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diretta video della presentazione di “filosofia e memoria. la vita come scrittura”, di carlo sini


youtube.com/live/MefqHEg8pLI

Carlo Sini, Filosofia e memoria. La vita come scrittura (il Saggiatore, 2025): ilsaggiatore.com/libro/filosof…

#CarloSini #CentroScritture #filosofia #filosofiaEMemoria #FilosofiaEMemoriaLaVitaComeScrittura #FlorindaCambria #IlSaggiatore #memoria #scrittura #TommasoDiDio #ValerioMassaroni

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Due estensioni Chrome rubavano le conversazioni con ChatGPT e DeepSeek: 900.000 utenti coinvolti


Scoperte due estensioni Chrome malevole che rubavano le conversazioni con ChatGPT e DeepSeek da 900.000 utenti. Ecco come proteggersi dal "Prompt Poaching".
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Se usate estensioni del browser per accedere ai chatbot come ChatGPT o DeepSeek, fate attenzione: i ricercatori di OX Security hanno scoperto due componenti aggiuntivi malevoli che rubavano le conversazioni degli utenti e le inviavano a server esterni.

Le estensioni incriminate si chiamano “Chat GPT for Chrome with GPT-5, Claude Sonnet & DeepSeek AI” e “AI Sidebar with Deepseek, ChatGPT, Claude, and more“, e insieme contano circa 900.000 installazioni. Entrambe imitavano un’estensione legittima e, come riporta The Hacker News, al momento della scoperta erano ancora disponibili sul Chrome Web Store (la prima aveva persino il badge “In primo piano” di Google).

Come funzionava il furto


Una volta installate, le estensioni chiedevano il consenso per raccogliere “dati anonimi” per migliorare l’esperienza. In realtà, ogni 30 minuti inviavano a server controllati dagli attaccanti il contenuto completo delle conversazioni con ChatGPT e DeepSeek, insieme agli URL di tutte le schede aperte nel browser.

Il rischio non è da sottovalutare: chi usa questi chatbot per lavoro potrebbe aver condiviso informazioni riservate, dati aziendali, strategie, codice sorgente. Materiale che ora potrebbe finire in vendita nei forum underground o essere usato per attacchi mirati.

Anche estensioni “legittime” lo fanno


La scoperta si inserisce in un fenomeno più ampio che i ricercatori hanno battezzato “Prompt Poaching”: sempre più estensioni raccolgono le conversazioni con i chatbot. Alcune lo fanno in modo malevolo, altre in modo tecnicamente legale ma poco trasparente. Tra queste ultime ci sarebbero anche Similarweb e Stayfocusd, che hanno aggiornato le loro policy per includere esplicitamente la raccolta di questo tipo di dati.

Il consiglio è sempre lo stesso: installate solo estensioni di cui avete realmente bisogno e verificate sempre i permessi richiesti!


FONTE ox.security


FONTE thehackernews.com

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Password immutabili: conoscere e mitigare i nuovi rischi della sicurezza biometrica


Dall’uso di impronte e riconoscimento facciale ai limiti della biometria, ecco perché la protezione dell’identità digitale richiede nuove strategie di difesa
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Che si tratti di un’impronta digitale per sbloccare lo smartphone o del riconoscimento facciale per accedere a un servizio, l’autenticazione biometrica è diventata sinonimo di comodità e sicurezza avanzata. Il suo fondamento è semplice: ognuno è la propria password. Questa unicità biologica è difficile da replicare, eliminando di fatto la necessità di password complesse e offrendo una solida prova di identità nelle transazioni digitali. Tuttavia, la stessa caratteristica che rende i dati biometrici così sicuri è anche la fonte della loro più grande vulnerabilità. A differenza di una password tradizionale, infatti, i tratti biometrici non possono essere reimpostati e una volta compromessi lo saranno per sempre. Il vero rischio, quindi, non risiede negli algoritmi di riconoscimento, che sono diventati incredibilmente precisi, ma nell’ecosistema che li circonda: il modo in cui i dati vengono acquisiti, archiviati e condivisi. Con l'aiuto di Patrick Joyce di Proofpoint, cerchiamo insieme di capire quali possono essere le conseguenze di una compromissione e le azioni per prevenirla.
Quando viene rubata un’impronta digitale la compromissione è irreversibileQuando viene rubata un’impronta digitale la compromissione è irreversibile

Le conseguenze di una compromissione irreversibile


Quando un hacker ruba una password, la soluzione è semplice: modificarla. Ma cosa succede quando viene rubata un’impronta digitale o una scansione facciale? Questa compromissione è irreversibile; i dati biometrici sono permanenti e, una volta esposti, possono essere riutilizzati all’infinito. Gli attaccanti possono sfruttarli per aggirare i controlli di autenticazione, creare “deepfake” convincenti per frodi o campagne di disinformazione, o combinarli con altri dati personali per costruire identità sintetiche. Il pericolo non è solo il furto di identità, ma la perdita di controllo a lungo termine su come la propria immagine e identità vengono utilizzate.

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Gli attaccanti possono sfruttare i dati biometrici rubati per aggirare i controlli di autenticazione, creare “deepfake” convincenti per frodi o campagne di disinformazione, o combinarli con altri dati personali per costruire identità sintetiche.

Lezioni dalle violazioni del passato


Gli incidenti di alto profilo registrati in passato dovrebbero servire da campanello d’allarme, sottolinea Joyce: la violazione di Biostar 2 nel 2019 ha esposto oltre un milione di record di impronte digitali e volti a causa di una scarsa sicurezza del database. Anni prima, la violazione dell’U.S. Office of Personnel Management (OPM) ha portato alla fuga delle impronte digitali di milioni di dipendenti federali statunitensi. In entrambi i casi, il motivo principale non era una tecnologia biometrica difettosa, ma una cattiva igiene di sicurezza nei sistemi che archiviano questi dati critici. Ciò dimostra che anche la tecnologia più avanzata è vulnerabile se l’infrastruttura che la supporta non è adeguatamente protetta. Qualsiasi database centralizzato di dati biometrici, specialmente se su larga scala, può diventare un bersaglio di altissimo valore e un potenziale singolo punto di fallimento.
Facebook login screen with username and password fields.Photo by Zulfugar Karimov / Unsplash

Come proteggere i dati biometrici: un approccio multi-livello


Una protezione efficace dei dati biometrici non si affida a un’unica soluzione, ma a una strategia di difesa multi-livello e incentrata sulle persone. Le aziende, continua Joyce, dovrebbero andare oltre la semplice implementazione della tecnologia e costruire un framework di sicurezza resiliente. I principi fondamentali, secondo Proofpoint, includono:

  1. ridurre l’esposizione: archiviare solo template matematici dei dati biometrici, non le immagini grezze. Questo riduce notevolmente il valore dei dati in caso di violazione;
  2. crittografia end-to-end: crittografare tutti i dati, sia in transito sia a riposo, e gestire gli accessi con controlli rigorosi;
  3. evitare la centralizzazione: laddove possibile, evitare di creare enormi archivi centralizzati che diventano bersagli primari per gli attaccanti.

In realtà, la regola più importante è che i dati biometrici non dovrebbero mai essere l’unico fattore di autenticazione.
L’autenticazione biometrica è uno strumento potente, ma non può essere considerata uno strumento universaleL’autenticazione biometrica è uno strumento potente, ma non può essere considerata uno strumento universale

La difesa più livelli secondo Proofpoint


Crediamo in un approccio alla sicurezza basato sul rischio, che integri l’autenticazione biometrica all’interno di una strategia più estesa. Abbinando i dati biometrici ad altri fattori di autenticazione, è possibile implementare policy di accesso basate sul rischio, richiedendo verifiche aggiuntive solo per transazioni sensibili o attività ad alto rischio. Questa difesa a più livelli garantisce barriere aggiuntive per proteggere gli asset critici, nel caso della compromissione di un singolo fattore. In sostanza, l’autenticazione biometrica è uno strumento potente, ma non può essere considerata uno strumento universale. La sua adozione deve essere accompagnata da una profonda comprensione dei suoi rischi unici e da un impegno a proteggere l’intero ecosistema di dati. In un panorama di minacce in continua evoluzione, la vera resilienza non deriva più da una singola tecnologia, ma da una strategia di sicurezza olistica e incentrata sulle persone, che protegga in modo efficace le identità nel mondo digitale.

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Gmail elimina il supporto POP3: addio alla raccolta email da altri account


Gmail elimina la possibilità di raccogliere email da altri account via POP3. Ecco cosa cambia e quali alternative considerare, da Thunderbird ai servizi email più attenti alla privacy.
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Se usate Gmail per raccogliere la posta da altri indirizzi email, c’è una brutta notizia: Google sta per eliminare questa funzione. Da gennaio 2026, come riporta The Register, non sarà più possibile importare automaticamente i messaggi da account esterni tramite protocollo POP3.

La comunicazione di Google è stata tutt’altro che chiara, niente annunci ufficiali, solo una nota di supporto dal titolo vago che parla di “cambiamenti in arrivo”. In pratica, due funzioni verranno ritirate: Gmailify (che applicava filtri antispam e organizzazione anche agli account esterni) e la raccolta automatica della posta da altri provider.

Perché questa scelta?


Google non ha fornito spiegazioni ufficiali. Il POP3 è un protocollo datato e probabilmente poco utilizzato rispetto a soluzioni più moderne, il che potrebbe aver reso la funzione poco conveniente da mantenere. Ma senza comunicazioni chiare da parte dell’azienda, restiamo nel campo delle ipotesi.

Qualunque sia il motivo, chi si è abituato a gestire tutto da Gmail dovrà trovare un’alternativa.

Le alternative


La soluzione più immediata è passare a un programma di posta tradizionale. Thunderbird è gratuito, funziona su Windows, macOS e Linux, e gestisce senza problemi account multipli. Non è la soluzione più moderna del mondo, ma fa il suo lavoro.

Se cercate un servizio web che replichi la stessa funzionalità, Fastmail potrebbe essere l’opzione più adatta: dovrebbe permettere di raccogliere automaticamente la posta da altri account esterni, in modo simile a quanto faceva Gmail.

Per chi invece preferisce cogliere l’occasione per cambiare completamente approccio alla posta elettronica, ci sono alternative interessanti. Proton Mail e Infomaniak Mail sono entrambi basati in Svizzera e puntano su privacy e protezione dei dati, offrono strumenti per importare le email esistenti da altri provider, anche se potrebbero non supportare la raccolta automatica continua tramite POP3 o IMAP. Proton Mail include sicuramente la possibilità di ricevere e scaricare automaticamente le mail da uno o più account Gmail (e solo Gmail). È una caratteristica chiamata Easy Switch.

Startmail propone un buon compromesso tra semplicità e sicurezza, con crittografia integrata e dominio personalizzato nei piani a pagamento ma non sembra includere la possibilità di gestire altri account tramite POP3 o IMAP.

Tutti questi servizi offrono periodi di prova o sconti per i nuovi utenti, può essere il momento giusto per valutare un cambiamento!


FONTE theregister.com

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Manjaro 26.0: Wayland diventa la scelta predefinita


Manjaro 26.0 arriva con Wayland predefinito per GNOME 49 e KDE Plasma 6.5, kernel 6.18 e la prima release stabile di COSMIC Desktop.
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A nove mesi dalla versione precedente, Manjaro rilascia la 26.0 “Anh-Linh” con alcune novità di peso. La più significativa è il passaggio a Wayland come sessione predefinita sia per GNOME 49 che per KDE Plasma 6.5, un cambiamento che migliora prestazioni grafiche e sicurezza, anche se chi dipende ancora da X11 o usa hardware datato farà bene a consultare i problemi noti prima di aggiornare.

La distribuzione basata su Arch arriva con il kernel Linux 6.18, mantenendo comunque il supporto per le versioni LTS 6.12 e 6.6. Sul fronte desktop, GNOME 49 porta un’interfaccia rinnovata e il supporto agli sfondi HDR, mentre Plasma 6.5 introduce un server RDP integrato e una gestione migliorata dei permessi Flatpak. Per chi preferisce restare su X11, l’edizione XFCE con la versione 4.20 rimane l’opzione consigliata.

Completano il pacchetto i driver NVIDIA 590, Mesa 25.3, la prima versione stabile di COSMIC Desktop e gli aggiornamenti di Firefox, LibreOffice e vari componenti audio.


FONTE forum.manjaro.org

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Treno Intercity 511 per Salerno con E401.034 & carrozze mix in transito a Bolgheri – 25/04/2024


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aggiornamento alla ‘carta d’identità in link’


per una ricostruzione (sempre in fieri) dell’attività degli spazi
blogspot di materiali sperimentali – specie a partire dal 2005

ho appena aggiornato la “carta d’identità in link” con gli indirizzi tutt’ora attivi dei vari blog che su blogspot, a partire soprattutto dal 2005 (ma in alcuni casi anche da prima, pur se su altre piattaforme), ho inventato o semplicemente contribuito a strutturare e far vivere – e che hanno visto insieme a me un gruppo folto di autrici e autori pubblicare [o essere ospitati con] materiali asemici, verbovisivi, glitch, scritture sperimentali, video, audio, immagini e centinaia anzi migliaia di altre strane robe. (chiaramente quelli non citati in calce si trovano nella carta a cui accennavo).
ricordo qui solo alcuni nomi di collaboratori, ospiti, amici, redattori: Bill Allegrezza, Reed Altemus, Daniele Bellomi, Cara Benson, Gherardo Bortolotti, Anne Boyer, Alessandro Broggi, Roberto Cavallera, Riccardo Cavallo, Cecelia Chapman, David-Baptiste Chirot, Crashtest, Jeff Crouch (che devo soprattutto ringraziare per il grande lavoro di ristrutturazione/hosting di molti blog, dal 2015 in poi), Rachel Defay-Liautard, Alessandro De Francesco, Michelle Detorie, Bill DiMichele, Linh Dinh, Greg Evason, Raymond Farr, Peter Ganick, Susana Gardner, Tim Gaze, Angela Genusa, K. Lorraine Graham, Mariangela Guatteri, Patrick Gulke, Carrie Hunter, Andrea Inglese, Michael Jacobson, Jukka-Pekka Kervinen, Karri Kokko, Drew Kunz, Jim Leftwich, Jon Leon, Antonio Loreto, Michele Marinelli, Giulio Marzaioli, Manuel Micaletto, Sheila Murphy, Yu Nan, Ross Priddle, Lanny Quarles, Carmen Racovitza, Andrea Raos, Giorgia Romagnoli, Joe Ross, Eric K. Zepka _ E-doppelganger, Massimo Sannelli, Jennifer Scappettone, Ed Schenk, Spencer Selby, Matina L. Stamatakis, Harry K. Stammer, Miron Tee, Ton van ‘t Hof, Cecil Touchon, Lubomyr Tymkiv, Dirk Vekemans, Luca Venitucci, Elisabeth Workman, Michele Zaffarano, Luca Zanini.

Gli spazi:

blog di materiali asemici su blogspot:
asemicnet.blogspot.com || asemic-net.blogspot.com

blog di materiali sperimentali, testuali e verbovisivi, su blogspot:
nothingandinsight.blogspot.com || https://exp–net.blogspot.com || eexxiitt.blogspot.com || eeexxxiiittt.blogspot.com || the-flux-i-share.blogspot.com || transcriptionesredux.blogspot.… || wee-image.blogspot.com || ex-ix-tere.blogspot.com

archivi su blogspot:
vispostock (2006-2007) vispostock.blogspot.com/
installance (2010-2015) installance.blogspot.com/

du-champ
[events from the field of the avant- / événements du champ de l’avant- / eventi dal campo dell’avan-]
(dal 2010 il maggior aggregatore di spazi sperimentali in rete):
du-champ.blogspot.com/

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OpenAI lancia ChatGPT Health: cartelle cliniche e app fitness collegabili al chatbot


OpenAI lancia ChatGPT Health per collegare cartelle cliniche e app fitness al chatbot. Ma affidare dati sanitari sensibili a un modello linguistico solleva più di qualche dubbio.
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OpenAI ha annunciato ChatGPT Health, una sezione dedicata del chatbot per domande su salute e benessere. La novità: si potranno collegare cartelle cliniche, referti medici, app di fitness e dispositivi indossabili per ottenere risposte “personalizzate”.

Come funziona


ChatGPT Health è uno spazio separato all’interno dell’app. Le conversazioni restano isolate dal resto e, a detta di OpenAI, non vengono usate per addestrare i modelli. Tra le app collegabili ci sono Apple Health, MyFitnessPal e Peloton. Negli Stati Uniti è possibile anche integrare le proprie cartelle cliniche elettroniche.

I rischi che nessuno sembra voler affrontare


OpenAI dichiara che oltre 230 milioni di persone fanno già domande sulla salute ogni settimana. Invece di scoraggiare questa pratica, l’azienda ha deciso di cavalcarla chiedendo agli utenti di consegnare dati ancora più sensibili.

Tuttavia caricare referti medici, analisi del sangue e dati biometrici su un chatbot comporta rischi non banali. OpenAI non descrive il servizio come conforme agli standard HIPAA (la normativa USA sulla privacy sanitaria). E nei propri termini di servizio specifica che ChatGPT “non è destinato all’uso nella diagnosi o nel trattamento di condizioni mediche”, un disclaimer che suona quantomeno contraddittorio quando ti invitano a collegare le tue cartelle cliniche.

C’è poi la questione dell’autodiagnosi. Un chatbot che ti “aiuta a capire i risultati delle analisi” rischia di alimentare comportamenti potenzialmente dannosi: interpretazioni sbagliate, ansia ingiustificata, o peggio, la tentazione di saltare il medico perché “me l’ha già detto ChatGPT”. Il confine tra informazione e consiglio medico è sottile, e un modello linguistico non è esattamente lo strumento più affidabile per navigarlo.

Per ora ChatGPT Health è disponibile solo tramite lista d’attesa negli Stati Uniti. L’Europa è esclusa dal lancio iniziale e forse non è una cattiva notizia.


FONTE openai.com

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Alienware al CES 2026: nuovi display OLED antiriflesso e silicio di nuova generazione per il gaming


Al CES 2026 Alienware aggiorna la propria visione del gaming con nuovi pannelli OLED antiriflesso e piattaforme hardware basate su silicio di nuova generazione, puntando su prestazioni ed efficienza
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Alienware è tornata al CES con una missione ben precisa: ampliare i confini delle possibilità nel mondo dei PC gaming. Con questo presupposto, ha svelato nuove tecnologie per display di fascia alta, raggiungendo i nuovi livelli prestazionali prestazionali tanto richiesti dalla sua Community. Dai laptop, che combinano potenza e un'esperienza visiva coinvolgente in qualsiasi ambiente ai desktop che integrano le più recenti innovazioni nel silicio, la linea CES 2026 si basa su un'ampia innovazione, guidata dal feedback della community più fedele.

Samsung Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K
Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

OLED progettato per contrastare il riverbero


Sulla scia del successo della linea di monitor QD-OLED presentata al CES 2025, Alienware ha voluto confermare la propria leadership nel mercato OLED estendendo la tecnologia anche alla famiglia dei propri laptop. All’interno della gamma da 16 pollici, infatti, troviamo Alienware 16 Area-51 e Alienware 16X Aurora sono i primi dispositivi portatili da gioco dotati di pannelli OLED antiriflesso di alta qualità, che riducono la lucentezza del 32%, attenuano riverbero e riflessi e minimizzano le fastidiose impronte digitali.
Alienware 16X AuroraAlienware 16X Aurora
Questi pannelli risolvono uno dei punti critici più comuni che i giocatori devono affrontare con gli OLED, ovvero l’abbagliamento e i riflessi in ambienti luminosi; in aggiunta, presentano le seguenti caratteristiche:

  • tempo di risposta di 0,2 ms, 15 volte più veloce rispetto alla precedente tecnologia LCD (3 ms), per garantire un gameplay fluido;
  • luminosità HDR massima di 620 nit, grazie alla quale filmato regala una sensazione di immersione totale;
  • volume di colore DCI-P3 al 120% per immagini vivaci e realistiche;
  • il rivestimento antiriflesso non sacrifica la qualità del colore;
  • Pixel Protection con software AI integrato per gestire lo stato del pannello;
  • struttura durevole con 15 kg di test di pressione sul coperchio e una durata della cerniera paro a 20.000 cicli.


Alienware 18 Area-51Alienware 18 Area-51

Maggiore scelta di silicio tra i leader di categoria


Oltre agli innovativi pannelli OLED sui form factor da 16 pollici, il laptop da gioco Alienware 18 Area-51 si aggiunge alla gamma con un importante miglioramento delle prestazioni: infatti, tutti e tre i notebook (16X Aurora, 16 Area-51, 18 Area-51) sono ora dotati di nuovi processori Intel Core Ultra 200HX e GPU NVIDIA GeForce RTX serie 50, innalzando ulteriormente il livello delle prestazioni.
Area-51 Gaming DesktopArea-51 Gaming Desktop
Area-51 Gaming Desktop è il pezzo forte di Alienware: un telaio full-tower da 80 litri progettato per gli appassionati che richiedono la massima potenza e un’elevata espandibilità per futuri aggiornamenti. Gli ingegneri hanno lavorato su anni di feedback della community per creare una piattaforma sottoposta a test rigorosi e progettata per il futuro, con piena compatibilità ATX.

Withings: ecosistema smart per il fitness nel nuovo anno
Con l’ecosistema Withings è più semplice iniziare l’anno in forma: dispositivi smart, app integrata e monitoraggio avanzato per fitness e salute quotidiana
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Alienware ha lavorato alacremente con AMD per portare i suoi migliori processori sulla piattaforma Area-51. Nel primo trimestre del 2026 verrà fatto un ulteriore passo avanti, configurando il desktop di punta con l'attesissimo processore Ryzen 7 9850X3D e la tecnologia 3D V-Cache. Questo aggiornamento consentirà ai gamer che desiderano il massimo di continuare ad avere la possibilità di conquistare qualsiasi nuovo titolo AAA con le impostazioni più elevate per gli anni a venire.

Espansione del portfolio: laptop ultrasottili ed entry‑level


Entro la fine dell'anno la famiglia di laptop raddoppierà in ampiezza per raggiungere un numero ancora maggiore di gamer, senza sacrificare la qualità che da sempre caratterizza Alienware. Per prima cosa, il nuovissimo gaming laptop ultrasottile (circa 17 mm di spessore), che unisce prestazioni elevate a una elevata mobilità. Disponibile nelle varianti da 14 e 16 pollici, questo modello è pensato per offrire il miglior equilibrio tra prestazioni di gioco, progetti creativi e portabilità.
Alienware Ultra-Slim & Entry-LevelAlienware Ultra-Slim & Entry-Level
Per aprire le porte a un pubblico più ampio, verrà introdotto un laptop entry-level, progettato con attenzione e senza compromessi sugli elementi essenziali. Questo sistema offre prestazioni di gioco elevate, in un design pulito, al prezzo più accessibile finora proposto. Pur non collocandosi allo stesso livello del modello di punta Area‑51, è comunque realizzato secondo gli standard Alienware, senza scendere a compromessi sugli aspetti più importanti, come qualità costruttiva, gestione termica e prestazioni.

Tutti i modelli presentati da Alienware saranno disponibili entro primo trimestre 2026. I prezzi saranno comunicati successivamente, a ridosso dell'arrivo sul mercato.


Samsung presenta i nuovi Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K al mondo


Samsung ha presentato la gamma di monitor gaming Odyssey, la più avanzata di sempre, con cinque nuovi modelli. La line-up 2026, guidata dal primo Odyssey 3D 6K, introduce tecnologie di visualizzazione all’avanguardia per gamer e creator, con il debutto dell’innovativo Odyssey G6 e tre nuovi modelli Odyssey G8.

Il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo


Odyssey 3D da 32 pollici (modello G90XH) introduce il primo display 6K al mondo con tecnologia 3D glasses-free, inaugurando una nuova dimensione dell’esperienza di gioco su monitor. Grazie al tracciamento oculare in tempo reale, il sistema regola profondità e prospettiva in base alla posizione dell’osservatore, creando una percezione tridimensionale naturale stratificata per un gameplay fluido e continuo, senza la necessità di visori o headset. Con risoluzione 6K, frequenza di aggiornamento di 165Hz potenziabile fino a 330Hz tramite Dual Mode e tempo di risposta di 1 ms GtG, anche le scene d’azioni più rapide risultano nitide e fluide. Giochi come The First Berserker: Khazan, Lies of P: Overture e Stellar Blade offrono una maggiore profondità visiva, migliorando la percezione di distanze, superfici e separazione degli oggetti rispetto al gameplay 2D tradizionale.
Odyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondoOdyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo

Il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità


Il monitor gaming Odyssey G6 da 27 pollici (modello G60H) porta il gaming competitivo a un nuovo livello grazie alla frequenza di aggiornamento da 1.040Hz tramite il supporto Dual Mode e QHD nativo fino a 600Hz. Il risultato è una nitidezza dei movimenti ai livelli degli eSport che consente ai gamer di seguire i bersagli e cogliere i minimi dettagli anche nelle azioni più frenetiche. Quando necessario, l’Odyssey G6 può incrementare istantaneamente le prestazioni, alimentando l’adrenalina del gaming competitivo. Grazie al supporto di AMD FreeSync Premium e di NVIDIA G-Sync Compatible, l’Odyssey G6 assicura un’esperienza visiva e reattiva, con colori vibranti.
Odyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocitàOdyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità

Alta risoluzione in versioni 6K, 5K e OLED


Nel 2026, la serie Odyssey G8 si arricchisce con tre modelli distinti, ciascuno progettato per offrire un equilibrio ottimale tra risoluzione e velocità.
Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settoreOdyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore
Al vertice della gamma si trova Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore, con refresh rate di 165Hz e Dual Mode che supporta fino a 330Hz in modalità 3K.

Odyssey G8 da 27 pollici (G80HF) propone un’opzione 5K ancora più definita, con supporto nativo fino a 180Hz e Dual Mode che raggiunge i 360Hz in QHD per una maggiore fluidità. Per chi cerca contrasti più profondi, Odyssey OLED G8 da 32 pollici (modello G80SH) combina un pannello QD-OLED 4K con refresh rate di 240Hz, tecnologia Glare Free, luminosità di 300 nit e certificazione VESA DisplayHDR True Black 500. La connettività DisplayPort 2.1 (UHBR20) garantisce una larghezza di banda fino a 80Gbps per una riproduzione HDR e VRR fluida. Tutti e tre i modelli supportano AMD FreeSync Premium Pro e NVIDIA G-Sync Compatible, garantendo prestazioni stabili e prive di tearing. La serie G8 offre così a gamer e creator la massima flessibilità, sia per la creazione di contenuti, sia per esperienze di gioco immersive e una resa visiva di qualità cinematografica. L’intera lineup Odyssey 2026 sarà presentata al CES 2026, in programma dal 6 al 9 gennaio a Las Vegas.


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OpenMediaVault 8: base Debian 13 e addio alle architetture più vecchie


OpenMediaVault 8 è disponibile con base Debian 13. Supporto limitato ad AMD64 e ARM64, aggiunto WPA3 per il WiFi.
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OpenMediaVault, il sistema operativo per trasformare un PC in un NAS casalingo, arriva alla versione 8 (nome in codice “Synchrony”).

La novità principale è il passaggio a Debian 13 Trixie come base, che porta con sé software più aggiornato e varie correzioni. Attenzione però: da questa versione sono supportate solo le architetture AMD64 e ARM64, tagliando fuori l’hardware più datato.

Tra le altre novità, il supporto all’autenticazione WPA3 per le connessioni wireless e miglioramenti alle prestazioni delle risposte API.

Chi usa già OMV7 può aggiornare tramite il comando omv-release-upgrade.


FONTE openmediavault.org

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oggi, 8 gennaio, sul canale video di centroscritture.it: presentazione in diretta di “filosofia e memoria. la vita come scrittura”, di carlo sini


OGGI, giovedì 8 gennaio, alle 18:30, in diretta sul canale youtube del CentroScritture, si tiene un incontro con uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento, Carlo Sini, in occasione dell’uscita del suo libro più recente, Filosofia e memoria. La vita come scrittura (il Saggiatore, 2025). A dialogare con lui saranno Florinda Cambria e Tommaso Di Dio, con il coordinamento di Valerio Massaroni.

Informazioni a questo link.

La diretta youtube al link seguente:
Carlo Sini, “Filosofia e memoria. La vita come scrittura” –> Link alla diretta (oppure qui su slowforward, dalle 18:30).

Scheda del libro: ilsaggiatore.com/libro/filosof…

#CarloSini #CentroScritture #filosofia #filosofiaEMemoria #FilosofiaEMemoriaLaVitaComeScrittura #FlorindaCambria #IlSaggiatore #memoria #scrittura #TommasoDiDio #ValerioMassaroni

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13-15 gennaio + 17 gennaio, roma: le iniziative per il decennale del premio zavattini


LE INIZIATIVE PER IL DECENNALE DEL PREMIO ZAVATTINI

Una rassegna completa dei corti vincitori realizzati da giovani filmmaker under 35 ed una tavola rotonda celebrano dieci anni di riuso creativo del cinema d’archivio

Dal 13 al 15 gennaio 2026
Rassegna
18:00 – 22:30
Cinema Azzurro Scipioni
Via degli Scipioni 82 – Roma

Sabato 17 gennaio 2026
Tavola rotonda
15:00 – 19:30
AAMOD
Via Ostiense 106 – Roma

In occasione del decennale di UnArchive/Premio Cesare Zavattini, promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) e dedicato alla realizzazione di cortometraggi basati sul riuso creativo del cinema d’archivio, un denso programma di iniziative celebra e ripercorre dieci anni di cinema giovane, sperimentale e libero, che ha saputo ridare nuova vita al patrimonio filmico degli archivi attraverso sguardi contemporanei e sorprendenti. Un’occasione per condividere il senso profondo del riuso creativo e per mettere in dialogo le opere, gli autori e le autrici che hanno reso questo Premio un’esperienza unica nel panorama documentario e sperimentale italiano.

Tre giornate di proiezioni con ingresso gratuito, dal 13 al 15 gennaio 2026, a partire dalle ore 18 presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma) offriranno l’opportunità di vedere o rivedere i cortometraggi vincitori o destinatari di menzioni speciali, realizzati in questi anni grazie al Premio, con una sezione speciale dedicata ai corti di Memory Ciak, opere di tre minuti nate dalla collaborazione tra Fondazione AAMOD, Premio Zavattini e BookCiak, Azione!. Tutti i film saranno presentati dalle autrici e dagli autori.

Sabato 17 gennaio, dalle 15.00 alle 19.30, presso la sede della Fondazione AAMOD (Via Ostiense 106, Roma), si terrà la tavola rotonda Il senso degli archivi negli sguardi di una generazione di filmmaker, articolata in tre momenti tematici: il primo, intitolato Racconti che non c’erano, sarà dedicato ai corti che, partendo dall’archivio, hanno creato dimensioni narrative che prescindono totalmente dal valore documentale del materiale utilizzato; il secondo, Negli spazi privati, alle rivisitazioni dei materiali di famiglia; il terzo, Riletture, al riuso del materiale d’archivio per rivisitare figure o eventi di carattere pubblico o storico. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Vita(Presidente della Fondazione AAMOD), Enrico Bufalini(Direttore di Archivio Luce Cinecittà), Paolo Simoni(Direttore della Fondazione Home Movies), e l’introduzione diAurora Palandrani e Antonio Medici (Coordinatrice e Direttore del Premio Zavattini), interverranno nei diversi panel: Laura Delli Colli (Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), Ilaria Fraioli (montatrice) e Luca Ricciardi (producer e membro del coordinamento dell’AAMOD), in rappresentanza delle Giurie del Premio; Wilma Labate (regista), Erika Manoni (montatrice), Giuseppe D’Amato (montatore del suono), in rappresentanza dei docenti del Workshop del Premio; Beatrice Baldacci, Riccardo Bolo, Davide Crudetti, Maria Iovine, Gaia Siria Meloni e Lorenzo Spinelli, in rappresentanza dei giovani filmmaker che hanno partecipato e vinto le diverse edizioni dello Zavattini, realizzando i propri progetti di cortometraggio. I tre panel saranno moderati da Luca Onorati (montatore e regista), Giovanni Piperno (regista e direttore della fotografia) eChiara Ronchini, che in veste di tutor hanno seguito negli ultimi anni lo sviluppo dei progetti selezionati dalle Giurie per il Workshop.

La tavola rotonda si concluderà con un brindisi e una festa aperti a tutte e tutti i partecipanti.

premio Zavattini, 2026, rassegna delle proiezioni / incontri
cliccare per ingrandire

“Con questa iniziativa – ha dichiarato il direttore Antonio Medici – ci interessa aprire un confronto sul peculiare punto di vista, sulle estetiche e sulle tematiche di una generazione di filmmaker under 35, che nel corso di questo decennio si è confrontata con l’archivio e il suo riuso nell’ambito del Premio Zavattini. Un’iniziativa che è stata in grado di anticipare in Italia e sintonizzarsi con le tendenze più originali del cinema contemporaneo internazionale, in cui autori riconosciuti e premiati nei più importanti festival hanno utilizzato in modo originale o sperimentale il cinema d’archivio”.

La rassegna cinematografica

Da martedì 13 a giovedì 15 gennaio (dalle 18.00 alle 22.30), presso il Cinema Azzurro Scipioni (Via degli Scipioni 82, Roma), sarà possibile assistere gratuitamente alla rassegna dei corti vincitori delle varie edizioni del Premio, opere che hanno avuto ampia circolazione in festival nazionali e internazionali. Ogni proiezione sarà introdotta dalle autrici e dagli autori, in un dialogo diretto con il pubblico.

La serata di martedì 13 si aprirà con Blue screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, cui seguiranno Massimino di Pierfrancesco Li Donni, Fuori programma di Carla Oppo, Dimenticata militanza di Patrizio Partino, In Her Shoes di Maria Iovine, Mirabilia Urbis di Milo Adami, Then & Now di Giulia Tata e Antonino Torrisi, Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso e Gabriele Licchelli, Domani chissà forse di Chiara Rigione e Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci.

Mercoledì 14 sarà la volta di Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti, L’angelo della storia di Lorenzo Conte e Het di Santiago Torresagasti. A seguire, una sezione speciale sarà dedicata ai cortometraggi vincitori di Memory Ciak, sezione di BookCiak, Azione!, con i titoli: Per tutti i giorni della tua vita di Marta Sappa e Marco Marasca, Frammenti di Mauro Armenante e Chiara Capobianco, Il periodo di Giulia Di Maggio, Ambra Lupini e Sara Maffi, Presente dilatato di Riccardo Malleo, Ho sognato che a Milano c’era il mare di Mattia De Gennaro e Tentativi d’analisi di Piero Bonaccio. Chiuderanno la serata Heimat di Giovanni Montagnana, Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati, Comunisti di Davide Crudetti e Seize the time 2020 di Marco Scola Di Mambro.

La rassegna si concluderà giovedì 15 con la proiezione di Era una casa molto carina… di Sara Parentini, Piccolo Golem di Viola Giulia Milocco e Federica Quaini, Un respiro parziale ma intero di Lorenzo Spinelli, Radio Perla del Tirreno di Noemi Arfuso e La selección de Chile di Giulio Pacini. La seconda parte della serata presenterà Ma-tri-mò-nio di Gaia Siria Meloni, Forza e Coraggio di Francesco Bovara e Giovanni Merlini, Riccardo I di Federica Cozzio, La figura umana di Giulia Claudia Massacci e, infine, Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua.

Il Premio Cesare Zavattini

Il Premio Cesare Zavattini è promosso dalla Fondazione AAMOD nell’ambito del progetto UnArchive, con il sostegno di Cinecittà S.p.A. – Archivio Storico Luce e di Nuovo Imaie, e in collaborazione con Home Movies, Cineteca Sarda, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Archivio delle Memorie Migranti, Bookciak Azione!, Deriva Film, OfficinaVisioni, Archivio Cinema del Reale, UCCA e FICC. Media partner: Radio Radicale e Diari di Cineclub.

Rivolto a giovani filmmaker tra i 18 e i 35 anni, italiani e stranieri, la Giuria professionale del Premio seleziona ogni anno, tramite bando pubblico, progetti di cortometraggi documentari e sperimentali che prevedano il riuso creativo di materiali d’archivio. Gli autori e le autrici selezionati partecipano a un Workshop di formazione e sviluppo tra settembre e dicembre, al termine del quale la stessa Giuria sceglie i tre progetti vincitori che ricevono un contributo alla produzione, servizi gratuiti di supporto e un riconoscimento di duemila euro per ogni progetto.

Nel nome di Cesare Zavattini, instancabile promotore di un cinema libero e profondamente connesso con il reale, nonché primo presidente dell’AAMOD, il Premio intende stimolare nuove forme di narrazione e sperimentazione, senza vincoli di genere o formato, promuovendo l’accesso e il riutilizzo critico del patrimonio filmico della Fondazione e degli archivi partner

#AAMOD #AntonioMedici #archivi #archivio #AzzurroScipioni #BookCiak #cinema #CinemaAzzurroScipioni #cinemaDArchivio #cinemaSperimentale #decennale #ilSensoDegliArchivi #MemoryCiak #PremioZavattini #riusoCreativoDelCinemaDArchivio #Unarchive

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X ora permette a chiunque di modificare le foto altrui con l’IA. Senza consenso.


X ha introdotto una funzione che permette a chiunque di modificare le foto altrui con Grok, senza consenso né notifica. E il feed si è già riempito di immagini sessualizzate.
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Grok, l’intelligenza artificiale integrata in X (ex Twitter), ha una nuova funzionalità: consente a qualsiasi utente di modificare le immagini pubblicate da altri. Basta un semplice comando testuale e in pochi secondi l’IA restituisce una versione alterata della foto. Il problema? Non serve alcuna autorizzazione da parte di chi l’ha pubblicata, non arriva nessuna notifica, e al momento non esiste modo di disattivare questa opzione.

Il pulsante “Modifica immagine” compare su tutti i post con foto, indipendentemente dal tipo di account: utenti comuni, verificati, personaggi pubblici. Una volta elaborata, l’immagine modificata può essere condivisa liberamente sulla piattaforma.

La deriva era prevedibile


Le reazioni non si sono fatte attendere. Artisti e fotografi protestano per l’uso indiscriminato dei loro contenuti, ma la questione va ben oltre il diritto d’autore. Come sottolinea Mattia Marangon nella sua newsletter Edamame, il feed di X si è rapidamente riempito di immagini sessualizzate: foto normalissime trasformate in scatti in bikini o abiti succinti, spesso senza che le persone ritratte ne sappiano nulla.

Il punto sollevato da Marangon è semplice ma fondamentale: pubblicare una foto su un social non significa renderla “pubblica” nel senso di liberamente manipolabile. Una foto ha un contesto, un’intenzione. Condividerla significa mostrarla, magari farla commentare o ricondividere così com’è, non certo autorizzare chiunque a trasformarla in qualcos’altro.

Grok invece tratta ogni immagine come semplice materiale grezzo, un insieme di pixel da rielaborare a piacimento. E la facilità d’uso peggiora le cose: quello che prima avrebbe richiesto competenze tecniche e ore di lavoro (un deepfake, per intenderci) ora si fa in dieci secondi e con una riga di testo.

Nessuna soluzione reale


Qualcuno suggerisce di convertire le proprie foto in GIF prima di pubblicarle, così l’IA farebbe più fatica a riconoscerle. Ma è un palliativo: nulla impedisce di scaricare un’immagine e modificarla con strumenti esterni.

La verità è che manca qualsiasi forma di tutela strutturale. E mentre ci si abitua a vedere questo tipo di contenuti ogni giorno, il rischio, come nota ancora Marangon, è che la soglia di ciò che consideriamo accettabile si sposti progressivamente, fino a rendere normale quello che oggi ci indigna.


FONTE maranga9000.substack.com

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…un po’ di trovatori, dai.


Ho necessità di mantenere vivo il repertorio, ma non è ancora partita la stagione dello spettacolo su Raimbaut (tutto è pronto, si devono solo trovare le date, cosa vuoi che sia). E allora niente di meglio che riesumare il concetto di Vicariato10, e propo
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Ho necessità di mantenere vivo il repertorio, ma non è ancora partita la stagione dellospettacolo su Raimbaut(tutto è pronto, si devono solo trovare le date, cosa vuoi che sia).

E allora niente di meglio che riesumare il concetto di Vicariato10, e proporre un concerto in assolo con le canzoni sue e di altri suoi amici trovatori.

In orario bizzarro, ma mi va bene così.

Spiego tutto nella apposita pagina dell’evento, che contiene anche il modulo per prenotarsi: matteozenatti.net/js_events/tr….

Il 21 gennaio, mercoledì, alle 17, sarò su a suonare e cantare e bere del tè.

Venga chi vuol.


Trovatori in soffitta


Le canzoni dei trovatori, così lontane nel tempo, possono riavvicinarsi a noi con un po’ di cura e attenzione.

Dopo il tuffo nella vita di Raimbaut di Vaqueiras dello scorso anno, riprendo le sue canzoni, e quelle di Gaucelm Faidit, Arnaut Daniel, Bernart de Ventadorn, e le canto raccontandole durante un concerto pomeridiano a casa mia, su in mansarda, un timido richiamo di Vicariato10.

Faccio tutto io: canto, suono la mia arpa salterio, traduco e racconto, in un’ora invernale accompagnati da una tazza di tè.

Un concerto durante la settimana, non è un evento festivo, è un momento di pausa in mezzo ai giorni veloci e freddi di gennaio, in cui ascoltare versi che cantano di amore, soprattutto (e delle sue più sottili declinazioni), ma anche della primavera che poi arriverà.

Ci sono pochi posti (mi basta in realtà anche un solo spettatore 😀.


Si prenota qui:
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Caposaldo E-042 據點 stronghold


Il caposaldo E-042 si trova a sud della celebre fortezza E-037 a forma di barca. Non è semplicissimo arrivarci. Le coordinate GPS sono N24.492553090373818, E118.45298434652264. Bisogna seguire la direzione per il Tianpu Inspection Office, da lì la strada
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E-042 (sud)
E-042 (sud)

Il caposaldo E-042 si trova a sud della celebre fortezza E-037 a forma di barca. Non è semplicissimo arrivarci. Le coordinate GPS sono N24.492553090373818, E118.45298434652264. Bisogna seguire la direzione per il Tianpu Inspection Office, da lì la strada principale conduce sino alla spiaggia, dove si possono osservare le varie componenti della fortificazione, costruita sulla roccia. Adiacente a E-042, si trova E-041, appollaiata su di un’altura sul mare, circa 100m a nord (vi si accede da un sentiero sterrato subito dopo il Tianpu Inspection Office, a sinistra).

E-042 aerial
E-042 aerial [Source: kinmen.gov.tw]

Dagli anni ’50 della Repubblica di Cina fino a oggi, il nome “Hánsèhuā” fu attribuito dalle truppe di guarnigione stanziate qui nei primi anni Cinquanta. Quale sia il suo significato, o da quale storia derivi, non è più noto: né i soldati attuali né gli abitanti della zona lo sanno. Come si può vedere dalla fotografia aerea e dal filmato a fondo pagina, nel quale E-042 è la prima fortezza ad essere sorvolata, la superficie interessata dal baluardo difensivo è piuttosto ampia; forse ciò è anche dovuto alle più ristrette dimensioni di E-041, la quale forse non poteva offrire la necessaria copertura di fuoco all’area circostante.
E-042 (sud)
E-042 (sud)

Dall’esterno, E-042 appare massiccia ed imponente, con le sue mura di cemento armato, le postazioni per carri e mitragliatrici. La pianta irregolare lascia intravedere più sezioni quadrangolari connesse tra di loro.L’entrata si trova dal lato ovest. La scogliera sottostante è ricoperta da cocci di vetro e di ciò che resta del filo spinato. Pare inoltre che sotto la sabbia, scorressero un tempo delle rotaie per permettere il transito di bocche da fuoco, ma di ciò non sono sicuro. Più in là spuntano dalla spiaggia gli ostacoli anti sbarco.

E-042 (est)
E-042 (est)

E-042, angolo nord est
E-042, angolo nord est

Il muro di cinta del lato sud è costituito da pietra fissata col cemento. Lo stesso vale per il lato nord, anche se ora parzialmente coperto dal terreno circostante. La porzione ovest del forte, quella più interna, si trova ad un piano superiore rispetto alle mura che danno sulla spiaggia; su di essa svetta una casamatta, con feritoie per mitragliatrici, per poter avvistare il nemico in lontananza; lungo il muro, poco più avanti, si trova un bunker con larga feritoia, forse ospitava un carro armato con cannone anticarro, come spesso avveniva nelle fortezze di Kinmen; subito sotto, a livello del terreno, una feritoia per mitragliatrice.

E-042 lato est
E-042 lato est

Bunker camuffato
Bunker camuffato

Poco prima dell’angolo sud est, le mura diventano di cemento armato; proprio all’angolo si erge un posto di guardia per sentinella, il quale fa il paio con un’altra postazione analoga all’angolo nord est; accanto alla torretta di sud est, una larga feritoia svela un’altra postazione per un carro armato. Fra i due posti di guardia, i bastioni assumono la forma di semicilindro per poter ospitare sulle sommità mitragliatrici o mortai, ed alla loro base, a livello del terreno, feritoie per mitragliatrici. Non manca una possente torre cilindrica per l’avvistamento, con ampia feritoia a livello del terreno.

E-042 sud est
E-042 sud est

Possiamo dire con certezza che le larghe feritoie servano per il fuoco anticarro operato dai carri armati od al più mitragliatrici pesanti, in quanto troppo basse per permettere ad un cannone di sparare. Sorprendentemente, ma non troppo, fra gli scogli troviamo anche un bunker mimetizzato, con la solita feritoia rivolta verso la spiaggia.

Prima o poi spero di riuscire ad esplorare l’interno, poi aggiornerò questo articolo.

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Trovatori in soffitta


Le canzoni dei trovatori, così lontane nel tempo, possono riavvicinarsi a noi con un po' di cura e attenzione. Dopo il tuffo nella vita di Raimbaut di Vaqueiras dello scorso anno, riprendo le sue canzoni, e quelle di Gaucelm Faidit, Arnaut Daniel, Bernart
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Le canzoni dei trovatori, così lontane nel tempo, possono riavvicinarsi a noi con un po’ di cura e attenzione.

Dopo il tuffo nella vita di Raimbaut di Vaqueiras dello scorso anno, riprendo le sue canzoni, e quelle di Gaucelm Faidit, Arnaut Daniel, Bernart de Ventadorn, e le canto raccontandole durante un concerto pomeridiano a casa mia, su in mansarda, un timido richiamo di Vicariato10.

Faccio tutto io: canto, suono la mia arpa salterio, traduco e racconto, in un’ora invernale accompagnati da una tazza di tè.

Un concerto durante la settimana, non è un evento festivo, è un momento di pausa in mezzo ai giorni veloci e freddi di gennaio, in cui ascoltare versi che cantano di amore, soprattutto (e delle sue più sottili declinazioni), ma anche della primavera che poi arriverà.

Ci sono pochi posti (mi basta in realtà anche un solo spettatore 😀.


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Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Inizia l’anno facendo tre cose utili: firma, fai firmare e partecipa contro la Riforma Nordio


Obiettivo: raggiungere 500.000 firme per il referendum oppositivo entro il 30 gennaio. Sabato 10 a Roma iniziativa del Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale
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In questo nostro presente così contraddittorio, iniziato con lo spirare di inaccettabili venti di guerra, per iniziare un 2026 resistente vogliamo suggerire alcune azioni che possono contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosiddetta riforma costituzionale della giustizia proposta dal governo Meloni.

* Prima mossa: firma!

Lo scorso dicembre, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta dal Ministro della Giustizia Nordio per il governo Meloni. Si è da poco superata, ad ora, la metà delle firme necessarie. Ma c’è tempo solo fino al 30 gennaio 2026 per arrivare al numero di firme richieste e contribuire così a fermare la nefasta riforma della giustizia.

Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…

✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:

  • 👉🏻 fare clic sul tasto “Accedi” e inserire le proprie credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
  • ⁠👉🏻 fare clic sul campo “Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare””;
  • ⁠👉🏻 fare clic sul tasto “Sostieni l’iniziativa” e seguire le istruzioni finali.

* Seconda mossa: fai firmare!

Dopo aver firmato spendi un po’ del tuo tempo per parlare con colleghi, amici, parenti e conoscenti e far così conoscere quel che è realmente sotteso alla riforma.

Più allarghiamo l’informazione più sarà possibile fermare la riforma Nordio, di cui nei circuiti dei grandi mezzi comunicativi o non si parla o si fa pura propaganda, volutamente confusa.

* Terza mossa: partecipa!

Sempre a dicembre 2025, proprio nei giorni in cui è stato avviato il percorso per il nuovo referendum, si è costituto il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” di cui l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è stata tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile.

Il Comitato ha confermato che il lancio della campagna referendaria avverrà nella mattina di sabato 10 gennaio 2026 a Roma presso il centro congressi Frentani con una iniziativa aperta e partecipata, cui prenderanno parte, oltre a tutte le realtà che hanno dato vita al comitato, rappresentanti dei partiti che hanno contrastato la legge Nordio, del comitato referendario dell’ANM e del gruppo di cittadini che ha promosso la raccolta delle firme.

Analoghi percorsi comuni stanno iniziando anche a livello locale.

Partecipare, dare il proprio contributo è importante per rafforzare una battaglia comune.


La guerra fuori dal diritto e l’oblio dell’articolo 11 della Costituzione


Lo scorso 3 gennaio gli Stati Uniti si sono resi responsabili di un attacco armato contro il Venezuela, uno Stato sovrano, che ha provocato la morte di circa 80 persone e si è concluso con il sequestro del Presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, entrambi trasferiti in territorio statunitense. Maduro, si apprende, sarà lì giudicato dall’Autorità giudiziaria per il suo presunto coinvolgimento nel narcotraffico verso gli USA.

L’azione militare americana, priva peraltro dell’avallo del Congresso, è stata attuata in palese violazione dell’art. 2, paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia e l’uso della forza contro l’integrità territoriale di uno Stato o la sua indipendenza, salvi i casi di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ai sensi del capitolo VII o di esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva, nei limiti rigorosamente previsti dall’art. 51. Nel caso del Venezuela, invocare la legittima difesa per un’operazione di guerra condotta da una superpotenza globale contro uno Stato sovrano, in assenza di un attacco armato e sulla base del presunto coinvolgimento del suo Presidente nel narcotraffico, appare, nella sua drammaticità, surreale.

Eppure, nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’attacco, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, comunicava come per il governo italiano «l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».

Come Giuristi Democratici, riteniamo evidentemente inaccettabili le parole della Presidente Meloni, che non sa o finge di dimenticare che l’Italia ripudia lo strumento militare come offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ai sensi dell’art. 11 della Costituzione; e che non conosce, o finge di non sapere, il fatto che la natura difensiva dell’azione militare, e in tal senso la sua legittimità, deve soddisfare le condizioni stabilite dall’art. 51 dello Statuto ONU.

Questa disposizione prevede che l’azione armata debba essere intrapresa per resistere a un attacco armato, non altro, e dev’essere commisurata al ripristino della situazione precedente e con caratteristiche di immediatezza rispetto all’attacco subito, per non deragliare nei fatti in una rappresaglia. È previsto, poi, l’immediato coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza per l’adozione delle misure necessarie per il mantenimento e il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale.

Né, sotto diverso profilo, l’accusa di violazione dei diritti umani nei confronti di Maduro può legittimare un’azione unilaterale compiuta da un altro Stato sovrano, che, ergendosi a giudice non terzo, proceda con un attacco armato al rapimento e alla deportazione di un Presidente, aprendo in realtà la strada allo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie del Paese.

L’attacco sferrato dagli USA contro il Venezuela è in altre parole radicalmente illegittimo perché estraneo alle azioni militari eccezionalmente consentite dalla nostra Costituzione e dalla Carta delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda l’Italia, Giorgia Meloni, che si comporta come mera portavoce di Trump, nell’improbabile tentativo di esser più realista del re ha dimenticato di essere la Presidente del Consiglio di un Paese sovrano, nei limiti costituzionali, e membro dell’Unione Europea, la quale pure si conferma ben poco unita nei suoi vari e identitari balbettii di prudenza e subalternità.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici auspica che, tra i deragliamenti istituzionali e diplomatici di cui siamo testimoni, il nostro Governo sia, piuttosto, capace di mettere in campo un’azione umanitaria che porti alla liberazione di Alberto Trentini, da più di un anno rinchiuso nelle carceri venezuelane.


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n8n nel caos: quattro vulnerabilità critiche in due settimane


Quattro vulnerabilità critiche scoperte in n8n in due settimane, due con punteggio CVSS 10. Una non richiede nemmeno autenticazione. Aggiornate subito.
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Chi usa n8n per automatizzare i propri flussi di lavoro dovrebbe fermarsi un attimo e controllare quale versione sta utilizzando. La piattaforma open source ha rivelato quattro vulnerabilità critiche nelle ultime due settimane, due delle quali con il punteggio massimo di 10 su 10 nella scala CVSS.

Una raffica di falle


La situazione è questa, come riporta The Hacker News:

La prima vulnerabilità (CVE-2025-68613, CVSS 9,9) è emersa a fine dicembre e permetteva l’esecuzione di codice da parte di utenti autenticati. Pochi giorni dopo è arrivata la seconda (CVE-2025-68668, CVSS 9,9), un bypass della sandbox Python che consentiva di eseguire comandi sul server.

Oggi sono state rese pubbliche altre due falle ancora più gravi. La CVE-2026-21877 (CVSS 10) riguarda il nodo Git e permette a un utente autenticato di eseguire codice malevolo. Ma la peggiore è la CVE-2026-21858, battezzata “Ni8mare” dai ricercatori di Cyera: anche questa con punteggio 10, ma a differenza delle altre non richiede autenticazione.

Ni8mare: la falla che fa più paura


Quest’ultima vulnerabilità sfrutta un problema nella gestione dei webhook e dei moduli. Un attaccante può manipolare le richieste per leggere file arbitrari dal server, estrarre credenziali dal database, falsificare cookie di sessione e ottenere accesso amministrativo. Da lì il passo verso l’esecuzione di comandi è breve.

Il rischio è enorme: n8n tipicamente contiene credenziali API, token OAuth, connessioni a database e servizi cloud. Un’istanza compromessa può diventare la chiave d’accesso a tutta l’infrastruttura aziendale.

Versioni corrette


Le correzioni sono distribuite su più versioni: la 1.121.3, la 2.0.0 e le più recenti 1.123.10, 2.1.5, 2.2.4 e 2.3.0. Chi gestisce istanze self-hosted dovrebbe aggiornare immediatamente e, nel frattempo, evitare di esporre n8n direttamente su internet.


FONTE thehackernews.com


FONTE thehackernews.com


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CES 2026: Roborock presenta il primo robot con architettura wheel-leg al mondo


Roborock sorprende al CES 2026 con il primo robot al mondo dotato di architettura wheel-leg, una soluzione innovativa che rivoluziona mobilità e pulizia domestica
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Roborock ha presentato ieri la sua nuova gamma per il primo semestre dell’anno, in occasione del Consumer Electronic Show 2026 (CES 2026) di Las Vegas. Con il motto "The Greatest Meeting the Greatest", la presentazione del brand ha svelato Saros Rover, il primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana mentre effettua la pulizia. Altri annunci hanno riguardato: Roborock Saros 20, Roborock Saros 20 Sonic, Roborock F25 ACE Pro e Roborock Qrevo Curv 2 Flow.
Saros Rover vanta un'architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umanaSaros Rover vanta un'architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana

Roborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg


In anteprima mondiale, Roborock ha introdotto il Saros Rover, caratterizzato dalla prima architettura che combina due "ruote-gambe" in un robot aspirapolvere. Ogni “arto” offre capacità di estensione, sollevamento ed elevazione, imitando la mobilità umana. Questo permette al robot di alzare e abbassare ogni “ruota-gamba” in modo indipendente, eseguire piccoli salti, agili rotazioni, arresti improvvisi e cambi di direzione, mantenendo il corpo livellato anche su terreni irregolari.
Roborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-legRoborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg
A livello di software, Saros Rover sfrutta la potenza di algoritmi di Intelligenza Artificiale, sensori di movimento complessi e informazioni spaziali 3D per comprendere l'ambiente e far reagire le sue gambe con precisione. Il robot eccelle nelle case su più piani, essendo in grado di pulire ogni singolo gradino di una scala mentre sale al piano superiore, riducendo drasticamente le zone inaccessibili. Inoltre, Saros Rover è capace di superare diversi tipi di superfici irregolari, con le scale che ne sono l'esempio più evidente tra le quali: scale tradizionali e quelle a chiocciola o anche scale con moquette e bordo arrotondato. Il dispositivo percorre le scale e al contempo ne pulisce i gradini. Altri tipi di superfici raggiungibili sono le pendenze del terreno o i dislivelli nei passaggi di stanze su più livelli che richiedono elevazione e potenza. Saros Rover è un prodotto in fase di sviluppo e la data di lancio sarà comunicata prossimamente.

Kippy: i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km
Dal 2016 a oggi i gatti europei monitorati con Kippy hanno percorso 3,7 miliardi di chilometri, pari a 93 volte il giro della Terra
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La gamma di robot aspirapolvere Roborock di inizio 2026: Roborock Saros 20, Roborock Saros 20 Sonic e Roborock Qrevo Curv 2 Flow


Durante il keynote, Clarbi Lu, responsabile marketing di Roborock, ha presentato la nuova gamma di prodotti per lo smart cleaning che saranno disponibili nella prima metà dell’anno. A guidare la gamma ci sono: Roborock Saros 20 e Roborock Saros 20 Sonic, le due novità della serie di punta Saros che ha debuttato nel 2025.
Roborock Saros 20Roborock Saros 20
In particolare, il Saros 20 ha potenziato le funzionalità di intelligenza artificiale del suo StarSight Autonomous System 2.0 rispetto alle generazioni precedenti, supportando il riconoscimento di un massimo di 201 oggetti. Esso include, inoltre, un telaio AdaptiLift Chassis 3.0 aggiornato: una struttura di arrampicata composta da una ruota principale, una ruota ausiliaria e un braccio di sollevamento che si dispiega quando rileva delle soglie. Questo permette al robot di sollevarsi più in alto rispetto a prima per superare soglie singole fino a 4,5 cm di altezza o soglie a doppio strato di 8,5 cm (4,5 + 4 cm).
Roborock Saros 20 SonicRoborock Saros 20 Sonic
Dall'altro lato, il Roborock Saros 20 Sonic integra un sistema di navigazione RetractSense che abilita un corpo ultra-sottile da 7,98 cm e un nuovo sistema di lavaggio VibraRise 5.0. Quest'ultimo è dotato di un mocio sonico estensibile che strofina 4.000 volte al minuto, raggiungendo ogni angolo. Sia il Saros 20 sia il Saros 20 Sonic sono alimentati da un motore HyperForce da 35.000 Pa e sono supportati dalla nuovissima base RockDock con lavaggio ad acqua calda a 100°C.

Viaggi 2026: città secondarie e mete europee in crescita
Le città secondarie europee guadagnano popolarità nel 2026, mentre le capitali fanno un passo indietro nelle scelte di viaggio
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Tuttavia, la serie ammiraglia Roborock Saros non è l'unica a presentare nuovi prodotti. La popolarissima serie Roborock Qrevo lancia un nuovo modello, il Roborock Qrevo Curv 2 Flow, il primo robot aspirapolvere del marchio dotato di rullo. Grazie alla tecnologia di autopulizia in tempo reale SpiraFlow, a una forte pressione di lavaggio verso il basso di 15N e alle funzionalità Edge-Adaptive che consentono al rullo di estendersi per pulire lungo i bordi, Qrevo Curv 2 Flow offre potenza, precisione e protezione dei tappeti in ogni scenario di pulizia.


A spasso con Kippy: dal 2016 a oggi i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km


Quanto si muove davvero un gatto? E soprattutto, cosa fa quando non lo vediamo? Queste domande non sono solo curiosità, ma parte di una crescente attenzione verso il benessere e la sicurezza dei nostri compagni a quattro zampe. I numeri parlano chiaro: secondo il Rapporto Annuale 2025 di FEDIAF (Federazione europea dell'industria degli alimenti per animali da compagnia), la popolazione di animali domestici in Europa ha raggiunto 299 milioni e di questi, 108 milioni sono gatti.
white and gray cat on brown wooden tablePhoto by Roberto Huczek / Unsplash

La tecnologia incontra il mondo dei pet


Eppure, fino a oggi, monitorare l'attività fisica di un gatto era quasi impossibile; troppo indipendenti e troppo imprevedibili. Ma quando la tecnologia incontra il mondo pet, ecco che emergono dati inediti che aiutano a comprendere meglio la loro vita quotidiana. Lo conferma il primo report di Kippy che, con suoi prodotti di punta Kippy Dog e Kippy Cat integra localizzazione GPS, tracciamento dell'attività e funzioni smart pensate per migliorare la qualità della vita degli animali domestici e offrire maggiore serenità ai proprietari. Dall’analisi emerge che dal 2016 a oggi, i quasi 15 mila tracker Kippy Cat, hanno seguito i gatti sparsi in giro per l’Europa, raccogliendo dati che raccontano abitudini, ritmi e livelli di attività. I numeri fotografano un quadro interessante: i gatti monitorati hanno percorso complessivamente 7,46 miliardi di passi, equivalenti a 3,7 miliardi di chilometri, una distanza sufficiente per fare il giro dell'equatore terrestre ben 93 volte.
brown Scottish fold in brown thick-pile blanketPhoto by Mikhail Vasilyev / Unsplash

Dentro la vita di un gatto: attivo, curioso ma anche dormiglione


Altroché "animali sedentari". Ogni gatto percorre mediamente 3.900 passi al giorno, pari a circa 2 km, l'equivalente di 4 giri intorno al Colosseo. In media, dedica 34 minuti al giorno alla camminata o alla corsa, una durata che può sembrare ridotta ma che testimonia un livello di attività fisica costante e quotidiano. Un altro dato interessante riguarda il sonno. I gatti dormono in media 8 ore al giorno, un lasso di tempo che coincide spesso con il momento in cui i proprietari ricaricano il dispositivo Kippy, sfruttando il tempo di riposo dell'animale per garantire un monitoraggio continuo. Ma è sul confronto con l'anno precedente che i numeri si fanno ancora più interessanti: nel 2025, i gatti monitorati hanno visto un incremento del 61% nella loro attività fisica, passando da 23 a 37 minuti di camminata o corsa al giorno. Questo aumento evidenzia una tendenza verso un maggiore movimento, che potrebbe essere dovuto sia all’evoluzione del comportamento dei gatti, sia a una maggiore attenzione da parte dei proprietari nell’utilizzare il monitoraggio per migliorare il benessere degli animali.
four assorted-color tabby kittens on brown basketPhoto by Jari Hytönen / Unsplash

Spoiler: non tutti i gatti si muovono allo stesso modo


Tuttavia, l'analisi dei dati rivela anche una grande varietà di comportamenti. Il 25% dei gatti più sedentari percorre meno di 500 passi al giorno, mentre il 25% più attivo supera i 6.500 passi quotidiani. La maggior parte però si colloca nel mezzo, con una media di 2.700 passi al giorno. Queste differenze dipendono da molti fattori: età, razza, accesso agli spazi esterni, ma anche dalla personalità del singolo animale. È in questo contesto che il monitoraggio diventa uno strumento prezioso, in quanto permette ai proprietari di conoscere i comportamenti abituali del proprio gatto e riconoscere eventuali cambiamenti che potrebbero indicare problemi di salute o stress. Interessante anche il dato sull’utilizzo delle funzioni smart: 1 proprietario su 4 ha attivato il geofence, la notifica che avvisa se il gatto esce da un'area sicura prestabilita, almeno una volta nell'ultimo mese.

Kippy Cat V2: il tracker avanzato che migliora la sicurezza e il benessere dei gatti


Proprio in risposta alla crescente esigenza di monitorare in modo sempre più preciso l’attività dei gatti, Kippy ha recentemente lanciato Kippy Cat V2, l'evoluzione del tracker GPS per gatti. Il nuovo dispositivo integra un'elettronica completamente rinnovata che porta prestazioni da pari passo con Kippy Dog, il tracker per cani. Il cuore dell'innovazione sta nella precisione e velocità della localizzazione: grazie a una nuova tecnologia GPS, il dispositivo garantisce risposte più rapide e accurate, fondamentali quando il gatto si allontana o esplora zone nuove. Inoltre, l'ottimizzazione dei consumi permette una maggiore durata della batteria, aspetto cruciale per chi ha gatti che trascorrono molte ore all'aperto. Inoltre, tra le funzioni smart ci sono il monitoraggio delle abitudini quotidiane, le mappe di calore per analizzare i percorsi preferiti, e le notifiche geofence che avvisano se il gatto esce da una zona sicura. A differenza di un semplice AirTag, che funziona solo in presenza di dispositivi Bluetooth nelle vicinanze, Kippy Cat V2 utilizza una SIM integrata che sfrutta la rete dati per localizzare l'animale a qualsiasi distanza, in tutta Europa.

“Con KippyCat V2 continuiamo a promuovere quella che chiamiamo ‘libertà controllata - spiega Iacopo Buccarelli, di Kippy - i gatti possono esplorare, vivere la loro natura indipendente, ma i proprietari hanno la serenità di sapere sempre dove sono e come stanno”.



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Upscayl 2.15: nuova interfaccia, supporto multilingua e nuovo modello IA


Upscayl 2.15 introduce una nuova interfaccia, il supporto a 9 lingue e il modello IA "High Fidelity" per ingrandire le immagini con maggiore fedeltà. Disponibile gratis per Windows, macOS e Linux.
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Upscayl, il popolare software gratuito e open source per ingrandire le immagini sfruttando l’intelligenza artificiale, si aggiorna alla versione 2.15 con una serie di novità significative.

L’aggiornamento, rilasciato a fine dicembre, porta anzitutto una nuova interfaccia grafica, più curata e funzionale. Ma la vera sorpresa è l’introduzione del supporto multilingua: l’applicazione ora parla nove lingue diverse, tra cui inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e giapponese. Manca per ora l’italiano, ma la strada è aperta.

Nuovo modello “High Fidelity” e strumenti pratici


Sul fronte dell’elaborazione, debutta il modello “High Fidelity”, pensato per ottenere ingrandimenti con maggiore fedeltà ai dettagli originali. La selezione dei modelli IA è stata arricchita con immagini di esempio e descrizioni, così da rendere più immediata la scelta per chi non vuole perdersi in tecnicismi.

Tra le altre novità, spicca il nuovo visualizzatore “Lens” per confrontare l’immagine prima e dopo l’elaborazione, la possibilità di incollare le immagini direttamente dagli appunti e una schermata di configurazione iniziale che guida l’utente al primo avvio. Nella barra laterale compaiono ora anche alcune statistiche sull’utilizzo, come il numero totale di immagini elaborate.

Upscayl è disponibile per Windows, macOS e Linux. Si può scaricare gratuitamente dalla pagina GitHub del progetto.


FONTE github.com


FONTE upscayl.org

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ReactOS fa un bel passo avanti grazie a Wine 10.0


ReactOS sincronizza la libreria MSVCRT con Wine 10.0, riducendo del 30% gli errori nei test API. Un passo importante verso la compatibilità con Windows Vista e 7.
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Il progetto ReactOS, il sistema operativo libero che punta a essere completamente compatibile con Windows, ha appena ricevuto un aggiornamento importante. Il team ha sincronizzato la libreria MSVCRT (quella che gestisce le funzioni base del C++ di Microsoft) con il codice di Wine 10.0, ottenendo un risultato piuttosto significativo: il 30% in meno di errori nei test delle API.

In pratica significa che molte più applicazioni dovrebbero funzionare correttamente. Il lavoro, dopo mesi di preparazione, rappresenta anche un tassello importante per portare ReactOS verso la compatibilità con NT6, ovvero la famiglia che comprende Windows Vista, 7, 8 e 8.1.

Per chi non lo conoscesse, ReactOS è un progetto open source che da anni cerca di ricreare da zero un sistema operativo in grado di far girare programmi e driver pensati per Windows, senza usare codice Microsoft. Non è un’emulazione e non è basato su Linux: è un sistema operativo vero e proprio.

Il fatto che attinga al codice di Wine (lo strumento che permette di eseguire software Windows su Linux e macOS) è un esempio concreto di come i progetti open source possano collaborare e rafforzarsi a vicenda.


FONTE x.com

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dip 062: always been (and am) here:

it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title

(differx)

differx.tumblr.com/post/805084…
differx.noblogs.org/2026/01/07…
poliverso.org/display/0477a01e…
noblogo.org/differx/always-bee…

#dip #dip062 #dip062


always been (and am) here


it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title

(differx)

https://differx.tumblr.com/post/805084324983603200
https://differx.noblogs.org/2026/01/07/always-been-and-am-here/
https://noblogo.org/differx/always-been-and-am-here


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Shotcut 25.12: l’editor video gratuito migliora il supporto per i video ad alta qualità


Shotcut 25.12 migliora il supporto per video a 10 e 12 bit e introduce l'elaborazione lineare del colore.
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Chi cerca un’alternativa gratuita ai software di montaggio video a pagamento conosce probabilmente già Shotcut. L’editor open source e multipiattaforma ha appena rilasciato la versione 25.12 con novità interessanti per chi lavora con video di qualità elevata.

La novità principale riguarda il supporto migliorato per i video ad alta profondità colore (10 e 12 bit): molti effetti, transizioni e fusioni tra tracce sono stati aggiornati per gestire correttamente questi formati, sempre più diffusi nelle fotocamere moderne e negli smartphone di fascia alta.

Colori più precisi


L’altra novità rilevante è l’elaborazione lineare del colore, ora disponibile anche senza effetti GPU. In parole semplici: operazioni come ridimensionamento, sfocature e sovrapposizione di tracce producono risultati più accurati e naturali. Per chi preferisce le prestazioni alla precisione, le opzioni “native” restano disponibili.

Per quanto riguarda la praticità, il menu filtri ora mostra un elenco a tendina con solo gli effetti compatibili con la modalità di elaborazione attiva. Arriva anche un browser visuale per i preset del generatore HTML, con due nuovi modelli: Chrome e Neon Flux.

Shotcut è disponibile gratuitamente per Windows, macOS e Linux dal sito ufficiale.


FONTE shotcut.org

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CES 2026: Samsung presenta il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo


Samsung presenta il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo, una nuova frontiera per la qualità dell’immagine grazie a colori evoluti, tecnologia Micro RGB e design innovativo
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In occasione del CES 2026, Samsung ha presentato il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo. Questa novità segna il debutto del suo display Micro RGB più grande di sempre inaugurando, allo stesso tempo, una nuova direzione per il design dei display ultra-premium.

“Micro RGB rappresenta l’apice della nostra innovazione nella qualità dell’immagine, e il modello da 130 pollici porta questa visione ancora più lontano”, ha dichiarato Hun Lee di Samsung Electronics.


Un design audace che ridefinisce il concetto di TV


Le dimensioni del nuovo TV Micro RGB, la tecnologia cromatica di nuova generazione e il design distintivo riflettono la leadership consolidata di Samsung nell’eccellenza ingegneristica unita a un’estetica premium. Grazie a una cornice monumentale e a prestazioni audio migliorate, il display da 130 pollici è progettato per apparire più come un quadro immersivo, capace di ampliare visivamente lo spazio, che come un televisore.

Questo modello presenta il Timeless Frame, un’evoluzione del design Timeless Gallery introdotto da Samsung nel 2013, ora caratterizzato da una cornice raffinata che incarna la filosofia della “tecnologia come arte” ispirata alle opere esposte nelle gallerie d’arte. Come una grande finestra architettonica, l’ultra-large screen sembra fluttuare all’interno dei suoi bordi, trasformando il TV in un elemento primario di design che valorizza l’ambiente. L’audio integrato nella cornice del display è accuratamente bilanciato in base alle dimensioni dello schermo, creando una connessione naturale tra immagine e suono nello spazio.

Samsung amplia la gamma audio 2026
Samsung amplia la gamma audio 2026 introducendo soluzioni più intelligenti, tecnologie avanzate e un design ancora più immersivo per un’esperienza di home entertainment evoluta
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un’esperienza di visione senza compromessi


Il modello Micro RGB da 130 pollici integra le più avanzate innovazioni Micro RGB sviluppate da Samsung fino a oggi. Attraverso Engine Pro, Color Booster Pro e HDR Pro, l’intelligenza artificiale migliora i toni meno intensi e ottimizza il contrasto, offrendo colori vividi e dettagli precisi sia nelle scene luminose sia in quelle scure, per un realismo e una fedeltà d’immagine eccellenti. Il display eleva ulteriormente le prestazioni visive grazie a Micro RGB Precision Color 100, garantendo il 100% dello spazio colore BT.2020. Certificato dal Verband der Elektrotechnik (VDE) per la riproduzione cromatica Micro RGB ad alta precisione, il TV riproduce tonalità finemente controllate e realistiche. Il modello da 130 pollici integra, inoltre, la tecnologia proprietaria Glare Free di Samsung, che riduce al minimo i riflessi e preserva colori e contrasto in diverse condizioni di illuminazione, assicurando un’esperienza di visione ottimale.

LG Sound Suite: prima soundbar con Dolby Atmos FlexConnect
LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il TV supporta HDR10+ ADVANCED ed Eclipsa Audio per una qualità di immagine e suono ancora più coinvolgente, oltre alla versione evoluta di Vision AI Companion di Samsung, che abilita la ricerca tramite messaggi vocali, suggerimenti proattivi e l’accesso a funzionalità basate sull’AI come AI Football Mode Pro, AI Sound Controller Pro, Live Translate, Generative Wallpape e Microsoft Copilot.

Questo dispositivo sarà esposto all’interno della Samsung Exhibition Zone durante il CES 2026, in corso a Las Vegas.


Samsung amplia la gamma audio 2026: soluzioni intelligenti e design immersivo


Samsung ha presentato la gamma di dispositivi audio 2026, aprendo un nuovo capitolo nel modo di vivere il suono in tutta la casa. La linea ampliata, che sarà esposta al CES 2026 a Las Vegas, Nevada, dal 6 al 9 gennaio prossimi, promette di offrire un’immersione ancora più ricca, una resa sonora pulita e un’esperienza multi-dispositivo più integrata grazie alle soundbar di nuova generazione e agli speaker Wi-Fi.

Samsung Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K
Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Ridefinire il suono cinematografico con le soundbar Q-Series di Samsung


Le soundbar Q-Series 2026 reinterpretano l’esperienza sonora cinematografica nelle case contemporanee, offrendo un’immersione ancora più ricca per diverse dimensioni di ambiente e preferenze di ascolto. Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung, introducendo Sound Elevation, una tecnologia che solleva i dialoghi verso il centro dello schermo, rendendo il suono più naturale. Debutta inoltre Auto Volume, che mantiene un livello audio coerente tra canali e contenuti, per un ascolto fluido ed equilibrato.
Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da SamsungIl nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung
Il sistema a 11.1.4 canali combina una barra principale 7.0.2, speaker posteriori 4.0.2 e un subwoofer attivo compatto con doppi driver da 8 pollici, ottimizzato per bassi potenti e poco ingombranti. I canali up-firing e la calibrazione AI di nuova generazione ampliano ulteriormente il campo sonoro, offrendo una scala tipica degli impianti home theater professionali.

Novità della lineup 2026 è la Soundbar All-in-One (HW-QS90H), che unisce prestazioni e versatilità estetica. Il design orientabile supporta sia il montaggio a parete sia l’installazione su piano, mentre un sensore giroscopico integrato adatta automaticamente la distribuzione dei canali in base all’orientamento. Il sistema a 7.1.2 canali con 13 driver, inclusi nove wide-range e Quad Bass Woofer integrato garantisce bassi profondi senza necessità di subwoofer esterno.

Serie Music Studio: design iconico “dot” e suono espressivo


Samsung introduce due nuovi speaker Wi-Fi, Music Studio 5 e Music Studio 7, per rafforzare un ecosistema audio sempre più integrato. Questi modelli consentono configurazioni audio più flessibili rispetto al passato, massimizzando l’esperienza audiovisiva e arricchendo al tempo stesso l’armonia estetica degli ambienti domestici. Entrambi condividono un design senza tempo ispirato al motivo “dot”, firmato dal designer Erwan Bouroullec: un simbolo universale nell’arte e nella musica, reinterpretato secondo l’estetica distintiva di Samsung.
Music Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan BouroullecMusic Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan Bouroullec
In particolare, Music Studio 7 (modello LS70H) è il più immersivo della serie con audio spaziale 3.1.1 canali tramite speaker laterali, frontali e up-firing per un’immersione 3D naturale. La Pattern Control Technology del Samsung Audio Lab riduce le sovrapposizioni di segnale migliorando la direzionalità, mentre AI Dynamic Bass Control assicura bassi profondi con distorsione minima. L’Hi-Resolution Audio consente l’elaborazione fino a 24-bit/96kHz e il super tweeter estende la gamma fino a 35kHz, migliorando i dettagli musicali. Disponibile in nero e bianco, può essere utilizzato singolarmente o in abbinamento ad altri dispositivi o TV Samsung tramite Q-Symphony per una resa stereo ampliata o un setup surround completo.
Il modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrataIl modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata
Music Studio 5 (modello LS50H) invece, è pensato per ambienti in cui estetica e suono hanno pari importanza, con una forma compatta ispirata alle gallerie d’arte. Ottimizzato dal Samsung Audio Lab, il dispositivo utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata per un suono nitido e bilanciato, mentre AI Dynamic Bass Control intensifica le basse frequenze senza distorsione. Con Wi-Fi casting, servizi di streaming, controllo vocale e Bluetooth tramite Samsung Seamless Codec, offre una connettività smart e fluida.

LG Sound Suite: prima soundbar con Dolby Atmos FlexConnect
LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un’esperienza audio ancora più intelligente, connessa e immersiva


Samsung è leader globale nel mercato delle soundbar; questa visione ha dato forma all’intera gamma 2026, che combina acustica avanzata, design funzionale e connettività intelligente. Nel 2026, Q-Symphony diventa ancora più adattivo, consentendo a TV Samsung, soundbar e speaker Wi-Fi di operare come un unico ecosistema sonoro: è possibile collegare fino a cinque dispositivi audio a una TV Samsung, mentre Q-Symphony analizza disposizione e conformazione degli ambienti per ottimizzare la distribuzione dei canali. Il risultato è un dialogo più chiaro e un surround più dettagliato, con la sensazione di trovarsi al centro della scena. Grazie alla connettività Wi-Fi e all’app SmartThings, è possibile inoltre controllare le impostazioni audio, gestire la riproduzione multi-dispositivo e accedere ai servizi musicali e agli assistenti vocali tramite un’unica interfaccia intuitiva.


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LibreOffice Viewer arriva sui visori Meta Quest


LibreOffice Viewer è disponibile sui visori Meta Quest. L'app permette di visualizzare documenti Office e Open Document in realtà virtuale.
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Dopo Stremio sui Pico, un’altra app fa il salto nella realtà virtuale: LibreOffice Viewer è ora disponibile per i visori Meta Quest.

L’app permette di visualizzare documenti nei formati Open Document (odt, ods, odp) e Microsoft Office, sia quelli recenti (docx, xlsx, pptx) che i vecchi 97-2003 (doc, xls, ppt). Si tratta della versione Android del visualizzatore, adattata per Meta Horizon OS.

Per chi se lo stesse chiedendo: no, non puoi modificare i file, solo aprirli e leggerli. Utile magari per dare un’occhiata veloce a un documento senza togliersi il visore.

L’app è scaricabile gratuitamente dal Meta Store.


FONTE blog.documentfoundation.org

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“Studiando la Terra, abbiamo scoperto un pezzo di Marte”edu.inaf.it/approfondimenti/st…
Meteoriti, tra scienza e beni culturali. Per Space Jobs, l’esperienza di Xhonatan Shehaj, dottorando in Scienze e Tecnologie Spaziali dell’Università di Firenze
#dottoratoSst #Marte #UniversitàDiFirenze #UniversitàDiTorino #XhonatanShehaj@astronomia @astronomia
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due nuovi corsi @ centroscritture.it: su emilio villa e su corrado costa


Villa e Costa al CentroScritture, da gennaio 2026
cliccare per ingrandire

dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
centroscritture.it/service-pag…

dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
centroscritture.it/service-pag…

#BiancaQuassolo #CeciliaBello #CeciliaBelloMinciacchi #CentroScritture #centroscrittureIt #ChiaraPortesine #CorradoCosta #corsiMonografici #Costa #EmilioVilla #EugenioGazzola #FrancescoMuzzioli #GianLucaPicconi #GianPaoloRenello #MarcoGiovenale #MassimilianoManganelli #materialiVerbovisivi #monografie #poesia #ricercaLetteraria #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #ValerioMassaroni #Villa

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OsmAnd svela i piani per il 2026: edifici 3D, smartwatch e un pizzico di astronomia


Si torna seriamente operativi dopo un po' di vacanze invernali, per questo in questi giorni potrebbero esserci più articoli del solito perché mi sono tenuto da parte un po' di cose interessanti che non sempre sono riuscito a inserire mentre ero in giro. S
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Si torna seriamente operativi dopo un po’ di vacanze invernali, per questo in questi giorni potrebbero esserci più articoli del solito perché mi sono tenuto da parte un po’ di cose interessanti che non sempre sono riuscito a inserire mentre ero in giro.

Si parte proprio con l’applicazione di navigazione offline più amata dagli appassionati di OpenStreetMap, ovvero OsmAnd, che ha pubblicato la tradizionale lista di obiettivi per l’anno nuovo. E ce n’è per tutti i gusti!

Dopo aver festeggiato i 15 anni di vita e introdotto il nuovo motore di calcolo percorsi veloce nel 2025, OsmAnd guarda avanti con ambizioni piuttosto concrete. Partiamo dalle mappe: arrivano gli edifici in 3D con tanto di illuminazione dinamica che simula la posizione del sole durante la giornata.

Altra novità interessante è la vista a globo: finalmente potremo vedere la Terra com’è davvero e pianificare viaggi intercontinentali con un colpo d’occhio. Niente più proiezione piatta, insomma.

Percorsi e condivisione


Sul fronte navigazione, OsmAnd promette dettagli più ricchi sui percorsi e un nuovo strumento per generare itinerari alternativi e giri ad anello automatici. La vera chicca però sembra essere la condivisione diretta di tracce GPX e posizione con amici e familiari, senza dover passare da app di terze parti.

Chi carica tracce pubbliche su OpenStreetMap potrà anche vederle organizzate per attività direttamente nell’app.

Smartwatch e stelle


Per quel che riguarda gli indossabili, nel 2026 OsmAnd sbarcherà sugli smartwatch con integrazione Garmin Connect, registrazione tracce e istruzioni di navigazione direttamente dal polso. Una bella notizia per chi va a correre o in bici!

E poi c’è la sorpresa: un plugin astronomico per identificare pianeti, stelle e costellazioni puntando il telefono verso il cielo. Una funzione che c’entra poco con la navigazione terrestre, ma che probabilmente farà felici gli appassionati.

Nota dolente: i prezzi salgono


Come riporta il team nel post sul blog ufficiale, gli abbonamenti e gli acquisti in-app subiranno un leggero aumento nel corso del 2026. La motivazione? Costi infrastrutturali in crescita e sviluppo delle nuove funzionalità. Chi scarica l’app da F-Droid può stare tranquillo: la versione OsmAnd~ resta gratuita e completa come sempre.


FONTE osmand.net

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Porto di Catania, un mare di cemento ingiustificato e senza regole.


Più di centoottomila mq di superficie coperta, per un volume complessivo di un milione e mezzo di metri cubi. Sono questi i numeri della edificazione prevista dal Piano Regolatore del Porto di Catania, nella nuova versione, in cui – peraltro – i volumi edificabili sono stati ridotti rispetto alla versione originaria (sic!).

Il dato ci viene illustrato dall’architetto Aurelio Cantone, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/07/port…

#archAurelioCantone #AutoritàPortuale #portoDiCatania

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viel – di scipio – mesa (la camera verde) / differx. 2026


youtube.com/shorts/EhvZIEQzNRY

#diScipio #differx #differxv #differxvid #laCameraVerde #Mesa #video #viel

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promemoria periodico: seguire slowforward


Periodicamente suggerisco quali canali e spazi web permettono di seguire slowforward e quindi essere informati di notizie di politica, scritture di ricerca, arte contemporanea, musica sperimentale, glitch, asemic writing, festival, presentazioni, eventi e altro.

Tanto per cominiciare, l’indirizzo del sito è:

(1)
slowforward.net (you are here now)

(2)
E per avere aggiornamenti ci si può registrare (insieme ad altri 1800+ subscribers) seguendo queste semplicissime indicazioni: archive.org/details/follow-slo…

(3)
Altrimenti ci si può iscrivere ai canali che seguono (a volte più ricchi dello stesso slow):
telegram = t.me/slowforward
instagram = tinyurl.com/slowforward-ig
whatsapp = tinyurl.com/slowchannel

(4)
Inoltre ko-fi funziona sia da rilancio di post vari, sia da microdiario saltuario, e da luogo che permette a chi lo desidera di sostenere anche con un semplice caffè il mio lavoro quotidiano:
tinyurl.com/differxx (per chi preferisse PayPal: paypal.me/MarcoGiovenale)

(5)
In attesa di migrare su peertube, slowforward ha i propri video qui:
youtube.com/@slowforward/ (gli short sono i più visti…)
e dei link condivisi nello spazio post:
youtube.com/@slowforward/posts

(6)
Tutti i post di slowforward compaiono come anteprime+link sui seguenti spazi:
mastodon = mastodon.uno/@differx
friendica = poliverso.org/profile/differx
tumblr = marcogiovenale.tumblr.com/
bluesky = differx.bsky.social = bsky.app/profile/differx.bsky.…
twitter / x = x.com/marcogiovenale
threads = threads.com/@marco.giovenale
linkedin = linkedin.com/in/marco-giovenal…

(7)
Infine, non amando io (pur stando su) facebook, segnalo che ogni post che compare su slowforward viene puntualmente ripubblicato/linkato in uno di questi link o su entrambi:
facebook.com/differx/
facebook.com/slowforwarddiffer…

#koFi #paypal #seguireSlowforward #slowforward

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La guerra fuori dal diritto e l’oblio dell’articolo 11 della Costituzione


Comunicato dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici
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Lo scorso 3 gennaio gli Stati Uniti si sono resi responsabili di un attacco armato contro il Venezuela, uno Stato sovrano, che ha provocato la morte di circa 80 persone e si è concluso con il sequestro del Presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, entrambi trasferiti in territorio statunitense. Maduro, si apprende, sarà lì giudicato dall’Autorità giudiziaria per il suo presunto coinvolgimento nel narcotraffico verso gli USA.

L’azione militare americana, priva peraltro dell’avallo del Congresso, è stata attuata in palese violazione dell’art. 2, paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia e l’uso della forza contro l’integrità territoriale di uno Stato o la sua indipendenza, salvi i casi di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ai sensi del capitolo VII o di esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva, nei limiti rigorosamente previsti dall’art. 51. Nel caso del Venezuela, invocare la legittima difesa per un’operazione di guerra condotta da una superpotenza globale contro uno Stato sovrano, in assenza di un attacco armato e sulla base del presunto coinvolgimento del suo Presidente nel narcotraffico, appare, nella sua drammaticità, surreale.

Eppure, nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’attacco, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, comunicava come per il governo italiano «l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».

Come Giuristi Democratici, riteniamo evidentemente inaccettabili le parole della Presidente Meloni, che non sa o finge di dimenticare che l’Italia ripudia lo strumento militare come offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ai sensi dell’art. 11 della Costituzione; e che non conosce, o finge di non sapere, il fatto che la natura difensiva dell’azione militare, e in tal senso la sua legittimità, deve soddisfare le condizioni stabilite dall’art. 51 dello Statuto ONU.

Questa disposizione prevede che l’azione armata debba essere intrapresa per resistere a un attacco armato, non altro, e dev’essere commisurata al ripristino della situazione precedente e con caratteristiche di immediatezza rispetto all’attacco subito, per non deragliare nei fatti in una rappresaglia. È previsto, poi, l’immediato coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza per l’adozione delle misure necessarie per il mantenimento e il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale.

Né, sotto diverso profilo, l’accusa di violazione dei diritti umani nei confronti di Maduro può legittimare un’azione unilaterale compiuta da un altro Stato sovrano, che, ergendosi a giudice non terzo, proceda con un attacco armato al rapimento e alla deportazione di un Presidente, aprendo in realtà la strada allo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie del Paese.

L’attacco sferrato dagli USA contro il Venezuela è in altre parole radicalmente illegittimo perché estraneo alle azioni militari eccezionalmente consentite dalla nostra Costituzione e dalla Carta delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda l’Italia, Giorgia Meloni, che si comporta come mera portavoce di Trump, nell’improbabile tentativo di esser più realista del re ha dimenticato di essere la Presidente del Consiglio di un Paese sovrano, nei limiti costituzionali, e membro dell’Unione Europea, la quale pure si conferma ben poco unita nei suoi vari e identitari balbettii di prudenza e subalternità.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici auspica che, tra i deragliamenti istituzionali e diplomatici di cui siamo testimoni, il nostro Governo sia, piuttosto, capace di mettere in campo un’azione umanitaria che porti alla liberazione di Alberto Trentini, da più di un anno rinchiuso nelle carceri venezuelane.

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ANDU, FLC-CGIL, Roars, nonché la Rete delle Società Scientifiche, hanno espresso allarme o almeno preoccupazione per i doni che lo stato si appresta a regalare alla ricerca italiana. Questi doni, che rafforzeranno i poteri, già non poco oppressivi, del ministero dell’università e della ricerca, dell’Anvur che gli è sottomesso e delle gerarchie accademiche locali, consistono:

  1. in una riforma del reclutamento, già approvata in senato, che rende i concorsi interamente locali, ma sotto il controllo dell’Anvur sia in ingresso sia in uscita;
  2. in una riforma dell’Anvur, per via regolamentare e non legislativa, volta ad accentuarne ulteriormente la subordinazione al ministero;
  3. in una riforma dell’amministrazione delle università, per via legislativa, che accentuerebbe il dispotismo locale dei rettori e la loro sudditanza al governo nazionale.

La scienza italiana, che nell’età moderna si fondò e perseguì la libertà dell’uso pubblico della ragione e l’emancipazione dal segreto, si trova ora a misurarsi con tre poteri che hanno solo accidentalmente a che vedere con la ricerca della verità: quello, locale, di colleghi e rettori, quello, centralizzato, dell’agenzia sedicente indipendente per la valutazione di stato, la quale attribuisce la quota cosiddetta “premiale” del finanziamento ordinario, e quello del governo a cui essa stessa è sottoposta fin dalla sua istituzione.

Promuovendo la scienza aperta come scienza libera e non come costoso adempimento burocratico, abbiamo sostenuto che la valutazione amministrativa della ricerca, in Italia centralizzata in forma di valutazione di stato, è intrinsecamente dispotica e retrograda: dispotica perché sostituisce alla libera discussione entro le comunità scientifiche una statuizione di un’autorità esterna e non scientifica, in quanto derivante da una gerarchia amministrativa; retrograda perché impone indicatori costruiti sul passato che disconoscono non solo la riflessività dell’azione sociale,1 ma anche la natura aperta della ricerca.

A questo dispositivo, che Mario Ricciardi descrisse precocemente come un “apparato burocratico di tipo sovietico”, i professori italiani si sono – sostanzialmente – piegati. Fra gli effetti della sottomissione c’è stato il blocco di un’evoluzione verso una scienza aperta nel senso di libera da oligopoli editoriali privati e liste di riviste “scientifiche” ed “eccellenti” di composizione amministrativa. Accettarla, ai più, è parsa una scelta prudente: si tratta però di capire se è stata anche una scelta sapiente.

1. La metamorfosi del “cretino locale”


Pietro Rossi, in un fortunato articolo, criticò i concorsi introdotti nel 1998, in cogestione fra “facoltà e corporazione disciplinare”. Secondo Rossi, in un sistema in cui la sede che fa il favore di bandire una valutazione comparativa può barattare la vittoria del proprio candidato interno con le idoneità di candidati esterni supplementari che trovano cattedra a casa loro, l’ascesa del “cretino locale”, entro comunità di disciplina sempre più frammentate e chiuse, non può che essere irresistibile.

Il disegno di legge approvato in senato abolisce l’Abilitazione Scientifica Nazionale a favore di concorsi esclusivamente locali con vincitori unici, accessibili tramite un’autocertificazione della soddisfazione di criteri stabiliti con decreto ministeriale su proposta dell’Anvur, sentito il CUN, i quali comprenderanno “indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione temporale dei prodotti della ricerca”. I commissari dovranno godere dei medesimi requisiti. Dopo tre anni i vincitori verranno valutati dall’Anvur, con eventuali conseguenze sanzionatorie in termini di finanziamento istituzionale.

Si tornerà dunque al “cretino locale”, o, come scrive più gentilmente Roberta Calvano, a un sistema in cui “il nepotismo e gli abusi sono stati per anni alla radice di un diffuso malcostume accademico”? No: in virtù dell’Anvur e del ministero, questa volta il “cretino”, selezionato tramite valutazione amministrativa in ingresso e in uscita e giudicato da commissari simili a lui, sarà probabilmente bibliometrico, sicuramente governativo, e giocoforza sottomesso ai colleghi disposti a usare il loro potere di ricatto – qualità, queste, che con la scienza libera hanno ben poco a che vedere.

2. L’autoaffermazione dell’università italiana


“Noi vogliamo noi stessi” proclamava un rettore a Friburgo, perorando l’autoaffermazione dell’università. Correva l’anno 1933: Martin Heidegger diceva “noi”, ma era entrato in carica su pressione del governo nazista, dopo che il suo predecessore, riluttante a licenziare gli ebrei, era stato indotto alle dimissioni. Tra poco, forse, anche i rettori italiani, pur più sottilmente e con qualche sbavatura normativa, potranno dire “noi” al modo di Heidegger:

  1. la composizione, legalmente determinata, del consiglio di amministrazione consentirà loro di contare su una maggioranza certa purché ubbidiscano al governo. Eliminato il rappresentante del personale tecnico-amministrativo, degli 11 membri del consiglio uno sarà il rettore stesso, quattro saranno nominati direttamente da lui (due docenti e due componenti esterni); a questi si aggiungerà uno studente eletto, come residuo vestigiale di democrazia, due docenti indicati dal senato, il candidato rettore soccombente e un membro nominato dal governo. Al rettore basterà restare agli ordini di quest’ultimo – esercizio che, probabilmente, non gli sarà difficile – per avere una maggioranza garantita;2
  2. il mandato del rettore sarà prolungato da sei a otto anni, con un eventuale plebiscito di conferma dopo quattro anni, qualora proposto dai 3/5 del senato accademico. A proposito del mandato, dall’ipotetico testo di riforma cadono le parole “non rinnovabile”;
  3. nella programmazione triennale il rettore dovrà tener conto anche di “linee generali di indirizzo stabilite dal Ministro”.

I rettori preferiranno continuare a regnare all’inferno o proveranno a servire in paradiso? Non si sa: ma certamente con “rettori che agiscono sotto l’occhiuta vigilanza del ministro e da cui dipenderanno a catena tutte le cariche interne agli atenei (i cui mandati vengono allineati alla durata di quello dei rettori)” l’esercizio della libertà della ricerca, sia in senso negativo sia in senso positivo, sarà ancor più difficile, e rischioso.

3. L’epifania dell’Anvur


Come ha osservato Roberto Caso, l’Anvur, istituita nel 2006 sotto il governo Prodi II, è nata così dipendente da aver ricevuto critiche perfino da una sostenitrice della valutazione amministrativa come Fiorella Kostoris. Il regolamento di riforma – che viola, secondo il Consiglio di Stato, la gerarchia delle fonti3 – renderebbe più intenso un controllo del governo sulla ricerca già in atto, al quale i più, a dispetto del primo comma dell’articolo 33 della costituzione italiana, hanno ritenuto opportuno sottomettersi.

  1. L’Anvur sarà ancor più ministeriale e dipendente: rispetto al regime attuale, il presidente dell’Anvur diverrebbe di nomina ministeriale diretta, così come i comitati di selezione delle rose dei candidati fra i quali il ministro sceglierà i quattro membri del consiglio direttivo, non più costituiti su indicazione di enti esterni.
  2. L’Anvur diverrà la valutatrice generale di stato: l’agenzia, che attualmente valuta solo università ed enti di ricerca vigilati dal MUR (quali CNR, INAF, INDIRE, INFN, INGV, INVALSI), allungherà il suo occhio agli altri enti di ricerca pubblici (ASI, CREA, ENEA, ISPRA, ISS, ISTAT) in base ad accordi con i ministeri vigilanti, alle Accademie e all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) a enti privati ma finanziati pubblicamente (IIT di Genova, HT di Milano e Fondazione Biotecnopolo di Siena) e simili, nonché, per chi mai volesse richiederlo, in ambito internazionale. E non si occuperà solo di arte, musica e ricerca bensì anche delle cosiddette “competenze trasversali e disciplinari” acquisite dagli studenti e degli “sbocchi occupazionali dei laureati”. Tutto ciò, chiarisce la relazione di accompagnamento, nel “rispetto dell’indirizzo politico dato dal Ministero dell’università e della ricerca, quale Ministero vigilante”.

Il modello dell’università-azienda – si è detto – è neoliberale; quello nei disegni del governo è autoritario. Qui però il “liberale” che segue al “neo-” non ha nulla a che vedere con Benedetto Croce: l’azienda è una struttura non democratica, bensì autoritaria e chi la impone come modello sostiene un’ideologia altrettanto autoritaria, se non totalitaria. In questo senso, il disegno di “riforma” dell’Anvur non è una metamorfosi, bensì un’epifania.

Non esiste una valutazione amministrativa buona o cattiva, così come non esiste un dispotismo cattivo o buono a seconda che sul trono sieda Commodo oppure Marco Aurelio. Se si accetta che la valutazione della ricerca non sia scientifica – e parte della ricerca stessa – bensì amministrativa e a essa esterna, si accetta anche che chi amministra ne fissi e ne muti i criteri e abbia titolo a controllare i suoi eventuali agenti in modo più o meno stretto. Il vizio della valutazione di stato non sta nel modo in cui valuta, come suggerito elusivamente dell’Unione Europea, ma nel fatto che Caesar sia supra grammaticos, non importa se come Marco Aurelio o come Commodo. Non è, questa, un’idea radicale, né sul piano della storia, né su quello della cronaca: lo scorso aprile, in Francia, l’assemblea nazionale ha votato a favore dell’abolizione dell’agenzia di valutazione di stato HCERES.

In questa prospettiva non ha senso limitarsi a chiedere un guinzaglio appena un po’ più lungo, o a sollevare il problema dei finanziamenti alla ricerca senza toccare quello della sua libertà, vale a dire della possibilità stessa di fare scienza – libertà, questa, che non si promuove difendendo l’Anvur attuale4 come se fosse indipendente, bensì considerandone l’abolizione.

Contro il disegno di intensificare il controllo politico di “un’università più piccola, gerarchica e precaria”, FLC-CGIL5 si è appellata alle “forze libere e pensanti dell’accademia e della comunità universitaria”. In effetti, se, dopo lustri di valutazione di stato, esistessero ancora “forze libere e pensanti”, non sarebbe loro difficile promuovere una campagna di ubbidienza civile alla costituzione, a partire dagli articoli 21 e 33. In un momento in cui dovremmo invece parlare, davanti agli stati armati per la guerra, delle condizioni della pace pubblica, continuare a compilare moduli e a supplicare favori ministeriali ci salverà, forse, come impiegati, ma certamente non come studiosi.


  1. Questa riflessività è nota a chi si occupa di valutazione come legge di Goodhart: i soggetti valutati non si limitano a farsi valutare, ma adeguano riflessivamente le loro prestazioni al criterio di valutazione. Così chi viene premiato per il numero di pubblicazioni inflazionerà i testi, mentre chi viene premiato per le citazioni scriverà solo per farsi citare. Le conseguenze sono tristemente note. ↩︎
  2. Per un aggiornamento sugli orientamenti ministeriali si veda però quanto riferito dall’ANDU qui. [nota aggiunta il 7/01/2026]↩︎
  3. Il Consiglio di Stato, nel parere formulato nell’adunanza del 23 settembre 2025, ha ricordato che, proprio in virtù della gerarchia delle fonti del diritto, un regolamento, perfino se riguarda la valutazione di stato, non può cambiare la legge che l’ha istituita. ↩︎
  4. L’agenzia, peraltro, si è mostrata incapace di onorare gli impegni di riforma della valutazione che aveva sottoscritto aderendo alla coalizione europea COARA. ↩︎
  5. ANVUR: un’Agenzia che diventa governativa, con l’intenzione di valutare e quindi disciplinare anche saperi e conoscenze (2025) merita di essere letto per la sua analisi dettagliata della bozza di DPR qui solo sommariamente esposta. ↩︎

This text is licensed under CC BY-SA 4.0 license
- The post’s content. aisa.sp.unipi.it/anvur-recluta…


1. L’origine dei contratti “trasformativi”
L’idea dei contratti chiamati “trasformativi” fu proposta da Ralf Schimmer, nel 2015 ancora alla Max Planck Digital Library, con l’intento esplicito di trasformare il minimo indispensabile.

Many who advocate open access envisage the development of a new publishing environment—new […]

aisa.sp.unipi.it/lucus-a-non-l…


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Vuoi entrare nel Fediverso? Ti posso aiutare.


Articolo dedicato a chi ha deciso di fare questo passo, ma non sa come fare. Hai sentito parlare di Mastodon e hai deciso di entrare nel Fediverso, ma non sai come fare? Questo articolo è fatto apposta per te.Se hai preso questa decisione sei già a buon p
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Articolo dedicato a chi ha deciso di fare questo passo, ma non sa come fare.

Hai sentito parlare di Mastodon e hai deciso di entrare nel Fediverso, ma non sai come fare? Questo articolo è fatto apposta per te.

Se hai preso questa decisione sei già a buon punto, ma se ti va puoi leggere anche questo articolo, in cui spiegavo perché dovresti entrare nel Fediverso. Ti aiuterà per capire meglio il Fediverso e anche questo articolo.
Ma permettimi di ricordare velocemente i vari punti che toccavo:

  • Che i social media tradizionali come Facebook, Instagram, Youtube, Tiktok stanno avvelenando il web con una logica di marketing che pur di fare soldi non si ferma davanti a nulla.
  • Il Fediverso è un’alternativa reale a tutto questo perché non è accentrato nelle mani di un unico padrone, ma è l’insieme di tanti social network piccoli nelle mani di persone come me e te.
  • Facebook e gli altri accentrano: vuoi usare la mia piattaforma? Devi iscriverti regalandomi i tuoi dati, la tua vita. Facebook è unico, come Youtube, Tiktok, e gli altri. Vuoi accedere a quei social per socializzare? Devi fare un account per ogni social, e all’interno vedrai solo i contenuti di quel social network.
  • Il Fediverso è l’esatto opposto: decentrato, libero da padroni anche nel suo codice di programmazione. Non c’è un padrone che impone la sua convenienza, perciò le persone – questa volta davvero – hanno un peso che è identico per ognuna, non lo decide l’algoritmo.
  • Per tutti i motivi qui sopra e altri, il Fediverso è un’alternativa concreta e etica alla “merdificazione di internet“.

Bene, ora che sei consapevole di tutto questo, e spero sarai d’accordo con me, è arrivato il momento: entriamo nel Fediverso.

Come si fa? Beh, anzitutto dovrai scegliere uno dei tanti social network che lo costituiscono; e come fare a decidere? Come nel mondo dei social commerciali, esistono tanti social quante sono le “funzioni”, gli usi tipici o gli argomenti che l’utente vuole fare o trattare.

Ecco alcuni dei social del Fediverso, quelli che sentirai nominare più spesso, riassunti in questa tabella.

LogoNome del SocialPer cosa è pensatoCosa Sotituisce?
Mastodon Microblogging, cioè condivisione di brevi testi, file multimediali, link ad altri contenuti.X (Twitter), Threads.
FriendicaPersonal Blogging, cioè testi più lunghi, immagini, link ad altri contenuti.Facebook
PixelfedCondivisione di fotografie, album fotografici, portfolio.Instagram
PeerTubeCondivisione di video lunghi orizzontali. Youtube
LemmyForum e gruppi di discussione, con condivisione immagini e altri link.Reddit, Gruppi Facebook.

Ce ne sono altri, ma questi sono (secondo me) i più diffusi e quelli con cui potresti avere a che fare presto.

A quale iscriversi, dunque? Prima di questa domanda occorre chiarire una cosa: visto che il Fediverso è un insieme di tanti social network gestiti da istituzioni, volontari, (poche) aziende e persone normalissime come me e te, devi tenere presente che se vuoi iscriverti a Mastodon non ti iscriverai “a Mastodon”, perché Mastodon è solo un software!
Ti iscriverai invece ad una istanza di Mastodon, cioè una delle tantissime installazioni di Mastodon che qualcuno nel mondo ha deciso di metterti a disposizione (grazie!).

Chiarito questo, ora sì che possiamo porci “la domanda”: ma a cosa mi devo iscrivere, quindi?

Il bello del Fediverso è proprio che da un punto di vista tecnico non importa, perché da qualunque istanza potrai vedere i post degli amici che postano su qualsiasi altra istanza.

Da un punto di vista pratico, però, non ti consiglio di andare “a caso”.

Il mio consiglio è di valutare 2 cose: qual è il tuo scopo principale per stare nel Fediverso (condividere foto, pensieri corti, pensieri lunghi?).

In base a questo, io ti consiglio di valutare Pixelfed per le foto, Mastodon per i pensieri corti, Friendica per i pensieri lunghi.

Se ti fidi di me ti consiglio, per iniziare, di provare con Mastodon: è la tecnologia più facile da comprendere. In alternativa, Friendica.

Lascerei gli altri tipi di social per un secondo momento (a parte che potrai comunque usarli in buona parte con il tuo account di Mastodon/Friendica, ma magari lo vediamo in un altro articolo!).

Bene, la scelta non finisce qui: perché in ognuno dei social che ho citato vedrai sempre:
– post di account “locali” (non in senso geografico, ma account di persone che appartengono al tuo stesso server).
– post del “resto del mondo”:

Appena avrai accesso vedrai i post dei tuoi “compagni di istanza”, e quindi è molto importante scegliere un’istanza di persone che parlano la tua lingua, faciliterai la socializzazione.

Ultima cosa, ogni istanza ha il suo “credo”, la sua vocazione e le sue linee di comportamento, potremmo dire il suo manifesto, ed è molto più facile stare in un’istanza di persone che condividono i tuoi principi piuttosto che non entrare a caso e poi, eventualmente, spostare il proprio account più tardi in un’altra istanza (si, si può fare, ma perché non risolvere subito?).

In sostanza, controlla bene il “manifesto” dell’istanza a cui ti stai iscrivendo.

Ma bando alle ciance, ora basta con la filosofia!

Come ci si iscrive, come si fa?

Ora che sei un esperto/a del Fediverso, se mi hai seguito fino a qui, tutto diventa più facile.

Esistono siti che riportano elenchi di istanze dei vari social (Mastodon, Pixelfed, Friendica, Lemmy, Peertube). Eccone qualcuno:

Elenco istanze Mastodon:
Esistono vari siti, che possono aiutarti a trovare la tua…diciamo.. istanza del cuore❤️.

Fai attenzione a questa pagina, però, perché i motori di ricerca possono facilmente portarti qui:

joinmastodon.org/servers

Qui si può venire aiutati a scegliere la propria istanza per argomento o regione, e si legge che esiste un “original server”:

Ma anche se è il server originale, perché gestito da chi sviluppa il software di Mastodon, io ti sconsiglio di entrare lì.

È un’istanza di persone che si relazionano prevalentemente in inglese. Ti sentiresti un po’ “solo” all’inizio.

Piuttosto, prova a dare un’occhiata qui: mastodon.it/istanze-mastodon-i….

C’è un elenco (non esaustivo probabilmente) di istanze italiane, alcune addirittura locali. Personalmente ho scelto mastodon.uno perché ne condivido il manifesto.

Elenco istanze Friendica

Qui si fa presto!
Si trova un elenco qui: dir.friendica.social/servers

Ce ne sono molte, ma come vedrai l’istanza italofona al momento è solo una: poliverso.org

Se decidi per Friendica, leggi bene le istruzioni a questa pagina e i termini d’uso, poi una volta iscritto, leggi per bene le istruzioni che ti verranno inviate. Sono utilissime, e seguirle ti aiuterà ad entrare prima nel “mood” della piattaforma”.

Nota: l’app ufficiale per android di Friendica sarebbe Raccoon, ma personalmente trovo che “Fedilab” sia fatta molto meglio.

Lemmy: un’interessante alternativa

Le istanze Lemmy italiane sono molto interessanti secondo me. Raccolgono tante Comunità (pensale come dei gruppi di Facebook) e in ogni comunità ogni giorno vengono inseriti e condivisi post inerenti notizie e novità di tutti i tipi, dalla politica, ai viaggi, ai fumetti, a tutto quello che ti passa per la testa. E, se manca, puoi creare tu un gruppo (Comunità)
.
Troverai la mia Comunità Lemmy che parla di viaggio a tutto tondo, a questo indirizzo: feddit.it/c/viaggi (–> Ti invito a partecipare!)

Detto ciò, prova a guardare appunto Feddit.it e Diggita: tante notizie e tanti post tematici ti aspettano.

Qui trovi un elenco dei server Lemmy in tutto il mondo: join-lemmy.org/instances

Per una soluzione veloce, dai un’occhiata a Diggita.com e Feddit.it

Bene…e ora?

Ora mi auguro che entrerai nel Fediverso e apprezzerai l’assenza di algoritmi, di padroni, di interessi commerciali opachi dietro ad ogni post pubblicato. E vogliamo parlare dell’assenza di pubblicità? (Nota: se ti piace l’istanza in cui ti trovi, valuta di sostenerla con piccoli contributi, perché non ci sono multinazionali miliardarie, dietro).

Qui ti lascio i miei riferimenti nel Fediverso italiano…spero che verrai a trovare i miei profili e che i contenuti saranno di tuo gradimento.

– Mastodon: mastodon.uno/@simonperry – (@simonperry )

– PeerTube: video.simoneviaggiatore.com – (@viaggiatore_tv)

– PixelFed: pixelfed.uno/Perry77@Perry77

– Lemmy: feddit.it/c/Viaggi@Viaggi

Condividi questo post con quante più persone puoi.

Grazie!


Un viaggio nel FEDIVERSO: la soluzione al problema dei social


In questo articolo parlo di social network, un argomento non direttamente collegato al viaggio, ma comunque molto importante se pensiamo a tutti i contenuti di viaggio che transitano sulle pagine social e le nostre interazioni con altre persone attraverso i social, ma anche a quante ore trascorriamo davanti agli schermi “grazie” ad essi.

Sui social ormai ci siamo tutti, ci si parla di tutto, e sappiamo bene che tutti passiamo molte ore al giorno davanti alle pagine social, ma possiamo dire anche, più in generale, utilizzando servizi on line “gratuiti”. Spesso è su quelle pagine che scopriamo cosa succede nel mondo, gli ultimi eventi su un certo argomento, i risultati elettorali.

È un dato di fatto che al giorno d’oggi tutti i grandi social siano nelle mani di aziende, ma non aziende qualunque: veri e propri colossi dell’informatica, che investono cifre da capogiro per capire come tenerci incollati alle alle loro piattaforme per un tempo sempre maggiore. Quel tempo lo togliamo ai nostri cari, alle nostre attività, ad altre cose che amiamo, e più in generale alla nostra presenza nel mondo.

Un altro grande problema di tutto questo è che quelle piattaforme vendono ad altri ciò che scriviamo, le nostre abitudini e preferenze di ogni tipo, affinché questi “altri” possano farne ciò che vogliono, compreso analizzarci per capire sempre meglio come indurci ad acquistare di tutto.

Di più: chi possiede il social network e quindi i dati che hanno origine da noi, può sapere chi siamo meglio di noi stessi a volte, e può usare queste informazioni per plasmare le nostre idee.

Cosa c’entra il Fediverso in tutto questo? Ci sto arrivando. 🙂

Se quello che ti ho descritto ti sembra una teoria del complotto, purtroppo ti stai sbagliando. Tutto questo è reale, e basta fare una ricerca on line per trovare le conferme di ciò che dico.

D’altra parte, nel mondo dell’informatica e del web, c’è un detto: se un servizio è gratuito, allora il prodotto in vendita sei tu.

Nelle piattaforme social come Facebook, Instagram, TikTok o similari, i proprietari hanno investito miliardi di dollari. Si potrebbe pensare che i costi sostenuti siano in gran parte per l’infrastruttura, ma la parte più impegnativa di un social network è la messa a punto e il mantenimento dell‘algoritmo, ossia quell’insieme di meccanismi che sulla base di una serie di eventi (i nostri comportamenti on line), decidono cosa farci vedere, e di conseguenza cosa nasconderci.

Per fare un esempio pratico, supponiamo che un utente abbia un vago interesse per un argomento spinoso come l’immigrazione. Gli algoritmi intercetteranno alla perfezione questo interesse (sono lì apposta del resto, anche se l’utente non li vede; possiamo dire che il social stesso è un algoritmo molto complesso).

Una volta compreso il nostro interesse, verrà deciso quale sarà il prossimo articolo o il prossimo video che vedremo scorrendo verso il basso, o a quale notifica dare la priorità, quale annuncio pubblicitario farci vedere prima, eccetera. Negli ultimi anni gli algoritmi social sono diventanti anche esperti nel creare curiosità che non abbiamo.

Badate bene che l’interesse della piattaforma non è quello di darci un’idea chiara, equilibrata ed imparziale su un argomento, ma di trattenerci sulla piattaforma il più possibile affinché continuiamo a vedere gli annunci pubblicitari (ciò che li fa guadagnare tanti bei miliardi).

E qual è il metodo migliore per raggiungere questo obiettivo? La paura, o la rabbia, o entrambe.

L’algoritmo comincerà a proporci video in cui si dice che i nostri problemi derivano dagli immigrati, e che se non facciamo qualcosa “ci rimpiazzeranno” (ti suona familiare?).

Ci è appena stata instillata la paura, più o meno conscia, che qualcuno voglia portarci via qualcosa, che il nostro stile di vita è in pericolo, che non è colpa nostra se la vita non ci riesce proprio come vorremmo, ma anzi è colpa di una persona disperata che è morta attraversando il Mediterraneo su un pezzo di legno scadente. Donne, uomini, bambini, neonati, non importa: tutti ugualmente destabilizzanti per le nostre vite.

La frittata è fatta. Vorremo saperne di più, staremo lì ancora e ancora per cercare qualcosa che ci tranquillizzi, che ci tolga quella paura; ma quel qualcosa non arriverà. Anzi, l’idea di base, la paura, verrà sempre più rinforzata, video dopo video, articolo dopo articolo.

Pur essendo un grande utilizzatore di questi social (lo ammetto), io trovo sconcertante che esistano aziende dal potere – enorme – di decidere cosa dobbiamo guardare, e di conseguenza cosa dobbiamo pensare, che idee dobbiamo farci. Se a fare tutto questo fosse un Governo, diremmo che si tratta di una dittatura. Perché non ci scuote l’idea che possa farlo un privato?

È proprio per tutte queste ragioni che sempre più persone riconoscono che questo sistema di cose è una grande anomalia per le democrazie.

Rifiutare questo sistema è un atto rivoluzionario.

Ma come fare? Rinunciare per sempre alla propria vita on line?
È qui che entra in gioco il Fediverso.

Cos’è? Può sembrare qualcosa di complesso ma in realtà è qualcosa di molto semplice.

Immagina di vivere nell’appartamento di un condominio. Quando vuoi parlare con qualcuno, o sapere di cosa si parla nel condominio, puoi uscire dal tuo appartamento e incontrare i tuoi vicini di casa. Puoi parlare con loro privatamente, ma anche in uno spazio comune, come il pianerottolo, dove puoi parlare a tutti gli altri inquilini che stanno sul pianerottolo insieme a te.

In questo esempio, è come se il condominio fosse un social network.

Esistono persone nel mondo che hanno creato diversi social network (condominii) che sono liberi dalle logiche di cui parlavamo sopra.

Queste persone hanno creato il codice d social network del tutto nuovi, e lo hanno messo a disposizione di chiunque lo voglia usare, a patto che lo distribuisca di nuovo in quella forma.
Può sembrare una cosa da poco, ma non la è: chiunque abbia sufficienti competenze può prendere questo codice e costruire un nuovo condominio (una istanza del social network), dove le persone possono “abitare”, digitalmente parlando.
Inoltre, è anche possibile verificare che i “mattoni” che costituiscono questi nuovi condominii non contengano algoritmi poco desiderabili, come quelli dei social di cui parlavamo prima: Facebook, Instagram, Tiktok e tutti gli altri. Se anche dovessero all’improvviso contenerli, la licenza adottata consentirebbe di rimuoverli e redistribuire di nuovo il codice (ma chi vorrebbe mai usarlo senza modifiche, a quel punto?).

I programmatori dei nuovi social liberi non si sono fermati qui, ma hanno fatto qualcosa di ancora più utile e straordinario: hanno messo in comunicazione tra loro i condominii.

Restando nella metafora dei condominii, hanno fatto in modo che gli inquilini di un condominio possano parlare con le persone che si trovano negli spazi comuni di un altro condominio, e viceversa. Hanno fatto in modo che gli abitanti di un condominio possano parlare con gli abitanti di una villette a schiera, o di uno chalet di montagna.

In sostanza, non è più necessario abitare lo stesso tipo di casa per potersi parlarsi.

Questa è una delle enormi differenze tra i social vecchi e i nuovi social network liberi. Se hai un account Facebook, da Facebook non potrai vedere i video che vengono pubblicati su YouTube: al limite potrai seguire un collegamento che ti porta là, abbandonando quindi Facebook. Poi dovrai aprire un altro account, regalare i tuoi dati personali anche a TikTok, e allora potrai vedere i video ma i due mondi resteranno separati.

Nei social liberi non è così. Ne esistono di diversi tipi, e sono TUTTI interconnessi l’uno all’altro.

Questo è il Fediverso, un social network fatto da tantissimi social network più piccoli, collegati tra loro. Una città formata da tante abitazioni diverse, siano esse condominii, villette indipendenti o casette a schiera.

Le “case” che compongono la grande città del Fediverso (le ho chiamate istanze) sono fabbricate usando il codice di cui parlavamo prima da chiunque lo voglia, e di conseguenza si assomigliano tra loro per gruppi omogenei.

In sostanza è una federazione di social network, ed ecco perché viene chiamata “Fediverso”.

Quali sono i social network che compongono il Fediverso?

Ne esistono tanti, ma vediamo brevemente i più popolari:
Mastodon: adatto per il microblogging, cioè testi molto brevi. E’ il social più popolare nel Fediverso, anche in Italia. A prima vista può somigliare a X (ex Twitter), BlueSky o Threads.
Friendica: più adatto ai testi lunghi, e quindi più simile a Facebook (anche nell’interfaccia). Il primo approccio però può essere meno semplice rispetto a Mastodon.
Pixelfed: nasce per la condivisione di Foto, ed è quindi paragonabile ad Instagram.
PeerTube: nasce come piattaforma di condivisione di video, similmente a quanto fa Youtube o TikTok.
Lemmy: in grado di dare vita ad una piattaforma di aggregazione dei contenuti, similmente a Reddit.

In nessuno di questi nuovi social ci sono algoritmi che decidono cosa tu debba vedere. Le pubblicazioni sono – e rimangono – sempre in ordine cronologico: i contenuti si scoprono seguendo i tag degli argomenti che ci interessando, o ricercandoli tramite la funzione di ricerca.
All’interno delle istanze, ad ora, non c’è pubblicità.
Cosa non da poco, i nostri dati personali non vengono venduti o ceduti a nessuno.

Per i motivi di cui sopra, quando ci si iscrive ad una delle istanze dei social network che ho citato, si può rimanere un po’ spaesati e spiazzati, e ci si può sentire un po’ soli.
Questo non deve bloccarci, ma anzi è la prova che la piattaforma non ci “spinge” a vedere ciò che lei desidera (a chi gioverebbe?).

Ci sono molte organizzazioni, aziende e persino privati nel mondo che gestiscono attivamente istanze di questi social.
Tra tutti, credo che i privati siano quelli che più di tutti hanno bisogno del nostro supporto come utenti finali, perché…sì, mantenere questi social costa. Ci vogliono server che li ospitano, tempo da dedicarvi per l’installazione, gli aggiornamenti e la moderazione dei contenuti, quando qualche utente viola le regole richieste per la permanenza sulla piattaforma (le regole sono semplici, ben chiare ed evidenti al momento dell’iscrizione).
L’accesso alle istanze generalmente è gratuito, ma non sorprendetevi se i gestori – giustamente – pubblicheranno di tanto in tanto qualche invito alla donazione.
Il mio suggerimento è di trovare un’istanza che ci piace, “sposarla” e sostenerla economicamente con un piccolo obolo mensile, anche pochi euro, che possono fare la differenza. Per quanto mi riguarda li investo molto volentieri in questo tipo di supporto.

Io ho diversi account nel Fediverso perché pubblico molti contenuti, ma ribadisco che da “spettatori” può bastarne anche soltanto uno.

Sono iscritto e sostengo economicamente sia l’istanza Mastodon.uno (mastodon.uno) che gli svilupatori del codice del social. Mi trovate su Mastodon come @simonperry.

Sono iscritto a Pixelfed.uno, (pixelfed.uno) dove condivido gli scatti dei miei viaggi che ritengo più interessanti. Lì potete trovarmi come “@Perry77

I miei 3 podcast sono tutti ospitati su castopod.it, una piattaforma di podcasting federata con il Fediverso.
Il mio ultimo podcast Verso Casa, ad esempio, può essere seguito dando il follow al profilo “@versocasa” da qualunque account del Fediverso (cioè, serve essere iscritti a castopod per sentirlo).

Il sito che stai leggendo, ospitato su wordpress, è associato ad un account nel Fediverso. Ogni articolo che pubblico qui viene automaticamente condiviso nel Fediverso.
Il profilo che si può seguire da qualsiasi social del Fediverso, per vedere gli articoli che pubblico, è quello citato prima, di Mastodon.uno @simonperry.

Tutti i nomi account che ho riportato, sono scritti in questa forma: @nomeaccount

Chiarito che Mastodon.uno, Pixelfed.uno, ecc sono solo alcune delle tante istanze (server) che compongono il Fediverso, questo è il modo in cui puoi cercare un utente all’interno dell’istanza dove tu e lui siete iscritti. Se dovrai cercare un utente di un’altra istanza, ti basterà mettere @nomeistanza dopo il nome utente, ovviamente scrivendolo tutto attaccato, ossia: @nomeutente@nomeistanza.xxx

Il Fediverso, per ora, è un posto magico per me: senza pubblicità, ben moderato da esseri umani (non certo da algoritmi) e ogni volta che ci entro per me è come ritrovare quella pace che si ritrova in un bosco. Parliamo sempre di social newtork, ma non c’è confusione: solo contenuti.

Per restare in questo modo, il Fediverso ha bisogno di più iscritti che capiscano il valore di quanto hanno tra le mani, e di qualche donazione in più.

Date una chance al Fediverso, iscrivetevi ad una delle istanze.

Non sentitevi spaesati, ma apprezzate il silenzio. Potrete dare maggior valore alle interazioni, che saranno reali e non forzate dagli algoritmi che fomentano il litigio.

[Nota: ogni litigio nel Fediverso, che comunque capita, saprai che è autentico].

Per qualsiasi dubbio io possa chiarire, fammi sapere qui sotto con un commento!


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Nuovo Amazfit Active Max: smartwatch fitness completo per ogni allenamento


Amazfit presenta Active Max, il nuovo smartwatch pensato per chi vuole iniziare (o migliorare) il proprio percorso fitness con semplicità e funzioni avanzate
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Amazfit ha presentato il nuovo Amazfit Active Max, progettato per le persone che vogliono allenarsi allenarsi regolarmente. Che si tratti di correre, andare in palestra, partecipare alla prima gara HYROX o semplicemente mantenersi attivi nei fine settimana, il nuovo smartwtach targato Amazfit aiuta a migliorare la propria salute e il proprio benessere.

Per chi quest'anno ha deciso di diventare più attivo, Active Max monitora oltre 160 sport e attività. Lo smartwatch, inoltre, offre piani di allenamento personalizzati basati sull'intelligenza artificiale e analisi avanzate che mostrano chiaramente i progressi raggiunti.

Sleep Report 2025 Amazfit
I dati emersi offrono uno spaccato chiaro: il sonno è una delle prime vittime dello stile di vita contemporaneo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Comfort e funzioni intelligenti


Dotato di una struttura leggera (39.5 g) e molte funzioni automatizzate, il dispositivo consente di concentrarsi più facilmente sugli allenamenti. Le zone di frequenza cardiaca vengono impostate automaticamente e quando Active Max rileva una frequenza troppo alta, invia un avviso all'utente, mettendo nello stesso tempo tutti gli esercizi in pausa. Il suo ampio display da 1,5 pollici regola automaticamente anche la luminosità (fino a 3000 nit) in base allo scenario in cui ci si allena. Il comfort è ulteriormente migliorato dalla tecnologia AMOLED, che offre un contrasto elevato e colori vivaci, rendendo i dati di allenamento più facili da leggere e più comodi da usare.
L'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenarioL'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenario

Approfondimenti su allenamento e recupero


Riepiloghi dettagliati degli allenamenti, compresi i dati post-allenamento e di recupero, sono disponibili su Active Max e nell'app Zepp.
L'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e AndroidL'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e Android
L'app mostra i risultati degli allenamenti, il carico di allenamento accumulato, i progressi di recupero, compresa la qualità del sonno e la variabilità della frequenza cardiaca (che indica indirettamente l'affaticamento del sistema nervoso dopo l'esercizio fisico) e l'indicatore BioCharge, che riflette l'attuale livello di energia. Active Max monitora decine di parametri, aiutando gli utenti a comprendere meglio il funzionamento del corpo.

DJI Osmo Action 6: apertura variabile e novità tecniche
Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Mappe e navigazione


Active Max offre ancora più vantaggi: lo smartwatch supporta i pagamenti, migliaia di mappe offline, tra cui mappe topografiche, mappe di stazioni sciistiche e mappe contorno, oltre a funzioni di navigazione. Grazie al rapido sviluppo dell'ecosistema Amazfit, chi inizia ad allenarsi regolarmente può anche condividere i propri progressi su piattaforme esterne come Strava, adidas Running, Google Fit, Health Connect, Komoot e Relive.

Ecosistema e podcast


Active Max è dotato di microfono e altoparlante integrati. Può anche essere abbinato a cuffie (ad esempio Amazfit UP) e molti altri accessori sportivi Amazfit (ad esempio Helio Strap, Helio Ring), nonché a dispositivi di terze parti. È possibile, inoltre, scaricare e installare centinaia di mini-app dall'app Zepp, tra cui Podcast, che fornisce l'accesso a milioni di contenuti audio gratuiti. Lo smartwatch ha 4 GB di memoria (quattro volte più dell'Amazfit Active 2), consentendo di ascoltare podcast e musica senza una connessione Internet.

Disponibilità e prezzo


Amazfit Active Max è disponibile dallo scorso 30 dicembre 2025 su it.amazfit.com e tramite partner Amazfit selezionati al prezzo di 169 euro.


Dormiamo davvero così poco? Lo conferma lo Sleep Report 2025 firmato Amazfit


Dormire bene è diventato uno dei grandi obiettivi della vita moderna, eppure sembra sempre più difficile da raggiungere. Tra ritmi frenetici, stress quotidiano e un uso costante della tecnologia, il tempo dedicato al riposo si riduce progressivamente. Ma dormiamo davvero così poco? A confermarlo è lo Sleep Report 2025 di Amazfit, che analizza le abitudini di sonno di milioni di utenti a livello globale. In particolare, i dati raccolti tramite la Zepp App in Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Polonia e Italia evidenziano una forte correlazione tra orario di addormentamento e qualità del riposo e pur mostrando differenze significative da Paese a Paese: italiani e spagnoli dormono meno di tutti, mentre polacchi e tedeschi sono quelli che più frequentemente vanno a letto prima delle 22:00. Lo studio, inoltre, rivela che la regolarità del sonno – andare a letto ogni sera alla stessa ora – aumenta significativamente le probabilità di raggiungere almeno un’ora di sonno profondo, elemento chiave per il recupero.
Monitoraggio delle fasi del sonnoMonitoraggio delle fasi del sonno

“Il sonno è un pilastro del benessere, importante quanto alimentazione, esercizio fisico e gestione dello stress. Essenziale per atleti e sportivi ambiziosi, ma anche per chi si allena per piacere. Tuttavia, ciò che conta non è solo la durata del sonno, ma anche la sua regolarità e qualità, che include il sonno profondo, la velocità con cui ci addormentiamo e quante volte ci svegliamo durante la notte”, ha affermato Jesús Carrero di Zepp Health.


Italia: il Paese che dorme meno


Dalla rilevazione emerge che gli italiani dormono in media solo 7 ore a notte, il valore più basso registrato tra i Paesi analizzati. Anche la qualità del riposo risulta ridotta: appena il 67,23% degli adulti raggiunge almeno un’ora di sonno profondo, la fase cruciale per il recupero fisico e mentale. L’orario in cui ci si addormenta si conferma decisivo perchè chi va a dormire presto beneficia di un riposo sensibilmente migliore: il 76,83% degli italiani che si corica tra le 20:00 e le 21:59 ottiene almeno un’ora di sonno profondo, con una durata media complessiva di 7 ore e 50 minuti. Al contrario, tra chi si addormenta dopo mezzanotte la situazione peggiora drasticamente: la durata del sonno cala a 6 ore e 2 minuti, e solo il 54,25% raggiunge almeno un’ora di sonno profondo.
Monitoraggio delle sessioni di sportMonitoraggio delle sessioni di sport

Gli atleti italiani: la regolarità fa la differenza


Gli atleti rappresentano un modello virtuoso nella gestione del riposo.Il maratoneta Yeman Crippa mantiene una routine stabile, dormendo dalle 23:00 alle 7:00 e concedendosi un breve riposo dopo pranzo per sostenere la doppia sessione di allenamento. Anche la tennista Bea González mostra un profilo di sonno ottimale, con 7 ore e 49 minuti di riposo totale e 1 ora e 24 minuti di sonno profondo, pari al 18% del totale. L’importanza del sonno è sottolineata anche da una delle protagoniste del tennis mondiale, Jasmine Paolini:

“Il sonno è davvero importante per il mio recupero. Quando dormo bene, mi sento più concentrata, più paziente e più esplosiva in campo. La differenza la noto subito: un buon sonno migliora i miei movimenti e mi aiuta a rimanere calma durante gli scambi lunghi o nei momenti difficili. Per me, il sonno è essenziale quanto l’allenamento o la nutrizione”.


Jasmine PaoliniJasmine Paolini

Gli atleti professionisti: il sonno come alleato della performance


Il report evidenzia, inoltre, come gli atleti d’élite dedichino al sonno molte più ore rispetto alla popolazione generale. L’ultrarunner spagnola Rosa Lara Feliu dorme in media 9 ore e 37 minuti, con 2 ore e 21 minuti di sonno profondo, mentre l’ultramaratoneta neozelandese Ruth Croft ha registrato 10 ore e 14 minuti di sonno la notte precedente alla sua vittoria all’Ultra Mont-Blanc. In conclusione, il report Amazfit 2025 evidenzia come l’orario in cui si va a dormire sia uno dei fattori più influenti sulla qualità del sonno. È quindi fondamentale, per migliorare il benessere e il recupero quotidiano, anticipare l’addormentamento e mantenere una routineregolare, proprio come fanno gli atleti che utilizzano Amazfit per monitorare sonno, allenamento e recupero.
Ruth CroftRuth Croft


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Viaggi 2026: crescono le città secondarie, ecco le destinazioni europee più gettonate


Le città secondarie europee guadagnano popolarità nel 2026, mentre le capitali fanno un passo indietro nelle scelte di viaggio
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Le capitali restano in cima alle liste dei viaggiatori, ma il desiderio di scoperta in Europa si sta ampliando. Accanto ai classici city break, sempre più persone rivolgono l’attenzione a destinazioni più piccole e meno conosciute: Omio, piattaforma per la prenotazione di viaggi multimodali, ha identificato un cambiamento crescente nei dati di prenotazione del 2025, che riflette uno dei temi centrali del suo annuale Report NowNext realizzato con YouGov: Oltre le capitali/ Capital Losses.

Il report rivela che, sebbene le grandi capitali continuino ad attrarre una forte domanda, il 21% dei viaggiatori prevede di visitare città secondarie nel 2026, spinto da prezzi più accessibili, minore affollamento, cultura, attrazioni uniche ed esperienze più autentiche e locali. Questo trend è confermato anche dai dati Omio, che mostrano un aumento del 30% delle prenotazioni verso le città secondarie su base annua, rispetto a una crescita del 15% per le destinazioni più popolari.
Centro storico di MonopoliCentro storico di Monopoli
Per capire a quali mete punteranno prossimamente i viaggiatori, Omio ha analizzato la crescita delle prenotazioni anno su anno tra le sue 200 principali destinazioni urbane (1 gennaio – 1 dicembre 2025 vs 1 gennaio – 1 dicembre 2024). Il risultato è una lista delle 20 destinazioni in più rapida ascesa da tenere d’occhio nel 2026.

“I viaggiatori stanno ripensando a cosa renda memorabile un city break. Invece di scegliere automaticamente le grandi capitali, cercano luoghi con carattere, maggiore accessibilità economica e un forte senso di identità locale. Le città secondarie spesso offrono esattamente questo. In Omio vediamo questo cambiamento riflettersi nei modelli di prenotazione in tutta Europa, favorito anche dalla facilità con cui oggi è possibile raggiungere queste destinazioni grazie a una combinazione di diversi mezzi di trasporto. Questo trend non mostra segni di rallentamento con l’ingresso nel 2026”, così Veronica Diquattro di Omio Europa


Le destinazioni di tendenza per il 2026

  1. Salamanca, Spagna (+168%): Città di arenaria dorata ricca di storia, Salamanca unisce l’energia studentesca alla grandiosità architettonica. Plaza Mayor resta il suo cuore vivace e il calendario di eventi culturali continua ad attirare visitatori in cerca di un’autentica esperienza castigliana. Raggiungibile in due ore di treno da Madrid;
  2. Marbella, Spagna (+159%): più di una destinazione balneare, Marbella si è evoluta in una meta da vivere tutto l’anno, con percorsi escursionistici nella vicina Sierra Blanca, un panorama culinario contemporaneo in crescita e un appeal sempre più forte per chi cerca un’esperienza di lusso più raffinata e legata allo stile di vita. Un calendario costante di festival culturali ed eventi sportivi mantiene la città vivace ben oltre l’alta stagione estiva. Raggiungibile in autobus da Málaga oppure in treno da Madrid fino a Málaga e successivamente in autobus;
  3. Monopoli, Italia (+141%): con il suo centro storico dipinto di bianco, le vedute sul porto e il pesce fresco, Monopoli offre un’alternativa più lenta ai principali poli costieri italiani. I suoi inverni miti la rendono una destinazione interessante anche fuori stagione. Raggiungibile in circa mezz’ora di treno da Bari.
  4. Polignano a Mare, Italia (+127%): con un tragitto in treno ancora più breve da Bari, Polignano a Mare sorge in modo scenografico su scogliere calcaree ed è nota per le sue calette turchesi e le viste panoramiche sull’Adriatico. Pur attirando grande attenzione durante l’alta stagione estiva, visitarla al di fuori dei mesi più affollati consente di vivere i percorsi costieri, il centro storico e il programma culturale con ritmi più rilassati;
  5. Alberobello, Italia (+122%): la Puglia ottiene un punteggio elevato in questa classifica. Una delle destinazioni più riconoscibili della regione, Alberobello è rinomata per i suoi trulli, patrimonio UNESCO, e per il suo paesaggio urbano suggestivo. Esplorare la città insieme alla vicina Valle d’Itria, con vigneti, percorsi ciclabili e piccoli borghi collinari, offre una prospettiva più ampia sulla regione al di là delle mete più visitate. Raggiungibile in treno da Bari;
  6. Matera, Italia (+89%): spostandosi ulteriormente a sud, in Basilicata, Matera è famosa per le sue abitazioni rupestri, i Sassi. Il suo programma di mostre e iniziative culturali continua a crescere dopo il titolo di Capitale Europea della Cultura ottenuto nel 2019. Raggiungibile in autobus da Bari in poco più di un’ora;
  7. Bari, Italia (+88%): vivace città portuale e universitaria con un centro storico rinnovato, Bari, capoluogo regionale e seconda città più grande del Sud Italia, offre l’accesso al meglio della Puglia, come dimostrano le destinazioni dalla terza alla sesta posizione di questa lista, oltre a una propria florida cultura gastronomica. Perdersi tra i vicoli e assaggiare le tradizionali orecchiette fatte a mano è d’obbligo. Bari è dotata di un aeroporto ben collegato ed è raggiungibile anche in treno ad alta velocità dalle principali città italiane;
  8. Murcia, Spagna (+77%): il clima caldo, l’architettura barocca e la fama per i prodotti freschi rendono Murcia una meta apprezzata da chi cerca una città spagnola più tranquilla ma con forti radici culinarie. La settima città più grande della Spagna è facilmente raggiungibile in aereo, treno o autobus;
  9. Santiago de Compostela, Spagna (+77%): noto per il pellegrinaggio del Cammino, il centro storico rappresenta di per sé una grande attrazione, soprattutto per i viaggiatori che percorrono gli antichi itinerari. Raggiungibile in aereo (aeroporto SCQ) o in treno;
  10. Valladolid, Spagna (+68%): Valladolid offre imponenti edifici rinascimentali, vini regionali rinomati e una scena gastronomica sempre più riconosciuta. Rimane una scelta ancora poco battuta per gli amanti della cultura. Raggiungibile in circa un’ora di treno da Madrid;
  11. Segovia, Spagna (+66%): con il suo acquedotto romano, il castello fiabesco e i mercati tradizionali, Segovia è ricca di patrimonio storico. Le sue dimensioni contenute la rendono ideale per una gita in giornata da Madrid. Il treno ad alta velocità la collega in meno di 30 minuti;
  12. Lecce, Italia (+62%): spesso definita la Firenze del Sud, Lecce unisce architettura barocca e una vivace scena artistica. La sua posizione nella penisola salentina consente un facile accesso ad alcune delle spiagge più belle d’Italia. Raggiungibile in treno o autobus da Bari o Brindisi, oppure in treno ad alta velocità dalle principali città italiane.
  13. Oviedo, Spagna (+62%): situata tra montagne e costa, Oviedo è conosciuta per le sidrerie, i monumenti preromanici e un centro cittadino elegante e tranquillo. È una porta d’accesso ai paesaggi naturali delle Asturie. Il capoluogo regionale è raggiungibile in treno via Madrid o tramite l’aeroporto delle Asturie;
  14. Santander, Spagna (+62%): elegante città di mare con ampi lungomari e spazi culturali come il Centro Botín, Santander attrae viaggiatori in cerca di aria atlantica e di uno stile di vita costiero più lento. Raggiungibile in aereo, treno o autobus;
  15. Jerez de la Frontera, Spagna (+59%): Jerez offre bodegas di sherry, tradizioni equestri e un forte patrimonio flamenco. I visitatori arrivano per il fascino storico e restano per una scena gastronomica in evoluzione. Raggiungibile in aereo o in treno, ad esempio da Siviglia in circa un’ora.
  16. Anversa, Belgio (+58%): capitale della moda e del design, con una cattedrale imponente e un quartiere fluviale suggestivo, Anversa attrae viaggiatori interessati ad arte, shopping e creatività contemporanea. Raggiungibile da Bruxelles in meno di un’ora in treno o autobus.
  17. Lubiana, Slovenia (+58%): la piccola capitale slovena offre un’alternativa rilassata ai grandi hub europei, con caffè lungo il fiume, spazi verdi e un piccolo centro storico, facile da esplorare a piedi. La scena culturale in crescita e la vicinanza a laghi, vigneti e paesaggi alpini la rendono una base ideale per un city break più lento nel 2026. Raggiungibile in aereo, treno o autobus a lunga percorrenza.
  18. Gand, Belgio (+55%): Gand unisce architettura medievale ed energia giovane, con un ricco calendario culturale. L’atmosfera lungo i canali e i mercati gastronomici locali sono tra le principali attrazioni. Facilmente raggiungibile in treno o autobus dai principali aeroporti del Belgio, Bruxelles e Bruxelles Sud Charleroi.
  19. Dubrovnik, Croazia (+54%): al di là dei picchi estivi, Dubrovnik offre una stagione più tranquilla con passeggiate costiere panoramiche, mura storiche e temperature invernali miti. Raggiungibile in aereo o tramite collegamenti autobus a lunga percorrenza più economici.
  20. Annecy, France (+53%): adagiata tra lago e montagne, Annecy è ideale per gli amanti delle attività all’aria aperta. I canali, l’aria alpina e la vicinanza alle località sciistiche la rendono popolare tutto l’anno. Nel 2026 accoglierà inoltre la comunità internazionale dell’animazione con il ritorno, a giugno, dell’Annecy International Animation Film Festival. Raggiungibile in autobus da Ginevra oppure in treno o autobus da Lione.
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unstable complexity / rosaire appel. 2026


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