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Parco di Cibali, e se lo realizzassero i cittadini?


Parlare dell’area di Cibali destinata dal Piano Regolatore vigente a Centro direzionale, e attualmente in liquidazione, è diventato ormai urgente.

Non solo perché è in fase di preparazione il PUG, il nuovo Piano, e sono in corso gli incontri organizzati dal Comune per recepire (almeno così è stato annunciato) proposte provenienti da cittadini, enti e associazioni.

Parlare di Cibali è […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/16/parc…

#CentroDirezionaleCibali #ComuneDiCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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la fine per noi (“Vibe Coding 氛围编程|9岁女孩用AI写iOS App 👧📱|边学边做的编程日常”)


Iera sera (per l’ennesima volta tardissimo, ma non mi va di ripetere sempre la stessa storia) stavo cercando non si sa bene cosa su YouTube e, grazie al fatto che Grayjay restituisce risultati da tante altre piattaforme, ho trovato un video a riguardo della mia query che mi ha fatto cadere le braccia (e quindi almeno a quel punto sono andata a dormire, grazie al cielo)… È insomma completamente finita, perché ho visto il seguente su BiliBili (la piattaforma video cinese). 😩

Vibe Coding 氛围编程|9岁女孩用AI写iOS App 👧📱|边学边做的编程日常 — Vibe Coding 쑗|La ragazza di 9 anni scrive un’app iOS con l’intelligenza artificiale 👧📱|Programmazione quotidiana per imparare facendobilibili.com/video/BV1ZGVTzeEf… (Si, titolo e descrizione sono in cinese, ma il contenuto del video è in inglese… cosa strana, ma a questo punto potete guardarlo anche voi.)

In breve, una bambina cinese (evidentemente cresciuta in america, visto che parla in inglese senza problemi e l’accento è evidentemente nativo… va bene che loro studiano di più, ma non finite per credere erroneamente che l’inglese sia una seconda lingua per questa qui, come io nel momento del mio sonno invece ho per qualche istante dubitato) che ad occhio avrà non più di 10 anni (il titolo dice 9 infatti, ma l’ho notato dopo), che fa un video dove non solo fa vedere come vibecoda una app per iOS, ma che è anche decentemente strutturato e a tratti funge da buon tutorial per ricreare un simile misfatto (insomma… lo ha fatto meglio di come sarebbe uscito a me un video del genere). ☠️

Ragà, io sono senza parole! Non c’è proprio niente da fare, e questo è il momento per tutti noi di accettare la dura verità, cioè che a 20 anni o più ormai è troppo tardi per arrivare da qualche parte professionalmente, se la competizione è questa (non “persino” nel campo IT, ma oserei dire “specialmente”, visto che bene o male un lavoro come lavacessi si trova sempre… mentre qui c’è chi con la metà della nostra età ha il doppio della nostra esperienza). Se ci sono bambini che da appena novenni (un’età talmente precoce che nemmeno suona bene da aggettivizzata!) riescono con Cursor e un po’ di fantasia ad arrivare in 15 minuti da idea ad app mobile finita, allora noi da ultraventenni siamo già ben che vecchi; è inutile provare a grindare, ed è inutile persino cercare di riadattarsi a questi nuovi strumenti, tanto comunque i gen. Alpha li sapranno usare meglio. 😭💔

Chiedo scusa per coloro a cui avrei poter causato una crisi di mezza età precoce, con questo post, ma le cose vanno messe bene in chiaro… in primis per me, visto che questo è il senso del mio scrivere (sigh sob). Poi oh, per carità… l’LLM ha creato una app che alla prima iterazione è buggata ed incompleta, ma… voi (noi) vecchi si sarebbe per caso in grado di creare “MathCat” in un misero quarto d’ora, con tanto di piccolo dataset di domande (è una app di flashcard per la matematica) già pronto? Ne dubito fortemente! E voi (noi) allora si piange, mentre che questa qui se la ride — e probabilmente shipperebbe pure, se non ci fosse da pagare i 100 dollaroni annui di tassa Apple — senza muovere letteralmente un dito per scrivere tutto il codice! 🙀

Se volete programmare, regà, ormai o lo fate per divertimento (come faccio io), o vi concentrate sul fare (anche) cose molto particolari, perché con questi nuovi aggeggi mezzi demoniaci quello che fino a qualche anno fa era facile adesso non è più un problema, ciò che era difficile ora è considerato facile, mentre le uniche cose tutt’ora apprezzate come difficili sono quelle che un attimo prima erano impossibili. Ma presto questo varrà anche per tante altre cose nel campo IT… perché 1 bambina cinese può sottrarre il posto di lavoro ad 1 persona, ma 1 intelligenza artificiale può levarlo anche a 100 persone insieme… (e poi certo, in tal caso succedono schifezze del calibro di Crowdstrike, perché gli LLM scrivono codice di merda, ma intanto il lavoro sarà già bello che perso). 🪨

#app #cinese #coding #CursorAI #IA #iOS #MathCat #mobile #programmazione #vibe #VibeCoding


La #merdata di #CrowdStrike l’avete sentita sicuramente tutti, e anzi, qualcuno l’ha sentita anche sulla propria pelle — per fortuna non io, stando segregata in casa e usando Internet solo collegandomi a servizi ospitati sempre e solo su server Linux — però… non solo non riesco a levarmi la cosa dalla testa, perché ancora nel #mondo tutto il #casino non si è risolto e quindi ancora non si smette di parlarne, ma addirittura prima becco un fatto interessante. 😑

Mesi fa, CrowdStrike aveva già avuto un incidente, su Linux addirittura, su scala però più piccola (grazie t.me/journalctl_micro). Ovvio, direi, che lì l’impatto è stato piccolo, perché “Linux Update” non esiste, quindi ognuno aggiorna naturalmente in momenti e modi diversi, però la sostanza è: quelli di ‘sta compagnia maledetta che dicevano “certo capo aggiornamendo compatibile con tuo sistema condrollado certificado“, e poi, quando i sysadmin di un laboratorio lì si sono trovati i computer che non partivano più, ma che magicamente partivano dopo aver levato a mano l’aggiornamento, e hanno giustamente chiesto spiegazioni, solo dopo intere settimane si sono sentiti dire “scusi capo noi commesso errore tua configurazione di sistema effettivamende no compadibile con vecchio aggiornamendo!!!“… e vaffanculo! 😫

Io manco di nome sapevo questa compagnia prima d’ora, ma, se le mie lamentele stanno andando tutte a loro, e nemmeno un briciolo alla mia odiata Microsoft (che chiaramente spinge #aggiornamenti ai #computer di tutto il mondo senza fare mai domande o chiedere delle garanzie ai produttori, non è la prima volta che roba rotta non-Microsoft finisce nel circuito di #Windows Update; tra l’altro, perché cavolo questo software stava lì, non essendo un device driver?), allora vuol dire che l’hanno fatta grossa. Qualcuno, scoperta la notizia giorni fa, diceva che non si può sapere se effettivamente non fanno il giusto testing internamente… ma io, essendo psicopatica, riconosco i sociopatici da lontano un miglio, e considerando sia il failure rate dell’aggiornamento (credo sia del 100%), sia come CrowdStrike ha risposto al problema, direi che dubbi non ne ho.

La cosa che veramente non capisco è come possano aziende miliardarie affidare la propria sicurezza ad altre aziende chiaramente poco professionali (vendono un software che costa reni, pieno di funzioni che a nessuno davvero servono, messe lì solo per gonfiare a dismisura il prezzo, di qualcosa che alla fine si dimostra un catorcio; quando chi lo compra vorrebbe una cosa si funzionale per il contesto, ma normale) e, a maggior ragione, sistemi senza ridondanza totalmente centralizzati nelle mani di singoli esterni. Questa cosa non si fa, e lo sanno benissimo Google, Amazon, Microsoft e quelli che volete, che la roba critica la fanno tutta in casa; esattamente come me col mio serverino. I sistemi informatici falliscono, c’è poco da fare, bisogna sempre avere un piano B per qualunque evenienza.

youtube.com/watch?v=E_YMO46PWv…

octospacc.altervista.org/2024/…

#aggiornamenti #casino #computer #CrowdStrike #cybersicurezza #merdata #mondo #Windows


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23 maggio, firenze, presentazione di “berlino alexanderplatz”, di alfred döblin


presentazione di Berlino Alexanderplatz nella nuova traduzione di Giusi Drago
clicccare per ingrandire

Venerdì 23 maggio, ore 18:30
Libreria Brac

Via dei Vagellai 18r, Firenze

S/P/READ
Alfred Döblin, Berlino Alexanderplatz
(Mondadori, 2025)

Tradotto da Giusi Drago

Insieme a Giusi Drago interviene Silvia Albesano
Reading a cura di Rosaria Lo Russo

#AlfredDöblin #BerlinoAlexanderplatz #GiusiDrago #nuovaTraduzione #RosariaLoRusso #SilviaAlbesano #traduzione

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Lettera aperta alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Consiglio Europeo António Costa sulla Turchia


58 organizzazioni, tra cui Giuristi Democratici chiedono una risposta efficace e decisa da parte dell’UE, dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni
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Di seguito la lettera che 58 organizzazioni, tra cui Giuristi Democratici, hanno stilato per esprimere la profonda preoccupazione per la situazione in Turchia e chiedere una risposta efficace e decisa da parte dell’UE, dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni. La lettera si conclude con le seguenti richieste:

  • Rilasciare una dichiarazione pubblica inequivocabile che condanni la perdita del diritto all’associazione politica, alla partecipazione e alla rappresentanza in Turchia, nonché la conseguente repressione di avvocati, media indipendenti, società civile e del diritto alla libertà di riunione pacifica in Turchia. Tale dichiarazione dovrebbero segnalare chiaramente che il deterioramento della situazione dei diritti umani ostacolerà le relazioni basate su valori condivisi e interessi reciproci.
  • Utilizzare i prossimi impegni ad alto livello, come il dialogo di alto livello UE-Turchia sul commercio, per sottolineare, sia pubblicamente che direttamente con le autorità, che l’UE si aspetta un’inversione delle tendenze negative in materia di stato di diritto e diritti umani, compreso il rilascio di funzionari eletti detenuti, membri della società civile e media.
  • Ribadire che i diritti umani sono parte integrante e non negoziabile delle relazioni dell’UE con la Turchia e che, pertanto, miglioramenti tangibili in materia di diritti umani sono essenziali per approfondire il commercio e gli investimenti bilaterali, compresa la modernizzazione dell’unione doganale UE-Turchia.
  • In queste occasioni ad alto livello, insistere pubblicamente sulla piena attuazione da parte della Turchia delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare nei casi di Selahattin Demirtaş, Figen Yüksekdağ Şenoğlu e Osman Kavala, e sul loro rilascio immediato e incondizionato e sul pieno ripristino dei loro diritti, così come di quelli di altri attivisti civici, avvocati, giornalisti e difensori dei diritti umani detenuti arbitrariamente, incluso l’archiviazione delle accuse pendenti e l’annullamento di qualsiasi condanna nei loro confronti e il pieno ripristino dei loro diritti civili e politici.
  • Chiedere indagini indipendenti, efficaci e tempestive sulle denunce di tortura e altri maltrattamenti, violazioni del diritto a un giusto processo e uso illegale della forza da parte della polizia durante le proteste e sulla riabilitazione delle vittime.
  • Garantire che la delegazione dell’UE e le missioni degli Stati membri in Turchia intensifichino il monitoraggio dei processi a carico di manifestanti, giornalisti e attori della società civile perseguiti per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica.
  • Aumentare il sostegno alla società civile in Turchia, anche attraverso finanziamenti più flessibili e sostenibili e un sostegno politico più solido ai difensori dei diritti umani e ad altri attori che affrontano procedimenti giudiziari ingiusti, leggi restrittive e procedimenti di chiusura.

LETTERA IN INGLESE

Turkiye – Open letter to EU leaders regarding the assault on the right to political participation, the rule of law and human rightsDownload

TRADUZIONE IN ITALIANO

Ms Ursula von der Leyen – Presidente Commissione Europea – European Commission Rue de la Loi / Wetstraat 200 1049 Brussels

Mr António Costa – President Consiglio d’Europa – European Council Rue de la Loi / Wetstraat 175 1048 Brussels

CC:

Ms Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza / Vicepresidente della Commissione europea

Ms Marta Kos, Commissario europeo per l’allargamento

Gentile Presidente von der Leyen,

OGGETTO: Lettera aperta alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Consiglio Europeo António Costa in merito all’attacco al diritto alla partecipazione politica, allo Stato di diritto e ai diritti umani in Turchia

Caro Presidente Costa,

Le scriviamo come 58 organizzazioni per i diritti umani, gruppi per la libertà di stampa, organizzazioni di giornalisti e rappresentanti della comunità giuridica internazionale per esprimere profonda preoccupazione per lo straordinario attacco del governo del Presidente Recep Tayyip Erdoğan al diritto alla partecipazione politica, allo stato di diritto e ai diritti umani in Turchia e per chiedere una risposta efficace e decisa da parte dell’UE, dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni.

Desideriamo sottolineare che l’attacco del governo del Presidente Erdoğan alla principale opposizione politica turca compromette gravemente il diritto alla partecipazione politica, componente essenziale del quadro normativo dello Stato di diritto e dei diritti umani del Paese. Si tratta del passo più audace compiuto finora dal governo verso il pieno consolidamento del potere e l’eliminazione dell’opposizione politica.

In un’apparente mossa politicamente motivata, la rimozione del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, eletto per rappresentare 16 milioni di residenti nel 2024, è stata innescata dall’annullamento del suo diploma universitario. A ciò hanno fatto immediatamente seguito l’arresto da parte della polizia e un ordine del tribunale di trattenerlo insieme a decine di altri funzionari comunali e due sindaci distrettuali del suo partito. Questo è avvenuto il giorno in cui è stato selezionato come candidato del Partito Popolare Repubblicano per correre alle prossime elezioni contro il presidente Erdoğan. L’attacco del governo turco alla principale opposizione politica in Turchia rappresenta un’importante escalation nelle azioni intraprese dalle autorità per anni per mettere a tacere le voci di dissenso, tra cui politici curdi, giornalisti, attivisti della società civile, difensori dei diritti umani, avvocati e altri critici e oppositori, reali o presunti.

Da anni documentiamo e monitoriamo la repressione dei diritti umani da parte delle autorità, attraverso l’espansione del controllo esecutivo e dell’influenza politica sulla magistratura, incluso il diffuso abuso del diritto penale, l’accettazione sistematica da parte dei tribunali di incriminazioni fasulle e la propensione a emettere provvedimenti di detenzione privi di motivazioni credibili a giustificazione del provvedimento. Il governo ha anche attivamente strumentalizzato la legislazione antiterrorismo turca, eccessivamente ampia, per raggiungere questi obiettivi.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha già stabilito, in sentenze storiche nei casi dei politici Selahattin Demirtaş e Figen Yüksekdağ Şenoğlu e del difensore dei diritti umani Osman Kavala, che le autorità turche hanno utilizzato la detenzione come misura per reprimere l’opposizione politica e il diritto alla partecipazione politica, nonché per mettere a tacere un difensore dei diritti umani. Le autorità hanno palesemente violato le sentenze della Corte e le innumerevoli decisioni e risoluzioni del Comitato dei Ministri in questi casi, rifiutandosi di attuare le sentenze nonostante l’eccezionale procedura d’infrazione avviata nel caso di Osman Kavala.

Riflettendo l’indignazione pubblica per la repressione governativa delle attività politiche legittime e la crescente repressione del dissenso, la detenzione di Ekrem İmamoğlu ha scatenato le più grandi proteste che la Turchia abbia mai visto in oltre un decennio. Centinaia di migliaia di persone in tutto il paese sono scese in piazza in proteste per lo più pacifiche. La polizia ha fatto ricorso alla forza illegale e ingiustificata contro manifestanti in gran parte pacifici, in alcuni casi potenzialmente equivalenti a tortura o altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

La detenzione e i processi di massa frettolosi contro molti giovani, studenti e giornalisti per la presunta partecipazione alle proteste mirano a lanciare un chiaro monito a chiunque desideri esercitare il proprio diritto alla libertà di riunione pacifica e di espressione. I giornalisti dell’UE non sono stati risparmiati, con Joakim Medin, un giornalista svedese che si era recato a Istanbul per seguire le proteste, trattenuto al suo arrivo e dove si trova ancora. Il 30 aprile, Medin è stato condannato con l’accusa di “offesa al presidente” e ha ricevuto una pena sospesa di 11 mesi, nel primo dei due procedimenti penali a suo carico, in cui le prove principali si riferiscono interamente alle sue legittime attività giornalistiche svolte per molti anni.

Nel frattempo, i canali di informazione e le piattaforme di social media turchi sono stati sottoposti a pressioni per sopprimere le informazioni sugli eventi in corso, con diversi casi di multe, sospensioni e ordini di blocco dell’accesso agli account social di giornalisti, organizzazioni della società civile, difensori dei diritti umani e collettivi di donne. Dopo l’arresto iniziale di Ekrem İmamoğlu, gli utenti dei social media di Istanbul hanno dovuto affrontare una riduzione della larghezza di banda (limitazioni di internet) per quasi due giorni, limitando l’accesso alle piattaforme.

In alcuni casi, gli avvocati sono stati arrestati mentre cercavano di fornire assistenza legale o hanno incontrato gravi ostacoli nel garantire la difesa dei loro clienti e il diritto a un giusto processo. In un allarmante affronto all’indipendenza della professione legale e allo stato di diritto, il 21 marzo un tribunale di Istanbul ha deciso di rimuovere l’intero consiglio direttivo dell’Ordine degli Avvocati di Istanbul. Questa decisione e il procedimento penale in corso contro i dirigenti dell’Ordine derivano da una dichiarazione rilasciata dall’Ordine, che chiedeva un’indagine sull’uccisione di due giornalisti curdi di Türkiye, nel nord della Siria, nel dicembre 2024.

Nel complesso, questa repressione su vasta scala ha avuto un effetto paralizzante pervasivo sui diritti umani e sulla società civile, e ha ulteriormente eroso il diritto alla partecipazione politica.

Riteniamo che la risposta dell’UE a questi sviluppi sia stata eccessivamente blanda e palesemente inadeguata alla portata e alla gravità della repressione in atto nel Paese. In particolare, gli sforzi dell’UE per perseguire l’approfondimento dei legami economici durante il dialogo economico di alto livello UE-Turchia, senza insistere in anticipo sul miglioramento della situazione dei diritti umani, hanno rafforzato la percezione che, nonostante la repressione in corso, il business as usual con l’UE continui. Invece di offrire un’ancora di salvezza a chi in Turchia continua a difendere i diritti umani, questo approccio rischia di rafforzare le autorità turche e di isolare ulteriormente la società civile turca, già in difficoltà. Qualsiasi iniziativa volta a coinvolgere nuovamente le autorità deve quindi essere accompagnata da denunce energiche della repressione dei diritti umani in Turchia e da richieste concrete di revoca delle politiche repressive del governo.

Spetta all’UE, anche in considerazione dei suoi obblighi giuridici ai sensi dell’articolo 21 del trattato sull’Unione europea di proteggere e promuovere i diritti umani nella sua politica estera, assumere una posizione forte per denunciare questa grave battuta d’arresto per il futuro dello stato di diritto, dei diritti umani e del diritto all’associazione e alla partecipazione politica in Turchia.

Vi invitiamo pertanto a:

  • Rilasciare una dichiarazione pubblica inequivocabile che condanni la perdita del diritto all’associazione politica, alla partecipazione e alla rappresentanza in Turchia, nonché la conseguente repressione di avvocati, media indipendenti, società civile e del diritto alla libertà di riunione pacifica in Turchia. Tale dichiarazione dovrebbero segnalare chiaramente che il deterioramento della situazione dei diritti umani ostacolerà le relazioni basate su valori condivisi e interessi reciproci.
  • Utilizzare i prossimi impegni ad alto livello, come il dialogo di alto livello UE-Turchia sul commercio, per sottolineare, sia pubblicamente che direttamente con le autorità, che l’UE si aspetta un’inversione delle tendenze negative in materia di stato di diritto e diritti umani, compreso il rilascio di funzionari eletti detenuti, membri della società civile e media.
  • Ribadire che i diritti umani sono parte integrante e non negoziabile delle relazioni dell’UE con la Turchia e che, pertanto, miglioramenti tangibili in materia di diritti umani sono essenziali per approfondire il commercio e gli investimenti bilaterali, compresa la modernizzazione dell’unione doganale UE-Turchia.
  • In queste occasioni ad alto livello, insistere pubblicamente sulla piena attuazione da parte della Turchia delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare nei casi di Selahattin Demirtaş, Figen Yüksekdağ Şenoğlu e Osman Kavala, e sul loro rilascio immediato e incondizionato e sul pieno ripristino dei loro diritti, così come di quelli di altri attivisti civici, avvocati, giornalisti e difensori dei diritti umani detenuti arbitrariamente, incluso l’archiviazione delle accuse pendenti e l’annullamento di qualsiasi condanna nei loro confronti e il pieno ripristino dei loro diritti civili e politici.
  • Chiedere indagini indipendenti, efficaci e tempestive sulle denunce di tortura e altri maltrattamenti, violazioni del diritto a un giusto processo e uso illegale della forza da parte della polizia durante le proteste e sulla riabilitazione delle vittime.
  • Garantire che la delegazione dell’UE e le missioni degli Stati membri in Turchia intensifichino il monitoraggio dei processi a carico di manifestanti, giornalisti e attori della società civile perseguiti per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica.
  • Aumentare il sostegno alla società civile in Turchia, anche attraverso finanziamenti più flessibili e sostenibili e un sostegno politico più solido ai difensori dei diritti umani e ad altri attori che affrontano procedimenti giudiziari ingiusti, leggi restrittive e procedimenti di chiusura.

Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e vi ringraziamo in anticipo per il vostro continuo impegno a favore dei diritti umani.

Cordiali saluti,

  1. AED-EDL European Democratic Lawyers
  2. AEJ Belgium – The International Association of European Journalists in Belgium
  3. Albanian Human Rights Group (AHRG)
  4. Amnesty International
  5. Araminta
  6. ARTICLE 19
  7. Articolo 21
  8. Asociación Pro Derechos Humanos de España
  9. Civil Rights Defenders
  10. Committee on the Administration of Justice (CAJ)
  11. Committee to Protect Journalists (CPJ)
  12. Community Media Forum Europe
  13. Danish PEN
  14. Demokratische Jurist*innen Schweiz
  15. English PEN
  16. EuroMed Rights
  17. European Association of Lawyers for Democracy and World Human Rights (ELDH)
  18. European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)
  19. European Democratic Lawyers
  20. European Federation of Journalists (EFJ)
  21. Fackförbundet ST
  22. Federacion de Asociaciones de Defensa y Promoción de los Derechos Humanos de España
  23. Foundation Day of the Endangered Lawyer
  24. Human Rights Watch (HRW)
  25. IFEX
  26. ILGA-Europe
  27. İnsan Haklari Derneği
  28. International Bar Association’s Human Rights Institute
  29. International Commission of Jurists (ICJ)
  30. International Federation for Human Rights (FIDH)
  31. International Federation of Journalists (IFJ)
  32. International Press Institute (IPI)
  33. International Rehabilitation Council for Torture Victims
  34. Lawyers for Lawyers
  35. Lawyers’ Rights Watch Canada
  36. LDH (Ligue des droits de l’Homme)
  37. Liga voor de Rechten van de Mens
  38. Liga voor Mensenrechten vzw
  39. Mensenrechten Zonder Grenzen Nederland
  40. National association Democratic Jurists Italy
  41. Netherlands Helsinki Committee
  42. Norwegian Helsinki Committee
  43. Omega Research Foundation
  44. Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa [OBCT]
  45. Ossigeno.info
  46. Österreichische Liga für Menschenrechte
  47. PEN International
  48. PEN Norway
  49. PEN Sweden
  50. Protection International
  51. REDRESS
  52. Reporters sans frontières (RSF)
  53. Society of Journalists (Warsaw)
  54. South East Europe Media Organisation (SEEMO)
  55. Stockholm Center for Freedom
  56. Sveriges Författarförbund
  57. Turkey Human Rights Litigation Support Project
  58. World Organisation Against Torture (OMCT)
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La donna (pura)


7 minuti

Di che donna parliamo oggi?


Questo articolo non vuole dare nessuna risposta. Sicuramente porterà alcune semplificazioni, ovviamente cercando di evitare le banalizzazioni. L’unico obiettivo dell’articolo è quello di portare una riflessione su come nei secoli si è strutturata la percezione sociale che abbiamo della donna. In particolare, sul dispositivo di giudizio e di controllo sessuale.

Ecco l’idea e la domanda di fondo su cui oggi vogliamo riflettere:

Quanto ha influenzato, e tutt’ora influenza, per la libertà sessuale e sociale della donna il modello di donna, che è stato imposto tramite il cristianesimo, della santa Vergine Maria?


Verginità


È impossibile non partire da un assunto, o forse sarebbe meglio dire dogma, fondamentale per il cristianesimo: la verginità della madre di Dio. Cosa meglio non potrebbe figurare il significato di fede se non il credere in una donna che è stata madre rimanendo comunque vergine? È tutto contraddittorio, una madre per assunto, logica e necessità biologica non può essere vergine. Eppure, Maria la madre di Dio lo è. Anzi, la sua verginità non solo è possibile perché è la madre di Dio, ma è anche la madre di Dio proprio perché è comunque rimasta vergine.

È assurdo pensare o credere che una madre possa essere vergine. Ma è proprio questo che, in quanto dogma, lo rende ancora più meritevole di fede.

Credo perché è assurdo


Creo quia absurdum.


Inutile dire che personaggi come Spinoza ripudiano con tutta l’anima giustificazioni simili. L’affermazione di Marxla religione è l’oppio dei popoli” è vera in quanto si riferisce all’effetto narcoletticco che la religione compie sul raziocinio delle persone.

Non è fede, non è credere, non è educazione né etica o morale giustificare dei dogmi mascherati da verità divine, con l’idea di ci credo perché è assurdo.

Su questo presupposto ogni cosa è valida.

È semplicemente è una nemmeno velata domanda di cieca obbedienza. Il che non rispetta nessun principio di autonomia, di rispetto e di indipendenza degli individui.

Immacolata e pura


Qui, tornando al nostro discorso, ci chiediamo: quanto ha influito il modello della immacolata nella percezione che abbiamo della donna?

Perchè c’è stata e tutt’oggi c’è una certa aspettativa che la donna sia pura, ovvero un senso di sdegno nei confronti di quelle donne che si vivono la propria sessualità liberamente? Magari anche per il solo piacere del rapporto sessuale senza altri “fini” procreativi e in certi casi anche emotivi. O forse potrebbe essere più chiaro messa in altri termini:

perché, tendenzialmnete, se un uomo ha molti partner sessuali viene visto con un don Giovanni o un “grande“, mentre una donna viene etichettata come una “sgualdrina“? Giusto per usare un eufemismo.

Non cerchiamo risposte certe, ma cerchiamo solo di alzare delle domande per criticare degli stereotipi opprimenti che non hanno un vero fondamento se non l’ottusità e una tradizione dogmatica.

Se donna allora madre


Un altro aspetto che si presenta è quello del legame tra l’essere donna e il dover ricoprire il ruolo di madre. Maria è donna e madre. Madre tra l’altro non per scelta, ma per dovere ed elezione. Dunque, la procreazione come una mansione che spetta alla donna in quanto compito naturale da assolvere. Ovviamente, c’è la pretesa che ci sia la purezza del corpo fino alla procreazione, dunque una imposizione della vita sessuale che deve essere finalizzata alla sola procreazione.

Anche se questo non è per nulla vero. Alessandro Barbero, esperto medievista, in una conferenza ha parlato della sessualità nel Medioevo. In quella sede, ha smontato parecchi pregiudizi sull’epoca buia (che non lo era per nulla, sicuramente non più buia di oggi). Tra i tanti ha smontato l’idea che ci fosse una forte castità ed estremo pudore. Noi oggi siamo più repressi sessualmente. Nel caso cristiano, soprattutto nel matrimonio, vi erano dei vincoli tra marito e moglie di dover soddisfare i piaceri fisico sessuali del partner. Anzi, si poteva giungere al divorzio se uno dei due partner non adempiva ai suoi doveri in quanto compagno e partner sessuale oltre che emotivo sentimentale.

Questo per dire che la sessualità femminile è naturale come quella maschile. Ed è assurdo pensare che per l’uno, maschile, può essere anche ludica mentre per l’altra, femminile, deve essere solo strumentale alla procreazione che poi richiede necessariamente un dovere di accudimento. “Nemmeno nel Medioevo pensavano a queste cose”.

Essere e diventare madri è una scelta. Così come lo è essere padre. Scelta a cui seguono reciproche responsabilità. Così come una donna può vivere la propria vita e la propria sessualità senza dover procreare e senza doversi “concedere” (termine al quanto retrogrado e becero come se la donna sia passiva e solo concessiva) ad un solo partner per tutta la propria vita.

Controllo del corpo: copriti!


Probabilmente tutti quando pensano alla Madonna si figurano una donna coperta e velata. D’altra parte la Santa Vergine è sempre rappresentata coperta da veli. Solo volto e mani sono visibili. Non vi viene nulla in mente?

Raramente viene anche esposto il seno materno, anche se essenzialmente il significato diretto è quello dell’allattamento, quindi mai per una manifestazione di libertà sessuale o di libertà di mostrare il proprio corpo.

Questo non è poco. Lo donna (forse) più famosa ed influente della storia non mostra mai il proprio corpo. Non da dimostrazione di poter scegliere cosa mostrare, ma solo di poter mostrare il proprio volto. Giusto l’essenziale per il riconoscimento della persona. O per come è stato per molti decenni in Italia, sì gonna no pantaloni. La gonna va bene perché larga, i pantaloni invece sono veicolo di tentazione perché mostrano le forme del corpo.

Questo non significa che allora le persone di sesso femminile per rivendicare la propria libertà devono denudarsi o che ogni femmina coperta sia soggetta o schiava a modelli di dominio della religione o del patriarcato. Ognuno ha il diritto di potersi vestire come meglio crede, sempre con accortezza del contesto in cui si trova.

Il discorso semplicemente vuole mostrare alcune spiegazioni di giudizi e pregiudizi presenti nel nostro mondo quotidiano. Per esempio non appena si vede una scollatura o una coscia si finisce facilmente a dare della scostumata (per usare un eufemismo) o a dire che “se la sta cercando“. Ovviamente, l’obiettivo non è mostrare le spiegazioni e giustificare i pregiudizi. Bensì, mostrare le insignificanti e ignoranti motivazioni per andare a rompere e superare questi pregiudizi.

Scacciare i fantasmi


Per concludere ci ricolleghiamo ad un articolo passato: A caccia di fantasmi.

Lì, abbiamo visto che spesso creiamo dei legami immaginari di causalità creando dei fantasmi che giungono per determinare il nostro modo di vivere e di relazionarci col mondo e gli altri. Lo stesso vale per il fanstasma della donna pura. Ora, la riflessione che vogliamo portare oggi non è solo quella di quanto il modello, o fanstama, della Santa Vergine Maria ha influito sul giudizio e sulla libertà, non solo sessuale, della donna. Bensì, anche quanto e se i nostri attuali pregiudizi sulle donne sono frutto di verità immaginarie e fantastiche.

Per non dire quanto sia comodo e quanto sia, un modello di questo genere, uno strumento oppressivo di controllo e di potere nei confronti delle donne. Non solo degli uomini sulle donne, ma anche delle donne sulle donne stesse.

Forse è l’ora e il caso di scacciare anche questo fantasma opprimente della donna pura.


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opere finaliste del premio di poesia elio pagliarani 2025, decima edizione

LE OPERE FINALISTE DEL PREMIO DI POESIA ELIO PAGLIARANI 2025

Raccolte edite

Eredità ed Estinzione (Roma, Donzelli editore, 2024), di Giovanna Frene

Sorelle di confine (Milano, Marco Saya edizioni, 2024), di Jonida Prifti

Testamentum Porcelli (Milano, La Vita felice 2024), di Gianluca Rizzo

Raccolte inedite

Idolâtrie, di Damiana De Gennaro

La casa dell’ucciso, di Ade Zeno

Doppio Fuoco, di Rossella Maiore Tamponi

*

comunicato stampa completo:

in formato PDF

in formato Word

in formato jpg

CARTELLA STAMPA AGGIORNATA:
https://tinyurl.com/pagliarani25

*

#AdeZeno #DamianaDeGennaro #Donzelli #DoppioFuoco #EreditàEdEstinzione #GianlucaRizzo #GiovannaFrene #Idolâtrie #JonidaPrifti #LaCasaDellUcciso #LaVitaFelice #MarcoSaya #MarcoSayaEdizioni #poesia #poesie_ #PremioDiPoesiaElioPagliarani #RossellaMaioreTamponi #Saya #SorelleDiConfine #TestamentumPorcelli

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mg intervistato da mediumpoesia / fucina creativa, nella serie “sparare a zero” (+testi da “oggettistica”)


grazie ai redattori di MediumPoesia per l’ospitalità a testi e intervista sul sito

intervista e testi di Marco Giovenale su MediumPoesia
foto di Federica Bellantoni

le domande sono relative alla situazione della poesia italiana contemporanea.
spero che coloro che ho nominato nell’intervista non se ne abbiano a male, per le mie insofferenze.
d’altro canto il periodo storico è singolarmente, eccezionalmente infelice. e la poesia segue.

mediumpoesia.com/marco-giovena…

#mediumpoesia #fucinacreativa #poesia
#poesiaitalianacontemporanea #differx
#marcogiovenale #assertivita #nonassertivita
#oggettistica #prosa #scritturadiricerca
#scritturediricerca #cambiodiparadigma
#prosabreve #prosebrevi

#assertività #cambioDiParadigma #cambiodiparadigma #differx #FucinaCreativa #fucinacreativa #MarcoGiovenale #MarcoGiovenale #MediumPoesia #MediumPoesia #nonAssertività #nonassertivita #Oggettistica #poesia #poesiaItalianaContemporanea #poesiaitalianacontemporanea #prosa #prosaBreve #prosabreve #proseBrevi #prosebrevi #scritturaDiRicerca #scritturadiricerca #scrittureDiRicerca #scritturediricerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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77 years of nakba: share this video and its 7 demands


Today, we mark the 77th anniversary of the Nakba — the planned mass ethnic cleansing of Indigenous Palestinians and destruction of hundreds of Palestinian towns and villages to establish Israel as a settler-colony based on Zionism, Jewish supremacy, and apartheid.

But that colonial project has never stopped. The Nakba isn’t history. It’s now.

Today, Palestinians are facing what Israeli leaders openly call the “Gaza Nakba” — an unprecedented genocide of extermination and forced displacement against 2.3 million Palestinians in Gaza.

Only mass, intersectional people power can end this.

So, on the 77th anniversary of the Nakba, watch our video and share 7 urgent demands from Palestinians for meaningful solidarity.

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A post shared by BDS Movement (@bds.movement)

From campuses to city councils, from the streets to the largest trade unions, a global wave of solidarity is rising. Millions of justice activists, artists, workers, students, farmers, and human rights defenders are standing up for Palestinian liberation worldwide. The Palestinian-led BDS movement is reshaping how the world relates to Israel: not as a normal state, but as a regime of genocide and apartheid that must be dismantled to achieve freedom, justice and equality.

Join us!


#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism
#starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #ICJ #ICC #Cisgiordania #WestBank #settlers #coloni
#prigionieri #ostaggi

#77YearsOfNakba #activists #artists #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #farmers #Gaza #GazaNakba #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Nakba #ostaggi #Palestina #Palestine #prigionieri #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #students #warcrimes #WestBank #workers #zionism

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breve elenco di iniziative, siti, riviste, podcast e realtà recenti anzi recentissime (15 mag. 2025)


_ la nascita del periodico online ahida, diretto da Sergio Bianchi:
https://www.ahidaonline.com/

_ l’uscita del n. 19 del tabloid Mudima “La scuola delle cose” (Lyceum, Milano, aprile 2025) dedicato alla scrittura di ricerca:
https://slowforward.net/2025/05/14/scuola-delle-cose-19-scrittura-di-ricerca-lyceum-mudima/
(chi fosse interessato e si trova a Milano, può ritirarlo direttamente [e gratuitamente] in Fondazione; a Roma ci saranno due occasioni in cui il foglio dovrebbe essere presente: al Premio Pagliarani dalle ore 17 circa del 25 maggio nella Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni; e al Teatro Basilica il 31 maggio in occasione del reading collettivo — h. 18-23 — organizzato dal CentroScritture).

_ la nascita del sito della libreria indipendente Mannaggia, di Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti, che va incondizionatamente sostenuta nelle scelte di qualità che opera da quando esiste:
https://slowforward.net/2025/05/07/mannaggia-libreria-indipendente-sito/

_ per chi è a Roma: ancora per tre giorni, da oggi e fino al 17, è possibile vedere una scelta di opere di Alberto D’Amico da Blocco 13:
https://slowforward.net/2025/04/24/29aprile-blocco13-albertodamico-studiocampoboario/

_ un’intera puntata di “Vocale” (a c. di Elisa Longo) dedicata a Continuo – volume edito da [dia•foria :
https://slowforward.net/2025/05/08/continuo-repertorio-di-scritture-complesse-diaforia-2023-vocale-a-cura-di-elisa-longo/

_ un imminente seminario sulla letteratura elettronica, con interventi in presenza e in remoto, all’Università di Cagliari:
https://slowforward.net/2025/05/12/29-maggio-universita-di-cagliari-seminario-sulla-letteratura-elettronica/

_ la nuova uscita dell’introvabile primo libro di Carlo Bordini, Strana categoria, in pdf liberamente scaricabile dal sito di Diacritica:
diacritica.it/wp-content/uploa…
https://slowforward.net/2025/04/24/carlo-bordini-strana-categoria-diacriticaedizioni-2025/

_ la nascita del podcast del Museo sociale Danisinni, a cura di Rossella Puccio, direttrice della collezione d’arte, dedicato alla scrittura asemica e alla poesia visiva:
slowforward.net/2025/05/15/dan…

#AlbertoDAmico #art #arte #asemic #asemicWriting #audio #Blocco13 #Blocco13 #CalogeroBarba #CarloBordini #CarloSperduti #CentroScritture #Continuo #DanielePoletti #Diacritica #diaforia #ElisaLongo #FondazioneMudima #FrancescaChiappalone #GiuseppinaRiggio #httpsSlowforwardNet20250515DanisinniPodcastAsemic_ #LaScuolaDelleCose #letteraturaElettronica #libreria #LibreriaMannaggia #libriDArtista #Lyceum #Mannaggia #MariaPanetta #Mudima #MuseoSocialeDanisinni #news #PalazzoDelleEsposizioni #podcast #poesiaVisiva #PremioPagliarani #reading #RossellaPuccio #scritturaAsemica #scritturaDiRicerca #SebastianoTriulzi #seminarioSullaLetteraturaElettronica #StranaCategoria #tabloidMudima #TeatroBasilica #UniversitàDiCagliari #Vocale #DiaForia


esce ‘la scuola delle cose’ n. 19: “scrittura di ricerca” (lyceum / mudima, 2025)


LA SCUOLA DELLE COSE, n 19_ scrittura di ricerca_ apr 2025
cliccare per ingrandire

L’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo si perde già nelle profondità del Novecento. Tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto. Ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione. Un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de «La scuola delle cose», che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
cliccare per ingrandire

Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

Via Tadino 26, Milano
info@mudima.net
mudima.net

*


in collaborazione con
l’associazione dipoesia
logo dell'"associazione dipoesia"

#ChiaraPortesine #ChiaraSerani #CorradoCosta #DanielePoletti #FondazioneMudima #GianLucaPicconi #GinoDiMaggio #intermedialità #LaScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralità #LuigiBallerini #LuigiMagno #Lyceum #MassimilianoManganelli #MicheleZaffarano #Mudima #poesiaDiRicercaFrancese #ProsaInProsa #RenataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #ScuolaDelleCose #traduzione #traduzioni


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nuovo podcast sull’asemic writing e la poesia visiva: sul sito del museo sociale danisinni, a cura di rossella puccio


logo del Museo Sociale DanisinniCos’è l’asemic writing? Si può parlare di arte asemica? Se ne discute nel primo ciclo di podcast gratuiti prodotti dal Museo Sociale Danisinni.

“Interviste che lasciano il segno” è il podcast ideato e condotto da Rossella Puccio, direttrice della collezione d’arte del museo:

“Un viaggio tra arte e creatività, con un focus sulla scrittura asemica e la poesia visiva, attraverso le voci e le storie delle artiste e degli artisti contemporanei protagonisti della nostra collezione. In ogni episodio, esploreremo insieme le loro esperienze, visioni e percorsi artistici, mettendo in luce il ricco panorama culturale del Mu.S.Da. ovvero del Museo Sociale Danisinni”.

Sei puntate che attraverseranno l’ #asemicwriting e la #poesiavisiva – insieme al maestro Enzo Patti. Alla scoperta di una vasta e sconosciuta produzione legata alla scrittura sperimentale siciliana con Calogero Barba; alla produzione tutta al femminile con Giuseppina Riggi.

https://museosocialedanisinni.it/podcast/


*

& cfr:
Asemic Writing: The New Post-Literate ||| utsanga ||| AsemicNet
asemic @ slowforward ||| t.me/asemic ||| Aswrig ||| asemic @ whatsapp
_

#AccademiaDiBelleArtiDiPalermo #art #arte #arteAsemica #asemic #asemicWriting #asemicwriting #attivitàCircensi #CalogeroBarba #collezione #collezioneDanisinni #EnzoPatti #EnzoPatti #GiuseppinaRiggi #IntervisteCheLascianoIlSegno #materialiVerbovisivi #MuSDa_ #MuseoSocialeDanisinni #podcast #poesiaVisiva #poesiavisiva #RossellaPuccio #scritturaAsemica #streetArt #ValentinaConsole #verboVisualStuff #videointervento #vispo

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Concorso Gianni Rodari: grazie e arrivederci!

edu.inaf.it/news/premi-e-conco…

Sotto lo sguardo della Luna, condividiamo le opere vincitrici e quelle menzionate della quinta edizione del Concorso di scrittura dell’INAF dedicato a Gianni Rodari.

#allunaggio #concorsi #conquistaDellaLuna #eclissiDiLuna #fasiLunari #GianniRodari #GruppoStorieINAF #Luna #LunaBlu #LunaRossa #Rodari2024 #SuperLuna

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stranzananza wifi sul windoze cablato


L’hardware può anche essere diverso, ma i miei bug, maremma bona, sono sempre gli stessi… cioè, cambiano in realtà, non sono letteralmente sempre gli stessi, ma il punto è che su Windows almeno qualcosa capita sempre. (…Non che gli altri sistemi operativi funzionino meglio, anzi, però il fatto che tutto faccia schifo non è una giustificazione perché una cosa specifica faccia schifo). Non può insomma andare davvero tutto dritto per più di qualche ora, senza che accada qualcosa di strano; in questo caso, nulla che induca particolarmente alla rabbia, ma comunque imbarazzante. 😐
Schermata con evidenziati i punti discussi
Non avessi mai mandato il portatile in sleep! (Non lo mandassi mai, in realtà, visto che succedono sempre questi problemi in quel caso, stranamente!) Quando l’ho risvegliato e ho aspettato si ricollegasse al WiFi: innanzitutto prima si è confuso male, perché per un attimo ha provato a collegarsi all’hotspot dello Ximi, che però poi io ho spento, ma lui continuava a credere fosse attivo… ma poi, ho visto che dal simbolo di niente rete è passato a quello di Ethernet… ma si era connesso al WiFi, appunto, perché io cavi al momento non ne ho! In foto non si vede, ma passandoci sopra col mouse diceva anche “Connessione alla rete locale (LAN)”… e ok, in realtà questo sarebbe l’adattatore di rete virtuale creato da OpenVPN (per la mia VPN casalinga), come confermabile andando in Task Manager… ma se è connesso al WiFi, normalmente, viene giustamente mostrato il simbolo del WiFi, non quello della rete cablata. 🤧

Vabbè, è una scemenza ovviamente; chiedo quindi il dovuto perdono per la qualità dei miei post che, ultimamente, non fa altro che peggiorare, pur se non a beneficio della quantità… un po’ come Realtek, cioè il produttore della scheda di rete integrata in questo portatile (RTL8821CE), che è ben noto per produrre schede WiFi di merda con driver terribili (in questo caso, che costringono a disattivare e riattivare dopo il risveglio dal riposo) pur se non affatto a beneficio del prezzo (inteso, quello finale per noi consumatori giornalmente martoriati da dell’elettronica di consumo che nell’anno del Signore 2025 ancora non funziona… ovviamente loro invece ci risparmiano molto, creando letame). 😪

#bug #glitch #laptop #PC #portatile #Realtek #RTL8821CE #WiFi #Windows #Windows10

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Le leggi di Keplero

edu.inaf.it/rubriche/astrograf…

Si conclude la serie delle astrografiche dedicate alla storia dei modelli del sistema solare con le leggi di Keplero.

#infografica #JohannesKepler #leggiDiKeplero #SistemaSolare

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oggi, 15 maggio, a roma, alla libreria tomo: “senza riparo”, di guido mazzoni (laterza, 2025)


presentazione di "Senza riparo", di Guido Mazzoni, alla libreria Tomo, 15 maggio 2025
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laterza.it/scheda-libro/?isbn=…

copertina di "Senza riparo", di Guido Mazzoni, Laterza 2025
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«La guerra fredda non è finita, continuano anche alcuni spargimenti di sangue locali, ma la gente è al riparo e li guarda come grandinate estive in un giorno di sole», scriveva Italo Calvino nel 1961 parlando della percezione della storia che si aveva in quegli anni. Se oggi volessimo descrivere con una formula sintetica lo stato d’animo che attraversa la scena politica contemporanea, dovremmo dire che l’impressione di essere al riparo si è dissolta completamente.

Dopo la fine della Guerra fredda le società occidentali hanno vissuto nell’illusione di essere al riparo. Poi, negli ultimi quindici anni, il senso di sicurezza si è dissolto e ha lasciato spazio a un’impressione opposta, quella di trovarsi in mezzo a una crisi complessa di cui i populismi e le guerre culturali sono gli aspetti più vistosi. Questo libro cerca di interpretarla ragionando su alcuni eventi decisivi e su alcune figure simboliche, a cominciare da Donald Trump. Al tempo stesso riflette su certe premesse di fondo della politica contemporanea, e in particolare sull’idea che le società occidentali non sappiano più immaginare un’alternativa che non sia la degenerazione autoritaria della democrazia liberale o il disordine.

*

due paragrafi dell’introduzione al libro si possono leggere qui:
leparoleelecose.it/?p=51341

#GiulioAzzolini #GuidoMazzoni #Laterza #libreriaTomo #politica #Resistenza #ricostruzioni #Roma #SanLorenzo #SenzaRiparo #Tomo #TomoLibreriaCaffè

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oggi, 15 maggio, a venezia, “laconic icons”, dialogo con max renkel


Max Renkel, conversazione a Venezia, 15 maggio
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#art #arte #BerggruenArtsCulture #LaconicIcons #MarioCodognato #MaxRenkel #MirtaDArgenzio #OswaldEgger #PalazzoDiedo

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stranadormanza della mente e del corpo, scordamentistica e boicottastica


Dunque… tra ieri sera e stamattina sto purtroppo riuscendo ad apprezzare (nel senso di rendermene conto, non di goderne… non è colpa mia se le parole ambigue esistono e io finisco per usarle volontariamente per sortire effetti magici sui lettori) quanto cazzo io stia dormendo al momento, fottutamente. E, come al solito con queste cose, la schifezza vale in molti sensi… ma vediamo con ordine quali sono i miei ottimi motivi di disperazione. 👃

Innanzitutto, sospettavo che dormire 5 ore (stanotte) anziché 4 (ieri) evidentemente mi fa male, perché per mezz’ora stamattina ho messo senza volerlo in scena la classica danzetta della sveglia che suona — e stavolta non è che non la sentissi, ma è successa la cosa più terribile in cui appunto la sento, ma penso che per qualche motivo non debba suonare (questo succede perché il firmware che regge il cervello umano non è memory-safe, quindi a volte un processo va erroneamente a nuotare nella memoria di altri processi, e pesca dati che non gli spetterebbero), e quindi si preme il posticipa. (Ed è andata bene, perché tra premere quello o lo spegni è un 50/50, mamma mia queste UI delle sveglie non sono sleep-safe…) 🫁

Evidentemente comunque questo è solo sonno arretrato, o perlomeno la conseguenza di uno spostamento temporale cosmico del mio orologio interno, perché pure in termini di calendario sto andando a fanculo. A parte che, ultimamente, mi pare di avere più dubbi per quanto riguarda i giorni della settimana — del tipo che, normalmente saprei senza pensarci che giorno è, invece ultimamente devo rifletterci qualche secondo, avendo per qualche motivo il sospetto di confondermi… ma forse in questo anche il meteo è complice — io ieri sera sono zompata, quando ho visto che l’ESC è iniziato l’altro ieri (13), non ieri sera (14) come per qualche motivo ricordavo. ☠️

Mah, la mia faccia era tipo “cosa“, nel momento in cui ho aperto Rai 1… e davano non ricordo cosa… e allora giustamente ho aperto Rai 2… e c’era il tennis. Quindi ho dovuto cercare su Wikipedia (e non è stato facile, perché cercando solo “eurovision” è uscita prima la pagina generale, dove per l’edizione 2025 per qualche ragione nessuno ha segnato le date, e il mio cervello ancora non rifletteva, quindi c’è voluto il tempo che la mia mano facesse ulteriori click per arrivare alla pagina del 2025 senza ragionamento…) e scoprire in quel momento che la prima semifinale si è vaporizzata senza essere prima mai arrivata ai miei occhi… 🥱

Chissà come mai a ‘sto giro non ho sentito tanto parlare di Eurovision; almeno, non come i precedenti anni… stavolta il boicottaggio è diventato reale, per caso? Per carità, è vero che che l’EBU sembra voler far sprofondare sempre di più questo evento in maniera irreversibile nella melma, però alla fine non è che sia cambiato nulla, rispetto agli anni passati… peccato, certo, che ora gli artisti non possano portare bandiere non di nazioni sul palco, ma ce ne faremo una ragione… e peccato che Israele sta ancora lì, ma semplicemente nel momento in cui loro si esibiranno io chiuderò la trasmissione, sperando che gli altri facciano lo stesso, producendo quindi un gigantesco drop nel traffico di rete registrato guardacaso proprio in quel momento in guardacaso tutta Europa… 🧂

Per il resto, il boicottaggio vero in questa casa resta quello ai danni della mia stabilità emotiva, operato da quei soliti 3 o 4 spiriti trollosi, che come abbiamo visto succhiano via la mia energia vitale mentre dormo — sennò non si spiega come mai vado a letto normale (oddio, più o meno) e mi sveglio cagata nella testa (proprio, al suo interno). Alla fine poi è forse proprio per questo che finisco ad alternare ciclicamente momenti di rotting a momenti estremi, anziché avere ritmi più stabili; ma di nuovo, “siamo nati per soffrire, siamo morti per riposare“. 🗿

#distrazioni #ESC #Eurovision #sonno #vita

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sì ai 5 referendum di giugno, in particolare a quello per la cittadinanza


referendumcittadinanza.it/

Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.

Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.

Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.

Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.

#89Giugno #dirittoDiCittadinanza #referendum #referendum89Giugno #referendumCittadinanza #votare

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[libro] Il marziano in soffitta


Autore: Frederik Pohl
Titolo: Il marziano in soffitta
Editore: Urani – Mondadori
Altro: Collana Urania 804 del 07/10/9170 di Carlo Fruttero e Franco Lucentini; genere: antologia di fantascienza; titolo originale: The Best of Frederik Pohl; traduzione di Delio Zinoni e Bianca Russo; Curatela di Lester Del Rey; p. 182

Voto: 7/10

Secondo volume dell’antologia di Del Rey con i migliori racconti di F. Pohl. Anche questo finito a casa mia grazie a uno scambio culturale con un’amica appassionata di fantascienza. E anche questo titolo è tratto dal primo racconto.

In questo secondo volume la qualità mi è sembrata minore, forse perché i racconti sono invecchiati male o perché mi sono piaciuti di meno. Uno, in particolare, non ho capito se fosse un racconto o una lezione di matematica: Come contare sulle dita, ovvero come usare il sistema binario per contare fino a 1023 con 10 dita e altre amenità sul calcolo binario. La scusa, ovviamente, era introdurre le meravigliose possibilità di un calcolatore elettronico, ma ne viene fuori un corso iper semplificato di matematica binaria.

I due racconti che mi sono piaciuti di più sono Perché corriamo tanto, una satira venata di horror sul correre sempre alla milanese imbruttito, e Altamyin, inc., una anticipazione di realtà manipolata con la tecnologia per conquistare il potere a scapito dei più deboli.

Rinnovo il consiglio del primo volume: se trovate su qualche bancarella questa mini antologia, vale i pochi euro che dovrete sborsare per averla.

Buona lettura!

#antologia #fantascienza #FrederikPohl #libro #recensione

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nasce ‘ahida’, nuovo periodico online


ahidaonline.com/

opposizioni, linguaggi, movimenti, mappe

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universitastico corso di web, intricato in una ragnatela memosa


Di cose di questo tipo non dovrei più di tanto stupirmi, perché alla fine tutta questa università è in buona sostanza una gigantesca barzelletta — ovviamente una non divertente, ma in fondo se siamo nati è praticamente solo per soffrire — però comunque rimango totalmente spiazzata dai momenti del corso di TSW, che ormai è davvero un cazzo di meme. Non fa ridere, non fa onestamente neanche piangere, mi (ci, a quanto pare) fa rimanere semplicemente senza parole, vittime dello sbigottimento! 😱

Già per quanto riguarda le lezioni, ci sarebbe da piangere, perché da almeno due settimane buone stiamo facendo argomenti che NON ci servono… ossia il JavaScript. Cioè, come al solito la realtà è più complicata di quanto io possa mai spiegare in una sola frase tuonosa, ma più o meno è così. Il corso è quasi tutto incentrato sulla verifica delle conoscenze pratiche, che avverrà con la presentazione del progetto web all’esame orale, e tra i requisiti c’è che si usi un minimo di JavaScript lato client, usando AJAX e modificando il DOM in, testuali parole, “almeno una pagina”. In altre parole, il grosso del computo per far funzionare il merdaio avviene lato server, in Java… e dunque non si capisce come mai stiamo facendo tutte le cose di contorno del JS, dai normali cicli alla cacca che è l’ambiguità dei tipi (quando andrebbe spiegata solo come pericolo da evitare, ricordando che chi fa i casting impliciti nel codice di produzione è un maiale; non va spiegata come feature), mentre di fetch() o XMLHttpRequest non si è sentito ancora nemmeno il nome (o almeno credo; magari la mia testa si è fritta a sentire cose che so da anni venir spiegate come nuove, e non lo ha registrato). 🦧

Comunque dubito fortemente, vedendo i pregressi problemi di skill, che la gente in classe mia conosca JavaScript… Quindi, o hanno capito che tutte le ultime cose che stanno venendo spiegate non serviranno affatto (ma dubito, non mi sembrano tanto intelligenti in termini di valutazioni tecniche), o pensano che sia una buona idea arrivare all’esame avendo fatto solo vibe coding (e in questo caso forse sarebbero furbi, perché comunque il professore avrà un centinaio di persone a cui stare appresso, non una sola da poter scrutinare bene)… perché non solo a lezione ormai c’è poca gente, ma sono letteralmente tutti disattenti. Per carità, ci stanno a tutte le lezioni quelli che guardano il telefono, o io che guardo il tablet o il PC, ma ormai stanno tutti storti, mezzi girati, e si sente un vociare… 🎎

Maaaa… nonostante l’evidente mancanza di bisogno di supporto per questa materia, una parte del meme è costituita dalla situazione del tutorato. Esatto, perché quì alla contrariversità succede questo: per le materie difficili non viene affatto stabilito il tutorato, o viene fatto ben tardi, o viene fatto sugli argomenti dove meno c’è bisogno di aiuto (e credetemi che non sto gonfiando la storia, è davvero tutto così tragico)… e per TSW, dove nessuno ha bisogno di aiuto (e chi ne ha bisogno va da GiPiTi), non solo il tutorato c’è, ma è proprio bombardante! E ormai siamo decisamente ben oltre quelli che sarebbero i normali livelli da memin. 🎃
[BuongiornoIl giorno 13 Maggio, dalle 9 alle 11 (ed eventualmente ad oltranza), ci sarà tutorato.Ci vedremo nel laboratorio P13 (Edificio F3).]💖💣, [5/9/25, 6:28 PM]pare una fottuta minaccia!!!💖💣, [5/9/25, 6:29 PM]"tutorato ad oltranza 😈 " 💀[...], [5/9/25, 7:40 PM]le coordinate.💖💣, [5/9/25, 7:41 PM]anche quelle molto ominous, viste così💖💣, [5/9/25, 7:42 PM](al tutorato di questa settimana sono andate letteralmente 3 persone, ho paura per il prof che questo martedì 13 saranno 0, perché che cazzo è il tutorato di martedì per giunta ad oltranza 😝)💖💣, [5/14/25, 5:43 PM]comunque....[BuongiornoDomani, 15 Maggio 2025, dalle 13 alle 13.30 (prima della lezione di TSW) ci incontreremo nel Laboratorio Sammet per il Tutorato. Continueremo la discussione dei progetti.Grazie]💖💣, [5/14/25, 5:43 PM]HO FOTTUTAMENTE RISO IRLTUTORATO DI MEZZ'ORA DURANTE L'UNICO SPACCO DELLA PAUSA PRANZOAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA AIUTO💖💣, [5/14/25, 5:44 PM]lo aveva annunciato oggi il professore a lezione (che non è lo stesso individuo che fa da tutor), ma pensavo stesse scherzando o ancora da decidere... poi poco dopo è arrivata questa mail, e niente, si ride (per non piangere, trippi troppi)[...], [5/14/25, 5:53 PM]crazy.💖💣, [5/14/25, 5:53 PM]crazy shitty, troppa trippa questa università
Ci fu prima questo avvenimento qui a riguardo (foto a sinistra), qualche giorno fa, ma ciò non è nemmeno il top dello spacc. Non contento che al tutorato della settimana scorsa ci fossero soltanto 3 persone — e ieri più o meno la stessa cosa, perché è successo qualcosa di strano (non ho ben capito, sembra che o alcuni studenti o il tutor non avessero capito quale fosse l’aula giusta, ma io essendomene stata giustamente a casina non ne ho idea) — per domani (foto a destra) è stata annunciata una sessione straordinaria di tutorato… di mezz’ora. Questi vogliono fare tutorato proprio nell’unico momento che domani abbiamo per pranzare (che per giunta è immediatamente prima della lezione di TSW stesso, e quindi non capisco perché semplicemente magari non fondano le due cose)… e, voglio dire, liberi loro di decidere, ma temo che l’affluenza sarà estremamente scarsa. 🎈

Ma per chiudere in bruttezza, invece… parlando del mio progetto di corso… lì potrebbe esserci qualche problemino. Una cosa che non ho mai detto, ma ho comunque indubbiamente preventivato. Ribadisco che per me il problema non è Java, e certamente nemmeno HTML5, che è (purtroppo?) il mio pane quotidiano (…”gnammy”…)… ma il “che palle” non può comunque fare altro che sorgere. Ripeto quello che ho detto l’altra sera, e cioè che il mio problema ora è proprio che in questo periodo non sto affatto rottando, bensì sparando a mille… e quindi, anziché pensare al progetto del prof. per cui nessuno mi paga, penso solo a fare i miei, decisamente più avanzati e originali, e dunque divertenti (…e ugualmente non pagati, ma il sapore è comunque bello diverso). Ma entro metà giugno c’è ancora tempo… suppongo? 💅

#università


“fuck my stupid baka femcel life” — “fanculo la mia stupida vita baka femcel”

fuck my stupid baka femcellifet.me/famiterimediosa/1431t.me/thewireeed/10726
Il mio mood corrente è correntemente talmente tanto quanto quello illustrato in foto che, ormai, è per me difficile anche solo postare questa comunicazione sicuramente di pubblico interesse a riguardo… caspita. Tuttavia, diciamo che la cosa ha anche i suoi lati positivi… si dice “fanculo la mia stupida baka femcel vita” nel senso che in realtà ci sono momenti in cui ci si può distrarre ampiamente, fino alla nausea, rendendo quindi automaticamente possibile il dire “fanculo” a tutto il resto, nel senso di nun m n fott, stong ind ‘o mij, di conseguenza godendo triplicemente. (O forse solo doppiamente, mah, non l’ho ancora ben capito… comunque, si nota sicuramente dallo stendersi.)

Chiaramente, questa robaccia è sempre un’arma a doppio taglio (o, per l’appunto, triplo magari in questo caso) — perché nel caso in cui si verifica, cosa che tecnicamente comporta il finire all’estremo di comportamento opposto a quello del rotting, per la teoria del ferro di cavallo si finisce esattamente sempre nella marciscenza, solo con delle vibe diverse. Certo, non c’è la voglia di perdere tempo, bensì di fare… e diventa infatti proprio questo il nuovo problema. Ieri sera ho fatto un’altra volta estremamente tardi per andare a letto, per via di progetti… mentre l’odierna mattinata è anch’essa passata tutta appresso a i progetti, e così il pomeriggio (lì anche complici i bugfix)… al punto che mi sono lavata letteralmente alle 7 di sera… giusto poco prima di fare merenda tipo alle 19:30… perché se mi metto a programmare, fanculo tutto il resto del necessario. 💔

#rotting


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esce ‘la scuola delle cose’ n. 19: “scrittura di ricerca” (lyceum / mudima, 2025)


LA SCUOLA DELLE COSE, n 19_ scrittura di ricerca_ apr 2025
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L’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo si perde già nelle profondità del Novecento. Tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto. Ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione. Un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de «La scuola delle cose», che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

*


Lyceum _ Scuola delle Cose _ dati editoriali e redazionali
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Fondazione Mudima
FONDAZIONE MUDIMA

Via Tadino 26, Milano
info@mudima.net
mudima.net

*


in collaborazione con
l’associazione dipoesia
logo dell'"associazione dipoesia"

#ChiaraPortesine #ChiaraSerani #CorradoCosta #DanielePoletti #FondazioneMudima #GianLucaPicconi #GinoDiMaggio #intermedialità #LaScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralità #LuigiBallerini #LuigiMagno #Lyceum #MassimilianoManganelli #MicheleZaffarano #Mudima #poesiaDiRicercaFrancese #ProsaInProsa #RenataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #ScuolaDelleCose #traduzione #traduzioni

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Mali, chiuso il canale Tv5 Monde.


[:it]La chiusura causata dalla copertura di una manifestazione dell'opposizione.[:]
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bandiera Malibandiera Mali Licenza CC0 / Dominio Pubblico

Il Consiglio Nazionale di Transizione del Mali, presieduto dal generale Malick Diaw, ha recentemente approvato un decreto che ordina la sospensione del canale televisivo francese Tv5 Monde “fino a nuovo avviso”. Tale decisione è stata giustificata dall’Alta Autorità per le Comunicazioni (Hac) con l’accusa di parzialità nel servizio relativo a una manifestazione dell’opposizione. La lettera indirizzata ai distributori di servizi audiovisivi sottolinea come Tv5 Monde non sia più accessibile nel paese.

Questa misura non è priva di precedenti: nel 2024, il canale aveva già subito una sospensione temporanea di tre mesi da parte della giunta. La Hac ha specificato che “è stato deciso di rimuovere i servizi televisivi di Tv5 Monde fino a nuovo avviso”, evidenziando così la posizione della giunta nei confronti delle media considerati non allineati.

L’episodio che ha scatenato questa ulteriore azione di censura risale al notiziario dell’Africa del 3 maggio, in cui Tv5 Monde ha riportato una manifestazione dell’opposizione contro il temuto scioglimento dei partiti politici e delle organizzazioni di natura politica, recentemente annunciato per decreto dal Presidente, il generale Assimi Goita, attraverso la televisione nazionale. La mobilitazione di diverse centinaia di persone a Bamako da parte di una nuova coalizione di opposizione rappresenta un evento significativo, considerato il contesto di crisi politica e repressione vissuto dal paese.

Le accuse mosse dall’Hac contro il canale comprendono la presunta diffusione di “dichiarazioni diffamatorie” nei confronti delle forze di polizia e la scelta di dare voce esclusivamente ai leader dell’opposizione. Questo caso si inserisce in un quadro più ampio di restrizioni sulla libertà di stampa in Mali, dove già diversi organi di informazione francesi erano stati sospesi definitivamente dalle autorità militari maliane.

Risulta evidente che la giunta al potere, dopo aver attuato due colpi di stato nel 2020 e nel 2021, continua a restringere le libertà civili e politiche, abrogando la Carta dei partiti politici che regolava le forze politiche nel paese. La sospensione di Tv5 Monde rappresenta pertanto non solo un atto di censura, ma anche una manifestazione della crescente tensione tra la giunta e i media esteri, in un momento di profonda instabilità politica e sociale per il Mali.

Fonte: RAINews, afriquinfos.com

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17 maggio a torino: la cooperativa scrittori, una storia degli anni ’70 (e di oggi)


Sabato 17 maggio
Salone del libro di Torino Off
Domori, Piani Culturali Domori, Piazza San Carlo 177, h 18
GLI SCRITTORI IN COOPERATIVA. UNA STORIA DEGLI ANNI ’70 (E DI OGGI)
Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta, letture
di Mariella Fabris

la Cooperativa scrittori
cliccare per ingrandire

*

Nei primi anni ’70 Luigi Malerba, Elio Pagliarani, Nanni Balestrini e altri intellettuali fondarono la Cooperativa Scrittori come alternativa al potere dei grandi marchi editoriali. In poco tempo uscirono opere importanti, dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia a libri di autori come Umberto Eco o Alberto Arbasino. Ricordare oggi quell’iniziativa è uno stimolo a cercare nuove forme di cooperazione culturale.

#AndreaCortellessa #Anni70 #anni70 #anniSettanta #anni70 #art #arte #arteContemporanea #BrunoGambarotta #CoopScrittori #CooperativaScrittori #CulturMediaLegaCoop #Domori #ElioPagliarani #LIndice #LIndiceDeiLibriDelMese #LuigiMalerba #MariaTeresaCarbone #MariellaFabris #NanniBalestrini

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Archeologia pubblica, comunità locali e difesa del patrimonio


La nostra amica archeologa e saggista, Francesca Valbruzzi, ci propone oggi un dialogo con Giuliano Volpe, autore impegnato a costruire ponti tra l’archeologia, come scienza e come pratica, e la società tutta.

Un impegno che Volpe persegue oggi nel ruolo di docente all’Università di Bari e che ha perseguito in passato quando è stato rettore dell’Università di Foggia, Presidente del […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/05/14/arch…

#archeologia #BeniCulturali #FrancescaValbruzzi #patrimonioArtistico

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aggregoctt aggregocttanza, il sitino della notizianza (nuovo aggregatore news/RSS personale)


Anche oggi pomeriggio, la mia solita bontà creativa si esprime, nella misura in cui ho iniziato (si spera non semplicemente “creato” e fine della storia, visto che ovviamente non è nulla finito) un nuovissimo progetto dall’utilità discutibile, ma forse dall’interesse condivisibile, non essendo nulla di eccessivamente oscuro ma bensì qualcosa che può essere di immediata utilità ed ispirazione per tutti… Ho creato aggregoctt.github.io, un (mio) aggregatore di notizie da RSS, incredibile e basato. 🔥

Se di per sé, da solo, il fatto che ora esista un sito (in più) dove vengono ripubblicati in modo completamente automatico articoli e notizie di vario tipo, da siti più o meno interessanti e che potrebbero o non potrebbero fare forse fin troppo spam (…cosa per cui indubbiamente dovrò trovare una pezza, per evitare di incorrere nel solito problema in cui il rumore sorpassa ampiamente l’informazione), magari non è eccessivamente curioso — anche perché, in generale, ne esistono svariate di queste piattaforme, l’idea di aggregatori di notizie non è nulla di nuovo — è tuttavia per me ganza l’idea di uno costruito e mantenuto a livello personale… 🥰

In questo senso, ci sono diversi livelli di “zamn” da poter osservare. Innanzitutto, boh, chi gradisce il sito e inizia ad usarlo potrebbe finire per guardare le mie stesse fonti, magari scoprendo post o siti interessanti che a me non capita di ricondividere, e penso che ciò non faccia male. E poi, almeno per come adesso il sito è architettato, ossia come completamente statico e su GitHub (anche se per delle cose future mi servirà un backend, per ora non pensiamoci)… chiunque può cliccare il tastino fork e fare il suo sito uguale con i propri feed RSS favoriti!!! Nel footer del sito c’è il link alla repo, infatti — che per ora è una sola, con dentro sia i sorgenti che tutti gli articoli… metterò più ordine (e documentazione) a breve, nel caso. 🤥

Sul livello tecnico è figo, perché è un sito statico con Jekyll, che si aggiorna in automatico… e appunto può essere clonato da chiunque, non serve avere un server personale o la mia solita roba snob, basta GitHub. C’è lo script delle Actions che parte da solo ogni X ore, eseguendo uno script Python che scorre i feed RSS per ottenere i nuovi elementi — addirittura scaricando l’intero contenuto dei post, e le immagini in locale, una mossa furba che potrebbe servirci più tardi — quindi fa il commit per salvare definitivamente le novità, e il sito viene allora ricompilato. (Proprio a proposito di ciò… abbiate pazienza, devo ancora implementare delle ottimizzazioni per bene, che al momento per motivi di scalabilità il sito è tipo lento a caricare.) 💥

Comunque, nella pratica… come mai ho fatto questo? (E la domanda non è completamente retorica, ahimè.) In primo luogo, come al solito io ho visceralmente bisogno di perdere tempo, ma sempre in modi che siano in qualche misura produttivi, e con sempre un minimo di varietà… quindi un giorno sitini, l’altro programmini, e così via. In secondo, anche solo nella vana speranza che questo possa riaggiustarmi il mio programma del sonno, avrei una mezza voglia di riesumare il mio Kindle — che letteralmente da mesi prende polvere, visto che non sempre ho cose lunghe da leggerci sopra, e infatti lo usavo spesso per articoli e cose di questo tipo — ma tutti gli altri servizi a mia disposizione per RSS e simili sono troiai, lì sopra… per cui, avere un sito semplice e veloce, che funziona e basta, può essere la soluzione. 🙏
💖💣, [12/05/2025 14:18]sito sta uscendo forse.💖💣, [13/05/2025 16:46]ora metto in produzione l'aggregoctt, vediamo 1 po💖💣, [13/05/2025 17:27]https://aggregoctt.github.io/[...], [13/05/2025 17:29]mamma mianews:_indiani si beccano ads su prime video_modelle mettono il filtro della romana_pistolozza pve pvp[...], [13/05/2025 17:40]Mi ha fatto crash foninoIronicamente… al momento proprio il Kindle è il dispositivo dove non funziona, probabilmente per via di qualche libreria JavaScript minchiona, che dovrò quindi addomesticare seduta stante. Però oh, come si suol dire… Roma non è stata costruita in un giorno, e Aggregoctt non è stato costruito in 2 giorni; pure se a vedersi superficialmente parrebbe sia questo il caso. E a proposito… consigliatemi feed RSS interessanti, che qui ce n’è bisogno vitale. 🥴
#aggregator #aggregatore #Aggregoctt #feeds #GitHub #Jekyll #news #notizie #reading #RSS #website

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Referendum giugno 2025 – L’importanza di non mancare


Contributo del Presidente di Giuristi Democratici Avv. Roberto Lamacchia
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All’interno dell’impegno per i 5 referendum del giugno 2025 vi proponiamo un contributo del Presidente di Giuristi Democratici Avv. Roberto Lamacchia per approfondire i 5 quesiti e l’importanza della partecipazione.

L’intervento è stato realizzato al Convegno Referendum 5 Sì – 8 maggio 2025 La Poderosa Torino.

Stiamo per vivere un momento particolarmente rilevante per la democrazia italiana; il voto sui quesiti referendari, infatti, rappresenta sotto molti punti di vista, un’occasione imperdibile per riaffermare i valori della nostra Costituzione.

In primo e preliminare luogo, poiché la votazione referendaria richiede per la sua validità la partecipazione del 50%+1 degli aventi diritto al voto, già il raggiungimento del quorum, prescindendo per un attimo dal risultato finale, rappresenterebbe un segnale di inversione di tendenza significativo circa la partecipazione dei cittadini alla gestione dello Stato.

Il raggiungimento del quorum, dunque, sarebbe comunque un grande risultato ed io sono peraltro convinto che in quel caso il risultato dello scrutinio non potrebbe che essere favorevole all’abrogazione delle norme sottoposte al vaglio referendario.

La fondatezza di tale convinzione è rafforzata dal comportamento del Governo, delle destre, dell’establishment, dei giornali, delle televisioni che tutti evitano accuratamente di dare, quanto meno, la notizia dell’esistenza dei referendum, quando non invitano espressamente a non andare a votare; insomma, la destra punta sull’astensionismo, sul disinteresse dei cittadini, disinteresse purtroppo confermato dalla graduale, ma sensibile, riduzione dei votanti alle varie elezioni succedutesi in questi anni: dunque, basterebbe questo per far comprendere come il raggiungimento del quorum ed il risultato probabilmente positivo della votazione per quanto ho appena detto, rappresenterebbe una clamorosa sconfitta per l’attuale maggioranza.

In definitiva, con la partecipazione al voto referendario si affiderebbe ai cittadini la decisione circa la propria vita in una materia così delicata come il lavoro e, come afferma il Prof. Ferrajoli, grande e raffinato giurista, “un successo di questi referendum abrogativi equivarrebbe a un risveglio della ragione e, soprattutto, della coscienza democratica del nostro paese.”.

Passando, ora al merito dei quesiti, non vi può essere dubbio circa il fatto che il voto debba essere un SI da parte di tutti quei cittadini fedeli ai valori costituzionali di lavoro, dignità, uguaglianza.

Infatti, se si ha riferimento alla Costituzione e se la si esamina rispetto all’attuale situazione, non si potrà che comprendere come la scelta della presentazione dei quesiti referendari sia stata l’unica risposta che la situazione politica consentiva per ritornare a quei valori sanciti nella Carta.

E’ opportuno, a questo punto, ricostruire l’evoluzione e poi l’involuzione della normativa in tema di lavoro.

Le norme-cardine dell’impianto lavoristico sono state, e lo sono in parte anche oggi, lo Statuto dei Lavoratori e la legge 533/73 sul processo del lavoro.

Con queste due norme, una di diritto in buona parte sostanziale ed una di diritto processuale, si era realizzata una situazione di favore per i lavoratori, considerati l’anello debole e dunque da tutelare, del rapporto di lavoro.

Creazione di specifici diritti, loro tutela, rapidità nel loro accertamento, favor lavoratoris nel processo, pubblicità dello stesso, oralità del processo erano tutti elementi che miravano a garantire il lavoratore circa il rispetto dei suoi diritti.

Si trattò di norme assai incisive che segnarono l’avvento di una stagione di maggiori diritti, maggiori protezioni, migliori condizioni di vita.

Naturalmente, il padronato si riorganizzò e lentamente, ma gradualmente, recuperò buona parte di quanto aveva perso a favore dei lavoratori, sfruttando le condizioni che il mercato internazionale del lavoro offrivano: libertà di circolazione dei capitali, delocalizzazione delle attività produttive ricerca delle condizioni ambientali di miglior favore per gli investitori, utilizzo esasperato della tecnologia per sostituire il lavoro umano, affermazione della incontestabile egemonia del mercato sulla società, hanno portato ad una progressiva mortificazione dell’elemento umano e ad un venir meno di quei progressi nei diritti che i lavoratori avevano faticosamente conquistato

Si è giunti, così, all’entrata in vigore di norme che hanno indebolito la posizione dei lavoratori, che oggi si trovano privati tendenzialmente di molti dei loro diritti; ciò è avvenuto principalmente con l’approvazione del Collegato Lavoro, della Legge Fornero e del Jobs Act e di molte altre innovazioni normative.

La sostanziale modifica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, invocata da anni dal centro-destra e dal mondo dell’imprenditoria e respinta in passato dalla dura opposizione dell’opinione pubblica, si è infine realizzata proprio grazie all’azione di un governo di centro-sinistra.

A poco a poco la tutela del lavoro umano incentrato sul modello del lavoro subordinato è stata ridimensionata svuotando il contenitore del lavoro a tempo indeterminato attraverso l’invenzione di una miriade di forme contrattuali a titolo precario, fino alla quasi totale liberalizzazione del lavoro a tempo determinato. Alla fine, grazie al Job’sAct di Renzi, è stata rimossa anche la garanzia che teneva in piedi tutto l’impianto dei diritti stabiliti dallo Statuto dei lavoratori attraverso la sostanziale cancellazione dell’art. 18, la norma che reprimeva il licenziamento illegittimo, assicurando un regime di cosiddetta stabilità reale.

La situazione è divenuta gravissima, al punto di portare molti studiosi della materia ad affermare che il diritto e processo del lavoro sono morti!

Dunque, in assenza di una capacità, ed anche, in molti casi, di una volontà di incidere da parte della sinistra per porre quanto meno un argine al crollo delle garanzie per i lavoratori, non è restato altro strumento di opposizione che l’utilizzo dello strumento referendario.

Sono, così, stati raccolti 4 milioni di firme a sostegno dei quesiti referendari, segnale estremamente importante che dà l’immagine della rilevanza dei problemi sollevati dai quesiti.

Ed oggi siamo chiamati a prendere, noi cittadini, una decisione su questioni di fondo, che attengono alla nostra vita, una scelta di partecipazione democratica che rappresenti anche un segnale per la sinistra, per tutta la sinistra, che si deve reagire al clima di rassegnazione che pare prevalere.

Che cosa propongono i quesiti referendari? L’abrogazione, cioè la cancellazione di una serie di norme che hanno via via indebolito la tutela dei diritti dei lavoratori, notoriamente già parte debole nel rapporto di lavoro.

PRIMO QUESITO

Valutandoli, ora, singolarmente, mi pare opportuno partire dal quesito n. 1, che appare come il più rilevante e bandiera di una forte opposizione sociale in questi anni.

Si tratta della richiesta di abrogazione del Jobs Act, la famigerata legge di Renzi, che ha ulteriormente ridotto le garanzie (già precedentemente diminuite dalla riforma Fornero) per i lavoratori illegittimamente licenziati. Come ricorderete, lo Statuto dei Lavoratori aveva previsto per le imprese con più di 15 dipendenti, la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento pieno dei danni in caso di accertata illegittimità del licenziamento. Ne erano seguiti, da parte del padronato, reiterati tentativi di abrogare o modificare quella norma, tutti falliti per la forte opposizione popolare : ricordo tra tutte la manifestazione contro l’attacco all’art. 18 S.L. che portò in piazza oltre 3 milioni di persone nel 2002 a Roma, manifestazione che fece cadere la proposta di cambiamento dell’art. 18.

Ciononostante, continuava senza sosta il lavoro per depotenziare quello strumento di difesa dei lavoratori e si arriva, così, alla cd. Legge Fornero che limita la reintegrazione piena, accompagnata dal pieno risarcimento del danno subito, ai soli casi di discriminazione, nullità o oralità del licenziamento, introduce una reintegrazione ridotta, accompagnata, cioè da un’indennità risarcitoria quantificata in misura massima forfettizzata per quei casi di inesistenza dei fatti addotti quale ragione del licenziamento o per quelli che fossero puniti, a sensi dei CCNL con sanzioni conservative del posto di lavoro; infine per tutti gli altri casi, introduce il solo ristoro economico.

L’abbattimento dell’art. 18 S.L si conclude, infine, proprio con il Jobs Act e la cosa è particolarmente grave e rilevante perché la legge viene presentata ed appoggiata dal PD, in quel momento al governo.

Con quella norma si introduceva una differenza di trattamento tra i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, per i quali valevano le garanzie preesistenti e quelli assunti dopo quella data.

La legge veniva presentata con il titolo di “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti”, ma nessuno ha mai capito quali fossero gli accrescimenti delle tutele promesse dal titolo!

Per questi lavoratori il diritto alla reintegrazione piena era limitato alle ipotesi di licenziamenti nulli, discriminatori o orali; la reintegrazione ridotta era prevista, come già dalla legge Fornero, accompagnata,da un risarcimento non superiore a 12 mensilità, per i casi di licenziamento fondato su fatti inesistenti. Per tutti gli altri tipi di licenziamenti illegittimi, in particolare per i licenziamenti collettivi, era previsto un risarcimento assai modesto; in seguito, poi, ad interventi della Corte Costituzionale, il criterio di quantificazione del risarcimento è stato mutato, consentendo al Giudice di tener conto della reale situazione del lavoratore e di determinare conseguentemente il danno subito.

Ora, il quesito referendario chiede l’abrogazione totale di quella legge, con la conseguenza, in caso di esito positivo della proposta, che si tornerà all’applicazione dell’art. 18 S.L. come modificato dalla Legge Fornero. Dunque, il risultato non potrà essere il ritorno al vecchio art. 18, posto che la normativa sul punto della L. Fornero non era più in vigore e dunque non si poteva chiederne l’abrogazione: in ogni caso un miglioramento rispetto alla situazione attuale, soprattutto in relazione ai licenziamenti collettivi.

SECONDO QUESITO

Il secondo quesito riguarda, invece, l’indennità risarcitoria nei casi di licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 15 dipendenti, indennità che é prevista in misura estremamente ridotta, tra le 3 e le 6 mensilità, incrementabili per anzianità di servizio superiori ai 10 anni.

Come sappiamo, la L. 604/1966 aveva previsto quella indennità sulla base delle condizioni del mercato del lavoro di quell’epoca, quando le piccole imprese avevano natura prevalentemente familiare e dunque, in quell’ottica, era sembrato opportuno bilanciare la tutela dei lavoratori con la necessità di non danneggiare il piccolo imprenditore con disponibilità economiche ridotte.

Inoltre, a quell’epoca, le possibilità per il lavoratore licenziato di reperire un altro posto di lavoro in tempi contenuti erano certamente superiori a quelle odierne.

Oggi , da un lato, la situazione è ben diversa data l’esistenza diffusa di aziende con pochi dipendenti, ma con un elevato fatturato; sotto altro profilo, poi, il mercato del lavoro è in grave crisi, nonostante lo sbandierato, da parte del Governo, aumento dei lavoratori occupati, magari con contratti a termine di pochi giorni o di pochi mesi, con la conseguenza di una estrema difficoltà per il lavoratore licenziato, di reperire altra occupazione.

Da qui è nata la necessità di intervenire con il quesito referendario che, se approvato, consentirebbe al Giudice di determinare l’indennità risarcitoria tenendo conto della reale situazione di danno subito dal lavoratore anche in relazione alle dimensioni e alla forza economica del datore di lavoro.

TERZO QUESITO

Il terzo quesito referendario attiene, invece, al problema dei contratti a termine.

Si tratta di uno dei settori in cui appare maggiormente evidente la precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Come saprete, la situazione normativa da cui si parte è costituita dalla L. 230/1962 che, premesso che la regola era rappresentata dal contratto a tempo indeterminato, regolamentava le assunzioni a termine, consentendole solo in presenza di specifiche esigenze; successivamente un’ondata di liberalizzazione ha portato ad allargare a dismisura le assunzioni a termine senza una causale specifica, attraverso la L. Fornero, il Decreto Poletti ed infine il Jobs Act; una parziale correzione di tiro è avvenuta, poi, nel 2018 con il Decreto Dignità che ha, però, mantenuto la possibilità di stipulare contratti a termine senza causale pur limitando ad un anno tale possibilità.

In definitiva, si tratta di una norma che consente al datore di lavoro di sfruttare la possibilità di contratti a termine, entro un anno senza bisogno di specificare perché non provveda ad assumere il lavoratore a tempo indeterminato e che consente anche di stipulare contratti con durata superiore, non eccedente i 24 mesi, in presenza di alcune condizioni specifiche.

Con l’abrogazione voluta dal referendum, al contratto di lavoro subordinato potrebbe essere apposto un termine di durata non eccedente i ventiquattro mesi, ma solo in due ipotesi tra quelle precedentemente indicate dalla norma : a) nei casi previsti dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative; b) in sostituzione di altri lavoratori.

In caso di vittoria dei “si” verrebbe, pertanto, limitato il lavoro precario e il ricorso al contratto a termine verrebbe ricondotto a situazioni, di carattere oggettivo, quale la necessità di sostituzione di lavoratori assenti o altre, indicate dai contratti collettivi, stipulati non da una qualunque associazione sindacale, ma da quelle dotate di una adeguata rappresentatività.

QUARTO QUESITO

Particolarmente importante, poi, appare il quarto quesito referendario, relativo alla sicurezza sul lavoro negli appalti.

Purtroppo le cronache ci danno quotidianamente notizia di gravi infortuni sul lavoro, sovente determinati dalla catena di subappalti che rendono difficoltoso, se non inesistente, il controllo sul rispetto delle misure di sicurezza nei cantieri di lavoro.

La richiesta di referendum popolare punta all’abrogazione dell’art. 26, comma 4, secondo periodo del d.lgs. n.81/2008, limitatamente alle parole «Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.»

Lo scopo è quello di eliminare la limitazione della responsabilità che, secondo la normativa oggi in vigore esonera il committente, l’appaltatore e il subappaltatore, dal rispondere, non solo in via diretta (art. 26, 3° comma), ma persino in via solidale (art. 26, 4° comma) del danno patito dalle vittime del lavoro, quando l’infortunio inerisca al “rischio specifico” dell’attività dell’appaltatore o del subappaltatore prescelti dai committenti e subcommittenti per l’esecuzione di un’opera o di un servizio.

Il referendum mira a garantire quanto meno l’integrale ed effettivo risarcimento del danno delle vittime, intende quindi promuovere il rafforzamento della sicurezza e della salute dei lavoratori, in quanto anche la responsabilità civile solidale può assolvere a una funzione di deterrenza, spingendo chi ha delegato ad altri i propri obblighi in materia – introducendoli nei luoghi dell’impresa – a non disinteressarsi del tutto della sicurezza del lavoro.

Nel caso di vittoria nel referendum, il committente sarà tenuto a verificare il rispetto delle misure di sicurezza sul lavoro da parte dei subappaltatori, pena la propria responsabilità patrimoniale.

QUINTO QUESITO

Ai 4 referendum sul lavoro appena descritti, i presentatori dei quesito ne hanno aggiunto un quinto, apparentemente scollegato dagli altri; si tratta della richiesta di abrogazione di alcune frasi contenute nella normativa sulla concessione della cittadinanza previste dalla L. 91/1992. Dicevo che apparentemente sembra scollegato; in realtà, gli extracomunitari sono i lavoratori più esposti al rischio di sfruttamento e di infortunio sul lavoro, in quanto sovente sotto ricatto di denuncia qualora tentino di far valere i loro diritti.

Per questa ragione, i promotori del referendum hanno ritenuto opportuno intervenire su detta normativa.

La L. 91/92 distingue nettamente i casi in cui la persona «è cittadina italiana» (ad es. la nascita da genitore italiano, il noto ius sanguinis) dai casi in cui la «cittadinanza può essere concessa»: non potendo intervenire sulla prima ipotesi, che sarebbe compito del legislatore trattare, si è dovuto tentare un intervento sulla seconda ipotesi, quella della cd “naturalizzazione”: allo straniero che risiede legalmente sul territorio nazionale da almeno 10 anni «può essere concessa» la cittadinanza.

Ebbene in questo caso la norma prevede alcune ipotesi derogatorie nelle quali il requisito decennale può essere ridotto a cinque anni; cancellando il riferimento alle ipotesi derogatorie, si ottiene di generalizzare il periodo quinquennale e di sostituirlo, per tutti, a quello decennale.

Si tratta, dunque, di un miglioramento della situazione, tenendo conto che, comunque, 5 anni sono un periodo già ritenuto congruo dalla Corte Costituzionale che ha rilevato come detto termine fosse rimasto inalterato per oltre 80 anni prima che venisse raddoppiato dalla L. 91/1992; dunque, si tratta di un termine che consente di verificare l’integrazione dell’extracomunitario alla nostra società, tenendo, altresì, conto che a quel periodo va poi aggiunto il periodo necessario per l’espletamento delle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza, periodo variabile, ma normalmente non inferiore ai 2-3 anni.

In conclusione, mi pare che tutti i quesiti referendari proposti meritino il nostro voto favorevole, nel tentativo, come afferma Ferrajoli, di “restituire vigore e vitalità alle nostre malandate istituzioni…. E’ un’occasione storica irripetibile: la possibilità di una svolta, di un’inversione di rotta della nostra politica”.

Torino, 8 maggio 2025

Roberto Lamacchia

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15-17 maggio a torino: alcune presentazioni


Giovedì 15 maggio
Salone del Libro, Lingotto, Pad. 1, Sala Granata, h 17.15
QUADERNI DI FISICA E METAFISICA, numero due:
MORALE DELLA COLLEZIONE (Allemandi)
Elio Grazioli in dialogo con Andrea Cortellessa, introduce Laura
Cantone

Venerdì 16 maggio
Salone del Libro, Lingotto, Pad. Oval, Spazio Campania, h 16
Carmen Gallo, STANZE PER UNA FUGA (La vita felice)
con Andrea Cortellessa e Tommaso Di Dio, modera Massimo Adinolfi

Venerdì 16 maggio
Rivoli, Villa Cerruti, h 18
lettura di Andrea Cortellessa, DEL FISICO E DEL METAFISICO
prenotazione online su castellodirivoli.org/biglietti…

Sabato 17 maggio
Pinacoteca Agnelli, Via Nizza 23, h 13.00
Andrea Bellini, STORIE DELL’ARTE CONTEMPORANEA (Timeo)
con Andrea Cortellessa e Sara Cosulich

Sabato 17 maggio
Domori, Piani Culturali Domori, Piazza San Carlo 177, h 18
GLI SCRITTORI IN COOPERATIVA. UNA STORIA DEGLI ANNI ’70 (E DI OGGI)
Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta, letture
di Mariella Fabris

a proposito di quest’ultimo incontro:

la Cooperativa scrittori
cliccare per ingrandire

Gli scrittori in cooperativa. Una storia degli anni ’70 (e di oggi)
Salone del libro di Torino Off
Domori, Piani Culturali Domori Piazza San Carlo 177
sabato 17 maggio, ore 18
Con Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa e Bruno Gambarotta
Letture di Mariella Fabris
A cura de L’Indice dei libri del mese e di CulturMedia LegaCoop

Nei primi anni ’70 Luigi Malerba, Elio Pagliarani, Nanni Balestrini e altri
intellettuali fondarono la Cooperativa Scrittori come alternativa al potere dei
grandi marchi editoriali. In poco tempo uscirono opere importanti, dalla
relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia a libri di
autori come Umberto Eco o Alberto Arbasino. Ricordare oggi quell’iniziativa è
uno stimolo a cercare nuove forme di cooperazione culturale.

#Allemandi #AndreaBellini #AndreaCortellessa #art #arte #arteContemporanea #BrunoGambarotta #CarmenGallo #CoopScrittori #CooperativaScrittori #CulturMediaLegaCoop #DelFisicoEDelMetafisico #Domori #ElioGrazioli #ElioPagliarani #LIndice #LaVitaFelice #LauraCantone #LIndiceDeiLibriDelMese #LuigiMalerba #MariaTeresaCarbone #MariellaFabris #MassimoAdinolfi #MoraleDellaCollezione #NanniBalestrini #QuaderniDiFisicaEMetafisica #Rivoli #SaraCosulich #StanzePerUnaFuga #TommasoDiDio

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15 maggio, roma, libreria tomo: “senza riparo”, di guido mazzoni


presentazione di "Senza riparo", di Guido Mazzoni, alla libreria Tomo, 15 maggio 2025
cliccare per ingrandire

laterza.it/scheda-libro/?isbn=…

copertina di "Senza riparo", di Guido Mazzoni, Laterza 2025
cliccare per ingrandire

«La guerra fredda non è finita, continuano anche alcuni spargimenti di sangue locali, ma la gente è al riparo e li guarda come grandinate estive in un giorno di sole», scriveva Italo Calvino nel 1961 parlando della percezione della storia che si aveva in quegli anni. Se oggi volessimo descrivere con una formula sintetica lo stato d’animo che attraversa la scena politica contemporanea, dovremmo dire che l’impressione di essere al riparo si è dissolta completamente.

Dopo la fine della Guerra fredda le società occidentali hanno vissuto nell’illusione di essere al riparo. Poi, negli ultimi quindici anni, il senso di sicurezza si è dissolto e ha lasciato spazio a un’impressione opposta, quella di trovarsi in mezzo a una crisi complessa di cui i populismi e le guerre culturali sono gli aspetti più vistosi. Questo libro cerca di interpretarla ragionando su alcuni eventi decisivi e su alcune figure simboliche, a cominciare da Donald Trump. Al tempo stesso riflette su certe premesse di fondo della politica contemporanea, e in particolare sull’idea che le società occidentali non sappiano più immaginare un’alternativa che non sia la degenerazione autoritaria della democrazia liberale o il disordine.

*

due paragrafi dell’introduzione al libro si possono leggere qui:
leparoleelecose.it/?p=51341

#GiulioAzzolini #GuidoMazzoni #Laterza #libreriaTomo #politica #Resistenza #ricostruzioni #Roma #SanLorenzo #SenzaRiparo #Tomo #TomoLibreriaCaffè

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Referendum 8-9 giugno 2025


È inutile riscrivere quanto è già stato scritto bene:

Referendum 2025, urne aperte 8 e 9 giugno. Su cosa si vota e perché

Ovvero per cosa si vota.

Sulle considerazioni politiche ha già detto tutto Giuliana Dea:

Le mie ragioni per 5 sì o della discussione intorno al referendum dell’8 e 9 giugno

Ovviamente qui si vota sì, caso mai non si fosse capito.

Alcune precisazioni, sempre di Giuliana Dea:

Il referendum dell’8 e 9 giugno 2025

ovvero come evitare scuse che non stanno in piedi per non votare.

#cittadinanza #lavoro #politica #referendum2025

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Impara a giocare di ruolo (davvero) – Un manuale pratico per comunicare meglio al tavolo


Ogni persona che gioca di ruolo sa – prima o poi – che non basta conoscere le regole.
Non basta neppure avere un buon personaggio, un’ambientazione ben fatta o un’avventura interessante. Perché ci sono serate in cui tutto questo c’è… ma il gioco non funziona. Si fatica a partire, ci si interrompe, qualcuno si isola, qualcun altro prende troppo spazio. La sessione si trascina, si spegne, si rompe.

E allora cominciano le domande.
Abbiamo sbagliato gioco? Era un problema di toni? Abbiamo frainteso qualcosa?
Forse sì. Ma, più spesso, c’è un altro motivo: la comunicazione si è inceppata.

Il GDR è una conversazione (e non lo diciamo abbastanza)


Molti manuali insegnano a gestire regole, costruire mondi, interpretare personaggi.
Ma pochi si soffermano su ciò che tiene davvero in piedi una sessione: la relazione tra le persone che stanno giocando.

Il gioco di ruolo è, prima di tutto, una conversazione. Una conversazione strutturata, certo, fatta di parole, regole, immagini mentali, emozioni. Ma sempre e comunque uno scambio tra esseri umani.

Si gioca parlando, si gioca ascoltando, si gioca immaginando insieme.
E ogni volta che qualcosa va storto – una lite, un fraintendimento, una scena fuori controllo, un’emozione ignorata – è quasi sempre lì che bisogna guardare: al modo in cui ci si sta parlando.

Perché questo libro


Questo manuale nasce proprio da questa consapevolezza: che il GDR è una pratica comunicativa, e che imparare a comunicare meglio fa la differenza. Non solo per evitare i problemi – ma anche per vivere esperienze di gioco più intense, libere, memorabili.

Impara a giocare di ruolo (davvero) non è un libro sulle tecniche narrative.
Non è un manuale per fare “il master meglio”, né un saggio per designer o appassionati di teoria.
È un testo pratico, pensato per tutte le persone al tavolo, indipendentemente dal ruolo o dall’esperienza. Per chi facilita e per chi segue. Per chi improvvisa e per chi pianifica. Per chi parla molto e per chi ascolta di più.

Cosa troverete


Questo libro affronta i nodi relazionali del gioco di ruolo con approccio concreto, accessibile, modulare. Troverete:

  • una mappa dei quattro livelli della comunicazione al tavolo (e come si intrecciano tra loro);
  • strumenti per migliorare ascolto, espressione, collaborazione;
  • pratiche per affrontare conflitti, silenzi, aspettative divergenti;
  • una riflessione costante sul rapporto tra gioco, emozioni, relazioni;
  • esempi pratici, checklist, domande guida, esercizi, diari condivisi da usare dentro e fuori dalla sessione.

Tutti i contenuti sono organizzati per essere letti anche a salti, in base alle situazioni concrete che un gruppo può trovarsi ad affrontare: sessioni storte, nuovi ingressi al tavolo, discussioni difficili, stili di gioco incompatibili, uso (e abuso) degli strumenti di sicurezza, dinamiche di esclusione o monopolio, scene intense e bisogno di decompressione.

Per chi è pensato


Per chi si avvicina al GDR per la prima volta e vuole costruire esperienze sane, coinvolgenti, consapevoli.
Per chi gioca da anni e sente il bisogno di migliorare le relazioni al tavolo.
Per chi ha vissuto momenti belli e momenti difficili, e vuole capirli meglio.
Per chi accompagna gruppi (facilitatori, educatori, mediatori) e cerca strumenti utili e applicabili.
Per chi si è chiesto, almeno una volta: “Perché questa sessione è andata così?”

Non si gioca bene da soli. Si gioca bene insieme agli altri.
E si può imparare.


Dove trovarlo


Il manuale è disponibile in formato cartaceo su itch.io e Amazon (presto!).
È rilasciato con licenza Creative Commons BY-SA 4.0: può essere condiviso, adattato, discusso, usato come base per attività educative, laboratori, guide locali.

È il primo volume di un percorso più ampio che mette al centro le soft skill, le dinamiche di gruppo e la consapevolezza relazionale nel gioco.

Perché, in fondo, giocare bene è comunicare bene.

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31 maggio, teatro basilica: “roma chiama poesia”, reading e ragioni di poetica, a cura del centroscritture


Roma chiama poesiaè un evento promosso e organizzato dal CentroScritture, pensato per essere un incontro di raccordo delle voci poetiche a Roma, un’occasione per presentare lo stato della poesia nella nostra città:

centroscritture.it/event-detai…


Venticinque tra i poeti più attivi a Roma sono chiamati a proporre un intervento di dieci minuti circa che esprima la loro visione della poesia, attraverso un sintetico e libero bilanciamento tra riflessioni e letture di propri testi, nel contesto performativo proprio della sede, il TeatroBasilica a piazza San Giovanni in Laterano.

L’evento – ad ingresso gratuito – comincerà alle 18 e si concluderà alle 23:30 circa e sarà suddiviso in due sessioni, una pomeridiana (dalle 18 alle 20) e una serale (dalle 21:30 alle 23:30)

#lettura #letture #poesia #poesiaARoma #reading #RomaChiamaPoesia #TeatroBasilica #TeatroBasilica

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nuovi corsi @ centroscritture.it : “soggettività e autorialità”


Corso "Soggettività e autorialità", nuovo corso al CentroScritture - centroscritture.it

SOGGETTIVITÀ E AUTORIALITÀ

Già all’altezza delle riflessioni di Roland Barthes e Michel Foucault nel pieno Novecento, la crisi della postura autoriale moderna – un Io che determina, più di quanto non sia determinato – sembra consumata. Gran parte delle avanguardie di ieri e di oggi rifiutano il primato dell’Io, si impegnano a disgregarlo dal suo interno o lo risolvono nel “partito preso delle cose”. Una certa impronta personale d’altra parte, il complemento di agente di un testo, quale esso sia, sembra ineliminabile, ed evolve come evolvono le concezioni della soggettività e le pratiche di autorialità in scrittura. In questa serie di incontri, sette autori nati tra gli anni ’80 e ’90 tra i più attivi e criticamente consapevoli del panorama letterario italiano sono chiamati ad affrontare il tema attraverso il filtro della poesia, a proporre la loro posizione e a discuterla con la classe. Gli interventi, anche sulla base del confronto, prenderanno la forma di un un’antologia di saggi che sarà pubblicata in volume nella collana “Telos” di ECS Edizioni del CentroScritture, e ad ognuno dei partecipanti ne sarà consegnata gratuitamente una copia.

tutte le informazioni: centroscritture.it/service-pag…

20 MAGGIO 2025 Maria Borio
27 MAGGIO 2025 Francesco Brancati
10 GIUGNO 2025 Stefano Bottero
17 GIUGNO 2025 Emanuele Franceschetti
24 GIUGNO 2025 Antonio Francesco Perozzi
1 LUGLIO 2025 Tommaso Di Dio
8 LUGLIO 2025 Marilina Ciaco

Le lezioni si svolgeranno in una classe virtuale su Zoom, di cui verrà fornito via email il link per accedere prima di ogni incontro.

Tutte le lezioni saranno videoregistrate integralmente e messe a disposizione degli iscritti nella pagina RISORSE del sito nei giorni immediatamente successivi al loro svolgimento.

#AntonioFrancescoPerozzi #autorialità #CentroScritture #centroscrittureIt #corsi #corso #ECSEdizioni #EmanueleFranceschetti #FrancescoBrancati #lezioni #MariaBorio #MarilinaCiaco #MichelFoucault #poesia #RolandBarthes #soggettività #soggettivitàEAutorialità #StefanoBottero #TommasoDiDio

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nuovi corsi @ centroscritture.it : “idee di poesia”


nuovo corso del CentroScritture: IDEE DI POESIA, inizio 15 maggio
nuovo corso del CentroScritture: IDEE DI POESIA, inizio 15 maggio

IDEE DI POESIA

Per certi versi, una “idea di poesia” sembra una contraddizione in termini. Se scrivere poesia è un atto spontaneo di espressione in uno stile personale, perché rifletterci su, col rischio di nuocere alla stessa spontaneità? E perché confondersi, e corrompersi, preoccupandosi dello stile e delle idee degli altri? Eppure anche la “spontaneità”, l’“espressione” e lo “stile” cambiano nel tempo, sono condizionati e non neutrali. Ogni nostro atto, di pensiero, di sentimento e di espressione, è imbevuto di storia e di teoria. Esserne consapevoli significa liberare le nostre potenzialità espressive, agendo criticamente sulle influenze che inevitabilmente ci condizionano.

tutte le informazioni: centroscritture.it/service-pag…

15 MAGGIO 2025
“Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea”
(Quodlibet, 2019)
– con Stefano Dal Bianco

22 MAGGIO 2025
“Sulla poesia moderna”
(Nuova ed. Harvard Univ. Press, 2022)
– con Guido Mazzoni

29 MAGGIO 2025
“Grammatica della letteratura” di Florent Coste
(Tic, 2023)
– con Gian Luca Picconi

12 GIUGNO 2025​
“Autorizzare la speranza. Giustizia poetica e futuro radicale”
(Interlinea, 2023)
– con Italo Testa

19 GIUGNO 2025
“La poesia, ancora?”
(Mimesis, 2021)
– con Gian Mario Villalta

26 GIUGNO 2025
“Il metaverso. Appunti sulla poesia al tempo della scrittura automatica”
(Quodlibet, 2024)
– con Gilda Policastro

3 LUGLIO 2025
“Teoria della lirica” di Jonathan Culler (2015)
– con Davide Castiglione

Le lezioni si svolgeranno in una classe virtuale su Zoom, di cui verrà fornito via email il link per accedere prima di ogni incontro.

Tutte le lezioni saranno videoregistrate integralmente e messe a disposizione degli iscritti nella pagina RISORSE del sito nei giorni immediatamente successivi al loro svolgimento.

#CentroScritture #centroscrittureIt #GianLucaPicconi #GianMarioVillalta #GildaPolicastro #GuidoMazzoni #ideeDiPoesia #ItaloTesta #poesia #StefanoDalBianco

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mosab abu toha: “meta è contrariata dalla mia vittoria del pulitzer”


“Meta è contrariata dalla mia vittoria del Pulitzer” instagram.com/p/DJWXKgRNLJx/ (InsideOver)

Con queste parole, Mosab Abu Toha, poeta e scrittore palestinese originario del campo profughi di Al-Shati a Gaza, ha commentato la decisione di Meta di sospendere il suo account Facebook pochi giorni dopo aver ricevuto il prestigioso Premio Pulitzer 2025.

La sospensione è avvenuta senza preavviso e senza una spiegazione ufficiale da parte della piattaforma.


cliccare per ingrandire

Abu Toha è noto per la sua intensa attività letteraria che dà voce alle sofferenze del popolo palestinese. Il suo primo libro di poesie, Things You May Find Hidden in My Ear, ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui l’American Book Award e il Palestine Book Award. Nel 2017, ha fondato la Edward Said Library, la prima biblioteca pubblica di lingua inglese a Gaza.

Durante il genocidio a Gaza, Abu Toha ha contribuito con articoli e poesie a importanti pubblicazioni internazionali come ‘The New Yorker’, ‘The Atlantic’ e ‘The New York Times Magazine’, offrendo testimonianze dirette delle atrocità vissute dalla popolazione civile. Nel novembre 2023, mentre cercava di evacuare con la sua famiglia, è stato detenuto e torturato dalle forze israeliane.

*

RISPETTO e stima per Mosab Abu Toha

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A post shared by Mosab Abu Toha (@mosab_abutoha)

*
(il vocabolario è importante: come da tempo tutti annotano e sottolineano, per israele quelli catturati il 7 ottobre sarebbero “ostaggi”; mentre le migliaia di Palestinesi vessati e torturati, stuprati e a volte uccisi nelle carceri-lager come Sde Teiman, sarebbero “prigionieri”, quindi marchiati anche linguisticamente come criminali, tutti, bambini inclusi)

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Burkina Faso, i social media raccontano un mondo ben diverso dalla realtà.


[:it]Altri 100 morti a Djibo.[:]
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A leggere i post sui social media in Burkina Faso sembrano tutti entusiasti del leader della junta militare al potere, Ibrahim Traoré, e del suo operato. Tutti lo osannano, tutti lo acclamano anche in altri stati africani e lo additano a modello da imitare.

Nel frattempo però la città di Djibo nel nord è sotto assedio da parte dei terroristi da mesi, e solo poche ore fa ha pagato l’ennesimo tremendo tributo di sangue.

Domenica 11 maggio 2025 oltre 100 persone, per lo più soldati, sono state brutalmente uccise durante una serie di attacchi coordinati che hanno colpito diverse località del nord del Paese, tra cui una base militare ed appunto la strategica città di Djibo. Questi attacchi sono stati rivendicati dal Jama’at Nasr al-Islam wal-Muslimin (JNIM), che ha dimostrato la propria capacità operativa eseguendo assalti simultanei su otto diverse località. Questo modus operandi ha avuto come obiettivo specifico quello di limitare il potenziale intervento dell’aeronautica militare del Burkina Faso, sottolineando ulteriormente la pianificazione strategica dei militanti. A Djibo, il gruppo jihadista ha prima conquistato i posti di blocco all’ingresso della città, successivamente assaltato gli accampamenti militari, in particolare quello dell’Unità Speciale Antiterrorismo. L’assenza di supporto aereo ha permesso ai combattenti di operare senza problemi significativi contro le forze governative, a differenza di attacchi precedenti che erano stati respinti con successo.

Il presidente ad interim del Burkina Faso stringe la mano al dittatore russo Vladimir Putin [27/7/2023] Source http://en.kremlin.ru/.Il presidente ad interim del Burkina Faso stringe la mano al dittatore russo Vladimir Putin [27/7/2023] Source en.kremlin.ru/.

La situazione attuale riflette il crescente potere e l’influenza del JNIM all’interno del Burkina Faso, evidenziando la vulnerabilità della giunta militare che guida la nazione. L’area del Sahel, e in particolare il Burkina Faso, è da anni un focolaio di estremismo violento, dove conflitti di origine tribale sono spesso mascherati da motivazioni religiose. Circa la metà del territorio nazionale è al di fuori del controllo governativo, una condizione aggravata dai due colpi di Stato verificatisi nel 2022, che hanno ulteriormente destabilizzato il Paese. Le misure adottate dalla giunta militare per contrastare il terrorismo, come il reclutamento forzato di civili in milizie poco addestrate, stanno contribuendo ad alimentare tensioni interetniche, complicando ulteriormente la già precaria situazione sociale. Gli analisti avvertono che tale escalation della violenza non solo mette in discussione la legittimità del governo militare, ma mina anche la sicurezza e la coesione sociale di un Paese intrappolato in un ciclo di violenza e instabilità.

Ah, dimenticavo: nel frattempo il grande leader Ibrahim Traoré era a Mosca a farsi intervistare.

Fonti: RaiNEWS, tgcom24, avvenire.it

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oggi, h. 14: “prendi un piccolo fatto vero”, monologo da testi di edoardo sanguineti


Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

oggi, martedì 13 maggio 2025, ore 14

● PRENDI UN PICCOLO FATTO VERO

monologo drammaturgico da testi di Edoardo Sanguineti
a cura di Luca Micheletti
con Lino Guanciale

Una tambureggiante cavalcata lungo i sessant’anni di storia dell’Italia
repubblicana.
Tra musiche e canzoni d’epoca, vengono rivisitati tutti i miti, le
contraddizioni, le tragedie e le miserie del caro Bel Paese: Mike
Bongiorno e la comparsa della televisione, il boom economico e l’avvento
del benessere, gli anni di piombo, la caduta del muro di Berlino e la
nascita della seconda repubblica, fino alla nostra storia più recente.
Il tutto attraversole parole lucide e l’ironia affilata del grande poeta
Edoardo Sanguineti, all’insegna del sua considerazione: “Il nostro vero
lavoro, oggi, se amiamo l’umanità e il mondo in cui viviamo, è la
rivoluzione”.

archive.org/details/Radioteatr… (1h 09′)
info
teatroecritica.net/2011/10/san…

#audio #avanguardia #boomEconomico #EdoardoSanguineti #italia #LinoGuanciale #LucaMicheletti #muroDiBerlino #neoavanguardia #Novissimi #prendiUnPiccoloFattoVero #radio #RadioOndaRossa #ricercaLetteraria #rivoluzione #ROR #RORRadioOndaRossa #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #TuttaScenaTeatro #unPiccoloFattoVero

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27 maggio – 1 giugno: unarchive found footage fest, iii edizione, 2025


found footage fest_ a cura di AAMOD

Dopo il successo delle edizioni precedenti, UnArchive Found Footage Fest torna per il terzo anno a Roma, dal 27 maggio al 1° giugno 2025. Ideato e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Alina Marazzi e Marco Bertozzi, il Festival racconta gli orizzonti cinematografici del riuso creativo delle immagini, con l’intento di intercettare nuove e diverse forme espressive, al confine tra cinema, videoarte, istallazioni e live performance.

La terza edizione del festival si fa strada nello storico quartiere di Trastevere, aggiungendo alle sedi consuete una location unica e suggestiva, l’Orto Botanico di Roma, che apre i suoi cancelli alle pendici del Gianicolo per ospitare panel e incontri di approfondimento. Inoltre, grazie alla collaborazione con American Academy in Rome e con Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà l’evento speciale della terza edizione, di cui presto verrà data notizia.

Confermati il Cinema Intrastevere, per la proiezione di film nelle diverse sezioni competitive e fuori concorso, il Live Alcazar, per le live performance audiovisive, la Casa delle Donne per ospitalità e incontri informali. Si aggiungono poi librerie e gallerie d’arte, come lo Spazio Zalib, la galleria moroni1art e altri luoghi anche informali come Casa Borelli, per ospitare istallazioni artistiche, performance, presentazioni, animando per 6 giorni una crescente comunità di artisti, studiosi, cinetecari, sperimentatori e pubblico appassionato di immagini riciclate.

Gianluca Abbate, artista visivo che cura l’immagine del Festival, presenta la sua proposta per questa III edizione: “dalle fiamme ai fiori: per l’immagine di Unarchive – Cinema che Brucia di quest’anno, le fiamme lasciano spazio ai fiori: il fuoco che bruciava diventa linfa per una nuova fioritura. La primula rossa e i papaveri, legati alla memoria e alla rinascita, emergono come emblemi di questa trasformazione. L’immagine del festival mostra che ogni Liberazione porta con sé nuovi germogli”.

La giuria internazionale del Concorso quest’anno sarà composta dal maestro del documentario Eyal Sivan, già ospite della seconda edizione; dalla regista e direttrice Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia Costanza Quatriglio, tre le autrici italiane più prolifiche e impegnate nel cinema di creazione; e dall’artista visiva sperimentale Federica Foglia, una delle nuove voci del panorama contemporaneo del riuso creativo delle immagini, attiva tra il Canada e l’Italia.

La giuria degli studenti, provenienti da università, accademie di belle arti e scuole di cinema, sarà presieduta dal documentarista Agostino Ferrente.

UnArchive Found Footage Fest è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), in collaborazione con Archivio Luce, CSC – Cineteca Nazionale, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, con il sostegno di American Academy in Rome, Fondazione Musica per Roma, Delegazione del Quebec a Roma, Istituto Polacco a Roma, Università IULM, John Cabot University, Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e altre istituzioni pubbliche e private

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piccico spaccifico, non spassoso e tipo brutto (bug sul PC con la RAM satura e non)


Stasera continua, con un nuovissimo episodio per cui devo piangere — ed ahimè, perché ho quindi sempre più impedimenti nel fare le normali cose, ma non ho la più microscopica voglia di nemmeno pensare al fatto di dover sostituire il mio hardware, che prevedibilmente continuerò ad usare finché non si romperà completamente — la saga delle rogne sul mio PC fisso. Oggi veramente mi sono successi i peggio bug tutti insieme, che boh, la pace del silicio evidentemente non è con me attualmente. 🥱

Forse perché sto saturando la RAM, con tutte le schede del browser che finisco per aprire, ma con i browser (multipli!) stavolta è proprio successo l’indecente. Non si può andare avanti così. Non solo le schede di Firefox crashanti, che ogni tanto capita, o semi-crashanti (come ogni tanto capita per YouTube che diventa nero e poi si riprende, oppure come non avevo mai visto su altri siti, con tanto di messaggio di errore strano della volpe)… tipo 1 diversa al minuto che fa “Gah. Your tab just crashed.“… ma persino i browser Chromium stavolta. In genere apro Chromium o Edge quando il volpo si cringia, per non perdere tempo, ma dopo ore che avevo schede aperte in entrambi sono esplosi pure quelli… le finestre rimangono aperte, ma invisibili e ininteragibili, finché non le si chiude proprio. 💥
💖💣, [12/05/2025 02:48]ma le schede di firefox che crashano perché mi si riempie la RAM o qualcosa del genere?💖💣, [12/05/2025 22:56]esploderà PC[...], [12/05/2025 23:08]Computboom💖💣, [13/05/2025 00:54]questa mi è nuova"parte di questa pagina è crashata"[Part of this page crashed. To let Firefox know...]Warning: Event 2004, Resource-Exhaustion-Detector. Windows successfully diagnosed a low virtual memory condition. The following programs consumed the most virtual memory: firefox.exe (19540) consumed 2499989504 bytes, firefox.exe (13344) consumed 1248677888 bytes, and firefox.exe (1416) consumed 1031213056 bytes.Nessuna particolare dimostrazione visiva per questi inconvenienti, a parte la rabbia e il Registro Eventi di Windows, perché stando nel mio non mi viene esattamente in mente di fotografare una finestra invisibile o una superficie completamente nera, però dovete credermi che se non avessi purtroppo finito le lacrime tipo 10 anni fa a questo punto starei veramente piangendo, da tipo le 22… Che cazzo di qualità proprio, che alti standard di produttività personale, che esperienza computeristica impeccabile, che incontestabile goduria informatica… 😱
Poi, ovviamente, i bug della shell di Windows accompagnano sempre, ma quelli — pur se inconcepibili a livello teorico — non sono niente di che… Cioè, ho sempre il solito delle finestre lampeggianti in Alt+Tab, ma sempre solo per le finestre di Firefox ultimamente (e non su Esplora Risorse)… ma poi stamattina ne era uscito uno stramboidissimo, che però si è a caso risolto da solo (o si è risolto perché ho spento e riacceso il secondo monitor?), per cui c’era una specie di bordo di pochi millimetri attorno allo schermo, che a volte era invisibile ed altre no, ma che sempre ostacolava il mouse dal cliccare i pixel direttamente sotto… e cliccandoci col destro apprariva il menu contestuale del desktop. (Niente video manco per questo, perché evidentemente sono stupida.) 💀

Ah, prima di chiudere, giusto per proteggermi dai markettari, che un po’ troppo spesso spuntano fuori quando scrivo cose di questo tipo… Agli allevatori di pinguini ricordo che a quest’ora Linux su questo PC mi sarebbe già crashato probabilmente 2 volte, vista la giornata piena (per via dei problemi che già raccontai svariati mesi fa), mentre almeno Windows è resistito; invece, ai mangiatori di mele ricordo che sono pesantemente disoccupata e non andrò quindi mai a spendere migliaia di euro per un MelaBookMa di questo passo, porca puttana, giuro che installo Chrome OS. 🔪

#bug #computer #computing #desktop #glitch #issues #PC #problemi #Windows


“fuck my stupid baka femcel life” — “fanculo la mia stupida vita baka femcel”

fuck my stupid baka femcellifet.me/famiterimediosa/1431t.me/thewireeed/10726
Il mio mood corrente è correntemente talmente tanto quanto quello illustrato in foto che, ormai, è per me difficile anche solo postare questa comunicazione sicuramente di pubblico interesse a riguardo… caspita. Tuttavia, diciamo che la cosa ha anche i suoi lati positivi… si dice “fanculo la mia stupida baka femcel vita” nel senso che in realtà ci sono momenti in cui ci si può distrarre ampiamente, fino alla nausea, rendendo quindi automaticamente possibile il dire “fanculo” a tutto il resto, nel senso di nun m n fott, stong ind ‘o mij, di conseguenza godendo triplicemente. (O forse solo doppiamente, mah, non l’ho ancora ben capito… comunque, si nota sicuramente dallo stendersi.)

Chiaramente, questa robaccia è sempre un’arma a doppio taglio (o, per l’appunto, triplo magari in questo caso) — perché nel caso in cui si verifica, cosa che tecnicamente comporta il finire all’estremo di comportamento opposto a quello del rotting, per la teoria del ferro di cavallo si finisce esattamente sempre nella marciscenza, solo con delle vibe diverse. Certo, non c’è la voglia di perdere tempo, bensì di fare… e diventa infatti proprio questo il nuovo problema. Ieri sera ho fatto un’altra volta estremamente tardi per andare a letto, per via di progetti… mentre l’odierna mattinata è anch’essa passata tutta appresso a i progetti, e così il pomeriggio (lì anche complici i bugfix)… al punto che mi sono lavata letteralmente alle 7 di sera… giusto poco prima di fare merenda tipo alle 19:30… perché se mi metto a programmare, fanculo tutto il resto del necessario. 💔

#rotting


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