m. a. y. in the backyard / ryuichi sakamoto
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Il 9 marzo si celebra la Giornata mondiale del commercio equo È una buona occasione per parlare di un tema che spesso viene raccontato in modo troppo semplice: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Da una parte il consumatore consapevole, dall’altra il mercato senza cuore. La realtà, come quasi sempre in economia, è più interessante.
Il commercio equo nasce da un problema vero. In molte filiere agricole globali (caffè, cacao, banane, tè, zucchero, cotone, fiori) il potere contrattuale è distribuito male. Da un lato ci sono grandi distributori, intermediari e multinazionali. Dall’altro piccoli produttori, cooperative, lavoratori stagionali, spesso in Paesi poveri o con istituzioni fragili. In mezzo ci sono prezzi internazionali instabili, margini ridotti, poca trasparenza e condizioni di lavoro non sempre accettabili. L’idea del commercio equo è semplice: correggere almeno in parte questo squilibrio. Lo fa con alcuni strumenti: un prezzo minimo garantito, premi destinati alle comunità, contratti più stabili, standard sociali e ambientali, divieto del lavoro minorile, attenzione alle condizioni di lavoro, maggiore trasparenza nella filiera.
Fin qui, tutto bene. Ma un economista deve fare anche la parte antipatica. Non per guastare la festa. Per evitare che la festa diventi una brochure.
Il commercio equo resta una piccola parte del commercio mondiale. Non cambia da solo le regole del mercato globale. Può migliorare la situazione di alcuni produttori, ma non elimina la dipendenza dai prezzi internazionali, dagli intermediari, dalla logistica, dai rapporti di forza commerciali. Inoltre, certificarsi costa. Servono procedure, controlli, burocrazia, capacità organizzativa. Non tutti i piccoli produttori riescono a permetterselo.
Anche la letteratura economica mostra risultati misti. In alcuni casi si vedono effetti positivi sul reddito, sulla stabilità, sull’organizzazione dei produttori e sulle condizioni di lavoro. In altri casi gli effetti sono limitati, incerti o dipendono molto dal prodotto, dal Paese, dalla cooperativa e dalla struttura del mercato.
C’è poi un altro punto, spesso dimenticato. Il commercio equo non dovrebbe farci perdere di vista i produttori locali. Anche qui, vicino a noi, molti agricoltori lavorano con margini stretti, subiscono la pressione dei prezzi, devono confrontarsi con costi elevati, norme complesse, concorrenza estera e grande distribuzione. Se compriamo caffè equo dal Perù e poi ignoriamo il latte, le verdure, la carne, il formaggio o la frutta prodotti nel nostro territorio, manca un pezzo del ragionamento.
Non si tratta di mettere in contrapposizione il Sud del mondo e l’agricoltore locale. Sarebbe una gara sbagliata tra fragilità diverse. Si tratta piuttosto di guardare alle filiere con lo stesso criterio: chi produce riceve un reddito dignitoso? Ha forza contrattuale? Lavora in condizioni corrette? Riesce a investire? Oppure resta schiacciato tra costi crescenti e prezzi imposti da altri?
C’è anche il rischio di usare il commercio equo come marketing della coscienza. Il prodotto certificato rassicura il consumatore: compro questo caffè, quindi ho fatto la mia parte. La scelta individuale conta, ma non può sostituire politiche commerciali più trasparenti, leggi sul lavoro, responsabilità delle imprese, controlli seri e regole internazionali più equilibrate.
E non dimentichiamo il prezzo. Dire “compriamo tutti equo” è facile. Ma molte famiglie guardano il centesimo. Se un prodotto equo o locale costa di più, non tutti possono permetterselo. Non ha senso colpevolizzare chi ha un reddito basso. La sostenibilità non può diventare un lusso per consumatori benestanti.
E allora? Allora il commercio equo va preso per quello che è: uno strumento utile, non una bacchetta magica. Può dare più forza contrattuale ai produttori. Può rendere visibili costi sociali che il mercato spesso nasconde. Può spingere le imprese a spiegare meglio da dove arrivano i prodotti e in quali condizioni sono stati realizzati.
Il vero indicatore, però, non è solo il prezzo. È se dietro quel prezzo ci sono redditi dignitosi, lavoro sicuro, ambiente rispettato, comunità meno fragili e produttori meno ricattabili. Lontani o vicini che siano.
Il commercio equo non salverà il mondo da solo. Ma ci ricorda una cosa importante: ogni prezzo racconta una storia. Il problema è che spesso il mercato ce ne mostra solo l’ultima riga.#commercioEquo #FairTrade #lavoro #povertà #prezzi #svizzera
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Per anni le criptovalute sono state associate quasi esclusivamente al trading speculativo e alla volatilità dei mercati digitali. Oggi, però, lo scenario è profondamente cambiato: Bitcoin, Ethereum e gli asset digitali basati su blockchain stanno progressivamente entrando nella quotidianità, trasformandosi da semplici strumenti finanziari alternativi a veri e propri elementi dell’ecosistema digitale contemporaneo. Sempre più utenti utilizzano wallet crypto per effettuare pagamenti online, ricevere compensi in stablecoin, sottoscrivere servizi digitali o gestire trasferimenti internazionali senza intermediari bancari tradizionali. Parallelamente, l’espansione della finanza decentralizzata (l'ecosistema di applicazioni finanziarie costruite su reti blockchain), delle carte crypto collegate ai circuiti Visa e Mastercard e delle soluzioni Web3 sta contribuendo alla nascita di un nuovo modello di lifestyle digitale, sempre più connesso a blockchain, identità decentralizzate e pagamenti smart globali.
Dyson Supersonic Travel: phon compatto per viaggi
Dyson presenta Supersonic Travel, il nuovo asciugacapelli compatto pensato per chi viaggia. Più leggero e con voltaggio automatico, offre prestazioni elevate e styling preciso ovunque nel mondoTechpertuttiGuglielmo Sbano
Il fenomeno "vivere in crypto" (o Living on Crypto), che descrive lo stile di vita di chi ha scelto di utilizzare le criptovalute come mezzo primario, o esclusivo, per gestire le proprie finanze, pagare le spese quotidiane e accumulare risparmi, cercando di distaccarsi il più possibile dal sistema bancario tradizionale, non è più invisibile. Secondo i dati più recenti di Triple-A, nonostante i periodi di forte volatilità, la base utenti è cresciuta del 33% rispetto ai 420 milioni del 2023 e si stima che oltre 559 milioni di persone nel mondo possiedano attualmente asset digitali. Questo suggerisce che l'adozione non è più legata solo alla speculazione del momento, ma a una fiducia strutturale nel mezzo tecnologico. Questi numeri, a loro volta, sono supportati da un’infrastruttura reale, costituita da oltre 15.000 aziende a livello globale che accettano oggi pagamenti diretti in criptovalute.In Europa il trend dell'adozione delle crypto valute è trainato dalle generazioni più giovani
In Europa la situazione è in una fase di trasformazione profonda. Infatti, se fino a pochi anni fa il continente era visto come un mercato frammentato, oggi è diventato il primo grande blocco economico al mondo a dotarsi di una legge organica: il MiCA (Markets in Crypto-Assets), grazie alla ogni operatore (exchange, fornitori di wallet, emittenti di token) deve avere una licenza europea ufficiale per operare. I dati evidenziano come una quota rilevante di professionisti under 40 — con una forte concentrazione nei settori tech, marketing e creativi — sia attivamente interessata a ricevere compensi, parziali o totali, in Bitcoin o Ethereum. In Italia, l’interesse per l’integrazione delle crypto nella finanza personale è tra i più alti del continente, riflettendo un desiderio di diversificazione che va oltre il semplice investimento e supportato dalla chiarezza fiscale introdotta nelle ultime leggi di bilancio.
Se la prima generazione di nomadi digitali aveva come priorità una connessione Internet stabile e spazi di coworking efficienti, la nuova ondata di utenti “crypto-native” guarda invece a ecosistemi capaci di integrare finanza decentralizzata, pagamenti digitali e normativa favorevole agli asset virtuali. Negli ultimi anni città come Lisbona, Dubai e Singapore si sono trasformate in hub strategici per professionisti, creator e imprenditori legati al mondo blockchain, grazie a regolamentazioni più aperte verso criptovalute, Web3 e innovazione fintech. Vivere “in crypto” oggi significa poter contare su wallet decentralizzati, stablecoin e infrastrutture di pagamento globali che consentono di spostarsi tra diversi Paesi riducendo costi di conversione valutaria e dipendenza dai circuiti bancari tradizionali. Parallelamente, la diffusione di carte di debito collegate a wallet digitali e servizi crypto-friendly permette di effettuare pagamenti istantanei per spese quotidiane come hotel, ristoranti, trasporti e servizi online, rendendo le criptovalute sempre più integrate nella vita reale e nell’economia digitale globale.
Case vacanza nei borghi italiani: gli stranieri prenotano 20 giorni prima | TechPerTutti
Secondo l’analisi di Ruralis su 574 strutture in tutta Italia, i turisti stranieri prenotano le case vacanza nei borghi con quasi tre settimane di anticipo rispetto agli italiani.TechpertuttiGuglielmo Sbano
Che si scelga un approccio radicale (zero banca) o un modello ibrido che affianca la finanza classica a quella digitale, il cambiamento è innanzitutto culturale. Il denaro non è più percepito come qualcosa di "depositato" presso un intermediario, ma come un asset direttamente controllato e gestito dal proprietario. Tuttavia, questa nuova libertà comporta una responsabilità inedita. Ignacio Aguirre di Bitget, sottolinea come l’integrazione quotidiana degli asset digitali richieda una consapevolezza superiore rispetto ai sistemi tradizionali.
"L'adozione di massa non può prescindere dall'educazione. Comprendere la tecnologia sottostante e i rischi di sicurezza è fondamentale: in un mondo dove sei 'la banca di te stesso', la responsabilità della protezione dei propri asset è totale”.
Il futuro della finanza quotidiana, quindi, sembra muoversi verso una coesistenza armonica: un mondo dove il portafoglio fisico lascia spazio a quello digitale, ridefinendo non solo come spendiamo, ma come intendiamo la nostra libertà di movimento nel mondo.
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Astrocampania organizza una visita guidata il 15 maggio 2026 presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo, per un viaggio nel profondo cielo tra le stelle di primavera che ci regalano le remote galassie dell’universo nello scenario dell’alta costiera amalfitana.
Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti degli oggetti celesti più distanti dalla Terra, emozionanti osservazioni del cielo degli ammassi stellari e delle galassie con l’ausilio di un potente telescopio da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.
* Evento adatto anche ai bambini dai 6 anni in su * […]
astrocampania.it/2026/05/09/vi…
Astrocampania organizza una visita guidata il 15 maggio 2026 presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo, per un viaggio nel profondo cielo tra le stelle di primavera che ci regalano le remote …antonio (AstroCampania ETS)
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La curiosità è il primo passo verso le stelle.
Sabato 9 maggio 2026 AstroCampania sarà presente ad un importante incontro di orientamento presso il Salone Morelli di Amalfi, un’occasione per parlare di ricerca astronomica, cosmologia, astrofotografia e del desiderio umano di comprendere l’Universo.
Durante la mattinata interverranno:
Massimo Corbisiero – Presidente di AstroCampania
Giuseppe Ruggiero – Responsabile Gruppo Ricerca IASC
Simeone Pendolo – Ricercatore e astrofotografo di AstroCampania
Dalla cosmologia all’astrofotografia artistica, passando per il progetto “TG Olimpo”, sarà un viaggio tra scienza, ricerca e meraviglia.
Salone Morelli – Amalfi
9 maggio 2026 Ore 9:30
[…]
astrocampania.it/2026/05/08/a-…
La curiosità è il primo passo verso le stelle. Sabato 9 maggio 2026 AstroCampania sarà presente ad un importante incontro di orientamento presso il Salone Morelli di Amalfi, un’occasione per parlar…antonio (AstroCampania ETS)
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Milioni di appassionati di calcio in tutto il mondo si stanno preparando per i Mondiali che si terranno quest’estate. Analogamente, anche i criminali informatici stanno approfittando dell’occasione per sfruttare questo crescente interesse. Gli esperti di Kaspersky hanno individuato diverse tipologie di truffe che imitano le fonti ufficiali dell’evento o ne sfruttano la popolarità per scopi dannosi, mettendo a serio rischio i dati e le finanze degli utenti.
ASUS Zenbook DUO: dual screen più potente e portatile
ASUS rinnova lo Zenbook DUO con un design aggiornato, prestazioni superiori e un’esperienza dual-screen ancora più avanzata. Il nuovo modello punta su mobilità, produttività e versatilità, confermandosi tra i notebook più innovativi della categoriaTechpertuttiGuglielmo Sbano
Su uno dei siti web fraudolenti individuati, agli utenti viene offerta la possibilità di acquistare biglietti per le partite della Coppa del Mondo FIFA, con pagamenti accettati in quasi tutte le valute. Tuttavia, dopo aver completato le false procedure di registrazione e pagamento, gli utenti rischiano non solo di perdere denaro dalle proprie carte di credito, ma anche di esporre dati personali sensibili agli hacker. Inoltre, i truffatori mettono a disposizione diversi canali di contatto, sia direttamente sul sito sia tramite app di messaggistica.Il sito utilizza la combinazione di colori ufficiali del torneo del 2026 per ingannare gli utenti
Un altro sito web offre agli utenti la possibilità di acquistare “prodotti ufficiali” dell’evento del 2026, mostrando immagini di peluche della mascotte e magliette, con un’ampia selezione disponibile per l’“acquisto”. Per rendere l’offerta ancora più allettante, il sito mette in evidenza forti sconti. Inoltre, per apparire più credibili, i truffatori hanno aggiunto un badge “Negozio affidabile” in fondo alla pagina, insieme a un modulo di registrazione che richiede dati personali e bancari.Esempio di sito web falso che invita gli utenti ad acquistare prodotti ufficiali di FIFA 2026
Un ulteriore scenario di attacco prevede campagne di e-mail fraudolente, attraverso le quali gli autori degli attacchi cercano di indurre gli utenti a inviare denaro o a cliccare su un link di phishing. Per aumentare le probabilità di coinvolgimento, le e-mail presentano oggetti accattivanti e messaggi persuasivi. In uno degli esempi individuati, i fan hanno ricevuto e-mail apparentemente inviate da rappresentanti ufficiali dell’evento riguardo a una falsa decisione emessa da una commissione di risoluzione delle controversie. Il link fornito nell’e-mail rimanda a una pagina di phishing.Esempio di e-mail di phishing bloccata
In alcuni casi, gli utenti ricevono e-mail truffa in cui si sostiene che abbiano “vinto” una sovvenzione di 500.000 dollari a copertura di biglietti, voli e alloggio, seguite da istruzioni che invitano a contattare il mittente per richiedere il “premio”.Esempio di e-mail truffa bloccata inviata da truffatori
In aggiunta a tutto questo, Kaspersky ha segnalato la presenza di spam e pubblicità indesiderate relative alla vendita di articoli e souvenir a tema sportivo, alcuni dei quali potrebbero rivelarsi una truffa.
“Purtroppo, i grandi eventi sportivi che attirano un vasto pubblico non sfuggono mai all’attenzione dei truffatori. E-mail apparentemente innocue o addirittura allettanti possono spesso nascondere non solo link pericolosi, ma anche allegati dannosi” , ha dichiarato Anna Lazaricheva di Kaspersky
Per proteggersi da queste truffe o attacchi di phishing, gli esperti di Kaspersky consigliano di:
In un contesto come quello dei Mondiali 2026, che catalizzeranno l’attenzione di milioni di utenti in tutto il mondo, le campagne fraudolente tendono a moltiplicarsi sfruttando entusiasmo e urgenza. Il consiglio è mantenere un approccio prudente: verificare sempre le fonti ufficiali per l’acquisto dei biglietti, diffidare da offerte troppo vantaggiose o comunicazioni inattese e non condividere mai dati personali o finanziari tramite link sospetti. Come evidenziato da Kaspersky, la consapevolezza resta il primo strumento di difesa contro un panorama di minacce sempre più sofisticato.
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evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…
evento fb:
facebook.com/events/1307674164…
Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.
La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.
Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage
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Due nuovi corsi del CentroScritture – a partire dalla prossima settimana – concludono la stagione didattica 2025-2026:
— da martedì 12 maggio, ore 18
MONOGRAFIE #12. MARIO BENEDETTI
Prima monografia integrale sull’opera di Mario Benedetti, il poeta più intenso ed enigmatico a cavallo del secolo. Con una riflessione avviata negli ’80 intorno alla rivista “Scarto minimo” impegnata a proporre un superamento tanto delle sperimentazioni dei due decenni precedenti che del revival di posizioni neo-orfiche e misticheggianti, Mario Benedetti [1955-2020] approda con “Umana gloria” (2005), proseguendo nelle opere successive fino a “Tersa morte” (2013), a una scrittura minima, essenziale e “marginale”, donando alla lirica un impulso nuovo, portandola con intensità e nitidezza straordinarie oltre la soglia del nuovo secolo.
Con
Gian Mario Villalta, Guido Mazzoni, Stefano Colangelo, Claudia Crocco, Francesco Brancati, Tommaso Di Dio
→ Programma e iscrizioni
https://www.centroscritture.it/service-page/5-9-monografie-12-mario-benedetti
— da giovedì 14 maggio,ore 18
DENTRO IL TESTO POETICO #3. AUTOCOMMENTI
Sette autori e autrici di oggi tra i più attivi e riconosciuti del nostro presente letterario aprono il loro laboratorio di scrittura, scelgono e presentano uno o più testi dalla loro produzione mettendone in luce le ragioni, la struttura e la particolare posizione che assumono all’interno del proprio personale percorso e del contesto letterario e culturale in cui in si inseriscono. Gli interventi, sulla base del confronto con la classe, prenderanno la forma di un’antologia che sarà pubblicata in volume nella collana “Telos” di ECS – Edizioni del CentroScritture, e ad ognuno dei partecipanti ne sarà consegnata gratuitamente una copia.
Con
Biagio Cepollaro, Vincenzo Ostuni, Mariangela Guatteri, Rosaria Lo Russo, Luigi Ballerini, Florinda Fusco, Renata Morresi
→ Programma e iscrizioni:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-10-dentro-il-testo-poetico-3
Vi ricordiamo che lezioni, tenute solo online, in classe virtuale via Zoom, saranno sempre registrate e messe a disposizione degli iscritti, che potranno fruirne senza limiti in ogni momento, in modo che nulla perda anche chi non potrà seguire.
#BiagioCepollaro #CentroScritture #ClaudiaCrocco #corsi #corso #ECS #ECSEdizioniDelCentroScritture #EdizioniDelCentroScritture #FlorindaFusco #FrancescoBrancati #GianMarioVillalta #GuidoMazzoni #LuigiBallerini #MariangelaGuatteri #MarioBenedetti #poesia #poesiaContemporanea #RenataMorresi #RosariaLoRusso #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #StefanoColangelo #Telos #TommasoDiDio #VincenzoOstuni
Nuovo ciclo di corsi monografici approfonditi su autori fondamentali per comprendere l’evoluzione della scrittura poetica in Italia dal Novecento a oggi.CentroScritture
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Laboratorio di Ricerca 2026
Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.
IV. Ilaria Bussoni
Vivere tra le rovine. Figure del paesaggio contemporaneo
Sabato 9 maggio 2026, ore 11
§
Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.
Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it
#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni
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youtu.be/8nl1S4ZdcN8?is=rXC9kx…
Philipp Stäudlin, saxophones; Alexis Lanz, clarinets; Kyle Spraker, trumpet; Christopher Moore, trombone; David Goodchild, bass; Yukiko Tagaki, piano; Nick Tolle, percussion; Stephen Drury, conductor
Franco Donatoni (1927-2000)
Hot, for saxophone and ensemble (1989)
SICPP 2013
Tuesday, June 18, 2013
Jordan Hall at New England Conservatory
Recorded material courtesy of Brian Dixon.
#AlexisLanz #BrianDixon #ChristopherMoore #DavidGoodchild #FrancoDonatoni #KyleSpraker #NewEnglandConservatory #NickTolle #PhilippStäudlin #StephenDrury #YukikoTagaki
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.CallithumpianConsort (YouTube)
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Nell’ambito della stagione concertistica che celebra il Bicentenario del trasferimento nell’attuale sede e della denominazione di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, napoliGROUND (9 – 19 maggio 2026) trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale.
La sinergia tra il Conservatorio “San Pietro a Majella”, il collettivo Napoli Totale Elettronica, il Museo Madre, il Teatro Bellini, la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Opificio Puca e L’Asilo istituisce un dialogo osmotico tra enti di Alta Formazione, poli dell’arte contemporanea e dello spettacolo, circuiti di ricerca indipendente e beni comuni.
In questa rete di spazi, la pratica musicale elettronica opera come un processo relazionale e collettivo fondato sulla ricerca teorica, sulla prassi compositiva e sulla performance dal vivo. L’ascolto ridisegna le relazioni umane e la tecnologia diventa uno strumento condiviso, superando le tradizionali gerarchie tra chi crea e chi partecipa. Il suono si fa pratica di co-creazione: un atto di cittadinanza sonora che radica la sperimentazione nel vivo della comunità.
Questa visione attraversa dieci giorni di programmazione tra spazi storici, archeologie industriali e luoghi di democrazia partecipativa. Dalle esplorazioni intermediali di Marginale II alle sculture sonore site-specific di Re/Compose, fino all’orizzontalità dell’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS) e ai laboratori di liuteria pneumatica, napoliGROUND attiva architetture soniche concrete e, al contempo, permeabili. Il fulcro teorico della rassegna è la prima edizione di SPaMEC 2026 (San Pietro a Majella Electroacoustic Conference), quest’anno dedicata al tema “SOUND · CROSSING · COMMUNITIES”.
Con la partecipazione di figure chiave della sperimentazione sonora internazionale — tra cui Manuella Blackburn, Cedrik Fermont, Jean-François Laporte, Klaus Filip, Christian Kobi e Radu Malfatti — il progetto è un cantiere aperto, in cui la prassi elettronica agisce come dispositivo di resistenza culturale e abilita forme inedite di consapevolezza collettiva.
Programma completo: napolitotaleelettronica.it/nap…
#CedrikFermont #ChristianKobi #ConservatorioSanPietroAMajella #ElioMartusciello #JeanFrançoisLaporte #KlausFilip #LAsilo #liuteriaPneumatica #ManuellaBlackburn #MarginaleII #museoMadre #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musicaElettronica #musicaSperimentale #Napoli #NapoliTotaleElettronica #napoliGROUND #OEOAS #OpificioPuca #OrchestraElettroacusticaOfficinaArtiSoniche #PietàDeTurchini #RaduMalfatti #ReCompose #RealeConservatorioDiMusica #SanPietroAMajella #SanPietroAMajellaElectroacousticConference #SOUNDCROSSINGCOMMUNITIES #SPaMEC2026 #TeatroBellini
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Un bug aperto nel 2019 finisce in archivio: fish 4.7.0 corregge la corruzione della cronologia dei comandi causata dall’inserimento di byte NUL quando la shell riceveva i segnali SIGTERM o SIGHUP. Per chi usa fish su server o in ambienti dove i processi vengono terminati di frequente, era un fastidio ricorrente e difficile da diagnosticare.
La novità più visibile per chi personalizza la shell riguarda il tema colori: le variabili fish_color_* non vengono più impostate nelle sessioni non interattive. Una scelta sensata, visto che quei valori erano del tutto inutili fuori da un terminale, ma chi le legge negli script per qualche ragione dovrà adattarsi.
fish_color_valid_path, la variabile che colora i percorsi validi durante la digitazione, rispetta ora i colori di sfondo e le sottolineature configurate dall’utente. Piccolo dettaglio, ma apprezzato da chi cura l’aspetto del terminale.
Risolto anche un comportamento scomodo di funced, l’editor integrato per le funzioni: in presenza di errori di sintassi ripetuti, il comando non perdeva più il lavoro non salvato. Un’altra correzione riguarda l’ordine inaspettato in cui venivano mostrate le directory nel completamento automatico.
Questa versione chiude anche alcune regressioni accumulate nel tempo. La più datata risale alla 3.2: nosuchcommand || echo hello eseguiva la parte destra del condizionale più volte del previsto. Risolti anche due problemi introdotti con la 4.6, uno nel modo vi (dl) e uno con il tasto backspace dopo un’andata a capo, più un completamento errato delle opzioni lunghe che compariva dalla 4.3.3.
Da segnalare per chi gestisce sistemi Linux con pacchetti compilati da sorgente: fish_update_completions gestisce ora le sequenze di controllo di groff usate nelle pagine man generate da help2man 1.50 in poi, tra cui quelle di coreutils 9.10.
Fish 4.7.0 è disponibile sul repository ufficiale e nei canali di aggiornamento delle principali distribuzioni.
This release brings 198 new commits since 4.6.0, contributed by 21 authors, 12 of which are new faces. Deprecations and removed features The default theme (i.e. the fish_color_* variables) is no l...GitHub
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Interview et mix interview : Alexandre Bazin
Musique générique : Diego Losa
Lumières de scène : Nordine Zouad
Réalisation : Jean-Baptiste Garcia
Retrouvez toutes les infos sur l’Ina GRM :
www.inagrm.com
Tous les liens : linktr.ee/INAgrm
#AlvinCurran #DiegoLosa #experimentalMusic #InaGRM #interview #JeanBaptisteGarcia #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #NordineZouad
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La schermata di download delle mappe in CoMaps mostra adesso un pulsante in più: si chiama “Check for updates” e permette di scaricare versioni aggiornate delle mappe senza dover aggiornare l’applicazione. Dietro c’è un cambiamento più sostanziale di quanto sembri.
La versione 2026.05.06-11, pubblicata su Codeberg il 6 maggio, segna la separazione tra il ciclo di rilascio dell’app e quello dei dati OpenStreetMap. Storicamente, ottenere mappe aggiornate significava aspettare una nuova versione di CoMaps, perché mappe e applicazione erano impacchettate insieme, e dato che il fork esce a cadenza variabile la cartografia includeva spesso dati di qualche settimana prima. Il nuovo pulsante invece consente di scaricare i nuovi dati cartografici in autonomia, ed è il primo passo concreto verso un cambiamento già annunciato dal team: la frequenza passerà da una o due volte al mese a cadenza settimanale, come confermato anche nella pagina di supporto del progetto.
Durante la navigazione vengono mostrati ora soltanto i semafori che si trovano effettivamente lungo il percorso, con icone ingrandite per migliorarne la leggibilità a colpo d’occhio. Una rifinitura piccola, utile soprattutto a chi usa l’app in auto.
L’editor OpenStreetMap integrato risolve un bug nella ricerca delle categorie quando l’app è impostata su lingue regionali. Sono stati aggiunti gli articoli Wikipedia in indonesiano alla collezione di contenuti scaricabili offline insieme alle mappe, e ampliate le opzioni per indicare la disponibilità di posti a sedere all’aperto nei punti di interesse, come bar e ristoranti. I dati OpenStreetMap inclusi nel pacchetto sono aggiornati al 4 maggio.
CoMaps è un’applicazione di navigazione offline basata su OpenStreetMap, gratuita, senza pubblicità e senza tracciamento. Nasce nel 2025 come fork comunitario di Organic Maps, in seguito a frizioni sulla governance e sulla natura no profit del progetto originario. Lo sviluppo è curato da una comunità globale di volontari, finanziata tramite donazioni su Open Collective e Liberapay, e il codice è ospitato su Codeberg invece che su GitHub. È disponibile per Android, iOS, Linux via Flathub e in versione alfa per macOS.
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Dyson ha presentato il nuovo Supersonic Travel, un asciugacapelli progettato per rispondere alle esigenze di mobilità senza sacrificare prestazioni e protezione del capello. Particolarmente adatto all'utilizzo fuori casa e durante i nostri spostamenti, il device integra un sistema di adattamento automatico del voltaggio che lo rende compatibile con le diverse reti elettriche globali. All'interno, il Supersonic Travel combina motore digitale ad alta velocità e flusso d’aria ottimizzato per garantire un’asciugatura rapida e uno styling preciso, mantenendo gli standard tecnologici tipici della gamma Dyson anche in formato compatto.Il Supersonic Travel è perfetto da inserire in un borsone o nel bagaglio a mano
Più piccolo del 32% e più leggero del 25% rispetto all'asciugacapelli Dyson Supersonic originale, e con un peso inferiore a quello di una bibita in lattina, la nuova tecnologia è perfetta da inserire in un borsone onel bagaglio a mano.Dyson Supersonic Travel è compatibile con gli accessori Dyson Supersonic e Dyson Supersonic Nural
Il nuovo Dyson Supersonic Travel integra anche la tecnologia di controllo intelligente del calore, che misura la temperatura del flusso d’aria 100 volte al secondo, prevenendo i danni causati dal calore estremo. Il flusso d’aria, progettato con precisione, consente un’asciugatura rapida e uniforme, per capelli sanie luminosi.Dyson Supersonic Travel è più piccolo del 32% e più leggero del 25% rispetto all'asciugacapelli Dyson Supersonic originale
In una stanza d’hotel, in una lounge aeroportuale o durante trasferte internazionali, Dyson Supersonic Travel si inserisce in un ecosistema di soluzioni pensate per garantire continuità nello styling anche fuori casa. Tra queste, anche formulazioni leave-in sviluppate dal brand, come il balsamo spray senza risciacquo Omega, progettato per supportare la protezione del capello in condizioni ambientali variabili. La composizione, basata su una miscela di oli ricchi di Omega, contribuisce a migliorare la gestione del crespo e a limitare l’impatto dell’umidità, elementi critici soprattutto in viaggio. Nel complesso, l’integrazione tra dispositivo e prodotti complementari riflette l’approccio di Dyson verso un sistema più ampio di cura dei capelli, orientato a prestazioni costanti indipendentemente dal contesto di utilizzo.
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Con l'asciugacapelli Dyson Supersonic, presentato nel 2016, Dyson ha segnato un cambio radicale rispetto al design tradizionale degli asciugacapelli: il motore ad alta velocità è stato posizionato nel manico per un migliore bilanciamento, mentre il flusso d'aria è stato progettato per garantire un'asciugatura rapida senza ricorrere calore estremo. Supportato da ricerche scientifiche sui capelli, Dyson ha poi definito un nuovo standard con un approccio sempre più orientato alla protezione e alla salute del capello, presentando l'asciugacapelli Dyson Supersonic Nural, che dotato di funzione Scalp Protect Mode, regola automaticamente la temperatura dell’aria per proteggere il cuoio capelluto. In quest’ottica di protezione della cute, particolarmente sensibile a cambiamenti di temperatura e umidità, specie durante i viaggi, ora si aggiunge alla gamma anche Dyson Supersonic Travel in un formato più piccolo e leggero.
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L’asciugacapelli Dyson Supersonic Travelè disponibile con l’accessorio Concentratore per lo styling, al prezzo di 299 euro.
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Ladybird continua a crescere. Ad aprile 2026 il browser open source ha ricevuto il supporto di nuovi sponsor, tra cui Human Rights Foundation, e ha introdotto funzionalità che migliorano l’esperienza di navigazione per tutti.
Ora è possibile visualizzare i file PDF direttamente all’interno delle pagine web, senza dover scaricare o aprire applicazioni esterne. Si può sfogliare il documento, ingrandire il testo e cercare parole chiave, proprio come in un viewer dedicato.
Ladybird non aspetta più il download completo di una pagina per iniziare a mostrarla: elabora il codice man mano che arriva, così l’utente vede subito i contenuti. Inoltre, mentre la pagina è in caricamento, il browser anticipa il download di immagini e script necessari, riducendo i tempi di attesa. Anche la compilazione del codice JavaScript avviene in background, rendendo più fluida la navigazione su siti pesanti come YouTube.
I segnalibri ora hanno un’interfaccia dedicata per organizzarli, importarli ed esportarli. È possibile trascinarli con il mouse e aprire i link in nuove schede con un clic. Per gli utenti Linux è disponibile anche una nuova versione con interfaccia GTK4, che si adatta automaticamente al tema chiaro o scuro del sistema.
Reddit e YouTube sono tra i siti che traggono maggiore beneficio dagli aggiornamenti. Su Reddit è ora possibile aprire le gallerie di immagini e i commenti senza problemi, mentre su YouTube il caricamento è più rapido grazie alle ottimizzazioni introdotte. Anche siti come gocomics.com, Yandex Maps e Strava ora funzionano correttamente.
Il punteggio nei test di conformità agli standard web (WPT) è salito a 2.067.263, con un aumento di 63.726 punti rispetto al mese precedente. Una parte di questo risultato è dovuta all’integrazione di nuovi test, ma il merito è anche dei miglioramenti reali apportati al browser.
Hello friends! In April we merged 333 PRs from 35 contributors, 7 of whom made their first-ever commit to Ladybird! Here's what we've been up to. Welcoming...Ladybird Newsletter
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Contemporaneamente crescono, nell’ambito di Md, le divisioni fra le varie anime della corrente, nella misura in cui una parte dei suoi aderenti tende a rendere più radicali istanze di sinistra <50. L’occasione per la scissione viene dalla presa di posizione della corrente sull’arresto, avvenuto il 25 novembre del 1969, e successiva condanna <51 del direttore responsabile del quotidiano Potere operaio, Francesco Tolin, socialista, a causa di alcuni articoli pubblicati. L’assemblea di Md, riunita a Bologna, approva una delibera in cui esprime preoccupazione per «il clima di intimidazione particolarmente pesante verso determinati settori politici…» <52 e per la libertà di stampa, con toni, in realtà, piuttosto pacati <53. Ma l’ordine del giorno, che provoca le dimissioni del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, titolare dell’inchiesta su Tolin, viene subito attaccato da Mi e dall’Umi che accusano Md di interferire contro
un processo in corso. In breve l’incidente diviene l’occasione per una chiarificazione e circa la metà degli aderenti di Md (fra cui il suo prestigioso leader Beria d’Argentine) decidono di lasciare la corrente per costituirne una nuova, presto battezzata Giustizia e costituzione e, in seguito, Impegno costituzionale, che accoglie anche una parte di Terzo potere, anch’essa soggetta ad una scissione. Importante, forse decisivo, per far precipitare le divisione di Md l’episodio di piazza Fontana, il 12 dicembre a Milano, che segna anche una «crescente pressione di quei settori politici che non tolleravano l’indirizzo assunto dall’Anm e dal Csm, spingono verso la crisi nell’Anm con la rottura
della giunta unitaria» <54.
Dopo il biennio della contestazione e “l’autunno caldo” gli umori di destra sembrano prendere il sopravvento nella magistratura, oltre che in altri settori della società <55 e nelle elezioni del 1970 dell’Anm, Mi ottiene quasi il 45% dei voti (nelle precedenti consultazioni aveva preso il 40%) e ben presto, attraverso un accordo con Terzo potere e Giustizia e costituzione forma una giunta che esclude Md. Anche i tutti i membri del Cms eletti in quota Md decidono di aderire alla scissione del 1969 e quindi la corrente viene di fatto relegata ai margini dei centri di potere della magistratura. In ogni caso la legislatura consigliare 1968-1972 si dimostra sotto più punti di vista decisamente innovativa rispetto a quelle precedenti; fra le iniziative più ricordate vi sono la pubblicazione di una relazione annuale, quella di un massimario circa l’attività disciplinare del Csm, ma anche, molto importante, una serie di circolari per la formazione delle tabelle annuali per la formazione degli uffici giudiziari, per rendere concreto il principio del giudice naturale.
Un’iniziativa significativa di Magistratura democratica è la raccolta, nel 1970, delle firme per la proposta di un referendum finalizzato all’abolizione di alcuni reati di opinione, in collaborazione con il Psi e il Psiup; i magistrati progressisti cercano la collaborazione del Pci, il quale però si dimostra piuttosto tiepido e non offre un grande aiuto nonostante che quel partito fosse stato quello maggiormente colpito dalle inchieste per reati di opinione; senza l’aiuto dei comunisti il numero necessario di firme non viene raccolto e l’iniziativa fallisce <56.
Un certo “riflusso” tra i magistrati si conferma in occasione delle elezioni per il Csm del 1972, che vedono Umi e Mi ottenere 13 seggi dei 14 a disposizione, grazie al sistema elettorale maggioritario e ad un’efficace strategia di alleanze <57. Nello stesso 1972 la gestione giudiziaria della strage di piazza Fontana crea un grave conflitto tra l’”alta” magistratura ed i gradi inferiori. Nel mese di ottobre la Corte di Cassazione trasferisce il procedimento da Milano a Catanzaro adducendo ragioni di ordine pubblico; tale atto, anche in virtù delle accese polemiche che erano sorte tra le forze politiche per la conduzione delle indagini da parte delle autorità, che avevano dato la sensazione di cercare i responsabili del grave attentato solo a sinistra (anche contro alcuni indizi in senso contrario), provoca una reazione senza precedenti dei giudici del capoluogo lombardo. Un’assemblea dell’Anm di Milano approva, con un solo voto contrario su oltre duecento, un documento di dura critica nei confronti della decisione della Cassazione. Ne seguirà un procedimento disciplinare ai danni di alcuni magistrati, tra cui Guido Galli, incolpati di aver elaborato il documento.
Lo scontro tra settori della magistratura caratterizzerà tutti gli anni Settanta e, a questo punto, non si tratta più tanto di un conflitto generazionale, né unicamente tra alta e bassa magistratura, ma più strettamente politico, accompagnando una contrapposizione largamente presente, in generale, nella società italiana. Uno dei problemi fondamentali è quello relativo al ruolo del giudice nella società, se cioè questo debba esservi inserito a pieno titolo, circostanza che gli permetterebbe di comprenderne le dinamiche ed esercitare quel ruolo politico inevitabile nell’esercizio della giurisdizione; oppure se egli debba, in maniera neutrale ed automatica, limitarsi ad essere un mero strumento di applicazione della legge senza alcun ruolo creativo. Il problema ha un peso enorme per il governo della società anche in virtù dell’aumento del ruolo del potere giudiziario nelle società moderne occidentali <58 e che
si deve all’aumento della complessità delle dinamiche sociali <59. I magistrati delle correnti progressiste sostengono la prima posizione, mentre quelli più legati alla tradizione lo contestano in nome dell’apoliticità del giudice; ma, fanno notare i progressisti, la tesi dell’apoliticità è ipocrita perché nasconde unicamente la volontà di conservazione <60.
[NOTE]50 «Nel 1968 cominciarono a sorgere dei problemi, dei contrasti, principalmente perché si coagulò un gruppo che è difficile definire: la parola extraparlamentare forse è impropria. Alcuni parlavano di cosiddetti cinesi. E questo avvenne in particolare nel gruppo romano. Si cominciò a fare un discorso nella scia della realtà contestativa del paese. La contestazione venne quasi ipostatizzata come elemento principe per uno sviluppo e ciò anche all’interno della magistratura» S. Pappalardo, Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Angeli, Milano, 1987. Pag. 206
51 Dopo un processo per direttissima in cui il pubblico ministero era Vittorio Occorsio, che negli anni successivi si occuperà di inchieste su Ordine nuovo.
52 Vedi R. Canosa e P. Federico, La magistratura in Italia. Cit, Pag. 379.
53 Anche in considerazione del fatto che l’arresto di Tolin provoca le proteste di gran parte degli organi di stampa, non escluso il telegiornale della Rai. Vedere Pappalardo. Gli iconoclasti. Magistratura Democratica nel quadro dell’Associazione Nazionale Magistrati. Cit. Pag. 230.
54 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 177.
55 Sintomatico del desiderio diffuso in alcuni settori moderati di ridurre l’influenza della magistratura progressista è, per esempio, l’intervento di Mario Cervi: «Resta la realtà di una magistratura che ha rinunciato al prestigio carismatico del passato, che non si chiude più nella torre d’avorio […] ma che […] rischia di essere inquinata da ciò che di deteriore esiste nella vita italiana […] Non è accettabile il passaggio da una liturgia giudiziaria solenne e lenta […] ad una liturgia giudiziaria affidata a sacerdoti che discutono molto, enunciano tesi popolari e magari populiste ma, alla fine dei conti, danno al cittadino un servizio altrettanto lento […] il caso Tolin ha messo allo scoperto l’inconciliabilità tra il comportamento di una minoranza di estrema sinistra che condivide ed esalta le posizioni di una parte politica e la volontà della maggioranza dei magistrati» M. Cervi, “Malessere nella magistratura”, Corriere della Sera del 23 dicembre 1969.
56 V. Zagrebelsky, “La magistratura ordinaria dalla Costituzione ad oggi”. Cit. Pag. 774.
57 E. Bruti Liberati, “La magistratura dall’attuazione della Costituzione”. Cit. Pag. 189.
58 N. Tate e T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York University Press, New York.
59 Pizzorno individua cinque ragioni principali per l’aumento del peso del giudice: «a)l’accresciuta partecipazione del giudice alla creazione della legge; b) l’accresciuta tendenza degli organi legislativi e amministrativi a delegare a quelli giurisdizionali decisioni delicate, che si ritiene possano comportare conseguenze negative per i rappresentanti eletti; c) l’allargamento dell’accesso dei cittadini alla giustizia per risolvere controversie che tradizionalmente venivano risolte da autorità sociali o amministrative: nella famiglia, nella scuola, nelle professioni, nelle istituzioni globali, e così via (è quello che gli americani chiamano espansione del due process); d) l’istituzione, in gran parte delle democrazie europee – che per due secoli l’avevano respinto come estraneo alla loro concezione del modo in cui si forma il diritto – del controllo di costituzionalità delle leggi da parte di uno speciale organo giurisdizionale; e) l’apparire e espandersi nella pratica che, per analogia con l’istituto del controllo di costituzionalità, proporrei di chiamare “controllo di correttezza politica” – o forse più pungentemente “controllo di virtù” – da parte della magistratura: è questo l’aspetto più difficile da circoscrivere, ma anche di maggior interesse per quanto riguarda il caso italiano». A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Laterza, Bari-Roma, 1998. Pag. 12.
60 Oggi il dibattito appare superato e le tesi legate al ruolo neutrale del magistrati sono state largamente abbandonate.
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013
#1969 #1970 #1972 #abolizione #AdolfoBeriaDiArgentine #ANM #conservazione #correnti #Costituzione #CSM #democratica #destra #EdoardoMFracanzani #elezioni #giustizia #libertà #magistratura #MI #opinione #progressisti #reati #scissione #stampa #TerzoPotere #UMI #VittorioOccorsio
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#AmiciDiPalazzoBuonaccorsi #art #arte #BibliotecaMozziBorgetti #incontriSullArteEDintorni #MagdaloMussio #materialiVerbovisivi #Mussio #scritture #seghi #segno
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Autrice: Matteo Barsuglia
Titolo: La rivoluzione delle onde gravitazionali
Editore: Hoepli
Altro: ISBN 9788836018642; 206 p.; 19,90€; I ed. 2025; genere: divulgazione scientifica
Voto: 8/10
10^-18 metri. È una misura che è difficilissima da immaginare. Un miliardesimo di miliardesimo di metro. Se un protone fosse una pallina – non lo è – avrebbe più o meno quel raggio. Lo spessore di un capello, circa 10^-4 m, è una misura gigantesca di fronte a 10^-18 metri. Quando andai a visitare Virgo, a Cascina, la nostra guida ci disse: è come tentare di misurare di quanto si è alzato il livello del mare versandoci dentro un bicchiere d’acqua.
10^-18 m è quanto bisogna misurare su una distanza di 3 km. Qualsiasi fenomeno fisico sulla Terra genera spostamenti molto superiori a questa misura. Un trattore che ara nelle vicinanze del rivelatore, le onde del mare che si infrangono sulla costa. Un terremoto dall’altra parte del pianeta. Il riscaldamento della strumentazione durante il suo utilizzo. Tutto quello che vi viene in mente può disturbare questa misura. I fisici ci hanno aggiunto tutto quello che viene in mente a loro. Una specie di incubo.
Bisogna partire da qui per capire quanto è stato difficile rilevare le onde gravitazionali. Secondo la teoria della relatività generale di Einstein lo spazio in cui siamo immersi non è una struttura rigida uniforme. Si allunga e si accorcia a seconda della materia che lo popola. E quanto questa materia si scontra può generare nello spazio delle onde, proprio come fa un sasso gettato in uno stagno. Quando le masse che si scontrano sono inimmaginabili, tipo due buchi neri che si scontrano e si fondono, queste onde allungano e restringono lo spazio (e in contemporanea accelerano e rallentano il tempo) di frazioni minuscole. Quando queste onde arrivano a noi, l’ordine di grandezza di questi allungamenti e accorciamenti si misurano appunto in 10^-18 m su 3 km.
Teorizzate quindi da Einstein nel 1916, nel 1957 alcuni fisici poco sani di mente si misero in testa che le onde gravitazionali potessero essere in qualche modo rilevabili. Sì, ma come? 58 anni di studi, prove, delusioni, idee geniali e nel settembre del 2015 la prima conferma: abbiamo misurato gli effetti di un’onda gravitazionale!
Barsuglia in questo libro ci porta per mano nelle varie fasi di questa avventura: perché è importante misurare queste onde, le sfide che sono state superate, gli obiettivi ambiziosi prossimi venturi, cosa ci riserverà il futuro. Come direttore di ricerca del CNRS di Parigi, coordinatore del gruppo francese dei fisici di Virgo per la sua messa a punto, attualmente responsabile del progetto di ricerca per la Francia, Barsuglia è la persona ideale per raccontarci questa avventura incredibile.
Buona lettura!
Avvertenza: Per via di strane coincidenze, ho ricevuto questo libro in regalo dall’autore stesso. Mi riservo di fargli due domande se lo incontro di nuovo: che cavolo è il vuoto compresso? E perché fare un rilevatore di onde gravitazionali in Giappone, patria dei terremoti, visto che anche gli starnuti degli scienziati possono disturbare le rilevazioni?
#divulgazioneScientifica #laRivoluzioneDelleOndeGravitazionali #libro #matteoBarsuglia #recensione #virgo
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Con Node.js 26 la Temporal API smette di essere una funzionalità sperimentale: l’interfaccia moderna per la gestione di date e fusi orari in JavaScript è ora attiva di default. Il rilascio, datato 5 maggio, segna la nuova versione major dell’ambiente di esecuzione JavaScript più usato sui server, e include anche aggiornamenti significativi al motore V8 e al client HTTP Undici.
Chiunque abbia scritto codice JavaScript per qualcosa di non banale conosce le difficoltà legate all’oggetto Date, l’interfaccia storica del linguaggio per la gestione di date e orari. Mesi che partono da zero, interpretazione delle stringhe poco coerente, fusi orari da gestire a mano, aritmetica sui giorni piena di insidie: per anni gli sviluppatori si sono affidati a librerie esterne come Moment.js, date-fns o Day.js per aggirare questi problemi.
Temporal è la risposta ufficiale del comitato di standardizzazione di JavaScript. Si tratta di un’interfaccia moderna che separa concetti diversi in tipi distinti: Temporal.PlainDate per le date di calendario, Temporal.ZonedDateTime per i momenti con fuso orario, Temporal.Duration per gli intervalli di tempo, e così via. Gli oggetti sono immutabili e i fusi orari vanno dichiarati esplicitamente, scelte progettuali che riducono drasticamente le possibilità di errore.
Con Node.js 26 la funzionalità è abilitata senza bisogno di opzioni sperimentali. Per chi sviluppa applicazioni che gestiscono scadenze, calendari, registrazioni di eventi o logiche basate su date e orari, è un cambiamento sostanziale: come riporta NodeSource, molte dipendenze esterne possono ora essere rimosse a favore delle funzioni integrate.
Il motore JavaScript V8 sale alla versione 14.6.202.33, allineata a Chromium 134. Tra le aggiunte minori figurano Map.prototype.getOrInsert() e Iterator.concat(), due piccole utilità che semplificano operazioni comuni su mappe e iteratori.
Anche Undici, il client HTTP che alimenta la funzione fetch integrata in Node.js, fa il salto alla versione 8.0.2. Per chi sviluppa applicazioni che fanno molte richieste verso servizi esterni, vale la pena testare bene il comportamento prima di portare il codice in produzione.
Node.js 26 chiude un ciclo di deprecazioni cominciato anni fa. Sparisce del tutto http.Server.prototype.writeHeader(), sostituito da writeHead(), così come i vecchi moduli interni _stream_readable, _stream_writable e gli altri della stessa famiglia. Viene rimossa anche l’opzione --experimental-transform-types, mentre module.register() viene segnalato come deprecato a tempo di esecuzione.
Per chi compila Node.js dai sorgenti cambiano anche i requisiti: serve GCC 13.2 e il supporto a Python 3.9 viene eliminato.
Come da tradizione, Node.js 26 resta in stato “Current” per i prossimi sei mesi. Il passaggio a versione con supporto a lungo termine è previsto per ottobre 2026. Fino a quel momento, la maggior parte degli ambienti di produzione farà bene a restare sulle versioni LTS attualmente supportate, mentre Node.js 26 è una scelta ragionevole per chi mantiene librerie o vuole anticipare i test di compatibilità.
SOURCE:// nodejs.org
SOURCE:// nodesource.com
Node.js v26 is now available. Here’s what actually changed: Temporal enabled by default, V8 14.6, Undici 8, and key deprecations.The NodeSource Blog - Node.js Tutorials, Guides, and Updates
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Homebridge, il server open source che permette di integrare dispositivi non nativamente compatibili con Apple HomeKit, ha raggiunto la versione 2.0.0. Questo aggiornamento non solo consolida il suo ruolo storico di ponte verso HomeKit, ma introduce il supporto al protocollo Matter, lo standard universale per la domotica che permette a dispositivi di marche diverse di comunicare tra loro senza bisogno di ponti dedicati.
Con Homebridge 2.0.0, i dispositivi aggiunti tramite plugin potranno ora essere visibili non solo in Apple Home, ma anche in piattaforme come Google Home, Amazon Alexa, Samsung SmartThings e Home Assistant. Un esempio pratico sono i robot aspirapolvere: Apple ha iniziato a supportarli tramite Matter invece che come dispositivi HomeKit nativi. Senza il supporto a Matter di Homebridge, i plugin per questi dispositivi sarebbero apparsi in HomeKit come tipologie sbagliate, perdendo parte delle funzionalità. Ora, invece, Homebridge può agire da ponte universale, colmando le lacune lasciate da Apple e dagli altri produttori che stanno adottando Matter a ritmo lento.
La nuova versione richiede Node.js 22 o 24, abbandonando il supporto per le versioni 18 e 20. Inoltre, il codice è ora basato su moduli ESM (ECMAScript Modules), il che significa che i plugin dovranno essere aggiornati per funzionare: chi usa ancora il formato CommonJS con require() dovrà passare a import. Sono state anche rimosse diverse funzionalità obsolete, come alcuni metodi della classe PlatformAccessory e il flag --remove-orphans.
Per chi usa già Homebridge, l’aggiornamento non è automatico: prima di passare alla 2.0.0, è fondamentale controllare che i plugin installati siano compatibili. Il team di Homebridge ha preparato una guida dettagliata per aiutare gli utenti a prepararsi, ma in linea generale, chi non aggiorna i plugin rischia di vedere il sistema bloccarsi o comportarsi in modo instabile.
SOURCE:// github.com
SOURCE:// theverge.com
SOURCE:// appleinsider.com
SOURCE:// cultofmac.com
SOURCE:// npmjs.com
Now that open-source Homebridge 2.0 adds Matter support, longtime fans and new users can expand devices they use with Apple's ecosystem.David Snow (Cult of Mac)
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Tutte le password salvate in Microsoft Edge restano in memoria del browser in chiaro per l’intera durata della sessione, non solo quella del sito su cui si sta effettuando il login. La scoperta arriva dal ricercatore norvegese Tom Jøran Sønstebyseter Rønning, che ha pubblicato un video dimostrativo e ha contattato Microsoft. La risposta dell’azienda, come riporta anche PCWorld, è che il comportamento non è un bug ma una scelta di design intenzionale.
Rønning ha testato Chrome, Brave, Vivaldi, Opera ed Edge. Tutti gli altri browser basati su Chromium decifrano una singola password nel momento in cui serve, per esempio quando l’utente accede al sito corrispondente; Edge invece carica l’intero archivio in memoria all’apertura, indipendentemente dal fatto che le credenziali servano in quella sessione.
Il problema è stato riprodotto anche da Rob VandenBrink del SANS Internet Storm Center, che ha mostrato come basti generare un dump di memoria del processo Edge, senza privilegi particolari, per leggere tutte le credenziali. La schermata che chiede la riautenticazione prima di mostrare una password salvata diventa quindi più scenografica che protettiva, visto che il processo del browser ha già tutto in chiaro.
Un utente con accesso locale al proprio computer, e in particolare un eventuale malware che gira con i suoi stessi privilegi, può estrarre l’intero archivio di password senza decifrare nulla. La situazione si fa pesante in contesti come terminal server, desktop remoti, infrastrutture VDI o macchine multiutente, dove un account amministratore compromesso può raccogliere le credenziali di tutte le sessioni in cui Edge è rimasto aperto, comprese quelle disconnesse.
Un dettaglio rende la scelta di Microsoft ancora meno comprensibile. Circa un anno fa l’azienda ha rimosso la gestione password da Microsoft Authenticator, spingendo chi usava quella funzione a salvare le credenziali direttamente in Edge. Gli utenti che hanno seguito quel percorso si trovano ora con un archivio leggibile in memoria a ogni avvio del browser.
Chi ha salvato password in Edge può limitare il rischio in pochi passaggi: disattivare il password manager del browser, esportare le credenziali e importarle in un gestore dedicato, infine eliminare quelle ancora presenti in Edge. È anche il momento giusto per cambiare le password più sensibili e attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile.
Per chi cerca un’alternativa con cifratura end-to-end, supporto a passkey e codici 2FA integrati, una delle opzioni più solide del settore è Proton Pass
Rønning ha annunciato che pubblicherà su GitHub uno strumento per consentire a chiunque di verificare in autonomia se le proprie password Edge sono leggibili in memoria.
SOURCE:// proton.me
SOURCE:// pcworld.com
SOURCE:// isc.sans.edu
Microsoft Edge keeps all saved passwords in plaintext memory instead of encrypting them. Here’s what you risk and what you should do instead.Elena Constantinescu (Proton)
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Domenica 31 Maggio, a Pordenone due atleti che non hanno bisogno di presentazioni — se segui il grappling no-gi ai massimi livelli, li conosci già.
Kenta Iwamoto — ADCC Trials Winner & No-Gi Worlds Medalist
Injana Goodman — ADCC Trials Winner, Campionessa Europea & No-Gi Worlds Medalist
La giornata è divisa in due sessioni, ognuna con workshop + open mat finale. Mattina e pomeriggio, così puoi fare una, l’altra, o entrambe.
? Mattina: Kenta Iwamoto dalle ore 11:00 alle 12:30 e
? Pomeriggio: Injana Goodman dalle ore 14:30 alle ore 16:00 con a seguire OPEN MAT finale (termine previsto della giornata dopo l’open mat alle 17:30).
? 1 workshop ? 55€
? Entrambi ? 75€
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Demetrious Johnson ha detto una cosa molto semplice sul suo futuro nel Brazilian Jiu-Jitsu competitivo:
“Se vinco o perdo non cambia nulla nella mia vita.”
E probabilmente lì dentro c’è tutta la storia.
Non perché stia “abbandonando il BJJ”.
Non perché non sia più competitivo.
Ma perché, a un certo punto, cambia il rapporto che hai con la competizione.
Nel mondo delle MMA Johnson non deve dimostrare assolutamente nulla.
Ex campione UFC dei pesi mosca.
Hall of Fame.
Uno dei fighter più tecnici mai visti.
Difese titolate.
Anni passati a demolire avversari con una pulizia tecnica quasi irreale.
Il classico atleta che, quando riguardi i match anni dopo, ti accorgi che faceva cose avanti rispetto alla sua epoca.
E infatti la cosa interessante è questa:
il suo percorso nel Jiu-Jitsu non sembrava nato dal bisogno di restare rilevante.
Sembrava curiosità tecnica.
Molti ex fighter entrano nel grappling competitivo quasi per nostalgia.
Johnson invece dava l’impressione di divertirsi davvero a studiare il gioco.
Grip fighting.
Timing.
Passaggi.
Dettagli.
Cose molto da nerd del grappling, più che da ex superstar UFC in cerca di attenzione.
E i risultati sono arrivati.
La vittoria ai Mondiali Master IBJJF da cintura marrone non è una comparsata da celebrity athlete.
Nel BJJ puro il nome aiuta fino a un certo punto.
Poi devi giocare davvero.
Qui secondo me molti sottovalutano il problema.
Da fuori sembra:
“ok, era forte da marrone, continuerà da nera.”
No.
La cintura nera IBJJF Master è un ambiente stranissimo.
I match rallentano.
Gli errori diventano minuscoli.
Le finestre si chiudono subito.
E soprattutto incontri persone che fanno esattamente quella roba da vent’anni.
Gente che magari non ha il fisico di un atleta UFC, ma:
Nel BJJ alto livello succede una cosa curiosa:
più i match sembrano “fermi”, più sono tecnicamente violenti.
Vale ancora la pena dedicare mesi di vita a tutto questo?
Perché competere seriamente da cintura nera non significa “farsi qualche allenamento”.
Vuol dire:
Johnson invece oggi dice:
“voglio allenarmi una volta a settimana.”
Che detta da uno che ha passato la vita nel grind agonistico suona quasi surreale.
Ma anche molto lucida.
Secondo me il punto forte delle sue dichiarazioni è un altro.
All’inizio della carriera gli atleti vengono trascinati da fame, ego, riconoscimento, necessità di emergere.
Poi alcuni arrivano in un posto molto strano:
vincono abbastanza da capire che la vittoria, da sola, non aggiorna più niente.
Non cambia chi sei.
Non sistema automaticamente la vita.
Non riempie il resto.
E allora inizi a pesare il costo reale delle cose.
Tempo.
Energia.
Ossessione.
Focus.
Johnson sembra essere lì.
Continua ad allenarsi.
Continua ad amare il grappling.
Semplicemente non sembra più disposto a costruire la propria vita attorno a una medaglia IBJJF.
E onestamente è difficile dargli torto.
Perché quando hai già passato decenni dentro:
può anche succedere che un giorno guardi una competizione e pensi:
“ok. ma cosa mi dà davvero, adesso?”
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Il panorama delle minacce informatiche si è trasformato in pochi anni in una vera e propria economia industrializzata del Cybercrime-as-a-Service (CaaS), oggi ulteriormente potenziata dall’intelligenza artificiale generativa. In questo contesto, il tradizionale consiglio di utilizzare password complesse con numeri e simboli appare ormai superato: anche una chiave di accesso lunga 16 caratteri può risultare inefficace se un malware di tipo infostealer riesce a estrarla direttamente dalla cache del browser, oppure se viene inconsapevolmente condivisa dall’utente in strumenti di AI non controllati. Per comprendere davvero il moderno ecosistema del furto di identità è necessario andare oltre la semplice schermata di login e osservare da vicino la relazione sempre più stretta tra dark web, Telegram e tecnologie basate sull’AI.
Case vacanza nei borghi italiani: gli stranieri prenotano 20 giorni prima | TechPerTutti
Secondo l’analisi di Ruralis su 574 strutture in tutta Italia, i turisti stranieri prenotano le case vacanza nei borghi con quasi tre settimane di anticipo rispetto agli italiani.TechpertuttiGuglielmo Sbano
“Il mercato sommerso ha subito un massiccio cambiamento di piattaforma - ha affermato David Gubiani di Check Point Software Technologies - i tradizionali forum del Dark Web vengono ora utilizzati principalmente per stabilire la credibilità dei venditori, mentre gli acquirenti vengono rapidamente indirizzati verso canali Telegram privati e bot automatizzati per transazioni immediate. Questo cambiamento ha accelerato la velocità con cui i dati rubati vengono monetizzati”.
Da un lato, l’eccesso di account compromessi nel settore intrattenimento e social ha fatto crollare i prezzi, con profili Facebook venduti a circa 45 dollari e account Gmail tra i 60 e i 65 dollari; dall’altro, nel comparto finanziario e aziendale i valori salgono sensibilmente, con carte di credito vendute tra i 10 e i 40 dollari ma accessi verificati a conti bancari o wallet di criptovalute che possono superare i 1.000 dollari. Ancora più redditizio è il mercato degli Initial Access Brokers, che vendono accessi diretti a reti aziendali tramite VPN o RDP: secondo Rapid7, il prezzo medio parte da circa 2.700 dollari e può superare i 113.000 dollari per credenziali con privilegi amministrativi elevati.
L'efficacia di questi database rubati dipende interamente dalla psicologia umana. Nonostante anni di avvertimenti, gli utenti continuano a riutilizzare le password, sostengono gli esperti di Check Point, e il 94% delle password viene riutilizzato su due o più account. I dati del Data Breach Investigations Report 2025 di Verizon mostrano che solo il 3% delle password soddisfa i requisiti di complessità; così,quando una piattaforma viene violata, gli attacchi automatizzati sbloccano istantaneamente i profili utente su centinaia di altri servizi.
Questo aspetto non riguarda solo il riutilizzo delle password. Si assiste a una moltitudine di dipendenti che inavvertitamente inseriscono informazioni sensibili aziendali direttamente negli strumenti di IA. Secondo il LayerX Browser Security Report 2025, il copia-incolla nei browser ha superato i trasferimenti di file come principale vettore di esfiltrazione dei dati aziendali. Un enorme 45% dei dipendenti utilizza attivamente strumenti di IA, e il 77% di questi utenti incolla i dati direttamente nei prompt dell'IA, il che è pericoloso. Secondo Check Point Research, nel mese di marzo 2026, 1 su 28 prompt GenAI inviati da ambienti aziendali presentava un alto rischio di fuga di dati sensibili, con un impatto sul 91% delle organizzazioni che utilizzano regolarmente strumenti GenAI. Quando questi strumenti di IA vengono compromessi, la società di intelligence sulle minacce Group-IB ha riferitoche almeno 225.000 set di credenziali OpenAI/ChatGPT sono stati messi in vendita sul dark web dopo essere stati raccolti da infostealer.
Apple WWDC 2026 torna la settimana dell’8 giugno: cosa aspettarsi
La Worldwide Developers Conference di Apple torna la settimana dell’8 giugno. L’evento dedicato agli sviluppatori porterà novità su iOS, macOS, AI e sull’intero ecosistema AppleTechpertuttiGuglielmo Sbano
Secondo Check Point, per contrastare un ecosistema di minacce sempre più evoluto è necessario adottare un approccio multilivello che superi definitivamente il concetto tradizionale di password. La prima linea di difesa passa dall’adozione di soluzioni passwordless basate su standard come FIDO2, che eliminano alla radice il rischio di phishing e furto di credenziali, rendendo inutilizzabili eventuali dati intercettati dagli attaccanti. Parallelamente, diventa fondamentale implementare un modello Zero Trust incentrato sull’identità, in cui ogni tentativo di accesso viene verificato con rigore attraverso l’integrazione tra sistemi di Endpoint Detection and Response (EDR) e Identity Threat Detection and Response (ITDR), così da individuare anomalie comportamentali sia sui dispositivi sia sugli account. Un ulteriore punto critico riguarda il browser, sempre più spesso utilizzato come vettore di attacco, soprattutto in combinazione con strumenti di intelligenza artificiale: per questo le aziende dovrebbero adottare browser aziendali o estensioni di sicurezza capaci di monitorare e bloccare la condivisione non autorizzata di dati sensibili. Infine, in un contesto in cui la vendita di credenziali avviene in tempo reale su canali sempre più accessibili, è indispensabile attivare un monitoraggio continuo del dark web e di piattaforme come Telegram, anticipando le minacce e individuando eventuali dati compromessi prima che vengano sfruttati dagli attori malevoli o immessi nei circuiti del cybercrime organizzato.
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Orion Browser compie un passo avanti e apre la sua beta per Linux a tutti gli utenti. Dopo mesi di test con un gruppo ristretto di early adopter, il browser (ricordo, a codice chiuso) è ora scaricabile come Flatpak sia per architetture x86 che ARM. La versione 0.3 introduce funzionalità che lo rendono più maturo: gestione completa delle schede, gestore delle password, cronologia, modalità scura e modalità focus, oltre al supporto per motori di ricerca personalizzati direttamente dalla barra degli indirizzi.
Tra le aggiunte più rilevanti spiccano l’AdBlock integrato, con EasyList e EasyPrivacy già attivi e la possibilità di aggiungere ulteriori filtri in futuro. C’è poi il gestore dei download, ancora in fase di sviluppo, e l’onboarding per Kagi Search, che permette di provare il motore di ricerca anche senza un account a pagamento. La sincronizzazione locale, seppur in versione iniziale, consente già di esportare e importare i dati del profilo, mentre la compatibilità con le WebExtension è in programma per i prossimi aggiornamenti.
Il team ha lavorato anche su stabilità e prestazioni, risolvendo crash legati alle schede bloccate, al pannello delle impostazioni del sito e all’apertura di nuove schede dopo l’installazione. Non mancano poi piccoli ma utili miglioramenti all’interfaccia, come le scorciatoie da tastiera standard (Ctrl+R e F5 per ricaricare), il menu contestuale potenziato e una gestione più intuitiva dei gruppi di schede.
Orion Browser per Linux Beta 0.3 è disponibile per il download qui.
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Dopo il mio viaggio di Febbraio nella Regione vi dico cosa ne penso.
Soprattutto, cerco di capire se chi come me soffre di fibromialgia e artrite potrebbe trarne giovamento.
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.Verso Casa (YouTube)
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Quando parliamo di ADHD, autismo e altre condizioni del neurosviluppo, raramente ci troviamo di fronte a un solo profilo isolato. Non siamo fatti a compartimenti stagni. Nella pratica clinica ed educativa, accade infatti che queste caratteristiche si presentino insieme, intrecciandosi in modi complessi e unici.
Spesso, dietro un’unica etichetta diagnostica, si nasconde un insieme di sfumature che definisce l’individualità di ogni persona. Comprendere come l’ADHD, l’autismo e i disturbi dell’umore comunichino tra loro — come abbiamo visto anche nel nostro articolo sulla neurodivergenza in età evolutiva — non è solo un esercizio diagnostico, ma la chiave per offrire un supporto realmente efficace e rispettoso della complessità umana.
Nel linguaggio clinico, quando parliamo di comorbilità (o co-occorrenza), ci riferiamo alla presenza simultanea di due o più condizioni in uno stesso individuo. Tuttavia, nel campo delle neurodivergenze, questo termine sta gradualmente lasciando il posto a una visione più fluida: non si tratta di “sommare” diverse patologie, ma di riconoscere che il cervello umano può presentare tratti appartenenti a spettri differenti che si influenzano a vicenda.
È fondamentale distinguere tra avere due diagnosi distinte e manifestare tratti che si sovrappongono. Mentre il DSM-5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) ha permesso solo recentemente di diagnosticare ufficialmente la coesistenza di autismo e ADHD, nella realtà quotidiana sappiamo che queste condizioni “dialogano” costantemente.
La co-occorrenza suggerisce che le radici neurobiologiche di queste divergenze siano spesso intrecciate: non sono binari paralleli che non si incontrano mai, ma fili di una stessa trama che formano un profilo di funzionamento unico. Riconoscere questa complessità evita il rischio di interventi parziali che si concentrano solo su un aspetto, trascurando la visione d’insieme del bambino o dell’adulto.
La scienza moderna ha superato l’idea che ADHD e autismo siano entità isolate. Studi di neuroimaging e di genetica molecolare hanno dimostrato che queste due condizioni condividono un’architettura biologica comune. Si stima che circa il 30-50% delle persone con autismo presenti anche sintomi di ADHD e che i tratti si sovrappongano frequentemente a causa di una predisposizione genetica condivisa. Quando parliamo di autismo e ADHD insieme, non ci riferiamo a due condizioni separate, ma a un profilo integrato che richiede una lettura unitaria.
La ricerca suggerisce che la “co-occorrenza” nasca da una differente organizzazione in alcune aree chiave del cervello:
Quando queste condizioni convivono, i sintomi possono “mascherarsi” a vicenda o potenziarsi. Ad esempio:
Questa base neurologica comune spiega perché un approccio unico sia spesso insufficiente: per supportare realmente la persona, dobbiamo guardare alla combinazione specifica di questi circuiti.
Per chi convive con l’ADHD, l’ansia non è quasi mai un ospite inatteso, ma spesso il risultato di un sistema nervoso costantemente sotto pressione. La fatica cognitiva necessaria per restare concentrati in un mondo pieno di distrazioni, unita alla frustrazione di dimenticare scadenze o perdere oggetti, crea uno stato di allerta perenne. Questo fenomeno, noto come overload (sovraccarico), si verifica quando il cervello non riesce più a filtrare gli stimoli esterni o i propri pensieri, reagendo con una risposta di stress.
Il modo in cui l’adhd ansia si palesa cambia significativamente con l’età:
Per impostare un supporto corretto, è fondamentale distinguere la natura dell’ansia:
Secondo diversi studi clinici e le linee guida del DSM-5, identificare se l’ansia sia una risposta adattiva alle sfide dell’ADHD o un disturbo a sé stante è cruciale: se l’ansia è secondaria, migliorare la gestione dei sintomi dell’ADHD (attraverso strategie organizzative o supporto terapeutico) porta spesso a una drastica riduzione del carico ansioso. Se invece è primaria, entrambi i disturbi necessitano di protocolli d’intervento specifici e paralleli.
La coesistenza di ADHD e depressione non è solo una sovrapposizione clinica, ma spesso l’esito di un processo di erosione psicologica. Il meccanismo principale è legato ai fallimenti ripetuti: quando un individuo sperimenta costantemente difficoltà nel portare a termine compiti semplici, nel mantenere l’organizzazione o nel regolare l’impulsività, finisce per interiorizzare un senso di incapacità cronica. Questa dinamica colpisce duramente l’autostima, portando a quella che viene definita “impotenza appresa“, dove la persona smette di provare perché convinta che il fallimento sia inevitabile.
È fondamentale distinguere tra la demoralizzazione passeggera e la depressione vera e propria:
Quando l’ADHD si intreccia con la depressione, i sintomi classici dell’iperattività o della disattenzione possono mutare, rendendo difficile il riconoscimento tempestivo.
Riconoscere questi segnali permette di intervenire non solo sulla gestione del tempo e dell’attenzione, ma anche sulla guarigione di una ferita emotiva che, se trascurata, può diventare più invalidante dei sintomi primari dell’ADHD.
Il rapporto tra l’ADHD e i disturbi della personalità, in particolare il Disturbo Borderline di Personalità (BPD), rappresenta una delle frontiere più complesse della psicopatologia clinica. Entrambe le condizioni condividono un nucleo di instabilità emotiva, rendendo la diagnosi differenziale un compito estremamente delicato che richiede competenze specialistiche multidisciplinari.
Affrontare il legame tra adhd e bpd richiede estrema cautela: sebbene presentino tratti superficialmente simili, le radici profonde del comportamento e il vissuto interno della persona sono spesso molto diversi. La disregolazione emotiva nell’ADHD è solitamente legata a una difficoltà nel frenare le risposte immediate agli stimoli (impulsività), mentre nel BPD è spesso radicata in una fragilità dell’immagine di sé e in una sensibilità estrema al rifiuto o all’abbandono.
Per evitare semplificazioni pericolose, è utile osservare come si manifestano le crisi emotive nelle due condizioni:
Data la sensibilità dell’argomento, è fondamentale consultare fonti affidabili e aggiornate. La letteratura scientifica recente suggerisce che l’ADHD non trattato nell’infanzia possa, in alcuni casi, aumentare la vulnerabilità verso lo sviluppo di una disregolazione emotiva più severa in età adulta, rendendo l’intervento precoce una forma di prevenzione essenziale. Per approfondimenti clinici, si consiglia di consultare i portali ufficiali di enti come l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o società scientifiche riconosciute nell’ambito della neuropsichiatria infantile.
Riconoscere se si tratti di una sovrapposizione o di un disturbo predominante è l’unico modo per impostare una terapia che non sia solo sintomatologica, ma che rispetti la struttura profonda della personalità dell’individuo.
La relazione tra disturbi dell’attenzione e disturbi dell’apprendimento è così stretta che, nella pratica clinica, è quasi più comune trovarli associati che isolati. Questa sovrapposizione crea una sfida unica per lo studente, che deve gestire contemporaneamente la fatica del “fare” e quella dell’ “imparare”.
La coesistenza tra ADHD e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguarda una percentuale altissima di casi: si stima che circa il 30-40% degli studenti con un disturbo della lettura presenti anche sintomi di disattenzione o iperattività. Il motivo risiede in una base neurobiologica condivisa, dove la memoria di lavoro — ovvero la capacità di tenere a mente informazioni per il tempo necessario a usarle — risulta fragile in entrambi i profili.
Quando parliamo di adhd dislessia, non stiamo solo sommando due difficoltà, ma stiamo osservando un bambino che deve compiere uno sforzo cognitivo doppio: deve lottare per restare concentrato sul testo e, contemporaneamente, faticare per decodificare i segni grafici.
Il peso di questa combinazione ricade inevitabilmente sul benessere psicologico:
Distinguere dove finisce la disattenzione e dove inizia il disturbo dell’apprendimento è fondamentale per scegliere gli strumenti giusti.
Riconoscere questa intersezione permette di non limitarsi a fornire una sintesi vocale (strumento per DSA), ma di affiancarla a pause frequenti e una frammentazione del compito (strategie per ADHD), garantendo allo studente un reale diritto all’apprendimento.
La diagnosi differenziale rappresenta la difficoltà più importante per i clinici, poiché i confini tra le diverse neurodivergenze non sono linee nette, ma zone d’ombra dove i tratti si mescolano e si influenzano a vicenda.
Distinguere tra condizioni sovrapposte richiede un’analisi meticolosa del “perché” un comportamento si manifesta, non solo del “cosa” appare all’esterno. La complessità nasce dal fatto che sintomi identici possono avere radici neurologiche diverse. Ad esempio, l’irrequietezza motoria può essere un segnale di ADHD (iperattività), ma anche una manifestazione di ansia o una reazione a un sovraccarico sensoriale tipico dello spettro autistico.
Il pericolo principale in un percorso valutativo è la cosiddetta “chiusura prematura”: una volta identificata una condizione (ad esempio la Dislessia), si tende a fermarsi, attribuendo ogni difficoltà del bambino a quel singolo disturbo. Questo porta a diagnosi incomplete che ignorano la comorbilità, lasciando scoperte aree critiche come l’attenzione o la regolazione emotiva. Senza una valutazione globale, gli interventi rischiano di essere parziali e poco efficaci nel lungo periodo.
Un altro ostacolo significativo è il mascheramento o masking. Molte persone, specialmente le bambine e le donne, imparano precocemente a nascondere i propri tratti neurodivergenti per adattarsi alle aspettative sociali.
Per navigare in questa complessità, i professionisti si affidano a protocolli standardizzati e linee guida internazionali. È essenziale che la valutazione non sia basata su una singola osservazione, ma sia multidisciplinare, coinvolgendo neuropsichiatri, psicologi e logopedisti. Per chi desidera approfondire i criteri scientifici ufficiali, è possibile consultare i documenti di riferimento del DSM-5-TR o le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che definiscono i percorsi diagnostici corretti per garantire che ogni profilo venga compreso nella sua interezza.
La comprensione clinica della comorbilità deve necessariamente tradursi in un cambiamento operativo nella vita di tutti i giorni. Quando le sfide del neurosviluppo si intrecciano, l’impatto si riflette su ogni pilastro dell’esistenza del bambino e dell’adulto.
La gestione di un profilo complesso non riguarda solo il momento della terapia, ma richiede un adattamento costante degli ambienti in cui la persona vive e agisce.
Il limite di molti interventi tradizionali risiede nel tentativo di applicare protocolli standardizzati a profili unici.
Adottare una visione integrata significa smettere di guardare alle singole difficoltà e iniziare a guardare alla persona nel suo insieme, comprendendo che l’equilibrio è possibile solo quando l’ambiente circostante impara a parlare la stessa lingua della sua mente.
Quando le neurodivergenze si intrecciano, le strategie di intervento devono agire in sinergia, bilanciando il supporto tecnico con quello psicologico per evitare che il carico cognitivo diventi insostenibile.
Il supporto efficace nelle comorbilità non si limita a correggere una funzione, ma mira a stabilizzare l’intero sistema di vita della persona. L’obiettivo è ridurre l’attrito tra un sistema operativo “differente” e le richieste di un ambiente spesso troppo rigido.
Per chi vive la sovrapposizione tra ADHD e autismo, la prevedibilità è un farmaco naturale contro l’ansia.
Nelle comorbilità, il benessere emotivo è la precondizione per ogni apprendimento.
Gli strumenti non sono “scorciatoie”, ma ponti verso l’autonomia che tengono conto della fatica cognitiva combinata.
Per implementare queste strategie, è possibile attingere a materiali specifici che trasformano la teoria in pratica quotidiana:
L’utilizzo strategico di questi supporti permette di passare da una gestione dell’emergenza a una costruzione consapevole del potenziale individuale.
Il futuro della comprensione clinica e sociale risiede nel superare le etichette isolate. Focalizzarsi esclusivamente su un singolo acronimo (ADHD, DSA o ASD) rischia di restituire un’immagine frammentata e parziale di una realtà molto più ricca. Adottare una visione integrata significa comprendere che le diverse caratteristiche neurologiche non sono “pezzi di un puzzle” aggiunti l’uno all’altro, ma sfumature di un unico profilo globale della persona.
Questa prospettiva si collega direttamente al concetto di inclusione autentica: non si tratta di creare piccoli spazi separati per ogni “disturbo”, ma di trasformare gli ambienti affinché siano intrinsecamente flessibili e capaci di accogliere il funzionamento umano nella sua naturale variabilità.
Vedere la persona nella sua interezza permette di smettere di rincorrere il sintomo e iniziare a valorizzare il potenziale, garantendo che ogni mente possa esprimersi senza restare prigioniera di definizioni riduttive.
Identificare la presenza di più condizioni sovrapposte non è un compito che spetta alla famiglia o alla scuola, ma richiede l’intervento di professionisti esperti. È importante prestare attenzione ad alcuni segnali di sovrapposizione che suggeriscono la necessità di un approfondimento:
In questi casi, emerge l’importanza della valutazione multidisciplinare. Un approccio che veda la cooperazione tra neuropsichiatri, psicologi, logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità è l’unica garanzia per ottenere una mappatura fedele del funzionamento individuale. Solo attraverso questo lavoro di rete è possibile distinguere i segnali precoci, evitare diagnosi incomplete e costruire un progetto di vita che valorizzi le capacità individuali, promuovendo un percorso di crescita realmente inclusivo e partecipativo.
#1000neurodivergenze #adhd #autismo #neurodivergenze
INDICAZIONE PER I PEDIATRI Linee-guida per la diagnosi e la terapia farmacologica del Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD) in età evolutiva Approvate il 24/06/2002 dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Neuropsichiat…adminaifa (Associazione AIFA)
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I gemelli di Alfazeta
Giuseppe e Rossella Scherl
Favola contemporanea illustrata a carattere educativo e psicologico
Le Pecore Nere
2025
71
lepecorenereeditorial.it/?prod…
Consigliato per lettori dai 9 ai 14 anni, con possibilità di lettura guidata dai 6 anni in poi.
“I gemelli di Alfazeta” si distingue nel panorama editoriale contemporaneo come un’opera capace di coniugare dimensione narrativa e riflessione psicologica. Al centro della storia si colloca il tema della differenza di genere, affrontato con uno sguardo moderno e aperto. La società di Alfazeta, rigidamente organizzata secondo una netta separazione tra ruoli maschili e femminili, rappresenta un modello tradizionale in cui l’identità individuale è subordinata a schemi prestabiliti. In questo contesto, il genere viene inizialmente concepito come una diretta estensione del sesso biologico. Tuttavia, il racconto si sviluppa progressivamente in direzione opposta, mostrando come l’identità sia un costrutto più complesso, influenzato da dimensioni psicologiche, emotive e culturali.
La scelta di due gemelli come protagonisti consente all’opera di esplorare con particolare efficacia il tema della variabilità individuale e del legame identitario. Ziuk e Ziak condividono un’origine comune, ma manifestano inclinazioni e desideri profondamente differenti. Il loro rapporto non è semplicemente di somiglianza biologica, ma si configura come una connessione profonda, empatica e quasi speculare, in cui ciascuno riconosce nell’altro una parte significativa di sé. Proprio questo legame rende possibile lo scambio dei ruoli: non si tratta di un gesto casuale, ma di una scelta che nasce da una comprensione reciproca intensa e consapevole. Gli studi psicologici sui gemelli mostrano infatti come, a fronte di un patrimonio genetico condiviso, lo sviluppo individuale possa divergere sensibilmente a causa dell’interazione tra ambiente, esperienze e percezione di sé. La plasticità cerebrale e l’influenza del contesto contribuiscono a modellare identità distinte, anche in soggetti apparentemente simili. Nel testo, tale principio si traduce nella tensione vissuta dai due protagonisti, che percepiscono una discrepanza tra i ruoli sociali imposti e la propria interiorità. La narrazione evidenzia così come il benessere psicologico derivi dalla possibilità di esprimere in modo autentico la propria identità, e come il confronto con l’altro gemello diventi uno specchio attraverso cui prendere coscienza di sé.
Il punto di svolta della vicenda è rappresentato dallo stratagemma ideato da Ziuk e Ziak. L’invocazione dello Spirito della Montagna, figura simbolica legata alla memoria della nonna, introduce una dimensione quasi mitica nella narrazione. Grazie a questo intervento, i due gemelli riescono a scambiarsi i ruoli: Ziak entra nella scuola riservata ai maschi al posto di Ziuk, mentre Ziuk frequenta la scuola riservata alle femmine al posto di Ziak. Questo gesto assume un significato profondamente sovversivo, poiché mette in discussione l’arbitrarietà delle norme sociali. Attraverso l’esperienza diretta, i protagonisti dimostrano che molte delle differenze attribuite ai generi non sono innate, ma costruite culturalmente.
La scoperta dello scambio conduce a un momento cruciale: il processo. In questa fase, la narrazione si amplia e coinvolge l’intera comunità di Alfazeta. Il tribunale diventa uno spazio di confronto in cui non solo i due gemelli, ma anche il popolo, possono esprimere il proprio punto di vista. Questo passaggio conferisce all’opera una dimensione corale e democratica. La vicenda individuale si trasforma così in un’occasione di riflessione collettiva, evidenziando come il cambiamento sociale richieda il contributo di più voci. L’esito del processo segna una progressiva apertura verso una visione più inclusiva e complessa dell’identità di genere.
Uno dei messaggi più significativi dell’opera riguarda il potere dell’immaginazione. Ziuk e Ziak dimostrano che il primo passo verso il cambiamento consiste nel concepire una realtà diversa. Il desiderio di realizzare ciò che si è in grado di immaginare diventa una forza trasformativa. Inseguire i propri sogni, anche quando ciò comporta rischi e opposizioni, viene presentato come un atto necessario per affermare la propria autenticità. Il testo invita il lettore a non porre limiti al pensiero e a riconoscere nel sogno uno strumento fondamentale per costruire nuove possibilità di esistenza.
Un elemento di grande valore è rappresentato dall’apparato iconografico. Le illustrazioni si distinguono per qualità ed espressività, contribuendo in modo significativo alla resa complessiva dell’opera. Le immagini non si limitano ad accompagnare il testo, ma ne amplificano il significato, rendendo tangibili le emozioni dei protagonisti. La cura estetica si traduce in una perfetta armonia tra parola e rappresentazione visiva, capace di guidare il lettore attraverso i momenti chiave della storia, dalla costrizione iniziale fino alla progressiva liberazione.
Gli autori, Giuseppe Scherl e Rossella Scherl, si distinguono per una sensibilità narrativa orientata ai temi educativi e sociali, con particolare attenzione allo sviluppo dell’identità e alla valorizzazione delle differenze. La loro collaborazione si caratterizza per uno stile chiaro ed empatico, capace di rendere accessibili concetti complessi anche a un pubblico giovane, senza rinunciare alla profondità della riflessione.
L’apparato illustrativo è affidato a Aurora Tassoni, artista che dimostra una notevole capacità di tradurre visivamente contenuti simbolici ed emotivi. Il suo tratto si distingue per delicatezza e intensità espressiva, contribuendo a costruire un immaginario coerente con i temi del racconto. Le sue illustrazioni non solo arricchiscono il testo, ma ne costituiscono una vera e propria estensione narrativa, capace di dialogare con le parole e amplificarne l’impatto.
“I gemelli di Alfazeta” si configura come un’opera intensa e necessaria, capace di affrontare con sensibilità e profondità il tema della differenza di genere. Attraverso la storia di Ziuk e Ziak, il libro invita a superare gli stereotipi e a riconoscere la complessità dell’identità umana. Al tempo stesso, celebra il valore dei sogni e dell’immaginazione come strumenti di cambiamento. Ne emerge una narrazione coinvolgente e significativa, in grado di lasciare nel lettore una riflessione duratura sulla libertà di essere sé stessi.
#alboIllustrato #favole #illustrazioni #lePecoreNere
I gemelli di AlfazetaGiuseppe e Rossella ScherlFavola contemporanea illustrata a carattere educativo e psicologicoLe PecoreCristina Desideri (Il Mago di Oz)
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Proton Mail ha reso disponibile per tutti i suoi utenti, compresi quelli con account gratuiti, la crittografia post-quantum come aggiornamento opzionale. L’obiettivo è proteggere le comunicazioni cifrate non solo dalle minacce attuali, ma anche da quelle future, legate allo sviluppo dei computer quantistici. L’attivazione è semplice e non richiede competenze tecniche, basta seguire la procedura guidata nel pannello di controllo.
Una volta attivata, la funzione genera chiavi post-quantum per le nuove email cifrate. Questo significa che i messaggi inviati da quel momento in poi saranno protetti anche contro eventuali attacchi futuri, basati su algoritmi quantistici in grado di violare gli standard attuali come RSA o ECC. La novità vale esclusivamente per Proton Mail e non si applica ad altri servizi del gruppo, come Drive o Calendar.
L’aggiornamento non è retroattivo: le email già presenti nella casella non verranno cifrate nuovamente automaticamente. Tuttavia, la gestione delle chiavi post-quantum rimane intuitiva, con la possibilità di generarne di nuove, contrassegnare quelle obsolete o compromesse, proprio come avviene con le chiavi tradizionali.
Proton Mail introduce anche il supporto per OpenPGP v6, il framework che consente l’uso di algoritmi moderni, inclusa la crittografia post-quantum. L’azienda sta lavorando per standardizzare queste protezioni in tutto l’ecosistema email aperto, collaborando con progetti come Thunderbird. L’obiettivo è garantire che queste tutele funzionino anche tra provider diversi, non solo all’interno di Proton.
SOURCE:// proton.me
SOURCE:// account.proton.me
Proton Mail now supports post-quantum encryption, helping protect new encrypted emails against future quantum threats.Anant Vijay Singh (Proton)
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Fonte: Nicoletta Moccia, Op. cit. infra
La vicenda di questa giovane donna [Sara ČuČek] proveniente dalla Slovenia, accomuna un po’ la situazione di molte ragazze straniere che, iniziata una relazione con un italiano, cercano nella casa della famiglia del loro compagno un luogo di appoggio per allontanarsi dalla propria terra, ma soprattutto per vivere liberamente senza il rispetto degli ideali della famiglia ospitante. È un male comune che nasce dalla volontà di essere liberi, senza regole e di rincorrere la ricchezza. Sara ČuČek, di soli ventitré anni, viene fermata il 28 aprile 1945 con l’accusa di aver svolto opera di delazione ai danni di appartenenti a gruppi patriottici, collaborando con le SS e provocando l’arresto e l’internamento di alcuni giovani, di cui due fucilati e altri morti nei campi tedeschi <192. Dopo solo due giorni, presso il II distaccamento della III brigata, viene sottoposta ad interrogatorio durante il quale dichiara: “Conoscendo che mio fratello prestava servizio con la SS Tedesca – ho saputo che la spia ad alcuni patrioti e precisamente quelli di casa Sormani sgominati sopra, fu fatta da mio fratello. Perché avevo questionato, non parlavo più con mio fratello: egli abitava, dopo un po’ di tempo, presso l’Albergo Regina ed io presso l’Albergo Centrale, non occupato da Tedeschi. Mi sono interessata tramite il Seppi di occupare mio fratello. Mio fratello si spacciò per patriotta [sic] e, appreso i segreti, fece arrestare alcuni giovani” <193. In realtà la III brigata Gap di Via Longhi n. 13 a Milano era a conoscenza dell’attività di collaborazionista della giovane slovena, legata, comunque, ad un uomo delle SS; dall’altro canto suo fratello, pur essendo stato alle dipendenze dell’albergo Regina, era stato ucciso dai tedeschi, in quanto aveva l’abitudine, durante le requisizioni, di rubare merce. La sua morte avvenne in Viale Padova a Milano nel novembre 1944 <194. La ČuČek era ritenuta responsabile dell’arresto del fratello del suo ex fidanzato e di altri giovanissimi ragazzi facenti parte di un piccolo gruppo antifascista <195.
Il 30 giugno 1945 l’imputata produce un’istanza alla Procura Generale presso la Corte d’Assise Straordinaria di Milano, in quanto, avendo partorito da pochi giorni un bambino, chiede che sia sollecitata la definizione del suo processo. L’ambiente è sovraffollato e non idoneo per un neonato; né ella è responsabile di alcun reato e riuscirà a dimostrare, nel corso del processo, la sua innocenza <196.
Il primo interrogatorio avviene il 13 luglio 1945. L’imputata ricostruisce brevemente la sua vicenda. Arrivata in Italia il 16 settembre 1943, aveva alloggiato presso la casa del suo fidanzato Franco Sormani, ufficiale dell’esercito, allora internato in Germania. Suo fratello Artaserse era nella organizzazione Speer (simile alla Todt), ma appena in Italia l’aveva abbandonata. Questi era entrato a lavorare quale interprete nell’albero Regina: qui si era recata per parlare con lui e non per compiere delazioni. Non era a conoscenza del ruolo svolto dal fratello nella sede delle SS, in quanto, per un dissidio, non abitavano più insieme sin dai primi di aprile 1944. Non aveva avuto alcuna relazione intima con il Sepi, un ufficiale delle SS, che aveva una camera presso l’albergo Centrale, dove ella aveva preso domicilio <197. La situazione diventa sicuramente complicata dal momento in cui Guido Carito, il 30 luglio 1945, presenta denuncia presso l’ufficio di polizia del Palazzo di Giustizia di Milano. Suo figlio, Massimo Carito, aveva avuto la sfortuna di conoscere Sara, perché frequentava casa Sormani, in qualità di amico e compagno di scuola del figlio più piccolo, Giuseppe, di 17 anni. La giovane donna, come riferisce il denunciante, venne successivamente allontanata da casa Sormani poichè era entrata in relazione con le SS tedesche. Forse per vendetta, tramite suo fratello Artaserse, fece arrestare molte persone del gruppo di antifascisti che frequentava casa Sormani, tra cui Giuseppe Sormani e Massimo Carito, che hanno pagato con la vita la delazione fatta dai ČuČek <198. Sempre in fase istruttoria, durante l’interrogatorio di Guido Carito, lo stesso fa presente che nel giugno del 1944 fu arrestato per antifascismo e portato all’albergo Regina dove ebbe modo di incrociare Artaserse, fratello dell’imputata. Qui seppe che quest’ultimo, prima dell’arresto di suo figlio Massimo, aveva telefonato a casa per avere conferma della presenza dello stesso. Trova deplorevole che la donna, sapendo che sarebbe stato arrestato Giuseppe Sormani, non abbia cercato di avvisare la famiglia <199.
A tale denuncia fa seguito quella presentata, sempre presso l’ufficio di Polizia del Palazzo di Giustizia di Milano, di Elena Sormani, la quale dichiara di aver accolto Sara nella sua abitazione il 12 settembre 1943 quale fidanzata del figlio Lanfranco che, dopo l’8 settembre, trovandosi nel territorio di Lubiana, era stato tratto prigioniero dai tedeschi. La giovane aveva avuto paura di rimanere in quei luoghi a causa di eventuali ritorsioni. Successivamente, nel marzo 1944, arrivò il fratello Artaserse, il quale cercava notizie della sorella: forse per impietosire la famiglia Sormani, aveva dichiarato di essere fuggito dal gruppo Speer di Peschiera e di essere ricercato dai tedeschi. Venne comunque accolto. Il 22 maggio 1944 Sara ebbe una violenta discussione con il marito di Elena Sormani e venne cacciata dall’abitazione. Seppe poi che la stessa aveva intrecciato una relazione con un militare delle SS, il quale si era prodigato per far assumere Artaserse presso l’albergo Regina. Purtroppo, durante la loro permanenza, il fratello aveva fatto in modo di entrare nel piccolo gruppo giovanile del Partito d’Azione costituito da Giuseppe Sormani e da altri giovani. Ella crede che per vendetta abbia denunciato tutti i componenti tra cui il suo figliolo morto di stenti in un campo di sterminio il 24 maggio 1945 <200.
Alle precedenti due denunce, si affianca quella di Luigi Pontarili presentata il 3 agosto 1945 contro la ČuČek all’ufficio di Polizia del Palazzo di Giustizia. Le sue dichiarazioni confermano pienamente le precedenti accuse, sottolineando che nel febbraio 1944 il fratello Artaserse disertò il corpo Speer per motivi di contrabbando e raggiunse la sorella a Milano, dove rimase ospite di casa Sormani. Per rassicurare tutti, diceva che era un membro legato ai partigiani di Tito e mostrava un distintivo che in realtà apparteneva al gruppo dei volontari della Speer. Allontanata da casa Sormani nel maggio 1944, l’imputata prese alloggio presso l’albergo Centrale. Nel giugno dello stesso anno iniziarono gli arresti, le uccisioni e le deportazioni <201.
Nella deposizione di Natalina Conta si apprende che Sara, aspettando un bambino, era stata condotta da un tedesco presso la sua abitazione, dove era rimasta da gennaio ad aprile 1945. L’imputata versava in condizioni non buone e aveva necessità di cure <202. Luigi Pontiroli, interrogato nel settembre 1945, è uno di coloro i quali avevano fatto parte del piccolo gruppo di antifascisti frequentatori di casa Sormani. Come gli altri, aveva conosciuto l’imputata e suo fratello Artaserse. I due erano ospitati in quella casa. Artaserse riuscì ad introdursi nella piccola organizzazione giovanile antifascista, con la volontà di conoscere le persone e le azioni programmate. Sara cercò in tutti i modi di far capire che condivideva pienamente la causa antifascista, poiché la sua famiglia era perseguitata, cosa che si dimostrò poi non vera. Fu proprio dopo maggio 1944 che 15 tra giovani e anziani dell’organizzazione, tra cui il Pontiroli, vennero arrestati e deportati. Di questi, due furono fucilati ad Aurano <203. I due fratelli si separarono alla fine di luglio 1944, quando ormai tutto il gruppo era stato arrestato. Egli suppone che sia stata l’imputata ad istigare Artaserse nel commettere la delazione, in quanto doveva molto a Sepi, membro delle SS <204. Romilde Fabris nel suo interrogatorio dichiarò che tra luglio e agosto 1944 l’imputata fu assunta nel negozio come interprete, giacché il parrucchiere era frequentato da molte signore tedesche. Si trovava in Foro Bonaparte 74. Prima Sara ČuČek lo frequentava come cliente, poi, caduta in disgrazia, aveva chiesto di lavorare. Spesso il fratello Artaserse vi entrava in divisa e armato: aveva iniziato una relazione con un’altra lavorante, tanto da giungere poi al matrimonio <205. Maria Martinelli, direttrice dell’albergo Giulio Cesare in Via Rovello 10 a Milano, ricostruisce brevemente il modo in cui l’imputata aveva conosciuto Robert Sepi nella primavera del 1944. L’imputata si era recata nel suo albergo dove aveva avuto un lungo colloquio con un uomo, che aveva promesso di trovare un lavoro per il fratello Artaserse. Successivamente la ČuČek aveva conosciuto Robert Sepi per puro caso all’interno del suo albergo. L’imputata tornò varie volte, stringendo amicizia con questi e iniziandolo a frequentare. Vestiva in modo più che decoroso. Quando il fratello fu ucciso dai tedeschi, Sara non frequentò più quell’albergo <206.
La pubblica udienza fissata per il 15 gennaio 1946 vede sfilare tutti coloro i quali avevano presentato denuncia formale o che erano stati interpellati durante l’istruttoria. Non vi sono assolutamente delle contraddizioni rispetto alla prima fase, anzi tutto viene perfettamente confermato. L’unica novità proviene dall’interrogatorio di Guido Trezzi, il quale è convinto di essere stato denunciato dall’imputata e per questo di aver trascorso 11 mesi in un campo di concentramento. Aggiunge di aver scattato delle foto con Artaserse e di averle poi ritirate presso l’albergo Regina, dove aveva incrociato l’imputata, fornendole il numero telefonico del suo ufficio. Subito dopo avvenne il sopralluogo e il successivo arresto. Elena Sormani, madre di Franco, colui che era stato il fidanzato dell’imputata, e di Giuseppe, successivamente morto a Flossembürg, dichiara che all’arrivo nella sua casa Sara aveva portato con sé molti pezzi di corredo oltre a una copiosa collezione di francobolli e di monete antiche.
La Corte d’Assise Speciale, II Sezione Penale, in data 15 gennaio 1946, in base all’art. 479 cpp assolve l’imputata per insufficienza di prove.
[NOTE]192 ASMi, CAS Milano 1945, Fascicoli processuali, Sara ČuČek, b. 26, fasc. 439; CAS Milano 1946, Sentenze, vol. 5, sent. 27.
193 ASMi, CAS Milano 1945, Fascicoli processuali, Sara ČuČek, cit., f. 30 bis istruttoria.
194 Ivi, f. 28 istruttoria.
195 Ivi, f. 26 istruttoria.
196 Ivi, f. 25 istruttoria.
197 Ivi, f. 1 istruttoria.
198 Ivi, ff. 17-18 istruttoria.
199 Ivi, f. 7 istruttoria.
200 Ivi, ff. 19-20 istruttoria.
201 Ivi, ff. 14-15 istruttoria. I nomi dei caduti e dei catturati sono i seguenti: Giuseppe Sormani (morto a Flossenbürg); Massimo Carito (morto a Flossenbürg); Tonoli (o Tonolli) di cui non si hanno notizie; Antonio Maria Colombo (ucciso ad Aurano nel 1944); Tommaso Pessina (ucciso ad Aurano nel 1944); Carlo Trezzi (11 mesi di campo di concentramento in Germania); Bruno Rebecchi e Luigi Pontiroli (11 mesi di vita alla macchia). Sembra che per ogni persona arrestata l’imputata abbia percepito la somma di L. 2.800. Una targa in memoria di Antonio Maria Colombo si trova una in Via Tiraboschi n. 2 a Milano; l’altra dedicata a Tommaso Pessina e Giuseppe Sormani in Via Tiraboschi n. 6 sempre a Milano: si tratta delle rispettive abitazioni dei giovani antifascisti.
202 Ivi, f. 11 istruttoria.
203 Aurano è attualmente in provincia di Verbania.
204 ASMi, Fascicolo processuale, cit., ff. 9-10 istruttoria.
205 Ivi, f. 8 istruttoria.
206 Ivi, f. 6 istruttoria.
Nicoletta Moccia, Bene e male comune tra storia e filosofia. Le donne collaborazioniste processate a Milano dal 1945 al 1947, Tesi di dottorato, Università degli Studi dell’Insubria – Varese, Anno Accademico 2015-2016
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Basta un attimo — una distrazione al parco o un gatto che non rientra la sera — per capire come il monitoraggio degli animali domestici sia passato da semplice “extra” tecnologico a vera esigenza concreta. Con circa il 40% delle famiglie italiane che convivono con almeno un pet (dati ISTAT) e una crescente attenzione verso sicurezza e benessere, il segmento della pet tech sta vivendo un’evoluzione significativa: i GPS tracker per animali si stanno affermando come dispositivi sempre più diffusi, inserendosi in un mercato globale che, secondo le stime, potrebbe raggiungere i 3,5 miliardi di dollari entro il 2033. Ma come funzionano realmente queste soluzioni? Quali sono i loro limiti operativi e le reali aspettative d’uso? E soprattutto, quali parametri tecnici considerare prima dell’acquisto? A queste domande risponde Kippy, con una guida pratica basata su dati, casi d’uso concreti e un’analisi dei principali falsi miti.
“Nelle nostre recensioni, riceviamo spesso feedback di utenti convinti che un GPS tracker funzioni esattamente come il navigatore dello smartphone: sempre acceso, sempre preciso, in aggiornamento costante. Tecnicamente è possibile, ma non è quello di cui un cane o un gatto ha bisogno. Le loro abitudini sono molto diverse dalle nostre, e nella maggior parte dei casi un live tracking continuo non aggiunge sicurezza reale. Capire quando ha senso usarlo, e quando no, è il primo passo per trarre il massimo dal dispositivo, spiega Iacopo Buccarelli di Kippy.
La prima distinzione da fare è quella tra GPS tracker con SIM integrata e Bluetooth tracker AirTag, tecnologie complementari e non alternative. Nel particolare, i Bluetooth tracker funzionano solo in prossimità di altri dispositivi abilitati: in particolare, se il gatto si allontana esce il raggio utile (generalmente tra i 10 e i 30 metri) il segnale si perde. I GPS tracker con SIM integrata, come Kippy Cat V2 o Kippy Dog, utilizzano invece la rete dati cellulare per localizzare l'animale, a qualsiasi distanza, in tutta Europa. Essi, infatti, non dipendono dalla presenza di altri dispositivi nelle vicinanze e consentono di ricevere la posizione direttamente sull'app, anche quando il gatto è a chilometri da casa, registrando i suoi spostamenti nel tempo, permettendo così di ricostruirne le abitudini.
Uno dei fraintendimenti più diffusi riguarda il concetto di “real time”: molti utenti si aspettano un tracciamento continuo al secondo, simile a un navigatore, ma nella pratica si tratta di una modalità specifica — come la Live tracking — che aumenta la frequenza degli aggiornamenti a intervalli di pochi secondi, con un impatto diretto sul consumo energetico. È una funzione utile in scenari dinamici o ad alta criticità (ad esempio in aree sconosciute), ma non pensata per un utilizzo continuativo: dispositivi come Kippy Dog possono arrivare fino a circa 15 giorni di autonomia in modalità standard, mentre in Live tracking la batteria si riduce a poche ore. Parallelamente, è fondamentale distinguere tra qualità del segnale GPS e copertura di rete cellulare: una rete debole può rallentare la trasmissione dei dati senza compromettere la precisione del posizionamento. Il GPS, infatti, opera efficacemente in ambienti outdoor, con una precisione media compresa tra 5 e 15 metri, mentre in spazi chiusi o coperti (abitazioni, garage) può degradare sensibilmente, con scostamenti anche fino a 50 metri. Comprendere queste variabili consente di interpretare correttamente le performance del dispositivo e di adattarne l’uso al contesto reale.
Il valore reale di un GPS tracker non sta nell'inseguire il proprio animale secondo per secondo, ma in tre funzionalità che trasformano il monitoraggio in strumento di cura e benessere quotidiano:
A differenza dei cani, molti gatti non sono abituati a indossare un collare e possono reagire con fastidio o agitazione. Ecco perché è essenziale scegliere un collare con dimensioni e peso ridotti, e sgancio di sicurezza anti-strozzo. Tuttavia, il dispositivo migliore non basta se il momento dell'introduzione viene gestito male; per questo è importante attendere che il gatto abbia almeno 12 mesi di vita e raggiunga il peso minimo di 4 kg. Poi, non bisogna lasciarlo mai solo nelle prime ore dall'applicazione del collare. Altro punto fondamentale è l’osservazione del comportamento durante la fase di adattamento: un gatto che rifiuta il collare può farsi del male. Infine, ricaricare il dispositivo nelle ore di sonno dell'animale, così da garantire un monitoraggio continuativo.
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La crescente disponibilità di dati in tempo reale ha progressivamente reso i mercati finanziari più efficienti, abbattendo barriere tecnologiche ed economiche e riducendo drasticamente i costi operativiTechpertuttiGuglielmo Sbano
Infine, prima di scegliere un dispositivo di tracciamento, è utile farsi alcune domande: “Il mio animale ha almeno qualche mese di vita e il peso minimo richiesto?”; “Vive principalmente in casa, in giardino, o outdoor?”; “Ho verificato la copertura di rete nella mia zona?”, e soprattutto, “Ho chiare le differenze tra GPS con SIM e Bluetooth tracker quale si adatta meglio alle mie esigenze e a quelle del mio pet?”.
“L'obiettivo non è tenere il proprio animale sotto sorveglianza costante, ma avere la serenità di sapere che, se qualcosa cambia, arriva subito un segnale. Conoscere le abitudini normali di un cane o di un gatto, ricevere un alert quando escono dall'area sicura, monitorare l'attività nel tempo, sono queste le funzioni utili ai proprietari e che trasformano un dispositivo tecnologico in uno strumento di cura quotidiana”, conclude Iacopo Buccarelli.
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qBittorrent 5.2.0 è disponibile con un aggiornamento ricco di novità. Il client open source, scelto da sempre più utenti come alternativa a µTorrent, introduce funzioni utili sia per chi scarica occasionalmente sia per chi gestisce grandi volumi di torrent, magari in abbinamento a tool come Radarr o Sonarr.
La barra di stato ora mostra lo spazio libero su disco, una funzione semplice ma utile per chi monitora costantemente lo stato dei propri archivi. Non solo: è possibile personalizzare i colori della barra dei pezzi e della barra di avanzamento, scegliendo se farli seguire allo stato del torrent o disabilitarli del tutto.
Tra le novità più pratiche spicca l’opzione per riavviare automaticamente il sistema al termine dei download, ideale per chi avvia scaricamenti in batch durante la notte. Gli utenti più esperti apprezzeranno invece il nuovo filtro separato per lo stato dei tracker, che consente una gestione più granulare delle fonti. Non manca un pulsante dedicato per la creazione di nuovi torrent, ora accessibile direttamente dalla barra degli strumenti.0
La WebUI è stata arricchita con una nuova procedura per aggiungere i torrent, il supporto per creare file .torrent direttamente dal browser e il filtro per lo stato dei tracker. Le prestazioni sono migliorate grazie al calcolo asincrono dei pezzi, che evita di bloccare l’interfaccia con file di grandi dimensioni, e la lista dei torrent si carica più velocemente all’avvio.
qBittorrent 5.2.0 introduce il supporto per ARM64 su Windows, traduzioni in albanese, bosniaco, kazako, nepalese e serbo, e una serie di ottimizzazioni per Linux e macOS. Tra queste, la rimozione dell’opzione per il limite di utilizzo della RAM su Linux (non più efficace) e il supporto per le scorciatoie da tastiera su macOS. Il client ora utilizza la compressione lossless per le immagini e ha abbandonato il supporto per Qt 6.5, richiedendo almeno Qt 6.10.3.
L’API web è stata arricchita con nuovi endpoint, come app/processInfo per recuperare il tempo di avvio dell’applicazione, e il supporto per l’autenticazione tramite chiave API. Anche la gestione degli RSS è stata migliorata, con la possibilità di impostare intervalli di aggiornamento personalizzati per ogni feed e un filtro più intelligente per gli articoli.
qBittorrent 5.2.0 è scaricabile dal sito ufficiale per Windows, macOS e Linux (inclusi pacchetti AppImage, Snap e Flatpak). Gli utenti Docker possono aggiornare l’immagine a qbittorrentteam/qbittorrent:5.2.0.
SOURCE:// qbittorrent.org
SOURCE:// github.com
SOURCE:// 9to5linux.com
SOURCE:// ubuntuhandbook.org
qBittorrent 5.2.0 Released with Lots of WebUI ImprovementsJi m (UbuntuHandbook)
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Oggi, mercoledì 6 maggio, alle ore 17, al Chiostro del Palazzo del Governatorato di Ostia, apre la mostra
Anatomia di Margini e Mutazioni: Caligari e Pasolini a confronto
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Finissage il 15 maggio, h. 17
#Caligari #Ostia #Pasolini
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A Roma, martedì 12 maggio, ore 18:30
Libreria Fahrenheit 451 – Campo de’ fiori 44
Rossella Prezzo, filosofa e traduttrice, presenta il libro
[strong]Note di un Metodo[/strong]
di María Zambrano
Edizioni degli animali 2026
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youtu.be/I4Ydr7MZLHw?is=I2cjl9…
#music #musicA #PinkFloyd
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.Classic Rock Video (YouTube)
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Astrocampania organizza una visita guidata il 15 maggio 2026 presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo, per un viaggio nel profondo cielo tra le stelle di primavera che ci regalano le remote galassie dell’universo nello scenario dell’alta costiera amalfitana.
Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti degli oggetti celesti più distanti dalla Terra, […]
oasdg.astrocampania.it/2026/05…
Visita guidata su prenotazione “Viaggio tra le galassie” 15 maggio 2026antonio (Osservatorio Astronomico Salvatore Di Giacomo - AstroCampania)
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Wine 11.8 è ora disponibile e introduce diversi miglioramenti che rafforzano la sua posizione come strato di compatibilità per eseguire applicazioni Windows su Linux, macOS e BSD. Tra le novità più rilevanti spicca l’aggiornamento del motore Mono integrato alla versione 11.1.0, fondamentale per chi utilizza software basati su .NET all’interno di ambienti Wine.
Il team ha proseguito anche la reimplementazione di MSXML, riducendo la dipendenza dalla libreria esterna libxml2. Questo passo è strategico per garantire una maggiore indipendenza e manutenibilità a lungo termine del progetto. Un altro miglioramento significativo riguarda la gestione dei layout di tastiera, ora potenziata grazie all’integrazione con XKBRegistry. Questa modifica è particolarmente utile per gli utenti che operano con configurazioni di tastiera non standard o diversificate, migliorando la precisione dell’input su tutte le piattaforme supportate.
Wine 11.8 include 22 correzioni di bug che interessano un’ampia gamma di applicazioni e giochi, tra cui Microsoft Golf 99, Tom Clancy’s Rainbow Six: Lockdown, Visio 2013 e il recentissimo Assassin’s Creed Shadows. Questi fix migliorano la compatibilità e l’esperienza utente, rendendo Wine sempre più affidabile.
SOURCE:// winehq.org
SOURCE:// gitlab.winehq.org
The Wine development release 11.8 is now available. What's new in this release: Mono engine updated to version 11.1.0. More work...GitLab
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Nel settore degli affitti brevi, chi arriva prima vince. E a farlo meglio, almeno quando si parla di borghi italiani, sono i turisti stranieri. È quanto emerge dall'analisi interna di Ruralis, che gestisce 574 strutture su tutto il territorio nazionale. I dati relativi alle prenotazioni per il periodo aprile-giugno 2026 mostrano una differenza netta: gli ospiti internazionali prenotano con una finestra media di 99 giorni di anticipo, contro gli 80 giorni degli italiani. Quasi tre settimane di vantaggio che, tradotte in occupazione effettiva, possono fare la differenza tra una stagione piena e una a mezzo ritmo.
Kaspersky: oltre 1 milione di conti bancari compromessi
Il nuovo report Kaspersky rivela oltre 1 milione di conti bancari compromessi e un aumento significativo del furto di credenziali, segnando una crescita delle minacce finanziarie nel panorama digitaleTechpertuttiGuglielmo Sbano
Sul fronte del volume, il mercato domestico guida ancora con circa il 59% delle prenotazioni totali. Tra gli stranieri, gli Stati Uniti si confermano il mercato più attivo con il 12%, seguiti da Germania (9%) e Francia (8%). Il restante 13% è distribuito tra altri mercati europei e internazionali. Tuttavia, se si incrocia il dato del volume con quello dell'anticipo, il quadro cambia radicalmente. A prenotare con maggiore anticipo sono, infatti:
È chiaro come questi dati non siano semplicemente una curiosità statistica, ma rivelano che l’ospite straniero, pianificando con ben quattro mesi di anticipo, ha quasi sempre aspettative precise, ha già scelto la destinazione in modo consapevole e tende a completare il soggiorno senza cancellazioni dell'ultimo minuto. Ancora una volta, i dati Ruralis confermano questo profilo: le strutture con politica di cancellazione moderata o flessibile e classificate come "entire home", ovvero intera proprietà esclusiva e non stanza privata, sono quelle che performano meglio tra le top 50 più prenotate.
Forse il dato più interessante dal punto di vista tecnologico riguarda i filtri di ricerca più utilizzati per il periodo primaverile. Ruralis ha analizzato il comportamento degli utenti sulle principali piattaforme e il risultato ribalta un luogo comune: per le destinazioni nei borghi, non è la posizione geografica a fare la differenza, ma l'esperienza promessa dall'annuncio.
I tre elementi più cercati, nell'ordine:
Sono tutti filtri esperienziali, non logistici. Chi cerca un borgo non digita "vicino a Roma" o "in Toscana": cerca cosa farà durante il soggiorno, non solo dove dormirà. Per un proprietario, questo significa che ottimizzare l'annuncio con le parole chiave e le foto giuste ha un impatto diretto sulla visibilità algoritmica sulle piattaforme di prenotazione.
DJI Osmo Pocket 4: nuove funzionalità di imaging
DJI Osmo Pocket 4 alza il livello dell’imaging portatile con nuove tecnologie video e funzionalità avanzate pensate per creator, vlogger e appassionati di contenuti digitaliTechpertuttiGuglielmo Sbano
Incrociando tutti i dati — anticipo delle prenotazioni, provenienza internazionale, filtri di ricerca e performance delle strutture — Ruralis traccia una finestra operativa chiara per i proprietari. Le strutture che performano meglio tra le top 50 più prenotate hanno due caratteristiche in comune: politica di cancellazione moderata o flessibile e classificazione come entire home, ovvero proprietà esclusiva.
“Quello che emerge con chiarezza per questa primavera è che i mercati esteri si muovono prima e con una disponibilità di spesa più alta. Di conseguenza, un proprietario che ha l'annuncio aggiornato e il calendario aperto in questo periodo ha un vantaggio competitivo concreto rispetto a chi aspetta l'estate per prepararsi", spiega Nicolas Verderosa di Ruralis.
Il quadro che emerge dalla ricerca di Ruralis va oltre la semplice analisi stagionale. In Italia esistono centinaia di migliaia di case nei borghi inutilizzate per gran parte dell'anno. Metterle a reddito attraverso gli affitti brevi significa non solo intercettare una domanda in crescita, ma anche preservare il valore dell'immobile nel tempo. E oggi, chi sa leggere i dati di prenotazione — anticipi, nazionalità, filtri di ricerca — ha uno strumento in più per farlo in modo efficace.
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Sabrina Web 📎
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