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Scecco, cavallo e re al Teatro Coppola


Lo scecco è quello “nto linzolu”, ricordato anche da Giuseppe Pitrè, che pur vedendo finge di non vedere, pur sapendo finge di non sapere. Il cavallo è quello di Troia, il simbolo dell’inganno, raccontato nel secondo libro dell’Eneide. Il re è la testa coronata protagonista della fiaba di Andersen, I vestiti dell’imperatore.

Non sono solo questi i riferimenti colti nello […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/23/scec…

#NoPonte #ponteSulloStretto #teatro #TeatroCoppola

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2. Perché voglio cambiare vita.


In viaggio per trovare una nuova casa, un posto dove il cuore vuole stare. https://www.spreaker.com/show/6745559/episodes/feed Mi chiamo Simone e sono un viaggiatore di lunghissima data. La mia casa si trova in Emilia- Romagna (per ora) e da qualche anno
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In viaggio per trovare una nuova casa, un posto dove il cuore vuole stare.


In viaggio per cambiare vita: una casa dove il cuore vuole stare. – Verso Casa – dove il cuore vuole stare.


Il viaggio ha inizio!In questo primo episodio di Verso Casa, racconto il momento in cui il modo in cui pensavo al viaggio si è trasformato.Non più soltanto relax, fotografia o esplorazione: ma necessità.Tre malattie croniche mi hanno costretto a fermarmi, a rivedere tutto.Ma non hanno spento il desiderio di cercare, capire, raccontare.È iniziato così un viaggio diverso, più profondo, un viaggio tra le isole calde d’Europa, alla ricerca di un luogo dove il corpo smette di fare male e il cuore vuole restare.In questo episodio parlo di resilienza, identità, rivincita e trasformazione.Di come ho continuato a camminare anche quando il corpo mi diceva di non farcela più.Verso Casa è il mio diario sonoro: un viaggio interiore, una mappa fatta di parole, immagini e silenzi.Mi accompagnerai in questo viaggio?🎧 Scopri il ⁠canale YouTube⁠ e visita ⁠il mio sito⁠Possiamo restare in contatto tramite questi canali. Ti aspetto 😀- simoneviaggiatore.com- youtube.com/@versocasa- https.//youtube.com/@simoneviaggiatore- tiktok.com/@simoneviaggiatore- mastodon.uno/deck/@simonperry

Mi chiamo Simone e sono un viaggiatore di lunghissima data.

La mia casa si trova in Emilia- Romagna (per ora) e da qualche anno vivo due vite in una. Fino a una decina d’anni fa andava tutto alla grande. Avevo un lavoro stabile, un bel gruppo di amici, la palestra e tante altre cose. Poi c’era la chitarra elettrica, una cosa a cui non sarei mai riuscito a rinunciare.

Per me la musica non era soltanto una passione, era un’ossessione. Vivevo con la musica sempre in testa.

Mi piaceva così tanto che potevo suonare anche per 10 o 12 ore senza accorgermi che il tempo era passato.

La musica era la cosa che mi faceva battere il cuore.

Ma un giorno le cose sono cambiate. Le mie mani hanno iniziato a perdere agilità e forza e facevo fatica a piegarle. Mi facevano molto male quando le usavo, cioè sempre. Erano gonfie e con degli strani tagli che sembravano aprirsi da soli senza motivo. Come le mani, anche altre articolazioni e i muscoli si sono ridotti male dopo qualche anno. Dolore dappertutto. Alla fine i medici hanno diagnosticato tre patologie croniche e progressive.

La mia vita sarebbe cambiata.

Con le mani che funzionavano sempre meno, suonare è diventato impossibile, e allora il mio cuore che pulsava a ritmo di musica ha iniziato a battere solo per tenermi in vita.

Non mi sono arreso.

C’erano ancora tante cose che riuscivo a fare e una di queste mi dava tantissima gioia: viaggiare. Ho iniziato a fotografare per avere dei ricordi dei miei viaggi e mi sono accorto in poco tempo che

la fotografia era solo un altro modo per fare musica, solo che al posto delle note si usavano i colori.

Sono sempre stato un po’ asociale, in un certo senso, e per i miei viaggi sceglievo i posti in cui andavano poche persone. Lì potevo rilassarmi e apprezzare l’ambiente naturale, l’unico che può offrire silenzio.

Ritornavo a casa dai miei viaggi con centinaia di scatti pieni di colore e l’unica cosa che volevo era partire un’altra volta per vivere altri momenti così.

Di viaggio in viaggio, ho capito una cosa che mi avrebbe cambiato la vita.

I posti che visitavo non erano tutti uguali. Spesso stavo male come a casa, ma altre volte mi sentivo veramente molto bene. In quei casi il viaggio era come una specie di rinascita.

Stavo bene e i miei pensieri cambiavano.

Una volta rientrato in Emilia sentivo molta differenza. Tornare a casa era come indossare una tuta aderente, pesante, che faceva male e limitava i movimenti.

È stato allora che ho iniziato a vivere una doppia vita.

La prima era quella di tutti i giorni in Emilia-Romagna, dove la sofferenza continuava ad aumentare. L’altro me, invece era quello che veniva fuori solo in vacanza e che voleva tornare nei posti dove stava bene. In quelle destinazioni speciali diventavo allegro, più agile, più forte, senza più nessun dolore. Era come se fossi una persona completamente diversa. Non poteva essere solo l’effetto delle vacanze.

In poco tempo ho capito una cosa fondamentale: erano proprio i posti a farmi stare bene, non le vacanze in sé.


In Emilia Romagna mi sentivo male sempre, anche se non lavoravo per settimane. Quando mi allontanavo dalla regione invece cominciavo subito a sentirmi meglio. Un viaggio dopo l’altro prendeva forma un quadro più grande.

Finalmente sapevo cosa mi facesse stare bene: cinque caratteristiche, cinque bisogni che potevano essere soddisfatti in alcuni luoghi.

  1. Ho bisogno di un clima secco con poca umidità nell’aria, ma non solo.
  2. Devo avere la possibilità di vivere all’aria aperta e prendere un po’ di sole tutto l’anno.
  3. Ho bisogno di aria pulita
  4. e poi di vento che non faccia ristagnare l’aria.
  5. Ultima cosa, ma fondamentale, nel mio posto ideale non deve mai esserci troppo caldo né troppo freddo.

Conoscendo i miei bisogni, ora sembrava tutto più facile.

Tutte quelle caratteristiche mi portavano a gridare un solo nome, una sola destinazione: Tenerife, una delle otto isole canarie.

Ogni volta che ci andavo stavo bene molto in fretta. Già nel giro di un paio di giorni tornavo come nuovo, senza più dolore e malessere, e il mio corpo era di nuovo affidabile.

Ho cominciato a viaggiare più spesso su quell’isola e me ne sono innamorato.

Non solo mi piaceva da morire, ma mi faceva stare bene. Ho deciso che era lì che volevo vivere. Subito non era possibile, ma non avevo dubbi che mi sarei trasferito. Ci pensavo ogni momento ed ero felice perché sapevo che il mio dolore poteva finalmente scomparire senza medicine.

A dire la verità c’era anche qualcos’altro.

Mi piaceva l’idea di allontanarmi dall’Italia. L’Italia è il paese dove ho avuto la fortuna di nascere, ma lo sentivo sempre meno mio. Mi sentivo sempre più fuori posto in questo Paese. I valori e la cultura che si sono diffusi negli ultimi anni sono molto lontani dal mio modo di vedere le cose.
Nell’attesa di potere andare via definitivamente, sarei tornato nell’arcipelago ogni volta che potevo, scoprendo di volta in volta anche le altre isole: Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote e La Palma, tutte isole adatte a me, stupende, che mi facevano stare bene, e tutti posti in cui fermarsi per sempre…forse.

Le cose però non sono andate esattamente come speravo.

Un viaggio dopo l’altro ho visto le isole peggiorare sempre di più. Alle Canarie si sono trasferite troppe persone, forse per gli stessi motivi che spingono me ad andare via da qui. Tenerife è ormai satura, piena zeppa di persone. Vivere a Tenerife o a Gran Canaria è già difficile oggi, figuriamoci tra qualche anno. La crisi abitativa ha raggiunto un livello molto preoccupante e i prezzi degli immobili sono saliti alle stelle, più alti che a Milano o a Roma. Come se non bastasse, l’arcipelago delle Iole Canarie è una delle zone di Spagna con più povertà e più disoccupazione. Gli stipendi sono bassi e le infrastrutture non sono più adeguate ai 2 milioni di abitanti che ci vivono più i turisti. Mi sono reso conto che laggiù non avrei potuto viverci, né a Tenerife né in nessuna delle altre isole principali. In quel preciso momento ho capito che il malessere non se ne sarebbe mai andato e ho messo da parte la speranza.

In un angolo della mia mente però, ha cominciato a prendere forma un pensiero sempre più insistente. Come avevo già fatto una volta, non dovevo arrendermi.

In fondo di Tenerife non sapevo nulla prima di andarci la prima volta, eppure l’isola era sempre stata lì. Se avevo trovato per caso quell’isola, forse ne esistevano altre simili, oppure poteva esserci un altro posto in Europa che potesse farmi stare bene allo stesso modo. Ho capito che l’Italia non sarebbe più stata la mia casa e che dovevo cercarne un’altra, un’altra casa di cui ho iniziato subito a sentire la mancanza, anche senza sapere dove si trovasse.

Oggi questa è diventata la mia nuova sfida:

Viaggio tra le isole d’Europa per trovare un posto dove il cuore vuole stare e il corpo non fa male. So che esiste, devo solo trovarlo. Se anche tu ami viaggiare o sogni di cambiare vita, seguimi in questo lungo viaggio…verso casa.

Ti aspetto ogni domenica con una nuova tappa del mio viaggio.

Se vuoi aiutarmi nella mia ricerca, condividi questo podcast, seguilo e lascia una valutazione positiva o un commento sulla piattaforma da cui stai ascoltando.

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simone

scusami del ritardo; non so spiegarti perché ma non vedo il tuo commento sotto l'articolo sul sito, perciò me lo sono perso. Ti rispondo da qui.

Non avevo idea che la tua isola del cuore fosse Mauritius, e nemmeno sapevo che è stato rimesso un volo diretto.

Io ho sempre voluto andarci ma non ci sono mai riuscito, per un motivo o per l'altro (non ultimo, il costo).

Ci sarei dovuto andare nel 2016 anziché andare a Tenerife, ma la storia è andata come è andata e mi sono innamorato di Tenerife.

Ti auguro di non trovarla troppo cambiata, ma purtroppo è da mettere in conto, 15 anni sono tanti!

Fammi sapere!

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Mullvad prova a criticare la sorveglianza nel Regno Unito: censurata in TV e nella metro di Londra


Mullvad VPN censurata nel Regno Unito: lo spot contro la sorveglianza di massa è stato bloccato in TV e nella metro di Londra. Ecco cosa è successo.
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Mullvad VPN ha prodotto “And Then?”, un cortometraggio diretto da Jonas Åkerlund che mette in fila le derive della sorveglianza di massa con una domanda ricorrente: “E poi?”. Lo spot è andato in onda senza problemi in Germania, Svezia e negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, invece, è stato bloccato prima ancora di arrivare in TV.

Clearcast, l’ente che approva le pubblicità televisive britanniche, ha rifiutato lo spot con motivazioni piuttosto vaghe: il concetto sarebbe poco chiaro, i riferimenti a giornalisti, rifugiati e opinioni controverse sarebbero “inappropriati e irrilevanti per l’esperienza media di un consumatore di VPN”. Mullvad ha definito la decisione kafkiana.

Dalla TV alla metro, sempre bloccati


Dopo il rifiuto televisivo, Mullvad ha provato a portare la campagna nella metropolitana di Londra con un cartellone contenente un codice QR per guardare lo spot censurato. Transport for London ha bloccato anche quello: non si può invitare il pubblico a vedere una pubblicità già vietata in TV. Secondo tentativo con una versione più grafica sulla bandiera britannica: rifiutata. Alla fine, l’unica cosa rimasta sui muri della metro è stata la scritta “And Then?” su sfondo nero, con il logo di Mullvad nell’angolo. Nient’altro.

Il contesto britannico


La vicenda è meno surreale di quanto sembri se si guarda a quello che succede nel Regno Unito. Solo nell’ultimo anno il governo ha chiesto ad Apple di inserire una backdoor nel suo servizio cloud cifrato, l’Online Safety Act ha già portato al blocco di contenuti politici e messo a rischio l’accesso a Wikipedia, e si discute di imporre la scansione lato client su tutti i telefoni. In più, la Camera dei Lord ha votato un emendamento che potrebbe richiedere la verifica dell’identità per usare una VPN.

Mullvad ha pubblicato tutti gli spot censurati sulla pagina dedicata della campagna, così che chiunque possa guardarli liberamente.


FONTE mullvad.net

#hot
Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Dyson HushJet Purifier Compact: il purificatore d’aria più potente e compatto ora in Italia


Il Dyson HushJet Purifier Compact arriva in Italia: compatto, potente e silenzioso, il purificatore d’aria ideale per ogni casa
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Annunciato alla fine dello scorso anno, arriva ufficialmente in Italia a partire dal 17 febbraio 2026 Dyson HushJet™ Purifier Compact: il nuovo purificatore compatto pensato per offrire una purificazione completa dell’ambiente, grazie a un flusso d’aria ad alta velocità ispirato ai motori a reazione, funzionamento ultra-silenzioso e durata del filtro quattro volte superiore rispetto ai modelli precedenti.
L'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumoroseL'Ugello HushJet Nozzle proietta un flusso mirato di aria purificata, garantendo una copertura rapida e uniforme senza turbolenze rumorose

Design e compattezza


Dyson HushJet Purifier Compact rappresenta un’evoluzione epocale nel design, e va oltre l’iconica forma ad anello. In particolare, Dyson ha adottato un ugello scultoreo HushJet Nozzle che consente, con l'amplificazione del flusso d’aria, una proiezione più potente, mentre il getto ad alta velocità esce dall’ugello. Quest'ultimo funziona come un concentratore per asciugacapelli, aumentando la velocità del flusso d’aria.
Progettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animaliProgettato per persone e animali: Dyson HushJet Purifier Compact è ideale per chi ha animali domestici, rimuove allergeni come la forfora e odori degli animali

Prestazioni e tecnologia


Gli inquinanti indoor possono accumularsi rapidamente in ambienti chiusi e ben isolati come le camere da letto, soprattutto nelle abitazioni in contesti urbani.

Accessori hi-tech per gatti: boom ricerche online
Crescono le ricerche online di accessori hi-tech per gatti: lettiere automatiche, cucce da esterno e giochi intelligenti guidano il trend pet tech
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Dyson HushJet Purifier Compact è progettato per funzionare in modo ultra-silenzioso e intelligente giorno e notte, migliorando il benessere grazie a un’aria più pulita e a una minore interruzione del sonno, poiché gli studi dimostrano che l’inquinamento dell’aria e gli allergeni possono compromettere la qualità del sonno.

  • ultra-silenzioso: l’ugello a forma di stella riduce la turbolenza e attenua le onde sonore prodotte dal compressore ad alta velocità, diminuendo il rumore. In modalità notturna, il dispositivo funziona a soli 24 dBA, purificando senza disturbare il sonno;
  • aria purificata per un riposo notturno migliore: catturando allergeni come polline, polvere e forfora animale, Dyson HushJet Purifier Compact contribuisce a ridurre sintomi che possono compromettere il sonno, come naso chiuso, gola secca e prurito agli occhi.


Filtrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materialeFiltrazione elettrostatica: il nuovo materiale filtrante caricato elettrostaticamente cattura il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron. Il purificatore Dyson è in questo modo più efficiente dal punto di vista energetico e utilizza meno materiale

Specifiche tecniche


  • dimensioni: 45cm x 23cm x 23cm;
  • peso: 3.5kg;
  • filtrazione: filtro elettrostatico e carbone attivo, per il 99,95% delle particelle fino a 0,1 micron;
  • superficie massima coperta: 100mq;
  • durata del filtro: 5 anni;
  • controllo intelligente: App MyDyson e controllo vocale. Creazione di programmi, monitoraggio della qualità dell’aria, notifiche, compatibilità con Alexa o Google.


Smart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturneSmart auto mode: sensori intelligenti monitorano la qualità dell’aria in tempo reale, regolando automaticamente le prestazioni, anche durante le ore notturne
Con il debutto italiano del Dyson HushJet Purifier Compact, il brand rafforza la propria presenza nel segmento dei purificatori d’aria compatti ad alte prestazioni. Il nuovo modello punta su un equilibrio tra tecnologia, efficienza e design, rivolgendosi a un pubblico attento alla qualità dell’aria indoor. Il dispositivo èdisponibile al prezzo di 399,00 euro nei Dyson Demo Store e su dyson.it.

AI e bambini: consigli di Kaspersky per un uso sicuro | TechperTutti
Scopri come proteggere i bambini dall’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale: i consigli pratici di Kaspersky per un’ AI sicura e responsabile.
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche per lettiere smart, cucce da esterno e giochi intelligenti


Misteriosi, indipendenti, ma sempre più centrali nella vita quotidiana degli italiani. I gatti non sono solo compagni silenziosi delle nostre case, ma veri protagonisti delle scelte di consumo. In occasione della Giornata Nazionale del Gatto, occorsa lo scorso 17 febbraio, Trovaprezzi.it ha analizzato le ricerche dell’ultimo anno relative agli accessori e agli alimenti per i cani e i gatti, evidenziando un ritratto curioso e molto attuale con una forte componente felina.

Perché gli italiani cercano sempre più prodotti smart per gatti


Il quadro che emerge è chiaro: tra le top ricerche della categoria Accessori e Giochi Cani e Gatti, quelle riconducibili al mondo gatto rappresentano il 63%. Un dato che racconta molto più di una semplice preferenza: oggi il gatto è sempre più considerato un membro della famiglia, da accudire, stimolare e coccolare con prodotti pensati per il suo comfort e il suo benessere. L’interesse degli italiani per i prodotti dedicati ai cani e gatti ha registrato una forte accelerazione nei primi mesi del 2025. A gennaio 2025, infatti, le ricerche in Articoli per Veterinaria, Alimenti Cani e Gatti e Accessori e Giochi Cani e Gatti sono cresciute del +106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendosi costante anche a gennaio 2026.

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Il mercato pet tech: un trend destinato a crescere


Scorrendo la classifica degli accessori più cercati online, emerge una vera e propria “gatto-mania”. In cima alla lista si confermano le lettiere autopulenti, simbolo di una ricerca crescente di soluzioni pratiche e tecnologiche, capaci di semplificare la gestione quotidiana e migliorare l’igiene domestica. Subito dopo compaiono le lettiere in silicio, apprezzate per l’elevata capacità assorbente e per il controllo degli odori, insieme alle lettiere chiuse in acciaio inox, sinonimo di durata, facilità di pulizia e design minimale. Accanto alle soluzioni più hi-tech, cresce anche l’attenzione verso l’ambiente: tra i prodotti più cercati figurano infatti le lettiere ecologiche, come quelle in tofu o in materiali naturali, scelte da chi desidera ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla praticità.

Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche online


Ma il benessere del gatto non si ferma alla lettiera. Nella top 20 trovano spazio anche le cucce da esterno per gatti, spesso in legno, ideali per chi ha giardini o terrazzi e vuole garantire un rifugio confortevole ai propri amici felini durante tutto l’anno. Non mancano poi gli alberi tiragraffi, veri must-have per stimolare il gioco, l’attività fisica e il naturale bisogno di graffiare. Tra le ricerche più curiose spiccano anche giochi interattivi e accessori pensati per contrastare la noia e favorire la stimolazione mentale, segno di una crescente attenzione non solo alla salute fisica, ma anche a quella comportamentale dei gatti.

Come scegliere il prodotto giusto per il proprio gatto


Nel mondo dell’alimentazione di cani e gatti il quadro è più equilibrato. Nel comparto Alimenti Cani e Gatti, le ricerche riconducibili ai gatti pesano per il 29%, mentre i cani restano protagonisti soprattutto per le confezioni di grandi dimensioni. Il prodotto più cercato in assoluto è infatti il sacco da 20 kg di crocchette per cani, simbolo di acquisti programmati e orientati al risparmio. Per i gatti, però, emergono segnali interessanti: tra i prodotti più cercati figurano alimenti umidi funzionali, formule veterinarie e soluzioni pensate per esigenze specifiche come l’idratazione, la digestione o il recupero fisico. Un segnale chiaro di come anche la nutrizione felina stia diventando sempre più mirata e “premium”.

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Chi sono i più affezionati agli amici a quattro zampe


L’identikit degli utenti che cercano prodotti per animali su Trovaprezzi.it racconta una passione trasversale. Le donne rappresentano il 61% delle ricerche, ma la quota maschile è sempre più rilevante (39%). Le fasce d’età più attive sono quelle 35-44 anni e 45-54 anni (entrambe al 23%), seguite dai 25-34enni (20%), a dimostrazione di come l’amore per gli animali accomuni generazioni diverse. Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma la regione più attiva online, con il 32% delle ricerche, seguita da Lazio (12%) ed Emilia-Romagna(8%). Chiudono la classifica delle regioni più attive Campania, Piemonte e Veneto.

Come cambiano i prezzi


Come avviene in tutti i mercati caratterizzati da una domanda in espansione, anche nel segmento pet economy l’aumento dell’interesse si riflette inevitabilmente sulle dinamiche di prezzo. Le analisi condotte sulla categoria “alimentazione per cani e gatti” evidenziano infatti una marcata volatilità al rialzo del comparto: nel gennaio 2026 i prezzi minimi medi della categoria sono risultati superiori del 3,77% rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento che supera i 10 punti percentuali nel confronto con gennaio 2023. Un trend che segnala non solo la crescente centralità del settore, ma anche l’impatto congiunto delle pressioni inflattive, rendendo oggi più che mai strategico per i consumatori affidarsi a strumenti di comparazione per individuare le migliori opportunità di acquisto.

“I dati confermano una pet economy in evoluzione, con l’e-commerce sempre più centrale. I proprietari di gatti non cercano solo convenienza, ma soluzioni specifiche, tecnologiche e sostenibili, valutando online caratteristiche e alternative prima di acquistare. Un segnale di un mercato più maturo e di scelte di consumo più consapevoli”, ha affermato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.


La tecnologia non sta entrando solo nelle nostre case: sta ridefinendo anche il modo in cui ci prendiamo cura dei nostri animali. Lettiera automatica, cuccia isolata, giochi intelligenti non sono semplici gadget, ma strumenti che migliorano benessere, sicurezza e qualità della vita del gatto — e semplificano quella del proprietario. Il boom di ricerche online lo conferma: il pet tech non è una moda passeggera, ma l’evoluzione naturale di una casa sempre più smart. La vera sfida, ora, non è chiedersi se adottare questi strumenti, ma scegliere quelli davvero utili, funzionali e adatti alle esigenze del proprio animale.


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Gentoo migra i propri repository su Codeberg, via da GitHub


Gentoo Linux migra i suoi repository da GitHub a Codeberg, la piattaforma europea no-profit. Il motivo: l'uso del codice per addestrare l'IA di GitHub Copilot.
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Gentoo Linux ha avviato la migrazione graduale dei propri repository da GitHub a Codeberg, la piattaforma europea, gratuita e senza scopo di lucro per l’hosting di codice sorgente. Il motivo principale, come riporta l’annuncio ufficiale del progetto, riguarda le pratiche di GitHub nell’utilizzo del codice ospitato per addestrare strumenti di intelligenza artificiale come GitHub Copilot.

Il repository principale di Gentoo è già disponibile su Codeberg e altri seguiranno progressivamente. La decisione era già stata anticipata a fine 2025 e fa parte di un percorso più ampio di allontanamento dalla piattaforma di Microsoft.

Per chi non la conoscesse, Codeberg è un’alternativa a GitHub basata su Forgejo, gestita da un’associazione no-profit tedesca. Nessun tracciamento, nessun uso dei dati per l’addestramento di modelli IA, codice completamente aperto. Per chi volesse un’istanza ancora più vicina, da qualche mese esiste anche forgejo.it, un’istanza italiana della stessa piattaforma.

Non è la prima volta che un progetto open source importante prende le distanze da GitHub per questioni legate alla privacy e all’uso del codice, e probabilmente non sarà l’ultima.

Segnalazione via Marco’s Box.


FONTE gentoo.org

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Chrome 145 aggiunge la vista affiancata, le annotazioni PDF e il salvataggio su Google Drive


Chrome 145 introduce vista affiancata, annotazioni PDF e salvataggio su Google Drive. Funzionalità utili che Vivaldi ed Edge hanno già da tempo.
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Google ha rilasciato tre nuove funzionalità per Chrome desktop che puntano dritte alla produttività. La più attesa è la vista affiancata, che permette di visualizzare due schede una accanto all’altra nella stessa finestra. Si attiva con un clic destro su un link o trascinando una scheda verso il bordo del browser. Pratica per chi lavora su due pagine contemporaneamente senza impazzire tra una scheda e l’altra.

Arrivano anche le annotazioni PDF integrate nel browser, per evidenziare testo e aggiungere note direttamente da Chrome senza scaricare nulla o passare da applicazioni esterne. Infine, una nuova opzione permette di salvare i PDF su Google Drive con un clic, organizzandoli automaticamente in una cartella dedicata.

Vale la pena notare che la vista affiancata non è esattamente una novità nel panorama dei browser: Vivaldi offre il tab tiling da anni, con la possibilità di affiancare anche più di due schede contemporaneamente. Chrome arriva in ritardo su una funzionalità che altri browser, specie quelli più attenti alla privacy, hanno già reso familiare ai propri utenti.

Il salvataggio diretto su Google Drive, poi, è comodo ma anche un ulteriore passo verso il legame stretto con l’ecosistema Google e il cosiddetto lock-in. Per chi preferisce alternative più indipendenti per lo spazio di archiviazione, soluzioni come Infomaniak kDrive o Proton Drive restano opzioni valide.


FONTE blog.google

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online oggi, 23 febbraio 2026, per ‘la finestra di antonio syxty’, l’audio dell’incontro su “saltiquanti”, di gianluca garrapa (ed. centroscritture, 2025)

podcast sul canale: open.spotify.com/episode/1AcJq…

il libro: centroscritture.it/event-detai…

saltiquanti, di gianluca garrapa (ed. centroscritture) _ copertinala scrittura come accesso al (ed emersione del) soggetto desiderante e psicologicamente represso; la scrittura come “vivenza” del tempo (e si noti come il libro sia un’antologia di testi provenienti dall’ultimo ventennio di produzione dell’autore); la scrittura come pratica formalmente illimitata della relazione tra soggetto, segno e senso

(dalla prefazione
di Antonio Francesco Perozzi)

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dal 27 marzo, a parma: “bernardo bertolucci. il novecento” – arte, letteratura, fotografia, musica

Bernardo Bertolucci. Il Novecento.
Arte, letteratura, fotografia, musica.
A cinquant’anni dal film Novecento


Foto dal set del film Novecento. 1976 (C) Fondazione Bernardo Bertolucci
Foto dal set del film Novecento. 1976 (C) Fondazione Bernardo Bertolucci

Parma | Palazzo del Governatore
27 marzo – 26 luglio 2026
a cura di Gabriele Pedullà


La mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” si terrà dal 27 marzo al 26 luglio 2026 presso il Palazzo del Governatore di Parma, e celebra il cinquantesimo compleanno del film Novecento di Bernardo Bertolucci.
Presentato per la prima volta al 29° festival di Cannes nel maggio del 1976 (e in sala dal settembre successivo), salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli anni Settanta in Italia e nel mondo. Decennio questo che, insieme al racconto sul film, entra nella narrazione della mostra per attraversare la febbrile atmosfera intellettuale del periodo e con esso tutte le utopie del secolo breve.

“Bernardo Bertolucci. Il Novecento” è una grande mostra promossa dal Comune di Parma
e dalla Fondazione Bernardo Bertolucci, per la cura di Gabriele Pedullà e della casa editrice Electa, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno di Iren, Smeg e Barilla.
Il programma di iniziative che accompagnerà la mostra, ideato e realizzato da Fondamenta, Fondazione per le arti e la cultura della casa editrice, è reso possibile grazie a Fondazione Cariparma. Poesia, cinema, letteratura, pittura, musica e teatro saranno tra gli argomenti affrontati in incontri, lezioni, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, concerti, tavole rotonde, laboratori per ragazzi. Voci di autorevoli ospiti restituiranno il lavoro, il pensiero, il mondo del regista.
In occasione della mostra e del programma di iniziative, Fondazione Cariparma sostiene anche la Fondazione Bernardo Bertolucci in un percorso triennale di crescita attraverso il bando Sostegno Resistente.

[…] Il catalogo, di Electa editore, a cura di Gabriele Pedullà, riunisce storici, narratori, poeti, filosofi, registi per raccontare in maniera unica, inaspettata, il film e i suoi primi cinquant’anni di vita.

Ulteriori informazioni e materiali: electa.it/ufficio-stampa/berna…
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Bluesky ha finalmente i messaggi privati cifrati, e li ha fatti una startup


Germ porta la messaggistica cifrata end-to-end su Bluesky: basta l'handle, niente numero di telefono. Disponibile in beta su iOS.
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Tra le critiche più frequenti a Bluesky c’è sempre stata l’assenza di messaggi privati cifrati. Invece di svilupparli internamente, la piattaforma ha scelto una strada diversa: integrare Germ, una startup californiana che ha costruito un sistema di messaggistica con crittografia end-to-end sopra l’AT Protocol, il protocollo aperto su cui Bluesky si basa.

Gli utenti che installano Germ possono aggiungere un pulsante al proprio profilo Bluesky. Chi lo preme avvia una conversazione cifrata tramite un’App Clip di iOS, senza dover scaricare nulla e senza fornire il proprio numero di telefono: basta autenticarsi con il proprio handle Bluesky. I messaggi sono protetti con MLS, uno standard di crittografia approvato dall’IETF, e né Germ né Bluesky possono leggerli.

L’aspetto più interessante, come riporta TechCrunch, è il modello stesso: su una piattaforma centralizzata come X o Meta, una funzionalità del genere verrebbe sviluppata internamente. Su Bluesky, uno sviluppatore esterno può costruirla e integrarla nativamente grazie al protocollo aperto. Germ ha anche pubblicato delle linee guida perché altri client basati su AT Protocol possano fare lo stesso, e Blacksky lo ha già fatto.

Per ora Germ è disponibile solo su iOS in Nord America ed Europa, e funziona in beta pubblica.


FONTE germnetwork.com


FONTE ilsoftware.it

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Windscribe ora permette di nascondere la VPN cambiando icona e nome dell’app


Windscribe permette di cambiare icona e nome dell'app VPN su smartphone, per nasconderla in bella vista. Disponibile su Android e iOS.
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Uno sguardo distratto al telefono di qualcuno e si capisce subito se usa una VPN. Windscribe ha deciso di risolvere la cosa nel modo più furbo possibile: da oggi l’app permette di cambiare icona sia su Android che su iOS (e su Android anche il nome). La VPN si mimetizza tra le altre app e dalla schermata home non si nota più nulla.

Si può optare per un’icona neutra, che non richiami in alcun modo una VPN, oppure sceglierne una stilizzata per pura estetica. La funzione è pensata sia per chi ha bisogno di discrezione, sia per chi vuole semplicemente una home più ordinata.

Può sembrare un dettaglio, ma in alcuni contesti, come reti aziendali restrittive o Paesi dove l’uso di una VPN non è visto di buon occhio, rendere l’app meno riconoscibile potrebbe fare la differenza ed essere utile. E anche senza queste esigenze, è una personalizzazione in più che non guasta.

È una caratteristica che di recente è stata adottata anche da Proton VPN che infatti permette di mascherare l’icona rendendola un app per il meteo, per le note o una calcolatrice.


FONTE windscribe.com


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Ente Locker è ufficialmente disponibile: i documenti più importanti, cifrati e al sicuro


Ente Locker è ufficialmente disponibile: un'app open source e crittografata per custodire documenti, credenziali e informazioni personali. Gratuita fino a 100 elementi.
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Dopo un periodo di beta, Ente ha lanciato ufficialmente Locker, la nuova app di Ente pensata per custodire documenti sensibili, credenziali e informazioni personali con crittografia end-to-end. Dopo Photos (per le foto) e Auth (per l’autenticazione a due fattori), Locker completa l’ecosistema con uno spazio sicuro per tutto il resto.

A cosa serve Locker


A detta dello sviluppatore è un posto protetto dove conservare ciò che non vorresti mai perdere. Documenti d’identità, polizze assicurative, cartelle mediche, password dei conti più importanti, appunti riservati. Tutto organizzabile in raccolte, condivisibile con altri utenti Ente o tramite link pubblici, e soprattutto cifrato prima ancora di lasciare il dispositivo.

La funzione più interessante è quella dei contatti fidati: si possono designare persone che avranno accesso alle informazioni in caso di emergenza. Una sorta di eredità digitale per quando non si è più in grado di gestire tutto in prima persona.

Locker è gratuito fino a 100 elementi con tutte le funzionalità incluse. Chi ha già un qualsiasi abbonamento a Ente Photos sale a 1000. L’app è disponibile per iOS e Android, ed è come sempre interamente open source.

Ma serve davvero?


Viene spontaneo chiederselo, perché oggi diversi gestori di password offrono già funzionalità simili. Proton Pass, ad esempio, permette di salvare sia credenziali che file allegati in uno spazio cifrato. La differenza, secondo Ente, sta nell’approccio: Locker non vuole sostituire il gestore di password quotidiano, ma affiancarsi ad esso come cassaforte per le cose davvero critiche, quelle che non ci si può permettere di perdere. È una distinzione sottile, e non è detto che convinca tutti, ma l’idea di separare il “vault di emergenza” dal gestore che si usa ogni giorno ha un suo senso, soprattutto grazie alla funzione di eredità digitale.

Chi già usa l’ecosistema Ente potrebbe trovarlo un’aggiunta naturale. Per tutti gli altri, vale la pena almeno darci un’occhiata.


FONTE ente.io

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I Pikmin sono come i gatti. Appena sentono la presenza del nettare, corrono subito a prenderne un pezzo! Piccolo bug ca…


I Pikmin sono come i gatti. Appena sentono la presenza del nettare, corrono subito a prenderne un pezzo!Piccolo bug capitato premendo due volte il fischietto per il cambio della squadra Pikmin e andando poi nella sezione per combattere un fungo. A causa d
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I Pikmin sono come i gatti. Appena sentono la presenza del nettare, corrono subito a prenderne un pezzo!

Piccolo bug capitato premendo due volte il fischietto per il cambio della squadra Pikmin e andando poi nella sezione per combattere un fungo. A causa della connessione lenta, il cambio squadra è avvenuto in seguito, portando quindi i Pikmin fuori dalla schermata accessibile

#Pikminbloom #bug #clip

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news.creeperiano99.it/2026/02/…

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acoustical portrait of the bass museum for the exhibition “sound” / gustavo matamoros. 2008


[youtube=youtube.com/watch?v=fTMp60U_AQ…]

This video (a piece edited from the original hour-and-a-half-long session) was created by Gustavo Matamoros. It is both. a composition and a document of the process used to capture the sound signature of a particular architecture. Though interesting in itself as an artistic experience, the information generated by this process is also crucial to the development of strategies for the creation of site-specific acousmatic installations and for designing sound art exhibitions. The data collected in this video was used by Matamoros to curate and fine tune the various works included in his exhibition, SOUND curated for the Bass Museum of Art, Miami Beach.

For example, for his piece titled Bass Soundfield, Russell Frehling worked with ambient waveforms, extracting only the very highest partials available in the noise print contained within the audible spectrum, in effect, dissociating this sound material from its familiar context and experiential cues. What remained were remarkably ethereal bits that interacted with the room in captivating yet confounding ways.
#BassMuseumOfArt #BassSoundfield #GustavoMatamoros #RussellFrehling #siteSpecificAcousmaticInstallations #sound #soundArtExhibition #soundArtExhibitions #soundInstallation #soundInstallations

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annotazione sulla struttura / luigi di cicco. 2026


si indice un concorso. vengono presentati cinquantasette progetti. tutti risultano vincitori. fermo restando lo spazio a disposizione, nello stesso luogo si edificano tutti i progetti proposti. sovrapponendoli, compenetrandoli gli uni negli altri
#luigiDiCicco #post2026

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Un Tribunale molto speciale. Articolo di Domenico Gallo


Riflessioni tra passato e presente
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Tenere a bada la magistratura, cioè il potere di controllo di legalità, perché non interferisca con l’esercizio del potere esecutivo, è un rovello che agita da sempre il potere politico. In alcune epoche storiche questa esigenza è stata sentita in modo particolarmente acuto, nel 1925, come nel 2026.

Tenere a bada la magistratura, cioè il potere di controllo di legalità, perché non interferisca con l’esercizio del potere esecutivo, non faccia “invasioni di campo”, è un rovello che agita da sempre il potere politico. In alcune epoche storiche questa esigenza è stata sentita in modo particolarmente acuto. Nel discorso che Mussolini tenne alla Camera il 3 gennaio 1925 nel quale si assunse la responsabilità politica per il delitto Matteotti, la sostanza di quell’intervento, che viene considerato il punto d’inizio del regime fascista, fu la rivendicazione della supremazia della politica sulle regole e sulla giurisdizione: “Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia. […] Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!

Nello Statuto albertino le garanzie di indipendenza della magistratura erano debolissime, tuttavia ciò non impedì che le indagini effettuate a seguito dell’assassinio di Matteotti creassero serie difficoltà al nuovo potere politico che si stava instaurando in Italia. Per questo si intervenne con le leggi “fascistissime” anche per rendere inoffensiva la magistratura, sia attaccando l’Associazione Generale dei Magistrati (che fu costretta ad autosciogliersi), sia punendo, con la destituzione, quei giudici impertinenti che avevano remato contro. Con la legge 24 dicembre 1925 n. 2300 fu consentito al governo di dispensare dal servizio quei funzionari dello Stato che “per ragioni di manifestazioni compiute in ufficio o fuori di ufficio, non diano piena garanzia di un fedele adempimento dei loro doveri o si pongano in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del Governo”. Per rendere più efficace la repressione del dissenso, con la legge 25 novembre 1926 n. 2008 fu istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Si trattava di un Tribunale militare composto da ufficiali e membri della milizia che giudicava avvalendosi della procedura penale militare per il tempo di guerra per cui contro le sue sentenze non era esperibile alcun mezzo d’impugnazione. Memori di questa esperienza, i Costituenti hanno stabilito (art. 102) che: “Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali.” Per mettere in riga i magistrati il governo Meloni non ha trovato niente di meglio che istituire un nuovo Tribunale speciale, denominato pomposamente Alta Corte disciplinare. La Costituzione prevede (art. 111) che: “Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, (..) è sempre ammesso il ricorso in Cassazione per violazione di legge.” E’ consentito una deroga a questo principio “soltanto per le sentenze dei Tribunali militari in tempo di guerra”. Con la riforma Nordio, la deroga è stata estesa anche alle sentenze pronunciate dalla Alta Corte disciplinare contro i magistrati in tempo di pace. Per quanto riguarda il codice che dovrà usare l’Alta Corte, la riforma attribuisce alla legge ordinaria il compito di determinare gli illeciti disciplinari. Poiché gli illeciti disciplinari sono già disciplinati dalla legge, è evidente che si vuole attribuire alla maggioranza il compito di creare ulteriori illeciti disciplinari. È lecito chiedersi quali fattispecie abbiano in mente i riformatori. Se noi guardiamo alla vicenda della giudice Iolanda Apostolico che giunse a dimettersi dalla magistratura dopo essere stata crocifissa per aver emesso un provvedimento, incensurabile in diritto ma incompatibile con la politica migratoria del governo, e per aver partecipato, cinque anni prima, ad una manifestazione di protesta al porto di Catania, è facile trovare la risposta. I nuovi illeciti disciplinari colpiranno quei magistrati che “per ragioni di manifestazioni compiute in ufficio o fuori di ufficio non diano piena garanzia di un fedele adempimento dei loro doveri o si pongano in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del governo”. L’ Alta Corte disciplinare è un ottimo strumento per produrre conformismo nell’esercizio del potere giudiziario e sventare quelle invasioni di campo che danno tanto fastidio alla nostra amata leader. Per fortuna quando la storia si ripete le tragedie si trasformano in farsa, ma i pagliacci in politica sono sempre pericolosi.

Articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano del 21 febbraio 2026 con il titolo: Così l’Alta Corte può intimidire i magistrati

Tratto da domenicogallo.it

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Pikmin Bloom che ha deciso di mostrare così lo zaino delle piantine 🤣 #PikminBloom #Bug


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Pikmin Bloom che ha deciso di mostrare così lo zaino delle piantine [b]🤣

#PikminBloom #Bug

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Ogni Paese europeo ebbe la sua Stay Behind


Il 24 ottobre del 1990, durante un discorso alla Camera, l’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti parlò, per la prima volta, di GLADIO, una organizzazione paramilitare segreta che operò in Italia dagli anni ’50 con l’obiettivo di opporsi militarmente a una ipotetica occupazione comunista del territorio nazionale <38. Negli anni successivi al secondo conflitto mondiale cambiarono gli equilibri in Europa, il nuovo nemico sarebbe stato il comunismo. Il Presidente americano Harry Truman, in contrasto al forte espansionismo sovietico nell’Europa orientale, pronunciò al Congresso il celebre discorso che diede vita alla dottrina che porterà il suo nome e in base alla quale gli Stati Uniti iniziarono a una battaglia contro il comunismo: proteggendo militarmente qualsiasi zona del mondo che fosse stata minacciata da eserciti di paesi comunisti. La conseguenza dell’irrigidimento delle relazioni internazionali si sarebbe tradotta in Europa nella creazione di un intreccio di alleanze politico-strategiche coordinate dai servizi segreti britannici del SOE <39 e da quelli statunitensi dell’OSS <40, che successivamente prenderà il nome di CIA <41. È dal Regno Unito, e dall’allora Primo Ministro, Winston Churcill, che sarebbe partita l’iniziativa di creare organizzazioni paramilitari occulte in tutta Europa per intervenire in caso di emergenza. Questa rete di organizzazioni avrebbe preso il nome di Stay Behind. Ogni Paese europeo ebbe la sua Stay Behind: le prime nacquero in Olanda e Belgio a partire dalla seconda metà degli anni ’40 <42. Già dopo la fine della Seconda guerra mondiale, appena cominciarono le prime divergenze tra USA e URSS, agli americani fu chiaro che bisognava contenere, all’interno dei paesi sotto la loro influenza, la minaccia comunista. L’Italia ebbe la priorità e le maggiori attenzioni di USA e Regno Unito per due motivi principali: per la sua posizione geografica, situata a metà tra blocco occidentale e blocco sovietico; e per il fatto di avere uno dei partiti comunisti più strutturati d’Europa. Così sarebbero nate, nell’immediato dopoguerra, forme embrionali di organizzazioni occulte, come l’organizzazione “O” e la Brigata Osoppo, fautori e precursori di quelli che poi diventeranno, anni dopo, i Gladiatori. Secondo le agenzie di intelligence britannica e americana era necessaria la creazione di piccoli ma efficaci gruppi di guerriglia ben addestrati composti da partigiani “bianchi”, con ideologia antisovietica <43. I Paesi Bassi in primo luogo, e di seguito tutte le nazioni allineate al Patto Atlantico, compresa l’Italia degasperiana, avrebbero aderito al progetto Stay Behind, di fatto segnando l’inizio ufficiale della Guerra Fredda.
Agenti della CIA come James Jesus Angleton e William Colby ebbero una grande influenza in territorio italiano alla pari di potenti generali, pur senza gradi. Stati Uniti, Francia e Regno Unito fondarono il CPC, Comitato per il coordinamento e la pianificazione, sotto il comando dello SHAPE <44, con base in Belgio, dando inizio al reclutamento per la formazione di gruppi organizzati da collocare in zone delicate di confine, come il Friuli in Italia. Anche se in Italia, dalla fine degli anni ’40, erano già presenti apparati simili come l’organizzazione “O”, ufficialmente il protocollo di intesa tra i Servizi nazionali e la CIA venne siglato nel novembre 1956 come riportato da un dossier del SIFAR: «Il documento che attesta tale intesa stipulata in data 26.11.1956 reca il titolo ” Accordo fra il Servizio Informazioni Italiano e il Servizio Informazioni U.S.A.” relativo alla organizzazione ed all’attività della rete clandestina post-occupazione italo-statunitense e costituisce il documento base della operazione “GLADIO”, l’accordo stabilisce gli impegni dei due Servizi per la organizzazione e la condotto dell’Operazione comune ed è basato, da parte statunitense, sul presupposto che i piani dello Stato Maggiore della Difesa italiano prevedano l’attuazione di tutti gli sforzi per mantenere l’isola della Sardegna, dove è situata la base dell’Operazione» <45. SIFAR e CIA, nel 1954, si accordarono per trovare un quartier generale dell’operazione segreta Gladio: fu scelto Capo Marrargiu, in Sardegna, dove venne costruito il CAG, Centro Addestramento Guastatori <46.
I 622 Gladiatori
L’organizzazione GLADIO era un piccolo nucleo che contava 622 Gladiatori, un’élite ben addestrata e, soprattutto, altamente qualificata sul piano morale e spirituale. I membri venivano selezionati e arruolati sulla base delle loro motivazioni psicologiche, ideologiche e patriottiche. Erano civili, per lo più provenienti dal Friuli Venezia Giulia e successivamente addestrati, dai migliori istruttori britannici e italiani, nella base di Poglina in Sardegna. Il reclutamento avveniva attraverso quattro fasi distinte: l’individuazione, la selezione, la sottoscrizione dell’impegno e il controllo. La prima veniva fatta dai responsabili della struttura Stay Behind attraverso informazioni ricavate sui canali del Servizio; le informazioni erano necessarie a stabilire che l’individuo non avesse precedenti di alcun tipo nel casellario giudiziario, che non facesse politica attiva né partecipasse a movimenti estremisti. Dopodiché avveniva la sottoscrizione dell’impegno, effettuata dal personale del Servizio in tempi successivi, così da non compromettere la segretezza dell’operazione nel caso di rifiuto o di incertezza da parte del reclutato <47. La struttura di Gladio era suddivisa in reti, piccole cellule composte da 5 persone l’una. Ad ogni cellula era vietato conoscere le altre cellule: i Gladiatori sapevano di potersi contare sulle dita di una mano e non erano consapevoli di essere parte di un’organizzazione che contava 622 membri <48. Questo sistema permetteva di evitare l’ipotetica divulgazione di informazioni riservate. I Gladiatori erano sparsi in tutta Italia ma più della metà di essi era concentrata in Friuli-Venezia Giulia, considerato il fulcro vitale dell’intera operazione. La regione confinante con la Jugoslavia di Tito era il punto di maggior interesse per i vertici della NATO: proprio in quei territori doveva prendere forma la resistenza di Gladio in caso di invasione delle armate rosse, moscovite e titine. Il piccolo nucleo di Gladio aveva il compito di destabilizzare e rallentare l’invasore in attesa delle vere truppe. Nonostante fosse nota la loro funzione, la motivazione per la quale erano stati reclutati e addestrati, dal 1990 i 622 Gladiatori subirono una delegittimazione senza precedenti <49. A seguito della divulgazione dei nomi, da parte della Presidenza del Consiglio, finirono su tutti i giornali e il governo ne ordinò lo scioglimento il 27 luglio 1990. L’operazione GLADIO sarebbe terminata per il venire meno dei presupposti politico-militari sui quali fu costituita la rete Stay Behind. Il Ministro della Difesa Rognoni avrebbe congelato l’attività dalla struttura segreta e, in seguito, ne avrebbe disposto, il 27 novembre 1990, la soppressione e lo scioglimento di tutta l’organizzazione ad essa connessa. Successivamente, in data 14 dicembre 1990, si sarebbe trasmesso al CPC <50 e al ACC <51 la comunicazione di disimpegno da parte dell’Italia in campo NATO relativo alla rete Stay Behind <52.
La 500 di Peteano
Nonostante Gladio sia nata come un’organizzazione apolitica e non eversiva, in qualche modo la sua vicenda avrebbe finito per essere collegata alla strage di Peteano. La sera del 31 maggio 1972 al centralino della stazione dei carabinieri di Gorizia sarebbe arrivata una chiamata anonima, con la quale un uomo avrebbe avvisato il carabiniere Domenico La Malfa della presenza di una Fiat 500, situata nelle campagne di Pateano, segnata da due fori da arma da fuoco sul parabrezza. Una volta scattati i controlli ed eseguita la perquisizione dell’auto, il sottotenente Angelo Tagliari avrebbe aperto il cofano azionando un ordigno posizionato proprio nel portabagagli <53. L’esplosione ucciderà tre carabinieri. L’attentato non verrà rivendicato; le indagini, svolte dal colonnello Dino Mingarelli, tesserato P2, vengono inizialmente indirizzate verso gli ambienti di Lotta Continua di Trento. La pista venne ritenuta successivamente infondata ma le indagini non si spostarono mai sulla pista degli ordinovisti veneti, nonostante ci fossero stati ripetuti attentati dinamitardi in quelle zone la cui matrice poteva essere connessa con ambienti neofascisti <54. Il 6 ottobre Ivano Boccaccio, ex paracadutista della Folgore e appartenente al gruppo Ordine Nuovo di Udine, tentò il dirottamento di un Fokker 27 con a bordo 7 passeggeri. Le trattative sarebbero degenerate in un conflitto a fuoco durante il quale Boccaccio avrebbe perso la vita. La pistola usata da Boccaccio, la stessa impiegata per sparare alla Fiat 500 di Pateano, era intestata a Carlo Ciuttini, ordinovista e segretario della sezione di Manzano del MSI, colui che la sera del 31 maggio chiamò la centrale dei carabinieri. La strage di Pateano sarebbe stata così collegata a quella di Piazza Fontana per un elemento in comune: entrambe furono di matrice eversiva di destra <55. Le indagini andarono avanti fino agli anni ’80: si accertò la colpevolezza degli ordinovisti friulani e vennero condannati all’ergastolo Ciuttini e Vinciguerra. La vicenda giudiziaria su Pateano fu molto confusa. Inizialmente si sarebbe seguita la “pista gialla”, non politica, che portò all’arresto di sei goriziani; il loro movente sarebbe stata la volontà di vendetta contro l’Arma. I sei accusati vennero assolti e scarcerati un anno dopo. Successivamente, ci fu l’inchiesta bis condotta dal giudice istruttore Felice Casson. Tale inchiesta avrebbe individuato la colpevolezza degli ordinovisti friulani Vinciguerra e Cicuttini e accertato l’attività depistatoria degli inquirenti come il generale Mingarelli, il colonnello Chirico e il maresciallo Napoli che vennero condannati definitivamente. I depistaggi, però, avvennero anche durante l’inchiesta bis condotta dal magistrato Casson, specialmente in ambito balistico da parte del perito del Tribunale di Venezia, Marco Morin <56. Il collegamento con GLADIO sta proprio nell’esplosivo: Peteano, infatti, è situata nelle vicinanze di Aurisina dove, pochi mesi prima della strage, venne scoperto uno dei 139 depositi Nasco, all’interno dei quali era contenuto del materiale bellico a disposizione di GLADIO. Casson ritenne che l’esplosivo e il detonatore utilizzati per trasformare la Fiat 500 in un’auto bomba provenisse da lì. A gestire l’operazione GLADIO ci sarebbe stata, dagli anni ’70 in poi, la P2. Un documento del SID, risalente al 4 dicembre 1972, sequestrato negli archivi di Forte Braschi dalla Procura di Roma, avrebbe riportato una conversazione tra l’agente della CIA Howard E. Stone (tessera P2 n° 2183) e il generale Vito Miceli relativa all’operazione GLADIO.

[NOTE]38 La storia di Gladio: Trent’anni fa Giulio Andreotti confermò l’esistenza di una struttura militare segreta legata alla NATO, con una storia lunga e oscura, 2020. ilpost.it/2020/10/24/gladio-st…
39 Special Operations Executive.
40 Office of Strategic Services.
41 Mirko Crocoli, Nome in codice Gladio, A Car Edizioni, Lainate (MI), 2017.
42 Ibidem.
43 Ibidem.
44 Supreme Headquarters Allied Powers Europe.
45 Mirko Crocoli, Nome in codice Gladio, A Car Edizioni, Lainate (MI), 2017, P. 69-70.
46 La storia di Gladio: Trent’anni fa Giulio Andreotti confermò l’esistenza di una struttura militare segreta legata alla NATO, con una storia lunga e oscura, 2020. ilpost.it/2020/10/24/gladio-st…
47 Mirko Crocoli, Nome in codice Gladio, A Car Edizioni, 2017, Lainate (MI).
48 Ibidem.
49 Ibidem.
50 Comitato Clandestino di Pianificazione.
51 Comitato Clandestino Alleato
52 Mirko Crocoli, Nome in codice Gladio, A Car Edizioni, Lainate (MI), 2017.
53 Paolo Morando, 31 maggio 1972: la strage di Pateano, 30 maggio 2022, rivistailmulino.it/a/31-maggio…
54 Paolo Morando, 31 maggio 1972: la strage di Pateano, 30 maggio 2022, rivistailmulino.it/a/31-maggio…
55 Mirko Crocoli, Nome in codice Gladio, A Car Edizioni, Lainate (MI), 2017.
56 Paolo Morando, 31 maggio 1972: la strage di Pateano, 30 maggio 2022, rivistailmulino.it/a/31-maggio…
Mattia Carnevali, Il deep-state italiano, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno Accademico 2022-2023
#1956 #1972 #1990 #40 #anni #CIA #Gladio #JamesJesusAngleton #MattiaCarnevali #MSI #neofascisti #Osoppo #OSS #P2 #Peteano #StayBehind #strage #USA #WinstonChurcill

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Perché no


Sulla riforma costituzionale del CSM approvata a fine 2025 (che potete consultare qui) sono state dette molte cose, soprattutto molte cose sbagliate (qui alcuni esempi, un elenco non esaustivo e non definitivo) e l’argomento è diventato subito divisivo.

Sinceramente non ho gli strumenti per dire se questa riforma sia buona, cattiva o neutra, anche chi si occupa di questi temi si è diviso in modo molto netto (di solito gli avvocati pro e i magistrati contro).

Però due cose si possono dire, anche senza entrare troppo nei dettagli: la prima è che la riforma non ha avuto la maggioranza dei due terzi del Parlamento, che avrebbe impedito il referendum. Questo è una cosa significativa: la Costituzione non è una legge come le altre, riguarda tutti in modo strutturale, ha effetto anche sulle leggi future. Coinvolgere l’opposizione avrebbe sicuramente prodotto una riforma migliore. Certo, avrebbe scontentato qualcuno, ma tutti noi sappiamo che i migliori accordi devono scontentare un po’ tutti. Non è stato questo il caso.

La seconda cosa è che il CSM avrà dei componenti scelti a caso. Il che non sarebbe del tutto negativo, se non che la maggioranza pro tempore al Parlamento avrà la possibilità di truccare il gioco: l’insieme dove verranno scelti a caso i componenti di sua spettanza se li sceglie il Parlamento stesso. Capite anche voi che se voglio estrarre dal sacchetto solo biglie nere, basta mettere nel sacchetto solo biglie nere.

Questa riforma è piduista? Sì, nello spirito prima ancora che nella sostanza. La separazione delle carriere fra i magistrati inquirenti e giudicanti era un tema caro a Licio Gelli, ma ancora più caro era l’elusione del dibattito pubblico per assumersi la responsabilità dell’agire politico. Non solo la blindatura del provvedimento e la sua approvazione a maggioranza semplice denota il piglio decisionista del governo Meloni, ma anche la fretta ad andare alle urne rivela lo scopo plebiscitario della consultazione. Dibattito pubblico evitato il più possibile e quello rimasto mandato in vacca da esagerazioni e falsità. Gelli avrebbe approvato sicuramente questa modalità.

Poi io ho il problema aggiuntivo che questo governo lo vedo come il fumo negli occhi e non mi fido di nessuna sua proposta politica, ma questo rimane un problema mio.
#politica #referendum2026 #riformaCSM #riformaGiustizia

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[film] Lavoreremo da grandi


Titolo: Lavoreremo da grandi
Regia: Antonio Albanese
Sceneggiatura: Antonio Albanese, Piero Guerrera
Altro: Paese di produzione: Italia; Anno: 2026; genere: commedia; durata 110 minuti

Interpreti e personaggi:
Antonio Albanese: Umberto
Giuseppe Battiston: Beppe
Nicola Rignanese: Gigi
Niccolò Ferrero: Toni
Alessandro Egger: Mario
Francesco Brandi: Mathias

Voto: 6/10

Classica commedia degli equivoci, dove quattro amici in auto, al rientro a casa dopo una serata a bere per annegare le avversità della vita, si ritrovano coinvolti in un investimento. Hanno colpito qualcosa, ma non sanno cosa. O chi. Da qui partono le gag che dureranno tutta la notte e trovarsi, alle prime luci dell’alba, stanchi, ma liberi dai guai. Forse.

Albanese è sempre bravo, come attore, ma i personaggi mi sono sembrati un po’ slegati fra loro. O forse le mie aspettative erano molto alte, non so. In ogni caso un bel film per passare una serata in allegria.

Buona visione!
#anotnioAlbanese #film #lavoreremoDaGrandi #recensione

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[film] Cime tempestose


Titolo: Cime tempestose
Regia: Emerald Fennell
Soggetto: dal romanzo Cime tempestose di Emily Brontë
Sceneggiatura: Emerald Fennell
Scenografia: Suzy Davies
Costumi: Jacqueline Durran
Fotografia: Linus Sandgren
Musiche: Anthony Willis, Charli XCX
Altro: titolo originale: Wuthering Heights; Paese di produzione: USA, Regno Unito; Anno 2026; Durata 136 min; Genere: sentimentale, drammatico; direzione del doppiaggio: Claudia Razzi

Interpreti e personaggi
Margot Robbie: Catherine Earnshaw
Jacob Elordi: Heathcliff

Voto: 7/10

(dati da wikipedia, Antonio Genna per il doppiaggio, Corriere per la scenografia, Vogue per i costumi.)

Il film è molto liberamente tratto dal romanzo, quindi se siete puristi della trasposizione cinematografica lasciate perdere. Se invece siete interessati a una storia sentimentale cupa, dove amore, morte e vendetta si intrecciano, allora siete nel posto giusto.

Il signor Earnshaw porta a casa un trovatello a cui la figlia Catherine, appena adolescente, dà il nome di Heathcliff. Il ragazzo viene trattato come un animale da compagnia. Nonostante questo i due diventano inseparabili e da adulti si amano. Ma la differenza di ceto sociale è un grosso ostacolo, per Catherine, per un eventuale matrimonio. La famiglia Earnshaw, poi, è in decadenza, che il padre di Catherine ha sperperato tutto il patrimonio nel gioco di azzardo. Catherine punta quindi sui nuovi vicini, che offrono un buon partito. Heathcliff non la prende bene.

Robbie e Elorde sono dei bravi attori, i costumi sono molto particolari (vi lascio nella mani di Vogue per i dettagli) e anche la scenografia lo è (mi ha ricordato le scenografie pazze nei film di Lanthimos). Ci sono quindi molti elementi anacronistici, ma sono voluti. Il film è più simile a un sogno che a un racconto fedele ed è questa forse la parte cinematograficamente più interessante.

Buona visione!
#cimeTempestose #emeraldFennelEmilyBronte #film #recensione

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30 anni di Pokémon: carte, videogiochi e film dominano le ricerche online


A 30 anni dal debutto, Pokémon continua a dominare tra carte collezionabili, videogiochi e film: ecco cosa cercano oggi gli appassionati secondo idealo

Nel 2026 Pokémon celebra 30 anni di storia. Nati in Giappone nel 1996 come protagonisti di un videogioco per Game Boy, i Pokémon si sono affermati nel tempo come una vera icona intergenerazionale, capace di attraversare linguaggi e generazioni. Dai videogiochi ai film, dalle console alle iconiche carte collezionabili, il fenomeno Pokémon continua a coinvolgere milioni di appassionati: dai millennial, che ne hanno seguito l’evoluzione fin dagli esordi, fino alla Gen Alpha, che li ha scoperti soprattutto attraverso le carte, trasformandoli in un vero e proprio simbolo di condivisione tra amici.

Pokémon: un fenomeno globale da tre decenni


Anche idealo ha analizzato le ricerche online dedicate al fenomeno giapponese, identificando quali sono i prodotti Pokémon più cercati dagli utenti sul portale italiano. Un dato emerge con particolare chiarezza: il fenomeno Pokémon non accenna a rallentare. L’analisi delle ricerche online di prodotti legati al brand mostra, infatti, una crescita del 34% anno su anno, a conferma di un interesse sempre elevato da parte delle persone. Un successo che trova le sue radici nella capacità del marchio di evolversi e rinnovarsi costantemente nel corso di questi trent’anni di storia.

30 anni di Pokémon: carte, videogiochi e film dominano le ricerche


Un ruolo chiave all’interno del fenomeno Pokémon è sicuramente ricoperto dalle carte da gioco. Lanciate in Europa nel 1999, ancora oggi sono un fenomeno molto diffuso tra giovani e meno giovani, rappresentando un importante motore dell’interesse dei fan del brand. Nell’ultimo anno, infatti, secondo i dati idealo, il 50% delle ricerche per i prodotti “Pokémon” sul portale italiano è legato proprio alle carte; queste, hanno attraversato tre decenni trasformandosi da semplice gioco a oggetto di collezionismo e talvolta anche di investimento, capace di coinvolgere sia gli appassionati storici sia le nuove generazioni, che le utilizzano sempre più come strumento di socialità e condivisione.

I dati idealo: cosa cercano oggi gli appassionati


Se da un lato una ricerca su due è dedicata alle carte da gioco, dall’altro la loro crescita percentuale anno su anno risulta più contenuta: le ricerche sulle carte Pokémon sono aumentate infatti del 4,5%, un dato che va letto alla luce di un volume di ricerche in termini assoluti che resta elevato nel tempo, rendendo meno marcata la variazione percentuale. Le più cercate? In cima alle ricerche il set Allenatore Fuoriclasse Megaevoluzione Lucarius, uscito a settembre 2025, in seconda posizione le confezioni di buste Scarlatto e Violetto 1514, mentre in terza posizione Karmesin & Purpur Tin-Box (458). Un’ultima curiosità dai dati su base mensile: la carta più digitata direttamente nella barra di ricerca di idealo.it da maggio 2025 a oggi è stata quella di Charizard. Si tratta di uno dei Pokémon più iconici e popolari dell’intero franchise.

I videogiochi Pokémon, un trend in crescita


Se le carte collezionabili rappresentano la categoria con il maggior volume di ricerche, sono invece i videogiochi a guidare i trend di crescita e a registrare gli incrementi percentuali più significativi. Nell’ultimo anno, infatti, le ricerche di videogiochi Pokémon – su qualsiasi console – sono cresciute complessivamente del +386% rispetto all’anno precedente. In particolare, i giochi Pokémon per Nintendo Switch 2 emergono come una nuova tendenza, sviluppatosi proprio negli ultimi due anni anche grazie al lancio della nuova console nel giugno dello scorso anno. Il titolo più cercato è Leggende Pokémon: Z-A, che si posiziona al primo posto non solo tra i giochi per Nintendo Switch, ma anche in assoluto tra tutti i prodotti Pokémon più ricercati su idealo nell’ultimo anno. Restando nell’ecosistema Nintendo, Switch – sia nella versione classica sia nella seconda generazione – si conferma la console più cercata e utilizzata in abbinamento ai videogiochi Pokémon. Accanto a Leggende Pokémon: Z-A, completano il podio dei titoli più ricercati Pokémon: Let’s Go, Eevee!, al secondo posto, e Pokémon: Let’s Go, Pikachu!, al terzo.

Non solo carte e videogiochi


Se carte e videogiochi continuano a dominare le classifiche e l’interesse degli appassionati, non mancano altri prodotti che raccontano la passione degli italiani per le iconiche creature immaginarie. Vale la pena menzionare infatti il nuovo trend dei costumi fatto registrare in occasione di carnevale a tema Pokémon, un fenomeno diffusosi tra i bambini e sviluppatosi soprattutto nell’ultimo anno. Sono sempre più numerosi i giovani fan che hanno scelto di vestirsi come il proprio Pokémon preferito, che è risultato essere ancora una volta Pikachu, probabilmente il personaggio più riconoscibile e simbolo dell’intero universo Pokémon. Sono cresciute in modo significativo anche altre categorie di prodotto, come le costruzioni e puzzle a tema, seguite da Funko Pop e peluche.

Il futuro del brand tra gaming e collezionismo digitale


L’analisi delle ricerche su idealo mostra come, a trent’anni dal suo debutto, Pokémon continui a unire generazioni e passioni diverse, confermandosi uno dei mondi più amati e ricercati dagli italiani, mantenendo livelli di attenzione e crescita costanti nel tempo.

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Nextcloud Hub 26 Winter: migrazione completa, crittografia dal browser e collaborazione federata


Nextcloud Hub 26 Winter è disponibile: migrazione dati completa tra server, crittografia end-to-end nel browser e collaborazione federata ampliata.
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Nextcloud ha rilasciato Hub 26 Winter, un aggiornamento corposo che migliora la piattaforma su diversi fronti. Le novità più interessanti riguardano tre aree: la portabilità dei dati, la sicurezza e la collaborazione tra server diversi.

Migrazione dei dati senza stress


Lo strumento di migrazione tra istanze Nextcloud adesso supporta, oltre ai file, anche posta, contatti, calendario, tabelle e bacheche Deck. Spostarsi da un server all’altro diventa finalmente un’operazione completa, senza dover riconfigurare tutto a mano. Lo strumento è abilitato di serie su molte installazioni. Chi gestisce la propria istanza su un VPS come Hetzner certamente apprezzerà!

Crittografia end-to-end nel browser


La crittografia end-to-end si può ora configurare e gestire direttamente dal browser, con la possibilità di creare link pubblici per file cifrati e ricevere file crittografati da esterni. Nextcloud precisa che il browser resta meno sicuro dei client desktop per queste operazioni, ma poter gestire tutto senza applicazioni aggiuntive è comunque un bel passo avanti.

Collaborazione federata ampliata


La federazione, ovvero la possibilità di collaborare tra server Nextcloud diversi, si estende ora alle bacheche Deck, ai calendari condivisi e ai team. Lavorare con persone su server diversi diventa quindi più naturale.

Sul resto della piattaforma arrivano tanti miglioramenti distribuiti tra Talk (messaggi fissati, trascrizione in tempo reale), Mail (allegati nei thread, modalità compatta) e Office (confronto documenti, presentazioni sincronizzate). L’assistente IA avrà etichette automatiche per i contenuti generati e una memoria contestuale tra le chat, con prestazioni migliorate per l’IA locale. Il nuovo motore ADA e la riscrittura del livello di accesso ai file in PHP, Rust e Go puntano a velocizzare tutto su larga scala.

Hub 26 Winter è già disponibile per le installazioni self-hosted.


FONTE nextcloud.com

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“anima”, mostra di anzai tsuyoshi, dal 26 febbraio alla fondazione mudima


locandina della mostra di anzai tsuyoshi, 'anima', alla fondazione mudima, dal 26 feb 2026
cliccare per ingrandire

La Fondazione Mudima ospita – giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 18:00 – l’inaugurazione della mostra personale di ANZAI TSUYOSHI Anima a cura di Gianluca Ranzi
#Anima #AnzaiTsuyoshi #art #arte #FondazioneMudima #GianlucaRanzi #mostra #Mudima

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rené korten, the making of “divide (crown)” (april-may 2020)


[youtube=youtube.com/watch?v=UJRUxOxhgJ…]

#DivideCrown #RenéKorten

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Gli “eroi della Ragione” che ci hanno salvato dall’olocausto nucleare


1962 “crisi di Cuba”, si sfiora il conflitto diretto fra USA/URSS. Durante il blocco navale statunitense vengono sganciate bombe di profondità, per fare emergere un sottomarino russo, che, uscito indenne dall’attacco, si prepara a lanciare un siluro a testata nucleare contro il convoglio statunitense. Vasilij Archipov (comandante in seconda del sottomarino), non concordando con […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/22/gli-…

#ANCI #armiNucleari #bombaAtomica #Guerra

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Nel secolo scorso perdevo troppo tempo a guardare le trasmissioni televisive. Una delle scuse era che mi hanno sempre interessato le tematiche legate alla comunicazione. Per provare a disintossicarmi da quella brutta abitudine ho anche scritto una piccola cosa nella quale parlo molto male della TV in generale.

Il piccolo opuscolo, stampato anonimo nel 1993, in 300-400 copie l’ho visto in […]
pepsy.noblogs.org/2026/02/21/c…

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Jasmin Po, “Nel silenzio delle parole”: la poesia che ascolta l’anima

Indice dei contenuti

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Titolo: Nel silenzio delle parole

Autrice: Jasmin Po

Genere: Silloge poetica

data di pubblicazione: 18/02/2025

pagine: 68

“Nel silenzio delle parole” è una raccolta di poesie che attraversa il tempo, dal passato al futuro, esplorando una vasta gamma di temi. Le poesie toccano aspetti interiori, sentimenti, il trascorrere del tempo, i diritti da conquistare e include anche dediche personali. Questa raccolta invita il lettore a riflettere su ciò che può essere migliorato, prendendo spunto da ciò che è stato o è passato. Le parole dell’autrice si trasformano in immagini vivide, creando un film nella mente del lettore, con scene dettagliate che si susseguono fino a un finale ricco di colori e sfumature. Ogni poesia è un invito a immergersi in un viaggio emozionante e riflessivo, che ispira a vedere il mondo con occhi nuovi e a trovare la bellezza nei piccoli dettagli della vita.

Il libro è acquistabile sul sito amazon al seguente link amazon.it/Nel-silenzio-delle-p…

Il ritorno all’essenziale


In un’epoca dominata dal rumore digitale e dalla velocità del consumo verbale, la poesia contemporanea riscopre una necessità ancestrale: il ritorno all’essenziale.
Scrivere, oggi, non significa soltanto comporre versi, ma rivendicare uno spazio di resistenza contro la frenesia del mondo, dove la parola torna a essere corpo e testimonianza.

In questo panorama di riscoperta del sé, la voce di Jasmin Po si inserisce con una maturità sorprendente, offrendo una lirica che non cerca lo sfarzo, ma si fa portavoce della verità interiore.

La forza autentica del silenzio


La silloge “Nel silenzio delle parole” si presenta come un dialogo autentico con il cuore del lettore, attraversando emozioni intime e universali con una scrittura limpida, densa e misurata.
Jasmin Po trasforma il vissuto personale in esperienza collettiva, facendo della poesia un ponte tra anima individuale e sensibilità condivisa.

La parola come radice dell’identità


La dedizione dell’autrice verso la parola scritta nasce in giovanissima età — già a tredici anni.
Ciò che in principio era un impulso creativo spontaneo è diventato col tempo una necessità vitale, un modo per abitare il mondo e decodificarlo attraverso la potenza evocativa del verso.

Per Jasmin Po, scrivere non è solo arte, ma un modo autentico di esistere e restituire significato alle esperienze quotidiane.

Una poetica contemporanea che custodisce la tradizione


La poesia di Jasmin Po è profondamente contemporanea, ma non rinnega la propria eredità lirica.
Melodia, ritmo e armonia si fondono con una sensibilità raffinata, rendendo la parola un veicolo di introspezione e stupore.

Ne emerge una dimensione sospesa e vibrante, dove emozione e pensiero filosofico danzano in costante equilibrio.

Il valore del silenzio e dell’ascolto


Molti componimenti germogliano dal silenzio, centro simbolico e semantico dell’intera raccolta.
In “Nel silenzio delle parole”, il silenzio non è assenza, ma spazio fertile di consapevolezza — un luogo in cui le parole autentiche si rivelano nella loro forma più pura.

Il lettore è invitato a un ascolto profondo, a scoprire che anche il silenzio ha una voce potente, per chi sceglie di accoglierla davvero.

Sinossi


“Nel silenzio delle parole” è una raccolta poetica che attraversa il tempo, muovendosi tra passato, presente e futuro.
Le poesie esplorano sentimenti, introspezione, diritti da conquistare, relazioni e dediche personali.

Ogni testo diviene una scena vivida nella mente del lettore, un viaggio tra immagini e riflessioni che conduce a un finale ricco di colori e sfumature.
La raccolta invita a guardare il mondo con occhi nuovi, riscoprendo la bellezza dei piccoli dettagli e il potere trasformativo della parola.

Biografia dell’autrice


Jasmin Po è un’autrice italiana che ha iniziato a scrivere all’età di tredici anni, trasformando presto la scrittura in un compagno di vita.
Ha pubblicato due libri e un terzo è in uscita, segno di un percorso letterario in continua evoluzione.

La sua poesia nasce dall’ascolto profondo delle emozioni e dei silenzi, traducendo esperienze quotidiane in immagini capaci di toccare chi legge.
La sua voce è intima, autentica e luminosa, guidata dal desiderio di dare forma a ciò che spesso resta invisibile.

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1. La mia nuova vita (all’estero) inizia da qui.


L'inizio di tutto: la presa di coscienza che in Italia non posso più vivere. https://www.spreaker.com/show/6745559/episodes/feed C'è chi viaggia per rilassarsi, per scoprire il mondo o per fotografare. Io ho sempre viaggiato per fare tutte queste cose ins
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L’inizio di tutto: la presa di coscienza che in Italia non posso più vivere.


spreaker.com/show/6745559/epis…

C’è chi viaggia per rilassarsi, per scoprire il mondo o per fotografare.

Io ho sempre viaggiato per fare tutte queste cose insieme, fino a qualche tempo fa.

Poi, tre patologie dolorose mi hanno costretto a rivedere tutta la mia vita. Quando ho capito che il posto in cui vivo ora è una parte importante del problema ho iniziato a provare una strana sensazione:

Un uomo sull'orlo di un precipizio, con uno zaino in spalla e un cellulare in mano, mentre cerca qualcosa

che la mia casa non fosse qui, ma da un’altra parte, in uno di quei luoghi dove il dolore passava.

E allora, ho iniziato a cercare.

Per un anno e mezzo ho viaggiato tra le isole calde d’Europa per trovare una nuova casa, un posto dove il cuore vuole stare e il corpo smette di fare male. Il mio è diventato un viaggio verso casa, verso una casa che ancora non c’è, ma ci sarà, e mi manca già.

In ogni posto ho registrato suoni e pensieri e, una volta a casa, scrivevo le mie impressioni per non perdere nulla.


Tutto questo è diventato il mio diario e il mio diario è diventato un podcast. L’ho chiamato Verso Casa.

Verso Casa è il racconto di come mi ha cambiato questo viaggio così importante.

Ti aspetto ogni domenica con una nuova tappa della mia ricerca. Un’occasione per scoprire posti nuovi o idee per cambiare vita.

Puoi ascoltare il podcast sulla tua piattaforma audio preferita o sul canale YouTube Verso Casa.

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Aruba lancia Simyousoon: la nuova eSIM per viaggiare all’estero senza roaming e senza SIM fisica


Aruba lancia Simyousoon, la nuova eSIM pensata per chi viaggia all’estero e vuole internet senza costi di roaming e senza SIM fisica. Attivazione digitale, copertura internazionale e gestione immediata: ecco come funziona la soluzione per restare connessi
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Con l’incremento dei viaggi internazionali e la crescente dipendenza dai servizi digitali on the go, la connettività mobile è diventata un’esigenza primaria per milioni di utenti. Lo smartphone rappresenta il principale punto di accesso ai servizi digitali – dalle mappe ai pagamenti, dal lavoro alle comunicazioni – e la connessione mobile viene preferita al Wi-Fi locale, spesso percepito come meno affidabile.

Cos’è Simyousoon e come funziona la nuova eSIM di Aruba


È in questo scenario che Aruba entra nel mercato delle eSIM con Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici. Una risposta a un nuovo modello di consumo della connessione, fondato sulla centralità del mobile, sulla semplicità d’uso e sulla certezza della spesa, pensata per accompagnare un pubblico sempre più internazionale e in movimento.

Accessori hi-tech per gatti: boom ricerche online
Crescono le ricerche online di accessori hi-tech per gatti: lettiere automatiche, cucce da esterno e giochi intelligenti guidano il trend pet tech
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il mercato delle eSIM è in crescita: perché sempre più utenti le scelgono


Una scelta che risponde ai nuovi bisogni di consumatori e viaggiatori digitali, in un contesto dove la connettività mobile è diventata la nuova frontiera della vita connessa. Secondo le ultime analisi di Market Research Future, il mercato globale delle eSIM raggiungerà i 5,77 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale del 31,4%. Una dinamica trainata dalla domanda di connessione continua e roaming-free, dal boom dei dispositivi connessi e dalla trasformazione dei modelli di mobilità. La tecnologia eSIM (embedded SIM) rappresenta la nuova generazione della connettività mobile: una SIM digitale integrata nel dispositivo, che consente di attivare e gestire profili di rete direttamente via software, senza necessità di schede fisiche.

💡
Simyousoon, un servizio progettato per offrire connettività mobile immediata, trasparente e senza vincoli geografici

Vantaggi e punti di forza della soluzione Aruba


Con Simyousoon di Aruba basta un click per essere online ovunque nel mondo, con copertura attiva fin da subito in oltre 200 destinazioni. Grazie alla tecnologia eSIM non è necessaria alcuna SIM fisica e l’utente può continuare a utilizzare il proprio numero tradizionale per chiamate e WhatsApp, senza interruzioni. È possibile scegliere tra numerosi piani dati, da 1 a 20 GB o con traffico illimitato, per periodi da 7 a 30 giorni. Il vantaggio è duplice: niente attese né sostituzioni, ma anche piena trasparenza su costi e consumi. L’utente conosce fin da subito le tariffe di connessione, evita i tradizionali costi di roaming all’estero, monitora i propri Giga in tempo reale tramite l’app e ricarica in autonomia quando serve, senza costi extra.

Internet all’estero senza roaming: cosa cambia per chi viaggia


Cuore del servizio è l’app Simyousoon, disponibile per iOS e Android, che permette di gestire l’intero ciclo di vita della eSIM: dalla scelta del piano alla configurazione, dal monitoraggio del traffico residuo alla ricarica immediata. L’attivazione è istantanea: il profilo dati si installa in pochi secondi e si attiva automaticamente al momento dell’arrivo nella destinazione selezionata. Inoltre, l’utente ha a disposizione un’assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, accessibile via chat e supportata direttamente dai canali Aruba, per ricevere aiuto in qualunque momento e a qualsiasi latitudine. Il payoff che accompagna il lancio – “connessi al volo” – sintetizza una promessa chiara: navigare senza interruzioni, ovunque e senza attese.

Buoni propositi green: 10 pratiche tech sostenibili
Con l’inizio del nuovo anno cresce l’attenzione verso scelte più sostenibili. Swappie propone 10 pratiche green per ridurre gli sprechi tecnologici, risparmiare e adottare un approccio più consapevole alla tecnologia
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Conclusioni: la sfida di Aruba nel mercato globale delle eSIM


Come per ogni suo servizio, anche in questo nuovo ambito Aruba punta su affidabilità, trasparenza e protezione dei dati personali, pilastri che da sempre ne contraddistinguono l’identità. Simyousoon si fonda su un’infrastruttura tecnologica solida e su un modello di gestione conforme ai più elevati standard europei in materia di sicurezza, privacy e qualità del servizio. L’obiettivo è garantire una connettività stabile, performante e sicura, assicurando agli utenti pieno controllo su costi e consumi e un’esperienza di navigazione continua, ovunque si trovino.

“Il mobile è diventato l’infrastruttura centrale della vita digitale, anche quando si viaggia” – ha dichiarato Gabriele Sposato di Aruba con Simyousoon intercettiamo questa evoluzione, offrendo una soluzione pensata per chi cerca continuità di connessione, sicurezza e controllo dei costi. È un’estensione naturale del nostro posizionamento verso nuovi scenari di utilizzo e nuovi pubblici, in un mercato sempre più globale, mantenendo i principi che da sempre guidano Aruba: affidabilità, trasparenza e qualità del servizio.”


In occasione del lancio, Simyousoon offre piani dati a partire da 1,35 euro e fino al 30% di sconto sulle principali destinazioni internazionali, permettendo di viaggiare e restare connessi risparmiando fin da subito.

Con l’arrivo di Simyousoon, Aruba entra nel mercato delle eSIM internazionali in un momento in cui la mobilità è sempre più digitale. Per chi viaggia spesso, la connettività non è più un optional ma un’infrastruttura essenziale. La sfida ora sarà conquistare un settore competitivo dove semplicità, copertura e trasparenza dei costi faranno la differenza.


Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche per lettiere smart, cucce da esterno e giochi intelligenti


Misteriosi, indipendenti, ma sempre più centrali nella vita quotidiana degli italiani. I gatti non sono solo compagni silenziosi delle nostre case, ma veri protagonisti delle scelte di consumo. In occasione della Giornata Nazionale del Gatto, occorsa lo scorso 17 febbraio, Trovaprezzi.it ha analizzato le ricerche dell’ultimo anno relative agli accessori e agli alimenti per i cani e i gatti, evidenziando un ritratto curioso e molto attuale con una forte componente felina.

Perché gli italiani cercano sempre più prodotti smart per gatti


Il quadro che emerge è chiaro: tra le top ricerche della categoria Accessori e Giochi Cani e Gatti, quelle riconducibili al mondo gatto rappresentano il 63%. Un dato che racconta molto più di una semplice preferenza: oggi il gatto è sempre più considerato un membro della famiglia, da accudire, stimolare e coccolare con prodotti pensati per il suo comfort e il suo benessere. L’interesse degli italiani per i prodotti dedicati ai cani e gatti ha registrato una forte accelerazione nei primi mesi del 2025. A gennaio 2025, infatti, le ricerche in Articoli per Veterinaria, Alimenti Cani e Gatti e Accessori e Giochi Cani e Gatti sono cresciute del +106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendosi costante anche a gennaio 2026.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il mercato pet tech: un trend destinato a crescere


Scorrendo la classifica degli accessori più cercati online, emerge una vera e propria “gatto-mania”. In cima alla lista si confermano le lettiere autopulenti, simbolo di una ricerca crescente di soluzioni pratiche e tecnologiche, capaci di semplificare la gestione quotidiana e migliorare l’igiene domestica. Subito dopo compaiono le lettiere in silicio, apprezzate per l’elevata capacità assorbente e per il controllo degli odori, insieme alle lettiere chiuse in acciaio inox, sinonimo di durata, facilità di pulizia e design minimale. Accanto alle soluzioni più hi-tech, cresce anche l’attenzione verso l’ambiente: tra i prodotti più cercati figurano infatti le lettiere ecologiche, come quelle in tofu o in materiali naturali, scelte da chi desidera ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla praticità.

Accessori hi-tech per gatti: boom di ricerche online


Ma il benessere del gatto non si ferma alla lettiera. Nella top 20 trovano spazio anche le cucce da esterno per gatti, spesso in legno, ideali per chi ha giardini o terrazzi e vuole garantire un rifugio confortevole ai propri amici felini durante tutto l’anno. Non mancano poi gli alberi tiragraffi, veri must-have per stimolare il gioco, l’attività fisica e il naturale bisogno di graffiare. Tra le ricerche più curiose spiccano anche giochi interattivi e accessori pensati per contrastare la noia e favorire la stimolazione mentale, segno di una crescente attenzione non solo alla salute fisica, ma anche a quella comportamentale dei gatti.

Come scegliere il prodotto giusto per il proprio gatto


Nel mondo dell’alimentazione di cani e gatti il quadro è più equilibrato. Nel comparto Alimenti Cani e Gatti, le ricerche riconducibili ai gatti pesano per il 29%, mentre i cani restano protagonisti soprattutto per le confezioni di grandi dimensioni. Il prodotto più cercato in assoluto è infatti il sacco da 20 kg di crocchette per cani, simbolo di acquisti programmati e orientati al risparmio. Per i gatti, però, emergono segnali interessanti: tra i prodotti più cercati figurano alimenti umidi funzionali, formule veterinarie e soluzioni pensate per esigenze specifiche come l’idratazione, la digestione o il recupero fisico. Un segnale chiaro di come anche la nutrizione felina stia diventando sempre più mirata e “premium”.

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Chi sono i più affezionati agli amici a quattro zampe


L’identikit degli utenti che cercano prodotti per animali su Trovaprezzi.it racconta una passione trasversale. Le donne rappresentano il 61% delle ricerche, ma la quota maschile è sempre più rilevante (39%). Le fasce d’età più attive sono quelle 35-44 anni e 45-54 anni (entrambe al 23%), seguite dai 25-34enni (20%), a dimostrazione di come l’amore per gli animali accomuni generazioni diverse. Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma la regione più attiva online, con il 32% delle ricerche, seguita da Lazio (12%) ed Emilia-Romagna(8%). Chiudono la classifica delle regioni più attive Campania, Piemonte e Veneto.

Come cambiano i prezzi


Come avviene in tutti i mercati caratterizzati da una domanda in espansione, anche nel segmento pet economy l’aumento dell’interesse si riflette inevitabilmente sulle dinamiche di prezzo. Le analisi condotte sulla categoria “alimentazione per cani e gatti” evidenziano infatti una marcata volatilità al rialzo del comparto: nel gennaio 2026 i prezzi minimi medi della categoria sono risultati superiori del 3,77% rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento che supera i 10 punti percentuali nel confronto con gennaio 2023. Un trend che segnala non solo la crescente centralità del settore, ma anche l’impatto congiunto delle pressioni inflattive, rendendo oggi più che mai strategico per i consumatori affidarsi a strumenti di comparazione per individuare le migliori opportunità di acquisto.

“I dati confermano una pet economy in evoluzione, con l’e-commerce sempre più centrale. I proprietari di gatti non cercano solo convenienza, ma soluzioni specifiche, tecnologiche e sostenibili, valutando online caratteristiche e alternative prima di acquistare. Un segnale di un mercato più maturo e di scelte di consumo più consapevoli”, ha affermato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.


La tecnologia non sta entrando solo nelle nostre case: sta ridefinendo anche il modo in cui ci prendiamo cura dei nostri animali. Lettiera automatica, cuccia isolata, giochi intelligenti non sono semplici gadget, ma strumenti che migliorano benessere, sicurezza e qualità della vita del gatto — e semplificano quella del proprietario. Il boom di ricerche online lo conferma: il pet tech non è una moda passeggera, ma l’evoluzione naturale di una casa sempre più smart. La vera sfida, ora, non è chiedersi se adottare questi strumenti, ma scegliere quelli davvero utili, funzionali e adatti alle esigenze del proprio animale.


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Waterfox per Android si aggiorna: via la telemetria, dentro l’isolamento dei siti


Waterfox Android 1.2.0 rimuove completamente la telemetria e il tracciamento pubblicitario, aggiunge l'isolamento dei siti e migliora le prestazioni.
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Waterfox 1.2.0 per Android elimina il tracciamento pubblicitario, azzera la telemetria e rafforza l’isolamento tra i siti.

Meno tracciamento, più sostanza


La novità più significativa probabilmente è la rimozione completa dell’SDK di Adjust, uno strumento di tracciamento pubblicitario che Firefox per Android usa per monitorare da quale campagna pubblicitaria arrivano le installazioni. Nelle versioni precedenti di Waterfox era già disattivato, ma ora è stato eliminato del tutto dal codice.

Stessa sorte per la telemetria di Mozilla, il sistema Glean che raccoglie dati sull’uso del browser. Anche qui, non si tratta di un semplice “spegni”: gli sviluppatori di Waterfox hanno sostituito l’intera libreria con una versione fittizia che non trasmette nulla. Un approccio preso in prestito dal progetto Tor, come riconoscono gli stessi sviluppatori nelle note di rilascio.

Ogni sito nel suo recinto


L’altro cambiamento importante è l’arrivo dell’isolamento dei siti, la stessa architettura che Firefox desktop usa già da tempo. In pratica, ogni sito web aperto in una scheda viene eseguito in un processo separato e isolato dagli altri. Se un sito malevolo tenta di accedere ai dati di un’altra scheda, non può farlo. E se una pagina si blocca, le altre continuano a funzionare senza problemi.

Più veloce e più leggero


Sotto il cofano c’è anche un sistema di precaricamento che rende l’apertura di nuove schede quasi istantanea e riduce il consumo di memoria di circa un terzo rispetto a prima. Il motore del browser è stato aggiornato a Gecko 148 e l’adozione di GeckoView Lite ha permesso di snellire ulteriormente l’app, eliminando componenti inutilizzati.

Waterfox per Android si scarica dal Google Play Store ed è gratuito. Per chi cerca un browser che rispetti la privacy senza compromessi, è un’alternativa che vale la pena tenere d’occhio.

Chi vuole abbinare al browser anche una protezione DNS che blocchi pubblicità e tracciamenti a livello di rete, può considerare un servizio come NextDNS: si configura in pochi minuti e funziona su qualsiasi dispositivo.


FONTE waterfox.com

#hot
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oggi, 21 febbraio, a napoli, alla libreria luce: mg, “prima dell’oggetto”, la prosa & other weird stuff


OGGI, sabato 21 febbraio, grazie all’ospitalità della Libreria Luce, sarò a Napoli a parlare con Federica Iodice e Ciro Russo di prosa, prosa in prosa, poesia in prosa, prose brevi, di Prima dell’oggetto (déclic, 2025) e stranezze simili.
se vi va di fare un salto, ci trovate in piazzetta Durante 1, al Vomero, ma mi raccomando la puntualità (lo dico a me stesso innanzitutto), alle 17:30, perché tenteremo – microscopi alla mano – di spaccare il secondo & notomizzare l’aion.

21 feb 2026_ mg a napoli_ libreria luce_ a parlare di prosa_ prosa in prosa eccetera
fotografia di Federica Bellantoni

due link utili per Prima dell’oggetto:
declicedizioni.it/prodotto/pri…
e slowforward.net/2025/05/16/lin…

evento fb:
facebook.com/events/1253857379…

§


lucelibreriaemotiva.it/
#cambioDiParadigma #CiroRusso #déclic #FabianaRusso #FedericaIodice #laPoesiaDelPresente #LibreriaLuce #luce #LuceLibreriaEmotiva #MarcoGiovenale #MG #poesiaInProsa #PrimaDellOggetto #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #proseBrevi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca


link e materiali per “prima dell’oggetto” (déclic, maggio 2025)


POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO


scheda editoriale:

copertina di "Prima dell'oggetto", di Marco Giovenale (déclic, 2025)
cliccare per accedere al sito dell’editore

PRIMA DELL’OGGETTO
di Marco Giovenale
déclic edizioni
libro in brossura con alette, cm 13,5 x 19
pp. 128, ISBN 9791281406117
uscita: 16 maggio 2025

Se c’è un libro che si è stufato sia della poesia sia del narrare usuale, e che va in senso opposto, è questo: si muove verso il senza verso e si interroga sulla fuga caotica delle cose e delle narrazioni, come alice che non capisce le corse del bianconiglio ma si secca pure di seguirlo. il lettore non deve però spaventarsi di questo smarrimento. potrà confidare in alcune chiavi, rammentando:

– che quasi tutto si svolge a roma, ossessivamente richiamata: e tanto il richiamare quanto il suo oggetto danno sul barocco, con conseguente eco lontana di erotía;
– che una sfumante prima parte del libro si abbandona al flusso fonico del discorso, toccando solo leggermente la sostanza di storie e microstorie;
– che detto flusso si cristallizza pian piano in quasi-racconto, e allora affiorano figure precise, anche se spesso poi si sfaldano, si dissipano;
– che a sfarinarsi è tanto il linguaggio quanto il reale già sotto scacco e fuori fuoco, come per un’apocalisse nascosta in ogni pixel del quadro.

§

READING, INCONTRI, REGISTRAZIONI, APPUNTI, IMMAGINI, RECENSIONI, ESTRATTI:

21 mar. 2026:
audio completo del reading+dialogo alla Libreria Luce (Napoli):
slowforward.net/2026/02/28/pod…
@ archive: archive.org/details/pap090_mg_…

1 dic. 2025:
recensione del libro + estratti, a cura di Elisa Barbisan, in seizethetime.it: seizethetime.it/attorno-agli-o…

13 ott. 2025:
Le parti e il cronista, recensione del libro + brevi estratti, di Valentina Murrocu, in recensireilmondo.com:
recensireilmondo.com/2025/10/r…

15 set. 2025:
il podcast ‘La Finestra di Antonio Syxty’ propone un dialogo sul libro con Niccolò Scaffai, open.spotify.com/episode/0mCWU… (cfr. anche slowforward.net/2025/09/15/fin…)

12 set. 2025
l’incipit del libro selezionato da Recensireilmondo:
facebook.com/recensireilmondol…
(ripreso poi da déclic: facebook.com/declicedizioni/po…)

25 ago. 2025:
intervista su Prima dell’oggetto, e su “La scuola delle cose”, n. 19 (“scrittura di ricerca”): RadioTre Suite, 24 ago. 2025, h. 23:00-23:25, https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html e slowforward.net/2025/08/25/rad…

28 lug. 2025:
una pagina dal libro, riprendendo un post editoriale su fb
slowforward.net/2025/07/28/una…

19 giu. 2025:
notille da un social dopo il reading a Villa Lais del 28 mag. 2025
slowforward.net/2025/06/19/not…

17 giu. 2025
pod al popolo, #070: reading perinelli e giovenale @ studio campo boario, 17 giu. 2025
@ archive: archive.org/details/pap-070-pr…

16 giu. 2025:
registrazione del reading (con autoannotazioni) a Villa Lais, 28 mag. 2025
slowforward.net/2025/06/16/pap…

31 mag. 2025
pod al popolo, #069: lettura di mg (da Oggettistica e Prima dell’oggetto) @ ‘roma chiama poesia’, teatro basilica, 31 mag. 2025
@ archive; archive.org/details/pap069_Rom…


ANTEPRIME, ESTRATTI, FRAMMENTI:

un estratto qui

Quattro estratti/anteprime su fb (apr.-mag. 2025):
slowforward.net/2025/06/02/ant…

Alcuni materiali comparsi in altra forma sul Multiperso:

Scendi, 21 giu. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

L’importanza dell’ascolto, 16 lug. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Stanza stanza, 24 lug. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Pietra, 25 set. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

[Nest. Rest. Reset. Next], 4 ott. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

Videoripresa, 13 ott. 2023:
multiperso.wordpress.com/2023/…

§

ADDENDA

Un post di Simone Beghi (25 ago. 2025):
facebook.com/61566271675466/po…

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declicedizioni.it/prodotto/pri…
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oggi, 21 febbraio, a palazzo collicola (spoleto): “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera

a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1


Vita minore_ mostra a Palazzo Collicola (Spoleto)_ dal 21 feb 2026_

Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporanea


mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026

Inaugurazione oggi, sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
palazzocollicola.it/schdMostra…

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.

Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.


[…]

III. Elogio dell’analfabetismo

La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.

Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra

[…]

§

[youtube=youtube.com/watch?v=w5U4Z3Z5ff…]

John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org

Subtropics also has a youtube channel:
youtube.com/user/isawsubtropic…

Special thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TV

Empty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
published by the CF-Peters Corporation
Video: 1991 © DavidOlive
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oggi, 21 febbraio, a roma: secondo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

Sopravvivenze
Forme e Saperi


Laboratorio di Ricerca 2026

Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

II. Daniele Balicco, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella
Potere e sopravvivenza. Due voci a confronto: Ernesto De Martino ed Elias Canetti
Sabato 21 febbraio 2026, ore 11

§

Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it
#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

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Signal 8.0: i backup crittografati escono dalla beta e diventano ufficiali


Signal 8.0 porta i backup crittografati end-to-end fuori dalla beta. Gratuiti per i messaggi, a pagamento per i media più vecchi di 45 giorni. Ma serve il Play Store.
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Signal ha rilasciato la versione 8.0 su tutte le piattaforme, Android, iOS e desktop. La novità principale è una di quelle attese da tempo: i backup sicuri, che dopo mesi di test in beta sono finalmente disponibili per tutti gli utenti.

Fino a poco fa, Signal offriva solo backup locali su Android: una soluzione che funzionava, ma che richiedeva di ricordarsi di farli e di gestirli manualmente. In molti, semplicemente, non li facevano. Con i Secure Backups il passaggio al cloud rende tutto automatico: l’archivio è crittografato end-to-end, salvato sui server di Signal e aggiornato ogni giorno senza che l’utente debba fare nulla.

Cosa include il piano gratuito (e cosa no)


Il piano base, senza costi, copre tutti i messaggi di testo e i contenuti multimediali degli ultimi 45 giorni. Per chi ha bisogno di conservare foto, video e allegati più vecchi, esiste un abbonamento da 1,99 dollari al mese con 100 GB di spazio. È la prima volta che Signal introduce una funzione a pagamento, una scelta che l’organizzazione giustifica con i costi di archiviazione: essendo una no-profit che non vende dati né mostra pubblicità, quei soldi devono arrivare da qualche parte.

L’archivio è protetto da una chiave di recupero a 64 caratteri generata sul dispositivo dell’utente. Signal non ne conserva copia, il che garantisce che nessuno, nemmeno Signal stessa, possa accedere ai backup. Il rovescio della medaglia è che se si perde la chiave, il backup diventa irrecuperabile.

Il problema del Play Store


C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, soprattutto per chi sceglie Signal proprio per ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme: su Android, l’abbonamento al piano a pagamento passa necessariamente dal Google Play Store. Serve quindi un account Google e un metodo di pagamento collegato a Google Play. Su iOS la situazione è analoga, con il pagamento che transita dall’App Store di Apple.

Per un’app che fa della privacy il suo punto di forza, dover passare da Google o Apple per pagare un servizio di backup crittografato è purtroppo paradossale. Gli utenti che usano Signal su sistemi come GrapheneOS senza Play Services si trovano in una zona grigia, e al momento non esiste un metodo di pagamento diretto alternativo.

I backup funzionano anche per il passaggio tra piattaforme diverse: da Android a iOS e viceversa, cosa che i vecchi backup locali non permettevano.

Chi usa Signal e vuole proteggere anche la propria navigazione, può valutare un servizio come AdGuard DNS per filtrare tracciamenti e pubblicità a livello di rete, senza installare nulla sui singoli dispositivi.


FONTE aboutsignal.com


FONTE signal.org

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OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio che punta su stile e comfort


OPPO presenta Watch S, smartwatch dal design ultrasottile in acciaio inossidabile che combina eleganza, comfort e funzionalità smart evolute
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Oppo ha annunciato il suo ultimo smartwatch, denominato Watch S. Lo smartwatch è caratterizzato da un design ultrasottile, in acciaio inossidabile, che unisce comfort e stile. Grazie al monitoraggio avanzato per gli sport più comuni e a un display ultra-luminoso da 3000 nit, Watch S è un potente compagno di fitness quotidiano, mentre funzionalità come la 60s Wellness Overview, il monitoraggio avanzato del sonno e la valutazione del benessere di mente e corpo aiutano chi lo indossa a rimanere in forma 24 ore su 24.

Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo
Check Point Research rileva 2.403 attacchi informatici a settimana a gennaio, con un aumento dell’attività ransomware e l’uso crescente di GenAI per l’esfiltrazione dei dati
TechpertuttiGuglielmo Sbano

OPPO Watch S ufficiale: smartwatch ultrasottile in acciaio


Grazie alla sua struttura leggera, compatta e di alta qualità, il Watch S garantisce una eccellente indossabilità per tutta la giornata. Grazie all'avanzata tecnologia di impilamento dei componenti, che ottimizza l'uso dello spazio all'interno dell'orologio, il corpo ultrasottile in acciaio inossidabile misura 8,9 mm di spessore e pesa 35 g, rendendolo comodo da indossare, sia durante l'allenamento in campo sia durante un buon riposo notturno a letto. Lo stesso design, sottile e confortevole, si estende anche alle due diverse opzioni di cinturino dell'orologio. Per gli amanti dello sport alla moda, il cinturino in nylon intrecciato del modello Silver Gleam è leggero, traspirante e antibatterico. Questo presenta una colorazione giallo-verde a contrasto che si abbina perfettamente alla cassa argentata dell'orologio, creando un look fluido e dinamico. In alternativa, il cinturino in fluoroelastomero nero del modello Phantom Blackè realizzato ergonomicamente per seguire la curva del polso, garantendo una vestibilità morbida e confortevole.

Design ultrasottile in acciaio: eleganza e comfort


A completare le colorazioni di tendenza, una selezione di quadranti raffinati e flessibili per la personalizzazione. Il Watch S offre agli utenti oltre 350 quadranti personalizzati e una varietà di widget per adattarsi al loro umore, al loro stile e al loro outfit. A rendere questo stile brillante è uno schermo AMOLED da 1,46 pollici con una luminosità massima fino a 3000 nit, un rapporto schermo-corpo del 75% e una cornice sottile da 2,8 mm per un'ottima esperienza visiva.

Funzioni salute e fitness


OPPO Watch S amplia il suo supporto agli sport più popolari con dati completi che approfondiscono la comprensione delle attività consentendo a tutti, dai runner occasionali agli atleti agonisti, di migliorare le proprie prestazioni in modo sicuro ed efficace. Con oltre 100 modalità di allenamento e monitoraggio avanzato di 12 sport popolari, inclusi corsa, badminton, tennis e nuoto, il watch fornisce informazioni scientificamente comprovate che guidano movimenti più intelligenti e allenamenti più efficaci.

In particolare, per gli sport basati sulla corsa il Watch S è dotato della stessa dual-band GPS dei modelli flagship, assicurando un rilevamento della posizione preciso anche nelle condizioni più complicate. L’orologio offre diverse opzioni di monitoraggio della corsa: outdoor, indoor e corsa per bruciare grassi, e misura statistiche quali il tempo complessivo di corsa, le calorie bruciate e il battito cardiaco. Il wearable, inoltre, traccia le metriche di corsa come il tempo di contatto del piede con il suolo (GCT), l’oscillazione verticale, e il numero di battiti al minuto (LTHR), aiutando a ottimizzare la qualità della corsa, prevenire infortuni e gestire allenamenti intesi con una maggiore precisione.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Display e interfaccia: esperienza visiva premium


Watch S è dotato di sensori di livello flagship che forniscono controlli e analisi sanitarie di prima categoria. Questi includono un sensore della frequenza cardiaca, un sensore che misura l’ossigeno nel sangue a 16 canali, e un sensore per la temperatura del polso. Questi componenti lavorano insieme per raccogliere dati corporei precisi, supportando ogni aspetto, dal monitoraggio quotidiano accurato alle analisi continue e approfondite sul benessere. Un punto di forza è la 60s Wellness Overview, che consolida nove indicatori chiave della salute in una valutazione con un unico tocco.

In un solo minuto è possibile acquisire parametri completi, tra cui frequenza cardiaca, saturazione dell'ossigeno nel sangue, livello del sonno e livello di stress psico-fisico, per ottenere una panoramica rapida ma dettagliata del proprio benessere fisico e mentale. Inoltre, la funzione Sleep Health Analysis traccia metriche come la frequenza cardiaca durante il sonno, e cambiamenti negli indicatori fisici anche durante brevi pisolini di 20 minuti. Grazie a queste letture, l'orologio genera report personali sul sonno che aiutano gli utenti a comprendere meglio i propri schemi di sonno individuali.

Autonomia e connettività


OPPO Watch S supporta sia dispositivi Android sia iOS e può essere associato fino a due smartphones contemporaneamente. La connettività con lo smartphone principale permette anche di sincronizzare i contatti, fare chiamate rapide, e accedere al controllo remoto della fotocamera direttamente dall'orologio per un'esperienza quotidiana più semplice. Nonostante la sua forma ultra sottile, lo smartwatch di OPPO non scende a compromessi quando si tratta dell'autonomia: la batteria da 330mAh consente fino a 10 giorni di utilizzo, mentre una rapida ricarica da 10 minuti dura tutto il giorno (dichiara il Brand), permettendo una maggiore tranquillità quando siamo fuori casa.

L'orologio è realizzato con una copertura in vetro curvo 2.5D dotata di bordo resistente agli urti e corpo in acciaio inossidabile. Questa combinazione assicura una maggior forza e resistenza alla corrosione, offrendo protezione che va ben oltre gli urti e i graffi di tutti i giorni. Grazie alla resistenza alla polvere e all'acqua IP68 e alla resistenza all'acqua fino a 5 ATM, l'orologio monitora in modo affidabile gli allenamenti durante il nuoto e altre comuni attività acquatiche in acqua dolce.

Prezzi e disponibilità


OPPO Watch S è disponibile da oggi in Silver Gleam e Phantom Black su OPPO Store al prezzo di 199,99 e nelle prossime settimane anche presso la distribuzione specializzata. In occasione del lancio, aggiungendo solamente 1,99 euro, sarà possibile acquistare un caricabatterie da 33W.


Cyberattacchi in Italia: +14,9% rispetto al mondo, GenAI alimenta ransomware e furto dati


Check Point Research (CPR) ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report relativo al mese di gennaio 2026. Il report mostra che in Italia le organizzazioni hanno subito in media 2.403 attacchi informatici a settimana (+3% rispetto a gennaio 2025), ovvero quasi il 15% in più rispetto agli attacchi registrati a livello globale. Le organizzazioni di tutto il mondo hanno, infatti, subito in media 2.090 attacchi informatici a settimana. Ciò rappresenta un aumento del 3% rispetto a dicembre e del 17% su base annua, a conferma della continua escalation della pressione informatica globale guidata dall'intensificarsi delle attività ransomware e dall'aumento dell'esposizione legata all'uso sempre più diffuso degli strumenti di Generative AI (GenAI).

I dati di gennaio mostrano che gli attacchi informatici non solo sono in aumento, ma stanno diventando più sofisticati e opportunistici - ha afferma Cristiano Voschion di Check Point - gli operatori di ransomware stanno accelerando le loro campagne, mentre l'uso incontrollato della GenAI sta aprendo nuovi punti ciechi per le organizzazioni. La prevenzione prima di tutto e la protezione in tempo reale basata sull'intelligenza artificiale sono l'unico modo efficace per fermare gli attacchi prima che causino danni operativi o finanziari”.



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Introduzione agli attacchi informatici in Italia


La rapida adozione degli strumenti GenAI nelle aziende continua a introdurre percorsi di fuga di dati ad alto rischio. Nel mese di gennaio, 1 prompt GenAI su 30 inviati dalle reti aziendali presentava un rischio significativo di esposizione di dati sensibili, con un impatto sul 93% sulle organizzazioni che utilizzano strumenti GenAI. Un'ulteriore percentuale di richieste conteneva informazioni potenzialmente sensibili, tra cui documenti interni, identificativi personali, informazioni sui clienti e codice sorgente proprietario. Le organizzazioni hanno utilizzato in media 10 diversi strumenti GenAI, molti dei quali probabilmente non gestiti e operanti al di fuori delle strutture di governance formali, aumentando di conseguenza la probabilità di dispersione accidentale dei dati, infiltrazione di ransomware e attacchi informatici basati sull'intelligenza artificiale.

Analisi del trend e prospettive future


Il settore dell'istruzione rimane ancora il più attaccato a livello globale, con una media di 4.364 attacchi settimanali per organizzazione (+12% su base annua). Seguono gli enti governativi con 2.759 attacchi settimanali (+8% su base annua), mentre le telecomunicazioni sono salite al terzo posto, con 2.647 attacchi a settimana (+8% su base annua), riflettendo l'intensificarsi degli attacchi alle infrastrutture basate sulla connettività e agli ecosistemi abilitati al 5G. A livello regionale, l'America Latina ha registrato il volume di attacchi più elevato, con una media di 3.110 attacchi per organizzazione a settimana (+33% su base annua). L'APAC segue con 3.087 attacchi (+7% su base annua), l'Africa ha fatto registrare 2.864 attacchi (−6% su base annua), l'Europa è aumentata del 18% e il Nord America del 19% su base annua.

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Il ransomware anche a gennaio 2026 continua a essere una delle minacce più distruttive, con 678 incidenti segnalati pubblicamente, segnando un aumento del 10% rispetto a gennaio 2025. Gli Stati Uniti da soli hanno rappresentato il 48% delle vittime globali di ransomware, seguiti dal Regno Unito (5%), dal Canada (4%), dalla Germania (4%), dall'Italia (3%) e dalla Spagna (3%). In particolare, i settori più colpiti in Italia risultano essere quello governativo, dei media e dell’intrattenimento e delle Telecomunicazioni. A Livello globale il podio è un pò diverso: servizi alle imprese (33%), beni e servizi di consumo (15%) e produzione industriale (11%), tutti settori in cui la continuità operativa è fondamentale e le interruzioni producono un notevole vantaggio per l'estorsione.

Conclusione


L’Italia resta tra i Paesi più colpiti in Europa, con un trend in crescita alimentato dall’uso di GenAI per attacchi mirati e ransomware. Monitorare gli attacchi e aggiornare le misure di sicurezza resta fondamentale per aziende e cittadini.