano
Viviana Gravano

Questi occhi, trama del politico. Riflessioni sul cinema fascista e antifascista a partire dal volume Cinema is the Strongest Weapon. Race-Making and Resistance in Fascist Italy
Arianna Lodeserto

Un’eredità difficile: fotografia, memoria e archivi familiari
Emanuele Carlenzi, Laura Fiorio, Ginevra Ludovici

Tre curve della schiena
Gianni Moretti

roots-routes.org/


#antifascismo #archivi #archiviFamiliari #art #arte #cinema #fascismi #fascismo #fotografia #immagineFemminile #memoria #rootsRoutes

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“Gli effetti del NAPOLI sulla sanità mentale”

La bacheca di Davide, [23/05/2025 22:54]Ha vinto il napoli💖💣, [23/05/2025 22:56]e si sente avendo il balcone che affaccia su una via trafficata, porca di quella pucchiacchia il Cagliari ci ha fallitoDavide, [23/05/2025 22:58]Vabe dai l'importante è ci abbiano provato bravi lo stessoDavide, [23/05/2025 22:58]Purtroppo o napl è troppo fort😔💖💣, [23/05/2025 22:59]tutto a scapito di noi portatori sani di cittadinanza campana---SAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 20:33]Il Napoli è l'unica squadra in grado di farmi tifare Inter, solo che cosa cazzo deve perdere che sta giocando col CAGLIARISAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 20:33]È come infilare un neonato in bocca ad un pitbull e dire haha speriamo che Brioche ce la faccia a masticare il cranioSAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 20:35]Sì ma se pareggi col Cagliari ti devono togliere tutti gli scudetti zioSAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 20:37]Se il Cagliari riesce a pullare sta mossa possono fare un flex incredibile al costo di vedersi un nuke tirato addossoSAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 20:39]Allungano il golfo di Cagliari a forza di botti illegali con la faccia di Maradona stampata sopraSAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 23:05]È MORTO INTERNET PROPRIO MENTRE GIOCAVO A MAHJONG E AVEVO UNA MANO DELLA MADONNA E CASUALMENTE ERA MENTRE IL NAPOLI VINCEVA SE IO SCOPRO CHE È IN QUALCHE MODO RICOLLEGABILE AI NAPOLETANI PERCHÉ HANNO DOVUTO WHATSAPPARE TUTTI CONTEMPORANEAMENTE O NON SO COSA GIURO CHE PRENDO IL COLTELLO PIÙ GROSSO CHE TROVO E TRAFIGGO OGNI NAPOLETANO CHE MI TROVO DAVANTI MENTRE GIRO PER IL PAESESAS Mahjong Civilization ᗜˬᗜ ⚝⃠, [23/05/2025 23:28]Tra l'altro riesco a mandare messaggi ma sta ancora morendo---Il Monologo del Corvo [Oltre la Luna Quantica], [23/05/2025 20:54]🔴Serie A 2025, il Napoli vince il loro 4° scudetto del campionato con il brano “Zitti e Buoni”.📱 Seguici su WhatsApp (https://youtu.be/BK4Ge1TQxvc)📰 @ultimorat.me/Davidesbulletinboard/2450…t.me/SAScorp/35703t.me/crowmonologue/18177
Non parlo mai di calcio, perché per fortuna sono eccessivamente basata e femcelpillata, però porca puttana, mi sembra di stare PER IMPAZZIRE. Sto per perdere completamente la ragione, perché ancora una volta il pianeta Terra ha subito la tragedia delle influenze della galassia del NAPOLI; ma stavolta è grave, gravissimo, ben peggio delle volte passate… col Napoli che ha vinto il suo quarto scudetto, noi persone normali ora dovremo sorbirci mesi e mesi di inquinamento acustico e chissà quali altre rogne che non mi vengono in mente, perché i marziani napoletani ora ci stanno andando pesante... festeggiano inquantificabili ordini di grandezza di più loro di quanto penso che faranno i calciatori, che sono quelli che hanno all’atto pratico vinto. 😭

Giuro che non riesco a credere come siano passati appena 2 giorni, circa 48 ore (e io per qualche motivo ho percepito ne fossero passati 3, prima di riguardare le date, comunque… questo vi dovrebbe far capire quanto sono già estremamente cucinata dalla situazione e quindi vi scongiuro, abbiate pietà di me) dalla loro partita, finita con eccallà la vincita, e ancora si sente gente andare e venire per strada, facendo casino, suonando le trombette, aò!!! E ovviamente non parlo del centro della città di Napoli, dove forse è il minimo sindacale, ma letteralmente dappertutto pure fuori dalla provincia sta uscendo un casino tale che io voglio veramente farmi saltare in aria dalla disperazione come i loro fuochi d’artificio!!! 🥴

A parte che è molto strano che questa cosa sia in primo luogo successa, perché il Napoli sembrava avere la tradizione di vincere uno scudetto ogni 30 anni — situazione in cui, bene o male, la portata a dir poco eccessiva (anche detta “napoletana”) dei festeggiamenti diventava quasi giustificata, e quindi francamente sopportabile anche se con un po’ di prurito — però è anche vero che la colpa è di chi ha programmato il campionato, perché non si può mettere a giocare il Napoli, che è una squadra comunque forte, contro il Cagliari, che è una squadra che chi cazzo l’ha mai sentita, appartenente ad una città che a tratti non ricordo neppure se si trova in Sardegna o in Puglia! E quindi, giustamente, questi ultimi non sono stati in grado di salvare l’Italia da quelli che si prospettano essere 3 mesi di bordello! (O forse lo hanno fatto per evitare un attacco nucleare alla loro città, chi lo sa.) 🔪

Boh, a parte gli scherzi, non prendetevela… come si suol dire, “ho tanti amici napoletani“, quindi non posso sicuramente essere razzista. Però, oh oh, posso certamente essere estremamente contrariata e sull’orlo del commettere gesti lievemente autodistruttivi, se passa una settimana intera (e di questo passo passerà molto difficilmente) e io sento ancora trombettisti e napoletanisti andare avanti e indietro sotto casa mia a tutte le ore del giorno… però, dall’altro lato, giusto per il meme, perché questo quantomeno non da fastidio alle mie orecchie, spero di vedere tanta gente con indosso la maglietta del Napoli all’università in questi giorni… magari anche durante degli esami orali, sarebbe simpatico, almeno si fa fuori un po’ di mortorio studiatico. 😳

#calcio #Napoli #scudetto

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oggi, 25 maggio, a roma, al palazzo delle esposizioni, “giornata pagliarani”: convegno, film, premiazione dei poeti


Decima edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani, 2025
www.premionazionaleeliopagliarani.it

logo Premio Pagliarani

GIORNATA PAGLIARANI


OGGI, domenica 25 maggio 2025,
presso la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma
(Ingresso dalla scalinata di Via Milano 9a)

PROGRAMMA


Ore 10 – 13
Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani
Interventi di
Barbara Mancini, Frammenti di Elio tra periodici e antologie: uno spoglio della Biblioteca Pagliarani; Marianna Marrucci, “…li spendevo quasi tutti in libri…”. Figure di libri in Promemoria a Liarosa;
Marco Menato, Pagliarani bibliofilo; Lucia Merolla, La biblioteca di casa Pagliarani,
Marco Palma, Gli incunaboli di Elio Pagliarani; Gilda Policastro, Il Savonarola non castrato di Pagliarani

Coordina i lavori
Giuseppe Andrea Liberti

*

Ore 14:30 – 15:00
Proiezione del film L’Architetta Carla
di Davide Minotti realizzato con Valeria Miracapillo

*

Ore 15:00 – 17:00
Dieci anni di premiati. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani (2015-2025)
Poeti partecipanti, critici e giurati, dalla prospettiva privilegiata delle varie edizioni del premio Elio Pagliarani, si incontrano e dibattono sui dieci anni di attività poetica in Italia

Coordina Andrea Cortellessa

*

Ore 17:00 – 19:30
Cerimonia di premiazione della Decima Edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani


Conduce Arnaldo Colasanti

*

evento facebook:
facebook.com/events/5693189261…

*
PDF / locandina : informazioni sul convegno
PDF / locandina : Giornata Pagliarani

#AndreaCortellessa #antologie #ArnaldoColasanti #BarbaraMancini #CettaPetrolloPagliarani #convegno #ConvegnoElioPagliaraniBibliofiloELaBibliotecaElioPagliarani #DavideMinotti #ElioPagliarani #ElioPagliaraniBibliofilo #ElioPagliaraniBibliofiloELaBibliotecaElioPagliarani #film #GildaPolicastro #GiuseppeAndreaLiberti #incunaboli #IstitutiCulturaliRomani #LaBibliotecaElioPagliarani #LArchitettaCarla #LiaPagliarani #LuciaMerolla #MarcoMenato #MarcoPalma #MariannaMarrucci #MarioDondero #PagliaraniBibliofilo #PalazzoDelleEsposizioni #PalazzoDelleEsposizioniDiRoma #periodici #PoloIEI #PromemoriaALiarosa #salaCinema #Savonarola #ValeriaMiracapillo

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Sotto il cielo di Gaza


I Catanesinpalestina ci parlano oggi di “Sotto il cielo di Gaza”, un libro presentato giovedì scorso presso la comunità parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Gli autori, don Nandino Capovilla e Betta Tusset, presenti all’evento, sono responsabili della campagna “Ponti e non Muri” di Pax Christi Italia, che da 20 anni organizza “Pellegrinaggi di Giustizia” in Palestina.

Il […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/25/sott…

#Cisgiordania #Gaza #Palestina #parrocchiaSSPietroEPaolo #PaxChristi #UnioneEuropea #Usa

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in libreria a fine maggio: “underground. ascesa e declino di un’altra editoria (1967-1977)”, di francesco ciaponi


● in libreria a fine maggio: Underground. Ascesa e declino di un’altra editoria (1967-1977), di Francesco Ciaponi

"underground" (edizioni milieu, collana 'settanta'), di francesco ciaponi: a breve in libreria (maggio 2025)
milieuedizioni.it/product/unde…

● un testo del 2006 in continuità con l’attitudine underground: «TVOR. Teste vuote ossa rotte. 1980-1985. Storia di una caoszine hardcore punx», di Stiv “Rottame” Valli

«Questo libro è dedicato a quelli ai quali sembra di non essere riusciti a combinare nulla, a quelli che pur tentando il loro meglio hanno finito con lo sbattere i denti contro l’ostacolo, a chi non rimpiange quello che sarebbe potuto essere, a chi ha vissuto e vivrà momenti anche peggiori, alle doti mancate, ai talenti dimenticati in fondo a una tasca o magari finiti nel cesso. A chi non c’è più, fissato nel nostro ricordo come l’indelebile frammento di un’epoca speciale, per sempre giovane, sberleffo al passare del tempo. All’incapacità di scendere a compromessi, allo schifo di viverseli certi giorni. Agli stoici perdenti, più o meno ben allenati, che si sentono o sembrano esserne usciti con le ossa rotte».

● immagine di copertina di Thomas Berra

dalla scheda editoriale:

Una storia riccamente illustrata e narrata come un romanzo in cui vengono presentati tutti i personaggi e gli avvenimenti, i luoghi e le battaglie che hanno fatto della carta e delle riviste un mezzo del tutto nuovo di comunicazione attraverso sperimentazioni e avventure mai viste prima.
L’esperienza della stampa underground italiana dura poco più di dieci anni, influenzata inizialmente da movimenti internazionali come il Dada, i Provos e i Beat americani, brilla di luce propria con riviste quali «Mondo Beat», «Pianeta Fresco», «Re Nudo», «Oask?!» e tantissimi altri titoli che riescono a portare alla ribalta un altro linguaggio, un’altra grafica, un altro mondo fatto di poesia, rivendicazioni, fumetti e musica. Esperienze editoriali autogestite, autofinanziate, che tramite l’utilizzo del ciclostile o delle piccole macchine da stampa offset, hanno prodotto libri, riviste, fanzines, fogli d’arte, musica, politica, fumetti, manifesti, volantini; tutta quella massa di materiale spesso considerato minore, di difficile reperibilità che circolava negli ambienti politici, artistici tra la fine degli anni Cinquanta e l’avvento degli anni Ottanta in Italia e che i poeti visivi chiamarono «guerriglia semiologica».


p.s. di MG: non sono, non siamo, scomparsi. “declinati”. ci decliniamo ancora, in tutte le coniugazioni e congiunzioni. anche le più improbabili. anche se si è sempre (e sempre si sarà) ai margini — delle reti. il sottosuolo continua a esistere insomma. continuiamo a ospitare rizette e rizomi. l’erba cattiva non muore mai. e bon. in sostanza fallire ancora, fallire meglio, come sempre.


#attitudineUnderground #combinareNulla #EdizioniMilieu #FrancescoCiaponi #Milieu #MilieuEdizioni #Rottame #Settanta #SettantaMilieu #StivRottameValli #StivValli #TesteVuoteOssaRotte #ThomasBerra #TVOR #unAltraEditoria #underground

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dip 051


un conto è il lavoro salariato, gli obblighi, catene & catenelle, un conto è la realtà – non solo interiore. la realtà editoriale, per esempio, quella INDIPENDENTE. quella mal distribuita, o non distribuita affatto. laterale, marginale. camminatori sui margini, si dice.

#dip #dip051 #dip051 #esoeditoria

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note2505024 / miron tee. 2025


note2505024, by Miron Tee (2025)
cliccare per ingrandire

_

#abstract #abstrasemic #art #arte #asemic #asemicWriting #MironTee

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il bando delle università italiane per i ragazzi palestinesi è una farsa


Il post (ora modificato, come si può constatare) che io come molti altri in buona fede avevamo pubblicato e diffuso giorni fa – non indagando sui limiti assurdi che il bando di cui si parla implica – è totalmente inutile.

I requisiti del bando universitario della Crui rivolto a giovani palestinesi sono irraggiungibili nella situazione attuale di Gaza e anche della Cisgiordania. Dunque è importantissimo leggere il seguente articolo del “manifesto”, firmato da Annaflavia Merluzzi e uscito ieri, 23 maggio: ilmanifesto.it/il-bando-della-…

#AnnaflaviaMerluzzi #bando #bandoUniversitario #Cisgiordania #crui #Gaza #genocidio #giovaniPalestinesi #ilManifesto #Palestina #territoriOccupati #università


CANCELLARE: bando per ragazzi e ragazze residenti in palestina


Il post qui in calce è stato pubblicato in buona fede non indagando sui limiti assurdi che il bando di cui si parla implica. Importantissimo è leggere, in proposito questo articolo del “manifesto”, uscito il 23 maggio: ilmanifesto.it/il-bando-della-…

ecco il bando (la notizia del):

Per ragazzi e ragazze palestinesi residenti in Palestina: *bando CRUI* per l’a.a. 2025/26 per 97 borse + vitto, alloggio e altro per tutta la durata del corso in *35 università italiane*

https://www.crui.it/documenti/54/New-category/1569/IUPALS—CRUI–AVVISO-NOTICE-ITć-EN.pdf

*I tempi sono STRETTI*: il bando è dell’8 maggio e già *entro il 23 maggio* bisogna aver fatto l’iscrizione al CORSO di ITALIANO (propedeutico).
https://www.crui.it/documenti/54/New-category/1569/IUPALS—CRUI–AVVISO-NOTICE-ITć-EN.pdf

#urgente #palestina #bando #corso #universita

Scholarships for Palestinian University students from Gaza and the West Bank to spend one year at an Italian University in academic year 2025/26.

National Call: crui.it/home-ri/iupals-italian…

Federico II Call: unina.it/documents/11958/66115…

#bando #corso #crui #opportunità #Palestina #università #URGENTE


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Sciordify rilasciato, mia app liquida per la musica che puzza (client Spotify desktop per Android)


Come tutti sapranno, io non uso alcun servizio di streaming per ascoltare la musica — poiché, essendo ricca, ho tutte le mie migliaia di brani sulla microSD da 64 GB del telefono — …Di conseguenza, è a dir poco curioso che, pur se tra una bestemmia e l’altra a causa di Android, io abbia con successo appena rilasciato un’applicazioncina che, facendo da wrapper per la versione web desktop di Spotify, funge sostanzialmente da “client alternativo ufficiale“, passatemi il termine… E oggi vi presento allora nientepopodimeno che Sciordify, nella sua più estrema gloria!!! 💩

Per via di quanto apparentemente la cosa è una rottura di scatole per la gente, infatti, persino al mio orecchio è arrivata più e più volte la notizia di come da qualche mese Spotify stia mettendo seriamente i bastoni tra le ruote a client moddati ed alternativi, facendoli smettere continuamente di funzionare, e quindi di come ciclicamente quegli utenti che (ça va sans dire, con ottime ragioni) piratano devono stare a sclerare per aggiornare alle versioni patchate più recenti… quando sono effettivamente disponibili, perché di momenti scoperti sembrano essercene numerosi. E chi insiste con l’usare tale servizio, allora, si trova nella melma più assoluta. 💔

Proprio da questa disperazione, svariati giorni fa, è uscita fuori l’idea di usare la versione desktop di Spotify su mobile, quantomeno per apparare in questi momenti bui; perché questa, a differenza della versione mobile, sembra togliere decisamente meno diritti umani agli utenti non paganti, non avendo limitazioni arbitrarie tipo il limite di salti. Curiosamente, però, la webapp di Spotify si ricarica all’infinito su mobile, se si tenta di forzare la pagina a caricare in modalità desktop (anziché la versione mobile merdosa, che ha gli stessi limiti della app mobile nativa e pure di più); persino cambiare la stringa user agent in Chromium o Firefox non sortisce effetto. 🤨
[...], [15/05/2025 13:12]poi non capisco una cosaopen.spotify.com ha un interfaccia mobileti fa ascoltare qualcosama con le limitazioni di spotify free da telefonoovvero 6 skip l'ora, non puoi scegliere la canzone esatta, anzi qui non puoi nemmeno visualizzare la tua libreriase metto il sito in modalità desktopsi vede il sito desktop per due secondi ma poi ricarica la pagina all'infinitoper non fartelo utilizzare💖💣, [15/05/2025 13:13]🤥[...], [15/05/2025 13:13]perché fa questo?come by passarlo?💖💣, [15/05/2025 13:13]che figli di merdat.me/c/1519410362/407873
Beh, attenzione però, perché per fortuna, per qualche oscuro motivo, questa cosa non succede dentro una WebView Android: basta impostare un user agent desktop, e il server restituisce giustamente la versione desktop della webapp, ma non fa quella misura anti-utente strana del ricaricamento infinito. Pensare che ero già pronta a capire come minchia fare ad intercettare il JavaScript in transito nella app, per modificarlo un attimo prima che la WebView lo esegua, di modo da eliminare tutte le chiamate a location.reload() e simili (visto che non si possono semplicemente bloccare)… e invece mi è andata veramente di lusso! 😻
💖💣, [22/05/2025 16:03]Spotify desktop dentro la webview sembra funzionare e basta?!??! Senza bypass strani, ho solo messo User Agent desktop💖💣, [22/05/2025 17:19]si ringrazia chromium sul mio PC per aver fornito gentilmente la stringa User Agentt.me/c/1519410362/414502t.me/c/1519410362/414647
Quindi, la soluzione che già prima sembrava ovvia, a questo punto si è confermata tale. Dall’altro ieri, dunque, via di prove e provine, giù col codice inizialmente spaghettoso via via trasformato (con non poche difficoltà, visto Android) in decisamente apprezzabile, e da oggi pomeriggio la app Android che sa di cacca sciolta — ma la cui potenza è comunque inversamente proporzionale al peso dell’APK, che è di appena 50 miseri KB — è finalmente realtà e godibile da chiunque. Curiosamente, è la seconda (2a) app basata sulla mia libreria SpaccWebView che rilascio sia in assoluto, che nell’arco di due (2) giorni… il che non è affatto male. (La prima non ho avuto nemmeno ancora il tempo di approfondirla qui, ops…) 🤯

A parte che sono usciti fuori già 2 bug minori da sistemare — non sia mai che una app possa uscire perfetta già alla release 1.0.0, poiché questa è la maledizione ineluttabile che colpisce tutti noi software developer, per cui abbiamo zero problemi sui nostri dispositivi di sviluppo, ma poi subito escono rogne su quello del primissimo utente finale — scommetto che il nome sarà certamente curioso per noi italiani, mentre per il resto del mondo ci pensa l’icona generata con ChatGPT a spiegare bene con che razza di artefatto digitale si ha a che fare… Bisogna essere onesti e modesti e riconoscere che, seppur dal lato mio la app sia OK, un sito desktop sui cellulari non è proprio bello da vedere, e nemmeno profumato (ma sul tablet è estremamente godurioso, almeno.) Pazienza; la app è una pezza, ma in questo eccelle. 🙏
💖💣, [24/05/2025 17:13]sto per rilasciare sciord.[...], [24/05/2025 17:15]Non su P💖💣, [24/05/2025 17:25]e invece.💖💣, [24/05/2025 17:26]su GitHub e GitLab primae poi su P 🤗💖💣, [24/05/2025 17:38]Sciord.💖💣, [24/05/2025 17:38]è irreale tutto questo[...], [24/05/2025 19:12]🥲💖💣, [24/05/2025 19:18]o k, dovrei avercela fatta a far funzionare IL FOTTUTO TASTO EXIT, odio android💖💣, [24/05/2025 19:18]🤥t.me/c/1519410362/416346
Comunque, sotto sotto mi aspetto che, se questa mia soluzione dovesse prendere piede, non potendo quelli di Spotify fare niente dal punto di vista legale per fermarla (perché non c’è in gioco alcuna violazione di proprietà intellettuale, nel mio caso, a differenza dei client modificati), troveranno qualche modo per bloccare la WebView di Android così come configurata di default dall’eseguire la loro webapp… Beh, cari ingegneri del software dell’azienda maledetta: fate molta, molta attenzione… perché io ho già infinite schede di StackOverflow aperte a riguardo di “impostare la WebView di Android in modalità desktop” e, a quanto pare, ci sono diverse opzioni che probabilmente posso settare per eludere qualsiasi tipo di blocco anche più elaborato… 👻

#Android #app #bypass #mobile #Sciordify #SpaccWebView #Spotify


Androidico esaurimento, porta alla fine mai iniziata (odio lo sviluppo Android)


Ci sono tante, fin troppe cose che odio malamente al mondo… ma, all’atto pratico, in un modo o nell’altro molte non mi riguardano… quindi… la situazione è buona? Ovviamente no. Quello che sto sottintendendo è che c’è una piccola manciata di cose che odio così tanto, ma così tanto, che davvero voglio prendere e farmi saltare per aria, e la sofferenza far quindi finire, perché altro modo di sfuggirne non ce n’è... e creare app Android sarà nella top 5 di questa merda (o forse top 10 se non volessi sbilanciarmi, ma mentirei a quel punto). E stavolta devo andarci purtroppo molto pesante, perché il disastro è continuo, giorno dopo giorno… 🤒

Mamma mia, è davvero così terribile, e la cosa peggiore è che solo chi si trova nella stessa situazione può capire di cosa parlo… è proprio tutto così sbagliato, non lo so, non ho parole, e non riesco a credere che ogni tanto persino io me ne scordo, per poi ricordarmene a mie spese pochi attimi dopo. Tutto il processo è una delle cose peggiori mai ingegnerizzate finora che rimane attualmente ancora supportata e persino consigliata (perché si, pure chi a differenza mia non ha requisiti strani, tipo APK < 100 KB, o compatibilità con dispositivi antichi, si trova in certi casi a dover fare app tramite lo stack ufficiale di Android; non sempre si possono usare cose migliori come React Native), che boh… ☠️

Per prima cosa, a differenza di altre tecnologie di sviluppo, passare da fuori a dentro lo stato di lavoro è inutilmente lento e doloroso, ed ecco l’ingrediente perfetto per il disastro. Per il debugging, in particolare, bisogna usare o l’emulatore — che però gira sempre più di merda con ogni nuova major release di Android, per qualche motivo, e comunque è scomodo perché va usato con mouse e tastiera — oppure collegare dispositivi reali, con tutti i problemi del caso… e io vado sempre con quest’ultima opzione, ma viene veramente da piangere. Praticamente ho da una parte lo Xiaomi, che col suo firmware buggato a volte smette di accettare le installazioni via ADB e quindi mi fotto, e dall’altra il tablet, che ha la porta USB mezza rotta (ODIO Samsung), e comunque attaccato al PC si scarica più velocemente di quanto si ricarica… quindi spesso uso il debugging wireless, ma pure quello è completamente rotto, e a volte si spegne da solo, e altre si scollega semplicemente a caso (anche se poi in genere si ricollega), e altre volte risulta collegato su Android Studio ma poi facendo play si lamenta che il dispositivo è offline… Il numero di minuti persi ogni giorno è fottutamente inquantificabile!!! 👹

Questo è ancora di più un problema se, come me, non si fa questa cosa per lavoro, ma come attività giornaliera indipendente (non per “hobby”, perché non sono masochista, ma perché capitano quei problemini informatici tra le mani per cui l’unica soluzione possibile è creare piccole app Android iperspecifiche), perché ciò significa che non ci si può mettere lì quelle ore fissate e fare… no, bisogna trovare il tempo durante la giornata, con in mezzo altri impegni, e quindi nella pratica si finisce a dividere il da farsi in multiple sessioni di lavoro, e quindi ogni volta che si ritorna bisogna stare lì a risistemare ogni cosa… perché se io lascio tutto lì in un certo modo, cioè il tablet connesso ad Android Studio, poi, quando 3 ore dopo torno, ovviamente trovo il debugging wireless che si è spento da solo!!! Mi viene da piangere fortissimo!!! 🎃

E Android Studio, che già di per sé è un troiaio assoluto (perché è semplicemente IntelliJ, alla fine, ma pure peggio), certamente non aiuta. Come tutti, mi trovo ad usare quello solo perché è l’unica cosa che funziona out-of-the-box per Android (almeno a tratti eh, perché se me ne lamento vuol dire che non funziona al 100%)… ma ovviamente è pesantissimo, quindi è completamente fuori discussione usare qualcosa che non sia il PC fisso o il portatile buono per lavorare, e quindi diventa impossibile lavorare in quei tanti momenti morti del giorno (come invece faccio per tanti altri progetti); tutte le volte che ho provato a farlo sulla mia VM Windows cloud, o direttamente in Termux sul tablet, per via della poca RAM, facevo puntualmente prima ad aspettare di tornare a casa, che aspettare che Gradle finisse il suo sync di 20 minuti (e non esagero!!!) per poi poter finalmente scrivere codice in una finestra laggante, e avere difficoltà a debuggare, non potendo usare l’emulatore con tale hardware host e non riuscendo a collegare ADB dentro una VM con una VPN in mezzo… quindi via di copiare gli APK avanti e indietro, e sperare di non dover leggere il logcat. 🪓

Ovviamente, usare altri strumenti per sviluppare andrebbe dal difficile all’impossibile, con missioni che andrebbero dal far funzionare l’IntelliSense (che se per Java in generale è praticamente vitale, figuriamoci Android con quel suo casino di API che ha) al debugging… e questo scenario, inoltre, presupporrebbe di riuscire a compilarla una app senza l’IDE, perché pure Gradle è un gigantesco troiaio, al punto che se funziona dentro Android Studio (che usa appunto quello, sotto la scocca) non è detto lo faccia da riga di comando… e infatti, magicamente, persino far funzionare le build tramite CI (che sarebbe una pratica usuale) diventa una sfida che non ho chiesto!!! E oh, questo merdaio porta il concetto di “it works on my machine” così all’estremo che non solo far funzionare build automatiche diventa difficile, ma addirittura passare da un PC all’altro per sviluppare (da fisso a portatile e indietro), perché un progetto che viene importato e builda perfettamente su un sistema non lo fa su un altro, perché magari le versioni degli SDK sono leggermente diverse (anche se non incompatibili), o i percorsi dei file sono leggermente diversi, anche solo perché magari l’username di sistema è diverso… e quindi non va un cazzo! Addirittura ieri mi si era sminchiato tutto, perché Google (merda!!!) ha introdotto l’ennesimo bug, per cui si erano cancellate le configurazioni predefinite di esecuzione, e quindi la app non veniva ricompilata quando rieseguita, e quindi io impazzivo perché modificavo il mio codice ma la app rimaneva fottutamente uguale… 🙀😨🤬

E pensare che tutte queste rogne riguardano non la parte di coding effettiva, ma tutto quello che c’è attorno… perché a parlare pure di quest’altra veramente non basterebbe un intero libro, per raccontare per bene tutte le minchiate con cui questo stack obbliga ad avere a che fare. Tra API che ogni anno vengono deprecate, ma alcune che continuano a funzionare perfettamente dal 2010 ad oggi ed altre che misteriosamente si rompono, poi ancora API minori che funzionano sul sistema di un produttore e su quello di un altro no, la documentazione che come tutti sanno è carente a dir poco (metodi mal documentati, perché a vibecodare sono buoni tutti, ma mettere commenti decenti non è facile), e in diversi casi (per quanto riguarda la documentazione non-API, tipo tutorial ed esempi) pure obsoleta, e (parzialmente collegato a questo) pure un’inconsistenza tra metodi che dichiarano di poter restituire valori null e altri che lo fanno ma non lo dichiarano, motivo per cui si finisce puntualmente in situazioni da NullPointerException inspiegabili pur seguendo tutti i warning dell’IDE e la documentazione API… 😭🕳

Non è possibile nel 2025 andare ancora avanti con questa roba, cioè, aiuto, qualcuno dovrebbe deprecarla per sempre!!! E NON mi scuserò per questo rantolo, perché sono distrutta. È da lunedì sera che sto cercando di mettere su la più stupida app WebView del pianeta usando all’80% codice riciclato (perché già scritto da me), e al momento sono stata in grado giusto di finirla, ma ancora non di shipparla, perché ora sono rogne a far funzionare uno script CI per GitHub/GitLab che in automatico compila e firma la app e mette l’APK nelle releases… cioè, che cazzo! Ci sarebbero volute alla peggio tre ore scarse a fare la stessa app per Windows o Linux (ma lì non mi serve) da idea a rilascio, ma su Android è un disastro programmare, è un disastro testare, ed è un disastro rilasciare!!! (Anche perché dover firmare gli APK è una noia in più.) BASTA!!! ODIO ANDROID!!! BRUCIARE ANDROID!!! 💥

#Android #AndroidDev #AndroidStudio #development #mobile #programmazione #programming #software #sviluppo


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renata morresi: “leggo l’ennesimo articolo…”


Renata Morresi

Leggo l’ennesimo articolo con le stime dei morti degli ultimi venti mesi: più di 50.000 vittime, centinaia di operatori sanitari e umanitari, circa 200 giornalisti, solo ieri 29 tra bambini e anziani morti di fame, 94% degli ospedali distrutti, camion di aiuti umanitari bloccati, bruciati e saccheggiati, bulldozer che spianano quel che resta di Gaza, pulizia etnica attivissima anche in Cisgiordania. Siamo di fronte al “più grande esperimento di ‘ingegneria sociale violenta’ condotto su un intero popolo”, dice bene Yousef Hamdouna di Educaid, con lo scopo di eliminare la società palestinese dall’esterno e dall’interno, in modo definitivo. Guardo un video ‘di troppo’: è un bambino che sta morendo in un modo violentissimo. Mi viene da vomitare. Sotto i nostri occhi si consuma una carneficina forsennata e noi alziamo le mani, come se non ci riguardasse. Qualcuno nel frattempo asseconda la propria furiosa possessione: il repubblicano Randy Fine invoca la bomba atomica su Gaza. E noi vomitiamo, e siamo vomitati.

#ultimogiornodigaza #gazalastday #50000sudari #STOPtheGENOCIDE #Gaza #genocide
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#warcrimes #sionismo #zionism
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#ICJ #ICC

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