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F-Droid, un repository di app Android libere e open source, espone i pericoli del nuovo decreto di registrazione degli sviluppatori di Google, sostenendo che tale misura minaccia di distruggere la distribuzione di app open source. L'articolo pubblicato il 29 settembre 2025 critica l'iniziativa di Google, che impone tasse di registrazione, l'accettazione di termini non negoziabili e la presentazione di documenti identificativi personali per tutti gli sviluppatori. F-Droid evidenzia che, a […]
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Playtesting: ma è davvero necessario?


Nel mondo del game design, e ancora di più nei giochi di ruolo da tavolo, si ripete come un mantra: “Se non playtesti, non sei un vero autore.”
Ma chi l’ha detto? E soprattutto: è davvero imprescindibile?

La provocazione di questo titolo non è per negare l’utilità del playtesting, ma per riportarlo alla sua giusta dimensione: strumento di metodo, non religione.

“Il gioco migliora attraverso l’iterazione.”
— Jesse Schell, The Art of Game Design


L’illusione del metodo scientifico


“Playtest” suona come qualcosa di rigoroso: dati, laboratori, statistiche.
In pratica, le sessioni di prova avvengono quasi sempre tra amici, con mille variabili incontrollabili, e con il designer stesso che spesso interviene a spiegare.

Il game design, soprattutto nei GdR, è un problema di progettazione di secondo ordine: non disegni direttamente l’esperienza, ma regole da cui l’esperienza emergerà. Non si misura un “dato puro”, ma un frammento di contesto.

Il valore del playtest non è la “scientificità”: è la capacità di restituire indizi contestualizzati, che vanno interpretati con occhio critico.

Il paradosso dell’iterazione infinita


Ogni ciclo di prova porta a miglioramenti. Ma ogni ciclo richiede tempo ed energie.
Schell lo mette nero su bianco: il lavoro di un designer non è mai finito, è solo abbandonato.

La vera sfida è capire quando fermarsi.
Un approccio utile: fissare per ogni test un obiettivo preciso (“voglio capire se questa procedura è chiara”) e stabilire una soglia di stop (“se funziona in tre tavoli diversi, non la tocco più”). Così eviti l’“alfa perpetua” e spingi il gioco verso la pubblicazione.

Autorialità vs. crowdsourcing


Il playtest porta feedback, ma chi decide cosa farne?

Dungeons & Dragons, ad esempio, usa i sondaggi pubblici di Unearthed Arcana: un contenuto è valido se almeno il 70% dei giocatori si dichiara soddisfatto. È un criterio trasparente e utile, ma non sostituisce il giudizio editoriale.

Per i giochi indipendenti, il rischio è maggiore: trasformare la propria voce autoriale in un compromesso statistico. Il playtest deve servire a testare chiarezza e fruibilità, non a diluire l’identità del gioco.

“Lascia spazio al gioco nel design, accettando che alcune assunzioni saranno sbagliate.”
— Eric Zimmerman, Rules of Play


I limiti strutturali del playtest


  • Campioni ristretti: giocare sempre con lo stesso gruppo porta a bias enormi.
  • Feedback contraddittorio: un gruppo chiede più semplicità, un altro più complessità.
  • Facilitatore presente: se è l’autore a spiegare, maschera i problemi reali del testo.
  • Manuale non testato: molti playtest verificano il gioco “parlato”, non il regolamento scritto.

Ecco perché il blind playtest è fondamentale: i tester devono imparare il gioco solo dal manuale. Se inciampano, il problema non è loro: è nel testo.

“Affronta la verità del tuo playtest, anche se fa male.”
— Eric Zimmerman


Alternative (e complementi) intelligenti


Il playtest non è l’unico strumento. Eccone altri che lo rendono più efficace:

  • Prototipi mirati: prova scenari rapidi per una sola meccanica, non intere campagne.
  • Playstorming: simulazioni veloci “a secco” su carta, senza tavolo completo.
  • Test di leggibilità: fai leggere un capitolo a chi non conosce il gioco e chiedi di rispiegarlo.
  • Debrief strutturati: raccogli osservazioni neutrali, non sfoghi emotivi.
  • Open access: condividere presto il materiale con la community allarga i dati e crea pubblico.


Cosa il playtest fa (e non fa)


Fa bene:

  • smascherare ambiguità procedurali,
  • evidenziare problemi tra regole e interfaccia (schede, reference),
  • verificare la comprensibilità del manuale.

Fa male se gli chiedi di:

  • decidere tono e poetica, che sono scelte d’autore,
  • bilanciare il gusto medio, rischiando un gioco senza carattere.


Conclusione: il coraggio di pubblicare


La vera domanda non è se il playtesting sia necessario, ma come e quanto.

Il playtest funziona se serve a rendere chiare le regole, leggibile il testo e coerente l’esperienza. Non può trasformarsi in un dogma che blocca i giochi in eterno o in un tribunale popolare che decide la voce dell’autore.

Alla fine, ci vuole coraggio a dire: “Basta test, il gioco è pronto.”
L’imperfezione non è un fallimento: è la natura stessa dei giochi di ruolo, che vivono e cambiano al tavolo, tra persone reali.

#giochiDiRuolo #teoria

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mancanza di skill in tempi orari: così appare la tragedia ultimissima (ho perso il bus e succedono cose perché non riesco a regolarmi con il tempo)


Oggi è uno di quei giorni in cui che palle l’universo, odio la miseria, evviva la morte!!! Perché ancora non mi capacito di come le cose mi possano andare superstorte in modi così scemi che non dovrebbero essere proprio nemmeno in primo luogo concepibili… e si, d’accordo, in fondo in fondo questo tipo di questione va sempre a ricondursi direttamente ed unicamente ai miei problemi di skill, e non ho vergogna a dirlo, ma questo non mi fa magicamente perdere il diritto di lamentarmi… non ce la posso più fare. 🫩

La cosa per niente simpatica di cui sto facendo esperienza ultimamente è che la mattina, quando devo uscire di casa (e già qui…), se mi sveglio ad un orario per cui mi lascio giusto il poco tempo di fare colazione, lavarmi e preparare la roba che manca, sapendo che ho quel tempo lì abbastanza definito e scandito senza troppo margine di sminchiamento — entro un limite, chiaramente; meno 3 quarti d’ora comunque non ce li posso mettereallora non faccio tardi… Ma se, piuttosto, mi posso alzare alle 10, non cucinata di sonno, ma allo stesso tempo con un enorme margine di manovra per perdere tempo involontariamente… il tempo lo perdo, e succede come stamattina… 🥱

Zio canino del carbossile carbonizzato, perché come ho perso tempo stamattina, e di conseguenza l’autobus, e di conseguenza ancora più tempo in una misura anche questa allucinante, mai nemmeno in passato io! Sono scesa verso le 11:59 anziché le 11:56 (e non mi sembra una differenza significativa!), sapendo che il fottuto autobus è segnato per le 12, ma tale fottuto autobus non l’ho mai visto passare (neanche per la strada fino alla fermata, dove di solito lo vedo; quindi, o proprio non è passato, e in tal caso veramente ci sarebbe da far cadere il cielo, perché pure per gli standard della SITA una cosa così è infinitamente terribile, o ha fatto prima di quanto gli sarebbe concesso). E però, le altre mattine, essendo solo di poco meno in ritardo, non l’ho mai perso… anzi, no; le altre mattine è sempre passato e ho preso quello che è segnato come 10 minuti prima, ma che fa sempre tardi, addirittura! 😭

Zio porcinante della sminchianza terminale (oggi si bestemmia!), ho controllato 3 volte sulla tabella merdosa complicatissima della SITA che si, questo autobus delle 12 esiste davvero e deve passare nei giorni scolastici (come oggi), ma nella pratica non ho potuto fare altro che rimanere lì un’ora buona per niente, aspettando poi l’autobus delle 13, che però fa via lunga e quindi sono arrivata pure con mezz’ora di ritardo a lezione… E ok, in realtà niente di valore fu perduto in questo, perché tanto non è che stia spiegando cose epiche, ma il culo non può fare altro che rodermi. Pure perché non è che aspettare a quella fermata di minchia sia comodo (ma anche altre fermate di minchia nella mia città, tranne forse una o due), senza uno straccio di panchina e con ombra presente solo in punti super-sconvenienti… 😾

Ma ok, dopo ormai più di 2 anni dovrei aver imparato a non cadere più negli inganni dei poteri forty applicati per mezzo della SITA… quindi, se ancora mi succede, allora si, magari è colpa mia… ma davvero non comprendo questo fenomeno del tempo, al di là di tutto. Se ne ho troppo, non mi regolo, e finisco non solo per perderlo avendo poco di valore in cambio (perché non è che spendo tempo a fare chissà cosa, semplicemente mi distraggo), ma a strisciarmi tutta la roba più avanti del dovuto, e boh… però semplicemente far finta di dover prendere il bus prima del dovuto nemmeno funziona, perché poi mi secco ad aspettare lì 15-20 minuti, col sole che cuoce (e quello rimane pure in inverno alla mia fermata a quest’ora, è insensato!) senza uno straccio di panchina e con addosso lo zaino che inspiegabilmente mi fa sudare le ascelle (e solo le ascelle, ma come cazzo è possibile?) e mi rovina la maglietta pulita e mi fa puzzare… BASTA! 💔
(Bombe, bombe, mi servono le bombe per scappare da questa tortura…)
#pensieri #tempo #vita

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L’uovo dell’angelo (Tenshi no tamago) non avete mai visto qualcosa del genere


Non scrivo da un po' ne qui ne sul mio sito dedicato a linux Do it your web perché vi confesso che ho attraversato un bel periodo di depressione a causa della morte della mia Cucciola a 4 zampe, ma non voglio concentrarmi su questo in questo articolo, ho
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L’uovo dell’angelo (Tenshi no tamago) non avete mai visto qualcosa del genere


namirblog.altervista.org/luovo…

#Film
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Treno Frecciabianca 8620 con ETR460.030 in transito a Castagneto Carducci (04/07/2024)


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#trains #treni #treno #ferrovia #ferrovie #italy #italia #railway #railways

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I quattro testi forniscono una panoramica su argomenti disparati, tra cui musica, sport, tecnologia e affari. Un articolo di Rolling Stone Italia riesamina l'album del 1973 "Buckingham Nicks", descrivendolo come l'origine della famosa e disfunzionale relazione d'amore/odio tra Stevie Nicks e Lindsey Buckingham e celebra la sua inattesa ristampa. Una notizia sportiva annuncia un accordo globale di 11 anni che porta la stagione NBA in diretta e in esclusiva su Prime Video in Italia a partire […]
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Il cielo sopra Venezia: suoni e spazi cosmici alla Biennale di Venezia 2025

edu.inaf.it/rubriche/altro-cie…

Quest’anno, tra architettura e musica, la Biennale di Venezia dialoga con la scienza, in particolare l’astronomia e l’esplorazione dello spazio.

#architettura #arte #BiennaleDiVenezia #musica #scienza #spazio #Venezia

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4 ottobre, roma: manifestazione nazionale per gaza. rompere ogni rapporto con lo stato genocida di israele


4 OTTOBREManifestazione Nazionale: rompere ogni rapporto con lo stato genocida di Israele.

Il 22 settembre abbiamo fermato il Paese con lo sciopero generale, gridando basta al genocidio del popolo palestinese, basta alla complicità del nostro governo, basta all’economia di guerra che devasta i territori, precarizza le vite e trasforma ogni fabbrica in un ingranaggio del profitto militare.

Poi siamo scesi nei porti, a Genova, Livorno, Ravenna, Taranto, Trieste, bloccando le navi israeliane, rifiutando che i nostri scali diventino complici del massacro, impedendo che le nostre mani carichino armi e morte.

Ora, questo mare di mani, di piazze, di lotte, di resistenza, si muove verso Roma.
Il 4 ottobre (incontro alle 14:30 a Porta San Paolo) sarà una manifestazione enorme, popolare, determinata.
Un’ondata che unisce la solidarietà alla Palestina, la difesa dei lavoratori, la lotta contro la guerra e per una giustizia sociale e internazionale.

Perché chi lotta in Palestina per la libertà lotta anche per noi.
Perché chi costruisce pace lo fa nei porti, nelle fabbriche, nelle strade, nelle piazze.
Perché questo mare in tempesta è il nostro popolo in cammino.

Il 4 ottobre, Roma sarà la capitale della resistenza, sempre con la Palestina nel cuore.

#bambini #children #colonialism #corteo #Flotilla #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #manifestazione #manifestazioneNazionale #massacri #Palestina #Palestine #PortaSanPaolo #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #SumudFlotilla #USB #warcrimes #zionism

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napoli e roma: andrea cortellessa x 3


Campania Libri Festival
Napoli, Palazzo Reale, Sala Terza Pagina
Domenica 5 ottobre alle 11:15
UNA RAGIONE DI PIÙ PER ANDARE ALL’INFERNO. VEDERE, PASOLINI
di Andrea Cortellessa (Treccani 2025)
Giancarlo Alfano dialoga con l’autore

Napoli, Palazzo Reale, Sala Quinta Pagina
Domenica 5 ottobre alle 17:15
LA VITA DEI DETTAGLI, di Antonella Anedda (Electa 2025)
Andrea Cortellessa e Riccardo Donati dialogano con l’autrice. Introduce Carmen Gallo

Roma, John Cabot University, Aula Magna Renella
Lungotevere Raffaello Sanzio 11
Mercoledì 15 ottobre alle 18
PIER PAOLO PASOLINI, PAURA DELL’ARTE
di Andrea Cortellessa

per quest’ultimo incontro è consigliata la prenotazione entro le 12
del 15 ottobre sul form all’indirizzo
forms.office.com/e/KanSJ1uX6i

#AndreaCortellessa #AntonellaAnedda #art #arte #CampaniaLibriFestival #CarmenGallo #Electa #GiancarloAlfano #JCU #JohnCabotUniversity #PalazzoReale #Pasolini #PierPaoloPasolini #PPP #RiccardoDonati #Treccani

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“viaggio intorno a tutte le maledette mosche di andrea pazienza” + “doktoro esperanto”, oggi, 30 settembre su radio onda rossa


OGGI – 30 settembre 2025 – Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

ore 14

VIAGGIO INTORNO A TUTTE LE MALEDETTE MOSCHE DI ANDREA PAZIENZA

regia di Vania Castelfranchi
con Vania Castelfranchi, Martina Vecchione

Un percorso nell’universo fumettistico di Andrea Pazienza: nella sua biografia, nei suoi personaggi e nella visionarietà del suo mondo politico, religioso ed esistenziale. Due attori accompagnati da sottolineature musicali al contrabbasso, leggono e interpretano alcune delle famose tavole di Pazienza. I brani proposti vanno da Pompeo
all’Antologica, dal Bestiario a Zanardi, fino a Paz

archive.org/details/Radioteatr…
(50′)
Info facebook.com/events/7376398362…

e

ore 14:50

DOKTORO ESPERANTO

di e con Mario Migliucci
regia Giancarlo Fares

Il Doktoro Esperanto è Lejzer Ludvik Zamenhof e questa è la sua storia. La storia di un uomo che vuole dare al mondo una voce unica, una voce umana. Come un laborioso artigiano, il Doktoro Esperanto, l’omino con gli occhiali, fabbrica il suo strumento e lo offre a chiunque lo voglia adoperare. Ma una lingua è uno strumento particolare, non si crea dall’oggi al domani. Questa è una storia fatta di torri e di uomini che le costruiscono. Come altri uomini prima di lui, Lejzer abbandona la pietra e sceglie il mattone. I Mattoni di Lejzer sono parole, e la sua lingua è l’esperanto.

archive.org/details/Radioteatr… (56′)
facebook.com/events/6707493896…

#AndreaPazienza #Antologica #Bestiario #biografia #DoktoroEsperanto #esperanto #GiancarloFares #LejzerLudvikZamenhof #lingua #MarioMigliucci #MartinaVecchione #Paz #Pompeo #radio #RadioOndaRossa #radioteatro #ROR #RORRadioOndaRossa #teatro #TuttaScenaTeatro #VaniaCastelfranchi #Zanardi

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Addio mafaldabrasil


A volte si pensa che le conoscenze online siano più superficiali ed evanescenti di quelle dal vivo. Vero, ma non sempre. In Rete ci sono ambienti che sono una specie di casa comune, con relativamente pochi frequentatori, dove si condividono cose personali, pensieri, dolori, amori, malattie, frustrazioni e tanti piccoli dettagli della nostra vita; a volte ci sono anche litigi, insulti, rancore, come in ogni comunità. A volte il gruppo crea occasioni per dare un volto a un nickname, a storie scritte su una pagina web, e allora ci si vede a pranzo da qualche parte. In questo modo le storie prendono corpo, un volto. Che ci si veda o meno dal vivo, quello che viviamo su una pagina web ci cambia, ci plasma, ci fa riflettere su noi stessi e sugli altri.

È così che una morte improvvisa nel mondo evanescente dei bit lascia un vuoto doloroso. Non è la prima volta che mi accade e non sarà l’ultima, purtroppo. Ma due parole su Sandra Biondo (mafaldabrasil, sandrinha) morta improvvisamente ieri mattina, le vorrei spendere. Seguivo il suo profilo sul frenf.it e quindi seguivo in qualche modo la sua vita, quello che lei voleva raccontarci. Non la conoscevo intimamente, le nostre chat private erano occasionali (l’ultimo messaggio su uozzapp è del febbraio 2024), ma mi è capitato di incontrarla dal vivo, di incontrarci una volta a Bologna, di darle un passaggio in auto per riunire attorno a un pranzo la comunità che frequentavamo assieme. Quando ci incontravamo, ci parlavamo con quella scioltezza che si ha quando ci si conosce da sempre. È così che una persona apparentemente lontana la potevo comunque considerare una persona amica.

Era una persona dal cuore molto grande e molto sensibile alle sofferenze altrui, pronta ad aiutare gli ultimi ogni volta che poteva. La sua passione per combattere le ingiustizie era una cosa subito evidente, dal vivo come online.

Sognava di ritornare in Brasile, sua seconda casa.

Lei era credente, quindi di sicuro sarà in un posto migliore di questo. A noi che rimaniamo, che l’abbiamo conosciuta più o meno profondamente, rimarrà un prezioso ricordo e la testimonianza della sua umanità.

#frenfIt #sandraBiondo

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grandezza di mahmoud darwish


peren-revues.fr/revue-k/1596?f…
cliccare per ilpdf
#cahier #K #MahmoudDarwish #poesia #poetry

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oggi, 29 settembre, a modena: prima assoluta de “l’orecchio onniudente”, di claudio ambrosini, su testi di ruzante e giuliano scabia


immagine del teatro comunaleOggi, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 20:30 al Teatro Comunale di Modena (direttore Aldo Sisillo) andrà in scena la prima assoluta dello spettacolo “L’Orecchio Onniudente”,nuova creazione di Claudio Ambrosini su testi di Ruzante e Giuliano Scabia, con musiche di Claudio Ambrosini, Adrian Willaert, Giovanni Picchi, Annibale Padovano, Marco Facoli e Claudio Monteverdi.

Al clavicembalo Marija Jovanovic, al pianoforte Matteo Liva.

Voce recitante Michele Sambin. Quartetto vocale femminile Vox Secreta.

Si tratta di un concerto speciale che affianca musica e letteratura di epoche lontane ma interconnesse e che propone l’accostamento, anzi il corto circuito, tra il mondo di due grandi scrittori, entrambi nati a Padova, uno nel Rinascimento e l’altro nel Novecento.

#AdrianWillaert #AldoSisillo #AnnibalePadovano #ClaudioAmbrosini #ClaudioMonteverdi #GiovanniPicchi #GiulianoScabia #MarcoFacoli #MarijaJovanovic #MatteoLiva #MicheleSambin #Padova #primaAssoluta #Ruzante #teatro #TeatroComunaleDiModena #VoxSecreta

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Briciole Spaziali: Lorenzo ci racconta “Stelle di neutroni e pulsar”

edu.inaf.it/rubriche/briciole-…

Lorenzo (9 anni, di Rieti) racconta stelle di neutroni e pulsar per la rubrica ‘Briciole Spaziali’.

#astronomia #BricioleSpaziali #GruppoStorieINAF #pulsar #raggiX #stelleDiNeutroni

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autunniaco autismo portato all’eccesso congelante (l’autunno ha portato freddo dal niente)


Con tutte le rogne che mi porto appreso, mi era proprio sfuggito di mente un fatto eppure non insignificante, cioè che è arrivato l’autismo. (Anche detto autunno.) Le ore di Sole sono già molte di meno, si, ma questo si è avviato da qualche mese… l’autismo, che è arrivato di botto e si è fatto sentire bello prepotente, ha portato altro: un freddo di cui è impossibile capacitarsi (e non solo per me, ma per tutti coloro da cui ho sentito un parere a riguardo), e per giunta venuto dalla sera alla mattina dopo; senza esagerazioni! (Anche se non dal 20 al 21, o dal 21 al 22… è più dal 24 al 25, ma credo questo sia per colpa del normale offset delle stagioni.) E pensare che l’autunno, almeno a livello iperuranico, dovrebbe trasmettere solo sensazioni di calore e goduria... bah! 🥶

La cosa è anche un po’ un colmo perché, come solito in questa era post-moderna rovinata dagli orrori della rivoluzione industriale e delle varie rivoluzioni economiche, ho osservato il classico controsenso. Martedì, quando ho iniziato i corsi, complice il fatto che ci fosse allerta meteo e stesse infatti anche piovendo (perché ovviamente non può non piovere il primo giorno del semestre mio e di tanta altra gente, ci mancherebbe, poi si rischia di cadere nella trappola dell’ottimismo!), pensavo sarebbe stato freddino… ma invece si stava bene, a posto. E anche il giorno dopo, un po’ faceva brutto tempo, con qualche gocciolina, ma non si stava male. E quindi chiaramente, giovedì, che il tempo è tornato sereno, ha dovuto iniziare a fare un freddo dei pazzi che, alle 9 di mattina, mi ha presa completamente alla sprovvista. Un po’ sarà stata colpa dell’aula, che fa schifo, è fin troppo esposta all’aria, e le finestre si trovano sempre aperte, quindi si può immaginare che ricircolo polare artico-mortale ci fosse, con tutto che i condizionatori stanno ancora su freddo… e vabbé, oggi e venerdì dunque ho dovuto cacciare fuori la felpa, pazienza. 😐
Get ready for autisticgirl autumn
C’è chi dice che l’autismo è come il sale: usarne un po’ migliora i sapori, ma quando è troppo esce tutto una schifezza… ecco, mi sa che è corretto. Quindi, se la promessa dell'”autunno stile ragazza autistica -core” sembra di per sé una benedizione — e oso dire che lo sarebbe, se non ci fosse questo problema quicon questo troppo ha sinceramente stroppiato; cioè, ragà, il freddo già lo fa, ma le foglie nemmeno hanno avuto il tempo di marronizzarsi e cadere dagli alberi, e comunque non fa ancora abbastanza freddo per inglobarsi in copertine e avere scuse per non faticare… che schifo e che noia. Tuttavia, io ancora non ho acquisito il potere di controllare le stagioni, men che meno il meteo, e dei babbani figurarsi, quindi… pure di questa cosa, bisogna farsene una ragione; siamo nati per soffrire, e sono nata per ricondividere al mondo questa sofferenza. 🍂

#autism #autumn #autunno #freddo #meme #pensieri #stagioni

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La legalità della Global Sumud Flotilla e gli obblighi di protezione dell’Italia


Per fare chiarezza: un contributo di ASGI, GD e Comma 2 – Lavoro è dignità
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Mentre la Global Sumud Flotilla ha ripreso la navigazione per portare viveri e medicinali indispensabili a Gaza, dopo essersi dovuta fermare per riparare i danni causati dall’attacco israeliano subito in acque internazionali, che ha messo a repentaglio la sicurezza della navigazione e degli equipaggi, le Associazioni ASGI, GIURISTI DEMOCRATICI e Comma 2–Lavoro è Dignità ritengono indispensabile dare il proprio contributo facendo chiarezza sulle norme del diritto internazionale applicabili, e sulle responsabilità di chi quelle norme viola. E ciò soprattutto alla luce di una serie di affermazioni contrarie al diritto internazionale espresse anche da esponenti del Governo italiano.

Innanzitutto, è necessario ribadire che l’azione della Global Sumud Flotilla è perfettamente conforme al diritto internazionale e non sta violando alcuna norma. E ciò né con riferimento all’attuale navigazione in acque internazionali, né nel prosieguo della propria rotta fino alle coste di Gaza.

Costituiscono invece palese violazione del diritto internazionale l’attacco armato alle imbarcazioni della Sumud Flottilla, il blocco navale israeliano al largo di Gaza con l’isolamento della striscia e la conseguente carestia che ha colpito la popolazione civile, il considerare come israeliane le acque antistanti la costa di Gaza.

Con riferimento alla qualificazione giuridica delle acque antistanti Gaza va infatti ribadito che i limiti di quelle acque non segnano i confini di Israele né acque territoriali israeliane, bensì palestinesi, e ciò indipendentemente dalla scelta politica di riconoscere o meno lo Stato di Palestina. Il diritto internazionale impone, infatti, che non si possano riconoscere effetti giuridici ad annessioni territoriali illecite, di conseguenza è illecito qualsiasi riconoscimento di sovranità territoriale israeliana sul mare antistante Gaza.

L’occupazione e l’annessione di territori palestinesi da parte di Israele è illecita, come da ultimo affermato dalla Corte internazionale di giustizia (International Court of Justice, Legal Consequences arising from the Policies and Practices of Israel in the Occupied Palestinian Territory, including East Jerusalem , Avisory Opinion , 19 July 2024), che ha ribadito come «Israele non abbia diritto alla sovranità su alcuna parte del Territorio palestinese occupato e non possa esercitarvi poteri sovrani in virtù della sua occupazione» (§ 254). In conseguenza di ciò la Corte non solo ha affermato l’obbligo di Israele di «mettere fine alla sua presenza illecita nel più breve tempo possibile» (§ 267), ma ha anche affermato per tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, e quindi ovviamente anche per lo Stato italiano, l’obbligo di non riconoscere in alcun modo la presenza illecita di Israele nei Territori palestinesi e di non attribuire alcuna conseguenza giuridica alla situazione creata da Israele con l’occupazione illecita; inoltre tutti gli Stati devono «vigilare affinché sia posto fine a ogni ostacolo all’esercizio del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione derivante dalla presenza illecita di Israele nel Territorio palestinese occupato» (§§ 278, 279). Facendo seguito a tali conclusioni l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con Risoluzione del 13 settembre 2024 (A/ES-10/L.31/Rev.1 ) ha imposto ad Israele un termine massimo di 12 mesi (scaduti quindi il 13 settembre 2025) per cessare l’occupazione illecita, ribadendo il divieto per tutti gli Stati di riconoscere effetti legali all’occupazione.

Ne consegue che come non è territorio israeliano Gaza, non sono israeliane le acque antistanti le sue coste, e qualsiasi affermazione di segno diverso da parte dei rappresentanti dello Stato italiano costituisce violazione dell’obbligo di non riconoscimento della situazione.

ASGI, GIURISTI DEMOCRATICI e COMMA 2 ricordano, peraltro, che la definizione dei confini degli spazi marini e la disciplina dell’esercizio di poteri sovrani in mare è contenuta nella Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), ratificata sia dall’Italia sia dallo Stato di Palestina e che quindi vincola entrambe le parti.

Con riferimento all’intenzione dichiarata dalla Global Sumud Flotilla di portare gli aiuti fino a Gaza nonostante il blocco navale istituito da Israele sin dal 2009, va precisato che anche in questo caso l’azione della Flotilla risulta conforme al diritto internazionale, e quindi perfettamente lecita, mentre costituisce violazione del diritto internazionale e illecito uso della forza ogni attacco alle navi della Flotilla messo in atto dallo Stato di Israele. Anche senza voler indagare sulla illegittimità sin dall’inizio di questo blocco navale, il blocco infatti è sicuramente illecito e non può essere forzatamente mantenuto nei confronti di navi che portino aiuti umanitari nella situazione in cui versa attualmente la popolazione di Gaza. Il diritto internazionale umanitario impone infatti alle parti in conflitto di garantire un adeguato approvvigionamento di viveri e altri beni necessari per popolazione civile di territori occupati (si vedano gli artt. 23 e 55 della Quarta Convenzione di Ginevra sulla protezione della popolazione civile nei conflitti armati, e, per quanto riguarda l’esistenza di una norma consuetudinaria di eguale contenuto anche con riferimento ai conflitti armati non internazionali l’ampio e universalmente riconosciuto studio pubblicato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa). È quindi palesemente illegittimo un blocco navale la cui finalità, o anche solo il cui effetto, sia privare di cibo e altri beni di prima necessità una popolazione civile non adeguatamente approvvigionata in altro modo.

Tanto più illegittimo risulta ovviamente un blocco che, come quello di cui qui si tratta, costituisce strumento di una generalizzata campagna volta a colpire la popolazione civile e che costituisce crimine contro l’umanità e crimine di guerra, fino ad essere strumento della attuale campagna genocidaria.

ASGI, GIURISTI DEMOCRATICI e COMMA 2 ricordano che tutte le ordinanze sulle misure provvisorie emanata dalla Corte Internazionale di Giustizia nell’ambito della controversia relativa all’Applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza (International Court of Justice, Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip [South Africa v. Israel], ordinanza del 26 gennaio 2024, ordinanza del 28 marzo 2024, ordinanza del 24 maggio 2024) impongono a Israele precise misure di prevenzione del genocidio, tra cui l’assicurare l’arrivo di beni di prima necessità per la popolazione di Gaza. Il continuo aggravarsi della situazione e le esplicite dichiarazioni di rappresentanti dello Stato di Israele provano la palese volontà dello Stato di non dare alcun seguito alle ordinanze, in violazione non solo del diritto internazionale sostanziale ad esse sotteso ma anche degli obblighi derivanti dall’accettazione della giurisdizione della Corte.

Alla luce di quanto precede ASGI, GIURISTI DEMOCRATICI e COMMA 2 ribadiscono l’illiceità di qualsiasi attacco alle navi della Global Sumud Flottilla e la legittimità internazionale di azioni in protezione messe in atto da navi militari italiane poste a salvaguardia delle imbarcazioni della Global Sumud Flottilla battenti bandiera italiana. Anche qualora tali azioni comportassero l’uso della forza, come per esempio abbattere i droni preposti all’attacco, l’uso della forza necessario a proteggere le imbarcazioni italiane e i membri degli equipaggi sarebbe internazionalmente lecito. Tali azioni di protezione risultano inoltre doverose in considerazione del fatto che tutte le persone a bordo di navi battenti bandiera italiana sono sottoposte alla giurisdizione italiana ai sensi dei trattati sui diritti umani ratificati dall’Italia e che impongono allo Stato di adottare, con dovuta diligenza, tutte le misure necessarie per proteggere la vita umana. Uno spogliarsi dell’obbligo di protezione da parte dello Stato italiano, a fronte dell’evidente estremo pericolo nel quale sarebbero poste in caso di un attacco in mare, lo renderebbe quindi responsabile della violazione di tali convenzioni.

Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione

Giuristi Democratici

Comma 2 – Lavoro è dignità

29 settembre 2025

ASGI-GD-Comma 2 – LA LEGALITÀ DELLA GLOBAL SUMUD FLOTTILLADownload

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L’INAF e la rete NOC Italia per le 100 ore di Astronomia della IAU

edu.inaf.it/news/eventi/inaf-i…

In occasione della 100 ore di astronomia e della Observe the Moon night, l’INAF ha organizzato una serie di eventi per avvicinarci alle stelle: scopriamoli insieme!

#100OreAstronomia #astronomia #IAU #INAF #oae #OAECenterItaly #oaeItalia

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in prima persona plurale / carlo lavagna. 2023


youtube.com/embed/Ch5e0iVRFjs?…

IT — Il regista e sceneggiatore Carlo Lavagna ha realizzato un racconto inedito in forma di breve film sulla mostra In Prima Persona Plurale, in corso nella sezione SOLO/MULTI (27 aprile 2023 – 24 settembre 2023). Per tradurre in video l’esperienza della mostra Lavagna ha combinato materiale originale e di repertorio, contenuto in vecchie cassette VHS, e lo ha trasformato usando l’intelligenza artificiale. Il film è un viaggio impossibile nei ricordi del regista, alla ricerca di una mostra che forse è avvenuta davvero o forse è stata solo un sogno. Afferma Lavagna: “Volevo fare un piccolo film che riprendesse il concetto di perturbante, che sta alla base della mostra In Prima Persona Plurale, per creare un racconto fantastico in cui il tempo e lo spazio si sovrapponessero, un po’ come in una novella di Borges.” —

EN — Director and screenwriter Carlo Lavagna has realized an original story in the form of short film about the In First Person Plural exhibition, currently on view in the SOLO/MULTI section (27 April 2023 – 24 September 2023). To translate the experience of the exhibition into video, Lavagna combined original and archive material from old VHS tapes, and transformed it using artificial intelligence. The film is an impossible journey into the director’s memories, in search of an exhibition that really happened or perhaps was just a dream. Lavagna told: “I wanted to make a small film that would capture the concept of the uncanny, which is behind the exhibition In First Person Plural, to create a fantastic tale in which time and space overlapped, a bit like in a Borges story.” museomacro.it

#art #arte #CarloLavagna #InPrimaPersonaPlurale #LucaLoPinto #Macro #mostra #MuseoMacro #perturbante #Unheimlich #VHS #video

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please, no more poetry


download a pdf of Please, No More Poetry: The Poetry of derek beaulieu (Kit Dobson, ed.) & other pdfs here: derekbeaulieu.wordpress.com/20…

#DerekBeaulieu #experimentalWriting #link #noMorePoetry

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ricaptazioni, 6 / simone beghi. 2025


Ciao a tutti, allora. A religione. Verranno dati molti succhi di frutta ai bambini. No tutti, adesso guardiamo. Verranno. Molte le magliette. Tendenzialmente due squadre. Sì. Sì. Scusate, messaggio precedente. Si comunica che. Magliette sono rosa. Ma solo mi raccomando prima di mandare in ferie bambini, sapete già. Tutti? Tutti. Tutti quelli che hanno un’applicazione. Quindi già. Mi correggo. Correggiamoci. Scusate c’è questa persona che aveva chiesto il microfono. Un’altra mi ha chiesto? Mi ha chiesto? Dunque, il bosco è profondo e ci sono quindici gradi. Serve la felpa, serve la maglietta. Serve il bosco. Lo zaino. Nel senso. A religione. Il rispetto, la cultura di montagna. Ce ne vuole. C’è un tizio in pensione che di solito. Ma sì va bene. Per i libri se me lo volete indicare i bimbi che fanno religione sarebbe opportuno. Me lo devo segnare all’interno della prenotazione. O sullo zaino. Fate lo zaino a chi fa religione. Fate sondaggi. Una raccomandazione. Lo zaino scolastico va portato. A religione, sì. Poi svuotato dalla religione. E in più va portato un altro zaino. Contiene zaini. Vediamo, merende, fazzoletti e l’ombrellino se piove perché loro stanno via dalle nove e mezza e un quarto a mezzogiorno fino a mezzogiorno e mezza meno un quarto del fuso da quello più avanti del vostro. È tutto dentro. Lo impari a memoria. Lo impari ripetendo. Lo impari a religione. La quota. Lo zaino. Il gavettone. È tutto nel programma. È tutto scritto. È tutto chiaro.

#post2025 #simoneBeghi

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Il pasticciaccio dell’assessore Marletta


Che incarichi e consulenze si potessero regalare “così, senza pensarci troppo”, non si era ancora visto. Eravamo abituati ai grandi classici: ministri, presidenti e assessori che, colti sul fatto, si rifugiavano nel rassicurante “non ricordo”.

L’assessore al patrimonio del Comune di Catania, Giuseppe Marletta (Nuova Dc), ha deciso invece di innovare. Non solo ricorda benissimo chi […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/09/29/il-p…

#ComuneDiCatania #consulenze

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aggregocttica moria senza soluzioni più spumose (l’Aggregoctt è morto e a fatica trovo alternative)


Settimane fa, o qualcosa del genere, mi era passato di mente il dover segnalare che l’Aggregoctt è fallito. Nel senso, funziona ancoraabbastanza a magia tra l’altro, devo dire, perché è assurdo che non si sia ancora rotto… cioè, in realtà è successo già tipo 2 volte, ma ogni volta ho potuto aggiustarlo senza fare cambiamenti radicali, il che è sorprendente — ma il problema è che, per come l’ho fatto, con questa roba del sito statico che deve compilarsi a partire da infiniti file HTML (ormai credo diverse centinaia di migliaia, al punto che GitHub si rifiuta di indicizzare la repo), prima o poi raggiungerà per forza un tetto pratico… e a quel punto fallirà davvero. 🥴

Certo, potrei implementare la purga periodica di post vecchi, ma io che sono un’accumulatrice seriale mi sentirei proprio male… e poi, questa non è l’unica rogna. Infatti, per giunta, per quanto sia figo che funzioni interamente senza un server di hosting dinamico, aggiornandosi in automatico solo grazie alla CI gratuita di GitHub, un bel problemino che ho visto è che certi feed non si aggiornano lì sopra, perché il sito sfigato di turno sarà stato settato a minchia, con una protezione bot che blocca gli IP non-domestici pure per le richieste del feed… quindi, quella manciata di siti particolari non si aggiorna mai. 💔

Temo allora che la mia paura iniziale, cioè che l’Aggregoctt fatto con Jekyll e uno script Python vibe-codato rischiasse di essere solo un ripiego, si è confermata. In realtà, per chi è a posto con queste limitazioni, il template costruito fino ad ora rimane alquanto valido, e ancora consiglierei di forkarlo a chiunque vorrebbe farsi il proprio sito aggregatore (inserendo i propri URL nel file della lista) senza un server e senza grossi smanettamenti (anche se forse, per evitare che qualcuno si trovi in sorprendenti difficoltà, farei bene ad implementare quella maledetta purga, oltre a maggiori ottimizzazioni per il caricamento dei dati)… però io, avendo il serverino, potrei permettermi di più. 🙄

Problema: non c’è niente di ideale già fatto (altrimenti non avrei certamente speso tempo a creare l’Aggregoctt, avrei direttamente preso quel qualcosa e tanti saluti)… quindi dovrò vedere di fare io qualcosa e bla bla bla, mannaggia al mio tempo che scompare. Però, giusto per non cadere nella più totale disperazione (e in parte anche per assimilare passivamente idee di design simili alle mie ma lievemente diverse, per questo specifico tipo di applicazione), da qualche giorno sto provando un aggregatore trovato cercando nelle liste più improbabili di top aggregatori di feed selfhostabili: RSS. Si, il creatore — che stranamente non è uno scappato di casa, bensì è lo stesso che ha creato BookStack — lo ha veramente chiamato solo “RSS”, con la scusa che è un progetto a bassa manutenzione e creato principalmente per uso personale… vergognoso, ma lasciamo stare. 😕
Schermata del sito, Aggregoctt-v2
Oh, sembrava bellino, e dopo averlo provato devo confermare che effettivamente lo è… ma allo stesso tempo ho percepito una puzza, quindi per ora l’ho messo sul mio classico dominio usa-e-ricicla di https://test.octt.eu.org; non si merita (per ora?) un dominio permanente. È simpatico, perché non ha login o permessi, e quindi replica bene la filosofia del primo Aggregoctt per cui il lettore personale funge anche da blogroll (cioè, una cosa del decennio scorso attraverso cui chi segue me può scoprire altre persone da seguire, potendo banalmente vedere una lista di chi seguo io… o, in certi casi non “seguo“, bensì “tengo d’occhio“, lieve differenza), e l’interfaccia è pulita e funzionale. Purtroppo è anche antipatico, visto che per funzionare richiede JavaScript moderno (zio pera, è una maledizione con tutti ‘sti cosi web), e quindi non si può usare sul Kindle (o anche, in generale dispositivi utili da riciclare per leggere, che però hanno browser web antichi); ma non ha neanche la modalità di lettura integrata, quindi comunque su Kindle e compagnia sarebbe un incubo da usare. (Ah e, edit: ho dimenticato di dirlo, la gestione di errori in questo coso è inesistente, e alcuni feed misteriosamente non caricano.) 😴

Vabbè, alla fine il bilancio netto è comunque positivo, perché ora nel mondo esistono tecnicamente ben 2 Aggregoctti, e se non riesco a fare pace con tutto ciò prima o poi ne dovrà uscirà pure un terzo (e speriamo non di più, perché sennò veramente sarebbe la fine… cioè, la tragedia della mancanza di una fine, l’eterno ritorno dell’Aggregoctt)… Il fatto è che, a parte funzionalità improbabili che ora nemmeno vorrei ri-descrivere ma che sarebbe figo implementare, di piccole cose da poter fare per avere un’esperienza davvero epica ce ne sono a bizzeffe… come un’ottimizzazione per i feed dei social in modo che i post si vedano meglio rispetto agli articoli di blog classici, o un’ottimizzazione per i feed di YouTube per cui viene mostrato automaticamente l’embed per i video… ed è tutta roba semplice, ma, avendo il primo Aggregoctt le difficoltà che ho detto, più che spendere tempo a metterle lì farei bene a creare questa v3. (Aiutatemi!!!) 😽

#aggregator #Aggregoctt #feed #RSS


aggregoctt aggregocttanza, il sitino della notizianza (nuovo aggregatore news/RSS personale)


Anche oggi pomeriggio, la mia solita bontà creativa si esprime, nella misura in cui ho iniziato (si spera non semplicemente “creato” e fine della storia, visto che ovviamente non è nulla finito) un nuovissimo progetto dall’utilità discutibile, ma forse dall’interesse condivisibile, non essendo nulla di eccessivamente oscuro ma bensì qualcosa che può essere di immediata utilità ed ispirazione per tutti… Ho creato aggregoctt.github.io, un (mio) aggregatore di notizie da RSS, incredibile e basato. 🔥

Se di per sé, da solo, il fatto che ora esista un sito (in più) dove vengono ripubblicati in modo completamente automatico articoli e notizie di vario tipo, da siti più o meno interessanti e che potrebbero o non potrebbero fare forse fin troppo spam (…cosa per cui indubbiamente dovrò trovare una pezza, per evitare di incorrere nel solito problema in cui il rumore sorpassa ampiamente l’informazione), magari non è eccessivamente curioso — anche perché, in generale, ne esistono svariate di queste piattaforme, l’idea di aggregatori di notizie non è nulla di nuovo — è tuttavia per me ganza l’idea di uno costruito e mantenuto a livello personale… 🥰

In questo senso, ci sono diversi livelli di “zamn” da poter osservare. Innanzitutto, boh, chi gradisce il sito e inizia ad usarlo potrebbe finire per guardare le mie stesse fonti, magari scoprendo post o siti interessanti che a me non capita di ricondividere, e penso che ciò non faccia male. E poi, almeno per come adesso il sito è architettato, ossia come completamente statico e su GitHub (anche se per delle cose future mi servirà un backend, per ora non pensiamoci)… chiunque può cliccare il tastino fork e fare il suo sito uguale con i propri feed RSS favoriti!!! Nel footer del sito c’è il link alla repo, infatti — che per ora è una sola, con dentro sia i sorgenti che tutti gli articoli… metterò più ordine (e documentazione) a breve, nel caso. 🤥

Sul livello tecnico è figo, perché è un sito statico con Jekyll, che si aggiorna in automatico… e appunto può essere clonato da chiunque, non serve avere un server personale o la mia solita roba snob, basta GitHub. C’è lo script delle Actions che parte da solo ogni X ore, eseguendo uno script Python che scorre i feed RSS per ottenere i nuovi elementi — addirittura scaricando l’intero contenuto dei post, e le immagini in locale, una mossa furba che potrebbe servirci più tardi — quindi fa il commit per salvare definitivamente le novità, e il sito viene allora ricompilato. (Proprio a proposito di ciò… abbiate pazienza, devo ancora implementare delle ottimizzazioni per bene, che al momento per motivi di scalabilità il sito è tipo lento a caricare.) 💥

Comunque, nella pratica… come mai ho fatto questo? (E la domanda non è completamente retorica, ahimè.) In primo luogo, come al solito io ho visceralmente bisogno di perdere tempo, ma sempre in modi che siano in qualche misura produttivi, e con sempre un minimo di varietà… quindi un giorno sitini, l’altro programmini, e così via. In secondo, anche solo nella vana speranza che questo possa riaggiustarmi il mio programma del sonno, avrei una mezza voglia di riesumare il mio Kindle — che letteralmente da mesi prende polvere, visto che non sempre ho cose lunghe da leggerci sopra, e infatti lo usavo spesso per articoli e cose di questo tipo — ma tutti gli altri servizi a mia disposizione per RSS e simili sono troiai, lì sopra… per cui, avere un sito semplice e veloce, che funziona e basta, può essere la soluzione. 🙏
💖💣, [12/05/2025 14:18]sito sta uscendo forse.💖💣, [13/05/2025 16:46]ora metto in produzione l'aggregoctt, vediamo 1 po💖💣, [13/05/2025 17:27]https://aggregoctt.github.io/[...], [13/05/2025 17:29]mamma mianews:_indiani si beccano ads su prime video_modelle mettono il filtro della romana_pistolozza pve pvp[...], [13/05/2025 17:40]Mi ha fatto crash foninoIronicamente… al momento proprio il Kindle è il dispositivo dove non funziona, probabilmente per via di qualche libreria JavaScript minchiona, che dovrò quindi addomesticare seduta stante. Però oh, come si suol dire… Roma non è stata costruita in un giorno, e Aggregoctt non è stato costruito in 2 giorni; pure se a vedersi superficialmente parrebbe sia questo il caso. E a proposito… consigliatemi feed RSS interessanti, che qui ce n’è bisogno vitale. 🥴
#aggregator #aggregatore #Aggregoctt #feeds #GitHub #Jekyll #news #notizie #reading #RSS #website


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sul sito ‘ahida’, ne comparto ‘post-poetica’, testi di luca zanini


ahidaonline.com/post/post-poet…

#ahida #ahidaonline #cambioDiParadigmi #LucaZanini #postPoesia #postPoetica #postpoesia #postpoetica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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pod al popolo #079, presentazione di “prati. extended version” da tic, 26 sett. 2025


Audio completo del reading / presentazione del libro Prati, di Andrea inglese (Tic, 2025). Interventi e letture dell’autore, annotazioni critiche e domande di MG e del pubblico. Ora in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo [em]fail again fail [/em]better dell’occidente postremo. Buon ascolto
"Prati", di Andrea Inglese (Tic, 2025)
ticedizioni.com/products/prati…

#disturbo #glitch #incompletezza #margini #ombra #PAP #pap079 #pap079 #podAlPopolo #podcast #prati #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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impressioni con le unghie smolecolate in parti incontabili (non mi so tagliare le unghie e faccio i casinetti)


Anche oggi è sabato, e quindi nuovamente non c’è nulla di interessante da dire qui. (Ma seriamente eh, non so perché i miei sabati sono così maledetti, solo in questo giorno sono così inispirata…) Per fortuna, di argomenti noiosi ne ho sempre qualcuno da parte, quindi per stavolta non soccomberò… magra consolazione. Beh, tra tante cose inutili mi stavo in realtà chiedendo come mai quando mi taglio le unghie devo fare sempre un grosso casino; e ok, forse questa sotto sotto è un po’ divertente. 💥

In genere non ci penso, perché faccio direttamente tutto per terra; non nel senso che bacio il pavimento mentre mi taglio le unghie, ma semplicemente faccio cadere tutto per terra, perché è più comodo, perché non ho pezzi da raccogliere per buttare poi, semplicemente passo l’aspirapolvere e tanti saluti… che in effetti è un tipo di casino, ma non quello intrinseco che voglio dire in questo momento. Il vero casino, piuttosto, l’ho visto l’altra sera, perché essendo tardi non potevo aspirare ancora più tardi, e allora ho dovuto fare sulla scrivania, e… 🤪
Unghie e briciole di esse miste sulla mia scrivania e il tappetino del mouse, come descritto; forbicine usate nell'angolo
Caspita, e questo è un casino. Perché fare il tagliamento in modo più o meno preciso con non più di un paio di colpi mi risulta sempre praticamente impossibile, e quindi a furia di fare si ottengono anche queste piccole briciole di unghia, a parte i pezzi grossi. E non sono per niente poche. Però mi chiedo se sia un problema mio, e in quel caso quindi non sarebbe altro che un problema di skill (ormai li colleziono quelli, non c’è un cazzo da fare!), o se la cosa è comune o quantomeno aspettata… anche perché non sono l’unica persona ad avere solo 2 mani in totale di cui solo 1 dominante, quindi potrei aspettarmi di non essere la sola ad avere difficoltà con il tagliare le unghie soprattutto (…ma non unicamente) sull’opposta. 😑

Il colmo, però, a questo punto, è che, nonostante tutta questa fatica, comunque le unghie vengono indecenti alla fine, se non uso anche la limetta… E anche a questo ci ho pensato solo stavolta, perché stavolta avevo dimenticato di farlo, essendo che la limetta la tengo nel cassetto, e quindi avrei dovuto alzarmi dalla scrivania per prenderla subito dopo aver finito con le forbici, ma sul momento mi seccavo, e più tardi mi sono dimenticata; quindi, quando il giorno dopo mi sono risvegliata, ho realizzato per bene. 😵
Alcune mie unghie sulla mano destra (quindi tagliate con la sinistra), con frecce ad indicare i dettagli schifosi come descrittoCon la foto, anche se pochino, si vede… e un’unghia l’ho fatta lievemente concava al centro (non so neanche io come!), e un’altra unghia l’ho fatta poco più corta sulla destra rispetto alla sinistra, e così via, e che fastidio!!! Menomale che la limetta aggiusta… però… mentre anche questo non è chiaro se sia un problema mio o no, il dimenticare passaggi e finire a fare le cose a pezzi metà un giorno e metà un altro è certamente indicazione di skill mancanti. (Morirò con cotanto fregio, si vede.) 💖
#skillissues #unghie

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Le pattuglie tedesche ispezionavano ogni angolo della capitale


“Attorno a questo lavorio c’era il consenso, anzi la complicità della popolazione: oneste famigliole borghesi, umili case operaie, ospitavano, sfamavano chi era costretto ogni notte a cambiar domicilio, tenevano in serbo carte pericolose; impiegati, funzionari fornivano informazioni, tessere, bolli, documenti falsi; fornai facevano il pane per gruppi di patrioti, trattorie sfamavano celatamente gente braccata, chirurghi aprivan la pancia a malati immaginari, monacelle di clausura accoglievano ebrei e renitenti alla leva, sacerdoti trasmettevano messaggi segreti in confessionale. […]. Ci accomunava l’attesa per tutti uguale, l’angoscia per tutti uguale di un male vicino, nostro o di persone care, la speranza ferma contro quel limite, il giorno della liberazione; al di là del quale non ci raffigurava nulla, solo una gran luce entro cui tutto sarebbe stato facile, il pensare, l’operare, il lasciare passare gli anni” <72.
Borghesi, studenti, donne cercarono in ogni modo di contribuire con gesti di ribellione verso gli invasori e di solidarietà verso gli oppressi, correndo enormi rischi per la propria incolumità e per quella dei propri familiari. Le pattuglie tedesche ispezionavano ogni angolo della capitale, si trovavano a pochi metri l’una dalle altre, con fucili spianati e camionette pronte a caricare gli oppositori, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, e come ci è stato raccontato dai protagonisti di quegli anni drammatici. Il coprifuoco fu istituito alle ore 17, le retate divennero più frequenti, così come le ruberie: eppure, clandestinamente, la rete di aiuto divenne sempre più fitta. Si cercava di procurare una maggiore quantità di materie prime, come ad esempio ortaggi o animali, per sfamare i fuggitivi, i ripostigli delle case vennero dotati di nascondigli improvvisati. Frequente divenne l’uso della loro carta annonaria <73, di cui i clandestini erano ovviamente privi, per poter prendere razioni di cibo da condividere con loro: esibendo questo documento nominale era possibile rivolgersi a venditori autorizzati e acquistare prodotti alimentari. I fuggiaschi iniziarono ad affluire in numero sempre più considerevole anche dalle campagne, in primis da quelle abruzzesi e ciociare. La situazione divenne ancora più critica: non c’erano più ferrovie, ed erano saltate tutte le linee di comunicazione, gas e luce, le riserve di cibo erano sempre più scarse e i prezzi degli alimenti era salito in maniera esorbitante, soprattutto pane, pasta, farina e olio. Nessuno pensava di fare qualcosa di speciale, tutti si rimboccavano le mani per rendere meno arduo il sopravvivere quotidiano, come abbiamo visto. Portare medicine ai feriti, ospitare fuggiaschi, ricercati ed ebrei, condividere cibo: ciascuno nel proprio (grande) piccolo, trascorse i mesi dell’occupazione attuando una forma di resistenza, armata e non. La Roma di quei mesi è stata sempre più spesso descritta con tre parole: fame, freddo, paura.
Fame, problema quotidiano a cui cercavano di provvedere le donne, spesso iniziando una fila interminabile all’alba, per poter almeno comprare le razioni di cibo utili a sfamare la propria famiglia. e quante volte, all’arrivo del proprio turno, i forni si scoprivano vuoti: nacquero da questa situazione gli assalti, con immediate fucilazioni per le donne che se ne erano rese protagoniste. Il freddo accompagnò tutto il periodo dell’occupazione, senza contare che i continui furti dei tedeschi negavano alla popolazione non solo di poter sfruttare le proprie risorse alimentari, ma anche l’uso di stufette e beni di prima necessità, per sopravvivere alle intemperie. Paura. Ma su questo non credo sia necessario spendere parole per spiegarne il perché.
[…] Dopo 272 giorni di sofferenze, violenze e privazioni, il 4 giugno 1944 Roma venne liberata dagli Alleati. Ma, nel mese di maggio, visse forse la fase più drammatica della sua occupazione: i tedeschi intensificarono i controlli e i divieti divennero più stringenti, con l’obiettivo di intimorire le bande partigiane, mettendole nella condizione di rinunciare a qualsiasi rappresaglia, evitando così l’insurrezione. Così non fu, Roma continuò a essere divisa in zone controllate militarmente da gruppi del Cnl. Coordinati fino a quel momento da una giunta con a capo Giorgio Amendola, Sandro Pertini e Riccardo Bauer e organizzati con radio, staffette e pattuglie, i partigiani compirono vere e proprie azioni militari per reagire all’occupazione. In quei giorni di maggio tutti questi gruppi vennero posti sotto il comando del capitano Roberto Bencivenga, in contatto con i comandi alleati che fornivano armi e organizzavano azioni di disturbo alle colonne tedesche, sabotaggi ai mezzi e alle linee di trasporto e alle vie di comunicazione più usate: strade e telefoni in primis. Inoltre, divenne più attiva la partecipazione della popolazione, turbata dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, dopo la deportazione degli ebrei nell’ottobre precedente.
Nel frattempo, gli eserciti alleati si avvicinarono a Roma, dopo aver rotto la linea Gustav, un sistema di fortificazioni eretto dai tedeschi verso il fronte abruzzese, e aver superato le montagne di Gaeta e Terracina. Anzio e la Casilina furono le prime zone in cui giunsero e immediatamente partì l’ordine del generale Albert Kesselring di battere in ritirata, per attirare gli Alleati lungo la linea gotica (il sistema di fortificazioni costruito nella parte settentrionale della penisola), e cercando nel frattempo di limitare le perdite tra i propri uomini. Il 27 maggio iniziò la ritirata, con i tedeschi che comunque difesero le vie di Roma, per consentire a tutti i militari di attraversare la città e dirigersi verso nord. Sulla Casilina si ebbe lo scontro più duro, con i tedeschi che resistettero per cinque giorni, salvo poi dover cedere agli attacchi degli angloamericani, che si aprirono così la strada per Roma il 1° giugno. Strada che, come abbiamo visto, era ormai priva delle principali linee di comunicazione: si chiese quindi ai romani di fare uno sforzo per cercare di rendere praticabili i pochi impianti non andati distrutti. Squadre armate di cittadini risposero all’appello mettendosi a lavoro: la collaborazione con gli Alleati divenne sempre più simbiotica.
Il 3 giugno i tedeschi abbandonarono definitivamente la capitale; il pomeriggio del 4, la Quinta divisione dell’esercito americano, guidata dal generale Mark Clarck entrò a Roma attraverso le strade provenienti da sud. Ma i tedeschi, prima di abbandonare definitivamente la città, compirono un’ultima strage, l’eccidio de la Storta, una località sulla via Cassia, in cui vennero trucidati gli ultimi prigionieri di via Tasso: 14 persone, 12 italiani, un inglese e un polacco, tra cui sindacalisti, partigiani ed ex ufficiali. Roma comunque era ufficialmente di nuovo libera: gli angloamericani furono accolti con giubilo, mentre Ivanoe Bonomi venne convocato in Campidoglio e nominato nuovo Presidente del Consiglio, a seguito di un incontro con i rappresentanti delle Nazioni Unite. Persone di ogni fede e partito si recarono sotto la finestra di papa Pio XII in piazza San Pietro, inneggiando al suo nome e ringraziandolo per quanto fatto nei lunghi mesi di occupazione. Il re Vittorio Emanuele III mantenne fede ai patti stipulati nei mesi precedenti con la corrente antifascista, ritirandosi a vita privata: la questione monarchica venne rimandata al dopoguerra, nel frattempo il figlio Umberto ottenne la luogotenenza.
Pochi mesi dopo i fatti raccontati, si procedette all’apertura delle cave sull’Ardeatina, e a una prima identificazione dei cadaveri sepolti nella fossa comune. Un’immagine che rimanda a ciò che era a quel punto Roma: libera dagli occupanti, ma non dai propri fantasmi. E con un futuro da (ri)costruire con una parola d’ordine: libertà.

[NOTE]72 Monelli, Roma 1943, cit., p. 339.
73 Ribattezzata dai romani come “tessera della fame”.
Cristiana Di Cocco, L’occupazione tedesca di Roma. Il diario di Giulio Di Legge, Roma TrePress, 2023

#1943 #1944 #alleati #aprile #clandestini #CristianaDiCocco #ebrei #fame #fascisti #freddo #fuggiaschi #giugo #Liberazione #maggio #marzo #novembre #partigiani #paura #rappresagle #Resistenza #roma #tedeschi

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Notizie importanti ce le dà Radio Bari


Con l’avvenuto riconoscimento della delegazione ciellenistica di Lugano Mc Caffery aveva così perentoriamente chiesto a Pizzoni l’esautorazione di A.G. Damiani e la nomina di un suo sostituto per la parte militare. Per la persona da destinare a tale incarico l’inglese aveva fatto esplicitamente il nome di Stucchi, conosciuto in occasione della recente missione. Discussa la questione in sede di Clnai, in assenza di Parri, i delegati dei partiti si erano accordati per interpellare “Federici” tramite Giorgio Marzola, “Olivieri”. D’altra parte, sulla nomina di Stucchi si erano pronunciate positivamente varie forze politiche, che l’avevano usata come mezzo per indebolire i comunisti e per riservare ai socialisti, nel dopoguerra, un ruolo di mediatori. L’allontanamento di Stucchi era poi consigliato anche da ragioni di prudenza: egli era stato in contatto con molti degli arrestati di via Andreani e di via Borgonuovo, ma soprattutto con Galileo Vercesi, espondente per i democristiani del Cm. Egli era di fatto schedato, se è vero che Antonio Gambacorti Passerini, già all’inizio dell’anno [1944], da San Vittore, dov’era recluso, aveva fatto pervenire alla moglie Nina un biglietto clandestino diretto all’amico: “Di’ a Gibi di andarsene subito” <636. Stucchi sarebbe venuto a sapere solo dopo la fine della guerra che, durante gli interrogatori, la polizia carceraria chiedeva ai detenuti se lo conoscevano. Fu così che, passate le consegne a Guido Mosna, suo sostituto nel Cmai, e abbandonata la “grigia e travagliata vita di Milano” <637, egli sarebbe partito il 23 aprile alla volta della Svizzera.
Dai nuovi colpi inferti alla Resistenza alla costituzione del Cvl
Nel frattempo, al di là dell’affaire Damiani, che sarebbe durato più di un mese, la situazione politica del Paese era giunta a un punto di svolta. Ivanoe Bonomi, presidente del Cln centrale, dimessosi il precedente 24 marzo 1944 a causa di contrasti sorti tra i partiti di sinistra e quelli di destra, il 7 aprile aveva annotato sul suo Diario: “Quel voto [del Congresso di Bari, nda] aveva avuto un effetto notevole. Aveva collocato Badoglio in un cul di sacco. Egli non poteva fare un vero e proprio Gabinetto politico per il rifiuto dei partiti antifascisti a parteciparvi. Non poteva né avanzare, né ritirarsi. In tale situazione è giunto miracolosamente da plaghe lontane un cavaliere portentoso, un Lohengrin redivivo, che si è accostato a Badoglio e lo ha tratto in salvo. Il cavaliere è venuto dalla Russia ed è Palmiro Togliatti (alias Ercoli) […] Il pensiero di Togliatti è semplice, rettilineo, convincente […] La mossa di Togliatti ha avuto effetti risolutivi. Se i comunisti vanno con Badoglio, come possono restare in disparte i liberali di Croce, i democristiani di Rodinò e così, via via, tutti gli altri?” <638
Il 27 marzo, infatti, quasi contestualmente, il leader del Pci, Palmiro Togliatti, nome di battaglia “Ercoli”, partito dalla Russia e transitato per Il Cairo e per Algeri, era giunto in Italia dove aveva dato, con la famosa “svolta di Salerno”, un nuovo indirizzo all’atteggiamento del suo partito verso il governo Badoglio e la monarchia. Togliatti aveva proposto la più ampia collaborazione di tutte le forze politiche, compreso il re, la cui sorte sarebbe stata discussa alla fine del conflitto. Alla costituzione di un nuovo governo democratico di guerra e di unità nazionale, il Pci aveva posto tre condizioni: la prima, che non si rompesse l’unità delle forze democratiche e liberali antifasciste, ma che, anzi, questa unità si estendesse e si rafforzasse; la seconda, che al popolo italiano venisse garantita, nel modo più solenne, a liberazione avvenuta, un’Assemblea nazionale costituente; la terza, che il nuovo governo democratico si formasse sulla base di un preciso programma di guerra per lo schiacciamento degli invasori e per la liquidazione del fascismo. Con estremo realismo Togliatti aveva parlato davanti ai militanti comunisti della Federazione di Napoli: “A queste condizioni siamo disposti a ignorare tutti gli altri problemi o a rinviarli; sulla base di queste condizioni ci sembra che possa essere realizzata la più ampia unità di forze nazionali per la guerra […] <639. Queste indicazioni, legate al riconoscimento del nuovo governo da parte della Russia, avevano spiazzato del tutto i partiti ciellenistici. L’8 aprile Bonomi riportava tra i suoi appunti le “doglianze e le critiche” provocate dalla svolta nel mondo politico, paragonandole a quelle che avevano “formato la sostanza dei dibattiti” <640 e che lo avevano costretto, due settimane prima, a dare le dimissioni dal Comitato di Liberazione. Annotava: “Se durante quei dibattiti io avessi proposto ciò che Togliatti ha fatto accettare […] io sarei stato cacciato dal mio posto. Proprio vero che in politica i fatti sono quelli che si incaricano di far giustizia delle passioni del momento” <641.
L’area degli antifascisti cattolici aveva accolto invece le proposte di “Ercoli” in modo positivo. Aveva scritto il giornalista Carlo Trabucco alla data dell’11 aprile: “Notizie importanti ce le dà Radio Bari. Infatti le dichiarazioni dell’esponente massimo del Comunismo in Italia, Palmiro Togliatti, sono di una liberalità che perfino sconcerta. Togliatti ci porge un piatto sul quale si trova in bella mostra la completa libertà di culto e il rispetto della Religione Cattolica. Pare di sognare. Perché 25 anni or sono il comunismo italiano e il padre suo, il socialismo, non hanno formulato la stessa proposizione? Perché negavano patria ed esercito, religione e morale? Non sarebbe nato il fascismo e la vita italiana avrebbe avuto altro corso. Perché il comunismo italiano acquistasse il buon senso di cui dà prova oggi per bocca di Togliatti, ci sono voluti 20 anni di tirannia e questo spaventoso bagno di sangue. Ma se tutto è bene quel che finisce bene, noi vogliamo prendere in parola Togliatti e aspettarlo a suo tempo al traguardo delle realizzazioni pratiche” <642.
Le proposte, invece, erano state guardate come un inaccettabile voltafaccia dagli azionisti, rimasti da tempo amareggiati e delusi dalle manovre di Badoglio, tendenti a soffocare l’opinione pubblica antifascista e a far rimanere il re su quel trono che egli stesso aveva disonorato. Scriveva in una lettera clandestina Parri ad Alberto Damiani, “Tito”, e ad Adolfo Tino, “Vesuvio”, il 16 aprile: “dopo tanto lavoro nostro e specie di Tito, la situazione sia pol. sia mil. del Nord Italia è totalmente ignorata, come dimostra anche il colpo di scena Ercoli” <643. Per rimarcare con maggiore incisività le proprie posizioni, il PdA pubblicava il 18 sul suo organo di stampa «Italia Libera» un articolo intitolato Esordio pericoloso, in cui venivano messi in luce alcuni errori che avevano turbato l’entusiasmo e la fede nella lotta: “Le deficienti impostazioni politiche nell’Italia meridionale, rese evidenti dal Congresso di Bari, le mene del governo Badoglio, le oscillazioni di qualche altro partito di Roma, il discorso di Churchill, rude e aspro e ingiusto per la democrazia, le sottigliezze politiche dell’Unione Sovietica, hanno dato agli avvenimenti un corso assai diverso da quello che il Paese aveva il diritto di attendersi. L’iniziativa Togliatti, se avesse tenuto conto di tutti i più complessi e delicati fattori politici in gioco, avrebbe potuto ancora salvare la situazione e preservare le ragioni e l’avvenire della democrazia” <644.

[NOTE]636 G.B. Stucchi, Tornim a baita, dalla campagna di Russia alla Repubblica dell’Ossola, cit., p. 266.
637 ivi, p. 309.
638 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno (2 giugno 1943-10 giugno 1940),, Garzanti, Milano 1947, pp. 175-6.
639 P. Togliatti, Il discorso, in A. Capurso (a cura di), I discorsi che hanno cambiato l’Italia. Da Garibaldi e Cavour a Berlusconi e Veltroni, Mondadori, Milano 2008, pp. 170-1.
640 Ivanoe Bonomi, Diario di un anno…, cit., p. 178.
641 ibidem.
642 Carlo Trabucco, La prigionia di Roma. Diario dei 268 giorni dell’occupazione tedesca, Borla, Torino 1954, p. 218.
643 Insmli, Maurizio a Tito e Vesuvio, 16/IV ’44, fondo Damiani, b. 1, f. 3.
644 Insmli, Esordio pericoloso, in «Italia Libera», 18/4/1944, in fondo Damiani, b. 1, f. 7.
Francesca Baldini, “La va a pochi!” Resistenza e resistenti in Lombardia 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e Antonio Manzi, Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno Accademico 2022-2023

#1944 #alleati #Aprile #Badoglio #Bari #Bonomi #CLN #fascisti #FerruccioParri #FrancescaBaldini #guerra #JohnMcCaffery #marzo #partigiani #PCI #PdA #radio #Resistenza #Salerno #Stucchi #svolta #tedeschi #Togliatti

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oggi, 27 settembre, a bologna: presentazione del “catalogo documentario” di gianni-emilio simonetti


Gianni Emilio Simonetti. Catalogo documentario 1956 – 2025.
GES interverrà da remoto per interagire col pubblico.
GES will be joining us remotely to interact with the audience

Saturday / Sabato
27 settembre / september 2025

TIME / ORA
17:30 – 18:00

WHERE / DOVE
Bologna
MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14
Stand: L’Arengario Studio Bibliografico

#Arengario #art #arte #catalogo #CatalogoDocumentario #fluxus #GianniEmilioSimonetti #LArengario #LArengarioStudioBibliografico #MAMbo #MuseoDArteModernaDiBologna #Situazionismo

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oggi, 27 settembre, allo studio campo boario (roma): “poesia ibrida”, di valerio cuccaroni


presentazione di "poesia ibrida", di Valerio Cuccaroni, a cura di centroscritture.it

27 set 2025, 18:30, Studio Campo Boario
Roma, viale del Campo Boario, 4a

presentazione di

Poesia ibrida


di Valerio Cuccaroni

Coordina Valerio Massaroni
Presentano Francesco Muzzioli ed Emanuele Franceschetti
Interviene l’autore
Ospite speciale Lamberto Pignotti

Il volume analizza le nuove forme di testualità poetica intermediale, emerse dall’ibridazione del linguaggio verbale con l’arte visiva, il cinema, la musica, l’informatica e la performance. ​Concentrandosi sul panorama poetico successivo all’avvento dei dispositivi elettronici, audiovisivi e informatici, l’autore, dopo avere sintetizzato il dibattito sulla vexata quaestio della poesia per musica, si concentra in particolare sulla poesia visiva, la videopoesia, la poesia elettronica e il PJ set. Il libro si propone come uno studio approfondito e aggiornato sulle nuove frontiere della poesia contemporanea, caratterizzate dalla contaminazione tra diversi linguaggi e dalla continua ricerca di nuove forme espressive.

Valerio Cuccaroni (Chiaravalle, 1977) dottore di ricerca in Italianistica all’Università di Bologna e Paris IV Sorbonne, è docente di lettere e giornalista. Collabora con «Le Monde Diplomatique – il manifesto», «Poesia», «Il Resto del Carlino» e «Prisma. Economia società lavoro». È tra i fondatori di «Argo». Ha curato i volumi La parola che cura. Laboratori di scrittura in contesti di disagio (ed. Mediateca delle Marche, 2007), L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e altre lingue minoritarie tra Novecento e Duemila (con altri, ed. Gwynplaine, coll. Argo, 2014) e Guido Guglielmi, Critica del nonostante (ed. Pendragon, 2016). Ha pubblicato il libro L’arcatana. Viaggio nelle Marche creative under 35 e tradotto Che cos’è il Terzo Stato? di Sieyès, entrambi Gwynplaine. Lucida tela (Transeuropa, 2022) è il suo primo libro di poesie. È direttore artistico del poesia festival La Punta della Lingua.

#Biblion #EmanueleFranceschetti #FrancescoMuzzioli #intermedialità #LambertoPignotti #poesia #poesiaIbrida #poesiaIntermediale #prosa #scrittureComplesse #StudioCampoBoario #ValerioCuccaroni #ValerioMassaroni

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oggi, 27 settembre: andrea inglese ad albano laziale, con “prati”


lepromesse.it/

Libreria Le promesse, piazza Carducci 11, Albano (Roma)

#AndreaInglese #LePromesse #lettura #LibreriaLePromesse #LuigiSeveri #prati #presentazione #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #reading #UltraChapBooks

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I rilievi della Corte dei Conti mandano il Ponte in alto mare


Non è ancora uno stop definitivo ma poco ci manca. La Corte dei Conti, a cui compete il controllo sugli enti pubblici e su tutti gli enti che gravano sul bilancio dello Stato, tra cui la società Stretto di Messina, ha rimandato al mittente la delibera con cui il CIPESS ha approvato il progetto definitivo del Ponte.

La società Stretto di Messina ostenta sicurezza: si tratta solo di una […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/09/27/i-ri…

#CIPESS #CorteDeiConti #MatteoSalvini #PonteDiMessina #ponteSulloStretto #SocietàStrettoDiMessina

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tre canali video


iscrivetevi ai canali e attivate la campanella:
youtube.com/@slowforward/
youtube.com/@marco.giovenale/
youtube.com/@differx/

(in attesa di passare a peertube)

#audiovideo #differx #MarcoGiovenale #MarcoGiovenale #mp4 #slowforward #video #videoDiMgInRete #videoDiMgOnline

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1 ottobre 2025, roma, jcu: “inverse” – reading collettivo

cliccare per ingrandire

InVerse – Italian Poets in Translation, Festival della poesia italiana, si terrà a Roma mercoledì 1 ottobre alle ore 19:00 presso l’Aula Magna Regina della John Cabot University (via della Lungara 233, Trastevere).

InVerse dà voce non solo ad alcune tra le figure più significative della poesia italiana contemporanea, ma anche a poeti emergenti, offrendo loro l’opportunità di farsi conoscere oltre oceano.

Partecipano all’evento Mariasole Ariot, Prisca Baccaille, Carlo Bordini, Gherardo Bortolotti, Fiammetta Cirilli, Francesco Dalessandro, Vincenzo Frungillo, Rahma Nur, Fabio Pusterla, Silvia Righi, Gabriele Stera, Fabio Teti, Francesco Maria Tipaldi, Sara Ventroni e Piergiorgio Viti.

Durante la serata, le poesie saranno lette sia in italiano sia in inglese.

I testi sono raccolti in un’antologia bilingue, pubblicata dalla John Cabot University Press, che sarà presentata in occasione del Festival.

Fondato nel 2005 dalle docenti della John Cabot University, Brunella Antomarini, Berenice Cocciolillo e Rosa Filardi, quest’anno InVerse festeggia 20 anni di attività.

#BereniceCocciolillo #BrunellaAntomarini #CarloBordini #FabioPusterla #FabioTeti #festival #FestivalDellaPoesiaItaliana #FiammettaCirilli #FrancescoDalessandro #FrancescoMariaTipaldi #GabrieleStera #GherardoBortolotti #InVerse #InVerseItalianPoetsInTranslation #ItalianPoetry #JCU #JohnCabotUniversity #JohnCabotUniversityPress #MariasoleAriot #PiergiorgioViti #poesia #PriscaBaccaille #RahmaNur #RosaFilardi #SaraVentroni #SilviaRighi #traduzione #traduzioni #translation #translations #VincenzoFrungillo

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Adieu, Trouble in Mind


Dopo sedici anni di onorata e indipendente attività discografica l’etichetta di Chicago Trouble in Mind chiude i battenti. Cito qua sotto le parole con le quali Bill e Lisa Roe hanno dato l’annuncio sulla loro pagina facebook:

TROUBLE IN MIND RECORDS: 2009-2025

FRENZ. Siamo tristi di annunciare che Trouble In Mind Records ha cessato di esistere come etichetta discografica attiva dal 1° giugno di quest’anno. Potremmo elencare una miriade di ragioni per spiegare questo cambiamento, MA invece preferiamo concentrarci sugli aspetti positivi. A tutti gli artisti con cui abbiamo lavorato: poter contribuire, anche in minima parte, a diffondere la vostra arte nel mondo è stato uno dei più grandi privilegi che potessimo desiderare e vi amiamo tutti. Se avete mai acquistato un album, ascoltato una canzone in streaming, visto uno dei nostri artisti in tour, letto un articolo o un’intervista su di noi, parlato dell’etichetta a un amico o ci avete sostenuto in qualsiasi modo, vi siamo grati e vi ringraziamo sinceramente per il vostro sostegno. VOI siete la ragione per cui le etichette indipendenti possono ancora esistere, quindi continuate a credere in noi! Continueremo a mantenere il nostro catalogo per il prossimo futuro e speriamo che approfitterete dei GRANDI SALDI in corso sulla nostra pagina Bandcamp. Approfittate di uno sconto del 30% su tutto il negozio online utilizzando il codice: ADIEU

In conclusione: SOSTENETE SEMPRE GLI ARTISTI E LE ETICHETTE INDIPENDENTI, PROTEGGETE LE PERSONE TRANS, FUCK ICE, LIBERATE LA PALESTINA e che tutti i vostri gratta e vinci siano vincenti.

Con affetto dalla nostra cucina a Chicago, Illinois.

Baci e abbracci,

Bill & Lisa Roe


Era necessario e doveroso che io dedicassi loro questo post, perché li ho seguiti fin quasi dagli esordi, a volte col fervore del fanatico, quando pubblicavano i singolini di Fresh & Onlys, Ty Segall e Limiñanas, e perché hanno pubblicato una serie di dischi coi quali sono cresciuto in questi ultimi quindici anni – e di alcuni di questi ho anche scritto qua e là. Mi viene da elencarli quei dischi, un po’ per riportarli alla memoria e un po’ per consigliarli: se volete prestar loro un orecchio o due non fate male, e se ne volete acquistare una copia usufruendo di quei saldi su Bandcamp non vi morde nessuno. E allora eccoli qua: Cabinet of Curiosities di Jacco Gardner, Costa Blanca dei Limiñanas, l’omonimo di Morgan Delt, una manciata di dischi dei Sunwatchers, i due recenti dei Tubs, il primo dei Night Beats, This is Glue dei Salad Boys, Only Children dei Mmoss e tre album di Doug Tuttle, reduce dei Mmoss, e infine, soprattutto, l’intera straordinaria discografia dei FACS.

Adieu, Trouble in Mind!

//bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/track=773266484/album=1033761530/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/

#DougTuttle #FACS #IndieRock #JaccoGardner #Limiñanas #Mmoss #MorganDelt #NightBeats #SaladBoys #Sunwatchers #TheTubs #TroubleInMind

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linuxanza di emergenza nei momenti di peggior viaggio mentale (installo Linux in autobus perché Windows si è rotto)


In questi giorni si è verificato un meme molto conosciuto ma altrettanto sgradito, e cioè che ho scoperto che Windows 10 sul mio portatile è corrotto malamente, chissà da quanto tempo e chissà perché… È corrotto al punto che durante l’uso normale non si nota nulla di particolarmente anomalo, al di là delle solite piccole stranezze che non si capisce mai se sono di design o no (si sa che Microsoft non può mai e poi mai fare software 100% funzionanti, altrimenti nessuno comprerebbe più le versioni successive, e loro andrebbero quindi in bancarotta), ma certa roba a livello di sistema non funziona… e l’ho scoperto veramente a caso, provando ad installare l’emulatore di Android Studio, che però da un errore incomprensibile nell’attivare il servizio di virtualizzazione… mentre, provare ad attivare quello interno di Windows fallisce con un avviso per cui il registro di sistema sarebbe corrotto. 😐

La cosa veramente merdosa però, e davvero non so come facciano pure i fan più sfegatati di Windows a non odiare ancora Microsoft nonostante questi continui avvenimenti (che capitano non solo a me in particolare, ma scommetto a decine o centinaia di utenti al giorno in generale, in diverse salse), è che il sistema è totalmente irreparabile. Ho provato ad aggiornare a Windows 11 dalle impostazioni, sospettando potesse essere in realtà un complotto per farmelo fare… ma, alla fine, ha preso e annullato tutte le modifiche, in culo al mio tempo. Ho pure provato a reinstallare Windows 10 da ISO, con l’opzione di non formattare, ma ha fatto la stessa identica schifezza… e quindi… 😭

Lo schifo di Windows meriterà forse un ennesimo suo approfondimento, ma il punto è: visto che non posso e/o non voglio formattare il disco, ma dovrei farlo se voglio riparare ‘sto OS di merda… piuttosto, ne ho liberato quasi metà e ho deciso di installare (in dual boot) Linussy, cioè Linux ma sussy. (Semplicemente Fedora KDE Plasma, nessuna distribuzione strana, però non farebbe ridere detto così.) Ok, il sistema operativo non sarà intrinsecamente sussy, ma il mio processo di installazione si, visto che, tra tutti i posti del pianeta Terra, è avvenuto proprio… in autobus (quindi, tecnicamente, in più posti contemporaneamente, che è doppiamente assurdo). Almeno, questa era l’idea iniziale, venuta un po’ per l’estremo potenziale memetico, e in altra parte per ottimizzare il tempo, evitando di privarmi del portatile nei momenti in cui poteva servirmi… 😤

Ovviamente, nemmeno i piani che faccio per ridere vanno mai a buon fine. Avrei dovuto fare questa cosa ieri mattina, ma ho dovuto prima perdere tempo a comprimere la partizione NTFS per ricavare spazio utile dal disco… per 2 volte, perché farlo da Esplora Risorse non ha sortito effetto alcuno (…però il tempo me lo ha sprecato tutto… oh, va bene il registro corrotto, ma a me questa installazione sembra proprio affetta da una maledizione…), e quindi ho dovuto poi farlo di nuovo da riga di comando (e lì ha funzionato). Da ieri mattina, allora, sono arrivata alla sera tardissimo, e ho quindi dovuto di nuovo posticipare il momento Linux in sé… a stamattina, con una nuova fresca occasione autobussiaca. Beh, stamane mi sono ricordata che la mia chiavetta con Ventoy era mezza sfatta, vedendo che la ISO di Linux scaricata la sera prima non si avviava, e ho dovuto perdere altro tempo… a copiare tutti i file dalla pennetta al PC, formattare la pennetta, e ricopiare tutto sopra; l’intera mattinata di lezioni (ma nel mentre il computer era operativo, chiaramente, quindi non un problema). 🥱

Alla fine, sembrava che l’installazione vera sarebbe avvenuta nell’autobus di ritorno di oggi, ed ero così vicina a vedere ciò essere il caso… ma, purtroppo, rimpicciolire la partizione di Windows per fare spazio per Linux ha impiegato praticamente l’intero tragitto, e quindi alla fine dei conti Fedora si è installato quando io ero già bella a casina, a pranzo. Però… nell’autobus ho avviato il sistema live di Linux, e anche l’installer, pure se intanto ho dovuto perdere tempo con il gestore delle partizioni, quindi… si può dire che, almeno a metà, ho effettivamente installato Linux in un pullman??? Se si, questa cosa fa così tanto utente Linux che credo di meritarmi sticker gratis, o qualcosa del genere… 😈

Comunque, appurato che Fetora funziona, finché non escono problemi non farò nessun aggiornamento di sistema, mai; aggiorno solo le app (rigorosamente Flatpak) e vedremo se, in questo modo, finalmente avrò un sistema Linux desktop che non si spacca puntualmente da solo con il troppo uso… anche se, venendo da Windows su quel portatile, che si spacca puntualmente da solo con il troppo uso pur senza fare aggiornamenti, forse non dovrei lamentarmi comunque. (E a parte tutto, sono stata relativamente sculata in questa impresa, perché il portatile acceso nel mio zaino con la chiavetta inserita c’è entrato a filissimo… altrimenti, dovendo scendere dall’autobus erano cazzi, perché ovviamente non potevo interrompere la modifica delle partizioni a metà. Anche questa, però, è linuxeria.) 👌👌👌
💖💣, [26/09/2025 13:21]o.gnam💖💣, [26/09/2025 13:29]forse questo è l'unico problema. vediamo quanto ci metterà..💖💣, [26/09/2025 13:34]rido a ridimensionare le partizioni in autobus ma non c'è niente di divertente(P.S., dedicato a chi non crede nella mia potenza Anche se purtroppo non si vede benissimo, dai bordi delle foto si nota l’ambiente autobus; godete, è tutto reale!!!)
#autobus #computer #Fedora #laptop #Linux #portatile

Questa voce è stata modificata (8 mesi fa)

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Treno Intercity Notte con DTS di E464 in transito a Bolgheri (28/05/2024)


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treni.creeperiano99.it/2025/09…

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Storia di un atomo

edu.inaf.it/rubriche/astrograf…

Celebriamo l’anno internazionale della meccanica quantistica a partire da una citazione di Stefano Benni.

#atomo #infografica #meccanicaQuantistica #StefanoBenni