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5 maggio, roma: “veguastampa fabbrica occupata (1969–1972)”, incontro all’aamod sul libro di berardino nisii


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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]InSalaZa 2026
INCONTRI IN BIBLIOTECA

Martedì 5 maggio – Ore 17:30

Presentazione del libro

Veguastampa fabbrica occupata (1969–1972).

Memorie e testimonianze di Berardino Nisii

(Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2026)

Intervengono:

Berardino Nisii

autore del libro ed ex operaio della Veguastampa

Riccardo Catini

ex operaio della Veguastampa e componente del Comitato di agitazione

Alexander Höbel

storico e ricercatore

Gino Melis

ex operaio della Veguastampa e componente del Comitato di agitazione

Giulia Zitelli Conti

docente di Storia Orale Università Roma Tre

Paola Scarnati

fondatrice dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

introduce e modera Roberta Tucci – antropologa

AAMOD – Sala Zavattini

Via Ostiense 106 – Roma

Ingresso libero

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]Si terrà martedì 5 maggio 2026 alle ore 17:30, presso la Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), la presentazione del volume Veguastampa fabbrica occupata (1969–1972). Memorie e testimonianze di Berardino Nisii (Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2026). L’iniziativa si inserisce nell’ambito del ciclo “InSalaZa”, promosso dall’AAMOD in collaborazione con la Biblioteca di cinema e storia Ėsfir’ Šub.
Il libro ripercorre, attraverso una ricca e articolata documentazione archivistica, la vicenda dell’occupazione della tipografia Veguastampa di Pomezia, portata avanti dalle maestranze contro la dismissione dello stabilimento e in difesa dei diritti sindacali. Un’esperienza di lotta lunga e significativa, durata tre anni, dal novembre 1969 all’inizio del 1972, che rappresenta una pagina importante della storia del movimento operaio italiano.

Autore del volume è Berardino Nisii, protagonista diretto di quella vicenda: entrato giovanissimo in fabbrica, prese parte all’occupazione e nel corso degli anni ha conservato un ampio patrimonio di materiali – volantini, ritagli di giornale, documenti sindacali, comunicati – con l’intento di preservarne la memoria. Il libro restituisce così non solo la cronaca degli eventi, ma anche il clima umano e politico di quei mesi, segnati da momenti di grande intensità dentro e fuori la fabbrica, e dalla solidarietà diffusa che sostenne la lotta degli operai.

L’opera si inserisce nel filone della storiografia dal basso, dando voce a protagonisti spesso rimasti ai margini delle narrazioni ufficiali. Attraverso uno stile chiaro e attento alle fonti, Nisii intreccia dimensione individuale e collettiva, offrendo uno sguardo partecipe e documentato su un’esperienza capace di illuminare processi storici più ampi.

L’incontro sarà introdotto e moderato dall’antropologa Roberta Tucci e vedrà la partecipazione dell’autore Berardino Nisii, ex operaio della Veguastampa, insieme a Riccardo Catini e Gino Melis, anch’essi ex operai dello stabilimento e compo
nenti del Comitato di agitazione durante gli anni dell’occupazione. Interverranno inoltre Alexander Höbel, storico e ricercatore, Giulia Zitelli Conti, docente di Storia Orale all’Università Roma Tre, e Paola Scarnati, fondatrice dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Nel corso della presentazione saranno proiettati documenti filmici relativi all’occupazione della Veguastampa, conservati presso l’Archivio dell’AAMOD, offrendo una preziosa testimonianza visiva di quella esperienza di lotta e partecipazione collettiva.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO ETS
+39 06 57305447 – eventi

Sito web: aamod.it

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Tutte le tecniche di Bjj / Judo / Sambo?


ho anche creato una sezione chiamata "tecniche" in cui si possono raccogliere e catalogare i video che ci bombardano sui social.
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E’ molto probabile che conosci la super aggiornata lista delle cinture nere di BJJ in italia – Quello che forse ti è scappato è che ho anche creato una sezione chiamata “tecniche” in cui si possono raccogliere e catalogare i video che ci bombardano sui social.

Oltre ad aggiungere il video, puoi selezionare la posizione di partenza, dalla schiena all’essere sotto.
e l’azione che avviene dopo: finalizzazione, sweep, escape etc etc

Fatto questo puoi anche creare delle collezioni, che ho chiamato workflow per mettere le tecniche in sequenza per studiarle

il link è questo: grappling-italia.com/tecniche/

puoi accedere con un click facendo accesso con Gmail.com

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Fedora 44: arriva GNOME 50, nuovo look per KDE e prestazioni migliori nei giochi


Fedora 44 è uscita con GNOME 50, KDE Plasma 6.6, supporto NTSYNC per Wine e Steam e un avviso per chi usa GPU NVIDIA della serie 10xx o precedente.
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In Fedora 44 il fractional scaling smette di essere una funzione sperimentale: GNOME 50 lo promuove a stabile insieme al variable refresh rate, e nell’edizione KDE arriva Plasma 6.6 con il nuovo Plasma Login Manager, di cui questa release è la prima distribuzione ad adottarlo come predefinito.

Desktop: cosa cambia davvero


La versione Workstation include GNOME 50, che completa la transizione a Wayland rimuovendo la sessione X.org dal display manager. Per chi usa schermi ad alta densità o alta frequenza di aggiornamento, la promozione di fractional scaling e variable refresh rate da sperimentali a stabili è il cambiamento più concreto. Miglioramenti anche su accessibilità, gestione del colore e desktop remoto; il file manager Nautilus aggiunge il completamento del percorso senza distinzione maiuscole/minuscole.

L’edizione KDE porta Plasma 6.6 con il passaggio definitivo da SDDM al nuovo Plasma Login Manager. A gestire la configurazione iniziale ci pensa Plasma Setup, un wizard post-installazione che riduce le sovrapposizioni con l’installer Anaconda e rende il primo avvio più lineare. Nell’edizione KDE di Fedora 44, Spectacle, lo strumento per gli screenshot, aggiunge il riconoscimento ottico dei caratteri: si può estrarre testo direttamente da un’immagine, utile per copiare messaggi di errore o didascalie.

Gaming, strumenti e sottocoperta


NTSYNC è abilitato automaticamente per Wine e Steam tramite raccomandazione di pacchetto: il modulo introduce un meccanismo di sincronizzazione tra thread più efficiente, con benefici nelle prestazioni di giochi e applicazioni Windows, senza richiedere intervento manuale.

Tra le altre novità: OpenSSL carica i certificati più rapidamente grazie all’adozione del formato directory-hash per i certificati CA; MariaDB 11.8 diventa la versione predefinita per le nuove installazioni; il gestore di pacchetti Nix è ora disponibile nei repository ufficiali per chi vuole gestire software aggiuntivo nella propria home senza toccare il sistema base. Il kernel è alla versione 6.19. Tra gli aggiornamenti del toolchain: Ruby 4.0, Go 1.26, GCC 16 e LLVM 22.

Attenzione alle schede NVIDIA più vecchie


A partire dalla serie di driver 590, NVIDIA ha tolto il supporto alle schede GeForce delle serie 10xx (Pascal) e precedenti, incluse le 9xx. Chi aggiorna a Fedora 44 con una di queste GPU si ritroverà a usare Nouveau, il driver open source della comunità, che funziona ma non regge il confronto con i driver proprietari in termini di prestazioni. Chi ha invece una GTX 1650 o una scheda RTX non deve preoccuparsi. Per chi è rimasto indietro, la soluzione c’è: i driver legacy sono disponibili tramite RPM Fusion, ma vanno installati a mano.

Chi usa già Fedora 43 può aggiornare con dnf system-upgrade, senza reinstallazione da zero.

SOURCE:// fedoramagazine.org
SOURCE:// itsfoss.com
SOURCE:// ilsoftware.it
SOURCE:// marcosbox.com

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Stremio v5 si aggiorna: tasti multimediali, zoom video e HDR completo su Mac


Stremio v5 e la versione web si aggiornano alla beta.35: arrivano le media key, lo zoom sul video, il badge HDR e un supporto HDR migliorato per i display XDR di Apple.
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Nelle ultime ore Stremio ha rilasciato la v5.0.0-beta.35, aggiornamento che tocca sia il client desktop che la versione web e porta con sé una serie di migliorie al lettore che gli utenti aspettavano.

La novità più comoda per l’uso quotidiano è il supporto ai tasti multimediali della tastiera: play/pausa, brano precedente e successivo funzionano adesso anche dentro Stremio. Aggiunto anche un controllo per lo zoom e la scala del video, utile quando i contenuti non si adattano bene al proprio schermo, oltre a un indicatore visivo per i contenuti HDR. Per i sottotitoli, il menu contestuale si arricchisce con opzioni per scaricare il file, copiare l’ID o il link diretto, e al passaggio del mouse ora compare il nome del sottotitolo selezionato. Corretti anche diversi bug: la pausa con la barra spaziatrice, la priorità dei sottotitoli incorporati e alcune animazioni su browser WebKit.

Su macOS il salto più significativo


La versione macOS (v5.1.21) riceve il supporto HDR completo con passthrough EDR corretto, il che significa gestione della luminosità massima sui display XDR e correzione del colore. MPV è stato aggiornato alla versione stabile 5.0.3 e, in caso di errori all’avvio, l’app mostra finalmente dialoghi di errore nativi invece di sparire in silenzio.

Su Windows (v5.0.21) si correggono l’indicatore di buffering che non compariva e la gestione degli errori MPV durante lo streaming.

SOURCE:// blog.stremio.com

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Un altro atto di pirateria dell’esercito israeliano contro la solidarietà internazionale


Comunicato stampa GD. 30 aprile 2026 mobilitazioni in tutta Italia
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Tra ieri sera e stanotte, al largo di Creta, l’esercito israeliano ha bloccato, danneggiato le navi e sequestrato gli attivisti e le attiviste della Flotilla, diretti verso Gaza con aiuti per riportare l’attenzione sulla situazione determinata dagli attacchi israeliani ora (solo) formalmente cessati, ma in realtà consolidati e ben presenti.

Non ci possiamo far distrarre dalla finta pace imposta dal guerrafondaio Trump, che consolida il dominio illecito di Israele sui palestinesi, a Gaza, come in Cisgiordania. Non ci faremo distrarre da alcuna critica o fandonia sull’iniziativa degli e delle attiviste della Global Sumud Flotilla, che sosteniamo con forza e con orgoglio.

Chiediamo subito il rilascio di tutte le persone fermate in quest’ennesima e illegittima incursione dell’esercito israeliano e chiediamo che le autorità italiane intervengano immediatamente a loro tutela e contestando l’operato delle forze armate del governo di Netanyahu, che stanno allargando la loro sfera d’azione veramente oltre l’immaginabile, intervenendo ben oltre i loro confini (reali o illegalmente pretesi).

Non c’è alcun dubbio sull’illegittimità di questa azione di sequestro di persone operata in acque internazionali, che estende un già illegittimo blocco navale a 600 miglia dalla costa palestinese e viola la libertà di navigazione. Pretendiamo una chiara e immediata presa di posizione da parte delle nostre autorità nazionali e diplomatiche e l’immediata assistenza agli equipaggi lasciati in balia delle imminenti tempeste, su mezzi distrutti.

La pirateria internazionale del governo Netanyahu va fermata subito e definitivamente.

Come Giuristi Democratici partecipiamo oggi alle mobilitazioni che si svolgono in tutte le città italiane e ci mettiamo a disposizione per qualunque intervento possibile e necessario a tutela dei nostri preziosi attivisti sequestrati.

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Comunicato stampa Flotilla – 30 Aprile 2026Download

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iOS chiude la falla che teneva in vita i messaggi Signal cancellati


Apple ha corretto con iOS 26.4.2, iPadOS 26.4.2, iOS 18.7.8 e iPadOS 18.7.8 il bug che poteva conservare notifiche di messaggi Signal anche dopo la loro eliminazione. Secondo 404 Media, l’FBI lo ha sfruttato in almeno due casi documentati.
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Mercoledì 22 aprile Apple ha rilasciato un aggiornamento fuori ciclo per iOS e iPadOS per correggere un bug che poteva conservare notifiche in arrivo da Signal, e potenzialmente da altre app, anche quando erano marcate per la cancellazione. In alcuni casi, quei contenuti potevano restare nel database delle notifiche del sistema operativo anche dopo l’eliminazione dei messaggi o la disinstallazione dell’app.

Come avevamo raccontato, secondo 404 Media l’FBI ha sfruttato questa situazione in almeno due procedimenti giudiziari, recuperando il testo di messaggi che gli utenti ritenevano non più disponibili. Il problema non riguardava la cifratura di Signal, che non risulta compromessa, ma il modo in cui iOS gestiva alcune notifiche push: se il contenuto del messaggio veniva mostrato nell’anteprima, poteva essere salvato dal sistema fuori dal perimetro dell’app.

Il punto è tecnico ma importante. Signal può cancellare un messaggio dalla propria app e proteggerlo con crittografia end-to-end durante la trasmissione, ma non controlla tutto ciò che il sistema operativo decide di fare con una notifica già ricevuta. È lì che si inseriva il bug: il messaggio spariva da Signal, ma una sua copia poteva restare altrove.

Cosa cambia con la patch


Il bug è tracciato come CVE-2026-28950 ed è stato corretto il 22 aprile in iOS 26.4.2, iPadOS 26.4.2, iOS 18.7.8 e iPadOS 18.7.8. Apple ha descritto il problema come un “logging issue”, risolto con una migliore redazione dei dati, spiegando che notifiche marcate per la cancellazione potevano essere conservate in modo inatteso sul dispositivo.

La patch non si limita a impedire che nuove notifiche vengano conservate. Signal ha chiarito che, una volta installato l’aggiornamento, le notifiche già salvate per errore vengono eliminate e quelle future non dovrebbero più essere conservate per le applicazioni cancellate. Anche Apple, secondo quanto riportato da 404 Media, ha indicato che l’aggiornamento elimina retroattivamente le notifiche salvate in modo improprio.

Il fix è disponibile sia per la linea corrente di iOS sia per i dispositivi rimasti su iOS 18. È un dettaglio rilevante, perché estende la correzione anche a installazioni non aggiornate al ramo principale più recente. La pressione pubblica era cresciuta dopo gli articoli di 404 Media e dopo l’intervento della presidente di Signal, Meredith Whittaker, che aveva sottolineato come notifiche relative a messaggi cancellati non dovrebbero restare in alcun database del sistema operativo.

Una questione di confini


La vicenda mette in luce qualcosa che gli sviluppatori attenti alla sicurezza sanno bene, ma che spesso sfugge agli utenti: le app di messaggistica cifrata controllano solo ciò che accade al loro interno. Non appena il contenuto entra nel territorio del sistema operativo: notifiche, backup, clipboard, tastiere, anteprime, segue anche le regole di quel sistema.

La crittografia di Signal era e resta solida; il problema era altrove. Non è stato necessario rompere Signal, se il testo del messaggio era già stato copiato in una notifica conservata da iOS.

Per chi usa i messaggi a scomparsa come parte di una strategia di sicurezza reale, l’indicazione è semplice: aggiornare subito e verificare che gli aggiornamenti automatici siano attivi. In via precauzionale, conviene anche rivedere le impostazioni di Signal: nelle preferenze Notifiche è possibile impostare la visualizzazione su “Solo nome” o “Nessun nome o contenuto”, così da non esporre il testo dei messaggi nelle notifiche di sistema.

SOURCE:// 404media.co
SOURCE:// bleepingcomputer.com
SOURCE:// support.apple.com
SOURCE:// support.apple.com


Apple Fixes Bug That Let FBI Extract Deleted Signal Messages After 404 Media Coverage


Last week Apple fixed an issue that let the FBI forensically extract copies of incoming Signal messages from a defendant’s iPhone, even after the app had been deleted, because copies of those messages were stored in the iPhone’s notification database. The move comes directly in response to 404 Media’s coverage of a case in which the FBI was able to extract a suspect’s deleted Signal messages. Apple’s fix means iPhones should no longer save copies of deleted messages from Signal or other apps, and Apple said the patch also purges already saved and related notifications.

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ForkLift 4.6.1 si adegua a macOS Tahoe: cartelle colorate, preview PDF ripristinata e fix alla memoria


ForkLift 4.6.1 aggiunge il supporto ai colori delle cartelle di macOS Tahoe, ripristina la preview PDF interattiva nel pannello di anteprima e corregge perdite di memoria e altri bug.
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macOS Tahoe ha cambiato il modo in cui il Finder gestisce le cartelle: il colore dell’etichetta applicata si riflette adesso sull’icona, ed è possibile impostare anche immagini personalizzate per distinguerle. Una modifica estetica di un certo peso, che richiedeva un adeguamento anche dai gestori di file alternativi.

ForkLift 4.6.1, rilasciato in queste ore, colma questo divario. Il gestore di file dual-pane di BinaryNights, una delle alternative più complete agli strumenti nativi di Apple su macOS, eredita i colori delle cartelle direttamente dal Finder: assegnare un’etichetta colore in ForkLift aggiorna l’icona di conseguenza, e le icone personalizzate impostate nel Finder vengono visualizzate correttamente. Resta ancora fuori portata la configurazione di icone personalizzate direttamente dall’app, per via di API di sistema non ancora esposte agli sviluppatori terzi.

Preview PDF di nuovo funzionante


Il pannello di anteprima aveva perso alcune funzioni dalla versione 4.3.5: la selezione del testo e il menu contestuale non erano più disponibili nelle anteprime PDF. La 4.6.1 ripristina entrambe.

Memoria e altri fix


Corretti anche diversi memory leak, con un miglioramento generale nell’utilizzo della RAM. Tra i bug risolti figurano l’impossibilità di rimuovere l’ultimo tag su iCloud Drive, la scomparsa dei tag durante il completamento automatico con Tab, e un’anomalia nella vista a lista che faceva saltare la posizione dei file dopo una rinomina o un’eliminazione con il raggruppamento attivo.

L’aggiornamento include anche la possibilità di modificare i preferiti dalla barra laterale tramite menu contestuale, un miglioramento alla barra di stato e un avviso quando iCloud Drive non è in grado di completare un’operazione perché occupato.

ForkLift 4.6.1 è scaricabile dal sito di BinaryNights o come aggiornamento diretto dall’app.

SOURCE:// blog.binarynights.com

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Breve cronistoria dei servizi segreti italiani dal 1949 al 1965


Una volta finita la guerra, in base agli accordi di Teheran <7, l’Italia finisce sotto l’influenza degli Alleati: ciò vale, oltre che per la politica, anche per i servizi di sicurezza. I nostri servizi informativi vivono una fase di standby fino al 30 marzo del 1949 quando (quattro giorni prima della firma del Patto Atlantico) viene creato il Servizio Informazioni Forze Armate (Sifar) e, parallelamente, viene istituito un Servizio Informazioni Operative e Situazione (Sios) per ciascun’arma <8. Tuttavia i nostri servizi non rispondono esclusivamente al governo italiano, né sono fedeli solamente alla Repubblica, ma – e potemmo dire soprattutto – sono rigorosamente legati «agli impegni che l’Italia [ha] appena assunto con la firma del Patto Atlantico» <1. È all’interno di tale situazione di «sovranità limitata» che nasce la tanto discussa Gladio. Nata ufficialmente il 26 luglio 1956 (inserita nell’Ufficio R del Sifar) nell’ambito della Stay-Behind Net ha lo scopo di organizzare una resistenza “dietro le linee”, nel caso di un’invasione sovietica <2.
A dare al Sifar un’indesiderata fama sono gli scandali emersi nel 1967. Da un lato abbiamo una guerra ferocissima tra i generali De Lorenzo e Aloja combattuta a colpi di dossier pubblicati su alcuni quotidiani – da cui nascerà lo scandalo dossier (3 – dall’altro la questione del «Piano Solo» che nasce, secondo Taviani, da «una situazione di declino senile dell’allora capo dello Stato Antonio Segni» <4, ormai stanco stanco del centro-sinistra e convinto di una prossima vittoria elettorale degli «stalinisti» e, temendo che la svolta a destra da lui auspicata potesse provocare dei moti di piazza, pretende da De Lorenzo <5 – che, sostiene D’Amato, fomentava le paure del Presidente dandogli «informazioni fasulle che creava lui stesso» <6 – «l’elaborazione di un piano d’emergenza per il mantenimento dell’ordine pubblico» <7. Nella sua attuazione, il perno del Piano è l’enucleazione di tutti i «possibili leader della sommossa», parlamentari compresi, e il loro “trasferimento” – come dichiarato da De Lorenzo stesso innanzi alla Commissione Lombardi – presso la base di Capo Marraggiu <8 (quartier generale di Gladio). A tutt’oggi la famigerata “Rubrica E”, contente l’elenco degli enucleandi, non è stata resa nota, protetta dal segreto di stato posto sugli allegati alla Relazione Lombardi. <9
In seguito allo scandalo De Lorenzo, per arginare le crescenti proteste dell’opinione pubblica, nel 1965, a pochissimo tempo dal celeberrimo convegno dell’Istituto Pollio <1, viene creato – per decreto del Presidente della Repubblica – il Servizio Informazioni Difesa (Sid). Per la verità rispetto al Sifar non cambia assolutamente nulla, né a livello organizzativo, né a livello legislativo, né nella composizione dell’organico: a istituirlo non è neanche una legge o una riforma, bensì un decreto presidenziale seguito da una circolare interna al Ministero della Difesa che indica il cambiamento del nome e non altro <2. Alla guida guida del “nuovo” servizio segreto viene posto l’ammiraglio (3 Eugenio Henke, rimasto a capo del Sid fino al 1970. È questo uno dei periodi più problematici e misteriosi dei nostri servizi militari: è il periodo in cui viene avviata la «strategia della tensione», in cui si consumano le relazioni pericolose con la destra eversiva <4, con il Bnd (servizio segreto segreto della Germania Federale) di Reinhard Gehlen <5, con il Kyp (servizio segreto della Grecia dei colonnelli) <6. È il periodo delle compromissioni con la strage di piazza Fontana, con il golpe Borghese.

[NOTE]7 E non a quelli di Yalta dove, contrariamente a ciò che si dice normalmente, non fu fatto alcun accenno alla “divisione del mondo”. Detti T., Gozzini G., Storia contemporanea. Il Novecento, Bruno Mondadori, Milano 2002, pp. 218-222. Giannuli A., La guerra dei mondi cit., pp. 22-24, 26-27.
8 Prima facevano capo ai diversi ministeri della Guerra, della Marina e dell’Aviazione; ora, unificati sotto il ministero della Difesa i servizi d’arma fanno capo ai rispettivi Stati Maggiori. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 39. Giannuli A., L’armadio della Repubblica cit., p. 94.
1 Situazione che perdurerà lungo tutta la Guerra Fredda. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 40. Giannuli A., Perizia Salvini cit., p. 65.
2 Su Gladio è stato detto di tutto e, frequentemente, senza una particolare cognizione di causa. Si rimanda in proposito agli atti della Commissione Stragi e in particolare all’audizione del presidente Cossiga del 6 novembre 1997, Giannuli A., Perizia Salvini, pp. 63-69. Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato cit., pp. 18-28. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 51-53, 352-379.
3 Di ciò si è abbondantemente parlato in precedenza.
4 La citazione è la parafrasi fatta dal “politichese” tavianeo da Giovanni Pellegrino in Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato cit., p. 46-47. Il discorso originale è contenuto in Commissione Stragi, vol. II, tomo II resoconto stenografico dell’audizione del senatore Taviani del 1 luglio 1997, p. 393.
5 Non più a capo del Sifar, ma comandante generale dell’arma dei Carabinieri.
6 Purgatori A., Spie del sesso ai tempi di Gronchi, Corriere della Sera, 17 gennaio 1994.
7 Pellegrino G., Fasanella G., Sestrieri C., Segreto di Stato, p. 47.
8 «Pensavo se li pigliamo li portiamo ad Alghero, vanno pure a stare bene». Relazione Commissione d’inchiesta Lombardi, vol. V, p. 423, in Commissione Stragi, vol. I, tomo II, p. 117. Commissione Stragi, vol. I, tomo I, p. 109.
9 Commissione Stragi, vol. I, tono I, p. 108 e vol. I, tomo III, p. 19. Come scrive De Lutiis (I servizi segreti in Italia cit., p. 85), la Commissione Lombardi viene istituita «nel tentativo di bloccare l’indagine parlamentare» e composta da «tre anziani generali, abbastanza legati all’establishment militare» per cui «dava ben scarse garanzie», ma nell’affidare la commissione proprio al generale Lombardi «il tentativo di far svolgere un indagine addomesticata era praticamente fallito». Vedi supra.
1 Vedi supra.
2 De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 93-94.
3 D’Amato polemizza fortemente con la scelta del Ministero di nominare direttore di un servizio segreto un ufficiale, per quanto di alto profilo, senza una precorsa esperienza di intelligence: «Henke [è] un ammiraglio, Miceli un bersagliere, Casardi un altro ammiraglio, Maletti della fanteria. Gente che fino al giorno prima aveva comandato un battaglione di carri armati e poi si trovava a guidare un servizio segreto». Per questo motivo l’unico direttore a godere della sua stima è stato De Lorenzo che proveniva dal servizio informativo del Cln romano. Purgatori A., Spie del sesso ai tempi di Gronchi, Corriere della Sera, 17 gennaio 1994. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 519.
4 Vedi il caso Giannettini. Già sotto osservazione da parte dell’Uaarr dal 1961 per la sua affiliazione ad “Avanguardia Nazionale” e per le sue relazioni con l’Oas, viene arruolato nel Sid nel 1966 «per esigenze dello Stato Maggiore» (non si è ancora oggi capito se come infiltrato del Sid in “Ordine Nuovo” o come infiltrato di “Ordine Nuovo” nel Sid). Lo stesso ammiraglio Henke si occuperà personalmente di sedare le troppe domande dei giudici sul suo ruolo di agente, reso pubblico invece da Andreotti in un’intervista a “Il Mondo” nel ’74. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., pp. 178-183. Requisitoria Alessandrini, pp. 228-229. Giannuli A., Bombe a inchiostro cit., pp. 112, 290. Il rapporto dell’Uaarr è riprodotto in Giannuli A., L’Ufficio Affari Riservati Vol. I cit., p. 73 e Giannuli A., Perizia Salvini, p. 55-56. La deposizione di Henke è riprodotta in Requisitoria Alessandrini, pp. 178-179. Boatti G., Piazza Fontana cit., p. 104.
5 Passato dalla Gestapo (capo della sezione orientale durante la guerra) alla Cia per poi tornare in Germania al vertice del neonato servizio tedesco nel 1956. De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 524. Caretto E., La Cia: «Sì, arruolammo spie della Gestapo», “Corriere della Sera”, 19 marzo 2001.
6 De Lutiis G., I servizi segreti in Italia cit., p. 95.
Igor-Andy Caputo, 1969. Un anno esplosivo, Tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Anno Accademico 2011-2012
#1949 #1956 #1965 #Gladio #IgorAndyCaputo #Italia #piano #segreti #servizi #Sid #SIFAR #SIM #SIOS #Solo

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Pulizia domestica: boom di ricerche in Italia (oltre 400mila) per aspirapolvere, lavapavimenti e scope elettriche


La pulizia domestica conquista sempre più italiani: oltre 400mila ricerche online per aspirapolvere, lavapavimenti e scope elettriche confermano il boom della casa smart
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L’interesse degli italiani per gli elettrodomestici dedicati alla pulizia domestica è in forte crescita, spinto dalla diffusione di soluzioni smart, automatizzate e sempre più orientate alla praticità quotidiana. Secondo l’analisi di Trovaprezzi.it, tra aprile 2025 e marzo 2026 le ricerche online hanno raggiunto quota 407.350, segnando un incremento del 13% rispetto all’anno precedente: un dato che conferma il boom della pulizia casa e l’evoluzione delle abitudini di consumo. In questo scenario, accanto agli aspirapolvere tradizionali, emergono con forza i lavapavimenti, che non sostituiscono ma ampliano il mercato, rispondendo a nuove esigenze di velocità, efficienza e automazione nella gestione degli ambienti domestici.

Samsung Galaxy A57 5G e A37 5G ufficiali: funzioni premium e prezzo top
Samsung amplia la gamma Galaxy A con i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. I due smartphone puntano su funzioni premium, connettività 5G e prezzi accessibili
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'aspirapolvere regina del mercato


L’aspirapolvere si conferma protagonista nel mercato della pulizia domestica con circa 170.000 ricerche nell’ultimo anno, in crescita di oltre il 59%, segno di un interesse solido per soluzioni dedicate a una pulizia profonda. Accanto a questo trend si rafforza anche la domanda di dispositivi più evoluti e multifunzione: i robot aspirapolvere raggiungono quota 35.000 ricerche, mentre i lavapavimenti superano le 100.000, evidenziando come queste soluzioni stiano ampliando il mercato intercettando nuove esigenze di automazione, rapidità ed efficienza. Le scope elettriche, pur registrando un calo (circa 29.000 ricerche contro le 41.000 precedenti), continuano a rappresentare un’opzione equilibrata tra praticità e versatilità. L’analisi demografica conferma inoltre un ecosistema ben segmentato: i lavapavimenti risultano particolarmente attrattivi tra i 35 e i 44 anni, target orientato a soluzioni smart e automatizzate; l’aspirapolvere mantiene una diffusione trasversale ma con maggiore incidenza tra gli over 65 (circa 10%), mentre le scope elettriche trovano il loro pubblico principale nella fascia 54-64 anni, dove l’interesse raggiunge il 23,5%, a conferma della loro familiarità d’uso e praticità quotidiana.

Chi compra e dove


Dal punto di vista del genere, il mercato resta a prevalenza femminile, con una forte concentrazione soprattutto sui lavapavimenti, che presentano una quota femminile del 70,5%. L’aspirapolvere mostra invece una distribuzione più equilibrata, con una quota femminile pari al 54,8%. A livello geografico, la Lombardia si conferma una delle regioni più attive sia per l’aspirapolvere sia per i lavapavimenti. Per l’aspirapolvere seguono Veneto e Toscana, mentre nel comparto dei lavapavimenti emerge anche la Puglia tra le aree più interessate. Un dato che riflette non solo la diffusione delle tecnologie domestiche, ma anche differenze nei comportamenti di consumo e nelle priorità legate alla gestione della casa.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Tra i modelli più ricercati su Trovaprezzi.it spiccano brand consolidati e soluzioni sempre più evolute, come Dyson con le serie V15 e V10, Vorwerk Folletto VK7S e VK150, oltre a Rowenta e Ariete. Un quadro che conferma il peso della notorietà del marchio e dell’innovazione tecnologica nell’orientare l’interesse degli utenti.

“Quello che osserviamo nei dati è l’evoluzione di un mercato sempre più maturo, che non si ridefinisce per semplice trasferimento da una tipologia di prodotto all’altra, ma attraverso un progressivo ampliamento dell’offerta e dei bisogni” , ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



Samsung Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G ufficiali: funzioni premium a prezzo competitivo


Samsung ha annunciato i nuovi Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G. Si tratta degli ultimi dispositivi della serie Galaxy A che introducono le più recenti innovazioni mobile di Samsung, inclusa una Awesome Intelligence ancora più evoluta. I nuovi Galaxy A57 5G e A37 5G rafforzano le esperienze su cui le persone fanno affidamento ogni giorno, grazie a miglioramenti in termini di prestazioni, fotocamera e display, insieme a funzionalità di resistenza e sicurezza. Con sei generazioni di aggiornamenti del sistema operativo e un supporto di sicurezza a lungo termine, la nuova serie è progettata per durare nel tempo.

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Awesome Intelligence potenziata


La nuova serie Samsung Galaxy A introduce funzionalità AI pensate per migliorare produttività, comunicazione e creatività. La Trascrizione vocale dell’app Registratore Vocale consente di trascrivere, tradurre registrazioni e convertire messaggi vocali in testo, ideale per riunioni, lezioni e chiamate. Con Selezione AI, attivabile dal Pannello Edge, è possibile estrarre testo, creare contenuti e trascinare immagini in modalità multischermo verso Samsung Notes o Editor Foto per un flusso di lavoro più rapido. Sul fronte fotografico, Awesome Intelligence semplifica l’editing con strumenti evoluti: Gomma Oggetto rimuove elementi indesiderati con risultati più naturali, mentre su Galaxy A57 5G Volto Migliore migliora le foto di gruppo grazie al supporto per più scatti e sequenze continue. Presenti anche Filtri, Suggerimenti di modifica e Ritaglio automatico per velocizzare il montaggio video. Non manca Cerchia e cerca con Google, ora con riconoscimento multi-oggetto per identificare più elementi in un’unica immagine. Completano l’esperienza il nuovo Bixby, che gestisce impostazioni e funzioni tramite linguaggio naturale, e Gemini, capace di eseguire attività complesse tra app Samsung e servizi di terze parti.
Samsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome LilacSamsung Galaxy A57 5G nella colorazione Awesome Lilac

Fotocamera


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G puntano su un comparto fotografico evoluto, con hardware aggiornato e ISP migliorato per immagini più luminose, nitide e dettagliate. Entrambi integrano una tripla fotocamera con sensore principale da 50 MP, progettata per offrire scatti di qualità in diverse condizioni di luce senza interventi manuali. Con la modalità Nightography, i due smartphone catturano foto e video più chiari e realistici anche in ambienti poco illuminati. Galaxy A57 5G aggiunge un’elaborazione immagini avanzata che migliora dettagli, riduce il rumore digitale e assicura colori più equilibrati e contrasto superiore, oltre a uno scatto più rapido per immortalare i momenti in movimento con maggiore precisione. Il supporto dell’AI Scene Optimization e del riconoscimento soggetti ottimizza ritratti, tonalità della pelle e separazione tra soggetto e sfondo. Completano il sistema fotografico un obiettivo ultra-grandangolare per panorami e foto di gruppo e una fotocamera macro da 5 MP dedicata ai dettagli ravvicinati.
Samsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome CharcoalSamsung Galaxy A37 5G nella colorazione Awesome Charcoal

Prestazioni


Galaxy A57 5G unisce design premium e prestazioni avanzate grazie a CPU, GPU e NPU potenziate, pensate per offrire fluidità nello streaming, nello scrolling e nella creazione di contenuti. Il dispositivo si presenta con un corpo più sottile e leggero, finitura lucida e modulo fotografico a tripla camera dal look moderno e distintivo. Nonostante il design compatto, esso integra una batteria da 5.000 mAh con autonomia fino a due giorni e supporto alla Ricarica Ultra Rapida 2.0, capace di raggiungere circa il 60% in 30 minuti. La camera di vapore ampliata migliora la dissipazione del calore, mantenendo prestazioni stabili durante gaming e registrazioni prolungate. L’esperienza visiva è affidata a un display Super AMOLED+ con cornici ridotte e tecnologia Vision Booster, che assicura immagini brillanti e leggibili anche all’aperto. Galaxy A57 5G e A37 5G offrono inoltre certificazione IP68, garantendo resistenza ad acqua e polvere per un utilizzo quotidiano più sicuro e affidabile.

Supporto e sicurezza


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G rafforzano la strategia Samsung sulla longevità dei dispositivi, garantendo fino a sei generazioni di aggiornamenti Android e One UI e fino a sei anni di patch di sicurezza, per un supporto software esteso nel tempo e una maggiore affidabilità d’uso. Inoltre, con Samsung Care+, è possibile contare su una copertura aggiuntiva pensata per proteggere il dispositivo e mantenerne il valore nel tempo, garantendo maggiore tranquillità nell’utilizzo quotidiano.

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Disponibilità e prezzi


Galaxy A57 5G e Galaxy A37 5G sono disponibili nel nostro Paese; i prezzi per Galaxy A57 5G partono da 549,90 euro e per Galaxy A37 5G partono da 449,90 euro. Galaxy A57 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Navy, Awesome Gray, Awesome Icyblue e Awesome Lilac, mentre A37 5G è disponibile nelle colorazioni Awesome Lavender, Awesome Charcoal, Awesome Graygreen e Awesome White.


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oggi, 30 aprile, a roma: conferenza stampa di presentazione della iv edizione di “unarchive found footage fest” (aamod)

AAMOD


UNARCHIVE FOUND FOOTAGE FEST
ARCHIVIO BENE COMUNE
IV edizione, 26 – 31 maggio 2026, Roma

Conferenza stampa di presentazione
OGGI, giovedì 30 aprile 2026 ore 15.00

welcome coffee

Real Academia de España en Roma – Sala Conferenze
Piazza San Pietro in Montorio, 3 Roma
R.S.V.P. eventi@aamod.it

Torna, dal 26 al 31 maggio 2026, UnArchive Found Footage Fest, per una quarta edizione densa di immagini, riflessioni e nuove prospettive, tutta in varie location di Trastevere, nel cuore di Roma. Tutte le informazioni qui: aamod.it/unarchive-found-foota…
#AAMOD #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #conferenzaStampa #doc #documentari #documentazione #film #PiazzaSanPietroInMontorio #RealAcademiaDeEspañaEnRoma #UnArchiveFoundFootageFest #video

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Un buon motivo per utilizzare Ghost!
ghost.org/changelog/digital-pu…
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9 maggio, roma: “identikit” = lamberto pignotti e hogre @ bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…

evento fb:
facebook.com/events/1307674164…

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage

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Kdenlive 26.04: navigazione più fluida nella timeline e anteprime animate per le transizioni


Disponibile Kdenlive 26.04.0: cursore di riproduzione bloccabile, scorrimento continuo della timeline, anteprime animate per le transizioni e diversi fix attesi da tempo
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La prima importante release di Kdenlive nel 2026 arriva con un’agenda chiara: rendere il montaggio più comodo, senza stravolgere nulla. La 26.04.0 non introduce funzionalità spettacolari, ma chi lavora regolarmente con questo editor video open source troverà miglioramenti concreti in quasi ogni area.

Timeline


Tre novità riguardano direttamente la navigazione. Tenendo premuto il tasto centrale del mouse si può scorrere in modo continuo, anche oltre i bordi dello schermo. Il cursore di riproduzione può essere bloccato al centro durante la riproduzione o la navigazione manuale, così il video scorre sotto di esso invece del contrario. Nella barra di stato c’è anche un nuovo pulsante per scegliere se lo zoom deve seguire il cursore del mouse o quello di riproduzione.

Arriva anche la modifica della velocità su più clip contemporaneamente, con Ctrl+trascina direttamente nella timeline oppure tramite lo strumento dedicato.

Transizioni ed effetti


Le transizioni mostrano ora anteprime animate nell’elenco, rendendo molto più immediato scegliere quella giusta senza doverla applicare per vederla. Una transizione trascinata su una clip si adatta automaticamente alla sua durata. Tra le novità figurano la transizione Euclid Eraser e un nuovo effetto mappa di calore (heatmap0r). I campi numerici degli effetti supportano ora espressioni matematiche, utile per chi lavora con valori precisi.

Altre novità


La modalità a schermo intero include ora il mirroring del monitor, comodo con più display o in sala montaggio. I clip possono essere importati e aggiunti alla timeline direttamente dal menu contestuale, con rilevamento automatico della durata. Il rendering può finire direttamente nel contenitore del progetto. Su Windows arriva il supporto al profilo di codifica AMF.

Fix degni di nota: risolti problemi con l’acquisizione audio da hardware esterno, corretti bug nell’editing dei sottotitoli, migliorata l’installazione dei plugin Whisper e SeamlessM4T.

Kdenlive 26.04.0 è disponibile tramite i repository delle principali distribuzioni Linux, come AppImage dal sito ufficiale e su Flathub.

SOURCE:// kdenlive.org
SOURCE:// 9to5linux.com

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da oggi, 30 aprile: “voci / voices” – xiii edizione di “giovane fotografia italiana” / premio luigi ghirri


Da oggi, 30 aprile, e fino al 14 giugno 2026, il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospita Voci / Voices, mostra collettiva della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, parte di Fotografia Europea. L’iniziativa, promossa dal Comune e curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, seleziona sette giovani fotografi under 35 tra oltre 300 candidati, offrendo uno sguardo sulla fotografia emergente italiana.

La mostra esplora il tema delle “voci” come strumento per dare forma a ciò che è invisibile o inascoltato, attraverso progetti che affrontano temi contemporanei come ambiente, migrazioni, memoria e identità. Le opere propongono una narrazione polifonica che unisce dimensioni personali e collettive.

Oltre al Premio Luigi Ghirri sono previste altre opportunità internazionali, tra cui residenze e partecipazioni a festival. Il 3 maggio si terranno visita guidata e cerimonia di premiazione.

Info: gfi.comune.re.it/2026-voci-voi…
#DanieleDeLuigi #fotografia #GiovaneFotografiaItaliana #IlariaCampioli #PalazzoDeiMuseiDiReggioEmilia #PremioLuigiGhirri #VociVoices

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8. Faial (seconda parte): l’Oceano spaventoso e le balene


L'incontro con le balene che mi ha cambiato nel profondo. https://www.spreaker.com/show/6745559/episodes/feed Ilha do Faial, Horta, Azzorre, Portogallo A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l'oceano è grigio. Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. L'animo, in un certo senso, non si riprenderà mai. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa […]
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L’incontro con le balene che mi ha cambiato nel profondo.
spreaker.com/show/6745559/epis…


A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l’oceano è grigio. Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. L’animo, in un certo senso, non si riprenderà mai. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa capire di cosa parlo.

Ero quasi alla fine del viaggio a Faial e l’isola mi aveva già rapito il cuore, anche se non sembrava un posto ideale in cui vivere per le mie esigenze. Horta però poteva essere il fattore che avrebbe cambiato tutto.

Horta è la città capoluogo di Faial e nelle isole del gruppo centrale delle Azzorre ha una certa importanza; non perché sia grande, ma perché è la più grande dopo Angra do Heroismo, che però è sull’isola di Terseira.

Da diverse guide Horta viene descritta come una città cosmopolita e dall’animo vivace. Era ora di vedere se le informazioni che avevo trovato sulla città fossero vere.

[Registrazione dal vivo]

[Horta è una ] piccolissima città in cui però non manca niente, comprese le biciclette, ad esempio. No, però, a parte le battute, non manca veramente niente. C’è la farmacia, ci sono tutti i beni di qualsiasi necessità, anche elettronici…c’è davvero di tutto. L’atmosfera della città è davvero abbastanza cosmopolita. Questo perché deriva dalla storia della città che a sua volta deriva da dove si trova la città nell’oceano.

Se guardate il punto dove si trova, vedrete che è proprio nel mezzo dell’oceano. Da qui alle coste americane parliamo solamente di 3800 km e qui, nei secoli 17º e 18°, venivano i balenieri americani, per cui venivano qui proprio per fare provviste, perché queste erano le rotte, appunto, che battevano in caccia di balene e mentre facevano provviste reclutavano anche uomini. Questo ha creato un certo tipo di scambi e nei secoli le persone venivano qui anche proprio per diciamo arruolarsi in queste navi, ecco, per prendere parte a queste spedizioni della caccia della balena.

[Fine registrazione dal vivo]

Il clima è uno degli elementi più importanti nella mia ricerca di una nuova casa. Gli sbalzi di umidità e temperatura sono proprio quelli che vorrei evitare. Qui a Faial ce ne sono in abbondanza, ma stranamente non mi sento così male come starei in Emilia.

Forse sono l’aria pulita e il vento a migliorare le cose.

Dovrò rifletterci su e vedere cosa succede nei prossimi giorni. Le nuvole si muovono in maniera velocissima, quindi il tempo cambia repentinamente. Questa mattina ero sulla caldera al centro dell’isola di Faial. E parliamo di un migliaio di metri di altitudine e c’erano 9°, quindi decisamente freddo, quantomeno per il tipo di abbigliamento che avevo portato io, che non era proprio perfetto per quella temperatura, ed ero un po’ preoccupato. Adesso qui a Horta, ore 15:30, siamo sopra i 20°, quindi molto ventilato, ma siamo sopra i 20°, quindi davvero venite attrezzati un po’ per tutti i climi pure qui, a meno che non sia proprio luglio e agosto. In quel caso pensate all’estate italiana.

A Horta si vedono immagini di balene ovunque, dai negozi alle statue, ai murales in giro per la città. Hanno smesso di cacciarle nell’85, ma i più anziani se lo ricordano ancora bene. Non vedono la caccia alla balena come qualcosa di brutto.

Sono le stesse persone che fino all’85 restavano appostate nelle guardiole sulle colline, avvistando gli sbuffi dei cetacei con il binocolo. Poi usavano un sistema ingegnoso per capire a che distanza dalla costa si trovasse l’animale e in che direzione. Così potevano comunicarlo via radio alle baleniere che aspettavano di sapere dove andare per aumentare le probabilità di caccia. Per queste persone la caccia alla balena era semplicemente un lavoro, una cosa normale. Qua là per la città ci sono ancora delle targhe di bronzo che ricordano le imprese di persone morte o ferite durante le spedizioni in mare che potevano durare anche settimane.

Alcuni dei vecchi avvistatori di balene ora sfruttano le vecchie guardiole di cemento sulle colline per poi far sapere alle barche dei turisti dove siano i cetacei. Tutto questo mi disturba un po’, ma io non sono azzorriano. Non posso sapere cosa voglia dire vivere qui, magari con l’angoscia del tirare avanti, del dovere trovare un lavoro che non esiste, che non c’è.

Nel paese vicino a Horta, Porto Pim, c’è una delle spiagge più belle dell’arcipelago, di sabbia chiara, con il mare calmo e color smeraldo.

A ridosso della spiaggia si vede chiaramente un edificio particolare con una ciminiera. È un museo che si chiama Fabbrica della balena, Fabrica da Baleia, in portoghese.

Effettivamente è questo che era fino all’85, un posto in cui si fabbricavano prodotti a base di balena. Ne esco disgustato. I filmati che vengono proiettati sono molto crudi. In quelle immagini non riesco a cogliere un giudizio e sento che mi manca. Vorrei vederlo, ma non lo trovo. Semplicemente quei filmati mostrano le cose com’erano insieme a tutti gli oggetti che si trovano nel museo. Ganci per le carni, altoforni, antiche scatole di prodotti in cui si legge chiaramente la parola “balena” e altre cose di questo tipo.

Quando la nave arrivava con la carcassa la fabbrica era tutta un fermento, fino a quando non ne uscivano scatole o bottiglie di prodotti vari. Il grasso di balena diventava un lubrificante, la carne una prelibatezza e le ossa, trattate in un certo modo facevano la funzione di quella che oggi è la plastica. Si potevano modellare in tante forme diverse e restavano comunque flessibili.

Non voglio giudicare queste attività che appartengono a un’epoca che non c’è più. Allora, molte famiglie sopravvivevano grazie a questo. Resta il fatto però che

oggi si sta male visitando questo museo e mi dico che nella mia casa ideale tutto questo non dovrebbe esserci.


Esco da quel museo con piacere, ma ora vedo la spiaggia con occhi diversi.

Ho appena visto le immagini di quando l’acqua non era così bella, ma si tingeva di rosso. Ho visto come le balene venivano buttate sulla sabbia e fatte a pezzi per essere portate più facilmente dentro la fabbrica.

Devo assolutamente scacciare dalla mente le immagini dei capodogli massacrati. Credo che il modo migliore per farlo sia quello di ricordarmeli da vivi e allora prenoto un’uscita in mare per l’avvistamento dei cetacei, il famoso whale watching. Mi aggrego ad un piccolo gruppo contrattando orari e prezzo direttamente sul molo del porto di Horta dove c’è chi organizza queste uscite in mare.

Partiamo con un gommone da sei posti così veloce che l’aria è tantissima, fredda e frastornante. Non immaginavo una cosa del genere, ma ormai sono qui avvolto negli impermeabili in dotazione e in compagnia di sconosciuti.

A due di loro, tra l’altro, sto affidando la mia vita.

Mi hanno addirittura fatto firmare una liberatoria nella quale ho accettato il fatto che il mare è un luogo ostile e nessuno si assume la responsabilità di quello che potrebbe accaderti.


Ci fermiamo in un punto vicino all’isola per vedere alcuni delfini curiosi. Quando la barca si ferma sono loro che si avvicinano spontaneamente. Vogliono davvero vedere chi siamo. Mi osservano di sbieco mentre ci girano attorno con le loro acrobazie. In questo momento le parti sono ribaltate. L’attrazione turistica sono io e ne sono felice.

Per le balene è diverso, non è detto che le vedremo. Restiamo in mare per 3 ore, spostandoci continuamente per osservare la zona e poi ripartire. Tra sonar calati in acqua e passaparola tra le imbarcazioni,

finalmente troviamo le balene. La prima cosa che si avverte è il loro respiro, il più forte che io abbia mai sentito, anche più forte di quello degli elefanti. Bisogna abituarsi un po’ prima di riuscire a vedere la loro pinna dorsale scura negli avvallamenti fra un’onda e l’altra. Vedere le balene è un’emozione unica e un privilegio.

L’atmosfera è quella di un’esperienza mistica. Tutti restiamo in silenzio, concentrati.

Si sentono solo tre suoni: acqua, macchine fotografiche e balene.


Pochi secondi e i capodogli alzano le loro enormi code in un gesto elegante mentre si immergono per cacciare. Ora sì che le vediamo bene. Ripartiamo per cercarne altre.

A un certo punto io mi sento male, tanto male. Il cielo è grigio, l’oceano è grigio e anche se è calmo, quelle poche onde bastano farci dondolare in tutte le direzioni. La barca, oltretutto, ruota su se stessa quando è ferma. Non possiamo accendere il motore per non spaventare le balene e quindi la barca è ancora più instabile.

Ci siamo allontanati molto da Faiale infatti vedo che l’isola è molto piccola sulla linea dell’orizzonte ed è l’unica cosa che si vede a parte l’acqua. Per il resto nulla di nulla. Davvero non avevo idea che ci saremmo allontanati così tanto.

Questa distesa d’acqua è così vuota e così sconfinata che il malessere diventa anche psicologico. Una cosa è sapere che l’oceano è grande, altra cosa è sperimentarlo.

Quando torniamo sulla terraferma ho un colore bianco pallido e mi serviranno diverse ore per riprendermi. L’animo, in un certo senso, non si riprenderà mai.

Per la prima volta non vedo più il mare come qualcosa di bello o divertente, ma come la cosa spaventosa che i marinai del passato raccontavano. Credo che solo chi ha vissuto questa esperienza possa capire di cosa parlo.

Dopo l’esperienza di avere visto l’oceano aperto con i miei occhi, il pensiero va proprio a chi è stato costretto o costretta a vivere questa esperienza in condizioni peggiori rispetto a me. Sto parlando di tutti i migranti che arrivano a El Hierro o a Lampedusa, ammesso che riescano ad arrivare. Quelle persone ancor prima di arrivare in Italia nessuno le vuole. Si vorrebbe che morissero in mare, che poi è quello che succede spesso.


Eppure è una cosa così naturale migrare, non lo dico perché lo sto facendo io stesso, ma perché la natura non conosce i confini degli uomini, non li conoscono le balene, non li conoscono tutte le altre specie che si spostano nell’Atlantico.

E allora perché per gli esseri umani deve essere tutto così complicato?

E perché nel nostro paese non vogliamo capire che le migrazioni si inseriscono in questi ritmi naturali, che la vita stessa ci richiede? Siamo stati convinti che queste poche persone siano la fonte di tutti i nostri problemi. Ecco perché. Ma se guardiamo i numeri delle migrazioni capiamo facilmente che la realtà non è quella che ci viene descritta.

Provo una sensazione strana, quasi di vergogna per questa migrazione che io sto organizzando con calma, con divertimento e con la gioia di esplorare nuovi posti, mentre per altri è un obbligo e spesso un’urgenza.

Migrare può significare sopravvivere, non farlo significa soccombere.

Il mio è un privilegio, ecco che cos’è. E non c’è ragione perché io lo meriti e altri no.

Spero di trovare un posto dove stare bene, ma soprattutto con una mentalità diversa. Non vorrei mai trovare l’accoglienza che in Italia riserviamo a chi cerca una vita migliore.

Qui a Horta nel corso dei secoli, si è generata una tradizione davvero singolare, ossia i naviganti che passavano di qui, prima uno e poi sempre di più, hanno iniziato a lasciare un disegno che ricordava, diciamo così, il loro passaggio e in alcuni casi le loro imprese. E poi questa cosa si è diffusa tantissimo, tant’è che oggi i disegni sono migliaia, alcuni sono anche molto belli.

Vorrei lasciare qualcosa anch’io, ma non sono un marinaio.

Il mio disegno sarà un podcast. Spero che un giorno potrò tornare a Horta, come fanno i naviganti, per registrare una nuova puntata, per ricoprire il vecchio disegno con qualcosa di nuovo.

Gli equipaggi delle barche che arrivano in porto si fermano al bar Peter che è vicino alla zona dove attraccano. Non importa se l’oceano sia agitato oppure no, li trovi tutti lì. Mentre parlano tra loro senti diverse lingue.

C’è chi cerca un equipaggio e chi si offre come mozzo. Chi non riesce a trovare subito un accordo lascia comunque la sua traccia. Sulle pareti del caffè Peter ci sono post-it e messaggi in ogni forma e colore.

Qualcuno chiede un passaggio per Madeira o per Capoverde o per tornare in Europa. Altri, più semplicemente, vogliono solo lasciare Faial, dove sono stati diversi mesi, magari per tornare in Canada o negli Stati Uniti. Altri ancora offrono un passaggio per il Sudafrica a chiunque sappia cucinare e pulire.

Mi sono chiesto più volte se anch’io potrei vivere così, cambiando la mia casa di continuo, pensandoci bene, però credo di no.

Sto invecchiando e mi piace costruire legami, pochi forse, ma buoni.

E poi con le mie patologie ci si sente più fragili, si ha bisogno di aiuto. Vivendo così, con il clima che cambia continuamente non starei mai bene. È arrivato il momento di salutare Faial e anch’io me ne vado per mare.

Sono diretto a Sao Jorge, la strana isola alta e lunga che ho visto da lontano in tutti questi giorni.

Faial mi ha incantato come soltanto le isole Azzorre sanno fare. Mi è piaciuta così tanto che credo di ritornarci prima o poi, ma non è il posto che sto cercando. È ancora più piccola di El Hierro e comunque è troppo umida per poterci vivere bene. E poi ci sono grandi vulcani e i terremoti potrebbero essere frequenti. Spero che a Sao Jorge andrà meglio.

Viaggio tra le isole d’Europa per trovare un posto dove il cuore vuole stare e il corpo non fa male. So che esiste, devo solo trovarlo. Se anche tu ami viaggiare o sogni di cambiare vita, seguimi in questo lungo viaggio verso casa.

#azzorre
#isoleazzorre
#faial
#balene
#whalewatching
#delfini
#horta
#cafepeter
#oceanoatlantico

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resistenza e contrattacco: “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi, da maggio il libreria per le edizioni milieu


● Nelle librerie: Aggrappàti al cielo, di Sergio Bianchi.
● Pagg. 208, e. 18. Nelle librerie fisiche e online e presso l’editore (www.milieuedizioni.it) dal 2 maggio.

Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese.
Un linguaggio materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale.

«Infulardati e incappucciati liberi da bandiere e striscioni che consideriamo ormai come inutili intralci ondeggiamo cupi verso gli obiettivi disseminati sul nostro percorso. A tratti usciamo a gruppi dal corteo e attacchiamo. Incendi saccheggi devastazioni sparatorie disarmi di guardie giurate. Ne fanno le spese sedi di partito e di associazioni industriali caserme dei carabinieri e commissariati di polizia prefetture e redazioni di giornali. Dobbiamo metterli sotto una pressione sociale politica culturale quotidiana. Dobbiamo esercitare potere sulle loro vite mettendoli in condizione di non nuocere nei quartieri nei reparti delle fabbriche nelle scuole nelle università. Quelli che per mestiere e per natura intimoriscono il prossimo intimoriscono chi sta sotto intimoriscono chi lavora quelli abituati a incutere paura devono provare sempre di più a avere paura per se stessi per le loro abitudini per i loro lussi per i loro usi e costumi. E non siamo come dicono giornalisti e grigi funzionari del Pci arroganti e violenti perché espressione di una seconda società fatta di marginalità irrazionalismo e disperazione. Noi siamo arroganti e violenti perché siamo più intelligenti e colti. Noi siamo il contropotere. Noi siamo la rivoluzione che viene. Noi siamo l’assalto al cielo. Noi siamo gli autonomi».

Sergio Bianchi ha fondato e poi codiretto per 25 anni il progetto editoriale DeriveApprodi. Ha curato i saggi: L’Orda d’oro, a firma Nanni Balestrini e Primo Moroni (Feltrinelli); La sinistra populista (Castelvecchi); (con Lanfranco Caminiti) Settantasette. La rivoluzione che viene e Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie, volumi I-II-III (DeriveApprodi); (con Raffaella Perna) Le polaroid di Moro (DeriveApprodi); nanni balestrini – millepiani (DeriveApprodi); Storia di una foto. La costruzione dell’immagine icona degli «anni di piombo» e Figli di nessuno. Storia di un movimento autonomo (Milieu). È inoltre autore del romanzo: La gamba del Felice (Sellerio). Ha progettato e realizzato le riviste online «Machina» (2020) e «ahida» (2025). Attualmente è curatore della collana «settanta» per Milieu.
#anniSettanta #Autonomia #Milieu #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu

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purtroppo non è più possibile regalare una pecora allo specchio mondadori

nonostante io abbia ripostato oggi questo accorato invito a REGALARE UNA PECORA ALLO SPECCHIO MONDADORI ed eventualmente alla Bianca Einaudi, mi accorgo adesso che la cosa non è più possibile.
mi scuso con quanti abbiano già accantonato dei risparmi per il meritato dono alla meritevole collana di poesia.

slowforward.wordpress.com/wp-c…slowforward.wordpress.com/wp-c…#BiancaEinaudi #collanaDiPoesia #meritatoDono #Pecora #regalarePecore #regalareUnaPecora #regalareUnaPecoraAlloSpecchioMondadori #SpecchioMondadori

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Quanto ci è voluto per bucare Forgejo? Una serata


Il ricercatore jvoisin sostiene di aver trovato vulnerabilità critiche in Forgejo in una sola serata, catena di RCE inclusa. Anziché seguire la disclosure classica, ha scelto un approccio insolito: la “carrot disclosure”.
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È bastata una serata di lavoro a Julien Voisin, noto come jvoisin, per pubblicare un quadro poco rassicurante sulla sicurezza di Forgejo. Nel post uscito il 28 aprile, il ricercatore afferma di aver individuato diverse vulnerabilità e di averne concatenate alcune fino a ottenere un’esecuzione di codice remoto.

La motivazione dell’analisi è stata pratica: Fedora ha avviato la transizione da Pagure a Fedora Forge, una nuova piattaforma basata su Forgejo. Il passaggio non è ancora concluso: il cutover finale è previsto per Flock 2026 e la dismissione delle restanti istanze Pagure è indicata nella roadmap verso Fedora 46. È comunque abbastanza per aver spinto Voisin a guardare più da vicino la postura di sicurezza del progetto.

Quello che dice di aver trovato non è confortante. La lista parte dalle SSRF, vulnerabilità che permettono a un attaccante di far eseguire richieste al server verso destinazioni scelte da lui, incluse potenzialmente risorse interne non esposte su Internet. A queste si aggiungono debolezze lato browser, come l’assenza di Content Security Policy e Trusted Types, difese pensate per limitare l’impatto di eventuali XSS.

Il ricercatore segnala anche un templating JavaScript fragile, pratiche crittografiche che giudica discutibili e problemi nei meccanismi di autenticazione: OAuth2, OTP, sessioni, gestione degli accessi e recupero dopo compromissione. In altre parole, non solo bug isolati, ma difetti in aree che dovrebbero proteggere identità, permessi e persistenza degli account.

Completano il quadro vari vettori di denial of service, perdite di informazioni e race condition di tipo TOCTOU: bug in cui il software controlla una condizione in un momento, ma usa quella risorsa più tardi, quando lo stato può essere cambiato. Su una piattaforma che gestisce codice, utenti, repository e autorizzazioni, è esattamente il genere di superficie che può trasformare una falla locale in una catena d’attacco più ampia.

Secondo Voisin, combinando alcune di queste vulnerabilità è possibile arrivare a un RCE completo, a leak di segreti, ad accesso persistente agli account e a privilege escalation via OAuth2. Un dettaglio importante per contestualizzare: la catena RCE descritta non viene presentata come sfruttabile su qualunque installazione Forgejo. Il ricercatore scrive che richiede registrazione aperta e almeno un’opzione di configurazione impostata a un valore non predefinito; aggiunge però di aver trovato entrambe le condizioni attive su alcune istanze pubbliche reali.

La carrot disclosure


Anziché optare per una disclosure coordinata, segnalazione privata al vendor, tempo per correggere e pubblicazione successiva, o per una full disclosure immediata, Voisin ha scelto un approccio che aveva già teorizzato nel 2024: la carrot disclosure.

L’idea è semplice e volutamente scomoda: pubblicare solo l’output, eventualmente redatto, di un exploit per una vulnerabilità critica, senza pubblicare il codice dell’exploit. In questo modo si dimostra che la vulnerabilità è sfruttabile, ma non si consegna subito una ricetta pronta all’uso.

Il vendor si trova così davanti a una scelta: fare un audit più ampio del software, nella speranza di correggere anche la catena mostrata, oppure convivere con il rischio reputazionale di un software indicato pubblicamente come vulnerabile. Nel post su Forgejo, Voisin pubblica anche l’hash SHA256 dello script usato per la dimostrazione, così da poter provare in futuro che l’exploit esisteva già al momento della disclosure.

La parte più delicata è proprio questa: il post non contiene i dettagli tecnici necessari per riprodurre la catena, ma mostra l’output dell’esecuzione di codice e una struttura di file che suggerisce l’esistenza di più exploit o script di supporto. Rimanda inoltre ad alcune pull request già aperte, ma sostiene che il problema non sia un singolo bug da correggere: a suo giudizio, la questione sarebbe più sistemica.

Per chi gestisce un’istanza


La catena RCE descritta da Voisin non va letta come automaticamente sfruttabile su ogni istanza Forgejo. I prerequisiti indicati nel post sono registrazione aperta e una configurazione non predefinita. Va però notato che, nella documentazione Forgejo, DISABLE_REGISTRATION è impostato di default a false: in altre parole, la registrazione aperta è il comportamento predefinito documentato, salvo diversa configurazione dell’amministratore.

L’output pubblicato cita un “server-side hook”. Questo rende sensato controllare con attenzione anche le impostazioni relative ai Git hook lato server: Forgejo documenta DISABLE_GIT_HOOKS: true come valore predefinito e avverte che abilitarli può permettere esecuzione arbitraria di codice sul sistema host. Il post di Voisin, però, non identifica esplicitamente quell’opzione come il prerequisito non-default della catena; quindi è meglio trattarla come un’area da verificare, non come una diagnosi certa.

In attesa di chiarimenti o aggiornamenti dal progetto, chi amministra un’istanza Forgejo dovrebbe quindi rivedere la configurazione, valutare se la registrazione pubblica sia davvero necessaria e controllare con particolare attenzione le funzionalità che possono introdurre esecuzione di codice lato server o superfici di attacco non indispensabili.

SOURCE:// dustri.org
SOURCE:// dustri.org
SOURCE:// forgejo.org
SOURCE:// communityblog.fedoraproject.org

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L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi


In effetti lo scontro frontale, tra mondo del lavoro, Stato e impresa, che si inaugura nel 1949, e che troverà poi una sua drammatica e ufficiale descrizione nell’inchiesta parlamentare sulle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche del 1955, mette in risalto numeri impressionanti: “tra il gennaio del 1948 e il settembre del 1954 vi sono in Italia 75 operai uccisi, 5104 feriti, 148.269 arresti e 61.243 condannati in relazione ad azioni di protesta sindacale” <469. Altrettanto allarmante è la conta dei caduti e degli arresti nelle azioni di lotta condotte nelle campagne, tanto al Sud che nel Centro-Nord, “oltre 80 braccianti assassinati mentre lottavano per il lavoro, e oltre 10.000 anni di carcere per la gente delle campagne” <470. Mentre al secondo congresso della CGIL a Genova, nell’ottobre del 1949, si lanciava il Piano del lavoro, in 65 giorni venivano brutalmente colpite le lotte per l’occupazione delle terre con gli eccidi a Melissa, Torremaggiore e Montescaglioso: in questo modo il governo sembrava dire “no alla proposta del Piano e alla richiesta di «distensione» che Di Vittorio aveva avanzato” <471. Il 9 gennaio del 1950, mentre la CGIL organizzava la Conferenza economica nazionale, prevista ufficialmente per gennaio e tenutasi a fine febbraio, la polizia sparò sugli operai a Modena uccidendone sei <472. Di Vittorio, dalle pagine del “Lavoro”, disse: “L’eccidio di Modena pesa; e continuerà a pesare per lungo tempo sulla vita italiana. Se De Gasperi e Scelba credono che si tratti d’un semplice «incidente», d’un fatto di cronaca che sarà presto dimenticato, si ingannano. A Modena, il 9 gennaio dell’Anno Santo 1950, le forze di polizia, agli ordini d’un governo cattolico e d’un Ministro degli Interni cattolico, hanno massacrato sei lavoratori, sei creature umane. Il raccapriccio, per questo orrendo massacro, diviene più acuto ed implacabile, quando si pensa che non si tratta d’un fatto isolato, accidentale. L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi, sempre di lavoratori, compiuti dalle stesse forze di polizia, agli ordini dello stesso Ministro degli Interni: Melissa, Torremaggiore, Montescaglioso. Il numero dei lavoratori uccisi, in soli due mesi, è salito a quattordici! È un primato, un ben triste primato – come ha osservato con alto senso umano e storico Luigi Salvatorelli ne «La Stampa» – perché ha superato tutti i precedenti della storia d’Italia e di altri paesi, se si eccettuano quelli fascisti o coloniali! Non un «incidente», quindi, ma un sistema, un metodo, una politica, che sono impersonati dal Ministro Scelba, pur essendone responsabile l’intero governo” <473.
Si configurava un vero e proprio attacco al mondo del lavoro finalizzato al ripristino dell’assolutismo padronale, che il protagonismo dei lavoratori nella lotta di Liberazione aveva messo in discussione, che fu sorretto da un’azione repressiva che assumeva “il carattere di una vera e propria rivincita” <474. L’azione sistematica del governo De Gasperi, richiamata da Di Vittorio, aveva le sue ragioni, non solo nella riorganizzazione dell’assetto produttivo e nella restaurazione dell’assolutismo padronale, ma anche nella necessità di rispondere alle esigenze di adesione al blocco internazionale di appartenenza e alla metamorfosi che, nel 1950, la politica americana di aiuti economici stava subendo. Il passaggio dal concetto di produttività, previsto dal Piano Marshall, a quello di rafforzamento dell’integrazione strategica del blocco occidentale, dovuto al precipitare della guerra fredda e allo scoppio della guerra “calda” in Corea, determinò un innalzamento dello scontro sociale che si concretizzò in un’accentuazione della violenza repressiva dello Stato: alle schedature, agli arresti, alle uccisioni, di lavoratori e militanti della CGIL e del PCI, si affiancò il ricatto economico a quelle aziende che non avessero avallato la politica discriminatoria anticomunista, nei termini della minaccia di esclusione dalle commesse internazionali legate alla produzione bellica <475.
Le lotte del Piano del lavoro si articolavano, su tutto il territorio nazionale, in questo contesto stretto tra le “esigenze” derivanti dalla guerra fredda e la concreta e specifica attività repressiva che si realizzava nelle singole realtà lavorative. In questo senso anche specifiche lotte, molto caratterizzate, dal punto di vista degli obiettivi, da limitati contesti territoriali o lavorativi, e che spesso venivano criticate anche dal PCI per un eccessivo “economicismo”, cioè per una loro presunta debolezza politica, finivano, invece, per avere un forte valore di difesa della democrazia <476.

[NOTE]469 S. MISIANI, Dalla teoria della stagnazione al Piano per lo sviluppo, cit., nota n. 7, p. 289.
470 G. FABIANI, Il Piano del lavoro e le lotte per la riforma, cit., p. 112.
471 P. SANTI, Il Piano del lavoro nella politica della CGIL: 1949-1952, cit., p. 17.
472 “E poi ci furono i provvedimenti del governo De Gasperi – Scelba contro i comizi in fabbrica e contro le occupazioni degli stabilimenti, e ancora i due scioperi generali indetti dalla Cgil”, L. MUSELLA, I sindacati nel sistema politico, cit., p. 884.
473 G. DI VITTORIO, Modena e la crisi, in «Lavoro», anno III, n. 3, 15-21 gennaio 1950, ASCGIL nazionale.
474 L. VERSACE, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., p. 205.
475 “Dai concetti della produttività si passò velocemente a quelli condizionati dal conflitto in Corea e dal necessario rafforzamento dell’integrazione strategica in Europa. Non ne furono travolti i principi ma ad esso furono orientate le forniture, in maggioranza di tipo militare e dirette ad aziende privilegiate nelle quali la rappresentanza sindacale fosse anticomunista. […] Tra il 1951 e il 1955 si assiste quindi ad un innalzamento del livello dello scontro. Il Piano Demagnetize, la rete Stay Behind, le schedature di sindacalisti, operai ed esponenti della sinistra rientrano perfettamente in questa logica che viene applicata direttamente al mondo del lavoro. La repressione antioperaia che si scatena in quegli anni è quindi figlia diretta di questo clima e dell’applicazione concreta dell’attacco al PCI attraverso il sindacato attuato dagli Stati Uniti, perché costringe le imprese – se mai ce ne fosse un assoluto bisogno – a introdurre misure restrittive della libertà politica e sindacale all’interno delle fabbriche, al fine di assicurarsi o rientrare nell’applicazione delle cosiddette commesse off-shore e, quindi, agire concretamente in senso anticomunista e antioperaio”, P. IUSO, La CGIL e la guerra fredda (1947-1956), cit., p. 191.
476 “era vero che tante energie le rivolgevamo soltanto ad obiettivi quantitativi e ignoravamo che l’Abruzzo, in quel momento, non dava un sufficiente apporto alla grande lotta, più importante, che era la scelta di campo. Ma per capire come questo avvenisse, dobbiamo tener ben presente cos’era la lotta di classe allora: non era certo un fair play, ci si sparava. Dal 1° marzo ’50 al ’54 in Abruzzo noi avemmo i morti di Lentella ed i morti di Celano, ed avemmo 607 processi, 7410 processati, di cui 4197 condannati, per complessivi 396 anni, e un ergastolo. Per un terzo vennero processati per le lotte del Piano del lavoro, ma per due terzi furono processati per comizi, manifestazioni ecc. Ora, dire 7410 processati non è soltanto un problema tecnico: vuol dire che tutto l’apparato viene distolto per un’altra cosa, perché significava, in quel momento, non soltanto 4710 famiglie, ma significava il fatto politico, la risposta che bisognava dare; ed allora era evidente che l’obiettivo di lotta era democratico (fare uscire dalla galera, mobilitazione di avvocati, collegi di avvocati): era il tempo in cui il nemico imponeva un altro obiettivo dal quale tu non potevi prescindere. Quindi la debolezza del Piano del lavoro stava nel fatto che la lotta con l’avversario era così dura che imponeva quel modo di lottare”, L. DI PAOLANTONIO, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., pp. 162-3.
Emiliano Schember, La CGIL dal Piano del lavoro alla proposta di uno Statuto dei lavoratori (1949-1952), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Anno Accademico 2011-2012
#1949 #1950 #1952 #1954 #AlcideDeGasperi #assolutismo #braccianti #CGIL #cortei #DC #eccidi #EmilianoSchember #fredda #GiuseppeDiVittorio #governi #guerra #lavoro #LuigiSalvatorelli #manifestazioni #MarioScelba #Melissa #Modena #Montescaglioso #operai #padronale #PCI #piano #polizia #repressione #StatiUniti #Torremaggiore

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Dreame Z30 Pro Aqua: il nuovo aspirapolvere Wet & Dry che rivoluziona la pulizia


Dreame lancia Z30 Pro Aqua, un innovativo aspirapolvere Wet & Dry che combina aspirazione e lavaggio per ridefinire la pulizia smart in casa
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Dreame ha annunciato il lancio di Z30 Pro Aqua, un’aspirapolvere senza fili due-in-uno progettata per unire aspirazione a secco e lavaggio delle superfici in un unico dispositivo. Il nuovo modello di punta combina una potenza di aspirazione elevata con funzionalità avanzate per la pulizia a umido, consentendo la rimozione efficace dello sporco e delle macchie in un solo passaggio. Con Z30 Pro Aqua, l’azienda introduce un nuovo approccio nel segmento della pulizia domestica, rafforzando il proprio posizionamento come player innovativo nel mercato. Dreame Z30 Pro Aqua è inoltre dotata di un ciclo di autopulizia con acqua fresca e asciugatura ad aria calda, per un'esperienza di pulizia completa. Dreame Z30 Pro Aqua ha un prezzo di 599 euro, con un'offerta di lancio di 100 euro valida fino al 6 maggio. Il prodotto è disponibile sul sito ufficiale di Dreame, su Amazon e presso negozi di elettronica selezionati.

Crisi climatica in Italia: 376 eventi estremi e frane +42%
L’Italia affronta una crescente emergenza climatica: in occasione dell’Earth Day, cittadini e comunità si mobilitano con azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Pulizia Wet & Dry Avanzata


La Z30 Pro Aqua unisce la potente aspirazione di un’aspirapolvere senza filo di alta gamma alla funzione integrata di una lavapavimenti, consentendo di bagnare, strofinare e aspirare lo sporco in un unico passaggio, garantendo un'esperienza di pulizia rapida ed efficiente su diverse superfici.

AquaCycle 2.0: lavaggio Integrato


La spazzola AquaCycle 2.0 integra un sistema di pulizia sincronizzato in quattro fasi — spruzzo, raschiatura, strofinamento e aspirazione — progettato per gestire in modo efficace sia lo sporco umido che quello secco. Dreame dichiara che questo approccio consente fino a 40 minuti di lavaggio continuo e una copertura fino a 290 m², ottimizzando tempi ed efficienza.
La stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °CLa stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C
Il sistema di gestione dell’acqua a tre zone separa acqua pulita, acqua sporca e detriti solidi in comparti distinti, garantendo un flusso costante di acqua fresca e un livello superiore di igiene. A completare il processo, la stazione di ricarica lava e asciuga automaticamente il rullo con aria calda fino a 70 °C, riducendo la manutenzione manuale e preparando il dispositivo all’uso successivo.
Le spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelliLe spazzole multi-superficie, dotate di tecnologie TangleCut e CelesTect, migliorano la visibilità durante la pulizia e prevengono l’aggrovigliamento dei capelli

Potenza da primato


Grazie alla tecnologia TurboMotor proprietaria, Z30 Pro Aqua sprigiona una potenza di aspirazione costante fino a 28.000 Pa, rimuovendo con facilità peli di animali domestici, polvere fine, briciole e detriti ostinati da qualsiasi superficie. L'avanzata tecnologia ciclonica genera una potente forza centrifuga che separa efficacemente la polvere e previene l'intasamento del filtro, garantendo un'aspirazione costante e senza cali di potenza dall'inizio alla fine.
Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%Il sistema di filtraggio a cinque strati cattura polvere fine e particelle (compresi pollini e peli di animali domestici) con un'efficienza fino al 99,99%
Grazie a una batteria LiPo ad alte prestazioni che assicura fino a 90 minuti di autonomia, questo sistema garantisce una pulizia accurata di abitazioni fino a 200 m² in un unico ciclo.

Design flessibile


Grazie al design pieghevole a 90°, l'asta di prolunga flessibile si adatta facilmente a diverse esigenze: si piega e si estende per raggiungere gli angoli più nascosti sotto letti, divani e spazi ristretti senza bisogno di accovacciarsi o spostare i mobili. La testina rotante con angolo di 180° garantisce inoltre una pulizia senza ostacoli anche in spazi ristretti.

ASUS UGen300: prima USB con motore IA per PC
ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
TechpertuttiGuglielmo Sbano



Crisi climatica, allarme Italia: 376 eventi estremi in un anno e frane in crescita del 42%


Trecentosettantasei eventi meteo estremi in un anno, con le frane da piogge intense cresciute del +42% e i danni complessivi che nel 2025 hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal Bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, che si aggiunge a un trend ormai difficile da ignorare: gli eventi estremi in Italia sono aumentati di oltre sei volte nell'ultimo decennio. Domani si celebra la Giornata Mondiale della Terra, dove il tema della prevenzione torna al centro del dibattito e con esso una domanda che ancora non ha risposta: chi si prende cura del territorio quando nessuno lo sta guardando?

AI e contenuti: perché i brand devono essere memorabili
L’intelligenza artificiale sta moltiplicando i contenuti online, ma la vera sfida per i brand è distinguersi. Essere memorabili è ciò che oggi fa davvero la differenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Roma, capitale della sostenibilità per dieci giorni


Dal 13 aprile e fino al 22 (domani), Roma ospita le celebrazioni nazionali della 56ª Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. Il cuore dell'evento è il Villaggio per la Terra, che dal 16 al 19 aprile ha animato il Galoppatoio di Villa Borghese e la Terrazza del Pincio con oltre 600 eventi gratuiti e 250 organizzazioni coinvolte. Domani, la Maratona Multimediale #OnePeopleOnePlanet alla Nuvola di Fuksas chiuderà le celebrazioni. Il tema scelto per l'edizione 2026, "Torniamo a Sognare" è un invito a immaginare il futuro che vogliamo costruire, mettendo al centro la cura del pianeta e di chi lo abita.

"L'Earth Day quest'anno parla di sogni. Sognare il futuro significa anche proteggere il presente, e proteggere inizia dal conoscere il territorio che abitiamo per capire cosa sta cambiando. Il territorio parla, ma non sempre ad alta voce: cambiamenti climatici, frane, cedimenti e dissesti idrogeologici si manifestano spesso con segnali deboli, facili da ignorare. Gli strumenti per monitorare esistono, ma non possono essere ovunque: scelgono dove guardare, e il resto rimane purtroppo invisibile. E le persone che quei luoghi li vivono, che percorrono lo stesso ponte ogni mattina, che passeggiano lungo lo stesso argine, sono le prime a poter accorgersi di qualcosa che non va. Prima degli esperti, prima di strumenti anche molto sofisticati, prima che sia troppo tardi", afferma Claudia Masciulli di IntelligEarth.


Il cittadino come sentinella: un cambio di paradigma necessario


Se il cambiamento climatico moltiplica i rischi, la prevenzione non può continuare a essere una prerogativa di pochi specialisti. Secondo i dati, intervenire in anticipo costerebbe il 75% in meno rispetto a gestire i danni post-emergenza. Eppure ilPiano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato a fine 2023, resta ancora in larga parte inattuato.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La risposta che IntelligEarth propone ribalta la logica tradizionale: invece di aspettare che il monitoraggio arrivi dall'alto, da satelliti, da ispezioni periodiche, da fondi straordinari, si può costruire una rete di osservazione distribuita e continua, fatta di persone. È questa l'idea alla base di proteGO, la piattaforma sviluppata dalla startup che, attraverso lo smartphone, guida chiunque, tecnici o semplici cittadini, nella raccolta di immagini e dati sui luoghi, secondo protocolli standardizzati. Ogni persona che fotografa un cedimento, che segnala una variazione su un versante, che documenta lo stato di un bene culturale nel proprio quartiere, contribuisce a costruire un dato. Aggregato nel tempo, quel dato può fare la differenza.

"Pensiamo spesso ai satelliti che sorvolano la Terra raccogliendo immagini dall'alto. Ecco, le persone fanno la stessa cosa, muovendosi nel mondo con uno smartphone in tasca e scattando fotografie. La differenza è che i satelliti non hanno memoria dei luoghi e i loro dati hanno bisogno di esperti per diventare informazioni utili. Al contrario, il cittadino è la sentinella più preziosa che abbiamo; conosce il posto che sta guardando, sa quando qualcosa è cambiato, capisce il contesto. È un patrimonio di conoscenza enorme, che oggi va quasi completamente disperso", conclude Masciulli.



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BleachBit 6.0: nuovo gestore dei cookie, browser più puliti e modalità esperta


BleachBit 6.0.0 arriva con oltre cento miglioramenti: un cookie manager integrato per scegliere quali cookie conservare, pulizia molto più profonda di Chrome e Firefox, supporto a Vivaldi e Zen, e una nuova modalità esperta.
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BleachBit, il pulitore di sistema open source spesso citato come alternativa a CCleaner, arriva alla versione 6.0.0 con quella che il team definisce la release più significativa degli ultimi anni: oltre cento miglioramenti, nuove funzioni e una pulizia dei browser notevolmente più profonda.

Un gestore dei cookie


La novità più attesa è il cookie manager integrato. Fino ad ora, BleachBit puliva i cookie dei browser in modo indiscriminato; adesso è possibile scegliere quali conservare e quali eliminare, sia per i browser basati su Chromium che per Firefox e i suoi derivati.

Browser più puliti


La pulizia di Chrome e degli altri browser Chromium diventa molto più capillare: vengono ora rimossi anche cache dei componenti, cache delle estensioni, shader cache, crash report, dati IndexedDB, stato della rete e suggerimenti di ricerca. Per Firefox, LibreWolf e Waterfox si aggiungono dati di archiviazione, permessi, backup di sessione e stato di sicurezza dei siti.

Con questa versione arrivano anche i profili di pulizia per Vivaldi e Zen, due browser con una base utenti in crescita. Anche Opera riceve miglioramenti sostanziali.

Modalità esperta e altre novità dell’interfaccia


BleachBit 6.0.0 introduce una modalità esperta che aggiunge delle guide per proteggere gli utenti meno esperti dalle operazioni più rischiose. Nella pratica, alcune opzioni avanzate, come la cancellazione delle password del browser, mostrano un’icona di avviso e richiedono l’attivazione esplicita della modalità per essere usate. Per chi arriva da versioni precedenti alla 5.1.0 potrebbe essere necessario abilitarla per ritrovare tutte le funzioni cui era abituato.

Tra le altre novità dell’interfaccia: è ora possibile ricordare le scelte sui dialoghi di conferma ed evitare ripetizioni, incollare percorsi tramite Ctrl+V nella finestra principale per avviare la cancellazione sicura, e beneficiare di barre informative al posto delle finestre di dialogo modali.

Linux e Windows


Su Linux, la pulizia funziona adesso anche per Chromium e ungoogled Chromium installati via Flatpak, mentre per le installazioni su SSD viene richiamato automaticamente fstrim per una pulizia più efficace. I pacchetti .deb e .rpm sono ora firmati direttamente dal manutentore.

Su Windows si segnalano miglioramenti alla pulizia dei cookie per Chromium, Brave ed Edge, l’installer è ora disponibile in più lingue, e viene corretto un bug importante che poteva causare perdita di dati involontaria seguendo junction e symlink nel Cestino.

BleachBit 6.0.0 è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale per Windows e Linux.

SOURCE:// bleachbit.org

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da oggi, 29 aprile, a roma, sic12 art studio: “scrivere la notte. cartografie notturne tra art brut e arte contemporanea”


scrivere la notte_ sic12 artstudio_ dal 29 apr 2026
cliccare per visualizzare le informazioni sul sito di Sic12

Scrivere la notte(vernissage 29 aprile, h. 18) esplora il segno come forma di scrittura, capace di costruire paesaggi interiori tra memoria, sogno e immaginazione. Un viaggio visionario dove l’immagine diventa pensiero e la notte una condizione da attraversare.

attività collaterali

5 maggio 2026 ore 19:00
Libreria Stendhal Piazza San Luigi de Francesi 23, Roma
Il sociologo e antropologo francese David Le Breton dialoga con il regista e curatore d’arte Gustavo Giacosa. Una conversazione dedicata alla rappresentazione del corpo nell’Art Brut, inteso come spazio di esperienza, percezione e costruzione dell’identità.

14 maggio 2026 ore 21:00
Sic 12 Art Studio Via Francesco Negri 65, Roma
PAESAGGI NOTTURNI
Un concerto per piano solo in cui Fausto Ferraiuolo attraversa, trasforma ed evoca il repertorio delle ninna nanne provenienti da diverse tradizioni del mondo.
Posti limitati. Prenotazione consigliata: sic12artstudioroma@gmail.com

27 maggio 2026
Sic 12 Art Studio Via Francesco Negri 65, Roma
CARTOGRAFIE INTIME
Laboratorio di libri d’artista. Massimo Nota conduce due atelier dedicati alla creazione di piccoli libri di artista intesi come spazi di sperimentazione tra immagini e parola. Due sessioni: 10>13 / 15>18
Posti limitati. Prenotazione consigliata: sic12artstudioroma@gmail.com

sic12.org/so/28PsLTVWq
SIC12 Artstudio, via Francesco Negri 65, Roma
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Economia di guerra oggi. Parte XXVII – “L’economia globale all’ombra della guerra”.


Pubblicate le previsioni economiche del Fmi di aprile 2026 Il Fondo Monetario Internazionale nei giorni scorsi ha pubblicato l’atteso World Economic Outlook di aprile 2026[1], il primo emesso dopo l’aggressione israelo-statunitense all’Iran del 28 febbraio che ha innescato lo shock energetico tutt’ora in corso caratterizzato da carenza di approvvigionamenti e impennata delle quotazioni di greggio e gas. Dall’eloquente titolo “L’economia globale all’ombra della guerra”, il […]
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Pubblicate le previsioni economiche del Fmi di aprile 2026


Il Fondo Monetario Internazionale nei giorni scorsi ha pubblicato l’atteso World Economic Outlook di aprile 2026[1], il primo emesso dopo l’aggressione israelo-statunitense all’Iran del 28 febbraio che ha innescato lo shock energetico tutt’ora in corso caratterizzato da carenza di approvvigionamenti e impennata delle quotazioni di greggio e gas.

Dall’eloquente titolo “L’economia globale all’ombra della guerra”, il rapporto delinea le possibili ricadute del nuovo conflitto sul ciclo economico a livello mondiale, macroregionale e dei singoli paesi. In generale, la pubblicazione mette in evidenza come l’aumento dei prezzi delle materie prime, le aspettative di ripresa dell’inflazione e di possibile rialzo dei tassi, con conseguenti condizioni finanziare più restrittive, stiano determinando riflessi diretti sulla dinamica economica, con impatto di diversa entità a seconda della durata e della gravità del conflitto.

Lo scenario del Fmi in caso di conflitto di breve durata


In caso di durata limitata della guerra, secondo gli esperti del Fmi, le ricadute potrebbero essere tutto sommato relativamente contenute, infatti, in tale scenario la crescita mondiale viene quantificata nell’ordine del 3,1% per il 2026, un valore inferiore a quello degli ultimi anni e in flessione rispetto al 3,3% dell’Outlook di gennaio scorso. Una flessione indotta dalle Economie Emergenti che arretrano al 3,9% dal 4,2% di gennaio, mentre le Economie Avanzate restano stabili all’1,8% (tab.1-2).

Per quanto riguarda l’inflazione mondiale il Fmi indica un leggero incremento nel corso dell’anno, specificando che le pressioni inflattive interesseranno soprattutto le economie emergenti e in via di sviluppo importatrici di materie prime.

Per l’Eurozona è prevista una riduzione della crescita dal 1,3% di gennaio all’1,1% di aprile trascinata dalle sue tre principali economie, tutte riviste al ribasso: la Germania, l’ex locomotiva europea, dall’1,1% previsto a gennaio arretra allo 0.8%, la Francia dall’1% passa allo 0,9% e l’Italia, ormai in condizione di quasi stagnazione economica strutturale, dallo 0,7% scivola allo 0,5% (tab.1-2).

La crisi energetica starebbe invece portando benefici alla Russia la quale, a seguito dell’aumento delle quotazioni e della domanda proveniente da parte di alcuni tradizionali clienti dei paesi del Golfo Persico, riporta nell’Outlook di aprile un incremento della crescita all’1,1% dallo 0,8% di gennaio.

Mentre gli Stati Uniti, che hanno scatenato il conflitto insieme ad Israele, arretrano solo leggermente dal 2,4% al 2,3%, mantenendo un discreto tasso di crescita anche grazie all’aumento dell’export del petrolio (tab.1-2), come vedremo nel seguente paragrafo.

Dobbiamo tuttavia precisare che le previsioni in questione del Fmi basandosi sulla situazione al 31 di marzo non riflettono a pieno la gravità della situazione causata dallo shock petrolifero innescato dalla chiusura selettiva di Hormuz e delle distruzioni degli impianti. Ciò lo rileviamo soprattutto per quanto riguarda l’Arabia Saudita la cui crescita economica, anche alla luce della riduzione del 57%, del flusso complessivo dell’export petrolifero dal golfo Persico nel mese di aprile, viene rivista al solo +3,1% dal +4,5% di gennaio[2].

A completezza del quadro relativo all’export dell’Arabia Saudita è opportuno specificare che le spedizioni attraverso il porto di Yambu sul Mar Rosso, collegato ai giacimenti sul Golfo Persico tramite l’oleodotto Est-Ovest, pur essendo aumentate di cinque volte rispetto al periodo prebellico arrivando a circa 4 milioni di barili al giorno nelle prime tre settimane di aprile, non riescono a compensare la diminuzione attraverso Hormuz[3][4].

Prospettive economiche mondiali, aprile 2026: tabella delle proiezioniTabella 1: previsioni economiche del Fmi di aprile 2026

Aggiornamento delle prospettive economiche mondiali, gennaio 2026: tabella delle proiezioniTabella 2: previsioni economiche del Fmi di gennaio 2026

La ridefinizione della geografia dell’export petrolifero


Secondo Bloomberg, nella seconda settimana di aprile le esportazioni di petrolio greggio e prodotti raffinati statunitensi hanno raggiunto il record di 12,9 milioni di barili al giorno, raddoppiando da gennaio 2022 (grafico 1), vale a dire da prima delle sanzioni occidentali alla Russia e del Piano REPowerEu che hanno reindirizzato l’approvvigionamento europeo anche oltre Atlantico. E con una impennata di circa 2,5 milioni di barili al giorno fra greggio e raffinati dall’inizio della guerra all’Iran. L’aumento dell’export petrolifero complessivo risulta, nello specifico, trainato dai ben più redditizi prodotti di raffinazione che hanno raggiunto il record di 8,1 milioni di barili al giorno.

Gli Stati Uniti sono anche impegnati nella ricostituzione delle scorte di greggio le quali, al netto della Riserva Strategica di Petrolio, sono cresciute di 1,9 milioni di barili arrivando a 465,7 milioni, allo stesso livello del 2023.

Mentre l’industria petrolifera statunitense viaggia col vento in poppa, i paesi europei e soprattutto quelli asiatici, maggiormente dipendenti dai paesi del Golfo Persico, iniziano a incontrare difficoltà di approvvigionamento a causa della chiusura selettiva di Hormuz.

word image 15704 3Grafico 1: export Usa di greggio e prodotti di raffinazione in milioni b/g fra maggio 2025 aprile 2026

Le prospettive in caso di conflitto più duraturo


Lo scenario cambierebbe invece in modo alquanto sostanziale in caso di conflitto prolungato con persistente chiusura selettiva dello Stretto di Hormuz e quotazioni elevate delle commodity energetiche nel medio periodo. Le ricadute di tale situazione potrebbero causare indebolimento della crescita e destabilizzazione dei mercati, pertanto in tale contesto, secondo il Fondo Monetario, aleggerebbe la possibilità di recessione globale, vale a dire secondo i parametri Fmi un tasso di crescita inferiore al 2%, situazione che è ricorsa solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni in corrispondenza della crisi finanziaria globale del 2009 (-0,4%) e alla pandemia del 2020 (-2,7%)[5].

Il secondo capitolo del rapporto è dedicato all’aumento delle spese militari, a causa dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e dei conflitti, che potrebbe stimolare la crescita economica nel breve periodo. Il Fondo Monetario riporta inoltre che, sebbene gli investimenti per la difesa possono determinare effetti positivi per l’attività economica nel breve periodo, tendono a generare un effetto traino sulla dinamica dell’inflazione, a creare pressioni di bilancio e a sottrarre risorse per la spesa sociale, con possibile malcontento e tensioni sociali.

Inoltre, i moltiplicatori per le spese per la difesa, sostiene sempre il Fondo, risultano mediamente intorno ad un valore di 1 soltanto, un livello sensibilmente inferiore a quello degli investimenti nell’industria manifatturiera che, infatti, si attestano quantomeno al doppio[6].

Nel terzo e ultimo capitolo il Fondo Monetario riporta che i conflitti armati determinano profonde conseguenze macroeconomiche che vanno oltre il doloroso tributo di vite umane. E citando, a tal supporto, un proprio studio in merito ai conflitti successivi alla Seconda Guerra Mondiale arriva alla conclusione che le guerre causano ingenti perdite di produzione nei paesi in cui si combattono, superiori a quelle provocate dalle crisi finanziarie, e che la successiva ripresa economica risulta lenta e disomogenea. Tali perdite innescano conseguenze macroeconomiche nel settore monetario e fiscale e lasciano cicatrici durature che interessano principalmente le fasce sociali più deboli.

Conclusioni


Mentre le guerre proliferano col loro carico di morte, crisi economiche e devastazioni sociali, nel 2024, le principali 100 aziende del settore degli armamenti a livello mondiale hanno riportato ricavi per 679 miliardi di dollari con un aumento annuo del 5,9% e del 26% su base decennale[7].

Anche le imprese petrolifere stanno ricavando significativi extraprofitti dalla guerra in corso, il quotidiano britannico Guardian ha, infatti, stimato che le maggiori 100 compagnie mondiali del comparto hanno guadagnato complessivamente 30 milioni di dollari all’ora dal 28 febbraio. E solo nel primo mese di conflitto hanno conseguito profitti straordinari per 23 miliardi, prevedendo che, se la quotazione si manterrà sui 100 dollari al barile, i profitti aggiuntivi saliranno a 234 miliardi di dollari a fine anno. Osservando in conclusione che “I profitti eccessivi provengono dalle tasche dei cittadini comuni, che pagano prezzi elevati per il carburante e l’energia elettrica delle loro case, nonché dalle aziende che si trovano a dover affrontare bollette energetiche più salate”[8].

Si conferma così la consolidata tesi in base alla quale le guerre arricchiscono pochi mentre impoveriscono il resto della società.

Andrea Vento

26 aprile 2026

Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

NOTE:

  1. imf.org/en/publications/weo/is…
  2. energiaoltre.it/petrolio-forni…
  3. bitget.com/it/news/detail/1256…
  4. Per un quadro generale dell’export dal Golfo prima del 28 febbraio: Saggio Economia di guerra oggi. Parte XXVI di Andrea Vento
  5. imf.org/external/datamapper/NG…
  6. journals.uniurb.it/index.php/a…
  7. Economia di guerra oggi – Parte XXIV di Andrea Vento
  8. agcnews.eu/stati-uniti-le-majo…


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enfantillages et bizarries: la vertige d’une collection


enfantillages et bizarries_ vertige d'une collection

dalla Collezione Giuseppe Garrera
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Thundermail si avvicina: i primi inviti beta arrivano a maggio


MZLA aggiorna la roadmap di Thunderbird Pro: accessi anticipati a Thundermail in arrivo il mese prossimo, prezzo rivisto al ribasso e webmail più vicina del previsto.
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A maggio partiranno i primi inviti per la beta Early Bird di Thundermail, il servizio email di MZLA pensato per chi usa Thunderbird e vuole un indirizzo di posta senza affidarsi a Google o Microsoft. L’aggiornamento di aprile pubblicato sul blog ufficiale fa il punto sullo stato del progetto e su cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

Prima Thundermail, tutto il resto dopo


Dai sondaggi condotti tra la community negli ultimi mesi è emerso un messaggio preciso: gli utenti vogliono soprattutto un buon servizio email, non funzioni accessorie. MZLA ha preso nota e ha concentrato le risorse su Thundermail, mantenendo Appointment (per la gestione degli appuntamenti) e Send (per l’invio di file protetti) come sviluppi paralleli ma secondari. Viene anche ritoccato il prezzo di partenza verso il basso, dopo che i feedback della community avevano segnalato uno scollamento con le aspettative.

Cosa sta cambiando nella piattaforma


Buona parte del lavoro recente riguarda la configurazione. È in sviluppo un nuovo flusso di connessione che renderà più semplice aggiungere un account Thundermail al client desktop, con la possibilità di farlo anche tramite QR code. La dashboard è stata rinnovata con un’interfaccia più pulita, e le impostazioni più usate, come le password per le applicazioni, i domini personalizzati e gli alias, sono ora accessibili direttamente al primo accesso.

A livello infrastrutturale, Stalwart, il server di posta alla base di Thundermail, ha ricevuto un aggiornamento che migliora il rilevamento dello spam, riducendo il rischio che messaggi legittimi finiscano nella cartella indesiderata.

Vale la pena segnalare anche l’accelerazione sulla webmail: non era prevista a breve, ma lo sviluppo sta avanzando più velocemente del pianificato e MZLA punta a rilasciare qualcosa di utilizzabile prima del previsto.

Appointment e Send


Nonostante il focus sia su Thundermail, anche gli altri servizi avanzano. Appointment ha ricevuto miglioramenti all’affidabilità del backend e alla gestione degli eventi di calendario. Send ha invece subito un rinnovamento visivo per integrarsi meglio nell’ecosistema Thunderbird Pro, con miglioramenti alla sicurezza e lavori in corso sulla gestione delle chiavi di cifratura.

Chi non è ancora in lista d’attesa può iscriversi su tb.pro/waitlist.

SOURCE:// blog.thunderbird.net

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Alcune foto e un breve racconto del cammino Via degli Acquedotti a #Lucca.

Per le foto ho utilizzato la simulazione pellicola simulazione pellicola FRGMT B&W di #Fujifilm, introdotta con la serie limitata della fotocamera GFX100RF FRAGMENT EDITION.

Nell’articolo sono disponibili i parametri della ricetta.

bertagna.it/via-degli-acquedot…


Via degli Acquedotti, Lucca


Un bel sabato mattina di primavera è stata l'occasione di percorrere questo affascinante cammino tra architettura, storia e bellezza naturale.

Un percorso facile, pressoché pianeggiante salvo la breve e modesta salita finale fino alle Parole d'Oro.

Il percorso fiancheggia l'Acquedotto Nottolini, che prende il nome dall'ingegnere Nottolini che l'ha costruito su incarico della Duchessa Maria Luisa di Borbone, per l'approvvigionamento idrico della città di Lucca.

Ovviamente, vista anche la facilità del percorso, è stata l'occasione di scattare alcune foto lungo il percorso utilizzando la simulazione pellicola FRGMT B&W.




Le foto


Ho scelto di pubblicare le foto .jpg sviluppate direttamente in macchina con la simulazione pellicola FRGMT B&W che Fujifilm ha introdotto per l’edizione limitata della GFX100RF FRAGMENT EDITION, disponibile solo in Giappone.

La macchina fotografica GFX100RF FRAGMENT EDITION è stata personalizzata dallo stilista, produttore e artista Hiroshi Fujiwara, fondatore di Fragment.

Su Fuji X Weekly sono disponibili le impostazioni della simulazione pellicola FRGMT B&W, la prima ricetta ufficiale di Fujifilm e Hiroshi Fujiwara.

Il tracciato


Di seguito puoi trovare il tracciato del percorso che ho pubblicato sul mio profilo Wikiloc, dove sono disponibili anche altri percorsi.
it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2…
Powered by Wikiloc

La traccia registrata della Via degli Acquedotti parte dal tempietto nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Lucca, punto di arrivo dell'acquedotto, per raggiungere il secondo tempietto, ai piedi della collina e punto di partenza dell'acquedotto, per proseguire fino alle Parole d'Oro, punto di raccolta delle acque sorgive.

La traccia del percorso ad anello prosegue, ritornando sui nostri passi, fino al tempietto di partenza.

Se ti trovi nelle vicinanze di Lucca non ti perdere questo percorso tra architettura, storia e bellezza naturale.


👋 A presto,
Giovanni


Tags: Trekking | Primavera | Lucca | FRGMT B&W | Fujifilm


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Flow 2.1.0: modalità incognito, gruppi di iscrizioni e temi personalizzati


Flow 2.1.0 introduce la modalità incognito Deep Flow, i gruppi di iscrizioni, backup automatici e nuovi temi per il client YouTube open source su Android.
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Flow è un client YouTube open source per Android, costruito su NewPipeExtractor, senza pubblicità né account Google, con SponsorBlock e DeArrow già integrati. La versione 2.1.0, uscita nelle ultime ore su GitHub, è un aggiornamento decisamente ricco anche se Flow ci sta abituando “bene” con una serie di aggiornamenti costanti e sempre abbastanza corposi.

Le novità principali


La funzione più interessante è Deep Flow, la nuova modalità incognito: navigazione e riproduzione avvengono senza lasciare traccia nella cronologia locale dell’app.

Arrivano anche i gruppi di iscrizioni, per organizzare i canali seguiti in categorie personalizzate, e un sistema di backup automatico con esportazione completa di tutti i dati in un’unica operazione. Presenti anche due nuovi temi: Monocromatico e Personalizzato si aggiungono agli undici già esistenti.

Il player riceve diverse aggiunte. La velocità di riproduzione sale fino a 4x, con un cursore dedicato e preset configurabili. Tre nuovi gesti entrano in scena: scorrere verso il basso per uscire dalla modalità schermo intero, pizzicare o fare doppio tap per ridimensionare il mini player. L’integrazione con SponsorBlock si espande: i segmenti possono ora essere scaricati insieme al video. Arriva anche il toggle per l’indicatore DeArrow e uno nuovo per disabilitare del tutto la riproduzione degli Shorts.

Altre aggiunte: la ricerca video all’interno di un singolo canale, il filtro per nascondere i video già visti nel feed, il selettore di regione nella schermata Esplora, la fusione di playlist e un selettore dell’avatar del canale con anteprima ingrandita.

Sotto il cofano


Questa versione integra la generazione di cipher e PoToken per migliorare lo streaming musicale, ripresa dall’implementazione di MetroList. Il muxer è stato ottimizzato per velocizzare l’unione dei file in fase di download, e la gestione del mini player è più fluida rispetto alle versioni precedenti. Aggiunto anche uno schermo diagnostico per raccogliere log di errori e crash globali dall’app.

L’elenco dei fix è lungo: download AV1 in 4K, vari crash, colori della barra di stato, l’endpoint DeArrow deprecato e diversi problemi nel player video sono stati corretti.

Flow 2.1.0 è disponibile su GitHub.

SOURCE:// github.com

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Mastodon: corretta una vulnerabilità che permetteva di aggirare i filtri sulle iscrizioni


Una falla ad alta gravità (CVSS 8.2) in Mastodon consentiva di bypassare i filtri per dominio email in fase di registrazione. Patch disponibile nelle versioni 4.3.22, 4.4.16 e 4.5.9.
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L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato il 24 aprile un alert del CSIRT Italia su una vulnerabilità in Mastodon classificata ad alta gravità, tracciata come CVE-2026-41259 e valutata con punteggio CVSS 8.2. Il problema consente di aggirare le restrizioni sui domini email applicate alle nuove registrazioni. Le correzioni sono disponibili nelle versioni 4.3.22, 4.4.16 e 4.5.9, rilasciate il 15 aprile.

Il problema, tracciato come CVE-2026-41259, riguarda la validazione degli indirizzi email in fase di registrazione. Mastodon permette agli amministratori di configurare liste nere o bianche di domini: chi usa un indirizzo di un dominio bloccato non dovrebbe riuscire a iscriversi, mentre sulle istanze ad accesso ristretto possono registrarsi solo indirizzi di domini autorizzati. La validazione di base funziona, ma non teneva conto di certi caratteri speciali che alcuni server di posta interpretano in modo diverso. Un attaccante poteva sfruttare questa discrepanza per presentare un indirizzo che superava i controlli, aggirando sia le liste nere che quelle bianche.

Cosa può succedere


Dalle informazioni pubbliche disponibili non emergono impatti diretti sulla riservatezza dei dati o sulla disponibilità del servizio; l’impatto riguarda soprattutto l’integrità dei controlli di accesso in fase di registrazione. L’impatto riguarda il controllo degli accessi: chi gestisce comunità chiuse, server aziendali o istanze con criteri di ammissione precisi poteva trovarsi con iscrizioni che avrebbe dovuto bloccare. Un dominio inserito in lista nera per ragioni di moderazione restava aggirabile finché non si installava l’aggiornamento.

Versioni corrette


Le versioni che includono la patch sono la 4.3.22, la 4.4.16 e la 4.5.9, rilasciate il 15 aprile. Da notare che il ramo 4.3.x va fuori supporto il 6 maggio: chi è ancora su quella versione ha un motivo in più per aggiornare, o per valutare la migrazione a un ramo più recente.

SOURCE:// acn.gov.it
SOURCE:// github.com

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Godot 4.7 in beta: HDR su tutte le piattaforme, editor rinnovato e miglioramenti alle estensioni native


Disponibile la prima beta di Godot 4.7: il motore open source per videogiochi arriva con supporto HDR su Windows, Linux e BSD, numerosi miglioramenti all'editor 3D e novità per GDExtension.
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L’HDR era rimasto fuori dal motore di rendering di Godot più a lungo del previsto. Con la 4.7, la cui prima beta è disponibile da qualche giorno, il supporto arriva finalmente su Windows, Linux e BSD senza configurazioni particolari del compilatore, a patto di avere hardware e display compatibili. Su Linux funziona tramite Wayland. Il rilascio include anche un refactor dei pipeline di ray tracing e la possibilità di proiettare luce da sorgenti rettangolari nello spazio 3D, utile per simulare finestre o schermi luminosi nelle scene.

Editor: qualità della vita


L’editor riceve diversi interventi attesi da tempo. Con il vertex snapping si possono agganciare elementi del livello ai vertici di oggetti vicini tenendo premuto B e trascinando: utile per costruire geometrie che devono combaciare senza gap visivi. Arriva anche lo snapping dei percorsi Path3D ai collider della scena, così si possono tracciare percorsi che seguono la geometria del livello invece di piazzare punti a caso nello spazio.

Un’altra aggiunta è la copia e incolla di interi blocchi di proprietà dall’inspector, invece di dover copiare campo per campo. Le tracce di animazione possono ora essere raggruppate e compresse, intervento semplice ma che alleggerisce molto il lavoro su alberi di animazione complessi.

GDExtension e animazioni


GDExtension, il sistema che permette di estendere Godot con codice nativo (C++, Rust e altri), riceve alcune migliorie. Dalla finestra di gestione delle estensioni è ora possibile ricaricare un’estensione direttamente, senza dover riavviare l’editor, con un risparmio di tempo sensibile nei cicli di sviluppo. Viene anche esposta la nuova API Variant::get_type_by_name. Da tenere presente che Object::ConnectFlags cambia da enum a bitfield, una modifica che rompe la compatibilità con codice esistente basato su GDExtension.

Per le animazioni, l’aggiunta più interessante è AwaitTweener: i tweener possono ora aspettare l’emissione di un segnale prima di eseguire l’azione successiva, eliminando la necessità di callback annidati per sequenze condizionali. Una PR rimasta aperta quasi tre anni.

Piattaforme e modifiche alla compatibilità


Su Android arriva il picture-in-picture nativo e la modalità verticale nell’editor di script, comoda quando si usa la tastiera virtuale. Wayland riceve il supporto touch.

Alcune modifiche rompono la compatibilità con progetti esistenti, in particolare legate a Jolt Physics (SoftBody3D), alle particelle e ai parametri BlendSpace. I dettagli sono nella lista completa sul repository GitHub. La beta è scaricabile dalla pagina ufficiale, con versione standard, .NET (con supporto C#) ed editor web online.

SOURCE:// godotengine.org
SOURCE:// phoronix.com

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GnuPG 2.5.19 disponibile: crittografia post-quantistica e addio alla serie 2.4


GnuPG 2.5.19 è disponibile con supporto all'algoritmo post-quantistico ML-KEM. Chi usa ancora la serie 2.4 ha due mesi di tempo per aggiornare prima della fine del supporto ufficiale.
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Due mesi. È il tempo che resta alla serie GnuPG 2.4 prima di raggiungere la fine del supporto ufficiale. Werner Koch ha annunciato venerdì scorso il rilascio di GnuPG 2.5.19, e l’avviso è esplicito nel testo dell’annuncio: aggiornare in tempo.

La novità principale: crittografia post-quantistica


Il salto dalla 2.4 alla 2.5 non è puramente cosmetico. La novità più significativa dell’intera serie è l’introduzione di ML-KEM come algoritmo di cifratura post-quantistico. ML-KEM, noto anche come Kyber, è stato standardizzato dal NIST americano (FIPS-203) ed è pensato per resistere alla potenza di calcolo dei computer quantistici, che in futuro potrebbero rendere obsoleti gli algoritmi crittografici oggi in uso. Non è una minaccia nell’immediato, ma chi gestisce comunicazioni sensibili a lungo termine ha già buone ragioni per considerarla.

Gli sviluppatori precisano che la serie 2.6, in arrivo, non differirà molto dalla 2.4 sul piano delle funzionalità visibili: la maggior parte dei cambiamenti interni riguarda l’adozione di caratteristiche più recenti nelle librerie di supporto.

Cosa c’è nella 2.5.19 nello specifico


Rispetto alla versione precedente, questa release aggiunge alcune opzioni nuove per GPG e migliora il comportamento del pinentry in contesto smartcard. Tra i bug corretti, uno riguarda la gestione del padding RSA nelle firme SSH, un altro risolve un problema nell’import di certificati emessi dalla Telekom tedesca. Nulla di esplosivo, ma in un software di crittografia anche la manutenzione ordinaria conta.

Sorgenti e pacchetti per Windows sono disponibili su gnupg.org; i pacchetti Debian sono in preparazione, con qualche giorno di ritardo previsto.

SOURCE:// lists.gnupg.org

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“L’ascesa di Aurora – Le Sette Lame del Destino” di Beatrice Consonni.

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copertina Le sette lame del destino

Titolo: L’Ascesa di Aurora

Sottotitolo: Le sette lame del destino

Autrice: Beatrice Consonni

Genere: Romantasy

Editore ‏ : ‎ Kimerik
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 31 luglio 2025
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 384 pagine

In un mondo sull’orlo della rovina, dove angeli e demoni hanno stretto un’alleanza disperata con l’umanità per fronteggiare una guerra senza precedenti, una giovane donna dal passato ignoto e dall’anima spezzata, Aurora Falconi, si ritrova al centro di un destino che non ha scelto. Creduta una semplice terrestre, Aurora scopre presto di essere molto più di quanto il mondo possa immaginare. Divisa tra l’amore eterno e tormentato per Lucifero, Imperatore degli Inferi, e la lealtà verso Stefàn, scienziato e principe di Atlantide, Aurora dovrà affrontare intrighi celesti, tradimenti politici e battaglie sanguinose per salvare ciò che resta del Creato. Quando la guerra tra Atlantide e la Terra devasta Roma e spezza ogni speranza, Aurora compie una scelta disperata: offrirsi in sacrificio pur di fermare la distruzione. Ma la sua purezza e la sua forza risvegliano l’antico potere della Redenzione, e la sua voce giunge fino al cuore dimenticato di Dio. Fra visioni mistiche, alleanze impossibili e un amore che sfida ogni legge divina, L’Ascesa di Aurora è il primo capitolo di Le 7 lame del destino, una saga epica che intreccia spiritualità, politica, magia e passione. Il viaggio di Aurora è appena iniziato. E il suo nome cambierà per sempre il destino dei sette universi e non solo.

L’ascesa di Aurora: recensione del nuovo Romantasy di Beatrice Consonni


Se sei alla ricerca di un fantasy italiano che sappia unire mito e passione, L’ascesa di Aurora è il libro che fa per te. Primo volume della saga Le sette lame del destino, questo romanzo di Beatrice Consonni ci trasporta in un viaggio epico dove il destino del mondo poggia sulle spalle di una protagonista indimenticabile.

Una storia che parte dal quotidiano


Aurora sembra una ragazza come tante: vent’anni, sogni normali e una vita in Italia che scorre tranquilla. Tuttavia, il suo mondo viene stravolto dall’incontro con Lucio. Questa figura misteriosa la trascinerà in una realtà parallela, svelando che la sua esistenza non è affatto comune. Aurora scopre presto di essere il fulcro di una profezia millenaria, diventando l’ago della bilancia in una guerra cosmica senza precedenti.

Il cuore del libro: un triangolo amoroso tra Luce e Ombra


Il punto di forza di questo Romantasy è il legame profondo tra Aurora e le due figure maschili che dominano la narrazione:

  • Lucifero: Dimentica lo stereotipo del cattivo. Qui troviamo un angelo caduto complesso, segnato dalla solitudine e da un disperato bisogno di redenzione.
  • Stefàn: Il Re di Atlantide. Rappresenta la razionalità e il dovere. È il contrappeso ideale che aggiunge profondità alla storia.

Queste relazioni non sono solo decorative, ma spingono Aurora a compiere scelte difficili, dove la salvezza dell’umanità si scontra con il richiamo di un sentimento totalizzante.

Perché leggere L’ascesa di Aurora?


L’autrice riesce in un’impresa non facile: prendere la mitologia cristiana e fonderla con il mito di Atlantide in modo coerente. L’ambientazione italiana, inoltre, aggiunge un tocco di freschezza al genere, spesso dominato da ambientazioni anglosassoni.

Il libro è consigliato a chi cerca una lettura scorrevole, ricca di azione, ma capace di far riflettere su temi come la redenzione e il sacrificio.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Kaspersky: oltre 1 milione di conti bancari compromessi, cresce il furto di credenziali


Il nuovo report Kaspersky rivela oltre 1 milione di conti bancari compromessi e un aumento significativo del furto di credenziali, segnando una crescita delle minacce finanziarie nel panorama digitale
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In un contesto in cui le minacce informatiche nel settore finanziario si sono progressivamente orientate verso il furto di credenziali e il riutilizzo dei dati, nel corso dell’ultimo anno oltre un milione di conti bancari online sono stati compromessi. Gli autori degli attacchi stanno infatti abbandonando i tradizionali malware bancari per PC, affidandosi sempre più al social engineering e ai mercati del dark web, mentre il malware finanziario per dispositivi mobili continua a diffondersi. Informazioni dettagliate sulle attuali tendenze delle minacce informatiche nel settore finanziario sono disponibili nel nuovo report Kaspersky.

Phishing finanziario


Il phishing finanziario tradizionale non è scomparso. Nel 2025, le pagine che imitano i negozi online hanno dominato il panorama (48,5%, con un aumento del 10,3% rispetto al 2024), seguite dalle banche (26,1%, in calo del 16,5%) e dai sistemi di pagamento (25,5%, in crescita del 6,2%). Il calo del phishing bancario potrebbe indicare che questi servizi stanno diventando più difficili da imitare con successo, spingendo i truffatori verso modalità più semplici per accedere alle finanze private. Gli attaccanti stanno inoltre adattando le proprie campagne alle abitudini digitali regionali: in particolare, in Medio Oriente il phishing finanziario è fortemente concentrato sull’e-commerce (85,8%), segno di una forte dipendenza da esche legate alla vendita online. In Africa, invece, prevale il phishing bancario (53,75%), suggerendo possibili lacune nella sicurezza degli account. L’America Latina presenta una distribuzione più equilibrata, con una maggiore incidenza sia dell’e-commerce (46,3%) sia degli attacchi alle banche (42,25%). In Asia-Pacifico e in Europa, invece, si osserva una distribuzione più uniforme tra tutte e tre le categorie, indice di strategie di attacco diversificate.
Fonte Kaspersky: distribuzione dei casi rilevati di pagine di phishing finanziario per categoria (banche/negozi online/sistemi di pagamento), a livello globale e per regione, 2025

Malware finanziario


Nel 2025 è proseguito il calo degli utenti colpiti da malware finanziari per PC, anche perché sempre più persone utilizzano dispositivi mobili per gestire le proprie finanze. Parallelamente, però, gli attacchi alle app bancarie mobili sono aumentati significativamente: nel 2025 si è registrato un incremento di 1,5 volte rispetto all’anno precedente.
Fonte Kaspersky: andamento del numero di utenti vittime di malware bancario tradizionale per PC, al mese, 2023–2025

Minacce finanziarie e dark web


Accanto al malware finanziario tradizionale, gli infostealer hanno avuto un ruolo sempre più rilevante nel favorire la criminalità finanziaria, sia su PC sia su dispositivi mobili. Questi malware raccolgono credenziali di accesso, cookie, numeri di carte bancarie, frasi seed dei portafogli crittografici e dati di compilazione automatica da browser e applicazioni. Tali informazioni vengono poi utilizzate dagli aggressori per l’appropriazione indebita di account o per frodi bancarie dirette. I dati Kaspersky evidenziano un forte aumento dei rilevamenti di infostealer: sui PC, a livello globale, si è registrata una crescita del 59% tra il 2024 e il 2025 (in Europa la crescita è stata del 48%), alimentando così gli attacchi basati sulle credenziali.

Apple WWDC 2026 torna la settimana dell’8 giugno: cosa aspettarsi
La Worldwide Developers Conference di Apple torna la settimana dell’8 giugno. L’evento dedicato agli sviluppatori porterà novità su iOS, macOS, AI e sull’intero ecosistema Apple
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Secondo Kaspersky Digital Footprint Intelligence (DFI), nel 2025 oltre un milione di conti bancari online, appartenenti alle 100 banche mondiali più grandi, sono stati compromessi tramite infostealer, con credenziali condivise liberamente sul dark web. I Paesi con il numero mediano più elevato di conti compromessi per banca sono India, Spagna e Brasile. Inoltre, il 74% delle carte di pagamento compromesse da infostealer e pubblicate sul dark web, identificate dal team DFI nel 2025, risultava ancora valido a marzo 2026. Ciò significa che gli attaccanti possono continuare a utilizzare carte rubate anche mesi o anni dopo il furto.
Fonte Kaspersky: il numero mediano di conti compromessi per banca nei primi 10 paesi
Il dark web è diventato un punto nevralgico per la criminalità informatica in ambito finanziario. Le credenziali rubate e le carte bancarie raccolte dagli infostealer vengono aggregate, riorganizzate e vendute su queste piattaforme, mentre i kit di phishing vengono offerti come servizi pronti all’uso. Si crea così un ecosistema autosufficiente, in cui il furto di dati e le frodi si alimentano a vicenda, rendendo gli attacchi scalabili e accessibili anche a truffatori poco esperti”, ha commentato Polina Tretyak, Kaspersky Digital Footprint Intelligence Analyst.


La Worldwide Developers Conference di Apple torna la settimana dell’8 giugno


Apple ha annunciato le date ufficiali della prossima edizione della Worldwide Developers Conference (WWDC): dall’8 al 12 giugno. L'evento, che Apple organizza annualmente, riunisce sviluppatori e sviluppatrici di tutto il mondo per una settimana all’insegna del confronto, della scoperta e dell’innovazione. Oltre a seguire l’esperienza online, developer e studenti avranno anche l’opportunità di celebrarne l’inizio di persona l’8 giugno, durante un evento speciale di apertura all'Apple Park.

Mobilità digitale in Italia: pagamenti smart e nuovi servizi
L’Italia accelera verso una mobilità sempre più digitale. Dai pagamenti contactless alle app integrate per trasporti e sharing, nuove tecnologie e servizi stanno ridisegnando il modo in cui cittadini e viaggiatori si muovono ogni giorno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Grandi novità in arrivo


La WWDC26 punterà i riflettori sugli aggiornamenti per le piattaforme Apple, tra cui progressi nel campo dell’AI ed entusiasmanti novità in termini di software e strumenti di sviluppo. In linea con il costante impegno dell’azienda nel sostenere chi sviluppa la WWDC offrirà, inoltre, anche accesso esclusivo ai team di ingegneria e design di Apple, oltre a fornire informazioni approfondite su nuovi strumenti, framework e funzioni.
Apple wwdc edizione 2025Apple wwdc edizione 2025

Dove seguire l'evento


La WWDC inizierà lunedì 8 giugno con il Keynote e il Platforms State of the Union. Proseguirà quindi online per tutta la settimana con oltre 100 sessioni video, laboratori di gruppo interattivi e appuntamenti, durante i quali sviluppatori e sviluppatrici potranno interagire direttamente con i team di ingegneria e design per approfondire le ultime novità. Sarà possibile seguire la conferenza nell’app Apple Developer, sul sito web Apple Developer, sul canale YouTube Apple Developer e, in Cina, sul canale bilibili Apple Developer.

“La WWDC è uno dei momenti più emozionanti per Apple, perché offre alla nostra straordinaria comunità globale di developer un’occasione per riunirsi e vivere una settimana elettrizzante all’insegna della tecnologia, dell’innovazione e della collaborazione - ha dichiarato Susan Prescott di Apple - non vediamo l’ora di incontrare la nostra community online e di persona per quella che sarà certamente una delle migliori WWDC di sempre.”



E-commerce Italia 2026: trend e abitudini nel report Idealo
Il report Idealo 2026 analizza l’evoluzione dell’e-commerce in Italia: consumatori sempre più attenti alle offerte, ai prezzi e a scelte di acquisto più consapevoli
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’8 giugno, lo speciale evento in presenza all'Apple Park permetterà a developer e studenti di guardare il Keynote e il Platforms State of the Union, incontrare ingegneri e designer Apple, partecipare a laboratori e attività speciali, ed entrare in contatto con la community di sviluppo globale. Apple sostiene studenti e studentesse attraverso la Swift Student Challenge, uno dei tanti programmi pensati per promuovere la prossima generazione di imprenditori e imprenditrici, developer e designer. I 50 Distinguished Winner, riconosciuti per l’eccellenza delle loro proposte, saranno invitati a un’esperienza di tre giorni a Cupertino.


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ShareX 20 riscrive l’editor immagini e aggiunge il supporto ARM64 nativo


ShareX 20 arriva con un editor immagini riscritto in Avalonia UI, 18 strumenti di annotazione, 232 effetti, supporto nativo ARM64 e PrivateBin come uploader. Rimosso MEGA.
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L’editor immagini di ShareX era rimasto sostanzialmente invariato per anni. Con la versione 20, rilasciata il 24 aprile, viene sostituito da una riscrittura completa basata su Avalonia UI, il framework open source già usato in applicazioni come Rider.

Il nuovo editor


La nuova interfaccia include 18 strumenti di annotazione: selezione, rettangolo, ellisse, linea, freccia, disegno a mano libera, testo, emoji con il set Fluent 3D di Microsoft, fumetti, step numerati, evidenziazione, smart eraser, sfocatura, pixelatura, lente di ingrandimento, spotlight, ritaglio e cut out. Il tratto a mano libera supporta ora l’interpolazione delle curve per annotazioni più pulite.

È presente anche un modulo per personalizzare lo sfondo dell’immagine, con opzioni per margini, padding intelligente, angoli arrotondati, ombre e scelta dello sfondo tra gradiente, colore piatto, trasparenza, immagine o wallpaper del desktop. A completare, una libreria di 232 effetti suddivisi in manipolazioni, regolazioni, filtri e disegni.

Il vecchio editor non scompare: rimane per ora accessibile come modalità “Legacy” dalle impostazioni.

Le altre novità


ShareX 20 aggiunge il supporto nativo ARM64, disponibile tramite Microsoft Store. Per i dispositivi con processori di questa architettura, come alcuni PC recenti e i Surface Pro X, si traduce in prestazioni migliori e integrazione più corretta con il sistema.

Viene introdotto PrivateBin come servizio di incolla testo: open source e orientato alla privacy, è un’aggiunta coerente con la filosofia del progetto. MEGA viene invece rimosso, a causa di una libreria dipendente che non riceve più aggiornamenti.

I trasferimenti via SFTP risultano più veloci in questa versione. Per il modulo AI con OpenAI, un nuovo pulsante carica automaticamente l’elenco dei modelli disponibili; viene aggiunto anche un “Legacy AI Provider” pensato per deployment locali, in sostituzione della precedente opzione di provider personalizzato. Nel verificatore di hash, infine, una piccola icona con spunta o croce indica visivamente se la verifica è andata a buon fine.

ShareX è gratuito, open source e disponibile su getsharex.com e Microsoft Store.

SOURCE:// getsharex.com

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metodo per suonare il pianoforte / giuseppe chiari. 1964


[youtube=youtube.com/watch?v=nXVgaNFeis…]

Al pianoforte: Chiara Saccone
Reggio Emilia 20 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro
Direzione artistica Paolo Aralla
video editing Fausto Pizzocchero

DIALOGHI SUL COMPORRE #6
Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro, Istituto Musicale Peri, Teatro Ariosto
#ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop

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untitled 1965 / enore zaffiri

Radiofonè del 13.04.2026, a cura di Gianluca Garrapa:
Untitled 1965, di Enore Zaffiri (1928 – 2020),
youtube.com/watch?v=t-UgbLdSqo…
#EnoreZaffiri #post2026

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oggi, 28 aprile, a roma, biblioteca pagliarani: reading di elisa davoglio


Martedì 28 aprile 2026 alle ore 17:30, Elisa Davoglio alla Biblioteca Elio Pagliarani (Via Marcantonio Bragadin 122b) in colloquio con Massimo Palma

Elisa Davoglio 28 aprile 2026 alla Biblioteca Pagliarani
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