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Firefox 147: finalmente il Picture-in-Picture automatico (e molto altro)


Mozilla ha rilasciato da poco Firefox 147, un aggiornamento che porta diverse novità interessanti per chi usa il browser della volpe su macOS, Windows e Linux. La funzione più comoda di questo aggiornamento è probabilmente la possibilità di aprire automat
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Mozilla ha rilasciato da poco Firefox 147, un aggiornamento che porta diverse novità interessanti per chi usa il browser della volpe su macOS, Windows e Linux.

La funzione più comoda di questo aggiornamento è probabilmente la possibilità di aprire automaticamente il player Picture-in-Picture quando passi a un’altra scheda mentre stai guardando un video. Niente più click aggiuntivi, il mini-player si apre da solo. Per attivarlo basta andare nelle impostazioni del browser.

Novità per Mac e schede video AMD


Chi possiede un Mac con processore Apple Silicon può finalmente sfruttare WebGPU, la tecnologia che permette ai siti web di accedere alla potenza della scheda grafica per elaborazioni complesse e rendering 3D. Su Windows e Linux, invece, chi ha una GPU AMD noterà video più fluidi grazie all’attivazione della riproduzione “zero-copy” per i video decodificati via hardware.

Sicurezza e privacy


Firefox passa al protocollo Safe Browsing V5 di Google, che promette una protezione più efficace contro siti malevoli. Per chi tiene particolarmente alla privacy e usa la protezione antitracciamento in modalità Strict, c’è una novità: i siti pubblici non potranno più accedere automaticamente alle risorse della rete locale (tipo stampanti o dispositivi smart) senza chiedere esplicito permesso.

Tra i fix di sicurezza, Mozilla ha corretto un bug fastidioso su Windows che impediva di selezionare le schede con il cursore in alto quando la finestra era massimizzata.

L’aggiornamento è già disponibile per Windows, macOS e Linux.


FONTE firefox.com

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tristano.balestrini


youtube.com/shorts/arvlcjhTlYM

#Balestrini #NanniBalestrini #Tristano

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Caposaldo E-093 據點 stronghold


Il caposaldo E-093 si trova poco distante dal porto peschereccio di Xinhu - 新湖漁港, a nord ovest, affacciato sulla spiaggia come le altre fortezze della serie E-09x. Il bagnasciuga è dotato di lunghe fila di denti di drago, a protezione dagli sbarchi. Si tr
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mura difensive - 城牆
mura difensive – 城牆

Entrata - entrance- 入口
Entrata – entrance- 入口

Il caposaldo E-093 si trova poco distante dal porto peschereccio di Xinhu – 新湖漁港, a nord ovest, affacciato sulla spiaggia come le altre fortezze della serie E-09x. Il bagnasciuga è dotato di lunghe fila di denti di drago, a protezione dagli sbarchi. Si tratta di un vero e proprio forte, chiamato 黃海堡, ovvero Forte del Mar Giallo, circondato da mura merlate (invero ormai piuttosto basse dalla spiaggia). È possibile individuarne la posizione anche in lontananza, se riuscite a scorgere lì vicino un padiglione di legno, per godersi il mare e riposare. tunnel - 坑道Accanto ad esso si trova l’entrata (coordinate N24.435135 , E118.403580), un bastione in cemento armato merlato, su cui campeggia la scritta 黃海堡.Da lì si oltrepassa una porta blindata e ci si trova dinnanzi un lungo buio tunnel, mentre un altro si trova subito a destra. Quest’ultimo ad un certo punto scende brevemente, per poi risalire; lungo il percorso una vecchia scala di ferro suggerisce la presenza di un punto d’osservazione sovrastante. Si giunge ad un bunker con feritoia affacciata sulla spiaggia. Poiché la pianta del forte è triangolare, il succitato tunnel di destra corre parallelo alla spiaggia, dall’entrata a questo bunker. tunnel - 坑道tunnel - 坑道Sul muro appare la scritta S24-032, dipinta sopra una più vecchia. Poco più avanti, sempre a destra, si trova un’altra postazione di tiro. Proseguendo invece lungo il tunnel principale un altra porta blindata porta lascia scorgere la scritta 中山室 Zhongshan room; da quel punto partono 3 diversi tunnel. Prendendo il tunnel di destra, si passa un’altra porta blindata e si arriva ad una breve scalinata che porta fuori, in uno spiazzo protetto dalle mura esterne; a destra si poteva scorgere il codice E-093 del forte.

L'apertura nel tunnel che conduce all'aperto, ove si legge la scritta E-093
L’apertura nel tunnel che conduce all’aperto, ove si legge la scritta E-093

Proseguendo lungo il tunnel troviamo altre feritoie, fino a raggiungere un letto a castello che precede un bunker, le cui feritoie sono state chiuse; ancora notiamo la scritta S24-032. Il tunnel scende sottoterra, ad un certo punto a sinistra troviamo i bagni ed un posto di sentinella che emerge al di sopra del terreno (ovviamente). Il tunnel sprofonda ulteriormente. Anfratti, feritoie, letti improvvisati, sempre presso le postazioni di tiro. Vivere lì come topi non deve essere certo stato un idillio.

bunkerNelle fasi iniziali le unità militari venivano frequentemente trasferite e avvicendate; le truppe che in passato furono stanziate in questo luogo erano numerose, rendendo impossibile elencarle tutte una per una.

Questo forte, nell’anno 74 della Repubblica di Cina (1985), era presidiato dal 6º Battaglione di Fanteria della 851ª Brigata della 284ª Divisione.

feritoiaNell’anno 75 della Repubblica di Cina (1986), il numero identificativo di questo presidio fu modificato in E-093: dunque forse il succitato codice S24-032 era quello originale. Nell’anno 78 della Repubblica di Cina (1989), era ancora presidiato dal 6º Battaglione di Fanteria della 851ª Brigata della 284ª Divisione.

bunkerIn quanto punto di controllo degli accessi marittimi, di sorveglianza della spiaggia e di difesa dei punti chiave, venne progettato secondo il concetto di supporto incrociato ravvicinato della potenza di fuoco, comune a tutte le fortezze costruite a difesa della stessa area. Il caposaldo poteva contare su di un cannone anticarro da 57 mm, mitragliatrici T-74 ed ovviamente armamenti personali. Non sembra granché, ma dalla struttura si capisce che non poteva ospitare grandi pezzi d’artiglieria, era piuttosto un baluardo difensivo difficile da penetrare, coi mezzi dell’epoca.

Fonti: tel336358.pixnet.net/blog/post…

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Bida: dal collettivo bolognese arrivano PeerTube, Matrix e hosting gratuito per Mastodon


Il collettivo bolognese Bida lancia nuovi servizi: hosting gratuito per istanze Mastodon, un'istanza PeerTube per i video e un server Matrix per la messaggistica.
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Fa sempre piacere vedere realtà italiane che si impegnano a costruire alternative concrete ai servizi delle big tech. Il collettivo Bida, attivo da Bologna da oltre dieci anni, ha annunciato una serie di novità per il 2026.

La più interessante è probabilmente nobigtech.social: un servizio di hosting gratuito per chi vuole aprire la propria istanza Mastodon ma non ha le competenze o le risorse per gestire un server. Un’iniziativa rara, che potrebbe aiutare a far crescere la presenza italiana nel fediverso.

Oltre a questo, Bida ha lanciato un’istanza PeerTube (tubocatodico.bida.im) per caricare video e fare streaming senza passare da YouTube, e un server Matrix (element.bida.im) per la messaggistica istantanea, come alternativa a WhatsApp e Telegram.

Il collettivo si autofinanzia e chiede il supporto della community per coprire i costi dell’infrastruttura, circa 1.400 euro l’anno. Per chi volesse contribuire o semplicemente curiosare: bida.im.

In bocca al lupo!


FONTE bida.im

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Saldi e truffe online: il 63% degli utenti italiani si affida all’istinto, ma rinuncia alla sicurezza


Un’indagine mostra come durante i saldi online il 63% degli utenti in Italia si affidi all’istinto invece che a strumenti di sicurezza, aumentando il rischio di truffe e frodi digitali
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Con l'avvio dei saldi invernali, Kaspersky ha condotto un sondaggio per analizzare le pratiche di sicurezza informatica adottate dai consumatori durante gli acquisti online. I risultati mostrano che il 98% degli intervistati in Italia dimostra un livello sostanziale di consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza online e adotta almeno alcune misure per proteggere le proprie transazioni digitali.

Identità digitale 2026: nomi dominio, estensioni & AI
L’identità digitale sta evolvendo: nomi di dominio, nuove estensioni e intelligenza artificiale stanno ridefinendo branding, SEO e presenza online
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Tuttavia, meno della metà dei partecipanti (30%) utilizza software di sicurezza dedicati per bloccare i tentativi di phishing e proteggere i pagamenti. Questa tendenza è particolarmente marcata tra le generazioni più anziane (55+): infatti, solo il 32% degli intervistati in questa fascia d’età dichiara di utilizzare effettivamente soluzioni di sicurezza quando effettua acquisti online.

Le misure di protezione più diffuse includono l’attenzione ai potenziali segnali di allarme, come collegamenti ipertestuali sospetti o un design insolito dei siti web (63%), e la verifica dell’autenticità del venditore (62%). Gli esperti di Kaspersky sottolineano che, sebbene queste pratiche siano fondamentali per uno shopping online più sicuro, esse rappresentano solo un livello di protezione di base e non una prevenzione completa delle frodi, che può invece essere garantita da soluzioni di sicurezza dedicate.

Altre misure, come l’utilizzo di una carta di credito separata per gli acquisti digitali o di un indirizzo e-mail dedicato per registrarsi su negozi online sconosciuti, sono state adottate rispettivamente dal 48% e dal 19% degli intervistati. Il 18% dichiara, inoltre, di consultare amici e parenti prima di effettuare un acquisto. Questa pratica è particolarmente diffusa tra le generazioni più giovani, con il 37% che la adotta, mentre risulta meno comune tra le persone più anziane (21%).

Password immutabili e sicurezza biometrica
Dall’uso di impronte e riconoscimento facciale ai limiti della biometria, ecco perché la protezione dell’identità digitale richiede nuove strategie di difesa
TechpertuttiGuglielmo Sbano


“Durante tutto l’anno abbiamo osservato come gli acquirenti online siano costantemente tra gli obiettivi preferiti dei truffatori. Nei periodi di saldi, queste attività fraudolente diventano ancora più frequenti. Rimanere vigili è fondamentale, ma proteggersi richiede più della semplice consapevolezza. È particolarmente preoccupante il modo in cui i criminali informatici stanno sfruttando l’intelligenza artificiale per creare tentativi di phishing sempre più sofisticati e mirati, spesso difficili da riconoscere per gli utenti comuni”, ha commentato Olga Altukhova di Kaspersky.


Come fare acquisti online senza essere truffati


I periodi di saldi rappresentano momenti di forte attività per i truffatori. Per proteggersi dalle minacce emergenti, gli esperti consigliano di adottare le seguenti pratiche di sicurezza:

  • non salvare mai i dati completi della carta di credito sui siti web, a meno che non sia strettamente necessario;
  • considerare l’utilizzo di una carta di debito separata, dedicata esclusivamente agli acquisti online, e attivare avvisi sulle transazioni per conti bancari e carte di pagamento;
  • prestare particolare attenzione alle “vendite lampo” che sembrano troppo vantaggiose per essere reali. Diffidare dei siti che spingono a decisioni affrettate e dei venditori che non accettano resi o cambi;
  • utilizzare password diverse per ogni account online e, ove possibile, attivare l’autenticazione a due fattori;
  • adottare una soluzione di sicurezza con una potente componente anti-phishing. Ad esempio, Kaspersky Premium ha ricevuto nel 2025 la certificazione annuale “Approved” dal laboratorio indipendente AV-Comparatives, dopo aver rilevato il 93% degli URL di phishing grazie a tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

Poiché i truffatori evolvono costantemente le loro tecniche, rimanere informati sulle nuove forme di phishing è essenziale per riconoscerle ed evitarle. Consultare regolarmente un blog sulla sicurezza può aiutare a restare aggiornati sulle minacce informatiche emergenti.


Come sta cambiando l’identità digitale: nomi di dominio, estensioni e il ruolo dell’AI nella nuova era del web


C’è un elemento del digitale che, nonostante trent’anni di trasformazioni, non ha mai perso centralità: la scelta del proprio nome online, sia per la propria identità personale sia per quella professionale o aziendale. Non è un dettaglio tecnico, ma un gesto fondativo, una dichiarazione di identità. È lì che un’azienda, un professionista o un creator decide come vuole essere riconosciuto. Oggi, tuttavia, questo gesto sta cambiando; non per effetto di mode passeggere, ma perché il contesto si è fatto più articolato e perché l’intelligenza artificiale è entrata, per la prima volta, nel cuore del processo creativo.

💡
Il nome è l’essenza dell’identità: unicità, riconoscibilità, coerenza con il posizionamento del brand. L’estensione è la sua cornice strategica: indica territorio, ambizione, mercati e pubblico a cui ci si rivolge

Un nuovo paradigma


A cambiare non è solo come si sceglie un nome, ma l’intero paradigma che lo sostiene. La scelta del nome di dominio e quella dell’estensione sono infatti due passaggi distinti, che compongono livelli diversi dell’identità digitale, ma che vanno progettati insieme. Il nome è l’essenza dell’identità: unicità, riconoscibilità, coerenza con il posizionamento del brand. L’estensione è la sua cornice strategica: indica territorio, ambizione, mercati e pubblico a cui ci si rivolge.

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In Italia questa distinzione è particolarmente evidente: l’estensione .it continua a essere la scelta dominante, rappresentando oltre la metà delle nuove registrazioni. È un fattore identitario forte che comunica prossimità, affidabilità e radicamento sul territorio. Ma proprio la sua diffusione ne evidenzia al contempo il limite: con oltre 3,5 milioni di domini registrati, il .it è un territorio maturo e ormai denso. Le soluzioni immediate scarseggiano, i nomi generici sono spesso occupati e costruire un’identità disponibile richiede oggi più strategia di quanto accadesse in passato.
person holding black iPadPhoto by Taras Shypka / Unsplash

L'ampliamento della visibilità e il Brand Protection


Sempre più realtà - non solo grandi brand, ma anche PMI, professionisti e creator - hanno iniziato a considerare il proprio indirizzo digitale come un ecosistema, non come un elemento isolato. La scelta di distribuire la propria presenza su più estensioni (.com, .online, .tech, .cloud) risponde a esigenze diverse: ampliare la visibilità, presidiare mercati differenti, oppure rendere immediato il proprio posizionamento grazie ad estensioni che chiariscono il settore in cui si opera. A questa evoluzione si affianca una crescente attenzione verso la brand protection, oggi alla base del 15% delle registrazioni. Proteggere il proprio nome online significa infatti garantirsi più estensioni e varianti, evitando ambiguità, imitazioni e utilizzi impropri. È un atteggiamento più maturo e consapevole che non riguarda più solo le aziende strutturate ma si estende anche alle realtà più piccole.
black smartphone near personPhoto by Headway / Unsplash

Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale


In questo contesto, l’intelligenza artificiale introduce una novità significativa: aiuta a individuare nomi realmente unici e brand-driven, andando oltre i limiti imposti dalla disponibilità sempre più ridotta. L’AI amplia il campo creativo e analitico in modo immediato, rendendo possibile in pochi secondi ciò che un tempo richiedeva esperienza, tempo e ricerche approfondite. Essa genera combinazioni semantiche nuove e coerenti, interpreta descrizioni formulate in linguaggio naturale, intercetta trend emergenti, individua naming disponibili e solidi e suggerisce anche le varianti utili alla tutela del brand, anticipando potenziali rischi. Non stupisce, infatti, che inizino a comparire anche naming legati all’AI stessa: segnale che la tecnologia sta ridefinendo non solo il processo, ma anche l’immaginario di chi oggi costruisce una nuova identità digitale, in un contesto in cui a livello globale l’estensione “.ai” ha registrato un incremento del +482% delle registrazioni nell’ultimo anno.

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L’intelligenza artificiale amplia lo spettro delle possibilità, supportando il futuro dell’identità digitale. Ne nasce una dinamica fondata sull’equilibrio tra creatività e tecnologia, tra dati e visione, tra rapidità decisionale e profondità strategica. Sarà la capacità di aziende e professionisti di muoversi dentro questo nuovo contesto a determinare la solidità e il riconoscimento del proprio posizionamento nell’ecosistema digitale.


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Anche Anthropic entra nella sanità: Claude può ora accedere ai dati sanitari degli utenti


Anthropic lancia Claude for Healthcare: l'assistente AI può ora accedere ai dati sanitari degli utenti USA per fornire risposte personalizzate su referti e storia clinica.
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A pochi giorni dal lancio di ChatGPT Health da parte di OpenAI, Anthropic risponde con Claude for Healthcare: una nuova funzione che permette all’assistente AI di accedere ai dati sanitari degli utenti per fornire risposte più personalizzate.

Gli abbonati ai piani Pro e Max possono collegare il proprio account a servizi statunitensi HealthEx e Function per condividere referti e risultati di laboratorio. A breve arriverà anche l’integrazione con Apple Health e Android Health Connect. Claude potrà così riassumere la storia clinica, spiegare esami del sangue in parole semplici, o aiutare a preparare domande per il medico.

Come per il concorrente di OpenAI, i dati sanitari non vengono usati per addestrare i modelli, e l’utente può scegliere cosa condividere e revocare l’accesso in qualsiasi momento.

Per ora il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti. Nessuna indicazione su un eventuale arrivo in Europa, dove le normative sulla privacy dei dati sanitari sono (fortunatamente) più stringenti.


FONTE claude.com


OpenAI lancia ChatGPT Health: cartelle cliniche e app fitness collegabili al chatbot


OpenAI ha annunciato ChatGPT Health, una sezione dedicata del chatbot per domande su salute e benessere. La novità: si potranno collegare cartelle cliniche, referti medici, app di fitness e dispositivi indossabili per ottenere risposte “personalizzate”.

Come funziona


ChatGPT Health è uno spazio separato all’interno dell’app. Le conversazioni restano isolate dal resto e, a detta di OpenAI, non vengono usate per addestrare i modelli. Tra le app collegabili ci sono Apple Health, MyFitnessPal e Peloton. Negli Stati Uniti è possibile anche integrare le proprie cartelle cliniche elettroniche.

I rischi che nessuno sembra voler affrontare


OpenAI dichiara che oltre 230 milioni di persone fanno già domande sulla salute ogni settimana. Invece di scoraggiare questa pratica, l’azienda ha deciso di cavalcarla chiedendo agli utenti di consegnare dati ancora più sensibili.

Tuttavia caricare referti medici, analisi del sangue e dati biometrici su un chatbot comporta rischi non banali. OpenAI non descrive il servizio come conforme agli standard HIPAA (la normativa USA sulla privacy sanitaria). E nei propri termini di servizio specifica che ChatGPT “non è destinato all’uso nella diagnosi o nel trattamento di condizioni mediche”, un disclaimer che suona quantomeno contraddittorio quando ti invitano a collegare le tue cartelle cliniche.

C’è poi la questione dell’autodiagnosi. Un chatbot che ti “aiuta a capire i risultati delle analisi” rischia di alimentare comportamenti potenzialmente dannosi: interpretazioni sbagliate, ansia ingiustificata, o peggio, la tentazione di saltare il medico perché “me l’ha già detto ChatGPT”. Il confine tra informazione e consiglio medico è sottile, e un modello linguistico non è esattamente lo strumento più affidabile per navigarlo.

Per ora ChatGPT Health è disponibile solo tramite lista d’attesa negli Stati Uniti. L’Europa è esclusa dal lancio iniziale e forse non è una cattiva notizia.


FONTE openai.com


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Lumo 1.3: l’IA di Proton introduce gli spazi di lavoro


Lumo 1.3 introduce i Progetti: spazi di lavoro crittografati dove l'assistente IA di Proton ricorda contesto, file e istruzioni. Disponibile da oggi per tutti gli utenti.
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Lumo, l’assistente di intelligenza artificiale lanciato da Proton qualche mese fa, si aggiorna alla versione 1.3 portando con sé una funzionalità che potrebbe fare la differenza per chi lo usa con costanza: i Progetti.

Come riporta il blog ufficiale di Proton, si tratta di aree di lavoro dedicate dove raggruppare conversazioni, file e istruzioni personalizzate su un determinato tema. Invece di dover rispiegare ogni volta il contesto di quello che state facendo, Lumo si ricorda tutto. Crei un “Progetto” e l’assistente mantiene la memoria di ogni conversazione precedente legata a quell’argomento.

Come funziona in pratica


Ogni Progetto è uno spazio crittografato a sé stante e integrato con Proton Drive. Puoi caricare documenti di riferimento, impostare istruzioni specifiche (tipo: “usa un tono formale” oppure “concentrati sugli aspetti tecnici”) e Lumo ne terrà conto in tutte le conversazioni future all’interno di quello spazio.

La differenza rispetto ad altri assistenti IA? Proton ci tiene a sottolineare che i dati restano tuoi: crittografia ad accesso zero e nessun utilizzo delle conversazioni per addestrare i modelli.

Prezzi e disponibilità


La funzionalità è già attiva per tutti gli utenti. Chi usa Lumo gratuitamente può creare un solo Progetto, mentre con Lumo Plus (a pagamento) non ci sono limiti. L’abbonamento premium include anche modelli più avanzati, risposte più veloci e chat illimitate.

Per le aziende esiste poi Lumo Professional, pensato per team che necessitano di gestire flussi di lavoro più complessi mantenendo la conformità in ambito privacy.


FONTE proton.me

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)

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Budgie 10.10: l’ambiente desktop leggero per Linux passa a Wayland


Budgie 10.10 porta il supporto Wayland all'ambiente desktop leggero per Linux. È l'ultima major release prima di Budgie 11.
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Budgie è un ambiente desktop per Linux, ovvero l’interfaccia grafica con cui si interagisce col sistema: finestre, pannelli, menu, notifiche. Pensatelo come un’alternativa più leggera e tradizionale a GNOME o KDE, con un pannello in basso, un menu applicazioni e un’area notifiche laterale chiamata Raven.

Con la versione 10.10 arriva il supporto a Wayland, il protocollo grafico moderno che sta gradualmente sostituendo il vecchio X11 su Linux. Per gli utenti l’esperienza resta sostanzialmente identica, ma sotto il cofano cambia parecchio: migliore gestione degli schermi, maggiore sicurezza e prestazioni più fluide.

Altra novità importante: questa è l’ultima major release della serie 10.x, che dopo oltre dieci anni di sviluppo entra in modalità manutenzione. Il team si concentrerà ora su Budgie 11, una riscrittura completa del progetto.

Budgie 10.10 sarà disponibile su Fedora 44 e Ubuntu Budgie 26.04, e gradualmente sulle altre distribuzioni.


FONTE buddiesofbudgie.org

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Threema cambia proprietario: arriva il fondo tedesco Comitis Capital


Threema acquisita da Comitis Capital: il fondo tedesco prende il controllo dell'app di messaggistica svizzera. Cosa cambia per privacy e utenti.
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L’app di messaggistica svizzera passa di mano per la seconda volta in cinque anni.

Threema ha dunque un nuovo proprietario. Comitis Capital, fondo di investimento tedesco con sede a Francoforte, ha annunciato ieri l’acquisizione della società svizzera che sviluppa una delle poche vere alternative europee di Signal.

L’accordo, che dovrebbe concludersi entro la fine di gennaio, prevede il passaggio di proprietà da Afinum (società di investimento tedesco-svizzera che aveva acquisito una quota significativa nel 2020) e dai fondatori originali dell’app.

Chi è Comitis Capital


Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Comitis Capital è un fondo relativamente giovane, fondato nel 2020, specializzato in partecipazioni a medio termine in aziende europee.

Il dettaglio curioso è che finora il loro portfolio era composto quasi esclusivamente da aziende nel settore alimentare e del pet food: cibo premium per cani e gatti, accessori per animali domestici, prodotti a base di tofu. Threema rappresenta quindi il loro primo investimento nel mondo tech e della sicurezza informatica.

Nelle dichiarazioni ufficiali il fondo parla di “trend strutturali nella comunicazione sicura” e di “sovranità digitale europea” come motivazioni per l’acquisizione. Threema stessa, dal canto suo, ha già aggiornato il proprio sito presentando Comitis come un partner “con forte senso dello scopo e dedizione alla sostenibilità”.

Cosa cambia per gli utenti?


Per ora, sulla carta, nulla. La sede resta in Svizzera, l’approccio resta quello della privacy senza compromessi, e non sono stati annunciati cambiamenti nella gestione o nella filosofia del prodotto.

Threema continua a distinguersi nel panorama delle app di messaggistica per alcune caratteristiche che la rendono unica: non richiede un numero di telefono per registrarsi, tutto il codice è open source e verificabile, e i server sono fisicamente in Svizzera.

Il vero interrogativo riguarda il medio-lungo termine. I fondi di private equity, per natura, investono con l’obiettivo di far crescere l’azienda e poi rivenderla. Dove andrà a finire Threema tra tre, cinque anni? È una domanda a cui oggi nessuno può rispondere, ma che vale la pena tenere a mente.

Per il momento, chi usa Threema probabilmente può continuare a farlo senza particolari preoccupazioni ma senza distrarsi troppo.


FONTE comitiscapital.com

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Sync-in: l’alternativa open source per archiviare e condividere file ora supporta Collabora Online


Sync-in è una piattaforma open source e self-hosted per la condivisione di file. La versione 1.10 introduce il supporto a Collabora Online per l'editing collaborativo.
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Se cercate un modo per gestire i vostri file in autonomia, senza affidarvi ai soliti servizi cloud commerciali, Sync-in merita senz’altro un’occhiata. Si tratta di una piattaforma open source che si può self-hostare per la sincronizzazione e condivisione di documenti, pensata per chi vuole mantenere il controllo sui propri dati.

Il progetto, sviluppato in Francia e basato su Node.js, è una sorta di alternativa a soluzioni più note come Nextcloud o Seafile, con una particolare attenzione alla semplicità d’uso e all’interoperabilità.

Il supporto a Collabora Online


Con la versione 1.10 Sync-in introduce il supporto a Collabora Online, la suite per l’editing collaborativo di documenti basata su LibreOffice. Chi già usava OnlyOffice non deve preoccuparsi: i due editor possono coesistere, e la piattaforma sceglie automaticamente quale usare in base al formato del file aperto.

Tra le altre novità di questa release: i link pubblici ora permettono non solo di scaricare i file, ma anche di visualizzarli e modificarli direttamente e l’interfaccia è stata semplificata con un unico pulsante “Apri” al posto dei precedenti “Visualizza” e “Modifica”.

Per chi volesse provare, Sync-in è disponibile su GitHub e può essere installato tramite Docker o npm.


FONTE sync-in.com

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da oggi, 13 gennaio, a roma: le iniziative per il decennale del premio zavattini


LE INIZIATIVE PER IL DECENNALE DEL PREMIO ZAVATTINI

Una rassegna completa dei corti vincitori realizzati da giovani filmmaker under 35 ed una tavola rotonda celebrano dieci anni di riuso creativo del cinema d’archivio

Dal 13 al 15 gennaio 2026
Rassegna
18:00 – 22:30
Cinema Azzurro Scipioni
Via degli Scipioni 82 – Roma

Sabato 17 gennaio 2026
Tavola rotonda
15:00 – 19:30
AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma

In occasione del decennale di UnArchive/Premio Cesare Zavattini, promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) e dedicato alla realizzazione di cortometraggi basati sul riuso creativo del cinema d’archivio, un denso programma di iniziative celebra e ripercorre dieci anni di cinema giovane, sperimentale e libero, che ha saputo ridare nuova vita al patrimonio filmico degli archivi attraverso sguardi contemporanei e sorprendenti. Un’occasione per condividere il senso profondo del riuso creativo e per mettere in dialogo le opere, gli autori e le autrici che hanno reso questo Premio un’esperienza unica nel panorama documentario e sperimentale italiano.

Tre giornate di proiezioni con ingresso gratuito, dal 13 al 15 gennaio 2026, a partire dalle ore 18 presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma) offriranno l’opportunità di vedere o rivedere i cortometraggi vincitori o destinatari di menzioni speciali, realizzati in questi anni grazie al Premio, con una sezione speciale dedicata ai corti di Memory Ciak, opere di tre minuti nate dalla collaborazione tra Fondazione AAMOD, Premio Zavattini e BookCiak, Azione!. Tutti i film saranno presentati dalle autrici e dagli autori.

Sabato 17 gennaio, dalle 15.00 alle 19.30, presso la sede della Fondazione AAMOD (Via Ostiense 106, Roma), si terrà la tavola rotonda Il senso degli archivi negli sguardi di una generazione di filmmaker, articolata in tre momenti tematici: il primo, intitolato Racconti che non c’erano, sarà dedicato ai corti che, partendo dall’archivio, hanno creato dimensioni narrative che prescindono totalmente dal valore documentale del materiale utilizzato; il secondo, Negli spazi privati, alle rivisitazioni dei materiali di famiglia; il terzo, Riletture, al riuso del materiale d’archivio per rivisitare figure o eventi di carattere pubblico o storico. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Vita(Presidente della Fondazione AAMOD), Enrico Bufalini(Direttore di Archivio Luce Cinecittà), Paolo Simoni(Direttore della Fondazione Home Movies), e l’introduzione diAurora Palandrani e Antonio Medici (Coordinatrice e Direttore del Premio Zavattini), interverranno nei diversi panel: Laura Delli Colli (Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), Ilaria Fraioli (montatrice) e Luca Ricciardi (producer e membro del coordinamento dell’AAMOD), in rappresentanza delle Giurie del Premio; Wilma Labate (regista), Erika Manoni (montatrice), Giuseppe D’Amato (montatore del suono), in rappresentanza dei docenti del Workshop del Premio; Beatrice Baldacci, Riccardo Bolo, Davide Crudetti, Maria Iovine, Gaia Siria Meloni e Lorenzo Spinelli, in rappresentanza dei giovani filmmaker che hanno partecipato e vinto le diverse edizioni dello Zavattini, realizzando i propri progetti di cortometraggio. I tre panel saranno moderati da Luca Onorati (montatore e regista), Giovanni Piperno (regista e direttore della fotografia) eChiara Ronchini, che in veste di tutor hanno seguito negli ultimi anni lo sviluppo dei progetti selezionati dalle Giurie per il Workshop.

La tavola rotonda si concluderà con un brindisi e una festa aperti a tutte e tutti i partecipanti.

premio Zavattini, 2026, rassegna delle proiezioni / incontri
cliccare per ingrandire

“Con questa iniziativa – ha dichiarato il direttore Antonio Medici – ci interessa aprire un confronto sul peculiare punto di vista, sulle estetiche e sulle tematiche di una generazione di filmmaker under 35, che nel corso di questo decennio si è confrontata con l’archivio e il suo riuso nell’ambito del Premio Zavattini. Un’iniziativa che è stata in grado di anticipare in Italia e sintonizzarsi con le tendenze più originali del cinema contemporaneo internazionale, in cui autori riconosciuti e premiati nei più importanti festival hanno utilizzato in modo originale o sperimentale il cinema d’archivio”.

La rassegna cinematografica

Da martedì 13 a giovedì 15 gennaio (dalle 18.00 alle 22.30), presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma), sarà possibile assistere gratuitamente alla rassegna dei corti vincitori delle varie edizioni del Premio, opere che hanno avuto ampia circolazione in festival nazionali e internazionali. Ogni proiezione sarà introdotta dalle autrici e dagli autori, in un dialogo diretto con il pubblico.

La serata di martedì 13 si aprirà con Blue screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, cui seguiranno Massimino di Pierfrancesco Li Donni, Fuori programma di Carla Oppo, Dimenticata militanza di Patrizio Partino, In Her Shoes di Maria Iovine, Mirabilia Urbis di Milo Adami, Then & Now di Giulia Tata e Antonino Torrisi, Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso e Gabriele Licchelli, Domani chissà forse di Chiara Rigione e Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci.

Mercoledì 14 sarà la volta di Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti, L’angelo della storia di Lorenzo Conte e Het di Santiago Torresagasti. A seguire, una sezione speciale sarà dedicata ai cortometraggi vincitori di Memory Ciak, sezione di BookCiak, Azione!, con i titoli: Per tutti i giorni della tua vita di Marta Sappa e Marco Marasca, Frammenti di Mauro Armenante e Chiara Capobianco, Il periodo di Giulia Di Maggio, Ambra Lupini e Sara Maffi, Presente dilatato di Riccardo Malleo, Ho sognato che a Milano c’era il mare di Mattia De Gennaro e Tentativi d’analisi di Piero Bonaccio. Chiuderanno la serata Heimat di Giovanni Montagnana, Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati, Comunisti di Davide Crudetti e Seize the time 2020 di Marco Scola Di Mambro.

La rassegna si concluderà giovedì 15 con la proiezione di Era una casa molto carina… di Sara Parentini, Piccolo Golem di Viola Giulia Milocco e Federica Quaini, Un respiro parziale ma intero di Lorenzo Spinelli, Radio Perla del Tirreno di Noemi Arfuso e La selección de Chile di Giulio Pacini. La seconda parte della serata presenterà Ma-tri-mò-nio di Gaia Siria Meloni, Forza e Coraggio di Francesco Bovara e Giovanni Merlini, Riccardo I di Federica Cozzio, La figura umana di Giulia Claudia Massacci e, infine, Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua.

Il Premio Cesare Zavattini

Il Premio Cesare Zavattini è promosso dalla Fondazione AAMOD nell’ambito del progetto UnArchive, con il sostegno di Cinecittà S.p.A. – Archivio Storico Luce e di Nuovo Imaie, e in collaborazione con Home Movies, Cineteca Sarda, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Archivio delle Memorie Migranti, Bookciak Azione!, Deriva Film, OfficinaVisioni, Archivio Cinema del Reale, UCCA e FICC. Media partner: Radio Radicale e Diari di Cineclub.

Rivolto a giovani filmmaker tra i 18 e i 35 anni, italiani e stranieri, la Giuria professionale del Premio seleziona ogni anno, tramite bando pubblico, progetti di cortometraggi documentari e sperimentali che prevedano il riuso creativo di materiali d’archivio. Gli autori e le autrici selezionati partecipano a un Workshop di formazione e sviluppo tra settembre e dicembre, al termine del quale la stessa Giuria sceglie i tre progetti vincitori che ricevono un contributo alla produzione, servizi gratuiti di supporto e un riconoscimento di duemila euro per ogni progetto.

Nel nome di Cesare Zavattini, instancabile promotore di un cinema libero e profondamente connesso con il reale, nonché primo presidente dell’AAMOD, il Premio intende stimolare nuove forme di narrazione e sperimentazione, senza vincoli di genere o formato, promuovendo l’accesso e il riutilizzo critico del patrimonio filmico della Fondazione e degli archivi partner

#AAMOD #AntonioMedici #archivi #archivio #AzzurroScipioni #BookCiak #cinema #CinemaAzzurroScipioni #cinemaDArchivio #cinemaSperimentale #decennale #ilSensoDegliArchivi #MemoryCiak #PremioZavattini #riusoCreativoDelCinemaDArchivio #Unarchive

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Il saltimpalo negli Orti della Susanna


Il delizioso piccolo uccello che vedete è un maschio di saltimpalo. Ancora una volta a guidarci alla sua scoperta è il giovane ornitologo Dario Amore, che vive a ridosso degli Orti della Susanna e ne osserva e fotografa i piccoli ospiti.

Il saltimpalo europeo (Saxicola rubicola) è un passeriforme insettivoro, che si distingue per un comportamento tipico. “Compie brevi voli verticali, al […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/13/il-s…

#avifauna #CentroDirezionaleCibali #DarioAmore #OrtiDellaSusanna #Uccelli #verdeUrbano

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Scatti fugaci: Rimini


Una trasferta di lavoro a Rimini è stata l'occasione di scattare alcune foto
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Un martedì qualunque di fine settembre mi trovavo a Rimini per una veloce trasferta di lavoro. Un cost to cost, dalla costa Toscana alla costa dell’Emilia-Romagna, da mattina a sera!

In passato avevo visitato Rimini e mi era rimasto il ricordo dello stile architettonico che caratterizzano gli edifici che si affacciano sul porto di San Giuliano Mare.

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L’architettura ha sempre attirato la mia attenzione, molto probabilmente per una deformazione professionale.

Visto che l’appuntamento di lavoro era proprio nei pressi di San Giuliano Mare non potevo perdere l’occasione di scattare qualche foto!

Mi sono studiato il luogo e alcune viste in Google Maps, così da arrivare preparato il giorno del viaggio.

Di seguito alcune delle poche foto che ho scattato nella mezz’ora che mi sono ritagliato dopo pranzo, purtroppo di più non potevo.





Appunti di post produzione


In breve ho utilizzato la simulazione di pellicola “Monocrome + G Filter”, disponibile nelle fotocamere X-T5 di Fujifilm.
Simulazione pellicola di Fujifilm: Monocrome + G FilterFujifilm Monocrome + G Filter
In Lightroom Classic ho applicato una maschera per esaltare le nuvole e il cielo ed infine ho applicato un predefinito (preset), che mi sono impostato in Lightroom Classic, andandolo a regolare per ciascuna foto così da uniformare lo stile.

Preferisco la fotografia a colori ma ultimamente, grazie anche a questo preset che mi sono impostato, sto riscoprendo il fascino della fotografia in bianco e nero.

Uscire dalla propria zona di confort è sicuramente un aiuto a crescere, ed è quello che spero di ottenere.

Se ti va, visita il mio PORTFOLIO realizzato in Adobe Portfolio disponibile con l’abbonamento alla Creative Cloud di Adobe.

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Se di seguito non visualizzi il pulsante di download del preset che ho realizzato, e utilizzato per le foto di questo articolo, accedi al Blog oppure, se non sei iscritto, iscriviti ora. L'iscrizione è gratuita.

Per installare il preset GB_B&N - Fuji Monocromatico+Filtro G vai nel modulo sviluppo di Lightroom e, nella tab di destra Predefiniti premi il pulsante +. Dal menu che ti si apre scegli la voce Importa predefiniti... e seleziona il file scaricato.
Lightroom Classic, menu Importa predefiniti...Lightroom Classic, Importa predefiniti...
👋 A presto,
Giovanni

📒 Scatti Fugaci è una serie di post brevi, una sorta di diario visivo, in cui pubblico foto alternate da brevi testi di racconto o riflessioni.


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Tags: Rimini | Scatti Fugaci | Fujifilm | Adobe Portfolio

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YouTube migliora i filtri di ricerca: arriva la separazione tra Shorts e video lunghi


YouTube aggiorna i filtri di ricerca: nuovo filtro per separare Shorts e video lunghi e un sistema di ordinamento rinnovato basato sulla popolarità.
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Trovare video su YouTube dovrebbe diventare un po’ più semplice soprattutto per chi sopporta poco i video chiamati Shorts. La piattaforma sta infatti aggiornando i filtri di ricerca con alcune novità richieste da tempo dagli utenti.

La più attesa è il filtro dedicato agli Shorts: ora si può scegliere se visualizzare solo i video brevi, solo quelli lunghi, oppure entrambi. Una funzione decisamente banale ma che mancava e che in molti reclamavano da tempo.

Cambiano anche i nomi di alcune opzioni: “Ordina per” diventa “Prioritize“, mentre il filtro per numero di visualizzazioni lascia il posto a “Popularity“, che tiene conto anche del tempo di visione e non solo dei clic. Rimossi invece due filtri considerati poco utili: “Ultima ora” e “Ordina per valutazione“.


FONTE support.google.com

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Sony ha lanciato Alpha 7 V


Sony Alpha 7 V segna un’evoluzione importante nella fotografia e nel video: IA più evoluta per il riconoscimento dei soggetti e prestazioni elevate per creativi e professionisti
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Sony ha recentemente presentato la Alpha 7 V. Si tratta dell'attesissima quinta generazione della linea di fotocamere mirrorless full frame Alpha 7, dotata di un sensore di immagine partially stacked CMOS Exmor RS di nuova concezione con circa 33 MP effettivi. Il nuovo processore di elaborazione delle immagini BIONZ XR2 incorpora le funzioni dell'unità di elaborazione IA dell'ultima serie α (Alpha), con le quali la Alpha 7 V offre un significativo aumento delle prestazioni in ogni aspetto dell'imaging, dall’autofocus con riconoscimento in tempo reale al tracciamento in tempo reale, velocità, precisione cromatica stabile, acquisizione di immagini fisse e versatilità video.
Compatto, leggero e progettato per la velocità, l'obiettivo FE 28-70 F/3.5-5.6 II è stato concepito per sfruttare appieno le capacità di scatto continuo del sensore della Alpha 7 VCompatto, leggero e progettato per la velocità, l'obiettivo FE 28-70 F/3.5-5.6 II è stato concepito per sfruttare appieno le capacità di scatto continuo del sensore della Alpha 7 V

Miglioramenti delle prestazioni grazie all'intelligenza artificiale


La Alpha 7 V integra l'unità di elaborazione IA nel processore BIONZ XR2 che offre un notevole miglioramento in termini di velocità, precisione e affidabilità dell'autofocus. Questa dotazione consente alla nuova Sony di migliorare fino al 30% l'AF con riconoscimento in tempo reale, identificando istantaneamente i soggetti nel mirino e continuando a catturarli con estrema precisione.

Samsung amplia la gamma audio 2026
Samsung amplia la gamma audio 2026 introducendo soluzioni più intelligenti, tecnologie avanzate e un design ancora più immersivo per un’esperienza di home entertainment evoluta
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con 759 punti a rilevamento di fase e una copertura dell'inquadratura fino al 94%, la fotocamera garantisce un tracciamento preciso del soggetto su quasi tutta l'area dell'immagine, anche in condizioni di scarsa illuminazione. L'elaborazione RAW ad alta risoluzione è ora supportata dall'applicazione Imaging Edge Desktop.
Progettata per garantire il massimo controllo creativo, la Alpha 7 V esprime gradazioni naturali e uniformi dalle aree scure a quelle luminoseProgettata per garantire il massimo controllo creativo, la Alpha 7 V esprime gradazioni naturali e uniformi dalle aree scure a quelle luminose

Scatto continuo ad alta velocità senza compromessi


La combinazione di un sensore di immagine partially stacked CMOS Exmor RS con velocità di lettura aumentata di circa 4,5 volte e del processore BIONZ XR2 garantisce un'elevata qualità dell'immagine con una distorsione minima. Inoltre, il tracciamento ad alta precisione e lo scatto continuo senza blackout fino a 30 fps con tracciamento AF/AE consentono di non perdere alcuna occasione, anche con soggetti in rapido movimento, come nella fotografia naturalistica e sportiva. La funzione Pre-Capture, che può registrare fino a 1 secondo prima della pressione dell'otturatore, cattura i momenti decisivi anche con soggetti dai movimenti difficili da prevedere, come animali e sport.
Grazie al tracciamento ad alta precisione e lo scatto continuo, la Sony Alpha 7 V consente di catturare tutti i momenti, anche con soggetti in rapido movimentoGrazie al tracciamento ad alta precisione e lo scatto continuo, la Sony Alpha 7 V consente di catturare tutti i momenti, anche con soggetti in rapido movimento

Prestazioni eccellenti per le immagini fisse


Progettata per garantire il massimo controllo creativo, la Alpha 7 V esprime gradazioni naturali e uniformi dalle aree scure a quelle luminose anche in scene con contrasto estremo. Il nuovo bilanciamento automatico del bianco (AWB), basato sull'intelligenza artificiale, sfrutta l'analisi avanzata della scena per una resa cromatica uniforme e utilizza la stima della fonte di luce attraverso tecnologia di deep learning. Identificando automaticamente la fonte di luce nell'ambiente di ripresa con elevata precisione e regolando le tonalità di colore appropriate, la nuova Sony consente una riproduzione dei colori naturale e stabile, con toni più fedeli e una riduzione del carico di lavoro in fase di post-produzione.
Identificando automaticamente la fonte di luce nell'ambiente di ripresa con elevata precisione e regolando le tonalità di colore appropriate, la fotocamera consente una riproduzione dei colori naturale e stabileIdentificando automaticamente la fonte di luce nell'ambiente di ripresa con elevata precisione e regolando le tonalità di colore appropriate, la fotocamera consente una riproduzione dei colori naturale e stabile

Funzionalità video versatili


Ampliando le possibilità creative dei creator, la Alpha 7 V introduce ulteriori modalità di registrazione 4K, tra cui la registrazione 4K 60p oversampled a 7K disponibile in modalità full-frame e la registrazione 4K 120p in modalità APS-C/Super 35 mm, che offre filmati ricchi di dettagli, con un'incredibile flessibilità di editing. La lettura completa dei pixel senza pixel binning consente una registrazione video altamente dettagliata, fino ai minimi particolari, e la stabilizzazione dell'immagine è dotata della modalità Dynamic Active Mode, che consente una ripresa video fluida e stabile anche quando si utilizza la fotocamera a mano libera. La fotocamera dispone anche di una funzione di inquadratura automatica che mantiene automaticamente la composizione ottimale dei soggetti durante la registrazione, grazie al riconoscimento dei soggetti basato sull'intelligenza artificiale.

Withings: ecosistema smart per il fitness nel nuovo anno
Con l’ecosistema Withings è più semplice iniziare l’anno in forma: dispositivi smart, app integrata e monitoraggio avanzato per fitness e salute quotidiana
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Migliore operatività e usabilità


Progettata pensando all'efficienza, la Alpha 7 V offre compatibilità Wi-Fi 6E GHz per una trasmissione wireless stabile e ad alta velocità, oltre a due porte USB Type-C per un flusso di lavoro migliorato e una maggiore flessibilità. Il monitor a 4 assi combina un design inclinabile con l’angolazione variabile, consentendo una regolazione orizzontale e verticale senza limiti per una maggiore libertà di ripresa. L’impugnatura offre una migliore aderenza delle dita per ​ maggiore comfort, stabilità e controllo durante le sessioni di shooting prolungate.
La fotocamera dispone anche di una funzione di inquadratura automatica che mantiene automaticamente la composizione ottimale dei soggetti durante la registrazioneLa fotocamera dispone anche di una funzione di inquadratura automatica che mantiene automaticamente la composizione ottimale dei soggetti durante la registrazione

Disponibilità


Il corpo macchina Alpha 7 V è già disponibile per l'acquisto mentre l'obiettivo FE 28-70MM F/3.5-5.6 OSS II sarà disponibile dal prossimo mese di febbraio.


Samsung amplia la gamma audio 2026: soluzioni intelligenti e design immersivo


Samsung ha presentato la gamma di dispositivi audio 2026, aprendo un nuovo capitolo nel modo di vivere il suono in tutta la casa. La linea ampliata, che sarà esposta al CES 2026 a Las Vegas, Nevada, dal 6 al 9 gennaio prossimi, promette di offrire un’immersione ancora più ricca, una resa sonora pulita e un’esperienza multi-dispositivo più integrata grazie alle soundbar di nuova generazione e agli speaker Wi-Fi.

Samsung Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K
Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Ridefinire il suono cinematografico con le soundbar Q-Series di Samsung


Le soundbar Q-Series 2026 reinterpretano l’esperienza sonora cinematografica nelle case contemporanee, offrendo un’immersione ancora più ricca per diverse dimensioni di ambiente e preferenze di ascolto. Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung, introducendo Sound Elevation, una tecnologia che solleva i dialoghi verso il centro dello schermo, rendendo il suono più naturale. Debutta inoltre Auto Volume, che mantiene un livello audio coerente tra canali e contenuti, per un ascolto fluido ed equilibrato.
Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da SamsungIl nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung
Il sistema a 11.1.4 canali combina una barra principale 7.0.2, speaker posteriori 4.0.2 e un subwoofer attivo compatto con doppi driver da 8 pollici, ottimizzato per bassi potenti e poco ingombranti. I canali up-firing e la calibrazione AI di nuova generazione ampliano ulteriormente il campo sonoro, offrendo una scala tipica degli impianti home theater professionali.

Novità della lineup 2026 è la Soundbar All-in-One (HW-QS90H), che unisce prestazioni e versatilità estetica. Il design orientabile supporta sia il montaggio a parete sia l’installazione su piano, mentre un sensore giroscopico integrato adatta automaticamente la distribuzione dei canali in base all’orientamento. Il sistema a 7.1.2 canali con 13 driver, inclusi nove wide-range e Quad Bass Woofer integrato garantisce bassi profondi senza necessità di subwoofer esterno.

Serie Music Studio: design iconico “dot” e suono espressivo


Samsung introduce due nuovi speaker Wi-Fi, Music Studio 5 e Music Studio 7, per rafforzare un ecosistema audio sempre più integrato. Questi modelli consentono configurazioni audio più flessibili rispetto al passato, massimizzando l’esperienza audiovisiva e arricchendo al tempo stesso l’armonia estetica degli ambienti domestici. Entrambi condividono un design senza tempo ispirato al motivo “dot”, firmato dal designer Erwan Bouroullec: un simbolo universale nell’arte e nella musica, reinterpretato secondo l’estetica distintiva di Samsung.
Music Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan BouroullecMusic Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan Bouroullec
In particolare, Music Studio 7 (modello LS70H) è il più immersivo della serie con audio spaziale 3.1.1 canali tramite speaker laterali, frontali e up-firing per un’immersione 3D naturale. La Pattern Control Technology del Samsung Audio Lab riduce le sovrapposizioni di segnale migliorando la direzionalità, mentre AI Dynamic Bass Control assicura bassi profondi con distorsione minima. L’Hi-Resolution Audio consente l’elaborazione fino a 24-bit/96kHz e il super tweeter estende la gamma fino a 35kHz, migliorando i dettagli musicali. Disponibile in nero e bianco, può essere utilizzato singolarmente o in abbinamento ad altri dispositivi o TV Samsung tramite Q-Symphony per una resa stereo ampliata o un setup surround completo.
Il modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrataIl modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata
Music Studio 5 (modello LS50H) invece, è pensato per ambienti in cui estetica e suono hanno pari importanza, con una forma compatta ispirata alle gallerie d’arte. Ottimizzato dal Samsung Audio Lab, il dispositivo utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata per un suono nitido e bilanciato, mentre AI Dynamic Bass Control intensifica le basse frequenze senza distorsione. Con Wi-Fi casting, servizi di streaming, controllo vocale e Bluetooth tramite Samsung Seamless Codec, offre una connettività smart e fluida.

LG Sound Suite: prima soundbar con Dolby Atmos FlexConnect
LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un’esperienza audio ancora più intelligente, connessa e immersiva


Samsung è leader globale nel mercato delle soundbar; questa visione ha dato forma all’intera gamma 2026, che combina acustica avanzata, design funzionale e connettività intelligente. Nel 2026, Q-Symphony diventa ancora più adattivo, consentendo a TV Samsung, soundbar e speaker Wi-Fi di operare come un unico ecosistema sonoro: è possibile collegare fino a cinque dispositivi audio a una TV Samsung, mentre Q-Symphony analizza disposizione e conformazione degli ambienti per ottimizzare la distribuzione dei canali. Il risultato è un dialogo più chiaro e un surround più dettagliato, con la sensazione di trovarsi al centro della scena. Grazie alla connettività Wi-Fi e all’app SmartThings, è possibile inoltre controllare le impostazioni audio, gestire la riproduzione multi-dispositivo e accedere ai servizi musicali e agli assistenti vocali tramite un’unica interfaccia intuitiva.


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Signal primo in Danimarca: le tensioni con gli USA spingono i download


Signal balza al primo posto in Danimarca dopo le tensioni USA-Groenlandia. Ironia vuole che sia proprio un'app statunitense, ma la crittografia end-to-end la rende sicura comunque.
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Le recenti tensioni tra Stati Uniti e Danimarca sulla questione Groenlandia stanno avendo un effetto collaterale curioso: i danesi scaricano in massa Signal. Come riporta AboutSignal, l’app di messaggistica crittografata è balzata al primo posto nella categoria “Comunicazione” del Play Store danese, quando solo una settimana fa era in nona posizione. Su App Store è terza.

C’è una certa ironia nel fatto che per proteggersi dalle mire statunitensi i danesi stiano scegliendo un’app… statunitense. Ma in questo caso la nazionalità conta relativamente poco, e il motivo sta tutto nella crittografia.

Perché Signal resta una scelta sensata


A differenza di WhatsApp (che raccoglie metadati e condivide informazioni con Meta) e Telegram (che non offre crittografia end-to-end di default), Signal è progettata per non sapere nulla dei suoi utenti. I messaggi e i metadati sono crittografati end-to-end, il codice è open source e verificabile. E soprattutto, anche volendo, Signal non potrebbe consegnare dati alle autorità perché semplicemente non li possiede.

Certo, se le tensioni dovessero realmente precipitare il fatto di utilizzare un’applicazione statunitense potrebbe essere un problema a livello di usabilità (eventuali connessioni bloccate per esempio) ma stiamo parlando probabilmente di scenari quasi catastrofici. In alternativa comunque, a parte le applicazioni decentralizzate come Delta Chat o Matrix, si potrebbe sempre fare affidamento sulla svizzera Threema.


FONTE aboutsignal.com

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Gmail diventa ancora più intelligente (e invadente) con Gemini


Google integra Gemini in Gmail con riassunti automatici e filtri intelligenti. Ma l'AI analizzerà le email per capire chi sono i tuoi contatti importanti: ecco le alternative più private.
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Google ha annunciato una profonda integrazione di Gemini in Gmail, portando l’intelligenza artificiale al centro della gestione della posta elettronica. Tra le novità, come riporta il blog ufficiale, ci sono riassunti automatici delle conversazioni, la possibilità di interrogare la casella in linguaggio naturale e una nuova inbox che filtra automaticamente i messaggi in base alla loro presunta importanza.

Il punto più interessante, o preoccupante, a seconda dei punti di vista, riguarda proprio quest’ultima funzione. L’AI Inbox promette di identificare i tuoi “VIP” analizzando la frequenza delle conversazioni, i contatti salvati e, testualmente, “le relazioni che può dedurre dal contenuto dei messaggi”. In altre parole, Gemini leggerà le tue email per capire chi conta davvero per te.

Google assicura che tutto avviene “con le protezioni sulla privacy che vi aspettate”: quanta fiducia siete disposti a concedere a un’azienda che già oggi costruisce profili pubblicitari dettagliatissimi su di noi?

Per chi ne fosse interessato condivido questo articolo di Tuta dove viene spiegato come disattivare Gemini nel caso decideste proprio di rimanere con Google. Qui invece una guida di Proton.

Le alternative per chi preferisce più riservatezza


Se l’idea di un’intelligenza artificiale che analizza la vostra corrispondenza non vi entusiasma, le alternative non mancano. Proton Mail resta una delle scelte più solide: crittografia end-to-end, sede in Svizzera e, fino al 31 marzo, si può provare il piano Plus a solo 1€ per il primo mese (oppure con il 40% di sconto sull’abbonamento annuale). Un buon momento per testarlo senza impegno.

Per chi preferisce rimanere in territorio elvetico ma cerca un ecosistema più ampio, Infomaniak Mail merita uno sguardo. Chi invece punta tutto sulla crittografia senza compromessi può valutare Tuta Mail, con sede in Germania.

Se la crittografia non è una priorità ma volete comunque evitare la profilazione pubblicitaria, Fastmail e Startmail fanno il loro lavoro senza troppi fronzoli.


FONTE blog.google

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due corsi in partenza questa settimana: su emilio villa e corrado costa


Emilio Villa e Corrado Costa, due maestri della sperimentazione ancora oggi punti di riferimento per la ricerca letteraria, nella prima trattazione completa della loro opera.

Un’occasione unica per entrare in contatto con un Novecento alternativo, capace di ripensare l’idea stessa di scrittura, verso mondi letterari e filosofici lontani dalla tradizione lirica, guidati da alcuni tra i protagonisti della ricerca letteraria dei nostri tempi.

ISCRIZIONI ANCORA APERTE


Tutte le lezioni saranno registrate in diretta nel giorno e ora del loro svolgimento, e messe a disposizione degli iscritti il giorno seguente in una sezione dedicata del sito, così da poterne usufruire in ogni momento e senza limite.

#CentroScritture #centroscrittureIt #CorradoCosta #EmilioVilla

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Perché il rispetto dell’italiano non fa parte della deontologia dei giornalisti?


Di Antonio Zoppetti

I giornalisti hanno enormi responsabilità sociali, e la loro funzione principale è quella di garantire il diritto all’informazione dei cittadini. Per esercitare la loro professione devono essere iscritti a un albo, la cui istituzione risale al 1925, durante il fascismo (“l’esercizio della professione giornalistica è consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi”, art. 7). Ai tempi del regime l’ordinamento era legato anche a un certificato di “buona condotta politica” che veniva rilasciato dal prefetto ma, in epoca repubblicana, una nuova legge del 1963 ha modificato il codice fascista anche se l’Ordine dei giornalisti non è stato affatto abolito. E così, se per essere uno storico, un critico letterario, un divulgatore scientifico o un linguista non occorre alcuna “licenza”, un giornalista è considerato alla stessa stregua di un medico o di un avvocato che – per la sua responsabilità sociale – può esercitare solo se iscritto a un albo professionale regolamentato dallo Stato.

Questo ordinamento rappresenta un’anomalia in Europa, visto che negli altri Paesi (ma vale anche per il Regno Unito o gli Usa) l’autoregolamentazione della professione non è gestita dallo Stato, ma dalle associazioni di categoria, dai sindacati e dalla registrazione delle testate. E infatti, l’esistenza di un albo ha da sempre sollevato diverse critiche e negli anni Sessanta alcuni Tribunali hanno addirittura posto la questione di una sua illegittimità costituzionale, anche se poi è stata respinta. L’idea che quella dei giornalisti sia una “casta” e che l’obbligo per legge di una “patente” per esercitare la professione sia una forzatura ha comunque una sua fondatezza e una sua circolazione, tanto che nel 1997 il Partito Radicale ha indetto un referendum per abrogare l’ordine dei giornalisti, che non ha però raggiunto il quorum, benché più del 65% dei votanti fosse favorevole.

Fatte queste premesse, l’esistenza dell’Ordine implica che i giornalisti debbano operare seguendo alcuni principi etici o deontologici previsti dalla legge, purtroppo un po’ vaghi, generici e che non li vincolano affatto a esprimersi in italiano.

I principi deontologici dei giornalisti

Nel 2015, le variegate carte deontologiche in circolazione sono confluite in un documento unitario, il Testo unico dei doveri del giornalista, che è stato poi aggiornato, e l’ultima versione che ha introdotto anche la questione dell’uso dell’intelligenza artificiale è entrata in vigore nel giugno del 2025. Che cosa prevedono questi doveri?

Ci sono articoli che sanciscono la propria libertà di critica e di informazione (e quella del diritto all’informazione dei cittadini), oltre che la propria autonomia e indipendenza. Venendo invece ai “doveri nei confronti delle persone” ci sono indicazioni che tutelano la riservatezza dei dati personali, il rispetto delle persone fragili e vulnerabili, dei minorenni, delle discriminazioni di genere… ma non c’è una riga che riguarda la “lingua italiana”, che non fa parte del codice deontologico. Questa lacuna non deve stupire, è la stessa che caratterizza la nostra Costituzione, che non sancisce che l’italiano è la nostra lingua. Dunque, la deontologia del giornalista non prevede l’uso della lingua italiana e il rispetto del nostro patrimonio linguistico. E così per molti giornalisti la discriminazione delle parole italiane che vengono sempre più dismesse per sfoggiare l’inglese, soprattutto nei titoloni, non è importante né vincolante. Perché il Corriere – ma anche le altre testate – parla sistematicamente di AI invece di IA (Intelligenza Artificiale)?

Perché il giornalista medio – come il rappresentante medio della nostra attuale egemonia culturale – è un anglomane che preferisce ricorrere volutamente all’inglese per motivi stilistici e snobistici. E se qualcuno osa protestare davanti a scelte come green invece di ecologico, climate change invece di cambiamento climatico o workshop invece di seminari, la sua argomentazione preferita è quella di confondere le acque e tirare in ballo il fascismo – che ha creato l’ordine dei giornalisti di cui fa parte, non dimentichiamolo – come se l’anglicizzazione dell’italiano perseguita dalla classe dirigente del nuovo millennio avesse qualcosa a che vedere con la guerra ai barbarismi del regime. Il problema, naturalmente, non sono i “forestierismi”, ma l’anglicizzazione selvaggia perpetrata da chi si vergogna dell’italiano e ha la testa immersa solo nell’angloamericano, perché considera il ricorso all’inglese un elemento di “internazionalità” e di modernità, invece di una sorta di colonizzazione che diffonde la lingua e la visione di una cultura dominante che si espande a scapito delle altre.

Nell’immagine la recente autocelebrazione del Corriere che si vanta di “parlare a tutti” è affiancata a qualche articolo che mostra una realtà ben diversa.

Un’altra giustificazione del ricorso all’inglese si basa sul fatto che certi anglicismi siano ormai “in uso”, il che non è sempre vero, visto che i giornalisti sono i principali “untori” che introducono nuovi anglicismi e li affermano, come è avvenuto nel caso del lockdown, comparso improvvisamente su ogni mezzo d’informazione il 17 marzo 2021 e da quel giorno in poi divenuto “LA” parola unica e stereotipata per indicare il confinamento durante il covid. Ricordo un servizio di Mentana che mi pare emblematico: dopo una settimana di aperture martellanti del tg con la questione del lockdown – che prima del 17 marzo era indicato con parole come serrata, blocco, quarantena, chiusura, zone rosse… – ha pronunciato la parola lockdown allargando le braccia e aggiungendo rassegnato: “Come ormai si dice”. I giornalisti, insomma, prima hanno introdotto una parola sconosciuta a tutti, e poi – una volta affermata – si sono appellati alla sacralità dell’uso. Ma anche quando il ricorso all’inglese è davvero preesistente, rimane il problema del rispetto del nostro patrimonio linguistico oltre che quello della trasparenza. Il giornalista si sente “libero” di parlare di smart working invece di telelavoro, come se questa scelta appartenesse alla propria sfera privata, ma se c’è un Ordine dei giornalisti regolamentato dallo Stato la sua libertà dovrebbe essere vincolata al rispetto della lingua italiana e dei cittadini, che dovrebbe diventare un dovere verso le persone. Se la funzione principale del giornalismo è quella di garantire il diritto all’informazione, bisognerebbe introdurre il principio per cui i cittadini hanno il diritto di essere informati nella propria lingua naturale, non in inglese. Ma questo presupposto non si trova in Italia, al contrario di quanto avviene in Paesi come la Spagna o la Francia.

I giornalisti spagnoli e francesi

L’anglicizzazione dell’italiano – che molti intellettuali e addetti ai lavori negano – non è paragonabile a quella dello spagnolo o del francese, dove invece il dibattito sulla questione esiste. L’abissale differenza di mentalità ha delle ragioni storiche, sociali e politiche molto consistenti. Lo spagnolo è la seconda lingua più diffusa al mondo dopo il cinese, e i madrelingua spagnoli sono ben di più di quelli anglofoni. Dagli anni Cinquanta le accademie degli oltre venti Paesi in cui si parla il castigliano collaborano per mantenere l’uniformità della lingua. Nel 2005 hanno presentato a Madrid il Dizionario panispanico dei dubbi in un evento a cui hanno partecipato i responsabili di quasi tutti i giornali più importanti, che hanno sottoscritto un testo fondamentale in proposito:

Consci della responsabilità che nell’uso della lingua ci impone il potere di influenza dei mezzi di comunicazione, ci impegniamo ad adottare come norma fondamentale di riferimento quella che è stata fissata da tutte le accademie nel Diccionario panhispánico de dudas (2005) , e incoraggiamo altri mezzi affinché aderiscano a questa iniziativa (cfr. Gabriele Valle, “Lʼesempio della sorella minore”, p. 757).

E così questo strumento linguistico si è imposto come un manuale virtuoso tra i giornalisti ispanici, che ne seguono i principi anche nel preferire la terminologia spagnola a quella inglese, che infatti nei giornali si trova molto di rado e non ha un impatto devastante come da noi.

Diversissima è anche la situazione francese, che nel 1992 ha inserito in Costituzione la propria lingua. Lì, il dibattito sull’impatto dell’inglese risale agli anni Sessanta, e dopo varie misure per la tutela del francese che a partire dagli anni Settanta sono state varate da governi di destra e di sinistra, è arrivata la legge Toubon che ha vietato l’uso di parole straniere nella comunicazione pubblica e istituzionale, e non in nome di una nostalgica autarchia linguistica di sapore fascista, ma in nome della trasparenza e del rispetto dei cittadini e anche del proprio patrimonio linguistico storico. In un primo tempo il provvedimento riguardava anche la lingua dei giornali, ma queste restrizioni sono poi state smussate dalla Corte Costituzionale in nome della libertà di espressione. E così oggi ci sono giornalisti che preferiscono ricorrere agli anglicismi, come da noi, e altri che invece li evitano come la peste, ma almeno esiste un dibattito in proposito, che da noi manca. In ogni caso i giornalisti francesi si autoregolano, non sono sottoposti a un ordine governato dallo Stato. Inoltre, la differenza più significativa rispetto al caso dell’italiano è che in francese – come in spagnolo – le alternative agli anglicismi esistono, sono promosse dalle istituzioni, ci sono banche dati terminologiche ufficiali che traducono ogni anglicismo, dunque ricorrere all’inglese si configura come una scelta stilistica e sociolinguistica, e non come una “necessità”, come in Italia, dove non si vede niente del genere e i giornalisti anglicizzano ogni cosa sia perché credono che ciò non implichi alcun problema deontologico, sia perché da noi non esiste alcun ente per creare equivalenti ai concetti e ai termini inglesi che da noi circolano senza alternative.

Il servilismo e il provincialismo tipico italiano nei confronti dell’inglese è dunque un’anomalia tutta nostra, che è culturale e sociale prima di essere linguistica. In sintesi, l’assenza di una politica linguistica e di un’attività ufficiale e istituzionale per promuovere l’italiano davanti al globalese si riflette anche in un giornalismo che nasce dagli stessi presupposti e li amplifica. E in un quadro del genere, c’è ben poco da fare per cambiare questo andazzo, a parte denunciarlo e provare, invano, a remare controcorrente. Il problema è insomma politico: se esiste un ordine dei giornalisti gestito dallo Stato è lo Stato che dovrebbe includere tra i principi deontologici anche il rispetto della lingua italiana. Ma nessuno se ne preoccupa.

#anglicismiNeiGiornali #anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #politicaLinguistica

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Home Assistant 2026.1: dashboard mobile rinnovata e automazioni più intuitive


Home Assistant 2026.1 migliora la dashboard mobile, introduce automazioni più intuitive e aggiunge otto nuove integrazioni tra cui tracking animali e monitoraggio energetico.
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Prima release dell’anno per Home Assistant, il sistema open source per la domotica. L’aggiornamento 2026.1 porta miglioramenti all’interfaccia mobile e automazioni più facili da creare.

Dashboard mobile semplificata


Su smartphone la Home dashboard mostra ora le schede riassuntive (luci, clima, sicurezza, media, meteo, energia) direttamente in cima alla pagina, senza dover navigare tra tab. Una modifica piccola ma che rende l’uso quotidiano più immediato.

Arriva anche una nuova pagina “Dispositivi” che raccoglie tutti i device non assegnati a un’area specifica, utile per ritrovare sensori e apparecchi “orfani” senza scavare nelle impostazioni.

Automazioni in linguaggio naturale


Prosegue inoltre il lavoro sui trigger “purpose-specific“, attivabili dalla sezione Labs. L’idea è permettere di creare automazioni usando frasi comprensibili (“quando un pulsante viene premuto”, “se il clima sta riscaldando”) invece di ragionare in termini di stati e transizioni tecniche.

In questa versione arrivano trigger per pulsanti, climatizzatori, umidificatori, luci, serrature, scene, sirene e aggiornamenti disponibili.

Protocolli in evidenza


Le impostazioni ora mostrano in modo più prominente i protocolli di connessione (Matter, Zigbee, Z-Wave, Thread, Bluetooth). Una riorganizzazione che aiuta a capire come sono collegati i propri dispositivi e ad accedere alle configurazioni specifiche di ciascun protocollo.

Nuove integrazioni


Sono disponibili infine otto nuove integrazioni, tra cui: Fressnapf Tracker per localizzare animali domestici, eGauge per il monitoraggio energetico (utile con impianti fotovoltaici), Watts Vision+ per il controllo del riscaldamento, e Fish Audio per la sintesi vocale.


FONTE home-assistant.io

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da “la gente non sa cosa si perde” (tic edizioni)


qr code per un testo da "La gente non sa cosa si perde" (Tic), di Marco Giovenale

lettura allo Studio Campo Boario, video di Alberto D’Amico,
in occasione di una presentazione a cura di Ada Tosatti

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#AdaTosatti #AlbertoDAmico #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #StudioCampoBoario #Tic #TicEdizioni #video

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duo márta et györgy kurtág: bach / kurtág


youtube.com/embed/g319gW5_O0o?…

György Kurtág, piano
Márta Kurtág, piano

Adieu, Haydée I
JOHANN SEBASTIAN BACH : « Nun komm, der Heiden Heiland » BWV 599 *
L’homme n’est qu’une fleur (… Sons entrelacés) *
JOHANN SEBASTIAN BACH : « Aus tiefer Not schrei ich zu dir » BWV 687 *
Prélude et choral
Nœuds (Scherzo)
Antienne en fa dièse
Lamentation I
Hommage à Christian Wolff (… comme dans un rêve)
Jeu avec les harmoniques
… une feuille d’esquisse pour Tünde Szitha…
… et encore une fois l’homme n’est qu’une fleur *
Coups-Querelle *
Esquisse pour « Hölderlin » de János Pilinszky *
JOHANN SEBASTIAN BACH : Sonatine de la Cantate « Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit »
(Actus tragicus) BWV 106 *
Cloches — Hommage à Stravinski *
Choral furieux *
Hoquetus *
Avec les paumes
Campanule
Chardon
Le Lapin têtu
Merran’s dream (Caliban detecting-rebuilding Mirranda’s dream)
Hommage à Domenico Scarlatti
Aus der Ferne
JOHANN SEBASTIAN BACH : Duo n° 3 en sol majeur BWV 804 *
JOHANN SEBASTIAN BACH : « Das alte Jahr vergangen ist » BWV 614 *
JOHANN SEBASTIAN BACH : « Alle Menschen müssen sterben » BWV 643 *
JOHANN SEBASTIAN BACH : Trio-sonate n° 1 en mi bémol majeur BWV 525 *
Lamentation 1/a *
Lamentation 2 (In memoriam Ligeti Ilona)
Galipette (roulé-boulé)
Hommage à K. M.
JOHANN SEBASTIAN BACH : « O Lamm Gottes unschuldig » BWV 618 *
Évocation de Petrouchka
Amour, amour, souffrance amère
Hommage à Soproni — In memoriam matris carissime *
Hommage à Halmágyi *
Bribes de mémoire d’une mélodie de colindă
pièces à quatre mains

#Adieu #Amour #AntienneEnFaDièse #AusDerFerne #AvecLesPaumes #ÉvocationDePetrouchka #Bach #BribesDeMémoireDUneMélodieDeColindă #BWV106 #BWV525 #BWV599 #BWV614 #BWV618 #BWV643 #BWV687 #BWV804 #Campanule #Chardon #ChoralFurieux #ChristianWolff #Cloches #commeDansUnRêve #CoupsQuerelle #DomenicoScarlatti #duo #DuoMártaEtGyörgyKurtág #esquisse #EsquissePourHölderlinDeJánosPilinszky #GalipetteRouléBouléHommageàKM #GyörgyKurtág #Halmágyi #HaydéeI #HommageàChristianWolff #HommageàDomenicoScarlatti #HommageàHalmágyi #HommageàSoproni #HommageàStravinski #Hoquetus #InMemoriamLigetiIlona #InMemoriamMatrisCarissime #JánosPilinszky #JohannSebastianBach #Kurtág #Lamentation2InMemoriamLigetiIlona #LamentationI #LeLapinTêtu #LigetiIlona #MártaKurtág #MerranSDreamCalibanDetectingRebuildingMirrandaSDream #Noeuds #piècesàQuatreMains #souffranceAmère #Stravinski #TündeSzitha #trio #uneFeuilleDEsquissePourTündeSzitha

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SNAC2, il Fediverso a portata di server personale


SNAC2 è un server ActivityPub minimalista per il Fediverso: leggero, senza database e facile da gestire. Due guide in italiano per installarlo e usarlo.
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Gestire un proprio angolo nel Fediverso senza impazzire dietro a configurazioni complesse? SNAC2 è un progetto che punta esattamente a questo: un server ActivityPub scritto in C, leggerissimo e privo di fronzoli.

Niente database da configurare, niente JavaScript, niente cookie. Funziona e basta, occupando meno di 100 MB di RAM, il che lo rende perfetto anche per hardware datato o per chi vuole un’istanza personale senza troppi grattacapi. Nonostante la sua natura minimalista, SNAC2 supporta le API di Mastodon, quindi è compatibile con le app più diffuse come Tusky o Phanpy.

Due guide in italiano per iniziare


Per chi volesse provarlo, ci sono un paio di risorse utili in italiano. Giacomo Tesio ha scritto una guida completa all’installazione su hosting economici, senza bisogno di VPS o configurazioni elaborate e potete trovarla su encrypted.tesio.it. Una volta installato, su Citiverse è invece disponibile un manuale d’uso pensato per i primi passi: come scrivere post, seguire altri utenti, usare hashtag e gestire i messaggi diretti.


FONTE encrypted.tesio.it


FONTE citiverse.it

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[film] Primavera


Titolo: Primavera
Regia: Damiano Michieletto
Soggetto: dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa
Sceneggiatura: Damiano Michieletto, Ludovica Rampoldi
Musiche: Fabio Massimo Capogrosso
Scenografia: Gaspare De Pascali
Costumi: Maria Rita Barbera
Trucco: Adele Di Trani (trucco), Marta Iacoponi (acconciature)
Alltro: Italia, Francia; 2025; genere: storico, drammatico; 110 minuti

Interpreti e personaggi
Tecla Insolia: Cecilia
Michele Riondino: Antonio Vivaldi
Andrea Pennacchi: Governatore
Fabrizia Sacchi: Priora
Valentina Bellè: Elisabetta Parolin
Stefano Accorsi: Sanfermo

(dati da Wikipedia.)

Voto: 7/10

Siamo agli inizi del 1700 a Venezia e precisamente al Pio Ospedale della Pietà, luogo dove gli orfani di allora venivano allevati prima di diventare adulti. Per le donne era previsto che imparassero a suonare e cantare e, arrivate all’età da marito, di solito venivano date in sposa a nobili e potenti, con relativa dote. Ovviamente da mogli la loro carriera musicale non era più possibile.

È qui che troviamo Cecilia, valente violinista, appassionata di musica, tormentata dal suo passato e con un carattere ribelle. All’arrivo di Vivaldi alla direzione della scuola del Pio Ospedale della Pietà nel 1716 la sua bravura e la sua passione vengono notate dal maestro. L’intesa con Vivaldi è buona, c’è amicizia fra i due, inoltre la scuola e il gruppo delle musiciste acquista subito notorietà e pubblico. Ma a un certo punto arriva l’inevitabile: il conte Sanfermo, di ritorno dalla guerra contro i turchi, vuole in moglie Cecilia. Ovviamente Cecilia non ha nessuna intenzione di lasciare la sua carriera musicale: ci riuscirà?

La figura principale del film è quindi Cecilia, immersa in un mondo spietato, dove il potere e il denaro dominano ogni aspetto della vita di tutti e a maggior ragione la vita di un’orfana. Ma di riflesso possiamo seguire anche un parte della vita di Vivaldi, prete per volere della madre, di salute cagionevole, ma estremamente prolifico e capace di portare le ragazze del Pio Ospedale al massimo delle loro capacità.

Il film tiene bene il ritmo, gli attori caratterizzano molto bene i personaggi e Venezia, nei brevi scorci che si vedono, non è idealizzata.

Il titolo del film si riferisce a uno quattro temi de Le quattro stagioni composto in questo periodo, ma lo sentirete solo alla fine. Richiama la voglia di libertà e di una vita piena di Cecilia, ma anche di Vivaldi.

Questo film è stata per me l’occasione per ripassare la biografia di Vivaldi su Wikipedia. Scopro quindi che il Nostro, alla sua morte, cadde nell’oblio, nonostante alla sua epoca fosse famoso, e venne riscoperto solo all’inizio del XX secolo. Nel film la causa è evidente: Vivaldi è più interessato alla sua musica che ai giochi di potere e ai soldi. Morire povero a Vienna non l’ha aiutato a rimanere considerato fra i suoi contemporanei.

Buona visione!

#DamianoMichieletto #film #primavera #recensione #vivaldi

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Pillole di Referendum


Proseguendo la riflessione iniziata ieri sulla riforma della giustizia, proposta dal ministro Nordio, approvata nel mese di novembre e che sarà sottoposta a referendum nella prossima primavera, vi proponiamo la sintesi divulgativa realizzata dal Comitato a difesa della Costituzione per il NO al referendum.

La sintesi è scaricabile a questo link, oppure si può leggere di seguito, facendo […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/11/pill…

#consiglioSuperioreDellaMagistratura #presidenteDellaRepubblica #Referendum #separazioneDelleCarriere

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permutazioni 0¹ / luca zanini. 2025


youtube.com/shorts/8rD5vMsxgLA

#audiovideo #LucaZanini #vid #video

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Spotify aggiunge l’attività di ascolto in tempo reale e gli inviti per le sessioni condivise


Spotify introduce l'attività di ascolto in tempo reale nei messaggi e gli inviti per sessioni Jam condivise. Le novità in arrivo su iOS e Android.
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Spotify espande le funzioni social dell’app. Dopo i messaggi interni introdotti lo scorso anno, arrivano due novità: la possibilità di vedere cosa stanno ascoltando i propri contatti e quella di invitarli a sessioni di ascolto condivise.

Attività di ascolto


La funzione è opzionale: una volta attivata dalle impostazioni privacy, i contatti con cui avete già scambiato messaggi vedranno in tempo reale quale brano state ascoltando (o l’ultimo riprodotto, se non state ascoltando nulla). Si può disattivare quando si vuole.

Richiesta di Jam


L’altra novità semplifica l’avvio delle sessioni Jam, la funzione per ascoltare musica insieme a distanza. Ora si può inviare un invito direttamente dalla chat. Per invitare serve un account Premium, ma gli utenti gratuiti possono partecipare se ricevono l’invito.

Entrambe le funzioni sono in distribuzione su iOS e Android, disponibili per utenti dai 16 anni in su.


FONTE newsroom.spotify.com

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se per una lista di link può essere utile un qr code riassuntivo


lista di link per Marco Giovenale = differx
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#codiceQR #differx #link #links #listaDiLink #MarcoGiovenale #QR #QRCode #slowforward

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)

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All’inizio di questo anno l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha pubblicato sul suo sito la DELIBERA N.333/25/CONS, un’Ordinanza con la quale l’Autorità italiana ha inflitto “Cloudflare”, una famosa azienda che fornisce servizi molto diffusi su Internet, una multa di 14 milioni e spiccioli di euro (più di 16 milioni di dollari). L’accusa è che l’Azienda abbia violato le […]
pepsy.noblogs.org/2026/01/11/q…
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WhatsApp aggiunge tag per i membri dei gruppi e sticker di testo


WhatsApp introduce tag per i membri dei gruppi, sticker di testo e promemoria personalizzati per gli eventi. Le novità in arrivo per le chat di gruppo.
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WhatsApp ha annunciato alcune novità per le chat di gruppo. Niente di rivoluzionario, ma funzioni che qualcuno potrebbe trovare utili.

La prima è la possibilità di assegnarsi un “tag” in ogni gruppo, una sorta di etichetta che indica il proprio ruolo. Così potete essere “Papà di Anna” nel gruppo della scuola e “Portiere” in quello della squadretta del giovedì.

Arrivano poi gli sticker di testo: si può trasformare qualsiasi parola in uno sticker cercandola nella sezione apposita. E infine i promemoria personalizzati per gli eventi creati nei gruppi, per ricordare ai partecipanti di presentarsi in tempo.

Il consiglio, se cercate un’app di messaggistica che non appartenga a un colosso della pubblicità, è provare Signal: funziona benissimo, ha i gruppi, le chiamate, ed è gestita da una fondazione non-profit. Probabilmente non avrà alcune funzionalità estetiche come questa ma è decisamente più sicura e privata.


FONTE blog.whatsapp.com

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Collegamenti #5


Succede anche questo, che io decida di riprendere in mano una rubrichetta lasciata a marcire sei anni fa. Semplicemente perché no. O perché ho trovato cose interessanti sull’internet che vorrei appuntare e mettere da parte.

Le spiattello là, senza tanti preamboli, iniziando con una bella foto di una band che mi permette di collegare questo quinto episodio dei collegamenti al quarto del novembre 2020, che pure si apriva con un’immagine che aveva un tema simile. Loro qua sotto sono i Black Mountain, una band che per un periodo ho tenuto in buona considerazione, ma non abbastanza, e sulla quale mi sono deciso a tornare in questi primi giorni dell’anno (mi sto consumando su In the Future, 2008). La foto è di Magdalena Wosinska.
The Black Mountain are standing on railway tracks. One of them, on the right, is sitting on the track with his legs spread out and stretched out on the gravelly ground next to the track. Behind the band is what looks like a lake and a slightly snow-capped mountain.
Proseguo con un bellissimo live bootleg dei Television che ho trovato sul fediverso grazie al bot @livetapes. Il concerto è quello all’Earth Tavern di Portland, OR del 2 luglio 1978 e, per quanto il suono sia grezzo, è bellissimo (ma questo potrei averlo già detto).

archive.org/embed/television19…

Poi c’è questo gioco che hanno fatto lə tipə di Mixcloud, di provare a immaginare e predire i trend musicali del 2026. A parte una eccessiva insistenza sulla nostalgia, dalla quale mi dissocio categoricamente, e il solito ritrito ritorno del rock (che poi significa il ritorno del rock in classifica), ci sono delle cose interessanti, tra le quali la rinascita dei lettori CD, degli iPod e dei lettori mp3, che sto vedendo palesarsi davanti ai miei occhi sul fediverso (per dire), e che sinceramente spero che accada più per la voglia di affrancarsi dagli algoritmi che per la nostalgia di una qualche stupida età dell’oro. La cosa più interessante che viene fuori dall’articolo è però questo dato: la crescita di circa il 25% dei ricavi della musica indipendente nel 2024. Spero davvero stia finendo il periodo di vacche magre.

Cambiando tema e mondo, ci spostiamo nelle Americhe per leggere il comunicato del Partito comunista del Venezuela sulla recente aggressione militare imperialista statunitense che ha portato al rapimento di Maduro e consorte. Due cose semplici vengono fuori dal comunicato: la condanna dell’azione e il rifiuto dell’ingerenza statunitense, da una parte, e la condanna del regime autoritario di Maduro dall’altra. In chiusura, l’appello per una soluzione politica popolare, democratica e autonoma alla crisi. Sono posizioni, queste, che se mettiamo in moto il cervello e una vera solidarietà internazionalista, possiamo produrre anche a queste latitudini, per sgomberare le piazze da chi caccia i venezuelani dalle manifestazioni di solidarietà al Venezuela con parole agghiaccianti degne della peggiore destra (non linko niente, ma si trovano i video online).

Dal Venezuela al fediverso, per sottolineare l’operazione benemerita deə compagnə di Bida, che recentemente hanno annunciato: l’apertura di un’istanza PeerTube, sulla quale si possono caricare video fino a 5 gb e fare dirette streaming; l’attivazione di un’istanza Matrix per la messaggistica istantanea; e l’attivazione di un servizio di hosting gratuito per Mastodon diretto a «collettivi e realtà che vogliono gestire la propria istanza».
La copertina di «The Peace & Truce of Future of the Left», sulla quale c'è la foto di un paesaggio probabilmente devastato da una battaglia: ci sono grosse buche, rami di alberi o ossa, e in fondo degli alberi bruciati e del fumo che sale dalla terra, come di un'esplosione.The Peace & Truce of Future of the Left, 2016 – Artwork by Michael Byzewski
Torno alla musica e chiudo.

L’anno scorso, sempre sul fediverso, ho preso a postare una sfilza di dischi con l’hashtag #LaMusicaDel2015 (se sei su mastodon.uno non vedrai niente, perché il mio account su Puntarella è bloccato dagli amministratori della tua istanza). L’idea, replicabile ogni anno, è di recuperare e ricordare i grandi album usciti dieci anni prima. È una lotta contro i mulini a vento per spostare il discorso musicale sul contemporaneo; ma è anche, più semplicemente, un modo per recuperare dischi che ci siamo dimenticatə nella furia insensata di correre sempre avanti.

Avendo iniziato in pieno autunno, e siccome sono lento e incostante e c’è un sacco di roba nuova da ascoltare (e di lavoro da fare), l’operazione 2015 ha tracimato nel 2026. Memore della cazzata, quest’anno ho iniziato per tempo per avere tutto l’anno davanti. L’hashtag da usare e da seguire è #LaMusicaDel2016, non ci sono limiti di genere e l’unica regola è di postare dischi che all’epoca erano nuovi (le ristampe sono dunque escluse).

Fine.

#bida #BlackMountain #LaMusicaDel2015 #LaMusicaDel2016 #Maduro #Mixcloud #StatiUniti #Television #ThePeaceTruceOfFutureOfTheLeft #Venezuela


Mi sono comprato un lettore MP3.
"Che te ne fai? Puoi usare il telefono". Ecco, no.
Fino a poco fa ero convinto della comodità di avere un device solo per tutto. Ora non più. Perché faccio sempre più fatica a considerare mio lo smartphone (almeno finché non arriverò ad installarci graphene o simili). Quindi preferisco diversificare. Decentralizzare. Tornare a device che fanno 1 cosa ma bene.

E poi, questo acquisto lo considero il vaffanculo finale a Spotify & C.

fiio.com/echomini


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Come sta cambiando l’identità digitale: nomi di dominio, estensioni e il ruolo dell’AI nella nuova era del web


L’identità digitale sta evolvendo: nomi di dominio, nuove estensioni e intelligenza artificiale stanno ridefinendo branding, SEO e presenza online
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C’è un elemento del digitale che, nonostante trent’anni di trasformazioni, non ha mai perso centralità: la scelta del proprio nome online, sia per la propria identità personale sia per quella professionale o aziendale. Non è un dettaglio tecnico, ma un gesto fondativo, una dichiarazione di identità. È lì che un’azienda, un professionista o un creator decide come vuole essere riconosciuto. Oggi, tuttavia, questo gesto sta cambiando; non per effetto di mode passeggere, ma perché il contesto si è fatto più articolato e perché l’intelligenza artificiale è entrata, per la prima volta, nel cuore del processo creativo.

💡
Il nome è l’essenza dell’identità: unicità, riconoscibilità, coerenza con il posizionamento del brand. L’estensione è la sua cornice strategica: indica territorio, ambizione, mercati e pubblico a cui ci si rivolge

Un nuovo paradigma


A cambiare non è solo come si sceglie un nome, ma l’intero paradigma che lo sostiene. La scelta del nome di dominio e quella dell’estensione sono infatti due passaggi distinti, che compongono livelli diversi dell’identità digitale, ma che vanno progettati insieme. Il nome è l’essenza dell’identità: unicità, riconoscibilità, coerenza con il posizionamento del brand. L’estensione è la sua cornice strategica: indica territorio, ambizione, mercati e pubblico a cui ci si rivolge.

Alexa 2025: le richieste più comuni degli utenti italiani
Amazon rivela le domande più frequenti rivolte ad Alexa dagli utenti italiani nel 2025: meteo, musica, smart home e intelligenza artificiale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


In Italia questa distinzione è particolarmente evidente: l’estensione .it continua a essere la scelta dominante, rappresentando oltre la metà delle nuove registrazioni. È un fattore identitario forte che comunica prossimità, affidabilità e radicamento sul territorio. Ma proprio la sua diffusione ne evidenzia al contempo il limite: con oltre 3,5 milioni di domini registrati, il .it è un territorio maturo e ormai denso. Le soluzioni immediate scarseggiano, i nomi generici sono spesso occupati e costruire un’identità disponibile richiede oggi più strategia di quanto accadesse in passato.
person holding black iPadPhoto by Taras Shypka / Unsplash

L'ampliamento della visibilità e il Brand Protection


Sempre più realtà - non solo grandi brand, ma anche PMI, professionisti e creator - hanno iniziato a considerare il proprio indirizzo digitale come un ecosistema, non come un elemento isolato. La scelta di distribuire la propria presenza su più estensioni (.com, .online, .tech, .cloud) risponde a esigenze diverse: ampliare la visibilità, presidiare mercati differenti, oppure rendere immediato il proprio posizionamento grazie ad estensioni che chiariscono il settore in cui si opera. A questa evoluzione si affianca una crescente attenzione verso la brand protection, oggi alla base del 15% delle registrazioni. Proteggere il proprio nome online significa infatti garantirsi più estensioni e varianti, evitando ambiguità, imitazioni e utilizzi impropri. È un atteggiamento più maturo e consapevole che non riguarda più solo le aziende strutturate ma si estende anche alle realtà più piccole.
black smartphone near personPhoto by Headway / Unsplash

Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale


In questo contesto, l’intelligenza artificiale introduce una novità significativa: aiuta a individuare nomi realmente unici e brand-driven, andando oltre i limiti imposti dalla disponibilità sempre più ridotta. L’AI amplia il campo creativo e analitico in modo immediato, rendendo possibile in pochi secondi ciò che un tempo richiedeva esperienza, tempo e ricerche approfondite. Essa genera combinazioni semantiche nuove e coerenti, interpreta descrizioni formulate in linguaggio naturale, intercetta trend emergenti, individua naming disponibili e solidi e suggerisce anche le varianti utili alla tutela del brand, anticipando potenziali rischi. Non stupisce, infatti, che inizino a comparire anche naming legati all’AI stessa: segnale che la tecnologia sta ridefinendo non solo il processo, ma anche l’immaginario di chi oggi costruisce una nuova identità digitale, in un contesto in cui a livello globale l’estensione “.ai” ha registrato un incremento del +482% delle registrazioni nell’ultimo anno.

Sicurezza informatica: le strategie Cisco contro gli hacker
Gli hacker non “forzano” più i sistemi: entrano dalla porta principale, usando le nostre credenziali
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’intelligenza artificiale amplia lo spettro delle possibilità, supportando il futuro dell’identità digitale. Ne nasce una dinamica fondata sull’equilibrio tra creatività e tecnologia, tra dati e visione, tra rapidità decisionale e profondità strategica. Sarà la capacità di aziende e professionisti di muoversi dentro questo nuovo contesto a determinare la solidità e il riconoscimento del proprio posizionamento nell’ecosistema digitale.


Amazon svela le domande più frequenti rivolte ad Alexa dagli utenti italiani nel 2025


Alexa è sempre pronta ad aiutare e anche quest’anno è stata al fianco dei milioni di utenti italiani che ogni giorno rivolgono all’assistente vocale le domande più disparate, dallo spazio ai fornelli, dal gossip allo sport fino alla musica. Amazon ha svelato quelle più frequenti nel 2025, fotografando un’ampia varietà di argomenti di tendenza che hanno caratterizzato l’anno in Italia.

In questo periodo le richieste ad Alexa hanno alternato grandi domande e bisogni quotidiani. Da un lato, lo sguardo si è alzato verso il cielo e la curiosità si è posata sulle misure che raccontano il mondo: “Quanto dista la luna dalla Terra?”, “Quanto è alta la Torre Eiffel?” e “Quante persone popolano la Terra?”. Dall’altro, l’attenzione si è spostata sulla vita di tutti i giorni: “Per quanto tempo cuocere un uovo sodo?” e, sul fronte dell’attualità economica, “Qual è il valore di Bitcoin?”. A completare il quadro, l’immaginario magico tipico della stagione invernale: “Dove vive Babbo Natale?”.
a blue ball on a black surfacePhoto by Jonathan Borba / Unsplash
In cima alla classifica delle domande più ricorrenti sui personaggi famosi spiccano: “Quanto è alto Carlo Conti?”, sull’onda della conduzione dell’ultima edizione del Festival della canzone italiana; “Con chi è sposato Jeff Bezos?”, con il matrimonio celebrato proprio quest’anno in Italia; e “Qual è il patrimonio netto di Elon Musk?”, protagonista abituale delle cronache tra tecnologia e finanza. E le celebrità sono sempre al centro dell’attenzione: cantanti come Marcella Bella, dopo il grande ritorno sul palco di Sanremo, attrici e attori come Eleonora Giorgi e Roberto Benigni, e volti noti della TV come Michelle Hunziker rientrano tra i più richiesti.

Sul fronte musicale, Olly debutta direttamente al primo posto come artista più ascoltato tramite Alexa e Amazon Music, mentre Cuoricini, dell’ormai ex duo Coma Cose, è il brano più richiesto dell’anno, non a caso uno dei tormentoni più amati del 2025. Chiude il quadro il mondo dei podcast: a guidare è La Zanzara, appuntamento quotidiano che intercetta dibattiti e attualità.

Passando dalla musica allo sport, le domande sul calcio sono le più gettonate, seguite da quelle che riguardano la Formula 1 il tennis. L’attenzione degli utenti si è inoltre concentrata su alcuni dei grandi protagonisti della scena calcistica, alla ricerca di curiosità e informazioni: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi in testa.

Ecco le classifiche complete delle domande più frequenti rivolte ad Alexa nel 2025
person raising two red flagsPhoto by jacopo marello / Unsplash

Sport


Gli sport su cui gli utenti italiani hanno chiesto maggiori informazioni ad Alexa:

1. Calcio

2. Formula 1

3. Tennis

4. Motociclismo

5. Ciclismo

Le squadre di calcio su cui si sono maggiormente focalizzate le domande degli utenti italiani:

1. Inter

2. Juventus

3. Napoli

4. Milan

5. Roma
Giant mural of diego maradona in a narrow streetPhoto by Chalo Gallardo / Unsplash
I calciatori che hanno incuriosito di più gli utenti italiani:

1. Cristiano Ronaldo

2. Lionel Messi

3. Diego Maradona

4. Gianluigi Donnarumma

5. Pelé

Domande di cultura generale


1. Quante persone popolano la Terra?

2. Qual è il valore di Bitcoin?

3. Per quanto tempo devo cuocere un uovo sodo?

4. Dove vive Babbo Natale?

5. Quanto è alta la Torre Eiffel?

6. Quanto dista la luna dalla Terra?
toddler in black sweater standing in front of Santa ClausPhoto by Mike Arney / Unsplash

Personaggi famosi


Gli utenti italiani hanno chiesto ad Alexa informazioni su…

1. Marcella Bella

2. Cristiano Ronaldo

3. Pippo Baudo

4. Massimo Ranieri

5. Michelle Hunziker

6. Patty Pravo

7. Giorgia

8. Adriano Celentano

9. Rita Pavone

10. Gianni Morandi

I cantanti che hanno incuriosito di più gli utenti italiani:

1. Marcella Bella

2. Massimo Ranieri

3. Patty Pravo

4. Giorgia

5. Adriano Celentano
a view of the earth from spacePhoto by Carl Wang / Unsplash
Le attrici e gli attori che hanno incuriosito di più gli utenti italiani:

1. Eleonora Giorgi

2. Roberto Benigni

3. Tom Cruise

4. Sophia Loren

5. Lino Banfi

Gli utenti italiani hanno chiesto ad Alexa l’altezza di…

1. Carlo Conti

2. Gerry Scotti

3. Gianluigi Donnarumma

4. Stefano De Martino

5. Lionel Messi

6. Cristiano Ronaldo

7. Tom Cruise

8. Jovanotti

9. Jury Chechi

10. Antonino Cannavacciuolo

Gli utenti italiani hanno chiesto ad Alexa a quanto ammonta il patrimonio di…

1. Elon Musk

2. MrBeast

3. Cristiano Ronaldo

4. Jeff Bezos

5. Novak Djokovic

6. Lionel Messi

7. Bill Gates

8. Giorgio Armani

9. Gerry Scotti

10. Trippie Redd

Gli utenti italiani hanno chiesto ad Alexa con chi è/era sposata/o…

1. Jeff Bezos

2. Giorgia

3. Gerry Scotti

4. Giorgio Armani

5. Carlo Conti

6. Sergio Mattarella

7. Rita Pavone

8. Mara Venier

9. Rita De Crescenzo

10. Pippo Baudo

Musica e podcast


Gli artisti più ascoltati tramite Alexa e Amazon Music dagli utenti italiani:

1. Olly

2. Juli

3. Anna

4. Sfera Ebbasta

5. Coma Cose

6. Achille Lauro

7. Geolier

8. Giorgia

9. Shiva

10. Ultimo

I brani più ascoltati tramite Alexa e Amazon Music dagli utenti italiani:

1. Cuoricini, Coma Cose

2. Balorda nostalgia, Olly e Juli

3. Tutta l'Italia, Gabry Ponte

4. La cura per me, Giorgia

5. APT, Rosé e Bruno Mars

6. Il filo rosso, Alfa

7. Bam Bam, Banfy e Sheridan

8. Volevo essere un duro, Lucio Corsi

9. Golden, Huntr/x (colonna sonora del film KPop Demon Hunters)

10. Incoscienti giovani, Achille Lauro

I podcast più ascoltati tramite Alexa e Amazon Music dagli utenti italiani:

1. La Zanzara

2. Lo Zoo di 105

3. Elisa True Crime

4. Non hanno un amico

5. Il Volo del Mattino

6. Deejay Chiama Italia

7. Alessandro Barbero Podcast - La Storia

8. Cose Molto Umane di Gianpiero Kesten

9. Indagini

10. Il giornale radio di RDS


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NoScript 13.5.6: finalmente si può disattivare il ricaricamento automatico


NoScript 13.5.6 introduce l'opzione per disabilitare il ricaricamento automatico della pagina quando si modificano i permessi. Una novità attesa da tempo!
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Buone notizie per chi usa NoScript, la storica estensione per Firefox (e Chrome) che permette di bloccare JavaScript e altri contenuti attivi sui siti web. La versione 13.5.6 porta una novità richiesta da tempo: la possibilità di disabilitare il ricaricamento automatico della pagina quando si modificano i permessi.

Chi usa NoScript sa di cosa parliamo: ogni volta che si concede o revoca un permesso a un sito, la pagina si ricarica. Comodo in teoria, spesso fastidioso in pratica soprattutto quando si sta configurando un sito complesso o si vuole testare cosa succede abilitando uno script alla volta. Ora si può finalmente scegliere.

L’aggiornamento include anche una correzione per un bug di rendering che colpiva le pagine aperte da URL locali (file://).

NoScript resta uno degli strumenti più efficaci per chi vuole navigare con un controllo granulare su cosa viene eseguito nel browser. Non è per tutti, richiede pazienza e un minimo di comprensione di come funzionano i siti web, ma per chi ci tiene alla sicurezza è praticamente insostituibile.


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un suono verde brillante / werner schwarzenfrei. 2025


youtube.com/embed/JhwOrGL4w9o?…

Un Suono Verde Brillante

Werner Schwarzenfrei: Direzione e Sintetizzatori (Arp 2600 e Moog Grand Mother)
Pit Lavuasiè: Viola e Roli Seaboard
Marino Marini Olivetti: Violoncello
Kumiko Louise Tsumugi: Violino (Loop station e Whammy)
Emily Rigby Davies: Piano e Sintetizzatore (Korg Opsix)
Marco Mesner: Voce

Esecuzione dal vivo suddivisa in due parti, la prima con i brani composti da Werner Schwarzenfrei e la seconda con tre brani di improvvisazione suonati e diretti da lui medesimo con la sua particolare “conduction” sperimentale.

Parte I
1 – IntrOverture 00:00 2 – AstoSatie 02:08 3 -khayyâm 04:31 4 – Sequencer Quartet 08:15 5 – Weitere Verklarte Nacht 11:05 6 – LybertiNemesi 15:43 7 – LuiSolo 18:07 8 – Stökkbreytingu 履 (mutation) 21:12 9 – Verklaus 25:59 10 – Fogli d’erba 28:06 11 – Lobos Sinistro 29:58 12 – Lopa Loop 32:36 13 – Kykeon (mistura di frammenti) 35:51 14 – SanDretti 37:58 15 – BachRocketto Storto 39:58

Parte II
1 – Avatar 42:02 2 – Nostra Signora dei Turchi 50:20 3 – Les Voyage dans la Lune 1:00:29

#Arp2600 #dalVivo #EmilyRigbyDavies #experimentalMusic #KumikoLouiseTsumugi #live #MarcoMesner #MarinoMariniOlivetti #Moog #MoogGrandMother #music #musica #musicaSperimentale #PitLavuasiè #UnSuonoVerdeBrillante #WernerSchwarzenfrei

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tape bowing ensemble / open reel ensemble. 2025


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Composed and arranged by Open Reel Ensemble
Camera: Yuhei Mukoyama
Filming Location Provided by: Department of Information Design, Tama Art University

#DepartmentOfInformationDesign #music #musicVideo #musica #OpenReelEnsemble #ore #TamaArtUniversity #video #YuheiMukoyama

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Contro la riforma Nordio, la partecipata iniziativa unitaria a Roma del 10 gennaio 2026 lancia la campagna referendaria


Giuristi, esponenti della società civile, dei sindacati, dei partiti e amministratori locali si confrontano per agire insieme
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Affollata e partecipata l’iniziativa che si è svolta sabato 10 gennaio 2026 a Roma del Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale. Al centro dell’incontro il lancio della campagna referendaria e il sostegno alla raccolta di firme on line per il referendum sulla Riforma presentato da 15 tra cittadine e cittadini.

Il Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale riunisce molte associazioni tra cui quella dei Giuristi Democratici, nonché cittadine, cittadini ed esponenti sindacali insieme per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e contrastare la controriforma costituzionale presentata dal ministro Nordio.

I numerosi interventi, come si può ascoltare nella diretta curata da Collettiva, hanno spaziato sui tanti motivi che portano soggetti tra loro diversi a voler affrontare una battaglia comune contro la riforma Nordio, intesa come una parte fondante di un più generale attacco al controllo di legalità, ai valori profondi della Costituzione e della stessa dinamica democratica nel suo complesso.

Tra i primi a prendere la parola Vittorio Bachelet, presidente del Comitato, che ha sottolineato l’importante valenza del percorso che si è aperto intorno al Referendum.

Sono intervenuti non solo appartenenti al mondo giuridico, come l’ex magistrato Gherardo Colombo, da sempre sostenitore del garantismo penale, il professor Enrico Grosso del Comitato referendario “Giusto dire NO”, ma anche esponenti della società, come lo scrittore Maurizio De Giovanni, il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, il saggista Tomaso Montanari, il giornalista Sigfrido Ranucci, la scrittrice Benedetta Tobagi, a dimostrazione di come il tema della controriforma della giustizia non sia un affare da lasciare ai soli addetti ai lavori. Che la questione del referendum sulla riforma riguardi l’intera visione delle relazioni sociali è stato ribadito da molti interventi a nome di realtà sociali e sindacali come quelli, tra gli altri, di Gianfranco Pagliarulo dell’Anpi, Maurizio Landini Segretario CGIL, di Emiliano Manfredonia di ACLI, Walter Massa Presidente Arci, Enrico Fontana di Legambiente, Ilaria Oculano di Libera e da realtà studentesche come UDU e Rete della conoscenza UDS Link.

L’Avvocato Carlo Guglielmi dei Giuristi Democratici di Roma ha parlato a nome dei 15 promotori della richiesta di referendum, per cui è in corso la raccolta firme on line; ha voluto sottolineare come il percorso avviato sia da interpretare come un contributo per rafforzare l’opposizione alla riforma Nordio. La raccolta firme, che durerà fino al 30 gennaio, è stata fatta propria da tutti i partecipanti a conferma del grande spirito unitario che ha attraversato l’intera mattinata.

Negli interventi degli esponenti dei partiti come Angelo Bonelli – Verdi AVS, Elly Schlein – Partito Democratico, Nicola Fratoiannni – Sinistra Italiana AVS, Gianluca Schiavon – Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Giuseppe Conte – Movimento 5 Stelle, Luciano Calì – Partito Socialista Democratico Italiano è stato confermato l’impegno a mettere a disposizione le proprie strutture e strumenti per sostenere la campagna referendaria.

Hanno dato il loro supporto alla campagna anche esponenti istituzionali come Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e Presidente di ALI (Autonomie Locali Italiane) e Clemente Mastella, Sindaco di Benevento a cui si aggiungono anche altri sindaci come quello di Torino.

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’iniziativa del 10 gennaio conferma che la partita è totalmente aperta. Nonostante le forzature del Governo, come le dichiarazione della presidente del Consiglio Meloni nella conferenza stampa di inizio anno che ha segnalato come date del referendum il 22 e 23 marzo, la partita non è scontata e come in diversi hanno detto “possiamo farcela”. Alla conclusione della positiva iniziativa del 10 gennaio non sono stati lanciati nuovi appuntamenti centrali ma è invece emersa la necessità di portare la battaglia a livello territoriale, città per città, paese per paese, nei luoghi di lavoro, nelle scuole ed università.

Una grande mobilitazione sociale di base capace di coinvolgere cittadine e cittadini nella consapevolezza che in gioco non c’è solo la controriforma della giustizia, ma la democrazia e le relazioni sociali del nostro paese.

ALTRI ARTICOLI SUL TEMA


Inizia l’anno facendo tre cose utili: firma, fai firmare e partecipa contro la Riforma Nordio


In questo nostro presente così contraddittorio, iniziato con lo spirare di inaccettabili venti di guerra, per iniziare un 2026 resistente vogliamo suggerire alcune azioni che possono contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosiddetta riforma costituzionale della giustizia proposta dal governo Meloni.

* Prima mossa: firma!

Lo scorso dicembre, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta dal Ministro della Giustizia Nordio per il governo Meloni. Si è da poco superata, ad ora, la metà delle firme necessarie. Ma c’è tempo solo fino al 30 gennaio 2026 per arrivare al numero di firme richieste e contribuire così a fermare la nefasta riforma della giustizia.

Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…

✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:

  • 👉🏻 fare clic sul tasto “Accedi” e inserire le proprie credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
  • ⁠👉🏻 fare clic sul campo “Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare””;
  • ⁠👉🏻 fare clic sul tasto “Sostieni l’iniziativa” e seguire le istruzioni finali.

* Seconda mossa: fai firmare!

Dopo aver firmato spendi un po’ del tuo tempo per parlare con colleghi, amici, parenti e conoscenti e far così conoscere quel che è realmente sotteso alla riforma.

Più allarghiamo l’informazione più sarà possibile fermare la riforma Nordio, di cui nei circuiti dei grandi mezzi comunicativi o non si parla o si fa pura propaganda, volutamente confusa.

* Terza mossa: partecipa!

Sempre a dicembre 2025, proprio nei giorni in cui è stato avviato il percorso per il nuovo referendum, si è costituto il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” di cui l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è stata tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile.

Il Comitato ha confermato che il lancio della campagna referendaria avverrà nella mattina di sabato 10 gennaio 2026 a Roma presso il centro congressi Frentani con una iniziativa aperta e partecipata, cui prenderanno parte, oltre a tutte le realtà che hanno dato vita al comitato, rappresentanti dei partiti che hanno contrastato la legge Nordio, del comitato referendario dell’ANM e del gruppo di cittadini che ha promosso la raccolta delle firme.

Analoghi percorsi comuni stanno iniziando anche a livello locale.

Partecipare, dare il proprio contributo è importante per rafforzare una battaglia comune.


Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Seafile 13.0: il cloud self-hosted si fa più intelligente


Seafile 13.0 aggiunge metadati personalizzati, tag gerarchici, intelligenza artificiale integrata e un editor collaborativo potenziato. Il cloud self-hosted fa un salto di qualità.
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Seafile è una delle alternative open source più interessanti e solide per chi vuole gestire il proprio cloud storage in autonomia. Con la versione 13.0, il progetto fa un salto di qualità: l’obiettivo è trasformarlo da semplice strumento di sincronizzazione a piattaforma di gestione documentale completa.

Metadati, viste e organizzazione


I file ora supportano proprietà personalizzate: stato del documento, collaboratori, date di scadenza, qualsiasi campo utile al proprio flusso di lavoro. Questi metadati si possono poi filtrare, ordinare e visualizzare in modi diversi: tabella, galleria, kanban, mappa, schede o statistiche.

Il sistema di tag è stato riscritto con supporto alla gerarchia: niente più etichette piatte, ma strutture padre-figlio per organizzare raccolte complesse.

Intelligenza artificiale integrata


Arriva anche l’immancabile Seafile AI: estrazione automatica di testo da immagini (OCR), generazione di descrizioni e tag suggeriti, riconoscimento facciale per le foto. SeaDoc 2.0, l’editor collaborativo integrato, ora include un assistente AI per continuare la scrittura, riformulare o tradurre e supporta anche lavagne Excalidraw direttamente nei documenti.

Seafile richiede un server proprio e un minimo di competenze tecniche per l’installazione. In alternativa si possono usare anche strumenti semplici come PikaPods che sostanzialmente lo hosteranno per voi a un piccolo prezzo mensile.

Se invece l’idea di gestire un server non vi entusiasma ma volete comunque un cloud attento alla privacy, ci sono alternative già pronte. Proton Drive punta tutto sulla crittografia end-to-end ed è integrato nell’ecosistema Proton, mentre Infomaniak kDrive offre più spazio e strumenti di collaborazione sui documenti. Entrambi con server in Svizzera.


FONTE blog.seafile.com

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Locomotore Isolato (LIS) E494.007 MIR TRAXX in transito a Bolgheri – 24/04/2024


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✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
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